Ultras : 1.500 euro donati alla Caritas

Solidarietà concreta dal cuore del tifo organizzato. Nella giornata del 19 febbraio, presso la sede degli Ultras UMS in via Nizza, è stato consegnato il ricavato della raccolta di beneficenza promossa dal Direttivo attraverso la vendita di 300 sciarpe commemorative.

L’importo complessivo di 1.500 euro è stato devoluto alla Caritas Diocesana di  Salerno, rappresentata dal presidente Don Antonio Romano, alla presenza di Don Roberto Faccenda, che fin dall’inizio aveva accolto con entusiasmo l’iniziativa solidale. Nel corso dell’incontro, Don Antonio Romano ha illustrato le attività e i progetti portati avanti dalla Caritas di Salerno a sostegno delle persone in difficoltà, ricevendo apprezzamenti per l’impegno e la dedizione dimostrati verso i meno abbienti.

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Fuorni: perquisizione a Salerno, trovati smartphone e droga

Smartphone e quantitativi di sostanze stupefacenti sono il frutto di una perquisizione straordinaria avvenuta questa mattina nella Casa circondariale di Salerno. All’operazione, disposta dalla direzione del carcere, hanno preso parte uomini del reparto di Polizia penitenziaria in forza all’istituto, personale a supporto inviato dal Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Campania e unita’ cinofile del Corpo. Impiegati inoltre alcuni dispositivi jammer. La perquisizione straordinaria – si legge su ‘Giustizianewsonline’, il notiziario web del ministero della Giustizia – ha fatto seguito a una serie di interventi recentemente realizzati nell’istituto salernitano per contrastare l’ingresso e lo spaccio di sostanze stupefacenti nonche’ la detenzione illegale di apparecchi telefonici da parte dei detenuti.

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Bimbo Napoli: P. De Luca (Pd), ci stringiamo a dolore famiglia

“Il Partito Democratico della Campania esprime profondo cordoglio e commossa vicinanza alla famiglia del piccolo Domenico, che si e’ spento questa mattina presso l’Ospedale Monaldi di Napoli. “E’ una tragedia drammatica che colpisce l’intera comunita’ campana e tutto il Paese. Ogni parola e’ superflua. Ci stringiamo con forza al dolore e all’immensa sofferenza dei genitori e dei familiari”. Lo ha dichiarato il deputato Piero De Luca, segretario del Pd Campania, a margine dell’assemblea provinciale a Benevento. “E’ necessario – ha proseguito – che su quanto accaduto sia fatta piena chiarezza, con massimo rigore e trasparenza, affinche’ siano accertate tutte le responsabilita’. L’impegno di tutti dev’essere rivolto affinche’ quanto successo non possa e non debba accadere mai piu'”.

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Angela Luce, a Napoli l’ultimo saluto col sax di ‘Bammenella’

Le note di ‘Bammenella’ del sax di Marco Zurzolo hanno accompagnato l’ultimo applauso per Angela Luce, cantante e attrice napoletana che si è spenta ieri a 87 anni, indimenticabile interprete del classico di Viviani. Nella affollata chiesa di San Ferdinando, detta degli Artisti, la messa solenne presieduta dal vescovo ausiliario Gaetano Castello è stata aperta da un lungo messaggio inviato dal cardinale Mimmo Battaglia “La canzone napoletana è preghiera, non sempre lo sa ma lo è. Napoli ti piange cantando ma le vite belle si trasformano in memorie di luce”. La mattinata di cordoglio per la popolare artista si è aperta con la camera ardente al Maschio Angioino: nella sala dei Baroni risuona la voce di Angela Luce nelle celebri interpretazioni dei classici napoletani, da ‘Era de maggio’ a ‘Palomma ‘e notte’. A porgere le condoglianze ai quattro nipoti e alla storica assistente e autrice Giovanna Castellano, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. “Angela Luce rappresenta nella maniera più giusta possibile Napoli, che è insieme grande capitale aristocratica e città di popolo. Queste perdite devono essere momenti di riflessioni sul passato ma anche di visione del futuro, Napoli è anche la grande forza di rigenerazione e continua capacità creativa. Ma dobbiamo avere memoria, una scuola che consenta di mantenere viva la tradizione: su questo forse dobbiamo fare qualche cosa i più”. L’assessore comunale al Turismo Teresa Armato sottolinea: “E’ stata una donna autonoma e indipendente, in anni in cui era tutt’altro che facile fare questa scelta e lei l’ha fatta con determinazione e intelligenza”. Per la Regione Campania presente l’assessore alla Cultura Ninni Cutaia. Ci sono Peppe Barra (“Mancherà, non vedo ricambi quando perdiamo questi monumenti. Ma continuo a sperare nel giovani”), Lina Sastri, Benedetto Casiillo, Giacomo Rizzo, Ciro Capano, Massimo Andrei, Valentina Stella, Thayla Orefice e tanti cittadini di tutte le generazioni, tra loro anche la performer transgender romana Regina Tana che ha distribuito colorate immaginette della artista scomparsa. Il ricordo della carriera di Angela Luce e delle tante testimonianze di stima raccolte, a cominciare dal suo maestro Eduardo De Filippo, è affidato a Giovanna Castellano che ne ha condiviso la quotidianità per venti anni. “E’ stata amata in maniera trasversale. Non c’era confine tra la donna e l’artista, sincerità e puntiglio. Talento naturale, era orgogliosa di non aver mai studiato né canto né recitazione né ballo”. Poi la versione sax ‘all’americana’, che tanto amava, del classico di Viviani. ‘Grande artista e grande donna’ il ricordo comune tra la gente. Il suo ultimo messaggio: un post sui social per il Sannazaro distrutto dall’incendio, con l’augurio di una veloce rinascita. (

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Bicchielli (FI), indire elezioni provinciali entro 90 giorni

La Provincia non può essere un ente con regole autonome. In una fase così delicata, la chiarezza resta fondamentale: si devono indire le elezioni entro 90 giorni, come prevede la legge. Ho presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, affinché si chiarisca definitivamente quali siano le intenzioni del vicepresidente della provincia di Salerno Giovanni Guzzo”. Lo dichiara Pino Bicchielli, deputato di Forza Italia e vice responsabile nazionale Enti Locali del partito che, come anticipato nel corso dell’incontro con il ministro Piantedosi, ha depositato un’interrogazione sulla vicenda.

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Salernitana, Ferrari guida i granata per la squalifica di Raffaele

Salernitana-Monopoli è la prima di due partite consecutive casalinghe per i granata. Domani pomeriggio (14:30) toccherà al vice allenatore Giacomo Ferrari guidare la squadra in panchina, a causa dello stop comminato dal giudice sportivo a mister Raffaele.

 

Ferrari presenta così la sfida contro i biancoverdi alla vigilia: “Ci teniamo davvero a disputare una grande partita, perché dobbiamo riscattarci dopo aver perso per strada qualche punto di troppo nelle ultime settimane. Faremo di tutto per fare risultato pieno domani, ci metteremo grande rabbia e voglia di fare bene. In settimana abbiamo lavorato tanto anche sull’aspetto mentale per far capire ai ragazzi che ogni punto lasciato è perso. Vogliamo scendere in campo al massimo delle nostre possibilità per contrapporci nel migliore dei modi a una squadra fastidiosa come il Monopoli, che ha sempre messo in difficoltà tutte le avversarie che ha affrontato fino a questo momento. Bisogna dare il 100% e raccogliere i tre punti che per noi sono assolutamente vitali. Purtroppo non potremo avere a disposizione Brancolini per un piccolo acciacco rimediato in rifinitura. Per il resto, a parte i tre che sono indisponibili da un po’ (Boncori, Carriero, Inglese), ritroviamo Antonucci e Cabianca. Siamo reduci da una settimana in più di lavoro con loro, sono recuperati e saranno gradualmente inseriti. Siamo sicuri che ci daranno una mano importante per il resto del campionato. Speriamo che al più presto rientri anche Inglese, perché c’è bisogno di tutti per raggiungere i nostri obiettivi”.

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Il Portogallo e il marcio dietro le multiproprietà calcistiche

Tutto lecito, tutto secondo le regole. Un calciatore passa da un club a un altro del medesimo sistema multiproprietario, e a pagarne le conseguenze è un terzo club che incassa molto meno di quanto avrebbe preventivato. Succede in Portogallo, Paese che è l’epicentro dell’economia grigia del calcio globale. E poiché la vicenda coinvolge club dalla taglia molto relativa, va a finire che anche da quelle parti essa fila via quasi impercepita.

Tra club minori le furberie si notano meno

In terra lusitana l’attenzione è monopolizzata dalla triade composta dai tre grandi club: Benfica, Porto e Sporting. Tutto ciò che si muove al di fuori di questa cerchia è residuale. Sicché figuratevi quale attenzione possa essere riservata alle manovre di mercato condotte da club che si chiamano Rio Ave o Estrela Amadora. Ma proprio qui sta il punto: club di piccola taglia, transazioni di calciomercato che avvengono su cifre non clamorose, effetto-sordina assicurato. E se si dà anche la possibilità di sfruttare una multiproprietà calcistica, ecco che il gioco è fatto.

