Unicredit sale all’8,72 per cento del capitale di Generali

Unicredit si rafforza nel capitale di Generali. All’assemblea del Leone in programma il 23 aprile 2026, la banca partecipa infatti con l’8,72 per cento del capitale contro il 6,68 per cento di cui era accreditata finora sul libro soci. Invariate rispetto al 2025 le quote degli altri principali azionisti (sopra il 3 per cento): Gruppo Monte dei paschi di Siena, attraverso Mediobanca, al 13,19 per cento, Delfin al 10,05 per cento, Gruppo Caltagirone al 6,26 per cento e i Benetton, attraverso Schema Delta, al 4,86 per cento del capitale sociale. L’assemblea dei soci di Generali ha all’ordine del giorno l’ok al bilancio 2025 e la destinazione dell’utile di esercizio, oltre alla nomina del collegio sindacale, al nuovo piano di azionariato per i dipendenti e al buyback da mezzo miliardo.

Rifiuti urbani e speciali inquinano il Bussento

Vibrata denuncia dell’Associazione Schierarsi Cilento Vallo di Diano, coordinata da Mariano Pellegrino, sul pesante degrado del Fiume Bussento: accumuli di rifiuti solidi, vegetazione infestante, sedimenti e alterazioni del letto fluviale. Il corso d’acqua tra i più visitati d’Italia, è interessato da un fenomeno carsico di particolare importanza: il fiume si inabissa nel territorio di Caselle in Pittari e riemerge dopo circa 5 km nell’Oasi WWF Grotte del Bussento, un’area di grande valore naturalistico e oggetto di studi scientifici. Non a caso, nell’ottobre 2024, proprio a Caselle in Pittari si è svolto un incontro internazionale con speleologi e ricercatori provenienti da diversi Paesi, dedicato anche ai fenomeni di inquinamento delle acque sotterranee, a conferma della rilevanza scientifica del sito. Oggi -dalla circostanziata denuncia di Schierarsi- è emersa una situazione di immane criticità presso l’inghiottitoio La Rupe, punto naturale in cui il fiume scompare nel sottosuolo, dove è stata riscontrata una significativa presenza di rifiuti urbani e speciali, presenti anche lungo l’alveo e gli affluenti dell’intero bacino. La Rupe è un elemento chiave di un intero sistema idrico sotterraneo. Proprio per questo, rifiuti o inquinanti in quell’area possono avere effetti anche a distanza, laddove il fiume riemerge. Tale condizione rischia di compromettere l’equilibrio dell’ecosistema fluviale, con possibili ricadute ambientali e sulla fruizione dell’area, che ricade nel Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano Alburni, riconosciuto come Geoparco UNESCO. Pasquale Scaldaferri

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Perché Barbara D’Urso ha fatto causa a Mediaset

Fallita la procedura di mediazione, Barbara D’Urso ha fatto causa a Mediaset, portando in tribunale l’azienda che tre anni fa l’ha messa alla porta. Lo scrive l’edizione online de La Stampa. La conduttrice ha denunciato diritti non pagati e ingerenze da parte di Mediaset nei suoi programmi, in particolare per quanto riguarda la scelta degli ospiti. E poi c’è la questione degli insulti pubblicati online da un account ufficiale del Biscione.

Perché Barbara D’Urso ha fatto causa a Mediaset
Barbara D’Urso (Imagoeconomica).

I motivi della denuncia da parte di Barbara D’Urso

La conduttrice contesta a Mediaset il mancato corrispettivo dei diritti d’autore per i programmi firmati come autrice nei suoi 20 anni in azienda, nonché per il format di sua proprietà Live non è la D’Urso. La presentatrice ha inoltre denunciato presunte ingerenze di Mediaset, in quanto avrebbe avuto l’obbligo di far approvare preventivamente l’elenco di tutti gli ospiti delle sue trasmissioni alle produzioni di Maria De Filippi e Silvia Toffanin. D’Urso, inoltre, non ha ancora ricevuto le scuse per le ingiurie apparse a marzo del 2023 in un post social del profilo ufficiale ‘Qui Mediaset’, di proprietà dell’azienda, che ha sempre sostenuto di avere subito un hackeraggio.

Perché Barbara D’Urso ha fatto causa a Mediaset
Barbara D’Urso in una foto dei suoi primi anni a Mediaset (Ansa).

Pagani. Nitto, commissariamento non è una sorpresa

di Mario Rinaldi

 

 

Un colpo basso, duro, durissimo da digerire per i candidati che erano già in piena campagna elettorale. Il giorno dopo il terremoto che ha scosso l’ambiente politico di Pagani, risvegliatosi con la materializzazione dell’incubo dello scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche, le reazioni sono un misto tra stupore, incredulità e amarezza. Il candidato sindaco del centrosinistra, Davide Nitto, racconta le sue impressioni, soprattutto alla luce del rinvio delle elezioni, causato appunto da questo scossone, che vedrà da qui a breve l’insediamento del commissario prefettizio per 18 mesi, con la conseguente posticipazione della tornata elettorale nella primavera del 2028.

Avvocato, doccia gelata su Pagani. Vi aspettavate questo commissariamento per infiltrazioni della criminalità organizzata?

“Non posso dire che sia stata una sorpresa assoluta. Eravamo tutti a conoscenza dell’attività meticolosa svolta dalla Commissione d’accesso nei mesi passati; i segnali c’erano e la possibilità di un esito simile era purtroppo nell’aria. C’era un’attesa sospesa, quasi un presagio che oggi trova conferma in questa decisione drastica”.

Un duro colpo per tutti i candidati con una campagna elettorale ormai saltata. E ora?

“È senza dubbio un duro colpo per tutti i candidati. La macchina elettorale era ormai nel pieno del suo vigore, con un’attività frenetica fatta di incontri, programmi e confronto costante. Vedere questo percorso interrotto bruscamente, quando eravamo già nel vivo della competizione, lascia un profondo senso di amaro in bocca per il lavoro fin qui profuso”.

Quali sono le impressioni dei cittadini dopo aver appreso questa notizia?

“Per quanto ho potuto constatare personalmente, tra i cittadini c’era una grande voglia di partecipazione e coinvolgimento. La gente voleva tornare a decidere il futuro della propria città attraverso il voto. Apprendere dello scioglimento ha generato un rammarico enorme: la prospettiva di vedere Pagani sostanzialmente paralizzata per i prossimi 18 mesi non può che suscitare tristezza e preoccupazione per le sorti della comunità”.

Ora la palla passa al commissario prefettizio che dovrà gestire l’ente per 18 mesi. Che gestione si attende?

“L’attività della Commissione Prefettizia, per sua natura, si limiterà all’ordinaria amministrazione. Il nostro auspicio è che, pur nei limiti di una gestione tecnica e dell’essenziale, tale attività venga svolta in maniera puntuale e costante. Ci auguriamo che i servizi minimi e le scadenze cruciali non vengano trascurati, garantendo alla città la necessaria continuità amministrativa”.

A questo punto Pagani andrà al voto nel 2028. Cambieranno gli scenari da qui a un anno e mezzo? La sua candidatura a sindaco reggerà fino ad allora?

“Ci auguriamo innanzitutto che si possa effettivamente tornare al voto nel 2028, perché in queste situazioni nulla è mai scontato. Per quanto riguarda la mia candidatura a Sindaco per il centro-sinistra, è oggettivamente impossibile pensare ora per allora. Diciotto mesi sono un tempo lunghissimo in politica e gli scenari potrebbero cambiare inevitabilmente. Parlare oggi di una candidatura “blindata” per il 2028 sarebbe prematuro e poco rispettoso dell’evoluzione che il dibattito democratico dovrà avere in questo lungo periodo di transizione”. Dalle parole di Nitto traspare meno incredulità rispetto ad altri, ma resta l’amarezza e un’occasione persa per la città di Pagani, che purtroppo non è nuova a simili risvolti.

