Centrodestra , otto caselle di segretario nelle commissioni permanenti

Sul fronte della minoranza, in attesa dell’istituzione delle quattro commissioni speciali, che sara’ discussa nella prossima seduta del Consiglio, vanno alle forze del centrodestra le otto caselle di segretario nelle commissioni permanenti. Saranno quattro i consiglieri di Forza Italia: Roberto Celano al Bilancio, Susy Panico alle Attivita’ produttive, Mimi’ Minella alle Politiche sociali e Fernando Errico all’Ambiente. Una casella in meno per FdI, che ha indicato Ira Fele ai Trasporti, Raffaele Maria Pisacane alla Sanita’ ed Ettore Zecchino all’Agricoltura. Il ruolo di segretario in commissione Affari istituzionali sara’ ricoperto da Sebastiano Odierna, eletto con la lista Cirielli Presidente.

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Sarno. Panettiere ucciso: la figlia, “chiediamo giustizia”

“Chiediamo giustizia. Io lo supplicavo di fermarsi, voleva uccidere anche me e mia mamma”. Ai microfoni del Tg1 Cristina Russo, 19 anni, ricorda la notte di violenza in cui, sotto i suoi occhi, il padre Gaetano Russo è stato pugnalato a morte nel suo negozio di alimentari a Sarno (Salerno): “Io ho bisogno di un padre, e non ce l’ho più. Se sono viva è solo grazie a lui, un padre meraviglioso che mi ha protetto fino all’ultimo respiro. Deve essere ricordato per quello che era”, dice in lacrime Cristina. Ad uccidere il padre è stato Andrea Sirica, 35 anni, un passato da tossicodipendente, che era entrato nel negozio e dopo una lite aveva tentato di aggredire Cristina.

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Coltellata mortale alla sorella: «L’ho uccisa, sono distrutto»

NAPOLI. Sapeva che la sua fuga avrebbe avuto le ore contate. Giuseppe Musella, dopo aver ucciso la sorella con una coltellata alla schiena, ha raggiunto l’abitazione in cui vive la madre. Un ultimo bacio. Poi la decisione di costituirsi, accompagnato dal proprio avvocato, negli uffici della polizia: «Ho ucciso io Jlenia, sono distrutto per quello che ho fatto. Non volevo». Lacrime amare, quelle del ventottenne Giuseppe Musella, raggiunto da un decreto di fermo per l’omicidio della sorella Jlenia Musella, uccisa lunedì pomeriggio nell’androne del palazzo di via Al Chiaro di Luna, nel Parco Conocal di Ponticelli.

Stando a quanto emerso dalle prime battute dell’inchiesta, ha picchiato la sorella e mentre lei si stava allontanando per fuggire dalle percosse le ha lanciato un coltello da una distanza di circa dieci metri, colpendola alla schiena. È questo il racconto, ancora in parte da verificare, che Giuseppe Musella ha reso agli inquirenti dopo essersi costituito, ammettendo l’aggressione mortale a Jlenia. ma sostenendo di non aver avuto intenzione di ucciderla. Le liti tra i due erano frequenti, anche ieri sembra avessero avuto un contrasto perché Jlenia ascoltava la musica ad alto volume nella propria camera. I due vivevano infatti da soli nello stesso appartamento.

Secondo il racconto del giovane, il bisticcio fatale sarebbe però scoppiato anche perché il cagnolino di Giuseppe aveva fatto la pipì dentro casa. Jlenia, mentre si allontanava dall’appartamento, scendendo le scale avrebbe quindi sferrato un calcio all’animale, facendo andare Giuseppe su tutte le furie. La situazione sembra calmarsi ma solo momentaneamente: Giuseppe racconta che, quando sente il cagnolino guaire dal dolore, le si avventa contro e, oltre alle botte, lancia il coltello che non dà scampo alla ventiduenne. Il resto è cronaca nota di una tragedia che ormai da due giorni sta rimbalzato in tutto il Paese. I due fratelli, nonostante le frequenti liti, si volevano molto bene, come la stessa Jlenia era solita scrivere sui propri profili social.

La Squadra mobile di Napoli, che sta conducendo le indagini sotto il coordinamento del pm Ciro Capasso, continua però a lavorare per ricostruire tutte le fasi successive al delitto. Giuseppe Musella, dopo aver scaricato la sorella al pronto soccorso dell’ospedale Villa Betania, si è infatti dileguato per diverse ore, consegnandosi solo a notte inoltrata. Il ventottenne, stando a quanto fin qui emerso, avrebbe raggiunto la madre, che vive in un altra palazzina di Ponticelli, alla quale avrebbe raccontato il tremendo delitto di cui si era appena reso responsabile. Lacrime, disperazione, abbraccia.

Poi la decisione di costituirsi. Il padre di Jlenia e Giuseppe è il più noto Salvatore Circone, detto “Caramella”, vecchio esponente del gruppo di fuoco del clan Sarno, da anni detenuto. Un destino che martedì pomeriggio si è incrociato con quello del figlio. Giuseppe si trova adesso in carcere in attesa dell’udienza di convalida che sarà celebrata domani mattina.

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Riabilitazione, lettera a Fico: “Presidio fondamentale per la sanità”

 

Le principali associazioni di categoria del comparto riabilitativo e sociosanitario privato accreditato della Campania hanno inviato una lettera aperta al neo presidente della Regione Campania, Roberto Fico, richiedendo un incontro istituzionale per avviare una nuova fase di dialogo e concertazione sul futuro della sanità territoriale regionale.

Il documento, sottoscritto da Acop, Aias, Aiop, Aisic, Anaste, Anffas Campania, Anisap, Anpric, Aris Campania, Aspat, Confapi Sanità, Confindustria Napoli, Conflavoro Salute, Fed.I. Salute e Nova Campania, esprime “i più vivi auguri di buon lavoro in una temperie storica delicata e cruciale, nella quale il nuovo Governo regionale è chiamato a ripensare il futuro della sanità campana,“tra la valorizzazione delle esperienze maturate negli ultimi anni e la necessità di avviare nuovi percorsi di cambiamento”.Le associazioni ricordano come “le oltre 400 strutture accreditate operanti nel settore rappresentino una componente strategica ed essenziale del Servizio Sanitario Regionale, in particolare nell’ambito della riabilitazione e dell’assistenza sociosanitaria territoriale. Si tratta di presìdi che erogano prestazioni rientranti nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), includendo servizi quali RSA, centri diurni, hospice, strutture per la salute mentale di adulti e minori, unità dedicate agli stati vegetativi e alle disabilità complesse, oltre alla medicina fisica e riabilitazione. Dai dati regionali emerge con chiarezza come tali strutture svolgano funzioni storicamente prevalenti, se non addirittura esclusive e vicariali rispetto alla cosiddetta produzione diretta pubblica, garantendo continuità assistenziale a migliaia di persone fragili su tutto il territorio campano”.

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Salerno Pulita e volontari del verde: rimossi pneumatici dalla spiaggia Balnea

Una mattinata di ordinaria attività si è trasformata in un’importante azione a tutela dell’ambiente marino. Durante un normale spostamento sul territorio infatti, i volontari di Volontariato Verde Pubblico Salerno ODV, passando presso la spiaggia curata dagli amici dell’associazione Nuova Gioventù Balnea APS, hanno provveduto al completamento della rimozione di alcuni pneumatici abbandonati sull’arenile da ignoti incivili, tramite l’azione del loro responsabile.
L’intervento di “Clean Up” ha permesso di eliminare un serio fattore di rischio ambientale. I pneumatici, infatti, rappresentano una minaccia per l’ecosistema marino: rilasciano sostanze inquinanti, compromettono la biodiversità e possono costituire un pericolo sia per la fauna che per le persone che frequentano la spiaggia.
Fondamentale Salerno Pulita S.p.a., ringraziata fortemente dai volontari, che ha garantito supporto e disponibilità attraverso i propri operatori. L’azienda è quotidianamente impegnata nel mantenimento del decoro urbano e nella tutela ambientale, e sta già effettuando ulteriori interventi di pulizia sull’area interessata. Un plauso va anche ai volontari di Nuova Gioventù Balnea APS, che con dedizione e costanza si prendono cura della spiaggia, dimostrando come l’impegno civico possa tradursi in risultati concreti.
«La strada da seguire è chiara: solo unendo le forze si possono raggiungere grandi risultati, anche con piccoli gesti. Associazioni, istituzioni e cittadini attivi insieme possono fare davvero la differenza» fanno sapere dalle associazioni.
Un esempio virtuoso di unione delle forze che conferma come l’energia del volontariato a disposizione delle istituzioni ed organi competenti, messa al servizio del territorio, possa contribuire in modo determinante alla salvaguardia dell’ambiente e alla valorizzazione della città di Salerno.

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Raffaele, “Il pari col Giugliano non ci è andato giù”

Nell’anticipo della venticinquesima giornata la Salernitana sarà di scena domani sera (20:30) sul campo dell’Audace Cerignola.

