Futuro nazionale continua la sua crescita e, dopo aver superato Lega e Alleanza Verdi-Sinistra, si accinge a raggiungere Forza Italia. Lo rileva un sondaggio realizzato da YouTrend per SkyTg24 e pubblicato il 24 luglio 2026. Rispetto alla precedente rilevazione del 3 luglio, Fratelli d’Italia rimane saldamente in testa ma, ceduto lo 0,5 per cento, scende al 26,4. Seguono il Partito democratico che perde lo 0,1 e si attesta al 21,9 e il Movimento 5 stelle che, perso mezzo punto percentuale, si ferma all’11,5. Al quarto posto c’è Forza Italia al 7,9 per cento (+0,3), subito seguita da Futuro nazionale al 7,6. Negli ultimi 20 giorni, il partito dell’ex generale è cresciuto dell’1,2 per cento, registrando l’incremento più alto tra tutte le forze politiche. La classifica prosegue con Avs al 6,8 per cento (+0,2) e Lega al 4,9 per cento (-0,5). Tra i partiti minori, Azione raggiunge il 3,7 per cento (+0,3), Italia viva scivola al 2,1 per cento (-0,4) e Più Europa sale all’1,9 per cento (+0,6).
Ultima ora
Esplosioni e fumo vicino all’aeroporto di Erbil sede di truppe Usa
13esima notte consecutiva di attacchi tra Usa e Iran. Diverse esplosioni sono state avvertite anche nei pressi dell’aeroporto di Erbil, che ospita le truppe della coalizione guidata dagli Stati Uniti nella regione autonoma del Kurdistan iracheno, secondo quanto riferito da un giornalista dell’Afp. In dettaglio, sono stati avvistati dei droni sorvolare la città e del fumo salire nella zona dell’aeroporto. Da quando sono riprese le ostilità in Medio Oriente, i droni sono stati ripetutamente intercettati sopra Erbil, sede anche di un importante complesso consolare statunitense.
L’Iran minaccia ritorsioni a chi aiuta gli Usa
Intanto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che qualsiasi Paese che partecipi, collabori o assista gli Stati Uniti sarà ritenuto responsabile da Teheran. «Qualsiasi partecipazione, cooperazione o assistenza nella commissione di un’aggressione contro l’Iran comporterà la responsabilità internazionale delle parti coinvolte», ha affermato, aggiungendo che l’Iran «si riserva il diritto di adottare tutte le misure necessarie nell’ambito della legittima autodifesa». Dal canto suo, il presidente Usa Donald Trump ha scritto su Truth che «d’ora in poi tutti i danni causati alle navi, al carico o a qualsiasi elemento ad essi correlato, saranno risarciti con i fondi iraniani che gli Stati Uniti detengono e controllano».
Guardiola rifiuta l’offerta della Federcalcio: non sarà ct dell’Italia
Pep Guardiola non sarà il commissario tecnico della Nazionale italiana. Lo ha comunicato ai vertici della Federcalcio che nei giorni scorsi gli avevano offerto di guidare gli azzurri. Da quanto si apprende, Guardiola ha detto ai dirigenti italiani di essere stato molto tentato, ma alla fine hanno prevalso gli impegni che il tecnico aveva preso con la sua famiglia. Non avrebbe infatti rinunciato per motivazioni economiche ma per dedicare più tempo ai familiari.
Il grande favorito ora è Andrea Pirlo
Ora il favorito per il ruolo di ct è Andrea Pirlo, attualmente allenatore dello United Football di Dubai dove ha un contratto fino al 2027 (ma ritiene che non sarebbe un problema interromperlo in anticipo). Sembrano invece tramontate le ipotesi legate a Mancini (il preferito di Giovanni Malagò) e a Conte, il prediletto dei club di A.
Fakir, gli esiti della Tac in attesa dell’autopsia
L’esito della Tac su Abderrahim Fakir, il 43enne deceduto al Pilastro di Bologna durante un fermo di Polizia, ha evidenziato che l’uomo aveva i polmoni pieni di sangue, cosa che farebbe supporre che possa essere morto soffocato dal suo stesso liquido ematico. Solo l’autopsia in programma venerdì 24 luglio potrà avvalorare o meno questa ipotesi. In diversi video girati sia dai residenti sia dalla bodycam di uno dei due agenti intervenuti, si vedono comunque copiose macchie di sangue sull’intero viso (comparse a intervento in corso, quando è stato atterrato non erano presenti). L’autopsia dovrà chiarire se Fakir sia deceduto a causa dell’emorragia che ha riempito i polmoni e portato al soffocamento, oppure se questa sia una concausa associata ad altri elementi.
Nicola Zingaretti nominato relatore S&D sul regolamento europeo per Cloud e AI
Nicola Zingaretti è stato nominato relatore ombra per il gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D) sul Cloud and AI Development Act, il nuovo regolamento europeo che punta a rafforzare l’ecosistema europeo del cloud e dell’intelligenza artificiale. «Proprio in questi giorni l’Unione europea sta conducendo una battaglia a difesa dei cittadini europei nei confronti dei giganti del web.
Ora siamo chiamati a costruire l’ecosistema digitale europeo e questo regolamento ne rappresenta una parte fondamentale.
