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Salerno. Inaugurata mostra grafica di Scialoja
È stato presentato dell’artista Toti Scialoja, il Catalogo generale dei dipinti e delle Sculture 1940 – 1998 a cura di Giuseppe Appella. L’incontro di presentazione è avvenuto nella Pinacoteca Provinciale di Salerno, dove è stata allestita la mostra di disegni di Tito Scialoja denominata “Linee del tempo”. Alla presentazione del Catalogo numerosi intellettuali di Salerno ed oltre, hanno fatto cornice all’atteso evento, dove a fare gli onori di casa è stata la dirigente Gioita Caiazzo. A seguire, l’intervento di Stefania Zuliani, docente di Teoria della critica d’Arte all’Università di Salerno. Ad illustrare l’importanza del corposo volume, edito da Silvana Editoriale, Milano 2024, il presidente della “Fondazione Toti Scialoja” Armando Colasanti, il quale ha fatto emergere la rilevanza della corposa pubblicazione che racchiude l’opera omnia del maestro, mettendo in relazione il vissuto artistico verso il suo tempo e le interrelazioni che si originarono con tutta quella genia di artisti, poeti e letterati del suo tempo. Scialoja, raffinato poeta, fu un cultore attento al mondo dell’arte e può essere definito uno sperimentatore che percorse la pittura italiana sempre con nuova esperienza sia compositiva che cromatica. Colasanti nel suo dire ha intessuto la vita artistica di Scialoja con tutte le fasi espressive e sperimentali della pittura a partire dagli anni Trenta, per raggiungere la completezza sperimentale negli anni Cinquanta, a cui segue quella contaminazione dall’arte americana che genererà nuovi filoni. E nel ripercorrere la vita artistica di Scialoja si ricorda la partecipazione alla Quadriennale romana, dove parteciperà più volte, e poi la sua prima personale a Genova a cui segue la mostra di Torino nel 1941, presentata in catalogo da Cesare Brandi. Scialoja inizia la grande sperimentazione a partire dal 1948 con nuove prospettive pittoriche, tuttavia sempre legate alla figurazione. Infatti aderirà all’invito del 1949 per partecipare alla mostra Twentieth Century Italian Art al Museum of Modern Art di New York. Ricordiamo la ripetuta partecipazione alla Biennale di Venezia dal 1950 al 1954, ed ancora un successo con l’esposizione del 1956 alla Catherine Viviano Gallery. Prosegue la sua ricerca con la contaminazione degli artisti Rothko, de Kooning e Motherwell, per poi conoscere un lungo periodo di sperimentazioni tra colore e forma in cui l’arte di Scialoja si apre ad un respiro internazionale. L’atteso intervento di Giuseppe Appella, curatore del Catalogo generale è stato molto incisivo, avendo sottolineato quei sottili rapporti culturali che Scialoja costruiva giorno per giorno con gli artisti suoi contemporanei. Artisti che tracciarono insieme quell’epopea dello sperimentale, in tutte le evoluzioni, generando una nuova ventata di saperi artistici, condivisi da quella genia della Scuola Romana ed oltre che gettò nuovi ponti in divenire. Appella si sofferma sui momenti salienti in cui la personalità di Scialoja si confronta con la sua contemporaneità prima in Italia e poi in America ma mantenne sempre un’originalità espressiva, arguta nel disegno ed in continuo mutamento compositivo e pittorico. Scialoja riformula l’espressionismo di matrice statunitense e si imbeve dei nuovi concetti che attraversano la pittura dell’astrazione, dove la sua sperimentazione non ha confine. Dopo la conferenza di presentazione del volume, è stata inaugurata la mostra grafica di Scialoja nell’ala nuova della Pinacoteca dove erano in esposizione dei disegni eseguiti a Parigi nel 1938 e una seconda raccolta intitolata “I segni dello zodiaco” del 1939. Le opere inchiostro su carta, attingono ad un espressionismo grafico di forte connotazione dell’ironico e del sarcasmo, dove uno scherno latente mette in mostra gli umani vezzi. La mostra denominata “Linee del tempo” è stata curata da Gianpaolo Cacciottolo con gli studenti del “Laboratorio di Curatela: collezioni, musei, mostre e archivi d’artisti” della Laurea Magistrale in Storia e Critica d’Arte dell’Università di Salerno. L’esposizione è stata promossa dal Laboratorio Archivio di Storia dell’Arte “Filiberto Menna” e dal Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università di Salerno, in collaborazione con la Provincia di Salerno e la Fondazione Filiberto e Bianca Menna. Una serata culturale di notevole interesse per i tanti convenuti amanti dell’arte fra le personalità della cultura. Interessante il dialogo aperto con lo scrittore Rino Mele e l’artista Carmine Caputo che ha ricordato l’opera di Giuseppe Appella fondatore a Castronuovo di Sant’Andrea (PZ) del MIG (Museo Internazionale della Grafica) e della Biblioteca “Alessandro Appella”. Nello spazio espositivo del MIG vengono organizzate mostre temporanee di grafica di artisti internazionali. Attualmente vi è in corso un’esposizione (fino al 15 luglio) titolata Carlo Belli e il Mediterraneo. La mostra grafica comprende le opere di: Picasso, Mirò, Chagal, Man Ray, Harp, De Chirico, Savino, Severini, Max Ernest, Fontana, Braque, Kunellis e Paladino. Giuseppe Ianni
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Salerno. PRIUS, si stringono i tempi sui cantieri
Il 20 maggio scorso si è tenuto un vertice operativo decisivo per il futuro sviluppo infrastrutturale e sociale del Comune di Salerno. Al centro del tavolo tecnico, presieduto dai vertici dell’ente, vi è il Programma di Rigenerazione Integrata Urbana Sostenibile, noto con l’acronimo PRIUS, ampiamente sostenuto dai fondi europei del PR Campania Fesr relativi al settennio 2021/2027. A guidare i lavori della riunione è stato il Commissario Straordinario, Vincenzo Panico, che ha voluto ribadire ancora una volta la forte volontà di garantire continuità amministrativa al Comune di Salerno sino all’ultimo momento utile del proprio mandato, assicurando così alla cittadinanza un traghettamento sereno e produttivo verso la prossima consiliatura. Con un approccio prettamente pragmatico, il Commissario ha sottolineato come la struttura da lui guidata abbia già portato a termine tutti i necessari e complessi adempimenti procedurali che hanno consentito la formale ammissione al finanziamento dell’intero programma. L’obiettivo ineludibile fissato in cima all’agenda dei lavori è la scadenza del 31 dicembre prossimo. Entro tale data perentoria, il Comune è tassativamente tenuto a conseguire il target delle obbligazioni giuridicamente vincolanti, ossia deve arrivare alla stipula formale dei contratti d’appalto per l’affidamento dei lavori. Il raggiungimento di questo specifico traguardo temporale rappresenta l’unico snodo vitale per sbloccare l’agognata quota premiale prevista dalle direttive regionali, nell’ambito della quale l’amministrazione ha già provveduto a candidare tempestivamente ulteriori 4 interventi per un importo complessivo di 4.646.818,61 euro. Questi nuovi progetti sono già stati esaminati e ammessi con esito decisamente positivo dalla Cabina di Regia regionale. Guardando alle esigenze future della collettività, il Commissario Panico ha inoltre proposto, in aderenza a quanto emerso in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, un progetto mirato al potenziamento del sistema di videosorveglianza. L’attenzione è rivolta alla zona orientale e al frequentato tratto del Lungomare cittadino, un’area ritenuta di preminente importanza sia per l’adeguata fruizione turistica sia per garantire elevati standard di sicurezza urbana. Questo importante intervento potrà essere coperto finanziariamente attraverso un’oculata riprogrammazione delle economie di spesa maturate e risparmiate sui cantieri precedentemente avviati. Entrando nel vivo dell’analisi, l’esame approfondito da parte dei dirigenti ha riguardato i 6 grandi filoni di cui si compone il piano di rigenerazione. Il primo intervento preso in esame concerne l’indispensabile manutenzione straordinaria del vasto patrimonio stradale cittadino, suddiviso in 3 lotti e supportato da un finanziamento di 3 milioni di euro. I lavori materiali sulle carreggiate risultano ormai conclusi ed è in corso la laboriosa elaborazione della contabilità finale per certificare la regolare esecuzione dell’opera e procedere con l’opportuna rendicontazione. Al fine di riconoscere in modo trasparente le lavorazioni aggiuntive resesi necessarie al definitivo completamento stradale, è stato approvato un incremento contrattuale le cui maggiori spese saranno coperte tramite le risorse derivanti dai mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti. Contestualmente, si registra un regolare avanzamento per i cantieri destinati a far sorgere il nuovo Palazzetto dello Sport e le relative aree di sosta e parcheggio. L’opera sportiva vanta un mastodontico valore complessivo di 38.023.572,55 euro, di cui 5 milioni e 500mila euro coperti a fondo perduto proprio attraverso la quota del programma Fesr. I lavori in questo settore procedono attualmente senza che sia stata rilevata alcuna criticità tecnica o burocratica di sorta. Una costante e vigile attenzione istituzionale è stata dedicata ai grandi contenitori storici e agli spazi verdi. Il terzo progetto governativo mira infatti al recupero strutturale e funzionale di Palazzo di Città, con il palese intento di migliorarne la fruizione pubblica sotto il profilo turistico e culturale. L’intervento gode di un ingente finanziamento pari a 8 milioni e 101mila euro. Approvato il progetto definitivo in linea tecnica, gli uffici comunali stanno lavorando indefessamente alla stesura del progetto esecutivo. La strategia ingegneristica individuata per accelerare i tempi prevede la suddivisione dell’intera opera in due distinti lotti funzionali, rendendo il primissimo lotto immediatamente cantierabile ed appaltabile alle ditte specializzate. Sul fronte della vivibilità ambientale e della valorizzazione paesaggistica, procede in maniera spedita il piano di ammodernamento destinato al Parco del Mercatello, interamente finanziato per la somma di 1 milione e 100mila euro. L’intervento prevede la fondamentale realizzazione di due nuovissimi ponticelli pedonali che andranno ad attraversare agevolmente il torrente omonimo situato all’interno del polmone verde cittadino. In questo specifico caso, la procedura di gara pubblica per l’affidamento dei relativi lavori è attualmente in regolare corso di svolgimento. Spostandosi idealmente nel cuore antico del tessuto urbano salernitano, gli esperti comunali lavorano alla riqualificazione e al recupero degli storici edifici dell’ex Tipografia Volpe. Questa è un’opera volta all’ulteriore valorizzazione dell’intero centro storico, la quale beneficia direttamente di un importo finanziato pari a 219.867,39 euro. Trattandosi di un immobile di indiscussa e primaria rilevanza storico-architettonica, gli addetti ai lavori stanno ultimando la redazione di un’accurata relazione descrittiva per poter successivamente richiedere il parere vincolante della Soprintendenza competente per territorio. Nonostante la presenza di questa fisiologica fase di studio, l’ultimazione effettiva dei delicati lavori di restauro è stata comunque confermata per la fine dell’anno 2026. Infine, per rispondere alla richiesta di maggiore promozione della sicurezza pubblica nelle aree periferiche, è stato definitivamente approvato lo specifico progetto esecutivo per l’impianto di videosorveglianza destinato alle aree collinari della municipalità. Con una dote finanziaria quantificata in 281.250,97 euro, si rende ora necessario un tempestivo aggiornamento degli elaborati del progetto originale. Nel frattempo, negli uffici preposti si valutano con grande attenzione le modalità di affidamento ritenute maggiormente idonee, esplorando in particolare la reale possibilità di un’adesione diretta ad un’apposita convenzione nazionale veicolata tramite la piattaforma telematica Consip. er.no.
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Montecorice:4 indagati per la morte dei fidanzatini
di Arturo Calabrese
È di omicidio stradale l’elemento per il quale sono indagate quattro persone per la morte dei due ragazzi fidanzati avvenuta in località Ripe Rosse a Montecorice. Era il 13 marzo, quando i due ragazzi stavano percorrendo in auto la SR 267, una delle arterie più pericolose ma allo stesso tempo simbolo del territorio. Stando a quanto scrive il Pubblico Ministero, sono quattro gli indagati con diverse condotte colpose: uno perché col suo veicolo andava in collisione con l’auto dei giovani. Gli altri tre, nella loro qualità di dipendenti della Provincia di Salerno, ente affidato della strada ove si verificava il sinistro “concorrevano nella produzione dell’evento omettendo di procedere alla manutenzione e messa in sicurezza delle barriere di contenimento, non idonee ad assicurare accettabili livelli di sicurezza”. In quella tragica sera, persero la vita Michele Pirozzi e Maria Magliocco, giovani e fidanzati che finirono nel burrone con la loro aiuto. Quel volo fu per loro tragico. La questione della sicurezza delle barriere fu portata subito all’attenzione da Antonio Mondelli, il legale della famiglia di una delle vittime. «Qui si dovrebbe parlare innanzitutto di sicurezza – aveva detto all’indomani del disastro – non è possibile pensare che su un tratto così pericoloso ci siano delle barriere di contenimento talmente effimere. È triste e disarmante vedere un tratto di strada così importante per la portata di traffico che vi scorre, soprattutto nel periodo estivo, con il fondo stradale in quelle condizioni senza parlare dei dispositivi di sicurezza passivi inefficienti o addirittura inesistenti – le sue parole – una ringhiera di ferro idonea per un balcone di casa non può garantire il contenimento dei veicoli, assorbire l’energia d’impatto ed evitare la fuoriuscita dei veicoli dalla carreggiata. Sono strade per cittadini di serie B eppure dovremmo restituire tanti soldi per i Pnrr i cui effetti migliorativi sulle infrastrutture non sono pervenuti dalle nostre parti. E i giovani – concludeva con amarezza – continuano a morire». Nel merito, sono intervenuti anche esponenti politici. In ultimo, il gruppo consiliare in Provincia di Fratelli d’Italia e il gruppo di Forza Italia: «Le criticità della viabilità provinciale, in particolare nelle aree interne e lungo la fascia costiera, sono note da tempo a cittadini e amministratori locali. Servivano programmazione, investimenti e una manutenzione costante, non interventi sporadici o dichiarazioni tardive». «Il nostro obiettivo – concludevano – resta quello di dare risposte concrete ai cittadini, superando polemiche sterili e lavorando affinché la sicurezza delle strade provinciali diventi finalmente una priorità reale nell’agenda dell’amministrazione provinciale. Abbiamo predisposto una interrogazione alla Provincia per chiedere il programma dei lavori sulla Via del Mare». Adesso, dunque, si dovrà fare luce su quanto accaduto quella sera e su quali siano effettivamente le colpe che hanno spezzato due giovani vite con davanti a loro sogni, successi e soprattutto un’esistenza da trascorrere insieme.
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Festa con le scuole per la conclusione del progetto “Mare Nostrum”
Ieri mattina, presso il Salone dei Marmi di Palazzo di Città a Salerno, si è svolto l’evento conclusivo del progetto “Mare Nostrum”, iniziativa dedicata all’educazione ambientale, all’inclusione sociale e alla valorizzazione del territorio attraverso percorsi formativi rivolti agli studenti delle scuole cittadine. Il progetto si è articolato in tre aree tematiche strettamente collegate tra loro: “Il mare, risorsa da conoscere e tutelare”, “Piante e spezie mediterranee” e “La terra prende forma: alla scoperta della ceramica”. Un percorso multidisciplinare nato con l’obiettivo di favorire l’inclusione scolastica e sociale, promuovere la crescita culturale dei partecipanti e contribuire alla formazione di cittadini più consapevoli, responsabili e solidali. Le attività sono state sviluppate nel corso dell’anno scolastico attraverso incontri con esperti, laboratori pratici, visite guidate, esperienze artistiche e uscite in barca, coinvolgendo numerosi studenti degli istituti scolastici del territorio, compresi ragazzi minori non accompagnati inseriti nei percorsi educativi e di integrazione. Nel corso della mattinata sono intervenuti tutti i protagonisti del progetto, a partire dai Club Inner Wheel Salerno e Salerno Est, dai Rotary Club cittadini — Salerno, Salerno Duomo, Salerno Est, Salerno Nord Due Principati e Salerno Picentia — e dall’associazione A.P.S. “Noi di Torraca”, realtà che hanno sostenuto concretamente l’iniziativa contribuendo alla sua realizzazione. Particolarmente significativa la partecipazione degli studenti, che hanno illustrato i lavori realizzati durante il progetto attraverso racconti, elaborati, opere artistiche e testimonianze delle esperienze vissute. Per l’occasione è stata inoltre annunciata l’apertura del portale “Salerno ama il mare”, una piattaforma digitale che raccoglierà tutti i lavori prodotti dagli alunni delle scuole primarie cittadine, diventando uno spazio permanente di condivisione e sensibilizzazione sui temi della tutela ambientale e del mare. Uno dei momenti più attesi dell’evento è stata la presentazione in anteprima nazionale del documentario “Allarme Mediterraneo: meraviglia da salvare”, realizzato dalla Stazione Zoologica “Anton Dohrn”. Alla manifestazione ha preso parte anche il dottor Domenico D’Alelio, primo ricercatore della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, che ha sottolineato l’importanza del rapporto tra ricerca scientifica, scuola e tutela ambientale. “È un’iniziativa che vede coinvolte molte scuole. Mare Nostrum comprende tre percorsi: uno dedicato alle erbe mediterranee, uno alle produzioni artistiche e uno al mare. Abbiamo coinvolto anche ragazzi minori non accompagnati. Questi progetti mirano alla crescita dei bambini, ad avvicinarli al territorio, al mare e alla conoscenza delle nostre radici. Tutto questo è possibile grazie alle tante realtà associative che hanno scelto di sostenere il progetto”, ha dichiarato la professoressa Marianna Bortone Blasi, ideatrice e curatrice dell’iniziativa. Nel corso dell’incontro è stato inoltre presentato “Onda di Comunità”, il lavoro realizzato dagli alunni salernitani nell’ambito del progetto Mare Nostrum in collaborazione con il Club Velico Salernitano. Gli studenti del Liceo Artistico Sabatini-Menna hanno invece realizzato opere artistiche ispirate al tema del mare e del Mediterraneo, successivamente donate ai partner e ai sostenitori che hanno contribuito alla realizzazione del progetto. “Il nostro Mediterraneo va conosciuto e protetto, non solo in maniera teorica ma anche attraverso azioni concrete — ha dichiarato il dottor Domenico D’Alelio —. Questo evento rafforza una relazione fondamentale tra chi studia il mare, chi opera quotidianamente sul territorio e il mondo della scuola. La ricerca scientifica deve entrare nelle scuole per diffondere una vera cultura del mare e della sostenibilità. Il documentario rappresenta proprio uno strumento per avvicinare i giovani a questi temi e trasformare la conoscenza in partecipazione attiva”. L’iniziativa si è conclusa tra applausi e momenti di confronto, confermando il valore educativo e sociale di un progetto che, attraverso il mare, l’arte e la natura, ha saputo costruire relazioni, inclusione e senso di comunità.
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Fondazione Menna. La verità dei commissari: Limen ospite dei Marinai
di Erika Noschese
