Celano e Minella (FI): “rottamazione quinquies, accolta una nostra proposta a sostegno di famiglie e imprese”

“Accogliamo con soddisfazione l’inserimento, nell’ambito dell’assestamento di bilancio della Regione Campania, della rottamazione quinquies per i tributi regionali, una misura che avevamo proposto con una nota fprmale indirizzata al Presidente della Regione, Roberto Fico, e successivamente sollecitato anche in Commissione Bilancio.”
Lo dichiarano i consiglieri regionali di Forza Italia Roberto Celano e Mimì Minella.
“La misura rappresenta un’opportunità concreta per cittadini, famiglie e imprese che, a causa di temporanee difficoltà economiche, non sono riusciti ad adempiere ai propri obblighi tributari. Consentirà loro di regolarizzare la posizione versando integralmente il tributo dovuto, senza il peso di sanzioni e interessi, favorendo al tempo stesso il recupero di crediti per l’amministrazione regionale.”
“Ringraziamo il Presidente Roberto Fico per aver accolto le nostre sollecitazioni, dimostrando sensibilità istituzionale verso un provvedimento di equità e di sostegno al tessuto economico campano. Un ringraziamento va anche al Presidente della Commissione Bilancio, Corrado Matera, per aver fatto propria la proposta e averne sostenuto l’iter, nonché a tutti i colleghi consiglieri che in Commissione hanno sostenuto il provvedimento.”
“Resta il rammarico per quanto avvenuto al Comune di Salerno. Nonostante il Commissario Prefettizio avesse recepito una proposta analoga avanzata da Forza Italia, il sindaco Vincenzo De Luca ha scelto di non darle seguito, negando a tante famiglie e a numerosi imprenditori la possibilità di definire la propria posizione tributaria pagando l’intera imposta, ma senza sanzioni e interessi. Una scelta che ha privato molti contribuenti di uno strumento utile per superare una fase di temporanea difficoltà e ripartire.”

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Pisano: De Luca, ‘i 5 Stelle fanno demagogia insopportabile’

Le Fonderie Pisano sono diventate un oggetto di demagogia da parte dei Cinque Stelle, cosa che è veramente insopportabile. Dal punto di vista urbanistico noi non dobbiamo decidere assolutamente niente. È tutto deciso. Quello su cui bisogna pronunciarsi è sul fatto che le fonderie siano inquinanti rispetto agli abitanti della zona. E gli organi che decidono se una fabbrica è inquinante sono regionali, cioè l’Arpac e l’Asl. Il Comune non c’entra più niente”. Così il sindaco di SALERNO, Vincenzo De Luca, a margine di una iniziativa questa mattina a Ogliara, ha commentato le recenti vicende che vedono coinvolte le Fonderie Pisano. “Ora, – ha aggiunto il primo cittadino riferendosi sempre ai 5Stelle – siccome hanno paura di assumersi decisioni, cercano di fare sempre confusione, secondo il loro stile. Allora, per quello che ci riguarda, tempo da perdere non ne abbiamo. È giusto il caso di ricordare che il primo che ha chiesto i controlli alla Regione era l’ex presidente della Regione, che è chi vi sta parlando. Quindi il controllo è stato sollecitato da me. E deve essere certificato da due organismi regionali: Arpac e Asl. Se è inquinante, va chiuso immediatamente l’impianto. Se no, bisogna fare di tutto, in accordo con le organizzazioni sindacali, per delocalizzare comunque quell’attività che non può essere insediata, diciamo, nel cuore di una città. Ma il tema ambientale è di competenza della Regione. Quindi la smettano di fare demagogia e di farci perdere tempo”.

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Bologna, la bodycam degli agenti mostra il contatto tra Fakir e un’altra persona

Emergono nuovi elementi sui fatti di Bologna. Le immagini della bodycam dei poliziotti intervenuti per fermare Abderrahim Fakir al Pilastro, messe in onda in esclusiva dal Tg1, mostrano la progressione di tutte fasi del fermo. Dopo essere intervenuti su segnalazione di alcuni residenti e aver atteso 40 minuti che si calmasse, gli agenti temono che la situazione possa degenerare perché l’uomo si sarebbe scagliato contro un’auto. «C’è un momento di contatto con altre persone che erano prossime a un’auto e che entrano in un contatto con lui. A questo punto è evidente che i poliziotti devono intervenire e devono risolvere questa situazione», ha spiegato Gabriele Bordoni, legale difensore degli agenti. Fakir viene quindi placcato e immobilizzato, prima dell’intervento dei soccorritori e dei tentativi di rianimazione. Il video delle bodycam è stato consegnato in procura.

Chora, Tether e la candidatura a Milano: gli intrecci di Calabresi tra affari e politica

Mario Calabresi non si nasconde più. E, a domanda precisa, durante un incontro alla Festa dell’Unità di Vizzolo Predabissi (zona sud-est di Milano, contesto che più progressista non si potrebbe), il 22 luglio ha confermato la sua voglia di candidarsi a sindaco di Milano: «Sì, ci sto pensando. Mi piacerebbe fare la mia parte. Alla tanta gente che me lo chiede per strada, io rispondo che sì, io ci penso. Ci sto pensando e mi piacerebbe fare la mia parte per Milano, ci tengo». Calabresi, quindi, successore di Beppe Sala alla guida della cosiddetta capitale economica e morale del Paese.

L’ex direttore di Stampa e Repubblica scende in campo?

Uno scenario che avrebbe assolutamente senso, essendo Calabresi stato anche direttore dei quotidiani La Stampa e la Repubblica con un piglio pro Pd perfetto per scendere in campo. Solo che Calabresi è pure ceo ed editor in chief a Chora News, la testata giornalistica di Chora, e azionista di Be water, la holding che controlla Chora media, Will, Cronache di spogliatoio, la casa di produzione Be water film e molto altro.

Chora, Tether e la candidatura a Milano: gli intrecci di Calabresi tra affari e politica
Beppe Sala e Mario Calabresi (foto Imagoeconomica).

La Be water nel giro dell’ultimo anno e mezzo è stata sepolta dai soldi di Tether. Un investimento di oltre 41 milioni di euro (per controllare il 38 per cento, mentre il 40 per cento rimane nelle mani di Guido Maria Brera) da parte di una società, Tether appunto, fondata da Giancarlo Devasini e Pierce Brock, il cui ceo è Paolo Ardoino, con una capitalizzazione da 184 miliardi di dollari, che ha chiuso il 2025 con utili per oltre 10 miliardi di dollari, dopo i 13 miliardi di dollari di utili del 2024.

Chora, Tether e la candidatura a Milano: gli intrecci di Calabresi tra affari e politica
Guido Maria Brera (foto Imagoeconomica).

Tether emette la criptovaluta Usdt, la stablecoin più usata al mondo (soprattutto in Turchia e in Argentina), agganciata al dollaro e con riserve in oro per 140 tonnellate conservate in un forziere anti-atomico in Svizzera per un controvalore di 17,4 mld di dollari.

Tether, simpatie mai nascoste per Trump

Devasini e Ardoino non hanno mai nascosto le loro simpatie per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, al punto da investire 775 milioni di dollari in Rumble, il social diretto concorrente di YouTube che aveva accolto lo stesso Trump quando era stato messo al bando da Meta e dal Twitter pre Elon Musk.

Chora, Tether e la candidatura a Milano: gli intrecci di Calabresi tra affari e politica
Tether (Ansa).

Come si concilierà, quindi, l’anima progressista del Calabresi giornalista e pensatore con l’anima capitalista del Calabresi azionista al 3 per cento di una società, Be water, che nell’arco di un anno e mezzo è passata dall’essere valorizzata 100 milioni di euro, salendo poi a 150 milioni a inizio 2026 (in base alle operazioni di scambio di azioni per l’acquisto di Cronache di spogliatoio), fino ai 200 milioni di euro complessivi di fine giugno (con aumento di capitale riservato a Tether per 30,8 milioni di euro)?

Chora, Tether e la candidatura a Milano: gli intrecci di Calabresi tra affari e politica
Paolo Ardoino, amministratore delegato di Tether (Imagoeconomica).

Di sicuro l’affare l’ha fatto Guido Brera. Pure lui libero pensatore progressista ma con l’anima da finanziere che, come raccontato nel suo libro (poi diventato serie di Sky), non solo ha frequentato I Diavoli della City londinese, ma ne ha anche fatto parte.

