De Luca, alla Regione non è arrivato il Messia

“Mi è stata segnalata una delibera che riguarda le società partecipate. Abbiamo assistito un a truffa comunicativa. Ci hanno detto che è arrivato il Messia ma non è cambiato nulla”. Lo ha detto l’ex presidente della giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, parlando della decisione della giunta Fico sulle ‘partecipate’. Per De Luca, che ha lamentato il fatto che la decisione sia stata anticipata da alcuni giornali, rispetto al passato “non è cambiato nulla”. “Demagogia pura”, ha proseguito De Luca parlando della decisione assunta sulla governance delle stesse Partecipate definendo “peggiorative” alcune scelte fatte. “Al momento vedo solo propaganda ma mai una cosa concreta”, ha rilanciato dicendosi pronto a fare “un confronto pubblico visto che noi abbiamo buttato il sangue per risanare queste società

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Provincia di Salerno: il presidente Guzzo assegna le deleghe

Con il decreto n. 14 del 20 febbraio 2026, il Presidente facente funzione della Provincia di SalernoGiovanni Guzzo, ha ufficializzato l’assegnazione delle deleghe ai Consiglieri Provinciali eletti nella recente tornata elettorale, definendo così le responsabilità operative per l’anno in corso.

Tra le principali nomine, Giovanni Guzzo, oltre a ricoprire la carica di Vice Presidente, sarà responsabile di Edilizia Scolastica e del Piano di Dimensionamento ScolasticoFrancesco Morra seguirà le attività legate alla Cultura e alla Valorizzazione dei Beni Museali, mentre Annarita Ferrara avrà competenza sul Governo del Territorio, le Politiche Sociali e Sanitarie e le Pari Opportunità.

La gestione della Mobilità e del Masterplan Litorale Salerno Sud è stata affidata a Giuseppe Lanzara, mentre Giuseppe Arena curerà la Viabilità Provinciale e le Politiche GiovaniliMichele Ciliberti seguirà i temi legati a Fondi EuropeiPNRR e Affari Legali, e Giorgio Marchese si occuperà di Agricoltura e Foreste.

Altre deleghe chiave riguardano Rosario Carione per il Personale e le Società PartecipateDavide Zecca per Turismo e SportElio Guadagno per la Transizione Digitale e la Promozione delle Aree Interne e del TerritorioMassimo Loviso per le Finanze e Roberto Antonio Mutalipassi per Ambiente e Sviluppo Sostenibile.

Il Presidente Guzzo ha augurato buon lavoro ai Consiglieri Provinciali, sottolineando l’importanza della collaborazione istituzionale per la realizzazione dei progetti e delle iniziative sul territorio della Provincia di Salerno. Questa nuova organizzazione punta a garantire efficienza amministrativavalorizzazione delle risorse locali e una gestione mirata delle politiche pubbliche nei diversi settori di competenza.

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Lo “scoop” di Fiorello: De Martino prossimo conduttore del Festival di Sanremo

Durante l’ultima puntata de La Pennicanza, Fiorello è riuscito a strappare all’attuale Direttore Generale della Rai Roberto Sergio la conferma che sarà Stefano De Martino a raccogliere il testimone da Carlo Conti come prossimo conduttore del Festival di Sanremo. Non è un annuncio ufficiale, ma poco ci manca. Ecco cosa è successo.

La chiamata di Sergio a Fiorello

Sergio ha chiamato Fiorello mentre era in diretta su Radio Due e in visual radio sul canale 202 e su RaiPlay. Dopo aver scambiato qualche battuta, lo showman ha chiesto al dirigente Rai: «Può dirci qualcosa che non sappiamo del futuro di questa azienda? Una cosa, che so, Sanremo dell’anno prossimo per esempio». A quel punto, Sergio ha risposto: «Ma chi? De Martino». Poi la chiusura della chiamata, piuttosto frettolosa.

La smentita del dirigente Rai

Successivamente, parlando di «gag incomprensibile», Sergio ha smentito di aver fatto annunciato De Martino come conduttore di Sanremo 2027, dopo essere stato “imbeccato” da Fiorello senza nemmeno poter capire cosa stesse accadendo.

Si è spenta la Luce di Napoli

È stata un’attrice di cinema e di teatro, cantante raffinata, interprete colta della tradizione partenopea, autrice di testi e protagonista di una stagione culturale che ha intrecciato arte popolare e grande drammaturgia, lavorando con Eduardo De Filippo, Pier Paolo Pasolini, Mario Martone e Pupi Avati: Angela Luce è morta oggi nella sua Napoli all’età di 88 anni. Il suo ultimo pensiero pubblico, doloroso, è stato per l’incendio del Teatro Sannazaro, scrivendo il 17 febbraio sulla sua pagina Facebook: “Pensare al teatro Sannazaro distrutto è veramente doloroso. Sono vicina a Ingrid e Lara e le abbraccio con tanto affetto. Mi auguro che sia presto ricostruito e continui a portare avanti il sogno di Luisa Conte”.

La sua vita è stata un lungo dialogo con Napoli, città amata e mai abbandonata, che le ha dato accento, musicalità, ironia e quella vena malinconica che ha attraversato tutta la sua carriera. Nata il 3 dicembre 1937 come Angela Savino in una famiglia modesta nel cuore di Napoli, crebbe in una città che nel dopoguerra cercava di ricostruire non solo le case, ma anche l’anima. Fu proprio l’anima musicale di Napoli a conquistarla per prima. A soli quattordici anni partecipò alla storica Piedigrotta Bideri con la canzone “Zì Carmilì”, presentandosi ancora con il suo vero cognome. Era poco più che un’adolescente, ma già mostrava una presenza scenica magnetica e una voce calda, venata di malinconia. Quell’esperienza segnò l’inizio di un percorso artistico che non si sarebbe più interrotto.

Negli anni Cinquanta Napoli era un laboratorio culturale vivacissimo: tra caffè chantant, teatri popolari e nuove produzioni discografiche, la giovane Angela trovò terreno fertile per crescere artisticamente. La sua voce si impose presto per autenticità, lontana dalle mode effimere, radicata invece nella tradizione melodica partenopea. Il cinema la scoprì nel 1958 con “Ricordati di Napoli” di Pino Mercanti. Era l’epoca d’oro della produzione italiana a Cinecittà, e Angela Luce seppe ritagliarsi uno spazio importante in un panorama affollato di grandi nomi. Negli anni successivi lavorò in film che oggi sono considerati tasselli fondamentali della commedia all’italiana. Fu nel cast de “Il vedovo” (1959) di Dino Risi, pellicola corrosiva e modernissima; prese parte a “Signori si nasce” (1960) di Mario Mattoli e a numerose produzioni che la videro accanto a giganti come Totò, Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni. Tra i tanti film in cui apparve in quella stagione degli anni Sessanta figurano: “Anonima cocottes”, “Peccati d’estate”, “Letto a tre piazze”, “Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi”, “Gli anni ruggenti”, “La marcia su Roma”, “Divorzio alla siciliana”, “Per qualche dollaro in meno”.

Angela Luce non fu mai soltanto una comprimaria: il suo volto intenso e la sua capacità di modulare registri diversi – dal comico al drammatico – la resero un’interprete preziosa, capace di dare spessore anche ai ruoli apparentemente secondari. Negli anni Sessanta e Settanta la sua carriera si arricchì di collaborazioni prestigiose. Recitò ne “Lo straniero” (1967) di Luchino Visconti, entrando in contatto con un cinema più introspettivo e raffinato. Ma fu soprattutto l’incontro con Pier Paolo Pasolini a segnare una svolta. Nel 1971 partecipò a “Il Decameron”, opera scandalosa e poetica al tempo stesso, che le valse il premio Reggia d’oro della città di Caserta. Angela Luce seppe inserirsi nel mondo pasoliniano con naturalezza, portando sullo schermo quella verità popolare che il regista cercava.

Due anni più tardi arrivò “Malizia” di Salvatore Samperi, film che fece discutere e che le procurò la Medaglia d’oro all’Anteprima del Cinema Mondiale di Saint-Vincent. Il riconoscimento più importante giunse nel 1996, quando vinse il David di Donatello come migliore attrice non protagonista per “L’amore molesto” di Mario Martone. La sua interpretazione, intensa e dolorosa, contribuì al successo internazionale del film, candidato anche alla Palma d’oro a Cannes. Nel 2006 fu nuovamente candidata al Nastro d’Argento per “La seconda notte” di nozze di Pupi Avati. Parallelamente al cinema, Angela Luce costruì una solida carriera musicale.

Partecipò al Festival di Sanremo nel 1975, classificandosi seconda con “Ipocrisia”, brano destinato a diventare uno dei suoi maggiori successi. Fu presente a “Un disco per l’estate” nel 1973 e nel 1975, e al Festival di Napoli, dove nel 1970 ottenne il secondo posto con “‘O divorzio”. La sua interpretazione di “So’ Bammenella ‘e copp’ ‘e Quartiere” di Raffaele Viviani, nello spettacolo “Napoli notte e giorno” diretto da Giuseppe Patroni Griffi, la rese l’unica artista presente nell’Archivio storico della canzone napoletana con la doppia esecuzione dello stesso brano. La discografia è vasta: dagli album degli anni Settanta come “Che vuò cchiù” e “Cafè Chantant”, fino a “Luce per Totò” del 2009, omaggio al grande attore napoletano. Fu anche autrice di testi: “Voglia”, su musica di Angelo Fiore, le valse il Premio Unicef nel 1984.