Salerno si prepara ad accogliere il nuovo assetto istituzionale, ma i nodi irrisolti della passata amministrazione continuano a richiedere la massima trasparenza, soprattutto quando si affronta il delicato tema della gestione dei beni comuni. A pochi giorni dalla chiusura delle urne, si traccia un primo bilancio della fase di transizione amministrativa appena conclusa. Un periodo durante il quale la gestione tecnica di Palazzo di Città ha dovuto approfondire diverse questioni legate al patrimonio immobiliare comunale. Al centro dell’inchiesta giornalistica condotta da queste colonne resta il destino dell’ex Casa del Combattente sul Lungomare di Salerno. L’indagine portata avanti nel corso degli ultimi mesi è stata più volte contestata e definita strumentale o personale. Tuttavia, le ricostruzioni pubblicate si sono sempre basate su documenti ufficiali e atti amministrativi. A chiarire definitivamente la vicenda sono state le verifiche effettuate durante il periodo commissariale. Secondo quanto confermato dal commissario prefettizio Vincenzo Panico e dal viceprefetto Mariella Santorufo, l’associazione Limen non può più usufruire degli spazi utilizzati all’interno della Fondazione Menna. La questione sarebbe stata approfondita anche a seguito delle segnalazioni avanzate dalla presidente della Fondazione, Letizia Magaldi, che avrebbe chiesto chiarimenti sulla gestione degli spazi e sui rapporti formalizzati attraverso un protocollo d’intesa. Dopo l’inchiesta giornalistica, infatti, sarebbe emersa la necessità di verificare la legittimità degli accordi che consentivano all’associazione di operare all’interno della struttura. Ad indignare la presidente Magaldi, verosimilmente, proprio le comunicazioni inviate dall’ex presidente dell’associazione, nelle quali si fa riferimento all’intervento dell’ex sindaco Vincenzo Napoli rispetto agli aspetti economici collegati agli eventi organizzati nella sede. In una mail indirizzata alla presidente si legge infatti: “La sua proposta iniziale consisteva in un contributo di euro 80 per ogni evento tenuto all’interno della sala medesima, poi sostituito, su proposta del sindaco, da una contribuzione mensile forfettaria nei termini già indicati”. Nel frattempo il commissario prefettizio ha disposto ulteriori approfondimenti sulla vicenda, arrivando di fatto ad annullare la convenzione contestata e a restituire la gestione degli spazi e della biblioteca e ai volontari della Fondazione Menna, che oggi sono nuovamente impegnati nell’apertura e nella chiusura della sede. Resta naturalmente garantito l’accesso alla biblioteca da parte degli studenti e dei cittadini, ma non sarebbe più l’associazione Limen a gestire direttamente gli spazi, dopo la comunicazione formale inviata durante il periodo commissariale. Il prestigioso immobile monumentale è stato sottoposto a una disamina implacabile, utile a spazzare via del tutto le chiacchiere infondate. È emersa in primis la duplice e complessa natura giuridica della maestosa struttura: una parte risulta di diretta e inalienabile proprietà dell’ente municipale, mentre la restante fetta è stata ottenuta in comodato d’uso dal Demanio statale, con una concessione in naturale scadenza nel biennio tra il 2027 e il 2028. Per comprendere le reali e pratiche dinamiche di occupazione è assolutamente imperativo tracciare una netta divisione dei piani dell’edificio. Il secondo piano risulta stabilmente in uso alla Fondazione Menna, la quale opera in assoluta autonomia organizzativa, garantendo le consuete aperture settimanali della biblioteca. È stato chiarito che questo superiore livello non è assolutamente interessato da alcuna problematica di promiscuità gestionale. L’equivoco cruciale, fulcro di innumerevoli e sterili polemiche, riguarda le vicende relative esclusivamente agli spazi del primo piano della storica struttura. È in questa specifica porzione di stabile che si innesta l’ingombrante presenza dell’Associazione Limen, un sodalizio giovanile che non possiede e non ha mai posseduto alcun titolo legittimante derivante, in modo diretto o indiretto, dalla Fondazione Menna. Il fantomatico protocollo d’intesa, troppo spesso ostentato pubblicamente per vincolare le attività di Limen e la Fondazione stessa, si è rivelato alla prova dei fatti un atto del tutto inesistente, privo di alcun valore giuridico e totalmente ininfluente ai fini dell’occupazione legale di quegli spazi. La realtà documentale è ben diversa: l’intero primo piano è stato storicamente concesso in uso esclusivo all’Associazione dei Marinai d’Italia tramite una validissima e regolare convenzione. Dunque, deve essere chiaro e cristallino a tutti i lettori che se oggi Limen può usufruire quotidianamente degli spazi della ex Casa del Combattente, è unicamente ed esclusivamente grazie all’ospitalità fornita dall’Associazione dei Marinai d’Italia e non più per via di questo fantomatico protocollo d’intesa con la Fondazione Menna, come invece erroneamente e artatamente raccontato in passato. L’agibilità logistica del collettivo giovanile all’interno di quei locali risulta così completamente e inequivocabilmente slegata dalle sorti, dalle delibere e dalle programmazioni dell’ente culturale sito al piano superiore, spazzando via definitivamente le innumerevoli e pretestuose nubi su presunti favoritismi istituzionali e amministrativi. La vicenda dell’ex Casa del Combattente si inserisce in un più ampio lavoro di ricognizione del patrimonio immobiliare comunale avviato durante la gestione commissariale. Per quanto concerne i beni del Comune di Salerno, occorre precisare che la ricognizione tecnica ha affrontato un patrimonio complessivo di dimensioni colossali, stimato in circa ottomila unità, suddiviso tra innumerevoli aree territoriali, beni mobili di varia natura e ben 732 immobili vincolati e destinati all’edilizia residenziale pubblica. L’approccio squisitamente contabile ha richiesto un intervento chirurgico sui rapporti passivi, ossia quelle strutture logistiche locate da soggetti privati per le esigenze istituzionali del municipio. È stata portata a termine una razionalizzazione molto profonda e necessaria, tradottasi con successo in un taglio drastico del settanta per cento delle spese ordinarie sui fitti. Sui rapporti attivi dell’edilizia residenziale, di contro, l’ente pubblico registra costanti entrate per circa un milione e mezzo di euro all’anno. Tutto il patrimonio immobiliare cittadino è stato finalmente digitalizzato e caricato integralmente sul portale telematico dell’Amministrazione Trasparente, un passaggio ritenuto vitale per consentire il pieno e democratico controllo civico. Nel vasto universo del no profit, l’ente locale segue pedissequamente i dettami di un decreto presidenziale del duemilacinque e delle direttive regionali, da poco aggiornate. Vi è un’attenzione marcata verso le fasce più deboli della popolazione, ampiamente testimoniata da sgravi del venti percento applicati direttamente sui canoni per i locali destinati all’assistenza per la disabilità. Completano il quadro associazionistico ulteriori settantaquattro strutture pubbliche concesse a varie sigle, oggi sottoposte a verifiche rigorose per massimizzarne la fruibilità. Attraverso il coinvolgimento incentivato e diretto della cittadinanza nella cura costante dei parchi, si è cercato di stimolare un profondo senso di educazione civica reciproca. Parallelamente, gli uffici competenti si sono adoperati con vigore per sbloccare le antiche lentezze burocratiche che frenavano l’utilizzo pomeridiano delle palestre scolastiche. Tra i risultati senza dubbio più attesi spicca l’imminente definizione dell’iter per l’ambizioso progetto Vinciprova, sviluppato in collaborazione con l’ente nazionale Sport e Salute per riqualificare strutturalmente le aree idonee all’attività ludica all’aperto.
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Ripascimento del litorale, la Procura archivia l’inchiesta
Di Antonio Manzo
Ripascimento del litorale salernitano, la Procura archivia l’inchiesta nata nel 2021. Per la Procura non c’è nessun elemento per affermare che i lavori abbiano determinato una devastazione ambientale, né il deturpamento dei luoghi. Le indagini del Pm Cario Rinaldi, cinque anni fa effettuare dal Noe (Nucleo Operativo Ecologico) dei Carabinieri, e poi assegnate alla Guardia di Finanza per un presunto sospetto di turbativa d’asta nell’appalto dei lavori “non consentono di ritenere acquisita una compita notizia di reato”
. Così, l’inchiesta avviata dall’allora Pm Roberto Penna (10390/2022 modello 21) finisce sul tavolo della Gip Gerardina Romaniello (numero 4412/2023) che condivide la richiesta di archiviazione del Pm Rinaldi e ordina il dissequestro dei lavori al ricomparso Nucleo Ecologico dei Carabinieri. L’archiviazione salva tutti gli indagati per la ipotizzata ma poi cancellata devastazione ambientale.
Sono tutti i nomi dei re del cemento salernitano: Alfredo Citarella, Antonio e Annamaria De Rosa, Maria Giordano, Stefania Iannaccone, Carmine Marinelli, Giuseppe Milito, Raimondo Milito e, infine, Elio Rainone.
Sono ex indagati. Angelo Tedesco, il cittadino di via Lungomare Colombo che denunciò i lavori di ripascimento ha così avuto torto in quanto ritenuto dal Pm Rinaldi “soggetto non legittimato, non rivestendo la qualità di persona offesa dai reati ipotecati”.
Finisce così l’inchiesta penale per il ripascimento del litorale di Salerno proprio nei giorni in cui il commissario prefettizio Vincenzo Panico, alto funzionario dello Stato, blocca i lavori di ripascimento sul litorale tra Pastena e Torrione. Il funzionario, molto apprezzato nel mondo professionale avendo ricoperto anche diversi incarichi di rilievo al Ministero degli Interni, ha ufficializzato la sospensione del cantiere ripascimento, già scattata dallo scorso 4 maggio. I lavori sarebbero stati comunque interrotti dal 22 maggio per l’avvio della stagione estiva, in linea con le ordinanze comunali e della Capitaneria di Porto. Ma alla base dello stop ci sarebbero soprattutto le verifiche effettuate sui materiali utilizzati per il ripascimento, risultati non conformi alle prescrizioni previste dal capitolato. Le criticità riguarderebbero sia il tratto di spiaggia già aperto al pubblico la scorsa estate, finito al centro di numerose contestazioni, sia la nuova area ancora in fase di realizzazione, nonostante i controlli preventivi previsti dal disciplinare tecnico. Nel verbale vengono inoltre contestati al Consorzio incaricato dei lavori i ritardi accumulati durante l’esecuzione dell’opera e la mancanza di forniture adeguate per garantire il completamento nei tempi stabiliti. L’amministrazione, diretta al commissario prefettizio, ordinò ulteriori verifiche per assicurare il rispetto degli standard qualitativi dell’intervento, riservandosi eventuali ulteriori provvedimenti naturalmente consegnati all’arrivo del nuovo sindaco Vincenso De Luca. Intanto, il tratto di spiaggia libera interessato dal cantiere resta ancora non fruibile ai cittadini.
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Capaccio: le regole del Prefetto per il Comune
di Erika Noschese
Rigoroso rispetto del principio di rotazione negli affidamenti comunali, con particolare riferimento ai contratti pubblici di importo inferiore alla soglia comunitaria; rafforzamento dell’attività di controllo sulle pratiche edilizie e urbanistiche, con particolare riguardo alle zone sottoposte a vincolo paesaggistico; riorganizzazione degli uffici comunali preposti alla gestione dei servizi funerari, prevedendo la rotazione dei funzionari incaricati del servizio e l’aggiornamento del regolamento di polizia mortuaria: sono queste le prescrizioni avanzate dal Prefetto di Salerno, Francesco Esposito, dopo la decisione del Ministero dell’Interno di proseguire “l’azione di monitoraggio di codesta Amministrazione comunale attraverso l’adozione di misure, le cui modalità saranno concordate con codesto Ente, che consentano di apprestare una particolare attenzione ai settori per i quali, all’esito dell’accesso ispettivo, sono state rilevate criticità e disfunzioni amministrative”, al termine dell’istruttoria svolta dalla commissione di accesso nominata nel maggio 2025. Tra le altre prescrizioni imposte dal Prefetto vi è l’attuazione di una “rigorosa gestione delle risorse dell’Ente attraverso il rispetto del principio di equilibrio di bilancio e del piano di riequilibrio finanziario pluriennale deliberato ai sensi dell’art. 243-bis del d.lgs. n. 267/2000”. Obiettivo del Ministero è puntare sulla trasparenza dell’Ente, attraverso un “miglioramento” della “gestione del personale anche mediante la rivisitazione della struttura organizzativa”. Inoltre, il sindaco Paolino dovrà predisporre “linee guida per l’ottimale gestione del patrimonio pubblico comunale, con particolare riguardo ai beni demaniali”. Dal canto suo, il Comune dovrà rendere note le risultanze del monitoraggio e le attività intraprese dall’Amministrazione comunale, in coerenza con le intese finalizzate al risanamento delle principali criticità emerse in sede di accesso ispettivo, attraverso relazioni periodiche secondo modalità che, nel quadro della leale collaborazione istituzionale tra Stato ed enti locali, saranno definite anche mediante la condivisione di ulteriori strumenti di prevenzione dell’azione amministrativa e di verifica dei conseguenti risultati. Dalla delibera di Giunta comunale emerge inoltre che il sindaco ha aderito al formale invito del Prefetto a dare attuazione ad ulteriori linee di intervento per la risoluzione delle criticità e delle disfunzioni amministrative rilevate in sede ispettiva. In particolare, le ulteriori prescrizioni consistono nel: predisporre linee guida atte ad assicurare trasparenza e legalità nell’affidamento di lavori, servizi e forniture, con particolare riferimento alle procedure di somma urgenza e agli affidamenti diretti; disporre verifiche generalizzate sulle procedure autorizzative dei subappalti e dei subaffidamenti di lavori, prestazioni e servizi; acquisire copia dei contratti relativi a lavori, forniture e servizi, corredata dalla documentazione concernente la relativa procedura amministrativa, con particolare riguardo ai lavori finanziati con fondi PNRR; adeguare e/o integrare gli strumenti regolamentari, con particolare riferimento alle procedure assunzionali; stipulare un protocollo di legalità finalizzato a rafforzare sia il sistema delle verifiche antimafia — relativamente alle attività contrattuali del Comune e delle società sottoposte a forme di controllo o partecipazione dell’Ente locale — sia gli strumenti di prevenzione della corruzione; sottoscrivere un protocollo relativo alle istanze presentate al SUAP per il settore turistico, alberghiero e della ristorazione, in conformità al modello elaborato dal Ministero dell’Interno; inserire nel Piano anticorruzione una scheda di controllo che i dirigenti dovranno predisporre al termine di ogni procedura, attestante il rispetto di tutte le misure anticorruzione, con controlli a campione da parte del Responsabile anticorruzione; stabilire verifiche periodiche con cadenza bimestrale, ferma restando la redazione di una relazione conclusiva al termine di sei mesi.
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Salernitana, oggi vertice Iervolino-Milan
di Marco De Martino
SALERNO – Oggi vertice Iervolino-Milan. Danilo Iervolino, e ora?L’uscita di scena della Salernitana dai playoff proprio all’ultima curva apre inevitabilmente la questione futuro. Una questione di cui hanno già parlato a caldo sia il direttore sportivo Daniele Faggiano sia l’allenatore Serse Cosmi. Entrambi, come era prevedibile, hanno manifestato la volontà di proseguire il progetto intrapreso a Salerno ma, se l’operatore di mercato è forte di un altro anno di contratto, il tecnico andrà in scadenza esattamente tra un mese e, al netto degli attestati di stima di tifosi e stampa, nessuno si è ancora fatto sentire. Ovviamente, in questi giorni la priorità era rappresentata dalle partite e il tempo per mettersi attorno a un tavolo, guardarsi negli occhi e prendere una decisione c’è ancora. Il punto, però, è un altro: cosa vuole fare il patron? Dopo il fallimento della trattativa con Rufini per la cessione delle quote di maggioranza della società granata, Iervolino aveva archiviato la pratica rimandando tutto a fine stagione, proprio per lasciare tranquilla la squadra in vista dei playoff. Ebbene, ci siamo. Iervolino dovrà decidere innanzitutto se vuole proseguire lui stesso l’avventura al timone della Salernitana oppure se intende ancora passare la mano. Sia nell’uno sia nell’altro caso, però, è necessario fare in fretta. Il patron lo deve a una piazza che gli ha teso la mano, a un gruppo di calciatori che ha dato l’anima in campo andando oltre le proprie possibilità e a uno staff, inclusi Faggiano e Cosmi, che ha fatto di tutto per riportare la Salernitana in B.La base, rispetto a un anno fa, adesso c’è: c’è un direttore sportivo che conosce la piazza, c’è un tecnico che ha riacceso la passione e c’è un parco calciatori di proprietà dal quale si può ripartire senza la necessità di rifondare tutto. Partiranno, quasi certamente, Ferraris e Cabianca, che andranno a giocarsi le loro carte rispettivamente a Pescara e Cremona, ma ci sono tanti elementi attorno ai quali si può costruire un gruppo in grado di dettare legge nel prossimo torneo. Dipende tutto da Danilo Iervolino.
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Pagani. Appalti pilotati, assunzioni e favori al boss latitante
Pagani. Appalti pilotati, assunzioni di clan, voti di scambio e la complicità di politici e dirigenti di Palazzo San Carlo: è la fotografia del Viminale con motivazioni che hanno portato allo scioglimento del consiglio comunale di Palazzo San Carlo. E mentre l’ex sindaco De Prisco (oltre a Italia Viva con Anna Rosa Sessa) ha formalizzato richiesta al prefetto di accesso agli atti, emerge uno spaccato di “mala gestio” e “concessioni” al malaffare nella città liguorina. Al centro delle attività investigative dei commissari non ci sono solo i rapporti con Marrazzo ma anche altri problemi amministrativi non risolti da anni. Uno di questi è lo storico problema di fondo Criscuolo, dal 1990 residenza della famiglia Gioacchino D’Aria Petrosino, detto “Sparaspara”, noto pregiudicato paganese per gravi reati, e della moglie. A fronte di una presunta occupazione senza titolo del fondo agricolo e di alcuni abusi edilizi, il Comune di Pagani fece un accordo transattivo dove rinunciava a perseguire l’interesse pubblico in cambio di due appartamenti da dare agli occupanti oltre a 200mila euro. Un accordo che ha lasciato allibiti e che ora è in fase giudiziaria seguita dalla tenace dirigente dell’ufficio legale subentrata dalla fine del 2023. Proprio questo ufficio si sarebbe impegnato anche per affrontare molti di quegli abusi edilizi legati ai vertici del clan di cui si parla ne decreto di scioglimento. Con l’arrivo della nuova dirigente dell’ufficio legale del Ente, l’avocato Valeria Galasso, la situazione è stata ripresa e sono state individuate dettagliatamente le opere abusi nel fondo, contestate e a seguito di ricorsi, il legale del Comune ha vinto più volte. Grazie al suo apporto oggi pende un giudizio per risoluzione contrattuale davanti il tribunale di Nocera Inferiore, sezione agraria. Il prefetto di Salerno ha posto l’accento su abusi riscontrati nel 2023, durante le ricerche di un elemento di spicco del clan, resosi latitante. La commissione d’indagine si sofferma “sull’installazione di taluni manufatti – paletti dissuasori dinanzi al garage di un’abitazione di proprietà dello stesso latitante – emblematicamente autorizzati dall’ufficio della polizia locale nel febbraio 2022 violazione delle vigenti disposizioni del codice della strada”. Il Comune non avrebbe perseguito efficacemente alcuni abusi edilizi di pareti di boss. In un caso producendo anche atti poi annullati dalla giustizia amministrativa e in un caso, nonostante un parere di un docente universitario, però non seguito. Centrali sono i rapporti tra Comune e la Pedema, società ritenuta del clan Fezza/De Vivo. Facendosi largo tra gli omissis si intuisce che i commissari hanno esaminato in primis i rapporti che la Pedema, la cooperativa in capo a Marrazzo, aveva avuto con Palazzo San Carlo, in particolare con alcuni funzionari. In quell’inchiesta era stato indagato anche l’attuale sindaco, Raffaele Maria De Prisco, poi archiviato, assieme all’assessore comunale Pietro Sessa, prosciolto. Attenzione massima anche sugli addetti a servizio di spazzamento con la Sam e i legami con la criminalità.
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Televisione: Star City è disponibile da oggi su Apple TV+
Lo spin-off di For All Mankind racconta l'allunaggio dal punto di vista dei sovietici
I primi due episodi di Star City, serie spin-off dell'acclamata ucronia dedicata alla corsa allo spazio di Apple TV+ sono disponibili oggi sulla piattaforma, in contemporanea all'ultimo episodio della quinta (e penultima) stagione della serie principale. La serie, degli stessi creatori di For All Mankind Matt Wolpert e Ben Nedivi, racconta gli eventi della prima stagione dal punto di vista delle scienziate e degli scienziati russi impegnati a raggiungere la Luna prima degli astronauti statunitensi e vede protagonisti Anna Maxwell Martin (Motherland), Rhys Ifans (House of the Dragon), Agnes... - Leggi l'articolo
SERIE TV - Televisione - 29 maggio 2026 - articolo di Angela Bernardoni
Star Wars: Ecco l’AT-AT-walker per la nostra vecchiaia
Non vi sentite più molto sicuri delle vostre ginocchia, ma non volete rinunciare alla vostra identità di fan? Ecco qualcosa che fa per voi.
Tutti noi appassionati di fantascienza conosciamo gli "AT-AT Walker" dell'Impero colpisce ancora. Dove “AT-AT” sta per All Terrain Armored Transport, e walker, in inglese, vuol dire “camminatore”. Però walker in inglese ha anche un altro significato, quello di aggeggio che aiuta a camminare, cioè in italiano deambulatore: sono quei cosi con cui gli anziani che hanno problemi con le gambe possono aiutarsi per sorreggersi mentre camminano. Qualcuno deve aver notato il doppio senso e aver visto un'opportunità, perché è vero che... - Leggi l'articolo
Televisione: The Testaments è stata rinnovata per una seconda stagione
La serie spin-off di The Handmaid's Tale ha convinto il pubblico a tornare a Gilead
The Testaments, la serie spin-off di The Handmaid's Tale, ha appena concluso la sua prima stagione su Disney+ con il suo decimo episodio, ma è già arrivata la conferma che le vicende delle giovani Agnes e Daisy continueranno in una seconda stagione. La serie, basata sul romanzo di Margaret Atwood I testamenti, riporta il pubblico nella Gilead dominata dai teocrati immaginata dall'autrice negli anni '80 e si ambienta dopo gli eventi di Il racconto dell'ancella. COme si legge nella sinossi ufficiale: The Testaments è un drammatico racconto di formazione ambientato a... - Leggi l'articolo
SERIE TV - Televisione - 29 maggio 2026 - articolo di Angela Bernardoni
Editoria: L’eleganza dei Dragonieri di Pern
Torna in libreria la saga science fantasy di Anne McCaffrey, in un'edizione Fanucci molto elegante.
, La saga dei dragonieri di Pern è uno dei casi più interessanti di genere science fantasy. L'ambientazione è una società pseudomedievale e ci sono i draghi, ma c'è una perfetta giustificazione scientifica: il pianeta è stato colonizzato dai terrestri e poi dimenticato, e i draghi sono effettivamente una specie autoctona. A un certo punto della saga però i terrestri riscoprono Pern e vi stabiliscono una base. La saga, edita negli anni Settanta da Fanucci e assente da tempo dalle librerie, viene finalmente riproposta da Fanucci in un'edizione... - Leggi l'articolo
Libero, Sechi cacciato da Angelucci: i motivi della rottura tra tensioni e scontro politico
Buonanotte al Sechi. Dopo voci di frizioni che si rincorrevano da tempo, il direttore di Libero Mario Sechi è stato cacciato dall’editore Antonio Angelucci. Lo ha annunciato lui stesso su X, con tono ovviamente polemico: «Angelucci mi ha licenziato. Lo ha fatto nel momento in cui sono finito sotto scorta, minacciato di morte dai terroristi anarco-insurrezionalisti».
Poco prima era stato più criptico, twittando semplicemente: «Libero». Ma il gioco di parole non è stato colto, e quindi ha dovuto spiegarlo in modo meno romantico.
Il timing della defenestrazione, in effetti, non è stato il massimo: Sechi aveva appena raccontato delle minacce ricevute e del suo sentirsi come uno che «vive prigioniero da uomo libero». Ricevendo la solidarietà bipartisan dal mondo della politica: Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Ignazio La Russa, Giuseppe Conte, fino al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Angelucci però non si è fatto intenerire. Con una battuta, si potrebbe dire che finire sotto scorta non porta granché bene, a livello lavorativo: capitò infatti praticamente la stessa cosa a Carlo Verdelli il 14 marzo 2020, messo sotto protezione per minacce di morte e intimidazioni di matrice nazifascista ma comunque sollevato dall’incarico di direttore di Repubblica neanche un mese dopo. Questa però è un’altra storia.
Tra direttore ed editore c’erano stati mesi di tensioni. Un po’ come quelli registrati con il direttore editoriale Daniele Capezzone, che infatti avevano portato all’addio dell’ex Radicale. Sechi si sentiva forte del fatto di rappresentare la linea meloniana, ma Angelucci ha tirato dritto andando allo scontro frontale: l’imprenditore, editore dei quotidiani di centrodestra e ras delle cliniche private, è anche deputato leghista “a tempo perso” (nel senso che in parlamento non ci va mai, è re degli assenteisti), a dimostrazione dunque che nella maggioranza ormai siamo davvero alla resa dei conti tutti contro tutti.

