Esselunga, Claude Sarrailh nuovo ceo e dg

A partire dai primi di novembre Claude Sarrailh, attualmente ceo di Ahold Delhaize per Europa e Indonesia, assumerà il ruolo di amministratore delegato e direttore generale di Esselunga. Lo ha reso noto l’azienda in una nota. Nel primo incarico Sarrailh sostituirà Marina Caprotti, la più giovane delle figlie del fondatore Bernardo, mentre nel secondo prenderà il posto di Gabriele Villa, che lascerà in vista del pensionamento.

Esselunga, Claude Sarrailh nuovo ceo e dg
Un superstore Esselunga (Imagoeconomica).

Sarrailh dal 2014 al 2018 ha guidato Metro Italy

Sarrailh vanta oltre 30 anni di esperienza nel retail business, maturata in gruppi globali come Carrefour, Metro e, appunto, Ahold Delhaize. «Dopo quasi 10 anni dalla scomparsa di mio padre, si apre per Esselunga una nuova fase di evoluzione e rafforzamento della governance», ha dichiarato Caprotti (che resterà presidente esecutivo): «Siamo convinti che il contributo di Sarrailh porterà nuovo slancio allo sviluppo dell’azienda e al rafforzamento del nostro brand, in continuità con il nostro piano strategico e con i valori che da sempre ci contraddistinguono». Sarrailh conosce direttamente anche il mercato italiano: dal 2014 al 2018 ha infatti guidato Metro Italy, prima di assumere la responsabilità di Metro China fino al 2021.

Antonia Willburger: cultura è il motore della città. Il video

 

di Erika Noschese

 

 

Già assessore alla Cultura e consigliere comunale uscente, Antonia Willburger si ricandida alle prossime elezioni amministrative a Salerno nella lista “Avanti-Psi”, a sostegno del candidato sindaco Vincenzo De Luca. Operatrice instancabile nel settore culturale, la Willburger punta sulla concretezza dei progetti avviati e su una visione di città che metta a sistema il suo immenso patrimonio storico e museale.

Siamo entrati nell’ultimo mese di campagna elettorale. Che aria tira in città?

«Si respira un clima di grande entusiasmo e, soprattutto, una forte voglia di fare. La nostra proposta si basa su linee precise e determinate: non proponiamo chiacchiere, ma realtà concrete. Portiamo all’attenzione dei cittadini ciò che abbiamo già realizzato durante il mandato in Consiglio Comunale e idee progettuali solide, nate da una profonda conoscenza del territorio e delle sue potenzialità».

Uno dei temi centrali di queste settimane è la candidatura della Scuola Medica Salernitana a patrimonio UNESCO, un iter che lei ha avviato personalmente qualche anno fa. A che punto siamo?

«È un percorso iniziato nel 2020, quando abbiamo gettato le prime basi grazie alla collaborazione con gli esperti che avevano già curato i riconoscimenti UNESCO per la Costiera Amalfitana, la Certosa di Padula e Paestum. Attraverso una delibera di giunta, l’Amministrazione ha avviato la procedura coinvolgendo soggetti autorevoli: il dipartimento DISPAC dell’Università degli Studi di Salerno, la Soprintendenza, la Fondazione Scuola Medica Salernitana e il Comune come capofila. L’obiettivo era far lavorare le istituzioni in sinergia, ognuna con compiti precisi. L’Università si è occupata della ricerca scientifica e della “terza missione”, ovvero il dialogo diretto con i cittadini; la Soprintendenza ha garantito il legame con il Ministero della Cultura per il riconoscimento dei beni architettonici, come San Pietro a Corte o la Sala San Tommaso, luoghi dove il pensiero della Scuola Medica si è concretizzato».

Qual è l’essenza di questa candidatura?

«Non parliamo solo di una struttura fisica, ma di un pensiero medico, scientifico e filosofico che ha saputo fondere la cultura classica greco-latina con le tradizioni arabe ed ebraiche. Nonostante il rallentamento dovuto alla pandemia, abbiamo continuato a lavorare con seminari online e confronti con le associazioni locali. L’UNESCO ci chiede di trasmettere i valori della Scuola: benessere, inclusione e integrazione culturale. Questo è il lavoro che abbiamo fatto e che sono pronta a portare avanti con determinazione».

Un altro pilastro del suo programma è il progetto “Musei in Rete”. Qual è la visione dietro questa iniziativa?

«Il 22 dicembre scorso abbiamo approvato in Consiglio Comunale il regolamento del “Sistema Museale Salerno”. Una volta accreditato in Regione, diventerà pienamente operativo. Il Comune è capofila di una rete di 15 strutture, tra cui il Giardino della Minerva, il Museo Virtuale, il Museo Papi, tutti i musei provinciali, il Museo Diocesano e il Museo Archeologico di Pontecagnano. L’idea è mettere a sistema l’offerta culturale e valorizzare il patrimonio in modo coordinato. Dobbiamo puntare su una comunicazione integrata, una segnaletica comune e strumenti digitali aggiornati per rendere la città più attrattiva per i turisti».

Come immagina il museo del futuro a Salerno?

«Non più come un semplice deposito di reperti, ma come un luogo di cultura vivo che dialoga con il territorio. I musei devono aprirsi alle associazioni, ai musicisti, al teatro e, soprattutto, alle scuole. È fondamentale coinvolgere i bambini, già nella fascia 0-6 anni, con un’offerta didattica dedicata: sensibilizzarli alla bellezza fin da piccoli significa formare i cittadini di domani. Mettere i musei in rete significa migliorarne gli standard qualitativi, avere direttori tecnici competenti, programmare mostre di alto livello e accedere ai fondi previsti dalla Regione Campania».

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Antitrust, istruttoria nei confronti di società del gruppo Glovo e di Deliveroo

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato un’istruttoria nei confronti di alcune società del gruppo Glovo (Glovoapp23, Foodinho e Glovo Infrastructure Services Italy) e una nei confronti di Deliveroo Italy per possibili condotte illecite nell’attività relativa all’offerta di servizi di consegna a domicilio di prodotti alimentari. Le società avrebbero messo in evidenza, nelle proprie comunicazioni rivolte ai consumatori (come il codice etico e le sezioni “chi siamo” sui loro siti web), un’immagine aziendale fondata sul rispetto di standard etici e di responsabilità sociale che non corrisponderebbe al vero. In particolare, ciò è accaduto per quanto riguarda le condizioni di lavoro e il rispetto della legalità nella gestione dei rider, con riferimento anche al modello operativo e all’algoritmo utilizzato dalle due società. I funzionari dell’Autorità, con l’ausilio della Guardia di finanza, hanno svolto ispezioni nelle sedi di Foodinho e Glovo Infrastructure Services Italy e nella sede di Deliveroo Italy.

Al Galilei Di Palo la sana alimentazione diventa cinema

Dalla riflessione scientifica alla creatività audiovisiva: è questo il percorso che ha portato gli studenti dell’IIS “Galilei-Di Palo” di Salerno a trasformare un momento formativo in un successo nazionale. Il convegno dedicato alla dieta mediterranea e alla longevità, tenutosi presso l’Istituto con la partecipazione del Dott. Carlo Montinaro, si è rivelato molto più di un semplice incontro didattico. L’evento ha rappresentato un’occasione concreta di crescita, capace di stimolare negli studenti curiosità, spirito critico e capacità di rielaborazione. Al centro dell’incontro, il tema della sana alimentazione come chiave per una vita lunga e di qualità. Attraverso gli interventi degli esperti, è emerso come la dieta mediterranea non sia soltanto un modello nutrizionale, ma un vero e proprio stile di vita fondato su equilibrio, prevenzione e consapevolezza. Particolarmente significativo il contributo del Dott. Montinaro, che ha illustrato la sua formula della longevità, offrendo una visione integrata in cui alimentazione, ambiente e comportamenti quotidiani si intrecciano nel determinare il benessere dell’individuo.Ma il valore dell’iniziativa si è manifestato soprattutto nella partecipazione attiva degli studenti. I ragazzi hanno infatti ideato “La ruota della salute ”, un gioco educativo pensato per sensibilizzare in modo semplice e immediato sui corretti stili alimentari.Il progetto è stato successivamente rielaborato anche con strumenti informatici, ampliandone le possibilità di utilizzo e coinvolgimento. In questo contesto, gli studenti dell’indirizzo informatico, ispirandosi alla formula della longevità, hanno sviluppato un’originale analogia applicata al mondo tecnologico, giungendo alla definizione di una “formula della longevità del computer”, basata su principi di manutenzione, equilibrio e prevenzione.Dalla scuola al palcoscenico nazionale il passo è stato naturale. Il lavoro degli studenti ha infatti trovato piena espressione nel concorso Cinefrutta, tra i principali appuntamenti italiani dedicati alla promozione di corretti stili di vita attraverso il linguaggio audiovisivo.Proprio nell’ambito della tredicesima edizione del festival, svoltasi a Giffoni Valle Piana, gli studenti del “Galilei-Di Palo” hanno conquistato il primo posto nella categoria scuole superiori con il cortometraggio “La ruota della salute”. Un risultato che premia non solo la qualità del prodotto realizzato, ma anche la capacità di trasformare contenuti scientifici in un racconto efficace e coinvolgente. La vittoria rappresenta il punto di arrivo di un percorso educativo coerente, in cui teoria e pratica si sono intrecciate dando vita a un’esperienza concreta e significativa. Un percorso reso possibile anche grazie al sostegno del Dirigente scolastico Emiliano Barbuto, che ha offerto agli studenti l’opportunità di intraprendere questa esperienza formativa, e al lavoro di coordinamento dei docenti Laura Vitale e Nicola Mondelli, che hanno seguito e guidato tutte le fasi del progetto, dal convegno fino alla realizzazione del cortometraggio presentato al concorso “Cinefrutta”.Emerge con chiarezza il ruolo della scuola come spazio di innovazione, in cui l’apprendimento diventa partecipazione attiva e produzione culturale. Un esempio virtuoso di come educazione, creatività e consapevolezza possano tradursi in risultati concreti, capaci di lasciare un segno ben oltre le aule scolastiche.