Il teatro fu il suo grande amore. Ancora giovanissima fu scritturata da Eduardo De Filippo, con cui lavorò per quattro anni interpretando ruoli centrali del repertorio eduardiano, fino alla registrazione televisiva de “Il contratto” (1981) per la Rai. Collaborò anche con Peppino De Filippo e con Nino Taranto, portando la tradizione napoletana nei maggiori festival internazionali: Wiesbaden, Parigi al Théâtre Sarah Bernhardt, Londra all’Old Vic, Buenos Aires e New York.

La Rai la volle in numerosi sceneggiati di successo, tra cui “Peppino Girella” (1963) con la regia di Eduardo De Filippo, “Il cappello del prete” (1970), “Il pazzo di Bergerac” (1972), “Il malato immaginario” (1972), “Al cavallino bianco” (1974) e “I mariti” (1974). Anche negli anni più recenti non aveva smesso di esibirsi, partecipando a recital poetico-musicali e iniziative culturali nella sua città. Oltre al David di Donatello, Angela Luce ha ricevuto candidature ai Nastri d’Argento e ai Ciak d’oro, il Premio Carosone alla carriera, il Premio Letterario Camaiore per il libro di poesie “Momenti di luce”, e numerosi riconoscimenti alla carriera: dal Premio Totò al Premio Penisola Sorrentina, fino al Premio Europeo Massimo Troisi.

Per consentire alla cittadinanza di rendere l’ultimo omaggio ad Angela Luce sarà allestita la Camera Ardente domani, sabato 21, dalle 8.45 alle 12.00, presso la Sala dei Baroni al Maschio Angioino. I funerali alle ore 12.30 nella Chiesa di San Ferdinando, conosciuta come Chiesa degli Artisti, in Piazza Trieste e Trento.

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Il Viminale dovrà risarcire oltre 21 milioni di euro per il mancato sgombero di un palazzo di Roma

Il ministero dell’Interno è stato condannato a risarcire oltre 21 milioni di euro per il mancato sgombero di Spin Time, palazzo di 10 piani e 21 mila metri quadrati nel rione Esquilino di Roma, occupato nel 2013 dal movimento per il diritto all’abitare Action. Lo riporta Adnkronos. A stabilire il risarcimento è stata la seconda sezione civile del Tribunale di Roma, dopo la causa intentata da InvestiRE Sgr.

L’edificio occupato un tempo era la sede dell’Inpdap

L’edificio occupato, che si trova in via Santa Croce in Gerusalemme (non lontano dalla stazione Termini), in passato è stato sede dell’Istituto nazionale di previdenza e assistenza dei dipendenti dell’amministrazione pubblica (Inpdap), poi confluito nell’Inps. La chiusura degli uffici dell’ente iniziò nel 2003 e il definitivo abbandono del palazzo era arrivato nel 2010. Successivamente era stato venduto al fondo di investimenti immobiliari Investire SGR. Poi l’occupazione da parte di Action, a seguito della quale hanno trovato casa nell’immobile oltre 150 famiglie, per un totale di circa 400 persone.

La sentenza appena notificata al Viminale

Secondo quanto riporta Adnkronos, la sentenza (di 25 pagine) è stata emessa il 18 dicembre ed è stata appena notificata al Viminale. «È vero che l’occupazione illecita, e quindi il reato è stato posto in essere da soggetti terzi, ma il danno conseguente a tale occupazione può e deve essere imputato al ministero dell’Interno», si legge nella sentenza. Questo perché il Viminale «a fronte della emissione da parte dell’Autorità giudiziaria di un provvedimento di sequestro preventivo, aveva uno specifico obbligo di impedire la prosecuzione dell’illecito, essendo obbligato a dare esecuzione al decreto di sequestro». Su richiesta del pm del 27 febbraio 2020, il gip di Roma aveva ordinato il sequestro preventivo dell’immobile il 31 marzo 2020. Ma l’ordine non è stato mai eseguito. Matteo Piantedosi, attuale ministro dell’Interno, ha inserito Spin Time Labs nel piano sgomberi della prefettura di Roma.

De Luca attacca: “Campo largo? Non bestemmiate”

“Si’, si ricomincia. Dobbiamo riprendere la città, dobbiamo riprendere la provincia, dobbiamo innanzitutto riprendere la sicurezza nella città”.

Con queste parole Vincenzo De Luca, a margine di un convegno a Salerno, lascia pochi margini di interpretazione sulle sue intenzioni politiche e su una possibile ricandidatura a sindaco della città che più volte lo ha eletto primo cittadino.

L’ex presidente della Regione Campania parla di una situazione che “non è tranquilla” e sottolinea la necessità di “dare tranquillità alle famiglie e ai giovani”. L’obiettivo, spiega, è “ricreare una speranza” attraverso “un programma straordinario di rinnovamento, riqualificazione urbana e investimenti produttivi”, per recuperare “un’immagine bella della città”.

“Dobbiamo riprendere pezzo per pezzo la città, bonificarla completamente”, insiste De Luca, evidenziando che solo trasmettendo “il senso di un rinnovamento e di una ripresa di cammino” si può evitare che “i ragazzi se ne andranno”.

Alla domanda dei cronisti su una possibile proposta di candidatura al Pd, l’ex governatore replica secco: “Chi mi vuole votare, mi vota”. E sul cosiddetto campo largo ironizza: “Che volete fare? Volete bestemmiare con me, abbiate pazienza. Io sono un modesto artigiano”, ribadendo ancora una volta la sua distanza da un’espressione che in passato ha già dichiarato di non gradire.

 

 

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Furto e inseguimento a Salerno: colpi a Caseificio e stazione di servizio

Momenti di panico questa mattina nella zona industriale di Salerno, dove due malviventi a volto coperto hanno messo a segno un furto al Caseificio San Leonardo e a una vicina stazione di servizio Etè Station sull’Aversana (inaugurata da pochissimi giorni), prima di essere intercettati dai carabinieri.

Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, i due soggetti sono arrivati a bordo di una Jeep Renegade, rubata poco prima, e hanno forzato la porta del caseificio. Qui hanno tentato di asportare la cassa, risultata però priva di contanti. Non fermandosi, i ladri hanno utilizzato la vettura come ariete per sfondare la vetrata del bar della stazione di servizio poco distante, riuscendo a rubare la cassa continua contenente circa 900 euro e alcuni pacchetti di sigarette.

L’auto dei ladri è stata intercettata alle 5 del mattino da un carabiniere del Nucleo Radiomobile di Salerno nella zona di Sant’Eustachio, dando il via a un inseguimento ad alta velocità tra Pastena e Mercatello. La corsa si è conclusa in via Martin Luther King, dove i due fuggitivi hanno abbandonato il veicolo e sono riusciti a far perdere le proprie tracce.

Nei pressi del caseificio, in un terreno abbandonato, i militari hanno rinvenuto altre due auto presumibilmente rubate, la cassa del caseificio e alcuni prosciutti rubati nell’azione. L’auto utilizzata per l’inseguimento è stata sequestrata: al suo interno sono stati trovati pacchetti di sigarettestrumenti da scasso e abbigliamento presumibilmente utilizzati nei furti.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi, riuscendo a recuperare le immagini del sistema di videosorveglianza della stazione di servizio, mentre quelle del caseificio non erano disponibili a causa della manomissione del sistema da parte dei ladri.

Le indagini, coordinate dal Maggiore Antonio Corvino della Compagnia di Salerno, sono tuttora in corso per risalire all’identità dei responsabili e ricostruire l’intera sequenza dei furti.

La vicenda conferma l’allarme per la crescente criminalità predatoria nel territorio e la necessità di una maggiore attenzione nella sicurezza delle attività commerciali.

 

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Aeroporto di Salerno, Iannone: Recuperiamo il tempo perso

“Dal 22 maggio 2026 dall’Aeroporto di Salerno, Costa D’Amalfi e Cilento si volerà verso Milano Malpensa, Genova, Torino e Trieste. Desidero ringraziare la società di gestione Gesac che porta allo scalo 19 voli settimanali e un aereo basato in modo stabile. Al tempo stesso desidero ringraziare Aeroitalia che ha creduto nelle grandi potenzialità di sviluppo dello scalo salernitano”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Antonio Iannone, Sottosegretario di Stato al Mit.

 

“Questo rappresenta il primo, immediato risultato concreto che abbiamo ottenuto con il tavolo tecnico-politico che abbiamo tenuto proprio presso il Mit lo scorso 10 febbraio. In particolare, mi sono messo mediatore con Aeroitalia nel valutare positivamente la proposta di Gesac che vuole continuare ad investire in questo scalo. Ricordo che, con delibera Cipess, abbiamo rifinanziato per 100 milioni di euro il prolungamento della Metropolitana di Salerno dallo stadio Arechi allo scalo aeroportuale. Dopo anni di propaganda di chi diceva che aveva fatto tutto e da solo si passa finalmente alla politica dei fatti per risolvere il problema di accessibilità di questo aeroporto”.