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Salerno, il fumo delle navi

di Gianpaolo Lambiase

L’Italia, riferisce l’Ansa, con 2,4 milioni di tonnellate di anidride carbonica emessa, è il primo Paese europeo per emissioni di gas serra prodotte per traffico su strada e per la sosta delle navi in porto (75%). Il Trasporto Marittimo è l’unico settore dell’economia, che può inquinare stabilmente (sono insufficienti controlli e sanzioni) e coscientemente l’ambiente (ne sono consapevoli gli stessi Armatori e Agenzie Marittime che in ogni incontro pubblico e/o intervista confessano che è necessario “intervenire”). I motori delle navi da crociera, navi da carico e portacontainer bruciano tonnellate di combustibile grezzo (bunker oil), che produce fumi carichi di anidride carbonica, ossidi di zolfo, di azoto e particolato. La situazione ambientale di Napoli, per esempio, è gravissima: i picchi di inquinamento dell’aria registrati nell’area portuale mettono gravemente a rischio la salute di chi vi lavora, chi vi transita e dell’intera città. E’ necessario l’uso di “carburante pulito” (biocarburante HVO) ed è indispensabile accelerare i lavori utili alla mitigazione dell’inquinamento ed alla “sostenibilità” degli scali (elettrificazione delle banchine – Cold Ironing). Dedicati alle “emissioni navali” esistono strumenti legislativi europei e nazionali che, oltre ad imporre controlli sulla qualità dell’ aria, richiederebbero addirittura analisi dei campioni di combustibile marittimo prelevato dalle casse a bordo delle navi. Sembra invece che a livello nazionale ci sia totale disinteresse per l’intensificazione dei controlli e sui sistemi di monitoraggio dei fumi navali. Lo Stato continua a finanziare nuove banchine portuali senza sapere se quelle esistenti sono sature. I fondi pubblici, che vengono spesi per migliorare accessibilità e servizi, non servono a rafforzare la competitività dell’intero sistema portuale nazionale, ma hanno altra finalità prevalente: aumentare la concorrenza, tra porti vicini (tutti italiani). Non c’è coordinamento, non c’è progetto che metta “in rete” le diverse infrastrutture, le quali invece dovrebbero lavorare in piena sinergia per essere “ più appetibili” rispetto ad altri approdi del mar Mediterraneo. La “gestione” dei porti è affidata alla legittima aspirazione di crescita, alla convenienza economica degli imprenditori privati. Una “gestione”, che spesso entra in contrasto con ogni corretta regola di pianificazione e non ha rispetto delle qualità e caratteristiche geografico/ambientali del fronte mare: la correlazione tra il porto ed il tessuto urbano viene costantemente peggiorata! Il progetto di ampliamento del porto commerciale di Salerno in corso di realizzazione, oltre a “rovinare” il paesaggio costiero, comporterà ulteriore congestione della circolazione stradale , danni alle attività turistiche ed abbondante inquinamento dell’aria e del mare. Il Piano prevede un aumento di superfice “senza limiti” delle banchine. L’ accrescimento del Molo di Ponente sottrarrà metà della spiaggia libera adiacente il lido della Baia. La diga di sopraflutto si allungherà, costringendo le navi in manovra ad avvicinarsi alla costa di Vietri. Le opere in sostanza consistono nella diffusa cementificazione di ampie aree a mare. Il progetto di ampliamento del porto di Salerno, per come è stato redatto ed avviato, se non verrà drasticamente rivisitato, procurerà un danno insanabile anche alla cantieristica ed il settore della pesca, che offrono lavoro a centinaia di persone in maniera diretta. Aumenteranno a dismisura gli approdi di navi commerciali e turistiche, mettendo in crisi irreversibile il fronte del mare della città storica e del centro-città. Gli spazi e le attività portuali dovrebbero essere al contrario più contenuti, razionalizzati per ridurre l’impatto sulla città, resi ambientalmente più compatibili (per esempio con l’elettrificazione delle banchine) e più controllati (scarico e carico di merci di cui è sconosciuta la provenienza e la destinazione)! I candidati-Sindaco per le elezioni comunali di Salerno non possono ignorare il problema! Dovrebbero tutti pronunciarsi in modo chiaro ed inequivocabile sulla revisione di un progetto così invasivo che inciderà negativamente sulla salute dei cittadini, sull’ambiente, sull’economia locale.

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Salernitana, Cosmi suona la carica

di Marco De Martino

SALERNO – La Salernitana aumenta i giri del motore in vista dell’ultimo decisivo impegno della regular season. Doppia seduta di lavoro ieri per i granata al centro sportivo Mary Rosy per preparare al meglio la trasferta contro il Foggia, in programma domenica prossima alle 18:00 in uno stadio Pino Zaccheria che si presenterà deserto a causa delle pesanti sanzioni comminate dal giudice sportivo dopo i misfatti di Monopoli. Gli uomini guidati da mister Serse Cosmi in mattinata hanno svolto un lavoro fisico tra palestra e campo, mentre nel pomeriggio si sono disimpegnati in un lavoro tecnico-tattico e partitine a campo ridotto. Restano ancora ai box i quattro infortunati cronici, ovvero Filippo Berra, Galo Capomaggio, Roberto Inglese e Luca Villa, i quali hanno lavorato a parte seguendo i rispettivi percorsi riabilitativi. Non solo doppia per la Salernitana che questo pomeriggio, come accaduto anche nelle ultime due settimane, svolgerà un allenamento congiunto allo stadio Arechi a porte chiuse con l’ASD Sanseverinese, formazione che milita nel campionato di Eccellenza. Contro la formazione della Valle dell’Irno Cosmi proverà le soluzioni tecniche e tattiche da opporre ai satanelli. Contro il Foggia si ripartirà dal modulo 3-4-1-2, che sta dando garanzie al tecnico, ma potrebbe esserci qualche novità di formazione. In difesa Matino potrebbe insidiare Arena per il ruolo di braccetto di destra, mentre a centrocampo Gyabuaa e Carriero scalpitano ed almeno uno dei due potrebbe far rifiatare uno tra Tascone e de Boer. Forte è anche la candidatura di Ismail Achik. Dopo il gol partita messo a segno contro il Picerno, il marocchino si è nuovamente imposto all’attenzione generale e potrebbe scalzare Andrea Ferraris nel ruolo di trequartista alle spalle della coppia d’attacco che, anche allo Zaccheria, sarà formata dagli argentini Ferrari e Lescano.

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Pagani. Schianto mortale per carabiniere e la suocera

Pagani. Non si arresta la lunga scia di sangue sulle strade dell’Agro Nocerino: ancora una tragedia, stavolta in territorio di Pagani, con due morti nel primo pomeriggio di ieri: perdono la vita il 59enne carabiniere del Nas Domenico Allegri è la suocera 90enne Antonietta De Marina che avrebbe compiuto gli anni oggi, entrambi residenti a Nocera Inferiore. Il terribile incidente tra un’auto e un camion in via Mangioni intorno alle 15 di ieri pomeriggio. Sotto shock il conducente del mezzo pesante. Il militare dell’Arma Allegri era in servizio a Roma e prima ancora aveva prestato servizio a Salerno con i Nas e gli mancava pochissimo alla pensione. Secondo una prima ricostruzione, la parte anteriore dell’utilitaria (la Fiat Panda) sarebbe rimasta incastrata sotto al camion e per i due a bordo non c’è stato nulla da fare. Sul posto, i sanitari del 118 non hanno potuto fare altro che costatarne il decesso. È stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco per estrarre i corpi dalle lamiere accartocciate. Toccherà a carabinieri e polizia locale, coordinati dal sostituto procuratore di turno presso il Tribunale di Nocera Inferiore Federica Loconte, ricostruire quanto accaduto e verificare eventuali responsabilità, anche attraverso le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. Non si esclude un malore. In base ai primi elementi in mano agli inquirenti l’auto avrebbe colpito il camion tuttavia sarà il prosieguo delle indagini a chiare la dinamica e attribuire responsabilità. Scene strazianti si sono vissute all’arrivo dei familiari delle vittime colpite da un tragico destino intorno alle 15 di ieri. La strada, già nota per la sua pericolosità, è rimasta bloccata per diverse ore e non mancano le polemiche sulla sicurezza per quella arteria ritenuta pericolosa e che già in passato si è portata dietro morti e feriti

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Quel Jazz che viene dal mare