 

“Vogliamo fornire una grande prestazione, puntiamo a fare bene come nelle trasferte passate e a guadagnare più punti possibili. Abbiamo ancora più fame, perché il pareggio contro il Giugliano non è andato giù a nessuno. Nelle ultime sette partite questa squadra ha fatto 14 punti: avremmo voluto farne 21 o comunque qualcuno in più ma non ci siamo riusciti. È stata una settimana più corta rispetto al solito e il gruppo ha lavorato bene. Ci prepariamo a un trittico di partite ravvicinate in cui sarà fondamentale dosare le energie e gestire al meglio le risorse tecniche e fisiche”, ha detto mister Giuseppe Raffaele alla vigilia dell’incontro.

L’allenatore ha poi aggiunto: “Abbiamo ancora qualche assenza da fronteggiare per la prossima partita. Ad Inglese, Cabianca, Antonucci e Boncori si aggiungono lo squalificato Longobardi e Di Vico, che non sarà disponibile per un problema al ginocchio. Tuttavia, torna tra i convocati Anastasio ed è per noi un rientro importante, perché avendo una settimana ricca di impegni ravvicinati ci potrà fornire un contributo di qualità”.

“Ho la massima fiducia nei ragazzi, mi stanno dando sempre risposte importanti durante gli allenamenti. Sappiamo che in alcune partite, come quella di domenica scorsa contro il Giugliano, dobbiamo puntare non solo a partire forte ma anche a disputare tutti i 90′ allo stesso ritmo e stiamo lavorando per questo. Bisogna trovare la giusta uniformità con l’obiettivo di gestire meglio i frangenti in cui non riusciamo noi ad essere arrembanti”.

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Salvini o Calenda? Il dilemma di Meloni nel dopo Vannacci

Chi è più sacrificabile tra Matteo Salvini e Carlo Calenda? La domanda presto potrebbe porsela Giorgia Meloni che, pallottoliere alla mano, segue il day after vannacciano con apprensione. Dopo i föra di ball, i brindisi e le pacche sulle spalle, nella Lega – e nella maggioranza – si cominciano a contare i danni e a maneggiare percentuali. Se il centrodestra fino a pochi mesi fa guardava alle Politiche 2027 con ottimismo, adesso lo scenario è cambiato. La forbice con il centrosinistra si sta assottigliando. Secondo l’ultimo sondaggio SWG per La7, la maggioranza è al 48,1 per cento, contro il 44,3 per cento del campo progressista. Un calcolo che non conteggia Azione: il 3,8 per cento di Calenda pesa. Soprattutto alla luce del 4 per cento circa che Futuro Nazionale potrebbe rosicchiare sia a Fratelli d’Italia sia alla Lega, in calo al 7,7 per cento. Senza contare i peones che vedono in Vannacci una scialuppa di salvataggio per la prossima legislatura.

Salvini o Calenda? Il dilemma di Meloni nel dopo Vannacci

Azione si candida a essere ago della bilancia

A un anno dalle Politiche, un battito di ciglia, Calenda si candida così a essere ago della bilancia. Se il suo ingresso nel centrodestra, sponsorizzato da Forza Italia, ridarebbe ossigeno a Meloni, un eventuale accordo con il campo largo, su cui però pesa l’incompatibilità di Calenda con i 5 stelle e con Matteo Renzi, rischia di ribaltare il tavolo. Le condizioni poste dal leader di Azione alla destra fin qui sono state chiare: niente coabitazioni con filo-putiniani e generalissimi. Fuori Vannacci dalla Lega, l’ostacolo resta dunque Salvini.

Salvini o Calenda? Il dilemma di Meloni nel dopo Vannacci
Carlo Calenda (Imagoeconomica).

Per questo l’ex Capitano dovrà inventarsi qualcosa e in fretta. Riuscirà a estrarre l’ennesimo coniglio dal cilindro? L’ultimo trucco doveva essere Vannacci: si è visto com’è finita. Il partito, con il suo dna leninista, a parole difende il capo, ma gli animi sono tutt’altro che sereni perché o Salvini riesce a rendere la Lega di nuovo appetibile come alleata, il che equivale a riportarla intorno al 10 per cento, oppure è game over. Il segretario lo sa bene, ed è per questo che ha tentato fino all’ultimo una mediazione con il generale, non certo per amicizia e convinzione.

Salvini o Calenda? Il dilemma di Meloni nel dopo Vannacci
Matteo Salvini (Ansa).

Salvini in un vicolo cieco: una nuova chance per il Nord?

Ora che il velo è stato squarciato, con reciproche accuse di tradimento, per Salvini l’unica via d’uscita percorribile sarebbe fare un passo indietro ammettendo, seppur a mezza bocca, l’errore («ha creduto nella parola di Vannacci in buona fede», è la versione ufficiale fornita da Attilio Fontana). In Lega qualcuno spera che la batosta lo porti a riconsiderare la creazione di un movimento nordista, sul modello della Csu-Cdu in Germania. Progetto avanzato da Luca Zaia, che il segretario aveva bocciato senza appello. Però gli equilibri sono cambiati. Naufragata l’idea di una Lega iper-sovranista, ecco che il gioco di prestigio potrebbe essere proprio il ritorno alle sorgenti del Po, alla battaglia per l’autonomia, ai territori come da tempo chiedono i governatori del Nord. Una soluzione da infiocchettare magari con la nomina di Massimiliano Fedriga a vicesegretario, poltrona rimasta libera dopo l’uscita di Vannacci. Più difficile una “promozione” di Zaia. Non solo perché lo statuto del Carroccio prevede un vicesegretario per regione e il Veneto è già rappresentato da Alberto Stefani, attuale governatore e successore in pectore di Salvini. Ma anche perché difficilmente Zaia, che verosimilmente non finirà la carriera come presidente del Consiglio regionale, si accontenterebbe di un ruolo da gregario, o di una semplice candidatura alle Politiche.

Salvini o Calenda? Il dilemma di Meloni nel dopo Vannacci
Luca Zaia (Ansa).

Qualcuno in Lega sente aria barbara

A differenza delle oltre 500 mila preferenze conquistate da Vannacci alle Europee 2024, provenienti anche da militanti leghisti e dunque difficili da replicare in solitaria, le 203 mila messe a segno da Zaia alle ultime Regionali sono invece tutte “certificate”. Un bottino che conferma il gradimento e la presa dell’ex Doge. Situazione che, in questo momento, qualcuno non si sente più di ignorare. In giorni di passione padana, c’è chi ricorda le ramazze maroniane con cui, nel 2012, venne detronizzato Umberto Bossi. Non si sarebbe ancora arrivati alla resa dei conti e alle purghe, ma tira aria barbara. Detto altrimenti: o Salvini riesce nell’impresa di rianimare la Lega, magari con il sostegno dell’ala nordista, oppure potrebbe essere costretto a lasciare, in un modo o nell’altro, la guida del Carroccio. Fantapolitica, forse. Sta di fatto che non è passata inosservata la nuova avventura comunicativa di Zaia che mercoledì ha lanciato il videopodcast Il Fienile. Un modo, si commenta, per preparare il terreno, accreditandosi come leader in grado di riaccendere la passione dei padani e attirare nuovi voti. Una Lega targata Zaia, inoltre, non dispiacerebbe ad Azione. E qui si torna al gioco della torre. Se costretta, chi sacrificherà Meloni: il Capitano ammaccato e sovranista o Calenda?

Lo strano caso del “penisgate” nel salto con gli sci

Nel corso dei suoi 26 anni di storia, l’Agenzia Mondiale Antidoping (Wada) ne ha viste di tutti i colori: anche se l’importante è partecipare, andare a medaglia lo è decisamente di più e questo ha indotto molti atleti all’assunzione di sostanze illecite. Ebbene, secondo la Bild alcuni saltatori con gli sci starebbero facendo ricorso a iniezioni di acido ialuronico nel pene, in modo da falsare le misure delle loro tute. E dunque migliorare le prestazioni.

Nel salto con gli sci ogni millimetro fa la differenza

Il “penisgate” di cui scrive la Bild può sembrare follia, ma se c’è una certezza, è che nel salto con gli sci anche un millimetro può la differenza. Secondo uno studio pubblicato su Frontiers, per ogni due centimetri in più di circonferenza della tuta la resistenza scende del 4 per cento, mentre sale del 5 per cento la portanza, con un risultato di 5,8 metri di lunghezza in più nel salto. Nel 2025 i due medagliati olimpici norvegesi Marius Lindvik e Johann André Forfang sono stati sospesi per tre mesi per aver “truccato” le tute durante i Mondiali, con cuciture allargate nella zona del cavallo per aumentarne la superficie. Con loro sono stati squalificati anche allenatori e staff.

