Porti, Filt Cgil ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza “Cartour”

“Modello Cartour”: le segreterie di Filt Cgil Campania e Filt Cgil Salerno annunciano il deposito del ricorso “ad adiuvando” al Consiglio di Stato, al fianco dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale contro la sentenza del TAR Salerno che ha autorizzato la società Cartour srl a svolgere in proprio le operazioni di rizzaggio e derizzaggio all’interno del porto commerciale di Salerno. L’azione legale è stata affidata all’avvocato Pasquale Biondi, che ha già condotto con successo l’iniziativa giudiziaria del sindacato nell’intricata vertenza legale dinanzi al Consiglio di Stato per l’apertura dell’Aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi. “Questa operazione – spiegano il segretario generale Filt Cgil Campania, Angelo Lustro e il segretario generale Filt Cgil Salerno, Gerardo Arpino – colpisce mortalmente la Culp di Salerno, soggetto autorizzato a fornire manodopera temporanea. Bisogna ribadire che i lavoratori rappresentano il pilastro fondamentale per l’organizzazione dei porti d’Italia e, in particolare, per il porto di Salerno. Questi lavoratori – rimarcano – sono gli unici soggetti specializzati e abilitati a intervenire, garantendo la necessaria flessibilità e sicurezza soprattutto nei picchi di lavoro. Non possiamo accettare che si scavalchi chi opera nel rispetto della professionalità: difendere la Culp significa difendere il lavoro di qualità contro il lavoro povero”. L’intervento sindacale pone al centro la questione della sicurezza, ricordando la tragedia del 2023, quando un giovane ufficiale perse la vita durante le operazioni a terra di una nave Cartour. “Non permetteremo – si legge nella nota – che la nostra regione diventi il laboratorio della precarizzazione selvaggia. La sentenza del TAR apre una breccia pericolosissima: Cartour pretende di operare come impresa portuale pur non avendone la struttura reale, servendo esclusivamente le proprie navi con equipaggi di bordo affiancati da pochi lavoratori part-time. Un evidente escamotage per aggirare i vincoli di legge che rischia di destabilizzare l’Intero sistema a tutela del lavoro marittimo e portuale”. Il sindacato denuncia infine la violazione della “Dockers Clause”, la clausola internazionale che riserva le operazioni di fissaggio del carico ai portuali, nata proprio per proteggere l’incolumità dei marittimi. “Il modello avallato dal TAR – sostengono Lustro e Arpino – calpesta accordi sottoscritti a livello internazionale, sostituendo personale specializzato con lavoratori che dovrebbero riposare dopo la navigazione. È paradossale che norme di civiltà, scritte per salvare vite umane, vengano cancellate localmente per pure logiche di profitto. Non permetteremo che si torni indietro di trent’anni sulla sicurezza”.

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Sms, videochiamata e mail: a “nuova” truffa realizzata nel Salernitano

Prima inviano un sms, poi contattano la vittima con una videochiamata e, per rendere quanto più verosimile lo scenario, inoltrano anche una mail di diffida da parte di fantomatici carabinieri. E’ la nuova truffa realizzata nel Salernitano e per la quale i carabinieri – quelli veri – hanno deciso di mettere in guardia i cittadini, raccontando in maniera dettagliata il raggiro.

La vittima viene inizialmente contattata con un finto sms attraverso il quale il truffatore segnala un mancato pagamento bancario e invita il malcapitato a contattare la banca, fornendo un numero di telefono falso, a cui risponde un complice. Quest’ultimo attraverso l’applicazione Whastapp, mediante videochiamata, mette la vittima in contatto con un finto appartenente alle forze dell’ordine che, al fine di rendere lo scenario maggiormente credibile, mostra come immagine del profilo l’emblema istituzionale dell’Arma.

Nel corso della videochiamata il finto carabiniere comunica alla vittima che vi sono delle indagini in atto, contemporaneamente, il malcapitato riceve una mail (testo allegato in foto) dal falso indirizzo di posta elettronica (segnalazionicarabinieri@denuncecarabinieri.it) correlata di riferimenti di un fantomatico reparto incaricato alle indagini e arrecante una falsa firma “Arma dei Carabinieri”. Tutto questo scenario è finalizzato a indurre il cittadino a movimentare i propri risparmi su un conto corrente fornito dai malfattori.

L’Arma dei Carabinieri, nel ricordare che nessun appartenente alle Forze dell’Ordine chiede denaro o movimentazioni bancarie, invita la cittadinanza alla massima attenzione e a contattare sempre, in caso di dubbi o situazioni sospette, il numero di emergenza 112.

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Quadro di Rutilio Manetti, assolto Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi e’ stato assolto “per insufficienza di prove” dal gup, in giudizio con il rito abbreviato, a Reggio Emilia. Era accusato di riciclaggio in relazione al caso del quadro di Rutilio Manetti, ‘La cattura di San Pietro’. La Procura di Reggio Emilia, con a capo il procuratore Gaetano Calogero Paci, aveva chiesto tre anni e quattro mesi di reclusione. L’opera, secondo l’accusa, era stata sottratta nel castello di Buriasco (Torino), nel febbraio 2013, ed era riapparsa nel 2021 a Lucca, come inedita di Manetti e di proprieta’ di Sgarbi, all’interno della mostra “I pittori della luce”, curata dal critico d’arte. Sgarbi, all’inizio, era stato imputato anche per contraffazione e autoriciclaggio di beni culturali, ma i due capi d’accusa erano stati archiviati ed era rimasto solo quello di riciclaggio.

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Nocera. Inaugurata la nuova filiale della Banca Monte Pruno

E’ stata inaugurata stamane la nuova filiale della Banca Monte Pruno a Nocera Inferiore in via Costantino Amato 29–33, un momento di grande significato per l’Istituto e per l’intero territorio.

Un’apertura che rappresenta molto più di un nuovo presidio bancario: si tratta di un segnale concreto di presenza e fiducia, un investimento in una comunità che merita attenzione, ascolto e servizi di qualità.

Alla cerimonia hanno preso parte il Sindaco di Nocera Inferiore Paolo De Maio, il Vescovo della Diocesi Nocera Inferiore-Sarno S.E. Giuseppe Giudice, il Vicario del Questore di Salerno Anna Filomena Palmisano, il Parroco della Chiesa di Santa Maria del Presepe Don Piercatello Liccardo, diversi rappresentanti delle amministrazioni locali, tra cui il Sindaco di Fisciano Vincenzo Sessa, l’intero Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale della BCC Monte Pruno, oltre a numerosi clienti della zona e cittadini di Nocera Inferiore a testimonianza dell’attesa legata all’arrivo del primo istituto di credito cooperativo in Città.

I nuovi spazi occupati dalla Banca Monte Pruno via Costantino Amato sono proprio nel cuore della Città di Nocera Inferiore. Una scelta strategica voluta per promuovere, anche in questo contesto territoriale, un nuovo modello bancario al fianco delle persone, fatto di ascolto, prossimità ed attenzione verso le esigenze della comunità.
La ristrutturazione dei locali vede un ambiente funzionale e orientato alla consulenza, in grado di rispondere alle esigenze di famiglie, piccole e medie imprese e professionisti del territorio, con un’area self con doppia postazione ATM, che consentirà massima libertà operativa senza limiti di orario.

Nella cerimonia iniziale, oltre alla benedizione di Sua Eccellenza Giuseppe Giudice ed al saluto del Sindaco De Maio di Nocera Inferiore sono intervenuti il Direttore Generale Cono Federico ed il Presidente del Consiglio di Amministrazione Michele Albanese.
Nel suo intervento, il Direttore Generale Cono Federico ha sottolineato come:

“Aprire oggi una nuova filiale significa scegliere di esserci. In un contesto in cui si parla sempre più spesso di desertificazione bancaria, noi compiamo una scelta controcorrente: investire nel territorio, rafforzare la rete fisica, offrire consulenza e relazioni umane oltre ai servizi digitali. Lo facciamo con tanta umiltà e passione, portando avanti un modello di relazione innovativo con le persone al centro del nostro progetto. Questa sede, voluta anche dalla nostra Capogruppo Cassa Centrale, ci dà la possibilità di entrare in un territorio ad alto potenziale, nasce per essere un punto di riferimento stabile per famiglie, imprese e giovani. È un’emozione forte questa nuova apertura, la prima da quando ricopro il prestigioso ruolo di Direttore Generale della Banca Monte Pruno, un grande risultato che condivido con tutto il mio team di lavoro, che ha permesso di realizzare questi uffici così belli e funzionali per la comunità nocerina”.

Il Presidente Michele Albanese ha, invece, richiamato la visione strategica dell’Istituto, soffermandosi sulla diversità del fare Banca della Monte Pruno:

“La nostra crescita non è mai fine a sé stessa. Ogni apertura è coerente con la missione originaria della Banca: sostenere lo sviluppo delle comunità in cui operiamo. Nocera Inferiore rappresenta un territorio dinamico e ricco di potenzialità. Essere qui oggi, partendo da un piccolo Comune di Roscigno, significa aver saputo rinnovare il nostro impegno verso un modello di banca cooperativa che mette al centro la persona, la mutualità e la responsabilità sociale. Arriviamo a Nocera Inferiore con tanta umiltà, con i nostri valori, portando avanti un principio, siamo delle persone in mezzo alle persone”.