“Dobbiamo lavorare alacremente per recuperare il tempo perso con una serie di iniziative che rendano sempre più appetibile, anche per voli internazionali, lo scalo Salerno, Costa d’Amalfi e Cilento: bisogna realizzare una efficace strategia di promozione del territorio e una serie di iniziative che lo rendano attrattivo, prima tra tutti la cancellazione dell’addizionale comunale. La Regione Campania – conclude Iannone – faccia la sua parte, noi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti siamo già pronti”.

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L’annuncio dell’Iran: «Bozza di accordo per gli Usa entro 2-3 giorni»

L’Iran prova a sventare la minaccia di un massiccio attacco degli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, in un’intervista al programma Morning Joe dell’emittente americana Msnbc, ha infatti annunciato che «entro due o tre giorni» sottoporrà alle sue controparti statunitense la proposta di Teheran per un accordo sul nucleare: «Dopo il via libera finale dei miei superiori, la bozza sarà consegnata a Steve Witkoff».

Gli Stati Uniti non avrebbero chiesto l’arricchimento zero dell’uranio

Araghchi ha poi spiegato che Witkoff e l’altro negoziatore Usa, Jared Kushner, nel corso dell’ultimo round di colloqui che si è tenuto a Ginevra non hanno chiesto all’Iran lo stop completo all’arricchimento dell’uranio. «Ora stiamo parlando di come garantire che il programma nucleare iraniano, compreso l’arricchimento, sia pacifico e lo rimanga per sempre», ha aggiunto.

L’annuncio dell’Iran: «Bozza di accordo per gli Usa entro 2-3 giorni»
I colloqui di Ginevra sulla stampa sul Tehran Times (Ansa).

Washington intensifica intanto il dispiegamento militare in Medio Oriente

L’attacco americano, va detto, resta tutt’altro che un’ipotesi campata in aria. Gli Stati Uniti stanno infatti intensificando il dispiegamento navale e aereo in Medio Oriente. La portaerei USS Gerald R. Ford, la più grande al mondo, è infatti entrata nelle acque del Mar Mediterraneo. E lo stesso ha fatto il cacciatorpediniere USS Mahan, parte integrante del gruppo da battaglia guidato dalla Ford.

La Corte suprema Usa boccia i dazi di Trump

La Corte suprema degli Stati Uniti si è pronunciata contro i dazi imposti dal presidente Donald Trump nel 2025. I giudici hanno ritenuto che il tycoon sia andato oltre la sua autorità imponendo tariffe attraverso una legge riservata all’emergenza nazionale, il provvedimento del 1977 denominato International emergency economic powers act (Ieepa) che conferisce al presidente il potere di regolamentare il commercio in risposta a un’emergenza, che Trump aveva evocato per “giustificare” alcuni dazi – la prima volta nel febbraio 2025 per tassare le merci provenienti da Cina, Messico e Canada, affermando che il traffico di droga da quei paesi costituiva un’emergenza, poi ad aprile, ordinando prelievi dal 10 al 50 per cento sulle merci provenienti da quasi tutti i paesi del mondo. «Riteniamo che l’Ieepa non autorizzi il presidente a imporre tariffe», si legge nella sentenza. Secondo i giudici, il presidente non poteva utilizzare i suoi poteri esecutivi per imporre le tariffe doganali ma sarebbe stata necessaria una decisione del Congresso.

La Corte si è pronunciata con una maggioranza di 6-3

La Corte si è espressa contro i dazi con una maggioranza di 6-3. I tre giudici liberali Ketanji Brown Jackson, Elena Kagan e Sonia Sotomayo, insieme ai tre giudici conservatori Amy Coney Barrett, Neil Gorsuch e John Roberts, hanno votato per abbattere le tariffe. I giudici Brett Kavanaugh, Samuel Alito e Clarence Thomas hanno dissentito.

La reazione delle Borse

Wall Street ha risposto rapidamente e positivamente alla sentenza della Corte. Ecco come si comportano i principali indici:

  • l’indice S&P 500 avanza dello 0,45 per cento;
  • il Dow Jones avanza dello 0,07 per cento;
  • il Nasdaq è allo 0,42 per cento.

Morta l’attrice e cantante Angela Luce

È morta a 88 anni Angela Luce: a teatro aveva recitato al fianco di Eduardo De Filippo, che l’aveva scoperta, e al cinema con Alberto Sordi, Marcello Mastroianni e Totò, lavorando per registi come Pupi Avati e Mario Martone. Vincitrice di un David di Donatello, all’attività di attrice aveva affiancato quella di cantante, partecipando anche al Festival di Sanremo.

Era stata scoperta da Eduardo De Filippo

Vero nome era Angela Savino, era nata a Napoli nel 1937 e nella sua città aveva cominciato a calcare il palcoscenico. Non ancora ventenne fu notata da Eduardo De Filippo, che la definì «una forza della natura» e la accolse nella sua compagnia senza nemmeno un provino; assieme furono protagionisti della versione teleteatrale de Il contratto. Nel corso della carriera teatrale lavorò anche con Peppino De Filippo e Nino Taranto.

Nel 1996 aveva vinto il David di Donatello

Nel 1956 l’esordio al cinema con Ricordati di Napoli, diretto da Pino Mercanti. Negli anni seguenti interpretò film come Il vedovo di Dino Risi, Lo straniero di Luchino Visconti e Signori si nasce di Mario Mattioli, al fianco di Totò. Attrice poliedrica, tra le sue interpretazioni più significative di Angela Luce ci sono quelle ne Il Decameron di Pier Paolo Pasolini e in Malizia di Salvatore Samperi. Per La seconda notte di nozze di Pupi Avati ricevette la nomination al Nastro d’argento. La parte ne L’amore molesto di Mario Martone nel 1996 le valse il David di Donatello (miglior attrice non protagonista) e una nomination per la Palma d’oro a Cannes.

Nel 1975 arrivò seconda a Sanremo

Per quanto riguarda la carriera di cantante, Angela Luce partecipò due volte a Un disco per l’estate e una al Festival di Sanremo, arrivando seconda nel 1975 con il brano Ipocrisia. Tra i suoi dischi più apprezzati ci sono Che vuò cchiù e Cafè Chantant, incisi negli Anni 70.

Il governo vuole impugnare la sentenza sul caso Sea Watch

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato che il governo intende impugnare la sentenza del tribunale di Palermo sul caso Sea Watch, che ha disposto un risarcimento di 76 mila euro in favore della ong. «Noi fino adesso, e continueremo a farlo, abbiamo praticato il confronto con questo tipo di sentenze impugnandole, quindi valorizzando il sistema giudiziario che prevede tre gradi di giudizio e quando è stato possibile l’abbiamo impugnato, quindi anche in questo caso faremo così», ha dichiarato a margine dell’inaugurazione dell’ufficio PolMetro della Questura di Roma alla Stazione Termini.

Piantedosi: «I numeri danno ragione al governo»

Sempre a proposito di immigrazione, ha dichiarato: «Quello che voi chiamate blocco navale è un’ipotesi normativa che adesso farà il suo giro nelle aule parlamentari e quindi è una cosa completamente diversa. Io segnalo solo che con le politiche di questo governo c’è una progressiva riduzione degli arrivi irregolari. Guardate i numeri che riguardano anche quest’anno il calo degli sbarchi, vuol dire che il complesso delle iniziative che stiamo mettendo in campo, anche a prescindere dalle iniziative giudiziarie, sta dando ragione alle politiche del governo».

Salvini: «Con me al Viminale Rackele non avrebbe vita facile»

Sul caso del risarcimento alla Sea Watch è intervenuto anche Matteo Salvini, che all’epoca dei fatti a cui si riferisce la sentenza era ministro dell’Interno: «Votare per cambiare o no la giustizia incide con la nostra vita quotidiana. Se tornerò ministro dell’Interno con me Rackete (ndr la comandante della nave) non avrebbe vita facile. Ma se la politica costruisce delle leggi sulla sicurezza, possono piacere o non piacere, e poi i giudici però decidono il contrario, è complicato».

