Un affidamento diretto da 53.680 euro oltre Iva, della durata di quattro anni e prorogabile per altri quattro. È il contratto con cui Consap (Concessionaria servizi assicurativi pubblici), società totalmente partecipata dal ministero dell’Economia che agisce come “braccio operativo” dello Stato per gestire fondi di garanzia, servizi assicurativi pubblici e indennizzi a tutela dei cittadini, ha assegnato a Deal srl la gestione delle presenze dei dipendenti attraverso la piattaforma di Risorse umane “Wel-Don”. Il documento, datato 22 settembre 2025, è firmato per Consap da Leonardo Francesco Nucara, responsabile della Direzione stazione appaltante. Ed è proprio sul ruolo di Nucara che si concentrano le principali domande.
Leonardo Francesco Nucara.
Servizio prorogabile per altri 48 mesi, con spesa di 28.800 euro più Iva
L’importo comprende 9.880 euro per la licenza, 6 mila euro per la configurazione, 600 euro mensili per assistenza e manutenzione e fino a 9 mila euro per personalizzazioni e integrazioni. È prevista inoltre la possibilità di prorogare il servizio per ulteriori 48 mesi, con una spesa aggiuntiva di 28.800 euro oltre Iva.
La procedura viene ricondotta all’affidamento diretto previsto dal Codice dei contratti pubblici. Ma il rispetto formale della norma non elimina il problema dell’opportunità amministrativa. Perché Consap ha deciso di esternalizzare un’attività relativa alla gestione del personale? Quali esigenze non potevano essere soddisfatte dalle strutture interne? Sono stati richiesti altri preventivi? È stata verificata la convenienza economica della soluzione scelta?
Sono interrogativi ai quali la direzione guidata da Nucara dovrebbe rispondere con atti e dati, soprattutto considerando la durata potenziale del rapporto, che potrebbe arrivare a otto anni.
Consap si avvale già dello Studio Donati per paghe e adempimenti fiscali
Deal srl è la società tecnologica collegata allo Studio Donati: ha sviluppato materialmente e gestisce a livello tecnico la piattaforma Wel-Don. Non è un caso: Consap si avvale già dello Studio Donati, riferibile a Corinna Donati, per attività relative alle paghe e agli adempimenti fiscali.
Il punto comunque resta politico e amministrativo: chi gestisce una società pubblica deve rendere comprensibili le proprie decisioni, soprattutto quando ricorre ad affidamenti esterni.
Non c’è chiarezza sulla valutazione della congruità economica
Nucara, in qualità di responsabile della Stazione appaltante e firmatario del contratto, dovrebbe quindi fare chiarezza sugli eventuali preventivi acquisiti, sulla motivazione dell’affidamento e sulla valutazione di congruità economica. Finché questi nodi non verranno sciolti, resterà il dubbio di una gestione poco trasparente, nella quale incarichi esterni, competenze interne e rapporti professionali sembrano sovrapporsi senza una spiegazione pubblica adeguata.
Si è chiuso a Milano il primo processo derivato da uno dei filoni di una maxi inchiesta sugli insulti social a Liliana Segre: il procedimento vedeva imputate otto persone in totale, accusa di diffamazione aggravata dall’odio razziale alla senatrice sopravvissuta alla Shoah. Un imputato, l’unico che aveva scelto il rito abbreviato, è stato condannato a 4 mesi con pena sospesa e a un risarcimento di 1.500 euro. Per un secondo imputato, invece, sono stati disposti 12 mesi di lavori di pubblica utilità alla Caritas, il versamento di 300 euro alla Fondazione Memoriale della Shoah e un percorso psicologico. Nelle scorse udienze alcuni imputati si erano scusati con delle lettere e avevano fatto pervenire risarcimenti, versati sempre al Memoriale della Shoah, con somme dai 500 fino ai 2 mila euro. Passaggi che avevano portato alla remissione delle querele da parte di Segre. Altri, invece, tra cui l’imputato in udienza oggi, sono stati ammessi all’istituto della messa alla prova: per l’unico che aveva scelto di essere giudicato con rito abbreviato è arrivata appunto la condanna.
A margine della presentazione dei palinsesti Mediaset, l’amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi ha parlato anche di due protagonisti della politica italiana, seppur con ruoli decisamente diversi: Giorgia Meloni e Roberto Vannacci. «Non è il mio mestiere, c’è un primo ministro che io penso faccia un grande lavoro», ha detto Berlusconi interpellato su eventuali consigli da dare alla premier e, dunque, anche sull’opportunità di includere Futuro Nazionale all’interno della coalizione di centrodestra.
Roberto Vannacci (Ansa).
Forza Italia non chiude la porta a Vannacci
Senza sbattere la porta in faccia a Vannacci, Berlusconi ha definito l’ex generale «un bravo comunicatore» e, sottolineando che «l’Italia non è nuova a fenomeni che crescono dal nulla», ha aggiunto: «La propaganda è propaganda e Vannacci lo sa molto bene. Aspettiamo di vedere il programma e vedremo se è coerente con quello del centrodestra». Una posizione più conciliante rispetto a quella della sorella Marina, che ritiene troppo estremiste le prese di posizione del fondatore di Futuro Nazionale e per questo incompatibili con la linea di Forza Italia, che peraltro ha visto l’addio di alcuni esponenti passati proprio dalla parte dell’ex generale. Vannacci, peraltro, è tornato a criticare i partiti «eterodiretti e guidati dal denaro», ponendo interrogativi sul ruolo politico ufficiale di Marina Berlusconi. Da parte sua, Pier Silvio ha assicurato che Forza Italia «farà le sue scelte in piena autonomia».
Giorgia Meloni (Ansa).
La solidarietà a Meloni per gli attacchi di Trump
Parlando di Meloni, l’amministratore delegato di Mediaset si è detto «profondamente infastidito» e «offeso da italiano» dai recenti attacchi del presidente americano Donald Trump nei confronti della premier: «La stimo, penso che, vista situazione e il personaggio con cui abbiamo a che fare, meglio di così sarebbe difficile fare: trovare un equilibrio tra una posizione giusta con gli Stati Uniti e non mollare il punto sulle posizioni europee».
Un consigliere della Camera di Commercio Italiana in Cina, A.P, sarebbe finito nei guai a Guangzhou con l’accusa di uso e spaccio di stupefacenti. Con lui sarebbero stati fermati altri italiani e stranieri residenti nella Repubblica Popolare. Dopo alcune settimane di fermo, con l’intervento del consolato italiano a Canton, Petrini sarebbe stato rilasciato, in attesa del processo formale che ci sarà nei prossimi mesi.
È iniziata l’analisi di quanto sequestrato al faccendiere Valter Lavitola, ritenuto il mandante dell’attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci, che continua a difenderlo: gli inquirenti hanno acquisito in particolare sette manoscritti, appunti di Lavitola, tre telefonini e due pen drive che erano nella disponibilità dell’imprenditore. A Lavitola vengono contestati i reati di strage e associazione mafiosa. Le prove a supporto al momento sono al vaglio e non sono state chieste misure cautelari.
Valter Lavitola (Ansa).
Lavitola ha respinto l’accusa di essere il mandante
Davanti ai pm che lo hanno convocato per l’interrogatorio, Lavitola si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma ha reso dichiarazioni spontanee, respingendo le accuse e sostenendo di non avere idea di quale possa essere stato il movente. Per quanto riguarda la sua presenza sul luogo dell’attentato dinamitardo un mese prima dei fatti, Lavitola ha spiegato che andava spesso a trovare Ranucci, in virtù del rapporto di amicizia col conduttore di Report. «Ci vediamo quasi tutti giorni, le nostre famiglie si frequentano, andiamo a cena spesso. È un’amicizia così stretta che è incompatibile con qualsiasi tipo di movente»: sarebbero state queste le sue parole.
Sigfrido Ranucci (Imagoeconomica).
Ranucci ha rivendicato l’amicizia con Lavitola
«Non mi pento del rapporto di amicizia con Lavitola. Mi sembra che nel Parlamento ci sono tanti iscritti alla massoneria». È quanto detto da Ranucci a Esperia, facendo una distinzione tra rapporto personale e collaborazione professionale. Interpellato sull’attendibilità giornalistica di Lavitola, Ranucci lo ha poi definito «un po’ una scatola nera del Paese», ribadendo insomma che, nel corso degli anni, il faccendiere è diventato un’importante fonte. Dopo aver saputo dell’indagine su Lavitola, Ranucci aveva detto pubblicamente di considerarlo «un amico vero» e che «non avrebbe mai voluto fare del male» a lui e alla sua famiglia. Il giornalista ha inoltre spiegato di aver conosciuto Lavitola nel 2019, dopo alcune inchieste fatte da Report sul suo conto e di frequentare spesso il ristorante romano “Cefalù Bistrò di Pesce”, di sua proprietà. Per ora non è prevista una nuova convocazione in procura per essere ascoltato come testimone. L’ipotesi di Ranucci è che l’attentato sia stato organizzato da qualcuno che voleva impedire che a Report arrivassero delle informazioni.
