Palinsesti Rai: i programmi dell’autunno tra novità e sorprese

Sono stati presentati oggi ad Ancona i nuovi palinsesti Rai per la prossima stagione televisiva. Nessuno stravolgimento, ma comunque diverse la novità annunciate e persino qualche sorpresa. Su tutte il ritorno di Roberto Benigni con una prima serata evento dedicata a San Francesco, in occasione dell’ottavo centenario della morte del patrono d’Italia.

Palinsesti Rai: i programmi dell’autunno tra novità e sorprese
Alberto Angela (Imagoeconomica).

Alberto Angela si fa in cinque

Lo speciale su San Francesco, in onda domenica 4 ottobre alle 21:30 e trasmesso da Assisi, sarà condotto da Alberto Angela, che qualche giorno prima (il 27 settembre) sarà protagonista de Lo spettacolo della conoscenza, serata speciale dal Colosseo. La sera di Natale andrà poi in onda Stanotte a…, con Angela pronto a far scoprire agli italiani i musei, le strade, le piazze e le chiese di una nuova città. Confermati poi nei palinsesti Passaggio a Nord Ovest e Ulisse – Il piacere della scoperta.

Palinsesti Rai: i programmi dell’autunno tra novità e sorprese
Sal Da Vinci (Ansa).

Le serate-evento con Sal Da Vinci

L’offerta musicale non si fermerà al nuovo Festival di Sanremo targato Stefano De Martino. Il 20 e il 27 novembre, su Rai 1, andranno in onda le due puntate di Meravigliosamente, show con Sal Da Vinci che festeggia i 50 anni di carriera. Nel palinsesto anche lo speciale Roma, Baby. Cremonini Live Circo Massimo.

Le novità targate Gomez e Inciocchi

Sul fronte dell’informazione confermati Cinque Minuti con Bruno Vespa (dal 21 settembre, Rai 1) e Il Cavallo e la Torre con Marco Damilano (dal 7 settembre, Rai 3). Tra le principali novità Peter Gomez con L’elefante, in onda su Rai 3 il sabato alle 20:15. Dopo il trasloco di Milo Infante a Mediaset, Salvo Sottile prende il timone di Ore 14 e dello spin-off Ore 14 Sera, su Rai 2. Tra le vere novità di stagione spicca poi Patù, appuntamento di prima serata dedicato ai grandi temi politici, economici e sociali, condotto da Roberto Inciocchi ogni mercoledì su Rai 2 (dal 7 ottobre). Ufficializzato poi Antonino Monteleone alla conduzione delle nove puntate nella prima serata prevista per il martedì in autunno: sostanzialmente sostituirà FarWest di Sottile col suo Filorosso. Da segnalare poi i nuovi editoriali 2 di Picche con Tommaso Cerno, striscia quotidiana a cura della Direzione Approfondimento.

Palinsesti Rai: i programmi dell’autunno tra novità e sorprese
Roberta Bruzzone (Imagoeconomica).

I nuovi programma di Bruzzone e Brumotti

Novità nel prime time di Rai 2, con Dentro la Truffa, programma di Roberta Bruzzone dedicato ai principali meccanismi psicologici delle frodi contemporanee: sei le puntate previste. Si intitolerà poi Ultima chiamata il programma affidato a Vittorio Brumotti, approdato in Rai dopo una lunga militanza a Striscia la Notizia: un viaggio attraverso l’Italia, per raccontare storie di persone, comunità e associazioni che hanno saputo reagire a situazioni di disagio, emarginazione e difficoltà. Oltre a tornare al timone di Storie Italiane, Eleonora Daniele sbarcherà anche nella prima serata di Rai 3 con un nuovo programma: Le cose che non sai, dedicato alle vicende personali delle celebrità. Dal 21 dicembre (alle ore 19) Enzo Miccio condurrà su Rai 2 Il giorno più lungo, accompagnando le coppie che, ancora oggi, scelgono di suggellare il loro amore con un matrimonio. Lorella Boccia sarà poi il nuovo volto di Playlist, in onda su Rai 2 dal 17 ottobre. Confermato Chi l’ha visto?, ancora vuota però la casella della conduzione lasciata vuota da Federica Sciarelli.

La rivelazione dagli Usa: Israele voleva uccidere i negoziatori iraniani

Per mesi Israele ha pianificato di uccidere il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, ovvero i due principali negoziatori di Teheran: a evitare che ciò accadesse sono stati gli Stati Uniti, che hanno avvertito la Repubblica Islamica del pericolo tramite altri Paesi della regione. Lo riportano il New York Times e il Washington Post, citando funzionari statunitensi. Secondo le due prestigiose testate americane, in una circostanza un jet governativo iraniano sarebbe stato costretto a un atterraggio d’emergenza per il timore concreto di un raid da parte dell’IDF.

Israele non ha mai nascosto il malcontento per gli accordi Usa-Iran

Il New York Times e il Washington Post scrivono che la possibilità di raid mirati contro Araghchi e Ghalibaf, almeno secondo l’intelligence Usa, è aumentata durante i vari round di negoziati ospitati dal Pakistan a partire da aprile. Tel Aviv non ha mai nascosto il malcontento per gli accordi tra Washington e Teheran: lo Stato ebraico continua a essere preoccupato per il programma missilistico dell’Iran e per il sostegno fornito dai pasdaran ai proxy come Hezbollah.

L’atterraggio d’emergenza del jet che stava riportando Ghalibaf in Iran

I due giornali americani hanno poi ricostruito quanto successo a Ghalibaf durante un volo di ritorno da Islamabad, scortato all’aviazione pachistana fino al confine. A un certo punto, due caccia israeliani sono entrati nello spazio aereo iraniano, facendo scattare l’allarme: da qui la decisione di procedere con un atterraggio d’emergenza a Mashhad, appena oltre il confine con il Pakistan. Da lì i negoziatori hanno poi viaggiato via terra per oltre otto ore fino a Teheran.

Massimiliano Allegri è il nuovo allenatore del Napoli

Massimiliano Allegri è ufficialmente il nuovo allenatore del Napoli. Ad annunciarlo è stato il presidente azzurro Aurelio De Laurentiis che, con un tweet su X, ha salutato il nuovo tecnico: «Benvenuto Max!». L’ex allenatore del Milan ha firmato un contratto di tre anni fino al 30 giugno 2029.

Il comunicato del Napoli

Questo il comunicato del club azzurro: «La SSC Napoli dà il benvenuto a Massimiliano Allegri, che assume l’incarico di allenatore della prima squadra. Il tecnico ha firmato un contratto che lo legherà al Club fino al 30 giugno 2029. Dopo una lunga carriera da calciatore, in cui ha indossato anche la maglia del Napoli nel ’97/98, Max Allegri intraprende il percorso da allenatore a partire dalla stagione 2003/04. Nel 2007/08 conduce il Sassuolo alla prima storica promozione in Serie B, vincendo nella medesima annata anche la Supercoppa di Serie C1. Qualche mese più tardi fa il suo debutto in Serie A con il Cagliari, chiudendo il campionato al nono posto e vincendo la Panchina d’oro. Nel 2010 approda al Milan, riuscendo a vincere il diciottesimo scudetto e la sesta Supercoppa Italiana della storia rossonera. Dal 2014 al 2019 è il tecnico della Juventus, con cui conquista cinque scudetti consecutivi, quattro coppe Italia di seguito e due Supercoppe. Nello stesso periodo conduce per due volte i bianconeri alla finale della Champions League. Dopo due anni torna alla guida della Juventus vincendo la sua quinta Coppa Italia nel 2024. Nella scorsa stagione ha allenato nuovamente il Milan, terminando il campionato al quinto posto. Benvenuto, mister Allegri!».

