Incidente sull’A16, nello schianto muore il 50enne ebolitano Dario Viscido

È Dario Viscido, 50 anni, originario di Eboli, la vittima del drammatico incidente avvenuto questa mattina lungo l’autostrada A16 Napoli-Canosa, nel tratto compreso tra Benevento e Avellino Est, in direzione Napoli.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si trovava alla guida di un furgone che, all’interno della galleria Montemiletto, si è schiantato violentemente contro due mezzi pesanti fermi sulla carreggiata.

Un primo tir, che trasportava pomodori, avrebbe accusato un’improvvisa avaria, rendendo necessaria la sosta nella galleria. Poco dopo, il conducente di un secondo mezzo pesante si sarebbe fermato per prestare aiuto al collega.

Proprio in quel momento sarebbe sopraggiunto il furgone guidato dal 50enne ebolitano, finendo contro i due tir. L’impatto è stato devastante: Dario Viscido è rimasto schiacciato tra le lamiere del veicolo.

Nonostante l’intervento dei soccorritori, per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Il personale sanitario non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti la Polizia Stradale e il personale di Autostrade per l’Italia. Gli agenti stanno effettuando i rilievi necessari per ricostruire con precisione la dinamica e accertare eventuali responsabilità.

L'articolo Incidente sull’A16, nello schianto muore il 50enne ebolitano Dario Viscido proviene da Le Cronache.

Short Movie: Un epilogo per Star Trek: Voyager

Un epilogo per Star Trek: Voyager

Voyager Epilogue è un fan film di circa cinqe minuti, realizzato con la AI, che racconta il “dopo” di Star Trek Voyager e delle altre serie

Se siete fan di Star Trek e vi piacciono i cameo, quando un personaggio di una serie compare brevemente in un'altra, vi piacerà questo corto, Voyager Epilogue. Che è praticamente una sequenza ininterrotta di cameo, nella quale vediamo come si adattano alla vita “normale” i reduci della Voyager dopo il ritorno a casa. Ma non solo loro: ci sono personaggi di The Next Generation, di Deep Space Nine, di Star Trek: Picard. Il divertente sta anche nel riconoscerli. Il corto è stato ovviamente realizzato con una AI; tanto il video che la colonna sonora, una... - Leggi l'articolo

 

SERIE TV - Short Movie - 5 settembre 2026 - articolo di S*

Salernitana-Cavese: già 9.074 spettatori

Sono 9.074 gli spettatori virtualmente presenti al momento all’Arechi per il derby tra Salernitana e Cavese. È questo il primo dato della prevendita: sono stati venduti 2.400 biglietti, di cui 2 destinati al settore ospiti.

Il dato va sommato ai 6.674 abbonati granata, portando così il totale attuale a quota 9.074 presenze.

La prevendita proseguirà nelle prossime ore e il numero degli spettatori è destinato a crescere in vista della sfida di domenica, particolarmente attesa dalla tifoseria granata.

L'articolo Salernitana-Cavese: già 9.074 spettatori proviene da Le Cronache.

Premio Fabula, i vincitori

Tre vincitori, sedici anni di storie e una Piazza del Popolo stracolma di gente. Il Premio Fabula chiude la sua XVI edizione con una serata che ha tenuto insieme emozioni, risate, riflessioni e soprattutto i ragazzi, protagonisti assoluti di una manifestazione che continua a crescere senza perdere il suo punto di partenza: dare loro la possibilità di raccontarsi.
Sul palco, per il gran finale, Luca Trapanese e Francesco Paolantoni. Due mondi lontani, due linguaggi completamente diversi, ma entrambi capaci di entrare in relazione con i giovani creativi del Fabula. Trapanese ha parlato di inclusione e normalità, partendo dalla sua storia e da Alba. «Alba non è speciale. È una bambina, come tutti i bambini sono bambini», ha detto ai ragazzi, riportando il discorso sul valore più semplice e più importante: non esistono persone da rinchiudere dentro definizioni, ma persone, con la loro storia, i loro talenti e le loro fragilità. Perché sentirsi parte di qualcosa è il primo passo per essere davvero liberi di essere se stessi.
Poi è arrivato Francesco Paolantoni, fiume di ironia e racconti. «I miei difetti sono diventati le mie virtù», ha spiegato ripercorrendo una carriera costruita proprio su quelle caratteristiche che, all’inizio, sembravano essere limiti. «Bisogna coltivare i propri difetti, sono proprio le caratteristiche principali che ti fanno diventare un individuo unico». Un messaggio consegnato ai ragazzi, invitati a non cercare di assomigliare agli altri.
Ma il momento più atteso della serata è stato quello della proclamazione dei vincitori. Per la prima volta nella storia del Premio Fabula, il festival ideato da Andrea Volpe, sono stati assegnati tre riconoscimenti, uno per ciascuna fascia d’età. Una scelta nata proprio dalla risposta arrivata dai ragazzi delle scuole superiori, che non sono obbligati a partecipare al concorso ma che, anche quest’anno, hanno scelto di scrivere e mettersi in gioco.
Nella categoria Favole, dedicata alle maglie gialle (scuole elementari), ha vinto Anna Rubino, 9 anni, di Montecorvino Pugliano. Per lei era la prima partecipazione al Premio Fabula. Ha raccontato di aver scritto la sua favola perché «a volte faccio del mio meglio per fare del bene ma non sempre gli altri se ne accorgono». Un messaggio semplice e potente: tutti hanno un dono e possono usarlo per fare del bene, anche quando non vengono immediatamente apprezzati. «Per me il Premio Fabula è una cosa nuova e bellissima», ha raccontato Anna. «È la prima volta che partecipo e sono molto emozionata perché ho potuto raccontare una storia nata dalla mia fantasia».
Nella categoria Affabulatori, dedicata alle maglie bianche (scuole medie), il premio è andato a Sofia Taurisano, 13 anni, di Salerno, che frequenterà il primo anno del liceo linguistico Alfano I. Il suo racconto, «L’ultimo pezzo di ghiaccio», nasce dalle immagini e dai documentari sugli orsi polari visti sui social e dalla volontà di dare voce alla sofferenza di animali e di un pianeta sempre più fragile. Per Sofia il Fabula è «un posto sicuro dove sentirsi liberi di essere se stessi con la certezza di non essere mai giudicati». Partecipa alla manifestazione da tre edizioni e per lei essere «Fuori dal mondo» significa essere diversi dalla massa e avere il coraggio di esprimersi senza vivere nella paura di non essere approvati.
La novità più significativa di questa edizione è arrivata con la terza categoria. Per la prima volta è stato infatti assegnato il premio agli Affabulatori delle maglie blu, licei e oltre. A vincere è stata Caterina Maria Rachele Montella, vent’anni, una vera veterana del Premio Fabula. Non era obbligata a partecipare al concorso, ma ha scelto di farlo. E ha vinto.
Caterina ha commosso Piazza del Popolo con un lungo testo scritto di suo pugno e letto sul palco, una lettera che ha ripercorso gli anni e i temi del Fabula, dalle edizioni di «Volevo essere un duro» e «Supereroi», fino a «Salvami l’anima» e all’attuale «Fuori dal mondo». Un’occasione per ringraziare anche tutta la squadra che lavora dietro le quinte del premio infaticabilmente. «Per me Fabula non finisce stasera. Fabula me la porto a casa. Nelle amicizie nuove, nelle risate, in tutto quello che ho imparato», ha detto. Una dichiarazione che, forse più di ogni altra, ha raccontato cosa sia diventato questo festival per i ragazzi: non soltanto un concorso, ma un luogo di rapporti umani e di crescita personale.
E accanto ai tre vincitori sono arrivate anche le menzioni speciali. La commissione, capitanata dalla professoressa Manera, ha deciso di assegnarle a: Matilde Spinola per «La tartaruga e il colore del cuore», Gioia Palmieri per «Il mondo è oltre il display», Caterina De Luca per «Il mio segreto sotto la manica», Umberto Iannaco per «Cara musica», Luisa Terralavoro per «Oltre l’apparenza», Pasquale Napolitano per «Paco e Leo, i salvatori di Grigiopoli», Ferruccio Vitale per «L’era della gentilezza», Cloe Gaeta per «Gli insetti in una parola: stupore», Angelo Florio per «Amici di penna», Jacopo Manzione per «Il pianeta delle parole smarrite», Vincenzo Siano per «Il mio posto nel mondo», Alba Pia Testa per «Il groviglio di seta invisibile», Maria Lucia Caiazzo per «A testa in giù verso le stelle», Rebecca Morretta per «La ragazza che parlava con le stelle», Alfredo Vittorio Napoli per «Un ragazzo dagli occhi color cielomare», Fabio Michele Ventriglia per «La foglia che sognava di volare», Aron Lleshi per «Il ballo degli occhi», Anna Panza per «Lilla e Bruno», Sara Falanga per «L’arte di essere se stessi» e Alessia Battipaglia per «Una missione incantata».
La piazza, gremita fino all’ultimo posto, ha accompagnato l’intera serata condotta da Antonio Sica. Presenti anche numerosi amministratori e rappresentanti delle istituzioni, tra cui i sindaci di Ottati, Sant’Angelo a Fasanella, Pellezzano, San Cipriano Picentino e Corleto Monforte, oltre a rappresentanti del Comune di Salerno con l’assessore Massimiliano Natella e delle istituzioni del territorio. Nelle serate precedenti era intervenuto anche l’assessore al turismo della Regione Campania Enzo Maraio.
«Ogni anno diciamo che al Premio Fabula vincono tutti e anche questa volta è stato così», sottolinea Giovanni Serritella, presidente dell’associazione che organizza la manifestazione. «I premi sono importanti e rappresentano il riconoscimento per chi ha saputo trasformare un’idea in una storia. Ma il risultato più grande è vedere centinaia di ragazzi arrivare qui, incontrarsi, conoscersi, fare domande, emozionarsi e tornare a casa con qualcosa in più. Fabula è questo: un luogo nel quale i giovani possono sentirsi liberi di essere se stessi. E quest’anno la risposta arrivata anche dai ragazzi più grandi ci ha convinti che stavamo andando nella direzione giusta».
La XVI edizione si chiude così, dopo sei giorni di incontri, laboratori e spettacoli. Con tre vincitori, venti menzioni, centinaia di storie e una piazza piena di ragazzi e famiglie.

