Monte Pruno promuove l’incontro dedicato ad Aldo Moro

Nuovo appuntamento culturale promosso dal Gruppo Monte Pruno che conferma, ancora una volta, la propria attenzione verso iniziative di alto profilo dedicate alla riflessione civile, alla memoria storica e alla crescita culturale delle comunità. Dopo il grande interesse registrato nei numerosi eventi organizzati negli ultimi anni, venerdì 5 giugno 2026, alle ore 17:30, presso la Sala Cultura della Banca Monte Pruno a Sant’Arsenio, si terrà la presentazione del libro dell’On. Tino Iannuzzi e di Alberto Losacco dal titolo “Aldo Moro. Le idee, il metodo, l’eredità”, pubblicato da Baldini+Castoldi. L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di approfondimento su una delle figure più autorevoli e complesse della storia repubblicana italiana: Aldo Moro, uomo di Stato, giurista, costituente e protagonista centrale del Novecento politico italiano. A coordinare l’incontro sarà Antonio Mastrandrea, Responsabile Area Executive della Banca Monte Pruno. Dopo i saluti istituzionali di Aldo Rescinito, Presidente del Circolo Banca Monte Pruno, del Direttore Generale della Banca Monte Pruno Cono Federico e del Presidente della Fondazione Monte Pruno Michele Albanese, l’On. Tino Iannuzzi dialogherà con Angelo Raffaele Marmo, Condirettore di QN. Il volume propone una riflessione rigorosa e profondamente attuale sulla figura di Moro, affrontandone il pensiero politico, il metodo istituzionale, il ruolo di costituente, il rapporto con il Mezzogiorno e la capacità di interpretare la politica come servizio, ascolto e responsabilità. Uno degli aspetti più significativi del libro è proprio quello di restituire centralità al Moro politico, al pensatore, allo statista e non soltanto alla drammatica vicenda del rapimento e dell’assassinio che ne segnò tragicamente la fine. Gli autori scelgono infatti di andare oltre il ricordo doloroso dei cinquantacinque giorni del sequestro, offrendo una rilettura più ampia e profonda della sua visione istituzionale e del suo contributo alla costruzione democratica del Paese. Attraverso una ricostruzione documentata e mai retorica, emerge il profilo di un uomo che considerava la politica come esercizio alto di responsabilità e di equilibrio, fondato sull’ascolto, sul dialogo e sulla capacità di tenere unite sensibilità diverse senza alimentare divisioni e contrapposizioni. Di grande attualità appare anche il “metodo Moro”, basato su pazienza istituzionale, rispetto dell’avversario, profondità di analisi e ricerca costante di soluzioni condivise. Una lezione che oggi, in un tempo spesso dominato dalla velocità, dalla semplificazione e dalla contrapposizione permanente, conserva un valore straordinario. Particolarmente significativa appare inoltre la riflessione sul Mezzogiorno, visto da Moro non come periferia del Paese, ma come luogo strategico per comprendere le fragilità e le opportunità dell’Italia, valorizzando infrastrutture, istruzione, sviluppo e qualità delle classi dirigenti. La Banca Monte Pruno, il Circolo e la Fondazione Monte Pruno continuano così a promuovere momenti di confronto culturale e civile, nella convinzione che la crescita di un territorio passi anche attraverso il dialogo, la memoria storica e la formazione delle coscienze. Un impegno coerente con la missione del Gruppo Monte Pruno: essere presidio di sviluppo non solo economico, ma anche umano, culturale e sociale delle comunità di riferimento. L’ingresso è libero

L'articolo Monte Pruno promuove l’incontro dedicato ad Aldo Moro proviene da Le Cronache.

Virtus Sarno in trionfo: la Serie B è realtà

di Davide Maddaluno

SARNO – Sardinia felix per la Virtus Sarno che cede di mi- sura 78-77 alla Sef Torres nel match di ritorno del primo turno degli spareggi nazio- nali ma grazie al +30 del Pa- laFinamore può finalmente festeggiare l’ultimo e più am- bito traguardo: la promozione in Serie B Interregionale. Ar- riva la ciliegina sulla torta ad una stagione da record per la compagine allenata da Nicola Amato, partita con la conqui- sta della Coppa Campania e proseguita, avendo la meglio dello stesso avversario (Ma- tese), con la vittoria dei play- off di girone che hanno concesso a capitan Carmine Moccia e compagni il pass per l’ultimo atto contro gli isolani. I bianconeroverdi mettono sin dall’inizio le cose in chiaro al PalaSerradimigni chiu- dendo sul 18-29 il primo quarto e allungando sul +14 nel secondo prima di andare all’intervallo lungo sul 37-48. Nella ripresa i padroni di casa si giocano il tutto per tutto, i viaggianti gestiscono senza affondare ulteriormente il colpo e conducono di 10 al termine del terzo periodo (56-66). L’aria di festa inizia a traspirare, Casu e Pitirra si prendono la scena nelle bat- tute conclusive firmando l’inutile sorpasso. La Torres avrà ora un’altra chance con- tro Terni, battuta nel doppio confronto dai brindisini del Mesagne che ribaltano il 56- 51 dell’andata con un peren- torio 64-53. Sassari diventa

dunque teatro di festeggia- menti per la formazione tar- gata Lars Cleman Impianti e per l’entourage dirigenziale capeggiato dalla famiglia Renzullo che per la prima volta nella storia serve il tre- ble e riporta la cadetteria in città. “Il corollario di un’an- nata vissuta ai vertici sin dal principio. – le prime parole di coach Nicola Amato coadiu- vato da Antonio Palumbo – Questro gruppo ha dimo- strato di essere più forte di ogni infortunio ed ostacolo, di avere la mentalità giusta per fare il salto di categoria e di saper reagire sempre al me- glio laddove sono maturati (rari) incidenti di percorso o comunque prestazioni non ottimali come in avvio dei play-off. Ringrazio tutti co- loro i quali hanno contribuito al successo globale, società, sponsor, staff tecnico, atleti e in particolare i tifosi che come auspicato sono stati il nostro sesto uomo nel mo- mento più caldo”. A dare lo sprint in più alla Virtus, arri- vato proprio come regalo sotto l’albero di Natale, è Nando Matrone, sceso dal nazionale per lasciare il suo marchio vincente: “L’obiet- tivo era ben preciso sin dalla scorsa estate ed è stato per- seguito e raggiunto. – rac- conta il pivot ex capitano della Power – Dal mio arrivo mi sono subito allineato per aiutare il gruppo a conqui- starlo e direi che meglio di così non poteva andare. Ci siamo presi quello che vole- vamo a tutti i costi, ora è tempo di godersi il momento

per poi preparare il terreno al futuro prossimo e al nuovo campionato”. Ha giocato poco ma quando in campo ha sempre dato il suo contributo d’esperienza, confermandosi talismano e leader silenzioso. Stefano Capaccio, icona della palla a spicchi salernitana della old generation insieme a Marco Cucco ed Ernesto Beatrice: “E’ stato un anno in- credibile, sotto tanti aspetti, duro, lungo e faticoso, non sempre facile e personal- mente per qualche mese ad- dirittura deludente, in compenso però ho avuto la fortuna di condividerlo in- sieme a persone fantastiche. Siamo stati semplicemente

un unico cuore pulsante. Spero nel mio piccolo di aver contribuito a questa stagione praticamente perfetta. E’ stato un onore essere uno di voi. Lo dedico a Mamma e a Papà. Ora capisco a distanza di anni cosa significa real- mente avere i tuoi genitori alle partite o ricevere una chiamata il giorno dopo. Gra- zie a tutti, la Virtus è famiglia”. Immediate le congratula- zioni del sindaco di Sarno Francesco Squillante: “Dietro questo traguardo ci sono mesi di allenamenti, sacrifici, trasferte, difficoltà superate insieme e la capacità di non smettere mai di crederci. Cìè il lavoro di una società che ha

programmato con serietà, di uno staff che ha guidato il gruppo e di una squadra che ha saputo rappresentare Sarno con orgoglio dentro e fuori dal campo. Al presi- dente Renzullo e alla sua fa- miglia, alla dirigenza, al coach Amato, agli atleti e a tutti coloro che hanno contri- buito a questo straordinario percorso, vanno le congratu- lazioni mie personali e del- l’amministrazione comunale. Festeggia la Virtus Sarno, ma festeggia anche una città intera che si ricono- sce nei valori più autentici dello sport: impegno, pas- sione, sacrificio e apparte- nenza”.

