Teggiano, Principessa Costanza 2026 con tante novità

Da Teggiano un messaggio di fratellanza e di speranza affidato ai giovani, in un tempo segnato troppo spesso da divisioni e contrapposizioni. È anche questo il senso della 31ª edizione de “Alla Tavola della Principessa Costanza”, la spettacolare macchina del tempo della Pro Loco Teggiano, capace di riportare indietro di oltre 500 anni le lancette degli orologi. L’11, 12 e 13 agosto torna la manifestazione che trasforma il centro storico della città d’arte del Vallo di Diano in un palcoscenico a cielo aperto, tra Cortei Storici, Taverne e Spettacoli itineranti. L’occasione è la suggestiva rievocazione delle nozze principesche del 1480 tra Antonello Sanseverino, Principe di Salerno e Signore di Diano, e Costanza di Montefeltro, figlia di Federico da Montefeltro, il grande Duca di Urbino. Un evento che rivive ogni anno a Teggiano tra tradizione, cultura e spettacolo e che, puntualmente, si propone di sbaragliare qualsiasi precedente record di gradimento, visitatori e presenze. L’edizione 2026 de “Alla Tavola della Principessa Costanza” conferma uno dei momenti più attesi e spettacolari della manifestazione: l’Assalto al Castello, che anche quest’anno tornerà a emozionare il pubblico con tutta la sua forza scenica, grazie al finanziamento della Regione Campania e al particolare impegno del consigliere regionale Corrado Matera, presidente della Commissione Bilancio, originario di Teggiano e da sempre vicino alla manifestazione, della quale negli anni ha sostenuto con convinzione il percorso di crescita e valorizzazione. Allo stesso tempo si è voluto dare continuità al lavoro svolto lo scorso anno, confermando Giancarlo Guercio nel ruolo di direttore artistico. “La nostra festa medievale -ha annunciato la presidente Concettamaria Cantelmi- non sarà soltanto da vedere, ma anche da ascoltare. Il suono dei tamburi accompagnerà il pubblico lungo tutto il percorso della rievocazione, diventando un richiamo capace di guidare i visitatori nel cuore della Diano del 1480 e di rendere ancora più coinvolgente l’atmosfera medievale”. Un filo conduttore che nasce anche dal grande lavoro portato avanti con le Tamburine dello Stato di Diano e con gli Sbandieratori e Musici dello Stato di Diano, due gruppi sui quali la Pro Loco Teggiano continua a investire con convinzione. “Grazie ai rapporti costruiti durante tutto l’anno -ha spiegato la presidente- abbiamo avviato un bellissimo percorso di collaborazione con il Gruppo Musici e Sbandieratori – Contrada San Biagio di Nepi, nel Lazio, e con i Timpanisti Fajanensis – Compagnia di Tamburi Medievali di Fasano, in Puglia. Non si tratta soltanto di uno scambio tra gruppi storici, ma di un vero messaggio di fratellanza, amicizia e condivisione tra giovani provenienti da territori diversi. In un momento storico in cui troppo spesso prevalgono divisioni e contrapposizioni, crediamo che proprio i giovani possano indicare una strada diversa, fatta di incontro, collaborazione e reciproca crescita”. Il tema dei tamburi, così come questo percorso di gemellaggio tra gruppi storici provenienti da diverse regioni d’Italia, rappresentano soltanto la prima anticipazione di un progetto più ampio che la Pro Loco Teggiano intende sviluppare nei prossimi mesi e che vedrà ancora una volta protagonisti i giovani. Si è lavorato molto per arricchire ulteriormente il percorso con nuove ambientazioni. Tornerà l’Antico Scriptorium del professor Enrico Coiro, che consentirà ai visitatori di avvicinarsi all’affascinante mondo degli antichi amanuensi. Ci sarà poi una nuova ambientazione realizzata con il supporto di una delegazione del Dipartimento di Fisica dell’Università Federico II, dedicata all’evoluzione delle scoperte scientifiche e dei fenomeni fisici dal Quattrocento fino ai giorni nostri. Ci sarà inoltre una suggestiva ricostruzione della Corte di Santa Barbara, che racconterà il legame tra fede, tradizioni popolari e mondo contadino, offrendo un ulteriore spaccato della vita quotidiana del nostro territorio. “Alla Tavola della Principessa Costanza -hanno dichiarato Lisa Grazia Babino, Sofia Marino e Katia Di Candia- rappresenta molto più di una rievocazione storica: è il simbolo di una comunità che, anno dopo anno, continua a credere nelle proprie radici e nelle potenzialità del territorio. Per tre giorni Teggiano diventa una straordinaria vetrina capace di far conoscere il suo patrimonio storico, artistico e culturale a migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia. Il sindaco Michele Di Candia parla spesso di “orgoglio teggianese”, e noi tutti infatti siamo orgogliosi di essere al fianco della Pro Loco Teggiano, con la quale esiste una collaborazione consolidata e quotidiana. Vedere in questi giorni le strutture ricettive di Teggiano e dell’intero Vallo di Diano piene di turisti è la dimostrazione concreta di quanto questa manifestazione rappresenti una risorsa preziosa per l’economia locale e per la promozione del nostro territorio”. Grande entusiasmo è stato manifestato da Giancarlo Guercio, confermato direttore artistico della kermesse. “Tornare a Teggiano -ha detto Guercio- è per me motivo di grande soddisfazione. L’apprezzamento e l’affetto con cui il pubblico ha accolto l’edizione dello scorso anno rappresentano uno stimolo importante per continuare a lavorare con ancora maggiore passione. Molte delle scelte artistiche che hanno caratterizzato la passata edizione saranno confermate, rivisitate e arricchite con nuovi accorgimenti per rendere l’esperienza ancora più coinvolgente e immersiva. Ringrazio la presidente Concettamaria Cantelmi e l’intero direttivo della Pro Loco Teggiano per la fiducia che hanno voluto rinnovarmi. Sono convinto che anche quest’anno l’atmosfera unica della Diano del 1480 saprà emozionare e coinvolgere tutti coloro che sceglieranno di viverne la magia”. In prima fila tra i sostenitori della 31^ edizione de “Alla Tavola della Principessa Costanza” c’è la Banca Monte Pruno. “Siamo onorati -ha detto il direttore generale Cono Federico- di essere nuovamente al fianco della Pro-Loco di Teggiano per continuare a sostenere una manifestazione che rappresenta la storia del Vallo di Diano. Insieme al Presidente Michele Albanese abbiamo accolto di buon grado, fin da subito, l’invito della Presidente Cantelmi che ha voluto fortemente rinsaldare un legame ultradecennale tra la nostra Banca e Teggiano. Con lei abbiamo costruito una linea comune che consentisse alla manifestazione di proseguire nel suo percorso di promozione del centro storico di Teggiano con forza, qualità e con ritrovato entusiasmo. Siamo certi che la Principessa Costanza possa continuare ad essere un volano di crescita e valorizzazione anche per chi conosce poco la zona a sud della Provincia di Salerno”. Percorrendo le antiche stradine di Teggiano si resterà rapiti ed ammirati dalle fedeli ricostruzioni di ambientazioni e vecchi mestieri che faranno da contorno al centro storico cittadino, uno scrigno d’arte che per tre giorni offrirà a migliaia di visitatori tutti i suoi preziosi gioielli. Un’atmosfera davvero unica quella che si respirerà dall’11 al 13 agosto a Teggiano tra Chiese (ben 13), Antichi Palazzi, Musei e Opere d’Arte. Come da tradizione, ad aprire la kermesse sarà il Corteo Storico con oltre 500 figuranti, che dal Castello Macchiaroli attraverserà le vie del borgo fino al Seggio, dando ufficialmente il via ai festeggiamenti. Anche quest’anno saranno aperte ai visitatori le 13 chiese del centro storico, uno dei fiori all’occhiello di Teggiano, con in più la possibilità di potere visitare anche tutti i Musei Diocesani a titolo totalmente gratuito. Gli spettacoli itineranti vedranno impegnati artisti di altissimo livello, pronti a stupire il pubblico nelle piazze e nelle vie di Teggiano, con performance che arricchiranno ulteriormente l’atmosfera medievale della festa. Non mancheranno spettacoli di musica e danze medievali, esibizioni di sbandieratori e tamburini, performance di giullari, acrobati e mangiafuoco, ricostruzioni di accampamenti medievali e antichi mestieri, per un’esperienza a 360 gradi. Anche quest’anno il momento topico e culminante della kermesse, attesissimo da tutti i visitatori, sarà l’Assalto al Castello: uno “spettacolo nello spettacolo” che tutti vogliono vedere e che, in tutte e tre le serate, vedrà tanti protagonisti e figuranti muoversi fuori e dentro le mura del Castello Macchiaroli, mettendo in scena emozionanti avvenimenti ispirati alla Congiura dei Baroni e alle vicende dei Sanseverino. In Piazza San Cono è pronto ad aprire anche il “Banco di Cambio”, dove sarà possibile rifornirsi di tari o ducati da utilizzare per gustare le tante prelibatezze enogastronomiche proposte dalle caratteristiche Taverne medievali, che i visitatori troveranno tra le stradine del centro storico, pronte ad accogliere migliaia di persone con i piatti della tradizione. È stata rivista la distribuzione di alcune postazioni per rendere ancora più piacevole il percorso dei visitatori e, soprattutto, si è voluto arricchire l’offerta gastronomica con la nuova zuppa medievale, un piatto ispirato ai sapori del Quattrocento. È stata inoltre confermata e ulteriormente ampliata la Taverna del Celiaco, che quest’anno offrirà non solo proposte senza glutine, ma anche piatti senza lattosio e vegan. Infine, grandissima attenzione è stata dedicata anche quest’anno al tema della sicurezza. Nei tre giorni della kermesse il centro storico di Teggiano accoglie decine di migliaia di persone, e gli organizzatori hanno rivolto il massimo impegno per garantire una manifestazione bella e sicura. Per questo motivo sono state potenziate le misure già previste dal piano di sicurezza, con la presenza sul posto di una squadra dei Vigili del Fuoco e con un’organizzazione ancora più attenta sotto ogni aspetto, nel pieno rispetto delle normative vigenti.

