Nell’ambito dell’intrattenimento online, spesso e volentieri ci si domanda quale sia effettivamente il casinò più conosciuto e apprezzato in Italia. Per rispondere a una simile domanda, però, è necessario prendere in considerazione diversi aspetti, esattamente come ha fatto un recentissimo studio sull’argomento.
Per approfondire davvero quali sono i casinò online più famosi in Italia, è bene prendere in considerazione le SERP, quindi il volume di ricerche mensili su Google in Italia, così come il dato relativo a Google Trend Italia, ma è altrettanto interessante capire il posizionamento sui social media, a livello di following, dei principali player, sia italiani che internazionali.
Nessuno come BetFlag e Sisal
Ebbene, dallo studio in questione effettuato da BonusFinder Italia, è emerso sostanzialmente un divario abissale tra la coppia formata da Sisal e BetFlag e tutto il resto dei casinò online con licenza ADM che operano sul mercato italiano. A fare la differenza è stato il dato riguardante il volume di ricerche mensili online che è stato registrato su Google in Italia.
A dare il primo posto in questa particolare classifica all’operatore BetFlag, invece, è stato il punteggio totalizzato su Google Trend Italia, che ha permesso di sopravanzare di nove punti Sisal. Molto più distanziato troviamo il brand Goldbet, che si è collocato in terza posizione ed è certamente un po’ più equilibrato, con una minima presenza sui social media, circa 8 mila follower, a dispetto della coppia di testa, che invece non ha attivo alcun canale di comunicazione sui più importanti social media del momento.
Chi sale grazie alla presenza sui social media
Ci sono altri operatori, in modo particolare si tratta di una prerogativa che accompagna i player internazionali, che al contrario sono riusciti a risalire la classifica nonostante un volume di ricerche mensili praticamente inesistente, grazie invece all’apporto legato ai social network. È il caso emblematico di PokerStars, che si limita a un volume di ricerche mensili pari solamente a 15 mila, mentre invece, detiene un grandissimo seguito sui social media, con oltre 1 milione di follower. Ottimo, tra l’altro, anche lo score (il migliore di tutta la classifica) legato a Google Trend Italia, pari a 65.
Discorso diverso per Lottomatica, ma sopratutto Bet365, che riescono a districarsi in maniera più equilibrata tra i tre indicatori presi come punti di riferimento per lo sviluppo di questo studio, va detto che anche Snai, altro noto player italiano, ha un seguito sui social media praticamente pari a zero, ma riesce a rimanere in settima posizione grazie a un ottimo dato sulle ricerche mensili, oltre 524 mila, ma anche un discreto score su Google Trend Italia.
Al pari di quanto analizzato con PokerStars, anche Stake.it è un altro player internazionale che punta tantissimo sulla presenza attiva sui social per catturare, e mantenere alto nel tempo, l’interesse degli utenti. Un milione di follower fa da contrasto con un volume di ricerche pari solamente a 15 mila, ma che senz’altro stimola un approfondimento. Ovvero, che la brand awareness non si costruisce solo ed esclusivamente grazie ala ricerca organica, ma ormai c’è anche un altro fattore che può fare la differenza.
Tanti brand hanno una notevole visibilità per le scelte strategiche che fanno a livello comunicativo e pubblicitario, ma ce ne sono alcuni, come è emerso da questo studio, che continuano a rimanere invisibili agli utenti in Italia, nonostante comunque abbiano ottenuto una licenza ADM a tutti gli effetti. Stiamo parlando, ad esempio, di Marathon, con sole 100 ricerche al mese, piuttosto che di Domus Bet e Sunbet, rispettivamente 1300 e 3500 ricerche mensili. Insomma, manca senz’altro una tattica di acquisizione organica che possa portarli all’attenzione del grande pubblico online.
A sette anni di distanza dall'ultimo film, Star Wars torna nelle sale con Pedro Pascal e Sigourney Weaver
Dopo un'assenza che perdura dal 2019, Star Wars torna oggi nei cinema italiani con The Mandalorian and Grogu, film che porta sul grande schermo le avventure del mandaloriano Din Djarin e dell'alieno Grogu (formerly known as Baby Yoda). Diretto dal creatore della serie The Mandalorian Jon Favreau, che ne è anche co-sceneggiatore insieme al presidente di Lucasfilm Dave Filoni e a Noah Kloor, il film promette una classica avventura guerrestellaresca con voli spaziali, intrighi politici, duelli e momenti emozionanti. Ambientato nel periodo che si estende dalla fine della trilogia... - Leggi l'articolo
CINEMA - Star Wars - 20 maggio 2026 - articolo di Angela Bernardoni
Per Oscar Fantastica un romanzo “cozypunk” dell'autrice inglese Grace Curtis, al suo esordio in Italia.
Se cercate “Floating Hotel” su Google troverete decine di annunci alberghiere. Solo aggiungendo il nome dell'autrice e un po' di fortuna troverete notizie su questo libro, che prende il concetto di crociera, ovvero di viaggio-vacanza che tocca varie mete turistiche, e lo porta nello spazio.
Secondo alcuni commentatori può essere avvicinato al “cozypunk”, ovvero a quella fantascienza senza conflitti, di lettura piacevole, della quale si era già parlato con l'uscita dei romanzi di Backy Chambers.
L'illustrazione di copertina è dell'artista... - Leggi l'articolo
Tutte le stagioni precedenti alla partnership con Disney saranno disponibili su AMC+ a partire da giugno
Perso nello spazio e nel tempo dopo la brusca conclusione dell'accordo tra BBC e Disney, Doctor Who torna disponibile per il pubblico fuori dal Regno Unito grazie a una nuova partnership tra la TV inglese e AMC, canale di tv via cavo statunitense proprietario della piattaforma di streaming AMC+, nuova casa del Dottore. L'annuncio è stato dato attraverso il profilo Twitter di Doctor Who, in un post che gioca con la lunga pausa intercorsa negli aggiornamenti sulla serie dopo il sofferto divorzio di cui maggiore vittima è stata la serie spin-off co-prodotta da Disney+ The War... - Leggi l'articolo
La verifica svolta dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia e del gruppo Ecr Conservatori presso il Ruggi di Salerno conferma una realtà che denunciamo da anni: la sanità campana è stata devastata da una gestione fallimentare e da un sistema di potere costruito da Vincenzo De Luca, che ha prodotto inefficienze, carenze strutturali e mortificato territori fondamentali come quello salernitano”. Lo ha detto Edmondo Cirielli, coordinatore della direzione nazionale di Fratelli d’Italia. “Quanto emerso nel Pronto soccorso e nei reparti dell’ospedale salernitano – sottolinea – è allarmante. Medici e operatori sanitari continuano a garantire servizi essenziali con enorme professionalità e spirito di sacrificio, nonostante una cronica insufficienza di personale e organizzazione. È inaccettabile che un presidio strategico come il Ruggi debba operare con organici così ridotti, scaricando inevitabilmente il peso delle mancanze regionali su lavoratori e cittadini. È altrettanto doveroso sottolineare che l’attuale gestione guidata dal presidente Fico non ha responsabilità rispetto al disastro ereditato”. “Al contrario – conclude Cirielli – stanno emergendo primi segnali concreti di cambiamento, a partire dall’uscita dal piano di rientro, simbolo della pesante eredità lasciata dagli anni della precedente amministrazione regionale. Continuerò a sostenere ogni percorso di rinnovamento vero della sanità campana, nella convinzione che i cittadini, soprattutto quelli salernitani, abbiano diritto a strutture efficienti, servizi adeguati e una sanità finalmente sottratta a logiche di potere e gestione clientelare”.
Al termine della rifinitura di questo pomeriggio, mister Serse Cosmi ha convocato 27 calciatori per la sfida in programma domani alle 20:45 allo stadio Bruno Benelli contro il Ravenna, gara di ritorno del secondo turno della fase nazionale dei playoff del campionato di Serie C Sky Wifi 2025/26. Cosmi recupera due pedine in difesa: Matino ha scontato il turno di squalifica, Arena invece si è messo alle spalle l’infortunio patito nel test in famiglia con il Faiano.
