Guerra in Curia: don Gentile sbraita

La reazione era ampiamente prevedibile, ma il nervosismo trapelato nelle ultime ore tra le mura della Curia di Salerno ha superato ogni misura. A seguito della nostra ultima inchiesta, il “Vescovo Ombra” don Gentile si sarebbe lasciato andare a sfoghi plateali e toni minacciosi, brandendo la minaccia del “penale” come una clava per azzittire la libera informazione. Ebbene, da parte nostra la risposta è chiarissima: faccia presto, don Gentile. Denunci. Non vediamo l’ora che l’intera vicenda varchi le soglie di un tribunale. Accogliamo l’ipotesi di un’azione penale con assoluta serenità, perché per noi rappresenterebbe l’occasione d’oro per portare sul tavolo dei giudici ogni singolo documento, ogni testimonianza e ogni dettaglio di questa gestione. Sarà finalmente la sede istituzionale perfetta in cui rendere pubblico e trasparente ciò che finora è rimasto nell’ombra, mostrando all’intera comunità salernitana e ai fedeli in mano a chi sta davvero la Curia. È del tutto inutile che ora vi affanniate a scatenare la caccia alla “gola profonda” per capire chi parli con la stampa. Guardatevi attorno: sono i vostri stessi collaboratori, siete voi stessi che mettete in giro situazioni e circostanze. La realtà è semplice e incontestabile: le informazioni escono direttamente da dentro la Curia, segno che il malcontento e il bisogno di pulizia albergano proprio tra le vostre stanze. Sprecano parole d’ordine altisonanti, Sessa e don Gentile, quando salgono in cattedra per richiamare concetti come l'”onorabilità” e la “trasparenza” della Curia. Vorremmo ricordargli che certi termini hanno un peso e dei presupposti etici precisi: facciano molta attenzione ad appropriarsene e imparino ad usarli con i termini più appropriati a loro e alla loro condotta. Chi parla di trasparenza dovrebbe prima di tutto praticarla. Invece di agitarsi, dare la caccia alle spie o minacciare azioni legali nel tentativo di spostare l’attenzione, dovreste preoccuparvi di fornire risposte concrete alle domande che il nostro articolo ha sollevato. Domande semplici, dirette e che attendono ancora chiarimenti: Per quale motivo sono state estromesse le compagnie assicurative storiche e consolidate? Per quale ragione la scelta è ricaduta proprio sull’agenzia gestita dal cognato? Mentre i fedeli chiedono chiarezza, linearità ed etica nella gestione delle risorse ecclesiastiche, a Salerno si preferisce sbraitare e sbandierare la magistratura. Se pensate che la parola “penale” basti a farci arretrare o a mettere il bavaglio a chi pone domande sgradite, avete sbagliato di grosso i vostri calcoli. Aule di tribunale o no, noi continueremo a fare il nostro lavoro fino in fondo. Attendiamo fiduciosi la notifica della querela: sarà il primo passo verso la chiarezza definitiva.

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Morte di Emma Bonino, le reazioni del mondo politico

Il mondo politico italiano e internazionale esprime il suo cordoglio per la morte di Emma Bonino, leader di Più Europa scomparsa all’età di 78 anni. Dalla premier Meloni al presidente del Senato La Russa fino alla presidente del Parlamento europeo Metsola, tutti ricordano il suo ruolo nella scena pubblica e le sue battaglie.

Meloni: «Voce forte e riconoscibile»

Questo il messaggio della premier Giorgia Meloni: «Emma Bonino ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione. Le nostre storie e le nostre sensibilità sono state lontane, ma questo non mi ha mai impedito di riconoscerne il peso e il ruolo nella vita pubblica della nostra Nazione. Alla sua famiglia e ai suoi cari va il mio cordoglio».

Magi: «Ha lottato contro tutto ciò che nega le libertà»

Così Riccardo Magi, segretario di Più Europa: «Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero. Emma fu “scelta dalla politica radicale” quando un divieto cambiò la sua giovane vita. E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna. Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera. La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo. Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di ogni persona e ogni famiglia, per l’autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine. E per l’Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d’Europa. È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti».

Metsola: «L’Europa per cui ha combattuto sentirà la sua mancanza»

Cordoglio anche da Bruxelles, con la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola che ha scritto: «Emma Bonino non ha mai aspettato che il mondo fosse pronto. Ha sempre scelto di andare avanti, indicando la strada agli altri. È così che sarà ricordata in Italia e a Bruxelles, dove ha ricoperto il ruolo di deputata al Parlamento europeo e di Commissaria europea. L’Europa per cui ha combattuto sentirà la sua mancanza».

Calenda: «Le sue battaglie hanno portato alla modernizzazione del Paese»

Questo il messaggio di Carlo Calenda, leader di Azione: «È mancata Emma Bonino, l’ultima grande protagonista delle battaglie civili che hanno portato alla modernizzazione di questo Paese. È un pezzo della storia politica italiana ed europea che se ne va. A nome mio e di Azione esprimo la nostra vicinanza alla sua comunità politica e alla sua famiglia».

Gentiloni: «Esempio di militante per la libertà»

Così l’ex premier dem Paolo Gentiloni: «Emma Bonino ci ha lasciati. Ci mancherà il suo esempio di militante per la libertà e di leader italiana e europea. Voleva sempre cambiare le cose. E qualche volta ci è riuscita. Buon viaggio Emma».

La Russa: «Battaglie portate avanti con forza e tenacia»

Queste le parole del presidente del Senato Ignazio La Russa: «Apprendo con sincero dispiacere della scomparsa di Emma Bonino, già vicepresidente del Senato, ministro degli Esteri nel governo Letta, ministro per il Commercio internazionale nel governo Prodi II, deputata, senatrice e Commissaria europea. Di lei ricordo le numerose battaglie portate avanti con forza e tenacia e che hanno segnato sempre il suo lungo impegno pubblico. Ai suoi familiari, ai suoi cari e alla sua comunità politica giungano le mie più sincere condoglianze e quelle del Senato della Repubblica».

Tusk: «Scongiurata una minaccia al confine polacco-ucraino»

La Polonia ha sventato nella notte del 10 settembre una «minaccia immediata» da parte della Russia a uno dei suoi valichi di frontiera con l’Ucraina. Lo ha rivelato il primo ministro polacco Donald Tusk, senza andare nei dettagli, ma limitandosi solo a spiegare che il pericolo è stato scongiurato grazie alla cooperazione con Kyiv.

Tusk: «Scongiurata una minaccia al confine polacco-ucraino»
Donald Tusk e Volodymyr Zelensky (Imagoeconomica).

Tusk, parlando con la stampa da Bratislava, ha ricordato che la Russia «ha già fatto ricorso ad attacchi provocatori contro i valichi di frontiera ucraini», ad esempio in Moldavia, e che il suo governo si aspetta «azioni simili» anche al confine ucraino-polacco da parte di Mosca, che ha l’obiettivo di indebolire economicamente Kyiv colpendo le rotte commerciali. Tusk ha affermato di aver ricevuto dalla Cia un «rapporto abbastanza accurato» sui possibili sviluppi dei prossimi mesi: «La Polonia e tutta l’Europa devono essere preparate a diversi scenari, non solo per quanto riguarda la situazione sul fronte russo-ucraino, ma anche lungo il fianco orientale dell’Ue», ha dichiarato il capo del governo di Varsavia. Il Cremlino non ha commentato le parole di Tusk, arrivate peraltro a stretto giro dalle rivelazioni della Reuters su un piano russo per il sabotaggio di alcuni cavi sottomarini nelle acque profonde artiche delle Svalbard, sventato dalla Nato.

Natella: riqualificazione per il Parco del Mercatello

di Erika Noschese

Una nuova fase di riqualificazione per il Parco del Mercatello. Ad annunciarla è l’assessore alle Politiche Ambientali del Comune di Salerno, Massimiliano Natella, che anticipa il completamento delle opere strutturali non realizzate nell’ambito della ristrutturazione del 2024. Un ulteriore capitolo di interventi che punta a completare il percorso di riqualificazione di una delle principali aree verdi della città, restituendo piena funzionalità anche agli spazi rimasti esclusi dal precedente progetto. Tra le opere previste c’è innanzitutto il collegamento con il pioppeto e con la parte del parco nella quale erano presenti alcuni ponti, strutture che dovranno essere nuovamente realizzate. Si tratta di interventi necessari per ricucire le diverse aree del Mercatello e consentire una fruizione più agevole e completa dell’intero parco. «Procederemo, quindi, alla realizzazione di questo collegamento», ha spiegato Natella, evidenziando la volontà dell’amministrazione di completare quanto rimasto in sospeso dopo i lavori di ristrutturazione. Parallelamente, l’amministrazione comunale intende intervenire anche sulla gestione di alcune strutture interne al parco. È previsto, infatti, un nuovo affidamento per il chiosco del Parco del Mercatello, dopo la rescissione del contratto richiesta dal privato che aveva in gestione la struttura e che ha lasciato l’area all’inizio dell’anno. L’obiettivo è evitare che il chiosco rimanga inutilizzato e favorire, attraverso una nuova gestione, la presenza di un’attività capace di contribuire alla vitalità e alla sicurezza dell’area. A questo si aggiungerà una serie di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, con particolare attenzione ai bagni e alle altre strutture presenti all’interno del parco. Opere che, secondo l’amministrazione, dovranno accompagnare il completamento degli interventi strutturali per garantire condizioni adeguate di decoro e fruibilità. Resta centrale, tuttavia, anche il tema della sicurezza e della corretta fruizione degli spazi. Un aspetto particolarmente delicato per un’area verde di grandi dimensioni, frequentata quotidianamente da famiglie, bambini, giovani e cittadini. «È necessario garantire una vigilanza continua – ha sottolineato l’assessore – In questi anni abbiamo dovuto combattere letteralmente contro il bivacco e contro il malcostume. È un tema che oggi dobbiamo affrontare con decisione». Il riferimento è dunque alla necessità di accompagnare gli interventi strutturali con un controllo costante del territorio, evitando che il degrado o comportamenti non corretti possano compromettere la fruizione degli spazi. Da qui l’auspicio di una maggiore collaborazione da parte dei cittadini e delle associazioni, insieme alla possibilità di assicurare un adeguato servizio di vigilanza. La riqualificazione, nelle intenzioni dell’amministrazione, non dovrebbe quindi limitarsi alle opere fisiche, ma riguardare anche la gestione quotidiana e il rispetto delle aree comuni. L’obiettivo dell’amministrazione targata Vincenzo De Luca è restituire pienamente alla città un’area considerata strategica sotto il profilo ambientale e sociale. «Vogliamo fare in modo che un’area verde così vasta, che rappresenta il vero polmone della città ed è la più grande area verde cittadina, possa essere fruita e goduta nella maniera corretta e, soprattutto, rispettata», ha aggiunto Natella. Non è ancora possibile, invece, quantificare il costo complessivo degli interventi. «Non sono in grado di indicare al momento il costo preciso. Lo sapremo successivamente», ha precisato l’assessore. Una volta completata la definizione delle opere e delle relative procedure, sarà quindi possibile avere un quadro più preciso delle risorse necessarie. Nel frattempo, l’amministrazione ha assicurato di aver programmato una serie di azioni finalizzate anche a favorire l’avvio di nuove attività e un ulteriore rilancio dell’intera area. Più complessa appare, invece, la situazione del Parco ex Seminario, dove l’amministrazione ha già programmato un intervento ma è ancora alla ricerca delle risorse necessarie. Una parte dell’area risulta infatti interdetta per ragioni di sicurezza e necessita di un intervento strutturale di rilievo, per certi versi analogo a quello realizzato al Mercatello. In questo caso, però, il nodo principale resta quello finanziario, considerata la consistenza delle opere necessarie. «Al momento non disponiamo delle risorse comunali necessarie per poter sostenere un intervento di questa portata – ha concluso Natella – Sarà quindi necessario individuare e intercettare finanziamenti esterni per poter procedere con la riqualificazione dell’area». Due situazioni, dunque, che viaggiano su binari differenti: da una parte il Mercatello, dove l’amministrazione punta a completare le opere e a intervenire sulla manutenzione, sulla gestione e sulla sicurezza; dall’altra il Parco ex Seminario, per il quale esiste già una programmazione ma resta da individuare la copertura economica necessaria. In entrambi i casi, la sfida sarà trasformare gli interventi annunciati in opere effettivamente realizzate e garantire nel tempo una gestione capace di preservare il patrimonio verde della città.

