Tonia Lanzetta: Congresso Forza Italia, si parli di politica

«A livello provinciale non è mai stata convocata una riunione post voto regionale, né è stata promossa una analisi del voto e della sua distribuzione territoriale, mi sarebbe piaciuto rappresentare le tante istanze raccolte sul territorio provinciale, che, però, hanno trovato puntuale riscontro attraverso la sapiente e puntuale interlocuzione con il livello nazionale». A dirlo Tonia Lanzetta, segretario cittadino di Forza Italia a Nocera Inferiore che, in vista del congresso regionale in programma il prossimo 9 settembre, lancia un velato attacco al segretario provinciale, Roberto Celano.

L’Agro nocerino-sarnese è un territorio complesso, densamente popolato e attraversato da fenomeni di criminalità che richiedono una presenza costante dello Stato. Negli ultimi mesi il tema del rafforzamento dei presìdi e degli organici delle forze dell’ordine è stato al centro dell’attenzione del Governo. Ritiene che stiano arrivando risposte adeguate e quali ulteriori interventi considera necessari per Nocera Inferiore e per l’intero Agro?

«Grazie all’impegno costante dell’on. Pino Bicchielli sono state assegnate 14 nuove unità al Commissariato di Nocera Inferiore. L’assegnazione è fondamentale per la sicurezza di un ampio territorio sul quale negli ultimi tempi si sono consumati diversi episodi di violenza e all’interno del quale la gestione della sicurezza diventa sempre più complessa. La costante attenzione per la nostra comunità ha segnato un cambio di passo fondamentale per il raggiungimento di un risultato importante e strategico per la sicurezza. L’impegno preso è stato mantenuto e l’interlocuzione con il Segretario Provinciale del SAP Massimo Napoletano ha consentito anche alle articolazioni politiche di ben rappresentare la complessità del nostro comprensorio. Il prossimo passo sarà rendere operativa l’elevazione a Prima Dirigenza del Commissariato attesa per i prossimi mesi».

Nocera Inferiore è una città che per dimensioni, storia e posizione dovrebbe esercitare un ruolo guida nell’Agro?

«La Città di Nocera Inferiore, a mio avviso esercita un ruolo fondamentale all’interno dell’Agro, spesso tracciando la linea su diversi argomenti e facendosi promotrice anche attraverso l’azione amministrativa di provvedimenti importanti, inoltre possiede una delle più rilevanti zone industriali del salernitano, senza trascurare le architetture naturali e storiche di cui può vantarsi, che negli anni hanno avuto sempre centralità nell’azione amministrativa, rappresentando la vera continuità amministrativa degli ultimi venti anni tra le amministrazioni di diversa collazione politica, che si sono succedute nel tempo. Forza Italia attraverso i suoi rappresentanti istituzionali ha dato alla Città di Nocera Inferiore il suo contributo nella logica della collaborazione istituzionale tra i diversi livelli governativi, e penso alla possibilità di realizzare la strada alternativa sul binario dismesso realizzata attraverso l’intervento determinante dell’on. Tullio Ferrante, sottosegretario al Mit, che consentirà un agevole attraversamento della città ma anche il raggiungimento di centri di interesse comprensoriale quali Tribunale, Asl, Polizia di Stato e Guardia di Finanza».

Il risanamento del Sarno e dei suoi affluenti resta una delle grandi questioni ambientali e di sicurezza del territorio: la stessa Procura di Nocera la considera una problematica di particolare rilievo per il circondario. Oggi sono finalmente in campo investimenti importanti. Forza Italia quale idea deve proporre perché questa non sia l’ennesima stagione degli annunci, ma l’occasione per trasformare il risanamento ambientale in una leva di sviluppo e di nuova qualità della vita per tutto l’Agro?

«È necessario vigilare sull’attuazione sicuramente degli interventi programmati, ed in particolare sull’avvio del piano di interventi da 407 milioni di euro per la sicurezza idraulica e la riqualificazione ambientale del bacino previsto dalla Regione, verificare quanto fatto fino ad oggi a partire dal censimento degli scarichi ed il completamento definitivo del collettamento fognario, argomento che nella mia esperienza amministrativa ho sempre sollecitato e portato all’attenzione delle diverse amministrazioni che si sono succedute nel tempo. Una proposta corretta e con visione comprensoriale è quella promossa dal sindaco di Nocera Inferiore Paolo De Maio sulla necessità di discuterne a livello comprensoriale attraverso la cabina di regia del Masterplan, come luogo naturale di confronto, sintesi ed intervento dei rappresentanti del nostro comprensorio sul tema della tutela ambientale e sulla salute dei cittadini».

Il congresso regionale avrebbe dovuto rappresentare un momento di confronto e soprattutto di ricomposizione del partito. Invece, nelle ultime settimane, polemiche sulle regole, candidature e contrapposizioni sembrano aver preso il sopravvento sulla politica. Non crede che, continuando così, il rischio sia quello di celebrare un congresso che divide anziché unire e che proprio per questo servirebbe oggi un atto di responsabilità da parte di tutti per fermare le polemiche e ritrovare una soluzione unitaria nell’interesse di Forza Italia?

«Il congresso è un momento importante per la vita di un partito a qualsiasi livello, a partire dal livello cittadino, non amo le polemiche e mi piace parlare dei temi di interesse generale, credo che le polemiche non facciano altro che allontanare sempre di più i cittadini dalla politica, e soprattutto dal voto alimentando il fenomeno dell’astensionismo, che oggi ha raggiunto livelli estremamente preoccupanti. A livello provinciale non è mai stata convocata una riunione post voto regionale, né è stata promossa una analisi del voto e della sua distribuzione territoriale, mi sarebbe piaciuto rappresentare le tante istanze raccolte sul territorio provinciale, che, però, hanno trovato puntuale riscontro attraverso la sapiente e puntuale interlocuzione con il livello nazionale. Sicuramente andrebbe ripensata la partecipazione a livello provinciale, attraverso una programmazione di incontri della segreteria provinciale e la ridistribuzione degli incarchi di responsabilità sul territorio, insomma meno conferenze stampa e più confronto e programmazione. Le questioni emerse a partire dalla convocazione del congresso regionale dovrebbero essere risolte all’interno del partito, nella naturale dialettica di confronto tra diverse componenti interne, è chiaro che non giova alla credibilità lo scontro esternato che si fonda su una presunta incertezza delle regole congressuali. A tale proposito mi auguro che si possa a breve fare chiarezza e più che alla conta, ovvero del chi sta con chi e contro chi, si possa ritornare a parlare di politica e di soluzioni per i cittadini, argomenti più cari agli elettori».

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Pinto, uomo delle Istituzioni che ha servito con onore e devozione

Aniello Salzano

Verso la Chiesa di Salerno ho avuto sempre attenzione e gratitudine che oggi si accompagnano a memoria e nostalgia di un passato intenso fatto di cose vissute e di persone che hanno accompagnato la mia adolescenza e gioventù. Per questo non sarò mai la persona giusta per scrivere una nota su fatti di cronaca che, in qualche modo, possano nuocere. La premessa é doverosa per dire che tra coloro che vivono in Curia molti non mi conoscono, mentre non ho mai cercato di mettermi in evidenza agli occhi del nuovo Vescovo né d’incontrarlo, tanto per dire ci conosciamo. Di lui, tuttavia, ho apprezzato il tratto umano e la semplicità con cui ad un mio articolo fece seguire una sua decisione di fare una visita a D. Nunzio Scarano nella sua abitazione, di cui altri non si erano mai interessati, della sua vita, della sua salute, del suo sacerdozio, durante il tempo atroce delle sofferenze ingiuste inflittegli. Fu un momento benefico per la Chiesa di Salerno, per la vita di don Nunzio e per mettere in luce la profondità spirituale del Pastore verso i problemi di un suo presbitero.. Apprezzai, ne resto ancora intimamente grato e sento una riconoscenza per lui, senza ipocrisia, che genera rispetto e stima. Mi basta il legame che scaturisce dalla mia appartenenza e dalla mia convinzione di essere in comunione. Essere in comunione non vuol dire che nella filialità, con garbo e con educazione, non si possa dire al Pastore, al Capo della Chiesa locale, che alcuni comportamenti umani non sono del tutto irreprensibili. Ciò senza dietrologia! Partiamo dal mio ultimo articolo rivolto al Vescovo, che sembra essere stato letto bene, tanto da meritare una risposta da presunti appartenenti alla pagina Facebook ” Devoti di Monsignore Andrea Bellandi”. Una risposta di traverso da chi non ci mette la faccia e professa ” la devozione” al Vescovo come difesa d’ufficio in una causa mai iscritta a ruolo! Per carità tutto é garbato ed é corredato da un abbondante richiamo codicistico canonico per rafforzare il ruolo. Chi come me crede e professa la sua fede non ha bisogno di ripasso del valore della dignità episcopale né accetta che le risposte ad osservazioni dirette a qualcuno meritino l’attenzione di traverso di presunti suoi “devoti”. A Bellandi riservo rispetto per la paternità pastorale, per le responsabilità ecclesiali, per l’auspicio che trasformi la Chiesa di Salerno in modello Conciliare e Sinodale, scelto per camminare verso Dio. Dunque per lui potrei dire che sarebbe giusto si circondasse di seguaci, figli spirituali, sostenitori ecc. ma mai di devoti! Venendo ai fatti, dicevo nel mio articolo e ribadisco che, quando dal mondo laico, dall’informazione, dallo stesso clero arrivano rilievi critici, agli stessi il Vescovo deve rispondere dati alla mano e con documentazione a supporto. Alcune illazioni sull’operato di sacerdoti curiali, sembrano pesanti e affatto meritevoli di essere affrontati con la pelosa carità del segreto d’ufficio e della presunzione della lesa maestà. Ai dubbi della società che spero infondati si risponde con carità e chiarezza e non si fa rispondere a ” devoti”, appartenenti ad un gruppo di fedeli devoti. L’impegno del Vescovo, la sua paternità, deve essere usato per tutti con pari determinazione. Sinceramente non basta la difesa dei curiali, sarebbe meglio correggere comportamenti non da tutti condivisi. Ora aspetto che con la sua autorevolezza e competenza prenda una posizione di sostegno per tutti gli aderenti al Gregge che conosce bene, per la disponibilità e collaborazione di tantissimi presbiteri che prestano obbedienza alle sue disposizioni. Spero non li lasci- presbiteri e laici- in pasto ad una campagna diffamatoria che fa male innanzitutto alla Chiesa. Personalmente sono soltanto un fedele ed al Vescovo dico che molti segnali di suoi stretti collaboratori non vanno. Come quando di uno dei suoi si disse pomposamente e senza mai smentire la notizia diffusa con competente conoscenza delle regole della comunicazione di una sua prossima nomina a Vescovo, cosa che non fu! Non si fermi all’apparenza, I fedeli hanno sempre amato i Vescovi di Salerno. Anche i preti! Di alcuni l ‘attenzione per il vescovo non é stata disinteressata. Taluni amavano tanto Mons. Grimaldi che ad ogni visita parrocchiale( benché avvertiti dall’energica sorella del Vescovo) gli facevano trovare in sacrestia golosi cartocci di pasticceria che per lui erano veleno. In quel modo mostravano compiaciuti di essere suoi dévoti. Una devozione che il 2 aprile 1992 spezzò in due una colonna umana, tale era Grimaldi, sotto i colpi di un micidiale e persistente diabete, curato male. Perciò vorrei che Bellandi evitasse i circoli ruffiani dei supporters che lo hanno chiuso in una dorata illusione di essere amato. Saranno i primi a deriderlo e voltargli le spalle, quando non otterranno. A lui resterà l’amarezza di un tirocinio fatto sempre col salvagente e mai con il rischio di decidere da solo e qualche volta con mano ferma per il bene della Chiesa di Salerno. Perché per il Vescovo é la solitudine la vera dimensione che affina preghiera e coraggio, anche sbagliando! Con la sua cultura teologica, Bellandi può aiutare Salerno a vivere bene l’appartenenza alla Chiesa. Senza permettere a qualcuno di perdersi su questa strada!