Comunali Albano Laziale, Remo Giorgi si candida col Pd al fianco di Massimiliamo Borelli

“Remo Giorgi annuncia la propria candidatura al Consiglio comunale di Albano Laziale nella lista del Partito Democratico, a sostegno del candidato sindaco Massimiliano Borelli. È una scelta – spiega il già Assessore alle attività produttive e già consigliere comunale a Palazzo Savelli – che mi inorgoglisce e che ho maturato con senso di responsabilità e profonda riflessione, guidato dall’amore per il nostro territorio e dal desiderio concreto di contribuire al suo sviluppo. Chi mi conosce sa quanto tenga alla nostra comunità: credo sia arrivato il momento di mettere competenze, passione e capacità di ascolto al servizio dei cittadini”. La candidatura di Remo Giorgi si inserisce “nel solco dell’ottimo e intenso lavoro amministrativo svolto nella precedente legislatura dal centrosinistra e dal sindaco Borelli, con l’obiettivo di garantirne continuità e pieno compimento. Il percorso che ci attende richiede impegno e determinazione – prosegue Giorgi – ma lo affronterò con entusiasmo e spirito costruttivo”. Tra le priorità programmatiche indicate da Remo Giorgi figurano la manutenzione e il decoro urbano, il rafforzamento delle politiche di assistenza a favore delle famiglie in difficoltà, la promozione e valorizzazione delle attività commerciali, della ristorazione e del turismo locale. “Centrale anche il tema dell’efficienza amministrativa, attraverso l’introduzione di incentivi basati sul merito per i dipendenti comunali, con particolare attenzione al personale della Polizia Locale. Lo splendido territorio di Albano Laziale ha grandi potenzialità – conclude il candidato consigliere comunale nella lista Pd alle prossime elezioni comunali – e merita un’amministrazione capace di ascoltare, programmare e realizzare. Con il Partito Democratico e con Massimiliano Borelli intendiamo proseguire un percorso di crescita fondato su serietà, competenza e attenzione concreta ai bisogni delle famiglie di Albano Laziale”.

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Unicredit supporta il piano di investimenti di Blu Ocean

Unicredit ha erogato un finanziamento a Sal (Stato avanzamento lavori) di 3,2 milioni alla società Blu Ocean. L’operazione è finalizzata alla realizzazione di due nuove celle frigorifere di circa 10 mila metri cubi, che saranno destinate allo stoccaggio di prodotti surgelati e integrate con la struttura già esistente nel comune di Casteldaccia. Blu Ocean si occupa della selezione e distribuzione di pesce fresco, surgelato e prodotti alimentari, garantendo elevati standard di qualità. È presente con punti vendita diretti e numerosi corner nei supermercati, garantendo una diffusione capillare dei suoi prodotti. L’investimento che verrà realizzato ha una chiara valenza Esg dal punto di vista ambientale grazie all’adozione di impianti ad alta efficienza energetica, sul piano sociale in quanto consolida i livelli occupazionali e garantisce standard elevati di sicurezza alimentare, oltre che di governance, in quanto grazie al cda e a un controllo di gestione assicurerà trasparenza decisionale e un presidio più efficace dei rischi.

Lo Coco: «Questo progetto genererà un impatto concreto e positivo sul territorio»

Queste le dichiarazioni di Marco Lo Coco, presidente di Blu Ocean: «Questo investimento rappresenta un passaggio chiave del nostro Piano industriale 2026-2030, orientato a rafforzare la nostra leadership nel mercato di riferimento e a sostenere una crescita solida, strutturata e di lungo periodo. Non si tratta semplicemente di un ampliamento infrastrutturale, ma di una scelta strategica pienamente coerente con il percorso Esg che l’azienda ha intrapreso da anni, integrando efficienza energetica, sicurezza alimentare, tutela occupazionale e solidità della governance in un’unica visione di sviluppo responsabile. Blu Ocean è pienamente consapevole del proprio ruolo economico e sociale sul territorio e ritiene che questo progetto possa generare un impatto concreto e positivo in termini di occupazione, competitività e sviluppo per la comunità locale. Desideriamo ringraziare Unicredit per la fiducia accordata e per una collaborazione consolidata nel tempo, che continua a rappresentare un elemento determinante nel nostro percorso di crescita e rafforzamento aziendale».

Malandrino: «Impegnati a favorire interventi che promuovono uno sviluppo sostenibile»

Gli ha fatto eco Salvatore Malandrino, Regional manager Sicilia di Unicredit: «Il finanziamento destinato ai piani di sviluppo di Blu Ocean testimonia il nostro continuo impegno verso il tessuto produttivo siciliano. La nostra presenza capillare sul territorio ci permette di accompagnare efficacemente le imprese nei loro percorsi di crescita, favorendo interventi che promuovono uno sviluppo economico sostenibile a beneficio delle comunità in termini di occupazione, innovazione e qualità ambientale».

I grattacapi di Marano tra genero e Olimpiadi e le altre pillole del giorno

In molti si stanno chiedendo che fine abbia fatto l’audit interno che doveva chiarire l’assunzione del fidanzato della figlia di Antonio Marano, Alessandro Valadè, a Rai Pubblicità. Era stato lo stesso consigliere di amministrazione in quota Lega nonché presidente ad interim della Rai a chiedere un accertamento che verificasse il rispetto delle procedure aziendali e la correttezza della sua condotta. La storia del genero di Marano era stata raccontata per prima da la Repubblica: l’uomo era stato scelto all’interno di una selezione che mirava a reclutare esperti in marketing, comunicazione, digitale e vendite. Tra i tanti candidati, alla fine ha avuto la meglio proprio lui. Le opposizioni avevano subito parlato di «vergognosa parentopoli» e «servizio pubblico preda delle scorribande della destra». E pare che anche l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi (nel frattempo indaffarato anche con l’imbarazzante caso Petrecca) non abbia preso bene l’episodio e si sia lamentato dell’inopportunità politica di quell’assunzione, che presta il fianco agli attacchi sulla presunta occupazione militare della destra della tivù di Stato, trasformata in TeleMeloni. Il “suocero” ha provato a difendere Valadè così: «Ha un curriculum prestigioso. Ha passato sei colloqui di selezione. E se io non ho rivelato prima all’ad di Rai Pubblicità quale fosse il nostro rapporto è proprio per non esercitare alcuna forma di pressione». Sarà, ma intanto adesso si attende il risultato dell’audit, visto che nel frattempo sono passati due mesi.

I grattacapi di Marano tra genero e Olimpiadi e le altre pillole del giorno
Antonio Marano (foto Ansa).

Si vocifera, tra l’altro, anche di un Marano preoccupato dal fatto che dopo la fine dei Giochi olimpici invernali ci possano essere ulteriori sviluppi sulle vicende giudiziarie che hanno riguardato l’operato della Fondazione Milano Cortina, di cui lo stesso Marano è stato direttore commerciale dal 2021 praticamente fino a oggi. Anche qui sono piovute accuse di parentopoli, per restare in tema: nelle carte dell’inchiesta si è parlato di «carenza di trasparenza e imparzialità nelle assunzioni» e «malsani fenomeni di favoritismo, nepotismo o clientelari». Tra gli altri, per esempio, sono stati assunti il figlio di Ignazio La Russa e la nipote di Mario Draghi. Tra rimborsi spese vari e vetture con autista a carico della fondazione, i pm hanno trasmesso gli atti dell’indagine al procuratore della Corte dei conti della Lombardia per eventuali profili di danni erariali, come raccontato da Il Fatto Quotidiano. Anche se i pm hanno chiesto al gip di archiviare il fascicolo a carico di ignoti, perché da un lato l’abuso d’ufficio non è più previsto dalla legge come reato, grazie alla riforma Nordio del luglio 2024. E dall’altro perché l’ipotesi di turbativa d’asta nelle gare private per conto di amministrazioni pubbliche sussiste solo nell’acquisto di «beni e servizi» e non per «l’assunzione di personale». Il decreto Salva Olimpiadi del 2024 oltre tutto aveva definito la Fondazione come ente privato, bloccando di fatto le indagini per reati contro la pubblica amministrazione. La questione però è passata all’esame della Corte costituzionale: il tribunale di Milano ha sollevato infatti la questione di legittimità costituzionale, e ora la decisione della Consulta potrebbe riaprire le indagini. L’udienza è fissata per il 5 maggio 2026.

Arianna Meloni a Gradoli, al pranzo del Purgatorio

Gradoli, si sa, è un Comune diventato noto per colpa del rapimento di Aldo Moro: dal tavolino della seduta spiritica di Romano Prodi e dei suoi commensali spuntò proprio “Gradoli”, indicato come il luogo nel quale trovare lo statista democristiano, ma invece di andare in via Gradoli a Roma, nel covo delle Brigate rosse, tutti andarono nel paese situato in provincia di Viterbo, con un enorme, e inutile, dispiegamento di mezzi. Fatto sta che lì, proprio nel Comune di Gradoli, ogni mercoledì delle Ceneri va in scena il cosiddetto “pranzo del Purgatorio”, preparato nel corso della notte da un esercito di cuoche nella “stanza del fuoco”, con 50 quintali di legna per riscaldare i calderoni: alle 13 in punto, nei capannoni della Cantina Oleificio Sociale, ecco i prelibati “fagioli del Purgatorio”, con tanto di luccio, nasello, baccalà e tinca. L’organizzazione che cura tutto si chiama “Fratellanza del Purgatorio di Gradoli”, e ha al suo vertice il capitano Massimo Del Signore. E se c’è una fratellanza, ecco Fratelli d’Italia, con la presenza di Arianna Meloni. Che a Gradoli hanno chiamato «la sorellanza», per restare in tema con il sodalizio. Gli abitanti sono poco più di un migliaio, i partecipanti al pranzo molti di più, qualcuno ne ha contati 1.500, e Arianna è legatissima a questi luoghi. Tanto da lasciare un messaggio sui social: «Grazie per averci accolto al Pranzo del purgatorio. Una giornata in cui la comunità intera si prende cura dei più deboli attraverso un banchetto di beneficenza e si ritrova intorno a un piatto di fagioli e un brodo di tinca, tipici della cucina territoriale». Con Arianna c’erano il deputato Mauro Rotelli, la vicepresidente del parlamento europeo Antonella Sberna, i consiglieri regionali Daniele Sabatini e Giulio Zelli, la capogruppo di FdI Viterbo Laura Allegrini, il coordinatore provinciale Massimo Giampieri. Lo scorso anno, all’evento, c’era il ministro della Cultura Alessandro Giuli.