Insulti, intimidazioni e tensione durante la partita di calcio. Al centro della vicenda c’è la salernitana Marina Rinaldi, allenatrice della formazione della Longobarda Valle dell’Irno di Baronissi, figura conosciuta nel panorama sportivo campano non solo per il suo percorso calcistico ma anche per essere stata la prima allenatrice transgender del calcio italiano. Durante la gara del campionato di Terza Categoria, girone A, disputatasi il 10 maggio scorso allo stadio “Karol Wojtyła” di Nocera Superiore tra la Blue Soccer Academy di Castel San Giorgio e la Longobarda Valle dell’Irno, vinta dai padroni di casa per 2-1, l’allenatrice salernitana sarebbe stata bersaglio di pesanti offese sessiste e di un clima ostile per tutta la durata dell’incontro. Il fatto è stato riconosciuto anche dagli organi federali con una ammenda alla società sangiorgese che quest’anno ha giocato tutto il campionato a Nocera Superiore. «Un atteggiamento offensivo e minaccioso nei confronti dei calciatori della squadra avversaria” arrivando a «ingiuriare gravemente con insulti sessisti l’allenatrice ospite”, scrive il giudice sportivo . Al termine della partita Marina Rinaldi ha affidato ai social della Longobarda Valle dell’Irno un lungo sfogo, nel quale ha raccontato il proprio stato d’animo dopo quanto accaduto a Nocera Superiore mentre lei stessa ha parlato di una situazione che l’ha profondamente colpita anche sul piano umano: “Durante il primo tempo sono rimasta senza parole. Le frasi che sono state rivolte a me sono qualcosa di irripetibile”. Nel suo intervento l’allenatrice ha evidenziato come il problema vada oltre il semplice episodio sportivo. “Il calcio dilettantistico e quello professionistico, a qualsiasi livello, non riguardano questo tipo di atteggiamenti. Abbiamo vissuto una repressione psicologica. Penso alla peggiore partita della storia della Longobarda Valle dell’Irno”. La Rinaldi, nata a Salerno nel 1982, ha completato il percorso di transizione nel 2013. Ex calciatrice, è in possesso del patentino Uefa B che le consente di allenare fino alla Serie D. La sua storia fece clamore quando diventò la prima allenatrice transgender del calcio italiano, sedendo sulla panchina della Salernitana Femminile dopo una lunga esperienza maturata tra squadre di quartiere e realtà giovanili del territorio salernitano. Nel video pubblicato dalla società, la Rinaldi ha anche lasciato intendere di vivere un momento di forte amarezza personale: «Non so se continuerò in questo contesto perché sinceramente non mi appartiene. Penso di essere una persona differente, forse peggiore, ma non così».
Il confronto sul futuro dei servizi di igiene urbana passa anche attraverso le esperienze amministrative che, sui territori, stanno producendo risultati concreti.
Tra queste, al convegno “Efficienza nei servizi di igiene urbana: quadro normativo e sfide per il futuro”, tenutosi oggi a Salerno, è stata richiamata anche l’esperienza della città di Sarno, indicata tra le realtà virtuose della provincia per il percorso sviluppato nel settore ambientale e nella gestione dei servizi di igiene urbana.
“Essere considerati un modello in un territorio vasto e complesso come quello di Sarno, che si estende su circa 40 chilometri quadrati, rappresenta un riconoscimento importante del lavoro svolto in questi anni- ha dichiarato il Sindaco Francesco Squillante.
Accanto al potenziamento dei servizi, abbiamo rafforzato anche le attività di controllo e monitoraggio del territorio, attraverso sistemi di
e verifiche costanti effettuate insieme alla Polizia Municipale sul corretto conferimento dei rifiuti.
Un’attività fondamentale per tutelare il decoro urbano e promuovere una sempre maggiore cultura del rispetto ambientale”.
Il convegno, tenutosi questa mattina a Salerno, è stato promosso dalla Fondazione Bardascino e organizzato da Global Academy con il patrocinio della Provincia di Salerno, di AssoAmbiente e di Confindustria Salerno.
Un uomo di 56 anni di Celle di Bulgheria (Salerno), versa in gravi condizioni a seguito di un incidente domestico verificatosi questa mattina. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo è caduto da un’altezza di circa cinque metri mentre stava eseguendo lavori all’esterno della propria abitazione. Per cause in corso di accertamento, avrebbe perso l’equilibrio precipitando al suolo. L’allarme è stato lanciato dai familiari. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e gli agenti della polizia municipale. Viste le gravi condizioni del ferito, è stato richiesto l’intervento dell’elisoccorso, atterrato nei pressi del campo sportivo del paese. Il 56enne è stato trasferito all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggì d’Aragona di Salerno, dove è ricoverato. Sono in corso accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incident
Il 19 maggio di dieci anni fa moriva Marco Pannella. Una ricorrenza, quella di oggi, che porta con sé ovviamente la naturale tristezza per la scomparsa di una persona ma nello stesso tempo che rilancia la straordinaria vitalità e attualità del leader radicale, con le battaglie per i diritti civili, per l’ambiente, l’impegno su carceri e giustizia, la lotta antipartitica, l’impegno contro il dissesto idrogeologico, l’attenzione agli ultimi. E gli scioperi della fame e le proteste non violente. Proteste ritornate di attualità in questi giorni con Roberto Giachetti, deputato Iv ed ex radicale, che ha messo in campo una protesta potremmo dire pannelliana in purezza. Contro lo stallo della Vigilanza Rai sciopero della fame e sciopero della sete e infine l’incatenamento con manette ai banchi di Montecitorio (tutto poi rientrato). Ecco una protesta non violenta, tipica del leader radicale, che immediatamente, fra le tante, ci riporta al Pannella in tv nel 1978. In occasione di una tribuna sul referendum per protesta Pannella, insieme ad Emma Bonino, rimase davanti alle telecamere in diretta per oltre venti minuti imbavagliato e in silenzio. Insomma un uomo plitico ingombrante, divisivo ma coerente fino in fondo con le sue idee. Tanto da dividere involontariamente ancora oggi, dieci anni dopo la sua scomparsa. Sono di questi giorni infatti le polemiche, le discussioni generate da due proposte avanzate in suo ricordo: la posa di una targa sulla facciata di palazzo Braschi in via di Torre Argentina 76, storica sede del Partito Radicale e un busto da collocare alla Camera dei deputati. Due iniziative che stanno creando scompiglio, come lui era tipico provocare. Tutti i temi che hanno segnato il percorso politico e umano di Pannella ancora oggi fanno parte, in un modo o nell’altro, delle agende dei lavori degli schieramenti politici. Le istituzioni ricorderanno Pannella – alla Camera con un convegno nella Sala della Regina e domani in aula con la commemorazione ufficiale – ma non saranno le sole. Fra gli appuntamenti che in questi giorni ripropongono la figura del leader radicale ha rilievo quello organizzato dall’agenzia Askanews dal titolo “Conversazione su ‘La lezione di Marco’”, in riferimento al titolo del libro di Alfonso Pecoraro Scanio. Al dibattito, moderato dal direttore dell’agenzia Gianni Todini, hanno preso parte, oltre a Pecoraro Scanio (già presidente del Partito Radicale Campania, ministro delle Politiche agricole e forestali nel governo Amato II e ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare nel governo Prodi II ed oggi presidente della Fondazione UniVerde), il segretario del Partito Radicale Maurizio Turco, il direttore di Rinascita Federico Lobuono, la direttrice di Radio Radicale Giovanna Reanda, il direttore editoriale di Askanews Paolo Mazzanti. “Noi non facciamo i politici, i deputati, i leader: lottiamo, per quel che dobbiamo e per quel che crediamo. E’ questa la differenza che prima o poi, speriamo non troppo tardi, si dovrà comprendere”: sono le parole di Pannella stampate sulla quarta di copertina del libro di Pecoraro e che tracciano la strada del leader radicale. Per l’ex ministro l’idea di fondo era che “per fare attività politica non hai bisogno dello scranno istituzionale, non serve candidarsi al posto ma avere un’idea”. Per Lobuono infatti Pannella “non vuole consolidare un potere” ma “uscire dalla propria trincea”. Insomma, sono parole di Reanda, “ci ha insegnato un metodo di vita”. Un metodo, aggiunge Pecoraro, che “è stato un insegnamento che va oltre il ricordo: bisogna lavorare per singoli obiettivi, non temi ideologici ma temi specifici”. Per Turco è di tutta