Amichevole Cavese-Juve Stabia per ricordare Mari

Cavese e Juve Stabia scenderanno in campo Giovedì 6 Agosto alle 20,30 al “Simonetta Lamberti” per “La Notte di Catello” , un’amichevole nel ricordo del leone Catello Mari, scomparso poco più di 20 anni fa in un tragico incidente stradale. Catello, che ha lasciato per sempre un segno custodito e curato nel tempo della nostra storia, vedrà i biancoblù di Mister Masitto affrontare le vespe guidate da Pietro De Giorgio e dal secondo Gerardo Alfano, storico compagno di squadra ed amico di Catello. Sarà un’occasione per celebrare ancora una volta la sua memoria attraverso i valori che più lo rappresentavano: passione, rispetto, amicizia e amore per questo sport.Il Presidente Lamberti: ”Questa amichevole nasce dalla volontà di ricordare Catello Mari con il linguaggio che più amava: quello dello sport, dell’amicizia e della condivisione. Sarà una serata dedicata non solo al suo ricordo, ma soprattutto ai valori che ha saputo trasmettere a chiunque abbia incrociato il suo cammino. Catello Mari è diventato leggenda, ricordato anche dalle generazioni che non lo hanno vissuto, ciò testimonia il segno indelebile che ha lasciato nella nostria storia ed in quella del Club. Ringrazio la Juve Stabia ed il neo presidente Alfredo Guerri per aver accolto con entusiasmo il nostro invito. Un plauso particolare alle componenti Cavese che una volta proposta amichevole, hanno lavorato con dedizione affinché si realizzasse questo evento. Saremo felici di accogliere i tifosi stabiesi, insieme daremo vita a un momento che resterà nel cuore di tutti.”

L'articolo Amichevole Cavese-Juve Stabia per ricordare Mari proviene da Le Cronache.

Viabilità Costiera:.Fenailp: il differimento non risolve il problema

La FeNAILP Amalfi prende atto della decisione della Provincia di Salerno di differire al prossimo 27 luglio 2026 l’entrata in vigore delle Ordinanze n. 597 e n. 601 del Settore Viabilità, che prevedono il divieto di transito dei veicoli con massa complessiva a pieno carico superiore a 5 tonnellate lungo la SR ex SS373 e la SR ex SS366.

Pur apprezzando la volontà dell’Ente provinciale di concedere un periodo utile per l’adeguamento della segnaletica e per ulteriori approfondimenti con gli amministratori locali, la FeNAILP Amalfi ribadisce la propria netta contrarietà ai provvedimenti adottati, ritenendoli fortemente penalizzanti per l’economia, le attività produttive e l’intero sistema logistico della Costiera Amalfitana.

Il Presidente della FeNAILP Amalfi, Francesco Florio, ricorda che già all’indomani dell’emanazione delle Ordinanze del 6 luglio scorso l’associazione aveva trasmesso una formale nota al Presidente della Provincia di Salerno, chiedendo l’immediato annullamento dei provvedimenti.

«Nella nostra missiva – dichiara Francesco Florio – abbiamo evidenziato come le Ordinanze n. 597 e n. 601 il fattivo rischio di provocare un grave pregiudizio al territorio della Costiera Amalfitana, compromettendo il regolare approvvigionamento delle imprese commerciali, delle strutture ricettive, dei pubblici esercizi, delle attività artigianali e dell’intero comparto turistico. Si tratta di misure che, se applicate, avrebbero ripercussioni pesantissime soprattutto nel pieno della stagione estiva, quando il territorio registra il massimo afflusso di visitatori e una conseguente crescita delle esigenze logistiche e di rifornimento.»

Secondo FeNAILP Amalfi, il limite imposto ai mezzi superiori alle 5 tonnellate rischia infatti di determinare un aumento dei costi di trasporto, ritardi nelle consegne, maggiori difficoltà operative per le aziende e una riduzione della competitività delle imprese locali, già chiamate a confrontarsi con le criticità strutturali che caratterizzano la mobilità costiera.

«Non possiamo accettare – prosegue Florio – che decisioni di tale portata vengano adottate senza una preventiva e approfondita concertazione con le associazioni di categoria, con gli operatori economici e con i rappresentanti del territorio. La tutela della sicurezza stradale è certamente una priorità condivisa, ma deve essere perseguita attraverso soluzioni equilibrate che non penalizzino in maniera indiscriminata il tessuto produttivo della Costiera.»

La FeNAILP Amalfi sottolinea inoltre che il semplice differimento dell’entrata in vigore delle Ordinanze non può essere considerato una soluzione definitiva alla problematica.

«Il rinvio al 27 luglio rappresenta soltanto una sospensione temporanea degli effetti del provvedimento – afferma Florio – ma non elimina le preoccupazioni delle imprese e degli operatori economici. Per questo continuiamo a chiedere con forza l’annullamento delle Ordinanze e l’apertura immediata di un tavolo permanente di confronto tra Provincia, Comuni, associazioni di categoria e rappresentanti delle imprese, al fine di individuare misure alternative che garantiscano contemporaneamente sicurezza, mobilità e continuità delle attività economiche.»

La FeNAILP Amalfi esprime apprezzamento per l’impegno manifestato dalla Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi nel rappresentare le istanze del territorio e auspica che il confronto istituzionale avviato nelle ultime ore possa condurre a una revisione complessiva dei provvedimenti.

«La Costiera Amalfitana – conclude il Presidente Francesco Florio – è uno dei principali motori economici e turistici della provincia di Salerno e dell’intera regione Campania. Ogni decisione che incide sulla sua accessibilità e sulla capacità operativa delle imprese deve essere valutata con estrema attenzione. FeNAILP continuerà a sostenere le ragioni degli operatori economici e a difendere gli interessi delle imprese del territorio affinché vengano adottate soluzioni realmente compatibili con le esigenze della comunità e dello sviluppo locale.»

L'articolo Viabilità Costiera:.Fenailp: il differimento non risolve il problema proviene da Le Cronache.

Lotto: vincite a Sarno e Casal velino

Esulta la Campania con il Lotto. Come riporta Agipronews, ultime estrazioni di ieri hanno portato nella Regione un ricco bottino da oltre 157mila euro: colpo da 50mila euro a Sarno, in provincia di Salerno, grazie all’ambo 57-80 sulla ruota di Firenze in un punto vendita di Prolungamento Giacomo Matteotti; ancora nel Salernitano, centrati oltre 46mila euro a Casal Velino, in Via Portararo, con un terno e tre ambi sulla ruota di Venezia e una giocata da 15 euro; a questi si aggiungono due premi da 22.500 euro l’uno in provincia di Napoli a Casoria (in Via Armando Diaz) e Cimitile (in Via Nazionale delle Puglie), entrambi ottenuti con un terno e 5 euro giocati sulla ruota di Napoli, e altri 16mila euro a Castellammare di Stabia (NA), presso un esercizio di Via Annunziatella

L'articolo Lotto: vincite a Sarno e Casal velino proviene da Le Cronache.

Universo Beach chiusa per 60 giorni: rischio sanitario sull’arenile

Scatta il divieto assoluto di accesso e balneazione a Universo Beach, il tratto di arenile del Lungomare Marconi compreso tra via Nicola Antonio Mantenga e via Gaetano del Mercato. Con l’ordinanza contingibile e urgente n. 667 del 17 luglio 2026, il sindaco Vincenzo De Luca ha disposto la chiusura dell’area per i prossimi 60 giorni, a seguito di accertamenti che hanno evidenziato criticità sia sul piano sanitario che su quello della sicurezza del cantiere.

Alla base del provvedimento – come riporta il sito di TvOggiSalerno.it – vi sono gli esiti delle verifiche richieste dal Comune ad ARPAC e ASL Salerno, che hanno rilevato nel nuovo arenile la presenza di coliformi totali, Escherichia coli, enterococchi, stafilococchi, miceti e spore di clostridi solfito-riduttori in concentrazioni superiori ai limiti consentiti. Un quadro che, secondo gli enti competenti, configura un potenziale rischio per la salute pubblica.

L’area interessata dal divieto era già formalmente individuata come zona di cantiere nell’ambito dei lavori di ripascimento del litorale salernitano affidati alla società Infratech Consorzio Stabile S.c.a.r.l.. Nonostante la presenza di recinzioni e cartelli di divieto, nei mesi scorsi numerosi cittadini avevano continuato ad accedere liberamente alla spiaggia, utilizzandola per la balneazione e la permanenza sull’arenile.

A fotografare una situazione particolarmente critica è stato il verbale redatto il 17 luglio dal direttore dei lavori e coordinatore della sicurezza, l’ingegnere Maria Giordano. Nel documento viene descritto un quadro definito di «assoluto, grave e persistente stato di inottemperanza», con recinzioni danneggiate o non adeguatamente fissate, varchi aperti, assenza di vigilanza e segnaletica insufficiente o collocata in maniera precaria.

Durante il sopralluogo, inoltre, sono stati riscontrati numerosi accessi non autorizzati di bagnanti all’interno dell’area di cantiere, in violazione delle norme di sicurezza previste per i lavori pubblici.

Il verbale richiama anche le precedenti diffide e gli ordini di servizio notificati all’impresa appaltatrice, rimasti senza riscontri ritenuti adeguati. Secondo quanto evidenziato dai tecnici, la mancata custodia dell’area avrebbe esposto i cittadini non solo ai rischi tipici di un cantiere aperto, ma anche ai potenziali pericoli derivanti dalla contaminazione accertata dell’arenile.

Alla luce delle risultanze emerse, il Comune di Salerno ha trasmesso gli atti al Responsabile Unico del Progetto, l’ingegnere Massimo Natale, affinché vengano valutate le misure previste dalla normativa vigente, compresa l’eventuale risoluzione del contratto in danno dell’appaltatore e l’immediata messa in sicurezza dell’area.

Contestualmente, la documentazione è stata inviata anche all’ASL Salerno – SPSAL, competente per gli accertamenti in materia di sicurezza nei cantieri, con l’obiettivo di verificare eventuali violazioni e procedere con le relative contestazioni.

L’ordinanza firmata dal sindaco dispone il divieto assoluto di accesso e balneazione sull’intera area interessata. Saranno autorizzati a entrare esclusivamente il personale tecnico incaricato, gli addetti ai lavori e gli eventuali mezzi di soccorso. La Polizia Municipale sarà chiamata a vigilare sul rispetto del provvedimento, mentre l’impresa dovrà garantire la custodia continua del cantiere, il ripristino delle recinzioni e adeguati servizi di sorveglianza.