Brera ha incrociato anni fa Devasini…

Bazzicando spesso i territori svizzeri, con la scusa della sua passione per la montagna, Brera ha incrociato anni fa Devasini, il socio fondatore di Tether. Addirittura, raccontano fonti informate, Valentina Picozzi, compagna di Devasini, e Caterina Balivo, moglie di Brera, sarebbero conoscenti piuttosto affiatate. E in più di un’occasione, anche a Lugano, Brera ha intervistato pubblicamente Ardoino, il ceo di Tether. Un lavoro ai fianchi che però ha fruttato 41 milioni di euro freschi freschi investiti su Be water.

Chora, Tether e la candidatura a Milano: gli intrecci di Calabresi tra affari e politica
Giancarlo Devasini, creatore di Tether (Imagoeconomica).

Quelli di Tether sono filo-trumpiani? Da un lato chi se ne importa, perché per lo sviluppo di Be water ci vogliono soldi, e non si può stare a guardare il capello, come dicono a Roma, patria natia di Brera.  Poi, però, c’è anche la grande capacità di Brera di rigirare la frittata. E, a domanda diretta sul tema, ha risposto: «Tether filo-trumpiana? Diciamo che io ho una percezione diversa: Tether è una società su scala globale, punta alla disintermediazione, è open source, e ha consentito a centinaia di milioni di persone senza un conto corrente in banca di proteggersi dall’inflazione, di conservare il loro potere di acquisto e di trasferire i soldi in modo meno oneroso. Tether ci lascia assoluta libertà di stampa, i soci fondatori sono amanti della libertà, e Tether stessa è una società moderna perché, citando il sociologo Luciano Gallino, crea valore, non estrae valore. E questo per me è dirimente». Un maestro.

Salerno ricorda l’artista Ugo Marano

Una piazza ad Ogliara (Salerno) intitolata a Ugo Marano. All’artista salernitano è stato dedicato il piazzale antistante il Museo Città Creativa, situato nel quartiere collinare della città, nato nel 1997 su impulso anche dello stesso Marano come “spazio-laboratorio” e luogo di sperimentazione e documentazione sulla ceramica contemporanea. Per l’occasione è stata prorogata per l’intero mese di luglio la mostra “Rosso Marano” attualmente in corso proprio nel Museo Città Creativa. “L’intitolazione di questa piazza a Ugo Marano – ha spiegato il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca – ha un doppio significato. C’è un obiettivo ovviamente di riqualificazione, promozione delle nostre eccellenze. Questo è il territorio nel quale abbiamo la produzione del cotto di Rufoli. È un cotto prezioso che ritroviamo nelle più importanti ville di Roma, di Firenze e perfino negli Stati Uniti d’America, portato lì da David Chipperfield che ha progettato la Cittadella Giudiziaria e che ha scoperto la bellezza del cotto di Rufoli. Poi c’è un debito morale che abbiamo nei confronti di Ugo Marano, un grande artista che è vissuto a Salerno, a Vietri, e che ha offerto alla città di Salerno un’opera che poi è stata, tanto per cambiare, vandalizzata. Di fronte alla chiesa di San Pietro, infatti, ha realizzato quella fontana molto bella, in ceramica e in cotto di Rufoli, con delle anfore da cui usciva acqua, e che nel giro di pochi mesi ovviamente è stata devastata. Ugo Marano merita di essere ricordato, abbiamo sue opere nel Museo di Rufoli, ed è, come dire, un debito morale che abbiamo nei confronti di questo grande, grande artista, e cercheremo di valorizzare sempre di più le sue opere”.

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Danneggiò auto in sosta, l’attore di “Mare fuori” condannato a un anno

È stato condannato a un anno di reclusione Artem Tkachuk, l’attore italo-ucraino di 25 anni noto al pubblico per il ruolo di “Pino o’ pazzo” nella serie televisiva Mare Fuori. La sentenza è stata pronunciata dalla giudice delle direttissime Amelia Managò, al termine del giudizio con rito abbreviato, per il danneggiamento aggravato di quattro automobili.

La stessa pena è stata inflitta anche ad altri tre giovani, di 18, 22 e 24 anni, coinvolti nella vicenda. Per tutti gli imputati il tribunale ha disposto la sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna nel casellario giudiziale, subordinando il beneficio al risarcimento dei danni entro sei mesi.

I fatti risalgono alla notte tra il 20 e il 21 maggio scorso, quando il gruppo venne arrestato dalla Polizia a Rho, nel Milanese, in via Molino Prepositurale. L’arresto fu convalidato, ma nei confronti del 25enne non venne applicata alcuna misura cautelare.

Secondo l’accusa, i quattro avrebbero preso a calci alcune auto parcheggiate, provocando danni. Dopo il fermo emerse anche che Tkachuk avrebbe rivolto insulti e minacce agli agenti intervenuti. Per questo episodio è stato denunciato in un procedimento separato con l’accusa di minacce a pubblico ufficiale, dopo aver pronunciato, secondo quanto contestato, frasi intimidatorie nei confronti dei poliziotti. In sede di convalida dell’arresto, l’attore aveva chiesto scusa per il proprio comportamento.

Nel corso del processo le difese, con l’avvocata Maria Grazia Padula che assiste l’attore e un altro imputato e la legale Alessia Pontenani che difende gli altri due, avevano chiesto l’assoluzione degli imputati, mentre la Procura aveva sollecitato una condanna a otto mesi di reclusione per ciascuno.

I difensori di due dei giovani hanno sostenuto che i loro assistiti avessero conosciuto Tkachuk soltanto quella sera, circostanza che, a loro dire, sarebbe documentata da un selfie scattato insieme. Secondo la tesi difensiva, inoltre, non sarebbero stati loro gli autori dei danneggiamenti agli specchietti e ai paraurti delle vetture, anche perché l’arresto sarebbe avvenuto in una strada diversa da quella in cui erano state danneggiate le auto.

Per il giovane attore non si tratta del primo episodio giudiziario. Il giudice ha tuttavia escluso la recidiva, riservandosi di depositare le motivazioni della sentenza entro quindici giorni. Lo scorso 17 settembre, all’ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli, era stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio dopo un episodio avvenuto mentre si trovava in forte stato di agitazione.

Nell’aprile del 2019, quando aveva 18 anni, Tkachuk era invece rimasto vittima di un’aggressione a Napoli, durante la quale era stato ferito con un coltello. Oltre al ruolo in Mare Fuori, l’attore ha interpretato il personaggio di “Tyson” nel film La paranza dei bambini.

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La Banca centrale europea lascia i tassi di interesse invariati

Confermando le attese, la Banca centrale europea ha mantenuto invariati i tassi. Quello sui depositi rimane dunque al 2,25 per cento, quello sui rifinanziamenti principali al 2,40 per cento e quello sui prestiti marginali al 2,65 per cento, dopo il rialzo di un quarto di punto deciso nella riunione di giugno. Non è però del tutto escluso un rialzo a settembre. «Guarderemo con grande attenzione ai dati, alla nostra funzione di reazione, alle prospettive di inflazione e ai rischi», ha detto la presidente Christine Lagarde. In particolare saranno presi in esame gli effetti di second-round, quelli che possono trasformare un aggiustamento dei prezzi relativi (energia e settori correlati contro gli altri) in una vera inflazione generalizzata.

«L’incertezza resta elevata e l’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi»

Nel comunicato emesso dopo la riunione, la Bce ha sottolineato che «le prospettive per i prezzi dell’energia, benché altamente variabili, si collocano al momento su livelli prossimi allo scenario di base delle proiezioni formulate a giugno dagli esperti dell’Eurosistema e ben al di sopra di quelli registrati prima del conflitto in Medio Oriente». Nella visione della banca centrale non c’è quindi la necessità di intervenire nuovamente sul costo del credito. La situazione resta però sotto attento monitoraggio: «L’incertezza resta elevata e l’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno. Il Consiglio direttivo segue pertanto con attenzione l’intensità e la durata dello shock, nonché i suoi effetti indiretti e di secondo impatto».

Salerno: furto nella notte al chiosco dell’Arbostella

Furto nella notte ai danni del chiosco situato davanti alla stazione della metropolitana nel quartiere Arbostella, a Salerno. Ignoti hanno preso di mira l’attività commerciale gestita da Luciano, storico punto di riferimento del quartiere, provocando ingenti danni alla struttura. L’episodio è stato scoperto nelle prime ore della mattinata, quando il titolare ha trovato il chiosco danneggiato ed ha lanciato l’allarme.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, che hanno effettuato i rilievi e avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica del furto e raccogliere ogni elemento utile all’identificazione degli autori. Al momento sono in corso le verifiche per stabilire cosa sia stato effettivamente sottratto dall’interno dell’attività.

