Corsalonga Sangiovannese, Khadiri bis

La Corsalonga Sangiovannese si conferma uno degli eventi sportivi più attesi e prestigiosi del Cilento. La 43ª edizione della storica gara podistica ha regalato emozioni, sfide avvincenti e prestazioni di alto livello lungo i nove chilometri di un percorso impegnativo che ha messo a dura prova tutti i partecipanti. A scrivere ancora una volta il proprio nome nell’albo d’oro della manifestazione è stato il marocchino Yahya Khadiri, atleta della Carmax Camaldolese, che ha conquistato il secondo successo consecutivo nella competizione. Con una prova autoritaria e ben gestita dall’inizio alla fine, Khadiri ha tagliato il traguardo in 30 minuti e 52 secondi, confermando il proprio feeling con le strade di San Giovanni a Piro. La società Carmax Camaldolese ha dominato la gara maschile piazzando due atleti ai primi due posti della classifica generale. Alle spalle del vincitore si è infatti classificato il compagno di squadra Ali Akinou, autore di una prestazione di grande spessore conclusa in 31 minuti e 31 secondi. Sul terzo gradino del podio è salito Abdelillah Majidi, che ha completato il percorso in 32 minuti e 9 secondi, contribuendo a rendere particolarmente elevato il livello tecnico della competizione.Grande interesse anche per la gara femminile, dove la vittoria è andata a Raffaella Filannino dell’Ass Daunia Running. L’atleta ha interpretato al meglio la corsa, imponendo il proprio ritmo e chiudendo la prova in 42 minuti e 13 secondi. Alle sue spalle si è piazzata Laura Delle Donne dell’Asd Metalfer Podistica Brienza 2000, seconda classificata con il tempo di 46 minuti e 58 secondi. Terza posizione per Esther Gladys Lopez, che ha fermato il cronometro a 47 minuti e 27 secondi. Come da tradizione, particolare attenzione è stata riservata anche alle classifiche dedicate agli atleti locali. Il Trofeo Nicola Paradiso, assegnato al primo sangiovannese all’arrivo, è stato conquistato per la prima volta da Marco Miele, protagonista di una brillante prestazione chiusa in 37 minuti e 19 secondi. Tra le donne del territorio, invece, il Trofeo “Sorriso Monica Magliano” è stato vinto da Sara Cetrangolo, che ha ottenuto il settimo successo della sua carriera in questa speciale graduatoria, confermandosi un punto di riferimento della corsa locale.Lungo il tracciato non è mancato il sostegno del pubblico, che ha accompagnato gli atleti con entusiasmo e partecipazione. Numerosi gli appassionati presenti per assistere a una manifestazione che da oltre quattro decenni rappresenta una tradizione consolidata nel panorama sportivo cilentano. L’edizione 2025 della Corsalonga Sangiovannese si chiude dunque con un bilancio estremamente positivo, all’insegna dello sport, della passione e della valorizzazione del territorio. Un appuntamento che continua a richiamare atleti e appassionati, mantenendo vivo il prestigio di una gara che è ormai parte integrante della storia sportiva del Cilento.

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Stabia in versi: Festa a Sarno per i riconoscimenti a Cinzia Rota e Ines Adiletta

C’è una poesia che non cerca applausi. Una poesia che nasce nelle ore più silenziose della notte, tra pagine strappate, parole riscritte e verità che chiedono di essere pronunciate. È questa la cifra stilistica e umana emersa durante la serata conclusiva della VII Rassegna Artistico-Letteraria Intercontinentale “Stabia in Versi”, dedicata quest’anno al tema “Abitare il silenzio, la voce della fragilità”, andata in scena a Castellammare di Stabia – organizzata e condotta da Teresa Esposito – in un clima di intensa partecipazione culturale ed emotiva. Tra i protagonisti della manifestazione, due voci femminili che della scrittura hanno fatto una forma di autenticità e resistenza: Cinzia Rota, scrittrice e poetessa milanese, e Ines Adiletta, scrittrice e poetessa di Sarno, unite da una profonda amicizia e da una comune visione della parola come strumento di ricerca interiore e di libertà. A Cinzia Rota è stato conferito un Riconoscimento Speciale per la lirica “Frequenti Abitudini”, opera che si distingue per la capacità di esplorare con sensibilità e profondità le dinamiche più intime dell’animo umano, restituendo al lettore emozioni autentiche e riflessioni universali. A Ines Adiletta è stato assegnato un Riconoscimento Speciale per la lirica “La soglia del Drago, donne e magia”, testo che intreccia realtà e dimensione simbolica, offrendo uno sguardo diretto e al tempo stesso evocativo sulla condizione umana e sull’universo femminile. «Ricevere questo riconoscimento è un’emozione che accolgo con gratitudine e rispetto», ha dichiarato Cinzia Rota. «Scrivere per me significa osservare ciò che spesso rimane invisibile, dare voce a ciò che si muove dentro le persone. “Frequenti Abitudini” nasce proprio da questa esigenza: raccontare quei gesti e quei pensieri che sembrano ordinari ma che, in realtà, custodiscono parti profonde della nostra identità. Sapere che questa ricerca è stata compresa e apprezzata rappresenta il premio più grande». Parole di sincera emozione anche da parte di Ines Adiletta: «La poesia è il luogo dove la realtà incontra il sogno senza mai perdere la propria verità. “La soglia del Drago, donne e magia” parla di forza, trasformazione e consapevolezza. Ricevere questo riconoscimento mi incoraggia a continuare un percorso fatto di ascolto, immaginazione e libertà espressiva. Dedico questo momento a tutte le donne che ogni giorno attraversano le proprie soglie interiori con coraggio». Oltre al valore letterario delle opere premiate, la serata ha celebrato anche il legame umano che unisce le due autrici. Un’amicizia autentica, costruita attraverso il confronto, la condivisione e la comune convinzione che la scrittura debba restare uno spazio di verità, lontano dalle convenzioni e dalle facili compiacenze. Le loro poesie parlano a chi ha conosciuto il dubbio, la fragilità, il desiderio e la rinascita. Non cercano scorciatoie né formule rassicuranti: scelgono invece la strada più complessa e necessaria, quella dell’autenticità. La VII Rassegna Artistico-Letteraria Intercontinentale “Stabia in Versi” si conferma così un importante appuntamento culturale .

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Giunta, lo schema di De luca

di Erika Noschese

Chi lo conosce bene e chi lo ha incontrato in questi giorni lo descrive come un uomo irritato, amareggiato, tutt’altro che soddisfatto. Vincenzo De Luca, neo sindaco di Salerno, ha scelto la strada del silenzio e continua a sottrarsi ai riflettori. A quasi una settimana dalla sua elezione, del primo cittadino si sono perse le tracce, almeno pubbliche perchè nel frattempo ha già avviato la sua rivoluzione in città, a partire dai parcheggiatori abusivi: nessuna conferenza stampa, nessuna analisi del voto, nessuna uscita pubblica e, soprattutto, nessun confronto con gli organi di informazione. Dal giorno delle elezioni a oggi, l’unica apparizione è stata una diretta sui social network durante la quale si è limitato a ringraziare gli elettori per la fiducia accordatagli e a ribadire le linee guida del programma che intende portare avanti nei prossimi anni. Per il resto, nessuna dichiarazione e nessuna indicazione politica sul nuovo corso amministrativo. Ed è proprio all’insegna della riservatezza che prosegue il suo percorso da sindaco. Lunedì è prevista la proclamazione degli eletti, ma De Luca non dovrebbe essere presente. Una scelta che, considerato l’atteggiamento degli ultimi giorni, non sorprende più di tanto. A questo punto non è escluso che possa disertare anche le celebrazioni per la Festa della Repubblica in programma il prossimo 2 giugno. Nel frattempo, proprio la giornata di lunedì potrebbe rappresentare il primo vero passaggio operativo della nuova amministrazione. De Luca potrebbe infatti procedere con l’assegnazione delle deleghe assessorili, avviando concretamente la macchina comunale e preparando la convocazione del primo Consiglio comunale. La nuova giunta dovrebbe essere composta da sette assessori politici e da un tecnico esterno. In modo che le donne in giunta possono essere tre. Per l’esterno prende quota il nome di Nicola Ciancio, attuale presidente di EcoAmbiente. A lui potrebbe essere affidata la delega all’Ambiente, settore considerato strategico e particolarmente caro a De Luca ma anche il bilancio, in virtù della sua professione. Il tema della pulizia della città e del decoro urbano, infatti, è stato uno dei punti centrali della campagna elettorale dell’ex presidente della Regione Campania. Tra gli assessori politici, un posto di primo piano dovrebbe spettare a Nino Savastano, autentico recordman di preferenze e primo eletto in assoluto. Per lui si profila la delega alle Politiche Sociali, sport e, con ogni probabilità, anche quella di vicesindaco, salvo che De Luca non decida di assegnare l’incarico a una donna per garantire un maggiore equilibrio all’interno dell’esecutivo. Nella squadra di governo dovrebbero trovare spazio anche Rocco Galdi, che ambisce all’Urbanistica, e Dario Loffredo, indicato come possibile assessore al commercio, se De Luca mantiene la delega dei Lavori pubblici. In quota Salerno per i Giovani, invece, dovrebbe entrare in giunta Paola De Roberto. Spazio anche a Paky Memoli per la lista A Testa Alta e a Gaetana Falcone in rappresentanza dei Cristiani Democratici. Più complessa la situazione in casa Avanti Salerno Psi. Il partito potrebbe infatti decidere di lasciare fuori dall’esecutivo sia Simona Calzaretti sia Massimiliano Natella. Al momento, l’ipotesi più accreditata porta a Silvano Del Duca, attuale segretario provinciale socialista. A lui potrebbe essere affidata la delega al Turismo, una scelta che consentirebbe di mantenere un canale privilegiato con la Regione Campania. A Palazzo Santa Lucia, infatti, l’assessorato regionale al Turismo è guidato da Enzo Maraio, segretario nazionale del Psi. Per Natella, invece, potrebbe profilarsi un ruolo meno centrale ma comunque significativo, con la guida del gruppo consiliare e la presidenza di una commissione permanente. Con questo schema alla presidenza del Consiglio comunale. è pronto Alessandro Ferrara in virtù dell’ampio consenso ottenuto alle urne. L’ex assessore al Turismo, inoltre, conosce bene il ruolo, avendolo già ricoperto in passato. Salvo sorprese lo schema è pronto. Le manovre, però, non riguardano soltanto la maggioranza. Anche tra i banchi dell’opposizione si lavora alla definizione dei nuovi assetti istituzionali. Al centro delle trattative c’è la presidenza della Commissione Trasparenza, incarico che negli ultimi anni è stato ricoperto da Antonio Cammarota. Il centrodestra vorrebbe portare a casa il risultato ma il confronto ancora deve avviarsi seriamente e la partita è tutta da giocare.

