Incontro Tajani-Marina Berlusconi: i nodi ancora da sciogliere

Dunque, ci siamo. Dopo giorni di attesa, finalmente venerdì, all’ora di pranzo, presumibilmente nella residenza di corso Venezia, Marina Berlusconi e Antonio Tajani, alla presenza di Gianni Letta, discuteranno i nuovi assetti di Forza Italia dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia. E a sorpresa ci sarà anche Pier Silvio Berlusconi, che finora mai si era visto nei summit della sorella col segretario o con gli altri dirigenti forzisti. Un segnale di unità e compattezza della famiglia, con un sotto-testo indirizzato al titolare della Farnesina: i Berlusconi siamo noi e siamo noi che dettiamo la linea al partito. La resa dei conti tra famiglia e segretario pare dunque essere arrivata.

Incontro Tajani-Marina Berlusconi: i nodi ancora da sciogliere
Gianni Letta con Marina Berlusconi (Imagoeconomica).

Il futuro di Barelli, Costa in pole per sostituirlo alla Camera

Marina B. aveva colto al balzo il repulisti messo in pratica da Giorgia Meloni nei confronti di Andrea Delmastro, Giusi Bartolozzi e Daniela Santanchè, per avviare finalmente qualche cambiamento, come si è visto con la sostituzione di Maurizio Gasparri con Stefania Craxi alla presidenza dei senatori azzurri. Ma alla numero uno di Fininvest non basta. Tocca pure al capogruppo dei deputati, Paolo Barelli, fedelissimo di Tajani nonché suo consuocero, presidente della Federazione nuoto, abile nuotatore pure tra i marosi del Transatlantico. Oggi si deciderà per il cambio a Montecitorio: fuori Barelli, che dovrebbe (o vorrebbe) andare a fare il sottosegretario al Mimit di Adolfo Urso, ma è libera anche una casella alla Cultura, al posto di Gianmarco Mazzi, nominato ministro del Turismo. Per sostituirlo alla Camera si scalda invece Enrico Costa. Indietro e assai lontana l’ipotesi del deputato sardo Pietro Pittalis, considerato troppo vicino a Tajani. Nelle ultime ore è ricomparso anche il nome di Andrea Orsini, colui che scriveva i discorsi per il Cavaliere, ma è stato lui stesso a togliere l’ipotesi dal campo: «È una fervida fantasia».

Incontro Tajani-Marina Berlusconi: i nodi ancora da sciogliere
Enrico Costa (Imagoeconomica).

Le condizioni poste da Tajani a Marina B

All’incontro con Marina e Pier Silvio si arriva dopo una trattativa serrata, dove le parti hanno già interloquito tramite la mediazione di Letta, fiduciario dei Berlusconi nella Capitale, tornato finalmente al centro della scena dopo un periodo in cui era stato un po’ messo da parte. Dunque, Tajani ha accettato il doloroso cambio di Barelli, ma a condizione di non subire una disfatta totale, un’umiliazione difficile da digerire. Due le condizioni poste: Barelli deve entrare nella squadra di governo, promoveatur ut amoveatur, e alla guida dei deputati non dovrà andare un esponente della minoranza. Niente Giorgio Mulè, né Deborah Bergamini, per intenderci. Semaforo verde, invece, per Costa, pasdaran garantista, figlio dell’ex ministro della Sanità Raffaele Costa, nel cui ufficio del Partito Liberale muoveva i primi passi in politica un giovanissimo Tajani. Sembra dunque superata qualche perplessità sul deputato forzista a causa dei suoi passati passaggi nel Ncd di Angelino Alfano e in Azione di Carlo Calenda. Quella sul capogruppo, però, è stata la trattativa più dolorosa ma più semplice.

Incontro Tajani-Marina Berlusconi: i nodi ancora da sciogliere
Giorgio Mulè e Antonio Tajani (Imagoeconomica).

Resta da sciogliere il nodo dei congressi

Più complicato affrontare l’altro tema sul tavolo: i congressi. La minoranza vuole eliminare quelli locali, perché li reputa ostaggio dei signori delle tessere, tutti fedelissimi del segretario. Che così arriverebbe al congresso nazionale con una leadership blindata. Roberto Occhiuto, che avrebbe voluto sfidare Tajani, quando a dicembre ha capito l’antifona s’è subito defilato. Ora, però, la minoranza torna alla carica: niente assise locali e rinvio della kermesse nazionale dopo il voto politico del 2027, mentre il ministro degli Esteri avrebbe voluto tenerlo prima. «Tajani leader fino al voto, poi solo dopo faremo un vero congresso. Non dobbiamo diventare il partito delle tessere, Silvio Berlusconi non lo avrebbe mai voluto», ha dichiarato il governatore della Calabria al Foglio. Sul tema la trattativa sarà serrata: è possibile che Tajani accetti di rinviare il congresso nazionale al 2028, ma almeno qualche congresso locale lo vorrà celebrare. La questione divide anche il territorio: in Sardegna litigano Ugo Cappellacci (contro le assise) e Pittalis (a favore), mentre in Campania, Puglia e Piemonte salgono le voci di chi vorrebbe frenare. Poi c’è il caos in Sicilia, col segretario Marcello Caruso, uomo di Renato Schifani, sulla graticola, ma quell’Isola, visti i guai della Giunta, è un capitolo a parte.

Incontro Tajani-Marina Berlusconi: i nodi ancora da sciogliere
Antonio Tajani (Imagoeconomica).

Da Arcore, però, arriva l’alt: se si rinvia il congresso nazionale, non avrebbe alcun senso tenere le assise locali. E alla fine, forse, anche su questo punto il segretario sarà costretto a cedere. Insomma, serviva la sconfitta al referendum per far partire quel rinnovamento che i figli del Cavaliere chiedono da almeno un anno e mezzo e mai fin qui avevano ottenuto. Segno che non tutti i mali (la sconfitta referendaria) vengono per nuocere. Almeno per gli eredi di B.

Netanyahu annuncia negoziati diretti col Libano

Benjamin Netanyahu ha annunciato a sorpresa di aver «incaricato il governo di avviare al più presto negoziati diretti con il Libano». I colloqui, ha spiegato il premier israeliano, «si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche» tra Tel Aviv e Beirut. Netanyahu ha dunque accettato la richiesta ricevuta dal governo libanese, che il suo esecutivo aveva invece respinto a marzo. Il primo incontro, a livello di ambasciatori, dovrebbe avere luogo la prossima settimana a Washington, al Dipartimento di Stato. Bibi ha messo in chiaro che, nel frattempo, «non ci sarà alcuna tregua» con Hezbollah.

Netanyahu annuncia negoziati diretti col Libano
Benjamin Netanyahu e Donald Trump (Ansa).

Trump aveva chiesto a Netanyahu una de-escalation in Libano

Dopo i violenti raid dell’IDF su Beirut con centinaia di vittime, oltre alle varie cancellerie europee e ai governi di Mosca, Ankara e Islamabad, anche Donald Trump aveva chiesto a Netanyahu una de-escalation in Libano di ridurre gli attacchi in Libano per garantire il successo dei negoziati in Pakistan tra Usa e Iran. In vista dei colloqui, Teheran ha condannato gli attacchi israeliani su Beirut, chiedendo di confermare l’inclusione del Libano nell’accordo di cessate il fuoco. «Continueremo a colpire Hezbollah con forza e determinazione, ovunque sarà necessario», aveva scritto Bibi. Resta da capire quale accordo possa essere raggiunto tra Israele e il Libano. Tel Aviv non ha mai mostrato interesse per colloqui con Beirut che non coinvolgessero anche Hezbollah. E l’organizzazione antisionista ha sempre affermato di non voler negoziare con lo Stato ebraico, soprattutto se sotto attacco.

LEGGI ANCHE: Davvero Trump e gli Usa possono fidarsi del Pakistan?

Stefano Gabbana lascia la presidenza di D&G

Stefano Gabbana ha lasciato la presidenza di D&G, assunta da Alfonso Dolce (fratello di Domenico, già ceo del marchio). Lo riporta l’agenzia Bloomberg, secondo cui il gruppo, alle prese con il rallentamento del lusso, si prepara a negoziare con le banche una ristrutturazione di circa 450 milioni di euro di debito, con la richiesta di nuovi fondi fino a 150 milioni. Sul tavolo, sempre secondo Bloomberg, anche la possibile cessione di asset immobiliari e il rinnovo di licenze per rafforzare la liquidità. Gabbana starebbe vagliando diverse ipotesi su come gestire la sua partecipazione, pari al 40 per cento, nel capitale sociale della maison. Tra queste ci potrebbe essere anche la cessione della sua quota. Ne possiede una equivalente anche Domenico Dolce, mentre la restante percentuale del capitale è ripartita tra i fratelli Dolce.

