Perché Trump ha rimosso Zampolli dall’incarico di inviato per le partnership globali

Donald Trump ha sollevato Paolo Zampolli dall’incarico di inviato speciale per le partnership globali. Il presidente Usa ha silurato il suo amico personale (e della moglie Melania, che aveva introdotto nel mondo della moda), ponendo fine a una faida interna al Dipartimento di Stato tra lo stesso Zampolli e il vicesegretario Christopher Landau: i due, come è emerso in un articolo di Politico, per mesi si sono scambiati dure email in seguito a disaccordi sulle rispettive competenze e sulla catena di comando.

Perché Trump ha rimosso Zampolli dall’incarico di inviato per le partnership globali
Donald Trump (Ansa).

Cosa è successo tra Zampolli e Landau

Landau, in una email del 14 novembre 2025, si era lamentato con Zampolli – che avrebbe dovuto rappresentare gli Stati Uniti agli eventi culturali internazionali – per le sue “invasioni di campo”: «Le ordino, ancora una volta, di cessare immediatamente qualsiasi attività su questioni che non siano direttamente legate alla diplomazia culturale». Secondo quanto ha ricostruito Politico, Zampolli si sarebbe spinto ben oltre i limiti del suo mandato, incontrando funzionari stranieri per discutere questioni estranee alla cultura. Landau lo aveva accusato di «insubordinazione» e lui aveva risposto, sempre tramite email, di «voler distruggere» tutto quello che lui faceva.

Perché Trump ha rimosso Zampolli dall’incarico di inviato per le partnership globali
Christopher Landau (Ansa).

Il commento di Zampolli dopo la decisione di Trump

Dopo l’allontanamento è arrivato il commento dello stesso Zampolli, che – senza citare l’articolo di Politico – ha minimizzato l’accaduto. «Gli incarichi di inviato speciale hanno una durata di un anno. Trump l’ha prorogata per oltre sei mesi», ha spiegato l’imprenditore italoamericano ringraziando The Donald per avergli consentito di servire gli Stati Uniti. «Ha sempre ragione», ha aggiunto poi riferendosi al fatto che negli anni il tycoon gli ha sempre dato i consigli giusti.

Disagi al traffico aereo per un guasto alla rete di controllo voli

L’Enav, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, ha reso noto che la capacità di gestione del traffico aereo è ridotta di circa il 50 per cento a causa di anomalie nella rete di trasmissione dati che, dalla notte tra il 15 e il 16 ottobre, sta provocando rallentamenti nello spazio aereo italiano. «A partire dalle ore 6.00, in considerazione del progressivo aumento del traffico aereo e del persistere delle anomalie, per continuare a garantire la massima sicurezza delle operazioni sono state introdotte misure di regolazione dei flussi, che comportano una temporanea riduzione della capacità di gestione degli aeromobili nello spazio aereo italiano», si legge in una nota. L’Enav ha escluso che il malfunzionamento sia riconducibile a un attacco hacker. Le verifiche tecniche hanno individuato l’origine delle anomalie nella rete di trasmissione dati.

Cancellati voli a Fiumicino, ritardi anche a Milano

All’aeroporto di Fiumicino sono stati cancellati quattro collegamenti (Milano Linate, Riyadh, Tirana e Trieste) e una ventina di voli risultano ritardati con un’attesa fino a 60 minuti. Disagi anche negli aeroporti lombardi. A Malpensa il tabellone delle partenze indica ritardi da mezz’ora a oltre due ore, mentre quelli degli arrivi sono più contenuti. Ritardi anche all’aeroporto di Linate, da venti minuti a un’ora per gli arrivi e fino a più di un’ora per le partenze. Situazione simile a Orio al Serio, in provincia di Bergamo.

Trump, la decisione sulla fucilazione del killer di Fort Hood

La fucilazione di Nidal Malik Hasan, l’autore della strage di Fort Hood, non sarà trasmessa in streaming. Lo ha annunciato Donald Trump su Truth, smentendo l’annuncio da parte del segretario della Difesa Pete Hegseth, che aveva sollevato forti polemiche. «Morirà, come previsto, davanti a un plotone d’esecuzione, ma l’evento non sarà trasmesso in streaming». Tuttavia, ha aggiunto il presidente Usa, «i familiari più stretti delle vittime potranno assistere all’esecuzione di persona, se lo desiderano», in quanto «meritano di vedere la giustizia in azione».

Trump, la decisione sulla fucilazione del killer di Fort Hood
Pete Hegseth e Donald Trump (Ansa).

Trump: «Avrebbe mostrato come trattiamo i terroristi»

«Ritengo che trasmettere l’esecuzione in diretta, affinché tutti potessero vederla, avrebbe potuto costituire un forte deterrente, mostrando al mondo come l’America affronta i terroristi e la feccia come Hasan», ha spiegato Trump nel suo post. Tuttavia, ha aggiunto, «molte persone perbene e animate da buone intenzioni preferirebbero non assistere alla sua morte, né tramite una diretta né attraverso qualsiasi altro mezzo visivo».

Trump, la decisione sulla fucilazione del killer di Fort Hood
Il post di Trump sulla fucilazione di Hasan (Truth).

Il ricordo della strage e il dito puntato contro Obama

La strage di Fort Hood è avvenuta il 5 novembre 2009 nell’omonima base militare statunitense in Texas (oggi rinominata Fort Cavazos). Hasan, maggiore dell’esercito e psichiatra militare («trasformatosi in traditore»), spinto da motivazioni legate all’estremismo islamico, fece fuoco uccidendo 13 persone – tra cui una soldatessa incinta, deceduta insieme al figlio che portava in grembo – e ferendone altre 32. Nel suo post, Trump ha ricordato i fatti, lanciando pesanti accuse nei confronti di Barack Obama: «L’Fbi intercettò comunicazioni elettroniche tra Hasan e il religioso radicale yemenita-americano Anwar al-Awlaki. Dopo averle esaminate, la task force antiterrorismo dell’Fbi stabilì che le e-mail di Hasan non costituivano una minaccia. Tale valutazione, riconducibile all’operato dell’Amministrazione Obama, è stata in seguito considerata un grave fallimento dell’intelligence».

