Vuolo: Famiglie in difficoltà a Salerno, intervenga il Governo

«Sapere che a Salerno ogni famiglia si porta sulle spalle oltre 6.190 euro di debiti solo per il credito al consumo, persino più di una famiglia di Milano, non è una semplice statistica economica: è una condanna sociale che colpisce direttamente la vita dei nostri concittadini. Chi vive nel Salernitano ha redditi mediamente più bassi del Settentrione, ma si ritrova a pagare rate con tassi di interesse schizzati ormai oltre il 10%. Famiglie normali che si indebitano non per il lusso, ma per fare la spesa, curarsi o pagare le bollette. Questa non è vita, è una trappola sociale che sta stritolando il nostro territorio».

A denunciarlo con forza è la già parlamentare europeo Lucia Vuolo, vice segretario regionale della Lega Campania, all’indomani dei dati drammatici emersi sui conti delle famiglie salernitane.
«Per anni la Regione Campania a guida centrosinistra ci ha raccontato la favola di un territorio in ripresa. La realtà quotidiana della gente, invece, parla di 2,73 miliardi di euro di debiti totali acumulati e di un ceto medio completamente impoverito. Dove sono finiti i fondi europei per lo sviluppo? Che fine hanno fatto le politiche per l’occupazione e il sostegno alle famiglie? La sinistra che governa la Campania ha preferito la propaganda alle risposte concrete, abbandonando Salerno a se stessa. È ora che si assumano la responsabilità politica di questa emergenza».

Allo stesso tempo, la già eurodeputata del Carroccio chiama in causa il Governo di centrodestra per richiedere misure di reazione immediata: «Non possiamo restare a guardare. Al Governo chiediamo correttivi coraggiosi e d’impatto:
1. Calmiere sui tassi del credito al consumo: fermare la speculazione finanziaria che strozza i cittadini imponendo un tetto ai costi del denaro;
2. Fondo di garanzia e rinegoziazione dei debiti: permettere alle famiglie in difficoltà di spalmare le rate a tassi agevolati;
3. Misure straordinarie per il potere d’acquisto al Sud: detassazione dei redditi bassi e aiuti diretti ai nuclei familiari».

«I cittadini chiedono dignità e tutele. O la politica interviene subito con fatti concreti, o questo territorio andrà incontro al collasso».

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Madre strangolata, venerdì l’autopsia

Pellezzano. Madre uccisa strangolata, disposta l’autopsia che sarà eseguita venerdì pomeriggio presso l’obitorio del Fucito di Mercato San Severino come deciso dal sostituto procuratore titolare del fascicolo di inchiesta Mafalda Cioncada. Oggi alle 14 invece ci sarà presso il carcere di Fuorni a Salerno la convalida dell’arresto di Antonio Durante accusato di omicidio aggravato della madre 83enne Maria Barone. Contestualmente il reo confesso potrebbe rilasciare ulteriori dichiarazioni al gip Brigida Cavasino dopo averlo già fatto con gli inquirenti prima di essere trasferito in cella. Dopo il gesto, avvenuto nella notte tra domenica e lunedì presso la casa in via Nicotera a Pellezzano, lo stesso Antonio Durante avrebbe contattato i carabinieri confessando il delitto. L’uomo viveva da circa quattro anni nell’abitazione insieme alla madre e al fratello Giovanni, più anziano di lui e affetto da una disabilità mentale legata a una diagnosi di schizofrenia stabilizzata dall’Asl. Agli investigatori avrebbe raccontato di non riuscire più a sostenere il peso della situazione familiare, segnata dalla necessità di assistere un’anziana non autosufficiente e un fratello fragile. Secondo il racconto del reo confesso si svegliava alle cinque del mattino per chiedergli una sigaretta, avrebbe spiegato ai carabinieri nel tentativo di descrivere una quotidianità vissuta come sempre più gravosa. Mamma e fratello litigavano e Antonio, che aveva rinunciato anche al suo lavoro per accudire la famiglia, non avrebbe retto più il peso. Gli elementi raccolti finora delineerebbero un gesto maturato nel tempo. Lo stesso Durante avrebbe consegnato ai militari una somma di denaro, circa 3 mila euro destinati alle spese funerarie della madre e un ulteriore importo per garantire le prime necessità del fratello Giovanni. Quest’ultimo è stato preso in carico dai servizi sociali del Comune di Pellezzano e trasferito in una struttura di accoglienza. Una soluzione resa necessaria anche dall’assenza di altri familiari disponibili ad occuparsi di lui. La compagna di Antonio, insieme al figlio diciannovenne, sarebbe infatti rientrata nel proprio paese d’origine, mentre con il resto della famiglia i rapporti sarebbero da tempo compromessi. Dal Comune di Pellezzano è stato precisato che il nucleo familiare non risultava in precedenza seguito dagli uffici preposti e che non erano mai pervenute segnalazioni o richieste di assistenza relative alla gestione dell’anziana madre o degli altri componenti della famiglia. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Mercato San Severino e della stazione di Pellezzano proseguono per ricostruire ogni dettaglio della vicenda, anche se il quadro emerso dalle prime verifiche appare già definito. Dopo i rilievi eseguiti nella notte dai militari e dal reparto scientifico, l’appartamento non è stato sottoposto a sequestro. Ora le attenzioni sono puntate sul pomeriggio di oggi quando in carcere a Fuorni ci sarà la convalida dell’arresto e possibili dichiarazioni mentre venerdì è il giorno dell’autopsia sul corpo di Maria Barone.

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Procura rinuncia a istanza di fallimento nei confronti del Bari

La Procura della Repubblica di Bari ha presentato alla IV sezione del tribunale civile del capoluogo pugliese (specializzata in procedure concorsuali e crisi d’impresa), un atto di rinuncia alla domanda di apertura della liquidazione giudiziale, in altri termini il fallimento, nei confronti della Società sportiva Calcio Bari Spa, di proprietà della famiglia De Laurentiis che milita nel campionato di serie C.

Il ricorso era stato presentato dai magistrati il 7 luglio scorso dopo le perquisizioni e i sequestri effettuati nelle sedi delle della Società Sportiva calcio Napoli, della Società Sportiva Calcio Bari e della Filmauro, tutte di proprietà di Luigi e Aurelio De Laurentiis, indagati dalla Procura, a vario titolo, per varie ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale, bancarotta fraudolenta impropria da reato societario, bancarotta fraudolenta impropria da reato societario e false comunicazioni sociali nell’ambito della gestione della Società barese.

Quest’ultima, dopo le indicazioni date dalla Procura “circa gli strumenti idonei a trasformare le dichiarazioni di intenti in un vincolo effettivo” relativo al fabbisogno della stagione 2026/2027, alla capienza della società, alle forme di versamento e le garanzie a beneficio dei creditori, lo scorso 25 settembre ha depositato una memoria nella quale ha prodotto la deliberazione del consiglio di amministrazione di Filmauro srl del giorno prima e l’atto unilaterale di impegno irrevocabile di sostegno finanziario che recepisce, nella sostanza e nella forma, le condizioni della Procura.

Si tratta di un impegno finanziario, collegiale e formale, stabilito dal cda della Filmauro che fissa un importo massimo complessivo di 11.100.000 euro corrispondente al fabbisogno della gestione corrente quantificato dal budget di tesoreria per la stagione 2026/2027, con l’obbligo di integrazione entro sessanta giorni dall’approvazione del budget nel caso il fabbisogno effettivo dovesse risultare eccedente.

Vengono soddisfatti dunque i criteri di legge delle norme del codice civile e scandite scadenze temporali precise e certe: 2.000.000 euro entro il 31 ottobre e 1.000.000 entro l’ultimo giorno di ciascun mese da novembre 2026 a giugno 2027, oltre alla tranche di euro 1.100.000 già versata il 30 luglio scorso.