L'articolo Virtus Sarno in trionfo: la Serie B è realtà proviene da Le Cronache.

Futuro Nazionale, designati i delegati per l’Assemblea Costituente

Prosegue il percorso di radicamento territoriale di Futuro Nazionale in provincia di Salerno in vista dell’Assemblea Costituente in programma il 13 e 14 giugno. Il Comitato Futuro Nazionale Eboli 1 ha designato quale proprio delegato il Senatore Franco Cardiello, mentre il Comitato Futuro Nazionale Eboli 2 ha indicato il giovane Manuel Cetrulo. A seguito della nomina, Manuel Cetrulo ha espresso il proprio ringraziamento per la fiducia ricevuta e ha rivolto un riconoscimento al lavoro svolto dal Senatore Cardiello nella costruzione e nel consolidamento della rete territoriale di Futuro Nazionale. “In occasione della nomina a delegato all’Assemblea Costituente di Futuro Nazionale, prevista per il 13 e 14 giugno, desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento al Comitato Futuro Nazionale Eboli 2 per la fiducia che ha inteso accordarmi. Ricevere questa delega rappresenta per me un grande onore e una significativa responsabilità, che affronterò con impegno, entusiasmo e spirito di servizio, contribuendo alla costruzione di un progetto politico che guarda al futuro con serietà, competenza e radicamento nei territori. Un ringraziamento particolare va al Senatore Franco Cardiello, nominato delegato dal Comitato Futuro Nazionale Eboli 1, per il grande lavoro che sta portando avanti non solo nella città di Eboli, ma sull’intera provincia di Salerno, favorendo la nascita e il consolidamento dei comitati di Futuro Nazionale. La collaborazione instaurata nel tempo con il Senatore Cardiello si è rafforzata giorno dopo giorno, diventando un importante punto di riferimento umano e politico, fondato sulla condivisione di valori, idee e obiettivi comuni. Con questo spirito mi appresto a partecipare all’Assemblea Costituente, consapevole dell’importanza di questo momento e determinato a dare il mio contributo per la crescita e il radicamento di Futuro Nazionale.”

L'articolo Futuro Nazionale, designati i delegati per l’Assemblea Costituente proviene da Le Cronache.

Lega, Vuolo: «Il dialogo interno è la chiave per superare ogni divergenza»

‘Onorevole Lucia Vuolo interviene nel dibattito politico locale per accendere i riflettori sull’importanza della coesione e del confronto costruttivo all’interno del partito, in una fase di profondo rilancio e riorganizzazione per la provincia di Salerno, stimolata anche dalle recenti riflessioni emerse sulla stampa territoriale. Dichiara l’Onorevole: «In un grande movimento politico che cresce e si radica, il confronto e la diversità di vedute sono elementi naturali di vitalità, non di divisione. Di fronte a qualsiasi divergenza, fraintendimento o momento di riflessione organizzativa, la strada maestra resta e deve restare sempre una sola: il dialogo interno. È all’interno della nostra comunità politica che si devono trovare le sintesi migliori. La Lega oggi offre uno spazio solido, aperto e strutturato per accogliere ogni istanza e superare insieme le complessità, ricordandoci sempre che le visioni particolari devono convergere verso il fine ultimo e comune: il bene dei cittadini e lo sviluppo del territorio.» Sottolinea poi l’impegno della Lega per il Mezzogiorno e il ceto produttivo «La nostra priorità assoluta è dare risposte concrete a chi produce, lavora e vive nel nostro territorio. Come forza trainante del Governo nazionale, la Lega sta dimostrando con i fatti una centralità strategica nel rilancio del Mezzogiorno e nel sostegno concreto al ceto produttivo. Le nostre battaglie e le riforme che stiamo portando avanti sono mirate a: * Sostenere il tessuto imprenditoriale e commerciale, difendendo le partite IVA e le imprese locali dalle troppe burocrazie. * Sbloccare investimenti e infrastrutture fondamentali per colmare il divario storico del Sud. * Valorizzare le eccellenze territoriali, creando opportunità reali affinché i nostri giovani possano restare e investire in Campania.» In questo diagramma, fondamentale è il lavoro di ricostruzione di Zinzi e Durigon in provincia di Salerno. «Se questo percorso di crescita è oggi una realtà tangibile, lo si deve allo straordinario e costante impegno del coordinatore regionale, On. Gianpiero Zinzi, e del vice segretario federale, On. Claudio Durigon. Entrambi si sono spesi, e continuano a spendersi senza sosta, nell’esclusivo interesse della ricostruzione, del rilancio e del radicamento della Lega nella provincia di Salerno.Grazie alla loro guida e alla loro capacità di ascolto, il partito ha inaugurato una stagione basata sul merito, sulla presenza costante e sull’inclusione, azzerando le distanze tra i vertici e la base. Invito chiunque oggi viva una fase di incertezza o di dissenso organizzativo a guardare alla solidità di questo progetto. Uniti attorno a una leadership forte e a obiettivi programmatici chiari, possiamo continuare a fare la differenza per Salerno e per l’intero Mezzogiorno. Io ci sono, convinta che solo dall’unità e dal confronto interno nascano i veri risultati per la nostra comunità.»

L'articolo Lega, Vuolo: «Il dialogo interno è la chiave per superare ogni divergenza» proviene da Le Cronache.

De Luca chiami tutti a cambiare il modo di fare politica

Salvatore Memoli

Le elezioni amministrative di Salerno del 2026 sono un fatto che appartiene al passato, ora bisogna guardare avanti. Guardare oltre con fiducia ed abbassare tutte le differenze che ci hanno diviso e che restano più polemiche speciose che arricchimento di un dibattito politico utile. > É stato patetico ripensare a come sia stata preparata da tutti questa competizione elettorale, con un De Luca quasi intollerante e sufficiente che ha voluto sfidare se stesso e l’altra parte dei competitori alla ricerca di una identità non ritrovata che li ha posti tutti, già al primo turno, alla recita del tutti insieme allegramente contro il più forte, l’avversario da abbattere. Una dimostrazione di unità che non hanno avuto prima, nel momento della preparazione delle liste elettorali e della ricerca dei candidati sindaci. Si sono ritrovati durante il primo turno senza più distingui, senza sentirsi avversari competitori che sapevano di essere l’altra pagina della politica. Così ci hanno dimostrato che la campagna elettorale era diventata una deminutio, incapace di tenere testa a lui che usciva fresco fresco dalla guida della Regione Campania. Eppure, il neo belzebù della politica, in modo corretto, come si conviene ad un grande leader, ha assunto tutti gli impegni che gli preparavano evitando polemiche, inutili confronti e dibattiti che non dicono niente. > De Luca non ha fatto niente per essere simpatico, né ipocriti ammiccamenti, né cedimenti di giudizi sui suoi avversari, alcuni decisamente figli e gestori del suo potere politico. > É rimasto come sfinge a fare il suo lavoro e a dare giudizi netti anche sui suoi apparati e sulle mancanze amministrative che permettono di giudicare come latitante l’ultimo governo della città. Molti gli hanno caricato la responsabilità di tutte le sviste amministrative delle Giunte Napoli e bene hanno fatto perché gli riconoscono che l’unico leader politico da oltre 30 anni ha un solo nome Vincenzo De Luca! É bene che se ne renda conto che anche ‘a sua insaputa’ molti dei suoi hanno fatto o non fatto cose risultate esecrabili che hanno fatto male alla città! > Non mi spaventano gli anni che verranno di Vincenzo De Luca, sarà un lavoratore ineguagliabile; sono curioso di vedere se sarà capace di prendere posizioni chiare verso tutto ciò che é anomalia della politica, come una classe politica uscita dall’uovo di Pasqua e che ha dettato legge, con acrimonia, sprezzante sicumera e ostentazione di una protezione che facevano risalire a lui! > Spero De Luca cambi la carta della musica ed i musicanti! > Gli stessi protagonisti, con responsabilità di atti e di giudizi insani, che hanno fatto assurgere a “modello Salerno o sistema Salerno”, il lavoro di tanti lavoratori che hanno garantito per tanti anni alti livelli di manutenzione e pulizia nei servizi pubblici, da sottoporre a severo giudizio penale, fortunatamente risolto con abbondante sentenza assolutoria e per il resto avviata a riconoscimento d’insussistenza dei fatti! > Intanto quelle leggerezze di tanti, in sua assenza, e non dell’opposizione hanno esposto il comune a ludibrio. > Ora De Luca deve prendere posizione e guidare macchina politica e macchina comunale sulla strada di un chiarimento di gestione e di omogeneità delle scelte. > Tutto questo sento di augurare al futuro di Vincenzo De Luca. Della sua opposizione non avrà nulla da temere, perché fare opposizione è un dovere ed una competenza che dovranno esercitare a mani libere. Poi, sono sicuro che sarà possibile, se si vuole, chiamare a responsabilità e partecipazione tutti i rappresentanti politici, fermo restando le appartenenze ed i ruoli. > Sarebbe un bel traguardo dimostrare di lavorare insieme per la città soprattutto se tutti ( maggioranza ed opposizione) trovassero il tempo di un confronto sano e costruttivo, abbandonando preconcetti dannosi. > De Luca ha davanti a sé non solo una gestione ordinaria della città, da lui aspettiamo una gestione straordinaria della politica. Dal suo lavoro, con prospettiva decennale, vorremmo ricevere una classe politica rinnovata, un cambio delle cattive abitudini che hanno permesso confusioni e sovrapposizioni. Ora é tempo di riabilitare la politica con atti coraggiosi, un’opera pubblica in meno e una classe politica più competente, misurata, preparata che venga da lui preparata al governo del futuro. Per la maggioranza e per l’opposizione. Con la speranza che l’opposizione si riappropri di un metodo e di una vitale autonomia che serve a Salerno.