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Cinque italiani in concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2026

Ci sono cinque film italiani tra i 20 in concorso alla 83esima Mostra del Cinema di Venezia in programma dal 2 al 12 settembre 2026. Si tratta di Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, che vede Adriano Giannini nei panni di Mariano Guerra che torna in Argentina per testimoniare contro gli ex-militari che lo sequestrarono, Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, dramma familiare tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Franchini con Vanessa Scalera e Lino Musella, Succederà questa notte di Nanni Moretti, che segue le vicende di quattro inquilini che vivono nello stesso edificio in una città israeliana e ha nel cast, oltre allo stesso regista, Louis Garrell, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot e Angela Finocchiaro, The echo chamber di Andrea Pallaoro, con Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon, e L’estranea di Paolo Strippoli con Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi. Il più atteso è quello di Moretti, che torna al Lido 37 anni dopo Palombella Rossa.

Gli altri film in concorso

Accanto agli italiani, in concorso ci sono:

  • Ink di Danny Boyle, film d’apertura
  • Company di Casey Affleck
  • Kami nour (A Bit of light) di Ali Asgari
  • Un bon petit soldat di Stéphane Brizé
  • Kvinde ukendt (Woman unknown) di May el-Toukhy
  • Bucking fastard di Werner Herzog
  • 15/18 (A Place to heal) di Cédric Kahn
  • DAU di Ilya Khrzhanovsky
  • Look back di Hirokazu Kore-eda
  • Ga-neung-han sa-rang (Possible love) di Lee Chang-dong
  • Wild Horse Nine di Martin McDonagh
  • Primetime di Lance Oppenheim
  • Un peu avant minuit di Nicolas Pariser
  • Nelson san, anata wa hito wo koroshimashita ka? (Mr. Nelson, Did you kill people?) di Shinya Tsukamoto
  • Bunker di Florian Zeller

A Venezia anche gli Oasis

Fuori concorso, alla Mostra verrà anche presentato, in anteprima mondiale, il documentario Oasis: Don’t Look Back In Anger dedicato allo storico ritorno sulle scene della band britannica composta dai fratelli Liam e Noel Gallagher. Il progetto è stato ideato dallo sceneggiatore e produttore Steven Knight e diretto dal duo Dylan Southern e Will Lovelace. «I fratelli Gallagher hanno promesso di venire a Venezia», ha annunciato il direttore artistico della Mostra Alberto Barbera presentando il programma della nuova edizione. Il lungometraggio si concentra sul tour di reunion Oasis Live ’25, documentandolo dall’interno.

Droni e telecamere, la ricetta di De Luca per la sicurezza a Salerno

Telecamere e droni: così il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ha deciso di ristabilire sicurezza e decoro urbano nella sua città. Non mancano, però, anche gli appelli da parte sua alla civiltà e al senso civico della collettività intera. “Il primo sistema per garantire il rispetto del territorio – ha detto a margine di una iniziativa questa mattina a Ogliara – è la buona educazione e la civiltà, altrimenti diventa impossibile garantire il decoro di una città. Quindi qui bisogna fare un lavoro di lungo periodo perché ho la sensazione che in questi anni si è completamente perduta ogni regola di buona educazione, di civiltà, di rispetto del bene pubblico, quindi dobbiamo rieducare la nostra comunità. Poi ovviamente c’è il sistema delle telecamere: a Porta Rateprandi, ad esempio, vi sono delle telecamere anche nascoste che ci hanno permesso di individuare alcuni accumulatori di rifiuti. Stiamo esaminando le telecamere che hanno registrato le immagini a Piazza San Francesco, e quindi credo che individueremo anche lì i vandali. Un po’ di pazienza ma – ha assicurato il sindaco De Luca – individueremo tutti quanti, o con i droni o con le telecamere”. Il primo cittadino annuncia che “è in corso una progettazione che riguarda l’installazione di telecamere per oltre 250mila euro in tutti i luoghi più sensibili della città, quindi avremo, credo a brevissimo, un controllo massiccio con telecamere e con videosorveglianza della nostra città. Un po’ di pazienza ma arriveremo a rieducare e a individuare i vandali, io sono molto fiducioso. Nel frattempo, il reparto che abbiamo istituito per il controllo di sicurezza e per il contrasto a vandali, a rovistatori di rifiuti, a parcheggiatori abusivi, continua il suo lavoro, ma in questo caso abbiamo necessità di avere delle norme nazionali che diano efficacia all’azione di contrasto”. “Ci sono parcheggiatori abusivi che hanno decine di denunce a proprio carico ma se ne infischiano perché non si prevede ovviamente che ci siano gli arresti domiciliari per chi viola le regole del Daspo, cioè del divieto di presenza in un territorio. Parleremo anche di questo nel corso della conferenza nazionale sulla sicurezza urbana che terremo ad ottobre”, conclude De Luca.

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Acea, i risultati del primo semestre 2026: utile netto cresce a 454 milioni

Il consiglio di amministrazione di Acea, riunitosi sotto la presidenza di Alessandro Rivera, ha approvato i risultati del primo semestre 2026. I ricavi consolidati pro-forma hanno raggiunto 1,55 miliardi di euro, evidenziando una crescita del 2 per cento rispetto ai 1,52 miliardi del corrispondente periodo del 2025. Le attività regolate hanno contribuito per circa 1,2 miliardi di euro, confermandosi su livelli sostanzialmente in linea con quelli dell’esercizio precedente.

Ebitda consolidato pro-forma a 721 milioni

L’Ebitda pro-forma ricorrente è aumentato del 4 per cento a 719 milioni di euro, sostenuto dalla crescita organica dei business regolati a conferma della solida performance operativa del Gruppo. L’Ebitda consolidato pro-forma si è attestato a 721 milioni, in lieve flessione (-1,9 per cento) rispetto al primo semestre 2025. Tale andamento riflette principalmente la contabilizzazione, nel 2025, dei premi per la qualità tecnica e contrattuale del servizio idrico integrato per il periodo 2022-2023, nonché gli effetti della variazione di perimetro legata alla cessione delle attività di Alta tensione e di alcuni asset fotovoltaici, oltre al deconsolidamento di Publiacqua. L’Ebit consolidato pro-forma è passato da 374,4 milioni di euro del primo semestre 2025 a 338,4 milioni di euro nel primo del 2026. La variazione è principalmente riconducibile agli effetti non ricorrenti e alle modifiche del perimetro di consolidamento che hanno interessato i periodi a confronto.

Utile netto +100 per cento, investimenti a 662,5 milioni

L’utile netto consolidato ha raggiunto quota 454,5 milioni di euro, in crescita del 100,5 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato beneficia, tra le altre, della plusvalenza realizzata a seguito della cessione di Acea Energia (268,5 milioni di euro). L’utile netto ricorrente ha registrato un incremento del 16 per cento a 176 milioni di euro, beneficiando della positiva dinamica registrata a livello operativo. Infine, gli investimenti lordi realizzati dal Gruppo nel primo semestre del 2026 sono stati pari a 662,5 milioni di euro, sostanzialmente stabili rispetto al corrispondente periodo del 2025 (668,0 milioni). Gli investimenti al netto dei contributi ammontano a circa 570 milioni di Euro (vs 573 milioni) e risultano prevalentemente concentrati nei business regolati, che continuano a rappresentare la quota preponderante (91 per cento) dei capex complessivi.

Perché il neo vannacciano Bernardo è un problema non solo per Tajani: le pillole del giorno

L’adesione di Luca Bernardo a Futuro Nazionale fa rumore. E per più di un motivo. In Forza Italia ha iniziato di nuovo a lampeggiare la spia d’allarme: Antonio Tajani, spifferano i maligni, «non riesce a controllare cosa accade fuori Roma e il Lazio, figuriamoci a Milano e in Lombardia dove ha pochissimi amici». Chissà cosa ne pensa la famiglia Berlusconi… Ma i problemi non solo solo interni a Forza Italia. Con l’ingresso del capogruppo azzurro in Consiglio comunale ed ex candidato sindaco (a dirla tutta si era pure riproposto per il dopo Sala senza successo), Roberto Vannacci ha piantato la sua bandierina anche a Palazzo Marino, dopo aver arruolato al Pirellone i consiglieri Pietro Macconi (da FdI) e Luca Daniel Ferrazzi (eletto con la lista a sostegno di Letizia Moratti e poi passato al Misto).