Considerata la copertura economica, finanziaria o patrimoniale del bilancio d’esercizio della società Filmauro, confermata dalla delibera del cda del 24 settembre per un valore pari a circa sette volte l’importo massimo dell’impegno che, peraltro garantisce anche i creditori, la Procura rinuncia alla domanda di apertura della liquidazione giudiziale in conseguenza degli atti prodotti dalla società che gestisce la società sportiva nel corso del giudizio e chiede infine che il Tribunale dichiari “con decreto l’estinzione del procedimento”.

L’atto di rinuncia è firmato dal procuratore capo Roberto Rossi e dai procuratori aggiunti Milto De Nozza e Ciro Angelillis.

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Gasparri, figli Berlusconi in politica? Se vogliono..

“Non hanno mai manifestato questa intenzione e se lo volessero fare non devono certo chiedere il permesso a nessuno. Se uno guida grandi imprese puo’ fare anche altre cose nella vita, ma sono scelte che competono a loro”. Lo dice Maurizio Gasparri rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla possibilita’ che Marina e Pier Silvio possano prendere la guida di Forza Italia. “Lo potrebbero fare – aggiunge il presidente della commissione Esteri e Difesa del Senato a margine dell’evento organizzato a Napoli da Forza Italia Campania nel giorno del 90esimo compleanno di Berlusconi – forti di una tradizione che loro incarnano, pero’ sinora hanno sempre escluso di voler fare questo e si dedicano con successo a imprese importanti”. Quanto alle polemiche per le parole del leader di FI, Antonio Tajani, per la sentenza sul caso Regeni, Gasparri ha sottolineaO. “Chi lo critica non vale un mignolo di Antonio Tajani. Sono personaggi veramente incommentabili, come avrebbe detto Berlusconi. Tajani e’ quello che ha riportato Zaki, che era prigioniero in Egitto – argomenta il presidente della commissione Esteri e Difesa del Senato – e’ quello che sta trattando altri casi in Egitto con capacita’ e pazienza diplomatiche, e’ quello che porta avanti una richiesta di verita’ forte anche in Egitto con le autorita’ egiziane. Ora c’e’ stata una sentenza, che mi pare risolva parzialmente il problema, e Tajani ha affermato che noi dobbiamo continuare a cercare la verita’ e a chiederla alle istituzioni egiziane. Tajani ha sempre perseguito la via dei risultati e della grande dignita’ e fermezza nazionale”.

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Bus stipati, interviene Celano (Fi)

Presentata un’interrogazione alla Regione sulle criticità delle corse da Sarno, Sant’Egidio del Monte Albino e dagli altri comuni dell’Agro Nocerino-Sarnese.

 

“Garantire collegamenti adeguati, regolari e dimensionati sulla reale domanda di studenti e lavoratori dell’Agro Nocerino-Sarnese diretti all’Università degli Studi di Salerno e alla Valle dell’Irno”. È questo l’obiettivo dell’interrogazione a risposta scritta presentata dal consigliere regionale della Campania Roberto Celano, esponente di Forza Italia, al Presidente della Giunta regionale e all’Assessore regionale ai Trasporti.

“L’iniziativa nasce dalle segnalazioni raccolte dagli esponenti di Forza Italia di Sarno, che hanno evidenziato diverse criticità nel servizio di trasporto pubblico su gomma utilizzato quotidianamente da studenti e pendolari dell’Agro – si legge in una nota dell’esponente di Forza Italia -. In particolare, vengono segnalati episodi di sovraffollamento dei mezzi, soprattutto nelle fasce orarie di maggiore affluenza. Alcune corse dirette verso Fisciano arriverebbero a Sarno già fortemente affollate, con il rischio che gli utenti non riescano a salire a bordo e siano costretti ad attendere la corsa successiva, con tempi di attesa che possono arrivare anche a un’ora. Analoghe difficoltà vengono segnalate nel percorso inverso, da Fisciano verso l’Agro”.

Nell’interrogazione viene inoltre chiesto alla Regione di verificare la regolarità delle corse programmate, anche alla luce di una segnalazione relativa alla corsa delle ore 15, per la quale alcuni utenti avrebbero lamentato una possibile mancata effettuazione. “Si tratta di una circostanza che chiediamo alla Regione di verificare puntualmente, accertando se la corsa sia stata regolarmente effettuata e, qualora emergessero criticità, quali ne siano state le motivazioni”, precisa Celano.

“Il trasporto pubblico – sottolinea Celano – deve essere organizzato tenendo conto dei flussi effettivi di studenti e lavoratori. Non è sufficiente programmare il servizio sulla carta: occorre verificare concretamente quante persone utilizzano le corse e intervenire laddove l’offerta non sia più adeguata alla domanda”. Il consigliere regionale chiede quindi alla Regione di acquisire i dati relativi alle corse attualmente programmate e al loro effettivo utilizzo, verificando la frequenza degli episodi di sovraffollamento e gli eventuali disservizi.

Tra le richieste avanzate anche quella di valutare, d’intesa con il soggetto gestore, un potenziamento del servizio attraverso corse aggiuntive nelle fasce orarie di maggiore affluenza, con particolare attenzione ai collegamenti da e verso Sarno, Sant’Egidio del Monte Albino e gli altri comuni dell’Agro Nocerino-Sarnese. “L’accessibilità all’Università di Fisciano e ai luoghi di lavoro – conclude Celano – rappresenta una necessità concreta per migliaia di cittadini dell’Agro. È necessario assicurare un servizio pubblico regolare, efficiente e coerente con le esigenze reali di mobilità del territorio. Per questo ho chiesto alla Regione di verificare puntualmente le criticità segnalate e di valutare gli interventi necessari per migliorare e potenziare i collegamenti”.

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Chiariello, hackerato profilo social: «Chiesti soldi per restituirmi account»

Una volta ti fregavano la macchina e ti contattavano per il “cavallo di ritorno”. Ora li fanno anche digitali». È il racconto di Umberto Chiariello, noto giornalista sportivo napoletano di Canale 21, che nei giorni scorsi ha denunciato di essere rimasto vittima dell’hackeraggio dei propri profili social.

Chiariello ha raccontato la vicenda in un video pubblicato sul suo canale ufficiale YouTube, spiegando di aver già avviato tutte le procedure previste per cercare di recuperare i propri account.

Secondo quanto riferito dal giornalista, dopo aver perso l’accesso al profilo è stato contattato su WhatsApp da uno studente turco, che gli avrebbe chiesto inizialmente 400 euro per restituirgli l’account. La richiesta sarebbe poi scesa prima a 300 e infine a 200 euro.

Una sorta di «cavallo di ritorno digitale», come lo ha definito lo stesso Chiariello, che però ha deciso di non assecondare la richiesta.

«Io non cedo al ricatto e non pago», ha ribadito il giornalista, spiegando di aver presentato i ricorsi necessari e di essere impegnato nel tentativo di recuperare i propri profili.

Chiariello ha quindi scelto di rendere pubblica la disavventura anche per informare le persone che lo seguono e ringraziare quanti gli hanno manifestato solidarietà in questi giorni.

«Ho fatto tutti i ricorsi previsti e sto cercando in ogni modo di recuperare i miei account», ha spiegato, annunciando che continuerà ad aggiornare i suoi follower sull’evoluzione della vicenda.

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San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai

Il canale televisivo San Marino Rtv presenta i suoi palinsesti autunno-inverno. E le star che sfilano sono Myrta Merlino, Morgan, Red Ronnie, Roberto Giacobbo, Giovanni Terzi, Mauro Mazza, Fabrizio Maffei, l’esperto di geopolitica Dario Fabbri, persino l’ex centrocampista di Torino e Napoli Eraldo Pecci.

