Vasto incendio sul monte Liberatore

Un vasto incendio è divampato improvvisamente sul Monte San Liberatore, nel territorio salernitano. Le fiamme, sviluppatesi circa un’ora e mezza fa, stanno interessando una vasta area verde, avendo già distrutto diversi ettari di vegetazione. Immediata la macchina dei soccorsi: sul posto sono prontamente intervenuti i Vigili del Fuoco e i volontari della Protezione Civile della Provincia di SALERNO, attualmente impegnati nelle complesse operazioni di contenimento e spegnimento del rogo. Data la gravità della situazione e l’estensione del fronte delle fiamme, il direttore delle operazioni di spegnimento, su segnalazione dei caschi rossi, ha attivato tutte le procedure d’emergenza e richiesto il supporto dei mezzi aerei per un intervento tempestivo dall’alto, decisivo per circoscrivere l’incendio nelle zone più impervie.

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De Luca, ‘mia rinnovata solidarietà a Pietrangelo Buttafuoco’

“Voglio esprimere la mia rinnovata solidarietà a Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, per la sua intelligenza, per la sua autonomia, per il suo coraggio, per il suo essere un uomo di cultura che non si fa intimidire dalle idiozie ideologiche ancora una volta espresse dall’Unione Europea, che, anziché pensare a promuovere iniziative di pace, promuove iniziative di idiozia e di assoluto masochismo. Complimenti a Buttafuoco per la sua direzione della Biennale”. Lo ha detto il sindaco di SALERNO, Vincenzo De Luca nel corso della sua consueta trasmissione settimanale, commentando i tagli che hanno interessato la Biennale e le annesse polemiche che ne sono scaturite.

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EUG Salerno, Futsal trionfa la Croazia

Sold out alla Palumbo per le attesissime finali di Futsal e totale dominio della Croazia, capace d’imporsi sia nel torneo femminile con l’Università di Zagabria, tra le grandi protagoniste degli EUG Salerno 2026, che tra gli uomini con l’ateneo di Spalato.

C’era attesa, soprattutto tra i maschi, per vedere all’opera l’Università dell’Azerbaijan, grande sorpresa del torneo, contrapposta alla favorita Spalato. La bella favola degli azeri, accompagnati da un tifo incessante, s’interrompe, però, nell’ultimo miglio; molto più forte e tatticamente organizzata la squadra croata capace fin dalle battute iniziali della partita di imporre il proprio gioco. Università di Zagabria in vantaggio già al secondo minuto con il gol di Josip Govorko. A due minuti dall’intervallo i croati trovano anche la rete del raddoppio, gol che porta la firma di Luka Grubisic. Il primo tempo vede il dominio della formazione di Zagabria che nella ripresa cala immediatamente il tris col penalty di Ante Crnjac. Gli azeri provano a rientrare in partita col gol di Adalat Alakbarov al 29’ ma la magistrale punizione di Marko Gaspar venticinque secondi più tardi spegne definitivamente le speranze della Azerbaijan Sport Academy. A cinque minuti dalla sirena finale gli azeri trovano dai 6 metri anche la rete che fissa il risultato sul 4-2.

Il successo di Spalato tra gli uomini era stato preceduto da quello ottenuto tra le donne da Zagabria impostasi con un netto e perentorio 4-1 sull’Università di Aveiro. La formazione croata prende subito in mano la partita sbloccandola dopo otto minuti con Mara Stancic. Trascorrono 180 secondi e puntuale arriva il raddoppio firmato da Nika Petaric. Al 16’ Lea Kolcic cala il tris, chiudendo un primo tempo letteralmente dominato dalle croate.

In avvio di ripresa è la solita Kolcic a calare il poker chiudendo di fatto la partita. Alla mezz’ora l’Università di Aveiro trova il gol del definitivo 4 a 1 con Carolina Gomes.

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EUG Salerno 2026, Adisurc: «Serviti 6mila pasti al giorno ai partecipanti»

Prosegue a pieno ritmo l’organizzazione degli European Universities Games 2026, ospitati per la prima volta in Italia tra i campus universitari di Fisciano e Baronissi e gli impianti sportivi di 13 comuni delle province di Salerno e Avellino. Oltre alle competizioni, uno degli aspetti più impegnativi riguarda il servizio di ristorazione, chiamato a gestire migliaia di studenti-atleti provenienti da tutta Europa.

Secondo i dati diffusi dall’Adisurc, ogni giorno vengono distribuiti circa 6mila pasti, suddivisi tra colazione, pranzo e cena, con una media di 2mila consumazioni per turno, considerando sia gli studenti universitari sia i partecipanti ai Giochi.

«I numeri che affrontiamo quotidianamente rappresentano una sfida importante – spiega Ermina Solomita, responsabile del servizio mensa Adisurc –. Il risultato conferma la capacità della struttura di gestire un servizio complesso, mantenendo elevati standard organizzativi».

Per sostenere l’incremento delle presenze, l’organico è stato potenziato fino a raggiungere circa 60 addetti, tra personale di cucina, operatori della distribuzione, addetti al magazzino, alle pulizie e figure di coordinamento.

«Ci siamo fatti trovare pronti grazie all’esperienza maturata nella gestione di una platea internazionale – aggiunge Solomita –. Nelle nostre strutture accogliamo abitualmente studenti e ricercatori provenienti da diversi Paesi, con esigenze alimentari e culturali differenti».

L’offerta gastronomica resta ispirata ai principi della dieta mediterranea, ma è stata ampliata per rispondere alle diverse esigenze nutrizionali, etiche e religiose dei partecipanti. Oltre ai menù tradizionali, sono infatti disponibili opzioni vegane, vegetariane e pasti preparati con carne Halal, per garantire un servizio inclusivo agli studenti-atleti provenienti da tutto il continente.

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Tangenti per appalti Rfi, si indaga su false consulenze della moglie di un dirigente

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno effettuato, sulla base del decreto emesso dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, una perquisizione nei confronti dell’avvocato Laura Arena, indagata per corruzione nell’ambito dell’indagine sulle tangenti versate dall’imprenditore casertano Antonio Luserta per l’appalto da oltre 9 milioni di euro ottenuto da Rfi per lo smaltimento nella sua cava ubicata a Caserta in zona Santa Lucia di Trs (terra e rocce da scavo). Tangenti di centinaia di migliaia di euro che per la Procura (sostituti procuratori Anna Ida Capone e Giacomo Urbano) sarebbero andate tra il 2024 e il 2025 a Carlo Marino, allora sindaco di Caserta, e al dirigente di Rfi Domenico Semplice, ex sindaco di Caivano e marito di Arena. Per gli inquirenti Marino avrebbe contattato Semplice per agevolare l’ottenimento dell’appalto da parte di Luserta, cosa poi effettivamente avvenuta,tanto che, come emerso dagli accertamenti di carattere finanziario, Marino è stato “ripagato” con una tangente da poco più di 200mila euro, e Semplice con una mazzetta da 500mila euro. In entrambi i casi i soldi sono finiti ai beneficiari effettivi tramite altri ‘complici’ – l’avvocato Vincenzo Iorio per Marino, l’architetto Gaetano Sacco e l’avvocato Arena per Semplice – che hanno simulato falsi rapporti di consulenza con Luserta, emettendo fatture fittizie che l’imprenditore ha pagato. Rapporti basati su presunti contratti di consulenza, che i carabinieri stamani sono andati a cercare a casa e nell’ufficio di Laura Arena, almeno per quanto concerne gli episodi corruttivi che coinvolgono il marito Domenico Semplice. I contratti però non sono stati trovati. Arena avrebbe ricevuto secondo gli inquirenti 60mila euro sulla base di fatture per consulenze, ritenute fittizie.

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Il populismo penale del governo e la falsa emergenza sulla criminalità minorile

La campagna elettorale appena cominciata porta in dono l’amichevole dissing via Instagram fra Matteo Renzi e Roberto Vannacci, due che hanno bisogno della reciproca pubblicità come il pane, ma soprattutto una rinnovata attenzione sulla giustizia da parte del governo. Fallito il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati, l’esecutivo è tornato a fare quello che gli viene meglio sull’argomento: populismo penale.

Cosa cambia sulla presunzione di non imputabilità

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alle cosiddette norme “anti-maranza”, che modificano la presunzione di imputabilità. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio l’ha spiegata così: «Non abbiamo abbassato l’età per l’imputabilità del minore, che rimane di 14 anni, e non abbiamo inasprito le pene. La novità riguarda la presunzione di imputabilità». Cioè? «Oggi l’imputabilità del minore deve essere accertata positivamente caso per caso, perché c’è una sorta di presunzione di non imputabilità, cioè di non capacità di intendere e di volere. Con questa norma invertiamo l’onere della prova».

Il populismo penale del governo e la falsa emergenza sulla criminalità minorile
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio (foto Imagoeconomica).

Le nuove norme anti-maranza più che essere legate a fatti di cronaca recente, ha precisato il guardasigilli, sono «il seguito di una serie di provvedimenti, a cominciare dal decreto Caivano, che sono stati adottati nei mesi e negli anni scorsi, proprio a seguito della recrudescenza e dell’aumento della delinquenza minorile».