evidenza come Pannella abbia “esercitato un modello nuovo di partito, con alla base fra l’altro il tema ecologista”. Una formazione politica, quella pannelliana impegnata in una “lotta antipartito continua, una lotta contro il regime”. I tami proprosti da Pannella hanno ancora oggi “la loro attualità” fra cui, per tornare all’ambiente, “la riproposizione continua della mancanza di governo dei cosiddetti ‘disastri naturali'”. Pannella, continua Turco, “incitava ad essere protagonisti del proprio futuro e a non essere rappresentati da forze che non sono rappresentative”. Per Mazzanti era animato da “un’ansia antiideologica” che non gli ha impedito comunque di portare avanti la sua azione anche in ambiti istituzionali: presidente del Municipio di Ostia, deputato, europarlamentare. Pannella, ribadisce Mazzanti, ha combattuto “per i diritti civili, l’ambiente, per la pace da non confondere con il pacifismo”. Si è sempre opposto poi alla “partitocrazia lideristica”. Un Pannella, ricorda Pecoraro, “referendario e ecologista” con la passione e le lotte per l’ambiente con quel suo “furore laico interessato solo al bene della collettività e alla salute del pianeta in cui viviamo”: no alla spinta contro il nucleare, no alla caccia, gli appelli per tamponare il dissesto idrogeologico del Paese. Tutti temi di oggi. Così come altrettanto attuale è la lotta oggi, da parte di alcuni movimenti e partiti come M5s alla partitocrazia. Un termine questo, sottolinea Pecoraro, che “Pannella fu il primo ad inventare”. Una partitocrazia per i pentastellati, continua l’ex ministro, “giudicata incapace di risolvere i problemi e, anzi, occasione di ulteriori sprech”i. Gran parte delle istanze portate avanti dal Movimento “rispondono ai nodi cruciali della politica contemporanea. Ed è allora interessante ricordare come sia stato Marco Pannella il primo a individuare questi nodi: in alcuni casi il primo in Italia; in altri il primo a livello mondiale”. Sui cinquestelle Pecoraro aggiunge: “Il Movimento 5 stelle sta raccogliendo quell’Italia che mandava a quel paese i partiti e votava i nostri referendum, come quello sul finanziamento ai partiti. E’ indubbio che siamo sempre il quel Paese”
Sarà Leonardo Mastrodomenico della sezione di Matera a dirigere la sfida tra Ravenna FC e Salernitana, ritorno del secondo turno della fase nazionale dei playoff di Serie C, in programma domani alle 20:45 allo stadio Stadio Bruno Benelli.
Gli assistenti designati sono Vittorio Consonni e Daniel Cadirola, mentre il ruolo di quarto ufficiale sarà affidato a Erminio Cerbasi.
In sala Var ci saranno Niccolò Baroni e, come assistente Var, Cristiano Ursini.
C’è anche un precedente positivo per i granata con Mastrodomenico: il direttore di gara ha infatti arbitrato la vittoriosa trasferta della Salernitana sul campo del Cosenza Calcio in questa stagione.
Operazione antidroga della Polizia di Stato nel quartiere Sant’Eustachio, dove gli agenti della Squadra Mobile di Salerno hanno arrestato una donna di 42 anni e il figlio 25enne con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.
Il blitz è scattato nel pomeriggio di ieri con il supporto degli equipaggi dell’Ufficio Prevenzione Generale e di un’unità cinofila della Questura di Napoli. L’attività investigativa sarebbe partita da diverse segnalazioni inviate dai cittadini tramite l’app YouPol, che indicavano un intenso via vai sospetto in un condominio di via Martiri di Belfiore.
Nel corso dei servizi di osservazione, gli investigatori hanno accertato la presenza di telecamere installate abusivamente all’esterno dell’abitazione, utilizzate – secondo gli inquirenti – per monitorare la zona e prevenire eventuali controlli delle forze dell’ordine.
La successiva perquisizione dell’appartamento e di uno scantinato ha permesso di scoprire un vero e proprio laboratorio per la trasformazione della cocaina in crack. Gli agenti hanno sequestrato circa 300 dosi tra crack e cocaina già confezionate, ulteriori quantitativi di stupefacente, marijuana, materiale per il confezionamento, appunti riconducibili all’attività di spaccio, cinque munizioni calibro 380 e circa 4.800 euro in contanti ritenuti provento dell’attività illecita.
Al termine delle formalità di rito, i due arrestati sono stati trasferiti in carcere in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.
“L’Europa non può continuare a essere percepita come un’entità distante, burocratica o confinata ai soli tavoli istituzionali. È necessario risvegliare un europeismo oggi troppo spesso in letargo, riportandolo nella quotidianità delle persone attraverso la conoscenza, la partecipazione e l’informazione costante”. Lo dichiara Rocco Tiso, fondatore e portavoce nazionale del movimento Euromò, che rivolge un appello alle istituzioni italiane ed europee affinché si promuova una nuova stagione di educazione europea diffusa e accessibile. “L’Ue deve trasformarsi, nella percezione collettiva, da organismo lontano a vera e propria Casa Comune: uno spazio concreto di diritti, opportunità e responsabilità condivise. Questo processo richiede strumenti permanenti di consapevolezza pubblica e una presenza più vicina ai cittadini, soprattutto alle giovani generazioni”. Euromó individua tre direttrici fondamentali per costruire un nuovo rapporto tra cittadini e istituzioni europee. Uno, i Media. L’Europa in Diretta – il diritto all’informazione europea: proponiamo che radio e televisioni pubbliche introducano una striscia informativa quotidiana dedicata ai temi dell’Ue, con linguaggio chiaro e accessibile, capace di spiegare in modo concreto l’impatto delle decisioni europee sulla vita quotidiana. Particolare attenzione dovrebbe essere dedicata alla trasparenza sull’utilizzo dei fondi europei nei territori, affinché ogni comunità possa conoscere e riconoscere il contributo dell’Europa allo sviluppo locale. Due, la scuola. L’Europa tra i Banchi – educazione civica europea: Euromó chiede l’inserimento stabile dello studio dell’Unione Europea nei programmi scolastici, non limitato all’approfondimento storico ma orientato a una vera educazione civica europea. “Occorre fornire ai giovani strumenti pratici per vivere pienamente la cittadinanza europea: dai programmi Erasmus alle tutele del lavoro all’estero, fino ai diritti digitali e ambientali”, sottolinea Tiso. Tre, azione. L’Europa è partecipazione: in tal senso ribadiamo la necessità di una partecipazione civica attiva e indipendente, capace di monitorare il rapporto tra istituzioni, informazione e cittadinanza. “L’europeismo non può essere solo un principio astratto ma deve diventare pratica democratica quotidiana, fondata sulla responsabilità e sulla consapevolezza collettiva”, conclude Rocco Tiso.
Nell’ambito del procedimento avviato dalla procura di Milano, il percorso intrapreso e gli impegni formalizzati da Glovo hanno ottenuto il parere positivo del pubblico ministero Paolo Storari, «costituendo la base condivisa delle attività che, una volta implementate, potranno condurre alla revoca della misura dell’amministrazione giudiziaria». Lo comunica la società di delivery in una nota, sottolineando come, in questi mesi, «ha collaborato in modo continuativo, trasparente e costruttivo con la procura, definendo un articolato piano di interventi volto a rafforzare ulteriormente i propri standard operativi, organizzativi e di controllo». Le misure prevedono un impegno economico e un rafforzamento in termini organizzativi e della compliance, che confermino la centralità del mercato italiano e la volontà del Gruppo di continuare ad investire nel Paese.
Matteo Salvini avrebbe provato a convincerla in ogni modo. Il pressing del segretario leghista su Laura Ravetto sarebbe stato insistente. L’ultima telefonata poco prima dell’annuncio dell’addio, fatto uscire sul sito di un quotidiano. Ma non c’è stato nulla da fare.
Le liti e l’isolamento dal gruppo parlamentare
Per l’ex pasionaria leghista, divenuta salviniana nel 2020 dopo un trascorso ventennale in Forza Italia, la misura era colma. Le liti con il tesoriere Alberto Di Rubba erano sotto gli occhi di tutti, così come l’isolamento dai colleghi del gruppo parlamentare. Da mesi Ravetto ormai parlava con pochissimi. Molte smorfie e rispostacce in Transatlantico, e qualche ‘soffiata’ al vetriolo passata ai giornali. Per non parlare del video, diventato virale sui social e girato parecchio pure nelle chat del partito, in cui Ravetto aggrediva verbalmente una giornalista durante il corteo dei Patrioti a Milano.