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Fisciano. Così l’ateneo ritorna tra la gente

FISCIANO. Ci sono luoghi in cui la storia non è solo un ricordo, ma un respiro che continua a vibrare tra le pietre, nei vicoli, nelle sorgenti che scorrono da secoli. Penta, antica frazione di Fisciano, è uno di questi luoghi: nata attorno all’acqua, fonte di vita, e cresciuta grazie all’ingegno dei suoi artigiani, maestri del rame e del ferro, capaci di forgiare serrature e chiavi che non erano semplici strumenti, ma opere d’arte. Ed è proprio dall’acqua e dalle chiavi, simboli di vita e di apertura, che è nato il convegno “Ponti di Comunità – L’Università incontra il territorio”, tenutosi ieri sera nel centro storico di Penta e promosso dal Laboratorio scientifico internazionale CCiSuD del Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione dell’Università di Salerno, con la collaborazione della Fondazione Universitaria. Un’idea maturata grazie all’impegno di due pentani doc: la prof.ssa Giovanna Truda, responsabile scientifica del progetto, e Vincenzo Landi, consigliere del CdA della Fondazione Universitaria. Un progetto pensato per consentire all’Università di Salerno di uscire fuori dai confini istituzionali per tornare tra la gente, nelle strade dove è nata la sua storia. Rettore, docenti, istituzioni, associazioni e cittadini hanno dialogato nella cornice suggestiva del centro storico di Penta, tra vicoli che custodiscono memorie antiche e che oggi guardano al futuro con rinnovata fiducia. Non a caso, una delle storiche sedi dell’Università degli Studi di Salerno è nata proprio a Penta, nello spazio che in passato ha accolto un convento di suore. Il dibattito scientifico è stato accompagnato dalle testimonianze dei residenti, che hanno raccontato la storia del paese, le sue cinque porte, Porta Coeli, Porta Sant’Anna, Porta San Rocco, Porta Lauria, Porta di Basso Penta, e il ruolo centrale che Penta ha avuto nei secoli come snodo commerciale e centro di arti e mestieri. Una memoria resa visibile anche attraverso la mostra fotografica e documentaria allestita per l’occasione grazie al materiale custodito nell’archivio storico del professor Gaetano Negri. Il sindaco di Fisciano, Vincenzo Sessa, ha sottolineato il valore profondo dell’iniziativa: “Penta è una radice della nostra comunità, un patrimonio identitario che dobbiamo custodire e valorizzare. L’incontro con l’Università rappresenta un ponte tra memoria e futuro, tra ciò che siamo stati e ciò che vogliamo diventare”. L’avvocato Tommaso Amabile, già Presidente della Commissione Cultura della Regione Campania, ha ricordato come la cultura sia un motore di sviluppo e coesione: “Quando un territorio dialoga con la sua Università, si genera un’energia nuova. La cultura non è un ornamento, ma una forza che unisce, che crea opportunità, che dà senso alla comunità”. Il Magnifico Rettore Virgilio D’Antonio ha offerto un intervento intenso, umano, profondo, partendo dalla sua giornata frenetica per arrivare al valore del tempo e della memoria. “Oggi è stata una giornata piena di impegni: ho incontrato il console americano, abbiamo lavorato sulle nuove offerte formative e sugli spazi degli studenti. Vi anticipo che il 7 ottobre avremo Vasco Rossi in Ateneo: un evento straordinario. Stiamo lavorando molto anche sul Ruggi, che è un’estensione naturale dell’Università, e su diversi progetti con i territori. In giornate così frenetiche si rischia di chiudersi, di diventare autoreferenziali. E invece il tempo è fondamentale: il tempo dell’ascolto, della riflessione, della memoria. Gli interventi di oggi mi hanno riportato a un sapore antico, a ricordi della mia infanzia, a quella piazza dove c’era la scritta “prova voto Repubblica, poi vado al mare”. Viviamo in un’epoca in cui tutto è presente, tutto è veloce, e dimentichiamo ciò che è accaduto anche pochi giorni fa. Ma il dialogo, la costruzione, la profondità sono essenziali. Sto imparando a fare il Rettore: non è un ruolo che si impara in un giorno. Ho dedicato quest’anno a conoscere l’Università e il territorio che la ospita. E più lo conosco, più mi rendo conto delle eccellenze straordinarie che abbiamo. Questo incontro a Penta è un tassello prezioso di questo cammino.” La serata si è conclusa con un momento di festa in piazza, tra tammorre, racconti e convivialità. Ma prima, un gesto simbolico ha toccato il cuore di tutti: il Rettore è stato invitato dal presidente del Circolo Sociale di Penta, Raffaele Colonnese, a scoprire una targa commemorativa dedicata al dott. Virgilio D’Antonio, suo nonno, primo presidente del Circolo nel 1953. Un cerchio che si chiude, una storia che ritorna, un ponte che unisce generazioni. A Penta, l’acqua continua a scorrere. E le chiavi continuano ad aprire porte: quelle della memoria, della comunità, del futuro.

Mario Rinaldi

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È morta Emma Bonino

È morta Emma Bonino, fondatrice di +Europa e storica esponente del Partito Radicale. Aveva 78 anni. Ricoverata il 7 settembre a Roma a seguito di un’insufficienza respiratoria, era poi è uscita dalla terapia intensiva dell’ospedale Santo Spirito di Roma per essere trasferita in una struttura privata.

Trump lancia Vance verso il 2028: «Se non votate, andate al diavolo»

Il presidente Usa Donald Trump ha chiuso la convention repubblicana di midterm a Dallas ripercorrendo i risultati del suo secondo mandato e riproponendo molti dei temi affrontati il giorno precedente. Ha attaccato nuovamente i democratici, definiti «radicali» e «comunisti», e i media che avevano segnalato la presenza di numerosi posti vuoti nell’arena. Come riporta il Washington Post, il tycoon ha anche apparentemente indicato JD Vance come possibile erede politico alla guida del Partito repubblicano, pur senza un endorsement formale per le presidenziali del 2028. Il vicepresidente ha infatti avuto un ruolo centrale alla convention e, oltretutto, è stato anche “investito” dalla platea come candidato. La folla di delegati ha gridato «J.D 48», cioè 48° presidente, una sorta di investitura popolare a cui lui ha replicato che «bisogna curarsi di novembre» prima di pensare alla corsa per la presidenza. A tal proposito, Trump ha chiuso così la kermesse: «Sapete cosa succede se non votate? Andate al diavolo».

Continua il processo Alfieri per appalti truccati e corruzione

di Arturo Calabrese

Nuova udienza nel pomeriggio di ieri a Vallo della Lucania per il caso Dervit, con al centro il già presidente della Provincia di Salerno, già presidente dell’Unione dei Comuni Paestum Alto Cilento e già sindaco di Capaccio Paestum, cariche ricoperte al momento dell’arresto, Franco Alfieri. Seduta in tribunale molto lunga ed articolata durante la quale sono stati sentiti due coimputati e cioè Carmine Greco ed Elvira Alfieri. La Dervit, società accusata di essere rientrata nel sistema corruttivo con la Alfieri Impianti, ha presentato la consulenza dell’ingegnere Ivan Maiese di Novi Velia. Comune dell’interno dove la stessa società di Roccadaspide ha lavorato per l’installazione della pubblica illuminazione. Il tecnico ha rilasciato dichiarazioni spontanee. La sorella del già ospite delle patrie galere è stata interrogata dall’avvocato Agostino De Caro, legale di parte, ed ha spiegato alcuni passaggi sia delle intercettazione sia del suo ruolo nella società di famiglia all’interno della quale ha cambiato il proprio ruolo da dipendente ad amministratrice, incarico che le è costato i domiciliari a partire dal 3 ottobre del 2024. Si è trattato, quindi, di un interrogatorio parziale e guidato da uno dei legali di Franco Alfieri. Domande e risposte che sono servite a chiarire, dunque, determinati passaggi dei fatti contestati e riguardanti proprio la società nella quale compariva anche Domenico, altro fratello. Il Pm, poi, ha chiesto un’integrazione della perizia informatica sui conti e su alcuni elementi inseriti nelle intercettazioni, proprio per vederci chiaro. Altra parte importante dell’udienza di ieri presso il tribunale di Vallo della Lucania erano le dichiarazioni spontanee che avrebbe dovuto rendere l’imputato Alfieri. La lunghezza dell’udienza, tra interrogatori di parte, consulenze ed altre dichiarazioni, ha fatto sì che i tempi si dilatassero talmente tanto da non permettere allo stesso di parlare liberamente davanti ai giudici. Il prossimo passaggio è stato fissato tra una settimana e cioè alle 12.00 di giovedì 17 settembre. In quell’occasione, Alfieri potrebbe essere sentito, qualora dovesse essere ancora convinto in tal senso. All’uscita, i legali hanno parlato con la stampa presente ed hanno espresso come sempre serenità. Pare, inoltre, che il processo di primo grado vallese possa essere alle battute finali e che a breve possa anche arrivare una sentenza. Decisione dei giudici, nel caso si concretizzasse tale evenienza, che arriverebbe dunque a due anni dal primo arresto di franco Alfieri che venne condotto al carcere di Fuorni, ove è rimasto per poco meno di 30 giorni. Da allora, una lunga detenzione ai domiciliari fino ad arrivare ad oggi e all’obbligo di dimora in quel di Torchiara. Nel frattempo, per lui sono scattate altre misure cautelari per l’accusa di voto di scambio politico mafioso, processo che si sta invece tenendo a Salerno. Sulla sua testa, infine, pende anche una richiesta di rinvio a giudizio che si discuterà il 16 di novembre. Autunno molto caldo, dunque, per il già amministratore, settimane decisive per il suo futuro anche politico.

