Bulgaria vince l’Eurovision con Dara, Sal quinto

La Bulgaria ha vinto a sorpresa la 70ma edizione dell’Eurovision Song Contest 2026 con il tormentone ‘Bangaranga’ di Dara, davanti a Israele che ha ricevuto un forte impulso dal televoto per ‘Michelle’ di Noam Bettan, tra i fischi del pubblico della Stadthalle di Vienna. Terza la Romania, solo un quinto posto per l’Italia con ‘Per sempre si” di Sal da Vinci. La serata finale, svoltasi tra imponenti misure di sicurezza e sotto una pioggia incessante sulla capitale austriaca, ha concluso un’edizione che per il terzo anno consecutivo e’ stata dominata dalle polemiche sulla partecipazione di Israele, tra le contestazioni in sala e fuori e il boicottaggio deciso da Spagna, Paesi Bassi, Irlanda, Islanda e Slovenia per la guerra a Gaza. Tra i soliti fuochi, esplosioni ed effetti speciali, l’Eurovision ha offerto di nuovo una ribalta allo “Slava Ukraini!” (Gloria all’Ucraina!) urlato dalla cantante Viktorija Lele’ka per ricordare le sofferenze e la rsistenza all’invasione russa. Dei 25 Paesi che si sono contesi la corona del pop, tra cui la favoritissima violinista finlandese (solo sesta), il rapper folk moldavo e la banda metallara serba, si e’ imposta l’outsider Dara. La Bulgaria, alla sua prima vittoria all’Eurovision (nel 2017 era arrivata seconda), ha ottenuto 516 punti grazie al sostegno della giuria e del pubblico mentre Israele si e’ fermato a 343 in gran parte arrivati dal televoto. La 27enne Dara e’ famosissima in patria e nell’area balcanica per la sua voce e la fusione di generi pop, R&B ed elettronica. La sua canzone, il cui titolo significa “Caos”, e’ un travolgente inno alla liberta’ personale e alla ribellione. Nata a Varna, si e’ lanciata a ‘X Factor Bulgaria’ e i suoi successi come ‘Thunder’, ‘Call Me’ e ‘Mr. Rover’ vantano piu’ di 80 milioni di visualizzazioni. L’album Adhdara le ha dato grande visibilita’ internazionale, destinata ad aumentare dopo il trionfo viennese. Delusione per Sal Da Vinci, vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo, che con 281 punti e’ arrivato quinto, lo stesso piazzamento di Lucio Corsi l’anno scorso. Il 59enne cantante napoletano, il piu’ anziano dell’Eurovision, si puo’ consolare con il successo internazionale del suo ‘Per sempre si” schizzato a oltre 60 milioni di streaming sulle piattaforme digitali. A sostenerlo era arrivato a Vienna anche il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi.

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Il meglio: Fantascienza.com, il meglio della settimana dei premi

Fantascienza.com, il meglio della settimana dei premi

Premio Urania, Premio Cassiopea e apertura delle candidature al Premio Italia: poi il film di Punisher, un nuovo Westworld, un film tratto da James Tiptree e una causa legale curiosa nella settimana di Fantascienza.com

Una settimana ricca di premi. Sabato scorso a Torino gran kermesse per i Premi Urania, che hanno annunciato e premiato i vincitori sia nella categoria romanzo che nella categoria racconto. Era la prima volta per Urania – nonostante il premio esista da trentasette anni – con una vera e propria cerimonia di premiazione. A Fiuggi più o meno nelle stesse ore veniva consegnato il Trofeo Cassiopea nelle mani di Cinzia Di Mauro, autrice di Finisterrae; romanzo che, lo ricordiamo, è votabile anche al Premio Italia e, secondo l'opinione di chi scrive, è senza... - Leggi l'articolo

 

Notizie - Il meglio - 17 maggio 2026 - articolo di S*

Battipaglia, trovato un ordigno bellico in un terreno agricolo

Nuovo ritrovamento di un ordigno bellico nel territorio di Battipaglia, dove un residuato risalente alla Seconda guerra mondiale è stato rinvenuto all’interno di un terreno agricolo situato in via Eboli. La scoperta ha immediatamente fatto attivare i protocolli di emergenza previsti per la tutela della sicurezza pubblica. A seguito del ritrovamento, la sindaca Cecilia Francese ha firmato un’ordinanza urgente con cui dispone il divieto assoluto di accesso e avvicinamento all’area interessata, considerata potenzialmente pericolosa fino al completamento delle operazioni di verifica e bonifica.

Secondo quanto emerso nel corso di una riunione tecnica svoltasi nella giornata di ieri, la presenza dell’ordigno rappresenterebbe un concreto rischio per la pubblica e privata incolumità, rendendo necessarie misure immediate di prevenzione e controllo dell’area. L’ordigno sarebbe stato individuato durante alcune attività all’interno di un fondo agricolo, facendo scattare l’intervento delle autorità competenti e delle forze specializzate incaricate della gestione dei residuati esplosivi.

Nelle prossime ore sono attesi ulteriori accertamenti tecnici per definire le modalità di messa in sicurezza e l’eventuale rimozione dell’esplosivo. L’area resterà interdetta fino al completamento delle operazioni disposte dagli organi competenti.

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Gasparri contro Report: Bellavia indagato ma resta loro consulente

Maurizio Gasparri torna a parlare di Report. O meglio, di Gian Gaetano Bellavia, commercialista consulente della trasmissione di Rai 3 indagato. “Ma la Rai non ha niente da dire sull’enorme scandalo Bellavia-Ranucci-Report?”. Chiede in una nota il senatore di Forza Italia, nonché membro della Vigilianza Rai, ricordando che dopo la denuncia sporta contro il commercialista “la magistratura milanese sta proseguendo nella sua indagine”.

“Apprendo che – prosegue il senatore ‘azzurro’ – sono stati perquisiti la casa e l’ufficio di Bellavia per verificare anche se abbia conservato delicati materiali ricevuti dalla magistratura nella sua funzione di consulente. Ma Bellavia fa anche il consulente della trasmissione televisiva Report e ho il sospetto che tutte queste consulenze potrebbero consentire un giro di carte e un uso frenetico di documenti che un consulente di una Procura dovrebbe trattare con adeguata riservatezza. Non traggo conclusioni. Ma – prosegue – prendo atto che la mia denuncia ha colpito una vicenda che la magistratura ritiene fondata, al punto di fare una perquisizione. La condotta di Bellavia appare quantomeno disinvolta e meritevole di indagini approfondite. Prendo poi atto che la trasmissione Report, in onda su Rai3, continua a utilizzare nelle sue puntate questo Bellavia come consulente. A quali dossier e a quali carte attinge Bellavia per dare i suoi pareri? Usa fonti aperte o si avvale anche della immensa quantità di carte che ha ottenuto dalla magistratura? Ricordiamo che tramite Bellavia giunse alla magistratura un confuso documento che elencava tutta una serie di soggetti, dei quali probabilmente Bellavia si occupava e sui quali potrebbe avere avuto anche delle carte riservate, io questo non lo so. Ma pare plausibile, sia per l’indagine della magistratura, sia per la confusa trattazione che ha fatto il Bellavia di queste vicende. E la Rai continua a far utilizzare l’indagato Bellavia da Ranucci, in una trasmissione e da un giornalista che sono stati già oggetto di polemiche e spesso di denunce in sede penale e civile”. Da qui la conclusione: “Siamo veramente all’assurdo. Lo scandalo Bellavia è sempre più grave: questo signore deve spiegare i suoi comportamenti e la Rai si deve cautelare, perché queste attività promiscue e confuse fanno pensare davvero male. Io ho già fatto una denuncia alla magistratura milanese e chiederò, nell’ambito delle modalità previste dalla legge, sempre di più chiarezza in ogni sede”.

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Cosmi: «Equilibrio e lucidità, il playoff dura 180 minuti»

Il tecnico granata ha evidenziato le analogie tra il percorso delle due formazioni: «Finora il cammino di Salernitana e Ravenna è stato molto simile. Entrambe sono partite forte, arrivando anche al primo posto nei rispettivi gironi, poi per motivi diversi hanno perso terreno e cambiato allenatore quasi nello stesso periodo».

Cosmi ha quindi richiamato l’ambiente alla massima lucidità: «Il nostro unico stimolo deve essere quello di superare il turno. Partiamo con il 49% di possibilità, perché il Ravenna passerebbe in caso di parità dopo i 180 minuti, ma queste sono partite tutte da giocare».

L’allenatore ha invitato squadra e tifosi a mantenere il focus esclusivamente sulla doppia sfida: «La partita non finisce al 90’, ma dura 180 minuti. Va interpretata con intelligenza. I tifosi ci daranno il loro sostegno, non lo metto in dubbio, ma disperdere energie su altro sarebbe dannoso».

Non manca una riflessione sul livello tecnico dei playoff: «Chi cerca il calcio paradisiaco deve sapere che i playoff sono il contesto peggiore per vedere grande spettacolo. Qui contano equilibrio, capacità di leggere i momenti e concretezza».

Cosmi ha poi risposto a chi ha criticato la sofferenza mostrata dalla Salernitana contro la Casertana: «Ho sentito considerazioni assurde. Solo il Potenza ha vinto andata e ritorno nel turno precedente. Noi abbiamo ottenuto una vittoria e un pareggio, nessun’altra squadra ci è riuscita. Nei playoff tutti soffrono».

Infine, il tecnico granata ha parlato della gestione del gruppo e delle scelte di formazione: «Più si va avanti e più tutti vogliono sentirsi protagonisti. Le decisioni diventano dolorose, ma ho spiegato ai ragazzi che solo restando uniti possiamo avere qualche possibilità in più. Nel calcio puoi entrare anche per cinque minuti e diventare decisivo. È questo che rende questo sport tanto strano quanto bello».

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Avv Malinconico, da lunedì provini al Teatro Augusteo per casting terza serie

Al via il casting figuranti per la terza serie della fiction tv della Rai “Vincenzo Malinconico – Avvocato d’insuccesso”, prodotta da Viola Film.

 

Questa iniziativa – come riporta il sito web casting.imoviez.it – rappresenta un’occasione imperdibile per chi desidera entrare a far parte di un progetto audiovisivo di grande successo nazionale, collaborando con una produzione di alto profilo.

La produzione ricerca sia profili per comparsate semplici che figure con mansioni speciali, garantendo che ogni prestazione lavorativa sarà regolarmente retribuita.

Le selezioni si svolgeranno esclusivamente in presenza durante la metà di maggio per formare il cast delle scene di prossima lavorazione della fiction Rai ambientata a Salerno.

