Congresso della Lega: i piani dei ‘ribelli’ che appoggiano Garavaglia

«Torno al congresso per chiedere se ho la fiducia della mia famiglia e lo chiederò per alzata di mano». Sfuma il piano annunciato da Matteo Salvini dal palco di Pontida. Il congresso lampo, ‘cotto e mangiato’ nel giro di un mese (20 settembre l’annuncio, 24 ottobre l’apertura dell’assise), non sarà il plebiscito che immaginava per sé il segretario leghista. Massimo Garavaglia da Marcallo con Casone, ex ministro del Turismo di Mario Draghi, già potente assessore all’Economia e braccio destro di Bobo Maroni negli anni a Palazzo Lombardia, ha rovinato i piani del fu capitano.

Congresso della Lega: i piani dei ‘ribelli’ che appoggiano Garavaglia
Matteo Salvini (Imagoeconomica).

Per Garavaglia raccolta firme a ostacoli

Garavaglia è riuscito a raccogliere le firme necessarie a candidarsi alla segreteria e correrà contro Salvini nell’assise in programma sabato e domenica al MiCo. Lo sfidante ha presentato 81 firme entro il termine fissato (mercoledì alle 13) dopo giorni di tensioni, minacce e dati forniti a singhiozzo. In via Bellerio si racconta, per esempio, che allo “Sgara”, come viene chiamato il senatore lombardo, la segreteria leghista abbia fornito una lista con i nomi dei delegati riportati rigorosamente in ordine alfabetico per cognome, senza numeri di telefono e senza la divisione per provenienza (le firme dovevano essere raccolte in almeno quattro regioni diverse). Su 706 delegati, 81 firme non sono tantissime, ma, visto il tempo limitato tra l’annuncio della candidatura e la scadenza congressuale (una settimana), lo scoglio non era facile da superare. Oltretutto si parla degli stessi delegati del congresso che ha riconfermato Salvini per alzata di mano alla guida della Lega un anno fa e mezzo fa a Firenze. E quindi tutti in un qualche modo legati all’attuale segretario.

Congresso della Lega: i piani dei ‘ribelli’ che appoggiano Garavaglia
Massimo Garavaglia (Imagoeconomica).

Fontana e Romeo per lo sfidante

A differenza del voto sulle mozioni congressuali, che sarà palese, quello per il segretario è segreto. La speranza dei critici di Salvini è che il malcontento sia tenuto in considerazione dai delegati che, nel segreto dell’urna scelgano di votare Garavaglia o di esprimere le loro perplessità lasciando bianca la scheda. Data per scontata la vittoria del segretario, i ‘nordisti’ sperano che Garavaglia prenda intorno al 25-30 per cento, più dell’ultimo sfidante di Salvini, l’ex assessore lombardo Gianni Fava (che nel 2017 a Parma arrivò al 17 per cento). Allora Fava ottenne il sostegno di due pesi massimi come Maroni e Umberto Bossi. Invece, per Garavaglia, tra i dirigenti di rilievo, hanno firmato il governatore lombardo Attilio Fontana e il segretario regionale Massimiliano Romeo.

Congresso della Lega: i piani dei ‘ribelli’ che appoggiano Garavaglia
Massimiliano Romeo e Attilio Fontana alla Versiliana (Ansa).

Per Salvini le firme di Valditara, Locatelli e Calderoli

I ministri – Giuseppe Valditara, Alessandra Locatelli e Roberto Calderoli – hanno tutti firmato per Salvini, tranne Giancarlo Giorgetti. Ritenuto vicino a Garavaglia, il titolare dell’Economia non ha sottoscritto alcuna candidatura. Lo stesso ha fatto Luca Zaia, che, a detta dei ‘ribelli’, ha però promesso di collaborare promuovendo la scelta di votare scheda bianca. «Ma vatti a fidare di Zaia», è però il commento dei lombardi, i cui rapporti con il veneto non sono mai stati così gelidi come ora.

Congresso della Lega: i piani dei ‘ribelli’ che appoggiano Garavaglia
Congresso della Lega: i piani dei ‘ribelli’ che appoggiano Garavaglia
Congresso della Lega: i piani dei ‘ribelli’ che appoggiano Garavaglia
Congresso della Lega: i piani dei ‘ribelli’ che appoggiano Garavaglia

Lo strappo di Gianna Gancia

Anche il governatore del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga non avrebbe contribuito granché alla raccolta di Garavaglia. Mentre tra le 50 firme lombarde ci sono anche gli assessori Massimo Sertori e Claudia Terzi, il segretario provinciale bergamasco Fabrizio Sala, e dovrebbe esserci la consigliera regionale ed ex deputata Silvana Snider. Tra i parlamentari, ha fatto outing pro Garavaglia il deputato umbro Virginio Caparvi, e sono ritenuti vicini a lui il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, la senatrice Daisy Pirovano, i deputati Simona Bordonali, Silvana Comaroli e Dimitri Coin. Dal Veneto sarebbero arrivate in tutto una decina di firme. Alcune sarebbero giunte dal Trentino e dalla Valle d’Aosta, tra cui quella della segretaria regionale Marialice Boldi. In Piemonte si è spesa la moglie di Calderoli, Gianna Gancia. Frattura in famiglia.

Congresso della Lega: i piani dei ‘ribelli’ che appoggiano Garavaglia
Gianna Gancia (Imagoeconomica).

Il botta e risposta tra Iezzi e Fagioli

Il clima è veramente rovente. E c’è già aria di resa dei conti. Fuori dai taccuini sono diversi i ‘salviniani’ che chiedono la testa di Romeo, il lombardo che più si è esposto nell’estate delle critiche a Salvini. «Da lombardo sono orgoglioso di poter dire che la Lega Lombarda sostiene in larga maggioranza Matteo Salvini con 120 delegati su circa 170 eletti all’ultimo congresso quando Romeo è stato scelto come segretario regionale», mette nero su bianco per esempio un ultras come Igor Iezzi, compagno di ‘scorribande’ politiche milanesi che Salvini considera come un fratello. Il sottotesto di Iezzi è che Romeo ha fallito nella raccolta firme per Garavaglia. Un leghista di lungo corso come Elio Fagioli – prototipo del “militante ignoto“, neologismo inventato da Giorgetti – lo ha infatti subito rimbrottato: «Complimenti Igor, quindi i 50 delegati per te non contano niente, roba da matti». Insomma, che le danze abbiano inizio.

Foce Irno, perchè la Procura vuole archiviare

La Procura della Repubblica di Salerno ha chiesto l’archiviazione del procedimento penale relativo alla vicenda dell’ex Italcementi, l’area situata alla foce del fiume Irno, da anni al centro di interrogativi e polemiche per le trasformazioni urbanistiche intervenute nel tempo. Una vicenda complessa, che affonda le proprie radici nella compravendita dei terreni avvenuta nel 1995 e che, negli anni successivi, ha visto modificare progressivamente la destinazione urbanistica del compendio immobiliare. A comunicarlo è il procuratore della Repubblica di Salerno, Raffaele Cantone, attraverso una nota ufficiale diffusa ieri, con la quale vengono ricostruiti gli accertamenti condotti dagli investigatori e le ragioni che hanno portato l’ufficio inquirente a chiedere al giudice per le indagini preliminari di chiudere il procedimento per l’ipotesi di falso ideologico in atto pubblico, contestata a carico di ignoti. L’inchiesta era partita da un esposto presentato da alcuni cittadini, che avevano sollevato dubbi sulla regolarità degli atti amministrativi e notarili relativi all’alienazione di alcuni lotti dell’ex stabilimento Italcementi. Secondo quanto prospettato dai firmatari, negli atti di compravendita non sarebbe stata adeguatamente rappresentata l’esistenza di vincoli derivanti dall’originario acquisto dell’area da parte del Comune di Salerno. La Procura ha quindi delegato gli accertamenti alla Squadra mobile della Questura di Salerno, che ha acquisito e analizzato la documentazione conservata presso Palazzo di Città, gli uffici del territorio, l’Archivio notarile e gli altri enti interessati. Un’attività investigativa che ha consentito di ricostruire l’evoluzione urbanistica dell’area a partire dal 1995, attraverso le successive varianti e modifiche degli strumenti di pianificazione. Proprio nel 1995, al momento della vendita dei terreni da parte di Italcementi al Comune di Salerno, il certificato di destinazione urbanistica qualificava le particelle come aree destinate al recupero degli standard, a spazi e attrezzature pubbliche, verde e parcheggi. Nel rogito notarile, inoltre, il mantenimento di tale destinazione veniva individuato come elemento essenziale della volontà negoziale, con un richiamo all’articolo 21 della legge 219 del 1981, relativa agli interventi straordinari per la ricostruzione dopo il terremoto. Un passaggio particolarmente significativo, perché proprio sulla natura di quel vincolo si concentra una delle questioni più delicate dell’intera vicenda. Nel corso degli anni, infatti, la destinazione urbanistica dell’area è stata progressivamente modificata attraverso una serie di provvedimenti amministrativi. Il primo risale al 3 maggio 1999, quando il Consiglio comunale approvò una variante al Piano regolatore generale relativa al progetto urbanistico dell’ex Cementificio Provenimenti, inserendo l’area nella nuova zona omogenea 23B. Successivamente, il Piano urbanistico comunale adottato nel novembre 2006 e approvato con decreto del presidente della Provincia nel dicembre dello stesso anno, con entrata in vigore nel gennaio 2007, confermò la nuova destinazione, ricomprendendo il compendio nell’ambito PROG 1 della zona omogenea B. Nel 2013 un’ulteriore variante suddivise l’ambito in due comparti distinti, PROG_1A e PROG_1B, inserendo quest’ultimo nel piano delle alienazioni. Infine, la revisione decennale del Puc del 2022 privilegiò, per le aree PROG, destinazioni turistico-alberghiere e parcheggi. Una successione di atti che ha modificato profondamente le prospettive urbanistiche dell’area rispetto alla destinazione originaria. Ed è proprio su questo punto che la Procura introduce una distinzione fondamentale tra la possibile legittimità delle trasformazioni urbanistiche e l’eventuale configurabilità di responsabilità penali. Secondo quanto emerge dagli accertamenti, infatti, non è stato possibile stabilire con certezza la natura del vincolo imposto nel 1995. Non è chiaro, in particolare, se si trattasse di una semplice obbligazione negoziale, di un vincolo urbanistico conformativo oppure di un autonomo vincolo derivante dalla legislazione speciale successiva al terremoto. Quest’ultima ipotesi avrebbe comportato conseguenze rilevanti. Come evidenziato dalla Procura, infatti, qualora il vincolo fosse derivato dalla normativa speciale post-sismica, per liberare l’area sarebbe stata necessaria una specifica procedura di autorizzazione, prevista anche dall’articolo 7 del regolamento comunale. Una procedura che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe richiesto inizialmente un’interlocuzione con il Ministero dell’Industria, attraverso la Gestione separata terremoto, e successivamente con le strutture regionali o commissariali subentrate nella gestione post-sismica. Dagli atti esaminati, tuttavia, non risulta che tale procedura sia mai stata attivata. Al contrario, la modifica del vincolo sarebbe stata perseguita attraverso gli ordinari strumenti di pianificazione urbanistica. Un elemento che lascia aperti interrogativi sulla correttezza del percorso amministrativo seguito nel corso degli anni, pur senza consentire, secondo la Procura, di configurare il reato di falso ideologico oggetto dell’indagine. Gli inquirenti sottolineano infatti che gli atti amministrativi adottati a partire dal 1999 non sono mai stati impugnati e che, per quanto emerso, non sarebbero state prospettate nel tempo ipotesi di illeciti penali con riferimento agli stessi provvedimenti. Di conseguenza, al momento delle successive alienazioni, la destinazione urbanistica dell’area risultava già modificata rispetto a quella del 1995. L’attestazione dell’assenza del vincolo contenuta nei contratti di compravendita era dunque conforme alla situazione urbanistica esistente in quel momento. Da qui la conclusione della Procura: non sussistono gli elementi per contestare il falso ideologico. Diverso, invece, il ragionamento relativo alla possibile illegittimità delle procedure amministrative attraverso le quali venne modificata la destinazione originaria. Secondo gli inquirenti, un’eventuale irregolarità avrebbe potuto astrattamente integrare il reato di abuso d’ufficio, ma la prima modifica risale al 1999 e, dunque, la fattispecie sarebbe comunque prescritta. A ciò si aggiunge l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio intervenuta con la legge 114 del 2024, che rende la condotta non più penalmente punibile. Nella richiesta di archiviazione viene affrontata anche la posizione dei cittadini che avevano presentato l’esposto. La Procura ha ritenuto di non procedere all’avviso previsto dall’articolo 408 del codice di procedura penale, considerando che i firmatari non possano essere qualificati come persone offese dal reato ipotizzato. Le condotte denunciate, infatti, riguardano interessi di natura pubblicistica e profili connessi all’esercizio della funzione amministrativa. Pur riconoscendo ai cittadini il merito di aver rappresentato interessi generali, gli inquirenti escludono che gli stessi siano titolari di una posizione giuridica individuale direttamente lesa dalla fattispecie penale oggetto dell’indagine. La parola passa adesso al giudice per le indagini preliminari, chiamato a valutare la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura. La conclusione delle indagini, dunque, non equivale a un giudizio definitivo sulla regolarità dell’intero percorso urbanistico dell’ex Italcementi. La Procura esclude la configurabilità del falso ideologico, ma nella ricostruzione degli atti emerge una questione che resta centrale: la natura del vincolo originario e la possibilità che questo sia stato modificato attraverso semplici provvedimenti di pianificazione, senza ricorrere alle procedure previste dalla legislazione speciale. Un interrogativo che, al di là dell’esito del procedimento penale, continua a pesare sulla storia urbanistica di una delle aree più significative e controverse della città di Salerno. e.n.