Per chi violerà il divieto sono previste le sanzioni amministrative e penali previste dalla normativa vigente.

La vicenda rappresenta un duro colpo per un intervento nato con l’obiettivo di riqualificare il litorale cittadino. Quella che doveva essere una delle nuove spiagge simbolo dell’estate salernitana si trova ora al centro di una complessa emergenza che intreccia aspetti ambientali, sanitari e di sicurezza pubblica.

L'articolo Universo Beach chiusa per 60 giorni: rischio sanitario sull’arenile proviene da Le Cronache.

De Luca: «Sanità campana, i ritardi nei pagamenti mettono a rischio il sistema»

”Per quel che riguarda la Regione Campania, io voglio esprimere una sola preoccupazione forte. La preoccupazione relativa alla sanità campana”. Lo ha detto il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca nel corso della sua consueta trasmissione settimanale. “I tempi di pagamento per il comparto privato accreditato, cliniche, laboratori, fornitori di dispositivi medici, – ha aggiunto De Luca – sono diventati lunghissimi, si sono dilatati in maniera non tollerabile. Ci sono alcune strutture di eccellenza, penso alla clinica Montevergine, Mercogliano, Avellino, Pineta Grande, Caserta, ma tante realtà importanti dell’area napoletana, salernitana, che non vengono pagate da sei mesi, sette mesi. E sta ripartendo l’onda dei decreti ingiuntivi contro la Regione Campania. Faccio appello al Governo regionale – ha sottolineato il sindaco De Luca – perché affronti con assoluta urgenza questo problema e trovi una soluzione. Il rischio è vedere chiudere strutture private, vedere eliminate prestazioni essenziali per i nostri concittadini. E il rischio è anche quello di far fare un passo indietro drammatico al nostro sistema sanitario”.

L'articolo De Luca: «Sanità campana, i ritardi nei pagamenti mettono a rischio il sistema» proviene da Le Cronache.

Sospesa ordinanza che imponeva stop a bus turistici sull’Amalfitana

Sarà sospesa fino al 27 luglio prossime dell’ ordinanza con la quale era stato disposto il divieto di transito dei veicoli di massa a pieno carico superiore a 5 tonnellate lungo la Sr ex SS 373 e la Sr ex SS 366, in costiera amalfitana. E’ quanto deciso al termine di una riunione che ha visto la partecipazione del presidente della provincia di Salerno, dei consiglieri provinciali, dei presidente della Conferenza dei sindaci della Costa d’Amalfi ed i sindaci dei Comuni interessati dal provvedimento restrittivo della viabilità. L’ordinanza L’ordinanza emessa lo scorso 6 luglio di fatto impediva il transito anche ai bus turistici. Una decisione che ha suscitato polemiche, soprattutto da parte degli operatori turistici. La discussione si è svolta in un clima collaborativo e responsabile e si è innanzitutto avanzato la richiesta di un incontro urgente con la Regione Campania per realizzare gli interventi urgenti di messa in sicurezza e velocizzare l’iter di avvio degli espropri necessari a realizzare il primo lotto di lavori sulla ex Ss 373 per i lavori finanziati al Comune di Ravello e l’affidamento della progettazione del secondo lotto per l’allargamento della strettoia lungo la ex Ss 373. Sentita l’avvocatura della Provincia e del responsabile della viabilità, è stato deciso di emettere una nuova ordinanza che mitighi le limitazioni introdotte con precedente ordinanza, introducendo deroghe fino al 30 settembre, che salvaguardino i trasporti attuati con servizi pubblici, servizi di pubblica utilità e soccorso, e di servizio al comparto economico. Per consentire l’attuazione dei nuovi dispositivi e della relativa segnaletica è stato quindi predisposto il differimento al 27 luglio prossimo dell’entrata in vigore delle ordinanze con le quali era stato disposto il divieto di transito dei veicoli di massa a pieno carico superiore a 5 tonnellate. Il presidente della Conferenza dei sindaci ed i primi cittadini presenti hanno espresso la piena soddisfazione per la sintesi raggiunta e per il superamento di un’ordinanza che avrebbe avuto gravi ripercussioni per tutta la costiera amalfitana, ringraziando il presidente della Provincia, Geppino Parente, ed il consigliere provinciale Giovanni De Simone, per il lavoro svolto e l’attenzione rivolta al territorio.

L'articolo Sospesa ordinanza che imponeva stop a bus turistici sull’Amalfitana proviene da Le Cronache.

Campania, caldo, prorogata l’allerta fino a lunedì

Prosegue l’emergenza legata al caldo intenso in Campania. Il Centro Funzionale della Protezione Civile della Regione Campania ha prorogato l’avviso di criticità per ondate di calore, estendendone la validità fino alle ore 20 di lunedì 20 luglio, alla luce delle più recenti valutazioni delle condizioni meteorologiche sull’intero territorio regionale.

Secondo le previsioni, nei prossimi giorni le temperature continueranno a mantenersi su valori particolarmente elevati, con picchi fino a 4-6 gradi superiori alle medie stagionali. A rendere ancora più gravose le condizioni climatiche contribuirà anche l’umidità, che nelle ore centrali della giornata potrà superare il 60-70% in presenza di scarsa ventilazione, mentre durante la notte potrà raggiungere l’80%, aumentando la percezione del caldo.

La Protezione Civile rinnova l’invito ai cittadini ad adottare comportamenti prudenti per limitare gli effetti delle alte temperature. Si raccomanda di evitare di uscire nelle ore più calde della giornata, di non esporsi direttamente al sole e di ridurre le attività all’aperto, limitando, ove possibile, anche gli spostamenti in automobile.

Particolare attenzione è richiesta per le categorie più vulnerabili, tra cui anzianibambini, persone affette da patologie cardiovascolari e soggetti con condizioni di salute che possono essere aggravate dalle elevate temperature. È inoltre consigliato mantenere gli ambienti adeguatamente arieggiati, idratarsi regolarmente bevendo acqua e prestare cura anche agli animali domestici, particolarmente esposti agli effetti del caldo.

Contestualmente, la Regione invita i Comuni e gli enti competenti a mantenere attive le misure di assistenza e monitoraggio delle fasce fragili della popolazione, assicurando il supporto necessario durante il perdurare dell’ondata di calore.

L'articolo Campania, caldo, prorogata l’allerta fino a lunedì proviene da Le Cronache.

EUG 2026, il saluto del rettore Unisa

È tutto pronto per la cerimonia inaugurale degli European Universities Games (EUG) Salerno 2026, in programma questa sera alle 20.30 in Piazza della Libertà. Per la prima volta la manifestazione continentale approda in Italia, con un’organizzazione affidata all’Università degli Studi di Salerno, al CUS Salerno e all’Adisurc, con il supporto di FederCUSI e della Regione Campania.

Prima dell’accensione ufficiale dei Giochi, le delegazioni sfileranno da Piazza della Concordia fino al palco della cerimonia. Sono circa 3mila gli atleti già presenti nelle residenze universitarie di Fisciano e Baronissi, mentre complessivamente la manifestazione coinvolgerà circa 4mila studenti-atleti provenienti da 171 università europee.

La competizione è già entrata nel vivo con le prime gare dei tornei di futsal e pallavolo, mentre la macchina organizzativa è al lavoro per garantire l’accoglienza delle delegazioni, degli staff tecnici, degli arbitri e dei rappresentanti dell’EUSA.

“Non nascondiamo l’orgoglio per come sta procedendo questa straordinaria avventura”, ha dichiarato il rettore dell’Università degli Studi di Salerno, Virgilio D’Antonio. “Il nostro campus è diventato un villaggio globale che accoglie giovani provenienti da tutta Europa. Vogliamo trasmettere un messaggio di pace, dialogo e fiducia nelle nuove generazioni”.

Il rettore ha inoltre sottolineato il valore dello sport come strumento di inclusione e confronto tra i popoli. “Lo sport ha una capacità unica di unire le persone, costruire relazioni e superare le differenze. È questo il suo valore più grande: creare comunità e guardare al futuro con maggiore fiducia”, ha concluso D’Antonio.

Gli European Universities Games coinvolgeranno fino ai prossimi giorni gli impianti sportivi delle province di Salerno e Avellino, trasformando il territorio in uno dei principali punti di riferimento dello sport universitario europeo.

L'articolo EUG 2026, il saluto del rettore Unisa proviene da Le Cronache.

Sociale, Tiso(Accademia Iniziativa Comune): “Promuovere educazione del rispetto”

“La società contemporanea è caratterizzata da una crescente varietà di culture, lingue, tradizioni e identità. In questo scenario, inclusione e diversità diventano elementi fondamentali per costruire comunità più giuste, rispettose e solidali. Valorizzare le differenze non significa solo riconoscere che esistono persone diverse tra loro, ma garantire a ciascuno le stesse opportunità di partecipazione e crescita. La diversità infatti rappresenta una ricchezza inestimabile. Persone provenienti da contesti culturali differenti portano nuove idee, prospettive ed esperienze che contribuiscono allo sviluppo sociale, economico e culturale. Mentre differenze di genere, età, religione, origine etnica o condizione fisica possono stimolare il confronto, favorire l’innovazione e rendere la società più dinamica e aperta al cambiamento. Nonostante i progressi, persistono tuttavia ancora pregiudizi, stereotipi e discriminazioni che limitano le opportunità di molte persone. In alcuni casi, le differenze vengono percepite come una minaccia anziché come una risorsa. Per superare questi ostacoli è necessario promuovere fin dalla giovane età l’educazione al rispetto, al dialogo e alla comprensione reciproca. In questo contesto, media e nuove tecnologie possono contribuire a diffondere messaggi positivi di inclusione e sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dell’uguaglianza e dei diritti umani. Tuttavia, è fondamentale utilizzarli in modo responsabile per evitare la diffusione di contenuti discriminatori, offensivi o polarizzanti. Nella consapevolezza maturata che riconoscere e promuovere le differenze significa costruire una società più equa, armoniosa e capace di affrontare le sfide del futuro”.

Lo dichiara, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca.

L'articolo Sociale, Tiso(Accademia Iniziativa Comune): “Promuovere educazione del rispetto” proviene da Le Cronache.