Non c’è un’emergenza tale da giustificare questa svolta

Eppure secondo Antigone, l’organizzazione no-profit italiana che si occupa della tutela dei diritti umani, delle garanzie nel sistema penale e delle condizioni di vita nelle carceri, il nostro Paese non sta affrontando un’emergenza di criminalità minorile tale da giustificare una simile svolta: «I dati disponibili non mostrano un’esplosione della criminalità minorile, ma piuttosto una progressiva espansione dell’allarme e della risposta penale. È proprio questa trasformazione ad avere già prodotto un sistema minorile sempre più affollato, più securitario e più distante dalla sua originaria funzione educativa».

Il populismo penale del governo e la falsa emergenza sulla criminalità minorile
L’istituto minorile Nicola Fornelli di Bari (foto Imagoeconomica).

Prendiamo segnalazioni di minori per omicidio, che sono rimaste sostanzialmente stabili. Erano 27 nel 2022, 25 nel 2023 e 26 nel 2024, meno di quanto non fossero per esempio tra il 2014 e il 2017, quando erano in media 33 l’anno. «Insomma, molto rumore per nulla», dice Antigone in un rapporto pubblicato a febbraio del 2026.

I dati sul numero complessivo di minorenni denunciati

Quanto al numero complessivo di minorenni denunciati, il confronto più aggiornato a livello europeo (dati Eurostat) fa riferimento al 2023. I dati «collocano comunque l’Italia tra i Paesi con i tassi di minorenni denunciati più bassi, con un tasso di denunce per 100 mila abitanti, cioè 363,4, che è quasi la metà della media europea, che nel 2023 era di 647,9. In realtà si tratta di una notizia solo in parte sorprendente. È noto che il nostro Paese, rispetto ai reati segnalati, si colloca al di sotto della media europea, ma se questo è risaputo per gli adulti, i dati ci dicono che la cosa è ancora più evidente per i minori», dice ancora Antigone, che analizza nel dettaglio anche la situazione delle segnalazioni relative a minori denunciati e arrestati/fermati dalle forze di polizia.

«L’andamento delle segnalazioni è stato in calo per molti anni. Secondo le serie storiche dell’Istat negli Anni 90 erano stabilmente oltre le 40 mila l’anno, addirittura 46.051 nel 1995». Da allora, dopo varie oscillazioni, i numeri hanno iniziato a scendere e questa tendenza è proseguita fino al 2020, arrivando per la prima volta sotto le 30 mila segnalazioni nel primo anno della pandemia di Covid-19: «La tendenza si era in seguito invertita, ma senza superare i numeri del 2015, e anzi registrando il proprio picco nel 2022 per poi tornare a calare nel 2023».

Il populismo penale del governo e la falsa emergenza sulla criminalità minorile
L’interno di una cella dell’istituto minorile Nicola Fornelli (foto Imagoeconomica).

Nel 2024, ultimo anno disponibile, le denunce sono tornate a salire. «Cresce del 16,7 per cento il totale delle segnalazioni, e per alcuni reati di grande allarme sociale questa crescita è ancora più significativa». Gli omicidi sono rimasti stabili, mentre i tentati omicidi sono aumentati del 26 per cento, le violenze sessuali del 25 per cento. In lieve aumento i furti (+6,2 per cento), maggiore la crescita delle rapine (+10,3 per cento).

Le segnalazioni sono solo indicatori della criminalità

Il punto è che le segnalazioni di minori all’autorità giudiziaria non sono «la criminalità», spiega Antigone: «Sono semmai dei possibili indicatori della criminalità, e trattandosi di denunce sono per la precisione ancora ipotesi, indizi del fatto che possa essere stato consumato un reato, in questo caso da parte di un minore. Alle denunce seguiranno le indagini, alle indagini eventualmente i processi, e ai processi eventualmente le condanne».

Da dove arriva la narrazione del governo Meloni sulla gioventù debosciata?

E questa è peraltro una semplificazione perché, nel processo minorile, ci sono ulteriori possibili esiti, diversi dalla condanna, anche quando l’evento si è in effetti consumato. «E dunque? La crescita delle denunce è indicativa di una crescita della criminalità, o solo del fatto che è cresciuta la propensione nostra, e delle forze dell’ordine, a denunciare? Ipotesi assolutamente plausibile questa, in una stagione in cui si addita la criminalità giovanile come una delle principali emergenze: più paura, più denunce. Ma esistono dati più affidabili per provare a rispondere alla nostra domanda? Sono aumentate solo le denunce o sono aumentati anche i reati? Allo stato bisogna riconoscere che dati definitivi non ce ne sono». Ordunque, resta intatta un’altra domanda: da dove arriva l’emergenza narrata da anni dal governo Meloni sulla gioventù debosciata?

Pompei. iRestaurato il soffitto della Casa con Panificio della Regio IX

Presentato presso la Palestra Grande degli Scavi, il restauro del soffitto a volta di un ambiente della Casa con Panificio della Regio IX importante testimonianza della ricca decorazione delle dimore pompeiane e del tema dionisiaco.
La presentazione ha fatto seguito al Workshop Internazionale “Pompei: scavi e ricerche in corso”, svoltosi presso l’Auditorium, che ha visto un confronto tra le istituzioni e le università italiane e straniere impegnate nelle attività di ricerca all’interno del Parco archeologico, con l’obiettivo di fare il punto sulle campagne di scavo e favorire la condivisione dei risultati.
L’intervento di restauro del soffitto, condotto sui frammenti recuperati durante le indagini archeologiche, ha consentito di ricostruire oltre un quarto della composizione originaria, mantenendo però aperta la possibilità di ulteriori integrazioni grazie al proseguimento delle ricerche.
I frammenti della decorazione appartengono al soffitto a volta di una sala da banchetto che era situata al piano superiore (cenacolo) della Casa. Proprio il rinvenimento dei lacerti nel luogo del crollo ha consentito agli archeologi di attribuirne con certezza la provenienza e di avviare già durante lo scavo una prima ricomposizione, individuando numerosi collegamenti tra i frammenti.

Il restauro ha preso avvio da questo lavoro preliminare di ricomposizione, sviluppando un percorso che ha integrato attività conservative, studio archeologico e progettazione dell’allestimento. L’intervento è stato limitato ai frammenti la cui collocazione risultava sufficientemente documentata, permettendo di ricostruire una porzione significativa della decorazione senza alterarne la leggibilità e nel rispetto dei principi di riconoscibilità e reversibilità del restauro.
L’elemento di maggiore innovazione dell’intero progetto è rappresentato dalla progettazione del nuovo supporto destinato alla ricomposizione dell’affresco. A differenza di un tradizionale pannello piano, il sistema è stato sviluppato parallelamente all’avanzamento del restauro, poiché soltanto la progressiva ricomposizione dei frammenti ha consentito di definire con precisione la curvatura originaria della volta. Il supporto è stato quindi progettato per restituire la spazialità dell’apparato decorativo, garantire la conservazione dei frammenti e, soprattutto, consentire future implementazioni. La struttura modulare permette, infatti, di aggiungere nuovi lacerti senza compromettere la ricostruzione già eseguita, trasformando il restauro in un processo aperto e aggiornabile.
Questa caratteristica assume particolare rilievo perché la ricomposizione non può essere considerata conclusa. Numerosi frammenti pertinenti al soffitto sono infatti conservati separatamente e altri potrebbero emergere nel prosieguo delle indagini nella Casa con Panificio della Regio IX. La soluzione adottata permette quindi di integrare eventuali nuovi elementi che dovessero essere individuati in futuro, aggiornando progressivamente la ricostruzione sulla base delle nuove acquisizioni archeologiche.

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Scafati: Nunzia Pisacane entra in Fratelli d’Italia

“Oggi desidero condividere una decisione importante, maturata con convinzione e senso di responsabilità. Negli ultimi anni ho sempre sostenuto Fratelli d’Italia, rispondendo con convinzione all’invito dell’onorevole Denis Nesci, che mi ha coinvolto in ogni appuntamento elettorale, riconoscendo il mio impegno sul territorio anche quando non ero ancora formalmente iscritta al partito. Il mio ingresso in Fratelli d’Italia rappresenta il naturale approdo di un percorso politico e amministrativo costruito con coerenza, nel segno della serietà, della partecipazione e della vicinanza ai cittadini. Questa scelta si inserisce in un progetto politico più ampio, fortemente voluto dal Viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Edmondo Cirielli, e dall’onorevole Denis Nesci, che stanno costruendo una sempre più stretta sinergia sui territori con l’obiettivo di rafforzare e radicare ulteriormente Fratelli d’Italia, valorizzando il contributo degli amministratori locali e aprendosi anche a quanti provengono da esperienze civiche, nella convinzione che competenza, credibilità e buon governo siano valori capaci di andare oltre le appartenenze. È proprio in questo progetto che mi riconosco: un percorso che punta a far crescere Fratelli d’Italia attraverso il coinvolgimento delle migliori energie dei territori, mettendo al centro i bisogni delle comunità e una classe dirigente capace di dare risposte concrete. Farò parte dell’amministrazione Aliberti con spirito di collaborazione, contribuendo attivamente al miglioramento della nostra città. La mia adesione non nasce da logiche di opportunità, ma dalla volontà di contribuire con ancora maggiore determinazione a un progetto politico serio, radicato e credibile, che guarda al futuro della nostra comunità e del nostro territorio. Ringrazio l’onorevole Denis Nesci per la fiducia dimostratami in questi anni e il Viceministro Edmondo Cirielli, che ha voluto la mia adesione in qualità di amministratore, contribuendo a rafforzare la presenza di Fratelli d’Italia a Scafati. Con entusiasmo e spirito di servizio inizio questo nuovo percorso, certa che insieme potremo continuare a costruire una comunità più forte e un futuro migliore”