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Trotta: Immobili comunali, oltre 3 milioni di euro di morosità

Oltre tre milioni di euro di morosità accumulate tra il 2020 e il 2026 per gli immobili di proprietà del Comune di Salerno concessi in locazione o ad altro titolo. Una cifra che riaccende lo scontro politico a Palazzo di Città e solleva interrogativi sulla gestione del patrimonio immobiliare pubblico e sulle procedure adottate per recuperare i canoni non versati. A denunciare la situazione è la consigliera comunale di Fratelli d’Italia Ersilia Trotta, che, dopo ripetute interrogazioni, ha ottenuto dall’amministrazione i dati economici relativi alle morosità. La risposta, arrivata il 19 ottobre, fotografa una situazione che l’esponente dell’opposizione definisce particolarmente preoccupante. Nel solo 2026, infatti, oltre il 52% dei conduttori di immobili comunali risulta moroso, per un importo complessivo di 849.856,97 euro. Ancora più significativo il dato relativo all’intero periodo preso in esame: dal 2020 al 2026, secondo i numeri comunicati alla consigliera, le morosità raggiungono complessivamente 3.076.998,19 euro. Nel dettaglio, nel 2020 risultano 252.579,42 euro di canoni non versati, saliti a 333.248,47 euro nel 2021. Nel 2022 l’importo si attesta a 293.949 euro, mentre nel 2023 raggiunge 333.772,13 euro. Nel 2024 si registrano 331.574,68 euro di morosità, prima di un aumento significativo nel 2025, quando la cifra arriva a 682.017,52 euro. Il dato relativo al 2026, pari a quasi 850mila euro, è il più elevato della serie comunicata. Numeri che, secondo Trotta, impongono una riflessione sull’efficacia dell’attività di riscossione portata avanti dall’amministrazione comunale. «Dopo ripetute interrogazioni, il Comune di Salerno mi ha finalmente comunicato l’ammontare delle morosità relative agli immobili comunali concessi in locazione o ad altro titolo. Fino a oggi, infatti, l’amministrazione si era limitata a fornire soltanto dati percentuali, senza indicare il valore economico complessivo dei canoni non riscossi», ha spiegato la consigliera di Fratelli d’Italia. Al centro della contestazione non ci sono soltanto le somme non incassate, ma anche le iniziative intraprese per recuperarle. Trotta riferisce di aver chiesto agli uffici comunali di conoscere nel dettaglio le azioni avviate nei confronti dei debitori, ricevendo risposte che giudica insufficienti. Per il periodo compreso tra il 2020 e il 2025, infatti, la documentazione richiamerebbe genericamente degli «atti esecutivi», con una spesa di 2,78 euro per posizione, importo che la consigliera paragona al costo di una raccomandata. Per il 2026, invece, risulterebbe soltanto l’invio di un bollettino di conto corrente. Da qui l’affondo politico nei confronti del sindaco Vincenzo De Luca, accusato dall’esponente di opposizione di adottare criteri differenti nella gestione delle entrate comunali. «Mentre il sindaco si erge a inflessibile esattore dei tributi e maramaldeggia strutture alberghiere, emerge che a Salerno esistono tre milioni di euro di morosità non versate nelle casse comunali», sostiene Trotta, richiamando anche la situazione finanziaria dell’ente. «Io ritengo che le azioni di recupero debbano essere fatte, debbano essere fatte bene e che debbano essere fatte verso tutti, senza distinzioni», aggiunge la consigliera, chiedendo perché centinaia di locatari continuino, secondo quanto da lei denunciato, ad accumulare debiti nei confronti dell’amministrazione. Ma è soprattutto sulla conoscenza dell’identità dei debitori che si concentra ora la battaglia politica di Fratelli d’Italia. Trotta ha infatti chiesto di ottenere i nominativi dei soggetti morosi, richiesta alla quale il Comune avrebbe opposto motivazioni legate alla tutela della privacy e a una circolare del Ministero dell’Interno del 2023. Una risposta che la consigliera contesta, richiamando l’articolo 43, comma 2, del Testo unico degli enti locali, che riconosce ai consiglieri comunali il diritto di ottenere dagli uffici le informazioni utili all’espletamento del proprio mandato, fermo restando l’obbligo di segretezza nei casi previsti dalla legge. Secondo Trotta, conoscere i nominativi sarebbe necessario non soltanto per verificare lo stato delle procedure di recupero, ma anche per accertare l’eventuale esistenza di conflitti di interesse, diretti o indiretti, tra i soggetti morosi e il mondo politico. Si tratta, allo stato, di una richiesta di verifica avanzata dalla consigliera, non accompagnata nella nota da elementi che dimostrino l’esistenza di tali rapporti. Proprio per questo, il 19 ottobre l’esponente di Fratelli d’Italia ha presentato una nuova interrogazione, chiedendo formalmente di poter accedere alle informazioni richieste. «Il Comune di Salerno deve essere una casa di cristallo e i consiglieri comunali devono sapere», ribadisce Trotta, annunciando che continuerà a insistere per ottenere chiarimenti. Infine, un messaggio diretto al primo cittadino: «Che sia chiaro al sindaco: in me e nel mio partito troverà un muro. La ricreazione è finita per davvero». La vicenda apre così un nuovo fronte di confronto tra maggioranza e opposizione sulla gestione del patrimonio immobiliare comunale. Resta da chiarire quale parte delle somme indicate sia effettivamente recuperabile, quali procedure siano state avviate negli anni e quali risultati abbiano prodotto. Questioni sulle quali Trotta chiede risposte puntuali all’amministrazione, mentre il dato degli oltre tre milioni di euro di morosità torna a porre al centro del dibattito politico il tema della riscossione delle entrate comunali.

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Salernitana, Cosmi ai tifosi: resto

di Marco De Martino

SALERNO – Dopo una notte di riflessioni, seguita alla sfiducia manifestata dalla delegazione di tifosi presentatasi al Mary Rosy, Serse Cosmi (nella foto di Gambardella) ha deciso di tirare dritto e proseguire la sua avventura sulla panchina della Salernitana. Niente dimissioni, dunque, per l’allenatore perugino che, pur colpito nel vivo, non ha alcuna intenzione di mollare. Ieri, di buon mattino, Cosmi si è presentato al quarti generale granata, dove ha regolarmente diretto la seduta di allenamento in vista della trasferta di Picerno. Una partita che, in ogni caso, sarà determinante per il suo futuro a Salerno. In caso di risultato negativo, infatti, l’esonero diventerebbe quasi inevitabile, anche perché una parte della dirigenza starebbe continuando, in queste ore, a intrecciare contatti con i possibili candidati alla sua successione. Da Toscano a Prosperi, passando per Bigica, Caserta e la soluzione interna Scurto, le piste restano calde e la posizione di Cosmi continua a essere in bilico. Dal canto suo, come detto, l’allenatore perugino continua a fare ciò che ha sempre fatto: andare avanti ostinatamente per la propria strada. Ieri, al termine dell’allenamento, mentre lasciava il Mary Rosy, avrebbe anche voluto pronunciare qualche parola, ma alla fine, dopo un rapido cenno con la testa, ha preferito restare in silenzio e andare via. In ogni caso, comunque vada a Picerno e nelle prossime gare della Salernitana, appare evidente che qualcosa si sia incrinato, forse irrimediabilmente, nel rapporto tra Serse Cosmi e l’ambiente salernitano. Ricucire lo strappo sarà difficile, a prescindere dai risultati, positivi o negativi, che la squadra granata riuscirà a ottenere sul terreno di gioco.

