di Erika Noschese
Conferma le voci relative al suo addio a Palazzo Sant’Agostino, ma smentisce categoricamente quelle su un possibile distacco dal Partito Democratico o su un presunto avvicinamento ai socialisti guidati da Enzo Maraio. Francesco Morra, sindaco di Pellezzano, ribadisce la propria appartenenza politica e chiarisce le ragioni della scelta maturata nelle ultime settimane. Da anni impegnato con dedizione alla guida della sua comunità, Morra ha progressivamente esteso il proprio impegno anche al territorio regionale attraverso il ruolo di presidente di Anci Campania, incarico che lo vede quotidianamente al fianco dei sindaci e delle amministrazioni locali della regione. Un’attività intensa, portata avanti con continuità e spirito di servizio, che lo ha spinto a riconsiderare la compatibilità tra i numerosi impegni istituzionali. Proprio per dedicarsi pienamente al mandato all’interno dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani, Morra ha deciso di rassegnare le dimissioni da consigliere provinciale, spiegando che si tratta di una scelta maturata nell’ottica di favorire un ricambio e consentire l’ingresso di «nuove energie» nell’ente provinciale. Nel chiarire la propria posizione politica, però, il sindaco di Pellezzano respinge con fermezza le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni su una possibile rottura con il Partito Democratico o su nuovi approdi politici. «Non c’è alcuna rottura con il Partito Democratico – ha dichiarato Morra –. Credo che certa politica, a volte un po’ miope, finisca per confondere la collaborazione istituzionale con dinamiche completamente diverse. Spesso una certa cattiva politica alimenta interpretazioni sbagliate e anche parte della stampa, in buona fede, finisce per cascarci». Parole con cui Morra prova dunque a spegnere sul nascere le voci di tensioni interne al centrosinistra, ribadendo come la sua scelta sia esclusivamente legata a valutazioni di carattere istituzionale e organizzativo, senza alcuna conseguenza sul piano dell’appartenenza politica.
Sindaco Morra, partiamo da un bilancio di questi mesi alla guida di ANCI Campania. Lei sta lavorando fianco a fianco con tanti amministratori della regione Campania…
«Stiamo facendo un ottimo lavoro e, soprattutto, stiamo rilanciando, valorizzando il lavoro di anni, il ruolo di ANCI Campania. I cinquant’anni dell’associazione hanno rappresentato un momento importante, che ha restituito nuova centralità ai sindaci e agli amministratori locali. In questi mesi abbiamo portato avanti tante iniziative concrete, con particolare attenzione alle aree interne e ai piccoli comuni, alla sicurezza.
Come Anci difendiamo i comuni montani e le comunità locali, che spesso rischiano di essere penalizzati da riforme e scelte lontane dai territori, lavorando affinché abbiano strumenti e opportunità per crescere. Parallelamente, insieme alla Regione Campania e all’assessorato al turismo stiamo disegnando le DMO per costruire una nuova strategia turistica regionale. Oggi la Campania e i suoi territori sono centrali anche nei rapporti nazionali e internazionali».
Si parla di un suo addio in consiglio provinciale. Quali le motivazioni?
«Oggi sono chiamato a guidare il mio comune, Pellezzano, che è la mia più grande passione, e contemporaneamente a ricoprire un ruolo di grande responsabilità in ANCI Campania, arrivato peraltro con il voto unanime delle forze politiche. È un impegno importante, che richiede presenza e dedizione quotidiana. Per quanto riguarda il Consiglio provinciale, resto profondamente grato a chi mi ha sostenuto e accompagnato in questo percorso. Credo però che sia giusto e opportuno dare spazio ad altri rappresentanti della mia comunità politica e del Partito Democratico, favorendo nuove energie».
Voci la vedrebbero in rotta con il Pd. Cosa succede?
«Non c’è alcuna rottura con il Partito Democratico. Credo che certa politica, a volte un po’ miope, finisca per confondere la collaborazione istituzionale con dinamiche diverse, certa cattiva politica alimenta errori della stampa che in buona fede ci casca. Io continuo a lavorare nell’interesse dei territori e dei cittadini, mantenendo rapporti istituzionali corretti e costruttivi con tutti. Per questo motivo derubrico queste polemiche a semplici interpretazioni prive di fondamento».
Quali i suoi progetti con Anci?
«L’obiettivo è continuare a rappresentare i comuni campani dando voce a tutti, senza distinzioni. Vogliamo costruire un’Anci sempre più vicina agli amministratori locali, organizzando riunioni itineranti sui territori ed essendo realmente al servizio dei sindaci e delle comunità. Con la nostra squadra intendiamo rafforzare il dialogo tra istituzioni, sostenere i piccoli comuni e offrire strumenti concreti per affrontare le sfide amministrative, economiche e sociali che i territori vivono ogni giorno».
Grande risultato per la Provincia di Salerno con la vittoria di Geppino Parente…
«Quella di Geppino Parente è una grande competenza amministrativa e politica. Oltre a essere presidente del consiglio direttivo di ANCI Campania, è soprattutto un uomo di esperienza, coerenza e profonda conoscenza del territorio. Il risultato ottenuto rappresenta un segnale importante».
Tanti i progetti avviati da delegato alla cultura. Cosa intende realizzare ancora?
«In questi anni da delegato alla cultura della Provincia abbiamo portato avanti tanti progetti sulla valorizzazione dei beni culturali, grazie a un lavoro sinergico costruito insieme alla dirigente del settore e agli stessi dipendenti provinciali, che ringrazio per la professionalità e la dedizione dimostrata. Davanti a noi ci sono ancora sfide importanti. Siamo arrivati al compimento del progetto esecutivo della Biblioteca Provinciale e adesso bisogna procedere con l’affidamento dei lavori. Allo stesso modo, grande attenzione è stata dedicata all’area archeologica di Fratte, mentre i lavori di restyling del Museo Archeologico Provinciale saranno completati entro il mese di giugno. Sempre a giugno, inoltre, il gestore della buvette del Castello Arechi entrerà finalmente in possesso degli spazi, restituendo un ulteriore servizio e valorizzando uno dei luoghi simbolo del nostro territorio. E poi ci sono tanti altri interventi e progettualità avviate in questi anni. Credo che, al di là delle parole, siano i fatti a parlare da soli. L’obiettivo resta quello di continuare a valorizzare ogni bene culturale e identitario della provincia di Salerno, trasformando cultura e turismo in opportunità concrete di crescita e sviluppo per le nostre comunità».
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