Lagarde punta all’Eliseo: può lasciare la Bce prima del 2027

Intervistata dal quotidiano Les Echos, la presidente della Bce Christine Lagarde non ha escluso la possibilità di lasciare Francoforte prima della scadenza del suo mandato, che terminerà a ottobre del 2027, facendo intendere di volersi candidare alle Presidenziali francesi, in programma nella primavera dello stesso anno.

Lagarde punta all’Eliseo: può lasciare la Bce prima del 2027
Emmanuel Macron e Christine Lagarde (Imagoeconomica).

Ha ammesso che un addio anticipato «è possibile»

«È possibile. Penso che nel dibattito presidenziale francese debba essere ascoltata una voce europea», ha detto Lagarde nel corso dell’intervista concessa al principale quotidiano economico-finanziario transalpino. «Se il dibattito dovesse presentare una visione riduttiva del ruolo della Francia in Europa, credo sarebbero necessarie spiegazioni», ha aggiunto la presidente della Bce, spiegando che c’è il rischio di un «percorso doloroso» per Paese e i suoi cittadini.

Lagarde finora aveva escluso di lasciare prima del 2027

A parlare per primo del possibile passo indietro di Lagarde era stato il Financial Times a febbraio: la diretta interessata aveva smentito, affermando che «il capitano della barca della Bce deve rimanere a bordo in questo periodo turbolento», caratterizzato da un’accelerazione dell’inflazione e dall’impennata del prezzo dell’energia a causa della crisi in Medio Oriente.

Lagarde punta all’Eliseo: può lasciare la Bce prima del 2027
Christine Lagarde (Imagoeconomica).

È in sella dal 2019: prese il posto di Draghi

Già alla guida del Fondo Monetario Internazionale e prima ancora ministra in Francia sotto Jacques Chirac e Nicolas Sarkozy, Lagarde è al timone della Banca Centrale Europea dal 2019, quando fu designata per succedere a Mario Draghi. La carica di presidente della Bce ha una durata di otto anni non rinnovabile.

Chi è l’attentatrice del Principato di Monaco, fuggita in Italia

L’attentatrice che ha piazzato una bomba nell’abitazione dell’oligarca ucraino Vadim Ermolaev nel Principato di Monaco è stata identificata: secondo quanto ricostruito dagli inquirenti si tratta di Anastasia B., ucraina di 39 anni, nota «per i suoi legami con la criminalità organizzata». In base alle indagini, inoltre, dopo l’azione compiuta a Monaco la donna (che si era camuffata in modo da sembrare un uomo) è fuggita in Italia. Come stabilito dagli inquirenti monegaschi e francesi, l’attentatrice ha raggiunto la Francia a piedi e, una volta varcato il confine, ha recuperato un’automobile a Beausoleil: al volante della vettura, immatricolata e noleggiata in Germania (dove risiede), si è successivamente diretta verso l’Italia. Si sospetta il coinvolgimento dei servizi segreti di Kyiv.

Chi è l’attentatrice del Principato di Monaco, fuggita in Italia
L’edificio dove è scoppiato l’ordigno nel Principato di Monaco (Ansa).

Teheran, per i funerali di Khamenei riappare il capo dei pasdaran

In vista dei funerali, che si terranno il 4 luglio, le bare contenenti i corpi della Guida Suprema Ali Khamenei – ucciso nelle fasi iniziali della guerra contro Stati Uniti e Israele – e di diversi membri della sua famiglia sono state esposte nella Grande Moschea di Teheran: quelle del genero Mesbah-ol-Hoda Bagheri, della figlia maggiore Seyyedeh Boshra Hosseini Khamenei, della nuora Zahra Haddad Adel e della nipote di appena 14 mesi, Zahra Mohammadi Golpaygani.

Teheran, per i funerali di Khamenei riappare il capo dei pasdaran
Un enorme ritratto di Ali Khamenei all’esterno della Grande Moschea di Teheran (Ansa).

Prevista la partecipazione di almeno 15 milioni di persone

Le autorità prevedono la partecipazione di almeno 15 milioni di persone di persone nella capitale iraniana per la tre giorni di tributo nazionale, che inizierà appunto domani. Il complesso della Grande Moschea rimarrà aperto giorno e notte fino a lunedì 6 luglio. Poi una processione con la salma di Khamenei sfilerà per le strade di Teheran, prima di raggiungere la città santa di Qom il 7 luglio.

Teheran, per i funerali di Khamenei riappare il capo dei pasdaran
Le bare di Ali Khamenei e dei suoi familiari (Ansa).

Le delegazioni straniere: per la Russia ci sarà Medvedev

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha dichiarato che «quasi 100 Paesi, tra delegazioni ufficiali e personalità di rilievo» parteciperanno ai funerali di Khamenei, tra cui alcuni dell’Europa orientale. Tra le personalità attese ci sono l’ex presidente russo Dmitry Medvedev e il primo ministro pakistano Shebaz Sharif. La Cina sarà rappresentata dall’alto funzionario parlamentare He Wei. La Turchia dal vicepresidente Cevdet Yilmaz. Irib, la tv pubblica iraniana, riporta che tra i primi a recarsi alla Grande Moschea figuravano personalità religiose provenienti dall’Afghanistan e dall’Indonesia. L’agenzia Isna racconta di «intellettuali provenienti da Malesia, Libano, Afghanistan, Norvegia, Pakistan, Russia, Tunisia, Senegal, India, alcuni paesi dell’America Latina, Argentina e Messico che stanno rendendo omaggio al leader martire della rivoluzione».

Il capo dei pasdaran alla cerimonia funebre in forma ridotta

Tra le persone che hanno già reso omaggio a Khamenei c’è Ahmad Vahidi, ovvero il capo dei Guardiani della rivoluzione, che ha partecipato a una cerimonia funebre in forma ridotta per l’ayatollah, celebrata ieri sera vicino all’ex residenza della Guida Suprema. Si tratta della sua prima apparizione pubblica dall’inizio della guerra a febbraio: da allora, probabilmente per evitare di essere assassinato come il suo predecessore, non si era più fatto vedere, mantenendo un basso profilo.

Tre condanne all’ergastolo per la strage di Altavilla

La corte d’assise di Palermo ha condannato all’ergastolo Giovanni Barreca, muratore di Altavilla Milicia, Sabrina Fina e Massimo Carandente per la strage di Altavilla Milicia di febbraio 2024 costata la vita alla moglie di Barreca, Antonella Salamone, e ai figli Kevin di 16 anni ed Emanuel di cinque. Le vittime furono seviziate e uccise durante un folle rito di purificazione dal demonio. Coinvolta anche Miriam, la figlia 17enne della coppia, processata separatamente. Condannata in primo grado a 12 anni e otto mesi, è stata assolta in Appello perché giudicata incapace e costretta a partecipare al rito sotto la minaccia di morte. La corte ha anche riconosciuto un risarcimento di un milione di euro per i familiari delle vittime.