Per la sua successione si fa il nome di Sallusti, altro meloniano
E adesso chi al suo posto? Si fa il nome di Alessandro Sallusti, e sarebbe un cavallo di ritorno, visto che è già stato direttore di Libero in due mandati, dal 2007 al 2008 e dal 2021 al 2023, nel più classico dei rimpalli di carriera con il Giornale (stesso rimbalzo che hanno fatto Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro). Di certo Sallusti è un altro meloniano di ferro, e con la premier ha scritto anche un libro, La versione di Giorgia (Rizzoli, 2023).

Sechi era stato addetto stampa “flash” di Giorgia Meloni, nel senso che durò pochissimo: tre mesi e 23 giorni, da marzo a giugno del 2023. Poi l’approdo alla guida di Libero, dove verrà ricordato per pagine memorabili di giornalismo, come l’aver incoronato la premier “uomo dell’anno”.
Dall’estero: È morto Ted White, scrittore, fan, musicista
Aveva ottantotto anni. Fu nella direzione di riviste come Fantasy & Science Fiction e Amazing e pubblicò una quindicina di romanzi
È scomparso nei giorni scorsi, il 24 maggio, Ted White, autore americano noto in Italia soprattutto per la serie di fantascienza di Bob Tanner (Nato d'uomo e di macchina e La seconda missione di Bob Tanner, usciti entrambi su Urania) e per la serie fantasy di Qanar, uscita in Urania Fantasy. Una certa notorierà anche per il romanzo Il satellite pirata. Inediti in Italia almeno una decina di altri romanzi. Ma l'attività di White non è stata solo quella di scrittore. Nato nel mondo del fandom e delle fanzine, con le quali collaborava attivamente, era... - Leggi l'articolo
LIBRI - Dall'estero - 28 maggio 2026 - articolo di S*
Editoria: La sci-fi esagerata di Venus Marion
Lumien pubblica il nuovo romanzo di questa autrice decisamente originale.
Un po' western, un po' country, un po' horror e un po' cyberpunk; apparentemente non è difficile catalogare Country Horror Cyber Show visto che il titolo dà già una mano, ma il libro finisce per essere più strano e intrigante di così. Venus Marion, già autrice di altri romanzi editi in self publishing, arriva adesso sugli scaffali di Lumien con questo nuovo romanzo. La quarta di copertina La più famosa rider di tori bionici, il suo fidanzato biomeccanico poco performativo, due sceneggiatori alle prese con il prossimo film "guarda,... - Leggi l'articolo
Le polemiche per Luce, la prima Ferrari elettrica
Luce, la prima Ferrari elettrica, non è praticamente piaciuta a nessuno. Nata tra Maranello e San Francisco e disegnata dall’ex Apple Jony Ive, la vettura rappresenta una rivoluzione per il Cavallino. Per molti, però, è un insulto alla storia del marchio. E non solo per l’alimentazione: si tratta di una berlina con cinque posti e un bagagliaio da station wagon.
Montezemolo: «Si rischia la distruzione di un mito»
Durissimo l’ex numero 1 di Maranello Luca Cordero di Montezemolo, che a margine dell’Assemblea di Confindustria ha dichiarato così: «Se dovessi dire quello che penso farei del male alla Ferrari. Si rischia la distruzione di un mito, mi dispiace moltissimo. Spero che almeno tolgano il Cavallino da quella macchina». Poi la battuta: «Questa sicuramente è una macchina che i cinesi non ci copieranno».
— La Gazzetta Ferrari (@GazzettaFerrari) May 26, 2026
| Luca Cordero di Montezemolo on the new Ferrari Luce:
"If I said what I really think, I'd harm Ferrari. We're risking the destruction of a myth, I'm very sorry about that. I hope they at least remove the Prancing Horse from that car" pic.twitter.com/CdqD5mGFuN
Briatore: «C’è un vantaggio: cinesi non la copieranno»
Della stessa opinione Flavo Briatore. L’ex team manager di Formula 1, in un video pubblicato su Instagram ha detto: «Tutti mi chiedono della nuova Ferrari. C’è un gran vantaggio secondo me. I cinesi non ce la copiano».
Flavio Briatore
— Alpine Club (@alpineclub_esp) May 26, 2026sobre el nuevo Ferrari Luce (100 % eléctrico):
« Todo el mundo me pregunta por el nuevo Ferrari… Tiene una gran ventaja: los chinos no lo copiarán. »pic.twitter.com/UAs4FNsOFY
Salvini: «E questa sarebbe “innovazione”?»
Anche alcuni politici hanno criticato la nuova Ferrari. Così Matteo Salvini: «Elettrica, costosissima (550 mila euro!) e, dal punto di vista estetico, si commenta da sola… Sembra tutto fuorché un’auto del Cavallino. E questa sarebbe “innovazione”? Chissà Enzo Ferrari cosa direbbe…».
L’ironia di Calenda: «Complimenti a Elkann…»
Questo il commento di Carlo Calenda: «La Ferrari Luce è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari o, come nel mio caso, ci ha lavorato. Complimenti a John Elkann che dopo aver semidistrutto o alienato Marelli, Comau, Iveco, Fiat, Alfa, Maserati, Lancia, Scuderia Ferrari, Juventus, Repubblica e Stampa ci prova ora con Ferrari. E non era facile».
La Ferrari Luce è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari o, come nel mio caso, ci ha lavorato. Complimenti a #Elkann che dopo aver semidistrutto o alienato Marelli, Comau, Iveco, Fiat, Alfa, Maserati, Lancia, Scuderia Ferrari, Juventus, Repubblica e Stampa ci… https://t.co/lAq8iEaeYm
— Carlo Calenda (@CarloCalenda) May 26, 2026
Anche la Borsa pare aver bocciato Luce
A Piazza Affari il titolo Ferrari è sceso dell’8,37 per cento alla chiusura degli scambi, dopo che la giornata di contrattazioni si era aperta con una flessione attorno al 7 per cento. E al Nasdaq ha chiuso la giornata con un -5,26 per cento. Nel mirino degli investitori sarebbe finito soprattutto il prezzo salatissimo della prima Ferrari elettrica: 550 mila euro.
A Vigevano la Lega corre ai ripari: Centinaio commissario provinciale
L‘exploit dei vannacciani a Vigevano fa tremare la Lega. Il terzo posto conquistato dal candidato futur-nazionalista Furio Suvilla (14,33 per cento) e il sorpasso su quello leghista Riccardo Ghia, fermo all’11 per cento, ha fatto scattare l’allarme in via Bellerio e il commissariamento del partito a Pavia affidato dal segretario lombardo Massimiliano Romeo a Gian Marco Centinaio.
Revocata la nomina del segretario Vignati
Il capo dei senatori leghisti, si legge in una nota, ha revocato «con efficacia immediata» sia il segretario provinciale Jacopo Vignati che il consiglio direttivo provinciale i cui poteri di rappresentanza. I vertici locali sono accusati di aver fatto «scelte politiche in relazione alla composizione della lista elettorale del Comune di Vigevano» – il segretario cittadino Andrea Sala aveva messo in lista due candidati musulmani: il portavoce della comunità islamica locale Hussein Ibrahim e la studentessa Hagar Haggag – che «hanno prodotto effetti lesivi per l’immagine del movimento, arrecando un evidente danno politico all’azione della Lega, con ripercussioni non circoscritte al solo ambito locale, ma estese al livello regionale e nazionale». La lista elettorale, continua il j’accuse, è stata compilata «con imperizia, superficialità e in totale contrasto con la linea politica del movimento, ricordando che l’articolo 6 dello Statuto al comma 2 prevede che “Le cariche elettive relative al candidato sindaco e alla collegata lista riferita a Comuni e città non capoluogo di Provincia, vengono proposte dalle sezioni Comunali competenti, e approvate dalla relativa sezione provinciale». Ritenuto «evidente il danno politico causato dalla mancata vigilanza della segreteria provinciale sulle liste presentate e la necessità di ripristinare una linea del movimento chiara, in modo urgente, in vista dell’imminente secondo turno delle elezioni amministrative», Romeo ha provveduto a nominare Centinaio commissario provinciale.