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Cibo & Dintorni, oggi finalmente si parte

Oggi finalmente si parte. Dopo un anno di lavoro, mesi di telefonate, incontri, progettazione e organizzazione e dieci giorni in cui operai e tecnici hanno lavorato senza sosta, Cibo & Dintorni torna a Salerno per la sua XV edizione. La sfida dell’organizzatore Antonio Lezzi è stata quella di portare una manifestazione fieristica di respiro nazionale e internazionale nel cuore di Piazza della Libertà, fronte mare, con il Crescent alle spalle e un panorama che si apre dalla Costiera Amalfitana fino alla Costiera Cilentana. Una scelta che racconta anche la filosofia di questa edizione: aprire Salerno al mondo e portare il mondo a Salerno. In piazza sono stati realizzati due grandi padiglioni fieristici, progettati per offrire tutti i servizi e i comfort di una manifestazione strutturata: circa 3.000 metri quadrati di superficie, oltre 100 aziende provenienti dalla Campania e da diverse regioni italiane, aree dedicate agli incontri professionali, seminari, show cooking, degustazioni e masterclass. E soprattutto una sala contrattazioni che rappresenta il cuore pulsante della manifestazione. Questa mattina, alle 9.30, prenderanno il via gli incontri B2B tra le aziende espositrici e più di 5O buyer internazionali, arrivati da diversi Paesi del mondo per conoscere le imprese, i prodotti e le eccellenze presenti a Cibo & Dintorni. È qui che la fiera guarda oltre i confini del territorio. L’obiettivo è concreto: creare relazioni commerciali, aprire nuovi mercati e offrire alle aziende la possibilità di far crescere il proprio business oltre il mercato di riferimento. Anche la sala dedicata alle contrattazioni è stata progettata per raccontare questa vocazione internazionale, con oltre 250 metri quadrati di tessuto utilizzati per il rivestimento delle pareti e un allestimento che richiama nei colori la terra, la natura e il Mediterraneo. Ma Cibo & Dintorni non è soltanto business. Da oggi, e per tre giornate, i due padiglioni ospiteranno un programma dedicato al pubblico e agli operatori, con incontri, presentazioni, degustazioni, masterclass e show cooking. Tra gli appuntamenti da non perdere nella prima giornata, la presentazione del libro dedicato a Mimì alla Ferrovia, con la partecipazione dell’attrice Marisa Laurito e del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. Alle 17.00, nella Sala del Gusto, spazio invece al vino con la masterclass dedicata al Franciacorta, un’occasione per conoscere e degustare alcune delle migliori espressioni di uno dei territori simbolo della spumantistica italiana. La fiera sarà aperta dalle 9.30 alle 19.00. E c’è un altro elemento che rende particolarmente significativa questa sfida: Cibo & Dintorni è una fiera pensata per essere vissuta in qualsiasi condizione climatica. I due padiglioni sono infatti dotati di aria climatizzata e progettati per garantire il regolare svolgimento della manifestazione anche in caso di caldo, freddo o pioggia. È una struttura fieristica vera e propria, nata in pochi giorni nel cuore di Salerno. Dietro quello che oggi vedranno visitatori, aziende e operatori ci sono dieci giorni di lavoro ininterrotto, persone che hanno montato, allestito, sistemato e lavorato fino all’ultimo momento per arrivare a questa mattina. Oggi quel lavoro smette di essere un cantiere e diventa Cibo & Dintorni. Una piazza trasformata in una fiera. Una fiera che guarda al territorio ma soprattutto oltre il territorio. Un progetto ambizioso che oggi, finalmente, apre le sue porte. Cibo & Dintorni 2026 è pronta. Vi aspettiamo in Piazza della Libertà, a Salerno.

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Forza Italia e la lezione campana: Tajani regge l’onda d’urto della minoranza

Era atteso manco fosse una finale dei Mondiali con l’Italia in campo (non so se rendiamo l’idea) il congresso regionale di Forza Italia in Campania. Uno degli alfieri di Antonio Tajani, l’eurodeputato Fulvio Martusciello, capodelegazione azzurro a Bruxelles e già leader del partito nella regione, era diventato il simbolo del “tajanismo” da rottamare, magari grazie anche all’intervento supremo di Marina Berlusconi. Fino all’ultimo istante i “ribelli” campani, ovvero i deputati Annarita Patriarca e Pino Bicchielli e il senatore Raffaele De Rosa e il consigliere regionale Livio Petitto (il senatore Franco Silvestro dopo un periodo di frizione con Martusciello si è riappacificato con il neosegretario regionale) hanno tentato di fermare il congresso attraverso una lunga serie di diffide, lettere, dichiarazioni, interviste. Invece, niente di niente: mercoledì l’assise si è celebrata, tra l’altro in pompa magna, e Martusciello è stato eletto leader regionale per acclamazione, essendo l’unico candidato.

La battaglia (persa) della minoranza interna

L’evento ha una portata che va oltre il dato, pur importante, locale: la terza regione d’Italia, storicamente cassaforte di consensi per i berlusconiani, ha visto infatti consumarsi il braccio di ferro tra i fedelissimi di Tajani e la minoranza interna, nella quale gioca come centravanti alla Ciro Immobile il lazialissimo vicepresidente della Camera Giorgio Mulè. «Io dico», aveva suggerito alcuni giorni fa Mulè al Foglio, «che alcuni congressi come quello in Campania, per altro convocato il 9 settembre nelle stesse ore in cui staremo votando in Senato la nuova legge elettorale, vadano rinviati. Rischia di essere un congresso dilaniante». Altro che dilaniante: il congresso è stato unitario, con i ribelli che non sono riusciti nemmeno a presentare una candidatura alternativa. L’ultimo tentativo di Patriarca, Bicchielli e De Rosa, che avevano chiesto al presidente del congresso, il governatore del Piemonte Alberto Cirio, di non celebrare l’assemblea, è stato inutile: lo stesso Cirio ha stabilito la validità dei lavori e tutto è filato liscio come l’olio. Ora i “ribelli” annunciano ricorso al Collegio nazionale dei probiviri, si vedrà.

Forza Italia e la lezione campana: Tajani regge l’onda d’urto della minoranza
Giorgio Mulè (Imagoeconomica).

FI non può permettersi di perdere chi porta voti

Cirio, è bene ricordarlo, è anche uno degli uomini più ascoltati da Marina Berlusconi. Cosa significa tutto ciò? Significa che la Famiglia con la F maiuscola non ha nessuna intenzione di impelagarsi in beghe locali. Il ruolo di Marina nel partito è quello di custode dei sacri valori di Silvio, non certo quello di agire da capocorrente (peraltro di minoranza, figuratevi!). Del resto, Forza Italia, visti i sondaggi, ha bisogno di attrarre e non certo di respingere chi dispone di un consenso elettorale, ed ecco perché la “battaglia” dei ribelli era persa in partenza. Raffaele De Rosa, eletto col M5s, è passato nel 2024 in Forza Italia; Pino Bicchielli, eletto con Noi Moderati, è approdato sulle sponde azzurre l’anno scorso. Entrambi non possono essere certamente considerati campioni di preferenze. Diverso il discorso di Annarita Patriarca: eletta con FI, lì è rimasta, ma solo formalmente: un anno fa ha fatto scalpore, dopo la rottura con Martusciello, la sua presenza alla presentazione della lista Cirielli, in corsa per le Regionali. Patriarca ha un bacino di consensi, ma è da tempo in contatto con Fratelli d’Italia: partecipa alle iniziative del partito di Giorgia Meloni e sta tentando, grazie ai buoni uffici di alcuni responsabili locali e nazionali di FdI, di approdare definitivamente all’ombra della Fiamma. Fulvio Martusciello, da parte sua, è in Forza Italia dal 1994, e da lì non si è mai mosso. Morale della favola: sfidare Tajani, almeno per il momento, significa suicidarsi politicamente. 

LEGGI ANCHE: Piantedosi candidato, il piano di Meloni per rianimare Fratelli d’Italia in Campania

Acqua in Campania, Forza Italia va all’attacco

La questione del Servizio Idrico Integrato in Campania si trasforma in un vero e proprio caso politico e amministrativo. A sollevarlo con forza in Consiglio Regionale è il gruppo di Forza Italia — guidato dal capogruppo Massimo Pelliccia — che ha portato in aula un’interrogazione (question time) incentrata sulle opacità, sui costi e sulle anomalie gestionali legate a GORI S.p.A. e alla perdurante gestione commissariale dell’ex ATO Sarnese Vesuviano Il cuore della protesta: il 51% di GORI spa di proprietà dei Comuni Nel mirino degli esponenti azzurri c’è un’anomalia patrimoniale che dura da oltre quindici anni: il 51% del capitale sociale di GORI S.p.A., di proprietà pubblica e appartenente ai Comuni dell’Ambito Sarnese Vesuviano, risulta ancora “congelato” in capo alla gestione commissariale liquidatoria, anziché essere trasferito ai legittimi enti locali proprietari. Una situazione che, di fatto, esautora i Comuni dal loro ruolo di soci e dall’indirizzo su un bene primario come l’acqua. A ciò si aggiunge il quadro allarmante evidenziato dalla Corte dei Conti su scala regionale — con ben 330 Comuni su 550 privi di un affidamento completo e situazioni limite come quella di Caserta — e un sistema tariffario che strangola le famiglie. Il paradosso dell’incompatibilità e la replica di Pelliccia Il terreno dello scontro si è fatto rovente sul fronte dei presunti conflitti d’interesse e della sovrapposizione di ruoli. Nel mirino c’è la figura del Dott. Giuseppe Parente, che opera contemporaneamente come Commissario Unico Liquidatore dei soppressi Enti d’Ambito (gestendo il pacchetto pubblico di GORI) e con incarichi di rilievo all’interno dell’Ente Idrico Campano (EIC) — l’organo deputato per legge al controllo su GORI —, avendo oltretutto nominato sub-commissario lo stesso Presidente dell’EIC, Luca Mascolo. Un corto circuito istituzionale che azzera il principio di separazione tra chi gestisce e chi controlla. Alle richieste di chiarimento del gruppo di Forza Italia, in aula ha risposto l’assessore regionale Pecoraro, sostenendo che dagli accertamenti effettuati non sussisterebbero profili d’illegalità circa la cumulabilità dei due incarichi, e precisando che commissario e sub-commissario si sarebbero astenuti dal firmare gli atti in cui si palesava l’incompatibilità. Una spiegazione che ha fatto saltare sulla sedia le opposizioni. Durissima la replica del capogruppo Massimo Pelliccia, che ha denunciato una beffa colossale ai danni dei cittadini: «Qui siamo di fronte a un paradosso inaccettabile: paghiamo fior di indennità a soggetti che cumulano gli incarichi ma che, per stessa ammissione della Giunta, non possono firmare gli atti a causa della palese incompatibilità. In pratica, si percepiscono stipendi e compensi per figure che di fatto non possono lavorare né compiere atti amministrativi. Uno spreco intollerabile e una presa in giro per i campani».Il salasso delle tariffe: «Nei comuni senza GORI si paga un terzo» La denuncia di Forza Italia non si ferma alle poltrone, ma scende sul carovita quotidiano delle famiglie. Durante il dibattito è stato infatti sottolineato un divario a dir poco scandaloso: in comuni limitrofi, caratterizzati da gestioni differenti delle risorse idriche, si registrano tariffe completamente sproporzionate, con canoni praticati da GORI che arrivano a essere il triplo rispetto a quelli applicati nei comuni in cui il gestore privato-pubblico non è presente: “le famiglie pagano l’acqua come se fosse champagne” Un quadro esplosivo che, tra tariffe esose, disservizi, ombre contabili e gestione commissariale a oltranza, spinge Forza Italia a pretendere risposte immediate e un cambio di rotta radicale dalla Regione Campania.

