Editoria: Neom di Lavie Tidhar

Neom di Lavie Tidhar

Su Urania di settembre un romanzo ambientato nell'universo narrativo di Central Station.

Dopo aver descritto l'immensa stazione spaziale di Tel Aviv in Stazione centrale lo scrittore israeliano Lavie Tidhar estende l'azione a una città vicina, Neo-Mostaqbal, da tutti chiamata Neom. La città si estende sulla costa orientale del Mar Rosso ed è un paradiso tecnologico per i ricchi, ma al suo interno c'è una zona d'ombra, Ninive, la zona dei poveri e dei disperati. I protagonisti sono persone emarginate, che vivono ai margini della ricchissima città e cercano di sopravvivere o di trovare uno scopo alla loro esistenza. Le loro storie si... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 4 settembre 2026 - articolo di Giampaolo Rai

Addio a Fabio Mussi,’intellettuale raffinato’della sinistra operaia

Addio a Fabio Mussi,ex ministro del governo Prodi e dirigente di Sinistra italiana-Avs. A darne notizia il partito che aveva guidato dal 2007 al 2009. L’ex esponente del Pci che aderì alla svolta della Bolognina si è spento a Roma all’età di 78 anni. Nicola Fratoianni lo ricorda come ‘intellettuale raffinato e curioso’. Con un importante cursus onorum politico. Appartenente all’ultima generazione di dirigenti nazionali del Partito Comunista Italiano, è stato deputato alla Camera, poi successivamente capogruppo del Partito Democratico della Sinistra e dei Democratici di Sinistra, Ministro dell’università e della ricerca del governo Prodi II. Rifiutandosi nel 2007 di partecipare alla confluenza dei DS nel Partito Democratico, ha fondato, con Cesare Salvi ed altri, Sinistra Democratica che due anni più tardi si sciolse all’interno di SEL. Figlio di operai, nel 1965 s’iscrisse al Partito Comunista Italiano, con cui mosse i primi passi nella politica universitaria. Poi la sua ascesa nel PCI, che lo portò nel 1969 ad entrare nel Comitato centrale del partito. Nello stesso anno fu nominato responsabile delle pagine culturali e vice-direttore di Rinascita, nonchè vice-responsabile della sezione stampa e propaganda. E’ stato anche condirettore de l’Unità. Favorevole alla “svolta della Bolognina” di Achille Occhetto, divenne dirigente di prestigio prima del Partito Democratico della Sinistra (PDS) e poi dei Democratici di Sinistra (DS), di cui guidò la principale corrente di sinistra, il cosiddetto ‘Correntone’. L’attività parlamentare di Fabio Mussi iniziò nel 1992,quando fu eletto deputato per la circoscrizione Pisa-Livorno-Lucca-Massa-Carrara con 14.213 voti di preferenza. Dopo le elezioni politiche del 2006 ha ricevuto un nuovo mandato parlamentare e presieduto temporaneamente la Camera come vicepresidente anziano. Il 17 maggio 2006 il salto nel Governo con la nomina a Ministro dell’università e della ricerca nel secondo governo Prodi. Al congresso il 20 aprile 2007, durante il suo intervento, ha ribadito “non con animo leggero” la volontà di non seguire il cammino intrapreso dalla maggioranza dei DS, bensì di impegnarsi nel voler costituire una nuova forza socialista, laica e di governo più a sinistra del Partito Democratico. Il nuovo movimento, Sinistra Democratica nasce il 5 maggio 2007 con l’intenzione di riunire tutte le forze politiche della Sinistra parlamentare, in vista di un loro possibile approdo nel gruppo del Partito del Socialismo Europeo. Nel 2017, con lo scioglimento di SEL e la sua confluenza in Sinistra Italiana come partito, aderisce e partecipa alla fondazione del nuovo partito,entrando nella direzione nazionale. Un incarico che ha mantenuto fino alla fine. Zanella: se ne va un intellettuale e politico di prima grandezza Fabio Mussi è stato un politico di prima grandezza che si muoveva sulla solida formazione intellettuale alla Normale di Pisa, non voltò mai le spalle alla cultura politica da cui proveniva cercando di innestarla nella socialdemocrazia europea e senza mai seguire acriticamente i nuovi percorsi, raccogliendo le istanze ecologiste, femministe e dei nuovi movimenti con profonda convinzione. Noi di AVS gli siamo grati e grate, con dolore per la sua scomparsa ci stringiamo a sua moglie e alle sue figlie”. È quanto dichiara in una nota la capogruppo di AVS alla Camera

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“Femmene”, la risposta al pregiudizio

di Gemma Criscuoli

Molto comodi, gli stereotipi. Offrono una risposta per tutto senza l’onere del pensiero e “l’altra metà del cielo” lo sa fin troppo bene. Chi non ha gli innumerevoli privilegi del maschio, infatti, deve in ogni caso assecondarne le attese, eppure, con buona pace dei retrogradi, esistono più persone che categorie. “Femmene”, diretto da Niko Mucci, è lo spettacolo calorosamente accolto al Barbuti Festival che ha visto in campo una carismatica Nunzia Schiano su testi di Myriam Lattanzio (quest’ultima anche nelle vesti di cantante) e tratti da “Nostra Signora dei Friarielli” di Anna Mazza, con Francesco Ponzo alla chitarra e Roberto Giangrande al basso. Nella serata condotta dal giornalista Paolo Romano, l’attrice ha ricevuto il Premio Peppe Natella dalle mani della figlia Chiara, opera del maestro ceramista Nello Ferrigno, per le sue qualità interpretative. La messinscena prevede a più riprese una voce fuori campo che ricorda i tanti e molesti luoghi comuni sul mondo femminile, dall’abitudine ad accudire senza contropartita all’apparire una bestia rara in mancanza di marito e figli. I brani che accompagnano le storie minime, proposte con profonda ironia, ne esplicitano il sottotesto, il non detto. Dopo l’omaggio musicale alle “femmen e quartier”, il primo “quadro” crea con la complicità del pubblico un comico contrasto tra le “fraceche”, cioè coloro che sono troppo prese dall’apparenza e dal desiderio, e le donne d’esperienza, capaci di resistere a tutto ovunque, ondeggiando tra l’implacabile analisi dei difetti altrui e l’accoglienza di un’amica troppo pudica per ammettere di aver bisogno di un pasto in compagnia. L’esecuzione di “Besame mucho”, tuttavia, ricorda come il bisogno di un legame che dia senso alla vita resti un’urgenza umanissima delle deboli e delle forti. Il testo di Anna Mazza, inoltre, viene proposto sotto forma di radiodramma per conferire sarcastica solennità agli “eventi tragici” che colpiscono senza pietà una madre di famiglia, eccellente cuoca di “friarielli”, appunto, e desiderosa di vedere sposati in chiesa i propri figli. Al pranzo domenicale, la prima batosta: la figlia Lucia diviene buddista e la madre la immagina già drogata e rapata a zero, chissà dove. Ecco allora che “Paloma negra” crea uno spiazzante confronto tra un’ossessione d’amore e il tormento della malcapitata signora, così come “Alfonsina y el mar” narra la ricerca di pace della donna alla fermata, puntualmente tradita dal bus mentre cerca di giungere al lavoro dall’altra parte della città, tra un marito in cassa integrazione che ha deciso di far parte del mobilio e le dissimulate soddisfazioni che i figli le danno a scuola. La “Cancion de las simple cosas” amplia, invece, lo struggimento della madre del delinquente ucciso, mentre lo rivede bambino con immutato affetto e condanna la totale mancanza di empatia di chi non si preoccupa di quel corpo ormai indifeso. Il profumo irresistibile di una figura avvenente in “La flor de la canela” suggella la seconda puntata del radiodramma, in cui Susetta, sorella della protagonista, è incinta di un africano e anche in questo caso il sogno del matrimonio si allontana: occorre prudenza nel capire chi deve essere accolto in casa! La protagonista vorrebbe davvero la forza di una “pret e mare”, ma non ha che bicchieri di acqua e zucchero per resistere al mancamento che i suoi familiari le procurano, fino a quando arriva il colpo di grazia : l’omosessualità dell’amatissimo figlio Ciro e “Gracias a la vida” suona decisamente ironica, visto che la donna avrebbe fatto volentieri a meno di tante novità. Potrebbe andar peggio? Certamente: il venditore dei migliori “friarielli” della città viene arrestato e cosa resta se non rivolgersi all’unica che possa comprendere le pene materne, ovvero la Vergine? Non sono poi così diverse: anche il Salvatore ha fatto disperare la genitrice con la pretesa di fare scelte a dir poco azzardate, ma l’amore significa anche imboccare vie mai percorse. La donna, quindi, invoca la protezione divina su coloro che ama e la conclusione non può che essere affidata a “Todo cambia” e all’elogio delle donne difficili, che danno sapore all’esistenza senza stancarsi di aprire gli occhi e di comprendere. I pregiudizi non si sconfiggono con i proclami, ma attraversando tutte le contraddizioni dell’esistenza e gli egoismi che attecchiscono in ogni contesto. Al diavolo chi si ostina nel maschilismo e in una superiorità soltanto immaginata. Le donne sanno quali porte vadano aperte, anche quando hanno di fronte il più solido dei muri.