In un momento storico in cui molti istituti riducono la loro presenza fisica, la BCC Monte Pruno sceglie di rafforzarla, riaffermando il valore della prossimità.
La nuova filiale, che sarà affidata a Michele Pierri, sarà luogo di ascolto, consulenza e accompagnamento, dove innovazione e relazione camminano insieme.

Un altro passo nel percorso di crescita e sviluppo equilibrato della BCC Monte Pruno, che continua a credere nel territorio, nelle relazioni e nella forza della comunità.

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Addio a Laura Masiello, giornalista con passione

È morta in nottata dopo una malattia fulminante Laura Masiello, giornalista dell’ANSA, da tanti anni colonna della redazione sportiva della quale era caposervizio aggiunto. Laura, che avrebbe compiuto 60 anni il 9 maggio, era arrivata a Roma per coronare il sogno di seguire lo sport, passione ereditata dal padre Nino. Il calcio masticato e vissuto fin da bambina, un’adolescenza nel segno di Maradona che aveva conosciuto e frequentato, i mondiali di Italia ’90, i primi passi poi la gavetta nella carta stampata, fino all’approdo all’ANSA dove ha lavorato a Napoli, a Potenza, quindi nella sede nazionale di Roma. Lettrice attenta, scrupolosa, (al desk si definiva ‘secchiona’ come a scuola, e in redazione si rideva come in una classe di liceo), era difficile le sfuggisse un appuntamento, impossibile sbagliasse un risultato o dimenticasse un evento da seguire. Quando poteva correva a Napoli, dai nipoti adorati. E per il Napoli tifava, ma con professionale disincanto. Da cronista ha raccontato dalla Serie A alla Champions, passando per le Universiadi nella sua città e la Ryder Cup di Roma facendosi sempre apprezzare da colleghi, atleti e dirigenti sportivi. Perché, giornalismo o vita privata, era questo il suo tratto: fare squadra per vincere tutti insieme. I funerali si svolgeranno a Napoli domani alle 10 nella Chiesa delle suore Betlemite

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annone (Fdi), a Salerno in onda il disprezzo delle istituzioni

Il Pd si è assunto la responsabilità di avere i due enti locali più importanti del territorio decapitati: al Comune di Salerno c’è’ il commissario prefettizio e alla Provincia un vice presidente che fa le funzioni del presidente senza essere sindaco come richiesto dalla legge. Una vergogna senza precedenti questo disprezzo delle istituzioni solo per i piani personali di De Luca”. Così il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, commissario regionale del partito in Campania. “Si determina la decapitazione dei vertici amministrativi – si legge nella nota – per volontà’ esterna alle amministrazioni legate in un triste destino ed effetto domino. A fronte di questa situazione senza precedenti nella storia non sentiamo un fiato dalla Schlein, che evidentemente preferisce fare la caccia ai fascisti che non esistono e non vede cosa determinano i suoi uomini che fanno strame della vita democratica delle istituzioni concepite come il salotto di casa propria. Il vice presidente della provincia Guzzo, invece di scervellarsi nel conferire deleghe, rilegga l’articolo 54 della Legge Delrio (quella che il suo partito ha fatto) e capirà che entro 90 giorni si deve eleggere il nuovo presidente. Il Pd non si sogni di andare oltre questo termine per accudire le esigenze di elettorato passivo di De Luca. Guzzo deve convocare le elezioni entro i primi di marzo perchè le dimissioni di Napoli sono operanti dal 5 Febbraio 2026”. “Noi di Fratelli d’Italia – prosegue Iannone – vigileremo affinché’ non venga violato quanto previsto dalla legge e metteremo in campo ogni iniziativa utile rivolgendoci al ministro Calderoli e al ministro Piantedosi affinché il dettato dell’articolo 54 della Legge Delrio venga rispettato. Invieremo una formale diffida a Guzzo affinchè vengano rispettati i tempi per indire la nuova elezione del Presidente della Provincia di Salerno che, ribadisco, deve tenersi entro 90 giorni dalla decadenza di Enzo Napoli”.

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Vietri, Piero De Luca: “Servono 3 milioni per mettere in sicurezza il costone”

Servono risorse immediate e ben più consistenti per uscire dall’emergenza sulla Strada Statale 163 Amalfitana, dove da giorni si circola a senso unico alternato dopo la chiusura causata da un’imponente frana nel territorio di Vietri sul Mare.

A sostenerlo è il parlamentare salernitano e segretario regionale del Partito DemocraticoPiero De Luca, che oggi ha effettuato un sopralluogo sul posto. Secondo De Luca, per la messa in sicurezza dell’intero costone roccioso occorrono circa 3 milioni di euro, a fronte dei 700mila euro già stanziati da ANAS.

«Bisogna trovare risorse importanti e immediate – ha sottolineato – per mettere definitivamente in sicurezza il versante». Andranno poi verificate eventuali responsabilità, trattandosi di terreni privati, ma la priorità resta superare rapidamente la fase emergenziale.

Offerte lavoro Salerno

De Luca ha evidenziato anche il ruolo della Regione Campania, con un intervento definito importante e tempestivo da parte degli assessori competenti. L’obiettivo è duplice: garantire l’incolumità delle persone e tutelare il patrimonio paesaggistico della Costiera Amalfitana, infrastruttura strategica per residenti, pendolari e turismo.

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Salerno, 4 anni azzannata da cane in Villa comunale

Nella mattinata di oggi, lunedì 16 febbraio, infatti, all’interno della Villa comunale cittadina, un cane di grossa taglia, probabilmente un pitbull, ha – come riporta il sito web lacittadisalerno.it –  aggredito e morsicato una bimba di quattro anni di origine straniera.

 

La padrona si è data alla fuga insieme all’animale.

La piccola è stata trasportata in codice rosso all’ospedale “Ruggi” di Salerno dopo l’intervento sul posto di un’ambulanza del servizio 118 e dell’auto medica della Croce Bianca.

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Referendum sulla giustizia, il ministero chiede all’Anm l’elenco dei donatori del comitato del No

Prosegue lo scontro attorno al referendum del 22 e 23 marzo. Il ministero della Giustizia, tramite un documento firmato dal capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi e inviato al presidente Cesare Parodi, ha chiesto all’Associazione nazionale magistrati «di rendere noto alla collettività, nell’ottica di piena trasparenza gli eventuali finanziamenti ricevuti dal Comitato ‘Giusto dire No’ da parte di privati cittadini», evidenziando «un potenziale conflitto» tra togati «in servizio iscritti all’Anm e privati sostenitori che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto» all’organismo.

Referendum sulla giustizia, il ministero chiede all’Anm l’elenco dei donatori del comitato del No
Cesare Parodi (Imagoeconomica).

Pd: «Atto che sa tanto di liste di proscrizione»

«Un atto molto grave che sa tanto di liste di proscrizione», ha denunciato immediatamente il Pd tramite la deputata Debora Serracchiani. Peppe De Cristofaro, capogruppo di Avs al Senato, ha invece parlato di «intimidazione». La maggioranza, ovviamente, si difende. Il deputato Enrico Costa di FdI ha parlato di «semplice richiesta di chiarezza», per evitare potenziali conflitti di interessi. Così Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di FI: «Per i partiti ci sono regole precise. Vadano ad esempio sul sito del nostro partito e troveranno, come la legge prevede, nomi e cognomi di quanti danno dei contributi ai sensi di legge. Perché l’Anm dovrebbe avere dei finanziatori occulti e non trasparenti?».

Referendum sulla giustizia, il ministero chiede all’Anm l’elenco dei donatori del comitato del No
La sede del Ministero della Giustizia (Ansa).

La replica di Di Matteo a Nordio sul Csm

Oggi, dopo essere stato tirato in ballo dal ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito alle correnti del Csm, il magistrato Nino Di Matteo ha replicato al Guardasigilli, accusandolo di aver strumentalizzato le sue parole del 2019, quanto presentando la sua candidatura al Csm aveva parlato di «degenerazione del correntismo», e di accentuare «il rischio di un sempre più stringente controllo politico sul Csm e sull’intera magistratura, con grave rischio per la tutela delle garanzie e dei diritti di ogni cittadino». Nell’intervista al Mattino che ha causato polemiche tra le opposizioni e la stessa magistratura, Nordio – che si è anche scontrato con Nicola Gratteri – aveva definito le correnti del Csm come parte di un «meccanismo para-mafioso», parlando di «verminaio correntizio» e «mercato delle vacche». Il batti e ribatti è nato Nel 2019 il pm antimafia Di Matteo, presentando la sua candidatura al Csm, aveva parlato di «degenerazione del correntismo».

Autostrade, il docufilm di Ambra Sabatini arriva alle Olimpiadi

Cadere, rialzarsi e ricominciare a vivere grazie allo sport, alla determinazione e alla volontà di non arrendersi mai. È la storia di Ambra Sabatini, atleta paralimpica, portabandiera dell’Italia ai Giochi paralimpici di Parigi 2024, più volte medaglia d’oro e detentrice del record mondiale nei 100 metri, raccontata nel docufilm Ambra Sabatini. A un metro dal traguardo. Il progetto, distribuito da Adler Entertainment e prodotto da Giffoni Innovation Hub e Blackbox Multimedia, è realizzato in collaborazione con Autostrade per l’Italia ed è stato proiettato nel Salone d’onore di Casa Italia Milano-Cortina 2026 in Triennale a Milano, nell’ambito del panel Rinascere attraverso lo sport.