I grattacapi di Marano tra genero e Olimpiadi e le altre pillole del giorno
I grattacapi di Marano tra genero e Olimpiadi e le altre pillole del giorno
I grattacapi di Marano tra genero e Olimpiadi e le altre pillole del giorno
I grattacapi di Marano tra genero e Olimpiadi e le altre pillole del giorno
I grattacapi di Marano tra genero e Olimpiadi e le altre pillole del giorno
I grattacapi di Marano tra genero e Olimpiadi e le altre pillole del giorno
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I grattacapi di Marano tra genero e Olimpiadi e le altre pillole del giorno
I grattacapi di Marano tra genero e Olimpiadi e le altre pillole del giorno

Giovanni Grasso va per mostre

Giovanni Grasso, oltre a lavorare al Quirinale come portavoce del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, coltiva da sempre la passione per la letteratura. E per l’arte. Così l’altra sera era al Mattatoio di Roma, a Testaccio, all’inaugurazione della mostra “Chiara Capobianco. Architettura di una metamorfosi”. Come si legge nella presentazione, «l’idea che sostiene il progetto espositivo è ispirata dai miti raccontati nelle Metamorfosi di Ovidio, i cui motivi narrati, che hanno per soggetto identità fluide, corpo, desiderio, perdita e resistenza, diventano strumento per interrogare il presente…».

I grattacapi di Marano tra genero e Olimpiadi e le altre pillole del giorno
Giovanni Grasso con Sergio Mattarella (Imagoeconomica).

Fiuggi, Abodi porta lo sport

Dite a Leonardo Maria Del Vecchio che dal 20 al 22 marzo Fiuggi si trasformerà in un grande laboratorio nazionale dedicato al futuro della “Repubblica del Movimento” e delle comunità attive. L’iniziativa promossa da Fondazione Sportcity in collaborazione con il comune di Fiuggi coinvolgerà oltre 200 addetti ai lavori tra rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, manager, imprenditori del settore e dirigenti sportivi. Ecco così il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, insieme al sottosegretario all’Ambiente Claudio Barbaro. La seconda giornata entrerà nel vivo con una serie di interventi dedicati a politiche sportive, infrastrutture e sviluppo dei territori. Tra i protagonisti della mattinata ci saranno Diego Nepi Molineris, Livio Gigliuto ed Evelina Christillin, oltre ai rappresentanti delle istituzioni e del mondo dell’impiantistica sportiva.

I grattacapi di Marano tra genero e Olimpiadi e le altre pillole del giorno
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I grattacapi di Marano tra genero e Olimpiadi e le altre pillole del giorno

Pusher ucciso a Rogoredo, il poliziotto avrebbe mentito: le deposizioni dei colleghi

La posizione di Carmelo Cinturrino, l’assistente capo di polizia indagato per l’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri nel boschetto di Rogoredo a Milano, si sta aggravando sempre di più. Secondo le versioni rese negli interrogatori da quattro colleghi indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso, il 42enne avrebbe gestito da solo e in maniera a dir poco opaca i concitati momenti dopo il colpo sparato. Ecco cosa sta emergendo.

Avrebbe mentito sulla chiamata ai soccorsi

Innanzitutto, Cinturrino avrebbe mentito agli altri agenti dicendo di aver chiamato i soccorsi dopo aver sparato a Mansouri, quando in realtà non l’aveva fatto. La chiamata, col pusher agonizzante a terra, sarebbe infatti partita più di 20 minuti dopo.

La possibile messinscena della pistola

C’è poi l’ipotesi della messinscena della pistola. Cinturrino aveva raccontato di aver agito per legittima difesa, dopo che Mansouri gli aveva puntato contro un’arma (rivelatasi poi finta). Ma il collega che era più vicino a lui (unico teste oculare dell’omicidio), prima che venissero effettivamente chiamati i soccorsi si sarebbe recato al commissariato Mecenate, per tornare sul posto con una borsa. Gli altri colleghi hanno detto di non sapere cosa ci fosse dentro. Insomma, l’ipotesi è che pistola a salve sia stata messa successivamente sulla scena e che Mansouri non l’abbia mai impugnata.

La gestione borderline di alcune operazioni precedenti

Cinturrino avrebbe gestito in prima persona la situazione e i colleghi, più giovani e dunque meno esperti, avrebbero sostanzialmente solo assistito. Sempre dai verbali, stando a quanto filtra, è venuta alla luce una gestione borderline da parte di Cinturrino di alcune operazioni precedenti. In alcune occasioni, infatti, avrebbe anche malmenato tossici e piccoli spacciatori presenti nella zona.

Il caso del concorso notai: pubblicato file con appunti e giudizi inappropriati sui candidati

Sta facendo discutere il file con i candidati che hanno superato le prove scritte del concorso per notai del 2024. Sul sito del Consiglio nazionale del notariato è stato infatti pubblicato, e poi rimosso dopo pochi minuti, un documento Excel dove, accanto ai partecipanti, erano segnati commenti e giudizi inappropriati come «carina», «graziato», «salvato», «fenomeno». Diverse persone l’hanno però visionato e salvato prima che venisse tolto dalla rete, e così gli screenshot hanno cominciato a girare su blog e social generando commenti, accuse alla commissione che l’ha compilato (composta da sei professori universitari, nove magistrati e nove notai) e annunci di ricorsi.

Candidati associati ai santi

Oltre a commenti sessisti e valutazioni inopportune, a fianco dei codici di alcuni candidati sono associati nomi di santi – figure come san Mattia Apostolo, san Pancrazio, san Filippo Neri e santa Matilde di Hackeborn. C’è anche un misterioso candidato denominato “Papa“. Il timore che agita i candidati esclusi è che dietro a queste associazioni candidato-santo si celino i nomi dei «padrini» o dei referenti politici e/o professionali dei partecipanti, una sorta di mappa della raccomandazione 2.0. Tra gli altri riferimenti presenti accanto ai nomi, un enigmatico «sciopero e cena a Enoteca Corsi». Insomma, tutto lascia pensare che le tre prove scritte, che dovrebbero essere valutate senza conoscere l’identità del candidato grazie al sistema delle buste separate, e che dovrebbero avere come garante il ministero della Giustizia, siano state oggetto di un monitoraggio personalizzato.

Di Maio professore onorario del King’s College di Londra

Luigi Di Maio ha annunciato una prestigiosa aggiunta alla sua già ricca collezione di poltrone: l’ex M5s è stato infatti nominato professore onorario al Dipartimento di studi sulla difesa del King’s College di Londra, nella facoltà di Scienze sociali. «Assumerò questo nuovo incarico con l’obiettivo di contribuire al dialogo sulla sicurezza internazionale, sulle relazioni Europa-Golfo e sulle dinamiche geopolitiche», ha scritto Di Maio su LinkedIn: «Una nuova sfida. Sempre la stessa passione».

Di Maio professore onorario del King’s College di Londra
Luigi Di Maio (Imagoeconomica).

Tutti gli incarichi di Di Maio

Celebrando l’approvazione del Reddito di Cittadinanza, da ministro del Lavoro (e dello Sviluppo economico) Di Maio nel 2018 aveva annunciato l’abolizione della povertà. Da allora ha messo in fila un successo dopo l’altro, o quasi. Ministro degli Esteri con Giuseppe Conte e poi con Mario Draghi premier, da capo politico del Movimento 5 stelle si è ritrovato in una posizione subordinata a favore dell’avvocato pugliese. Oggi presidente pentastellato. Dopo il fallimento di Impegno Civico alle Politiche del 2022, Di Maio ha detto addio a Montecitorio (dove aveva un seggio dal 2013), trovando però un nuovo incarico di respiro internazionale, ovvero quello di rappresentante speciale dell’Ue per la regione del Golfo, per il quale è stato riconfermato fino al 28 febbraio 2027.

Saluto romano ad Acca Larentia, il gup proscioglie 29 persone

Il gup di Roma ha prosciolto 29 persone – quasi tutti membri di CasaPound – che erano indagate per i saluti romani del 7 gennaio 2024 davanti all’ex sede dell’Msi di via Acca Larenzia, a Roma, in occasione della commemorazione dei tre giovani militanti di destra uccisi nel 1978. Il giudice ha disposto il non luogo a procedere sostenendo che «non c’è una ragionevole previsione di condanna». I pm, coordinati dal procuratore capo Francesco Lo Voi, contestavano la violazione delle leggi Mancino e Scelba, principali strumenti normativi italiani per punire l’apologia di fascismo e l’odio razziale. «È stata rispettata la giurisprudenza delle Sezioni Unite della Cassazione e quindi la mancanza di pericolo concreto per una manifestazione che si svolge con le stesse modalità da quasi 45 anni», ha commentato l’avvocato Domenico Di Tullio, uno dei difensori dei 29 indagati.

