Dai campi ai ristoranti, la crisi della distribuzione non risparmia nessuno

di Raffaella D’Andrea

La crisi dei trasporti non si ferma ai campi e non riguarda soltanto chi produce ortaggi. Le ripercussioni raggiungono la ristorazione, il comparto caseario e il mercato florovivaistico, coinvolgendo attività diverse, accomunate dalla difficoltà di far arrivare i propri prodotti a destinazione e di sostenere i costi di gestione. A Ceraso, nel Cilento, l’Osteria del Notaro cerca di proseguire l’attività puntando sulla stagionalità e sulle materie prime ancora reperibili sul territorio. A pesare sono anche i prezzi di alcuni ingredienti: secondo quanto riferito, i pomodorini sarebbero arrivati a costare tra i nove e i dieci euro al chilo anche presso alcuni produttori locali. Un dato che merita di essere approfondito, considerando le differenze legate alla varietà, alla qualità e al mercato di riferimento. A Pomigliano d’Arco, lo chef Daniele Unione di J’adore deve fare i conti con una disponibilità più limitata di ingredienti, ma anche con un altro problema: la diminuzione dei clienti. Tra il costo del carburante e le difficoltà negli spostamenti, anche raggiungere un ristorante può diventare una scelta da rimandare. Così, alle difficoltà di approvvigionamento si aggiunge il rischio di una contrazione dei consumi. A Salerno, la situazione non è diversa, come racconta lo chef Riccardo Cannizzaro. Fino al fine settimana, spiega, non hanno particolari problemi di approvvigionamento, ma a mancare è la clientela. Il motivo è legato alle spese sostenute dalle famiglie per far fronte all’emergenza: «Chi ha due auto in casa ha fatto il pieno di carburante e magari anche una spesa più consistente per fare scorta. Il budget familiare è stato assorbito da queste necessità e, in questo momento, per andare al ristorante restano meno soldi» . Una difficoltà che evidenzia come le conseguenze della crisi non riguardino soltanto la disponibilità delle merci, ma anche la capacità di spesa delle persone, con ricadute dirette sulle attività della ristorazione. Sul fronte caseario, invece, arriva un segnale di ripartenza. I caseifici contattati stanno preparando il ritorno alla piena produzione, previsto da domani, dopo i problemi di commercializzazione registrati nei giorni precedenti e lo sblocco dei trasporti. Il latte è già stato acquistato dagli allevatori e deve essere lavorato: fermarsi significa mettere a rischio non soltanto la vendita del prodotto finito, ma anche l’equilibrio dei rapporti con chi fornisce la materia prima. A Pompei, intanto, anche i fiori aspettano di partire. Al mercato florovivaistico, tra scaffali e carichi pronti per la distribuzione, la preoccupazione riguarda soprattutto i crisantemi, il fiore simbolo della ricorrenza dei defunti. La produzione viene programmata con mesi di anticipo e proprio in queste settimane si concentra una parte importante delle vendite del settore. «Il crisantemo è il fiore del momento: lo produciamo da sei mesi per rendere omaggio ai nostri cari defunti», raccontano dal mercato. A una settimana da Ognissanti, i carichi sono pronti, ma i ritardi nei trasporti rischiano di compromettere la distribuzione nel momento più importante della stagione. Il problema è il tempo. Trascorsi tre o quattro giorni senza essere venduti, spiegano gli operatori, i fiori possono perdere le caratteristiche necessarie per la commercializzazione e rischiare di finire al macero. Dietro ogni carico ci sono mesi di lavoro, gli investimenti delle aziende, l’impegno degli operai e quello di tanti piccoli produttori. Intanto, gli operatori segnalano costi già aumentati e temono che il blocco delle consegne possa compromettere una stagione commerciale decisiva. Ortaggi, ingredienti per la ristorazione, latte, formaggi e fiori raccontano così le diverse facce della stessa emergenza. Quando la distribuzione si interrompe o rallenta, le conseguenze non restano circoscritte a un singolo comparto: raggiungono le imprese, i lavoratori e, infine, i consumatori. Perché dietro ogni prodotto che non arriva sugli scaffali o non raggiunge il mercato c’è una filiera di persone che ha già sostenuto costi e investimenti e che ora rischia di non riuscire a recuperare il proprio lavoro.

L'articolo Dai campi ai ristoranti, la crisi della distribuzione non risparmia nessuno proviene da Le Cronache.

Vincenzo Sica al Quirinale: riceve la Stella al Merito

Una giornata di profonda emozione, riconoscimento e gratitudine collettiva. Si è rinnovata al Quirinale la solenne cerimonia di consegna delle Stelle al Merito del Lavoro, un’onorificenza di altissimo profilo istituzionale che premia la dedizione, la laboriosità e la professionalità di donne e uomini distintisi nel corso della propria carriera. Tra i protagonisti di questo prestigioso traguardo figura il Maestro del Lavoro Vincenzo Sica, esponente di spicco della provincia di Salerno, la cui nomina suggella un percorso di impegno esemplare. Le Parole delle Istituzioni: Il Valore del Lavoro e del Futuro La cornice del Quirinale ha dato risalto al significato profondo del lavoro come pilastro della Repubblica e motore di coesione sociale. Negli interventi istituzionali, il Capo dello Stato e la Ministra del Lavoro hanno tracciato la rotta dell’impegno civile ed economico del Paese. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha evidenziato come le trasformazioni in atto debbano essere affrontate con responsabilità e fiducia nelle capacità del sistema produttivo: «Il lavoro sta cambiando. Occorre inserirsi nei cambiamenti, per governarli e orientarli in direzione della giustizia e del rispetto di ogni persona. I Maestri del Lavoro, con le loro testimonianze e attività, hanno raccolto nel tempo un patrimonio dal quale possiamo trarre energie, fiducia e impegno». Un messaggio ripreso anche dalla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, che ha sottolineato il ruolo cruciale dei Maestri del Lavoro come modelli guida per le nuove generazioni, evidenziando l’impegno prioritario delle istituzioni verso la tutela della dignità della persona, la formazione continua e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Un Riconoscimento che Unisce e Commuove La cerimonia ha rappresentato non solo il coronamento di un traguardo professionale individuale, ma la celebrazione dei valori costituzionali. La presenza dei colleghi e dei rappresentanti del mondo magistrale ha sottolineato la forza di una comunità che sa fare squadra e sostenersi reciprocamente lungo il cammino. Nel momento in cui ha ricevuto l’alta onorificenza, il pensiero del neo-insignito si è trasformato in un toccante e pubblico atto di gratitudine verso chi ha condiviso con lui questo percorso di vita: “In particolare a Giovanni, non me ne vogliate, ma devo dire grazie a lui se oggi ho questo riconoscimento: alla sua tenacia, al suo credere in me. Vi ringrazio, Giovanni,Costantino, Luigi Giuseppe. Ma dal profondo del cuore grazie ad ognuno di voi per avermi dato supporto nei momenti non belli, nei momenti di piccole delusioni. Vi ringrazio… ad ognuno di voi. Grazie.” L’Alto Significato della Stella al Merito La Stella al Merito del Lavoro non è semplicemente una medaglia, ma il simbolo tangibile della cultura della laboriosità intesa come fattore di crescita sociale, civile ed economica del Paese. Il conferimento di questo titolo a personalità come Vincenzo Sica mette in luce le migliori energie della provincia di Salerno: storie di dedizione quotidiana, di resilienza di fronte alle difficoltà e di profondo attaccamento ai propri valori umani e professionali. Riceverla nella solenne cornice del Quirinale attribuisce a questo percorso un valore ancora più alto, consacrando l’impegno di una vita laboriosa e restituendo al territorio salernitano un motivo di autentico e condiviso orgoglio.

L'articolo Vincenzo Sica al Quirinale: riceve la Stella al Merito proviene da Le Cronache.

Silvia Salis l’ha capito: i moderati non vanno più di moda

«Non mi ritengo di centro, su tanti temi non sono moderata». Anche Silvia Salis l’ha capito: alle prossime elezioni, e forse anche a quelle successive, la polarizzazione la farà da padrona. Se infatti c’è un dato che i politologi di tutto il mondo stanno analizzando da tempo e che i politici più scafati hanno ormai interiorizzato è che il vecchio adagio «le elezioni si vincono al centro» sa tanto di Novecento. Quindi piccolo suggerimento: se nei prossimi mesi a una cena non volete fare subito la figura del boomer non pronunciate mai la frase «il centro sarà determinante».

Da Trump a Mamdani, basta con le mezze misure

Lo dice il contesto internazionale, basti guardare a quanto sono poco moderate le ricette di Donald Trump da un lato e di Zohran Mamdani dall’altro. Entrambi hanno estremizzato le politiche rispettivamente dei repubblicani e dei democratici. E nemmeno gli astri nascenti Jon Ossoff e James Talarico sono tradizionalmente moderati, di certo non lo sono nei toni con cui attaccano il presidente Usa e le sue politiche. Ma lo dicono anche i temi sul tavolo, su cui si concentreranno le prossime campagne elettorali di tutta Europa: migrazione, proteste di piazza, caro-vita, guerre. Gli argomenti che l’attualità ci ha apparecchiato in questi anni, infatti, non sono una cena di gala: si torna a bisogni primari, dalla casa al cibo, dalla convivenza con il diverso da te alla paura per la sopravvivenza.

Silvia Salis l’ha capito: i moderati non vanno più di moda
Silvia Salis l’ha capito: i moderati non vanno più di moda
Silvia Salis l’ha capito: i moderati non vanno più di moda
Silvia Salis l’ha capito: i moderati non vanno più di moda

Se la politica viene ridotta a slogan

Chiariamo, in realtà proprio problemi così complessi andrebbero affrontati con soluzioni complesse, mettendo in campo politiche ad ampio spettro. Ma qui si tratta di vincere le elezioni, e soprattutto di non perderle, e quindi difficilmente vedremo ragionamenti articolati. Più facilmente dovremo confrontarci con slogan. Due esempi su tutti: se i prezzi crescono si torna a parlare di sussidi a pioggia e, a sinistra, di lotta all’evasione e patrimoniale; se le città esplodono per le proteste, la destra sforna misure repressive. Ragionamenti più sofisticati? Zero. A eccezione del Presidente della Repubblica e di poche mosche bianche, non si esce dall’antitesi guerra-pace e al diavolo sociologia e diplomazia. Poi ovviamente qualche politica un po’ più sofisticata chi governa la dovrà mettere in campo, ma di nascosto, coprendola con il rumore di frasi e misure ad effetto: più soldi, più carcere, più tutto.