La ricerca è aperta a un’ampia platea di partecipanti per coprire le diverse esigenze narrative della sceneggiatura della nuova stagione Rai:

Figuranti semplici per scene di massa e ambientazione;
Figuranti speciali con caratteristiche specifiche richieste dalla regia;
Uomini e donne con un’età compresa tra i 18 e i 74 anni;
Persone con diverse attitudini espressive e naturalezza davanti alla macchina da presa.

Per partecipare alla selezione casting , gli interessati devono presentarsi direttamente presso la sede indicata nelle date stabilite.

La gestione del cast è affidata ai referenti Antonio Gioiello e Giordana Moltedo, che coordineranno le fasi di accoglienza e valutazione dei candidati durante le sessioni dal vivo.

Le giornate dedicate ai provini si terranno in presenza presso il Teatro Augusteo, situato in Piazza Giovanni Amendola, a Salerno.

Gli appuntamenti sono fissati secondo il seguente calendario:

Lunedì 18 Maggio: dalle ore 10:00 alle 18:00;
Martedì 19 Maggio: dalle ore 10:00 alle 18:00.

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Arechi, Celano: “Ringraziamo il Presidente Fico per aver ascoltato le sollecitazioni della città”

“Accogliamo con favore e soddisfazione l’annunciato sblocco dei fondi destinati al restyling dello Stadio Arechi, un’opera strategica e attesa da anni dall’intera comunità salernitana. Rivolgiamo un sincero ringraziamento al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, per aver ascoltato le nostre ripetute sollecitazioni e quelle provenienti dall’intera città di Salerno, mantenendo l’impegno assunto in Co.missione Bilancio  di individuare una soluzione concreta per garantire la prosecuzione dell’intervento”.
Lo dichiara il consigliere regionale di Forza Italia, Roberto Celano.
“Il reperimento delle risorse sui fondi di coesione rappresenta una scelta responsabile e necessaria, che ha consentito di porre rimedio ad errori evidenti commessi dalla precedente amministrazione regionale nella programmazione dei finanziamenti. Errori che avrebbero seriamente compromesso la realizzazione dell’opera e che rischiavano di esporre la Regione a contenziosi con richieste risarcitorie milionarie”.
“Resta, tuttavia, il rammarico per il danno arrecato alla città da una gestione precedente approssimativa e miope. Le risorse oggi recuperate, infatti, sono state necessariamente sottratte ad altri progetti importanti per Salerno e il suo sviluppo, come quello relativo a Porta Est, penalizzando ancora una volta il territorio salernitano”.
“Come abbiamo sempre fatto, continueremo a svolgere con determinazione il nostro ruolo istituzionale, sollecitando e pungolando l’amministrazione regionale ogniqualvolta sarà necessario, esclusivamente nell’interesse di Salerno e della sua provincia. Auspichiamo che il Presidente Fico continui nel metodo positivo, pragmatico e collaborativo dimostrato finora, mantenendo un rapporto di confronto aperto e costruttivo con l’intero Consiglio regionale, opposizioni comprese”.

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Francesco Boccia a Salerno per Marco Mazzeo

Ieri, a Salerno, è arrivato Francesco Boccia per sostenere Marco Mazzeo. Nonostante gli impegni romani, il Capogruppo del Partito Democratico al Senato ha voluto fortemente essere presente accanto a Marco Mazzeo, candidato al consiglio comunale di Salerno, e ha spronato tutta la popolazione salernitana a supportare la candidatura del giovane Mazzeo. Boccia, inoltre, ha ribadito che, per entrare nelle Istituzioni non bisogna chiedere il permesso a nessuno, ne tantomeno ai capinbastone e, nonostante non sia presente il simbolo del PD, ha esortato a votare Mazzeo in quanto uomo libero e non appartenente a nessuno capo cordata ne tantomeno a nessun feudatario. “Ringrazio Francesco Boccia, amico prima di tutto, per aver deciso, nonostante i tanti impegni, di passare a Salerno. È stato un grande attestato di amicizia e stima. Francesco Boccia è una persona umile che, in politica, è rara trovarla.”. Già Ministro della Repubblica Italiana, attuale Capogruppo del Partito Democratico al Senato, Francesco Boccia è un big della politica italiana. “La nostra candidatura al Consiglio Comunale di Salerno rappresenta un metodo chiaro di fare politica: ascoltare sempre le persone e dare risposte concrete. Affronto questa campagna elettorale così come ho fatto in tutta la mia militanza politica: sempre con le persone, sempre tra la gente. Ecco perché ho sempre detto che “noi, ci candidiamo”, il plurale usato non è un caso, al Consiglio Comunale voglio portare la gente di Salerno. Noi, insieme!”.

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Fico: trovati i fondi per Volpe e Arechi

La Regione Campania ha, infatti, trovato le risorse per garantire il finanziamento del maxi-progetto varato dalla precedente Amministrazione regionale e che prevede il restyling dello stadio con il nome da principe, la realizzazione di uno stadio provvisorio al “Volpe” e la ricostruzione del “Palatulimieri”. Ad annunciare la fumata bianca è stato proprio Roberto Fico, a margine di una tappa a Salerno. “E’ quello che avevo detto, era una cosa che avevo garantito, era una cosa che già era in corso e andiamo avanti”, ha assicurato Fico a cui ha fatto eco l’assessore Claudia Pecoraro che, insieme agli altri salernitani presenti in Giunta, ha lavorato per sbrogliare la matassa.”Come il presidente ha promesso quando si è insediato, la soluzione è stata sbloccata. Si è riusciti a trovare una fonte di finanziamento diversa. Sapete bene che dalla rivisitazione medio termine è emerso che sul FESR non potevano essere portati gli impianti sportivi, quindi purtroppo la ristrutturazione dell’Arechi, insieme poi ai lavori sul Palatulimieri rimaneva bloccata. Si è riusciti a fare un’operazione in Regione Campania quindi devo dire che il presidente Fico ha mantenuto la sua promessa nei confronti della città di Salerno consentendo lo sblocco dei lavori e l’avvio che avete visto per quanto riguarda appunto il lotto Palatulimieri-Volpe. Quindi in questo momento l’Arus, che è l’azienda che gestisce l’appalto, sta provvedendo all’inizio dei lavori”.La copertura dei fondi riguarderà l’intero progetto. “In questo momento la parte che si è sbloccata, perché già era previsto che si procedesse prima alla demolizione del Palatulimieri e alla ristrutturazione del Volpe affinché si potesse creare un campo che potesse ospitare la competizione sportiva, e poi soltanto successivamente si passerà all’Arechi. Non si può toccare l’Arechi senza prevedere già il campo Volpe in grado di ospitare le partite. D’altronde questo è già un secondo lotto funzionale rispetto al primo che è già avvenuto, che era quello dell’abbattimento del vecchio depuratore e la bonifica dei suoli”.

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Tumore di 10 chili rimosso a Salerno dall’equipe di Mario Polichetti

Un tumore gigantesco del peso di circa 10 chilogrammi, che aveva ormai occupato quasi completamente l’addome della paziente arrivando fino al diaframma, è stato asportato con successo nel corso di un delicatissimo intervento chirurgico eseguito dall’equipe guidata dal professor Mario Polichetti presso la casa di cura “Tortorella” di Salerno.La paziente, 43 anni, presentava un quadro clinico di estrema complessità aggravato da un precedente intervento neurochirurgico per meningioma cerebrale, elemento che ha reso particolarmente delicata sia la gestione anestesiologica che il decorso post operatorio.La massa tumorale comprimeva gli organi addominali, dislocando stomaco e anse intestinali verso l’alto, esercitando una significativa compressione sui grossi vasi retroperitoneali e sulle vie urinarie, con importanti ripercussioni anche sulla funzionalità respiratoria.(L’intervento è stato eseguito dal professor Mario Polichetti insieme al professor Giuseppe Allegro e al professor Giovanni Dalla Serra, con il supporto della strumentista ostetrica Venus Buonaiuto e dell’anestesista dottoressa Antonietta Musacchio. Fondamentale anche il lavoro della Terapia intensiva post operatoria (Tipo), che ha seguito la paziente nelle fasi successive all’operazione.“In letteratura scientifica si ritrovano pochissimi casi analoghi – ha dichiarato il professor Mario Polichetti – e ciò dà la dimensione della complessità dell’intervento affrontato. La massa aveva completamente sovvertito l’anatomia addominale della paziente, rendendo ogni fase chirurgica estremamente delicata. Le difficoltà maggiori erano legate non soltanto alle dimensioni del tumore, ma anche alla pregressa operazione cerebrale per meningioma, che aumentava notevolmente i rischi anestesiologici e post operatori. Èstato necessario programmare tutto nei minimi dettagli grazie ad un grande lavoro di squadra”.Per il professor Polichetti si tratta dell’ennesimo intervento di altissima complessità dopo quello che, sette anni fa, attirò l’attenzione nazionale per l’asportazione di una gigantesca massa tumorale in una donna alla 37esima settimana di gravidanza, consentendo di salvare sia la madre che il bambino.“Questi risultati sono il frutto di anni di esperienza chirurgica e di una equipe altamente preparata – conclude Polichetti -. Affrontare casi così rari significa mettere competenza, sangue freddo e organizzazione al servizio della paziente. È motivo di orgoglio dimostrare che anche nel Sud Italia si possono eseguire interventi di livello straordinario”

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Ia, Credendino (Carisal): “Investire sulle nuove competenze”

Come sta cambiando la nostra vita con l’avvento dell’Intelligenza Artificiale? Quali sono i rischi e, soprattutto, le straordinarie opportunità per le nuove generazioni? Sono queste le domande al centro del convegno “Italia Comunità Digitale 2026 – Come stiamo cambiando con l’IA”, che si è tenuto venerdì 15 maggio presso l’Auditorium del Liceo Statale “Francesco De Sanctis” di Salerno.

 

L’evento, che ha registrato una straordinaria partecipazione da parte degli studenti, rappresenta una tappa fondamentale del progetto nazionale promosso da Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio) e dal Fondo per la Repubblica Digitale, in stretta sinergia con le Consulte territoriali.

Tra i protagonisti più attesi dell’incontro, Domenico Credendino, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana (Carisal) e alla guida della Consulta delle Fondazioni di origine bancaria del Sud e delle Isole. Nel suo intervento, Credendino ha sottolineato l’importanza strategica di investire sulle competenze digitali dei giovani del Mezzogiorno per colmare il divario con il resto del Paese.

