Rischio escalation in Medio Oriente: attacco Usa contro l’isola di Qeshm

Nonostante l’intensificarsi degli sforzi diplomatici volti a scongiurare un possibile ritorno a un conflitto attivo dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, l’Iran e gli Usa sono ben lontani dal raggiungere un accordo per porre fine alla guerra. Lo ha dichiarato un alto funzionario di Teheran all’agenzia Reuters. In effetti, durante la notte le forze americane hanno lanciato un attacco contro l’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz: c’è il rischio di una nuova escalation.

L’operazione Usa avrebbe preso di mira missili terra-aria iraniani

Funzionari statunitensi hanno detto alla CNN che l’operazione ha preso di mira missili terra-aria utilizzati da Teheran contro risorse americane: sarebbe stato insomma un bombardamento “difensivo”. Secondo fonti di Axios, il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica ha lanciato un missile dall’isola di Qeshm contro un caccia americano in volo sullo Stretto di Hormuz. Il Wall Street Journal scrive che, oltre all’attacco a jet Usa, il 2 novembre i pasdaran hanno lanciato un missile sempre da Qeshm contro navi mercantili: il razzo sarebbe stato intercettato dalle forze Usa. Nel frattempo, i Guardiani della rivoluzione hanno dichiarato di aver abbattuto, sempre durante la notte, un drone statunitense MQ-9 nei cieli a est di Hormuz.

Trump ha detto che le forze Usa potrebbero «dover colpire Fordo»

Dopo il raid contro l’isola di Qeshm, avvenuto alla vigilia delle elezioni di midterm (Benjamin Netanyahu spinge nuovi massicci attacchi dopo il voto), Donald Trump ha affermato che le forze Usa potrebbero «dover colpire Fordo», ovvero il principale e più protetto impianto sotterraneo iraniano per l’arricchimento dell’uranio: «Non sarebbe un problema. Possiamo farlo entro un’ora e in qualsiasi momento», ha detto il capo della Casa Bianca intervistato da Fox News. Secondo quanto riferito al Wall Street Journal da funzionari statunitensi che hanno richiesto l’anonimato, l’azione contro Qeshm rientra in una serie di attacchi limitati condotti nelle ultime settimane dagli Stati Uniti contro l’Iran.

TRA CANTONE E DE ROBERTO

Alberto Cuomo

“Gli assassini tornano sempre sul luogo del delitto” è l’aforisma della criminologia e della giallistica cui, nel caso dell’architetto Bianca De Roberto, richiamata a circa 80 anni quale consulente dell’Ufficio Urbanistica del Comune, può aggiungersi il motto “il pericolo è il mio mestiere” dato il suo non temere di essere coinvolta in questioni giuridiche complesse, oltretutto con la stella di De Luca calante. L’architetto De Roberto era dirigente urbanista del Comune di Salerno allorchè fu redatto, con il suo significativo contributo, il disastroso Puc firmato Bohigas che ha consentito di affogare la nostra città nel cemento speculativo. Ciò malgrado con De Luca fosse edotta dall’ex sindaco Vincenzo Giordano, del fatto che, priva di servizi, Salerno non avrebbe potuto avere neppure un metrocubo residenziale oltre quelli in essere. E infatti anni prima Giordano, con la scelta di far redigere un nuovo Piano regolatore mediante la cosiddetta “manovra urbanistica”, ovvero definendo progetti attuativi per ciascun quartiere, emanò nel 1989 la delibera 71 secondo cui: era impedito avviare nuove lottizzazioni al di fuori dei piani già approvati; erano congelate le aree di espansione; venivano vincolate grandi porzioni di territorio a destinazioni d’uso pubbliche o di interesse collettivo intese a reperire gli standard dei servizi. La storia è nota: la forte opposizione degli speculatori edilizi mise in difficoltà Giordano, ostacolato dai suoi alleati di governo e dal suo stesso partito, il PSI facente capo all’allora ministro Carmelo Conte, sino alla finale batosta dell’accusa penale con carcere per reati inesistenti inflittagli dal sostituto procuratore Michelangelo Russo. Ora De Luca, si direbbe in una goffa parodia di Giordano, declama a sua volta lo slogan “cemento zero” mentre riconferma in toto il Piano-Bohigas anche chiamando a consulere l’architetto De Roberto, responsabile di quel Piano che ha annientato Salerno e la sua storia.Viene da pensare che, invece di fare da consulente tecnico, l’architetto De Roberto debba agire da assessore-ombra all’urbanistica, dal momento quello in carica, Dario Loffredo, non si mostra padrone della materia. Oltretutto Loffredo ha spesso magnificato l’intervento del “Parco D’Agostino” senza sapere forse che l’impresa Marinelli, magna pars nel lavoro, è stata colpita da interdittiva antimafia e che l’ente appaltante ben potrebbe sostituirla nel consorzio. Al contrario l’assessore si astiene dal farlo e frattanto deforma la fabbrica “Ernestine”, gioiellino modernista salernitano per sostituirla forse con altro cemento. Né si comprende perchè esalti tanto il progetto del parco in un’area poco urbanizzata, dal momento si sa, sin dal primo Novecento, che i parchi sono il grimaldello utile ad aprire i territori circostanti verso corpose urbanizzazioni, come fu per Central Park a New York nel 1875. Considerando che l’impresa Marinelli interdetta è anche appaltatrice dei lavori per la cosiddetta porta-ovest, è legittimo chiedersi quale atteggiamento assumerà l’architetto De Roberto nei suoi confronti. Qual è il suo parere sugli assurdi svincoli volanti intesi a raccordare il porto all’autostrada, o sul banchinamento del mare nel porto commerciale, o sul progetto del porticciolo. Un’altra gatta da pelare che l’attende riguarda il progetto del nuovo albergo alla foce dell’Irno, e forse per questo De Luca l’ha chiamata di nuovo essendo stata l’interprete della legge del post terremoto. Orbene l’art.8 della legge 730/86 impone che la destinazione delle aree di sedime degli stabilimenti ammessi alla delocalizzazione ai sensi dell’articolo 21 della legge 14 maggio 1981, n. 219 sia determinata con convenzione da stipularsi tra Ministero e comune, ”vincolata a soddisfare esigenze produttive, sociali e pubbliche”. Orbene, in quella stipulata a Salerno l’area della foce dell’Irno è stata esplicitamente destinata a “pubblica utilità” in ragione del prezzo agevolato, tale da non consentire utili in proprio da parte dell’amministrazione. In particolare, con il Certificato di Destinazione Urbanistica allegato al rogito notarile si qualificavano formalmente le particelle di terreno dell’ex cementificio come “aree destinate al recupero degli standard, a spazi e attrezzature pubbliche, verde e parcheggi”. Si profila in tal modo il danno sia per la comunità che vede sottratto un suo bene a vantaggio di un privato (anche in questo caso pare ci sia l’ombra di Marinelli) sia del contraente privato, l’Italcementi, che ben avrebbe potuto chiedere di partecipare ad una utilizzazione dell’area molto remunerativa, avendola ceduta ad un prezzo conveniente per l’Ente comunale, inferiore al suo valore di suolo edificabile. Sebbene diverse leggi riconoscano gli alberghi tra le attività produttive il Piano Urbanistico di Salerno entrato in vigore il 24 gennaio 2007 indica all’art. 41 delle Norme Tecniche di Attuazione quali siano le “Destinazioni produttive” senza vi siano nominati gli alberghi, fissati invece autonomamente nell’articolo n. 42. Né essi corrispondono a “esigenze sociali e pubbliche” intese propriamente nei servizi (verde, scuole parcheggi) essendo strutture private rivolte a esigenze private secondo quanto annota la Cassazione penale individuandoli quali “private dimore”. E’ indubbio che la questione sia complessa, ma anche che la mggioranza dei cittadini si senta defraudata per aver perso un suolo indicato, non solo dalle carte burocratiche, ad accogliere servizi pubblici… poi ci si lamenti poi che gli studenti con le casalinghe scendano in piazza.

L'articolo TRA CANTONE E DE ROBERTO proviene da Le Cronache.

