Arechi, Comune liquida oltre 81mila euro alla Salernitana

Il Comune di Salerno ha approvato la liquidazione delle somme spettanti alla Salernitana per le attività svolte tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2026 nell’ambito della convenzione relativa all’utilizzo dello stadio Stadio Arechi e del Campo Volpe.

L’importo complessivo riconosciuto alla società granata ammonta a 81.252 euro, di cui 66.600 euro di imponibile e 14.652 euro di IVA.

La quota più consistente riguarda la manutenzione ordinaria e straordinaria del manto erboso dell’Arechi. Come riportato nella determina comunale, il club ha eseguito gli interventi previsti nel primo quadrimestre del 2026, maturando un credito pari a 40.260 euro, comprensivi di 33.000 euro per i lavori effettuati e 7.260 euro di IVA.

Tra le spese riconosciute figurano anche quelle sostenute per il noleggio dei maxischermi durante le gare interne del campionato di Serie C. Per questo servizio la Salernitana ha maturato un credito di 19.520 euro17.080 euro per l’utilizzo di due maxischermi in sette partite disputate tra gennaio e marzo e 2.440 euro per l’impiego di un solo impianto in due gare disputate ad aprile.

A tali importi si aggiungono 15.372 euro relativi al noleggio dell’impianto audio dello stadio e 6.100 euro per la rimozione del maxischermo collocato tra Curva Nord e Distinti e del gruppo elettrogeno non funzionante, strutture che interferivano con gli interventi di riqualificazione dell’impianto.

Nel provvedimento viene inoltre evidenziato che il Comune vanta nei confronti della società granata un credito di 38.082,69 euro per l’utilizzo dell’Arechi fino al 30 aprile 2026. In applicazione della convenzione sottoscritta nel 2023, è stata quindi effettuata una compensazione tra le rispettive partite contabili.

L’operazione è stata effettuata sulla sola quota imponibile: sottraendo il debito della Salernitana dai 66.600 euro maturati dalla società, il saldo finale riconosce al club un credito residuo di 28.517,31 euro nei confronti di Palazzo di Città.

Separatamente, il Comune procederà alla liquidazione dell’IVA pari a 14.652 euro attraverso il meccanismo dello split payment.

La determina precisa infine che la Salernitana non dovrà corrispondere alcuna somma per l’utilizzo del Campo Volpe nel periodo compreso tra gennaio e aprile 2026. Già nel settembre 2025, infatti, il club aveva comunicato di aver liberato integralmente l’impianto per consentire l’avvio e la prosecuzione dei lavori di restyling previsti dall’amministrazione comunale.

L'articolo Arechi, Comune liquida oltre 81mila euro alla Salernitana proviene da Le Cronache.

De luca (PD), “Garantito anche quest’anno il collegamento Milano-Sapri”

“Grazie all’impegno della Regione Campania, del Partito Democratico e di tutte le forze di centrosinistra, sarà garantito anche quest’anno il collegamento Frecciarossa Milano-Sapri per la stagione estiva. Si tratta di un servizio già attivato negli anni passati su intuizione della precedente amministrazione regionale e per noi strategico per l’economia turistica del Cilento”.

 

Lo dichiara Piero De Luca, segretario regionale del Partito Democratico. “Il treno collegherà anche quest’anno il capoluogo lombardo con il Cilento effettuando le fermate intermedie previste. Un collegamento fondamentale che consentirà a migliaia di turisti di raggiungere rapidamente il nostro territorio, sostenendo attività economiche, occupazione e sviluppo locale. Collegamento cui si aggiungeranno quest’anno ben due linee del Metrò del Mare.” “La conferma dell’impegno politico a sostenere questi servizi di mobilità dimostra l’attenzione concreta della Regione Campania, del Presidente Fico e del Vice presidente Casillo, in sinergia con il Presidente della commissione Trasporti Cascone, alla valorizzazione del Cilento.”

“Per questo appaiono strumentali gli attacchi del senatore Iannone, che nei giorni scorsi aveva alimentato polemiche sul presunto rischio di soppressione del collegamento. La realtà è diversa dalla propaganda. Il servizio è confermato e partirà regolarmente.” “Piuttosto che inseguire polemiche infondate, sarebbe utile spiegare ai cittadini del Mezzogiorno le ragioni dei pesanti tagli da 3,7 miliardi operati dal Governo alle risorse destinate alla perequazione infrastrutturale del Sud. Noi continueremo a lavorare invece, a livello regionale e nazionale, per rafforzare le infrastrutture, i servizi e creare nuove opportunità di crescita per i nostri territori”, conclude il deputato Dem.

L'articolo De luca (PD), “Garantito anche quest’anno il collegamento Milano-Sapri” proviene da Le Cronache.

Il detenuto Gianni Alemanno esce, l’emergenza carceri resta

Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, attualmente in carcere a Rebibbia per una condanna per traffico di influenze, tornerà libero il prossimo 24 giugno. Il tribunale di Sorveglianza di Roma ha rigettato il reclamo del Dap, Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, contro la riduzione di pena per le condizioni inumane di detenzione. In questi anni l’ex ministro delle Politiche agricole ha raccontato regolarmente l’inferno carcerario italiano nel suo diario dal carcere pubblicato sul suo account Facebook. Un memoir in corso d’opera che ha contribuito a diffondere, in virtù della notorietà di Alemanno, lo stato di salute degli istituti di pena in Italia, sempre più sovraffollati e carichi di morte (27 i suicidi in carcere dall’inizio del 2026; l’anno scorso furono 80 e l’anno prima 91, cifra record).

Il detenuto Gianni Alemanno esce, l’emergenza carceri resta
Il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana con Gianni Alemanno durante una visita nel carcere di Rebibbia (Ansa).

La lettera dei compagni di Rebibbia

I suoi compagni di Rebibbia gli hanno anche scritto una lettera per salutarlo e ringraziarlo: «Vogliamo farti un augurio speciale affinché tu, appena libero, possa riabbracciare i tuoi cari e dedicarti a quello che sai fare meglio, cioè la politica», scrivono. «Hai dimostrato in questa valle di lacrime che i diritti umani non hanno colore politico e sono al di sopra di tutto. Noi che non vedevamo di buon occhio la politica, grazie a te ci siamo potuti appassionare alla materia, lo abbiamo fatto perché eri come noi, ma in più avevi quella ‘cazzimma’ per far conoscere il carcere e le persone che lo abitano. Ci hai fatto capire che la politica è lo studio di fatti e di idee e in questa tua detenzione di fatti e di idee ne hai potuto studiare tanti, per poi trasformarli in battaglie civili».

I numeri di Antigone sul sovraffollamento carcerario

Chissà se dopo il 24 giugno Alemanno continuerà a raccontare che cos’è il carcere in Italia al tempo del governo Meloni. Nemmeno l’amico Ignazio La Russa ha potuto fare alcunché, i suoi appelli d’altronde sono rimasti inascoltati. Lo testimoniano anche i numeri più recenti, registrati da Antigone. «La popolazione detenuta continua ancora a crescere. E d’altronde, in assenza di qualunque intervento utile, perché mai questa crescita dovrebbe fermarsi?», si chiede l’associazione presieduta da Patrizio Gonnella. «Il carcere, oggi, è fuori dalla legalità costituzionale». Al 31 maggio 2026 i presenti erano 64.741, 305 in più di un mese fa, 1.980 in più di un anno fa. Con un tasso di crescita come quello degli ultimi 12 mesi supereremo quota 66 mila per la fine del 2026, ma con il tasso di crescita degli ultimi cinque mesi ci arriveremo ancora prima. «I numeri della condanna Torreggiani sono sempre più vicini», osserva Antigone. 

Il detenuto Gianni Alemanno esce, l’emergenza carceri resta
Detenuto in carcere (Imagoeconomica).

A fine maggio le donne erano 2.881, il 4,5 per cento dei presenti, e gli stranieri 20.350, il 31,4 per cento. «Da segnalare il fatto che nell’ultimo anno, se gli stranieri sono cresciuti del 2,7 per cento, dunque meno della crescita della media della popolazione detenuta, che è complessivamente aumentata del 3,2 per cento, nello stesso periodo le sole donne detenute sono aumentate del 5,3 per cento». Il dato, storicamente sostanzialmente stabile, della presenza femminile all’interno della popolazione detenuta, negli ultimi 12 mesi ha mostrato una leggera crescita. A livello regionale, la crescita di presenze più alta nell’ultimo anno si è registrata in Abruzzo (+14,9 per cento), nel Trentino-Alto Adige (+14 per cento) e nelle Marche (+11,2 per cento). I posti effettivamente disponibili alla stessa data erano 46.320 (390 in meno di 12 mesi fa) e dunque il tasso medio di affollamento nazionale raggiunge il 139,8 per cento. Gli istituti più sovraffollati sono Lucca (259 per cento), Foggia (220 per cento), Grosseto (213 per cento), Milano San Vittore (212 per cento), Brescia Canton Monbello (210 per cento), Busto Arsizio (206 per cento), Varese (204 per cento), Lodi (202 per cento), Taranto (200 per cento).

Il detenuto Gianni Alemanno esce, l’emergenza carceri resta
L’istituto penitenziario minorile Fornelli di Bari (Imagoeconomica).

I bambini in prigione con le madri sono saliti a 30

«Con il crescere del sovraffollamento continua a crescere il numero di persone sottoposte a trattamenti inumani e degradanti. Oltre 6.500 ricorsi sono stati accolti nel 2025 e, con l’aumento della popolazione detenuta, è facile presumere che nel 2026 saranno ancora di più», sottolinea Antigone. L’inciviltà delle carceri italiane è testimoniata da dati terribili come questi appena citati. Ma ce n’è uno che è più terribile di altri, quello sui bambini in prigione con le loro madri: sono 30, al momento. Erano anni che non si registravano numeri così alti. Nel 2025 erano 11. «Si tratta di un effetto diretto del decreto sicurezza, che ha cancellato il rinvio obbligatorio della pena per le donne incinte o con figli piccoli», dice Antigone. «Come se la sicurezza del Paese passasse da una manciata di donne. Da anni in Italia una legge prevede la costruzione di case famiglia dove far scontare la pena, evitando così che bambini piccoli debbano iniziare la loro vita dentro un carcere. Ma è una legge senza finanziamenti e senza nessun impegno obbligatorio». Alemanno, grazie al governo Meloni, avrà di che scrivere anche dopo il 24 giugno. 