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Polichetti (Udc): Cantone ha ereditato una situazione disastrosa

Un’eredità complessa e una situazione gestionale definita disastrosa all’Azienda “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. L’Udc interviene sull’attuale quadro della struttura sanitaria salernitana, confermando la propria fiducia al nuovo direttore generale Nicola Cantone e offrendo massima disponibilità a collaborare per superare le criticità storiche ed emergenti che interessano reparti chiave del presidio.

A fare il punto della situazione è Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc: «Comprendiamo la grande difficoltà nella quale si è venuta a trovare l’avvocato Nicola Cantone dal momento in cui si è insediato al “Ruggi”, perché obiettivamente ha ereditato una situazione disastrosa. Noi come partito gli confermiamo la massima stima e la massima volontà a collaborare per la soluzione di problemi gravi e dannosi».  Polichetti pone quindi l’accento sulle principali criticità che richiedono un’azione immediata: «In particolare facciamo riferimento alla cardiochirurgia, laddove ancora è in servizio come direttore del Dipartimento il dottore Enrico Coscioni, nei confronti del quale l’Azienda si è costituita parte civile in un procedimento per la morte di un paziente. Poi la ginecologia, che ha visto decrescere il numero di parti e ha visto anche la richiesta di trasferimento e di prepensionamento di tutta una serie di dirigenti di quella struttura. E infine il Pronto soccorso, che ancora non ha svoltato rispetto a quei problemi che storicamente lo affliggevano».  In conclusione, il rappresentante dell’Udc ribadisce il proprio sostegno alla direzione, sollecitando risposte concrete per il territorio: «Siamo vicini a Cantone, collaboriamo al suo fianco e gli chiediamo di risolvere in maniera rapida, energica e decisa questi problemi, perché la città di Salerno non aspetta altro».

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Al Pitti Pizza & Friends la giornata dedicata al vino rosso

Il 28 è il National Red Wine Day, la giornata dedicata al vino rosso. Un’occasione che al Pitti Pizza & Friends, in corso in Piazza della Libertà a Salerno, diventa il punto di partenza per raccontare un matrimonio tutto italiano: quello tra pizza e vino. Grazie alla collaborazione nata con In Vino Civitas, il salone del vino di Salerno, e con l’Enoteca Porta di Mare, le cantine coinvolte porteranno in piazza alcune delle proprie etichette, costruendo percorsi di abbinamento pensati per valorizzare le pizze proposte dai pizzaioli del Pitti Pizza & Friends. Le aziende presenti in un ideale passaggio di staffetta di sera in sera sono Vinosia di Luciano Ercolino, Salvatore Martusciello, Cantine Astroni, Coppo, Tenuta Gorghi Tondi e Mastroberardino 1878. Un dialogo tra territori e sapori, da scoprire tra un morso e un sorso. Campi Taurasini, Aglianico DOC, Gragnano della Penisola Sorrentina DOC, Piedirosso dei Campi Flegrei DOC, Lacryma Christi del Vesuvio Rosso, vini delle Terre Siciliane e dell’Irpinia saranno protagonisti di un confronto che parte da una domanda: qual è il vino giusto per accompagnare una pizza? La risposta cambia con gli ingredienti. Alla Margherita, con l’acidità del pomodoro e la delicatezza della mozzarella, c’è chi accosta esempio un Gragnano della Penisola Sorrentina DOC, rosso vivace e fresco, capace di sottolineare senza sovrastare. Per pizze più strutturate, soprattutto quelle arricchite da salumi e sapori intensi, entra in gioco la forza dell’Aglianico, mentre un Lacryma Christi del Vesuvio Rosso, più profumato e immediato, può andar bene per le preparazioni che prevedono il pomodoro fresco e la cremosità della burrata, come anche per i piatti preparati dagli studenti dell’Istituto Alberghiero “Roberto Virtuoso” di Salerno. Per chi preferisce un bianco, l’abbinamento è servito con l’Asprinio di Aversa, particolarmente adatto ad accompagnare la mozzarella presente al Pitti Pizza con La Contadina, la storica Latteria Sorrentina e Ilka, grazie alla sua freschezza e alla marcata acidità. Il 28 agosto sarà anche l’occasione per saggiare il Frappato, vitigno autoctono siciliano dalla spiccata freschezza. Sabato 29 agosto Mastroberardino presenterà due nuove etichette caratterizzate da una gradazione alcolica naturalmente più contenuta: Vibra Bianco, 10,5%, e Vibra Rosso, 11%. La collaborazione tra Pitti Pizza & Friends, In Vino Civitas ed Enoteca Porta di Mare diventa un modo per mettere allo stesso tavolo mondi diversi che appartengono profondamente alla cultura gastronomica italiana. Il vino può valorizzarne ingredienti e identità territoriali, così come la birra continua a essere uno degli abbinamenti più amati e naturali, per freschezza, convivialità e varietà di stili. Il Pitti Pizza & Friends, ideato da Maurizio Falcone e promosso dall’Associazione Alimenta, presieduta dallo stesso Falcone con Alfonso Aufiero vicepresidente, è organizzato con Effe Emme Eventi. La direzione tecnica è di Nunzio Mascolo. Ad accendere i ventuno forni presenti in Piazza della Libertà sono Antica Pizzeria Reginè di Salerno, I Due Fratelli di Salerno, Il Panuozzo di Gragnano – I Due Fratelli, 280 Grammi di Caserta, Brandi di Napoli, Pizza a Metro di Vico Equense, La Pizza di Umberto Falcone di Salerno, L’Angelo e il Diavolo di Salerno, Quanto Basta di San Giorgio del Sannio e Salerno, La Perla di Pulecenella di Salerno, Il Vicolo della Neve di Salerno, Antico Borgo di Nocera Superiore e la pizzeria San Matteo di New York. Con la Pizzeria Madison è presente un forno dedicato alle persone celiache, in collaborazione con AIC Campania – Associazione Italiana Celiachia. Tra le novità dell’edizione 2026 c’è la partecipazione del Maestro Cavaliere Giuseppe Corsini, riconosciuto come il primo pizzaiolo sordo d’Europa.

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Sangiuliano: «Grave il no alla richiesta dello stato di emergenza»

”La mancata approvazione della richiesta dello stato di emergenza da parte della maggioranza di centrosinistra è un fatto gravissimo che va contro gli interessi dei cittadini dei Campi Flegrei, un vero e proprio schiaffo in faccia alla cittadinanza che sta soffrendo avendo perso la casa e con danni alle attività economiche. Un atto di arroganza inspiegabile perché lo Stato di Emergenza è l’unico provvedimento che ci consente di assumere misure urgenti come la sospensione del pagamento dei tributi e dei mutui. Il centrodestra continuerà la sua battaglia per ottenere lo Stato di Emergenza e soprattutto per dare una sistemazione credibile e adeguata per chi ha perso casa. Questa maggioranza ha votato contro anche l’aumento dello stanziamento del consiglio da 5 a 12 milioni di euro e ci ha impedito di ricomprendere i comuni di Quarto e Giugliano”. Lo dichiara il capo dell’Opposizione in Regione Campania, Gennaro Sangiuliano, insieme ai capigruppo Massimo Pelliccia, Raffaele Maria Pisacane, Micaela Rostan, Sebastiano Odierna.