La responsabile Pari opportunità del partito non aveva digerito la mancata nomina, a novembre scorso, alla presidenza di Arera. Un incarico prestigioso – si sarebbe ‘sistemata’ per sette anni – che le era stato promesso dal capo. Da allora le crepe sarebbero diventate faglie, fino alla rottura sancita dall’accordo, siglato sabato scorso a Viareggio, con Roberto Vannacci. Ravetto sarà il volto del generale in tv da qui alle Politiche.
I contributi da saldare alla Lega
Nel caos della comunicazione leghista degli ultimi mesi – sconvolta dalla transizione tra Matteo Pandini e Davide Vecchi – la deputata cuneese faticava ad accedere nelle trasmissioni, l’unica cosa che veramente le stava a cuore. E poi c’era la questione dei soldi. Nell’ultimo incontro con i parlamentari leghisti, Salvini era stato tranchant: chi non paga il contributo (2800 euro al mese) è fuori dal partito. Ravetto doveva scegliere: saldare l’arretrato a un partito che forse non le avrebbe assicurato la rielezione o cambiare casacca. Ha scelto la seconda opzione.
Matteo Salvini (Ansa).
Si attendono nuovi arrivi in Futuro Nazionale
Ora attendiamo solo di vedere se e quanti altri la seguiranno, attratti dai consensi in crescita di Futuro Nazionale. Si parla di tre o quattro ingressi a partire dalla prossima settimana, non tutti dalla Lega. In tal caso, i deputati vannacciani – saliti a quattro con Ravetto che si unisce agli ex leghisti Rossano Sasso ed Edoardo Ziello e all’ex FdI Emanuele Pozzolo – si avvicinerebbero alla soglia minima richiesta per diventare componente del Misto e accedere ai fondi messi a disposizione della Camera.
Adriano Panatta, 76 anni a luglio, si è ritirato dai campi di tennis nel 1983. Dal 1984 al 1997 è stato capitano non giocatore di Coppa Davis. E poi ha fatto il direttore degli Internazionali di tennis di Roma dal 1999 al 2003. Ma nel 2002 è iniziato lo scontro con la Federtennis, già presieduta da Angelo Binaghi (siede su quella poltrona dal 2001), che peraltro Panatta aveva appoggiato, assieme ad altri, nella scalata per abbattere Paolo Galgani, presidente dal 1976 al 1998. Cos’era successo?
Una vecchia storia di compensi in nero versati dagli sponsor
La Federtennis aveva risolto il contratto di consulenza con Panatta, imputando all’ex campione «comportamenti lesivi dell’immagine e delle finanze della Federazione», relativi a ipotesi di compensi in nero versati da alcuni sponsor. Panatta, successivamente, perse sia la causa civile sia davanti ai giudici sportivi. E da lì in poi è iniziato il periodo di grande freddezza con la Fit.
Adriano Panatta (Ansa).
Nel 2015, quando al Foro Italico venne inaugurata la Walk of fame dello sport italiano, Binaghi fece di tutto perché la targa di Adriano Panatta venisse esclusa. Poi, però, con la mediazione dell’allora presidente del Coni Giovanni Malagò, il nome del campione di tennis rientrò tra i primi 100 (e negli anni successivi sono stati aggiunti altri 48 nomi incisi nelle targhe sulla pavimentazione del Foro Italico).
I rapporti tra i due sono rimasti comunque ai minimi storici
I rapporti tra Panatta e Binaghi, anche una volta risolte le questioni legali, sono rimasti comunque ai minimi storici. E, nell’avvicinarsi dell’edizione 2026, quella a 50 anni dalla vittoria di Panatta agli Internazionali di Roma del 1976, tutti si interrogavano sulla sua eventuale presenza alla cerimonia di premiazione.
Un Adriano Panatta d’annata (foto Ansa).
Il 22 aprile, tuttavia, a pochi giorni dal via degli Internazionali (disputati dal 4 al 17 maggio), Panatta faceva sapere: «Nessuno mi ha invitato. Però mi è arrivato l’invito di Parigi, come sempre: lo fanno con i campioni del Roland Garros e i francesi della Davis. A Roma mancano due settimane, magari ci ripensano: facciano un po’ come gli pare. Una decina di anni fa mi invitarono per celebrare i 40 anni dalla vittoria della Coppa Davis. Lo facemmo in uno stadio vuoto, deserto, erano andati tutti a mangiare. È stato abbastanza triste».
«Mi piacerebbe tanto consegnare la coppa a un italiano»
Evidentemente qualcuno, lette queste parole, si è messo una mano sulla coscienza. E lo stesso Panatta, in una successiva intervista al Corriere della sera del 5 maggio, disse: «Mi hanno invitato al Foro Italico per premiare il vincitore. È arrivata una mail a nome del consiglio della Federtennis. Mi fa piacere, ci vado volentieri. Mi piacerebbe tanto consegnare la coppa a un italiano».
In tribuna autorità sul Centrale Panatta era molto defilato
Le apparenze sembravano salve, insomma. Il resto è cronaca: la finale di domenica 17 ha visto Jannik Sinner vincitore. Un altro italiano dopo 50 anni. Un passaggio di consegne perfetto tra lui e Panatta. Ma attenzione, colpo di scena. Innanzitutto, anche solo osservando la tribuna autorità sul Centrale del Foro Italico durante la finale maschile, si poteva notare come Panatta fosse stato fatto accomodare lontano da tutti, in posizione molto defilata rispetto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
In secondo luogo, è stato lo stesso Binaghi a rivelare cos’è accaduto: «Sono stato io, senza che nulla fosse programmato, a convincere il capo dello Stato a venire in campo a fare la premiazione, nel minuto immediatamente successivo alla vittoria di Jannik. Tutti gli italiani avrebbero voluto che fosse lui a premiare Sinner. Gli ho detto che anche Jannik sarebbe stato molto emozionato di essere premiato da lui».
Niente passaggio di consegne, solo un abbraccio
E così è andata. Niente passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo campione. Al buon Panatta, pure lui sul campo centrale, non è rimasto che abbracciare con affetto Sinner, premiato da Mattarella, farsi spettinare il ciuffo, e poi, mesto mesto, tornarsene al suo circolo tennis a Treviso. Perché Binaghi non perdona.
Le verifiche svolte dalla Commissione parlamentare antimafia in merito alle violazioni del codice di autoregolamentazione dei partiti hanno evidenziato 28 candidati considerati “impresentabili” alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026. Tra queste ci sono Luigi Gentile, candidato sindaco per il comune di Agrigento, Alfio Pillera, Gianluca Giuseppe Anzalone e Concetta Carla Luisa Foti, candidati sindaco a Randazzo (Catania) e Giovanni Macrì e Giuseppe Rodolico, candidati sindaco a Tropea. Le verifiche riguardano le consultazioni per l’elezione dei sindaci e dei consigli comunali in 35 comuni, ovvero Agrigento, Andria, Arezzo, Avellino, Chieti, Crotone, Enna, Fermo, Lecco, Macerata, Mantova, Messina, Pistoia, Prato, Reggio Calabria, Salerno, Trani, Venezia, Afragola (Napoli), Cava de’ Tirreni (Salerno), Ercolano (Napoli), Faenza (Ravenna), Imola (Bologna), Legnano (Milano), Marsala (Trapani), Molfetta (Bari), Moncalieri (Torino), Portici (Napoli), Viareggio (Lucca), Vigevano (Pavia), oltre ai comuni sciolti a seguito di fenomeni di infiltrazione o condizionamento di tipo mafioso di Cerva (Catanzaro), Melito di Napoli (Napoli), Quindici (Avellino), Randazzo (Catania) e Tropea (Vibo Valentia).
Gli Stati Uniti hanno sospeso il diritto di ingresso nel Paese ai cittadini non americani che negli ultimi 21 giorni sono stati nelle aree colpite da ebola – Uganda, Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan. Il provvedimento, emesso dai Centers for disease control and prevention (Cdc), sarà in vigore per 30 giorni ed è giustificato con la necessità di «proteggere la salute degli Stati Uniti dal grave rischio rappresentato dall’introduzione della malattia da virus ebola negli Usa da parte» di chi è stato in zone a rischio.