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Colpita una portacontainer francese in transito nello Stretto di Hormuz: ci sono feriti

La nave portacontainer francese San Antonio è stata colpita mentre transitava nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato in un comunicato CMA CGM, colosso francese delle spedizioni (è la terza compagnia al mondo), spiegando che alcuni membri dell’equipaggio sono rimasti feriti e che l’imbarcazione ha subito danni. I feriti sono stati evacuati e stanno ricevendo assistenza medica: si tratterebbe di cittadini filippini.

L’attacco nel giorno della sospensione del Project Freedom

La San Antonio è stata attaccata lo stesso giorno in cui Donald Trump ha sospeso in via temporanea il Project Freedom, cioà l’operazione lanciata il 3 maggio per facilitare l’uscita delle navi dallo Stretto di Hormuz. Il presidente Usa ha dichiarato di aver ordinato la sospensione per verificare se «per verificare se l’accordo con l’Iran possa essere finalizzato e sottoscritto».

La Corte dei conti boccia la nomina di Mattei, capo di gabinetto di Schillaci

Il consiglio di presidenza della Corte dei conti ha bocciato la nomina di Marco Mattei, capo di gabinetto del ministro Orazio Schillaci, a consigliere della stessa Corte. A chiedere il parere era stata l’Associazione magistrati della Corte dei conti, che aveva domandato formalmente al Consiglio di presidenza di valutare rigorosamente i requisiti professionali che la legge richiede per poter essere nominati consiglieri. Secondo l’Associazione, Mattei aveva un profilo carente sul fronte della preparazione giuridica in quanto è un «professionista con formazione specialistica in ambito medico, e non un giurista o un avvocato» (ndr è un ginecologo). Era stato proposto in quota governo – vicino a Fratelli d’Italia, è stato sindaco ad Albano Laziale e assessore regionale presso la giunta Polverini – e sulla sua nomina era stata presentata anche un’interrogazione da parte del Movimento 5 stelle.

Antonio Massa apre un nuovo racconto del Made in Italy

di Raffaella D’Andrea

Neanche Non è stato solo un evento, ma un vero manifesto di identità, visione e appartenenza. La prima edizione del Mediterraneo di Grano Awards, ideata da Antonio Massa del Pastificio Massa di Gragnano,ha acceso i riflettori su un Sud che crea, innova e soprattutto crede nei propri valori con protagonista la pasta di Gragnano. Nella suggestiva cornice dello Yacht Club Marina di Stabia, il 4 Maggio , il Mediterraneo si è raccontato attraverso volti, storie e progetti che hanno un comune denominatore: portare in alto il Made in Italy, senza dimenticare le radici. Momento simbolo della serata è stata la presentazione del nuovo formato di pasta “Rosa dei Venti”, firmato dal Pastificio Massa. Non un semplice prodotto, ma un messaggio. «È la strada giusta da percorrere – ha dichiarato Massa – quella del fare del bene, del fare le cose belle e farle bene, nel rispetto degli altri». Un formato nato da oltre un anno di studio, più di sedici prove e una lavorazione complessa con trafila speciale, realizzato con semola di grano duro 100% italiano ad alto contenuto proteico. Una pasta destinata a viaggiare lontano, fino agli aeroporti internazionali e alle boutique del gusto, diventando ambasciatrice concreta del territorio.Dietro questo progetto c’è una storia che parte da lontano. Il Pastificio Massa affonda le sue radici tra Gragnano e Torre Annunziata, nel solco della grande tradizione della pasta di Gragnano IGP.Il rilancio del marchio prende forma nel 2014 e si consolida nel 2017 con la certificazione IGP, elemento chiave di un’identità fondata su qualità e rigore: trafilatura al bronzo, essiccazione lenta e solo grano italiano selezionato. Con oltre 80 formati prodotti e una forte presenza sui mercati internazionali – in particolare negli Stati Uniti – l’azienda ha scelto una strada precisa: niente grande distribuzione, ma alta ristorazione e canali di eccellenza. Una visione che punta su qualità, sostenibilità e innovazione, senza mai perdere il legame con il territorio e con iniziative concrete di solidarietà.Il Mediterraneo di Grano Awards ha scelto una direzione chiara: riconoscere non solo chi opera nell’enogastronomia, ma anche chi, partendo da una terra complessa come la Campania, ha creduto in un sogno e lo ha trasformato in realtà.Dalla cultura al giornalismo, dalle istituzioni all’impegno civile, fino alla sensibilizzazione medica, il parterre dei premiati ha raccontato un’Italia che costruisce, ogni giorno, il proprio futuro.Tra i presenti, il sindaco di Gragnano Nello D’Auria, simbolo di una comunità che continua a investire nelle proprie eccellenze.A rendere ancora più viva la serata, la partecipazione di artisti come Maurizio Casagrande, Gianni Fiorellino e Gabriele Esposito – quest’ultimo reduce dall’esordio musicale nel cinema con un progetto legato al film di Peppe Iodice – a testimoniare quanto il legame tra cultura e territorio sia oggi più forte che mai.Casagrande, in particolare, ha sottolineato il valore della costanza e della ricerca: «Le cose fatte con amore migliorano nel tempo. E qui ho visto proprio questo: passione, cura e qualità». Trai premiati spiccano figure di primo piano del panorama culturale e istituzionale:Il giornalista Carmine Maione,la dott.ssa Concetta Bianco, il giornalista Giuseppe Giorgio,il prof. Massimo Lucidi,il dott.. Umberto Inverso, gia dirigente UniCredit banca nonché vice presidente fondo investimenti,il giornalista RAI Gianfranco Coppola, presidente nazionale USSI, il dott. Gianpaolo Sinno, punto di riferimento per gli italiani all’estero, il dott. Vincenzo Russolillo, ideatore di Casa Sanremo, la dott.ssa Rossella Prezioso, simbolo di impegno civile nella donazione del midollo,il garante Giovanni Galano, per la tutela dei diritti dei minori, la dott.ssa Mariarosaria Focaccio, per la promozione della cultura della donazione,il magistrato Angelo Frattini, per la difesa della legalità e dell’ambiente, il sindaco Nello D’Auria, per l’impegno verso la comunità.Più che un traguardo, questo primo Mediterraneo di Grano rappresenta un inizio. Un evento che ha saputo unire impresa, cultura, spettacolo e solidarietà, gettando le basi per un progetto destinato a crescere. Un racconto corale che parte dalla pasta – simbolo universale dell’Italia – ma arriva molto più lontano: alla capacità di un territorio di reinventarsi, senza perdere la propria anima.E se la “Rosa dei Venti” indica la rotta, quella tracciata a Marina di Stabia sembra già chiara: guardare al mondo, restando profondamente radicati nella propria terra.

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Stretto di Hormuz, Trump sospende il Project Freedom

Donald Trump ha sospeso temporaneamente il Project Freedom, ovvero l’operazione lanciata per liberare le navi bloccate nello Stretto di Hormuz duramente condannata dall’Iran, «al fine di verificare se l’accordo» con Teheran «possa essere finalizzato e sottoscritto». La decisione, ha spiegato Trump su Truth, è stata presa «su richiesta del Pakistan e di altri Paesi, in considerazione del formidabile successo militare conseguito durante la campagna contro l’Iran» e anche perché «sono stati compiuti grandi progressi verso un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani». Il blocco navale imposto dalla Marina Usa ai porti della Repubblica Islamica resterà in vigore, ha precisato il presidente Usa.