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André Luiz e il mistero sulla cifra della cessione

Succede tutto durante la scorsa sessione invernale di calciomercato. André Luiz, attaccante esterno brasiliano, viene trasferito dal Rio Ave (club con sede a Vila do Conde, Portogallo settentrionale) all’Olympiacos Pireo, club greco. Sulla cifra del trasferimento rimane qualche mistero. Il sito specializzato Transfermarkt indica 6,75 milioni di euro. Ma l’elemento dirimente è che il Rio Ave è titolare del 90 per cento dei diritti economici di André Luiz. Il restante 10 per cento è pertinenza dell’Estrela Amadora, il club con sede nella cintura metropolitana di Lisbona che ha portato il calciatore in Portogallo e poi lo ha ceduto al Rio Ave.

Ecco perché è stata rifiutata un’offerta superiore

Sembrerebbe un trasferimento come tanti. E invece ha molti elementi di stranezza, a partire dal comunicato che l’Estrela Amadora pubblica sul suo sito ufficiale. Un testo criptico, nel quale si dice che la cifra della cessione pattuita per il trasferimento di André Luiz in Grecia è coperta da una clausola di riservatezza. Il testo lascia intuire altri elementi di perplessità. Uno dei quali non viene menzionato esplicitamente: l’interessamento del Benfica per il calciatore, con offerta molto più pesante per la sua acquisizione rispetto alla cifra pagata dal club greco. Ciò che renderebbe più grasso l’incasso per l’Estrela Amadora, che ha diritto al 10 per cento sulla cifra di cessione. Invece il Rio Ave decide di accettare l’offerta del club greco. Su quei 6,75 milioni verrà calcolato il 10 per cento a beneficio dell’Estrela. E una volta liquidata la spettanza, si estingue ogni diritto per il club amadorense.

Il Portogallo e il marcio dietro le multiproprietà calcistiche
André Luiz (a sinistra) in azione contro il Benfica (foto Ansa).

Evangelos Marinakis, il greco che ronzava attorno al Monza

Messa in questi termini, sembrerebbe un caso di comportamento irrazionale di un club nella gestione del proprio patrimonio-calciatori. Invece, a leggere bene il quadro della situazione, le cose non stanno esattamente così. C’è un elemento dirimente che riporta nel perimetro della logica un affare di calciomercato apparentemente sballato. Il Rio Ave e l’Olympiacos sono infatti sotto la stessa proprietà: quella del magnate greco Evangelos Marinakis, che è proprietario anche del Nottingham Forest (in Premier League) e che qualche tempo fa era stato dato come possibile acquirente del Monza.

Il Portogallo e il marcio dietro le multiproprietà calcistiche
Evangelos Marinakis (foto Ansa).

Spostamenti verso Paesi dalla disciplina fiscale più favorevole

Fra i tre club del sistema multiproprietario c’è già un fitto intreccio di spostamenti di calciatori, fatto per dare corso a esigenze che possono essere di valorizzazione del calciatore come di rafforzamento di una delle squadre (ma con corrispettivo indebolimento dell’altra). Viene anche il sospetto che qualche spostamento – dei calciatori e del denaro – venga fatto per orientare il flusso verso il Paese dalla disciplina fiscale più favorevole.

Il Portogallo e il marcio dietro le multiproprietà calcistiche
Giocatori e tifosi dell’Estrela Amadora (foto Ansa).

Un bel danno, ma Fifa e Uefa restano a guardare

Nel caso del trasferimento di André Luiz, il sospetto è un altro: che lo spostamento sia avvenuto da una squadra all’altra del sistema multiproprietario con lo scopo di liquidare all’Estrela Amadora una cifra più bassa per il suo 10 per cento. Ipotesi maliziosa: e se nel mercato della prossima estate il calciatore venisse ceduto dall’Olympiacos al Benfica, per quella cifra nettamente più alta che poteva essere incassata già lo scorso gennaio? Di sicuro per l’Estrela Amadora sarebbe un bel danno, rispetto al quale però potrebbe rivalersi ben difficilmente. Così vanno le cose, nel calcio delle multiproprietà sdoganate. Mentre Fifa e Uefa se ne stanno lì a guardare.

Salerno, spari vicino piazza S. Agostino:

Spari nella serata di ieri, nel pieno centro di Salerno, alle spalle della sede dell’amministrazione provinciale.

E’ accaduto, nella serata di ieri, nella traversa Nicola Cavaselice, a pochi passi da piazza Sant’Agostino, dove residenti e passanti hanno sentito almeno due colpi di pistola.

Sul posto, molto frequentato soprattutto nelle ore notturne dal popolo della Movida cittadina, si sono precipitati gli agenti della Polizia di Stato, che hanno avviato le indagini per ricostruire quanto accaduto.

Non ci sarebbero feriti. Uno dei proiettili esplosi avrebbe raggiunto la porta d’ingresso di un esercizio commerciale della zona, conficcandosi nel legno.

L’area è stata transennata per consentire i rilievi tecnici e la repertazione degli elementi utili alle indagini.

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“Truffe agli anziani…e non solo”

Si è tenuto ieri mattina presso il centro sociale di Salerno,  l’incontro dal titolo “Truffe agli anziani…e non solo”. Il convegno, aperto a tutti e  organizzato dalla Fnp Cisl Salerno, ha registrato grande partecipazione.

Nel corso della mattinata sono state esaminate varietà e modalità delle truffe che colpiscono principalmente gli anziani, ma che possono coinvolgere chiunque. Gli anziani, essendo naturalmente più vulnerabili, rappresentano un target frequente, ma nessuno è immune da inganni e frodi.

Sono intervenuti il Segretario Generale FNP CISL Salerno, Alfonso Carrano che ha dichiarato:

“Abbiamo organizzato questo incontro, data la rilevanza della tematica. Informando e toccando con mano i rischi che si corrono, si acquisisce consapevolezza. Conoscere il fenomeno e le modalità in cui si svolge, permette di aumentare l’attenzione e cerca di prevenire”.

Francesco De Silvio, Responsabile RLS FNP CISL Salerno ha dichiarato: “Purtroppo ogni giorno ascoltando il telegiornale le truffe sono all’ordine del giorno. Si differenziano per tipologie e mezzi ma colpiscono soprattutto sempre la stessa fetta di popolazione, ovvero gli anziani”.

Marilina Cortazzi, Segretaria Generale UST CISL Salerno, ha affermato: “Le truffe colpiscono soprattutto chi vive un momento di fragilità. É una forma di violenza subdola molte volte non denunciata che spesso rimane purtroppo sommersa. La nostra missione come sindacato è occuparci del benessere di tutti, tutelando i diritti ed essere un punto di riferimento. Solo attraverso un patto sociale, un accordo deciso possiamo rendere questa società più umana”.

Antonio Corvino, Maggiore dei Carabinieri Comandante Compagnia Carabinieri Salerno:  “Avere queste possibilità di incontro per noi è fondamentale. Possiamo infatti parlare di attività repressiva, quando si colgono persone in flagranza di reato, ma questo è un fallimento perché si arriva dopo e il danno è subito. L’attività preventiva invece serve a dare consapevolezza, a fornire informazioni e a illustrare le modalità per far in modo che certe cose non accadano, affinché si intensifichi il meccanismo virtuoso dell’attività stessa. Quello delle truffe è un fenomeno subdolo, perché chi commette questi reati fa leva sulla sensibilità e sulla fragilità della vittima (ad esempio finti tecnici che segnalano una fuga di gas improvvisa, truffatori che chiedono denaro comunicando che il figlio è stato arrestato, presunti avvocati che allertano la vittima affermando che si è coinvolti in una vicenda penale grave). Dimenticate il sentimento di vergogna. Purtroppo capita a tutti e non significa essere meno stupidi. Un anziano non può ritenersi una vittima più facile, perché tutti siamo potenziali vittime”.

Ha ricordato un elemento fondamentale: “Nessuno della banca o della posta chiederà mai dati sensibili per telefono. In caso di dubbi anche per truffe online è necessario chiamare immediatamente il 112. Dopo essere stati truffati solitamente si chiama un figlio, un amico, un parente. Ciò è sbagliato. I tempi sono importanti. Meno tempo passa per chiamare il 112, più sono le possibilità di fare qualcosa”.

Ha concluso, analizzando nei dettagli una delle modalità di azioni: “I truffatori lavorano in gruppo: telefonisti e trasferisti. I telefonisti sono colori che tentano il primo approccio, via telefonica, per circuire le vittime. Nel momento in cui questo primo step è andato a buon fine, i trasfertisti sono persone che recatosi nel posto dove quel giorno si stanno tentando truffe, intervengono per andare a riscuotere il denaro a casa delle vittime”.