Lavoreremo per promuovere un’innovazione al servizio della persona e dell’Europa, rafforzando la nostra autonomia tecnologica, la competitività e la capacità dell’Unione di guidare la trasformazione digitale senza rinunciare ai propri valori», ha dichiarato l’europarlamentare del Partito democratico.
Al via i nuovi dazi Usa tra il 10 e il 12,5 per cento su 60 Paesi
Scattano i nuovi dazi imposti dagli Usa su decine di Paesi in tutto il mondo, in vista della scadenza delle tariffe generalizzate del 10 per cento introdotte come misura provvisoria. Le misure, valide per 150 giorni, sono entrate in vigore alle 00:01 di venerdì 24 luglio 2026 (ora della costa orientale degli Stati Uniti, le 6 di mattina in Italia). Le tariffe sono comprese tra il 10 e il 12,5 per cento e riguardano 60 partner commerciali, tra i quali anche alcuni Paesi europei. Copriranno il 99,4 per cento del commercio statunitense, secondo una scheda informativa pubblicata dall’Ufficio del rappresentante commerciale degli Stati Uniti. Il piano punta a contrastare il presunto lavoro forzato.
I Paesi coinvolti
La mossa è il risultato di un’indagine ad ampio raggio che, nella ricostruzione del Financial Time, vede coinvolti importanti partner commerciali degli Stati Uniti come Giappone, Corea del Sud, India e Canada, oltre all’Ue e al Regno Unito. Nell’indagine figurano anche la Cina e il Brasile. Ai Paesi dotati di leggi di contrasto al lavoro forzato è stato applicato un dazio del 10 per cento, mentre a quelli privi è stato invece addebitata una maggiorazione del 2,5 per cento, quindi il 12,5 per cento.
Bologna, la bodycam degli agenti mostra il contatto tra Fakir e un’altra persona
Emergono nuovi elementi sui fatti di Bologna. Le immagini della bodycam dei poliziotti intervenuti per fermare Abderrahim Fakir al Pilastro, messe in onda in esclusiva dal Tg1, mostrano la progressione di tutte fasi del fermo. Dopo essere intervenuti su segnalazione di alcuni residenti e aver atteso 40 minuti che si calmasse, gli agenti temono che la situazione possa degenerare perché l’uomo si sarebbe scagliato contro un’auto. «C’è un momento di contatto con altre persone che erano prossime a un’auto e che entrano in un contatto con lui. A questo punto è evidente che i poliziotti devono intervenire e devono risolvere questa situazione», ha spiegato Gabriele Bordoni, legale difensore degli agenti. Fakir viene quindi placcato e immobilizzato, prima dell’intervento dei soccorritori e dei tentativi di rianimazione. Il video delle bodycam è stato consegnato in procura.
La Banca centrale europea lascia i tassi di interesse invariati
Confermando le attese, la Banca centrale europea ha mantenuto invariati i tassi. Quello sui depositi rimane dunque al 2,25 per cento, quello sui rifinanziamenti principali al 2,40 per cento e quello sui prestiti marginali al 2,65 per cento, dopo il rialzo di un quarto di punto deciso nella riunione di giugno. Non è però del tutto escluso un rialzo a settembre. «Guarderemo con grande attenzione ai dati, alla nostra funzione di reazione, alle prospettive di inflazione e ai rischi», ha detto la presidente Christine Lagarde. In particolare saranno presi in esame gli effetti di second-round, quelli che possono trasformare un aggiustamento dei prezzi relativi (energia e settori correlati contro gli altri) in una vera inflazione generalizzata.
«L’incertezza resta elevata e l’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi»
Nel comunicato emesso dopo la riunione, la Bce ha sottolineato che «le prospettive per i prezzi dell’energia, benché altamente variabili, si collocano al momento su livelli prossimi allo scenario di base delle proiezioni formulate a giugno dagli esperti dell’Eurosistema e ben al di sopra di quelli registrati prima del conflitto in Medio Oriente». Nella visione della banca centrale non c’è quindi la necessità di intervenire nuovamente sul costo del credito. La situazione resta però sotto attento monitoraggio: «L’incertezza resta elevata e l’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno. Il Consiglio direttivo segue pertanto con attenzione l’intensità e la durata dello shock, nonché i suoi effetti indiretti e di secondo impatto».
Cinque italiani in concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2026
Ci sono cinque film italiani tra i 20 in concorso alla 83esima Mostra del Cinema di Venezia in programma dal 2 al 12 settembre 2026. Si tratta di Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, che vede Adriano Giannini nei panni di Mariano Guerra che torna in Argentina per testimoniare contro gli ex-militari che lo sequestrarono, Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, dramma familiare tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Franchini con Vanessa Scalera e Lino Musella, Succederà questa notte di Nanni Moretti, che segue le vicende di quattro inquilini che vivono nello stesso edificio in una città israeliana e ha nel cast, oltre allo stesso regista, Louis Garrell, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot e Angela Finocchiaro, The echo chamber di Andrea Pallaoro, con Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon, e L’estranea di Paolo Strippoli con Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi. Il più atteso è quello di Moretti, che torna al Lido 37 anni dopo Palombella Rossa.
