Successo interno per la Feldi Eboli, che supera 6-3 il Mantova Calcio a 5 al Palasele al termine di una gara vivace e ricca di emozioni. Le volpi partono forte, allungano nel primo tempo e nella ripresa resistono ai tentativi di rimonta degli ospiti, trovando il gol decisivo nel momento più delicato della partita.
L’inizio è subito favorevole ai rossoblù. Dopo appena quattro minuti Gui porta avanti la Feldi con una zampata sotto porta che sblocca il risultato. I padroni di casa continuano a spingere e sfiorano il raddoppio in più di un’occasione, mentre il Mantova prova a farsi vedere timidamente nella metà campo avversaria. Poco dopo la metà del primo tempo arriva il 2-0: Caponigro è bravo a strappare il pallone a un avversario e a calciare immediatamente verso la porta, trovando la conclusione vincente che vale il raddoppio. La Feldi mantiene il controllo della gara e, a meno di tre minuti dall’intervallo, cala anche il tris con Calderolli, che finalizza al meglio un’altra azione offensiva delle volpi.
Nella ripresa il Mantova rientra in campo con maggiore determinazione e riesce ad accorciare le distanze in apertura grazie a Mascherona, bravo ad approfittare di un’indecisione della difesa rossoblù. I lombardi prendono fiducia e con Caique sfiorano anche la seconda rete, ma la Feldi reagisce immediatamente: dopo un forcing insistito arriva l’autogol degli ospiti che riporta le volpi sul doppio vantaggio. La gara resta comunque aperta. Il Mantova non si arrende e trova ancora il gol, sempre con Mascherona, che firma la sua doppietta, prima di tornare addirittura a una sola lunghezza grazie a uno schema su calcio piazzato finalizzato dal capitano Leleco. Il Palasele trattiene il fiato, ma lo spavento dura pochissimo: pochi secondi più tardi Calderolli firma la sua doppietta personale e ristabilisce il margine di sicurezza per la Feldi. Le volpi continuano a creare occasioni e sfiorano anche il sesto gol con Gui, che centra la traversa, mentre il Mantova centra un clamoroso doppio palo con Caique. Nel finale espulso Mohabz per doppia ammonizione tra le fila del Mantova, la Feldi non perdona e sigla la sesta rete con Mateus.
E’ il risultato finale: al Palasele finisce 6-3 per la Feldi, che ritrova la vittoria in campionato e conquista tre punti preziosi al termine di una partita intensa e spettacolare. Ora per le volpi una settimana di fuoco con le sfide casalinghe contro Catania e Napoli.
In questo corto d'animazione un robot da guerra dà tutto per proteggere una ragazza, fino all'ultimo sacrificio.
Creato, scritto, diretto e animato da Liam Murphy, animatore nel campo dei videogiochi, No-A – nessuna parentela col Non-A di van Vogt – è un corto animato di circa cinque minuti nel quale facciamo conoscenza con l'omonimo robot, un robot da guerra o da lavoro che ha il compito di salvare e proteggere una ragazza. Non sappiamo chi e perché lo stia attaccando, non sappiamo chi sia la ragazza, ma sappiamo che No-A è pronto a fare di tutto per portare a termine il suo compito.
Guarda il video: No-A - Leggi l'articolo
A quasi un anno dalla sparatoria, nella villa di un imprenditore del Cilento, con un tentativo di furto finito nel sangue e un giovane morto durante la fuga, è arrivata una prima svolta giudiziaria.
La Procura di Vallo della Lucania ha chiesto l’archiviazione per l’imprenditore cilentano Aurelio Valiante, inizialmente indagato per omicidio e tentato omicidio dopo quanto accaduto nella notte del 22 giugno scorso nella sua abitazione a Foria di Centola.
Tre uomini si introdussero nella villa con l’intenzione di compiere un furto. Il proprietario si accorse della presenza dei ladri e ne nacque un conflitto a fuoco. Durante la fuga uno dei componenti della banda, il 26enne albanese Rivaldo Rusi, fu colpito mortalmente da una fucilata.
Un secondo complice, rimase ferito e fu soccorso e ricoverato all’ospedale San Luca, per poi essere trasferito nel carcere di Poggioreale dopo la guarigione. Un terzo uomo riuscì invece a far perdere le proprie tracce
Il corpo di Rusi venne ritrovato circa due giorni dopo in località Limazzo, nascosto all’interno di una tinozza e coperto da teli. Tre giorni dopo l’imprenditore, accompagnato dal suo legale Antonello Natale, si presentò in Procura raccontando quanto accaduto e spiegando di aver sparato per difendersi durante il tentativo di furto.
Al termine delle indagini, i magistrati hanno ritenuto che l’uomo abbia agito in legittima difesa, chiedendo quindi l’archiviazione delle accuse di omicidio e tentato omicidio.
Sulla possibile cessione della Salernitana interviene il collega Marcello Festa che aggiorna la situazione
Incassata l’ennesima figuraccia sportiva, già annacquato l’entusiasmo e l’abbrivio della cura Cosmi (scelte e strategie tattiche molto discutibili al Pinto), proseguono sottotraccia le manovre societarie, a quanto risulta rinvigorite da una non più malcelata insoddisfazione di Danilo Iervolino che raccontano molto amareggiato per la piega che ha preso la stagione.
Messe in stand by, e per motivazioni diverse, le trattative con Andrea Langella (operazione “benedetta” dall’avvocato Fimmanò) e Rocco Aversa, imprenditore calabrese, proseguono le interlocuzioni tra Maurizio Milan e un advisor romano, molto addentro al mondo della finanza, incaricato da Cristiano Rufini, presidente di Olidata, per l’acquisizione del pacchetto azionario del club granata. Legali a lavoro per la predisposizione degli atti, dopodichè, sistemata la parte formale, si dovrebbe passare ai “fatti”.
Iervolino chiede garanzie per il presente e per il futuro ed il manager romano, con il suo pool di consulenti, è a lavoro per assecondarne le legittime richieste.