Stasi esce dal carcere e ottiene l’affidamento in prova

Alberto Stasi esce dal carcere e ottiene l’affidamento in prova ai servizi sociali. Lo ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Milano accogliendo l’istanza della difesa, su cui la procura generale aveva dato parere favorevole. L’unico condannato per il delitto di Garlasco era in regime di semilibertà. La concessione dell’affidamento in prova non è collegata con l’eventuale procedimento di revisione del processo a carico di Stasi, per cui la difesa presenterà istanza.

Azienda israeliana accusata di interferenze elettorali in Scozia, Francia, Africa e a New York

L’agenzia francese per la sicurezza informatica Viginum ha accusato la società tecnologica israeliana BlackCore, con sede a Tel Aviv e specializzata in cybersecurity, di aver interferito in tornate elettorali che si sono tenute in Francia, ma anche in Scozia, a New York e persino in Angola e Togo. BlackCore, in particolare, avrebbe perso di mira alcuni candidati ideologicamente vicini alla causa palestinese, come Zohran Mamdani poi eletto sindaco della Grande Mela.

Azienda israeliana accusata di interferenze elettorali in Scozia, Francia, Africa e a New York
Zohran Mamdani (Ansa).

Le inteferenze elettorali di BlackCore

In Francia l’azienda israeliana è stata accusata di aver messo in piedi diffamatoria online contro tre candidati di La France Insoumise, notoriamente pro-Pal. Nel tentativo di deviare le elezioni, BlackCore avrebbe diffuso dati sensibili dei candidati, oltre a pubblicare false accuse di aggressione sessuale. In Scozia, tramite vari account social, ci sarebbero state interferenze volte a danneggiare il primo ministro John Swinney – che a più riprese ha criticato Benjamin Netanyahu -, il Partito Nazionale Scozzese e il governo di Edimburgo. Come detto, a New York le operazioni di BlackCore si sarebbero concentrate contro Mamdani, che poi è diventato il primo sindaco musulmano della città. I dettagli delle presunte operazioni di BlackCore in Africa non sono ancora stati diffusi.

Azienda israeliana accusata di interferenze elettorali in Scozia, Francia, Africa e a New York
John Swinney (Ansa).

Non è ancora chiaro chi ci sia dietro BlackCore

Reuters, che in passato si era già occupata di BlackCore, spiega che la società ha cancellato il sito web dopo essere stata contattata dai giornalisti dell’agenzia e che non ha risposto alle richieste di commento. Il capo di Viginum, Marc-Antoine Brillant, ha dichiarato che non è ancora chiaro chi abbia incaricato BlackCore di interferire in Francia e in altri Paesi. L’ambasciata israeliana a Parigi, da parte sua, ha affermato di attendere i dettagli dell’inchiesta transalpina prima di avviare una propria indagine.

Il piano Usa per il disimpegno dalla Nato in Europa

Gli Stati Uniti stanno pianificando un netto taglio del numero di caccia e navi militari a disposizione delle operazioni Nato in Europa. Lo scrive il New York Times, spiegando che tale intenzione è stata comunicata agli alleati all’inizio di giugno. La sforbiciata da parte del Pentagono prevederebbe la riduzione da 150 a 100 degli F-16 e degli F-15E in territorio europeo. Verrebbero inoltre ridotti da 26 a 15 degli aerei da ricognizione. In più ci sarebbe il ritiro di tutti e otto gli aerei cisterna e il ricollocamento di un sottomarino lanciamissili, di una portaerei e di «diverse navi da guerra», spiega il Nyt citando due alti funzionari europei.

La Nato è già al lavoro per compensare le riduzioni Usa

La Nato «è già al lavoro» per compensare il taglio delle capacità Usa al suo modello forze, ovvero il «quadro generale per la messa a disposizione delle forze nazionali all’Alleanza». Lo ha detto all’Ansa una fonte diplomatica, spiegando che un piano completo «non è ancora pronto»: questo perché Washington ha comunicato da poco l’entità delle riduzioni. Rimpiazzare i caccia allocati all’Europa non viene definito «problematico», mentre per altre capacità la compensazione si potrebbe rivelare più difficoltosa.

Trump: «L’intesa fatta trapelare dall’Iran non ha nulla a che vedere con l’accordo»

«Le condizioni che l’Iran ha fatto trapelare ai media sono delle fake news che non hanno nulla a che fare con i termini concordati per iscritto. Ciò che hanno dichiarato — inclusa la loro debole e patetica affermazione sull’esistenza di un accordo — non ha alcun riscontro nella realtà». Lo ha scritto Donald Trump sul suo social Truth, dopo che nelle ultime ore erano trapelate notizie sulla possibile firma di un memorandum nel fine settimana. «Sono persone estremamente sleali con cui trattare. Con loro, la buona fede è un concetto inesistente». E ancora: «L’attacco con droni della scorsa notte contro navi indiane in uscita dallo Stretto di Hormuz — attacco che è stato completamente respinto — è assolutamente inaccettabile. L’Iran farebbe meglio a rimettersi in riga, e in fretta».

Macron-Meloni, primo bilaterale il 25 giugno ad Antibes

L’Eliseo ha annunciato data e luogo di quello che sarà il primo bilaterale tra Emmanuel Macron e Giorgia Meloni, oltre che il primo tra Francia e Italia dopo quello di Napoli di febbraio 2020. Il vertice intergovernativo si terrà il 25 giugno ad Antibes, in Costa Azzurra. Il summit, spiega Parigi, «permetterà di approfondire la cooperazione franco-italiana in molti settori strategici, in particolare la difesa, lo spazio, l’energia e le infrastrutture». Si tratterà, peraltro, del primo incontro di questo formato dall’entrata in vigore del Trattato del Quirinale, firmato nel 2021. Il vertice riunirà nove ministri per ciascun Paese e comprenderà anche un forum economico a Le Cannet, nonché sessioni ministeriali, tra cui una visita – a Cannes – alla sede dell’azienda franco-italiana Thales Alenia Space.

Macron-Meloni, primo bilaterale il 25 giugno ad Antibes
Giorgia Meloni e Emmanuel Macron (Imagoeconomica).

Politico sbarca anche in Italia: stavolta Axel Springer eviterà il flop?

Politico è certamente una testata autorevole. E fa parte di quella ristretta cerchia di brand giornalistici che conferisce credibilità a indiscrezioni o analisi: è un po’ come quando si citano l’Economist, il Financial Times, The Athletic o il Wall Street Journal, la propria aura aumenta a dismisura, a prescindere. Bene, tra pochi mesi anche le élite italiane potranno animare i pranzi e le cene snocciolando le news lette sull’edizione nazionale di Politico.

Riavvolgiamo il nastro, giusto per capire di cosa stiamo parlando: Politico è una piattaforma di produzione di contenuti editoriali, principalmente di politica, fondata nel 2007 da Robert Albritton negli Stati Uniti. Nel 2015 ha debuttato in Europa in joint venture con la tedesca Axel Springer. Nel 2017 il fondatore e direttore, Albritton, ha lasciato l’azienda. E a fine ottobre 2021 il gruppo editoriale tedesco Axel Springer ha comprato tutto Politico, pagando oltre un miliardo di dollari.

Politico sbarca anche in Italia: stavolta Axel Springer eviterà il flop?
Robert Albritton nel 2017 (foto Ansa).

Piattaforma redditizia, con un giro d’affari di circa 250 milioni di dollari all’anno

La testata ha piedi e mente ben saldi in Occidente, supportando, nella sua linea editoriale, l’Europa unita, l’alleanza tra Usa e Ue, l’economia di mercato. E la piattaforma Politico è anche piuttosto redditizia, con un giro d’affari di circa 250 milioni di dollari all’anno e una marginalità attorno al 20 per cento, grazie agli incassi da abbonamenti.

Politico sbarca anche in Italia: stavolta Axel Springer eviterà il flop?
Il sito europeo di Politico.

Va tuttavia sottolineato che le recenti esperienze di Axel Springer in Italia in campo news non sono proprio andate benissimo. L’editore tedesco, dopo aver comprato la testata Business Insider nel 2015, nel 2016 lanciò Business Insider Italia in accordo col gruppo Gedi (la Repubblica, La Stampa, eccetera). Ma l’iniziativa, purtroppo, non è mai decollata, fino alla chiusura del sito italiano, dal primo giugno del 2021.

Politico sbarca anche in Italia: stavolta Axel Springer eviterà il flop?
Mathias Döpfner, ceo di Axel Springer (foto Imagoeconomica).

La chiusura di Upday e un sistema quasi interamente basato sull’IA

La stessa Axel Springer ha poi lanciato Upday, una piattaforma di aggregazione di notizie per smartphone sviluppata in collaborazione con Samsung. Pure in questo caso, però, l’operazione ha subito ridimensionamenti e trasformazioni, tanto che nella seconda metà del 2023 è stata chiusa la redazione di Milano dove lavorava un manipolo di giornalisti, avviando una transizione per trasformare la piattaforma in un sistema quasi interamente basato sull’intelligenza artificiale.

Playbook, una newsletter con un target molto specializzato

Adesso, nel presentare l’iniziativa di Politico in Spagna, i vertici di Axel Springer hanno sottolineato come si partirà con Playbook, una newsletter quotidiana distribuita via email ogni mattina e rivolta a chi lavora in politica e a un target molto specializzato. Un format lanciato 10 anni fa a Bruxelles e successivamente esteso al Regno Unito, a Parigi e a Berlino.

Politico sbarca anche in Italia: stavolta Axel Springer eviterà il flop?
Il logo dell’editore tedesco Axel Springer (foto Imagoeconomica).

Politico «non è una pubblicazione di destra, di sinistra o di centro», e le sue espansioni in Europa mirano «solo a rafforzare la copertura informativa da una prospettiva non ideologica», spiegano dai vertici. «La testata non intende esprimere giudizi e mantiene comunque una posizione critica nei confronti dei governi quando ritiene che non agiscano in modo appropriato». Come andrà a finire in Italia?