Tanti gli interventi da parte dei partecipanti all’incontro, che hanno posto domande, raccontando episodi reali di tentate truffe e a volte di truffe andate a buon fine. La considerazione comune è che viviamo in una società che non è più quella di una volta, in cui fiducia, rispetto e lealtà contavano.

Le conclusioni dell’incontro sono state affidate ad Antonio Maglio, Segretario Generale FNP CISL Campania:

“É vero viviamo in un mondo difficile dove il web ha cambiato abitudini e come con ogni progresso, anche la tecnologia comporta rischi se utilizzata male.  I modi per agire in sicurezza però ci sono e vanno sfruttati. Ad esempio utilizzando una carta prepagata dove poter caricare poco budget, così da non rischiare di perdere un ingente somma in caso di truffa.

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Il bond centenario di Google, la vita eterna di Meta: così l’IA sfida il tempo

Qualche giorno fa Alphabet, la capogruppo di Google, ha emesso un bond (un titolo di debito) con scadenza nel 2126, cioè tra 100 anni. Non è solo un’operazione tecnica per addetti ai lavori: è una dichiarazione politica sul futuro. Significa infatti che uno dei gruppi più potenti del Pianeta ha deciso di farsi prestare denaro oggi, impegnandosi a restituirlo tra un secolo, per finanziare investimenti in infrastrutture di Intelligenza artificiale che dovrebbero reggere, alimentare e guidare le nostre vite digitali nei decenni a venire. Chi compra quel bond, insomma, sta scommettendo che Google, o qualunque cosa Google sarà diventata nel frattempo, esisterà ancora, starà ancora facendo profitti e sarà ancora in grado di onorare i suoi debiti quando noi non ci saremo più. La meccanica dell’operazione è, sulla carta, piuttosto semplice. Alphabet emette un titolo di debito molto lungo, incassa oggi capitale fresco che userà per costruire data center, reti, hardware specializzato, alimentare ricerca e sviluppo dell’IA. In cambio, per i prossimi 100 anni, si impegna a pagare una cedola periodica ai sottoscrittori: un flusso costante di interessi che remunera il rischio di prestare denaro così a lungo. Alla fine del periodo, nel 2126, il capitale andrà restituito.

Il bond centenario di Google, la vita eterna di Meta: così l’IA sfida il tempo
Il quartier generale di Google a Mountain View, California (Ansa).

Il bond centenario di Alphabet ci dice molto su cosa sia l’IA

Il punto non è tanto la cedola in sé, pur importante, quanto il fatto che l’orizzonte temporale sia talmente esteso da spostare lo sguardo oltre qualunque pianificazione aziendale normale, oltre qualunque business plan, oltre qualunque mandato manageriale. Nessun Ceo che oggi firma quei documenti sarà al suo posto quando il bond scadrà e, quasi certamente, non lo saranno neppure i nipoti dei manager di oggi. È impressionante. Un secolo equivale, grosso modo, a quattro generazioni abbondanti. In un mondo in cui facciamo fatica a pensare a cinque anni di distanza – la prossima legislatura, il prossimo piano industriale, la prossima ondata di tagli – un pezzo rilevante dell’infrastruttura digitale che reggerà l’Intelligenza artificiale viene finanziato con orizzonti che superano la durata media di una vita. È come se, insieme alla promessa di efficienza algoritmica, stessimo sottoscrivendo un mutuo generazionale. Il bond secolare di Alphabet, insomma, è un modo di dire che l’AI non è più una bolla passeggera, ma un’infrastruttura strutturale del capitalismo contemporaneo, qualcosa che si finanzia come si finanziavano un tempo le ferrovie o le grandi opere idrauliche.

Il bond centenario di Google, la vita eterna di Meta: così l’IA sfida il tempo
(Igor Omilaev via Unsplash).

Intanto Meta promette la vita (artificiale) eterna

Ma c’è un altro fronte, apparentemente lontanissimo, dove l’Intelligenza artificiale incontra il tempo in maniera ancora più disturbante: Meta, la casa madre di Facebook e Instagram, promette di “resuscitare” gli utenti, dunque promette la vita (artificiale) eterna. Negli stessi giorni in cui Google si proietta 100 anni avanti, è tornata alla ribalta la notizia di un brevetto di Meta per sistemi di IA addestrati sulle tracce digitali degli utenti (post, foto, commenti e messaggi) in grado di continuare a interagire anche quando la persona è assente, o addirittura morta. Al netto dell’enfasi giornalistica, l’idea è piuttosto concreta: la piattaforma raccoglie per anni dati sul tuo modo di parlare, reagire, commentare e costruisce un tuo doppio algoritmico capace di rispondere a messaggi, mettere like, partecipare a conversazioni dopo la tua scomparsa. L’azienda di Zuckerberg, nelle note ufficiali, parla di migliorare l’esperienza degli utenti che restano, di non spezzare le reti sociali quando un profilo si silenzia per sempre. Ma la dinamica economica è fin troppo evidente. Un utente morto smette di generare contenuti, dati, impression pubblicitarie. Un utente “resuscitato” tramite AI, invece, continua a popolare il feed, a tenere viva la rete dei contatti, a fornire materiale per il targeting. È, in modo molto prosaico, un tentativo di controbilanciare l’invecchiamento e l’erosione della base utenti. Il corpo biologico invecchia e scompare; l’avatar algoritmico resta attivo, giovane, coinvolgente.

Il bond centenario di Google, la vita eterna di Meta: così l’IA sfida il tempo
Il logo di Meta (Ansa).

Le big tech si attrezzano per l’immortalità

Così, se Google si indebita per 100 anni per costruire l’infrastruttura dell’AI, Meta punta a costruire identità digitali che sopravvivono ai corpi per nutrire quella stessa infrastruttura. Il dato che emerge è una fissazione dell’AI con il tempo. Le due mosse raccontano infatti la stessa ambizione: estrarre valore dal tempo umano, spostando sempre più in là i confini tra vita, morte, presente e futuro. Paradossalmente, mentre i colossi tecnologici si attrezzano per essere immortali, alle persone viene chiesto di essere sempre più agili, flessibili e temporanee. Le nostre vite vengono infatti frammentate in cicli sempre più brevi fatti di aggiornamenti continui, competenze che invecchiano in pochi anni, piattaforme che ci chiedono attenzione in slot di pochi secondi. Un eterno presente umano a tempo determinato.

È morto il piccolo Domenico

Si è spento il piccolo Domenico, il bambino di due anni e mezzo sottoposto due mesi fa al trapianto di un cuore danneggiato presso l’ospedale Monaldi di Napoli. A confermarlo è stato l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, che ha comunicato la triste notizia.

Le condizioni del bambino erano apparse da ieri molto critiche. Il quadro clinico di Domenico si era progressivamente aggravato. Nel corso delle ultime ore, le sue condizioni sono ulteriormente peggiorate, fino al decesso.

Il cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, si trovava in ospedale in preghiera al fianco della madre del piccolo e ha somministrato al bambino l’estrema unzione.

L’AZIENDA OSPEDALIERA

«Con profondo dolore l’Azienda Ospedaliera dei Colli comunica che questa mattina, sabato 21 febbraio 2026, il piccolo paziente sottoposto a trapianto in data 23 dicembre 2025 è deceduto a seguito di un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche. La Direzione Strategica, insieme a tutti i professionisti sanitari e non, esprime il più sentito cordoglio e si stringe con rispetto e commossa partecipazione alla famiglia in questo momento di immenso dolore». Lo si legge nella nota dell’Ospedale dei Colli.

IL DOLORE DI MAMMA PATRIZIA

Una fondazione nel nome del piccolo Domenico, affinché non sia dimenticato, per tutti i bambini che non possono essere sottoposti a trapianto, per le loro famiglie. L’annuncio in questi momenti drammatici viene direttamente dalla voce rotta di mamma Patrizia. È una donna distrutta ma forte e dignitosa nel suo immenso dolore, quella che appare sulla soglia del Monaldi sorretta dal suo legale.

L’AVVOCATO: ATTENTI ALLE TRUFFE

«Lunedì stesso ci recheremo dal notaio per dare vita al comitato fondativo – spiega l’avvocato Petruzzi – È necessario perché arrivano segnalazioni di pagine e sottoscrizioni per il piccolo Domenico. Chiederemo tutela alla polizia postale. Ringraziamo tutti ma l’invito è a non inviare soldi a nessuno. Non vogliamo che il nome di Domenico possa essere associato a truffe».

Subito dopo l’incontro con la stampa, mamma Patrizia è stata abbracciata da tutti i giornalisti presenti. È un momento doloroso e nessuno riesce a trattenere le lacrime.

IERI SI ERANO SPENTE LE SPERANZE

La tragica conclusione della vicenda del piccolo Domenico è stata accelerata da un «improvviso peggioramento» – come ha spiegato l’Asl – ma già da ieri era stato chiaro che la situazione era senza speranze.

Infatti in una nota l’ospedale napoletano aveva spiegato che «in accordo con la famiglia e con il medico legale da essa nominato” al piccolo paziente sarebbero state “somministrate esclusivamente terapie strettamente salvavita, nell’ambito di un percorso orientato a una progressiva de-escalation degli altri interventi terapeutici».

