De Bellis lascia ufficialmente Sky Italia, lo attende Il Sole 24 Ore

La prima mossa è stata fatta. Giuseppe De Bellis ha ufficializzato la scelta di mollare il suo ruolo di Executive vice president Sport, News
and Entertainment di Sky Italia. L’addio si concretizzerà il 4 dicembre. Per andare dove? I comunicati parlano genericamente di «una nuova sfida professionale» da intraprendere, ma la meta è già stata spifferata da Lettera43 da giorni: ad attenderlo c’è la direzione del Sole 24 Ore.

De Bellis lascia ufficialmente Sky Italia, lo attende Il Sole 24 Ore
De Bellis lascia ufficialmente Sky Italia, lo attende Il Sole 24 Ore
De Bellis lascia ufficialmente Sky Italia, lo attende Il Sole 24 Ore
De Bellis lascia ufficialmente Sky Italia, lo attende Il Sole 24 Ore
De Bellis lascia ufficialmente Sky Italia, lo attende Il Sole 24 Ore
De Bellis lascia ufficialmente Sky Italia, lo attende Il Sole 24 Ore

Il trasferimento, che nel mondo dell’editoria italiana sta facendo discutere, è stato commentato così da Andrea Duilio, amministratore delegato di Sky Italia: «Ringrazio Giuseppe per il grande contributo che ha dato in questi anni alla crescita di Sky Tg24 e, nell’ultimo anno, alla gestione integrata dei nostri contenuti e delle nostre produzioni, valorizzando la ricchezza e la qualità dell’offerta Sky. Impegno che proseguirà grazie allo straordinario team di professionisti che sono certo gestirà al meglio non soltanto questa fase di transizione, ma soprattutto le sfide future che ci attendono, potendo naturalmente contare sul mio supporto. A Giuseppe auguro il meglio per la nuova sfida professionale che ha scelto di intraprendere».

De Bellis lascia ufficialmente Sky Italia, lo attende Il Sole 24 Ore
Andrea Duilio, ceo di Sky Italia (foto Imagoeconomica).

Il segreto di Pulcinella, appunto, è l’approdo al quotidiano economico-finanziario “salmonato”, edito da Confindustria, dove subentra a Fabio Tamburini, che era al timone dal 2018. Per l’annuncio della nomina si attende probabilmente il consiglio di amministrazione del 30 settembre. De Bellis aveva appena presentato, il 3 settembre, la nuova stagione delle coppe europee e dei palinsesti sportivi di Sky Sport per il 2026/2027, nella stupenda cornice di Villa Necchi Campiglio, a Milano. Ma la sua testa, evidentemente, era già proiettata altrove…

De Bellis lascia ufficialmente Sky Italia, lo attende Il Sole 24 Ore
Fabio Tamburini (Imagoeconomica).

SAE affida a Valerio Berruti la nuova sezione motori de La Stampa

Dal 3 ottobre, ogni sabato, su La Stampa troverà spazio una sezione dedicata al mondo dell’automotive e della mobilità, con una parte online aggiornata quotidianamente. A guidare la redazione motori della testata torinese sarà Valerio Berruti, che dal 2010 era responsabile Motori del quotidiano e del sito de la Repubblica. Il progetto nasce sotto la nuova proprietà del Gruppo SAE, che ha scelto di riportare al centro dell’offerta editoriale un settore profondamente legato alla storia industriale di Torino.

Chi è Valerio Berruti

Berruti sempre per Repubblica ha ricoperto anche il ruolo di caporedattore dello Sport, caporedattore della Cronaca di Roma e caposervizio di Trovaroma. Tra le voci più autorevoli dell’automotive italiano, nel 2009 Berruti ha inoltre ideato e curato l’Enciclopedia dell’Automobile, opera in 10 volumi edita dal gruppo Espresso.

Fibercop, Marco Nespolo nominato amministratore delegato

Il Consiglio di amministrazione di FiberCop ha nominato Marco Nespolo amministratore delegato, con effetto dal 12 ottobre 2026. Massimo Sarmi, che ricopre la carica di presidente di FiberCop dal novembre 2020 e ha svolto anche il ruolo di ceo da gennaio 2025, continuerà nel suo ruolo di presidente, garantendo continuità nella governance mentre la società prosegue lo sviluppo della rete nazionale in fibra ottica. Il cda ha anche riconosciuto che, sotto la guida di Sarmi, la separazione di Fibercop è stata realizzata con successo, il Pnrr è stato completato integralmente e una storica infrastruttura in rame si sta trasformando in una moderna rete ad accesso aperto.

Marco Delogu verso il MAXXI? Le ombre che frenano la candidatura

C’è una partita che si gioca tra il Quirinale e il MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Al centro c’è Marco Delogu, fotografo, curatore e presidente dell’Azienda speciale PalaExpo. Il suo nome, secondo fonti vicine al dossier, sarebbe tra quelli presi in considerazione per la direzione artistica del museo, ruolo vacante da fine giugno dopo la fine del mandato di Francesco Stocchi.

Marco Delogu verso il MAXXI? Le ombre che frenano la candidatura
Marco Delogu (Imagoeconomica).

Lo zampino di Giovanni Grasso

A sostenere la sua candidatura sarebbe in particolare Giovanni Grasso, portavoce e consigliere per la Stampa e la Comunicazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il rapporto tra i due ha un precedente documentato. Nel 2020 Grasso partecipò come autore a Le Piazze \[in\]visibili, progetto culturale ideato e curato proprio da Delogu e promosso dal ministero degli Esteri. L’iniziativa coinvolse fotografi e scrittori nella rappresentazione delle piazze italiane durante il lockdown. Delogu, del resto, conosce bene i circuiti culturali della Capitale. Nel 2002 ideò FotoGrafia, il festival internazionale di Roma, sviluppato durante l’amministrazione di Walter Veltroni. Nel 2004, alla terza edizione, la manifestazione veniva presentata come un progetto fortemente voluto dall’allora sindaco: alla direzione artistica c’era proprio Delogu. Un percorso proseguito attraverso numerose iniziative espositive, fino al PalaExpo, alla cui presidenza è stato nominato nel giugno 2022. 

Marco Delogu verso il MAXXI? Le ombre che frenano la candidatura
Giovanni Grasso (Imagoeconomica).

Il pasticcio della mostra di Damien Hirst

Ma è proprio nella gestione di quest’ultima istituzione che, secondo quanto riferiscono fonti interne, sarebbe maturata una vicenda destinata a pesare sul dibattito intorno alla sua possibile candidatura. La storia comincia con un annuncio di quelli che fanno notizia nel mondo dell’arte contemporanea: Damien Hirst, uno degli artisti britannici più conosciuti a livello internazionale, sarebbe arrivato al Palazzo delle Esposizioni con una grande mostra. Il 23 marzo scorsoArtribune ne raccontava i dettagli. L’esposizione, prevista dal 19 ottobre 2026 e affidata alla curatela di Mario Codognato, avrebbe dovuto presentare oltre 80 opere tra installazioni, sculture e dipinti. L’annuncio arrivava mentre Roma Capitale destinava più di 35 milioni di euro al sistema PalaExpo per il triennio 2026-2028.