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Campi Flegrei: P.De Luca (Pd), bene legge regionale da 7 milioni

“Con l’approvazione della proposta di legge promossa dal Gruppo del Partito Democratico e condivisa dall’intera maggioranza, che stanzia 7 milioni di euro per i Comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Napoli, il Consiglio Regionale della Campania fornisce una risposta tangibile e concreta per affrontare le criticità determinate dell’ultimo sciame sismico che ha colpito l’area flegrea lo scorso 31 luglio”. Così Piero De Luca, segretario regionale del Partito Democratico. “Mentre da parte del Governo nazionale e di alcune forze di centrodestra abbiamo assistito finora a tanta retorica e propaganda, ma a poca sostanza, la Regione ha lavorato intensamente in queste settimane per individuare risorse reali a sostegno delle comunità colpite. Ed è molto grave peraltro l’astensione dello stesso centrodestra rispetto a questa legge regionale. I 7 milioni di euro stanziati – spiega De Luca – saranno distribuiti secondo criteri rigorosi ed equi per rispondere alle emergenze; saranno destinati non solo alle attività di protezione civile e all’assistenza alla popolazione, ma anche a interventi mirati di sostegno economico alle attività produttive, commerciali e imprenditoriali che hanno subito danni. Inoltre, si prevede l’istituzione dell’Osservatorio regionale sugli effetti del bradisismo sulle attività economiche”. “Questi 7 milioni – sottolinea – sono il contributo concreto del Consiglio regionale, che si aggiunge ai primi e tempestivi interventi già messi in campo dalla giunta del presidente Fico. Tuttavia, l’entità dei danni, il numero delle famiglie coinvolte e la natura stessa del bradisismo richiedono un intervento nazionale più ampio, strutturale e di lungo respiro. Ora il Governo faccia la propria parte, stanziando risorse adeguate, accogliendo le nostre proposte emendative in sede di conversione del decreto-legge n. 144 del 2026, su tributi, mutui, contributi per alloggi, personale enti locali, e soprattutto lavorando insieme alle comunità ed istituzioni del territorio per un intervento normativo ad hoc”. “Il bradisismo non può essere affrontato rincorrendo continuamente l’emergenza. Serve una strategia stabile e l’avvio di un percorso condiviso per una Legge speciale relativa ai Campi Flegrei, che definisca un quadro normativo e finanziario stabile per la prevenzione, la messa in sicurezza del patrimonio edilizio e infrastrutturale, la tutela ambientale, il sostegno economico e la coesione sociale. Il Partito Democratico continuerà a vigilare e a battersi in ogni sede per garantire il futuro di questo territorio fragile ma straordinario”, conclude Piero De Luca.

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Salerno Club 2010, incontro con il sindaco De Luca: «Fondi garantiti per Arechi e Volpe»

Incontro “speciale” ieri mattina a Palazzo di Città tra una delegazione del Salerno Club 2010 e il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. Il primo cittadino ha mantenuto la promessa fatta circa un mese fa al presidente del sodalizio, Salvatore Orilia, incontrando, oltre allo stesso Orilia, l’economo Massimo Gennatiempo, il socio fotografo Cesare Giliberti e l’addetto stampa Andrea Criscuolo. Presenti anche l’addetto stampa del Comune Paolo Russo.

Un’ora di confronto informale e diretto, dedicata soprattutto alla Salernitana, all’impiantistica sportiva e ai programmi per la città. De Luca ha illustrato ai rappresentanti del club il lavoro avviato nei primi mesi del nuovo mandato, soffermandosi anche sugli interventi programmati in vista delle celebrazioni di San Matteo.

Particolare attenzione alla questione stadio Arechi e campo Volpe. De Luca, secondo quanto riferito dal Salerno Club 2010, ha ribadito che i finanziamenti sono garantiti attraverso i fondi di coesione e che il contratto con l’impresa sarebbe già stato sottoscritto.

Il cronoprogramma indicato prevede circa dieci mesi per il completamento del nuovo Volpe, per poi concentrare gli interventi sull’Arechi, destinato a diventare un impianto da circa 36mila posti. I lavori complessivi, secondo le previsioni illustrate dal sindaco, dovrebbero concludersi nell’arco di circa due anni. Un progetto che punta a dotare Salerno di impianti sportivi di livello, insieme agli interventi previsti per le altre strutture cittadine, tra cui il nuovo pattinodromo.

Nel corso dell’incontro non è mancato il riferimento alla Salernitana. De Luca ha ammesso di essere rimasto preoccupato dalla prestazione offerta dalla squadra contro il Sorrento: una formazione apparsa, a suo giudizio, «lenta, spenta e senza idee», messa in difficoltà dalla maggiore vivacità degli avversari.

Il sindaco si è comunque augurato che si sia trattato soltanto di una partita negativa, confidando in una pronta reazione, anche grazie ai nuovi innesti attesi.

Infine, un passaggio sulla posizione del patron Danilo Iervolino. De Luca ha auspicato maggiore chiarezza sulle intenzioni del proprietario: cedere la società oppure, in caso contrario, dimostrare con decisione la volontà di riportare la Salernitana ai livelli che la città e la tifoseria meritano.

In chiusura, il saluto del sindaco alla tifoseria granata, definita ancora una volta un patrimonio fondamentale per la squadra e per la città.

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Cop17, Confeuro: “Serve strategia integrata per gestione suoli”

Confeuro sta seguendo con molta attenzione i lavori della diciassettesima sessione della Conferenza delle Parti (COP17) della Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta alla Desertificazione (UNCCD), in corso in Mongolia. Si tratta di un appuntamento rilevante, che affronta temi assolutamente attuali e fondamentali come la tutela dell’ambiente, il cambiamento climatico, il contrasto alla desertificazione e la gestione sostenibile dei suoli, questioni fortemente connesse anche al futuro del settore agricolo. “Sul campo – dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro-Confederazione Agricoltori Europei – i problemi sono interconnessi: il degrado del suolo accelera gli effetti della crisi climatica, compromette la biodiversità e mette a rischio la capacità dei territori di produrre cibo. Per questo è necessario rafforzare una strategia coordinata, capace di unire tutela ambientale, agricoltura e gestione responsabile delle risorse naturali”. Secondo Confeuro, la COP17 rappresenta quindi un’occasione importante per aumentare la consapevolezza e favorire impegni concreti, soprattutto in un momento in cui siccità, fenomeni meteorologici estremi e progressivo impoverimento dei terreni stanno incidendo sempre più sulle attività agricole. “Condividiamo inoltre – conclude Tiso – le parole dell’ambasciatrice italiana sull’importanza di dare maggiore spazio e potere di iniziativa ai giovani. Le nuove generazioni devono essere protagoniste delle politiche ambientali e agricole del futuro e, per questo, vanno sostenute attraverso finanziamenti, investimenti e strumenti adeguati. Solo così possiamo trasformare la sensibilizzazione in azioni concrete e durature”.

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L’Uefa è pronta a un’azione penale contro Infantino

L’Uefa, dopo aver revocato il sostegno precedentemente accordato a Gianni Infantino per nuovo mandato, ha intenzione di presentare una denuncia penale contro il presidente della Fifa presso i tribunali della Svizzera per cattiva gestione, ai sensi dell’articolo 158 del Codice penale elvetico. Per sostenere la denuncia, la confederazione calcistica europea ha chiesto alla Corte distrettuale della Florida di emettere un’ordinanza per l’accesso a documenti Fifa ritenuti probatori: di recente il Congresso Usa ha avviato un’indagine su presunti rapporti economici illeciti tra Infantino e Donald Trump. La battaglia tra l’organo di governo del calcio europeo e il presidente della Fifa, iniziata a causa del progetto – poi ritirato – di vendere quote della Coppa del Mondo a investitori privati, si arricchisce così di un nuovo capitolo.

Cosa resta del Meeting di Rimini, la Fashion Week del governo

«Pensare che 10 anni fa il Meeting sembrava in piena decadenza. Papa Francesco non lo vedeva di buon occhio», osserva la mia amica, mentre sorseggiamo una birra ghiacciata sedute a un tavolo nella zona ristoro, nelle ultime ore di un’edizione da record. La kermesse riminese di Cl, dedicata quest’anno a “L’amor che move il sole e l’altre stelle,” ha incassato 900 mila presenze, la visita di papa Leone XIV – che ha sancito la ritrovata armonia con la Santa Sede -, una carrellata di ministri, e gran finale con la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e con il patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa. È per lui che la mia amica e io siamo venute qui, insieme ad altri ex alunni del liceo Giulio Cesare. E il nostro ex compagno del ginnasio, diventato cardinale e quasi-papa, non ci ha deluso: al termine del suo evento, ci ha regalato strette di mano e selfie di gruppo e ha perfino condiviso ricordi dei nostri vecchi prof, la prova che Sua Eminenza non stava bluffando e, a distanza di oltre 40 anni, aveva collocato le nostre facce attempate nel punto giusto della sua articolata biografia, il che ha del miracoloso.

Cosa resta del Meeting di Rimini, la Fashion Week del governo
Cosa resta del Meeting di Rimini, la Fashion Week del governo
Cosa resta del Meeting di Rimini, la Fashion Week del governo
Cosa resta del Meeting di Rimini, la Fashion Week del governo
Cosa resta del Meeting di Rimini, la Fashion Week del governo
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Cosa resta del Meeting di Rimini, la Fashion Week del governo
Cosa resta del Meeting di Rimini, la Fashion Week del governo
Cosa resta del Meeting di Rimini, la Fashion Week del governo

Il perenne sorriso dei volontari produce un effetto Pluribus

Dopo l’incontro, abbiamo deciso di restare, non tanto per smaltire l’emozione della carrambata, quanto per guardarci intorno e assaporare il Meeting nel momento liminale delle sue ultime battute, quando, esauriti gli appuntamenti del programma, ripartiti tutti gli ospiti famosi, dileguati i giornalisti, nei padiglioni della Fiera di Rimini restano solo gli ultimi visitatori a caccia di un pasto veloce nei ristoranti che stavano via via esaurendo tutti i condimenti (gli ultimi arrivati si sono dovuti accontentare di pasta in bianco e piadine vuote) e l’esercito dei volontari. Sono di tutte le età, di tutte le provenienze e dei soli due generi creati da Dio (nell’app del Meeting, che ho scaricato per avere i pass, puoi indicare te stesso solo come maschio o femmina, non sono previste altre opzioni oppure la reticenza). È un variegato popolo di 3.300 persone, accomunate solo dalla fede, dall’inossidabile cordialità e dal perenne sorriso, il che produce un inquietante effetto Pluribus, la celebrata serie filosofico-fantascientifica sugli effetti di un virus che connette tutta l’umanità, salvo pochi immuni, in una mente collettiva pacifica e appagata. Ma per accorgersene bisogna a) non essere ciellini, e b) avere visto Pluribus, e qui dentro non devono essere molti a possedere entrambi i requisiti.