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Salerno, Question time in Consiglio comunale, è già scontro

di Erika Noschese

Inizia tra le polemiche l’avventura della commissione Statuto e Regolamenti, presieduta dal consigliere comunale Fabio Piccininno, eletto con la lista A Testa Alta. Nel corso della prima riunione, infatti, il presidente ha illustrato alcune modifiche che potrebbero essere introdotte nel regolamento per le adunanze consiliari, a partire dalle modalità di presentazione e discussione di interrogazioni e interpellanze. La proposta riguarda, in particolare, gli articoli dal 37 al 47 del regolamento, relativi a interrogazioni, interpellanze, mozioni e raccomandazioni. La principale novità sarebbe l’introduzione del cosiddetto «question time», uno spazio dedicato alle domande dei consiglieri al sindaco e agli assessori competenti. «La mia proposta, che sarà discussa anche martedì nelle prossime riunioni di commissione, è di modificare questi articoli con l’introduzione dell’istituto del question time, ovvero dare la possibilità a tutti i consiglieri di fare delle interrogazioni mensili al sindaco e all’assessore competente», ha spiegato Piccininno. In sostanza, interrogazioni e interpellanze non verrebbero più discusse direttamente durante le sedute ordinarie del consiglio comunale, ma troverebbero spazio in una seduta dedicata, della durata ipotizzata di circa un’ora, sul modello di quanto già avviene in altri organi istituzionali, a partire dal Consiglio regionale. Una modifica che ha già alimentato le prime contestazioni da parte dell’opposizione. Secondo Piccininno, però, l’obiettivo sarebbe esattamente opposto a quello denunciato da alcuni consiglieri: «A mio avviso questa modifica va ad aumentare la democrazia e a dare maggior peso al ruolo del consigliere comunale, perché oggi il consigliere, per fare un’interpellanza o una mozione, deve attendere la convocazione del consiglio». Il presidente pone inoltre l’accento sui costi delle sedute consiliari. «Invece di chiedere la convocazione del consiglio comunale, che tra l’altro comporta dei costi per la cittadinanza, perché i consiglieri prendono il gettone di presenza, ci sarà il question time che non prevede alcun gettone», ha aggiunto. Secondo la proposta, il question time dovrebbe essere discusso entro un mese dalla presentazione dell’interrogazione o dell’interpellanza, su proposta del presidente del Consiglio comunale. Una tempistica che, nelle intenzioni dei promotori della modifica, dovrebbe consentire ai consiglieri di ottenere risposte in tempi più rapidi senza dover attendere la convocazione di una seduta ordinaria. Ma proprio sulla modifica delle modalità di confronto in aula si è aperto il primo fronte polemico. «Una piccola parte dell’opposizione ha visto questa proposta come un tentativo di limitare le loro funzioni, gridando all’antidemocrazia, al tentativo di mettere il bavaglio, quando in realtà vogliamo solo aumentare le funzioni del consigliere comunale», ha affermato Piccininno, precisando però che si tratta ancora di una proposta suscettibile di modifiche e integrazioni nel corso dei lavori della commissione. Resta, inoltre, il nodo della trasparenza. Il question time, secondo quanto emerso, non dovrebbe essere trasmesso in diretta streaming. E, almeno per il momento, non sembra esserci un’apertura alla diretta delle sedute del consiglio comunale. Per quanto riguarda le commissioni, invece, i consiglieri continueranno ad avere la possibilità di partecipare ai lavori anche da remoto. La discussione è dunque soltanto all’inizio. Le modifiche dovranno essere approfondite dalla commissione Statuto e Regolamenti prima di arrivare all’esame dell’assemblea cittadina. La parola finale sull’approvazione del nuovo regolamento spetterà, come previsto, al consiglio comunale. Sarà quindi nelle prossime riunioni che si capirà se la proposta sul question time riuscirà a trovare una convergenza politica o se diventerà uno dei primi terreni di scontro tra maggioranza e opposizione. A contestare il regolamento il consigliere comunale nonché capogruppo di Forza Italia, Gabriele Casaburi.

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I tifosi a Pagano: Iervolino è una sciagura

Se l’obiettivo era quello di fare chiarezza possiamo dire che la missione è tristemente fallita. Perché le parole dell’amministratore delegato Umberto Pagano sono apparse contraddittorie, dall’inizio alla fine. Una sorta di lezione di matematica basata sui freddi numeri alla faccia di una piazza che sperava invece si parlasse di sentimenti, passione, entusiasmo, programmazione, rilancio, volontà di riportare la Salernitana dove fu presa nel dicembre del 2021 senza un euro di debito e con una miriade di promesse non mantenute. Storce il naso il popolo di fede granata quando Pagano dice pubblicamente che un proprietario disposto a tutto pur di liberarsi della Salernitana (“La cederebbe a un euro”, concetto già espresso a marzo) sia lo stesso che di tasca sua spende 11 milioni rinnovando il contratto a un ds che non segue le direttive (“Gli abbiamo chiesto di non smantellare la squadra ma di puntellarla con 3-4 tasselli”) salvo poi ritrovarsi a galleggiare in C senza dialogare con la tifoseria. Eppure, dietro le quinte, qualcuno tra gli esponenti dei club aveva chiesto a Pagano di indire la conferenza solo in presenza del “padrone”. Anche da remoto. E invece niente. Gli ultimi ricordi di Iervolino parlante risalgono alla lite con i giornalisti del luglio 2024 (la famosa “sindrome rancorosa del beneficato”) e al soliloquio sul sito ufficiale del febbraio 2025. La redazione di Cronache ha raccolto un po’ di opinioni, a partire dal presidente del club Mai Sola Antonio Carmando: “Parole, parole, parole. La società latita anche sotto il profilo comunicativo. Prima di una gara delicata una conferenza stampa è giustificata solo se ci sono annunci clamorosi. Invece abbiamo ascoltato stupidaggini ormai trite e ritrite che testimoniano confusione e assenza di programmazione. Pagano non ha fatto altro che elogiare Iervolino, come facevano prima di lui Milan, De Sanctis, Valentini e altri personaggi che si sono avvicendati. A noi non resta che sperare in un passaggio di consegne: l’era Iervolino ormai volge al termine, non c’è più credibilità”. Commenta anche il presidente del Salerno Club 2010 Salvatore Orilia: “Facile abbandonare la nave in C, chi ci tiene alla Salernitana la lascia dove l’ha presa. Eravamo in serie A, poi abbiamo vissuto la vergogna delle due retrocessioni consecutive. Siamo amareggiati, delusi e preoccupati. E anche la gestione Cosmi mi lascia assai perplesso”. Parola anche all’addetto stampa Andrea Criscuolo: “Povera Salernitana. Iervolino fa come quelle coppie che non si amano più, ma si trascinano in una convivenza forzata che non serve a nessuno. Come può una squadra preparare una partita delicata se il giorno prima si conferma che il proprietario non vede l’ora di andare via? Non è vero che è stata una conferenza inutile: finalmente abbiamo avuto la conferma che il patron non veda l’ora di liberarsi di una squadra che ha scelto lui nel 2021 facendoci promesse di ogni genere. Se poi ci dicono che questa è la rosa più forte del campionato allora le perplessità aumentano”. Abbiamo ascoltato anche il parere di Antonio Scafuro, tifosissimo granata che segue da Bordeaux le vicende di casa granata: “La conferenza delle contraddizioni. La nave affonda ma per loro va tutto bene. Mica ci ha messo la faccia il patron? Hanno aggiunto caos su caos, non hanno risposto alle domande e descrivono la rosa come la migliore senza spiegarci i motivi di una rivoluzione tecnica inspiegabile. Possiamo davvero credere che tutti o quasi abbiano chiesto di andare via? Per un’ora abbiamo ascoltato lezioni su bilanci e gestioni aziendali, ci dicono che non c’è nessun ridimensionamento però ritengono quasi finito il ciclo. Vendono o no? Vuole andare via però punta alla B? Siamo solidi, ma si cercano proprietari? Si rendessero conto che la gente è spaesata, ora la colpa è dei suggeritori seriali”. Antonio fa parte del gruppo social “Granata al Veleno” ideato da Vincenzo Milite, questo il suo pensiero: “La società non ha chiarito granché, tutto come da copione. Quanto detto è emblema di confusione, nulla di nuovo sotto il sole purtroppo. Iervolino vuole cedere? Gli ricordo che ha preso la Salernitana in serie A, se proprio un peso per lui ci riporti dove l’ha trovata. Negli spogliatoi non può che esserci un clima anarchico: alle spalle c’è una proprietà che vuole farsi da parte e dunque nessuno è in grado di dar loro una direzione corretta”. Ancora più drastico Massimiliano Catapano: “A questo punto dobbiamo prendere atto del fatto che l’obiettivo è la salvezza è che la priorità non è l’aspetto tecnico, ma quello societario. Secondo me ci hanno raccontato tante bugie. La squadra non è assolutamente competitiva per un torneo di vertice, quale squadra forte si presenta a un impegno ufficiale con tre centrocampisti? L’anello debole del gruppo è il tandem Faggiano-Cosmi. Un ds che crea tensioni e un allenatore con idee vecchie”. Delusione anche in provincia, lo testimonia Raffaela De Caro. Presidente onorario del club Costiera Amalfitana: “Vadano via, anche a costo di ripartire dalla D. Non ne possiamo più, ora abbiamo Pagano e la musica è sempre la stessa. Andiamo in ritiro con un gruppo e poi si inizia la stagione con un altro: a cosa è servito? Non ci spaventa un fallimento, tanto con questi signori non riusciremo a toglierci alcuna soddisfazione”. Aggiunge Maria Caporaso: “La musica non cambia. Siamo in un baratro profondo e in un tunnel buio senza luce e senza via d’uscita. Se per avere un nuovo acquirente ambizioso si deve ripartire dai dilettanti noi siamo pronti. Conta la maglia, non la categoria. La tifoseria ha dato ampie dimostrazioni d’amore e d’affetto, e come ci stanno ripagando?”. Maria Pia, altra esponente del club della Costiera Amalfitana, è laconica quanto amareggiata: “Davvero una scelta azzeccata fare una conferenza stampa a 24 ore da una partita molto delicata. Sono d’accordo con gli altri: siamo in un limbo, l’unica soluzione è partire da zero con un acquirente all’altezza della nostra passione”. “Una farsa continua, di anno in anno. Promesse, proclami, elenco delle spese fatte…e poi? Recitassero un mea culpa, facciano un passo indietro e si rendano conto che non sono in grado di gestire una squadra di calcio” dice Angelo Villani, Raffaele Leone si rammarica “perché il 31 dicembre 2021 il patron Iervolino professava amore e rispetto per Salerno. Poteva scrivere una storia bellissima, ha deciso di chiuderla senza lieto fine. Perché? Che cosa è successo? Quale motivazione grave può giustificare un ridimensionamento del genere?”. Parola anche a Maurizio De Santi del club Ippocampo: “A livello tecnico-manageriale è la società più scarsa della storia della Salernitana, dire pubblicamente che sono stati spesi tutti questi soldi è vergognoso perché ammettono implicitamente di non essere all’altezza. Investono decine di milioni e passiamo dalla A alla C?”. Pagano ha inoltre chiesto il contenuto dei comunicati emessi nelle ore precedenti dai gruppi organizzati. Quello più “morbido” faceva riferimento alle responsabilità presunte della politica, ma l’AD ha seccamente smentito ribadendo che nessun ostacolo è stato posto da De Luca alla crescita della Salernitana. Nemmeno in passato. All’esterno dell’Arechi, invece, la tifoseria organizzata ribadiva un concetto: “Iervolino è una sciagura”. E anche il gruppo Generazione Donato Vestuti ha deciso di appoggiare la protesta quasi unanime contro la proprietà “meno contestata della storia del calcio” ma che ieri ha commesso l’ennesimo autogol