«Il bambino non soffre. È sedato, collegato a un apparecchio e ha una grande insufficienza multiorgano ma non sente dolore. Con la famiglia abbiamo concordato di non accanirci con le terapie e di tutelare il paziente, che è in gravissime condizioni», aveva aggiunto Antonio Corcione, direttore dipartimento Area critica del Monaldi.

Il legale della famiglia del piccolo, Francesco Petruzzi, aveva parlato del «piano terapeutico per una terapia del dolore, per l’alleviamento delle sofferenze del piccolo».

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Pisano, delegazione incontra De Luca: “Dovete andare in Regione”

di Erika Noschese

Prosegue senza sosta la battaglia a tutela del diritto al lavoro dei dipendenti delle Fonderie Pisano. Ieri mattina una delegazione della Rsu Pisano ha atteso l’ex presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, sotto la sede della Camera di Commercio di via Roma, dove era in corso un incontro organizzato dal Consorzio Asi. La rappresentanza sindacale unitaria, alla presenza anche di Domenico Volpe e Angelo Clemente, ha provato a intercettare, senza successo, anche l’assessore regionale alle Attività Produttive, Fulvio Bonavitacola. Sarebbe emersa, invece, una disponibilità a un confronto da parte del presidente del Consorzio Asi, Antonio Visconti. «Andate in Regione», ha detto l’ex governatore ai delegati Rsu che hanno chiesto un aiuto per evitare la chiusura definitiva dopo che la Conferenza dei Servizi nei giorni scorsi ha avviato il procedimento di diniego dell’Aia. A ribadire la necessità di procedere con la delocalizzazione del sito industriale è stato il deputato salernitano del Pd, Piero De Luca: «Sul tema delle Fonderie Pisano abbiamo sempre chiesto un impegno chiaro verso la delocalizzazione di questo sito industriale, per salvaguardare i livelli occupazionali e, allo stesso tempo, tutelare la salute pubblica e l’ambiente. Purtroppo, per una serie di condizioni di contesto, non si è riusciti in questi anni a portare avanti un concreto progetto di rilocalizzazione. Dobbiamo però continuare a lavorare in questa direzione, prevedendo anche tempi adeguati per una fase transitoria che consenta di raggiungere l’obiettivo, garantendo sia la continuità occupazionale sia la piena tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini». Per Antonello Sada, presidente di Confindustria Salerno, la chiusura delle Fonderie Pisano rappresenta «una sconfitta per tutti»: «Ho un colpo al cuore per la vicenda Pisano, perché far morire un’azienda che dà 100 posti di lavoro, produce utili, esporta e si impegna a essere sostenibile con i nuovi forni elettrici e altri investimenti, significa registrare una sconfitta per tutti: per noi, per l’impresa, per il territorio e per la politica». Intanto, come detto nei prossimi giorni dovrebbe esserci un primo incontro con il presidente Visconti. La richiesta dei lavoratori è semplice: individuare, tra Battipaglia, Bellizzi, Eboli o altri comuni della provincia che ricadono nel perimetro Asi un terreno in grado di ospitare le fonderie che chiaramente andrebbero ad incidere sul territorio con un impianto 2.0 e le migliori tecnologie proprio per garantire il rispetto del diritto alla salute pubblica e nel frattempo avere la possibilità di lavorare.

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Kim Jong-un prepara la successione? Cosa c’è dietro l’ascesa di Ju-ae

A Pechino qualcuno si è accorto di una novità. L’ambasciata della Corea del Nord in Cina ha collocato una fotografia di Kim Jong-un insieme a sua figlia, la 13enne Kim Ju-ae, in bella vista nella bacheca esterna. Un segnale forse impercettibile, ma che potrebbe rappresentare un indizio di quanto l’agenzia di intelligence della Corea del Sud sostiene che sia ormai quasi stabilito: Ju-ae è stata individuata dal padre come erede e prossima leader suprema di Pyongyang.

Kim Jong-un prepara la successione? Cosa c’è dietro l’ascesa di Ju-ae
Kim Jong un e Kim Ju-ae alle celebrazioni per il 79esimo anniversario della fondazione del Partito dei lavoratori nel 2024 (Ansa).

La figlia del leader nordcoreano verso la designazione

Tutti gli occhi sono puntati sul prossimo congresso del Partito del Lavoro di Corea, convocato nei prossimi giorni. C’è chi sostiene che possa essere il momento in cui la giovane Ju-ae emergerà come “delfina” della dinastia che governa il Regno Eremita sin dalla sua fondazione. Un posto in prima fila accanto al padre e un nuovo titolo sarebbero indizi di una sua possibile investitura. A Seul, per ora, non si esclude che le venga assegnata una carica nel Comitato centrale, magari come primo segretario aggiunto. Secondo l’ultima valutazione del National Intelligence Service sudcoreano, presentata a porte chiuse ai parlamentari a Seul, Ju-ae sarebbe così entrata in una fase di “designazione“, che va oltre il semplice “addestramento” simbolico. Un passaggio che, nella grammatica opaca del potere nordcoreano, può avere un peso enorme. Non esiste alcuna conferma ufficiale da parte di Pyongyang, ma l’accumularsi di indizi alimenta l’aspettativa.

Kim Jong-un prepara la successione? Cosa c’è dietro l’ascesa di Ju-ae
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Kim Jong-un prepara la successione? Cosa c’è dietro l’ascesa di Ju-ae

Tra parate e test missilistici Ju-ae è da anni sotto i riflettori

L’ascesa pubblica della figlia del leader non è avvenuta all’improvviso. Fino al 2022 la sua stessa esistenza era avvolta nel mistero, con l’unica menzione proveniente da una dichiarazione dell’ex campione di basket NBA Dennis Rodman, che nel 2013 aveva raccontato di aver tenuto in braccio la «piccola Ju-ae» durante una visita a Pyongyang. Poi, nel novembre 2022, le immagini diffuse dai media statali mostrarono per la prima volta la ragazza accanto al padre durante il lancio di un missile balistico intercontinentale. Da allora la sua presenza è diventata sempre più frequente e centrale. Ju-ae ha assistito a test missilistici, parate militari, celebrazioni del nuovo anno, inaugurazioni di impianti industriali e visite a installazioni strategiche. In alcune fotografie ufficiali la si vede in posizione centrale, talvolta persino davanti al padre. In altre occasioni è seduta accanto a lui mentre alti generali si inchinavano o le sussurravano all’orecchio. Un dettaglio non secondario in un sistema che fa del protocollo una forma di linguaggio politico.

Kim Jong-un prepara la successione? Cosa c’è dietro l’ascesa di Ju-ae
Kim e la figlia Ju-ae in una base militare nordcoreana (Ansa).

Da «nobile bambina» a «figlia più amata»

In Corea del Nord le parole non sono mai casuali. L’iconografia, i titoli, la posizione nelle fotografie, l’ordine dei nomi nei comunicati: ogni elemento costruisce la narrazione del potere. Particolarmente significativo è stato l’uso da parte dell’agenzia di stampa statale di termini onorifici solitamente riservati ai leader supremi o ai loro successori. Nel 2024 è stata lanciata una serie di francobolli in cui è ritratta insieme al padre. Nello stesso momento, i media di regime da «nobile bambina» hanno cominciato a definirla «figlia più amata». Qualche mese fa poi le è stato attribuito il titolo di hyangdo, grande guida. Non meno rilevante è stata la sua partecipazione al viaggio a Pechino in occasione della grande parata militare ospitata dal presidente cinese Xi Jinping lo scorso 3 settembre, evento che ha segnato il suo debutto internazionale.

Kim Jong-un prepara la successione? Cosa c’è dietro l’ascesa di Ju-ae
Kim Jong-un con Kim Ju-ae all’aeroporto militare Kalma (Ansa).

Kim si vuole presentare come «padre della patria»

In una società rigidamente patriarcale, in cui il culto della «stirpe del monte Paektu» giustifica la legittimità della dinastia Kim, la scalata di una possibile erede donna rappresenterebbe una svolta storica. Se confermata, Ju-ae diventerebbe la prima leader femminile nella storia del regime, succedendo al padre, al nonno Kim Jong-il e al bisnonno Kim Il-sung. C’è però chi crede che si stia correndo troppo. Alcuni analisti ritengono che Kim stia utilizzando l’immagine della figlia per rafforzare la propria legittimità interna e presentarsi come «padre della patria», umanizzando il suo profilo senza rinunciare alla durezza del controllo politico. Mostrare una bambina sorridente accanto ai missili intercontinentali può servire a costruire l’idea di continuità e stabilità, rassicurando le élite e la popolazione sul fatto che il potere rimarrà saldamente nelle mani della dinastia.

Kim Jong-un prepara la successione? Cosa c’è dietro l’ascesa di Ju-ae
Kim Jong-il e il successore designato Kim Jong-un nel 2010 (Ansa).