La prassi e la retorica della vecchia sinistra, senza essere a sinistra

Senza il riferimento della serie di Vince Gilligan, l’impressione che si riceve dal Meeting dei seguaci ed eredi di don Luigi Giussani è quella condivisa dai tanti profani che nel corso degli anni ci hanno messo il naso guardinghi, aspettandosi all’ingresso un atheism-detector e un esame di catechismo, e poi ne sono usciti pieni di incredula meraviglia. A colpirli, soprattutto, l’accoglienza, l’efficienza e l’abnegazione dei volontari venuti da tutta Italia per sgobbare dalle otto a mezzanotte a scaricare casse, allestire mostre, accompagnare visitatori e farcire piadine, pagandosi le spese di soggiorno a Rimini o accampandosi in casa di amici. Roba che da un pezzo non si vede più neanche alle feste dell’Unità. E pazienza se l’impegno non è del tutto disinteressato, e può procurare protezioni e facilitazioni nel ramificato universo economico-imprenditoriale ciellino, anche se forse oggi è meno scontato di una volta. «C’è molto di simile alla prassi e alla retorica della vecchia sinistra», scriveva nel 2008 lo storico e saggista Claudio Giunta, «solo che qui decisamente non siamo a sinistra».

Un’anteprima delle tendenze politiche autunno/inverno

No, decisamente no. Non lo era nel 2008, quando il Meeting ospitò praticamente tutto il governo Berlusconi IV, più il senatore a vita Giulio Andreotti, la A del CAF (le altre lettere dell’acronimo erano Craxi e Forlani) di cui, prima di Tangentopoli, Cl era la colonna nel mondo cattolico. E non è troppo a sinistra nemmeno il cast dell’ultima edizione, in cui i personaggi meno sovranisti erano probabilmente Papa Leone e il cardinal Pizzaballa. Anzi, negli ultimi tempi il Meeting è una specie di Fashion Week in cui il centrodestra mostra in anteprima le tendenze della prossima stagione, idee che, come gli abiti che gli stilisti fanno sfilare in passerella, sono improponibili nella realtà, ma fanno chiacchierare i giornalisti. Esempio, le tasse sugli extraprofitti che, secondo Tajani, «sanno di Unione Sovietica» (a quanto pare, il vicepremier ha raccolto il trend trumpiano dell’anticomunismo di ritorno), o i corsi d’italiano obbligatori per i genitori stranieri, caldeggiati del ministro dell’Istruzione Valditara, per prendere con una fava due piccioni: invadere il terreno di Roberto Vannacci ed evitare che i nuovi italiani parlino come Adolfo Urso.

E per il 2027 aspettiamo i «pionieri coraggiosi»

Mentre “L’amor che move il sole e l’altre stelle” va a fare compagnia ai titoli dei Meeting passati (memorabili “La Bestia, Parsifal e Superman” e l’insuperato, in termini di lunghezza, “Lo Starets rispose: Davvero, tutto è splendido perché tutto è Verità”), è già stato divulgato quello dell’edizione 2027: “Pionieri coraggiosi per custodire l’umano”. Al netto del consueto sospetto di supercazzola, c’è da chiedersi se questi “pionieri custodi dell’umano” Cl crede di poterli trovare a destra, dove sembrano più preoccupati di custodire i confini dall’umano, specie se è povero e con troppa melanina. E forse con questa retorica vinceranno le prossime elezioni.

Il caso del raduno di gruppi neonazi di tutta Europa nel Nord Italia

Dal 3 al 6 settembre, in un luogo imprecisato nel Nord Italia, si terrà il raduno neonazi “Ritorno a Camelot 2026”, organizzato da Veneto Fronte Skinheads, che vedrà non solo esibirsi numerosi gruppi musicali, ma anche la partecipazione di militanti dell’ultradestra suprematista provenienti da tutta Europa. Tra essi pure membri di Blood & Honour, sanzionato dal governo britannico nell’ambito della locale normativa antiterrorismo.

Interrogazione di Bonelli a Piantedosi

Come detto, non si sa dove si terrà l’evento. Ma a giudicare dalle distanze dagli aeroporti fornite dagli organizzatori e dalla loro provenienza geografica, l’area prescelta potrebbe trovarsi a nord del Lago di Garda, a cavallo tra Veneto e Trentino. Il fatto che sia proprio l’Italia a ospitare un evento di questo tenore ha portato Angelo Bonelli ad annunciare un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. «Non si tratta di un evento folkloristico né di libera espressione», ha detto il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde: «È la messa in scena organizzata di ideologie che la nostra Costituzione ripudia esplicitamente».

Intesa Sanpaolo supporta il piano di transizione energetica del Gruppo Arena

Intesa Sanpaolo, attraverso la divisione IMI Corporate & Investment banking guidata da Mauro Micillo, ha perfezionato un finanziamento in favore di Energy power 1, controllata di Arena energy power, realtà del Gruppo Arena dedicata allo sviluppo degli investimenti nel settore delle energie rinnovabili. L’operazione si inserisce nella più ampia strategia di transizione energetica del Gruppo Arena.

Il Gruppo Arena potrà proseguire nel proprio percorso di decarbonizzazione

Il finanziamento, del valore complessivo di 8,8 milioni di euro, include un Green Loan di 6,8 milioni di euro destinato alla realizzazione di un impianto fotovoltaico Full Merchant della potenza complessiva di circa 9,9 MWp nel Comune di Assoro (Enna). Il progetto consentirà al Gruppo Arena di incrementare la produzione di energia elettrica da fonte solare, ridurre progressivamente la dipendenza dall’approvvigionamento energetico esterno e proseguire il proprio percorso di decarbonizzazione, generando benefici ambientali ed economici nel lungo periodo. L’operazione conferma l’approccio della divisione IMI CIB nel mettere a disposizione delle imprese soluzioni finanziarie sempre più evolute, capaci di integrare innovazione, sostenibilità e supporto ai piani di sviluppo industriale. La struttura del Green Loan, conforme ai Green Loan Principles della Loan Market Association (LMA) e integralmente allineata alla Tassonomia UE, risponde ai più avanzati standard della finanza sostenibile e alle crescenti esigenze delle imprese impegnate nella transizione energetica.

È morto Ratko Mladic, il boia di Srebrenica

È morto Ratko Mladic, leader militare condannato per genocidio per i crimini commessi durante la guerra nell’ex Jugoslavia come comandante dei serbo-bosniaci, su tutti il massacro di Srebrenica del 1995. Aveva 84 anni. Il decesso è avvenuto nel centro di detenzione delle Nazioni Unite all’Aia.

È morto Ratko Mladic, il boia di Srebrenica
Ratko Mladic nel 1993 (Ansa).

I crimini di guerra, la latitanza e l’arresto

Nato a Božanovići, oggi Bosnia ma all’epoca Croazia, Mladic era figlio di un partigiano comunista, che sarebbe stato poi ucciso dagli Ustasha. Dopo aver scalato i ranghi dell’Armata Popolare Jugoslava, ricoprì la carica di capo di stato maggiore delle forze armate dell’esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina durante la guerra in Bosnia, rendendosi responsabile dell’assedio di Sarajevo, il più lungo della storia moderna, e anche del massacro di Srebrenica, compiuto assieme alle forze paramilitari di Arkan. Accusato di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio, Mladic fu arrestato il 26 maggio 2011 a Lazarevo, in Serbia, dopo 15 anni di latitanza, e successivamente estradato all’Aja: il processo a suo carico, iniziato l’anno successivo, si era concluso nel 2017 con la condanna all’ergastolo, poi confermata anche in appello nel 2021. Poche ore prima della morte era stata respinta l’ultima richiesa di scarcerazione per Mladic, che durante la detenzione era stato colpito da diversi ictus.

È morto Ratko Mladic, il boia di Srebrenica
Murale dedicato a Ratko Mladic a Belgrado (Ansa).

Alluvione in Nepal, anche tre italiani tra i 1.300 dispersi

Sono tre gli italiani che mancano all’appello dopo l’alluvione innescata da una frana che ha devastato l’area di confine tra il Nepal e il Tibet, regione autonoma della Cina. Lo hanno confermato fonti della Farnesina: uno dei tre è Marco Ratto, 50enne titolare di un negozio di orologeria e oreficeria di Rapallo: al momento del disastro era in uscita dal Nepal. L’agenzia di viaggi cinese che avrebbe dovuto prendere in carico il gruppo di cui faceva parte ha confermato di aver perso i contatti al valico. Le autorità nepalesi avrebbero inserito il suo nome per due volte nella lista perché era registrato presso due diversi tour operator. Risulta poi irreperibile una coppia italo-svizzera, che dal Tibet era invece diretta in Nepal. Il ministero degli Esteri ha inoltre reso i nomi dei due italiani tratti in salvo: si tratta di Valentina Piccinini e Stefano Lotumolo, adesso in viaggio verso Kathmandu.