Marco Delogu verso il MAXXI? Le ombre che frenano la candidatura
Mario Codognato (Ansa).

Il problema della copertura economica

Poi sarebbero cominciati i problemi. La mostra non avrebbe avuto una copertura economica sufficiente per essere realizzata secondo il programma annunciato. Per trovare le risorse necessarie, Delogu avrebbe contattato lo scorso luglio alcunisponsor privati dell’ente, chiedendo loro di anticipare una parte delle sponsorizzazioni previste per gli anni successivi. Un’operazione che avrebbe consentito di finanziare l’esposizione utilizzando oggi risorse inizialmente destinate alla programmazione futura. Gli sponsor, riferiscono le stesse fonti, avrebbero manifestato una disponibilità iniziale. Ma quando la questione è arrivata all’interno dell’azienda, pare che siano emerse contestazioni sulla sostenibilità dell’operazione. A sollevare obiezioni sarebbero stati in particolare la vicepresidente Ivana Della Portella e il consigliere Mino Dinoi, entrambi componenti del consiglio di amministrazione di PalaExpo. Si dice che i due abbiano contestato la possibilità di anticipare finanziamenti destinati agli esercizi successivi per sostenere una mostra già annunciata. La vicenda si è conclusa con la cancellazione dell’esposizione di Hirst di cui ormai si sono perse le tracce. E su cui Delogu non è mai intervenuto pubblicamente, neppure con una nota o un semplice comunicato. È su questo passaggio che la vicenda PalaExpo incrocia quella del MAXXI. 

Marco Delogu verso il MAXXI? Le ombre che frenano la candidatura
Ivana Della Portella (imagoeconomica).

Il nodo dei criteri di selezione

Delogu ha costruito gran parte della propria carriera professionale nella fotografia, ma ha diretto festival e curato progetti espositivi, oltre a guidare un ente che gestisce Palazzo delle Esposizioni, MACRO e altri spazi culturali romani. La sua eventuale candidatura alla direzione artistica del MAXXI aprirebbe dunque una questione sui criteri della selezione, sulle competenze richieste (che necessitano anche una certa conoscenza del mondo dell’arte) e sull’esperienza maturata nella programmazione delle mostre. 

Rosario Dimito, soppressa la sua carica in Sae dopo 21 giorni

Il Gruppo Sae ha soppresso la posizione di vice direttore editoriale con delega a banche e finanza ricoperta da Rosario Dimito. Il giornalista aveva lasciato a giugno Il Messaggero per passare al Gruppo di Alberto Leonardis, che a maggio aveva acquisito La Stampa. Dimito aveva iniziato a settembre con il nuovo incarico, volto a curare un progetto editoriale sul mondo bancario e finanziario da distribuire con le testate del gruppo. Ma dopo soli 21 giorni, per «sopraggiunte esigenze organizzative», il Gruppo ha soppresso la posizione formulando a Dimito «i migliori auguri per il prosieguo del suo percorso professionale».

Pierluigi Biondi nominato vicepresidente dell’Anci

Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi è stato nominato vicepresidente nazionale dell’Anci, l’Associazione nazionale comuni italiani, dal presidente Gaetano Manfredi. A Biondi sono affidate le deleghe alla formazione degli amministratori e del personale degli enti associati e ad Anci Comunicare. Tra le priorità del nuovo incarico ha indicato la rappresentanza delle città medie, dei piccoli Comuni e delle aree interne, richiamando anche l’esperienza maturata nel capoluogo abruzzese con la ricostruzione. Secondo Biondi, le città medie «sono la spina dorsale del Paese» e svolgono un ruolo di collegamento tra le grandi aree metropolitane e i territori interni. Sono «decisive per la coesione e lo sviluppo» e per questo devono trovare maggiore spazio nelle politiche nazionali. Il primo cittadino aquilano ha inoltre sottolineato il ruolo dei Comuni nell’attuazione degli investimenti e dei servizi finanziati attraverso il Pnrr: «Sono il primo presidio dello Stato per i cittadini, il loro protagonismo va riconosciuto e rafforzato».

Warren Buffett lascia la presidenza di Berkshire Hathaway

Warren Buffett lascia la presidenza di Berkshire Hathaway, il colosso che ha guidato per oltre 60 anni. Il suo posto sarà preso dal figlio Howard, 71 anni, nel cda della holding dal 1993 e amministratore di una delle tre fondazioni a cui il padre ha già destinato in eredità il suo immenso patrimonio. In passato è stato anche membro del consiglio di amministrazione di Coca-Cola, uno dei principali investimenti di Berkshire Hathaway. Warren resterà nel consiglio di amministrazione e assumerà il titolo di presidente emerito. La holding ha un portafoglio azionario del valore di oltre 300 miliardi e capitalizza a Wall Street più di 1.000 miliardi di dollari. Fra le sue principali partecipazioni per valore figurano i pacchetti in Apple, Alphabet-Google, Bank of America e American Express.

Sergio lascia la Rai, ma non San Marino RTV

Roberto Sergio ha ufficializzato l’addio anticipato alla Rai, di cui era direttore generale dal primo ottobre 2024, lasciando però aperta la porta a una sua permanenza alla guida dell’emittente San Marino RTV. «Come già noto, il prossimo 30 settembre concluderò anticipatamente, per mia scelta personale, il percorso professionale in Rai, dopo oltre 22 anni trascorsi al servizio dell’Azienda in ruoli di crescente responsabilità», ha scritto sui social, spiegando che la decisione è stata presa per scelta personale e che non coincide col pensionamento, previsto invece per il primo giugno 2027. Con l’uscita di Sergio, considerato espressione delle componenti vicine a Fratelli d’Italia e Lega nell’attuale governance, l’interim verrà assunto dall’amministratore delegato Giampaolo Rossi.

Sergio lascia la Rai, ma non San Marino RTV
Roberto Sergio (Imagoeconomica).

Sergio è deciso a rimanere alla guida di San Marino RTV

«Valuterò, in piena e totale autonomia, il mio futuro professionale. Deciderò quindi se proseguire il mio impegno alla guida di San Marino RTV, accompagnando il percorso di rilancio e sviluppo avviato in questi anni, oppure se considerare nuove sfide e opportunità professionali», ha poi aggiunto Sergio. Che è direttore generale di San Marino RTV, partecipata al 50 per cento dalla Rai, dal 7 novembre 2024. Secondo il dirigente, quest’ultimo incarico non risulterebbe in scadenza in quanto arrivato dal cda di RTV e non dai vertici Rai.

Sergio lascia la Rai, ma non San Marino RTV
Roberto Sergio (Imagoeconomica).

La decisione su RTV verrà presa nel prossimo cda Rai

La volontà di Sergio di dire addio alla tv di Stato italiana, mantenendo però contestualmente le redini di quella sammarinese, ha causato tensioni interne. Anche perché si vocifera che il suo piano sarebbe poi di rientrare nel cda Rai con la prossima infornata di nomine. Alla fine ha prevalso la linea che rimetterà la questione a una delibera del consiglio d’amministrazione. Come si legge in un comunicato della Rai, infatti, «il tema della direzione generale di San Marino RTV è stato aggiornato alla prossima seduta consiliare». La prossima seduta del cda, spiega la nota, si svolgerà il 29 settembre a L’Aquila, che in quei giorni ospiterà l’edizione 2026 del Prix Italia, appuntamento annuale per la valorizzazione della produzione radiotelevisiva, digitale e multimediale a livello internazionale.