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Allarme carenza di sangue, manca soprattutto il gruppo 0+

l Centro nazionale sangue ha lanciato un allarme per una carenza diffusa di sangue su tutto il territorio nazionale, con particolare riferimento al gruppo sanguigno 0 positivo. Le criticità più rilevanti si registrano nel Lazio, in Campania e in Sicilia. La situazione è aggravata dall’assenza di Regioni che, al momento, dispongano di unità di sangue in esubero tali da poter garantire la compensazione interregionale. Il Centro nazionale sangue ha chiesto alle associazioni dei donatori di volontariato uno sforzo teso a incrementare le sessioni di donazione e queste ultime si sono già attivate. La Fidas (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) ha fatto sapere di aver potenziato la chiamata attiva. “È un momento nel quale la nostra rete è chiamata, ancora una volta, a dimostrare la propria capacità di presenza e di risposta. Chiedo a tutte le strutture associate di intensificare sin da subito, in stretto raccordo con i Servizi trasfusionali e le strutture sanitarie di riferimento, la chiamata dei donatori e ogni iniziativa utile a sostenere la raccolta, con particolare attenzione ai donatori di gruppo 0 positivo”, ha affermato il Presidente di Fidas Giovanni Musso, che ha inoltre invitato tutti i donatori periodici e chiunque desideri avvicinarsi per la prima volta alla donazione di sangue e plasma a contattare la propria associazione di riferimento o il Servizio trasfusionale locale per prenotare la donazione.

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I provvedimenti approvati dalla Giunta regionale

La Giunta regionale della Campania ha approvato nuovi provvedimenti in materia di istruzione, lavoro, attività economiche e sanità. Sul fronte dell’alta formazione, la Regione investe sul sistema degli ITS Academy, programmando fino a 15 milioni di euro del PR Campania FSE+ 2021-2027 per un nuovo ciclo di percorsi di Istruzione Tecnica Superiore. Le risorse saranno destinate alle Fondazioni ITS Academy operanti e accreditate in Campania, per consolidare l’offerta di alta specializzazione tecnologica post-diploma e renderla sempre più rispondente ai fabbisogni professionali e occupazionali del territorio. In materia di lavoro, la Giunta aggiorna e ridefinisce la disciplina dell’Osservatorio Regionale del Mercato del Lavoro e dei Fabbisogni Professionali (ORMeL), rafforzando le attività di osservazione, analisi, interpretazione e valutazione delle dinamiche del mercato del lavoro e dei fabbisogni professionali. Approvata inoltre, in attuazione della legge regionale n. 11 del 28 agosto 2026, la disciplina per l’organizzazione e il funzionamento dell’Osservatorio regionale sugli effetti del bradisismo sulle attività economiche, uno strumento dedicato a rilevare e analizzare nel tempo le conseguenze del fenomeno sul tessuto produttivo locale. L’Osservatorio monitorerà l’andamento dei diversi settori nei territori interessati di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Napoli, con particolare attenzione a commercio, somministrazione di alimenti e bevande, turismo, artigianato e servizi, fornendo un quadro sull’evoluzione e sulle ricadute del bradisismo sull’economia del territorio. In ambito sanitario, infine, viene istituito il Molecular Tumor Board (MTB) della Regione Campania, nell’ambito della Rete Oncologica Campana. Il gruppo multidisciplinare analizzerà il profilo genetico dei tumori per orientare verso trattamenti personalizzati nei casi in cui non siano disponibili alternative terapeutiche autorizzate. Il MTB valuterà l’accesso alla profilazione genomica estesa, individuerà i test biomolecolari da eseguire, interpreterà il profilo genomico del tumore e formulerà la relativa raccomandazione terapeutica.

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Derby, appello dei tifosi della Cavese

A TUTTO IL POPOLO DELLA CAVESE Domenica non c’è bisogno di spiegare cosa significa questa partita.
È IL DERBY

 

Quello che si sente sulla pelle. Quello che vive nei ricordi dei nostri nonni e dei nostri padri, attraverso accese battaglie, dentro e fuori dal campo. Quello che si tramanda di generazione in generazione. Quello che merita di essere vissuto

TUTTI INSIEME.

La squadra parte verso il loro fortino. E non deve sentirsi sola. Ci sono momenti in cui non servono parole. SERVE ESSERCI! Serve il calore della nostra gente. Serve far sentire ai ragazzi che dietro di loro c’è una città intera.

DOMENICA 6 SETTEMBRE 2026 – ORE 11:30 TUTTI ALLA PARTENZA DELLA SQUADRA TUTTI IN CURVA SUD CATELLO MARI

Per i nostri colori. Per la nostra fede. Per la nostra storia.

IN TERRA NEMICA CI ANDRANNO LORO. MA A PARTIRE CON LORO
CI SAREMO TUTTI!
CON IL FUOCO NEGLI OCCHI…
CON LA GRINTA NEL CUORE!“.

E’ questo il testo  dell’appello che  Curva Sud Catello Mari ha lanciato a tutti i tifosi della Cavese in vista del derby di domenica 6 settembre, allo stadio Arechi (con calcio d’inizio alle ore 15), contro la Salernitana, che per ragioni di ordine pubblico sarà vietato ai supporter della formazione metelliana.

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Consiglio comunale dopo S. Matteo, la sinistra: “Una vittoria non una sconfitta”

Il fine ultimo della battaglia politica ingaggiata in queste settimane come forze di opposizione al Comune di Salerno  era costringere la maggioranza a venire a riferire in Consiglio comunale, cioè nella sede istituzionale più rappresentativa della città, sulle vicende relative al Grand Hotel Salerno e al pasticcio della vendita dei suoli dell’ex parcheggio alla Foce dell’Irno.

 

Questo obiettivo, anche se differito di due settimane, sarà perseguito.  Di sicuro, se avesse potuto, la maggioranza ne avrebbe fatto a meno.  E’ questo, a nostro avviso, il dato politico che emerge dalla conferenza dei capigruppo consiliari. Ci saranno solo altri tre punti all’ordine del giorno, tra cui uno che riteniamo molto importante sullo stop al consumo di suolo, per cui ci sarà tutto il tempo necessario per sviscerare fin nei minimi dettagli le tematiche del Grand hotel e Foce Irno.

Sul rifiuto del sindaco a trasmettere in streaming le riunioni del Consiglio comunale continueremo a dar battaglia, proponendo in Commissione statuto le necessarie modifiche al regolamento delle adunanze consiliari e per fare in modo che venga allo scoperto anche l’orientamento dei singoli consiglieri comunali.

Come pure non accetteremo passivamente la voracità della maggioranza che, forte dei numeri a proprio favore e per garantire gli equilibri al proprio interno, ha deciso di accaparrarsi anche tutte le vice presidenze delle commissioni consiliari. Porremo il quesito di legittimità nelle sedi opportune.

Intanto invitiamo la cittadinanza a partecipare, non appena sarà resa nota la data di convocazione, alla riunione del Consiglio comunale“.

Il documento è firmato dai consiglieri di minoranza al Comune di Salerno di Avs , M5S e Salerno Democratica Giso Amendola, Rino Avella, Francesco Lanocita e Claudio Russolillo.

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Omicidio di S.’Egidio Monte Albino, a ottobre il processo a Raffaella Cirillo

Partirà a ottobre il processo per omicidio aggravato a carico di Raffaella Cirillo, 54 anni, di Angri, accusata di aver ucciso il marito Francesco Vitolo, 62 anni, imprenditore nel settore delle telecomunicazioni.

I fatti risalgono al 28 febbraio, nell’abitazione della coppia in viale degli Aranci, a Sant’Egidio del Monte Albino. Vitolo, colpito con un coltello da cucina durante una lite, morì il giorno successivo in ospedale a causa delle ferite riportate.

Secondo la ricostruzione della Procura di Nocera Inferiore e dei carabinieri, all’origine della tragedia ci sarebbe stata la scoperta da parte della donna di una presunta relazione extraconiugale del marito con una 41enne di Battipaglia.

La sera del delitto, dopo il rientro della coppia da un viaggio e mentre i due si trovavano soli in casa, sarebbe scoppiata una discussione. Gli investigatori ipotizzano che Cirillo, dopo aver trovato alcuni messaggi tra il marito e la presunta amante, lo abbia colpito con un coltello.

Il fendente avrebbe raggiunto il ventricolo destro, provocando una lesione risultata fatale. Nell’inchiesta sono state acquisite anche alcune confidenze della figlia, dalle quali emergerebbe il timore della donna per le possibili conseguenze economiche della presunta relazione e per il patrimonio familiare.

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America’s Cup 2027, Frecciarossa sponsor ufficiale di Luna Rossa

Due eccellenze italiane si incontrano in vista di uno dei più importanti appuntamenti sportivi internazionali. Frecciarossa, brand di Trenitalia (Gruppo Fs), è sponsor ufficiale di Luna Rossa, il team velico italiano protagonista della storia dell’America’s Cup. La partnership è stata annunciata giovedì 3 settembre 2026 al Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa, alla presenza dell’amministratore delegato di Luna Rossa, Max Sirena, del vicedirettore generale Corporate del Gruppo Fs, Giuseppe Inchingolo, e del direttore Marketing e Revenue management di Trenitalia, Mario Alovisi.

Frecciarossa gestirà i flussi di visitatori durante l’evento

L’accordo nasce dall’incontro tra due realtà simbolo del Made in Italy che condividono la stessa visione – tecnologia d’avanguardia, velocità, performance e innovazione – e segna l’avvio di una collaborazione che accompagnerà Frecciarossa e Luna Rossa verso la 38esima America’s Cup, in programma per la prima volta in Italia, a Napoli, nel 2027. L’evento rappresenterà una vetrina di risalto mondiale per il capoluogo partenopeo e per l’intero Paese, con ricadute positive su turismo e mobilità. In questo scenario, Frecciarossa, insieme a Trenitalia e al Gruppo Fs, svolgerà un ruolo chiave nella gestione dei flussi di visitatori, collegando la Napoli con le principali città e integrando mobilità, sport e promozione del territorio.