Controne, Amministrative, spuntano i primi nomi

Si chiama “Insieme ora” il nuovo progetto politico che si prepara a scendere in campo a Controne in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera. Un nome che racchiude la volontà di costruire un percorso condiviso, fondato sulla partecipazione, sul dialogo e sul coinvolgimento della comunità. A raccontare lo spirito dell’iniziativa è anche il simbolo scelto dalla lista: la piazza principale del paese, con il suo caratteristico zampillo, i quattro lecci che la incorniciano e le panchine. Un luogo simbolico, da sempre punto di incontro e confronto tra generazioni, teatro della vita quotidiana e custode della memoria collettiva. La presentazione ufficiale si è svolta proprio nella piazza del paese, nel giorno di Ognissanti, alla presenza di oltre un centinaio di cittadini che hanno accolto con entusiasmo la nascita del nuovo soggetto politico. Un primo appuntamento pubblico che segna l’avvio del percorso elettorale e che, nelle intenzioni dei promotori, rappresenta anche l’occasione per riportare al centro del dibattito politico le esigenze della comunità, le prospettive di sviluppo e il futuro del territorio. A guidare la lista sarà Donato Perillo, conosciuto da tutti come “Danny”, 45 anni, medico psichiatra in servizio presso l’ospedale di Oliveto Citra. La sua candidatura è stata condivisa all’unanimità dai componenti del gruppo, che hanno individuato nella sua figura il punto di riferimento attorno al quale costruire una proposta amministrativa per i prossimi cinque anni. A presentarlo ufficialmente è stato Alfonso Martiello, presidente del neonato Comitato elettorale, che ne ha sottolineato le qualità umane e professionali. «Umile e mai arrogante, cordiale e mai attizzoso, leale e mai falso, stimato per la sua professionalità», ha dichiarato Martiello, evidenziando le ragioni che hanno portato alla scelta del candidato sindaco. «Voluto e benvoluto da tutti – ha aggiunto – abbiamo scelto lui per la guida del governo di Controne per i prossimi cinque anni, anche perché, parodiando Pino Daniele, “ll’aria s’adda cagnà!”». Un’espressione che sintetizza la volontà di cambiamento rivendicata dal gruppo e il desiderio di aprire una nuova fase nella vita politica e amministrativa del paese. Nel suo intervento, Perillo ha intrecciato riflessioni politiche, ricordi personali e un forte sentimento di riconoscenza verso la comunità nella quale è cresciuto. Il candidato sindaco ha delineato la propria idea di paese, immaginando una Controne più giusta, onesta e unita, nella quale il rispetto reciproco possa tornare a rappresentare il fondamento dei rapporti tra cittadini e istituzioni. Un progetto che, almeno nelle intenzioni, vuole partire prima di tutto dalle persone, recuperando il valore dell’ascolto e della partecipazione. Perillo ha infatti posto l’accento sulla necessità di ricostruire un clima di armonia e collaborazione, superando le divisioni e favorendo un confronto capace di coinvolgere l’intera comunità, al di là delle differenti appartenenze e sensibilità politiche. Non è mancato un passaggio particolarmente personale sulle motivazioni che lo hanno spinto ad accettare la candidatura. Una scelta che il medico ha raccontato non soltanto come impegno politico, ma anche come gesto di gratitudine nei confronti del paese e delle persone che hanno accompagnato il suo percorso di vita. Perillo ha spiegato di essersi candidato per «restituire qualcosa alla vita che mi ha dato tanto e dire grazie a chi mi ha permesso di essere quello che oggi sono, ovvero la mia famiglia, gli anziani per il sapere che mi hanno trasmesso, i ragazzi più grandi di me, e in generale tutta la gente di questo paese nelle cui vie sono cresciuto e dove, giocando, ho imparato a sognare». Parole che restituiscono il legame con le proprie radici e che pongono al centro della candidatura il senso di appartenenza a una comunità. Un sentimento che Perillo intende tradurre in un impegno concreto, mettendo a disposizione del paese la propria esperienza personale e professionale. Il candidato ha quindi richiamato il valore della responsabilità individuale e collettiva, sottolineando come l’impegno amministrativo debba essere interpretato soprattutto come una forma di servizio. Da qui il dovere morale e politico «di fare la mia parte, perché credo che ciascuno di noi debba contribuire, nel suo piccolo, alla costruzione di un mondo migliore dedicando una parte del proprio tempo agli altri». Un messaggio che punta a restituire centralità alla dimensione civica della politica, intesa non come terreno di contrapposizione personale, ma come strumento attraverso il quale contribuire al benessere collettivo e alla crescita del territorio. La nascita di “Insieme ora” apre dunque una nuova fase nel percorso verso le elezioni amministrative di Controne. Nei prossimi mesi il gruppo sarà chiamato a trasformare i principi annunciati durante la presentazione in una proposta programmatica, individuando priorità, interventi e obiettivi da sottoporre al giudizio degli elettori. Al centro del progetto, almeno in questa prima fase, emerge la volontà di recuperare il senso di comunità e ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazione. Dialogo, rispetto, giustizia, gentilezza e armonia sono i valori indicati dai promotori come punti di partenza per un cambiamento che ritengono necessario dopo anni segnati, a loro giudizio, da un clima di divisione. La sfida, adesso, sarà tradurre questi propositi in contenuti amministrativi concreti e dimostrare che l’unità richiamata nel nome della lista possa diventare un metodo di governo. Intanto, con la presentazione di Donato Perillo, la campagna elettorale entra nel vivo e Controne comincia a guardare al prossimo appuntamento con le urne.

L'articolo Controne, Amministrative, spuntano i primi nomi proviene da Le Cronache.

Cisambiente coniuga sport e ambiente a Ecomondo 2026

(Adnkronos) – Campioni nello sport, campioni per l’ambiente: sono loro i protagonisti dell’edizione 2026 di Cisambiente Confindustria a Ecomondo. A Rimini, il percorso si apre parlando di podio e si conclude con i campioni del futuro, gli studenti vincitori della prima edizione del Progetto Lic-Eco. Un filo rosso collega così le glorie dello sport italiano ai giovani impegnati sui temi dell’ambiente e dell’economia circolare. 

Martedì 3 novembre, alle 16.00, al Palco centrale (Innovation Arena, Hall Sud), si terrà la quarta edizione del Premio Lo Sport per la Vita – La Vita per l’Ambiente. L’area Sport e Ambiente di Cisambiente Confindustria, ideata da Silvano Martinotti, presidente di Sport e Ambiente, rinnova così il riconoscimento a personalità che uniscono la passione sportiva a valori etici e impegno sociale. Protagonisti saranno due glorie del passato sportivo italiano: Francesco Moser, campione del mondo di ciclismo su strada e vincitore del Giro d’Italia, e Patrizio Oliva, campione olimpico e mondiale di pugilato. Non saranno soli: accanto a loro saranno premiati Carolina Foresti, atleta paralimpica e attuale gloria del medagliere italiano, e Vincenzo Maria Cozzoli, presidente del CdA di Htr Bonifiche, consigliere generale di Cisambiente, rappresentante del mondo associativo e appassionato corridore. 

Dai podi dello sport, dai medaglieri olimpici e dalle strade del Giro d’Italia si arriva così ai banchi di scuola: giovani appassionati, protagonisti di un percorso che li accompagna a diventare campioni del futuro e custodi del Pianeta. Venerdì 6 novembre, ultima giornata di Ecomondo, alle 12.00 in Sala Ravezzi 2, Cisambiente premierà i giovani protagonisti della prima edizione del Progetto Lic-Eco. Il Progetto Lic-Eco, iniziativa di Cisambiente rivolta ai licei italiani, ha preso avvio con gli studenti del liceo ‘Città di Sansepolcro’ e proseguirà in altri istituti superiori. Il percorso li ha avvicinati all’ambiente e all’economia circolare attraverso il confronto con le imprese, i processi industriali e le soluzioni per l’uso efficiente delle risorse. I ragazzi hanno elaborato analisi sulla propria realtà locale e nuovi spunti di riflessione; a Ecomondo saranno premiati i tre gruppi di lavoro classificati ai primi posti.  

“Lo sport è disciplina, conoscenza di sé e rispetto degli altri. Per questo valorizzarne l’importanza anche sul piano sociale è fondamentale in un ambito come quello ambientale, che riguarda tutti trasversalmente. Con il Progetto Lic-Eco avviciniamo gli studenti ai processi industriali e li accompagniamo a diventare protagonisti consapevoli del futuro, valorizzandone la capacità di analisi e il senso critico”, dichiara Lucia Leonessi, direttore generale di Cisambiente Confindustria. 

—

economia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

L'articolo Cisambiente coniuga sport e ambiente a Ecomondo 2026 proviene da Le Cronache.

Baronissi. Il sindaco Petta: Al fianco di don Luigi Merola

Il Comune di Baronissi esprime la propria vicinanza a don Luigi Merola e alla Fondazione “’A voce d’e creature” dopo il furto dell’autovettura utilizzata per le attività quotidiane a favore dei ragazzi. Un episodio che colpisce una realtà da anni impegnata sul fronte dell’educazione, dell’inclusione e della legalità, offrendo ai giovani opportunità concrete di crescita e percorsi alternativi alla strada. L’autovettura rappresentava uno strumento importante per garantire gli spostamenti e supportare le attività della Fondazione, consentendo di portare avanti un lavoro quotidiano a sostegno dei ragazzi e delle loro famiglie. La sua sottrazione costituisce una difficoltà concreta per un’organizzazione che, da anni, rappresenta un punto di riferimento nel contrasto al disagio giovanile e nella promozione di una cultura fondata sul rispetto delle regole e sulla responsabilità sociale. Di fronte a quanto accaduto, l’Amministrazione comunale di Baronissi intende promuovere un appello alla solidarietà, coinvolgendo cittadini, associazioni, imprenditori e quanti desiderano contribuire all’acquisto di una nuova autovettura. L’obiettivo è trasformare la vicinanza istituzionale in un sostegno concreto, affinché il furto subito non comprometta la continuità delle attività e dei servizi offerti dalla Fondazione.

“Le istituzioni hanno il dovere di essere vicine a chi ogni giorno lavora per il bene comune. La Fondazione di don Luigi Merola rappresenta una realtà importante, impegnata a costruire opportunità per i giovani e a offrire risposte concrete a situazioni di difficoltà. Quanto accaduto non deve fermare questo lavoro. Per questo vogliamo rivolgere un appello alla generosità delle persone, affinché ciascuno possa contribuire secondo le proprie possibilità. Non è importante l’entità del singolo contributo, ma la capacità di una comunità di unirsi per raggiungere un obiettivo comune. La solidarietà non deve restare soltanto un principio, ma diventare una scelta concreta”, dichiara la Sindaca di Baronissi, Anna Petta.

“Il lavoro svolto dalla Fondazione rappresenta un presidio importante sul fronte della prevenzione, dell’educazione e della cultura della legalità. Come assessore alla Sicurezza ritengo fondamentale sostenere le realtà che ogni giorno operano per contrastare il disagio e offrire ai ragazzi prospettive diverse. Il furto dell’autovettura è un fatto che non può lasciarci indifferenti. Dobbiamo trasformare l’indignazione in un gesto concreto di solidarietà, coinvolgendo cittadini, associazioni e mondo imprenditoriale. Anche un piccolo contributo, se condiviso da tante persone, può diventare un aiuto significativo. L’obiettivo è consentire alla Fondazione di acquistare un nuovo mezzo e proseguire senza ulteriori difficoltà il proprio impegno a favore dei giovani”, dichiara l’assessore alla Sicurezza Alfonso Farina.

L’Amministrazione comunale invita cittadini, associazioni, imprese e realtà del territorio a raccogliere questo appello e a sostenere, secondo le proprie possibilità, la Fondazione “’A voce d’e creature”. La partecipazione di tanti può rappresentare un aiuto concreto per consentire alla Fondazione di dotarsi nuovamente di un mezzo indispensabile per le proprie attività e continuare a garantire il proprio impegno quotidiano accanto ai giovani e alle loro famiglie.

