“Questa serie A è tua, ciao presidé”, mercoledì l’ultimo saluto a Loris Del Campo

di Erika Noschese

Il dolore composto di una madre, un padre ed un fratello. Solo un grido di disperazione ha squarciato quel silenzio assordante nel giorno dell’addio a Loris Del Campo, il 28enne salernitano che lunedì sera ha perso la vita a bordo della sua moto. Fatalità, tragedia. Il mondo granata in pochi attimi ha smesso di esultare per piangere quel giovane tifoso scomparso. Con lui c’era una ragazza che ieri mattina era presente alla chiesa San Demetrio per l’ultimo saluto. C’erano gli amici di sempre che hanno indossato una maglietta bianca con la sua foto. “Questa serie A è tua, ciao presidé”, hanno scritto gli amici mentre palloncini bianchi e granata invadevano il cielo. Pianti, abbracci e l’incredulità di chi non riesce a spiegarsi quanto accaduto. E forse una spiegazione non c’è.

Non serve, non ora. Mentre l’indagini fanno il loro corso, ieri mattina monsignor Mario Salerno ha accolto i familiari e gli amici in quella chiesa silenziosa, fredda. “E’ una giornata molto triste, ha sconvolto la nostra città ma in quanto comunità cristiana noi non abbiamo da fare né analisi sociologiche né filippiche moralistiche – ha detto don Mario – Siamo qui per pregare, per Loris ma soprattutto per i suoi genitori, per l’intera famiglia e per la città affinché si viva con serenità di fede questo momento di dolore. Il mondo giovanile è così complesso, così frammentato. Purtroppo è un mondo che si riunisce solo attorno ad alcuni pseudo valori di questa società e diventano gruppo, comitiva. La speranza è che si aprano le menti, gli occhi e il cuore per valori un po’ più sostanziosi e una socialità maggiormente vissuta su questi valori seri della vita”. All’arrivo della bara bianca, in chiesa c’erano già il team manager Salvatore Avallone e i calciatori Gennaro Tutino, Valerio Mantovani, Milan Djuric, Leonardo Capezzi e Francesco Di Tacchio che hanno deposto una maglietta ed una sciarpa. Gli amici di sempre hanno portato in spalla Loris che ha attraversato la piatta per un ultimo saluto. I familiari si sono avvicinati un’ultima volta a quella bara bianca; poi, la fidanzata. Quella ragazza che porta ancora i segni di quell’incidente che ha portato via una parte del suo cuore. Raffaele il Vikingo ha acceso fumogeni granata e ha intonato “Loris Del Campo è il capo degli ultras”. E poi ancora un lungo applauso che ha accompagnato il 28enne in quell’ultimo viaggio. A salutare la famiglia anche l’assessore allo Sport Angelo Caramanno e gli assessori Roberto Celano e Antonio Carbonaro mentre era assente il sindaco Vincenzo Napoli. Dalla zona orientale al centro cittadino, passando per il centro storico: tutti attorno al dolore di mamma Antonella, papà Luigi e il fratello Alessio che hanno dovuto dire addio a Loris, molto conosciuto nell’ambito della tifoseria granata. All’esterno della chiesa, alcuni amici hanno espresso tutta la loro incredulità per quanto accaduto. “Non ha mai fatto un incidente, l’unico gli è costato la vita”, ha detto un amico. “Non lo dimenticheremo mai”, hanno ribadito a più riprese. Intanto, almeno fino ad oggi tutti i festeggiamenti sono sospesi in segno di lutto.

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Giuseppe Ventura: “Alimenti sono di qualità non eccelsa”

di Erika Noschese

Un discutibile assembleaggio degli alimenti in qualità non eccelsa. E’ quanto denuncia il consigliere comunale dei Verdi, Giuseppe Ventura che punta l’attenzione sulle criticità relative ai pasti somministrati ai degenti dell’azienda ospedaliera universitaria “Ruggi d’Aragona”. Ventura in queste settimane ha raccolto numerose segnalazioni da parte dei degenti dell’ospedale e dai cittadini comuni circa le procedure di confezionamento e consegna dei pasti che quotidianamente vengono distribuiti da una ditta esterna nei reparti della struttura. “E’ evidente un discutibile e precario assemblaggio degli alimenti che, oltre ad una qualità non eccelsa, lasciano perplessi in quanto alla loro appetibilità”, ha dichiarato il consigliere Ventura che chiede al direttore generale un intervento immediato affinché si ponga un rimedio risolutivo ad un problema che inificia la qualità della vita di persone già provate da uno stato di salute malfermo e precario”. Una problematica che va avanti ormai da un po’ di mesi, denunciata anche dalle organizzazioni sindacali.

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“Istituire registro dei comuni prodotti De.Co”, la proposta di legge ora c’è

di Erika Noschese

Un registro regionale dei comuni con prodotti De.Co. E’ la proposta di legge avanzata dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli che chiede, di fatti, di istituire e disciplinare il registro regionale dei comuni con prodotti De.Co, adottata con deliberazione di un’amministrazione comunale che registra un dato di fatto: un prodotto, un piatto, un sapere, con i quali una Comunità si identifica. “Sono dunque un atto politico, che fissa un valore, una carta di identità che il Sindaco, affiancato da un Comitato Tecnico Scientifico, rilascia dopo aver censito un passato, un presente ed immaginato uno sviluppo futuro”, ha spiegato il consigliere Borrelli nella proposta di legge. Ad oggi, infatti, sono numerosi i comuni, nell’ambito dei principi sul decentramento amministrativo e delle potestà loro attribuite ai sensi del Testo unico di cui al decreto legislativo 267/2000 che hanno concepito tale denominazione come strumento di salvaguardia delle loro produzioni, ma anche come mezzo per promuovere all’esterno le specificità culturali e storiche del loro territorio. Attraverso l’istituzione della De.Co., si possono infatti conseguire importanti obiettivi socioeconomici, tra cui il rilancio delle produzioni locali legate all’agroalimentare, all’enogastronomia e all’artigianato, la promozione del territorio attraverso le sue specificità produttive, la salvaguardia del patrimonio culturale. “Si può dunque affermare che la certificazione De. Co. rappresenti ad oggi uno dei principali strumenti attraverso cui le comunità locali possono tutelare le proprie tradizioni, innescando al tempo stesso processi di sviluppo territoriale ecosostenibile. Non si può non riconoscere, infatti, l’esistenza di un forte interesse alla conservazione di prodotti che fanno parte a tutti gli effetti della cultura popolare dei singoli territori – ha chiarito ancora il consigliere regionale – La Denominazione Comunale rappresenti ad oggi uno dei principali strumenti attraverso cui le comunità locali possono tutelare le proprie tradizioni, innescando al tempo stesso processi di sviluppo territoriale ecosostenibile, con una serie di benefici per le aziende locali, i cittadini e l’intero territorio di riferimento: vantaggi per i cittadini, i produttori, per il territorio. “In tale prospettiva, l’Ente regionale deve fare la propria parte, contribuendo attivamente alla tutela e alla valorizzazione delle tradizioni locali: la necessità di una specifica legislazione è legata principalmente all’esigenza di avere un quadro completo delle denominazioni comunali istituite in Campania, riconducendo ad unitarietà tutte le iniziative realizzate nei comuni del territorio, senza per questo intaccarne l’autonomia in materia. Lo strumento individuato per la realizzazione di tali fini è il Registro regionale dei comuni che possiedono prodotti con denominazione comunale di origine”, ha detto ancora Borrelli chiarendo che la Regione valorizza l’istituzione delle denominazioni comunali, di seguito denominate “De.Co.”, quale strumento efficace per promuovere la salvaguardia delle produzioni agroalimentari ed enogastronomiche territoriali, della biodiversità, nonché di difesa della storia, delle tradizioni e saperi locali e per contribuire alla promozione delle specificità storico-culturali di un determinato territorio. Dunque, la giunta regionale – entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge – deve provvedere ad individuare la struttura amministrativa regionale interessata alla tenuta del registro; definire le sezioni e i campi informativi del Registro; individuare le modalità, anche elettroniche, di tenuta del Registro; definire le procedure di iscrizione al Registro e per l’aggiornamento dello stesso; fornire forma grafica al logo del Registro e a stabilire le regole per la sua concessione; definire le modalità di diffusione informativa del Registro, oltre a dare disposizioni ai comuni per stabilire poi le linee guida per l’iscrizione al registro.

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Parco nazionale del Cilento, De Luca “no alla nomina di Simone Valiante”

di Erika Noschese

E’ ormai gelo tra il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca e l’ex parlamentare salernitano Simone Valiante. A mettere la parola fine, politicamente parlando, ad un rapporto intenso la presidenza del parco nazionale del Cilento. Proprio in questi giorni, infatti, a Roma si discute della nuova presidenza dopo l’addio del consigliere regionale Tommaso Pellegrino, dimessosi dopo la vittoria in consiglio regionale. Tanti, nell’ambiente salernitano, sembravano spingere per Valiante ma ecco la doccia fredda: il presidente De Luca avrebbe detto no, preferendo l’ex presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo. A confermarlo è proprio Valiante, primo dei non eletti in consiglio regionale: “In questi giorni molti di voi mi avete più volte chiesto notizie in merito alla vicenda che nei prossimi mesi dovrebbe portare alla nuova indicazione del presidente del Parco. Vi confermo che a Roma tanti amici autorevoli avevano manifestato apprezzamento su una mia possibile indicazione, ma da quello che è stato anticipato, il presidente De Luca che è per legge chiamato ad esprimere adesione e gradimento su una indicazione, pare abbia ritenuto di fare altre scelte”, ha detto infatti l’ex parlamentare salernitano. Nella partita per la nomina del nuovo Presidente dell’Ente Parco si è, comunque, inserito anche il Movimento 5 Stelle con il Senatore Franco Castiello che ha fatto “voti” al suo governo ed al suo Ministro per la nomina di un sindaco del territorio: Peppe Cilento, primo cittadino di San Mauro Cilento. La nomina di Valiante a presidente del Parco nazionale del Cilento sembrava avere l’ok anche di Enrico Letta, segretario nazionale del Pd che, ancora una volta, ha dovuto fare i conti con l’ex sindaco di Salerno che ha voluto porre dei paletti, mettendo ancora una volta, la sua “firma” nel Pd. Partito che, a conti fatti, potrebbe vedere proprio l’addio di Valiante, la cui sconfitta alle passate elezioni regionali non è passata inosservata: molti, infatti, speravano in un valido aiuto da parte dei dem locali che non sembra esserci stato con la riconferma di Franco Picarone, attuale presidente della commissione Bilancio a Palazzo Santa Lucia. Solo pochi giorni fa, per il parco nazionale del Cilento è stato annunciato l’avvio ufficiale del progetto sul reddito energetico nel Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il presidente dell’Ente, Pellegrino, in carica fino alla nomina del suo successore, ha annunciato che sono previsti 2 milioni di euro per il progetto “Parchi per il clima” per le famiglie che vivono nel territorio dell’area protetta. “Attraverso il reddito energetico – ha spiegato Pellegrino – si potranno realizzare impianti fotovoltaici sulle proprie abitazioni. Tale intervento, oltre a determinare una notevole riduzione di emissioni di Co2, consentirà anche un risparmio sul bilancio economico familiare. Il fondo si autoalimenterà attraverso il surplus di energia prodotta dalle famiglie”.