Africa Cdc: «Restrizioni non necessarie, serve solidarietà non stigma»
Polemiche da parte dell’Africa Cdc, l’agenzia per la salute pubblica dell’Unione Africana, che riconosce «la responsabilità sovrana di ogni governo di proteggere la salute e la sicurezza del proprio popolo» ma critica «l’uso di forti restrizioni ai viaggi come strumento principale di salute pubblica durante le epidemie». «L’esperienza dell’Africa Cdc», ha scritto in una nota, «ha dimostrato che forti restrizioni ai viaggi e chiusure delle frontiere spesso offrono benefici limitati per la salute pubblica, creando al contempo significative conseguenze economiche, umanitarie e operative». L’agenzia sanitaria ha pertanto invitato tutti i Paesi, all’interno dell’Africa e a livello globale, ad astenersi dall’imporre restrizioni commerciali o di viaggio non necessarie in risposta a questa epidemia. «L’Africa ha bisogno di solidarietà, non di stigma», ha concluso.
Finora 131 morti in Congo
Intanto l’Organizzazione mondiale della sanità convocherà il 19 maggio 2026 il suo comitato di emergenza per valutare l’epidemia di ebola in Congo, che finora ha causato 131 morti e 513 casi sospetti. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha dichiarato un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale, il secondo livello di allerta più alto. Gli elementi di preoccupazione secondo l’Oms sono diversi. Tra questi il fatto che sono stati segnalati casi in aree urbane e che sono stati segnalati decessi tra gli operatori sanitari, il che indica una trasmissione associata all’assistenza sanitaria. Anche le caratteristiche dell’area aumentano il rischio che l’epidemia cresca, perché vi è un significativo movimento di popolazione trattandosi di una zona mineraria. «Questa epidemia è causata dal Bundibugyo, una specie di virus ebola per il quale non esistono vaccini o terapie», ha affermato Ghebreyesus.
Jonathan Andic, figlio dello storico fondatore di Mango, Isak Andic, è stato arrestato per l’omicidio del padre. Ne ha dato notizia il quotidiano catalano La Vanguardia. L’imprenditore morì il 14 dicembre 2024 precipitando in un burrone durante un’escursione sul monte Montserrat. Con lui c’era solo il figlio, che ha sempre raccontato che il padre fosse caduto accidentalmente. Il caso relativo alla morte era stato archiviato per mancanza di prove di reato, ma successivamente è stato riaperto e si è concentrato sul comportamento del Jonathan. A pesare è stata anche la testimonianza di Estefania Knuth, compagna di Isak, che avrebbe parlato di un rapporto difficile tra padre e figlio, incrinato da tensioni familiari e divergenze sulla gestione dell’azienda. Di qui la decisione degli investigatori di disporre nuovi accertamenti sul cellulare di Jonathan e sulla dinamica della caduta.
Non sopporta né Maurizio Lupi né Licia Ronzulli: Carlo Calenda ha i suoi gusti, e chi lo vuole convincere a far parte del centrodestra nella futura corsa per conquistare Palazzo Marino sa che deve faticare parecchio. Però, dalle parti meloniane, c’è chi sta pensando a un colpo a effetto: «Ma se proponessimo proprio a Calenda di candidarsi a sindaco di Milano?». Pare una provocazione, che però servirebbe a fare chiarezza sull’alleanza da costruire in vista delle Politiche del 2027. Il leader di Azione, che resta un interlocutore strategico per il centrodestra a Milano, ha posto un veto alla candidatura di Lupi. Sponsorizzato da Ignazio La Russa, il leader di Noi Moderati ha recentemente incassato un timido sì pure da Ronzulli ma non dalla Lega.
Maurizio Lupi (foto Imagoeconomica).
Tornando all’ipotesi (lunare, va detto) di una candidatura di Calenda, chi obietta che è romano dovrebbe ricordare che lo era pure Stefano Parisi che per poco, nel 2016, non conquistò Palazzo Marino. Al secondo turno vinse Beppe Sala con il 51,7 per cento delle preferenze mentre Parisi si fermò al 48,3. E dulcis in fundo, Calenda ha nel curriculum un’altra candidatura a sindaco. Era il 2021 e alle Amministrative di Roma, insieme con Italia Viva, ottenne il 19,81 per cento staccando di una manciata di voti l’uscente Virginia Raggi e posizionandosi al terzo posto dietro Enrico Michetti e Roberto Gualtieri poi andati al ballottaggio. La sua lista “Carlo Calenda sindaco” fu la più votata a Roma superando pure Pd e FdI. Magari potrebbe esercitare lo stesso appeal anche all’ombra della Madonnina.
Carlo Calenda (Imagoeconomica).
Tutti al ricordare Pannella
Forse era più religioso, a modo suo, di tanti democristiani: fatto sta che Marco Pannella, nel decennale della morte, viene ricordato a Montecitorio da tanti cattolici. Nella sala della Regina nel pomeriggio di martedì va in scena la presentazione del libro Marco Pannella, la passione della politica curato da Piero Ignazi, con Benedetto Della Vedova in qualità di segretario di Presidenza della Camera, Emma Bonino, Pier Ferdinando Casini, monsignor Vincenzo Paglia, e poi Luciana Castellina, Gianni Letta, Claudio Martelli, Francesco Rutelli e altri ancora. Chissà cosa ne pensa Papa Leone XIV. Alla fine dell’evento, poi, nella vicina piazza Capranica verrà allestita una “maratona oratoria”, come faceva Pannella, con gli interventi di Paolo Vigevano, Elio Vito, Marco Taradash, Lia Quartapelle, Giorgio Mulè, Carlo Calenda, Enrico Costa, Roberto Giachetti, Filippo Sensi, Gian Domenico Caiazza, Francesca Scopelliti, Gaetano Quagliariello, Stefania Craxi, Riccardo Magi…
Marco Pannella in una foto del 2015 (Imagoeconomica).
Tajani punta a Cassino capitale della cultura, grazie a Montecassino
È davvero irrefrenabile Antonio Tajani. Dopo essersi speso per portare la linea ferroviaria AV a Frosinone, pare che il leader di Forza Italia abbia a cuore la candidatura a Capitale della Cultura nel 2029 di Cassino, “sfruttando” il riconoscimento dell’Abbazia di Montecassino come patrimonio Unesco, che potrebbe essere ottenuto entro il primo semestre del 2028. Il luogo sacro celebrerà proprio nel 2029 il suo anniversario numero 1500 con un vero e proprio Giubileo che dovrebbe aprirsi tra settembre e ottobre 2028 e chiudersi il 21 marzo 2030 in occasione delle celebrazioni per il transito di San Benedetto. Iniziative che coinvolgono anche le organizzazioni religiose, con la confederazione benedettina che ha aperto ufficialmente il suo cammino globale verso il Giubileo del 2029.
Unicredit non parteciperà all’assemblea annuale di Commerzbank, secondo quanto riportato da Bloomberg, allontanandosi così dal principale appuntamento che chiama a raccolta i soci della banca tedesca su cui sta tentando la scalata. Mentre è in corso l’Ops sul gruppo tedesco, Unicredit non ha registrato entro la scadenza del 13 maggio le azioni Commerzbank detenute in portafoglio. Senza questa registrazione, non potrà prendere parte all’assemblea in programma il 20 maggio. La mossa arriva mentre il board dell’istituto tedesco ha consigliato ai propri azionisti di rifiutare l’offerta di Piazza Gae Aulenti, giudicandola rischiosa.
Laura Ravetto lascia la Lega e passa a Futuro nazionale, il partito di Roberto Vannacci. È la prima big del Carroccio ad aderire alla formazione politica dell’ex generale. L’ha appreso Repubblica ed è stato confermato da fonti qualificate di Fn. Nei prossimi giorni dovrebbe salire sul palco di uno dei comizi vannacciani, sancendo pubblicamente il passaggio.
L’ex premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero risulta indagato nel caso del salvataggio pubblico della compagnia aerea Plus Ultra, finanziato con 53 milioni di euro. Secondo fonti giudiziarie citate dai media iberici, fra cui El Pais, l’ex presidente socialista (a capo del governo spagnolo dal 2004 al 2011) è accusato di associazione per delinquere, traffico di influenze e falso in documenti.