Appalti Anas, Verdini rinviato a giudizio

Il gup Roma ha rinviato a giudizio Denis Verdini, coinvolto nelle indagini sulle commesse in Anas. Il reato contestato all’ex parlamentare è corruzione. Il processo che vedrà alla sbarra il “suocero” di Matteo Salvini (il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è il compagno della figlia Francesca) inizierà il 16 settembre. Il giudice dell’udienza preliminare ha inoltre dato il via libera al patteggiamento – in continuazione – a 2 anni e 10 mesi per il figlio di Verdini, Tommaso. Uno dei manager imputati, Domenico Petruzzelli, è stato invece condannato in abbreviato a un anno e 4 mesi e assolto dall’accusa di turbativa d’asta.

Le commesse Anas e l’attività di lobbying dei Verdini

L’inchiesta che ha portato al rinvio a giudizio di Verdini riguarda presunti illeciti negli appalti Anas (tra cui una commessa di 180 milioni di euro per il risanamento di gallerie) e tra i reati contestati c’è, appunto, anche la corruzione. L’ex parlamentare e il figlio sarebbero stati al centro di un sistema illecito messo su attraverso la società di lobbying Inver. Nel corso delle indagini è venuto alla luce che Verdini intratteneva rapporti telefonici regolari, attività non consentita dalla sua situazione di arresti domiciliari.

Condannato per altre vicende, Verdini è già ai domiciliari

Verdini è già stato condannato in via definitiva a 6 anni per bancarotta nelle vicende del Credito Cooperativo Fiorentino, a 5 anni e 6 mesi per il fallimento della Società Toscana Edizioni e a 3 anni e 10 mesi per il fallimento di un’impresa edile di Campi Bisenzio (Firenze), condanne che sta scontando nel carcere di Sollicciano. Gli erano stati concessi i domiciliari, poi revocati a fine 2025 dal tribunale di sorveglianza di Firenze: aveva violato tre volte la misura detentiva partecipando a cene con politici e manager a Roma, utilizzando come scusa supposte visite dal suo dentista nella Capitale.

Btp Italia Sì, tasso minimo a 1,60 per cento più il tasso di inflazione nazionale

Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato che il tasso annuo minimo garantito della prima emissione del nuovo Btp Italia Sì, al via da lunedì 15 giugno e fino a venerdì 19 giugno alle ore 13, salvo chiusura anticipata, è stato fissato all’1,60 per cento. Per il calcolo del valore delle cedole a questo tasso minimo, garantito anche in caso di deflazione, dovrà quindi essere sommato il tasso di inflazione nazionale (Indice Foi senza tabacchi – Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi) rilevato nel periodo di riferimento. Si potrà prenotare in banca, posta e tramite home-banking.

CilentArt Fest, le Muse sbarcano nel Cilento

Di Olga Chieffi

Il Cilento, area geografica situata nella regione Campania, si configura come un bacino storico-culturale di eccezionale longevità, caratterizzato da un patrimonio paesaggistico in cui la dimensione marina e quella montana si fondono sinergicamente. Questo territorio preserva un’identità complessa, definita dalla coesistenza di insediamenti storici, ecosistemi naturali, evidenze archeologiche e comunità autoctone culturalmente attive. La stratificazione mitopoietica e storico-filosofica del Cilento è testimoniata da nodi narrativi cruciali: il mito di Punta Licosa, riconducibile alla tradizione omerica delle Sirene; la figura letteraria di Palinuro, timoniere virgiliano; e il sito archeologico di Elea-Velia, fulcro della speculazione filosofica presocratica con la Scuola Eleatica. Tali matrici storiche hanno reso la regione un crocevia di flussi migratori e culturali, determinando una sintesi osmotica tra natura, antropizzazione e cultura che ne codifica l’unicità identitaria. In questo quadro di fecondità culturale si inserisce il CilentArt Fest, una manifestazione multidisciplinare incentrata sulle arti performanti live. Il progetto, concepito dall’art manager Vittorio Stasi, ha trovato un partner strategico nel Teatro Pubblico Campano, sotto la direzione di Alfredo Balsamo, il quale ha istituzionalmente sostenuto la visione programmatica dell’evento fin dalla sua genesi. Inaugurato nel 2021, in una congiuntura storica fortemente condizionata dal distanziamento sociale e dalla frammentazione relazionale post-pandemica, il festival è nato con l’istanza politica e sociale di risemantizzare i luoghi attraverso la pratica artistica, promuovendo la coesione sociale e l’interazione tra operatori culturali, residenti e territorio. Più che una convenzionale rassegna di eventi, il CilentArt Fest si configura come un intervento culturale strutturato e policentrico. La programmazione – che spazia dal teatro alla musica, dalla danza al circo contemporaneo, fino alla formazione e alle performance site-specific – colonizza capillarmente lo spazio pubblico e non convenzionale (piazze, litorali, borghi e anfiteatri naturali). La strategia mira a una duplice valorizzazione: da un lato, l’arte funge da medium per la riscoperta territoriale; dall’altro, la specificità dei luoghi esercita un’influenza formale sulle performance stesse, innescando una dialettica tra spazio, artista e fruitore. L’evento performativo si integra così nel paesaggio, risemantizzando l’esperienza urbana dei borghi e coinvolgendo la cittadinanza come parte attiva del processo narrativo. Ieri mattina a Palazzo Sant’ Agostino ospiti di Giuseppe Parente, Presidente della Provincia di Salerno e Sindaco comune di Bellosguardo, Alfredo Balsamo, Direttore Teatro Pubblico Campano e Vittorio Stasi, Direttore Artistico della rassegna, insieme a Roberto Mutalipassi, Consigliere Provincia di Salerno e Sindaco Comune di Agropoli e Roberto Apicella, Assessore Turismo ed Eventi Agropoli, nonché con Ferdinando Palazzo, neo-eletto Sindaco Comune di San Giovanni a Piro in video-chiamata, hanno presentato la VI edizione di CilentArt. La sesta edizione amplia ulteriormente la propria rete con l’ingresso dei comuni di Pollica e Bellosguardo, che si aggiungono a Moio della Civitella, Perito, Agropoli, San Giovanni a Piro, Trentinara e Gioi. Anche quest’anno il programma si distingue per la capacità di intrecciare linguaggi diversi e pubblici differenti, costruendo un cartellone che accoglie teatro, musica, stand up comedy, circo contemporaneo, danza partecipativa, concerti all’alba, attività per l’infanzia e percorsi formativi. Serata inaugurale a Moio della Civitella con un triplo spettacolo il 1 agosto a partire da Baccanalia alle ore 19,30, uno spettacolo de’ La Mansarda dell’Orco, a seguire intorno alle 21, Filippo Nigro e Fabrizio Arcuri in scena co Every Brilliant Thing, per concludere con Gabriele Esposito in acustico alle 22,30. Il due agosto a Pioppi debutterà alle ore 19, il Circo Zoè con Interlude, mentre la coppia Nigro-Arcuri replice alle 21,30 a Pollica. Il 3 agosto alle ore 19, prende il via a Perito “Sguardi aperti/ il Cilento Lav con Gabriele Vacis e Lorenzo Tombesi, mentre a seguire, alle 21, uno degli spettacoli clou del cartellone, “Il gelo” di e con Mimmo Borrelli. Tra gli appuntamenti più attesi figura il concerto di Dardust, in scena il 4 agosto ad Agropoli, alle ore 22 tra i compositori e producer italiani più apprezzati a livello internazionale, che porterà al festival “Urban Impressionism (piano solo)”, un’esperienza immersiva in cui elettronica, pianoforte e suggestioni visive si fondono in un racconto sonoro contemporaneo. Ad aprire la serata sarà la band cilentana Yes Daddy Yes, confermando l’attenzione del festival verso le energie creative del territorio. Agropoli vedrà l’alba del 5 agosto con i Meditative Roots alle ore 6, mentre alle 19,30, ci si ritroverà con Anna Basti la quale presenterà “Le classique c’est chic!”, progetto che porta la danza classica fuori dai luoghi convenzionali e invita persone di ogni età ad abitare lo spazio pubblico attraverso il movimento. Sei agosto in Bellosguardo con la Baracca dei Buffoni e il loro Circoletto alle ore 19, Peppino Mazzotta con “Radio Argo Suite”, spettacolo insignito del Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2024 e del Premio della Critica ANCT, intorno alle 21 e ancora la Baracca dei Buffoni con Oneira una grande parata spettacolo prevista per le ore 23. Il 7 agosto a Trentinara andrà in scena Paola Minaccioni con “La vita è bella? No, è un tipo”, racconto ironico e delicato dedicato alla ricerca della felicità e alla libertà di essere se stessi. Francesca Del Duca e The Niro saranno i protagonisti dei concerti all’alba rispettivamente l’8 a Scario alle ore 6 e domenica 9 agosto alla stessa ora a Trentinara, in esperienze che uniscono musica, natura e contemplazione, offrendo al pubblico momenti di rara intensità emotiva. San Giovanni a Piro il 9 accoglierà alle ore 20, la lettera immaginaria di Massimiliano Gallo che scrive al Commendatore Eduardo De Filippo, per dire quello che ha rappresentato lui per me e per tutto il teatro mondiale. E’ un incontro poetico, una riflessione fatta ad alta voce, tra un’artista e un gigante inarrivabile, dando voce e anima ad alcuni tra i più intensi brani del teatro e della poesia di Eduardo De Filippo, restituendo al pubblico il suono profondo delle sue parole: quelle che sanno far ridere, commuovere e riflettere. Notte di san Lorenzo a Cardile con start alle ore 21, con un live di Vincenzo Comunale latore di una comicità intelligente e generazionale e a concludere la serata alle 22.30, l’energia di Dutty Beagle e La Carovana. L’11 agosto si ritorna a Pioopi con La Mansarda Teatro dell’Orco con Ivo e Otto alle ore 19, mentre ad Acciaroli sbarca Walter Ricci alle 22, con le sue contaminazioni jazz, sonorità latine e tradizione napoletana. Gran finale il 12 agosto ad Agropoli, alle ore 21,30 con il Massimo Lopez Show, una serata tra comicità, musica dal vivo, imitazioni e racconto di una vita in palcoscenico. Si inserisce in questo percorso anche “La Capra Selvatica – Non chiamatele erbacce”, talk dedicato alle piante selvatiche e alla biodiversità del Cilento, condotto da La Capra Selvatica, botanico, agronomo e vegan forager, l’incontro che si svolgerà il 3 a Perito, il 6 a Bellosguardo, il giorno successivo a Trentinara e il 10 agosto a Cardile, guiderà il pubblico alla scoperta di erbe spontanee e paesaggi invisibili, offrendo una nuova prospettiva sull’identità naturale del territorio. Un’esperienza collettiva che rinnova il senso dello stare insieme attraverso l’arte, e che conferma il Cilento come uno dei laboratori culturali più interessanti del Mezzogiorno.