I dirigenti comunali già rilanciano i primi progetti di De Luca

di Erika Noschese

Neanche il tempo di utilizzarlo come spot da campagna elettorale che il progetto diventa già realtà. I dirigenti del Comune di Salerno non hanno mai smesso di eseguire le indicazioni riconducibili a Vincenzo De Luca, ma forse non lo avevano fatto in modo così evidente, senza alcun riguardo per una città commissariata, proprio a causa di scelte maturate da chi oggi, pur non avendo un ruolo diretto nell’amministrazione, continua a esercitare un’influenza concreta sui provvedimenti adottati. Il progetto degli arredi artistici in corrispondenza dei piloni del viadotto Gatto, in via Ligea – intervento che trasformerebbe uno degli accessi principali al capoluogo in una sorta di museo della ceramica (o delle luminarie) a cielo aperto – non è più soltanto uno slogan elettorale dell’ex presidente della Regione Campania. È diventato un atto amministrativo vero e proprio. Una coincidenza? Difficile crederlo. Forse bisognerebbe chiederlo a Luigi Mastrandrea, dirigente comunale che ha firmato la determina: “Salerno Luci d’Artista XXI edizione – annualità 2026-2027 – accordo di collaborazione di cui alla deliberazione di giunta camerale n. 3 del 19/01/2026 della Camera di Commercio di Salerno – servizio di progettazione, direzione lavori e coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione per la realizzazione di arredi artistici in corrispondenza dei piloni del viadotto Gatto in via Ligea”. In sostanza? Il progetto caro a De Luca viene messo nero su bianco per avviarne la realizzazione. Ma, per rendere l’operazione più digeribile, si tenta di ricondurre tutto nell’alveo della nuova edizione di Luci d’Artista. Una scelta che appare più come una copertura formale che come una reale coincidenza progettuale. Tradotto: si tratta della volontà di intervenire sull’ingresso della città con installazioni artistiche, presentate però come parte di Luci d’Artista per legittimarne l’attuazione. La determina parla chiaro anche sul piano economico. Il Comune ha chiesto un contributo di 150mila euro alla Camera di Commercio di Salerno, con l’obiettivo dichiarato di “valorizzare le aree non interessate dall’intervento finanziato dalla Regione Campania mediante la realizzazione di arredi artistici in corrispondenza dei piloni del viadotto Gatto in via Ligea”. Alla fine, però, le risorse ottenute sono state inferiori alle aspettative: poco meno di 25mila euro concessi dall’ente guidato da Andrea Prete, figura da sempre considerata vicina a De Luca. E nella stessa determina si precisa che “il presente Accordo di Collaborazione non determina un co-finanziamento dell’intervento ‘Salerno Luci d’Artista’ XXI edizione, in quanto riguarderà attività complementari non ricomprese nell’intervento finanziato dalla Regione Campania”. Un dettaglio non secondario, che conferma come l’operazione viaggi su un binario parallelo rispetto all’evento ufficiale. Resta quindi una domanda di fondo: siamo di fronte a un reale progetto di riqualificazione urbana o all’ennesima operazione calata dall’alto, confezionata e adattata per esigenze più politiche che amministrative?

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È morto l’ex calciatore Evaristo Beccalossi

È morto a 69 anni Evaristo Beccalossi, ex calciatore ricordato soprattutto per la militanza nell’Inter e molto amato dai tifosi nerazzurri. Lottava da oltre un anno contro le conseguenze di un’emorragia cerebrale che lo aveva colpito a gennaio del 2025.

È morto l’ex calciatore Evaristo Beccalossi
È morto l’ex calciatore Evaristo Beccalossi
È morto l’ex calciatore Evaristo Beccalossi
È morto l’ex calciatore Evaristo Beccalossi
È morto l’ex calciatore Evaristo Beccalossi
È morto l’ex calciatore Evaristo Beccalossi

La carriera di Evaristo Beccalossi, bandiera dell’Inter

Trequartista mancino molto dotato tecnicamente ma discontinuo nel rendimento, Beccalossi era cresciuto nel Brescia – squadra della sua città – per poi passare all’Inter nel 1978. In sei anni di permanenza a Milano collezionò 217 presenze in tutte le competizioni e mise a segno 37 reti, tra cui una doppietta nel derby con Milan vinto per 2-0 il 28 ottobre 1979. Vinse da protagonista lo scudetto nel 1980 e poi la Coppa Italia nel 1982.

Finita l’esperienza nerazzurra giocò una stagione alla Sampdoria (con cui vinse un’altra Coppa Italia) e poi una nel Monza, in B. Successivamente tornò a Brescia dove rimase per due stagioni, di cui la prima in Serie A ma conclusa con la retrocessione. Terminò la carriera da professionista al Barletta, in Serie B. Successivamente giocò nei dilettanti prima nel Pordenone e poi nel Breno. Nonostante il talento, Beccalossi non giocò mai in Nazionale maggiore, fermandosi a 3 presenze nell’under 21 e in 4 nell’Olimpica. Dopo il ritiro dal calcio, divenne molto popolare come commentatore in tivù.

Il monologo di Paolo Rossi sui due rigori sbagliati

Curiosità: nel 1992 l’attore e tifoso nerazzurro Paolo Rossi portò in scena il monologo intitolato Lode a Evaristo Beccalossi, nella quale ricordava la partita di Coppa delle Coppe del 1982 Inter-Slovan Bratislava, in cui il fantasista sbagliò due calci di rigore a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro.

Gli attacchi di Trump a Leone XIV rischiano di azzoppare la visita di Rubio in Vaticano

Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, è atteso per giovedì 7 maggio in Vaticano. Lo scopo dell’incontro con Leone XIV, in agenda per le 11.15 del mattino, è raffreddare il clima fin troppo acceso dello scontro fra Casa Bianca e Santa Sede delle scorse settimane. Il presidente Donald Trump, seguito da esponenti della sua Amministrazione – dal vice JD Vance al segretario della Difesa Pete Hegseth – ha infatti preso di mira Prevost per aver espresso la sua netta contrarietà all’intervento militare degli Usa in Iran. Dopo giorni di attacchi personali rilanciati anche da canali tv e media del mondo MAGA, sembrava però che la strategia fosse cambiata. Inviare Rubio in Italia anche per riportare il conflitto pubblico con la Chiesa di Roma in un abito istituzionale sembrava la scelta giusta per spegnere uno dei focolai politici che incendiano la scena politica americana.

Gli attacchi di Trump a Leone XIV rischiano di azzoppare la visita di Rubio in Vaticano
Marco Rubio e alle sue spalle Pete Hegseth (Ansa).

Il nuovo attacco di Trump e la risposta di Leone

Tuttavia, rispondendo a un istinto profondo, e forse a malumori crescenti verso le istituzioni cattoliche a stelle e strisce che si sono schierate compatte con Leone, Trump non ha mollato la presa e, conversando con il conduttore Hugh Hewitt della rete conservatrice Salem News Channel, ha rincarato la dose: «Penso che il Papa stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone. Lui pensa che sia giusto che l’Iran abbia un’arma nucleare. Beh, è di Chicago, deve imparare parecchie cose…». Un nuovo attacco frontale al Pontefice, che dimostra ancora una volta come il capo della Casa Bianca si muova calpestando costantemente la grammatica istituzionale.

Gli attacchi di Trump a Leone XIV rischiano di azzoppare la visita di Rubio in Vaticano
Donald Trump (Imagoeconomica).

Dal canto suo Leone ha replicato che «la missione della Chiesa è predicare il Vangelo, predicare la pace». «Chi mi critica per annunciare il Vangelo», ha aggiunto, «lo faccia con la verità. La Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari, quindi non c’è nessun dubbio. Spero semplicemente di essere ascoltato per il valore della parola di Dio». Il tutto è avvenuto alla vigilia della visita di Rubio in Italia e in Vaticano. Così la missione del segretario di Stato (cattolico e con ambizioni presidenziali) rischia di essere azzoppata in partenza. Certo non mancheranno le buone maniere diplomatiche, ma è chiaro che rimarrà una certa freddezza nelle relazioni fra Casa Bianca e Santa Sede.

«L’influenza normativa» del Papa va oltre la religione

Un osservatore attento delle vicende vaticane come il gesuita padre Antonio Spadaro, ex direttore di Civiltà cattolica, in un commento scritto per l’agenzia cattolica asiatica Ucanews, descrivendo il ruolo del Papa nell’attuale scenario internazionale in relazione alla visita di Rubio, ha sottolineato: «La Santa Sede è un attore diplomatico singolarmente peculiare: non dispone di una forza militare, non esercita una significativa influenza economica, eppure esercita una sorta di influenza normativa – una capacità di rimodellare la grammatica morale del conflitto – enormemente sproporzionata rispetto al suo peso materiale». Così «quando Papa Leone XIV dichiara che la guerra è impensabile, o moralmente indifendibile, non sta semplicemente esprimendo un’opinione religiosa. Sta ridefinendo i confini di ciò che si può dire nella vita pubblica, con reali ripercussioni sulle alleanze, sull’opinione pubblica globale e sulla legittimità percepita di qualsiasi potenza che aspiri a presentarsi come forza di stabilità».

Gli attacchi di Trump a Leone XIV rischiano di azzoppare la visita di Rubio in Vaticano
Papa Leone XIV (Imagoeconomica).

