Una Lexus LX 570 del 2020 costa 250 mila dollari. Per una Mercedes-Benz S450L e una Toyota Land Cruiser 300 del 2023 ne servono rispettivamente 190 e 145 mila. I prezzi dell’Amisan Automobile Technology Service Center sono salati. Non potrebbe essere altrimenti per il più importante concessionario di auto straniere di lusso in Corea del Nord. La risoluzione 2397 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite vieta infatti la vendita e il trasferimento di qualsiasi veicolo nel Paese governato da Kim Jong-un. Eppure nelle strade di Pyongyang è ormai comune imbattersi in macchine tedesche, giapponesi e cinesi. Il traffico, fino a qualche anno fa assente, è cresciuto fino a diventare un problema quotidiano. E trovare parcheggio è sempre più complicato.
Il boom delle auto in Corea del Nord
In Corea del Nord si è registrata un’impennata del numero di vetture in circolazione. Le immagini satellitari hanno immortalato ingorghi stradali, aree di sosta strapiene e infrastrutture di ricarica ai bordi delle strade. Il fiorente commercio nordcoreano delle auto è difficile da quantificare. Dal 2017 esportare auto oltre il 38esimo parallelo è (teoricamente) proibito dalle sanzioni dell’Onu e per questo non ci sono informazioni ufficiali disponibili. I dati doganali cinesi confermano tuttavia il boom dell’automotive del Regno Eremita. Nel 2025 Pechino ha inviato in Corea del Nord appena due veicoli, ma le esportazioni di prodotti per auto sono aumentate notevolmente rispetto ai livelli pre-pandemia: 193 mila pneumatici (+88 per cento), 136 mila specchietti retrovisori (+290 per cento), oltre a oli e grassi lubrificanti (+150 per cento).

La rivoluzione a quattro ruote di Kim
L’anno zero dell’automotive nordcoreano coincide con il 2017. Decisiva una modifica legislativa voluta da Kim per consentire ai cittadini di possedere vetture private, ancorando l’immatricolazione dei mezzi ad aziende o istituzioni. La seconda e ultima svolta è arrivata nel 2024, quando il governo ha ulteriormente rivisto le norme permettendo la registrazione dei veicoli direttamente a nome del proprietario, seppur con rigidi controlli sui redditi e forti limitazioni alla circolazione.

Quanto costano le auto e da dove arrivano
Gli intermediari cinesi acquistano le auto dai concessionari del Dragone, ne trasferiscono più volte la proprietà per rendere meno tracciabile la filiera e le fanno arrivare al confine, dove una rete di contrabbandieri provvede alla consegna finale in Corea del Nord. I prezzi delle vetture “normali” variano da 5 mila a 30 mila dollari. Quelle di lusso, che seguono triangolazioni più sofisticate, superano facilmente il tetto dei 100 mila dollari. Secondo Jung Chang-hyun, direttore del think tank Korean Peace and Economy Institute di Seul, il numero totale di auto private nel Paese potrebbe superare le 20 mila unità nel corso del prossimo anno.

Showroom, noleggi e controlli
L’automotive plasmato da Kim continua a prendere forma. Dal 19 al 28 giugno le autorità nordcoreane hanno organizzato a Pyongyang una grande esposizione di automobili, mostrando le nuovissime Zeekr 7X cinesi, oltre a diverse altre vetture di lusso di seconda mano. Gli addetti hanno accettato i preordini in attesa dell’imminente inizio delle vendite. I veicoli sarebbero già stati trasportati oltre confine da società commerciali legate all’Agenzia nazionale di intelligence, mentre il ministero della Sicurezza è stato incaricato di verificare la situazione finanziaria dei potenziali acquirenti. Sempre nella capitale è stato avviato un progetto pilota per noleggiare le auto. Il car sharing in Corea del Nord costa circa 100 dollari per 24 ore. Con eventuali costi aggiuntivi per chi voglia guidare nel resto del Paese.




































