Silvia Salis l’ha capito: i moderati non vanno più di moda
Sergio Mattarella (Imagoeconomica).

Centristi penalizzati anche dallo Stabilicum

E i centristi? A parte il fatto che il plurale è quanto mai adeguato, visto che in ogni schieramento ne stanno spuntando come funghi in un filetto Stroganoff, per ora non hanno altro ruolo che chiedere ai main partner di abbassare i toni. Poche proposte, solo una gran gazzarra sulla presentazione delle liste. Per certi aspetti non è nemmeno solo colpa loro: la nuova legge elettorale favorisce questa proliferazione. E in parte proprio lo Stabilicum, premiando le coalizioni, rafforza la tendenza al bipolarismo. Ma è anche vero che i numeri dei partiti moderati e di centro non superano il 5 per cento, mentre il fenomeno Vannacci (seppure in calo in queste ultime settimane) ha contribuito a spingere ulteriormente il centrodestra verso una linea estrema e di certo poco soft. Lo dicono i sondaggi, l’umore del Paese, non la legge elettorale.

Silvia Salis l’ha capito: i moderati non vanno più di moda
Roberto Vannacci ospite a Porta a porta (Ansa).

L’obiettivo a lungo termine della sindaca di Genova

Ecco dunque che una politica accorta come la sindaca di Genova, che peraltro scarta davanti alle elezioni del 2027 e dice di puntare al giro successivo, candidandosi di fatto a federare tutto il centrosinistra, dà di sé una collocazione geografica ben precisa: pacatamente liberista in economia ma «su tanti temi sono estremamente di sinistra, io su certe cose non sono moderata». Ce lo segniamo, ci servirà per leggere la prossima campagna elettorale. 

Silvia Salis l’ha capito: i moderati non vanno più di moda
Silvia Salis l’ha capito: i moderati non vanno più di moda
Silvia Salis l’ha capito: i moderati non vanno più di moda
Silvia Salis l’ha capito: i moderati non vanno più di moda
Silvia Salis l’ha capito: i moderati non vanno più di moda
Silvia Salis l’ha capito: i moderati non vanno più di moda
Silvia Salis l’ha capito: i moderati non vanno più di moda
Silvia Salis l’ha capito: i moderati non vanno più di moda
Silvia Salis l’ha capito: i moderati non vanno più di moda
Silvia Salis l’ha capito: i moderati non vanno più di moda
Silvia Salis l’ha capito: i moderati non vanno più di moda
Silvia Salis l’ha capito: i moderati non vanno più di moda

BCC Magna Grecia e GAL Vallo di Diano: firmata convenzione

Favorire l’accesso al credito, sostenere gli investimenti delle imprese e accompagnare i percorsi di sviluppo del territorio. Nasce con questi obiettivi la convenzione sottoscritta ieri tra la BCC Magna Grecia e il GAL Vallo di Diano, nell’ambito della Strategia di Sviluppo Locale “Vallo di Diano: Comunità del Cibo e del Benessere”. La convenzione disciplina specifiche agevolazioni finanziarie destinate ai beneficiari dei bandi e delle iniziative attivate dal GAL nell’ambito della programmazione CSR Campania 2023-2029. L’accordo rappresenta un importante strumento di supporto per le imprese del territorio, con particolare attenzione alle filiere agricole, agroalimentari, artigianali e alle nuove iniziative imprenditoriali. Attraverso linee di credito dedicate, BCC Magna Grecia si impegna a favorire la realizzazione degli investimenti previsti dai Progetti Complessi di Comunità promossi dal GAL, contribuendo a rafforzare la competitività e l’innovazione del tessuto economico locale. La convenzione prevede specifiche misure per le start up e per le imprese già operative, oltre a forme di supporto per l’anticipazione dei contributi pubblici e per il cofinanziamento degli investimenti. L’intesa contempla inoltre attività congiunte di informazione, educazione finanziaria, animazione territoriale e promozione delle opportunità offerte dalla Strategia di Sviluppo Locale. La convenzione è stata firmata dalla presidente del GAL Vallo di Diano Angela D’Alto e dal Presidente di BCC Magna Grecia Giuseppe Tuozzo, alla presenza -tra gli altri- del coordinatore del GAL Italo Bianculli e, per BCC Magna Grecia, del Vicedirettore Generale Vicario Giuseppe Nese e del Vicedirettore Generale Andrea Amodio. Presente anche l’avvocato Pasquale Gentile, nella doppia veste di componente del CDA del GAL Vallo di Diano e di BCC Magna Grecia. “Questa convenzione -ha sottolineato Giuseppe Tuozzo, presidente di BCC Magna Grecia- rappresenta molto più di un accordo operativo: è la conferma della volontà della nostra Banca di continuare a essere un punto di riferimento per famiglie, imprese e comunità, mettendo il credito al servizio delle opportunità di sviluppo. Quando un territorio esprime idee, progettualità e capacità di innovare, il nostro compito è accompagnarle e sostenerle affinché possano tradursi in crescita, occupazione e valore condiviso. Il Vallo di Diano possiede risorse straordinarie, competenze, tradizioni produttive e potenzialità ancora da esprimere appieno. Grazie a questa collaborazione con il GAL vogliamo contribuire a creare le condizioni affinché imprese, giovani e operatori economici possano investire con maggiore fiducia nel proprio futuro e in quello delle nostre comunità”. Grande anche la soddisfazione di Angela D’Alto, presidente del GAL Vallo di Diano: “Abbiamo accolto con enorme piacere -ha evidenziato la D’Alto- la volontà della BCC Magna Grecia di sottoscrivere questa convenzione. Rafforzare l’accesso al credito offrendo liquidità e anticipazione dei contributi consente ai futuri beneficiari dei nostri bandi (start up, imprese agricole), soprattutto se si tratta di giovani, di partire con serenità. Negli anni ci siamo accorti che spesso la mancanza di liquidità iniziale è il principale ostacolo per le imprese che vogliono accedere ai fondi europei e regionali. I contributi pubblici (come quelli del CSR Campania) vengono solitamente erogati dopo che i lavori sono stati fatti e pagati. Grazie a questo accordo, anticipando il denaro necessario, si permette alle aziende di far partire subito i progetti”. L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno di BCC Magna Grecia a favore dello sviluppo sostenibile e inclusivo dei territori di riferimento, promuovendo modelli di crescita capaci di valorizzare le identità locali, sostenere l’imprenditorialità e generare nuove opportunità per le future generazioni.

L'articolo BCC Magna Grecia e GAL Vallo di Diano: firmata convenzione proviene da Le Cronache.

Giffoni Valle Piana, caro gasolio: il sindaco Giuliano scrive ad Anci

Oltre cento persone, tra commercianti, ristoratori, agricoltori, imprenditori e famiglie, hanno partecipato all’incontro promosso dal sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano, presso l’Aula Consiliare del Comune, per affrontare le difficoltà legate al caro gasolio e alle proteste che, ormai da giorni, stanno interessando il Mezzogiorno. Una crisi che, secondo quanto evidenziato durante il confronto, richiede risposte tempestive e interventi concreti da parte delle istituzioni nazionali, per evitare ulteriori conseguenze sull’economia dei territori. L’Amministrazione comunale ha ribadito la propria vicinanza alle categorie produttive e ai cittadini, sottolineando la necessità di costruire un fronte comune capace di rappresentare le istanze delle comunità locali ai livelli istituzionali superiori. Proprio in questa direzione si inserisce l’iniziativa del sindaco Antonio Giuliano, che ha inviato una comunicazione all’ANCI nazionale e regionale per chiedere un intervento a sostegno delle realtà maggiormente penalizzate dalla crisi. L’obiettivo è fare in modo che le richieste raccolte durante l’incontro possano arrivare direttamente all’attenzione di Palazzo Chigi, attraverso un’azione coordinata dei sindaci e delle amministrazioni comunali. Per Giuliano, infatti, è necessario superare le singole iniziative locali e promuovere una mobilitazione istituzionale condivisa, affinché il Governo possa valutare misure urgenti a sostegno delle imprese, dei lavoratori e delle famiglie. «Non bastano le parole, servono interventi immediati e risorse adeguate. È il momento che i sindaci facciano fronte comune per portare con una sola voce le istanze delle nostre comunità al Governo e ai Ministeri competenti. Giffoni farà la propria parte: continuerò a stare al fianco di famiglie e attività produttive, perché difendere il lavoro significa difendere il futuro del nostro territorio», ha dichiarato il primo cittadino. L’incontro rappresenta dunque un primo passo verso un’azione istituzionale più ampia, con l’intento di mantenere alta l’attenzione sulle difficoltà che stanno attraversando le attività produttive del territorio. La richiesta che arriva da Giffoni Valle Piana è quella di un intervento nazionale capace di fornire risposte concrete a una crisi che non riguarda soltanto il costo dei carburanti, ma rischia di compromettere la stabilità economica di numerose famiglie e imprese.

L'articolo Giffoni Valle Piana, caro gasolio: il sindaco Giuliano scrive ad Anci proviene da Le Cronache.