Mattia Feltri lascia la direzione di HuffPost Italia

Mattia Feltri si è dimesso da direttore di HuffPost Italia, incarico che ricopriva da aprile del 2020. Lo ha reso noto Gedi, gruppo editoriale controllato da Antenna Media, comunicando l’avvio di «una nuova fase» per la testata e aprendo «la ricerca del direttore che guiderà questo percorso». Feltri, figlio di Vittorio ex direttore de il Giornale e Libero, approderà a QN – Quotidiano Nazionale, dove terrà una sua rubrica. Il gruppo, di cui fanno parte Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, è di proprietà di Leonardo Maria Del Vecchio, che a inizio anno ha acquisito la quota di maggioranza di Editoriale Nazionale dal gruppo Monrif tramite la società Lmdv Media.

Mattia Feltri lascia la direzione di HuffPost Italia
Mattia Feltri (Imagoeconomica).

La tarantella delle Primarie, la frecciata a Urso sulla rivista Eni e le altre pillole del giorno

L’attesa del gazebo non è essa stessa un gazebo? Il centrosinistra non riesce a liberarsi dal «primarie sì, primarie dai, primarie fantasma»: ogni giorno un dem sa che dovrà correre più di un cinque stelle (e viceversa) per riuscire a guadagnare un titolo sul giornale, anche se del tema, per dirla con Massimo Cacciari, «non gliene frega niente a nessuno». Tale è la stanchezza, che in molti invitano gentilmente i leader campolarghisti a chiudersi in una stanza e a non uscire finché non arrivino a un’intesa. Un appello che, viste le dichiarazioni quotidiane su ogni media disponibile, pare essere inascoltato. Nel Pd, costantemente in modalità rincorsa, si sta ingrossando il partito del no (da incorniciare la proposta di Roberto Speranza di indicare sulla scheda un «diciottenne o un partigiano») e al Nazareno c’è chi legge in questi appelli alla prudenza una strategia per indebolire Elly Schlein: insistere sui rischi delle primarie fa percepire la segretaria in bilico e in svantaggio rispetto a Giuseppe Conte, è il ragionamento.

La tarantella delle Primarie, la frecciata a Urso sulla rivista Eni e le altre pillole del giorno
Nicola Fratoianni, Giuseppe Conte, Elly Schlein e Angelo Bonelli (Instagram).

Nel M5s, manco a dirlo, è tutto un sussulto di democrazia dal basso: «Individuiamo prima i principi e i valori e le apriamo a chiunque, anche online, senza preregistrazioni o tessere che allontanano la partecipazione», rilancia giovedì lo “smarmellatore” Riccardo Ricciardi, capogruppo alla Camera.

La tarantella delle Primarie, la frecciata a Urso sulla rivista Eni e le altre pillole del giorno
Riccardo Ricciardi (Imagoeconomica).

Non poteva mancare Goffredo Bettini che sul Fatto invita a frenare le «tarantelle». «Serve un comitato di garanti», dice, ed è necessario «un clima di amicizia tra di noi, più sincero rispetto all’oggi». Schlein, secondo il “demiurgo del Pd romano”, non ha paura: «Un aspetto non criticabile della segretaria è il coraggio. Ne ha da vendere». Vedremo.

La tarantella delle Primarie, la frecciata a Urso sulla rivista Eni e le altre pillole del giorno
Andrea Orlando e Goffredo Bettini (Imagoeconomica).

Pure Sandra Zampa concorda su un punto: «Basta esternazioni a caso sulle primarie, il Pd convochi la direzione», dice al Resto del Carlino la riformista prodiana. «Leggere che importanti esponenti non le vorrebbero mi pare surreale». Si fa avanti pure il presidente dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale: «Se si facesse un sondaggio sulle primarie tra il popolo del centrosinistra penso che l’opinione prevalente sarebbe contraria», spiega a La Stampa. Ma non bisogna temerle. «Primarie? Non so, non le escludo», ha tagliato corto dal palco del Meeting Stefano Bonaccini. «Dopo che avremo scritto il programma valuteremo, parlarne adesso vuol dire mettere il carro davanti ai buoi». L’importante è che siano dei paesi tuoi.

La tarantella delle Primarie, la frecciata a Urso sulla rivista Eni e le altre pillole del giorno
Michele De Pascale (Imagoeconomica).

Sotto il polverone di dichiarazioni, gli sherpa dem e cinque stelle – Igor Taruffi e Paola Taverna – continuano a lavorare per arrivare a un accordo sulle regole. Tanto per cominciare: turno unico come propone Conte o ballottaggio? Ancora non si sa chi e quanti saranno i candidati: in AVS circolano i nomi di Nicola Fratoianni, Elisabetta Piccolotti e addirittura di Francesca Albanese. Riccardo Magi di +Europa si dice pronto, ma i suoi frenano l’entusiasmo. Qualcuno punta su Silvia Salis e su Ernesto Maria Ruffini. Infine rimane il convitato di pietra: che farà il kraken Matteo Renzi? L’osservatorio Primarie continua.

La tarantella delle Primarie, la frecciata a Urso sulla rivista Eni e le altre pillole del giorno
Matteo Renzi (Imagoeconomica).

La frecciata a Urso sulla rivista dell’Eni

Geminello Alvi, economista e scrittore, si è tolto un sasso dalla scarpa. Nell’ultimo numero della rivista trimestrale di Eni, WE World Energy (nata dalle ceneri di Oil diretta da Lucia Annunziata) che giunge nelle redazioni in quantità industriali, Alvi firma un articolo, oggettivamente interessante, intitolato La contabilità delle risorse. Tema attualissimo. Il marchigiano, con la sua verve, tocca anche il tema delle terre rare su cui, scrive, «in Italia non c’è ministro o presunto esperto che non ne sottolinei il ruolo strategico per le filiere produttive». Qualcuno leggendo il passaggio ha strabuzzato gli occhi: mettere sullo stesso piano un ministro e un «presunto esperto» è un segnale da studiare con attenzione. Alvi non fa nomi, ma l’identikit è quello del titolare del Mimit, il “destro” Adolfo Urso che ha sottolineato spesso il ruolo strategico dei minerali critici. Chissà se la direttrice della rivista, Rita Lofano, che guida anche l’Agi, l’agenzia giornalistica dell’Eni, ha riletto con attenzione i testi dei prestigiosi collaboratori prima di dare l’ok alla tipografia…

La tarantella delle Primarie, la frecciata a Urso sulla rivista Eni e le altre pillole del giorno
Adolfo Urso (Imagoeconomica).

Zinzi attacca Romeo: Lady Verdini e Zoffili approvano

Ogni giorno ha la sua pena nella rovente estate leghista. L’ultima uscita che ha infiammato le chat nordiste è stata l’intervista di Giampiero Zinzi da Caserta contro il segretario lombardo e capogruppo al Senato Massimiliano Romeo. Commissario del partito in Campania dal 2024, dal 2013 al 2020 Zinzi è riuscito nell’impresa di cambiare quattro formazioni: Udc, Forza Italia, Cambiamo! di Giovanni Toti per poi sei anni fa accasarsi con gli ex lumbard. Figlio d’arte – il padre Domenico è stato sottosegretario alla Salute nel Berlusconi III – da mesi si vocifera di un suo possibile ritorno a FI o di un approdo in FN di Roberto Vannacci. Fatto sta che al Corriere del Mezzogiorno Zinzi ha bersagliato Max Romeo da Monza, segretario dell’ex potentissima Lega lombarda. Secondo Zinzi, Romeo attaccherebbe Matteo Salvini perché «frustrato» per non essere riuscito a realizzare più progetti per il suo territorio e «dovrebbe lavorare di più». Ma ciò che ha fatto più scandalo nelle chat lombarde è il like di due persone vicinissime a Salvini al post: la fidanzata del segretario Francesca Verdini e l’amico fraterno e parlamentare Eugenio Zoffili. L’altro tema che tra gli ex lumbard ha tenuto banco è il nuovo sondaggio condiviso da Vannacci in cui il suo movimento, Futuro nazionale, sale all’8 per cento e supera Forza Italia (7,3 per cento), imponendosi come quarto partito, con la Lega che scende al 4,8 per cento.

Salernitana, altro no di Casiraghi

di Marco De Martino

SALERNO – Il mercato della Salernitana può riservare, da qui alla fine, ancora parecchie sorprese. Arriverà un trequartista, questo è praticamente certo, ma non è detto che il club granata rinuncerà ad altri innesti. Le due battute d’arresto consecutive all’Arechi, contro due matricole come Scafatese e Sorrento, hanno fatto suonare il campanello d’allarme ed il ds Faggiano è deciso a rinforzare ulteriormente l’organico a disposizione di Serse Cosmi. Capitolo trequartista. La pista che porta a Casiraghi è praticamente sfumata. Il fantasista del SudTirol ha detto sì al ravenna: contratto biennale con opzione di rinnovo fino al 2029. La trattativa si è sbloccata grazie all’inserimento di una contro-partita tecnica (Rossetti) che ha convinto il club altoatesino a mollare la presa. Faggiano ha così deciso di puntare tutto sul ritorno di Andrea Ferraris (nella foto a sinistra di Gambardella). Per il Pescara non è più incedibile e il ds granata vuole strappare un buon prezzo per riportarlo alla corte di Cosmi a titolo definitivo. Ieri intanto si è riaperta una trattativa che sembrava essersi arenata. Il Cosenza ha ricevuto la richiesta ufficiale di cessione da parte di Ciotti (nella foto a destra). L’esterno originario di Nocera Inferiore era in parola con la Salernitana ma l’affare si era stoppato dopo le richieste del club silano. Ora, dopo aver accontentato Emmausso, ceduto alla Scafatese, il Cosenza potrebbe fare lo stesso con Ciotti. La Salernitana rimane alla finestra: se la situazione dovesse sbloccarsi a partire sarebbe Longobardi, richiesto dall’Audace Cerignola. Ancora un nulla di fatto, invece, per le cessioni di Ghiglione, Berra e Varone.