Mario Sechi nuovo direttore responsabile dell’Agenzia Dire

Dal 22 settembre 2026 Mario Sechi sarà il nuovo direttore responsabile dell’Agenzia Dire. Lo ha comunicato l’editore Stefano Valore al comitato di redazione. Classe 1968, giornalista e scrittore ex portavoce di Giorgia Meloni, ha già diretto L’Unione Sarda, il Tempo, Libero e l’Agi. Prenderà il posto di Nico Perrone, che l’editore della testata ha ringraziato per il lavoro svolto in questi anni. «La scelta di Sechi punta a dare nuovo slancio e aprire una stagione di innovazione all’Agenzia di stampa Dire, che rappresenta un importante punto di riferimento nello scenario dell’informazione italiana», ha dichiarato Valore. L’agenzia viene da un lungo periodo di difficoltà economica – tra tagli alla redazione e stati di solidarietà protratti – dopo il cambio di editore dovuto all’inchiesta per corruzione che ha colpito il precedente proprietario nonché fondatore dell’agenzia Federico Bianchi di Castelbianco.

Due settimane fa lo stato di agitazione dei giornalisti

Il 2 settembre scorso, l’assemblea dei giornalisti dell’agenzia aveva proclamato lo stato di agitazione, consegnando al Comitato di redazione un pacchetto di tre giorni di sciopero. «Il pagamento regolare e puntuale dello stipendio è un diritto di ogni lavoratore sul quale non è più possibile fare passi indietro. Esprimiamo forte preoccupazione per l’assenza di certezze circa la data di pagamento delle retribuzioni, con pesanti ripercussioni su oltre 60 famiglie. Si tratta di una situazione di emergenza che resta irrisolta», avevano scritto in una nota. Il Comitato di redazione aveva anche chiesto all’azienda impegni a garantire il regolare e puntuale pagamento dei successivi stipendi e la contestuale consegna delle relative buste paga e la prosecuzione di un confronto trasparente sulla sostenibilità del percorso di risanamento nel lungo periodo, anche attraverso la convocazione di un tavolo sindacale.

Attilio Dadda rieletto nel board globale dell’Ica

Attilio Dadda, presidente di Legacoop Lombardia e vice presidente vicario di Legacoop, è stato rieletto nel board globale dell’International cooperative aliance (Ica), risultando il 4° candidato più votato a livello mondiale con 494 voti e il 1° in Europa. La conferma per il secondo mandato è arrivata a Panama, nel corso dell’assemblea generale dell’organizzazione che rappresenta il movimento cooperativo a livello internazionale, che proseguirà fino a venerdì 18 settembre.

Una nomina strategica per la cooperazione italiana

La rielezione arriva al termine di un primo mandato nel quale Dadda ha portato all’interno della governance dell’Ica le istanze e l’esperienza della cooperazione italiana, concentrando il proprio impegno sulla centralità della cooperazione in particolare nei contesti di conflitto, per la ricostruzione dopo le crisi climatiche o i disastri naturali e per la valorizzazione dell’identità e della solidarietà delle cooperative su scala mondiale, supportando le comunità più colpite. La conferma della rappresentanza italiana all’interno del board assume un valore strategico in una fase in cui il modello cooperativo è chiamato a confrontarsi con sfide sempre più globali, dalla qualità del lavoro alla transizione ecologica, dalla crescita delle disuguaglianze all’inclusione sociale, fino allo sviluppo delle comunità e dei territori. Ambiti nei quali la cooperazione italiana rappresenta una delle esperienze più significative e storiche a livello internazionale.

«Proseguirò il lavoro per promuovere un’economia sociale che diminuisca le disuguaglianze»

«È un onore e una grande soddisfazione essere stato rieletto», ha dichiarato Dadda. «Ringrazio i colleghi e le colleghe dei movimenti cooperativi di tutto il mondo per la fiducia che hanno voluto rinnovarmi. La rielezione rappresenta per me soprattutto una grande responsabilità, quella di proseguire il lavoro avviato continuando a portare la voce della cooperazione italiana nel confronto internazionale e contribuendo, insieme ai cooperatori e alle cooperatrici di tutto il mondo, alla promozione di un’economia sociale in grado di generare benessere diffuso, diminuire le disuguaglianze, sostenere il bene comune e attuare tutti i diritti universali».

Qn, continua la campagna acquisti di Lmdv

Continua la campagna acquisti di Leonardo Maria Del Vecchio. Sbarca a QN anche Andrea Montanari che torna al giornalismo dopo quasi cinque anni alle Media Relations di Cdp. Con Montanari, che ha alle spalle anche 16 anni a Milano Finanza, si arricchisce la squadra di Mario Orfeo e Agnese Pini. Il calcio mercato delle penne si era aperto con due big: Guido Boffo, ex direttore del Messaggero e ora vice di Qn, e Mattia Feltri che ha lasciato la direzione dell’Huffington Post. Mentre il primo ottobre prenderanno servizio Alessandro Da Rold, in arrivo dalla Verità, e Mattia Ferraresi da Domani. Ma la lista di nomi è ancora lunga.

Intesa Sanpaolo, Fabio Spagnuolo a capo della Direzione Comunicazione e Immagine

Fabio Spagnuolo, che dal 2018 era responsabile della Comunicazione e Pubblicità di Intesa Sanpaolo, assume l’incarico di Executive Director Comunicazione e Immagine del gruppo bancario. Subentra a Paola Musso, che guidava la Direzione Comunicazione e Immagine da dicembre del 2024 (dove era subentrata a Fabrizio Paschina): per lei il nuovo ruolo di Chief of Staff del ceo Carlo Messina.

Chi è Fabio Spagnuolo

Torinese classe 1977, Spagnuolo ha iniziato la carriera nelle Relazioni esterne e nell’ufficio stampa di Sanpaolo IMI, passando poi nello staff del Presidente del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo. Dal 2008 al 2013 è stato poi responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne dell’Aeroporto di Torino. Successivamente, per circa un anno ha assunto la responsabilità di Comunicazione e Fundraising dell’Istituto di Candiolo e della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro. Nel 2014 il rientro in Intesa Sanpaolo, dove si è occupato inizialmente di partnership e comunicazione dell’Innovation Center. Dal 2018, come detto, era responsabile della Pubblicità del gruppo.

La Leonardino Del Vecchio editore ha rianimato il calciomercato dei giornalisti

In casa della Leonardino Del Vecchio editore ci si muove tra i curriculum di cani da tartufi, penne deliziose e giovani raffinati analisti, i cui nomi sono tutti annotati nel taccuino di Mario Orfeo, l’uomo deputato a costruire la gioiosa macchina da guerra che farà di Quotidiano Nazionale un giornale coi controfiocchi. Almeno a guardare le ambizioni e i soldi messi in quantità per realizzarle.