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Accusati di truffa ai danni dello Stato: assolti

di Pina Ferro

Truffa ai danni dello Stato: assolti l’ex direttore generale della Banca del Cilento, Ciro Solimeno e l’imprenditore Emilio Tortoriello. Entrambi erano a processo con l’imputazione di truffa ai danni di Medio Credito Centrale. La sentenza è stata emessa lo scorso 4 maggio. La vicenda riguardava un mutuo di due milioni di euro concesso, nel 2013, dalla Banca del Cilento alla società Geat srl di Emilio Tortoriello, garantito da Medio Credito Centrale. Geat, società del gruppo Tortoriello, era stata dichiarata fallita nel 2014, dopo appena un anno dalla concessione del mutuo. Una circostanza che aveva determinato l’indagine della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania e l’ipotesi che la Banca del Cilento ed Emilio Tortoriello avessero nascosto a Mcc la reale condizione finanziaria della società, al momento della richiesta di concessione della garanzia pubblica. Garanzia liquidata, nel 2015, da Mcc in favore della Banca del Cilento. Con Solimeno e Tortoriello, assolti anche Andrea Amodio ed Elvira Ruocco, funzionari della Bcc che avevano istruito la richiesta di garanzia nei confronti di Medio Credito Centrale. «La sentenza – ha affermato l’avvocato Marcello D’Aiuto, difensore du Emilio Tortoriello – di assoluzione ci rende merito per il lavoro svolto; soprattutto rende giustizia ad un imprenditore, Emilio Tortoriello, che ha cercato in ogni modo di salvare le sue società dal fallimento e che si trova a confrontarsi con vicende giudiziarie surreali. Negli anni è stato alimentato un pesante pregiudizio nei suoi confronti. Sono convinto che i processi potranno ricostruire la verità storica sulle cause e sui soggetti che hanno determinato le ultime fasi di attività e poi il fallimento delle società del gruppo Tortoriello”.

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In sanità fioccano le denunce degli interni contro norme e concorsi

di Rosa Coppola

Il suo nome è impresso su fascicoli quanto mai gravosi che evidenziano il livello di illecito nelle Pubbliche Amministrazioni e, più nel dettaglio, nelle Aziende sanitarie. Si tratta di Anna Chiara Fasano, magistrato presso la Procura del tribunale di Nocera Inferiore, impegnata in inchieste relative ad illeciti che si consumano nelle PA. E anche nel mondo sanitario. La professionista è la protagonista della puntata di ‘Cronache Salute’, andata in onda ieri sui canali social del quotidiano, con la quale abbiamo tracciato un bilancio di un mondo in chiaro-scuro. Una sanità “a giudizio”, quindi. Quali sono gli illeciti maggiormente alla sua attenzione? «Sicuramente le condotte più riscontrabili sono quelle di abuso d’ufficio, peculato, falso; esistono anche altri reati che chiamiamo reti ‘satellite’, ovvero spia per quelle condotte radicate nell’ambito sanitario. La condotta più riscontrata è scuramente quella di tipo induttiva: la tutela della salute è un campo delicato e non sempre si percepisce l’anti giuridicità. Pur di salvare il parente, l’amico, il familiare, si si prestano a richieste o atteggiamenti senza comprendere il disvalore o accettandolo pur di avere il riscontro positivo. La corruzione in sanità non è più un argomento tabù: i cittadini sono sempre più sensibilizzati (e sensibili) al tema, le leggi aiutano, l’Anac vigila. Tutto questo è bastato e basta per diminuire i casi di corruzione? E’ vero, il cittadino è più sensibile perchè il legislatore a monte è più sensibile. Il percorso è ancora da farsi ma il cittadino ha più tutele, si sente più sicuro rispetto alle denunce». Le denunce arrivano? «Sì, arrivano e anche firmate. In ambito sanitario arrivano dall’interno e riguardano le nomine, concorsi, incarichi, primari concorsi. La moneta di scambio più preziosa è il posto di lavoro. Seguono le assegnazioni di prestazioni professionali, specialmente sotto forma di consulenze. Entriamo nell’ambito del profitto e vantaggio. C’è il vantaggio di tipo sessuale, lo scavalcamento della fila d’attesa: merce di scambio. Mi è capitato di seguire questi casi. Molto spesso le indagini dei carabinieri, specie quelli del Nas che abbiamo imparato a conoscere, quella della Procura riescono a far emergere e bloccare reati perpetrati da operatori sanitari. La macchina giudiziaria procede ma le Asl lasciano al proprio posto quella persona oggetto di indagine. Il cittadino si sente demoralizzato. Cosa si sente di dire? «Quando si parla di magistratura, forze dell’ordine etc significa che il reato già si è consumato. Devo anche dire che vi è una difficoltà oggettiva: noi abbiamo sul territorio cinque ospedali e la relativa organizzazione è complessa. Difficile coprire l’intero territorio sia per i controlli a monte che e a valle. Non dimentichiamo che esistono commissioni ad hoc, esiste per i Medici anche l’Ordine professionale. Spesso nonostante indagini, si resta sempre allo stesso posto. Non cambia nulla. La magistratura segue il suo percorso, l’Asl la commissione interna: il tempo passa ma sembra non cambiare nulla e il cittadino si dente demoralizzato. La magistratura può avviare anche una inchiesta e su un certo grado di gravita indiziaria effettuare una richiesta di misura limitativa ma è anche vero che, attraverso l’articolo di giornale, il cittadino magari percepisce la notizia già come forma di colpevolezza del soggetto. La nostra Costituzione prevede che un soggetto in misura cautelare, per quanto un quadro di gravità importante, non è colpevole. E’ necessaria una condanna definitiva. Rimuovere un soggetto a condanna definitiva, il percorso giusto; una eventuale spostamento precedente non appare corretto. La Severino esclude per i politici la incandidabilità per il politico, forse il legislatore potrebbe introdurre un automatismo, un principio in più che a discrezione potrebbe evitare (a condanna definitiva) il ricoprire un ruolo dirigenziale. Con tutto quanto ne consegue». Negli anni recenti, la Corte dei Conti ha rilevato che in sanità “si intrecciano con sorprendente facilità veri e propri episodi di malaffare con aspetti di cattiva gestione, talvolta favoriti dalla carenza dei sistemi di controllo”. Condivide? «Sì, l’ambito sanitario resta uno dei più complicati. Credo che oggi in un periodo ancora non post covid il percorso è ancora più esposto a infiltrazioni pericolose. Il cittadino ha una arma importante per combattere i reati in sanità, la denuncia. Se il cittadino inizia a fidarsi, le risposte arrivano. Una attività di indagine seria può farsi solo se qualcuno ci racconta i fatti circostanziati».

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Salerno, il centrodestra riparte dal nome di Michele Tedesco

di Erika Noschese

Ennesima fumata nera per il centrodestra, in vista delle prossime elezioni comunali, almeno per quanto riguarda la città capoluogo che sperava di avere – dopo la fase di stallo importante che ancora oggi vive – indicazioni precisa per la nomina del candidato sindaco. Ieri, si è infatti concluso con un nulla di fatto l’incontro tra i big della coalizione. Nel corso del tanto atteso appuntamento, Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno ribadito l’unità del centrodestra, puntando l’attenzione sulle grandi città chiamate al voto per il rinnovo delle cariche comunali, quali Milano, Roma e Napoli. Per i capoluoghi di provincia è tutto nelle mani dei segretari regionali che dovranno accordarsi per un incontro a stretto giro. E a Salerno, Forza Italia e Lega sembrano ripartire da Michele Tedesco. Il nome dell’avvocato salernitano – che solo poche settimane fa ha annunciato la scelta di fare un passo indietro a causa dell’indecisione degli leghisti e dei forzisti – dovrebbe finire, già nei prossimi giorni, sul tavolo regionale. Lega e Forza Italia, infatti, sembrano aver trovato una quadra o almeno così potrebbe essere nei prossimi giorni. Al momento, non è certa la decisione di Tedesco che potrebbe restare sulla sua posizione, chiudendo – ancor prima di partire ufficialmente – la sua parentesi politica. Resta invece da capire cosa deciderà di fare Fratelli d’Italia che, al momento, conferma il sostegno alla candidatura dell’avvocato penalista Michele Sarno, a Salerno città mentre a Battipaglia ha lanciato la candidatura a sindaco di Ugo Tozzi, con Forza Italia e Lega che, anche in questo caso, non avrebbero ancora deciso se sostenere o meno la candidatura di Fernando Zara. Dunque, al momento non resta che attendere il tavolo regionale e, a quanto emerge, entro le prossime due settimane, si dovrebbe raggiungere l’accordo di coalizione. LA NOTA CONGIUNTA DEL CENTRODESTRA DOPO IL VERTICE A ROMA Si è conclusa la riunione del centrodestra sulle Amministrative. Erano presenti rappresentanti di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cambiamo, Udc, Noi con l’Italia. In un clima di grande collaborazione si è avviato il confronto su tutti i Comuni che andranno al voto nella prossima tornata. È emersa la comune volontà di presentare agli elettori una coalizione compatta e unita, pronta a battere sinistra e Cinquestelle ovunque. Per le città metropolitane il comune indirizzo verrà ufficializzato in una imminente riunione con i leader dei partiti della coalizione. Per le altre città è stato dato mandato ai coordinatori di ciascuna regione di far giungere al tavolo nazionale degli Enti locali una loro comune valutazione. Il tavolo tornerà a riunirsi il prossimo mercoledì. All’incontro, hanno partecipato, per la Lega, il responsabile enti locali Stefano Locatelli e il vicesegretario federale Andrea Crippa; per FdI, il vice presidente del Senato Ignazio La Russa e il responsabile nazionale organizzazione Giovanni Donzelli; per FI, il senatore Maurizio Gasparri, responsabile nazionale settore Enti Locali; per Cambiamo, Gaetano Quagliariello; per l’Udc, Antonio De Poli e per Noi con l’Italia il deputato Alessandro Colucci.

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Fotografi in crisi, incontro tra Cna Salerno con il Vescovo Bellandi

Un impegno a presentare la richiesta dei fotografi della Cna di Salerno in un imminente incontro con tutti vescovi della provincia di Salerno. Si è concluso con questa promessa l’incontro che, alla vigilia della ripresa concreta delle cerimonie, il presidente della Cna Salerno, Lucio Ronca ed una rappresentanza autorevole del gruppo fotografi della Cna Salerno, ha avuto con il Vescovo di Salerno, monsignor Andrea Bellandi. Il Vescovo di Salerno che era uno dei destinatari della lettera attraverso la quale, nei giorni scorsi, la categoria professionale “paralizzata” dal Covid aveva chiesto supporto per garantire il rispetto del loro lavoro. Nel corso dell’incontro con il massimo rappresentante della Curia di Salerno, la Cna di Salerno ha ribadito, de visu, quanto già anticipato con la missiva indirizzata anche all’attenzione del Vescovo della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, monsignor Giuseppe Giudice, del Vescovo della Diocesi di Amalfi-Cava de’Tirreni, Monsignor Orazio Soricelli, del Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro Monsignor Antonio De Luca e del Vescovo della Diocesi di Vallo della Lucania, Monsignor Ciro Miniero. Un impegno a garantire che, alla ripresa delle cerimonie, ciascun parroco nelle rispettive Diocesi possa consentire il lavoro delle celebrazioni eucaristiche esclusivamente ai fotografi professionisti vessati non solo dal fenomeno pandemico, dal rispetto dei pagamenti statali ma anche da un crescente abusivismo del settore che minaccia il lavoro regolare di questa categoria professionale. La Cna guidata da Lucio Ronca, ha chiesto al Vescovo di intercedere con tutto il prelato e le altre curie vescovili della provincia di Salerno per “dare lavoro ai professionisti” , penalizzati dall’accesso alle Celebrazioni di veri e propri “ abusivi” che lavorano al posto dei fotografi professionali. Tali “figure” non sono inserite in nessun albo professionale o regolamentate fiscalmente e non sono giuridicamente riconosciute come professionisti del settore della fotografia e della video ripresa. Non avendo nessun obbligo fiscale possono applicare costi bassi e slealmente concorrenziali sottraendo risorse, economia e prestigio agli studi fotografici regolarmente iscritti e virtuosamente dediti al pagare le giuste tasse, i contributi ai dipendenti e quanto previsto dal rispetto delle normative. “Sottrarre economia sana ad uno dei settori più colpiti dalla pandemia e che ha visto riconoscersi pochissimi ristori- ha ribadito il presidente Ronca, coadiuvata dal gruppo di lavoro dei fotografi, nel corso dell’incontro con Bellandi- ci porta a lanciare questo appello per favorire il lavoro dei professionisti e non degli abusivi”. La Cna sta cercando di aiutare questa categoria tra le più colpite dal Covid e tra le meno sostenute dalle forme di ristoro. “Questa interlocuzione con il mondo della Chiesa è uno dei passi in questo percorso non semplice- ha aggiunto il presidente Cna Salerno – non è facile ma stiamo facendo ogni sforzo possibile, i fotografi meritano l’attenzione della filiera istituzionale”. Il Vescovo di Salerno ha mostrato solidarietà e comprensione per la problematica impegnandosi a condividere la richiesta in un prossimo incontro con gli altri Vescovi.