“Una comunità si riconosce anche dalla capacità di sostenere chi lavora ogni giorno per gli altri. Essere vicini a don Luigi Merola e alla sua Fondazione significa sostenere un impegno che riguarda il futuro dei nostri ragazzi e il valore della solidarietà”, conclude la Sindaca Anna Petta.

L'articolo Baronissi. Il sindaco Petta: Al fianco di don Luigi Merola proviene da Le Cronache.

Brescia, 21enne uccide la madre a coltellate poi si consegna ai carabinieri

(Adnkronos) – Un giovane di 21 anni nella notte ha ucciso la madre a coltellate nella casa di famiglia a Chiari, in provincia di Brescia. Il giovane è fuggito dal luogo del delitto, per poi costituirsi ai carabinieri di Cremona. I militari hanno avviato le indagini per ricostruire quanto accaduto e chiarire le ragioni del gesto.  

Il giovane che ha ucciso la mamma si chiama Eduart Xhani, è nato a San Bonifacio ed è di origini albanesi. La vittima si chiama Meleqe Lusha, 39enne nata in Albania. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Chiari che hanno trovato la salma della donna e i militari del Sis del Comando Provinciale di Brescia stanno procedendo ai rilievi del caso. 

 

—

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

L'articolo Brescia, 21enne uccide la madre a coltellate poi si consegna ai carabinieri proviene da Le Cronache.

Witkoff annuncia un trilaterale Usa-Russia-Ucraina ad Abu Dhabi

Funzionari statunitensi, ucraini e russi terranno un incontro trilaterale ad Abu Dhabi il 10 e l’11 novembre, nel tentativo di «portare avanti la missione del presidente Donald Trump volta a porre fine alla guerra». Lo ha reso noto Steve Witkoff, inviato speciale della Casa Bianca, spiegando che gli Stati Uniti svolgeranno il ruolo di mediatori in negoziati a livello tecnico tra Ucraina e Russia che «si concentreranno sugli accordi di sicurezza per il dopoguerra, sulla de-escalation, sugli interventi umanitari e sui passi successivi verso la pace». Questa settimana, ha poi aggiunto, i negoziatori Usa incontreranno anche rappresentanti di Francia, Germania, Regno Unito, Unione europea e Nato a Bruxelles, per discutere «dell’architettura di sicurezza europea nel dopoguerra e delle opportunità economiche a sostegno della ricostruzione» dell’Ucraina. «Il nostro auspicio è quello di consolidare i progressi già compiuti a Kyiv, Oslo e San Pietroburgo, puntando a un accordo di pace globale e duraturo che garantisca una sicurezza stabile per le generazioni a venire», ha concluso Witkoff.

Elicottero caduto in Bosnia, oggi i funerali solenni: presenti Mattarella e Meloni

(Adnkronos) – Sia il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che la premier Giorgia Meloni sono arrivati alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri dove si stanno per celebrare oggi martedì 3 novembre i funerali solenni dei quattro militari morti nell’incidente dell’elicottero in Bosnia: Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci.  

Le salme delle 4 vittime sono rientrate in Italia ieri lunedì 2 novembre a bordo di un C130. Ad accogliere i feretri, con i familiari, il capo dello Stato, la presidente del Consiglio e i ministri degli Esteri e della Difesa Antonio Tajani e Guido Crosetto. Ad avvolgere le bare il Tricolore. 

Dopo l’arrivo, Mattarella ha reso omaggio alle vittime una a una, chinando il capo in segno di deferenza. La camera ardente allestita al Celio è rimasta aperta al pubblico fino alle 20, nella cappella Salus infirmorum. Tra le corone quella del ministro della Difesa e quella del capo di stato maggiore dell’Esercito.  

L’elicottero militare italiano è precipitato lo scorso 29 ottobre. A bordo del velivolo, un elicottero CH-47 italiano (la scheda), impegnato nell’ambito dell’operazione Eufor Althea, si trovavano complessivamente 15 persone. 

—

politica

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

L'articolo Elicottero caduto in Bosnia, oggi i funerali solenni: presenti Mattarella e Meloni proviene da Le Cronache.

Attacchi hacker ai supermercati, convocato vertice urgente a Palazzo Chigi

È stata convocata per martedì 3 novembre alle 11.30 a Palazzo Chigi una riunione per fare il punto sull’ondata di attacchi hacker che hanno colpito in Italia e in Europa i sistemi di refrigerazione dei supermercati. A coordinarla il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Parteciperanno il direttore dell’agenzia per la cybersicurezza nazionale e i direttori delle agenzie di intelligence. La notizia è arrivata dopo che sono stati colpiti centri commerciali in mezza Europa, dal Belgio alla Svezia fino a Lussemburgo, Olanda, Finlandia, Irlanda ed Estonia. In particolare, sono state alterate da remoto le temperature degli impianti di refrigerazione che sono arrivati anche a toccare i 50 gradi. L’agenzia per la cybersicurezza nazionale ha lanciato un’allerta agli operatori della grande distribuzione, della logistica alimentare e della filiera del freddo, invitando le imprese a verificare con urgenza l’eventuale esposizione online dei sistemi di controllo e teleassistenza e a isolarli dalle reti aziendali.

Colpiti supermercati anche in Italia

Anche l’Italia è stata interessata dagli attacchi. Guasti si sono registrati in Sicilia, in sei punti vendita, ma segnalazioni sono arrivate anche da un’azienda toscana operante nella ristorazione collettiva e da una dell’Emilia Romagna attiva nella produzione dei surgelati.

Estorsione ad Aniello Pappacena: 19 indagati

Catanzaro/Nocera Inferiore. Non solo l’estorsione nei confronti della società Soigea dell’imprenditore Aniello Pappacena di Sarno ma anche un traffico di droga con rifornimento nell’agro nocerino: emerge nella conclusione delle indagini a carico di 19 persone emessa dalla Dda di Catanzaro e che riguarda la cosca calabrese Manfredi-Nicoscia di Isola Capo Rizzuto, collegata alla famiglia Arena. Secondo la pubblica accusa, a impartire ordine dal carcere Pasquale detto “Scarface”. Il blitz fu denominato “Libeccio” e scattò lo scorso 10 marzo scorso con 19 arresti eseguiti dai carabinieri di Crotone. L’operazione aveva consentito agli inquirenti di smantellare il gruppo ‘ndranghetistico dei Manfredi-Nicoscia che sarebbe stato in grado di comandare nei territori di riferimento a colpi di estorsioni, danneggiamenti e traffici di droga. Rispondono tutti di associazione mafiosa, accesso indebito di cellulari in carcere aggravato dalla finalità mafiosa, estorsione aggravata dalla mafiosità, associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico aggravata dalla finalità mafiosa e spaccio di droga aggravato dalla mafiosità. La denuncia del patron dell’impresa Soigea Pappacena arrivò dopo l’incendio che distrusse 5 mezzi e la protesta della gente di Isola Capo Rizzuto. Il fuoco venne appiccato nella notte del 22 aprile 2024 e innescò un maxi incendio che distrusse cinque mezzi pesanti della ditta Soigea. Le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza immortalarono l’autore del rogo mentre fuggiva, ma era impossibile riconoscerlo. Andarono completamente distrutti escavatori, bobcat, autocarri. L’importante impresa, braccio operativo dell’Enel in un vasto territorio, era finita nella morsa delle cosche di Isola Capo Rizzuto. In particolare, della fazione di ‘ndrangheta capeggiata da Pasquale Manfredi, da sempre collegata alla cosca Nicoscia. Un episodio che suscitò indignazione nella comunità, che scese in piazza con in testa la sindaca Maria Grazia Vittimberga per manifestare solidarietà ai lavoratori. L’inchiesta trae le mosse anche dalla denuncia presentata da Aniello Pappacena, fondatore dell’impresa, già finita nel mirino del “locale” di ‘ndrangheta di Cirò. Uno dei capi d’accusa dell’inchiesta che portò nel 2023 all’operazione Ultimo Atto ha a che fare proprio con le estorsioni patite da Soigea nel Cirotano. Ma in ogni posto della Calabria in cui la ditta esegue appalti commissionati da Enel si presentano gli uomini dei clan. Per questo Pappacena aveva “catechizzato” i suoi collaboratori, chiedendo loro di informarlo di ogni richiesta estorsiva. E venne fuori che prima e dopo l’incendio avevano fatto pressioni sul capo cantiere alcuni uomini delle cosche. Volevano parlare col titolare. Si erano detti disponibili ad essere contattati telefonicamente. «Non siamo noi che dobbiamo telefonare a lui ma è lui che deve rintracciare noi”, precisavano. Intanto, le indagini convergevano sulle figure di due indagati, che, conversando tra loro, discutevano della strategia da adottare per imporsi con decisione. In questo contesto i carabinieri del Reparto operativo di Crotone e la Dda di Catanzaro hanno captato l’intercettazione chiave. La pistola fumante, per così dire. “Noi che gli abbiamo fatto 500 mila euro di danni. Gli hai bruciato un bobcat, un escavatore”. Così Liberti si rivolgeva a Capicchiano (indagati), secondo la ricostruzione accusatoria. Soigea, infatti, non si piegava alle pretese estorsive. La cosca inoltre allungò sulla vendita degli stupefacenti (cocaina e hashish), reperiti dai fornitori di Napoli, Torre del Greco e Nocera Inferiore. Ora la conclusione delle indagini per 19 indagati che avranno 20 giorni di tempo per rendere dichiarazioni ai tre magistrati titolari del fascicolo d’inchiesta ( Sarah Cacciaguerra, Stefania Caldarelli e Corrado Cubellotti) prima della richiesta di processo per tutti.

L'articolo Estorsione ad Aniello Pappacena: 19 indagati proviene da Le Cronache.