Perché il neo vannacciano Bernardo è un problema non solo per Tajani: le pillole del giorno
Pietro Macconi, Robeerto Vannacci e Luca Ferrazzi (Imagoeconomica).

Sarebbe stato proprio quest’ultimo a convincere Bernardo al salto. Della falange futurista lombarda fanno poi parte Massimiliano ‘Max’ Bastoni, ex leghista (ai tempi del Carroccio coniò lo slogan “Bastoni contro gli immigrati”) ed ex forzista, la consigliera comunale di Bresso Cheyenne Pagano e il padre Mario sempre da FI, oltre naturalmente a Laura Ravetto, cuneese ma eletta con la Lega nel collegio uninominale Lombardia 1-05 di Legnano.

Perché il neo vannacciano Bernardo è un problema non solo per Tajani: le pillole del giorno
Massimiliano Bastoni (Imagoeconomica).

Vannacci nella sua incursione lombarda può inoltre contare sull’aiuto del “barone nero” Roberto Longhi Lavarini. Ora il generale in pensione, a cui (per ora) Giorgia Meloni ha chiuso le porte della coalizione, può prepararsi per le Comunali a Milano e come front runner rispolverare Bernardo, anche se si fanno i nomi pure di Paolo Del Debbio, del professore di diritto Nicolò Zanon, dell’avvocato Alessandro Munari, dell’ex comandante dei carabinieri Carmelo Burgio e dell’ex assessore regionale Pier Gianni Prosperini. Ma l’uscita di Bernardo fa rizzare le antenne anche per un altro motivo: il pediatra, fatta eccezione per lo scivolone della pistola portata al lavoro, sembra tutto fuorché un estremista di destra, quella «feccia», fatta di «figli di nessuno» di cui il generalissimo va orgoglioso. Siamo al tramonto della fase sansepolcrina?

Perché il neo vannacciano Bernardo è un problema non solo per Tajani: le pillole del giorno
Luca Bernardo, Luca Ferrazzi e in video collegamento Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

Gualtieri si fa la sua “Sport e Salute”

Alla fine non ha saputo resistere: come regalo di compleanno, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha voluto un’altra partecipata comunale, Roma Sport Spa. La nuova struttura controllerà e gestirà le aree dedicate allo sport, in primo luogo l’ippodromo di Capannelle. Sarà l’ennesimo carrozzone comunale, come teme qualcuno, o servirà davvero per promuovere l’attività sportiva tra i romani? E non rischia di essere un duplicato di Sport e Salute, che di tutti questi temi se ne occupa a livello nazionale? Intanto ci saranno nuovi uffici, un nuovo consiglio d’amministrazione, dipendenti, auto, spese varie…

Perché il neo vannacciano Bernardo è un problema non solo per Tajani: le pillole del giorno
Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri (foto Imagoeconomica).

Prelievo del dna dalla sorella di Luca esposito per identificazione certa

Ancora senza un movente e neanche un colpevole, il delitto di Luigi ‘Luca’ Esposito, il 53enne giornalista dato alle fiamme e ritrovato cadavere in un terreno agricolo nel Comune di Eboli (SALERNO) domenica mattina. Secondo quanto si apprende, una delle sorelle di Esposito è stata convocata dalla polizia giudiziaria per il prelievo di campioni biologici da cui estrarre il profilo di dna, che poi sarà comparato con quello estraibile dal cadavere. Questo per una certa identificazione della vittima. A seguire le due sorelle, Ida e Francesca Esposito, è l’avvocata Annalisa Califano. Oggi è stato notificato il verbale di rinvenimento e sequestro dell’autovettura Lancia Y di proprietà del giornalista ucciso.

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Tegola Salernitana, frattura al piede per De Boer:

Brutte notizie dal ritiro di Cascia per la Salernitana. Il centrocampista olandese Kees de Boer dovrà fermarsi dopo che gli accertamenti diagnostici effettuati nelle ultime ore hanno evidenziato una frattura composta del quinto metatarso del piede sinistro. Il calciatore non ha preso parte alla seduta di allenamento della mattinata e si è sottoposto agli esami strumentali che hanno confermato l’entità dell’infortunio.

La società granata ha reso noto che il giocatore ha già iniziato il protocollo riabilitativo, senza però indicare, al momento, i tempi previsti per il rientro in campo. L’infortunio rappresenta un contrattempo importante per Serse Cosmi, che perde uno dei centrocampisti sui quali stava lavorando durante la preparazione estiva.

Il problema fisico era emerso già nel corso della prima amichevole disputata contro il Cittareale, quando De Boer era stato costretto a lasciare il terreno di gioco nei minuti finali dopo aver subito un pestone al piede sinistro. In un primo momento le sue condizioni non avevano destato particolare preoccupazione, ma gli approfondimenti diagnostici hanno successivamente evidenziato la frattura.

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Tentano di fuggire con la merce rubata, aggrediscono una commessa: tre arresti a Salerno

Tre persone sono state arrestate dalla Polizia di Stato con l’accusa di rapina impropria al termine di un intervento effettuato in un esercizio commerciale di via San Leonardo, a Salerno, dove era stata segnalata una rapina in corso.

Secondo la ricostruzione degli investigatori,   due uomini e una donna, tutti di nazionalità rumena – avrebbero prelevato diversa merce dagli scaffali del negozio tentando poi di oltrepassare le casse senza effettuare il pagamento. Il passaggio attraverso i varchi antitaccheggio avrebbe fatto scattare l’allarme.

A quel punto una commessa sarebbe intervenuta per impedire la fuga dei presunti responsabili, venendo dapprima minacciata e successivamente aggredita. Dopo l’episodio, i tre avrebbero tentato di allontanarsi a bordo di un’autovettura, ma sarebbero stati intercettati e fermati dagli agenti della Sezione Volanti della Questura di Salerno, intervenuti in pochi minuti sul posto.

Nel corso della successiva perquisizione, gli operatori hanno recuperato l’intera merce che, secondo l’ipotesi investigativa, era stata sottratta dal punto vendita. Al termine degli accertamenti, i tre sono stati arrestati con l’accusa di rapina impropria.

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Cuccioli morti sul terrazzo sotto il sole a Battipaglia: il Giudice ordina l’imputazione

 due anni dalla morte di quattro cuccioli lasciati su un terrazzo sotto il sole cocente a Battipaglia, arriva una svolta decisiva nella vicenda. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno ha rigettato la seconda richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura e ha ordinato al Pubblico Ministero di formulare l’imputazione nei confronti del proprietario dei cani per il reato di maltrattamento di animali, chiedendo inoltre di valutare la responsabilità penale anche della moglie.

Si tratta della seconda richiesta di archiviazione respinta grazie all’opposizione presentata da LNDC Animal Protection. L’associazione, infatti, non si è mai arresa davanti alla prospettiva che una vicenda tanto grave potesse essere archiviata senza un processo e ha insistito affinché venissero valutate correttamente le responsabilità di chi aveva detenuto gli animali in condizioni incompatibili con la loro sopravvivenza.

Questa ordinanza rappresenta una vittoria non solo per LNDC Animal Protection, ma soprattutto per quei quattro cuccioli che hanno perso la vita tra atroci sofferenze“, dichiara Michele Pezone – Responsabile Diritti Animali LNDC Animal Protection. “Per ben due volte il Pubblico Ministero aveva chiesto l’archiviazione del procedimento. Per ben due volte siamo stati costretti a opporci. Oggi un giudice afferma con chiarezza ciò che noi sosteniamo fin dal primo giorno: le responsabilità erano evidenti e meritano di essere accertate in un processo.”

Nella propria ordinanza, il GIP richiama anche una recente sentenza della Corte di Cassazione che qualifica come maltrattamento la detenzione di cani privi di acqua, cibo e riparo dalla calura estiva. Inoltre, evidenzia come, dalle immagini acquisite e dalla consulenza tecnica prodotta da LNDC Animal Protection, emerga chiaramente che i cuccioli erano stati lasciati esposti al sole, nel mese di luglio, all’interno di una scatola, senza la possibilità di essere allattati dalla madre, in condizioni incompatibili con la loro natura e inevitabilmente destinate a provocarne prima gravissime sofferenze e poi la morte.