Gli altri film in concorso
Accanto agli italiani, in concorso ci sono:
- Ink di Danny Boyle, film d’apertura
- Company di Casey Affleck
- Kami nour (A Bit of light) di Ali Asgari
- Un bon petit soldat di Stéphane Brizé
- Kvinde ukendt (Woman unknown) di May el-Toukhy
- Bucking fastard di Werner Herzog
- 15/18 (A Place to heal) di Cédric Kahn
- DAU di Ilya Khrzhanovsky
- Look back di Hirokazu Kore-eda
- Ga-neung-han sa-rang (Possible love) di Lee Chang-dong
- Wild Horse Nine di Martin McDonagh
- Primetime di Lance Oppenheim
- Un peu avant minuit di Nicolas Pariser
- Nelson san, anata wa hito wo koroshimashita ka? (Mr. Nelson, Did you kill people?) di Shinya Tsukamoto
- Bunker di Florian Zeller
A Venezia anche gli Oasis
Fuori concorso, alla Mostra verrà anche presentato, in anteprima mondiale, il documentario Oasis: Don’t Look Back In Anger dedicato allo storico ritorno sulle scene della band britannica composta dai fratelli Liam e Noel Gallagher. Il progetto è stato ideato dallo sceneggiatore e produttore Steven Knight e diretto dal duo Dylan Southern e Will Lovelace. «I fratelli Gallagher hanno promesso di venire a Venezia», ha annunciato il direttore artistico della Mostra Alberto Barbera presentando il programma della nuova edizione. Il lungometraggio si concentra sul tour di reunion Oasis Live ’25, documentandolo dall’interno.
Ue, maxi multa da 890 milioni a Google: nel mirino Search e Play Store
La Commissione europea ha adottato due decisioni di non conformità nei confronti di Google nel quadro della legge sui mercati digitali (Dma), infliggendo due multe per un totale di 890 milioni di euro – 460 milioni per aver favorito i propri servizi nei risultati di Google Search e 430 milioni per aver imposto restrizioni agli sviluppatori di app su Google Play nell’indirizzare gli utenti verso canali di acquisto alternativi, spesso più economici. Mountain View ha 60 giorni di tempo per conformarsi alle decisioni dell’esecutivo Ue, altrimenti rischia sanzioni periodiche fino al 5 per cento del suo fatturato globale totale.
Cosa deve fare Google
Secondo la Commissione, Google ha violato il Dma dando maggiore visibilità ai propri servizi, tra cui shopping, hotel, trasporti e sport, rispetto a quelli dei concorrenti nei risultati dei motori di ricerca. Bruxelles contesta inoltre le restrizioni poste dalla società agli sviluppatori di app nel comunicare e promuovere liberamente le proprie offerte e nel concludere contratti con gli utenti attraverso i canali di distribuzione di loro scelta, inclusi gli app store di terze parti. Google è tenuta a porre fine alle inadempienze riscontrate. In particolare, dovrà garantire un trattamento equo e non discriminatorio ai servizi dei concorrenti rispetto ai propri nei risultati del motore di ricerca. Il colosso tech dovrà poi consentire agli sviluppatori di app che distribuiscono le proprie app tramite Google Play Store di promuovere offerte e concludere contratti con gli utenti anche al di fuori di Google Play Store.
Mfe riorganizza il Gruppo, nasce Mediaset Italia
Pier Silvio Berlusconi, presidente e amministratore delegato di Mfe – Media for Europe, ha definito insieme ai suoi più stretti collaboratori una nuova strategia che prevede anche un diverso assetto organizzativo per il Gruppo e Mediaset. Questo prevede anche la nascita di Mediaset Italia dalla fusione per incorporazione di Mediaset in Rti. L’organizzazione è stata ridisegnata per rendere il Gruppo multinazionale ancora più efficace e veloce, così da accelerare la realizzazione delle sinergie previste. Maggiore chiarezza organizzativa, responsabilità ben definite, una linea di comando più corta e una capacità di azione ancora più tempestiva gli obiettivi della strategia.
Il nuovo assetto organizzativo
Al completamento dell’operazione, Pier Silvio Berlusconi assumerà la carica di presidente e amministratore delegato della nuova Mediaset Italia. Niccolò Querci ricoprirà quella di vicepresidente. L’assetto organizzativo conferma Mauro Crippa quale direttore generale Informazione e comunicazione. Inoltre, rafforza l’area editoriale attraverso tre strutture dedicate al prodotto televisivo. Giancarlo Scheri assume la vice direzione generale Reti, Palinsesto e Promozione. Alla guida di Canale 5 gli subentra Sebastiano Lombardi, nominato direttore della rete. Giorgio Restelli assume la vice direzione generale Intrattenimento e Risorse artistiche e Giampaolo Letta la vice direzione generale Fiction e Cinema. Completano l’organizzazione la nomina di Riccardo Siro Galli alla direzione del nuovo Marketing operativo in Italia, in coordinamento con la struttura internazionale guidata da Federico di Chio. E Andrea Chinese diventa responsabile della nuova direzione Promozione alle dirette dipendenze di Giancarlo Scheri. L’obiettivo è promuovere ulteriormente l’evoluzione del prodotto televisivo, con responsabilità più definite e un’organizzazione più tempestiva ed efficace.