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Cava. Lettera aperta del prof Lamberti

Care Elettrici, cari Elettori,

soprattutto in politica bisogna usare parole di verità, operare un’autocritica, riconoscere gli errori – il che non rappresenta un segno di debolezza, ma al contrario di forza – e prendere atto della sconfitta. Il risultato elettorale conseguito in questa tornata amministrativa è stato, per me e per la lista del Movimento Civico “Cava ci Appartiene”, obiettivamente deludente oltre ogni ragionevole previsione. La candidatura maturata a pochi giorni dalla scadenza dei termini, una campagna elettorale condotta in tempi estremamente ristretti e tra molteplici difficoltà, nonché il giudizio severo espresso dall’elettorato nei confronti dell’Amministrazione uscente – con la correlata e pesante sconfitta dell’intero centrosinistra cittadino, che non raggiunge neanche il ballottaggio – hanno inciso in modo determinante sull’esito finale. Certamente, non aver potuto dedicare, per la limitatezza dei tempi, la dovuta attenzione agli incontri con i cittadini per condividere il Progetto di Città, la definizione della lista in tempi molto stretti, e una comunicazione non particolarmente efficace nel raggiungere in tempi così brevi una platea più larga di cittadini, sono errori che hanno indebolito la mia candidatura e l’azione politica della stessa lista del Movimento “Cava ci Appartiene”, e di cui mi assumo in prima persona la diretta responsabilità. Restano tuttavia due dati che non posso non richiamare. In primo luogo, nonostante la grave sconfitta, ribadisco che la mia candidatura, ancorché tardiva, era assolutamente doverosa e irrinunciabile per le ragioni che ho tante volte illustrato e salvaguardare la dignità mia personale e del Movimento Civico “Cava ci Appartiene”. E soprattutto per testimoniare un’idea di politica come ascolto e dialogo, centrata su contenuti programmatici seri e di qualità per il perseguimento del bene comune, a dispetto del percorso ostinatamente intrapreso dal centrosinistra cittadino, che, come ho più volte evidenziato, non ha adottato un metodo e dei criteri condivisi per individuare un programma e una candidatura unitaria, nonostante le mie diverse proposte – rimaste inascoltate – protese ad evitare le divisioni e trovare soluzioni comuni che potessero rendere fortemente competitivo il centrosinistra. Per questo, forte dell’insegnamento di Aldo Moro quando affermava che “non bisogna aver paura di avere coraggio” e “si tratta di vivere il tempo che ci è stato dato con le sue difficoltà”, anche a fronte dell’esito, delle criticità e degli ostacoli incontrati, rimango dell’avviso che la mia candidatura era necessaria, per portare avanti una battaglia di dignità e di testimonianza, il cui valore rimane impregiudicato nonostante il dato elettorale: una battaglia compiuta in nome dei valori del cattolicesimo democratico e sociale e di una politica di ascolto, dialogo e comprensione dei problemi, volta a prospettare soluzioni concrete e a dare risposte alle “attese della povera gente”. “Cava ci Appartiene” ha preferito rimanere fedele a sé stessa, senza compromessi e compromissioni. In secondo luogo, ci tengo comunque a ricordare che l’avventura politico-amministrativa iniziata nel 2015 (quando, sostenuto dalla lista civica “Cava ci Appartiene”, ottenni un forte consenso elettorale) mi ha consentito, in tutti questi anni, di servire la città con dedizione sincera e con instancabile impegno, in particolare nel campo della cultura, convinto che il progresso civile passi anche attraverso la cura del sapere, dell’identità collettiva, la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, culturale. È stato un onore per me servire la Città in tutti questi anni, prima all’opposizione, poi in maggioranza. E l’ho fatto con sincero entusiasmo e con instancabile impegno. Ciò premesso, questa difficile esperienza elettorale conferma, ancora una volta, che una candidatura a Sindaco richiede una programmazione lunga e un rapporto diretto con la cittadinanza, fatto di ascolto, presenza e dialogo quotidiano. Elementi che, per ragioni di tempo e per il contestuale prosieguo dell’impegno amministrativo, non ho potuto coltivare nella misura che avrei desiderato. Vorrei ringraziare di cuore quanti mi sono stati vicini con stima, amicizia e lealtà e, in particolare, tutti coloro che, con sincero entusiasmo, si sono avvicinati al Movimento civico “Cava ci Appartiene” nelle ultime settimane, dandovi nuova linfa, anche contribuendo alla stesura di un importante programma elettorale (che ci auguriamo possa essere ripreso almeno in parte dalla nuova Amministrazione).Ed è per questo che, pur non ricoprendo ruoli istituzionali, il mio impegno – anzi, il nostro impegno, con il Movimento Civico “Cava ci Appartiene” – per Cava de’ Tirreni non si interrompe: esso proseguirà nelle forme di una rinnovata partecipazione civica, attenta, vigile e costruttiva. Continueremo a seguire con scrupolo gli sviluppi politici della nostra città, apportando – ogni volta che sarà utile e possibile – il nostro contributo di idee e di proposte al dibattito pubblico, alla promozione della cultura e alla crescita della comunità cavese.Ciò nell’intima e nel contempo fattiva convinzione che la politica è servizio, è generosità verso gli altri, è disponibilità per i più deboli e i bisognosi, e che lo spirito con cui essa va interpretata deve essere coniugato con il verbo “dare” piuttosto che con quello “avere”. E, ovviamente, ringrazio tutti coloro che hanno voluto votarmi e sostenere la lista del Movimento Civico “Cava ci Appartiene”. Ho sempre ritenuto che, nella vita pubblica, il valore di una persona non si misura dal numero di coloro che la applaudono, ma dalla capacità di voler bene anche quando nessuno la applaude, perché questo è il vero significato delle battaglie valoriali e di testimonianza. Di tutto questo – nonché della nuova organizzazione di “Cava ci Appartiene” (Segretario e Direttivo) e dell’attività politica che si intende proporre con l’avvio della nuova consiliatura – parleremo ampiamente in un Incontro pubblico del Movimento Civico “Cava ci Appartiene”, aperto alla Cittadinanza, che si terrà presso la Sala Teatro “Luca Barba” venerdì 26 giugno alle ore 19.00. L’impegno istituzionale diretto “passa”, il servizio alla Città “resta” perché, come ci insegna Giovanni Paolo II, “il futuro inizia oggi, non domani.” Perché Cava ci Appartiene! Prof. Avv. Armando Lamberti

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Landi: «Basta pendolarismo per tante malattie del cuore»

Il presidente della Regione Roberto Fico sta per rilanciare il nuovo piano sanitario della Campania, operazione resa possibile dall’uscita della Regione dal commissariamento, obiettivo raggiunto dalla giunta De Luca e alla base di un possibile rilancio delle strutture e delle attività finalizzate a dare impulso alla salute pubblica. Alla luce di tutto ciò cominciano a profilarsi richieste e legittime aspirazioni dai territori, che per lunghi anni hanno subito condizioni di precarietà ad ogni livello, con diritti dei cittadini sistematicamente violati.