De Luca jr: De Luca tra i nigliori amministratori

Piero De Luca, nei fatti, lo lascia intendere: alle ultime regionali i dem hanno scelto la strada della maturità, ora si aspettano che lo stesso senso di responsabilità venga dimostrato dagli alleati. «Valuteremo se e quando ci sarà questa disponibilità – ha dichiarato in merito a una possibile candidatura di Vincenzo De Luca – ma oggi parliamo di programmi e progetti di sviluppo dei territori. Su quella base abbiamo avviato un confronto ampio e aperto, volto a valorizzare i risultati ottenuti dove abbiamo governato e a mettere in campo progetti di governo dove proveniamo dall’opposizione». Il segretario regionale del Pd ha ribadito l’apertura al confronto su programmi e progetti, «senza veti né pregiudiziali, ma con grande disponibilità e con un invito alla responsabilità rivolto a tutte le forze politiche». Ha inoltre annunciato l’avvio di un confronto con il segretario regionale del M5S, Salvatore Micillo, per costruire un tavolo in vista delle prossime amministrative, prima a livello regionale e poi, a cascata, a livello provinciale. «Proveremo a tenere unita la coalizione di centrosinistra con la quale ci siamo presentati alle elezioni regionali, ma senza tornare indietro nei territori in cui sono stati avviati progetti di sviluppo significativi. L’obiettivo è allargare e rafforzare, non smontare quanto di buono è stato fatto nei comuni in cui abbiamo governato. Su questa base intendiamo costruire una sintesi e aprire un confronto serio con le forze della coalizione. Dobbiamo trovare una sintesi programmatica. Nelle città in cui è stato realizzato un importante progetto di sviluppo, per noi significa consolidare, rafforzare e valorizzare quanto avviato, senza arretrare rispetto al modello costruito. Siamo pronti al confronto con tutti, chiedendo però rispetto per il lavoro svolto insieme alle forze del centrosinistra in questi mesi. Abbiamo dato prova di responsabilità e maturità individuando prima il candidato e poi il presidente della Regione Campania, una figura di altissimo profilo come Roberto Fico, con il quale abbiamo un rapporto costante e consolidato. Chiediamo lo stesso senso di responsabilità a tutte le forze della coalizione, perché i progetti di sviluppo e il lavoro svolto in questi anni non devono andare dispersi».

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Il transumanesimo nell’obbiettivo di Cerzosimo

Olga Chieffi

“Io sono un preludio di ancora migliori musicanti, fratelli!” La predizione di Zarathustra si sostanzia nella carne della storia quando nel 1896 Richard Strauss compose uno dei suoi più importanti poemi sinfonici (op. 30), il cui titolo rimanda all’omonima opera di Nietzsche Also sprach Zarathustra, luogo testuale in cui pensare e poetare raggiungono altissimi livelli di densità teoretica, potenza semantica, sinuosità stilistica, fecondità concettuale, scelto da Stanley Kubrick per il suo film cult “2001: Odissea nello spazio”. Ed in musica, con “Density 21,5”, ispirato al metallo più prezioso, il platino, il celebre solo per flauto solo scritto da Edgard Varèse nel 1936, interpretato da Mario Montani, principierà il vernissage della installazione fotografica, dedicata da Armando Cerzosimo, realizzata per intero dal suo Studio, con un video di Nicola e la stampa di Pietro, all’opera di Biagio Crescenzo “Uomo Meccanico”, ospite dell’immersivo Teatro Pasolini, domenica, alle ore 18,30. Installazione che sarà, poi, fruibile, sino a venerdì 6 marzo, presso la Galleria Sala Posa in via G. da Procida, 9 Salerno, con un talk previsto, nello stesso spazio espositivo, per giovedì 26 febbraio alle ore 18. Una mostra, questa “Homo Ex Machina”, concretizzatasi col patrocinio morale del Comune di Salerno, grazie all’intervento del già assessore Alessandro Ferrara, e il sostegno del Consorzio Area di Sviluppo Industriale di Salerno, presieduto dal Dottore Antonio Visconti, dedicata a questa installazione d’arte ideata dal Ceo di Cti FoodTech di Biagio Crescenzo e creata nella stessa azienda, visitabile dal pubblico alla rotatoria tra Via Wenner e la Zona Industriale di Salerno. “Realizzata in acciaio corten – scrive lo stesso autore – l’opera si compone di più elementi, tra cui una figura stilizzata di robot e un monolito che evoca capacità senzienti di kubrickiana memoria. L’ispirazione dell’opera proviene dagli interrogativi etici sollevati dalle ultime frontiere culturali del movimento Transumanista, che dalla Silicon Valley Californiana si è diffuso in tutto il mondo, e che auspica il passaggio da una fase di evoluzione biologica a una di evoluzione autodiretta consapevole. L’opera suggerisce un dialogo aperto tra Uomo e macchina, piuttosto che una contrapposizione netta, in cui la tecnologia diventa una extended mind, un’intelligenza più pervicace che supera i confini del limitato corpo umano e della mente che lo governa”. “Io non ho fatto altro che sognare. È stato questo, e solo questo, il senso della mia vita (…) Non ho mai preteso di essere nient’ alto che un sognatore.” – rivela Armando Cerzosimo – Questo è quello che Fernando Pessoa (Bernando Soares) scrive nel suo bellissimo “Libro dell’inquietudine e chi ha ispirato nell’affrontare il tema dell’ “Uomo Meccanico” e della sua genesi. Un lavoro fotografico e visuale dove emerge fortissima la figura di Biagio Crescenzo,imprenditore illuminato come pochi. Cosa abbiamo raccontato io e i miei figli, Nicola e Pietro, la creazione di un’ opera come quella dell’ Uomo Meccanico o la voglia di sognare ancora nuovi mondi e nuove emozioni di Biagio Crescenzo? Questa è la potenza della fotografia”. Al vernissage l’installazione verrà presentata dal Professore dell’ateneo di Salerno Alfonso Amendola. “Non sempre l’arte sceglie luoghi protetti. – ha scritto il docente salernitano – A volte compare dove meno la si aspetta, nel cuore di spazi attraversati ogni giorno senza attenzione. Succede in via Wenner, nella zona industriale, dove una rotatoria smette di essere solo un punto di snodo del traffico e diventa un luogo di sosta dello sguardo e del pensiero. Al centro, un’installazione metallica interrompe la continuità del movimento e introduce una domanda silenziosa. È l’opera di Biagio Crescenzo, donata al Consorzio ASI. L’installazione nasce per interrogare. Al centro del lavoro c’è una questione che attraversa il nostro tempo: cosa significa essere umani oggi! In un’epoca in cui la tecnologia è capace di apprendere, decidere e incidere profondamente sulla vita quotidiana, pur restando priva di emozioni e coscienza. Crescenzo affronta il tema evitando contrapposizioni nette. Uomo e macchina non sono messi uno contro l’altra, ma pensati come parti di un dialogo ancora aperto”. Con il Professore Amendola, Biagio Crescenzo e Armando Cerzosimo, dialogherà, moderati dal giornalista Gabriele Bojano, la docente di fotografia Cristina Tafuri e il Presidente dell’Associazione “Tempi Moderni”, Marco Russo, il quale è così intervenuto: “Biagio Crescenzo omaggia il tempo, la tecnologia e il lavoro. Armando Cerzosimo ne documenta la genesi e ne amplifica il significante. Qui la fotografia travalica il senso documentario e vive di forza propulsiva indipendente. Cerzosimo ri-media l’opera di Crescenzo: attraverso la luce che filtra negli spazi-finestra dell’officina, una luce che abbaglia come quella della saldatura del ferro, ma dalla quale non c’è da proteggersi ma alla quale bisogna abbandonarsi; attraverso quella polvere di corten che non si tocca ma si percepisce come un pulviscolo operoso, a rendere l’atmosfera del lavoro come uno spazio di sogno condiviso. Al rapporto “genitoriale” del Creatore e del suo Pinocchio/Uomo Meccanico al cospetto del Monolite. Alla squadra che dà vita al progetto. Ai passaggi del tempo e allo starci dentro, con i suoi cambiamenti”.

