Viterbo, carabiniere 56enne si suicida sparandosi alla testa con la pistola d’ordinanza


Uno strage senza fine quella dei suicidi tra le forze dell'ordine. Due giorni dopo la morte del giovane ufficiale della Guardia di Finanza che si è tolto la vita a Reggio Calabria, ieri pomeriggio Piero Sagone, maresciallo 56enne Capo Sezione della Sezione Amministrativa del Provinciale di Viterbo si è ucciso sparandosi in testa con la pistola d'ordinanza.
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Morte di Sestina Arcuri, il fidanzato fuori dal carcere: “Sempre detto di essere innocente”


"Su Andrea è stata costruita l'immagine del 'mostro' che ha ucciso la fidanzata" ha detto a Fanpage.it l'avvocato della difesa Gasperini. "Sestina non c'è più perché c'è stata una disgrazia, non per un omicidio volontario". Landolfi, imputato nel processo per la morte della fidanzata ieri è stato assolto dai giudici di primo grado con formula dubitativa e scarcerato.
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Vetralla, la denuncia: “Operata di tumore dopo mesi a causa dell’emergenza Covid”


Valentina, 37enne che gestisce un bar a Vetralla, in provincia di Viterbo, è stata operata solo dopo tre mesi a causa dell'emergenza Covid. Nel frattempo, quel polipo uterino che all'inizio si ipotizzava fosse un mioma, si è rivelato un tumore vero e proprio. "Se fossero intervenuti prima ci saremmo risparmiati 3 mesi in cui il tumore è progredito", racconta a Fanpage.it la donna, che è riuscita a farsi operare solo grazie a un video diventato virale.
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Boom di contagi a Viterbo: “I positivi non dicono i contatti, chi è in isolamento esce di casa”


I sindaci della Tuscia hanno reso noto che non sempre i positivi comunicano i nominativi di tutte le persone con le quali sono entrati in contatto nei dieci giorni precedenti al tampone, rendendo così complicato il tracciamento da parte della Asl di Viterbo. Chi è in isolamento fiduciario in attesa dei risultati invece non sempre resta a casa.
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Sculaccia studentessa in classe, professore di educazione fisica a processo per violenza sessuale


L'uomo è stato assolto dall'accusa di violenza sessuale in primo grado e condannato a due mesi di reclusione per abuso dei mezzi di correzione. I fatti risalgono al 2017: la classe non lo stava ascoltando, e lui ha dato tre sculacciate a una studentessa che non si voleva alzare dal tappeto ginnico. Un fatto grave, sia perché ha alzato le mani contro la ragazza, sia perché la zona toccata è considerata erogena dalla normativa contro gli abusi.
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