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Renata Tafuri, una vita in teatro

di Olga Chieffi

Un cielo plumbeo, gonfio di pioggia, ieri mattina ha salutato la scomparsa, solo fisica, di Renata Tafuri, Il mondo del teatro salernitano piange la scomparsa di Renata Tafuri, compagna di teatro e di vita di Claudio Tortora. Risveglio amarissimo stamane, dell’intero mondo culturale cittadino, ha perso il sorriso di una consapevole e convincente artista. Renata era figlia d’arte di papà Enzo, attore di grande fama negli anni ’50 e ’60. Renata ha conosciuto le tavole del palcoscenico proprio a fianco del padre e all’interno della storica compagnia di Tina Trapassi, dove Enzo lavorava come primo attore. Dopo aver iniziato gli studi di medicina, aveva scelto di seguire la sua vera vocazione, abbandonando l’università per dedicarsi interamente al teatro e alla famiglia. Sul palcoscenico ha dato sempre prova di una straordinaria versatilità, spaziando con disinvoltura dal genere comico al cabaret, dal teatro classico alla commedia brillante, legando gran parte del suo percorso artistico alla compagnia La Rotonda, collaborando inoltre con numerose altre realtà teatrali del territorio. Il palcoscenico è stato anche il luogo in cui ha incontrato l’amore della sua vita, Claudio Tortora. I due si sono conosciuti e innamorati proprio nella compagnia di Tina Trapassi, durante la messa in scena di Filomena Marturano: in quell’occasione Claudio interpretava Vittorio il camiciaio, mentre Renata vestiva i panni della cameriera Lucia, una commedia e una compagnia che ha unito per sempre altre famose coppie del nostro teatro Gaetano Stella ed Elena Parmense e Matteo Salzano con Chiara De Vita. Da questa unione sono nati Valentina e Gianluca, ai quali Renata e Claudio hanno trasmesso la stessa viscerale passione per il teatro. Renata non è scesa ieri mattina dal palcoscenico e mi piace pensare ad “Un uomo medio” un testo di Claudio Tortora, del quale assistemmo alla prima con tutta la famiglia in scena, in cui, emblema costante nella mente del protagonista è il fantasma della moglie, senza la quale si sente perduto e della quale crede di dover fare le veci. Ma la sua dolce, perduta metà si materializza creando delle deliziose scenette, se non momenti di toccante profondità, in cui questa sorta di angelo che solo lui riesce a percepire, cerca di mostrargli ciò che gli è invisibile agli occhi così come agli altri lo è lei stessa. E’ certo che avverrà davvero stavolta in casa Tortora. Viviamo tempi “U.S.A e getta” – anche la coscienza e i sentimenti, disvivere più che vivere -, ossia la vita quotidiana intesa quale consumo veloce, consunzione oscura, spendita e ricarica inerti, abbandono, cieca soddisfazione, sopraffazione, attraverso cui ci si avvicina al Nulla inesorabilmente, finanche nella scuola, nelle arti, che dovrebbero essere baluardo all’erosione del tempo. Oggi che tocchiamo con mano la mancanza di colei che ci ha accolto, da maestra d’amicizia, in quel luogo voluto e pensato come familiare, la immaginiamo in ogni luogo, vestale dinamica di un tòpos, il dove, che, localizzando, determina una cosa come cosa-per-l’uomo, che diventa condizione dell’esistenza, punto di riferimento dell’esperienza, che consente la progettualità e l’attuazione, l’esistenza razionale e, quindi, “luogo familiare”. Dopo aver tentato numerosissime, troppe strade, per cercare una parola consolatoria, occorre, ora, far silenzio, in modo che, in esso, la mente possa aprirsi un cammino immune da sensi prefissati e di qui, ogni slargo, ogni liberazione, ogni ri-nascita, potrà divenire possibile. “Dove è più nero il lutto, ivi è più flagrante la luce”, scrive Gesualdo Bufalino. Ancora attoniti, per l’improvvisa scomparsa dell’amica rimasta semplice, schietta e sincera, per aver perso inaspettatamente l’artista che ci voleva bene, con la quale si è condivisi momenti che sono patrimonio di un’umanità che cresce e migliora attraverso un’azione etica, che è quella del dialogo, della cultura, dell’ “otium”, non riuscendo a scorgere sino in fondo cosa si nascondesse nella filigrana di un evento, che proiettava dinanzi ai nostri occhi il profilo temibile della morte, oggi, la saluteremo nella Chiesa di Santa Maria della Consolazione di Salerno alle ore 10,30.

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Protesta autotrasportatori, emergenza rifiuti nel salernitano

di Cosmo Nicolino

La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti rischia di trasformarsi in una vera e propria emergenza rifiuti in provincia di Salerno. I blocchi lungo le principali arterie stradali del Sud Italia stanno mettendo in difficoltà il sistema di raccolta e conferimento, costringendo diverse amministrazioni comunali a sospendere alcuni servizi essenziali. Una situazione destinata ad aggravarsi qualora la mobilitazione dovesse proseguire nei prossimi giorni. Le criticità più significative si registrano a San Cipriano Picentino e Olevano sul Tusciano, dove da giovedì 22 ottobre sarà sospesa la raccolta differenziata e indifferenziata sull’intero territorio comunale. A comunicarlo è la società Nappi Sud S.r.l., gestore del servizio, che ha evidenziato l’impossibilità per i mezzi aziendali di raggiungere gli impianti di destinazione finale per scaricare i rifiuti e di effettuare i necessari rifornimenti di carburante. A complicare ulteriormente la situazione è il progressivo riempimento delle piattaforme disponibili. Nei due comuni la sospensione interesserà sia la raccolta porta a porta sia quella stradale. Ai cittadini viene chiesto di non esporre alcuna tipologia di rifiuto già dalla serata del 21 ottobre, trattenendo temporaneamente organico, plastica, carta, vetro e indifferenziato all’interno delle abitazioni o delle pertinenze private. Una misura necessaria per evitare accumuli lungo le strade e prevenire possibili problemi igienico-sanitari. Il servizio riprenderà soltanto quando saranno rimossi i blocchi e ripristinate le condizioni operative. Disagi anche nel capoluogo. Salerno Pulita ha comunicato che i Centri comunali di raccolta di Arechi e Fratte resteranno chiusi fino a lunedì 26 ottobre. Confermato, invece, l’appuntamento con il Centro di raccolta mobile, previsto sabato 24 ottobre, dalle 9 alle 12.30, in piazza Gian Camillo Gloriosi, dove sarà possibile conferire diverse tipologie di materiali e ritirare gratuitamente il kit per la raccolta differenziata. Provvedimenti straordinari sono stati adottati anche a Nocera Inferiore, con la sospensione della raccolta della frazione secca e di carta e cartone, e a Cava de’ Tirreni, dove sono stati interrotti lo spazzamento meccanizzato e la raccolta del vetro, oltre alla chiusura dell’isola ecologica. Di fronte all’aggravarsi della situazione, EcoAmbiente Salerno, società in house dell’Ente d’Ambito Territoriale, ha istituito un tavolo tecnico permanente per monitorare quotidianamente gli effetti della protesta e garantire supporto ai Comuni. La principale preoccupazione riguarda il possibile raggiungimento dei limiti autorizzativi di stoccaggio negli impianti, con il rischio di compromettere ulteriormente il ciclo integrato dei rifiuti. «L’impegno straordinario messo in campo da EcoAmbiente Salerno e dai Comuni sta consentendo, al momento, di fronteggiare l’emergenza. Tuttavia, questa capacità di risposta non può essere considerata illimitata», ha dichiarato il presidente Nicola Ciancio, sollecitando provvedimenti urgenti da parte delle autorità competenti. A chiedere un intervento istituzionale è anche l’Anci Campania. Il presidente Francesco Morra ha inviato una nota ai Prefetti delle cinque province campane, evidenziando come i blocchi stiano compromettendo non soltanto la gestione dei rifiuti, ma anche l’approvvigionamento delle mense scolastiche, il trasporto degli studenti e delle persone fragili, l’assistenza domiciliare e le attività della Polizia locale e della Protezione civile. Tra le proposte avanzate dall’associazione dei Comuni figurano l’istituzione di un tavolo di coordinamento presso le Prefetture e la definizione di priorità nei rifornimenti di carburante per i mezzi destinati ai servizi pubblici essenziali. Sulla vicenda è intervenuta anche la Funzione Pubblica Cgil di Salerno. I segretari Erasmo Venosi e Antonio Capezzuto hanno chiesto misure immediate per evitare possibili emergenze igienico-sanitarie, confermando la disponibilità del sindacato a collaborare con le istituzioni. Intanto, mentre si moltiplicano le sospensioni dei servizi, cresce la preoccupazione per le conseguenze che il protrarsi della protesta potrebbe determinare sulla gestione dei rifiuti e sulla quotidianità dei cittadini dell’intera provincia.

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Cinema: Clayface, il mostro di Gotham arriva al cinema

Clayface, il mostro di Gotham arriva al cinema

Uno dei più inquietanti avversari di Batman diventa protagonista di un film horror ambientato nell’universo DC.

Non tutti i cattivi dei fumetti sono destinati a diventare protagonisti di un film. Clayface, uno degli avversari più singolari di Batman, ci riesce con una pellicola che promette di allontanarsi dai tradizionali cinecomic per esplorare i territori dell’horror e del body horror. Diretto da James Watkins (Speak No Evil) e scritto da Mike Flanagan (Doctor Sleep, The Haunting of Hill House), il film racconta la trasformazione di un attore il cui corpo diventa una massa di argilla mutante, capace di assumere qualsiasi forma. Una storia che mescola tragedia personale,... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Cinema - 22 ottobre 2026 - articolo di Redazione

Clan Esposito, i chiarimenti di De Lucia e Naimoli

Hanno tutto il diritto i signori Giuseppe De Lucia e Simona Naimoli a voler ribadire il decreto di archiviazione del quale sono stati destinatari nell’ambito del processo penale sul cosiddetto clan Esposito di Eboli.

Processo nel quale erano indagati, unitamente a Paolo Esposito, di 416ter del Codice Penale, cioè presunto scambio politico-mafioso elettorale. Non c’è, il tal modo, nessuna intenzione lesiva della reputazione personale e professionale per aver dato una notizia con continenza formale, vera e pertinente per l’interesse pubblico con l’esposizione dei fatti con un linguaggio misurato e civile.

La Procura Antimafia del tribunale di Salerno ha richiesto l’archiviazione per infondatezza della notizia di reato e inidoneità degli elementi raccolti dai pm inquirenti per sostenere l’accusa in giudizio e a fondare una sentenza di condanna.

E’ un atto interno dell’inchiesta della magistratura salernitana che è stata pubblicata con diritto di cronaca e presunzione di innocenza per l’efficacia delle indagini. A tutela dei soggetti già indagati.

a.m.

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Il propfessor Vento ci scrive

Ringraziamo il professor Mario Vento, professore ordinario di Intelligenza Artificiale nell’Università di Salerno, di spiegare dettagliatamente ai nostri lettori il progetto scientifico dell’ateneo salernitano, nel quale è stato prorettore, per la Transizione Digitale. Il professore Mario Vento è stato nominato dal Rettore Virgilio D’Antonio per le sue specifiche competenze. Resta da chiarire la funzione e il ruolo degli spin-off fondati dal professor Vento considerato che sono stati definiti senza le nomine a cura dello steso Rettore e  dei docenti che vi operano. Sarà il caso di riparlare dei centri spin-off dopo le nomine dell’Ateneo e l’elenco dei professori che vi opereranno. Oltre che l’analisi completa dei presunti conflitti di interesse che potrebbero crearsi tra il danaro pubblico e i legittimi interessi professionali privati.

Con l’augurio di una pronta stabilizzazione accademica del professor Bruno Vento, figlio del professor Mario, perché passi da dottore di ricerca al Consorzio Interuniversitario di Napoli a docente. Con gli stessi meriti riconosciuti al dottor Carlo Mazzocca, figlio del professor Nicola, entrato in servizio all’ateneo di Salerno.

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Pontecagnano in lacrime per Antonio,

Una comunità stretta nel dolore per l’ultimo saluto ad Antonio Milito, il ragazzo di appena 15 anni morto sabato scorso in un tragico incidente stradale mentre era alla guida del suo ciclomotore, finito contro un autobus.

I funerali si sono svolti questo pomeriggio a Pontecagnano Faiano, dove in tanti si sono ritrovati per accompagnare il giovane nel suo ultimo viaggio. Particolarmente toccante la presenza di numerosi giovanissimi, amici e coetanei che hanno voluto testimoniare il proprio affetto e la vicinanza alla famiglia.

Ad accompagnare il feretro, palloncini bianchi e fumogeni, simboli di un saluto carico di commozione e incredulità per una vita spezzata troppo presto.

Per la scomparsa di Antonio è stato proclamato il lutto cittadino a Pontecagnano Faiano e a Montecorvino Pugliano, comune nel quale il quindicenne viveva con la famiglia. Due comunità unite da una tragedia che ha profondamente colpito il territorio.