Chiesto il processo per Cinturrino, cade la premeditazione

Il procuratore di Milano Marcello Viola e il pm Giovanni Tarzia hanno chiesto il processo per omicidio volontario per Carmelo Cinturrino, l’ex poliziotto del commissariato Mecenate che, il 26 gennaio, nel boschetto della droga di Rogoredo (Milano) ha ucciso con un colpo di pistola alla testa – esploso da circa 30 metri – il pusher Abderrahim Mansouri. Nella richiesta di rinvio a giudizio i pm non contestano più l’aggravante della premeditazione, indicata fino alla chiusura delle indagini. Resta solo quella della violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione. Senza premeditazione Cinturrino potrà chiedere il rito abbreviato e non rischierà più l’ergastolo.

Sondaggi politici, la Supermedia: Forza Italia supera Vannacci

L’ultima Supermedia Youtrend/Agi, media ponderata di nove sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto realizzati dal primo al 14 ottobre da sette istituti, conferma il calo di Futuro Nazionale, con tanto di controsorpasso da parte di Forza Italia, nonché il testa a testa tra il campo largo e il centrodestra (in recupero): le due coalizioni risultano quasi appaiate attorno al 43 per cento.

I dati dell’ultima Supermedia Youtrend/Agi

Rispetto a due settimane fa, Fratelli d’Italia guadagna lo 0,4 per cento e si attesta al 27,2 per cento, confermandosi con ampio vantaggio la principale formazione politica del Paese. Segue il Partito democratico, in calo (-0,3) al 20,1 per cento. Perde terreno (-0,4) anche il Movimento 5 stelle, che scende al 12,4 per cento. Stabile al 7,4 per cento Forza Italia, che però effettua il sorpasso su Futuro Nazionale in virtù della frenata (-0,5) dei vannacciani, scesi al 7,2 per cento. Alleanza Verdi e Sinistra è data in leggera crescita (+0,1) al 6,4 per cento e risale (+0,3) pure la Lega, ora al 6 per cento. Seguono Azione stabile al 3,2 per cento, Italia Viva al 2,4 per cento (+0,2), +Europa ferma all’17 per cento, il Partito Liberal Democratico all’1,4 (+0,1), Noi Moderati all’1,2 (+0,1) e Sud chiama Nord all’1,1. Grazie all’ingresso di quest’ultimo partito nel centrodestra, la coalizione di maggioranza (42,9 per cento) torna a tallonare il campo largo (43,1).

Al via la rottamazione di bolli e multe, come fare domanda dal 16 ottobre

Entra nel vivo la rottamazione quinquies delle cartelle riferite a tasse, imposte e multe di Comuni, Regioni e altri enti locali affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione. Sul sito è possibile richiedere il prospetto informativo che contiene l’elenco dei carichi che possono essere inseriti nella rottamazione e l’importo delle somme dovute per la definizione agevolata. Venerdì 16 ottobre si aprirà la finestra per inviare le domande, che rimarrà attiva fino al 15 dicembre, esclusivamente in via telematica. L’Agenzia ricorda che la rottamazione quinquies non riguarda i tributi locali gestiti in proprio (riscossione diretta) o affidati a concessionari privati, per i quali la Legge di bilancio 2026 attribuisce agli enti territoriali la possibilità di emanare apposite delibere e regolamenti per introdurre una definizione agevolata autonoma che sarà gestita secondo le modalità decise da ciascun ente. Gli enti territoriali che hanno aderito sono in tutto circa 1.500.

Leone XIV, il nuovo bollettino: «Buona ripresa del polmone»

Dopo una notte tranquilla, Leone XIV «questa mattina ha eseguito i controlli di routine che sono risultati nella norma». La radiografia del torace «ha mostrato la buona ripresa del polmone operato». Il pontefice «ha svolto le attività quotidiane autonomamente» e «la seduta di fisioterapia ha comportato attività motorie complete». Lo rendono noto i dottori Luigi Carbone e Stefano Margaritora nell’ultimo bollettino che aggiorna sulle condizioni di salute del papa, ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma dopo la rimozione di un tumore maligno subita martedì 13 ottobre: «Complessivamente il decorso post-operatorio procede regolarmente». Mentre all’esterno del Gemelli continua il via vai di fedeli, Prevost ha inoltre «ripreso l’attività lavorativa». Lo fa sapere Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa Vaticana. Come già successo ieri, anche oggi Leone XIV ha concelebrato messa. Per ora il papa non ha ricevuto visite.

Emergenza carburante in Puglia e Basilicata a causa degli scioperi per l’ex Ilva

Le proteste degli operai dell’ex Ilva, che hanno previsto anche il blocco degli accessi alla raffineria Eni di Taranto, bloccando così gli approvvigionamenti di carburante, stanno causando una vera e propria emergenza in Puglia ma anche in Basilicata e Calabria. Decine di distributori sono stati presi d’assalto dagli automobilisti, che temono di restare senza benzina e diesel senza l’arrivo di nuove scorte. Alcune stazioni di servizio hanno terminato il carburante e hanno chiuso l’attività, esponendo il cartello “tutto esaurito”. Fra i titolari e i dipendenti serpeggia l’incertezza sulla data di riapertura. Tutto è legato alla fine del blocco degli accessi alla raffineria di Taranto e alla ripresa della catena distributiva. Impossibile, per gli stessi addetti ai lavori, indicare una giornata in cui la situazione potrebbe tornare alla normalità.

Gli autotrasportatori minacciano un fermo nazionale

Ad aggiungere disagio anche la protesta degli autotrasportatori per il caro carburante che, in assenza di risposte dal governo, minacciano un fermo nazionale. «La situazione è molto preoccupante perché l’eccesso di prezzo che sta subendo l’autotrasporto ha generato una situazione di alta tensione fra le imprese, che è sfociata in proteste spontanee in alcune aree del Paese. Proteste che si stanno allargando in queste ore perché abbiamo notizia che altri trasportatori di altre aree, soprattutto del Mezzogiorno d’Italia, si stanno organizzando per fare blocchi stradali», ha detto all’Ansa il presidente di Conftrasporto Pasquale Russo. Di qui il suo appello: «Il governo renda disponibile delle risorse che sono state stanziate proprio per il caro carburante ma che ancora non sono arrivate».

Nuovi guai per Corona: denunciato per guida senza patente e fuga pericolosa

Fabrizio Corona è stato denunciato a piede libero per non essersi fermato all’alt dei carabinieri e aver compiuto una serie di manovre azzardate nel successivo breve tentativo di fuga a bordo di un suv. È successo nella notte a Milano, in zona Sempione. L’ex re dei paparazzi, oggi autore del format Falsissimo, invece di fermarsi ha accelerato. Ma è stato poi raggiunto e bloccato dai militari dopo aver percorso circa 700 metri. Il controllo ha fatto emergere la guida senza patente e il fermo amministrativo già disposto sul veicolo, una Range Rover. La vettura è stata sequestrata. Corona, oltre che per guida senza patente, è stato denunciato anche per fuga pericolosa.