Vannacci guadagna un consigliere a Milano: Bernardo passa a Fn
Forza Italia perde pezzi a Milano in favore di Futuro nazionale. Il capogruppo azzurro in Comune Luca Bernardo, candidato sindaco del centrodestra alle scorse elezioni comunali, ha infatti aderito al partito di Roberto Vannacci. La comunicazione ufficiale è prevista giovedì 23 luglio nel corso di una conferenza stampa. Il consigliere regionale lombardo Luca Ferrazzi ha evidenziato che l’adesione di Bernardo «segna un nuovo passo nel percorso di crescita di Futuro nazionale, contribuendo a rafforzarne la presenza politica nella città di Milano e a consolidare il radicamento del movimento sul territorio e nelle istituzioni». In un’intervista rilasciata a Milano Quotidiano, Vannacci ha così commentato la notizia: «Questa è la migliore risposta a Letizia Moratti che, non più tardi dell’altro ieri invocava, durante una trasmissione tv su La7, una censura nei miei confronti dimostrando, oltretutto, un’ignoranza crassa sulle norme che regolano il mantenimento del grado militare. Con l’adesione di Bernardo si rinforza il manipolo meneghino e si inizia a definire la squadra che si potrà proporre alle prossime elezioni comunali di Milano. Presto l’annuncio del candidato sindaco di Futuro nazionale. Nessun dorma».
Le motivazioni di Bernardo
Dietro la scelta di Bernardo ci sarebbe un malcontento covato da tempo verso la segreteria milanese di Forza Itali guidata da Cristina Rossello, con cui – riportano i media – i rapporti si sarebbero raffreddati. L’ex candidato sindaco avrebbe lamentato di non aver ricevuto il sostegno atteso dopo la corsa a Palazzo Marino e avrebbe vissuto come uno sgarbo l’esclusione dal pranzo organizzato dal presidente del Senato Ignazio La Russa con i possibili candidati sindaco del centrodestra.
Mario Calabresi valuta una possibile candidatura a sindaco di Milano
Il giornalista e scrittore Mario Calabresi, ex direttore di Repubblica e La Stampa e attuale direttore di Chora Media, sta valutando una sua possibile candidatura a sindaco di Milano. Lo ha confermato lui stesso alla Festa dell’Unità di Vizzolo Predabissi, vicino al capoluogo lombardo, dopo le indiscrezioni girate negli ultimi tempi che lo vedevano un possibile candidato del centrosinistra. «Candidarmi? Alla tanta gente che me lo chiede per strada, io rispondo che sì, io ci penso. Ci sto pensando e mi piacerebbe fare la mia parte per Milano, ci tengo», ha dichiarato, aggiungendo però che ci sono ancora diverse incognite, a partire dal fatto che non si sa ancora se ci saranno le primarie per decidere il candidato della coalizione. Calabresi ha detto che se ne saprà di più dopo l’estate, in linea con quanto aveva fatto intendere anche il Partito democratico. Il segretario dem milanese Alessandro Capelli aveva infatti affermato che a settembre sarà presentato un progetto su come organizzare le eventuali primarie e con quali criteri. Nel centrosinistra, l’attuale sindaco Beppe Sala non può ricandidarsi perché è al suo secondo mandato.
Bologna, verifiche del Viminale sul sindaco Lepore e sulla piazza «non concordata»
Il Viminale ha avviato un’istruttoria interna per verificare se il presidio convocato dal sindaco di Bologna Matteo Lepore per esprimere solidarietà ai familiari di Abderrahim Fakir, il 43enne morto domenica durante un fermo di Polizia, fosse stato concordato con questura e prefettura. Secondo il Comune erano state informate per tempo, eppure, filtra dal ministero dell’Interno, non sarebbe stato presentato alcun formale preavviso per l’uso della piazza. Il capogruppo alla Camera di FdI Galeazzo Bignami, bolognese doc, ha chiesto le dimissioni di Lepore e anche il leader di Azione, Carlo Calenda, lo ha criticato. A spezzare l’isolamento è arrivato però il sostegno di tanti sindaci del centrosinistra, da Gualtieri a Sala, da Manfredi a Salis. In 35 hanno sottoscritto una lettera: «Il sindaco si è assunto la responsabilità di chiedere verità e giustizia. Le successive violenze e danneggiamenti appartengono esclusivamente a chi li ha compiuti e meritano la più ferma e netta condanna».
Ue, scelto l’italiano Carlo Comporti per la presidenza dell’Esma
Il Consiglio Ue ha scelto, nel corso della riunione degli ambasciatori dei 27, l’italiano Carlo Comporti come candidato alla presidenza dell’Esma, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati. La scelta non costituisce un via libera definitivo ma va confermata dal Parlamento europeo. Comporti ha avuto la meglio sulla danese Karen Dortea Abelskov. Entrambi sono membri del board dell’Esma.
Giorgetti: «Abbiamo vinto, è quattro mesi che ci lavoro»
Soddisfatto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che, alla Camera, ha annunciato ai cronisti la notizia prima che arrivasse la comunicazione ufficiale: «Abbiamo vinto, è quattro mesi che ci lavoro. Anche se il processo non è ancora concluso, il voto decisivo di oggi è un riconoscimento alla persona e all’Italia». «L’Esma», ha aggiunto, «ricopre un ruolo strategico e in futuro è destinata a svilupparsi come Consob europea. Sono soddisfatto per il risultato di oggi, frutto del metodo di lavoro che adottiamo dall’inizio di questa legislatura e conferma della ritrovata credibilità in Europa del nostro Paese e del governo».