San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai

Un bel parterre di volti noti esclusi però, perlomeno al momento, dalla televisione che conta; ma c’è anche un’aria di festa e di libertà, che è poi il filo conduttore editoriale che il direttore generale Roberto Sergio cerca di dare a questo canale di fatto locale, che però è pure una tivù nazionale dello Stato di San Marino. Con, per esempio, una serie di appuntamenti di intrattenimento verso l’Eurovision song contest 2027.

San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
Roberto Sergio (Imagoeconomica).

Il tema vero è: chi paga? Perché la Serenissima Repubblica di San Marino è uno Stato con 34 mila residenti. E San Marino Rtv è la società, al 50 per cento di Eras (Ente per la radiodiffusione sammarinese) e al 50 per cento della Rai, che controlla i canali televisivi e radiofonici pubblici sammarinesi. Il broadcaster è stato fondato nel 1991, ha un capitale sociale di poco più di 500 mila euro e ha come bacino di riferimento qualche decina di migliaia di persone sparse attorno al Titano. Insomma, come una qualunque tivù o radio locale.

Un porto sicuro per dirigenti Rai sulla via della pensione o non più strategici

San Marino Rtv, storicamente, è tuttavia sempre stata un porto sicuro per dirigenti Rai sulla via della pensione o ritenuti ormai non più strategici: dal 2012 al 2021 il direttore generale è stato Carlo Romeo, uno che dal 2000 al 2012 aveva ricoperto l’oscuro incarico di “responsabile del segretariato sociale Rai”.

San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
Carlo Romeo (foto Imagoeconomica).

Poi, nel dicembre 2021, gli era subentrato Ludovico Di Meo (rimosso, causa audience in calo, dalla direzione ad interim di Rai 2). E alla morte di Di Meo, nel gennaio 2023, era stata la volta di Andrea Vianello: il giornalista, mandato via dalla direzione del GR1 Rai, aveva assunto la direzione generale del servizio pubblico di San Marino nel luglio 2023.

San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
Ludovico Di Meo, morto nel 2023 (foto Imagoeconomica).

Un gruppo che si regge sui 4,5 milioni di euro versati dal governo italiano

Salvo poi dimettersi, dopo pochi mesi, nel marzo 2024, per i grossi problemi di bilancio del broadcaster, con quasi 2 milioni di euro di passivo nell’esercizio 2023, rispetto al rosso di 90 mila euro del 2022, per un gruppo radiotelevisivo che si regge soprattutto sui 4,5 milioni di euro pubblici versati dal governo italiano e sui circa 1,3 milioni assicurati da quello sammarinese.

San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
Andrea Vianello (foto Imagoeconomica).

Quindi, ecco la risposta al quesito: paga soprattutto la Rai. Dal novembre 2024 Roberto Sergio, ex amministratore delegato della nostra tivù pubblica e a questo punto anche ex direttore generale, ha assunto l’incarico di direttore generale di San Marino Rtv, poltrona che manterrà nonostante il suo addio alla Rai a partire dal 30 settembre 2026. E l’entusiasmo a Sergio certo non manca.

I conti nel frattempo sono migliorati

Peraltro i conti, nel frattempo, sono anche migliorati: nel 2024 il bilancio di San Marino Rtv si è chiuso con 18.786 euro di utili, quello del 2025 con utili per 103.313 euro, e anche le previsioni per il 2026, visto il buon andamento della raccolta pubblicitaria, lasciano intendere un profitto interessante a fine anno.

San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
Alberto Leonardis del gruppo Sae (foto Imagoeconomica).

La novità più importante per il palinsesto autunno-inverno 2026-27 di San Marino Rtv è comunque data dall’accordo con il gruppo editoriale Sae di Alberto Leonardis, che insieme alla televisione costruirà una serie di format informativi a cura dei migliori giornalisti delle testate Sae (da La Stampa a La Nuova Sardegna passando per La Gazzetta di Modena, La Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara e La Provincia pavese). «Saremo glocal», intona Alberto Leonardis, presidente di Sae. E Sergio annuisce, sornione.

La Russia alla Nato: «Difenderemo Kaliningrad con l’intero arsenale»

Nuovo capitolo delle tensioni tra la Russia e la Nato. Mosca, attraverso la sua ambasciata in Belgio, ha infatti scritto all’Alleanza atlantica una lettera formale per protestare contro la linea «avventurista e irresponsabile» della Nato: la missiva cita esercitazioni volte a «simulare l’isolamento» dell’exclave di Kaliningrad, operazioni queste che, scrive la Federazione Russa, aumentano «notevolmente i rischi di uno scontro armato diretto». Mosca, si legge nella lettera inviata dall’ambasciata a Bruxelles, è pronta a ricorrere «all’intero arsenale di armi a sua disposizione» per difendere l’oblast’ di Kaliningrad, affacciata sul Mar Baltico e confinante con Lituania e Polonia.

La Nato ha ricordato a Mosca la sua natura difensiva

La Nato «sta conducendo una campagna informativa su larga scala per alimentare il mito della “minaccia russa” e diffondere informazioni non corrispondenti alla realtà sulle presunte “intenzioni” di Mosca di attaccare uno degli Stati baltici entro il 2029, o anche prima», si legge nella nota diffusa dall’ambasciata russa in Belgio. E poi: «Vengono annunciati piani per l’evacuazione transfrontaliera della popolazione “in caso di grave crisi” e, allo stesso tempo, le dichiarazioni ripetutamente espresse dai vertici del nostro Paese circa l’assenza di intenzioni o motivi per avviare un’azione militare vengono completamente ignorate, così come la proposta rivolta ai Paesi della Nato di mettere nero su bianco garanzie reciproche di sicurezza». L’Allenza atlantica ha confermato di aver ricevuto la missiva e di aver anche risposto, ricordando la natura difensiva della Nato e denunciando a sua volta le minacce di usare la forza da parte della Russia.

Salernitana-Bari, mercoledì dalle ore 10 al via la prevendita

L’U.S. Salernitana 1919 comunica che a partire dalle 10:00 di mercoledì 30 settembre saranno acquistabili i tagliandi per assistere a Salernitana-Bari, gara valevole per l’ottava giornata del campionato di Serie C Sky Wifi 2026/27, in programma allo stadio Arechi domenica 4 ottobre alle 20:30.

 

I biglietti saranno in vendita libera presso i punti vendita TicketOne sul territorio nazionale oppure online (tramite questo link). Inoltre, il botteghino 1 dello stadio Arechi sarà aperto nel giorno di disputa della gara dalle 17:30 alle 20:00.

Settore ospiti

I tagliandi per il settore ospiti (Curva Nord inferiore, capienza 500 posti) saranno in vendita libera a partire dalle 10:00 di mercoledì 30 settembre e fino alle 19:00 di sabato 3 ottobre.

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Chi è Eric Schmitt, possibile candidato vicepresidente di Vance nel 2028

Il Segretario di Stato Marco Rubio sarebbe il preferito di Donald Trump per il ruolo di possibile vicepresidente di JD Vance, che con ogni probabilità sarà il candidato repubblicano per la Casa Bianca (a meno di clamorose sorprese nelle primarie del GOP). Tuttavia il capo della diplomazia Usa ma non sembra entusiasta di ricoprire tale incarico. E così, scrive Axios, per questo ruolo sta guadagnando consensi Eric Schmitt, senatore del Missouri al primo mandato, ritenuto dallo stesso Vance una figura affidabile e un abile stratega politico.

Chi è Eric Schmitt, possibile candidato vicepresidente di Vance nel 2028
JD Vance (Ansa).