Sirena: «Condividiamo gli stessi valori basati su competenza, prestazioni e tecnologia»

«Siamo felici di avere Frecciarossa al nostro fianco nella sfida alla 38esima America’s Cup», ha detto Max Sirena, amministratore delegato di Luna Rossa. «Si tratta di un nome simbolo dell’eccellenza italiana, con cui condividiamo gli stessi valori fondati su competenza, prestazioni, stile e tecnologia. In un team sportivo l’attenzione al dettaglio, la precisione assoluta e la competenza si traducono nella capacità di competere ai massimi livelli. Per Frecciarossa gli stessi principi si esprimono in una mobilità veloce, affidabile, puntuale. In entrambi i casi, l’eccellenza nasce dalla capacità di guardare avanti, innovare e alzare costantemente i propri standard. Siamo certi che la loro presenza darà un grande contributo alla nostra campagna».

Inchingolo: «Così rafforziamo la nostra presenza internazionale»

«La collaborazione con Luna Rossa va oltre la sponsorizzazione sportiva. Accompagnare il team velico verso uno storico appuntamento come l’America’s Cup ci permette di rafforzare la presenza internazionale di Frecciarossa e di valorizzare l’eccellenza italiana in un contesto globale», ha aggiunto Giuseppe Inchingolo, vicedirettore generale Corporate del Gruppo Fs. «Allo stesso tempo, attraverso questa partnership, vogliamo contribuire concretamente alla riuscita di un grande evento, mettendo a disposizione la nostra esperienza nel trasporto. È anche attraverso una mobilità sempre più integrata ed efficiente che possiamo sostenere la crescita dei territori e accompagnare il Paese nei grandi appuntamenti che lo vedono protagonista sulla scena internazionale».

Alovisi: «Valorizziamo la nostra identità e parliamo a un pubblico globale»

«Frecciarossa di Trenitalia sta vivendo una fase di profonda evoluzione, definita dal nuovo logo e dal progressivo ingresso in circolazione dei treni ad alta velocità di nuova generazione. Unire il nostro percorso a quello di Luna Rossa significa valorizzare la nostra identità e parlare a un pubblico globale attraverso una vetrina d’eccezione, condividendo gli stessi valori di italianità, eccellenza e gioco di squadra», ha concluso Mario Alovisi, direttore Marketing e Revenue management di Trenitalia.

Enel apre al pubblico le centrali di Santa Barbara e Venaus

Dalla bicicletta all’energia, passando per il cuore dei territori. In Toscana e Piemonte, due appuntamenti sulle due ruote diventano l’occasione per andare oltre il percorso e varcare le porte di luoghi dove l’energia prende forma. Enel apre in via straordinaria al pubblico le centrali di Santa Barbara, nel Valdarno, e di Venaus, in Val di Susa, invitando cittadini e visitatori a scoprire da vicino il funzionamento degli impianti e il loro ruolo nella transizione energetica.

Il 6 settembre tour della centrale di Santa Barbara in occasione della Marzocchina

Il primo appuntamento è in Toscana, domenica 6 settembre 2026, in occasione della Marzocchina, la ciclostorica che attraversa borghi, strade bianche e campagne del Valdarno aretino e fiorentino. La partenza è da piazza Cavour a San Giovanni Valdarno, con tre percorsi da 27, 43 e 78 chilometri pensati per diversi livelli di preparazione. In parallelo alla manifestazione, dalle 9 alle 12, sarà possibile visitare la centrale di Santa Barbara attraverso tour guidati dal personale tecnico. Un’occasione per conoscere il funzionamento dell’impianto a ciclo combinato, che dispone di una potenza installata di 392 MW, e approfondire il ruolo delle diverse fonti energetiche nella transizione ecologica. Le visite, della durata di circa un’ora, saranno gratuite e organizzate per due gruppi, con prenotazione obbligatoria. L’apertura si inserisce inoltre nel più ampio percorso di valorizzazione dell’area mineraria circostante, oltre 1.600 ettari al centro di un progetto di riqualificazione orientato alla sostenibilità ambientale e all’economia circolare.

Il 12 settembre visite all’impianto di Venaus durante la Pellegrina Legends 4

La seconda tappa sarà invece in Piemonte, sabato 12 settembre 2026, in occasione della Pellegrina Legends 4, la manifestazione cicloturistica che si svolge in Val di Susa e di cui Enel è sponsor. Nell’ambito del Progetto Territorio, l’azienda aprirà eccezionalmente le porte della centrale idroelettrica di Venaus, offrendo ai partecipanti l’opportunità di scoprirne da vicino il funzionamento e il ruolo nella produzione di energia rinnovabile. Le visite guidate, in programma dalle 11.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 15.00, sono gratuite con prenotazione obbligatoria e saranno condotte dal personale tecnico di Enel. Entrata in servizio nel 1967 e automatizzata nel 1986, la centrale in caverna è alimentata dalle acque del lago artificiale del Moncenisio e rappresenta uno degli impianti strategici del sistema idroelettrico piemontese. Con una potenza installata di 260 MW e una produzione media annua di circa 273 GWh, contribuisce al fabbisogno energetico di oltre 100 mila famiglie. Il sito rappresenta inoltre un esempio di integrazione tra diverse fonti rinnovabili. Nel 2023, infatti, sulla vasca di scarico della centrale è stato realizzato il primo impianto fotovoltaico galleggiante di Enel, successivamente ampliato fino a raggiungere una capacità installata di 2 MW.

Dallo sport alla consapevolezza sulla transizione energetica

Due regioni, due centrali e due occasioni per avvicinare il pubblico del ciclismo al mondo dell’energia. Attraverso queste aperture straordinarie, Enel rafforza il legame tra impianti, comunità e territorio, trasformando una giornata dedicata allo sport in un’opportunità per scoprire da vicino le infrastrutture che accompagnano la transizione energetica.

Trump rivuole dall’Europa «i soldi delle armi date da Biden» per l’Ucraina

In un lungo post iniziato con un attacco alla «feccia traditrice che si rifiuta di riferire correttamente» sulla guerra intrapresa contro l’Iran, mettendo in giro false voci (secondo la Casa Bianca) sulla scarsità di missili dopo mesi di raid, Donald Trump ha avuto un pensiero anche per l’Europa, facendo sapere al Vecchio Continente che vuole indietro i soldi delle armi fornite dall’Amministrazione Biden per la difesa dell’Ucraina.

Trump rivuole dall’Europa «i soldi delle armi date da Biden» per l’Ucraina
Il post di Trump su Truth.

«L’Amministrazione Biden ha ceduto all’Ucraina – a costo zero per loro – molte più munizioni di quante ne abbiamo impiegate in Iran», ha scritto Trump. «Sono stati trasferiti gratuitamente all’Ucraina e alla Nato centinaia di miliardi di dollari che l’Europa avrebbe pagato, se solo glielo si fosse chiesto; tuttavia, chiederemo indietro quel denaro, seppur con un certo ritardo».

RTL 102.5, così la guerra tra i fratelli Suraci sta danneggiando la radio

È ormai guerra totale tra i fratelli Lorenzo e Virgilio Suraci, che insieme hanno fondato e guidato per anni il gruppo radiofonico RTL 102.5 da 58 milioni di euro di fatturato consolidato nel 2025. Uno, Lorenzo, nato a Vibo Valentia nel 1952, si è trasferito a Bergamo quando aveva 19 anni, è tuttora presidente di RTL 102.5 e per l’esercizio 2025 si è dato un compenso di 702.908 euro. L’altro, Virgilio, nato a Bergamo e di una ventina di anni più giovane, si è occupato per 30 anni della concessionaria pubblicitaria Open Space, fino al 2023, quando ha perso la carica di amministratore delegato, entrando in conflitto col fratello. Una litigiosità tra soci che si sta trascinando negli anni, creando non pochi problemi nella gestione del gruppo, che comprende non solo RTL 102.5 (prima radio per ascolti nel giorno medio), ma pure Radiofreccia e Radio Zeta.

RTL 102.5, così la guerra tra i fratelli Suraci sta danneggiando la radio
Lorenzo Suraci (foto Imagoeconomica).

La vicenda del contestato bilancio del 2022

E infatti l’esercizio 2025 si è chiuso con perdite per 1,48 milioni di euro, rispetto ai 3,6 milioni di rosso del 2024, mentre a livello consolidato il deficit si è fermato a 846 mila euro dopo un milione di perdite nel 2024. Ma cosa è successo? Virgilio Suraci, una volta estromesso dalla sua carica di ad della concessionaria, ha impugnato la delibera dell’assemblea dei soci che approvava il bilancio 2022 di RTL 102.5. Forte della sua quota del 21,7 per cento di RTL, e appoggiato da Alfonso Suraci (3 per cento) e Paola Cinzia Cavazzana (4,5 per cento), ha iniziato una guerra durissima contro la gestione del fratello Lorenzo. E dopo anni di carte bollate, il tribunale di Brescia, il 18 marzo 2026, ha in effetti dato ragione a Virgilio, annullando la delibera di approvazione del bilancio 2022. Quindi l’assemblea dei soci ha dovuto riapprovare quel bilancio, con opportune modifiche.

RTL 102.5, così la guerra tra i fratelli Suraci sta danneggiando la radio
Virgilio Suraci (foto Imagoeconomica).

Inoltre Virgilio Suraci ha pure fatto causa a RTL 102.5 davanti al giudice del lavoro del tribunale di Monza, con un procedimento che si è concluso con una conciliazione che ha comportato il versamento, da parte di RTL 102.5, di 456 mila euro a Virgilio Suraci a titolo di incentivo all’esodo.

Guai per l’immagine e la redditività aziendale

Come sottolineano gli amministratori del gruppo radiofonico, permane comunque una «conflittualità in seno alla compagine sociale di RTL e di Open Space, gravata da iniziative giudiziali. Detta conflittualità ostacola e condiziona il sereno svolgimento delle attività gestionali nel loro complesso. Senza trascurare la rilevanza che la percezione all’esterno della litigiosità fra i soci, e di tutti gli accadimenti che ne derivano, possa avere, in particolare modo nei confronti degli investitori pubblicitari e della concorrenza, a sicuro discapito dell’immagine e della redditività aziendale».