Perché Trump sta valutando di ridurre le sanzioni alla “flotta ombra”

L’Amministrazione Trump sta valutando la possibilità di revocare parzialmente le sanzioni contro la cosiddetta “flotta ombra” che trasporta petrolio e derivati da Paesi come Russia, Iran e Venezuela. Lo riporta Reuters, citando una fonte e spiegando che sul tavolo c’è la possibilità di consentire il trasporto di “petrolio legale”, ovvero non proveniente da Russia e Iran, su navi già colpite da sanzioni.
Chi desidera utilizzare navi della “flotta ombra” per tali scopi, nei piani della Casa Bianca, dovrà ottenere l’autorizzazione dal Dipartimento del Tesoro Usa. Secondo Washington tale provvedimento contribuirà a ridurre le tariffe di trasporto per le navi cisterna che trasportano greggio, attualmente ai massimi storici. Questo, a sua volta, consentirà di esportare una maggiore quantità di prodotti petroliferi dal Golfo Persico.

Perché Trump sta valutando di ridurre le sanzioni alla “flotta ombra”
Donald Trump (Ansa).

Da Trump un nuovo “regalo” per Putin?

Si tratterebbe di un altro regalo di Trump a Vladimir Putin dopo la sospensione temporanea delle sanzioni sul gasolio di Mosca. Inoltre, secondo il Financial Times, gli Usa avrebbero proposto ai Paesi europei di sbloccare alcuni beni sovrani russi congelati dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Per quanto riguarda la flotta ombra, gli esperti sentiti da Reuters hanno osservato che è improbabile che la revoca parziale delle sanzioni porti a una riduzione delle tariffe di trasporto. Le compagnie assicurative, infatti, saranno comunque obbligate a rispettare le leggi dell’Unione europea e del Regno Unito, che non prevedono la revoca delle sanzioni.

Il governo svela il Documento programmatico di bilancio: cosa prevede

È stato inviato alla Commissione europea e al Parlamento italiano il Documento programmatico di bilancio (Dpb), approvato martedì dal Cdm, che presenta le linee della prossima Manovra. Lo rende noto il ministero dell’Economia e delle Finanze. Il testo illustra una Legge di bilancio da circa 23,5 miliardi di euro nel 2027, con interventi a sostegno delle famiglie e delle imprese e coperture che arriveranno anche dal settore finanziario, dai tagli ai ministeri e dai giochi.

Le coperture dai tagli ai ministeri e dai giochi

Secondo le tabelle del Dpb, banche e settore finanziario saranno chiamati a contribuire alla prossima Manovra con un apporto stimato in oltre 4,6 miliardi di euro. Il comparto rappresenta la quota più consistente delle coperture non legate agli spazi di flessibilità concessi dall’Ue, con un contributo pari allo 0,21 per cento del Prodotto interno lordo (0,13 nel 2028 e 0,1 nel 2029). Seguono i tagli ai ministeri, per oltre un miliardo di euro, equivalenti allo 0,05 per cento del Pil, e gli interventi sul settore dei giochi, pari allo 0,03 per cento.

Il governo svela il Documento programmatico di bilancio: cosa prevede
Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze (Imagoeconomica).

Risorse per taglio delle tasse e sanità

Sul versante degli interventi, le tabelle del Dpb indicano nel 2027 quasi 2 miliardi di euro destinati alle misure fiscali e circa 2,3 miliardi alla sanità: le voci corrispondono rispettivamente allo 0,09 e allo 0,1 per cento del Pil.

Deficit al 3,4 per cento del prodotto interno lordo

Il deficit è previsto al 3,4 per cento del Pil nel 2027 e al 3,2 nel 2028, dopo il rientro sotto il 3 per cento atteso quest’anno.

Confronto con Bruxelles sulla clausola per energia e difesa

Il Dpb è un documento di finanza pubblica previsto dal Regolamento UE n. 473/2013 che i Paesi dell’Eurozona devono inviare ogni anno alla Commissione Europea e all’Eurogruppo entro il 15 ottobre. La Manovra, si legge nel testo, «consentirà il rafforzamento della difesa nazionale e della sicurezza energetica» attraverso il ricorso agli spazi di flessibilità derivanti dall’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale: «La definizione puntuale degli interventi che confluiranno nel disegno di legge di bilancio di prossima presentazione al Parlamento terrà conto degli esiti delle interlocuzioni in corso con le Autorità europee finalizzate alla migliore definizione del perimetro di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia».

Fine della presunta tregua energetica: colpita una raffineria in Russia

Archiviata definitivamente la presunta tregua energetica tra Russia e Ucraina, che era stata annunciata da Donald Trump. Dopo Mosca, anche Kyiv ha infatti ripreso i raid contro i siti energetici della Federazione Russa: un incendio è divampato in una raffineria di petrolio in seguito a un massiccio attacco di droni nella regione di Ryazan.

L’annuncio di Zelensky al Financial Times

Volodymyr Zelensky aveva appena annunciato la revoca del divieto di colpire le raffinerie russe durante un’intervista al Financial Times. «Ne abbiamo abbastanza», aveva tuonato il presidente ucraino, osservando che l’esercito di Kyiv non aveva attaccato infrastrutture energetiche in Russia per tre giorni, soddisfacendo così le richieste degli Stati Uniti. Mosca, invece, nel frattempo ha continuato a mettere nel mirino le infrastrutture energetiche ucraine. Il capo della Bankova ha anche spiegato che il divieto è stato revocato a causa della «pericolosa interruzione» nella trasmissione di intelligence da parte degli Stati Uniti e delle limitazioni all’utilizzo di Starlink durante i massicci bombardamenti russi.

Fine della presunta tregua energetica: colpita una raffineria in Russia
Volodymyr Zelensky (Imagoeconomica).