I socialisti scelgono la continuità con De Luca

di Erika Noschese

Il dado è tratto. In una Salerno che già respira l’aria elettrica della competizione elettorale per le Amministrative 2026, il Partito Socialista Italiano ha sciolto le riserve, confermando la sua collocazione naturale e storica. Ieri, presso il Saint Joseph Resort, in occasione dell’evento “Salerno Progetta, Avanti Salerno”, il segretario nazionale del PSI e assessore regionale al Turismo, Enzo Maraio, ha sancito ufficialmente il sostegno del Garofano alla candidatura a sindaco di Vincenzo De Luca. Non è stata una semplice kermesse elettorale, ma un’operazione di “orgoglio e prospettiva”, come l’ha definita lo stesso Maraio, tesa a ribadire che, sebbene il “campo largo” a Salerno sia rimasto un cantiere incompiuto, l’identità socialista resta il perno di una coalizione che punta sulla stabilità e sul rinnovamento dei progetti. L’analisi di Maraio parte da un dato politico ineludibile: la frammentazione del fronte progressista. Nonostante i tentativi di mediazione, il centrosinistra si presenterà al voto diviso, una responsabilità che il leader socialista non intende però accollarsi. “A Salerno avevamo auspicato l’unità del centrosinistra. Non è andata così e non è dipeso da noi”, ha esordito ieri Maraio, sottolineando come la scelta di campo del PSI sia figlia di una coerenza che dura da decenni. “I socialisti, allora, hanno deciso di essere dove sono dagli anni ’90, in verità già dagli anni ’80 con le giunte laiche e di sinistra. Chi, negli ultimi anni, ha fatto opposizione ha deciso, legittimamente, di continuare a farlo. Sono scelte tutte coerenti”. Per Maraio, la decisione di convergere su De Luca non è un ripiego, ma una scelta programmatica maturata dopo settimane di confronto interno. “In coerenza con la nostra posizione storica che ci vede dagli anni ’80 e ’90 nelle giunte laiche e di sinistra, abbiamo deciso alla fine come partito di convergere sulla candidatura di Vincenzo De Luca, al quale abbiamo consegnato proprio ieri le nostre proposte”, ha spiegato il segretario. Il fulcro della giornata di ieri è stato il lancio della piattaforma programmatica “Salerno Progetta – Avanti Salerno”. Un titolo che evoca il passato riformista della città, ma che vuole declinarsi nelle sfide della modernità e della transizione ecologica e turistica. “Lanciamo oggi ‘Salerno Progetta – Avanti Salerno’: un progetto che affonda le radici nella nostra storia ma che guarda con decisione al futuro”, ha dichiarato Maraio con forza. “Non è un semplice richiamo al passato, ma il rilancio di un percorso che già allora contribuì ad avviare il cambiamento della città. Con le nostre idee di oggi continuiamo a farlo per la Salerno di domani”. Il segretario ha poi spiegato come l’obiettivo sia quello di rianimare il dibattito cittadino su basi concrete: “Abbiamo l’idea, rispolverata dal nostro passato glorioso, di confrontarci in un ragionamento avviato da settimane sui temi e sul futuro di Salerno, stabilendo quali priorità dare al nostro programma elettorale, i punti programmatici che metteremo a disposizione della nostra coalizione”. Entrando nel merito dei contenuti, Maraio – forte anche della sua delega regionale al Turismo – ha tracciato una rotta chiara per lo sviluppo economico della città. Il mare non deve essere solo uno sfondo per le passeggiate sul lungomare, ma il cuore pulsante di una nuova economia. “In particolare lanciamo e partiamo dall’idea di fare di Salerno una capitale del mare”, ha sottolineato il segretario del PSI. “Vogliamo valorizzare quella risorsa in una città che di mare deve e può vivere, se costruisce una svolta del turismo e un incentivo al settore che deve essere forte e spinto. Poi abbiamo parlato di giovani, ovviamente di strutture sportive e di tanti altri temi che riguardano Salerno e quello che vogliamo fare nei prossimi anni”. La novità politica più rilevante riguarda la composizione della lista “Avanti Salerno PSI”. Non si tratterà di un contenitore puramente identitario, ma di una proposta aperta a diverse sensibilità laiche e liberaldemocratiche, con l’obiettivo di intercettare quel voto d’opinione che non si riconosce nei partiti maggiori. “Abbiamo definito e sottoscritto un accordo di programma sulle priorità per Salerno”, ha rivelato Maraio. “Il Partito Socialista sarà protagonista con una lista che stiamo allestendo e che sta registrando un grande consenso di uomini, donne, giovani; un’effervescenza importante, rappresentativa non solo dei territori della città, ma anche di esperienze politiche diverse. Nella nostra lista ospitiamo alcuni candidati del Partito Repubblicano e alcuni che hanno la tessera di Più Europa. Credo che ‘Avanti Salerno PSI’ ancora una volta possa candidarsi ad essere la lista sorpresa della prossima campagna elettorale”. Incalzato sulla scelta del Partito Democratico di non presentare il proprio simbolo a Salerno – una tradizione ormai consolidata all’ombra del Castello di Arechi – Maraio ha ribadito che ogni forza politica ha agito secondo logiche di continuità storica. “Ecco, dicevo, sono andati tutti in coerenza con la propria storia. Il PD non ha mai presentato il simbolo e continua a non presentarlo. Gli altri che erano all’opposizione di Vincenzo De Luca hanno deciso di restare all’opposizione; noi che siamo stati alleati di maggioranza abbiamo deciso di restare nella maggioranza in continuità con il lavoro fatto”. Tuttavia, Maraio non ha nascosto una punta di rammarico per la mancata riproposizione del modello unitario che ha premiato il centrosinistra in altre realtà campane. “Oggi l’obiettivo è tener conto che questa nostra collocazione è un modo per confermare che c’è un pluralismo all’interno del centrosinistra. C’è bisogno di fare ogni sforzo utile per tenere il campo largo insieme perché le sfide sono importanti. Noi ricordiamo che veniamo da una straordinaria vittoria alle regionali che ha portato all’elezione del presidente Roberto Fico e veniamo da una regione nella quale il sindaco Manfredi a Napoli dimostra di saper governare con il campo largo e tutti insieme”. L’orizzonte di Maraio, però, non si ferma ai confini cittadini di Salerno. La battaglia locale è vista come un tassello fondamentale di un mosaico nazionale dove il centrosinistra è chiamato a costruire un’alternativa credibile al governo Meloni. “Interpretiamo la battaglia di Salerno con lo spirito di sempre. Per noi non si tratta di dividere il centrosinistra, ma di raccontare che il centrosinistra ha più sensibilità. Affrontiamo questa fase con lo spirito che ci ha sempre contraddistinto: non alimentare divisioni, ma dare voce al pluralismo che vive dentro la coalizione”. In chiusura, un monito ai partner (e agli avversari) di coalizione affinché non si perdano di vista le priorità strategiche: “Bisogna maturare questa esperienza e portarla sempre di più nei territori. Qui a Salerno è evidente che c’è stato più di qualche problema di dialogo, ma mi auguro che non perdiamo di vista l’obiettivo principale: contrastare un governo di centrodestra nazionale che è sempre meno all’altezza del ruolo e compattare le anime del centrosinistra che, come capita in alcune ipotesi, non riescono ad andare insieme e a fare sintesi”. La campagna elettorale è ufficialmente partita. Con il posizionamento dei socialisti, la coalizione a sostegno di Vincenzo De Luca acquista un pezzo di storia politica salernitana, puntando a dimostrare che l’innovazione può camminare di pari passo con la tradizione laica e riformista.

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Sciolto il nodo Leonardo: tutte le nomine del Mef

Habemus nomine. Dopo settimane turbolente, il governo ha sciolto le riserve sui vertici di Leonardo, Eni, Enav ed Enel. Ora manca solo Terna, ma pare sia questione di giorni. Dopo la conferma a Poste di Matteo Del Fante nel ruolo di ad e Silvia Rovere in quello di presidente, gli alleati della maggioranza hanno così trovato la quadra.

Leonardo: Lorenzo Mariani al posto di Roberto Cingolani

Partiamo da Leonardo, dove Giorgia Meloni ha voluto sostituire sia il capo azienda sia il presidente. Al posto di Roberto Cingolani, arriva Lorenzo Mariani, manager di lungo corso e condirettore del gruppo di Piazza Monte Grappa nonché capo della costola italiana di Mbda, il consorzio europeo che produce missili.

Sciolto il nodo Leonardo: tutte le nomine del Mef
Da sinistra Stefano Pontecorvo, Roberto Cingolani e Lorenzo Mariani (Imagoeconomica).

Mentre la poltrona di presidente passa da Stefano Pontecorvo a Francesco Macrì, consigliere d’amministrazione del colosso della Difesa dal 2023, in quota FdI.

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Francesco Macrì (Imagoeconomica).

Eni: confermato Descalzi, alla presidenza arriva Giuseppina Di Foggia

In Eni resta saldo per il quinto mandato consecutivo l’ad Claudio Descalzi mentre alla presidenza – al posto del generale della GdF Giuseppe Zafarana, arriva da Terna Giuseppina Di Foggia. L’ipotesi Andrea De Gennaro era sfumata dopo che il governo, con un emendamento al decreto Sicurezza, ha prorogato il suo incarico alla guida delle Fiamme Gialle di sei mesi, fino al 31 dicembre 2026. A quel punto sembrava che la favorita fosse Elisabetta Belloni, battuta però da Di Foggia.

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Giuseppina Di Foggia (Imagoeconomica).

Terna verso Pasqualino Monti ad e Stefano Cuzzilla presidente

A Terna, Di Foggia dovrebbe lasciare il posto a Pasqualino Monti, attuale ad di Enav, dato in quota FdI, che a sua volta cederebbe la poltrona di Ceo dell’Ente Nazionale per l’Assistenza al Volo a Igor De Biasio, presidente di Terna di area leghista. Alla presidenza di Terna invece dovrebbe andare Stefano Cuzzilla, vicino a Forza Italia, mentre in quella di Enav è stato designato l’attuale presidente di Ita Airways Sandro Pappalardo (vicino a FdI).

Sciolto il nodo Leonardo: tutte le nomine del Mef
Pasqualino Monti (Imagoeconomica).

Enel: confermati Cattaneo e Scaroni

Nessun cambiamento ai vertici di Enel: restano al loro posto sia l’ad Flavio Cattaneo sia il presidente Paolo Scaroni (quota FI). Nel cda entra però Alessandro Monteduro, capo di gabinetto di Alfredo Mantovano.

Sciolto il nodo Leonardo: tutte le nomine del Mef
Paolo Scaroni e Flavio Cattaneo (Ansa).