C’è chi avrebbe fatto ricorso a iniezioni, chi all’argilla

Ebbene, come scrive (o meglio insinua) la Bild, alcuni saltatori hanno adottato metodi ancora più fantasiosi per aumentare le misurazioni ufficiali delle tute, che avvengono tramite scanner 3D partendo dal punto più basso dei genitali: tra essi appunto l’iniezione di acido ialuronico o paraffina nel pene. Altri avrebbero fatto ricorso all’applicazione di argilla nella biancheria intima. Sempre con lo stesso obiettivo: allargare temporaneamente le loro misure, così da poter gareggiare con tute più larghe. Interpellato sulle voci Olivier Niggli, direttore generale della Wada, ha dichiarato: «Non sono a conoscenza dei dettagli del salto con gli sci e di come questo lo possa migliorare, ma prenderemo in considerazione qualsiasi situazione effettivamente correlata al doping». Così Witold Banka, presidente della Wada: «Il salto con gli sci è molto popolare da noi in Polonia, quindi prometto che daremo un’occhiata».

Intesa Sanpaolo partecipa al viaggio della Fiamma olimpica a Milano

Intesa Sanpaolo, banking premium partner delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, partecipa al viaggio della Fiamma olimpica nel suo percorso di avvicinamento ai Giochi Invernali. Per la tappa finale di Milano, le filiali della banca di piazza Cordusio e via Verdi sono state allestite con grafiche per evocare l’atmosfera della manifestazione sportiva. Sono state oltre 280 le persone di Intesa, tra cui esponenti del top management, che hanno partecipato come tedofori nel percorso iniziato a Roma il 6 dicembre 2025. Durante il percorso milanese della Fiamma, giovedì 5 febbraio, si alterneranno nel ruolo di tedofori in rappresentanza della Banca Stefano Barrese, responsabile della divisione Banca dei territori, Tommaso Corcos, responsabile Wealth management divisions, Gaetano Miccichè, chairman della divisione IMI Corporate Investment banking e International banks e Paola Papanicolaou, responsabile International banks division.

Tra i tedofori anche Stefano Lucchini e Roberto Bolle

L’appuntamento conclusivo del viaggio della Fiamma Olimpica è previsto il 6 febbraio con la partecipazione tra i tedofori di Stefano Lucchini, chief Institutional affairs and External communication officer di Intesa Sanpaolo e Roberto Bolle, brand ambassador della banca tra i protagonisti della campagna pubblicitaria che celebra la forza della comunità e l’orgoglio nazionale, valorizzando a pieno il contributo che il Gruppo Intesa offre alla crescita collettiva.

Intesa condivide con le Olimpiadi i valori di inclusione, solidarietà e rispetto delle diversità

Intesa Sanpaolo sostiene Milano Cortina 2026 perché i valori profondi dei Giochi olimpici e paralimpici invernali rispecchiano quelli che guidano quotidianamente l’azione del Gruppo guidato da Carlo Messina. La banca, punto di riferimento dei territori, condivide principi come inclusione, sostenibilità, solidarietà e rispetto delle diversità, oltre alla convinzione che lo sport sia un potente motore di crescita collettiva. Questi valori sono al centro della missione di Intesa Sanpaolo, impegnata a promuovere coesione e sviluppo nelle comunità in cui opera. Il sostegno va oltre la semplice visibilità dell’evento, è un’opportunità condivisa per rafforzare il legame con il territorio e contribuire alla promozione dell’identità e dell’eccellenza italiane nel mondo.

Usa-Russia, raggiunto l’accordo per la proroga del trattato New START

Gli Stati Uniti e la Russia hanno deciso di prorogare per sei mesi i termini del trattato di non proliferazione nucleare New START, scaduto giovedì 5 febbraio. Lo riporta Axios, dopo aver scritto di «accordo vicino» tra Washington e Mosca, dopo colloqui avvenuti a margine del trilaterale sull’Ucraina negli Emirati Arabi. Tecnicamente, va precisato, non si tratta di una proroga: il New START, siglato nel 2010 da Barack Obama e Dmitry Medvedev, prevedeva la possibilità di un solo rinnovo dopo 10 anni, in effetti poi avvenuto nel 2021. Le parti, scrive Axios, hanno però accettato di continuare osservare i termini del trattato per almeno sei mesi, durante i quali verrà negoziato un nuovo accordo. In attesa dell’annuncio ufficiale, alla scadenza del New START il Pentagono ha reso noto che gli Usa e la Russia hanno concordato di riprendere il dialogo militare ad alto livello. «È un fattore importante per la stabilità e la pace globali, che può essere raggiunto solo attraverso la forza, e offre un mezzo per aumentare la trasparenza e promuovere la de-escalation», ha affermato il Comando europeo degli Stati Uniti.

Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente

Poco attese, le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina sono arrivate in città. Anzi, nelle città. E si è scoperto, con sommo rammarico degli organizzatori, che ai milanesi dell’evento importa il giusto, tendente al poco. Stesso andazzo a Cortina, cui il New York Times ha dedicato un articolo con quella curiosità un po’ antropologica che anima gli stranieri quando trattano le cose dell’Italia: la perla delle Dolomiti non vibra, non scalpita, quasi si annoia. Figurarsi Milano.

Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente

Qualcuno ha tirato in ballo lo snobismo della sua borghesia, che il vertiginoso schizzare in alto del tasso di ricchezza dei suoi abitanti (indigeni o fiscalmente acquisiti) ha accentuato. È uno snobismo che sconfina nell’insofferenza, che al primo sentore di disagio raccoglie armi e bagagli e si ritira nelle seconde case. Milano funziona così: celebra gli eventi con l’identico approccio che si ha verso le ristrutturazioni dei palazzi: «Bellissimo. Ma fate pure, io torno quando è finito».

Alla fine, per gli organizzatori, sarà un bagno di sangue?

Peraltro questa è una faccia dello snobismo. L’altra consiste nella malcelata soddisfazione di vedere le strade del centro mezze vuote (ma non sarà perché piove a dirotto o perché un cappuccino costa 10 euro?), i B&B col lucchetto non così pieni, il tutto esaurito nei teatri delle gare un’ottimistica chimera. Da lì alla profezia-anatema il passo è breve: alla fine, per gli organizzatori, sarà un bagno di sangue. Ipotesi che certo riguarda le tasche di tutti, un po’ meno quelle di chi per orrore del caos si è rifugiato nelle dimore vista lago.

La Milano performante non tollera più il minimo fastidio

Ma ridurre tutto a una posa chic sarebbe consolatorio. Il problema è più complesso. La Milano urbana, performante, metropoli iper organizzata, non tollera più anche il minimo fastidio. Il disagio è diventato una colpa, il rallentamento un’offesa. La variegata agenda di apertura e chiusura di vie e quartieri, effimera quanto il tempo dei Giochi, è vissuta come una violazione dei diritti civili, l’olimpico eccesso di movida come un attentato alla qualità della vita. Abbiamo interiorizzato l’idea che la città debba funzionare come un’app: veloce, fluida, invisibile, senza intoppi. E soprattutto senza sorprese, nemmeno quella di una strada chiusa per qualche ora.

L’indifferenza è diventata una forma di superiorità

C’è poi un altro elemento, più sottile e molto milanese: l’indifferenza come forma di superiorità. Milano non si oppone certo alle Olimpiadi, ma le guarda con l’aria di chi ha già visto tutto: Expo, Fashion Week, Design Week, Salone, Fuorisalone, settimane a raffica di qualcosa che non le lasciano un attimo di respiro. Da tempo la capitale economica è diventata uno show room permanente che ha anestetizzato l’eccezione. E quando ogni cosa viene venduta come straordinaria, finisce che niente più lo è. Olimpiadi comprese, che invece una loro eccezionalità ce l’hanno davvero, visto che da noi le ultime datano 2006 e le prossime, se il mondo ancora ci sarà, chissà quando.

I Giochi vissuti solo come un problema logistico

Alla fine ne esce una narrazione scoraggiante. I Giochi, che dovrebbero essere racconto, epica, identità condivisa, vengono vissuti dai milanesi solo come un problema logistico. La città che si vanta di essere capitale morale e locomotiva del Paese si scopre fragilissima sul piano simbolico. Prevale l’irritazione di perdere tempo per qualcosa che come ritorno immediato porta solo fastidi.

Futuro da metropoli efficientissima. E mortalmente noiosa

Seppellita la chimera della città a misura d’uomo, non ci garba che il trambusto olimpico intralci quella a misura Duomo. La Milano in cui viviamo assume sempre più le sembianze di uno stentoreo luna park dove il copioso avvento di capitali lascia intravedere, per chi se lo potrà permettere, un futuro vissuto in una città efficientissima. E insieme mortalmente noiosa.

Vannacci ha detto che non si dimette da eurodeputato

Roberto Vannacci non si dimetterà da europarlamentare. L’ha annunciato sui suoi canali social: «I voti sono miei, e chissà perché questa zelante richiesta nei miei confronti non è stata fatta nei confronti dei parlamentari Minardo, Bellomo, Pierro e Bergamini che, solo negli ultimi 12 mesi, hanno lasciato la Lega approdando in altri partiti». E ancora: «L’ho detto da subito, è una questione di valori, principi, ideali e, soprattutto, di coerenza». Dopo lo strappo con la Lega e la fondazione del suo partito Futuro nazionale, l’ex generale è stato costretto a lasciare il Gruppo dei Patrioti al Parlamento europeo.