Burnham proclamato leader del Labour: dal 20 luglio sarà premier

Nel giorno in cui è stato proclamato leader del Partito laburista al posto di Keir Starmer, nel suo primo discorso da premier in pectore Andy Burnham (visibilmente commosso) si è detto pronto a governare e a promuovere «una politica di cambiamento» nel Regno Unito, «dopo 40 anni di neoliberalismo che non sono stati gentili» verso «persone e luoghi» che «hanno aspettato troppo a lungo che la politica ridesse loro la speranza».

Burnham non dovrà passare dal voto degli iscritti

Burnham è stato proclamato grazie al sostegno plebiscitario del gruppo parlamentare di maggioranza (350 su 400 circa) e dei sindacati affiliati al Labour. Essendo l’unico concorrente per la leadership del partito, non dovrà sottoporsi al voto degli iscritti e subentrerà automaticamente a Starmer come capo del governo dopo il passaggio rituale di consegne a Downing Street, fissato per lunedì 20 luglio.

Le promesse di Burnham nel suo primo discorso

«Tutti hanno colto l’appello degli abitanti di Makerfield, a nome dei luoghi dimenticati di tutto il Paese, da nord a sud, per un ritorno al Partito Laburista che un tempo conoscevano. E ora noi rispondiamo a quell’appello. Torneremo ad essere quella versione del Partito Laburista», ha assicurato Burnham, facendo riferimento alla circoscrizione in cui si sono tenute le elezioni suppletive che gli hanno permesso di ottenere un seggio a Westminster, conditio sine qua non per poter ricoprire la carica di premier. Nel corso del suo primo discorso da leader laburista, il “Re del Nord” ha inoltre ribadito di non voler inseguire i temi sbandierati dalla destra rampante e da Reform UK, il partito di destra guidato da Nigel Farage. Ha poi invocato l’unità del Labour contro il «frazionismo», ricordando di aver sostenuto tutti i capi del partito nella sua vita politica. Da lunedì a Londra sarà operativa anche una sorta di sede bis del governo, che si occuperà del decentramento evocato dal premier entrante per garantire una strategia politica, economica e sociale più attenta ai territori depressi dell’Inghilterra settentrionale (da dove proviene Burnham, finora sindaco della Greater Manchester), che da decenni lamenta gli effetti dell’abbandono e della deindustrializzazione.

Roggero e la giustizia fai-da-te che va contro i principi del… fascismo!

Si poteva superare la bruttezza di Citizen Vigilante, il film tedesco di Uwe Boll (censurato in Germania e tanto apprezzato da Elon Musk) che inneggia alla giustizia fai-da-te come rimedio sovrano ai problemi dell’Occidente meticciato e debosciato? Sì, con il suo spin-off made in Italy, ossia la canonizzazione mediatica e, potenzialmente, anche politica, di Mario Roggero, il gioielliere piemontese 72enne che cinque anni fa sparò a tre rapinatori in fuga, ammazzandone due e ferendone uno. L’uomo, condannato per omicidio volontario, si è visto confermare in Cassazione la pena di 14 anni e 9 mesi comminata in appello, ridotta rispetto ai 17 anni della sentenza di primo grado.

Non ha mai mostrato ripensamento, e tantomeno pentimento o dispiacere, per avere spento due vite in un raptus di esasperazione. Nei suoi videomessaggi esprime rammarico solo per gli effetti negativi che il suo atto (o meglio, la «persecuzione» scatenata su di lui dai magistrati) ha avuto sulla sua famiglia, e su Instagram ha invitato i follower a essere «la sua voce» sottolineando che, vista l’età, la pena che gli hanno inflitto equivale all’ergastolo.

Roggero e la giustizia fai-da-te che va contro i principi del… fascismo!
Mario Roggero con la moglie Mariangela Sandrone.

Un po’ meno testosteronico del messaggio che Sanders, il Citizen Vigilante interpretato dal dolicocefalo biondo Armie Hammer (l’attore di Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino), trasmette ai bianchi perbene dopo aver corcato di botte adolescenti molesti, soppresso giudici troppo tolleranti e soprattutto dopo aver ammazzato a sangue freddo dozzine di migranti: «Vi sto solo mostrando come fare, finché non sarete in grado di farlo da soli».

Roggero e la giustizia fai-da-te che va contro i principi del… fascismo!
Un frame di Citizen Vigilante.

Roggero, il cover boy per le politiche securitarie delle destre

Ma siamo sulla stessa linea: Roggero è uno che quella lezione l’aveva già appresa e messa in pratica, e sa di avere un folto fan club, grazie anche alla campagna a suo favore promossa da Giuseppe Cruciani dai microfoni de La Zanzara. Le destre, da Roberto Vannacci al pacioccone Antonio Tajani, lo hanno ufficialmente scelto come cover boy per le loro politiche securitarie, già pensando alle prossime elezioni: finora l’unico aspetto del fascismo da cui “Evita Melon” e camerati hanno preso apertamente le distanze, vedi il post della premier, riguarda i principi della legittima difesa stabiliti dal guardasigilli di Benito Mussolini, Alfredo Rocco, nel codice del 1930 (proporzionalità, necessità della reazione, attualità del pericolo).

Roggero e la giustizia fai-da-te che va contro i principi del… fascismo!
Una foto d’archivio di Benito Mussolini (Ansa).

Però aiutare a morire un malato terminale consenziente è un crimine

Nemmeno ai tempi del Duce la difesa della “roba” valeva una vita umana, compresa quella di un delinquente, figuriamoci due o tre. I post-fascisti, invece, riconoscono a ogni Mazzarò il diritto di diventare Robocop. Agli occhi dell’attuale maggioranza, aiutare a morire un malato terminale consenziente è un crimine, mentre prendere a calci un ladro agonizzante dopo avergli sparato nella schiena è moralmente giustificabile. A lasciarli fare, lo sarebbe anche legalmente. Nel frattempo, vogliamo negargli almeno la grazia del presidente della Repubblica?

Roggero e la giustizia fai-da-te che va contro i principi del… fascismo!
Giuseppe Cruciani e Roberto Vannacci con le maglie pro-Ruggero (foto Ansa).

La solidarietà della Canalis (che pure senza armi da fuoco neutralizza i cattivi!)

E poi ci sono quelli e quelle che, più che a tenersi il posto in parlamento, sembrano puntare a riaverlo in televisione. La solidarietà a Roggero coagula più celebrities di una copertina di Chi o di un’edizione del Grande Fratello Vip, da Melissa Satta a Elisabetta Gregoraci, da Sabrina Salerno a Elisabetta Canalis (che pure, essendo esperta di Krav Maga, kickboxing e Muay thai, potrebbe neutralizzare orde di rapinatori anche senza bisogno di armi da fuoco).

Roggero e la giustizia fai-da-te che va contro i principi del… fascismo!
Elisabetta Canalis sul ring durante una gara di di kickboxing (foto Ansa).

E se tornasse in auge il gesto della P38?

Per il gioielliere che ha vendicato sul posto e sanguinosamente l’assalto al suo negozio eseguito con un coltello e una pistola giocattolo, da parte di queste signore non c’è solo comprensione, ma una vera e propria identificazione. E tutto questo in uno dei Paesi europei dove si commettono meno rapine (ci battono Francia, Spagna e Germania). In un prossimo futuro, potrebbe tornare in auge il gesto della P38. Solo che a farlo non saranno gli autonomi o gli antagonisti, ma le soubrette vigilantes.

Roggero e la giustizia fai-da-te che va contro i principi del… fascismo!
Una manifestazione pro Palestina e contro la politica sulla scuola del governo italiano (foto Ansa).

La moglie di Roggero ha depositato la richiesta di grazia per il marito

Mariangela Sandrone, moglie del gioielliere Mario Roggero, ha presentato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella la domanda di grazia per il marito, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per aver ucciso due rapinatori. Il provvedimento di clemenza per Roggero, dopo la sentenza della Cassazione, è finito al centro del dibattito politico. E non solo. Per la grazia si è spesa buona parte del centrodestra e del governo: da Matteo Salvini a Guido Crosetto, fino ad Antonio Tajani e Carlo Nordio, che ha avviato un’istruttoria e per questo è stato bacchettato dal Quirinale. Senza dimenticare Giorgia Meloni. Pro Ruggero anche Roberto Vannacci: l’ex generale ha comunque escluso una candidatura in Futuro Nazionale per il gioielliere («Lasciamo alla sinistra queste pratiche»). Dalla parte del gioielliere, invocando il provvedimento di clemenza, si sono schierati anche diversi vip: da Simona Ventura a Emis Killa, fino a Leonardo Bonucci e Melissa Satta. Intanto, dopo la firma dell’ordine di carcerazione da arte della Procura di Asti, Roggero si è diretto verso il carcere di Bollate (Milano).

Caso Roggero, i vip che si sono schierati a favore del gioielliere

Per la grazia a Mario Roggero, condannato a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due rapinatori, si è spesa buona parte del centrodestra e del governo: da Matteo Salvini a Guido Crosetto, fino ad Antonio Tajani e Carlo Nordio, che ha avviato un’istruttoria e per questo è stato bacchettato dal Quirinale. Ma non solo: dalla parte del gioielliere, invocando il provvedimento di clemenza, si sono schierati anche diversi vip.

Caso Roggero, i vip che si sono schierati a favore del gioielliere
Caso Roggero, i vip che si sono schierati a favore del gioielliere
Caso Roggero, i vip che si sono schierati a favore del gioielliere
Caso Roggero, i vip che si sono schierati a favore del gioielliere
Caso Roggero, i vip che si sono schierati a favore del gioielliere
Caso Roggero, i vip che si sono schierati a favore del gioielliere
Caso Roggero, i vip che si sono schierati a favore del gioielliere

I “like” e i post dei vip pro-Roggero

Al post di Salvini in cui il vicepremier chiedeva la grazia per Roggero hanno messo “mi piace” Elisabetta Canalis, Melissa Satta, Enrico Ruggeri, Leonardo Bonucci, Carolyn Smith, Elisabetta Gregoraci, Sabrina Salerno, Simona Ventura e Clizia Incorvaia.