L'articolo Premio Fabula, i vincitori proviene da Le Cronache.

De Luca: “Per gli incivili metodo Singapore, venti frustate”

 

“L’unico metodo efficace con questi soggetti è il metodo Singapore”, ossia “venti frustate sul groppone”. Il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca insiste nella crociata contro gli “incivili” e commenta così un nuovo episodio di abbandono illeciti di rifiuti ingombranti nel centro storico. “Abbiamo ripreso di spalle lo stesso imbecille che la scorsa settimana aveva depositato un frigorifero in un vicolo del centro storico. Questa volta è tornato sul luogo del delitto per depositare un asse da stiro. Mi sono ricordato le vicende che riguardavano il processo di risanamento della brucellosi delle bufale nell’area del Casertano. Quando hanno la brucellosi, l’unico sistema è abbatterle. A Singapore, per le infrazioni come questa, per i reati ambientali, per i rifiuti, ma anche nelle scuole, la Polizia Municipale è dotata non di manganelli ma di un nerbo di bue e, adesso, di un frustino di rattan”, ha detto De Luca.

L'articolo De Luca: “Per gli incivili metodo Singapore, venti frustate” proviene da Le Cronache.

Omicidio Vassallo: domani ad Acciaroli il ricordo a 16 anni dalla morte

“Ricordare Angelo significa soprattutto continuare a credere nelle idee per le quali ha speso la sua vita. Il tempo non cancella il dolore, ma può trasformare la memoria in responsabilità. Ogni anno questa giornata ci ricorda che il modo più autentico per onorare Angelo è continuare a lavorare per una comunità più giusta, più sostenibile e capace di guardare avanti senza dimenticare le proprie radici”. Lo dichiara il sindaco di Pollica (Salerno), Stefano Pisani, alla vigilia delle iniziative in programma ad Acciaroli per ricordare il “sindaco pescatore” Angelo Vassallo a 16 anni dall’omicidio. Il programma prenderà il via alle ore 19 nella chiesa dei Santi Annunziata di Acciaroli con la messa in suffragio di Angelo Vassallo. Alle 20 all’Arena del Mare si terrà la commemorazione con la deposizione in mare di una corona di alloro, accompagnata dalle note del Silenzio. Alle 20.20, in piazza Vittorio Emanuele, sarà il momento dei “Dialoghi per abitare il futuro”, uno spazio dedicato alla riflessione su come costruire comunità capaci di affrontare le sfide del presente senza perdere il rapporto con il territorio e con la propria identità. Alle 21 la piazza ospiterà la consegna del Premio Angelo Vassallo, riconoscimento che nel suo nome continua a valorizzare idee, persone e percorsi coerenti con quella visione di amministrazione e di comunità che ha caratterizzato il suo impegno. Alle 21.45, Acciaroli spegnerà le luci per un momento di silenzio

L'articolo Omicidio Vassallo: domani ad Acciaroli il ricordo a 16 anni dalla morte proviene da Le Cronache.

Carenza sangue: in ospedale Salerno stop interventi programmati

All’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno sospese le attivita’ chirurgiche e cliniche in elezione che prevedono un possibile utilizzo di sangue, garantendo solo urgenze ed emergenze. E’ quanto si apprende dall’azienda ospedaliero-universitaria salernitana dopo che il Centro Nazionale Sangue ha lanciato un appello urgente per la carenza di scorte, con specifica criticita’ per il gruppo 0+, e con una situazione particolarmente grave nelle regioni Campania, Lazio e Sicilia. Secondo quanto segnalato dal Cns, fanno sapere dal Ruggi, le scorte sono talmente ridotte che non e’ piu’ possibile procedere alla compensazione interregionale, in quanto non ci sono quantita’ sufficienti di sangue neppure nelle altre regioni per far fronte alle carenze. Dopo la recente notifica del Sit (Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale), relativa alla criticita’ in questione, l’Aou San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno fa sapere che sono sospese tutte le attivita’ chirurgiche e cliniche in elezione che prevedono un potenziale utilizzo di sangue, garantendo esclusivamente le urgenze e le emergenze. Da qui, l’appello alla popolazione affinche’ si intensifichino e si incrementino le sessioni di donazioni presso il Centro trasfusionale del Ruggi, aperto dal lunedi’ al sabato dalle 8.00 alle 12, ed eventualmente anche di domenica per raccolte organizzate da enti ed associazioni che collaborano con l’ospedale. Nei prossimi giorni, inoltre, l’Aou salernitana divulghera’ la data in cui verra’ collocato un camper utile a potenziare la raccolta sangue.

L'articolo Carenza sangue: in ospedale Salerno stop interventi programmati proviene da Le Cronache.

Salerno, cambiano due vertici: Melchiorre va a Roma, Palmisano promossa Questore

Nel corso di una riunione del Comitato di Ordine e Sicurezza Pubblica tenutasi in Prefettura, il Prefetto di Salerno Francesco Esposito ha salutato il Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Salerno, Filippo Melchiorre, e il Vicario del Questore di SalernoAnna Filomena
Palmisano, entrambi destinati ad altri, importanti incarichi.

 

Il Colonnello Melchiorre, infatti, andrà a ricoprire un nuovo prestigioso ruolo presso il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri nella Capitale, mentre alla dottoressa Palmisano, nominata Questore, sarà affidata la guida di una struttura della Polizia di Stato. Ad entrambi il Prefetto ha voluto esprimere il più sentito apprezzamento e gratitudine per l’impegno, la professionalità e il senso delle istituzioni dimostrati nel corso del servizio prestato a tutela della comunità di questa complessa, articolata e vasta provincia.

«In questo periodo di permanenza nel territorio salernitano abbiamo avuto modo di conoscere le elevate capacità professionali e umane di due servitori
dello Stato che, con grande intelligenza e quotidiano senso di dovere, hanno contribuito a rafforzare la collaborazione tra Forze di Polizia, cittadini e altre
istituzioni a beneficio della sicurezza e della coesione sociale, distinguendosi per competenza, equilibrio e spirito di servizio».

