Estate, scorte di sangue in calo: appello dell’AVIS Salerno ai donatori

L’estate porta con sé un preoccupante calo delle donazioni di sangue, mentre negli ospedali il fabbisogno trasfusionale resta costante. Per questo l’AVIS Comunale di Salerno lancia un appello alla cittadinanza, invitando chi può a donare sangue nelle prossime settimane.

Le trasfusioni, infatti, non si fermano durante il periodo delle vacanze. Ogni giorno sono indispensabili per i pazienti affetti da talassemia, per i malati oncologici, per le emergenze e per numerosi interventi chirurgici. La diminuzione delle scorte può comportare il rinvio di interventi programmati non urgenti e creare difficoltà nell’assicurare le trasfusioni periodiche a chi ne ha bisogno per continuare a vivere.

«Bastano pochi minuti del proprio tempo – ricorda l’AVIS – per offrire una concreta possibilità di cura a più persone e contribuire a salvare delle vite».

È possibile donare presso l’Unità di Raccolta AVIS di Salerno, in via Pio XI n. 1, il venerdì, il sabato e la domenica, dalle 7:15 alle 10:00. Sono inoltre attive raccolte periodiche sul territorio provinciale, consultabili nella sezione “Dove e quando” del sito dell’AVIS Salerno.

Donare sangue è un gesto gratuito, sicuro e di grande valore sociale. Inoltre, ogni donatore può beneficiare di controlli ed esami ematochimici gratuiti, utili anche per monitorare il proprio stato di salute.

L’AVIS rinnova infine l’invito a condividere e diffondere l’appello, affinché sempre più cittadini possano contribuire a garantire una riserva di sangue adeguata e assicurare continuità alle cure di chi ogni giorno dipende dalle trasfusioni.

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Omicidio Esposito, si lavora sui telefonini

Proseguono le indagini coordinate dalla Procura di Salerno e affidate ai carabinieri per fare luce su ogni aspetto del delitto di Luigi ‘Luca’ Esposito, giornalista sportivo 53enne, il cui corpo carbonizzato e’ stato trovato nella notte tra sabato 18 e domenica 19 luglio scorsi. Nella giornata di ieri, nella casa circondariale di Salerno-Fuorni, si e’ svolta l’udienza di convalida del fermo del 26enne di nazionalita’ tunisina, reo confesso dell’omicidio, per il quale il gip ha disposto la misura cautelare in carcere con le accuse di omicidio volontario aggravato da crudelta’ e premeditazione e distruzione di cadavere. Tra gli accertamenti che saranno svolti, secondo quanto appreso, anche quello tecnico sui telefoni cellulari che sono sequestrati, cosi’ da poter analizzare, anche col supporto di un interprete di lingua araba, i contenuti utili alle indagini. Nel frattempo, non e’ stata disposta ancora la restituzione della salma del giornalista. “Si resta in attesa del dissequestro della salma per poter dare all’amato fratello l’ultimo saluto”, ha detto ieri l’avvocata Annalisa Califano, legale delle sorelle del professionist

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Djibril si presenta: Alla Salernitana un’occasione unica

Prime parole da calciatore della Salernitana per Malik Djibril, protagonista della conferenza stampa al termine dell’allenamento mattutino. Il centrocampista, reduce da un’ottima stagione in Serie C, ha espresso tutto il suo entusiasmo per l’approdo in granata e per l’opportunità di giocare davanti al pubblico dello stadio Arechi.

«Sono molto emozionato, giocare nella Salernitana non capita spesso. Stiamo lavorando duramente e bene e sto cercando di imparare tanto dalle indicazioni del mister. Non vedo l’ora che inizi il campionato per giocare all’Arechi», ha dichiarato il calciatore.

Djibril ha parlato anche del suo impiego tattico, sottolineando la disponibilità a ricoprire più ruoli in campo: «Mi sto trovando bene nel ruolo di trequartista, ma in passato sono stato schierato in diverse zone del campo. Posso dare una mano sia nella fase offensiva che in quella difensiva».

Tra gli obiettivi personali del centrocampista c’è anche la possibilità di vestire la maglia della Nazionale del Togo. «Mi piacerebbe molto essere convocato. Spero di fare bene qui a Salerno per meritarmi la chiamata del commissario tecnico».

Il giocatore ha poi spiegato su quali aspetti del proprio gioco sta lavorando durante il ritiro: «Quest’anno voglio migliorare negli ultimi metri e nella conclusione a rete. Ogni fine allenamento resto in campo con il mister e con gli attaccanti per affinare questi aspetti».

Infine, un pensiero ai tifosi e al gruppo squadra. «Quando ho giocato contro la Salernitana all’Arechi nella scorsa stagione ho vissuto un’atmosfera incredibile. Il tifo è stato spettacolare, questa volta sarò dalla parte giusta. Mi trovo molto bene con Cardoni, ma tutti i compagni mi hanno accolto nel migliore dei modi. È un gruppo unito, composto da brave persone, e questo rende tutto più semplice».

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Rapina in via Trento a Salerno, arrestato 21enne:

Un 21enne è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di rapina aggravata in concorso, al termine di un intervento eseguito nella notte del 27 luglio dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Salerno.

L’operazione è scattata dopo la segnalazione di una rapina avvenuta in via Trento, dove la vittima sarebbe stata aggredita da due persone a bordo di motocicli e derubata del borsello contenente denaro, documenti ed effetti personali.

Le immediate indagini delle Volanti, supportate dalle testimonianze raccolte sul posto e dall’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’accaduto e di individuare uno dei presunti responsabili.

Nel corso della successiva perquisizione, gli agenti hanno recuperato parte della refurtiva, poi restituita al legittimo proprietario, e sequestrato il motociclo ritenuto utilizzato per la commissione del reato.

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Universo Beach, De Luca: Ne rispondano i responsabili

Il sindaco è intervenuto anche sulla vicenda della spiaggia di Torrione, nota come “Universo Beach”, chiusa dopo il blocco dei lavori di ripascimento.

Rispondendo alle polemiche seguite allo striscione affisso dall’associazione Tradizione Futuro Salerno, De Luca ha ricordato che l’attuale amministrazione si è insediata da pochi giorni: “Prendo quel ringraziamento come un buon auspicio. I cantieri erano stati avviati lo scorso anno”.

Nel merito della chiusura dell’arenile, il primo cittadino ha spiegato che il problema è nato dall’utilizzo di materiale diverso da quello previsto dal capitolato d’appalto. “L’Asl ha ritenuto che la sabbia non fosse sicura per la salute e il sindaco aveva il dovere di emettere l’ordinanza di chiusura”, ha affermato.

I lavori potranno riprendere a settembre, una volta terminato il periodo di sospensione imposto dalle prescrizioni dell’Autorità Portuale. “L’impresa dovrà rimuovere il materiale non conforme e sostituirlo con quello previsto dal capitolato, altrimenti procederemo con la rescissione del contratto”, ha concluso De Luca

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Eug Salerno, Di Marzio (presidente Adisurc): “Grande sforzo per evento straordinario”

EUG Salerno 2026, i Giochi europei universitari in programma fino al 1° agosto nei campus di Fisciano e Baronissi e nelle strutture di 13 comuni delle province di Salerno ed Avellino, sono ormai arrivati al giro di boa. La prima settimana di Giochi ha registrato una capacità organizzativa impressionante, messa in campo grazie allo straordinario lavoro tra l’Università di Salerno, il CUS Salerno e l’ADISURC e il supporto di FederCusi e della Regione Campania.