Appalti truccati, chiesti sette anni per Alfieri

di Erika Noschese

Si fa sempre più complessa la vicenda giudiziaria di Franco Alfieri, già sindaco di Capaccio Paestum e presidente della Provincia di Salerno. Nella giornata di ieri si è tenuta una nuova udienza presso il Tribunale di Vallo della Lucania, dove si celebra il processo sui presunti appalti truccati per la pubblica illuminazione, che vede coinvolti, oltre ad Alfieri, anche la sorella Elvira, titolare della Alfieri Impianti; il proprietario della Dervit, Vittorio De Rosa; l’ex responsabile unico del procedimento, Carmine Greco; l’ex capo staff, Andrea Campanile, e il procuratore speciale della Dervit, Alfonso D’Auria. Nel corso dell’udienza si è svolta la requisitoria del pubblico ministero e procuratore capo di Vallo della Lucania, Francesco Rotondo, che, al termine di un intervento durato oltre due ore e accompagnato da una memoria di 250 pagine, ha formulato le richieste di condanna nei confronti degli imputati. Per l’ex sindaco, il pm ha chiesto una condanna a sei anni e sei mesi di reclusione, con un aumento di ulteriori sei mesi per la continuazione, per un totale di sette anni di carcere e 500 euro di multa. Per Vittorio De Rosa sono stati chiesti sei anni e nove mesi di reclusione e 300 euro di multa; per Andrea Campanile e Alfonso D’Auria, due anni e sei mesi di carcere e 1.000 euro di multa ciascuno. Per Carmine Greco, invece, la richiesta è di quattro anni e due mesi di reclusione e 2.500 euro di multa. Diversa la posizione di Elvira Alfieri, per la quale la pubblica accusa ha chiesto l’assoluzione con la formula «perché il fatto non costituisce reato». Nella determinazione delle pene richieste, il pubblico ministero ha riconosciuto le attenuanti generiche e applicato gli aumenti previsti per la continuazione. Il processo proseguirà la prossima settimana con le arringhe degli avvocati della difesa, in vista della sentenza di primo grado, attesa per il prossimo 19 novembre. «Sono richieste conseguenziali all’idea che il pm ha della responsabilità di Alfieri. I reati contestati sono puniti di per sé gravemente. Se il pm è convinto, come ha detto, della responsabilità di Alfieri, queste richieste sono conseguenziali. Ovviamente, noi siamo convinti del contrario e, rispettando il lavoro del pm, affermiamo che non ci sono elementi nuovi. Forse l’unico elemento di novità è la richiesta di assoluzione di Elvira Alfieri, ma i temi trattati sono quelli conosciuti fin dall’inizio», ha dichiarato Domenicantonio D’Alessandro, legale dell’ex sindaco. Sulla requisitoria è intervenuto anche Antonello Natale, difensore degli imputati legati alla Dervit, che ha sottolineato la centralità degli aspetti tecnici e delle consulenze nell’ambito del procedimento. «Una requisitoria dettagliata. Siamo stati attenti a capire come il pubblico ministero abbia collegato le risultanze dell’istruttoria dibattimentale alle richieste di condanna. È una fase importante. Ora la difesa dovrà essere capace non solo di confutare le tesi dell’accusa con argomentazioni difensive, ma anche con documenti, perché è stato ben evidenziato che sembra quasi una lotta tra consulenze. In un processo così tecnico, le consulenze sono determinanti e riteniamo di avere argomenti tali da poter dimostrare l’innocenza dei miei assistiti». Di tono più critico, invece, le parole di Cecchino Cacciatore, avvocato difensore di Andrea Campanile. «Siamo molto ammirati della requisitoria del pm. È riuscito a valorizzare quello che non c’è nelle indagini e quello che non è emerso dal dibattimento. Vedremo se quest’ammirazione verrà tradita a seguito delle nostre discussioni, perché l’intervento della difesa di Campanile si concentrerà su date precise, documenti e fatti, senza suggestioni», ha concluso il legale. Si apre dunque la fase conclusiva del dibattimento, con le difese chiamate a replicare alla ricostruzione della pubblica accusa e a contestare gli elementi posti a fondamento delle richieste di condanna. Il prossimo passaggio sarà rappresentato dalle discussioni degli avvocati, prima della decisione del collegio giudicante, chiamato a pronunciarsi sulle responsabilità contestate agli imputati, per i quali resta fermo il principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

L'articolo Appalti truccati, chiesti sette anni per Alfieri proviene da Le Cronache.

Caro gasolio, sospeso il presidio degli autotrasportatori a Salerno

Si è concluso poco dopo le 15 di ieri il presidio di protesta che, negli ultimi giorni, ha animato via Wenner, nella zona industriale di Salerno. Dopo giorni di mobilitazione contro il caro carburante e le difficoltà che stanno mettendo in ginocchio il settore dell’autotrasporto, i manifestanti hanno deciso di sospendere il presidio, in attesa di valutare gli effetti dei provvedimenti approvati dal Governo nazionale. Una decisione arrivata al termine del Consiglio dei ministri, quando gli autotrasportatori si sono riuniti per confrontarsi sulle misure annunciate e stabilire come proseguire la vertenza. La protesta, tuttavia, non si ferma definitivamente. L’obiettivo è organizzare, tra circa un mese, una grande manifestazione capace di coinvolgere gli operatori dell’autotrasporto di tutto il Mezzogiorno, per riportare all’attenzione delle istituzioni nazionali le difficoltà di un comparto che denuncia costi sempre più elevati, margini di guadagno ridotti e condizioni di lavoro divenute insostenibili. Il presidio salernitano, che ha visto la partecipazione di autotrasportatori, lavoratori e rappresentanti di altre categorie produttive, è diventato nei giorni scorsi uno dei simboli del malcontento che attraversa il Sud Italia. Non soltanto il prezzo del gasolio, ma anche i problemi legati alla viabilità, alle chiusure autostradali e ai tempi di percorrenza sempre più lunghi hanno alimentato una protesta che ha trovato solidarietà anche tra cittadini e piccoli imprenditori. «Sono anche io un lavoratore e sono qui per solidarietà con queste persone che stanno manifestando», ha spiegato uno dei partecipanti al presidio. Più amara la testimonianza di un autotrasportatore che ha raccontato di aver perso il lavoro e di essere ormai sfiduciato rispetto alla possibilità di ottenere risposte concrete. «Le difficoltà che vivo ogni giorno? Il caro gasolio, la viabilità, le autostrade che vengono chiuse. Per fare un viaggio che normalmente richiede sei ore, oggi ce ne vogliono dieci. Quando chiudono l’autostrada di notte, gli autisti sono costretti a uscire e rientrare, percorrendo chilometri e chilometri in più e perdendo ore di guida. Sono tutte cose che non vanno bene». Alla domanda su cosa si aspetti dal Governo, la risposta è stata netta: «Niente, perché siamo tutti pecore». Accanto agli autotrasportatori anche i rappresentanti delle piccole attività economiche, che hanno scelto di sostenere la mobilitazione per denunciare le difficoltà quotidiane di famiglie e imprese. Una solidarietà che nasce dalla consapevolezza che l’aumento dei costi non riguarda soltanto chi lavora nel settore dei trasporti, ma si ripercuote sull’intera economia, dalla distribuzione delle merci ai prezzi dei prodotti destinati ai consumatori. «È partito tutto, prima di ogni altra cosa, per il futuro dei nostri figli, perché se non li tuteliamo noi, chi potrebbe mai pensarci?», ha spiegato una delle persone presenti al presidio. «Siamo stanchi. Questa è una realtà che purtroppo è sotto gli occhi di tutti. Tante famiglie vivono quotidianamente nella difficoltà, così come tante aziende, piccole e grandi attività. È diventato tutto insostenibile. Oggi è davvero difficile andare avanti ed è per questo che abbiamo deciso di fermarci e metterci fianco a fianco con queste persone, che hanno tutta la mia stima e il mio rispetto», ha detto la titolare di Valery Shop. Una protesta che, nelle parole dei partecipanti, non nasce soltanto dalla richiesta di interventi economici, ma anche dalla necessità di garantire condizioni di vita dignitose. «Stiamo chiedendo semplicemente una pausa da tutto quello che viviamo ogni giorno. Ci aspettiamo di poter vivere e non più soltanto sopravvivere. È questa la richiesta di ogni genitore, di ogni mamma, di ogni papà e di tutte le persone che in questi giorni sono scese in strada», ha aggiunto. Intanto, proprio nella giornata di ieri, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge contenente misure urgenti a sostegno dei settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca. Il provvedimento, adottato su proposta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, punta a contenere le conseguenze dell’aumento dei carburanti e a garantire maggiore liquidità alle imprese. Per il comparto dell’autotrasporto sono previste risorse aggiuntive per complessivi 105,2 milioni di euro, destinate al credito d’imposta per l’acquisto di gasolio. Nello specifico, 45,2 milioni saranno utilizzati per le spese sostenute tra marzo e agosto 2026, mentre ulteriori 60 milioni riguarderanno gli acquisti effettuati dal primo settembre al 5 ottobre. Il decreto interviene anche sui contratti di trasporto di durata superiore a trenta giorni, prevedendo che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti pubblichi e aggiorni ogni tre mesi i valori percentuali minimi e massimi relativi all’incidenza del costo del carburante. Per i contratti non stipulati in forma scritta, i valori minimi dovranno essere obbligatoriamente utilizzati come parametro per il calcolo delle fatture. Tra le misure introdotte figura anche la possibilità, per le imprese di autotrasporto merci per conto terzi iscritte all’Albo nazionale, di richiedere la sospensione dei canoni di leasing relativi ai veicoli utilizzati nell’attività lavorativa fino al 31 marzo 2027. Durante questo periodo le operazioni di locazione finanziaria non potranno essere revocate e la durata dei contratti sarà prorogata per un periodo equivalente alla sospensione. Previsto inoltre il rinvio dal primo dicembre 2026 al primo gennaio 2027 dell’entrata in vigore del contributo doganale sulle spedizioni di modico valore. Misure specifiche sono state approvate anche per il comparto agricolo, particolarmente colpito dalle difficoltà dei trasporti e dall’aumento dei costi di produzione. Per le imprese in possesso dei requisiti richiesti è previsto un contributo a fondo perduto, erogato direttamente dall’Agea, fino a 45 centesimi per litro di carburante acquistato nel periodo compreso tra il primo giugno e il 15 ottobre 2026. Le risorse complessivamente stanziate ammontano a 60 milioni di euro. Per il settore della pesca, invece, il Governo ha previsto un fondo da 10 milioni di euro, destinato a riconoscere alle imprese un contributo pari al 10 per cento delle spese sostenute per l’acquisto di carburante nello stesso periodo. Il decreto introduce infine alcune semplificazioni in materia di rendicontazione di sostenibilità, esonerando dagli obblighi previsti dalla normativa, per gli esercizi finanziari che iniziano tra il primo gennaio 2026 e il 31 dicembre 2027, le imprese con ricavi netti non superiori a 450 milioni di euro o con un numero di dipendenti non superiore a mille. Provvedimenti che rappresentano una prima risposta alle richieste avanzate dalle categorie produttive, ma la cui efficacia dovrà essere valutata nelle prossime settimane. Per gli autotrasportatori salernitani, infatti, la sospensione del presidio non coincide con la conclusione della vertenza. Restano aperte le questioni legate ai costi di gestione, alla viabilità e alla sostenibilità economica delle attività, mentre cresce l’attesa per l’attuazione concreta delle misure annunciate. La mobilitazione potrebbe dunque riprendere tra circa un mese, questa volta con una manifestazione di più ampio respiro, capace di riunire gli autotrasportatori delle diverse regioni meridionali. Un segnale che, nonostante la decisione di lasciare via Wenner, il malcontento resta e la richiesta di risposte strutturali da parte del Governo continua a essere al centro della protesta. er.no

L'articolo Caro gasolio, sospeso il presidio degli autotrasportatori a Salerno proviene da Le Cronache.