Gaetano Ferraiuolo

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Jomi Salerno, al via la nuova stagione

SALERNO Si è tenuta presso l’Hotel Mediterranea, la con- ferenza stampa di presenta- zione della nuova stagione della Jomi Salerno. Nel corso dell’incontro il club ha pre- sentato il roster e lo staff che accompagneranno la squa- dra nella stagione 2026/2027, illustrando al tempo stesso ambizioni, obiettivi e proget- tualità che andranno ad af- fiancare l’attività sportiva. La nuova stagione di Serie A1 Femminile prenderà il via domani, con la Jomi Salerno impegnata tra le mura ami- che contro l’Ariosto Ferrara. Saranno ventisei le giornate complessive del campionato, tra girone di andata e ritorno, con l’ultima giornata della re- gular season in programma il 1° maggio 2027. Terminata la regular season, spazio ai pla- yoff scudetto, che vedranno protagoniste le prime quattro classificate del campionato. Le quattro squadre si conten- deranno il titolo attraverso semifinali e finali, entrambe articolate su un massimo di tre gare, fino alla proclama- zione della squadra cam- pione d’Italia. Non ci sarà però soltanto il campionato nel calendario della Jomi. Il 3 ottobre 2026 la squadra sarà impegnata in casa nel se- condo turno di EHF Euro- pean Cup contro la formazione slovacca dell’HC DAC Dunajska Streda, men- tre il 10 ottobre è in pro- gramma la gara di ritorno in Slovacchia. Altro appunta- mento di rilievo sarà la finale di Supercoppa, in pro- gramma il 22 dicembre, con la sfida contro Erice. Tra feb- braio e marzo, invece, sarà la volta delle Finals di Coppa Italia, in calendario dal 25 al 28 febbraio 2027. Accanto agli

impegni sul parquet, la so- cietà ha illustrato una serie di iniziative pensate per accom- pagnare la crescita della Jomi Salerno e rafforzare il legame con il territorio, con partico- lare attenzione ai giovani, alla formazione e alla partecipa- zione della comunità.

«Sono molto contento del la- voro che è stato fatto e di quanto è stato costruito fin qui. Da domani, con l’esordio contro l’Ariosto, l’attenzione si sposta sulla squadra e sul campo. Fino ad oggi abbiamo lavorato molto, anche sotto il profilo tecnico, e sulla carta abbiamo costruito una squa- dra competitiva. Da domani,, però, inizia il percorso vero, quello in cui ognuno di noi, con serietà, voglia e determi- nazione, deve dare il mas- simo: noi come società e organizzazione, e le ragazze in campo. Gli obiettivi sono quelli che ci poniamo ogni anno: fare il massimo e com-

piere un passo avanti rispetto alla stagione precedente, cer- cando sempre di migliorarci. Anche quando si fa bene, in- fatti, c’è sempre la possibilità di fare meglio. In Italia l’ambi- zione è quella di spingersi sempre fino in fondo e com- petere per tutti i titoli in palio. Questo deve essere lo spirito con cui affrontiamo ogni competizione, dal campio- nato alla Coppa Italia, fino alla Supercoppa. Una delle nostre priorità è andare avanti in Europa. Siamo stati sfortu- nati nel sorteggio, perché il nostro avversario non è cer- tamente semplice, ma af- fronteremo questa sfida con la massima determinazione. L’inizio della stagione ha sempre un fascino partico- lare proprio per le competi- zioni europee. Purtroppo spesso questi percorsi per le squadre italiane si interrom- pono troppo presto». Tra le principali attività c’è la Scuola

di Handball, vivaio salerni- tano che rappresenta uno dei punti centrali del progetto del club. I giovani del vivaio avranno l’opportunità di in- contrare oggi pomeriggio le campionesse della prima squadra, mentre per tutto il mese di settembre sarà attivo un open day dedicato a chi vorrà avvicinarsi alla palla- mano. Il percorso formativo comprenderà inoltre attività dedicate al rispetto e alla pre- venzione della violenza di ge- nere, all’educazione alimentare, all’autodifesa, alla lingua inglese e alla so- stenibilità ambientale. Prose- guirà anche l’attività di promozione della pallamano nelle scuole, con l’obiettivo di avvicinare sempre più ra- gazze e ragazzi a questa disci- plina e contribuire alla diffusione della cultura spor- tiva sul territorio. Una parti- colare attenzione sarà riservata anche al rapporto

tra la squadra e i suoi tifosi. Durante ogni partita il pub- blico presente avrà infatti la possibilità di votare l’MVP della gara, diventando così parte integrante dello spetta- colo e contribuendo diretta- mente alla scelta della migliore giocatrice dell’in- contro. L’appuntamento, dunque, è alla Palumbo: l’in- gresso alle partite è gratuito e tutti i tifosi sono invitati a vi- vere dal vivo le emozioni delle gare e a votare le protagoni- ste in campo. Il club darà inoltre un impulso al mer- chandising ufficiale, offrendo ai sostenitori la possibilità di acquistare prodotti e ricordi legati alla propria squadra del cuore e rafforzare ulterior- mente il senso di apparte- nenza alla Jomi Salerno.

Tra le iniziative rivolte alla co- munità sportiva salernitana torna infine anche il progetto dedicato agli ex atleti, con il ritorno in campo ogni mer- coledì alle ore 21. La parteci- pazione sarà gratuita, secondo le modalità indicate nella locandina pubblicata sui canali social del club. Un programma ampio, dunque, che va oltre il risultato spor- tivo e che punta a costruire attorno alla Jomi Salerno una comunità sempre più coin- volta, valorizzando il settore giovanile, il rapporto con le scuole, i tifosi e il territorio. La stagione 2026/2027 si pre- senta così come un nuovo ca- pitolo di un percorso di crescita che vedrà la Jomi Sa- lerno impegnata su più fronti, dentro e fuori dal campo, con l’obiettivo di con- tinuare a costruire il proprio futuro attraverso sport, for- mazione e partecipazione.

Il percorso proseguirà nel corso della stagione con nuove iniziative e appunta- menti che saranno comuni- cati e aggiornati dal club.

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Salerno, sbarcati 75 migranti

di Erika Noschese

La città di Salerno ha accolto, questa notte, il quarantaquattresimo sbarco di migranti. Alle 00.38 è attraccata al Molo Manfredi la Ocean Viking, nave Ong di Sos Méditerranée, con a bordo 75 migranti. La nave era attesa qualche ora più tardi, ma nel pomeriggio di ieri è stato possibile stabilire l’orario di arrivo, anche grazie alle condizioni meteo che hanno favorito lo sbarco in sicurezza. Ieri mattina, come di consueto, si è tenuto il vertice in Prefettura. I migranti sono giunti a bordo della Ocean Viking nel corso di tre distinte operazioni di soccorso. Inizialmente erano 78 le persone a bordo; ieri mattina, poi, tre persone sono state fatte sbarcare a Siracusa: una mamma con due bambini minori, uno di cinque mesi e uno di soli due giorni. I migranti provengono da Somalia, Eritrea, Sud Sudan, Siria e Iran. A bordo ci sono 33 minori stranieri non accompagnati. Come di consueto, la prima fase dello sbarco è avvenuta al porto; successivamente il trasferimento in via dei Carrari, dove si sono svolte le operazioni più articolate, che riguardano non soltanto le attività di fotosegnalamento e identificazione, demandate alla Questura e alle forze di polizia, ma anche un’attività e un processo di verifica accurata delle condizioni sanitarie. Grande attenzione è stata prestata anche alla verifica di eventuali condizioni di vulnerabilità, considerando che, da quanto emerso, le persone a bordo hanno attraversato il mare in condizioni precarie. Al momento delle operazioni di soccorso, infatti, diverse persone versavano in condizioni psicofisiche precarie. I minori stranieri non accompagnati saranno accolti tutti nell’ambito di progetti FAMI, quindi anche al di fuori della provincia di Salerno. Per gli altri migranti, invece, ci sarà un’operazione di riparto a livello regionale che interesserà le altre Prefetture e le altre Province della Campania. «Dal giugno scorso è entrato in vigore il Patto, il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. Lo dissi già in occasione dell’ultimo sbarco, che per noi fu un banco di prova perché, con sei persone, chiaramente abbiamo potuto esercitarci con le nuove procedure. In buona sostanza, vengono introdotti controlli molto più stringenti sia dal punto di vista dell’attività di identificazione, fotosegnalamento e consultazione delle banche dati, sia dal punto di vista dei controlli sanitari e dei controlli di vulnerabilità», ha dichiarato il prefetto Francesco Esposito a margine della riunione tenutasi ieri in Prefettura. «Tutto questo avverrà con il contributo di due istituzioni che, in particolare, svolgeranno un ruolo molto pregnante: la Croce Rossa, per i controlli sanitari, con un team nazionale che viene messo in moto dalla Prefettura, e, per quanto riguarda le vulnerabilità, l’Euaa, che è un ente europeo e che evidentemente gestisce questa procedura, prestando grande attenzione anche a quello che è il racconto, l’esperienza e la percezione che si ha durante il colloquio», ha aggiunto il prefetto, ricordando che sono presenti allo sbarco, come sempre, mediatori culturali e interpreti che tradurranno tutte le prescrizioni, nonché le tutele e le garanzie accordate ai migranti che sbarcano, in più lingue. «Questo chiaramente comporterà magari un impegno di tempo maggiore, ma una maggiore attenzione anche alle esigenze delle persone che sbarcano, anche perché, come dicevo prima, 33 sono minori stranieri non accompagnati, sui quali ovviamente bisognerà fare una verifica accurata delle loro condizioni e anche delle prospettive», ha concluso. Sul posto anche l’assessore alle Politiche Sociali Paola De Roberto, il consigliere Sarel Malan e la Protezione civile. È stata inoltre attivata dalla Sala Operativa Regionale la Pubblica Assistenza VOPI, presente con i propri volontari per prestare assistenza alle operazioni di accoglienza, in coordinamento con le autorità competenti e le altre organizzazioni coinvolte.