 

I Giochi europei universitari – sottolinea Emilio Di Marzio, presidente del Consiglio di Amministrazione di Adisurc, l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio della Regione Campania – sono davvero un evento fuori dall’ordinario che ha richiesto uno sforzo altrettanto straordinario da parte di Adisurc. Questo impegno si traduce anche in numeri concreti. Siamo passati da una capacità ordinaria di circa 750900 posti alloggio a quasi 1.800 posti disponibili per accogliere gli atleti e i partecipanti a questi importanti eventi sportivi. Allo stesso modo, nelle nostre mense il numero di pasti quotidiani si è praticamente triplicato. Come presidente del CdA di Adisurc

Intendo testimoniare questo straordinario impegno e, soprattutto, esprimere un sentito ringraziamento. Un grazie ai nostri funzionari Ferrante e Solomita e a tutti i dipendenti, dal primo all’ultimo, ai manutentori, al personale di portierato, a chi garantisce ogni giorno la pulizia delle residenze e delle mense e a tutti coloro che, con professionalità e dedizione, stanno rendendo possibile questo risultato. A ciascuno di loro, a cominciare dal Direttore generale Vicini, stiamo chiedendo uno sforzo che va ben oltre gli obblighi contrattuali: uno sforzo fatto di passione, senso di responsabilità e spirito di servizio.

Un impegno che, soprattutto in queste giornate segnate da un caldo intenso, pesa sulle fatiche quotidiane, ma che trova la sua ricompensa nel vedere migliaia di giovani provenienti da tanti Paesi vivere insieme lo sport, costruire amicizie, condividere valori e dare vita a uno straordinario esempio di incontro tra i popoli. È questo il significato più autentico di un evento come questo. E siamo orgogliosi, come Adisurc, di offrire un contributo essenziale alla sua riuscita”.

A metà del cammino si può decisamente affermare che EUG Salerno 2026 sta facendo registrare un’organizzazione praticamente impeccabile.

Siamo ormai al giro di boa di questa straordinaria esperienza – continua Emilio Di

Marzio – e possiamo dire che questa prima metà dell’evento è stata davvero intensa. È stata impegnativa, certamente, ma lo stress test è stato superato con successo.

Adesso ci attende la seconda parte della manifestazione. Sono in arrivo tanti altri giovani, si svolgeranno nuove competizioni sportive e questo comporterà un ulteriore, grande sforzo sul piano dell’accoglienza e dell’organizzazione. Siamo però convinti di essere all’altezza della sfida.

Pur tra le inevitabili difficoltà che un evento di queste dimensioni comporta, stiamo dimostrando che, grazie a una collaborazione straordinaria tra l’Università, il CUS, il Comitato organizzatoreEUSA e tutte le istituzioni coinvolte, Salerno, la Campania e l’Italia sono capaci di ospitare eventi internazionali di questo livello e di farlo con professionalità, efficienza e qualità. È un risultato di cui possiamo essere orgogliosi – aggiunge Di Marzio – e che conferma il valore del lavoro di squadra e dell’impegno di tutti”.

Non è ancora tempo di bilanci, certo, ma l’inizio della seconda settimana di Giochi farà inevitabilmente da apripista ad un inevitabile resoconto su ciò che è stata questa esperienza e soprattutto su quello che, in termini di legacy, resterà in dote all’Università ed all’intero territorio coinvolto.

Un evento di questa portata – rammenta Di Marzio – lascia sempre un’eredità importante al territorio e alla comunità. È un’eredità che possiamo leggere su due livelli. Il primo è quello materiale, ed è sotto gli occhi di tutti: impianti sportivi riqualificati, strutture di accoglienza migliorate, interventi infrastrutturali che resteranno a disposizione della comunità anche dopo la conclusione dei Giochi.

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Carburanti, Confeuro: “Su gasolio intervento insufficiente e poco coraggioso”

“Lo sconto sul gasolio deciso dal governo, pari a 17 centesimi tra accise e Iva fino al 6 agosto, insieme al credito d’imposta destinato al settore agricolo, rappresenta un intervento necessario ma insufficiente rispetto alla gravità della situazione. È un provvedimento tampone che non affronta le vere cause dell’emergenza né offre risposte strutturali a famiglie e imprese, ormai schiacciate dall’aumento dei costi energetici e dall’instabilità internazionale”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro-Confederazione Agricoltori Europei. “Il conflitto in Medio Oriente continua a produrre effetti pesanti sull’economia italiana, alimentando rincari che si riflettono sul costo dei trasporti, della logistica, dei beni di prima necessità e dell’intera filiera produttiva. Il rischio è che a pagare il prezzo più elevato siano ancora una volta cittadini, lavoratori e aziende, con una perdita di competitività e un’ulteriore contrazione del potere d’acquisto. Serviva un piano più coraggioso e di più ampio respiro, capace di incidere realmente sul costo dell’energia e dei carburanti. Occorre affiancare alle misure emergenziali una strategia di lungo periodo che riduca la dipendenza dalle crisi geopolitiche, sostenga la produzione nazionale e difenda il tessuto economico del Paese. Senza interventi strutturali, il rischio è quello di continuare a rincorrere le emergenze senza risolvere i problemi che frenano la crescita dell’Italia”, conclude Tiso.

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Ue, Tiso(Euromò):”Un pachiderma burocratico camuffato da Consiglio d’Europa”

“Le grandi sfide che l’Europa è chiamata ad affrontare richiedono istituzioni efficienti, snelle e capaci di decidere. Per questo riteniamo che il Consiglio d’Europa, nella sua configurazione attuale, rappresenti un modello ormai superato, appesantito da un eccesso di burocrazia e da meccanismi decisionali che non rispondono più alle esigenze dei cittadini europei”. Lo dichiara Rocco Tiso, fondatore e portavoce nazionale del Movimento culturale Euromò. “Il nostro giudizio non nasce da una posizione contraria all’ideale europeo, ma dall’esatto opposto. Euromò si batte per un’Europa dei Popoli, realmente unita, democratica e protagonista nello scenario internazionale. Per costruire questa visione occorre però superare quei vecchi assetti intergovernativi che, nel tempo, hanno mostrato tutti i loro limiti. Non possiamo restare prigionieri di un pachiderma burocratico che produce prevalentemente raccomandazioni non vincolanti, rallentando il percorso di integrazione del continente. Crediamo – prosegue Rocco Tiso – sia arrivato il momento di ridurre gli enti ridondanti, semplificare i processi decisionali e dare vita a istituzioni europee più autorevoli e realmente rappresentative. I diritti dei cittadini si difendono con norme comuni, efficaci e vincolanti, non con una diplomazia che troppo spesso resta fine a sé stessa. Le sabbie mobili della burocrazia stanno frenando il futuro dell’Europa e delle nuove generazioni. Per questo Euromò continuerà a promuovere una profonda riflessione sul futuro dell’Unione, affinché il progetto europeo torni a essere uno strumento di crescita, partecipazione e democrazia per tutti i suoi cittadini”

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Ondata di calore a Salerno, D’Angelo ai medici: «Più attenzione ai pazienti fragili»

“Una nuova ondata di calore attanaglierà l’Italia per i prossimi giorni, mettendo a rischio le persone più fragili. Al di là dei consigli utili perché ognuno possa difendersi da temperature che potrebbero superare i 40 gradi e da alti tassi di umidità, il mio appello è rivolto ai colleghi – afferma Giovanni D’Angelo, presidente dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Salerno – Mi rivolgo in particolare ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta perché facciano sentire la loro vicinanza soprattutto ai pazienti più esposti al rischio: anziani, soprattutto se malati, neonati e bambini in tenera età”.“Dedicare loro maggiore attenzione può essere utile non solo a prevenire episodi spiacevoli, ma anche a dare un sollievo psicologico in particolare ai più anziani. Infatti – aggiunge D’Angelo – non bisogna dimenticare che, soprattutto in estate, troppo spesso accade che gli anziani rimangano in solitudine, condizione molto pericolosa sia per il ridotto controllo dell’assunzione di farmaci, sia per il frequente determinarsi di una silenziosa malinconia che conduce a momenti di depressione”.