Perché i libri Sally Rooney non verranno più venduti in Regno Unito

I libri della scrittrice irlandese Sally Rooney non saranno più venduti nel Regno Unito. Il motivo è legato al suo sostegno economico a Palestine Action, organizzazione pro Palestina che il governo britannico ha dichiarato illegale in base alle leggi antiterrorismo del paese. Per questo, la casa editrice Faber non può versarle i proventi derivanti dalle vendite dei suoi libri in maniera legale, motivo per cui ha deciso, in accordo con l’autrice, di smettere di distribuirli nel Regno Unito in qualsiasi formato». Rooney ha 35 anni e ha scritto successi internazionali come Persone normali, Parlarne tra amici e Intermezzo.

Il sostegno alla causa palestinese

Da tempo sostiene la causa palestinese e nel 2025 aveva detto che avrebbe donato a Palestine Action i ricavi dei suoi libri e degli adattamenti televisivi della BBC di Persone normali e Parlarne tra amici. Per la legge del Regno Unito, però, ricevere denaro con l’intenzione di utilizzarlo per sostenere il terrorismo è un reato. Per il timore di essere arrestata, negli ultimi mesi la scrittrice ha anche evitato di partecipare a festival e presentazioni nel paese.

Il papa ha trascorso bene la notte al Gemelli

Papa Leone XIV, ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma da martedì 13 ottobre, giorno in cui ha subito l’intervento chirurgico per l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro, dove era stato individuato un adecarcinoma, ossia un tumore maligno, «ha trascorso bene la notte in ospedale, si è alzato e ha fatto colazione». Lo comunica la Sala Stampa della Santa Sede, fornendo un nuovo aggiornamento sulle condizioni di salute del pontefice. Ieri Prevost era stato sottoposto agli esami del sangue e alla radiografia del torace previsti dopo l’intervento, con esiti che hanno confermato «un decorso post-operatorio regolare».

Consiglio europeo 15-16 ottobre 2026: i temi sul tavolo

Al via il Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre 2026, in cui i leader dell’Ue si riuniranno a Bruxelles per discutere di diversi temi, dalle questioni relative all’economia alle risposte da dare alle sfide per la competitività europea, compresi i prezzi dell’energia, fino alla situazione geopolitica e all’immigrazione. Ecco i temi sul tavolo.

Competitività e sfide economiche globali

Per quanto riguarda i prezzi dell’energia, i leader dell’Unione forniranno alla Commissione orientamenti su misure a breve termine mirate e temporanee per attenuare l’impatto dei costi elevati, proteggendo i cittadini e le imprese europee. Discuteranno inoltre della strategia a lungo termine dell’Europa volta a ridurne la dipendenza dai combustibili fossili. Verranno poi esaminati i progressi compiuti in merito all’agenda all’insegna di «un’Europa, un mercato», compresa la sua attuazione nel 2026 e nel 2027.

Ucraina e Medio Oriente

Tra i temi in agenda anche le guerre in Ucraina e Medio Oriente. Nel corso della riunione,i leader discuteranno del perdurante sostegno a Kyiv, comprese le esigenze operative delle sue infrastrutture critiche in vista dell’inverno. Nel contesto dell’allargamento dell’Ue, i leader faranno inoltre il punto sui progressi compiuti dall’Ucraina verso l’adesione all’Ue. Discuteranno del comportamento sempre più aggressivo della Russia, compresi i suoi attacchi ibridi in tutta Europa. Faranno il punto sui progressi compiuti in merito all’agenda dell’Ue per la prontezza alla difesa e discuteranno di come mantenere lo slancio e accelerare i lavori, anche per affrontare le carenze in termini di capacità militari critiche. Si parlerà anche degli ultimi sviluppi in Medio Oriente, tra cui la libertà di navigazione e la sicurezza marittima, elementi fondamentali per le catene di approvvigionamento globali, in particolare per quanto riguarda l’energia, i concimi e i prodotti alimentari.

Immigrazione

I leader dell’Ue terranno infine una discussione strategica sulla migrazione. Nella sua lettera d’invito, il presidente Costa ha sottolineato il fatto che l’approccio globale dell’Ue in materia di migrazione funziona, come dimostra la significativa e duratura diminuzione del numero di migranti irregolari. Ha sottolineato inoltre la necessità di rimanere vigili e preparati, di agire in modo solidale ogniqualvolta gli Stati membri si trovano ad affrontare situazioni di crisi e di continuare a rafforzare la capacità dell’Ue di rispondere alle crisi, compresi i casi di strumentalizzazione.

Ex Ilva, gli operai occupano la Prefettura di Genova

Nel terzo giorno di mobilitazione degli operai dell’ex Ilva di Cornigliano, un gruppo di tute blu ha fatto irruzione nell’edificio della Prefettura di Genova dal presidio fisso allestito, con tende, in Largo Eros Lanfranco, occupando l’atrio e parte del secondo piano. Gli operai in sciopero attendono garanzie dal governo sulla continuità produttiva dello stabilimento di Cornigliano, che finora non sono arrivate: perciò hanno deciso di dare un ulteriore segnale a Acciaierie d’Italia e al governo. L’idea dei manifestanti (una cinquantina) è di trascorrere la notte in Prefettura.

Gli operai chiedono garanzie sulla continuità produttiva

Al question time alla Camera il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha accennato alla possibilità di avviare un confronto con Acciaierie d’Italia per scongiurare lo stop agli impianti di Genova e Novi, tramite l’acquisto di coils per rifornire gli stabilimenti. Ma gli operai chiedono garanzie scritte: «Vogliamo tutto nero su bianco». Questa mattina i lavoratori avevano marciato in corteo coi mezzi della fabbrica lungo le vie del centro di Genova.

Leone XIV, decorso post-operatorio regolare dopo l’intervento al polmone

Papa Leone XIV «ha eseguito gli esami del sangue e la radiografia del torace previsti dopo l’intervento» per l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro, dove era stato individuato un adecarcinoma, ossia un tumore maligno. «Gli esiti confermano un decorso post-operatorio regolare: i valori sono nella norma per il tipo di intervento eseguito». È quanto si legge nel bollettino medico diffuso dalla Santa Sede dopo l’operazione subita dal pontefice al Policlinico Gemelli di Roma, che cita il dottor Luigi Carbone, direttore della Direzione di Sanità e Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, e il professor Stefano Margaritora, che ha guidato l’equipe medica di chirurgia toracica. Il papa, dopo una notte tranquilla, «ha svolto la fisioterapia respiratoria ed ha iniziato a camminare in stanza». Inoltre «ha ripreso una regolare alimentazione facendo colazione e pranzo. Il decorso procede secondo quanto previsto».