L’ultimo saluto commosso a Dino Della Calce

di Enzo Sica

La sua prematura scomparsa ha lasciato tutti basiti anche perchè Dino Della Calce, mister Dino come veniva affettuosamente chiamato è stato il precursore di tanti giovani che si sono affacciati al mondo del calcio e che da lui hanno avuto consigli utili per poter continuare questo sport. E quando ha avuto quel malore improvviso che è stata la causa della sua dipartita nessuno se lo sarebbe mai aspettato. Invece la vita è così e l’addio di Dino, purtroppo, c’è stato tra lo sgomento dei suoi familiari ma anche di moltissimi colleghi, di dirigenti di società, della Salernitana visto che allenava le women giovani promesse di 15 anni e anche degli amici della società dilettantistica del Centro Storico dove praticamente iniziò il suo percorso da tecnico e nelle cui fila gioca il figlio Alessandro ma anche di Olevanese e Giffonese che sono state altre società nelle quali ha dato il suo contributo importante da tecnico. Ecco questo era Dino, persona schiva, di grande spessore, che amava il calcio e al quale si dedicava anima e corpo, dopo aver svolto il suo lavoro quotidiano. Il suo ricordo nelle belle parole del parroco officiante ieri mattina nella chiesa Santa Maria Madre della Chiesa di Torrione Alto al suo funerale tra la commozione di tantissime persone presenti che hanno voluto testimoniare ancora una volta alla compagna di Dino, Mina Alfano, al figlio Alessandro, al fratello Renato, alle sorelle Marianna e Donatella, ai nipoti e parenti tutti le espressioni del loro grande affetto, .Un affetto che si percepiva anche dai volti delle ragazze della squadra under 15 women della Salernitana, quella squadra che Dino allena da poco e che hanno voluto dedicare al loro <mister Dino> uno striscione apposto vicino al cancello della chiesa di Torrione Alto con la sua foto e uno struggente ma sentito ricordo del loro tecnico. Ma anche il ricordo di Dino nelle parole del nipotino che al termine della cerimonia funebre è stato qualcosa di indimenticabile. Tanti i presenti, dicevamo, al funerale ( con la Salernitana che aveva già ricordato Dino appena scomparso con una nota di cordoglio) ieri mattina con l’amministratore delegato della società granata Umberto Pagano, i calciatori di prima squadra Matino, De Boer, Tascone, Molina, il segretario Christian Romanazzi, il direttore area operativa Lucio Mancino, la segretaria agonistica Gabriella Borgia, il team manager Giuseppe Matarazzo, il responsabile del settore giovanile Cristoforo Barbato, il responsabile del settore femminile Luigi Genovese, l’addetto stampa Alfonso Avagliano con delegazioni di tutte le formazioni women dalla prima squadra alle più piccole. Un omaggio dovuto per un saluto sincero ad Alfredo Della Calce, mister Dino che come ha detto Enzo Autuori del Centro Storico sarà ricordato come una grande e bella persona che ha fatto gran parte del suo percorso di tecnico nella seconda squadra della nostra città. Altre testimonianze di affetto alla famiglia Della Calce per la scomparsa di Dino dalla Lazio e in particolare dal direttore Angelo Fabiani visto che Dino era diventato osservatore proprio per volere del direttore sportivo laziale e con il quale aveva stretto una grande e bella amicizia che si era consolidata nel tempo perchè dal 2015 al 2022 Dino Della Calce aveva allenato le formazioni granata giovanili. Un lungo e sincero applauso al termine della cerimonia funebre da parte dei presenti prima che il feretro fosse trasportato al Cimitero per la sepoltura.

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Geografi ed enti al capezzale della città

«Spazi contesi e ingiustizie sociali. La pratica del territorio per una geografia civica e attiva» è il titolo del talk organizzato a Salerno nell’ambito della “Notte della Geografia”. L’evento, in programma questa mattina alle 9 presso lo storico palazzo Fruscione (Vicolo Adelberga, 19), con il patrocinio del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Salerno (DipSUm), dell’Osservatorio degli Spazi Amministrativi Italiani e Internazionali (O.S.A.I.I.), dell’Associazione Tempi Moderni e con la partnership del magazine RQ-Resistenze Quotidiane, rientra nell’ambito delle iniziative europee della X edizione di Geonight, promossa da EUGEO (European Association of Geographical Societis) e IGU (International Geographical Union). II fil rouge dell’incontro è lo spazio che attraversiamo ogni giorno, non semplicemente uno sfondo neutro, ma un riflesso vivido delle scelte politiche, economiche e sociali che plasmano la nostra convivenza. In occasione della Notte della Geografia, questo incontro invita i cittadini a svelare la «natura politica» dei nostri luoghi: perché un confine unisce o divide? Come può un quartiere favorire l’inclusione anziché la resistenza? Riflettere sull’organizzazione dello spazio oggi significa, innanzitutto, rafforzare la consapevolezza civica. Comprendere che gestire una risorsa, dare un nome a una strada o riqualificare un quartiere sono atti simbolici permette a ogni cittadino di passare dall’essere uno spettatore passivo a un protagonista consapevole nel proprio territorio. Per questo motivo, l’evento promuove un dialogo diretto e interconnesso tra i protagonisti della trasformazione territoriale: dal mondo accademico, chiamato a fornire interpretazioni e strumenti di analisi scientifica, ai decisori politici, responsabili delle scelte strategiche e della visione futura, agli attori sociali e culturali, che animano lo spazio dando voce alle questioni di identità e coesione. Dai vicoli di Salerno ai confini della terra: mettiamo a confronto storie reali e grandi sfide globali per capire come riappropriarci dello spazio in cui viviamo. Non una lezione, ma un laboratorio di cittadinanza aperto per costruire insieme una città senza barriere fisiche e socioculturali. L’obiettivo è trasformare il potenziale conflitto in un progetto condiviso, in cui la geografia diventa il linguaggio comune per costruire una comunità più equa, resiliente e partecipativa. L’intensa mattinata di confronto – moderata da Andrea Manzi, Coordinatore del magazine RQ-Resistenze Quotidiane – sarà aperta dai saluti istituzionali di Carmine Pinto, direttore del DipSUm, e proseguirà con gli interventi di Luca Trapanese, vicepresidente del Consiglio regionale della Campania; Elena Dell’Agnese, docente dell’Università degli studi Milano-Bicocca; Massimiliano Amato, condirettore della rivista “Critica Sociale”; Alfonso Amendola, Pierluigi De Felice e Silvia Siniscalchi, docenti dell’Università degli Studi di Salerno; Massimo Cingotti e Barbara Ruggiero, dottorandi del DipSUm. Le conclusioni saranno affidate a Teresa Amodio, docente dell’Università degli Studi di Salerno.

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Oggi confronto De Luca-Josi

“Diritti umani: la solitudine del potere e la crisi della democrazia” è il titolo dell’incontro-dibattito che si svolgerà oggi, alle 17,30, presso il Salone dei Marmi del Palazzo di Città (Salerno). A promuoverlo l’Associazione Vitattiva, presieduta dall’avvocato Anna Ferrazzano, nell’ambito delle proprie attività di promozione e diffusione della cultura e della partecipazione attiva alla vita democratica. Si tratta di un incontro-dibattito che tende ad inquadrare da vicino le dinamiche sociopolitiche della nostra quotidianità, in un momento particolarmente difficile dei rapporti internazionali, degli equilibri istituzionali e della sfiducia di gran parte della società verso il potere di mediazione e di proposta della politica. Il tema investe, infatti, più piani di riflessione e di dibattito, dal quadro internazionale funestato da guerre e dall’emersione di una nuova drammatica povertà alle risposte non sempre soddisfacenti del potere, che accusa una solitudine a tratti drammatica e paralizzante, fino alla tenuta della democrazia, che finisce per essere ostaggio di problemi davvero gravissimi. Problemi che allontanano inesorabilmente i cittadini dalla partecipazione alle vicende sociali e istituzionali e creano pericolosi gap sulla cittadinanza attiva. Di questi temi, riassunti dal titolo dell’incontro, che fonde appunti la sacralità dei diritti umani con la solitudine a tratti preoccupante del potere che si riflette sulla tenuta degli assetti democratici, parleranno il giornalista, scrittore e manager della comunicazione Luca Josi e l’onorevole Vincenzo De Luca, già sindaco di Salerno, parlamentare, viceministro e presidente della Regione Campania. Due voci autorevoli e geograficamente distanti: una interprete delle esigenze e delle attese del Sud, l’altra che ha maturato esperienze professionali e politiche lontane dal Mezzogiorno d’Italia. Introdurrà i lavori l’avvocata Anna Ferrazzano, presidente dell’Associazione Vitattiva, che con questa iniziativa inaugura il nuovo corso del sodalizio, tenuto a battesimo circa dieci anni fa dal filosofo Aldo Masullo, che ne condivise le finalità culturali, sostenendolo con passione e amicizia. «Con l’incontro-dibattito tra Josi e De Luca – dice Anna Ferrazzano – inauguriamo il nuovo corso della nostra Associazione, che si articolerà, già dalla tarda primavera, in iniziative di taglio culturale e sociale tendenti ad analizzare i temi di fondo della nostra convivenza e il rapporto tra la cittadinanza e i livelli istituzionali e politici. Una riflessione che tende a promuovere una generale attenzione critica sui destini delle nostre comunità affinché nessuno sia più spettatore passivo del territorio e della comunità in cui si vive».

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Aliberti a Granatissimi: Iervolino resti

«Oggi per Salerno e per la Salernitana auspico che Iervolino ci ripensi perché una figura migliore è difficile da trovare, sia per caratteristiche caratteriali che per qualità imprenditoriali». E’ quanto ha dichiarato Aniello Aliberti, ex presidente della Salernitana, intervenendo nel corso della trasmissione “Granatissimi“, in onda su Ottochannel canale 16.

 

«Io sono convinto – ha aggiunto l’imprenditore vesuviano – che Iervolino il calcio gliel’hanno fatto vivere male e adesso gli sembra una cosa di fastidio. Non gli hanno fatto assaporare Salerno, la Salernitana, il cuore dei tifosi, la bellezza di tutto il sistema. Non gliel’hanno fatto capire, gli hanno fatto vedere un altro calcio e vivere solo le amarezze.  Gli hanno fatto spendere 150 milioni ma senza viverla bene. Salerno con lui poteva essere la Como del Sud».

Sul momento sportivo: «Secondo me direttore sportivo e allenatore andrebbero sostituiti. Non ho nulla contro le persone ma parlano i risultati. Raffaele è stato esonerato con una squadra seconda e ora la Salernitana si trova quinta, c’è una responsabilità tecnica che non può essere sottaciuta. 

Credo sia stato commesso un errore tecnico nella sostituzione dell’allenatore. Si arrivava ai play-off con Raffaele e si dava la possibilità di giocarsela. Invece si è andati all’indietro e adesso la Salernitana è una squadra mentalmente piatta».

Sull’amicizia con Andrea Langella, Aliberti ha chiarito: «Andrea è mio compaesano, so che è lontano dal calcio, ci ho parlato non moltissimo tempo fa. Non credo che sia interessato alla Salernitana. Sta depurando il suo spirito. La Salernitana è un impegno economico importantissimo se lo devi fare seriamente, non è per tutti».

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Televisione: La seconda stagione di Dark Matter arriver&agrave; su Apple TV quest’estate

La seconda stagione di Dark Matter arriverà su Apple TV quest'estate

La storia si svilupperà oltre il romanzo di Blake Crouch da cui è tratta la prima stagione

Dark Matter, la serie di Apple TV+ che adatta l'omonimo romanzo di Blake Crouch, torna con una seconda stagione che va oltre gli eventi narrati dall'autore nel 2016. Dalle prime immagine pubblicate da Apple sappiamo che i nuovi episodi, in arrivo sulla piattaforma di streaming a partire da venerdì 28 agosto 2026, vedranno il ritorno di Joel Edgerton nei panni del protagonista Jason Dessen insieme a Jennifer Connelly (Daniela), Alice Braga (Amanda) e Jimmi Simpson (Ryan), mentre Crouch resta nel progetto come produttore esecutivo e  sceneggiatore insieme a Jacquelyn Ben-Zekry,... - Leggi l'articolo

 

SERIE TV - Televisione - 10 aprile 2026 - articolo di Angela Bernardoni

Editoria: La porta sull’estate si apre con meno di otto euro

La porta sull'estate si apre con meno di otto euro

Incluso dai lettori di Locus tra i migliori romanzi di fantascienza di tutti i tempi, torna in libreria a un prezzo d'occasione un classico di Robert Heinlein.