I nuovi vescovi Usa anti-Trump

Forse il tentativo di Trump è quello di intimorire il Pontefice a suon di interventi imbarazzanti e attacchi personali, ma difficilmente Prevost cederà di fronte a tutto questo. Di certo, gli ultimi segnali arrivati dal Vaticano non vanno in questa direzione. Si consideri, infatti, che fra i nuovi vescovi americani nominati dal Papa ci sono il nuovo ausiliario di Washington, il reverendo 46enne Robert Paul Boxie III, cappellano di Harvard, che aveva duramente criticato lo smantellamento dei programmi sulla diversità, equità e inclusione (DEI), e un difensore degli immigrati come monsignor Evelio Menjivar-Ayala. Nato in El Salvador, il nuovo vescovo di Wheeling-Charleston, West Virginia, arrivò da clandestino negli Usa nel 1990 e ha ottenuto la cittadinanza nel 2006. Una scelta che rafforza il messaggio del Papa sull’immigrazione: i nuovi arrivati, quando accolti e integrati, possono contribuire alla crescita del nuovo Paese in cui vivono. D’altro canto, il pontefice sta nominando vescovi originari dell’America Latina e del Sud-Est asiatico, Paesi dai quali è forte l’immigrazione diretta negli Stati Uniti, segno inequivocabile di una visione opposta a quella dell’amministrazione repubblicana protagonista di una violenta campagna di espulsioni accompagnata da una chiusura ermetica delle frontiere.

Il messaggio di Prevost alle Charities americane

La Casa Bianca ha inoltre cancellato anche i programmi tradizionalmente confermati dai presidenti Usa – democratici e repubblicani – di accoglienza verso un certo numero di richiedenti asilo ogni anno, con particolare attenzione a chi proveniva da Paesi in guerra. Programmi storicamente finanziati dalla Casa Bianca, che vedevano le istituzioni cattoliche in prima fila nella gestione dei rifugiati. Non a caso il Pontefice ha ricevuto in Vaticano, un paio di giorni fa, il Consiglio Direttivo di Catholic Charities Usa, l’articolata e forte rappresentanza delle organizzazioni caritative cattoliche che svolgono un ruolo centrale nella rete dell’assistenza sociale negli States. Rivolgendosi dunque alle Charities americane, il Papa ha affermato che nell’esercizio del loro ministero è necessario cercare «di trovare soluzioni a situazioni disumane, di alleviare la sofferenza di individui e famiglie e di alleggerire il fardello di quanti sono oppressi da difficoltà e conflitti. In tutte queste circostanze deve essere la carità di Cristo a spingervi nel vostro lavoro quotidiano». «Vale a dire», ha aggiunto, «il desiderio di portare ad altri aiuto materiale con l’amore e il cuore di Gesù, perché è in quell’amore che troveranno sollievo autentico e rispetto della loro dignità». Un messaggio chiaro per chi, alla Casa Bianca e dintorni, gioca a sostituirsi a Cristo in qualche meme, improvvisa lezioni di teologia e brandisce la Bibbia come fosse un randello. 

Il campione paralimpico Matteo Bonacina arrestato per abusi e stalking

L’atleta paralimpico Matteo Bonacina, arciere della Nazionale azzurra, è stato arrestato per abusi sessuali e stalking. Lo riporta Repubblica, spiegando che la procura di Roma ha aperto un’indagine su di lui partendo dalle denunce delle presunte vittime. Secondo le accuse, tra il 2019 e il 2024 avrebbe molestato cinque atlete e un’allenatrice. In occasione delle Paralimpiadi del 2024, avrebbe tentato di violentare una giovane azzurra dopo essersi introdotto nella sua camera. «Si è buttato verso di me con il fisico. Io gli chiedevo cosa stesse facendo e lui mi diceva “Sul pulmino eri così bella, mi ecciti”», ha raccontato lei. Negli anni precedenti avrebbe inviato foto intime corredate da messaggi a sfondo sessuale e preteso da una collega Nazionale un perizoma rosso come portafortuna. Bonacina, 41 anni e campione di tiro con l’arco, è stato posto agli arresti domiciliari.

Salernitana, la carica degli ultras

SALERNO – La tifoseria granata (nella foto di Guglielmo Gambardella) si muove per spingere la Salernitana verso il ritorno in serie B. Il Direttivo Ultras, movimento ultrà presente in curva Sud Siberiano e formato dai gruppi Ultras Movement Salerno, Paestum Granata e Costiera al Seguito, in un comunicato diffuso nella mattinata di ieri ha fatto un accorato appello a tutta la tifoseria granata in vista dell’inizio dei play off, chiedendo sostanzialmente di mettere da parte i malumori e di tornare in massa accanto alla Salernitana per spingerla a riconquistare la serie B scippatale esattamente un anno fa: “È arrivato il momento, è tempo del Fino Alla Fine… uniti per un obiettivo: andar via da questa categoria. Andiamoci a riprendere sul campo ciò che ci è stato tolto a tavolino! Perché quando Salerno si compatta e mostra il suo orgoglio, diventa una sola forza e un solo ed insuperabile scoglio. Abbiamo vissuto stagioni difficili, cadute, delusioni, umiliazioni. È tempo di rialzarsi! NOI ultras che c’eravamo e ci saremo aldilà del risultato, chiediamo il ritorno allo stadio della proprietà, della dirigenza e di tutta la gente che ha a cuore le sorti della nostra amata Salernitana. Stringiamoci attorno a questi ragazzi e al suo condottiero. Riprendiamoci il posto che Salerno ed il suo popolo merita. Siamo al rush finale, i playoff otto partite da disputare ognuna come se fosse una finale con dignità, passione, appartenenza, con il sangue agli occhi e con il coltello tra i denti, pronti a tutto come sempre! Seguiamoli in ogni dove e poi riempiamo l’Arechi facendolo diventare un fortino inespugnabile una bolgia infernale, coloriamolo di granata, dando l’ennesima dimostrazione, semmai servisse, di attaccamento a questi colori. Per chi non ha mai smesso di crederci, noi dagli spalti, loro in campo perchè è così che si fa, mani al cielo e voce alta: fino all’ultima battaglia saremo li’ a sostenere la nostra gloriosa maglia!”, ha concluso il Direttivo Ultras.
SQUADRA AL LAVORO Intanto ieri mattina la Salernitana è tornata al lavoro dopo il giorno di riposo concesso da mister Serse Cosmi. Lescano e compagnihanno svolto un lavoro aerobico seguito da esercitazioni sul possesso palla e partitine a campo ridotto. Filippo Berra e Galo Capomaggio si sono allenati regolarmente con i compagni. A questo punto Serse Cosmi, nel momento più importante della stagione, può finalmente godere di tutti gli effettivi a sua disposizione. Gli allenamenti proseguiranno quest’oggi con una doppia seduta a partire dalle 10:00, sempre al Mary Rosy, mentre domani la Salernitana sosterrà un test amichevole contro il Faiano all’Arechi. La società granata, per l’occasione, lascerà aperte le porte dello stadio per consentire l’accesso ai tifosi, un gesto importante per far sentire il calore della torcida granata alla squadra in vista dell’inizio del cammino nei play off promozione.

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Occupazione, la sfida di Lanocita

di Olga Sammauro

Lavoro di qualità, concorsi trasparenti e proposte sugli appalti. Il tema dell’occupazione rappresenta una parte importante del programma elettorale del candidato sindaco di Salerno Franco Massimo Lanocita. Un tema strettamente connesso a quello dei giovani e alla capacità della città di Salerno di essere attrattiva e di non lasciarli andare via. Delle proposte di Alleanza Verdi e Sinistra, che sostiene la candidatura di Lanocita, per il lavoro a Salerno, si è discusso in un incontro nei giorni scorsi. Prima proposta l’introduzione del salario minimo a livello municipale. “Parliamo di un salario di almeno 10 euro all’ora nei contratti che il comune andrà a fare con gli appaltatori. È semplicemente civiltà” ha dichiarato Lanocita che non ha perso occasione per attaccare sui concorsi attualmente aperti. Per il candidato sindaco la sfida dell’occupazione giovanile “non si risolve così come si intende fare adesso. Le società partecipate hanno un forte precariato al loro interno. Dovrebbero prima cominciare a definire questo aspetto e poi aprirsi ad una possibile ipotesi di ampliamento. Ma bisogna farlo nella massima trasparenza possibile. Oggi la trasparenza non c’è perché tutto viene fatto in campagna elettorale”. Insomma, l’idea di una città diversa che, a proposito di lavora, possa valorizzare l’Università e le sue specializzazioni. È sfuggito a tutti che qui abbiamo una delle prime facoltà di Informatica, ci sono attività che il mondo universitario potrebbe portare”. Per Lanocita poi la crisi del commercio è sotto gli occhi di tutti. La proposta sarebbe quella di guardare al modello Ferrara dove il canone per chi fitta un locale commerciale è composto da un elemento fisso minimo e da un altro connesso al fatturato, con il canone che viene incrementato in percentuale. Dalla discussione in Parlamento sul decreto Primo maggio, alla città di Salerno con criticità e proposte avanzate durante l’incontro al quale ha preso parte anche il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Franco Mari. Per Mari la situazione dei giovani, la difficoltà di trovare lavoro, è connessa ad “un sistema di potere che è un tappo. Qui se non conosci qualcuno non hai alcuna possibilità” ha detto Mari. L’incontro si è concluso con nuove idee per la città dal salario minimo all’introduzione di vincoli occupazionali più forti negli appalti.

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Aliberti, risultato importante, ora incidere sui piccoli comuni

Un risultato non del tutto scontato, soprattutto a seguito dell’unione del centrodestra, che si è presentato compatto all’appuntamento dell’elezione del presidente della Provincia di Salerno. A spuntarla è stato il sindaco di Bellosguardo, Geppino Parente, con circa il 60% di preferenze a fronte del restante 40% ottenuto dallo sfidante sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti. Con quest’ultimo che ha fatto una approfondita analisi del voto.