Caso Roggero, i vip che si sono schierati a favore del gioielliere
Caso Roggero, i vip che si sono schierati a favore del gioielliere
Caso Roggero, i vip che si sono schierati a favore del gioielliere
Caso Roggero, i vip che si sono schierati a favore del gioielliere

«Prima di decidere e confermare una sentenza così al povero signor Roggero i signori\e dovrebbero mettersi nei suoi panni…. Fatevi una bella domanda, ma se fosse successo a voi? Ma se con le mani legate ci fosse stata vostra figlia o figlio? Ma se avessero preso a pugni vostra moglie?», ha scritto Melissa Satta sui social. In un post successivo ha scritto di «Paese di pagliacci», dove «tutti possono venire e fare i delinquenti». In un altro ancora l’ex velina si è lamentata della sicurezza a Milano, spiegando di aver detto di no al figlio 12enne che gli aveva chiesto di poter fare una passeggiata con i suoi amici. Tra i vip che sono andati ben oltre i like c’è poi Giuseppe Cruciani, che durante La Zanzara ha definito la condanna inflitta a Roggero un «dramma assoluto», invocando una candidatura in parlamento per il gioielliere piemontese. Emanuele Filiberto di Savoia, invece, ha scritto su Facebook: «Un uomo che ha visto irrompere nel proprio negozio chi minacciava la vita di sua moglie e di sua figlia, e che in pochi istanti si è trovato a reagire a un pericolo reale e non ipotetico, non può essere giudicato con lo stesso metro riservato a chi delinque per calcolo o per abitudine». E poi: «Non posso tacere il mio dissenso di fronte a una sentenza che, pur nel rispetto dovuto alla magistratura e al suo giudizio tecnico, appare a molti italiani, e appare anche a me, distante dal comune sentire di giustizia». Emis Killa, che aveva definito l’Italia «una barzelletta», ha poi dichiarato sui social: «Non pensate che io credo che questo signore sia un eroe, non si può legittimare il gesto altrimenti diventa il Far West. Ma in questa circostanza è paradossale che lo Stato non ti tuteli».

Ravello Festival: Dal lied alla sinfonia con Pygmalion

Olga Chieffi

Prosegue questa sera, alle ore 20, con il concerto Noctambule, diretto da Raphaël Pichon, bacchetta leader di uno dei più innovativi ensemble europei specializzati nell’esecuzione filologica, Pygmalion si è imposto sulla scena internazionale grazie a progetti originali che intrecciano ricerca musicologica e intensità teatrale, collaborando con le principali istituzioni musicali europee. In palcoscenico anche il baritono francese Stéphane Degout, interprete di riferimento del repertorio Liederistico. La serata verrà inaugurata da Der Doppelgänger, penultimo brano della raccolta pubblicata dopo la morte del compositore col titolo Der Schwanengesang. Come sappiamo, l’ editore Tobias Haslinger pubblicò questa serie di composizioni liederistiche, le ultime scritte da Schubert, pochi mesi dopo la morte del musicista. Nell’ autografo i tredici brani si susseguono nell’ ordine rispettato per la pubblicazione, ma non esistono indicazioni che facciano pensare a un ciclo unitario come nel caso di Die Winterreise e Die schöne Müllerin. Alcune lettere del musicista ipotizzano anzi l’ intenzione di pubblicare separatamente la serie di Lieder su testo di Heinrich Heine della quale Der Doppelgänger è il brano conclusivo. Il titolo “Canto del cigno” fu scelto dall’ editore pensando al fatto che si tratta delle ultime pagine composte da Schubert.L’impostazione di ogni strofa Der Doppelgänger” è diversa, ma non del tutto: la canzone è una sorta di passacaglia sul tema delle prime quattro battute. Questa ambigua progressione armonica è composta da accordi che mancano di una nota, lasciando poco chiaro quale sia l’armonia. Il primo accordo manca di una terza, quindi potrebbe essere si maggiore o si minore. La seconda ha solo l’intervallo di una terza, quindi non è chiaro se si tratti della seconda inversione di un accordo di re diesis minore o della prima inversione di fa diesis maggiore. Questa ambiguità si risolve solo con l’ingresso della voce, quando si stabilisce l’armonia di si minore. A seguire il primo movimento dell’ Incompiuta di Franz Schubert l’Allegro Moderato. Un alone di mistero avvolge ancora la genesi e la composizione del capolavoro sinfonico di Schubert, la Sinfonia n. 8 “Incompiuta”, chiamata così perché priva degli ultimi due movimenti rispetto ai quattro complessivi che tradizionalmente costituivano, nel periodo classico, questa forma. L’unica certezza è la data di composizione, 30 ottobre 1822, apposta da Schubert sull’autografo che egli stesso inviò all’amico Hans Hüttenbrenner, esponente della Società Musicale Stiriana di Graz, in segno di gratitudine per la nomina a membro onorario. Su questa sinfonia, eseguita per la prima volta postuma ben 43 anni dopo la sua composizione, il 17 dicembre 1865 a Vienna sono state formulate diverse ipotesi, delle quali alcune, per quanto suggestive, sono del tutto destituite di fondamento. La tesi, sostenuta, tra gli altri, da Alfred Einstein, secondo il quale Schubert avrebbe considerato la sinfonia un lavoro perfettamente compiuto soltanto con due movimenti, è smentita dall’esistenza della versione pianistica quasi completa di uno Scherzo, del quale il compositore portò a termine l’orchestrazione delle prime due pagine. Sul primo movimento, Allegro moderato, che della forma-sonata conserva solo l’apparenza esteriore, dal momento che i due temi si sviluppano in modo libero, il critico musicale Eduard Hanslick così si è espresso: “Quando dopo le battute di introduzione, il clarinetto e l’oboe all’unisono elevano il loro dolce canto [primo tema] sul quieto mormorare dei violini, anche un bambino sente di quale compositore si tratta e la sala intera sussurra il nome: Schubert! Non è ancora entrato ma è come lo si conoscesse al passo, al suo modo di aprire la serratura. Su quella modulazione in minore contrasta il tema in sol maggiore del violoncello [secondo tema], un magnifico canto di Lied di piacevolezza quasi agreste, e allora ogni cuore ha un palpito come se Schubert dopo una lunga assenza comparisse in persona in mezzo a noi. Tutta questa parte è un dolce torrente di melodie chiaro come cristallo che lascia vedere ogni pietruzza sul fondo. E dappertutto un raggio di sole caldo, dorato filtra attraverso il fogliame!”. A seguire, il “Gruppe aus dem Tartarus”, un celebre Lied composto da Franz Schubert su testo dell’omonima poesia di Friedrich von Schiller, che descrive l’angoscia e i tormenti delle anime dannate nel Tartaro, l’inferno della mitologia greca. Schubert affrontò questo testo drammatico in due momenti diversi, la prima versione (D. 396), abbozzata nel marzo del 1816 e rimasta incompiuta e la seconda versione (D. 583, Op. 24 N. 1), composta nel settembre 1817 e pubblicata nel 1823. Il brano si distingue per una straordinaria modernità armonica e una forte carica espressiva. È un Lied durchkomponiert, in cui la musica segue fedelmente l’evoluzione psicologica del testo. La tensione vocale e strumentale cresce fino al culmine drammatico sulla parola “Ewigkeit” (Eternità), dove il tempo musicale sembra fermarsi per descrivere la condanna senza fine.
La stessa purezza melodica del primo, tempo dell’ “Incompiuta”, contraddistingue il secondo movimento, Andante con moto, che, ascolteremo in seguito. Dal punto di vista formale, è strutturato con la giustapposizione di due episodi dei quali il primo presenta un carattere pastorale venato da una certa tristezza, mentre il secondo è pieno di pathos nella melodia esposta dal clarinetto su un accompagnamento sincopato dei violini e delle viole. Anche il percorso armonico è più tortuoso con modulazioni continue che esprimono perfettamente l’inquietudine tipica del Romanticismo. Stéphane Degout si congederà dal pubblico del Ravello Festival con “Nacht und Träume” op. 43 n. 2 D 827, di Franz Schubert, un Lied per voce e pianoforte composto nel giugno 1823 su testo di Matthäus von Collin. È una gemma del romanticismo caratterizzata da una melodia sospesa e un accompagnamento arpeggiato che evoca un’atmosfera notturna e lunare: il testo poetico esplora la quiete della notte, dove i sogni scendono nel cuore degli uomini proprio come i raggi di luna. La seconda parte della serata sarà interamente dedicata alla esecuzione della Sinfonia n°1 di Johannes Brahms, datata 1876. Nell’ottobre di quell’anno Clara Schumann scriveva sul suo diario: «per me [nella Prima Sinfonia] manca lo slancio melodico anche se l’elaborazione è geniale». Ma in realtà l’opera non può essere definita in maniera così monolitica: è un percorso orientato che attraversa fasi molto diverse, passando dalle sguscianti idee dell’introduzione all’espansione cantabile del finale. È come se le tensioni dell’apertura, con i loro contrasti tematici nervosi, si distendessero in un squarcio di solarità, che getta una luce improvvisamente abbagliante sull’intera sinfonia. C’è il lirismo sognante del secondo movimento, dove l’eroe canta un tema teso tra i più incantevoli di tutta la storia della musica. Il terzo movimento è una pagina sfuggente, che si muove strisciante un po’ come accade nello Scherzo della Quinta Sinfonia di Beethoven. Ma la sintesi dell’intera composizione è racchiusa nel finale, il racconto di un viaggio dall’oscurità alla luce, che prende spunto da un’introduzione buia, fatta di materiale ampiamente tratto dal primo movimento. Poi, il corno introduce un messaggio rappacificante, prima che i violoncelli si abbandonino a una corale, chiaramente imparentato con il tema dell’inno Alla gioia della Nona Sinfonia di Beethoven. È l’avvento di un luminoso canto di ringraziamento, che disintegra le tensioni accumulate portando a compimento il complesso percorso della sinfonia.

L'articolo Ravello Festival: Dal lied alla sinfonia con Pygmalion proviene da Le Cronache.

Firmato l’ordine di carcerazione per Mario Roggero

La procura di Asti ha emesso un ordine di carcerazione per Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni del Cuneese condannato per avere ucciso due rapinatori ed averne ferito un altro il 28 aprile 2021. Ad Asti si era svolto il processo di primo grado, conclusosi con una condanna a 17 anni di reclusione, poi ridotti in Appello a Torino a 14 anni e nove mesi e confermati mercoledì in Cassazione. Si attende ora che il negoziante vada a costituirsi in carcere.

Il possibile ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo

In un filmato diffuso dopo la sentenza, Roggero aveva dichiarato: «È finita, sto passando gli ultimi minuti coi miei familiari». I suoi avvocati Marcolini e Rovani si sono detti «profondamente delusi»: «Ci aspettavamo sicuramente che finisse in modo diverso. Siamo giuristi e attendiamo le motivazioni. Ma soprattutto si apre la strada del ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Lo stesso Mario ci ha chiesto di non abbandonare. È solo una battaglia persa, per una guerra di giustizia da continuare».