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Malagò, Mancini, Ranieri e il trionfo dell’amichettismo come metodo di lavoro

Fossero stati quattro amichetti al bar, ci saremmo risparmiati tutto questo balletto sul commissario tecnico che ci ha distratto dalle discussioni sul prezzo del gasolio e sui gioiellieri pistoleri. Invece al bar c’erano i rappresentanti di almeno tre comitive diverse, ciascuna con la sua rivendicazione per la panchina della Nazionale. E lì si è materializzato il fracasso. Perché fino a che c’è da discettare di Cynar Spritz, la famosa condivisione non è un problema. Ma se invece si tratta di assegnare un ruolo – e mica uno qualsiasi, bensì quello di guida della squadra azzurra – ecco che sbucano i coltelli da sotto il tavolino. Alla fine l’hanno spuntata Roberto Mancini nel ruolo di ct (quindi proveremo a tornare al Mondiale affidandoci all’allenatore che non ci ha portato al penultimo Mondiale, geniale) e Claudio Ranieri (74 anni, di nuovo in gioco nonostante avesse annunciato il suo addio al calcio nel 2024, prima di essere richiamato dalla Roma) in quello di direttore tecnico. Dunque ha vinto il filone dell’amichettismo targato Giovanni Malagò.

Malagò, Mancini, Ranieri e il trionfo dell’amichettismo come metodo di lavoro
Giovanni Malagò e Roberto Mancini.

Il nostro calcio si è avvitato in una crisi drammatica

La figuraccia però era stata già ampiamente confezionata. Di dimensione Mondiale, come la manifestazione che il nostro calcio manca con regolarità da 12 anni (e diventeranno almeno 16). Con facce che sembrano nuove (anche se in realtà sono sempre le stesse) a intestarsela e un record già incamerato: farsi ridere dietro dal mondo intero senza ancora essere scesi in campo. Bisognerebbe essere dei geni del male per raggiungere un esito del genere. E invece i personaggi coinvolti non possono aspirare nemmeno a questo status. Semplicemente sono persone di sciattissimi maneggi, seppur convinte di possedere la vis strategica. Giusto per capire una volta di più quanto drammatica sia la crisi in cui il nostro calcio si è avvitato. Abbiate fiducia, ché si può sempre fare peggio.

Malagò, Mancini, Ranieri e il trionfo dell’amichettismo come metodo di lavoro
Claudio Ranieri assieme a Giovanni Malagò durante la cerimonia per la consegna del Premio Enzo Bearzot 2016 (foto Ansa).

Giochi di potere con l’unica logica delle relazioni personali

Il caos Figc aveva raggiunto l’apice con le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo dopo poco più di due settimane dal loro annuncio ufficiale. E meno male che Malagò aveva parlato di condivisione totale: «Loro non faranno mai nulla che non è condiviso con me e io non farò mai nulla che non è condiviso con loro». Si è visto. È bene trarre il principale insegnamento da quanto la vicenda ha messo in scena: un conflitto fra gruppetti di amici, pronti a scannarsi in applicazione di una strana declinazione della Logica del Beduino: cioè di quello schema che porta a filtrare le relazioni personali attraverso l’applicazione della dialettica amico-nemico. Nella caldazza di questo luglio romano abbiamo scoperto che in riva al Tevere vige una versione parecchio diversa di quella logica. Non più «l’amico del mio amico è mio amico…» eccetera eccetera, bensì «sei mio amico se assumi il mio amico, sei mio nemico se vuoi assumere il tuo amico anziché il mio amico».

Malagò, Mancini, Ranieri e il trionfo dell’amichettismo come metodo di lavoro
Giovanni Malagò, Leonardo e Paolo Maldini (foto Ansa).

Anche Pirlo non era una scelta dettata dal merito

Esagerazioni? Non proprio, visti gli esiti di questi 16 giorni in cui la federazione, in nome del grottesco Metodo clessidra” voluto dal fresco presidente, ha avuto un direttore tecnico e un consulente del direttore tecnico. Questi ultimi due avevano individuato il loro candidato in Andrea Pirlo: oggettivamente inadeguato alla missione, e per di più messo in fondo a una lista di tentativi andati a monte che comprende i nomi probabilmente troppo esosi di Carlo Ancelotti e Pep Guardiola. Al di là delle ombre russe, è evidente che fosse una scelta dettata non certo dal merito (Pirlo nella sua carriera in panchina, tra Turchia ed Emirati Arabi Uniti, non ha fatto nulla per avere una credibilità tale da diventare ct), quanto dall’amicizia nata ai tempi del Milan.

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Il presidente della Figc Giovanni Malagò (foto Ansa).

La fuga milionaria di Mancini in Arabia? Già in cavalleria

Dal canto suo, Malagò è riuscito a imporre il suo candidato, il socio di circolo e compagno di calcetto Roberto Mancini, formando così un quadretto da film di Muccino più che da questione di emergenza calcistica nazionale. Tra l’altro i due assieme hanno appena vinto la Coppa Canottieri Over 60, con la squadra dell’Aniene, battendo 8-3 i biancocelesti del Circolo Canottieri Lazio. E pazienza se il Mancio nel 2023 aveva abbandonato la nave per un contratto pluriennale da oltre 90 milioni come ct dell’Arabia Saudita, tanto che ancora oggi c’è chi lo accusa di essere un traditore. A condire ulteriormente il volemose bene in salsa capitolina, ecco rispolverato dalla pensione Ranieri, vicino di casa – guarda un po’ – di Malagò: entrambi abitano nel quartiere Parioli.

La Lega Serie A pro-Conte martellava grazie alla Gazza

È risultata sconfitta la terza banda, un po’ meno chiassosa ma non per questo mansueta, cioè quella della Lega di Serie A, che non ha mai nascosto la preferenza per Antonio Conte. A nulla è servita la campagna a mezzo stampa de La Gazzetta dello Sport, edita dal presidente del Torino Urbano Cairo, per scongiurare l’opzione Mancini: «Non si può farlo rientrare dalla finestra, ha lasciato la Nazionale in un mare di guai per allenare l’Arabia. Sarebbe incomprensibile», scriveva il direttore della rosea prima dell’ufficializzazione della scelta di Malagò. Per la serie: marciare divisi e colpirsi uniti.

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Antonio Conte quando guidava la Nazionale, nel 2016 (foto Ansa).

Israele, via all’occupazione di un altro campo profughi in Cisgiordania

Il ministro israeliano della Difesa Israel Katz, durante una riunione con i vertici dell’IDF, ha dato ordine di «intensificare le attività offensive contro il terrorismo palestinese e prepararsi all’occupazione di un altro campo profughi, seguendo il modello adottato con quelli di Jenin, Tulkarem e Nur a-Shams». Lo riportano i media dello Stato ebraico. I tre campi profughi citati sono stati oggetto nel recente passato di devastanti operazioni delle forze di Tel Aviv. Nella stessa riunione Katz ha inoltre disposto di non rinnovare l’ordine di detenzione amministrativa nei confronti di Tal Yinon Dardik, colono israeliano residente nell’avamposto illegale Tarfon Farm in Cisgiordania: era arrestato a luglio perché sospettato del coinvolgimento in un attacco nel villaggio palestinese Khirbet Humsa, avvenuto a marzo. Tra le accuse rivolte a Darkik, anche quella di abusi sessuali su un palestinese, di cui avrebbe legato i genitali con una fascetta di plastica. È in sciopero della fame da 20 giorni ed è stato visitato da Katz in carcere a Gerusalemme alcuni giorni fa.