Su cosa si concentra l’indagine
L’indagine riguarda il presunto riciclaggio di 53 milioni concessi dallo Stato alla compagnia aerea attraverso un fondo di appoggio a imprese strategiche. Nasce da rogatorie arrivate da Svizzera e Francia su presunti flussi sospetti di denaro legati al salvataggio pubblico di Plus Utra, già finita al centro di polemiche in Spagna per i rapporti economici con imprenditori venezuelani vicini al chavismo. Alla fine del 2025 erano stati arrestati il presidente della compagnia, Julio Martinez Sola, e l’amministratore delegato Roberto Roselli. Secondo l’ipotesi degli investigatori, Zapatero avrebbe ricevuto oltre 400 mila euro in cinque anni tramite la società di consulenza Analisis Rilevante, fondata dall’imprenditore Julio Martinez Martinez, suo amico personale e socio d’affari. La società avrebbe incassato circa 460 mila euro da Plus Ultra per attività di mediazione e consulenza in Venezuela. L’ex premier ha sempre sostenuto che i compensi erano regolari e dichiarati fiscalmente.
Il ministero della Difesa russo ha annunciato che l’esercito di Mosca inizierà tre giorni di esercitazioni sulle armi nucleari che coinvolgeranno migliaia di soldati in tutto il Paese. Nel frattempo il presidente Vladimir Putin si trova in visita in Cina. «Dal 19 al 21 maggio 2026, le forze armate della Federazione russa condurranno un’esercitazione sulla preparazione e l’uso delle forze nucleari in caso di minaccia di aggressione», ha dichiarato il Cremlino, aggiungendo che si praticheranno addestramenti congiunti e l’uso di armi nucleari dislocate sul territorio della Bielorussia.
Coinvolti oltre 64 mila militari
All’esercitazione partecipano le forze missilistiche strategiche, le flotte del Nord e del Pacifico, il comando dell’aviazione a lungo raggio e parte delle forze dei distretti militari di Leningrado e Centrale. Complessivamente saranno coinvolte oltre 7.800 unità di equipaggiamento militare, tra cui oltre 200 lanciamissili e più di 140 velivoli, per un totale di oltre 64 mila militari. Durante le esercitazioni, verranno lanciati missili balistici e da crociera in siti di prova sul territorio russo.
Donald Trump ha annunciato di aver sospeso un attacco pianificato contro l’Iran in programma martedì 19 maggio 2026 su richiesta dell’Emiro del Qatar, del principe ereditario dell’Arabia Saudita e del presidente degli Emirati Arabi Uniti, «poiché sono in corso seri negoziati». «Ho impartito istruzioni al segretario alla Guerra, Pete Hegseth, al capo dello Stato maggiore congiunto, generale Daniel Caine, e alle forze armate degli Stati Uniti, affinché non venga eseguito l’attacco contro l’Iran programmato per domani», ha scritto sul suo social Truth. L’accordo di cui si sta discutendo, ha continuato, «includerà nessuna arma nucleare all’Iran». «Ho inoltre dato istruzioni», ha continuato, «di tenersi pronti a procedere con un attacco su vasta scala in qualsiasi momento, qualora non si raggiunga un accordo accettabile». Ai media, il tycoon ha spiegato che «mi è stato chiesto dall’Arabia Saudita, dal Qatar, dagli Emirati Arabi Uniti e altri se potevamo rimandare di due o tre giorni» l’attacco «perché ritengono di essere ormai molto vicini a raggiungere un accordo».
Lo 0-2 incassato all’Allianz Stadium dalla Fiorentina — una squadra che non segnava da tre partite e mezzo, fuori dal rischio retrocessione giusto una settimana prima — non è una sconfitta: è una diagnosi. A una giornata dalla fine del campionato la Juventus è sesta in classifica, scavalcata in un colpo solo da Milan, Roma e Como; per centrare la qualificazione alla Champions League servirebbe all’ultima giornata una combinazione di risultati che oggi rasenta l’aritmetica del miracolo. E anche qualora la congiuntura astrale arrivasse, non cambierebbe la sostanza dei fatti: il quadro tecnico bianconero è in macerie, e una giornata storta non basta a spiegarlo. Pesano sei anni di gestione fallimentare. Tre i responsabili, in ordine ascendente: Damien Comolli, amministratore delegato; Gianluca Ferrero, presidente; e a monte di tutto John Elkann, l’azionista di riferimento che da quando ha ripreso il timone dal cugino Andrea Agnelli non ha imbroccato una scelta strategica.
Il calcio non è baseball, il mercato di Comolli è stato il peggiore
Comolli è arrivato a Torino in estate con un mantra: il metodo Moneyball applicato al pallone. Sostituire il top player costoso con due o tre giocatori più economici la cui somma di statistiche eguagli — sulla carta — il titolare ceduto. Si pesano gli expected goal, cioè i gol attesi, e poi la precisione dei passaggi sotto pressione, i chilometri ad alta intensità, la propensione agli infortuni. Il problema è che il calcio non è il baseball, e i database non hanno occhi. Nicola Balice su La Stampa lo ha scritto senza giri di parole: «La firma sul mercato peggiore degli ultimi 15 anni è tutta sua».
Giorgio Chiellini e Damien Comolli (Ansa).
Gli sciagurati David, Openda e i giocatori svalutati
Le due scommesse principali dell’algoritmo si chiamano Jonathan David e Loïs Openda. Il primo, prelevato a parametro zero dal Lilla con stipendio da top player, è passato dai 16 gol e 5 assist in 32 presenze nel campionato francese 2024-25 alla miseria di 6 gol e 2 assist in 34 presenze di Serie A. Il secondo è andato peggio: 2 gol in 32 partite tra campionato e coppe, sette minuti totali nelle ultime nove giornate, Mondiale con il Belgio saltato per mancata convocazione.
Jonathan David in occasione del rigore sbagliato contro il Lecce in casa (foto Ansa).
Stesso destino per i francesi Pierre Kalulu e Khéphren Thuram, protagonisti di prestazioni sicuramente migliori ma finiti fuori dal giro (super competitivo) della nazionale allenata dal ct Didier Deschamps, ex juventino.
Kephren Thuram e Pierre Kalulu (foto Ansa).
L’allenatore della Juve Luciano Spalletti, prima di farlo entrare in campo nella sfida di Champions contro il Benfica, ha mollato a Openda uno schiaffetto: «Ti devi svegliare». Non si è svegliato. Tra Comolli e il tecnico toscano, ha scritto Emanuele Gamba su la Repubblica, «i rapporti sono gelidi».
Obblighi di riscatto, minusvalenze e rinnovi kamikaze
Openda, oltre a non giocare, costerà. Il piazzamento aritmetico tra le prime 10 ha fatto scattare l’obbligo di riscatto a 40,5 milioni di euro, da spalmare in quattro anni di ammortamento per 10,15 milioni l’anno. Sommando lo stipendio lordo (7,4 milioni), il costo annuo dal 2026/27 sarà di 17,55 milioni. Per un giocatore fantasma che nessuno vuole: cedendolo, la minusvalenza è scolpita nel bilancio.
Openda dopo l’unico gol segnato in campionato, contro la Roma (foto Ansa).
Anche il canadese David è ufficialmente svalutato dal mercato. E, oltre tutto questo, la dirigenza voleva blindare l’attaccante serbo Dušan Vlahović — un giocatore che ha passato metà stagione in infermeria — con un prolungamento di uno o due anni a 6-7 milioni netti, bonus inclusi. Anche se il sesto posto e il conseguente addio alla Champions potrebbero complicare il discorso. E non è detto che sia per forza un male.
Dusan Vlahovic dopo il gol segnato ma poi annullato contro la Fiorentina (foto Ansa).
Bernardo Silva non verrà, Yildiz andrà via?
Per un club di prima fascia, il mancato accesso all'”Europa che conta” significherebbe rinunciare a una forbice di mancati ricavi compresa tra 40 e 80 milioni di euro. A cui si aggiunge il problema politico di trattenere e attrarre i big: come si convince il forte centrocampista portoghese Bernardo Silva, in uscita dal Manchester City, a giocare in Europa League? E come si trattiene la stella Kenan Yildiz, scivolato dalla lista degli incedibili a quella dei sacrificabili? Sempre Balice ha scritto una frase che dovrebbe far tremare i polsi a chi legge un bilancio: «Un altro aumento di capitale appare inevitabile». L’ennesimo.