L'articolo CilentArt Fest, le Muse sbarcano nel Cilento proviene da Le Cronache.

Morto il pittore David Hockney, maestro della Pop Art

È morto David Hockney, considerato una delle figure più influenti e rappresentative dell’arte contemporanea del XX e XXI secolo. Avrebbe compiuto 89 anni tra un mese. Nativo dello Yorkshire, nel nord dell’Inghilterra, e aveva studiato al Royal College of Art di Londra, dove partecipò alla mostra Young Contemporaries, che preannunciò l’arrivo della Pop Art. Poi il successo negli Stati Uniti: Hockney ha vissuto gran parte della sua vita in California, facendo dei suoi panorami suburbani motivo ricorrente delle sue opere.

Morto il pittore David Hockney, maestro della Pop Art
“Portrait of an Artist (Pool with Two Figures)”, venduto per oltre 90 milioni di dollari 8Ansa).

Le opere più famose di Hockney

Nel corso della sua carriera Hockney ha attraversato oltre sei decenni, tra pittura, disegno, fotografia, incisione e media digitali. Tra le sue opere più famose A Bigger Splash (1967), che raffigura semplicemente gli effetti di un tuffo in piscina. Ma anche We Two Boys Together Clinging (1961): Hockney era gay e nella sua ritrattistica ha più volte esplorato la natura dell’amore omosessuale. E poi non si può non citare Portrait of an Artist (Pool with Two Figures) (1972), che nel 2018 fu battuto da Christie’s a 90,3 milioni di dollari, diventando l’opera più costosa realizzata da un artista vivente (record poi superato dalla scultura Rabbit di Jeff Koons, venduta a 91,1 milioni nel 2019). Nel 2012 era stato colpito da un ictus che aveva compromesso temporaneamente la sua capacità di parlare, ma Hockney non aveva mai smesso di dipingere.

La ritirata di Abodi e le quotazioni di Fitto in Europa: le pillole del giorno

Da quando si è sfilato dalla possibile corsa per il Campidoglio lo chiamano «don Abodi», manco fosse il don Abbondio manzoniano. Fare il sindaco «è un lavoro meraviglioso, amare la città è la cosa più bella del mondo, poterla migliorare e cambiare è fantastico. Ma non è il mio caso», ha messo in chiaro il ministro dello Sport a Un giorno da pecora. «Non credo sia questa la mia prospettiva». Forse Abodi non ha troppa voglia di correre contro Roberto Gualtieri partendo sfavorito, almeno stando ai sondaggi. Senza contare che le “faccende locali” nella Capitale sono pericolosissime da gestire. Nel centrodestra agitato dal fantasma Vannacci – per Futuro Nazionale potrebbe correre l’ex leghista Antonio Maria Rinaldi, che a gennaio era stato indicato come candidato di bandiera da Matteo Salvini – i nomi che continuano a girare sono quelli dei meloniani Fabio Rampelli e Roberta Angelilli, che comunque non sarebbero in grado, a quanto pare, di scalfire il dominio di Gualtieri, specie da quando Il Messaggero dell’ottavo re di Roma, ossia Francesco Gaetano Caltagirone, tratta con i guanti di velluto il primo cittadino.

La ritirata di Abodi e le quotazioni di Fitto in Europa: le pillole del giorno
Andrea Abodi e Roberto Gualtieri (Imagoeconomica).

Fitto for president

Mentre in Italia si litiga, pure tra ex alleati (imperdibile l’attacco in Aula a Giorgia Meloni della neo-vannacciana Laura Ravetto) in Europa c’è chi punta ad alti traguardi. Nel silenzio, come spesso accade tra Bruxelles e Strasburgo, un italiano sta seminando e pare molto proficuamente per il suo futuro. Stiamo parlando di Raffaele Fitto, meloniano con Dna democristianissimo, che da vicepresidente della Commissione Ue continua a coltivare relazioni a tutto campo e senza dare nell’occhio. Fitto riceve e ascolta tutti, non alza mai la voce, offre la massima disponibilità su ogni argomento. Una linea così efficace che secondo alcuni europarlamentari, anche nordeuropei, sarebbe «un ottimo presidente per voi italiani». Insomma, Fitto potrebbe essere un avversario davvero temibile per chi spera di diventare presidente della Repubblica dopo Sergio Mattarella. Solo fantapolitica?

La ritirata di Abodi e le quotazioni di Fitto in Europa: le pillole del giorno
Raffaele Fitto (Imagoeconomica).

Il Pd per i vigilantes nel centro di Roma

Incredibile ma vero: il Partito democratico si converte ai vigilantes nel centro della Capitale. Dopo Cicalone e Serpico, protagonisti di blitz contro i borseggiatori in metropolitana, ecco che la presidente del Primo Municipio, la piddina Lorenza Bonaccorsi, ha avviato un piano per l’impiego di vigilantes privati a supporto delle forze dell’ordine nel centro storico. L’iniziativa mira a presidiare le aree più critiche e contrastare il degrado, integrando il lavoro di polizia, carabinieri e polizia locale.

SpaceX di Elon Musk debutta a Wall Street

Venerdì 12 giugno 2026 SpaceX, il colosso spaziale di Elon Musk, debutta al Nasdaq con un’offerta pubblica iniziale (Ipo) da record, che punta a raccogliere circa 75 miliardi di dollari. Una giornata storica non soltanto per l’imprenditore, ma anche per 4.400 dipendenti dell’azienda – tra ex e attuali – che si apprestano a incassare il valore delle loro quote azionarie. SpaceX ha comunicato, in un documento depositato presso l’autorità di regolamentazione dei mercati statunitensi, di voler collocare 555,6 milioni di azioni a 135 dollari ciascuna, dato che conferisce alla società una capitalizzazione di mercato di circa 1.770 miliardi di dollari. Lo sbarco in borsa supera il precedente record di Ipo stabilito da Saudi Aramco, che aveva raccolto oltre 29 miliardi di dollari nel 2019. Le azioni inizieranno a essere negoziate alle 15.30 per gli investitori istituzionali, mentre il mercato retail potrà accedere ai titoli dopo qualche ora. Questa valutazione renderebbe Musk la prima persona con un patrimonio netto superiore a 1.000 miliardi di dollari, in base al valore delle sue partecipazioni in SpaceX e in Tesla.

Kyiv colpisce in Tatarstan, a 1.600 chilometri dal confine russo-ucraino

L’Ucraina ha condotto un attacco aereo con droni nella città industriale di Nizhnekamsk, che si trova nella Repubblica del Tatarstan, a ben 1.600 chilometri dal confine con la Russia. Il sindaco Radmir Beliaev ha segnalato su Telegram che un drone si è schiantato contro un edificio residenziale: l’attacco ha causato il ferimento di quattro persone.

Kyiv colpisce in Tatarstan, a 1.600 chilometri dal confine russo-ucraino
L’ubicazione della città industriale russa di Nizhnekamsk, che si trova nel Tatarstan.

Un altro velivolo a pilotaggio remoto, soprattutto, ha colpito la raffineria di petrolio Nizhnekamskneftekhim (parte della holding Sibur). Per motivi di sicurezza, sono stati annullati tutti gli eventi pubblici in programma per oggi: il 12 giugno ricorre la Festa della Russia.

Il Ministero della Difesa di Mosca ha riferito che nella notte del 12 giugno sono stati abbattuti 231 droni ucraini in 15 regioni della Federazione Russa, nella Crimea annessa e nel Mar d’Azov.