Valter Lavitola lascia la procura di Roma da un’uscita secondaria (Ansa).
Il ruolo del factotum camerunense di Lavitola
Assieme a Lavitola è indagato anche Clesio Tavares Gomes, cittadino camerunense da anni dipendente del ristorante del faccendiere e suo «factotum», accusato di essere l’intermediario che ha reclutato il commando contro Ranucci. I cinque presunti esecutori materiali dell’attentato del 16 ottobre 2025 (Pellegrino D’Avino, Antonio Passariello, Saverio Mutone, Luca Amato, Marika De Filippis) sono stati tutti arrestati. Subito dopo l’attentato, Tavares Gomes è tornato in Camerun, dove si trova tuttora. «Sta spesso lì e ciò è riscontrabile dal suo passaporto. Ora si trova nel suo Paese di origine per un affare sul carbon credit», avrebbe spiegato Lavitola.
Restano tanti dubbi e manca il movente
Nel frattempo restano tanti i dubbi attorno all’attentato. Lavitola è sospettato di essere il mandante e a corroborare tale ipotesi ci sono delle intercettazioni di telefonate con Tavares Gomes. Tuttavia il faccendiere è effettivamente amico di Ranucci e progettava di farlo entrare in politica, addirittura – ha ricostruito Repubblica – nelle vesti di capo di un’eventuale coalizione del campo largo. Insomma, manca il movente. «E quando tu sarai presidente del Consiglio, io sarò il tuo Gianni Letta», avrebbe detto Lavitola a Ranucci durante una cena, accostandosi a uno dei più fidati consiglieri politici di Silvio Berlusconi. Questa parte della storia è stata confermata dal faccendiere a La Verità. Parlando col Corriere della Sera, Ranucci ha detto di essere a conoscenza del progetto, smentendo però la volontà di candidarsi.
“Quando la qualità si costruisce con la formazione. Nella giornata di mercoledì 8 luglio, il Caf Labor, in collaborazione con Confeuro – Confederazione degli Agricoltori Europei, ha organizzato un corso di formazione dedicato ai dipendenti del Comune di Pescara, approfondendo il tema dell’Isee: dalla normativa alle modalità di calcolo, dalle finalità dello strumento agli aspetti pratici che ogni operatore deve conoscere per offrire un servizio sempre più efficiente ai cittadini. “Essere scelti da una delle principali amministrazioni comunali italiane per un’attività di così alto valore formativo – spiegano da Caf Labor – rappresenta per noi motivo di grande orgoglio e una conferma dell’impegno che ogni giorno mettiamo nella qualità dei nostri servizi. Vogliamo rivolgere un sentito ringraziamento al Comune di Pescara per la fiducia accordataci, a Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei per la preziosa collaborazione e a tutti i partecipanti per l’attenzione e l’interesse dimostrati”. Da Caf Labor infine sottolineano: “La qualità viene prima di tutto: investire nella formazione significa migliorare le competenze, rafforzare i servizi e offrire ai cittadini un’assistenza sempre più qualificata. Questo importante appuntamento rappresenta un’ulteriore attestazione del valore del lavoro che svolgiamo ogni giorno e che continueremo a portare avanti su tutto il territorio italiano”.
“I giovani di oggi vivono un paradosso: hanno accesso a più informazioni, possibilità e libertà rispetto alle generazioni precedenti, ma allo stesso tempo affrontano un futuro percepito come incerto e instabile. Tra precarietà lavorativa, crisi economiche ricorrenti e cambiamenti sociali rapidissimi, il rapporto dei giovani con il domani è diventato un tema centrale del dibattito pubblico. Per molti under 35, purtroppo, la precarietà non è più una fase temporanea, ma una condizione strutturale. Contratti brevi, stipendi bassi, difficoltà ad accedere alla casa e a costruire un progetto di vita stabile: tutto questo alimenta un senso di sospensione continua. E questa instabilità ha conseguenze profonde, emotive ed economiche: ritardo nella formazione di famiglie, rinuncia a sogni e percorsi personali, aumento di ansia e stress; e fuga di talenti verso l’estero. C’è anche un rovescio della medaglia chiaramente, poiché questa generazione possiede risorse uniche: competenze digitali avanzate, apertura mentale e culturale, sensibilità verso temi sociali e ambientali, e capacità di reinventarsi. Insomma, nuove professioni, nuove forme di lavoro e nuove comunità stanno emergendo proprio grazie ai giovani. Alla luce di tutto questo, che compito ha la società di oggi? Partendo dal presupposto che i giovani non sono “fragili”, ma sono una generazione che affronta sfide inedite con strumenti nuovi, per costruire un futuro più solido, serve riconoscere le loro difficoltà, valorizzare le loro competenze e creare un sistema che non li lasci soli. Il futuro non è scritto: i giovani possono ancora riscriverlo, se messi nelle condizioni di farlo”.
Lo dichiara Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca.
Mario Orfeo ha lasciato la direzione di Repubblica. Classe 1966, era arrivato al timone del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari nel 2024 dopo aver diretto il Mattino e dopo una carriera in Rai. Nel suo futuro c’è la direzione editoriale di Qn, gruppo appena rilevato da Leonardo Maria Del Vecchio.
Con queste temperature canicolari, ci vuole un po’ di Frescot. Cioè Villa Frescot, la storica casa della famiglia Agnelli sulle colline torinesi, dove l’Avvocato Gianni è morto nel 2003. La novità è che la vendita della dimora ottocentesca è stata affidata alla società immobiliare di lusso Sotheby’s, perché fin qui, nei quasi tre anni in cui è rimasta sul mercato, di offerte concrete ne sono arrivate pochine, e di sicuro lontane da quanto richiesto: si era parlato inizialmente di 10 milioni, poi a quanto pare scesi a 6. Tra gli interessati si vociferava ci fosse Tamīm bin Ḥamad Al Thani, emiro del Qatar a capo del consiglio di amministrazione di Qatar Investment Authority, fondo da 600 miliardi di dollari. Ma non se n’è fatto niente. L’abitazione è composta in tutto da tre edifici distinti, per un totale di oltre 1.000 metri quadri di spazio abitabile, con 29 camere, 15 bagni e trattativa rigorosamente riservata. Margherita Agnelli, figlia di Gianni, ha deciso di liquidare l’immobile sul quale non ci sono rischi giudiziari, dato che non fa parte della guerra ereditaria con John, Lapo e Ginevra Elkann. Sotto il video promozionale su Instagram ha commentato anche l’ex giocatore e bandiera della Juventus Claudio Marchisio, scrivendo «stupenda». Anche se chi era davvero interessato era stato invitato dalla pagina social di Sotheby’s a scrivere «Frescot» per avere maggiori dettagli…
Dicevano che Michele Mari, dopo la disavventura sul pulmino insieme ai colleghi finalisti del premio Strega 2026, avrebbe avuto poche possibilità di vittoria. E invece niente da fare, nonostante le reprimende di Teresa Ciabatti & co. per le parole dette dallo scrittore su Michela Murgia: alla fine Mari, in giacca e cravatta, ha conquistato l’ambito riconoscimento, sulla piazza del Campidoglio. I convitati di pietra piace, anche se lo stesso autore lo ha definito «cinico» e «sadico». Un libro scritto in un mese, che non è certo un record ma indica la volontà di mettere nero su bianco, rapidamente, una storia. Lui stesso ama di più un altro suo titolo, Leggenda privata, ma la spiegazione che fornisce appare convincente: «Tutti i libri di uno scrittore sono come i figli, pezzi di cuore, di anima. Certo mi fa un po’ impressione che questo titolo in particolare verrà associato a questa vittoria a discapito di altri. Il mio compito sarà consolare un po’ i figli minori perché si sentano tutti figli dello stesso padre». Conduzione televisiva affidata a Pino Strabioli, che se la cava sempre meglio di Gigi Marzullo. Nessuna traccia di Geppi Cucciari (Sangiuliano, remember?), il ministro della Cultura Alessandro Giuli c’era, la serata è filata liscia come l’olio. Bollente. Immancabile la presenza dell’eterna Dacia Maraini. Nessuna nostalgia del Ninfeo di Villa Giulia, la piazza del Campidoglio va bene per lo Strega.
Lo scrittore Michele Mari vincitore della 80esima edizione del Premio Strega (foto Ansa).
Meglio lasciare perdere i treni, Salvini punta sugli aerei
È stata una giornata dedicata agli aerei, quella di mercoledì 8 luglio, anche perché ai treni è meglio non avvicinarsi per tutta la settimana, con i problemi che ci sono tra Milano e Roma per colpa dei lavori a Firenze: così Matteo Salvini, in qualità di ministro per i Trasporti e le Infrastrutture, ha inaugurato il nuovo terminal all’aeroporto della Capitale. Oltre al leghista c’erano il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e l’assessore ai Trasporti del Campidoglio Eugenio Patanè, «quello delle piste ciclabili». La struttura punta a servire con elicotteri e piccoli velivoli il collegamento con l’aeroporto di Fiumicino, e poi Pescara, Fano, Elba e Tortolì Arbatax. Non manca il servizio di caffetteria e ristorazione curato dall’Antico Forno Panella. Per il presidente di Enac Pierluigi Di Palma «si corona un sogno, con questo terminal ci avviamo verso un futuro di collegamenti aria-aria, anche attraverso i droni».