L'articolo De Luca chiami tutti a cambiare il modo di fare politica proviene da Le Cronache.

Salerno. I nuovi ingressi in consiglio comunale

di Erika Noschese

La nomina degli assessori della giunta De Luca contribuisce a definire in modo definitivo la composizione del Consiglio comunale di Salerno. L’ingresso di alcuni consiglieri nella nuova giunta, infatti, lascia vacanti diversi seggi che saranno occupati dai primi dei non eletti nelle rispettive liste, completando così il quadro dell’assise cittadina che accompagnerà il sindaco Vincenzo De Luca nel corso della nuova consiliatura. Per i Progressisti per Salerno, la nomina di tre assessori consente l’ingresso in Consiglio comunale dei primi tre non eletti: Alessandra Francese, con 714 preferenze, Eva Avossa, con 661 voti, e Manuela Maria Siniscalco, che ha ottenuto 492 preferenze. Tre innesti che rafforzano la rappresentanza della lista all’interno dell’aula consiliare. Per A Testa Alta subentrano invece Felice Santoro, forte di 650 voti, e Pasquale Criscito, che ne ha raccolti 571. Marco Mazzeo, con 565 preferenze, entra in Consiglio comunale in seguito alla nomina ad assessore di Paola De Roberto, mentre Filomeno Di Popolo, che ha ottenuto 639 preferenze, torna tra gli scranni dell’assemblea cittadina grazie all’ingresso in giunta di un rappresentante di Avanti Salerno Psi. Infine, Giovanni D’Avenia, con 432 preferenze, conquista un seggio in Consiglio comunale a seguito della nomina ad assessore di Gaetana Falcone. Un avvicendamento che completa il mosaico della maggioranza e ridisegna gli equilibri dell’aula, chiamata ora a confrontarsi con le prime sfide amministrative del nuovo mandato. I consiglieri eletti dovrebbero essere proclamati la prima settimana di luglio, salvo ulteriori ritardi dettati dai ricorsi presentati dagli esclusi.

L'articolo Salerno. I nuovi ingressi in consiglio comunale proviene da Le Cronache.

L’inchiesta. Donne che non si arrendono mai

di Marina Manna

Alle falde del Vesuvio, più precisamente a Boscotrecase, resiste un gruppo di donne che da più di un decennio è in prima linea contro i soprusi ambientali e la violenza di genere del territorio. Si tratta dell’associazione La Fenice Vulcanica, oggi attiva soprattutto nel sostegno alle donne vittime di violenza nel territorio vesuviano. Il progetto nasce però con finalità inizialmente diverse.

Angela Losciale e le volontarie dell’associazione inizialmente si mobilitano come realtà ecosolidale, in un territorio tristemente noto come quello della terra dei fuochi in particolare per la controversa gestione delle discariche campane come quella di Cava Sari proprio all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio e quella di Cava Vitiello a Terzigno. Quest’ultima, durante la crisi dei rifiuti in Campania del 2010, avrebbe dovuto essere trasformata in discarica su decreto emanato dal governo Berlusconi, progetto poi tramontato nel 2013. Parallelamente alle manifestazioni popolari, Angela e il suo team progettano la stesura di un registro di uomini e donne colpiti da malattie riconducibili all’inquinamento ambientale. È proprio durante questi colloqui che emerge un’altra emergenza. Molte donne oltre a raccontare la propria esperienza con la malattia, iniziano a confidare episodi di violenza domestica e soprusi subiti tra le mura di casa. Quel momento di dialogo diventa spontaneamente uno sportello di ascolto in cui sentirsi capite e ascoltate.

Ho incontrato Angela Losciale, presidentessa dell’associazione La Fenice Vulcanica in attività dal 2016 insieme alla dottoressa Raffaella De Filippo, Annarita D’Aquino, Sofia D’Aquino e Anna Losciale, donne che mi hanno raccontato come quotidianamente portano avanti il loro lavoro dell’associazione tra supporto psicologico, assistenza legale ascolto delle vittime.

Come nasce la Fenice Vulcanica e come avviene concretamente il supporto?

L’associazione nasce da una graduale presa di coscienza dell’urgenza di violenza di genere in questi territori. La percezione che ci fosse un problema diffuso non è stata immediata, ma è stata risvegliata da alcune donne che durante i colloqui legati alle malattie oncologiche contratte a causa dell’inquinamento ambientale, finivano per confidarsi anche sulle violenze subite tra le mura domestiche, spesso da parte dei partner. Abbiamo da lì capito che esisteva un bisogno profondo di ascolto e tutela. Così nel 2016 è nato il progetto Ti ascolto dell’associazione Fenice Vulcanica con l’obiettivo di sostenere concretamente le donne vittime di violenza. Inizialmente avevamo sede in un locale adiacente alla parrocchia di Boscotrecase, successivamente ci siamo trasferite in un edificio nel quartiere Piano Napoli, distretto particolarmente impegnativo di Boscoreale, dove la violenza di genere rappresenta solo una fetta di un disagio sociale ben più ampio e complesso. Infine, il sindaco di Boscotrecase ci ha offerto un locale all’interno del municipio che ad oggi è la sede dell’associazione.

Il gruppo è composto da donne: due avvocate, una civilista e una penalista, una sociologa che coordina le volontarie impegnate nel front Office e due psicologhe. Abbiamo inoltre, un numero telefonico sempre attivo che le donne possono contattare in qualsiasi momento. Dopo un primo incontro, costruiamo insieme un percorso personalizzato sia sul fronte psicologico che sul fronte legale. Ad oggi abbiamo 150 accessi.

 

Per aiutare concretamente le donne, non serve solo un lavoro di associazione e di volontariato, ma è fondamentale la collaborazione delle forze dell’ordine locale. Com’è il rapporto con le istituzioni locali?