Solo dopo aver trovato la quadra su forma e sostanza ci sarà la “fumata”…
Già fissata, pare, una dead line che non dovrebbe andare oltre la prossima settimana: in ballo c’è una sponsorizzazione multimilionaria con la Virtus Bologna di basket che Olidata (indirettamente coinvolta nell’operazione Salernitana che invece e’ guidata da una società direttamente in capo a Rufini) è chiamata a rinnovare o, eventualmente, interrompere.
La Giunta regionale guidata da Roberto Fico stoppa il progetto di gestione pubblico-privata dell’acqua varato nella scorsa consiliatura sotto l’egida di Vincenzo De Luca. L’esecutivo ha fermato, infatti, la selezione del socio privato cui affidare la gestione di Grandi Reti Idriche Campane, la spa costituita lo scorso anno e chiamata a gestire le reti più importanti, come l’Acquedotto campano occidentale e il nascente invaso di Campolattaro. La precedente giunta regionale aveva emanato un bando di gara per la selezione del socio privato al 49% (la maggioranza della Gric sarebbe rimasta in mano pubblica) che avrebbe ricevuto però anche l’affidamento trentennale della gestione della grande adduzione primaria di interesse regionale.
Oggi l’esecutivo guidato da Fico ha varato il ritiro, “in autotutela, della procedura per la selezione del socio privato della Gric spa”. Sulla procedura di gara è infatti in corso un giudizio presso il Tar Campania che ha disposto la sospensione dell’efficacia con la trattazione del merito del ricorso fissata per l’11 marzo. “L’interesse collettivo è la priorità dell’azione amministrativa. In questo solco si inserisce la delibera che riguarda il servizio idrico”, spiega Fico. “La Giunta ha deciso di ritirare, in autotutela, la procedura per la selezione del socio privato del soggetto deputato alla gestione di un servizio di enorme rilevanza quale la distribuzione dei grandi volumi d’acqua in Campania – spiega – E abbiamo avviato un’istruttoria per ridefinire un modello che valorizzi l’interesse pubblico della gestione di un bene essenziale come l’acqua. L’amministrazione delle risorse idriche è una questione di fondamentale importanza e vanno operate scelte che vadano a tutela del bene comune, assicurando efficienza e tariffe giuste. La mia posizione è nota, fa parte del mio percorso politico: sono convinto che la gestione di una risorsa preziosa come l’acqua debba essere in mani pubbliche. E lavoreremo in questa direzione”.
Un prezioso manoscritto databile tra il XVI e il XVII secolo, sottratto in epoca imprecisata dall’Archivio di Stato di Salerno, è stato recuperato dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Perugia e restituito al suo legittimo custode istituzionale. Il documento era finito su un banco ambulante del mercato mensile dell’antiquariato di Campello sul Clitunno, dove i militari lo hanno individuato lo scorso 3 febbraio.
Il ritrovamento è il frutto di un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Spoleto, che ha visto lavorare fianco a fianco gli specialisti del Tpc e il personale della Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria. Grazie agli accertamenti condotti, è stato possibile ricondurre con certezza il manoscritto al fondo archivistico “Protocollo Notarili – I versamento – Distretto di Salerno”, che raccoglie i registri dei protocolli dei notai roganti sulla piazza di Amalfi.
Il Castello Arechi con l’annesso museo e i Siti Museali della Provincia apriranno le porte gratuitamente alle donne per domenica 8 marzo.
“Con questo piccolo gesto vogliamo celebrare la giornata internazionale della donna con una dedica particolare. La cultura e le pari opportunità sono sempre al centro dell’attenzione di questa amministrazione e nuove iniziative saranno intraprese per valorizzare sempre di più il patrimonio storico artistico della nostra provincia”, così in una dichiarazione congiunta il Presidente f.f. della Provincia Giovanni Guzzo, la Consigliera Provinciale delegata alle Pari Opportunità Annarita Ferrara e il Consigliere Provinciale delegato alla Cultura Francesco Morra.
“Cosa è successo? Vogliamo la verità. L’Azienda dei Colli scade nel tragico ridicolo con un direttore amministrativo che si dimette e dopo poche ore ritira le dimissioni”. Così Fulvio Martusciello, segretario regionale di Forza Italia in Campania, sul caso delle dimissioni presentate e poi ritirate da Pagliafora. “Quella frase, ‘siamo sulla stessa barca’, che è risuonata oggi, appare quasi come una minaccia, un avvertimento. Vogliamo sapere cosa è accaduto davvero. Quali pressioni ha subito per ritirare le dimissioni?”
A Salerno non servono più alibi. Il 6 febbraio 2026 le dimissioni dalla carica di sindaco di Vincenzo Napoli sono divenute efficaci e, per effetto della legge, è venuto meno anche il suo mandato da Presidente della Provincia. Giovanni Guzzo risulta vicepresidente con decreto n. 5 del 12 gennaio 2026 e oggi esercita le funzioni soltanto in via temporanea. La norma è chiarissima. L’articolo 1, comma 79, lettera b), della legge n. 56 del 2014 stabilisce che l’elezione del nuovo Presidente della Provincia debba essere “indetta e svolta” entro 90 giorni dalla decadenza o dalla cessazione anticipata degli organi provinciali. L’unica ipotesi di differimento è quella prevista dall’ultimo periodo della stessa disposizione, che si verifica quando il rinnovo dei consigli comunali della provincia supera la soglia del 50 per cento degli aventi diritto al voto”. Lo dice il deputato salernitano di Forza Italia Pino Bicchielli, vice responsabile nazionale Enti locali del partito. “A togliere ogni possibile alibi è intervenuta anche la Conferenza Stato-Città ed autonomie locali con l’Atto di orientamento n. 844 del 27 marzo 2025, che afferma due principi inequivocabili: fuori dall’unica eccezione prevista dalla legge, le province devono procedere all’indizione e allo svolgimento delle elezioni del nuovo Presidente entro il termine dei 90 giorni”, conclude.
ex governatore della Campania Vincenzo De Luca ha spiegato di essere già al lavoro su un programma di governo per la città.