Il mistero del figlio maschio mai apparso in pubblico

Il leader supremo, che ha poco più di 40 anni, non sembra avere un’urgenza immediata di successione. L’intelligence sudcoreana stessa sottolinea che tutte le possibilità restano aperte, anche perché si ritiene che Kim abbia almeno un altro figlio, forse un maschio, che non è mai stato mostrato. In un sistema in cui la scelta del successore è sempre rimasta segreta fino a quando il momento politico non era maturo, l’attuale esposizione potrebbe essere parte di una strategia graduale di costruzione del consenso interno. Lo stesso Kim Jong-un fu peraltro introdotto pubblicamente come erede solo pochi anni prima della morte del padre, in un contesto di accelerazione dovuto a problemi di salute del leader allora in carica. Oggi la situazione appare diversa. La Corea del Nord ha enormemente rafforzato l’asse con la Russia, siglando un’alleanza di mutua difesa. Con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e l’avvento di Lee Jae-myung in Corea del Sud, l’ipotesi di un rilancio del dialogo con Washington non è più considerata impossibile. Ma la situazione internazionale e regionale resta del tutto volatile. In questo quadro, consolidare in anticipo la figura di un successore potrebbe servire a prevenire lotte interne e a blindare il sistema contro eventuali shock improvvisi. Oppure, l’ostentazione di una figura come quella della giovane Ju-ae potrebbe essere funzionale alla mera propaganda. Il tempo dirà, di certo ogni suo passo sarà osservato con enorme attenzione.

Short Movie: Alla ricerca degli alieni

Alla ricerca degli alieni

Per cercare gli alieni avevano rinunciato a tutto, e ora anche il loro rapporto stava andando in rovina

Aveva avuto un contatto con un'entità aliena. Che gli aveva curato il cancro, per poi sparire. Da quel momento la vita di Liam e di sua moglie Olivia era stata totalmente dedicata alla ricerca dell'entità, rinunciando a tutto, amici, parenti, lavoro. Finché la loro stessa relazione aveva finito per essere messa in crisi. Proprio in quel momento, però, l'entità era riapparsa. Alienation è un corto che, come dal titolo, più che di alieni parla di alienazione; parla di una donna, molto brava l'attrice, Mary Cameron Rogers, che rinuncia a tutto... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Short Movie - 21 febbraio 2026 - articolo di S*

Appuntamenti: Oblivion 2, a Roma il festival del fantastico e del fumetto

Oblivion 2, a Roma il festival del fantastico e del fumetto

Questo week-end a Roma alla fiera Oblivion, fiera del libro, del fumetto e dell’irrazionale a Roma, con tutte le più interessanti novità librarie!

Giunta alla seconda edizione, Oblivion: Fiera del libro, del fumetto e dell’irrazionale è l’evento che ogni cacciatore di emozioni stava aspettando, un crocevia per chi vuole esplorare i confini più estremi della narrativa fantastica e del pensiero alternativo. Oblivion è l’evento in cui horror, fantasy, fantascienza e weird trovano il loro spazio naturale, in un contesto che celebra l’indipendenza creativa e l’audacia intellettuale.  Nato dalla passione dell’omonimo collettivo indipendente, Oblivion ha scelto la suggestiva... - Leggi l'articolo

 

FUMETTI - LIBRI - Appuntamenti - 21 febbraio 2026 - articolo di S*

Lo “scoop” di Fiorello: De Martino prossimo conduttore del Festival di Sanremo

Durante l’ultima puntata de La Pennicanza, Fiorello è riuscito a strappare all’attuale Direttore Generale della Rai Roberto Sergio la conferma che sarà Stefano De Martino a raccogliere il testimone da Carlo Conti come prossimo conduttore del Festival di Sanremo. Non è un annuncio ufficiale, ma poco ci manca. Ecco cosa è successo.

La chiamata di Sergio a Fiorello

Sergio ha chiamato Fiorello mentre era in diretta su Radio Due e in visual radio sul canale 202 e su RaiPlay. Dopo aver scambiato qualche battuta, lo showman ha chiesto al dirigente Rai: «Può dirci qualcosa che non sappiamo del futuro di questa azienda? Una cosa, che so, Sanremo dell’anno prossimo per esempio». A quel punto, Sergio ha risposto: «Ma chi? De Martino». Poi la chiusura della chiamata, piuttosto frettolosa.

La smentita del dirigente Rai

Successivamente, parlando di «gag incomprensibile», Sergio ha smentito di aver fatto annunciato De Martino come conduttore di Sanremo 2027, dopo essere stato “imbeccato” da Fiorello senza nemmeno poter capire cosa stesse accadendo.

Il Viminale dovrà risarcire oltre 21 milioni di euro per il mancato sgombero di un palazzo di Roma

Il ministero dell’Interno è stato condannato a risarcire oltre 21 milioni di euro per il mancato sgombero di Spin Time, palazzo di 10 piani e 21 mila metri quadrati nel rione Esquilino di Roma, occupato nel 2013 dal movimento per il diritto all’abitare Action. Lo riporta Adnkronos. A stabilire il risarcimento è stata la seconda sezione civile del Tribunale di Roma, dopo la causa intentata da InvestiRE Sgr.

L’edificio occupato un tempo era la sede dell’Inpdap

L’edificio occupato, che si trova in via Santa Croce in Gerusalemme (non lontano dalla stazione Termini), in passato è stato sede dell’Istituto nazionale di previdenza e assistenza dei dipendenti dell’amministrazione pubblica (Inpdap), poi confluito nell’Inps. La chiusura degli uffici dell’ente iniziò nel 2003 e il definitivo abbandono del palazzo era arrivato nel 2010. Successivamente era stato venduto al fondo di investimenti immobiliari Investire SGR. Poi l’occupazione da parte di Action, a seguito della quale hanno trovato casa nell’immobile oltre 150 famiglie, per un totale di circa 400 persone.

La sentenza appena notificata al Viminale

Secondo quanto riporta Adnkronos, la sentenza (di 25 pagine) è stata emessa il 18 dicembre ed è stata appena notificata al Viminale. «È vero che l’occupazione illecita, e quindi il reato è stato posto in essere da soggetti terzi, ma il danno conseguente a tale occupazione può e deve essere imputato al ministero dell’Interno», si legge nella sentenza. Questo perché il Viminale «a fronte della emissione da parte dell’Autorità giudiziaria di un provvedimento di sequestro preventivo, aveva uno specifico obbligo di impedire la prosecuzione dell’illecito, essendo obbligato a dare esecuzione al decreto di sequestro». Su richiesta del pm del 27 febbraio 2020, il gip di Roma aveva ordinato il sequestro preventivo dell’immobile il 31 marzo 2020. Ma l’ordine non è stato mai eseguito. Matteo Piantedosi, attuale ministro dell’Interno, ha inserito Spin Time Labs nel piano sgomberi della prefettura di Roma.

L’annuncio dell’Iran: «Bozza di accordo per gli Usa entro 2-3 giorni»

L’Iran prova a sventare la minaccia di un massiccio attacco degli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, in un’intervista al programma Morning Joe dell’emittente americana Msnbc, ha infatti annunciato che «entro due o tre giorni» sottoporrà alle sue controparti statunitense la proposta di Teheran per un accordo sul nucleare: «Dopo il via libera finale dei miei superiori, la bozza sarà consegnata a Steve Witkoff».

Gli Stati Uniti non avrebbero chiesto l’arricchimento zero dell’uranio

Araghchi ha poi spiegato che Witkoff e l’altro negoziatore Usa, Jared Kushner, nel corso dell’ultimo round di colloqui che si è tenuto a Ginevra non hanno chiesto all’Iran lo stop completo all’arricchimento dell’uranio. «Ora stiamo parlando di come garantire che il programma nucleare iraniano, compreso l’arricchimento, sia pacifico e lo rimanga per sempre», ha aggiunto.

L’annuncio dell’Iran: «Bozza di accordo per gli Usa entro 2-3 giorni»
I colloqui di Ginevra sulla stampa sul Tehran Times (Ansa).

Washington intensifica intanto il dispiegamento militare in Medio Oriente

L’attacco americano, va detto, resta tutt’altro che un’ipotesi campata in aria. Gli Stati Uniti stanno infatti intensificando il dispiegamento navale e aereo in Medio Oriente. La portaerei USS Gerald R. Ford, la più grande al mondo, è infatti entrata nelle acque del Mar Mediterraneo. E lo stesso ha fatto il cacciatorpediniere USS Mahan, parte integrante del gruppo da battaglia guidato dalla Ford.