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Salerno. Fauceglia, candidiamo Paola Adinolfi

«Perché non candidare la prof.ssa Paola Adinolfi? Professoressa universitaria e studiosa apprezzata, sorella di un noto esponente salernitano del mondo cattolico, moglie del prof. Francesco Fasolino, uomo da sempre di destra tanto da essere stato nominato da Cirielli direttore generale della Provincia». La proposta arriva, attraverso i social, da Giuseppe Fauceglia, coordinatore cittadino di Forza Italia Salerno che, ancora una volta, accende i riflettori sulle prossime elezioni amministrative nella città capoluogo. Fauceglia, docente universitario, non risparmia attacchi a Fratelli d’Italia, partito che dovrebbe esprimere il nome del candidato sindaco nella città di Salerno. «Se il candidato Sindaco di Salerno spetta, come ogni volta e con i risultati a tutti noti, a Fratelli d’Italia, chiederei di non insistere su autocandidature o su candidati che ostentano nei post una certa nostalgia culturale del ventennio o periodo ante svolta di Fiuggi, resterebbe difficilmente digeribile da un elettorato di centro, moderato e liberale – ha detto ancora – Ai disorientati alleati vorrei dare un suggerimento: buona esperienza amministrativa essendo stata l’artefice del c.d. salva città a Salerno, al tempo della prima giunta Napoli in cui era stata indicata come assessore tecnico esterno. Sarebbe un buon segnale per Fratelli d’Italia che dimostrerebbe cosi un sano interesse per Salerno, in uno al superamento di una (ma non credo, anche se dà molta ritenuta) contiguità tra ambienti politici opposti ma convergenti negli interessi finali. Ciò darebbe speranza al centro destra tutto, che potrebbe intorno a Paola Adinolfi costruire un bel progetto per la città. Se davvero tenete a Salerno, pensateci……se potete». Solo nei giorni scorsi, il coordinatore cittadino azzurro ha attaccato pubblicamente il notaio Roberto Orlando, oggi tra i nomi presenti sul tavolo delle trattative.

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Bce, Lagarde smentisce le voci sulla sua uscita anticipata

Dopo le indiscrezioni su un suo addio anticipato dalla presidenza della Bce, Christine Lagarde è intervenuta per smentire le ipotesi. «Dobbiamo consolidare e assicurarci che tutto ciò sia davvero solido e affidabile. Quindi il mio scenario di base è che ci vorrà fino alla fine del mio mandato», ha affermato in un’intervista al Wsj. Riguardo alle voci che possa prendere la guida del World Economic Forum, ha detto che questa è «una delle tante opzioni» che sta prendendo in considerazione ma una volta scaduto il suo mandato alla Banca centrale.

Le indiscrezioni del Financial times sull’addio anticipato

Era stato il Financial Times a scrivere che Lagarde avrebbe avuto intenzione di lasciare il suo incarico da presidente della Bce prima della scadenza del mandato nel 2027. Secondo il quotidiano britannico, la decisione era legata alla volontà di dare al presidente francese Macron e al cancelliere tedesco Merz la possibilità di scegliere il suo successore prima delle prossime elezioni presidenziali in Francia in programma ad aprile del 2027. Dopo la pubblicazione dell’articolo, la stessa Bce aveva rilasciato una nota precisando che «la presidente Lagarde è totalmente concentrata sul suo mandato e non ha preso alcuna decisione riguardo alla conclusione del mandato».

Perché l’Ucraina boicotterà la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi

L’Ucraina boicotterà la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Milano-Cortina, che si terrà il 6 marzo a Verona, in segno di protesta contro la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di consentire agli atleti russi e bielorussi di gareggiare sotto la propria bandiera nazionale e non più come neutrali. Il Comitato Paralimpico di Kyiv ha inoltre chiesto che la bandiera ucraina non venga utilizzata alla cerimonia di apertura. Matviy Bidny, ministro dello Sport ucraino, aveva definito «scandalosa» la decisione dell’International Paralympic Committee.

Il duro comunicato Comitato Paralimpico Ucraino

«È necessario rendersi conto che la Russia, che oggi occupa i territori ucraini, uccide in modo massiccio civili – donne, bambini, anziani, persone con disabilità – issando immediatamente la sua bandiera, intrisa del sangue della popolazione civile ucraina, sui territori che ha conquistato», si legge in una nota del Comitato Paralimpico Ucraino: «La leadership del Comitato Paralimpico Internazionale permetterà di issare sul territorio di Milano-Cortina proprio questa bandiera del Paese assassino, concedendo il numero massimo di posti per la partecipazione ai rappresentanti della Russia».

Assegnati sei posti alla Russia e quattro alla Bielorussia

Gli atleti di Russia e Bielorussia erano stati sospesi dalle competizioni dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. A Parigi 2024 c’era stata la parziale riammissione, senza simboli: alle Olimpiadi di Milano-Cortina hanno preso parte come atleti individuali e neutrali 13 sportivi russi e sette bielorussi. Alle Paralimpiadi sono attesi sei atleti russi e quattro bielorussi.

Trump attacca Obama e ordina di desecretare i file sugli Ufo

«Visto l’enorme interesse dimostrato», Donald Trump ordinerà al segretario della Guerra Pete Hegseth ee ad altri dipartimenti e agenzie competenti Usa di «avviare il processo di identificazione e pubblicazione dei file governativi relativi alla vita aliena ed extraterrestre, ai fenomeni aerei non identificati (Uap) e agli oggetti volanti non identificati (Ufo) e a qualsiasi altra informazione collegata a queste questioni altamente complesse». Lo ha annunciato lo stesso Trump su Truth: poco prima, parlando con i giornalisti, il presidente Usa aveva accusato Barack Obama di aver rivelato informazioni riservate sulla possibile esistenza degli alieni, parlando di «grave errore» da parte dell’ex presidente democratico.

Cosa aveva detto Obama

Trump non ha specificato quali informazioni riservate Obama avesse rivelato. Questo perché, in effetti, l’ex presidente democratico non ha svelato alcun segreto, esprimendo casomai una convinzione personale. Durante un’intervista con il conduttore di podcast Brian Tyler Cohen, quando quest’ultimo ha chiesto a Obama se gli alieni siano reali, lui aveva risposto: «Esistono, ma non li ho visti e non sono tenuti nell’Area 51. Non ci sono strutture sotterranee, a meno che non ci sia una grande cospirazione tenuta nascosta al presidente degli Stati Uniti». Visto il clamore suscitato dalle sue dichiarazioni, Obama ha poi pubblicato su Instagram un post in cui ha spiegato di essersi «adeguato allo spirito del programma» e aggiungendo: «L’universo è così vasto che statisticamente ci sono buone probabilità di una vita là fuori. Ma le distanze tra i sistemi solari sono talmente grandi che le possibilità che gli alieni ci abbiano fatto visita sono basse. Non ho visto alcuna prova durante la mia presidenza che gli extraterrestri abbiano preso contatto con noi».

È morto Eric Dane, attore di Grey’s Anatomy ed Euphoria

È morto a 53 anni l’attore Eric Dane, celebre per il ruolo di Mark Sloan nella serie Grey’s Anatomy. Ad aprile 2025 aveva rivelato di avere la Sla, malattia neurodegenerativa progressiva che causa la morte dei motoneuroni e la paralisi dei muscoli volontari. Il decesso è stato confermato dalla portavoce Melissa Bank: «Ha trascorso gli ultimi giorni circondato dagli amici più cari, dalla sua amorevole moglie e dalle sue due splendide figlie, Billie e Georgia, che sono state il centro del suo mondo». Dopo la diagnosi, Dane era diventato testimonial per promuovere raccolte fondi per la ricerca.

Da Grey’s Anatomy a Euphoria

Nato a San Francisco nel 1972, aveva preso parte alla fortunata serie Med dalla terza alla nona stagione, indossando nuovamente i panni del dottor Sloan per un’apparizione nel 2021 nel corso della 17esima stagione. Aveva partecipato anche a una serie di film di successo tra cui X-Men – Conflitto finale, Io e Marley e Burlesque. In uno degli ultimi ruoli aveva interpretato il padre di Nate Jacobs – l’attore Jacob Elordi – nella serie Euphoria. A novembre 2025, in un episodio di Brilliant Minds, era diventato un vigile del fuoco colpito dalla Sla.

Pusher ucciso a Rogoredo, si aggrava la posizione dell’agente che ha sparato: cosa sappiamo

L’inchiesta nei confronti del poliziotto Carmelo Cinturrino, che a Rogoredo ha ucciso lo spacciatore Abderrahim Mansouri, il quale gli avrebbe puntato contro una pistola a salve, sta facendo emergere un quadro molto diverso dalla legittima difesa, rafforzando invece l’ipotesi di omicidio volontario. Insomma, la posizione dell’assistente capo della squadra investigativa del commissariato di Mecenate si sta aggravando. Ecco cosa sappiamo.

La versione dell’agente che ha sparato

Cinturrino e i quattro colleghi che erano con lui a Rogoredo hanno raccontato che Mansouri li aveva minacciati con una pistola (poi rivelatasi falsa). E che il pusher non si era fermato dopo un primo avvertimento, avvicinandosi a loro, sempre con l’arma puntata. A quel punto l’agente avrebbe sparato per difendersi, uccidendo lo spacciatore con un colpo da circa 20 metri di distanza, diretto alla testa.

Cosa non torna nel suo racconto

Mansouri è stato raggiunto da un proiettile alla tempia, da una distanza considerevole, quando sarebbe stato molto più facile (e logico) puntare alla figura. Durante l’interrogatorio, Cinturrino ha inoltre detto che Mansouri era di fronte a lui: ma dall’autopsia è emerso che il pusher aveva il volto girato lievemente verso sinistra. Da qui appunto il foro d’entrata alla tempia destra. Gli avvocati dei familiari di Mansouri, sostengono che stesse fuggendo quando è stato ucciso e che non avesse con sé alcuna pistola finta.