 

Noi accompagniamo le donne dal momento della denuncia e le seguiamo per tutto l’iter successivo. Il Codice Rosso, (legge 19 luglio 2019, n. 69), se applicato correttamente, funziona. Il problema è che dipende dal commissariato e da chi ci lavora, noi non agiamo solo sul territorio di Boscotrecase, ma anche su numerosi paesi vicini. Conserviamo un ricorso molto positivo del 1^ dirigente Vincenzo Gioia del commissariato prima di Torre Annunziata e poi di Castellammare di Stabia. Con lui abbiamo creato un produttivo sodalizio accelerando procedure e contribuendo alla risoluzione di molto casi. Non sempre però si incontrano figure con la stessa sensibilità e determinazione e in quei casi risulta più difficile agire concretamente.

 

 

L’emancipazione va di pari passo con l’indipendenza che deve essere anche autonomia economica e lavorativa. Spesso al sud, le donne sono per obbligo familiare o per costrutto sociale indotte a non lavorare perché considerate principalmente responsabili della cura della casa e dei figli. Spesso il mancato allontanamento dal proprio aggressore deriva proprio da questo, cioè da una mancanza di alternativa. Affrontate anche questo aspetto?

 

Assolutamente sì. La nostra associazione porta avanti diverse attività parallele, fungiamo non proprio da ufficio di collocamento, ma aziende locali o privati si rivolgono spesso a noi quando cercano personale. Uno dei nostri obiettivi è proprio quello di creare percorsi che possano offrire alle donne non solo un’occupazione immediata ma soprattutto un’educazione all’indipendenza economica. L’idea è aiutarle a inserirsi inizialmente in lavori temporanei affinché possano poi acquisire consapevolezza delle proprie capacità e costruire autonomamente il proprio percorso professionale. È sicuramente molto complesso. Attualmente stiamo portando avanti un progetto di produzione di marmellate biologiche che ad oggi rappresenta una fonte di sostegno economico per l’associazione per coprire le spese essenziali come utenze e telefonia, ma il nostro obiettivo è farlo crescere fino a trasformarlo in una vera opportunità lavorativa stabile per le donne che seguiamo.

 

L’educazione sentimentale e affettiva è importante nelle scuole, se ne sta parlando molto sia a livello nazionale che europeo. Avete in programma progetti con gli istituti del territorio? Quali messaggi cercate di comunicare alle nuove generazioni?

 

Educare i ragazzi è fondamentale, soprattutto nel riconoscimento della violenza prima che si trasformi in aggressione fisica. La violenza non coincide soltanto con il dolore fisico, quello rappresenta l’ultimo stadio di un percorso fatto di controllo, svalutazione, silenzio e gestione tossica dei conflitti. L’obiettivo è quello di dare alle nuove generazioni gli strumenti giusti per identificare relazioni sane e dinamiche abusive. Si tratta di un aspetto fondamentale, anche perché le nuove generazioni saranno le prossime classi dirigenti, figure chiamate ad applicare e a far rispettare le leggi anche in questo ambito. Noi quando lavoriamo con le scuole, scegliamo di evitare il classico convegno frontale, preferiamo entrare nelle classi costruendo un dialogo più diretto e produttivo con gli alunni. Abbiamo creato anche sportelli d’ascolto, perché molto spesso anche la classe docente non riesce ad agire dato il divario generazionale, soprattutto in alcuni casi, molto ampio. Riteniamo fondamentale, inoltre, il dialogo con l’altro sesso, nel 2022 molti uomini hanno portato avanti campagne di sensibilizzazione come #tiamonontiposseggo

 

La sensibilità all’educazione sentimentale e affettiva che si ha nelle scuole o attraverso i media ha in qualche modo risvegliato le giovani donne, i giovani uomini nel riconoscere la violenza, i rapporti sani o malsani a differenza delle vecchie generazioni che purtroppo sono cresciute in assenza di questi strumenti. Dal vostro punto di vista, vede un miglioramento nelle nuove generazioni?

 

Paradossalmente abbiamo riscontrato molte difficoltà nella gestione di casi di violenza che coinvolgevano donne adolescenti. Nella fase adolescenziale si tende a romanticizzare comportamenti abusanti e tossici, per questo motivo spesso l’adolescente vittima non è collaborativa.

Più in linea generale la violenza di genere resta un fenomeno trasversale. Abbiamo seguito la secidecenne trascinata dal fidanzato fuori scuola fino alla donna settantenne segregata in casa. Riceviamo chiamate da donne di tutte le etnie e di tutte le classi sociali, anche donne magistrato o psicologhe, che apparentemente sembrano avere tutti gli strumenti per emanciparsi e reagire. Purtroppo, quando si entra nel vortice dell’abuso le donne annullano se stesse prima come professionista poi come essere umano.

 

Qual è il momento più difficile per una donna vittima di violenze?

 

Senza dubbio il momento in cui sceglie di denunciare. Molto spesso ci confrontiamo e constatiamo che all’inizio tendenzialmente la donna quando per la prima volta viene qui a raccontare la sua situazione è un fiore appassito, parla a bassa voce, ma nel momento in cui sente di essere ascoltata, di essere capita, di essere probabilmente per la prima volta concepita da un’altra persona come un essere umano che ha valore e che ha dignità inizia lentamente a fiorire. Ricordo il caso di una donna che durante il primo colloquio riusciva a malapena a parlare di ciò che subiva da suo marito. Quando poi l’abbiamo accompagnata in questura, probabilmente sentendosi confortata non solo da noi volontarie ma anche dalle istituzioni ha raccontato dettagliatamente e con forza la sua storia di violenza trentennale.

 

Nella maggior parte dei casi, le donne sono vittime di violenza da parte del loro partner. Avere riscontrato altre forme di violenza?

 

Certo, recentemente abbiamo notato un aumento di casi di violenze da parte dei figli nei confronti delle loro madri. È un fenomeno molto più complesso anche perché le madri difficilmente hanno la forza di denunciare il proprio figlio. Non sempre questi episodi sono sinonimi della presenza di un padre violento, è una questione diciamo molto più ampia che probabilmente è da individuare nella crescente aggressività delle nuove generazioni.

Le donne che si rivolgono a voi arrivano spesso da situazioni di forte fragilità emotiva e psicologica. Come riuscite a gestire il rapporto di supporto evitando che si crei una nuova forma di dipendenza affettiva nei confronti dell’associazione o delle volontarie?

È fondamentale rendere autonome le donne soprattutto da un punto di vista psicologico. In alcuni casi chi vive per anni una relazione di codipendenza rischia di sviluppare un nuovo legame di dipendenza affettiva con chi l’aiuta. Per questo motivo noi sosteniamo le donne senza sostituirci a loro.  Quando ci raccontano le violenze subite, noi le accompagniamo, le supportiamo nel percorso psicologico, ma non prenotiamo direttamente le sedute psicologiche, deve essere la donna autonomamente a iniziare un percorso terapeutico. L’autonomia deve essere economica, emotiva e psicologica. È fondamentale anche per noi operatrici, poiché portare avanti questo progetto è sicuramente edificante da un punto di vista morale ed etico, ma è molto pesante da un punto di vista psicologico ascoltare racconti di violenze e abusi ogni giorno. Per questo anche noi seguiamo un percorso psicologico per tutelare loro e per tutelarci.

 

Dalla violenza spesso ne consegue un sentimento di vergogna da parte della vittima. Quanto ancora il silenzio e la vergogna incidono nel non denunciare?

Ad oggi non riconosciamo nel silenzio un motivo di mancanza di denuncia. Il problema ha mutato forma, ad oggi le donne molto spesso ascoltando e assistendo a continui femminicidi che sono conseguenza di una negligente applicazione del codice rosso sembrano sfiduciate. Ed è forse l’aspetto più grave: quando una donna smette di credere che qualcuno possa proteggerla, finisce per sentirsi sola ancora prima di chiedere aiuto

 

***

 

L’associazione La Fenice Vulcanica nasce simbolicamente dalle ceneri di un territorio ferito, complesso difficile, proprio come una fenice che rinasce dopo la distruzione. Alle falde del Vesuvio, in una terra segnata dall’emergenza ambientale, dalla marginalità sociale e da una violenza spesso sommersa, queste donne hanno trasformato il dolore e l’ascolto in una forza collettiva capace di generare cambiamento. Il nome stesso dell’associazione richiama un’idea di rinascita ma anche l’energia vulcanica di una forza femminile potente, viva e impossibile da ignorare. La Fenice Vulcanica è il simbolo di donne che hanno scelto di non arrendersi alla rassegnazione e che attraverso il sostegno alle vittime di violenza cercano quotidianamente di cambiare il proprio territorio dall’interno.