Caso Roggero, Meloni: «Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti?»

Anche la premier Giorgia Meloni sul caso di Mario Roggero, 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due rapinatori, entrando a gamba tesa sulle richieste di indennizzo da parte dei parenti dei ladri uccisi dal gioielliere. «Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto. Con l’ultimo DDL Sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari», ha scritto Meloni sui social. E poi: «Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali». Per la grazia a Roggero (per quale intanto è arrivato l‘ordine di carcerazione) si è spesa buona parte del centrodestra e del governo: da Matteo Salvini a Guido Crosetto, fino ad Antonio Tajani e Carlo Nordio, che ha avviato un istruttoria e per questo è stato bacchettato dal Quirinale.

Infantino oltre gli scandali: è senza avversari per il suo terzo mandato alla Fifa

Nonostante il clima di agitazione scatenato dallo scandalo ai Mondiali per la revoca della squalifica dello statunitense Folarin Balogun su “invito” di Donald Trump (che per stessa ammisscione non sa nulla di pallone), Gianni Infantino ha ottenuto il sostegno formale di oltre 200 federazioni calcistiche per la rielezione a presidente della Fifa. Lo scrive il Guardian, spiegando che solo una manciata federazioni affiliate al massimo organo di governo del calcio deve ancora inviare una lettera di sostegno a Infantino, il quale dunque si avvia verso un terzo mandato con una vittoria schiacciante.

L’elezione del presidente Fifa si terrà a marzo 2027

Le federazioni della Fifa sono 211 e solo una manciata non ha ancora espresso il proprio appoggio a Infantino. Tra esse la più importante è la federcalcio della Germania, affiliata a sua volta all’Uefa: il massimo organo di governo del pallone europeo ha espresso chiaramente la propria opposizione alle politich di Infantino su diverse questioni recenti. L’elezione del presidente Fifa si terrà a marzo del 2027 e le candidature devono essere presentate entro il 18 novembre. Fino a tale data, le federazioni calcistiche possono ritirare la propria lettera di sostegno o trasferirla a un altro candidato.

Infantino oltre gli scandali: è senza avversari per il suo terzo mandato alla Fifa
Gianni Infantino (Imagoeconomica).

Infantino, in carica dal 2016, è al momento l’unico in corsa

Tuttavia, Infantino – in sella dal 2016 – è al momento l’unico in corsa. Secondo alcune fonti vicine ai vertici del calcio europeo, un candidato capace di raccogliere 30 o 40 voti riuscirebbe quantomeno ad avviare un legittimo dibattito pubblico sulla governance della Fifa e sulla direzione intrapresa dall’organizzazione. A tal proposito girano i nomi di Aleksander Ceferin (numero uno dell’Uefa) e di Nasser Al-Khelaifi (presidente del Paris Saint-Germain). Le federazioni affiliate si riuniranno sabato 18 luglio a New York: dato che a presiedere il meeting sarà Infantino, è improbabile che i recenti scandali figurino all’ordine del giorno.

L’ombra dei Verdini sulla Lega: dalle accuse di ingerenza al ruolo di Davide Vecchi

Ormai quel che succede nella Lega è tutto «made in Verdini». È la battuta velenosa che più circola tra i leghisti di lungo corso, dirigenti e parlamentari, che, a torto o a ragione, identificano nella donna del capo – un leitmotiv nella storia secolare della politica e in quella decennale di via Bellerio – l’origine della fase decadente di Matteo Salvini.

L’ombra dei Verdini sulla Lega: dalle accuse di ingerenza al ruolo di Davide Vecchi
L’ombra dei Verdini sulla Lega: dalle accuse di ingerenza al ruolo di Davide Vecchi
L’ombra dei Verdini sulla Lega: dalle accuse di ingerenza al ruolo di Davide Vecchi
L’ombra dei Verdini sulla Lega: dalle accuse di ingerenza al ruolo di Davide Vecchi
L’ombra dei Verdini sulla Lega: dalle accuse di ingerenza al ruolo di Davide Vecchi
L’ombra dei Verdini sulla Lega: dalle accuse di ingerenza al ruolo di Davide Vecchi
L’ombra dei Verdini sulla Lega: dalle accuse di ingerenza al ruolo di Davide Vecchi
L’ombra dei Verdini sulla Lega: dalle accuse di ingerenza al ruolo di Davide Vecchi
L’ombra dei Verdini sulla Lega: dalle accuse di ingerenza al ruolo di Davide Vecchi
L’ombra dei Verdini sulla Lega: dalle accuse di ingerenza al ruolo di Davide Vecchi
L’ombra dei Verdini sulla Lega: dalle accuse di ingerenza al ruolo di Davide Vecchi
L’ombra dei Verdini sulla Lega: dalle accuse di ingerenza al ruolo di Davide Vecchi
L’ombra dei Verdini sulla Lega: dalle accuse di ingerenza al ruolo di Davide Vecchi
L’ombra dei Verdini sulla Lega: dalle accuse di ingerenza al ruolo di Davide Vecchi
L’ombra dei Verdini sulla Lega: dalle accuse di ingerenza al ruolo di Davide Vecchi
L’ombra dei Verdini sulla Lega: dalle accuse di ingerenza al ruolo di Davide Vecchi

Francesca Verdini e la fastidiosa etichetta di “Yoko Ono di via Bellerio”

La linea è stata superata con quel «cafone» gridato da Francesca sul prato di Pontida in risposta a chi contestava Matteo al termine del funerale di Umberto Bossi, il 22 marzo scorso, chiedendo al segretario di riconsegnare la Lega ai militanti. E se non suscitava molte simpatie prima, da allora la figlia di Denis Verdini fatica a staccarsi di dosso l’etichetta della “Yoko Ono di via Bellerio“. A seguire le sono state addossate molte colpe, tra cui anche il ravvedimento last minute di Salvini e il mancato accordo con Luca Zaia per la formazione di un partito del Nord all’interno della Lega.

Il documentario con Davide Vecchi sul caso David Rossi

Ed è così che, nel flusso di notizie che alimentano questa narrazione interna, gira da giorni nelle chat di leghisti la locandina digitale del documentario in uscita per la Casa Rossa, la società di produzione di Verdini. Nel post, pubblicato sulla pagina social della Casa rossa il 13 luglio, compare di profilo il volto di Davide Vecchi, da qualche mese guru della comunicazione leghista, voluto si dice proprio da Francesca. Il caso David Rossi è il titolo del documentario, disponibile sul canale YouTube della casa di produzione a partire dal 17 luglio.

«David Rossi: un volo nel vuoto. Tredici anni di silenzi, omissioni e verità negate», si legge in un altro post. «Dopo i successi delle precedenti produzioni true crime, La Casa Rossa torna a indagare nei meandri più oscuri della cronaca italiana, continuando a usare il linguaggio della docu-serie per fare luce dove le ombre sono più fitte», si continua. «Siamo orgogliosi di annunciare Il caso David Rossi, una nuova miniserie sul mistero di Rocca Salimbeni che sarà vostra da venerdì prossimo». E si assicura: «Guidati dall’esperienza e dal coraggio di Davide Vecchi, il giornalista processato e poi assolto per le sue inchieste sul caso, ricostruiremo i tasselli di un dramma derubricato per due volte a suicidio e che oggi, finalmente, vede una clamorosa svolta giudiziaria con l’ipotesi di omicidio. Preparatevi a un viaggio scomodo ma necessario».

Le fibrillazioni nella squadra della comunicazione

Insomma, un’operazione giornalistica che non avrebbe nulla di strano. Una società che produce il documentario di un cronista che ha seguito la vicenda giudiziaria. Sennonché ormai tutto quello che succede attorno a Vecchi sembra creare agitazione nella Lega. Il suo inserimento alla guida della comunicazione è stato vissuto come un’ingerenza della famiglia nel partito. E l’uscita dello storico portavoce di Salvini, Matteo Pandini, che è passato di recente alla guida della comunicazione di Enav, oltre alle defezioni che si registrano nel gruppo dell’ufficio stampa, non migliorano certo il clima. I rapporti con i giornalisti poi non sarebbero migliorati, le interviste di Salvini ai quotidiani sarebbero ormai rarefatte. Mentre il ruolo del nuovo portavoce, Cristiano Bosco, pare essere limitato all’alimentazione dei canali social e WhatsApp.

Morto Osvaldo Bagnoli, allenatore del Verona campione d’Italia nel 1985

Mondo del calcio in lutto per la morte di Osvaldo Bagnoli, allenatore che nella stagione 1984/85 guidò l’Hellas Verona alla conquista dello scudetto in una Serie A che, all’epoca, era la NBA del pallone. Aveva 91 anni. Nel corso della carriera aveva anche allenato Genoa e Inter.

La carriera del “mago della Bovisa”

Nato nel 1935 alla Bovisa, quartiere della periferia settentrionale di Milano, come calciatore Bagnoli aveva iniziato la carriera nel Milan, vincendo lo scudetto nel 1957. Di ruolo centrocampista, aveva poi vestito le maglie di Verona, Udinese, Catanzaro, Spal e Verbania. In seguito aveva iniziato la carriera di allenatore sulla panchina della Solbiatese, in Serie C. Dopo le esperienze con Como, Rimini, Fano e Cesena tra A, B e C, nel 1981 era stato tornato da tecnico al Verona, all’epoca in serie cadetta. Con gli scaligeri aveva ottenuto subito la promozione A, a cui aveva fatto seguito un quarto posto. Dopo la sesta posizione del 1983/1984, il miracolo sportivo della stagione successiva: la squadra, con gli innesti di Hans-Peter Briegel e dell’attaccante danese Preben Elkjær Larsen conquistò il primo e unico scudetto della sua storia. Bagnoli, diventato nel frattempo “il mago della Bovisa”, restò alla guida dell’Hellas fino al 1990, anno in cui passò al Genoa: col Grifone arrivò in semifinale di Coppa Uefa dopo aver eliminato il Liverpool con tanto di vittoria ad Anfield. Dopo due stagioni in rossoblù, Bagnoli fu poi ingaggiato dall’Inter: fu esonerato a gennaio del 1994 e non tornò più in panchina, chiudendo la carriera di allenatore a soli 59 anni.