Ad aprire il dibattito è ancora una volta il cardiologo salernitano Carmine Landi, presidente dell’Associazione Grazie di Cuore, che pone l’accento soprattutto su Emodinamica e Cardiochirurgia, due settori che in tutto il Salernitano hanno bisogno di interventi immediati e concreti.

«Al presidente Fico rivolgo l’invito ad analizzare i numeri delle prestazioni cardiologiche effettuate fuori provincia. È una necessità, questa, alla quale il governatore non può sottrarsi se davvero intende procedere con efficacia e oculatezza. Da dati e dinamiche in mio possesso – afferma Landi – la provincia di Salerno registra ancora una forte mobilità sanitaria nel settore cardiologico con numerosi pazienti costretti a rivolgersi ad altre province, e spesso ad altre regioni, per interventi di emodinamica e cardiochirurgia».

L’Associazione Grazie di Cuore e il suo presidente non si fermano, però, alla denuncia delle carenze. Vi sono traiettorie programmatiche che vengono indirizzate alla Regione con l’obiettivo di suggerire interventi concreti e specifici. «Occorre valutare la possibilità – continua Landi – di valutare l’apertura di una nuova Emodinamica e di un ulteriore centro di Cardiochirurgia anche alla luce del fatto che Salerno risulta essere l’unica provincia a non disporre di un servizio di emodinamica in strutture private accreditate».

Sono dati oggettivi che nella eventuale formulazione di un nuovo piano sanitario non possono non essere considerati se davvero si intende sopperire a carenze strutturali antiche che ledono quotidianamente il diritto alla salute.

Un altro punto da considerare strategico riguarda il futuro del Pronto Soccorso dell’ospedale Fucito di Mercato S. Severino, una sorta di prolungamento dell’ospedale Ruggi di Salerno (è anche esso una struttura universitaria) che però ormai da anni perde pezzi nel disinteresse generale e non riesce più, se non con evidente affanno, a gestire le esigenze di un’utenza sempre più vasta, dal momento che il comprensorio della Valle dell’Irno è diventato il luogo scelto dai salernitani per abitare o insediare le proprie famiglie e attività, alla luce dell’intasamento e dell’ingorgo esistenziale nel quale si dibatte la vita nel Capoluogo. Altro motivo della “fuga” verso l’Irno sono i prezzi delle abituazioni di Salerno città, diventata area di forti e incontenibili speculazioni edilizie, conseguenza inevitabile del cemento selvaggio che da anni tormenta il capoluogo. «Per il notevole flusso degli accessi – aggiunge il cardiologo Landi – il presidente Fico dovrebbe valutare l’ipotesi di trasformare il Fucito in Unità complessa con l’obiettivo di rafforzare organici, servizi e capacità assistenziali». Per fare questo e raggiungere tali obiettivi occorre però coinvolgere operatori sanitari, amministratori e rappresentanti istituzionali, affinché siano approfondi i dati e i fabbisogni reali del territorio. «Solo con un coinvolgimento di tutto il territorio – conclude Landi – sarà possibile procedere ad una radicale modifica della rete sanitaria provinciale, che le popolazioni attendono da anni. Sarebbe la premessa per mettere fine ad un pendolarismo sanitario che testimonia di situazioni ormai non più accettabili di regresso e apatia pubblica».

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Meloni e De Luca. Due facce dello stesso dilemma: Ora cosa fare?

di Aldo Primicerio

Riflettiamoci. Su loro due si può parlare, a livelli geometrici diversi, dello stesso fenomeno biologico e fisico applicato al potere. Da ora chiamiamoli per nome. Sia per Giorgia che per Enzo, lo stancamernto in questa primavera del 2026 risponde alle stesse identiche leggi non scritte della leadership. Cambiano gli scenari e le ideologie, ma le affinità strutturali del loro status e delle loro difficoltà sono evidenti.

 

Ambedue vogliono mostrarsi granitici, ma hanno un analogo dilemma: fronteggiare le difficoltà della narrativa identitaria

Entrambi hanno costruito il proprio successo su una narrazione fortissima, quasi mitologica, basata sulla decisione e sulla rottura con il passato. Giorgia ha edificato la sua ascesa sulla coerenza, sulla fermezza identitaria e su promesse nette. Pensiamo ai blocchi sui flussi migratori e alla fierezza di aver creato, nell’hub in Albania, un precedente per gli altri Paesi UE   Ma pensiamo anche alla postura sovranista in Europa. Lei l’ha costruita sulla difesa degli interessi nazionali italiani, coniugata con un forte pragmatismo atlantico e istituzionale. Ha puntato a fare dell’Italia un ponte tra i conservatori europei e le dinamiche internazionali, destreggiandosi tra alleanze sovraniste e lealtà occidentali. Enzo fa girare tutto sull’efficienza decisionale indiscutibile e sul “modello Salerno” delle grandi trasformazioni. Lo conosciamo. Lui è un vero manager della politica, ha grande carisma. Ma il “modello Salerno” non si vede ancora, non è chiaro. Commerciale, industriale, turistica, logistica? I cittadini hanno votato lui, non i suoi programmi. Enzo continua a parla di sicurezza, ma non si comprende ancora a cosa alluda. Sicurezza è una parola complessa. Se s’intende contro abusi, violenza o criminalità, lui è sindaco di Salerno ma non di New York o Los Angeles dove il sindaco dirige trasporti, lavori pubblici e polizia. Se s’intende contro gli effetti del degrado urbano o dell’inquinamento acustico e lumnoso, siamo d’accordo.

 

Sia Giorgia che Enzo faticano sullo scontro tra racconto e realtà ordinaria, e sull’assenza di una “seconda linea”, di una forte classe dirigente

Giorgia fa fatica sui proclami sui confini che si scontrano con i trattati internazionali, sulla geopolitica e sui bisogni di manodopera delle imprese. Ad Enzo le grandi architetture (Crescent, Piazza della Libertà, porto Arechi) non bastano più a coprire le carenze quotidiane della raccolta rifiuti, dell’inquinamento luminoso al centro-città, della manutenzione nei quartieri o le liste d’attesa nella sanità anche a Salerno. Ma è l’over-centralize, l’accentramento, l’affinità più marcata tra lei e lui. Giorgia ed Enzo sono due leadership fortemente personalistiche. A Roma, l’esecutivo si regge in modo quasi totale sulla tenuta comunicativa e sul gradimento personale di Giorgia Meloni. A Salerno esiste un sistema che da decenni ruota quasi esclusivamente intorno alla figura, al carisma e al verbo del Sindaco, anche quando non ha vestito formalmente la fascia tricolore. E da quello che si legge da sempre l’iper-centralismo stanca i leader e desertifica ciò che sta intorno. Quando il Capo commette un errore o affronta un calo di popolarità, non c’è una classe dirigente diffusa capace di assorbire l’urto o di portare avanti l’azione di governo in autonomia. La stanchezza del leader diventa immediatamente la stanchezza di tutta l’istituzione.

 

Tranne qualche rara eccezione sia Giorgia che Enzo non possono contare su una classe dirigente all’altezza. Contano più la “trincea” ed il “nemico”

Perché accade tutto questo? Perché da qualche decennio assistiamo al degrado del prestigio della politica e perché i talenti fuggono verso altri settori. professionali. Rispetto al passato, è quasi scomparso il percorso di formazione all’interno di partiti o sindacati o, soprattutto, delle segreterie politiche. Le nomine avvengono spesso per fedeltà o logiche di appartenenza piuttosto che per competenze ed effettiva esperienza sul campo. L’ascesa della “politica liquida” e dei social media premia la comunicazione istantanea rispetto alla capacità di studio, di programmazione e di amministrazione della cosa pubblica. I professionisti più qualificati (nel settore privato o accademico) non sono disposti ad accettare gli stipendi, le responsabilità e l’esposizione mediatica della politica, specialmente a livello di giunte comunali dove i compensi sono modesti e i rischi amministrativi (come le indagini della Corte dei Conti o della giustizia ordinaria) sono elevati.