Bernardo Silva (foto Ansa).
Dal 2019 a oggi, un miliardo praticamente buttato via
Sotto la gestione di John Elkann ed Exor, la Juventus ha effettuato quattro aumenti di capitale dal 2019 a oggi, per un totale complessivo di 997,8 milioni di euro: 300 milioni nel 2019 per coprire i costi dell’era Ronaldo, 400 milioni nel 2021 per fronteggiare il Covid, 200 milioni nel 2024 per il nuovo piano strategico, 97,8 milioni a novembre 2025 in un accelerated bookbuilding lampo cui ha partecipato anche Tether. Di quel miliardo, Exor ha iniettato direttamente oltre 600 milioni per coprire la propria quota di maggioranza. Un quinto aumento, secondo La Stampa, è già nei piani.
Andamento titolo Juve vs FTSE MIB, Manchester United e SS Lazio. Base 100 al 28 novembre 2022. Prezzi rettificati per il raggruppamento 1:10 del 22 gennaio 2024. Fonti: Borsa italiana, NYSE, Xetra.
Per certificare il disastro basta aprire il terminale di Borsa italiana. Il 28 novembre 2022, giorno delle dimissioni di Agnelli e dell’intero consiglio di amministrazione, il titolo Juve — rettificato per il raggruppamento azionario 1:10 di gennaio 2024 — chiudeva a 2,53 euro. Oggi vale 2 euro. Meno 21 per cento in tre anni e mezzo. Nello stesso periodo il FTSE MIB ha toccato i 50 mila punti il 14 maggio, massimo storico, segnando +100 per cento.
Claudio Lotito, presidente della Lazio (Ansa).
Il Manchester United alla NYSE ha guadagnato il 28 per cento. Persino la Lazio di Claudio Lotito, considerata da sempre il modello opposto alla grandeur bianconera, ha messo a referto un +67 per cento. L’unico peer europeo in territorio comparabilmente negativo è il Borussia Dortmund (-20 per cento), che però non ha chiesto ai suoi azionisti aumenti di capitale per circa 300 milioni nel periodo.
Macelleria certificata dal mercato, non dai tifosi
E il -21 per cento del titolo è la fotografia ottimistica. Gli azionisti, durante la gestione Elkann diretta, hanno sottoscritto due aumenti per complessivi 297,8 milioni di euro. Se alla capitalizzazione iniziale di circa 640 milioni si sommano questi soldi freschi, la capitalizzazione attesa sarebbe attorno al miliardo. Quella effettiva oggi è 843 milioni. Cento milioni semplicemente evaporati. Il gap rispetto al benchmark — cioè rispetto a cosa sarebbero diventati quei soldi in un fondo scambiato in Borsa su Piazza Affari — supera i 400 milioni. Dal massimo storico di 114,40 euro (split-adjusted) del 20 settembre 2018 — giorno della prima stagione di CR7 — il titolo ha perso il 98,25 per cento. Macelleria certificata dal mercato, non dai tifosi.
John Elkann e Gianluca Ferrero. Dietro di loro, i fratelli Chiellini (foto Ansa).
Confermare Spalletti con grande anticipo è stata una buona idea?
Come si spiega che Spalletti abbia ottenuto un rinnovo fino al 2028 molto prima di aver ottenuto aritmeticamente l’accesso alla Champions, in un atto di fede dell’azionista poi clamorosamente smentito dal campo? La verità è che a monte di ogni scelta sportiva, da sei anni, c’è una sola persona: John Elkann. È lui che ha voluto Comolli, scelto personalmente. È lui che ha promosso il “governo tecnico” del 2023, con Ferrero, commercialista storico della famiglia, alla presidenza di facciata. La differenza con il cugino Andrea, al netto della bufera giudiziaria, è che Andrea portava titoli. Nove scudetti consecutivi. John ha trasformato un patrimonio sportivo di cent’anni in carne di porco contabile.
Luciano Spalletti (foto Ansa).
L’alternativa che c’era ma è stata rifiutata: Tether
E qui la storia diventa esplicitamente politica. Elkann un’alternativa concreta ce l’ha già sul tavolo. Si chiama Tether, la società che emette USDT — la stablecoin più diffusa al mondo, 140 miliardi di capitalizzazione, 14 miliardi di profitti — controllata dagli italiani Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino. Tether è il secondo socio Juve con l’11,5 per cento, ha un suo rappresentante nel cda (Francesco Garino, entrato nel novembre del 2025) e ha partecipato all’ultimo aumento di capitale.
Paolo Ardoino.
Il 12 dicembre 2025 Ardoino ha inviato a Exor un’offerta vincolante interamente in contanti: 1,1 miliardi per la quota di controllo del 65,4 per cento, più un miliardo aggiuntivo da reinvestire nel club. Elkann ha rifiutato in poche ore, con formula sentimentale: «La società fa parte della mia famiglia da 102 anni». A marzo 2026 Devasini risulta essere l’italiano più ricco, con un patrimonio di 89,3 miliardi. Tether non ha ritirato l’offerta. «Make Juventus Great Again», ha scritto Ardoino su X scimmiottando il Maga trumpiano. Si possono avere tutti i dubbi del caso su Tether — riserve USDT, sede a El Salvador, biografia di Devasini —, ma il dato è uno: c’è chi mette sul tavolo un miliardo cash e c’è chi continua a chiedere aumenti di capitale ai propri azionisti per ritrovarsi sesti a una giornata dalla fine, con la Champions appesa a un miracolo.
Ha ancora senso il diritto di veto della Famiglia su qualsiasi cessione?
La Juventus non si rinforza con qualche colpo estivo. La Juventus va rifondata. Allontanare Comolli e il direttore tecnico François-Joseph Modesto, ridimensionare l’esperimento algoritmico, ricostruire una governance fatta da uomini di calcio e non da commercialisti di famiglia. E soprattutto, una domanda che a Torino nessuno vuole porre apertamente: se Exor non è in grado di gestire questo asset, ha ancora senso il diritto di veto della Famiglia su qualsiasi cessione? Spalletti ha in programma un incontro con Elkann. Vorrebbe certezze, ha detto: «Devo portare robe diverse da queste qua». Manuel Locatelli, da capitano, ha detto di essere «distrutto». L’unica certezza, in casa Juventus, sono le perdite a bilancio — e un miliardo, ancora cash, ancora sul tavolo, che la Famiglia continua a non vedere.
Il bilancio della sparatoria alla moschea di SanDiego è di tre vittime oltre ai due aggressori, due ragazzi di 17 e 19 anni trovati morti suicidi in un’auto parcheggiata a pochi isolati di distanza. Al momento il caso è ritenuto un crimine d’odio. Su una delle armi usate per l’attacco e ritrovate in macchina c’era la scritta «hate speech». Sempre nell’abitacolo gli investigatori hanno trovato messaggi anti-islamici. Lo riporta il New York Times, sottolineando che uno dei due sospettati aveva preso un’arma dalla casa dei genitori poco prima dell’attacco e ha lasciato un biglietto di addio. Le tre vittime sono tre uomini, fra i quali una guardia di sicurezza che, secondo quanto riferito dalla polizia, ha avuto un ruolo cruciale nell’evitare una strage.
Trump: «Una situazione terribile»
Donald Trump ha definito la situazione «terribile», aggiungendo che l’accaduto sarà preso in seria considerazione. Il capo dell’Fbi, Kash Patel, ha assicurato che tutte le risorse saranno messe a disposizione per aiutare la polizia locale. «Sono indignata. I luoghi di culto devono essere santuari, dove l’odio e la violenza non hanno posto», ha invece commentato la sindaca di Los Angeles, Karen Bass. Gavin Newsom, governatore dem della California, ha espresso orrore per l’attacco: «I fedeli, ovunque si trovino, non dovrebbero temere per la propria vita. L’odio non ha posto in California e non tollereremo atti di terrore o intimidazione contro le comunità di fede».
La sindaca di San Diego in visita alla comunità musulmana dopo la sparatoria (Ansa).