Attentato a Ranucci, il Riesame conferma arresti e metodo mafioso
Il tribunale del Riesame di Roma ha confermato le quattro misure cautelari e l’aggravante del metodo mafioso per i quattro accusati di essere gli esecutori materiali dell’attentato a Sigfrido Ranucci avvenuto il 16 ottobre del 2025. Respinte infatti le istanze presentate dalle difese che chiedevano l’annullamento delle misure e il non riconoscimento del metodo mafioso. Rimangono dunque in carcere Pellegrino D’Avino, Antonio Passariello, Saverio Mutone e ai domiciliari Marica De Filippi. Tutti e quattro sono accusati a vario titolo, di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, con l’aggravante del metodo mafioso. Quest’ultima viene contestata per diverse ragioni, la prima delle quali rinvenuta nella forza intimidatoria del gesto (aver piazzato l’ordigno davanti al cancello della casa del giornalista). A rafforzare il riconoscimento del metodo mafioso c’è poi il fatto che l’attentato sia stato organizzato su commissione di un mandante, per ora ritenuto dalla procura il giornalista Valter Lavitola, pur se rimane oscuro il movente.
Iachetti senza freni augura la morte a Schillaci e attacca Vannacci, Salvini e Meloni
È polemica per le ultime uscite di Enzo Iachetti che, durante un incontro pubblico a Pratovecchio (Arezzo) nell’ambito della rassegna «Naturalmente Pianoforte» organizzata da Andrea Scanzi, ha sparato a zero contro i leader del centrodestra arrivando persino ad augurare la morte a un ministro.
Gli attacchi contro Vannacci, Meloni e Salvini
Il primo a finire nel mirino è stato Roberto Vannacci: «Vorrei che i pomodori in Puglia in agosto venissero raccolti da quelli che vogliono la remigrazione. Io vorrei vedere la faccia di Vannacci sudare a un euro netto all’ora. E vorrei vederlo asfaltare le strade di notte a 40 gradi, perché io non vedo mai un bianco farlo. Non c’è un bianco che asfalta le strade di notte a 40 gradi». Poi è toccato a Matteo Salvini: «Vorrei che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti provasse un giorno a salire su un Frecciarossa, in seconda classe. Deve essere lì quando il treno si ferma tra Parma e Bologna per quattro ore senza aria condizionata, non in executive, dove l’aria condizionata funziona sempre». Non è stata risparmiata nemmeno la premier Giorgia Meloni: «Mi piacerebbe sapere cosa risponderà questa signora, questa mamma, tra 20 anni, a sua figlia che leggerà sui libri di storia di 25 mila bambini ammazzati, a volte trucidati, a cui sono state tagliate le gambe. Che leggerà di coloni che spaccano i crocifissi e che uccidono le persone. E questa bambina ormai adulta andrà a chiederle: “Mamma, ma quell’anno lì non eri il presidente del Consiglio? E perché non hai mai detto un cazzo su queste cose? Io sogno questo momento, peccato che tra 20 sarò già all’inferno».
«Vorrei vedere Schillaci morire mentre aspetta una tac»
Infine l’attacco più grave, quello al ministro Orazio Schillaci: «Vorrei vedere il ministro della Sanità andare in ospedale e avere bisogno di una tac o di una risonanza magnetica e sentirsi rispondere “Ci dispiace, la prima libera è tra otto mesi”. E allora voglio vederlo morire prima come succede in tanti casi».
Trovato morto a Parigi Siad, presunto reclutatore di Epstein
Daniel Siad, presunto reclutatore del pedofilo Jeffrey Epstein, è stato trovato morto nella sua casa vicino a Parigi. Lo ha annunciato la procura confermandolo a Le Parisien. L’uomo, 69 anni, di origine algerina ma con cittadinanza svedese e francese, era sospettato di reclutare giovani modelle per consegnarle al pedofilo americano. Cinque donne hanno sporto denuncia contro di lui. La morte è avvenuta lunedì 20 luglio 2026 a Colombes (Hauts-de-Seine), apparentemente per arresto cardiaco. La sua coinquilina, una donna di 28 anni, lo ha trovato privo di sensi in cucina e ha allertato i vicini.
Delmastro, la Camera boccia la richiesta dei pm sulle chat con Caroccia: protesta del M5s
La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha detto no alla richiesta dei magistrati della procura di Roma di acquisire le chat tra Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia. Ora la parola passa all’Aula di Montecitorio che emetterà il verdetto definitivo. In segno di protesta, i senatori del M5s hanno occupato i banchi del governo al Senato, urlato “Vergogna, vergogna” ed esposto i cartelli con la scritta “Fuori le chat“. I colleghi di Fratelli d’Italia hanno risposto con “Buffoni”, uno di loro si è avvicinato al capogruppo pentastellato Luca Pirondini strappandogli il cartellone ed è stato subito allontanato. La presidente di turno Mariolina Castellone ha sospeso la seduta invitando i commessi ad intervenire.