Allarme infiltrazioni nei blocchi tir, si muovono i pm

L’ombra di appartenenti a sodalizi criminali nei blocchi dei tir sulle autostrade contro il caro carburante e dietro a recenti presidi del settore agricolo in Calabria. Un sospetto che ha spinto magistrati e Commissione Antimafia ad attivarsi per chiarire i contorni delle mobilitazioni. La Procura di Napoli ha disposto accertamenti per stabilire se ci sia la mano della criminalità organizzata dietro la mobilitazione degli autotrasportatori che ha creato enormi disagi in Campania. Diversi autisti hanno denunciato di aver subito pressioni e, in qualche occasione, anche minacce da parte di persone con il volto coperto. Alcuni, in particolare, hanno raccontato di pneumatici dei camion tagliati per impedire di consegnare le merci. In ogni caso, si tratta di indagini disposte in via preliminare e dagli esiti dipenderà l’eventuale apertura di un fascicolo. Non si esclude, inoltre, che altre Procure possano avviare indagini simili. Fonti qualificate riferiscono che ci sarebbero ‘evidenze oggettive’ di appartenenti o persone imparentate a sodalizi che si sarebbero resi protagonisti di blocchi e presidi stradali in questi giorni, in particolare in Calabria. Ad avanzare il sospetto sul rischio di infiltrazioni nella protesta degli autotrasportatori era stato ieri il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sollecitando prefetti e questori alla “massima attenzione” e oggi il Guardasigilli Carlo Nordio ha rincarato la dose: “Riguardo alle infiltrazioni mafiose nelle proteste dei camionisti, direi che vi è una forte probabilità che vi sia una strumentalizzazione e una infiltrazione”. Intanto le forze dell’ordine che la scorsa notte hanno scortato circa 500 autotrasportatori continuano a garantire il servizio a chiunque ne faccia richiesta per poter lavorare in sicurezza. Per le proteste in autostrada sono state denunciate oltre settanta persone con accuse che potrebbero andare dalla violenza privata al blocco stradale. E a finire sotto la lente ci sono anche alcune proteste del settore agricolo in Calabria. La Commissione Antimafia presieduta da Chiara Colosimo – su richiesta del senatore Marco Silvestroni – si è attivata per approfondimenti su recenti presidi a Pizzo, Crotone, Lamezia Terme e Rosarno. Dalle prime verifiche effettuate sarebbero emersi “importanti elementi di riscontro e ulteriori circostanze che appaiono meritevoli di specifici approfondimenti”, per ricostruire eventuali interessi riconducibili alla criminalità organizzata e tentativi di condizionamento delle iniziative di protesta.

L'articolo Allarme infiltrazioni nei blocchi tir, si muovono i pm proviene da Le Cronache.

Dall’estero: James McAvoy sarebbe potuto essere Picard in una serie di Star Trek

James McAvoy sarebbe potuto essere Picard in una serie di Star Trek

L'attore della saga di X-Men ammette: "l'unica cosa che voglio fare nella mia carriera è recitare come la versione giovane di Patrick"

Tra le molte serie mai realizzate legate a Star Trek, spunta fuori anche un progetto che avrebbe reso le vicende di Jean-Luc Picard all'interno della Flotta Stellare una sorta di trilogia delle età dell'uomo. Se infatti in Star Trek: The Next Generation troviamo il capitano nel fiore degli anni alla guida della USS Enterprise, e nella serie sequel del 2020 Picard lo ritroviamo ammiraglio ormai in pensione, scopriamo adesso che era stata proposta una serie dedicata alle avventure del giovane Jean-Luc, proprio dall'attore che aveva indossato i panni del giovane Patrick Stewart in un... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Dall'estero - 23 ottobre 2026 - articolo di Angela Bernardoni

Premi e concorsi: Trofeo RiLL 2026: il fantastico si premia a Lucca Comics & Games

Trofeo RiLL 2026: il fantastico si premia a Lucca Comics & Games

Record di partecipazione per la trentaduesima edizione del premio dedicato alla narrativa fantastica breve. Il 30 ottobre la cerimonia di premiazione e la presentazione della nuova antologia La casa sul versante occidentale.

Sono ben 541 i racconti che hanno partecipato alla trentaduesima edizione del Trofeo RiLL per il Miglior Racconto Fantastico, stabilendo un nuovo record nella storia del concorso organizzato dall’associazione RiLL – Riflessi di Luce Lunare. Oltre 430 gli autori e le autrici coinvolti, residenti in Italia e all’estero: numeri che confermano la vitalità della narrativa fantastica breve, in un panorama editoriale nel quale il racconto continua a trovare spazi soprattutto grazie a iniziative come questa. La premiazione si terrà venerdì 30... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Premi e concorsi - 23 ottobre 2026 - articolo di Redazione

Dall’estero: A Pip Adam il Premio Ursula K. Le Guin 2026

A Pip Adam il Premio Ursula K. Le Guin 2026

Il romanzo Audition della scrittrice neozelandese si aggiudica la quinta edizione del riconoscimento dedicato alla grande autrice di fantascienza. Una storia che affronta i temi della disumanizzazione, della memoria e della possibilità di ritrovare la speranza.

È Audition di Pip Adam il vincitore dell’Ursula K. Le Guin Prize for Fiction 2026. Il riconoscimento, accompagnato da un premio di 25.000 dollari, è stato annunciato il 21 ottobre, giorno in cui ricorre l’anniversario della nascita della grande scrittrice americana, scomparsa nel 2018. Istituito nel 2022 dalla Ursula K. Le Guin Foundation, il premio viene assegnato ogni anno a un’opera di narrativa fantastica che rispecchi gli ideali letterari, morali ed estetici dell’autrice di La mano sinistra delle tenebre e I reietti... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Dall'estero - 23 ottobre 2026 - articolo di S*

Sangiuliano: Fico per gli autotrasportatori ha messo i soldi del Monopoli

“Per l’emergenza gasolio e il disagio degli autotrasportatori le regioni Lazio, Marche e Sardegna hanno messo soldi veri, cioè fondi propri. Fico ha stanziato fondi per i quali ci vuole l’autorizzazione dell’Unione Europea. E lui lo sa. Quindi ha messo i soldi del Monopoli. Tolga risorse alla fiera del caciocavallo e ai mille sprechi della Regione Campania per metterli a disposizione dell’autotrasporto. Un’autorizzazione dell’Ue richiederebbe mesi e non è detto che arrivi. Come pure trovi le risorse per i malati di diabete che ci aveva promesso e rispetto alle quali ha fatto marcia indietro pur di non avallare una battaglia dell’opposizione “.
Lo dichiara il capo dell’Opposizione Gennaro Sangiuliano, insieme ai capigruppo del centrodestra Massimo Pelliccia , Raffaele Maria Pisacane , Massimo Grimaldi e Sebastiano Odierna.

L'articolo Sangiuliano: Fico per gli autotrasportatori ha messo i soldi del Monopoli proviene da Le Cronache.

Anafilassi, arriva lo spray nasale di adrenalina

Una nuova possibilità per intervenire tempestivamente nelle emergenze allergiche. È disponibile anche in Italia il primo spray nasale di adrenalina indicato per il trattamento dell’anafilassi, la forma più grave di reazione allergica.

 

Il dispositivo senza ago si affianca agli autoiniettori intramuscolari e rappresenta un’alternativa per i pazienti che esitano a utilizzare l’iniezione, soprattutto per paura, ansia o difficoltà di somministrazione. L’adrenalina resta infatti il trattamento di prima scelta contro l’anafilassi e deve essere somministrata tempestivamente. L’autorizzazione europea riguarda pazienti adulti e pediatrici con peso di almeno 30 chilogrammi.

A evidenziare la portata della novità è Vincenzo Patella, presidente della Società italiana di Allergologia, Asma e Immunologia clinica e direttore dell’Unità operativa complessa di Medicina interna dell’Azienda sanitaria di Salerno.

«In Italia si registrano ogni anno circa 10mila episodi di anafilassi e 60 vittime», afferma Patella. Secondo i dati riportati dalla SIAAIC, soltanto il 7% degli adulti e il 21% dei bambini che avrebbero bisogno dell’adrenalina riuscirebbe a riceverla nei tempi opportuni.

Perché la tempestività è decisiva

L’anafilassi è una reazione allergica generalizzata che può insorgere improvvisamente in seguito all’assunzione di determinati alimenti o farmaci oppure dopo la puntura di un insetto. Tra i possibili sintomi figurano difficoltà respiratoria, broncospasmo, riduzione della pressione arteriosa e perdita di coscienza.

L’adrenalina contrasta la vasodilatazione e la compromissione delle vie respiratorie provocate dalla reazione allergica. Un ritardo nella somministrazione può dunque incidere negativamente sull’evoluzione dell’emergenza.

La FDA ha approvato nell’agosto 2024 il primo spray nasale di epinefrina per il trattamento delle reazioni allergiche gravi nei pazienti di almeno 30 chilogrammi, sottolineando che l’assenza dell’ago potrebbe ridurre le esitazioni e favorire un intervento più rapido.