Resta il dolore per una giovane vita interrotta a soli 15 anni e per una perdita che lascia sgomenti familiari, amici e quanti conoscevano Antonio. Una giornata di silenzio e raccoglimento per stringersi attorno ai suoi cari e condividere il peso di un’assenza difficile da accettare.

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Banca Monte Pruno e UNISA, avanti tutta

La Banca Monte Pruno e il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università degli Studi di Salerno rinnovano la convenzione per il Master di II livello in “Anticorruzione, Data Protection e Cybersecurity”, diretto dai professori Francesco Fasolino e Antonino Sessa e giunto alla seconda edizione. Un impegno che si inserisce nella consolidata collaborazione tra la BCC e il Dipartimento dell’Università degli Studi di Salerno, a sostegno della formazione specialistica e della valorizzazione del talento dei giovani. Il percorso ha già prodotto risultati concreti durante la prima edizione del Master: alcuni partecipanti hanno, infatti, immediatamente trovato impiego, a testimonianza del valore di competenze sempre più richieste dalle organizzazioni pubbliche e private, oltre che del valore espresso dal progetto formativo universitario.La convenzione connessa al nuovo master, sottoscritta in questi giorni a Fisciano, presso l’Università degli Studi, prevede l’assegnazione, da parte della Banca, di una borsa di studio, a copertura integrale del costo del Master per uno studente meritevole con possibilità di attivare, inoltre, uno stage formativo presso l’Istituto. La collaborazione si arricchisce del contributo del Direttore Generale Cono Federico nel Comitato Scientifico e della promozione di occasioni di confronto tra mondo accademico e professionale. «Investire in questo progetto  universitario – ha sottolineato il Direttore Generale Cono Federico – significa offrire ai strumenti concreti per costruire il proprio futuro professionale. Sapere che alcuni partecipanti alla prima edizione hanno già trovato impiego rafforza il significato di questa collaborazione. Sostenere percorsi che uniscono preparazione specialistica, cultura della legalità e conoscenza delle nuove sfide digitali significa accompagnare la crescita di professionisti capaci di generare valore per l’intera comunità. Siamo fieri di questa collaborazione con il Dipartimento di Scienze Giuridiche guidato dal Prof. Fasolino, con il quale abbiamo già definito nuove e innovative proposte di partnership». «Il Dipartimento di Scienze Giuridiche – ha dichiarato il Professor Francesco Fasolino, Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche – rinnova la convenzione con la Banca Monte Pruno per il Master di secondo livello in “Anticorruzione, Data Protection e Cybersecurity”, nel solco di una ormai consolidata collaborazione che ha visto la Banca sostenere e supportare alcune delle iniziative più importanti del Dipartimento nel campo della formazione, a beneficio degli studenti e del territorio. La seconda edizione del Master sarà inaugurata lunedì 26 ottobre presso l’Università degli Studi di Salerno, con una lectio magistralis sul tema della corruzione del Procuratore della Repubblica di Salerno, dott. Raffaele Cantone».

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Protesta tir, ruote tagliate per impedire partenza camion

Ruote dei camion tagliate per costringere i conducenti ad aderire alla protesta, copertoni di camion al centro della carreggiata per fermare i tir. Ma anche autotrasportatori che denunciano di essere obbligati a stare fermi. Sono gli episodi che emergono in Campania dai luoghi della protesta degli autotrasportatori, dove l’adesione della categoria è parecchio elevata ma si registrano anche casi di camionisti che vogliono lavorare ma sono obbligati a fermarsi. Dalle forze dell’ordine, in particolare tra le province di Caserta e Napoli, si apprende di numerosi casi di ruote degli autoarticolati tagliate per impedirne la partenza. E da Teano, dove c’è il casello dell’A1 bloccato dalla protesta, giunge la testimonianza di un operaio autista di un’azienda veneta di mobili, fermo da tre giorni nella vicina autogrill, strapiena

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Sciopero degli autotrasportatori, Lollobrigida: «Evidenti infiltrazioni criminali»

Per quanto riguarda i disordini avvenuti a Milano e in altre città d’Italia, il governo si è di fatto diviso: due ministri (Guido Crosetto e Antonio Tajani) ritengono che si sia stata una «regia esterna», circostanza invece esclusa da altri due membri dell’esecutivo (Matteo Piantedosi e Matteo Salvini). Un quinto ministro, Francesco Lollobrigida, ha invece detto la sua sulla protesta degli autotrasportatori al Sud, parlando di «evidenti infiltrazioni criminali».

Sciopero degli autotrasportatori, Lollobrigida: «Evidenti infiltrazioni criminali»
Protesta degli autotrasportatori (Imagoeconomica).

«Ci sono dei casi evidenti, che sono stati visibili a tutti», ha detto il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, intervistato da Repubblica prima del question time alla Camera. A sostegno della sua tesi, scrive il quotidiano romano, Lollobrigida ha mostrato il “curriculum” di alcuni camionisti protagonisti dei blocchi contro il caro carburante: «Basta leggere qui per capire di chi si sta parlando».

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La protesta andrà avanti almeno fino al 27 ottobre

Intanto continua la protesta di autotrasportatori e agricoltori che ormai da giorni sta paralizzando il Sud Italia: nelle intenzioni proseguirà almeno fino al 27 ottobre, giorno in cui è staro fissati l’incontro col governo. Segnalati sempre più distributori a secco, con lunghe code alle pompe, mentre in diversi supermercati del Meridione gli scaffali sono vuoti. Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha detto al question time alla Camera che il Viminale «sta procedendo alle identificazioni» degli autotrasportatori protagonisti dei blocchi, «anche ai fini di rimuovere i presidi».

I sindaci Bari e Napoli: «Anticipare il confronto col governo»

In una nota congiunta i sindaci di Bari e Napoli, Vito Leccese e Gaetano Manfredi, si sono rivolti al governo e a Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, chiedendo di anticipare il confronto previsto per il 27 ottobre: «Rischiamo città paralizzate e sommerse dai rifiuti. La situazione nelle città del Mezzogiorno resta estremamente critica e rischia di aggravarsi ulteriormente con il passare delle ore». Nei due capoluoghi di regione, assieme agli altri territori del Sud, il blocco della circolazione delle merci sta compromettendo gli approvvigionamenti alimentari, ma «le difficoltà cominciano a interessare anche servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico extraurbano».

Milano, un passante insulta i manifestanti: ma è il comandante dei carabinieri?

A Milano circola un video di 40 secondi che ha già fatto più chilometri di una “gazzella” in pattuglia. Via Orefici, domenica 18 ottobre, tra scontri e atti di vandalismo. In serata un signore in giubbino blu, jeans e scarpe da skater si pianta davanti a un presidio e detta la linea: «Vergognatevi! La vita è sacra, andatevene a casa!».

Le testate giornalistiche lo chiamano «un passante», «un cittadino indignato». Quando una ragazza lo manda a quel paese, i toni si accendono. Il cittadino indignato accetta il confronto e rilancia: «Vai a cagare tu, stronza!».

Il passante più alto in grado d’Italia

Di chat in chat però circola un’indiscrezione che si fa sempre più insistente: secondo più fonti, quell’uomo sarebbe il generale di brigata Rodolfo Santovito, 53 anni, originario di Pompei, che da agosto del 2025 è il comandante provinciale dei carabinieri di Milano. Se così fosse, saremmo davanti al passante più alto in grado d’Italia. E in effetti anche la somiglianza tra le due foto sembra a prova di smentita.

Milano, un passante insulta i manifestanti: ma è il comandante dei carabinieri?
Un confronto tra la foto del “passante” e quella di Rodolfo Santovito.

Il video così diventerebbe un corso accelerato di comunicazione istituzionale. All’insediamento il generale aveva promesso ai milanesi «un ascolto sensibile e attento»: in via Orefici l’ascolto è durato quanto un semaforo verde pedonale. Aveva detto di voler garantire una «convinta collaborazione» con i cittadini: la ragazza in questione l’ha ricevuta a pieni polmoni, con tanto di indicazioni stradali.

I carabinieri devono dirigere l’ordine pubblico in divisa

Dalle immagini si notano alcuni particolari. Radio non pervenuta, uniforme nemmeno. Nei manuali di base, i membri dell’Arma dei carabinieri che dirigono l’ordine pubblico stanno in divisa, si fanno riconoscere e tengono la radio in una mano e la catena di comando nell’altra.

Milano, un passante insulta i manifestanti: ma è il comandante dei carabinieri?
Rodolfo Santovito, comandante provinciale dei carabinieri di Milano (foto Imagoeconomica).

Resta il quesito da caserma: Santovito era in servizio? Se sì, Milano ha tenuto a battesimo una tecnica inedita, l’ordine pubblico in borghese e a voce: niente reparti, niente funzionario, niente megafono, una sobrietà quasi francescana per un generale. Il comandante provinciale, nelle serate calde, di solito siede in sala operativa, dove arrivano le immagini di tutta la città e si decide chi mandare dove.

Una “gazzella” ridotta a un rottame in piazza del Duomo

Quella sera in piazza del Duomo, nell’epicentro degli scontri, una “gazzella” è stata ridotta a un rottame: parabrezza sfondato, vetri in frantumi, carrozzeria presa a calci. Senza grate sui finestrini, senza un reparto antisommossa a coprirla, è finita in mezzo ai facinorosi. Le foto la mostrano poi chiusa in un recinto di transenne sotto la facciata del Duomo. Per chi l’ha distrutta vale più di cento striscioni, il simbolo dell’Arma consegnato in omaggio alla foto di copertina. Chi l’ha mandata lì? Domanda da sala operativa. Appunto.

Milano, un passante insulta i manifestanti: ma è il comandante dei carabinieri?
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Milano, un passante insulta i manifestanti: ma è il comandante dei carabinieri?
Milano, un passante insulta i manifestanti: ma è il comandante dei carabinieri?
Milano, un passante insulta i manifestanti: ma è il comandante dei carabinieri?

Poco più in là, due uomini portano via un manifestante tenendolo per le braccia. Felpa scura, pantaloni cargo, scarpe da ginnastica e in testa il casco con la visiera, in mano lo sfollagente. Mezzo reparto mobile e mezzo tifoso in trasferta: una divisa a metà, come la serata. Il cittadino che guarda vede due signori col casco che trascinano un ragazzo, a poche vie da un terzo signore senza casco che urla alle passanti. E si chiede, legittimamente, chi siano i buoni.

Milano, un passante insulta i manifestanti: ma è il comandante dei carabinieri?
Rodolfo Santovito (foto Imagoeconomica).

Di solito le piazze si governano con una sola dote, la calma di chi comanda. Sabato 24 ottobre saranno più affollate. E meno educate della ragazza di via Orefici. Se sono bastati 40 secondi e un invito un po’ colorito a far saltare i nervi al passante più alto in grado d’Italia…

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»

Mettimelo qui, Ben. E Ben questa volta ha deciso di mettere qui il suo racconto. Dopo il video andato virale in cui ha spifferato le ombre del metodo Falsissimo, l’ex stretto collaboratore di Fabrizio Corona ha rilasciato una lunga intervista esclusiva a Lettera43. Dove svela i segreti dell’ex re dei paparazzi. Tra chat artefatte, audio recitati e testimonianze apparecchiate. Altro che “verità”…

Perché hai deciso che è arrivato il momento di raccontare la tua verità?