Il governo della Groenlandia smentisce Trump sulle maxi esplorazioni

Il governo della Groenlandia ha smentito Donald Trump, che su Truth aveva annunciato l’avvio di una «massiccia esplorazione di petrolio, gas e minerali» nel territorio artico facente parte del Regno di Danimarca, senza fornire dettagli sul coinvolgimento americano. Jørgen Hammeken-Holm, viceministro groenlandese per le Attività minerarie, pur riconoscendo l’esistenza di «attività di esplorazione da parte di aziende statunitensi», ha infatti spiegato alla Cnn che al momento «si stanno svolgendo su scala ridotta» e che ci vorranno anni prima di una loro espansione.

Il governo della Groenlandia smentisce Trump sulle maxi esplorazioni
La bandiera della Groenlandia (Ansa).

La sparata di Trump sui giacimenti groenlandesi

Da quando è tornato alla Casa Bianca, Trump ha più volte minacciato di prendere il controllo della Groenlandia e delle sue risorse naturali, suscitando l’ira dei partner europei e della Nato. «Ci sono esperti che affermano che la quantità di petrolio facilmente accessibile è di gran lunga superiore a quella di quasi qualsiasi altro territorio, in qualsiasi parte del mondo», ha scritto Trump su Truth, dando notizia delle presunte maxi trivellazioni. Vero, la Groenlandia è ricca di giacimenti petroliferi, ma la maggior parte di essi si trovano in aree remote a nord del Circolo Polare Artico, caratterizzate da una calotta glaciale spessa 1,5 chilometri e da scarse infrastrutture. A metà agosto, peraltro, le autorità di Nuuk hanno costretto Greenland Energy Company, società petrolifera legata a Trump, a rinviare le trivellazioni, smentendo di fatto quanto affermato dall’inviato del presidente Usa Jeff Landry, secondo cui la compagnia (con sede in Texas) avrebbe potuto cominciare a estrarre greggio già da marzo del 2027.

Il governo della Groenlandia smentisce Trump sulle maxi esplorazioni
Donald Trump, la premier danese Mette Frederiksen e il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen (Ansa).

L’accordo a tre siglato il 22 settembre a New York

Il 22 settembre Trump, la premier danese Mette Frederiksen e il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen hanno firmato un accordo volto a contribuire a risolvere le tensioni scaturite dalle minacce di The Donald di annettere l’isola. L’intesa, che apporta lievi modifiche a un trattato del 1951, non menziona esplicitamente petrolio o gas, ma riconosce la «cooperazione in ambito minerario» e prevede la possibilità per gli Stati Uniti di realizzare due nuove installazioni militari a Narsarsuaq e Mestersvig, oltre a rafforzare la Pituffik Space Base, già utilizzata per attività di sorveglianza spaziale e allerta antimissile. Al tempo stesso ribadisce il riconoscimento della sovranità danese e del diritto all’autodeterminazione della popolazione groenlandese: le nuove disposizioni, insomma, riguardano essenzialmente la sicurezza e la cooperazione militare.

Lufthansa si aggiudica il 44,9 per cento di Tap

La compagnia aerea tedesca Lufthansa è la vincitrice del concorso pubblico per la privatizzazione parziale della portoghese Tap, un’operazione da 1 miliardo e 200 milioni di euro. Lufthansa avrà la responsabilità della gestione esecutiva e operativa. Lo Stato portoghese, detentore dell’intero capitale di Tap dal 2022, aveva avviato il processo di parziale privatizzazione della compagnia nazionale a settembre del 2025. Il 30 settembre scorso 2026, a un anno di distanza e dopo la decisione del governo di Lisbona di prolungare la fase dei negoziati per chiarire meglio le differenze fra le proposte sul tavolo, le due compagnie rimaste in gara, Lufthansa e il gruppo Air France-Klm, avevano presentato l’ultima versione delle loro offerte vincolanti. La proposta tedesca ha prevalso. Con questa privatizzazione, il 44,9 per cento del capitale spetta al nuovo partner privato, mentre un 5 per cento dovrebbe essere riservato ai dipendenti del gruppo Tap. Lo Stato portoghese mantiene il controllo di maggioranza con almeno il 50,1 per cento delle azioni della società.

L’Ue propone il rinvio di un anno della stretta sul metano

La Commissione europea ha adottato una proposta per posticipare di un anno – dal 2027 al 2028 – l’entrata in vigore dei vincoli sulle importazioni di gas, petrolio e carbone previsti dal regolamento sulle emissioni di metano. Il rinvio, che dovrà essere formalmente approvato dall’Eurocamera e dai Ventisette, è stato pensato per «evitare ulteriori pressioni sulla sicurezza dell’approvvigionamento» di energia «nell’attuale contesto geopolitico» e lascia agli importatori più tempo per conformarsi. Non intacca dunque «l’ambizione, l’integrità e la portata» del regolamento che, adottato nel 2024, è la prima normativa al mondo a disciplinare anche le emissioni di metano legate alle importazioni di combustibili fossili.

Bruxelles chiede un accordo tempestivo

La modifica posticipata al 2028 riguarda – appunto – gli obblighi di monitoraggio, comunicazione e verifica per gli importatori di gas naturale, petrolio e carbone, oltre alle norme sulla comunicazione dei requisiti di intensità di metano per importatori e produttori europei. La proposta, come detto, passa ora a Parlamento europeo e Consiglio. Bruxelles chiede un accordo tempestivo «per mantenere la certezza normativa» e continuerà a lavorare con Stati e settore sull’attuazione, incluse le raccomandazioni di luglio su soluzioni di conformità e sanzioni.

Sanchez a Littizzetto: «Grazie, ma devo rimanere in Spagna a cucinare paella»

«Grazie per le gentili parole, Luciana, ma devo rimanere in Spagna a cucinare paella per almeno altri quattro anni». Così l’account ufficiale di Pedro Sanchez ha commentato (in italiano) il video pubblicato sulla pagina Instagram di Che tempo che fa, in cui si vede Luciana Littizzetto invitare il primo ministro spagnolo a venire in Italia a guidare il campo largo, tramite una lettera in castigliano maccheronico.

«Pedro, vieni in Italia. Qui Schlein e Conte litigano come cane e gatto», ha detto Littizzetto a Sanchez, che di recente ha indetto elezioni anticipate. Dopo il “no” all’invito della comica, visti i quattro anni che Sanchez si aspetta di trascorrere ancora alla Moncloa con la vittoria (non scontata) alle urne, dall’account del premier iberico è poi arrivato l’endorsement alla segretaria del Pd: «Non riesco a immaginare una persona migliore di Elly Schlein per l’Italia».