Antitrust, sanzioni per 2,5 milioni per attività parassitarie su Milano-Cortina

L’Antitrust, Autorità garante della concorrenza e del mercato, ha concluso i procedimenti avviati a partire da gennaio 2026 nei confronti delle società Harmont&Blaine, Rialto (supermercati Il Gigante), MD (supermercati MD), Magazzini Gabrielli (supermercati Oasi), RetailPro (supermercati Pro7) e Butan Gas e ha accertato violazioni del divieto di attività parassitarie. Alle società sono state irrogate sanzioni per un importo complessivo superiore ai 2,5 milioni di euro. Le istruttorie sono state avviate a seguito di un’attività di monitoraggio svolta dal Nucleo speciale Antitrust della Guardia di finanza. In dettaglio, l’Autorità ha accertato che le società sopra citate, pur non essendo sponsor ufficiali dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026, hanno realizzato un collegamento tra il proprio marchio e le Olimpiadi, inducendo in errore il pubblico sull’identità degli sponsor ufficiali. In concomitanza con il periodo di svolgimento dei Giochi olimpici, infatti, hanno svolto campagne pubblicitarie e attività promozionali nelle quali sono stati spesso riprodotti o richiamati, a vario titolo, i simboli (cinque cerchi) e gli emblemi olimpici, e/o denominazioni ufficiali come “Milano-Cortina/Milano-Cortina2026”. Questi elementi sono risultati idonei a configurare una attività parassitaria in violazione del divieto previsto dall’articolo 10 del D.L. n. 16/2020.

Grazia a Roggero, Mattarella bacchetta Nordio: cosa è successo

Dopo la condanna confermata in Cassazione per Mario Roggero, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia per il gioielliere piemontese a cui sono stati inflitti 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due rapinatori. Una mossa, peraltro arrivata dopo la raccolta firme del centrodestra in Parlamento, che ha “costretto” il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a richiamare il Guardasigilli.

Il faccia a faccia al Quirinale tra Mattarella e Nordio

Nel tentativo forse di riguadagnare punti dopo il clamoroso smacco del referendum sulla giustizia, Nordio ha tentato una forzatura istituzionale, cercando di trasformare il potere di grazia – strumento di clemenza di natura squisitamente tecnico-giuridica – in un atto politico. Ma in un incontro al Quirinale, come spiega una nota del Colle, Mattarella ha ricordato al ministro della Giustizia i limiti del suo ruolo e ha sottolineato che la grazia – strumento raro e altamente selettivo – è prerogativa del capo dello Stato. Secondo l’Ansa, Mattarella durante il colloquio avrebbe ricordato al ministro Nordio le parole di Luigi Einaudi: «È dovere del presidente della Repubblica di evitare si pongano precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce».

Grazia a Roggero, Mattarella bacchetta Nordio: cosa è successo
Carlo Nordio e Sergio Mattarella (Imagoeconomica).

La grazia, l’istruttoria e il ruolo del ministero della Giustizia

A prevedere la grazia è l’articolo 87, comma 11, della Costituzione. Si tratta di un atto di clemenza individuale che condona in tutto o in parte una pena, oppure la trasforma in un’altra specie prevista dalla legge. Può essere concessa anche senza che venga fatta domanda, ma solo su iniziativa del presidente della Repubblica. La domanda, comunque, può essere presentata dal condannato, oppure da persone a lui vicine indicate dalla legge: parenti più stretti, convivente, tutore o curatore, avvocato difensore. Aperta l’istruttoria, il ministero della Giustizia acquisisce gli atti processuali, i pareri della magistratura di sorveglianza, informazioni sulla condotta del condannato e sulla sua situazione personale e familiare. Al termine, il fascicolo viene trasmesso alla presidenza della Repubblica. Che a quel punto può decidere se concederla o meno (e può farlo appunto anche senza alcuna domanda pervenuta). L’avvio dell’istruttoria, insomma, è solo il presupposto affinché la pratica arrivi sul tavolo del capo di Stato, non un’indicazione sulla decisione finale.

Non è una questione di merito, ma di metodo

Fonti del Quirinale hanno sottolineato che non è una questione di merito sulla grazia a Roggero: le motivazioni della sentenza della Cassazione, che ha respinto il ricorso del gioielliere, verranno rese note tra mesi. Si tratta invece di una questione strettamente di metodo. Mattarella, sostanzialmente, ha convocato Nordio per ricordargli che – in generale – non può avviare un’istruttoria di sua iniziativa. Il ministero della Giustizia è responsabile dell’istruttoria che viene aperta per verificare la legittimità di una domanda di grazia, ma solo dopo che questa è stata rivolta a Quirinale. Come recita la sentenza n. 200 del 2006, richiamata nel comunicato del Colle, è riconosciuta «espressamente la possibilità che la grazia sia concessa anche in assenza di domanda», ma «in ogni caso l’iniziativa potrà essere assunta direttamente al presidente della Repubblica, al quale da tempo si è riconosciuto tale potere».

Grazia a Roggero, Mattarella bacchetta Nordio: cosa è successo
Mario Roggero (Facebook).

Roggero continua inoltre a proclamarsi incidente

Mattarella, insomma, ha sottolineato nel colloquio con Nordio che il Quirinale non è un organismo che ratifica decisioni prese altrove o sotto pressione popolare, bensì un’istituzione che valuta i casi con autonomia e distacco politico. Il ministro ha tra l’altro avviato l’istruttoria tralasciando completamente un elemento essenziale per la concessione della grazia: il riconoscimento delle responsabilità da parte del condannato. Roggero, infatti, continua a proclamarsi innocente, segno che non ha ancora preso coscienza della gravità del delitto commesso.

Sesta notte di raid Usa, l’Iran risponde colpendo anche in Siria

Gli Stati Uniti hanno bombardato l’Iran per la sesta notte consecutiva. Il Centcom ha riferito in un post su X che le forze Usa, «tra cui aerei da combattimento, droni e navi da guerra, hanno lanciato munizioni di precisione colpendo decine di obiettivi militari iraniani», come «decine di siti di sorveglianza costiera e di difesa aerea, infrastrutture logistiche militari e capacità marittime». Secondo quanto riportato dall’agenzia iraniana Irib, nel mirino degli Stati Uniti è Bandar Abbas, che ospita una base del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Le forze Usa hanno colpito diversi ponti nel tentativo di interrompere le vie di rifornimento verso Bandar Khamir, città portuale affacciata sullo stretto di Hormuz. Il ministero della Salute iraniano ha dichiarato che 38 persone sono rimaste uccise e oltre 400 ferite negli attacchi statunitensi contro la Repubblica Islamica a partire dal 22 giugno.

La rappresaglia iraniana nel Golfo e anche oltre

In risposta i pasdaran hanno lanciato numerosi raid contro le basi militari americane in Qatar, Bahrein, Kuwait, Oman e anche più lontano, in Siria. I Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato di aver condotto un attacco contro il centro di comando americano ad al-Tanf, al confine con Iraq e Giordania, che avrebbe «distrutto un sistema radar e diversi elicotteri, uccidendo un gran numero di soldati statunitensi». Washington aveva annunciato a febbraio il ritiro dalla base di al-Tanf e la cessione del controllo all’esercito siriano. Le forze armate di Kuwait e Qatar hanno reso noto di aver subito attacchi aerei all’alba di venerdì, mentre in Bahrein sono risuonate due volte le sirene d’allarme. Per quanto riguarda l’Oman, i pasdaran hanno dichiarato di aver distrutto un radar di controllo aereo statunitense nella regione di Ghanim, e un radar di controllo marittimo sullo stretto di Hormuz.

Trump: «Sistema elettorale a rischio brogli, la Cina ha rubato dati»

«Le elezioni americane sono vulnerabili ai brogli e al rischio che vengano rubate». Lo ha denunciato Donald Trump nel corso del suo discorso alla nazione, assicurando agli americani che lavorerà con le autorità locali per mettere al sicuro le midterm di novembre dalle «scioccanti debolezze» emerse, tra cui le interferenze straniere. Il tycoon ha portato ad esempio i casi del Venezuela e della Cina. La Cia – ha riferito – ha ottenuto informazioni su un complotto legato al regime di Nicolas Maduro per truccare le elezioni americane del 2020. La Cina, invece, è responsabile «di quella che è ritenuta la più vasta violazione di dati elettorali della storia» a partire dal 2020, grazie alla quale ha «acquisito illecitamente i dati di 220 milioni di elettori statunitensi». La Cina, ha continuato, «non voleva che Trump vincesse le elezioni» e voleva aiutare Joe Biden. Per questo, ha anche cercato di «fabbricare schede illegali» per l’ex presidente. «Ho dato indicazione alle agenzie competenti di indagare sull’insabbiamento delle interferenze cinesi», ha concluso Trump.

Più che un centro è una diaspora: la moltiplicazione dei partitini libdem in vista delle Politiche

Ma quanti sono questi partiti e partitini di centro in procinto di scendere in campo alle elezioni politiche del 2027? Ormai s’è perso il conto, mentre i loro leader cercano di capire come presentarsi e con chi presentarsi. C’è insomma un sontuoso affollamento nel settore di campo libdem, riformista eccetera eccetera.

Renzi, il muro del M5s e le voci di un accordo con Schlein

Il più ingombrante di tutti è sempre Matteo Renzi, capo di Italia Viva meglio nota oggi come Casa Riformista. Ambisce a far parte del campo largo (CL), ma c’è chi non lo vuole, come il M5s di Giuseppe Conte, che passa le giornate a spiegare perché Renzi sarebbe un traditore – come dice Chiara Appendino – o quantomeno uno da imbullonare al programma elettorale (che sarà deciso a partire da settembre, con calma) in modo tale che non possa avere adeguata agibilità politica. Renzi da mesi è il miglior portavoce dell’opposizione. Ci crede più lui di Conte alla possibilità che nasca una coalizione di centrosinistra unitaria, allargata. Epperò non basta mai. Anche se c’è chi sostiene che al di là delle scaramucce Renzi abbia già un accordo con Elly Schlein per farsi candidare alle prossime elezioni nelle liste del Pd (non sarebbe una novità, citofonare Pier Ferdinando Casini).

Più che un centro è una diaspora: la moltiplicazione dei partitini libdem in vista delle Politiche
Matteo Renzi (Imagoeconomica).