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Mosca minaccia Londra: «Possibili attacchi a siti militari fuori dall’Ucraina»

La decisione di Regno Unito e Francia di trasferire tecnologia militare all’Ucraina equivale a «giocare con il fuoco» e potrebbe avere conseguenze imprevedibili, anche per Londra e Parigi. Lo ha affermato Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, aggiungendo che la risposta di Mosca agli attacchi di Kyiv condotti con armi britanniche «potrebbe comprendere azioni contro strutture militari del Regno Unito sia in Ucraina sia al di fuori dei suoi confini». L’esercito di Kyiv ha già impiegato missili da crociera britannici Storm Shadow e droni di fabbricazione britannici per attacchi in profondità nel territorio russo.

Le parole di Zakharova dopo la visita di Ratcliffe a Mosca

Qualsiasi contingente straniero in Ucraina «che ostacoli lo svolgimento dell’operazione militare speciale» diventerà «un obiettivo militare legittimo per la Russia», ha detto inoltre Zakharova. Tali dichiarazioni arrivano a due giorni dalla visita a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe, che avrebbe avvertito Vladimir Putin di non attaccare Paesi membri della Nato. Il capo dei servizi segreti per l’estero russi, Serghei Nyshkin, ha confermato di avere avuto un colloquio con Ratcliffe, affermando però che si è tratto di «un normale incontro di lavoro».

Mosca minaccia Londra: «Possibili attacchi a siti militari fuori dall’Ucraina»
Dmitry Peskov (Imagoeconomica).

Il Cremlino: «Nessuna intenzione di attaccare la Nato»

Sulla presunta intenzione della Russia di attaccare la Nato si è espresso anche Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, il quale intervistato da Bloomberg ha parlato di notizie che «non hanno niente a che vedere con la realtà». Allo stesso tempo, ha sottolineato, «la Federazione Russa si trova ad affrontare una politica molto aggressiva nei suoi confronti da parte dei Paesi europei». E poi: «Se parliamo di escalation militare, noi semplicemente non ne abbiamo bisogno, perché stiamo avanzando in Ucraina».

Eboli. Edoardo Rocco al Rione Paterno:

EBOLI – Un confronto diretto con i residenti per conoscere da vicino le difficoltà quotidiane di uno dei quartieri più popolosi di Eboli. È il senso della tappa al Rione Paterno di Edoardo Rocco, avvocato e candidato sindaco alle elezioni comunali del 2027 per il movimento Cosmo Innovatore, ai microfoni di RC105, che sta seguendo il suo tour nei diversi quartieri della città. Nel corso dell’incontro i residenti hanno illustrato una serie di problematiche che riguardano la vivibilità della zona. Tra le principali segnalazioni, la situazione dei rifiuti, con episodi di abbandono e conferimenti impropri che, secondo quanto riferito dagli abitanti, contribuiscono al degrado di alcune aree del quartiere. Una criticità che si aggiunge alle difficoltà legate alla pulizia delle strade e alla manutenzione del verde pubblico. Particolare attenzione è stata dedicata anche all’area del Parco Fusco Pesce, indicata dai residenti come una delle situazioni più problematiche del quartiere. Erba alta, incuria e presenza di insetti, oltre al timore di possibili incendi nel periodo estivo, sono alcune delle questioni sollevate durante il sopralluogo. Altro capitolo quello delle case popolari. I residenti hanno evidenziato problemi di manutenzione e condizioni strutturali che, in alcuni casi, richiederebbero interventi. Nel corso dell’intervista è stato chiamato in causa anche il ruolo dell’ACER, l’ente che gestisce il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, rispetto alle richieste di intervento avanzate dagli abitanti. Non sono mancate le segnalazioni sulla viabilità. Durante il tour sono state mostrate alcune strade e incroci considerati potenzialmente pericolosi, con particolare riferimento alla segnaletica orizzontale, alla delimitazione della carreggiata, ai marciapiedi e all’illuminazione. Questioni che, secondo Rocco, rientrano tra quelle esigenze di ordinaria amministrazione che incidono direttamente sulla sicurezza e sulla qualità della vita dei cittadini. Nel confronto è emerso anche il tema dei giovani e della necessità di restituire al quartiere spazi di aggregazione e strutture sportive. Paterno, secondo quanto ricordato durante la diretta, ha avuto in passato una maggiore vitalità sociale e commerciale e oggi avrebbe bisogno di nuove occasioni di partecipazione. Da qui anche l’idea di riattivare i comitati di quartiere, considerati uno strumento di collegamento tra cittadini e amministrazione. Rocco ha inoltre parlato della possibilità di affiancare a questi organismi strumenti digitali attraverso i quali raccogliere e segnalare le problematiche delle diverse zone della città. L’incontro al Paterno si inserisce nel percorso politico di ascolto avviato da Edoardo Rocco in vista delle amministrative del 2027. Un tour nei quartieri che, attraverso il confronto diretto con i residenti, punta a raccogliere criticità e proposte partendo dalle esigenze concrete del territorio. Nel corso della diretta è stata ribadita l’idea che la futura amministrazione dovrà conoscere da vicino i problemi dei singoli quartieri e intervenire sulle necessità quotidiane, dalla pulizia alla sicurezza, dalla manutenzione alla vivibilità degli spazi pubblici.

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Putin-Pezeshkian, incontro il primo settembre in Kirghizistan

Secondo il Wall Street Journal e Politico, nel corso della sua visita a sorpresa a Mosca il capo della Cia John Ratcliffe ha anche chiesto a Vladimir Putin di interrompere il sostegno militare ed economico all’Iran. Il presidente russo, però, a breve ha un incontro in programma con l’omologo iraniano Massoud Pezeshkian: i due infatti avranno un bilaterale il primo settembre a Bishkek, capitale del Kirghizistan, a margine del vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai. Lo ha annunciato Kazem Jalali, ambasciatore iraniano a Mosca, sottolineando che si tratterà del sesto bilaterale tra i due presidenti.

Cos’è l’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai

L’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai è un organismo intergovernativo fondato nel 2001 da sei Paesi: Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. Successivamente hanno aderito anche India, Pakistan, Iran e Bielorussia. Nata come meccanismo per favorire la risoluzione di dispute territoriali tra i paesi aderenti, l’organizzazione ha intensificando negli anni la cooperazione tra i suoi membri, tanto su questioni di sicurezza quanto in ambiti come quello economico, energetico e culturale. Ha sede permanente a Pechino e rappresenta la più grande organizzazione regionale al mondo per estensione geografica e popolazione: copre infatti oltre il 40 per cento della popolazione e circa un quarto del Pil globale.

Prorogato fino al 5 settembre il taglio delle accise sul gasolio

In vista dell’ultimo controesodo estivo, il governo ha prorogato fino al 5 settembre il taglio di 17 centesimi al litro sulle accise sul gasolio, stanziando circa 130 milioni di euro: le risorse per coprire lo sconto arrivano da un sistema di anticipo dell’acconto delle tasse sui dividendi dei grandi gruppi energetici che nel 2025 hanno messo a segno ricavi che superano i 20 miliardi di euro, previsto nel decreto legge.

Il governo al lavoro per «sostegni selettivi sulla base del reddito»

Quella appena varata è però solo l’ennesima misura tampone per arginare il caro-carburanti. E, riguarda solo il gasolio, non la benzina. L’impegno ribadito nel Consiglio dei ministri è quello di far scattare nuove modalità di «sostegni selettivi sulla base del reddito». Nei prossimi giorni verrà valutata la forma di queste misure e, soprattutto, la copertura finanziaria. Dal 4 luglio, sottolinea il Codacons, i prezzi della benzina sono saliti di 19,7 centesimi al litro sulla rete stradale nazionale, mentre il diesel ha registrato un aumento di 23,8 centesimi al litro.

Alluvione tra Tibet e Nepal oltre 500 turisti stranieri dispersi

È stato il collasso di un ghiacciaio a provocare la devastante alluvione che mercoledì 26 agosto 2026 ha colpito l’area tra Tibet e Nepal. A certificarlo è l’Usgs, l’Istituto di geologia statunitense, secondo il quale il terremoto di magnitudo 5.2 «è stato causato dal crollo di un ghiacciaio e da una colata di detriti che ha causato conseguenze catastrofiche a valle». Sono centinaia i morti e quasi un migliaio i dispersi, tra cui tanti stranieri. Gli Stati Uniti, intanto, hanno stanziato 500 mila dollari di aiuti per la popolazione colpita.

Il bilancio di morti e dispersi

Secondo il Nepal Tourism Board (Ntb), 823 persone sono ancora disperse tra cui 517 turisti stranieri e 127 cittadini nepalesi. Le operazioni di ricerca e soccorso sono in corso nei distretti di Rasuwa, Nuwakot, Dhading e Gorkha, con squadre composte da forze di sicurezza, autorità locali, guide e Tourist Police impegnate anche nelle operazioni di evacuazione e nella verifica delle persone irreperibili. La Polizia ha riferito di aver recuperato 177 corpi. I media statali cinesi hanno invece parlato di 558 dispersi, tra cui 260 stranieri. I due bilanci, tuttavia, non possono essere automaticamente sommati.