La Corte suprema Usa boccia i dazi di Trump

La Corte suprema degli Stati Uniti si è pronunciata contro i dazi imposti dal presidente Donald Trump nel 2025. I giudici hanno ritenuto che il tycoon sia andato oltre la sua autorità imponendo tariffe attraverso una legge riservata all’emergenza nazionale, il provvedimento del 1977 denominato International emergency economic powers act (Ieepa) che conferisce al presidente il potere di regolamentare il commercio in risposta a un’emergenza, che Trump aveva evocato per “giustificare” alcuni dazi – la prima volta nel febbraio 2025 per tassare le merci provenienti da Cina, Messico e Canada, affermando che il traffico di droga da quei paesi costituiva un’emergenza, poi ad aprile, ordinando prelievi dal 10 al 50 per cento sulle merci provenienti da quasi tutti i paesi del mondo. «Riteniamo che l’Ieepa non autorizzi il presidente a imporre tariffe», si legge nella sentenza. Secondo i giudici, il presidente non poteva utilizzare i suoi poteri esecutivi per imporre le tariffe doganali ma sarebbe stata necessaria una decisione del Congresso.

La Corte si è pronunciata con una maggioranza di 6-3

La Corte si è espressa contro i dazi con una maggioranza di 6-3. I tre giudici liberali Ketanji Brown Jackson, Elena Kagan e Sonia Sotomayo, insieme ai tre giudici conservatori Amy Coney Barrett, Neil Gorsuch e John Roberts, hanno votato per abbattere le tariffe. I giudici Brett Kavanaugh, Samuel Alito e Clarence Thomas hanno dissentito.

La reazione delle Borse

Wall Street ha risposto rapidamente e positivamente alla sentenza della Corte. Ecco come si comportano i principali indici:

  • l’indice S&P 500 avanza dello 0,45 per cento;
  • il Dow Jones avanza dello 0,07 per cento;
  • il Nasdaq è allo 0,42 per cento.

Morta l’attrice e cantante Angela Luce

È morta a 88 anni Angela Luce: a teatro aveva recitato al fianco di Eduardo De Filippo, che l’aveva scoperta, e al cinema con Alberto Sordi, Marcello Mastroianni e Totò, lavorando per registi come Pupi Avati e Mario Martone. Vincitrice di un David di Donatello, all’attività di attrice aveva affiancato quella di cantante, partecipando anche al Festival di Sanremo.

Era stata scoperta da Eduardo De Filippo

Vero nome era Angela Savino, era nata a Napoli nel 1937 e nella sua città aveva cominciato a calcare il palcoscenico. Non ancora ventenne fu notata da Eduardo De Filippo, che la definì «una forza della natura» e la accolse nella sua compagnia senza nemmeno un provino; assieme furono protagionisti della versione teleteatrale de Il contratto. Nel corso della carriera teatrale lavorò anche con Peppino De Filippo e Nino Taranto.

Nel 1996 aveva vinto il David di Donatello

Nel 1956 l’esordio al cinema con Ricordati di Napoli, diretto da Pino Mercanti. Negli anni seguenti interpretò film come Il vedovo di Dino Risi, Lo straniero di Luchino Visconti e Signori si nasce di Mario Mattioli, al fianco di Totò. Attrice poliedrica, tra le sue interpretazioni più significative di Angela Luce ci sono quelle ne Il Decameron di Pier Paolo Pasolini e in Malizia di Salvatore Samperi. Per La seconda notte di nozze di Pupi Avati ricevette la nomination al Nastro d’argento. La parte ne L’amore molesto di Mario Martone nel 1996 le valse il David di Donatello (miglior attrice non protagonista) e una nomination per la Palma d’oro a Cannes.

Nel 1975 arrivò seconda a Sanremo

Per quanto riguarda la carriera di cantante, Angela Luce partecipò due volte a Un disco per l’estate e una al Festival di Sanremo, arrivando seconda nel 1975 con il brano Ipocrisia. Tra i suoi dischi più apprezzati ci sono Che vuò cchiù e Cafè Chantant, incisi negli Anni 70.

Il governo vuole impugnare la sentenza sul caso Sea Watch

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato che il governo intende impugnare la sentenza del tribunale di Palermo sul caso Sea Watch, che ha disposto un risarcimento di 76 mila euro in favore della ong. «Noi fino adesso, e continueremo a farlo, abbiamo praticato il confronto con questo tipo di sentenze impugnandole, quindi valorizzando il sistema giudiziario che prevede tre gradi di giudizio e quando è stato possibile l’abbiamo impugnato, quindi anche in questo caso faremo così», ha dichiarato a margine dell’inaugurazione dell’ufficio PolMetro della Questura di Roma alla Stazione Termini.

Piantedosi: «I numeri danno ragione al governo»

Sempre a proposito di immigrazione, ha dichiarato: «Quello che voi chiamate blocco navale è un’ipotesi normativa che adesso farà il suo giro nelle aule parlamentari e quindi è una cosa completamente diversa. Io segnalo solo che con le politiche di questo governo c’è una progressiva riduzione degli arrivi irregolari. Guardate i numeri che riguardano anche quest’anno il calo degli sbarchi, vuol dire che il complesso delle iniziative che stiamo mettendo in campo, anche a prescindere dalle iniziative giudiziarie, sta dando ragione alle politiche del governo».

Salvini: «Con me al Viminale Rackele non avrebbe vita facile»

Sul caso del risarcimento alla Sea Watch è intervenuto anche Matteo Salvini, che all’epoca dei fatti a cui si riferisce la sentenza era ministro dell’Interno: «Votare per cambiare o no la giustizia incide con la nostra vita quotidiana. Se tornerò ministro dell’Interno con me Rackete (ndr la comandante della nave) non avrebbe vita facile. Ma se la politica costruisce delle leggi sulla sicurezza, possono piacere o non piacere, e poi i giudici però decidono il contrario, è complicato».

Unicredit supporta il piano di investimenti di Blu Ocean

Unicredit ha erogato un finanziamento a Sal (Stato avanzamento lavori) di 3,2 milioni alla società Blu Ocean. L’operazione è finalizzata alla realizzazione di due nuove celle frigorifere di circa 10 mila metri cubi, che saranno destinate allo stoccaggio di prodotti surgelati e integrate con la struttura già esistente nel comune di Casteldaccia. Blu Ocean si occupa della selezione e distribuzione di pesce fresco, surgelato e prodotti alimentari, garantendo elevati standard di qualità. È presente con punti vendita diretti e numerosi corner nei supermercati, garantendo una diffusione capillare dei suoi prodotti. L’investimento che verrà realizzato ha una chiara valenza Esg dal punto di vista ambientale grazie all’adozione di impianti ad alta efficienza energetica, sul piano sociale in quanto consolida i livelli occupazionali e garantisce standard elevati di sicurezza alimentare, oltre che di governance, in quanto grazie al cda e a un controllo di gestione assicurerà trasparenza decisionale e un presidio più efficace dei rischi.

Lo Coco: «Questo progetto genererà un impatto concreto e positivo sul territorio»

Queste le dichiarazioni di Marco Lo Coco, presidente di Blu Ocean: «Questo investimento rappresenta un passaggio chiave del nostro Piano industriale 2026-2030, orientato a rafforzare la nostra leadership nel mercato di riferimento e a sostenere una crescita solida, strutturata e di lungo periodo. Non si tratta semplicemente di un ampliamento infrastrutturale, ma di una scelta strategica pienamente coerente con il percorso Esg che l’azienda ha intrapreso da anni, integrando efficienza energetica, sicurezza alimentare, tutela occupazionale e solidità della governance in un’unica visione di sviluppo responsabile. Blu Ocean è pienamente consapevole del proprio ruolo economico e sociale sul territorio e ritiene che questo progetto possa generare un impatto concreto e positivo in termini di occupazione, competitività e sviluppo per la comunità locale. Desideriamo ringraziare Unicredit per la fiducia accordata e per una collaborazione consolidata nel tempo, che continua a rappresentare un elemento determinante nel nostro percorso di crescita e rafforzamento aziendale».

Malandrino: «Impegnati a favorire interventi che promuovono uno sviluppo sostenibile»

Gli ha fatto eco Salvatore Malandrino, Regional manager Sicilia di Unicredit: «Il finanziamento destinato ai piani di sviluppo di Blu Ocean testimonia il nostro continuo impegno verso il tessuto produttivo siciliano. La nostra presenza capillare sul territorio ci permette di accompagnare efficacemente le imprese nei loro percorsi di crescita, favorendo interventi che promuovono uno sviluppo economico sostenibile a beneficio delle comunità in termini di occupazione, innovazione e qualità ambientale».