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Festival di Ravello, Vlad è il direttore artistico

di Monica De Santis

Alessio Vlad, figlio di Roman Vlad e Licia Borrelli, Direttore Artistico del Teatro dell’Opera di Roma dal 2010 ha ricevuto il rinnovo dell’incarico di direttore artistico della 69esima edizione del Ravello Festival dalla Fondazione Ravello. Il Maestro, ravellese d’adozione, già direttore artistico della sezione musicale dal 2016 al 2018 e artefice dell’ultima edizione del Festival che ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica nonostante l’emergenza Covid-19, avrà il compito di curare il cartellone della ripartenza della Città della Musica. Dal 2002 al 2006, ha fatto parte anche del consiglio di indirizzo della Fondazione Ravello, dirigendone una delle sezioni. Ha iniziato la sua carriera giovanissimo, studiando pianoforte alla scuola di Vincenzo Vitale, composizione e direzione d’orchestra al Conservatorio di Santa Cecilia e all’Accademia Chigiana di Siena con Guido Turchi e Franco Ferrara, fenomenologia musicale con Sergiu Celibidache. Contemporaneamente frequenta la facoltà di Lettere e Filosofia e i corsi di Storia dell’Arte di Cesare Brandi all’Università di Roma. Dopo essere stato maestro sostituto al Festival di Spoleto e al Teatro dell’Opera di Roma dove lavora, tra gli altri, con direttori come Thomas Schippers, Bruno Bartoletti, Gianandrea Gavazzeni, registi come Luchino Visconti e Eduardo de Filippo, compositori come Nino Rota e dopo essere stato allievo e collaboratore di Leonard Bernstein inizia una attività di direttore d’orchestra che lo porta a dirigere opere e concerti in tutto il mondo. Come compositore per il teatro ed il cinema ha collaborato, tra gli altri, con registi come Bernardo Bertolucci (“L’Assedio”, Globo d’Oro per la migliore colonna sonora del 1999), e Franco Zeffirelli (“Sei Personaggi in Cerca d’Autore” di Pirandello in Italia e al National Theatre di Londra, “Storia di una Capinera”, “Jane Eyre”, “Un Tè con Mussolini”, “Callas Forever” e “Omaggio a Roma”). Da ricordare anche la collaborazione con Cristina Comencini (“La fine è Nota”, “Và dove ti porta il Cuore”) e Giorgio Ferrara (“Tosca e altre Due”, “Memoires” di Goldoni-Strehler al Teatro di Montparnasse a Parigi e alla Biennale di Venezia). Fino a vincere nel 1999 il Globo d’Oro per la musica del film L’Assedio. Recentemente la Toronto Philarmonia gli ha tributato un omaggio con un Concerto in cui sono state eseguite tutte le musiche che Vlad ha scritto per Zeffirelli. Alessio Vlad, che come abbiamo detto è legato per storia personale e familiare a Ravello e alla Costiera Amalfitana, resterà in carica, così come previsto dal decreto firmato dal Commissario straordinario della Fondazione, Almerina Bove, fino a settembre 2021. La Fondazione Ravello, in sinergia con la Regione Campania e il Comune di Ravello, riparte per contribuire al ritorno ad una normalità necessaria per il rilancio del turismo in Costiera Amalfitana e in Campania.

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Antonio Ilardi: “La vaccinazione della filiera turistica doveva iniziare da Salerno”

“Valuto positivamente l’attenzione data dalla Regione Campania alla vaccinazione della filiera turistica regionale ma trovo incomprensibili alcune scelte delle ASL locali”. Così Antonio Ilardi, titolare del Hotel Polo Nautico di Salerno che in una nota spiega che ha appreso, ad esempio, “che l’Asl Salerno ha proceduto alla vaccinazione del personale delle strutture alberghiere ubicate nel Comune di Contursi, che accolgono una percentuale infinitesima dei visitatori dell’intera provincia, e non ha, invece, iniziato la campagna dai centri di maggiore rilievo turistico, adottando, come avrebbe dovuto, un criterio di priorità oggettivo basato sul numero di presenza turistiche di ciascun comune. La città di Salerno, ad esempio, ha un numero di presenze 15 volte superiore a quello di Contursi, vantando circa 600.000 presenze annue contro le appena 40.000 del centro termale, e i suoi operatori turistici non rientrano, al momento, in alcun calendario vaccinale”. Per Ilardi è indispendabile che “l’ASL e il Comune di Salerno pianifichino e realizzino, con assoluta, urgenza un open day di vaccinazione riservato agli operatori delle strutture alberghiere ed extra alberghiere del capoluogo. Non c’è più un minuto da perdere o si rischia di vanificare l’intera stagione turistica estiva. Al Comune di Salerno chiedo, inoltre, di avviare una intensa attività di promozione territoriale, dando concretezza agli impegni assunti nel corso dell’interlocuzione avviata tra Amministrazione comunale e strutture alberghiere. Interventi qualificanti, come la realizzazione delle grandi spiagge nella zona orientale, vanno adeguatamente resi noti all’utenza nazionale se si vogliono intercettare i flussi turistici estivi e recuperare i posti di lavoro falcidiati dalla pandemia”. L’imprenditore salernitano, poi conclude affermando che “Allo stesso tempo, occorre che il Comune di Salerno programmi fin d’ora il calendario di eventi 2021/2022 e prenoti la partecipazione alle fiere nazionali ed internazionali di settore, dando continuità e prospettiva alle attività del comparto ricettivo cittadino. Per questo propongo l’urgente insediamento di un gruppo di lavoro tra amministrazione e rappresentanti delle aziende”.

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Loris Del Campo, domani mattina l’ultimo addio

Si terranno domani mattina alle 11, presso la chiesa San Demetrio di via Dalmazia, i funerali di Loris del Campo, il 28enne tifoso della Salernitana che ha perso la vita ieri sera, a bordo della sua moto.  Intanto, sono ancora in corso di accertamento le cause della morte del giovane Loris. Il 28enne è morto in sella alla sua Honda SH150, mentre percorreva il Lungomare Trieste. Con lui c’era anche una ragazza. Le indagini sono state affidate al Comando della Polizia municipale di Salerno. Al momento i caschi dei due giovani sono stati sequestrati, così come il motociclo e una macchina che si trovava di passaggio in quei drammatici momenti. Folla e commozione ieri sera all’arrivo della salma in obitorio. Tanti tifosi si sono recati a rendere omaggio a questa giovane vita spezzata. Intanto la salma è stata liberata dal pm incaricato ed è stata restituita ai familiari. Al cordoglio della comunità salernitana si aggiunge quello del sindaco di Vincenzo Napoli “fortemente addolorato”. Il ragazzo era molto conosciuto ed era un tifoso della Salernitana.

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Speciale Salernitana la festa Granata minuto per minuto

Speciale Salernitana, la festa Granata minuto per minuto

 

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La Campania resta gialla, ma De Luca teme le serate della movida

La Campania resta in ‘zona gialla’ e incassa da giorni una curva dei contagi stabile. “Iniziamo a respirare”, dice il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che però avverte: “Ho il terrore delle serate della movida, non possiamo assistere alla movida nelle forme nelle quali l’abbiamo conosciuta nei mesi e negli anni passati. Se dovesse succedere questo, ci giochiamo l’estate e a settembre avremo la terza ondata”. Intanto in Campania si e’ raggiunta la quota di 2 milioni di dosi di vaccino somministrate. E De Luca rivendica: “Possiamo vantare il risultato migliore d’Italia per quanto riguarda le vaccinazioni agli ultra ottantenni nonostante, come sapete, il fatto che abbiamo ricevuto 200mila dosi di vaccino in meno”. Abbiamo superato due milioni di somministrazioni di vaccino in Campania, abbiamo raggiunto oltre 600mila cittadini con doppie dosi, ieri abbiamo sfiorato le 50mila vaccinazioni in una giornata e abbiamo raggiunto con la prima vaccinazione il 100% degli ultra 80enni, il 90% degli ultra 70enni, l’80% degli ultra 80enni non deambulanti. Abbiamo prodotto uno sforzo enorme per mettere in sicurezza le categorie fragili e le persone anziane”. Non solo, domani fa tappa a Capri per annunciare una campagna di promozione internazionale sulle isole covid-free. Tema in merito al quale De Luca qualche sassolino dalle scarpe se lo toglie con piacere. “La campagna di vaccinazione in Campania va avanti in maniera eccellente e in qualche realtà sembra di essere in Svizzera o in Svezia per la qualità del servizio anche se da parte di organi di informazione nazionale, soprattutto i tg della Rai c’è un livello particolare di distrazione sulla Campania”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso della diretta Facebook del venerdì. In merito all’organizzazione sulle vaccinazioni “tutti i nostri concittadini possono testimoniare di aver trovato un servizio di qualità. Poi può capitare qualche giornata di affollamento, ma parliamo di 2 milioni di somministrazioni, nel 90% dei casi nostri concittadini possono testimoniare un servizio di assoluta eccellenza”, ha spiegato il governatore che si è poi soffermato sull’inaugurazione del centro vaccinale a Capodichino. “Domenica scorsa c’è stato un evento identico alle porte di Roma e alle porte di Napoli – ha ricordato – penso ai notiziari della Rai, ore di immagini televisive, ci hanno fatto vedere perfino le orme degli anfibi del commissario Covid. Bene, quel centro fa mille vaccini al giorno, l’hub inaugurato a Capodichino ne fa 10mila ma non hanno neanche dato la notizia o l’hanno data en passant. Cari ragazzi, non pretendevo che veniste a riprendere le orme delle mie scarpe normali, ma perlomeno per rispetto del lavoro di chi quell’hub ha realizzato, era corretto dare perlomeno la stessa informazione. Tranquilli tutti, state sereni, ormai abbiamo maturato anticorpi non solo contro il Covid ma anche contro altre cose. Inoltre dal commissariato al Covid è arrivata una notizia bomba, clamorosa, un annuncio epocale: dal 10 maggio cominciano le vaccinazioni per gli ultra 50enni. Il 10 maggio noi avremo già finito, non cominciato, ma non vogliamo turbare la serenità di nessuno. Siamo davvero un Paese bizzarro, e dal punto di vista della Campania, terra del teatro e anche delle sceneggiate, questa considerazione viene ancora più spontanea. Andiamo avanti per i fatti nostri, così come stiamo facendo continuando sulla nostra linea”. E sulle diverse marche dei vaccini il governatore ha affermato che “La verità è che, su Sputnik sono state fatte altre valutazioni che non hanno nulla a che vedere con quelle scientifiche”. De Luca, è tornato a chiedere verifiche da parte di Ema e Aifa sul vaccino russo per il quale la Campania ha sottoscritto un contratto per l’acquisto di forniture aggiuntive ai sieri già approvati dalla comunità scientifica europea. “Qualcuno ha fatto ironia su Sputnik. Se avessimo avuto questi vaccini aggiuntivi, avremmo già finto la vaccinazione di tutti i cittadini campani – ha sottolineato – Più di 60 Paesi al mondo utilizzano Sputnik, San Marino lo ha usato su tutti i suoi 30mila abitanti, la Germania ne sta acquistando 20 milioni di dosi. Non ci pronunciamo sulla valutazione scientifica, ovviamente abbiamo subordinato l’uso alle decisioni di Ema e Aifa, ma abbiamo detto al governo di non perdere tempo. Il vaccino Pfizer è stato approvato in 10 giorni, fate la stessa cosa con Sputnik, dite sì o no, ma muovetevi”, ha concluso De Luca.