Anche Fontana allontana la candidatura di Roggero

«Non mi sembra ci siano le possibilità giuridiche. Se ci fossero, starebbe alla sensibilità dei partiti valutare, ma non credo ci siano». Lo ha detto il presidente della Camera Lorenzo Fontana, rispondendo – durante la cerimonia del Ventaglio – a una domanda dei cronisti su un’eventuale candidatura di Mario Roggero https://www.lettera43.it/roggero-procura-sequestra-50-mila-euro-conto-tunisia/ , il gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due rapinatori. Fontana è un esponente della Lega, che ha reso noto di stare valutando «ogni possibile iniziativa, nel pieno rispetto della legge» per sostenere Roggero, tra cui «l’eventuale candidatura, qualora ne ricorrano i presupposti normativi». Il ministro e vicepremier Matteo Salvini, leader del Carroccio, aveva inoltre dichiarato: «Se fosse possibile candidarlo come rappresentante degli italiani che lavorano, che vengono aggrediti e che si difendono, io sarei orgoglioso di poterlo candidare». Lo stesso Salvini ha peraltro visitato più volte Roggero in carcere a Bollate, invocando fin dalla sentenza della Cassazione la grazia per il gioielliere. Quanto al provvedimento di clemenza, Fontana ha detto: «Legittimo che forze politiche facciano richieste, ma è una prerogativa del Presidente della Repubblica, per cui nutro grande rispetto. Spetta al Capo dello Stato verificare i margini che ci possono essere».

Anche Fontana allontana la candidatura di Roggero

Perché la candidatura di Roggero è impossibile

In effetti, la candidatura di Rogger è pressoché impossibile. Innanzitutto, l’articolo 29 del Codice penale stabilisce che la condanna ad almeno cinque anni di reclusione comporta «l’interdizione perpetua del condannato dai pubblici uffici»: al gioielliere piemontese è stata inflitta una pena (ormai definitiva) di quasi 15 anni. Per fare chiarezza, cosa si intende per interdizione dai pubblici uffici? Lo spiega l’articolo precedente, il numero 28: tale misura priva il condannato «del diritto di elettorato o di eleggibilità in qualsiasi comizio elettorale», cioè in qualsiasi votazione, e di ogni altro diritto politico. In pratica, Roggero non può più né votare né essere eletto. Come se non bastasse, c’è anche il decreto legislativo del 2012, noto come “legge Severino” dal nome dell’allora ministra della Giustizia Paola Severino, che fu adottato dal governo Monti grazie a una legge delega approvata anche con i voti della Lega. In base alla “legge Severino” per le elezioni della Camera e del Senato, così come del Parlamento europeo, non possono essere candidati coloro che sono stati condannati in via definitiva a più di due anni di reclusione per un delitto non colposo per il quale sia prevista una pena massima di almeno quattro anni.

Riforma Rai, relatori: «Ad nominato dal cda, membri in carica quattro anni»

Gli emendamenti presentati dai relatori della riforma Rai Roberto Rosso e Claudio Fazzone (Fi) in commissione al Senato prevedono un aumento da tre a quattro anni della durata del mandato del cda, che l’amministratore delegato venga nominato dal cda e nessuna riduzione del canone del 5 per cento ogni anno in casi eccezionali (ad esempio se la Rai guadagna più del previsto, o spende meno) come previsto inizialmente. La riforma è necessaria per adeguarsi al regolamento Ue Freedom media act (Emfa) entrato in vigore ormai un anno fa.

Il Mef continuerà a nominare due componenti del cda

«Portiamo il mandato dei componenti del cda a quattro anni perché l’Emfa chiede maggiore tempo per applicare i piani industriali»,ha spiegato Rosso. Trovata la quadra anche sui componenti la cui nomina spetta al ministero dell’Economia: «Il Mef continuerà a nominare due componenti del cda ma non l’amministratore delegato, che viene nominato dal cda, così come il presidente. Che poi deve avere la ratifica della commissione di Vigilanza. Qui le prime due votazioni necessitano del quorum dei 2/3 dei componenti, dalla terza scatta la maggioranza assoluta». Quanto alla norma voluta da Giorgetti sulla riduzione del canone, Rosso ha chiarito: «Qualcuno ha fatto notare che se questa cosa (ndr la riduzione in casi eccezionali) capita per cinque anni, si è ridotto di un quarto il canone». E l’Emfa impone risorse certe per la tv pubblica.

No Tav, chiesta la custodia cautelare in carcere per due fermati

La procura di Torino ha chiesto al gip la custodia cautelare in carcere per i due 25enni tedeschi arrestati dalla Digos in flagranza differita il 26 agosto, in quanto ritenuti responsabili – in concorso con altri soggetti in corso di identificazione – dei reati di devastazione aggravata e resistenza a pubblico ufficiale aggravata in occasione degli scontri con le forze di polizia avvenuti il giorno precedente nel cantiere dell’Alta-Velocità a Chiomonte, in Val di Susa. La richiesta del carcere per i due No Tav, che sono stati trovati con occhiali, guanti e impermeabili neri, probabilmente utilizzati per travisarsi prima di assaltare il cantiere, è basata su «sussistenti esigenze cautelari che ne rendono necessaria l’applicazione».

Ebolitana, presi 5 giocatori

BOLI – L’Ebolitana è tra le protagoniste di questo mer- cato estivo e, dopo la promo- zione in Serie D, dimostra di non voler recitare il ruolo di semplice matricola. La so- cietà del presidente Gianluigi Carlino piazza tre acquisti di assoluto livello grazie al la- voro del direttore sportivo Enrico Coscia e del respon- sabile dell’area tecnica Gae- tano Iossa, che continuano a costruire una rosa ambiziosa e competitiva, agli ordini di mister Luigi Pezzella.

Il primo grande colpo ri- sponde al nome di Simone Bonavita, centrocampista classe 2004 destinato a di- ventare uno dei punti di rife- rimento della mediana biancoazzurra. Alto 1,85 metri, abbina qualità tecni- che, forza fisica e persona- lità. Cresciuto nel prestigioso vivaio dell’Inter, con cui ha completato tutto il percorso fino alla Primavera 1 collezio- nando anche sette presenze in UEFA Youth League, ha maturato esperienze anche con Napoli e Sampdoria prima del salto tra i senior. In Serie D ha già disputato 58 partite, realizzando tre reti, mentre nella prima parte della stagione 2025/2026 ha vissuto una significativa esperienza internazionale in

 