“L’intelligenza artificiale non è il futuro, è il presente – ha dichiarato Credendino – Sostenere appuntamenti come questo nelle scuole significa dare ai nostri ragazzi gli strumenti critici per non subire la tecnologia, ma per governarla, trasformandola in un volano di sviluppo per tutto il Mezzogiorno.”

All’incontro ha preso parte anche Giovanni Azzone, Presidente di Acri, che ha tracciato una panoramica sulle sfide educative e sociali legate alla transizione digitale in Italia, ribadendo il ruolo pilastro delle fondazioni di origine bancaria nel contrasto alla povertà educativa digitale.

A rendere l’incontro dinamico e lontano dai classici schemi accademici è stata la conduzione affidata agli speaker di Radioimmaginaria, la radio degli adolescenti. I giovani speaker hanno saputo fare da ponte tra la platea degli studenti del “De Sanctis” e gli esperti del settore, trasformando l’Auditorium in un vero e proprio laboratorio di idee.

Attraverso domande dirette, sondaggi in tempo reale e un dibattito senza filtri, si è discusso di come l’IA stia già trasformando il metodo di studio, il mondo dell’informazione (tra fake news e fact-checking) e le future professioni che i ragazzi si troveranno ad affrontare una volta terminato il percorso scolastico.

L’appuntamento del Liceo De Sanctis ha dimostrato che la scuola può e deve essere il luogo privilegiato in cui decodificare la complessità della rivoluzione digitale. La grande risposta degli studenti salernitani conferma la necessità di un dialogo costante tra istituzioni, fondazioni e mondo dell’istruzione, per far sì che l’innovazione tecnologica rimanga sempre al servizio della crescita umana e professionale.

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Il Foro Italico siamo noi: il pasticciaccio del calendario ritrae un Paese grottesco

Il Foro Italico non è un luogo: è una metafora. Di una città capitale, di un Paese, di un popolo intero con la sua anima guitta ch’è peso netto anziché tara. Il Foro Italico siamo noi. Per questo dovremmo guardare con serietà a tutto ciò che in questi giorni si è mosso intorno all’epicentro di un pasticciaccio brutto. Perché la vicenda parla di noi: della povera cosa che siamo diventati come Stato. Ma soprattutto perché siamo al cospetto di un vero “foro”: un buco ampio e profondo da cui è stata inghiottita la credibilità italica. Da qui in avanti, quando pronunciate “Foro Italico”, percepite la formula in questo senso.

Il Foro Italico siamo noi: il pasticciaccio del calendario ritrae un Paese grottesco
Le frecce tricolori sopra il Foro Italico (foto Ansa).

Quei 30 minuti di scarto che hanno salvato la situazione

La Lazio e la Roma (più le altre otto squadre che dovevano giocare in contemporanea per ragioni di “regolarità”). La Lega di Serie A e la federazione italiana del tennis (Fit). La prefettura di Roma e il Tar del Lazio, con l’avvocatura dello Stato a fare rinterzo. E poi Jannik Sinner e Maurizio Sarri. E ancora: il pallone e le palline, le scarpe coi tacchetti e le racchette. Una serie di dualismi che potrebbe continuare fino al derby di ritorno e alla finale degli Internazionali, mettendoci dentro anche la domenica alle 12.30 e il lunedì alle 20.45. Alla fine del caos, la decisione si è trovata in mezz’ora. Quei 30 minuti di scarto, l’inezia che ha salvato le capre del calendario e il cavolo di situazione in cui s’erano cacciate. Che a leggerla così era la soluzione più semplice del mondo: partita di domenica alle 12 anziché 12.30. Una cosa così facile che pare di rivedere il Lino Banfi di Fracchia la belva umana mentre si dà manate sulla pelata per certificare quanto è stato abile nella cogitazione. E invece si era stati davvero a mezz’ora dal casino supremo.

Il Foro Italico siamo noi: il pasticciaccio del calendario ritrae un Paese grottesco
Ezio Simonelli, presidente della Serie A (Imagoeconomica).

Dire che adesso siano tutti contenti sarebbe una fake news. Diciamo che sono sollevati. Se avessero l’opportunità di ritrovarsi in un vicolo, e contassero sulla certezza che tutto quanto avvenga lì non sia portato fuori, si accapiglierebbero a morsi e sputi. Ma poiché sono soggetti di pubbliche responsabilità e governance, allora tocca loro indossare la parte di quelli che sono riusciti a venire a capo della situazione. Per il resto, devono incrociare le dita. Perché soltanto il test di questa domenica bestiale potrà dire se la soluzione ha funzionato. Cosa mica scontata, dato che i ceffi abituati ad aggirarsi intorno al derby romano possono fare casino a mezzogiorno della domenica come alle nove di sera del lunedì, e indipendentemente dal fatto che nei dintorni si giochi la finale degli Internazionali di tennis o un Burraco Contest.

Sarri e la Lazio si presenteranno?

Chi vivrà vedrà. E saprà anche quale sarà la soluzione per uno degli interrogativi collaterali: davvero l’allenatore Sarri si rifiuterà di accomodarsi sulla panchina laziale al mezzodì di domenica? Parole forti, quelle da lui pronunciate nel post partita della finale di Coppa Italia persa contro l’Inter. E certo, bisogna riservargli qualche comprensione per la rognosa stagione che gli è toccato affrontare. Ma spararla così grossa, suvvia. Fosse per lui, la Lazio non dovrebbe nemmeno presentarsi in campo per la partita dell’ora di pranzo, «che tanto, anche se ci penalizzano di un punto in classifica, non ci cambia niente». Come no? Ve l’immaginate la situazione in cui una delle due romane diserta il derby concedendo all’altra la vittoria a tavolino, e magari spianandole la strada verso la Champions League? Nemmeno Zdenek Zeman, al tempo in cui sosteneva che il derby è una partita come tutte le altre, avrebbe osato tanto.

Il Foro Italico siamo noi: il pasticciaccio del calendario ritrae un Paese grottesco
L’allenatore della Lazio Maurizio Sarri (foto Ansa).

Ormai si è capito che si può fare soltanto di peggio

Due sole sono le certezze che questo immenso Foro Italico si lascia alle spalle. La prima: che la domenica bestiale, in qualche modo, passerà. La seconda: che la figura di melma rimane a imperitura memoria. Di più: andrebbe solennizzata, calendarizzata. Ricordata come il giorno in cui il Paese si è concesso una botta di grottesco e ancora nemmeno sapeva se sarebbe bastata. Perché ormai s’è capito che si può fare soltanto di peggio, e che gli architetti del caos sono l’unico corpo d’élite sul cui servizio permanente effettivo questo Paese possa contare.

Il Foro Italico siamo noi: il pasticciaccio del calendario ritrae un Paese grottesco
Il presidente della Fitp Angelo Binaghi (Imagoeconomica).

Non c’è stata la minima considerazione per i tifosi

Tenetevi sempre in mente la situazione da commediola di Serie Z: 10 squadre (!) che ancora il giovedì non sapevano se avrebbero giocato la domenica mattina o il lunedì sera; le relative tifoserie messe in sospeso senza la minima considerazione per i loro diritti; la bollinatura dei responsabili del calendario di Serie A che da qui in avanti si porteranno in giro questa vicenda come una macchia di sugo sulla cravatta; il cortocircuito istituzionale; e infine, l’innata simpatia di quel presidente della Federtennis che, come direbbero nelle East Midlands, è «like sand in your underwear». Va’ a vedere che potrebbero farci anche un format, su ‘sta storia qui. Orfani come siamo di Boris, potrebbe anche essere un successone.

Pure l’Eurovision ai piedi di Sal Da Vinci, sottovalutato ma sempre più virale

Mentre i soloni del buongusto passano le serate a vivisezionare l’algoritmo perfetto per esportare una finta modernità nei mercati d’oltreconfine, l’Europa si è risvegliata improvvisamente ai piedi di un 57enne con la dentatura micenea e la chioma color ala di corvo impomatata a specchio. All’Ariston non l’hanno visto arrivare, chiusi nell’ostinata certezza che la musica contemporanea debba coincidere per forza con il pop di plastica dei laboratori discografici. E invece la corona di Sanremo l’ha presa lui, Salvatore Michael Sorrentino, per tutti Sal Da Vinci, un performer d’assalto che ha attraversato le montagne russe di una carriera quarantennale, prima di ingranare la marcia trionfale. E adesso, a ridosso della finalissima di sabato 16 maggio di questo Eurovision Song Contest in crisi reputazionale alla Wiener Stadthalle di Vienna, in diretta su Rai 1, la sua anacronistica ballata sta scompaginando le geometrie dei bookmaker mondiali, ostinati a premiare la proposta della Finlandia con la canzone Liekinheitin, ferma però a metà delle interazioni social italiane.

L’Europa lo incorona, l’Italia intellettuale si barrica nel fastidio

Chi pensava che il fenomeno si sarebbe esaurito sui palchi di provincia dopo lo tsunami digitale di Rossetto e caffè, capace di agganciare gli algoritmi e intercettare le nuove generazioni su TikTok, oggi si ritrova costretto a seguire la delegazione italiana in Austria, dove l’abbronzatura pitonata del cantante sfida sfacciatamente l’incedere delle stagioni, il tempo e financo Carlo Conti. Mentre l’Europa lo incorona a colpi di clic, l’Italia intellettuale si barrica nel fastidio, capitanata dai vari Cazzullo che si sono affrettati a liquidare la sua Per sempre sì come la playlist ideale di un matrimonio camorristico, confezionando una polemica sterile che puzza di pregiudizio e che serve unicamente a nascondere il panico di chi si scopre improvvisamente incapace di interpretare il mercato delle piazze.

Pure l’Eurovision ai piedi di Sal Da Vinci, sottovalutato ma sempre più virale
Pure l’Eurovision ai piedi di Sal Da Vinci, sottovalutato ma sempre più virale
Pure l’Eurovision ai piedi di Sal Da Vinci, sottovalutato ma sempre più virale
Pure l’Eurovision ai piedi di Sal Da Vinci, sottovalutato ma sempre più virale
Pure l’Eurovision ai piedi di Sal Da Vinci, sottovalutato ma sempre più virale
Pure l’Eurovision ai piedi di Sal Da Vinci, sottovalutato ma sempre più virale

Persino i detrattori canticchiano il motivetto sotto la doccia

Dal palco di Largo Torretta fino alle conferenze viennesi, la replica dello scugnizzo ha infatti rasato al suolo i commentatori: «Chi grida agli stereotipi spesso cerca solo polemica, o forse nasconde un complesso d’inferiorità. Si parla di leoni da tastiera, io li chiamo fanc*zzo». Questa purificazione a colpi di lingua verace ha sancito la definitiva consacrazione a personaggio pubblico totale, trasformando le sue esagerazioni melodiche nel bersaglio preferito della satira nazionale quando Fiorello ha deciso di farne il pezzo forte a La Pennicanza, esasperandone gli eccessi teatrali con affetto goliardico per dimostrare che la partita è vinta, e costringendo persino i detrattori a canticchiare il motivetto sotto la doccia mentre si insaponano.