Wsj: «Il capo della Cia ha avvertito Putin di non attaccare Paesi Nato»

Secondo quanto riportato da Politico e Wall Street Journal, il capo della Cia John Ratcliffe si è recato a sorpresa a Mosca il 25 agosto per mettere in guardia Vladimir Putin dall’attaccare Paesi della Nato, in particolare Estonia, Lettonia e Lituania. L’avvertimento, spiegano le testate citando fonti, segue le nuove valutazioni dell’intelligence americana secondo cui il presidente russo nei prossimi anni potrebbe mettere alla prova la determinazione dell’Alleanza atlantica con un attacco limitato contro uno Stato membro. Una fonte di Politico ha inoltre affermato che Ratcliffe ha anche chiesto allo zar di interrompere il sostegno militare ed economico all’Iran. Da pare sua, il Cremlino dichiarato che il direttore della Cia si è recato a Mosca per «contatti tra agenzie di intelligence» e non per incontrare Putin.

Wsj: «Il capo della Cia ha avvertito Putin di non attaccare Paesi Nato»
Vladimir Putin (Imagoeconomica).

È morta l’artista giapponese Yayoi Kusama, regina dei pois

Yayoi Kusama, l’artista giapponese nota in tutto il mondo per le sue ripetizioni di pois, le sculture a forma di zucca e le “Infinity Mirror Rooms”, è morta il 14 agosto a Tokyo all’età di 97 anni. L’annuncio è stato dato solo settimane dopo dalla fondazione che porta il suo nome. Nata nel 1929 a Nagano in una famiglia benestante ma segnata da tensioni familiari, Kusama iniziò a disegnare i suoi caratteristici puntini e reticoli già a 10 anni, sviluppati come modo per esorcizzare le proprie paure.

Nel 2016 fu inserita dal Time tra le 100 persone più influenti

Dopo aver studiato pittura a Kyoto, nel 1957 si trasferì negli Stati Uniti, prima a Seattle e poi a New York, dove per 16 anni, nonostante le ristrettezze economiche, divenne un nome di punta dell’avanguardia. Negli Anni 60 organizzava “happenings” con corpi nudi dipinti a pois in luoghi pubblici, in chiave antimilitarista e a sostegno dei diritti civili, e lanciò una linea di moda. Tornata in Giappone nel 1973, scelse di vivere volontariamente in un ospedale psichiatrico di Tokyo, da dove ha continuato a lavorare fino in età avanzata. Il successo commerciale arrivò tardi, a partire dagli Anni 90, con le sue zucche e le sale degli specchi infiniti, divenute fenomeno globale anche sui social network. Nel 2016 fu inserita dal Time tra le 100 persone più influenti al mondo, e le sue opere hanno raggiunto prezzi da capogiro.

Fontana, Zaia, Fedriga: le diverse anime del fronte nordista della Lega

La rappresentazione di una Lega spaccata in due, con Matteo Salvini da una parte e un fronte compatto dei governatori del Nord dall’altra, rischia di essere una semplificazione. Nel partito esiste certamente un malcontento, ci sono movimenti e posizionamenti in vista dei prossimi appuntamenti politici e si respira insofferenza nei confronti del leader. Ma quando si passa ai rapporti di forza reali, il fronte anti-Salvini appare tutt’altro che omogeneo.

Fontana, Zaia, Fedriga: le diverse anime del fronte nordista della Lega
Matteo Salvini (Ansa).

Il Veneto di Stefani resta fedele al segretario

Il punto di partenza è il Veneto. Una regione che, per storia, peso elettorale e radicamento territoriale, resta fondamentale negli equilibri della Lega. Alberto Stefani, presidente della Regione, è per ora chiaramente collocato su una linea di sostegno a Salvini. Non è un dettaglio. Se il Veneto non entra compatto nella partita contro il segretario, diventa difficile parlare di un fronte settentrionale monolitico deciso a mettere in discussione la leadership.

Fontana, Zaia, Fedriga: le diverse anime del fronte nordista della Lega
Alberto Stefani al Meetin di Rimini (Ansa).

Fedriga e Zaia evitano scontri frontali

Diversa, e soprattutto più articolata, è la posizione di Luca Zaia e Massimiliano Fedriga. Entrambi rappresentano due delle figure più autorevoli dell’area amministrativa e autonomista del partito, ma nelle ultime settimane hanno mantenuto un profilo decisamente più defilato rispetto alla componente lombarda. Non sembrano intenzionati, almeno in questa fase, a trasformare le divergenze politiche in uno scontro frontale con il segretario.

Fontana, Zaia, Fedriga: le diverse anime del fronte nordista della Lega
Luca Zaia e Massimiliano Fedriga (Imagoeconomica).

Le turbolenze lombarde

È soprattutto in Lombardia, infatti, che il malcontento appare più esplicito. Attilio Fontana e Massimiliano Romeo sono tra i big che si sono esposti maggiormente, rendendo visibile la dialettica interna sulla linea politica e sugli equilibri futuri del partito. Ma proprio questa differenza di atteggiamento dimostra come sia difficile sommare automaticamente Fontana, Romeo, Zaia e Fedriga dentro un’unica corrente organizzata. Zaia, peraltro, sembra attraversare una fase diversa della propria esperienza pubblica. Sta lavorando anche a nuovi progetti di comunicazione, a cominciare dal podcast Il Fienile, e dopo il fallimento della mediazione per dare vita a una costola nordista all’interno della Lega, appare meno interessato a entrare nelle faide interne. Lo stesso vale, per motivi differenti, per Fedriga. Il presidente del Friuli Venezia Giulia continua a rappresentare un punto di riferimento importante per l’area più istituzionale della Lega, ma proprio per questo sembra avere interesse a non esasperare lo scontro interno.

Fontana, Zaia, Fedriga: le diverse anime del fronte nordista della Lega
Attilio Fontana e Massimiliano Romeo intervistati da Cesare Zapperi alla Versiliana (Ansa).

Per cambiare la leadership la strada è una: il congresso

C’è poi un elemento politico che spesso viene dimenticato. La Lega ha celebrato appena un anno fa il proprio congresso federale, dal quale Salvini è uscito confermato alla guida del movimento. La leadership del partito non può essere cambiata attraverso dichiarazioni, retroscena o riunioni tra amministratori. Se qualcuno vuole realmente aprire una fase nuova, la strada è quella prevista dalle regole del partito: convocare un congresso, presentare una proposta politica alternativa e vincerlo. Una cosa insomma è criticare la linea politica di Salvini, chiedere maggiore attenzione ai territori del Nord o contestare determinate scelte; altra è riuscire a costruire una maggioranza interna capace di sostituire il segretario.

Fontana, Zaia, Fedriga: le diverse anime del fronte nordista della Lega
Matteo Salvini confermato segretario al Congresso di Firenze del 2025 (Ansa).

Per questo, almeno per ora, i salviniani tendono a ridimensionare la fronda dei governatori, circoscrivendola soprattutto alla Lombardia, dove però oltre al capogruppo al Senato Romeo e al governatore Fontana, sulle barricate ci sono anche le segreterie provinciali chiave di Bergamo, Brescia, Sondrio e Varese. Il Veneto di Stefani resta comunque salviniano, Zaia e Fedriga non sembrano intenzionati a dare battaglia e il resto del partito osserva. I movimenti interni esistono e sarebbe sbagliato sottovalutarli. Ma tra il rumore di una fronda e la costruzione di un’alternativa politica c’è ancora molta strada. E, alla fine, nella Lega la questione della leadership potrà essere risolta soltanto nello stesso luogo in cui dovrebbe essere risolta in ogni partito: un congresso e i voti per vincerlo.

Cinema: The Dog Stars, il nuovo film di Ridley Scott da oggi nelle sale

The Dog Stars, il nuovo film di Ridley Scott da oggi nelle sale

Basato sul romanzo di Peter Heller, il film è un dramma post-apocalittico con Jacob Elordi nel ruolo principale. Nel cast anche Josh Brolin e Guy Pierce

Dopo cyberpunk, hard sci fi e tanto fantahorror, Ridley Scott torna alla fantascienza questa volta affrontando un nuovo sottogenere, quello post-apocalittico.  Girato in gran parte in Italia, sulle Dolomiti, The Dog Stars – Le stelle dopo la fine è tratto dal romanzo di Peter Heller Le stelle del cane, edito da Bompiani. L'adattamento è firmato da Mark L. Smith e Christopher Wilkinson. Nel cast Jacob Elordi (Frankenstein), Margaret Qualley, Josh Brolin e Guy Pierce. La trama In un mondo post-apocalittico, un virus distrugge l'umanità. I... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Cinema - 27 agosto 2026 - articolo di S*

Cinema: Addio a Tim Curry, il dolce travestito proveniente da Transsexual, in Transilvania

Addio a Tim Curry, il dolce travestito proveniente da Transsexual, in Transilvania

Non solo Frank'N'Furter: Curry ha lavorato in Legend, It e dato la voce a Palpatine in Star Wars: The Clone Wars

È morto a Los Angeles, all’età di 80 anni, Tim Curry, uno degli attori più riconoscibili e difficili da classificare del cinema e della televisione degli ultimi cinquant’anni. La notizia della morte, avvenuta nella sua casa di Los Angeles, è stata confermata dalla sua manager e amica di lunga data Marcia Hurwitz. Non è stata resa nota la causa del decesso. Nel 2012 Curry era stato colpito da un grave ictus che lo aveva costretto sulla sedia a rotelle, senza tuttavia allontanarlo completamente dal lavoro e dalle apparizioni pubbliche. Per... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Cinema - 27 agosto 2026 - articolo di S*

È morto Tim Curry, star di Rocky Horror e It

Addio a Tim Curry, attore britannico celebre per aver interpretato il dottor Frank-N-Furter nel cult The Rocky Horror Picture Show e Pennywise nella miniserie televisiva It, morto all’età di 80 anni. Dopo aver iniziato la carriera in teatro, è sbarcato al cinema e in televisione. Vanta svariate interpretazioni, tra le quali quella del Dottor Petrov in Caccia a Ottobre Rosso (1990), quella del cardinale Richelieu ne I tre moschettieri (1993) e l’arguto maggiordomo Wadsworth in Signori, il delitto è servito (1985). Curry, che è stato anche cantante e musicista, viveva a Los Angeles. Non si è mai sposato e non ha avuto figli.