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Sondaggio YouTrend, Vannacci vola oltre il 7 per cento e tallona Forza Italia

Futuro nazionale continua la sua crescita e, dopo aver superato Lega e Alleanza Verdi-Sinistra, si accinge a raggiungere Forza Italia. Lo rileva un sondaggio realizzato da YouTrend per SkyTg24 e pubblicato il 24 luglio 2026. Rispetto alla precedente rilevazione del 3 luglio, Fratelli d’Italia rimane saldamente in testa ma, ceduto lo 0,5 per cento, scende al 26,4. Seguono il Partito democratico che perde lo 0,1 e si attesta al 21,9 e il Movimento 5 stelle che, perso mezzo punto percentuale, si ferma all’11,5. Al quarto posto c’è Forza Italia al 7,9 per cento (+0,3), subito seguita da Futuro nazionale al 7,6. Negli ultimi 20 giorni, il partito dell’ex generale è cresciuto dell’1,2 per cento, registrando l’incremento più alto tra tutte le forze politiche. La classifica prosegue con Avs al 6,8 per cento (+0,2) e Lega al 4,9 per cento (-0,5). Tra i partiti minori, Azione raggiunge il 3,7 per cento (+0,3), Italia viva scivola al 2,1 per cento (-0,4) e Più Europa sale all’1,9 per cento (+0,6).

Intesa Sanpaolo, lo studio sull’AI come chance di crescita per Italia ed Europa

Nonostante il ritardo accumulato rispetto a Stati Uniti e Cina, l’intelligenza artificiale può ancora rappresentare una leva decisiva per rilanciare la crescita economica di Europa e Italia. È quanto emerge dallo studio AI in Europa e in Italia: l’ultima chance di crescita del Research department di Intesa Sanpaolo, secondo cui l’AI potrebbe compensare, almeno in parte, gli effetti dell’invecchiamento della popolazione e della contrazione della forza lavoro, sostenendo produttività e Pil nel medio-lungo periodo.

Europa e Italia in ritardo sull’adozione dell’intelligenza artificiale

Dopo il boom dell’IA generativa, investimenti e adozione sono cresciuti rapidamente a livello globale, ma il Vecchio Continente continua a inseguire. L’Europa sconta un gap strutturale negli investimenti tecnologici e nello sviluppo di modelli di frontiera, mentre il nuovo AI Act, pur definendo un quadro normativo pionieristico, rischia di aumentare gli oneri di compliance per le imprese. Il divario emerge anche nell’adozione della tecnologia. Nel 2025 il 21,4 per cento delle imprese dell’area euro utilizza sistemi di intelligenza artificiale, ma in Italia la quota si ferma al 16,4 per cento (escluso il settore finanziario). A frenare la diffusione è soprattutto la struttura del tessuto produttivo, caratterizzato da una forte prevalenza di piccole e medie imprese – l’adozione è invece fortemente concentrata nelle imprese di maggiori dimensioni – che faticano a integrare queste tecnologie nei processi operativi.

Il potenziale dell’AI tra produttività, occupazione e crescita

Secondo il report, però, è proprio qui che si gioca la partita della competitività europea. L’AI può aumentare la produttività attraverso l’automazione delle attività e il supporto ai processi decisionali, con benefici che in Italia, nelle imprese che la adottano, possono tradursi in una produttività del lavoro superiore del 10-15 per cento rispetto a quelle che non la utilizzano. Perché questo potenziale si realizzi, tuttavia, saranno necessari investimenti, competenze e una profonda riorganizzazione dei processi produttivi. Lo studio invita inoltre a superare una delle principali paure legate all’intelligenza artificiale, quella di una distruzione diffusa dei posti di lavoro. L’effetto dell’AI sarà soprattutto trasformativo, con la creazione di nuove professionalità a compensare gli effetti della sostituzione di alcune mansioni. In un Paese come l’Italia, caratterizzato dal progressivo calo della popolazione in età lavorativa, l’aumento della produttività potrebbe contribuire a compensare gli effetti della riduzione della forza lavoro sul Pil potenziale.

Le leve per accelerare la trasformazione digitale

Per accelerare questa trasformazione, Intesa Sanpaolo individua due leve strategiche, ovvero la digitalizzazione della pubblica amministrazione e lo sviluppo delle infrastrutture. L’impiego dell’AI nella pa potrebbe ridurre sensibilmente i tempi procedurali, mentre la crescita dei data center hyperscale, con 21 miliardi di euro di investimenti previsti nei prossimi cinque anni, genererà nuovi posti di lavoro e aumenterà la capacità tecnologica del Paese. Le simulazioni elaborate da Intesa Sanpaolo mostrano che, nello scenario di base, entro il 2045 la produttività potrebbe aumentare di circa il 3 per cento nell’Unione europea e di quasi il 2 per cento in Italia. Ma il risultato dipenderà dalla capacità di accelerare l’adozione dell’AI, investire nelle competenze e favorirne la diffusione anche tra le piccole e medie imprese. Dopo oltre 20 anni di stagnazione della produttività, conclude il report, l’intelligenza artificiale rappresenta forse l’ultima occasione di crescita strutturale per Europa e Italia.

Autosantoro: riscoperta impianto Gpl rappresenta una risposta intelligente, concreta e moderna

Nel contesto economico attuale, caratterizzato dalla costante volatilità dei prezzi dei carburanti e da normative ambientali sempre più stringenti nelle aree urbane, la riscoperta dell’impianto Gpl (Gas di Petrolio Liquefatto) rappresenta una risposta intelligente, concreta e moderna. Se in passato questa alimentazione era vista come una scelta di ripiego per vetture datate, l’evoluzione tecnologica dei moderni sistemi a iniezione gassosa ha radicalmente cambiato lo scenario.

Oggi, installare o guidare un’auto a Gpl significa viaggiare riducendo le spese alla pompa fino al 50% rispetto alla benzina, senza scendere a compromessi sulle prestazioni del motore e riducendo l’impatto ecologico.

La scelta del Gpl si traduce immediatamente in una serie di benefici tangibili per il portafoglio e per la mobilità quotidiana. Il prezzo del Gpl al distributore viaggia costantemente e ampiamente sotto la soglia critica di 1 euro al litro. Questo divario strutturale rispetto a benzina e diesel permette di ammortizzare il costo dell’investimento iniziale dell’installazione in tempi estremamente rapidi, specialmente per chi percorre molti chilometri all’anno.

Il Gpl è un combustibile a basso impatto ambientale, poiché la sua combustione genera emissioni ridotte di anidride carbonica (CO2) e quasi nulle di polveri sottili (PM10) e ossidi di azoto (NOx). Per questo motivo, le vetture alimentate a gas sono frequentemente esentate dai blocchi del traffico urbani e dalle limitazioni ecologiche. Inoltre, molte regioni italiane offrono importanti agevolazioni fiscali, come la riduzione o l’esenzione totale dal pagamento del bollo auto per i primi anni.

Le auto dotate di tale impianto sfruttano la logica “bi-fuel” (doppia alimentazione benzina/Gpl). Il conducente può passare da un carburante all’altro anche durante la marcia, semplicemente premendo un tasto. Questa flessibilità azzera l’ansia da rifornimento: esausto il serbatoio del gas, l’auto passa automaticamente alla benzina, consentendo di coprire distanze enormi senza la necessità di programmare soste forzate.

I veicoli a Gpl di ultima generazione sono sottoposti a test severissimi e dotati di valvole di sicurezza avanzate (multivalvole con elettrovalvola di intercettazione, valvola di sovrappressione e fusibile termico). Questi sistemi bloccano la fuoriuscita del gas in caso di anomalie o forti impatti, rendendo l’auto sicura esattamente quanto un veicolo a benzina o diesel, consentendo anche il parcheggio nei garage sotterranei fino al primo piano interrato.

Attraverso la formula Autosantoro System, la concessionaria Autosantoro (Salerno – via A. Amato e via R. Wenner, zona industriale) ha inteso elaborare una serie di proposte ad hoc molto interessanti e convenienti, fra le quali: Hyundai i20 Connectline 1.0 benzina con impianto Gpl gratuito, sei anni di assicurazione, un anno di mini kasko, cinque anni di tagliandi inclusi, cinque anni di garanzia – km illimitati e soccorso stradale, all inclusive, a soli € 13.900 (zero anticipo e piccole rate).

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Vibonati, Diciassettenne scende dal bus e viene investito, è grave

ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Cardarelli di Napoli un ragazzo di 17 anni investito lungo la strada statale 18, a Villammare, nel comune di Vibonati, in provincia di Salerno. Il giovane è stato travolto da un’autovettura dopo essere sceso da un autobus. Nell’impatto ha riportato una frattura di tibia e perone e una lesione al fegato. Trasportato in un primo momento all’ospedale di Sapri dai sanitari del 118, è stato successivamente trasferito in eliambulanza al Cardarelli di Napoli, dove è ricoverato. Sulla dinamica dell’incidente sono in corso gli accertamenti dei carabinieri della stazione di Vibonati. La conducente dell’auto si è fermata subito dopo il fatto, il veicolo è stato posto sotto sequestro.