«Al Colonnello Filippo Melchiorre e al Questore Anna Filomena Palmisano – continua il Prefetto di Salerno – vanno, pertanto, gli auguri più sinceri di buon lavoro per le nuove responsabilità che saranno chiamati ad assumere, con la certezza che continueranno ad essere al servizio della comunità con la passione e l’alto senso delle istituzioni che ne hanno contraddistinto l’operato in questo territorio».

L'articolo Salerno, cambiano due vertici: Melchiorre va a Roma, Palmisano promossa Questore proviene da Le Cronache.

Piantedosi candidato, il piano di Meloni per rianimare Fratelli d’Italia in Campania

Tra Matteo Salvini e Matteo Piantedosi, Giorgia Meloni ha scelto il secondo. A quanto apprende Lettera43, e come già avevamo anticipato, il ministro dell’Interno, approdato al governo attraverso la Lega (è stato capo di gabinetto ai bei tempi di Salvini al Viminale), volpone democristiano, nato a Napoli ma originario dell’Irpinia demitiana, si è pian piano avvicinato alle posizioni della Meloni, che ha deciso di candidarlo alle politiche 2027 con Fratelli d’Italia.

Piantedosi candidato, il piano di Meloni per rianimare Fratelli d’Italia in Campania
Piantedosi candidato, il piano di Meloni per rianimare Fratelli d’Italia in Campania
Piantedosi candidato, il piano di Meloni per rianimare Fratelli d’Italia in Campania
Piantedosi candidato, il piano di Meloni per rianimare Fratelli d’Italia in Campania
Piantedosi candidato, il piano di Meloni per rianimare Fratelli d’Italia in Campania
Piantedosi candidato, il piano di Meloni per rianimare Fratelli d’Italia in Campania
Piantedosi candidato, il piano di Meloni per rianimare Fratelli d’Italia in Campania

La Campania non è mai stata una “Regione rossa”

Piantedosi avrà il compito di “tirare” la lista di FdI in Campania, terra fatale per il partito di maggioranza relativa, che nella terza Regione d’Italia per numero di abitanti accumula flop elettorali in continuazione. Eppure la Campania non è mai stata una “Regione rossa”, anzi: è stata governata da Antonio Rastrelli, compianto galantuomo dei tempi del Movimento sociale italiano, il cui figlio Sergio, che ne ha ereditato i modi e la passione politica, è attualmente senatore.

Piantedosi candidato, il piano di Meloni per rianimare Fratelli d’Italia in Campania
Antonio Rastrelli nel 1998 (foto Ansa).

Berlusconi e Caldoro in passato fecero il pieno di voti

Silvio Berlusconi in Campania faceva il pieno dei voti, e anche Stefano Caldoro, socialista doc e attuale consulente di Palazzo Chigi per le politiche del Lavoro, nel 2010 ha portato il centrodestra alla conquista di Palazzo Santa Lucia, sconfiggendo quel Vincenzo De Luca che cinque anni dopo si è preso la rivincita, di misura.

Piantedosi candidato, il piano di Meloni per rianimare Fratelli d’Italia in Campania
Stefano Caldoro (foto Ansa).

De Luca e il Covid hanno fatto evaporare la destra

Poi è arrivato il Covid e De Luca, nel 2020, diventato una star per le sue dirette social da milioni di visualizzazioni, tra cinghialoni e lanciafiamme, stravinse (ancora) contro Caldoro. Da quel momento in poi, il centrodestra in Campania è evaporato: ha perso tutte le elezioni con risultati deprimenti, referendum compreso, mentre Fratelli d’Italia annaspa tra personalismi e guerre interne.

Piantedosi candidato, il piano di Meloni per rianimare Fratelli d’Italia in Campania
Una delle “leggendarie” dirette Facebook di Vincenzo De Luca all’epoca del Covid.

Nelle ultime settimane Roberto Vannacci ha avuto gioco facile nel portare dalla sua parte parecchi esponenti del ceto politico che si sono sentiti traditi da FdI: hanno portato acqua elettorale al mulino (anzi, alla fiamma) e sono stati ripagati con infastidite non risposte alle varie sollecitazioni rivolte a parlamentari ed esponenti di governo.

Piantedosi candidato, il piano di Meloni per rianimare Fratelli d’Italia in Campania
Roberto Vannacci (Ansa).

Come ripartire? L’idea è di affidare a Piantedosi non solo una candidatura, ma anche il compito, dopo le elezioni, di riallacciare il rapporto tra il partito e la cosiddetta “base”: chi meglio di un ex (?) Dc per mediare, ascoltare, riunire, ammorbidire, svelenire il clima mefitico che si respira nel partito in Campania?

Perché Meloni non parteciperà all’Assemblea generale delle Nazioni Unite

Salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, Giorgia Meloni non parteciperà alla prossima riunione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Lo scrive Adnkronos, citando fonti di Palazzo Chigi: l’Italia sarà comunque presente, rappresentata dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

LEGGI ANCHE: Meloni, il bulldozer Trump e la distruzione della diplomazia dell’immagine

Gli impegni in Italia e i rapporti deteriorati con Trump

Meloni già l’8 luglio, al termine del vertice Nato, aveva comunicato l’intenzione di delegare a Tajani la partecipazione ai successivi appuntamenti internazionali. «Non per disimpegno, ma perché arrivo da diversi vertici internazionali e ho l’obbligo di occuparmi di diversi dossier anche in Italia», aveva spiegato la premier. Il passo indietro si inserisce dunque in un orientamento già esplicitato pubblicamente dalla premier e la scelta di Meloni, precisano le fonti di governo, «non ha bisogno di essere giustificata né difesa», anche perché nel recente passato era stata presa da altri leader come l’ormai ex ministro britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier canadese Mark Carney. Era però da 15 anni che un presidente del Consiglio italiano non disertava l’Assemblea generale delle Nazioni Unite: la sensazione è che Meloni abbia deciso di dare forfait anche per i rapporti ormai deteriorati con Donald Trump.

Chiavi d’oro ai ministri della Cultura, condannati due dirigenti comunali di Pompei

La Corte dei Conti ha condannato due dirigenti del Comune di Pompei, Vittorio Martino e Salvatore Petirro, per il danno erariale causato – tra le altre cose – dall’acquisto di due chiavi d’oro a nove carati impreziosite da diamanti, dal valore superiore a 14 mila euro ciascuna, consegnate come riconoscimento istituzionale ai ministri della Cultura Dario Franceschini e Gennaro Sangiuliano. Per Petirro è stata quantificata una responsabilità di 3.352 euro, mentre altri 3.840 dovranno essere versati in solido da Petirro e Martino, che è segretario generale del Comune di Pompei.

Chiavi d’oro ai ministri della Cultura, condannati due dirigenti comunali di Pompei
La chiave d’oro consegnata a Sangiuliano (Instagram Maria Rosaria Boccia).

La vicenda riguarda in tutto quattro doni

La vicenda non riguarda solo le chiavi consegnate a Franceschini e Sangiuliano, ma anche altri due omaggi destinate ad altre figure vicine alla città: un orologio con vetro zaffiro donato all’ex direttore degli Scavi archeologici Massimo Osanna e un rosario d’oro al vescovo Tommaso Caputo. Tutti preziosi erano stati comprati nella stessa gioielleria in centro a Pompei, molto vicina all’allora sindaco Carmine Lo Sapio.

Chiavi d’oro ai ministri della Cultura, condannati due dirigenti comunali di Pompei
Gennaro Sangiuliano (Imagoeconomica).

Nessuna responsabilità attribuita ai beneficiari

La Corte dei Conti ha stabilito che le spese sono state del tutto ingiustificate e sproporzionate rispetto ai canoni di sobrietà richiesti per un’attività di rappresentanza. Da qui la condanna. Nessuna responsabilità, invece, è stata attribuita ai quattro beneficiari dei doni, rimasti estranei all’illecito contestato ai vertici amministrativi del Comune campano. Per Lo Sapio, deceduto alla fine del 2025, il procedimento si è invece estinto.

Chiavi d’oro ai ministri della Cultura, condannati due dirigenti comunali di Pompei
Dario Franceschini (Imagoeconomica).

Franceschi aveva lasciato il regalo al ministero

Se Franceschini lascio il cadeux al Collegio Romano (per legge un ministro può tenere un dono solo se vale meno di 300 euro, altrimenti deve consegnarlo all’amministrazione pubblica), particolarmente singolare è la vicenda della chiave d’oro finita nelle mani di Sangiuliano, che l’aveva ricevuta a luglio del 2024 durante una cerimonia a cui aveva assistito, in prima fila, anche una fino a quel momento sconosciuta Maria Rosaria Boccia.