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Televisione: Spider-Noir si ferma alla prima stagione

Spider-Noir si ferma alla prima stagione

La serie Prime Video con Nicholas Cage nei panni del supereroe non è stata rinnovata

Quale miglior modo di festeggiare una vittoria che venendo cancellati dal palinsesto? È quello che è appena successo a Spider-Noir, serie che si è appena aggiudicata cinque vittorie agli Emmy Awards nelle categorie tecniche, ma su cui si è abbattuta la scure del mancato rinnovo proprio a causa del rapporto costi-prestazioni. Arrivata su Prime Video lo scorso maggio, la sperimentale serie supereroistica con protagonista Nicholas Cage funge da spin-off del film d'animazione del 2018 Spider-Man: Into the Spider-Verse, in cui compare per la prima volta sullo schermo... - Leggi l'articolo

 

SERIE TV - Televisione - 11 settembre 2026 - articolo di Angela Bernardoni

Editoria: La città e le stelle, nuova edizione economica per un classico

La città e le stelle, nuova edizione economica per un classico

Nuova edizione nei Miti Urania per uno dei grandi classici di Arthur C. Clarke, la storia della città di Diaspar governata da un computer.

Arthur C. Clarke, vendite alla mano, è e resta uno degli autori di fantascienza più popolari in Italia. Giusto quindi che Mondadori lo sfrutti più possibile per le sue edizioni economiche dedicate alla libreria, i Miti Urania. In uscita proprio in questi giorni è La città e le stelle (The City And the Stars, 1956), che è in effetti la riscrittura del primissimo romanzo di Clarke, intitolato Against the Fall of Night e scritto nel 1948. Il libro è disponibile anche in ebook. La quarta di copertina L'ultimo rifugio dell'umanità... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 11 settembre 2026 - articolo di S*

Accise, nuova proroga dello sconto sul diesel

Il Consiglio dei ministri, che si è riunito oggi a Palazzo Chigi, ha approvato il nuovo decreto legge contro il caro carburanti: prorogato di una settimana il taglio delle accise sul gasolio. Quello appena varato dal Cdm è il 15esimo decreto per tamponare l’impennata dei prezzi innescata dagli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. La nuova proroga dello sconto sul diesel (17,1 centesimi al litro) sarà dunque valida fino alla mezzanotte di giovedì 17 settembre.

Gruppo Sae e media vaticani insieme per raccontare Leone XIV

Il Gruppo Sae e i media vaticani (Vatican News, Radio Vaticana e L’Osservatore Romano) del dicastero per la Comunicazione della Santa sede hanno siglato un accordo editoriale grazie al quale video e notizie su Papa Leone XIV e il suo pontificato saranno divulgate, 24 ore al giorno, sul sito internet de La Stampa e degli altri quotidiani del Gruppo Sae. È la prima volta che un gruppo editoriale italiano sigla un simile accordo con la Santa sede. Da venerdì 11 settembre, il widget sul sito web della Stampa informerà a getto continuo sull’attività di Leone XIV e della Chiesa nel mondo. Una finestra multimediale che offre una copertura globale su quanto accade nei sacri palazzi e nell’intera cattolicità.

Le rivelazioni sul piano russo nell’Artico sventato dalla Nato

La scorsa primavera, nelle profondità delle acque artiche vicino alle Svalbard, la Nato ha intercettato sommergibili russi intenti a esercitarsi nell’impiego di un’arma segreta, progettata per mettere fuori uso cavi sottomarini strategici senza lasciare tracce. Lo scrive la Reuters, citando due funzionari occidentali.

Le rivelazioni sul piano russo nell’Artico sventato dalla Nato
Bandiera della Nato (Ansa).

L’esercitazione clandestina di Mosca, spiegano le fonti della Reuters, è stata condotta dal Gugi (acronimo di Glavnoye Upravleniye Glubokovodnykh Issledovaniy), ovvero la Direzione principale per le ricerche in profondità della Russia, dipartimento militare segreto che gestisce sottomarini per acque profonde, navi spia e mezzi subacquei autonomi per operazioni di spionaggio. L’operazione della Nato ha coinvolto Regno Unito, Norvegia e Stati Uniti: alle imbarcazioni russe è stato impedito di portare a termine l’esercitazione e, alla fine, hanno lasciato l’area.

Le rivelazioni sul piano russo nell’Artico sventato dalla Nato

L’intelligence occidentale teme che la Russia possa testare l’applicazione dell’articolo 5 del Trattato Nord Atlantico, che prevede la mutua difesa tra i membri, con operazioni di sabotaggio in Europa. E la distruzione dei cavi sottomarini, pur non rappresentando un raid militare, sarebbe comunque un attacco all’Occidente, in quanto renderebbe inutilizzabili infrastrutture fondamentali per la connettività Internet globale e le transazioni finanziarie. In questo caso, la Russia aveva messo nel mirino – probabilmente – i due cavi in fibra ottica, lunghi circa 1.400 chilometri e siti anche a 2.700 metri di profondità, che collegano l’arcipelago delle Svalbard alla Norvegia (di cui fanno parte). Attraverso questi cavi transitano enormi quantità di dati satellitari scaricati alla stazione terrestre satellitare SvalSat, la più grande al mondo nel suo genere e parte della rete spaziale Near Space Network della Nasa. Il Ministero della Difesa russo non ha risposto alla richiesta della Reuters di un commento sull’incidente.

Il vertice BRICS di Nuova Delhi e le sfide di Modi

Il centro politico del vertice BRICS del 12 e 13 settembre potrebbe trovarsi fuori dalla sala delle plenarie. Al Bharat Mandapam di Nuova Delhi, dove si tenne il G20 del 2023, Narendra Modi riunirà un gruppo ormai esteso a 11 membri e 10 Paesi partner. Ma la fotografia più attesa è quella del primo ministro indiano accanto a Xi Jinping. Il presidente cinese è atteso per la sua prima visita in India dal 2019, dopo anni di gelo e tensioni militari sul confine himalayano.

I temi in agenda

I bilaterali cominciano venerdì. Delhi ha predisposto circa 25 mila addetti alla sicurezza, sistemi anti-drone, 35 itinerari protetti e squadre negli 11 hotel delle delegazioni. Le plenarie si tengono sabato 12, la sessione con i partner esterni domenica 13 prima dell’approvazione e diffusione dei testi congiunti finali. La presidenza indiana ha scelto il tema “Building for Resilience, Innovation, Cooperation and Sustainability”. Non a caso l’agenda comprende catene di fornitura, commercio digitale, intelligenza artificiale, finanza per lo sviluppo, energia e riforma delle istituzioni multilaterali. Modi ci tiene molto: il vertice è stato preparato nel corso di 350 riunioni tenute in più di 25 città.

Il vertice BRICS di Nuova Delhi e le sfide di Modi
Narendra Modi (Ansa).

Il ruolo della Nuova Banca di Sviluppo

Il principale documento economico dovrebbe essere la Strategy for BRICS Economic Partnership 2030. I ministri hanno lavorato su catene del valore, credito commerciale per le piccole e medie imprese e servizi digitali. Le differenze su standard, controlli alle esportazioni e politiche industriali escludono un mercato comune, ma lasciano spazio a progetti pilota per ridurre i costi degli scambi. Sulla finanza tornerà la discussione sul dollaro. Una moneta BRICS non è all’ordine del giorno. Si lavora sull’uso delle valute nazionali, sui prestiti della Nuova Banca di Sviluppo del gruppo in moneta locale e su collegamenti selettivi fra pagamenti. Il programma di obbligazioni in rupie, fino a 250 miliardi in cinque anni, finanzierebbe infrastrutture riducendo parte del rischio di cambio.

Cina e India divise su pagamenti, dati e infrastrutture digitali

La diffidenza tra India e Cina attraversa anche questo dossier. Nuova Delhi ha congelato il progetto che avrebbe collegato UPI, la rete indiana dei pagamenti istantanei, ad Alipay+, la piattaforma internazionale controllata dal colosso cinese Ant Group. Il sistema avrebbe facilitato le transazioni dei viaggiatori indiani all’estero e, in prospettiva, dei turisti stranieri in India. Ma l’India vuole esportare il proprio modello di identità digitale e pagamenti istantanei, senza affidare a imprese cinesi i nodi sensibili. Il caso mostra quanto il riavvicinamento tra Pechino e Nuova Delhi resti selettivo: il dialogo politico riprende, ma pagamenti, dati e infrastrutture digitali continuano a essere trattati come questioni di sicurezza nazionale.

Il vertice BRICS di Nuova Delhi e le sfide di Modi
Xi Jinping (Ansa).

Le crisi geopolitiche: Iran, Gaza e Ucraina

Anche per questo, tra i BRICS non sarà semplice raggiungere un’intesa su una dichiarazione politica di ampio e concreto respiro. Lo scorso maggio, i ministri degli Esteri non riuscirono a concordare un comunicato unitario, soprattutto per le divisioni sulla guerra in Iran. A Nuova Delhi si sommeranno Ucraina e Gaza. Il testo dei leader dovrebbe limitarsi a richiami per il cessate il fuoco, diplomazia, sovranità e tutela dei civili, senza però indicare responsabilità condivise. Per Modi conta ottenere una firma comune. Una dichiarazione della sola presidenza certificherebbe che l’allargamento ha superato la capacità di consenso del gruppo.