Il Giudice sottolinea inoltre che si tratta di un dato di comune esperienza che lasciare dei cuccioli esposti alla calura estiva, senza riparo e senza idratazione, costituisce una causa certa di morte e che gli elementi raccolti delineano chiaramente una responsabilità penale in capo non solo all’indagato, ma anche alla moglie, della cui posizione il Pubblico Ministero dovrà ora tenere conto.

Questa vicenda mette purtroppo in luce anche un altro problema“, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Le segnalazioni da parte dei cittadini erano state numerose e fatte anche il giorno precedente, ma l’intervento delle autorità non è stato sufficientemente tempestivo da evitare la tragedia. In seguito, anziché procedere nei confronti dei responsabili, abbiamo assistito addirittura a due richieste di archiviazione, che abbiamo dovuto contrastare con altrettante opposizioni. Se non avessimo insistito, questo caso sarebbe finito nel nulla.”

Per LNDC Animal Protection, la vicenda di Battipaglia dimostra quanto sia necessario un deciso cambio di approccio nella gestione dei casi di animali lasciati sotto il sole o comunque detenuti in condizioni incompatibili con la loro sopravvivenza.

“I cani continuano a morire di caldo ogni estate perché troppo spesso si interviene quando è ormai troppo tardi“, conclude Rosati. “Questi episodi diminuiranno soltanto quando le segnalazioni dei cittadini verranno trattate con la massima urgenza dalle forze dell’ordine e quando i Pubblici Ministeri, di fronte a fatti così evidenti, eserciteranno tempestivamente l’azione penale invece di chiedere l’archiviazione. La legge oggi offre strumenti importanti per punire chi maltratta gli animali: bisogna avere il coraggio di applicarla fino in fondo. LNDC Animal Protection continuerà a vigilare affinché ciò avvenga e seguirà il processo fino alla sua conclusione, con l’obiettivo di ottenere giustizia per questi quattro cuccioli.”

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Ue, maxi multa da 890 milioni a Google: nel mirino Search e Play Store

La Commissione europea ha adottato due decisioni di non conformità nei confronti di Google nel quadro della legge sui mercati digitali (Dma), infliggendo due multe per un totale di 890 milioni di euro – 460 milioni per aver favorito i propri servizi nei risultati di Google Search e 430 milioni per aver imposto restrizioni agli sviluppatori di app su Google Play nell’indirizzare gli utenti verso canali di acquisto alternativi, spesso più economici. Mountain View ha 60 giorni di tempo per conformarsi alle decisioni dell’esecutivo Ue, altrimenti rischia sanzioni periodiche fino al 5 per cento del suo fatturato globale totale.

Cosa deve fare Google

Secondo la Commissione, Google ha violato il Dma dando maggiore visibilità ai propri servizi, tra cui shopping, hotel, trasporti e sport, rispetto a quelli dei concorrenti nei risultati dei motori di ricerca. Bruxelles contesta inoltre le restrizioni poste dalla società agli sviluppatori di app nel comunicare e promuovere liberamente le proprie offerte e nel concludere contratti con gli utenti attraverso i canali di distribuzione di loro scelta, inclusi gli app store di terze parti. Google è tenuta a porre fine alle inadempienze riscontrate. In particolare, dovrà garantire un trattamento equo e non discriminatorio ai servizi dei concorrenti rispetto ai propri nei risultati del motore di ricerca. Il colosso tech dovrà poi consentire agli sviluppatori di app che distribuiscono le proprie app tramite Google Play Store di promuovere offerte e concludere contratti con gli utenti anche al di fuori di Google Play Store.

Mfe riorganizza il Gruppo, nasce Mediaset Italia

Pier Silvio Berlusconi, presidente e amministratore delegato di Mfe – Media for Europe, ha definito insieme ai suoi più stretti collaboratori una nuova strategia che prevede anche un diverso assetto organizzativo per il Gruppo e Mediaset. Questo prevede anche la nascita di Mediaset Italia dalla fusione per incorporazione di Mediaset in Rti. L’organizzazione è stata ridisegnata per rendere il Gruppo multinazionale ancora più efficace e veloce, così da accelerare la realizzazione delle sinergie previste. Maggiore chiarezza organizzativa, responsabilità ben definite, una linea di comando più corta e una capacità di azione ancora più tempestiva gli obiettivi della strategia.

Il nuovo assetto organizzativo

Al completamento dell’operazione, Pier Silvio Berlusconi assumerà la carica di presidente e amministratore delegato della nuova Mediaset Italia. Niccolò Querci ricoprirà quella di vicepresidente. L’assetto organizzativo conferma Mauro Crippa quale direttore generale Informazione e comunicazione. Inoltre, rafforza l’area editoriale attraverso tre strutture dedicate al prodotto televisivo. Giancarlo Scheri assume la vice direzione generale Reti, Palinsesto e Promozione. Alla guida di Canale 5 gli subentra Sebastiano Lombardi, nominato direttore della rete. Giorgio Restelli assume la vice direzione generale Intrattenimento e Risorse artistiche e Giampaolo Letta la vice direzione generale Fiction e Cinema. Completano l’organizzazione la nomina di Riccardo Siro Galli alla direzione del nuovo Marketing operativo in Italia, in coordinamento con la struttura internazionale guidata da Federico di Chio. E Andrea Chinese diventa responsabile della nuova direzione Promozione alle dirette dipendenze di Giancarlo Scheri. L’obiettivo è promuovere ulteriormente l’evoluzione del prodotto televisivo, con responsabilità più definite e un’organizzazione più tempestiva ed efficace.

Vannacci guadagna un consigliere a Milano: Bernardo passa a Fn

Forza Italia perde pezzi a Milano in favore di Futuro nazionale. Il capogruppo azzurro in Comune Luca Bernardo, candidato sindaco del centrodestra alle scorse elezioni comunali, ha infatti aderito al partito di Roberto Vannacci. La comunicazione ufficiale è prevista giovedì 23 luglio nel corso di una conferenza stampa. Il consigliere regionale lombardo Luca Ferrazzi ha evidenziato che l’adesione di Bernardo «segna un nuovo passo nel percorso di crescita di Futuro nazionale, contribuendo a rafforzarne la presenza politica nella città di Milano e a consolidare il radicamento del movimento sul territorio e nelle istituzioni». In un’intervista rilasciata a Milano Quotidiano, Vannacci ha così commentato la notizia: «Questa è la migliore risposta a Letizia Moratti che, non più tardi dell’altro ieri invocava, durante una trasmissione tv su La7, una censura nei miei confronti dimostrando, oltretutto, un’ignoranza crassa sulle norme che regolano il mantenimento del grado militare. Con l’adesione di Bernardo si rinforza il manipolo meneghino e si inizia a definire la squadra che si potrà proporre alle prossime elezioni comunali di Milano. Presto l’annuncio del candidato sindaco di Futuro nazionale. Nessun dorma».

Le motivazioni di Bernardo

Dietro la scelta di Bernardo ci sarebbe un malcontento covato da tempo verso la segreteria milanese di Forza Itali guidata da Cristina Rossello, con cui – riportano i media – i rapporti si sarebbero raffreddati. L’ex candidato sindaco avrebbe lamentato di non aver ricevuto il sostegno atteso dopo la corsa a Palazzo Marino e avrebbe vissuto come uno sgarbo l’esclusione dal pranzo organizzato dal presidente del Senato Ignazio La Russa con i possibili candidati sindaco del centrodestra.

Mario Calabresi valuta una possibile candidatura a sindaco di Milano

Il giornalista e scrittore Mario Calabresi, ex direttore di Repubblica e La Stampa e attuale direttore di Chora Media, sta valutando una sua possibile candidatura a sindaco di Milano. Lo ha confermato lui stesso alla Festa dell’Unità di Vizzolo Predabissi, vicino al capoluogo lombardo, dopo le indiscrezioni girate negli ultimi tempi che lo vedevano un possibile candidato del centrosinistra. «Candidarmi? Alla tanta gente che me lo chiede per strada, io rispondo che sì, io ci penso. Ci sto pensando e mi piacerebbe fare la mia parte per Milano, ci tengo», ha dichiarato, aggiungendo però che ci sono ancora diverse incognite, a partire dal fatto che non si sa ancora se ci saranno le primarie per decidere il candidato della coalizione. Calabresi ha detto che se ne saprà di più dopo l’estate, in linea con quanto aveva fatto intendere anche il Partito democratico. Il segretario dem milanese Alessandro Capelli aveva infatti affermato che a settembre sarà presentato un progetto su come organizzare le eventuali primarie e con quali criteri. Nel centrosinistra, l’attuale sindaco Beppe Sala non può ricandidarsi perché è al suo secondo mandato.