Cosa regala Erdogan? Pistole e pallottole
Pistole personalizzate con l’incisione del nome di ciascun destinatario e corredate di munizioni: questo è il regalo che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha voluto donare ai leader della Nato alla fine del vertice di Ankara. Era una riunione di guerrafondai, in fondo: la notizia è stata data da Keir Starmer, primo ministro britannico in carica ancora per qualche giorno prima che a Downing Street gli subentri Andy Burnham, già sindaco di Manchester. Mentre monta la curiosità di vedere dal vivo il revolver con la scritta “Giorgia Meloni”, un oggetto magari da porre sul tavolo di Palazzo Chigi durante gli incontri con gli alleati di governo, sul modello di certe assemblee di condominio (si scherza), il laburista comunque ha sottolineato di aver lasciato l’arma in Turchia, perché introdurla nel Regno Unito sarebbe stato illegale. Anche se nella tradizione turca porta sfortuna non accettare un presente, specie se viene consegnato dal leader della nazione: ma tanto Starmer il suo posto lo ha già perso, quindi peggio di così…
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan (foto Ansa).
Potere al popolo trionferà
A Napoli quelli di Potere al popolo si sono fatti sentire, durante l’incontro con il campo largo. Gli attivisti hanno movimentato non poco la kermesse, e alla fine è stato Angelo Bonelli, portavoce di Avs, uno di sinistra ma che è anche figlio di un carabiniere, a rispondere ai manifestanti dicendo che si trattava di una «provocazione inaccettabile», e beccandosi risposte impubblicabili. Chi invece ha mostrato un volto dialogante è stato il pentastellato Giuseppe Conte: «Venite a parlare con noi dall’altro lato», ha detto, sottolineando la disponibilità a un confronto diretto, senza dimenticare di affermare che «la differenza è che noi non vi toglieremo mai la vostra bandiera come voi avete fatto con il Movimento 5 stelle». Frase ad effetto: uno a uno, palla al centro. Dieci minuti di alta tensione, quelli vissuti a Napoli, che comunque verranno ricordati. Tanto che addirittura la premier Giorgia Meloni ha espresso la sua solidarietà (pelosa?) ai leader del centrosinistra contestati…
Caos totale alla manifestazione del #CampoLargo a Napoli. Le bandiere di PaP irrompono in piazza. Giuseppe Conte sale sul palco e affronta i contestatori che urlano: “Vergogna, fuori, fuori”.@PolitikosItpic.twitter.com/UJRHDudJuE
Da tempo si sa che gli Aponte, quelli di MSC crociere, non sarebbero particolarmente soddisfatti del direttore del Secolo XIX, quotidiano di cui hanno rilevato la proprietà da Gedi nel 2024. Il motivo sarebbe sempre lo stesso: Michele Brambilla, per altro scelto da loro, è poco incline ad accompagnare i desiderata dell’establishment cittadino, in particolare del presidente della Regione Marco Bucci, con cui si è spesso scontrato lamentandone l’invadenza. Così, con la pazienza degli armatori abituati a scegliere i comandanti delle loro navi, avrebbero aperto il casting per il nuovo direttore.
Gianluigi Aponte (Imagoeconomica).
Tra i nomi sondati c’è anche quello di Malaguti
Tra i nomi sondati c’è stato anche quello di Andrea Malaguti, appena uscito dalla direzione della Stampa in coincidenza del suo passaggio alla Sae di Alberto Leonardis. Un incontro c’è stato, ma per il momento senza seguito. Malaguti, dopo la direzione, è diventato editorialista del quotidiano torinese. La cosa curiosa, semmai, è un’altra. Se davvero il problema di Brambilla è quello di avere la schiena troppo dritta, quale ragionamento porta a pensare che Malaguti possa essere più disponibile a piegarla? Perché, con tutti i difetti che si possono attribuire ai due, ce n’è uno che difficilmente si può contestare loro: non hanno mai costruito la loro carriera inginocchiandosi davanti agli editori o ai potenti di turno. Forse il vero casting non è quello del nuovo direttore. È quello dell’editore ideale: uno che cerca un giornalista indipendente e poi non si stupisce se si comporta da giornalista come tale.
Torna l’appuntamento For Severi, la riunione annuale degli ex studenti del Liceo Severi di Salerno. L’edizione 2026 assume un valore speciale: non solo una festa, ma un gesto collettivo di vicinanza, forza e memoria, nato dal desiderio di Maurizio Napoli, che due anni fa, insieme ad altri ex studenti, ha dato vita all’iniziativa e che oggi, a causa di una grave malattia, probabilmente non potrà essere presente.
Per realizzare il sogno di Maurizio – rinnovare la riunione della sua “famiglia scolastica” – è stata coinvolta anche l’associazione “Lo Sportello dei Sogni, che nelle scorse settimane ha organizzato una serenata sotto casa di Maurizio, portando un segno concreto di affetto. L’associazione sarà presente anche l’11 luglio, al Dolce Vita, accompagnando la comunità del Severi in una serata che nasce dal suo desiderio e che oggi diventa un gesto condiviso.
Grazie al sostegno degli sponsor e alla partecipazione degli ex studenti, il ricavato dei biglietti sarà destinato allo Sportello dei Sogni, che lo utilizzerà per realizzare il desiderio di un altro paziente oncologico. Il sogno di Maurizio diventerà così la base per dare vita a un nuovo sogno, creando una continuità di solidarietà che va oltre l’evento. La serata sarà animata da una esibizione live degli studenti ex Severi, alcuni dei quali hanno scelto di condividere il palco con i propri figli – oggi studenti del Severi – in un passaggio di testimone che unisce generazioni attraverso musica e appartenenza.
È prevista inoltre una performance dell’attrice Beatrice Fazi, anche lei ex studentessa del Severi, che porterà sul palco un contributo artistico e personale alla serata.
For Severi – Non si molla è un invito a esserci, a sostenere, a partecipare.
L’ultima Supermedia Agi/Youtrend sulle intenzioni di voto, realizzata sulla base di 11 sondaggi condotti dal 25 giugno all’8 luglio da sette istituti, conferma il sorpasso di Futuro Nazionale sulla Lega. Il partito di Roberto Vannacci è dato al 6,2 per cento, in crescita dello 0,9 per cento nelle ultime due settimane, mentre il centrodestra nel complesso arretra esattamente della stessa misura. Stabili i partiti di opposizione, a +2,4 per cento sul centrodestra.
Roberto Vannacci (Ansa).
La Lega continua ad arretrare
Fratelli d’Italia è ancora saldamente la prima formazione politica del Paese col 27,7 per cento (-0,1), seguito dal Partito democratico al 21,5 per cento (+0,1). Il Movimento 5 stelle sale al 13 per cento (+0,2). In leggera flessione invece Forza Italia al 7,8 per cento (-0,2). Segue Alleanza Verdi e Sinistra, data al 6,5 per cento (-0,1). Detto dei vannacciani, continua ad arretrare la Lega, ora al 5,8 per cento (-0,4). Azione scende al 3 per cento (-0,2). Stabile Italia Viva al 2,3 per cento. Poi +Europa all’1,3 per cento e Noi Moderati all’1 per cento -0,1 per entrambi i partiti). Per quanto riguarda le coalizioni, il campo largo sale al 44,7 per cento staccando ulteriormente il centrodestra, in netto calo al 42,3 per cento.
Dal 7 al 9 agosto 2026, il suggestivo Centro Storico di Buccino si trasformerà nel cuore pulsante della tradizione gastronomica ed espressiva locale con la quarta edizione del “Festival della Pasta Fatta a Mano – Àla Chiazza”. Tre serate imperdibili all’insegna di sapori autentici, cultura, mostre, conferenze e un cartellone musicale di altissimo profilo.
L’evento, organizzato dal Comune di Buccino, celebra le radici storiche dell’antica Volcei attraverso un connubio perfetto tra la valorizzazione dei piatti tipici e l’intrattenimento artistico nei caratteristici vicoli del centro storico. Piatto principe dell’edizione 2026 saranno le celebri Chiapparelle al sugo con cacioricotta, un’eccellenza culinaria che vanta il prestigioso marchio De.Co. del Comune di Buccino, a testimonianza del suo legame indissolubile con la storia e l’identità del territorio.
Quest’anno il Festival punta su una proposta musicale straordinaria, capace di unire le sonorità travolgenti della taranta salentina alla grande tradizione e innovazione della musica partenopea: Venerdì 7 agosto (ore 22:30) – Salvatore Galeanda | “Una notte con la Taranta”. L’apertura della rassegna è affidata alla voce potente e ai ritmi ancestrali di Salvatore Galeanda. Uno dei principali interpreti della musica popolare salentina trascinerà il pubblico nei ritmi ipnotici della pizzica e della taranta, inaugurando l’evento con un’energia travolgente. Sabato 8 agosto (ore 22:30) – Napul’é | “La prima festa partenopea d’Italia”.