La dinamica dell’accaduto

L’orrore venne alla luce nella notte dell’11 febbraio 2024, quando Barreca stesso chiamò il 112 ammettendo: «Ho ucciso tutta la mia famiglia, venite a prendermi». I carabinieri scoprirono i corpi senza vita dei due ragazzini e trovarono Miriam in stato di shock. I resti parzialmente carbonizzati della madre furono trovati ore dopo in una buca in giardino. Secondo la sequenza del massacro delineata dalla figlia 17enne, la donna fu uccisa per prima, il 9 febbraio, e i figli vennero in seguito strangolati con delle catene.

Vigilanza Rai, lasciano anche i componenti di centrodestra

Dopo il passo indietro della presidente Barbara Floridia e degli altri componenti provenienti dall’opposizione, si sono dimessi dalla Commissione parlamentare di Vigilanza Rai anche i componenti di centrodestra. La senatrice del M5s ha parlato di un organo di garanzia «tenuto in ostaggio da chi governa»: ebbene, i membri provenienti dalla maggioranza denunciano qualcosa di analogo. Ma da parte del centrosinistra.

I componenti di centrodestra: «Commissione occupata dalla sinistra»

«Anche noi, come le opposizioni, ci dimettiamo dalla commissione di Vigilanza Rai che è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra. Questa ha sfruttato cinicamente la legge sulla Rai, che prevede una maggioranza a 2/3 per eleggere il presidente, che noi in questi mesi stiamo cercando di cambiare». È quanto hanno dichiarato i membri del centrodestra dimissionari, definendo «anomalo» che «il presidente della Rai dopo un certo numero di votazioni non possa essere eletto a maggioranza, eventualità che invece è prevista perfino per la carica di Presidente della Repubblica». L’opposizione, spiegano, ha «sfruttato in maniera vergognosa» questa legge, impedendo alla tv di Stato di avere un presidente nonostante sia stato designato già da tempo» dal suo cda.

«Siamo dinanzi a una vergognosa pantomima inscenata dalle opposizioni che hanno la smania di continuare a monopolizzare il Servizio pubblico, dopo aver perso il governo della Nazione per volontà degli italiani. E proprio l’avidità di poltrone della sinistra ha prodotto lo stallo in Commissione», affermano poi i componenti della maggioranza: «Per quanto ci riguarda siamo disponibili a dare vita a una nuova Commissione con un nuovo Presidente, a dare in tempi rapidi un presidente alla Rai e riprendere il ciclo di audizioni che le dimissioni della presidente Floridia e dei componenti delle opposizioni in Vigilanza hanno interrotto. Non sarà questa messa in scena ad impedire che la Rai possa tornare finalmente ad essere libera e pluralista».

Usa-Iran, quando riprenderanno i colloqui indiretti

Il prossimo round di negoziati indiretti tra Stati Uniti e Iran inizierà il 18 luglio. Lo riferisce l’emittente saudita Al-Hadath, citando una fonte di alto livello. Al momento non è stato indicato dove si terranno i nuovi colloqui. Ma è altamente probabile che la sede sia ancora Doha, in Qatar. In alternativa c’è il Pakistan, l’altro Paese mediatore. Come riferito dal portavoce del ministero degli Esteri qatariota, Majed al-Ansari, le discussioni indirette tra Usa e Iran, che proseguiranno dopo i funerali di Ali Khamenei, hanno permesso alle due parti di avanzare su alcune questioni relative al memorandum d’intesa di Islamabad, basandosi sui risultati del vertice del Lago di Lucerna.

Legge elettorale, maggioranza ancora divisa e opposizioni all’attacco

Poco meno di due settimane. È il tempo che le forze di maggioranza hanno a disposizione per riuscire a trovare l’intesa sul tema delle preferenze, prima che la proposta di legge elettorale passi all’esame della Camera.

Il centrodestra ancora diviso sulle preferenze

La data da cerchiare sul calendario è quella del 14 luglio, una settimana dopo rispetto all’iniziale ipotesi del 7 luglio prevista per l’avvio delle votazioni. Un rinvio che dai banchi del centrodestra dicono essere logistico, dovuto alle difficoltà nel raggiungere il Parlamento a causa dei lavori sulla tratta ferroviaria verso Roma, ha ribadito il ministro meloniano Luca Ciriani, ma che in realtà appare come un tentativo di guadagnare ancora qualche giorno per riuscire a sciogliere il nodo dell’accordo. E infatti Matteo Salvini ha messo in chiaro, piccato, che non ci sono cantieri programmati e che i deputati e i senatori non avranno difficoltà a raggiungere la capitale. La verità è che il vertice degli sherpa di questa settimana non ha prodotto i risultati sperati. Fratelli d’Italia punta i piedi sulle preferenze, Forza Italia e Lega sono contrari a modificare un testo già frutto di compromessi. Nonostante le divergenze ancora non appianate, «non c’è alcuna intenzione da parte nostra di spaccare il centrodestra», assicurano dalle file del partito di Meloni. Anche in questo caso «un punto di equilibrio si troverà», con l’obiettivo di arrivare all’approvazione della proposta alla Camera entro la fine del mese. 

Legge elettorale, maggioranza ancora divisa e opposizioni all’attacco
Matteo Salvini (foto Ansa).

Il muro delle opposizioni contro lo spettro del premierato

Non ci stanno le opposizioni, per le quali anche se venissero inserite le preferenze non si risolverebbe l’impianto di una legge considerata sbagliata nel principio, a partire dal punto che andrebbe a sancire l’indicazione del nome del premier sulla scheda. Il presidente del M5s Giuseppe Conte lo ha detto a chiare lettere: «La loro proposta nasconde un premierato, siamo pronti al ricorso alla Corte Costituzionale». Dello stesso avviso il leader di Avs Nicola Fratoianni, che in una recente intervista televisiva ha parlato di tentativo di «introdurre in Italia il premierato senza fare la riforma della Costituzione». E così anche i dem, con la capogruppo in commissione Affari Costituzionali alla Camera Simona Bonafè che in una nota ha rimarcato: «Non hanno avuto il coraggio di portare avanti il premierato perché erano consapevoli che i cittadini l’avrebbero bocciato e ora tentano di raggiungere lo stesso obiettivo attraverso una legge ordinaria, modificando la legge elettorale».