L'articolo L’inchiesta. Donne che non si arrendono mai proviene da Le Cronache.

De Luca: si parte da burocrazia zero per le pratiche

di Erika Noschese

Una svolta radicale. Nel presentare la nuova giunta, il sindaco Vincenzo De Luca ha anticipato i primi provvedimenti che saranno messi in campo dalla sua amministrazione. Il primo atto sarà all’insegna della burocrazia zero: «Nessuna pratica amministrativa – fatte salve le normative nazionali – potrà durare oltre un mese. L’eventuale superamento di questa scadenza dovrà essere adeguatamente motivato. In caso contrario, si attiveranno provvedimenti disciplinari nei confronti di dirigenti o funzionari inadempienti», ha chiarito De Luca attraverso una nota stampa. «Per i pareri ambientali e paesaggistici, gli uffici competenti faranno capo direttamente al sindaco». Spazio anche alla sicurezza. Come più volte ribadito durante la campagna elettorale, nell’ambito della Polizia Municipale sarà istituito un “Reparto Sicurezza”, che verrà presentato entro i prossimi dieci giorni. La nuova unità sarà impegnata nel contrasto al parcheggio abusivo, all’abusivismo commerciale, soprattutto nel centro storico, e nel controllo delle aree antistanti gli istituti scolastici per prevenire fenomeni come lo spaccio di droga e il porto di armi da taglio. Nelle prossime settimane si procederà inoltre a un incontro con le forze dell’ordine per attivare un coordinamento generale delle attività legate alla sicurezza urbana. Sul fronte del decoro e della vivibilità cittadina, De Luca annuncia una stretta anche sulle emissioni sonore. Non sarà consentita musica molesta al di fuori dei locali e dovranno essere rispettati rigorosamente i limiti di rumorosità previsti dalla normativa vigente. Inoltre, non sarà consentita nelle strade e nei viali cittadini l’attività di cottura e vendita di alimenti. Nelle prossime due settimane è previsto un incontro con le organizzazioni del commercio per definire nuove regole comportamentali. Particolare attenzione sarà dedicata anche al fenomeno dei fuochi d’artificio non autorizzati: chi verrà individuato a organizzare o promuovere spettacoli pirotecnici abusivi, mettendo a rischio la pubblica incolumità, sarà denunciato e sanzionato. Per i privati è prevista un’ammenda di duemila euro, mentre per gli esercenti la sanzione potrà arrivare a cinquemila euro, accompagnata dalla sospensione dell’attività commerciale. L’amministrazione interverrà inoltre sul recupero del decoro urbano. Panchine danneggiate, ringhiere e recinzioni deteriorate, dissuasori divelti o arrugginiti, accumuli di cartoni nelle strade commerciali durante le ore diurne e operazioni di carico e scarico merci effettuate senza regole, con conseguenti disagi alla circolazione, dovranno essere rapidamente eliminati. Tra i primi interventi annunciati figurano anche l’adozione di una norma di salvaguardia del territorio cittadino, in attesa di una riflessione più ampia sulla trasformazione urbana; il recupero e l’utilizzo dei parcheggi, interrati o a raso, realizzati attraverso oneri di urbanizzazione e rimasti inutilizzati; il potenziamento della pubblica illuminazione, con particolare attenzione al Lungomare, al Centro Storico e a Piazza della Libertà; infine, l’affidamento temporaneo di locali pubblici da destinare ad attività culturali e musicali promosse da gruppi giovanili.

L'articolo De Luca: si parte da burocrazia zero per le pratiche proviene da Le Cronache.

Ersilia Trotta: Opposizione costruttiva

L’avvocato Ersilia Trotta, giunta seconda nella lista di Fratelli d’Italia a sostegno della candidatura a sindaco di Gherardo Maria Marenghi, grazie al sistema matematico proporzionale del metodo d’Hondt è stata eletta nel Consiglio Comunale di Salerno accomodandosi tra gli scranni dell’opposizione governativa. Un risultato personale soddisfacente, seppur non sufficiente per la conquista di Palazzo di Città insieme alla coalizione del centrodestra.

Seconda eletta nella lista di Fratelli d’Italia con 366 preferenze. È soddisfatta del risultato ottenuto?

“Certamente. Speravo di ottenere un risultato ancora più significativo, perché quando ci si mette in gioco con passione e determinazione è naturale ambire al massimo. Tuttavia, analizzando il contesto complessivo e le condizioni di partenza, devo riconoscere che il risultato raggiunto è importante. Ho avuto soltanto un mese per programmare e strutturare la mia campagna elettorale: un tempo molto ristretto per costruire una rete solida, incontrare i cittadini, spiegare le proposte e far conoscere la mia visione politica. A mente fredda, però, posso dire di aver ottenuto un grande risultato, frutto di un lavoro intenso, fatto di ascolto, presenza sul territorio e confronto quotidiano. Le 366 preferenze rappresentano per me un patrimonio umano prima ancora che politico, un segnale di fiducia che intendo onorare con impegno e responsabilità”.

Analizzando le preferenze di FdI, il partito della Premier a Salerno ha ottenuto 3.830 preferenze complessive, posizionandosi dietro Forza Italia. Vi aspettavate di più?

“Sarei ipocrita se dicessi di no. È chiaro che, come gruppo dirigente e come comunità politica, ci aspettavamo un risultato più forte, soprattutto considerando il ruolo nazionale del partito e il radicamento crescente che Fratelli d’Italia sta consolidando in molte realtà territoriali. Tuttavia, è necessario leggere questi numeri con lucidità. I nostri candidati sono tutti espressione del partito, persone con storie politiche coerenti, spesso lunghe e impegnative. Abbiamo scelto di non ricorrere a candidature esterne o civiche, che in alcuni casi avrebbero potuto portare un maggiore consenso immediato. Abbiamo preferito la coerenza alla convenienza, la linearità alla scorciatoia. È una scelta identitaria, che rivendico con orgoglio, pur sapendo che ha avuto un costo in termini elettorali. Ma la politica, per me, non è solo matematica: è anche testimonianza, credibilità, continuità”.

Cosa è mancato, secondo lei, per raggiungere almeno il ballottaggio?

“Con il senno di poi, diverse cose. La più evidente è il tempo. La candidatura del nostro Sindaco sarebbe stato importante esprimerla prima, per permettergli di farsi conoscere meglio, di raccontare con maggiore profondità la nostra idea di città e di costruire un dialogo più ampio con la cittadinanza. La nostra proposta amministrativa era solida, alternativa e chiara, ma non abbiamo avuto il tempo necessario per presentarla in modo completo. È mancata la possibilità di far percepire fino in fondo la differenza tra il nostro progetto e quello portato avanti da De Luca. In politica, il tempo è una variabile decisiva, e questa volta non è stato dalla nostra parte”.

Che tipo di opposizione sarà quella guidata da Marenghi?

“Sono certa che sarà un’opposizione di alto livello, seria, competente e di grande spessore, esattamente come il suo interprete. Gherardo è una persona coerente, valoriale, preparata, con una visione chiara e una profonda conoscenza della città. Ha dimostrato equilibrio, determinazione e capacità di ascolto. Sono fiera di lui e del percorso che ha intrapreso. Sono convinta che saprà rappresentare con autorevolezza tutti coloro che hanno creduto nel nostro progetto”.

Quale sarà l’impegno di Ersilia Trotta come oppositrice tra i banchi del Civico Consesso?