«La decisione non è arrivata oggi, è stata maturata in tanti mesi di lavoro e semplicemente oggi è il giorno in cui scelgo di uscire allo scoperto, di raccontare un po’ tutto quanto. Dovevano esserci delle coincidenze da rispettare, quindi ho scelto martedì come giorno sfruttando il potere mediatico del processo di Mediaset».

Perché dovremmo credere a te se fino a ieri facevi parte di quello che denunci?

«Beh, quello che pubblico lo provo con delle fonti certe e verificate, quindi questa è la prima distinzione rispetto al lavoro fatto da Fabrizio. Con lui il mio pensiero non aveva alcun tipo di valore, quindi assolutamente mi discosto da tutto quello che è stato pubblicato ed è stato fatto perché è sempre stata una sua scelta, sono sempre state le sue idee. E soprattutto, come specifico nel video, lavorare con lui significa dire di sì, il no non è contemplato. Non c’è possibilità di rivedere le sue idee».

Che rapporti avevi con Corona e qual era il tuo ruolo nel suo lavoro e nella sua vita?

«Il rapporto con Corona nasce tra dicembre 2024 e gennaio 2025, lui aveva dei problemi con YouTube e io sono uno dei migliori in questo campo. Quindi mi chiede un aiuto tramite un’altra persona. Dopodiché con il passare del tempo il rapporto è diventato sempre più stretto, ci si poteva dire quasi amici, ero un po’ la persona a cui faceva riferimento».

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
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Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»

Qual è stato il primo episodio che ti ha fatto pensare di doverti proteggere da lui?

«Dal momento in cui l’ho conosciuto ero già consapevole del tipo di personaggio. Ho scelto di tutelarmi da subito. Sicuramente ci sono stati diversi episodi che mi hanno fatto pensare che il suo metodo potesse essere pericoloso anche per me. La consapevolezza è arrivata vedendo anche il rapporto che ha con Francesca Persi, amministratrice delegata di Athena srl (società che gestisce i diritti d’immagine di Corona, ndr), che ha avuto problemi solo perché gli è stata accanto».

Nelle registrazioni che possiedi c’è qualcosa che mette in difficoltà pure te?

«Sicuramente potrebbe esserci qualcosa che, mal interpretato, potrebbe mettermi in cattiva luce. La realtà è che ovviamente il mio ruolo era quello di essere un interprete, recitavo una parte».

Portaci all’origine di Falsissimo: com’è nato il format e qual era il vero scopo di Corona?

«Il format nasce quando io e Fabrizio ancora non ci conoscevamo e serviva per ripulire la sua immagine, per dargli un nuovo volto e per dargli un rilancio dopo l’uscita dal carcere. Il format sicuramente aveva grandi potenzialità, poteva essere un ottimo modo non solo di rilanciare il suo personaggio, ma anche di fare della vera informazione. La realtà è che poi, da sempre, tutto quello che tocca Fabrizio perde un po’ l’anima. E così è stata anche per Falsissimo».

Cos’è quindi in pratica il metodo Falsissimo?

«Ripeto, come ho già specificato ampiamente nel video, il metodo Falsissimo è molto semplice in realtà, è la ricerca di un obiettivo e del raggiungimento di un risultato. C’è sempre la scelta di un nemico da combattere, c’è sempre uno scoop da inseguire, c’è sempre qualcosa da raccontare. Per raggiungere l’obiettivo, per fare visualizzazioni, per fare hype si è disposti ormai a tutto. Quindi anche a falsificare prove e raccontare storie non vere».

Dunque è una sorta di manipolazione della realtà. Hai assistito alla costruzione di una notizia falsa?

«Sarebbe più semplice dire forse quali non sono false. Tutto è mischiato, realtà e finzione, quindi ormai è praticamente indistinguibile. Qualsiasi puntata di Falsissimo viene raccontata e viene narrata con degli aspetti che servono sia a dare colore ma servono anche a fomentare il pubblico. E quindi lì il rischio è che anche una storia vera viene poi ingigantita e viene raccontata in maniera totalmente diversa e distorta semplicemente per accontentare il pubblico».

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»

Un esempio su tutti? Il caso di Lamine Yamal: da questa storia si capisce molto e da qui parte un po’ tutto il racconto. Lui riceve una notizia in cui si dice che questa ragazza di Lecco è rimasta incinta di Lamine Yamal, è rimasta incinta fregandolo. Incontra il presunto ex manager di questa ragazza, il quale racconta di essere in possesso appunto di alcuni audio compromettenti della ragazza. Questi audio non li abbiamo mai sentiti, il manager non li ha mai fatti vedere. Quindi molto semplicemente Corona prende la sua migliore amica, le fa fare un audio, lo fa modificare al montatore e lo inserisce nella puntata. È tutto fatto per portare il pubblico pagante sul suo canale YouTube».

Quindi ci stai dicendo che il pubblico di fatto paga degli abbonamenti per avere delle notizie false?

«Definire falso tutto quello che è stato prodotto in abbonamento sarebbe un errore. Però diciamo che una gran parte del prodotto ovviamente è artefatta».

Com’è nata l’idea di attaccare Mediaset?

«Purtroppo non conosco così a fondo la psiche di Fabrizio Corona per capire da dove sia nata effettivamente quest’idea. La realtà è che Mediaset, come tanti altri, è stato solamente un nemico da attaccare».

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
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Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»

Parliamo del caso Signorini. Dunque perché Coppola ha denunciato Corona?

«Perché Vito Coppola abbia deciso di denunciare Fabrizio Corona purtroppo non lo so. La realtà è che sicuramente, rispetto agli accordi che si erano dati quando si sono incontrati la prima volta per fare l’intervista, Fabrizio non rispettandoli potrebbe aver causato un ripensamento di quello che voleva fare Vito Coppola».

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
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Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»

Parli di offerta di denaro e di assistenza legale ai testimoni. Che cosa veniva offerto e che cosa veniva chiesto in cambio?

«Allora, offrire denaro è un’abitudine di Fabrizio Corona. La realtà è che poi nel 99 per cento dei casi non paga mai. Nel caso specifico di Vito Coppola erano stati offerti 20 mila euro in contanti e tutto quello che servisse per il gratuito patrocinio».

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Vito Coppola con Fabrizio Corona.

Restando sul caso Coppola, che cosa hai visto direttamente tu e che cosa ti è stato riferito?

«Ciò che ho visto con Vito Coppola è tutto quello che riguarda dal primo incontro in ufficio fino alla registrazione dell’ultima puntata, ovviamente passando per tutte le chiamate. Però, come ho già specificato, tutto questo materiale io lo trattengo e lo metto a disposizione di chiunque ne abbia bisogno».

Parliamo dell’audio costruito di Fedez. Chi avrebbe deciso la modifica e chi era al corrente prima della pubblicazione?

«Stabilire chi abbia deciso questa modifica purtroppo mi è impossibile perché io in quel momento ancora non lavoravo con Fabrizio. La realtà è che, conoscendolo, probabilmente sarà una sua idea, però non voglio darlo per certo. Prima della pubblicazione sicuramente ne erano a conoscenza i montatori, ne erano a conoscenza gli autori, quindi chiunque faccia parte del team. Però è importante ricordare che chiunque sia con lui nella fase di produzione della puntata non ha alcun tipo di potere decisionale. È lì solamente come visualizzatore che vede tutto quello che va online semplicemente qualche attimo prima».

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
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Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»

Su Belén parli di chat finte, puoi spiegarci meglio cosa significa?

«Quelle che vengono mostrate nell’episodio 27 di Falsissimo sono delle chat completamente inventate che solo lui ricorda. Quindi non c’è alcun tipo di fonte, alcun tipo di prova che dimostri che quelle chat siano mai esistite. Vengono utilizzate pure delle grafiche dell’iPhone vecchie per farle sembrare ancora più realistiche».

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»

Esistono presunti scoop che Corona aveva lanciato ma sui quali poi ha frenato perché temeva conseguenze?

«Diciamo che ho visto poche volte Fabrizio fermarsi di fronte alla notizia, questa è l’unica cosa che gli devo riconoscere. Però ci sono stati alcuni casi in cui questo è successo. E Garlasco è uno di questi esempi».

Corona parla tanto di Marotta e Lotito per aumentare l’hype, ma perché poi sul calcio non quaglia mai?

«Esattamente come dici tu è per aumentare l’hype, tutto è finalizzato solamente a quello. Parlare di Lotito e Marotta è uno strumento di lancio di comunicazione ed è quello che lui fa benissimo nelle discoteche e nei locali che frequenta. La realtà, come si vede nel video, è che non c’è mai stato un lavoro su Lotito e su Marotta. E quindi nessun tipo di informazione è in suo possesso».

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
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Quali rapporti politici hai visto direttamente al di là delle dichiarazioni pubbliche?

«È stata una scoperta negli ultimi mesi, non conosco grandi rapporti fra lui ed esponenti del mondo politico, se non quello con Vannacci che si è visto nell’ultima puntata. Quello che posso dire di certo è che questa collaborazione politica, se così si può chiamare, in realtà è frutto solo della sua immaginazione, non c’è mai stato alcun tipo di accordo scritto o certificato dal generale Vannacci. E quindi diciamo che Fabrizio, esattamente come tutte le altre cose che fa, ha interesse nella politica solo per aiutarsi a monetizzare ancora di più».

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

Il vice segretario di chi?

«Ma come? Il vice segretario di “Corona per la Verità”, il nuovo movimento politico».

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Fabrizio Corona (da YouTube).

Cosa succedeva quando qualcuno gli diceva: «Questa cosa non è vera e non possiamo pubblicarla»?

«Diciamo che ormai ultimamente pochissime volte ho sentito qualcuno cercare di fermarlo. E questo semplicemente perché quando trovi sempre qualcuno che dall’altra parte ti intimidisce, ti dice di stare in silenzio, dopo un po’ diventa anche inutile provare a fermarlo. La realtà è che nessuna di queste persone poi è in grado di tenere a bada Fabrizio Corona».

Parliamo un po’ di te. Che accesso avevi a materiali, conversazioni e decisioni?

«Rispondo per punti. Sicuramente avevo accesso a qualsiasi tipo di materiale, quindi sia quello che era registrato in studio, sia tutto quello che ho archiviato personalmente registrando qualsiasi tipo di appuntamento, incontro, videochiamata o chiamata che facessi insieme a lui. Per quanto riguarda le decisioni, io non potevo essere in grado di dare il mio parere, non potevo decidere quello che sarebbe successo poi in puntata. Le uniche persone a cui Corona faceva un po’ di riferimento in ambito decisionale erano Christian Contessa e Massimo Cappello, che sono i due autori del programma Falsissimo. Ma anche loro in realtà potevano solamente dare dei consigli, ma mai prendere delle vere e proprie decisioni».

Perché hai deciso di fare tutto questo?

«Per raccontare la verità, cosa che ormai è sempre più difficile trovare, e soprattutto perché Fabrizio Corona ormai ha raggiunto un potere mediatico impressionante. E girando con lui nei tour dei teatri ho visto decine di migliaia di persone osannarlo ed essere pronte a votare il suo partito in caso di discesa in politica. Quindi diciamo che in quei momenti ti rendi conto di quanto effettivamente sia pericoloso avere un potere così forte nelle mani di una persona che non lo sa gestire. È ovvio che poi tutto questo per me è anche un tornaconto possibilmente economico, ma questo chiaramente l’ho imparato da lui. Perché quando hai la notizia ovviamente raccontala, ma se puoi monetizza anche. La verità è che però avrò delle grandi cause a cui far fronte».

Qual è la prova più forte che puoi mettere a disposizione oggi?