Il rapporto con gli Usa

Cina e Russia vorrebbero accentuare il profilo anti-americano dei BRICS. L’India li considera uno strumento di riforma compatibile con la propria autonomia: coopera con Stati Uniti, Giappone e Australia nel Quad, tratta con l’Europa, compra energia e armamenti russi e riapre canali con Pechino. Le tariffe della seconda amministrazione Trump hanno reso questa postura più conveniente. Molte economie emergenti cercano nuovi mercati e finanziamenti mentre dazi, sanzioni e controlli tecnologici dividono le catene produttive. A ogni modo, va ricordato che i BRICS non sono un’alleanza. I recenti ingressi di Iran ed Emirati Arabi Uniti portano al tavolo le rivalità mediorientali. India e Cina continuano ad avere una disputa irrisolta sul confine conteso. E proprio la rivalità tra Delhi e Pechino ha sin qui rappresentato uno dei principali ostacoli allo sviluppo operativo dei BRICS.

Il vertice BRICS di Nuova Delhi e le sfide di Modi
Vladimir Putin e Narendra Modi (Ansa).

Il rilancio dei rapporti tra Pechino e Nuova Delhi non è scontato

Per questo, il previsto bilaterale Modi-Xi può pesare quasi quanto la plenaria. L’economia e la strategia spingono Cina e India a un disgelo. L’industria indiana dipende da componenti e macchinari cinesi, la Cina vuole evitare che l’India si saldi a un fronte statunitense. Modi e Xi potrebbero concordare più voli e visti, riaprire valichi, rafforzare i canali militari e fissare il prossimo round dei negoziati sulla gestione della frontiera contesa. Ma eventuali investimenti cinesi sarebbero vincolati alla produzione locale e nessuno si aspetta un accordo territoriale. Alla vigilia del summit, l’India ha peraltro raccomandato un’inchiesta sulle attività di Xiaomi e dato il via libera a una visita del dissidente cinese Wang Dan, che ha incontrato il Dalai Lama e il governo tibetano in esilio a Dharamsala. Un episodio che segnala che passare dalla convergenza tattica a un vero rilancio dei rapporti è tutt’altro che scontato.

Il vertice BRICS di Nuova Delhi e le sfide di Modi
Narendra Modi e Xi Jinping nel 2019 (foto Ansa).

I limiti dell’allargamento

L’allargamento dei BRICS incontra lo stesso limite. I nuovi ingressi hanno aumentato il peso demografico ed energetico del gruppo, ma anche il numero dei veti. Cina e Russia spingono per espandere, India e Brasile chiedono criteri e maggiore equilibrio regionale. La categoria dei partner offre un compromesso. A Delhi potrebbe essere chiarito il percorso verso l’adesione e potrebbero aggiungersi nuovi partner. Un’altra ondata di membri pieni è meno probabile. Il Pakistan troverebbe l’opposizione indiana. Il vertice sarà misurato sui testi e sugli allegati: una dichiarazione sottoscritta da tutti, una strategia economica con scadenze, prestiti della Nuova Banca di Sviluppo in valute locali, un eventuale comunicato Modi-Xi. I BRICS allargati pesano più del vecchio formato e garantiscono ai vari governi membri un capitale politico da utilizzare nei loro rapporti esterni, a partire da quelli con gli Stati Uniti di Donald Trump. Ma i BRICS allargati fanno anche più fatica a decidere. Nuova Delhi proverà a risolvere il problema, o quantomeno a farlo dimenticare a chi osserva i leader del mondo non occidentale riuniti in terra indiana.

La trasferta greca del cdr di Repubblica a caccia del piano strategico di Gedi

Ma sai che avere questo editore greco non è poi così male? Con la trasferta pagata in terra ellenica si guarda tutto da un’altra prospettiva. Chiedere alla rappresentanza sindacale dei giornalisti di Repubblica, pronta a volare ad Atene il 7 e l’8 ottobre ospitata da Theo Kyriakou. Motivo della missione del comitato di redazione? «Una visita alla sede centrale di Antenna e una serie di incontri con i nostri colleghi greci e con l’editore». Sullo sfondo, oltre al Partenone e all’Antica Agorà, per giustificare il viaggio è stato spiegato alla redazione che ci sarà «il nuovo piano strategico di Gedi, di cui potremmo avere qualche elemento, anche se per ora non conosciamo tempi e modi della sua pubblicazione. Vi terremo aggiornati». Tra un Pita Gyros e una Moussaka magari ci scappa qualche rivelazione sulla possibile virata televisiva del gruppo…

La trasferta greca del cdr di Repubblica a caccia del piano strategico di Gedi
La trasferta greca del cdr di Repubblica a caccia del piano strategico di Gedi
La trasferta greca del cdr di Repubblica a caccia del piano strategico di Gedi
La trasferta greca del cdr di Repubblica a caccia del piano strategico di Gedi

Intesa Sanpaolo, dall’assemblea via libera all’aumento per l’Opas su Mps

L’assemblea di Intesa Sanpaolo ha approvato, con 10.952.907.059 voti favorevoli, pari al 96,96025 per cento sulle azioni ordinarie rappresentate, la proposta di aumentare il capitale sociale, in una o più volte, con emissione di un numero massimo pari a 5,7 miliardi di azioni ordinarie – il cui prezzo di emissione sarà determinato in conformità alle previsioni di legge e alla delega conferita al cda – da liberare mediante conferimento in natura, in quanto a servizio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria avente ad oggetto la totalità delle azioni ordinarie di Mps.

Messina: «Integrazione con Mps accelerazione della nostra strategia di crescita»

«Ringrazio i nostri azionisti per il forte sostegno espresso oggi a favore della nostra proposta. L’approvazione dell’aumento di capitale rappresenta un passaggio fondamentale per realizzare l’operazione annunciata lo scorso giugno nei confronti del Monte dei Paschi di Siena e costruire un gruppo ancora più forte a beneficio di azionisti, clienti, famiglie, territori e dell’Italia nel suo insieme», ha commentato il ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina. E ancora: «Intesa Sanpaolo affronta questa operazione da una posizione di grande forza. Siamo tra le banche più profittevoli in Europa e abbiamo dimostrato nel tempo di saper raggiungere gli obiettivi annunciati, mantenere una patrimonializzazione elevata e distribuire valore agli azionisti in misura significativa. L’integrazione con Monte dei Paschi di Siena rappresenta per noi l’acceleratore di una strategia di crescita che sta già producendo risultati importanti».

La Bce alza i tassi di interesse di un quarto di punto

Come da previsioni, il consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha alzato i tassi d’interesse di un quarto di punto percentuale: quello sui depositi sale dal 2,25 al 2,5 per cento, quello sui rifinanziamenti principali dal 2,5 al 2,65 per cento, quello sui prestiti marginali dal 2,75 al 2,9 per cento. «Il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull’inflazione, che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell’obiettivo per un periodo prolungato. La decisione odierna sottolinea l’impegno del Consiglio direttivo di definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2 per cento a medio termine», spiega la Bce.

La Bce alza i tassi di interesse di un quarto di punto
Christine Lagarde (Imagoeconomica).

Confermata la stima di inflazione al 3 per cento per il 2026

«La crescita economica dovrebbe situarsi allo 0,9 per cento nel 2026, all’1,4 nel 2027 e all’1,5 nel 2028. La correzione al rialzo per il 2026 e il 2027 riflette principalmente una capacità di tenuta dell’economia dell’area dell’euro maggiore delle attese», si legge poi nel comunicato della Bce sulla decisione di politica monetaria. Francoforte, inoltre, ha confermato la stima di inflazione al 3 per cento per quest’anno, rivedendo però al rialzo quelle per il 2027 e 2028, rispettivamente al 2,5 e al 2,1 per cento. «Lo scenario rimane molto incerto con rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita. Con le decisioni di oggi rimaniamo ben posizionati per navigare le incertezze derivate dal conflitto in Medio Oriente», ha dichiarato in conferenza stampa Christine Lagarde, presidente della Bce.

Emma Bonino trasferita in struttura privata, come sta

Emma Bonino è uscita dalla terapia intensiva dell’ospedale Santo Spirito di Roma ed è stata trasferita in una struttura privata, sulla base di quanto concordato tra il suo medico curante Claudio Santini e i medici del Santo Spirito. La situazione resta delicata, secondo l’ultimo bollettino medico sulle condizioni della leader di +Europa. Intanto i familiari chiedono rispetto e massimo riserbo circa la struttura presso la quale è stata trasferita. Bonino, 78 anni, è arrivata nel pomeriggio del 7 settembre in al pronto soccorso dell’ospedale per problemi respiratori e in serata è stata trasferita in via precauzionale nel reparto di terapia intensiva. Nella sua storia clinica c’è anche un microcitoma polmonare diagnosticato nel 2015 e superato nel 2023.

Dite a Binaghi che il tennis senza Sinner ha perso audience e interesse

Il mondo del tennis italiano, da quasi tre anni, ha alzato la voce contro il calcio, brandendo il vessillo di Jannik Sinner, le sue vittorie, i suoi primati, le masse di tifosi che affollano le arene, i palazzetti e ingrossano le audience televisive. E non è un caso che, per esempio, in concomitanza con le prossime Atp Finals di Torino in novembre, il calendario della Serie A di calcio abbia spostato la partita in casa della Juventus a lunedì, per evitare sovrapposizioni con i match del torneo di tennis.

Le polemiche per le sovrapposizioni con il calcio

Tutto ciò è stato fatto ascoltando le lamentele del presidente della Federtennis e padel, Angelo Binaghi, che aveva parlato di un mondo del calcio quasi intenzionato a ostacolare la cavalcata in popolarità del tennis, sia piazzando la finale di Coppa Italia all’Olimpico di Roma, proprio di fianco al Foro Italico e in concomitanza delle partite di tennis, sia per gli incontri di Torino e Juventus durante le Atp finals sotto la Mole.

Dite a Binaghi che il tennis senza Sinner ha perso audience e interesse
Angelo Binaghi, presidente della Fitp (foto Ansa).

Binaghi ha spesso usato ironia e anche presunzione, quando si parlava di eventi sovrapposti, come il derby di Roma e le partite di tennis degli Internazionali: «Oggi, in Italia, dobbiamo spostarci noi o il calcio? Chiediamolo all’opinione pubblica. Noi ci siamo spostati per 25 anni». E poi ancora, la stilettata velenosa durante il Mondiale americano senza l’Italia: «A che ora gioca la Nazionale? Mi sono distratto con Wimbledon…».