La carriera politica del senatore repubblicano Schmitt

Classe 1975, Schmitt è nato a Bridgeton e si è laureato con lode in scienze politiche alla Truman State University nel 1997. Successivamente ha vinto una borsa di studio per frequentare la facoltà di legge alla Saint Louis University, dove si è laureato nel 2000. Di professione avvocato, ha iniziato la sua carriera politica come consigliere comunale di Glendale. Dal 2009 al 2017 ha rappresentato il 15esimo distretto nel Senato del Missouri e, una volta terminato il mandato, ha servito come tesoriere dello Stato Usa fino al 2019. In seguito è stato indicato dall’allora governatore Mike Parson come nuovo procuratore generale, incarico nel quale si è fatto notare per la linea dura contro la criminalità e mantenuto fino alle elezioni del 2022, che lo hanno visto approdare al Senato degli Stati Uniti d’America, in rappresentanza del Missouri (grazie al 55,4 per cento dei voti contro la dem Trudy Busch Valentine). Attualmente Schmitt è anche vicepresidente della Commissione economica congiunta del Congresso Usa.

Chi è Eric Schmitt, possibile candidato vicepresidente di Vance nel 2028
Stretta di mano tra Eric Schmitt e Donald Trump (Ansa).

Ridimensionato l’allarme terrorismo per il presunto attacco alla base Raf

Non è stato trovato materiale esplosivo sui tre furgoni fermati nei pressi della base della Raf di Fairford, potenziale obiettivo di un presunto piano di attacco terroristico per il quale erano stati fermati cinque uomini, poi rilasciati su cauzione. Lo scrivono diverse testate britanniche.

Resta al vaglio un possibile collegamento con l’Iran

L’indiscrezione arriva sullo sfondo delle contraddizioni e dei dubbi emersi sull’accaduto e, soprattutto, dopo il rilascio a sorpresa di tutti e cinque i cittadini britannici – tra i 23 e i 25 anni di età – che erano stati fermati per sospetta «pianificazione di un attacco terroristico».
La loro scarcerazione su cauzione suggerisce che gli inquirenti ritengano improbabile che stessero per compiere un attentato con numerose vittime facendo esplodere una bomba nei pressi della base, usata da decenni anche dalle forze Usa. Sarebbe ancora al vaglio un possibile collegamento con l’Iran (che ha smentito ogni coinvolgimento), così come l’eventualità che i cinque siano stati pagati – da capire a che pro – per inscenare una minaccia terroristica.

San Marino Rtv, nel nuovo palinsesto Myrta Merlino e Morgan

San Marino Rtv ha presentato il nuovo palinsesto 2026/2027. Una stagione ricca di produzioni inedite, conferme e volti noti della televisione e della musica italiana con l’obiettivo di rafforzare l’identità dell’emittente e, allo stesso tempo, ampliare il pubblico oltre i confini della Repubblica. La programmazione è stata illustrata nel corso di una diretta tra gli studi di San Marino e Roma.

Myrta Merlino, Morgan e il ritorno di Roxy Bar

Tra le principali novità del palinsesto spicca l’arrivo di Myrta Merlino, che il venerdì sera condurrà Myrta Confidential, un nuovo programma di interviste dedicato a personalità delle istituzioni, dell’economia, della scienza e della cultura. Grande spazio anche alla musica. Morgan sarà alla guida di Il libertario della musica, un viaggio attraverso la canzone d’autore e i grandi cantautori italiani. Torna poi Roxy Bar, lo storico programma di Red Ronnie, che andrà in onda la domenica sera sul canale 550.

Informazione e geopolitica

Il nuovo palinsesto punta anche sul rafforzamento dell’informazione e dell’approfondimento. Mauro Mazza e Silvia Pelliccioni presenteranno Titano globale, mentre Dario Fabbri e Gianmarco Morosini saranno protagonisti de Il grande gioco, programma dedicato alla geopolitica. Confermato Point Break – Il punto di rottura, condotto da Monica Giandotti e Daniele Ruvinetti, con il coinvolgimento degli studenti della Scuola di Giornalismo della Luiss Guido Carli. Giovanni Terzi condurrà invece Il colibrì – Spazio di libertà, uno programma che attraverserà politica, cultura e spettacolo.

Il docufilm sulla visita di Papa Leone XIV

Tra le produzioni più significative figura anche il docufilm Papa Leone XIV nell’antica terra della libertà, realizzato da Roberto Giacobbo e dedicato alla visita del Pontefice a San Marino del 22 agosto. Un appuntamento che si inserisce nella volontà dell’emittente di valorizzare la Repubblica e le sue peculiarità, raccontandole anche a un pubblico internazionale.

Verso l’Eurovision 2027

Resta inoltre strategico il percorso verso l’Eurovision song contest 2027, con una serie di appuntamenti che accompagneranno San Marino verso la prossima edizione della manifestazione a partire dal Junior Eurovision song contest di ottobre, passando per Dreaming San Marino song contest da ottobre a febbraio, fino alle tre serate del San Marino song contest di marzo e all’Eurovision song contest di maggio 2027.

Morto Andrea Tempestini, vicedirettore di Libero

È morto Andrea Tempestini, vicedirettore di Libero e digital editor della versione online del quotidiano. Le prime indagini parlano di un gesto volontario: il corpo del giornalista è stato ritrovato dai vigili del fuoco e dai carabinieri nella cantina del palazzo dove viveva a Milano, in zona Maciachini. A dare l’allarme era stata la sorella, perché il fratello non le rispondeva al telefono da due giorni. Nessun segno di colluttazione né in casa né in cantina, così come nessun segno di effrazione: Tempestini avrebbe lasciato dei biglietti di addio nella sua abitazione.

Chi era Andrea Tempestini

Tempestini era digital editor di liberoquotidiano.it, oltre che essere vicedirettore della testata fondata nel da Vittorio Feltri insieme con Massimo Massano, dove era approdato nel 2010 dopo precedenti esperienze a il Sole 24 Ore e Rai Corporation. A Libero si occupava anche di strategie Seo e del comparto podcast.

Coni, commissariata la Federazione italiana pesistica

La 1176esima Giunta nazionale del Coni, riunitasi al Foro Italico, ha esaminato la situazione determinatasi all’interno della Federazione italiana pesistica a seguito delle dimissioni del presidente federale Alberto Miglietta e di sette consiglieri federali su 10. Dopo ampia e approfondita discussione, preso atto dell’impossibilità di garantire il regolare funzionamento degli organi direttivi federali, la Giunta ha deliberato all’unanimità il commissariamento della Federazione. È stato pertanto nominato, in via d’urgenza e con effetto immediato, quale commissario straordinario della Federazione Italiana Pesistica il dottor Luciano Buonfiglio. Avrà il compito di assicurare la continuità amministrativa e gestionale della Federazione, garantendo al contempo il regolare svolgimento dell’attività sportiva e tecnica, e di accompagnare la Federazione verso la celebrazione dell’Assemblea elettiva, che dovrà tenersi nel più breve tempo possibile.

A fuoco la litoranea di Campolongo:

Un vasto incendio è divampato questa mattina, intorno alle 10:30, nella fascia costiera di Campolongo, ad Eboli. Le fiamme, di notevole portata, stanno impegnando duramente i soccorritori.

Sul posto sono operative due squadre dei vigili del fuoco, provenienti dalla sede centrale e dal distaccamento di Eboli, supportate da due autobotti. Per fronteggiare il rogo dall’alto, è intervenuto anche l’elicottero “Drago”, decollato da Pontecagnano.

Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’area sono attualmente in corso. La natura dell’incendio è ancora in fase di accertamento, ora l’obiettivo principale è domare le fiamme per limitare – per quanto possibile – i danni all’ecosistema, uno dei più preziosi ma anche fragili del territorio salernitano.