Al centro del film il valore dello sport come leva di rinascita personale e collettiva

All’incontro, che ha preceduto la proiezione, hanno partecipato il Presidente del Coni Luciano Buonfiglio, l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Arrigo Giana, la campionessa Ambra Sabatini e il regista Mattia Ramberti, in un dialogo con il giornalista e conduttore sportivo Pierluigi Pardo. Al centro della conversazione, il docufilm sul percorso umano e sportivo dell’atleta dopo il grave incidente stradale del 2019, la forza di rimettersi in gioco e il valore dello sport come leva di rinascita personale e collettiva. Il film rappresenta anche un tassello fondamentale dell’impegno di Autostrade per l’Italia nella promozione della sicurezza stradale e dei comportamenti responsabili alla guida. Attraverso la testimonianza di Ambra, il Gruppo rafforza il proprio impegno nel diffondere una cultura della prevenzione, della consapevolezza e del rispetto delle regole, a tutela di chi viaggia e di chi ogni giorno lavora lungo la rete autostradale. L’atleta stessa è da diversi anni ambassador delle campagne istituzionali di Autostrade dedicate alla sicurezza stradale, con particolare attenzione ai periodi di maggiore traffico come le festività, e racconta la sua esperienza nelle scuole attraverso il progetto Non chiudere gli occhi, parlando alle nuove generazioni di sicurezza e comportamenti corretti alla guida.

Sabatini: «Sento la responsabilità di sensibilizzare sulla sicurezza stradale»

«Dopo l’incidente ho capito che la mia vita non era finita, ma stava semplicemente cambiando direzione», ha affermato Sabatini. «Lo sport mi ha insegnato a guardare avanti e a credere di nuovo nei miei sogni. Oggi sento la responsabilità di utilizzare la mia storia per sensibilizzare sull’importanza della sicurezza stradale e per dire ai ragazzi che anche a un metro dal traguardo non bisogna mai smettere di crederci».

Giana: «Lavoriamo ogni giorno per rendere la rete sempre più sicura»

Così l’ad di Autostrade Arrigo Giana: «Lavoriamo ogni giorno per rendere la nostra rete sempre più sicura. La sicurezza, per noi, non rappresenta soltanto un obiettivo operativo, ma un valore culturale da promuovere e condividere. Per questo siamo da tempo impegnati in campagne di sensibilizzazione volte a incoraggiare comportamenti di guida responsabili. La testimonianza di Ambra Sabatini è un esempio straordinario di forza e consapevolezza; insieme a lei proseguiamo il nostro impegno per una cultura della sicurezza sempre più radicata, a tutela di chi viaggia e di chi opera quotidianamente sulla nostra rete».

Liga Veneta in rivolta contro le candidature di Di Rubba e Centenaro

Il Veneto continua ad agitare la Lega e con essa pure il centrodestra. Perché questa volta a infiammare gli animi sono le candidature alle Suppletive per sostituire Massimo Bitonci e Alberto Stefani che hanno lasciato il Parlamento per traslocare a Palazzo Balbi.

Bizzotto al Mimit e Tosato alla commissione per il federalismo

I frontrunner della coalizione per i collegi uninominali di Padova e Rovigo, come anticipato da Lettera43, sono Giulio Centenaro e il tesoriere del partito Alberto Di Rubba, bergamasco e dunque lombardo, ma questo è solo uno dei problemi.

Liga Veneta in rivolta contro le candidature di Di Rubba e Centenaro
Giulio Centenaro con Alberto Stefani (dal profilo Fb di Centenaro).

Il vero punto infatti è il criterio con cui sono stati scelti. Secondo la versione ufficiale, la decisione sarebbe stata presa dal direttivo della Liga Veneta, come confermato dai vicesegretari della Liga, il capodelegazione al Parlamento Ue Paolo Borchia e Riccardo Barbisan. Il pacchetto comprendeva anche le nomine della bassanese Mara Bizzotto a sottosegretaria al Mimit (al posto sempre di Bitonci) e di Paolo Tosato alla presidenza della commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo (al posto di Stefani). Due contentini che però non hanno indorato a sufficienza la pillola.

Liga Veneta in rivolta contro le candidature di Di Rubba e Centenaro
Mara Bizzotto con Claudio Durigon (Imagoeconomica).

I malumori per Centenaro, ex fan di Vannacci

Nel direttivo della Liga non tutti però hanno confermato questa versione, anzi. Le candidature non sarebbero infatti state discusse, a eccezione di un accenno a Di Rubba. Tra l’altro anche Centenaro genera qualche malumore visto che è stato tra i primi veneti a essere folgorato da Roberto Vannacci. I vertici di via Bellerio per ora tacciono, ma il malcontento che sta montando nelle chat potrebbe sfociare in ricorsi una volta depositate le liste. Tra i più neri, nel Padovano, ci sono Daniele Canella, sindaco di San Giorgio delle Pertiche ed escluso dalle liste delle Regionali, e Giuseppe Pan, già capogruppo in Regione e sindaco di Cittadella, prima eletto e poi escluso dal Consiglio regionale. a Palazzo che ha mancato l’ingresso a Palazzo Ferro-Fini. Ma è nel Rovigotto che si registrano le reazioni più dure. Nel Polesine infatti era data per scontata la candidatura di Laura Cestari rimasta fuori dal Consiglio regionale. Anche qui già si minacciano boicottaggi alle urne.

Liga Veneta in rivolta contro le candidature di Di Rubba e Centenaro
Laura Cestari (dal profilo Fb).

L’affondo di Erik Pretto: «Liga umiliata»

La tensione è ben riassunta dallo sfogo del deputato vicentino e consigliere federale Erik Pretto: «La scelta di designare un candidato non veneto per le elezioni suppletive solleva forti perplessità, sia nel metodo che nel merito», ha tuonato. «Quanto al metodo, non risulta nessuna deliberazione degli organi preposti né in sede regionale né in sede federale. Quanto al merito, in un periodo delicato nel quale dobbiamo fare i conti con uno strutturale calo dei consensi, sarebbe stato molto più utile scegliere una persona del territorio, che lo conosca profondamente e che ne comprenda le specifiche istanze, per poter poi rappresentarlo appieno, dialogando con le comunità che lo abitano. Politicamente, un seggio parlamentare non può essere gestito alla stregua di un consiglio d’amministrazione o di un collegio sindacale». Poi l’affondo: «La verità è che la Liga Veneta subisce con umiliazione questa scelta. Senza orgoglio, senza difesa della nostra identità, come si potranno motivare adeguatamente i nostri operosi militanti?».

Agricoltura, un successo l’iniziativa Confeuro: “L’Abruzzo agricolo risorsa strategica”

“Siamo molto soddisfatti per la riuscita della iniziativa “Agricoltura e Territorio nel Fucino – Innovazione, Giovani e Filiere Locali”. organizzata da Confeuro Marsica nell’ambito della manifestazione “Calici & Sapori d’Amore”, ad Avezzano, in Abruzzo. L’evento è stata l’occasione per affrontare tematiche di rilievo locale e nazionale legate al rapporto tra giovani, agricoltura e rilancio dei territori. Dall’indagine nazionale “Agri Under 35 – Coltiviamo il futuro”, realizzata dall’Istituto Piepoli per Confeuro, Confederazione Agricoltori Europei, presieduta da Andrea Tiso, che analizza le opinioni dei giovani italiani sull’alimentazione e la loro percezione del futuro dell’agricoltura, al dibattito sul ruolo delle giovani generazioni e sulle potenzialità agricole del Fucino che rappresenta uno dei principali distretti agricoli d’Italia per estensione, qualità delle produzioni e alta specializzazione orticola”. Ad affermarlo, in una nota, il presidente nazionale Confeuro, Andrea Tiso. Alla iniziativa, moderata dalla giornalista Roberta Maiolini, hanno preso parte importanti personaggi istituzionali del panorama locale, tra cui Abramo Bonaldi, direttore Consorzio bonifica ovest, Alessandro Pierleoni, assessore bilancio comune Avezzano, e Alessandra Cambise, responsabile Confeuro Marsica, “che ringraziamo per l’organizzazione di questo importante evento, che ha richiamato – ha detto il presidente Tiso – anche i ragazzi di un istituto agrario, che hanno seguito con attenzione e partecipazione le tematiche del dibattito che ha visto protagonisti l’innovazione agricola, la valorizzazione delle filiere locali e il ricambio generazionale. In tal senso l’Abruzzo agricolo ha dimostrato di non essere soltanto un settore da tutelare, ma una risorsa strategica da rilanciare con visione e impegno condiviso. È imprescindibile, infatti, riconoscere il ruolo fondamentale delle nuove generazioni, chiamate non solo a ereditare la cultura millenaria della coltivazione, ma anche a innovare e rigenerare il rapporto vitale tra uomo e territorio, rafforzando la connessione con la terra che è al cuore dell’identità rurale. Confeuro – conclude Tiso – si pone come promotore attivo di politiche e iniziative volte a sostenere l’ingresso dei giovani nel mondo agricolo, e a favorire uno sviluppo sostenibile e competitivo, attraverso percorsi di innovazione, formazione e opportunità imprenditoriali. In Abruzzo così come in tutto il territorio italiano”.