Bologna, verifiche del Viminale sul sindaco Lepore e sulla piazza «non concordata»

Il Viminale ha avviato un’istruttoria interna per verificare se il presidio convocato dal sindaco di Bologna Matteo Lepore per esprimere solidarietà ai familiari di Abderrahim Fakir, il 43enne morto domenica durante un fermo di Polizia, fosse stato concordato con questura e prefettura. Secondo il Comune erano state informate per tempo, eppure, filtra dal ministero dell’Interno, non sarebbe stato presentato alcun formale preavviso per l’uso della piazza. Il capogruppo alla Camera di FdI Galeazzo Bignami, bolognese doc, ha chiesto le dimissioni di Lepore e anche il leader di Azione, Carlo Calenda, lo ha criticato. A spezzare l’isolamento è arrivato però il sostegno di tanti sindaci del centrosinistra, da Gualtieri a Sala, da Manfredi a Salis. In 35 hanno sottoscritto una lettera: «Il sindaco si è assunto la responsabilità di chiedere verità e giustizia. Le successive violenze e danneggiamenti appartengono esclusivamente a chi li ha compiuti e meritano la più ferma e netta condanna».

Un uomo solo al centro: così Calenda prova a sfidare il «bipopulismo»

C’è vita oltre il bipolarismo? Carlo Calenda scommette di sì, annunciando ufficialmente che alle prossime Politiche Azione correrà come forza di centro, uscendo dalle «accozzaglie» guidate rispettivamente da Giorgia Meloni ed Elly Schlein. Del progetto fa parte anche la leader del neo Spazio Pubblico, Pina Picierno, con cui il leader di Azione ha ‘debuttato’ a Caserta martedì sera per presentare «l’alternativa riformatrice ed europeista». E per giustificare la rottura definitiva col centrosinistra, l’ex ministro profetizza che il vero leader del campo largo sarà alla fine Giuseppe Conte, dal quale notoriamente si sente lontano anni luce. Cordialmente ricambiato.

Un uomo solo al centro: così Calenda prova a sfidare il «bipopulismo»
Carlo Calenda (Imagoeconomica).

Preferenze addio

La scelta resa pubblica segue lunghi mesi di indiscrezioni su un ventilato accordo tra Meloni e Calenda, il quale sarebbe disponibile ad assumersi responsabilità di governo nel caso di un (non improbabile) pareggio elettorale, con susseguente riedizione del caos istituzionale che potrebbe aprire a un esecutivo tecnico e/o di larghe intese. Intanto il capo di Azione mette le mani avanti: «Trovo importante e positiva la decisione di Meloni di escludere un’alleanza con Vannacci», ha twittato mercoledì. «Elly Schlein dovrebbe mostrare la stessa chiarezza». Nei confronti di chi – escludendo il generale in pensione il quale con l’IA si diverte a condannare virtualmente a morte la segretaria dem – non è dato sapere. Ogni pronostico è però subordinato all’iter della legge elettorale, che ha visto il clamoroso capitombolo di FdI sull’emendamento riguardante le preferenze. Il testo introduceva un arzigogolato punto di caduta tra i capolista bloccati e la possibilità per gli elettori di scegliere tra i restanti candidati. La sconfitta per un solo voto nello scrutinio segreto lascia aperta ogni possibile indimostrabile dietrologia su chi abbia effettivamente orchestrato la manovra, ma la certezza è che – in fondo – a tutti i partiti faccia molto più comodo avere mano libera sulla scelta di chi andrà in Parlamento. «Noi ci abbiamo provato, però…».

Un uomo solo al centro: così Calenda prova a sfidare il «bipopulismo»
Giorgia Meloni. Alle sue spalle il tabellone della Camera.

I sospetti sull’asse con Meloni

La patata bollente è passata al Senato e, se la riforma scritta della maggioranza verrà approvata, si voterà con regole nuove: sistema interamente proporzionale con premio di governabilità alla lista (o coalizione) che raggiunge almeno il 42 per cento. Soglia di sbarramento ferma al 3 per cento, a tutto vantaggio dei partiti di maggior rango proprio come Azione: un dato di fatto che molti leggono come ulteriore conferma dell’intesa Calenda-Meloni. Se invece anche a Palazzo Madama il centrodestra dovesse andare sotto, sarebbe un fatto politico dirompente: si andrebbe a votare con il sistema attualmente in vigore (il Rosatellum) e l’immagine della premier ne uscirebbe decisamente ammaccata.

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Giovanni Donzelli, Giorgia Meloni e Carlo Calenda (Imagoeconomica).

La profezia di Calenda e i conti dei peones

«Mi pare abbastanza chiaro che si andrà a votare ad aprile con cinque coalizioni: la destra; i fascisti putiniani; la sinistra; il centro europeista e i comunisti putiniani (D’Orsi, Di Battista, Basile etc.). Mi pare altrettanto chiaro che al netto delle preferenze la legge elettorale sarà quella in approvazione oggi alla Camera». Il lapidario pronostico di Calenda è pienamente condiviso dalla maggior parte degli addetti ai lavori, quantomeno sulla tempistica. Già incrinata dal referendum, la leadership meloniana è messa in discussione da una serie di malumori interni che (a prescindere dalle accennate speculazioni sui reali scopi dell’emendamento) riguardano gli interessi vivi dei parlamentari in carica: il “vitalizio” e la rielezione.

La partita di Milano: Calabresi o Cottarelli?

Oggi non è più corretto parlare di vitalizio, perché è stato istituito il trattamento pensionistico contributivo. Il nuovo benefit, ugualmente ambito, scatta dopo quattro anni, sei mesi e un giorno di servizio, quindi i parlamentari di prima legislatura puntano a metà aprile 2027 (tra l’11 e il 27), data cruciale anche per quei sindaci che vogliono trasferirsi a Roma. Il caso più interessante è quello di Beppe Sala, in scadenza di mandato alla guida di Milano e pronto a candidarsi in Senato con il Pd. Se il voto nazionale fosse appunto in aprile e anticipasse quello amministrativo, Sala dovrebbe dimettersi al momento dell’indizione dei comizi, cioè intorno a febbraio, lasciando Palazzo Marino nelle mani di un commissario prefettizio. Ovviamente la cosa non gioverebbe particolarmente all’immagine di un centrosinistra ancora ben lontano dall’aver individuato il candidato ideale. Se rimanesse nell’alveo del centrosinistra, la prima scelta di Azione (e non solo) sarebbe Mario Calabresi, mentre in caso di intesa con FI si punterebbe su Carlo Cottarelli. Ma il vantaggio del centrosinistra nei sondaggi meneghini è tale che alla fine la sensazione è che si possa trovare una quadra in qualunque caso, anche se a correre fosse un esponente più sinistrorso come Pierfrancesco Majorino

Un uomo solo al centro: così Calenda prova a sfidare il «bipopulismo»
Carlo Calenda e Carlo Cottarelli (foto Imagoeconomica).

Da Trieste a Roma tiene banco la politica dei due forni

Le chance di vittoria contano moltissimo nella scelta: a Trieste si valuta apertamente la possibilità di appoggiare la candidatura del governatore del Friuli Venezia Giulia, il leghista Massimiliano Fedriga, previa l’ovvia condivisione del programma. A Roma, gli esponenti di Azione sono spesso stati critici nei confronti del sindaco Roberto Gualtieri, ma il dialogo costante su temi specifici (per esempio il termovalorizzatore e lo stadio) potrebbe aprire a nuove intese per il voto del prossimo anno. La cosiddetta politica dei due forni sarà quasi certamente la tattica scelta da Calenda, nonostante la perplessità di alcuni suoi parlamentari che, protetti dall’anonimato, confidano a Lettera43 che non sarà per nulla facile spiegarla agli elettori.

Un uomo solo al centro: così Calenda prova a sfidare il «bipopulismo»
Carlo Calenda e sullo schermo Roberto Gualtieri (Imagoeconomica).