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Salerno, blitz della Municipale: fermati vari venditori ambulanti

Oltre dieci venditori ambulanti sono stati fermati dagli agenti della Polizia Municipale nel corso di un servizio di controllo sul lungomare e lungo Corso Vittorio Emanuele. L’operazione, coordinata dal comandante Rosario Battipaglia, rientra nel piano di intensificazione dei controlli disposto per garantire maggiore sicurezza e contrastare le attività di vendita non autorizzata nelle aree maggiormente frequentate.

Gli agenti hanno concentrato l’attenzione soprattutto sulle zone della passeggiata, dove durante il periodo estivo si registra una forte presenza di residenti e turisti. I controlli hanno riguardato in particolare la presenza di venditori privi delle necessarie autorizzazioni.

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Straniero aggredisce volontari al Pronto Soccorso del Ruggi

Momenti di forte tensione nel pomeriggio di oggi al pronto soccorso dell’ospedale Ruggi di Salerno, dove un uomo, di nazionalità straniera secondo quanto riferito, avrebbe minacciato e aggredito alcuni operatori sanitari e infermieri.

Alla base dell’episodio ci sarebbe stata la lunga attesa prima di poter ricevere assistenza. La situazione sarebbe rapidamente degenerata, costringendo gli operatori presenti a fronteggiare un momento di particolare concitazione.

A intervenire in difesa dei colleghi sarebbero stati anche alcuni volontari presenti nella struttura. Nel tentativo di riportare la situazione alla calma, sarebbero stati a loro volta coinvolti nell’aggressione, riportando la peggio.

L’episodio ha provocato momenti di apprensione all’interno del pronto soccorso, dove sono state necessarie le procedure previste in queste circostanze. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto e definire eventuali responsabilità.

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Salernitana, battuto 2-1 il Sambiase

La Salernitana supera 2-1 il Sambiase nella penultima amichevole del precampionato e prosegue la marcia di avvicinamento all’esordio ufficiale della stagione, in programma il 15 agosto all’Arechi contro la Scafatese nel primo turno di Coppa Italia Serie C.

Primo test in terra calabrese per la formazione allenata da Serse Cosmi, che ha confermato il 3-4-2-1, alternando alcune soluzioni tattiche e dando spazio a diversi elementi della rosa. Granata avanti nel primo tempo grazie a Facundo Lescano, schierato al centro dell’attacco.

Nella ripresa è arrivato il raddoppio firmato da Achik, prima della rete del Sambiase con Frasson, che ha fissato il risultato sul 2-1.

Cosmi ha inizialmente affidato la porta a Galeotti, con Del Pin, Matino e Anastasio a comporre il terzetto difensivo. Sugli esterni spazio ai nuovi acquisti Llano e Zoia, mentre in mezzo al campo hanno agito Tascone e Gyabuaa. Alle spalle di Lescano, il tecnico ha scelto Achik e Cardoni.

Nel secondo tempo spazio anche a Djibril, impiegato sulla trequarti, e a Ferrari, schierato in coppia con Lescano. Nel finale sono entrati anche Mastrovito e Boncori.

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Incidente stradale a Castellabate, grave motociclista di 27 anni

n motociclista di 27 anni, originario del Napoletano, è in gravi condizioni dopo un incidente stradale avvenuto nella notte lungo la Via del Mare, nel territorio di Castellabate, in provincia di SALERNO. Il giovane, secondo una prima ricostruzione, era alla guida della sua moto quando ha perso il controllo del mezzo, finendo sull’asfalto dopo un volo di diversi metri. Soccorso dai sanitari del Soccorso Valcalore della postazione di Santa Maria di Castellabate, è stato trasportato in codice rosso all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Santa Maria di Castellabate, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Il Soccorso Stradale Rega ha provveduto alla rimozione della moto e alla pulizia della carreggiata.

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Salerno, anziano scippato in via Mobilio

Momenti di tensione questa mattina in via Settimio Mobilio, una delle strade più trafficate di Salerno, dove un anziano è stato vittima di uno scippo in pieno giorno.

 

Secondo una prima ricostruzione, un uomo si sarebbe avvicinato alla vittima e, agendo con estrema rapidità, gli avrebbe strappato il portafogli dalle mani. Subito dopo si è dato alla fuga, imboccando una delle traverse della strada e riuscendo a far perdere le proprie tracce.

L’episodio si è verificato durante la mattinata, quando le attività commerciali della zona erano già aperte e lungo la strada era presente il consueto movimento di cittadini.

Fortunatamente l’anziano non ha riportato ferite nell’azione.

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Rischio penalizzazione per il Catania: niente fideiussione, ultima scadenza il 10

Non solo campo: in casa Catania a tenere banco è il mancato deposito della fideiussione. Nella serata di ieri, venerdì 7 agosto, il club rossazzurro ha comunicato di non essere riuscito a completare l’adempimento nei tempi previsti, spiegando che il ritardo sarebbe legato a problematiche di natura tecnico-burocratica.
Come riportato da “La Sicilia“, la società avrebbe comunque ribadito di essere al lavoro per chiudere la pratica entro la nuova scadenza fissata per il 10 agosto, data oltre la quale potrebbero scattare provvedimenti disciplinari.
La vicenda rischia di avere ripercussioni anche sul debutto in Coppa Italia contro il Vicenza: in attesa del perfezionamento della documentazione, i nuovi acquisti non potrebbero essere impiegati, così come Allegretto, fresco di rinnovo, e Bruzzaniti, per questioni legate alla posizione contrattuale.
Il Consiglio d’Amministrazione ha espresso rammarico per il mancato rispetto dei tempi, assicurando il massimo impegno per risolvere la situazione nei prossimi giorni.

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Estate da record per Sistemi Salerno: sei guasti in un mese

di Erika Noschese 

Un tempo doveva garantire servizi essenziali ai cittadini, a partire dall’acqua, il bene più prezioso.

Oggi, invece, Sistemi Salerno appare sempre più come il poltronificio del Partito Democratico: una partecipata del Comune trasformata nel luogo dove sistemare vinti e vincitori, fedelissimi, illusi e disillusi di una politica che, dei servizi pubblici, sembra ricordarsi soltanto quando esplode l’emergenza o, peggio, in piena campagna elettorale. E l’emergenza, ormai, è quotidiana.

Quest’estate la società ha raggiunto un record che ha poco di cui vantarsi: sei guasti alla condotta idrica in meno di un mese.

Non stiamo parlando di interruzioni programmate, comunicate per tempo, che consentano ai cittadini di organizzarsi e di mettere da parte l’acqua necessaria.

Stiamo parlando di blackout improvvisi, nel cuore della notte come in pieno giorno, senza preavviso e senza alcuna reale tutela per le famiglie. Il tutto mentre fuori il termometro supera i 40 gradi e anziani, bambini e persone fragili cercano sollievo semplicemente aprendo un rubinetto.

Non è retorica, è la realtà. Una realtà che si scontra con un muro fatto di inefficienza, disorganizzazione e scaricabarile.

L’amministrazione comunale, ad oggi, non solo non è in grado di fornire risposte convincenti, ma continua a opporre un preoccupante muro di gomma alle istanze dei cittadini.

E la partecipata, invece di affrontare la gravità della situazione con un piano straordinario di interventi, sembra non comprendere fino in fondo quanto il problema sia ormai strutturale.

Quella del 2026 non è stata soltanto l’estate delle temperature record. È stata anche l’estate dei disservizi record, soprattutto nei rioni collinari, da Rufoli a Giovi, dove i residenti stanno pagando il prezzo più alto di una rete idrica vecchia, fragile e da anni bisognosa di una sostituzione radicale.

La notte tra giovedì e venerdì è stata l’ennesimo capitolo di questo caos. Pochi minuti dopo la mezzanotte i rubinetti hanno smesso di funzionare.

Al centralino dedicato alle segnalazioni la risposta è stata sempre la stessa, tanto banale quanto sconfortante: «C’è un guasto alla condotta idrica, ci dispiace, abbiate pazienza».