Quando la moglie di Robert Heinlein vide che il loro gatto era riluttante a uscire di casa, disse "sta cercando una porta sull'estate". Lo scrittore rimase folgorato da questa uscita e si mise alla macchina per scrivere. Si rialzò tredici giorni dopo con un romanzo pronto per la pubblicazione. Pubblicato a puntate su Fantasy And Science Fiction nel 1956, uscì in volume rilegato l'anno dopo. In Italia è stato pubblicato per la prima volta su Urania nel 1959 e poi in svariate altre edizioni; ora esce in Urania Miti, con la traduzione di Annarita Guarnieri, a soli... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 10 aprile 2026 - articolo di S*

Podcast: Reading Wildlife celebra il centesimo episodio con un evento a Parma

Reading Wildlife celebra il centesimo episodio con un evento a Parma

Un Q&A dedicato alla fantascienza verrà registrato dal vivo alla Libreria Dragonfly

Reading Wildlife, podcast dedicato alla letteratura fantastica nato nel 2021 e prodotto dal Wildlife Culture Collective, festeggia il suo centesimo episodio con un evento dal vivo. Angela Bernardoni e Andrea Viscusi, co-host del podcast, registreranno il loro primo episodio a tre cifre dalla libreria Dragonfly di Parma (Strada N. Bixio, 41c) rispondendo alle domande del pubblico e parlando dei loro due saggi Fantascienza. Storia delle storie del futuro (Armillaria, 2024) e Anatomia della fantascienza (Lumien, 2025).  Alla registrazione del podcast e al firmacopie seguiranno lo... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Podcast - 10 aprile 2026 - articolo di Redazione

De Luca a Salerno senza simbolo Pd, ‘si rispetta la tradizione’

Vincenzo De Luca correrà a Salerno alle prossime comunali del 24 e 25 maggio senza il simbolo del Pd, puntando alla quinta candidatura da sindaco dopo l’uscita di scena a Palazzo Santa Lucia. Il partito, guidato in Campania dal figlio Piero, glielo ha negato per non far saltare gli equilibri del campo largo che ha vinto alle ultime regionali con il pentastellato Roberto Fico. Contro l’ex governatore campano altri tre candidati, compreso l’aspirante sindaco di M5s e Avs Franco Massimo Lanocita. Piero De Luca getta acqua sul fuoco: “Da sempre a Salerno alle elezioni amministrative ci sono liste di programma che includono la lista Progressisti per Salerno, con all’interno esperienze democratiche, progressiste, riformiste, moderate e popolari – dice ai giornalisti a Napoli a margine dell’iniziativa dem Industria 26 – Continueremo nel solco della tradizione amministrativa di questi anni anche li a Salerno. Per il resto – spiega -, in tutta la regione stiamo facendo un lavoro importante con candidati solidi, candidati radicati e sono convinto che alla fine avremo un quadro che consentirà di dare un ulteriore slancio a quanto avviato dalle ultime elezioni regionali e confermato poi con l’ultimo referendum in cui la Campania è stata la prima regione d’Italia per il No, a difesa della Costituzione, dell’idea di un paese coeso che sia attento alle fasce più fragili della nostra popolazione e allo sviluppo economico”.
 A proposito del mancato simbolo a Salerno, parla di continuità con il passato anche l’ex ministro dem Andrea Orlando, che ha coordinato l’evento del partito nel capoluogo partenopeo: le tradizioni, risponde alle sollecitazioni dei cronisti, “vanno sempre rispettate, come il Natale, come la Pasqua. E quindi, anche in questo caso, vanno rispettate”. Replica secca ai giornalista da parte del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi: “Non c’è il simbolo? Evidentemente non serviva”

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Campagna ricorda i carabinieri Pastore e Ferraro

Nella mattinata di ieri, a Campagna, si è svolta una sentita e partecipata cerimonia di commemorazione in occasione del secondo anniversario della scomparsa del Maresciallo Ordinario Francesco Pastore e del Carabiniere Scelto Francesco Ferraro, tragicamente deceduti il 6 aprile 2024 mentre erano impegnati nello svolgimento del loro servizio presso la Stazione dei Carabinieri di Campagna. Un evento doloroso che ha profondamente segnato la comunità locale e l’intera Arma, lasciando un ricordo indelebile del loro senso del dovere e della loro dedizione al servizio dello Stato. La cerimonia ha avuto inizio presso la Basilica di Santa Maria della Pace, dove si è tenuta la celebrazione della Santa Messa in suffragio dei militari scomparsi. Il rito religioso è stato officiato dal parroco Don Roberto Pimonte, affiancato dal Capo Servizio Assistenza Spirituale del Comando Legione Carabinieri “Campania”, Don Carlo Lamelza. Durante l’omelia sono stati ricordati i valori di coraggio, altruismo e spirito di sacrificio che hanno contraddistinto l’operato dei due carabinieri, sottolineando il legame profondo tra le Forze dell’Ordine e la comunità che esse sono chiamate a proteggere. Al termine della funzione religiosa, la commemorazione è proseguita all’aperto con un momento di raccoglimento particolarmente intenso: la deposizione di una composizione floreale ai piedi della stele in marmo collocata nell’area verde dedicata alla memoria dei due militari e di Cosimo Filantropia, anch’egli vittima del tragico evento. Il silenzio rispettoso dei presenti ha accompagnato questo gesto simbolico, carico di significato e partecipazione emotiva. A conclusione della cerimonia ha preso la parola il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Salerno, Colonnello Filippo Melchiorre, che ha espresso parole di profonda gratitudine per la calorosa e numerosa partecipazione di cittadini, autorità civili e militari. Nel suo intervento ha evidenziato come la vicinanza dimostrata dalla comunità rappresenti un segno tangibile dell’affetto e della stima nei confronti dell’Arma dei Carabinieri. Ha quindi rivolto un pensiero commosso ai familiari dei caduti, sottolineandone la straordinaria dignità e la forza con cui affrontano quotidianamente il dolore per una perdita così grande. Alla cerimonia hanno preso parte, oltre ai familiari delle vittime, numerose autorità locali, rappresentanti delle istituzioni e un’ampia partecipazione di cittadini, a testimonianza di un ricordo ancora vivo e condiviso. Presenti anche delegazioni territoriali dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dell’Associazione Nazionale Forestali, che con la loro partecipazione hanno voluto rendere omaggio ai colleghi caduti e rinnovare il legame di solidarietà e appartenenza che unisce chi ha servito e continua a servire il Paese in uniforme. L’intera giornata si è svolta in un clima di profondo rispetto e commozione, confermando quanto il sacrificio dei due militari continui a vivere nella memoria collettiva e nel cuore della comunità.

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Salerno. L’Udc appoggia Zambrano

 

“La coalizione di Centro che sostiene il candidato a sindaco di Salerno Armando Zambrano, ha ricevuto l’adesione dell’Udc e ringrazia per questo il presidente nazionale dell’Unione dei Democratici Cristiani e di Centro Lorenzo Cesa e il segretario cittadino Mario Polichetti”. Ad annunciarlo, in una nota, la compagine che sostiene la candidatura del decano degli ingegneri salernitani.

L’Udc si aggiunge dunque ad Azione/Oltre, Base Popolare, Casa Riformista Italia Viva, Noi di Centro, Forza Salerno, Ora!, Partito Liberaldemocratico, Popolari e Moderati, movimento civico Ali per la città, per un comune e proficuo lavoro che punti a ottenere tutti gli obiettivi della coalizione indicati nel programma elettorale.

Il candidato sindaco Armando Zambrano è ingegnere civile-edile, già presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Salerno, già presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, cCoordinatore della Rete Nazionale Professioni Tecniche e Scientifiche e fondatore di “ProfessionItaliane”, con alle spalle un’attività professionale rara ed eccezionale.

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Vestuti e Castello d’Arechi, sopralluogo di Marenghi

Nella giornata odierna Gherardo Maria Marenghi, candidato alla carica di sindaco della città di Salerno con Fratelli d’Italia, Lega (Prima Salerno) e Noi Moderati, ha effettuato un sopralluogo allo stadio cittadino Donato Vestuti e al Castello d’Arechi, per verificare da vicino lo stato di conservazione di due dei simboli che maggiormente incarnano le radici della città d’Ippocrate.

In compagnia dell’avvocato Marilena Gaeta, il più giovane candidato sindaco di questa tornata elettorale ha ribadito le sue proposte per una riqualificazione dei siti storici, partendo dall’istituzione di un Museo permanente dello sport salernitano proprio all’interno del Vestuti.

L’obiettivo è quello di riavvicinare lo stadio ai cittadini, sempre più distanti da questa realtà storica a causa anche del degrado in cui versa ormai da anni. Un degrado strutturale su cui   si dovrà lavorare fin da subito dopo le elezioni comunali, intervenendo – tra l’altro – su spalti vetusti dove cresce erba incolta e un manto erboso in pessime condizioni. Concetto ribadito anche durante la visita al Castello di Arechi, dalla cui sommità il professore Marenghi ha rilanciato il progetto “di una navetta che colleghi la parte alta della città con il centro, per permettere a cittadini e turisti di vivere a pieno il simbolo che più di ogni altri rappresenta la città di Salerno. “Rendiamo la cultura accessibile per davvero”, conclude il candidato sindaco Marenghi.

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Salernitana, Cosmi rompe il silenzio

Dopo il silenzio post gara di Salernitana-Benevento di lunedìSerse Cosmi rompe il silenzio e chiarisce tutto: alla base della sua assenza in sala stampa motivi personali delicati.

Al termine dell’allenamento odierno allo stadio Arechi, il tecnico granata ha voluto fare chiarezza sulle polemiche nate dopo il mancato confronto con i media nel post partita di lunedì. Parole forti, cariche di amarezza, ma anche di grande umanità.

Cosmi ha spiegato di aver vissuto momenti difficili legati alla famiglia: “Mia moglie piangeva perché mia figlia doveva essere operata e c’erano problemi che, grazie a Dio, si sono risolti. È nata mentre uscivo dallo stadio”.

L’allenatore si è detto profondamente infastidito da alcune illazioni circolate nelle ore successive alla sconfitta: “Voi vi trovate di fronte una persona che può e deve essere discussa sotto tutti i punti di vista, ma su altre cose non ci sto. Ognuno di voi ha una vita che ha un valore”.