Belgio con lo SL16 FC, forma- zione dello Standard Liegi.Ex Manfredonia. Il secondo botto porta la firma di Davide Zugaro, difensore classe 2000 con un curriculum im- portante tra i professionisti. Cresciuto nei settori giovanili di Pescara e Inter, ha indos- sato le maglie di Olbia, Virtus Verona, Paganese e Gelbi- son, distinguendosi per affi- dabilità, duttilità ed esperienza. Un rinforzo che garantisce solidità e qualità al reparto arretrato della for-

mazione biancoazzurra. A completare il tris arriva il ta- lento Fiore Cirillo, esterno a sinistra classe 2008, consi- derato uno dei prospetti più interessanti del panorama campano. Dopo gli inizi nella scuola calcio CalcioReale e il passaggio al settore giova- nile del Sorrento, nella sta- gione 2025/2026 ha trovato spazio con l’Agerola nel cam- pionato di Eccellenza Cam- pania, dimostrando personalità e qualità tecni- che nonostante la giovane età. Ufficiale l’arrivo di Ales- sandro Mauriello, terzino de- stro originario di Castellammare di Stabia classe 2005, cresciuto nel settore giovanile del Crotone e capace di collezionare già oltre sessanta presenze nel massimo campionato dilet- tantistico vestendo le maglie del Budoni nel girone G di Serie D, del Fasano e succes- sivamente della Virtus Fran- cavilla. Ad arricchire la mediana arriva invece Ales- sio Esposito, centrocampista italiano classe 2001 origina- rio di Torre del Greco, for- mato nei settori giovanili di Napoli e Carpi e con all’attivo un’importante esperienza in quarta serie dove ha indos- sato le maglie di Brindisi, Portici, Francavilla sul Sinni, Vibonese, Scafatese, Aci- reale, Termoli e Palmese;

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Tajani inciampa sul Safe, l’emergenza al Circolo Canottieri Aniene e le altre pillole del giorno

Si Safe chi può. Antonio Tajani inciampa sullo strumento messo a disposizione da Bruxelles per fornire prestiti a tassi agevolati per aumentare gli investimenti in Difesa entro il 2030. Dopo aver dichiarato davanti alle commissioni riunite di Esteri e Difesa di Camera e Senato di aver deciso di utilizzare Safe chiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro la fine dell’anno – «formuleremo la nostra proposta, poi dirà l’onorevole Crosetto per come investirli nell’anno successivo», ha detto – il ministro degli Esteri è stato costretto ad aggiustare il tiro: «Come ho sempre detto, e come hanno detto tutti i miei colleghi, Giorgetti e Crosetto, ne utilizzeremo probabilmente di meno: sei, sette, otto, nove, lo abbiamo detto anche oggi. Quindi ne abbiamo prenotati 14,9, cioè quello è il tetto massimo, ma ne utilizzeremo di meno». Una giravolta che non è sfuggita alle opposizioni e soprattutto a Matteo Renzi che su X è stato il primo a bacchettare il vicepremier azzurro: «Tajani va in commissione e dice: abbiamo deciso di chiedere fondi europei Safe per 14,9 miliardi di euro. Una notizia importante! Ma scatta il subbuglio in maggioranza. Dopo mezz’ora Tajani precisa: “Non li abbiamo chiesti ma solo ‘prenotati’. Ma dove vive il nostro ministro degli Esteri? I fondi Safe sono già prenotati: il governo deve decidere se usarli o no», ha twittato il leader di Italia, lanciando una stoccata finale: «Come al solito Tajani parla poi viene richiamato all’ordine. Un incapace totale. Verrebbe da dire con Checco Zalone: “Ma è del mestiere, questo?”».

Dalla maggioranza, invece, è arrivato lo stop della Lega. «Prendo atto con piacere delle precisazioni di Tajani sui fondi Safe», twitta il senatore Claudio Borghi. «Non c’è nessuna decisione sul loro utilizzo o meno e deciderà il Parlamento sulla base dei dati di opportunità e convenienza. Prenotazione dei 15 miliardi è, come è noto, solo una manifestazione di interesse».

Sul caso interviene pure l’Europa che invita Roma a essere più chiara: «Vogliamo sicuramente che l’Italia mantenga i 14,9 miliardi di Safe come annunciato oggi, e questo è uno sviluppo molto, molto positivo», ha dichiarato un portavoce della Commissione Ue. «Ora, dobbiamo procedere alla firma dell’accordo di prestito perché dobbiamo erogare i fondi per dare il via al progetto. Quindi questa è la tempistica che stiamo considerando», perché «c’è bisogno di chiarezza al più presto».

Emergenza “mensa” al Circolo Canottieri Aniene

I pasticci della Figc? La nomina a ct di Mancini? Al Circolo Canottieri Aniene di Roma hanno altro di cui discutere: il ristorante (che molti chiamano «la mensa») è chiuso. I lavori in corso sembrano interminabili, fatto sta che l’estate 2026 verrà ricordata a lungo dai soci, che non hanno a disposizione il giardino per passare delle serate al fresco con gli amici. Sarà un caso ma già a luglio, le zone di Roma Nord (Prati, Parioli, Fleming, Olgiata, aree di provenienza dei soci del circolo) si sono svuotate più del solito.

Tajani inciampa sul Safe, l’emergenza al Circolo Canottieri Aniene e le altre pillole del giorno
Il Circolo Canottieri Aniene (Imagoeconomica).

Conte con Paglia

L’agenda di monsignor Vincenzo Paglia è fittissima. Basta scorrere l’elenco dei suoi appuntamenti. Non solo il 30 luglio sarà cerimoniere del Centro all’incontro tra civici e centristi di area progressista: mercoledì mattina il prelato “che piace alla gente che piace” è atteso all’incontro “Dividendo Sociale Sistemico per una nuova società” organizzato da Human Economic Forum. Sempre nella Capitale, a Palazzo San Macuto, nella sala del Refettorio, sotto la moderazione dell’esperto Eugenio Fatigante, colonna del quotidiano della Cei, Avvenire. Dopo i saluti di Paglia, in qualità di presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, parleranno, tra gli altri, il docente Leonardo Becchetti, il parlamentare europeo ed ex presidente dell’Inps Pasquale Tridico e, udite udite, il leader pentastellato Giuseppe Conte. Chissà se si affaccerà all’incontro anche l’ex direttore del quotidiano Avvenire, attualmente eurodeputato, Marco Tarquinio

Tajani inciampa sul Safe, l’emergenza al Circolo Canottieri Aniene e le altre pillole del giorno
Monsignor Vincenzo Paglia (Imagoeconomica).

Il Tribunale dichiara il fallimento del Brescia calcio

Il tribunale di Brescia ha dichiarato il fallimento del Brescia calcio, rigettando la richiesta del club che aveva chiesto un concordato in bianco per evitarlo. La decisione è arrivata nel giorno del 70esimo compleanno del presidente Massimo Cellino in seguito all’esclusione della società dai campionati professionistici per il mancato rispetto delle scadenze economiche e il successivo avvio della procedura concorsuale. «È solo un atto di punizione. Non pensavo che l’acredine fosse più forte della ragione», ha commentato Cellino. Il provvedimento dei giudici fallimentari ha dato atto dell’esposizione complessiva della società per 20 milioni di euro, 10 milioni di finanziamenti e 10 milioni verso creditori privilegiati e altri.

Scelta la nuova conduttrice di Chi l’ha visto?

La Rai ha annunciato che, a partire dalla prossima stagione televisiva, sarà Raffaella Griggi la nuova conduttrice di Chi l’ha visto?.
Giornalista Rai, da anni volto e inviata della trasmissione, Griggi raccoglie il testimone di Federica Sciarelli, che ha condotto il format per 22 anni. «La scelta nasce nella piena continuità con la storia e i valori di Chi l’ha visto?. La sua esperienza maturata all’interno della redazione e come inviata della trasmissione, unita alla sua riconosciuta professionalità di giornalista Rai, rappresentano la migliore garanzia per accompagnare il programma in una nuova fase», ha dichiarato Paolo Corsini, direttore Approfondimento Rai. «L’obiettivo è coniugare continuità e innovazione, rafforzando ulteriormente l’identità di un programma che ha saputo trasformare il giornalismo di servizio in un patrimonio del Paese. In questa prospettiva, sarà valorizzato ancora di più il lavoro corale della redazione e degli inviati, che rappresentano da sempre una delle principali ricchezze di Chi l’ha visto?», ha aggiunto. Questo verrà fatto con il loro coinvolgimento in studio nella conduzione di spazi tematici legati al loro lavoro sul campo.