Ma la domanda è: pazienza fino a quando?

Fino a quando i cittadini dovranno convivere con una rete che cede continuamente? Fino a quando si potrà giustificare tutto con le casse comunali in affanno, con la disorganizzazione e con un’incompetenza che troppo spesso si accompagna alla strafottenza? Perché quando chi gestisce un servizio essenziale smette di considerare prioritaria la sofferenza dei cittadini, quel binomio diventa pericoloso.

L’acqua pubblica non può essere gestita come una questione secondaria. E chi oggi amministra Comune e partecipata ha il dovere di spiegare non solo quando finiranno i guasti, ma soprattutto perché per anni non si è intervenuti seriamente su una rete che stava crollando pezzo dopo pezzo. Io

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Arechi e Volpe, fondi Cipess ne ha parlato l’assessore Zabatta

di Erika Nosches

e Il Comune di Salerno prova a fare chiarezza sui lavori per il nuovo stadio Arechi e il nuovo stadio Volpe. Dopo la notizia lanciata attraverso queste colonne su presunti ritardi e sul possibile coinvolgimento del Cipess, da Palazzo di Città arriva una secca smentita: «Le notizie apparse su alcuni organi di informazione sono completamente destituite di fondamento». Nella nota ufficiale si precisa che per il finanziamento non sono previsti passaggi al Cipess e che «i tempi tecnici delle procedure in atto sono già calcolati». L’amministrazione aggiunge che i lavori stanno comunque procedendo e che entreranno «a regime a partire dal prossimo mese di settembre». Secondo quanto comunicato dall’Arus, sono già in corso i primi interventi sulla Curva Nord, nel settore ospiti, nell’ambito del programma che prevede lo spostamento dei tifosi ospiti nella parte alta della curva. Sul piano sportivo, il punto appare definito: la Salernitana disputerà l’intero campionato allo stadio Arechi. Su questo, al momento, non sembrano esserci dubbi né da parte del Comune né degli altri soggetti coinvolti. Resta però una discrepanza politica e amministrativa che merita un approfondimento. Il Comune rivendica la piena titolarità dell’impianto e parla di un cantiere regionale che, secondo questa impostazione, partirebbe non prima del prossimo anno. Tuttavia, a metà luglio, in Consiglio regionale, l’assessora regionale allo sport Fiorella Zabatta, rispondendo a un’interrogazione del consigliere Roberto Celano, aveva sostenuto che il passaggio al Cipess fosse necessario. Il motivo sarebbe legato al cambio della fonte di finanziamento: i fondi Fesr incardinati dalla precedente amministrazione regionale guidata da Vincenzo De Luca non sarebbero stati confermati, costringendo la nuova giunta regionale presieduta da Roberto Fico a individuare una diversa copertura economica, nonostante la gara fosse già stata espletata e aggiudicata. È questo il punto sul quale si concentrano ora le richieste di chiarimento. La questione assume un peso ancora maggiore in vista della candidatura di Salerno agli Europei di calcio del 2032. Le indicazioni della Lega prevedono che l’avvio dei lavori di adeguamento Uefa debba avvenire entro settembre 2027; allo stato attuale non si parla di deroghe. Se il cronoprogramma non dovesse essere rispettato, il rischio concreto sarebbe l’esclusione della città dalla competizione per ospitare le gare dell’Europeo. Sul tema dell’impiantistica sportiva cittadina era già intervenuto il consigliere comunale Rino Avella, che il 6 luglio scorso aveva presentato un’interrogazione indirizzata all’assessore allo Sport e vicesindaco Giovanni Savastano e, per conoscenza, al sindaco e ai consiglieri comunali. Nell’atto, Avella chiedeva informazioni sulla fruibilità degli impianti, sui tempi di consegna e sulle relative coperture economiche, con particolare riferimento non solo all’Arechi e al Volpe, ma anche al PalaTulimieri e alla Piscina Vitale, strutture utilizzate da società impegnate in campionati federali. Il consigliere domandava inoltre chiarimenti sul recupero e la messa in sicurezza del Donato Vestuti e sul quadro dell’eventuale esposizione debitoria delle società sportive rispetto agli oneri di concessione degli impianti comunali. L’interrogazione prendeva spunto proprio dalla risposta fornita il 1° luglio in Consiglio regionale sul cronoprogramma e sulla copertura finanziaria degli impianti Arechi e Volpe, segno che il tema delle risorse e delle procedure era già al centro del confronto istituzionale ben prima della nota diffusa oggi dal Comune. Al momento, dunque, una certezza c’è: la stagione della Salernitana si giocherà all’Arechi. Restano invece aperte le domande sulla filiera dei finanziamenti, sul ruolo del Cipess e soprattutto sul rispetto dei tempi necessari per non compromettere la candidatura di Salerno agli Europei del 2032.

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Sapri: accesso agli atti, arriva un nuovo stop

Di Antonio Manzo

È come se a Sapri le coincidenze volessero giocare con la storia ad un anno esatto dall’ “ordinanza-bavaglio” che fece notizia in Italia arriva il no del comune alla richiesta degli atti amministrativi richiesti dall’avvocato amministrativista, Simona Campanaro, punta di diamante dell’“ondata rosa” di opposizione all’amministrazione comunale retta dal Sindaco Gentile. I fatti. La richiesta dell’avvocato amministrativista è firmata da “utente della spiaggia” cioè anche da cittadinanza attiva che voleva conoscere la modalità di gestione delle concessioni demaniali degli arenili. Il tema a livello locale è molto sentito e soprattutto coltivato dall’interesse dell’associazione Mare Libero rappresentato dalla figura di Lia Amato che con altri ha presentato osservazioni (26 punti) al Piano di Assestamento Demaniale chiedendo maggiori tutele per le spiagge con divieto di ampliamento delle concessioni esistenti e maggior coinvolgimento degli enti del terzo settore nella gestione. L’interesse dell’avvocato Campanaro è stato bloccato dal Comune di Sapri con il diniego alla richiesta di eccesso agli atti. Il Comune ha rigettato l’istanza di accesso agli atti ritenendo che la richiesta non soddisfacesse i requisiti previsti dalla normativa in materia di trasparenza amministrativa. Secondo l’amministrazione, infatti, i richiedenti non avrebbero dimostrato un interesse diretto, concreto e attuale collegato ai documenti richiesti, né individuato con sufficiente precisione gli atti oggetto dell’accesso, configurando così un’istanza dal carattere meramente esplorativo e finalizzata a un controllo generalizzato dell’operato dell’ente. Pur respingendo la domanda, il Comune ha precisato che resta possibile presentare una nuova richiesta, purché circoscritta a specifici documenti e adeguatamente motivata in relazione alla tutela di una posizione giuridicamente rilevante. La vicenda richiama un precedente che aveva già acceso il dibattito pubblico nel corso del 2025 a Sapri sul tema della trasparenza amministrativa. La consigliera comunale di opposizione Donatella D’Agostino denunciò infatti il mancato accesso agli atti relativi ai lavori di ripascimento dell’ex area Agip, sostenendo che il diniego limitasse le prerogative riconosciute ai consiglieri comunali, ai quali è generalmente attribuito un ampio diritto di acquisire documenti e informazioni utili allo svolgimento delle funzioni di controllo e indirizzo sull’attività dell’amministrazione. Il caso ebbe ampio eco sui media locali, alimentando un acceso confronto tra maggioranza e opposizione e riportando al centro del dibattito il tema della trasparenza, dell’accesso agli atti e del rapporto tra amministrazione e organi di controllo politico. La vicenda fu portata all’attenzione del Prefetto Francesco Esposito senza che risultassero successivi provvedimenti come richiesto dalla consigliera di opposizione, con silenzio istituzionale. Al di là delle singole vicende, emerge un filo conduttore: negli ultimi anni il tema della trasparenza amministrativa è al centro del confronto pubblico a Sapri. Dalla cosiddetta “ordinanza- bavaglio” ai ripetuti dinieghi di accesso agli atti (appalti, gestione del porto, aree demaniali), fino alle contestazioni dell’opposizione consiliare, il dibattito ha posto l’attenzione sul delicato equilibrio tra tutela dell’azione amministrativa e diritto di cittadini e consiglieri a esercitare un’effettiva funzione di controllo attivo di legalità.

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L’Iran annuncia: «C’è l’accordo con l’Oman su Hormuz»

Iran e Oman hanno trovato un accordo «sulle coordinate geografiche del corridoio di navigazione» nello stretto di Hormuz. Ad annunciarlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, citato dall’agenzia Isna. «Le coordinate geografiche della rotta presa in considerazione dalle parti sono state concordate e, se alcune parti terze non ostacoleranno il processo, la dichiarazione congiunta dei due Paesi, comprendente le principali considerazioni e i punti concordati, è anch’essa nella fase di esame e redazione finale», ha spiegato. Secondo un alto funzionario citato da Al Arabiya e Al Hadath, i due Stati hanno definito le linee generali di un’apertura temporanea dello stretto, in attesa di quella definitiva. L’annuncio potrebbe arrivare nei prossimi giorni, dopo il via libera del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano. L’accordo proposto avrebbe durata di 60 giorni e punterebbe a ripristinare la navigazione e a sbloccare la situazione, propedeutico a negoziati tecnici. Nella proposta, le unità in entrata utilizzerebbero il canale di navigazione più vicino all’Iran, mentre quelle in uscita quello più vicino all’Oman. Il canale centrale sarà oggetto di discussione successiva, subordinata alle operazioni di sminamento e alle procedure tecniche necessarie, alle quali potrebbero partecipare anche attori regionali.