Intesa Sanpaolo, esposto alla Consob sulle opas di Mps

Intesa Sanpaolo è passata al contrattacco dopo la doppia offerta pubblica di scambio di Monte dei Paschi di Siena su Banco Bpm e Banca Generali, messa a punto dal ceo Luigi Lovaglio per bloccare l’avanzata del gruppo guidato da Carlo Messina su Mps. Intesa Sanpaolo ha infatti presentato oggi alla Consob «osservazioni e considerazioni riguardanti criticità emerse da operazioni annunciate dopo il lancio dell’opas su Monte dei Paschi di Siena». L’iniziativa, spiegano fonti a conoscenza del dossier «è finalizzata a tutelare l’integrità del mercato e la corretta informazione verso tutti gli azionisti e a evidenziare in particolare la necessità del rispetto della normativa vigente con riferimento, tra l’altro, alla cosiddetta passivity rule». Quest’ultima è la norma che mira a salvaguardare la contendibilità delle società quotate, impedendo che gli amministratori attuino iniziative difensive per scongiurare offerte e scalate esterne.

Il trumpismo perde pezzi: cosa c’è dietro la crisi di influencer e creator MAGA

Uno dei motori più importanti del consenso trumpiano sembra essersi rotto. Il vasto ecosistema mediatico che ha contribuito al successo elettorale di The Donald nel 2024 sta perdendo visualizzazioni, iscritti, ma soprattutto si sta frammentando in tanti piccoli universi in guerra l’uno con l’altro. Il New York Times ha fatto i conti della grande macchina comunicativa MAGA fatta di creator e influencer, scoprendo che negli ultimi mesi i numeri sono da incubo, o quasi. Il pubblico vorace di contenuti pro-Trump si è assottigliato in particolare verso la fine del 2025, con un calo costante durante i primi sei mesi del 2026. Un fenomeno che preoccupa non tanto il presidente quanto il Partito repubblicano, che si prepara ad affrontare elezioni di metà mandato complesse. Il fronte unito dei creator conservatori in passato si è rivelato molto efficace per il partito nel pungolare gli elettori e spingerli alle urne.

Il trumpismo perde pezzi: cosa c’è dietro la crisi di influencer e creator MAGA
Donald Trump (Ansa).

La galassia MAGA perde appeal

Il Times ha analizzato i numeri di alcuni dei creator di destra più noti come Tucker Carlson, Candace Owens, Steve Bannon, Nicholas Fuentes, Dan Bongino e Ben Shapiro. Il caso di quest’ultimo aiuta a farsi un’idea del clima che si respira. Il cofondatore e volto di The Daily Wire, tra i grandi sostenitori di Trump, di Israele e della guerra contro l’Iran, ha perso circa 60 mila iscritti al canale YouTube solo tra aprile e giugno di quest’anno, rileva la newsletter Chaotic Era. Le visualizzazioni seguono un trend analogo e sono passate dai 27 milioni a settimana del 2024 a circa quattro milioni a settimana negli ultimi mesi. Il calo si nota anche fuori da YouTube. Sul web, ad esempio, The Daily Wire ha perso metà del suo traffico rispetto al 2025.

Il trumpismo perde pezzi: cosa c’è dietro la crisi di influencer e creator MAGA
Ben Shapiro (da Instagram).

Giusto per avere un termine di paragone, nel periodo compreso tra giugno 2025 e giugno 2026, Truth Social, il social di Donald Trump, ha perso il 48 per cento del traffico, la CNN il 35 per cento e il New York Times solo il 10 per cento. In casa Shapiro regge meglio il podcast, trainato da un aumento del 50 per cento dei contenuti pubblicati. Dan Bongino, noto creator pro-Trump nominato vicedirettore dell’Fbi, è tornato a caricare video in rete, ma colleziona circa la metà dei numeri realizzati durante la campagna elettorale del 2024.

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Dan Bongino (Ansa).

La concorrenza di nuovi personaggi e nuove tendenze

Le ragioni dietro questo calo sono diverse. Alcune sono fisiologiche: passare dall’opposizione al governo riduce l’entusiasmo di elettori e spettatori. In più, come tutti i creator, anche quelli conservatori hanno a che fare con algoritmi che cambiano senza spiegazioni, nuove piattaforme e concorrenza. Ma il problema non è soltanto che il pubblico diminuisce. È che quello stesso pubblico si sta disperdendo tra prodotti, personaggi e sottoculture che non rispondono più a un’unica gerarchia politica. La concorrenza spiega l’altra faccia di questa crisi. Qui intervengono due fattori. Il primo riguarda la comparsa di nuovi personaggi, come gli youtuber legati al fenomeno del looksmaxxing (sottocultura diventata virale che consiste nel miglioramento esasperato del proprio aspetto fisico), che si contendono almeno in parte lo stesso bacino di giovani uomini che in passato aveva alimentato la crescita degli influencer trumpiani. Il secondo aspetto è legato alla frammentazione.

Le rotture della galassia trumpiana

Personalità come Shapiro e Bongino rimangono fedeli a Trump e al suo programma, mentre altri hanno iniziato a dissociarsi dal tycoon in modo plateale, come ha fatto di recente Tucker Carlson, ex conduttore di Fox News, che ha parlato addirittura di fondare un nuovo partito. La deriva dell’amministrazione Trump ha creato moltissime crepe nel mondo MAGA. La guerra con l’Iran, la gestione del caso Epstein, il carovita e persino la spinosa questione dei data center hanno dato fiato a una parte dell’ecosistema. È il caso, ad esempio, di Nicholas Fuentes e Candace Owens. Questi due influencer sono quelli che hanno numeri leggermente migliori. Il primo, un suprematista bianco che ha detto di ammirare Adolf Hitler, è attivo solo sulla piattaforma Rumble e negli ultimi mesi le sue visualizzazioni settimanali medie hanno raggiunto picchi vicini agli otto milioni, contro circa un milione nel 2024. Owens, che ha perso traffico a causa del silenzio social durante la maternità, ha una decina di milioni di visualizzazioni mensili, ma la tenuta deriva almeno da due elementi: la diversificazione nei contenuti, dalla politica al gossip, e il complottismo. Il secondo è particolarmente interessante perché permette anche di individuare uno dei principali momenti di rottura della galassia pro-Trump.

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Nicholas J. Fuentes (Ansa).

È lotta per riempire il vuoto lasciato da Charlie Kirk

Owens, infatti, è stata una delle più vocali sostenitrici delle teorie del complotto intorno alla morte dell’attivista Charlie Kirk, ucciso il 10 settembre 2025. Da quel momento le fratture interne al sistema mediatico trumpiano sono diventate molto più evidenti. Per Owens dietro l’omicidio del fondatore di Turning Point Usa ci sarebbe una cospirazione che intreccia il governo israeliano e quello americano.

Il trumpismo perde pezzi: cosa c’è dietro la crisi di influencer e creator MAGA
Candace Owens (Ansa).

Al di là delle stramberie dell’influencer, la morte di Kirk ha creato un vuoto importante nella destra americana, un vuoto che qualcuno vuole colmare. In una lunga conversazione su Pod Save America, il giornalista Will Sommer, che da anni segue l’estrema destra e l’ecosistema mediatico conservatore, e il conduttore Tommy Vietor hanno analizzato le anime di questo universo. Nel dialogo tra Sommer e Vietor emerge come ormai non ci sia più un «sistema mediatico conservatore», ma piuttosto «mondi in competizione» cristallizzati intorno a identità e sensibilità diverse: populisti, complottisti, nazionalisti, appartenenti alla manosphere e conservatori tradizionali. Queste fazioni si raggruppano in due macro insiemi: quelli che lottano per la sopravvivenza economica, chiedendosi se riusciranno a generare visualizzazioni e ricavi senza il traino di Trump, e quelli che combattono per essere i depositari dell’ideologia conservatrice e per orientare il Partito repubblicano.

Il trumpismo perde pezzi: cosa c’è dietro la crisi di influencer e creator MAGA
Un memoriale dedicato a Charlie Kirk (Ansa).

La radicalizzazione della nuova destra online

In un contesto simile le fazioni si contendono un’audience in calo e demotivata. Per questo i messaggi finiscono con il radicalizzarsi, come dimostra il successo di Fuentes, ma non solo. Sempre Sommer e Vietor spiegano come si stiano affermando creator che alzano il livello delle provocazioni in un’escalation sempre più marcata. A questi si aggiungono fenomeni come il looksmaxxing e la manosphere, non necessariamente politici in senso stretto ma capaci, in alcune delle loro declinazioni, di sovrapporsi a contenuti reazionari, antifemministi e misogini. Se da un lato la disgregazione della gioiosa macchina di propaganda MAGA può indebolire Trump e il Partito repubblicano, dall’altro la guerra civile comunicativa rischia di produrre effetti deleteri. La competizione per catturare l’attenzione può trasformare idee un tempo relegate in qualche anfratto della rete in parole d’ordine capaci di uscire dai social ed entrare nel dibattito politico. È il caso dei contenuti antisemiti diffusi da Fuentes e, su un altro terreno, della crescente circolazione del concetto di “remigrazione”. I contenuti che ruotano attorno a figure come Greg Bovino mostrano bene l’intreccio tra comunicazione e politica. L’ex comandante della Border Patrol e uno dei volti della stretta migratoria dell’amministrazione Trump, il 30 maggio ha partecipato al Remigration Summit a Figueira da Foz, in Portogallo. Una visita che rimarca le connessioni tra un pezzo della destra americana e i movimenti nazionalisti europei e mostra come il concetto di “remigrazione”, un tempo confinato agli ambienti più radicali, stia conquistando nuovi spazi nel dibattito della destra. Citofonare Vannacci (e non solo).