Indagine sui militari che hanno aderito a Futuro Nazionale

La Procura militare di Roma ha avviato «accertamenti preliminari» in relazione all’esposto presentato ieri dal Sindacato dei Militari in relazione alla presenza di membri delle Forze armate nei ranghi di Futuro Nazionale. Il sindacato, in particolare, aveva richiesto approfondimenti sul ruolo di un carabiniere e di un militare dell’Aeronautica, indicati come referenti di due comitati del movimento fondato dall’ex generale Roberto Vannacci.

Il Sindacato dei militari ha presentato due esposti

L’attività della Procura con le stellette, «è in ordine alla posizione di appartenenti alle Forze Armate all’interno della struttura organizzativa Futuro Nazionale», spiega in una nota il procuratore Marco De Paolis. L’obiettivo dei pm è verificare «l’eventuale sussistenza di fatti di propria stretta competenza in relazione a persone soggette alla giurisdizione militare». La Procura, insomma, intende chiarire quali incarichi sono stati assegnati da Vannacci a militari in servizio, che poteri comportano e da quanto durano. L’esposto in questione aveva fatto seguito a quello del 28 agosto in cui è stata ipotizzata la ricostituzione del Partito fascista e dunque una violazione della legge Scelba.

Ponte sullo Stretto, entro settembre al via l’istruttoria per la delibera CIPESS

Entro settembre il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e la società Stretto di Messina Spa avvieranno l’istruttoria per la delibera del CIPESS di approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto. Lo ha reso noto il ministero guidato da Matteo Salvini. A novembre 2025 la Corte dei Conti aveva dichiarato illegittima la delibera CIPESS n. 41/2025 sul Ponte sullo Stretto di Messina a causa di una grave inadeguatezza dell’istruttoria e di vizi procedurali. Dopo le osservazioni della Corte dei Conti, la “macchina” del Ponte sullo Stretto è ripartita e, di recente, è arrivato il parere favorevole del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Ottenuto il visto di legittimità, la delibera del CIPESS (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile) diventerà efficace: questo dovrebbe consentire, entro la fine del 2026, di avviare la fase realizzativa con la progettazione esecutiva e l’inizio del Programma delle Opere anticipate. Il cronoprogramma prevede l’apertura al traffico nel 2034, dopo sette anni e mezzo di lavori.

Salvo Sottile insultato dagli inviati di Report in Rai

Mentre si sta ragionando sulla conduzione di Report dopo il passo indietro di Giulia Presutti il nuovo nome in pole è quello di Claudia Di Pasquale -, alcuni inviati del programma hanno insultato Salvo Sottile nel cortile della sede Rai di Via Teulada, dove il conduttore si era recato per la conferenza stampa di Ore 14 di cui sarà al timone. Secondo quanto ricostruito, Sottile ha incontrato Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni e ha chiesto loro come stessero, ricevendo come risposta insulti e offese tra cui «venduto» e «pezzo di merda». «Confermo quanto accaduto», ha poi spiegato a margine della conferenza stampa. «Sono volate parole grosse. Sono cose che possono succedere negli ambienti di lavoro, facciamo tutti parte della redazione Approfondimento. Immagino ci sia del nervosismo, ma è sempre spiacevole insultare un collega». Alla base della tensione ci sono i post su social che Sottile ha scritto sulla vicenda Ranucci. La Rai avvierà le verifiche del caso per capire se possano esserci i presupposti per provvedimenti disciplinari.

Leonardo Maria Del Vecchio chiede ai revisori di Delfin un’indagine sul cda

Leonardo Maria Del Vecchio, che ha recentemente lasciato i ruoli ricoperti nel gruppo EssilorLuxottica, il 29 agosto ha inviato una lettera formale ai revisori legali di Delfin, Fabio Scoyni e Lara Forte, chiedendo di avviare un’indagine su una serie di criticità riscontrate nella gestione del board della holding di famiglia, con sede in Lussemburgo. Lo riporta Il Sole 24 Ore.

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Le contestazioni sollevate da Leonardo Maria Del Vecchio

Nel mirino di Leonardo Maria Del Vecchio, in particolare, ci sono presunti conflitti di interessi di due consiglieri: Mario Notari (amministratore di Delfin) e Romolo Bardin (ceo), così come i legami con Brooks Brothers. Notari risulta coinvolto in cause legali contro eredi e legatari della famiglia, mentre Bardin ricoprirebbe ruoli sovrapposti tra Delfin e CDV Holdings, società di proprietà di Claudio Del Vecchio (primogenito di Leonardo, fondatore di Luxottica). C’è inoltre l’esposizione legale di Delfin negli Stati Uniti relativa a Brooks Brothers di cui il fondatore di LMDV Capital non sarebbe mai stato informato. Leonardo Maria Del Vecchio lamenta poi che le proprie richieste di documenti a Delfin siano state respinte nel corso del tempo. Si tratta di contestazioni già sollevate in passato: la novità è che adesso sono stati chiamati in causa i revisori.

Leonardo Maria Del Vecchio chiede ai revisori di Delfin un’indagine sul cda
Leonardo Maria Del Vecchio (Imagoeconomica).

Pochi giorni fa un giudice lussemburghese ha dato il via libera al trasferimento delle quote di Delfin detenute personalmente da Paola e Luca Del Vecchio (12,5 per cento ciascuno) in società veicolo di loro proprietà. Il semaforo verde era imprescindibile, in quanto lo statuto della holding stabilisce che i soci siano solo persone fisiche eredi del fondatore: l’operazione consentirà pertanto agli eredi di Leonardo Del Vecchio di aggirare il veto di dare in pegno le azioni Delfin, aprendo margini operativi maggiori e sbloccando di fatto il riassetto della holding. A marzo Leonardo Maria Del Vecchio aveva esercitato la prelazione sulle quote dei fratelli Paola e Luca, ma il suo piano è poi saltato perché il board di Delfin non ha fornita la lettera di patronage richiesta dalle banche per finanziare la maxioperazione.

Report, ipotesi conduzione a Claudia Di Pasquale

Dopo il passo indietro di Giulia Presutti, la co-conduzione di Report dovrebbe essere affidata a Claudia Di Pasquale, storica inviata della trasmissione la cui scelta soddisferebbe anche la redazione. Resta confermato Daniele Piervincenzi, come evidenziato dal direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini.

Corsini: «Scelgo io i conduttori, mi pagano per questo»

Durante la conferenza stampa convocata in via Teulada per presentare il nuovo Ore 14 guidato da Salvo Sottile, il dirigente ha spiegato che «quella di Giulia è stata una scelta personale, ma per la Rai lei è un’ottima professionista, una risorsa che verrà perciò valorizzata per quel che merita». A chi gli ha chiesto se Piervincenzi rimarrà alla conduzione, ha risposto «assolutamente sì», facendo sapere di star lavorando affinché la trasmissione possa ripartire come previsto l’8 novembre. Infine, Corsini non ha mancato di rivendicare la legittimità della designazione iniziale che aveva innescato la rivolta della redazione: «I conduttori li sceglie il direttore, mi pagano per questo».

Rizzo lancia un altro partito: nasce Italia Domani

Marco Rizzo ha fondato, di nuovo, un altro partito: l’ex PCI ha infatti annunciato la nascita di Italia Domani, progetto politico che ha preso forma dopo l’uscita da Democrazia Sovrana Popolare, da lui stesso creata assieme a Francesco Toscano. «L’Italia torni protagonista. Pace, lavoro, identità, sovranità»: questo lo slogan che si legge sulla pagina Facebook di Italia Domani, «movimento politico per cambiare per davvero» il Paese.

L’ombra di Vannacci, la rottura con Toscano e l’addio a Dsp

Rizzo, critico nei confronti del centrosinistra dai tempi dell’Ulivo, fa sapere che il nuovo partito è nato con l’ambizione di superare le tradizionali contrapposizioni tra gli schieramenti politici. «Con questa sinistra le cose sono totalmente chiuse. Con la destra dobbiamo vedere», ha dichiarato. Alla base della rottura con Toscano c’è stata soprattutto l’avvicinamento di Rizzo a Roberto Vannacci. La scissione si è consumata a fine luglio al congresso di Dsp, nel corso del quale è passata quasi all’unanimità la “mozione” di Toscano: niente alleanze, né con il centrodestra né tantomeno con Futuro Nazionale. Rizzo, che sapeva di essere finito in minoranza, non si era nemmeno presentato.

Vannacci cavallo di Troia della Russia, l’ironia della moglie che si improvvisa cabarettista

Camelia Mihailescu, la moglie rumena di Roberto Vannacci, risponde all’articolo del Financial times in cui suo marito viene definito un «cavallo di troia di Putin». In un video pubblicato su Instagram, la donna si improvvisa cabarettista indossando un foulard intorno al capo, bevendo vodka e brindando «ai miei amici russi, soprattutto a Vladimir e al cavallo di troia italiano». «Za zdorov’ye! (alla salute)». Il leader di Futuro nazionale aveva già risposto all’autore dell’articolo comparso sul quotidiano britannico: «Onestamente, mi aspettavo di più da lei. […] Tuttavia, grazie mille per aver amplificato – gratis, spero! – le mie posizioni».

Poche settimane prima il dito medio a una band che suonava Bella ciao

Nata a Bucarest da padre militare, laureata in Giurisprudenza e Pedagogia e madre di due figlie avute dall’ex generale, Lady Vannacci si era già distinta qualche settimana prima mostrando il dito medio a una band che suonava Bella ciao a Viareggio. Al passaggio suo e del marito, un complesso musicale aveva infatti intonato il canto partigiano a cui la donna aveva risposto con il gestaccio. Alcuni presenti l’avevano ripresa con i cellulari e il video era diventato virale.