Sanchez a Littizzetto: «Grazie, ma devo rimanere in Spagna a cucinare paella»
La risposta dell’account di Pedro Sanchez.

Altro che tregua energetica: ondata di attacchi russi sulle centrali termoelettriche ucraine

Nonostante l’annuncio di Donald Trump su una presunta tregua energetica tra Mosca e Kyiv, l’esercito russo nella notte ha condotto un’ondata di attacchi contro numerosi impianti ucraini. Il ministero della Difesa di Mosca ha reso noto di aver bombardato sei centrali termoelettriche, quattro nella regione di Kyiv e due in quella di Kharkiv. Volodymyr Zelensky, puntando il dito contro il Cremlino e parlando di «mancanza di rispetto mai vista prima» nei confronti di Trump, ha spiegato che gli impianti messi nel mirino dalla Russia sono stati molti di più.

La Russia ha lanciato 39 missili balistici e oltre 120 droni armati

«Stanotte i russi hanno impiegato 39 missili balistici e oltre 120 droni per un attacco mirato proprio al settore energetico, riguardo al quale il presidente degli Usa ha definito un cessate il fuoco», ha scritto Zelensky sui social: «Una tale mancanza di rispetto da parte della Russia verso gli Stati Uniti non si era mai vista prima». Il capo della Bankova ha poi spiegato che almeno 600 mila persone sono rimaste senza elettricità e che potrebbero verificarsi interruzioni ancora più estese. Oltre che nelle due regioni già citate, la società elettrica ucraina Ukrenergo riporta di blackout in quelle di Chernihiv, Sumy, Donetsk, Dnipropetrovsk, Khmelnytskyi e Zaporizhia. «Purtroppo, ci sono danni significativi in 26 elementi del nostro complesso energetico elettrico e in quattro siti del complesso petrolifero e del gas», ha aggiunto Zelensky, spiegando che gli ultimi raid hanno fatto morti e feriti, ha aggiunto. E poi: «Chiediamo al presidente Trump di imporre severe sanzioni alla Russia. Chiediamo all’America e a chiunque nel mondo di non chiudere un occhio sulla realtà di rispondere con forza».

Cnn, Politico e Ms Now tornano alla Casa Bianca

Cnn, Politico e Ms Now sono state riammesse, a tempo indeterminato, alla Casa Bianca. Lo ha deciso il giudice federale Timothy Kelly con un’ordinanza che impedisce al presidente americano Donald Trump di bandire i media dalla Casa Bianca, in attesa dell’esito della causa intentata dalle emittenti in merito al diritto di accesso. «Non c’è praticamente nulla di attinente alla sicurezza nazionale negli atti relativi alla decisione del presidente di revocare i permessi di accesso ai ricorrenti, a cui la Corte possa fare riferimento», ha scritto Kelly nella sua sentenza. Trump aveva usato motivi legati alla sicurezza nazionale come pretesto per revocare l’accredito ai giornalisti. In seguito all’ordinanza, le testate potranno accedere alla Casa Bianca fino a quando non sarà risolta la causa legale che contesta il divieto. Non è invece previsto che l’amministrazione Trump debba consentire ai giornalisti di queste testate di accedere allo Studio Ovale o all’Air Force One, luoghi dai quali sono stati esclusi i reporter di Cnn e Politico.

Banda della minicar a Roma, fermati i responsabili delle aggressioni

Identificati e fermati i responsabili delle sei aggressioni messe in atto tra il 4 e 5 ottobre contro passanti a piedi, in bici o in monopattino nel quartiere Monteverde a Roma dalla “banda della minicar“. Si tratta di due minorenni, un 16enne e di un 17enne che vivono nella zona: hanno confessato. Il più grande, che sarebbe stato alla guida, è figlio di un carabiniere.

Come sono stati identificati i due minorenni

I carabinieri della compagnia di Roma San Pietro e gli agenti della polizia locale di Roma Capitale, coordinati dalla procura di Roma, anche grazie alle analisi dei filmati delle telecamere di vigilanza sono risaliti al veicolo utilizzato nelle sei aggressioni, compresa quella ha provocato il grave ferimento dell’attore Davide Iacopini, spinto mentre si stava spostando in monopattino e ancora ricoverato in prognosi riservata. I due sono stati individuati anche grazie alla testimonianza di un meccanico, il quale ha riferito di aver installato su una minicar alcuni led, una luce rossa sulla targa, e adesivi, di cui uno con un serpente, che corrispondevano alle caratteristiche dell’auto ricercata. I loro movimenti sono stati poi ricostruiti tramite l’app installata sullo smartphone di uno dei due che permette di localizzare da remoto i dispositivi. Il veicolo è stato rintracciato dai carabinieri durante un controllo a Testaccio ed è stato sequestrato. Dal mezzo sono poi risaliti ai due minorenni, successivamente fermati.

Nuovo Codice della strada approvato dal Cdm, cosa prevede

Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo Codice della strada che riscrive numerose disposizioni sulla circolazione, introducendo sanzioni proporzionate alla gravità delle violazioni e maggiori strumenti digitali per controlli e notifiche. Le nuove regole non sono ancora in vigore. Il decreto dovrà infatti completare l’iter previsto dalla legge delega, che prevede i pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata e un passaggio alle commissioni parlamentari competenti. In caso di mancato recepimento dei pareri, è previsto un ulteriore passaggio alle Camere. La delega concessa al governo dura 22 mesi e prevede, in determinate condizioni, ulteriori 150 giorni. Un meccanismo che potrebbe spostare il termine per l’approvazione definitiva fino a marzo 2027.

Multe in base alla gravità delle violazioni

Una delle novità più significative riguarda le multe per eccesso di velocità, che saranno calcolate in base ai chilometri orari di superamento del limite. La bozza prevede, in linea generale, 10 euro per ogni chilometro eccedente, che diventano cinque euro nei contesti urbani con limiti più bassi, come quelli di 30 e 50 km/h. Uu una strada urbana con limite di 50 km/h, per esempio, viaggiare a 61 km/h comporterebbe una sanzione di 55 euro, mentre procedere a 90 km/h costerebbe 200 euro.

