Raffaella D’Andrea
C’è un legame con la propria terra che non si interrompe, nemmeno quando il lavoro porta lontano. Per Enzo Miccio, celebre wedding planner, stilista e conduttore televisivo, il ritorno in Campania è anche l’occasione per valorizzare luoghi che custodiscono un patrimonio ancora tutto da scoprire.
Sabato 17 ottobre, alle ore 18, sarà Villa Ravaschieri, a Roccapiemonte, a fare da cornice alla presentazione in esclusiva per il Sud della sua nuova Bridal Collection. Una scelta che va oltre la moda: il complesso monumentale ha conquistato Miccio durante un sopralluogo, rivelandogli una dimora di cui, come ha raccontato, non conosceva ancora il fascino.
A fare da cornice alla presentazione è una residenza storica in cui architetture, colori e paesaggio si intrecciano. Il Palazzo Ducale, con la sua tonalità azzurro aristocratico, si affaccia sul verde intenso del Giardino Incantato, mentre il bianco della chiesa attribuita a Ferdinando Sanfelice e il giallo del tufo del Commodo compongono un insieme di grande suggestione. Al centro, la corte si apre come un’antica agorà, cuore della vita del palazzo e testimonianza della storia della famiglia Ravaschieri Fieschi. Tra finestre, affacci, alberi e giochi di luce, la dimora conserva un’atmosfera capace di mettere in dialogo memoria storica e nuove occasioni di incontro.
Una location che diventa parte integrante dell’evento e offre un’occasione per accendere i riflettori su un patrimonio che va oltre le mete più conosciute della Campania.
Enzo, come nasce la scelta di Villa Ravaschieri per presentare la nuova collezione?
«Dopo aver presentato la collezione a Milano, alla stampa e agli addetti ai lavori, ho deciso di fare un salto qui al Sud. Ho scelto questa perla, che devo ammettere non conoscevo. Sono venuto a fare un sopralluogo e la struttura antica mi ha affascinato tantissimo. Si è creato anche un bellissimo rapporto con il proprietario, che mi ha aperto le porte, e abbiamo deciso di realizzare questo evento».
Il tuo rapporto con il Sud è rimasto sempre vivo, anche attraverso il lavoro.
«Il cordone ombelicale non l’ho mai tagliato. Amo questa terra, dove sono nato e ho trascorso la mia fanciullezza, e ho continuato a tornarci regolarmente, anche grazie alla fortuna di fare il lavoro che faccio. Qui si celebrano tanti matrimoni: abbiamo la Costiera amalfitana, la penisola sorrentina, isole meravigliose e città bellissime, da Positano ad Amalfi, passando per Sorrento, Capri e Ravello. Sono sempre venuto in queste zone, sin dall’inizio. Non ho mai dovuto subire il trauma del distacco: tra un matrimonio a Napoli, uno a Capri o a Ravello, sono sempre qui».
La collezione che presenterai nasce da una ricerca lunga e articolata. Che cosa cerchi quando disegni un abito da sposa?
«Cerco di non vendere semplicemente un abito, ma di trovare quello che possa esaltare la personalità e l’identità di ogni sposa. La realizzazione della collezione è una delle missioni più delicate della mia attività. Dedico mesi alla ricerca dei tessuti, dei ricami e di nuove silhouette. Cerco di offrire un ventaglio ampio di possibilità, per accompagnare ogni donna verso l’abito che la rappresenti davvero, indipendentemente dal tipo di matrimonio che desidera».
Quali sono le tendenze della nuova stagione?
«Quest’anno ci siamo lanciati su volumi incredibili. La moda sembra essersi divisa tra due estremi: abiti molto aderenti, come quelli a sirena, e creazioni caratterizzate da grandi volumi, con un ritorno a forme romantiche. Il pizzo, in diverse lavorazioni, è tornato protagonista e piace anche alle spose che scelgono linee più sensuali. Anche perline e strass continuano ad avere un ruolo importante».
E lo scintillio? È ancora un desiderio irrinunciabile?
«Ci sono due tipologie di spose: quelle che vogliono brillare e quelle che preferiscono essere più discrete. Chi vuole brillare, vuole farlo sempre, indipendentemente dal luogo e dall’orario del matrimonio. Io cerco anche di dare suggerimenti di bon ton, perché ogni scelta deve essere coerente con il contesto e con il momento della giornata».
La presentazione di Villa Ravaschieri sarà molto più di una sfilata.
«Sarà un evento corale, una bella esperienza tra moda, spettacolo e scenografia. Ci sarà un cocktail di benvenuto, una cornice floreale, la musica e una performance artistica. Nell’organizzazione di un matrimonio, l’intrattenimento ha assunto un’importanza crescente: gli ospiti non vogliono soltanto mangiare, ma divertirsi, stare bene e vivere una giornata speciale».
Da qui una riflessione che riguarda non soltanto il matrimonio, ma il modo stesso di concepire un evento.
«Soddisfare soltanto il gusto, che è uno dei cinque sensi, è troppo poco. Dobbiamo stimolare anche gli altri: la vista, l’olfatto, l’udito attraverso la musica. È importante che tutti i sensi siano orchestrati bene in quel giorno».
Hai scelto una dimora dell’entroterra invece di una delle destinazioni più celebri della Campania. È anche un modo per accendere i riflettori su un patrimonio meno conosciuto?
«Sarebbe stato forse più scontato scegliere Sorrento o Ravello. Ho voluto invece scoprire una perla come Villa Ravaschieri, un complesso monumentale davvero bello e particolare. Anche questo significa dare visibilità a luoghi che meritano di essere conosciuti».
La scelta di Miccio incontra così una necessità concreta: raccontare il territorio nella sua interezza, senza fermarsi alle mete più note. Accanto alle cartoline della Costiera esiste una Campania fatta di palazzi storici, ville, castelli e architetture che aspettano di essere riscoperte.
A Villa Ravaschieri, la moda sposa diventa il filo conduttore di un incontro tra eleganza, spettacolo e identità territoriale. L’evento, dedicato alle future spose, alle wedding planner e alle loro clienti, è su prenotazione.
L'articolo Enzo Miccio sceglie Villa Ravaschieri per Bridal Collection proviene da Le Cronache.





Vincent Gregory Schiavone (@fiorelloandfriends2.0)




