Di Olga Chieffi

Torna primavera e ri-torna il Premio Salerno Jazz il 29 aprile al teatro Verdi di Salerno. L’evento che avrà una sua significativa coda il giorno successivo, il 30 aprile con un concerto della Salerno Jazz Orchestra sulla Spiaggia dei poveri, come definiva Alfonso Gatto l’arenile di Santa Teresa, con super Ospite Raphael Gualazzi, è stato presentato ieri mattina a Palazzo di Città. E’un contrabbasso che travolge la nostra città vomitando acqua, il simbolo di Lorenzo Giuliano e il premio, una ceramica di Antonio D’Acunto, che verrà consegnato agli otto musicisti premiati, un po’ come i soldati americani nel giorno del D-Day fuoriuscirono a valanga dai mezzi anfibi sulla nostra linea costiera. In quel settembre del 1943 gli americani sbarcarono a Salerno e, con essi, sull’Italia soffiò il vento del jazz, divenuto un vero e proprio inno della libertà nel mondo, colonna sonora della fine della guerra e di un’epoca, e simbolo dell’inizio di un’altra era, quella della libertà. Per essere più esatti, il sogno, l’illusione della libertà. Questo sogno, questa illusione permise alla muscolatura Italia di ricostruire le proprie macerie, il proprio “Domani”. I musicisti salernitani, che a queste cose si interessavano, si buttarono sui “V” discs e, quindi, sulle prime incisioni regolari disponibili, per fare una scorpacciata di jazz. Inghiottirono in un sol colpo anni di musica e cercarono di capire. Forse, trovandosela dinanzi tutta insieme, poterono comprendere meglio degli americani, che cosa fosse questa musica e che cosa, di tutto quanto era stato registrato negli anni della “swing craze”, valesse la pena di essere ricordato e conservato. Quel “vento” è giunto fino a noi, insieme agli ardimenti tecnici, in primis delle ance e degli ottoni e su tutti il sassofono che, insieme al jazz, è lo strumento che meglio ha interpetrato il “cambiamento” del secolo breve, del quale il Conservatorio Martucci vanta la fondazione della prima cattedra nazionale. Introdotto dal Commissario Prefettizio, Vincenzo Panico, il quale nel suo personale ricordo di questa musica e nell’augurio per l’evento, ha fatto rivivere l’amico che lo aveva avvicinato e convinto a partecipare ad Umbria Jazz, Stefano Giuliano ha svelato gli otto nomi del panorama internazionale che otterranno il prestigioso riconoscimento, ovvero Joe Barbieri, Raphael Gualazzi, Francesca Tandoi, Giovanni Falzone, Daniele Scannapieco, Leila Duclos, Giuseppe Milici e Sulene Fleming nel corso della serata diretta da Stefano Giuliano. Il Premio Salerno Jazz è promosso dall’Associazione DeArt di Anna Maria Fortuna, la quale è vicina all’evento sin dalla prima edizione, con il contributo della Regione Campania, del Comune di Salerno e il partenariato della Confcommercio Salerno. Il leitmotive di questa due giorni sarà la contaminazione. Nulla è più contaminato del jazz, musica fatta dai rappresentanti di tutte le minoranze che fecero nascere questo genere, unitamente all’America, bianchi, neri, ebrei, creoli, italiani, sud-americani, lanciarono uno dei primi inni di pace, musica che come i suoi esecutori, non era stata accettata nella sua terra natale, bandita e disprezzata in mille modi, che ha dovuto, per buona parte della sua storia, cercare di sopravvivere, spiegare e difendere la propria esistenza, e che solo dopo decenni potette lanciare il suo Urklang di libertà, da un tempio della musica seria la Carnagie Hall il 16 gennaio del 1938, lo stesso messaggio di pace che vorremmo fosse lanciato dal palcoscenico del Teatro Verdi. Il tratto distintivo che unisce i premiati è la capacità di attraversare e fondere linguaggi diversi: dal jazz al soul, dalla canzone d’autore italiana alla musica cinematografica, fino alle influenze internazionali e contemporanee. Una visione che si traduce in un continuo sconfinamento tra generi, dove la tradizione diventa materia viva e il jazz si conferma linguaggio capace di accogliere e trasformare. A condurre la serata saranno Simona Bencini e Concita De Luca. Figura tra le più riconoscibili del panorama musicale italiano, storica voce dei Dirotta su Cuba, Simona Bencini porta sul palco un’identità artistica costruita nel tempo tra acid jazz, soul e canzone d’autore, capace di coniugare eleganza interpretativa e forza comunicativa. La sua presenza non è soltanto quella di una conduttrice, ma di un’artista che attraversa il racconto musicale dall’interno, restituendo profondità e ritmo alla narrazione della serata. Definirei quasi classico il programma della serata che verrà aperto dall’armonicista Giuseppe Milici il quale omaggerà il suo Maestro Toots Thielemans con uno dei suoi brani più amati, Blusette, un tre quarti, caratterizzato da rapide modulazioni e la discesa armonica continua, che creano un movimento armonico fluido e accattivante, secondo in pedana, il tenor sax di scuola salernitana, è Daniele Scannapieco che ringrazierà del premio con l’esecuzione di Leaving, di Richie Beirach dall’ atmosfera ritmicamente intensa e momenti di riflessione sul proprio background musicale. Sarà poi il turno di Joe Barbieri, finissimo arrangiatore, con un “respiro”, amplissimo ed iridescente donerà al pubblico salernitano “Con una rosa” di Vinicio Capossela, seguito da Leila Duclos, dedita alla musica gipsy europea e in particolar modo al “jazz manouche”, genere musicale che trae la sua origine dalla fusione tra l’antica tradizione musicale zingara del ceppo dei Manouches ed il jazz americano, dalla quale ascolteremo “1940”, un brano di Clay Boland. Omaggio a Duke Ellington da parte del trombettista Giovanni Falzone a Duke Ellington, con Sepia Blues, attraverso l’uso di frammenti tematici, giri armonici e altri spunti presi da “Sepia Panorama”, titolo evocativo, in cui ricordiamo protagonista proprio il contrabbasso di Jimmy Blanton. Dall’ Inghilterra giunge la vocalist Sulene Fleming, voce principale della band The Brand New Heavies, la quale si presenterà al pubblico salernitano, con una canzone del 1984 scritta e resa popolare da Jocelyn Brown, “Somebody Else’s Guy”, mentre il pianista e cantante Raphael Gualazzi si cimenterà con “More” uno dei massimi successi di Riz Ortolani, portato in vetta alle classifiche dal trombonista Kai Winding e di conserva da Frank Sinatra, il quale, è noto guardasse al suono del trombone di Tommy Dorsey, col suo passaggio di semitono, di prammatica. Finale riservato alla giovane pianista Francesca Tandoi con il suo “Lethargy”, un brano del suo ultimo progetto Bop Web, in cui si produrrà al Rhodes. Momento particolarmente significativo della serata sarà l’omaggio a Gino Paoli e Ornella Vanoni, pensato come tributo al cantautorato italiano e alla centralità della parola. Il brano “Senza fine” sarà proposto in una doppia chiave interpretativa: da un lato la lettura in purezza, affidata alla sola voce di Concita De Luca, che ne restituirà la forza poetica; dall’altro l’interpretazione musicale di Simona Bencini, accompagnata dalla chitarra di Carlo Fimiani, musicista che ha collaborato più volte con Gino Paoli. Un affondo sulle parole che diventa racconto, memoria e riscrittura emotiva.

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Salerno. l’abbandono degli Archi Medioevali di via Arce

di Cesare Guarini

La vicenda della Fondazione Menna è un esempio di scuola. In senso negativo o positivo è definito tale un accadimento che trasmette un insegnamento educativo così forte da poter costituire un riferimento per le menti e i comportamenti di tutti. Nel merito, il caso della Fondazione dimostra che in un Città governata nel segno del potere assoluto, dopo averla conquistata, è consentita ogni atrocità. Furono i barbari che invasero Roma a dare l’esempio, appropriandosi di tutte le sue ricchezze e causando la fine di una cultura che aveva dominato il Mondo conosciuto per dodici secoli. L’azione dei Vandali fu così feroce da indurre a usare il termine ‘vandalizzazione’. Una Città vandalizzata è un luogo oscuro, colmo di miseria e dolore. I fatti, però, dimostrano che la storia prende sempre il sopravvento. Così, oggi, Roma espone quel che resta della sua grandezza, ed è tantissimo, a cominciare dal Colosseo ormai divenuto il riferimento identitario della Città. Napoli esibisce il colonnato di piazza del Plebiscito, Firenze la cupola di Brunelleschi, Verona l’Arena, Milano la chiesa di Sant’Ambrogio. Molti altri monumenti, in ciascuna di esse, sono utilizzati come orgogliosa testimonianza dell’inventiva, della capacità realizzativa e, in una parola, della civiltà del popolo. La nostra Città ha molto meno da mostrare, in proporzione alla sua dimensione storica. Nondimeno avrebbe tanto da offrire se non avesse colpevolmente abbandonato edifici e Chiese, Monumenti e luoghi di indubbio valore per i turisti interessati alla cultura, non a mangiare una frittata sulle panchine del Lungomare. Di fatto, la Città attrae coloro che la capiscono. Gli altri, vanno dove sono capiti. Tra le altre cose, da lunghi anni sono in stato di abbandono gli Archi Medioevali di via Arce, con problemi di stabilità per l’aggressione di vegetazione infestante che compromette la tenuta delle pietre e dei leganti. Per questo, in attesa di non si sa quali interventi, la parte più esposta è stata avvolta da una fasciatura che dovrebbe scongiurare danni a persone e cose. E’ una immagine vergognosa che aggiunge scandalo allo scandalo delle condizioni generali dell’area, delle opere che hanno inglobato buona parte delle volte, dell’abbattimento di alcune di esse nel nome della modernità. Le aiuole verdi alla base sono davvero miserrime, a prova di una Città senza dignità. Eppure, gli Archi sono riprodotti sulle pubblicazioni destinate ai turisti che arrivano per vedere e meravigliarsi, e vanno via probabilmente disgustati. La Soprintendenza ha qualcosa da dire? Gli uomini del potere hanno qualcosa da dire? Gli uomini della cultura hanno qualcosa da dire? Non sembra! ‘Mica sono Pasquale io!’ In tutto questo, stupisce che una Lista Elettorale della ex maggioranza, partecipante alla prossima consultazione, abbia ritenuto di riutilizzare quegli Archi come simbolo ufficiale da riportare sulle schede. Ovviamente, non sono riprodotti nello stato corrente, con la loro disgustosa verità, ma con il ricorso ad una ricostruzione pittorico-grafica che mostra quello che non c’è e che, volendo, sarebbe stato possibile non ci fosse. Evidentemente, chi ha abdicato alla guida della Città dopo averla governata senza provare orgoglio per gli Archi, oggi neppure prova vergogna per il loro abbandono. Non è facile trovare sentimenti nei luoghi dove neppure si sa cosa siano.