Legge elettorale, maggioranza ancora divisa e opposizioni all’attacco
Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

Lo spettro della batosta referendaria

«Qualsiasi riforma non c’entra con le elezioni dell’anno prossimo, una cosa non nega l’altra», tiene a precisare a Lettera43 un senatore di Fratelli d’Italia, convinto che «la riforma si farà». Quando? Ancora presto per dirlo. Dopo l’approvazione in Senato nel giugno 2024, il disegno di legge sul premierato è attualmente assegnato in commissione Affari costituzionali alla Camera. Di un’ipotesi di calendarizzazione nemmeno l’ombra. La frenata, secondo l’opinione diffusa tra i partiti di minoranza, sarebbe dovuta al colpo politico subito dal governo con la sconfitta al referendum sulla giustizia dello scorso marzo. Motivo per cui, ha spiegato la capogruppo Pd alla Camera Chiara Braga in un’intervista a La Repubblica, «il disegno di riforme istituzionali della destra è fallito» e si tenta ora di «far passare un premierato di fatto». Una narrazione, questa, respinta dai meloniani. «Se c’è una cosa che non ci spaventa è il confronto con l’elettorato», ha spiegato ancora il parlamentare FdI, pur ammettendo che sulla cosiddetta madre di tutte le riforme «c’è un iter complesso, soprattutto se i tempi sono quelli che abbiamo visto per la riforma della giustizia dove abbiamo dovuto affrontare un ostruzionismo pesantissimo». Il ragionamento da fare per il centrodestra, comunque, è un altro: se è vero che l’esito del referendum sulla giustizia «ha dimostrato che il centrosinistra è competitivo», allora «non si capisce perché non si appoggi questa proposta di legge elettorale. Siamo a fine legislatura e ci poniamo il tema di garantire alla futura legislatura altrettanti anni di governo». Insomma, le priorità sono evidenti: prima si cambiano le regole del gioco, poi si fa il resto. Sempre che ce ne sia il tempo. 

Sondaggi politici, la Supermedia: Vannacci continua a correre

L’ultima Supermedia Agi/Youtrend, realizzata sulla base di nove sondaggi sulle intenzioni di voto condotti dal 18 giugno al primo luglio da sei istituti, evidenzia un ulteriore balzo di Futuro Nazionale, che ha guadagnato un punto netto in due settimane, portandosi così al 5,9 per cento. Bene anche il Movimento 5 stelle, mentre perdono consensi Fratelli d’Italia e Partito democratico.

Sondaggi politici, la Supermedia: Vannacci continua a correre
Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

Stavolta a perdere terreno è soprattutto Fratelli d’Italia

A differenza delle indagini precedenti, a fare le spese dell’ascesa di Roberto Vannacci non è principalmente la Lega, bensì FdI: il partito di Giorgia Meloni perde infatti lo 0,6 e scende a 27,6 per cento. Male anche il Pd, che cala al 21,3 per cento (-0,4). Buona la performance del M5s, che sale al 13,4 per cento (+0,7). Forza Italia è stabile al 7,9 per cento. Lieve calo (-0,1) per Alleanza Verdi e Sinistra, data al 6,3 per cento. Appena sotto la Lega (6,2 per cento, -0,3). Oltre a FI sono stabili anche Azione (3 per cento) e Italia Viva (2,3 per cento). Seguono +Europa all’1,5 per cento (+0,1) e Noi Moderati all’1,1 per cento (-0,1). Da prendere con le molle il dato del Partito Liberal Democratico, rilevato solo da due istituti sui sei e dato all’1,5 per cento.

Sondaggi politici, la Supermedia: Vannacci continua a correre
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Per quanto riguarda le coalizioni, il centrodestra cala al 42,8 per cento (record negativo dall’insediamento del governo), mentre continua ad aumentare il vantaggio il campo largo, dato avanti di due punti (44,8 per cento).

Mastella: «Pregate per me, sono malato»

Davanti ai fedeli che assiepavano la basilica gremita per la ricorrenza della festività della Madonna delle Grazie, patrona del Sannio, il sindaco di Benevento Clemente Mastella ha annunciato di essere malato, chiedendo ai presenti a pregare per lui. «Spero di farcela», ha detto con la voce rotta per l’emozione. Dopo qualche attimo di silenzio è scoppiato un applauso di incoraggiamento per l’ex ministro.

Trump torna ad attaccare la Nato: «Usa spendono più di tutti»

Donald Trump torna ad attaccare la Nato. «Gli Stati Uniti spendono più di qualsiasi altro Paese, e con un ampio margine, per garantirne la protezione, senza trarne alcun vantaggio», ha affermato il presidente sul suo social Truth elencano le spese per gli Stati Uniti e alcuni altri Paesi, fra cui l’Italia. «Stati Uniti 999 miliardi di dollari, Regno Unito 90,5 miliardi, Francia 66,5 miliardi, Italia 48,8 miliardi, Polonia 44,3 miliardi. Le cifre degli altri Paesi, inclusa la Germania, sono molte più basse», ha evidenziato.

Vigilanza Rai, dimissioni della presidente Floridia e di tutti i membri di opposizione

Tutti i componenti di opposizione, compresa la presidente Barbara Floridia, si sono dimessi dalla Commissione parlamentare di Vigilanza Rai. «È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all’arroganza e all’uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari», ha scritto su Facebook Floridia, senatrice del M5s.

«Ho lottato con tutte le mie forze per consentire a un organo di garanzia del Parlamento di svolgere le proprie funzioni. Ho tentato in ogni modo di difendere il diritto dei cittadini ad avere una Commissione che si occupasse davvero del servizio pubblico. Ho denunciato anche pubblicamente con molto ardore», ha aggiunto Floridia. «Ma è ormai evidente che a questa maggioranza mancano alcuni presupposti molto importanti: il rispetto delle prerogative della minoranza, il rispetto delle istituzioni più in generale e delle regole che disciplinano il funzionamento degli organi parlamentari».

Vigilanza Rai, dimissioni della presidente Floridia e di tutti i membri di opposizione
Barbara Floridia (Imagoeconomica).

Floridia: «Vigilanza Rai ostaggio dal governo»

Nel suo lungo post, la senatrice pentastellata ha scritto anche di «boicottaggio sistematico» della commissione di vigilanza, «tenuta in ostaggio da chi governa» e «artificialmente in vita dalla maggioranza solo per fornire una foglia di fico a decisioni che vengono prese altrove, dal Governo, sulle spalle di milioni di cittadini che ogni anno pagano il canone». E poi: «La misura è colma. Manca un anno alle elezioni e servirebbe una Commissione attiva e vigile sul servizio pubblico, perché manca persino il pudore di nascondere ciò che sta accadendo. Io non sono disposta a trascorrere l’ultimo anno di questa legislatura assistendo impotente alle richieste di audizioni da parte delle opposizioni sistematicamente bocciate dalla maggioranza per impedire di fare domande, di pretendere risposte, di chiedere conto a chi sta gestendo la Rai».

La dichiarazione dei capigruppo di opposizione

«Le anticipazioni dei nuovi palinsesti confermano il progressivo declino del servizio pubblico: calano ascolti e credibilità, si riducono il pluralismo e il merito, aumentano i costosi contratti esterni e viene disatteso il Media Freedom Act. Riteniamo che la Commissione non sia più nelle condizioni di esercitare la propria funzione istituzionale di vigilanza». Lo dichiarano i capigruppo di opposizione nella Commissione di Vigilanza Rai Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5s), Maria Elena Boschi (Iv), Angelo Bonelli e Giuseppe De Cristofaro (Avs): «Restare al suo interno significherebbe abdicare alla funzione di controllo democratico e avallare un uso sempre più partitico del servizio pubblico. Le nostre dimissioni chiedono di restituire ai cittadini una Rai libera, autonoma e realmente pluralista».

Nuovi guai per Bandecchi, accusato di corruzione e perquisito

Perquisizioni personali, informatiche e locali tra Terni, Roma e Orvieto a carico di Stefano Bandecchi, sindaco del capoluogo umbro e della relativa Provincia, dell’imprenditore Roberto Biagioli e di un funzionario provinciale. Ipotizzati i reati di corruzione propria e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente: le perquisizioni avvengono nel contesto di un’indagine riguardante un appalto per la manutenzione stradale e la compravendita dell’Orvietana Calcio.