La Leonardino Del Vecchio editore ha rianimato il calciomercato dei giornalisti
Leonardo Maria Del Vecchio (foto Imagoeconomica).

Intanto però Leonardino, controverso erede di una dinastia che si sta dilaniando sull’eredità del padre, un merito ce l’ha: è anche grazie a lui se il morente mercato dei giornalisti si è improvvisamente ravvivato. Per anni non si muoveva foglia. Chi aveva una poltrona se la teneva stretta, chi la perdeva difficilmente ne trovava un’altra e gli editori, quando sentivano pronunciare la parola assunzione, d’istinto pensavano alla Madonna di Ferragosto.

Rimesso in movimento un settore dato per spacciato

Adesso invece si compra, si vende e soprattutto si paga. E pare anche parecchio. Merito di Del Vecchio, ma anche dei vari Theo Kyriakou e Alberto Leonardis, nuovi padroni di Repubblica e Stampa, che hanno rimesso in movimento un settore dato per spacciato.

La Leonardino Del Vecchio editore ha rianimato il calciomercato dei giornalisti
La Leonardino Del Vecchio editore ha rianimato il calciomercato dei giornalisti
La Leonardino Del Vecchio editore ha rianimato il calciomercato dei giornalisti

Il vero deus ex machina resta però lui, Lmdv, specie adesso che può disporre come crede delle sue azioni Luxottica, per la soddisfazione delle banche che, avendogli prestato tanti soldi, cominciavano a spazientirsi. Dopo aver rilevato QN, cioè i quotidiani degli eredi Riffeser, ed essere salito al 30 per cento del Giornale (ma l’intenzione prima o poi è di prenderselo tutto), si è lasciato convincere da un’idea piuttosto controcorrente: che per fare i giornali servano i giornalisti. Così ha aperto il portafoglio e dato mandato al buon Orfeo di prenderne un bel manipolo.

Preso anche il Gianni Letta dell’editoria italiana

Nel frattempo ha irrobustito anche la componente manageriale con Francesco Dini, una specie di Gianni Letta dell’editoria italiana. Uno che con discrezione è passato da Carlo De Benedetti a John Elkann e adesso a Del Vecchio senza colpo ferire, sopravvivendo a proprietà e cambi della guardia. Dote non secondaria in un ambiente dove i padroni cambiano più spesso di chi li consiglia.

La Leonardino Del Vecchio editore ha rianimato il calciomercato dei giornalisti
Francesco Dini (foto Imagoeconomica).

Resta da capire se Leonardino abbia capito fino in fondo in che mestiere si è infilato. Perché lui compra un po’ di tutto, dalle acque minerali ai ristoranti, dagli stabilimenti balneari alle case di produzione cinematografiche, e il sospetto è che consideri i giornali un’altra tessera da aggiungere al mosaico piuttosto variegato che sta mettendo insieme. Solo che un giornale non è un’acqua minerale e nemmeno un bagno sulla spiaggia: oltre a comprarlo, bisogna sapere che cosa farne. Ma questo, eventualmente, è un discorso che viene dopo.

Orfeo ha cominciato puntando ai bersagli grossi

Orfeo, ex direttore di Repubblica, dei telegiornali della Rai e di tanto altro, ha cominciato puntando ai bersagli grossi: Guido Boffo, che si era quasi accasato a Il Gazzettino di Venezia, e Mattia Feltri, che stazionava senza grandi prospettive alla guida dell’HuffPost per di più orfano di quel “Buongiorno” che quotidianamente lo gratificava di complimenti.

La Leonardino Del Vecchio editore ha rianimato il calciomercato dei giornalisti
La Leonardino Del Vecchio editore ha rianimato il calciomercato dei giornalisti
La Leonardino Del Vecchio editore ha rianimato il calciomercato dei giornalisti

Ma la campagna acquisti è tutt’altro che conclusa. Sul taccuino di Orfeo ci sono Carmelo Caruso ed Ermes Antonucci del Foglio, Mattia Ferraresi di Domani, Alessandro Da Rold della Verità e Giacomo Salvini del Fatto Quotidiano. Poi gli opinionisti, da Edoardo Nesi a Pietrangelo Buttafuoco passando per Roberto Regoli, e altri che si aggiungeranno.

La Leonardino Del Vecchio editore ha rianimato il calciomercato dei giornalisti
La Leonardino Del Vecchio editore ha rianimato il calciomercato dei giornalisti
La Leonardino Del Vecchio editore ha rianimato il calciomercato dei giornalisti
La Leonardino Del Vecchio editore ha rianimato il calciomercato dei giornalisti
La Leonardino Del Vecchio editore ha rianimato il calciomercato dei giornalisti
La Leonardino Del Vecchio editore ha rianimato il calciomercato dei giornalisti
La Leonardino Del Vecchio editore ha rianimato il calciomercato dei giornalisti
La Leonardino Del Vecchio editore ha rianimato il calciomercato dei giornalisti

Leonardino del resto non bada a spese. E qui viene la parte che appassiona maggiormente le redazioni: gli stipendi. Si parla di cifre favolose che, secondo quello che nella letteratura orale si definisce racconto cumulativo, crescono passando di bocca in bocca. Uno guadagna 100, ma chi lo riferisce lo fa arrivare a 150, che dopo un caffè con uno che la sa più lunga sono già 200, fino all’ora dell’aperitivo, quando il fortunato con quel che prende potrebbe tranquillamente comprarsi un attico. Vero, falso? Poco importa. La notizia è che da parecchio tempo a nessuno passava per la testa di invidiare lo stipendio di un giornalista.

Cuzzocrea ha rifiutato la direzione dell’HuffPost

Il movimento non riguarda soltanto la nascente editoriale di Del Vecchio. L’uscita di Feltri dall’HuffPost ha lasciato libera una casella per la quale si era pensato ad Annalisa Cuzzocrea. Lei ci ha riflettuto e alla fine, a meno di un ripensamento all’ultimo minuto, ha preferito restare vicedirettrice di Repubblica. Non tutte le promozioni, viste da vicino, hanno necessariamente l’aria di esserlo.

La Leonardino Del Vecchio editore ha rianimato il calciomercato dei giornalisti
Annalisa Cuzzocrea (foto Imagoeconomica).

Adesso all’HuffPost dovranno cercare un altro direttore. E magari, già che ci sono, anche un modello di business sostenibile, visto che dalla nascita il sito ha una certa familiarità con il rosso dei bilanci. A Repubblica, intanto, Stefano Cappellini dovrebbe presto liberarsi di quell’interim che, appiccicato a un direttore, somiglia tanto a una data di scadenza.

La Leonardino Del Vecchio editore ha rianimato il calciomercato dei giornalisti
Stefano Cappellini (Ansa).

Insomma, è tornato il calciomercato delle penne, liturgia che sembrava sepolta. Per 15 anni il settore ha conosciuto una sola direzione: l’uscita. Tagli, prepensionamenti, incentivi all’esodo: il giornalista, da depositario di un certo status, era diventato solo una voce di costo. Poi internet, i social, i bilanci in perdita, l’intelligenza artificiale, e ogni piano industriale finiva sempre allo stesso modo, col taglio dei redattori. Ora che le copie scendono, le edicole chiudono e da vent’anni si celebra il funerale della carta stampata, qualcuno ha ricominciato a cercarli. E perfino a pagarli molto bene.