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Gualmini ufficializza l’addio al Pd e il passaggio ad Azione: «Schlein si è presa tutto il partito»


L’eurodeputata Elisabetta Gualmini, nel corso di una conferenza stampa al Senato, ha ufficializzato l’addio al Partito democratico e il passaggio ad Azione, cambio di casacca che a Strasburgo la porterà a “traslocare” dal gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici a Renew Europe (unica italiana). Gualmini, che era un pezzo da novanta del Pd, ha puntato il dito contro il suo ex partito: «Sono fortemente convinta che abbia cambiato natura. Penso che ci sia stato un cambiamento di tipo strutturale, una mutazione genetica che porta a un riposizionamento sulla sinistra radicale, sull’asse Conte, Landini, Fratoianni, Bonelli, che taglia un po’ fuori la cultura e quel riformismo di cui io ho sempre fatto testimonianza». Poi l’affondo nei confronti di Elly Schlein: «Si è presa tutto il partito e lo ha modellato secondo la sua idea. Lo spazio di agibilità politica per chi ha appunto una visione diversa, più moderata, più di un Pd di governo e della responsabilità, con una forte caratura sulla politica estera, si è molto ridotto».

Gualmini ufficializza l’addio al Pd e il passaggio ad Azione: «Schlein si è presa tutto il partito»
Elisabetta Gualmini e Carlo Calenda (Ansa).

Gualmini: «È un po’ come tornare a casa»

Quanto al passaggio ad Azione di Carlo Calenda, ha detto Gualmini, «è un po’ come tornare a casa», viste le «tante battaglie comuni» condotte in passato: «Il merito è uno dei motivi che mi ha spinto anche a aderire ad Azione, al di là di ideologie, demagogie, fuffa. La battaglia sull’Ucraina è dirimente, è il crinale». Così sull’approdo in Renew Europe: «Io sono fortemente europeista, quel gruppo è il più europeista tra quelli che ci sono. E io lì voglio costruire uno spazio dove rappresentare le mie idee».

Ue, la nuova lista dei paradisi fiscali: chi entra e chi esce

L’Unione europea ha aggiornato la lista delle giurisdizioni non cooperative ai fini fiscali, vale a dire quei Paesi che non rispettano gli standard internazionali di trasparenza fiscale o non attuano entro tempi definiti gli impegni assunti sulla cooperazione con le autorità tributarie. Il Consiglio Ue Ecofin, secondo quanto riferito da fonti diplomatiche, è pronto a inserire Vietnam e le isole Turks e Caicos. Verranno invece rimossi Figi, Samoa, Trinidad e Tobago.L’obiettivo è contrastare pratiche di elusione e trasferimento artificiale dei profitti fuori dall’Unione europea. L’inserimento comporta maggiori controlli per le operazioni finanziarie e fiscali legate a tali giurisdizioni e può incidere sull’accesso ai fondi e agli investimenti europei.

Trovata morta in un hotel di Atene la produttrice della serie Teheran: cosa sappiamo

Dana Eden, produttrice israeliana della serie Teheran, è stata trovata morta in una camera di albergo di Atene, durante le riprese in Grecia della quarta stagione dello show. Aveva 52 anni ed era stata proprio lei a segnalare la capitale greca come set per la serie tv, dopo esserci stata con la famiglia per una vacanza. Ecco cosa sappiamo sulla sua morte, al momento al centro di varie speculazioni.

La fake news diffusa dai media israeliani

Nel dare la notizia, alcuni media israeliani avevano riferito che la polizia di Atene stava indagando sulla possibilità che Eden fosse stata assassinata da agenti del governo iraniano: la serie televisiva, infatti, è stata bollata fin dall’inizio dal regime di Teheran come propaganda ostile. Gli stessi canali israeliani hanno però definito questa notizia una fake news, precisando che la polizia greca non ha fatto alcuna menzione a un possibile coinvolgimento iraniano.

Trovata morta in un hotel di Atene la produttrice della serie Teheran: cosa sappiamo
Dana Eden (Ansa).

I farmaci nella stanza e i lividi sul corpo

Eden alloggiava ad Atene dal 4 febbraio. Il corpo della produttrice è stato scoperto dal fratello che, non riuscendo a contattarla al telefono, l’ha raggiunta nell’albergo, nei pressi di Piazza Syntagma: presentava lividi sul collo e sugli arti. Nella stanza d’albergo sarebbero state trovate anche delle pillole. Al momento restano aperte tutte le ipotesi: disposta l’autopsia.

La serie criticata dal regime iraniano

Teheran, che porta sul piccolo schermo lo scontro geopolitico tra Iran e Israele, è una serie di spionaggio creata da Moshe Zonder per l’emittente pubblica israeliana Kan 11. Trasmesso dal 2020, viene distribuita a livello internazionale da Apple TV+. Nelle serie, di cui finora sono stati prodotti 24 episodi (otto per ciascuna stagione), hanno recitato anche Glenn Close e Hugh Laurie. Teheran nel 2021 è stata premiata con l’International Emmy per la miglior serie drammatica.

Chi era la produttrice Dana Eden

Eden era una delle più importanti produttrici israeliane. Aveva iniziato la sua carriera nel 1998, producendo il pilot di Chalomot Ne’urim. Poi aveva lavorato a diversi altri programmi, tra cui Saving the Wildlife, She Has It, Magpie e Shakshouka. Nel 2007 la creazione della casa di produzione Donna and Shula Productions con la produttrice Shula Spiegel, società che aveva dato vita a Teheran.

Meloni a Niscemi: il decreto in Cdm e Ciciliano commissario straordinario

La premier Giorgia Meloni si è recata in visita a Niscemi per toccare con mano i danni e la situazione complessiva dopo il ciclone Harry e la frana che ha provocato oltre 1.500 sfollati. Dopo aver effettuato un sopralluogo, ha partecipato a una riunione al Centro operativo comunale con rappresentanti, tra l’altro, di Esercito, Protezione civile e Anas. Ha quindi annunciato che mercoledì 18 febbraio arriverà in Consiglio dei ministri il decreto che stanzia le risorse per la ricostruzione, 150 milioni solo per Niscemi. Le ordinanze spetteranno a Fabio Ciciliano, capo della Protezione civile, che verrà nominato commissario straordinario.

Meloni a Niscemi: il decreto in Cdm e Ciciliano commissario straordinario
Meloni a Niscemi (Ansa).

Cosa prevede il decreto per i territori colpiti dall’alluvione

Il decreto, ha spiegato Meloni, non riguarda solo il comune siciliano ma tutti i territori colpiti dal maltempo, e stanzia diverse centinaia di milioni di euro per il ripristino della rete infrastrutturale e dei servizi. Prevede poi indennizzi e iniziative di sostegno per le attività economiche coinvolte, particolarmente per quello che riguarda il campo dell’agricoltura. C’è la sospensione dei tributi fino ad aprile, il che vuol dire rimandare il pagamento almeno a ottobre. Ci sono ammortizzatori sociali sui quali sta lavorando il ministero del Lavoro sia per i lavoratori dipendenti sia per i lavoratori autonomi che non possono lavorare a causa degli eventi. «Io non posso e non voglio dare una tempistica della quale non sono certa. Posso dire che oggi Niscemi è il comune più monitorato d’Europa perché ci sono tutte le migliori eccellenze. Il genio militare, la Protezione civile e i vigili del fuoco stanno lavorando per dare risposte su quale sia la fascia che bisogna purtroppo considerare non sicura e qual è quella che si può recuperare. Per fare questo c’è bisogno del tempo e non è una decisione che si può forzare, politicamente sarebbe irresponsabile», ha detto Meloni.

Il dopo-Conti a Sanremo? Le voci su De Martino e il possibile guastafeste

Sanremo non è ancora cominciato, ma Carlo Conti pensa già al dopo. Prima dei bilanci, dei confronti, degli share mattutini, delle inevitabili polemiche, il direttore artistico della kermesse ha annunciato che con il 2026 si chiude un ciclo. Questo sarà il suo ultimo Festival, buona la quinta (edizione) dunque. La domanda allora è: chi sarà il suo successore? A radio Subasio, Conti non aveva dato alcuna indicazione ovviamente: «C’è solo l’imbarazzo della scelta, ma al di là del conduttore o della conduttrice, la figura centrale resta quella del direttore artistico». Un professionista con l’esperienza necessaria per riuscire a guidare e a gestire «una macchina del genere».

Il dopo-Conti a Sanremo? Le voci su De Martino e il possibile guastafeste
Carlo Conti sul palco di Sanremo 2025 (Ansa).

De Martino sogna l’Ariston

Se è ancora nebbia fitta sul prossimo direttore artistico, sul possibile frontman invece le voci girano e da tempo. Il più quotato, e non da oggi, è il re dei pacchi, Stefano De Martino. I faretti sullo showman campano si erano riaccesi a gennaio quando lo stesso Conti, ospite del podcast Pezzi – Dentro la musica, sul futuro del Festival aveva detto: «Intanto facciamo questo, ma spero che il prossimo anno ci sia qualcun altro, anche più giovane, aitante e belloccio». Un identikit che corrisponde perfettamente a quello dell’ex ballerino di Amici, oggi 36enne.