L’affidamento dei lavori e la vendita dell’Orvietana

Nello specifico, le perquisizioni di cui sono stati oggetto il fondatore di Alternativa Popolare e le altre due persone riguardano la procedura di affidamento dei lavori pubblici di messa in sicurezza e ripristino della strada provinciale n. 12-Bagnorese, che era stata interessata da una frana. I lavori sono stati concessi dalla Provincia di Terni in affidamento diretto al Gruppo Biagioli perché l’importo (150 mila euro) è inferiore alla soglia oltre la quale il codice degli appalti impone lo svolgimento di una gara.

Nuovi guai per Bandecchi, accusato di corruzione e perquisito
Stefano Bandecchi (Imagoeconomica).

A distanza di quattro giorni dall’affidamento dell’appalto, Biagioli ha ceduto l’Orvietana Calcio a Unicusano (dunque a Bandecchi). Una circostanza ritenuta sospetta, considerata anche la tempistica. L’ipotesi è che, in sostanza, la ditta di Biagioli abbia ottenuto i lavori in cambio della cessione della società calcistica a Bandecchi: l’Orvietana è stata poi fusa con Ternana Futsal per la creazione della Nuova Ternana 1925, club che chiederà alla Figc l’iscrizione al campionato di Serie D.

Bandecchi è già a processo per evasione fiscale

Nuovi guai quindi per Bandecchi, già a processo a Roma per evasione fiscale in quanto accusato di non avere pagato imposte per circa 20 milioni di euro come amministratore di fatto dell’università telematica Unicusano. Il mancato versamento risalirebbe al periodo 2018-2022. Sfruttando le tariffe agevolate riservate agli istituti didattici, avrebbero fatto acquisti non esattamente riconducibili all’attività universitaria, tra cui quelli di una Ferrari e una Rolls Royce, comprate per 550 mila euro.

Come la Russia ha sorvegliato con droni i siti nucleari e militari europei

Utilizzando droni lanciati da navi della cosiddetta flotta ombra, negli ultimi 18 mesi la Russia ha condotto una campagna di sorveglianza dei siti nucleari e militari di diversi Paesi europei, tra cui Regno Unito e Francia. È quanto emerge da un’analisi condotta dall’International Institute for Strategic Studies, che ha rilevato 144 episodi verificatisi a partire dalla fine del 2024.

La Russia ha agito con «sostanziale impunità»

Secondo i ricercatori del think tank, Mosca ha agito con «sostanziale impunità», cogliendo alla sprovvista e disorientando le autorità di tutta Europa. Droni russi sono stati ripetutamente avvistati droni sopra numerose basi militari del Vecchio Continente, tuttavia nessun velivolo a pilotaggio remoto è stato catturato o abbattuto dalle forze armate occidentali, rivelando una falla strategica nelle difese aeree della Nato.

Regno Unito, Francia e non solo: i principali episodi

Tra i siti che sono stati sorvegliati dai droni russi figurano la base britannica della Raf a Lakenheath, nel Suffolk (che si stava predisponendo per ospitare armi nucleari statunitensi), e la base francese per sottomarini nucleari di Île Longue, in Bretagna. Incursioni di droni si sono verificate poi nei mesi di novembre e dicembre 2025 sopra le basi aeree di Kleine-Brogel, in Belgio, e di Volkel, nei Paesi Bassi, dove sono stoccate armi nucleari Usa aviolanciabili. Altri incidenti includono una serie di avvistamenti di droni avvenuta in Danimarca nel settembre 2025, che hanno costretto alla chiusura dell’aeroporto di Copenaghen e di altri scali del Paese. A dicembre del 2025 quattro droni sono stati avvistati mentre sorvolavano una nave della Marina irlandese in direzione della costa del Paese, la sera successiva alla visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Numerosi gli incidenti registrati in Germania. Come sottolinea l’International Institute for Strategic Studies, gli avvistamenti sono diminuiti da quando, nel corso di quest’anno, le marine europee hanno iniziato a sequestrare le navi della flotta ombra di Mosca.

La Corte Ue respinge il ricorso e conferma la maxi multa da 4,1 miliardi a Google

La Corte di giustizia dell’Ue (Curia) ha respinto l’impugnazione proposta da Google e dalla sua società madre Alphabet contro la maxi multa di circa 4,1 miliardi di euro per abuso di posizione dominante del motore di ricerca Google Search nell’ambito del sistema operativo Android.

Perché Google è stata multata

Nel 2018, la Commissione aveva adottato una decisione in cui aveva concluso che la società aveva imposto, segnatamente con accordi di preinstallazione e condizioni di licenza di talune applicazioni, la precedenza del suo motore di ricerca Google Search e del suo browser Chrome sui dispositivi mobili funzionanti con il sistema operativo Android, anch’esso proposto da Google. La società aveva quindi presentato ricorso, che ora la Curia ha respinto stabilendo che il tribunale che ha comminato l’ammenda non ha commesso alcun errore di diritto nel valutare gli effetti anti concorrenziali delle condizioni di preinstallazione previste dagli accordi Android.

Lefebvriani, il papa scomunica i quattro neo-vescovi e i consacranti

Il Vaticano ha scomunicato latae sententiae i quattro vescovi lefebvriani Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier e Alfonso de Galarreta, che li ha consacrati a Écône, in Svizzera, in assenza di mandato pontificio e «contro la volontà del Sommo Pontefice», così come Bernard Fellay, che ha partecipato direttamente alla celebrazione liturgica come co-consacrante.

La nota del Dicastero per la Dottrina della Fede

«Nonostante le ammonizioni rivolte al Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, il vescovo Alfonso de Galarreta, avendo compiuto un atto di natura scismatica mediante la consacrazione episcopale di quattro presbiteri, senza mandato pontificio e contro la volontà del Sommo Pontefice, è incorso ipso facto nelle pene previste dal can. 1387 e dal can. 1364 1 CIC 2021», si legge in una nota del Dicastero per la Dottrina della Fede, firmato dal cardinale Víctor Manuel Fernández. Fellay, avendo aderito pubblicamente all’atto scismatico, è incorso nella scomunica prevista dal can. 1364 1 CIC 2021. Il Vaticano poi avverte: «Per quanto concerne i fedeli laici, sono da ritenersi scismatici e scomunicati coloro che aderiscono formalmente alla Fraternità Sacerdotale San Pio X». Questo vale anche per i chierici. La nota sottolinea inoltre che i sacramenti amministrati «illecitamente», penitenza e matrimonio «sono invalidi». Nella comunicato si legge anche: «La Chiesa, come madre premurosa, accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine tutti coloro che desiderano tornare alla piena comunione. I Nunzi Apostolici disporranno delle procedure che gli Ordinari potranno utilizzare nei diversi casi. Si esortano, infine, tutti i fedeli a rimanere saldi nella comunione con il Romano Pontefice, con i Vescovi in comunione con lui e con tutta la Chiesa e ad astenersi dal partecipare alle celebrazioni e attività promosse dalla suddetta Fraternità Sacerdotale San Pio X».