Guide turistiche e letteratura di viaggio
Nel corso della consueta diretta Facebook del venerdì, De Luca ha affrontato alcuni dei temi al centro del dibattito cittadino, tra cui il progetto del porto turistico “Marina di Pastena”, tornato alla ribalta dopo anni di stallo.
“Diversi cittadini mi hanno scritto sul porticciolo di Pastena – ha dichiarato –. È un tema che dovrà essere valutato con grande attenzione. Dopo 10-15 anni di silenzio si rimette in piedi questa vicenda: bisogna tutelare l’ambiente ed evitare processi di cementificazione inutile”.
L’ex presidente della Regione ha poi spiegato di essere impegnato nella raccolta di segnalazioni e contributi da parte dei cittadini su diverse questioni amministrative, tra cui la riorganizzazione della polizia municipale.
De Luca ha annunciato anche l’intenzione di promuovere, attraverso un gruppo parlamentare, una proposta di legge nazionale per il riordino del settore.
“Sto raccogliendo contributi – ha concluso –. Dopo il referendum e la discussione sulla legge elettorale vogliamo presentare una proposta che tenga conto anche delle indicazioni arrivate dal territorio”.
Arrivano a distanza di mesi i provvedimenti per la guerriglia autostradale dello scorso ottobre: la Polizia di Stato ha emesso 29 Daspo nei confronti di altrettanti tifosi della Casertana e del Catania, già tutti denunciati alla Procura grazie alle indagini condotte dalla Digos di Salerno.
I fatti risalgono allo scorso autunno, quando i tifosi campani – di ritorno da Picerno – e i sostenitori etnei – di rientro dalla trasferta di Giugliano in Campania – si sono incrociati sull’autostrada A2 e hanno dato vita a violenti scontri su entrambe le carreggiate. I due gruppi ultras si sono fronteggiati armati di bastoni, cinture e fumogeni, con il volto travisato, paralizzando il traffico veicolare in entrambe le direzioni per diversi minuti.
Il primo trailer della serie DC Studios sulle Lanterne Verdi conferma l'atmosfera da murder mistery
Il primo trailer della serie di DC Studios Lanterns, che debutterà su HBO il prossimo agosto, è arrivato prima del previsto a causa di un leak che ha spinto gli studi a divulgarlo, ma dalle prime reazioni, sembra che la serie non sia esattamente quello che i fan si aspettavano (nonostante Lanterns sia stata presentata fin dalle prime fasi di produzione come una versione delle storie del franchise di Lanterna Verde più vicina al murder mistery di True Detective che alla space opera epica delle sue storie a fumetti).
Guarda il video: LANTERNS | Teaser Ufficiale
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Protagonista dei quattro episodi è l'eroina del fumetto Bonelli Nathan Never
Sono disponibili da oggi, sulla piattaforma gratuita RaiPlay, i quattro episodi della serie d'animazione Agente Speciale Legs Weaver, prodotta da Sergio Bonelli Editore in collaborazione con Rai Kids. La personaggia, nata tra le pagine del fumetto bonelliano Nathan Never, arriva sullo schermo con le sue avventure grazie al trio di sceneggiatori formato da Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna, che insieme ai registi Federico Rossi Edrighi e Raffaele Compagnoni formano la squadra, tutta al maschile, che porta la prima eroina femminile titolare di una testata nell’universo Bonelli... - Leggi l'articolo
Da qualche tempo posta video in cui bussa ai vecchi attori di Firefly dicendo che “è il momento”.
Hanno girato solo quattordici episodi, quasi un quarto di secolo fa. Da allora Nathan Fillion ha fatto altre due serie di gran lunga di maggior successo, Castle (8 stagioni, 173 episodi) e The Rookie (8 stagioni, 135 episodi, ancora in corso). E tuttavia, quella piccola serie bocciata dopo mezza stagione, Firefly, resta sempre lì fissa nel suo cuore, come se quella fosse stata il vero apice della sua carriera.
Chi più chi meno anche gli altri attori della serie hanno avuto la loro carriera; Alan Tudyk ha chiuso da poco la serie Resident Alien, Gina Torres era nel cast di... - Leggi l'articolo
Arrivano i Delos Days: una due giorni dedicata ai libri, alle riviste, alle collane Delos e soprattutto ai loro autori e curatori. Alla Casa dei giochi a Milano il 25 e 26 aprile.
Il 25 aprile è una data importantissima. Quest'anno lo sarà anche per un altro motivo: il week-end 25 e 26 aprile a Milano si terrà l'evento Delos Days 2026, un minifestival dedicato al mondo delle nostre case editrici (Delos Digital e Delos Books) con incontri con gli autori, ospiti, workshop, incontri con curatori e tanto altro.Il posto sarà lo stesso dove si tennero i Delos Days nel 2011 e 2013 e, nei dieci anni seguenti, la fiera Stranimondi, quindi probabilmente lo conoscete già: la Casa dei Giochi in via Sant'Uguzzone 8, a Milano, MM Villa... - Leggi l'articolo
Il film, scritto e diretto da BenDavid Grabinski, arriverà su Disney+ alla fine di marzo
Mike & Nick & Nick & Alice, la commedia d'azione fantascientifica scritta e diretta da BenDavid Grabinski (Happily, Scott Pilgrim – La serie), arriverà sulla piattaforma di streaming Disney+ alla fine del mese, come annunciato alla fine del primo trailer reso disponibile dai 20th Century Studios.
Guarda il video: Mike & Nick & Nick & Alice |Trailer Ufficiale
Il film vede protagonisti James Marsden (X-Men), Vince Vaughn (Palle al balzo – Dodgeball) e Eiza González (3 Body Problem) nei panni di Mike, Nick ( & Nick) e Alice, mentre Keith David (La... - Leggi l'articolo
Il segretario del Tesoro americano, Scott Bessent, ha dichiarato alla Cnbc che gli Stati Uniti porteranno i dazi globali dal 10 al 15 per cento «probabilmente in settimana». Bessent ha inoltre affermato di aspettarsi che, entro agosto, le tariffe tornino di fatto ai livelli precedenti alla recente decisione della Corte Suprema, che ha annullato i dazi “reciproci” introdotti da Trump. «È mia forte convinzione che le aliquote tariffarie torneranno ai livelli precedenti entro cinque mesi», ha dichiarato all’emittente statunitense. Il segretario al Tesoro Usa si è anche espresso sul rifiuto della Spagna di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le basi di Rota e Moron, situate in territorio spagnolo, nell’attacco contro l’Iran, sostenendo che ciò ha messo in pericolo la vita dei cittadini americani. Rispondendo alla domanda se sia possibile un embargo commerciale con la Spagna, come ha minacciato il presidente Trump, Bessent ha detto che «sarebbe uno sforzo congiunto», senza fornire ulteriori spiegazioni.