Ok la cultura sportiva multidisciplinare, ma…

È obiettivamente giusto, per la Fitp, rivendicare più spazio, lungo un percorso che intende accrescere la cultura sportiva multidisciplinare in Italia, dove invece il calcio, per tradizione, la fa sempre da padrone. Ma è altrettanto doveroso ricordare al mondo del tennis che tutta la forza contrattuale del momento gli deriva esclusivamente dal fattore Sinner. Appena Jannik scompare, il mondo di racchette e palline, mediaticamente, evapora. Insieme ai tifosi.

Dite a Binaghi che il tennis senza Sinner ha perso audience e interesse
Il post su Instagram di Sinner, infortunato e costretto a saltare gli Us Open.

I dati di ascolto dell’ultimo Us Open di tennis, senza Sinner, sono lì a dimostrarlo: su Sky -46 per cento di audience media giornaliera nella prima settimana del torneo rispetto all’edizione 2025; su Supertennis, in chiaro, -58 per cento.

Gli altri tennisti non scaldano i cuori degli italiani

Purtroppo i vari Flavio Cobolli, Lorenzo Musetti, Luciano Darderi (quello che ha resistito di più agli Us Open, eliminato agli ottavi da Alexander Zverev), Matteo Berrettini o Jasmine Paolini non scaldano i cuori degli italiani, che si emozionano solo per chi vince, non per chi arriva in finale, o in semifinale, o comunque lotta alla pari con i più forti. Senza Sinner, che sperando di riprendersi dall’infortunio al ginocchio è andato a Monza a godersi il Gran Premio di F1 (e lì c’era il fenomeno tutto italiano Kimi Antonelli che sta spingendo gli ascolti tivù della F1 su Sky e Tv8 a vette che da tempo non si vedevano), lo spazio riservato al tennis sulla stampa, nei notiziari e nella cosiddetta talkability sui social è stato davvero minimo.

Dite a Binaghi che il tennis senza Sinner ha perso audience e interesse
Luciano Darderi, eliminato da Alexander Zverev agli ottavi degli Us Open (foto Ansa).

Nel frattempo, l’Italia sta sistemando lo scacchiere geografico dei tornei: dopo il torneo Atp 1000 di Roma, le Atp Finals di Torino e le Finali di Coppa Davis a Bologna, dal 2028 debutterà un torneo Atp 250 a Ca’ Tron di Roncade (Treviso): sarà in programma in giugno, subito dopo il Roland Garros, in preparazione a Wimbledon su campi in erba costruiti da privati con soldi privati sui terreni del campus di H-Farm (gruppo veneto specializzato in formazione, start-up, consulenze e sviluppo tecnologico), alle porte della laguna di Venezia.

Per il torneo a Ca’ Tron di Roncade versati 27 milioni di dollari

I diritti del torneo, si ricorderà, erano stati comprati dalla Fitp alcuni mesi fa, con il versamento ad Atp di 27 milioni di dollari per rilevare quelli che erano i diritti del torneo di Bruxelles. Insomma, è tutto quasi pronto, come conferma Gianni Milan, vicepresidente della Fitp. E il nuovo torneo italiano dovrà giostrarsi tra i due grandi Atp 500 al Queen’s di Londra o ad Halle (in Germania), facendo a spallate pure con gli altri tornei 250 su erba di Stoccarda, ’s-Hertogenbosch (Paesi Bassi), Maiorca (Spagna) ed Eastbourne (Inghilterra).

Sondaggi politici, la Supermedia: Vannacci aggancia Forza Italia

La prima Supermedia Agi/Youtrend dopo la pausa estiva, realizzata sulla base di otto sondaggi sulle intenzioni di voto condotti realizzati dal 26 agosto al 9 settembre luglio da cinque istituti, vede Futuro Nazionale appaiato a Forza Italia al 7,6 per cento e, dunque, ormai quarta forza politica del Paese.

Coalizioni: frenata del campo largo, pesa il calo dl M5s

Rispetto all’ultima Supermedia, risalente alla fine di luglio, si è leggermente allargata la forbice tra Fratelli d’Italia, che sale al 26,9 per cento (+0,2) e il Partito Democratico, che invece scende al 21 per cento (-0,2). Netto balzo indietro del Movimento 5 stelle, dato al 12,1 per cento (-0,9). Appaiati come detto FN e FI (-0,4): la crescita dei vannacciani è stata contenuta – mezzo punto in un mese e mezzo – rispetto a quanto visto in precedenza. Leggero calo per Alleanza Verdi e Sinistra al 6,3 per cento (-0,1), più netto quello della Lega al 5,6 per cento (-0,3). Segue al 3,7 per cento Azione, in decisa risalita (+0,6). Poi c’è Italia Viva al 2,4 per cento (+0,1). Stabili +Europa al 2,4 per cento e Noi Moderati all’1 per cento. Per quanto riguarda le coalizioni, decisa frenata del campo largo che paga soprattutto il calo di consensi del M5s: 43,2 per cento (-1,1). Resta comunque indietro di oltre due punti il centrodestra, dato al 41,1 per cento (-0,5).

Attentato a Ranucci, Lavitola resta in carcere

Resta in carcere Valter Lavitola, reo confesso di essere il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci avvenuto a ottobre dello scorso anno. Lo hanno deciso i giudici del Tribunale del Riesame di Roma, respingendo l’istanza dei difensori del faccendiere, che avevano chiesto per il loro assistito gli arresti domiciliari in una casa in Basilicata. Confermata per l’indagato l’aggravante del metodo mafioso. Per quanto riguarda le indagini, le analisi della Procura di Roma avrebbero evidenziato buchi temporali nelle comunicazioni tra Lavitola e Ranucci: il sospetto è che ci siano state cancellazioni nelle chat, sia nella fase precedente all’attentato che dopo.

Le ultime dichiarazioni di Lavitola

Nelle dichiarazioni spontanee rese lunedì 7 ottobre, nel corso dell’ultima udienza, Lavitola si è nuovamente assunto «tutte le responsabilità» come mandante dell’attentato all’ex conduttore di Report, spiegando: «C’era un grande rapporto di amicizia con Ranucci e speravo che questo rapporto potesse riabilitare anche la mia figura con un riscatto sociale per me». La bomba piazzata all’esterno dell’abitazione del giornalista, ha detto, è stata un’idea di Clesio Gomes Tavares, al quale aveva dato «un mandato in bianco, specificando che non doveva fare male a nessuno».

Maltempo, donna muore annegata in Friuli nell’auto intrappolata nel sottopasso

Il maltempo che si è abbattuto sul Nord e Centro Italia, che ha provocato gravi danni materiali e disagi alla circolazione, ha anche causato una vittima in Friuli-Venezia Giulia: a Latisana, in provincia di Udine, una donna è morta annegata nell’abitacolo della propria auto rimasta intrappolata in un sottopasso allagato. Un carabiniere, giunto sul posto dopo la chiamata al 112, si è lanciato in acqua ed è riuscito a estrarre la donna dall’abitacolo, ma questo non ha impedito il decesso. L’intera zona tra Latisana e Lignano ha subito pesanti disagi e allagamenti per l’ondata di maltempo abbattutasi tra la notte scorsa e stamattina. Come fa sapere Rfi, a causa di scariche atmosferiche e piogge torrenziali la circolazione ferroviaria è fortemente perturbata in varie zone della Regione.

Frana in Lombardia, evacuate 45 persone

Il maltempo ha fatto danni anche in Lombardia. in Valtellina il distacco della storica frana dello Scaiun sopra l’abitato di Cataeggio, nel territorio comunale di Val Masino (Sondrio), ha fatto finire a valle grandi quantità di materiali, detriti, pietrame, alberi spezzati, facendo scattare l’emergenza. Evacuate 45 persone e scuole chiuse. Notte di precipitazione intense anche nella Bergamasca, a Brescia (allagati gli Spedali Civili) e a Milano, dove il Lambro è esondato brevemente e poi rientrato dopo avere allagato via Rilke e via Camaldoli, protette però dalle paratoie mobili. Sempre a Milano la pioggia battente ha provocato il crollato del controsoffitto dell’aula bunker di piazza Filangieri, di fronte al carcere di San Vittore: saltato un’udienza del processo Hydra sulla ‘mafia a tre teste’ in Lombardia.

Allagamenti e danni in Veneto e Toscana

Allagamenti, alberi abbattuti e danni provocati dall’acqua in Veneto: le principali criticità si registrano tra San Donà di Piave, Eraclea, Caorle, San Giorgio di Livenza e San Michele al Tagliamento. Stessi disagi in Toscana, dove sono caduti 63 mila fulmini in 12 ore: le situazioni più critiche nel Fiorentino, in Versilia, nelle province di Massa-Carrara e Livorno. Disagi anche in Liguria e Piemonte.

Nasce Drita Capital Partners, search fund dedicato alla continuità aziendale delle pmi italiane

Nasce Drita Capital Partners, il primo search fund promosso da ex studenti di Polimi Graduate School of management con l’obiettivo di individuare, acquisire e gestire una pmi italiana ad alto potenziale. Drita Capital Partners è fondato da Yll Luma e Nazario Monzillo, professionisti con esperienza nei settori dell’investment banking, del corporate development e della finanza straordinaria. La partnership nasce dal loro lavoro al fianco degli imprenditori italiani. Nel corso delle rispettive carriere nel settore finanziario – Luma in Zurich Bank e Monzillo in Intermonte Sim – hanno supportato aziende familiari in operazioni di crescita, successione e cessione, osservando da vicino le sfide e le opportunità che caratterizzano queste trasformazioni.

Il progetto è sostenuto da un diversi investitori istituzionali italiani ed esteri

Il search fund promosso da Drita Capital Partners, ispirato al modello della Stanford Graduate School of Business, prevede una fase iniziale di scouting della durata di 24 mesi, sostenuta da un capitale di ricerca pari a 640 mila euro, raccolto da un gruppo selezionato di investitori professionali e privati. L’attività si concentra sull’identificazione di una società target con un fatturato compreso tra 5 e 40 milioni di euro e una preferenza per imprese B2B caratterizzate da ricavi ricorrenti, margini solidi e un’alta prospettiva di crescita. I settori di interesse includono segmenti ad alto potenziale in comparti significativi del tessuto imprenditoriale italiano, quali software e servizi Ict, healthcare e servizi medici, manifattura industriale e food & beverage B2B. Yll Luma e Nazario Monzillo assumeranno il ruolo di co-ceo nella società acquisita. Il progetto è sostenuto da un network selezionato di investitori istituzionali specializzati, italiani ed internazionali, tra cui Eureka! Venture, GDA Search, Evolutiq, Inseta Partners, Cabiedes, Pitlane Capital e Iberica Investments Partners, insieme a imprenditori di esperienza come Giovanni Affinita e Sascha Bovensmann.