M5s: «Il centrodestra deve solo proteggere se stesso»
Le componenti del M5s nella Giunta delle autorizzazioni della Camera Enrica Alifano, Carla Giuliano e Daniela Torto, hanno poi rilasciato la seguente nota: «Le Giunte delle autorizzazioni di Camera e Senato sono diventate organi scudificio per i politici del centrodestra, la maggioranza respinge qualsiasi richiesta dei magistrati a prescindere da ogni valutazione di merito. Devono solo proteggere sé stessi. Dovendo trovare degli argomenti di facciata, si nascondono, come oggi sul deputato Delmastro, dietro argomentazioni infondate come una presunta genericità della richiesta della procura di Roma. La verità è che la procura ha affermato che le comunicazioni tra Caroccia e Delmastro sono indispensabili per capire se, come si ipotizza, i Caroccia nel ristorante in cui erano in società con Delmastro riciclassero denaro per conto del clan Senese».
OpenAI, modelli AI fuori controllo hackerano una piattaforma
OpenAI, l’azienda produttrice di ChatGPT, ha reso noto che i suoi modelli di intelligenza artificiale avanzata sono andati fuori controllo durante i test di sicurezza, violando autonomamente una popolare piattaforma per programmatori. L’azienda di San Francisco ha definito l’accaduto un «incidente informatico senza precedenti» e ha annunciato che condurrà un’indagine congiunta con la piattaforma di condivisione di codice e modelli di IA Hugging Face, vittima del cyber attacco. L’accaduto ha coinvolto una combinazione di modelli, tra cui il recente GPT-5.6 Sol e uno «ancora più capace» attualmente in fase di sviluppo. OpenAI stava cercando di valutare le capacità di hacking dei modelli assegnando loro dei compiti all’interno di un ambiente di test digitale rigorosamente controllato. «Mentre operavano nel nostro ambiente di test, i modelli hanno dedicato una quantità significativa di potenza di calcolo a trovare un modo per ottenere un accesso illimitato a Internet, al fine di risolvere il problema di valutazione». E sono riusciti, da soli, a uscire dalla “stanza chiusa”, entrare nei sistemi di Hugging Face, eseguire decine di migliaia di azioni automatiche e muoversi dentro l’infrastruttura interna dell’azienda.
Bologna, Meloni: «Tolleranza zero sugli scontri». Schlein: «Lo Stato ha fallito»
È scontro tra maggioranza e opposizione sui fatti di Bologna, dove domenica 19 luglio 2026 il 43enne Abderrahim Fakir è morto durante un fermo di Polizia. In un’intervista al Giornale, la premier Giorgia Meloni ribadisce la linea già espressa in un post sui social, parlando di «tolleranza zero» contro chi «pensa di poter sfasciare tutto, terrorizzare le persone perbene e trasformare i nostri quartieri in zone franche». Il riferimento è alla manifestazione per chiedere verità e giustizia sulla morte di Fakir che in breve tempo è degenerata in guerriglia urbana con auto incendiate, bombe carta e agenti feriti. Meloni ha poi definito «irresponsabile» la scelta del sindaco di Bologna Matteo Lepore che aveva chiamato la cittadinanza a un presidio per chiedere giustizia. «Un ottimo pretesto ai centri sociali». Il primo cittadino si è così difeso dopo le proteste: «C’erano due piazze, la nostra era pacifica. Se non avessimo fatto quel presidio, oggi la voce non ci sarebbe stata. Chiedere verità e giustizia non significa delegittimare chi indossa una divisa».
Shlein: «Lo Stato ha fallito, ora fare piena luce»
Sulla vicenda è intervenuta anche Elly Schlein: «Su Fakir lo Stato ha fallito e spetta allo Stato fare piena luce. Lepore ha scelto di governare la frustrazione e lo smarrimento di un’intera comunità. È stato importante, per non lasciarla in balia delle spinte più estremiste e degli antagonisti che anche ieri hanno messo a ferro e fuoco la città, con una violenza inaccettabile e che condanniamo con nettezza». E poi, alla trasmissione In Onda su La7, ha aggiunto: «Abbiamo coinvolto l’ex capo della polizia Franco Gabrielli in iniziative sulla nostra idea di sicurezza, che non è rincorrere la destra sulla propaganda».
Nyp: «Trump vuole Infantino segretario generale dell’Onu»
Donald Trump vorrebbe il presidente della Fifa Gianni Infantino come prossimo segretario dell’Onu. Lo riporta il New York Post citando alcune fonti, secondo le quali il tycoon ritiene che Infantino «sia rispettato da tutti nel mondo e ha un’abilità speciale di unire le persone». Il prossimo segretario generale delle Nazioni Unite sarà eletto quest’anno per sostituire Antonio Guterres, che lascerà alla fine di dicembre. In base alla prassi di assegnare il ruolo a rotazione su base geografica, questa volta toccherebbe all’America Latina o ai Caraibi, e ad una donna. Per ottenere la carica, Infantino dovrebbe ricevere l’appoggio dei 15 Paesi membri del Consiglio di sicurezza, in particolare dei cinque permanenti e con diritto di veto, ovvero Stati Uniti, Federazione Russa, Cina, Regno Unito e Francia, ed essere poi confermato dall’Assemblea generale. Tra i candidati in lizza figurano l’ex presidente cilena Michelle Bachelet e l’argentino Rafael Grossi, attuale direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica.