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Sul palco del SalernoSounds protagonista Sfera Ebbasta

– Mentre ancora riecheggiano note ed emozioni del pop d’autore di Tommaso Paradiso protagonista della serata centrale del SalernoSounds 2026, c’è già grande fermento in città per l’arrivo domani di Sfera Ebbasta che chiude con il suo live all’insegna di $€LEBRATION la seconda edizione della rassegna di concerti in Piazza della Libertà. $€LEBRATION, il progetto sviluppato per celebrare i dieci anni della musica di Sfera Ebbasta ripercorrendo il cammino artistico iniziato nel 2015 con XDVR, ha trovato definitivamente anche il suo compimento live: prodotto da Vivo Concerti, è un viaggio live tra le tappe della sua carriera, che ad oggi è valsa a Sfera 240 Dischi di Platino e 39 Dischi d’Oro, oltre 7 miliardi di stream complessivi e una fanbase multigenerazionale che su Instagram supera i 5 milioni di follower. In scaletta non mancheranno i brani che nel corso dell’ultimo decennio hanno portato il Trap King dai palazzoni di Cinisello ai vertici della musica italiana e fino al tetto del mondo. Gli ultimissimi biglietti per lo show sono disponibili sui circuiti Etes, Ticketmaster e Ticketone e saranno disponibili anche al Botteghino, situato prima dell’ingresso di Piazza della Libertà che sarà aperto a partire dalle ore 10. All’arena si potrà accedere esclusivamente dal lato Lungomare. I varchi di accesso all’Arena saranno suddivisi per settore (PIT e POSTO UNICO). Per entrambi i settori l’apertura ingressi è prevista alle ore 18. Per motivi di sicurezza l’intera Piazza nei soli giorni di concerto sarà inibita al passaggio di non spettatori e il parcheggio sottopiazza sarà chiuso dalle ore 16 fino a fine show. SalernoSounds è ideato e organizzato da Anni 60 produzioni, realizzato con la collaborazione e il sostegno della Regione Campania e di Scabec – Società Campana Beni Culturali, e con il supporto del Comune di Salerno. (

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Esplosioni e fumo vicino all’aeroporto di Erbil sede di truppe Usa

13esima notte consecutiva di attacchi tra Usa e Iran. Diverse esplosioni sono state avvertite anche nei pressi dell’aeroporto di Erbil, che ospita le truppe della coalizione guidata dagli Stati Uniti nella regione autonoma del Kurdistan iracheno, secondo quanto riferito da un giornalista dell’Afp. In dettaglio, sono stati avvistati dei droni sorvolare la città e del fumo salire nella zona dell’aeroporto. Da quando sono riprese le ostilità in Medio Oriente, i droni sono stati ripetutamente intercettati sopra Erbil, sede anche di un importante complesso consolare statunitense.

L’Iran minaccia ritorsioni a chi aiuta gli Usa

Intanto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che qualsiasi Paese che partecipi, collabori o assista gli Stati Uniti sarà ritenuto responsabile da Teheran. «Qualsiasi partecipazione, cooperazione o assistenza nella commissione di un’aggressione contro l’Iran comporterà la responsabilità internazionale delle parti coinvolte», ha affermato, aggiungendo che l’Iran «si riserva il diritto di adottare tutte le misure necessarie nell’ambito della legittima autodifesa». Dal canto suo, il presidente Usa Donald Trump ha scritto su Truth che «d’ora in poi tutti i danni causati alle navi, al carico o a qualsiasi elemento ad essi correlato, saranno risarciti con i fondi iraniani che gli Stati Uniti detengono e controllano».

Torino, il piano di rilancio del Lingotto e il futuro del Salone del libro

La storia del Salone Internazionale del Libro di Torino è fatta di alti e bassi, con lo spauracchio dello spostamento a Milano più o meno presente. Era successo nel 2017, dopo il fallimento dell’ex Fondazione per il Libro di Torino e la nascita della rassegna Tempo di Libri a Milano, che ebbe due edizioni tutt’altro che memorabili. Nel frattempo, il Salone, con una parte degli editori che spingeva per il trasferimento nel capoluogo lombardo, era stato salvato dai suoi creditori, quei privati che si occupavano degli allestimenti e della parte commerciale. Con l’aiuto delle fondazioni bancarie, hanno acquistato il marchio e hanno creato l’associazione Torino, la città del libro, continuando a organizzare l’evento al Lingotto, sotto la direzione di Nicola Lagioia e poi di Annalena Benini. È stato un successo, che ha scacciato definitivamente l’ipotesi di una “fuga milanese”, fatto non nuovo per le manifestazioni torinesi. Tuttavia, la forte crescita del Salone – 254 mila visitatori all’ultima edizione di maggio – ha posto con sempre più insistenza un altro problema: la sede.

Torino, il piano di rilancio del Lingotto e il futuro del Salone del libro
Annalena Benini (Ansa).

Lingotto inadeguato: sul tavolo possibili altre sedi

Il Lingotto Fiere, quello che dovrebbe essere il principale polo fieristico di Torino e del Piemonte, è ormai inadeguato. Al punto che, ogni anno, il Salone deve spendere circa 1 milione di euro sui 10 del proprio bilancio per costruire bagni aggiuntivi, nuove sale incontri e altri servizi. Oltre a prendere in affitto quasi tutti gli spazi nei dintorni. Il Salone si estende, da qualche anno, anche all’Oval, ex pista di pattinaggio costruita per le Olimpiadi 2006 (di proprietà del Comune di Torino e riconvertita in spazio per eventi come Artissima), poi negli spazi esterni e nei locali del centro commerciale 8 Gallery, storico ex stabilimento Fiat trasformato in galleria con negozi, uffici, il multisala Uci Cinemas e la Pinacoteca Agnelli (a loro volta inclusi negli eventi del Salone). Anzi, ultimamente si parlava anche di prendere in affitto l’auditorium del Grattacielo della Regione Piemonte, a poche centinaia di metri dall’Oval. Pressoché a ogni edizione degli ultimi sei anni, inoltre, gli organizzatori hanno lanciato allarmi sempre più forti, fino a ipotizzare il trasferimento in un’altra sede. Si era parlato di alcune parti dismesse dello stabilimento Fiat/Stellantis di Mirafiori, che con la riduzione della produzione ha lasciato ampi spazi vuoti.

Torino, il piano di rilancio del Lingotto e il futuro del Salone del libro
Salone del libro di Torino (Ansa).

L’accordo per il rilancio del polo fieristico

Negli ultimi due anni, finalmente, il discorso sul Lingotto Fiere non è finito nel dimenticatoio dopo la conclusione del Salone, anche perché è intervenuta la Camera di commercio di Torino. Il polo fieristico interessa alle aziende piemontesi per consentire alla città di competere sul piano nazionale con Milano, Verona o Bologna. La vicinanza con la Francia, inoltre, potrebbe essere sfruttata a vantaggio dell’Italia stessa. L’annuncio è arrivato il 16 luglio: Camera di commercio di Torino e Fondazione Compagnia di San Paolo hanno siglato un Memorandum of Understanding per il rilancio del Lingotto Fiere. È una dichiarazione di intenti: le due realtà hanno aperto la trattativa con i proprietari della struttura, i francesi di Gl Events, da tempo disponibili a vendere. «Siamo aperti alla partecipazione delle altre istituzioni e realtà cittadine», ha detto Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino, «e di tutti i soggetti che possano essere interessati ad avere un ruolo in questo progetto». Il percorso è tutt’altro che semplice, al netto degli annunci trionfalistici della Regione, che farà la regia, con il presidente Alberto Cirio (sul quale insistono le voci di una chiamata a Roma, nelle vesti di ministro, per un possibile governo Meloni II). Compagnia di San Paolo, intanto, ha affidato a Ernst & Young la redazione di un dossier economico-finanziario sull’operazione: occorre capire quanto costerebbe.

Torino, il piano di rilancio del Lingotto e il futuro del Salone del libro
Il presidente della Camera di Commercio di Torino Massimiliano Cipolletta (Ansa).

L’operazione avrebbe un costo complessivo di 80 milioni

Gl Events chiede fra i 20 e i 40 milioni ma, come precisano dagli uffici di Camera di commercio, servirà anche una perizia del Demanio per capire il valore reale della struttura, poi si potrà trattare. Nella speranza che qualche altro privato entri nella partita. Il problema grosso riguarda la ristrutturazione, stimata in almeno 50 milioni di euro. Il costo complessivo supererebbe, quindi, gli 80 milioni. «La competitività di una città si costruisce attraverso una visione di lungo periodo e una collaborazione solida tra istituzioni, imprese e comunità», ha sottolineato Marco Gilli, presidente di Compagnia di San Paolo. Se Torino vuole far sentire la propria voce sul piano nazionale deve investire. L’unica strada è coinvolgere i privati, anche perché le istituzioni pubbliche non hanno liquidità; ed è una delle criticità evidenziate giusto il 21 luglio dalla Corte dei conti, che ha approvato il bilancio regionale. Il tema è la sostenibilità, perché il Lingotto Fiere ospita il Salone del Libro, certo, ma solo per una decina di giorni fra la cinque giorni fieristica, gli incontri professionali, l’allestimento e il disallestimento. Che si fa il resto dell’anno? La soluzione è attrarre altri eventi di peso – oltre a quelli, pur rispettabili ma di portata inferiore, che già si fanno al di là del Salone – ma questo non è possibile senza una profonda ristrutturazione. «Alla prossima edizione del Salone del libro scadrà il contratto di affitto, quindi vogliamo certezze sul futuro», ricorda Silvio Viale, presidente dell’associazione Torino, città del libro. «Spendiamo molto per adeguare la location a ogni edizione e salutiamo il Memorandum con felicità. Il territorio se ne vuole occupare». Nessuno, però, ha voglia di dire qualcosa di più, vista la trattativa in corso.