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Ripuliamo Casa Nostra

Il 18 aprile, i giardinetti di Magazzeno non sono stati soltanto una cornice paesaggistica, ma la linea del fronte di una battaglia pacifica per il futuro del nostro territorio. L’iniziativa “Ripuliamo” ha squarciato il velo dell’indifferenza, trasformando una mattinata primaverile in un potente atto di civismo. Non è stata una semplice pulizia, ma un chiaro segnale di rivendicazione della propria terra, una task force senza precedenti coordinata dal Forum dei Giovani di Pontecagnano con Legambiente Circolo Occhi Verdi, Voglio Un Mondo Pulito, Mare Nostrum e la Pro Loco “Etruschi di Frontiera”. Insieme, queste realtà hanno dimostrato che la difesa del bene comune non è un’astrazione, ma un impegno fisico, risoluto e non più rimandabile. La Verità del Fango: 190 kg di Abbandono. I numeri non mentono: 190 chilogrammi di rifiuti sono stati rimossi in una sola giornata dai volontari; un dato scioccante che mette a nudo la fragilità del nostro litorale. La lista degli scarti rinvenuti è un triste catalogo dell’inciviltà e della mancata gestione: Microplastiche e frammenti monouso: stoviglie e residui plastici che invadono la sabbia; Vetro: presente in quantità massicce, pericolo costante per chi vive la spiaggia; Rifiuti clinici e medici: un incremento inquietante di blister di pillole e compresse, sintomo di nuovi canali di inquinamento; Copertoni: simboli pesanti di un abbandono sistematico e illegale; Mozziconi di sigaretta: piccoli killer ambientali che infestano ogni centimetro di macchia mediterranea. Carla Del Mese di Legambiente è stata categorica: “Non esiste un pianeta B”. Ogni kg rimosso non è solo pulizia, è un atto di resistenza per l’unico pianeta che abbiamo. Oltre il Litorale: La Visione Urbana del Forum Per Gaetano Gambardella, neoeletto presidente del Forum dei Giovani, questa giornata rappresenta molto più di una promessa elettorale mantenuta: è il punto di svolta. Il Forum nasce come un “contenitore” necessario per vincere l’inerzia individuale: se il singolo può sentirsi impotente davanti al degrado, la collettività organizzata diventa inarrestabile. Il progetto non si fermerà alla costa, ma punta a invadere le periferie e i quartieri con interventi di riqualificazione e street art. «Siamo partiti in sedici e oggi siamo qui, determinati a crescere. Essere in tanti è già un segnale fondamentale.» Le Voci delle Associazioni L’evento ha mostrato il volto più bello di Pontecagnano: una collaborazione pura, priva di competizione, dove ogni rganizzazione ha portato competenza e visione. Legambiente (Carla Del Mese): Ha inserito l’azione nel quadro internazionale di Clean Up the Med e nella storica campagna Spiagge e Fondali Puliti, giunta al suo 36° anno. Il suo è un guanto di sfida lanciato ai “leoni da tastiera”: la tutela dell’ambiente non si fa con i post di denuncia, ma sporcandosi le mani con il sostegno delle istituzioni. Pro Loco “Etruschi di Frontiera” (Alfonso Citro): Ha ribadito che l’ambiente è il motore dell’economia. Prteggere il mare e pretendere l’attuazione del Masterplan non è un auspicio, ma un diritto dei cittadini per generare sviluppo reale e duraturo. Mare Nostrum (Giuseppina Schioppi): Ha richiamato alla responsabilità indiviuale della “cosa comune”. Giuseppina propone gesti minimi ma rivoluzionari: l’uso di portacicche tascabili per fermare la piaga dei mozziconi. Se puliamo casa nostra con dedizione, perché non fare lo stesso con la nostra spiaggia? Il Paradosso: Bellezza Inestimabile e Ferite Sociali Dietro l’entusiasmo dei volontari resta però l’ombra di un degrado istituzionale che non può essere ignorato. Le testimonianze di residenti come Ernesto Eglione e imprenditori come Rosanna Nocera (titolare del Lido Cocoricò) disegnano un quadro contradditorio. Da una parte la bellezza mozzafiato sospesa tra le due costiere; dall’altra l’erosione, gli edifici fatiscenti e gli abusi edilizi rimasti impuniti per anni. Il signor Ernesto ha sollevato il velo anche sulle piaghe sociali di Magazzeno: lo sfruttamento lavorativo dei migranti e la presenza silente ma pesante della criminalità. Un territorio lasciato a sé stesso diventa terra di nessuno. Il riscatto ambientale deve quindi camminare di pari passo con la giustizia sociale e la legalità. I Prossimi Appuntamenti L’azione continua. Non è un evento isolato, ma un percorso scientifico e costante di riappropriazione degli spazi. I prossimi eventi all’orizzonte sono: – 21 Aprile Beach Litter: Catalogazione scientifica dei rifiuti della Spiaggia “Padre Miori” per risalire all’origine del problema; 28 Aprile Cleanup Totale: Raccolta effettiva e bonifica dell’area precedentemente citata; 6-7 Giugno: incontro nazionale di motociclisti per la valorizzazione del Belvedere promossa da Mare Nostrum. E tu, da che parte stai? La giornata del 18 aprile ha dimostrato che Pontecagnano è viva e pronta a lottare per il proprio decoro. Ma la buona volontà di pochi non basta se non diventa coscienza di molti. Non possiamo più permetterci il lusso di puntare il dito restando seduti dietro uno schermo. La tutela del nostro “Pianeta Casa” parte da noi, dai gesti quotidiani e dalla partecipazione a queste giornate di riscatto. Invitiamo ogni cittadino a mettersi in gioco, a diventare parte della soluzione anziché testimone muto del problema. Riprendiamoci i nostri spazi! Valentina Grimaldi

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La video intervista al Generale Vannacci a Salerno

di Erika Noschese

Una Sala Convegni del Grand Hotel di Salerno gremita in ogni ordine di posto ha accolto, nella giornata di ieri, il Generale Roberto Vannacci. L’incontro, nato per consolidare il legame con i sostenitori e i simpatizzanti del territorio campano, ha fatto registrare il tutto esaurito, confermando l’attenzione mediatica e popolare che circonda la figura dell’europarlamentare e il progetto politico di “Futuro Nazionale”. L’entusiasmo dei presenti è stato il primo elemento sottolineato dal Generale, che ha aperto l’evento commentando il calore ricevuto fin dal suo arrivo in città. “Sì, un’accoglienza bellissima, molto calorosa. C’è grande entusiasmo, grande partecipazione e molta curiosità. D’altra parte questa sala parla da sola, non c’è bisogno che lo dica io”, ha esordito Vannacci, evidenziando come la massiccia affluenza fosse la risposta più immediata alla proposta del movimento. Interrogato sulle ragioni di tale seguito, l’esponente politico ha rivendicato l’originalità della propria offerta elettorale, ponendola in netto contrasto con le dinamiche dei partiti tradizionali. “Ma perché Futuro Nazionale è l’unica novità politica degli ultimi 15 anni. È un partito che parla alle persone. È un partito che vuole la politica vera, quella concreta, quella che trova le soluzioni, quella che vuole il benessere del popolo italiano; che vuole che le bollette siano meno care, che l’energia costi meno cara, che gli imprenditori possano lavorare liberamente e creare ricchezza; che vuole più sicurezza, che vuole che le persone possano mandare con tranquillità i propri figli a scuola senza aspettare il messaggino per sapere se la figlia è arrivata incolume o meno. È questo che si propone Futuro Nazionale. Non è interessata a giochi di palazzo, a giochi di potere, a poltrone; è interessata invece alla politica che serve”, ha spiegato Vannacci, delineando un programma che spazia dalla gestione dei costi energetici alla tutela della pubblica sicurezza. In merito alla crescita del movimento e alla sua presenza istituzionale, il Generale ha poi delineato un cronoprogramma preciso per i prossimi anni, con l’obiettivo di coprire capillarmente il territorio nazionale. “Sicuramente dal 2027 Futuro Nazionale sarà presente in tutta Italia. Parteciperà alle prossime politiche, parteciperà alle amministrative. Nel 2026 parteciperà, ma senza il simbolo del partito perché il partito è appena nato”, ha precisato, chiarendo la strategia di espansione graduale della nuova sigla. Un passaggio fondamentale dell’intervento ha riguardato le imminenti scadenze elettorali locali, con Salerno chiamata al voto tra un mese. Pur non presentando una lista autonoma in questa fase embrionale del movimento, Vannacci ha confermato l’intenzione di incidere sulle dinamiche cittadine. “A Salerno si vota tra un mese ma, come ho detto, Futuro Nazionale non sarà presente con il proprio simbolo, ma supporterà dei candidati e ve lo faremo sapere”, ha annunciato, rimandando a successive comunicazioni l’ufficializzazione dei profili che godranno del suo appoggio. Il confronto è poi entrato nel merito della politica regionale, con una critica serrata ai quindici anni di amministrazione del centro-sinistra in Campania. Richiamando i concetti di pragmatismo espressi in precedenza, Vannacci ha ribadito la necessità di un’alternativa basata sulla libertà d’impresa e sull’abbattimento della pressione fiscale. “L’ho detto prima: la politica concreta che stiamo attuando. Io non credo che i campani siano contenti di questa amministrazione. Noi ci rivolgiamo a tutte quelle persone che vogliono effettivamente crearsi un futuro, che non vogliono la ‘paghetta di Stato’, che non vogliono l’elemosina del reddito di cittadinanza, ma che vogliono invece avere l’opportunità di crearsi un futuro da soli. Che vogliono fare impresa, che vogliono fare commercio, che vogliono fare ricerca; che vogliono un fisco amico invece che sempre più tasse. Che vogliono qualche ‘sì’ invece dei tanti ‘no’: No TAV, No TAP, No infrastrutture, No caldaie, No gas. Quindi, ecco qual è l’alternativa che fornisce Futuro Nazionale”, ha concluso il Generale. L’evento si è chiuso con un lungo momento dedicato ai saluti e alle foto con i numerosi sostenitori rimasti in sala, a testimonianza di un radicamento che il movimento punta a trasformare in consenso elettorale strutturato già a partire dalle prossime consultazioni. Intanto, da Salerno il generale Vannacci ha replicato alle offese ricevute ieri mattina a Napoli quando è stato accolto da uno striscione “Vannacci, o cess già o tenimm”: “Lo sappiamo che lo tenete già, volevamo renderlo più dignitoso”, ha detto l’europarlamentare.