Sindaco, partiamo dall’esito di questa votazione. Se lo aspettava?

“Non ho mai pensato, neanche per un attimo, di poter vincere le elezioni provinciali. Basta osservare i numeri: su 175 consiglieri comunali delle città di prima fascia, quanti appartengono davvero ai partiti della mia coalizione? E questo senza nemmeno considerare i piccoli comuni, ancora sotto l’egemonia delle comunità montane, e l’influenza esercitata su diversi enti, compresa l’ASL, riconducibile a Vincenzo De Luca”.

Cosa è successo secondo lei? Con il centrodestra che tra l’altro si è presentato unito e compatto.

“Siamo arrivati al 40%, nonostante uno schieramento imponente messo in campo dall’esterno della Provincia di Salerno. Con amministratori chiamati a raccolta su indicazione dei capibastone, espressione della stessa logica politica riconducibile a Vincenzo De Luca”.

Che fotografia le consegna questa votazione?

“Per scardinare il sistema di potere costruito in Provincia di Salerno serve unità, ma anche la capacità di andare oltre i confini del centrodestra. Se è vero che l’80% dei voti provenienti dai comuni di prima fascia, quelli sopra i 30.000 abitanti, arriva da amministrazioni strutturate, in gran parte guidate dal centrosinistra (fatta eccezione per Scafati), allora il dato più significativo è un altro: proprio da lì abbiamo ottenuto 1.000 voti ponderati in più rispetto all’altra parte politica. Un risultato ancora più rilevante se si considera che parliamo di consiglieri e assessori che, pur non potendo votare direttamente, rappresentano ciascuno centinaia di voti. Resta però il limite di una legge iniqua, che non garantisce un equilibrio reale di rappresentanza tra i consiglieri e il corpo elettorale”.

Un suo messaggio al neo presidente eletto.

“Spero che riesca a essere davvero autonomo dalle logiche di De Luca, capace di sganciarsi dalle dinamiche di partito come tra l’altro impone la legge Delrio e di dare risposte concrete ai 158 comuni della seconda provincia più grande d’Italia”.

Secondo lei, questa nuova amministrazione sarà in grado di dare risposte concrete ai cittadini dell’intera Provincia di Salerno?

“Non credo che cambierà molto rispetto a quanto hanno dimostrato dal 2014 a oggi, se non per qualche raro esempio di buona amministrazione da parte di presidenti con una lunga esperienza e una reale autonomia dall’ex presidente della Regione. Non mi aspetto risultati significativi sulle competenze proprie della Provincia, né risposte adeguate per i sindaci e gli amministratori, ai quali ieri come oggi andrebbero aperte le porte di Palazzo Sant’Agostino, al di là delle appartenenze politiche. Un ringraziamento va alla coalizione di centrodestra: a quei pochi che si sono impegnati fino in fondo credendoci davvero, a chi è rimasto a guardare, e anche a chi ha esultato per la sconfitta, più che per il risultato. L’unità del centrodestra va praticata, non solo dichiarata, e deve saper attrarre quel mondo civico che è stato la mia vera forza. Se ci fossimo basati esclusivamente sugli amministratori iscritti ai partiti del centrodestra soprattutto nei comuni sopra i 30.000 abitanti, quasi tutti amministrati dal centrosinistra (tranne Scafati) difficilmente avremmo raggiunto un risultato che, per queste condizioni, resta comunque straordinario”.

Le elezioni del presidente della Provincia consegnano un Aliberti consapevole del risultato che si sarebbe potuto ottenere. A ciò si aggiunge una sempre evidente avversione nei confronti dell’ex governatore della Campania, sottolineata in più riflessioni. Una sfida che sembra essere infinita.

Mario Rinaldi

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Salerno, Barone riparte dai quartieri

È scesa di nuovo in campo, dopo cinque anni di opposizione al consiglio comunale di Salerno, presentandosi come la sindaca della liberazione. Elisabetta Barone con Semplice Salerno ha avviato ieri il suo tour tra i quartieri della città di Salerno. L’idea di proseguire lì dove ci si era lasciati in occasione della precedente tornata elettorale, anche allora candidata alla carica di sindaca. Oggi, ancora con “Semplice Salerno”, l’intenzione è quella di mettersi in ascolto della città e dei suoi cittadini, quartiere per quartiere, per dire loro che possono essere i protagonisti di una liberazione “che è possibile e che può consentire a ciascuno di assumere con responsabilità la vita pubblica del proprio presente e del proprio futuro” ha dichiarato Barone durante il primo di una serie di incontri con i cittadini alla Pasticceria Mancini al Parco Arbostella, nella zona orientale di Salerno. Rivolgendosi ai residenti, Barone ha sottolineato l’esigenza di voltare pagina, per raccontare cose nuove, presentando ai cittadini una visione concrete. Proposte ma anche il racconto ai salernitani di quanto accaduto nei cinque anni alle spalle. “La città muore sotto lo smog e l’inquinamento, non possiamo poi pensare di continuare a cementificare la città, a pensare che questo sia l’unico sviluppo possibile”. Ha battuto su mobilità e sostenibilità la candidata di “Semplice Salerno” nel primo incontro con gli elettori, accendendo i riflettori sul Piano Urbano di Mobilità Sostenibile “costato 800mila euro, ma non realizzato, neppure le colonnine elettriche sono state realizzate” ha ancora attaccato Barone proponendo contestualmente la sua idea di città. Una Salerno in cui ci siano spazi pubblici destinati ai giovani, degli hub culturali di crescita e sviluppo, poi, ancora, un piano strategico per lo sviluppo economico per una città che abbia un respiro nuovo. Salerno può cambiare se i salernitani capiscono che possono determinare il cambiamento, l’assunto su cui poggia la campagna di Elisabetta Barone. “Siamo ancora tanto indietro, non abbiamo usato le risorse PNRR, non abbiamo pensato di utilizzare i tetti degli edifici pubblici per l’installazione dei pannelli fotovoltaici andando, così nella direzione della sostenibilità”.

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Sarastra, ricorso della Procura, 10 luglio in Cassazione

Scafati. Fissata per il 10 luglio prossimo l’udienza in Cassazione su ricorso della Procura Generale contro la decisione della Corte d’Appello di Salerno di respingere l’istanza della pubblica accusa per gli imputati del processo sul presunto voto di scambio a Scafati, denominato Sarastra, perché presentata con il vecchio metodo (cartaceo)  anziché come da normativa Cartabia (digitale). Proprio il non aver osservato le nuove disposizioni, a inizio marzo i giudici di secondo grado  avevano ritenuto inammissibile e non recuperabile  l’istanza della Dda dopo le assoluzioni del novembre 2024 a Nocera Inferiore. Per Eliseo Taddeo sostituto procuratore della Corte d’Appello di Salerno e il collega Rocco Alfano pm dell’Antimafia, invece, il ricorso deve essere accolto perché sarebbe stato fatto con l’unica modalità disponibile essendo l’altro criterio fuori uso per un malfunzionamento dello strumento che servirebbe per inoltrare appello in forma digitale. Decideranno, quindi, i giudici del Palazzaccio capitolino con udienza del 10 luglio, 21 giorni prima della “feriale”. I giudici dell’Appello  nelle 23 pagine di motivazione avevano ritenuto di non doversi procedere dopo l’eccezione sollevata dal collegio difensivo per il quale l’appello sarebbe stato proposto con il vecchio metodo e non con le nuove normative, come stabilito da due sentenze della Corte di Cassazione allegate al ricorso da Costantino Cardiello difensore di Monica Paolino, ex consigliere regionale di Forza Italia e moglie di Pasquale Aliberti. Imputati sono Pasquale Aliberti, il fratello Nello Maurizio, Roberto Barchiesi, Giovanni Cozzolino e Ciro Petrucci. Nella valutazioni delle singole posizioni l’Antimafia aveva ritenuto come Pasquale Aliberti “sia il vero “dominus” di tutta l’operazione relativa al patto elettorale politico-mafioso concluso con il clan Loreto Ridosso, sia per le elezioni comunali del 2013, che per quelle regionali del 2015″. La Corte d’Appello nel ritenere inammissibile e non recuperabile il ricorso dell’Antimafia  scrive che “dagli atti processuali non solo non è emersa con certezza l’esistenza di un avvenuto accordo (con scambio voti/appalti) fra il clan, nel 2013, ma ancor meno è emersa una concretezza probatoria, sotto forma di “contratto” e con modalità “mafiose”, un patto analogo nelle elezioni del 2015 sempre con Aliberti, senza sottolineare che tale accordo avrebbe dovuto anche coinvolgere, almeno formalmente, la candidata ed attuale imputata Monica Paolino”. E ancora, assolutamente carente è stato giudicato il quadro probatorio raccolto a carico della moglie di Aliberti: non solo non si è accertata una reale condotta attribuibile all’imputata, ma neppure un concreto indizio che supportasse la sussistenza di una consapevolezza nella predetta di un accordo intervenuto fra il clan  ed il marito già nel 2013 e che tale accordo fosse stato perpetuato nel 2015 per favorire la sua candidatura”. L’ultima parola spetta alla Cassazione.