Chiavi d’oro ai ministri della Cultura, condannati due dirigenti comunali di Pompei
Maria Rosaria Boccia (Imagoeconomica).

La chiave ricevuta da Sangiuliano è scomparsa

Dopo la consegna, della chiave d’oro si sono perse le tracce: Sangiuliano, che per difendersi l’aveva definita una patacca, era stato di fatto costretto a versare alla Ragioneria dello Stato una somma equivalente al valore del dono ricevuto, mentre Boccia (nel frattempo diventata famosa) ha sempre negato il suo coinvolgimento nella scomparsa dell’oggettp. Un anno fa il Comune di Pompei ha peraltro dato incarico a un legale di recuperare le somme versate da Sangiuliano al MiC, che però ha fatto muro.

Milano Finanza, cambio di direzione in vista?

Roberto Sommella è alla direzione di Milano Finanza dal 2020, in una carriera che lo ha visto entrare e uscire dal gruppo Class, avendo svolto anche l’attività di “uomo della comunicazione” nel settore delle authority, con l’Antitrust di Antonio Catricalà. Ma chi potrebbe ricoprire ora il ruolo di direttore del quotidiano dei mercati finanziari, nel vociferato caso di una sua partenza?

Milano Finanza, cambio di direzione in vista?
Roberto Sommella (foto Imagoeconomica).

Una volta c’era Franco Bechis, che adesso è direttore di Open, e firma “di lusso” del giornale La Stampa. C’è stato il tempo di Osvaldo De Paolini, sempre a Milano Finanza, ma ora è diventato direttore del veneziano Il Gazzettino. Se n’è appena andato Fabrizio Massaro, verso il Giornale, vicedirettore al posto di De Paolini, per prendere in mano il settimanale Moneta.

Milano Finanza, cambio di direzione in vista?
Fabrizio Massaro (foto Imagoeconomica).

Dall’interno del gruppo Class, per un upgrade, c’è disponibile Francesco Allegra, ma potrebbe anche arrivare qualche nome dall’esterno. Rosario Dimito ha appena lasciato Il Messaggero per andare a fare il numero due de La Stampa, ma ha sempre nel cuore il gruppo Class. Tra l’altro, i rapporti con le banche sono sempre stati il core business di Milano Finanza, e tra Mps, Banca Intesa e Bpm le partite da giocare sono numerose, anche se l’editore Paolo Panerai ha una passionaccia per il “furetto Lovaglio” e il suo vice Maurizio Bai, del quale è vecchio amico.

Milano Finanza, cambio di direzione in vista?
Andrea Bassi (foto Imagoeconomica).

Poi a Roma c’è sempre Il Messaggero che ha pescato negli anni dalla redazione di MF, prendendo tra gli altri Andrea Bassi e, per ultimo, Angelo Ciardullo. Un anno fa era andata in pensione, a Il Messaggero, Lucia Pozzi, che era stata alla guida della redazione romana di ItaliaOggi, quotidiano sempre caro al gruppo Class. Pure Il Tempo ha attinto negli anni dalle forze di ItaliaOggi, uno fra tutti l’attuale capo della redazione economia Filippo Caleri. La scelta è ampia, seguendo la vecchia storia delle “porte girevoli” che tanto piace all’editoria italiana, con i graditi ritorni…

Di Battista torna in Italia, rientro previsto per sabato pomeriggio

Alessandro Di Battista, ricoverato a Cuba (prima a Santa Clara e poi a L’Avana) a seguito di un malore che lo ha colpito mentre si trovava ai Caraibi per un reportage per il Fatto Quotidiano, dovrebbe rientrare in Italia nel pomeriggio di domani, sabato 5 settembre. L’aeroambulanza che trasporterà l’ex deputato del Movimento 5 stelle, scrive Adnkronos, dovrebbe partire da Cuba alle 19 locali di oggi, quando in Italia sarà già l’1 di notte.

Il messaggio sui social dopo giorni di apprensione

«Oggi mi sento meglio. Sono stati giorni difficili e allo stesso tempo sono ottimista e cerco sempre di vedere il positivo in tutto», ha scritto martedì sui social, ringraziando i medici cubani che «sono stati molto bravi e tempestivi nella diagnosi e nella scelta delle cure iniziali». Di Battista, che ha rifiutato il volo di Stato messo a disposizione dal governo: i costi dell’aeroambulanza verranno coperti da una compagnia assicurativa con la quale aveva stipulato una polizza prima della partenza. Nel frattempo, sul quadro clinico di Di Battista – che è stato sottoposto ad accertamenti anche alla presenza dei due medici del Policlinico Gemelli di Roma – viene mantenuto il massimo riserbo.

Ex Ilva, al via le lettere di licenziamento per 2.500 lavoratori

L’Aigi, l’Associazione italiana giuristi di impresa, ha trasmesso ai sindacati le lettere relative alla procedura di licenziamento collettivo che coinvolgerà un numero di lavoratori superiore alle 2.500 unità di 28 aziende dell’indotto dell’ex Ilva. «Si tratta di un atto estremo e doloroso al quale non avremmo mai voluto fare ricorso», ha spiegato il presidente dell’Aigi Nicola Convertino in una lettera, parlando di «atto dovuto e inevitabile, diretta conseguenza dell’improvvisa scadenza fissata per la chiusura dell’area a caldo già nel mese di ottobre, per la quale non si ravvisa alcuna possibilità di riavvio». «Siamo giunti a questo punto a causa della totale assenza di una ragionevole programmazione che avrebbe potuto mettere in sicurezza le nostre aziende», ha aggiunto. Anche se il governo incontrerà, martedì 8 settembre, i sindacati dei metalmeccanici e i vertici di Confindustria e di altre associazioni datoriali, le imprese dell’indotto ritengono che manchi la volontà di dare loro un sostegno concreto e hanno proceduto con le lettere di licenziamento. Scettiche anche sull’esito dell’istanza presentata alla Corte d’appello di Milano che chiede la sospensione del decreto che impone la chiusura dell’area a caldo, che si discuterà il 9 settembre.

Consob, voci di un cambio alla comunicazione: chi è in pole

Alla Consob è arrivato un nuovo presidente, Guido Stazi, e dopo l’insediamento avvenuto in piena estate si mormora siano cominciati i cambiamenti allo staff. Occhi puntati sulla comunicazione, ora guidata da Manlio Pisu, classe 1959. Un poltrona ambitissima da giornalisti economico-finaziari. In pole position per il posto di Pisu c’è Roberto Sommella, direttore di Milano Finanza, che da sei anni guida il giornale del gruppo Class, facendo la spola tra il capoluogo lombardo e la sede romana. Un’eventuale nomina di Sommella libererebbe la direzione di Mf, aprendo l’ultimo giro di una giostra che ha visto protagonisti Mario Orfeo passato da Repubblica a QN; Osvaldo De Paolini arrivato dal Giornale alla direzione del Gazzettino e Rosario Dimito dal Messaggero al Gruppo Sae di Alberto Leonardis che edita La Stampa.

Consob, voci di un cambio alla comunicazione: chi è in pole
Roberto Sommella (Imagoeconomica).

Gli articoli su Milano Finanza e il rapporto tra Stazi e Sommella

Stazi e Sommella si conoscono da anni. Il neo presidente della Consob ha infatti firmato numerosi articoli ed editoriali sulle pagine di Milano Finanza, pezzi letti ovviamente con grande attenzione dai protagonisti del mondo dell’economia. Qualcuno fa poi notare il tono di alcuni pezzi che il quotidiano ha dedicato alla nomina di Stazi: «Stato, mercati, concorrenza e innovazione. Sono questi i quattro punti cardinali del pensiero, orientato alla ricerca di un equilibrio tra intervento pubblico e libertà economica, di Guido Stazi, il tecnico scelto dal governo Meloni per guidare la Consob». E ancora: «Dall’Antitrust alla Consob, passando per l’Agcom, Stazi ha attraversato i principali snodi della vigilanza italiana, costruendo un profilo che unisce competenze giuridiche, economiche e una particolare attenzione alle sfide poste dall’intelligenza artificiale e dai Big Tech». Senza dimenticare le note sulla vita privata: «Ha trascorso gran parte della sua vita a Ostia. Cresciuto nelle case Lamaro ha anche giocato a lungo a basket, fino a competere in serie C. Questo non lo ha distolto dagli studi. Dopo la laurea in giurisprudenza a La Sapienza di Roma, è stato assistente di Politica economica presso lo stesso ateneo (il titolare di cattedra era Franco Romani) e di Scienza delle finanze alla Luiss, e ha poi insegnato Economia e politica della concorrenza all’Università di Siena. È rimasto tra i collaboratori di Romani anche quando nel 1986 l’allora ministro dell’industria, Valerio Zanone, lo indicò nella Commissione per lo studio della concorrenza, che fu alla base della legge che portò alla nascita in Italia dell’Antitrust».