La trasferta austriaca trasformata in un gigantesco show antropologico

Del resto a Vienna la febbre del sentimento ha invaso le strade ben prima della diretta televisiva, trasformando la trasferta in un gigantesco show antropologico, nel quale il cantante si concede alla folla con genuinità straripante, ballando e cantando sulle scale della metropolitana circondato dai fan in video ormai virali, offrendo sfogliatelle calde ai passanti o improvvisandosi oste nei ristoranti, mentre i meme ironizzano sulla conquista dell’Europa e gli stessi delegati avversari intonano il pezzo nei corridoi del backstage.

Il pubblico dell’arena ha risposto con un’ovazione oceanica

Questa totale assenza di barriere ha espugnato il palco della Wiener Stadthalle durante la prima semifinale, presentata da Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, per un habitat che è di per sé regno indiscusso del kitsch, dei lustrini e dell’esibizionismo sfrenato. Il pubblico dell’arena ha risposto con un’ovazione oceanica, in piedi a ballare e a replicare i tic della coreografia, mettendo le mani sul petto, battendole sul pugno e girandole sull’anulare per imitare il movimento nuziale delle mani.

In scena la celebrazione di un matrimonio tradizionale

La messinscena, curata da Marcello Sacchetta che arruola i professionisti di Amici, vede Francesca Tocca nel ruolo della consorte all’interno di una performance che mette in scena la celebrazione di un matrimonio tradizionale, con i ballerini-testimoni che aiutano lo sposo finché l’action non incontra la sposa davanti all’interprete officiante. Sullo special, quando il ritmo rallenta per la pausa sentimentale, scatta il colpo scenico: dopo un bacio al neo-marito, la ballerina si libera di gonna e strascico che si trasformano con una mossa di ballo acrobatica, alè, in una gigantesca bandiera tricolore, restituendo all’Europa l’esatta Italia fascinosa e amata che ha sempre desiderato consumare.

Ci si ritrova così davanti a un delirio digitale per lo show azzurro (già in finale, dato che lo status è blindato nel club dei “fab four”), che ha monopolizzato il web continentale, superando i 3,5 milioni di visualizzazioni sui canali social della manifestazione, e registrando oltre 36 milioni di stream complessivi, che hanno reso Sal Da Vinci di gran lunga il concorrente più virale dell’edizione.

Se il televoto sovrano dovesse scardinare i freni delle giurie tecniche…

«Non succede, ma se succede» è il mantra che Gabriele Corsi si porta cucito addosso da quella notte miracolosa di Rotterdam, quando i Måneskin andarono a prendersi l’Europa lasciando l’establishment italiano a bocca aperta. Cinque anni dopo, la storia si ripete ma ribalta completamente i connotati estetici: se sabato sera il televoto sovrano dovesse scardinare i freni delle giurie tecniche, i criticoni da salotto dovranno rassegnarsi a salire sul tavolo a ballare la sceneggiata matrimoniale napoletana. E allora sì, accussì, sarà pe’ sempe’ sì.

Cheng Li-wun, la donna chiave nei rapporti tra Xi e Trump per Taiwan

Il mondo intero pesa le parole del vertice tra Donald Trump e Xi Jinping. In prima fila c’è Taiwan, sempre a metà tra la speranza di continuare a essere ritenuta uno snodo strategico e il timore di diventare una pedina sacrificabile. Tra i presidenti di Stati Uniti e Cina, prova a incunearsi una donna, che può potenzialmente diventare una figura imprevedibilmente centrale. Si tratta di Cheng Li-wun, la leader del Kuomintang (KMT), principale partito d’opposizione a Taipei con posizioni ultra dialoganti con il Partito Comunista Cinese (PCC). Solo poche settimane prima del summit tra Xi e Trump, Cheng è stata a Pechino per incontrare il leader cinese, nel primo colloquio tra i capi di KMT e PCC dopo quasi un decennio. E, a giugno, Cheng sarà negli Stati Uniti, dove spera di incontrare anche Trump. Non sarà semplice riuscire ad “agganciare” il presidente americano, ma in caso di riuscita l’impatto sulle dinamiche della politica taiwanese e delle relazioni con le due superpotenze potrebbe essere notevole.

Cheng Li-wun, la donna chiave nei rapporti tra Xi e Trump per Taiwan
Cheng Li-wun, la donna chiave nei rapporti tra Xi e Trump per Taiwan
Cheng Li-wun, la donna chiave nei rapporti tra Xi e Trump per Taiwan
Cheng Li-wun, la donna chiave nei rapporti tra Xi e Trump per Taiwan
Cheng Li-wun, la donna chiave nei rapporti tra Xi e Trump per Taiwan

L’ascesa (con giravolta) di Cheng alla guida del KMT

L’ascesa di Cheng è stata rapida e inattesa. Nata 56 anni fa nella contea rurale di Yunlin, con radici familiari nello Yunnan, Cheng non proviene dall’élite tradizionale di Taipei. Dopo gli studi a Cambridge, entra nel Partito Progressista Democratico (DPP), ritenuto «secessionista» da Pechino. Sono gli anni della democratizzazione, della fine dell’egemonia assoluta del KMT e dell’ascesa di un movimento che si presentava come il simbolo della nuova identità taiwanese. In quel periodo Cheng parla apertamente di indipendenza e attacca il KMT dell’era Chiang Kai-shek. Poi arriva la svolta. Nel 2005 passa improvvisamente al ‘nemico’. Un salto politico e identitario enorme, quasi traumatico nella polarizzatissima Taiwan. È l’anno del celebre “viaggio di pace” di Lien Chan a Pechino, il primo incontro tra leader di PCC e KMT dopo la guerra civile. Cheng fa parte della delegazione.

Cheng Li-wun, la donna chiave nei rapporti tra Xi e Trump per Taiwan
La leader del Luomintang, Cheng Li-wun (Ansa).

La sua carriera però non segue un percorso lineare. Viene eletta allo Yuan legislativo (il parlamento unicamerale di Taipei) nel 2008, nel pieno del ritorno al potere del KMT con Ma Ying-jeou. Poi diventa portavoce del governo, salvo uscire dal parlamento e condurre un talk show televisivo. Dopo un nuovo mandato parlamentare ottenuto nel 2020, alle elezioni del 2024 non viene rieletta, nonostante il KMT risulti il primo partito alle Legislative. La sua vittoria alla leadership del KMT nell’ottobre scorso è una grande sorpresa. L’establishment del partito aveva puntato su altre figure, ma Cheng vince facendo leva su uno stile completamente diverso: aggressivo, combattivo, iper-mediatico. Lancia la sua Opposition Alliance, promette di combattere il presunto “terrore verde” del DPP (concetto ribaltato dal “terrore bianco” dell’era della legge marziale di Cheng) e utilizza i social con un linguaggio molto più diretto rispetto ai vecchi dirigenti del KMT. Funziona.

Lo storico incontro con Xi a Pechino

Con Cheng, il partito smette infatti di muoversi in modo prudente sul dossier Cina. Il suo predecessore, Eric Chu, aveva cercato di mantenere un equilibrio delicato, evitando di apparire troppo vicino a Pechino in una fase in cui l’opinione pubblica taiwanese, soprattutto dopo Hong Kong, aveva preso ulteriori distanze da Pechino. Sin dal primo discorso da leader in pectore del KMT, Cheng dichiara invece di voler rendere i taiwanesi «orgogliosi di essere cinesi». Inizia a parlare di dialogo strutturato con Pechino, critica il riarmo accelerato di Taiwan e sostiene che la diplomazia possa essere «un deterrente tanto quanto le armi». Così si arriva al viaggio in Cina continentale, culminato nell’incontro con Xi, che ha ricevuto Cheng il 10 aprile, anniversario del Taiwan Relations Act firmato nel 1979 da Jimmy Carter, la legge che ancora oggi costituisce l’architrave dei rapporti tra Washington e Taipei. Non è una coincidenza. Xi ha sfruttato l’incontro per rafforzare la narrazione secondo cui la «riunificazione pacifica» resta possibile e per mostrare sia all’opinione pubblica cinese sia a Washington che esiste ancora una sponda politica dialogante a Taiwan. Cheng ha insistito sulla comune identità culturale cinese, sulla necessità di evitare che Taiwan diventi una «scacchiera per interferenze esterne». Il segnale è rivolto anche agli Stati Uniti. Xi può indicare il dialogo con Cheng come una prova che Taiwan è una «questione interna» che può essere risolta anche in modo politico.

Cheng Li-wun, la donna chiave nei rapporti tra Xi e Trump per Taiwan
La presidente del Kuomintang Cheng Li-wun con Xi Jinping il 10 aprile 2026 (Ansa).

Il viaggio negli Usa e la speranza di incontrare Trump

Dopo il viaggio in Cina, Cheng ha intanto annunciato che a giugno visiterà gli Stati Uniti per oltre 10 giorni, incontrando funzionari americani, think tank e comunità taiwanesi. Ma soprattutto ha dichiarato apertamente di «sperare di incontrare Trump». Una mossa eccezionale per una leader dell’opposizione taiwanese. Non solo per la delicatezza dei rapporti tra Washington e Pechino, ma perché Cheng sta provando a costruirsi una legittimità internazionale parallela rispetto a quella del governo taiwanese in carica. La strategia è piuttosto chiara. Cheng vuole convincere gli ambienti Maga che la stabilità nello Stretto non passa necessariamente per il riarmo accelerato di Taiwan, ma attraverso il dialogo diretto con Pechino. Una narrazione pensata soprattutto per intercettare la componente meno interventista e più isolazionista del trumpismo. Non a caso, Cheng insiste sul fatto che la sua missione serve a evitare una crisi simultanea tra Stati Uniti e Cina e che una pace «istituzionalizzata» nello Stretto rappresenterebbe anche un vantaggio strategico per Washington. Pechino osserva con attenzione. Un eventuale incontro tra Trump e Cheng verrebbe inevitabilmente interpretato come un riconoscimento implicito della linea politica del KMT e, indirettamente, della strategia cinese sulla «riunificazione pacifica».

Cheng Li-wun, la donna chiave nei rapporti tra Xi e Trump per Taiwan
Xi Jinping e Donald Trump (Ansa).