L’obiettivo? Essere il nuovo ago della bilancia

Sarebbe però deprimente parlare solo di tattiche e rendite di posizione, invece che di programmi politici. Nel delineare lo scenario delle «cinque coalizioni», Calenda ha scelto di cavalcare un tema da tempo fuori moda nell’agenda politica: gli Stati Uniti d’Europa. E pazienza se c’è chi gli ricorda che quando era europarlamentare si candidò sindaco di Roma, pronto a lasciare Bruxelles, cosa che non avvenne, perché guadagnò solo un seggio da consigliere capitolino. Ovviamente non è l’unico tema, perché si affianca a una lista di 10 punti che vanno dal fisco alla sicurezza, ma il posizionamento è studiato per catalizzare il campo dei cossidetti volenterosi trasversali che faticano a riconoscersi tanto negli estremi di sinistra come in quelli di destra. L’accusa di fascismo rivolta al generale Roberto Vannacci («E sono sempre stato molto attento a usare quella parola») mira proprio a sottolineare un’incompatibilità col target moderato, speculare alla già descritta allergia nei confronti di Conte nel centrosinistra. Lanciando la sfida a quello che lui efficacemente chiama «bipopulismo», Calenda punta dichiaratamente a superare la quota dell’8-10 per cento, che gli consentirebbe di reclamare quel ruolo di ago della bilancia in passato appartenuto nientemeno che al PSI di Bettino Craxi.

Osvaldo De Paolini sarà il nuovo direttore de Il Gazzettino

Osvaldo De Paolini torna nel gruppo Caltagirone. Come anticipato da Lettera43, dopo l’addio burrascoso alla condirezione de il Giornale e alla direzione del settimanale economico Moneta, dal 2 settembre sarà il nuovo direttore de Il Gazzettino al posto di Roberto Papetti che assumerà il ruolo di direttore editoriale. Guido Boffo e Antonello Calia saranno vice.

Osvaldo De Paolini sarà il nuovo direttore de Il Gazzettino
Roberto Papetti (Imagoeconomica).

I motivi dell’addio al Giornale

Vicedirettore vicario del Messaggero dal 2012, De Paolini era arrivato al Giornale (di cui era già stato vicedirettore dal 1997 al 2001) nel 2023, assumendo prima la carica di vicedirettore poi, dal dicembre 2025, affiancando Tommaso Cerno alla direzione. Un anno prima, nel 2024, aveva lanciato Moneta. La decisione di lasciare il quotidiano, raccontano i ben informati, sarebbe arrivata dopo mesi di tensioni con l’editore sfociati recentemente in un confronto molto acceso con Giampaolo Angelucci. Il rapporto con Cerno inoltre pare non sia mai stato idilliaco e l’arrivo di Lirio Abbate alla vicedirezione non ha contribuito a rasserenare il clima.

Star Trek: La quarta stagione di Star Trek: Strange New Worlds arriva oggi su Paramount+

La quarta stagione di Star Trek: Strange New Worlds arriva oggi su Paramount+

Disponibile in Italia attraverso Prime Video, il prequel delle avventure di Kirk e Spock inizia il suo penultimo giro

Valles Marineris, il primo dei dieci episodi che compongono la quarta e penultima stagione di Star Trek: Strange New Worlds è disponibile da oggi su Paramount+ (Prime Video). La serie, che si concluderà con una quinta stagione da sei episodi, inizia la corsa contro il tempo per collegare le sue vicende a quello di Star Trek: The Original Series, di cui fa da prequel. Creata da Akiva Goldsman, Alex Kurtzman e Jenny Lumet, Strange New Worlds vede anche in questa stagione il ritorno di Anson Mount (Christopher Pike), Christina Chong (La’An Noonien-Singh), Ethan Peck... - Leggi l'articolo

 

SERIE TV - Star Trek - 23 luglio 2026 - articolo di Angela Bernardoni

Televisione: Amazon MGM conferma la serie su Robocop

Amazon MGM conferma la serie su Robocop

Prodotta da James Wan, la prima stagione conterà otto episodi e sarà distribuita su Prime Video

Da Amazon MGM Studios arriva la conferma: la nuova serie di Robocop si farà. Sviluppato da Blumhouse Atomic Monster (casa di produzione del recente horror Backrooms), il progetto di una prima stagione da otto episodi per Prime Video è stato affidato allo sceneggiatore Peter Ocko (Lodge 49) che servirà come showrunner, mentre James Wan (Aquaman), Michael Clear (Soulm8te) e Rob Hackett (Swamp Thing) figurano come produttori esecutivi. Creato da Edward Neumeier e portato sul grande schermo per la prima volta nel 1987 da Paul Verhoeven, il cyborg poliziotto Murphy è... - Leggi l'articolo

 

SERIE TV - Televisione - 23 luglio 2026 - articolo di Angela Bernardoni

Venture Forum 2026, Roma si candida come hub del venture capital nel Mediterraneo

Si è tenuta mercoledì 22 luglio 2026 la quinta edizione del Rome Venture Forum, l’appuntamento dedicato al venture business e all’economia dell’innovazione promosso da Roma Startup in collaborazione con Sace, l’export credit agency italiana. L’evento ha riunito alcuni tra i principali investitori privati e istituzionali italiani ed europei della filiera dell’innovazione, rappresentanti di fondi di venture capital, grandi imprese e partner dell’ecosistema startup, in un confronto sullo stato del mercato nel 2026 e sul ruolo di Roma come piattaforma di attrazione per capitali e talenti, anche in una prospettiva mediterranea.

Carnovale: «Polo a Roma per cogliere le opportunità del Mediterraneo»

Ad aprire i lavori è stato Gianmarco Carnovale, presidente di Roma Startup, che ha richiamato l’etimologia della parola “venture”, dal latino adventura, ciò che deve ancora accadere, per ricordare come Roma sia stata storicamente una delle grandi piattaforme di innovazione e di scala della storia: «Il sistema italiano del venture capital ha bisogno di completare il suo ciclo di maturazione, dopo la sua genesi tardiva rispetto agli altri Stati Ue, e questo passa per almeno due fattori. Da una parte deconcentrare il settore attraverso il consolidamento di un secondo polo nazionale centrato su Roma, per cogliere le opportunità del Centro-Sud e del Mediterraneo. Dall’altra proseguire nell’allocazione di capitale di natura pubblica all’interno del settore, proseguendo nel solco del governo Draghi e dell’Unione europea, per accompagnare senza interruzioni o incertezze gli investimenti lungo l’arco temporale tipico con cui i fondi vc portano i risultati, che è nell’ordine di 10-15 anni – durante i quali non si può fermare il sostegno perché sarebbe come smettere di irrigare un campo a metà tra il momento della semina e quello del raccolto».

Pignotti: «Ecosistema più integrato per unire imprese, investitori e istituzioni»

Michele Pignotti, amministratore delegato di Sace, ha richiamato lo stretto legame tra internazionalizzazione, missione dell’azienda e innovazione, citando il fenomeno che gli economisti definiscono learning by exporting – le aziende che competono sui mercati internazionali crescono e innovano più velocemente di quelle che restano sui mercati domestici. «Per rafforzare la competitività del nostro Paese», ha dichiarato, «è necessario costruire un ecosistema sempre più integrato, capace di mettere in relazione imprese innovative, investitori e istituzioni e di accompagnare le realtà a maggiore potenziale dalla fase di avvio fino alla crescita sui mercati internazionali». E ancora: «Il venture capital svolge un ruolo fondamentale nel trasformare idee, competenze e tecnologie in imprese solide e competitive. Sace può accompagnarne il successivo percorso di sviluppo sostenendo gli investimenti, mitigando i rischi e facilitando l’accesso ai mercati globali. Favorire l’incontro tra capitali pubblici e privati, investitori istituzionali e nuove imprese significa trasformare il potenziale innovativo italiano in crescita concreta, occupazione qualificata e opportunità per le nuove generazioni».