I limiti degli autoiniettori

Secondo gli specialisti, tra il 25% e il 60% dei pazienti rifiuterebbe di praticare l’iniezione. Quando il farmaco viene utilizzato, la somministrazione può avvenire con un ritardo fino a nove minuti.

Pesano la paura dell’ago, il timore di sbagliare la procedura e, soprattutto tra i giovani, l’imbarazzo di dover effettuare l’iniezione davanti ad altre persone. Una parte dei pazienti, inoltre, non acquisterebbe l’autoiniettore, non lo sostituirebbe dopo la scadenza oppure non lo porterebbe sempre con sé.

Lo spray punta a superare alcune di queste barriere: è compatto, non richiede l’impiego di aghi e può essere conservato per 30 mesi senza particolari condizioni ambientali, secondo quanto riferito dagli specialisti.

La formulazione per i bambini

Al momento il prodotto disponibile in Italia è indicato per le persone con un peso di almeno 30 chilogrammi. Per i bambini più piccoli restano quindi necessari i dispositivi specifici già esistenti.

Secondo quanto annunciato dalla SIAAIC, la formulazione pediatrica dello spray, destinata ai bambini con peso inferiore ai 30 chili, dovrebbe arrivare in Italia nella primavera successiva. La FDA ha già autorizzato negli Stati Uniti una dose da 1 milligrammo per i bambini dai quattro anni con peso compreso tra 15 e meno di 30 chilogrammi.

La scelta del dispositivo più adatto dovrà essere effettuata dal medico valutando il singolo paziente, con particolare attenzione ad anziani, cardiopatici e persone affette da altre patologie.

L'articolo Anafilassi, arriva lo spray nasale di adrenalina proviene da Le Cronache.

Nocera Inferiore, al via la Festa provinciale dell’Unità

Due giorni di confronto politico, partecipazione e socialità per rilanciare il dialogo con le comunità locali. Nocera Inferiore si prepara a ospitare la Festa provinciale dell’Unità del Partito Democratico della provincia di Salerno, in programma venerdì 23 e sabato 24 ottobre al Parco Giochi comunale di via Rea. Il filo conduttore dell’iniziativa sarà lo slogan «Stiamo dalla stessa parte».

Tra gli ospiti più attesi figurano il segretario regionale del PD, Piero De Luca, e il vicepresidente della Giunta regionale della Campania, Mario Casillo, insieme a esponenti politici, amministratori locali e rappresentanti delle forze del campo progressista.

Coscia: «Un’occasione per rafforzare il legame con i territori»

Il segretario provinciale del Partito Democratico, Giovanni Coscia, sottolinea il valore dell’appuntamento come momento di aggregazione e confronto.

«Sono orgoglioso che il Partito Democratico della provincia di Salerno riesca a organizzare nuovamente la Festa provinciale dell’Unità, un appuntamento che rappresenta molto più di una manifestazione politica: è un’occasione per ritrovarci, rafforzare il legame con i nostri territori e rinnovare il senso di appartenenza a una comunità che crede nella partecipazione e nell’impegno collettivo», afferma.

L’obiettivo, spiega Coscia, è costruire un programma capace di coinvolgere amministratori, dirigenti, giovani e cittadini, dando spazio alle questioni che incidono sul futuro della provincia.

«Lo slogan “Stiamo dalla stessa parte” esprime bene lo spirito con cui abbiamo costruito questa iniziativa: stare dalla parte delle comunità, del lavoro, dei diritti e delle opportunità, soprattutto per le nuove generazioni. La politica deve tornare ad essere presenza, ascolto e capacità di dare risposte concrete», aggiunge il segretario provinciale.

Il programma: venerdì l’intervento di Piero De Luca

La manifestazione prenderà il via venerdì 23 ottobre alle ore 17, con i saluti introduttivi di Paolo De Maio, Francesco Scarfò, Tino Iannuzzi e Giovanni Coscia.

Tra gli appuntamenti principali della prima giornata è previsto l’intervento di Piero De Luca, segretario regionale del PD, che parteciperà al confronto sulle prospettive politiche e amministrative del territorio.

Sabato 24 ottobre sarà invece la volta di Mario Casillo, vicepresidente della Giunta regionale campana, atteso per le conclusioni della manifestazione.

Il programma prevede inoltre la partecipazione di numerosi esponenti politici e istituzionali, tra cui Fulvio Bonavitacola, Franco Picarone, Lello Topo, Giovanni Guzzo, Francesco Morra, Corrado Matera, Angela D’Alto, Luca Cascone e Carmelo Stanziola, oltre ai sindaci dell’Agro Nocerino Sarnese.

Spazio anche al confronto con le altre forze del campo progressista, con gli interventi annunciati di Michele Gubitosa, Armando Cesaro, Tonino Scala e Michele Tarantino.

Lavoro, ambiente e Mezzogiorno al centro dei dibattiti

I temi in agenda spaziano dalle prospettive dell’Europa e del Mezzogiorno alle politiche per l’economia e l’occupazione, dalla tutela ambientale alla sostenibilità, fino ai diritti e alle opportunità per le nuove generazioni.

Tra le questioni territoriali saranno affrontati anche il Masterplan dell’Agro Nocerino Sarnese, lo sviluppo delle aree interne e le prospettive della fascia costiera.

Accanto agli incontri politici, la Festa proporrà momenti di convivialità con stand gastronomici, musica dal vivo e dj set, con l’intento di coinvolgere un pubblico ampio e favorire la partecipazione dei cittadini.

La due giorni del PD salernitano punta così a consolidare il rapporto con le comunità locali e a promuovere un confronto sulle sfide sociali, economiche e ambientali del territorio. Un appuntamento che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole mettere al centro la partecipazione e la costruzione di prospettive condivise per il futuro della provincia.

L'articolo Nocera Inferiore, al via la Festa provinciale dell’Unità proviene da Le Cronache.

Hamas minaccia Israele: «Pronto un nuovo 7 ottobre»

Hamas è pronta a compiere un altro attacco simile a quello del 7 ottobre 2023 e potrebbe colpire ovunque, anche in Cisgiordania e all’estero. Lo hanno riferito alti funzionari del gruppo islamista a Ramiz Alakbarov, coordinatore umanitario delle Nazioni Unite, nel corso di un incontro avvenuto la scorsa settimana nella Striscia di Gaza. Lo scrive Ynet, spiegando che Alakbarov ha poi trasmesso il messaggio al generale Yoram Halevy, che è a capo del Cogat (Coordinator of Government Activities in the Territories).

Perché Hamas sarebbe pronta a colpire ancora

Stando a quanto riportato da Ynet, gli esponenti di Hamas hanno detto ad Alakbarov che le operazioni dell’IDF a Gaza, lo spostamento della Linea gialla e l’annullamento delle elezioni da parte dell’Autorità nazionale palestinese stanno facendo perdere al gruppo il controllo sull’exclave palestinese: una situazione ritenuta inaccettabile. Funzionari israeliani sentiti da Ynet hanno descritto la comunicazione di Hamas «una minaccia straordinaria, senza precedenti per la sua schiettezza e immediatezza».

Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute

«Kim Jong-un ha subito un’emorragia cerebrale molto grave. Nonostante i tentativi di rianimazione in un ospedale di Pechino, è deceduto senza possibilità di salvezza». Solo una delle solite voci mischiate a suggestioni e fake news che circolano ciclicamente sulla salute del dittatore? Questa volta le indiscrezioni sulla presunta morte del presidente della Corea del Nord sono arrivate da un dissidente cinese.

È bastato qualche post su X di Wanjun Xie, un noto divulgatore di bufale che vive negli Stati Uniti, per indurre decine di media internazionali a rilanciare la notizia del trapasso di Kim. Poco importa che la propaganda di Pyongyang sia subito intervenuta pubblicando diverse fotografie che lo mostrerebbero vivo e vegeto durante una fiera nella capitale. I rumors sul destino del «Grande leader» continuano a susseguirsi senza tregua.

Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un (foto Imagoeconomica).

Obesità, pressione alta e diabete: riguardati, Kim…

Le chiacchiere sul fisico del 42enne Kim, non proprio in forma, del resto si rincorrono da tempo, pur senza diagnosi mediche ufficiali. La condizione principale che salta all’occhio è quella dell’obesità grave: secondo una valutazione dell’intelligence sudcoreana datata 30 settembre 2026, l’autocrate peserebbe oltre 140 chili. Il peso eccessivo si trascina dietro altre eventuali complicanze: nel luglio 2024, secondo quanto hanno riferito parlamentari sudcoreani citando il servizio segreto Nis, Kim avrebbe mostrato sintomi compatibili con pressione alta e diabete. Occhio anche alla storia familiare: sia suo padre, Kim Jong-il, sia suo nonno, Kim Il-sung, sono morti per problemi cardiaci. Nel 2023 si è parlato anche di insonnia e disturbi del sonno, associandoli soprattutto all’elevato consumo di alcol e nicotina. Ovviamente nessuno può avere accesso alla sua cartella clinica e poi raccontare come sta davvero.

Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute

Chi è questo Wanjun Xie, presidente del Partito democratico cinese

Ma tornando a Wanjun Xie, chi è costui? Sulla piattaforma social di Elon Musk ha oltre 160 mila follower, si presenta come presidente del Partito democratico cinese, un movimento di opposizione, messo al bando dalle autorità di Pechino, che punta a proporsi come alternativa al Partito comunista. Secondo la sua ricostruzione, Kim avrebbe avuto un’emorragia cerebrale e sarebbe stato trasferito nella capitale cinese per ricevere cure urgenti.

Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Xi Jinping con Kim Jong-un (Ansa).

Xie, che in passato ha diffuso speculazioni e illazioni anche sulla morte del presidente cinese Xi Jinping, ha quindi sostenuto che il leader nordcoreano sarebbe deceduto e che il suo corpo sarebbe stato riportato segretamente in patria. Pyongyang avrebbe fatto di tutto per nascondere il decesso.

Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un (foto Imagoeconomica).