Il sabato sera sarà interamente dedicato alla cultura e allo spirito di Napoli. Il progetto “Napul’è” porterà sul palco una vera e propria festa collettiva, ripercorrendo i grandi classici e le sonorità che hanno reso celebre la musica napoletana in tutto il mondo, regalando una notte di forte identità, folklore e grandissimo coinvolgimento emotivo.
Domenica 9 agosto, alle ore 21.30, la grande chiusura. Il culmine del festival vedrà come protagonista assoluto un pilastro della musica d’autore e della world music italiana: Eugenio Bennato. Fondatore della Nuova Compagnia di Canto Popolare e del movimento Taranta Power, il maestro porterà a Buccino la sua storica ricerca musicale, fatta di ritmi mediterranei, messaggi di pace e un sound inconfondibile che da decenni incanta le piazze internazionali.
Oltre al percorso del gusto e ai grandi concerti serali, il Festival si propone come contenitore culturale a 360 gradi. Durante i tre giorni, i vicoli del centro storico ospiteranno mostre artistiche e fotografiche, conferenze e dibattiti sulla valorizzazione del patrimonio immateriale delle aree interne e laboratori dal vivo per scoprire i segreti della lavorazione della pasta fresca direttamente dalle esperte mani delle massaie buccinesi.
Ingresso gratuito a tutte le serate, alle mostre e ai concerti. Save the date!
È morta Bonnie Tyler, cantante britannica interprete di una serie di hit negli Anni 70 e 80, tra cui Total Eclipse of the Heart. Aveva 75 anni. A maggio era stata posta in coma indotto dopo un intervento chirurgico d’urgenza all’intestino in Portogallo, dove abitava: era ancora ricoverata in terapia intensiva.
Il grido che le cambiò la voce (e la carriera)
Nata nel 1951 come Gaynor Hopkins nel Galles meridionale, Bonnie Tyler scelse il nome d’arte con cui divenne nota leggendo un giornale e selezionando nomi e cognomi che le piacevano. I primi successi erano arrivati a metà degli Anni 70 con i singoli Lost in France e More Than a Lover. Nel 1977, dopo un intervento chirurgico per dei noduli alle corde vocali, l’episodio che le cambiò la carriera, raccontato nella sua autobiografia: mentre si recava in ospedale a trovare il fratello, si accorse di aver dimenticato il regalo che aveva comprato per lui e così lanciò un grido talmente forte, che le provocò danni permanenti. La voce di Bonnie Tyler ne uscì trasformata, assumendo una timbrica più roca: nello stesso anno incise It’s a Heartache, che divenne una hit mondiale. Il suo brano più famoso è però senza alcun dubbio Total Eclipse of the Heart, arrivato nel 1983.
Bonnie Tyler negli Anni 80 (Ansa).
Nel 1984 fu ospite del Festiva di Sanremo
L’anno successivo, ospite al Festival di Sanremo, eseguì la canzone sul palco dell’Ariston, cosa che di fatto la lanciò anche in Italia, dove era ancora poco conosciuta. Nel frattempo, però, era inserita nel Guinness dei primati grazie all’album Faster Than the Speed of Night, che era entrato nella classifica inglese direttamente al numero 1, cosa mai successo in precedenza a un’artista britannica.
Tra i suoi successi anche Holding Out for a Hero
Tra i successi della sua lunga carriera figurano anche Holding Out for a Hero, dalla colonna sonora di Footloose, e Here She Comes, canzone nata dalla collaborazione con Giorgio Moroder.
Bonnie Tyler nel 2018 (Ansa).
Nel 2013, anno in cui era stata insignita del titolo di Member of the Order of the British Empire per il suo contributo alla musica, aveva rappresentato il Regno Unito all’Eurovision Song Contest con il brano Believe in Me. L’ultimo album di Bonnie Tyler, The Best Is Yet To Come (il 18esimo in studio), era uscito nel 2021.
Bonnie Tyler all’Eurovision Song Contest nel 2013 (Ansa).
È stata presentata a Palazzo di Città la campagna di prevenzione dermatologica “Ti guardo le spalle. Proteggi la tua pelle, proteggi la tua salute”, iniziativa dedicata alla sensibilizzazione e alla diagnosi precoce dei tumori cutanei, con particolare attenzione al melanoma. La giornata di prevenzione si terrà venerdì 10 luglio sulla spiaggia di Santa Teresa, nelle vicinanze della Sala Pasolini, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Le visite dermatologiche gratuite saranno effettuate fino a esaurimento dei posti disponibili; le prenotazioni saranno raccolte direttamente sul posto, seguendo l’ordine di arrivo. La campagna nasce con l’obiettivo di promuovere la cultura della prevenzione e di informare i cittadini sui corretti comportamenti da adottare durante l’esposizione al sole. Il progetto è stato ideato dal SISM Salerno – Segretariato Italiano Studenti in Medicina, in collaborazione con il gruppo di Oncologia Universitaria (OncoUnisa) del Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria “Scuola Medica Salernitana” dell’Università degli Studi di Salerno e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”. L’iniziativa è stata fortemente sostenuta dall’assessora alla Medicina Territoriale del Comune di Salerno, Paky Memoli. «È un progetto importante perché coinvolge numerose istituzioni: dal Comune all’Università, passando per l’Ordine dei Medici e l’Azienda ospedaliera. L’obiettivo è sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione dei tumori della pelle, sui rischi legati a un’esposizione scorretta ai raggi solari e sui comportamenti da adottare quando si va al mare», ha spiegato l’assessora Memoli. L’assessora ha inoltre evidenziato come la prevenzione rappresenti il principale strumento per contrastare queste patologie. «Con questo progetto vogliamo fare educazione alla salute, cercando di ridurre l’incidenza dei tumori cutanei e, soprattutto, di favorire diagnosi sempre più precoci. Il sole è un alleato del nostro benessere, ma può diventare anche un nemico, perché può provocare eritemi, fotoinvecchiamento e tumori della pelle. Per questo la prevenzione primaria e quella secondaria sono fondamentali». Memoli ha poi richiamato l’attenzione anche sul ruolo della ricerca scientifica. «Non bisogna dimenticare gli importanti passi avanti compiuti grazie all’immunoterapia e agli studi genetici. Circa il 50% dei pazienti con melanoma presenta infatti la mutazione del gene BRAF, elemento che rende fondamentale il contributo della ricerca genetica nello sviluppo di terapie sempre più efficaci. Fare prevenzione significa tutelare la salute oggi e costruire prospettive migliori per il futuro». Durante la giornata di venerdì i cittadini potranno sottoporsi gratuitamente a una visita dermatologica eseguita da specialisti attraverso il dermatoscopio, uno strumento non invasivo che consente di analizzare nei e lesioni cutanee valutandone forma, simmetria, colore, dimensioni ed eventuali modificazioni nel tempo. Un esame semplice e rapido che permette di individuare precocemente eventuali lesioni sospette. «Sappiamo quanto una diagnosi precoce sia determinante per qualsiasi forma tumorale – ha concluso Memoli – ma lo è ancora di più per il melanoma, una patologia che viene diagnosticata con sempre maggiore frequenza anche in persone al di sotto dei 50 anni. Oggi il melanoma rappresenta uno dei tumori più diffusi tra la popolazione giovane ed è per questo che iniziative di prevenzione come questa assumono un valore ancora più importante». L’iniziativa è stata realizzata grazie al contributo del Laboratorio di Sanità Pubblica LabSanPub dell’Università degli Studi di Salerno e della Dermatologia Universitaria, in collaborazione con l’UOC (Unità Operativa Complessa) di Dermatologia del plesso Santa Maria dell’Olmo dell’AOU (Azienda Ospedaliera Universitaria) San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. Un ruolo determinante nella realizzazione della campagna è stato svolto dall’associazione AILMAG. Hanno contribuito alla rete organizzativa e territoriale Noi Donne Soprattutto, AIIAO, SISM Salerno insieme alle altre associazioni, realtà territoriali ed enti che hanno aderito, sostenuto, patrocinato l’iniziativa, contribuendo alla costruzione di una rete ampia tra Università, istituzioni, professionisti sanitari, studenti, volontariato e comunità locale. «La prevenzione andrebbe fatta sempre, ma in estate assume un’importanza ancora maggiore perché ci occupiamo dei tumori della pelle e, in particolare, del melanoma, che è tra le forme più aggressive. Perché questa iniziativa? È forse l’aspetto più importante da sottolineare: i tumori cutanei sono, nella maggior parte dei casi, prevenibili. La prevenzione è efficace e si basa innanzitutto sulla prevenzione primaria, cioè su tutto ciò che possiamo fare per evitare l’insorgenza della malattia o, quantomeno, ritardarne la comparsa. Il primo passo è una corretta esposizione alle radiazioni solari, in particolare ai raggi ultravioletti», ha dichiarato il professor Stefano Pepe, docente di Oncologia Medica. «L’obiettivo di questa iniziativa è proprio quello di sensibilizzare la popolazione su questo tema, promuovendo comportamenti corretti durante l’esposizione al sole. È fondamentale imparare a esporsi in modo consapevole, soprattutto quando si parla dei più piccoli. I bambini, infatti, non dovrebbero mai subire scottature solari, perché le ustioni in età pediatrica rappresentano uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo del melanoma in età adulta – ha aggiunto il professor Pepe – Con questa iniziativa, che riproponiamo ogni anno, vogliamo invitare tutti a godersi il mare e l’estate, ma adottando le giuste precauzioni: utilizzare creme solari ad alta protezione, rinnovarne l’applicazione durante la giornata ed evitare l’esposizione nelle ore più calde, indicativamente tra le 11 e le 16, quando l’intensità dei raggi ultravioletti è maggiore». Presente alla conferenza stampa anche il rettore dell’Università degli Studi di Salerno, Virgilio D’Antonio, che ha sottolineato il valore scientifico e sociale dell’iniziativa. «L’Università di Salerno è un ateneo di eccellenza per quanto riguarda la ricerca e la didattica in ambito sanitario. Il progetto “Ti guardo le spalle” si inserisce perfettamente in questo percorso, facendo della ricerca applicata il proprio paradigma fondamentale. Mi piace molto il messaggio che il nostro Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria intende trasmettere attraverso questa iniziativa», ha dichiarato il rettore. D’Antonio ha poi evidenziato il ruolo dell’ateneo nel rapporto con il territorio. «Siamo un’università che accompagna il territorio e sostiene le iniziative promosse dagli enti locali con cui collabora. Ma siamo anche un’università che protegge. È questo uno dei nostri compiti principali, soprattutto quando operiamo nel campo della ricerca medica e della prevenzione. Da questo punto di vista il nostro ateneo è sempre pronto a fare da punto di riferimento e da collettore delle realtà locali». Infine, il rettore ha ribadito l’importanza della sinergia istituzionale alla base del progetto: «Questa iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Comune di Salerno, l’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, l’ASL, l’Ordine dei Medici e l’Università degli Studi di Salerno. Fare rete significa fare prevenzione, ma anche promuovere formazione e diffondere una maggiore cultura della tutela della salute tra i cittadini».