Forse il valore di un giornale sta anche in quelli che lo fanno

Potrebbe essere il canto del cigno. Si sa che gli ultimi esemplari di una specie, quando diventano rari, acquistano valore. Oppure può darsi che i nuovi editori abbiano riscoperto una banalità che i vecchi avevano dimenticato: nell’epoca in cui tutti scrivono, postano e commentano, si ergono a influencer di non si sa bene cosa, un giornale ha ancora bisogno di qualcuno capace di trovare una notizia e magari anche di scriverla bene. Sarebbe una discreta vendetta della storia su chi pensava che il problema dei giornali fossero i giornalisti. Adesso che sono diminuiti, e i lettori pure, fatti due conti si è scoperto che forse il valore di un giornale stava anche in quelli che lo facevano.

Milano Finanza, cambio di direzione in vista?

Roberto Sommella è alla direzione di Milano Finanza dal 2020, in una carriera che lo ha visto entrare e uscire dal gruppo Class, avendo svolto anche l’attività di “uomo della comunicazione” nel settore delle authority, con l’Antitrust di Antonio Catricalà. Ma chi potrebbe ricoprire ora il ruolo di direttore del quotidiano dei mercati finanziari, nel vociferato caso di una sua partenza?

Milano Finanza, cambio di direzione in vista?
Roberto Sommella (foto Imagoeconomica).

Una volta c’era Franco Bechis, che adesso è direttore di Open, e firma “di lusso” del giornale La Stampa. C’è stato il tempo di Osvaldo De Paolini, sempre a Milano Finanza, ma ora è diventato direttore del veneziano Il Gazzettino. Se n’è appena andato Fabrizio Massaro, verso il Giornale, vicedirettore al posto di De Paolini, per prendere in mano il settimanale Moneta.

Milano Finanza, cambio di direzione in vista?
Fabrizio Massaro (foto Imagoeconomica).

Dall’interno del gruppo Class, per un upgrade, c’è disponibile Francesco Allegra, ma potrebbe anche arrivare qualche nome dall’esterno. Rosario Dimito ha appena lasciato Il Messaggero per andare a fare il numero due de La Stampa, ma ha sempre nel cuore il gruppo Class. Tra l’altro, i rapporti con le banche sono sempre stati il core business di Milano Finanza, e tra Mps, Banca Intesa e Bpm le partite da giocare sono numerose, anche se l’editore Paolo Panerai ha una passionaccia per il “furetto Lovaglio” e il suo vice Maurizio Bai, del quale è vecchio amico.

Milano Finanza, cambio di direzione in vista?
Andrea Bassi (foto Imagoeconomica).

Poi a Roma c’è sempre Il Messaggero che ha pescato negli anni dalla redazione di MF, prendendo tra gli altri Andrea Bassi e, per ultimo, Angelo Ciardullo. Un anno fa era andata in pensione, a Il Messaggero, Lucia Pozzi, che era stata alla guida della redazione romana di ItaliaOggi, quotidiano sempre caro al gruppo Class. Pure Il Tempo ha attinto negli anni dalle forze di ItaliaOggi, uno fra tutti l’attuale capo della redazione economia Filippo Caleri. La scelta è ampia, seguendo la vecchia storia delle “porte girevoli” che tanto piace all’editoria italiana, con i graditi ritorni…

Consob, voci di un cambio alla comunicazione: chi è in pole

Alla Consob è arrivato un nuovo presidente, Guido Stazi, e dopo l’insediamento avvenuto in piena estate si mormora siano cominciati i cambiamenti allo staff. Occhi puntati sulla comunicazione, ora guidata da Manlio Pisu, classe 1959. Un poltrona ambitissima da giornalisti economico-finaziari. In pole position per il posto di Pisu c’è Roberto Sommella, direttore di Milano Finanza, che da sei anni guida il giornale del gruppo Class, facendo la spola tra il capoluogo lombardo e la sede romana. Un’eventuale nomina di Sommella libererebbe la direzione di Mf, aprendo l’ultimo giro di una giostra che ha visto protagonisti Mario Orfeo passato da Repubblica a QN; Osvaldo De Paolini arrivato dal Giornale alla direzione del Gazzettino e Rosario Dimito dal Messaggero al Gruppo Sae di Alberto Leonardis che edita La Stampa.

Consob, voci di un cambio alla comunicazione: chi è in pole
Roberto Sommella (Imagoeconomica).

Gli articoli su Milano Finanza e il rapporto tra Stazi e Sommella

Stazi e Sommella si conoscono da anni. Il neo presidente della Consob ha infatti firmato numerosi articoli ed editoriali sulle pagine di Milano Finanza, pezzi letti ovviamente con grande attenzione dai protagonisti del mondo dell’economia. Qualcuno fa poi notare il tono di alcuni pezzi che il quotidiano ha dedicato alla nomina di Stazi: «Stato, mercati, concorrenza e innovazione. Sono questi i quattro punti cardinali del pensiero, orientato alla ricerca di un equilibrio tra intervento pubblico e libertà economica, di Guido Stazi, il tecnico scelto dal governo Meloni per guidare la Consob». E ancora: «Dall’Antitrust alla Consob, passando per l’Agcom, Stazi ha attraversato i principali snodi della vigilanza italiana, costruendo un profilo che unisce competenze giuridiche, economiche e una particolare attenzione alle sfide poste dall’intelligenza artificiale e dai Big Tech». Senza dimenticare le note sulla vita privata: «Ha trascorso gran parte della sua vita a Ostia. Cresciuto nelle case Lamaro ha anche giocato a lungo a basket, fino a competere in serie C. Questo non lo ha distolto dagli studi. Dopo la laurea in giurisprudenza a La Sapienza di Roma, è stato assistente di Politica economica presso lo stesso ateneo (il titolare di cattedra era Franco Romani) e di Scienza delle finanze alla Luiss, e ha poi insegnato Economia e politica della concorrenza all’Università di Siena. È rimasto tra i collaboratori di Romani anche quando nel 1986 l’allora ministro dell’industria, Valerio Zanone, lo indicò nella Commissione per lo studio della concorrenza, che fu alla base della legge che portò alla nascita in Italia dell’Antitrust».

Consob, voci di un cambio alla comunicazione: chi è in pole
Guido Stazi (Imagoeconomica).

Tra l’altro l’Antitrust, di cui Stazi è stato segretario generale, Sommella la conosce benissimo: nel 2005, quando era vicedirettore di Milano Finanza, diventò il responsabile della direzione relazioni esterne dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, sotto la presidenza dello scomparso Antonio Catricalà. Ora la storia si potrebbe ripetere con Stazi alla Consob. Vedremo.