Onorato e la carica dei libdem: da Marattin a Calenda fino a Picierno

Renzi però non è l’unico a correre al centro. C’è l’assessore romano ai Grandi Eventi Alessandro Onorato, con il suo PCI (Progetto Civico Italia), benedetto da Goffredo Bettini, con cui il centrosinistra vorrebbe sostituire Renzi facendo leva sul qualunquismo del buonsenso. Difficilmente potrà andare oltre una candidatura nelle liste parlamentari del centrosinistra; toh, magari pure l’elezione sarà in qualche modo garantita, ma non sembra Onorato il campione dei libdem italiani, uno capace di cambiare gli equilibri della coalizione.

Più che un centro è una diaspora: la moltiplicazione dei partitini libdem in vista delle Politiche
Alessandro Onorato (Imagoeconomica).

Tra i quali possiamo annoverare Luigi Marattin con il suo Partito Liberaldemocratico e anche Carlo Calenda, leader di Azione che sembra procedere spedito verso la candidatura in solitaria alle elezioni del 2027, sentendosi incompatibile con entrambe le coalizioni.

Più che un centro è una diaspora: la moltiplicazione dei partitini libdem in vista delle Politiche
Adriana Pepe con Luigi Marattin (Imagoeconomica).

«Mi pare abbastanza chiaro che si andrà a votare ad aprile con cinque coalizioni. La destra, i fascisti putiniani, la sinistra, il centro europeista, i comunisti putiniani (D’Orsi, Di Battista, Basile etc)», ha scritto il leader di Azione su X, lanciando il «campo dei ‘volenterosi’»: «A inizio settembre costruiremo un incontro con TUTTE le forze che ruotano intorno all’area europeista: popolari, libdem, riformisti, socialisti liberali, per stabilire insieme le regole di ingaggio per un lavoro comune». In programma c’è una due giorni pubblica «per lanciare una mobilitazione in tutta Italia a partire dai 10 mila giovani incontrati nelle università e nelle iniziative fatte su tutto il territorio».

Più che un centro è una diaspora: la moltiplicazione dei partitini libdem in vista delle Politiche
Carlo Calenda (Imagoeconomica).

Della partita sarà Pina Picierno, che sta organizzando manifestazioni europeiste per il mese di settembre (tra il 10 e il 12 settembre ci sarà la seconda edizione della Conferenza di Ventotene per la libertà e la democrazia). Prima però sarà in piazza con Calenda a Caserta ed Ercolano (il 21 luglio). Nel frattempo Picierno cerca di dare una struttura al suo movimento, Spazio Pubblico, nato dopo la fuoriuscita dal Pd, e prova ad allargare il consenso: Adesso! Italia, movimento che punta «a far ripartire l’ascensore sociale» è appena entrato a far parte di SP.

Più che un centro è una diaspora: la moltiplicazione dei partitini libdem in vista delle Politiche
Pina Picierno (Imagoeconomica).

Le ambizioni da rammendatore di Ruffini

Poi c’è la solita +Europa di Riccardo Magi, dunque il movimento Più Uno di Ernesto Maria Ruffini, che ancora sembra ambire a fare da rammendatore – federatore a questo punto sembra troppo – delle anime dell’opposizione. «In un mondo che ci invita continuamente a sottrarci e fare finta di nulla, facciamo assieme un passo avanti», c’è scritto nel manifesto del movimento. «Perché bisogna tornare a credere nel futuro ed esserne responsabili. Nulla si costruisce in solitudine: è necessario riscoprire la forza di un progetto collettivo capace di unire, ispirare e cambiare».

Più che un centro è una diaspora: la moltiplicazione dei partitini libdem in vista delle Politiche
Ernesto Maria Ruffini (Imagoeconomica).

Più che un centro, è una diaspora

Sarà dura resistere alla retorica centrista da qui all’anno prossimo, quando tutti ci spiegheranno che il bipolarismo è una truffa, che non è vero che non c’è spazio al centro, anzi, arriverà da lì la vera novità del 2027. Eppure con la polarizzazione dello scontro sempre più feroce, non sembrano esserci grandi spazi per la sobrietà centrista. Non sarebbe stato meglio fare un bel partito unico di ispirazione riformista anziché disperdere il consenso in mille direzioni? Più che un centro politico, sembra una diaspora

Più che un centro è una diaspora: la moltiplicazione dei partitini libdem in vista delle Politiche
Più che un centro è una diaspora: la moltiplicazione dei partitini libdem in vista delle Politiche
Più che un centro è una diaspora: la moltiplicazione dei partitini libdem in vista delle Politiche
Più che un centro è una diaspora: la moltiplicazione dei partitini libdem in vista delle Politiche
Più che un centro è una diaspora: la moltiplicazione dei partitini libdem in vista delle Politiche
Più che un centro è una diaspora: la moltiplicazione dei partitini libdem in vista delle Politiche
Più che un centro è una diaspora: la moltiplicazione dei partitini libdem in vista delle Politiche
Più che un centro è una diaspora: la moltiplicazione dei partitini libdem in vista delle Politiche
Più che un centro è una diaspora: la moltiplicazione dei partitini libdem in vista delle Politiche

Appuntamenti: Stranimondi 2026: Ada Palmer e Jonáš Zbořil ospiti insieme a Walton e RJ Baker

Stranimondi 2026: Ada Palmer e Jonáš Zbořil ospiti insieme a Walton e RJ Baker

Altri due ospiti annunciati: Ada Palmer, storica e scrittrice, autrice del ciclo di fantascienza Terra Ignota finalista al premio Hugo come miglior serie, e Jonáš Zbořil, scrittore ceco, poeta e giornalista, è venuto recentemente alla ribalta nella narrativa col romanzo Flora.

Dopo gli annunci di RJ Baker e Jo Walton altri due ospiti sono stati presentati dal comitato organizzatore di Stranimondi 2026. Ada Palmer è storica e scrittrice, professoressa associata presso il Dipartimento di Storia dell'Università di Chicago, dove si occupa di storia del pensiero radicale, censura e ateismo dal Rinascimento all'età digitale. È autrice del ciclo di fantascienza Terra Ignota (quattro volumi, a partire da Too Like the Lightning), finalista al premio Hugo come miglior serie, e del saggio Inventing the Renaissance:... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Appuntamenti - 17 luglio 2026 - articolo di S*

Rai Way, una mancata fusione per far quadrare i conti dell’ad Rossi

Sono anni che in Italia si prova a creare un unico operatore per la gestione delle infrastrutture di trasmissione radiotelevisiva, ossia, in gergo, delle torri di trasmissione. E si è tentato in mille modi di integrare Rai Way con EI Towers. Prima con un’Opa lanciata da EI Towers su Rai Way nel 2015: «ci è stata stoppata dalla politica», ha spiegato qualche sera fa Pier Silvio Berlusconi, ceo del gruppo Mfe-Mediaset (azionista al 40 per cento di EI Towers). Poi con lunghissime trattative tra le parti, che però hanno portato a un nulla di fatto, con la rottura definitiva del tavolo il primo luglio 2026.

Di chi è la colpa dell’affare saltato?

Ufficialmente l’amministratore delegato della tivù di Stato, Giampaolo Rossi, ha dichiarato: «L’operazione di fusione di Rai Way con EI Towers non è andata in porto per dinamiche di negoziazione e di visioni strategiche diverse. Noi cercavamo un percorso industriale e strategico di lungo periodo. Ora ragioniamo solo sul consolidare industrialmente un’azienda che è un asset importante per la Rai e che sta anche diversificando il suo business».

Rai Way, una mancata fusione per far quadrare i conti dell’ad Rossi
L’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi (foto Ansa).

Mentre Berlusconi ha commentato: «Un’occasione mancata, era una grande opportunità. L’Italia resta il solo Paese in Europa senza un’unica rete di distribuzione. E, prevedo, adesso arriverà l’ennesimo operatore straniero che si porterà via un altro pezzo di Italia. Noi ci abbiamo provato in tutti i modi: prima con un’Opa, poi dialogando con pazienza. Ma le richieste di Rai Way ci hanno stoppato».

Rai Way, una mancata fusione per far quadrare i conti dell’ad Rossi
Pier Silvio Berlusconi, presidente e amministratore delegato di Mfe-Mediaset (foto Ansa).

In realtà la creazione di un unico player delle torri, al 50,1 per cento Rai, interessava di più a EI Towers: Mfe avrebbe trovato una collocazione a un asset, quello delle torri, non core, mentre il fondo F2i, che controlla il restante 60 per cento di EI Towers, avrebbe potuto monetizzare un investimento fatto nel 2018.

Rai Way, una mancata fusione per far quadrare i conti dell’ad Rossi
I ripetitori Rai di Corso Sempione a Milano (foto Imagoeconomica).

Il fatto è che, invece, alla Rai la diluizione di Rai Way in un altro soggetto conveniva poco, e il mercato ha avuto sentore della rottura già a inizio maggio: il titolo Rai Way, infatti, era trattato a 6,13 euro ad azione il 7 maggio, e da allora è crollato di circa il 25 per cento, a 4,6 euro.

Un gioiello di società che fa comodo

Giusto per ricordare un paio di numeri, Rai Way ha portato alla televisione pubblica dividendi per 59 milioni di euro nel 2025 e per 56,9 milioni di euro nel 2024. Rai ora controlla il 65 per cento di Rai Way (il resto è flottante trattato in Borsa), un gioiello di società che nel 2025 ha realizzato 282,8 milioni di ricavi (di cui 249,5 milioni versati da Rai) con un Ebitda di 191,8 milioni di euro e utili netti per 88,6 milioni.

Rai Way, una mancata fusione per far quadrare i conti dell’ad Rossi
Roberto Cecatto, ad di Rai Way (foto Imagoeconomica).

Insomma, Rai Way è determinante per i conti Rai e per la comunicazione dell’ad Rossi, che da settimane vanta un ritorno all’utile per il consolidato Rai. Però, come evidenziato dai documenti, il bilancio di esercizio 2025 in realtà si è chiuso con 21,1 milioni di euro di perdite. E il consolidato riesce invece a invertire la rotta con utili per 9,3 milioni di euro anche (e soprattutto) grazie all’utile di Rai Way e ai benefici fiscali del consolidamento.

C’era anche il rischio di legarsi mani e piedi al digitale terrestre

Quindi il management del broadcaster pubblico, dopo lunga e attenta riflessione, ha deciso che Rai Way può proseguire da sola: le sinergie con EI Towers erano ormai limitate (hanno entrambe un parco torri più che sufficiente); c’era un rischio sul fronte debiti, consolidando i 600 milioni di euro di indebitamento in dote a EI Towers; infine, Rai avrebbe dovuto legarsi mani e piedi al digitale terrestre, una tecnologia a forte rischio di diventare obsoleta nei prossimi anni.