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Tangenti e caporalato nei lavori Tav Napoli-Bari, arresti e sequestri

Nell’ ambito delle indagini della Guardia di Finanza e della Procura di Napoli sulle presunte irregolarità nell’ assegnazione dei lavori per l’ alta velocità Napoli-Bari, il gip di Napoli, su richiesta del pm Henry John Woodcock, ha disposto gli arresti domiciliari per l’imprenditore Dante Salzillo, legale rappresentante e socio di Areco Campania; Raffaele Salzillo di Areco, società a lui riconducibile insieme al fratello Dante; Angelo Salzillo, socio di Areco; Alessio De Luca, direttore del cantiere di Afragola di Nacav, consorzio impegnato nella realizzazione dei lavori in particolare per la tratta Napoli-Cancello; Alessandro Stabile, direttore di cantiere Webuild/Hirpinia AV — Basilicata; Gianfranco Fontana, responsabile/capo cantiere Nacav — Abruzzo; Alberto Sannino, socio e amministratore di fatto di Sannino Petroli srl; Domenico Di Lillo, intermediario nell’operazione per il trasferimento in Egitto di circa 300mila euro; Ali Salah Ali Abdelati, dipendente di Areco e intermediario della manodopera (in sostanza un “caporale”, ndr); Aristodemo Busillo, legale rappresentante di Hirpinia AV (in precedenza di Nacav). L’ obbligo di dimora è scattato per Maurizio Di Prima, dipendente Nacav; Salvatore Francesco Caruso, legale rappresentante Nacav; Antonio Donadio, procurement manager Webuild/Hirpinia AV; Giandomenico Colella, collaboratore di Dante Salzillo; Maurizio Ferroni, direttore tecnico e project manager Ghella S.p.A./Consorzio Telese. Obbligo di dimora e sospensione per un anno per Vincenzo Moriello, dipendente Seli Overseas (già legale rappresentante di Nacav); Costantino Guidubaldi, addetto all’ufficio acquisti Tunnelpro S.p.A./Consorzio Telese. Sospensione per un anno, infine, per Piero Centonze, dipendente Nacav; Alessandro Cupellini, dipendente Nacav e Francesco Cosentino, dipendente Hirpinia AV. Gli indagati sono complessivamente 49.

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A Nicola Gratteri e Antonio Nicaso il premio Giancarlo Siani

“Nella tragedia della morte di Giancarlo Siani, Napoli ha avuto l’intelligenza e la sensibilità di mantenerne vivo il ricordo. Quando il ricordo di una persona che con la sua morte ha lasciato un segno continua a vivere, quelle morti non sono vane. Non vanno dimenticate, vanno coltivate”. Lo ha detto il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, a margine della cerimonia della ventiduesima edizione del Premio Giancarlo Siani, ospitata nell’Aula A dell’Università Suor Orsola Benincasa. Il magistrato, vincitore assieme allo storico Antonio Nicaso del riconoscimento intitolato al giornalista ucciso dalla camorra, quest’anno dedicato al tema “Senza scorciatoie. Una storia per dire no alle ingiustizie”, ha sottolineato soprattutto l’importanza di coinvolgere i giovani e gli appassionati di giornalismo nella conservazione della memoria delle vittime delle mafie. “Studio sempre con attenzione le storie delle vittime, perché ci insegnano qualcosa, soprattutto la loro coerenza e il loro rigore, talmente alti da indurre i mafiosi e gli arroganti a uccidere. Sono figure da guardare con ammirazione, ma non da mitizzare, per non renderle irraggiungibili agli occhi dei ragazzi”, ha spiegato Gratteri, ricordando anche la scelta del titolo di un suo libro, “Non chiamateli eroi”. “Non dobbiamo trasformarle in divinità quasi inavvicinabili, perché rischieremmo di tarpare le ali ai giovani, che invece devono aspirare ad avvicinarsi a queste grandi figure, capaci ancora oggi di essere una guida per le nuove generazioni”. A sottolineare il valore educativo del premio anche Gianmario Siani: “A 41 anni dalla morte di Giancarlo siamo molto emozionati. Chi continua concretamente a portarne avanti la memoria sono le scuole e gli insegnanti, che da allora si impegnano per non dimenticarlo. Quest’aula piena di studenti che hanno letto i libri selezionati per loro significa che Giancarlo continua a camminare”. Il messaggio da trasmettere ai più giovani, ha aggiunto, è quello di “non fermarsi all’apparenza, essere curiosi, scavare, non accettare quello che succede, ma tentare di andare fino in fondo ed essere liberi”. Per Lucio d’Alessandro, rettore dell’università degli studi “Suor Orsola Benincasa”, “la società cambia e purtroppo si evolvono anche le mafie, ma da quando c’è stato Giancarlo abbiamo una voce in più, una voce che continua a parlare”. Il rettore ha ricordato la scelta di intitolare al cronista un’aula della Scuola di Giornalismo: “Volevamo che i giovani giornalisti lo sentissero come un compagno, uno di loro, che si formava insieme a loro e continuava a parlare con loro”. Alla cerimonia hanno preso parte anche il direttore della Scuola di Giornalismo Suor Orsola Benincasa, Marco Demarco, Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e Paolo Siani, consigliere della Fondazione Giancarlo Siani.

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La Lega verso il congresso straordinario il 24 e 25 ottobre a Milano

La Lega tornerà a congresso a ottobre. L’annuncio del segretario Matteo Salvini dal palco di Pontida aveva spiazzato tutti, ma sarà così e adesso ci sono anche le date. «Questa mattina si sono conclusi i lavori della Commissione Statuto e Regolamento della Lega, presieduta dal responsabile organizzativo Maurizio Bosatra, per definire la proposta di regolamento del Congresso straordinario», ha dichiarato il ministro Roberto Calderoli, segretario organizzativo del Carroccio, spiegando che è stata raggiunta all’unanimità l’intesa anche «sulla data del 24-25 ottobre e su Milano come sede». La proposta sarà ora sottoposta all’approvazione del Consiglio Federale, ma si tratta di una formalità. Lo scenario più gettonato porta verso una candidatura unica di Salvini: l’annuncio a sorpresa del congresso ha fatto sì che, al momento, non ci sia al momento nessuno sfidante interno per l’incarico di segretario federale della Lega.

Meloni chiude a Vannacci, le mosse Rai su Ranucci e le altre pillole del giorno

Giorgia Meloni ha deciso: nessuna alleanza con Roberto Vannacci. «Mai e poi mai», ribadiscono a Lettera43 fonti autorevoli di Fratelli d’Italia. Seconde e terze file del centrodestra, disposte anche ad accordarsi con Futuro Nazionale pur di avere la certezza di rivincere le elezioni, possono mettersi il cuore in pace. La premier è infatti convinta che il centrosinistra, una volta individuato il leader della coalizione (la vera mina politica inserita nella nuova legge elettorale) andrà in frantumi. Meloni così punta tutto sul voto utile: in campagna elettorale tratterà Vannacci come se fosse “alleato” di Conte e Schlein. Rincorrendolo a destra, se necessario. E se senza il booster futurista dovesse accontentarsi di un pareggio, allora potrebbe sempre optare per un governo di scopo, almeno fino all’elezione del nuovo presidente della Repubblica (che, secondo i maligni, potrebbe essere l’unico vero collante del campo largo). Due anni di limbo e poi di nuovo al voto, magari senza zavorre.

Meloni chiude a Vannacci, le mosse Rai su Ranucci e le altre pillole del giorno
Giorgia Meloni (Ansa).

Il muro della Rai contro un eventuale reintegro di Ranucci

Tanto rumore per nulla. Intorno alla decisione del giudice del lavoro di Roma sul reintegro a Report di Sigfrido Ranucci si sta scatenando una bagarre mediatica sostanzialmente senza senso. Anche nel caso in cui la decisione fosse favorevole al giornalista, infatti, la Rai pare non aver alcuna intenzione di consentire il ritorno dell’ex conduttore a Report. Si annunciano, nel caso, altre mosse legali.