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Pagani. De Prisco valuta il ricorso

Pagani. Quello deciso dal consiglio dei ministri martedì è il terzo scioglimento del consiglio comunale in 33 anni di attività  a Palazzo San Carlo. E ancora una volta per infiltrazioni camorristiche all’interno dell”Ente di piazza  D’Arezzo a Pagani.  Si attendono le motivazioni che hanno indotto il governo a decretare la fine dell’esperienza amministrativa e politica dopo la relazione dei commissari prefettizi arrivati a giugno 2025 e andati via sei mesi più tardi. Una volta reso pubblico il provvedimento, e se ci saranno i margini, il sindaco uscente Lello De Prisco potrebbe percorrere la strada del ricorso contro la decisione del governo, come si vocifera negli ambienti vicini all’ex primo cittadino che è anche avvocato e come la stessa ex fascia tricolore ha dichiarato.  L’esperienza amministrativa targata De Prisco era stata avviata nel 2020, in pieno covid, con l’obiettivo di portare a Pagani ventate di novità e trasparenze. Tra liti politiche e cambi di banco a Palazzo San Carlo, arrivano  i blitz del 2022 e soprattutto dell’autunno 2024 (dopo la cantata dei pentiti) contro il clan Fezza/De Vivo. A giugno dello scorso anno, poi, il prefetto di Salerno Francesco Esposito  aveva nominato una commissione d’indagine composta dal viceprefetto Anna De Luna, dal capitano dei carabinieri Giovanni Cappa e dal funzionario dell’amministrazione dell’Interno Sergio Rivetti, con il compito di accertare possibili collegamenti tra l’amministrazione comunale e ambienti della criminalità organizzata. Atti, verifiche e gare d’appalto sono passati sotto i Raggi X dei controllori che alla fine hanno redatto una relazione giunta nelle mani del Governo. Che martedì  ha sancito la fine della consiliatura. La commissione di indagine era arrivata dopo il blitz anti camorra sull’operatività imprenditoriale ed economica del clan Fezza-De Vivo che-secondo la Dda- attraverso un imprenditore  (per il quale il tribunale aveva escluso il vincolo associativo) nonché consigliere comunale di Pagani per circa venti anni ed assessore all’ambiente fino al 2016, mediante una cooperativa  di cui era presidente, società che sarebbe stata utilizzata dal clan Fezza-De Vivo, di sarebbe infiltrata nel tessuto economico ed amministrativo dell’ente comunale.  Un’inchiesta seguitava quella del 2022 con arresti e indagati per la cosca della Lamia.  Per l’ex sindaco, prosciolto da ogni accusa perché  estraneo alle contestazioni mosse dal pm della Dda Elena Guarino, il decreto di scioglimento porta amarezza “ma  resto in attesa di conoscerne nel dettaglio le motivazioni, riservandoci ogni opportuna iniziativa giuridica e politica nelle sedi competenti”.  Per Massimo D’ Onofrio uno dei 4 candidati a sindaco e con alle spalle uno scioglimento quando faceva parte della maggioranza Gambino. I paganesi sono persone perbene, “la città non è terra di Camorra per colpa di pochi. Voglio ricordare che qui ci sono professionisti e imprenditori seri oltre che veri”. Si attende, dunque, la notifica del provvedimento che dovrebbe arrivare a breve per capire le mosse di De Prisco. Nel frattempo il prefetto di Salerno Francesco Esposito dovrà  nominare un commissario che sarà a Palazzo San Carlo per 18 mesi.

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Cinema: Resurrection, senza sognare si vive più a lungo

Resurrection, senza sognare si vive più a lungo

Oggi nelle sale il film cinese di Bi Gan, premio speciale a Cannes. 

Arriva oggi nelle sale italiane un film distopico cinese, Kuang ye shi dai, letteralmente “tempi selvaggi”, intitolato in occidente Resurrection. Il film ha avuto la sua anteprima mondiale nella sezione principale del Festival di Cannes 2025 il 22 maggio, dove ha vinto il Prix Spécial. È uscito nelle sale in Cina il 22 novembre e in Francia il 10 dicembre, distribuito da Les Films du Losange. Si tratta di un film in sei segmenti, che corrispondono ciascuno a uno dei sei sensi riconosciuti nel pensiero buddista: vista, udito, olfatto, gusto, tatto e... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Cinema - 23 aprile 2026 - articolo di S*

Cinema: La lunga marcia comincia oggi

La lunga marcia comincia oggi

Tratto da Stephen King, con Mark Hamill, 

Forse non basta la simpatia di Mark Hamill – che peraltro qui fa il cattivo – e neppure il fascino delle storie concepite da Stephen King. Il film La lunga marcia (The Long Walk) in uscita oggi in Italia ma arrivato sugli schermi americani l'anno scorso, non sembra aver entusiasmato. Il voto su IMDb non è neanche male, 6,7, ma l'incasso si è fermato a meno di settanta milioni nel mondo, e difficilmente li passerà con l'uscita in Italia, forse l'unico paese dove non era ancora arrivato in sala. Il film In un XX secolo distopico, l'America, ormai dittatura... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Cinema - 23 aprile 2026 - articolo di S*

Star Trek: Star Trek saluta il piccolo schermo per tornare su quello cinematografico

Star Trek saluta il piccolo schermo per tornare su quello cinematografico

Il franchise ripartirà da un film per le sale, mentre le parole di Jonathan Frakes cercano di portare speranza nei cuori dei fan

Come è stato annunciato da tempo, la flotta stellare sta per dire addio, o almeno arrivederci al piccolo schermo. Con la cancellazione di Starfleet Academy e Strange New Worlds in procinto di concludersi, la tv – e pc e tablet resteranno orfani di avventure del mondo di Star Trek. Tuttavia, a volte quando si spegne un piccolo schermo se ne accende uno più grande, e nel corso della recente CinemaCon Paramount ha annunciato che i nuovi piani per il franchise creato da Gene Roddenberry coinvolgono le sale cinematografiche. Ancora non sono stati divulgate altre informazioni... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - SERIE TV - Star Trek - 22 aprile 2026 - articolo di Angela Bernardoni

Editoria: Il sigillo di Silus, un thriller fantascientifico da Raffaele Casini

Il sigillo di Silus, un thriller fantascientifico da Raffaele Casini

Edito da Montag, è un giallo adrenalinico di ambientazione spaziale.

Il Sigillo di Silius è un romanzo di fantascienza di Raffaele Casini, pubblicato da Montag Editore. Ambientato in un Impero stellare attraversato da tensioni politiche e strategiche, il romanzo intreccia elementi di space opera con una riflessione più profonda sul cambiamento individuale e sulle dinamiche del potere.Al centro della storia, i protagonisti sono chiamati a confrontarsi con un sistema complesso e ambiguo, dove alleanze e verità si rivelano instabili e il confine tra nemico e alleato si fa sempre più sottile. Tra missioni, intrighi e scelte decisive,... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 22 aprile 2026 - articolo di S*

Appuntamenti: Sticcon, il ritorno a casa

Sticcon, il ritorno a casa

Si è svolta dal 10 al 12 aprile 2026 presso il Centro Congressi di Bellaria la 38esima edizione della STICCON, l’incontro annuale dei soci dello Star Trek Italian Club Alberto Lisiero.