Dopo l’inchiesta sullo spionaggio e l’arresto di due ex agenti dei servizi segreti, accusati di aver venduto informazioni riservate sulla sicurezza nazionale in cambio di denaro, il Governo ha deciso di espellere due addetti militari dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia coinvolti nella vicenda. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Il Governo italiano ha deciso di espellere due addetti militari dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, responsabili delle attività di spionaggio emerse nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma. Il segretario generale della Farnesina ha appena comunicato…
«Il segretario generale della Farnesina ha appena comunicato all’ambasciatore russo a Roma che Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov devono lasciare Roma entro tre giorni. Mosca continua a usare le sue armi ibride per attaccare l’Occidente e l’Italia. Un’ingerenza grave e inaccettabile per le Istituzioni italiane e per la sicurezza nazionale», ha scritto Tajani sui social.
I casi analoghi del recente passato
Astakhov e Gorbachev, protetti dall’immunità diplomatica, sono stati dichiarati persone non grate e pertanto espulsi dall’Italia. Una misura che richiama direttamente quanto accaduto nel 2021 ad altri due diplomatici di Mosca, allontanati dal Paese dopo l’arresto dell’ufficiale di Marina Walter Biot, fermato mentre consegnava documenti riservati a funzionari dell’ambasciata russa nel parcheggio di un centro commerciale di Roma. Nel 2023, inoltre, il ministero degli Esteri aveva espulso come persona non grata l’addetto militare russo Damir Ravilevich Kurmashov, scoperto a corrompere Gavino Raoul Piras (protagonista della vicenda di questi giorni). Al posto del diplomatico allontanato era arrivato in Italia proprio Astakhov, che aveva ereditato i contatti del predecessore. La posizione di Piras invece era stata archiviata.
Chi sono gli ex agenti dell’Aisi arrestati
Nell’ambito dell’inchiesta sulle spie per la Russia sono stati arrestati due ex funzionari dell’Aisi in pensione: il già citato Piras e Vincenzo Di Pasquale. Entrambi avevano anche prestato servizio per l’Arma dei Carabinieri. Piras, in particolare, è stato ripreso scambiava cellulari, schede di memoria e pizzini col suo interlocutore russo. Oltre ai due arrestati ci sono poi altri cinque indagati (di cui quattro militari) a piede libero: Davide Piantanida, Gianluca Nardella, Giuseppe Tempesta, Sergio Romeo, Antonio Guerra.
Mai sottovalutare il richiamo della Provincia. In questo caso quella di Como. Secondo i ben informati, il direttore del quotidiano lacustre Diego Minonzio starebbe per cedere il timone a Lorenzo Mottola, attuale vicedirettore di Libero. Non è dato sapere cosa abbia spinto Mottola, riminese classe 1980 e a Libero dal 2009, a lasciare via dell’Aprica e il quotidiano di Alessandro Sallusti per trasferirsi sul lago. Minonzio era entrato alla Provincia nel 1992, ricoprendo il ruolo di caporedattore centrale e di responsabile dell’edizione lecchese. Dal 2006 al 2011 era passato proprio a Libero come capocronista per Milano e la Lombardia, prima di tornare a Como come direttore de La Provincia.
Metti una sera d’estate in una splendida piazza antistante una bianca, caratteristica chiesa isolana, metti insieme una trentina di scrittori e un centinaio di amanti della buona lettura ed avrai il Premio “Approdi d’Autore”, promosso dall’Amministrazione Comunale di Forio d’Ischia di concerto con la Graus Edizioni di Napoli. “E’ un premio giunto, quest’anno, alla XXII edizione – sottolinea Pietro Graus, editore e anima dell’evento – attestandosi saldamente tra i premi nazionali più importanti. Un “approdo” che, come ogni anno, intende soprattutto premiare l’ingegno della scrittura e quegli autori che si impegnano per la promozione della lettura”: non a caso, infatti, diverse sono le collaborazioni che la casa editrice Graus porta avanti da anni con le scuole campane per una diffusione sempre più capillare della lettura in tutte le sue sfaccettature. Numerosi i premiati in questo incontro che, come di consuetudine, è un evento per la cittadina isolana. Nella rosa degli autori premiati vi è anche il salernitano prof. Massimo Villani che recentemente ha pubblicato il suo primo lavoro non scientifico, un’autobiografia per i suoi anni vissuta come cardiochirurgo e luminare di questo settore in campo nazionale ed internazionale. “I miei primi ottant’anni a cuore aperto” è infatti il titolo del volume in cui il prof. Villani racconta della sua infanzia e adolescenza a Salerno e della sua vita professionale cominciata, appena laureato, a Bergamo accanto al grande Lucio Parenzan, antesignano della cardiochirurgia infantile in Italia. Il prof. Villani ha, da qualche anno, lasciato per raggiunti limiti di età il suo incarico di Primario Cardiochirurgo all’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dove in pratica ha impiantato la cardiochirurgia mettendo un fermo ai viaggi della speranza dei pugliesi, bisognosi di un intervento al cuore. Premi speciali, inoltre, sono stati assegnati a Marco Maria Cerbo, Consigliere d’Ambasciata, all’imprenditore Giacomo Coppola, a Maria Cristina Donnarumma, Amica della Domenica del Premio Strega, a Maria Bina Palmisano Presidente COMITES Washington DC, coordinatrice InterCOMITES e presidente italians in DC, al senatore Antonio Razzi, al giornalista de “Le Iene” Filippo Roma e al giornalista e scrittore Vito Pinto, nostro collaboratore, che nella sua lunga carriera ha prodotto un’interessante serie di studi e pubblicazioni sulla ceramica di Vietri sul Mare (tra le quali le monografie su Giovannino Carrano, Carmine Carrera, Giuseppe Cassetta, Irene Kowaliska) oltre ad articoli e libri sulla Costiera Amalfitana, tra i quali “Viaggio inverso – Letterati, artisti e dive sulla Costa d’Amalfi”, che ha avuto due ristampe, e la più recente, seconda e nuova edizione di “Racconti della Costa”. E mentre il sole, rosso come non mai, scompariva sull’orizzonte marino, prendeva avvio la manifestazione svoltasi nella piazza antistante la chiesa del Soccorso di Forio d’Ischia in un clima di grandi suggestioni ambientali ed intime emozioni. La serata è stata condotta con magistrale eleganza da Giusy Luminoso ed ha avuto la partecipazione dell’assessore Jessica Maria Lavista e, ovviamente, dell’Editore Pietro Graus, perfetto patron di un evento immaginifico. Performance di Vicky Della Peruta e della Compagnia della Danza di Barbara Costagliuolo. Elegante sottofondo musicale di Christian Turray con la sua tromba, straordinaria quanto discreta.