Un eventuale, seppur complicato da prevedere, incontro tra Cheng e Trump avrebbe conseguenze rilevanti sulla politica taiwanese. L’opposizione potrebbe raccontarsi come l’unica forza in grado di dialogare sia con Pechino che con Washington, abbassando i rischi di un conflitto ed evitando che Taiwan diventi una “merce di scambio“. Soprattutto in una fase in cui il presidente Lai Ching-te, ritenuto un «secessionista» dal PCC, fatica a trovare spazio di manovra internazionale. Tanto che, la scorsa estate, la Casa Bianca gli avrebbe negato un transito negli Stati Uniti nell’ambito di un viaggio diplomatico in America Latina.

Cheng Li-wun, la donna chiave nei rapporti tra Xi e Trump per Taiwan
Il presidente taiwanese Lai Ching-te (Ansa).

L’obiettivo è diventare la Signora della pace nello Stretto

Il DPP sostiene che Cheng stia erodendo la sovranità di Taipei, facendo il gioco di Pechino sul fronte della sicurezza. Dopo mesi di scontri e blocchi, il parlamento ha approvato un budget speciale per la difesa. Grazie alla maggioranza assoluta derivante dall’alleanza tra KMT e Partito Popolare (TPP), il partito di Cheng ha tagliato di oltre un terzo il bilancio proposto dal DPP. Lai ha a lungo insistito su un piano da 40 miliardi di dollari, utile ad acquistare nuove armi dagli Stati Uniti e rafforzare le capacità di guerra asimmetrica di Taipei. Alla fine, invece, il budget approvato è stato di 25 miliardi di dollari, pari a un taglio di circa il 38 per cento. Il tutto non incontra il gradimento di Washington, che ha più volte insistito sulla necessità di Taiwan di aumentare in modo esponenziale le sue spese di difesa, «prendendo esempio da Israele». Un potenziale ostacolo alla riuscita della missione americana di Cheng, che scommette sull’appeasement tra Xi e Trump per ritagliarsi il ruolo di signora della pace sullo Stretto di Taiwan, canale d’acqua cruciale tanto quanto (se non più) quello di Hormuz.

Short Movie: Provaci ancora Jennifer

Provaci ancora Jennifer

Il corto che vi presentiamo oggi è molto coinvolgente dal punto di vista emotivo. Racconta di due sorelle in crisi e di un vecchio videogioco vintage.

La scena inizia presentandoci Jennifer, che subito identifichiamo come la classica adolescente ribelle che fugge dalla famiglia. Ma la cosa si rivelerà molto diversa. Accadrà grazie a un videogioco molto particolare che Jennifer trova in una vecchia sala giochi abbandonata. Un videogioco che non dovrebbe neppure accendersi, ma invece funziona, e il gioco che propone è un viaggio nel luogo più inesplorato di tutti, se stessi. Diretto da Michael Felker, che lavora normalmente nel montaggio, il film impegna Kate Buatti, curriculum più che altro in corti, e... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Short Movie - 16 maggio 2026 - articolo di S*

Inchiesta sanità in Sicilia, accolta la richiesta di patteggiamento di Cuffaro

La gip del tribunale di Palermo, Ermelinda Marfia, ha accolto la richiesta di patteggiamento – 3 anni da scontare ai servizi sociali – per Salvatore Cuffaro, indagato per corruzione e traffico di influenze illecite in un’inchiesta sulla sanità siciliana. L’ex governatore, che aveva già subito una condanna a sette anni per favoreggiamento personale verso persone appartenenti a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio, verrà dunque liberato dagli arresti domiciliari, misura a cui era sottoposto da quasi sei mesi.

Andranno invece a processo otto coimputati, uno col rito abbreviato

Come gup, sempre Marfa ha rinviato a giudizio sette coimputati di Cuffaro, che a differenza dell’ex presidente siciliano hanno optato per il rito ordinario. Inizierà il 7 settembre il processo per corruzione e traffico di influenze illecite, reati contestati a vario titolo all’ex direttore generale dell’azienda ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo, Roberto Colletti, al primario del Trauma Center dello stesso nosocomio Antonio Iacono, all’ex autista e storico collaboratore di Cuffaro Vito Raso, a Mauro Marchese e Marco Dammone della srl Dussman, al legale della società Roberto Spotti e all’imprenditore Sergio Mazzola, titolare della ditta Euroservice. Il faccendiere Ferdinando Aiello, che ha ottenuto il rito abbreviato, verrà invece giudicato a luglio.

Il ritiro di Freni rende ancora più assurdo il caso Agnes in Rai

Il passo indietro di Federico Freni alla presidenza della Consob ha messo in luce l’ostinazione di chi persiste in una candidatura che sta bloccando un organismo del Parlamento. Quella di Simona Agnes, figlia di Biagio Agnes e consigliera di amministrazione della Rai, che nell’autunno 2024 il centrodestra ha proposto come presidente della tv pubblica, dopo la nomina dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi, e che è ancora lì sul tavolo.

Su Freni è piombato il veto di Forza Italia

Da quattro mesi Freni era candidato alla presidenza dell’organismo che vigila sulla Borsa. Deputato leghista nonché sottosegretario all’Economia, era fortemente sostenuto da Giancarlo Giorgetti. L’accordo tra alleati sul suo nome pareva cosa fatta, ma Forza Italia si è improvvisamente sfilata. Per Antonio Tajani il leghista romano era troppo politico per guidare un’autorità indipendente. Rilievo assolutamente legittimo, anche se nel 2010 alla Consob arrivò Giuseppe Vegas, viceministro di Giulio Tremonti e parlamentare del Popolo della Libertà. Su Freni si era allungata poi l’ombra di un possibile conflitto di interessi: visto che si era occupato di redigere le nuove regole del mercato finanziario, da un giorno all’altro sarebbe passato da giocatore ad arbitro. Il braccio di ferro è andato in scena per quattro mesi fino all’epilogo di mercoledì scorso, quando Freni ha manifestato la volontà di togliersi dalla corsa. «Ho fatto prevalere il dovere istituzionale. Non voglio creare problemi al governo, alla Consob e al Paese», ha spiegato in un’intervista a Repubblica. E in Parlamento, di fronte alle attestazioni di stima dei colleghi, ha commentato: «La vita è altro. Mia moglie e le mie figlie stanno bene. Il resto è solo lavoro…».

Il ritiro di Freni rende ancora più assurdo il caso Agnes in Rai
Federico Freni (Imagoeconomica).

La candidatura di Agnes tiene in ostaggio la Vigilanza

Un passo indietro, una rarità nel nostro Paese, che rende ancora più evidente la cocciutaggine di Agnes. Non è solo una questione di stile. La sua ostinazione sta lasciando la tv pubblica semi-decapitata (il ruolo di presidente è ricoperto dal facente funzioni Antonio Marano) e al contempo sta bloccando i lavori della commissione di Vigilanza da quasi due anni. Visto che il centrosinistra si rifiuta di votare Agnes per una questione di metodo (il nome, che dovrebbe essere di garanzia quindi bipartisan, è stato proposto dal centrodestra senza alcuna interlocuzione: prendere o lasciare), ogni volta che la commissione decide di riunirsi, la maggioranza fa mancare il numero legale. Fin qui si sono tenute solo alcune audizioni “straordinarie”, come quella a Sigfrido Ranucci dopo l’attentato e all’ad Rai Giampaolo Rossi, per il resto l’attività dell’organismo è congelata. E continua a esserlo nonostante gli accorati appelli del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, quelli un po’ meno accorati dei presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, e pure, da ultimo, lo sciopero della fame che sta portando avanti Roberto Giachetti (Iv). 

Il ritiro di Freni rende ancora più assurdo il caso Agnes in Rai
Simona Agnes e Barbara Floridia (Imagoeconomica).

Mesi sulla graticola sono un danno di immagine

Nulla da fare. Agnes, sostenuta da Gianni Letta ma soprattutto da Maurizio Gasparri, non si muove di un millimetro. Resta lì, candidata a una poltrona dove non verrà mai eletta: per il via libera sono necessari i due terzi dei voti in Vigilanza, numeri di cui il centrodestra non dispone. Servirebbe un accordo con l’opposizione o con una parte di essa, ma al momento l’eventualità non esiste. In Parlamento sono in molti a pensare, anche nelle file della destra, che Agnes dovrebbe seguire l’esempio di Freni e farsi da parte. Perché restare sulla graticola dal 2024, lasciando la Rai senza presidente e bloccando la Vigilanza, dimostra poco senso delle istituzioni. «Se si fosse ritirata dalla corsa, com’era logico, a quest’ora probabilmente la tv pubblica avrebbe un presidente e la Vigilanza sarebbe operativa. Anche noi non capiamo perché preferisce stare lì, a farsi rosolare, oltretutto con un notevole danno d’immagine…», sussurrano alcuni parlamentari dell’opposizione in commissione.

Il ritiro di Freni rende ancora più assurdo il caso Agnes in Rai
Simona Agnes e Gianni Letta (Imagoeconomica).

Rai e Consob: il doppiopesismo di Tajani

In queste ore in Transatlantico il paragone tra i due casi viene evocato da molti, come si evince pure da uno scambio andato in scena giovedì pomeriggio. «Ho apprezzato il passo indietro di Freni dalla corsa per la Consob», ha commentato Tajani, specificando che non c’è mai stato un fatto personale nei suoi confronti. Non è una questione di nome. Pure se fosse stato uno di Forza Italia avrei detto che serve una figura tecnica alla guida della Consob e non di un politico». «L’apprezzamento del ministro degli Esteri per Freni rende inevitabile una domanda: si tratta dello stesso Tajani che, pur di imporre alla presidenza Simona Agnes, contribuisce a bloccare ormai da 20 mesi la Vigilanza Rai?», chiede Davide Faraone, vicepresidente di Italia viva. Mentre il suo collega di partito, Giachetti, è in sciopero della fame da lunedì 4 maggio. Una protesta che finora non ha prodotto alcun risultato. 

Il ritiro di Freni rende ancora più assurdo il caso Agnes in Rai
Antonio Tajani (Imagoeconomica).

Unicredit-Confcommercio, accordo per rafforzare innovazione e sicurezza al Sud

La digitalizzazione delle imprese italiane cresce, ma resta disomogenea e ancora poco strutturata. Nel 2025 quasi l’80 per cento delle imprese con almeno 10 addetti ha raggiunto un livello base di digitalizzazione, ma solo il 38,1 per cento presenta livelli avanzati. Il divario si amplia tra le pmi e nei territori del Mezzogiorno. Parallelamente, i pagamenti elettronici hanno superato i 518 miliardi di euro, raggiungendo il livello più alto mai registrato e confermando una trasformazione ormai strutturale dei sistemi di incasso. È in questo contesto – crescita del digitale e necessità di rafforzarne qualità e sicurezza – che si inserisce l’accordo tra Unicredit e Confcommercio distretto Salerno.