Il dopo-Conti a Sanremo? Le voci su De Martino e il possibile guastafeste
Stefano De Martino (Ansa).

Savino scalda i motori ma c’è l’incognita Fiorello

Il team #DeMartino e il diretto interessato, però, non hanno considerato i superpoteri di Conti che avrebbe già in testa il suo successore, per lo meno sul palco dell’Ariston. Un personaggio che è già suo ‘vice’ visto che condurrà per la quarta edizione consecutiva il Dopofestival: Nicola Savino (reduce dalla conduzione di quattro puntate di Tali e Quali, a proposito di eredità). In Rai qualcuno ne è più che certo: «Conti e Savino solo alleati contro De Martino. Ne dovrà mangiare di polvere, il povero Stefano, prima di mettere le mani sul Festival». Savino – quello che «da vecchio sarà come Massimo D’Alema, e tra poco come Tommaso Labate», scherza la fonte – sarebbe già pronto a incassare. C’è solo un big che potrebbe rovinargli la festa ed è Fiorello.

Il dopo-Conti a Sanremo? Le voci su De Martino e il possibile guastafeste
Nicola Savino (Ansa).

Le baruffe alla Pennicanza

Tra l’altro lo showman siciliano recentemente ha scazzottato amabilmente proprio con Conti, buttando una bombetta a La Pennicanza sulla possibile partecipazione al Festival Adriano Celentano. Conti non ha né confermato né smentito il presunto spoiler. È stato il prezzo per aver ‘mentito’ a Fiorello sulla partecipazione di Eros Ramazzotti. «Quando io l’ho chiamato qua gli ho chiesto “Senti ma c’è Ramazzotti?”, lui mi ha risposto “non mi risulta”…bugiardo sei!!!». L’uomo è avvisato.

Il dopo-Conti a Sanremo? Le voci su De Martino e il possibile guastafeste
Fiorello in videochiamata con Carlo Conti (Ansa).

Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta

Avanti, al Cnel c’è sempre posto. Il carrozzone presieduto da Renato Brunetta e vicino all’abolizione 10 anni fa, quando la sua cancellazione fu infilata nel referendum costituzionale Renzi-Boschi (ma sappiamo tutti poi come andò a finire), vive e lotta insieme a noi e adesso ha anche un nuovo capo della comunicazione. Si tratta di Giuseppe Stamegna, 35 anni, che in passato ha lavorato da Comin & Partners, società di consulenza strategica, e in Autostrade per l’Italia, dalla quale si è preso un periodo di aspettativa per diventare portavoce del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, con cui è rimasto poco più di due anni. Rientrato in Autostrade, ora ecco il salto con Brunetta al Cnel, acronimo che sta per Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro: Stamegna avrà il suo bel daffare col vulcanico ex ministro e premio Nobel per l’economia mancato, che ultimamente era finito in qualche polemica per questioni di super stipendi e aumenti vari (poi rimangiati).

Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta
Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta
Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta
Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta
Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta
Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta
Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta
Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta
Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta
Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta
Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta

L’ultima di Telemeloni: Brumotti verso un programma in prima serata su Rai 2

Dopo Tommaso Cerno, ecco un altro esterno a cui dovrebbe andare un’importante casella (potenzialmente) destinata a giornalisti Rai. È infatti pronto ad approdare sulla tivù pubblica Vittorio Brumotti, l’ex inviato di Striscia la notizia e campione di bike trial, noto al pubblico per i servizi su chi parcheggia nei posti destinati ai disabili e contro i piccoli spacciatori (da cui ha ricevuto anche qualche botta). Secondo quanto riportato da Repubblica, a Brumotti – in passato pure presentatore di Paperissima Sprint – sarebbe stato offerto «un contratto con parecchi zeri, in esclusiva e per due anni» per andare in onda in prima serata su Rai 2, con un programma itinerante in grado di unire (almeno nelle idee) intrattenimento e racconto di territori. Sempre il quotidiano romano scrive che a voler puntare su Brumotti è in particolare Paolo Corsini, direttore degli approfondimenti Rai, «sempre sensibile ai suggerimenti che gli vengono dal partito di riferimento, ovvero Fratelli d’Italia». La notizia al momento non è stata confermata né dalla Rai, né dallo stesso Brumotti.

L’ultima di Telemeloni: Brumotti verso un programma in prima serata su Rai 2
Vittorio Brumotti (Imagoeconomica).

Di Matteo risponde a Nordio: «La riforma costituzionale aggrava la degenerazione del Csm»

Dopo essere stato chiamato in causa dal ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito alle correnti del Consiglio superiore della magistratura (Csm), il magistrato Nino Di Matteo ha affermato che «proprio perché ho sempre contrastato la degenerazione del sistema di autogoverno per le improprie ingerenze di correnti e cordate, oggi ho le mani ancora più libere nel denunciare che questa riforma costituzionale (ndr quella che si voterà al referendum del 22 e 23 marzo) invece di risolvere il problema finisce per aggravarlo, accentuando il rischio di un sempre più stringente controllo politico sul Csm e sull’intera magistratura, con grave rischio per la tutela delle garanzie e dei diritti di ogni cittadino».

Cos’aveva detto Nordio

Nell’intervista al Mattino che ha causato polemiche tra le opposizioni e la stessa magistratura, Nordio aveva definito le correnti del Csm come parte di un «meccanismo para-mafioso», parlando di «verminaio correntizio» e «mercato delle vacche». Dopo le critiche ricevute, si era giustificato sostenendo di aver espresso la stessa opinione di alcuni magistrati, tra cui proprio Di Matteo: «Non capisco tanta indignazione scomposta alle mie dichiarazioni sulle correnti del Csm. Io mi sono limitato a citare le affermazioni di Nino Di Matteo, un noto pm preso a modello dal Pd e dalla sinistra, riportate dal Fatto quotidiano e da altri giornali, quindi fonti non particolarmente vicine a noi, nel settembre 2019. Di Matteo parlò di mentalità e metodo mafioso». Di qui la replica del pm, che ha accusato il Guardasigilli di aver strumentalizzato le sue dichiarazioni.

Caso Beic, a processo gli architetti Boeri e Zucchi

Gli architetti di fama internazionale Stefano Boeri e Cino Zucchi, entrambi docenti al Politecnico di Milano, sono stati rinviati a giudizio per turbativa d’asta e false dichiarazioni sul conflitto d’interessi per il caso del concorso per la realizzazione della nuova Biblioteca europea di informazione e cultura (Beic) a Milano. Lo ha deciso il gup Fabrizio Filice, che ha mandato a processo anche gli altri quattro professionisti indagati, fissando la prima udienza per il 17 aprile.

Caso Beic, a processo gli architetti Boeri e Zucchi
Stefano Boeri (Ansa).

Cosa è emerso dalle indagini sul concorso del 2022

Stando alle indagini, Boeri e Zucchi non avrebbero dichiarato il loro conflitto di interessi in vista del concorso, conservando rispettivamente i ruoli di presidente e componente nella commissione aggiudicatrice che – a luglio 2022 – ha proclamato vincitrice una cordata di cui facevano parte alcuni loro allievi o partner professionali: Raffaele Lunati e Giancarlo Floridi, ricercatori sempre alla facoltà di Architettura del Politecnico, e Pier Paolo Tamburelli dello studio Baukuh, anche loro finiti a processo. Il caso riguarda anche l’imputato Andrea Caputo, progettista che arrivò terzo al concorso.

Caso Beic, a processo gli architetti Boeri e Zucchi
Cino Zucchi (Ansa).

Per le difese non ci furono favoritismi o accordi illeciti

Secondo l’accusa ci sarebbero stati accordi (documentati da chat) per assegnare la gara indetta dal Comune. Per le difese vinse invece il progetto migliore, senza favoritismi e tantomeno accordi illeciti. Quanto ai possibili conflitti di interessi, non furono segnalati perché le regole della gara prescrivevano di farlo solo per rapporti di collaborazione economica “in corso”.