Vannacci: «Noi alle centinaia preferiamo le Decime»
Dal canto suo Vannacci risponde a suo modo, su Instagram, alla nomina di Centinaio commissario provinciale. «La conseguenza del grande risultato ottenuto dal candidato Furio Suvilla, sostenuto da Futuro Nazionale, evidentemente ha lasciato il segno», ha commentato il generalissimo. «E per correre ai ripari scelgono proprio Centinaio, quello che diceva che “un generale toscano con l’ideale della Decima Mas non ha niente a che fare con il Nord” e che, pochi giorni fa, dichiarava “Vannacci? Mai stretto neanche la mano». E conclude: «Noi, invece, le idee le abbiamo chiare e alle centinaia preferiamo le Decime. Sempre».
Raid di Israele su Gaza: ucciso Mohammed Odeh, capo militare di Hamas
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha annunciato con un post su X che Mohammed Odeh, nuovo capo militare di Hamas, è stato ucciso in un attacco lanciato ieri sera dall’IDF sulla città di Gaza.
מפקד הזרוע הצבאית מספר 4 של ארגון הטרור חמאס בעזה חוסל אתמול ונשלח לפגוש את שותפיו במעמקי הגיהינום.
— ישראל כ”ץ Israel Katz (@Israel_katz) May 27, 2026
בשם רה"מ ובשמי, ברכות לצה"ל ולשב"כ על הביצוע המבריק.
התחייבנו לחסל את כל מי שהוביל את טבח ה-7 באוקטובר וכך נעשה: כולם בני מוות בכל מקום.
התחייבנו שהחמאס לא ישלוט אזרחית וצבאית… pic.twitter.com/b5ryB4tHz7
«Il quarto comandante dell’ala militare dell’organizzazione terroristica Hamas a Gaza è stato eliminato ieri e mandato a raggiungere i suoi compagni nelle profondità dell’inferno», ha scritto Katz, congratulandosi anche a nome del premier Benjamin Netanyahu con l’IDF e lo Shin Bet «per la brillante operazione».
Odeh aveva assunto l’incarico da pochi giorni
Odeh aveva assunto l’incarico di capo militare di Hamas la scorsa settimana, a seguito dell’uccisione di Izz al-Din al-Haddad: era a capo dei servizi segreti di Hamas durante gli attacchi del 7 ottobre 2023. «Ci siamo impegnati a eliminare tutti coloro che hanno guidato quel massacro, e così sarà: sono tutti condannati a morte, ovunque si trovino. Ci siamo impegnati affinché Hamas non governi Gaza né civilmente né militarmente, e così sarà», ha dichiarato Katz.
Meloni: «L’Ue faccia meno e meglio per difenderci dalla crisi»
Intervenuta all’Assemblea di Confindustria, Giorgia Meloni ha duramente criticato l’Unione europea, definita dalla presidente del Consiglio «un gigante burocratico» che si dimostra «miope quando deve far sentire la sua voce» e che «sacrifica la crescita sull’altare di approcci ideologici e tecnocratici». La premier ha poi detto: «Chiediamo all’Ue di fare meno e meglio per difenderci dalla crisi». Nel corso del suo intervento, Meloni ha poi proposto agli industriali «avviare subito un cantiere comune per arrivare ad una riforma comune della burocrazia in Italia». Le parole della presidente del Consiglio sono state duramente criticate da Elly Schlein: «Dimentica che da quattro anni è al potere in Italia e in Europa, con una larga maggioranza di governi di destra».
Zangrillo, l’interlocutore di Marina pronto a fare le scarpe a Tajani in Forza Italia
Al suo affacciarsi in politica qualcuno sorrideva. Parliamo di Paolo Zangrillo, che a tutti era apparso come l’ennesimo raccomandato, il fratello minore di Alberto Zangrillo, che fu medico personale di Silvio Berlusconi. Zangrillo junior, oggi 64 anni, s’è palesato sulla scena nel 2018, candidato ed eletto deputato nelle file di Forza Italia per volere del Cavaliere. Poi fu rieletto nel 2022, questa volta come senatore. Ma con l’arrivo a Palazzo Chigi di Giorgia Meloni, ecco che Zangrillo ha fatto il suo ingresso addirittura nel governo, come ministro della Pubblica amministrazione (anche se fu annunciato come ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per colpa di un clamoroso errore di lettura). Il suo nome sta rimbalzando parecchio negli ultimi tempi, anche in chiave tutta interna a Forza Italia, perché è lui il principale interlocutore con cui si interfaccia Marina Berlusconi. Tanto che tra gli azzurri ormai è sempre più diffusa l’idea che sarà Zangrillo il prossimo segretario, quando si andrà al congresso, dopo le elezioni del 2027, e Antonio Tajani sarà costretto a passare la mano.

Dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia, su cui FI puntava parecchio, la primogenita del Cav ha deciso di incidere di più nella vita del partito. E lo si è visto in maniera plastica con la sostituzione dei due capigruppo alla Camera e al Senato, Paolo Barelli e Maurizio Gasparri, con Enrico Costa e Stefania Craxi. Una richiesta antica di Marina che Tajani mai aveva soddisfatto. Ma con l’assurgere a leader dietro le quinte della presidente di Fininvest, è andato aumentando anche il ruolo di Zangrillo.
Zangrillo in pole rispetto a personaggi in ascesa come Occhiuto e Cirio
È con lui, infatti, che la figlia di Silvio si consulta più spesso, è con lui che si vede di sovente a pranzo nella sua abitazione in corso Venezia a Milano, dove lo chef Ruggero prepara dei gran risotti. Tanto che ormai i parlamentari azzurri sanno bene che, se vogliono far arrivare un messaggio a Marina Berlusconi, è con Zangrillo che devono parlare. «Parlate con lui e lei saprà», è il tam tam che viaggia dal Transatlantico di Montecitorio al Salone Garibaldi di Palazzo Madama. È il ministro, infatti, il principale trait d’union tra partito, territorio e famiglia. E quando si chiede a deputati e senatori forzisti chi potrebbe essere il futuro leader, la risposta è sempre la stessa: Zangrillo. Che viene dunque dato in pole position rispetto a personaggi in grande ascesa come Roberto Occhiuto e Alberto Cirio.