“Sarà un impegno duro, senza se e senza ma. La gente ha scelto per noi il ruolo di opposizione, e io farò opposizione. Un’opposizione di destra, vera, tosta, senza sconti e senza ambiguità. Sarò presente, vigile, rigorosa. Difenderò i valori in cui credo e vigilerò affinché ogni decisione sia nell’interesse dei cittadini. Per me questo non è un semplice incarico: è una missione civica”. Con impegno e determinazione, l’avvocato Trotta si accinge, dunque, a cominciare il suo ruolo di oppositrice alla maggioranza governativa. Una cosa è certa: il governo cittadino avrà del filo da torcere con una opposizione che si preannuncia severa, ma giusta.

Mario Rinaldi

L'articolo Ersilia Trotta: Opposizione costruttiva proviene da Le Cronache.

Salernitana, domani altro summit

di Marco De Martino

SALERNO – Si terrà domani, salvo imprevisti, l’atteso summit per determinare il futuro della Salernitana. È slittato dunque di 48 ore l’incontro tra il patron Danilo Iervolino e i suoi più stretti collaboratori, il presidente Maurizio Milan e l’amministratore delegato Umberto Pagano, per gettare le basi del progetto tecnico dei granata per la prossima stagione. I vertici del club dell’Ippocampo, in buona sostanza, dovranno stabilire se proseguire con il piano intrapreso da marzo in poi, con al timone il direttore sportivo Daniele Faggiano e l’allenatore Serse Cosmi, oppure dare vita all’ennesima rivoluzione tecnica. Un bivio importante, con il patron Iervolino che, sentiti i pareri di Milan e Pagano, avrà naturalmente l’ultima parola. Rispetto agli ultimi due anni ci sono alcuni dati importanti da tenere in debita considerazione: una rosa finalmente compatta e unita, un allenatore capace di riportare, se non i risultati, entusiasmo e senso di appartenenza in una piazza finalmente risollevata ed un direttore sportivo che, al netto di evidenti errori di valutazione su alcuni ruoli chiave (portiere, difensore centrale e regista), ha comunque patrimonializzato un gruppo formato da ben venticinque calciatori di proprietà che potrà costituire una base importante nella costruzione dell’organico della prossima stagione. Faggiano e Cosmi, dal canto loro, attendono un segnale e continuano a lanciare messaggi. Soprattutto il tecnico, il cui contratto scadrà a fine mese, è rimasto in città e, attraverso i social, sta ribadendo la sua ferma volontà di proseguire il progetto tecnico intrapreso appena tre mesi or sono. Il direttore sportivo, forte di un accordo anche per la prossima stagione, sta già progettando le strategie di mercato da sottoporre alla società. Tutto però è ancora cristallizzato in attesa del vertice di domani. La tifoseria, nel frattempo, aspetta che qualcosa si muova per cominciare a sognare in grande in vista di un altro campionato in cui ci sarà da lottare dal primo all’ultimo giorno. E magari con un finale diverso…

L'articolo Salernitana, domani altro summit proviene da Le Cronache.

Star Trek: La prossima stagione di Star Trek: Strange New Worlds tornerà alla narrazione episodica

La prossima stagione di Star Trek: Strange New Worlds tornerà alla narrazione episodica

Gli showrunner della serie rivelano il loro rimpianto più grande riguardo James Kirk

La quarta e penultima stagione di Strange New Worlds, unica serie dell'universo Star Trek ancora in produzione, non avrà un nemico di stagione, ma tornerà a una forma di narrazione più verticale, con storie autoconclusive. I dieci nuovi episodi accompagneranno i fan durante l'estate, con la prima puntata disponibile il 23 luglio su Paramount+ a cui seguirà un nuovo episodio ogni giovedì fino al finale di stagione del 24 settembre. Per ingannare l'attesa, il portale di informazione Polygon ha intervistato gli showrunner della serie Akiva Goldsman e Alex... - Leggi l'articolo

 

SERIE TV - Star Trek - 2 giugno 2026 - articolo di Angela Bernardoni

Dall’estero: I vincitori dei Premi Locus 2026

I vincitori dei Premi Locus 2026

È l'apprezzato Death of the Author il vincitore nella categoria romanzo di fantascienza, ma la sua autrice Nnedi Okorafor vince anche per la migliore opera illustrata

Il 30 maggio 2026, durante il Bay Area Book Festival, sono stati annunciati i vincitori di ciascuna categoria dei Locus Awards 2026. Tananarive Due, Stephen Graham Jones e Nnedi Okorafor erano gli ospiti d’onore, insieme all’artista locale Alyssa Winans. Tra gli altri eventi del fine settimana figuravano letture, tavole rotonde con autori di spicco e un ricevimento. Premi Locus 2026 Romanzo di fantascienza Vincitore: Nnedi Okorafor, Death of the Author Elizabeth Bear, The Folded Sky Cory Doctorow, Picks & Shovels Isaac Fellman, Notes from a Regicide Daryl Gregory,... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Dall'estero - 2 giugno 2026 - articolo di S*

Editoria: La macchina dei rimpianti, il nuovo romanzo di Giovanni Oro

La macchina dei rimpianti, il nuovo romanzo di Giovanni Oro

L'autore propone il sesto romanzo della sua saga Schegge dell'Impero.

Giovanni Oro sta diventando un autore sempre più interessante. Già entrato due volte in finale al Premio Urania con romanzi a se stanti, continua a portare avanti la sua saga di fantascienza spaziale/militare intitolata Schegge dell'Impero (ma in precedenza nota anche come saga Xipe) che arriva ora al sesto romanzo, per ora in edizione ebook a cui probabilmente seguirà più avanti un'edizione stampata, e che esce, come gli altri, nella collana curata da Alessandro Coman Nuova Frontiera. La macchina dei rimpiantidi Giovanni OroCon quanta forza può bruciare un... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 2 giugno 2026 - articolo di S*

Dall’Italia: Se ne è andato Luca Bonatesta, scrittore e disegnatore horror

Se ne è andato Luca Bonatesta, scrittore e disegnatore horror

Aveva solo cinquantaquattro anni. Era stato anche finalista al Premio Lovecraft e al Premio Hypnos.

Ieri 31 maggio è stata diffusa la notizia della scomparsa di Luca Bonatesta, una delle figure centrali del ClubGHOST, storico club dedicato all'horror. Cinquantaquattro anni, colpito da una malattia che gli aveva anche causato problemi alla vista, Bonatesta viene ricordato in un commosso post da Max Ferrara sul sito del club. Nato a Brindisi nel 1972, Luca Bonatesta ha lavorato per dodici anni all'Agenzia News per poi diventare giornalista freelance. Dal 2019 ha cominciato a collaborare attivamente alle pubblicazioni del club, prima col sito Club GHoST e il blog Planet Ghost,... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Dall'Italia - 1 giugno 2026 - articolo di S*

Star Wars: È morta Marcia Lucas, fece il montaggio del primo Star Wars

È morta Marcia Lucas, fece il montaggio del primo Star Wars

Vincitrice di un Oscar, ex moglie di George Lucas, ha avuto un ruolo fondamentale anche in film come Taxi Driver.

Marcia Lucas, montatrice vincitrice di un Oscar il cui lavoro ha contribuito a plasmare la trilogia originale di Star Wars e numerosi altri film di riferimento degli anni '70 e dei primi anni '80, è morta il 27 maggio all'età di 80 anni dopo aver combattuto contro un tumore metastatico.  Nel 1974, venne nominata agli Oscar per il miglior montaggio con American Graffiti. Collaborò con Martin Scorsese ai film Alice non abita più qui, nel 1975, e a Taxi Driver l'anno successivo, ottenendo per quest'ultimo una nomination per il BAFTA al miglior montaggio.... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Star Wars - 1 giugno 2026 - articolo di S*

Fantascienza.com: Delos Science Fiction 276 e le grandi saghe

Delos Science Fiction 276 e le grandi saghe

Quali sono le più grandi saghe della storia della fantascienza e quanto hanno influito sul genere?