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In palcoscenico con… Brunella Caputo

di Monica De Santis

Nuovo appuntamento questa sera, alle ore 19 con il salotto teatrale del quotidiano Le Cronache. Per “In palcoscenico con Le Cronache”, condotto da chi scrive e da Olga Chieffi, ospite della puntata l’attrice, regista, organizzatrice e scrittrice salernitana Brunella Caputo. In diretta sulla pagina Facebook e sul canale YouTube di Le Cronache la Caputo dialogherà con le conduttrici e con quanti scriveranno attraverso i social, parlando di teatro e di libri, prma di lasciare i nostri videoascoltatori alla visione di una sua performance. Ovvero ad un monologo tratto dallo spettacolo “In nome della madre” che ha debuttato ad agosto al Teatro Dei Barbuti e che poi a causa di questa pandemia non è stato più riproposto. Si tratta di un adattamento, fatto proprio da Brunella Caputo, del libro di Erri De Luca. n questo vento di parole si racconta la storia di Miriàm, una ragazza che smette di essere tale all’improvviso. L’annuncio di un angelo in avvento, a porte spalancate, a mezzogiorno, le mette il figlio in grembo. In questa storia si racconta dell’accensione della natività nel corpo femminile (un dettaglio solo accennato nelle pagine di Matteo e di Luca) , dell’amore smisurato di Iosef per la sposa promessa, delle loro nozze, della fuga, di un viaggio su un’asina paziente, di una notte con la luce di una cometa nel buio dell’inverno. Si racconta di una donna, madre senza l’aiuto d’uomo, e della sua solitudine assistita. Partorì da sola, non è scritto che nella stalla c’erano lavatrici. Quello che non è scritto fa però ugualmente parte di questo racconto. È la storia di una donna che narra il mondo al suo bambino, tenendolo ancora in grembo. È l’essere madre senza il concorso maschile e senza che se ne senta la mancanza. È la storia, misteriosa e sacra, di una operaia delle divinità capace di fabbricare scintille. “In ebraico esistono due emme, una normale che va in qualunque punto della parola e una che va solo in ultima casa. Miriàm ha due emme, una d’esordio e una terminale. Hanno due forme opposte, la emme finale, mem sofit in ebraico, è chiusa da ogni lato. Quella iniziale è gonfia e ha un’apertura verso il basso. È una emme incinta”. “In nome del padre”: inaugura il segno della croce. In nome della madre si inaugura la vita. Questa è la storia di Miriàm/Maria, ebrea di Galilea. Come detto nel corso della puntata parleremo anche di libri, perchè infatti Brunella Caputo è anche una bravissima scrittrice, ed ha pubblicato proprio lo scorso anno, sempre, purtroppo, in piena pandemia, una raccolta di racconti dal titolo “Dell’acqua e dell’amore”. Racconti brevi per narrare l’amore: per un uomo, per una donna, per la famiglia, per un luogo, per un amico; e l’acqua in tutte le sue forme: acqua di mare, di fiume, di pioggia, di lacrime. Racconti per narrare, con la fantasia, stati d’animo in viaggio nelle molteplici manifestazioni d’amore, chiaro e felice o nero e infelice. L’acqua è il mezzo, il respiro, la speranza, la meta.

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Razzo cinese in caduta: La protezione civile mette in allerta la Campania e altre 8 regioni

Le regioni del Centro-Sud Italia sono in allerta per il rientro incontrollato in atmosfera del lanciatore spaziale cinese “Lunga marcia 5B”. Lo si legge in una nota della Protezione civile che ha riunito il comitato operativo, convocato dal Capo Dipartimento Fabrizio Curcio, per un’analisi degli ipotetici scenari Al momento la previsione di rientro sulla terra è fissata per le ore 02:24 ore locali del 9 maggio, con una finestra temporale di incertezza di più o meno 6 ore, all’interno di questo arco temporale sono tre le traiettorie che potrebbero coinvolgere l’Italia che, in totale, interessano porzioni di 9 regioni del centro-sud, ovvero Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Le previsioni di rientro saranno soggette a continui aggiornamenti perché legate al comportamento del vettore spaziale stesso e agli effetti che la densità atmosferica imprime agli oggetti in caduta, nonché a quelli legati all’attività solare. Il tavolo tecnico – composto da Asi, (Agenzia Spaziale Italiana), da un membro dell’ufficio del Consigliere militare della Presidenza del Consiglio, rappresentati del Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, della Difesa – Coi, dell’Aeronautica Militare – Isoc e degli Esteri, Enac, Enav, Ispra e la Commissione Speciale di Protezione civile della Conferenza delle Regioni – continuerà, insieme ai rappresentanti delle Regioni potenzialmente coinvolte, a seguire tutte le operazioni del rientro, fornendo analisi e aggiornamenti sull’evoluzione delle operazioni. Sulla scorta delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica, è possibile fornire alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di auto protezione: è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Si consiglia, comunque, di stare lontani dalle finestre e porte vetrate; i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici; all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti; è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto; alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero resistere all’impatto. Si consiglia, in linea generale, che chiunque avvistasse un frammento, di non toccarlo, mantenendosi a una distanza di almeno 20 metri, e dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competenti.

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Paola Rosapepe: “Le scuole sono in condizioni terribili, andrebbero ricostruite”

di Monica De Santis

Tra gli oltre 300 docenti firmatari della lettera al ministro Bianchi sul piano scuola estate, vi è anche la dirigente scolastico del Primo Circolo Didattico di Baronissi, Paola Rosapepe. La preside, che si occupa di ben 12 plessi siti su tutto il territorio, ci tiene a precisare che ha firmato la lettera, perchè come “molti miei colleghi credo che questi finanziamenti potevano, in questo particolare periodo essere destinati per una messa a punto delle scuole. Per una ristrutturazione delle scuole che sono in condizioni terribili”. Mentre entrando nel merito del piano scuola la dirigente scolastica afferma che…”Comunque è un’opportunità di accedere a dei fondi e di mettere in campo azioni in favore dei nostri studenti”. Ma lei non teme che i suoi alunni possano non aderire a questo piano scuola, visto che in estate si preferisce andare al mare? “Ma in realtà dobbiamo chiarire un punto che in questi giorni non è stato mai messo bene in evidenza. Il piano scuola ha inizio a giugno 2021 ma non si deve concludere ad agosto 2021 bensì si deve concludere entro agosto 2022”. Quindi si chiama piano scuola estate ma non è riferito solo all’estate? “Esattamente, il nome trae in inganno le persone. Non è un piano scuola solo per quest’estate. Questa è una delle opzioni, ma una scuola può anche decidere di spalmare le attività che intende promuovere lungo tutto l’anno partendo da giugno 2021 e fino a giugno 2022 per esempio”. Così facendo l’adesione degli studenti potrebbe essere molto più alta? “Questo si. Credo che gli studenti, dopo mesi di privazioni e di lontananza dai loro compagni, potrebbero accettare di venire a scuola a giugno e anche i primi giorni di settembre. Sicuramente no a luglio e agosto. Ecco perchè è importante spalmare questi laboratori lungo un arco di tempo più ampio”. Quindi lei parteciperà? “Si, come Primo Circolo Didattico di Baronissi parteciperemo”. Lei si è detta d’accordo sulla richiesta al ministro di utilizzare questi fondi per la sistemazione delle scuole. Nello specifico i suoi istituti di che interventi necessitano? “Parecchi interventi. Per prima cosa la realizzazione di spazi all’aperto che ci consentirebbero di poter svolgere attività didattiche all’aperto. Abbiamo la fortuna di vivere in una regione dove le belle giornate sono tantissime, allora perchè non sfruttare la possibilità di fare attività all’aria aperta. E poi palestre, che purtroppo mancano in molti istituti. In breve diciamo che le scuole dovrebbero essere rifatte nuovamente. Quelle che abbiamo sono state costruite su una vecchia concezione di scuola. Ecco perchè credo che andrebbero rifatte tutte adeguandole all’epoca che stiamo vivendo”. La difficoltà più grande che ha dovuto affrontare in questo ultimo anno e mezzo? “Sostituirmi all’Asl. Senza contare le novità, le norme poco chiare e molto contraddittorie”. Ad oggi nei suoi istituti registra molti casi covid? “Non tantissimi, però ho ancora due classi in quarantena”.

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Alfredo Liguori si ritira dalla corsa verso Palazzo di Città: “La mia salute e la mia famiglia sono le priorità”

di Erika Noschese

Parla di una campagna elettorale particolarmente lunga e di motivi di salute che lo costringono ad un’operazione e ad una lunga convalescenza Alfredo Liguori che annuncia la decisione di ritirare la sua candidatura alla carica di sindaco per la città di Battipaglia. Voci che, a onor del vero, si rincorrevano ormai da diverse settimane con un susseguirsi di addii e di dimissioni da parte delle liste che erano scese in campo con Liguori, in vista dell’attesa tornata elettorale. Ieri l’annuncio ufficiale: poche parole e due motivazioni che l’avrebbero spinto a fare un passo indietro. “A malincuore devo annunciare il ritiro della mia candidatura a sindaco della città di Battipaglia, fondamentalmente per due motivi diversi eppure complementari tra loro – ha dichiarato Alfredo Liguori – Il primo è di tipo politico. Quando il 17 ottobre 2020 ho ufficializzato la mia discesa in campo, si prospettava una campagna elettorale di soli sette mesi e con uno scenario politico completamente diverso rispetto a quello attuale. Eravamo già costretti a fare i conti con le preoccupazioni e le restrizioni causate dalla pandemia, ma il voto era previsto per maggio. Poi, come è noto, il ritorno alle urne è stato rinviato a ottobre e il panorama politico è cambiato, con nuovi nomi e nuove candidature. Ciò avrebbe richiesto, da parte mia, uno sforzo fisico e organizzativo improbo, che avrebbe dovuto vedermi impegnato in una campagna elettorale troppo lunga in confronto a quella preventivata”. E poi, la seconda motivazione, riconducibile a problemi di salute: “A causa di un problema di salute sopraggiunto nelle ultime settimane, dovrò sottopormi ad un intervento chirurgico che richiederà una lunga convalescenza e che, di fatto, mi impedirebbe di condurre la campagna elettorale e l’attività politica nel mio modo tradizionale, quello che ha caratterizzato la mia attività politica per trentacinque anni: porta a porta, faccia a faccia, occhi negli occhi con i cittadini – ha dichiarato ancora l’ormai ex aspirante sindaco – Nell’informare del ritiro della mia candidatura a sindaco, che non ha motivazioni diverse da quelle espresse in questo comunicato, ringrazio di vero cuore tutti gli amici, i collaboratori, i candidati delle mie tre liste civiche – “Liguori Sindaco”, “Battipaglia in Movimento” e “Battipaglia Insieme” – per aver creduto in me, “il candidato del popolo” come recitava il mio slogan elettorale, e avermi onorato della loro vicinanza in questa (comunque bella) avventura”. Liguori ringrazia poi il consigliere comunale Luigi D’Acampora e l’Avvocato Monica Giuliano, che “mi hanno dimostrato una lealtà encomiabile e assoluta dall’inizio alla fine di questa esperienza. Tutti loro sono naturalmente liberi di scegliere il candidato a sindaco che più riterranno opportuno e di collocarsi nelle liste che preferiranno. Non è mia intenzione dare indicazioni di voto e condizionare nessuno nelle sue scelte – ha detto infine – Prima di essere un politico, sono un marito e un padre, ed è mio dovere concentrarmi esclusivamente sulla mia salute, in questo momento. Sono certo che questa scelta verrà rispettata e non strumentalizzata”. Ad esprimere solidarietà a Liguori Vincenzo Inverso, coordinatore cittadino di Italia Viva: “Vicini ad Alfredo Liguori, cui auguriamo innanzitutto di risolvere quanto prima ogni problema di salute – ha dichiarato il renziano – Sul piano politico, a prescindere dalle singole posizioni in campo, ci auguriamo che comunque non venga meno (nei modi e nelle forme che riterrà più opportune) il suo contributo di idee ed esperienza per la Città”.