Si riaccende lo scontro tra Forza Italia e Via Arenula: cosa è successo

Una mossa di Forza Italia ha riacceso lo scontro tra il partito guidato da Antonio Tajani e il Ministero della Giustizia. Quale? La richiesta e l’ottenimento, da parte degli azzurri, di un’indagine conoscitiva sullo stato delle carceri del nostro Paese. Tra i principali promotori il deputato Tommaso Calderone, vicepresidente della commissione Giustizia della Camera, accusato ironicamente da Giusi Bartolozzi – ex capa di gabinetto del ministro Carlo Nordio nonché ex forzista – di essere passato all’opposizione.

«Sovraffollamento, suicidi, organici ridotti, Polizia Penitenziaria esemplare ma insufficiente, attività criminali così come, anche, segnalate dal Procuratore della Repubblica di Palermo necessitavano di un immediato intervento da parte della Politica», ha scritto Calderone sui social, spiegando che «per queste ragioni Forza Italia ha chiesto una tempestiva Indagine che è stata deliberata alla unanimità» dall’Ufficio di Presidenza della Commissione Giustizia della Camera dei deputati. In una nota , firmata dal capogruppo alla Camera Enrico Costa, e dai deputati in commissione Davide Bellomo, Pietro Pittalis e dallo stesso Calderone, si legge che spiegato che «la proposta ha l’obiettivo di acquisire dati certi sul sistema carcerario italiano: dal sovraffollamento, che a giugno 2026 ha raggiunto, secondo i dati del Dap, un tasso del 139,5 per cento, allo stato di avanzamento del programma di edilizia carceraria; dalle modalità di espiazione della pena al fenomeno dei suicidi; infine, alle condizioni di lavoro degli agenti di Polizia penitenziaria e di quanti operano nelle carceri».

La replica piccata di Bartolozzi all’iniziativa annunciata da Calderone

«Forse l’onorevole Calderone è passato all’opposizione e non me ne sono accorta…», ha replicato Bartolozzi, capa di gabinetto di Nordio fino al 24 marzo 2026, quando ha lasciato l’incarico a causa della vicenda giudiziaria legata al rimpatrio del generale libico Almasri (è indagata per false dichiarazioni al pubblico ministero). Nel suo post, Bartolozzi – oggi consigliera giuridica di Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei e il Pnrr – ha taggato sia Nordio che l’ex sottosegretario Andrea Delmastro, che aveva la delega alle carceri.

Renzi annuncia la nuova Leopolda nel segno dell’Odissea

Matteo Renzi ha annunciato le date e il tema della prossima Leopolda, l’ultima prima delle elezioni politiche previste nel 2027: il convegno annuale ideato dal leader di Italia Viva si terrà dal 2 al 4 ottobre, come sempre a Firenze, e – sulla scia del film Odissea di Christopher Nolan – «sarà dedicata a Itaca».

Renzi annuncia la nuova Leopolda nel segno dell’Odissea
Matteo Renzi (Imagoeconomica).

Il messaggio nell’ultima enews prima delle ferie

Questo il messaggio di Renzi versione Ulisse nell’ultima enews prima delle vacanze: «Sono felice di annunciare che la prossima LEOPOLDA sarà dedicata a ITACA. A riprenderci Itaca, a riconquistare Itaca, a ritrovare Itaca. A ritornare a Itaca. Quando vedrete il programma sarà più chiaro perché abbiamo scelto di usare la metafora di Itaca come ambientazione per le nostre riflessioni e per le nostre proposte. Ci vediamo il 2-3-4 ottobre a Firenze».

Gli elogi al film di Nolan visto al cinema

Curiosità: il 18 luglio Renzi aveva dedicato un post social a Odissea, elogiando la pellicola appena uscita nelle sale, basata sull’omonimo poema epico di Omero. «Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno», aveva scritto l’ex premier, aggiungendo: «Ma è un film bellissimo sull’uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film».

Usa, Meta multata per 567 milioni di dollari per danni ai minori

Un tribunale del New Mexico, negli Stati Uniti, ha condannato Meta al pagamento di una multa da 567 milioni di dollari (quasi 500 milioni di euro) per non aver avvertito correttamente gli utenti dei pericoli che i minori corrono sulle sue piattaforme (Facebook, Instagram e WhatsApp), soprattutto riguardo ai predatori sessuali online e all’esposizione a materiale sessualmente esplicito. Si tratta della sanzione più alta mai ricevuta dalla società legata a questioni sulla sicurezza dei minori. Il giudice che ha emesso la sentenza ha detto di ritenere che Meta rappresenti «un danno per il pubblico» paragonabile all’inquinamento atmosferico, ordinando all’azienda di istituire un fondo per ridurre i rischi per i minori e adottare alcune misure per la loro tutela. Tra queste l’introduzione di un sistema per limitare il tempo trascorso su Facebook e Instagram dagli utenti minorenni all’interno del New Mexico, l’occultamento del numero di like ricevuti dai contenuti da loro condivisi e l’introduzione di materiali informativi sui rischi per chi utilizza le piattaforme. Durante il processo, è emerso che Meta ha in più occasioni violato la legge del New Mexico sulla correttezza delle pratiche commerciali e sulla tutela dei consumatori per il modo in cui gli algoritmi delle sue piattaforme indirizzano gli utenti verso contenuti considerati pericolosi per i minori.

Propaganda per l’Isis, arrestato per terrorismo un 16enne residente nel Comasco

Un 16enne italiano di origini straniere, residente nel Comasco, è stato arrestato con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione all’odio razziale e religioso. Il giovane, incensurato, è stato rintracciato e fermato in provincia di Grosseto, dove si trovava in vacanza con la famiglia. L’operazione è nata da una segnalazione dell’Aisi nei confronti di un utente registrato su una piattaforma di instant messaging che, attraverso diversi profili, diffondeva contenuti di propaganda di matrice jihadista. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di ricondurre tutti i profili al giovane indagato, che finora non era mai stato individuato in ambienti radicali.

Cosa è emerso dalla perquisizione dei dispositivi informatici del giovane

La Digos di Milano ha quindi eseguito un decreto di perquisizione personale e informatica nei confronti del giovane, che ha confermato il forte livello di radicalizzazione del ragazzo. Dai file sequestrati sono emersi propaganda jihadista e suprematista (con video di esecuzioni e sessioni di addestramento), ammissioni dirette (in alcune chat rivendicava il proprio sostegno all’Isis) e anche un filmato filmato in lingua russa (idioma noto al giovane) firmato dallo Stato Islamico per la creazione di un ordigno artigianale. Il 16enne, che partecipava a chat piene di contenuti non solo jihadisti, ma anche neonazisti e antisemiti, per coprire le sue tracce e accedere ai siti ufficiali di propaganda di Daesh utilizzava reti VPN e strumenti di offuscamento dei dati.

Iran, giallo sulle condizioni di Mojtaba Khamenei

Mojtaba Khamenei non ha mai incontrato alcun membro del governo di Teheran dagli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele che hanno ucciso suo padre e predecessore, Ali Khamenei, e in cui lui stesso è rimasto gravemente ferito. Lo scrive il sito web di opposizione IranWire, citando due fonti anonime vicine all’amministrazione del presidente Masoud Pezeshkian. Non solo: «Nelle più alte sfere del regime circolano voci secondo cui Khamenei si troverebbe in condizioni estremamente critiche e potrebbe morire da un momento all’altro», ha detto una delle due fonti.

Dal raid che ha ucciso il padre è diventato un fantasma

Da quando è diventato Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei non ha mai fatto alcuna apparizione pubblica. Sono state diffuse dichiarazioni attribuite al leader della Repubblica Islamica, ma senza registrazioni video o audio. Dal raid che ha ucciso il padre, Khamenei è praticamente diventato un fantasma, comunicando con i vertici dello Stato esclusivamente attraverso una rete di intermediari. Lo stesso Pezeshkian, nel corso di un’intervista trasmessa di recente dalla televisione di Stato, ha ammesso apertamente che al momento l’interazione con Khamenei è «molto difficile».

Sparatoria in una scuola in Thailandia, almeno sei morti e 15 feriti

Strage in una scuola in Thailandia, dove uno studente ha ucciso almeno sei persone tra cui tre insegnanti e tre studenti. Secondo un comunicato della polizia, prima ha ucciso i suoi nonni, usando la pistola del nonno, poi si è recato in un istituto a nord di Bangkok aprendo il fuoco contro i presenti. Il sospettato è un adolescente di 14 anni. Durante la sparatoria ha ferito anche 15 persone, di cui due sarebbero in condizioni “critiche”, prima di togliersi la vita.