Meloni chiude a Vannacci, le mosse Rai su Ranucci e le altre pillole del giorno
Sigfrido Ranucci (Imagoeconomica).

Fedez alla Leopolda ma gli occhi sono puntati sullo sceriffo De Luca

È partito il conto alla rovescia per la Leopolda. Quest’anno la kermesse renziana ha un titolo evocativo: «Riprenderci Itaca». E il Kraken ha cominciato a snocciolare i primi ospiti big, tra cui spiccano Vincenzo De Luca, lo “sceriffo” di Salerno (un colpo basso sia al Pd schleiniano sia al M5s di Giuseppe Conte) e Mario Calabresi, considerato candidato in pectore a Milano per il dopo Sala.

Ma sabato salirà sul palco pure Fedez. Il rapper ormai è un habitué degli eventi di partito, dopo la partecipazione alla convention dei Giovani di Forza Italia. E pare sempre più attratto dalla politica visto le ospitate a Pulp Podcast di Giorgia Meloni e, recentemente, di Beppe Grillo. A Firenze, Federico Leonardo Lucia sarà intervistato dai giovani di Italia viva sui nuovi media e sul successo del suo podcast. È passata un’eternità da quando, mano nella mano con l’allora moglie Chiara Ferragni, attaccava Renzi per l’affossamento del ddl Zan. «Ma il Renzi che si proclamava paladino dei diritti civili è lo stesso che oggi pare sia volato in Arabia Saudita mentre si affossava il ddl Zan?», twittava nel 2021 il rapper ancora in versione attivista.

Tutto perdonato. Del resto Fedez ci ha abituati a capriole e cambi di prospettiva. Venerdì però i riflettori della Leopolda saranno tutti puntati su De Luca chiamato a parlare di sicurezza, tema scivoloso su cui Renzi cerca di mettere con le spalle al muro i dem e i cinquestelle e, in generale, chi non lo vuole nel campo largo. Il giorno dopo, invece, sarà la volta di Calabresi, aspirante candidato sindaco del fronte progressista a Milano.

È morto il fotografo Umberto Pizzi

È morto il fotografo Umberto Pizzi, che con i suoi scatti ha raccontato 60 anni di storia italiana, documentando a lungo anche la mondanità delle feste romane. Avrebbe compiuto 89 anni il 7 ottobre. Lo ha annunciato il sito del Fatto Quotidiano, con cui collaborava da più di un decennio.

Aveva iniziato come fotoreporter di guerra

Nato a Zagarolo (Roma) nel 1937, Pizzi aveva iniziato a fotografare nel 1968. Nel corso della sua lunga carriera ha immortalato gli anni della Dolce Vita, documentato i vizi e i costumi della società italiana e in particolare dell’aristocrazia romana, ma anche la discesa in campo di Silvio Berlusconi. Le sue foto vennero pubblicate dai magazine Time e People. Pizzi, che all’inizio della carriera era stato fotoreporter di guerra per la FAO in Iran, Iraq, Turchia, Siria e Giordania, negli Anni Duemila ha collaborato con Dagospia, pubblicando i libri Cafonal e Ultracafonal. Enorme l’archivio delle sue fotografie, composto da circa due milioni di fotografie: una parte è visibile sul suo sito.

Pirelli, governo adotta Golden power sull’accordo con Abet Hts

Pirelli torna all’attenzione del governo che applica il Golden power all’accordo nel campo della difesa con la piemontese Abet Hts per lo sviluppo congiunto di tecnologie finalizzate alla realizzazione di veicoli elettrici terrestri a guida remota da impiegare come mezzi di soccorso in superfici e ambienti particolarmente impervi ed estremi. Il decreto della Presidenza del Consiglio ha disposto prescrizioni di carattere tecnico-organizzativo per salvaguardare i diritti di proprietà industriale, il know-how, i prodotti e i relativi dati di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale e per garantire la continuità e lo standard delle attività di ricerca e sviluppo di Pirelli e Abet Hts. Un provvedimento che le due società hanno accolto positivamente, come precisato in una nota.

Sentenza per l’omicidio di Regeni, l’opposizione attacca Tajani: cosa è successo

Dopo l’uscita sulla lunghezza delle gonne delle donne, Antonio Tajani è finito di nuovo al centro delle polemiche, questa volta per il suo commento alle sentenze emesse della Corte d’Assise di Roma per la morte di Giulio Regeni nei confronti di tre uomini dei servizi segreti egiziani. «Sono state condannate tre persone in primo grado. Vedremo cosa succederà nel secondo e terzo grado. Ci sono tre persone colpevoli, ma non è l’Egitto a essere condannato in quanto tale», ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri: parole definite «vergognose» dal Partito democratico e «indecenti» da Alleanza Verdi e Sinistra, con Italia Viva che è arrivata a chiedere le sue dimissioni. A inizio settembre Tajani era volato per una visita istituzionale in Egitto, dove aveva incontrato il presidente Abdel Fattah al-Sisi.

Sentenza per l’omicidio di Regeni, l’opposizione attacca Tajani: cosa è successo
Antonio Tajani ricevuto da Abdel Fattah al-Sisi (Imagoeconomica).

L’opposizione contro Tajani: chiesta un’informativa urgente

«Tajani ha scelto le parole peggiori tra tutte quelle che poteva usare per commentare la storica sentenza sull’assassinio di Regeni», ha detto Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri e deputato del Pd. Per Debora Serracchiani, Tajani «rischia di frenare, sminuire, di assolvere di fatto l’Egitto e di far fare all’Italia un grave passo indietro nella ricerca della verità». Critici anche Francesco Boccia, presidente dei senatori dem («Dire che “sono state condannate tre persone, non l’Egitto”, significa eludere la questione») e il collega Filippo Sensi («Mi vergogno come cittadino italiano per le parole pelose di Tajani»). Molto duro Davide Faraone di Italia Viva: «Tajani palesa per l’ennesima volta la sua inadeguatezza culturale, lessicale, valoriale. Deve dimettersi, imbarazza l’Italia nel mondo». Così Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana: «Se in altri episodi e in altre gaffe eravamo ben oltre la farsa o l’avanspettacolo di infima categoria, qui siamo all’indecenza pura e semplice». Secondo Riccardo Magi, segretario di +Europa, quelle di Tajani sono parole che «fanno rabbrividire e trapelare un certo negazionismo del governo rispetto alle responsabilità degli apparati del Cairo». Pd, M5s, Avs e Azione hanno chiesto al titolare della Farnesina un’informativa urgente per sapere cosa intende fare il governo per dare attuazione alla sentenza della Corte d’Assise di Roma e quali rapporti vorrà intrattenere d’ora in poi con l’Egitto.

Sentenza per l’omicidio di Regeni, l’opposizione attacca Tajani: cosa è successo
Manifesti e cartelli per la verità sul caso Regeni (Imagoeconomica).

La sentenza della Corte d’Assise di Roma: le condanne per sequestro di persona

La Corte d’Assise di Roma ha condannato in primo grado a 10 anni di carcere tre dei quattro agenti dei servizi di sicurezza egiziani che erano alla sbarra per l’omicidio di Regeni: il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif e i colonnelli Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Uhsam Helmi. Il quarto imputato, il generale Tariq Sabir, è stato invece assolto. I tre condannati sono stati riconosciuti colpevoli di sequestro di persona, ma non di omicidio: le motivazioni della sentenza dovranno essere depositate entro 90 giorni. La Corte ha inoltre condannato gli imputati a pagare una provvisionale complessiva di 500 mila euro alla famiglia Regeni e di 150 mila euro allo Stato italiano, che si era costituito parte civile. La condanna a 10 anni di carcere difficilmente sarà eseguita: l’Italia dovrebbe infatti chiederne l’esecuzione all’Egitto, che però si è sempre rifiutato anche solo di comunicare il domicilio degli imputati, che risultano ancora irreperibili.

