Iran, al via l’offensiva economica di Trump: cosa prevede

È scattata la grande offensiva economica contro l’Iran annunciata da Donald Trump qualche giorno fa. Gli Stati Uniti hanno varato sanzioni per tutti i Paesi che intrattengono rapporti commerciali con la Repubblica Islamica, al fine di ottenere un isolamento totale dell’economia di Teheran: nel mirino oltre 60 tra organizzazioni, persone e navi in vari Stati collegati all’Iran, compresa la Cina. Tutte entità che, secondo Washington, stanno aiutando i pasdaran a procurarsi «tecnologie nucleari e missilistiche vietate, condurre operazioni informatiche e generare entrate dalla vendita di petrolio», come ha spiegato il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent. Le misure presentate non includono per ora le sanzioni più severe: i Paesi che continueranno a commerciare con l’Iran rischiano però di essere esclusi dal sistema finanziario basato sul dollaro.

Iran, al via l’offensiva economica di Trump: cosa prevede
Scott Bessent (Ansa).

La taglia sui vertici dei pasdaran

«Gli Stati Uniti hanno intrapreso azioni decisive contro numerose entità, individui e imbarcazioni che agevolano le attività destabilizzanti del regime iraniano», si legge in un comunicato del Dipartimento di Stato. Tra queste attività, precisa la nota, figurano «attacchi contro le forze statunitensi e i loro alleati nella regione, l’acquisto illegale di armi, intrusioni informatiche nelle infrastrutture statunitensi e il traffico di prodotti energetici la cui vendita finanzia il terrorismo a livello globale». E proprio il Dipartimento di Stato ha messo una taglia da 10 milioni di dollari sui vertici militari dei Guardiani della Rivoluzione: Ahmad Vahidi, comandante dei pasdaran; Ali Abdollahi, capo del quartier generale centrale Khatam al Anbiya; Sa’id Aghajani, comandante dell’aerospazio dei pasdaran e dei droni; Hamidreza Lashgarian, responsabile del comando di guerra elettronica; e Majid Khademi, capo dell’ufficio di intelligence.

Teheran: «Pronti a rispondere»

L’ Iran ha promesso ritorsioni contro l’ampliamento delle sanzioni Usa, affermando di essere pronto a rispondere sia sul piano economico che – se necessario – con azioni contro gli interessi vitali americani e gli snodi energetici. Così il ministro dell’Economia Ali Madanizadeh alla televisione di Stato: «I nemici intendono lanciare contro di noi un attacco terroristico economico, ma anche noi abbiamo i nostri strumenti e sappiamo come giocare. La nostra difesa non è più soltanto difensiva: i nemici devono attendersi un attacco». Madanizadeh ha poi aggiunto che né Cina né Russia avrebbero «accettato» le nuove misure varate da Washington.

Pechino: «Sanzioni unilaterali illegali»

«Abbiamo già dichiarato molte volte che ci opponiamo fermamente alle sanzioni unilaterali illegali». Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian durante un briefing a Pechino, spiegando che la Repubblica Popolare «adotterà tutte le misure necessarie per salvaguardare fermamente i propri diritti e interessi legittimi».