C’è poi da fare i conti con la ricerca ossessiva della trincea e del nemico. Sia la Giorgia, ma soprattutto l’Enzo, sono straordinari comunicatori d’assalto. Danno il meglio di sé quando si muovono nella cosiddetta trincea, la linea del fronte invalicabile su temi divisivi. E’ la resistenza estrema, la difesa accanita o lo scontro frontale quando ci si barrica per proteggere i propri principi, il proprio elettorato o il proprio potere. E’ lì che i due eccellono, quando c’è un avversario da colpire. Per Giorgia i poteri forti e l’Europa burocratica che deve fare meno e meglio. Per Enzo i “cafoni” o i “cinguettatori”. Ma, attenzione, è proprio questa permanente modalità da combattimento che può logorare. Per la verità qualche incrinatura la si avverte più nel presidente del Consiglio, meno o quasi mai nel sindaco che lo ricordo sempre così, duro e ferreo, dai tempi della segreteria provinciale del Pci con Paolo Nicchia in via Manzo a Salerno. Ed il logoramento può tradursi nei leggeri arretramenti nei consensi sia per Giorgia ed il suo Fdi, sia per Enzo. Il neo-sindaco ha strabattuto sì gli avversari, ma ha dovuto fare i conti con i suoi veri rivali, la solitudine senza il Pd e l’astensionismo (quasi 4 su 10 non sono andati alle urne).

 

Quarto anno di governo e Quinto Mandato. Il paradosso è proprio il potere consolidato

Il logoramento può non derivare necessariamente da un crollo dei voti improvviso (Fratelli d’Italia resta il primo partito nei sondaggi e De Luca mantiene salda la sua roccaforte), ma da un cambiamento del clima d’opinione. Ecco il veroi nemico. Siamo davanti ad una transizione psicologica: dal “Ma quale è l’alternativa” (il parallelismo anche qui, sia Roma che a Salerno non sembra esserci un “alter ego”) al “Ma le cose continuano a non funzionare” . Insomma, per un presidente del Consiglio verso fine legislatura e per un sindaco al quinto mandato la sfida è identica: capire che per durare non serve più dimostrare di essere forti contro qualcuno, ma dimostrare di essere utili per qualcosa, scendendo dal piedistallo del carisma per tornare alla concretezza dell’ascolto. Soprattutto per Salerno ce lo auguriamo fortemente. Lo hanno atteso per dieci anni (non se la prendano il buon Enzo Napoli, straordinario interprete di una situazione suppletiva difficile e sconcertante, e non ce l’abbiano gli altri candidati a Palazzo di Città). Il nostro Enzo, lui lo sa bene, è atteso non certo a gestire il declino, ma ad interpretare la voglia di rilancio.

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Viaggio tra i tifosi della Salernitana

di Enzo Sica

SALERNO – Le prime importanti risposte ci saranno la settimana prossima anche perchè la ferita per l’eliminazione dalla finale dei play off per la promozione in serie B dopo un anno in terza serie brucia ancora. Pochi si aspettavano, probabilmente, questa eliminazione al Rigamonti di Brescia ma purtroppo il calcio è questo, senza se e senza ma. La Salernitana, dunque, vuole ripartire, anzi ripartirà da molte certezze per quello che riguarda la futura ossatura della squadra con elementi che torneranno dai prestiti ed altri che sono già stati in rosa in questa stagione. E la tifoseria, però, si interroga: con lo stesso staff tecnico e con la società dopo il tira e molla della stagione appena conclusa avrà voglia di ricominciare con Iervolino? Un interrogativo che almeno per il momento vede i tifosi con identità di vedute convergenti verso il diesse Faggiano, il tecnico Cosmi ed anche la mano tesa a Iervolino che è tornato allo stadio ed ha potuto constatare di persona (il fatto era già ampiamente scontato) dell’amore e dell’affetto che Salerno ed i tifosi salernitani hanno verso questa squadra, questi calciatori che indossano la maglia granata.
Il primo ad essere realista su questa futura prospettiva è il presidente del Club Mai Sola, Antonio Carmando che parafrasando il titolo di un film dice: “Ricomincio da 3! Ecco, ricominciamo dall’entusiasmo e dall’unità di intenti che c’è stato nelle ultime partite. Ricominciamo da questo allenatore che veste della stessa passione granata di tutti noi. Ricominciamo da una proprietà accanto alla squadra come avvenuto nelle ultime partite dei play off. Il resto sono chiacchiere che a noi tifosi poco interessano. Da domani inizia il tempo per ripartire”. Perentorio la voce del Club di Carmando a cui gli fa eco il tifoso storico Antonio Di Giacomo che lavora da anni a Cagliari ma quando si parla di Salernitana ogni suo commento è sempre molto razionale: “Il triste epilogo della stagione certamente ci ha lasciato l’amaro in bocca anche se ci gratifica il ritorno di Danilo Iervolino all’Arechi che ha fatto tornare quell’entusiasmo al patron (parole di Faggiano) che non si vedeva da tempo. Visto la latitanza di improbabili imprenditori salernitani che non sembrano interessarsi economicamente per rilevare il club bisogna fare quadrato intorno al proprietario attuale per fargli allestire una squadra competitiva partendo da quei calciatori che si sono dimostrati capaci ed affidabili integrandoli con nuovi arrivi che facciano al caso per la piazza di salerno.. La fiducia a Faggiano ed al tecnico Serse Cosmi la darei ad occhi chiusi visto che sono in sintonia e anche perchè hanno dimostrato attaccamento alla casacca granata con capacità organizzative e tecniche. E non è un piccolo dettaglio”. Il presidente del club Parlamento Andrea De Simone parte da lontano sulla vicenda proprietà innanzitutto e sul lato tecnico: “L’entusiasmo restituito a Salerno dopo le gare contro Casertana, Ravenna ed anche Union Brescia è sotto gli occhi di tutti. Dispiace aver perso per poco la finale contro l’Ascoli che forse avremmo meritato. Con qualche errore in meno si poteva anche vincere. Acqua passata, si dirà. Ed è così bisogna solo andare avanti, pensare al futuro, quel futuro che è nelle mani di questa proprietà visto che il tempo delle assenze (riferite a Iervolino) e delle indecisioni è scaduto. O si resta presentando quel programma serio che tutta la tifoseria aspetta o si abbia il coraggio di passare la mano. La proprietà tutto ciò lo deve a migliaia di tifosi che non hanno abbandonato mai la squadra, hanno riempito l’Arechi nelle gare dei play off, hanno macinato chilometri cantando, incitando, applaudendo i loro beniamini fino all’ultima sconfitta. Salerno merita rispetto. Serve chiarezza, presenza, e una visione degna della passione di questa città, quella passione che ha avuto anche il tecnico Cosmi credendoci fino alla fine e che speriamo possa restare in panchina così come il diesse Faggiano nel momento in cui la società attuale decida di restare”. L’ottimismo del dottore Luigi Gargano, tifoso di vecchia data della Bersagliera, parte da lontano: “Il mio è un bilancio positivo, non mi aspettavo di più nel senso che creare dal nulla inizialmente come è stato fatto una squadra con 20 nuovi elementi e vincere subito era davvero difficile, impossibile come ci ha insegnato il presidente del Benevento Vigorito che ha sempre dichiarato che in serie C per vincere ci vuole pazienza con una programmazione che non può non essere inferiore a un triennale anche impostato su calciatori importanti e valide per la categoria puntando anche su giovani che devono completare la rosa. Il periodo iniziale di campionato della nostra Salernitana ci aveva fatto sognare, è vero.Poi quando hanno cominciato le altre squadre a capire come giocavamo l’incantesimo è finito visto che mancavano calciatori adeguati in alcuni ruoli con una difesa lenta che veniva infilata spesso anche da piccole squadre che ci mettevamo in difficoltà,Cambio di rotta a gennaio, arrivo di Lescano in attacco e di altri calciatori come Antonucci o Gyabuaa, questi ultimi li abbiamo visto davvero poco. L’arrivo di Cosmi in panchina grande motivatore ha portato tanto carisma, la gestione della panchina con i rincalzi non è stata adeguata anche perchè dopo il crollo fisico nella partita sia in casa che in trasferta contro il Brescia mi sarei aspettato qualcosa in più. Purtroppo è andata così, siamo usciti ma bisogna pensare al futuro che vedo abbastanza sicuro con una squadra che ha già una sua ossatura e con Cosmi ed anche Faggianmo potrà darci quelle soddisfazioni che sono purtroppo naufragate solo qualche giorno fa”. Luigi Bimbi del club Milano granata, ancora arrabbiato perchè recatosi a Brescia dal vicino capoluogo meneghino non ha potuto assistere alla gara in quanto senza tessera del tifoso “una cosa davvero assurda, dice, visto che con i bresciani siamo gemellati” punta tutto sulla società per il futuro: “Deve decidere Iervolino cosa vuole fare. L’anno che verrà dovrà essere un anno da protagonisti con la convinzione di vincere subito il campionato. Fare chiarezza subito sul futuro di Faggiano che presumo non rimarrà ma Cosmi lo terrei perchè è un tecnico che merita.. Inoltre bisogna tenere la maggior parte di questa rosa, aspettare i rientri dei prestiti, fare acquisti mirati che consentirebbero alla nostra cara Salernitana di non passare attraverso la lotteria dei play off come in questa stagione ma vincere subito. Sono fiducioso, attendo con ansia quello che la società farà nei prossimi mesi”. Riccardo Santoro presidente del Centro di Coordinamento club granata molto realisticamente dice: “Anche se sono trascorsi pochi giorni dall’eliminazione dalla finale play off bisogna già pensare al futuro. Spero che il proprietario Iervolino esca allo scoperto e ci illustri le sue intenzioni, i suoi programmi futuri per il rilancio. Ci farebbe piacere se restasse lui, ripartendo anche da questo staff tecnico con un allenatore come Cosmi che ha dimostrato di essere da Salernitana facendoci vedere dal suo arrivo una squadra diversa dalla precedente che aveva iniziato la stagione. Ha recuperato il tecnico perugino calciatori che hanno dimostrato, con lui in panchina, di poter dare davvero tanto alla causa granata. La sua esperienza per il prossimo campionato che ci attende sarà necessaria e preziosa. Cosa dire di più? Dobbiamo essere uniti noi tifosi, in sintonia con la società e penso che tutto ciò sarà necessario per un futuro diverso che ci possa poi proiettare nel campionato maggiore”. E chiudiamo questo sondaggio con Luigi Coppola, altro tifoso che vive a Milano ed è presidente del club granata nella città meneghina: “Peccato essersi fermati ad un passo dalla tanto attesa finale. Il rammarico, soprattutto di chi vive come noi lontano da Salerno, è ancora maggiore nel momento in cui pensavamo di potercela fare. Si cambia pagina, pensiamo al futuro, alla prossima stagione con una ossatura di squadra che già c’è rispetto a quella che non c’era lo scorso anno. Con Cosmi in panchina, una garanzia e con il direttore Faggiano la società dovrà programmare quelle che sono le aspettative di noi tutti: una grande stagione in serie C che ci possa riportare subito in serie B”.