Parco del Cilento: la famiglia Sarnicola

di Raffaella D’Andrea

Il nostro viaggio nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e degli Alburni ci porta ad Agropoli, la città che da sempre viene considerata la porta d’ingresso del territorio cilentano. Un luogo che non è soltanto mare e turismo, ma anche storia, tradizioni e attività familiari che da generazioni contribuiscono a costruirne l’identità. Nel cuore del borgo antico, affacciato sulle stesse strade che hanno visto passare oltre un secolo di vita cittadina, sorge il Caffè Nazionale 1910, attività storica che da quattro generazioni appartiene alla famiglia Sarnicola. Un locale che è molto più di un bar: è un punto di ritrovo, un osservatorio privilegiato sui cambiamenti della città e un vero museo della memoria collettiva. Tra fotografie d’epoca, documenti, cimeli e racconti tramandati di padre in figlio, il Caffè Nazionale 1910 racconta la storia di Agropoli meglio di molti libri. Una storia iniziata agli albori del Novecento con Francesco Sarnicola, quando il locale era già un riferimento per la comunità. «La nostra famiglia è ad Agropoli da oltre un secolo», racconta Mario Sarnicola, terza generazione alla guida dell’attività. «Abbiamo documenti e fotografie che testimoniano la presenza della famiglia già dalla fine dell’Ottocento. Questo locale ha visto crescere intere generazioni di agropolesi». Tra i tanti primati custoditi dal Caffè Nazionale 1910 ce n’è uno particolarmente curioso: aver contribuito a far conoscere nel Cilento il pasticciotto leccese. Una tradizione che risale agli anni Venti e Trenta del secolo scorso. «Secondo una ricerca fatta in famiglia – spiega Sarnicola – il pasticciotto arrivò qui probabilmente attraverso una suora proveniente da Lecce. Fu mia zia a cominciare a prepararlo e da allora è diventato uno dei simboli della nostra produzione». Un dolce che ancora oggi identifica il locale e che continua ad attirare clienti e visitatori da tutto il territorio e che oggi si declina anche nella versione gelato. Nel corso dei decenni il Caffè Nazionale ha accompagnato l’evoluzione di Agropoli. Dai tempi in cui il caffè veniva preparato con macchine alimentate a fuoco e il locale ospitava ricevimenti e matrimoni nel giardino, fino all’attuale proposta che affianca alla tradizione una pasticceria più moderna, la produzione di cioccolato artigianale e la ristorazione. Una trasformazione che non ha mai cancellato il legame con le proprie radici. Anzi, lo ha rafforzato. Oggi l’attività è arrivata alla quarta generazione con i figli Corrado e Mario, che hanno scelto di restare ad Agropoli e proseguire il lavoro di famiglia. Una scelta non scontata in un’epoca in cui molti giovani lasciano i piccoli centri. «Non li abbiamo mai obbligati – racconta Mario Sarnicola – ma hanno deciso spontaneamente di continuare questa storia. Accanto ai due figli che hanno scelto di proseguire l’attività di famiglia, c’è anche una terza figlia che ha intrapreso una strada diversa, lavorando come insegnante lontano da Agropoli. Eppure ogni volta che torna in città per le vacanze o nei periodi di ferie, non esita a rimboccarsi le maniche e dare una mano nel locale. Ognuno ha portato il proprio contributo, soprattutto nella ristorazione e nell’accoglienza». Il Caffè Nazionale 1910 continua così a essere un luogo di incontro per residenti e visitatori, ma anche un custode della memoria cittadina. Le centinaia di fotografie raccolte negli anni raccontano l’evoluzione di Agropoli, delle sue famiglie, delle sue piazze e delle sue tradizioni, significative quelle che mostrano lo sbarco degli Alleati a Salerno durante la Seconda guerra mondiale, merierebbero un posto di riguardo nel museo cittadino. «Sono fotografie che raccontano non solo la nostra famiglia ma la storia di un’intera comunità. Custodirle significa preservare la memoria di ciò che siamo stati». Accanto a Mario c’è anche la moglie Francesca, farmacista di professione, che dopo il matrimonio ha scelto di dedicarsi alla famiglia e all’attività. Una storia familiare che si intreccia con quella del locale e della città. «Abbiamo sempre cercato di trasmettere ai nostri figli valori semplici come onestà, sincerità e rispetto per il lavoro», racconta. «È questa l’eredità più importante che vogliamo lasciare». Ed è forse proprio questo il segreto che ha permesso al Caffè Nazionale di attraversare oltre cento anni di storia: non soltanto il caffè, i dolci o il celebre pasticciotto leccese, ma la capacità di una famiglia di custodire nel tempo la propria identità e quella di una comunità intera. Perché il Cilento non vive soltanto nei suoi paesaggi. Vive soprattutto nelle famiglie che, generazione dopo generazione, continuano a raccontarne la storia.

L'articolo Parco del Cilento: la famiglia Sarnicola proviene da Le Cronache.

Corea del Sud, nuova condanna a 30 anni per l’ex presidente Yoon

L’ex presidente della Corea del Sud, Yoon Suk-yeol, è stato condannato a 30 anni di carcere per alto tradimento e abuso di potere, per aver mandato alcuni droni in Corea del Nord nel 2024. Secondo la procura, l’uomo aveva ordinato l’invio dei droni per provocare di proposito una reazione di Pyongyang e aumentare le tensioni tra i due Paesi, così da avere un pretesto per imporre la legge marziale e accentrare i poteri su di sé. Yoon si trova già in carcere dove sta scontando una condanna all’ergastolo per abuso della propria autorità e insurrezione. Il 3 dicembre del 2024 infatti aveva annunciato l’imposizione della legge marziale, creando un grande caos nel Paese. L’emergenza durò solo sei ore, perché il parlamento votò per annullare la sua decisione. Poi lui venne destituito e arrestato. Due mesi prima, a ottobre, aveva fatto volare alcuni droni sopra la capitale nordcoreana per lanciare alcuni volantini di propaganda. Secondo la procura, ciò aveva messo a rischio la sicurezza nazionale, aumentato le tensioni con la Corea del Nord e permesso al regime di Kim Jong-Un di ottenere informazioni riservate sulle capacità tecnologiche della Corea del Sud, impossessandosi di alcuni droni che erano stati abbattuti.

Yoon nega le accuse

Yoon e i suoi avvocati hanno negato le accuse. Hanno confermato l’invio dei droni, spiegando che però non aveva nulla a che fare con l’imposizione della legge marziale. Era infatti una risposta all’invio di palloni aerostatici carichi di spazzatura ed escrementi da parte della Corea del Nord verso quella del Sud. Gli avvocati hanno anche sostenuto che non fu Yoon a ordinare l’operazione, e che non la approvò mai.

Danza paralimpica a New York grazie all’asd Gabry Dance

Eccezionale presenza campana presso il Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a New York. L’asd Gabry Dance di Poggiomarino, società sportiva campione d’Italia nella danza paralimpica, ha ricevuto una grande attestazione di stima da parte del Ministero per le Disabilità; infatti è stata invitata per esibirsi all’Onu, nella giornata conclusiva, in occasione della Conferenza Mondiale sui Diritti delle Persone con Disabilità, che ha raccolto esperienze di vari Paesi, svoltasi dal 7 al 10 giugno scorso.Un premio che giunge al termine di circa vent’anni di impegno sul fronte della danza sportiva con una particolare attenzione alle discipline paralimpiche per atleti con disabilità fisiche, intellettive relazionali ed uditive. Un lavoro quotidiano portato avanti dal maestro Gabriele Cretoso che a questa attività ha dedicato anima e corpo, ritagliandosi uno spazio di rilievo nel panorama nazionale.La delegazione italiana era composta dal maestro Cretoso e dagli atleti Giusy Sbaglio di Gragnano, Giuseppe Guercia di Somma Vesuviana, Mariangela Correale di Sarno, Chiara Bastoncino di Marigliano. Per l’Italia era presente il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ed il segretario generale del Cip, Simone Rasetti.“È una grande soddisfazione poter salutare la Gabry Dance di Poggiomarino, ed il suo maestro e mentore Gabriele Cretoso – dichiara il presidente del Cip Campania, Carmine Mellone – che hanno avuto l’onore di essersi esibiti all’Onu, dinanzi a tante delegazioni straniere, nell’ambito di un appuntamento mondiale. Da circa vent’anni ho accompagnato il maestro Cretoso in questo percorso di crescita che oggi offre risultati oltremodo gratificanti sia per la Fidesm, la federazione danza paralimpica riconosciuta dal Cip, sia per il mondo paralimpico campano che può annoverare un’esperienza sportiva di tutto rispetto, capace di posizionarsi al primo posto in Italia nella classifica federale della danza paralimpica. A tutti loro giungano i complimenti miei personali e della Giunta regionale del Cip Campania”.

L'articolo Danza paralimpica a New York grazie all’asd Gabry Dance proviene da Le Cronache.

Bimbo trapiantato, sospesi il primario Oppido e la seconda operatrice Bergonzoni

Il gip di Napoli Sorrentino ha disposto l’interdizione dalla professione medica per il cardiochirurgo Guido Oppido e per la sua vice Emma Bergonzoni, che il 23 dicembre 2025 hanno eseguito il trapianto di cuore fallito al piccolo Domenico Caliendo, morto il 21 febbraio nell’ospedale Monaldi. I due medici sono accusati di falso materiale e ideologico, oltre che di omicidio colposo.

Accolte le richieste della Procura

Accolte le richieste della Procura: Oppido è stato sospeso per un anno, mentre Bergonzoni per sette mesi. Ai due, accusati assieme ad altri cinque medici di omicidio colposo, viene contestato anche di aver attestato due circostanze non vere nella cartella clinica del bimbo, a cui fu trapiantato un cuore gravemente danneggiato dal ghiaccio secco durante il trasporto da Bolzano: la contemporaneità tra l’avvio della circolazione extracorporea e l’arrivo all’ospedale Monaldi dell’equipe proveniente dall’Alto Adige e la contestualità dell’inizio dell’espianto del cuore con l’apertura del contenitore con l’organo da trapiantare.