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Ginger ‘O: la moda all’opera

di Olga Chieffi

Sono quattro ragazze che han stretto un patto le “Ginger O”, ospiti ieri sera dell’accorsato contenitore virtuale di approfondimento musicale del nostro quotidiano. Da un grande dolore, da una separazione forzata, dalla lontananza dal palcoscenico, è nata la splendida idea di due soprano, Anna Corvino e Anna Maria Sarra, unitamente al mezzosoprano Giuseppina Bridelli e alla regista Stefania Panighini, le quali hanno dato vita al brand Ginger O’, che vede protagoniste delle T-shirt, tutte ad edizione limitata, riservate agli appassionati della lirica e non solo. “Ci siamo incontrate più di dieci anni or sono, al Comunale di Bologna, eravamo tutte in accademia – racconta il soprano nocerino Anna Corvino – poi, ci siamo ritrovate sui vari palcoscenici internazionali, abbiamo addirittura organizzato le vacanze insieme, quando è arrivato questo ciclone inatteso e terribile che ha fermato tutto. In questo tempo fermo abbiamo pensato di unire le nostre passioni, l’opera, la divulgazione, la moda ed ecco il brand Ginger ‘O, giunto già alla sua seconda collezione, stavolta unisex, ispirata a Mozart e al suo universale personaggio, Don Giovanni”. Motti, frasi, personaggi quelli effigiati, in modo molto particolari, con la regista Panighini, a far da grafica, e realizzatrice delle idee di tutte e quattro, idee diverse, magari contrastanti, simbolo di quattro caratteri diversi e molto forti, rappresentate, poi in un originale prodotto. “Ma non crediate – sottolinea Anna Maria Sarra – che vogliamo cambiare lavoro e tentare la strada dell’imprenditoria femminile. Calcheremo sempre i palcoscenici, e quando ci sarà tempo lo investiremo nell’ideazione di queste T-Shirt. Nella creazione di Ginger ‘O c’è la necessità di andare avanti, in un momento veramente buio, nonostante sembra essere un messaggio leggero, Ginger è ben altro. Ci ha aiutato a dare sfogo alle nostre passioni e può essere un punto di congiunzione, ricco di significato e significante per pubblico e artisti ”. Tra i messaggi dei lettori, infatti, tante richieste e qualche “avvertimento” di furto in diretta, se non si fossero riuscite ad avere alcuni pezzi unici delle Ginger. Pezzi unici lo sono per davvero. Infatti, le prime cinque creazioni ispirate a frasi rimaste celebri del melodramma da “Bocca baciata non perde ventura, anzi rinnova come fa la luna”, il canto di Fenton continuato da Nannetta nel Falstaff di Verdi o “Sempre libera!” la cabaletta di Violetta in Traviata, Despinetta che intima a Fiordiligi e Dorabella di divertirsi con gli uomini e di “Far all’amor come assassine” dal Così fan tutte, la Musetta di Bohème nell’icona rock David Bowie, sono quasi già tutte sold out e con poche speranze di riprodurle, poiché naturalmente “Ginger O” non è affatto una fabbrica, ma, intanto, le idee sono tante e prossima è la produzione personalizzata, stavolta su richiesta. Il dialogo con le artiste è stato impreziosito da performance che ce le hanno presentate nel loro luogo d’elezione, il palcoscenico, con un video d’introduzione che ci ha fatto risalire al primo pesantissimo lockdown. Il brano era il terzetto della separazione dal “Der Rosenkavalier”, di Richard Strauss, la regia claustrofobica e indovinata, della Panighini, regista giovane e pratica, determinata, che fa del poiein l’essenza del suo lavoro, del suo fare, che in greco ha la stessa radice di poesia. Poi, abbiamo applaudito la Sarra nei ruoli di Oscar il Paggio del Ballo in maschera, personaggio che veste perfettamente la sua voce e il suo carattere, e d’Armida del Rinaldo di Haendel, nell’aria “Furie Terribili”, e ancora la mirabile Rosina di Giuseppina Bridelli, nella sua aria di sortita “Una voce poco fa”, ruolo debuttato nel teatro vuoto della sua Piacenza in streaming “ Il silenzio di un teatro – ha rivelato il mezzosoprano – è un qualcosa di indescrivibile. Per quel Barbiere andato in scena a dicembre avrei avuto vicino tutti i miei affetti e girarsi per ringraziare una platea virtuale, in un teatro vuoto è veramente disarmante”. A sorpresa è entrata nel nostro salotto virtuale anche il soprano Gilda Fiume, alla vigilia della generale di Traviata, che inaugurerà la stagione del Teatro Regio di Torino, una felice ripresa per lei e anche per il pubblico che sarà finalmente in sala. Gran finale con “Egli non riede ancora…Non so le tetre immagini da “Il Corsaro” di Giuseppe Verdi, nel gala verdiano dal regio di Parma, la celebre aria di Medora, eseguita in stato di grazia da Anna Corvino, che rivela già il Verdi maturo, e una frase nel testo che sia d’augurio per spazzare via proprio questo periodo, in particolare per il mondo dello spettacolo: “Arpa che or muta giaci, vieni ed i miei sospiri seconda, sì….”.

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Addio Pietro Nardiello, te ne sei andato in un giorno speciale

Di Olga Chieffi

Ci sono delle date, delle coincidenze cui si stenta a credere, forse non vi si vuole, ma, sicuramente, lasciano pensare. Ieri sera è giunta la ferale notizia della scomparsa del giornalista Pietro Nardiello. Ricoverato presso il Covid Center di Santa Maria Capua Vetere, aveva collaborato con diverse testate, tra cui Articolo 21 e Repubblica, pubblicando inchieste sui beni confiscati, unitamente a tanta letteratura sportiva, oltre ad aggiudicarsi con l’antologia “Strozzateci tutti” il premio giornalistico “Paolo Giuntella” nel 2010, un intenso romanzo “Un sogno meraviglioso”, che racconta di una vacanza estiva nella perla dello Jonio, Soverato, in provincia di Catanzaro, e in quel campeggio, “Le Giare”, travolto da un’alluvione la notte tra il 9 e il 10 settembre del 2000, e “Il festival a casa del boss”, e ancora abile curatore della trasmissione radiofonica “Tre Parole Fuori dal Vulcano”, in onda su Radio Rai, collaboratore in passato anche con il Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’organizzazione di eventi. Tanti i messaggi di cordoglio, tra questi anche quello per sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, che ricorda così il giornalista: “Addio a Pietro Nardiello, giornalista e scrittore appassionato di Salerno. Ha raccontato con passione e competenza della Salernitana e di Salerno con articoli e pubblicazioni sempre molto apprezzati. La tua morte prematura addolora la nostra comunità che ti porterà sempre nel cuore. Un abbraccio fortissimo ai familiari”.

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Meno limiti e più servizi per i cittadini in possesso della card di avvenuta vaccinazione

I cittadini campani in possesso della card che attesta la vaccinazione completa potranno usufruire di una serie di servizi, legati al turismo, alle strutture ricettive, ai trasporti, al wedding e allo spettacolo, anche con facilitazioni o con deroghe alle misure relative al contingentamento delle presenze e al distanziamento sociale. E’ quanto dispone l’ordinanza numero 17 firmata dal presidente della Regione, Vincenzo De Luca, contenente disposizioni “per la ripresa in sicurezza delle attivita’ economiche, culturali e sociali”. Prendendo atto delle linee guida per la ripresa, approvate dalla Conferenza delle Regioni, l’ordinanza demanda all’Unità di crisi regionale “la predisposizione, di concerto con le associazioni di categoria rappresentative degli operatori economici, dei protocolli attuativi-integrativi delle Linee guida approvate in data 28 aprile 2021”. Per i cittadini in possesso della ‘smart-card’, i protocolli prevedranno “regole certe di prevenzione, proporzionate alla situazione di difficoltà, e adeguate misure per assicurare l’accoglienza sicura e la promozione della fruizione in sicurezza dei diversi servizi, anche attraverso facilitazioni all’accesso dei servizi e/o deroghe alle misure di sicurezza più restrittive”. Resta vigente l’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e l’osservanza delle altre misure di prevenzione, come l’igienizzazione delle mani e degli oggetti. Con l’ordinanza si da’ mandato alle Asl, con il possibile supporto della Protezione civile, di “completare entro 10 giorni la consegna delle smart-card in corso di distribuzione in data odierna” e l’adozione delle misure necessarie a consentire la consegna delle ulteriori card direttamente al momento del completamento della vaccinazione. La Regione invita infine i direttori sanitari delle Rsa a consentire l’accesso alle strutture ai visitatori che provino di aver completato la vaccinazione, esibendo la card, nel rispetto delle misure di sicurezza fondamentali.

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Ester Senatore: “Il piano scuola andrebbe programmato per il prossimo anno”