OpenAI annulla il lancio del suo ultimo modello di intelligenza artificiale

OpenAI ha rinunciato al lancio del suo ultimo modello di intelligenza artificiale di nuova generazione, GPT-6.1 Astra, a causa dei timori sulla sicurezza sollevati dai ricercatori durante i test. Lo riporta il Wall Street Journal, citando il responsabile della sicurezza informatica dell’azienda, Saachi Jain, il quale ha spiegato che il modello ha ottenuto risultati scadenti nella capacità di attenersi alle aspettative degli umani, mostrando una «propensione all’inganno», in quanto poco trasparente nel dire le azioni che aveva o non aveva intrapreso. La startup di Sam Altman intendeva integrare 6.1 Astra nel chatbot ChatGPT e in Codex nel mese di ottobre.

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Le criticità rilevate durante i test condotti da OpenAI

«Pur rappresentando un miglioramento rispetto ai modelli precedenti sotto alcuni aspetti», ha spiegato Jain, GPT-6.1 Astra «non ha raggiunto gli standard richiesti per quanto riguarda il rispetto dei limiti operativi e delle autorizzazioni, nonché le modalità di comunicazione all’utente in merito al lavoro svolto». Sono state in particolare due le criticità che hanno portato OpenAI a stoppare il lancio di Gpt-6.1 Astra: Jain ha segnalato «passi indietro» rispetto alla versione precedente nell’allineamento con quello che gli esseri umani ordinano di fare al modello di IA, inoltre il modello procedeva in un compito senza chiedere il permesso all’utente, usando in alcune occasioni strumenti e servizi esterni anche se ciò poteva risultare pericoloso.

OpenAI annulla il lancio del suo ultimo modello di intelligenza artificiale
Sam Altman, ceo di OpenAI (Imagoeconomica).

Aumentano le preoccupazioni sulla sicurezza dell’IA

Le preoccupazioni riguardo alla sicurezza dell’IA si sono intensificate negli ultimi mesi, dopo che alcuni modelli sviluppati da OpenAI e dall’azienda rivale Anthropic hanno rilevato incidenti di sicurezza durante la fase di test: di recente gli amministratori delegati delle principali società del settore si erano allineati nella richiesta di rallentare e imporre maggiori controlli. Dopo il semaforo rosso a GPT-6.1 Astra, OpenAI ha affermato di volersi concentrare nel miglioramento dei protocolli di sicurezza dei modelli futuri.

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Anthropic verso ipo da oltre 2 mila miliardi di dollari

Il prospetto ipo di Anthropic indica una perdita netta di 42 miliardi di dollari nel 2025 e prevede di spendere 518 miliardi di dollari in cloud, calcolo e infrastrutture nei prossimi anni. Il documento, riportato da Reuters, mostra anche che i ricavi sono cresciuti di 12 volte a circa 4,6 miliardi, mentre la perdita operativa, esclusi gli oneri contabili legati a precedenti round di finanziamento, ha superato gli 8 miliardi, salendo a 8,06 miliardi da 2,98 miliardi nel 2024. La spesa per calcolo e infrastrutture è arrivata a 7,33 miliardi, quasi il triplo del 2024, oltre metà dei 12,65 miliardi di spese operative totali. La quotazione potrebbe valutare la società oltre 2 mila miliardi di dollari, più del doppio dei 965 miliardi stimati a maggio. Il prospetto ha sollevato alcune perplessità: circa un quarto dei ricavi 2025 proviene da due soli clienti e molti dei clienti non hanno contratti a lungo termine. Secondo fonti citate in precedenza da Reuters, il debutto potrebbe slittare a dopo le elezioni di midterm di novembre.

Trump smentisce di aver offerto all’Iran la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei fondi

Replicando ad Axios, che aveva ipotizzato possibili concessioni in cambio di proposte concrete da parte dell’Iran in merito al programma nucleare, Donald Trump ha messo in chiaro su Truth di non aver offerto a Teheran né la revoca delle sanzioni né lo sblocco dei fondi congelati.

Trump smentisce di aver offerto all’Iran la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei fondi
Il post di Trump su Truth contro Axios.

«Axios ha appena pubblicato un articolo in cui si afferma che “Trump” avrebbe offerto all’Iran la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei fondi. Non è vero. Non ho offerto loro nulla!», ha scritto il presidente degli Stati Uniti sulla sua piattaforma social. E poi: «La storia di Axios, come la maggior parte delle altre, è una bufala, usata solo per soddisfare la loro “sindrome da ossessione patologica per Trump”. Dovrebbero ritirare questa storia falsa, immediatamente!».

Trump smentisce di aver offerto all’Iran la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei fondi
Abbas Araghchi (Imagoeconomica).

Araghchi ha incontrato a New York mediatori del Qatar

La smentita di Trump arriva in un momento in cui i mediatori del Qatar e del Pakistan stanno tentando, nuovamente, di favorire un accordo tra i due Paesi in conflitto. Gli Stati Uniti e l’Iran, però, continuano ad aver posizioni molto distanti su questioni chiave: Teheran vuole che i colloqui si concentrino sullo stretto di Hormuz e sul blocco navale statunitense, mentre Washington esige che i pasdaran cedano sul nucleare. In questi giorni sono in corso colloqui indiretti e l’Iran ha escluso la possibilità di negoziati diretti con gli Usa. Abbas Araghchi, che si trova a New York dove ha incontrato i mediatori qatarioti, ha dichiarato di attendersi per oggi una risposta ufficiale dall’Amministrazione Usa alla proposta di Teheran sull’apertura di Hormuz. In tutto questo, il segretario di Stato americano Marco Rubio, intervistato da Fox News, ha definito l’Iran «un Paese con grande potenziale ma ora esausto dal blocco americano», che «ormai nel caos si sta avviando rapidamente verso la bancarotta».

Anche Q8 mette un tetto ai prezzi dei carburanti

Dopo Eni e Ip, anche Q8 Italia applicherà un tetto ai prezzi di benzina e gasolio. L’ha annunciato in una nota il Gruppo che gestisce una rete di circa 2.900 stazioni di servizio distribuite sull’intero territorio nazionale. Il price cap avrà una durata di 30 giorni a partire dall’1 ottobre e «si applicherà con un approccio modulare, coerente con le diverse realtà che compongono il sistema di distribuzione dell’azienda». Q8 Italia, continua la nota, «supporterà opportunamente i gestori ed i partner per garantire la sostenibilità economica dell’intera filiera».

Garlasco, Sempio verso il processo: «Su Stasi nascoste prove a favore»

Dopo che la procura di Pavia ha chiuso, per la seconda volta, le nuove indagini a suo carico, sembra sempre più vicino un rinvio a giudizio per Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco nel 2007. Un delitto per cui è stato condannato in via definitiva l’ex fidanzato della vittima, Alberto Stasi, per il quale invece potrebbe concretizzarsi una richiesta di revisione della sentenza. I pm hanno infatti depositato nuovi atti, tra cui alcune consulenze, per rafforzare le accuse a carico di Sempio, e hanno notificato un altro avviso di conclusione dell’inchiesta che prelude alla richiesta di processo per omicidio aggravato dalla crudeltà e dall’odio. Uno degli elementi principali emersi dall’analisi dei consulenti tecnici della procura è che l’impronta che fu attribuita a Stasi è compatibile con le misure del piede di Sempio.