Del resto Zangrillo ha più confidenza con la famiglia, che frequenta da molti anni grazie al ruolo avuto dal fratello Alberto. E in questo tempo ha saputo instaurare un solido rapporto con Marina e Pier Silvio, che ne apprezzano le qualità politiche e umane. Insomma, è nato un feeling che per molti avrà come risultato la leadership di Forza Italia. Certo, alla rivoluzione manca parecchio, almeno un anno e mezzo, che in politica equivale a un’era geologica, soprattutto con le Politiche di mezzo. Ma per ora è lui il più accreditato alla successione.
In Lombardia Sorte resta coordinatore, Cattaneo vice
L’ha capito Occhiuto, che lo interpella spesso e l’ha pure invitato come ospite al congresso calabrese. E il rapporto è ottimo anche con altri coordinatori, a cominciare da Cirio. Del resto, lo stesso Tajani l’ha inviato sul territorio a dirimere i problemi e a far da mediatore in vista dei congressi. Almeno otto (su 20) andranno in scena prima dell’estate, tra cui quello più importante, in Lombardia, dove resterà coordinatore Alessandro Sorte, ma tra i suoi vice avrà un esponente della minoranza: Alessandro Cattaneo.
Ex rugbista, avvocato, Zangrillo fino al 2018 ha sempre lavorato nel privato, per esempio alla Magneti Marelli, tranne una parentesi in Acea. Sposato con Maria Luisa, ha tre figli: Carlotta, Alessandro e Francesco. «La nostra guida è Tajani, ma se servirà, se me lo chiedessero, io sono a disposizione», ha confidato Zangrillo qualche tempo fa a Il Foglio. «Conosco la famiglia Berlusconi da trent’anni, pranzo con Marina ma non ho bisogno di dirlo, non cerco i giornalisti per farlo sapere», aggiungeva, con un pizzico di veleno nei confronti dei colleghi di partito troppo ciarlieri.
Candidatura di Marina all’orizzonte? «Non credo»
E ancora: «Con i Berlusconi ho un rapporto che va oltre la politica. Marina è innamorata del suo mestiere e ha un amore viscerale per Forza Italia. È preziosissima nel darci i suoi consigli. Non credo che la sua candidatura sia all’orizzonte così come quella di Pier Silvio, che è impegnato nell’allargamento europeo dell’azienda». Concetti ribaditi più di recente pure alle agenzie di stampa. «Marina in questo passaggio politico sta dimostrando forza e visione. Lei a FI ci tiene, è normale e giusto che se ne interessi. Ma è anche vero che lei è innamorata di quello che fa, una sua candidatura al momento è impensabile».
Tutti messaggi che è la stessa primogenita a far filtrare, per bocca di Zangrillo. Dunque, se parlate col ministro della Pa, Marina saprà, ma se lo ascoltate, saprete anche cosa pensa Marina. E a Tajani non resta che abbozzare. Attenzione però: fino alle Politiche non si muoverà nulla. «Alle elezioni abbiamo bisogno di un partito forte e di un segretario altrettanto forte, indebolire Tajani renderebbe più debole anche FI e questo non conviene a nessuno. La rivoluzione, se ci sarà, arriverà dopo», confida una fonte autorevole del partito. E la rivoluzione ha sempre più l’identikit di Paolo Zangrillo, con dietro l’ombra Marina B.
Televisione: Spider-Noir è ora disponibile su Prime Video
Nicolas Cage interpreta il detective con grandi poteri e grandi responsabilità nello spin-off di Spider-Man: Into the Spider-Verse
Gli otto episodi della serie Marvel Spider-Noir sono disponibili da oggi – in bianco e nero e nell'originale versione colorizzata True-Hue – su Prime Video. La serie, che vede protagonista Nicolas Cage nel ruolo del detective-supereroe Ben Reilly, è creata da Oren Uziel (The Cloverfield Paradox) sulla base delle storie a fumetti di Spider-Man Noir, e comprende nel cast il giornalista Robbie Robertson interpretato da Lamorne Morris (New Girl), l'imprescindibile femme fatale Cat Hardy interpretata da Li Jun Li (Sinners), l'altrettanto archetipica segretaria del detective,... - Leggi l'articolo
SERIE TV - Televisione - 27 maggio 2026 - articolo di Angela Bernardoni
Dall’estero: Brandon Sanderson all’opera sulla serie tv tratta dal suo Cytoverse
L'episodio pilota sarà firmato dall'autore, che ha recentemente opzionato per la tv molte delle sue opere
La serie young adult di Brandon Sanderson Skyward diventerà una serie tv. Pubblicata in Italia dai tipi di Armenia, la saga fantascientifica conosciuta come Cytoverse segue le vicende della pilota Spensa Nightshade, intrappolata con il resto dell'umanità su un pianeta ostile da cui fronteggiare i ripetuti attacchi di una misteriosa forza aliena. La protagonista, determinata ad arruolarsi nel corpo di combattimento, deve inoltre scendere a patti con la memoria ingombrante di un padre problematico. La serie sarà adattate per lo schermo da Tomorrow Studios (lo... - Leggi l'articolo
SERIE TV - Dall'estero - 27 maggio 2026 - articolo di Angela Bernardoni
Il Pd festeggia, ma dimentica che l’Italia non è una gigantesca Toscana
Il Pd toscano è giubilante – festa grande! – per la vittoria a Prato e Pistoia alle elezioni amministrative, in attesa dei ballottaggi di Arezzo e Viareggio. A Prato, la Gotham City del centro Italia, il Pd governava già, ma c’erano stati parecchi casini, compreso le dimissioni dell’ex sindaca Ilaria Bugetti accusata di corruzione. A Pistoia la destra aveva conquistato il Comune nel 2017 grazie ad Alessandro Tomasi, poi promosso in Regione. Sono due città in cui la sinistra ha sempre governato e ha anche perso, giusto lo spazio di una parentesi politica (Prato ha avuto un sindaco di centrodestra, Roberto Cenni, dal 2009 al 2014). Adesso i dirigenti locali del Pd spacciano formule proto-nazionali, l’unità che la vince, la solidità che la trionfa, il campo largo quale categoria dello spirito. Salvo dimenticare che l’Italia non è una gigantesca Toscana, ma leggermente più variegata.