Festa per l’Independence Day a Villa Taverna: chi ci sarà (e chi no)

Oggi 2 luglio è il giorno del party per l’Independence Day a Villa Taverna. Dopo le recenti tensioni tra Donald Trump e Giorgia Meloni, nel governo si era fatta strada l’ipotesi – poi accantonata – di disertare l’evento che si terrà (con due giorni di anticipo sulla festività Usa) nella residenza dell’ambasciatore degli Stati Uniti a Roma, incarico attualmente ricoperto da Tilman J.Fertitta. La presidente del Consiglio non dovrebbe esserci, ma buona parte del suo governo sì, a partire dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha confermato la sua presenza «a testa alta e schiena dritta». Assente invece quasi tutta l’opposizione. Ecco chi ci sarà (e chi no).

Festa per l’Independence Day a Villa Taverna: chi ci sarà (e chi no)
Antonio Tajani (Ansa).

A Villa Taverna ci sarà mezzo governo, ma non la premier Meloni

Al ricevimento di Villa Taverna sarà presente mezzo governo italiano. Oltre a Tajani sono attesi i ministri Matteo Salvini e Guido Crosetto, così come Giancarlo Giorgetti, Francesco Lollobrigida, Carlo Nordio e Giuseppe Valditara. Ci saranno anche il sottosegretario Alfredo Mantovano e il presidente del Senato Ignazio La Russa, che prenderà la parola dal palco.

Festa per l’Independence Day a Villa Taverna: chi ci sarà (e chi no)
Matteo Salvini intento a mangiare un hamburger a Villa Taverna durante una festa degli anni passati (Ansa).

Meloni nel pomeriggio sarà a Padova per il congresso della Uil: un buon pretesto per dare forfait. Ma comunque una Meloni a Villa Taverna ci sarà: la sorella Arianna, capo della segreteria politica di Fratelli d’Italia. Restando alla maggioranza, atteso anche Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati.

Festa per l’Independence Day a Villa Taverna: chi ci sarà (e chi no)
Arianna Meloni (Ansa).

Assenti i leader del campo largo, Renzi invece non mancherà

Assenti tutti i leader del campo largo: la segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente del M5s Giuseppe Conte (sarà al Circolo Canottieri Napoli a presentare il suo libro), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs. I dem manderanno in rappresentanza Francesco Boccia, capogruppo al Senato, mentre Lorenzo Guerini sarà presente come presidente del Copasir. Restando all’opposizione, Carlo Calenda quest’anno non è stato nemmeno invitato. Assente pure il segretario di +Europa Riccardo Magi. Non ci sarà per un impegno familiare Pierferdinando Casini, ex presidente della Camera. Chi, invece, c’è sempre andato – da premier e senatore – è non mancherà neanche nel 2026 è Matteo Renzi. Assieme al leader di Italia Viva parteciperà alla festa la fedelissima Maria Elena Boschi. E Futuro Nazionale? Risultano invitati Roberto Vannacci e Laura Ravetto: l’ex generale sarà impegnato a Bruxelles, mentre l’ex leghista risponderà presente, come l’anno scorso.

Ft: «OpenAi valuta di cedere 5 per cento al governo Usa per avere sostegno»

OpenAI avrebbe proposto al governo degli Stati Uniti di cedere una quota del 5 per cento della società, secondo quanto riportato dal Financial Times. Una mossa che vorrebbe allentare le crescenti pressioni politiche di Washington. La partecipazione avrebbe un valore di circa 42,6 miliardi di dollari, dopo che la startup ha chiuso a marzo un round di finanziamento da record con una valutazione post-money di 852 miliardi di dollari. Il ceo Sam Altman ha sostenuto che dare al pubblico una partecipazione finanziaria nell’azienda sia il modo migliore per condividere i benefici dell’IA. Avrebbe suggerito una quota di tale entità nei primi colloqui con l’amministrazione Trump nell’ambito di un accordo più ampio in base al quale Washington potrebbe detenere il 5 per ceno in altre delle principali società di sviluppo di IA statunitensi tramite una società veicolo – ma non è chiaro se tali società sarebbero disposte a farlo.

Notte di attacchi russi su Kyiv, almeno 13 morti

Almeno 13 persone sono morte e 86 sono rimaste ferite in una serie di attacchi russi su Kyiv nella notte tra l’1 e il 2 luglio 2026. Lo ha comunicato il servizio statale di emergenza dell’Ucraina e lo riporta Ukrainska Pravda. Degli 86 feriti, 70 sono ricoverati in ospedale. La Russia ha lanciato decine di missili da crociera e balistici sulla capitale durante l’attacco, che ha visto anche massicci attacchi di droni in diverse regioni. Sono stati distrutti edifici residenziali e incendiati palazzi multipiano. È stato anche danneggiato un hotel nel centro della città.

Saltata l’aggregazione tra Ray Way e El Towers

Il memorandum sottoscritto da Rai con F2i e MFE – MediaForEurope per una possibile operazione di aggregazione tra Rai Way e EI Towers è scaduto senza il raggiungimento di «una base negoziale condivisa e idonea» e, pertanto, il matrimonio è saltato. Lo ha reso noto la Rai, spiegando che «le parti hanno svolto approfondite attività di analisi e confronto sui principali profili industriali, societari, finanziari, regolamentari e di governance dell’ipotizzata operazione». Come si legge in una nota, durante la riunione del cda l’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha confermato l’impegno «a perseguire opzioni industriali caratterizzate da solidità, sostenibilità nel lungo periodo e creazione di valore nel rispetto della missione di servizio pubblico e degli interessi di tutti gli azionisti».

Rai Way e EI Towers: le società del “matrimonio” saltato

Rai Way è una società per azioni del gruppo Rai: possiede la rete di diffusione del segnale radiotelevisivo della Rai e ha il compito di gestirla e mantenerla. EI Towers, proprietaria dell’infrastruttura di rete necessaria alla trasmissione del segnale del Gruppo Mediaset, di cui faceva parte, è detenuta al 60 per cento da F2i (Fondi Italiani per le Infrastrutture, il maggiore gestore indipendente italiano di fondi infrastrutturali) e al 40 per cento da MFE – MediaForEurope, holding internazionale con attività di broadcast in Europa, controllata da Fininvest.

Milano, tre assoluzioni in uno dei processi sull’urbanistica

La Corte dei conti della Lombardia ha assolto Carla Barone, Francesco Rosata e Maurizio De Luca, tre funzionari del Comune di Milano imputati in uno dei processi sull’urbanistica. Impiegati allo sportello edilizia, erano accusati di danno all’erario per aver autorizzato la costruzione dei due grattacieli residenziali Park Towers tramite una procedura che qualificava l’intervento come il rifacimento di due magazzini preesistenti.

L’accusa aveva quantificato in 312 mila euro il danno erariale

Le Park Towers, tra i primi edifici a finire sotto inchiesta, sono due torri alte 81 e 59 metri: ospitano 113 appartamenti e, affacciati sul Parco Lambro, sorgono nel quartiere di Crescenzago, nordest della città. Il complesso, realizzato dalla società immobiliare Bluestone, comprende anche un terzo edificio più basso, di due piani. L’accusa sosteneva che il mancato utilizzo delle procedure previste in caso di nuove costruzioni avesse causato un danno erariale di 312 mila euro per la casse di Palazzo Marino, dovuto al mancato incasso degli oneri di urbanizzazione, ovvero i contributi economici che i costruttori devono pagare a ogni Comune per compensare l’impatto che i nuovi edifici hanno sul contesto urbano.