Torino, il piano di rilancio del Lingotto e il futuro del Salone del libro
Silvio Viale, presidente dell’associazione Torino, città del libro (Imagoeconomica).

Al lavoro per coinvolgere il ministero della Cultura

Come nelle migliori tradizioni, tutto è rimandato a settembre. La sensazione è che, almeno per un anno, non cambierà nulla, ma entro il prossimo Salone, atteso dal 13 al 17 maggio 2027, una risposta dovrà arrivare. Sullo sfondo, resta l’ipotesi di consentire al ministero della Cultura l’ingresso nella gestione del Salone, il che porta con sé uno stuolo di polemiche. Giulio Biino, presidente del Circolo dei lettori di Torino, ente controllato dalla Regione che collabora alla parte culturale del Salone, ha avuto l’incarico preciso di favorire la ricerca di una soluzione giuridica per l’ingresso del ministero. Non se n’è letteralmente più parlato, l’incarico di Biino scadrà in autunno e il governo, ora, appare molto più impegnato su altri fronti. E poi il ministro Alessandro Giuli non è più nelle grazie della sua maggioranza.

Torino, il piano di rilancio del Lingotto e il futuro del Salone del libro
Annalena Benini con Alessandro Giuli.

Telepass porta il digitale in mare: ormeggi e servizi diventano smart

La crescita del turismo via mare e l’aumento della pressione sulle destinazioni costiere stanno rendendo sempre più centrale il tema della gestione della nautica da diporto. In particolare nelle isole minori e lungo le coste italiane, organizzare accessi, ormeggi e servizi ai diportisti è diventato un fattore determinante non solo per migliorare l’accoglienza, ma anche per tutelare gli ecosistemi marini e pianificare in modo più efficiente i flussi turistici. A questa pressione si aggiunge un problema strutturale di domanda e offerta: a fronte di un parco nautico molto ampio, la disponibilità di posti barca e di informazioni aggiornate non è sempre sufficiente o omogenea. Il settore, tuttavia, resta ancora caratterizzato da una forte frammentazione. La disponibilità di dati aggiornati sui posti barca non è sempre omogenea e molti servizi continuano a essere gestiti attraverso procedure separate. In questo scenario, la digitalizzazione viene sempre più considerata una leva per rendere la nautica da diporto più semplice da utilizzare, più gestibile per porti e marine e più misurabile per amministrazioni e territori.

Telepass Mare si apre a porti e marine

Parallelamente cambia anche il ruolo delle marine, che stanno evolvendo da semplici luoghi di approdo a piattaforme di servizi. Prenotazione e pagamento degli ormeggi, gestione dei rifiuti, campi boe, servizi portuali, monitoraggio dei flussi, diventano elementi di un ecosistema integrato, capace di migliorare sia l’esperienza dei diportisti sia gli strumenti a disposizione dei gestori. In questo contesto si inserisce Telepass Mare, la piattaforma digitale con cui Telepass estende al mare il proprio modello di mobilità integrata. Nata nell’estate del 2025 con la sperimentazione a Ponza per il pagamento digitale del ticket ambientale previsto dal Comune per le imbarcazioni che ormeggiano nelle acque di Ponza e Palmarola, la piattaforma entra ora in una nuova fase di sviluppo e si apre progressivamente anche a porti e marine. Il progetto evolve così da una soluzione nata per una specifica esigenza territoriale a un modello multi-porto, scalabile e integrabile con i sistemi esistenti, capace di adattarsi ai servizi e alle necessità dei singoli territori.

Come funziona

L’evoluzione del progetto punta ad accompagnare comuni, porti e marine nella gestione digitale dei servizi legati alla mobilità marittima – dalla prenotazione e dal pagamento degli ormeggi ai servizi portuali, fino al ritiro dei rifiuti barca a barca e, dove previsto dalle amministrazioni locali, ai contributi o ticket legati allo stazionamento e alla tutela ambientale. Questa possibilità non rappresenta un servizio attivo indistintamente in tutti i porti, ma una funzionalità che può essere integrata nella piattaforma in base alle esigenze e alle misure adottate dai singoli territori. Il servizio è accessibile tramite app anche a chi non è cliente Telepass, con pagamento tramite carta di credito. Ponza ha rappresentato il primo banco di prova del modello. L’adesione delle marine di Bosa Nautica Pinna e del Porto Turistico di Rodi Garganico ne mostra ora la progressiva estensione a realtà portuali con servizi, caratteristiche ed esigenze differenti.

Dati e tecnologia per una gestione più sostenibile dei flussi

La digitalizzazione semplifica l’accesso ai servizi e rende allo stesso tempo i flussi nautici più misurabili. Nel rispetto delle normative vigenti, la piattaforma può consentire infatti di raccogliere dati aggregati sui flussi di accesso, sulle soste e sulla stagionalità dei transiti turistici, informazioni che possono supportare le amministrazioni nelle attività di monitoraggio ambientale, pianificazione turistica e gestione sostenibile delle aree costiere e portuali. Nei contesti maggiormente esposti all’overtourism, strumenti di questo tipo possono contribuire a organizzare in modo più ordinato accessi e permanenze, migliorando la qualità dell’offerta e la tutela del territorio. La sostenibilità, in questa prospettiva, riguarda quindi anche la capacità di conoscere, pianificare e gestire meglio i flussi nautici, soprattutto nei periodi di maggiore pressione turistica. Il progetto guarda inoltre a uno sviluppo su scala più ampia. Dopo la sperimentazione avviata a Ponza e il protocollo sottoscritto con Ancim per promuovere l’adozione della piattaforma nei Comuni delle isole minori, l’obiettivo è costruire un modello digitale replicabile lungo le coste italiane e, in prospettiva, nel Mediterraneo.

Un settore in crescita tra opportunità e innovazione

Il potenziale è significativo. In Italia il parco nautico è stimato in oltre 500 mila unità da diporto, a fronte di circa 160 mila posti barca disponibili, mentre nel Mediterraneo si contano circa 940-950 porti turistici e marine e oltre 400 mila posti barca. Un sistema ampio ma ancora frammentato, nel quale piattaforme digitali come Telepass Mare si propongono come risposte a un’esigenza già riconosciuta dal settore, ovvero rendere la nautica da diporto più semplice per chi naviga, più gestibile per porti e marine e più sostenibile per territori e amministrazioni.

Guardiola rifiuta l’offerta della Federcalcio: non sarà ct dell’Italia

Pep Guardiola non sarà il commissario tecnico della Nazionale italiana. Lo ha comunicato ai vertici della Federcalcio che nei giorni scorsi gli avevano offerto di guidare gli azzurri. Da quanto si apprende, Guardiola ha detto ai dirigenti italiani di essere stato molto tentato, ma alla fine hanno prevalso gli impegni che il tecnico aveva preso con la sua famiglia. Non avrebbe infatti rinunciato per motivazioni economiche ma per dedicare più tempo ai familiari.

Il grande favorito ora è Andrea Pirlo

Ora il favorito per il ruolo di ct è Andrea Pirlo, attualmente allenatore dello United Football di Dubai dove ha un contratto fino al 2027 (ma ritiene che non sarebbe un problema interromperlo in anticipo). Sembrano invece tramontate le ipotesi legate a Mancini (il preferito di Giovanni Malagò) e a Conte, il prediletto dei club di A.

Fakir, gli esiti della Tac in attesa dell’autopsia

L’esito della Tac su Abderrahim Fakir, il 43enne deceduto al Pilastro di Bologna durante un fermo di Polizia, ha evidenziato che l’uomo aveva i polmoni pieni di sangue, cosa che farebbe supporre che possa essere morto soffocato dal suo stesso liquido ematico. Solo l’autopsia in programma venerdì 24 luglio potrà avvalorare o meno questa ipotesi. In diversi video girati sia dai residenti sia dalla bodycam di uno dei due agenti intervenuti, si vedono comunque copiose macchie di sangue sull’intero viso (comparse a intervento in corso, quando è stato atterrato non erano presenti). L’autopsia dovrà chiarire se Fakir sia deceduto a causa dell’emorragia che ha riempito i polmoni e portato al soffocamento, oppure se questa sia una concausa associata ad altri elementi.