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Cinema: Mortal Kombat II arriva oggi al cinema

Mortal Kombat II arriva oggi al cinema

Il secondo film del franchise, diretto da Simon McQuoid, introduce il pesonaggio di Johnny Cage

Nelle sale italiane arriva oggi Mortal Kombat II, nuovo capitolo del franchise videoludico sbarcato al cinema nella prima volta nel 2021 e portato in Italia da Warner Bros. Picture. Come per il precedente capitolo, troviamo alla regia Simon McQuoid, mentre la regia è stavolta affidata al creatore della serie Marvel Moon Knight Jeremy Slater. In questo secondo capitolo basato sulla saga di videogiochi creata da Ed Boon e John Tobias, vediamo in azione Karl Urban (The Boys) nei panni di Johnny Cage, affiancato da Adeline Rudolph (Hellboy: The Crooked Man), Tadanobu Asano (Shōgun), e... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Cinema - 6 maggio 2026 - articolo di Angela Bernardoni

Star Wars: The Mandalorian & Grogu celebra lo Star Wars Day onorando i maestri e i loro padawan

The Mandalorian & Grogu celebra lo Star Wars Day onorando i maestri e i loro padawan

Una nuova clip evidenzia le relazioni di amore e rispetto che percorrono tutta la storia del franchise

Come ogni anno, il 4 maggio (May the 4th) i fan di Star Wars celebrano il loro franchise preferito. Spesso è una giornata in cui Disney e Lucasfilm annunciano nuovi progetti o pubblicano lungamente attesi teaser e trailer. Quest'anno le celebrazioni sono parche, ma un momento per onorare le storie di George Lucas se lo prende The Mandalorian and Grogu, il prossimo lungometraggio della serie in arrivo nei cinema il prossimo 20 maggio. Guarda il video: Star Wars: The Mandalorian and Grogu | Generations Il film porta al cinema la serie creata nel 2019 da Jon Favreau, che firma anche... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Star Wars - 6 maggio 2026 - articolo di Angela Bernardoni

Editoria: Tre nuovi Oscar di Philip K. Dick

Tre nuovi Oscar di Philip K. Dick

Arrivano in libreria tutti assieme Valis, L'invasione divina e La trasmigrazione di Timothy Archer.

Mondadori porta in libreria tutti assieme gli ultimi tre romanzi pubblicati da Philip K. Dick: Valis (1981), L'invasione divina (1981) e La trasmigrazione di Timothy Archer (1981). Non sono gli ultimi usciti: altri, come Radio Libera Albemuth che uscirà in questa collana a fine maggio, sono usciti postumi. L'autore infatti è morto nel 1982, pochi mesi prima dell'uscita nei cinema di Blade Runner che gli avrebbe portato la fama al di fuori dal mondo della fantascienza. I tre libri sono nella nuova traduzione di Paolo Parisi Presicce, abbandonando – il che è un... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 6 maggio 2026 - articolo di S*

Frana Sarno, Bicchielli: “Sicurezza del territorio diventi missione nazionale”

“Nel giorno dell’anniversario della frana di Sarno del 1998, il pensiero della Commissione va innanzitutto alle vittime, alle loro famiglie e a una comunità che porta ancora i segni profondi di una tragedia che ha sconvolto l’intero Paese. Il 5 maggio 1998, tra Sarno, Quindici, Bracigliano e Siano, persero la vita 160 persone: un evento che resta tra i più gravi disastri idrogeologici della nostra storia recente e che ha segnato in modo indelebile la coscienza collettiva nazionale. Intere famiglie furono spezzate, quartieri cancellati, e il dolore di quei giorni continua ancora oggi a vivere nella memoria di chi ha perso tutto. Ricordare non è un atto formale. È un dovere istituzionale e morale, ma anche un impegno civile che deve tradursi in azioni concrete e durature. Perché Sarno ci ha insegnato, nel modo più drammatico, quanto il rischio idrogeologico non sia un’astrazione, ma una realtà concreta che riguarda la sicurezza delle nostre comunità, la tutela delle vite umane e la salvaguardia del territorio. È una lezione che non può essere dimenticata né sottovalutata, soprattutto in un Paese fragile come il nostro”. Lo dichiara il deputato di Forza Italia, Pino Bicchielli, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico. “Oggi sappiamo che l’Italia è un Paese strutturalmente esposto: oltre il 94% dei Comuni è interessato da fenomeni di rischio idrogeologico. Questo significa che milioni di cittadini vivono quotidianamente in condizioni di potenziale pericolo, spesso senza piena consapevolezza. È un dato che non può lasciarci indifferenti e che impone un cambio di paradigma definitivo: passare dalla gestione dell’emergenza alla cultura della prevenzione, investendo in modo sistematico e continuativo nella messa in sicurezza del territorio. Come Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, sento forte la responsabilità di trasformare il ricordo in azione concreta. Non possiamo limitarci alla commemorazione: dobbiamo costruire politiche efficaci, rafforzare gli strumenti di pianificazione e garantire che tragedie come quella di Sarno non si ripetano mai più. Per questo, il prossimo 29 maggio, l’intera Commissione sarà a Sarno per un sopralluogo ufficiale. Non sarà una visita simbolica, ma un momento di ascolto, di verifica e di lavoro, insieme alle istituzioni locali, agli esperti, alle associazioni e ai cittadini” – aggiunge Bicchielli. “Vogliamo partire proprio da Sarno per rafforzare un impegno nazionale: costruire un sistema più efficace di prevenzione, investire nella manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio, contrastare l’abusivismo edilizio, migliorare il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali e utilizzare le tecnologie più avanzate per il monitoraggio e la previsione dei fenomeni naturali. È fondamentale anche promuovere una maggiore educazione al rischio, affinché ogni cittadino sia consapevole del contesto in cui vive e sappia come comportarsi in situazioni di emergenza. La memoria delle vittime ci obbliga a non ripetere gli errori del passato. Non possiamo permettere che incuria, ritardi o sottovalutazioni mettano ancora a rischio vite umane. La sicurezza del territorio deve diventare una vera missione nazionale, condivisa e sostenuta da tutte le istituzioni e dalla società civile. È questa la strada che abbiamo il dovere di percorrere, con determinazione, responsabilità e senso dello Stato”, conclude.

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Spotify introduce un badge per distinguere i contenuti creati con l’IA

Spotify ha annunciato l’introduzione del badge “Verificato da Spotify”, un sistema di certificazione volto a distinguere le produzioni umane dai contenuti generati dall’intelligenza artificiale. La spunta verde appare sul profilo e sulla ricerca di un’artista solo se soddisfa gli standard definiti per la dimostrazione di autenticità e fiducia. L’azienda spiega che «i profili che sembrano rappresentare principalmente artisti generati dall’IA non sono idonei per la verifica». Deezer, una piattaforma di streaming musicale rivale di Spotify, ha recentemente condiviso dei dati che dimostrano come il 44 per cento dei caricamenti quotidiani sui servizi di streaming musicale siano generati da IA.

Chi è idoneo ad avere il badge

Spotify spiega che, per far sì che riceva la spunta verde, un artista dovrà dimostrare un’attività costante, un coinvolgimento attivo del proprio pubblico e il pieno rispetto delle linee guida dell’applicazione. Al momento del lancio della funzione, già il 99 per cento degli artisti risulterà verificato. L’estensione del badge al resto del catalogo avverrà dopo l’accertamento dell’autenticità attraverso l’analisi di segnali che confermino o meno la natura umana dei profili. Il rollout di questa nuova funzione è già avvenuto il 1° maggio e le spunte verdi sono già visibili.

Spazio inquinato: così Starlink di Elon Musk minaccia l’atmosfera

Starlink, il progetto di internet via satellite avviato nel 2015 da Elon Musk e sul quale c’è stato qualche attrito in passato col governo Meloni, è tornato nei cieli italiani la sera del primo maggio, regalando ai social nuove immagini del “trenino” di 29 satelliti, visibile da varie località di Piemonte e Lombardia. Dietro lo spettacolo luminoso, tuttavia, si cela quello che molti scienziati considerano un esperimento su scala planetaria dai contorni ancora poco controllati, come segnala SpaceWeather.com.

Spazio inquinato: così Starlink di Elon Musk minaccia l’atmosfera
Satelliti Starlink in orbita sopra l’atmosfera terrestre (foto Imagoeconomica).

La minaccia dell’ossido di alluminio: occhio alle microparticelle

Lo spettacolo celeste nasconde infatti importanti implicazioni per la contaminazione dell’atmosfera terrestre. I satelliti Starlink sono progettati per l’autodistruzione dopo circa 2/3 anni di attività, un’obsolescenza che in termini d’inquinamento genera 30 chilogrammi di ossido di alluminio per unità. Con una frequenza di un satellite bruciato ogni 16 ore si può dire che, solo nei primi quattro mesi del 2026, sono state cinque le tonnellate di ossido di alluminio immesse nella stratosfera e nella mesosfera. È proprio l’ossido di alluminio a rappresentare la minaccia maggiore per la nostra atmosfera. Le microparticelle di questa sostanza hanno un impatto negativo, ancora una volta, sullo strato dell’ozono. I danni collaterali sono a oggi imprevedibili, ma potenzialmente irreversibili.