Consob, voci di un cambio alla comunicazione: chi è in pole
Guido Stazi (Imagoeconomica).

Tra l’altro l’Antitrust, di cui Stazi è stato segretario generale, Sommella la conosce benissimo: nel 2005, quando era vicedirettore di Milano Finanza, diventò il responsabile della direzione relazioni esterne dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, sotto la presidenza dello scomparso Antonio Catricalà. Ora la storia si potrebbe ripetere con Stazi alla Consob. Vedremo.

Bce, Schnabel potrebbe lasciare in anticipo per il Fmi

Isabel Schnabel potrebbe lasciare anticipatamente il comitato esecutivo della Bce per assumere un incarico al Fondo monetario internazionale. Lo riporta Handelsblatt citando fonti governative e finanziarie. La banchiera centrale tedesca sarebbe in trattative per assumere la guida del dipartimento dei mercati del Fmi, posizione rimasta vacante dal primo settembre dopo l’uscita di Tobias Adrian. Un portavoce del Fondo ha dichiarato che la procedura di selezione è in corso e che un annuncio sarà diffuso una volta conclusa.

Anche Lagarde potrebbe dimettersi prima della scadenza del mandato

Un’uscita anticipata di Schnabel, il cui mandato scade nel dicembre 2027, potrebbe inserirsi in un più ampio riassetto del vertice dell’Eurotower. Anche i mandati della presidente Christine Lagarde e del capo economista Philip Lane termineranno il prossimo anno, rendendo probabile una trattativa complessiva tra i leader europei sulle nomine. Da mesi si moltiplicano gli indizi che la stessa Lagarde potrebbe lasciare la Banca centrale prima della fine del suo mandato, nell’ottobre 2027, per trasferirsi al Forum economico mondiale di Davos. Di recente ha anche lasciato intendere che potrebbe svolgere un ruolo nelle elezioni presidenziali francesi per far sentire la voce dell’Europa.

Bimbo ingerisce solvente, ricoverato in ospedale a Napoli

E’ ricoverato in condizioni serie all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli un bambino di 2 anni che, nella serata di ieri, avrebbe ingerito in maniera accidentale del solvente per pittura. L’incidente domestico e’ avvenuto a Polla, nel Salernitano. Il piccolo, in un primo momento, e’ stato trasportato al presidio ospedaliero ‘Luigi Curto’ di Polla dove i medici della pediatria hanno prestato le prime cure. Poi, a bordo di una eliambulanza decollata dal campo sportivo, e’ stato trasferito al nosocomio pediatrico del capoluogo di regione.

L'articolo Bimbo ingerisce solvente, ricoverato in ospedale a Napoli proviene da Le Cronache.

Salernitana, Capuano ko

Capuano salterà il derby di domenica 6 settembre contro la Cavese. Il polpaccio del difensore della Salernitana è sovraccarico.

Il centrale si è già sottoposto ad esami di controllo e la società granata attende che l’esito confermi il risentimento da affaticamento, legato al tour de force che Cosmi non gli ha potuto risparmiare nell’ultimo periodo.

Va precisato: non c’è guaio muscolare per Capuano, non c’è lesione. Ma fermarsi ora è necessario, per evitare la forzatura generosa e prolungata che può diventare causa di infortunio di entità maggiore.

L'articolo Salernitana, Capuano ko proviene da Le Cronache.

Arena Arbostella, De Luca: “Modello di cultura per una Salerno europea”

Arena Arbostella Premio Gino Esposito. Gran finale ieri sera, giovedì 3 settembre, per la XV edizione con l’ennesimo sold out di una settimana intensa di teatro, musica, danza e cabaret con successo di pubblico e di critica.

 

Saluto prima della serata del sindaco Vincenzo De Luca che accompagnato da Angelo Caramanno ha voluto complimentarsi con gli organizzatori Arturo Esposito e Imma Caracciuolo per la riuscita della manifestazione e ha voluto ricordare Gino Esposito fondatore del Teatro Arbostella.

De Luca ha dichiarato che il modello Arbostella è il modello da seguire per “una Salerno città europea fatta di cultura, socialità e civiltà”. Il primo cittadino ha fatto i complimenti agli organizzatori della rassegna e gestori del Teatro “per aver trasformato questo spazio in uno di quei luoghi di continuità e costanza e non come tanti teatri e spazi culturali che aprono e chiudono in breve tempo“.

De Luca, infine, ha fatto gli auguri scaramantici con tanto di cornetto alla compagnia all’Antica Italiana di Gaetano Troiano impegnata nella commedia “Non è vero ma ci credo“, farsa di Peppino ricca di equivoci, comicità e situazioni paradossali, che ha concluso ieri la XV rassegna dell’Arena Arbostella..

L'articolo Arena Arbostella, De Luca: “Modello di cultura per una Salerno europea” proviene da Le Cronache.

Inchiesta su finanziamenti illeciti a Reform UK, Farage ancora nei guai

Due dirigenti di Reform UK si sono dimessi dopo un’inchiesta del gruppo Verbatim Investigations su presunti illeciti nei finanziamenti alla formazione di estrema destra guidata da Nigel Farage, andata in onda sulla rete pubblica Channel 4. A lasciare sono stati Dan Jukes, collaboratore di lunga data di Farage, e James Orr, responsabile delle politiche del partito. L’annuncio è arrivato a poche ore dall’inizio del congresso annuale di Reform UK, che si terrà a Birmingham.

Juke e Orr incastrati dalle immagini girate di nascosto

Le immagini diffuse da Channel 4 sono state girate con una telecamera nascosta da due giornalisti, che hanno finto di essere un facoltoso uomo d’affari statunitense e suo figlio, interessati a finanziare Reform UK aggirando le leggi britanniche. L’inchiesta è durata circa un anno e ha visto numerosi incontri: Farage ha partecipato solo all’ultimo, andato in scena a luglio nella sua città, Clacton-on-Sea, dove è stato di recente rieletto nelle suppletive dopo le dimissioni da deputato, arrivate a seguito dello scandalo dei cinque milioni in criptovalute versati dall’imprenditore Christopher Harborne. Le immagini mostrano Jukes che suggerisce un modo per assicurarsi una donazione di 500 mila sterline eludendo il divieto di ricevere fondi dall’estero (ossia tramite il figlio del finto magnate, residente nel Regno Unito) e Orr che propone di finanziare segretamente tre sondaggi da oltre 32 mila sterline complessivi, effettivamente poi pagati a un’azienda creata da Verbatim per l’occasione. E questo si configurerebbe come donazione illecita. Farage, come detto, ha partecipato solo all’ultimo incontro, in cui lo si vede ringraziare i finanziatori americani per il loro contributo.

Cosa prevede la legge elettorale britannica

La legge elettorale britannica vieta donazioni provenienti da entità o cittadini stranieri. Inoltre i versamenti leciti ma superiori a 11.180 sterline devono essere dichiarati alla Commissione Elettorale: per quelle al centro dell’inchiesta non è avvenuta alcuna dichiarazione. I giornalisti di Verbatim hanno dunque messo in evidenza una doppia infrazione da parte di Reform UK, che dopo la pubblicazione dell’inchiesta hanno messo alla porta Jukes e Orr.