Nicola Zingaretti nominato relatore S&D sul regolamento europeo per Cloud e AI

Nicola Zingaretti è stato nominato relatore ombra per il gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D) sul Cloud and AI Development Act, il nuovo regolamento europeo che punta a rafforzare l’ecosistema europeo del cloud e dell’intelligenza artificiale. «Proprio in questi giorni l’Unione europea sta conducendo una battaglia a difesa dei cittadini europei nei confronti dei giganti del web.
Ora siamo chiamati a costruire l’ecosistema digitale europeo e questo regolamento ne rappresenta una parte fondamentale.
Lavoreremo per promuovere un’innovazione al servizio della persona e dell’Europa, rafforzando la nostra autonomia tecnologica, la competitività e la capacità dell’Unione di guidare la trasformazione digitale senza rinunciare ai propri valori», ha dichiarato l’europarlamentare del Partito democratico.

Al via i nuovi dazi Usa tra il 10 e il 12,5 per cento su 60 Paesi

Scattano i nuovi dazi imposti dagli Usa su decine di Paesi in tutto il mondo, in vista della scadenza delle tariffe generalizzate del 10 per cento introdotte come misura provvisoria. Le misure, valide per 150 giorni, sono entrate in vigore alle 00:01 di venerdì 24 luglio 2026 (ora della costa orientale degli Stati Uniti, le 6 di mattina in Italia). Le tariffe sono comprese tra il 10 e il 12,5 per cento e riguardano 60 partner commerciali, tra i quali anche alcuni Paesi europei. Copriranno il 99,4 per cento del commercio statunitense, secondo una scheda informativa pubblicata dall’Ufficio del rappresentante commerciale degli Stati Uniti. Il piano punta a contrastare il presunto lavoro forzato.

I Paesi coinvolti

La mossa è il risultato di un’indagine ad ampio raggio che, nella ricostruzione del Financial Time, vede coinvolti importanti partner commerciali degli Stati Uniti come Giappone, Corea del Sud, India e Canada, oltre all’Ue e al Regno Unito. Nell’indagine figurano anche la Cina e il Brasile. Ai Paesi dotati di leggi di contrasto al lavoro forzato è stato applicato un dazio del 10 per cento, mentre a quelli privi è stato invece addebitata una maggiorazione del 2,5 per cento, quindi il 12,5 per cento.

Perché il ritorno di Salvini al Viminale rischia di restare uno slogan

Romanzo Viminale parte 2. Tutto ha inizio il 20 dicembre 2024, quando il Tribunale di Palermo assolve Matteo Salvini dalle accuse di sequestro di persona aggravato e rifiuto di atti d’ufficio in relazione al blocco della nave Open Arms a inizio agosto 2019. Si tratta di una delle azioni più eclatanti compiute da quando è ministro dell’Interno del governo Lega-M5s. La sentenza di assoluzione, poi confermata in Cassazione a fine 2025, è piena perché, secondo i giudici, «il fatto non sussiste». Dopo il sollievo (Salvini rischiava fino a 15 anni di carcere) e la gioia condivisa con l’avvocato Giulia Bongiorno, le parole d’ordine sulle labbra di ogni leghista che si rispetti diventano «ritorno al Viminale». Sanata quella ferita – con la nomina bloccata per il processo in corso (non avrebbe avuto l’avvallo del Colle) – per via Bellerio la strada del segretario verso il ministero dell’Interno sembra spianata.

Perché il ritorno di Salvini al Viminale rischia di restare uno slogan
Matteo Salvini con l’avvocato Giulia Bongiorno (Ansa).

I quattro tentativi falliti per tornare al Viminale

Ma Giorgia Meloni non vuole sentir parlare di rimpasti e tutto evapora in pochi giorni. Così come si esaurisce in un soffio l’altra spinta propulsiva fatta lanciare da Salvini ai suoi durante il congresso federale che lo ha confermato per altri quattro anni (con mandato esteso di un anno) alla guida del partito. Ad aprile 2025 basta un breve confronto con Meloni e l’altro vicepremier, Antonio Tajani, per seppellire la pretesa leghista. Alla delusione segue una nuova richiesta, forse l’unica che avrebbe potuto realmente andare a buon fine, poco prima della scelta delle candidature per le Regionali in Campania dell’autunno 2025. A un certo punto, sembra che Matteo Piantedosi possa correre come candidato del centrodestra nella sua Regione d’origine. Ma niente: il ‘prefetto d’Italia’ riesce a rimanere saldo al suo posto (sopravvissuto anche al gossip della presunta relazione con Claudia Conte). E i desiderata leghisti sono nuovamente sopiti.

Perché il ritorno di Salvini al Viminale rischia di restare uno slogan
Matteo Salvini e Matteo Piantedosi (Imagoeconomica).

L’ultima tentazione per salvare Pontida 2026

Si arriva a queste ultime settimane di grande crisi della leadership salviniana: le liti tra “nordisti” e “sudisti” al federale del 10 giugno, il patto per una cogestione con Luca Zaia saltato in extremis, il raduno convocato, poi posticipato e infine annullato. Con il sorpasso del partito di Roberto Vannacci e gli striscioni di contestazione al segretario, come si arriva al raduno Pontida del 20 settembre? L’ultima volta che Salvini ha solcato il ‘sacro prato’ è stata lo scorso marzo, al termine del funerale di Umberto Bossi, quando un militante lo contesta gridando: «Ridacci la Lega», attirandosi gli insulti della fidanzata del capo, Francesca Verdini. Per questo è necessario arrivare sul pratone con un’idea salvifica. Ed è così che nelle settimane scorse torna l’eterna proposta, il sequel del tormentone Ritorno al Viminale. Salvini ne parla ai fedelissimi in diverse occasioni: la sua amica «Gio», come chiama Meloni, si sarebbe convinta, avrebbe dato l’ok per l’annuncio a Pontida solo dopo aver scavallato il record del governo più longevo della storia repubblicana a inizio mese. Addirittura si sarebbe trovata una collocazione degna per Matteo Piantedosi, una nomina europea sulla sicurezza. Ma la versione del segretario leghista non trova riscontro in via della Scrofa.

Perché il ritorno di Salvini al Viminale rischia di restare uno slogan
Matteo Salvini ai funerali di Umberto Bossi (Ansa).

Gli ostacoli all’ambizione di Salvini

In primo luogo, per un’operazione di questo tipo, servirebbe il via libera di Sergio Mattarella. E avere – si ragiona dalle parti di FdI – la certezza che il capo dello Stato non rimandi tutto alle Camere e pretenda che l’esecutivo chieda la fiducia. A quel punto, è il pensiero dei meloniani, Giorgia forse preferirebbe chiedere la fiducia agli elettori piuttosto che quella del parlamento. Poi bisognerebbe superare le ostilità di Forza Italia, che pretenderebbe una compensazione adeguata, in un momento in cui i rapporti con gli azzurri sono già abbastanza tesi per le divisioni nel partito sull’introduzione delle preferenze alla legge elettorale. Dalle parti del centrodestra poi non si ritiene che Mattarella sia così propenso a cambiare il ministro dell’Interno a sei mesi dal voto (le Politiche potrebbero tenersi in anticipo ad aprile 2027). Un periodo così ridotto forse non basterebbe neanche a Salvini per riambientarsi. Vero, in politica tutto è possibile, ma a guardarlo da tutte le angolazioni, quello del Viminale salviniano non è un film che si può girare in questa legislatura. E per la prossima bisognerà vedere i numeri e le pretese. Perché, se si dovesse fare l’accordo con Vannacci, sarà forse il generale al pretendere un ministero di peso. E sarà forse allora che assisteremmo al vero ‘romanzo Viminale’.

Perché il ritorno di Salvini al Viminale rischia di restare uno slogan
Giorgia Meloni con Matteo Salvini (Imagoeconomica).

Cinema: Dopo Avengers: Secret Wars sarà più facile seguire il mondo Marvel, promette Feige

Dopo Avengers: Secret Wars sarà più facile seguire il mondo Marvel, promette Feige

In una conferenza stampa Feige ha spiegato che l'MCU è diventato troppo complesso e va semplificato

La saga del Multiverso, forse, è stata troppo. E la reunion dei pezzi mancanti della Marvel, i Fantastici Quattro e gli X-Men con l'MCU, rischia in effetti di essere il colpo di grazia per un pubblico che non vive necessariamente di pane e supereroi, e che ormai fa molta fatica a star dietro a tutto. Secondo Kevin Feige, il megaboss dei Marvel Studios, però, ci stiamo avvicinando alla svolta più importante di sempre. Avengers: Secret Wars , la cui uscita è prevista alla fine del prossimo anno, non si limiterà a concludere la Saga del... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Cinema - 24 luglio 2026 - articolo di S*

Editoria: La rosa d’ombra, il “thriller esoterico” che spopola ad Arezzo

La rosa d'ombra, il `thriller esoterico` che spopola ad Arezzo

Ha già esaurito la prima tiratura di oltre mille copie ed è in arrivo la ristampa. L'autore è una vecchia conoscenza del forum di Fantascienza.com

Chi frequenta questo sito da tanti anni ed ha partecipato al forum di Fantascienza.com forse ricorda Angelo Rossi, o Punto Rossi, all'epoca uno dei menbri più attivi e popolari. Proprietario di una fumetteria, con all'attivo anche una carriera politica nella sua città – Arezzo – ora è diventato anche scrittore, e con un certo successo, se è vero che in pochi giorni il suo libro, La rosa d'ombra, ha esaurito la prima tiratura di un migliaio di copie. Il libro è definito "thriller esoterico”; ammettiamo di non averlo letto, ma l'autore ci... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 24 luglio 2026 - articolo di S*

Bologna, la bodycam degli agenti mostra il contatto tra Fakir e un’altra persona

Emergono nuovi elementi sui fatti di Bologna. Le immagini della bodycam dei poliziotti intervenuti per fermare Abderrahim Fakir al Pilastro, messe in onda in esclusiva dal Tg1, mostrano la progressione di tutte fasi del fermo. Dopo essere intervenuti su segnalazione di alcuni residenti e aver atteso 40 minuti che si calmasse, gli agenti temono che la situazione possa degenerare perché l’uomo si sarebbe scagliato contro un’auto. «C’è un momento di contatto con altre persone che erano prossime a un’auto e che entrano in un contatto con lui. A questo punto è evidente che i poliziotti devono intervenire e devono risolvere questa situazione», ha spiegato Gabriele Bordoni, legale difensore degli agenti. Fakir viene quindi placcato e immobilizzato, prima dell’intervento dei soccorritori e dei tentativi di rianimazione. Il video delle bodycam è stato consegnato in procura.