Il Martucci in Polonia: Qui cantat bis orat

Olga Chieffi

Nel solco dell’indefesso impegno nell’internazionalizzazione e nella ricerca, che ha preso il via in maniera massiva con il compianto Fulvio Maffia sulle strade inaugurate verso i teatri dell’Est, da parte dell’allora docente di esercitazioni orchestrali, Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, il direttore del Conservatorio “Giuseppe Martucci”, Fulvio Artiano, lavorando per istituire una proficua e duratura collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura a Varsavia, mediante il contatto con il Dottore Fabio Troisi e con la Warszawska Opera Kameralna, un teatro di straordinaria funzionalità nato dalla mirabile e visionaria prospettiva artistica di Alicja Dorota Wegorzewska-Whiskerd, è riuscito a far esibire una bella formazione della nostra istituzione musicale, diretta dal Maestro Francesco Aliberti. Grande soddisfazione per il successo ottenuto alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Polonia, Luca Franchetti Pardo, che ha rappresentato un importante momento di valorizzazione internazionale delle eccellenze artistiche del Conservatorio Martucci. Il concerto si inserisce nel più ampio programma di internazionalizzazione promosso dalla Direzione del Conservatorio e seguito dal Vicedirettore Ernesto Pulignano. Tale iniziativa sancisce la costituzione di un nuovo Ensemble dedicato alla musica antica, con l’obiettivo di promuovere il repertorio storico — a partire dalla tradizione napoletana — offrendo ai talentuosi studenti coinvolti nuove opportunità di studio e approfondimento. Il progetto mira inoltre a stimolare un interesse specifico, anche in ambito accademico, verso un settore finora poco esplorato dalle attività tradizionali dell’istituzione. La formazione composta dalle voci di Laura Fortino, Benedetta Di Marco, Martina Bernabo’, Elisa Pagliara, Mariaolmina Fariello, Carla Genovese, Graziella Santoro, Sara Di Marino, Giulio Pannullo, Antonio De Rosa, Paolo Sabatino, Simone di Bartolomeo, Alessandro Tino, supportate da Raffaella Parrocchia e Cesare Noviello al violino, Alessandro Salomone e Sara Farina al mandolino, Angelo Della Rocca alla chitarra, Domenico Donatantonio alle percussioni, con Francesco Aliberti conductor e maestro al cembalo, si è cimentata in un concerto dal titolo “Qui cantat bis orat” dal celebre motto di Sant’Agostino. L’anima che prega, infatti, cantando si dispone più facilmente all’apertura del cuore, della mente, del corpo, che si riconoscono tutt’uno. Dapprima Agostino e poi Lutero avevano intuito la potenza del canto nella relazione con l’alterità divina e nel sec. XVI Filippo Neri cerca di mettere in pratica, in ambito cattolico, l’esigenza di rinnovare la relazione tra Dio e il suo popolo, attraverso i mezzi vocali e musicali di cui il popolo effettivamente può disporre. Da questa intuizione si sviluppa la lauda, la cui nascita da un punto di vista letterario si fa risalire a Francesco d’Assisi e che nella Controriforma assurge a forma polifonica vocale sacra, affine al madrigale spirituale ma con caratterizzazione popolare. Il gusto per la polimetria, la forza espressiva – a tratti erotica – di alcuni testi, richiamanti la mistica latina degli stessi anni, l’uso degli strumenti popolari, rendono assai attraente il repertorio ancora oggi. Addirittura la lauda finisce per acquisire delle connotazioni che richiamano la musica pop e di interesse etnologico, come si evince in alcuni brani come Anima mia che pensi. Contemporaneamente anche la villanella, forma polifonica vocale profana che nella sua variante popolare assurge a punto d’inizio della canzone napoletana, si accosta allo spirito della Controriforma, reinterpretando alcuni archetipi e simboli (l’acqua o il mare per esempio) per raccontare non solo storie d’amore, ma soprattutto storie di anime in cerca della vera vita e della conformità a Cristo. Per estensione, ogni richiamo alla fisicità e alla sensualità nei testi delle villanelle diviene un inno alla fecondità e alla vita, di cui il grembo di Maria è eminente rappresentazione: Maria, nuova Iside. Maria è semplicemente madre: è ogni madre che canta una ninna nanna al suo bambino (Figlio dormi); ma è anche donna perfetta per cui struggersi di un desiderio di amore in cui carne e spirito sono tutt’uno (in vita e in morte, Hor eccoti, Gli ardenti miei desiri); e ancora è il simbolo di una complessità inesprimibile. Fulget in matre mysterium crucis: vita e morte sono mirabilmente unite nel grembo di Maria (Mentre ti miro). il Verbo incarnato incontra la mortalità, che non è più estranea ma sorella, come insegna Francesco d’Assisi. Bach dimostra di aver profondamente inteso questa connessione tra la Natività e la Passione, quando nel corale conclusivo dell’Oratorio di Natale fa squillare la tromba festiva sulla melodia di O Haupt voll Blut, che è il motivo conduttore della Passione secondo Matteo. Chitarre, Mandolini e percussioni condiscono citazioni da Corelli, Domenico Scarlatti, Barbella, fino a qualche eco della Cantata dei Pastori e della Gatta Cenerentola nella Toccata di introduzione. Un concerto spirituale, ma anche un inno alla vita, all’energia del corpo e della danza e un omaggio alla canzone napoletana antica (Fenesta vascia, So le sorbe, Lu tiramole), a cui la scuola di composizione vocale italiana – anche operistica – deve moltissimo. Nel programma è presente un inserto dall’oratorio San Casimiro, in cui Alessandro Scarlatti, attraverso la figura del Re santo, glorifica la famiglia Sobieski e la recente vittoria di Giovanni III contro i Turchi a Vienna (1683): un modo per ricordare l’affinità tra la storia polacca e la cultura napoletana, capace di respiro internazionale. Il programma musicale proposto dall’ensemble di musica antica del Conservatorio, rappresenta nucleo di una più vasta compagine di esecutori da coltivare in Conservatorio e sul territorio, intende veicolare la migliore immagine del sud Italia nel mondo, libera da stereotipi e fortemente radicata in una spiritualità che è insieme pagana e cristiana, alimentata da sapienza musicale e rispetto per la tradizione, senza tradire la dimensione del diletto performativo e del dialogo col pubblico. Un repertorio che insegna che la preghiera è gioia e non nega gli slanci vitali; che nel far musica insieme il vibrare ‘accanto’ è autentico sintomo del ‘cantare con verità’ – toccante espressione di Alicja Wegorzewska nel suo messaggio ai partecipanti al concerto, che degnamente incornicia il senso di tutto il lavoro svolto. Applausi e nel volto del partecipativo pubblico, la gioia, ovvero quella “invenzione” che è la musica che riesce a far dialogare tutti. Il conservatorio, intanto, continua ad allargare la sua continua opera di produzione e oggi, alle ore 11.00, la Sala Stampa “B.Agnes” del campus di Fisciano ospiterà la Conferenza di presentazione di “Musica UNISA”, la stagione culturale in collaborazione tra l’Ateneo. L’incontro vedrà la partecipazione e gli interventi del Rettore Virgilio D’Antonio e del Direttore del Conservatorio Fulvio Artiano. Nel corso della conferenza sarà ufficialmente inaugurata la sinergia tra le due istituzioni, con l’avvio – da febbraio 2026 – del programma di Eventi-Concerto, curati dal Conservatorio Martucci e ospitati presso il Teatro di Ateneo “F.Alison”.

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Warner Bros valuta la riapertura delle trattative con Paramount

Warner Bros starebbe valutando di riaprire le trattative con Paramount. Secondo un’anticipazione di Bloomberg, i membri del Board starebbero valutando se l’azienda possa essere in grado di offrire un accordo migliore rispetto all’attuale intesa con Netflix. Nessuna decisione sarebbe ancora stata presa al riguardo, si starebbe semplicemente valutando se la nuova offerta migliorativa presentata da Paramount sia da tenere in considerazione. La casa di produzione americana ha mantenuto invariato il corrispettivo per azione ma ha offerto denaro cash aggiuntivo per ogni trimestre che trascorrerà dopo il 2026 senza accordo. Una sorta di “risarcimento” per gli azionisti, per compensarli del maggior tempo trascorso dopo il 31 dicembre 2026. La società si è anche impegnata a coprire l’eventuale penale prevista per la rottura dell’accordo con Netflix, per un valore di 2,8 miliardi di dollari, e si è anche offerta di sostenere il rifinanziamento del debito di Warner Bros.

L’Iran apre alle ispezioni nei siti nucleari, ma blinda il programma missilistico

In vista dei nuovi colloqui con gli Stati Uniti in programma a Ginevra, l’Iran apre alle ispezioni nei siti nucleari della Repubblica Islamica, compresi quelli sotterranei, ma blinda il suo programma missilistico, sul quale non intendere fare concessioni. Ali Larijani, segretario del Consiglio superiore per la sicurezza dell’Iran, ha dichiarato: «Per dimostrare che l’Iran non è alla ricerca di armi nucleari, permetteremo agli ispettori dell’Aiea di ispezionare i nostri siti nucleari, anche quelli che si trovano nel sottosuolo e sulle montagne». Poi ha aggiunto: «Sulla questione la questione missilistica, che riguarda la sicurezza nazionale, non siamo disponibili a negoziare».

Aragchi: «La sottomissione alle minacce non è sul tavolo»

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi, a Ginevra per nuovi colloqui dopo quelli che si sono svolti in Oman, ha affermato che «i negoziati devono essere equi, significativi e privi di tattiche dilatorie». La delegazione americana sarà guidata ancora dall’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff, e da Jared Kushner, consigliere di Donald Trump nonché suo genero. Prima di vedere gli americani, Araqchi ha in programma un incontro con Rafael Grossi, direttore generale dell’Aiea, e altri esperti nucleari. In un post su X il ministro degli Esteri iraniano ha sottolineato che «la sottomissione alle minacce non è sul tavolo dei negoziati».

L’Iran continua a escludere l’arricchimento zero dell’uranio

Gli Stati Uniti stanno tentando di ampliare la portata dei colloqui a questioni non nucleari, come l’arsenale missilistico dell’Iran, su cui però Teheran continua a fare muro. La Repubblica Islamica, che ha appunto aperto alle ispezioni dell’Aiea, si è detta disposta a disposta a discutere di limitazioni al suo programma nucleare solo in cambio di un allentamento delle sanzioni Usa, che stanno mettendo in ginocchio la sua economia, escludendo però l’arricchimento zero dell’uranio.

L’Iran apre alle ispezioni nei siti nucleari, ma blinda il programma missilistico
La USS Gerald R. Ford (Ansa).