Innovazione e digitale ma anche protezione e gestione del rischio

L’iniziativa punta a sostenere la diffusione dei pagamenti elettronici e dei servizi digitali tra le imprese locali, affiancandoli a strumenti di protezione e gestione del rischio, in un quadro in cui la crescita tecnologica non è ancora accompagnata da un adeguato livello di sicurezza. Secondo l‘Istat, oltre il 70 per cento delle pmi è digitalizzato a livello base, ma solo una quota limitata dispone di strumenti evoluti, mentre le grandi imprese superano l’83 per cento di digitalizzazione avanzata. Le imprese a bassa digitalizzazione rappresentano inoltre oltre il 70 per cento di quelle attive esclusivamente sul mercato interno. Anche sul fronte tecnologico emergono ritardi. L’adozione di soluzioni di intelligenza artificiale si attesta all’8,2 per cento, ancora sotto la media europea del 13,5 per cento. A questo si aggiunge il tema della protezione. Secondo Ivass, nel Sud Italia la diffusione delle coperture assicurative resta inferiore rispetto al resto del Paese, soprattutto per i rischi operativi e digitali.

L’Italia adotta con altri 35 Stati europei il Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina

Nel corso della riunione annuale dei Ministri degli Affari Esteri del Consiglio d’Europa (composto da 46 membri), che si è tenuta a Chișinău in Moldavia, l’Unione europea e 36 Paesi hanno espresso l’intenzione di aderire a un nuovo Accordo Parziale Allargato che istituisce il Tribunale Speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina. Tra essi anche l’Italia, rappresentata in Moldavia dal sottosegretario Massimo Dell’Utri.

Il Segretario generale: «Dare seguito all’impegno politico»

«Questi Stati hanno compiuto un passo decisivo verso l’effettiva istituzione del Tribunale speciale e il riconoscimento delle responsabilità per l’aggressione contro l’Ucraina», ha dichiarato il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset. «Ora occorre agire per dare seguito a questo impegno politico, garantendo il funzionamento e il finanziamento del Tribunale. Si avvicina rapidamente il momento in cui la Russia dovrà rispondere della sua aggressione. La strada che ci attende è quella della giustizia, che deve prevalere».

Il processo di istituzione annunciato a maggio 2025

I Paesi devono ora completare le proprie procedure nazionali per l’adesione. Successivamente avrà inizio il processo vero e proprio di costituzione di quello che è stato soprannominato “Tribunale di Putin”: selezione dei giudici e del pubblico ministero, approvazione del regolamento interno. Il comitato direttivo dovrà riunirsi almeno una volta all’anno. Così Andrii Sybiha, ministro degli Esteri ucraino: «Le fondamenta morali dell’Europa e del mondo saranno ripristinate solo quando il crimine di aggressione contro l’Ucraina sarà punito. Non è una questione del passato, ma del futuro. Si tratta di ristabilire uno spazio comune di verità, giustizia e fiducia». Il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa aveva annunciato l’avvio del processo di istituzione del tribunale a maggio del 2025.

Le altre decisioni prese in Moldavia dai ministri degli Esteri

A Chișinău i ministri hanno inoltre accolto con favore la Convenzione che istituisce una Commissione internazionale per i risarcimenti per Kyiv, seconda parte di un meccanismo di compensazione globale relativo alla guerra di aggressione della Russia, che si baserà sul Registro dei danni per l’Ucraina. Istituito nel 2023, quest’ultimo raccoglie e registra le richieste di risarcimento presentate da individui, organizzazioni ed enti pubblici in Ucraina: adottato finora da 44 Paesi, ha già ricevuto oltre 150 mila richieste.

Dossieraggio all’Antimafia, chiesto il processo per Striano e Laudati

Nell’ambito dell’indagine sulla diffusione di informazioni riservate e sugli accessi abusivi ai sistemi informatici delle forze dell’ordine e della banca dati della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per il finanziere Pasquale Striano e l’ex sostituto procuratore della Dnaa Antonio Laudati. In tutto sono a rischio processo una ventina di indagati. Nel procedimento, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi e dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, sono coinvolti anche alcuni giornalisti: per uno di loro i magistrati di piazzale Clodio hanno chiesto l’archiviazione.

Dossieraggio all’Antimafia, chiesto il processo per Striano e Laudati
Guido Crosetto (Ansa).

L’inchiesta è nata da una denuncia di Crosetto

L’inchiesta era stata avviata dal procuratore di Perugia Raffaele Cantone dopo la denuncia del ministro della Difesa Guido Crosetto sull’eventuale violazione di informazioni secretate a seguito di un articolo del Domani, in cui venivano citati i compensi da lui stesso ricevuti per consulenze a Leonardo e altre aziende.

Dossieraggio all’Antimafia, chiesto il processo per Striano e Laudati
Raffaele Cantone (Ansa).

Ne è emersa una maxi operazione di dossieraggio condotta per anni su leader politici, imprenditori, volti noti del mondo dello sport e dello spettacolo, tramite accessi non autorizzati alla banca dati della Direzione nazionale antimafia. Tra i “dossierati” Matteo Renzi e Giuseppe Conte (così come il suo portavoce storico Rocco Casalino), ma anche Giuseppe Valditara, Marta Fascina e Francesco Totti.

Dossieraggio all’Antimafia, chiesto il processo per Striano e Laudati
Antonio Laudati (Imagoeconomica).

Figura chiave della vicenda il già citato Striano, tenente della Guardia di Finanza in forza al nucleo di Polizia valutaria di Roma, distaccato all’Antimafia. Sarebbe stato lui ad accedere all’ufficio Sos (sigla che sta per Segnalazioni di operazioni finanziarie sospette) per acquisire informazioni finanziarie (movimentazioni bancarie, operazioni di ogni tipo) su vari personaggi, senza una reale giustificazione, girando poi i dati ai giornalisti che ovviamente, visto da dove arrivavano, li ritenevano assolutamente attendibili. Il tutto, secondo Perugia, con la connivenza di Laudati, allora pm della procura Antimafia (oggi in pensione). Da parte sua, Striano ha sostenuto invece di aver fatto ricorso alle banche dati per destinare le ricerche alle procure distrettuali, con l’obiettivo di dare seguito a iniziative investigative.

Il vantaggio di Majorino nella corsa per Milano e le altre pillole del giorno

Mentre il centrodestra sta ancora litigando sulla papabile candidatura di Maurizio Lupi a sindaco di Milano, la partita per il post Beppe Sala che si gioca nel 2027 potrebbe essere meno aperta di quel che si pensi, dopo 15 anni consecutivi di amministrazione di centrosinistra. Proprio la coalizione progressista sarebbe in netto vantaggio, almeno secondo i sondaggi condotti da Youtrend in vista delle prossime elezioni comunali. Le intenzioni di voto indicano il 54,6 per cento degli elettori a favore di Pierfrancesco Majorino, che quindi vincerebbe già al primo turno, e il 40,6 per cento schierato con un generico candidato del centrodestra, il cui nome non è stato indicato. Briciole per eventuali terzi incomodi: giusto un misero 4,8 per cento. La rilevazione è stata eseguita tramite 818 interviste ed è stata commissionata dall’agenzia di stampa Bovindo, quella che segue il Pd in Regione Lombardia, dove cioè proprio Majorino è capogruppo. Guardando le singole formazioni politiche, il 27,3 per cento degli elettori sceglierebbe il Partito democratico, seguito dal 19,8 per cento per Fratelli d’Italia e il 12,4 per cento per Alleanza Verdi-Sinistra. Mentre restando sui singoli nomi, il 35 per cento degli elettori del centrosinistra si orienterebbe su Majorino, consigliere regionale del Pd ed ex assessore alle politiche sociali del Comune di Milano, mentre il 31 per cento preferirebbe Mario Calabresi, attuale ceo, direttore editoriale e socio fondatore di Chora Media, nonché ex direttore de La Stampa e la Repubblica. Niente dati sulla vicesindaca Anna Scavuzzo, che pure è stata fin qui l’unica a essersi esplicitamente resa disponibile alla corsa per Palazzo Marino. Alessandro Capelli, segretario del Pd a Milano, ha detto che il cavallo su cui puntare sarà scelto dopo l’estate, e che la via delle Primarie sarebbe la migliore possibile. Nel sondaggio c’è anche una valutazione sugli indici di notorietà dei possibili candidati: dopo l’attuale sindaco Sala (91 per cento), i nomi più noti sono quelli di Majorino (76 per cento), Maurizio Lupi (73 per cento), Stefania Craxi (72 per cento), Mario Calabresi (65 per cento) e Umberto Ambrosoli (56 per cento). All’appuntamento con le urne manca un anno, ma i numeri cominciano a dare qualche chiara indicazione.

Il vantaggio di Majorino nella corsa per Milano e le altre pillole del giorno
Il vantaggio di Majorino nella corsa per Milano e le altre pillole del giorno
Il vantaggio di Majorino nella corsa per Milano e le altre pillole del giorno
Il vantaggio di Majorino nella corsa per Milano e le altre pillole del giorno

Valditara molto amato dai presidi delle scuole

Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del merito, quello che ha detto che Piersanti Mattarella, fratello del presidente della Repubblica, fu ucciso dalle Brigate Rosse (anziché da Cosa Nostra, giustificandosi poi dietro la scusa del «lapsus»), è amatissimo dai presidi delle scuole. Il motivo? Il maxi aumento di stipendio che è stato concesso alla “sezione dirigenti” del dicastero, e che comprende proprio i presidi. Per effetto del rinnovo del contratto, gli aumenti medi sono di circa 500 euro al mese, con arretrati che toccano quota 6 mila euro. Cifre che somigliano molto a quelle conquistate dal sindacato dei bancari, e che nel pubblico impiego non si vedevano da tempo. E così Valditara è diventato l’idolo dei presidi delle scuole.

Il vantaggio di Majorino nella corsa per Milano e le altre pillole del giorno
Giuseppe Valditara (Imagoeconomica).