Treni in ritardo e alcune cancellazioni, in modo particolare tra quelli a lunga percorrenza, si sono verificati in Calabria a causa del danneggiamento della linea ferroviaria nel crotonese e nel cosentino. A Cutro, Isola Capo Rizzuto ed a San Lucido sono stati tranciati dei cavi in fibra della linea ferroviaria. Il danneggiamento sarebbe riconducibile, secondo le prime ipotesi, a un tentativo di furti di rame. Rfi ha reso noto che si sta procedendo a smaltire la circolazione anche attraverso la sostituzione delle tratte interessate con l’utilizzo del servizio autobus. La procura della Repubblica di Paola (Cosenza) ha avviato una indagine sul danneggiamento della linea. Nell’area del crotonese la manomissione è avvenuta in due luoghi distinti: il primo a circa 500 metri dalla stazione di Isola Capo Rizzuto e il secondo in prossimità dell’ingresso della galleria di Cutro. In ciascun sito sono stati eseguiti quattro tagli netti che hanno tranciato sia le linee di fibra ottica che quelle di rame. È stato accertato che entrambe le zone sono sprovviste di impianti di videosorveglianza. Sebbene la prima ipotesi investigativa propenda per un tentato furto di rame fallito, gli inquirenti non escludono alcuna pista. Tra gli scenari al vaglio vi è anche l’ipotesi di un vero e proprio atto di sabotaggio.
Si è conclusa questa mattina, presso il Centro Oculistico Sociale “C.O.S.” della Sezione Provinciale di Salerno dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, la campagna nazionale di prevenzione “La prevenzione non va in vacanza”, promossa dalla Fondazione IAPB Italia ETS e realizzata sul territorio da UICI Salerno e IAPB Italia – Sezione Provinciale di Salerno. Dopo la prima giornata del 1° luglio, ieri si è tenuta la giornata conclusiva, che ha registrato una forte partecipazione di cittadini e una significativa presenza istituzionale, a testimonianza dell’importanza attribuita alla tutela della salute visiva. Erano presenti la Vice Prefetta di Salerno, dott.ssa Giuseppina Carbone, l’Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Salerno, dott.ssa Paola De Roberto, e il Comandante della Polizia Locale di Salerno, dott. Rosario Battipaglia. Ha documentato l’iniziativa anche l’emittente televisiva TELECOLORE. Nei giorni scorsi, grazie al prezioso lavoro dei volontari del Servizio Civile, è stato distribuito il materiale informativo messo a disposizione dalla Fondazione Nazionale IAPB Italia di Roma. Un’attività capillare di sensibilizzazione che ha consentito a centinaia di persone di prendere consapevolezza del messaggio centrale della campagna: “Occhi protetti? Solo un saggio capisce come godersi il sole!”. Nel corso delle due giornate sono state effettuate vere e proprie visite oculistiche gratuite presso la sede di via Aurelio Nicolodi n. 13. L’équipe medica, composta dal dott. Francesco Scozia, medico oculista, Responsabile IAPB Italia – Sezione Provinciale di Salerno e Direttore del Centro C.O.S., e dal dott. Francesco Bavosa, ortottista, ha garantito professionalità, accoglienza e competenza a tutti i cittadini che hanno aderito. Un sentito ringraziamento va ai volontari, al personale dipendente e ai collaboratori della Sezione UICI di Salerno, che hanno assicurato un supporto organizzativo impeccabile. Un grazie particolare va anche a tutte le cittadine e a tutti i cittadini che hanno risposto all’appello, dimostrando attenzione e responsabilità verso la propria salute. La salute degli occhi non conosce stagioni. L’esposizione prolungata a sole, vento e sabbia, tipica dei mesi estivi, rappresenta un fattore di rischio sottovalutato. Per questo la prevenzione deve diventare abitudine quotidiana: usare occhiali da sole certificati, proteggersi nelle ore centrali della giornata e sottoporsi a controlli periodici sono gesti semplici che fanno la differenza tra una vacanza serena e un danno irreversibile. Con la chiusura di questa campagna, UICI Salerno e IAPB Italia – Sezione Provinciale di Salerno rilanciano un messaggio chiaro alla comunità: tutelare la vista significa tutelare la qualità della vita. L’impegno prosegue ogni giorno, con l’obiettivo di rendere la prevenzione visiva un diritto accessibile a tutti, in ogni età e in ogni stagione dell’anno.
La Cassazione ha accolto il ricorso presentato da Irene Pivetti, annullando con rinvio la sentenza di condanna a 4 anni per l’ex presidente della Camera dei deputati, accusata di autoriciclaggio ed evasione fiscale. La procura generale aveva chiesto ai giudici della seconda sezione penale della Cassazione di confermare la condanna. Pivetti tornerà ora davanti a una diversa sezione della Corte d’appello a Milano. Era stata condannata in primo grado a settembre del 2024 e i 4 anni di reclusione erano stati poi confermati in appello a dicembre del 2025.
La presunta finta compravendita di tre Ferrari Granturismo
Al centro del procedimento che vede Pivetti sul banco degli imputati figurano alcune operazioni commerciali risalenti al 2016, per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro, legate alla presunta finta compravendita di tre Ferrari Granturismo, che aveva coinvolto il gruppo cinese Daohe. Secondo le ricostruzioni svolte dai pm e dagli investigatori della Guardia di Finanza, quelle transazioni sarebbero state utilizzate da Pivetti per riciclare fondi provenienti da irregolarità fiscali. La vicenda giudiziaria già nel 2022 aveva portato la Cassazione a confermare un sequestro di oltre 3,4 milioni di euro a carico dell’ex presidente della Camera.
Una “nota” decisamente stonata, quella diffusa ieri da Marilia Parente – portavoce dell’Arcidiocesi, nonché sorella del direttore dell’Ufficio Arte Sacra. Negli uffici della Curia gli animi sono comprensibilmente agitati e preoccupati, anche perché il comunicato ufficiale elude i veri problemi e non risponde affatto ai quesiti che pesano sull’amministrazione. La nota si appella formalmente alla “trasparenza” e al rispetto della “normativa”, ma evita accuratamente di fare chiarezza su vicende molto precise che attendono ancora una smentita o una conferma netta. Ci si chiede, infatti, se corrisponda o meno al vero che don Gentile, forte anche della Procura Generale, abbia favorito l’agenzia assicurativa dei suoi familiari. Così come resta da chiarire se il Vicario per la carità abbia assunto i suoi più stretti parenti all’interno delle cooperative, o se il fratello del vice direttore dell’economato sia stato effettivamente assunto presso il San Joseph. A fronte di questi dubbi legittimi, il comunicato della Curia si limita a ricordare che la gestione e la rendicontazione dei fondi dell’otto per mille avvengono secondo le procedure della CEI e che tali attività sono valutate, di volta in volta, insieme agli organismi di partecipazione e di vigilanza appositamente previsti. Ma la vera realtà dei fatti è che di questi organismi di vigilanza fanno parte sacerdoti già saldamente inseriti nella stessa Curia: nomi come don A. Romano, don V. D’Angelo, don D’Amore, don Sessa, don Coppola, don Landi, don D’Arienzo e don Gentile. In questo modo l’unico risultato concreto è quello di “blindare” il Vescovo, all’interno di un sistema in cui i controllori coincidono inevitabilmente con i controllati. Il passaggio della nota che paventa vie legali contro la diffusione di notizie o presunte tali non corrispondenti al vero suona quindi come un richiamo quasi intimidatorio. Viene da chiedersi chi difenda, invece, la reputazione di tanti preti e comunità umiliati in questi anni. Questo scenario interroga direttamente la “Visione” che il Vescovo ha della Chiesa salernitana: l’invito a vivere la comunione e a favorire un clima di rispetto reciproco dovrebbe passare attraverso l’accettazione delle dimissioni e una ripartenza trasparente, nel pieno rispetto delle persone e dell’istituzione. Al contrario, il fatto che proprio ieri don Alfonso abbia portato in udienza i suoi familiari – quasi a voler intenerire o intimorire – dimostra che tutto continua a scorrere nell’indifferenza totale. Una gestione che lascia aperti i dubbi su quale sia la reale visione di Chiesa che si vuole proporre.