Se il duello Conte-Schlein fosse solo sceneggiatura? Il dubbio riformista e l’ipotesi scissione

Ma se il duello non ci fosse? Se non esistesse alcun duello? Se lo scontro Conte-Schlein fosse solo sceneggiatura e in realtà non ci fosse alcun vincitore, perché tanto sono tutti d’accordo? Se l’epica linea di frattura nel campo largo fosse solo testardamente apparecchiata? I riformisti del Pd ne sono convinti: non è Giuseppe Conte ad avere in pugno il centrosinistra, ma è Elly Schlein a essere naturalmente d’accordo con quello che dice l’alleato. Certo, la segretaria non dice che la guerra è scoppiata per colpa degli ucraini e della NATO, riconosce aggressore e aggredito, ma nel posizionamento «sì alla difesa comune europea, no al riarmo dei singoli Stati» ha trovato una comfort zone che le consente di convergere con Conte e i Sussi & Biribissi della sinistra italiana, Bonelli e Fratoianni

Se il duello Conte-Schlein fosse solo sceneggiatura? Il dubbio riformista e l’ipotesi scissione
Elly Schlein e Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

Se il sostegno a Kyiv è solo a parole

In fondo nella risoluzione campolarghista sbarcata in Parlamento questa settimana, durante le comunicazioni di Giancarlo Giorgetti sull’avvio della procedura di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, concordata tra i gruppi dirigenti dei tre partiti, c’era scritto che non ci deve essere un euro per le spese militari. Il fatto che alla fine sia stata preclusa, dunque non messa ai voti, non cambia la sostanza politica. Gli aiuti all’Ucraina non sono frutto di un’interpretazione lessicale. Non basta dunque dire di voler difendere Kyiv per riuscirci, perché a canzoni non si fan rivoluzioni. Le guerre non si vincono con le belle parole, che poi sono quelle che il Pd ripeterà anche nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, con il «massimo sostegno» all’Ucraina eccetera eccetera. Poi però resta integra una domanda: se ci fosse oggi un governo campolarghista – magari con Conte presidente del Consiglio – che cosa accadrebbe all’Ucraina? Questo presunto governo se ne infischierebbe? Bollerebbe la resistenza ucraina come furore bellicista?

Se il duello Conte-Schlein fosse solo sceneggiatura? Il dubbio riformista e l’ipotesi scissione
Elly Schlein alla Camera.

L’Ucraina val bene una scissione

Se l’angolo della visuale riformista è corretto, la settimana che si è appena conclusa potrebbe rappresentare una svolta in negativo per i rapporti interni al Pd. La minoranza è rimasta nel Pd, finora, nel tentativo di affermare non soltanto principi generici; è rimasta cercando di capire se ci sono ancora margini, spazi e agibilità politica in un partito che sta decidendo il proprio assetto in vista delle primarie, forse inevitabili, e delle elezioni politiche del 2027. La linea sull’Ucraina, se fosse quella unitaria del no agli aiuti militari, imporrebbe una seria riflessione ai riformisti superstiti. Se ci fossero davvero le primarie, tuttavia, le cose cambierebbero. Quella sarebbe l’occasione per capire davvero che spazi ci sono in una coalizione che sembra voler assomigliare sempre di più ai Democratic Socialists of America. Forse partecipare alle primarie sarebbe l’ultima iniziativa, quella definitiva, prima del congedo. L’Ucraina val bene una scissione, mica è solo uggia per la data del congresso. Sarebbe una scissione onorevole.

Primarie: l’incognita Salis e la tentazione di Gori

Ma prima c’è da combattere un’altrettanto onorevole battaglia, quella delle primarie. Per questo, se non ci fosse Silvia Salis in campo, i riformisti potrebbero scendere in campo.

Se il duello Conte-Schlein fosse solo sceneggiatura? Il dubbio riformista e l’ipotesi scissione
Silvia Salis (Imagoeconomica).

Non è un mistero che Giorgio Gori, europarlamentare, ci stia pensando seriamente (Pigiama Palazzi se n’è occupato) convinto com’è che una alternativa a questa segreteria è necessaria. È anche una questione di sopravvivenza: i riformisti superstiti hanno capito che a rischiare più di chiunque altro sono loro, come forse si capirà anche dalla composizione delle liste elettorali. La “quota panda” sarà rispettata, naturalmente, perché qualche seggio riformista farà comodo, non fosse altro per poter dare l’immagine di partito pluralista e generoso. Ma per il resto potrebbe essere una lista a immagine e somiglianza della cara leader. 

Se il duello Conte-Schlein fosse solo sceneggiatura? Il dubbio riformista e l’ipotesi scissione
Lia Quartapelle con Giorgio Gori (Imagoeconomica).

Dall’Italia: Francesco Guccini e la fantascienza: quando le stelle incontravano l’ironia

Francesco Guccini e la fantascienza: quando le stelle incontravano l’ironia

Con la scomparsa di Francesco Guccini, la cultura italiana perde uno dei suoi narratori più originali: cantautore, scrittore, romanziere, appassionato di storia e di letteratura, ma anche autore che, pur senza essere identificato con il genere, ha lasciato un segno non trascurabile nella fantascienza italiana.

Nelle sue canzoni la fantascienza non è mai stata un tema dominante. Guccini ha preferito raccontare la memoria, il tempo, la politica, l’amicizia e la provincia, ricorrendo solo occasionalmente a immagini futuribili o fantastiche, sempre filtrate da quello sguardo ironico e profondamente umano che caratterizzava tutta la sua opera. Era però un appassionato lettore del genere e conosceva bene l’immaginario della science fiction classica, che riaffiorava qua e là nei suoi testi e nelle sue interviste. Se c’è però una canzone in cui... - Leggi l'articolo

 

MUSICA - Dall'Italia - 7 agosto 2026 - articolo di S*

Mediobanca, semestre da record per Melzi D’Eril

Il consiglio di amministrazione di Mediobanca, presieduto da Vittorio Umberto Grilli, ha approvato i risultati del primo semestre 2026. L’istituto chiude i primi sei mesi dell’anno con il miglior risultato netto di sempre derivante dalla dinamica diversificata delle attività, dalle forti relazioni con la clientela e dall’ampia dotazione di capitale. Il risultato operativo è in crescita a 1,2 miliardi +11,9 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (1,05 miliardi), beneficiando dell’aumento dei ricavi (1,9 miliardi +6,1 per cento a/a) e del controllo dei costi (775,3 milioni, -1,7 per cento a/a) con una riduzione del rapporto costi/ricavi di 3pp al 40 per cento. Il brillante andamento del secondo trimestre (ricavi a oltre un miliardo, utile netto di 388,5 milioni), trainato dal CIB, consente di consuntivare un utile netto semestrale di 711,2 milioni, in crescita del 5,9 per cento a/a.

Melzi D’Eril: «Performance solida nonostante incertezza geopolitica»

Queste le dichiarazioni dell’amministratore delegato e direttore generale Alessandro Melzi d’Eril: «Abbiamo chiuso il primo semestre dell’anno con ricavi e utile netto ai migliori livelli di sempre, ottenendo una performance solida, attesa proseguire anche per i prossimi mesi malgrado il contesto operativo e di mercato caratterizzato da elevata incertezza. Un andamento commerciale vivace nell’attività di erogazione nella divisione Consumer finance così come un’accelerazione delle commissioni nell’ultimo trimestre (in aumento del 15 per cento t/t), in particolare nelle attività di Corporate & Investment banking (+31 per cento t/t), hanno bilanciato la fase di stabilizzazione del Wealth management, che chiude, comunque, il semestre con masse in crescita a 117 miliardi di euro. Il semestre conferma, inoltre, la disciplina mantenuta in questa fase di transizione e pone le fondamenta per proseguire efficacemente il processo di integrazione con Banca Mps, su cui restiamo pienamente concentrati. In questo percorso, sono sempre più convinto che la solidità del modello, la vicinanza alla clientela e la determinazione e qualità delle nostre persone contribuiranno a generare valore per tutti gli stakeholder, valorizzando una storia di 80 anni al servizio del sistema Paese».

Conte passa al contrattacco davanti alla Commissione Covid

Dopo aver definito «un plotone di esecuzione» e «una gabbia di protezione verso gli amministratori locali dei propri partiti» la Commissione Covid del Senato, Giuseppe Conte è passato al contrattacco portando in audizione un documento appena depositato in Procura relativo all’operato di JC Electronics, società a cui lo Stato a ottobre 2025 ha riconosciuto un indennizzo di 100 milioni di euro.

La lettera anonima e il verbale su JC Electronics

Conte ha spiegato di avere consegnato in Procura una lettera anonima ricevuta nei giorni scorsi, assieme a un verbale del 14 aprile 2022 di un incontro tra rappresentanti dell’area legale e logistica della struttura commissariale e dell’Agenzia delle Dogane, riguardante la verifica delle forniture consegnate da JC Electronics, società ha vinto una causa in primo grado per un mancato appalto delle mascherine anti-Covid. Stando al verbale, «emergerebbe che quei colli non sarebbero mascherine con efficacia filtrante», ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, chiedendo pertanto di fare piena luce sulla maxi-transazione: «Mi sono molto meravigliato che lo Stato, cioè la presidenza del Consiglio e il ministero della Salute, abbiano sottoscritto una transazione da 100 milioni di euro. Uso il condizionale perché non ho elementi per fare accertamenti diretti, ma per coscienza civica e responsabilità ho ritenuto di segnalare questo documento».