Giuli ha nominato come consigliere l’ex capo ufficio stampa Tatafiore

Alessandro Giuli ha nominato come «consigliere per la comunicazione e la promozione culturale» l’ex capo ufficio stampa Pietro Tatafiore, che aveva rassegnato le dimissioni il 22 novembre a causa delle polemiche scaturite da una serie di comunicati sfacciatamente a favore di Edmondo Cirielli, candidato governatore (poi sconfitto) della destra in Campania. Non solo: il capro espiatorio Tatafiore è stato allontanato dal Collegio Romano, ma ha fatto rapidamente ritorno al ministero della Cultura, visto che la nomina a consigliere di Giuli era stata già sancita da un decreto ministeriale datato 25 novembre. Appena tre giorni dopo le dimissioni.

Giuli ha nominato come consigliere l’ex capo ufficio stampa Tatafiore
Alessandro Giuli (Imagoeconomica).

Tatafiore ha assunto il nuovo incarico da dicembre

Come spiega Repubblica, Tatafiore ha assunto il nuovo incarico il primo dicembre e può contare su un compenso di 50 mila euro all’anno. Il collaboratore di Giuli, esperto di comunicazione istituzionale e già direttore dell’agenzia Utopia, era approdato al Mic come consigliere a titolo gratuito a ottobre 2024, un mese dopo la nomina del sostituto di Gennaro Sangiuliano. A febbraio 2025 era diventato poi capo ufficio stampa. Come ha rivelato Dagospia, Tatafiore lo scorso settembre si è unito in rito civile con la fidanzata (ora moglie) Barbara Castorina. Chi ha officiato il matrimonio? Nientemeno che Giuli.

Perché Fabrizio Corona ha denunciato Mediaset

Fabrizio Corona ha denunciato Mediaset per tentata estorsione «o per qualunque altro reato che la Procura vorrà ravvisare». L’ha annunciato Ivano Chiesa, legale di fiducia dell’ex re dei paparazzi, dopo che l’azienda avrebbe inviato delle missive ad alcune discoteche avvertendo i gestori che potrebbero essere corresponsabili nel caso invitassero come ospite Corona. In sostanza, se quest’ultimo accusasse e diffamasse Mediaset e chi ne fa parte durante le serate nei locali, anche i gestori dovrebbero risponderne legalmente. In un intervento registrato su Instagram, l’avvocato Chiesta ha spiegato che l’iniziativa di Mediaset «è una cosa molto grave e non ha fondamento», perché «un gestore di una discoteca non ha nessun dovere se non di garantire la sicurezza, ma non impedire che qualcuno dica quello che vuole perché non siamo in Corea». Le missive, però, potrebbero avere come effetto di impedirgli di lavorare. «Hanno tentato di silenziare Fabrizio Corona sui social, adesso vogliono silenziarlo negli esercizi pubblici, domani cosa faranno? Gli impediranno di parlare a casa sua?», ha aggiunto il legale. Nei giorni scorsi

La Bce lascia di nuovo invariati i tassi d’interesse

La Banca centrale europea ha lasciato invariati i tassi d’interesse. Il tasso sui depositi rimane dunque al 2 per cento, quello sui rifinanziamenti principali al 2,15 per cento e quello sui prestiti marginali al 2,40 per cento. È la quinta volta consecutiva che la Bce decide di non modificarli da giugno 2025, dopo che nelle otto precedenti li aveva invece ridotti (la decisione avviene generalmente ogni due mesi). La decisione è stata unanime e motivata dal fatto che «la valutazione aggiornata della situazione macroeconomica conferma nuovamente che l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi sull’obiettivo del 2 per cento a medio termine». Non ci sono quindi motivi per intervenire di nuovo.

La nota della Bce: «Buona capacità di tenuta dell’economia»

«L’economia», prosegue la nota, «continua a mostrare buona capacità di tenuta in un difficile contesto mondiale. Il basso livello di disoccupazione, la solidità dei bilanci del settore privato, l’esecuzione graduale della spesa pubblica per difesa e infrastrutture, insieme agli effetti favorevoli derivanti dalle passate riduzioni dei tassi di interesse, stanno sostenendo la crescita». Al tempo stesso, però, «le prospettive sono ancora incerte, soprattutto a causa dell’indeterminatezza delle politiche commerciali e delle tensioni geopolitiche in atto a livello mondiale». Le prossime decisioni continueranno a essere prese «sulla base dei dati» in arrivo e «riunione dopo riunione» senza impegnarsi su un percorso prestabilito per i tassi di interesse.

Università di Brescia, il pasticcio del concorso finisce con un auto-sabotaggio

La riunione di mercoledì 4 febbraio – un “sequestro di persona” di quattro ore – si è conclusa con un esisto scontatissimo. Cioè l’auto-sabotaggio. Il capo di dipartimento dell’Università di Brescia avrebbe deciso di non convocare entro 45 giorni (limite il 15 febbraio) la commissione del concorso in Malattie respiratorie. Dunque, come stabilito da commi e cavilli del regolamento, per due anni l’ateneo non potrà chiedere un altro concorso per la stessa fascia, lo stesso gruppo e lo stesso settore scientifico e disciplinare. Perché questa scelta lecita ma autolesionista? L’abbiamo già spiegato con il condizionale: il motivo sarebbe la non vittoria – per oltre 50 punti di scarto, cinquanta! – del plenipotenziario primario degli Spedali Civili di Brescia, candidato “predestinato”.

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La visita di Mattarella al Villaggio olimpico in 10 foto

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La visita di Mattarella al Villaggio olimpico in 10 foto
La visita di Mattarella al Villaggio olimpico in 10 foto
La visita di Mattarella al Villaggio olimpico in 10 foto

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto visita al Villaggio olimpico di Milano, dove ha firmato il murale della tregua e ha pranzato con gli atleti. «La prima competizione è con se stessi e con i propri limiti per superarsi, per migliorarsi, e poi c’è a fianco quella con gli altri partecipanti. Ci auguriamo che siano tante le medaglie, ma quello che è importante è il modo in cui parteciperete, con impegno, dando tutto voi stessi, con lealtà, con rispetto per gli altri. È una competizione che dà nel mondo uno spettacolo di straordinario valore, di convivenza, di amicizia, di umanità, di serietà», ha detto il capo dello Stato, che in serata parteciperà alla cena di gala con la presidente del Cio Kirsty Coventry e i vertici degli altri Paesi.

Il messaggio di Mattarella: «Vi auguro di ottenere i risultati migliori»

Gli atleti Arianna Fontana e Carlo Mornati gli hanno consegnato il giubbotto dell’Italia e Mattarella l’ha subito indossato. Accompagnato dalla figlia Laura, ha pranzato seduto tra la stessa Fontana, campionessa dello short track e portabandiera dell’Italia, e il pattinatore Pietro Sighel. Il menù prevedeva lasagna zucca e formaggio, pesce spada alla griglia con verdure al vapore, torta di mele e frutta di stagione. «È un gran piacere incontrarvi, ci siamo, state per cominciare. Naturalmente, alla vigilia dell’apertura, non posso non ricordare che per tutte e tutti voi che siete qui, questo è già un grande successo. Essere stati selezionati, essere in squadra, prendere parte alle Olimpiadi è già un traguardo di estrema importanza, un successo autentico, importante», ha detto ancora il presidente. Questo l’augurio che ha rivolto agli azzurri: «Siate consapevoli di quanto state per fare, vi auguro di ottenere i risultati migliori. Il primo risultato è appunto partecipare con tutti gli altri, con il valore dello sport che manda al mondo un messaggio di pace e di serenità. Grazie per il impegno che mettete, grazie in anticipo perché certamente renderete onore al tricolore, alla nostra bandiera e ai nostri colori. Grazie e in bocca al lupo».


Harris rilancia l’account social KamalaHQ: è pronta a una nuova candidatura?

Kamala Harris, ex vicepresidente degli Stati Uniti e candidata democratica alla Casa Bianca nel 2024, ha appena rilanciato su X e TikTok l’account KamalaHQ, che era stato chiuso dopo la sconfitta elettorale patita contro Donald Trump. Gli account contano oltre un milione di follower su X e più di cinque su TikTok: presto ribattezzati semplicemente “Headquarters”, in collaborazione con People for the American Way – che si definisce «un’organizzazione nazionale progressista che lotta per la libertà, la giustizia e la democrazia» – diventeranno «un progetto online per la campagna elettorale della prossima generazione». Prevista, come spiega un comunicato stampa, la pubblicazione di contenuti anche su Substack, YouTube e altre piattaforme.

«I conservatori costruiscono un’infrastruttura organizzativa permanente. I progressisti hanno storicamente costruito macchine che vengono smantellate dopo il giorno delle elezioni. Headquarters segna la fine di questo ciclo», si legge nel comunicato, che parla di un luogo online «in cui poter andare per essere aggiornati sulle ultime novità e anche per incontrare e rivedere alcuni dei nostri grandi e coraggiosi leader, siano essi leader eletti, leader della comunità, leader civici, leader religiosi, giovani leader».