Farage: «Si tratta chiaramente di una trappola»

«Il partito non ha violato alcuna legge. Non ha accettato denaro di provenienza dubbia né nulla del genere. Si tratta tuttavia chiaramente di una trappola: hanno lavorato a lungo a questo piano, riuscendo a indurre alcuni nostri collaboratori esterni a dire cose che forse non avrebbero dovuto dire», ha dichiarato Farage. Reform UK, sottolineando che il coinvolgimento dei finti statunitensi si è limitato ai sondaggi, ha negato qualsiasi illecito e liquidato l’inchiesta come «una messinscena da attivisti sul clima finanziati dall’estero», il Center for Climate Reporting, insistendo sul fatto che il partito dispone di «un solido processo di verifica per i potenziali donatori approvato dalla Commissione elettorale».

Trump sulla moneta da 1 dollaro, è il primo presidente Usa in carica

Donald Trump ha il suo volto sulla moneta da 1 dollaro, in quella che è la prima iniziativa a coinvolgere in forma esclusiva un presidente Usa in carica, a dispetto della tradizione e delle leggi sul divieto di raffigurare persone viventi sulla valuta Usa. Malgrado il segretario al Tesoro Scott Bessent abbia sostenuto che fosse accettabile in occasione del 250 anni della fondazione dell’America, gli esperti e i democratici al Congresso hanno contestato la mossa, sostenendo che la moneta è illegale in base a una legge del 1866 che vieta appunto la presenza di persone viventi sulla valuta americana. La Zecca l’ha però messa comunque in vendita perché la legge del 2020 che autorizza le emissioni celebrative vieta il ritratto di una persona vivente sul retro, ma non formula lo stesso divieto per il dritto, dove infatti compare Trump. Il Tesoro sostiene quindi che il conio sia legittimo. Le monete, con sul retro il sigillo presidenziale e il numero 250, sono state messe in vendita il 2 settembre in rotoli e sacchetti.

Codice presenta Ipazia, l’intelligenza artificiale che dialoga con gli ospiti

Un’intelligenza artificiale che non si limita a rispondere a domande preparate in anticipo, ma può essere interrogata, reagire agli interlocutori e costruire le proprie risposte nel corso della conversazione. È Ipazia, la nuova intelligenza artificiale sviluppata per Codice, il programma di Rai 1 condotto da Barbara Carfagna dedicato alle trasformazioni tecnologiche, scientifiche e sociali del nostro tempo, arrivato alla sua decima edizione.

Il confronto con l’AI diventa parte del racconto televisivo

Ipazia nasce come una Rag aziendale, una tecnologia ben più complessa di un semplice chatbot. Le Rag – Retrieval-augmented generation – sono sistemi elaborati e costosi, che richiedono la costruzione e l’organizzazione di una base documentale, infrastrutture tecnologiche, modelli di intelligenza artificiale e procedure per selezionare e recuperare le informazioni pertinenti prima di generare una risposta. Nel caso di Codice, questo apre una prospettiva particolarmente interessante: dieci edizioni rappresentano infatti un patrimonio editoriale fatto di centinaia di interviste, reportage, testimonianze, immagini, analisi e incontri con scienziati, imprenditori, ricercatori e protagonisti delle grandi trasformazioni contemporanee. Un archivio che può progressivamente diventare non soltanto consultabile, ma interrogabile. Nel programma, Ipazia può dialogare con gli ospiti, porre domande ed essere a sua volta interrogata, senza che domande e risposte debbano necessariamente essere preparate in precedenza. Il confronto con l’intelligenza artificiale diventa così parte del racconto televisivo e, nello stesso tempo, un esperimento sul futuro dell’interazione tra pubblico, contenuti e media.

L’avatar potrebbe sbarcare su RaiPlay

L’esperimento potrebbe inoltre uscire dallo studio televisivo. Ipazia potrebbe essere inserita nella pagina di Codice su RaiPlay, diventando accessibile anche da casa. Gli spettatori potrebbero interrogarla direttamente, approfondire gli argomenti affrontati nelle dieci edizioni, porre nuove domande e continuare l’esperienza del programma oltre il momento della messa in onda. Una televisione, dunque, che non termina con i titoli di coda, ma il cui patrimonio editoriale può diventare interrogabile. Codice sperimenta così un possibile passaggio dalla televisione lineare a un ambiente nel quale lo spettatore non è più soltanto destinatario del racconto, ma può entrare in relazione con la conoscenza accumulata dal programma nel corso degli anni. Con Ipazia, Codice porta l’intelligenza artificiale non soltanto tra i temi raccontati dalla trasmissione, ma dentro il suo stesso linguaggio e il suo processo editoriale, sperimentando una possibile nuova vita digitale dell’archivio televisivo.

Con Trump la deportazione diventa un videogioco

La Casa Bianca ha lanciato Arcade, sala giochi online con cinque versioni a tema Maga di altrettanti videogiochi classici, in cui ci si può cimentare – tra le altre cose – nell’espellere migranti e costruire un muro di confine. «Non riusciamo a smettere di vincere. Costruisci il muro. Deporta. Riempi un Trump Account», recita il post pubblicato dalla White House sui social, in cui compare anche il logo Maga realizzato col font Sega.

I cinque videogiochi Maga di Arcade

Il primo gioco è Flappy Bill, versione trumpiana di Flappy Bird in cui i giocatori devono guidare un’aquila calva che trasporta un disegno di legge attraverso una serie di ostacoli sul National Mall. Il secondo è Build the Wall, rivisitazione Maga del celebre Tetris: in questo caso i mattoncini servono a costruire un muro di confine per «proteggere il confine dall’orda in arrivo». Rio Run ricorda il popolare gioco per dispositivi mobili Snake: un mini-Tom Homan (lo “zar dei confini”) pattuglia un’area a griglia per «raccogliere tutti gli attraversatori presenti» senza ripercorrere il proprio tracciato. A ogni cattura se ne aggiunge uno al “serpente”. In caso di fallimento, appare una schermata con il numero dei deportati. C’è poi Supply Line, che ricorda Tapper: il cibo scorre lungo una catena di montaggio e i giocatori devono scartare i prodotti che non soddisfano gli standard di Make America Healthy Again. Il quinto videogame è Trump Savings Tycoon: in questo caso l’obiettivo è raccogliere denaro per il piano di risparmio dell’Amministrazione Usa che offre mille dollari a ogni bambino nato durante il mandato di The Donald. La Casa Bianca ha spiegato che Arcade rappresenta un modo divertente per mettere in risalto i successi di Trump nel suo secondo mandato: «Siamo fortemente concentrati su come innovare e raccontare i numerosi risultati raggiunti dal presidente, in modo che possano essere apprezzati da ogni americano», ha detto un funzionario a Fox News Digital.

Mps, via libera della Bce all’incorporazione di Mediobanca

Monte dei Paschi di Siena ha comunicato «di aver ricevuto da parte della Banca Centrale Europea le autorizzazioni in merito alla fusione per incorporazione di Mediobanca», di cui Rocca Salimbeni controlla l’86,3 per cento dopo l’opas da quasi 14 miliardi di euro. Via libera anche alle «altre operazioni di riorganizzazione societaria previste che saranno sottoposte all’assemblea degli azionisti» del 29 ottobre: ok della Bce all’ingresso nel cda di Alessandro Caltagirone e Gianluca Brancadoro, primi non eletti della lista di minoranza, destinati a subentrare nei posti rimasti vacanti nel board dopo le dimissioni di Fabrizio Palermo e la decadenza di Carlo Vivaldi. Il consiglio d’amministrazione tornerà quindi presto nella sua composizione a 15 membri. Contestualmente, si legge nella nota diffusa da Mps, «sono state autorizzate le conseguenti modifiche statutarie». L’assemblea degli azionisti di Siena sarà chiamata anche a esprimersi sulla duplice ops su Banco BPM e Banca Generali.

Mps, via libera della Bce all’incorporazione di Mediobanca
Mediobanca (Imagoeconomica).