Dall'Allodola dello spazio a The Expanse, il genere della fantascienza si è spesso prestato alla narrativa seriale. Alcuni dei suoi titoli più famosi sono nati come saghe o lo sono diventati in seguito, come Fondazione, Dune, Hyperion. Ma al di là dei titoli più famosi, quali sono le saghe che hanno fatto il genere, e quanto sono state importanti per la sua diffusione e il suo successo? Uno speciale di Arturo Fabra copre esaustivamente l'argomento in questo numero, in cui si parla anche del nuovo film di Star Wars The... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - LIBRI - Fantascienza.com - 1 giugno 2026 - articolo di S*

Il meglio: Fantascienza.com, il meglio della settimana di For All Mankind

Fantascienza.com, il meglio della settimana di For All Mankind

La serie spin-off di The Boys, Spider-Noir in bianco e nero, Star City e i racconti di Silvio Sosio nella settimana di Fantascienza.com

Si è conclusa anche la quinta (e penultima) stagione di For All Mankind. For All Mankind a nostro avviso è attualmente, per distacco, la migliore serie di fantascienza attiva. I temi che tratta, come li tratta, come parla della realtà di oggi attraverso lo strumento della metafora, del parallelo raccontando questo universo in cui già da parecchi anni esiste una colonia umana su Marte, ne fanno una serie straordinaria. E questa quinta stagione è stata quasi un culmine, con gli ultimi tesissimi episodi che hanno mostrato la brutalità della guerra,... - Leggi l'articolo

 

Notizie - Il meglio - 31 maggio 2026 - articolo di S*

Editoriali: Un letterario scrutare

Un letterario scrutare

Cento e duecento anni di fantascienza, tra avventura, visione, appropriazione. Pubblichiamo l'Intervento di Giulia Abbate al panel“I cento anni della fantascienza” tenutosi alla convention Delos Days lo scorso 26 aprile 2026.

di Giulia Abbate

Per convenzione, si data al 2026 il centenario dalla nascita della parola “fantascienza”, ricordando la prima pubblicazione, nel marzo del 1926, dell'iconica rivista pulp Amazing Stories di Hugo Gernsback. Cento (e più) anni dopo, oggi, la fantascienza riesce ancora parlare del presente e al presente? Riesce a essere, come in molti si sono augurati negli anni, uno strumento di cambiamento? Personalmente, devo dire che incontrare il solarpunk, sottogenere SF su cui lavoro dal 2020, mi ha dato la possibilità di approfondire una serie di tematiche legate alle circostanze materiali, e di sviluppare una visione più concreta. In passato, dato il mio lavoro tendevo a concentrarmi sulla sola editoria, e a fare dei discorsi più facilmente interni a... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Dall'Italia - 30 maggio 2026 - articolo di Giulia Abbate

Anteprime: Il primo uomo

Il primo uomo

Pubblichiamo un estratto da un racconto contenuto nell'antologia Seduto a un metro dalla fine del mondo (Delos Digital).

di Silvio Sosio

Le strade scorrono a centinaia attorno a lui, ma solo una porta alla luce. Scintille e scariche di elettricità statica crepitano da ogni direzione; pallidi arcobaleni tagliano a spicchi l’universo ambrato che lo avvolge. Fiumi d’oro e di tenebre minacciano di travolgerlo in ogni istante. È tentato di restare, di fermarsi, tornare indietro. Ma ormai non può; non deve, è necessario avanzare. Scegliere una strada e una sola, la strada per la luce, per la vita. Passa un milione di istanti. Poi la scelta è fatta, più veloce del pensiero corre verso la sua meta, una luminosità rossa lo inghiotte e si ritrova in un nuovo universo, il Mondo Scarlatto. Da lì alla luce il passo è breve. Una pausa: no, non può... - Leggi l'articolo

 

NARRATIVA - Racconti brevi - 30 maggio 2026 - articolo di Silvio Sosio

Racconti: Tuffo nel passato

Tuffo nel passato

di Armando Staffa

La navicella era andata purtroppo distrutta. Si sarebbe potuto anche tentare di ripararla e, probabilmente, la parte strutturale non avrebbe creato grossi problemi, ma chi sarebbe stato capace di ricostruirne l’elettronica, con microchip e migliaia di connessioni e contatti per centimetro quadrato? Non c'era niente da fare. Era costretto a rimanere in quel tempo, che non era il suo, forse per sempre a meno che qualcuno non fosse andato a recuperarlo. Questa eventualità era però veramente remota. Infatti quella mattina non aveva avvisato nessuno del viaggio e nessuno l'avrebbe cercato fino al lunedì successivo, quando sarebbe dovuto tornare dalla vacanza che, per una serie di circostanze, non aveva più fatto. Uno dei tecnici del Centro si sarebbe... - Leggi l'articolo

 

Notizie - Racconti flash - 30 maggio 2026 - articolo di Armando Staffa

Radio Libera Albemuth : Morire da capo: due modi di raccontare la guerra

Morire da capo: due modi di raccontare la guerra

Una rubrica sui topos della fantascienza, alla segnalazione di opere particolarmente interessanti di cinema/libri/anime alla riflessione aperta sullo scrivere fantascienza (worldbuilding, coerenza scientifica, ecc…).

di Andrea Cattaneo

Rivivrai lo stesso giorno all'infinito, ma non un giorno qualunque. Il giorno in cui morirai combattendo la battaglia per la sopravvivenza dell’umanità. Sono queste le premesse condivise da All You Need Is Kill (2004), romanzo di Hiroshi Sakurazaka (poi adattato in manga) e dalla sua trasposizione cinematografica Edge of Tomorrow (2014) diretta da Doug Liman con Tom Cruise e Emily Blunt. Due storie con lo stesso punto di partenza, ma con traiettorie e destinazioni molto diverse. Perché? La fonte e il suo spirito  Edizione inglese di All You Need is Kill La storia di partenza di Sakurazaka è un'opera militare spietata e nichilista. Il protagonista, il giovane Keiji Kiriya, è un soldato giapponese alle prime armi che muore e rinasce in loop... - Leggi l'articolo

 

Notizie - Radio Libera Albemuth - 30 maggio 2026 - articolo di Andrea Cattaneo

Inside Science Fiction: Homo ludens: gioco e competizione

Homo ludens: gioco e competizione

Perché giocare è un segno di intelligenza?

di Antonino Fazio

Il gioco, inteso in senso sociologico, è un tema ricorrente nella fantascienza, specie in quella distopica. Si pensi a Rollerball di Norman Jewison (1975) a The Running Man di Stephen King (come Richard Bachman, 1982) al precedente The Prize of Peril di Robert Sheckley (1958) o a The Hunger Games di Suzanne Collins (2008). Homo ludens (in latino, L’uomo che gioca) è un libro di Johan Huizinga del 1938, in cui si sostiene che la tendenza al gioco, specificamente negli umani, sia il fattore determinante dello sviluppo culturale. Si sbaglierebbe però a supporre che Huizinga volesse scrivere un trattato sul gioco. La sua intenzione è invece di mostrare come, in ogni istituzione o prodotto culturale, si possa rinvenire una componente giocosa, non nel... - Leggi l'articolo

 

GIOCHI - Inside Science Fiction - 30 maggio 2026 - articolo di Antonino Fazio

Oltre il Cielo: Dalle visioni alle orbite

Dalle visioni alle orbite

Da Ciolkovskij a von Braun, com'è cambiato il concetto di stazione spaziale…

di Vincenzo Graziano

Quando oggi pensiamo a una stazione spaziale, l’immagine che ci viene in mente è quella di un grande laboratorio orbitante, abitato in permanenza e frutto di una cooperazione internazionale senza precedenti. Ma questa realtà, ormai quasi familiare, affonda le sue radici molto più indietro nel tempo, in un intreccio di filosofia, ingegneria, fantascienza e visioni sul destino dell’umanità. Prima ancora che lo spazio diventasse un luogo fisicamente accessibile, la stazione spaziale era già presente come idea, come necessità teorica e come simbolo di un futuro possibile. La Terra come culla (e come limite)  Konstantin Ciolkovskij  Alla fine dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento, la riflessione sullo spazio... - Leggi l'articolo