Reale Mutua tra La Stampa e Confagricoltura

Per il futuro del quotidiano La Stampa si parla di un intervento «importante» di Reale Mutua. La compagnia assicurativa in questi ultimi tempi è molto attiva sul fronte della comunicazione e della pubblicità: a parte gli spot con protagonista Lillo, un attore certo lontanissimo dallo standing sabaudo del gruppo, le presenze del board a Roma si sono moltiplicate. L’ultima è avvenuta nella sede nazionale di Confagricoltura, dove insieme alla confederazione guidata da Massimiliano Giansanti è stata promossa l’iniziativa “AGRIcoltura100” con il patrocinio del ministero dell’Agricoltura guidato da Francesco Lollobrigida, «per valorizzare il contributo del settore agricolo alla crescita sostenibile dell’Italia e promuovere un modello di sviluppo responsabile in linea con l’Agenda Onu 2030». Fatto sta che le apparizioni nella Capitale stanno diventando sempre più importanti, per Reale Mutua, specie con il governo presieduto da Giorgia Meloni.

Piepoli prevede anche… il turismo

Nicola Piepoli, classe 1935, storico “re dei sondaggisti”, lavora senza sosta. Nella giornata di lunedì 18 maggio a Roma è chiamato ad annunciare le sue previsioni sulle prossime vacanze, in un focus dedicato a quel turismo che ormai rappresenta la prima industria italiana. “Prospettive e opportunità per l’estate 2026”, è il titolo dell’incontro in programma nella sede della Camera di Commercio di Roma, a piazza di Pietra.

Il vantaggio di Majorino nella corsa per Milano e le altre pillole del giorno
Nicola Piepoli (foto Imagoeconomica).

I regali di Senato e Camera al Salone del Libro

Chi va a Torino al Salone del Libro viene sommerso dai regali del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati. Anche quest’anno le istituzioni partecipano alla manifestazione organizzata all’interno del Lingotto Fiere, e nello spazio ospitato nel padiglione “Oval”, condiviso con il ministero dell’Istruzione e del merito, si tengono incontri dove a tutti viene regalata una copia della Costituzione vigente, con lo speciale logo per gli 80 anni della Repubblica, e la riproduzione anastatica del testo firmato il 27 dicembre 1947, assieme ad altre pubblicazioni come la Dichiarazione universale dei diritti umani e “Il Senato in sintesi”. Non è tutto gratis, però, dato che i visitatori possono acquistare, per esempio, alcuni dei volumi più significativi della produzione editoriale del Senato, anche in collaborazione con alcune case editrici nazionali, come il Codice parlamentare e i cataloghi delle mostre che si svolgono negli spazi di Palazzo Madama. Entusiastico il comunicato del Senato guidato da Ignazio La Russa: «Molto apprezzata la riproduzione fotografica dell’Aula, che è ormai luogo tradizionale di selfie per ragazzi e adulti». Già, perché ormai chi visita Palazzo Madama, e pure Montecitorio, ci tiene tantissimo al selfie, più che seguire i lavori parlamentari e conoscere i meccanismi che regolano la vita parlamentare…

Nominato il nuovo ministro della Salute del Regno Unito dopo le dimissioni di Streeting

James Murray è il nuovo ministro della Salute del Regno Unito dopo le dimissioni di Wes Streeting. L’ha reso noto l’ufficio del premier britannico Keir Starmer. Deputato di Ealing North, è stato eletto per la prima volta nel 2019 e riconfermato nel 2024. È stato anche sottosegretario del Tesoro. Prima di essere eletto in Parlamento, è stato attivo a livello locale offrendo il proprio contributo in municipio e, in particolare, in ambito edilizia abitativa e costruzione di nuove case popolari. Secondo i media britannici, Streeting si è dimesso perché intende candidarsi alla guida del governo, in un contesto segnato dalle pressioni su Starmer perché lasci l’incarico dopo le sconfitta alle elezioni amministrative.

Il vertice Brics si chiude senza un accordo sul Medio Oriente

Il vertice di due giorni dei ministri degli Esteri dei Paesi Brics, che si è svolto a Nuova Dehli, è terminato senza un accordo sul Medio Oriente, che era uno dei temi sul tavolo. La mancata intesa nasce dal fatto che l’organizzazione politico-economica intergovernativa raggruppa Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, Etiopia, Egitto, Indonesia, Emirati Arabi Uniti e Iran: gli ultimi due Paesi al momento in guerra tra di loro.

Il vertice Brics si chiude senza un accordo sul Medio Oriente
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e l’omologo indiano Subrahmanyam Jaishankar (Ansa).

La dichiarazione dell’India con i passaggi su Palestina e Cuba

Dal summit è uscita solo una dichiarazione dell’India, Paese ospitante, in cui si legge di «divergenze di opinione tra alcuni membri» sulla crisi in Medio Oriente e di ministri che hanno espresso «le rispettive posizioni nazionali» su questioni come la sovranità, la sicurezza marittima e la protezione delle infrastrutture civili e delle vite dei civili. Sempre a proposito di Medio Oriente, la dichiarazione contiene un passaggio sulla «importanza dell’unificazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza sotto l’Autorità palestinese» e sul «diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione, compreso il diritto a un proprio Stato di Palestina indipendente». Il testo esprime poi preoccupazione per l’evolversi della situazione a Cuba, ribadendo «la necessità di porre fine alle misure economiche, commerciali e finanziarie» nei confronti dell’isola, «in conformità con la Risoluzione A/79/80 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite».

Giachetti si incatena in Aula e inizia lo sciopero della sete contro il blocco della Vigilanza Rai

Giachetti si incatena in Aula e inizia lo sciopero della sete contro il blocco della Vigilanza Rai
Giachetti si incatena in Aula e inizia lo sciopero della sete contro il blocco della Vigilanza Rai
Giachetti si incatena in Aula e inizia lo sciopero della sete contro il blocco della Vigilanza Rai

Roberto Giachetti, deputato di Italia Viva, si è ammanettato al proprio banco parlamentare alla Camera per manifestare «contro il sequestro della commissione Vigilanza Rai da parte della maggioranza». Già in sciopero della fame da 12 giorni, ha detto che passerà ora allo sciopero della sete. «In questi giorni nella maggioranza nessuno ha ritenuto di dover dare qualsiasi segnale, se non preoccuparsi per la mia salute. Invece di preoccuparsi per la mia salute, sarebbe utile che tutti ci occupassimo della salute della democrazia», ha detto in un intervento in Aula. «Ho deciso di non abbandonare questo luogo finché non ci sarà un pubblico impegno da parte della maggioranza di garantire il numero legale nella prossima convocazione della commissione Vigilanza Rai». Giachetti è ancora incatenato al suo posto e, con lui, sono presenti nell’emiciclo assistenti parlamentari e un presidio sanitario. Il blocco dei lavori della commissione è legato al mancato accordo sulla presidenza della Rai, che richiede una maggioranza qualificata. In assenza di intesa, l’organo non riesce a riprendere l’attività ordinaria, con audizioni e funzioni di controllo ferme da mesi.

Scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina: 205 per parte

Russia e Ucraina hanno effettuato uno scambio di prigionieri con la liberazione di 205 per parte. Lo ha reso noto il ministero della Difesa russo, ringraziando gli Emirati Arabi Uniti per la loro mediazione. Lo riferiscono i media russi.

Almeno 24 vittime a Kyiv

Intanto cresce ancora il bilancio delle vittime dei massicci bombardamenti russi che hanno colpito Kyiv nella notte tra 13 e 14 maggio 2024. I morti accertati sono 24, tra cui tre bambini. Continuano le operazioni di rimozione delle macerie da un edificio crollato. Vittime anche a Ryazan, in Russia, dove tre persone sono morte e 12 sono rimaste ferite per un attacco di droni ucraini. Secondo quanto riferito dal governatore Pavel Malkov, nell’operazione sono stati colpiti due edifici residenziali e un impianto industriale.

Italiani morti alle Maldive, la procura di Roma avvia un’indagine

La procura di Roma ha avviato un’indagine sulla morte dei cinque italiani alle Maldive, avvenuta durante un’immersione. I pm della capitale, coordinati dal procuratore capo Francesco Lo Voi, avvieranno un fascicolo una volta arrivata la comunicazione del consolato e affideranno una delega di indagine per compiere tutti gli accertamenti necessari a stabilire le cause dei decessi, che si sono verificati durante l’esplorazione di alcune grotte sottomarine a 60 metri di profondità. Sono intanto iniziate le operazioni di recupero delle vittime, considerate ad altissimo rischio anche a causa del maltempo. L’ambasciatore d’Italia a Colombo (Sri Lanka), competente per le Maldive, è arrivato a Malè e per parlare con i responsabili della guardia costiera presenti.

Chi sono i cinque italiani morti alle Maldive

Alle Maldive hanno perso la vita Monica Montefalcone (professoressa associata in ecologia marina dell’Università di Genova) e sua figlia Giorgia Sommacal, Gianluca Benedetti (capobarca), Federico Gualtieri (istruttore di sub) e Muriel Oddenino (biologa marina). Le vittime stavano partecipando a una crociera scientifica biologica nell’atollo di Vaavu a bordo del Duke of York, che offre escursioni e snorkeling nell’arcipelago dell’Oceano indiano.

Italiani morti alle Maldive, la procura di Roma avvia un’indagine
Il mare delle Maldive (Ansa).

Le ipotesi: dall’iperossia alla perdita di orientamento

Sono diverse le ipotesi avanzate. Su tutte quelle dell’iperossia, condizione che può verificarsi con un’esposizione prolungata o ad alta pressione a elevate concentrazioni di ossigeno durante immersioni profonde. Il fenomeno può provocare danni ai tessuti e colpire il sistema nervoso centrale, causando perdita di coscienza, convulsioni e altri gravi effetti neurologici. Ma c’è anche l’ipotesi della perdita di orientamento nella grotta, complice la scarsa visibilità per la sabbia smossa dal moto ondoso causato dal maltempo. Non si può al momento escludere che uno dei cinque sia rimasto incastrato e gli altri abbiano finito l’aria nel tentativo di aiutarlo. C’è chi parla poi di problemi legati a improvvise correnti ascensionali.

Non sarebbero state rispettate le norme sulle immersioni

Sembra, in ogni caso, che non siano state rispettate le norme sulle immersioni in vigore alle Maldive. Innanzitutto, non sarebbe stato presente una guida esperta locale, obbligatoria per immersioni di questo tipo. C’è poi l’aspetto della profondità: è stato ignorato il limite dei 30 metri per le immersioni ricreative. Infine, a detta di molti, sarebbero state sottovalutate le allerte meteo. Gli incidenti legati alle immersioni non sono così rari alle Maldive: negli ultimi sei anni ci sono state 42 vittime.