di Monica De Santis

“Cosa non va in questo piano scuola estate? Non va perchè siamo stanchi e stremati”. Il piano scuola estate messo a punto dal Ministro Bianchi, continua a tenere banco tra i dirigenti scolastici di tutt’Italia. Un piano scuola che non ha ottenuto i consensi che forse il ministro sperava e non per la sua struttura, come spiega la dirigente scolastica Ester Senatore dell’Istituto Comprensivo Don Bosco di Cava de’ Tirreni, ma perchè il periodo non è proprio dei migliori… “La scuola, a differenza di altri settori economici, non si è mai fermata, proprio come la sanità. E anche con strumenti, rodati solo dallo scorso marzo 2020, comunque siamo riusciti a portare avanti la didattica sia lo scorso anno che in questo che si sta per concludere”. Dunque nulla contro il piano scuola sotto l’aspetto didattico, ma la messa in atto non è fattibile, o meglio i dirigenti non credono lo sia, per quest’estate… “Bisogna capire che siamo tutti stanchi. Noi dirigenti, i docenti ed anche alunni e famiglie. A volte non ci credono ma non è stato facile per noi e per i docenti con queste continue incertezze, con questo alternarsi tra presenza e dad, con le vaccinazioni, il distanziamento, le quarantene. Siamo stanzi e stremati ed ora abbiamo tutti bisogno di un po’ di riposo”. Ester Senatore pur condividendo la struttura del piano scuola spiega che “Non spetta a me alcuna decisione. Dovrà essere il collegio dei docenti ed il consiglio d’istituto a deliberare se aderire oppure no. Proprio ieri (martedì per chi legge, n.d.r.) ho parlato con il mio staff. Anche loro avevano dei dubbi, ma abbiamo deciso di presentarlo al collegio dei docenti e lasciare, come giusto che sia a loro la scelta”. Quindi il punto critico di tutta questa storia è la tempistica? “Sono due anni che noi dirigenti scolastici non andiamo in ferie e come noi anche i nostri collaboratori. Come ho detto, sono favorevole a qualsiasi iniziativa che dia la possibilità alla scuola di migliorarsi e di offrire sempre di più agli studenti. Ma non ora. Parliamone da settembre in poi. Quest’anno siamo tutti troppo stanchi. Siamo già al 5 maggio e non abbiamo alcun elemento di come partiremo a settembre e francamente ci farebbe piacere saperlo adesso invece che perdere del tempo dietro al piano scuola”. Ma lei crede che ci saranno adesioni da parte dei genitori a questo piano scuola? “Questo non lo so e non lo riesco nemmeno a prevedere. Dopo il collegio dei docenti, in base anche a quello che verrà deciso chiederemo ai genitori e faremo un sondaggio. Credo che per il mese di giugno potremmo avere delle adesioni, così anche per settembre, ma dubito per i mesi di luglio e agosto”. Forse sarebbe stato meglio investire questi fondi per la sistemazione degli istituti scolastici? “Sicuramente alcuni dirigenti avrebbero preferito questo. Io mi reputo fortunata in tal senso. Ho due plessi e di questi uno, mi verrà consegnato a giorni ed è stato completamente ristrutturato, con tutte le norme di sicurezza ed anti covid. E’ un istituto grande per l’utenza che accoglie e quindi qui non avrò problemi. Per quanto riguarda la sede centrale, ovvero il plesso Don Bosco, qui ci sarebbe bisogno di qualche intervento ma non strutturale. Diciamo che se volessimo seguire quelle che sono le norme anti covid avrei bisogno di un altro istituto proprio uguale a questo, perché anche se aule sono abbastanza capienti comunque all’interno vi sono 26-27 bambini. Oggi riusciamo a mantenere il metro di distanza, ma non di più. Se volessimo più spazio ci servirebbero aule più grandi. Però non voglio entrare nel merito dei finanziamenti. Penso che sia importante finanziare la scuola in qualsiasi modo, solo che credo ci sia opportuno dare una maggiore autonomia all’istituzione scolastica sulla gestione di questi finanziamenti”

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Domani al ProfAgri gli studenti di 4 Istituti Superiori presentano il progetto Scuola di Comunità

Cinque come gli istituti superiori coinvolti, i 5 sensi stimolati, le 5 produzioni tipiche toccate, le dita delle mani che hanno realizzato il percorso di Food Management nato in classe e proseguito sul campo, nel solco della Dieta Mediterranea. Il progetto, denominato “Scuola di Comunità Comincia dal Campo”, sarà illustrato dal vivo, in forma, dunque, ristretta nel rispetto delle norme anti-covid, domani, alle ore 11:30, nell’aula magna del ProfAgri di Salerno (in Via delle Calabrie, 63). Il progetto “Scuola di Comunità Comincia dal Campo” è stato presentato nel 2019 dalla Pro Loco SviluppoAgropoli con un partenariato a cui hanno aderito l’Associazione S.O.S. Antiracket Antiusura – Salerno APS, le società Zero srl e Storie di Pane oltre a cinque istituti di scuola superiore della Provincia di Salerno: l’IIS Ferrari (Battipaglia), il ProfAgri (con le sedi di Battipaglia e Capaccio), l’IIS Della Corte Vanvitelli (Cava dei Tirreni) e l’IIS Cenni-Marconi (Vallo della Lucania). Nel 2019 gli studenti sono stati avviati alla scoperta delle proprie radici e del territorio cui appartengono attraverso l’educazione sensoriale. I 5 sensi, tutti strumenti primari grazie ai quali ogni persona può leggere il mondo. Gli studenti hanno incontrato i produttori in classe e con loro hanno imparato a degustare prodotti unici, elementi della Dieta Mediterranea, dichiarata Patrimonio Unesco in quanto stile di vita. La filiera agroalimentare è stata il sottile filo rosso che ha unito i diversi indirizzi di studio. Alla ripresa delle attività nel 2021, gli studenti hanno avviato una vera e propria staffetta creativa. Ed è così che i ragazzi dell’Istituto della Corte Vanvitelli (indirizzo grafica e comunicazione) hanno sviluppato un piano di comunicazione per il ProfAgri, mentre gli studenti dell’agrario hanno raccontato la loro esperienza condividendo le loro conoscenze con i colleghi dell’Alberghiero: quest’ultimi, infatti, hanno immaginato un menù ispirato alla Dieta Mediterranea da sottoporre a quelli del Cenni-Marconi impegnati a predisporre un business plan per start up innovative in tema di Dieta Mediterranea. Ogni progetto è stato un tassello che si è incastrato con il lavoro fatto nelle diverse scuole. Il percorso tracciato è partito dalla conoscenza delle proprie radici, del territorio riscoperto dagli studenti come risorsa attraverso la filiera corta agroalimentare. Da un’attività produttiva in grado di creare economia e di fare impresa, i ragazzi hanno affrontato il tema della legalità attraverso la protezione delle eccellenze dei marchi DOP, IGP, etc. dai tentativi di contraffazione e la protezione delle piccole e medie imprese dai tentativi di usura ed estorsione sino ad arrivare al vero e proprio management dell’impresa, attraverso l’accesso ai finanziamenti (consorzi fidi, rapporto con la banca, solo per citarne alcuni). Quello di venerdì è solo un primo appuntamento cui ne seguiranno altri in altre location pensati per raccontare i progetti e le analisi che gli studenti hanno realizzato.

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Multato e chiuso per un giorno per aver aperto una tenda

Di Omar Domingo Manganelli

Romualdo Rizzuti, ristoratore originario di Licusati (frazione del Comune di Camerota) è stato multato nel suo ristorante “Le follie di Romualdo” a Firenze per 400 euro e gli è stato imposto inoltre un giorno di chiusura. Motivo? L’aver tirato una tenda nella corte del suo ristorante per proteggere i clienti dalla pioggia. Il fatto ha generato stupore e sdegno, tanto che il ristoratore cilentano è intervenuto nel corso del programma “Mattino Cinque”. Dunque la “colpa” dell’imprenditore è stata quella di aver protetto dalla pioggia, con una tenda, i clienti seduti nella corte interna. Romualdo ha così commentato: “Sono stato denunciato da un cliente che ha chiamato le forze dell’ordine”. “Mi dispiaceva – ha spiegato il ristoratore – mandarli via a metà cena”. Così per cercare di trovare una soluzione ha offerto loro un tavolo davanti alla porta finestra spalancata della sua veranda giardino. Anche perché – aggiunge – “non avevo più posto in veranda, per via delle distanze di sicurezza non potevo certo aggiungere un tavolo”. Per fortuna la veranda, nonostante la pioggia, è rimasta agibile, visto che è coperta con una tenda. Tuttavia, secondo qualche cliente gli spazi offerti sarebbe stati troppo chiusi, senza possibilità di ricircolo d’aria. E a poco servono le spiegazioni di Romualdo. Partita la segnalazione, davanti al locale sono arrivate tre macchine delle forze dell’ordine. Le telecamere del programma di Canale 5 hanno mostrato le immagini del ristorante di Romualdo e fatto vedere anche la corte interna del locale una volta tirata la tenda. “La parte laterale è aperta e il circolo d’aria c’è. Le forze dell’ordine, – ha concluso il ristoratore cilentano – mi hanno ridotto la chiusura del locale da quattro a un giorno solo”. 400 euro e un giorno di chiusura al titolare della pizzeria (che farà ricorso) e altre 6 sanzioni da 400 euro a chi aveva accettato di sedersi al tavolo davanti alla porta finestra. Fra i danni collaterali la cena saltata a tutti gli altri clienti. “In sedici mesi ho potuto aprire solo per sei mesi. Ho dieci dipendenti e sto facendo di tutto per andare avanti. Con questa multa è come se avessi lavorato gratis. E’ davvero tutto molto assurdo, una vera follia” ha aggiunto l’uomo alle telecamere del programma in onda su Canale 5.

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Quel Raffaello che non tornò a Salerno

di Michelangelo Russo

Il grande successo che sta avendo su internet l’appello lanciato dal Comitato Promotore formato da Michelangelo Russo, Marco Alfano, Antonio Braca, Antonio Ilardi, Emilio Porcaro, Massimo Ricciardi e Matilde Romito per destinare l’ex Tribunale a sede di un Museo identitario del nostro territorio merita la citazione di un episodio, avvenuto nel 2006, che dimostra tutta l’importanza di avere a Salerno una sede degna e capace di accogliere anche capolavori dell’arte di tutti i tempi. L’adesione al Comitato di uno storico dell’arte della caratura del professore Antonio Braca (bibliografia imponente a partire dai suoi lavori sugli avori medievali del nostro Museo Diocesano), porta, a parte le competenze professionali per il successo del progetto, anche la conoscenza di fatti incredibili relativi alla condizione di povertà delle strutture salernitane in rapporto alle potenzialità di sfruttamento dell’immenso patrimonio artistico passato nelle nostre terre.
Il fatto: nel 2006 la Sovrintendenza di Salerno (di cui il Prof. Braca è stato dirigente fino a due anni fa, col tramite del Direttore Generale del Ministero dei Beni Culturali della Campania Stefano De Caro, avviò contatti cordiali con la National Gallery di Washington per portare in esposizione a Salerno nientemeno che uno dei quadri più celebri di Raffaello, la Madonna d’Alba, di proprietà del Museo Americano. La storia di quei contatti è un esempio di quanto possa fare una politica intelligente proiettata alla crescita culturale dei popoli. Il contatto autorevole con la National Gallery, una delle più famose del mondo, avvenne tramite Alfonso Andria, allora presidente della Fondazione Ravello, e Nancy Pelosi, la speaker del Congresso Americano. Nancy Pelosi, oriunda italiana, abbiamo imparato tutti a conoscerla e a stimarla per la sua competenza, l’amore verso l’Italia, e, aggiungo io, per la sua indomabile capacità di resistenza al grugno da OK Corral di Donald Trump.
Orbene, il contatto fu proficuo, e la National Gallery si disse disponibile a uno scambio di opere tra le due sponde dell’oceano. Fu Antonio Braca a pretendere dagli americani il prestito del capolavoro di Raffaello, anziché di una tavola cinquecentesca raffigurante il Concilio di Trento del 1560 con al centro l’immagine di Paolo Giovio arcivescovo di Nocera. Alla fine un accordo di massima fu raggiunto. Dopo la morte di Raffaello il quadro era stato sottratto nel sacco di Roma, a cui nel 1527 aveva partecipato, da Giovanni Battista Castaldi, generale di Carlo V re di Spagna. Castaldi lo portò a Nocera Inferiore nel 1530, fondando il convento di Monte Oliveto, a cui donò l’opera. Il quadro restò in proprietà ai monaci olivetani fino al 1686, quando se ne impossessò un furbacchione: il duca d’Alba, collezionista appassionato, che lo comprò dai frati olivetani, che, forse un po’ fessacchiotti, si accontentarono di una copia fedele del dipinto fatta da Luca Giordano. Nel 1836 il dipinto fu acquistato dallo zar Nicola I di Russia, che ne fece il gioiello dell’Ermitage di San Pietroburgo. Circa cento anni dopo il quadro fu venduto, clandestinamente, dai bolscevichi ancora più miopi dei monaci di Nocera al miliardario americano Mellon, che a sua volta lo donò alla National Gallery. Questa la storia di un capolavoro partito dalle nostre terre e che a Salerno voleva tornare. Sapete perché non se ne è fatto più niente? Perché, incredibile a dirsi, non c’era un luogo espositivo adatto   che rispondesse alle richieste di sicurezza e di accessibilità che giustamente pretendevano gli americani. Nel dirmi questa, stamane, il professore Antonio Braca ha rilasciato un commento amaro, ma che apre la porta a una speranza riconducibile al Polo Museale nell’ex Tribunale che, come Comitato Promotore, auspichiamo.
“Quel Raffello potrebbe ancora tornare, se gli troviamo una casa adatta!”
E allora diamoci da fare! Nancy Pelosi è ancora brillante e combattiva. Riattiviamo quel canale!