Donald Trump è sicuro: gli Stati Uniti possono fare affidamento su scorte di munizioni «di livello medio e medio-alto» «praticamente illimitate», al punto che gli States potrebbero combattere «per sempre» e «con grande successo, usando solo queste scorte». Non solo. Il presidente americano, in un post sul social Truth del 3 marzo, ha assicurato che «molte altre armi di alta qualità sono stoccate per noi in Paesi alleati». Quindi nessun problema, l’attacco all’Iran sferrato con Israele non presenta ostacoli logistici. Certo, «Sleepy Joe» (cioè il predecessore Biden), sottolinea Trump, ha commesso l’errore di regalare soldi e armi all’Ucraina senza preoccuparsi di rimpinguare l’arsenale a stelle e strisce. Ma anche in questo caso, niente paura: «Fortunatamente, ho ricostruito l’esercito durante il mio primo mandato e continuo a farlo. Gli Stati Uniti sono riforniti e pronti a VINCERE, ALLA GRANDE!!!».
Il post di Trump su Truth.
Scorte di munizioni in esaurimento
Visto però l’allargarsi del conflitto, con i droni e i missili iraniani che cadono sulle basi e ambasciate Usa in Medio Oriente, le certezze incrollabili del presidente, condivise via social dal Pentagono, potrebbero però presto essere messe alla prova. Come ricordano Axios e il Wall Street Journal, il capo dello Stato maggiore congiunto Usa, Dan Caine, aveva sottolineato che proprio la scarsità di scorte – soprattutto di intercettori utilizzati per neutralizzare i missili in arrivo – sarebbe stato un fattore limitante in caso di attacco prolungato e massiccio contro l’Iran. Insomma sia le munizioni Usa sia quelle di Israele e dei Paesi del Golfo si starebbero esaurendo più velocemente di quanto la produzione riesca a rimpiazzarle. A questo si aggiunge la possibile sottovalutazione della potenza di fuoco iraniana: solo nei primi due giorni di attacchi, Teheran avrebbe sganciato circa 400 missili e 800 droni. Per far fronte alla possibile scarsità di intercettori per il THAAD (Terminal High Altitude Area Defense), lo scudo missilistico che ha permesso agli Emirati di intercettare quasi 200 missili balistici, e già attivato in Israele e Giordania, il Pentagono potrebbe dover attingere agli arsenali dislocati nel Pacifico, in Corea del Sud e a Guam, in funzione anti Pyongyang e anti Pechino.
Il capo dello Stato maggiore congiunto Usa, Dan Caine (Ansa).
Nel 2025 stanziati 25 miliardi di dollari per nuovi missili
Ben prima dell’operazione Epic Fury, la Difesa statunitense aveva posto la produzione bellica tra le priorità di spesa come sottolineato dal Forecast International’s Defense & Security Monitor. Nel bilancio 2025, erano stati stanziati 25 miliardi di dollari per l’acquisto di missili (tra cui Patriot, SM-3, SM-6, AIM-120 AMRAAM e 18 Tomahawk, diventati 57 nel bilancio 2026) e il potenziamento della produzione. Sono stati inoltre stretti accordi con i maggiori appaltatori della Difesa. L’8 gennaio, Lockheed Martin ha annunciato un accordo di sette anni per aumentare la produzione del PAC-3 MSE da 600 a 2.000 missili all’anno, mentre a inizio febbraio RTX ha siglato cinque accordi con il Dipartimento della Difesa per una serie di missili chiave, tra cui i Tomahawk, gli AIM-120 AMRAAM, gli intercettori SM-3 e i missili SM-6. In base alle nuove intese, si prevede che la produzione annuale di Tomahawk supererà i 1.000 missili, quella di AMRAAM raggiungerà almeno le 1.900 unità e quella di SM-6 supererà le 500.
Gli accordi per l’aumento della produzione bellica (dal sito Forecast International’s Defense & Security Monitor).
I Tomahawk usati nel 2025 tra Yemen e Nigeria
Ma gli intercettori per la difesa aerea non sono gli unici a scarseggiare. Lo stesso vale per i già citati Tomahawk (TLAM), ampiamente usati durante l’operazione Rough Rider del marzo 2025 contro gli Houthi nello Yemen. «L’amministrazione Trump ha lanciato TLAM a un ritmo straordinario in operazioni in tutto il mondo», ha spiegato al Wsj Becca Wasser, ricercatrice presso il Center for a New American Security, «in Medio Oriente contro l’Iran e contro gli Houthi, oltre che in Nigeria negli attacchi della vigilia di Natale» per distruggere due campi militari legati ai gruppi terroristici del cosiddetto Stato islamico. La preoccupazione per le scorte è inoltre condivisa anche da Israele. Secondo un funzionario statunitense, Tel Aviv dispone ancora di un numero limitato di intercettori Arrow 3 per la difesa aerea. È inoltre a corto di missili aria-aria, utilizzati la scorsa estate per distruggere lanciatori di missili iraniani e lo scorso anno per colpire leader di Hamas in Qatar. Trump può davvero stare sereno?
L’esercito degli Stati Uniti ha dichiarato di aver ucciso nei raid sulla Repubblica Islamica un cittadino iraniano a capo di un’unità che aveva organizzato un presunto complotto per eliminare Donald Trump. «Sebbene non fosse nemmeno lontanamente lui il fulcro dell’operazione, abbiamo fatto in modo da includerlo nella lista degli obiettivi. È stato braccato e ucciso», ha detto il segretario alla Guerra Pete Hegseth, in un briefing con la stampa: «L’Iran ha tentato di uccidere il presidente Trump e il presidente Trump ha riso per ultimo». Teheran ha sempre smentito di aver messo in piedi un piano per assassinare il tycoon.