Attacco a centro aiuti in Ucraina, 29 morti a Komysuhvakha. Witkoff annuncia trilaterali ad Abu Dhabi

(Adnkronos) – Il bilancio delle vittime dei raid aerei russi di ieri a Komysuhvakha, nella regione di Zaporizhzhia, è salito a 29 morti. Lo ha riferito su Telegram Ivan Fedorov, co-presidente del Consiglio di Difesa dell’Oblast di Zaporizhzhia, secondo cui i russi hanno attaccato la comunità con un Fab-3000, colpendo persone che erano venute a ricevere aiuti umanitari. 

 

Le forze russe hanno intanto colpito nella notte una struttura medica a Kharkiv con una bomba aerea, causando il ferimento di 62 persone e l’evacuazione di circa 200 pazienti, secondo quanto riferito dalle autorità locali. Kharkiv, con una popolazione di circa 1,4 milioni di abitanti, è la seconda città più grande dell’Ucraina e si trova a soli 30 chilometri dal confine russo. La città è stata ripetutamente bersagliata da attacchi missilistici, con droni e bombardamenti aerei russi sin dall’inizio della guerra su vasta scala. 

Secondo il sindaco di Kharkiv, Ihor Terekhov , l’attacco ha colpito un’area che collega diversi edifici di una struttura medica nel quartiere di Nemyshlianskyi, nella città. Il raid ha danneggiato più di 1.000 finestre tra la struttura medica e gli edifici residenziali circostanti. Terekhov ha dichiarato che circa 200 pazienti sarebbero stati evacuati verso altre strutture mediche mentre i servizi di emergenza operavano sul posto. Il sindaco ha aggiunto che le forze russe hanno condotto un attacco combinato contro la città, utilizzando missili balistici e bombe aeree guidate. 

 

“Gli Stati Uniti faranno da mediatori nei negoziati a livello tecnico tra Ucraina e Russia, che si terranno il 10 e l’11 novembre ad Abu Dhabi, portando avanti l’obiettivo del presidente Trump di porre fine alla guerra. Le discussioni si concentreranno sugli assetti di sicurezza nel dopoguerra, sulla de-escalation, sugli interventi umanitari e sui passi successivi verso la pace”, scrive intanto l’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, su X. 

“Inoltre, questa settimana a Bruxelles, i negoziatori americani incontreranno i rappresentanti di Francia, Germania, Regno Unito, Unione Europea e Nato per discutere delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, dell’architettura di sicurezza europea nel dopoguerra e delle opportunità economiche a sostegno della ricostruzione del Paese. Il nostro auspicio è quello di consolidare i progressi già compiuti a Kiev, Oslo e San Pietroburgo, puntando a un accordo di pace globale e duraturo che garantisca una sicurezza stabile per le generazioni a venire”. 

 

Riuniti nell’ambito della Forza multinazionale per l’Ucraina (MNF-U), gli alleati di Kiev – sotto la guida di Francia e Regno Unito – condurranno per la prima volta in Polonia un’esercitazione su larga scala, volta a testare la loro capacità di dispiegarsi e operare congiuntamente sul campo. Circa 2.800 militari provenienti da dieci Paesi – Belgio, Estonia, Francia, Germania, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Spagna e Svezia – prenderanno parte all’esercitazione, denominata “Koalicja” (coalizione in polacco), che si terrà in Polonia dal 9 al 22 novembre. L’annuncio è stato dato da Londra e Parigi in un comunicato congiunto. 

La MNF-U, istituita nel marzo 2025 e dichiarata operativa quest’estate, ha lo scopo di dispiegarsi rapidamente non appena verrà firmato un cessate il fuoco, al fine di aiutare l’Ucraina a scoraggiare, in futuro, qualsiasi ulteriore aggressione da parte della Russia. 

 

—

internazionale/esteri

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

L'articolo Attacco a centro aiuti in Ucraina, 29 morti a Komysuhvakha. Witkoff annuncia trilaterali ad Abu Dhabi proviene da Le Cronache.

Champions League, oggi Feyenoord-Inter: orario, probabili formazioni e dove vederla

(Adnkronos) – L’Inter torna in campo in Champions League. Oggi, martedì 3 novembre, la squadra di Chivu affronta il Feyenoord a Rotterdam nella quarta partita della fase campionato. I nerazzurri, a 3 punti dopo le prime tre giornate, sono chiamati alla reazione dopo il ko nel derby contro il Milan in campionato. Dall’altra parte, anche gli olandesi hanno raccolto 3 punti nel torneo (grazie alla vittoria per 3-2 contro il Como nella seconda gara). Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.  

Ecco le probabili formazioni di Feyenoord-Inter, in campo alle 21: 

Feyenoord (4-3-3) Ernst; Read, St. Juste, Mármol, López; Zechiël, Vanhoutte, Targhalline; Hadj Moussa, Ferri, Valente. All. Van Bronckhorst 

Inter (3-5-2) J. Martinez; Bisseck, Akanji, Carlos Augusto; Luis Henrique, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Thuram, Esposito. All. Chivu 

La partita tra Feyenoord e Inter sarà visibile in diretta tv su Sky Sport, ma anche in streaming su Sky Go e Now.  

—

sport

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

L'articolo Champions League, oggi Feyenoord-Inter: orario, probabili formazioni e dove vederla proviene da Le Cronache.

Champions League, oggi Manchester United-Roma: orario, probabili formazioni e dove vederla

(Adnkronos) – La Roma torna in campo in Champions League. Oggi, martedì 3 novembre, la squadra di Gasperini vola in Inghilterra per la trasferta contro il Manchester United a Old Trafford. I giallorossi, reduci dal successo in campionato contro l’Udinese, hanno collezionato quattro punti nelle prime tre uscite del torneo. I Red Devils hanno invece raccolto fin qui tre punti, frutto del successo per 4-0 contro il Sabah alla prima giornata. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.  

Ecco le probabili formazioni di Manchester United-Roma, in campo alle 21:  

Manchester United (4-2-3-1) Lemmens; Dalot, Maguire, de Ligt, Mazraoui; Andrey Santos, Tielemans; Matheus Cunha, Bruno Fernades, Mount; Mbuemo. All. Carrick. 

Roma (3-4-2-1) Gollini; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Molina, de Roon, Pisilli, Wesley; Soule, Dybala; Malen. All. Gasperini. 

La partita tra Manchester United e Roma sarà visibile in diretta tv su Sky Sport, ma anche in streaming su Sky Go e Now. 

—

sport

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

L'articolo Champions League, oggi Manchester United-Roma: orario, probabili formazioni e dove vederla proviene da Le Cronache.

Midterm 2026, perché Turning Point di Charlie Kirk rischia l’ennesimo flop

Che fine ha fatto Turning Point Usa? E quale impatto sta avendo sulle midterm 2026? Il suo fondatore, Charlie Kirk, a maggio del 2025 annunciava il suo endorsement ad Andy Biggs in Arizona: «Metteremo a disposizione risorse e attivisti per la sua campagna. Siamo onorati di poterlo fare, ha il mio pieno e incondizionato appoggio». Pochi mesi dopo, a settembre, l’influencer Maga fu ammazzato durante un evento alla Utah Valley University, diventando una sorta di martire per tutte le destre mondiali (compresa quella italiana). Dunque Biggs è stato l’ultimo candidato personalmente sostenuto da Kirk. Ecco perché la sua organizzazione no-profit, lanciata nel 2012 con l’obiettivo di diffondere idee di stampo conservatore nelle scuole e nelle università degli Stati Uniti, ha preso così a cuore la corsa del deputato repubblicano che il 3 novembre mira a diventare governatore dello Stato del Gran Canyon. «È la loro priorità assoluta in questa tornata elettorale», ha scritto il quotidiano Politico. Ma le cose non stanno andando come previsto.

Midterm 2026, perché Turning Point di Charlie Kirk rischia l’ennesimo flop
Midterm 2026, perché Turning Point di Charlie Kirk rischia l’ennesimo flop
Midterm 2026, perché Turning Point di Charlie Kirk rischia l’ennesimo flop
Midterm 2026, perché Turning Point di Charlie Kirk rischia l’ennesimo flop
Midterm 2026, perché Turning Point di Charlie Kirk rischia l’ennesimo flop
Midterm 2026, perché Turning Point di Charlie Kirk rischia l’ennesimo flop
Midterm 2026, perché Turning Point di Charlie Kirk rischia l’ennesimo flop
Midterm 2026, perché Turning Point di Charlie Kirk rischia l’ennesimo flop

Turning Point ha speso 18 milioni di dollari

Era stato proprio Kirk a convincere Biggs a scendere in campo. Da allora Turning Point ha speso 18 milioni di dollari, la cifra più alta investita dall’organizzazione su un singolo candidato in queste elezioni di metà mandato. Potrebbe, però, non essere abbastanza. Perché il repubblicano, molto vicino a Donald Trump, arranca nei sondaggi rispetto alla sua rivale, l’attuale governatrice democratica Katie Hobbs. E alcuni attivisti e funzionari locali puntano il dito proprio contro TpUsa che ha speso una barca di soldi, ma con tempistiche pessime.

Midterm 2026, perché Turning Point di Charlie Kirk rischia l’ennesimo flop
La democratica Katie Hobbs (foto Ansa).

In uno Stato come l’Arizona, dove un governatore in carica non fallisce la rielezione dal 1966 e circa l’80 per cento degli elettori vota prima dell’election day, è meno probabile che un’ondata di denaro dell’ultimo minuto influenzi il risultato alle urne. Per questo aprire il portafogli solo a settembre, a poche settimane dall’invio delle schede elettorali, a molti è sembrato decisamente troppo tardi.

Midterm 2026, perché Turning Point di Charlie Kirk rischia l’ennesimo flop
Andy Biggs (foto Ansa).

Hobbs è riuscita a consolidare il suo vantaggio spendendo i soldi fin dall’inizio, quando ancora Biggs era assente dalle trasmissioni televisive. Ma Turning Point ha respinto le critiche: «Siamo un’organizzazione incentrata sulla mobilitazione degli elettori e non sulla tivù. È compito dei gruppi politici nazionali sostenere i candidati e metterli nelle condizioni di andare in onda per primi», ha risposto Tyler Bowyer, direttore operativo del movimento.