Fare chiarezza sullo stato degli impianti sportivi cittadini e accelerare gli interventi necessari per garantirne la piena fruibilità in vista della prossima stagione agonistica. È questa, in sintesi, la richiesta avanzata dal consigliere comunale di Alleanza Verdi e Sinistra, Rino Avella, che ha presentato un’interrogazione scritta rivolta all’assessore allo Sport e alle Politiche Giovanili, nonché vicesindaco del Comune di Salerno, Nino Savastano. Al centro dell’iniziativa consiliare ci sono le principali strutture sportive della città, da tempo alle prese con interventi di manutenzione, lavori di riqualificazione o criticità che incidono sulla loro utilizzabilità. In particolare, Avella richiama l’attenzione sul PalaTulimieri, sulla Piscina Simone Vitale e sullo stadio comunale Donato Vestuti, impianti utilizzati quotidianamente da numerose società sportive e da centinaia di atleti. «Considerato l’approssimarsi della stagione agonistica – scrive il consigliere nell’interrogazione – si chiedono informazioni circa la fruibilità, i tempi di consegna e le relative coperture economiche degli impianti sportivi cittadini, con particolare riferimento al PalaTulimieri e alla Piscina Vitale, in quanto interessano società sportive impegnate in campionati di categoria». L’obiettivo è ottenere un cronoprogramma preciso sugli interventi in corso e conoscere quando le strutture potranno tornare pienamente operative, consentendo alle società di programmare allenamenti e competizioni senza ulteriori disagi. Una situazione che interessa direttamente numerose realtà sportive salernitane, costrette negli ultimi mesi a fare i conti con limitazioni, trasferimenti temporanei e difficoltà organizzative. Nell’interrogazione trova spazio anche la situazione dello stadio comunale Donato Vestuti. Avella chiede infatti all’amministrazione comunale di chiarire quali siano le intenzioni dell’ente in merito al futuro dell’impianto, indicando gli eventuali lavori di recupero, manutenzione e messa in sicurezza previsti, nonché i tempi necessari per restituire la struttura alla piena fruibilità da parte delle società e delle associazioni che vi svolgono attività agonistica e amatoriale. Infine, il consigliere di Avs sollecita un quadro dettagliato dell’eventuale esposizione debitoria delle società sportive nei confronti del Comune relativamente agli oneri di concessione degli impianti comunali, chiedendo di conoscere l’entità delle somme eventualmente dovute e le iniziative che l’amministrazione intende adottare per affrontare la questione. L’interrogazione punta così ad ottenere risposte puntuali su una materia che coinvolge il mondo dello sport cittadino e centinaia di atleti, tecnici e famiglie, in un momento particolarmente delicato, a poche settimane dall’avvio della nuova stagione sportiva. Se vuoi, posso renderlo ancora più adatto allo stile di un quotidiano locale, con un attacco più incisivo e un taglio da cronaca politica.
Al vertice Nato di Ankara, Donald Trump aveva detto di ritenere conclusa la tregua con l’Iran. Nella notte gli Stati Uniti sono tornati ad attaccare nella parte meridionale della Repubblica Islamica. Tra le località interessate dai raid Bandar Abbas e a Sirik, nei pressi dello stretto di Hormuz, e la costa occidentale di Sirik. Segnalati attacchi anche a Konarak e Chabahar. Teheran ha risposto con missili e droni sulle basi americane in Kuwait e Bahrein.
Donald Trump (Ansa).
Il Centcom: «Colpiti circa 90 obiettivi militari iraniani»
Il Comando Centrale degli Stati Uniti afferma di aver colpito «circa 90 obiettivi militari iraniani, tra cui sistemi di difesa aerea, infrastrutture di sorveglianza costiera, depositi di missili e droni, capacità navali e infrastrutture logistiche militari lungo la costa iraniana», al fine di «indebolire ulteriormente la capacità di Teheran di attaccare navi mercantili e marinai civili innocenti nello stretto di Hormuz».
I Guardiani della rivoluzione affermano che gli attacchi statunitensi hanno colpito, tra le altre cose, i ponti sulle strade che portano a Mashhad, ovvero la città in cui l’ex guida suprema Ali Khamenei verrà sepolto nel corso della giornata. Secondo il ministero della Salute iraniano, gli attacchi Usa delle scorse ore hanno causato almeno 14 morti e 78 feriti in cinque province del Paese.
La risposta dell’Iran: nel mirino nel basi militari Usa
Come detto, l’Iran ha risposto alla nuova offensiva americana con missili e droni contro le basi Usa nel Golfo Persico. Gli attacchi, spiegano le forze armate di Teheran, hanno preso di mira un sistema missilistico Patriot in Kuwait, serbatoi di carburante dell’esercito statunitense in Bahrein e un sito di antenne satellitari per l’allerta precoce in Qatar: «Non permetteremo in alcun caso che gli obiettivi e le aspirazioni dello sciocco presidente degli Stati Uniti si realizzino e difenderemo gli alti ideali della Rivoluzione Islamica fino alla vittoria finale». Al Jazeera riporta che, dopo il secondo giorno di attacchi statunitensi all’Iran, il traffico nello stretto di Hormuz risulta quasi completamente bloccato.
Maggioranza in fibrillazione per il sindaco Vincenzo De Luca. A far emergere i primi malumori è la partita per la scelta del nuovo presidente del Consiglio comunale. I primi nomi circolati avrebbero già provocato tensioni tra alcuni esponenti della maggioranza deluchiana, da sempre vicini all’attuale primo cittadino e convinti che sia ormai arrivato il momento di ottenere un riconoscimento politico per il lavoro svolto e per il consenso raccolto negli anni. Al momento, il nome più accreditato per guidare l’assise cittadina è quello di Eva Avossa. L’ex assessore al Bilancio, reduce da un risultato elettorale inferiore alle aspettative, potrebbe puntare sulla presidenza del Consiglio comunale come occasione di rilancio politico e per chiudere il proprio percorso istituzionale con un incarico di prestigio. Secondo alcune indiscrezioni emerse già prima dell’avvio della campagna elettorale, Avossa avrebbe inizialmente valutato l’ipotesi di non ricandidarsi, lasciando spazio a una persona a lei vicina. Successivamente, però, ci sarebbe stato un cambio di rotta, anche in seguito a un incontro organizzato da alcuni esponenti politici con Vincenzo De Luca, che avrebbe dato il via libera alla sua candidatura, seppur senza particolare entusiasmo. Sul tavolo resta anche il nome del presidente uscente Angelo Caramanno, intenzionato a ottenere una riconferma alla guida del Consiglio comunale. Al momento, queste sembrano essere le due ipotesi maggiormente accreditate, ma la scelta rischia di alimentare ulteriori tensioni all’interno della maggioranza. Non sembrerebbe esserci spazio, invece, per alcuni esponenti storici della coalizione, a partire da Horace Di Carlo e Luca Sorrentino, che rivendicano un riconoscimento politico alla luce del consenso costruito negli anni e confermato anche nell’ultima tornata elettorale. La partita per la presidenza del Consiglio comunale si annuncia dunque tutt’altro che semplice e potrebbe rappresentare il primo vero banco di prova per gli equilibri interni della nuova maggioranza targata De Luca. La questione dovrebbe trovare una prima definizione già nella giornata di oggi, quando il sindaco incontrerà i consiglieri di maggioranza in quello che, di fatto, sarà il primo vertice politico dopo le elezioni e in vista della seduta di insediamento del Consiglio comunale, convocata per il prossimo 16 luglio. Spetterà al primo cittadino sciogliere i nodi ancora aperti, rassicurare le diverse anime della coalizione e provare a mantenere compatto il fronte della maggioranza in una fase particolarmente delicata per Palazzo di Città. Tra le prime questioni che l’amministrazione sarà chiamata ad affrontare c’è quella dei conti dell’ente. Il bilancio rappresenta uno dei dossier più complessi e, non a caso, è un tema particolarmente caro proprio a Eva Avossa che, nel corso della campagna elettorale, aveva rivendicato i risultati raggiunti durante il suo mandato da assessore, richiamando anche le valutazioni positive espresse dall’allora commissario Vincenzo Panico. Oggi, però, i numeri dovranno confrontarsi con le difficoltà finanziarie del Comune e con la necessità di individuare soluzioni in grado di riportare equilibrio nelle casse dell’ente, senza compromettere i servizi e gli investimenti programmati.
Michele Mari supera le polemiche e vince, con 190 voti, il Premio Strega 2026. L’acceso dibattito seguito all’affaire Murgia non ha pesato sulla vittoria deI convitati di pietra(Einaudi) con cui lo scrittore, alla sua prima volta al più ambito riconoscimento letterario italiano, aveva già incassato il Premio Strega Giovani. Il suo è un romanzo corale in cui racconta un patto goliardico, che si trasforma in una competizione feroce, tra compagni di classe di un liceo milanese dopo gli esami di maturità. Al secondo posto si è piazzato Matteo Nucci con Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli) con 152 voti, al terzo Bianca Pitzorno con La sonnambula (Giunti), 84 voti. Quarto Alcide Pierantozzi, in finale anche al Premio Campiello 2026 con Lo sbilico (Einaudi), che ha avuto 78 voti, e quinta con un piccolissimo stacco Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori), 75 voti. Chiude la classifica in sesta posizione Elena Rui con Vedove di Camus (L’orma), che ha totalizzato 64 voti. Il totale dei voti espressi è stato pari a 643, cifra corrispondente all’80,4 per cento degli aventi diritto.