 

SCIENZA - Oltre il Cielo - 30 maggio 2026 - articolo di Vincenzo Graziano

Editoria: Le Grandi Saghe di Fantascienza – Seconda parte

Le Grandi Saghe di Fantascienza – Seconda parte

Da Dune al Ciclo di Vorkosigan.

di Arturo Fabra

Se Isaac Asimov ha spalancato un portale che non si è mai più richiuso, Frank Herbert con il suo Dune (1965), ha dato vita a un modo di narrare in un certo senso agli antipodi rispetto ad Asimov creando un universo narrativo ricchissimo, multidimensionale e pervaso di filosofia e religione. Mentre la Fondazione è stata “amalgamata” retroattivamente il Ciclo di Dune ha goduto di un accurato worldbuilding tale da permettere anche una discreta produzione di apocrifi. Ambientata decine di millenni nel futuro, la saga esplora temi come ecologia, religione, potere, genetica, misticismo, e libero arbitrio, creando un ecosistema narrativo complesso e coerente. Frank Herbert (1920–1986) concepì Dune nei primi anni ’60, ispirandosi a un... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 30 maggio 2026 - articolo di Arturo Fabra

Dall’estero: Le Grandi Saghe di Fantascienza – Prima parte

Le Grandi Saghe di Fantascienza – Prima parte

Dai romanzi di E.E. “Doc” Smith a Fondazione di Asimov.

di Arturo Fabra

Ogni tanto sarebbe opportuno tornare alle origini di un fenomeno anche solo per vedere il cammino percorso fino al presente. Questo, nel caso specifico delle saghe di fantascienza, appassionanti e offerte dalla letteratura vuol dire riguardare cosa è stato prodotto dal 1926 in poi, da autori che hanno lavorato sodo per creare universi e storie nelle quali generazioni di appassionati hanno impegnato ore di lettura.  In questa rassegna (di sicuro non del tutto esaustiva), abbiamo deciso di occuparci degli autori americani ed inglesi di saghe letterarie che sono andate oltre il limite della “trilogia”, scelta soggettiva e forse anche opinabile, ma comunque un buon pretesto per parlare di autori e serie che hanno contribuito nel corso di un secolo a costruire la... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Dall'estero - 30 maggio 2026 - articolo di Arturo Fabra

Editoria: Le Grandi Saghe di Fantascienza – Quarta parte

Le Grandi Saghe di Fantascienza – Quarta parte

Da John Scalzi a Murderbot. I diari della macchina assassina.

di Arturo Fabra

Chiudiamo questa rassegna seguendo la “fiaccola” della fantascienza militare che parte da Hamilton e la sua Trilogia del Vuoto transita prima per Weber e il suo ciclo di Honor Harrington, quindi  raggiunge John Scalzi con gli Old Man e termina tra le mani di Martha Wells e la sua serie The Murderbot Diaries, un ciclo di romanzi e racconti che unisce azione, introspezione e ironia in un’ambientazione futuristica ricca di spunti sociopolitici e riflessioni sull’identità. John Scalzi (nato nel 1969) è l’autore di fantascienza militare di maggior successo degli anni 2000. Vincitore del Premio Hugo, notissimo anche come blogger, opinionista e divulgatore attraverso il suo blog Whatever, Scalzi ha riportato in auge la fantascienza militare... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 30 maggio 2026 - articolo di Arturo Fabra

Editoria: Le Grandi Saghe di Fantascienza – Terza parte

Le Grandi Saghe di Fantascienza – Terza parte

Dalla fantascienza militare di David Weber alla new space opera di Alastair Reynolds.

di Arturo Fabra

Parliamo ora di uno dei “sottogeneri”  non ancora toccati in questa enumerazione delle saghe fantascientifiche: la Fantascienza Militare e di uno dei suoi autori più prolifici, ovvero David Weber. L’opera più famosa di David Weber (nato nel 1952) è senza dubbio la Saga di Honor Harrington, una serie epica di romanzi che mescola politica interstellare, battaglie spaziali, crescita personale e riflessioni etiche sul potere, la guerra e la responsabilità. Ispirandosi liberamente alle opere di C.S. Forester (in particolare ai romanzi di Horatio Hornblower), Weber ha creato una protagonista carismatica e umana, capace di attraversare decine di romanzi e scenari galattici complessi. La saga ruota attorno a Honor Stephanie... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 30 maggio 2026 - articolo di Arturo Fabra

Servizi: Tradurre è creatività. Intervista a Maurizio Nati

Tradurre è creatività. Intervista a Maurizio Nati

Scomparso nel 2019, il traduttore di molte opere di Philip K. Dick spiega come si rende in italiano un romanzo di fantascienza…

di Sergio Beccaria

Attivo nel campo della fantascienza fin dagli anni Settanta, Maurizio Nati è stato uno dei più importanti traduttori italiani. Ha al suo attivo oltre quattrocento opere tradotte, di cui una sessantina di romanzi, tra le quali praticamente l'intera opera di Philip K. Dick, il romanzo Dhalgren di Samuel R. Delany e Il signore della svastica di Norman Spinrad. Nel 1976, insieme a Sandro Pergameno, diede vita alla rivista Fantascienza per Ciscato editore. Riproponiamo quest’intervista uscita nel 2012 su B-Sides Magazine, rilasciata in occasione della traduzione di Dhalgren di Delany. Nati scomparve per un male incurabile nel 2019. Lei è conosciuto soprattutto per aver tradotto l’opera omnia di Philip K. Dick, oltre a numerosi romanzi e racconti di autori... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Interviste - 30 maggio 2026 - articolo di Sergio Beccaria

Servizi: The Mandalorian and Grogu al cinema e in stile western

The Mandalorian and Grogu al cinema e in stile western

Diretto da Jon Favreau, questo nuovo tassello dell'universo creato da George Lucas è una vera scomessa per la Disney.

di Arturo Fabra

Quando nel 2019 The Mandalorian debuttò su Disney+, pochi avrebbero immaginato che quella serie, inizialmente percepita come un esperimento laterale nel vasto universo di Star Wars, sarebbe diventata il fulcro narrativo e produttivo dell’intero franchise. Eppure, nel giro di pochi anni, la creatura di Jon Favreau e Dave Filoni ha assunto un ruolo centrale, trasformandosi da spinoff “minore” a pilastro della nuova strategia Lucasfilm. The Mandalorian and Grogu (2026) The Mandalorian and Grogu, dunque, rappresenta un punto di svolta per la saga, non solo perché riporta Star Wars al cinema dopo anni di assenza, ma perché lo fa attraverso personaggi nati nella serialità. Il successo di The Mandalorian è stato vasto e trasversale.... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Cinema - 30 maggio 2026 - articolo di Arturo Fabra

Servizi: Nicolas Cage: “Spider-Noir? È per il 70% Bogart e per il 30% Bugs Bunny”

Nicolas Cage: “Spider-Noir? È per il 70% Bogart e per il 30% Bugs Bunny”

L’attore americano racconta come ha deciso di debuttare sul Piccolo Schermo in una serie TV davvero molto particolare…

di Redazione

Prendete la New York di inizio anni Trenta: alti grattacieli, gangster per le strade e bordelli dappertutto. Aggiungete un investigatore, un po’ strano ve lo concediamo, ma è un classico segugio, quello che chiamereste per sapere se vostra moglie vi tradisce o se il vostro socio vi deruba. No, non siamo in un romanzo noir, tipo alla Dashiell Hammett o alla Raymond Chandler, perché abbiamo omesso di dirvi un piccolo (grande?) particolare… In questa storia c’è Spider-Man. Sì, ma non Peter Parker. Il suo nome è Ben Reilly. Accetta un paio di casi apparentemente semplici, finché mafiosi, mostri e una misteriosa femme fatale non tessono una ragnatela che lo riporta faccia a faccia con la sua vita passata di unico supereroe di New... - Leggi l'articolo

 

SERIE TV - Televisione - 30 maggio 2026 - articolo di Redazione