Gian Luca Petrillo in uscita da Deliveroo: passa a Airbnb

Dopo otto anni e mezzo a Deliveroo, in cui è stato a capo della comunicazione per Italia e Belgio e poi direttore delle relazioni esterne per Italia e direttore le politiche pubbliche per l’area dell’Europa meridionale (dove il gruppo è presente con il marchio Wolt), Gian Luca Petrillo è pronto a dire addio alla multinazionale leader nella consegna del cibo a domicilio per passare a Airbnb. Nuova avventura professionale dunque per Petrillo, che dal 2023 siede peraltro nel cda di Rai Way, società quotata in Borsa che gestisce torri di telecomunicazioni, e dal 2024 fa parte del Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.

Gian Luca Petrillo in uscita da Deliveroo: passa a Airbnb
Gian Luca Petrillo (LinkedIn).

Arnaud Belloni nuovo ceo di Fiat, Abarth e Lancia

Stellantis ha annunciato la nomina di Arnaud Belloni come nuovo amministratore delegato dei marchi Fiat, Abarth e Lancia e chief marketing officer del gruppo per l’Europa. Olivier François supporterà Belloni fino a metà ottobre, per garantire una transizione ordinata e continuerà a supportare Stellantis in qualità di advisor strategico. Nei suoi nuovi incarichi Belloni riporterà a Emanuele Cappellano, Chief Operating Officer per l’Enlarged Europe.

Per Belloni si tratta di un ritorno

Per Belloni, che arriva dal gruppo Renault, si tratta di un ritorno: aveva infatti già trascorso 16 anni nel gruppo. Era stato direttore marketing di Fiat e Lancia per la Francia, managing director di Lancia per la Francia e vicepresidente del marketing per l’Asia Pacifico. Dal 2015 al 2020, inoltre, era stato Global Chief Marketing Officer per Comunicazione e Sport di Citroen. In Renault ha ricoperto gli incarichi di Global Chief Marketing Officer e Chief Branding Officer per tutti i marchi del gruppo.

Mattia Feltri lascia la direzione di HuffPost Italia

Mattia Feltri si è dimesso da direttore di HuffPost Italia, incarico che ricopriva da aprile del 2020. Lo ha reso noto Gedi, gruppo editoriale controllato da Antenna Media, comunicando l’avvio di «una nuova fase» per la testata e aprendo «la ricerca del direttore che guiderà questo percorso». Feltri, figlio di Vittorio ex direttore de il Giornale e Libero, approderà a QN – Quotidiano Nazionale, dove terrà una sua rubrica. Il gruppo, di cui fanno parte Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, è di proprietà di Leonardo Maria Del Vecchio, che a inizio anno ha acquisito la quota di maggioranza di Editoriale Nazionale dal gruppo Monrif tramite la società Lmdv Media.

Mattia Feltri lascia la direzione di HuffPost Italia
Mattia Feltri (Imagoeconomica).

Aveva criticato Infantino: la Fifa licenzia il direttore operativo Lamour

Kevin Lamour, ovvero il direttore operativo della Fifa, è stato improvvisamente licenziato dall’organo di governo del calcio mondiale. «La decisione è stata presa dopo un’attenta valutazione e con grande rispetto» nei confronti del dirigente francese, si legge in un comunicato. Dove però non c’è scritto che, di fatto, Lamour è stato silurato per aver criticato pubblicamente il piano del presidente Gianni Infantino (poi abortito), che prevedeva di vendere a investitori privati il 21 per cento delle quote della Coppa del Mondo. Commentando la proposta denominata Fifa Forward Enterprise, Lamour aveva detto di essere stato «ingannato» dalla mancanza di trasparenza nella pianificazione del progetto. E dunque da Infantino. Il dirigente francese, approdato nel mondo del calcio dalla politica circa 20 anni fa come assistente dell’allora presidente della Uefa Michel Platini, era stato nominato direttore operativo della Fifa alla fine del 2024.

Aveva criticato Infantino: la Fifa licenzia il direttore operativo Lamour
Gianni Infantino (Ansa).

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La controversa presidenza di Infantino, deciso a rimanere a capo della Fifa

Col licenziamento del numero tre della Fifa la controversa presidenza di Infantino si arricchisce così di un nuovo capitolo. Dopo le polemiche per il progetto Fifa Forward Enterprise il suo indice di gradimento è crollato, ma il dirigente elvetico era già inviso a buona parte degli appassionati, per vari motivi. Durante la Coppa del Mondo era finito nella bufera per la revoca della squalifica dello statunitense Folarin Balogun, arrivata dopo il pressing di Donald Trump e una forzatura dell’articolo 27 del Codice disciplinare, e prima ancora aveva sollevato perplessità il premio per la pace assegnato proprio al presidente Usa. A tal proposito Jamie Raskin, massimo esponente democratico della Commissione Giustizia della Camera Usa, ha avviato un’indagine su Infantino chiedendo un’audizione del presidente della Fifa e la consegna di documenti per fare luce sui presunti scambi di favori con Trump. Andando ancora a ritroso, a tutto questo si aggiungono le controversie riguardanti le assegnazioni di due edizioni dei Mondiali a Qatar e Arabia Saudita.

Aveva criticato Infantino: la Fifa licenzia il direttore operativo Lamour
Donald Trump e Gianni Infantino (Ansa).

L’11 agosto Trump ha preso le difese di Infantino con un post su Truth, in cui lo ha definito un presidente «eccezionale» che «ha appena presieduto il Mondiale di maggior successo di sempre (quattro volte superiore a qualsiasi altra edizione)», aggiungendo: «La Fifa commetterebbe un errore gravissimo se prendesse anche solo in considerazione l’idea di sostituirlo». L’organo di governo del calcio mondiale, sostanzialmente, ha messo in chiaro di pensarla allo stesso modo: dopo la riunione del Consiglio direttivo a Rabat, in Marocco (Paese che co-ospiterà i Mondiali nel 2030), la Fifa ha chiesto scusa per l’idea di Infantino, ribadendo però la piena fiducia all’attuale presidente, intenzionato a candidarsi per un nuovo mandato.

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Guido Stazi si insedia alla presidenza della Consob

Guido Stazi si è insediato alla presidenza della Consob. Il passaggio delle consegne tra il presidente vicario Chiara Mosca e il presidente entrante è avvenuto mercoledì 12 agosto 2026 nel corso di una riunione di commissione tenutasi a Roma. L’organo torna così a operare nella sua composizione completa di cinque membri. Oltre al neo-presidente Stazi, ne fanno parte i commissari Chiara Mosca (che, in quanto componente del collegio con la maggiore anzianità di istituto, ha svolto dal 9 marzo scorso le funzioni di presidente vicario), Carlo Comporti, Gabriella Alemanno e Federico Cornelli.

Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta

Nei palazzi romani la voce gira ormai con una certa insistenza. Dopo l’estate Francesco Kamel, capo ufficio stampa del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dovrebbe cambiare scrivania e approdare in Leonardo, alla guida delle Relazioni istituzionali. Un trasloco che, trattandosi del gruppo di piazza Monte Grappa, non è esattamente una questione di arredamento. Significa mettere mano a uno dei gangli più delicati dell’azienda, quello dei rapporti con la politica e le istituzioni, mentre alla Comunicazione resta ben saldo Stefano Amoroso. Che, dopo essere stato rudemente accantonato durante la gestione di Roberto Cingolani, è tornato grazie al nuovo amministratore delegato Lorenzo Mariani.

Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta

Si chiude nettamente una stagione

Il messaggio, per chi sa leggere nelle pieghe degli organigrammi, è chiaro. Comunicazione e Relazioni istituzionali tornano sotto stretto controllo della nuova dirigenza e, soprattutto, si chiude una stagione. Helga Cossu, che Cingolani aveva voluto accanto a sé affidandole, oltre alla Fondazione Leonardo, anche la Comunicazione del gruppo, ha recentemente annunciato sui social la sua uscita. Ora arriva Kamel, 51 anni, gli ultimi tre trascorsi al fianco di Piantedosi. Un profilo che dovrebbe servire a rimettere ordine in una casella diventata negli ultimi tempi piuttosto sensibile.

Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta

Del resto Mariani sembra avere altre priorità. Aumentare la capacità produttiva, fare acquisizioni, stringere alleanze e provare a costruire attorno a Leonardo un pezzo sempre più consistente dell’industria europea della Difesa. In questa chiave va letta anche la recentissima acquisizione di Raft negli Stati Uniti, operazione con cui il gruppo rafforza la sua presenza sul mercato americano puntando sullo sviluppo di software di intelligenza artificiale per la Difesa aerea.

Negli ultimi mesi il clima si era fatto irrespirabile

Ma il cambio di passo non riguarda soltanto strategie, alleanze e acquisizioni. A piazza Monte Grappa, raccontano, è cambiata anche l’aria. E non è un dettaglio secondario, visto che negli ultimi mesi il clima interno era stato descritto da più parti come tutt’altro che respirabile. A contribuire alla distensione sarebbe stata anche l’uscita di scena di alcune figure considerate fino a ieri intoccabili perché protette dai precedenti vertici.

Filippo Maria Grasso e le tante attività affidate all’esterno

Una su tutte, Filippo Maria Grasso, capo delle Relazioni istituzionali durante la gestione Cingolani e contemporaneamente presidente esecutivo di Leonardo Global Solutions, la Lgs. Durante la sua presidenza, la società ha visto crescere considerevolmente le attività affidate all’esterno nel campo della comunicazione e dell’organizzazione degli eventi. Tra i beneficiari compare una nota società di lobbying e comunicazione, al cui interno figurano persone con parentele illustri dentro e fuori la galassia leonardiana.

Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Filippo Maria Grasso (foto Imagoeconomica).

Ma il nome che ricorre più spesso è quello di Ninetynine, società romana che ha curato anche la cerimonia conclusiva del tour mondiale dell’Amerigo Vespucci e la cui proprietà è in ottimi rapporti proprio con l’ex responsabile delle Relazioni istituzionali. Leonardo l’ha utilizzata per parecchie cose: dall’Investor Day alle convention, dagli stand agli spazi espositivi fino alle feste aziendali. Un rapporto intenso anche dal punto di vista economico: per Ninetynine si parla di quasi 10 milioni di euro spesi dal 2024 all’aprile del 2026.

Cambio di registro, a cominciare dai fornitori

I risultati commerciali, naturalmente, hanno una loro vita e andranno giudicati come tali. Ma le indiscrezioni che filtrano da piazza Monte Grappa raccontano soprattutto la determinazione di Mariani, in piena sintonia con il condirettore generale Gian Piero Cutillo, nel tracciare una linea decisamente marcata tra il prima e il dopo.

Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Gian Piero Cutillo (foto Imagoeconomica).

A cominciare dai fornitori, che dovrebbero tornare a essere valutati secondo criteri il più possibile oggettivi, evitando il ripetersi di situazioni che hanno caratterizzato la precedente gestione. In particolare quelle mono-forniture che, quando diventano troppo frequenti, finiscono inevitabilmente per suscitare qualche domanda. E a Leonardo, evidentemente, è arrivato il momento in cui alle domande si preferisce non dover più rispondere.

Nominato il nuovo ambasciatore di Israele in Italia

Il governo israeliano ha approvato la proposta del ministro degli Esteri Gideon Sa’ar di nominare Lior Haiat nuovo ambasciatore designato di Israele in Italia. Il diplomatico, 52 anni, sarà anche rappresentante non residente a Malta e San Marino. Manca ancora la nota ufficiale dell’ambasciata, ma la notizia è già circolata sulla stampa israeliana. Haiat succederà a Jonathan Peled, che da novembre assumerà l’incarico di ambasciatore israeliano presso l’ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra.

Chi è Lior Haiat

Classe 1974, Haiat è impegnato nella carriera diplomatica da oltre 20 anni. Ha ricoperto i ruoli di portavoce e addetto culturale dell’ambasciata a Buenos Aires, portavoce dell’ambasciata in Spagna, portavoce del ministero degli Esteri, console generale a Miami e direttore della divisione per l’America Centrale e i Caraibi. Attualmente è vicedirettore generale per il Nord America del ministero degli Esteri a Gerusalemme.

Malagò ha un nuovo portavoce in Figc: è un altro romano

Giusto per restare in tema di Grande raccordo anulare, alla faccia di chi lo accusa di amichettismo da Circolo Aniene, Giovanni Malagò ha scelto un altro romano. Questa volta è un giornalista, Alessandro Catapano, che dal primo settembre assumerà il ruolo di portavoce del presidente, andando a rafforzare la squadra della comunicazione della Figc.

Per 17 anni alla Rosea, poi il passaggio in via del Tritone

Catapano ha lavorato per 17 anni a La Gazzetta dello Sport, prima di passare a Il Messaggero e diventare capo dello sport. Poi il salto della barricata dai giornali agli uffici stampa delle istituzioni sportive, con il lavoro alla Federazione italiana tennis e padel, l’incarico da consulente alla Federazione italiana di atletica leggera, i ruoli di direttore della comunicazione alla Flai-Cgil, alla Federazione ciclistica italiana e a quella della danza sportiva.

Malagò ha un nuovo portavoce in Figc: è un altro romano
Alessandro Catapano.

Il libro sull’amore per la Roma, con Venditti…

Ora è stato scelto per gestire i rapporti con i media e la comunicazione collegata all’attività istituzionale del presidente, tra l’altro alle prese con la grana su Bianchedi capodelegazione della Nazionale. A proposito di Roma, romanismi e romanisti, Catapano ha scritto anche un libro: Ti amo. (La) Roma dritta al cuore. Con prefazione di Antonello Venditti.

Myrta Merlino riparte dalla tv San Marino dopo il flop a Mediaset

Dopo l’esperienza (da dimenticare) a Pomeriggio Cinque e un anno senza un programma tutto suo, Myrta Merlino lascia Mediaset per approdare su San Marino RTV, emittente della Repubblica del Titano, dove a partire dall’autunno sarà alla guida di un programma incentrato su politica e attualità. Il passaggio è stato confermato dai vertici San Marino RTV, partecipata al 50 per cento dalla Rai: c’è già chi ipotizza un prossimo approdo della giornalista sui canali della tv pubblica italiana, magari già dalla stagione 2027/2028.

Myrta Merlino riparte dalla tv San Marino dopo il flop a Mediaset
Myrta Merlino (Imagoeconomica).