Midterm 2026, perché Turning Point di Charlie Kirk rischia l’ennesimo flop
Donald Trump (foto Ansa).

E ancora: «Siamo ovviamente delusi dal fatto che non ci siano più fondi nazionali destinati ai repubblicani, in egual misura a quelli destinati ai democratici, soprattutto in Stati chiave per le Presidenziali, come l’Arizona». Il riferimento è alla decisione della Republican governors association di non investire nella campagna elettorale. Diversamente dalla controparte democratica, che per Hobbs ha speso almeno 10 milioni di dollari.

Midterm 2026, perché Turning Point di Charlie Kirk rischia l’ennesimo flop
Attivisti di destra con uno striscione per Charlie Kirk (foto Ansa).

L’eventuale e probabile sconfitta in Arizona, però, diventerebbe un problema serio anche per Turning Point. L’ex deputato repubblicano Matt Salmon ha detto a Politico: «Questo è il loro canto del cigno. Una sorta di tutto o niente». Il risultato di Biggs potrebbe avere infatti importanti implicazioni per la reputazione e la rilevanza dell’organizzazione di Kirk all’interno del Partito repubblicano in futuro.

In ottica 2028 appoggiata la candidatura di JD Vance

In vista del 2028, Turning Point ha già appoggiato preventivamente la candidatura di JD Vance alla presidenza: d’altronde il vicepresidente è sempre stato particolarmente vicino a Kirk. Gina Swoboda, ex capa del Partito repubblicano dell’Arizona, ha usato parole in aperta polemica col movimento di Kirk: «Se il vicepresidente dovesse correre per la Casa Bianca, farebbe bene a riconsiderare qualsiasi idea possa avere sull’utilizzo di Turning Point sul territorio».

Midterm 2026, perché Turning Point di Charlie Kirk rischia l’ennesimo flop
Il vicepresidente JD Vance (foto Ansa).

Certo, se si guarda al passato i candidati di TpUsa non hanno di certo brillato alle urne. Per diverse tornate elettorali, Kirk e i suoi hanno sostenuto, fin dalle primarie, nomi che poi a novembre fallivano puntualmente. Anche con risultati imbarazzanti. Come quando, nel 2024, puntarono tutto sulla corsa al Senato di Kari Lake. Finì con la giornalista sotto di due punti rispetto all’avversario, in uno Stato, l’Arizona, in cui Trump aveva vinto con cinque lunghezze di vantaggio.

Midterm 2026, perché Turning Point di Charlie Kirk rischia l’ennesimo flop
Kari Lake (foto Ansa).

Insomma, lo stesso scenario in cui si potrebbe ritrovare anche Biggs. Eppure sulla carta era l’uomo perfetto, con esperienza sia al Senato statale sia alla Camera dei Rappresentanti. Spinto da Kirk, ha accettato la sfida, nonostante Trump avesse già dato il suo endorsement all’avvocata e imprenditrice Karrin Taylor Robson. A gennaio il presidente aveva deciso di sposare anche la causa di Biggs che, alle primarie, ha ottenuto una schiacciante vittoria dopo il passo indietro di Robson. Un momento di gloria per Turning Point. Forse l’ultimo?

Appuntamenti: Go Nagai a Lucca 2026: quando la fantascienza diventa cronaca

Go Nagai a Lucca 2026: quando la fantascienza diventa cronaca

Più di un'accoglienza da ospite per Go Nagai, ma una vera consacrazione culturale

Il 29 ottobre, nella Sala d'Oro della Camera di Commercio di Lucca, il press café dedicato a Go Nagai e moderato dal giornalista del TG3 Riccardo Corbò ha portato sul palco l'uomo che ha inventato il super robot moderno. Non una semplice presenza da ospite per il 60° di Lucca Comics & Games, ma una consacrazione culturale costruita in oltre un anno: dal Pegaso d'Argento alla Cultura consegnato all'Expo di Osaka per il suo lavoro su Dante, alla nomina a socio onorario dell'Unione Dantesca Fiorentina per la sua Divina Commedia a fumetti, fino all'invito congiunto di... - Leggi l'articolo

 

FUMETTI - SERIE TV - Appuntamenti - 3 novembre 2026 - articolo di Linda Lercari

Televisione: Fantascienza, le novità di novembre al cinema e in streaming

Fantascienza, le novità di novembre al cinema e in streaming

Dalla terza stagione degli Anelli del Potere alla nuova serie di Blade Runner, dal ritorno di Godzilla al nuovo capitolo di Hunger Games: novembre si annuncia particolarmente ricco per gli appassionati di fantascienza e fantasy.

Novembre 2026 propone diversi appuntamenti importanti, sia nelle sale cinematografiche sia sulle piattaforme streaming. Prime Video schiera due delle produzioni più attese dell’anno, mentre al cinema tornano due franchise di grande successo. Non mancano produzioni originali, storie steampunk e nuove interpretazioni dei classici della letteratura fantastica. Ecco le principali novità in arrivo in Italia, ordinate per data di uscita. Sono escluse le produzioni anime e quelle rivolte prevalentemente ai bambini più piccoli. Le date sono quelle attualmente annunciate... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - SERIE TV - Televisione - 3 novembre 2026 - articolo di Redazione

Ebook: Antartis, l’avventura (fantastica) di Elena Di fazio

Antartis, l'avventura (fantastica) di Elena Di fazio

Undici persone sono entrate nella notte antartica. Solo una è tornata. Un thriller appassionante tra le foreste equatoriali e i ghiacci eterni del Polo Sud. Il primo strepitoso romanzo della nuova collana Odissea Adventure

Si chiama Odissea Adventure la nuova collana Delos Digital dedicata al thriller d'avventura, come quelli, per intendersi, di James Rollins, Clive Cussler, Wilbur Smith. L'idea è venuta quando Elena Di Fazio ha proposto alla casa editrice il nuovo romanzo, Antartis, in uscita in questi giorni. E insieme al contratto di pubblicazione ha ricevuto anche la proposta di curare questa nuova collana, che esordisce proprio col suo lavoro. Le qualità di scrittrice di Elena Di Fazio, vincitrice dei premi Urania e Odissea, le conosciamo. Con Antartis mette in scena un'avventura che... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Ebook - 3 novembre 2026 - articolo di S*

Editoria: Il vetro e la polvere di Roberto Sturm

Il vetro e la polvere di Roberto Sturm

Roberto Sturm, autore tra i protagonisti del cyberpunk italiano negli anni Novanta, torna alla fantascienza con un racconto che non mancherà di entusiasmare i suoi lettori vecchi e nuovi.

La collana Nuova Atlantide curata da Franco Ricciardiello questo mese propone un nuovo racconto di un autore che era un po' sparito dalla scena della fantascienza, di cui era uno dei protagonisti negli anni Ottanta e Novanta, Roberto Sturm. Con una storia al confine tra distopia e solarpunk. Sussurri di vetro e polveredi Roberto SturmUn racconto di tenebre e luce, emancipazione e lotta.Roberto Sturm, autore tra i protagonisti del cyberpunk italiano negli anni Novanta, torna alla fantascienza con un racconto che non mancherà di entusiasmare i suoi lettori vecchi e nuovi. Il grigio... - Leggi l'articolo

 

Notizie - Editoria - 3 novembre 2026 - articolo di S*

Dall’estero: Stephen Baxter, lo scrittore che racconta il destino dell’universo

Stephen Baxter, lo scrittore che racconta il destino dell’universo

Dalle guerre cosmiche del ciclo degli Xeelee ai viaggi nel tempo, dall’evoluzione dell’umanità alle collaborazioni con Arthur C. Clarke e Terry Pratchett: viaggio nell’opera di uno dei più importanti autori della fantascienza hard contemporanea.

Ci sono scrittori di fantascienza che immaginano il futuro dell’umanità, e altri che si spingono molto più lontano, fino a raccontare il destino delle stelle, delle galassie e dell’universo stesso. Stephen Baxter appartiene decisamente alla seconda categoria. Nei suoi romanzi le vicende umane si intrecciano con processi cosmici che si sviluppano nell’arco di milioni o miliardi di anni, mentre le leggi della fisica diventano il punto di partenza per avventure di proporzioni vertiginose. Nato a Liverpool il 13 novembre 1957, Baxter ha una formazione... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Dall'estero - 3 novembre 2026 - articolo di Redazione

Perché la scalata di Lmdv a Delfin ha i piedi di argilla

Non si può certo dire che con Leonardo Maria Del Vecchio ci si annoi, visto che ogni giorno ne pensa una. L’ultima ha preso forma con una lettera ai soci di Delfin e, per non perdere tempo, anche ai lettori di QN. «È la proposta più seria che io abbia mai fatto», assicura Lmdv. Detto da chi in sette mesi ne ha fatte quattro, è lecito nutrire qualche dubbio. Leonardino si propone come acquirente delle quote di tutti i fratelli, in modo tale da salire dal 12,5 all’87,5 per cento della cassaforte che controlla il 32,4 di EssilorLuxottica, il 10 di Generali e un pezzo di UniCredit e Mps, e lo fa grazie alla «disponibilità di un primario istituto di credito internazionale». Milano Finanza che per primo ne ha svelato le intenzioni gli dà un nome: Citigroup, con un finanziamento fino a 22 miliardi. Tutto questo da parte di chi a settembre aveva dichiarato 950 milioni di debiti, precisando che sono pochi.

Perché la scalata di Lmdv a Delfin ha i piedi di argilla
L’articolo sulla proposta di Leonardo Maria Del Vecchio e la lettera di Lmdv su Qn.