I grattacapi di Marano tra genero e Olimpiadi e le altre pillole del giorno

In molti si stanno chiedendo che fine abbia fatto l’audit interno che doveva chiarire l’assunzione del fidanzato della figlia di Antonio Marano, Alessandro Valadè, a Rai Pubblicità. Era stato lo stesso consigliere di amministrazione in quota Lega nonché presidente ad interim della Rai a chiedere un accertamento che verificasse il rispetto delle procedure aziendali e la correttezza della sua condotta. La storia del genero di Marano era stata raccontata per prima da la Repubblica: l’uomo era stato scelto all’interno di una selezione che mirava a reclutare esperti in marketing, comunicazione, digitale e vendite. Tra i tanti candidati, alla fine ha avuto la meglio proprio lui. Le opposizioni avevano subito parlato di «vergognosa parentopoli» e «servizio pubblico preda delle scorribande della destra». E pare che anche l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi (nel frattempo indaffarato anche con l’imbarazzante caso Petrecca) non abbia preso bene l’episodio e si sia lamentato dell’inopportunità politica di quell’assunzione, che presta il fianco agli attacchi sulla presunta occupazione militare della destra della tivù di Stato, trasformata in TeleMeloni. Il “suocero” ha provato a difendere Valadè così: «Ha un curriculum prestigioso. Ha passato sei colloqui di selezione. E se io non ho rivelato prima all’ad di Rai Pubblicità quale fosse il nostro rapporto è proprio per non esercitare alcuna forma di pressione». Sarà, ma intanto adesso si attende il risultato dell’audit, visto che nel frattempo sono passati due mesi.

I grattacapi di Marano tra genero e Olimpiadi e le altre pillole del giorno
Antonio Marano (foto Ansa).

Si vocifera, tra l’altro, anche di un Marano preoccupato dal fatto che dopo la fine dei Giochi olimpici invernali ci possano essere ulteriori sviluppi sulle vicende giudiziarie che hanno riguardato l’operato della Fondazione Milano Cortina, di cui lo stesso Marano è stato direttore commerciale dal 2021 praticamente fino a oggi. Anche qui sono piovute accuse di parentopoli, per restare in tema: nelle carte dell’inchiesta si è parlato di «carenza di trasparenza e imparzialità nelle assunzioni» e «malsani fenomeni di favoritismo, nepotismo o clientelari». Tra gli altri, per esempio, sono stati assunti il figlio di Ignazio La Russa e la nipote di Mario Draghi. Tra rimborsi spese vari e vetture con autista a carico della fondazione, i pm hanno trasmesso gli atti dell’indagine al procuratore della Corte dei conti della Lombardia per eventuali profili di danni erariali, come raccontato da Il Fatto Quotidiano. Anche se i pm hanno chiesto al gip di archiviare il fascicolo a carico di ignoti, perché da un lato l’abuso d’ufficio non è più previsto dalla legge come reato, grazie alla riforma Nordio del luglio 2024. E dall’altro perché l’ipotesi di turbativa d’asta nelle gare private per conto di amministrazioni pubbliche sussiste solo nell’acquisto di «beni e servizi» e non per «l’assunzione di personale». Il decreto Salva Olimpiadi del 2024 oltre tutto aveva definito la Fondazione come ente privato, bloccando di fatto le indagini per reati contro la pubblica amministrazione. La questione però è passata all’esame della Corte costituzionale: il tribunale di Milano ha sollevato infatti la questione di legittimità costituzionale, e ora la decisione della Consulta potrebbe riaprire le indagini. L’udienza è fissata per il 5 maggio 2026.

Arianna Meloni a Gradoli, al pranzo del Purgatorio

Gradoli, si sa, è un Comune diventato noto per colpa del rapimento di Aldo Moro: dal tavolino della seduta spiritica di Romano Prodi e dei suoi commensali spuntò proprio “Gradoli”, indicato come il luogo nel quale trovare lo statista democristiano, ma invece di andare in via Gradoli a Roma, nel covo delle Brigate rosse, tutti andarono nel paese situato in provincia di Viterbo, con un enorme, e inutile, dispiegamento di mezzi. Fatto sta che lì, proprio nel Comune di Gradoli, ogni mercoledì delle Ceneri va in scena il cosiddetto “pranzo del Purgatorio”, preparato nel corso della notte da un esercito di cuoche nella “stanza del fuoco”, con 50 quintali di legna per riscaldare i calderoni: alle 13 in punto, nei capannoni della Cantina Oleificio Sociale, ecco i prelibati “fagioli del Purgatorio”, con tanto di luccio, nasello, baccalà e tinca. L’organizzazione che cura tutto si chiama “Fratellanza del Purgatorio di Gradoli”, e ha al suo vertice il capitano Massimo Del Signore. E se c’è una fratellanza, ecco Fratelli d’Italia, con la presenza di Arianna Meloni. Che a Gradoli hanno chiamato «la sorellanza», per restare in tema con il sodalizio. Gli abitanti sono poco più di un migliaio, i partecipanti al pranzo molti di più, qualcuno ne ha contati 1.500, e Arianna è legatissima a questi luoghi. Tanto da lasciare un messaggio sui social: «Grazie per averci accolto al Pranzo del purgatorio. Una giornata in cui la comunità intera si prende cura dei più deboli attraverso un banchetto di beneficenza e si ritrova intorno a un piatto di fagioli e un brodo di tinca, tipici della cucina territoriale». Con Arianna c’erano il deputato Mauro Rotelli, la vicepresidente del parlamento europeo Antonella Sberna, i consiglieri regionali Daniele Sabatini e Giulio Zelli, la capogruppo di FdI Viterbo Laura Allegrini, il coordinatore provinciale Massimo Giampieri. Lo scorso anno, all’evento, c’era il ministro della Cultura Alessandro Giuli.

I grattacapi di Marano tra genero e Olimpiadi e le altre pillole del giorno
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Giovanni Grasso va per mostre

Giovanni Grasso, oltre a lavorare al Quirinale come portavoce del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, coltiva da sempre la passione per la letteratura. E per l’arte. Così l’altra sera era al Mattatoio di Roma, a Testaccio, all’inaugurazione della mostra “Chiara Capobianco. Architettura di una metamorfosi”. Come si legge nella presentazione, «l’idea che sostiene il progetto espositivo è ispirata dai miti raccontati nelle Metamorfosi di Ovidio, i cui motivi narrati, che hanno per soggetto identità fluide, corpo, desiderio, perdita e resistenza, diventano strumento per interrogare il presente…».

I grattacapi di Marano tra genero e Olimpiadi e le altre pillole del giorno
Giovanni Grasso con Sergio Mattarella (Imagoeconomica).

Fiuggi, Abodi porta lo sport

Dite a Leonardo Maria Del Vecchio che dal 20 al 22 marzo Fiuggi si trasformerà in un grande laboratorio nazionale dedicato al futuro della “Repubblica del Movimento” e delle comunità attive. L’iniziativa promossa da Fondazione Sportcity in collaborazione con il comune di Fiuggi coinvolgerà oltre 200 addetti ai lavori tra rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, manager, imprenditori del settore e dirigenti sportivi. Ecco così il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, insieme al sottosegretario all’Ambiente Claudio Barbaro. La seconda giornata entrerà nel vivo con una serie di interventi dedicati a politiche sportive, infrastrutture e sviluppo dei territori. Tra i protagonisti della mattinata ci saranno Diego Nepi Molineris, Livio Gigliuto ed Evelina Christillin, oltre ai rappresentanti delle istituzioni e del mondo dell’impiantistica sportiva.

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Pusher ucciso a Rogoredo, il poliziotto avrebbe mentito: le deposizioni dei colleghi

La posizione di Carmelo Cinturrino, l’assistente capo di polizia indagato per l’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri nel boschetto di Rogoredo a Milano, si sta aggravando sempre di più. Secondo le versioni rese negli interrogatori da quattro colleghi indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso, il 42enne avrebbe gestito da solo e in maniera a dir poco opaca i concitati momenti dopo il colpo sparato. Ecco cosa sta emergendo.

Avrebbe mentito sulla chiamata ai soccorsi

Innanzitutto, Cinturrino avrebbe mentito agli altri agenti dicendo di aver chiamato i soccorsi dopo aver sparato a Mansouri, quando in realtà non l’aveva fatto. La chiamata, col pusher agonizzante a terra, sarebbe infatti partita più di 20 minuti dopo.

La possibile messinscena della pistola

C’è poi l’ipotesi della messinscena della pistola. Cinturrino aveva raccontato di aver agito per legittima difesa, dopo che Mansouri gli aveva puntato contro un’arma (rivelatasi poi finta). Ma il collega che era più vicino a lui (unico teste oculare dell’omicidio), prima che venissero effettivamente chiamati i soccorsi si sarebbe recato al commissariato Mecenate, per tornare sul posto con una borsa. Gli altri colleghi hanno detto di non sapere cosa ci fosse dentro. Insomma, l’ipotesi è che pistola a salve sia stata messa successivamente sulla scena e che Mansouri non l’abbia mai impugnata.

La gestione borderline di alcune operazioni precedenti

Cinturrino avrebbe gestito in prima persona la situazione e i colleghi, più giovani e dunque meno esperti, avrebbero sostanzialmente solo assistito. Sempre dai verbali, stando a quanto filtra, è venuta alla luce una gestione borderline da parte di Cinturrino di alcune operazioni precedenti. In alcune occasioni, infatti, avrebbe anche malmenato tossici e piccoli spacciatori presenti nella zona.