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Forza Italia: Pierro con Vannacci. Federico Conte con gli azzurri?

C’è chi va e c’è chi viene. Gli equilibri interni a Forza Italia, soprattutto in provincia di Salerno, appaiono sempre più fragili e instabili. Nel frattempo, si rincorrono indiscrezioni su possibili nuovi ingressi e addii eccellenti che potrebbero ridisegnare gli assetti del partito sul territorio. Tra coloro che sarebbero ormai vicini all’uscita figura Attilio Pierro. Il deputato cilentano, secondo quanto trapela dagli ambienti politici locali, non avrebbe gradito le recenti dinamiche interne e si sentirebbe progressivamente marginalizzato dall’attuale gruppo dirigente. In particolare, a pesare sarebbe stato il ridimensionamento del suo ruolo da parte del coordinatore regionale Fulvio Martusciello, oltre a un crescente malcontento nei confronti della gestione del partito sia a livello regionale sia provinciale. Pierro sarebbe così pronto a guardare altrove e ad abbracciare il progetto politico promosso dal generale Roberto Vannacci. Da qui a breve potrebbero infatti aprirsi per lui le porte di Futuro Nazionale, movimento che punta a consolidare la propria presenza anche in Campania. Secondo le indiscrezioni, al parlamentare cilentano potrebbe essere affidato anche un incarico di rilievo, ovvero la guida del coordinamento provinciale, con il compito di strutturare e rafforzare il movimento sul territorio salernitano. Intanto, proprio nelle ultime ore, il segretario provinciale Roberto Celano ha proceduto alla nomina di un nuovo vice segretario provinciale, l’ennesimo di una lunga serie. Una scelta che continua ad alimentare discussioni e malumori tra alcuni iscritti e dirigenti. C’è infatti chi ritiene che il ruolo di vice debba essere ricoperto da una sola figura, individuata per garantire continuità all’azione politica e organizzativa del partito nei momenti di assenza del coordinatore provinciale. Secondo i critici, invece, il moltiplicarsi delle nomine rischierebbe di svilire la funzione stessa dell’incarico, trasformandolo in uno strumento utile a mantenere equilibri interni e a consolidare il consenso attorno all’attuale gruppo dirigente. Una lettura che si accompagna alle accuse di chi vede nella gestione del partito un modello fortemente accentrato, riconducibile alla leadership di Martusciello, considerato dai suoi sostenitori il punto di riferimento indiscusso degli azzurri campani e dai detrattori il promotore di un sistema basato sulla fedeltà personale. Sul fronte opposto, però, Forza Italia potrebbe presto registrare un ingresso di peso. Nelle ultime ore si sono infatti intensificate le voci che accostano agli azzurri l’ex parlamentare Federico Conte. Da tempo distante dal Partito Democratico e critico nei confronti delle scelte del centrosinistra, Conte starebbe valutando con attenzione un possibile approdo nel partito guidato da Antonio Tajani. Al momento non vi sono conferme ufficiali, ma i contatti sarebbero in corso e l’ipotesi di un suo ingresso viene considerata sempre più concreta da diversi osservatori politici. Tra possibili addii e nuove adesioni, dunque, il quadro politico di Forza Italia in provincia di Salerno continua a essere in piena evoluzione. Le prossime settimane potrebbero rivelarsi decisive per comprendere quali saranno i nuovi equilibri e quale direzione prenderà il partito sul territorio.

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Morte Cristian e Osvaldo. Lutto a Castellabate

di Arturo Calabrese

Un nuovo e drammatico incidente segna la comunità cilentana. Nella notte tra venerdì e sabato, dopo uno schianto in località Laura a Capaccio Paestum, hanno perso la vita due cittadini di Castellabate. Cristian Ventura, 39enne originario di Catania ma residente nel centro cilentano, e Osvaldo Di Giaimo, 27 di San Marco di Castellabate, sono le vittime del sinistro: si sono schiantati con il motociclo contro il muro di una villetta. Sul posto, sono immediatamente giunti i sanitari del 118, ma non hanno potuto fare altro che constatare l’avvenuto decesso dei due. Sulle dinamiche indagano i carabinieri di Agropoli insieme alla stazione di Capaccio Paestum. A loro è toccato effettuare i primi rilievi e dovranno fare luce sull’accaduto. Con ogni probabilità, solo uno il mezzo coinvolti e cioè il due ruote. Sconcerto nella città marittima: «Oggi la comunità di San Marco di Castellabate si stringe in un unico, immenso dolore per la tragica perdita di Osvaldo Giaimo e Cristian Ventura. In questa notte il buio ha avvolto le loro giovani vite, lasciando in tutti noi un vuoto incolmabile e un profondo senso di smarrimento – dicono dalla parrocchia di San Marco – ti preghiamo con il cuore spezzato: accogli Osvaldo e Cristian nella Tua luce eterna. Dona loro la pace del Paradiso e trasforma la loro giovinezza interrotta in una vita senza fine accanto a Te. Consola le loro famiglie. Sii la loro forza in questo dolore disumano, avvolgile nel Tuo amore e non lasciarle sole nello strazio. Sostieni i loro amici e tutti noi. Aiutaci a restare uniti nel loro ricordo, custodi di quel sorriso che non dimenticheremo mai. Maria, Madre Addolorata, stringi tra le tue braccia le mamme, i papà e i cari di Osvaldo e Cristian. Cari ragazzi, che la terra vi sia lieve. Continuate a camminare insieme nelle praterie del Cielo e vegliate su chi vi ama». Dello stesso tono è l’intervento del primo cittadino Marco Rizzo: «Un bruttissimo risveglio per Castellabate – le sue parole – un altro drammatico incidente stradale colpisce la nostra comunità. La notizia della prematura scomparsa di Osvaldo e Cristian ci rattrista profondamente. In questo momento di grande dolore il nostro abbraccio più sentito va alle rispettive famiglie e a tutti coloro che volevano bene a questi ragazzi». Per ieri, poi, era prevista una conferenza stampa nell’aula consiliare di Castellabate per la presentazione del cartellone estivo degli eventi. Per rispetto del lutto, l’ente ha dunque rinviato a data da destinarsi tale presentazione. Cordoglio nella mattinata di ieri anche da Agropoli dove era in corso il consiglio comunale. Durante la discussione, il presidente Franco Di Biasi ha infatti fermato i lavori per osservare un minuto di silenzio di rispetto e vicinanza alle famiglie delle due vittime e all’intera comunità di Castellabate. Le esequie di Di Giaimo si terranno oggi alle 17.00 presso la chiesa di San Marco Evangelista. La salma muoverà dal cimitero di Capaccio. Per Ventura, i funerali sono fissati per domani alle 11.30 presso la Basilica Pontificia di Santa Maria Assunta a Castellabate.