Un passaggio poi sulla sua professionalità, mai messa in discussione da lui stesso: “Quando perdo, la faccia l’ho sempre messa. Se mi si dice che non ho il coraggio di giustificare una prestazione vergognosa, invito ad avere rispetto: gli attributi li ho sempre avuti”.

Infine, un messaggio chiaro rivolto all’ambiente: “Un conto è dare una notizia, un conto è entrare nell’intimo di una persona. Da oggi su questo metto una pietra sopra”.

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La mancanza di autocritica e gli altri errori di comunicazione di Giorgia Meloni

L’esito del referendum del 22-23 marzo, che ha bocciato inesorabilmente la riforma della giustizia proposta dal governo in carica, non è «un’occasione persa», come ha detto Giorgia Meloni nel suo atteso discorso in parlamento: questo è il primo dei vistosi errori di comunicazione che un(a) presidente del Consiglio non dovrebbe mai commettere, poiché dovrebbe rivolgersi a tutti gli italiani, non certo privilegiando quelli della sua parte politica, o gli alleati. Una sincera autocritica sarebbe stata necessaria, invece del solito «ci ho messo la faccia» che ha dato modo a Matteo Renzi di replicare: «Non la sua, quella della Santanchè, di Delmastro e della Bartolozzi». Se la maggioranza degli italiani dice che una riforma è sbagliata non significa che non si vuole «modernizzare l’Italia»: vuol dire che il modo scelto per modernizzarla presentava falle evidenti. E se, come ha detto Meloni, «prendiamo sempre atto del giudizio dei cittadini» (ci mancherebbe altro), non deve contraddirsi sostenendo che è stata persa un’occasione.

La mancanza di autocritica e gli altri errori di comunicazione di Giorgia Meloni
Giorgia Meloni sullo schermo, con Salvini e Tajani (foto Imagoeconomica).

​Quello di Meloni non è sembrato il discorso di una leader, ma il solito show delle mezze verità a cui ci ha ormai abituati, non esente da bugie ed esagerazioni spericolate: un modo forse per eccitare l’opposizione, invece di cercare quel dialogo che sarebbe stato necessario vista la drammatica situazione che il mondo e di riflesso l’Italia vivono in questi momenti.

La mancanza di autocritica e gli altri errori di comunicazione di Giorgia Meloni
Giorgia Meloni (foto Imagoeconomica).

Aggressività tipica dei comizi di Fratelli d’Italia

Giorgia Meloni non ha mai imparato il galateo istituzionale che il suo ruolo le impone, e non riesce ad essere la leader di tutto il Paese: continua a esercitare in parlamento quell’aggressività che le procura entusiastici consensi nei comizi di Fratelli d’Italia a cui lei fa fatica a disaffezionarsi. Enfatizzando risultati che, obiettivamente, non si vedono: tra un anno si vota e questo governo non ha fatto nessuna riforma. Non ha fatto praticamente nulla in quattro anni. Senza dire una parola sulle catastrofi mondiali scatenate dal suo “amico” Donald Trump e tutt’altro che risolte.

La mancanza di autocritica e gli altri errori di comunicazione di Giorgia Meloni
Giorgia Meloni tra Matteo Salvini e Antonio Tajani (foto Imagoeconomica).

«Noi non scappiamo»: dalle poltrone no di sicuro

Niente cenni anche alle difficoltà che i cittadini vivono sempre di più, facendo la spesa o il pieno, andando in un ospedale pubblico, non arrivando a fine mese, non arrivando vivi alla pensione, guardando i giovani lasciare l’Italia. «Noi non scappiamo», ha detto Meloni: già, infatti è anche oltremodo difficile schiodarli dalle poltrone che occupano, anche quando l’opportunità lo richiederebbe, come nel caso Delmastro, Santanchè, Bartolozzi: c’è voluto lo schiaffo del “no” per consigliare alla premier di usare quei tre come capri espiatori, sperando in qualche modo di salvare la sua reputazione e quella del ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

La mancanza di autocritica e gli altri errori di comunicazione di Giorgia Meloni
Giorgia Meloni beve in Senato.

Purtroppo per lei, l’opinione pubblica ha visto in questa mossa, al contrario, il capitano di una nave gettare sul mozzo la responsabilità di un naufragio. Giorgia Meloni non ha parlato al Paese. Ha semplicemente recitato il copione di sempre: spaccare l’Italia, dicendo che chi non è con lei è contro di lei. Ha fatto il contrario di quello che una presidente del Consiglio dovrebbe fare.

Meloni non sopporta il controllo e inveisce contro l’opposizione

Per lei l’opposizione «inveisce», anziché svolgere la funzione che la Costituzione le affida: avanzare proposte alternative a chi governa, controllare che il potere di chi sta a Palazzo Chigi non esondi. Meloni non sopporta il controllo e mai si era visto tanto disprezzo nei confronti del parlamento come in questo discorso. Per lei va tutto bene, il “no” la «riaccende», ha detto forse pensando ai romanzetti rosa che scriveva sua madre. Ma il suo intervento, dal punto di vista della comunicazione, è stato un campo minato di errori da matita blu.

Supermedia Agi/Youtrend 9 aprile 2026: salgono Lega e Pd

La Supermedia dei sondaggi Agi/Youtrend del 9 aprile 2026 fotografa un balzo della Lega, che in due settimane è cresciuta di quasi un punto percentuale tornando sopra il 7 per cento, un buon risultato anche per il Partito democratico, salito di oltre mezzo punto, e un calo del Movimento 5 stelle. Secondo l’analisi, che è una media ponderata dei sondaggi nazionali realizzati da Demopolis, Emg, Eumetra, Ipsos, Only numbers, Swg e Tecné, Fratelli d’Italia rimane saldamente primo partito con il 28,1 per cento, segnando un leggero calo (-0,1) rispetto al 26 marzo. Seguono sul podio il Pd con il 22,4 per cento (+0,6) e il M5s al 12,7 (-0,5). Forza Italia scende dello 0,3 stanziandosi all’8,6 per cento, seguita dalla Lega al 7,2 per cento (+0,9) e da Alleanza verdi sinistra al 6,4 per cento (-0,3). Tra i partiti minori, Futuro nazionale si ferma al 3,3 per cento (-0,3), Azione rimane stabile al 3 per cento (=), Italia Viva sale al 2,3 per cento (+0,1), Più Europa mantiene l’1,5 per cento (=) e Noi Moderati cala all’1 per cento (-0,2).

Il governo libanese chiede colloqui diretti con Israele

All’indomani dei bombardamenti dell’IDF che hanno provocato oltre 200 morti e più di mille feriti in Libano, il governo di Beirut ha richiesto colloqui diretti con Israele. Lo riportano corrispondenti di Al Jazeera nel Paese dei cedri. Tel Aviv, da parte sua, non ha mai mostrato interesse per colloqui con Beirut che non coinvolgessero anche Hezbollah. E l’organizzazione antisionista ha sempre affermato di non voler negoziare con Israele, soprattutto se sotto attacco. Difficile, dunque, che la richiesta venga accolta. Resta tuttavia da vedere cosa diranno gli Stati Uniti al riguardo e se, eventualmente, sosterranno un qualsiasi tipo di dialogo in tal senso.

Il governo libanese chiede colloqui diretti con Israele
Benjamin Netanyahu (Imagoeconomica).

Trump ha chiesto a Netanyahu di ridurre gli attacchi

Intanto, Nbc riporta che Donald Trump ha chiesto a Benjamin Netanyahu di ridurre gli attacchi in Libano per garantire il successo dei negoziati in Pakistan. Il primo ministro israeliano aveva dichiarato che Israele «continuerà a colpire Hezbollah ovunque sarà necessario». In vista dei negoziati di Islamabad, il primo ministro libanese Nawaf Salam ha chiesto al suo omologo pakistano Shehbaz Sharif di confermare l’inclusione del Libano nel cessate il fuoco della guerra con l’Iran. Da parte sua, Sharif ha già dichiarato che lo stop agli attacchi contro il Paese dei cedri fa parte degli accordi. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha detto che i raid di Israele contro il Libano sono una violazione del cessate il fuoco e rendono i negoziati senza senso. Più dure le parole del presidente del Parlamento, Mohamad Bagher Ghalibaf, atteso a Islamabad: «Le violazioni del cessate il fuoco porteranno a forti risposte».

LEGGI ANCHE: Davvero Trump e gli Usa possono fidarsi del Pakistan?

Continua la saga di Renzi a tavola: dopo Kyriakou, va a cena addirittura con Macron

Allora ditelo che è un format. Dopo il pranzo con il nuovo editore di Repubblica, l’imprenditore greco Theo Kyriakou, Matteo Renzi non si stanca di attovagliarsi con gente importante. E ora il livello dell’asticella si alza, eccome. A Roma gira voce, insistente e accreditata, che nella serata di giovedì 9 aprile, all’Orient Express La Minerva, dove c’è il ristorante Gigi Rigolatto, il senatore di Rignano avrà a cena nientepopodimenoche… il presidente della Repubblica di Francia, Emmanuel Macron. Tra le mete previste dal tour romano del capo di Stato francese, che è nella Capitale per un incontro privato con papa Leone venerdì in Vaticano, c’è anche la Comunità di Sant’Egidio, per dialogare con Andrea Riccardi.

Continua la saga di Renzi a tavola: dopo Kyriakou, va a cena addirittura con Macron
Matteo Renzi e, sullo sfondo, un suo incontro con Emmanuel Macron (foto Imagoeconomica).

Altre dimissioni dalla commissione Cinema selettivi del MiC: lascia anche Ginella Vocca

Dopo quelle di Massimo Galimberti e Paolo Mereghetti sono arrivate anche le dimissioni dalla commissione Cinema selettivi del Mic da parte di Ginella Vocca, direttrice e fondatrice del MedFilm Festival. La commissione del ministero della Cultura è al centro delle polemiche per l’esclusione dai finanziamenti pubblici del documentario Giulio Regeni – Tutto il male del mondo.

La lettera di dimissioni di Vocca

Vocca ha detto all’Ansa di aver spiegato al ministro Alessandro Giuli, nella lettera di dimissioni, di essersi «fermamente opposta alla bocciatura del documentario» e di aver «doverosamente atteso il suo intervento in Parlamento», condiviso «nella forma e nella sostanza, prima di sciogliere la riserva» e fare un passo indietro. «Non è stata l’unica volta in cui mi sono trovata in disaccordo, ma è comprensibile in una pluralità di visioni. E dunque ho ritenuto che fosse possibile continuare e provare a far sentire la mia voce dall’interno, difendendo, anche con successo, altri progetti che rischiavano di essere bocciati per motivi che, almeno a me, apparivano incomprensibili», ha scritto poi Vocca nella lettera a Giuli: «Ho resistito, guidata dal pensiero che mettere in crisi la Commissione, con ancora tutta la Seconda sessione da esaminare, fosse un atto grave e irresponsabile verso le centinaia di operatori del settore in attesa delle nostre delibere».