Nordio avvia l’istruttoria per la concessione della grazia a Roggero

«Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia in favore di Mario Roggero». È quanto comunicato direttamente da Via Arenula in riferimento al caso del gioielliere 72enne di Gallo di Grinzane (Cuneo), che il 28 aprile 2021 uccise due rapinatori e ne ferì un terzo in seguito a un colpo nel suo negozio, per il quale ieri è arrivata dalla Cassazione la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere.

La mobilitazione del governo per la grazia

Per la grazia a Roggero si sono mobilitati diversi esponenti del centrodestra – che ha avviato una raccolta firme in parlamento – e anche del governo, da Matteo Salvini ad Antonio Tajani, fino a Guido Crosetto. Il segretario della Lega ha affermato sui social: «Un padre, un nonno, un marito e un lavoratore per una vita, che arriva a 72 anni per essere mandato in carcere perché ha reagito a un’aggressione, a un furto, a una rapina nel suo negozio, nel negozio di famiglia, con moglie e figlia presenti e a rischio. Ritengo ingiusta questa condanna».

Crosetto, invece, ha dichiarato: «La giurisprudenza che le leggi al punto di stravolgerle. Ha consentito di mandare in libertà dopo pochi anni anche assassini di servitori dello Stato, per questo ciò che è accaduto a Roggero è ingiusto, incomprensibile e anche difficile da accettare».

Futuro Nazionale, invece, aveva organizzato un sit-in davanti alla Corte di Cassazione, a Roma, in solidarietà a Roggero. Alla richiesta di grazia si è unito anche Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte. Roggero, nonostante gli annunci degli ultimi giorni, non si è ancora costituito.

Sondaggi politici, la Supermedia: Futuro Nazionale sale ancora

L’ultima Supermedia Agi/Youtrend, realizzata sulla base di cinque sondaggi sulle intenzioni di voto condotti realizzati dal 2 al 15 luglio da quattro istituti, evidenzia un nuovo balzo in avanti di Futuro Nazionale, che arriva al 6,5 per cento: +0,6 rispetto a due settimane fa. Continua invece a calare nel complesso la coalizione del governo, mai così in basso nei sondaggi dal momento dell’insediamento.

Sondaggi politici, la Supermedia: Futuro Nazionale sale ancora
Giorgia Meloni (Ansa).

Il campo largo avanti di oltre due punti sul centrodestra

Fratelli d’Italia è ancora largamente il principale partito del Paese, ma scende al 27 per cento (-0,6). Pur restando stabile al 21,3 per cento si avvicina dunque il Partito democratico. Il Movimento 5 stelle registra lo stesso calo dei meloniani e arretra al 12,8 per cento. Forza Italia sale all’8,1 per cento, guadagnando un quinto di punto. Si tratta dello stesso incremento di Alleanza Verdi e Sinistra, che al 6,5 per cento si vede però raggiunta da Futuro Nazionale. Prosegue il calo di consensi della Lega, ora data al 5,9 per cento (-0,3). Azione e Italia Viva sono in leggero aumento (+0,1), rispettivamente al 3,1 e 2,4 per cento. +Europa scende all’1,3 per cento (-0,2), mentre Noi Moderati sale all’1,2 per cento (+0,1). Per quanto riguarda le coalizioni, la Supermedia vede il campo largo (44,3 per cento) avanti di oltre due punti sul centrodestra (42,2 per cento), mai così in basso dalle Politiche del 2022.

Ponte Morandi: 12 anni per Castellucci, ex ceo di Autostrade per l’Italia

Sono arrivate le sentenze di primo grado per crollo del ponte Morandi di Genova, avvenuto il 14 agosto 2018 e costato la vita a 43 persone. Giovanni Castellucci, all’epoca amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, è stato condannato a 12 anni di carcere. Era il principale imputato nel processo: la Procura aveva chiesto 18 anni e 6 mesi.

Ponte Morandi: 12 anni per Castellucci, ex ceo di Autostrade per l’Italia
Il ponte Morandi dopo il crollo (Imagoeconomica).

Le condanne per gli altri imputati

Il tribunale di Genova ha inoltre condannato altri ex vertici di Autostrade per l’Italia, così come di Spea Engineering: le due società che avrebbero dovuto tenere sotto controllo lo stato di usura del ponte Morandi e commissionare interventi di manutenzione. Michele Donferri, ex capo delle manutenzioni di Aspi, è stato condannato a 11 anni di carcere (il pm aveva chiesto 15 anni e 6 mesi). Paolo Berti, ex direttore centrale operazioni di Autostrade per l’Italia, è stato condannato a 5 anni e 6 mesi (erano stati chiesti 12 anni e sei mesi). Stessa condanna per Antonino Galatà, all’epoca dei fatti amministratore delegato di Spea (il pm aveva chiesto 7 anni). È stato poi condannato a 5 anni di reclusione Mauro Coletta, ex direttore della vigilanza sulle concessioni autostradali del Ministero dei Trasporti.

Ponte Morandi: 12 anni per Castellucci, ex ceo di Autostrade per l’Italia
Abbraccio tra parenti delle vittime dopo la lettura della sentenza per il crollo del Ponte Morandi (Ansa).

Tutti gli imputati erano accusati di diversi reati, tra cui omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, crollo doloso, omissione d’atti d’ufficio, attentato alla sicurezza dei trasporti, falso e omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sui luoghi di lavoro. Le motivazioni della sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Genova verranno depositate entro sei mesi

Poste accelera su Tim, Labriola al capolinea: le pillole del giorno

Dopo l’ok della Consob all’offerta su Tim, Poste anticipa i tempi e lancia il periodo di adesione dal 20 luglio all’11 settembre. Si punta a raccogliere il 100 per cento delle azioni e procedere al delisting della società dalla Borsa. L’obiettivo minimo è il 66 per cento del capitale. Asati, associazione che rappresenta una parte dei piccoli azionisti Tim e da sempre vicina all’attuale management, secondo voci maliziose su input di qualche manager interno all’ex monopolista dei telefoni ha chiesto un rialzo del prezzo dell’offerta visto il valore attuale del titolo che però riflette la sinergia che si realizzerebbe tra Tim e Poste nel momento in cui Tim diventerà un’azienda di Poste. Va ricordato che questa è una operazione strategica per il Paese sponsorizzata dal governo e che darebbe un futuro solido a Tim. Nel momento in cui a settembre Poste presumibilmente prenderà il controllo totale di Tim, avvierà un repulisti del management attuale andando a cambiare sicuramente i vertici a partire dall’ad Pietro Labriola e la maggior parte delle prime linee come è comprensibile visto che da quel momento tutto ciò che accadrà in Tim sarà responsabilità di Poste.

Poste accelera su Tim, Labriola al capolinea: le pillole del giorno
L’ad di Tim Pietro Labriola (foto Imagoeconomica).

Centrodestra in fibrillazione pure sulla grazia a Roggero

Non solo la legge elettorale. In un centrodestra sempre più sfilacciato ormai ogni terreno è buono per piantare bandierine e scavalcare gli alleati o presunti tali. Anche sul caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato definitivamente a 14 anni e nove mesi per aver ucciso due rapinatori nel 2021, è partita la corsa tra Lega e Forza Italia per richiedere la grazia. Il primo è stato Matteo Salvini che si è appellato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Roggero, ha dichiarato il vicepremier, è «un padre, un nonno, un marito e un lavoratore per una vita, che arriva a 72 anni per essere mandato in carcere perché ha reagito a un’aggressione, a un furto, a una rapina nel suo negozio, nel negozio di famiglia, con moglie e figlia presenti e a rischio. Ritengo profondamente ingiusta questa condanna».

Il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari giovedì ha rincarato la dose annunciando una raccolta firme tra i parlamentari per sollecitare il ministro della Giustizia Carlo Nordio ad avviare un percorso per la grazia. «In una situazione come questa», ha aggiunto Molinari, «lo Stato deve dare un messaggio chiaro: lui è la vittima». Dall’altra parte della coalizione, si è mosso il governatore azzurro del Piemonte Alberto Cirio che ha depositato un ordine del giorno da discutere in Aula. «Mario Roggero è un cittadino piemontese, il Piemonte non lo lascia da solo ed è al fianco suo e della sua famiglia se vorranno avviare il percorso di richiesta della grazia», ha ricordato Cirio con toni meno barricaderi e più istituzionali, trovando sostegno immediato nel capogruppo leghista Fabrizio Ricca.

Poste accelera su Tim, Labriola al capolinea: le pillole del giorno
Alberto Cirio (Imagoeconomica).

I due sfidanti però sono stati superati da tempo a destrissima. Roggero infatti è ormai un cavallo di battaglia dei vannacciani. Lo scorso 28 giugno, sul palco del teatro comunale di Vicenza, il generale e Giuseppe Cruciani avevano addirittura indossato una t-shirt con la scritta “Siamo tutti Mario Roggero”. Il conduttore de La Zanzara in quell’occasione aveva poi lanciato l’idea di candidare il gioielliere con Fn alle prossime Politiche… da qui al voto sulla sicurezza se ne vedranno delle belle.

Poste accelera su Tim, Labriola al capolinea: le pillole del giorno
L’imprenditore Alberto Filippi, Giuseppe Cruciani e Roberto Vannacci a Vicenza (Ansa).

Casagit-Gemelli, accordo in alto mare

Panico tra i giornalisti romani, che hanno ricevuto una preoccupante mail: «Lo scorso 30 giugno è giunta a naturale scadenza la convenzione tra Casagit Salute e la Fondazione Policlinico Gemelli, che prevedeva l’erogazione di prestazioni sanitarie in forma diretta. Non avendo raggiunto un accordo sul costo delle prestazioni, che ci permettesse di tutelare anche economicamente i nostri soci, il confronto tra le parti prosegue». Urge dunque trovare un accordo. «Nel frattempo», continua la missiva, «saranno applicate in forma indiretta le medesime condizioni economiche previste dall’accordo scaduto: l’assistito anticiperà il pagamento e presenterà la fattura a Casagit Salute per ottenere il rimborso sulla base del nomenclatore tariffario. Nella città di Roma e nel Lazio sono presenti più di 40 altre strutture sanitarie convenzionate in forma diretta per i ricoveri». Sono tanti i giornalisti che nella Capitale usufruiscono dei servizi del Gemelli, c’è il rischio di vedere scene di proteste davanti alla sede Casagit…