Fenailp Turismo rilancia: scuole aperte dal 1° ottobre

Scuole aperte dal 1° ottobre, già da quest’anno, e con una riorganizzazione strutturale del calendario scolastico per gli anni a venire. È la proposta che Fenailp Turismo torna a sottoporre all’attenzione delle istituzioni, alla luce delle temperature ancora elevate, dell’andamento dei flussi turistici e delle numerose richieste di soggiorno che gli operatori continuano a ricevere per tutto il mese di settembre. Secondo la Federazione, settembre non può più essere considerato la coda dell’estate, ma una parte pienamente produttiva della stagione turistica. Mare, montagna, città d’arte e borghi continuano ad accogliere visitatori italiani e stranieri, mentre alberghi, campeggi, villaggi, ristoranti, stabilimenti balneari, agenzie di viaggio, trasporti, commercio e servizi beneficiano della prosecuzione dei flussi. «Torniamo su una proposta che Fenailp Turismo aveva già portato all’attenzione delle istituzioni. Le scuole devono tornare ad aprire il 1° ottobre, come avveniva in passato. Non chiediamo di ridurre i giorni di lezione né di mettere in secondo piano il diritto allo studio: chiediamo di distribuire diversamente il calendario, tenendo conto dei cambiamenti climatici e delle nuove esigenze del Paese», dichiara Marco Sansiviero, presidente nazionale di Fenailp Turismo. A pesare sulla richiesta sono anche le condizioni climatiche di settembre. In molte aree italiane le temperature restano estive e numerosi edifici scolastici non dispongono di sistemi adeguati per garantire condizioni confortevoli nelle aule. Allo stesso tempo, proprio nelle settimane di settembre, le strutture ricettive registrano ancora interesse da parte delle famiglie. «Gli operatori ci segnalano un interesse crescente per le vacanze di settembre. Temperature più miti, prezzi generalmente più accessibili e località meno affollate rendono questo periodo particolarmente attrattivo. L’apertura delle scuole a settembre, però, costringe molte famiglie ad anticipare il rientro, interrompendo una stagione che il mercato consentirebbe di prolungare», continua Sansiviero. Per Fenailp Turismo, una diversa collocazione dell’inizio dell’anno scolastico potrebbe inoltre contribuire a distribuire meglio i flussi turistici, alleggerendo la pressione concentrata nelle settimane centrali di agosto e favorendo un utilizzo più equilibrato delle strutture e dei servizi. I benefici riguarderebbero anche l’occupazione, con la possibilità di prolungare i contratti dei lavoratori stagionali e aumentare il periodo di attività delle imprese. La proposta non prevede quindi una riduzione dei giorni di scuola, ma una loro diversa distribuzione, intervenendo sulle sospensioni e sulle vacanze durante l’anno. Fenailp Turismo chiede inoltre che, in caso di revisione del calendario, siano garantiti servizi educativi e attività di supporto alle famiglie che lavorano. «Turismo e scuola non devono essere messi in contrapposizione. È possibile tutelare pienamente la formazione degli studenti e, allo stesso tempo, sostenere un comparto strategico per l’economia e l’occupazione. Serve un confronto serio tra Governo, Ministero dell’Istruzione e del Merito, Regioni, enti locali, imprese, lavoratori e famiglie», sottolinea Sansiviero. Fenailp Turismo chiede quindi l’apertura di un confronto nazionale per valutare la modifica del calendario scolastico e rendere il 1° ottobre una data di riferimento stabile. «Non parliamo di una misura eccezionale, ma di una scelta da programmare per il futuro. Se il clima è cambiato, se le abitudini delle famiglie sono cambiate e se il turismo continua a crescere anche a settembre, devono cambiare anche le politiche che lo regolano. Le scuole riaprano il 1° ottobre, già da quest’anno, e questa data diventi un riferimento stabile per gli anni a venire», conclude Sansiviero.

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Paolo Signorelli torna al fianco di Lollobrigida come capo della comunicazione

Francesco Lollobrigida ha fatto sapere di aver (di nuovo) assoldato Paolo Signorelli come capo della comunicazione del suo ufficio, incarico ricoperto da oltre due anni da Edoardo Garibaldi, il quale ha deciso di lasciare il posto al ministero dell’Agricoltura per un lavoro in Rai. Per Signorelli si tratta di un ritorno al passato: già portavoce di Lollobrigida, si era dimesso a giugno del 2024 dopo la pubblicazione di una serie di messaggi antisemiti e inneggianti al terrorismo neofascista scambiati qualche anno prima con Fabrizio Piscitelli, capo ultrà della Lazio noto come Diabolik, coinvolto in varie attività criminali e ucciso a Roma nel 2019.

Il contenuto delle chat scambiate con Diabolik

Tra le varie espressioni riportate anche: «Mortacci loro e degli ebrei. Che ha detto quel porco di Gad Lerner?». Nella chat su WhatsApp, Signorelli gioiva inoltre per l’assoluzione di Elvis Demce, un altro esponente della criminalità romana. Lollobrigida ha affermato che non esistono elementi «di impedimento» nel riassegnamento del ruolo: le chat erano sì confluite negli atti dell’inchiesta sull’omicidio di Piscitelli, ma furono considerate penalmente irrilevanti e Signorelli è sempre risultato estraneo alle indagini. Dopo la diffusione della chat, Signorelli – nipote di un importante esponente di Ordine Nuovo suo omonimo, condannato per associazione sovversiva e banda armata – in un’intervista al Foglio aveva spiegato di essere «lontano anni luce dall’antisemitismo» e marito e padre di tre figli «che ogni anno va a Medjugorje». Quanto al contenuto dei messaggi scambiati con Piscitelli, aveva detto: «Era un’altra fase della mia vita, quello era un altro Paolo. Sono notizie che parlano di un tempo lontano a cui non faccio riferimento e in cui non mi riconosco in nessun modo».

Facci: Salernitani in difficoltà

l mercato della Salernitana (come ampiamente prevedibile) si è chiuso senza il botto e senza investimenti e Cosmi allenerà una squadra incompleta in tutti i reparti e che solo miracolosamente potrà lottare per qualcosa di importante. Molti ex granata, nelle varie interviste pubblicate nei giorni scorsi, hanno metaforicamente tirato le orecchie alla società ricordando a Iervolino che una piazza del genere non può galleggiare in C e che occorrono rispetto e considerazione per i 6700 abbonati che hanno sottoscritto il carnet a scatola chiusa. C’è però chi, pur riconoscendo la complessità del momento, invita la piazza ad avere pazienza e fiducia indicando nella Bersagliera una delle candidate al grande salto. Si tratta del direttore sportivo Mauro Facci, calciatore che ha lasciato il segno nella storia granata e che, ai microfoni di Cronache, ha dichiarato quanto segue:

Direttore, tifosi scontenti e società che continua a deludere le aspettative. Cosa pensa?

“Sicuramente per la Salernitana non è un bel momento e purtroppo due sconfitte e un pareggio è bilancio che va messo in preventivo quando le cose non funzionano. Mi rendo conto che la piazza ha l’esigenza di essere protagonista e di tornare in B dopo tre stagioni assolutamente disastrose, ma non bisogna mai perdere equilibrio. A mio avviso il direttore sportivo Faggiano e il tecnico Cosmi hanno le spalle larghe per gestire le difficoltà e per tenere la barra dritta. I granata, pur avendo oggettivamente perso alcuni dei calciatori migliori per scelta della proprietà, hanno tutte le carte in regola per essere competitivi e per giocarsela alla pari con le big. La rotta va invertita già da domenica, però, altrimenti diventa dura”.

Iervolino è passato da promesse in ottica europea al cedere prima di acquistare. I tifosi chiedono chiarezza e si imbattono nel silenzio…

“Sinceramente non so cosa possa essere accaduto a Iervolino. Certamente passare dalla A alla C lo avrà segnato sotto ogni punto di vista. Gli investimenti fatti negli anni scorsi non possono essere negati e se la spesa non vale la resa può capitare che si chiudano i rubinetti e che cambino radicalmente ambizioni e progetti. Purtroppo, però, a scapito di una piazza che, da valore aggiunto, rischia di essere la “vittima” di tutto questo. Non valorizzare un patrimonio come il pubblico è un qualcosa di sbagliato”.

La proprietà vuole cedere e non investe somme importanti fino a quando non arriva l’acquirente. A chi giova questo trascinarsi in C?

“La cosa che mi dispiace di più è quella che ho detto prima: i tifosi sono diventati l’anello debole. Probabilmente c’è un presidente che ha perso entusiasmo e che dunque non ha interesse a fare il passo più lungo della gamba per colmare le lacune e garantire un campionato di vertice a una realtà storica come la Salernitana. Per questo spero che tutto questo gap possa essere colmato dalla presenza di un ds e di un allenatore che hanno esperienza, capacità e personalità. E faccio appello anche ai calciatori: quella maglia non è come tutte le altre, sta anche a loro tirare fuori gli attributi. Non è per tutti scendere in campo all’Arechi quando il pallone scotta e il momento è negativo”.

I tifosi criticano Faggiano per non aver rassegnato le dimissioni in presenza di un palese ridimensionamento…

“Se no lo ha fatto vuol dire che a lui sta bene così e che evidentemente ha sposato le idee della proprietà. Io continuo a pensare che, al netto di qualche addio importante, la Salernitana abbia operato bene sul mercato e che alla lunga sarà protagonista. Magari ora c’è pessimismo, ma spero i nuovi non paghino lo scetticismo ambientale. Aggiungo: forse il budget non era nemmeno così basso”.