Donald Trump (Ansa).
Nel 2024 il Dipartimento di Giustizia Usa aveva incriminato l’iraniano Farhad Shakeri
Hegseth non ha fatto il nome della persona uccisa. Si sa però che a novembre del 2024 Dipartimento di Giustizia Usa aveva incriminato il 52enne Farhad Shakeri, in relazione a un piano dei Guardiani della rivoluzione per assassinare Trump, appena rieletto alla Casa Bianca. Emigrato negli Stati Uniti da bambino, Shakeri era stato espulso attorno al 2008 dopo 14 anni trascorsi in carcere per rapina. Secondo il Dipartimento di Giustizia si era avvalso «di una rete di complici incontrati in prigione negli Stati Uniti per fornire ai Guardiani della rivoluzione agenti incaricati di sorvegliare e assassinare» i bersagli dei pasdaran negli Usa. Assieme a lui erano state incriminate altre due persone, Carlisle Rivera e Jonathan Loadholt: i tre avrebbero messo in piedi un piano (poi non portato a termine) per eliminare Masih Alinejad, giornalista e attivista iraniana residente negli Usa, che aveva criticato le leggi sull’obbligo del velo per le donne. Secondo il Dipartimento di Giustizia era stato anche incaricato dai Guardiani della rivoluzione di sorvegliare due ebrei americani residenti a New York e di aver ricevuto un’offerta di 500 mila dollari dai pasdaran per ucciderli. Inoltre a Shakeri sarebbe stato anche assegnato il compito di colpire turisti israeliani in Sri Lanka.
Che Dubai fosse una parodia del paradiso lo avevamo sospettato: mentre è invasa da youtuber, tiktoker, instagrammer, streamer, podcaster e creator vari, ci siamo noi utenti fantasma, quelli che guardano ma non si sporcano a postare o a commentare – noi “lurker” insomma – che osserviamo scandalizzati. Tutti questi “cervelli in fuga” negli Emirati, in Oman, ad Abu Dhabi, in Qatar stanno reagendo ai bombardamenti dell’Iran sugli alleati degli Usa come se fossero “dirette” qualsiasi, quelle live in cui «vi porto con me nella mia super suite». Indhya Contu per esempio, che si autodefinisce «ceo di @itarocchidiesmeralda» e inizia tutti i suoi post con «No vabbè», l’ha presa bene: si trova in Qatar, «location top» che lei «adora» e ci fa sapere che il suo «entusiasmo è altissimo, questo posto ti genera una vibe super alta. Quando ti svegli in questo paradiso e dici non voglio andare più via e scopri che è così, perché la guerra ci blocca qui. Si dice che quando il mondo e i santi ti vogliono bene avvereranno i tuoi desideri: rimanere per sempre in Qatar. E dalla guerra è tutto: la vostra reporter preferita».
"Tutto tranquillo, nulla di grave, solo qualche bomba". Dalla nuova inviata di #guerra linea allo studio! pic.twitter.com/1IMbD82S3H
Meglio della trama di Black Mirror, si commenta su X, l’ex Twitter, dove vengono rilanciati i post della Contu e quello del Corriere del Veneto, che dice: «La maestra di OnlyFans Elena Maraga da Dubai: Ho fatto 50 piani a piedi per scappare dalle bombe, erano vicine. La notte? Nel bunker».
Il racconto della maestra di OnlyFans al Corriere del Veneto.
Improvvisati inviati di guerra che si contraddicono fra loro
Qualcuno si improvvisa inviato di guerra: «Voglio mostrare agli italiani qual è la situazione reale qui a Dubai»; dicendo che si trova nel luogo «più iconico» e non sente più boati, vede in spiaggia ragazzi che giocano a pallone e mostra il famoso grattacielo La Vela che gli sembra «in perfette condizioni». Invece «la situa è calda» lo contraddice qualcun altro su Instagram: «Ragazzi è ufficiale, siamo in guerra, vedo i missili e i razzi di notte, rimanete connessi… sentite?… sentite? Un’ambulanza… ragazzi ci vediamo, vi tengo aggiornati», mentre mostra il giaciglio in garage su cui ha passato la notte.
Molti commenti: si va da «sembra una realtà distopica» a «ci sono più italiani a Dubai che in Molise». Quella di buttarla in vacca è la vecchia strategia social: del resto, come si fa a prendere sul serio la ragazza bionda che provocatoriamente scrive su una sua foto: «Comunque, meglio rischiare di essere bombardata dai missili a Dubai che dal 50 per cento di tasse in Italia».
Influencer a Dubai.
Giovani che lavorano nel digitale attratti dai vantaggi fiscali
Il vantaggio fiscale sembra il motivo principale di questa diaspora giovanile negli Emirati Arabi Uniti e dintorni, mentre gli italiani in pensione preferiscono il Portogallo e San Marino. Il sistema delle imposte di Dubai favorisce spudoratamente i giovani, soprattutto quelli che lavorano nel digitale: la tassa sul reddito personale è pari allo 0 per cento, senza alcuna trattenuta Irpef che, in Italia, supererebbe il 40 per cento. L’aliquota Iva è bassissima, pari al 5 per cento.
Gli inviti rivolti direttamente agli influencer
L’Ente del Turismo di Dubai invita in prima persona gli influencer offrendo infrastrutture che rendono Dubai «il set fotografico più bello e redditizio» per loro, che culminano in un «programma di visto per creator»: una “Golden Visa” che garantisce la residenza per 10 anni, espressamente dedicata a chi lavora nel mondo dei contenuti digitali.
Un’immagine satellitare mostra una veduta aerea di Dubai prima dell’attacco iraniano (foto Ansa).