Continua intanto a salire la tensione tra Usa e Iran

La tensione lungo l’asse Washington-Teheran continua intanto a salire. Con l’obiettivo di costringere la Repubblica Islamica a stringere un accordo sul suo programma nucleare, Donald Trump ha infatti inviato in Medio Oriente anche la portaerei più grande del mondo: la USS Gerald R. Ford, che va dunque ad affiancarsi alla USS Abraham Lincoln, da tempo presente nel Mar Arabico, rafforzando la potenza di fuoco statunitense nella regione. Come hanno riferito alla Reuters alcuni funzionari vicini alla Casa Bianca, gli Usa «si stanno preparando all’eventualità di una campagna militare prolungata se i colloqui non dovessero avere successo». Intanto, la protezione civile iraniana ha tenuto un’esercitazione di difesa nella Pars Special Economic Energy Zone per rafforzare la preparazione a potenziali incidenti chimici nel polo energetico situato nella parte meridionale del Paese.

Crans-Montana, il rapporto che segnalava gravi carenze già nel 2023

Il Comune di Crans Montana era a conoscenza di disfunzioni nei servizi comunali da almeno due anni prima che accadesse la strage di Capodanno al Constellation. È quanto emerge da un audit interno realizzato nel 2023, il quale rivela che in quell’anno il Municipio era stato informato di carenze all’interno dei servizi comunali, in particolare quello incaricato dei controlli antincendio degli esercizi pubblici. Il rapporto, dal titolo Sintesi di un audit sommario sul modo di funzionamento del Comune di Crans-Montana in termini di management, organizzazione e comunicazione, è datato 31 agosto 2023.

Il report segnala sovraccarichi di lavoro e ritardi nelle scadenze

L’audit mette in luce problemi di gestione del personale, evocando «casi disciplinari non gestiti o ignorati» nonché «rifiuti di incarico» da parte di alcuni collaboratori. Il documento segnala poi una mancanza di mezzi: «Le risorse, il personale e il tempo a disposizione rispetto alle missioni attese (dai capi servizio) sono inadeguati. (…) Questa situazione genera un sovraccarico di lavoro in alcuni servizi (…) e ritardi nelle scadenze». Questa problematica riguarda direttamente il servizio incaricato dei controlli antincendio che non ha effettuato le visite annuali obbligatorie, come quella del Constellation, in violazione della legislazione vallesana. L’ultima ispezione risale al 2019 per il bar. L’audit è stato consegnato al Municipio di Crans-Montana il 31 ottobre 2023 e, secondo diverse fonti anonime, il Comune ha applicato solo marginalmente le misure correttive suggerite, in particolare all’interno del servizio della sicurezza pubblica.

Nessun commento da parte del Comune

Contattato dai media svizzeri, il Municipio ha dichiarato: «Il Comune di Crans-Montana non commenta quanto rientra nella procedura in corso. Di conseguenza per il momento non viene concessa alcuna intervista. Il Comune di Crans-Montana collabora con le autorità giudiziarie per permettere loro di stabilire i fatti e determinare le responsabilità. Nell’ipotesi in cui la responsabilità del Comune sia coinvolta, questa sarà assunta»

Israele riavvia la registrazione di terre in Cisgiordania

Il governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu ha approvato ulteriori misure per rafforzare il controllo dello Stato ebraico sulla Cisgiordania e facilitare il possesso di terreni da parte dei coloni. Domenica 15 febbraio è infatti arrivato il semaforo verde all’avvio di un processo di registrazione dei terreni occupati della West Bank che permetterà di dichiararli come “proprietà statale”, se i palestinesi non saranno in grado di presentare documenti che ne attestino la titolarità. Tutto questo dopo decenni di occupazione e guerra, in cui la documentazione potrebbe essere andata persa o distrutta: di fatto, l’obiettivo è l’espropriazione di massa dei territori palestinesi. «Stiamo proseguendo la rivoluzione degli insediamenti e rafforzando la nostra presa su tutte le parti del nostro territorio», ha dichiarato Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze, tra i promotori del piano assieme a Yariv Levin (Giustizia) e Israel Katz (Difesa).

La registrazione dei terreni riguarderà l’Area C

Era dal 1967 che Tel Aviv non procedeva alla registrazione dei terreni occupati in Cisgiordania. Il nuovo piano riguarderà l’Area C della West Bank individuata dagli Accordi di Oslo, dove vivono oltre 300 mila palestinesi. Essa costituisce circa il 60 per cento dell’intera Cisgiordania, di fatto sotto il pieno controllo militare israeliano.

Israele riavvia la registrazione di terre in Cisgiordania
Bezalel Smotrich e Benjamin Netanyahu (Ansa).

Anp: «Flagrante violazione del diritto internazionale»

«Una grave escalation e una flagrante violazione del diritto internazionale», che equivale a una «annessione de facto». Così l’ufficio di Mahmoud Abbas, presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), ha definito il piano di Israele, invitando la comunità internazionale e in particolare il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a intervenire immediatamente. Hamas ha definito quello del governo di Netanyahu un «tentativo nullo e privo di valore» di «giudaizzare» la Palestina. Anche Giordania, Egitto, Qatar e Turchia hanno condannato la mossa di Tel Aviv, che già la scorsa settimana aveva annullato il divieto di vendita di terreni in Cisgiordania agli israeliani ebrei e la pubblicazione dei registri catastali. Il divieto di cessione di terreni ai non musulmani risaliva al periodo di amministrazione da parte della Giordania (1948-1967): finora le persone non di fede islamica non potevano acquistare terreni a titolo personale, ma solo tramite società private.

Giustizia, continua lo scontro tra Nordio e Gratteri sul referendum

Non si placa lo scontro politico e istituzionale sul referendum sulla giustizia. Dopo lo scalpore per le dichiarazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri, secondo cui «voteranno Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente», sono le parole del ministero della Giustizia Carlo Nordio a gettare benzina sul fuoco. Il Guardasigilli ha infatti definito le correnti del Consiglio superiore della magistratura (Csm) parte di un «meccanismo para-mafioso», scatenando reazioni durissime da parte dell’opposizione, della magistratura associata e di numerosi esponenti istituzionali.

Cos’ha detto Nordio sulle correnti del Csm

Entrando più nel dettaglio, in un’intervista al Mattino Nordio ha criticato duramente il funzionamento interno del Csm, sostenendo che le correnti avrebbero creato una «consorteria autoreferenziale» basata su logiche di potere e carriera. Secondo lui, l’iscrizione alle correnti sarebbe determinante per l’avanzamento di carriera, perché senza l’appoggio di una di esse o di un “padrino” un magistrato sarebbe penalizzato. Durante le elezioni del Csm, inoltre, si creerebbero dinamiche di scambio di favori. Il ministro ha quindi difeso la proposta del sorteggio per la selezione dei membri del Consiglio, sostenendo che questo sistema potrebbe «rompere il meccanismo para-mafioso» e superare quello che ha definito un «verminaio correntizio» e un «mercato delle vacche».

Gratteri: «Parole inaccettabili»

Dura la reazione di Gratteri, che in un’intervista a Repubblica ha definito le parole del ministro «inaccettabili», sostenendo che affermazioni di questo tipo non necessitano neppure di commento per la loro gravità.

Giustizia, continua lo scontro tra Nordio e Gratteri sul referendum
Nicola Gratteri (Ansa).

La reazione delle opposizioni

Le dichiarazioni del Guardasigilli hanno suscitato immediate proteste anche da parte delle opposizioni. Tra i più critici la segretaria del Partito democratico Elly Schlein e il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che l’hanno accusato di aver superato il limite del confronto politico, attaccando l’indipendenza della magistratura. Intervenendo a un evento a Bari, Schlein ha dichiarato: «Quando ho letto stamattina le parole di Nordio non potevo crederci. E ora non posso credere che siano passate le 11 e nessuno del governo abbia ancora detto qualcosa. Capisci quanto è grave tutto questo? Non è accettabile che un ministro della Repubblica utilizzi parole che alimentano uno scontro istituzionale. Nordio deve scusarsi e la presidente Meloni prendere le distanze. Una guerra tra istituzioni non fa bene al Paese. Ci sono limiti che non vanno superati nemmeno in campagna elettorale, soprattutto sapendo qual è stato l’altissimo prezzo pagato dalla magistratura nella lotta alle mafie. Paragonare i giudici ai mafiosi è un insulto insopportabile alla memoria di uomini come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Rosario Livatino, Rocco Chinnici, Cesare Terranova e tanti altri che hanno servito lo Stato pagando con la vita». Dal canto suo, Conte ha così commentato sui suoi social: «Dovrebbero solo chiedere scusa ai tanti che lavorano nel nostro sistema di giustizia, alla memoria dei tanti giudici che hanno perso la vita per combattere la mafia, quella vera. È davvero incredibile vedere un governo che getta fango e ombre sulle istituzioni e su servitori dello Stato solo per portare a casa una riforma che mira a salvare i politici e i governi dalle inchieste».