Conte passa al contrattacco davanti alla Commissione Covid
Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

Conte: «L’Italia fu un modello a livello internazionale»

Nel corso dell’audizione, Conte ha rivendicato che «l’Italia è stata un modello a livello internazionale» nella gestione della pandemia, con una serie di decisioni prese in un contesto senza precedenti. E con conoscenze scientifiche limitate sul virus: «Abbiamo lavorato in una situazione di grande difficoltà per cercare di salvare il Paese. Non distinguendo il giorno dalla notte, ma non è una frase fatta. Abbiamo salvato nel 2020 oltre 330 mila posti di lavoro, grazie al blocco dei licenziamenti che noi in Italia abbiamo avuto il coraggio di fare». E poi: «Non mi sono mai lamentato delle indagini e non ho mai tentato di delegittimare i giudici titolari delle inchieste alludendo a una loro presunta politicizzazione come spesso purtroppo capita anche adesso, ho risposto con piena disponibilità, senza recriminazioni e con il dovuto rispetto e con il peso della responsabilità, non ho mai cercato di scaricare su altri, questo da me non lo avrete mai. Ho accantonato gli impegni durante la pandemia per rispondere a un pool di giudici per quattro ore, ma mai lamentato poiché ero stato sottratto a responsabilità più urgenti per dover rispondere ai pubblici ministeri, anche perché ho sentito il dovere di rendere conto di ogni scelta fatta in uno dei momenti più bui della nostra storia».

Guccini, l’ultimo poeta che la destra canta ma forse non ha mai capito

Ci ha lasciati lì, sul crinale dell’Appennino, tra il silenzio di Pavana e il ricordo di quel mulino di famiglia che non macina più ma continua a impastare memoria. Francesco Guccini se n’è andato a 86 anni, portandosi via quel vocione profondo, da patriarca, capace di trasformare la strofa di una canzone in un saggio di storia, in un saggio di resistenza quotidiana. La sua uscita di scena assomiglia tanto a un ultimo fendente, un colpo di sciabola sferrato con la consueta ironia a un’Italia che troppo spesso dimentica e che, oggi più che mai, si esercita nell’arte del paradosso politico.

Guccini, l’ultimo poeta che la destra canta ma forse non ha mai capito
Guccini, l’ultimo poeta che la destra canta ma forse non ha mai capito
Guccini, l’ultimo poeta che la destra canta ma forse non ha mai capito
Guccini, l’ultimo poeta che la destra canta ma forse non ha mai capito
Guccini, l’ultimo poeta che la destra canta ma forse non ha mai capito
Guccini, l’ultimo poeta che la destra canta ma forse non ha mai capito
Guccini, l’ultimo poeta che la destra canta ma forse non ha mai capito
Guccini, l’ultimo poeta che la destra canta ma forse non ha mai capito
Guccini, l’ultimo poeta che la destra canta ma forse non ha mai capito
Guccini, l’ultimo poeta che la destra canta ma forse non ha mai capito
Guccini, l’ultimo poeta che la destra canta ma forse non ha mai capito
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Guccini, l’ultimo poeta che la destra canta ma forse non ha mai capito
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Guccini, l’ultimo poeta che la destra canta ma forse non ha mai capito
Guccini, l’ultimo poeta che la destra canta ma forse non ha mai capito
Guccini, l’ultimo poeta che la destra canta ma forse non ha mai capito
Guccini, l’ultimo poeta che la destra canta ma forse non ha mai capito

Il cordoglio bipartisan della politica

Nelle ore successive alla scomparsa, sono partiti accorati omaggi bipartisan, citazioni nostalgiche anche di chi, dall’altra parte della barricata, lo ha sempre ascoltato di nascosto, o forse neanche troppo. Luca Zaia ha messo il sigillo ufficiale: Dio è morto, ma la sua poesia resterà viva, arrampicandosi su quel capolavoro che la Rai di allora censurava per blasfemia e Radio Vaticana mandava in onda.

Sulla stessa lunghezza d’onda, Fratelli d’Italia si spinge a reclamare la medaglia della Camera alla memoria. È la certificazione di una grandezza che supera le barricate. Ma la destra che oggi lo canta e lo piange, semplicemente non lo ha mai capito. Oppure ha finto di non farlo per poter tollerare la bellezza dei suoi versi. 

Le frecciate a Giorgia Meloni e a Matteo Salvini

L’uomo di Pavana, del resto, non ha mai fatto sconti e non ha mai lasciato spazio ad ambiguità di comodo. Quando la stessa Giorgia Meloni, pazza per Cirano, decise di alzare la cornetta per invitarlo personalmente sul palco di Atreju, si sentì rispondere un «no» dritto in faccia. «I fascisti non mi piacciono», tagliò corto lui. Fine delle trasmissioni, con l’aggiunta ravvicinata che la futura inquilina di Palazzo Chigi non avesse capito nulla delle sue canzoni, bollando la sua gestione del dissenso come qualcosa di illiberale. Non andò meglio al leader della Lega. Sapere che Matteo Salvini suonava La Locomotiva a 16 anni non lo rendeva affatto orgoglioso. Anzi, il Maestrone ricordava di aver l’abitudine di sintonizzare la radio sulle frequenze di Radio Padania solo per divertirsi, arrivando a definire il leader della Lega un «comiziante furbo». Caso vuole che anni dopo, nel 2023, Roberto Vannacci scelse proprio di cantare La Locomotiva a Karaoke Reporter di Radio Rock. «La musica non ha colore politico», disse dopo essersi tolto le cuffie.

Guccini ha sempre mantenuto la posizione. Lo conferma la carica partigiana di quel 25 aprile del 2020, quando in pieno lockdown regalò alla rete una versione personalizzata di Bella Ciao: «Partigiano, porta via Salvini e Berlusconi. E i fasci della Meloni», identificando l’intera coalizione di centrodestra con l’invasore da cui liberare le nostre strade. Per inciso, Meloni lo accusò di istigazione all’odio. Un’allergia all’attuale maggioranza rimasta intatta fino alle sue ultime uscite pubbliche, come la battaglia per il No al referendum sulla riforma della giustizia, accusata senza mezzi termini di voler sottomettere le toghe.

Il rifiuto di ogni dogmatismo

Certo, Guccini non è mai stato neanche un polveroso santino della sinistra. Rifiutava i dogmatismi del Pci, ironizzava sulla tendenza dei progressisti a considerarsi sempre più puri degli altri e preferiva il dubbio e la poesia alla propaganda dei comizi, tanto che agli esordi certa sinistra con il dito alzato lo accusava di essere un piccolo borghese disimpegnato. Ma questa refrattarietà non ha mai significato agnosticismo ideologico. La bussola era chiara: un libertario che votava a sinistra tenendo sempre gli occhi aperti e il fegato sano. Oggi che il suo bicchiere di vino si è svuotato, l’onestà dei suoi dischi rimane l’argine più solido contro ogni tentativo di riscrittura post-mortem. Per cui sì, cantiamolo e celebriamolo tutti, perché L’ultima Thule resterà per sempre un porto chiuso per i bastimenti della conservazione.

Castlelake si ritira dalla corsa per easyJet

Colpo di scena nella partita per il controllo di easyJet. Castlelake ha deciso di non presentare alcuna offerta per la compagnia low cost britannica. Lo ha annunciato lo stesso fondo d’investimento statunitense all’avvicinarsi della deadline di domani entro cui sia Castlelake che Apollo Global Management (altro fondo Usa) avrebbero dovuto annunciare se presentare una offerta o meno per easyJet.

L’unica offerta valida resta quella di Apollo

Il 5 luglio Castlelake e easyJet si erano accordati per un intento di offerta da 6,9 sterline ad azione sul 100 per cento del capitale di quest’ultima. Castlelake si era riservata il diritto di trasformare l’intesa preliminare in una offerta pubblica di acquisto per la compagnia aerea di Luton, ma cinque giorni dopo la sua proposta era stata superata da quella del fondo Apollo Global Management, che aveva rilanciato con 7,15 sterline ad azione (sempre sul 100 per cento del capitale), mettendo dunque sul piatto il 3,6 per cento in più. In quell’occasione il consiglio di amministrazione di easyJet aveva raccomandato agli azionisti di non aderire più alla possibile offerta di Castlelake. Al fine di allineare la deadline delle due offerte, la scadenza di quella di Castlelake, inizialmente prevista per il 3 agosto, era stata estesa fino alle 17 del 7 agosto. Poi il dietrofront: l’unica offerta valida resta quella di Apollo.