Gualtieri: «A Roma un innovation campus su aerospazio, difesa e AI»

Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, ha citato i dati del Global cities index di Kearney sull’attrattività delle città, secondo cui Roma è salita di 19 posizioni negli ultimi anni, entrando nella top 10 europea come prima città italiana. Il primo cittadino ha collegato il risultato agli investimenti in corso sull’innovazione digitale dell’amministrazione – dal 5G di nuova generazione all’impiego dell’intelligenza artificiale nei servizi comunali – e ha ribadito l’ambizione di realizzare in città un innovation campus di dimensioni paragonabili alle maggiori esperienze europee e internazionali, con un focus su quantum computing, aerospazio e difesa, life science e intelligenza artificiale. «Oggi è importante incontrare gli attori dell’innovazione a Roma», ha dichiarato, «perché la città sta diventando un ecosistema dell’innovazione sempre più ricco. Tutto questo deve fare squadra, deve fare sistema, perché noi possiamo attrarre talenti invece di esportarli, possiamo investire il risparmio che produciamo copiosamente nella nostra città, nel nostro Paese».

La destra cercava l’egemonia culturale, ma ha trovato Vannacci

Il “momento Vannacci” sembra non finire più. Anzi, è in corso un’operazione di egemonia culturale vannaccizzante, complice anche la cronacaccia nera. Il caso di Mario Roggero, il gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori, è diventato materiale di contesa elettorale estrema ed estremizzante. La destra ha già deciso, vannaccianamente parlando, da che parte stare. Forza Italia cerca di distinguersi, ma dentro il partito di Antonio Tajani c’è anche chi si smarca dalla linea di partito (favorevole alla grazia) e dice di non voler firmare alcunché, vedi Tommaso Calderone, convinto peraltro che non serva a niente lanciare appelli pubblici e che la grazia, lo dice la legge, spetta al presidente della Repubblica.

La destra cercava l’egemonia culturale, ma ha trovato Vannacci
Tommaso Calderone (Imagoeconomica).

Tutti a rincorrere l’ex generale

Il “momento Vannacci” dura e perdura. A destra a Bologna – senza nemmeno aver capito bene la dinamica dei fatti – ci si schiera in difesa della polizia. Non si tratta però di difendere nessuno, bensì di accertare le responsabilità. Il generale in pensione ci sguazza, continua a crescere, le responsabilità politiche di Matteo Salvini, suo ex demiurgo, crescono con l’aumentare dei consensi di Futuro nazionale. Il “momento Vannacci” è un sentimento, non soltanto una fase. Chissà quanto durerà. Oltretutto, è così trasversale che nessuno può fare a meno di occuparsene. Se Vannacci parla di sicurezza, attiva una risposta anche a sinistra, dove però abbondano i problemi su un tema sentito anche dai cittadini e dagli elettori di sinistra. Un tema «divisivo» come si direbbe con una parolaccia. Se Vannacci parla di Russia, attiva il cortocircuito del campo largo, con Giuseppe Conte pronto a putinizzarsi in tempo zero. Se parla di Decima MAS, vecchio classico della campagna elettorale vannacciana, attiva il cortocircuito della destra che non ha fatto i conti con la destra della destra. Insomma, il “momento Vannacci” è imprescindibile, sia che il generale in pensione faccia parte del destra-centro sia che non ne faccia parte.

La destra cercava l’egemonia culturale, ma ha trovato Vannacci
Matteo Salvini (Ansa).

Vannacci ha contaminato il dibattito pubblico, a destra e a sinistra

Ha ormai vinto lui, perché ha contaminato il dibattito pubblico di destra e di sinistra. Peraltro si capisce benissimo che vorrebbe stare dentro il destra-centro, d’altronde lo egemonizzerebbe bene, creando non pochi problemi a chi per ruolo non può estremizzarsi più di tanto. L’Italia è quel Paese in cui non si può fare la rivoluzione perché tanto ci conosciamo tutti; è stato così per tutti i migliori dinamitardi politici della Repubblica, chissà se varrebbe anche per Vannacci. Non è ancora chiaro tuttavia se Giorgia Meloni sia disponibile – pare di no, visto che Vannacci vota contro il governo, ma è tutto possibile – a imbarcare l’ex militare, abituato più a dare ordini e comandare che a seguire le direttive.

La destra cercava l’egemonia culturale, ma ha trovato Vannacci
Roberto Vannacci nel corso di un evento in Comune a Pescara (foto Ansa).

Dopo Trump, ecco il campione nostrano della slopaganda

D’altronde il capo è lui. Vuole essere anche il capo della slopaganda con quel video fatto con l’intelligenza artificiale in cui nei panni di imperatore romano ordina la morte per dei finti Schlein e Conte. Sicché, si capisce, dopo Donald Trump il generale in pensione vuole diventare anche il capo della memetica, nel senso dei meme. La politica nel 2026 si fa anche con l’intelligenza artificiale, anche in maniera grossolana.

Il “momento Vannacci” così rischia di rimanere fra noi a lungo, perché mancano soluzioni creative ed efficaci per contrastarne il proseguimento. Il leader di Futuro nazionale in ogni caso gode di un invidiabile vantaggio politico: può ancora crescere, richiamando al voto ex elettori della destra ed elettori populisti che avevano smesso di crederci. Finché non arriverà il prossimo leader estremista, beninteso, chissà magari uno della Gen Z, già nativamente pronto per la repubblica dei meme.

Dall’estero: Neill Blomkamp presenta un corto creato interamente con l’IA

Neill Blomkamp presenta un corto creato interamente con l'IA

Dopo gli Oats Studios dedicati ai corti d'autore, il regista crea i Barley Studios dedicati ai corti d'AItore

Dopo George Lucas, anche Neill Blomkamp è pronto ad affrontare l'opinione pubblica schierandosi a favore dell'uso delle Intelligenze Artificiali nell'industria cinematografica. Guarda il video: NIGHTBORNE — A Neill Blomkamp Sci-Fi Film. Fully AI (4K) Il regista di District 9, Elysium e Humandroid, infatti, ha presentato al pubblico il suo progetto più recente, un corto realizzato utilizzando Seedance 2.0, accolto sui social con la prevedibile dose di ironia e sdegno (grazie per averci dimostrato che persino nelle mani  di un regista affermato, l'AI slop è... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Dall'estero - 22 luglio 2026 - articolo di Angela Bernardoni

Dall’estero: Addio a Kaylee Hottle, la giovane attrice di Godzilla e Kong – Il nuovo impero

Addio a Kaylee Hottle, la giovane attrice di Godzilla e Kong – Il nuovo impero

Aveva interpretato Jia, la ragazzina che comunica con King Kong con il linguaggio dei segni. 

È scomparsa a soli 19 anni Kaylee Hottle, l'attrice sorda che è stata protagonista delle pellicole Godzilla vs. Kong (2017) e Godzilla e Kong – Il nuovo impero (2021). Interpretava Jia, una ragazzina che riusciva a comunicare, attraverso il linguaggio dei segni, con King Kong.  A darne notizia il padre Joshua Hottle al sito TMZ, specificando che la figlia è rimasta coinvolta in un grave incidente automobilistico nel Meryland. Secondo una prima ricostruzione, la Hottle era a bordo di una Honda Accord del 1995 che è uscita fuori di strada, finendo in... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Dall'estero - 22 luglio 2026 - articolo di Carmine Treanni

De Paolini torna con Caltagirone? Quale ruolo può attenderlo

Nel giornalismo c’è gente che va e gente che viene. Anzi, per la precisione gente che ritorna. In via del Tritone, quartier generale del gruppo Caltagirone, gli spifferi non mancano: «Per un Rosario Dimito che se ne va, c’è un Osvaldo De Paolini pronto a rientrare alla base», si sente dire. Dimito, come anticipato da Lettera43, lascia il quotidiano romano e dal primo settembre va a La Stampa del nuovo corso Sae come vicedirettore vicario. Mentre De Paolini che fa? Lui è rimasto nel cuore dell’ingegnere Francesco Gaetano Caltagirone, che ne ha sempre apprezzato la passione per il lavoro. Dopo anni con Calta era passato agli Angelucci. Ma adesso è arrivato l’addio a il Giornale, anche per colpa di confronti accesi proprio con l’editore e di quell’indigesto approdo di Lirio Abbate. Adesso ad attenderlo quale ruolo ci sarà? Le testate del gruppo sono diverse: oltre a Il Messaggero non dimentichiamo Il Mattino e Il Gazzettino

De Paolini torna con Caltagirone? Quale ruolo può attenderlo
De Paolini torna con Caltagirone? Quale ruolo può attenderlo
De Paolini torna con Caltagirone? Quale ruolo può attenderlo
De Paolini torna con Caltagirone? Quale ruolo può attenderlo
De Paolini torna con Caltagirone? Quale ruolo può attenderlo
De Paolini torna con Caltagirone? Quale ruolo può attenderlo