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Salerno, Piazza Matteo Luciani al collasso

Un tempo era uno degli snodi di passaggio del nostro quartiere, oggi Piazza Matteo Luciani si è trasformata in un vero e proprio percorso a ostacoli, simbolo di un degrado urbano e logistico che sembra non avere fine. Al centro della protesta di residenti e negozianti c’è la gestione – o per meglio dire, la totale mancanza di gestione – dei flussi di persone diretti quotidianamente all’Ufficio Immigrazione. Ogni giorno, fin dalle prime ore dell’alba, centinaia di cittadini stranieri si recano in zona per il disbrigo delle pratiche burocratiche e il rilascio dei certificati. Un afflusso massiccio che, in assenza di sale d’attesa adeguate o di un sistema di scaglionamento efficace, si riversa interamente sulla piazza. Il risultato? Marciapiedi impraticabili, cumuli di rifiuti lasciati per strada e una situazione di totale abbandono che lede il decoro urbano dell’intera area. A subire i danni maggiori di questa situazione sono i commercianti della piazza, ormai esasperati da un deserto di clienti che preferisce evitare la zona. Il problema principale è strettamente legato alla viabilità: la sosta selvaggia ha raggiunto livelli insostenibili. “Le auto parcheggiate in doppia fila e in pieno divieto di sosta sono una costante dalla mattina alla sera”, racconta il titolare di uno storico negozio della piazza. “Molti degli utenti dell’ufficio, o gli accompagnatori, lasciano i veicoli ovunque capiti, bloccando la visibilità delle nostre vetrine e, cosa ancora più grave, impedendo il normale deflusso del traffico e l’accesso ai clienti. Chi vorrebbe fermarsi a fare acquisti qui se non c’è nemmeno lo spazio per camminare?” I carichi e scarichi delle merci sono diventati un’impresa impossibile, e diversi esercenti lamentano un calo drastico del fatturato negli ultimi mesi. La sensazione diffusa è quella di essere stati completamente abbandonati a se stessi. La domanda che tutti nel quartiere si pongono è una sola: perché nessuno interviene? Nonostante le ripetute segnalazioni alle autorità competenti e le richieste di un presidio fisso della Polizia Municipale per sanzionare le auto in doppia fila e regolamentare il flusso pedonale, la situazione resta immutata. Non si tratta di una crociata contro l’Ufficio Immigrazione in sé o contro chi ha bisogno di un documento, tengono a precisare i residenti, ma di una richiesta di ordine, dignità e sicurezza. Una struttura che attira un bacino d’utenza così vasto non può essere lasciata all’interno di un tessuto urbano così fragile senza un piano di gestione straordinario. I cittadini e i commercianti di Piazza Matteo Luciani chiedono a gran voce interventi immediati: Spostamento o riorganizzazione dell’Ufficio Immigrazione in una sede più idonea e dotata di spazi interni per l’accoglienza; presidio costante della Polizia Municipale per contrastare la sosta selvaggia in doppia fila; interventi di pulizia straordinaria e ripristino del decoro urbano nella piazza; se le istituzioni non risponderanno a questo appello, i commercianti sono pronti a forme di protesta più eclatanti. Piazza Matteo Luciani merita di tornare a respirare.

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Il meglio: Fantascienza.com, il meglio della settimana di For All Mankind

Fantascienza.com, il meglio della settimana di For All Mankind

La serie spin-off di The Boys, Spider-Noir in bianco e nero, Star City e i racconti di Silvio Sosio nella settimana di Fantascienza.com

Si è conclusa anche la quinta (e penultima) stagione di For All Mankind. For All Mankind a nostro avviso è attualmente, per distacco, la migliore serie di fantascienza attiva. I temi che tratta, come li tratta, come parla della realtà di oggi attraverso lo strumento della metafora, del parallelo raccontando questo universo in cui già da parecchi anni esiste una colonia umana su Marte, ne fanno una serie straordinaria. E questa quinta stagione è stata quasi un culmine, con gli ultimi tesissimi episodi che hanno mostrato la brutalità della guerra,... - Leggi l'articolo

 

Notizie - Il meglio - 31 maggio 2026 - articolo di S*

Editoriali: Un letterario scrutare

Un letterario scrutare

Cento e duecento anni di fantascienza, tra avventura, visione, appropriazione. Pubblichiamo l'Intervento di Giulia Abbate al panel“I cento anni della fantascienza” tenutosi alla convention Delos Days lo scorso 26 aprile 2026.

di Giulia Abbate

Per convenzione, si data al 2026 il centenario dalla nascita della parola “fantascienza”, ricordando la prima pubblicazione, nel marzo del 1926, dell'iconica rivista pulp Amazing Stories di Hugo Gernsback. Cento (e più) anni dopo, oggi, la fantascienza riesce ancora parlare del presente e al presente? Riesce a essere, come in molti si sono augurati negli anni, uno strumento di cambiamento? Personalmente, devo dire che incontrare il solarpunk, sottogenere SF su cui lavoro dal 2020, mi ha dato la possibilità di approfondire una serie di tematiche legate alle circostanze materiali, e di sviluppare una visione più concreta. In passato, dato il mio lavoro tendevo a concentrarmi sulla sola editoria, e a fare dei discorsi più facilmente interni a... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Dall'Italia - 30 maggio 2026 - articolo di Giulia Abbate

Anteprime: Il primo uomo

Il primo uomo

Pubblichiamo un estratto da un racconto contenuto nell'antologia Seduto a un metro dalla fine del mondo (Delos Digital).

di Silvio Sosio

Le strade scorrono a centinaia attorno a lui, ma solo una porta alla luce. Scintille e scariche di elettricità statica crepitano da ogni direzione; pallidi arcobaleni tagliano a spicchi l’universo ambrato che lo avvolge. Fiumi d’oro e di tenebre minacciano di travolgerlo in ogni istante. È tentato di restare, di fermarsi, tornare indietro. Ma ormai non può; non deve, è necessario avanzare. Scegliere una strada e una sola, la strada per la luce, per la vita. Passa un milione di istanti. Poi la scelta è fatta, più veloce del pensiero corre verso la sua meta, una luminosità rossa lo inghiotte e si ritrova in un nuovo universo, il Mondo Scarlatto. Da lì alla luce il passo è breve. Una pausa: no, non può... - Leggi l'articolo

 

NARRATIVA - Racconti brevi - 30 maggio 2026 - articolo di Silvio Sosio

Racconti: Tuffo nel passato

Tuffo nel passato

di Armando Staffa

La navicella era andata purtroppo distrutta. Si sarebbe potuto anche tentare di ripararla e, probabilmente, la parte strutturale non avrebbe creato grossi problemi, ma chi sarebbe stato capace di ricostruirne l’elettronica, con microchip e migliaia di connessioni e contatti per centimetro quadrato? Non c'era niente da fare. Era costretto a rimanere in quel tempo, che non era il suo, forse per sempre a meno che qualcuno non fosse andato a recuperarlo. Questa eventualità era però veramente remota. Infatti quella mattina non aveva avvisato nessuno del viaggio e nessuno l'avrebbe cercato fino al lunedì successivo, quando sarebbe dovuto tornare dalla vacanza che, per una serie di circostanze, non aveva più fatto. Uno dei tecnici del Centro si sarebbe... - Leggi l'articolo

 

Notizie - Racconti flash - 30 maggio 2026 - articolo di Armando Staffa

Radio Libera Albemuth : Morire da capo: due modi di raccontare la guerra

Morire da capo: due modi di raccontare la guerra

Una rubrica sui topos della fantascienza, alla segnalazione di opere particolarmente interessanti di cinema/libri/anime alla riflessione aperta sullo scrivere fantascienza (worldbuilding, coerenza scientifica, ecc…).

di Andrea Cattaneo

Rivivrai lo stesso giorno all'infinito, ma non un giorno qualunque. Il giorno in cui morirai combattendo la battaglia per la sopravvivenza dell’umanità. Sono queste le premesse condivise da All You Need Is Kill (2004), romanzo di Hiroshi Sakurazaka (poi adattato in manga) e dalla sua trasposizione cinematografica Edge of Tomorrow (2014) diretta da Doug Liman con Tom Cruise e Emily Blunt. Due storie con lo stesso punto di partenza, ma con traiettorie e destinazioni molto diverse. Perché? La fonte e il suo spirito  Edizione inglese di All You Need is Kill La storia di partenza di Sakurazaka è un'opera militare spietata e nichilista. Il protagonista, il giovane Keiji Kiriya, è un soldato giapponese alle prime armi che muore e rinasce in loop... - Leggi l'articolo

 

Notizie - Radio Libera Albemuth - 30 maggio 2026 - articolo di Andrea Cattaneo

Inside Science Fiction: Homo ludens: gioco e competizione

Homo ludens: gioco e competizione

Perché giocare è un segno di intelligenza?