Il Board of Peace di Trump assegna il primo contratto edilizio a Gaza

Seppur lentamente, il Board of Peace istituito da Donald Trump istituito a gennaio per supervisionare la ricostruzione della Striscia di Gaza, ha finalmente assegnato il primo contratto edilizio nel territorio devastato dalle bombe di Israele. Che non riguarderà però edifici civili. Come riferisce il Guardian, un’azienda della Louisiana si è infatti aggiudicata l’appalto per la costruzione di un avamposto militare da 150 posti destinato a ospitare truppe provenienti dal Marocco.

L’avamposto misurerà appena 100 metri per 120

L’azienda in questione è la Arkel International ed ha già ha collaborato in precedenza con il governo degli Stati Uniti, ad esempio in Iraq. La struttura attualmente in fase di progettazione misurerà appena 100 metri per 120 e, come detto, sarà destinata a ospitare un contingente di truppe marocchine, con i militari che si avvicenderebbero provenendo da una base in Israele: sorgerà all’interno di quel 60 per cento del territorio di Gaza direttamente controllato dall’IDF. Secondo la fonte del Guardian, l’avamposto verrà costruito a meno di due chilometri dal confine israeliano e disporrebbe di una «via di evacuazione rapida» nel caso in cui il piccolo contingente dovesse subire un attacco. La base da 150 effettivi costituisce la prima fase di un piano volto a realizzare nella Striscia un sito militare da 5 mila unità per la Forza internazionale di stabilizzazione, che nel frattempo contribuirà alle operazioni di disarmo di Hamas.

Perché le prossime elezioni si decideranno sul concetto di negoziabile

Negoziare o non negoziare: questo è il dilemma. Perché come si è capito in questi giorni è proprio sul concetto di negoziabile che molto probabilmente si decideranno le prossime elezioni.

I niet di Conte

Il primo a tirare fuori la parolina magica è stato Giuseppe Conte, che ha definito appunto «non negoziabili» il no al riarmo dei singoli Stati, il no al sostegno militare all’Ucraina e all’economia di guerra. Immediata la batteria dei riformisti del Pd per cui non negoziabile è invece il sostegno a Kyiv. Apriti cielo. A calmare di poco le acque si è dovuto organizzare in fretta e furia un pranzo (peraltro non risolutivo) tra Elly Schlein e lo stesso Conte.

LEGGI ANCHE: Il campo largo con Pd e M5s ha ancora senso di esistere?

Il senso del centrodestra per la governabilità (o per le poltrone)

Nelle stesse ore nel centrodestra cadevano come birilli diversi punti fermi, dal no alle preferenze di Lega e Forza Italia al no del partito di Salvini alla clausola di salvaguardia per la difesa militare invece che per la sicurezza nazionale, come in questi quattro anni era stato per l’aumento dell’età pensionabile, mentre Fratelli d’Italia ha rinunciato via via alle madri di tutte le riforme, il presidenzialismo e il premierato. Insomma, la coalizione guidata da Giorgia Meloni ha finora interpretato alla massima potenza la risposta di Giulio Andreotti a Ciriaco De Mita che lo accusava di tirare a campare: «Meglio tirare a campare che tirare le cuoia». Fuor di battuta, i partiti di centrodestra hanno dimostrato di essere pronti a trattare anche sui punti più qualificanti del loro programma pur di continuare a governare. La lettura positiva è che la governabilità è un valore in sé, quella delle malelingue è che le poltrone piacciono assai. Molto probabilmente sono vere entrambe e di certo caratterizzano la coalizione, anche se l’incognita Vannacci getta un’ombra anche su questa fotografia.

Perché le prossime elezioni si decideranno sul concetto di negoziabile
Antonio Tajani, Giorgia Meloni e Matteo Salvini (Imagoeconomica).

Il centrosinistra e la specialità di tiro al governo

Nel centrosinistra invece Pd, AvS e Italia Viva hanno abituato gli elettori a precipitose cadute dei propri governi, dall’Ulivo all’Unione di Prodi, fino al Conte 2. E gli elettori, soprattutto i più moderati, non apprezzano più di tanto chi fin da ora annuncia che non intende trattare con gli alleati fino a far pensare che è pronto a far saltare l’alleanza o magari il futuribile esecutivo Pd-M5s-Avs. Non esattamente un bello scenario.  

Perché le prossime elezioni si decideranno sul concetto di negoziabile
Il selfie del campo largo senza Matteo Renzi: da sinistra Nicola Fratoianni, Giuseppe Conte, Elly Schlein e Angelo Bonelli.

E se quello del M5s fosse un bluff?

La posizione di Conte sui punti non negoziabili del suo programma molto probabilmente è invece in realtà trattabilissima. Così la legge chi ha memoria dei suoi cambi di linea politica, così come del suo passare da essere premier di un governo giallo-verde a esserlo di uno giallo-rosso, fino al sostegno all’esecutivo Draghi. Ma il ritorno di Beppe Grillo potrebbe aver condizionato le ultime uscite del presidente M5s, così come l’ambizione di vincere le primarie e tornare a palazzo Chigi nella speranza di una spinta dei giovani Propal. Il rischio è che invece la sua intransigenza venga considerata credibile, insomma vera, da parte di molti elettori, moderati o incerti, che potrebbero disertare le urne temendo di votare una coalizione litigiosa fino al suicidio. Al netto di ogni valutazione di merito su questo o quel punto di programma (di cui ancora nel campo largo non v’è traccia), il passato fa ancora paura, nel centrosinistra, e allora la parolina ‘negoziabile’ potrebbe fare la differenza tra vincere e perdere le prossime elezioni. 

PagoPA cambia vertici: Pimpinella presidente, Pantaleoni ad

L’assemblea degli azionisti di PagoPA ha formalizzato l’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione, nominando Maurizio Pimpinella nel ruolo di presidente e Marco Pantaleoni in qualità di amministratore delegato. L’assemblea ha altresì nominato Giorgia Prete, Clementina Ciotti e Mario Marotta nel ruolo di consiglieri del board presieduto da Pimpinella. La designazione dei nuovi organi di governance segue il perfezionamento del closing relativo all’acquisizione della società, la cui compagine azionaria è ora composta dall’Istituto poligrafico e zecca dello Stato, che detiene il 51 per cento delle quote, e da Poste italiane, titolare del restante 49 per cento. A conclusione dei lavori, la società e gli azionisti hanno espresso un sentito ringraziamento all’amministratore unico uscente, Alessandro Moricca, per il lavoro svolto e l’impegno profuso alla guida dell’azienda nell’ultimo triennio, formulando al contempo i migliori auguri di buon lavoro alla nuova governance.

Hormuz, palla a Trump: cosa prevede l’intesa Iran-Oman

Non è ancora stato firmato dalle due parti, ma l’accordo tra Iran e Oman sullo stretto di Hormuz è stato praticamente definito. È quanto filtra dal Medio Oriente e in particolare dai canali Al-Arabiya e Al-Hadath, che citano una fonte di primo piano. Manca solo l’approvazione del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano. «Presto una dichiarazione congiunta se non si intromettono parti terze», il messaggio di Teheran a Washington.

Cosa prevede l’accordo tra Teheran e Muscat

L’accordo, secondo la fonte citata dalle due emittenti, prevede – sulla falsariga del memorandum di Islamabad – un cessate il fuoco di 60 giorni (prorogabile). L’intesa tra Teheran e Muscat «mira a rompere lo stallo e permettere la ripresa dei negoziati tecnici» tra Stati Uniti e Iran, alla ricerca della quadra non solo su Hormuz, ma anche sul nucleare. Le navi in entrata a Hormuz utilizzeranno la corsia di navigazione più vicina all’Iran, mentre quelle che lasciano lo stretto useranno rotte prossime all’Oman. Per quanto riguarda la questione dei pedaggi, non saranno imposte tariffe alle navi in transito, almeno nei primi due mesi. Verrà però introdotta una «tassa di servizio» per coprire le spese per la sicurezza del carico, il personale e la protezione dell’ambiente marino. Allo scadere dei 60 giorni Teheran intende varare poi pedaggi di transito obbligatori per tutte le navi mercantili e le petroliere, un punto sul quale l’amministrazione Usa si è detta irrevocabilmente contraria. Gli altri Paesi della regione, ha aggiunto la fonte di Al-Arabiya e Al-Hadath, potrebbero partecipare alla sminamento della via centrale dello stretto e alle procedure tecniche necessarie per lo svolgimento della navigazione. Questo entro altri 30 giorni dalla prima scadenza dell’intesa, dopodiché i flussi in entrambe le direzioni seguiranno il corridoio centrale di Hormuz. L’intesa raggiunta da Iran e Oman riguarda solo Teheran e Muscat e non deve ricevere alcun via libera da parte di Donald Trump, tornato a minacciare la Repubblica Islamica. Lo stretto di Hormuz resterà chiuso finché continueranno quelle che l’Iran definisce «violazioni degli Stati Uniti», ovvero il blocco navale. Tra i due Paesi sarebbero in corso contatti indiretti attraverso i mediatori.