Mamdani: «L’islamofobia mette in pericolo tutte le comunità musulmane»
«Non abbiamo mai vissuto una tragedia come questa prima d’ora. È assolutamente scandaloso prendere di mira un luogo di culto», ha dichiarato l’imam della moschea di San Diego, Taha Hassane. Mentre da New York, Zohran Mamdani, il primo sindaco musulmano di una grande città americana, ha descritto l’attacco come «un evidente atto di violenza anti-musulmana: l’islamofobia mette in pericolo le comunità musulmane in tutto il Paese». Intanto per precauzione Mamdani ha rafforzato le misure di sicurezza presso le moschee della Grande Mela.
Nuova uscita nella collana Atlantis Saggi, con la tesi di laurea di Vittoria Guenzani che parte dal saggio di Donna Haraway Chthulucene e analizza alcuni racconti Solarpunk
La proposizione al pubblico di tesi di laurea sulla fantascienza è un'attività che saltuariamente Delos Digital porta avanti da tempo. Nella collana Atlantis Saggi ne era già uscita un'altra (Solarpunk: il futuro tra speranza e fine del mondo di Gabriele Gatto), alla quale ora si affianca Staying with the Antropocene. Tre configurazioni di speranza Solarpunk di Vittoria Guenzani.
Staying with the Antropocene. Tre configurazioni di speranza Solarpunkdi Vittoria GuenzaniCura Alleanza Simbiosi: tre categorie per navigare l’eterogeneità della letteratura... - Leggi l'articolo
Mauro Piva “insegue” il celebre fisico misteriosamente scomparso nel 1938 in un racconto ucronico.
Ettore Majorana è uno di quei personaggi che inevitabilmente stimolano la fantasia, in particolare degli scrittori di fantascienza. Genio di livello mondiale, collaboratore di Enrico Fermi nel settore della fisica nucleare, nel 1938 scomparve misteriosamente. Difficile dire in quanti racconti si siano fatte ipotesi su cosa gli sia accaduto; solo in Delos Digital sono usciti almeno tre o quattro storie che lo toccano in modo più o meno diretto.
L'approccio di Mauro Piva è un po' diverso e ne esce fuori un racconto divertente.
Majorana ha dormito quidi Mauro PivaE se... - Leggi l'articolo
È curioso notare che i primi a parlare di uno straripamento della stupidità delle masse siano stati due cattivi maestri per la sinistra, due incalliti conservatori della prima metà del Novecento: José Ortega y Gasset (1883-1955) e Charles Maurras (1868-1952). Secondo Maurras, la progressiva rinuncia dell’intelligenza alla propria autonomia ha per conseguenza inevitabile lasciare l’opinione pubblica in balia dei manipolatori. Ortega y Gasset parlava del «nino mimado», il bambino viziato, che non sente di avere alcun dovere né obbligo verso la società. Chissà cosa avrebbero detto buttando un occhio ai commenti della destra sui recenti fatti di Modena: Matteo Salvini, per esempio, definisce Salim El Koudri, il 31enne che ha travolto con la sua auto i passanti in una via del centro, «un criminale di seconda generazione» mentre, sui quotidiani d’area, lo si definisce in modo sarcastico «una risorsa».
Piazza Grande a Modena gremita di persone per manifestare solidarietà alle vittime e dire no alla paura e all’odio (Ansa).
Salvini e Giubilei all’attacco
Per il ministro dei Trasporti e altri esponenti della Lega intervenuti sui social, la cittadinanza italiana non cancella le origini: «Italianissimo e laureato… peggio mi sento, questo rende tutto ancora più grave», ha insistito Salvini. Gli ha fatto eco il diversamente giovane Francesco Giubilei che ha twittato: «L’italiano, il laureato, il giovane. Chiamiamo le cose con il loro nome: il marocchino di seconda generazione Salim El Koudri che ha cercato di uccidere decine di persone a Modena è un criminale islamico. Il buonismo è parte del problema».
“L’italiano”, “il laureato”, “il giovane”. Chiamiamo le cose con il proprio nome: il marocchino di seconda generazione Salim El Koudri che ha cercato di uccidere decine di persone a Modena è un criminale islamico. Il buonismo è parte del problema. pic.twitter.com/nDGhK2sWHi
Per poi rincarare la dose, come se ce ne fosse bisogno, lunedì: «”Dovete farmi lavorare bastardi cristiani di mer…”, “il vostro Gesù lo brucio” scriveva l’attentatore di Modena Salim El Koudri ma tutto ieri il problema eravamo noi accusati di “razzismo” e di “seminare odio” per aver detto le cose come stanno: è un criminale islamico».
“Dovete farmi lavorare bastardi cristiani di mer…”, “il vostro Gesù lo brucio” scriveva l’attentatore di Modena Salim El Koudri ma tutto ieri il problema eravamo noi accusati di “razzismo” e di “seminare odio” per aver detto le cose come stanno: è un criminale islamico. pic.twitter.com/qWbwN149Wy
Tajani, Piantedosi e il tentativo di frenare lo sciacallaggio politico
Si potrebbe rispondere, parafrasando Maurras, che Giubilei è un manipolatore cristiano e che l’idiozia è parte del problema. A contenere gli indignati Salvini e Giubilei sono intervenuti addirittura il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e quello degli Esteri Antonio Tajani, tentando di frenare lo sciacallaggio politico alimentato sui social da questi due e ricordando cheEl Koudri è formalmente un cittadino italiano e che il focus principale di questa tragedia risiede nel suo grave e non curato disagio psichiatrico.
Antonio Tajani e Matteo Piantedosi (Imagoeconomica).
Il nulla di fatto del governo sull’immigrazione
Ora, bisognerebbe che la Lega e Giubilei, prima di parlare, avessero chiaro cosa ha fatto il governo di cui il primo fa parte e che il secondo sostiene, in questi ultimi anni. E cioè dopo aver vinto le elezioni del 2022 con mirabolanti promesse di risolvere il problema dell’immigrazione. Si fa presto a dirlo: i soliti decreti-legge (tra cui il famigerato Decreto Cutro del 2023 che ha introdotto misure volte a disincentivare gli ingressi irregolari, con i soliti inasprimenti delle pene per gli scafisti e le limitazioni ai permessi di soggiorno che naturalmente non risolvono un bel niente; l’introduzione di regole rigide per le navi delle organizzazioni non governative impegnate nel soccorso in mare dei migranti, una misura odiosa, giusto per far vedere che si fa qualcosa di destra; e il capolavoro di Giorgia Meloni: il protocollo Italia-Albania, la costruzione di due chiamiamoli centri di accoglienza a Shengjin e Gjader dove spedire i migranti che devono essere rimpatriati. Una spesa esorbitante e ingiustificata, visto che chi deve essere rimpatriato può tranquillamente partire direttamente dall’Italia e magari senza volo di Stato (ricorderete il caso Almasri).
Matteo Salvini e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).
Vannacci e il trionfo dell’uomo-massa
Invece di fomentare l’odio contro gli immigrati, nei quasi quattro anni in cui ha governato, perché Salvini non si è adoperato per immaginare e realizzare progetti per la loro integrazione? Ortega y Gasset gli chiederebbe: «Ministro, non sente nessun obbligo nei confronti dell’Italia che lei stesso amministra?». Secondo questo governo, gli immigrati si meritano solo misure punitive: nessun progetto umanitario, nessuna proposta di accoglienza, nessuna ipotesi di gestione dei flussi, solo giri di vite, per accontentare gli elettori più ignoranti. Dice l’ex generale Roberto Vannacci: «Se importi il Terzo Mondo, diventi Terzo Mondo. Modena non può essere derubricato a semplice episodio di cronaca per la follia di uno squilibrato. Se una donna viene uccisa è colpa del patriarcato, se l’islamico uccide invece è perché ha problemi psicologici».
Roberto Vannacci (Imagoeconomica).
Gli si potrebbe rispondere che se importi il generale Vannacci in politica, la politica diventa una farneticazione continua e non può essere derubricata a semplice episodio di folklore. Se uno squilibrato in cura presso i DSM (Servizi di Igiene Mentale) dal 2022 per disturbo schizoide e deliri di persecuzione si lancia sulla folla con una macchina premendo sull’acceleratore non sempre è una strategia politica coordinata e le iperboli che Vannacci afferma con sempre più sicumera non sono libertà di pensiero, sono il trionfo dell’uomo-massa. Con le stellette.