Chiunque vinca, Citi incassa

La lettera di Citi, datata 31 ottobre, è una highly confident letter. La banca si dice «altamente fiduciosa» di organizzare il finanziamento. Poi elenca le condizioni: accordi separati, approvazione del comitato crediti, intesa sul prezzo, mercati favorevoli. In cambio chiede i ruoli di bookrunner e arranger. Per la banca americana è l’affare perfetto. Su un finanziamento così le commissioni viaggiano intorno al 2,5 per cento: sui 20 miliardi del buyout di Electronic Arts le banche si sono divise 500 milioni di dollari. Con le stesse commissioni, se si chiude, si farebbero circa 550 milioni, una lettera sprecata se salta. Qualunque banca firmerebbe, e Citi ha firmato anche altrove: siede già nel pool che studia con Delfin il riacquisto delle quote, compresa quella di Leonardino. Finanzia il figlio per comprare la holding e la holding per comprare il figlio. Chiunque vinca, Citi incassa. Il giornale dell’editore mette il carro davanti ai buoi e scrive di «certezza di un’offerta finanziata». Il documento su cui poggia quella certezza subordina tutto all’approvazione del credito.

Perché la scalata di Lmdv a Delfin ha i piedi di argilla
Il logo di Citigroup.

Il prezzo del ceco Strnad

Il prezzo lo ha fissato Michal Strnad, il produttore ceco di armi la cui offerta da 30 miliardi è stata definita da Lmdv un attacco all’Italia. Ma la cifra deve essere stata considerata congrua, se Lmdv la fa sua offrendo 3,75 miliardi per ciascuna quota posseduta dai fratelli. La madre, Nicoletta Zampillo, è esclusa dalla transazione. Lo scorso aprile aveva firmato con Luca e Paola a 5 miliardi a testa, ora gliene offre 1,25 in meno. A Basilico 10 giorni fa ne ha offerti 3,5 e si è sentito rispondere che la quota vale 4,3. L’italianità si difende al prezzo del ceco con i soldi degli americani. Chi preferisce può incassare il 30 per cento subito e il resto fra un anno in azioni EssilorLuxottica, a un prezzo che nessuno conosce e senza garanzia sul capitale. Il titolo ha perso metà del valore da novembre. Si viene pagati con i titoli della propria holding e ci si tiene il rischio di Borsa. Il debito, infine, lo ripaga Delfin, con riserve per 7 miliardi e l’utile 2026. La cassaforte si compra con i soldi che stanno dentro la cassaforte. Servirà però il pegno sulle quote, la garanzia che il consiglio di Delfin ha già negato a giugno facendo saltare tutto.

Perché la scalata di Lmdv a Delfin ha i piedi di argilla
Michal Strnad (Ansa).

Nei panni dei fratelli

Mettetevi nei panni di Luca e Paola. Ad aprile firmano la vendita a 10 miliardi, senza clausola di finanziamento. Le banche chiedono il patronage, Milleri lo nega, l’affare salta e i due si ritrovano un contratto con una penale da 500 milioni, 250 a testa, e un arbitrato avviato l’8 settembre. Sei mesi dopo lo stesso compratore si ripresenta con un prezzo più basso, una formula pagata in azioni e una lettera di una banca che si impegna a nulla. Nel frattempo Lmdv ha lasciato EssilorLuxottica, ha mancato l’acquisto della quota di Basilico e ha lanciato e ritirato un’Opa sul Fatto Quotidiano in tre giorni, dopo aver definito i suoi giornalisti «ratti del giornalismo», salvo poi fare marcia indietro e proclamarsi garante della loro autonomia. La penale spiega la fretta: se i fratelli vendono, i 500 milioni finiscono dentro il prezzo e l’arbitrato si chiude. Le altre scadenze fanno il resto. L’offerta di Strnad scade il 19 novembre, il 16 c’è l’udienza sul sequestro della quota di Basilico, il 30 marzo scade la prelazione di Delfin sulla sua quota. Il 7 novembre, la data proposta per gli incontri, arriva prima di tutte. Le Figaro ha spiegato ai francesi che la crisi di Delfin comincia dalla sua mossa di primavera.

Perché la scalata di Lmdv a Delfin ha i piedi di argilla
Leonardo Maria Del Vecchio (Imagoeconomica).

Milleri in scadenza

Ma il suo bersaglio ha un nome e un obiettivo preciso. Il mandato di Francesco Milleri alla guida di EssilorLuxottica scade all’assemblea di primavera, e chi controlla Delfin vota il 32,4 per cento. Del Vecchio lo ha detto in chiaro: Milleri era un «traghettatore con il compito di trovare tre giovani successori, e i tre si attendono ancora». Qualche argomento lo ha: titolo quasi dimezzato dai massimi, minimi di quattro anni a settembre, il proxy advisor ISS che già nel 2024 storceva il naso sul doppio ruolo e sui compensi, la stampa francese che parla di influenza sproporzionata. Dall’altra parte una ventina di dirigenti ha firmato una nota in difesa del capo, Equita giudica negativo un cambio al vertice e Andrea Zappia, presidente del comitato nomine e remunerazione del gruppo, ha replicato che i piani di successione esistono e sono chiari. Ai soci Leonardo Maria chiede di decidere chi guida EssilorLuxottica, pagando con i loro dividendi.

Perché la scalata di Lmdv a Delfin ha i piedi di argilla
Francesco Milleri (Imagoeconomica).

La comunicazione prima di tutto

La lettera del rampollo ha il tono dei legali: scuse per gli «errori, anche di tono», governance rafforzata, due consiglieri indipendenti. L’articolo che l’accompagna invece ha il tono della fanfara: «Assunzione di responsabilità senza precedenti». Attorno lavora una macchina con un nome: secondo Policy Maker e il Fatto, la comunicazione di Lmdv passa da Fedez e dalla sua Doom Entertainment, mentre i consulenti gli avevano sconsigliato ogni intervista. Le Figaro lo presenta come l’erede «connu en Italie pour ses frasques» e Palazzo Chigi ha messo il dossier sotto osservazione. Resta da chiedersi che cosa pensino Consob e l’Amf di comunicati che presentano come certo un finanziamento condizionato.

Perché la scalata di Lmdv a Delfin ha i piedi di argilla
Leonardo Maria Del Vecchio ospite di Fedez e Mr. Marra a Pulp Podcast.

Cigs ex Ilva, il ministero del Lavoro convoca i sindacati il 6 novembre

I sindacati metalmeccanici sono stati convocati dal ministero del Lavoro per il 6 novembre alle ore 10:30 per l’espletamento dell’esame congiunto della richiesta di cassa integrazione guadagni straordinaria per un massimo di 8.622 lavoratori, comunicata da Acciaierie d’Italia (ex Ilva) il 17 ottobre. Intanto, secondo quanto trapela da da fonti a conoscenza della vicenda, Federacciai e la cordata degli industriali italiani del settore avrebbero deciso di non presentare l’offerta per l’acquisizione dell’ex Ilva.

AdI ha già in corso la cassa straordinaria per 4.450 addetti

Acciaierie d’Italia, che ha già in corso la cassa straordinaria per 4.450 addetti (di cui 3.800 a Taranto), ha chiesto la Cigs a causa della fermata produttiva per un massimo appunto di 8.622 lavoratori, di cui circa 6.800 nello stabilimento pugliese. Pochi giorni fa le Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione hanno rigettato sia il ricorso principale proposto da Ilva in Amministrazione Straordinaria sia il ricorso incidentale di Acciaierie d’Italia e Acciaierie d’Italia Holding S.p.A. in Amministrazione Straordinaria contro il decreto della Corte d’Appello di Milano, che aveva accolto il reclamo dei cittadini ordinando la sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto.

Iran, Pezeshkian: «Da Khamenei poteri al governo per trattare con gli Usa»

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Mojtaba Khamenei, Guida Suprema della Repubblica Islamica, ha concesso al governo di Teheran «determinati poteri» in merito ai colloqui di pace con Washington. «I nostri avversari non possono costringere l’Iran alla resa attraverso un conflitto. Ci opponiamo fermamente alle loro menzogne e alle loro pretese eccessive. In questo percorso, dobbiamo impegnarci a rafforzare la resilienza della popolazione, facendoci carico delle sue preoccupazioni e dei suoi timori», ha detto Pezeshkian durante un incontro con i governatori provinciali a Teheran. Questo mentre Benjamin Netanyahu continua a fare pressione su Donald Trump per la ripresa degli attacchi dopo le elezioni di midterm.

Iran, Pezeshkian: «Da Khamenei poteri al governo per trattare con gli Usa»
Donald Trump (Ansa).

L’Iran ha proposto agli Stati Uniti un piano in sette punti

Le dichiarazioni di Pezeshkian arrivano a stretto giro da quelle del ministero degli Esteri sulla disponibilità di Teheran a riaprire lo Stretto di Hormuz entro due giorni, anziché nei sette previsti, se Washington accetterà le sue condizioni. «L’Iran ha proposto agli Stati Uniti un piano in sette punti e ha ascoltato le prospettive della controparte. Sono state scambiate delle opinioni e la nostra proposta, riguardo a questo percorso diplomatico, rimane sul tavolo», ha spiegato il portavoce del ministero Esmaeil Baghaei, invitando gli Usa alla «prossima mossa». Le questioni indicate comprendono la fine del blocco navale Usa, lo sblocco delle risorse finanziarie iraniane e le modalità di gestione del traffico marittimo.

Negoziati a Doah, gli Usa hanno avanzato tre proposte

Il 31 ottobre nuovi negoziati indiretti si sono svolti a Doha, in Qatar. In una recente intervista alla tv di Stato, il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale Mohsen Rezaei ha rivelato che gli Stati Uniti hanno avanzato tre proposte per la definitiva fine delle ostilità e la riapertura di Hormuz. Una è stata bocciata, un’altra è stata giudicata più favorevole, mentre una terza conterrebbe ancora punti controversi. Teheran non intende avviare negoziati diretti finché Washington non avrà soddisfatto le sue condizioni.

Attacchi hacker contro supermercati in vari Paesi Ue: cosa sappiamo

Nella notte tra domenica e lunedì un’ondata di attacchi hacker ha colpito i sistemi di refrigerazione di decine di supermercati in Svezia, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Finlandia Estonia e Irlanda, dove la temperatura di banchi frigo e freezer è stata innalzata sopra i 50 gradi, rendendo grosse quantità di cibo conservatovi inutilizzabile.