Il problema del litio: concentrazione aumentata di 10 volte

Secondo lo studio tedesco pubblicato sulla rivista accademica Communications Earth & Environment a febbraio 2026, il passaggio delle tecnologie di SpaceX, in questo caso il razzo Falcon 9, causerebbero inoltre un aumento di 10 volte della concentrazione di litio naturalmente presente nell’atmosfera. Anche Focus sottolinea l’incremento problematico del metallo alcalino, assieme ad altre particelle inquinanti derivanti dalla disintegrazione di razzi e satelliti come il rame, il piombo e, nuovamente, l’alluminio.

Spazio inquinato: così Starlink di Elon Musk minaccia l’atmosfera
Sganciamento di un satellite Starlink (foto Imagoeconomica).

La nuova minaccia è meno visibile, ma potenzialmente più grave

Se fino a poco tempo fa i detriti spaziali e il rischio di collisioni con il traffico aereo sembravano rappresentare l’unico problema legato ai progetti di SpaceX, le analisi di SpaceWeather.com, riprese anche da Ansa, si concentrano su una minaccia meno visibile, ma potenzialmente più grave e duratura. E così, al prossimo passaggio del trenino luminoso, lo sguardo rivolto al cielo potrebbe non essere più di stupore, bensì di crescente preoccupazione.

Il Pd e i riformisti in fuga: anatomia di una diaspora che non fa sistema

Insieme a te non ci sto più, guardo le nuvole lassù… Il riformismo italiano è in cerca d’autore, di leadership, di direzione. Nel frattempo però si limita a togliere il disturbo. Dal Pd, tendenzialmente. Marianna Madia lunedì ha lasciato il partito di Elly Schlein, non una sorpresa a dire il vero. I riformisti delle chat riformiste aspettavano questo annuncio riformista da tempo. Questione di giorni, di mesi, di anni, ma alla fine l’ex ministra dei governi Renzi e Gentiloni si è congedata, ha spiegato che proseguirà la battaglia altrove, dentro Italia viva ma da indipendente (una definizione invero assurda, ma tant’è), per liberare l’Italia da Giorgia Meloni e i suoi. 

Il Pd e i riformisti in fuga: anatomia di una diaspora che non fa sistema
Marianna Madia (Imagoeconomica).

I tentennamenti di Delrio e il futuro di Comunità Democratica

E ora? Ora potrebbero andarsene altri; quello di “indiziato speciale a lasciare il Pd” da qualche tempo è diventato una professione. Il primo che viene in mente è Graziano Delrio, che punterebbe a far crescere Comunità Democratica, l’associazione nata per dare sfogo e spazio ai cattolici del centrosinistra che non sanno che farsene dello schleinismo. Il passo in avanti potrebbe essere quello di dare vita a una Cosa Centrista, ma Delrio – pur molto presente nel dibattito pubblico, con le sue idee che non convergono con quelle della segreteria – ha fin qui sempre evitato di fare la mossa successiva, quella che conduce fuori dal partito. Forse perché fuori dalla chiesa democratica non v’è salvezza e anche il più scazzato fra i riformisti sa che lo spettro del 2 per cento è sempre in agguato.

Il Pd e i riformisti in fuga: anatomia di una diaspora che non fa sistema
Graziano Delrio (Imagoeconomica).

La solita Pina nel fianco

Ma ci sono anche altri nomi che vengono in mente. Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, quasi quotidianamente evidenzia i limiti della segreteria del Pd, in uno scontro continuo che come minimo le potrebbe costare l’esclusione dalle liste al prossimo giro. Anche lunedì ha sferzato il Nazareno, parlando all’Ansa, dopo l’uscita di Madia: «È un silenzio preoccupante e onestamente inspiegabile quello del Nazareno su una ferita dolorosissima per il Pd: l’addio di una delle fondatrici del partito, Marianna Madia. L’uscita di Madia non può essere derubricata a fatto personale, racconta un disagio che riguarda la natura del partito e per questo non meriterebbe affatto il silenzio come risposta». In fondo è lo stesso silenzio che viene riservato anche a Picierno, quando parla di Russia e viene attaccata dai filo putiniani eccetera eccetera.

Il Pd e i riformisti in fuga: anatomia di una diaspora che non fa sistema
Pina Picierno (Imagoeconomica).

Gori pronto a un congresso che forse non ci sarà

Giorgio Gori, europarlamentare del Pd, sembra essere pronto a tutto, ha passato gli ultimi mesi a costruire un dialogo tra il Pd e quei mondi che l’attuale segreteria non sembra voler affatto presidiare (gli imprenditori). Pronto a tutto, persino a un congresso se ci dovesse mai essere, anche se lo stesso ex sindaco di Bergamo non pensa che effettivamente ci sarà; d’altronde l’unica competizione che Schlein stavolta condivide, avalla, accetta è una in cui non c’è partita. Una non-partita, insomma, che peraltro non danneggi troppi chi è appena passato – occhiali a goccia e bagagli – nelle file della maggioranza, vale a dire Stefano Bonaccini, il cui ruolo di presidente del Pd regge finché gli viene garantito lo spazio di alfiere riformista. Un ruolo su cui in diversi ex compagni di Energia Popolare, a cominciare da Lorenzo Guerini, hanno qualcosa da ridire. 

Il Pd e i riformisti in fuga: anatomia di una diaspora che non fa sistema
Giorgio Gori (Imagoeconomica).

Il vero problema dei riformisti è la modalità del dissenso

Ma il problema più grosso dei riformisti, oggi, è la modalità di dissenso. Se ne vanno alla spicciolata, prima Elisabetta Gualmini (verso Azione), ora Madia (verso Italia viva), quasi per caso, a distanza di molte settimane, senza una prospettiva organica. Rompono ma non del tutto, perché rimangono comunque nell’alveo del campo largo, specie ora che Renzi è diventato il primo tifoso, novello portavoce, dell’alleanza di centrosinistra per provare a battere Giorgia Meloni alle prossime elezioni politiche. Traslocano, semmai, senza fare troppi danni. Il rischio di questa spicciolata è che diventi sterile, non produca niente se non altro spaesamento, in attesa che le Politiche si compiano. La vittoria referendaria ha senz’altro rinvigorito Schlein, spingendo la notte più in là. Ma i riformisti sembrano ipotizzare che l’anno prossimo per Schlein, alle elezioni, quando non ci saranno (forse) magistrati a far campagna elettorale con l’opposizione, arriverà una secchiata d’acqua gelida. 

Il Pd e i riformisti in fuga: anatomia di una diaspora che non fa sistema
Elly Schlein (Imagoeconomica).

Instagram Instants, come funziona la novità del social di Meta

Arriva la nuova funzione Instants per Instagram, che punta a riportare la moda della foto “così come viene”. Ecco come funziona e come utilizzarla al meglio.

Cos’è Instants

Instants è una nuova modalità di condivisione di foto e video molto simile all’app BeReal, uscita nel 2022. Il focus principale dell’aggiornamento è quello di abbandonare l’utilizzo di filtri, modifiche ed elementi aggiuntivi e limitarsi alla foto in sé, come viene sul momento, a cui potrà essere aggiunta solo una breve didascalia. Ogni contenuto che viene condiviso può essere aperto solo una volta e rimane visibile per 24 ore ad amici stretti e utenti che seguiamo e che ci seguono a loro volta. È comunque possibile rivedere foto e video condivisi da sé accedendo all’archivio personale. Gli amici possono reagire con like, emoji o messaggi diretti, ma non si potrà scoprire chi ha visualizzato il contenuto.

Instagram Instants, come funziona la novità del social di Meta

Come utilizzare Instants

Per utilizzare la nuova funzione, basta andare nella sezione Dm (messaggi privati) di Instagram e premere il quadrato con i bordi arrotondati in basso a destra. Da li, si può creare un contenuto al volo oppure pescarlo dalla galleria interna. In alternativa, è possibile scaricare l’applicazione dedicata dall’App store. L’Italia, insieme alla Spagna, è mercato di anteprima della nuova funzione.

Meloni e l’immagine in lingerie generata dall’IA: «I deepfake colpiscono tutti»

«Girano in questi giorni diverse mie foto false, generate con l’intelligenza artificiale e spacciate per vere da qualche solerte oppositore. Devo riconoscere che chi le ha realizzate, almeno nel caso in allegato, mi ha anche migliorata parecchio. Ma resta il fatto che, pur di attaccare e di inventare falsità, ormai si usa davvero qualsiasi cosa». Lo ha scritto Giorgia Meloni sui social pubblicando un’immagine che la ritrae in lingerie, rintracciata online e generata con l’IA, precedentemente condivisa e criticata da un utente di Facebook, che l’aveva ritenuta reale. La premier ha poi aggiunto: «Il punto, però, va anche oltre me. I deepfake sono uno strumento pericoloso, perché possono ingannare, manipolare e colpire chiunque. Io posso difendermi. Molti altri no. Per questo una regola dovrebbe valere sempre: verificare prima di credere, e credere prima di condividere. Perché oggi capita a me, domani può capitare a chiunque».