A Prato vince Biffoni ma il Pd perde voti
A Prato vince anzitutto Matteo Biffoni, già mister 22 mila preferenze alle Regionali di qualche mese fa. Dopo pochissimi mesi in Consiglio regionale, Biffoni è tornato a Prato per salvare il Pd pur mettendoci parecchio del suo: la sua lista civica ha preso il 17,30 per cento (sette seggi); l’ultima volta, nel 2019, aveva preso l’8,67 per cento (quattro seggi). Il Pd è arrivato stavolta al 28,63 per cento (11 seggi) contro il 31,70 per cento del 2019 (14 seggi). Eppure Emiliano Fossi, il segretario del Pd toscano commissariato da Marco Furfaro, responsabile iniziative politiche del Pd nazionale, è lì che brinda.

Pistoia conferma il problema di classe dirigente in FdI
Il colpo grosso semmai è Pistoia, dove Fratelli d’Italia dimostra (e non è la prima volta) che c’è un problema di classe dirigente a destra. Tomasi vinse nel 2017 e anche cinque anni dopo prendendo voti pure a sinistra. Poi però è stato eletto in Consiglio regionale, dopo aver sfidato Eugenio Giani e lasciando in anticipo l’incarico di sindaco. Da quel momento in poi la sconfitta del centrodestra era già assicurata, perché a Pistoia in 10 anni non è nato un nuovo Tomasi.

Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di FdI, dice che andava clonato e ammette che il centrodestra ha perso tempo a scegliere l’avversario del Pd, o meglio, l’avversaria, Anna Maria Celesti. A vincere a Pistoia dunque è stato il centrosinistra guidato da Giovanni Capecchi, anche se il Pd ha rischiato come al solito di farsi male. Ci sono state le primarie (benedette primarie!), vinte appunto da Capecchi, garbato professore di letteratura italiana all’Università per stranieri di Perugia, vicino ad Alleanza Verdi e Sinistra, sostenuto nelle suddette primarie da Furfaro, che se n’è infischiato delle direttive del Pd locale, schierato sulla candidata del Pd Stefania Nesi (futuro vicesindaco).

Risultato: le primarie le ha vinte uno non del Pd, appoggiato da un pezzo grosso del Pd, contro il Pd locale. Sembra in fondo la parabola della segretaria Elly Schlein, che ha vinto puntando sul voto delle primarie aperte e poi ha costruito una segreteria a sua immagine e somiglianza con tutta gente che non faceva parte del Pd: da Furfaro a Igor Taruffi a Marta Bonafoni, eccetera eccetera.