Vie della Fede. Salerno e Cina più vicine

di Antonio Manzo

È proprio la riscoperta della eredità e attualità di un Gesuita nato ad Acerno e morto a Shangai nella Cina dei Qing ad aprire a Salerno le Vie della Fede che portano in Cina. È la nuova evangelizzazione che nasce nella diocesi salernitana a 200 anni dalla nascita del gesuita acernese finora sconosciuto al grande pubblico, prim’ancora che alla stesa Chiesa salernitana. Le Vie della Fede aperte dall’arcivescovo Andrea Bellandi sono state arricchite da due pregevoli relazioni del professor Antonio De Caro, storico dell’università di Zuribo, e del prof, Gianni Criveller missionario in Cina e direttore del centro Pime di Milano, ordine che ebbe tra i suoi protagonisti storici monsignore Gaetano Pollio, arcivescovo di Salerno che fu arrestato a Kaifeng dal regime comunista. E’ stata l’idea della professoressa teologa e direttrice dell’ufficio diocesano Cultura e Arte, Lorella Parente, sostenuta silenziosamente ma concretamente dal professo Francesco Manzo, a lanciare l’iniziativa alla quale Hanna preso parte il sindaco di Acerno Massimiliano Cuozzo e il giovane consigliere del forum dei giovani di Acerno Karol Potolicchio. L’occasione storica è quella che dopo 61 anni di contatti fra le più raffinate diplomazie del pianeta, sì è giunti allo storico Accordo Santa Sede-Cina sottoscritto la prima volta il 22 settembre 2018 e già prolungato due volte, nell’ottobre 2020 e nell’ottobre 2022 e si rinnova il 24 ottobre non per i soliti due anni ma per altri quattro. Così si è posto fine a una lotta di potere cattolica romana durata decenni sulla nomina dei vescovi cinesi. Il Vaticano ha descritto una “situazione completamente cambiata” da quando l’accordo è stato firmato per la prima volta, sottolineando che 10 vescovi erano stati ordinati e che la Cina aveva ufficialmente riconosciuto “i ruoli pubblici di diversi vescovi precedentemente non riconosciuti”. Si stima che in Cina ci siano dai 10 ai 12 milioni di cattolici. Per decenni, il Vaticano ha lavorato con attenzione e tenacia per raggiungere un accordo con il governo cinese sulle operazioni della Chiesa in Cina, sostenendo che era necessario porre fine a questo scisma. Quando l’accordo è stato rinnovato per la prima volta nel 2020, ha dovuto affrontare l’opposizione pubblica dell’amministrazione Trump. L’allora segretario di Stato Mike Pompeo avvertì che il Vaticano stava mettendo a repentaglio la sua autorità morale. Un cambio di rotta si deve alla firma dell’Accordo, apprezzato dal Segretario di Stato dellla Santa Sede, Cardinale Pietro Parolin. Di qui, in Cina non si sono più verificate ordinazioni episcopali illegittime, quelle celebrate senza consenso papale, che dalla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso avevano ferito la comunione ecclesiale e provocato lacerazioni tra i cattolici cinesi. Negli ultimi sei anni, nella Cina continentale sono state celebrate nove nuove ordinazioni episcopali cattoliche, con procedure che implicano l’emissione della bolla di nomina da parte del Papa. Nello stesso tempo, otto vescovi cosiddetti “clandestini”, consacrati in passato senza seguire i protocolli imposti dagli apparati cinesi, su loro richiesta sono stati pubblicamente riconosciuti nel loro ruolo episcopale anche da parte delle autorità politiche di Pechino. La nuova offensiva ideologica riporta al centro della discussione l’accordo firmato tra la Santa Sede e la Cina nel 2018 sulla nomina dei vescovi. Il patto, i cui termini restano riservati, è stato rinnovato per la terza volta nel 2024 e rimarrà in vigore fino al 2028. gli scenari più complessi per la libertà religiosa nel mondo. Si fa la provvidenziale circostanza per l’arcivescovo Andrea Bellandi di poter aprire le Vie della Fede da Salerno alla Cina con il beneficio dello studio e delle idee di uno die più noti teologi di missiologia al mondo. È il sacerdote ebolitano di nascita, Alessandro dell’Orto, che dopo decenni a Taiwan è ora docente all’università pontificia Urbaniana. Padre Alessadndro Dell’Orto dopo aver conseguito il dottorato in Antropologia sociale presso l’Università di Londra, The School of Oriental and African Studies dal 1989 ha condotto numerose ricerche di campo in Cina Popolare e a Taiwan, luoghi dove ha vissuto per dodici anni. I suoi principali interessi sviluppano temi collegati all’approfondimento dell’antropologia della Cina e delle religioni cinesi. Attualmente insegna presso la Pontificia Università Urbaniana, dove è titolare della cattedra di Antropologia sociale e culturale nella Facoltà di Missiologia. Dal 2007 al 2017 è stato direttore del Centro Studi Cinesi della medesima Università. Si aprono così le Vie della Fede da Salerno a Shangai-.

L'articolo Vie della Fede. Salerno e Cina più vicine proviene da Le Cronache.

SaLet scambia la scrittrice Minardi per la testimone della Banda della Magliana

di Erika Noschese

Esiste una bizzarra asimmetria professionale capace di far convivere, nello stesso perimetro organizzativo, il massimo dello zelo ideologico e il minimo del controllo esecutivo. Un vero e proprio sdoppiamento della personalità istituzionale che a Salerno, sponda festivaliera, si è palesato in tutta la sua evidenza nelle ultime ore. Negli ultimi giorni, le cronache culturali nazionali hanno puntato i riflettori sulla rassegna “Salerno Letteratura”, giunta all’edizione 2026 sotto l’egida di una programmazione che ambisce a dettare linee civili, etiche e geopolitiche. Peccato, però, che mentre la direzione artistica si occupava di pesare col bilancino di precisione le dichiarazioni sulla Striscia di Gaza e sul concetto storico di sionismo, la macchina organizzativa interna sia incorsa in un corto circuito biografico così clamoroso da incrinare la credibilità dell’intera manifestazione. Andiamo con ordine. La kermesse salernitana è finita nell’occhio del ciclone per il celebre “caso Erri De Luca”. Allo scrittore campano era stata inizialmente affidata la prolusione inaugurale, l’intervento di apertura che dovrebbe dare il tono culturale all’intera manifestazione. Ma un’intervista rilasciata da De Luca a Gerusalemme ha scompaginato i piani: le sue riflessioni semantiche sulla differenza tra “massacro” e “genocidio” e il suo tentativo di recuperare l’accezione originale del termine “sionismo” hanno fatto sobbalzare i direttori artistici. Risultato? Mancanza di “identità di vedute” e immediato declassamento dello scrittore, rimosso dall’apertura e dirottato verso una sezione secondaria. Una scelta rivendicata in nome della coerenza civile del festival, alla quale De Luca ha replicato con la sua ormai celebre e affilata freddezza: “Non sono stato escluso dal Festival di Salerno, è il Festival che si è escluso da me”. Un terremoto culturale che ha provocato perfino la defezione eccellente di Roberto Cotroneo, il quale ha rinunciato alla sua partecipazione denunciando un clima di intolleranza e di silenzio forzato. Fino a questo punto, potremmo quasi credere di trovarci di fronte a un profondo, ancorché discutibile, dibattito sui confini della libertà d’espressione nei festival di rilevanza nazionale. Una macchina culturale imponente, guidata da menti raffinate che non lasciano nulla al caso e che rivendicano il diritto di scegliere i propri messaggeri politici. Una macchina che, giova ricordarlo, si muove grazie a un sistema consolidato di finanziamenti pubblici – regionali, comunali e istituzionali – che ogni anno garantiscono una pioggia di risorse per mantenere Salerno al centro della mappa culturale italiana. Con budget del genere e una simile pretesa di rigore morale, il pubblico si aspetterebbe una cura maniacale per ogni singolo dettaglio, a partire dalla comunicazione istituzionale e dalla gestione dei contenuti informativi. E invece, è proprio qui che il meccanismo si inceppa, regalando un perfetto saggio di strabismo organizzativo che rimarrà negli annali della cronaca locale. Mentre si consumavano i veti geopolitici su Gaza, sul sito ufficiale di Salerno Letteratura compariva la scheda biografica di un’ospite della rassegna: la nota giornalista e scrittrice Sabina Minardi. Qualsiasi utente, o appassionato di libri, cliccando sul nome dell’autrice si sarebbe aspettato di leggere i dettagli della sua carriera giornalistica, le sue collaborazioni o le trame dei suoi libri. E invece no. Con un colpo di genio digitale che meriterebbe un premio a parte, lo staff del festival ha pensato bene di associare al nome della scrittrice la biografia di un’altra Sabina Minardi. Chi? L’omonima e celeberrima supertestimone delle indagini sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, nota alle cronache giudiziarie per la sua passata relazione con Renatino De Pedis, il capo della Banda della Magliana. La pagina web del festival, immortalata dagli screenshot che ormai circolano nelle chat dei giornalisti e degli addetti ai lavori, recitava testualmente: “Sabrina Minardi, nata nel 1960 a Roma, è stata una figura controversa nelle indagini sulla scomparsa di Emanuela Orlandi… relazione con Enrico De Pedis… sottobosco criminale di Roma”. Un errore di distrazione che definire grossolano significa voler peccare di eccessiva indulgenza. Lo scambio di persona è totale, assoluto e perfino spettrale, considerando che la Minardi della Banda della Magliana è deceduta da circa un anno. Siamo di fronte a una vistosa sfasatura di competenze. Da un lato abbiamo una governance culturale che pretende di fare esegesi del testo e della geopolitica mondiale, censurando o riposizionando un pilastro della letteratura contemporanea come Erri De Luca perché non perfettamente allineato all’ortodossia del festival. Dall’altro lato abbiamo una redazione web che non è in grado di fare una verifica elementare su Google prima di associare un’intellettuale ospite della kermesse alla criminalità organizzata degli anni Ottanta. Ci si domanda se la medesima solerzia applicata nel purgare la prolusione di De Luca non potesse essere impiegata per controllare che l’autrice invitata non venisse presentata al pubblico come l’ex compagna di un boss della Magliana. Questo scivolone non è una semplice gaffe da social network, ma il sintomo di un male più profondo che spesso affligge le grandi manifestazioni foraggiate dal denaro pubblico. Quando i festival diventano passerelle ideologiche tese a dimostrare una presunta superiorità morale, si finisce per perdere di vista l’ABC del lavoro culturale: l’accuratezza, il controllo delle fonti, il rispetto per gli ospiti e per il pubblico. Chi gestisce fiumi di denaro pubblico ha il dovere della precisione. Se l’organizzazione non riesce a distinguere una firma del giornalismo culturale italiano da un personaggio chiave del sottobosco criminale romano, allora c’è un problema di competenze strutturali che nessuna prolusione barricadera potrà mai nascondere. Salerno Letteratura si avvia così alla sua settimana clou con un primato difficilmente eguagliabile: essere riuscita nello stesso mese a far scappare Erri De Luca per eccesso di zelo politico e a far risuscitare la Banda della Magliana per carenza di controlli digitali. Ai lettori e ai cittadini salernitani non resta che osservare questo spettacolo, chiedendosi se la prossima volta, prima di deliberare i fondi o di decidere chi ha il diritto di parlare di pace e di guerra, non sia il caso di investire qualche euro in un abbonamento a internet e, soprattutto, in un briciolo di sana, vecchia attenzione professionale.

L'articolo SaLet scambia la scrittrice Minardi per la testimone della Banda della Magliana proviene da Le Cronache.

Chi è Dan Jarvis, nuovo ministro della Difesa del Regno Unito

Dan Jarvis è stato nominato nuovo ministro della Difesa britannico dopo le dimissioni di John Healey, veterano del Labour e grande alleato del premier Keir Starmer, che ha lasciato in aperta polemica col premier (sempre più sulla graticola) e la titolare del Tesoro Rachel Reeves.

Chi è Jarvis, nuovo ministro della Difesa britannico

Anche Jarvis, 53 anni, è considerato un fedelissimo di Starmer. Deputato dal 2011 ed ex sindaco del South Yorkshire, dal 2024 ricopriva fino a oggi la carica di sottosegretario alla Sicurezza nazionale. Prima di intraprendere la carriera politica ha servito come ufficiale del Reggimento Paracadutisti britannico, partecipando a missioni in Afghanistan, Iraq, Kosovo e Sierra Leone.