Borsa Italiana rinnova il cda, Testa confermato amministratore delegato

L’assemblea di Borsa Italiana, che ha come unico socio Euronext, ha rinnovato il consiglio di amministrazione, che ha poi confermato Fabrizio Testa come amministratore delegato e Claudia Parzani nel ruolo di presidente. Il rinnovo senza una procedura di valutazione e selezione è arrivato nonostante la contrarietà di Cassa depositi e prestiti, che si era rivolta alla Corte di Amsterdam contro la gestione delle nomine dei vertici da parte di Euronext, ottenendo però una sentenza sfavorevole.

Borsa Italiana rinnova il cda, Testa confermato amministratore delegato
Claudia Parzani (Imagoeconomica).

Il contenzioso tra Euronext e Cdp

Cdp, controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (che ne detiene l’82,77 per cento del capitale), sostiene che la presentazione delle candidature per il cda di Borsa Italiana debba sempre avvenire previa procedura di valutazione e selezione dei candidati. Euronext, invece, sostiene che in base al Transaction Cooperation Agreement firmato nel 2020 assieme a Cdp e Intesa Sanpaolo, questo iter non sia previsto se i vertici vengono confermati. Oltre che alla Corte di Amsterdam, Cdp – azionista di Borsa Italiana – si è rivolta anche al Tribunale di Milano, vedendosi però respingere l’istanza presentata.

Rinnovati anche i vertici di MTS

Dopo il rinnovo, il board di Borsa Italiana oltre a Testa e Parzani ha confermato Gianluca Garbi come vicepresidente e Giorgio Modica (cfo del gruppo Euronext) consigliere con delega alla finanza. Il contenzioso tra Cassa Depositi e Prestiti e Euronext riguarda non solo Piazza Affari, anche il rinnovo dei vertici di MTS, che a sua volta si è riunito per confermare Maria Cannata presidente e Angelo Proni amministratore delegato.

Acea, Oddo Bhf assegna Outperform e target price di 27 euro per azione

Oddo Bhf, gruppo finanziario franco-tedesco con una forte presenza a livello europeo, ha pubblicato uno studio su Acea avviando la copertura sul titolo con la raccomandazione Outperform e il target price di 27 euro per azione (potenziale upside +21 per cento rispetto al prezzo del 30 aprile 2026). L’analista ritiene che Acea abbia completato con successo la trasformazione in operatore infrastrutturale quasi completamente regolato, con elevata visibilità sui flussi di cassa e un profilo di crescita in linea – se non superiore – a quello dei principali player regolati europei, a fronte di multipli ancora a sconto. Il broker evidenzia, in particolare, che con la cessione di Acea Energia, perfezionata ad aprile 2026, l’esposizione alle attività regolate è diventata quasi totale. Il 96 per cento dell’Ebitda deriva da attività regolate, disciplinate dai frameworks tariffari di Arera con un’elevata visibilità fino al 2029. L’elevato fabbisogno di investimenti – legato all’obsolescenza delle reti idriche e all’obiettivo di una maggiore elettrificazione – rappresenta un importante driver strutturale di crescita degli investimenti che sono riconosciuti in tariffa e sostengono l’aumento della Rab.

Il caso degli ex agenti della Cia nell’ufficio elettorale di Meta

Il Partito democratico ha chiesto alla Commissione europea chiarimenti sulla presenza di ex membri della Cia negli Election Operations Center di Meta, struttura attivata dall’azienda di Mark Zuckerberg in occasione delle varie tornate elettorali per monitorare contenuti, campagne e flussi informativi.

Meta ha attivato questo ufficio in occasione delle Europee del 2024

Meta, ad esempio, ha attivato questa struttura in occasione delle Europee del 2024, anche in Italia. Sandro Ruotolo e Nicola Zingaretti, annunciando un’interrogazione al Parlamento europeo, hanno chiesto: «È accettabile che i flussi informativi durante le elezioni europee possano essere influenzati da strutture opache gestite da piattaforme private, nelle quali operano figure con un passato nei servizi di intelligence di Paesi terzi?». Già nel corso del 2022 era emerso il massiccio impiego da parte di Meta di ex membri della Cia, della National Security Agency, dell’Fbi e di altre agenzie governative americane, tutti assunti dal colosso di Menlo Park con l’obiettivo di controllare le policy di gestione dei contenuti e garantire formalmente scrutini di sicurezza più elevati.

Il caso degli ex agenti della Cia nell’ufficio elettorale di Meta
Palazzo Berlaymont (Ansa).

I nomi degli ex agenti dell’intellicence negli Election Operations Center

Sono peraltro usciti i nomi di alcune figure con esperienze in ambiti di intelligence Usa, coinvolti negli Election Operations Center: Aaron Berman, Hagan Barnett, Bryan Weisbard e Mike Bradow. Il primo, in Meta dal 2019 dove guida il team globale che definisce le policy sulle elezioni, in passato ha lavorato per 15 anni nella Cia occupandosi di influenza e analisi delle campagne informative in grado di incidere sui processi politici. Barnett, che in Meta opera nell’area legata all’IA, è un ex contractor della Cia, con un passato anche al Dipartimento del Tesoro nel settore del controterrorismo. Anche Weisbard, che fino a poco tempo fa in Meta guidava la strategia sulla privacy e sull’uso dei dati, è stato nell’intelligence Usa, oltre che nel Dipartimento di Stato. Bradow, che in Meta si occupa di fact-checking, viene invece da Usaid, ovvero l’agenzia americana che fornisce assistenza allo sviluppo economico, aiuto umanitario e sostiene il settore dell’informazione in molti Paesi.

Economia circolare, Intesa Sanpaolo rinnova la partnership con Fondazione Ellen MacArthur

La partnership strategica tra Intesa Sanpaolo ed Ellen MacArthur Foundation, principale promotore a livello internazionale della transizione verso l’economia circolare, compie 10 anni e si rinnova con la firma di un nuovo contratto di collaborazione quadriennale. Intesa Sanpaolo Innovation center continuerà a coordinare la collaborazione in qualità di centro di competenza del Gruppo Intesa Sanpaolo sulla circular economy, leva strategica per orientare innovazione, investimenti e creazione di valore.

I modelli di business circolari possano portare alla riduzione del rischio finanziario delle imprese

Il modello economico-produttivo circolare slega lo sviluppo economico e sociale dallo sfruttamento delle risorse naturali esauribili ed è universalmente riconosciuto come fattore strategico di competitività industriale, sicurezza delle risorse e resilienza economica. La circular economy riduce la dipendenza da materie prime vergini e attenua l’esposizione agli shock dei prezzi delle commodity, un fattore che assume una rilevanza strategica in un contesto segnato da volatilità energetica e tensioni geopolitiche. Ricerche internazionali, tra cui quelle promosse da Intesa Sanpaolo Innovation center e dall’Università Bocconi, evidenziano come i modelli di business circolari possano portare alla riduzione del rischio finanziario delle imprese e al miglioramento del profilo rischio-rendimento degli investimenti. L’Unione europea ha riconosciuto l’economia circolare tra gli elementi chiave nelle politiche industriali e di sostenibilità e punta a diventare circular global leader entro il 2030.

Dal 2022 al 2025 Intesa ha erogato finanziamenti per 15,9 miliardi di euro a sostegno della circular economy

Intesa Sanpaolo è la prima banca al mondo a tradurre l’economia circolare in strumenti finanziari concreti. La collaborazione con Ellen MacArthur Foundation, di cui è il primo network financial services strategic partner dal 2016, ha contribuito alla definizione dei criteri di validazione nell’ambito delle linee di credito dedicate alla circular economy. Grazie a questi strumenti, nell’arco del Piano d’impresa 2022–2025, il Gruppo Intesa ha sostenuto la trasformazione dei modelli produttivi da lineari – basati sull’approccio take-make-waste (prendi-produci-spreca) – a circolari e quindi rigenerabili e rigenerativi del capitale naturale per definizione, erogando finanziamenti per 15,9 miliardi di euro, che si vanno ad aggiungere ai 7,7 miliardi di euro erogati nel Piano 2018-2021. Il nuovo Piano 2026-2029 conferma l’impegno sulla circular economy nel più ampio ambito del credito sostenibile, che sarà pari al 30 per cento delle nuove erogazioni a medio-lungo termine.

Il rinnovo dell’accordo rafforzerà il dialogo con regolatori e policy maker

La partnership con Ellen MacArthur Foundation ha consentito al Gruppo Intesa Sanpaolo di rafforzare relazioni strategiche con istituzioni europee e organizzazioni internazionali, contribuire al dibattito sulle politiche industriali e finanziarie nazionali ed europee e promuovere ecosistemi di innovazione e collaborazione tra imprese, startup, università e centri di ricerca per accelerare la transizione circolare. In 10 anni la collaborazione ha contribuito a integrare i principi della circular economy nel settore finanziario italiano ed internazionale. Il rinnovo dell’accordo coinvolgerà la banca in nuove iniziative a livello internazionale, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo con regolatori e policy maker italiani ed europei e contribuire al dibattito sull’attuazione del Circular economy act della Commissione europea e su altre iniziative normative. Intesa continuerà inoltre a promuovere attività di formazione e divulgazione sull’economia circolare a livello nazionale e internazionale, favorendo il dialogo e attivando iniziative concrete.