Il caso del concorso notai: pubblicato file con appunti e giudizi inappropriati sui candidati

Sta facendo discutere il file con i candidati che hanno superato le prove scritte del concorso per notai del 2024. Sul sito del Consiglio nazionale del notariato è stato infatti pubblicato, e poi rimosso dopo pochi minuti, un documento Excel dove, accanto ai partecipanti, erano segnati commenti e giudizi inappropriati come «carina», «graziato», «salvato», «fenomeno». Diverse persone l’hanno però visionato e salvato prima che venisse tolto dalla rete, e così gli screenshot hanno cominciato a girare su blog e social generando commenti, accuse alla commissione che l’ha compilato (composta da sei professori universitari, nove magistrati e nove notai) e annunci di ricorsi.

Candidati associati ai santi

Oltre a commenti sessisti e valutazioni inopportune, a fianco dei codici di alcuni candidati sono associati nomi di santi – figure come san Mattia Apostolo, san Pancrazio, san Filippo Neri e santa Matilde di Hackeborn. C’è anche un misterioso candidato denominato “Papa“. Il timore che agita i candidati esclusi è che dietro a queste associazioni candidato-santo si celino i nomi dei «padrini» o dei referenti politici e/o professionali dei partecipanti, una sorta di mappa della raccomandazione 2.0. Tra gli altri riferimenti presenti accanto ai nomi, un enigmatico «sciopero e cena a Enoteca Corsi». Insomma, tutto lascia pensare che le tre prove scritte, che dovrebbero essere valutate senza conoscere l’identità del candidato grazie al sistema delle buste separate, e che dovrebbero avere come garante il ministero della Giustizia, siano state oggetto di un monitoraggio personalizzato.

Di Maio professore onorario del King’s College di Londra

Luigi Di Maio ha annunciato una prestigiosa aggiunta alla sua già ricca collezione di poltrone: l’ex M5s è stato infatti nominato professore onorario al Dipartimento di studi sulla difesa del King’s College di Londra, nella facoltà di Scienze sociali. «Assumerò questo nuovo incarico con l’obiettivo di contribuire al dialogo sulla sicurezza internazionale, sulle relazioni Europa-Golfo e sulle dinamiche geopolitiche», ha scritto Di Maio su LinkedIn: «Una nuova sfida. Sempre la stessa passione».

Di Maio professore onorario del King’s College di Londra
Luigi Di Maio (Imagoeconomica).

Tutti gli incarichi di Di Maio

Celebrando l’approvazione del Reddito di Cittadinanza, da ministro del Lavoro (e dello Sviluppo economico) Di Maio nel 2018 aveva annunciato l’abolizione della povertà. Da allora ha messo in fila un successo dopo l’altro, o quasi. Ministro degli Esteri con Giuseppe Conte e poi con Mario Draghi premier, da capo politico del Movimento 5 stelle si è ritrovato in una posizione subordinata a favore dell’avvocato pugliese. Oggi presidente pentastellato. Dopo il fallimento di Impegno Civico alle Politiche del 2022, Di Maio ha detto addio a Montecitorio (dove aveva un seggio dal 2013), trovando però un nuovo incarico di respiro internazionale, ovvero quello di rappresentante speciale dell’Ue per la regione del Golfo, per il quale è stato riconfermato fino al 28 febbraio 2027.

Saluto romano ad Acca Larentia, il gup proscioglie 29 persone

Il gup di Roma ha prosciolto 29 persone – quasi tutti membri di CasaPound – che erano indagate per i saluti romani del 7 gennaio 2024 davanti all’ex sede dell’Msi di via Acca Larenzia, a Roma, in occasione della commemorazione dei tre giovani militanti di destra uccisi nel 1978. Il giudice ha disposto il non luogo a procedere sostenendo che «non c’è una ragionevole previsione di condanna». I pm, coordinati dal procuratore capo Francesco Lo Voi, contestavano la violazione delle leggi Mancino e Scelba, principali strumenti normativi italiani per punire l’apologia di fascismo e l’odio razziale. «È stata rispettata la giurisprudenza delle Sezioni Unite della Cassazione e quindi la mancanza di pericolo concreto per una manifestazione che si svolge con le stesse modalità da quasi 45 anni», ha commentato l’avvocato Domenico Di Tullio, uno dei difensori dei 29 indagati.

Bce, Lagarde smentisce le voci sulla sua uscita anticipata

Dopo le indiscrezioni su un suo addio anticipato dalla presidenza della Bce, Christine Lagarde è intervenuta per smentire le ipotesi. «Dobbiamo consolidare e assicurarci che tutto ciò sia davvero solido e affidabile. Quindi il mio scenario di base è che ci vorrà fino alla fine del mio mandato», ha affermato in un’intervista al Wsj. Riguardo alle voci che possa prendere la guida del World Economic Forum, ha detto che questa è «una delle tante opzioni» che sta prendendo in considerazione ma una volta scaduto il suo mandato alla Banca centrale.

Le indiscrezioni del Financial times sull’addio anticipato

Era stato il Financial Times a scrivere che Lagarde avrebbe avuto intenzione di lasciare il suo incarico da presidente della Bce prima della scadenza del mandato nel 2027. Secondo il quotidiano britannico, la decisione era legata alla volontà di dare al presidente francese Macron e al cancelliere tedesco Merz la possibilità di scegliere il suo successore prima delle prossime elezioni presidenziali in Francia in programma ad aprile del 2027. Dopo la pubblicazione dell’articolo, la stessa Bce aveva rilasciato una nota precisando che «la presidente Lagarde è totalmente concentrata sul suo mandato e non ha preso alcuna decisione riguardo alla conclusione del mandato».

Perché l’Ucraina boicotterà la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi

L’Ucraina boicotterà la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Milano-Cortina, che si terrà il 6 marzo a Verona, in segno di protesta contro la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di consentire agli atleti russi e bielorussi di gareggiare sotto la propria bandiera nazionale e non più come neutrali. Il Comitato Paralimpico di Kyiv ha inoltre chiesto che la bandiera ucraina non venga utilizzata alla cerimonia di apertura. Matviy Bidny, ministro dello Sport ucraino, aveva definito «scandalosa» la decisione dell’International Paralympic Committee.

Il duro comunicato Comitato Paralimpico Ucraino

«È necessario rendersi conto che la Russia, che oggi occupa i territori ucraini, uccide in modo massiccio civili – donne, bambini, anziani, persone con disabilità – issando immediatamente la sua bandiera, intrisa del sangue della popolazione civile ucraina, sui territori che ha conquistato», si legge in una nota del Comitato Paralimpico Ucraino: «La leadership del Comitato Paralimpico Internazionale permetterà di issare sul territorio di Milano-Cortina proprio questa bandiera del Paese assassino, concedendo il numero massimo di posti per la partecipazione ai rappresentanti della Russia».

Assegnati sei posti alla Russia e quattro alla Bielorussia

Gli atleti di Russia e Bielorussia erano stati sospesi dalle competizioni dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. A Parigi 2024 c’era stata la parziale riammissione, senza simboli: alle Olimpiadi di Milano-Cortina hanno preso parte come atleti individuali e neutrali 13 sportivi russi e sette bielorussi. Alle Paralimpiadi sono attesi sei atleti russi e quattro bielorussi.

Trump attacca Obama e ordina di desecretare i file sugli Ufo

«Visto l’enorme interesse dimostrato», Donald Trump ordinerà al segretario della Guerra Pete Hegseth ee ad altri dipartimenti e agenzie competenti Usa di «avviare il processo di identificazione e pubblicazione dei file governativi relativi alla vita aliena ed extraterrestre, ai fenomeni aerei non identificati (Uap) e agli oggetti volanti non identificati (Ufo) e a qualsiasi altra informazione collegata a queste questioni altamente complesse». Lo ha annunciato lo stesso Trump su Truth: poco prima, parlando con i giornalisti, il presidente Usa aveva accusato Barack Obama di aver rivelato informazioni riservate sulla possibile esistenza degli alieni, parlando di «grave errore» da parte dell’ex presidente democratico.

Cosa aveva detto Obama

Trump non ha specificato quali informazioni riservate Obama avesse rivelato. Questo perché, in effetti, l’ex presidente democratico non ha svelato alcun segreto, esprimendo casomai una convinzione personale. Durante un’intervista con il conduttore di podcast Brian Tyler Cohen, quando quest’ultimo ha chiesto a Obama se gli alieni siano reali, lui aveva risposto: «Esistono, ma non li ho visti e non sono tenuti nell’Area 51. Non ci sono strutture sotterranee, a meno che non ci sia una grande cospirazione tenuta nascosta al presidente degli Stati Uniti». Visto il clamore suscitato dalle sue dichiarazioni, Obama ha poi pubblicato su Instagram un post in cui ha spiegato di essersi «adeguato allo spirito del programma» e aggiungendo: «L’universo è così vasto che statisticamente ci sono buone probabilità di una vita là fuori. Ma le distanze tra i sistemi solari sono talmente grandi che le possibilità che gli alieni ci abbiano fatto visita sono basse. Non ho visto alcuna prova durante la mia presidenza che gli extraterrestri abbiano preso contatto con noi».