Qualche creator prova a rassicurare tutti: «Io mi sento più sicuro qui a Dubai nella situazione attuale che in Italia. Ripeto: non è stata presa di mira Dubai, semplicemente ci sono solo dei detriti che, cadendo, cadono qui su Dubai perché si trova in mezzo a tutta questa storia ma non è Dubai il focus della situazione, non è Dubai che è stata presa di mira. Stiamo tranquilli». Se lo dice lui…
Nel frattempo però piovono missili iraniani
Peccato che dal 28 febbraio l’Iran abbia lanciato almeno 165 missili balistici, 2 missili cruise e 541 droni contro gli Emirati Arabi, in risposta all’attacco coordinato di Usa e Israele. Gli obiettivi hanno incluso la base aerea di Al Dhafra ad Abu Dhabi, l’area alberghiera di Jumeirah, il Burj Al Arab e l’aeroporto internazionale di Dubai. Anche Qatar, Bahrein, Kuwait, Giordania, Arabia Saudita e Iraq sono stati colpiti. Praticamente tutti gli Stati del Golfo sono stati presi di mira per la prima volta nella storia.
Un cinismo social speculare a quello di Dubai
La guerra degli influencer mostra che qualunque argomento, perfino un conflitto internazionale, può essere stiracchiato per raccattare like. Il cinismo di questi ragazzi è speculare a quello di Dubai: «Se qui comprano l’Occidente con tanta disinvoltura è perché l’Occidente è in svendita», scriveva Walter Siti nel suo reportage dagli Emirati Il canto del diavolo (2009).
Il canto del diavolo.
«Qui si assiste a un doppio genocidio: quello della cultura locale, celebrato in fretta quasi senza rimpianti e accantonato senza tracce visibili di lutto, e quello della cultura occidentale, ridotta a stereotipo da esportazione. I soldi trasportano le civiltà da uno all’altro livello di energia, lo sterminio delle culture di partenza è necessario, come è necessario sbarbare un terreno prima di piantarci nuovi semi». È la barbarie che ciondola senza trovare appigli: da TikTok, da Instagram, da YouTube è tutto.
La situazione in Iran alimenta tensioni internazionali e fa temere un’escalation che può avere un impatto anche sulla minaccia terroristica. È quanto si legge nella relazione annuale dell’intelligence presentata il 4 marzo 2026. Secondo il rapporto, «sono aumentati rischi derivanti dalle attività di Hamas sul suolo europeo, soprattutto per il coinvolgimento nella circolazione di armi e in possibili progettualità ostili contro obiettivi israeliani ed ebraici». In Italia, come in altri Paesi europei, sono state condotte diverse operazioni antiterrorismo nei confronti di persone a vario titolo connesse con il conflitto mediorientale.
La propaganda jihadista potrebbe strumentalizzare il conflitto per combattere «il nemico occidentale»
In prospettiva futura, riflette l’intelligence, «è probabile che le principali sigle del terrorismo internazionale affineranno sempre di più la capacità di “capitalizzare” le crisi in atto, alimentando ulteriormente un trend che, a oggi, le vede declinare i propri messaggi istigatori in modo strumentale rispetto alle loro agende». E ancora: «L’interconnessione tra i diversi quadranti di crisi rischia inoltre di amplificare la proiezione esterna della minaccia, incluso verso l’Europa e l’Italia». Quanto alle proiezioni esterne delle tensioni tra Israele e Hamas, «recenti operazioni di polizia condotte in Italia e in altri Paesi europei confermano la necessità di tenere alta l’attenzione sia sui possibili canali di finanziamento al terrorismo, sia sui network che Hamas potrebbe costituire all’estero». In tale scenario, «l’antisemitismo assume un rilievo sempre più internazionale, oltre che trasversale a diverse ideologie estremiste». Parallelamente, un ampliamento del conflitto mediorientale, soprattutto verso l’Iran, «potrebbe accentuare, nel prossimo futuro, i rischi di propagazione del rischio terroristico anche in Europa». In prospettiva, la propaganda jihadista potrebbe, in modo opportunistico, «strumentalizzare un eventuale conflitto che coinvolga Teheran, invocando un jihad globale contro il comune nemico occidentale».
La Guardia di Finanza ha acquisito documenti relativi all’assunzione dell’avvocata Cristiana Luciani, moglie del deputato di Fratelli d’Italia Luca Sbardella, che dal primo gennaio 2025 risulta dirigente del Garante della privacy. Lo riporta Repubblica. La procura di Roma intende chiarire se l’assunzione di Luciani, professionista con esperienza nel settore, sia avvenuta nel rispetto delle regole o come favore sorta di favore vista l’appartenenza del marito (che è anche membro della Commissione di Vigilanza Rai) al partito della premier Giorgia Meloni. L’acquisizione dei documenti relativi all’inquadramento di Luciani è al momento un atto tecnico e formale.
Luca Sbardella (Imagoeconomica).
L’Authority è già al centro di un’inchiesta della Procura di Roma
Il Garante per la Protezione dei Dati Personali è già al centro di un’inchiesta della procura capitolina: al centro delle indagini le spese sostenute dall’intero collegio che dirige l’Authority. Il presidente Pasquale Stanzione, Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza – che si è dimesso dall’incarico – sono indagati a vario titolo di peculato, uso privato di beni pubblici, e corruzione.
«Andrà a finire che se vinceranno i no al referendum sulla giustizia sarà colpa dei tifosi della Lazio», dicono dalle parti di Palazzo Chigi, dove non mancano i fan della squadra biancoceleste che per tradizione ha tantissimi sostenitori “con il cuore a destra”: a Roma la situazione calcistica è incandescente, con la curva Nord dello stadio Olimpico che anche nella serata di mercoledì 4 marzo, per la semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta, si riunirà a Ponte Milvio per protestare contro il presidente Claudio Lotito. Striscioni in tutta la città annunciano il voto “no” al referendum per protestare contro la proprietà, con cartelli che invitano alle elezioni a non votare Forza Italia perché Lotito è parlamentare del partito del fu Silvio Berlusconi.