Fino al 2010 la Sticcon è stata un evento autonomo aperto alla collaborazione con altre realtà associative. Come nel 2004 quando, in sinergia con il gruppo SG-1 Italy Fan Club, aveva portato l’attore Douglas H. Arthurs (interprete del personaggio Heru’ur della serie televisiva Stargate Sg-1), e ospiti principali di Star Trek le attrici Denise Crosby (Tasha Tar in The Next Generation) e Nana Visitor (Kira Nerys in Deep Space Nine). Dal 2011 la Sticcon è parte della Starcon, un contenitore a tema per i raduni nazionali delle associazioni e dei gruppi... - Leggi l'articolo

 

SERIE TV - Appuntamenti - 22 aprile 2026 - articolo di Tino Barletta

Escort di lusso a Milano, coinvolti calciatori anche di Milan, Inter e Juve

Sono almeno 70 i calciatori che hanno partecipato alle feste organizzate da un’agenzia di eventi di Milano al centro di un’indagine per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Si tratta di giocatori anche di Inter, Milan, Juve, Sassuolo e Verona – i cui nomi, nell’ordinanza, sono omissati. Nessuno di loro è indagato in quanto non hanno commesso reati. Non è stato accertato quanti abbiano usufruito anche del servizio di escort e gas esilarante.

«Lavoravamo anche durante il Covid»

Gli arrestati – i gestori Deborah Ronchi ed Emanuele Buttini e i collaboratori Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga – avrebbero gestito, attraverso l’agenzia Ma.De Milano (formalmente dedita all’organizzazione di eventi), un presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, con pacchetto “all inclusive” che comprendeva serate in locali a cinque stelle della movida milanese, escort e a volte gas esilarante, gradito agli atleti perché non risultava all’antidoping. Da alcune conversazioni nelle mani degli inquirenti risulta che le escort venissero retribuite non direttamente dal cliente bensì dall’agenzia in contanti. Buttini e Ronchi avrebbero trattenuto almeno il 50 per cento dell’importo pagato dal cliente, consegnando alle ragazze il resto. L’organizzazione aveva iniziato nel 2019 a promuovere serate, senza poi fermarsi nemmeno nel periodo del Covid. «Lavoravamo quasi tutte le sere, anche durante il lockdown», ha raccontato una teste.

Tra i clienti anche un pilota di Formula 1

Tra i clienti, oltre ai calciatori, ci sarebbero imprenditori ma anche giocatori di hockey e un pilota di Formula 1. «Ho un amico pilota di Formula 1 che vuole una ragazza a pagamento, riusciamo a trovarla?», si legge in un’intercettazione. «Gli mando la brasiliana».

La Russa sul 25 aprile: «Rifarei l’omaggio ai caduti della Repubblica di Salò»

«Quando ero ministro della Difesa, nessuno mi obbligava, ma andavo a rendere omaggio al monumento che c’è al cimitero di Milano ai partigiani e portavo una corona, poi andavo al Campo 10 dove sono sepolti molti ignoti, diversi caduti della Repubblica Sociale italiana». Lo ha detto Ignazio La Russa a margine dell’apertura del Salone del Mobile di Milano, rispondendo ai cronisti che gli avevano chiesto se intendesse celebrare il 25 aprile. Poi il presidente del Senato, con un passato nel Movimento Sociale Italiano, ha aggiunto: «Ci andavo in forma privata perché secondo me era un momento doveroso di una pacificazione che, almeno quando si parla di coloro che hanno dato la vita, mi sembra doverosa. E lo rifarei».

Il Pd: «Dichiarazioni gravi e inaccettabili»

Il deputato dem Federico Fornaro, presidente della Giunta delle elezioni della Camera, ha definito «gravi e inaccettabili» le dichiarazioni di La Russa, «soprattutto perché arrivano dalla seconda carica dello Stato alla vigilia della festa della Liberazione». I partigiani, ha osservato Fornaro, «hanno combattuto per la libertà, la democrazia e la dignità del Paese; i militanti della Repubblica Sociale Italiana hanno scelto di stare dalla parte di un regime complice del nazismo e responsabile di persecuzioni, repressione e violenze, non spettatori, ma complici attivi nella persecuzione degli ebrei. Mettere queste esperienze sullo stesso piano non è un gesto di riconciliazione».

La Polonia vieterà il sorvolo al premier slovacco Fico per andare in Russia

La Polonia vieterà all’aereo del primo ministro slovacco, Robert Fico, di sorvolare il suo territorio durante il viaggio verso Mosca per la parata del 9 maggio, Giorno della vittoria. Lo hanno riferito all’agenzia russa Ria Novosti fonti negli ambienti diplomatici polacchi. «La richiesta di autorizzazione al sorvolo dell’aereo del primo ministro slovacco è in fase di valutazione formale e continuerà ad esserlo per un certo periodo, ma nessuno intende concederla. È certo al 100 per cento», ha affermato la fonte dell’agenzia. Il 15 marzo, Fico aveva annunciato la sua disponibilità a partecipare alle celebrazioni del 9 maggio nella capitale russa. L’ambasciatore russo in Slovacchia, Sergey Andreyev, aveva a sua volta dichiarato che la Russia aveva confermato la propria disponibilità ad ospitarlo.

Le posizioni opposte di Fico e Tusk sulla questione ucraina

Una mossa che sottolinea la spaccatura interna all’Ue sulla questione ucraina. Fico, insieme al premier ungherese uscente Viktor Orbán, è stato il leader europeo che più si è opposto a nuove sanzioni nei confronti della Federazione, allo stop agli approvvigionamenti di gas e petrolio russo e al sostegno militare all’esercito di Kyiv. Posizione opposta a quella del governo polacco, guidato da Donald Tusk, che sostiene invece la necessità di mantenere una posizione ferma nei confronti del Cremlino.

L’Ue si divide sulla sospensione dell’accordo di associazione con Israele

In occasione del vertice dei 27 ministri degli Esteri, in corso in Lussemburgo, Spagna, Irlanda e Slovenia hanno chiesto di sospendere immediatamente l’accordo di associazione Ue-Israele, siglato nel 1995, a causa delle violazioni da parte dello Stato ebraico dei diritti umani nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania e in Libano. Tra i Ventisette c’è però chi fa muro, come la Germania e l’Italia, mentre altri Paesi propongono soluzioni più soft. In ogni caso, difficilmente sarà questa la sede in cui adottare una decisione del genere.

Madrid contro Tel Aviv: «Cos’altro deve fare?»

«Che altro deve accadere perché l’Unione europea sia scossa dal modo in cui Israele gestisce le sue relazioni con gli altri Stati mediorientali?», ha chiesto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares Bueno, spiegando che Madrid, assieme a Dublino e Lubiana, ha chiesto che si discuta della sospensione dell’accordo Ue-Israele «in base all’articolo 2», che prescrive il rispetto dei diritti umani. Lo Stato ebraico, ha detto Albares Bueno, «non ha fatto altro che avanzare nella spirale della guerra, tutto è peggiorato». Nel sud del Libano, ha osservato, siamo di fronte a un «ordine illegale di espulsione» della popolazione e a un «altrettanto illegale ordine di non tornare» nelle proprie case, oltre a «bombardamenti indiscriminati» su obiettivi civili.

L’Ue si divide sulla sospensione dell’accordo di associazione con Israele
Johann Wadephul (Ansa).

Per Berlino la sospensione sarebbe «inappropriata»

A frenare è soprattutto la Germania. Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, all’arrivo a Lussemburgo, ha affermato che Berlino ritiene «inappropriata» la sospensione dell’accordo Ue-Israele: «Tuttavia è necessario discutere le questioni cruciali. Abbiamo espresso la nostra critica alla reintroduzione della pena di morte e abbiamo una posizione molto chiara sulla violenza dei coloni. Inoltre non ci dev’essere alcuna annessione in Cisgiordania». Anche l’Italia esprime dubbi, sebbene con meno nettezza rispetto al recente passato.

Le soluzioni alternative proposte da Bruxelles, Parigi e Stoccolma

«Consapevole che una sospensione totale è probabilmente fuori portata viste le posizioni di ciascuno dei Paesi europei», il Belgio tramite il ministro Maxime Prevot «da diversi mesi chiede almeno una sospensione parziale». La Francia, assieme alla Svezia, ha invece formulato una proposta per circoscrivere gli scambi commerciali senza bloccarli.

L’Ue si divide sulla sospensione dell’accordo di associazione con Israele
Helen McEntee (Ansa).

La sospensione dovrà essere esaminata dai capi di Stato e di governo

«Non sono sicura che raggiungeremo un accordo su temi specifici, ma spero che nella prossima agenda del Consiglio ci possano essere temi sui quali poter agire” nei confronti di Israele», ha detto la ministra degli Esteri irlandese Helen McEntee. Nonostante la richiesta specifica di tre Paesi, l’ipotesi di una sospensione dell’accordo dovrà essere come minimo esaminata dai capi di Stato e di governo, che si riuniranno il 23 aprile a Cipro.