Intanto mister preferenze guarda già al dopo Giani
Il riformista Biffoni – uno dei «riformisti radicali» come li chiama sprezzantemente Giani – ha salvato la faccia al Pd dopo che il Pd ha cercato di fare a meno di quelli che non si sono bonaccinianamente uniti al coro per la segretaria. Epperò quando ce n’è bisogno sono lì a prendere voti e a lanciare la sfida in vista delle prossime elezioni regionali. Biffoni è infatti sicuro di un fatto: anche da sindaco di Prato si può ambire a fare il grande salto e a fare il presidente della Regione. È quello che cercherà di fare al momento opportuno.
Israele espande le operazioni di terra nel sud del Libano oltre la linea gialla
L’esercito di Israele sta espandendo le operazioni di terra nel sud del Libano, oltre il fiume Litani e la Linea Gialla della tregua armata, con massicci bombardamenti che stanno causando diverse vittime. Sono 28 i morti accertati negli ultimi raid, tra cui due bambine. Almeno 104 i feriti. Lo ha reso noto il ministero della Salute libanese.
Undici morti a Mashghara, tra cui due bambine
Il bilancio più pesante è stato a Mashghara, nella Bekaa Occidentale, dove ci sono state 11 vittime, tra cui appunto i due bambini. Almeno 15 i feriti: i soccorritori stanno scavando sotto le macerie. Due paramedici dell’organizzazione Islamic Message sono rimasti uccisi a Srifa. Altre due persone sono morte a Zawtar al Sharqiyah, dove sono caduti almeno otto colpi di artiglieria. Un’altra vittima è stata colpita da un drone mentre viaggiava in auto nell’area di Khirbet Selm.
L’Idf vuole spingere i miliziani di Hezbollah verso nord
L’Idf, si legge su Ynet, ritiene che «più terroristi di Hezbollah vengono spinti verso nord, minore sarà la possibilità di lanciare droni esplosivi verso i residenti» lungo la linea di demarcazione fissata unilateralmente da Israele e che, in teoria, delimita la zona di sicurezza designata in alcune aree del Libano meridionale. Durante tutta la notte, secondo i militari di Tel Aviv, sono stati danneggiati oltre 190 depositi di armi appartenenti a Hezbollah.
Il Mondiale a 50 dollari per i newyorkesi: la mossa di Mamdani contro il caro-biglietti
Il dynamic pricing, il nuovo sistema tariffario sperimentato dalla Fifa in vista del Mondiale 2026 che adegua il costo dei biglietti in tempo reale sulla base della domanda e dell’offerta, continua a far discutere i tifosi, questa volta al di fuori del Messico. Secondo i dati riportati da The Athletic, i prezzi di tutti i match sono aumentati del 34 per cento tra ottobre 2025 e aprile 2026, mentre il costo medio per assistere alla finale nel New Jersey del 19 luglio sfiora i 13 mila dollari. Tra i più critici del sistema c’è il sindaco di New York, Zohran Mamdani, che sui social ha annunciato un’iniziativa rivolta alla classe lavoratrice della Grande Mela: una lotteria riservata ai residenti che mette in palio mille biglietti al prezzo di 50 dollari ciascuno.
La Fifa non ha nulla a che fare con la proposta
L’iniziativa è frutto di una collaborazione tra l’ufficio del sindaco Zohran Mamdani e il New York/New Jersey Host Committee, organismo indipendente dalla Fifa. Proprio il presidente della federazione calcistica mondiale, Gianni Infantino, è recentemente tornato a difendere il contestato sistema dei prezzi durante una conferenza a Beverly Hills, sostenendo che il dynamic pricing risponde alle logiche del mercato e serve a evitare fenomeni di bagarinaggio con rivendite a cifre ancora più elevate. Donald Trump è uno dei tanti ad aver reagito negativamente alla decisione della Fifa, dichiarando al New York Post che a questi prezzi nemmeno lui si presenterebbe allo stadio.

L’iniziativa da mille biglietti a 50 dollari
La lotteria, aperta da lunedì 25 maggio, prevede la distribuzione di mille biglietti al prezzo di 50 dollari per le sette partite del Mondiale 2026 in programma al MetLife Stadium, escludendo però la finale. L’iniziativa è riservata esclusivamente ai residenti di New York sopra i 15 anni e include anche il trasporto gratuito verso lo stadio, anch’esso travolto dal caro-prezzi: il costo dei treni da e per l’arena è infatti aumentato di oltre il 700 per cento rispetto alle tariffe normali. I biglietti, non rivendibili, sono assegnati tramite una lotteria online aperta per sei giorni, con un limite massimo di 50 mila richieste giornaliere: nella prima mattinata gli accessi disponibili sono andati esauriti in appena tre minuti. Ogni vincitore ottiene fino a due ticket, così da consentire anche ai minori di assistere alle partite accompagnati da un adulto.

Il calcio è finito anche nella campagna elettorale di Mamdani
Durante la campagna elettorale culminata con la vittoria democratica alle elezioni di New York nel novembre 2025, Zohran Mamdani aveva più volte sollecitato la Fifa a facilitare la partecipazione dei residenti newyorkesi al Mondiale, criticando apertamente anche il nuovo sistema di prezzi dinamici. Secondo il sindaco, è fondamentale che a vivere l’evento siano soprattutto le persone che contribuiscono ogni giorno a rendere unica la città. Una visione condivisa anche dal New York/New Jersey Host Committee, partner dell’iniziativa.

Inclusività del torneo: il caso iraniano
Ma il Mondiale fa discutere anche per altro. La lotteria ideata dal sindaco di New York si inserisce in un contesto sempre più complesso attorno alla partecipazione della nazionale iraniana al Mondiale 2026. Secondo quanto riportato dalla BBC, la squadra di Iran ha dovuto spostare la propria base di preparazione dagli Stati Uniti al Messico, dopo che le autorità americane avrebbero espresso resistenze legate a motivi di sicurezza e gestione dei visti. Una cosa, tra tante incertezze, è sicura: niente ripescaggio dell’Italia, né al posto dell’Iran né a quello della Repubblica democratica del Congo per l’epidemia di ebola.
Choc al Viminale: dipendente si suicida lanciandosi dal quarto piano
Tragedia al Viminale: questa mattina un dipendente che lavorava in una posizione amministrativa si è suicidato lanciandosi dal quarto piano del palazzo sede del Ministero dell’Interno. L’uomo, di circa 60 anni, era arrivato regolarmente in ufficio. Poi, per motivi ancora da accertare, attorno alle 9:30 si è buttato nel vuoto dalla rampa delle scale, davanti ad alcuni colleghi. Sul posto sono intervenuti immediatamente i sanitari del 118, ma non c’è stato nulla da fare. Il funzionario non ha lasciato messaggi o biglietti d’addio.
Pienone per lo scrittore Michele Emiliano e le altre pillole del giorno
Da ex presidente della Regione Puglia e magistrato, Michele Emiliano ha attirato molti amici lunedì sera alla presentazione romana del suo romanzo intitolato L’alba di San Nicola, edito da Solferino, alla Mondadori di Galleria Alberto Sordi. Accanto a lui c’era Gianrico Carofiglio, altro pugliese doc.

Tra i presenti anche Nunzia De Girolamo, moglie di Francesco Boccia. Era attesa anche la segretaria dem Elly Schlein che però ha dato forfait forse per la delusione delle Comunali. Quando ormai si era fatta una certa, si è palesato Angelo Chiorazzo, fondatore della Cooperativa Auxilium, vicepresidente vicario dell’Associazione Generale Cooperative Italiane, e soprattutto vicepresidente del Consiglio regionale lucano e leader di Basilicata Casa Comune. Emiliano, comunque, ancora una volta ha dimostrato di avere tanti amici.

A Rainews24 Faustini con la foto di Mattarella
Rassegna stampa post voto martedì mattina a Rainews24. A commentare i risultati delle Comunali con Roberto Vicaretti c’era il noto giornalista Alberto Faustini. Curioso il set casalingo alle sue spalle: al muro, “impecettata”, con lo scotch perfettamente visibile, era in bella mostra una sua foto insieme presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla sua destra un pupazzo di Topolino, quindi appesa al muro una stampa con la coda di una balena. Un “pantheon” davvero particolare…

Capezzone spin doctor di Marina?
Per caso Marina Berlusconi è in cerca di uno spin doctor? Nel caso c’è sempre Daniele Capezzone… Nel numero del Tempo in edicola martedì, il direttore verga un editoriale in cui individua tre possibili strade politiche per la primogenita del Cav in Forza Italia: la discesa in campo, una regia dietro le quinte e una terza via «probabilmente la più interessante e congeniale agli impegni imprenditoriali, oltre che la più naturale: quella di incarnare un punto di rappresentanza valoriale, la garante di alcuni princìpi, senza coinvolgimenti politici diretti o indiretti. Indicare obiettivi alti, segnalare temi, incoraggiare la discussione pubblica in quelle direzioni». Insomma un faro per tutti coloro che per decenni hanno venerato e votato Silvio. Tra gli azzurri c’è chi legge questa disamina come un’autocandidatura al ruolo di consigliere…

Fiorello punzecchia Gualtieri
Fiorello alla Pennicanza è tornato a punzecchiare il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. «Quando ci siamo incontrati agli Internazionali di tennis quasi manco mi ha salutato e mi ha dato la mano, ma era moscia», ha raccontato lo showman in diretta su Radio2. Ma quale sarebbe il motivo di questo gelo? «Forse c’entra la questione del ticket per le auto elettriche», ha ipotizzato Fiorello. «Io me l’ero appena comprata. E tu mo’ mi metti il ticket? Ma allora io mi compro un trattore e vado in città con il trattore!». Il riferimento è alla decisione del Comune di Roma di introdurre dal primo luglio la ztl a pagamento anche per le e-car e le auto a idrogeno, su cui Fiorello aveva ironizzato lo scorso febbraio: «I soldi li prenderanno dalla Fontana di Trevi, dalle multe sulla Tangenziale e da quella cosa che per attraversare la strada devi pagare 50 centesimi che ho proposto. Non bastano?! Devono prenderli pure dalla mia macchina elettrica? Ma io voglio andare a Via del Corso gratis, voglio parcheggiare sulle strisce blu gratis!».
Delmastro in Antimafia: «Finii nel locale dei Caroccia perché era carino»
Ascoltato in Antimafia in merito alla sua partecipazione nel ristorante Le Cinque Forchette assieme alla figlia di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni e per aver agevolato il clan Senese, l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro ha dichiarato di essere finito per la prima volta nel locale perché «aveva una struttura simpatica». Precisando, inoltre, di essere stato all’oscuro delle vicissitudini giudiziarie di Caroccia.

Delmastro: «Se avessi saputo non ci avrei fatto una società»
«Nessuno mi ha consigliato il locale. Non ricordo se consultando le app, ci siamo fermati lì ma era comunque pieno: aveva una struttura simpatica e così dopo qualche mese ci finii per la prima volta», ha detto Delmastro: «Ovviamente se avessi saputo non ci avrei fatto una società e non ci sarei andato mai più immediatamente». L’ex sottosegretario, in Antimafia, ha poi sottolineando che «la precipitosa fuga dalla società lo testimonia inequivocabilmente». Rispondendo all’obiezione che sarebbe stato sufficiente consultare un motore di ricerca su Internet per sapere chi fosse Mauro Caroccia, Delmastro ha inoltre detto: «Bastava digitare Google, è vero. Non farlo è stata una imperdonabile leggerezza politica e non giuridica, che ha portato alle mie dimissioni».
















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