«La prova più forte che ho oggi la tengo nel mio cassetto di sicurezza. Non voglio ancora scoprire tutte le mie carte, sono sicuro che ci sarà un momento in cui dovrò sedermi a tavolino con Fabrizio Corona e i suoi legali e quindi quello forse sarà il momento in cui dimostrerò veramente tutto quello di cui sono in possesso».

Cosa potrebbe dimostrare Corona per smentire la tua ricostruzione?

«Fondamentalmente nulla, perché è tutto vero ed è tutto certificato. L’unica cosa che potrebbe fare e che io gli consiglio di fare è quella di rimescolare tutte le carte, fare un periodo in cui riflette su quello che ha fatto e poi sceglie di tornare sul campo semplicemente con la verità».

Vuoi dirci qualcuno dei segreti nascosti nel tuo archivio? E che cos’è il libro nero di Fabrizio Corona?

«I segreti che nascondo nel mio archivio per il momento rimarranno segreti, poi deciderò quando utilizzarli. Mentre il libro nero di Fabrizio Corona semplicemente racchiude tutti i segreti che lui possedeva fino a oggi, che io ho acquisito. Quindi sì, se ve lo state chiedendo esiste un libro nero di Fabrizio Corona».

Ben, se denunci un sistema che trasforma tutto in attenzione e denaro, perché lanci un merchandising proprio con questo video?

«La scelta di lanciare un merchandising è finalizzata in primis a utilizzare il suo metodo contro di lui, quindi sfruttare la tensione mediatica che ha generato questo video per lanciare un mio prodotto. E soprattutto per appropriarmi di quello che fino a oggi è stato il motto con cui si è parlato di me, quindi “mettimelo qui Ben”».

Francia, sindacati verso lo sciopero generale dal 5 novembre

L’incontro tra il primo ministro francese Sébastien Lecornu e i rappresentanti dei sindacati transalpini, in attesa di risposte politiche alle loro rivendicazioni, è terminato con una fumata nera. Al termine della riunione a Matignon, infatti, la segretaria generale della Confédération générale du travail (Cgt), Sophie Binet, ha chiamato alla «più ampia mobilitazione generale possibile» per il 5 novembre, invitando a «tenere assemblee ovunque, in tutti i luoghi di lavoro, per estendere lo sciopero anche nei giorni successivi».

«Siamo venuti per ottenere risposte concrete e immediate alla rabbia sociale. Il primo ministro e il governo non hanno annunciato alcuna misura, né alcuna considerazione delle nostre richieste». La leader sindacale ha inoltre affermato che «non si risponde alla mobilitazione sociale con misure di sicurezza e repressione» e che il governo dovrebbe smettere di «disprezzare, calpestare e umiliare giovani e lavoratori».

Scontri a Milano: l’ipotesi di «regia esterna» divide i ministri

Quattro ministri. Due letture diverse degli scontri di Milano. Una la domanda: dietro ai saccheggi e agli scontri nel salotto della città c’è o no una regia esterna?

Per Crosetto è «guerra ibrida»

A lanciare il sasso è stato il titolare della Difesa, Guido Crosetto, che ha parlato senza giri di parole di «guerra ibrida». «I fatti di Milano e di altre parte d’Italia sono profondamente diversi da quelli vissuti in altre epoche e sono il frutto di quella che io chiamo guerra ibrida che qualcuno sta portando nelle nostre Nazioni ricorrendo a strumenti non convenzionali che si chiamano TikTok, social, Youtube senza che l’Occidente se ne renda conto ed in qualche modo reagisca», ha detto Crosetto martedì, intervenendo al Defense procurement forum in corso a Roma. I numeri, secondo il ministro, lo confermerebbero: «Se tre ragazzi su 10 hanno partecipato a quelle manifestazioni, non parliamo di maranza, di italiani di seconda generazione, se sei su 10 le condividono è perché in questi anni hanno subito una controeducazione da qualche parte, non dalla famiglia o dalla scuola, che gli ha dato valori, ambizioni, una visione del mondo e dei punti di riferimento che è in conflitto con la società in cui viviamo e con le regole democratiche». 

Scontri a Milano: l’ipotesi di «regia esterna» divide i ministri
Il ministro della Difesa Guido Crosetto (Imagoeconomica).

Salvini e Piantedosi escludono regie esterne

Una teoria non condivisa dal titolare dei Trasporti, Matteo Salvini, impegnato su due fronti: la benzina elettorale dei baby casseur a Milano (sia per le Politiche sia per le Comunali) e la mancanza di benzina al Sud causata dallo sciopero degli autotrasportatori con cui la trattativa è in salita. Il leader leghista esclude «regie esterne, regie occulte o guerre ibride». La sua lettura è molto più semplice: «Questi cercavano le Nike, l’iPhone, ambivano ai Rolex», ha detto. «Io vi dico che dei 343 fermati e 50 arrestati non c’entrano nulla rivendicazioni politiche, il caro gasolio, il caro vita, gli studentati universitari e quello che volete voi, questi sono arrivati a Milano per rubare e devastare senza nessun tipo di ideale alle spalle». Per Salvini non c’entra nemmeno il disagio. «Se uno esce da casa con le mazze ferrate, le forbici e i martelli, lì c’è poco da fare a scuola, lì c’è da reprimere», ha tagliato corto uscendo dalla riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura a Milano. «Qui stiamo parlando di qualcuno che dice siamo a disagio e poi ha un telefonino da 1.700 euro. Hanno saccheggiato negozi di abbigliamento, scarpe e telefonia. Quindi non c’entra nulla il disagio».

Scontri a Milano: l’ipotesi di «regia esterna» divide i ministri
Matteo Salvini (Imagoeconomica).

A escludere una regia esterna è anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Per il Viminale non esisterebbe «alcuna evidenza» che i giovani saccheggiatori «siano manovrati» dell’esterno.

Scontri a Milano: l’ipotesi di «regia esterna» divide i ministri
Matteo Piantedosi (Ansa).

Tajani si schiera con il ministro della Difesa

Cambia il ministero, cambia la lettura. Dalla Farnesina, Antonio Tajani sulla possibile «regia esterna» dà ragione a Crosetto. «L’ho anche detto più volte che c’è il rischio di influenza, un tentativo di influenzare i risultati elettorali in Europa», ha dichiarato il vicepremier forzista. «L’Unione Europea sta indagando e mi pare che le parole del ministro Crosetto siano condivisibili, io la penso come lui». Non è un caso, ha aggiunto Tajani, «che anche nel nostro ministero sia stata fatta una rivoluzione organizzativa, c’è una direzione generale che si occupa della sicurezza cibernetica, che comprende le fake news, tutte le notizie che arrivano, anche l’uso di TikTok, quali messaggi vengono dati… messaggi sempre contro la civiltà occidentale, quindi bisogna verificare. Certamente non è da escludere che possano esserci anche tentativi di sfruttare dall’esterno quello che succede. Questo, come l’utilizzo di alcune piattaforme che non sono italiane, deve farci riflettere, deve farci verificare cosa c’è dietro».

Scontri a Milano: l’ipotesi di «regia esterna» divide i ministri
Antonio Tajani (Imagoeconomica).

Perché l’Ue ha aperto un’indagine su Booking

La Commissione Ue ha avviato un procedimento formale nei confronti di Booking.com, principale piattaforma di prenotazione di alloggi in Europa, per verificare il rispetto del Digital Services Act (Dsa): l’istruttoria si concentrerà sulla gestione degli annunci fraudolenti, sulle truffe di phishing e sulla trasparenza delle inserzioni a pagamento sul sito, che beneficiano di un posizionamento privilegiato ma non chiaramente identificabili come pubblicità. «Il Dsa attribuisce alle piattaforme chiare responsabilità per far fronte a tali rischi, e dobbiamo garantire che la principale piattaforma di prenotazione in Europa le prenda sul serio», ha dichiarato Henna Virkkunen, vicepresidente della Commissione Ue. Il procedimento nei confronti di Booking.com è il secondo legato alle truffe online nell’ambito del Dsa, dopo quello avviato su Meta ad aprile 2024.

La risposta di Booking.com

«Booking.com collabora pienamente con la Commissione europea e partecipa in modo costruttivo al confronto sulle questioni sollevate nell’ambito del Regolamento sui servizi digitali. La sicurezza, la fiducia e la protezione dei dati personali sono priorità assolute», ha dichiarato in una nota l’azienda finita nel mirino dell’Ue: «Confermiamo il nostro impegno a collaborare con i governi e le autorità di regolamentazione competenti, le forze dell’ordine e i partner del settore per contrastare la criminalità informatica e le frodi online e proteggere i viaggiatori e i partner».

Indagine Ponte sullo Stretto, acquisiti documenti al Mit e al Cipess

La procura di Roma, nell’ambito dell’indagine sul Ponte sullo Stretto, ha delegato i Carabinieri del Ros all’esecuzione di un ordine di esibizione nei confronti del Mit, del Dipe/Cipess, della società Ponte sullo Stretto e del Consorzio Eurolink, finalizzato all’acquisizione della documentazione predisposta e inviata alla Corte dei conti, nell’ambito dell’attività di controllo relativa alla delibera Cipess n. 61/2025 e al decreto n.190 del 1 agosto 2025. É quanto si legge in una nota della procura relativa al procedimento avviato a piazzale Clodio per corruzione in cui sono indagati, tra gli altri, l’ex presidente aggiunto della Corte Tommaso Miele e l’avvocato Giacomo Saccomanno. L’attività investigativa fa seguito alla precedente del 9 giugno, con l’esecuzione di un decreto di perquisizione finalizzato all’acquisizione di documentazione e dei dispositivi elettronici (smartphone, device, etc..) in uso alle persone sottoposte alle indagini.

Senza benzina e supermercati vuoti: l’allerta meteo ‘provvidenziale’ in Campania

Allerta meteo provvidenziale in provincia di Napoli! La protezione civile della Regione Campania aveva diramato l’allerta per mercoledì, e decine di sindaci si sono precipitati a chiudere le scuole: solo nella provincia partenopea studenti e prof a casa a Afragola, Bacoli, Capri, Casoria, Ercolano, Giugliano, Ischia, Marano, Melito, Mugnano, Piano di Sorrento, Pompei, Portici, Pozzuoli, Procida, Qualiano, San Giorgio a Cremano, Sant’Agata sui due Golfi, Sant’Antonio Abate, Somma Vesuviana, Sorrento, Torre Annunziata, Torre del Greco, Vico Equense, Villaricca e Volla. Eppure in città splende il sole, dopo qualche goccia mattutina. Capita spesso ma oggi cade a fagiolo.

Senza benzina e supermercati vuoti: l’allerta meteo ‘provvidenziale’ in Campania
Napoli mercoledì mattina (L43).

Supermercati vuoti, pure per Angela Merkel

La situazione al Sud, e in Campania in particolare, è tragica a causa del blocco degli autotrasportatori. Niente benzina ai distributori. Davanti a quelle poche pompe ancora in funzione si formano file lunghissime.

Senza benzina e supermercati vuoti: l’allerta meteo ‘provvidenziale’ in Campania
File davanti ai distributori di benzina a Napoli (Ansa).

La scarsità di carburante è tale che Eav, a partire dal 21 ottobre, potrebbe tagliare alcune corse degli autobus. A rischio anche la circolazione dei mezzi per raccogliere i rifiuti. Gli scaffali nei supermercati sono vuoti.

Senza benzina e supermercati vuoti: l’allerta meteo ‘provvidenziale’ in Campania
Scaffali vuoti in un supermercato di Napoli (Ansa).