Inchiesta Equalize, chiesto il rinvio a giudizio per 74 indagati
La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per 74 degli 81 indagati nella maxi inchiesta Equalize su dossieraggi e accessi abusivi alle banche dati delle forze dell’ordine. Tra loro figurano Leonardo Maria Del Vecchio, il banchiere Matteo Arpe, il fratello di Filippo Tortu, Giacomo, manager di multinazionali e vari avvocati di diversi studi legali internazionali che si sarebbero rivolti alla società per svolgere controlli attraverso pratiche ritenute illecite a persone di loro interesse. Ad aprile i pm milanesi avevano già chiesto il processo per Enrico Pazzali, che sarebbe stato a capo dell’associazione per delinquere, e altre 13 persone (tecnici informatici e appartenenti alle forze dell’ordine) accusati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati informatici, come l’accesso abusivo a banche dati sensibili come lo Sdi, Serpico e Punto Fisco. Sono oltre 832 in totale le persone offese, presunte vittime degli spionaggi, tra cui Ricky Tognazzi, Alex Britti, Selvaggia Lucarelli, Fabrizio Corona, Marcell Jacobs (lo spionaggio sarebbe stato commissionato dal fratello del compagno di staffetta Tortu), Stefano Boeri e Paolo Scaroni. Questa seconda richiesta di rinvio a giudizio sarà valutata da un gup, dopo essere stata riunita alla prima tranche. L’inizio dell’udienza preliminare dovrebbe essere a ottobre.
L’attore Pippo Di Marca morto precipitando dal terrazzo di casa
L’attore e regista Pippo di Marca è morto a Roma dopo essere precipitato dalla terrazza della sua abitazione al quinto piano nel quartiere Trastevere. Sono ancora in corso le indagini sull’accaduto e si ipotizza o una caduta accidentale o il gesto volontario. Secondo quanto riportato dal Corriere, avrebbe lasciato un biglietto alla moglie e al figlio con scritto «Scusate, non ce la faccio più» a causa della malattia. Nato a Catania nel 1939, è stato attivo dagli Anni 60 nell’ambito della sperimentazione teatrale, ed è stato tra i protagonisti dell’avanguardia teatrale italiana, sviluppando una ricerca artistica influenzata dalle avanguardie storiche e collaborando con figure quali Carmelo Bene, Leo de Berardinis e Julian Beck. Ha fondato il Meta-Teatro, compagnia e spazio teatrale dedicati alla produzione e alla promozione del teatro contemporaneo.
L’Agenzia Ue per la cultura taglia 2 milioni di euro alla Biennale
A seguito della valutazione giuridica e della raccomandazione della Commissione, l’Agenzia europea per la cultura e l’educazione ha deciso di interrompere la sovvenzione in corso di 2 milioni di euro a favore della Fondazione La Biennale di Venezia. L’ha reso noto un portavoce della Commissione Ue. «Gli eventi culturali, finanziati con il denaro dei contribuenti europei, dovrebbero salvaguardare i valori democratici, promuovere il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione — valori che non vengono rispettati nella Russia odierna».
Il caso del padiglione russo
La vicenda riguarda il padiglione russo della mostra. Nonostante la contestazione del ministro della Cultura Alessandro Giuli, la Fondazione aveva deciso di ospitarlo. La struttura non è mai stata aperta al pubblico e la Biennale ha sempre sostenuto che la sua presenza non violasse le sanzioni europee. Ma la polemica già a marzo era arrivata a Bruxelles, che aveva chiesto chiarimenti e avvertito che la prosecuzione dell’iniziativa avrebbe potuto comportare la perdita dei fondi. E così è stato.
Varriale perde il ricorso contro la Rai, confermato il licenziamento per giusta causa
Il Tribunale di Roma ha respinto il ricorso del giornalista Enrico Varriale contro il licenziamento della Rai per giusta causa, ritenendo infondata la tesi secondo cui il provvedimento sarebbe stato una ritorsione legata alle precedenti cause per il demansionamento. Secondo il giudice, la Rai ha fondato il licenziamento su fatti concreti e documentati, tra cui la condanna a 10 mesi per atti persecutori e lesioni personali e le vicende emerse in un secondo procedimento penale, considerate incompatibili con il ruolo ricoperto dal giornalista e lesive dell’immagine dell’azienda.
Il licenziamento motivato dalla gravità dei fatti contestati
Il Tribunale ha inoltre escluso che la tempistica del licenziamento fosse sufficiente a dimostrare una ritorsione, osservando che la Rai, in precedenza, aveva adottato nei suoi confronti solo una sanzione conservativa per un diverso procedimento disciplinare e aveva anche valutato possibili soluzioni organizzative per il suo reinserimento professionale. Per il giudice, quindi, il recesso non era una reazione alle iniziative giudiziarie del lavoratore, ma era motivato dalla gravità dei fatti contestati.