Cade l’obbligo di avere con sè patente e libretto cartacei

Altra novità riguarda la decadenza dell’obbligo di avere con sé patente e carta di circolazione in formato fisico. Le informazioni contenute nei documenti saranno consultabili direttamente dalle forze di polizia attraverso le banche dati nazionali. La riforma prevede anche la digitalizzazione dei verbali, che potranno essere redatti dagli agenti e resi disponibili su piattaforme telematiche. Le notifiche avverranno prioritariamente attraverso il Servizio notifiche digitali (Send), mentre quelle tradizionali saranno utilizzate in assenza di un domicilio digitale. Per le violazioni accertate a distanza, il termine ordinario di notificazione passerà da 90 a 45 giorni. Sempre sul tema patente, si allunga la durata del documento per milioni di automobilisti. Secondo la bozza, il rinnovo ordinario decennale delle patenti del gruppo 1, che comprendono quelle per automobili e motocicli, sarà previsto fino ai 65 anni, rispetto agli attuali 50.

Casco e contrassegno adesivo obbligatori per i cicli a propulsione

Per i motociclisti viene contemplata la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza autostradale in caso di scontri o rallentamenti, oltre a un programma di installazione di barriere stradali salva-motociclisti. Per i monopattini, invece, i Comuni potranno individuare con ordinanza aree di sosta riservate anche sui marciapiedi, purché rimanga uno spazio sufficiente a garantire il passaggio sicuro dei pedoni e delle persone con disabilità. Restano al centro del confronto anche le norme per i ciclisti, dalla distanza laterale di sicurezza durante i sorpassi alle modalità di circolazione sul margine destro della carreggiata. Casco e contrassegno adesivo saranno obbligatori per i «cicli a propulsione», distinti dalle comuni bici a pedalata assistita, usati anche dai rider. Il governo ha chiarito che è prevista «l’estensione ai cicli a propulsione dell’obbligo del casco e del contrassegno già previsto per i monopattini elettrici e, per questi ultimi, il divieto di manovre improvvise e a zig-zag e l’obbligo di documentare con una fotografia, al termine di ogni noleggio, il corretto posizionamento del mezzo».

Le comunicazioni di Meloni al Senato: cosa ha detto su energia, Ucraina e Medio Oriente

Nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 15-16 ottobre, Giorgia Meloni ha ribadito il sostegno all’Ucraina, spiegando che la posizione del suo governo non è cambiata. Per quanto riguarda il Medio Oriente, la premier si è detta preoccupata per Gaza, sottolineando però che «la sicurezza dello Stato di Israele non può essere messa in discussione». E poi ha “bocciato” Donald Trump per l’accordo sul gasolio russo annunciato pochi giorni fa. Ecco le dichiarazioni di Meloni a Palazzo Madama.

In Ucraina «solo una pace giusta può durare»

«Nessuno mi convincerà che la resa di chi difende la propria libertà possa definirsi pace: solo una pace giusta può durare e mette al sicuro l’Europa e i nostri interessi. Dunque la posizione del governo non cambia», ha detto Meloni: «Sostegno a Kyiv, con particolare attenzione alla popolazione civile, pressione su Mosca e unità euro-atlantica rimangono i pilastri della nostra azione». Poi ha illustrato la risoluzione che la maggioranza ha predisposto in Senato: «Garantire la continuità del sostegno multidimensionale alla popolazione ucraina, anche in vista dell’inverno, e sostenere ogni iniziativa diplomatica volta a una pace giusta e duratura, nel pieno rispetto della sovranità e dell’indipendenza dell’Ucraina».

Le comunicazioni di Meloni al Senato: cosa ha detto su energia, Ucraina e Medio Oriente
Le comunicazioni di Giorgia Meloni al Senato (Ansa).

La sicurezza di Israele «non può essere in discussione»

Tra i temi all’ordine del giorno del Consiglio europeo ci sarà anche il Medio Oriente: «La sicurezza dello Stato di Israele non può essere messa in discussione. E continuo a ritenere che con Israele sia necessario mantenere aperto un canale di dialogo. Dopodiché, però, ci preoccupa il perdurare della presenza israeliana nel sud del Libano, in Siria, a Gaza. E in Cisgiordania assistiamo a una pressione sulla popolazione palestinese che è intollerabile». Il governo, ha sottolineato Meloni, si oppone «con forza all’annessione e allo spostamento forzato dei palestinesi».

Meloni: «Rischiosa l’intesa di Trump sul gasolio russo»

«L’intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso da Trump è una scelta che considero molto rischiosa», ha detto inoltre Meloni, spiegando che «l’impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran e non al conflitto in Ucraina». Dunque, «il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari: una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria sono elementi che non si possono ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Usa compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative».

Le comunicazioni di Meloni al Senato: cosa ha detto su energia, Ucraina e Medio Oriente
Giorgia Meloni in Senato (Ansa).

Meloni: «Energia meno cara per salvare la competitività»

«Il Consiglio Europeo farà il punto sull’attuazione dell’agenda “One Europe, One Market” e sui progressi compiuti per approfondire il mercato unico, semplificare le regole, ridurre gli oneri amministrativi e velocizzare le procedure di pianificazione e autorizzazione», ha detto Meloni parlando di energia: «Sono obiettivi sui quali l’Italia insiste da tempo. Però, la questione che oggi pesa più di tutto sulla competitività della nostra economia è un’altra: il costo dell’energia. Lo abbiamo detto molte volte: non possiamo chiedere alle imprese europee di competere con i grandi attori globali e, allo stesso tempo, accettare che paghino strutturalmente l’energia molto più dei loro concorrenti. Né possiamo perseguire la transizione ambientale al prezzo della nostra base industriale. La decarbonizzazione non può essere deindustrializzazione. A maggior ragione nell’attuale quadro geopolitico».

Ranucci dice addio a Report: il giornalista fa gli scatoloni

«Finisce una storia durata 20 anni. Raccolgo i ricordi che mi hanno accompagnato in circa 500 puntate di Report». Lo ha scritto su Facebook Sigfrido Ranucci postando un video che in cui lo si vede mentre racconta l’addio alla redazione del programma di Rai Tre, mostrando ai follower una serie di oggetti tra regali, portafortuna, statue, documenti, premi, e ricordi vari, tutti da riporre negli scatoloni per il trasloco (forzato): «L’avevo messo in conto e ho sempre cercato di immaginare come sarebbe andata. Mi sono figurato tanti scenari, ma mai avrei pensato a modalità così mostruose. Tuttavia non rimpiango nulla di quello che ho fatto». Pochi giorni fa il Tribunale del Lavoro di Roma ha respinto il ricorso d’urgenza presentato da Ranucci contro la Rai per il suo reintegro alla conduzione di Report.