I tre funzionari rimangono impitati in un altro processo per le Park Towers

Barone, Rosata e De Luca restano rimangono imputati in un altro processo sempre riguardante le Park Towers, dove sono accusati di abuso edilizio, lottizzazione abusiva e falso con l’imprenditore immobiliare Andrea Bezziccheri, il progettista Sergio Francesco Maria Asti e Roberto Verderio, rappresentante legale di una delle aziende coinvolte. A metà giugno il primo dei processi penali sull’urbanistica a Milano, riguardante un altro palazzo autorizzato con procedure simili, si è concluso con l’assoluzione in primo grado di tutti gli imputati.

Trump: «Ottimo incontro a Doha. La denuclearizzazione dell’Iran procede bene»

Donald Trump ha dichiarato che i colloqui tra Stati Uniti e Iran, ripresi – seppur in modo indiretto – in Qatar, «sono stati ottimi», aggiungendo poi che la denuclearizzazione della Repubblica Islamica «sta procedendo bene». Il presidente Usa ha anche dichiarato che l’Iran è stato «corretto» nel rispettare i termini del memorandum d’intesa siglato il 17 giugno. «Credo che abbiano fatto molta strada. Li abbiamo colpiti molto duramente la scorsa settimana. Penso che stiano facendo bene», ha detto il tycoon ai giornalisti, prima di partire per il North Dakota. Trump ha anche sottolineato che il prezzo del petrolio è più basso oggi rispetto all’inizio dell’operazione Epic Fury.

La versione di Teheran

Non è però chiaro a quali incontri si riferisca Trump. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Garibabadi, in Qatar per negoziati tecnici indiretti con la delegazione Usa, ha dichiarato che Teheran e Washington hanno istituito gruppi di lavoro affrontare nel dettaglio i punti del memorandum d’intesa, sottolineando però che il lavoro degli esperti non è ancora iniziato. «Le consultazioni per fissare la data e il luogo delle trattative nell’ambito di questi gruppi di lavoro proseguono tramite i mediatori e, una volta soddisfatte le condizioni necessarie, i negoziati inizieranno formalmente», ha affermato Garibabadi.

Slitta l’approdo alla Camera della legge elettorale

Il seguito dell’esame della nuova legge elettorale alla Camera è slittato al 14 luglio. È quanto viene riferito al termine della conferenza dei capigruppo a Montecitorio. La riunione era stata convocata proprio sul timing del testo, approdato il 26 giugno in Aula per la discussione generale: in base al calendario della Camera era stato ipotizzato che le votazioni potessero nel vivo dalla prossima settimana. Il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti alla legge elettorale è fissato per lunedì 6 luglio.

Belgio, incendio in un palazzo di Anversa: ci sono vittime

Almeno sei persone sono morte e diverse altre sono rimaste ferite – alcune in modo molto grave – in un incendio scoppiato all’ottavo piano di un condominio ad Anversa, in Belgio. L’edificio, che si trova nel quartiere di Linkeroever e dove vivono circa 200 persone, è stato completamente evacuato. Da accertare le cause del rogo, che si è poi esteso anche al nono e al decimo piano. Alcuni residenti hanno cercato di mettersi in salvo uscendo sui balconi o spostandosi verso appartamenti vicini, mentre altri sono stati soccorsi dai vigili del fuoco. A causa dell’intensa colonna di fumo, le autorità belghe hanno inviato un messaggio di allerta ai residenti della zona invitandoli a rimanere in casa, tenere chiuse porte e finestre e, se necessario, spegnere gli impianti di ventilazione.

Alessandra Priante lascia la presidenza dell’Ente Nazionale Italiano per il Turismo

Dopo due anni Alessandra Priante lascia la presidenza dell’Ente Nazionale Italiano per il Turismo. È stata la stessa economista ad annunciarlo, tramite una nota diffusa dall’Ansa. «Ho comunicato al ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e ai componenti del mio consiglio di amministrazione la decisione di concludere il mio percorso alla presidenza di Enit Spa, al termine di due anni che restano tra i più intensi della mia vita professionale», si legge nel comunicato.

Chi è Alessandra Priante

Economista di grande esperienza internazionale e diplomatica, Priante dal 2010 al 2015 è stata inviata del Governo presso i Paesi del Golfo per la promozione della cultura e dell’istruzione italiana. Dal 2019 al 2024 è stata Direttrice Europa presso l’Agenzia delle Nazioni Unite per il Turismo. Dal 2018 è inoltre docente e ricercatrice presso la LUISS Business School, dove insegna strategie turistiche e management culturale. «Ora è arrivato il momento di dare un nuovo volto alla mia carriera, tornando a dedicarmi con pienezza a ciò che resta il cuore dei miei interessi: l’impegno accademico e nelle istituzioni internazionali», si legge nel comunicato di Priante.

Alessandra Priante lascia la presidenza dell’Ente Nazionale Italiano per il Turismo
Alessandra Priante (Imagoeconomica).

I compiti dell’Enit

Posta sotto la vigilanza del Ministero del Turismo, l’Enit ha il compito di promuovere il patrimonio culturale, enogastronomico e paesaggistico italiano all’estero, supportando la commercializzazione dell’offerta turistica nazionale nel mondo. «Chi viene chiamato a guidare un’istituzione ha il dovere di servirla con dedizione assoluta, senza mai risparmiarsi, ed è quello che ho cercato di fare ogni giorno», ha scritto Priante nella nota.

Strage di Viareggio, Moretti si è costituito in carcere

Si è costituito in carcere Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rete Ferroviaria Italiana. Rigettando i ricorsi presentati dagli imputati contro la sentenza dell’appello ter, nella serata del 25 giugno la Cassazione ha reso definitiva la condanna a 5 anni di reclusione inflitta a Moretti per la strage di Viareggio del 29 giugno 2009, in cui persero la vita 32 persone e oltre un centinaio rimasero ferite.

Moretti potrà chiedere di scontare la pena ai domiciliari

I giudici della Quarta sezione penale della Cassazione, accogliendo le richieste della procura generale della Suprema Corte hanno inoltre confermato le condanne anche per altri 10 imputati tra ex dirigenti e tecnici delle società coinvolte nella gestione e manutenzione del convoglio deragliato. «Come sto? Ho raggiunto questo momento in perfetta forma fisica e psichica e ora sono pronto a schiena dritta, spero che non sia per troppo tempo. Per i manager è un precedente pericoloso», ha dichiarato Moretti. Vista l’età (ha 72 anni), potrà chiedere di scontare la pena ai domiciliari.

Attacco hacker ai database Trenitalia: l’email ai passeggeri

Tramite una email inviata ai passeggeri, Trenitalia ha reso noto di aver subito un pesante attacco hacker da parte di «soggetti esterni non identificati», che sono riusciti a violare i sistemi informatici della principale compagnia ferroviaria italiana, ottenendo un accesso non autorizzato ai database legati ai titoli di viaggio. Come spiega Trenitalia, la lista delle informazioni potenzialmente finite nelle mani dei pirati informatici comprende dati anagrafici e identificativi, indirizzo e-mail e numero di telefono, dati di viaggio, estremi dei documenti d’identità. La comunicazione arriva all’indomani dopo le dimissioni di Stefano Donnarumma dal ruolo di amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e, va detto, non è esattamente il migliore dei biglietti da visita per l’attuale ceo di Trenitalia Gianpiero Strisciuglio, dato favorito per prendere il suo posto.