Chora, Tether e la candidatura a Milano: gli intrecci di Calabresi tra affari e politica

Mario Calabresi non si nasconde più. E, a domanda precisa, durante un incontro alla Festa dell’Unità di Vizzolo Predabissi (zona sud-est di Milano, contesto che più progressista non si potrebbe), il 22 luglio ha confermato la sua voglia di candidarsi a sindaco di Milano: «Sì, ci sto pensando. Mi piacerebbe fare la mia parte. Alla tanta gente che me lo chiede per strada, io rispondo che sì, io ci penso. Ci sto pensando e mi piacerebbe fare la mia parte per Milano, ci tengo». Calabresi, quindi, successore di Beppe Sala alla guida della cosiddetta capitale economica e morale del Paese.

L’ex direttore di Stampa e Repubblica scende in campo?

Uno scenario che avrebbe assolutamente senso, essendo Calabresi stato anche direttore dei quotidiani La Stampa e la Repubblica con un piglio pro Pd perfetto per scendere in campo. Solo che Calabresi è pure ceo ed editor in chief a Chora News, la testata giornalistica di Chora, e azionista di Be water, la holding che controlla Chora media, Will, Cronache di spogliatoio, la casa di produzione Be water film e molto altro.

Chora, Tether e la candidatura a Milano: gli intrecci di Calabresi tra affari e politica
Beppe Sala e Mario Calabresi (foto Imagoeconomica).

La Be water nel giro dell’ultimo anno e mezzo è stata sepolta dai soldi di Tether. Un investimento di oltre 41 milioni di euro (per controllare il 38 per cento, mentre il 40 per cento rimane nelle mani di Guido Maria Brera) da parte di una società, Tether appunto, fondata da Giancarlo Devasini e Pierce Brock, il cui ceo è Paolo Ardoino, con una capitalizzazione da 184 miliardi di dollari, che ha chiuso il 2025 con utili per oltre 10 miliardi di dollari, dopo i 13 miliardi di dollari di utili del 2024.

Chora, Tether e la candidatura a Milano: gli intrecci di Calabresi tra affari e politica
Guido Maria Brera (foto Imagoeconomica).

Tether emette la criptovaluta Usdt, la stablecoin più usata al mondo (soprattutto in Turchia e in Argentina), agganciata al dollaro e con riserve in oro per 140 tonnellate conservate in un forziere anti-atomico in Svizzera per un controvalore di 17,4 mld di dollari.

Tether, simpatie mai nascoste per Trump

Devasini e Ardoino non hanno mai nascosto le loro simpatie per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, al punto da investire 775 milioni di dollari in Rumble, il social diretto concorrente di YouTube che aveva accolto lo stesso Trump quando era stato messo al bando da Meta e dal Twitter pre Elon Musk.

Chora, Tether e la candidatura a Milano: gli intrecci di Calabresi tra affari e politica
Tether (Ansa).

Come si concilierà, quindi, l’anima progressista del Calabresi giornalista e pensatore con l’anima capitalista del Calabresi azionista al 3 per cento di una società, Be water, che nell’arco di un anno e mezzo è passata dall’essere valorizzata 100 milioni di euro, salendo poi a 150 milioni a inizio 2026 (in base alle operazioni di scambio di azioni per l’acquisto di Cronache di spogliatoio), fino ai 200 milioni di euro complessivi di fine giugno (con aumento di capitale riservato a Tether per 30,8 milioni di euro)?

Chora, Tether e la candidatura a Milano: gli intrecci di Calabresi tra affari e politica
Paolo Ardoino, amministratore delegato di Tether (Imagoeconomica).

Di sicuro l’affare l’ha fatto Guido Brera. Pure lui libero pensatore progressista ma con l’anima da finanziere che, come raccontato nel suo libro (poi diventato serie di Sky), non solo ha frequentato I Diavoli della City londinese, ma ne ha anche fatto parte.

Brera ha incrociato anni fa Devasini…

Bazzicando spesso i territori svizzeri, con la scusa della sua passione per la montagna, Brera ha incrociato anni fa Devasini, il socio fondatore di Tether. Addirittura, raccontano fonti informate, Valentina Picozzi, compagna di Devasini, e Caterina Balivo, moglie di Brera, sarebbero conoscenti piuttosto affiatate. E in più di un’occasione, anche a Lugano, Brera ha intervistato pubblicamente Ardoino, il ceo di Tether. Un lavoro ai fianchi che però ha fruttato 41 milioni di euro freschi freschi investiti su Be water.

Chora, Tether e la candidatura a Milano: gli intrecci di Calabresi tra affari e politica
Giancarlo Devasini, creatore di Tether (Imagoeconomica).

Quelli di Tether sono filo-trumpiani? Da un lato chi se ne importa, perché per lo sviluppo di Be water ci vogliono soldi, e non si può stare a guardare il capello, come dicono a Roma, patria natia di Brera.  Poi, però, c’è anche la grande capacità di Brera di rigirare la frittata. E, a domanda diretta sul tema, ha risposto: «Tether filo-trumpiana? Diciamo che io ho una percezione diversa: Tether è una società su scala globale, punta alla disintermediazione, è open source, e ha consentito a centinaia di milioni di persone senza un conto corrente in banca di proteggersi dall’inflazione, di conservare il loro potere di acquisto e di trasferire i soldi in modo meno oneroso. Tether ci lascia assoluta libertà di stampa, i soci fondatori sono amanti della libertà, e Tether stessa è una società moderna perché, citando il sociologo Luciano Gallino, crea valore, non estrae valore. E questo per me è dirimente». Un maestro.

La Banca centrale europea lascia i tassi di interesse invariati

Confermando le attese, la Banca centrale europea ha mantenuto invariati i tassi. Quello sui depositi rimane dunque al 2,25 per cento, quello sui rifinanziamenti principali al 2,40 per cento e quello sui prestiti marginali al 2,65 per cento, dopo il rialzo di un quarto di punto deciso nella riunione di giugno. Non è però del tutto escluso un rialzo a settembre. «Guarderemo con grande attenzione ai dati, alla nostra funzione di reazione, alle prospettive di inflazione e ai rischi», ha detto la presidente Christine Lagarde. In particolare saranno presi in esame gli effetti di second-round, quelli che possono trasformare un aggiustamento dei prezzi relativi (energia e settori correlati contro gli altri) in una vera inflazione generalizzata.

«L’incertezza resta elevata e l’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi»

Nel comunicato emesso dopo la riunione, la Bce ha sottolineato che «le prospettive per i prezzi dell’energia, benché altamente variabili, si collocano al momento su livelli prossimi allo scenario di base delle proiezioni formulate a giugno dagli esperti dell’Eurosistema e ben al di sopra di quelli registrati prima del conflitto in Medio Oriente». Nella visione della banca centrale non c’è quindi la necessità di intervenire nuovamente sul costo del credito. La situazione resta però sotto attento monitoraggio: «L’incertezza resta elevata e l’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno. Il Consiglio direttivo segue pertanto con attenzione l’intensità e la durata dello shock, nonché i suoi effetti indiretti e di secondo impatto».

Cinque italiani in concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2026

Ci sono cinque film italiani tra i 20 in concorso alla 83esima Mostra del Cinema di Venezia in programma dal 2 al 12 settembre 2026. Si tratta di Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, che vede Adriano Giannini nei panni di Mariano Guerra che torna in Argentina per testimoniare contro gli ex-militari che lo sequestrarono, Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, dramma familiare tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Franchini con Vanessa Scalera e Lino Musella, Succederà questa notte di Nanni Moretti, che segue le vicende di quattro inquilini che vivono nello stesso edificio in una città israeliana e ha nel cast, oltre allo stesso regista, Louis Garrell, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot e Angela Finocchiaro, The echo chamber di Andrea Pallaoro, con Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon, e L’estranea di Paolo Strippoli con Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi. Il più atteso è quello di Moretti, che torna al Lido 37 anni dopo Palombella Rossa.