Harris: «Continuate a seguirci. Ci vediamo là fuori»

In un video registrato per il lancio di Headquarters, Harris dichiara: «Sono davvero entusiasta. Continuate a seguirci. Ci vediamo là fuori». L’ex numero due di Joe Biden, che ha recentemente iniziato una seconda parte del tour dedicato al suo libro 107 giorni, racconto della sua corsa alla Casa Bianca (la più breve della storia moderna), avrà un ruolo onorario presso la sede centrale come presidente emerita, ma non la supervisione editoriale dei post, spiega la nota. Harris ha affermato a più riprese di essersi momentaneamente ritirata dalla politica. Ma ha lasciato la porta aperta a un’altra corsa presidenziale. Il rilancio degli account social, anche se con altro nome e con obiettivi diversi da quelli originari, sembra in effetti un passo in questa direzione.

L’ Essere e l’Umano: A Tua Immagine

Olga Chieffi Sabato, alle ore 20.45 al Teatro Comunale Diana di Nocera Inferiore, va in scena A Tua Immagine, il secondo spettacolo de “L’Essere E L’Umano” edizione 2026, rassegna firmata da Artenauta Teatro, ideata dalla direttrice artistica e regista Simona Tortora, con l’organizzazione di Giuseppe Citarella e il patrocinio del Comune di Nocera Inferiore. Il progetto drammaturgico è di Davide Gorla, diretto e interpretato da Enrico Ballardini, Giulia D’Imperio e Davide Gorla, i quali compongono la Compagnia Odemà, con musiche originali di Enrico Ballardini e le luci di Monica Gorla, una visione drammaturgica, la loro, che unisce movimento, voce, musica a una scenografia fatta di pochi e semplici oggetti capaci di invertire i piani della realtà. Approda sulla scena A Tua Immagine, un’opera visionaria che trasforma il palco in un tribunale esistenziale dove sacro e profano collidono. Attraverso un inedito terzetto di attori, lo spettacolo si muove con agilità tra i linguaggi del cabaret e del pastiche comico, offrendo una messa in scena tanto leggera quanto profonda, una riflessione graffiante sull’identità umana. Un ménage familiare tra Dio, Gesù e il diavolo. Immersi nelle nebbie di un “non luogo”, tre personaggi d’eccezione si confrontano con ferocia e ironia: un figlio che chiede conto dei propri privilegi, un padre che tergiversa e un diavolo che osserva il disfacimento di un quadro familiare terribile. Al centro della provocazione, la figura di un Dio inedito. Il progetto non si limita alla satira, ma raccoglie e rilancia le suggestioni di pilastri del pensiero come José Saramago, Goethe, Milton e Pessoa. Il risultato è un’ipotesi drammaturgica che interroga il retaggio delle culture irrigidite e le mistificazioni operate in nome del divino. Smascherando il ricatto morale che alimenta millenni di storia, lo spettacolo invita lo spettatore a una riflessione intima sulla nostra identità collettiva. Sotto la superficie del conflitto teologico emerge un progetto fin troppo umano e materiale: una critica lucida alla fragilità di una società facile da controllare. A Tua Immagine è un invito a guardare oltre il velo delle verità precostituite per riscoprire ciò che resta dell’umano. Nella sua potente scrittura, narra di un Gesù Cristo in tutto e per tutto umano. Il figlio di Dio incarna così i dubbi e le sofferenze propri della condizione universale dell’uomo. La serie di disgrazie, stragi e morti che costellano l’esistenza di Gesù, fino al non cercato e non accettato compimento del destino di vittima sacrificale, diventa così un’occasione per riflettere sulla contrapposizione tra bene e male in terra, l’assurdità di fare il giusto tramite l’ingiusto, l’inesorabilità della colpa, l’imperscrutabile senso della vita e la sconcertante ambiguità della divinità. L’atmosfera risulta spiazzante fin dall’inizio. Un dialogo grottesco tra due lampadine che si accendono e si spengono alternandosi, accompagna con intensità variabile il volume di due voci, una femminile e una maschile. Successivamente, sotto un lenzuolo alla maniera di Kantor, tre bozzoli, tre essenze, si staccano con un’irruenza michelangiolesca dalla materia, trasformandosi in forme. Ma quali forme? Quella di un dio-donna interpretato con maestria da Giulia D’imperio; quella di un povero martire, un personaggio introspettivo interpretato da Davide Gorla, che fatica a rassegnarsi ai vasti progetti del dio padre-madre; e infine quella di un diavolo abbandonato, interpretato da Enrico Ballardini, la cui oscurità inconscia serve solo a mettere in risalto la luce divina.

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Cos’è il norovirus, che nel Villaggio Olimpico ha colpito quattro giocatrici finlandesi di hockey

Allarme norovirus nel Villaggio Olimpico di Milano. Quattro giocatrici della nazionale finlandese di hockey su ghiaccio sono risultate positive al norovirus, altamente contagioso e causa di gastroenteriti acute. Le atlete sono state isolate, al pari delle loro compagne di stanza. Tutto questo a poche ore dal debutto nel torneo olimpico, previsto la sera del 5 febbraio contro il Canada. La Finlandia (bronzo a Pechino 2022), per scendere in campo dovrà schierare almeno 17 giocatrici, incluse due portiere, cosa a questo punto non scontata. La squadra in via precauzionale ha annullato gli allenamenti e gli impegni con i media. Le cose da sapere sul norovirus.

Cos’è il norovirus

Il norovirus, altamente contagioso e causa più comune di gastroenterite acute, provoca vomito, diarrea, crampi addominali e talvolta febbre. Il periodo di incubazione del virus è di 12-48 ore, mentre l’infezione dura dalle 12 alle 60 ore. Il norovirus viene trasmesso tra persone che vivono in prossimità e condividono gli stessi spazi, soprattutto se manca una corretta igiene delle mani. Può diffondersi rapidamente attraverso superfici contaminate, alimenti o liquidi: questo rende difficile intercettare tempestivamente i primi casi. Come detto, nella maggior parte dei soggetti l’infezione si risolve in pochi giorni. Ma i sintomi possono essere debilitanti, soprattutto per persone fragili o atleti sottoposti a sforzi intensi.

Il nome giusto per Leonardo arriva da Trenitalia? Le pillole del giorno

«Godzilla a Leonardo? E a Fincantieri chi ci mettono, Jeeg Robot?», scherzano alcuni parlamentari sentendo i nomi che girano per occupare le poltrone più importanti delle società pubbliche. Niente paura, dopo il viaggio in Giappone di Giorgia Meloni non ci sono sorprese da fumetto, come nei suoi amati manga, per il risiko delle partecipate”, dove ballano parecchie presidenze: il nome di cui si parla per Leonardo, il colosso della difesa, è Cuzzilla, non Godzilla. Stefano Cuzzilla è uno storico leader di Federmanager, e guida anche il Fasi, il fondo di assistenza dei dirigenti industriali italiani. Quest’ultimo gli ha permesso di conoscere tutti i big del mondo della sanità, convenzionati con il Fasi per le cure cliniche. E ora potrebbe prendere il posto del presidente Stefano Pontecorvo (anche se per quell’incarico si era fatto pure il nome di una donna). Attualmente Cuzzilla è presidente di Trenitalia ed è consigliere di amministrazione di Cassa depositi e prestiti. Stimatissimo dal vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, Cuzzilla, classe 1965, è inoltre presidente di Cida, la Confederazione italiana dei dirigenti e delle alte professionalità: iniziò come vicepresidente della società regionale del Lazio dedicata alle strade, Astral, ben visto dall’allora Margherita. C’è da dire che quell’incarico gli procurò il soprannome che si porta dietro da allora, e che viene pronunciato al suo apparire: «È arrivato lo stradino». Per i suoi amici è un «numero uno», e «troppo forte». Ambizioso, Cuzzilla è diventato padre da poco tempo, ama il sushi e la cucina giapponese. E qui si torna ai manga. Comunque, il collegamento tra i treni e la Difesa c’è, dato che in tempo di guerra la logistica ferroviaria è al primo posto nelle strategie degli alti comandi militari: il passo da Trenitalia a Leonardo, quindi, tutto sommato si può fare…

Il nome giusto per Leonardo arriva da Trenitalia? Le pillole del giorno
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Pozzolo assieme a Vannacci? Ci è andato sparato…

Emanuele Pozzolo, ex deputato di Fratelli d’Italia, è passato al nuovo movimento politico di Roberto Vannacci. La migliore battuta è stata fatta dai suoi ex amici meloniani, non dai leghisti: «Ci è andato sparato».

Il nome giusto per Leonardo arriva da Trenitalia? Le pillole del giorno
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Edi Rama da papa Leone. E Giorgia?

Nell’agenda di papa Leone, nella giornata di giovedì 5 febbraio, ecco la prima udienza: riceve il primo ministro della Repubblica di Albania Edi Rama. Stranamente, nel passaggio nella Capitale non è previsto alcun incontro ufficiale con Giorgia Meloni, sua grande (ex?) amica. E qualcuno si chiede: «Come mai?».