I gruppi stilano comunicati: «È sotto gli occhi di tutti come il distacco tra società e tifosi sia ormai giunto a livelli insanabili, continuiamo a constatare da parte della dirigenza della Lazio continue provocazioni verso di noi». Nel mirino anche l’atto compiuto dalla società sportiva, che ha voluto «regalare biglietti a destra e a manca con il rischio concreto di far entrare anche tifosi non laziali a tifare Atalanta», e «ciò qualifica il pensiero e la strategia del signor Lotito e dei suoi accoliti». I ticket sono stati offerti alle scolaresche di Roma e Amatrice. E la divisione è anche interna a chi lavora a Formello, nel quartier generale della Lazio, tanto che i tifosi chiedono «a chi ne ha la facoltà di far passare il pullman della squadra a Ponte Milvio dove stazioneremo prima della partita contro i bergamaschi per far sentire ai giocatori il nostro calore, spostandoci poi in corteo sotto la Nord a intonare i nostri cori e farli sentire fin dentro al campo». Uno striscione esposto sotto la sede di Forza Italia, nel centro di Roma, recita: «Il laziale voterebbe sì, ma vota no! Ringraziate Lotito, senatore del vostro partito».
La protesta “politica” dei tifosi della Lazio contro Lotito.
Festa per i 90 anni di Occhetto, ma D’Alema non parla
“Nonno” Ugo Sposetti, 79 anni, è riuscito ad allestire una grande festa per Achille Occhetto, fresco 90enne. Nella sala della Camera di Commercio di Roma sono arrivati in tanti, da Pier Luigi Bersani (che però poi doveva presentare un libro di Arturo Scotto in zona Prati) a Walter Veltroni, passando per Massimo D’Alema che però non ha parlato “in onore” di Achille: nella lista dei relatori il suo nome non c’era, così si è messo in prima fila ad ascoltare. Assenza plateale della famiglia Berlinguer. C’erano Elly Schlein, Francesco Rutelli e Pier Ferdinando Casini, che si è ricordato di essere stato eletto grazie al Partito democratico. Enrico Mentana ha evocato il confronto televisivo fra Silvio Berlusconi e Occhetto, il Braccio di ferro in diretta. Veltroni ha tracciato un ritratto curioso: «È stato al tempo stesso capace di salvaguardare un’identità, rigenerando un’identità. Non un oggetto da tenere in salvaguardia antiquariale, ma come strumento nobile capace di adattarsi, rimanendo se stessa dentro il tempo della storia. La svolta della Bolognina fu un momento duro. Noi non sapevamo cosa avrebbe detto Occhetto. Però lo sapevamo perché era obbligatorio, era necessario, e non farlo sarebbe stato come svendere quell’identità e quel patrimonio». Insomma, il trionfo del “ma anche”, come sempre quando c’è “Uolter”. Luciana Castellina è apparsa in forma smagliante, come sempre, indifferente all’anagrafe, lei che è della classe 1929, e scherzava con il fotografo Umberto Pizzi, nato nel 1937, dicendogli «ciao fanciullo». Non c’era Fausto Bertinotti, che però si trovava a poca distanza, al Teatro Argentina, per il Riccardo III con Maria Paiato sulla scena: il subcomandante Fausto si è messo a parlare con Gianni Letta, presenza immancabile alle prime teatrali.
La ribellione contro la tassa di Gualtieri sulle auto elettriche
A Roma si parla molto della tassa da mille euro voluta dal sindaco Roberto Gualtieri per entrare in centro alla guida di un’auto elettrica. La rivolta cresce, grazie anche a Fiorello che a La Pennicanza su Rai Radio 2, imitando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha protestato contro la misura decisa dal Campidoglio. In alcuni palazzi del potere ci si chiede: «L’aria è elettrica, toccherà pagare pure per quella, entrando in centro?». E a contare quanti sono i proprietari di auto elettriche si sono messi i dipendenti della Banca d’Italia, a Palazzo Koch: la sede è in via Nazionale, in piena Ztl, e chi lavora dalle parti di Fabio Panetta, anche grazie a stipendi pesanti, è sempre stato in prima linea quando si tratta di comprare vetture tecnologicamente avanzate. La mazzata riguarderebbe molti tra funzionari e dirigenti, almeno tra quelli che non sono dotati di un servizio con autista da parte dell’istituzione. Idem alla Corte costituzionale, che si trova davanti al Quirinale, e anche al Consiglio di Stato e all’Avvocatura di Stato: ognuno dovrà cacciare mille euro per entrare in centro con l’auto elettrica, anche se l’amministrazione dispone di garage dedicati ai dipendenti. E pure alla presidenza della Repubblica se ne parla, non solo con la voce di Fiorello. Anche tra le authority il problema esiste: si salva solo la Consob, che ha una sede al di fuori della Ztl.
Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri (foto Imagoeconomica).
La lunga trattativa per la cessione di Gedi (Exor) al gruppo greco della famiglia Kyriakou è alle battute finali, mancherebbero solo alcuni dettagli per finalizzare l’intesa. Lo si apprende dai protagonisti seduti al tavolo. In realtà l’esclusiva è scaduta a fine gennaio, ma fonti vicine alla trattativa spiegano come non sia stata rinnovata perché non ci sono più altri pretendenti alla porta (tra gli interessati in passato anche Leonardo Maria Del Vecchio). Le trattative proseguono ogni giorno e la finalizzazione sarebbe ormai vicina. Lo schema, al momento, prevede che Antenna rilevi l’intero perimetro di Gedi – quindi Repubblica, Stampa e le diverse radio -, per poi “girare” la testata torinese alla Sae di Alberto Leonardis, rispettando così l’impegno appena firmato tramite il preliminare.
Crédit Agricole Italia ha annunciato il lancio di Mutuo CA Flexi, un’offerta innovativa concepita per rispondere alle esigenze in continua evoluzione dei mutuatari attraverso opzioni di flessibilità senza precedenti. Il nuovo prodotto, disponibile dal 23 febbraio, nasce per accompagnare i clienti lungo tutto il ciclo di vita del finanziamento, offrendo strumenti di autogestione semplici e immediati.