A Milano, in via dell’Aprica, non si respira. È tutta una colata di cemento bollente, ma nelle redazioni del gruppo editoriale del senatore Angelucci soffia una potente aria condizionata che attutisce l’afa irrespirabile. La stessa aria condizionata deve aver accolto nell’ufficio di Alessandro Sallusti, da poco nuovo direttore di Libero, un giovane “professore” dei social. Si tratta di Gino Zavalani, il direttore editoriale di Esperia, già vicino social media manager di Sallusti, che terrà insieme al suo editore Pietro Dettori – ex braccio destro di Gianroberto Casaleggio nel M5s delle origini poi di Luigi Di Maio e recentemente ‘arruolato’ nella campagna social per il Sì al referendum della giustizia – dei veri e propri corsi di formazione firmati Dors Media per la creazione di contenuti social alle firme del quotidiano cartaceo fondato da Vittorio Feltri.
Gino Zavalani (Imagoeconomica).
La sfida silenziosa tra Libero e il Giornale di Cerno
Ormai lo sanno anche i muri che l’informazione non passa più attraverso la carta stampata, ma dai reel di Instagram e da TikTok. Dunque Sallusti non poteva desiderare di meglio del tandem Zavalani-Dettori che con Esperia, che dietro alla dichiarata indipendenza dalla politica avrebbe contatti con la destra e con FdI, macinano numeri da capogiro sulle varie piattaforme. Un passaggio obbligato per rinnovarsi in quella sfida silenziosa tra Sallusti e il Giornale di Tommaso Cerno che, contro ogni previsione, non è riuscito a trovare la formula magica per ripetere il successo ottenuto con Il Tempo.
Takashi Yamazaki dirigerà un progetto fantascientifico prodotto dalla Scott Free del regista di Blade Runner
Dopo l'industria cinematografica giapponese, il regista di Godzilla Minus One Takashi Yamazaki torna a Hollywood con un progetto che lo vede collaborare con il maestro della fantascienza cinematografica Ridley Scott. Come riportato per primi da The Hollywood Reporter e Deadline, infatti, il prossimo progetto del regista sarà Nue, film distribuito da 20th Century e prodotto dalla Scott Free di Ridley Scott, insieme alle case di produzione giapponesi Robot Communications e Toho-Tombo nelle persone di Keiichiro Moriya, Go Abe e Georgina Pope. Al momento non si hanno notizie sulla... - Leggi l'articolo
CINEMA - Dall'estero - 9 luglio 2026 - articolo di Angela Bernardoni
La grande autrice gallese di Fra gli altri, vincitrice del premio Hugo e Nebula, sarà ospite a Milano a Stranimondi a metà ottobre.
Dopo RJ Barker un nuovo grande ospite annunciato per Stranimondi 2026: Jo Walton, straordinaria autrice gallese naturalizzata canadese, vincitrice del Premio Hugo e del Premio Nebula con Among Others recentemente riproposto da NeoN col titolo Fra gli altri, sarà ospite della manifestazione milanese il 17 e 18 ottobre prossimi.
Walton parla gallese (oltre ovviamente all'inglese) e ha esordito professionalmente anche scrivendo materiale per giochi di ruolo. È autrice di romanzi, poesie, saggi e racconti apprezzati per la varietà di temi e per... - Leggi l'articolo
Un ruolo da regista, più che da attore in prima linea. Con il carcere alle spalle, lo sguardo rivolto verso il generalissimo e un’occhiata agli (ex?) amici di Fratelli d’Italia. Mentre il rapporto logoro con Giorgia Meloni prosegue tra frecciatine e remote ipotesi di disgelo. Che partita sta giocando Gianni Alemanno? E qual è il senso dietro le sue uscite sulla corsa alle elezioni comunali di Roma del 2027, condite da un’antica suggestione?
L’abbraccio con Vannacci appena uscito dal carcere
Uscito da Rebibbia il 24 giugno, l’ex sindaco della Capitale ha avuto pochi dubbi su dove andare. La direzione sta tutta in quell’abbraccio con Roberto Vannacci, accorso a salutarlo nel suo primo giorno di nuova libertà. Un momento che pare aver scandito l’inizio di un sodalizio politico già in fase di costruzione.
Dopo la cena con il generale e alcuni dei suoi deputati, Alemanno ha incontrato alla Camera dei deputati un gruppo di parlamentari vannacciani. La vicinanza presto si tradurrà in un’adesione di fatto. «Mi iscriverò a Futuro nazionale», ha dichiarato durante una delle sue prime apparizioni televisive su Sky Tg24. Attenzione, però, a pensare ad ambizioni di potere. «Non ho intenzione di chiedere ruoli. Voglio contribuire a questo progetto, a farlo crescere e a migliorarlo», ha chiarito, affinché «questa destra cresca bene e cresca in maniera tale da poter incidere sul futuro del Paese».
La nuova veste di Alemanno, dietro le quinte
E allora eccolo nella sua nuova veste dietro le quinte, in disparte ma presente, pronto a dare idee, suggerimenti e indicazioni: al ministro della Giustizia Carlo Nordio su come affrontare l’emergenza delle carceri – «gli scriverò una lettera formale per chiedere un colloquio» -, alla premier Giorgia Meloni su come comportarsi con Donald Trump – «è il momento di mettere la schiena dritta» -, senza dimenticare certamente la sua amata Roma, quella che ha amministrato per cinque anni fino al 2013, prima che le indagini dell’inchiesta Mafia Capitale lo travolgessero.
Suggestione Rampelli in ottica 2027 per Roma
Con la mente già proiettata alle elezioni comunali del 2027, Alemanno ha annunciato che Futuro nazionale «sta già cercando un candidato». La nostalgia, però, si sa che è canaglia. Facile guardarsi indietro e ripensare ai vecchi amici di un tempo. Così l’ex sindaco è tornato su un vecchio amico di Colle Oppio: «Il candidato naturale che può esserci oggi a Roma è Fabio Rampelli, non ci sono dubbi. Nel ballottaggio se c’è Rampelli, Rampelli tutta la vita».
Romano doc, classe 1960, il cofondatore di Fratelli d’Italia e oggi vicepresidente della Camera è stato più volte considerato per assumere la carica di primo cittadino della Capitale. Ipotesi, però, sempre mandate in fumo. È accaduto, per esempio, per le elezioni del 2021, quando al suo nome fu preferito quello dell’avvocato Enrico Michetti. Nella tornata precedente, quella del 2016, nessuna discussione. Fu lui stesso a farsi da parte per dare spazio alla leader Meloni che decise di candidarsi. Andando ancora indietro nel tempo, per la corsa alla presidenza della Regione Lazio nel 2013 il nome di Rampelli venne invece scartato in favore di Francesco Storace. Tutti, peraltro, sconfitti.
Quelle «spaccature interne di Fratelli d’Italia»
Secondo Alemanno il motivo che ha finora impedito l’emergere di questa candidatura sta nelle «spaccature interne di Fratelli d’Italia». Il riferimento è all’ala dei cosiddetti Gabbiani guidata da Rampelli che in diverse occasioni si è dimostrata in contraddizione con i vertici di partito. Valga a titolo di esempio lo scontro, rientrato in extremis, al congresso provinciale romano del 2024, con i Gabbiani a spingere per la candidatura di Massimo Milani e il veto contrario dei meloniani, riusciti poi a far convergere l’interesse su Marco Perissa. Fonti tra le fila di Fratelli d’Italia, comunque, sottolineano a Lettera43 che il «partito non ha mai cristallizzato delle correnti» e che sul nome da scegliere per le elezioni romane del 2027 «adesso come adesso non ci sono veti, l’ipotesi di una candidatura di Rampelli sta sul tavolo».
La rottura con la presidente del Consiglio è sanabile?
In ambiente FdI, l’idea comune è che le recenti dichiarazioni di Alemanno puntino a voler “seminare zizzania” all’interno del partito per polemizzare, indirettamente, con la presidente del Consiglio. Nel corso dell’intervista televisiva, l’ex sindaco ha in effetti detto che «Meloni vede Roma e l’amministrazione di Roma come un peso», motivo per cui tenderebbe ad avere difficoltà nell’individuare il suo candidato. Non solo. Secondo Alemanno, l’attuale destra al governo avrebbe la colpa di aver tradito il suo profilo sovranista, abbandonandosi a un centro liberale che avrebbe lasciato uno «spazio enorme» da dover riempire.
Giorgia Meloni e Fabio Rampelli (Imagoeconomica).
Attacchi, questi, che hanno radici lontane. Dopo aver militato nella stessa area politica – Movimento sociale italiano prima, Popolo della libertà dopo, passando per Alleanza nazionale – già dagli anni di Mafia Capitale i rapporti tra i due si erano incrinati. La rottura si è poi consumata definitivamente nel 2022 per i differenti posizionamenti sulla guerra in Ucraina, con l’abbandono di Fratelli d’Italia da parte di Alemanno e l’avvio del suo movimento “Indipendenza!” nel 2023.
Gianni Alemanno e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).
E se oggi Meloni ha scelto la strada del silenzio rispetto alle critiche mosse dal vecchio alleato, chissà che non sia proprio Vannacci a farli riavvicinare. Riferendosi a un possibile ingresso di Futuro nazionale in coalizione, Alemanno in fondo lo ha detto: «Essendo il capo della coalizione, è lei che deve chiamare per costruire un rapporto».