Ferma la produzione di mozzarella di bufala nel Casertano per la mancanza di latte. Pure Angela Merkel, che sta trascorrendo qualche giorno di relax nell’adorata costiera amalfitana, a Cava dei Tirreni si è ritrovata a fare la spesa in un supermercato vuoto.

Sciopero a oltranza fino al 27 ottobre

La domanda è: quanto durerà lo sciopero? L’incontro con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini non è stato risolutivo, almeno per i campani che rimarranno a braccia incrociate fino al prossimo incontro fissato per il 27 ottobre al Mit. Intanto la tensione aumenta, anche tra gli stessi autotrasportatori. Come riportato da Fanpage, in un presidio a Napoli alcuni camionisti sarebbero venuti quasi alle mani. Gli pneumatici di chi voleva tornare al lavoro sarebbero stati bucati. Mentre nel Casertano, alcuni manifestanti hanno posizionato sulla strada un copertone per non far passare i possibili “crumiri”. Fino a qualche ora fa, per non farsi mancare nulla, la circolazione ferroviaria tra Roma e Napoli era stata sospesa a causa dei danni dovuti ai temporali che si sono abbattuti sul Pontino nella notte. Visto l’andazzo, l’allerta meteo è la minore delle sciagure.

Perché Musk spinge per la fusione SpaceX-Tesla

Elon Musk, che più volte ha citato potenziali sinergie tra gruppi e non ha fatto mistero di voler mettere un po’ di ordine nella sua galassia di aziende, ha definito una «buona idea», la possibile fusione tra SpaceX e Tesla, rivelando che i consigli di amministrazione delle due società hanno costituito comitati speciali per studiare l’integrazione, già ipotizzata nei mesi scorsi. https://www.lettera43.it/fusione-tesla-spacex-musk/. Il magnate – che a fine luglio aveva smentito il Wall Street Journal – ha sottolineato che non c’è alcuna garanzia che una fusione si realizzi e che non è stato ancora concordato nulla, inoltre un eventuale accordo dovrebbe comunque essere approvato dagli azionisti. Ma l’ipotesi della nascita di un nuovo colosso da oltre 3 trilioni di dollari, a questo punto, è tutt’altro che campata in aria.

Perché Musk spinge per la fusione SpaceX-Tesla
Elon Musk (Imagoeconomica).

Con la fusione nascerebbe un colosso da 3,5 trilioni di dollari

La fusione tra SpaceX e Tesla darebbe origine a una delle società di maggior valore al mondo. L’azienda aerospaziale di Musk ha una capitalizzazione di mercato di 2 trilioni di dollari, mentre il marchio di auto elettriche vale quasi 1,5 trilioni. Sulla carta, con la loro integrazione nascerebbe un conglomerato da 3.500 miliardi, che avrebbe davanti solo Microsoft, Alphabet, Apple e Nvidia come valore di mercato.

Perché Musk spinge per la fusione SpaceX-Tesla
La presentazione di Tesla Roadster (Imagoeconomica).

Musk ha parlato delle possibili sinergie tra le due aziende

Nella visione di Musk, ceo di entrambe le aziende, unire SpaceX e Tesla sarebbe vantaggioso dato il lavoro che ciascuna di esse svolge nell’ambito dei chip, dell’intelligenza artificiale e di altri progetti tecnologici. Nello specifico, l’operazione combinerebbe le auto, i robot e la tecnologia di guida autonoma di Tesla con i razzi, i data center, i satelliti e le attività di telecomunicazione di SpaceX. Reuters scrive che Starlink potrebbe servire robotaxi e robot umanoidi Optimus; mentre le batterie Tesla potrebbero supportare i fabbisogni energetici di SpaceX. Come sottolinea il Financial Times, le due aziende collaborano già su diversi fronti: i thruster a gas freddo del nuovo Roadster, presentato di recente, sono stati realizzati da SpaceX. Inoltre, la fusione conferirebbe a Musk un maggiore controllo sui diritti di voto nella società risultante rispetto a quello che detiene attualmente in Tesla: un’unica società, insomma, consentirebbe all’uomo più ricco del mondo di gestire la strategia nel campo dell’IA secondo le proprie intenzioni e con pochi compromessi.

Lega, Garavaglia ha raccolto le firme necessarie per sfidare Salvini

Massimo Garavaglia è riuscito a raccogliere le 80 firme – tra delegati provenienti da quattro Regioni diverse – necessarie per candidarsi alla segreteria della Lega: la scadenza dei termini era prevista per le ore 13 di oggi. Il senatore ed ex ministro del Turismo (ricoprì questo incarico nel Governo Draghi) sfiderà ufficialmente Matteo Salvini per la leadership del partito al congresso straordinario del Carroccio, che si terrà sabato 24 e domenica 25 ottobre a Milano. Tra le sottoscrizioni a sostegno di Garavaglia soprattutto firme lombarde, su tutte quelle del presidente Attilio Fontana e del capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, ma anche quelle degli assessori regionali Claudia Terzi e Massimo Sertori (vicinissimo al governatore e tra i malpancisti). In Piemonte ha invece firmato Gianna Gancia, moglie di Roberto Calderoli. Tiepido invece il sostegno da Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Con due candidati in corsa il voto sarà a scrutinio segreto.

Lega, Garavaglia ha raccolto le firme necessarie per sfidare Salvini
Matteo Salvini (Imagoeconomica).

Iran, Ft: «Netanyahu aveva pianificato attacco a inizio mese, stoppato da Trump»

Secondo quanto riportato dal Financial times, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva pianificato di effettuare attacchi contro l’Iran all’inizio di ottobre 2026, ma il presidente americano Donald Trump si è opposto alla ripresa dei combattimenti prima delle elezioni di medio termine statunitensi. Tre persone a conoscenza dei fatti hanno riferito al giornale che l’Idf era pronto a effettuare attacchi nel fine settimana del 10 ottobre per colpire impianti nucleari e siti del regime iraniano, nonché infrastrutture civili, tra cui centrali energetiche. Secondo le fonti, gli attacchi sarebbero stati più intensi di quelli condotti da Stati Uniti e Israele a febbraio. Non è chiaro se gli Stati Uniti si sarebbero uniti ai raid.

Morto il giornalista Roberto Bernabai

È morto a 70 anni Roberto Bernabai, storico volto del giornalismo sportivo di Telemontecarlo e La7. Romano, dopo aver iniziato la carriera collaborando con vari periodici, dal 1985 al 1990 era stato radiocronista e conduttore per emittenti regionali laziali. Nel 1990 l’approdo alla redazione sportiva di TMC, emittente per la quale è stato inviato e telecronista a tre Mondiali e tre Europei di calcio, nonché alle Olimpiadi di Barcelloni. Per sei stagioni, inoltre, era stato commentatore delle partite della Liga spagnola in coppia con Giancarlo De Sisti. Con la trasformazione di Telemontecarlo in La7, Bernabai era stato scelto come conduttore della prima edizione del telegiornale della neonata emittente. Dalla stagione 2006/2007 era stato inoltre conduttore di Area Gol, che viene trasmesso prima e dopo le partite di Serie A trasmesse sui canali del digitale terrestre Cartapiù, oltre che degli studi pre e post-partita della Coppa Uefa. Bernabai, tifoso della Roma, era inoltre una voce conosciuta nell’etere capitolino: tante le sue collaborazioni con diverse emittenti, tra cui Retesport e Radio Radio.

Maltempo, allerta arancione in sei regioni: un morto a Jesolo

Una vasta ondata di maltempo si sta abbattendo in queste ore sull’Italia, motivo per cui la Protezione Civile ha diramato l’allerta arancione in Liguria e su parte di Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Campania, e l’allerta gialla in Trentino-Alto Adige, Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e su alcuni settori di Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Lazio e Campania.

Morto un militare a Jesolo

A Jesolo, in provincia di Venezia, un uomo è morto dopo che un albero ha travolto la sua auto. Si tratta di un militare di 46 anni che stava andando a lavoro quando, in via Roma Destra, un tronco ha ceduto e si è abbattuto sul tetto della sua vettura. Nonostante l’intervento immediato dei soccorritori, tra cui anche i Vigili del fuoco, per lui non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri di Jesolo.

Witkoff a San Pietroburgo: presenterà a Putin una nuova proposta di pace

Dopo i colloqui a Oslo con Volodymyr Zelenksy e alcuni leader europei, Steve Witkoff è arrivato a San Pietroburgo, dove è stato accolto da Kirill Dmitriev, direttore generale del Fondo russo per gli investimenti diretti e rappresentante speciale di Vladimir Putin per gli investimenti e la cooperazione economica con l’estero. Witkoff, inviato di Donald Trump, presenterà al presidente russo una proposta aggiornata per porre fine alla guerra in Ucraina. Jared Kushner, consigliere (nonché cognato) di Trump, parteciperà ai colloqui a distanza. Oltre a Witkoff, Putin incontrerà oggi a San Pietroburgo anche il primo ministro cinese Li Qiang.

Witkoff a San Pietroburgo: presenterà a Putin una nuova proposta di pace
Vladimir Putin (Imagoeconomica).

Rubio: «Positivii colloqui di Oslo»

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha definito «positivi» i colloqui di Oslo tra Witkoff e Zelensky: «Niente di inaspettato, niente di sorprendente. Ora, con queste idee, Witkoff può andare a San Pietroburgo e condividerle con la controparte russa, e vediamo se riusciamo a fare dei progressi». La Casa Bianca auspica che Putin mostri una maggiore disponibilità al compromesso, dopo che Trump ha acconsentito a revocare le sanzioni sulle vendite di gasolio russo e adottato altre misure accolte con favore da Mosca.

Witkoff a San Pietroburgo: presenterà a Putin una nuova proposta di pace
Volodymyr Zelensky (Ansa).

Mosca apre a negoziati con Kyiv

Zelensky, da Oslo, ha dichiarato che il prossimo passo dovrebbe essere un incontro trilaterale tra lui, Putin e Trump: un formato, questo, che la Russia ha finora respinto. Tuttavia proprio oggi Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, commentando la proposta di Trump di escludere Zelensky dal tavolo delle trattative, ha detto che è «impossibile» discutere una soluzione definitiva alla guerra in Ucraina senza la presenza di rappresentanti di Kyiv. Intanto, per quanto riguarda le operazioni militari, Zelensky ha confermato il ripristino della condivisione di intelligence con gli Usa sui lanci di missili balistici russi, fondamentali per la difesa della popolazione civile.

Stretta del governo dopo gli scontri di Milano: cosa prevede il decreto sicurezza

È arrivata la stretta del governo dopo i saccheggi di Milano e i disordini di piazza in varie città d’Italia: il Consiglio dei ministri ha infatti dato il via libera al decreto legge sulla sicurezza, che prevede otto articoli. Ecco il contenuto del provvedimento.

Il nuovo reato

Introdotto innanzitutto un nuovo reato: chi durante le proteste utilizza bastoni, mazze o lancia oggetti mettendo a rischio l’incolumità delle persone rischia una reclusione da due a cinque anni e una multa fino a 20 mila euro. La pena aumenta se le violenze sono commesse a volto coperto e in caso di danni a infrastrutture o servizi di pubblica utilità. Chiunque, poi, anche «mediante strumenti informatici o telematici», organizza o promuove la formazione di gruppi per dar vita a manifestazioni violente rischia la reclusione da quattro a 12 anni.