Chiara Poggi potrebbe essere sopravvissuta anche 60 minuti

Inoltre, i risultati delle nuove analisi depongono concretamente per una produzione delle lesioni non immediatamente antecedente alla morte, ma anteriore al decesso con un intervallo orientativamente compreso come minimo fra 15 e 30 minuti, senza che possa escludersi una sopravvivenza complessiva più prolungata fino ai 60 minuti. Cosa che escluderebbe, secondo la finestra temporale ormai nota nei processi, la presenza di Stasi sulla scena del crimine.

Il Dna sui pedali «che poteva scagionare Stasi 19 anni fa»

Emerso anche un elemento inedito a favore di Alberto Stasi. Sempre secondo le nuove analisi, il profilo genetico determinato il 19 settembre 2007 ricavato dai pedali della bicicletta dell’ex bocconiano e attribuito all’epoca dai consulenti dei pm a Chiara Poggi, «era risultato totalmente negativo il giorno successivo», ma di queste «due contro-analisi non si è rivenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Alberto Stasi». Contro-analisi idonee, In altri termini, scrive la Procura di Pavia, «il profilo genetico determinato il 19.09.2007 dall’unico estratto disponibile ricavato dai pedali della bicicletta e attribuito dal consulente tecnico del pm dell’epoca oltre ogni ragionevole dubbio alla vittima, era risultato totalmente negativo il giorno successivo, allorquando lo stesso consulente aveva effettuato nuove analisi». «Di queste due corse elettroforetiche del 20.09.2007 e dei relativi tracciati completamente negativi non si è rinvenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Stasi Alberto», scrive le procura.

Tangenti e caporalato nei lavori dell’alta velocità Napoli-Bari, arresti e sequestri

Nell’ambito delle indagini sui lavori per la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Napoli-Bari, la Guardia di Finanza di Napoli ha notificato 20 misure cautelari personali nei confronti di imprenditori e pubblici ufficiali, accusati a vario titolo di corruzione, caporalato e emissione di fatture per operazioni. Per 10 persone sono scattati gli arresti domiciliari. Per altre sette è stato disposto l’obbligo di dimora nel Comune di residenza e per tre la misura interdittiva della sospensione totale dell’esercizio di un pubblico servizio per un anno. Su richiesta del pm Henry John Woodcock, il gip ha disposto anche il sequestro preventivo del profitto dei reati di corruzione.

Le svariate irregolarità emerse durante le indagini

Nel corso delle indagini sono emerse varie irregolarità. Innanzitutto, in cambio di favori sarebbero stati corrisposti denaro e altre utilità, come orologi o telefoni cellulari, nascosti nelle scatole dei panettoni regalati a Natale. Ricostruito inoltre un sistema di fatture per operazioni inesistenti utilizzato per creare disponibilità di denaro contante, parte del quale sarebbe poi confluito anche nelle mazzette. Secondo gli inquirenti sarebbe stato usato per una tratta calcestruzzo di scarsa qualità, circostanza di straordinaria gravità. Le indagini hanno riguardato anche la gestione dei materiali di scavo: sarebbero stati smaltiti come rifiuti non pericolosi materiali nei quali erano presenti tracce di amianto. Un altro filone dell’inchiesta sui lavori della Tav Napoli-Bar ha riguardato lo sfruttamento dei lavoratori, in particolare extracomunitari, costretti a turni di lavoro che duravano anche 20 ore. Contestate anche retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali e violazioni delle disposizioni in materia di igiene e sicurezza. Sarebbero inoltre emerse irregolarità nei permessi di soggiorno e nella documentazione relativa alla formazione sulla sicurezza.

Primarie: Taruffi blinda Schlein ma cresce il pressing degli alleati

Stretta tra i riformisti, che in vista dell’assemblea hanno intensificato il pressing sulla segretaria, e gli alleati del centrosinistra, che chiedono di convocare il tavolo del programma, Elly Schlein chiama il “signor Wolf“, quello che risolve i problemi. Nel Pd oggi si tratta di Igor Taruffi che non avrà la faccia losca di Harvey Keitel in Pulp Fiction, ma che di mine alla segretaria ne ha disinnescate non poche.

Primarie: Taruffi blinda Schlein ma cresce il pressing degli alleati
Igor Taruffi (Imagoeconomica).

L’attendismo di Gori e il nodo delle regole

Questa volta interviene per dire che per le primarie il Partito Democratico ha un solo nome, ed è quello di Schlein. Lo dice lo statuto del partito, all’articolo 5 comma 1. Ma lo stesso articolo, al comma 3, prevede che sia l’Assemblea a fissare le regole per altre, eventuali candidature alternative a quella del leader. E qui si parla dei riformisti. Se dall’incontro di Prato non è arrivata la consacrazione di Giorgio Gori come ‘cavallo’ della minoranza dem è solo perché il centrosinistra non si è ancora accordato sulle regole delle primarie di coalizione. Anzi, al momento non ci ha nemmeno provato. Lui, europarlamentare ed ex sindaco di Bergamo, rimpalla i giornalisti, svicola, attende. Ma non dice mai di no. Nel frattempo, tra le fila riformiste c’è chi avverte: «Non si sognassero di fissare un numero di firme per la candidatura esorbitante al solo scopo di far fuori Giorgio». Il signor Wolf frena e ricorda: «Da questo punto di vista non vedo particolari elementi di discussione. La segretaria ha la grandissima maggioranza all’interno del partito, non vedo elementi diversi». 

Primarie: Taruffi blinda Schlein ma cresce il pressing degli alleati
Giorgio Gori (Imagoeconomica).

I punti cardine di Schlein (ma non c’è l’Ucraina)

Alla finestra restano gli alleati del campo progressista. A cominciare da Giuseppe Conte. Il tavolo del programma può partire anche subito ripetono, consapevoli però che i nodi sono tutti sul tavolo, specie sull’Ucraina. I riformisti sulle armi a Kyiv hanno tracciato una linea rossa oltre la quale non si va: «Il tema non è in discussione», ribadiva Lorenzo Guerini a Prato. Schlein, fino a questo momento, non ha dato indicazioni temporali, ma da Ventotene ha citato alcuni punti cardinali – non l’Ucraina, non Gaza – dal salario minimo e la riduzione dell’orario a parità di retribuzione alla sanità da rilanciare con 5 miliardi di investimenti per abbattarere le liste, per assumere nuovi medici e per le case di comunità.

Primarie: Taruffi blinda Schlein ma cresce il pressing degli alleati
Elly Schlein (Ansa).

Taruffi, anche in questo caso, è categorico: «Noi lavoriamo al programma dai primi mesi dell’anno, quando abbiamo messo in campo una campagna di ascolto per il Paese. Siamo pronti da aprile» 2025. «È arrivato il momento di sedersi tutti insieme, mettere alcuni punti che sono quelli su cui abbiamo lavorato in questi anni, compreso il tema della politica estera», dice. «Per quanto importante sia il conflitto russo-ucraino, non si riassume tutto nel conflitto russo-ucraino». Ah, no?

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Televisione: Daredevil: Born Again si concluderà con la terza stagione

Daredevil: Born Again si concluderà con la terza stagione

Marvel riunisce i Defenders, ma non sembrano esserci nuove avventure per loro all'orizzonte

Le avventure del Diavolo di Hell's Kitchen stanno (di nuovo) per concludersi. La terza stagione di Daredevil: Born Again – finita di girare un paio di mesi fa e in arrivo su Disney+ a marzo 2027 – sarà infatti l'ultima, come riportato da The Hollywood Reporter. La decisione arriva a breve distanza dalla scelta di Marvel di non rinnovare il contratto allo showrunner, Dario Scardapane, che ha quindi smesso di lavorare al progetto nel bel mezzo della fase di post-produzione dell'ultima stagione della serie. Con una seconda stagione che ha permesso a tutti i supereroi... - Leggi l'articolo

 

SERIE TV - Televisione - 29 settembre 2026 - articolo di Angela Bernardoni