Le rassicurazioni di Starmer sul budget per la difesa

«Il mio primo dovere è mantenere al sicuro il popolo britannico», ha detto Starmer annunciando la nomina di Jarvis. Il primo ministro ha inoltre sostenuto che il governo laburista sta realizzando «il più grande aumento sostenuto della spesa per la difesa dalla Guerra Fredda», aggiungendo che le forze armate riceveranno le capacità necessarie per difendere il Paese. Healey ha lasciato dopo aver chiesto – invano – di portare la spesa militare al 3 per cento del Pil entro il 2030, ma il governo ha fissato come obiettivo il 2,68 per cento. Nella lettera di dimissioni l’ex ministro ha Reeves, ostinata nel non voler aumentare il budget per la difesa, e Starmer per non aver avuto la forza di contraddirla.

Trump nomina Jay Clayton direttore dell’Intelligence nazionale

Il presidente Usa Donald Trump ha manifestato l’intenzione di nominare direttore dell’Intelligence nazionale Jay Clayton, procuratore federale del distretto meridionale di New York ed ex presidente della Sec, la Securities and exchange commission. L’annuncio è arrivato sul suo social Truth dopo che il Congresso gli aveva chiesto di designare un sostituto permanente di Tulsi Gabbard, dimessasi il mese scorso. «Pochissime persone nel mondo del diritto godono di un rispetto pari a quello di Jay», ha scritto il tycoon. «Esorto il Senato degli Stati Uniti a confermarlo il prima possibile».

Salerno. Niente “mini shorts” nei luoghi di cura

L’istituzione sanitaria non è un prolungamento della spiaggia e la cura del corpo, anche sotto il profilo formale, rappresenta il primo tassello del rispetto reciproco tra medico e paziente. Su questo principio cardine si sviluppa la nuova linea programmatica impressa da Paky Memoli, assessore alla medicina territoriale e prevenzione sanitaria del Comune di Salerno, pronta a tradurre in un provvedimento amministrativo strutturato una riflessione che unisce la sensibilità della professione medica alla responsabilità della gestione pubblica. L’obiettivo dell’esponente della giunta cittadina è la redazione di un vero e proprio regolamento comunale che disciplini l’abbigliamento consono da mantenere all’interno degli ambulatori, delle strutture ospedaliere e di tutti i presidi sanitari del territorio, ponendo fine a consuetudini estive giudicate ormai incompatibili con la solennità dei luoghi di cura. Il dibattito si accende programmaticamente con l’arrivo della stagione calda, un periodo dell’anno storicamente associato alla legittima ricerca di refrigerio, alle vacanze e a una diffusa flessibilità nel vestire. Se l’uso di tessuti leggeri come il lino o il cotone e la scelta di tonalità chiare rappresentano soluzioni ottimali e pienamente condivisibili per fronteggiare le temperature roventi, il confine tra la praticità e l’inadeguatezza viene troppo spesso valicato. Secondo la visione dell’assessore salernitano, la libertà individuale nel contrastare la calura non può tradursi in una totale deregolamentazione formale quando si varca la soglia di un centro medico. L’abitudine di presentarsi in ambulatorio o nei reparti ospedalieri indossando pantaloni eccessivamente corti o capi prettamente balneari viene identificata come una distorsione da correggere, un fenomeno che non risparmia nessuna delle categorie che frequentano quotidianamente la macchina sanitaria locale. La necessità di un intervento normativo nasce dalla constatazione che il problema non investe soltanto l’utenza cittadina. Il futuro testo regolamentare si rivolgerà programmaticamente a una platea ampia, includendo sia i pazienti che si recano a vario titolo nelle strutture, sia le figure professionali che vi transitano per ragioni lavorative, come la categoria degli informatori e delle informatrici scientifiche del farmaco. L’intento della dottoressa Memoli non è quello di istituire un regime punitivo, bensì quello di riaffermare il valore simbolico e sociale dello stato di salute, inteso come un bene prezioso che richiede una cornice di assoluta dignità. In quest’ottica, la figura del medico non viene percepita come un mero prestatore di servizi tecnici, ma come un punto di riferimento costante ed essenziale nell’esistenza di ogni essere umano, il cui ruolo merita di essere onorato anche attraverso la postura e l’estetica di chi si relaziona con lui. Il parallelismo proposto dall’amministrazione salernitana traccia una linea di continuità con altre sfere della vita civile e culturale. Comunemente si accetta l’esistenza di un codice di comportamento e di abbigliamento implicito quando si frequenta un teatro o una cerimonia pubblica, contesti in cui l’abito formale riflette la considerazione che si nutre per l’evento e per la comunità ospitante. Secondo l’assessorato alla medicina territoriale, lo stesso identico rigore deve applicarsi all’incontro con il personale sanitario. Il decoro nell’abbigliamento e la cura complessiva della propria persona sono indicatori immediati del modo in cui un individuo si rapporta con il prossimo, elementi comunicativi non verbali che strutturano la qualità della convivenza civile e il mutuo riconoscimento delle funzioni sociali. L’atto amministrativo in fase di studio intende quindi codificare ciò che per lungo tempo è stato affidato al semplice buon senso e che oggi rischia di perdersi tra le maglie di un diffuso disimpegno generazionale e culturale. Indossare un abbigliamento consono non rappresenta un mero formalismo d’altri tempi, ma si configura come una concreta attestazione di stima verso il lavoro degli operatori sanitari, spesso impegnati in contesti di forte pressione emotiva e operativa, e verso le istituzioni stesse che garantiscono la tutela della salute pubblica. La proposta di Salerno mira a fare scuola, trasformando la cura del dettaglio visivo in uno strumento di consapevolezza collettiva, capace di ricordare a chiunque entri in un luogo di sofferenza e guarigione che la dignità del servizio sanitario passa anche attraverso gli occhi di chi lo frequenta. Erika Noschese

L'articolo Salerno. Niente “mini shorts” nei luoghi di cura proviene da Le Cronache.

Cosa sappiamo sull’accordo tra Stati Uniti e Iran

Dopo aver minacciato nuovi violenti raid sull’Iran, Donald Trump nella serata dell’11 giugno ha annunciato – durante un comizio telefonico a sostegno di Burt Jones come governatore della Georgia – il raggiungimento dell’intesa con Teheran. E questa sembra davvero la volta buona. Ecco cosa sappiamo sull’accordo tra Usa e Iran.

Cosa prevede l’intesa annunciata da Trump

«L’Iran ha concordato di non dotarsi mai di armi nucleari, cosa su cui abbiamo insistito. Questo era l’obiettivo principale. Rappresentava il 95 per cento della questione», ha spiegato Trump: «Abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo». Subito dopo la firma dell’intesa «riaprirà lo stretto di Hormuz», dove nel frattempo «resta pienamente in vigore» il blocco navale statunitense dei porti iraniani. Secondo un diplomatico di uno dei Paesi mediatori, citato da Axios, il testo del memorandum Usa-Iran prevede il libero passaggio nel canale marittimo senza pedaggi e «un alleggerimento delle sanzioni» nei confronti della Repubblica Islamica. Inoltre verrà stabilito «un prolungamento per 60 giorni del cessate il fuoco» tra i due Paesi in conflitto, «valido anche in Libano».

Cosa sappiamo sull’accordo tra Stati Uniti e Iran
Donald Trump (Imagoeconomica).

La firma potrebbe arrivare nel weekend a Ginevra

Trump ha dichiarato che la firma arriverà molto presto, «forse nel fine settimana in Europa». Non sarà il tycoon a siglare l’accordo per gli Stati Uniti: lo farà, ha spiegato, il suo vice JD Vance. Axios scrive che la cerimonia di firma potrebbe avvenire a Ginevra: ieri quattro aerei C-17 statunitensi sono decollati per l’Europa, trasportando «materiale per un possibile viaggio» di Vance in Svizzera.

Teheran: «Il testo è quello proposto da noi»

Dopo una prima smentita, il regime di Teheran ha fatto sapere che l’intesa è quasi pronta ma non è stata ancora finalizzata, precisando in ogni caso che il testo è quello proposto dai Guardiani della rivoluzione. Due fonti a conoscenza della situazione, citate ancora da Axios, hanno affermato che l’intesa è stata approvata «ad alti livelli». della leadership iraniana, anche se mancherebbe ancora il via libera da parte della guida suprema Mojtaba Khamenei.

Cosa sappiamo sull’accordo tra Stati Uniti e Iran
Benjamin Netanyahu (Imagoeconomica).

Netanyahu non sarebbe stato avvertito da Trump

Parlando dallo Studio Ovale, Trump ha detto di aver parlato «con Benjamin Netanyahu e gli altri leader» dell’intesa raggiunta con l’Iran. Axios scrive che il premier israeliano, che non era stato informato in anticipo, è stato colto di sorpresa dall’annuncio del presidente Usa su un imminente accordo con l’Iran.

Enav, in arrivo lo storico portavoce di Salvini?

Novità in Enav, con un giro di poltrone pesanti. Dopo che Giovannantonio Macchiarola si è trasferito in Terna, seguendo l’amministratore delegato Pasqualino Monti, all’Ente nazionale per l’assistenza al volo c’erano delle caselle da riempire.

Enav, in arrivo lo storico portavoce di Salvini?
Alberto Mina (foto Imagoeconomica).

Così ai Rapporti istituzionali è finito Alberto Mina, manager di Arexpo. Ma a far rumore è soprattutto il nome prescelto come capo della Comunicazione: da settembre dovrebbe arrivare infatti Matteo Pandini, storico portavoce e responsabile della Comunicazione di Matteo Salvini.

Enav, in arrivo lo storico portavoce di Salvini?
Enav, in arrivo lo storico portavoce di Salvini?
Enav, in arrivo lo storico portavoce di Salvini?
Enav, in arrivo lo storico portavoce di Salvini?
Enav, in arrivo lo storico portavoce di Salvini?
Enav, in arrivo lo storico portavoce di Salvini?