I media nordcoreani si sono affrettati a pubblicare foto del leader

L’agenzia statale nordcoreana Korean Central News Agency e il quotidiano Rodong Sinmun hanno pubblicato, in risposta, diverse foto di Kim, immortalato in visita a una mostra di abbigliamento di Pyongyang assieme alla figlia Kim Ju-ae. Le immagini sono state pubblicate poche ore dopo gli spifferi fatti trapelare da Xie. Non sappiamo a quando risalgano, ma – come ha sottolineato la Bbc – esistono svariati motivi per dubitare delle affermazioni del dissidente cinese.

Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute

Un ipotetico peggioramento delle condizioni di salute di Kim avrebbe infatti spinto la Cina a rafforzare la frontiera con la Corea del Nord per prepararsi a potenziali instabilità e contenere flussi di rifugiati. I funzionari dell’intelligence sudcoreana hanno inoltre comunicato di non aver ricevuto alcuna conferma in merito al fantomatico decesso di Kim.

Uno strano blackout dei siti ufficiali di Pyongyang dopo la notizia

Nelle 24 ore successive al tam tam mediatico, quasi tutti i siti ufficiali nordcoreani erano irraggiungibili dall’esterno per cause ancora da chiarire. La spiegazione di Xie? Si tratterebbe di un’interruzione su larga scala della rete internet del Paese, conseguenza di una crisi nella successione al potere innescata dalla morte di Kim. «L’ascesa al potere della figlia di Kim Jong-un, Kim Ju-ae, sarebbe stata ostacolata. E la sorella del leader, Kim Yo-jong, avrebbe preso il controllo senza riuscire a consolidarlo saldamente», ha scritto il dissidente.

I precedenti: quella volta col bastone, le voci sull’intervento al cuore

Non è la prima volta che Kim viene dato per morto. Nel 2014 il presidente nordcoreano sparì dalla scena pubblica per una quarantina di giorni, alimentando voci incontrollate sulla sua salute. Ricomparve poi con un bastone da passeggio: i servizi d’intelligence sudcoreani riferirono che era stato operato per rimuovere una cisti alla caviglia.

Kim Jong-un è morto? Perché tornano i rumors e cosa si sa sulla sua salute
Kim riapparso in pubblico nel 2020.

Nel 2020 qualcuno insinuò il suo decesso dopo un delicato intervento cardiovascolare. Anche in questo caso Kim riapparve durante l’inaugurazione di una fabbrica, smentendo le voci.

Le indiscrezioni alimentano dubbi sulla stabilità del governo

Perché qualcuno dovrebbe rilanciare simili fake news? Per alimentare dubbi sulla stabilità del governo nordcoreano. La salute di Kim Jong-un è infatti una questione strategica per Seul, Washington e Pechino, dato che la sua dipartita potrebbe generare un vuoto di leadership in un Paese dotato di armi nucleari. Sullo sfondo resta poi il nodo della successione: chi sarà l’erede di Kim?

Sondaggio Swg, autostrade protagoniste della storia del Paese

Le autostrade hanno scritto parte della storia contemporanea del Paese, sono nei ricordi degli italiani e nelle abitudini quotidiane e saranno centrali anche nel futuro. È quanto emerge da uno studio realizzato da Swg, presentato nell’ambito dell’iniziativa di Orizzonte Italia Le autostrade nel sistema del Paese, su un campione rappresentativo della popolazione italiana di età compresa tra i 18 e gli 80 anni che ha avuto modo di esprimersi sul ruolo del sistema autostradale e sulle prospettive di futuro.

La rete al centro, dai ricordi personali all’economia

I dati attribuiscono al sistema autostradale un ruolo centrale nelle modalità di spostamento degli italiani. Nove italiani su 10 (88 per cento) viaggiano in autostrada almeno ogni tanto e uno su quattro lo fa ogni settimana. Anche nei ricordi personali, il viaggio su strada o autostrada occupa una posizione dominante. Il 49 per cento del campione lega la memoria dei viaggi più importanti a un tragitto su strada o autostrada, superando l’aereo che si ferma al 30 per cento. Se il loro peso nella vita quotidiana è assodato, il contributo del trasporto su gomma all’economia è più grande di quanto la popolazione percepisca. Sette italiani su 10 lo collocano al di sotto del valore reale, eppure sulla gomma viaggia tra l’80 e il 90 per cento delle merci. Grande consapevolezza emerge invece dalle cause dell’incidentalità su strada. Per il campione intervistato, la sicurezza in autostrada dipende soprattutto dai comportamenti di guida. Sei italiani su 10 indicano distrazione e velocità tra le principali cause degli incidenti, quasi quattro su 10 la stanchezza, mentre appena uno su 10 chiama in causa lo stato della strada.

Le prospettive future

Nell’immaginario degli italiani la rete è destinata a restare centrale nel futuro. Per l’80 per cento degli intervistati, infatti, l’autostrada resta necessaria ma declinata ai nuovi standard della mobilità. La richiesta più netta è quella della sicurezza, sia in chiave di tecnologie a supporto del viaggio (l’87 per cento indica tra le priorità infrastrutture in grado di segnalare situazioni pericolose) sia soprattutto in termini rigenerazione e modernizzazione della rete esistente (l’86 per cento crede che la priorità sia l’ammodernamento). Nella percezione delle persone non risulta essere un paradosso il concetto di mobilità su gomma sostenibile, anzi. Il 67 per cento del campione ritiene che rete autostradale e green siano conciliabili. I dati disegnano un sistema di mobilità sempre più intermodale, in cui l’autostrada diventa l’asset portante.

Sicurezza: per Nordio servono più carceri minorili, Salvini “manda” i blindati a Milano

In vista delle nuove mobilitazioni annunciate per questo sabato (e quelli successivi), il governo torna a cavalcare i temi della sicurezza e della criminalità minorile. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, ospite di Start su Sky TG24, ha evidenziato che «non era mai avvenuta una serie di arresti massicci nei confronti di minori» come quella registrata dopo i disordini dello scorso fine settimana. Il Guardasigilli ha poi affermato che «ci sono dei momenti in cui è necessario purtroppo mandare dietro le sbarre i minori violenti» e che, a tal proposito, occorrerebbe «ampliare la capienza delle carceri giovanili». Non pago, Nordio ha dichiarato inoltre che «non sarebbe blasfemo pensare di abbassare l’età per l’imputabilità», anche se al momento il governo non ha nei piani di farlo.

LEGGI ANCHE: Il populismo penale del governo e la falsa emergenza sulla criminalità minorile

Sulla questione della sicurezza si è espresso anche Matteo Salvini. La città di Milano, com’è noto, sarà presidiata da 500 parà della Folgore (il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto sicurezza): parlando con i cronisti fuori dalla prefettura, il vicepremier ha affermato che, per contrastare eventuali nuovi saccheggi, potranno intervenire «anche con mezzi, coi Lince, coi droni». Blindati per le strade di Milano: possibile? «Saranno preparati a fare quello che un militare deve e può fare, rispettando la normativa vigente», ha tagliato corto Salvini incalzato dai cronisti, aggiungendo che a essere presidiata non sarà solo Milano, «ma anche le stazioni di partenza, perché io gli incidenti di sabato scorso sono stati causati in stragrande maggioranza da ragazzi che venivano da fuori». Gli uomini della Folgore, ha assicurato il vicepremier, «sono militari, rispettano la legge, non è che andranno in giro a fare cose strane».

Autotrasporto, agricoltura e pesca: le misure del Decreto aiuti

Dopo giorni di proteste e disagi alla circolazione il Consiglio dei ministri ha approvato, come previsto, il decreto legge con disposizioni urgenti e misure di sostegno ai settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca. Lo ha annunciato Giorgia Meloni sui social, sottolineando che il governo «ascolta chi manifesta pacificamente e lavora per dare risposte concrete».

«L’accordo è stato firmato, i pagamenti sono già partiti, oggi si è svolto il Cdm. Questo è il metodo con cui questo governo lavora in un tempo sicuramente complesso per cercare di dare risposte immediate soprattutto ai lavoratori, alle persone che sono in difficoltà, alle famiglie», ha detto Meloni in conferenza stampa, ringraziando «le associazioni che hanno scelto il confronto, revocando i fermi e le manifestazioni».

Autotrasporto, agricoltura e pesca: le misure del Decreto aiuti
Protesta dei pescatori della Marineria di Manfredonia contro il caro gasolio (Ansa).

Le risorse stanziate dal Decreto aiuti

La misura principale riguarda il credito d’imposta riconosciuto alle imprese di autotrasporto per compensare l’aumento del prezzo del gasolio. Le risorse racimolate arrivano a 126,4 milioni di euro. «Vengono stanziati ulteriori 45,2 milioni di euro per il credito d’imposta sul gasolio, destinato alle spese sostenute da marzo ad agosto 2026», spiega una nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le nuove risorse «si aggiungono ai 21,2 milioni già previsti dal decreto sul bollo e sono integrate con ulteriori 60 milioni per le spese dal primo settembre al 5 ottobre». Inoltre «è prevista la possibilità di sospendere fino al 31 marzo 2027 i canoni di leasing dei veicoli in scadenza tra novembre 2026 e marzo 2027, per alleggerire la pressione finanziaria sulle imprese». Il decreto stanzia poi 60 milioni di euro per un contributo a fondo perduto sul costo del gasolio agricolo per le spese sostenute tra il primo giugno e il 15 ottobre, «che nei fatti si tradurrà in uno sconto fino a 45 centesimi al litro per oltre 120 milioni di litri», ha spiegato Meloni. Inoltre, per le imprese del settore ittico è previsto un finanziamento di 10 milioni, sempre per le spese extra per il gasolio sostenute nel periodo sopra citato.

Opa su Recordati, le incognite su Isturisa rafforzano il peso dell’offerta da 53 euro

Per settimane il confronto sull’offerta di Cvc e Gbl per comprare le quote di minoranza di Recordati si è concentrato sul presunto passaggio della società da un fondo Cdv a un altro. Una chiave di lettura che rischia di restituire un’immagine parziale dell’operazione e non soltanto perché accanto a Cvc, azionista di controllo, entra in gioco Groupe Bruxelles Lambert, affiancata da grandi investitori istituzionali internazionali e dallo stesso presidente Andrea Recordati. A pochi giorni dalla chiusura dell’offerta è infatti arrivata una notizia destinata a pesare assai di più sui destini della società. In particolare, Recordati ha reso noto che un produttore di farmaci generici ha chiesto alle autorità sanitarie americane l’autorizzazione a vendere negli Stati Uniti una copia di Isturisa, mettendo in discussione i brevetti che lo tutelano fino al 2031, al 2033 e al 2035. La società ha assicurato che difenderà i propri diritti e ha ribadito la convinzione che nessun generico potrà raggiungere il mercato prima del 2033.