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Maria Alfano: “Piano scuola estate? Aspettiamo che Bianchi ci risponda”

di Monica De Santis

“Attendiamo ancora una risposta da parte del ministro Bianchi alla nostra lettera. Credo che una risposta dovrebbe darcela non fosse altro per stabilire un’interlocuzione con noi dirigenti scolastici. Nell’attesa dobbiamo comunque sottoporre questo piano scuola estate al collegio dei docenti, se dovesse essere approvato, sarà poi sottoposto al consiglio d’istituto e se anche questo dovesse dare parere favorevole, come istituzione scolastica dobbiamo parteciparvi”. A parlare è Maria Alfano dirigente scolastica del liceo classico Galdi e del liceo musicale De Filippis di Cava de’ Tirreni. Anche l’Alfano è tra le dirigenti scolastiche firmatarie della lettera, inviata quasi una settimana fa al ministro. Una lettera nella quale i dirigenti “contestano” il piano scuola estate, chiedendo al ministro di rivederlo e rimodurarlo… “Ho dato giusto uno sguardo al piano scuola e oggi (ieri per chi legge, n.d.r.) ed ho cercato anche di entrare nella piattaforma, anche se non ci sono riuscita. Detto questo ci tengo a precisare che noi dirigenti siamo intenzionati a partecipare a qualsiasi attività, che venga proposta per il bene della scuola e per migliorare la scuola, ma adesso, ci chiediamo se veramente era utile e necessario alla scuola questo piano che considero anche una sorta di circolo vizioso, perchè se non aderiamo la scuola resta fuori da questi finanziamenti. Il problema è che non si possono proporre piani didattici se non si pensa prima di tutto agli edifici. Questa è la cosa fondamentale, soprattutto qui da noi al sud. Bisogna pensare prima alle strutture, che nella maggior parte dei casi sono vecchie e presentano svariati problemi. Ad esempio il Galdi è un istituto storico di pregio ha delle belle aule però sono piccole. Ora se l’ufficio scolastico mi dice che devo fare le classi di 30 alunni, mi dite come faccio a garantire il distanziamento fisico per il covid? Allora non era preferibile adeguare l’istituto creando nuove aule? Un altro esempio? Al De Filippis, ogni anno abbiamo problemi quando piove, abbiamo problemi di infiltrazioni e ci ritroviamo con aule dove ci piove dentro. Ora la Provincia di Salerno ha fatto degli interventi ma non interventi definitivi e quindi il problema si ripresenterà anche il prossimo anno. Dunque ancora una volta mi chiedo, questi soldi non possono essere spesi per sistemare anche quest’altra struttura? Insomma voglio dire che ci sono dei problemi alle strutture che si ripropongono continuamente e che andrebbero risolti. Invece a queste cose non si è pensato, si pensa ad un piano scuola senza chiedere o fare un monitoraggio sulle cose di cui realmente si ha bisogno”. La dirigente scolastica dei due licei metelliani prosegue poi ponendo l’accento anche sulla difficile situazione che si sta vivendo nelle scuole… “Stiamo venendo fuori da un anno di grande stress, soprattutto per le famiglie. Se lo scorso anno ad inizio pandemia tutta la nazione ha fatto squadra, si è sentita parte integrante di un tutt’uno, quest’anno è stato diverso. Ogni realtà, ogni categoria ha affrontato l’emergenza a modo suo. E nella scuola lo stress è stato provocato da questa continua incertezza sul ritorno in presenza e poi al 50%, poi ci ripensiamo e facciamo il 60% anzì no meglio il 70%. Tutto questo ha creato una instabilità tra gli alunni e alle famiglie. Senza contare che per quanto riguarda le istituzioni superiori si poteva proseguire ancora con la Dad, perchè bisogna dirlo, soprattutto nei licei la Dad ha funzionato e funziona bene. Sarebbe stato molto meglio, senza costringersi a un ritorno, ma soprattutto questa altalenanza di decisioni, che ha creato molto disagio”. Nei suoi istituti in che percentuale sono rientrati gli studenti? “Abbiamo aperto quasi il 60% delle presenze per dare la possibilità alle quinte di frequentare in presenza, così come suggerito e così come è giusto che sia perché questi ragazzi dovranno affrontare gli esami di stato. Però questi sono ragazzi che poi escono il pomeriggio, la sera e hanno contatti. Quindi sono a rischio contagio e ovviamente un sospetto caso ci obbliga a mettere una classe in quarantena”. Quale potrebbe essere la difficoltà più grande di questo piano scuola estate? “Il dover continuare con i tracciamenti, con il distanziamento, il tenere i ragazzi con il caldo a scuola indossando la mascherina. Ecco questo è davvero la difficoltà più grande ed ecco perchè credo che si poteva pensare di sfruttare questi mesi per rendere le scuole più accoglienti e mettere o meglio adeguare gli spazi esterni, così da poterli sfruttare negli anni avvenire. Fare un finanziamento del genere sarebbe stato veramente una gioia per noi dirigenti” Essendo un piano scuola al quale i ragazzi dovranno aderire su base volontaria non si corre il rischio di organizzare il tutto e di non avere però adesioni da parte degli studenti? “Certamente e questo poi sarebbe un altro problema, perchè si rischia anche non venir pagati per i progetti. Nello specifico, gli esperti esterni avranno il loro budget economico e ovviamente lo riceveranno, ma l’organizzazione del progetto, le spese del materiale e dei tutor interni viene pagato in base a dei costi standard calcolati per studente e per scuola. Quindi non solo si può verificare che non vi siano adesioni e quindi non ricevere i fondi ma si può anche verificare che facciamo partire questi progetti con 20 adesioni e poi giorno dopo giorno avere studenti che si ritirano facendo così scendere anche l’introito per i costi standard e quindi gioco forza non si potranno fare più gli acquisti previsti. Va anche detto che poi se il numero dei partecipanti scende al di sotto delle 9 unità il corso deve essere obbligatoriamente sospeso e di conseguenza si perderebbero tutti i fondi. Ecco perchè ho detto all’inizio che questo piano scuola estate è in realtà un circolo vizioso”. Ha fatto un sondagio tra i suoi studenti per vedere cosa ne pensano? “Un vero e proprio sondaggio no. Sicuramente lo farò a breve attraverso la piattaforma che utilizziamo per la dad. Al momento sono oberata di lavoro, di eventuali casi di quarantena, di mamme che chiedono la dad e di certificati medici. Però incontrando ogni giorno genitori ed alunni ho cercato di sondare un po’ il terreno e ad ora nessuno era favorevole a partecipare”. E i docenti? “I docenti sono esauriti hanno bisogno di un riposo fisiologico. E’ vero queste saranno attività retribuite come tutte quelle che si svolgono fuori dell’orario di servizio, ma è il periodo sbagliato”. Al momento nei suoi due istituti ha registrato casi covid? “ Purtroppo ho già registrato un caso di un docente che è risultato positivo e poi ho un alunno positivo al liceo Galdi e tre alunni positivi al liceo De Filippis”.

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I due sogni di Stefania Capone nel nome della sorella Rosy

di Monica De Santis

Stefania Capone, 32enne di Battipaglia, lancia attraverso il portale www.gofundme.com un’idea per gli studenti e un centro per Rosy. Nella precisione Stefania che ad oggi ha già raccolto 3.775 grazie a ben 43 donazioni, ha due sogni da realizzare. E questi due sogni li spiega nella presentazione scritta proprio sul portale dove sta raccogliendo le donazioni e sulla sua pagina facebook denominata “Da un’idea per gli studenti, a un centro per Rosy”. “Mi chiamo Stefania e Rosy era la mia sorellina. – scrive Stefania – Per 31 anni ho avuto l’onore di essere una guida per lei, prima ancora di essere sua sorella. Adesso è lei a guidare me ed i miei passi. Non ho intenzione di dilungarmi, né di voler toccare “corde” in modo forzoso o a tutti i costi, perché non mi appartiene. Ho 32 anni e tanti progetti e desideri da voler realizzare. – prosegue ancora la giovane battipagliese – Ce ne sono due però che Rosy conosce bene, perché sono mesi che mi guida e mi sprona ad andare avanti. Vorrei si concretizzassero entrambi, perché sono complementari. Tra i due, quello per la quale sto creando la raccolta è il più piccolo, ma non meno importante. Si tratta di un progetto imprenditoriale che riguarda il mondo della formazione ed informazione a 360°”. Stefania non scende nei particolari del suo progetto e spiega anche il perchè… “Il fatto che non esistano competitor, per ora, non mi permette, mio malgrado, di essere più esplicita nella presentazione, perché sono certa che chiunque, disponendo di un po’ di capitali, farebbe propria l’idea”. Detto ciò a grandi linee spiega di cosa si tratta… “Parliamo di un portale che avrà anche un’app, in grado di facilitare e supportare ogni studente (soprattutto universitari, ma anche liceali, bambini o semplicemente cultori di materie in particolare) nell’apprendimento e nel proprio percorso formativo, adottando un approccio vincente, scientificamente provato, basato sull’ascolto, dove ogni studente avrà la possibilità sia di imparare che di diventare in un certo senso “imprenditore di se stesso” e quindi guadagnare per qualcosa per la quale non sarebbe mai stato pagato, ovvero: studiare. Penso possa essere un’avventura nel vero senso della parola, ma fruttuosa, motivo per il quale provo estremo piacere nel pensare che tramite il mio progetto e la società che si costituirà, potrò dare lavoro a tanti giovani, ma soprattutto potrò utilizzare parte dei proventi che ne deriveranno, per la realizzazione di quello che è il desiderio più grande, ovvero la creazione di un luogo di riabilitazione per persone con disabilità, intitolato a mia sorella, Rosy Capone”. Stefani spiega quale sia il suo secondo, e più grande progetto, quello pensato per la sua adorata sorella Rosy… “Nella mia mente, da tempo ho costruito un posto dove la mia Rosy non sarebbe stata una paziente, ma semplicemente Rosy, con la sua casetta ben attrezzata dove poter vivere con i propri familiari, dottori e terapisti pronti a prendersi cura di lei, una palestra dove fare terapia insieme ai suoi amici, che come lei, sono semplicemente nati meno fortunati di me e di tanti altri e così via. E’ un progetto ambizioso, ma i fondi per realizzarlo? Dove trovo i fondi per dar vita a tutto questo? Mi piace pensare che io possa riuscirci attraverso la mia idea, quella più piccola, con l’augurio che sia volano per qualcosa di più grande. Ciò che vi chiedo è una mano per partire, perché da sola, per svariati motivi, non mi è possibile”. Dunque da qui parte la sua raccolta fondi e nasce anche la sua pagina facebook.. “Ecco come mi piacerebbe procedere: Seguite la pagina Facebook “Da un’idea per gli studenti, a un centro per Rosy”. Qui verranno postati ogni settimana dei video messaggi realizzati da persone alle quali presenterò la mia idea. Sarei felice di parlarne anche con qualcuno che ha sostenuto la mia campagna qui. Sono certa che l’entusiasmo che spero di trasmettere a queste persone, possa essere a sua volta trasmesso ad altri donatori. Sia qui che sulla pagina FB avrò il piacere di condividere passo dopo passo tutta la crostruzione, dall’idea al progetto. Posterò il marchio, non appena inoltrerò la domanda per registrarlo, posterò dei video, i “work in progress”, fino ad arrivare alla presentazione del progetto. Inoltre, sulla piattaforma, ci sarà una sezione a voi dedicata, dove saranno inseriti i nomi di tutti coloro che hanno sostenuto attraverso una donazione questo progetto, qualsiasi importo essa sia. Credo molto in questo progetto, motivo per il quale penso di riuscire un giorno a creare posti di lavoro e il centro per tutti i ragazzi come Rosy”. Ed infatti sulla piattaforma vi è l’elenco di tutte le persone che fino ad oggi hanno effettuato una donazione, alcuni sono anonimi, altri invece hanno lasciato il loro nome e cognome. Diverse le donazioni da 10 euro, ma anche diverse quelle da 200 euro fino ad arrivare alla donazione fatta dal signor Pasquale che ha donato 1000 euro.