Acea, perfezionata l’acquisizione di Aquanexa

Acea comunica di aver perfezionato, attraverso la controllata a.Quantum, l’acquisizione di Aquanexa da Algebris Investments. Il valore economico dell’operazione in termini di enterprise value per il 100 per cento dell’azienda, con riferimento al perimetro attuale, è pari a circa 205 milioni di euro. L’ebitda pro-forma consolidato della società acquisita è stato pari a circa 30 milioni di euro nel 2025. L’attuale perimetro potrebbe allargarsi per effetto delle acquisizioni in corso di perfezionamento, con conseguente incremento delle componenti variabili di prezzo, nei limiti e alle condizioni specificate negli accordi.

Così Acea rafforza la sua leadership nel settore idrico

L’operazione, approvata dalle autorità competenti, si inserisce nella strategia di ulteriore rafforzamento della leadership e delle competenze di Acea nel settore idrico, favorendo lo sviluppo di soluzioni e servizi innovativi per una gestione sempre più efficiente e sostenibile delle reti. Aquanexa rappresenta una realtà industriale dinamica e in forte crescita, specializzata nella fornitura di soluzioni integrate per la gestione intelligente del ciclo idrico. Combina tecnologie digitali, ingegneria di rete, sensoristica avanzata e servizi operativi rivolti a utility, enti pubblici e aziende.

Salvini e Sky Calcio pagato dal ministero: una replica da teatro dell’assurdo

Le passioni, di solito, un politico se le dovrebbe pagare a sue spese, mai mescolare il vizio privato con la pubblica virtù. Mai, con qualche significativa eccezione, come il ministro dei Trasporti nonché vicepremier Matteo Salvini. C’è nelle spese del suo ministero una voce che ha attirato l’attenzione. Non per l’entità della cifra – parliamo di poco più di 1.200 euro – ma per l’indole che la sottende: un abbonamento a Sky Sport e Calcio, pagato con denaro pubblico, intestato a una struttura governativa il cui rapporto con il pallone non si vede abbia molto a che fare eccetto, prendendola alla larga, che Frecciarossa, la cui giurisdizione cade sotto il suddetto ministero, sponsorizza la Coppa Italia.

Mannaggia ai social che ti tradiscono quando meno te l’aspetti

La cosa, presa così, è già di per sé gustosa. Ma è la replica del Mit a renderla un capolavoro di genere. La nota ufficiale infatti precisa che il ministro non guarda le partite in ufficio. Punto, risolto così. Come se, tradotto, il nodo della questione fosse: se qualcuno adombra che Salvini guardi il suo Milan quando è in servizio sbaglia di grosso. E via di meme e video in cui il leader della Lega, nel profluvio delle sue dirette video dal ministero, dimentica alle sue spalle un televisore acceso su un frame che lascia intravedere omini che si muovono su una macchia di verde che evoca inequivocabilmente un campo di calcio. Mannaggia ai social che ti tradiscono quando meno te l’aspetti.

Nemmeno il Milan distoglie il ministro dal far arrivare i treni in orario

Ma il punto resta la replica, che sembra uscire da un copione di teatro dell’assurdo. Abbiamo pagato l’abbonamento, ma Salvini non lo usa in ufficio. Come dire: abbiamo comprato un’automobile, ma la lasciamo parcheggiata in garage perché il ministro si sposta a piedi o in taxi. Tutto a posto, dunque. L’abbonamento a Sky Calcio c’è, ma è inutilizzato. Pari e patta. Il potenziale fruitore è assolto, e il contribuente che già aveva cominciato a rumoreggiare si rasserena pensando che niente, nemmeno l’incontenibile passione per il pallone, distoglie il ministro dal far arrivare i treni in orario.

Salvini e Sky Calcio pagato dal ministero: una replica da teatro dell’assurdo
Salvini e Sky Calcio pagato dal ministero: una replica da teatro dell’assurdo
Salvini e Sky Calcio pagato dal ministero: una replica da teatro dell’assurdo
Salvini e Sky Calcio pagato dal ministero: una replica da teatro dell’assurdo
Salvini e Sky Calcio pagato dal ministero: una replica da teatro dell’assurdo
Salvini e Sky Calcio pagato dal ministero: una replica da teatro dell’assurdo
Salvini e Sky Calcio pagato dal ministero: una replica da teatro dell’assurdo
Salvini e Sky Calcio pagato dal ministero: una replica da teatro dell’assurdo
Salvini e Sky Calcio pagato dal ministero: una replica da teatro dell’assurdo

Alla fine, cosa ci lascia questa del tutto periferica vicenda di fronte ai drammi del mondo? Una piccola prova documentale da aggiungere al ritratto antropologico di un personaggio che la storia, ammesso non abbia nulla di più importante cui badare, ricorderà come l’uomo che ha trasformato la superficialità in metodo di governo.

L’abbonamento a Sky Calcio come piccola reliquia di un’epoca

Non è un’accusa, ma quasi un complimento, nel senso che Machiavelli ci ha tramandato: capire il carattere nazionale, e usare quella comprensione cavalcando l’onda senza farsi distrarre dalle sottigliezze. L’abbonamento a Sky Calcio del ministero è lì, piccola reliquia di un’epoca. E magari (ma anche no) qualcuno un giorno gli dedicherà una nota a piè di pagina in un saggio sulla fenomenologia del potere nell’Italia del terzo millennio.

Trump minaccia ancora l’Iran nell’ultimo giorno di tregua

Certo non con l’obiettivo di stemperare la tensione in vista del nuovo round di negoziati in Pakistan, ma al contrario per aumentare la pressione sull’Iran, Donald Trump ha rivendicato la distruzione dei siti nucleari di Teheran e minaccia di nuovo conseguenze catastrofiche per la Repubblica Islamica se i colloqui non porteranno a un accordo definitivo. L’arrivo a Islamabad delle delegazioni ufficiali è previsto per oggi, martedì 21 aprile. Ma Teheran non ha confermato la partecipazione: di fatto i negoziati sono appesi a un filo.

La minaccia di Trump e le parole di Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano

Sulla falsariga di quanto affermato ieri, in un breve intervento al The John Fredericks Show Trump ha detto che gli iraniani «negozieranno e se non lo faranno vedranno problemi come non ne hanno mai visti prima». Nelle stesse ore Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, ha dichiarato: «Con l’imposizione del blocco navale e la violazione del cessate il fuoco, Trump vuole trasformare questo tavolo di negoziato in un tavolo di resa o giustificare una nuova ondata di provocazioni belliche. Non accettiamo negoziati all’ombra della minaccia e nelle ultime due settimane ci siamo preparati per rivelare nuove carte sul campo di battaglia».

Trump rivendica il successo dell’operazione “Martello di mezzanotte”

«L’operazione Midnight Hammer ha comportato la completa e totale distruzione dei siti contaminati da polveri nucleari in Iran. Pertanto, riesumarli sarà un processo lungo e difficile», ha scritto inoltre Trump su Truth riferendosi ai raid del 22 giugno 2025. E poi: «La Cnn, con le sue notizie false, e altre reti e piattaforme mediatiche corrotte, non rendono giustizia ai nostri grandi aviatori, cercando sempre di sminuirli e umiliarli. Perdenti».

Ue: «Possibilità di carenza carburante per i trasporti»

«Ci troviamo di fronte alla possibilità, e sottolineo la parola possibilità, di una carenza di carburante per i trasporti». L’ha indicato il ministro dei Trasporti cipriota Alexis Vafeades, della presidenza di turno Ue, che guiderà la riunione dei responsabili dei trasporti Ue. «L’evolversi della crisi geopolitica in Medio Oriente ha evidenziato che l’Europa potrebbe trovarsi ad affrontare un problema di approvvigionamento di carburante a breve termine e di questo dobbiamo discutere, dobbiamo esserne consapevoli», ha spiegato Vafeades. «Ma abbiamo anche un problema di domanda a medio e lungo termine e questo deve essere neutralizzato. Per il ministro si deve «essere pronti a evitare le code ai distributori di carburante» ed eliminare la possibilità che si formino code. Se ci fosse una carenza di jet fuel, questo «influenzerà le connessioni, influenzerà ogni cittadino nell’Ue». «Quindi dobbiamo essere pronti».

Ivory, cos’è e come funziona il nuovo social network

Arriva Ivory, il nuovo social made in Italy incentrato su informazione di qualità, dibattito e competenze. Nato dall’idea di Uel Bertin e Adam Nettles, sarà aperto a tutti dal 30 aprile. Ecco come funziona e come iscriversi.