Bologna, Meloni: «Inaccettabile, accertare la verità con rigore»
La premier Giorgia Meloni è intervenuta sui fatti di Bologna, dove domenica 19 luglio 2026 un uomo di 43 anni, Abderrahim Fakir, è morto durante un fermo di Polizia. «Quanto accaduto è inaccettabile. Sul decesso di Abderrahim Fakir è doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità con il massimo rigore. La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno», ha scritto sui suoi canali social. «Ma nulla può giustificare la violenza contro le forze dell’ordine. Chi ha scelto di usare questa vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città, aggredire gli agenti e seminare violenza, mettendo a rischio anche l’incolumità di cittadini del tutto estranei ai disordini, non cercava la verità, cercava lo scontro», ha aggiunto con riferimento alla manifestazione di lunedì sera che, da protesta, si è trasformata in guerriglia urbana con auto bruciate, cassonetti divelti e aggressioni agli agenti. «Alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero corpo dello Stato è un atto di grave irresponsabilità. Trasformare migliaia di donne e uomini in divisa in un bersaglio significa colpire chi ogni giorno serve l’Italia con professionalità, sacrificio e coraggio», ha concluso.
Trump impone nuovi dazi al 50 per cento al Canada
Donald Trump ha annunciato nuovi dazi del 50 per cento contro le importazioni di alcuni prodotti dal Canada. La presidenza degli Stati Uniti ha detto di voler imporre le tariffe, che entreranno in vigore fra 30 giorni, come ritorsione per le misure adottate da Ottawa contro le merci statunitensi, considerate discriminatorie. Ha citato i dazi canadesi del 25 per cento su alcune auto statunitensi, il presunto trattamento di sfavore riservato al formaggio americano rispetto a quello europeo e il divieto di vendita di alcolici prodotti negli Stati Uniti imposto in molte province canadesi. Si tratta in gran parte di misure introdotte in risposta proprio ai primi dazi imposti da Trump sulle merci canadesi. I nuovi dazi riguarderanno prodotti che vanno dal vino ai bastoni da hockey al cemento, e anche prodotti che dovrebbero essere esclusi dai dazi secondo l’accordo commerciale fra Stati Uniti, Canada e Messico. Saranno esclusi invece il pesce, le terre rare (metalli fondamentali per moltissime produzioni tecnologiche), i sali di potassio (usati in agricoltura) e prodotti già sottoposti a dazi.
Morto a Bologna, scontri e guerriglia durante la protesta: 11 feriti
È di almeno 11 feriti, tra poliziotti e manifestanti, il bilancio della protesta che si è tenuta lunedì 20 luglio 2026 a Bologna per chiedere verità e giustizia sulla morte di Abderrahim Fakir, il 43enne deceduto durante un intervento della Polizia. La manifestazione, nata pacificamente, è degenerata in ore di tensione con lanci di bombe carta, auto date in fiamme, cassonetti divelti e atti vandalici. Un agente e un civile sono stati portati in ospedale, e il 118 ha soccorso sul posto altri cinque agenti e quattro civili. Ma il dato potrebbe cambiare. Il Coisp, sindacato di Polizia, parla infatti di 56 agenti feriti di cui 15 del reparto mobile di Padova, 26 di quello di Firenze e 15 di quello di Bologna, con prognosi fino a 15 giorni. «Sono rimasti feriti perché colpiti da enormi pietre, bottiglie di vetro e bombe carta lanciate dai violenti gruppi di antagonisti e anarchici», ha spiegato il segretario Pianese. È stata anche incendiata un’auto del Comune.
Scontri tra manifestanti e forze dell’ordine
Dalla piazza gremita si sono alzati slogan come “Tout le monde deteste la police” e “Giustizia, giustizia” e in breve tempo la tensione è salita fino a sfociare in violenza. Oltre ai lanci di oggetti, gli agenti hanno ricevuto insulti e calci, rispondendo con manganellate e scudi. Poi la situazione è degenerata, con continui tentativi di respingere e disperdere la folla con lacrimogeni e idranti. Gli attivisti hanno usato le barriere del cantiere del tram per difendersi, distruggendo le bici del servizio sharing e lanciando anche le sedie dei dehor.
Daniele Compatangelo, chi era il giornalista di La7 morto a Washington
È morto improvvisamente, all’età di 50 anni, Daniele Compatangelo, giornalista e corrispondente dagli Stati Uniti per La7. Il cronista è stato trovato senza vita nel suo appartamento di Washington e sarebbe deceduto per un malore. Nato a Savona nel 1975, da anni viveva negli Usa da dove aveva curato corrispondenze per varie testate italiane, tra cui anche Sky TG24.
Chi era Daniele Compatangelo
Oltre a essere il punto di riferimento e corrispondente da Washington per La7, Compatangelo ricopriva la carica di presidente della White house foreign correspondents’ association, l’associazione che riunisce i giornalisti internazionali accreditati presso la politica governativa statunitense. Nel corso della sua carriera aveva collaborato anche con altre grandi testate e network internazionali. Negli ultimi mesi era salito alla ribalta per la sua intervista telefonica a Donald Trump in cui il tycoon aveva rivelato che la premier Meloni l’aveva implorato di fare un selfie con lui. Una dichiarazione che aveva innescato un rilevante dibattito politico e diplomatico e che aveva fatto deteriorare i rapporti tra Trump e Meloni. La notizia della sua scomparsa ha scosso La7, con il direttore Andrea Salerno che ha così espresso il cordoglio dell’intera emittente: «Siamo attoniti. Tutta La7 si stringe ai suoi cari. Daniele era un collaboratore prezioso e raro. Per la sua voglia di raccontare sempre e con precisione e allegria. Era un bravo giornalista. Mancherà».