Quattro diverse soluzioni
La vera innovazione di Mutuo CA Flexi risiede nella capacità di adattarsi ai cambiamenti della vita familiare e professionale. I clienti possono scegliere tra diverse soluzioni attivabili direttamente tramite app o home banking:
VariaRata: consente di modificare l’importo della rata mensile, aumentandolo o diminuendolo, con una conseguente rimodulazione della durata del mutuo. L’opzione è gratuita in fase di stipula ed esercitabile dopo i primi 12 mesi.
SaltaRata: in alternativa a VariaRata, permette di saltare il pagamento di una rata ogni anno, posticipandola al termine del piano di rimborso per far fronte a spese impreviste.
IniziaConCalma: pensata per chi affronta le spese del trasloco o dell’arredamento, permette di rinviare il pagamento della prima rata fino a un massimo di 12 mesi dalla stipula.
CambiaTasso: offre la libertà di passare dal tasso fisso al variabile (o viceversa) fino a quattro volte nel corso del contratto, per adeguarsi alle condizioni di mercato.
Coerentemente con l’impegno del Gruppo verso la transizione energetica, Mutuo CA Flexi prevede tassi agevolati e l’azzeramento delle spese di istruttoria per l’acquisto di immobili in classe A e B. Sono inoltre previsti sconti sul tasso per chi riqualifica l’abitazione migliorandone la classe energetica di almeno due livelli. Per celebrare il lancio, Crédit Agricole Italia ha previsto una promozione con tassi fissi particolarmente vantaggiosi dedicata alle domande sottoscritte dal 23 febbraio al 15 maggio 2026, con stipule entro la fine di settembre dello stesso anno.
Ratto: «Risposta concreta alle nuove esigenze»
Queste le dichiarazioni di Vittorio Ratto, vice direttore generale di Crédit Agricole Italia: «Con il lancio di Mutuo CA Flexi, Crédit Agricole Italia conferma la propria volontà di essere partner dei progetti di vita dei propri clienti, non solo fornendo il capitale necessario all’acquisto della casa, ma offrendo una libertà di gestione finora inedita. Abbiamo studiato questo prodotto per dare una risposta concreta alle esigenze che cambiano, dalla gestione delle spese iniziali con IniziaConCalma alla possibilità di variare la rata in autonomia tramite app. La nostra priorità è offrire serenità e personalizzazione, premiando al contempo chi sceglie l’efficienza energetica, pilastro fondamentale della nostra strategia di crescita responsabile».
Nei giorni scorsi sono stati annunciati i finalisti al premio bandito dalla World SF Italia. Tra i finalisti anche Sussurrami o dea di Davide Del Popolo Riolo.
La World SF ha comunicato tramite il proprio sito i finalisti alla XV edizione del Premio Ernesto Vegetti, dedicato alle opere edite per la prima volta nel 2025 e votato dagli iscritti all'associazione. Rispetto ai dati comunicati originariamente c'è stata una variazione, al posto di Un compagno e tante stelle di Daniela Piegai, già edito negli anni Novanta con un titolo diverso e quindi non candidabile, è stato inserito Sussurrami o dea di Davide Del Popolo Riolo. Mai verrà la notte di Mariangela Cerrino è un'antologia di racconti.
Finalisti Premio... - Leggi l'articolo
Potrebbe essere un film a grosso budget per le sale. Il soggetto è nelle mani di Beau Willimon, tra gli autori di Andor.
Warner Bros. ha messo in cantiere un lungometraggio dedicato al mondo di Game of Thrones. A firmare la sceneggiatura è stato chiamato Beau Willimon, nome di peso nel panorama televisivo americano grazie al suo lavoro su House of Cards e sulla serie Star Wars Andor. Secondo quanto riportato da Page Six Hollywood, una prima bozza dello script sarebbe già stata consegnata allo studio. Al momento non risultano né un regista né un cast, ma la macchina produttiva si è messa in moto.
L'incognita della fusione con Paramount
Sul progetto pesa però una... - Leggi l'articolo
Diciotto racconti per un'antologia molto particolare sul Millemondi nelle edicole a marzo.
L'antologia presentata sul Millemondi primaverile ha una genesi davvero particolare, tutti i racconti sono legati a Love, Death & Robots, una serie d'animazione per adulti prodotta da Joshua Donen, David Fincher, Jennifer Miller e Tim Miller per Netflix.
La serie ha avuto un buon successo, ogni episodio è autoconclusivo e girato con stile e registri diversi ma con un comune denominatore: ogni episodio è tratto da un racconto di fantascienza.
Il Millemondi nelle edicole raccoglie le diciotto storie di autori del calibro di Michael Swanwick, Peter F.... - Leggi l'articolo
La storia di una minaccia subdola ma letale su Urania Collezione nelle edicole a marzo.
“La Terra è una fattoria. Siamo proprietà di qualcun altro”.
Questa frase è dello scrittore e ricercatore Charles Fort, nato nel 1874 e deceduto nel 1932, uno studioso dei fenomeni anormali e inspiegabili che ebbe grande influenza nel campo del fantastico.
Fu proprio questa frase che ispirò Eric Frank Russell per il suo primo romanzo, Schiavi degli invisibili (Sinister Barrier, 1939).
La storia parte come un romanzo poliziesco, la morte di alcuni scienziati insospettisce Bill Graham, un funzionario statale, che ritiene molto strane... - Leggi l'articolo
LIBRI - Editoria - 4 marzo 2026 - articolo di Giampaolo Rai
Subito dopo la conclusione della quinta stagione, su Apple TV si torna alle origini della corsa spaziale
Il 2026 sarà un anno ricco di avventure per i fan di For All Mankind, serie ucronica di Apple TV. Se infatti la quinta stagione della serie creata da Ronald D. Moore (Star Trek: Voyager, Battlestar Galactica), Matt Wolpert (Fargo) e Ben Nedivi (The Umbrella Academy) tornerà sulla piattaforma di streaming a partire dal prossimo 27 marzo con un nuovo episodio ogni venerdì, il giorno stesso in cui sarà reso disponibile il finale di questa stagione, il 29 maggio, verranno pubblicati anche i primi due episodi della serie prequel spin-off Star City, che... - Leggi l'articolo