Pomeriggio Cinque aveva chiuso i battenti a giugno del 2025

Terminata la lunga esperienza a La7 al timone de L’aria che tira, Merlino nel 2023 era approdata a Mediaset per sostituire Barbara D’Urso a Pomeriggio Cinque, senza riuscire a replicare gli ascolti di chi l’aveva preceduta. E così il programma era stato addirittura chiuso dopo 17 anni a giugno del 2025 (al suo posto nel palinsesto Dentro la notizia, affidato a Gianluigi Nuzzi). La dirigenza Mediaset, a quel punto, non era riuscita a individuare un nuovo progetto adatto alla giornalista, che così ha trascorso la stagione 2025/2026 senza una trasmissione da condurre, limitandosi a qualche presenza come opinionista nei programmi d’approfondimento del Biscione. Ora il cambio di casacca.

Gruppo Fs, l’ad Strisciuglio nominato vicepresidente della Uic

Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo FS, è stato nominato nuovo vicepresidente della Uic – Union internationale des chemins de fer -, organizzazione internazionale che riunisce le ferrovie e i principali stakeholder del settore ferroviario a livello mondiale. Il manager è stato inoltre confermato presidente della Regione Europa della Uic per un mandato di due anni. In questo ruolo, guiderà l’impegno della Uic Europa sulle principali aree strategiche del programma di lavoro regionale, con un’attenzione particolare alle priorità immediate del prossimo periodo. Si tratta di FRMCS, il futuro sistema europeo di comunicazione mobile per il settore ferroviario, Railway ontologies, volto a favorire l’interoperabilità e la condivisione strutturata dei dati tra operatori e sistemi ferroviari, e Capacity and operational performance, dedicato al miglioramento della capacità della rete e delle prestazioni operative. Nel duplice incarico, Strisciuglio lavorerà a stretto contatto con gli altri membri della Uic per sostenere, a livello regionale e globale, un trasporto ferroviario più competitivo, sicuro e sostenibile.

Enav, al ceo De Biasio anche la carica di direttore generale

Il consiglio di amministrazione di Enav, controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che opera come fornitore in esclusiva di servizi alla navigazione aerea civile nello spazio aereo di competenza italiana, ha attribuito all’amministratore delegato Igor De Biasio, nominato a maggio, anche la carica di direttore generale, appositamente istituita. Visto che l’operazione è coerente con la politica di remunerazione della di Enav, ricade nei casi di esclusione della disciplina sulle operazioni con parti correlate adottata dalla società in esecuzione del regolamento Consob (De Biasio non detiene quote dell’azienda). Al dirigente, che viene da tre anni come presidente di Terna, restano attribuiti nel complesso poteri e compensi in linea con l’assetto precedente.

Il cambio alla direzione del Secolo XIX tra le polemiche

Blue Media, la società editrice controllata dal Gruppo Msc, ha confermato in una nota che «in conseguenza delle proprie decisioni nella prospettiva della riorganizzazione aziendale, il dottor Michele Brambilla lascia da oggi la direzione de Il Secolo XIX, che viene assunta temporaneamente dal vicedirettore Andrea Castanini». «Blue Media ringrazia sentitamente il dottor Brambilla per la preziosa opera prestata nella prima fase di consolidamento e rilancio del giornale, che ha fatto seguito alla sua acquisizione da parte di Blue Media», conclude il comunicato.

Il cambio alla direzione del Secolo XIX tra le polemiche
Andrea Castanini (Facebook).

Brambilla: «Sono stato licenziato»

Un cambio di direzione tutt’altro che sereno, con Brambilla che ha precisato che l’addio non è stato una sua decisione ma la conseguenza di un licenziamento. «Leggo con sorpresa sull’agenzia Ansa che Blue Media, l’editore de Il Secolo XIX, ha comunicato, con un giorno di anticipo rispetto agli accordi, la fine del mio rapporto di lavoro», ha scritto in una nota. «Leggo con ancor più grande stupore la frase “il dottor Michele Brambilla lascia da oggi la direzione de Il Secolo XIX”, formula che lascia intendere che si è trattato di una mia decisione. La verità è che si tratta di un licenziamento: del tutto legittimo ovviamente, perché l’editore ha diritto di cambiare direttore quando vuole, ma pur sempre un licenziamento». «La lettera di “comunicazione scioglimento rapporto di lavoro», conclude Brambilla, «mi è stata consegnata questa mattina».

Il Cdr chiede un incontro urgente all’azienda

Sulla vicenda è intervenuto anche il Comitato di redazione, che ha informato i giornalisti della questione: «Care colleghe e cari colleghi, l’azienda ci ha informato che, in data odierna, è stata formalizzata la cessazione del rapporto di lavoro del direttore Michele Brambilla. La direzione del giornale è affidata ad interim all’attuale vicedirettore Andrea Castanini, che assumerà la responsabilità della firma a partire dall’edizione del 28 luglio 2026 sull’edizione digitale e dall’edizione del 29 luglio sulla versione cartacea. Abbiamo già chiesto un incontro urgente all’Azienda».

Andrea Castanini direttore ad interim del Secolo XIX

Resta aperta la partita per la direzione del Secolo XIX. Dopo la separazione tra MSC, la società che controlla l’editore Blu Media, e il direttore Michele Brambilla, la direzione è stata affidata ad interim ad Andrea Castanini, come riporta Primo Canale. La scelta del nuovo vertice del giornale è osservata con attenzione non solo dal mondo dell’informazione, ma anche dalla politica e dagli ambienti economici liguri – anche perché arriva dopo mesi di tensioni tra il Secolo XIX e il presidente della Regione Marco Bucci. Nelle ultime settimane sono circolati i nomi di Mario Sechi, di Luca Ubaldeschi, ma anche quelli del giornalista del Corriere della Sera Marco Imarisio. Per ora, però, da Ginevra non è arrivata alcuna decisione.

De Paolini torna con Caltagirone? Quale ruolo può attenderlo

Nel giornalismo c’è gente che va e gente che viene. Anzi, per la precisione gente che ritorna. In via del Tritone, quartier generale del gruppo Caltagirone, gli spifferi non mancano: «Per un Rosario Dimito che se ne va, c’è un Osvaldo De Paolini pronto a rientrare alla base», si sente dire. Dimito, come anticipato da Lettera43, lascia il quotidiano romano e dal primo settembre va a La Stampa del nuovo corso Sae come vicedirettore vicario. Mentre De Paolini che fa? Lui è rimasto nel cuore dell’ingegnere Francesco Gaetano Caltagirone, che ne ha sempre apprezzato la passione per il lavoro. Dopo anni con Calta era passato agli Angelucci. Ma adesso è arrivato l’addio a il Giornale, anche per colpa di confronti accesi proprio con l’editore e di quell’indigesto approdo di Lirio Abbate. Adesso ad attenderlo quale ruolo ci sarà? Le testate del gruppo sono diverse: oltre a Il Messaggero non dimentichiamo Il Mattino e Il Gazzettino…

De Paolini torna con Caltagirone? Quale ruolo può attenderlo
De Paolini torna con Caltagirone? Quale ruolo può attenderlo
De Paolini torna con Caltagirone? Quale ruolo può attenderlo
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