Tekne passa agli americani di Nuburu con il via libera del governo

Nuburu, azienda statunitense operante nel settore Difesa e Sicurezza dual use, ha reso noto che il governo italiano ha autorizzato – ai sensi della normativa in materia di golden power – l’acquisizione del 70 per cento del capitale sociale di Tekne Spa, società con sede operativa a Ortona (Chieti) specializzata in ingegneria della difesa e nella progettazione, produzione e allestimento di veicoli industriali, speciali e militari, per poco meno di 35 milioni di euro, subordinandone il perfezionamento al rispetto delle prescrizioni previste dal provvedimento. L’autorizzazione fa seguito alla formale notifica inviata a giugno 2026 dall’azienda e rappresenta un passaggio decisivo verso il closing dell’operazione, previsto per settembre. In base del piano industriale definito da Nuburu, Tekne genererà ricavi cumulati per il periodo 2026-2030 pari a circa 565 milioni di euro, con una crescita occupazionale pari a circa 370 unità. «Tekne assumerà un ruolo centrale nella strategia integrata di Nuburu, diventando l’hub industriale e tecnologico attraverso il quale il Gruppo intende sviluppare una piattaforma avanzata per la Difesa e la Sicurezza, fondata sulle eccellenze industriali italiane e orientata ai mercati dei Paesi Nato e alleati», si legge in una nota.

Partito fantasma, malessere reale: il mistero del PLFI di Fontana e la crisi della Lega

Lo si potrebbe definire il sogno di una bozza di mezza estate. Lo Statuto del Partito Federalista Liberale Italiano inoltrato da Attilio Fontana in una vecchia chat leghista e svelato dal Foglio ha avuto l’effetto di un bicchiere di carcadè ghiacciato nell’agosto avido di refrigerio e di notizie. 

Partito fantasma, malessere reale: il mistero del PLFI di Fontana e la crisi della Lega

La presunta fuga in avanti di Fontana

Il governatore lombardo, classe 1952, al suo secondo e ultimo mandato, si sarebbe fatto avanti non avendo nulla da perdere. Nemmeno una possibile candidatura alle Politiche visto che finora ha sempre detto di voler restare alla guida della Regione fino alla scadenza naturale del mandato nel 2028. Il profilo perfetto del “barbaro nostalgico“, semicitando Salvini, deciso a dare una scossa alla Lega dopo l’affossamento dell’accordo per la creazione di una costola nordista da affidare a Luca Zaia. L’intenzione, stando a quanto poi spiegato dal diretto interessato, era non tanto fondare una nuova forza politica quanto dimostrare la necessità di aprire una discussione interna con la circolazione di un nuovo statuto, «segnale plastico del malessere tra i militanti». L’esercizio giuridico di un amico avvocato che Fontana si sarebbe limitato a condividere è invece la versione alternativa data da fonti vicine al governatore alla Stampa

Partito fantasma, malessere reale: il mistero del PLFI di Fontana e la crisi della Lega
Attilio Fontana (Imagoeconomica).

I soliti sospetti

Resta il fatto che, quale che fosse l’intenzione, diffondere lo statuto di un partito in una vecchia chat in cui sono presenti pure Matteo Salvini e il fedelissimo Andrea Paganella pare una mossa così insensata da far pensare a un banale errore. Soprattutto in un momento di forte crisi del partito e soprattutto del suo segretario. Ammesso e non concesso che si trattasse di un colpo di mano anti-Salvini, chi sarebbe della partita insieme con il governatore? Il Foglio cita i soliti sospetti: il segretario nazionale lombardo, Massimiliano Romeo, e fa il nome di Massimo Sertori, assessore agli Enti locali che gode della stima di Fontana. Portavoce, forse, di una fetta di Lega lombarda stanca del sovranismo del Capitano e pronta alla pugna per riprendersi il partito. O, nell’impossibilità, per fondarne un altro. 

Partito fantasma, malessere reale: il mistero del PLFI di Fontana e la crisi della Lega
Massimiliano Romeo (Imagoeconomica).

Senza un leader riconoscibile, ogni progetto rischia di arenarsi

Comunque sia, il risultato era scritto. Da un lato Salvini, com’era prevedibile, ha convocato subito un direttivo a Milano per chiarire la questione prima del raduno di Pontida. Dall’altro, una volta scoperto, il piano – ripetiamo, se di questo si trattava – è automaticamente morto, kaputt. Adesso è difficile che i presunti congiurati escano allo scoperto. E così i soliti sospetti, già nel mirino dei pretoriani salviniani, rischiano di fungere da parafulmine all’ira del capo. Si è scritto anche che lo statuto, sempre nella mente dei registi dell’operazione, avesse l’obiettivo di spingere Giancarlo Giorgetti e Luca Zaia a rompere gli indugi. Un assist per l’ex doge, un «Noi andiamo, loro ci seguiranno». Così, almeno per ora (perché in politica si sa tutto è possibile) non è stato. E senza un volto riconoscibile che si intesti il progetto e la battaglia, si va poco lontano. Zaia, dopo la fallita trattativa per una Lega del Nord, non pare avere tutta questa fretta e voglia di sfidare a viso aperto Salvini. Giorgetti men che meno. Anche il più giovane Massimiliano Fedriga sembra impegnato a giocare una partita sua. Romeo, per quanto segretario nazionale lombardo, non pare avere le physique du rôle per guidare un movimento, per di più nuovo di zecca.

Partito fantasma, malessere reale: il mistero del PLFI di Fontana e la crisi della Lega
Roberto Calderoli, Attilio Fontana e Luca Zaia (Imagoeconomica).

La resa dei conti, se ci sarà, può aspettare

Una cosa però è vera: una forza federalista, liberale, europeista, a suo modo centrista risponderebbe alle esigenze di una fetta di elettorato del Nord deluso se non arrabbiato dal fu Capitano. E soprattutto di un certo mondo imprenditoriale. Forse, ma siamo sempre nel campo delle ipotesi di scuola, qualche big leghista della prima ora, lungi dallo scoprirsi, potrebbe avere dato un tacito via libera all’iniziativa, ma solo per «vedere di nascosto l’effetto che fa». Un test per verificare la determinazione e la forza d’urto dei promotori. Visto com’è finita (o iniziata), c’è da scommettere che il PLFI sarà declassato a malessere di stagione. Malattia però tutt’altro che immaginaria visto che le tensioni all’interno della Lega sono palpabili e destinate ad aumentare in modo inversamente proporzionale alle percentuali dei consensi. I segnali dunque ci sono tutti, ma che sfocino a breve in un mini golpe è un’altra storia. La resa dei conti, se mai ci sarà, è rimandata.

Partito fantasma, malessere reale: il mistero del PLFI di Fontana e la crisi della Lega
Matteo Salvini (Imagoeconomica).

Mondiali ai privati, la Fifa chiede scusa e conferma pieno sostegno a Infantino

Dopo le polemiche e il ritiro della proposta di vendere a privati quote della Coppa del Mondo, il Consiglio direttivo della Fifa si è riunito in Marocco (Paese che co-ospiterà la Coppa del Mondo nel 2030): al termine dell’incontro, tramite una nota, il massimo organo di governo del calcio ha chiesto scusa per l’idea di Gianni Infantino, ribadendo la piena fiducia all’attuale presidente, intenzionato a candidarsi per un nuovo mandato.

Il comunicato della Fifa dopo il summit di Rabat

«Il processo avrebbe dovuto essere gestito diversamente. È stato inoltre riconosciuto che sono stati commessi errori anche dopo che la proposta è trapelata ai media. In una lettera separata al Consiglio della Fifa e alle associazioni membri della Fifa, sono state presentate delle scuse per questi errori, impegnandosi a garantire che non si ripetano. Verrà ora condotta una revisione e un rapporto sarà presentato al Consiglio Fifa nella prossima riunione prevista», si legge nel comunicato diffuso al termine della riunione, a cui ha partecipato lo stesso Infantino: «Con il ritiro del progetto, è stato concordato che la Fifa non tollererà più alcun attacco alla sua integrità, al suo buon governo e al suo giusto processo e adotterà tutte le misure necessarie per proteggere e salvaguardare il suo nome e la sua reputazione». Nell’incontro di Rabat, come sottolineato nella stessa nota, «il segretario generale della Fifa e i membri del Consiglio Direttivo presenti hanno ribadito il loro pieno sostegno al presidente Infantino, in quanto unico funzionario eletto dalle 211 Federazioni affiliate».

La levata di scudi contro il piano di Infantino

L’iniziativa Fifa Forward Enterprise, condotta senza una reale condivisione preventiva, ha provocato un’immediata levata di scudi su scala mondiale, con molteplici richieste di dimissioni da parte di Infantino. Hanno fatto muro Uefa (organo amministrativo, organizzativo e di controllo del calcio in Europa), Concacaf (Nordamerica, Centroamerica e Caraibi) e Afc (Asia). Numerose le federazioni calcistiche nazionale che si sono opposte al progetto, revocando il sostegno a Infantino in vista delle elezioni del presidente Fifa. Hanno preso poi le distanze dal dirigente svizzero anche alcune figure chiave della Fifa, come il responsabile dello sviluppo mondiale del calcio Arsène Wenger, il segretario generale Mattias Grafström e Carlos Cordeiro, consigliare strategico di Infantino, che si è addirittura dimesso denunciando il rischio di «ipotecare il futuro del calcio».