C’è chi invece se la prende con Cosmi che, in diverse occasioni, non è stato accontentato…

“Io sinceramente non penso possa esserci uno strappo tra un ds e a un allenatore che certo non si sono conosciuti a Salerno e che hanno già avuto modo di lavorare fianco al fianco. Poi non so se nel frattempo è successo qualcosa, mi limito ad auspicarmi che all’interno del club non ci siano diversità di vedute. Per arrivare all’obiettivo bisogna sposare una linea comune, basata sul confronto e sulla condivisione delle idee e del progetto. Viceversa si crea un clima di insofferenza che si ripercuote sulla squadra e su tutto l’ambiente. E Salerno non ha bisogno di questo”.

Matino va via per uno strappo con mister e ds. Chi ha ragione?

“Conosco Emmanuele, è sicuramente un bravo ragazzo. Ma un tesserato non può rifiutare la panchina, qualunque sia il motivo che spinge un allenatore a fare una determinata scelta tecnica. Non è giusto e non è bello. Non conosco le dinamiche interne, ma ogni calciatore è a disposizione della squadra e del mister. Non il contrario”.

6700 abbonati, Arechi pieno, contestazioni ridotte al minimo. Dopo aver “massacrato” presidenti vincenti sembra una tifoseria profondamente cambiata nel modus operandi…

“Penso che Salerno rappresenti un’isola felice del calcio italiano, quell’eccezione da prendere come esempio. Non è da tutti, dopo tre annate negative e due retrocessioni, abbonarsi in settemila a scatola chiusa sostenendo la maglia in casa e in trasferta. Credo che l’entusiasmo del popolo granata sia quella componente che ha sempre fatto la differenza, quel fattore che in campionato può spostare gli equilibri nel medio-lungo termine e determinare la promozione diretta. Andrebbe alimentato, questo sì. E per farlo serve gente che sia innamorata dei colori granata. Invece purtroppo le rose cambiano e vengono stravolte ogni sei mesi e un atleta non fa nemmeno in tempo a rendersi conto della realtà in cui si trova”.

Ai vostri tempi, però, era anche la squadra a volere fortemente un legame con il territorio…

“E’ vero, ma non è semplice trovare l’alchimia giusta con le tifoserie. Noi eravamo realmente innamorati della maglia granata. Vivevamo la città e la provincia, a casa cantavamo i cori della curva, ancora oggi quando ci vedono si emozionano e noi condividiamo lo stesso sentimento per ciascuno di voi. Questo fu possibile perché lo zoccolo duro aprì un ciclo pluriennale a Salerno. E le famiglie si sentivano emotivamente coinvolte. Tutt’oggi mia figlia, che all’epoca non era nemmeno nata, è tifosa della Bersagliera e questo mi riempie il cuore”.

Gaetano Ferraiuolo

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Carburanti a prezzi record, nuova proroga dello sconto sul diesel

Il governo si appresta a confermare oltre il 5 settembre 2026 il taglio di 17 centesimi sulle accise per il diesel, riservandosi nelle prossime settimane di individuare misure più mirate e selettive per fare fronte all’aumento del costo dei carburanti. Giovedì 3 settembre il prezzo medio della benzina alla pompa ha toccato il livello più alto dall’8 luglio 2022 a 2,124 euro. Non va meglio il gasolio che, al netto dello sconto sull’accisa di 14 centesimi (17 centesimi Iva inclusa), ha superato il record di 2,229 euro del 17 marzo 2022, arrivando a 2,316 euro. Nell’immediato il governo prorogherà lo sconto generalizzato per tutti solo per il diesel, mentre in prospettiva l’obiettivo è mettere in campo un pacchetto di aiuti selettivi. Tra le ipotesi figurano bonus in busta paga per i lavoratori dipendenti e un credito da aggiungere alla social card.

Salvini chiede tutele anche per gli autonomi

Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha chiesto «che vengano inseriti nelle tutele anche i camionisti, gli agricoltori, i pescatori e gli agenti di commercio». «Come Lega», ha aggiunto, «chiediamo che non siano agevolati solo i lavoratori dipendenti, perché escludere il lavoro autonomo e le partite Iva sarebbe un errore clamoroso».

Vannacci, l’”imprensentabile” che eccita i media

Ci sono momenti in cui la politica italiana mette in scena i propri paradossi con una precisione che neppure un bravo sceneggiatore sognerebbe. Questo che stiamo vivendo è uno di quelli, e gli esempi abbondano. Ma qui interessa soprattutto il caso di Roberto Vannacci che viene invitato a Cernobbio, tempio laico dell’establishment, proprio mentre il Financial Times lo dipinge come un «cavallo di Troia» dell’influenza russa in Italia. Carlo Calenda, che all’ex generale riserva da tempo parole al fulmicotone, cancella la sua partecipazione: il Forum, dice, accoglie in pompa magna un personaggio neofascista, razzista e filorusso. 

Il cortocircuito russo del centrodestra

Sul cavallo di Troia si può discutere. Il leader di FN forse non nasconde in pancia un manipolo di cosacchi pronti a uscire nottetempo, ma le sue simpatie per Mosca non sono un mistero. Al confronto, quelle di un altro amico di Putin, Matteo Salvini, rischiano di sembrare tiepide. Con un curioso cortocircuito: mentre Antonio Tajani avverte che Mosca potrebbe tentare di interferire nelle prossime elezioni, il suo collega di governo si preoccupa dell’ansia antirussa che a suo giudizio starebbe contagiando il Paese. Il centrodestra riesce così nel piccolo miracolo di allarmarsi per le interferenze russe e, insieme, per chi si preoccupa troppo delle medesime. Ma questa è un’altra storia. 

Vannacci, l'”imprensentabile” che eccita i media
Dalla pagina Fb di Roberto Vannacci.

L'”impresentabile” che i talk si contendono

Quella più interessante riguarda Vannacci e la curiosa sorte riservata agli “impresentabili” nella società dello spettacolo. Il leader di Futuro Nazionale viene indicato da buona parte dello schieramento politico, tranne qualche eccezione (maggioranza compresa), come un personaggio dal quale tenersi alla larga. Poi si accende una telecamera e succede esattamente il contrario: i talk show fanno a gara per averlo. Ultimo caso mercoledì sera, quando nel programma di Bianca Berlinguer, l’ex generale ha goduto di uno spazio spropositato, avendo la meglio anche sui tentativi della conduttrice e di Gad Lerner, penalizzato peraltro dal collegamento esterno, di arginarlo. 

Vannacci, piaccia o meno, funziona bene in televisione. E il talk, per sua natura, non è un programma dove la discussione spacca il capello, ma mette sul piatto dichiarazioni grossolane che il giorno dopo diventano titoli di giornale o materiale per i social. Se il leader di FN è dunque politicamente da isolare, nella logica televisiva, questa sì affetta da un’ansia da prestazione permanente, è invece da invitare. Dice cose che dividono, irrita chi è lì per contrastarlo, entusiasma i suoi adepti che i sondaggi danno in costante crescita. Soprattutto garantisce risultati sicuri in termini di audience, l’unica cosa che interessa davvero a chi costruisce un palinsesto. Il resto viene dopo. Ed è questo l’equivoco con cui Calenda e gli altri indignati dovrebbero fare i conti. Ai media non importa stabilire se Vannacci abbia ragione o torto, né sottoporre il programma di Futuro Nazionale a una disamina politica ponderata. Interessa che faccia audience. E su questo, finora, lui è una garanzia. 

Vannacci, l'”imprensentabile” che eccita i media
Roberto vannacci alla Versiliana (Ansa).

Il circolo vizioso dei media

Si dirà che il fenomeno vale soprattutto per le televisioni commerciali, ma la distinzione tra pubblico e privato non regge più da tempo. Tutti inseguono gli ascolti e consultano freneticamente le curve dell’audience cercando il volto giusto per farle impennare. Di fronte a queste logiche, il telecomando non distingue tra i canali di Stato e quelli votati al profitto. Così, per i mesi che precederanno le elezioni, assisteremo a uno spettacolo prevedibile. Più Vannacci comparirà in televisione, più cresceranno le accuse di offrirgli una tribuna. Accuse che lo renderanno sempre più appetibile e prolifico in termini di share. I talk show, diventati un’ordalia nei palinsesti della nuova stagione, faranno a gara per strapparselo di mano, innescando un circolo vizioso destinato a ingigantirlo

Vannacci, l'”imprensentabile” che eccita i media
Roberto Vannacci e Lilli Gruber a Otto e mezzo (Ansa).

Anche i detrattori giovano dello stesso meccanismo infernale

C’è un dettaglio che mette nella vicenda una punta di perfidia: il fatto che di questo meccanismo infernale si giovano anche i suoi detrattori. Se infatti Vannacci produce ascolti, altrettanto fanno coloro che vanno in televisione a dire quanto sia scandaloso che sia onnipresente sul piccolo schermo. Manzoni si accontentava dei suoi venticinque lettori, ma qui il pubblico si conta a milioni e l’indignazione, nel mercato dell’audience, è materia preziosa quasi quanto la provocazione. I detrattori del leader di FN dovrebbero saperlo bene. Non perché abbiano qualcosa in comune con Vannacci, ma perché appartengono anch’essi a quella categoria di politici il cui peso mediatico supera di gran lunga quello elettorale. Vale per Calenda, per Matteo Renzi, per l’ineluttabile duo Bonelli-Fratoianni, per Lupi, persino per Salvini, che l’irrompere sulla scena del generale ha ridotto a percentuali minime. 

Vannacci, l'”imprensentabile” che eccita i media
Carlo Calenda (Ansa).

Addio al manuale Cencelli del consenso

Se distribuissimo gli spazi televisivi sulla base dei voti effettivamente raccolti, i palinsesti cambierebbero aspetto e qualche protagonista del dibattito passerebbe dalla prima serata a un più modesto salottino pomeridiano. Ma nessuno ormai distribuisce le presenze secondo il manuale Cencelli del consenso. I media hanno smesso da tempo di rispettare le vecchie gerarchie della politica: non conta quanti voti rappresenti, conta quanto sei utile alla narrazione. Un due o tre per cento di consenso reale può pesare televisivamente più del 20 di qualcun altro. Basta indovinare la battuta giusta o lo scontro buono a originare una clip a cui i social sono svelti a fare da cassa di risonanza, moltiplicandone a dismisura l’impatto. 