La stretta sui minori

Tra le altre novità c’è l’estensione del fermo preventivo anche per «chi turba la sicurezza in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone»: tale misura varrà anche per i minorenni, ma solo se hanno compiuto 16 anni. Previste poi l’estensione dell’arresto in flagranza differita per le ipotesi di danneggiamento e la procedibilità d’ufficio anche per lesioni personali lievi o lievissime procurate a un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza durante l’adempimento delle loro funzioni. Da un precedente ddl confluisce la presunzione di capacità di intendere e di volere del minore che ha già compiuto 14 anni, rendendolo così subito imputabile senza subordinarlo all’accertamento della capacità d’intendere e di volere al momento del fatto. In arrivo poi multe da 500 a 1.000 euro – raddoppiabili in caso di reiterazione -per i genitori di minorenni (anche non imputabili) che commettono violenze durante manifestazioni.

Introdotto il divieto di raduno

Tra le misure del decreto legge figura inoltre la possibilità del questore di disporre il divieto di radunarsi ai minorenni quando cinque o più persone, anche in forma di gruppo, in luogo pubblico o aperto al pubblico, tengono comportamenti intimidatori. Questa misura di prevenzione può interessare anche determinate fasce orarie predeterminate a persone che abbiano commesso, nei cinque anni precedenti o che vengano colte nel compimento di alcuni comportamenti lesivi contro persone e cose o che siano stati già, nei cinque anni precedenti, autori di fatti per i quali sono stati colpiti da provvedimenti di carattere preventivo.

I militari inviati a Milano

L’articolo 8 dispone infine l’invio da subito di 500 militari a Milano fino al 31 dicembre, con una spesa di 4,7 milioni di euro: i parà della Folgore che saranno spediti nel capoluogo lombardo dopo i disordini non avranno poteri di polizia.

Report Onu sul clima: «Verso +2,6°C entro fine secolo»

Nel 2025 le emissioni globali di gas serra si sono mantenute su livelli record, secondo un report dell’Onu. Il documento avverte che la Terra è avviata verso un riscaldamento compreso tra 2,6°C e 2,8°C entro il 2100, anche nell’ipotesi in cui i governi rispettino i recenti impegni climatici assunti. Si tratta di proiezioni più cupe rispetto a quelle dello scorso anno – che indicavano un riscaldamento compreso tra 2,3°C e 2,5°C – dovute, tra l’altro, al ritiro degli Stati Uniti (il secondo maggior inquinatore al mondo) dall’Accordo di Parigi e alla revisione delle stime sulle emissioni storiche. Tra i sei maggiori emettitori, i dati preliminari per il 2025 indicano un aumento delle emissioni negli Stati Uniti, in Indonesia e in Cina, a fronte di una diminuzione in India, Russia e Unione Europea.

Per raggiungere un picco entro 1,8°C occorre diminuire le emissioni del 69 per cento entro il 2040

La possibilità di mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C è svanita, sentenzia il rapporto, dopo decenni di un’azione climatica insufficiente, in particolare da parte dei paesi ricchi del G20, responsabili di tre quarti delle emissioni. Il rapporto delinea tuttavia uno scenario più favorevole, in cui il riscaldamento globale raggiungerebbe un picco compreso tra 1,7°C e 1,8°C, per poi scendere nuovamente al di sotto di 1,5°C entro il 2100. Per riuscirci, le emissioni globali dovrebbero ridursi del 18 per cento entro il 2030, del 45 per cento entro il 2035 e del 69 per cento entro il 2040, rispetto ai livelli del 2025. Per fare un confronto, secondo l’Onu, il rispetto degli attuali impegni climatici porterebbe a una riduzione di appena il 5-8 per cento entro il 2030 e dell’11-15 per cento entro il 2035.

Conte abbassa i toni, Schlein alza la posta: così cambia la partita nel campo largo

Ci sono dettagli, spifferi, voci di corridoio che però trovano conferma nei modi di fare e negli atteggiamenti. Insomma, la notizia è questa: da qualche giorno Giuseppe Conte appare assai più moderato rispetto al provocatore spiazzante cui siamo abituati. È più soft, meno corrosivo quando parla di Elly Schlein, più dialogante verso il Pd. L’unico contro cui non intende mollare è Matteo Renzi. Sul resto il leader M5s sembra aver indossato l’abito, con tanto di pochette, del perfetto democristiano.

Conte abbassa i toni, Schlein alza la posta: così cambia la partita nel campo largo
Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

Anche l’intervista di martedì al Corriere della Sera aveva toni garbati, concilianti, quasi accomodanti. Chi conosce bene le dinamiche di Campo Marzio la vede così: da quando Schlein ha iniziato a fare la voce grossa, a rispondere colpo su colpo, a dichiarare apertamente di puntare a Palazzo Chigi, come ha fatto all’assemblea dem di domenica scorsa, l’ex premier ha iniziato a frenare, preferendo la moderazione e il dialogo allo scontro aperto. Tanto per quello ci sarà tempo, alle primarie. Insomma, Conte si è reso conto che pure Schlein è capace di mordere, quindi anche per questo avrebbe deciso di darsi una calmata.

Conte abbassa i toni, Schlein alza la posta: così cambia la partita nel campo largo
Elly Schlein all’assemblea Pd (Imagoeconomica).

Alcuni sondaggi riservati darebbero Schlein in vantaggio

Ma non c’è solo questo. Un paio di sondaggi riservati giunti sulla sua scrivania hanno fotografato un vantaggio della segretaria dem alle primarie. Rafforzati anche da una rilevazione che dà il campo largo in vantaggio sul centrodestra sia con Schlein sia con Conte alla guida. Insomma, entrambi avrebbero la possibilità di sconfiggere Giorgia Meloni, facendo cadere la tesi (anche di una parte del Pd) che solo l’ex premier sarebbe davvero competitivo. Ora, i sondaggi sulle primarie valgono quel che valgono, ma quei numeri hanno tolto a Conte la sicurezza di uscirne vincitore che invece aveva fino a qualche tempo fa. Così si giustifica anche la scelta di aprire a un federatore, proposta che Schlein nega di aver ricevuto, e che invece Conte assicura di aver messo sul tavolo, trovando però una porta chiusa. «Ma se fosse sicuro, o quasi, di vincere alle primarie, non avrebbe mai fatto una proposta simile…», spiega a L43 un deputato dem in buoni rapporti coi pentastellati. Da qualche tempo, dunque, l’ex avvocato del popolo sta mettendo in conto anche di perderle, queste benedette primarie. E così svicola. Prima ha proposto di cedere il passo a un terzo nome, ora insiste sul mettere a terra il programma prima della consultazione. Toni diversi rispetto a non troppi mesi fa, quando assicurava che la linea sulle questioni «non negoziabili», a partire dall’Ucraina, sarebbe stata decisa dal vincitore delle primarie. Ora non è più così.  

Conte abbassa i toni, Schlein alza la posta: così cambia la partita nel campo largo
Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

L’endorsement ufficiale di AVS non è arrivato

C’è poi un altro elemento che ha tolto sicurezza all’ex premier. Nonostante i buoni rapporti con Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, Conte non ha ricevuto la promessa di endorsement da parte di AVS: se ci saranno più candidati, la sinistra presenterà un proprio nome, se invece i contendenti saranno solo due, non si esprimerà, lasciando ai propri elettori libertà di voto. Conte invece avrebbe voluto un appoggio ufficiale da parte di Alleanza Verdi Sinistra. E questo cambia parecchio le carte in tavola. Infatti martedì pomeriggio l’ex premier si è augurato che alle primarie corrano più nomi. «Mi auguro che partecipino più candidati, così da non diventare un duello rusticano…», le sue parole. È convinto, l’ex premier, che più persone corrono e più penalizzata sarà Schlein, non lui.

Conte abbassa i toni, Schlein alza la posta: così cambia la partita nel campo largo
Nicola Fratoianni e Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

La segretaria cambia look: dalle sneakers ai tailleur

Ma c’è anche un fattore estetico ad aver rafforzato la leader dem: il cambio di look. Fino a quando Schlein si presentava in ogni occasione in jeans e sneakers, l’avvocato del popolo aveva gioco facile ad apparire come il candidato ideale per Palazzo Chigi: sempre elegantissimo, con abiti sartoriali e perfette camicie bianche. Poi lui a Chigi c’è già stato, affrontando oltretutto una pandemia. Lei, invece, era dipinta dai critici come la studentessa del liceo cui non affidare nemmeno la guida di un condominio. Da qualche tempo, però, Schlein, oltre alla strategia, ha cambiato outfit, presentandosi con impeccabili tailleur pantalone. Non più scarpe da ginnastica, ma calzature eleganti con tacco basso. Eccomi, sono pronta per Palazzo Chigi, con tanto di guardaroba adeguato, sembra voler dire. L’immagine in questo caso conta parecchio. Lo sa bene Conte, che la sua la studia a tavolino per ogni occasione: con la pochette a sei, cinque o quattro punte agli appuntamenti istituzionali; senza pochette nelle occasioni più informali; addirittura senza cravatta se incontra i lavoratori dell’Ilva o va a Trastevere dai ragazzi del Cinema America. Insomma, anche nell’abbigliamento Conte ha capito di avere davanti una nuova Elly Schlein, più agguerrita e meno accomodante, pronta a sfidarlo senza esclusioni di colpi.

Conte abbassa i toni, Schlein alza la posta: così cambia la partita nel campo largo
Giuseppe Conte ed Elly Schlein (Imagoeconomica).

La grana Virginia Raggi

L’ex avvocato del popolo però deve fronteggiare anche un problema interno. Se con Alessandro Di Battista l’ha scampata, poiché la malattia di Dibba ha azzerato le possibilità di una discesa in campo alle Politiche con il suo movimento Schierarsi (che rischiava di rosicchiare parecchi voti ai 5 stelle), Conte si trova ora a gestire il problema Virginia Raggi. L’ex sindaca di Roma si sarebbe stufata di fare la muffa in Campidoglio e ambisce a una candidatura in Parlamento, ma il leader e i suoi fedelissimi la temono, perché Raggi porta avanti posizioni che si rifanno al M5s delle origini e, soprattutto, non vuole alcuna alleanza con Roberto Gualtieri. Insomma, Conte preferirebbe non averla tra i piedi, ma non sarà facile stoppare (con motivazioni valide) una sua eventuale corsa. Un’altra piccola preoccupazione per il capo.

Conte abbassa i toni, Schlein alza la posta: così cambia la partita nel campo largo
Virginia Raggi (Ansa).

Cinema: Klara e il Sole: il film con Jenna Ortega arriva oggi al cinema

Klara e il Sole: il film con Jenna Ortega arriva oggi al cinema

Scritto e diretto da Taika Waititi a partire dal romanzo del Premio Nobel Kazuo Ishiguro, l'adattamento è già divisivo

Sony Pictures porta al cinema Klara and the Sun, adattamento dell'omonimo romanzo Klara e il Sole dell'autore britannico Kazuo Ishiguro diretto e co-sceneggiato insieme a Dahvi Waller (Mad Men) da Taika Waititi (Thor: Love and Thunder). Protagonista della storia nel ruolo dell'Amica Artificiale Klara è Jenna Ortega (Wednesday), mentre completano il cast Mia Tharia (September Says), Amy Adams (Story of your Life), Natasha Lyonne (Russian Doll), Steve Buscemi (I morti non muoiono) e Harry Greenwood (Sleeping Dogs). Il film arriva nelle sale con una certificazione di freschezza... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Cinema - 21 ottobre 2026 - articolo di Angela Bernardoni