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L’ammazzasentenze è morto

Corrado Carnevale, storico presidente della prima sezione penale della Corte suprema di Cassazione, noto come “l’ammazzasentenze”, se n’è andato all’età di 95 anni. Una carriera vissuta tra infinite polemiche, attacchi continui per il suo operato, «che poi era semplicemente la verifica attenta degli errori compiuti nei gradi inferiori del processo, spesso fatto con i piedi da incompetenti: quelli che lui rilevava non erano certo cavilli», sibila un suo anziano collega. Sul quotidiano Il Messaggero ecco il necrologio scritto dai familiari: «Ne danno il triste annuncio i figli, i nipoti e i parenti tutti ricordandone l’altissimo esempio di rigore e rettitudine nonché l’impegno morale per l’affermazione della legge e della Giustizia». Funerali romani il 6 febbraio nella basilica del Sacro Cuore di Cristo Re, in viale Mazzini. Tanti amici coetanei sono morti, nel corso degli anni, ma una lunga serie di discepoli c’è, nella magistratura e nel mondo dell’avvocatura: pronti a mettersi in fila a onorare Corrado Carnevale da Licata. Tra le tante registrazioni disponibili nell’archivio della benemerita Radio Radicale, da ascoltare c’è sicuramente quella del 7 aprile 2004 dedicata alla «domanda di riammissione in servizio del giudice Corrado Carnevale a seguito del decreto legge che ha stabilito il diritto al reintegro dei pubblici dipendenti sospesi dal servizio a causa di un procedimento penale a loro carico che si è concluso con l’assoluzione», richiesta nata dopo che le Sezioni Unite della Cassazione annullarono senza rinvio la sentenza di condanna a sei anni di reclusione inflitta a Carnevale dalla corte d’appello di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa, con la formula “perché il fatto non sussiste”.

Il nome giusto per Leonardo arriva da Trenitalia? Le pillole del giorno
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Agropoli. Auto precipita nel vuoto, muore il conducente

Incidente mortale questa mattina ad Agropoli, in provincia di Salerno, in via Giambattista Vico, dove un’auto è precipitata nel vuoto dopo aver sfondato una ringhiera e una recinzione interna, compiendo un volo di diversi metri e finendo in un parcheggio privato. Nell’impatto il veicolo si è schiantato contro un’auto in sosta. Il conducente, un uomo ultraottantenne, originario di Santa Maria di Castellabate, ha perso la vita sul colpo. Gravemente ferita la moglie, che viaggiava con lui: la donna, all’arrivo dei soccorritori, era cosciente ed è stata trasportata d’urgenza in ospedale. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i vigili del fuoco che hanno provveduto a estrarre i corpi dalle lamiere. Presenti gli uomini della Polizia Municipale e i carabinieri della compagnia di Agropoli, impegnati nella ricostruzione della dinamica del sinistro e nella gestione della viabilità. Il traffico risulta completamente paralizzato in via Pio X. Secondo una prima ipotesi, non si esclude che il conducente possa essere stato colto da un improvviso malore nei pressi dell’Istituto Clinico Mediterraneo, perdendo il controllo del mezzo. L’impatto ha causato anche danni alle tubature del gas presenti nell’area. Accertamenti in corso.

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Fa esplodere sei petardi durante partite Salernitana, denunciato

Ha sfruttato la ressa della curva Sud dello stadio Arechi durante due partite casalinghe della Salernitana per accendere e far esplodere sei petardi. Ma quanto accaduto non e’ sfuggito agli agenti della Digos della Questura di Salerno che, nel corso di accertamenti mirati, sono riusciti a risalire all’autore. Si tratta di un giovane tifoso della squadra granata, che e’ stato denunciato per aver introdotto e poi utilizzato materiale esplodente all’interno dell’impianto sportivo di via Allende. Nei confronti del ragazzo, la Questura ha anche avviato la procedura per l’emissione di un provvedimento di Daspo.

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IL PREMIO CASTELLANO DALLA VOCE DI CAMPITIELLO

 

di Nicola Castorino

Spenti i riflettori sull’annuale kermesse giornalistica “Premio Mimmo Castellano” – giunta alla XIV edizione – abbiamo incontrato Salvatore Campitiello, uno dei padrini dell’evento, presso la sede dell’Assostampa Campania Valle del Sarno, di cui è presidente.

Presidente Campitiello, l’edizione di quest’anno del Premio Mimmo Castellano è stata affiancata dall’ evento “Pagani Città dell’Informazione 2025”. In che modo il Premio Castellano e il titolo di Città dell’Informazione assegnato a Pagani dialogano tra loro e si rafforzano reciprocamente?

“ La quattordicesima edizione del Premio nazionale di giornalismo Mimmo Castellano 2026 a differenza delle altre è stata caratterizzata non da uno ma da due momenti salienti. Il primo uguale a quello del passato, con la premiazione alla carriera di colleghe e colleghi, mentre il secondo è stato, innovativo con le premiazioni del neo progetto “Pagani Città dell’Informazione 2025”. Un progetto ideato dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, sostenuto dal vicepresidente Mimmo Falco, approvato dal Consiglio direttivo e sviluppato durante tutto il 2025 dal sottoscritto per delega del nostro Ente. L’obiettivo prefissato dell’Odg è stato di far veicolare dai media verso l’opinione pubblica la Cultura, la Musica e le Tradizioni locali per far emergere nel tempo passato ad oggi il ruolo importante dell’informazione nella Città di Pagani. Molte sono state le iniziative sviluppate per esaltarne le positività sotto l’insegna di ”Pagani città di artisti, santi, mercanti …e giornalisti”. I due percorsi premi  vanno catalogati come due facce della stessa medaglia per suggellare l’imprescindibilità dell’informazione mediante i giornalisti ”.

Pagani può diventare un modello di riferimento per altre realtà locali sul tema dell’informazione e della cultura giornalistica?

“ Si. Questo progetto deve essere da stimolo per le altre comunità locali, tant’è che dopo Pagani, il testimone tra pochi giorni passerà per un anno intero ad altra città campana. E così, anno dopo anno sarà dato la possibilità a queste città di far emergere le tante ricchezze artistiche, culturali ed economiche possedute, a volte un po’ nascoste e sovrastate da notizie di altro tenore ”.

Un “Premio Giornalistico” che Lei ogni anno dedica alle scuole del territorio. Che importanza ha il coinvolgimento delle scuole e dei giovani in iniziative come il Premio Castellano e quale messaggio intende trasmettere loro?

“ Il Premio di giornalismo Mimmo Castellano, è dedicato al giornalista campano e porta il suo nome. Castellano, leader indiscusso nazionale dei giornalisti pubblicisti scomparso nel 2008, ha battagliato instancabilmente in difesa di tutta la categoria riuscendo a far approvare dal parlamento la Legge 150/2000 che disciplina le attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni. Il Premio intende ricordare l’uomo ed il giornalista per i valori umani che propugnava quotidianamente nella categoria e fuori da essa. Valori come l’etica, il rispetto per gli altri, la tolleranza, la solidarietà, la correttezza, l’amicizia, l’onesta. E da qui il coinvolgimento nel Premio le scuole del territorio per far conoscere la figura di Castellano. Un coinvolgimento diretto come quello avvenuto dallo scorso anno con i giovani dell’Istituto Tecnico di Scafati ad indirizzo grafico, del Liceo artistico di Nocera Inferiore e degli Istituti comprensivi Criscuolo, S. Alfonso M. de Liguori e della Scuola Nakkaria tutti e tre di indirizzo musicale”.

Lei è stato docente in un contesto scolastico certamente di non semplice didattica: l’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida. Quanto peso formativo Le ha lasciato quest’esperienza professionale?

“ Sono stato cinque anni impegnato con i ragazzi minorenni per formarli al meglio sul piano didattico e dei valori da percorrere post detenzione. Un’esperienza fondamentale per me ove ho toccato con mano le problematiche delle loro devianze dovute principalmente a fattori sociali e familiari ”.

All’interno della manifestazione è stato dibattuto anche il tema della deontologia e l’etica professionale, in un mondo invaso da fake news ed A.I. Qual è oggi, secondo Lei, il ruolo del giornalista nella tutela della verità?

“ Ad inquinare oggi l’informazione sono i Social. E’ stabilito dalla nostra Costituzione che ogni persona ha il diritto di esprimere il proprio pensiero con ogni mezzo ed il dovere di rispettare la dignità delle persone per sesso, salute, nazionalità, religione e credo politico. Questi doveri, purtroppo, in grandissima in gran parte di quelli che utilizzano i social non vengono rispettati. Si nascondono dietro l’anonimato e si sentono forti ad offendere. Altri personaggi, inoltre, si attivano invece per truffare. Siamo inondati insomma da notizie false ed interessate a richiedere un click, di certo strumentale, necessario ad arricchirsi economicamente.