Gli altri film in concorso

Accanto agli italiani, in concorso ci sono:

  • Ink di Danny Boyle, film d’apertura
  • Company di Casey Affleck
  • Kami nour (A Bit of light) di Ali Asgari
  • Un bon petit soldat di Stéphane Brizé
  • Kvinde ukendt (Woman unknown) di May el-Toukhy
  • Bucking fastard di Werner Herzog
  • 15/18 (A Place to heal) di Cédric Kahn
  • DAU di Ilya Khrzhanovsky
  • Look back di Hirokazu Kore-eda
  • Ga-neung-han sa-rang (Possible love) di Lee Chang-dong
  • Wild Horse Nine di Martin McDonagh
  • Primetime di Lance Oppenheim
  • Un peu avant minuit di Nicolas Pariser
  • Nelson san, anata wa hito wo koroshimashita ka? (Mr. Nelson, Did you kill people?) di Shinya Tsukamoto
  • Bunker di Florian Zeller

A Venezia anche gli Oasis

Fuori concorso, alla Mostra verrà anche presentato, in anteprima mondiale, il documentario Oasis: Don’t Look Back In Anger dedicato allo storico ritorno sulle scene della band britannica composta dai fratelli Liam e Noel Gallagher. Il progetto è stato ideato dallo sceneggiatore e produttore Steven Knight e diretto dal duo Dylan Southern e Will Lovelace. «I fratelli Gallagher hanno promesso di venire a Venezia», ha annunciato il direttore artistico della Mostra Alberto Barbera presentando il programma della nuova edizione. Il lungometraggio si concentra sul tour di reunion Oasis Live ’25, documentandolo dall’interno.

Acea, i risultati del primo semestre 2026: utile netto cresce a 454 milioni

Il consiglio di amministrazione di Acea, riunitosi sotto la presidenza di Alessandro Rivera, ha approvato i risultati del primo semestre 2026. I ricavi consolidati pro-forma hanno raggiunto 1,55 miliardi di euro, evidenziando una crescita del 2 per cento rispetto ai 1,52 miliardi del corrispondente periodo del 2025. Le attività regolate hanno contribuito per circa 1,2 miliardi di euro, confermandosi su livelli sostanzialmente in linea con quelli dell’esercizio precedente.

Ebitda consolidato pro-forma a 721 milioni

L’Ebitda pro-forma ricorrente è aumentato del 4 per cento a 719 milioni di euro, sostenuto dalla crescita organica dei business regolati a conferma della solida performance operativa del Gruppo. L’Ebitda consolidato pro-forma si è attestato a 721 milioni, in lieve flessione (-1,9 per cento) rispetto al primo semestre 2025. Tale andamento riflette principalmente la contabilizzazione, nel 2025, dei premi per la qualità tecnica e contrattuale del servizio idrico integrato per il periodo 2022-2023, nonché gli effetti della variazione di perimetro legata alla cessione delle attività di Alta tensione e di alcuni asset fotovoltaici, oltre al deconsolidamento di Publiacqua. L’Ebit consolidato pro-forma è passato da 374,4 milioni di euro del primo semestre 2025 a 338,4 milioni di euro nel primo del 2026. La variazione è principalmente riconducibile agli effetti non ricorrenti e alle modifiche del perimetro di consolidamento che hanno interessato i periodi a confronto.

Utile netto +100 per cento, investimenti a 662,5 milioni

L’utile netto consolidato ha raggiunto quota 454,5 milioni di euro, in crescita del 100,5 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato beneficia, tra le altre, della plusvalenza realizzata a seguito della cessione di Acea Energia (268,5 milioni di euro). L’utile netto ricorrente ha registrato un incremento del 16 per cento a 176 milioni di euro, beneficiando della positiva dinamica registrata a livello operativo. Infine, gli investimenti lordi realizzati dal Gruppo nel primo semestre del 2026 sono stati pari a 662,5 milioni di euro, sostanzialmente stabili rispetto al corrispondente periodo del 2025 (668,0 milioni). Gli investimenti al netto dei contributi ammontano a circa 570 milioni di Euro (vs 573 milioni) e risultano prevalentemente concentrati nei business regolati, che continuano a rappresentare la quota preponderante (91 per cento) dei capex complessivi.

Perché il neo vannacciano Bernardo è un problema non solo per Tajani: le pillole del giorno

L’adesione di Luca Bernardo a Futuro Nazionale fa rumore. E per più di un motivo. In Forza Italia ha iniziato di nuovo a lampeggiare la spia d’allarme: Antonio Tajani, spifferano i maligni, «non riesce a controllare cosa accade fuori Roma e il Lazio, figuriamoci a Milano e in Lombardia dove ha pochissimi amici». Chissà cosa ne pensa la famiglia Berlusconi… Ma i problemi non solo solo interni a Forza Italia. Con l’ingresso del capogruppo azzurro in Consiglio comunale ed ex candidato sindaco (a dirla tutta si era pure riproposto per il dopo Sala senza successo), Roberto Vannacci ha piantato la sua bandierina anche a Palazzo Marino, dopo aver arruolato al Pirellone i consiglieri Pietro Macconi (da FdI) e Luca Daniel Ferrazzi (eletto con la lista a sostegno di Letizia Moratti e poi passato al Misto).

Perché il neo vannacciano Bernardo è un problema non solo per Tajani: le pillole del giorno
Pietro Macconi, Robeerto Vannacci e Luca Ferrazzi (Imagoeconomica).

Sarebbe stato proprio quest’ultimo a convincere Bernardo al salto. Della falange futurista lombarda fanno poi parte Massimiliano ‘Max’ Bastoni, ex leghista (ai tempi del Carroccio coniò lo slogan “Bastoni contro gli immigrati”) ed ex forzista, la consigliera comunale di Bresso Cheyenne Pagano e il padre Mario sempre da FI, oltre naturalmente a Laura Ravetto, cuneese ma eletta con la Lega nel collegio uninominale Lombardia 1-05 di Legnano.

Perché il neo vannacciano Bernardo è un problema non solo per Tajani: le pillole del giorno
Massimiliano Bastoni (Imagoeconomica).

Vannacci nella sua incursione lombarda può inoltre contare sull’aiuto del “barone nero” Roberto Longhi Lavarini. Ora il generale in pensione, a cui (per ora) Giorgia Meloni ha chiuso le porte della coalizione, può prepararsi per le Comunali a Milano e come front runner rispolverare Bernardo, anche se si fanno i nomi pure di Paolo Del Debbio, del professore di diritto Nicolò Zanon, dell’avvocato Alessandro Munari, dell’ex comandante dei carabinieri Carmelo Burgio e dell’ex assessore regionale Pier Gianni Prosperini. Ma l’uscita di Bernardo fa rizzare le antenne anche per un altro motivo: il pediatra, fatta eccezione per lo scivolone della pistola portata al lavoro, sembra tutto fuorché un estremista di destra, quella «feccia», fatta di «figli di nessuno» di cui il generalissimo va orgoglioso. Siamo al tramonto della fase sansepolcrina?

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Luca Bernardo, Luca Ferrazzi e in video collegamento Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

Gualtieri si fa la sua “Sport e Salute”

Alla fine non ha saputo resistere: come regalo di compleanno, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha voluto un’altra partecipata comunale, Roma Sport Spa. La nuova struttura controllerà e gestirà le aree dedicate allo sport, in primo luogo l’ippodromo di Capannelle. Sarà l’ennesimo carrozzone comunale, come teme qualcuno, o servirà davvero per promuovere l’attività sportiva tra i romani? E non rischia di essere un duplicato di Sport e Salute, che di tutti questi temi se ne occupa a livello nazionale? Intanto ci saranno nuovi uffici, un nuovo consiglio d’amministrazione, dipendenti, auto, spese varie…

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Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri (foto Imagoeconomica).

Ue, maxi multa da 890 milioni a Google: nel mirino Search e Play Store

La Commissione europea ha adottato due decisioni di non conformità nei confronti di Google nel quadro della legge sui mercati digitali (Dma), infliggendo due multe per un totale di 890 milioni di euro – 460 milioni per aver favorito i propri servizi nei risultati di Google Search e 430 milioni per aver imposto restrizioni agli sviluppatori di app su Google Play nell’indirizzare gli utenti verso canali di acquisto alternativi, spesso più economici. Mountain View ha 60 giorni di tempo per conformarsi alle decisioni dell’esecutivo Ue, altrimenti rischia sanzioni periodiche fino al 5 per cento del suo fatturato globale totale.

Cosa deve fare Google

Secondo la Commissione, Google ha violato il Dma dando maggiore visibilità ai propri servizi, tra cui shopping, hotel, trasporti e sport, rispetto a quelli dei concorrenti nei risultati dei motori di ricerca. Bruxelles contesta inoltre le restrizioni poste dalla società agli sviluppatori di app nel comunicare e promuovere liberamente le proprie offerte e nel concludere contratti con gli utenti attraverso i canali di distribuzione di loro scelta, inclusi gli app store di terze parti. Google è tenuta a porre fine alle inadempienze riscontrate. In particolare, dovrà garantire un trattamento equo e non discriminatorio ai servizi dei concorrenti rispetto ai propri nei risultati del motore di ricerca. Il colosso tech dovrà poi consentire agli sviluppatori di app che distribuiscono le proprie app tramite Google Play Store di promuovere offerte e concludere contratti con gli utenti anche al di fuori di Google Play Store.