Vannacci, l'”imprensentabile” che eccita i media
Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

Gli effetti della mutazione del politico in personaggio

Nulla di inspiegabile, sono gli effetti della trasformazione del politico in personaggio. Un tempo si finiva in televisione perché si era importanti, oggi ci si va nella speranza di diventarlo. La differenza sembra sottile, ma dentro ci sta tutta la mutazione del rapporto tra politica e media degli ultimi 30 anni, ovvero dall’irrompere di Silvio Berlusconi sulla scena. Vannacci ha capito il gioco, di sicuro meglio di molti che lo denunciano. Non ha bisogno che gli si dia ragione, basta che gli si dia spazio. Anzi, più è attaccato e più gli conviene, perché rafforza l’immagine dell’uomo che va contro il sistema proprio mentre quello stesso sistema se lo contende. 

Vannacci, l'”imprensentabile” che eccita i media
Silvio Berlusconi (Ansa).

Anche Cernobbio obbedisce al mainstream

E così si arriva al paradosso finale. Mentre l’Anticristo della politica italiana viene accolto nei salotti che dovrebbero tenerlo fuori, gli avversari protestano perché viene invitato e così moltiplicano le ragioni per farlo. I giornali denunciano la sua avanzata dedicandogli pagine, e le televisioni discutono se sia opportuno dargli spazio, dandogliene dell’altro. Chapeau. Cernobbio, da questo punto di vista, non è un’eccezione, ma obbedisce al mainstream. Al Forum, non diversamente che in televisione, gli argomenti contano meno del numero di spettatori disposti a pagare – e profumatamente – per ascoltarli. 

Tensione Germania-Russia, Mosca chiude le sedi del Goethe-Institut

Tutte le sedi del Goethe-Institut in Russia verranno chiuse. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Sergei Lavrov durante una conferenza della società russa Znanie a margine dell’XI Forum Economico Orientale di Vladivostok. Si tratta di una risposta diretta del Cremlino alle chiusure del centro culturale Casa Russa a Berlino e del consolato russo a Bonn, decise dal governo tedesco a seguito delle indagini sul tentato attacco con droni esplosivi avvenuto all’aeroporto di Lipsia, che hanno evidenziato la mano di Mosca. «Hanno compiuto questo passo deliberatamente, non potevano non capirlo, e ciò significa la fine della loro presenza culturale in Russia, che era rimasta nonostante il peso delle vicissitudini ucraine nei nostri rapporti con l’Occidente», ha affermato Lavrov. Il capo della diplomazia russa ha poi aggiunto che Mosca potrebbe adottare ulteriori misure, tra cui la chiusura del consolato generale tedesco a San Pietroburgo.

Cos’è il Goethe-Institut e quante sedi ci sono in Russia

Il Goethe-Institut è l’istituto culturale ufficiale della Repubblica Federale Tedesca. Associazione senza scopo di lucro attiva a livello internazionale, ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza della lingua tedesca all’estero e incoraggiare la cooperazione culturale globale. Fondato nel 1951 a Monaco di Baviera, dove oggi si trova il quartier generale, Goethe-Institut ha oltre 150 sedi in più di 90 Paesi: quelle che verranno chiuse in Russia si trovano a Mosca, San Pietroburgo e Ekaterinburg.

Tensione Germania-Russia, Mosca chiude le sedi del Goethe-Institut
La Casa Russa di Berlino.

I sospetti sulla Russisches Haus di Berlino

La Russisches Haus di Berlino è invece un importante centro culturale affacciato sulla Friedrichstraße, nel quartiere Mitte. Colossale edificio di 29 mila metri quadri distribuiti su sette piani, è stata aperta nel 1984 come “Casa della Scienza e della Cultura Sovietica” all’epoca della Repubblica Democratica Tedesca, come simbolo dell’amicizia Urss-Ddr. In realtà, per l’intelligence occidentale invece la Russische Haus è sempre stata, più che un centro culturale, un covo di spie. Che avrebbero continuato il loro lavoro nell’ombra anche dopo la caduta dell’Unione Sovietica. Di recente alcune testate tedesche hanno diffuso un documento del ministero dell’Interno francese, secondo cui la Russische Haus viene utilizzata «come copertura dai servizi segreti russi». Der Spiegel, in particolare, ha rilevato che l’edificio presenta consumi di elettricità insolitamente elevati, dato che ha contribuito ad alimentare sospetti sulla struttura.

Premio Fabula: Difetti e virtù di Paolantoni

«Ho sempre sognato di diventare un attore americano». Francesco Paolantoni arriva al Premio Fabula, protagonista dell’ultima giornata della sedicesima edizione, e davanti ai ragazzi ripercorre con ironia una carriera costruita proprio sulle caratteristiche che, all’inizio, sembravano essere i suoi limiti. Prima il teatro impegnato, poi la scoperta di una comicità che non riusciva a trattenere. «Facevo ridere troppo, facevo casino in scena». E quella che sembrava una difficoltà è diventata, con il tempo, la sua strada. Per Paolantoni, infatti, il segreto è imparare a trasformare i problemi in occasioni. «Bisogna sempre coltivare i propri difetti, perché possono diventare virtù. Sono proprio le caratteristiche principali di una persona che ti indicano la strada e ti fanno diventare un individuo unico». Una lezione che affida soprattutto ai ragazzi del Fabula, invitandoli a non cercare necessariamente di assomigliare agli altri, ma a riconoscere ciò che li rende diversi. Anche la formazione alla scuola d’arte drammatica gli ha lasciato un insegnamento particolare: «Ho imparato quello che non si fa». E ancora oggi conserva alcune regole dell’attore, compresa quella di evitare il cosiddetto «attore trombone». «Mai dire “goal”, dici “dieci”», scherza, ricordando una delle impostazioni che ha imparato e che ancora oggi utilizza per costruire i suoi personaggi. «Quell’impostazione mi è rimasta. Io faccio finta di fare delle cose, la do a bere a tutti». Il rapporto con il teatro, però, Paolantoni lo racconta senza nascondere le proprie contraddizioni. «A teatro mi addormento. Duro dieci minuti. Non sono un grande spettatore, nonostante faccia teatro». E non perché non ami il palcoscenico, tutt’altro. Il problema, spiega, è trovare spettacoli capaci di conquistare davvero chi guarda. «A teatro non è detto che si debba far ridere, deve essere bello. Ma purtroppo non se ne vedono molti. E per questo i giovani si scocciano». Poi la provocazione: «A teatro si va per farsi le fotografie». Una battuta che diventa anche una riflessione sulla necessità di riportare il pubblico a vivere lo spettacolo come esperienza e non soltanto come contenuto da condividere. La comicità, invece, per lui nasce soprattutto dall’improvvisazione. «Tutto quello che faccio è molto improvvisato. Sono un grande amante della commedia dell’arte». È nelle situazioni estemporanee che trova il divertimento più autentico, molto più che nelle cose eccessivamente costruite. «Mi fanno ridere un sacco di cose, soprattutto quelle estemporanee». E il suo modo di lavorare non può prescindere dalla possibilità di cambiare continuamente. «Sono anche scrittore delle cose che faccio, ma inevitabilmente tutte le sere cambia qualcosa. Altrimenti non mi diverto più». Una filosofia che ha trovato una delle sue espressioni più fortunate in “Stasera tutto è possibile”, il programma che ha trasformato l’improvvisazione e l’amicizia tra i protagonisti in una delle chiavi del suo successo. E per la gioia del pubblico, ci sarà una nuova edizione. «È una trasmissione dove tutto è sincero e il pubblico percepisce che siamo davvero amici». Al centro c’è soprattutto il divertimento: «Quando facciamo la Stanza inclinata ci divertiamo come voi quando fate baldoria in gruppo. Diventiamo bambini». Anche se quella stanza, ammette, conserva un piccolo dettaglio tutt’altro che secondario: «Il terrore di cadere. Ma è troppo divertente farla». Proprio la Stanza inclinata è diventata negli anni uno dei simboli del programma e della comicità di Paolantoni, che non ha mai nascosto quanto il gioco e l’improvvisazione siano parte integrante del suo modo di stare in scena. «Il divertimento» è la parola che torna più spesso nel suo racconto, insieme a quella che forse più di tutte spiega il rapporto con il pubblico: emozionarsi davanti a chi ride senza conoscerlo. «Le risate che non dimentico sono quelle della gente che non conosco». Sono i messaggi ricevuti negli anni a restituirgli il senso più profondo del suo lavoro. «Mi scrivono: “Mia mamma rideva solo con te, solo tu mi hai fatto ridere”». E lì la risata smette di essere soltanto una professione e diventa un ricordo condiviso. «Mamma rideva con me e la sento, la sento». La passione per lo spettacolo, del resto, nasce quando è ancora bambino. «Mia sorella mi portava al cinema da piccolo e mi ero fissato». Poi arrivano i grandi riferimenti, da Totò a Stanlio e Ollio, fino a una comicità che Paolantoni ha sempre cercato di mantenere personale, libera e imprevedibile. Tra le esperienze televisive ricorda anche “Tale e Quale Show”, affrontato con quella stessa leggerezza che gli permette di non prendersi troppo sul serio. «Dovrei vergognarmi sempre, se ci ripenso, ma non mi sono mai vergognato». E tra le imitazioni, una delle più amate resta proprio quella di Stanlio e Ollio. Oggi guarda con curiosità anche ai nuovi linguaggi. «TikTok è piena di comici che non sanno di essere comici», osserva, mentre ammette di guardare persino “Uomini e Donne”, definendolo «un esperimento antropologico» capace di divertirlo. Perché anche la realtà, quando è spontanea, può diventare una straordinaria fonte di comicità. E alla fine, davanti ai ragazzi del Fabula, torna il concetto da cui era partito: non nascondere ciò che ci rende diversi. Perché quella stranezza, quel difetto, quel modo particolare di guardare il mondo possono diventare esattamente ciò che ci distingue dagli altri. E magari anche ciò che ci porta a fare ridere, a emozionare, a lasciare un segno. «I problemi possono diventare occasioni». E per Francesco Paolantoni, forse, è stato proprio così.