Oggi la sfida dell’A.I. attraverso il progresso tecnologico ci porta a chiederci se ciò è una risorsa od un ostacolo? E’ di certo una risorsa ma per essere tale deve essere ben conosciuta e governata da tutti per non perdere la centralità umana.

Il giornalista è e deve essere fondamentale rispetto all’imperversare delle fake news e A.I. Deve abbassare la velocità. Non correre e pubblicare come fanno le news dei sociali o quelle presenti attraverso l’artificiale. Il giornalista deve essere autorevole, non avere fretta, deve verificare le notizie attraverso le fonti autorevoli. Questa e la strada maestra per acquisire credibilità nell’opinione pubblica fornendo un servizio di qualità “.

Lei è Presidente dell’Assostampa Campania Valle del Sarno. Guardando al futuro, quali sono gli obiettivi dell’Assostampa e dell’organizzazione del Premio per le prossime edizioni?

“L’Assostampa il 24 gennaio scorso ha festeggiato il sedicesimo anno della sua costituzione. Per il futuro è necessario impegnarsi come credo stia facendo costantemente a favore della categoria dei giornalisti sviluppando iniziative culturali necessarie ad arricchire lo spirito critico dei cittadini a cui si rivolge, perché il cittadino è l’unico padrone del giornalista! “.

Prima di lasciarla ai suoi impegni professionali ci può dire se ha mai ricevuto proposte di candidatura politica, considerata la sua forte presenza sul territorio e grande popolarità, non solo nell’ambito giornalistico.

“Ne ho ricevuto diverse, ma non sono stato né sono interessato a candidature politiche. Come non sono tesserato per nessun partito politico. Ritengo che ogni giornalista può e deve candidarsi in politica, ma poi a conclusione di tale impegno deve lasciare il mondo giornalistico altrimenti sarà indicato di parte. E l’informazione non può e non deve essere mai di parte!”.

 

 

 

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Fine dell’accordo Usa-Russia sul nucleare: lo spauracchio della corsa agli armamenti

Il 5 febbraio 2026, è scaduto l’accordo New START tra Stati Uniti e Russia, che siglato a Praga l’8 aprile 2010 (e poi entrato in vigore il 5 febbraio 2011) limitava a 1.550 il numero di testate nucleari strategiche – ovvero con funzione deterrente – dispiegabili dai due Paesi e a 700 i vettori operativi – tra missili balistici intercontinentali, sottomarini nucleari lanciamissili e bombardieri pesanti – con un tetto complessivo di 800 sistemi tra schierati e non schierati. L’accordo prevedeva anche il bando al dispiegamento di armi strategiche fuori dal territorio nazionale dei due Paesi firmatari. Con la scadenza del trattato, vengono meno i vincoli giuridicamente vincolanti e i meccanismi di verifica (quest’ultimi erano in realtà già saltati): senza alcun freno, c’è ora lo spauracchio della corsa agli armamenti. E sullo sfondo c’è anche l’ingombrante presenza della Cina.

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Le comunicazioni periodiche previste dal New START si erano interrotte dalla pandemia

Il New Strategic Arms Reduction Treaty, che aveva sostituito i precedenti accordi START, gli START I, START II e SORT, è – o meglio era – un’intesa di fondamentale importanza: si stima infatti che negli arsenali di Washington e Mosca ci sia il 90 per cento degli ordigni nucleari mondiali: 5.177 testate per Washington e 5.459 per Mosca comprendendo quelle tattiche, ovvero progettate per essere utilizzate sul campo di battaglia in situazioni belliche. Il New START, siglato da Barack Obama e Dmitry Medvedev e prorogato nel 2021 – per cinque anni – poco dopo l’insediamento di Joe Biden, prevedeva anche comunicazioni periodiche di informazioni sul dispiegamento e l’evoluzione dell’arsenale, sospese però durante la pandemia di Covid e poi mai riprese a causa delle crescenti tensioni dopo l’invasione dell’Ucraina.

Fine dell’accordo Usa-Russia sul nucleare: lo spauracchio della corsa agli armamenti
Barack Obama e Dmitry Medvedev (Ansa).

Putin, Trump e la mancata estensione del formato alla Cina di Xi

La scadenza del patto New START segna la conclusione della stagione del controllo delle armi nucleari iniziata nel 1972 con la firma da parte di Richard Nixon e Leonid Bréžnev del Trattato contro i sistemi antimissili balistici. Vladimir Putin aveva proposto il proseguimento informale dell’accordo (senza però controlli e scambio di informazioni): Donald Trump aveva risposto in modo positivo, chiedendo però l’estensione del formato alla Cina, il nuovo grande avversario a livello globale degli Stati Uniti. Si stima che la Repubblica Popolare, contraria a partecipare a negoziati fino al raggiungimento della parità con Washington, abbia raddoppiato in pochi anni il suo arsenale: secondo le stime Pechino ha circa 600 testate nucleari. «Il presidente è stato chiaro. Non è possibile il controllo degli armamenti nel XXI secolo se non include in qualche modo la Cina, che ha un arsenale vasto e in crescita», ha ribadito alla vigilia della scadenza del New START il segretario di Stato Usa Marco Rubio.

Fine dell’accordo Usa-Russia sul nucleare: lo spauracchio della corsa agli armamenti
Donald Trump (Ansa).

Il mancato rinnovo del patto getta ombre molto scure sul futuro

Prima di oggi l’ultimo accordo Usa-Russia di non proliferazione a essere abbandonato era stato il Trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty), siglato nel 1987 e stracciato unilateralmente da Washington nel 2019. Il mancato rinnovo del New START non può non gettare ombre molto scure sul futuro. Putin ha assicurato a Xi Jinping che la Russia «agirà in modo ponderato e responsabile», come ha spiegato il consigliere diplomatico presidenziale Yuri Ushakov. Allo stesso tempo, il portavoce dello zar Dmitry Peskov ha però avvertito che «il mondo si troverà in una situazione più pericolosa di prima», perché la Russia e gli Stati Uniti «si troveranno senza un documento fondamentale che limiti e controlli gli arsenali».

Fine dell’accordo Usa-Russia sul nucleare: lo spauracchio della corsa agli armamenti
Xi Jinping e Vladimir Putin (Ansa).

Gli appelli delle Nazioni Unite e del papa contro la proliferazione

In tale contesto Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha esortato Stati Uniti e Russia a «concordare rapidamente» un nuovo trattato sul disarmo: «Questo smantellamento di decenni di progressi non potrebbe arrivare in un momento peggiore: il rischio di un uso nucleare è al livello più alto da decenni». Sulla questione New START si è espresso anche papa Leone XIV: «Nel rinnovare l’incoraggiamento ad ogni sforzo costruttivo in favore del disarmo e della fiducia reciproca rivolgo un pressante invito a non lasciare cadere questo strumento senza cercare di garantirgli un seguito concreto e efficace». La situazione attuale, ha sottolineato il pontefice, «dice di fare tutto il possibile per scongiurare una nuova corsa agli armamenti che minaccia ulteriormente la pace tra le Nazioni». Difficile dargli torto.

Come cambia il pacchetto sicurezza dopo i rilievi di Mattarella

Dopo che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha invitato il governo a limare il pacchetto sicurezza – 80 pagine complessive divise in due provvedimenti, un decreto e un disegno di legge -, il testo che arriverà in Cdm giovedì 5 febbraio 2026 sarà leggermente modificato rispetto alle bozze circolate nei giorni precedenti. Il capo dello Stato ha infatti incontrato al Quirinale il sottosegretario Alfredo Mantovano chiedendo chiarimenti e correttivi soprattutto su due punti, il cosiddetto scudo penale per le forze dell’ordine e il fermo preventivo di sospetti prima dei cortei che potrebbero costituire un pericolo per lo svolgimento pacifico delle manifestazioni. Il Colle non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma da ambienti parlamentari si è appreso che Mattarella avrebbe sottolineato che sullo scudo è importante non creare una giurisprudenza separata per categorie (cioè non prevederlo solo per le forze dell’ordine) per non violare il principio di uguaglianza sancito dalla Carta, e che sul fermo non basta un semplice atteggiamento sospetto per effettuarlo. Sarebbe inoltre ritenuta eccessiva la durata di 12 ore ipotizzata per gli accertamenti.

Come cambiano scudo penale e fermo preventivo

Cosa cambia, dunque, rispetto ai testi originari? Il cosiddetto scudo verrebbe esteso a tutti i cittadini come forma estesa di legittima difesa, quindi non solo agli agenti. Si tratta della non più automatica iscrizione nel registro degli indagati di chi commette un reato con una evidente causa di giustificabilità, che verrà iscritto in un registro separato usufruendo di una corsia preferenziale e dell’archiviazione entro 30 giorni qualora il pm non valuti diversamente i fatti. Sarà un magistrato a decidere se sussistono le condizioni per l’applicazione della causa di giustificabilità. Quanto al fermo, la nuova norma dovrebbe prevedere che, in occasione di manifestazioni pubbliche, le forze dell’ordine possano accompagnare in questura o in caserma e trattenere per non più di 12 ore solo persone con precedenti specifici e/o trovate in possesso di armi o oggetti atti a offendere. Non basta dunque un semplice sospetto. Il fermo, nel rispetto dell’articolo 13 della Costituzione, dovrà comunque essere comunicato tempestivamente al magistrato di turno che dovrà verificare se sussistano le condizioni di legge per il trattenimento, altrimenti potrà ordinare l’immediato rilascio della persona.