Come si è svolto l’attacco da remoto

Secondo la tv pubblica estone Err, gli hacker sono riusciti ad accedere alle centraline connesse a Internet e a sovrascrivere le impostazioni dei macchinari, innalzando poi da remoto la temperatura. In Belgio risultano colpiti punti vendita Delhaize, Carrefour, Colruyt e Intermarché. In Svezia nel mirino è finita Gdo Ica, che detiene il 33 per cento della quota di mercato del Paese scandinavo. Coinvolte anche diverse strutture della catena Coop. In Irlanda risultano compromessi i sistemi di 13 supermercati SuperValu. Nei Paesi Bassi stati colpiti piccole aziende e negozi di quartiere.

Tonnellate di cibo da buttare: perdite milionarie

Il risultato è stato devastante per la catena del freddo. L’attacco ha costretto centinaia di punti vendita in Europa a chiudere temporaneamente e a gettare nei rifiuti tonnellate di cibo, in particolare i surgelati: sono previste perdite economiche milionarie.

Il precedente del 12 ottobre in tre Paesi

L’attacco ha seguito lo stesso modus operandi già osservato in Francia, Belgio e Paesi Bassi il 12 ottobre, quando oltre 700 punti vendita di insegne come Carrefour, Intermarché, Leclerc e Monoprix subirono la manomissione remota dei sistemi termici.

La risposta dell’Unione europea

Commentando gli attacchi hacker, la portavoce della Commissione Ue per l’Agricoltura, Louise Bogey, ha dichiarato che l’Unione europea «dispone di diversi strumenti» per rispondere a un incidente come questo: «Ci affidiamo a CYCLONe per il coordinamento e la condivisione delle informazioni, poiché diversi Stati membri sono stati colpiti. La Commissione continuerà a collaborare con gli Stati membri per rafforzare la sicurezza informatica in tutta l’Unione, anche nell’ambito del Cyber Resilience Act, del Cyber Solidarity Act e del NIS2».

Manovra e ferrovie, da Webuild opere per i cittadini e lavoro per la filiera

La Legge di bilancio per il biennio 2027-2028 mette a disposizione 5,43 miliardi per il contratto di programma tra il ministero delle Infrastrutture e Rfi. Risorse destinate a sostenere gli interventi ferroviari e la continuità dei lavori, con ricadute sulle imprese coinvolte nella loro realizzazione e sull’intero Paese. «Investire in infrastrutture significa dotare l’Italia di opere che producono benefici nel lungo periodo», ha evidenziato Luigi Vianello, Webuild vice president Corporate identity, Communication and Institutional affairs.

Dal Terzo valico al Nodo ferroviario di Genova

Gli stanziamenti pubblici per il settore ferroviario finanziano opere realizzate per conto di Rfi, la committente, e coprono il lavoro dell’intera filiera, dai fornitori ai subappaltatori. L’investimento pubblico entra così in un sistema produttivo molto più ampio dell’impresa che firma il contratto, e dalla continuità dei lavori dipende l’intera catena. È su questo piano, ha sottolineato Vianello, che va letta la destinazione delle risorse, lo strumento con cui l’infrastruttura viene costruita e consegnata ai cittadini. Il Terzo Valico dei Giovi, in cui il consorzio Cociv, guidato da Webuild, è contraente generale e agisce da stazione appaltante verso le imprese a cui affida i lavori, è tra le opere che meglio raccontano il valore di questi investimenti. Insieme al Nodo ferroviario di Genova, collega il sistema portuale ligure alla Pianura Padana e al cuore dell’Europa, rendendo più competitivo il porto di Genova e potenziando il collegamento con Milano. È un cantiere complesso, in un territorio impegnativo.

Un contesto in forte evoluzione

Negli ultimi anni le opere hanno risentito di un contesto in forte evoluzione. Il Terzo Valico ne è un esempio, le condizioni geologiche del terreno, diverse dalle attese, hanno richiesto un cambio della tecnica di scavo. Più in generale, l’aumento dei prezzi di materie prime ed energia, legato al quadro macroeconomico e geopolitico, ha inciso su contratti firmati a prezzi precedenti ai rincari, con effetti sull’esecuzione dei lavori e su tutte le imprese coinvolte.

Programmazione e visione di lungo periodo

La programmazione degli investimenti e la copertura finanziaria sono competenza delle istituzioni. Investire in infrastrutture significa anche costruire competitività, occupazione e collegamento tra i territori. Effetti che si misurano su un orizzonte lungo, ben oltre la durata di un singolo cantiere. Webuild opera nel rispetto dei contratti e delle norme vigenti e prosegue il confronto con la committenza e con le istituzioni, nell’interesse del Sistema Paese, per consegnare le opere in corso.

Rheinmetall Italia, la nomina che rischia di creare un caso tra Roma e Berlino

C’è una poltrona che da qualche giorno tiene banco nei palazzi romani e sulla quale si starebbe esercitando una certa pressione politica. È quella di amministratore delegato di Rheinmetall Italia, controllata del colosso tedesco della Difesa con quartier generale a Düsseldorf. A occuparsene con particolare insistenza, secondo indiscrezioni che circolano negli ambienti industriali, sarebbe un esponente della maggioranza di governo, intenzionato a trovare una nuova sistemazione a un manager di sua fiducia.

Rheinmetall è uno dei protagonisti del riarmo europeo

La questione sarebbe probabilmente rimasta confinata alle consuete schermaglie sulle nomine se non riguardasse un gruppo come Rheinmetall, diventato uno dei protagonisti del riarmo europeo. A guidarlo è Armin Papperger, ingegnere classe 1963, manager che nel 2024 è finito persino nel mirino dei servizi russi. Un complotto per assassinarlo, sventato dalle intelligence americana e tedesca, si inseriva nella campagna di guerra ibrida attribuita al Cremlino contro l’industria europea della difesa, impegnata a sostenere militarmente l’Ucraina.

Rheinmetall Italia, la nomina che rischia di creare un caso tra Roma e Berlino
Rheinmetall Italia, la nomina che rischia di creare un caso tra Roma e Berlino
Rheinmetall Italia, la nomina che rischia di creare un caso tra Roma e Berlino
Rheinmetall Italia, la nomina che rischia di creare un caso tra Roma e Berlino
Rheinmetall Italia, la nomina che rischia di creare un caso tra Roma e Berlino
Rheinmetall Italia, la nomina che rischia di creare un caso tra Roma e Berlino
Rheinmetall Italia, la nomina che rischia di creare un caso tra Roma e Berlino
Rheinmetall Italia, la nomina che rischia di creare un caso tra Roma e Berlino
Rheinmetall Italia, la nomina che rischia di creare un caso tra Roma e Berlino

Papperger ha investito molto anche nei rapporti con l’Italia, promuovendo insieme con Leonardo la nascita di Lrmv, Leonardo Rheinmetall Military Vehicles, joint venture con sedi a Roma e La Spezia destinata a svolgere un ruolo di primo piano nello sviluppo della nuova difesa terrestre europea. Un’operazione industriale che lo ha portato a intensificare i rapporti con Lorenzo Mariani, amministratore delegato di Leonardo, nominato da Palazzo Chigi e considerato una delle figure sulle quali il governo punta per accompagnare la nuova stagione dell’industria europea della difesa.

Rheinmetall Italia, la nomina che rischia di creare un caso tra Roma e Berlino
Lorenzo Mariani, ad di Leonardo (foto Imagoeconomica).

I due si conoscono da tempo e godono di reciproca stima. La collaborazione tra i rispettivi gruppi poggia dunque anche su un rapporto personale consolidato, che la scelta del prossimo amministratore delegato di Rheinmetall Italia potrebbe tuttavia mettere alla prova.

Gualdaroni, uomo considerato vicino al ministro Crosetto

Il nome attorno al quale si starebbe lavorando è infatti quello di Carlo Gualdaroni, già uomo forte del precedente consiglio di amministrazione di Leonardo e considerato vicino al ministro della Difesa Guido Crosetto. Il suo allontanamento dal gruppo pubblico, avvenuto soltanto di recente, è stato accompagnato da una buonuscita superiore ai 7 milioni di euro. Una cifra che rende quantomeno singolare l’ipotesi di un suo rapido ritorno sulla scena, questa volta attraverso la porta di un’azienda tedesca.

Rheinmetall Italia, la nomina che rischia di creare un caso tra Roma e Berlino
Roberto Cingolani con Carlo Gualdaroni (foto Imagoeconomica).

Chi raccoglierà l’eredità di Ercolani, atteso da Sparkle?

Non sarebbe peraltro il primo tentativo di ricollocazione. Un’operazione analoga, tentata recentemente in Elettronica, società nella quale lavora già il figlio di Gualdaroni, non avrebbe avuto successo. Adesso la partita si sarebbe spostata su Rheinmetall, dove l’ex manager di Leonardo potrebbe raccogliere l’eredità di Alessandro Ercolani, figura di peso e molto apprezzata a Palazzo Chigi, destinato secondo le indiscrezioni al vertice di Sparkle.

Rheinmetall Italia, la nomina che rischia di creare un caso tra Roma e Berlino
Alessandro Ercolani con Giorgio Mulè di Forza Italia (foto Imagoeconomica).

La società del gruppo Tim, il cui controllo sta per passare a Mef e Retelit, rappresenta un asset strategico nelle telecomunicazioni internazionali, grazie a una rete proprietaria in fibra ottica di oltre 600 mila chilometri, che comprende anche i cavi sottomarini transoceanici attraverso i quali transita una parte rilevante del traffico mondiale dei dati.

Rapporti tutt’altro che idilliaci tra l’ex dirigente e Leonardo

Il problema, però, non è soltanto quello di trovare una nuova occupazione a Gualdaroni. A preoccupare sarebbero soprattutto i rapporti tutt’altro che idilliaci tra l’ex dirigente e Leonardo, proprio mentre la società italiana e Rheinmetall sono impegnate a costruire una collaborazione industriale di grande rilievo.

Rheinmetall Italia, la nomina che rischia di creare un caso tra Roma e Berlino
Un carro armato della Rheinmetall (foto Imagoeconomica).