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Udc ora apre al centrosinistra: “Centrodestra non esiste qua”

di Erika Noschese

E’ pronto al dialogo con la coalizione di centrosinistra l’Udc di Salerno, dopo il passo indietro dell’avvocato Michele Tedesco, vicino al centrodestra in qualità di candidato sindaco. Ad annunciarlo è il segretario provinciale Mario Polichetti che punta il dito proprio contro la coalizione di centrodestra: “La rinuncia alla candidatura a sindaco di Salerno da parte dell’avvocato Michele Tedesco, proposta con trasporto dai consiglieri comunali di “Oltre”, rappresenta l’ultimo atto di una commedia purtroppo già vista in passato e che ha come “ leitmotiv” la constatazione della inconsistenza di quell’area politica ampia e composita che va sotto il nome di centrodestra, almeno per quanto riguarda la città capoluogo di provincia – ha dichiarato il segretario Mario Polichetti – L’Udc, si è speso con lealtà, onestà politica, coerenza ed intensità di azione, nonostante le non facili condizioni ambientali, per comporre un quadro unitario ed omogeneo intorno ad un candidato di indiscutibile ed innegabile spessore, espressione della società civile, che aveva dato la propria disponibilità ad impegnarsi in tal senso. Ma, dapprima le fughe in avanti di importanti componenti ed alleati, poi le azioni di disturbo nell’area civica, indi l’atteggiamento cunctatorio di altri, ed infine la colpevole richiesta di adeguamenti ai tavoli nazionali della politica, hanno vanificato come in un copione già scritto a tavolino, gli sforzi dell’Udc e dei Consiglieri di Oltre” di tenere unita la coalizione intorno ad un nome equidistante che potesse con buon margine di successo giocarsi la partita del rinnovamento e dell’alternanza democratica nelle istituzioni, cosa che, nel rispetto dell’operato di altri, pare che la città e la politica nazionale chiedessero a gran voce”. Per il segretario provinciale, infatti, “constatata di fatto la insussistenza del centrodestra, nella piena consapevolezza ed obbligo di dare una continuità fattuale alla propria azione politica che ha come obiettivo la ricostituzione di un centro moderato ed equilibrato che ponga il pensiero alla base delle azioni in politica, l’Udc si ritiene libero da vincoli di coalizione, non perché muta il proprio orizzonte politico ma perché mutata è la politica in senso generale ed anche e soprattutto perché dai fatti è chiaro a tutti che non esiste a Salerno una coalizione di centrodestra, ammesso che negli ultimi anni sia esistita. Ci riteniamo liberi di iniziare con serietà, così come dice la nostra storia, a navigare nel grande oceano della politica, pronti ad interloquire e confrontarci con tutti coloro che vorranno anteporre gli interessi della città e dei salernitani al tatticismo, alla strumentalizzazione”. “Se sono rose fioriranno”, ha replicato invece Enzo Luciano, segretario provinciale del Pd dopo l’apertura dell’Udc verso l’amministrazione uscente. “Evidentemente la buona amministrazione del Sindaco Napoli e della sua squadra è riconosciuta anche da altri gruppi dell’area moderata – ha poi aggiunto Luciano – Ora ci tocca proseguire nel lavoro di formazione di un programma che possa trovare la convergenza di tutti”. Per l’Udc si apre dunque un nuovo scenario politico e non si esclude che già nei prossimi giorni possa esserci un incontro tra Polichetti e Luciano per far sì che l’Udc possa essere tra i protagonisti del tavolo della coalizione di centrosinistra, a sostegno del sindaco uscente Vincenzo Napoli. Nel frattempo, mentre il centrodestra è ancora fermo al palo, in attesa del nodo Napoli città e delle decisioni dei vertici regionali per Forza Italia e Lega, il gruppo Oltre porta avanti il discorso con l’avvocato Saverio Dambrosio e il conseguente sostegno a Davvero Ecologia e Diritti, la lista civica guidata da Michele Ragosta che già nei giorni scorsi si era detto aperto a tutti i movimenti e le liste civiche che sono in contrapposizione tanto all’amministrazione Napoli quanto al centrodestra. Nelle prossime settimane potrebbe già chiudersi il cerchio per dare ufficialmente il via alla campagna elettorale, a sei mesi dal voto che dovrebbe ricadere tra il 15 settembre e il 15 ottobre.

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Christian affetto da Sma tipo 1 “Mancano le cure necessarie”

di Erika Noschese

Ancora una storia di diritti negativi, di una burocrazia che mette all’angolo le famiglie, che sembra giocare sulla vita e sulla sofferenza. Christian ha 9 anni, vive ad Eboli ed è affetto da Sma di tipo 1. A causa della sua malattia, Christian non deambula, è collegato h24 ad un ventilatore polmonare ma, tra le altre cose, necessita di un’aspirazione salivare. Ad accendere i riflettori sulla sua storia è l’associazione Andare Avanti, attraverso il portavoce Gaetano Amatruda che chiede l’intervento delle istituzioni locali e nazionali, dell’Asl e della Regione Campania, per non lasciare da solo il piccolo e la sua famiglia. “Il piccolo Christian ha diritto ad una assistenza di qualità che garantisca le sue esigenze e quella della famiglia – ha raccontato Amatruda che, con l’associazione Andare Avanti sta portando avanti la sua battaglia – Ha bisogno di essere aiutato con manovre e macchinari con grande e puntale frequenza. Il piccolo, che vive ad Eboli, è assistito in Adi. Ma è assistenza che vive solo sulla carta e secondo una prassi burocratica”. Stando a quanto emerge, infatti, la “Magaldi Life”, la società individuata dall’Asl così come le stesse strutture dell’azienda sanitaria locale, non garantirebbero una continuità terapeutica e un personale adeguatamente formato. “Il personale cambia in continuazione e non ha il tempo per formarsi, per comprendere le esigenze, per offrire certezze. Lo stesso piccolo è costretto a relazionarsi con personale sempre diverso. In questi casi è necessario avere infermieri formati, e ci vuole tempo, consapevoli delle difficoltà e bisogna dare al paziente il tempo di legarsi senza subire traumi – ha dichiarato ancora Amatruda – Da ottobre è un continuo turn over. Gli infermieri cambiano in continuazione e l’assistenza va a corrente alternata, non sempre sono assicurate le ore previste”. Da qui l’appello dell’associazione Andare Avanti: “Christian ha diritto alla migliore assistenza, ad un personale qualificato, ha il diritto di non dover ripartire ogni volta daccapo. Ha il diritto, oggi negato, di avere una persona che lo possa far uscire di casa, per andare al parco o al mare, ha il diritto, oggi negato, alla didattica a distanza. Si mobilitino le Istituzioni locali e nazionali, i rappresentanti della politica. L’Asl e la Regione sentano la famiglia. Per Christian si chiede un progetto di assistenza personalizzato che preveda la reintegrazione del personale già formato, si chiede che questo personale sia assunto dalle strutture pubbliche affinché sia garantita la continuità. Le ore di assistenza, si chiede ancora, siamo programmate sulle esigenze della famiglia e, soprattutto, del piccolo. Ha il diritto di andare al mare, al parco, alle feste”.

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Concorsone, oggi una nuova protesta

di Erika Noschese

Continua a trascinare con sé una serie di polemiche il concorsone Ripam indetto dalla Regione Campania per collocare 2270 dipendenti nell’ente regionale e in quelli locali. In queste ore, i vincitori di concorso stanno alzando la voce per chiedere di poter proseguire il percorso, dopo aver superato la prima prova del maxi concorso. Dopo una prova preselettiva e una prova scritta con sbarramento di 21/30, dei 170mila partecipanti siamo rimasti circa 1860, meno dei posti messi a concorso. Ad oggi manca meno di un mese dal completamento del tirocinio di 10 mesi presso le amministrazioni e molti partecipano puntano il dito contro i vertici di Palazzo Santa Lucia e la Formez/Ripam, ammettendo di “sentirsi presi in giro”: il cosiddetto Decreto Brunetta, infatti, dava la possibilità di chiudere il concorso senza ulteriori prove ma la commissione Ripam e la Regione Campania hanno optato per una nuova prova scritta con sbarramento, ulteriore rispetto a quella già espletata, che è già valida ai fini della graduatoria. “Intanto le altre amministrazioni, come il Comune di Roma, dopo il nuovo decreto, mettono a bando concorsi per migliaia di posti con una sola prova scritta o addirittura minacciano di recedere dal Concorsone per attingere da nuove graduatorie. Il Presidente De Luca, dopo la manifestazione che noi borsisti abbiamo tenuto il 20 aprile, ha continuato con i suoi slogan dicendo che dovremo solo “certificare” il nostro percorso formativo e saremo assunti immediatamente, mentre il Ripam ci fa sapere che stanno preparando la prova scritta senza banca dati, con sbarramento e da tenersi a giugno, su un programma vastissimo. Il che significherebbe un’ulteriore e pesante selezione, mentre gli altri enti assumeranno personale con altri bandi – hanno dichiarato i vincitori della prima prova, attraverso un boomerang di mail per far sentire il loro grido – Alla luce dei tempi lunghissimi per la conclusione del concorso, del tempo passato presso gli Enti anche in periodo di Covid, dei sacrifici fatti finora e della mancanza di personale della pubblica amministrazione, ulteriormente peggiorata rispetto al 2019, chiedo che il Presidente De Luca mantenga concretamente la promessa fatta con il suo slogan delle “3000 assunzioni” e proceda all’eliminazione dell’inutile prossima prova, all’assorbimento nei profili in sovrannumero e all’assunzione a giugno di tutti i borsisti”. Il concorso, iniziato nel lontano 2019, ha già compiuto appieno il suo scopo di selezione e formazione. Sono state svolte infatti anche una prova preselettiva, 10 mesi di tirocinio/lavoro presso le amministrazioni, e centinaia di ore di formazione complete di approfondimenti, quiz ed esercitazioni. Dopo le selezioni, sono rimasti circa 1850 partecipanti con 400 posti rimasti scoperti. Vi è sempre più grave carenza di personale in tutte le amministrazioni. L’Anci Campania e numerosi enti coinvolti hanno richiesto più volte l’urgente semplificazione totale del concorso e la rapida assunzione dei borsisti. Tutte queste richieste sono rimaste inascoltate – hanno dichiarato i borsisti campani – Calendarizzare una prova a giugno è una decisione folle, perché verrà aggiunto continuamente nuovo materiale di studio fino al 28 maggio, e i borsisti saranno impegnati nelle amministrazioni fino al 31 maggio”. Intanto, questa mattina, dalle 10 alle 14, si terrà una seconda manifestazione – indetta dalla Fp Cgil – per sostenere le istanze di massima semplificazione della procedura e di risoluzione del problema dell’assorbimento dei borsisti nei pochi profili in sovrannumero. L’iniziativa si svolgerà nello spazio pedonale antistante l’ingresso uffici della sede della Regione Campania di via S. Lucia in Napoli.

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