Attacco hacker ai database Trenitalia: l’email ai passeggeri
Treno Frecciarossa (Imagoeconomica).

L’email inviata da Trenitalia

Questo il contenuto della email “Comunicazione di violazione dei dati personali ai sensi dell’art. 34 del Regolamento UE 679/2016”.

La informiamo che, a seguito di alcune verifiche, abbiamo rilevato un incidente di sicurezza informatica causato da soggetti esterni non identificati. Questo evento ha determinato un accesso non autorizzato ad alcuni dati personali legati ai titoli di viaggio.
Per individuare con precisione i soggetti interessati potenzialmente coinvolti è stato necessario svolgere approfondite analisi tecniche e di sicurezza da parte delle nostre strutture IT. Queste verifiche hanno richiesto tempo, perché si è trattato di ricostruire nel dettaglio eventuali accessi impropri ai dati. Solo al termine di queste attività siamo stati in grado di identificare i clienti interessati e inviare questa comunicazione, come previsto dall’art. 34 del Regolamento (UE) 2016/679 e in conformità con le Linee guida EDPB n. 9/2022 versione 2.0 del 28 marzo 2023 (punti 86 e ss.).

Ci teniamo a rassicurarla su un punto importante: non sono stati coinvolti dati di accesso agli account, credenziali personali o informazioni relative ai pagamenti (come il numero della carta, la scadenza o il codice di sicurezza).
Le informazioni che La riguardano e che potrebbero essere state oggetto di accesso non autorizzato, qualora presenti sui nostri sistemi informatici in relazione al titolo di viaggio, rientrano nelle seguenti categorie di dati personali:

  • Dati anagrafici e identificativi (nome, cognome, data e luogo di nascita del passeggero; nome e cognome dell’eventuale acquirente);
  • Dati di contatto (e-mail, numero di telefono);
  • Dati di viaggio (informazioni associate al titolo di viaggio, quali, a titolo esemplificativo, tratta, data e orario del viaggio, numero del titolo di viaggio);
  • Codice carta fedeltà, ove associato al titolo di viaggio;
  • Società/ Ente datore di lavoro;
  • Tipologia di offerta o servizio associata al titolo di viaggio e dati necessari a fruire di dette offerte;
  • Estremi documento d’identità;
  • Dati connessi alla generazione del titolo di viaggio.Non appena rilevato l’evento, abbiamo immediatamente adottato tutte le misure necessarie per interrompere l’anomalia, mettere in sicurezza i sistemi e rafforzare ulteriormente i controlli, così da ridurre il rischio che situazioni simili possano ripetersi.

Non appena rilevato l’evento, abbiamo immediatamente adottato tutte le misure necessarie per interrompere l’anomalia, mettere in sicurezza i sistemi e rafforzare ulteriormente i controlli, così da ridurre il rischio che situazioni simili possano ripetersi.

Abbiamo inoltre notificato l’accaduto all’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali e allo CSIRT Italia, in conformità alla normativa vigente, e presentato denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. Considerata la tipologia di dati coinvolti, potrebbe esserci il rischio che Lei riceva comunicazioni fraudolente o tentativi di contatto ingannevoli che fanno riferimento ai suoi viaggi. Per questo Le consigliamo di prestare particolare attenzione a eventuali messaggi sospetti, soprattutto se richiedono dati personali o finanziari o contengono link o allegati inattesi. In caso di dubbio, verifichi sempre l’affidabilità del mittente. Le ricordiamo inoltre che Trenitalia non la contatterà mai per chiederLe password o dati di pagamento. Per qualsiasi chiarimento, abbiamo attivato un servizio di assistenza dedicato: – può inviare una richiesta tramite il webform opzione “Privacy – Gestione dei dati personali”. La preghiamo di inserire nell’apposito campo il seguente codice di riferimento: C68NE#.

Tensioni con Varsavia, Zelensky diserta la Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina

Si è aperta a Danzica la nuova Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina. Presenti i leader di Polonia, Bulgaria, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Romania e Svezia, assieme alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Manca però il leader maggiormente interessato dai lavori, ovvero il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha dato forfait a causa della crisi diplomatica aperta con Varsavia. A guidare la delegazione ucraina è la premier Yuliia Svyrydenko.

Tensioni con Varsavia, Zelensky diserta la Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina
I leader presenti alla conferenza di Danzica (Ansa).

La decisione di Zelensky che ha portato allo scontro con Varsavia

La querelle sull’asse Kyiv-Varsavia, culminata nello scontro aperto tra Zelensky e l’omologo polacco Karol Nawrocki, è iniziata il 26 maggio quando il capo della Bankova ha annunciato la decisione di intitolare un’unità d’élite dell’esercito ucraino agli «eroi dell’Upa», ossia all’Esercito insurrezionale ucraino, organizzazione paramilitare che fu il braccio armato dell’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (Oun-B) di Sepan Bandera.

I massacri di polacchi durante la Seconda guerra mondiale

Nel corso della Seconda guerra mondiale l’Upa raccolse l’eredità di quei gruppi paramilitari che all’inizio dell’Operazione Barbarossa accolsero come liberatori i nazisti. E, nelle regioni occupate dal Terzo Reich, operò spesso in accordo con le decisioni dei tedeschi e in funzione antisovietica assieme alle SS Galizien. In Polonia l’Upa è considerato una forza genocidaria: nel biennio 1943-44 il gruppo uccise decine di migliaia di civili nelle regioni della Volinia, della Galizia orientale, in alcune parti della Polesia e nella regione di Lublino. Migliaia di ucraini furono uccisi in seguito come rappresaglia dall’Armia Krajowa, ovvero il principale movimento armato polacco dell’epoca.

Tensioni con Varsavia, Zelensky diserta la Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina
Karol Nawrocki (Ansa).

La Polonia ha revocato a Zelensky la più alta onorificenza di Stato

Nawrocki ha parlato di «decisione critica» da parte di Zelensky, accusando il leader ucraino di aver «fornito alla propaganda russa ottimo materiale e molti spunti di riflessione». Poi il 29 giugno ha reso noto che avrebbe cercato di revocare a Zelensky la più alta onorificenza di Stato polacca, l’Ordine dell’Aquila bianca, che gli era stata assegnata dall’ex presidente Andrzej Duda. La revoca è poi effettivamente arrivata il 19 giugno. Il giorno successivo Zelensky ha annunciato di aver rispedito la medaglia a Varsavia per posta.

Tensioni con Varsavia, Zelensky diserta la Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina
Ursula von der Leyen (Ansa).

Von der Leyen annuncia l’erogazione della prima tranche dei prestiti Ue

Nel suo intervento alla conferenza di Danzica, Von der Leyen ha annunciato l’erogazione della prima tranche del prestito da 90 miliardi per l’Ucraina. «Oggi trasferiamo oltre 3 miliardi di euro in assistenza macrofinanziaria. Nei prossimi giorni inizieremo a erogare la prima tranche dei 6 miliardi di euro destinati alla produzione di droni. Questa è la solidarietà in azione. Dimostra che il sostegno dell’Europa all’Ucraina è destinato a durare».