Spunta l’ipotesi di un election day in primavera con politiche e amministrative insieme

Dopo il confronto sulla modifica della legge elettorale, tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein sarebbero iniziati i contatti sulla possibile data delle elezioni politiche 2027. Per ora prevale la riservatezza ma, secondo il Corriere, ci sarebbe una convergenza sull’ipotesi di anticipare il voto rispetto alla scadenza naturale della legislatura. Se gli alleati preferirebbero arrivare fino a ottobre, puntando sia su ragioni tecniche legate alle norme elettorali, sia sugli effetti della prossima finanziaria e sia sul possibile ridimensionamento del fenomeno vannacciano, la premier considera la primavera l’opzione più conveniente. Per questo starebbe meditando di accorpare le elezioni politiche con le amministrative in un unico election day da tenersi tra aprile e maggio. La mossa sarebbe delicata per il centrodestra – andranno al voto molte grandi città tra cui Roma, Milano, Napoli, Bologna e Firenze – e c’è il rischio di un effetto favorevole al Campo largo. Ma, secondo alcune fonti citate dal Corsera, sia nella Capitale sia nel capoluogo lombardo ci sarebbero «margini per vincere» e «Giorgia potrebbe fare da traino».

Sia Meloni sia Schlein sarebbero favorevoli all’election day

L’election day avrebbe inoltre un vantaggio sul piano istituzionale. La decisione sulla fine della legislatura spetta infatti al Quirinale e, secondo la prassi, la premier dovrebbe prima formalizzare la crisi in Parlamento e poi salire al Colle. Legare le dimissioni all’accorpamento delle elezioni renderebbe politicamente più comprensibile la scelta e, secondo esponenti dell’esecutivo, anche più favorevole a Meloni. La soluzione potrebbe incontrare il consenso dell’opposizione perché anche Schlein avrebbe interesse ad anticipare il voto, per evitare che un’attesa troppo lunga finisca per alimentare le tensioni interne e indebolire la sua leadership. Per ciò che riguarda le date, le amministrative devono essere indette tra il 15 aprile e il 15 giugno, quindi il 18 aprile sarebbe la prima domenica utile. Questo timing non consentirebbe però di varare i decreti attuativi delle norme che verranno approvate con la finanziaria. Per questo si valutano le domeniche successive, in particolare quelle del 23 e del 30 maggio, ultima data utile per applicare l’election day e consentire il ballottaggio delle Comunali entro il 15 giugno. In ogni caso, se ne riparlerà dopo l’approvazione definitiva della legge elettorale.

Migranti e criminalità calano, ma il governo Meloni preferisce inseguire Vannacci

Piccolo bilancio controcorrente. Meno migranti, meno criminalità, conti in ordine: è il medagliere che Giorgia Meloni potrebbe appuntarsi al petto nel celebrare il raggiungimento del record di governo più longevo della Repubblica. E invece la premier rischia di fare harakiri per non farsi scavalcare a destra da Roberto Vannacci. Un vero e proprio paradosso di propaganda.

Migranti e criminalità calano, ma il governo Meloni preferisce inseguire Vannacci
Un manifesto per l’evento di FdI a Bari (Imagoeconomica).

Ecco i numeri che uno si aspetterebbe in occasione della celebrazione in pompa magna a Bari per rimarcare che lei, prima donna a diventare premier, prima esponente di destra-destra a guidare un esecutivo, è anche colei che ha saputo tenere a bada le riottose anime della sua maggioranza per più tempo di ogni suo predecessore della prima, seconda e terza Repubblica.

Il calo degli sbarchi cancellato dalla rincorsa a Vannacci

Grazie alle politiche del governo e dell’Unione europea, nel primo semestre del 2026 gli sbarchi di migranti irregolari in Italia sono calati del 52 per cento rispetto all’anno precedente e in tutto il continente sono calati del 37 per cento. Merito delle politiche messe in campo con i Paesi d’origine sia dai singoli governi sia, soprattutto, da Bruxelles e merito del nuovo Patto Ue su migrazione e asilo su cui l’Italia ha influito non poco. In un Paese normale e in tempi normali sarebbe un successo, ma siamo in Italia in tempi di fake news e di nuovi posizionamenti in vista di elezioni politiche e allora il tema migranti diventa un campo di battaglia a destra. Dunque Vannacci attacca, la Lega insegue, Meloni rincorre. E i dati passano in secondo piano. FN parla di «remigrazione», Salvini di invasione e Italia «campo profughi d’Europa», la premier lancia l’allarme sicurezza davanti allo sbarco di migranti nell’exclave spagnola di Ceuta. E quello che avrebbe potuto essere un successo di cui andare fieri diventa nella narrazione dello stesso governo un tallone d’Achille di Palazzo Chigi.

Migranti e criminalità calano, ma il governo Meloni preferisce inseguire Vannacci
Migranti a Ceuta (Ansa).

Meno criminalità, più decreti sicurezza

Stesso schema per la sicurezza. A Ferragosto i dati diffusi dal Viminale da un orgoglioso ministro Matteo Piantedosi hanno restituito la fotografia di un Paese in cui il tasso di criminalità, per la verità mai altissimo se paragonato a quelli di altri Paesi occidentali, è ulteriormente diminuito. Se escludiamo la piaga della corruzione, infatti, i reati di sangue e quelli a maggior allarme sociale, che cioè toccano i semplici cittadini, sono calati del 10 per cento rispetto al 2025. Omicidi (meno 15,3 per cento), furti (meno 11,4 per cento), rapine (meno 12,3 per cento), violenze sessuali (meno 7,1 per cento), truffe informatiche (meno 9,5 per cento). Un altro successo del governo? Apparentemente sì, ma non per il governo… che infatti continuerà a produrre decreti sicurezza come se non ci fosse un domani, lanciando allarmi che generano altra paura. Al momento, leggina più leggina meno, siamo arrivati ad almeno sei decreti sicurezza in quattro anni, per un totale di 57 nuovi reati e 60 aggravanti. Qualcuno potrebbe osservare che il calo dei crimini è dovuto proprio al profluvio di norme restrittive: in realtà i delitti calati non sono quelli messi in mora dalle nuove leggi, il controllo del territorio e la prevenzione sono stati il vero motore del crollo dei casi. Eppure, grazie alla propaganda del combinato disposto Vannacci-Lega, la premier da Bari dovrebbe lanciare l’ennesimo allarme sicurezza e l’ennesima stretta, legittimando una narrazione che vuole il Paese sempre più insicuro. Vero è che migranti e sicurezza sono i cavalli di battaglia del centrodestra in ogni elezione, ma se ad alzare i toni e ad alimentare la paura è il governo in carica, il rischio autogol è dietro l’angolo.

Migranti e criminalità calano, ma il governo Meloni preferisce inseguire Vannacci
Matteo Piantedosi (Imagoeconomica).

Almeno l’austerity ha contenuto il debito

Infine un piccolo paradosso, questa volta solo positivo: stupendo economisti, politologi e osservatori internazionali, il governo di Giorgia Meloni è stato il primo esempio di un esecutivo italiano di centrodestra che non ha sfondato i conti pubblici. Questa forse è una lode che fa venire l’orticaria alla stessa maggioranza, ma per la prima volta l’austerity non è stata impersonata da tecnocrati o dal Pd ma dai partiti che negli anni berlusconiani erano abituati a spese allegre. Dopo il biennio di fortissima spesa per sostenere l’economia durante il Covid (nel 2020 il rapporto debito/Pil è toccato il 154 per cento), va a merito della premier e del suo ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti di aver cercato di far rientrare il rapporto debito/Pil in ranghi più accettabili (siamo al 137 per cento). C’è ancora tanto da fare e forse gli italiani non apprezzeranno di dover tirare la cinghia, ma la strada di contenimento del debito è quella giusta soprattutto per non gravare sulle nuove generazioni.

Migranti e criminalità calano, ma il governo Meloni preferisce inseguire Vannacci
Giancarlo Giorgetti e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Star Trek: Il nuovo film di Star Trek si concentrerà sulle “mele marce” della flotta stellare

Il nuovo film di Star Trek si concentrerà sulle `mele marce` della flotta stellare

Gli sceneggiatori John Francis Daley e Jonathan Goldstein stanno lavorando a una sceneggiatura per il cinema che "darà vita a un nuovo franchise"

Dopo annunci e ripensamenti, supposti sequel e reboot andati perduti nei labirinti della produzione, e precoci entusiasmi, Star Trek potrebbe effettivamente tornare al cinema dopo più di dieci anni di assenza dai grandi schermi. A darne notizia gli sceneggiatori John Francis Daley e Jonathan Goldstein, al momento impegnati nel tour di presentazione del loro ultimo progetto – la commedia d'azione Mayday, con Ryan Reynolds e Kenneth Branagh – nel corso di un'intervista rilasciata al portale di informazione online Inverse: Direi che si tratta di una sorta di... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Star Trek - 4 settembre 2026 - articolo di Angela Bernardoni

Editoria: Neom di Lavie Tidhar

Neom di Lavie Tidhar

Su Urania di settembre un romanzo ambientato nell'universo narrativo di Central Station.