Cos’è Ivory e come iscriversi

La piattaforma nasce per colmare l’assenza di uno spazio online per gli accademici con un contenuto di informazioni più elevato, verificato e sicuro. «Perché limitare questo mondo agli accademici, se possiamo creare un social media popolato da contenuti di qualità e in cui se parlo di qualcosa di interessante non c’è qualcuno a torso nudo con molta più visibilità solo perché il suo contenuto diventa virale e il mio no?», si sono chiesti i fondatori, decidendo così di creare uno spazio aperto a tutti. Proprio per garantire qualità, rispetto ai tradizionali social media Ivory prevede un tipo di utente verificato, che certifica la propria identità con un documento. Chi non vuole fare questo passaggio, potrà solo leggere i post altrui senza interagire. Tra i verificati, ci sarà un’ulteriore suddivisione in base alle competenze: un livello base, uno più avanzato (per chi fornisce un curriculum e partecipa a conversazioni relative al proprio lavoro o un particolare interesse) e uno accademico, per i grandi esperti.

Come funziona

I contenuti della piattaforma saranno organizzati in ivory towers (“torri d’avorio), aree tematiche ispirate alle sezioni di Reddit. In queste ultime, tutti potranno esprimersi e trovare un proprio spazio, ottenendo credibilità attraverso le proprie interazioni. Gli utenti potranno poi assegnare dei voti agli altri utenti, in un sistema ispirato a quello della peer review degli articoli scientifici. Ci sarà inoltre spazio per video brevi – chiamati brief – e storie. La pubblicità sarà targetizzata, ma senza misurazione del tempo trascorso né condivisione con terzi dell’attività degli utenti. Ivory sarà certificato come rivista scientifica e potrà così diffondere e vendere articoli scientifici. I paper sottoposti a Ivory saranno inviati a tre revisori competenti nel settore, scelti casualmente tra coloro che non presentano alcun conflitto di interessi.

Renzi interpreterà Obama in uno spettacolo teatrale

First reaction: shock! E non può essere altrimenti: il 27 aprile Matteo Renzi vestirà i panni di Barack Obama sul palco del Teatro Parioli Costanzo di Roma per l’ultima messa in scena della stagione de La Storia a Processo!, di e a cura di Elisa Greco. A interpretare Michelle Obama, moglie del 44esimo presidente degli Stati Uniti d’America, sarà l’ex ministra della Giustizia Paola Severino.

Renzi interpreterà Obama in uno spettacolo teatrale
Matteo Renzi (Ansa).

Gli altri partecipanti al “processo” a Obama-Renzi

Il processo teatrale a Obama si svolgerà sul palco attraverso un dibattimento in cui si scontreranno le ragioni di accusa e difesa, con le parti che si sfideranno a colpi di interventi a braccio, coinvolgendo il pubblico. Per l’accusa saliranno sul palco i giornalisti Giorgio Dell’Arti e Gerardo Greco, mentre la difesa sarà affidata alle testimonianze di Gregory Alegi, giornalista e professore di Storia e Politica degli Usa alla Luiss e, Antonio Di Bella, storico volto dell’informazione Rai. Guidati dal presidente della Corte Giovanni Salvi, già procuratore generale della Cassazione, si sfideranno il Pubblico Ministero Luisa De Renzis, sostituto procuratore generale della Cassazione, e l’avvocato difensore Maurizio Bellacosa, avvocato penalista e professore di Diritto Penale della Luiss Guido Carli.

Renzi interpreterà Obama in uno spettacolo teatrale
Paola Severino (Ansa).

Apple, Tim Cook lascia il ruolo di ceo

Dopo 15 anni, Tim Cook lascerà il ruolo di ceo di Apple. Regista e volto della trasformazione del gigante di Cupertino, passerà la guida al vicepresidente John Ternus e diventerà presidente esecutivo del consiglio di amministrazione dell’azienda. Il passaggio di consegne avverrà dal 1º settembre 2026. La transizione, approvata all’unanimità dal consiglio di amministrazione, è il risultato di un processo di pianificazione della successione e di lungo periodo. Cook, ha spiegato Apple, continuerà a ricoprire il ruolo di ceo per tutta l’estate, lavorando a stretto contatto con Ternus per garantire una transizione fluida. Nel presentare il successore, Cook l’ha definito uno con la «mente di un ingegnere, l’anima di un innovatore e il cuore per guidare con integrità e onore». E ancora, «un visionario i cui contributi ad Apple in 25 anni anni sono già troppo numerosi per essere contati» e «senza dubbio la persona giusta per guidare Apple nel futuro».

Apple, Tim Cook lascia il ruolo di ceo
John Ternus (Ansa).

Chi è John Ternus

Nell’azienda dal 2001, Ternus ha assunto un’importanza crescente nella divisione hardware. Ha ricoperto un ruolo chiave nella progettazione dei processori Apple Silicon e ne ha guidato la transizione nei Mac da quelli x86. Ha contribuito allo sviluppo di gran parte dei prodotti Apple oggi sul mercato e a inizio marzo 2026 ha personalmente presentato il MacBook Neo. La sua nomina sarebbe stata decisa, oltre che all’insegna della continuità interna, con un occhio al futuro imminente. A differenza di altri manager più orientati alla gestione operativa, Ternus è prima di tutto un ingegnere, cosa che assume particolare rilevanza in una fase in cui Apple punta su intelligenza artificiale, chip proprietari e dispositivi di nuova generazione.

Trump silura un’altra ministra: via anche la segretaria al Lavoro

Dopo Kristi Noem e Pam Bondi, salta un’altra ministra dell’Amministrazione Trump: la segretaria al Lavoro Lori Chavez-DeRemer. Il capo della comunicazione della Casa Bianca, Steve Cheung, ha dichiarato che «assumerà una posizione nel settore privato», formula già usata per congedare la procuratrice generale Bondi. In realtà l’ormai ex segretaria al Lavoro è stata travolta da un’indagine interna.

Trump silura un’altra ministra: via anche la segretaria al Lavoro
Donald Trump (Ansa).

Le accuse rivolte a Chavez-DeRemer

«Ha svolto un lavoro fenomenale nel suo ruolo, proteggendo i lavoratori americani, attuando pratiche di lavoro eque e aiutando gli americani ad acquisire competenze aggiuntive per migliorare le loro vite», ha aggiunto Cheung. Il caso di Chavez-DeRemer è diverso da quelli di Noem e Bondi, perché almeno ufficialmente è stata lei a dimettersi e non Donald Trump a rimuoverla dall’incarico. In realtà da tempo c’erano forti pressioni su di lei affinché facesse un passo indietro, visto che era finita nell’occhio del ciclone per spese non consentite e comportamenti inappropriati sul lavoro. In particolare avrebbe avuto una relazione extraconiugale con un membro della sua scorta, bevuto alcolici durante l’orario di lavoro e usato risorse pubbliche per organizzare viaggi personali spacciati per impegni istituzionali. Non solo: secondo diverse ricostruzioni, il marito e il padre di Chavez-DeRemer avrebbero inviato messaggi inappropriati e richieste personali a giovani collaboratrici del suo staff.

Trump silura un’altra ministra: via anche la segretaria al Lavoro
Lori Chavez-DeRemer (Imagoeconomica).

Avrebbe dovuto affrontare un interrogatorio formale

L’ispettore generale, figura indipendente incaricata di sorvegliare l’etica e la legalità nei singoli ministeri, aveva aperto un’indagine a gennaio: a giorni Chavez-DeRemer avrebbe dovuto affrontare un interrogatorio formale, anticipato però dalle dimissioni. Il comando del Dipartimento del Lavoro passa ora temporaneamente nelle mani del vice Keith Sonderling.

Altolà del Colle sul decreto Sicurezza, verso un intervento correttivo in Cdm

Altolà del Colle sul decreto Sicurezza, con il governo che cerca di correre ai ripari. Sotto i riflettori c’è la norma che prevede un incentivo da 615 euro per gli avvocati che seguono una pratica di rimpatrio volontario, che rischia di far mancare la controfirma di Mattarella al provvedimento. La maggioranza aveva fatto sapere di voler presentare un emendamento in commissione per modificare la norma contestata ma, poi, ha bloccato le macchine per timore dell’ostruzionismo delle opposizioni che potrebbe portare in decadenza il provvedimento. Sarebbe stata infatti necessaria una terza lettura in Senato, dopo l’ok di Montecitorio, per farlo diventare legge. Ma essendo i tempi serratissimi (la scadenza ultima è il 25 aprile), il rischio di non farcela sarebbe stato decisamente alto. Il governo sta quindi vagliando l’ipotesi di un nuovo decreto, da presentare in Cdm, che abroghi il punto contestato.

Insorgono le opposizioni

Intanto le opposizioni insorgono. «Il governo e la maggioranza stanno andando deliberatamente allo scontro con il Colle», ha accusato la capogruppo del Partito democratico Chiara Braga, parlando di «fibrillazione istituzionale senza precedenti». «È gravissimo», ha rincarato Alleanza verdi-sinistra. «Così governo e maggioranza preferiscono lo scontro con il Paese ed ignorano il richiamo del Colle». Critica anche Italia viva, con Roberto Giachetti che ha definito la situazione «la definitiva distruzione delle prerogative parlamentari». Si attende ora il secondo round in Aula dopo la fine travagliata dei lavori in commissione e l’arrivo del decreto sicurezza nell’Emiciclo per il voto finale, così come è uscito da Palazzo Madama.