Sul tavolo ci sono 53 euro per azione

Isturisa, impiegato nella cura della sindrome di Cushing, rappresenta uno dei prodotti rilevanti per le prospettive di crescita del gruppo. Meno di un anno fa il management ne ha più che raddoppiato le ambizioni commerciali, indicando vendite annue potenziali circa 1,2 miliardi di euro. Proprio su di esso si fonda l’argomento di chi oggi giudica insufficiente il prezzo offerto. Una contestazione dei brevetti non segna di per sé un esito, ma introduce un elemento di incertezza nel cuore di quella valutazione. E lo fa in una stagione in cui i tassi sono tornati a salire e i mercati appaiono più inquieti. Sul tavolo ci sono 53 euro per azione, che riconoscono un premio del 16,6 per cento rispetto alle quotazioni di fine marzo, quando il titolo valeva intorno ai 46 euro e l’operazione non era ancora stata annunciata. Il consiglio di amministrazione ha accolto all’unanimità il miglioramento dell’offerta, che si colloca all’interno della forchetta di valutazione indicata dall’advisor degli amministratori indipendenti. Le adesioni hanno già superato il 60 per cento e i promotori hanno escluso ulteriori rilanci.

C’è tempo per aderire fino al 23 ottobre

È qui che la vicenda di Isturisa si rivela, in qualche modo, emblematica. La prossima stagione di Recordati richiederà investimenti importanti per affermare il farmaco negli Stati Uniti, la gestione di un confronto legale che per sua natura si annuncia lungo, scelte industriali dal respiro pluriennale. È un cammino che si percorre meglio lontano dai riflettori della Borsa, al riparo dall’esame trimestrale dei mercati e dalla sensibilità del titolo a ogni notizia. La finestra per aderire si chiude venerdì 23 ottobre.

Annalisa Cuzzocrea è la nuova direttrice di Huffpost Italia

Annalisa Cuzzocrea è la nuova direttrice di HuffPost Italia, che fino a fine agosto era stato diretto da Mattia Feltri. A comunicarlo Mirja Cartia d’Asero, presidente e amministratrice delegata di Gedi, il gruppo editoriale che possiede la testata: «Annalisa porta a HuffPost una solida esperienza giornalistica e una profonda conoscenza della politica e delle istituzioni. Le affidiamo la guida della testata con fiducia, certi che saprà valorizzarne l’identità e accompagnarne lo sviluppo, insieme alla redazione». 52 anni, Cuzzocrea è stata editorialista e inviata di Repubblica e vicedirettrice de La Stampa.

Fedez denunciato da quattro fan: «Aggrediti da lui e dai suoi bodyguard per un selfie»

Quattro ragazzi hanno denunciato Fedez per minacce e lesioni personali sostenendo di essere stati aggrediti dal rapper e dai suoi bodyguard dopo aver chiesto un selfie. Lo riporta il Corriere della sera, spiegando che l’episodio contestato risale al 16 ottobre 2026 fuori dal The club in Largo La Foppa a Milano, dove Fedez stava festeggiando il compleanno con alcuni amici. Oltre alla denuncia sono stati depositati dei video che documenterebbero gli atti. Nel testo si legge che i ragazzi sarebbero stati «spintonati violentemente dalle guardie del corpo, sotto le direttive di Fedez». «Se rimani qua le prendi», avrebbe detto quest’ultimo prima di avvicinarsi a uno di loro e «colpirlo violentemente al volto con un pugno». Il rapper e la sua squadra, secondo quanto scritto nella denuncia, avrebbero inseguito i ragazzi per alcuni metri in corso Garibaldi, continuando ad aggredirli, fermandosi solo di fronte alle chiamate al 112 fatte dagli amici del giovane preso di mira. All’arrivo della polizia, il rapper e il suo seguito si erano già dileguati. Il ragazzo colpito è stato poi soccorso dal 118 e accompagnato al Policlinico, dove i medici gli avrebbero riscontrato una «perdita di coscienza di qualche secondo con amnesia retrograda», oltre a «un taglio nella zona alta della fronte a destra» e una «contusione all’altezza dello zigomo sinistro e una sulla tempia destra», per un prognosi di quattro giorni. Per gli altri qualche escoriazione, qualche taglio e per uno una «perdita di coscienza di qualche secondo associata a nausea».

La replica dei legali del rapper

Gli avvocati di Fedez, Gabriele Minniti e Andrea Petrolucci, «in merito alle notizie diffuse su un presunto pestaggio ai danni di alcuni ragazzi», hanno precisato che il loro assistito «ha reagito a un’aggressione subita da alcuni giovani in evidente stato di alterazione e non ha preso parte ad alcun pestaggio». «Chiunque riporti ricostruzioni difformi dai fatti realmente accaduti se ne assumerà le responsabilità innanzi all’autorità giudiziaria», hanno aggiunto.

Proteste contro il caro carburanti, nell’Adriatico si fermano anche i pescherecci

Nonostante gli interventi messi in campo dal governo (in arrivo dal Cdm) e la parziale revoca dei blocchi, la protesta contro il caro carburanti si allarga, estendendosi anche alla pesca. In numerosi porti lungo l’Adriatico (in Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia), molti pescherecci sono rimasti fermi per i costi ritenuti insostenibili.

A rischio la sostenibilità economica del settore

Come spiega Confcooperative Agroalimentare e Pesca la mobilitazione, nata autonomamente nelle marinerie e con epicentro nell’Alto Adriatico, denuncia una crisi che mette a rischio la sostenibilità economica del settore: a pesare è soprattutto il costo del carburante che, in alcuni casi, supera il 60 per cento dei costi operativi. Nel mirino anche le regole Ue, che incidono sia sul numero di giornate in cui è possibile pescare (e dunque spalmare i costi fissi), sia sull’insieme di adempimenti richiesti alle aziende.

Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno

Uno, nessuno e centomila. Giovedì mattina Salvatore Bella, leader del Cts, Il Comitato trasportatori siciliani costituitosi solo qualche giorno fa, ha diffuso un bel comunicato stampa per annunciare «la fine della vertenza» sul caro-gasolio. Bella si è sperticato in ringraziamenti «alla Polizia di Stato e, in modo particolare, alla Digos per la costante e preziosa disponibilità dimostrata nel corso dell’intera mobilitazione». Tutto meraviglioso. Ma chi è Salvatore Bella? Oltre a guidare questo comitato di autotrasportatori, è pure un dirigente della Lega: lo scorso agosto è stato incaricato dal commissario regionale della Lega Sicilia, Nino Germanà, di costituire il nuovo direttivo comunale del partito a Campobello di Licata, in provincia di Agrigento. Bella a dirla tutta aveva già annunciato la fine della protesta dopo aver partecipato all’incontro di pochi giorni fa con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Che poi sarebbe il leader del suo partito. Pirandello vive e lotta insieme a noi.

Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno
Salvatore Bella (da Youtube).

Giambruno firma carte

Piazza Colonna, mercoledì, mancano pochi minuti alle 16: a pochi passi dalla ringhiera che circonda Palazzo Chigi, sul lato opposto alla Presidenza del Consiglio e davanti alla chiesa dei Santi Bartolomeo e Alessandro dei Bergamaschi c’è Andrea Giambruno, il giornalista Mediaset e già compagno di Giorgia Meloni, oltre che padre della piccola Ginevra. Nel frattempo alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine lo salutano. Fatto sta che dopo una decina di minuti di attesa gli viene incontro un funzionario presidenziale elegantissimo che consegna a Giambruno una grande busta, come quelle di una volta del Rischiatutto di Mike Bongiorno. Giambruno la apre con lentezza, estrae dei fogli e si appoggia alla mensola dell’edicola automatica del quotidiano Il Tempo, quella che era stata voluta da Tommaso Cerno per le interviste ai “vip”. Dopo un’attenta lettura ed aver estratto una penna dalla tasca, Giambruno si mette a scrivere sui fogli. «Documenti di famiglia da condividere», spiffera qualcuno. Terminata l’operazione, il funzionario torna sui suoi passi. Missione compiuta, evidentemente. Certo, sembrava il set di un film.

Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno
Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno
Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno
Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno
Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno
Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno
Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno

Lollobrigida e la pasta che «costa poco»

All’incontro con Unione Italiana Food, nel ristorante romano Antica Pesa, quello dell’ormai televisivo Francesco Panella, il ministro Francesco Lollobrigida ha detto la sua: «La pasta costa poco». Il tema era «dare valore economico al prodotto»: davanti a Paolo Barilla, il re della pasta che è presidente di Unione Italiana Food, Lollo si è scatenato tra aneddoti familiari, accuse velate contro la filiera – «anche nel settore del grano ci sono gli extraprofitti» – e accostamenti degni di trapezisti circensi – «non capisco perché un etto di pasta deve costare meno di una bottiglia d’acqua minerale». In modalità unchained, Lollobrigida ha pure assicurato che «il vino è un integratore di felicità». Insomma, più di un quarto d’ora di monologo. Quando qualcuno ha annunciato la lettura di un messaggio del ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’esponente meloniano si è dileguato con un forte «devo andare via». Rapida uscita, quindi via sull’Alfa ministeriale, in vista di un altro convegno.

Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno
Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno
Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno

Meloni e la battaglia del guano

Allarme volatili a Palazzo Chigi. Piccioni e gabbiani bella entrano e scagazzano in piena libertà, anche sullo scalone d’onore che utilizzato da Giorgia Meloni e dalle varie autorità. Per contrastare il fenomeno è stato dato l’ok all’acquisto di un sistema elettromagnetico di dissuasori per volatili per un costo di poco più di 22 mila euro. Insomma, dalla battaglia del grano di mussoliniana memoria, ora Meloni è alle prese con la battaglia del guano ripulire l’edificio

Bancarotta e truffa allo Stato, la procura di Milano chiede il processo per Santanchè

Nuova richiesta di rinvio a giudizio per Daniela Santanchè. La Procura di Milano ha infatti chiesto il processo per l’ex ministra del Turismo e altre 14 persone, più una società (Bioera), ipotizzando i reati di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato, in relazione ai casi dei fallimenti delle aziende Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl. Al centro del fascicolo d’inchiesta le presunte irregolarità nella gestione contabile e le condotte che avrebbero portato al progressivo e irreversibile svuotamento patrimoniale delle società.