Quattro agenti sono indagati per favoreggiamento

Oltre a Cinturrino indagato per omicidio volontario, ci sono quattro agenti sotto inchiesta per favoreggiamento e omissione di soccorso. Secondo le imputazioni, che derivavano dalle loro prime audizioni e da elementi raccolti nelle indagini (tra cui le analisi di telecamere e telefoni), avrebbero aiutato Cinturrino a «eludere le investigazioni». In particolare, avrebbero omesso la presenza di testimoni sul luogo del delitto e avrebbero mentito sui loro movimenti. Inoltre non avrebbero allertato subito i soccorsi.

Si sta rafforzando l’ipotesi di una messinscena

Insomma, il sospetto è che Mansouri non stesse davvero girando con una replica di una Beretta 92 con il tappo rosso, poi puntata contro gli agenti. Ma che qualcun altro l’abbia messa accanto al pusher ormai agonizzante, chiamando i soccorsi più di 20 minuti dopo lo sparo. Giusto il tempo di preparare la messinscena. Rilevanti saranno gli esiti delle analisi genetiche sull’arma finta: Cinturrino si è sottoposto al tampone salivare.

Sarebbero emerse precedenti tensioni tra i due

Mansouri faceva parte della famiglia che da oltre due decenni gestisce lo smercio di droga nella zona al confine tra Milano e San Donato Milanese. E aveva diversi precedenti penali, anche per resistenza a pubblico ufficiale. Cinturrino ha raccontato di aver raggiunto a Rogoredo (si trovava al Corvetto) «i colleghi che stavano facendo un arresto» e, una volta giunto sul posto, di aver riconosciuto Mansouri. Dagli ultimi verbali, scrive l’Ansa, è emersa una gestione opaca di alcune operazioni precedenti da parte di Cinturrino e anche alcune tensioni tra il poliziotto e lo spacciatore rimasto ucciso.

L’ex principe Andrea rilasciato, continuano le perquisizioni al Royal Lodge

L’ex principe Andrea, arrestato all’alba di giovedì 19 febbraio, è stato rilasciato dopo 12 ore ed è tornato nella sua tenuta di Sandringham. È tipico delle persone arrestate per reati finanziari essere rilasciate dopo poco tempo, quindi non sorprende che lo sia stato anche lui, che rimane sotto inchiesta. Essere rilasciato sotto inchiesta significa che non è su cauzione, quindi non è soggetto a determinate condizioni. Tuttavia, può essere nuovamente arrestato o gli può essere chiesto di sottoporsi a ulteriori colloqui. Ora occorre attendere per vedere se il Crown prosecution service e la polizia ritengano che ci siano prove sufficienti per incriminarlo per un reato. In questo caso, si tratterebbe di cattiva condotta nell’esercizio della funzione pubblica.

La Polizia continua a raccogliere prove al Royal Lodge

La Bbc ha riferito che nella mattinata di venerdì 20 febbraio diversi veicoli senza contrassegni sono arrivati al Royal Lodge, l’ex residenza nel Berkshire dove Andrea viveva fino a poco tempo fa, mentre la polizia continua a lavorare nella residenza reale. Almeno due mezzi erano guidati da agenti di polizia in uniforme. Agli investigatori l’arduo compito di archiviare e registrare le prove, assegnare loro numeri di serie e creare un inventario degli oggetti sequestrati che probabilmente continuerà per ore e forse giorni.

Referendum sulla Giustizia, adesso Meloni deve metterci la faccia

Non può non scendere in campo per il referendum, Giorgia Meloni. È la sua riforma, è il suo governo, è la sua consultazione. Il No cresce anche perché la presidente del Consiglio – la cui popolarità è intatta nonostante gli assist di Carlo Nordio all’opposizione – non ha fin qui fatto campagna elettorale per il Sì. Anche se giovedì sera ha concesso un’intervista a SkyTg24 che pareva il trailer di un marzo impegnativo dal punto di vista pubblico. Da Sergio Mattarella sono arrivate «parole giuste e doverose», ha detto Meloni, perché «è molto importante che questa campagna referendaria rimanga sul merito». Il 22 e il 23 marzo «si vota sulla giustizia, non sul governo», ha ricordato, precisando che le elezioni politiche saranno fra un anno, sarà quello il momento per eventualmente mandarla a casa. «Vedo un tentativo di trascinare la campagna referendaria in una sorta di lotta nel fango, mi pare che sia più un tentativo di quelli che hanno difficoltà ad attaccare una riforma che in passato, in vario modo, hanno sostenuto e proposto». 

Lo spettro di Renzi e del referendum del 2016

Lo spettro di Matteo Renzi del 2016 aleggia un po’ per tutti, si sa, quando c’è da cambiare la Costituzione o anche quando c’è da rischiare l’osso del collo per un provvedimento giudicato epocale, fondamentale, esiziale. Renzi, c’è da dire, 10 anni fa si giocò la faccia e la poltrona; fu lui il primo a personalizzare il referendum costituzionale che gli costò le dimissioni.

Referendum sulla Giustizia, adesso Meloni deve metterci la faccia
Matteo Renzi (Imagoeconomica).

Meloni, memore di quel che hanno fatto i suoi predecessori, si è tenuta bene alla larga da promettere che andrebbe a casa in caso di sconfitta. C’è chi glielo ha già preventivamente chiesto, come lo stesso Renzi. Non Elly Schlein, che giovedì sera a Dritto e rovescio su Rete4 ha spiegato perché secondo lei Meloni non si dovrebbe dimettere: «Ha i numeri per arrivare alle prossime elezioni e noi li batteremo alle prossime elezioni. Noi stiamo costruendo una coalizione non contro Meloni, ma su quello che vogliamo fare insieme». Sarà.

Referendum sulla Giustizia, adesso Meloni deve metterci la faccia
Elly Schlein (Imagoeconomica).

I riformisti per il Sì sperano in Giorgia

Fra i sostenitori del Sì, anche fra quelli di centrosinistra, c’è chi spera che ora la presidente del Consiglio – sulla quale pende tuttavia il severo giudizio del Capo dello Stato, dopo la sortita nordiana – si faccia sentire, spenda la propria popolarità per fermare la crescita del No, che sta dando molte speranze ai vari Gratteri, teorici e pratici della propaganda televisiva, convinti che i confronti pubblici vadano evitati ma non le intemerate catodiche. C’è poco da fare: i riformisti per il Sì hanno bisogno della leader di Fratelli d’Italia per bloccare l’avanzata. 

Referendum sulla Giustizia, adesso Meloni deve metterci la faccia
Carlo Nordio e, sullo schermo, Nicola Gratteri (Imagoeconomica).

Dopo Salvini, ora la premier deve frenare Nordio

Al referendum manca poco più di un mese; il No ha dimostrato di saper mobilitare l’elettorato in una campagna elettorale in cui ormai il merito della riforma s’è perduto. Un po’ per responsabilità di tutti, ma anche per via di quei magistrati che hanno trasformato la contesa in una lotta per la democrazia, che verrebbe stravolta – dicono – dalla torsione costituzionale imposta da Meloni. Certo, Nordio con quelle parole improvvide sul metodo «para-mafioso» delle correnti del Csm ha regalato aiuto all’opposizione che può tornare a gridare un po’ dappertutto che questa riforma nasce per punire magistrati e avversari.

Referendum sulla Giustizia, adesso Meloni deve metterci la faccia
Carlo Nordio (Imagoeconomica).

Fin qui la leader di Fratelli d’Italia si è dovuta preoccupare delle intemerate di un altro ministro, Matteo Salvini, la cui nemesi ciarliera, G.i.p Vannacci, lo sta mettendo nei guai. Ora però c’è da disattivare Nordio, anche lui loquace, fin troppo, ma poco efficace nella mobilitazione dell’elettorato. A meno che non sia quello degli avversari, beninteso, galvanizzato dalla possibilità di battere il duo Meloni-Nordio, Melordio, alle urne. 

Referendum sulla Giustizia, adesso Meloni deve metterci la faccia
Giorgia Meloni e Carlo Nordio (Imagoeconomica).

Televisione: Terza stagione di House of the Dragon, è guerra. Ecco il trailer

Terza stagione di House of the Dragon, è guerra. Ecco il trailer

Arriverà a giugno su HBo Max la terza stagione di House of the Dragon, il primo spin-off di Game of Thrones.

Il fuoco sta tornando a divampare nel Continente Occidentale. È uscito il primo teaser trailer della terza stagione di House of the Dragon, e sembra chiaro che la guerra civile dei Targaryen sta per esplodere come mai prima d'ora. I draghi riempiono i cieli, le spade sono sguainate e la frammentata Casa Targaryen sta marciando dritta verso il caos. Le nuove immagini si concentrano sul conflitto tra i Verdi e i Neri, con entrambe le parti che si preparano a una guerra totale. Non c'è più tempo per tergiversare. Si tratta di un combattimento aperto e i draghi non sono... - Leggi l'articolo

 

SERIE TV - Televisione - 20 febbraio 2026 - articolo di S*