L’annuncio di Malagò: Mancini nuovo ct della Nazionale

Fine della telenovela: Roberto Mancini è il ct della Nazionale. Lo ha annunciato il presidente della Figc Giovanni Malagò al Consiglio Federale in corso a Roma, spiegando che in pratica manca solo la firma. Attesa anche l’ufficialità di Claudio Ranieri come direttore tecnico azzurro in sostituzione di Paolo Maldini, il quale ha lasciato l’incarico (assieme al consulente Leonardo) dopo la bocciatura di Andrea Pirlo.

L’annuncio di Malagò: Mancini nuovo ct della Nazionale
Roberto Mancini (Imagoeconomica).

Mancini era stato già ct dal 2018 al 2023

Per Mancini si tratta di un ritorno sulla panchina azzurra: era stato infatti commissario tecnico dal 2018 al 2023, guidando l’Italia per 61 partite e portandola a vincere il Campionato europeo nel 2021. Aveva poi lasciato l’incarico (con una pec inviata da Mykonos) dopo la mancata qualificazione alla fase finale della Coppa del Mondo del 2022 e una successiva Nations League senza squilli, venendo sostituito da Luciano Spalletti. Mancini aveva motivato il passo indietro con l’eccessiva stanchezza, salvo poi dire sì – poco dopo – a un ricco contratto offerto dalla federcalcio saudita. La sua esperienza come commissario tecnico dall’Arabia Saudita si era conclusa dopo poco più di un anno. A novembre del 2025, ingaggiato dall’Al-Sadd di Doha (Qatar), era poi tornato ad allenare una squadra di club. Adesso il ritorno sulla panchina dell’Italia.

Infantino ha corrotto Trump? Il Congresso Usa apre un’indagine

Jamie Raskin, massimo esponente democratico della Commissione Giustizia della Camera Usa, ha avviato un’indagine su Gianni Infantino, richiedendo documenti in grado di fare luce sui legami tra la Fifa e Donald Trump. Raskin, spiega il Guardian, ha chiesto al dirigente svizzero di fornire tutti i documenti e le comunicazioni relativi a regali, pagamenti o vantaggi concessi a Trump e ai suoi collaboratori, nonché i registri degli accessi agli uffici di rappresentanza che l’organo di governo del calcio mondiale ha aperto nella Trump Tower di New York a luglio del 2025. Fissando il 9 agosto come termine per la consegna dei documenti, ha inoltre sollecitato un’audizione di Infantino davanti al Congresso. Dato che i Democratici non hanno la maggioranza alla Camera, Raskin non ha il potere di imporre a Infantino di presentarsi: servirebbe il sostegno dei Repubblicani.

Infantino ha corrotto Trump? Il Congresso Usa apre un’indagine
GIANNI INFANTINO PRESIDENTE FIFA DONALD TRUMP PRESIDENTE USA

L’affondo di Raskin, che in una lettera a Infantino ha scritto di «vantaggi inquietanti e inspiegabili concessi alla Fifa apparentemente in cambio di favori a Trump», si inserisce in un quadro già complicato per la federazione calcistica mondiale. Il rapporto Infantino-Trump è finito sotto esame a partire da dicembre, quando in occasione del sorteggio dei gironi della fase finale dei Mondiali a Washington il dirigente elvetico ha conferito al tycoon il “Premio Fifa per la pace” di nuova istituzione. Poi, durante la Coppa del Mondo, ha fatto molto discutere la revoca della squalifica inflitta all’attaccante statunitense Folarin Balogun, arrivata dopo il “pressing” di Trump su Infantino. La lettera di Raskin fa inoltre riferimento alla decisione del Dipartimento di Giustizia di ritirare le accuse contro gli imputati coinvolti nelle indagini del governo statunitense sulla corruzione nel calcio mondiale, inclusa l’azione legale avviata nel 2015 nei confronti di oltre 20 alti funzionari Fifa e dirigenti del marketing sportivo. «La sua elezione a presidente della Fifa avrebbe dovuto segnare una netta rottura – come un cartellino rosso – con una cultura di corruzione e scandali durata decenni, che aveva infangato la reputazione del calcio mondiale. Invece, all’inizio del suo mandato, ha smantellato i presidi etici della Fifa e neutralizzato il comitato etico dell’organizzazione, allontanandone la maggior parte dei membri. Tale mancanza di trasparenza e di controlli le ha poi spianato la strada per ingraziarsi l’Amministrazione Trump attraverso tattiche che un docente di diritto della New York University e un suo ex membro del comitato etico hanno definito “corruzione legale”», si legge nella lettera, che affronta anche la politica sulla vendita dei biglietti per la Coppa del Mondo, su cui stanno conducendo indagini i procuratori generali di New York, New Jersey, Texas e California.

Zinedine Zidane è il nuovo ct della Francia

Zinédine Zidane è ufficialmente il nuovo ct della Francia. Lo ha confermato il presidente della Federazione francese, Philippe Diallo, specificando che il contratto è valido per quattro anni. «La nazionale francese è l’unica cosa che volevo fare», ha dichiarato Zidane dopo l’ufficializzazione. «È una continuità, in un certo senso un sogno. Ho avuto proposte in questi quattro, cinque anni per riprendere un club e le ho rifiutate tutte per la nazionale francese». L’ex trequartista, campione del mondo nel 1998 con i Bleus, succede al suo ex compagno di squadra Didier Deschamps, ct dal 2012. Zidane, 54 anni, era senza incarico dal 2021, quando concluse la sua seconda esperienza sulla panchina del Real Madrid.

Talco cancerogen: Johnson & Johnson pagherà 5,5 miliardi di dollari di risarcimenti

Si avvicina la fine di una dura battaglia legale durata circa un decennio: Johnson & Johnson pagherà 5,5 miliardi di dollari (circa 4,84 miliardi di euro) di risarcimenti per chiudere 76 mila cause legali intentate contro il suo talco per bambini e altri prodotti sospettati di aver causato casi di cancro alle ovaie. Affinché diventi effettivo, l’accordo dovrà essere accettato dal 95 per cento delle persone che hanno presentato richieste di risarcimento.

L’azienda continua a parlare di accuse «prive di fondamento»

La multinazionale statunitense, che nel 2023 ha messo di vendere suo talco per bambini in tutto il mondo, sostituendolo con amido di mais, aveva già provato in passato a raggiungere un’intesa nella maggior parte delle cause che l’avevano portata in tribunale con l’accusa che il suo talco contenesse amianto, causa principale di mesotelioma in migliaia di clienti, senza però riuscirci. Inoltre tra il 2018 e il 2025 era stata più volte condannata a pagare risarcimenti milionari. Erik Haas, vicepresidente di Johnson & Johnson, ha ribadito che le accuse sono «prive di fondamento» e che l’azienda ha deciso di raggiungere un accordo solo per chiudere la questione.