Remigrazione, cosa prevede la proposta di legge di iniziativa popolare

La proposta di legge di iniziativa popolare Remigrazione e Riconquista, che avrebbe dovuto essere illustrata alla Camera prima che la conferenza stampa venisse annullata a causa delle proteste delle opposizioni, ha superato, sulla piattaforma del ministero della Giustizia, le 50 mila firme necessarie per poter essere presentata in Parlamento. Il testo, composto da 24 articoli suddivisi in sei capi, interviene in modo ampio su immigrazione, cittadinanza, politiche demografiche e sicurezza. Ecco cosa prevede.

Dalle espulsioni ai rimpatri fino all’abolizione della protezione speciale

La proposta contiene misure più incisive di contrasto all’immigrazione irregolare, al traffico di esseri umani e allo sfruttamento lavorativo, attraverso l’inasprimento delle sanzioni penali e patrimoniali, il potenziamento delle espulsioni e dei rimpatri e specifiche disposizioni per stranieri condannati per reati gravi, inclusa la revoca della cittadinanza acquisita per naturalizzazione nei casi previsti. Il fulcro della pdl è l’istituzione di un programma nazionale di remigrazione, termine con cui si intende il rientro volontario e assistito degli stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale nei Paesi di origine mediante incentivi economici, percorsi formativi pre-partenza e supporto al reinserimento. Punta inoltre a istituire un fondo per la remigrazione – finanziato anche tramite la riconversione di risorse già destinate all’accoglienza e mediante proventi da confische -, introdurre disposizioni per la regolamentazione delle attività delle Ong operanti nel Mediterraneo, rivedere le norme sul ricongiungimento familiare e abolire la protezione speciale.

François-Louis Michaud presidente dell’Autorità bancaria europea

Durante la riunione del Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper), gli Stati membri dell’Unione europea hanno indicato il francese François-Louis Michaud come nuovo presidente dell’Autorità bancaria europea (EBA), agenzia dell’Ue creata nel 2011 e incaricata di attuare un corpus di norme standard per regolamentare e vigilare sul settore bancario in tutti i Paesi dei Ventisette. Michaud ricopre da settembre del 2020 l’incarico di direttore esecutivo della stessa EBA. La nomina dovrà ora essere confermata dal Parlamento europeo e successivamente approvata formalmente dal Consiglio Ue, secondo la procedura istituzionale prevista. Michaud prenderà il posto dello spagnolo José Manuel Campa, che ha concluso prematuramente il suo secondo mandato il 31 gennaio per motivi personali e familiari.

Traditore a chi? Le accuse incrociate tra Salvini e Vannacci

Più passano i giorni, più si alza il livello dello scontro tra Matteo Salvini e Roberto Vannacci, fresco di addio alla Lega. «Io non sono un traditore, semmai è lui che ha tradito valori e ideali. È Salvini, o meglio il suo partito, nel quale ero, che continua a promuovere determinate idee e concetti e poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli va in un’altra direzione», ha detto l’ex vicesegretario del Carroccio nella serata del 4 febbraio prima di arrivare a Modena, per un evento programmato da tempo sulla ‘remigrazione‘ – citata anche nel manifesto del suo movimento politico Futuro Nazionale.

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Salvini: «Ho la tessera della Lega dal 1991, ne ho visti di ingrati»

Salvini, nel corso di una conferenza stampa sul referendum della giustizia alla Camera, aveva detto: «Per me il capitolo è chiuso. Ho la tessera della Lega dal 1991 e quindi ne ho visti tanti, anche alcuni che non hanno mantenuto la parola e gli impegni, che hanno dimostrato di essere – cito il titolo di un libro di una grande italiana, Maria Rita Parsiingrati». E poi: «Quelli di Vannacci sono 500 mila voti della Lega, non porta via niente. Dispiace umanamente, ma non preoccupa. Gli abbiamo spalancato le porte di casa quando tutti lo attaccavano. Il ringraziamento è stato ‘mi tengo il posto, arrivederci’».

Traditore a chi? Le accuse incrociate tra Salvini e Vannacci
Roberto Vannacci (Ansa).

Vannacci: «La Lega era un contenitore che tradiva la mia identità»

Sempre da Modena, nel corso dell’evento che di fatto si è trasformato nel debutto del nuovo movimento, Vannacci ha dichiarato: «Non è possibile nei giorni pari dire di essere identitari e sovranisti e nei giorni dispari dire invece di essere liberali e progressisti, come si proponeva il documento di Luca Zaia. Non è possibile fondare una campagna pubblica dicendo basta armi all’Ucraina e poi il giorno dopo invece firmare il decreto di consegna delle armi all’Ucraina». E poi: «Non è possibile fare una campagna pubblicitaria ed elettorale dicendo che si vuole demolire la legge Fornero e poi invece rimanere all’interno di una coalizione che la legge Fornero l’ha confermata e, se si vuole, anche inasprita. Non rimango in un contenitore che tradisce la mia identità». Vannacci ha successivamente spiegato di aver lasciato la Lega anche perché, nonostante la carica di vicesegretario, non gli è stata data «la possibilità di essere incisivo». Dato l’addio al Carroccio e pertanto escluso dai Patrioti, l’ex generale ha escluso di mollare il suo seggio all’Eurocamera: Alternative für Deutschland ha aperto al suo ingresso nel gruppo Europa delle Nazioni Sovrane.

Traditore a chi? Le accuse incrociate tra Salvini e Vannacci
Matteo Salvini (Ansa).

L’ex generale: «Futuro Nazionale al 4 per cento, non male come rampa di lancio»

Riguardo a Futuro Nazionale, Vannacci ha commentato: «Un sondaggio ha presentato qualcosa che ancora non esiste al 4,2 per cento, mica male come rampa di lancio. Significa che c’è qualcuno che apprezza i valori del mio partito che ho specificato nel mio manifesto». Vannacci ha inoltre detto che di non aver sentito Giorgia Meloni e che la sua nuova realtà politica «è interlocutore naturale della destra», per quanto quella al governo sia spesso «incoerente». Fratelli d’Italia, ha sottolineato, ha fatto campagna elettorale proponendo il blocco navale e poi ha votato il decreto flussi.

Vannacci: «Io come Fini? No, come Meloni quando lasciò il Pdl»

Intervenuto poi a Realpolitik su Rete 4, Vannacci ha commentato l’accostamento al “traditore” Gianfranco Fini, suggerito dai leghisti. «Più che come Fini, io mi sento come Meloni quando ha lasciato il Popolo della Libertà per le divergenze di vedute. Sono due interpretazioni diverse. Salvini ha parlato di lealtà, onore, disciplina e dovere. Ma lealtà non vuol dire obbedienza cieca, onore non vuol dire immobilismo. Io non abbandono il posto di combattimento, sono l’unico che lo presiede».

Il Washington Post licenzierà oltre 300 giornalisti

Il Washington Post prevede di licenziare centinaia di giornalisti, almeno 300 degli 800 che compongono la redazione. Lo riporta il New York Times, secondo cui ci sarebbe stata una videochiamata con i dipendenti per annunciare l’inizio dei tagli. Una decisione che arriva pochi giorni dopo che il quotidiano, edito dal fondatore di Amazon Jeff Bezos, ha ridotto la copertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina a causa delle crescenti perdite finanziarie. La decisione di licenziare personale sarebbe infatti legata alla frenata, in termini di abbonamenti, lettori e quindi ricavi, subita dal giornale negli ultimi due anni.

I tagli alle redazioni Sport e Libri

Secondo quanto ricostruito, il direttore esecutivo Matt Murray e il responsabile delle risorse umane Wayne Connell hanno inviato una mail ai dipendenti invitandoli a «restare a casa per l’intera giornata», chiedendo di partecipare a una riunione su Zoom alle 8.30 del mattino in cui è stata annunciata la nuova linea. I tagli dovrebbero riguardare le sezioni Sport e Libri ma anche la redazione Metro, che si occupa di coprire Washington DC, Maryland e Virginia. Il giornale ha intenzione di puntare tutto sulla politica e aumentare la copertura su tematiche come scienze, salute, tecnologie e storie di vita quotidiana online. Il capo ufficio Matt Viser e altri sette cronisti della Casa Bianca hanno firmato una lettera con cui avvertono che il giornale non potrà mantenere i suoi standard di eccellenza se verranno colpite in modo significativo altre aree della testata: «Se il piano è riorientare il giornale quasi esclusivamente sulla politica, vogliamo sottolineare quanto il nostro lavoro dipenda dalla collaborazione con le redazioni esteri, sportive e locali. Se una parte viene indebolita, ne risentiremo tutti».