Altre dimissioni dalla commissione Cinema selettivi del MiC: lascia anche Ginella Vocca
Alessandro Giuli (Imagoeconomica).

La spiegazione di Giuli alla Camera

Chiamato dalle opposizioni in Parlamento a spiegare le ragioni della bocciatura, l’8 aprile Giuli durante il question time alla Camera si è smarcato dalle accuse di aver “censurato” il documentario, spiegando di non condividere «né sul piano ideale né su quello morale» la scelta della Commissione, alla quale il MiC non si è opposto perché «non può intervenire senza violare il principio di terzietà». Il ministro della Cultura ha poi spiegato che il docufilm potrebbe rientrare in corsa per i finanziamenti previsti dal tax credit. Il Collegio Romano ha inoltre fatto sapere di aspettarsi «le dovute dimissioni degli esperti» responsabili della bocciatura.

Il futuro di Barelli, la carica dei medici in Forza Italia e le altre pillole del giorno

«Sì, alla fine può pure lasciare la guida del gruppo, ma almeno un posto da sottosegretario se lo merita». Così dicono di Paolo Barelli, in vista dell’incontro di Antonio Tajani (che poi è il suo consuocero) con Marina Berlusconi. E allora, ecco che si materializza uno spazio ancora vuoto, quello lasciato da Massimo Bitonci, che aveva l’incarico di sottosegretario fino al 13 dicembre 2025, quando è stato indicato dal nuovo governatore del Veneto, Alberto Stefani, per ricoprire il ruolo di assessore allo Sviluppo economico nella giunta regionale. Insomma, Barelli (per il suo posto di capogruppo alla Camera si fa il nome di Enrico Costa) a fare il semplice parlamentare non ci pensa proprio: fatto sta che qualcuno storce il naso, pensando che lui è anche presidente della Fin, che non è una finanziaria ma la Federazione italiana nuoto, e che dal Mimit ci sono contatti diretti con l’Istituto del credito sportivo. Sì, perché si può accedere a mutui a tasso zero per la costruzione e l’ammodernamento di campi, oltre a contributi a fondo perduto e bandi regionali per l’impiantistica e l’imprenditoria sportiva. Già, le imprese…

Il futuro di Barelli, la carica dei medici in Forza Italia e le altre pillole del giorno
Il futuro di Barelli, la carica dei medici in Forza Italia e le altre pillole del giorno
Il futuro di Barelli, la carica dei medici in Forza Italia e le altre pillole del giorno
Il futuro di Barelli, la carica dei medici in Forza Italia e le altre pillole del giorno
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Schillaci tentato da Forza Italia. Con Bassetti…

Orazio Schillaci tentato da Forza Italia. Domani ne ha parlato, inserendo anche una prospettiva professionale nel gruppo San Donato: fatto sta che i forzisti vogliono aumentare la quota dei medici eletti. In Liguria è tanta la voglia di schierare nelle liste l’infettivologo Matteo Bassetti, diventato un volto noto ai tempi del Covid-19. Poi c’è la famiglia Zangrillo, con quello che è stato il medico preferito da Silvio Berlusconi, Alberto, e il fratello ministro, Paolo. E va ricordato che Mario Pepe, medico endocrinologo e parlamentare di Forza Italia, è diventato il presidente della Commissione di vigilanza sui fondi pensione, meglio nota come Covip. «Più che il corridoio del Transatlantico, quelli di Forza Italia lo hanno trasformato nel corridoio di un ospedale», scherza un leghista.

Il futuro di Barelli, la carica dei medici in Forza Italia e le altre pillole del giorno
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Il futuro di Barelli, la carica dei medici in Forza Italia e le altre pillole del giorno
Il futuro di Barelli, la carica dei medici in Forza Italia e le altre pillole del giorno

Schlein e Conte, sfida a Meloni sul voto per i 16enni

«Il voto dei giovani ha deciso il risultato del referendum sulla giustizia», dicono alcuni parlamentari del Partito democratico e del Movimento 5 stelle. E allora, ecco la sfida a Giorgia Meloni, che vedrebbe uniti Elly Schlein e Giuseppe Conte: far votare anche i sedicenni alle elezioni politiche, già dal 2027. L’iniziativa “Voto16“, per chiedere una modifica dell’articolo 48 della Costituzione, è stata lanciata da +Europa. E ora una campagna mediatica per consentire di partecipare alle scelte nazionali anche coloro che ancora vanno a scuola «farebbe molti danni alla destra, che mettendosi contro si allontanerebbe molto dalla popolazione studentesca», sussurra qualcuno. Una sfida astuta, che punta ad aumentare la platea degli elettori spingendo sulla voglia di protestare di molti giovani. Anche se qualche centrista, sotto sotto, è d’accordo per far votare i sedicenni.

Il futuro di Barelli, la carica dei medici in Forza Italia e le altre pillole del giorno
Giuseppe Conte con Elly Schlein (Imagoeconomica).

Avvistato Grilli da Pomellato per una gioia

Improvvisamente, Vittorio Grilli è apparso nella romana via Condotti. Il banchiere, con la solita grisaglia d’ordinanza, è arrivato a piedi e a un certo punto della strada è entrato in un negozio. La meta? Pomellato. Alla fine, è uscito dallo store di lusso con una vistosa busta griffata, andandosene sempre a piedi con il prezioso acquisto. Grilli, classe 1957, ora è presidente di Mediobanca, con un compenso che viene indicato in 1,3 milioni di euro. Un suo “collega” ha notato la scena e ha detto: «Certo che nella stessa strada ci sono griffe ben più costose di quella che ha scelto lui, ma lì ci entrano i miliardari».

Il futuro di Barelli, la carica dei medici in Forza Italia e le altre pillole del giorno
Vittorio Grilli (Imagoeconomica).

Sechi e Ghisleri, da via Condotti alla televisione

Una coppia a passeggio nel centro storico di Roma. No, niente paura, non si tratta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e di Claudia Conte, i due impegnati in dotte conversazioni erano Mario Sechi e Alessandra Ghisleri, protagonisti di una lunga “vasca” in via Condotti, passando davanti a griffe del lusso come Bulgari e Louis Vuitton. Poi, in serata, il direttore di Libero e la regina dei sondaggi si sono ritrovati in televisione, nella stessa trasmissione, da Tommaso Labate su Rete4.

Il futuro di Barelli, la carica dei medici in Forza Italia e le altre pillole del giorno
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Riecco Bonaccini, al Vinitaly

Chi ha visto negli ultimi tempi l’eurodeputato ed ex presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini? Dopo qualche comparsata televisiva, soprattutto su La7, lunedì 13 aprile riapparirà a Verona, al Vinitaly, nella sala Salieri, all’evento intitolato “Il vino in un mondo che cambia: il valore del modello italiano oltre i dazi e lo scenario geopolitico”. Accanto avrà una vecchia conoscenza, l’ex ministro Paolo De Castro, oggi presidente di Nomisma.

Ecco la lista del Bilderberg Meeting

Volete sapere chi c’è a Washington DC al Bilderberg Meeting? Ecco la lista dei partecipanti, per l’Italia spicca il nome di Marco Alverà, ex Snam. E poi ci sono i capi di Amundi, Spotify, Engie, Deutsche Bank, Lazard…

Il futuro di Barelli, la carica dei medici in Forza Italia e le altre pillole del giorno
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Il futuro di Barelli, la carica dei medici in Forza Italia e le altre pillole del giorno

Indagato per corruzione Fabio Lazzerini, ex amministratore delegato di Ita Airways

Fabio Lazzerini, amministratore delegato di Ita Airways dal 2020 al 2023 e oggi ceo di Comtel, è indagato per corruzione e peculato dalla procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sul Garante della Privacy. Il filone di indagine riguarda alcune tessere Volare Executive del programma fedeltà di Ita Airways, del valore di 6 mila euro annui, regalate ai componenti del collegio dell’Authority. La notizia arriva dopo il blitz del nucleo Pef della Guardia di Finanza, che si è presentato negli uffici di Ita Airways per acquisire documenti.

Indagato per corruzione Fabio Lazzerini, ex amministratore delegato di Ita Airways
Fabio Lazzerini (Imagoeconomica).

L’ipotesi della procura di Roma

La procura di Roma era alla ricerca di riscontri concreti sul rapporto tra Ita Airways e il Garante per la protezione dei dati personali. Nel capo di imputazione in cui si contesta la corruzione, si legge che gli indagati «in concorso tra loro, quali pubblici ufficiali, omettendo un atto del loro ufficio, ovvero non erogando alcuna sanzione se non una meramente formale alla società Ita Airways, a fronte del riscontro di irregolarità formali e procedurali nel monitoraggio delle comunicazioni e nella tenuta della comunicazione relativa al trattamento dei dati nonché mettendo comunque a disposizione i propri poteri e la loro funzione in favore della società di volo, ricevevano come utilità tessere “Volare”». L’ipotesi, insomma, è che il Garante abbia scelto a più riprese la linea morbida con Ita Airways, in cambio di queste card. Nell’inchiesta sul Garante della Privacy risultano indagati per peculato e corruzione il presidente Pasquale Stanzione e gli altri membri dell’Autorità: Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza, che nel frattempo si è dimesso.

LEGGI ANCHE: Le spese, la card Ita AIrways, la mancata sanzione a Meta: cosa c’è nelle carte dei pm sul Garante della privacy

Eni, tutti i master e i programmi di formazione attivi nel 2026

Il mondo dell’energia richiede nuove competenze capaci di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità e visione internazionale. Per questo Eni investe da anni in percorsi formativi avanzati che uniscono eccellenza accademica, esperienza sul campo e un forte orientamento alle sfide del futuro. Attraverso Eni Corporate University e in collaborazione con università e centri di ricerca italiani e internazionali, l’azienda promuove master e programmi specialistici rivolti a giovani laureati e laureate che desiderano intraprendere un percorso professionale nei settori più strategici dell’energia. I percorsi proposti da Eni rappresentano un ponte concreto tra formazione e mondo del lavoro. Modelli didattici innovativi, docenti provenienti dal mondo accademico e aziendale, borse di studio complete e opportunità di inserimento professionale rendono questi programmi un punto di riferimento per chi vuole contribuire alla trasformazione del settore energetico. Tra le iniziative attualmente attive si distinguono il Master Medea della Scuola Enrico Mattei, l’Eni Engineering academy, Gems, master dedicato alle geoscienze per l’energia e Minds, il Master in Natural resources, Development and Storage in collaborazione con il Politecnico di Torino.