Una sua eventuale nomina rischierebbe così di introdurre un elemento di tensione in un’intesa sulla quale Roma e Düsseldorf hanno investito parecchio. E non è detto che Palazzo Chigi apprezzerebbe una scelta capace di mettere in difficoltà un rapporto costruito con pazienza da Mariani e Papperger.

Rheinmetall Italia, la nomina che rischia di creare un caso tra Roma e Berlino
Il ministro della Difesa Guido Crosetto (foto Ansa).

Negli ambienti politici e industriali c’è già chi parla del rischio di uno sgarbo istituzionale. Anche perché sarebbe curioso che, dopo aver pagato oltre 7 milioni di euro per separarsi da un manager, Leonardo se lo ritrovasse dall’altra parte del tavolo in una delle sue alleanze più importanti.

Vinceranno le sollecitazioni politiche o gli equilibri industriali?

La decisione spetta ora ai vertici tedeschi di Rheinmetall ed è attesa a breve. A Berlino e Düsseldorf dovranno valutare se assecondare le sollecitazioni che arriverebbero da Roma oppure privilegiare gli equilibri industriali. Del resto, non tutte le poltrone da occupare sono necessariamente poltrone da assegnare.

Crisi di governo in Belgio: dimissioni del premier, il re avvia le consultazioni

Crisi di governo in Belgio: colpa del fallimento dei negoziati sulla legge di bilancio, che ha spaccato la coalizione ‘Arizona’ alla guida dell’esecutivo di centrodestra. Il primo ministro Bart De Wever ha rassegnato le dimissioni ed è stato ricevuto da re Filippo I, che le ha congelate e si prepara ad avviare le consultazioni con i leader dei partiti di maggioranza. Secondo i media belgi quella di De Wever è una mossa per uscire dallo stallo entro domani a mezzogiorno, termine ultimo per trovare un accordo sulla Manovra.

Crisi di governo in Belgio: dimissioni del premier, il re avvia le consultazioni
Bart De Wever e re Filippo I (Ansa).

Il governo De Wever era nato dopo otto mesi di stallo politico

Il governo De Wever, in carica dal 3 febbraio 2025, era nato dopo circa otto mesi di intensi negoziati seguiti alle elezioni federali del 9 giugno 2024, che hanno lasciato una Camera dei rappresentanti decisamente frammentata. L’accordo definito era stato raggiunto in extremis dopo varie proroghe concesse da Filippo I, a poche ore dall’ultimatum prima dell’indizione di nuove elezioni. La coalizione di centrodestra ‘Arizona’, così chiamata per i colori dei cinque partiti partecipanti, presenti anche sulla bandiera del suddetto Stato federato americano, è composta da Nuova Alleanza Fiamminga (di cui fa parte De Wever, ex sindaco di Anversa dal passato separatista), Movimento Riformatore, Vooruit, Cristiano-Democratici e Fiamminghi e Les Engagés: conta 81 seggi sui 150 della camera bassa del parlamento di Bruxelles.

Crisi di governo in Belgio: dimissioni del premier, il re avvia le consultazioni
Bart De Wever (Ansa).

Il re: «Il Belgio non può permettersi una crisi politica prolungata»

Il Belgio, che ha un deficit pari al 5 per cento e un debito che si aggira attorno al 110 per cento del prodotto interno lordo, è costretto a una severa procedura di rientro secondo le regole del Patto di stabilità. Ma il consiglio dei ministri non è riuscito a raggiungere un accordo né sul bilancio federale 2027, né sull’obiettivo di un risanamento da 10 miliardi di euro entro il 2029. A pesare, spiega la stampa belga, sono state soprattutto le divergenze tra i conservatori del Mouvement Réformateur e l’ala più di centro-sinistra, rappresentata da Les Engagés e Vooruit. «Re Filippo I si rammarica che non sia stato raggiunto alcun accordo su un bilancio credibile e adeguato alle sfide attuali. In un contesto caratterizzato da grande incertezza geopolitica e da notevoli difficoltà economiche, il Paese non può permettersi una crisi politica prolungata», si legge in un comunicato di Palazzo reale.

Quei dossier pro-Zangrillo e i calcoli di Montaruli: le pillole del giorno

Semplificare la vita dei cittadini è cosa buona e giusta, ci mancherebbe altro. Ma ha stupito più di un lettore l’attenzione che La Stampa ha dedicato all’argomento, con tanto di speciale ad hoc. Il 26 ottobre e ancora il 2 novembre, nelle pagine finali del quotidiano di Torino, ecco fiorire pezzi non firmati di approfondimento sulle «attese ridotte per i cittadini», sulla «svolta della burocrazia zero» e sull’ascolto dei territori per «riscrivere il futuro del Paese». Non poteva mancare la foto raggiante e molto istituzionale del ministro della Pa, Paolo Zangrillo, forzista che come Roberto Occhiuto e Alberto Cirio si sta facendo strada all’interno del partito, anche se ha smentito l’intenzione di sfidare Antonio Tajani. Pezzi e inchieste, dicevamo, che a qualcuno sono suonate come fanfara elettorale mirata.

Quei dossier pro-Zangrillo e i calcoli di Montaruli: le pillole del giorno
Quei dossier pro-Zangrillo e i calcoli di Montaruli: le pillole del giorno
Quei dossier pro-Zangrillo e i calcoli di Montaruli: le pillole del giorno

Una calcolatrice per Montaruli

Regalate una calcolatrice ad Augusta Montaruli. La vice-capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, commentando la maxioperazione della Polizia contro la criminalità giovanile, esulta per le «tonnellate di droga tolte dalle piazze di spaccio». Tonnellate? Secondo i dati diffusi dall’Ansa, sono stati sequestrati 69,4 chili di cocaina, 174,8 di cannabinoidi e 328 grammi di eroina. Totale: circa 245 chili, più modesti quantitativi di altre sostanze. Per arrivare anche soltanto a una tonnellata di sostanze stupefacenti mancano oltre 755 chili. Insomma, la droga sequestrata è tanta, ma a Montaruli è riuscito il miracolo di moltiplicarla…

Quei dossier pro-Zangrillo e i calcoli di Montaruli: le pillole del giorno
Augusta Montaruli (Imagoeconomica).

Identificate le vittime italiane dello scontro tra treni in Spagna

Sono state identificate le due vittime di nazionalità italiana dell’incidente ferroviario avvenuto nei pressi di Toledo, in cui sono morte almeno 69 persone. Come spiega l’Ansa, si tratta di Daniela Millan Parlanti, 40enne italo-venezuelana di Caracas, e dell’italo-argentina 32enne Ana Martina Conte Grand, originaria di San Juan, che viveva in Andalusia dal 2025: il fratello, che era con lei su uno dei due treni coinvolti, è rimasto ferito. Entrambe le vittime sono state identificate tramite impronte digitali e Dna.

Omicidio Pasolini, la procura di Roma apre una nuova indagine

La procura di Roma ha avviato un nuovo fascicolo di indagine sull’omicidio di Pier Paolo Pasolini, avvenuto a Ostia la notte tra l’1 e il 2 novembre del 1975. Il procedimento, affidato al sostituto Silvia Santucci, è stato aperto alla luce di un esposto depositato a piazzale Clodio le scorse settimane dall’avvocato Stefano Maccioni che in passato ha assistito uno dei cugini della vittima, Guido Mazzon, e ora è avvocato dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, del regista David Grieco e dello scrittore Giovanni Giovannetti. «La nuova istanza presentata nel mese di novembre 2025 e poi integrata nel mese di maggio 2026 si basa su nuovi elementi raccolti da questa difesa», ha spiegato Maccioni. «Confidiamo che la procura della Repubblica di Roma riesca finalmente a fornire quelle risposte che da troppi anni stiamo cercando e nel contempo invitiamo tutte quelle persone che fino a oggi hanno preferito tacere su ciò che sanno a farsi avanti e parlare». Nel 2016 e nel 2023 erano state presente istanze di riapertura delle indagini ma entrambe respinte dalla procura.

Emirati, la marea nera prima del vertice Onu sull’acqua: la beffa di Abu Dhabi

Clamoroso cortocircuito negli Emirati Arabi Uniti. Dall’8 al 10 dicembre Abu Dhabi ospiterà la conferenza mondiale dell’ONU sull’acqua, organizzata insieme al Senegal, ma intanto una gigantesca marea nera ha invaso le coste del Paese, costringendo le autorità a chiudere spiagge e limitare le attività in mare. Il petrolio sarebbe fuoriuscito dalla petroliera Gem No. 2, colpita il 9 ottobre da un proiettile nello Stretto di Hormuz, secondo fonti marittime citate dall’agenzia Reuters, anche se la dinamica dell’incidente non è stata confermata ufficialmente. Le immagini satellitari hanno mostrato una macchia oleosa stimata inizialmente in circa 160 chilometri quadrati. L’inquinamento ha interessato soprattutto Umm Al Quwain, ma le restrizioni hanno coinvolto anche Sharjah e Ras Al Khaimah.

Scongiurato il rischio contaminazione

E c’è un rischio ulteriore, tutt’altro che secondario: secondo Reuters, il petrolio si è avvicinato fino a circa due chilometri dall‘impianto di desalinizzazione di Naqa’a, uno degli stabilimenti che trasformano l’acqua marina in acqua potabile. Un pericolo particolarmente delicato per un Paese che dipende fortemente dalla desalinizzazione per il proprio fabbisogno idrico. Il 30 ottobre le autorità emiratine hanno annunciato che la perdita era stata fermata e che l’inquinamento stava diminuendo grazie alle operazioni di bonifica. Nessuna contaminazione dell’acqua potabile è stata confermata. Ma la coincidenza resta clamorosa: mentre Abu Dhabi si prepara ad accogliere delegazioni internazionali per discutere di sicurezza idrica, sostenibilità e protezione degli ecosistemi, sulle spiagge degli Emirati si continua a combattere contro il petrolio. Sul sito ufficiale della conferenza campeggia lo slogan «Every future flows from water», ogni futuro scorre dall’acqua. Che non sia nera, però…