La proposta dell’Oman all’Iran per la gestione congiunta di Hormuz

L’Oman ha presentato all’Iran una proposta per un meccanismo congiunto per la gestione dello stretto di Hormuz con tariffe volontarie. Lo scrive Reuters, spiegando che la soluzione avanzata da Muscat, in base alla quale Teheran non eserciterebbe il controllo esclusivo sulla via navigabile, gode del sostegno degli altri Paesi della regione. Nel fine settimana gli Stati Uniti hanno improvvisamente sospeso la massiccia campagna di attacchi aerei contro l’Iran, alimentando le speranze di una soluzione diplomatica che consenta la ripresa del traffico marittimo a Hormuz. La proposta omanita, sottolinea Reuters, ricalca il meccanismo già utilizzato per la gestione dello stretto di Malacca, via d’acqua dell’oceano Indiano che separa l’isola indonesiana di Sumatra dalla costa occidentale della penisola malese: coloro che utilizzano questo passaggio marittimo contribuiscono volontariamente al finanziamento della navigazione, della protezione ambientale e delle operazioni di ricerca e salvataggio. Intanto è saltato il maxi-vertice tra la coalizione dei Volenterosi e gli Stati Uniti su Hormuz, che si sarebbe dovuto tenere a Londra.

Tajani: «Abbiamo deciso di chiedere il Safe per 14,9 miliardi»

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che «abbiamo deciso di utilizzare Safe chiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro la fine dell’anno». «Formuleremo la nostra proposta, poi dirà l’onorevole Crosetto per come investirli nell’anno successivo», ha spiegato nel dibattito seguito all’informativa sugli esiti del vertice Nato di Ankara resa col ministro della Difesa Guido Crosetto alle commissioni Affari esteri e Difesa di Camera e Senato. Il Safe è lo strumento dell’Unione europea che fornisce prestiti fino a 150 miliardi di euro per aiutare gli Stati membri ad aumentare gli investimenti nel settore della difesa. «Quanti ne useremo (dei 14,9 miliardi, ndr) lo decideremo a fine anno», ha precisato Tajani. «Come ho sempre detto, e come hanno detto tutti i miei colleghi, Giorgetti e Crosetto, ne utilizzeremo probabilmente di meno. Sei, sette, otto, nove, lo abbiamo detto anche oggi. Quindi ne abbiamo prenotati 14,9, cioè il tetto massimo, ma ne utilizzeremo di meno».

Ct della Nazionale, la bocciatura di Pirlo diventa un caso politico

La bocciatura di Andrea Pirlo come nuovo ct dell’Italia, dovuta ai legami del “Maestro” con la Russia, è diventata anche un caso politico. E non solo perché sul caso si è espresso il ministro per lo Sport Andrea Abodi, il quale ha parlato di «brutta figura» provocando la reazione stizzita («Bisogna vedere chi l’ha fatta») del presidente della Figc Giovanni Malagò, entrato in rotta di collisione col direttore tecnico Paolo Maldini e l’advisor Leonardo, che nel frattempo si sono dimessi.

I vannacciani e i pentastellati stanno dalla parte di Pirlo

«Cultura, arte e sport devono restare fuori dalla politica e dalle relazioni internazionali. Per assegnare incarichi, anche a Pirlo, va considerata la competenza e certo non gli affari con agenzie varie», ha dichiarato Roberto Vannacci, fondatore di Futuro Nazionale: «Come feci con Buttafuoco a Venezia, dunque, a lui do la mia solidarietà. Non vedo proprio una questione etica». Ha difeso Pirlo anche Riccardo Ricciardi, capogruppo del M5s alla Camera, cogliendo la palla al balzo per attaccare Guido Crosetto: «Siamo il paese in cui una persona non può fare il Commissario Tecnico della Nazionale, se ha un contratto con una società russa ma in cui un ex lobbista delle armi può fare il ministro della difesa». Sempre in casa pentastellata si è espressa sul caso anche l’eurodeputata ed ex calciatrice Carolina Morace: «La vicenda Pirlo è surreale. Lo stesso metro dovrebbe valere sempre. Dov’è stata la stessa indignazione nei confronti di chi ha continuato a intrattenere rapporti sportivi, istituzionali o culturali con Israele mentre Gaza veniva devastata?». Così Alessandro Di Battista, grande ex del M5s notoriamente vicino a Mosca: «Quello che sta accadendo a Pirlo è semplicemente osceno. Sapete tutto questo come si chiama? Russofobia. Secondo voi, se Pirlo avesse lavorato con un marchio israeliano, qualcuno avrebbe aperto bocca? Sarebbero stati tutti zitti!».

Il Pd e l’ex dem Picierno approvano la bocciatura di Pirlo

«Fateci caso: sulla questione Pirlo i primi galli a cantare e a dolersi per la sfumata indicazione a commissario tecnico, guarda caso, sono tutti esponenti politici molto sensibili alla Russia», ha dichiarato il senatore del Pd Filippo Sensi, commentando le dichiarazioni di Vannacci e Ricciardi. Questo il commento di Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo ed ex esponente dem: «Accolgo con soddisfazione la scelta di non nominare Pirlo. È una scelta giusta e doverosa, considerato ciò che ha scelto di fare: prestare, liberamente e ripetutamente il proprio prestigio a un’operazione di normalizzazione del regime di Putin, partecipando a iniziative sfruttate dalla propaganda del Cremlino mentre l’Ucraina veniva bombardata».

La lettera dell’ambasciatore russo e la replica di Calenda

Nel caos totale di questi giorni, come se non bastasse, si è inserito anche l’ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov, che in una lettera aperta postata su Telegram ha espresso «sincera e umana solidarietà» nei confronti di Pirlo: «Rattrista constatare che, nonostante il suo contributo straordinario allo sport mondiale e all’immagine dell’Italia nel mondo, proprio nel Suo Paese, lei sia oggi oggetto di ostracismo da parte di un establishment da molti definito “pseudo-democratico”». Questa la replica di Carlo Calenda, leader di Azione: «Direi che con questa dichiarazione possiamo chiudere l’assurda discussione sull’opportunità di prendere come allenatore della Nazionale un signore pagato dai russi».

Attacco ucraino a Mosca con centinaia di droni

Attacco ucraino a Mosca e alla regione circostante, nella notte tra lunedì 27 e martedì 28 luglio 2026, con circa centinaia di droni. L’ha riferito l’agenzia ucraina Rbc, secondo la quale è stato colpito anche un centro logistico della Wildberries, l’Amazon russa già presa di mira nei giorni scorsi. «12 droni diretti verso Mosca sono stati abbattuti dal sistema di difesa aerea del ministero della Difesa», aveva annunciato il sindaco moscovita Sergey Sobyanin. Ma poi l’attacco ucraino si è intensificato con il trascorrere delle ore fino a quando i droni, secondo Rbc, hanno circondato Mosca da ogni lato. La regione della capitale russa è stata presa di mira da oltre 390 droni, ha spiegato il primo cittadino, aggiungendo che la maggior parte è stata neutralizzata prima di raggiungere la città. Il governatore della regione, Andrei Vorobyov, ha riferito che un edificio e alcune case sono stati danneggiati, ma al momento non si segnalano vittime. L’attacco si è verificato alla vigilia della visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca.

Salvini contro “nostalgici del Nord”: si allarga il fronte interno alla Lega

Sono nati i Cockroach padani. Come in India, dove i giovani hanno usato un insulto – “scarafaggi” – pronunciato da un giudice dell’Alta Corte per fondare un movimento di rivolta contro un sistema corrotto di ingresso all’università e ottenere le dimissioni del ministro dell’Istruzione, nelle valli tra Varese, Bergamo e Brescia, dove la Lega affonda le sue radici, i militanti si professano «nostalgici» per contrastare la leadership di Matteo Salvini.