Master Medea – Scuola Enrico Mattei

Il Master Medea è il programma storico della Scuola Enrico Mattei, attivo dal 1957 e riconosciuto a livello internazionale come uno dei percorsi più avanzati per la formazione nell’ambito dell’energia, dell’ambiente e del management. Realizzato in collaborazione con l’Università di Pavia, il master si sviluppa in 10 mesi intensivi, da settembre a giugno, e coinvolge gli studenti in un’esperienza immersiva a stretto contatto con i docenti. Il piano di studi ha un orientamento specifico verso i temi dell’energia e dell’ambiente, una visione internazionale e una impostazione interdisciplinare. La didattica combina lezioni frontali, flipped classroom, project work e attività interdisciplinari, con il coinvolgimento di docenti universitari, manager Eni ed esperti del settore. L’esperienza è immersiva e internazionale, grazie alla partecipazione di studenti provenienti da tutto il mondo e a un network consolidato di alunni. Il master è completamente gratuito e prevede borse di studio che coprono l’intero valore del percorso (50 mila euro), oltre a un contributo mensile di 1.500 euro lordi. Le candidature sono aperte fino al 30 aprile 2026 per i candidati internazionali e fino al 15 maggio 2026 per i candidati italiani, con requisiti specifici per età, background accademico e votazione di laurea.

Eni, tutti i master e i programmi di formazione attivi nel 2026
Studenti a lezione (Eni).

Eni Engineering academy

L’Eni Engineering academy è il programma di formazione tecnica avanzata dedicato ai giovani ingegneri che desiderano entrare in EniProgetti, la società di ingegneria del Gruppo. Il percorso prevede una formazione strutturata di tre mesi che integra training on the job, lezioni in inglese, site visit, role play e simulazioni 3D e si conclude con l’assunzione con contratto a tempo indeterminato nella società. L’academy è rivolta a laureati magistrali in 12 indirizzi ingegneristici, con meno di tre anni di esperienza professionale, e rappresenta un accesso privilegiato alle attività di progettazione onshore e offshore, alle tecnologie rinnovabili, alle opere navali e ai sistemi innovativi. Le posizioni aperte per la nuova edizione dell’academy, sono:

  • process engineer
  • piping engineer
  • mechanical engineer
  • instrumentation & automation engineer
  • electrical engineer
  • civil & structural engineer
  • naval engineer
  • safety engineer
  • renewables engineer
  • project engineer

Le attività si svolgono principalmente presso la sede di San Donato Milanese, con possibili trasferte e mobilità in altri contesti operativi. Le candidature sono attualmente aperte, con inserimenti previsti tra giugno e settembre 2026.

Gems – Geoscience for energy – Eni Master School

Gems (Geoscience for energy – Eni Master School) è il corporate master dedicato alla formazione di giovani laureati in Geoscienze, Fisica, Matematica o Ingegneria. Il percorso, interamente in inglese e della durata di nove mesi, offre una preparazione avanzata in geologia, geofisica, data science, tecniche di esplorazione e valutazione delle risorse, integrando lezioni, laboratori, attività sul campo e un progetto finale. Il percorso formativo prevede lezioni di manager ed esperti Eni integrate da interventi tenuti da eccellenze del panorama universitario nazionale e internazionale nell’ambito delle Geoscienze, un corpo insegnanti interdisciplinare e con un forte orientamento all’applicazione pratica delle conoscenze. È completamente finanziato da Eni e prevede una borsa di studio mensile di 1.500 euro lordi. È rivolto a laureati magistrali con un voto minimo di 100/110 in discipline Stem affini alle geoscienze, con età inferiore ai 29 anni al 31 dicembre 2026. È un master aperto ad un massimo di 20 partecipanti. Le candidature per la nuova edizione sono aperte fino al 10 agosto 2026 per gli studenti internazionali e fino al 25 agosto 2026 per gli studenti italiani. Le prove di selezione si terranno nella prima metà di settembre 2026. Le date e le istruzioni relative al processo di selezione saranno comunicate ai candidati via e-mail dopo la scadenza per la presentazione delle candidature. Il master inizierà il 2 novembre 2026.

Master Minds

Il Master Minds in Natural resources development and storage, organizzato in collaborazione con il Politecnico di Torino ed erogato in lingua inglese, fornisce ai propri studenti una visione a 360° del mondo dell’energia, con un focus particolare sulle competenze tipiche del mondo dell’energia tradizionale e ai temi legati alla digitalizzazione e alla transizione energetica. Attualmente alla sua 22esima edizione, il master ha una durata complessiva di 12 mesi e accoglie giovani laureati magistrali che trascorrono otto mesi al Politecnico frequentando una delle due specializzazioni previste – Reservoir oppure Drilling & production -, per poi concludere il percorso con un tirocinio aziendale di quattro mesi. Il master è finanziato interamente da Eni e prevede una borsa di studio mensile di 1.500 euro lordi per tutti i partecipanti che ricevono, al termine del percorso, un titolo accademico da parte del Politecnico di Torino. Maggiori informazioni relative ai requisiti di accesso al master quali le classi di laurea magistrali specifiche richieste, voto di laurea, requisiti di età e conoscenza della lingua inglese verranno pubblicate nei prossimi mesi nel nuovo bando, che sarà disponibile sul sito Eni.com. Le date e le istruzioni relative al processo di selezione saranno comunicate ai candidati via e-mail dopo la scadenza per la presentazione delle candidature. L’inizio del master è fissato per gennaio 2027.

A14, riaperto il tratto tra Vasto Sud e Poggio Imperiale chiuso per la frana di Petacciato

Poco prima delle 12:15 di giovedì 9 aprile, sulla A14 Bologna-Taranto, sono stati riaperti i tratti compresi tra Vasto Sud e Termoli in direzione Bari e tra Poggio Imperiale e Vasto Sud in direzione Pescara, chiusi a causa della frana di Petacciato. Dalla giornata precedente, oltre 100 persone e 40 mezzi di Autostrade per l’Italia sono stati impegnati, anche nella notte, nelle attività di ripristino e messa in sicurezza della carreggiata Nord. Nel dettaglio sono stati realizzati lavori di consolidamento del rilevato autostradale e il rifacimento della pavimentazione. Congiuntamente sono state eseguite ispezioni approfondite per verificare tutti i dispositivi di sicurezza, quali soprattutto barriere laterali e spartitraffico. Nel contempo è proseguita l’attività di monitoraggio attraverso la sensoristica installata sulla rete e con l’impiego di mezzi speciali, come il by-bridge, che hanno consentito ai tecnici di verificare sul posto l’infrastruttura.

In corso i lavori per riaprire anche la carreggiata Sud

La riapertura al traffico è stata possibile grazie all’installazione di una corsia in deviazione lungo la carreggiata Nord, dove la circolazione è garantita sia verso Pescara che verso Bari con una corsia per senso di marcia. I lavori sono stati effettuati a partire dal pomeriggio dell’8 aprile, anche in accordo con gli organi preposti che ne hanno autorizzato l’esecuzione, alla luce degli ultimi esiti del monitoraggio del fronte franoso. Le attività di messa in sicurezza da parte della task force di Aspi continueranno per garantire la riapertura anche della carreggiata Sud in tempi brevi.

Giana: «Restituito in tempi record un collegamento strategico e indispensabile»

«Voglio ringraziare tutte le persone di Autostrade per l’Italia che, grazie alla loro determinazione, hanno consentito la riapertura dell’infrastruttura in tempi record, consentendoci di restituire agli utenti una via di collegamento indispensabile e strategica per il territorio e per l’intero Paese», ha affermato Arrigo Giana, amministratore delegato del Gruppo Aspi. «Questo risultato è stato ottenuto con il coordinamento del governo e del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in sinergia con la Protezione civile».

Meloni tira dritto, ma la classe dirigente di FdI sta franando

Giorgia Meloni, alla Camera per la sua informativa post referendum, è stata lapidaria: «Nessun rimpasto o elezioni anticipate. Ci siamo presi l’impegno di governare la nazione per cinque anni ed è quello che faremo non importa quanto sarà difficile. E non intendiamo scappare né far ripiombare l’Italia nell’incertezza». Una premier sulle barricate che difende il suo lavoro e, soprattutto, difende i suoi sodali. Ringrazia i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini ma anche i cosiddetti trombati, Andrea Delmastro e Daniela Santanchè, che «pure avevano lavorato bene». Nonostante la frana che sta investendo tutta la sua classe dirigente che in questi anni non ha mai davvero brillato.

Meloni tira dritto, ma la classe dirigente di FdI sta franando
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante líinformativa alla Camera (Ansa).

La Fiamma sta riscrivendo le regole del galateo istituzionale

Di questi tempi, essere un “patriota” non è un mestiere facile, ne conveniamo. Richiede coerenza, un certo portamento e, soprattutto, una memoria di ferro per ricordarsi quali segreti di Stato si possono riferire a cena e quali invece dovrebbero restare chiusi in un cassetto. Ma la classe dirigente di Fratelli d’Italia, con quella spavalderia tipica di chi ha «le radici profonde», sta riscrivendo le regole del galateo istituzionale, trasformando il concetto di “Legge e Ordine” in un suggerimento opzionale. Prendiamo Andrea Delmastro Delle Vedove, l’uomo che ha dato un nuovo significato alla parola “discrezione”. Non pago di aver diffuso segreti di Stato, è incappato nella ben nota vicenda delle Bisteccherie d’Italia, con una ricostruzione che ha dell’inverosimile. Una ‘leggerezza’ che gli è costata la poltrona. E che dire di Daniela Santanchè? L’ex ministra al Turismo, dopo le vicende giudiziarie che riguardano lei e le sue società, ha dovuto capitolare e rassegnare le dimissioni dopo un invito più che perentorio a reti unificate.

Meloni tira dritto, ma la classe dirigente di FdI sta franando
Andrea Delmastro (Imagoeconomica).