Le indagini erano state chiuse a luglio

Tra gli altri indagati l’ex compagno di Santanchè, Canio Mazzaro, la sorella Fiorenza e il figlio Lorenzo. Nel lungo elenco di contestazioni che compongono la notifica di chiusura delle indagini (avvenuta a luglio) si legge di truffe per accaparrarsi «ingiusti profitti», di «fittizi aumenti di capitale» e di «condotte dissipatrici e distrattive». Solo una posizione minore di un indagato è stata stralciata per la richiesta di archiviazione. La palla passa ora al gup del Tribunale di Milano, che dovrà fissare la data dell’udienza preliminare.

Bancarotta e truffa allo Stato, la procura di Milano chiede il processo per Santanchè
Daniela Santanchè (Imagoeconomica).

L’ipotesi di truffa aggravata riguarda Invitalia

Secondo gli inquirenti i vertici delle società avrebbero truccato i conti al fine di occultare le perdite. Per quanto riguarda Ki Group Holding, si legge che gli amministratori «cagionavano il dissesto» con la spartizione dei dividendi: a fronte di un risultato netto in rosso, nel 2015 sono stati distribuiti oltre 4 milioni di euro. Per Bioera contestati compensi agli amministratori «del tutto sproporzionati» (oltre 2 milioni) distribuiti dal 2018 e al 2023. L’ipotesi di truffa aggravata riguarda Invitalia e risale al periodo della pandemia di Covid: KI Group ottenne nel 2021 un prestito di 2,7 milioni di euro e un credito di imposta per 600 mila euro dall’agenzia, che aveva il compito di distribuire alle imprese in difficoltà finanziamenti messi in campo dallo Stato. Ma tali somme non sarebbero dovute finire nelle tasche della società.

Nyt: «Usa e Israele stanno elaborando piani di attacco all’Iran dopo le midterm»

Stati Uniti e Israele stanno elaborando «piani specifici» per riprendere gli attacchi contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato americane, che si terranno il 3 novembre: lo riporta il New York Times, citando funzionari Usa e altre fonti. Il giornale scrive poi che in queste settimane, nonostante i movimenti diplomatici, Washington sta radunando in Medio Oriente un «enorme arsenale», che dovrebbe essere pienamente operativo a breve. Tuttavia, sottolinea il Nyt, non è certo che Donald Trump autorizzerà nuovi raid contro la Repubblica islamica. Tra gli obiettivi della potenziale offensiva ci sarebbero infrastrutture energetiche, impianti nucleari, arsenali di missili e droni.

Netanyahu avrebbe già voluto riprendere gli attacchi: l’alt di Trump

Nei giorni scorsi il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha incontrato Benjamin Netanyahu in Israele: al centro dell’incontro ci sarebbe stata proprio la ripresa di una campagna militare attiva contro l’Iran. Secondo il Financial Times, il primo ministro israeliano aveva pianificato di riprendere i raid contro l’Iran il 10 ottobre, ma Trump si sarebbe messo di traverso in quanto non voleva intensificare la guerra con l’Iran prima delle elezioni di midterm.

Washington richiama il personale dalle ambasciate in Medio Oriente

Intanto, a testimonianza di tensioni tutt’altro che sopite, gli Stati Uniti hanno ordinato a tutto il personale della propria ambasciata in Arabia Saudita e ai rispettivi familiari di lasciare il Paese (bersaglio degli attacchi dei ribelli Houthi dello Yemen). Washington ha inoltre disposto l’evacuazione dei familiari del personale delle sedi diplomatiche in Giordania, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Bahrein.

Cedu: «Nessuna violazione dei diritti dell’uomo nel processo per frode sui diritti Mediaset»

La Corte europea dei diritti umani ha stabilito che il processo per frode fiscale sui diritti tv Mediaset è stato equo. Silvio Berlusconi fece ricorso contro l’Italia alla Corte di Strasburgo il 28 dicembre 2013. Dopo la sua morte, gli eredi hanno deciso di continuare la causa. Nella sentenza, la Cedu ha esaminato approfonditamente la questione relativa all’imparzialità del collegio giudicante della Corte di Cassazione, spiegando che il ricorso alla Corte di Strasburgo è manifestamente infondato. Nella sentenza con cui hanno dichiarato equo il processo, i giudici hanno esaminato l’imparzialità del collegio giudicante che ha confermato la condanna del ricorrente per complicità in dichiarazioni fiscali fraudolente, e quella sulle dichiarazioni fatte dal presidente del collegio Antonio Esposito. Sia per l’una che per l’altra, la Cedu ha stabilito che non hanno violato il diritto a un equo processo. Per quanto riguarda gli altri punti su cui l’ex premier aveva fatto ricorso, come il non aver potuto partecipare ad alcune udienze, la Cedu non ha rilevato alcuna apparente violazione.

A Palazzo Chigi manca la carta igienica? Meloni smentisce il Fatto Quotidiano

Tramite un comunicato Giorgia Meloni ha smentito il Fatto Quotidiano, che ha riportato in prima pagina la notizia della (presunta) mancanza di carta igienica a Palazzo Chigi, dovuta alla protesta degli autotrasportatori che avrebbe provocato difficoltà anche alla ditta (Romeo Gestioni) detentrice dell’appalto di fornitura della presidenza del Consiglio.

A Palazzo Chigi manca la carta igienica? Meloni smentisce il Fatto Quotidiano
La notizia sulla prima pagina del Fatto Quotidiano.

Cosa ha scritto il Fatto Quotidiano e la replica di Meloni

«Nel Sud manca tutto. A Chigi la carta igienica», si legge sulla prima pagina dell’edizione odierna del Fatto Quotidiano. Una notizia assolutamente falsa, priva di qualsiasi fondamento e ridicola», ha però precisato Meloni, aggiungendo che aggiunge che i magazzini di Palazzo Chigi «sono regolarmente riforniti e dispongono di scorte ampie e sufficienti per mesi». Secondo il Fatto Quotidiano, ai “frequentatori” di Palazzo Chigi sarebbe stato consigliato addirittura di portarsi la carta igienica da casa. Circostanza, questa, negata dalla presidente del Consiglio.

A Palazzo Chigi manca la carta igienica? Meloni smentisce il Fatto Quotidiano
Palazzo Chigi (Imagoeconomica).

«Quanto riportato è l’ennesimo esempio di disinformazione strumentale diffusa ad arte», ha scritto Meloni: «Nessun giornalista ha ritenuto di dover effettuare una telefonata all’ufficio stampa per verificare la notizia prima di pubblicarla. Nessuna telefonata è stata effettuata neppure alla società che si occupa delle forniture per le sedi istituzionali, che avrebbe potuto immediatamente smentire». E poi «Invitiamo quindi gli autori di questo capolavoro di disinformazione a venire questa mattina a Palazzo Chigi: potranno verificare personalmente le scorte nei magazzini e magari scoprire quanto sia ridicolo l’allarme che hanno lanciato».

Italia e Spagna concordano lo stop alla sospensione di Schengen

I ministri dell’Interno di Italia e Spagna Matteo Piantedosi e Fernando Grande-Marlaska, dopo un colloquio telefonico seguito all’incontro, a margine del Consiglio europeo, tra i premier Giorgia Meloni e Pedro Sanchez, hanno concordato che le sospensioni di Schengen in vigore nei due Paesi non verranno prolungate ulteriormente. Lo ha reso noto il Viminale che spiega come la decisione, maturata dopo un’attenta analisi della situazione, sarà accompagnata dal potenziamento dello scambio informativo per garantire la piena sicurezza dello spazio comune Schengen.

Sospesi i blocchi dei tir in Sicilia e Calabria

Dopo l’incontro andato in scena nella serata del 21 ottobre in Prefettura a Catania, i camionisti dell’Associazione imprese autotrasportatori siciliani, che ancora mantenevano i blocchi dei tir in diversi punti dell’autostrada Messina-Catania, davanti al porto di Palermo e in altre strade siciliane, hanno deciso di sospendere la protesta. «Abbiamo deciso di revocare il blocco dei tir perché abbiamo ricevuto delle rassicurazioni da parte del prefetto che anche noi siederemo ai tavoli nazionali per i confronti sul tema dell’autotrasporto», ha dichiarato il presidente dell’Aias Giuseppe Richichi.

Revocato il blocco anche in Calabria

Un’analoga decisione è stata presa in Calabria. Lo ha reso noto la Federazione regionale della (Federlog) , che aveva proclamato la protesta, parlando di «decisione sofferta ma meditata, presa con profondo senso di responsabilità verso la collettività, le imprese, i cittadini e per la tutela della sicurezza nazionale». Federlog ha «deciso di sospendere l’astensione per dare fiducia al governo e al ministero dei Trasporti». In mancanza di «risposte adeguate» nell’incontro del 27 ottobre con Matteo Salvini, Federlog è pronta a «organizzare un corteo verso Roma con tutti i mezzi».

Il governo si riunisce per varare un nuovo decreto

Il governo, che teme infiltrazioni criminali, ha intanto scelto la linea dura contro le proteste, con identificazioni e denunce per blocco stradale. Il Viminale, poi, fa sapere di essere «attivo per decongestionare la viabilità e garantire la continuità dei rifornimenti, in particolare le merci di prima necessità, assicurando la distribuzione dei generi alimentari e anche la consegna dei farmaci»: le Forze dell’Ordine hanno scortato circa 500 autotrasportatori. In attesa dell’incontro del 27 ottobre, Giorgia Meloni ha poi convocato oggi il Cdm: in arrivo un decreto da 560 milioni di euro con interventi sull’autotrasporto e risorse per l’agricoltura.