Confindustria entra nel capitale di Quantico, Regina nel cda

Quantico, piattaforma di investimento in club deal, ha annunciato l’ingresso di Confindustria nel proprio capitale sociale. In rappresentanza dell’associazione, Aurelio Regina entra nel consiglio di amministrazione della società. L’iniziativa, si legge in una nota, segna un passaggio strategico per Quantico, che rafforza il proprio posizionamento come realtà di riferimento nel private capital italiano, espressione diretta dell’imprenditoria del Paese e orientata a sostenere la crescita, l’innovazione e l’internazionalizzazione delle mid-cap.

L’operazione contribuisce a creare un ponte tra industria e capitali

«Questa operazione rappresenta un passo decisivo per facilitare l’incontro tra capitali privati e aziende di eccellenza italiane», ha commentato Antonio Da Ros, ceo di Quantico. «Sosteniamo questo progetto perché contribuisce a creare un ponte concreto tra industria e capitali, mettendo a disposizione delle imprese risorse finanziarie e competenze», ha aggiunto Aurelio Regina, delegato all’energia di Confindustria. Per Unicredit, promotore e partner di Quantico, l’operazione consolida il posizionamento della banca a supporto della crescita delle imprese italiane, in particolare nel segmento delle medie aziende, sempre più centrali per la competitività del sistema economico nazionale ed europeo.

Trump saluta la Cina: «Con Xi accordi commerciali fantastici»

Donald Trump ha lasciato Pechino dopo aver «raggiunto importanti intese comuni sul mantenimento di legami economici e commerciali stabili, sull’espansione della cooperazione pratica in vari campi e sull’affrontare in modo adeguato le reciproche preoccupazioni», ha spiegato l’omologo cinese Xi Jinping. Da parte sua, il presidente Usa ha affermato che l’incontro è stato «di grande successo» e «indimenticabile». Sono stati diversi i temi sul tavolo: dal petrolio ai dazi all’intelligenza artificiale, fino all’Iran e dunque Hormuz, senza dimenticare ovviamente Taiwan. Un tema sempre caldo per la Repubblica Popolare e affrontato da Xi non appena Trump è sceso dall’Air Force One.

Trump saluta la Cina: «Con Xi accordi commerciali fantastici»
L’Air Force One diretti verso gli Usa dopo l’incontro Trump-Xi a Pechino (Ansa).

L’avvertimento di Xi su Taiwan

Bollando come «incompatibili» l’indipendenza di Taipei e la pace nello Stretto di Formosa, Xi in apertura del bilaterale aveva definito la questione di Taiwan «la più importante nelle relazioni tra Pechino e Washington», per poi avvertire Trump: «Se gestite bene, le relazioni bilaterali possono garantire una stabilità generale. Se gestite male, i due Paesi potrebbero scontrarsi o addirittura entrare in conflitto, spingendo l’intero rapporto sino-americano in una situazione molto pericolosa». Poi aveva citato la “trappola di Tucidide”, concetto geopolitico che descrive la tendenza strutturale al conflitto quando una potenza emergente minaccia di spodestarne una egemone consolidata, auspicando che Cina e Stati Uniti riusciranno a evitarla e che il 2026 sia «un anno di svolta».

Trump saluta la Cina: «Con Xi accordi commerciali fantastici»
L’incontro Xi-Trump sui giornali cinesi (Ansa).

La “mezza vittoria” di Trump sull’Iran

Trump ha affermato che la Cina, al pari degli Usa, vuole la fine della guerra in Iran, lo Stretto di Hormuz aperto e una Repubblica Islamica senza armi nucleari, aggiungendo che Pechino potrebbe fare pressioni su Teheran, spingendo sul fabbisogno energetico cinese, per favorire un accordo con Washington. Nei fatti, quella del tycoon è una mezza vittoria: Xi chiede infatti un cessate il fuoco completo e duraturo, mentre The Donald continua a minacciare di bombardare nuovamente le installazioni nucleari civili se Teheran tenterà di recuperare l’uranio. In vista del bilaterale, aveva anche detto a Fox News che Xi si era impegnato a non fornire equipaggiamento militare all’Iran. Da parte sua, Pechino ha ribadito che per la crisi in Medio Oriente «la strada giusta» è quella del negoziato, sottolineando che le soluzioni militari «non portano da nessuna parte».

Trump parla di «accordi commerciali fantastici»

Trump, dopo il vertice, ha inoltre affermato che Xi ha accettato di acquistare petrolio dagli Stati Uniti, citando «accordi commerciali fantastici» che – in attesa di annunci ufficiali – c’è da credere non si fermeranno al greggio. Nei giorni che portavano al bilaterale, sui media americani girava la formula “Cinque B”, che riassumeva le priorità Usa (tutte economiche): Boeing, Beans, Beef, Board of Investment e Board of Trade, gli acquisti cinesi di aerei (200), semi di soia e carne bovina, oltre alla creazione di un board per gli investimenti e di uno per il commercio, che diventerebbe una camera di discussione sui dazi.

Trump saluta la Cina: «Con Xi accordi commerciali fantastici»
Vladimir Putin e Xi Jinping (Ansa).

Il 20 maggio Xi vedrà ancora Putin

Dopo aver ricevuto Trump, Xi si prepara a ricevere Vladimir Putin, che dovrebbe arrivare a Pechino il 20 maggio. I due leader, che a febbraio del 2022 (meno di tre settimane prima dell’invasione dell’Ucraina) hanno firmato un accordo di partenariato strategico «senza limiti», si sono si sono visti più di 40 volte nel corso degli anni: l’ultimo incontro si è tenuto in Cina a settembre del 2025.

Simest, 800 milioni per le imprese colpite dalla crisi nel Golfo

Simest, la società per l’internazionalizzazione delle imprese del Gruppo Cdp, lancia un nuovo intervento strategico da 800 milioni di euro a sostegno delle imprese italiane colpite dagli effetti della crisi nell’area del Golfo Persico e dal perdurare delle tensioni sui costi energetici. In un contesto internazionale segnato da instabilità geopolitica, volatilità dei mercati e pressioni sulle catene di approvvigionamento, l’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno del Sistema Italia, guidato dal ministero degli Esteri, a sostegno della competitività del tessuto produttivo nazionale, accompagnandone la proiezione sui mercati globali. Le risorse – che provengono dal Fondo 394/81, gestito da Simest in convenzione con la Farnesina – sono destinate alle imprese esportatrici e a quelle fornitrici dirette di aziende italiane che esportano.

Cosa prevede l’iniziativa

La misura è destinata alle imprese che abbiano registrato un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato pari ad almeno il 10 per cento a seguito del conflitto e prevede:

  • contributo a fondo perduto fino al 30 per cento per le pmi (20 per cento per le altre imprese);
  • finanziamenti fino al 90 per cento per il rafforzamento patrimoniale;
  • possibilità di destinare fino a 1,5 milioni di euro a incrementi di capitale e supporto alle società controllate;
  • anticipo fino al 50 per cento;
  • durata dei finanziamenti fino a otto anni.

Potenziata anche la misura dedicata alle imprese energivore

Parallelamente, viene ulteriormente rafforzata la misura dedicata alle imprese energivore, pilastro dell’intervento a favore dei comparti più esposti al caro energia, con condizioni migliorative volte a sostenere la continuità operativa e la capacità di investimento:

  • contributo a fondo perduto fino al 20 per cento;
  • esenzione dalla prestazione delle garanzie;
  • finanziamenti fino al 90 per cento per il rafforzamento patrimoniale;
  • incremento fino a 1,5 milioni di euro della quota destinabile alla capitalizzazione delle controllate;
  • anticipo elevato fino al 50 per cento;
  • estensione della durata dei finanziamenti fino a otto anni.

Le domande potranno essere presentate a partire dal 25 maggio fino al 31 dicembre 2026. Con questo intervento, Simest rafforza il proprio ruolo di operatore chiave per l’internazionalizzazione, contribuendo a sostenere la resilienza del sistema produttivo e a preservarne la competitività in uno scenario globale in rapido mutamento. L’obiettivo è accompagnare le imprese non solo nella gestione della fase emergenziale, ma anche nel rafforzamento strutturale necessario per competere con successo sui mercati internazionali.

Pd, Maurizio De Giovanni entra nella segreteria regionale campana

Dopo sette mesi dalla nomina a segretario regionale del Pd in Campania, Piero De Luca ha scelto la sua segreteria, la squadra che lo accompagnerà nella direzione del partito. 20 nomi tra cui alcune figure esterne come Maurizio de Giovanni, lo scrittore che si occuperà di Cultura, l’ex procuratore generale Luigi Riello, alla Giustizia, e Anna Riccardi della fondazione Famiglia di Maria al Welfare. De Giovanni ha spiegato di aver aderito «a un progetto che ritengo interessante» e annunciato che lascerà la presidenza del premio Napoli.

I nomi e i ruoli

De Luca ha presentato la nuova segreteria come «un organismo strutturato in modo plurale ed inclusivo, nel pieno rispetto dell’equilibrio di genere e della rappresentanza territoriale, composto da donne ed uomini di spessore, animati da grande passione e spirito di militanza, aperto anche a figure provenienti dalla società civile di assoluta autorevolezza, esperienza e competenza, che ringrazio per la disponibilità fornita». Di seguito l’elenco dei nomi con le relative deleghe:

  • Enza Ambrosone – Aree interne, Politiche agricole e alimentari;
  • Giuseppe Annunziata – Enti locali;
  • Antonio Borrelli – Sicurezza;
  • Antonella Ciaramella – Partecipazione, Inclusione sociale, Politiche abitative;
  • Maurizio De Giovanni – Cultura e Memoria;
  • Federica Esposito – Iniziativa politica, Cooperazione, Europa;
  • Lorenzo Fattori – Università e Ricerca;
  • Chiara Fontana – Economia, Imprese, Attività produttive;
  • Federica Fortino – Pubblica amministrazione, Innovazione, Politiche giovanili;
  • Paola Genito – Riforme, Professioni;
  • Ornella Manzi – Diritti, Politiche di coesione e sviluppo, Formazione;
  • Antonio Marciano – Politiche del lavoro;
  • Carmelo Mastursi – Organizzazione;
  • Nazzareno Pecoraro – Coordinatore della segreteria;
  • Anna Riccardi – Welfare, Contrasto alle diseguaglianze
  • Luigi Riello – Giustizia, Legalità e Trasparenza;
  • Carmela Saulino – Salute e Sanità;
  • Camilla Sgambato – Infanzia, Povertà educativa, Politiche per la famiglia;
  • Raffaello Di Stefano – Ambiente, Clima, Green economy;
  • Alessandro Zampella – Scuola e Istruzione, Agenda 2030.