Milano, in due sul monopattino: morto 18enne travolto da un’auto, ferito l’amico

Un ragazzo di 18 anni è morto in un incidente stradale a Milano mentre era a bordo di un monopattino guidato da un amico 20enne. Poco dopo la mezzanotte del 12 giugno 2026, un’auto ha travolto i due giovani, forse a causa di una precedenza non data da chi guidava il mezzo elettrico. Un colpo fortissimo costato la vita al 18enne, Eros G, dopo un disperato ricovero all’ospedale Niguarda. I fatti si sono verificati in viale dell’Innovazione vicino agli edifici dell’Università Bicocca. Secondo una prima ricostruzione, il monopattino, che proveniva da viale Pirelli, stava percorrendo via Caldirola in direzione piazzale Egeo quando, arrivato all’incrocio con viale dell’Innovazione, avrebbe proseguito senza dare la precedenza. Per questo sarebbe stato colpito sul fianco sinistro dall’auto guidata da una ragazza di 21 anni che proveniva da via Beccaro. I due a bordo del monopattino, senza casco, sono stati scaraventati a terra e soccorsi dai sanitari del 118. Le condizioni del 18enne sono apparse sin da subito disperate, mentre l’amico ha riportato ferite meno gravi.

Riforma legge elettorale: mozione di Picarone e Matera

In una nota Guglielmo Scarlato, per conto del Comitato legge elettorale di cui fanno parte anche Aniello Salzano e l’avvocato Perongini plaude all’iniziativa di alcuni consiglieri regionali che hanno presentato una mozione sulla riforma elettorale. «Un fatto politico e istituzionale di grande importanza segna una nuova tappa della battaglia per restituire ai cittadini il diritto di scegliere direttamente i propri rappresentanti in Parlamento. Il 10 giugno 2026 un gruppo di Consiglieri Regionali della Campania ha presentato una mozione per promuovere la riforma della legge elettorale nazionale e superare il sistema delle liste bloccate, affinché gli elettori possano tornare a scegliere direttamente Deputati e Senatori. Primo firmatario della mozione è Francesco Picarone, insieme ai Consiglieri Regionali Maurizio Petracca, Carmela Fiola, Giorgio Zinno, Loredana Raia, Corrado Matera, Massimiliano Manfredi, Salvatore Madonna e Marco Villano. La rilevanza di questa iniziativa non risiede soltanto nell’autorevolezza dei firmatari o nel prestigio dell’istituzione regionale che rappresenta oltre cinque milioni di cittadini. Il suo significato politico è ancora più profondo: per la prima volta una richiesta di riforma della legge elettorale, già sostenuta da numerosi Consigli Comunali , approda formalmente in un Consiglio Regionale per autonoma iniziativa di rappresentanti istituzionali che hanno saputo interpretare un sentimento popolare diffuso e trasversale. Non si tratta dell’iniziativa di un partito ,né di una battaglia di schieramento. È la risposta a una domanda crescente di partecipazione democratica, di rappresentanza autentica e di restituzione ai cittadini di una prerogativa che molti ritengono essenziale: poter scegliere chi li rappresenta nelle istituzioni nazionali. La mozione si inserisce nel solco delle tante deliberazioni approvate negli ultimi anni da amministrazioni comunali su impulso dell’iniziativa civica promossa dall’ Associazione Vincenzo Scarlato ( di cui sono semplice portavoce ) , ma rappresenta un salto di qualità sul piano istituzionale e politico. Quando una Regione assume formalmente questa posizione, il tema non è più soltanto oggetto di dibattito pubblico: diventa una questione che entra a pieno titolo nell’agenda delle istituzioni. La strada è ancora lunga, ma il consenso cresce. Crescono le adesioni, cresce l’attenzione dell’opinione pubblica, cresce la consapevolezza che una democrazia più forte passa anche attraverso una maggiore libertà di scelta degli elettori. La battaglia continua. Con sempre maggiore partecipazione, con sempre maggiore convinzione, con una voce sempre più corale. Perché la sovranità appartiene al popolo e il diritto di scegliere i propri rappresentanti è il cuore stesso della democrazia, conclude Scarlato.

L'articolo Riforma legge elettorale: mozione di Picarone e Matera proviene da Le Cronache.

Giorgetti mette il sigillo del Mef sulla Rai e congela la riforma

Dunque, ora che fine farà la riforma della Rai? La tanto attesa audizione di Giancarlo Giorgetti mercoledì in VIII commissione a Palazzo Madama sembra essere la pietra tombale della legge sulla tv pubblica, almeno come ce l’ha chiesta l’Europa.

Il testo base della maggioranza dopo mesi di stallo

Breve riassunto delle puntate precedenti. Lo scorso 8 agosto è entrato in vigore l’Emfa (European Media Freedom Act), un regolamento europeo che vincola i Paesi membri su alcuni punti essenziali per quanto riguarda le tv pubbliche. Innanzitutto, dice che la governance delle tv deve essere completamente sganciata dal governo, cosa che in Italia non è visto che il Mef indica amministratore delegato e presidente della Rai. Dice che le tv pubbliche devono essere amministrate in modo trasparente, con risorse certe, e non modificabili ogni anno. E poi fissa alcuni paletti sull’indipendenza e la tutela della libertà di stampa e del lavoro giornalistico. Dopo mesi di stallo, finalmente la maggioranza di governo ha messo a punto un testo base, cui la minoranza si oppone, che comunque fissa almeno una regola, andando incontro all’Emfa: il cda Rai durerà cinque anni e sarà composto da sette consiglieri, uno espresso dai dipendenti e gli altri sei dal parlamento, tre dalla Camera e tre dal Senato. Quindi, almeno su questo, l’Emfa è rispettato.

Giorgetti mette il sigillo del Mef sulla Rai e congela la riforma
L’Aula del Senato (Imagoeconomica).

Giorgetti tira il freno

A questo punto i parlamentari dell’VIII commissione di Palazzo Madama, che stanno lavorando sul testo, attendono il parere del Mef, che è decisivo. Giorgetti però fa melina, si nega, si fa attendere, viene fissata una prima audizione e il ministro dà buca. Finalmente viene audito mercoledì e dice quello che un po’ tutti temevano. «Se la forma che abbiamo scelto per la Rai è quella di una società per azioni, è evidente quel modello implica che ci sia un amministratore espresso dall’azionista, anche se con tutti gli accorgimenti dovuti al caso specifico», afferma il ministro. «Uno spazio che non si ritiene ulteriormente comprimibile, se non al prezzo di compromettere la coerenza con l’assetto azionario e le funzionalità connesse al ruolo e alle responsabilità dell’azionista». Di più: la riforma della Rai non può stravolgere l’assetto societario della tv pubblica. Giorgetti dichiara di aver avuto interlocuzioni con i tecnici di Bruxelles che sul tema l’avrebbero rassicurato. «Non stupisce che da parte dei servizi tecnici della Commissione Ue non siano stati sollevati rilievi strutturali», ha sottolineato il titolare dell’Economia. Cosa assai strana visto che l’Emfa chiede di sganciare il vertice della tv dall’esecutivo.

Giorgetti mette il sigillo del Mef sulla Rai e congela la riforma
Giancarlo Giorgetti (Imagoeconomica).

L’Italia rischia una procedura di infrazione

Giorgetti fa trapelare di essere in possesso anche di una lettera di Bruxelles che avvalora la sua tesi ma, quando i parlamentari gli chiedono di mostrarla, fa il vago e non risponde. Come non risponde alla presidente della Vigilanza, Barbara Floridia, che per settimane gli ha chiesto conto di questa fantomatica lettera, ricevendo solo spallucce da Via XX Settembre. «Sembra il terzo segreto di Fatima», si ironizza in Commissione. Insomma, alla fine Giorgetti pone una condizione: fate la riforma come volete, seguendo l’Emfa, ma il Mef deve avere la possibilità di esprimere almeno l’amministratore delegato. Così facendo, però, sostengono le opposizioni, non si rispetta l’Emfa, con la conseguenza che l’Ue potrebbe far partire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. «Come fa Giorgetti a dire che la nomina dell’ad Rai su proposta del Mef è compatibile con il regolamento Ue? Lo ha letto? C’è scritto nero su bianco che le nomine devono avvenire sulla base di meccanismi liberi da influenze politiche da parte dei governi», ha attaccato Floridia. «Questa destra vuole continuare a lottizzare la tv pubblica, disposta anche a far pagare al nostro Paese le sanzioni per le procedure di infrazione», ha rincarato la dose il capogruppo dem in Senato, Francesco Boccia.

Giorgetti mette il sigillo del Mef sulla Rai e congela la riforma
Barbara Floridia, presidente della Commissione Vigilanza Rai (foto Ansa).

Gli Stati in regola sono solo due

Da quel che si sa, da Bruxelles per ora sono partite 20 lettere ad altrettanti Paesi membri (tra cui l’Italia) in ritardo sulla riforma, per sollecitarli a darsi una mossa. Anche se poi si fa anche notare che gli Stati in regola con l’Emfa sono soltanto due: Finlandia e Danimarca. Mal comune mezzo gaudio, si direbbe. Staremo a vedere. Ora però si dovrà ricominciare a lavorare sul testo, introducendo la modifica chiesta da Giorgetti. «Dall’audizione abbiamo appreso che un assetto che veda presente un numero limitato di consiglieri espressi dal ministero dell’Economia non sarebbe incompatibile con le nuove regole europee. Se una fonte così autorevole fa un’affermazione del genere in Parlamento, non si può non tenerne conto», fa notare il forzista Maurizio Gasparri. Ma l’ipotesi più probabile è che si fermi di nuovo tutto, in attesa che si esprima la Corte di Giustizia europea, che dovrà rispondere a un ricorso delle autorità slovacche sullo stesso tema. Non è solo un problema italiano, dunque.

Giorgetti mette il sigillo del Mef sulla Rai e congela la riforma
Antonio Marano, Giampaolo Rossi e Maurizio Gasparri (Imagoeconomica).

Per fare ulteriore chiarezza, Floridia ha annunciato di voler audire il ministro dell’Economia anche in Vigilanza, che però è ancora bloccata per l’impasse tra maggioranza e opposizione sulla presidenza Rai. L’audizione dovrà dunque avere il benestare del centrodestra, che ogni tanto lo concede, come mercoledì scorso quando è stato ascoltato il dg Roberto Sergio sulla vendita del patrimonio immobiliare.