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È morta Cassandra Wilson, regina del jazz

Addio a Cassandra Wilson, cantante jazz americana tra le più note degli Anni 90 e 2000, morta all’età di 70 anni. Nel corso della sua carriera aveva vinto due Grammy, i più importanti premi dell’industria discografica statunitense, per Miglior performance vocale jazz con l’album New moon daughter e per Miglior album di jazz vocale con Loverly. La rivista Time l’aveva definita «la miglior cantante d’America».

Dal jazz al blues

Wilson iniziò a suonare piano e chitarra sin da giovane, diventando negli Anni 80 la voce ufficiale del M-Base Collective. Dopo qualche anno abbandonò il gruppo e nel 1985 registrò il suo primo album da solista con l’etichetta discografica tedesca JMT. Affermatasi come cantante jazz, cambiò improvvisamente direzione firmando per l’etichetta Blue Note una serie di album dalla forte vena blues, tra cui Blue Light ‘Till Dawn. Nel 2010 cantò My love And I di Johnny Mercer e David Raksin dal film L’ultimo Apache nell’album Sophisticated ladies con i Charlie Haden Quartet West per la Emarcy.

Barilla acquista Goodles, il marchio americano dei maccheroni al formaggio

Barilla, colosso italiano della pasta, ha raggiunto un accordo per l’acquisizione di Goodles, marchio statunitense di maccheroni al formaggio in scatola ad alta densità nutrizionale. I termini dell’intesa non sono stati resi noti. Goodles era stata valutata 88 milioni di dollari dopo un round di finanziamento del 2023, secondo dati PitchBook. Fondata nell’ottobre 2020 come Gooder Foods e con sede a Santa Cruz, in California, il brand è nato dall’idea che il comfort food preferito da tutti, i maccheroni al formaggio, potesse essere più nutriente. I suoi prodotti sono distribuiti negli Stati Uniti presso i principali rivenditori e catene di distribuzione indipendenti. L’accordo prevede che Goodles mantenga la propria sede centrale a Santa Cruz e continui a operare in modo indipendente come marchio autonomo, libero di prendere le proprie decisioni in merito a prodotto, ricette, qualità, ingredienti, fornitori, marketing e altro ancora. L’intero team verrà mantenuto senza modifiche gerarchiche e la cofondatrice e ceo Jen Zeszut continuerà a guidare il team.

Zeszut: «L’accordo può aiutarci a crescere a livello internazionale»

«Abbiamo scelto il Gruppo Barilla perché ci può aiutare a innovare e crescere a livello internazionale, permettendoci al contempo di prendere decisioni migliori e di mantenere la nostra qualità», ha dichiarato Zeszut. «Ho capito che il Gruppo Barilla era il partner perfetto quando, scherzando, ho offerto al presidente un adesivo Goodles per la sua nuova auto con la scritta “Io e i miei amici adoriamo i maccheroni” e lui l’ha accettato davvero. Sono entusiasta di vedere come i nostri due mondi continueranno a incontrarsi».

Barilla: «Colpiti dalla qualità dei prodotti e dalla visione lungimirante di Goodles»

«Oggi è un giorno importante per il nostro Gruppo», le ha fatto eco Guido Barilla, presidente del Gruppo Barilla. Seguivamo Goodles da tempo e siamo rimasti sempre più colpiti dalla forza del marchio, dalla qualità dei suoi prodotti e dalla dinamica della sua crescita. Conoscendo il team dirigenziale, guidato da Jen Zeszut, siamo rimasti altrettanto colpiti dalla solidità dell’organizzazione, dalla sua unità e dalla sua visione lungimirante. Insieme, queste qualità ci hanno convinto che Goodles fosse la scelta giusta e rappresenti un’entusiasmante opportunità per il futuro».

Morto Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca nel governo Prodi II

È morto Fabio Mussi, ex ministro dell’Università e della Ricerca nel secondo governo Prodi (2006-2008), in passato presidente di Sinistra Democratica e attualmente dirigente di Sinistra Italiana. Aveva 78 anni.

Morto Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca nel governo Prodi II
Morto Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca nel governo Prodi II
Morto Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca nel governo Prodi II
Morto Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca nel governo Prodi II
Morto Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca nel governo Prodi II
Morto Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca nel governo Prodi II
Morto Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca nel governo Prodi II
Morto Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca nel governo Prodi II

Dal PCI a Sinistra Italiana: la carriera politica

Nato a Piombino in una famiglia operaia, aveva aderito giovanissimo al Partito Comunista Italiano, diventando nel 1979 è il più giovane affiliato a fare parte del Comitato centrale: per permettere il suo inserimento venne abbassata di tre anni l’età minima. Allo scioglimento del PCI era diventato dirigente del Partito Democratico della Sinistra (1991-98), poi confluito nei Democratici di Sinistra. Deputato fin dal 1992, è stato vicepresidente della Camera dal 2001 al 2006, anno in cui era stato nominato ministro dell’Università e della Ricerca nel secondo governo Prodi. Contrario alla fusione dei DS col nascente Partito Democratico, nel 2007 Mussi aveva partecipato alla fondazione di Sinistra Democratica, poi unitasi a Sinistra Ecologia e Libertà, partito a sua volta confluito in Sinistra Italiana, di cui era dirigente.

Il ricordo di Fratoianni: «Intellettuale raffinato»

«Fabio Mussi se n’è andato. Quando questa mattina ho aperto gli occhi e ho visto il messaggio di Valentina, sua figlia, non volevo crederci. Ho ancora nelle orecchie la sua voce squillante, la sua ironia tagliente e la passione travolgente con cui mi investiva ogni volta che mi telefonava», ha scritto su Facebook Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana. «Prima del ciao o del come stai, fluivano come una raffica di mitraglia le sue parole che “sezionavano” letteralmente la questione di cui aveva premura di parlarmi. Mi telefonava per parlarmi dei problemi che vedeva crescere attorno a noi, per parlarmi di politica. Anzi di Politica con la P maiuscola. Perché Fabio non era solo uno straordinario dirigente politico, Fabio era un intellettuale raffinato, una persona coltissima, curioso e inquieto di quella inquietudine di cui abbiamo un disperato bisogno».

Vannacci apre a Meloni al Quirinale: «Sarebbe un ottimo capo di Stato»

Ospite di È sempre Cartabianca su Rete 4, Roberto Vannacci ha lanciato un segnale di avvicinamento al centrodestra e in particolare a Giorgia Meloni, definendo la premier una figura adatta al Quirinale. «Perché no? Penso che abbia dimostrato carisma, notevoli capacità, quindi potrebbe essere anche un ottimo Presidente della Repubblica», ha detto il fondatore di Futuro Nazionale. Sollecitato poi sul sostegno del suo partito alla candidatura di Meloni per il Colle nel 2029, l’ex generale ha risposto che si tratta di «una delle eventualità possibili». Le sue dichiarazioni di Vannacci seguono a stretto giro le recenti aperture del viceministro Edmondo Cirielli su una possibile alleanza tra Fratelli d’Italia e Futuro Nazionale in vista delle Politiche del 2027. L’ingresso dei vannacciani nella coalizione di centrodestra, però, è al momento osteggiata da Forza Italia e soprattutto dalla Lega, rimasta scottata dal contatto ravvicinato con l’ex generale, che di fatto è stato lanciato in politica da Matteo Salvini.

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Vannacci apre a Meloni al Quirinale: «Sarebbe un ottimo capo di Stato»
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

La replica di Vannacci al Financl Times

Vannacci ha teso la mano alla premier anche nella risposta via social data – in inglese – al Financial Times, che (citando l’European Council on Foreign Relations) in un articolo lo aveva definito «cavallo di Troia russo che mette alla prova Meloni» sfidando direttamente la politica estera italiana, favorevole all’Ucraina, «con argomenti sorprendentemente vicini a quelli di Mosca». Nel post, che accompagna una sua immagine con colbacco e bicchierino di vodka – Vannacci ha smentito di essere un candidato manciuriano, ovvero un individuo, che viene segretamente controllato o manipolato da una forza ostile o esterna per agire come una marionetta contro gli interessi del proprio Paese.

«Onestamente, mi aspettavo di più da voi. Trovo ammirevole l’eleganza del complotto: invece di infiltrarsi nel quartier generale della Nato o manipolare le elezioni, l’Fsb (il servizio di sicurezza interna e controspionaggio della Federazione Russ, ndr) si sarebbe accontentato di far brontolare un generale italiano per le vacanze estive rovinate dal costo del carburante, una lamentela condivisa da ogni cittadino italiano, da Palermo a Bolzano, nessuno dei quali – che io sappia – risponde alla Lubjanka», ha scritto Vannacci. «Perdonatemi, ma fatico ancora ad accettare l’idea che dissentire dall’ortodossia di Bruxelles equivalga ormai, di fatto, a una mancanza di lealtà verso l’Occidente. Attendo con interesse il suo prossimo articolo sul complotto internazionale che si celerebbe dietro le lamentele per i prezzi dei supermercati». E poi: «A proposito: da quando chiedersi perché la benzina costi tanto richiede un nulla osta di sicurezza? Vi ringrazio comunque molto per aver dato risonanza – spero gratuitamente! – alle mie posizioni».