di Antonino Fazio

Il gioco, inteso in senso sociologico, è un tema ricorrente nella fantascienza, specie in quella distopica. Si pensi a Rollerball di Norman Jewison (1975) a The Running Man di Stephen King (come Richard Bachman, 1982) al precedente The Prize of Peril di Robert Sheckley (1958) o a The Hunger Games di Suzanne Collins (2008). Homo ludens (in latino, L’uomo che gioca) è un libro di Johan Huizinga del 1938, in cui si sostiene che la tendenza al gioco, specificamente negli umani, sia il fattore determinante dello sviluppo culturale. Si sbaglierebbe però a supporre che Huizinga volesse scrivere un trattato sul gioco. La sua intenzione è invece di mostrare come, in ogni istituzione o prodotto culturale, si possa rinvenire una componente giocosa, non nel... - Leggi l'articolo

 

GIOCHI - Inside Science Fiction - 30 maggio 2026 - articolo di Antonino Fazio

Oltre il Cielo: Dalle visioni alle orbite

Dalle visioni alle orbite

Da Ciolkovskij a von Braun, com'è cambiato il concetto di stazione spaziale…

di Vincenzo Graziano

Quando oggi pensiamo a una stazione spaziale, l’immagine che ci viene in mente è quella di un grande laboratorio orbitante, abitato in permanenza e frutto di una cooperazione internazionale senza precedenti. Ma questa realtà, ormai quasi familiare, affonda le sue radici molto più indietro nel tempo, in un intreccio di filosofia, ingegneria, fantascienza e visioni sul destino dell’umanità. Prima ancora che lo spazio diventasse un luogo fisicamente accessibile, la stazione spaziale era già presente come idea, come necessità teorica e come simbolo di un futuro possibile. La Terra come culla (e come limite)  Konstantin Ciolkovskij  Alla fine dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento, la riflessione sullo spazio... - Leggi l'articolo

 

SCIENZA - Oltre il Cielo - 30 maggio 2026 - articolo di Vincenzo Graziano

Editoria: Le Grandi Saghe di Fantascienza – Seconda parte

Le Grandi Saghe di Fantascienza – Seconda parte

Da Dune al Ciclo di Vorkosigan.

di Arturo Fabra

Se Isaac Asimov ha spalancato un portale che non si è mai più richiuso, Frank Herbert con il suo Dune (1965), ha dato vita a un modo di narrare in un certo senso agli antipodi rispetto ad Asimov creando un universo narrativo ricchissimo, multidimensionale e pervaso di filosofia e religione. Mentre la Fondazione è stata “amalgamata” retroattivamente il Ciclo di Dune ha goduto di un accurato worldbuilding tale da permettere anche una discreta produzione di apocrifi. Ambientata decine di millenni nel futuro, la saga esplora temi come ecologia, religione, potere, genetica, misticismo, e libero arbitrio, creando un ecosistema narrativo complesso e coerente. Frank Herbert (1920–1986) concepì Dune nei primi anni ’60, ispirandosi a un... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 30 maggio 2026 - articolo di Arturo Fabra

Dall’estero: Le Grandi Saghe di Fantascienza – Prima parte

Le Grandi Saghe di Fantascienza – Prima parte

Dai romanzi di E.E. “Doc” Smith a Fondazione di Asimov.

di Arturo Fabra

Ogni tanto sarebbe opportuno tornare alle origini di un fenomeno anche solo per vedere il cammino percorso fino al presente. Questo, nel caso specifico delle saghe di fantascienza, appassionanti e offerte dalla letteratura vuol dire riguardare cosa è stato prodotto dal 1926 in poi, da autori che hanno lavorato sodo per creare universi e storie nelle quali generazioni di appassionati hanno impegnato ore di lettura.  In questa rassegna (di sicuro non del tutto esaustiva), abbiamo deciso di occuparci degli autori americani ed inglesi di saghe letterarie che sono andate oltre il limite della “trilogia”, scelta soggettiva e forse anche opinabile, ma comunque un buon pretesto per parlare di autori e serie che hanno contribuito nel corso di un secolo a costruire la... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Dall'estero - 30 maggio 2026 - articolo di Arturo Fabra

Editoria: Le Grandi Saghe di Fantascienza – Quarta parte

Le Grandi Saghe di Fantascienza – Quarta parte

Da John Scalzi a Murderbot. I diari della macchina assassina.

di Arturo Fabra

Chiudiamo questa rassegna seguendo la “fiaccola” della fantascienza militare che parte da Hamilton e la sua Trilogia del Vuoto transita prima per Weber e il suo ciclo di Honor Harrington, quindi  raggiunge John Scalzi con gli Old Man e termina tra le mani di Martha Wells e la sua serie The Murderbot Diaries, un ciclo di romanzi e racconti che unisce azione, introspezione e ironia in un’ambientazione futuristica ricca di spunti sociopolitici e riflessioni sull’identità. John Scalzi (nato nel 1969) è l’autore di fantascienza militare di maggior successo degli anni 2000. Vincitore del Premio Hugo, notissimo anche come blogger, opinionista e divulgatore attraverso il suo blog Whatever, Scalzi ha riportato in auge la fantascienza militare... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 30 maggio 2026 - articolo di Arturo Fabra

Editoria: Le Grandi Saghe di Fantascienza – Terza parte

Le Grandi Saghe di Fantascienza – Terza parte

Dalla fantascienza militare di David Weber alla new space opera di Alastair Reynolds.

di Arturo Fabra

Parliamo ora di uno dei “sottogeneri”  non ancora toccati in questa enumerazione delle saghe fantascientifiche: la Fantascienza Militare e di uno dei suoi autori più prolifici, ovvero David Weber. L’opera più famosa di David Weber (nato nel 1952) è senza dubbio la Saga di Honor Harrington, una serie epica di romanzi che mescola politica interstellare, battaglie spaziali, crescita personale e riflessioni etiche sul potere, la guerra e la responsabilità. Ispirandosi liberamente alle opere di C.S. Forester (in particolare ai romanzi di Horatio Hornblower), Weber ha creato una protagonista carismatica e umana, capace di attraversare decine di romanzi e scenari galattici complessi. La saga ruota attorno a Honor Stephanie... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 30 maggio 2026 - articolo di Arturo Fabra

Servizi: Tradurre è creatività. Intervista a Maurizio Nati

Tradurre è creatività. Intervista a Maurizio Nati

Scomparso nel 2019, il traduttore di molte opere di Philip K. Dick spiega come si rende in italiano un romanzo di fantascienza…

di Sergio Beccaria

Attivo nel campo della fantascienza fin dagli anni Settanta, Maurizio Nati è stato uno dei più importanti traduttori italiani. Ha al suo attivo oltre quattrocento opere tradotte, di cui una sessantina di romanzi, tra le quali praticamente l'intera opera di Philip K. Dick, il romanzo Dhalgren di Samuel R. Delany e Il signore della svastica di Norman Spinrad. Nel 1976, insieme a Sandro Pergameno, diede vita alla rivista Fantascienza per Ciscato editore. Riproponiamo quest’intervista uscita nel 2012 su B-Sides Magazine, rilasciata in occasione della traduzione di Dhalgren di Delany. Nati scomparve per un male incurabile nel 2019. Lei è conosciuto soprattutto per aver tradotto l’opera omnia di Philip K. Dick, oltre a numerosi romanzi e racconti di autori... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Interviste - 30 maggio 2026 - articolo di Sergio Beccaria

Servizi: The Mandalorian and Grogu al cinema e in stile western

The Mandalorian and Grogu al cinema e in stile western

Diretto da Jon Favreau, questo nuovo tassello dell'universo creato da George Lucas è una vera scomessa per la Disney.

di Arturo Fabra

Quando nel 2019 The Mandalorian debuttò su Disney+, pochi avrebbero immaginato che quella serie, inizialmente percepita come un esperimento laterale nel vasto universo di Star Wars, sarebbe diventata il fulcro narrativo e produttivo dell’intero franchise. Eppure, nel giro di pochi anni, la creatura di Jon Favreau e Dave Filoni ha assunto un ruolo centrale, trasformandosi da spinoff “minore” a pilastro della nuova strategia Lucasfilm. The Mandalorian and Grogu (2026) The Mandalorian and Grogu, dunque, rappresenta un punto di svolta per la saga, non solo perché riporta Star Wars al cinema dopo anni di assenza, ma perché lo fa attraverso personaggi nati nella serialità. Il successo di The Mandalorian è stato vasto e trasversale.... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Cinema - 30 maggio 2026 - articolo di Arturo Fabra

Servizi: Nicolas Cage: “Spider-Noir? È per il 70% Bogart e per il 30% Bugs Bunny”

Nicolas Cage: “Spider-Noir? È per il 70% Bogart e per il 30% Bugs Bunny”

L’attore americano racconta come ha deciso di debuttare sul Piccolo Schermo in una serie TV davvero molto particolare…

di Redazione

Prendete la New York di inizio anni Trenta: alti grattacieli, gangster per le strade e bordelli dappertutto. Aggiungete un investigatore, un po’ strano ve lo concediamo, ma è un classico segugio, quello che chiamereste per sapere se vostra moglie vi tradisce o se il vostro socio vi deruba. No, non siamo in un romanzo noir, tipo alla Dashiell Hammett o alla Raymond Chandler, perché abbiamo omesso di dirvi un piccolo (grande?) particolare… In questa storia c’è Spider-Man. Sì, ma non Peter Parker. Il suo nome è Ben Reilly. Accetta un paio di casi apparentemente semplici, finché mafiosi, mostri e una misteriosa femme fatale non tessono una ragnatela che lo riporta faccia a faccia con la sua vita passata di unico supereroe di New... - Leggi l'articolo

 

SERIE TV - Televisione - 30 maggio 2026 - articolo di Redazione

Short Movie: Separazione

Separazione

Essere uno acconto all'altra, ma non riuscire a vedersi.