Dopo aver descritto l'immensa stazione spaziale di Tel Aviv in Stazione centrale lo scrittore israeliano Lavie Tidhar estende l'azione a una città vicina, Neo-Mostaqbal, da tutti chiamata Neom. La città si estende sulla costa orientale del Mar Rosso ed è un paradiso tecnologico per i ricchi, ma al suo interno c'è una zona d'ombra, Ninive, la zona dei poveri e dei disperati. I protagonisti sono persone emarginate, che vivono ai margini della ricchissima città e cercano di sopravvivere o di trovare uno scopo alla loro esistenza. Le loro storie si... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 4 settembre 2026 - articolo di Giampaolo Rai

America’s Cup 2027, Frecciarossa sponsor ufficiale di Luna Rossa

Due eccellenze italiane si incontrano in vista di uno dei più importanti appuntamenti sportivi internazionali. Frecciarossa, brand di Trenitalia (Gruppo Fs), è sponsor ufficiale di Luna Rossa, il team velico italiano protagonista della storia dell’America’s Cup. La partnership è stata annunciata giovedì 3 settembre 2026 al Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa, alla presenza dell’amministratore delegato di Luna Rossa, Max Sirena, del vicedirettore generale Corporate del Gruppo Fs, Giuseppe Inchingolo, e del direttore Marketing e Revenue management di Trenitalia, Mario Alovisi.

Frecciarossa gestirà i flussi di visitatori durante l’evento

L’accordo nasce dall’incontro tra due realtà simbolo del Made in Italy che condividono la stessa visione – tecnologia d’avanguardia, velocità, performance e innovazione – e segna l’avvio di una collaborazione che accompagnerà Frecciarossa e Luna Rossa verso la 38esima America’s Cup, in programma per la prima volta in Italia, a Napoli, nel 2027. L’evento rappresenterà una vetrina di risalto mondiale per il capoluogo partenopeo e per l’intero Paese, con ricadute positive su turismo e mobilità. In questo scenario, Frecciarossa, insieme a Trenitalia e al Gruppo Fs, svolgerà un ruolo chiave nella gestione dei flussi di visitatori, collegando la Napoli con le principali città e integrando mobilità, sport e promozione del territorio.

Sirena: «Condividiamo gli stessi valori basati su competenza, prestazioni e tecnologia»

«Siamo felici di avere Frecciarossa al nostro fianco nella sfida alla 38esima America’s Cup», ha detto Max Sirena, amministratore delegato di Luna Rossa. «Si tratta di un nome simbolo dell’eccellenza italiana, con cui condividiamo gli stessi valori fondati su competenza, prestazioni, stile e tecnologia. In un team sportivo l’attenzione al dettaglio, la precisione assoluta e la competenza si traducono nella capacità di competere ai massimi livelli. Per Frecciarossa gli stessi principi si esprimono in una mobilità veloce, affidabile, puntuale. In entrambi i casi, l’eccellenza nasce dalla capacità di guardare avanti, innovare e alzare costantemente i propri standard. Siamo certi che la loro presenza darà un grande contributo alla nostra campagna».

Inchingolo: «Così rafforziamo la nostra presenza internazionale»

«La collaborazione con Luna Rossa va oltre la sponsorizzazione sportiva. Accompagnare il team velico verso uno storico appuntamento come l’America’s Cup ci permette di rafforzare la presenza internazionale di Frecciarossa e di valorizzare l’eccellenza italiana in un contesto globale», ha aggiunto Giuseppe Inchingolo, vicedirettore generale Corporate del Gruppo Fs. «Allo stesso tempo, attraverso questa partnership, vogliamo contribuire concretamente alla riuscita di un grande evento, mettendo a disposizione la nostra esperienza nel trasporto. È anche attraverso una mobilità sempre più integrata ed efficiente che possiamo sostenere la crescita dei territori e accompagnare il Paese nei grandi appuntamenti che lo vedono protagonista sulla scena internazionale».

Alovisi: «Valorizziamo la nostra identità e parliamo a un pubblico globale»

«Frecciarossa di Trenitalia sta vivendo una fase di profonda evoluzione, definita dal nuovo logo e dal progressivo ingresso in circolazione dei treni ad alta velocità di nuova generazione. Unire il nostro percorso a quello di Luna Rossa significa valorizzare la nostra identità e parlare a un pubblico globale attraverso una vetrina d’eccezione, condividendo gli stessi valori di italianità, eccellenza e gioco di squadra», ha concluso Mario Alovisi, direttore Marketing e Revenue management di Trenitalia.

Enel apre al pubblico le centrali di Santa Barbara e Venaus

Dalla bicicletta all’energia, passando per il cuore dei territori. In Toscana e Piemonte, due appuntamenti sulle due ruote diventano l’occasione per andare oltre il percorso e varcare le porte di luoghi dove l’energia prende forma. Enel apre in via straordinaria al pubblico le centrali di Santa Barbara, nel Valdarno, e di Venaus, in Val di Susa, invitando cittadini e visitatori a scoprire da vicino il funzionamento degli impianti e il loro ruolo nella transizione energetica.

Il 6 settembre tour della centrale di Santa Barbara in occasione della Marzocchina

Il primo appuntamento è in Toscana, domenica 6 settembre 2026, in occasione della Marzocchina, la ciclostorica che attraversa borghi, strade bianche e campagne del Valdarno aretino e fiorentino. La partenza è da piazza Cavour a San Giovanni Valdarno, con tre percorsi da 27, 43 e 78 chilometri pensati per diversi livelli di preparazione. In parallelo alla manifestazione, dalle 9 alle 12, sarà possibile visitare la centrale di Santa Barbara attraverso tour guidati dal personale tecnico. Un’occasione per conoscere il funzionamento dell’impianto a ciclo combinato, che dispone di una potenza installata di 392 MW, e approfondire il ruolo delle diverse fonti energetiche nella transizione ecologica. Le visite, della durata di circa un’ora, saranno gratuite e organizzate per due gruppi, con prenotazione obbligatoria. L’apertura si inserisce inoltre nel più ampio percorso di valorizzazione dell’area mineraria circostante, oltre 1.600 ettari al centro di un progetto di riqualificazione orientato alla sostenibilità ambientale e all’economia circolare.

Il 12 settembre visite all’impianto di Venaus durante la Pellegrina Legends 4

La seconda tappa sarà invece in Piemonte, sabato 12 settembre 2026, in occasione della Pellegrina Legends 4, la manifestazione cicloturistica che si svolge in Val di Susa e di cui Enel è sponsor. Nell’ambito del Progetto Territorio, l’azienda aprirà eccezionalmente le porte della centrale idroelettrica di Venaus, offrendo ai partecipanti l’opportunità di scoprirne da vicino il funzionamento e il ruolo nella produzione di energia rinnovabile. Le visite guidate, in programma dalle 11.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 15.00, sono gratuite con prenotazione obbligatoria e saranno condotte dal personale tecnico di Enel. Entrata in servizio nel 1967 e automatizzata nel 1986, la centrale in caverna è alimentata dalle acque del lago artificiale del Moncenisio e rappresenta uno degli impianti strategici del sistema idroelettrico piemontese. Con una potenza installata di 260 MW e una produzione media annua di circa 273 GWh, contribuisce al fabbisogno energetico di oltre 100 mila famiglie. Il sito rappresenta inoltre un esempio di integrazione tra diverse fonti rinnovabili. Nel 2023, infatti, sulla vasca di scarico della centrale è stato realizzato il primo impianto fotovoltaico galleggiante di Enel, successivamente ampliato fino a raggiungere una capacità installata di 2 MW.

Dallo sport alla consapevolezza sulla transizione energetica

Due regioni, due centrali e due occasioni per avvicinare il pubblico del ciclismo al mondo dell’energia. Attraverso queste aperture straordinarie, Enel rafforza il legame tra impianti, comunità e territorio, trasformando una giornata dedicata allo sport in un’opportunità per scoprire da vicino le infrastrutture che accompagnano la transizione energetica.