La replica: «Indignazione scomposta»

Nonostante le polemiche, Nordio ha respinto le accuse, definendo «scomposta» l’indignazione per le sue dichiarazioni e ribadendo di aver semplicemente citato opinioni espresse in passato da magistrati tra cui Nino Di Matteo. In un colloquio con il Corriere della sera, Nordio ha dichiarato di aver raccolto numerose dichiarazioni critiche sul correntismo e di essere pronto a citarle pubblicamente durante la campagna referendaria. Ha inoltre escluso qualsiasi rischio politico per il governo in caso di vittoria del No al referendum, affermando che la consultazione riguarda esclusivamente la riforma della giustizia e non la stabilità dell’esecutivo.

È morto il critico cinematografico e youtuber Federico Frusciante

È morto a 52 anni Federico Frusciante, noto su Internet per le recensioni e i video di analisi sul cinema pubblicati sul suo canale YouTube, che conta circa 120 mila iscritti. Nato a Pontedera nel 1973, aveva aperto a Livorno un negozio di videocassette e DVD a noleggio, chiamato Videodrome (omaggio al film di David Cronenberg), che in città – e non solo – era diventato un punto di riferimento per tanti cinefili e, in generale, un presidio culturale. E proprio nel suo videonoleggio (tenuto aperto fino al 2022) Frusciante aveva cominciato a pubblicare i primi video di critica cinematografica. Parallelamente all’attività commerciale, aveva costruito una forte presenza come divulgatore, tanto da essere invitato a tenere lezioni in ambito universitario e a far parte della giuria in festival internazionali. Di recente assieme a Davide Marra (Mr. Marra), Francesco Alò e Mattia Ferrari (Victorlaszlo88) aveva avviato il progetto collettivo I Criticoni.

È morto il critico cinematografico e youtuber Federico Frusciante
Federico Frusciante (YouTube).

Il ruolo di Giorgia Meloni nel divorzio Salvini-Vannacci

Neanche la suocera più invadente con la nuora più ribelle. Giorgia Meloni sembra aver gestito il divorzio tra Matteo Salvini e Roberto Vannacci come potrebbe fare una sovrana Windsor con il matrimonio in crisi dell’erede al trono. Una separazione diventata affaire di Stato, che sarebbe stata ‘controllata’ da remoto dagli sherpa più fidati della presidente del Consiglio.

Il ruolo di Giorgia Meloni nel divorzio Salvini-Vannacci
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Il braccio di ferro tra Lega e FdI sugli aiuti all’Ucraina

L’incrinatura dei rapporti tra il segretario leghista e il suo vice era evidente da mesi. E a metà settembre il raduno di Pontida ha fotografato una situazione che non poteva più essere risolta. La nomina di Vannacci a responsabile della campagna elettorale in Toscana e il risultato disastroso alle Regionali di ottobre hanno accelerato un processo irreversibile. Ma Salvini – si racconta – ha continuato a frenare per settimane. Sapeva che Vannacci se ne sarebbe andato, lo aveva confidato ai suoi ma continuava a ‘pregare’ il generale di ritardare l’annuncio. Fino a che qualcosa non si è rotto verso la fine dell’anno.

Il ruolo di Giorgia Meloni nel divorzio Salvini-Vannacci
Matteo Salvini e Roberto Vannacci a Pontida (Imagoeconomica).

Nel corso dell’ultima riunione del 2025, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che prorogava gli aiuti all’Ucraina. Salvini era assente, già in vacanza con la fidanzata a New York, e aveva lasciato solo il senatore Claudio Borghi a commentare. Via libera, quindi, fino al 31 dicembre 2026 all’autorizzazione a cedere «mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari» alle autorità governative ucraine, con «interventi a supporto delle attività di assistenza alla popolazione». A cui si aggiungeva la clausola di «priorità» agli aiuti logistici o sanitari, richiesta dalla Lega. Un compromesso al ribasso per gli ex lumbard ma su cui il partito della premier non intendeva cedere. Ed è in questo iato tra FdI e Lega che ha cominciato ad ‘agitarsi’ Vannacci, brandendo la sua contrarietà al decreto.

Il ruolo di Giorgia Meloni nel divorzio Salvini-Vannacci
Il senatore leghista Claudio Borghi (Imagoeconomica).

L’uscita di Crosetto: «Parleremo noi con Vannacci»

Il 7 gennaio Salvini era rientrato da Nyc – mai fatte vacanze così lunghe in anni – ed era sulle piste del Trentino con la figlia. Attilio Pierro e Davide Bergamini stavano per lasciare la Lega per passare a Forza Italia. A un deputato che lo ha incontrato, il capo ha domandato se era a conoscenza di altre fuoriuscite imminenti di colleghi. E quando lo sventurato gli ha fatto il nome di Edoardo Ziello e Rossano Sasso, Salvini ha risposto serafico: «Ah ma no… non intendevo loro, loro lo so, vanno con Vannacci». Tutto dunque era già deciso e noto un mese prima. Il punto di non ritorno si è però raggiunto giovedì 15 gennaio. Quel giorno, l’Aula di Montecitorio ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro della Difesa, Guido Crosetto, impegnando il governo «a continuare a sostenere l’Ucraina» in coordinamento con Nato, Ue e alleati internazionali e valorizzando anche gli aiuti civili. Il dispositivo, nella parte sugli impegni, evitava il termine «militari» ma ne conteneva il riferimento nelle premesse. L’assemblea ha approvato il testo con 186 voti favorevoli, 49 contrari e 81 astenuti. Ma è sui voti leghisti che si è puntato il faro: sette erano assenti, otto in missione, due – Ziello e Sasso, appunto – hanno votato contro. Crosetto, intervenendo in Aula, ha difeso la necessità di continuare a sostenere Kyiv per proteggere popolazione e infrastrutture, evocando l’urgenza del contesto bellico per spiegare le ragioni dietro all’invio di mezzi ed equipaggiamenti. Terminato il discorso – si racconta -, si è avvicinato a un dirigente di peso della Lega e si sarebbe sfogato: «Il tuo capo non controlla più il partito. Parleremo noi con Vannacci».

Il ruolo di Giorgia Meloni nel divorzio Salvini-Vannacci
Galeazzo Bignami e Guido Crosetto (Imagecomica).

La premier ha preteso chiarezza prima dell’approdo in Aula del decreto

E probabilmente così deve essere stato. Da allora in poi nella Lega si è continuato a negare l’imminente uscita del generale, ma in FdI erano tutti certi dell’inevitabile rottura. E già si preparava la linea da tenere: Vannacci ha sbagliato i tempi, ha rotto troppo presto, un anno fino alle Politiche logorerebbe chiunque. È questa, del resto, la linea che prevale ora nel centrodestra dopo che la rottura si è consumata. Ma forse Matteo e il suo amico generale avrebbero aspettato ancora un po’ a lasciarsi. Forse – è il pensiero di alcuni – è stata Meloni a voler accelerare. Sicuramente, per la collocazione internazionale dell’Italia, la premier ha preteso chiarezza prima dell’approdo in Aula del decreto Ucraina.

Il ruolo di Giorgia Meloni nel divorzio Salvini-Vannacci
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Con la fiducia si è voluto “stanare” il generale

L’annuncio del divorzio Salvini-Vannacci risale a martedì 3 febbraio, i deputati vannacciani sono usciti dalla Lega venerdì 6, il decreto è approdato in Aula alla Camera lunedì 9. Una tempistica così scadenzata da sembrare programmata. Certamente, programmata è stata la reazione. L’idea di mettere la fiducia al decreto per ‘stanare’ il generale sarebbe tutta made in FdI.

Il ruolo di Giorgia Meloni nel divorzio Salvini-Vannacci
Edoardo Ziello, Rossano Sasso, Emanuele Pozzolo (Ansa).

Stando a quanto riferito da una fonte autorevole a L43, sarebbe stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, a prendere contatto con i leghisti per proporre la strategia ideata dalle parti di Palazzo Chigi. «Meloni vorrebbe mettere la fiducia, voi che ne pensate?», avrebbe chiesto Ciriani. L’emissario avrebbe inoltrato la proposta a Salvini, che non avrebbe trovato alcuna ragione per opporsi. Insomma, la fiducia sarebbe stata tutta farina del sacco della premier, e non una richiesta di Salvini come fatto attentamente trapelare sui quotidiani. «Ti voglio bene ma la mia strada è un’altra», ha scritto Vannacci a Salvini, stando alla narrazione leghista. Nei prossimi mesi forse capiremo cosa ha scritto alla ‘suocera’ Giorgia.

Il ruolo di Giorgia Meloni nel divorzio Salvini-Vannacci
Roberto Vannacci e sullo schermo alle sue spalle Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Dall’estero: Barack Obama e gli alieni

Barack Obama e gli alieni

“Gli alieni esistono”, ha detto in un'intervista. Poi ha chiarito meglio cosa intendeva.

Gli alieni sono reali? ha chiesto Brian Tyler Cohen all'ex presidente americano Barack Obama. Obama, tutt'altro che stupito dal genere di domanda, ha risposto: Sono reali, ma io non li ho mai visti, e non sono conservati nella… come si chiama… Area 51. Per poi aggiungere, sibillinamente: A meno che non ci sia una cospirazione enorme al punto da nasconderli anche al presidente degli Stati Uniti. L'intervistatore gli ha poi chiesto Qual è la prima domanda alla quale ha voluto una risposta, una volta diventato presidente?, e Obama ha risposto... - Leggi l'articolo

 

Notizie - Dall'estero - 16 febbraio 2026 - articolo di S*