L’attacco di Salvini alla falange nordista e ai fuoriusciti

Il manifesto è un articolo del Foglio. L’autore, il giornalista parlamentare Carmelo Caruso, da anni molto attento alle cronache interne del partito, si dilunga sullo sfogo di Salvini alla festa con i gruppi parlamentari che si è tenuta nella villa di Antonio Angelucci la settimana scorsa. Assente il padrone di casa, tra i fenicotteri rosa e le orchidee portate da Simonetta Matone, deputati e senatori di via Bellerio si sono ritrovati nei giardini della tenuta di Marino, ai Castelli, dove un tempo si faceva fotografare la vecchia proprietaria, Sophia Loren. Nel suo discorso il segretario leghista – stando a quanto risulta anche a L43 – è stato a sorpresa molto duro con la ‘falange’ dei nordisti lombardi, il governatore Attilio Fontana e il segretario della Lega lombarda Massimiliano Romeo, accusandoli di portare avanti una linea ormai «fuori dal tempo». Senza fare nomi, Salvini ha tuonato contro tutti i suoi critici. La proposta di un partito del Nord dentro la Lega avanzata da Luca Zaia? Macché. «Basta Nord, è una roba da nostalgici», ha detto il capo, che se l’è presa anche con i fuoriusciti che hanno scelto di abbracciare Futuro nazionale di Roberto Vannacci.

Salvini contro “nostalgici del Nord”: si allarga il fronte interno alla Lega
Matteo Salvini, alla festa AderLegaFest di Adro, nel Bresciano (Ansa).

In Lombardia il partito ribolle

È forse la prima volta che il segretario si pronuncia in modo così netto contro una parte del partito che da mesi, se non anni, ne critica la linea, a partire dalla decisione di coinvolgere Vannacci (ben prima del clamoroso addio dell’ex generale). L’asse dei governatori, formato, oltre che da Zaia e Fontana, da Massimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti, chiede un ritorno agli ideali delle origini, un rinnovamento della leadership con maggior coinvolgimento di Zaia. Si tratta di un movimento che trova ampio consenso in Lombardia, tra lo zoccolo duro del leghismo, ma anche tra dirigenti, sindaci, amministratori, che hanno fatto la storia della Lega e che ritengono, come molti militanti chiedono ai gazebo e alle feste, che Salvini da tempo avesse dovuto fare un passo indietro per ‘salvare’ il partito. Questa Lega è un partito che ascolta ancora i militanti, ma che da mesi soffre, impotente, l’occupazione salviniana della segreteria. Anche per colpa dell’immobilismo degli stessi governatori e di storici dirigenti come i ministri Giancarlo Giorgetti e Roberto Calderoli.

Salvini contro “nostalgici del Nord”: si allarga il fronte interno alla Lega
Elio Fagioli e Roberto Calderoli alla festa estiva di Pontida (Ansa).

Il tam tam social in solidarietà a Fontana

Nelle settimane scorse sono stati appesi in diverse località del Nord alcuni manifesti in cui si chiedevano le dimissioni di Salvini a favore di Zaia. E ora è iniziato il tam tam sulle bacheche di militanti e dirigenti. Gli ‘scarafaggi’ padani si autoproclamano «nostalgici» in dissenso con la segreteria. E così gira lo slogan «Se Fontana è nostalgico, allora lo sono anche io», condiviso, tra i primi, sui social del consigliere lombardo, capogruppo al Pirellone nella passata legislatura, Roberto Anelli.

La grafica è stata condivisa sulla bacheca di diversi militanti storici. Seguita da commenti come: «Ora basta sedersi sulla riva del fiume e attendere». «Sì lo ammetto, sono nostalgica anche io», scrive l’ex senatrice Simona Pergreffi. «Non è una questione di nostalgia, ma di coerenza, Matteo Salvini. Siamo nati per impegnarci per le nostre comunità, per i nostri territori e per il nord, non siamo nostalgici ma realisti, così non va. Se non ci fossero le regioni con i governatori e le amministrazioni del nord, non ci sarebbe la Lega», commenta Giampaolo Pesenti, vicesindaco di Zogno, nella Bergamasca.

La minaccia di provvedimenti disciplinari e la chiamata a Pontida

Sembra che Salvini non abbia preso bene l’iniziativa e minacci provvedimenti disciplinari. Sicuramente ha reagito diffondendo il manifesto di Pontida 2026 nel quale, per inciso, compare il vecchio simbolo della Lega senza il suo nome. Le bandiere autonomiste e i militanti sono ritratti sul prato davanti al grande palco. Tutti al raduno, esortano i fedelissimi.

Salvini contro “nostalgici del Nord”: si allarga il fronte interno alla Lega
Il manifesto d Pontida 2026.

Dall’estero: Tutte le novità annunciate da Marvel Studios al San Diego Comic-Con 2026

Tutte le novità annunciate da Marvel Studios al San Diego Comic-Con 2026

Ryan Gosling entra nel MCU come il nuovo Ghost Rider e David Jonsson sarà il nuovo Black Panther

L'annuale incontro del pubblico con i supereroi Marvel al San Diego Comic-Con ha celebrato il ritorno degli Avengers con la presenza sul palco di Robert Downey Jr. e sedici degli attori e gli attrici che vedremo il prossimo 16 dicembre in Avengers: Doomsday, ma non solo. L'evento nella Hall H, presentato dal presidente di Marvel Studios Kevin Feige, ha visto infatti la partecipazione dei registi Anthony e Joe Russo, che insieme a Downey Jr. (Doctor Doom), Chris Evans (Steve Rogers), Pedro Pascal (Reed Richards), Hayley Atwell (che ha confermato il suo ritorno nel ruolo di Peggy Carter) e... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Dall'estero - 28 luglio 2026 - articolo di Angela Bernardoni

Televisione: Ecco il trailer e il podcast della seconda stagione di Dark Matter

Ecco il trailer e il podcast della seconda stagione di Dark Matter

Il multiverso secondo Apple TV torna in streaming alla fine di agosto

Durante il panel dedicato alle serie Apple TV tenutosi durante il San Diego Comic-Con è stato presentato il trailer della seconda stagione di Dark Matter, serie thriller sci-fi ispirata all'omonimo romanzo di Blake Crouch. Guarda il video: Dark Matter — Season 2 Official Trailer | Apple TV In arrivo sulla piattaforma di streaming a partire da venerdì 28 agosto, questa seconda stagione supera gli eventi del romanzo ma vede l'autore coinvolto come creatore, showrunner, produttore esecutivo e come sceneggiatore in squadra con  Jacquelyn Ben-Zekry, Megan McDonnell e... - Leggi l'articolo

 

SERIE TV - Televisione - 28 luglio 2026 - articolo di Angela Bernardoni

Ct della Nazionale, il caos azzurro finisce sulla stampa estera

Il caos attorno alla scelta del nuovo commissario tecnico dell’Italia, ennesima figuraccia del calcio azzurro, ha varcato i confini nazionali approdando sulle home page dei siti delle principali testate sportive (e non) estere.

Ct della Nazionale, il caos azzurro finisce sulla stampa estera
Ct della Nazionale, il caos azzurro finisce sulla stampa estera
Ct della Nazionale, il caos azzurro finisce sulla stampa estera
Ct della Nazionale, il caos azzurro finisce sulla stampa estera

«Terremoto in Italia con Pirlo e Maldini», titola il quotidiano sportivo spagnolo As. Senza cambiare Paese, Marca scrive: « Pirlo rompe il silenzio in mezzo alla tempesta: “L’amore per l’Italia non dipende da un lavoro”». Dello stesso tono il titolo de L’Equipe: «Pirlo fuori. La Nazionale nella tempesta». La prestigiosa testata sportiva francese irride poi l’Italia: «È più difficile qualificarsi per i Mondiali o trovare un allenatore?». Così la tedesca Bild: «Salta l’accordo Pirlo-Italia, che caos!».