Che succede se a un certo punto le persone attorno a noi sparissero? O meglio, fossero ancora lì, attorno a noi, ma senza riuscire a vedersi a vicenda. Resta possibile comunicare, tramite telefono per esempio, ma nessun contatto diretto, visivo o altro.  L'idea è una metafora piuttosto evidente ed è anche il tema di un bellissimo racconto di Eugenia Triantafyllou uscito su Robot 103. Il regista colombiano Danny Piñeros lo sviluppa in modo un po' diverso, con un finale a dire il vero così così, ma l'angoscia c'è tutta. Anche grazie... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Short Movie - 30 maggio 2026 - articolo di S*

Televisione: Star City è disponibile da oggi su Apple TV+

Star City è disponibile da oggi su Apple TV+

Lo spin-off di For All Mankind racconta l'allunaggio dal punto di vista dei sovietici

I primi due episodi di Star City, serie spin-off dell'acclamata ucronia dedicata alla corsa allo spazio di Apple TV+ sono disponibili oggi sulla piattaforma, in contemporanea all'ultimo episodio della quinta (e penultima) stagione della serie principale. La serie, degli stessi creatori di For All Mankind Matt Wolpert e Ben Nedivi, racconta gli eventi della prima stagione dal punto di vista delle scienziate e degli scienziati russi impegnati a raggiungere la Luna prima degli astronauti statunitensi e vede protagonisti Anna Maxwell Martin (Motherland), Rhys Ifans (House of the Dragon), Agnes... - Leggi l'articolo

 

SERIE TV - Televisione - 29 maggio 2026 - articolo di Angela Bernardoni

Star Wars: Ecco l’AT-AT-walker per la nostra vecchiaia

Ecco l'AT-AT-walker per la nostra vecchiaia

Non vi sentite più molto sicuri delle vostre ginocchia, ma non volete rinunciare alla vostra identità di fan? Ecco qualcosa che fa per voi.

Tutti noi appassionati di fantascienza conosciamo gli "AT-AT Walker" dell'Impero colpisce ancora. Dove “AT-AT” sta per All Terrain Armored Transport, e walker, in inglese, vuol dire “camminatore”. Però walker in inglese ha anche un altro significato, quello di aggeggio che aiuta a camminare, cioè in italiano deambulatore: sono quei cosi con cui gli anziani che hanno problemi con le gambe possono aiutarsi per sorreggersi mentre camminano. Qualcuno deve aver notato il doppio senso e aver visto un'opportunità, perché è vero che... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Star Wars - 29 maggio 2026 - articolo di S*

Editoria: L’eleganza dei Dragonieri di Pern

L'eleganza dei Dragonieri di Pern

Torna in libreria la saga science fantasy di Anne McCaffrey, in un'edizione Fanucci molto elegante.

, La saga dei dragonieri di Pern è uno dei casi più interessanti di genere science fantasy. L'ambientazione è una società pseudomedievale e ci sono i draghi, ma c'è una perfetta giustificazione scientifica: il pianeta è stato colonizzato dai terrestri e poi dimenticato, e i draghi sono effettivamente una specie autoctona. A un certo punto della saga però i terrestri riscoprono Pern e vi stabiliscono una base. La saga, edita negli anni Settanta da Fanucci e assente da tempo dalle librerie, viene finalmente riproposta da Fanucci in un'edizione... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 29 maggio 2026 - articolo di S*

Televisione: The Testaments è stata rinnovata per una seconda stagione

The Testaments è stata rinnovata per una seconda stagione

La serie spin-off di The Handmaid's Tale ha convinto il pubblico a tornare a Gilead 

The Testaments, la serie spin-off di The Handmaid's Tale, ha appena concluso la sua prima stagione su Disney+ con il suo decimo episodio, ma è già arrivata la conferma che le vicende delle giovani Agnes e Daisy continueranno in una seconda stagione. La serie, basata sul romanzo di Margaret Atwood I testamenti, riporta il pubblico nella Gilead dominata dai teocrati immaginata dall'autrice negli anni '80 e si ambienta dopo gli eventi di Il racconto dell'ancella. COme si legge nella sinossi ufficiale: The Testaments è un drammatico racconto di formazione ambientato a... - Leggi l'articolo

 

SERIE TV - Televisione - 29 maggio 2026 - articolo di Angela Bernardoni

Libero, Sechi cacciato da Angelucci: i motivi della rottura tra tensioni e scontro politico

Buonanotte al Sechi. Dopo voci di frizioni che si rincorrevano da tempo, il direttore di Libero Mario Sechi è stato cacciato dall’editore Antonio Angelucci. Lo ha annunciato lui stesso su X, con tono ovviamente polemico: «Angelucci mi ha licenziato. Lo ha fatto nel momento in cui sono finito sotto scorta, minacciato di morte dai terroristi anarco-insurrezionalisti».

Poco prima era stato più criptico, twittando semplicemente: «Libero». Ma il gioco di parole non è stato colto, e quindi ha dovuto spiegarlo in modo meno romantico.

Il timing della defenestrazione, in effetti, non è stato il massimo: Sechi aveva appena raccontato delle minacce ricevute e del suo sentirsi come uno che «vive prigioniero da uomo libero». Ricevendo la solidarietà bipartisan dal mondo della politica: Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Ignazio La Russa, Giuseppe Conte, fino al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Angelucci però non si è fatto intenerire. Con una battuta, si potrebbe dire che finire sotto scorta non porta granché bene, a livello lavorativo: capitò infatti praticamente la stessa cosa a Carlo Verdelli il 14 marzo 2020, messo sotto protezione per minacce di morte e intimidazioni di matrice nazifascista ma comunque sollevato dall’incarico di direttore di Repubblica neanche un mese dopo. Questa però è un’altra storia.

Libero, Sechi cacciato da Angelucci: i motivi della rottura tra tensioni e scontro politico
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Libero, Sechi cacciato da Angelucci: i motivi della rottura tra tensioni e scontro politico
Libero, Sechi cacciato da Angelucci: i motivi della rottura tra tensioni e scontro politico

Tra direttore ed editore c’erano stati mesi di tensioni. Un po’ come quelli registrati con il direttore editoriale Daniele Capezzone, che infatti avevano portato all’addio dell’ex Radicale. Sechi si sentiva forte del fatto di rappresentare la linea meloniana, ma Angelucci ha tirato dritto andando allo scontro frontale: l’imprenditore, editore dei quotidiani di centrodestra e ras delle cliniche private, è anche deputato leghista “a tempo perso” (nel senso che in parlamento non ci va mai, è re degli assenteisti), a dimostrazione dunque che nella maggioranza ormai siamo davvero alla resa dei conti tutti contro tutti.

Libero, Sechi cacciato da Angelucci: i motivi della rottura tra tensioni e scontro politico
Antonio Angelucci (Imagoeconomica).

Per la sua successione si fa il nome di Sallusti, altro meloniano

E adesso chi al suo posto? Si fa il nome di Alessandro Sallusti, e sarebbe un cavallo di ritorno, visto che è già stato direttore di Libero in due mandati, dal 2007 al 2008 e dal 2021 al 2023, nel più classico dei rimpalli di carriera con il Giornale (stesso rimbalzo che hanno fatto Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro). Di certo Sallusti è un altro meloniano di ferro, e con la premier ha scritto anche un libro, La versione di Giorgia (Rizzoli, 2023).

Libero, Sechi cacciato da Angelucci: i motivi della rottura tra tensioni e scontro politico
Alessandro Sallusti (foto Imagoeconomica).

Sechi era stato addetto stampa “flash” di Giorgia Meloni, nel senso che durò pochissimo: tre mesi e 23 giorni, da marzo a giugno del 2023. Poi l’approdo alla guida di Libero, dove verrà ricordato per pagine memorabili di giornalismo, come l’aver incoronato la premier “uomo dell’anno”.