«A volte scegliere serve a spiazzare, a trasformarsi in pastori maremmani per indicare la strada agli altri. L’amore per la libera informazione, l’amore per lo spirito del servizio pubblico, per la Rai», si legge nel post di Ranucci. Che spiega inoltre così la scelta del brano di accompagnamento al video: «Durante i funerali di Agnès Lassalle, l’insegnante di spagnolo di Saint-Jean-de-Luz uccisa con una coltellata al cuore da un 16enne, il suo compagno, Stéphane Voirin, ha deciso di renderle omaggio ballando da solo davanti alla bara sulle note di L-O-V-E di Nat King Cole, la loro canzone. All’improvviso tutti i presenti hanno cominciato a danzare, trasformando la commozione in condivisione». E poi: «Trasformare il dolore in resilienza: è quello che farò, con la promessa di rivederci prima o poi».

Papa Leone, il bollettino del Gemelli: «Notte tranquilla dopo la rimozione del tumore»

Papa Leone ha passato una notte «tranquilla» al Policlinico Gemelli dopo l’intervento per la rimozione di un «adenocarcinoma polmonare». Lo fa sapere la Sala stampa della Santa sede, specificando che in giornata saranno fornite ulteriori informazioni sullo stato di salute del pontefice. Nella giornata di martedì 13 ottobre, Prevost ha subìto «l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro». Un intervento che, come ha spiegato il Gemelli in un bollettino, «è riuscito e non ci sono state complicanze». È rimasto in sala operatoria per tre ore e l’operazione è durata 90 minuti. Oltre all’equipe medica e al suo dottore, Luigi Carbone, era presente anche il capo della gendarmeria Gianluca Gauzzi Broccoletti. Sul pontefice saranno ora effettuati gli esami post operatori.

Di Rubba commissario reggente della Lega fino al congresso straordinario

Matteo Salvini ha lasciato l’incarico di segretario della Lega. Ma quello del vicepremier non è un vero passo indietro, bensì una mossa propedeutica a una nuova investitura, prevista dallo statuto del Carroccio: Salvini ha infatti rassegnato le dimissioni solo per potersi ricandidare al congresso straordinario in programma il 24 e 25 ottobre a Milano. A gestire la Lega in questa fase transitoria sarà Alberto Di Rubba, nominato commissario con funzioni di reggente fino alla conclusione del congresso.

Di Rubba è il tesoriere della Lega

Di Rubba, nato a Gazzaniga (Bergamo) nel 1979 e cresciuto a Casnigo, è deputato alla Camera della Lega dal 26 marzo 2026: è approdato a Montecitorio dopo le elezioni suppletive nel collegio uninominale di Rovigo, resosi necessarie dopo le dimissioni del collega di partito Alberto Stefani, eletto presidente del Veneto. Iscritto all’albo dei commercialisti, dal 2012 è titolare di un proprio studio professionale a Clusone e da aprile del 2023 ricopre anche l’incarico di tesoriere della Lega.

Di Rubba commissario reggente della Lega fino al congresso straordinario
Alberto Di Rubba (Imagoeconomica).

Le condanne per peculato

Fedelissimo di Salvini e già direttore amministrativo del Carroccio al Senato, nonché amministratore federale della Lega, Di Rubba è stato condannato due volte per peculato, in entrambi i casi per fatti avvenuti nel periodo in cui ricopriva la carica di presidente della Lombardia Film Commission. A luglio del 2024 è stato condannato a due anni e 10 mesi con interdizione perpetua dai pubblici uffici e la confisca di 38 mila euro per la vicenda di peculato relativa alla società Areapergolesi, studio e location per eventi di Milano. A inizio del 2026 è stato poi condannato per la distrazione di fondi pubblici (800 mila euro) legata all’acquisto di un capannone a Cormano (Milano) da parte della Lombardia Film Commission, avvenuto dopo la creazione di un bando ad hoc.

Perché la Casa Bianca ha rimosso l’ambasciatrice in Grecia

Nel suo primo briefing con la stampa, la nuova portavoce della Casa Bianca Katie Zacharia ha annunciato la rimozione dell’ambasciatrice degli Stati Uniti ad Atene, Kimberly Guilfoyle, dopo una serie di accuse di condotta impropria che hanno investito la diplomatica, peraltro ex compagna del figlio maggiore del presidente, Donald Trump Jr. «Abbiamo chiesto a Guilfoyle di dimettersi. Le auguriamo ogni bene», ha detto Zacharia ai cronisti.

Perché la Casa Bianca ha rimosso l’ambasciatrice in Grecia
Kimberly Guilfoyle e Marco Rubio (Ansa).

Lo scandalo che ha travolto la diplomatica Guilfoyle

Da indagini del Dipartimento di Stato, scattate dopo un’inchesta del Wall Street Journal, è emerso che Guilfoyle avrebbe agevolato gli affari di imprenditori greci e statunitensi in cambio di viaggi di lusso. La diplomatica, inoltre, a luglio del 2025 – pochi giorni prima dell’audizione al Senato per la conferma della nomina ad ambasciatrice – avrebbe chiesto 100 mila dollari all’imprenditore e un donatore repubblicano Eric Deters, in cambio della promessa (non mantenuta) di ottenere accesso a esponenti dell’Amministrazione Trump e assistenza per alcune questioni personali, tra cui problemi fiscali e giudiziari.

Perché la Casa Bianca ha rimosso l’ambasciatrice in Grecia
Kimberly Guilfoyle e Donald Trump Jr (Ansa).

Chi è Guilfoyle, ormai ex ambasciatrice Usa in Grecia

Guilfoyle, 57 anni, era ambasciatore degli Stati Uniti d’America in Grecia dal 29 settembre 2025. Ex procuratrice a Los Angeles e San Francisco, dal 2001 al 2006 è stata sposata con Gavin Newsom, attuale governatore democratico della California, che durante il matrimonio fu eletto sindaco di San Francisco. Nel 2006 ha avviato una collaborazione con Fox News, dove è rimasta una dozzina di anni conducendo vari programmi televisivi. In seguito si è avvicinata all’Amministrazione Trump: come detto (fino alla fine del 2024) è stata persino fidanzata col figlio maggiore del presidente Usa.