Il pigliatutto Mollicone, regista dell’egemonia culturale

A Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura alla Camera, è toccato invece il compito più arduo: costruire la nuova “egemonia culturale”. E come si costruisce un’egemonia se non mettendo le mani sul portafoglio del cinema italiano? Con la grazia di un elefante in una cristalleria di Cinecittà, Mollicone ha deciso che il tax credit non deve più essere un freddo strumento economico, ma un filtro etico-patriottico. Sotto la sua ala protettrice, i finanziamenti sembrano aver preso una direzione molto precisa: meno film d’autore “di sinistra” (quelli che annoiano, tipo i documentari su Giulio Regeni, a cui i fondi sono stati negati anche se il ministro Alessandro Giuli pare aver fatto un passo indietro) e più spazio a opere che celebrano il Pantheon della destra, comprese le sagre di paese. Dalle pellicole sulla spedizione di Fiume ai progetti affidati a “sodali” storici, Mollicone ha trasformato la Commissione Cultura in una sorta di ufficio casting per la propaganda di questa destra. Il messaggio è chiaro: se vuoi i soldi dello Stato, devi girare qualcosa che piaccia alla Garbatella. L’ironia? Mentre si scaglia contro il “sistema” che per anni avrebbe foraggiato solo i registi progressisti, Mollicone sta mettendo in piedi un sistema fotocopia, solo con le camicie di un altro colore. In fondo, il cinema è finzione, e lui lo interpreta benissimo: recita la parte del liberatore della cultura mentre, di fatto, ne sta diventando il nuovo, onnipresente produttore esecutivo.

Meloni tira dritto, ma la classe dirigente di FdI sta franando
Federico Mollicone (Imagoeconomica).

I selfie inopportuni e la tegola dell’Amico

Ma il vero capolavoro di questa controversa classe dirigente arriva con l’inchiesta Hydra e la figura di Gioacchino Amico, da qualche mese collaboratore di giustizia. Qui passiamo dal folklore ministeriale alla cronaca nera. Amico, un nome che è già un programma, non era esattamente il classico militante che attacca manifesti sotto la pioggia. Secondo gli inquirenti, era il punto di raccordo tra i clan Senese, Mazzarella e la ’ndrangheta in Lombardia. Eppure, questo signore non solo vantava rapporti con esponenti di spicco del partito a Milano – nomi come Carlo Fidanza e Mario Mantovani sono finiti nelle carte per i suoi millantati o reali contatti – ma sfoggiava con orgoglio un selfie con la premier Meloni e, colpo di scena, persino una tessera del partito. È qui che il concetto di “Fratelli d’Italia” raggiunge la sua massima espansione metafisica. Il partito è così inclusivo, così aperto al dialogo col territorio, che persino un referente della Camorra poteva riuscire a metterci piede, tra una cena elettorale e un tesseramento lampo. D’altronde, Giorgia lo ha sempre detto: «Non siamo ricattabili». Magari non ricattabili, ma sicuramente molto fotogenici, visto che nessuno sembra mai dire di no a un selfie, nemmeno se l’interlocutore ha un curriculum che farebbe impallidire i protagonisti di Gomorra.

Meloni tira dritto, ma la classe dirigente di FdI sta franando
Il selfie di Giorgia Meloni con Gioacchino Amico pubblicato da Report.

Onore al merito (di restare a galla)

In fondo, la parabola che va da Delmastro ad Amico, passando per Santanchè, racconta una storia di coerenza. Quella di una classe dirigente che tende a confondere lo Stato con un club privato, dove le regole valgono per i “nemici” e le eccezioni per gli “amici”. Il merito tanto sbandierato sembra essersi trasformato nel merito di saper restare a galla. E mentre il Paese guarda attonito, loro si blindano, non arretrano ma anzi continuano a marciare, fieri e compatti (almeno a parole). Perché, come insegna la migliore tradizione, i panni sporchi si lavano in famiglia. Meglio se tra Fratelli.

Meloni tira dritto, ma la classe dirigente di FdI sta franando
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Crosetto su Cingolani: «Sono i mercati a giudicare l’operato di un ceo, non la politica»

«La politica non giudica l’operato di un amministratore delegato. Sono i numeri, sono i mercati». Lo ha detto Guido Crosetto intervistato da il Foglio, rispondendo a una domanda sulla valutazione sull’operato del ceo di Leonardo, Roberto Cingolani, dato in uscita nel giro di ‌nomine delle società controllate dallo Stato. Con tale affermazione, di fatto, Crosetto prende le distanze dalla decisione di Giorgia Meloni (e del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari) di rimuovere l’ex ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica – lo fu nel governo Draghi – dalla guida del colosso della difesa.

Crosetto su Cingolani: «Sono i mercati a giudicare l’operato di un ceo, non la politica»
Roberto Cingolani e Guido Crosetto (Imagoeconomica).

Cingolani ha da poco annunciato un piano strategico quinquennale

Le azioni di Leonardo sono salite del 780 per cento dall’invasione russa dell’Ucraina: il mercato sta dunque premiando le scelte di Cingolani, in sella da maggio del 2023. Solo poche settimane fa il manager ha annunciato peraltro un piano strategico quinquennale che include investimenti in calcolo, intelligenza artificiale e cybersicurezza, oltre a un sistema ‌di difesa aerea multilivello noto come Michelangelo Dome.

I nomi in lizza per sostituire Cingolani alla guida di Leonardo

Per la sostituzione di Cingolani circolano quattro nomi: Lorenzo Mariani, ex condirettore generale di Leonardo e oggi numero uno di MDBA Italia; Gianpiero Cutillo, managing director della Divisione Elicotteri di Leonardo; Alessandro Ercolani, capo di Rheinmetall Italia; e Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri. A proposito degli sviluppi sui nuovi vertici di Leonardo, Crosetto si è limitato a dire: «Mi occupo di difesa, non sono azionista di nulla. Sapete più voi di me». Il governo italiano, che detiene poco più del 30 per cento di Leonardo tramite il ‌ministero dell’Economia, deve presentare una lista ⁠di candidati per il cda entro il 13 aprile.

Cannes 2026, svelati i film in concorso

Presentata la 79esima edizione del Festival di Cannes in programma dal 12 al 23 maggio 2026. Il delegato generale Thierry Frémaux ha annunciato il programma e i titoli dei film in concorso, molti dei quali erano stati previsti e dati per certi già nelle precedenti settimane. Ad aprire la kermesse sarà La Vénus Électrique di Pierre Salvadori, commedia romantica ambientata nella Parigi del 1928 con Pio Marmai e Anaïs Demoustier. Nessun film italiano è presente nella selezione ufficiale e nemmeno nelle sezioni collaterali annunciate finora. Non accadeva dal 2017.

L’elenco dei film in concorso a Cannes 2026

Ecco l’elenco dei film in concorso per la Palma d’oro:

  • Minotaur di Andrey Zvyagintsev
  • El ser querido di Rodrigo Sorogoyen
  • The man I love di Ira Sachs
  • Fatherland di Pawel Pawlikowski
  • Moulin di Laszlo Nemes
  • Histoire de la nuit di Lea Mysius
  • Fjord di Cristian Mungiu
  • Notre salut di Emmanuel Marre
  • Gentle monster di Marie Kreutzer
  • Nagi notes di Koji Fukada
  • Hope di Na Hong-jin
  • Sheep in the box di Hirokazu Kore-eda
  • Garance di Jeanne Herry
  • The unknown di Arthur Harrari
  • All of a sudden di Ryusuke Hamaguchi
  • The dreamed adventure di Valeska Grisebach
  • Coward di Lukas Dhont
  • La bola negra di Javier Ambrossi e Javier Calvo
  • La vie d’une femme di Charline Bourgeois-Taquet
  • Parallel tales di Asghar Farhadi
  • Amarga Navidad di Pedro Almodóvar

L’elenco dei film fuori concorso a Cannes 2026

Questi invece i titoli fuori concorso:

  • Diamond di Andy Garcia
  • Her private hell di Nicolas Winding Refn
  • L’Abandon di Vincent Garenq
  • Karma di Guillaume Canet
  • L’Objet du delit di Agnes Jaoui
  • L’Âge de fer di Antonin Baudry
  • La Vénus électrique di Pierre Salvadori (film di apertura)

Il Nyt rivela l’identità dell’inventore del Bitcoin, ma il diretto interessato nega

Chi si cela dietro Satoshi Nakamoto, pseudonimo del fondatore del Bitcoin, la prima e più celebre delle criptovalute? A dare una risposta, dopo 17 anni di mistero, è il New York Times, che ha pubblicato una lunga inchiesta al riguardo: si tratterebbe di Adam Back, esperto informatico e di crittografia britannico, che però si è affrettato a smentire la “scoperta” del quotidiano statunitense.

Il Nyt rivela l’identità dell’inventore del Bitcoin, ma il diretto interessato nega
Una statua dedicata a Satoshi Nakamoto ad Hanoi (Ansa).

La lunga inchiesta del New York Times

L’inchiesta del Nyt è durata un anno. Al setaccio, tra le altre cose, centinaia di email scambiate nei primi giorni del Bitcoin dal programmatore finlandese Martti Malmi con Satoshi Nakamoto. Il quotidiano spiega poi che Back e il suo possibile alter ego «erano coinvolti nei Cypherpunks, gruppo di anarchici nato nei primi Anni 90 che voleva utilizzare la crittografia, ovvero l’arte di proteggere le comunicazioni tramite codice, per proteggere gli individui dalla sorveglianza e dalla censura governativa». Satoshi Nakamoto, in seguito, avrebbe progettato il Bitcoin seguendo – praticamente alla lettera – le intuizioni e le indicazioni di Back su una valuta elettronica in grado di impedire l’interferenza dei governi nelle transazioni finanziarie. Le coincidenze non finiscono qui. Back, che ha un dottorato in sistemi informatici distribuiti (quale è il Bitcoin), ha ideato Hashcash, sistema basato sulla risoluzione di puzzle statistici: la combinazione con un’altra idea di denaro elettronico chiamata b-money, proposta da un altro membro dei Cypherpunk, fu il modello usato da Satoshi per creare il Bitcoin. Inoltre il New York Times ha raccolto gli archivi di tre mailing list su Internet frequentate dai Cypherpunks: la scrittura usata da Back è risultata la più vicina a quella di Satoshi, che è scomparso dal 2011 dai forum online e nelle discussioni tra sviluppatori. E nei tre anni precedenti, in cui era stato particolarmente attivo, aveva smesso di scrivere proprio Back.

La smentita di Back: «Non sono io Satoshi»

«Non sono io Satoshi Nakamoto», ha scritto su X Back, che ha 55 anni ed è amministratore delegato della società di blockchain Blockstream: «Fin dall’inizio ero fortemente concentrato sulle implicazioni positive della crittografia per la società, sulla privacy online e sul denaro elettronico. Ma le prove presentate dal New York Times sono una combinazione di coincidenze e di espressioni simili usate da persone con esperienze e interessi analoghi».