Ricettazione di assegni bancari condannato scafatese

Ricettazione continuata di assegni bancari e documento di riconoscimento falsificato: condanna definitiva per lo scafatese 70enne Pasquale Barba. Lo ha deciso la Corte di Cassazione rigettando il ricorso dell’imputato e confermando la sentenza della Corte d’Appello di Napoli la quale aveva già rideterminato la pena rispetto al giudizio di primo grado emesso dal Tribunale di Torre Annunziata. Assoluzione invece per falsità in scrittura privata e falso testamento oleografico per titoli di credito in quanto i reati non sono più previsti dalla legge. Diventano quindi definitivi i due anni e tre mesi di reclusione per il 70enne scafatese. Scrive la Corte di Cassazione. “I giudici d’appello hanno evidenziato la piena sussistenza del delitto di ricettazione, argomentando dalla concertata spendita dei titoli clonati da parte della coimputata Montemurro, la quale aveva la disponibilità del documento di identità contraffatto… Sotto il profilo della prova logica la spendita presuppone l’acquisto o, comunque, la ricezione degli assegni fraudolentemente incassati a fini di profitto. Alcun elemento depone per il concorso di Barba nel reato presupposto, ovvero nella formazione degli assegni solo apparentemente tratti sul conto del denunciante R.F.”. Ricorso rigettato dai giudici della Cassazione, quindi, e pena che diventa definitiva per il 70enne scafatese

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Gara nazionale degli agrari, secondo posto per Lorenzo Mascolo

di Monica De Santis

Ancora uno studente salernitano che fa parlare di se. Stavolta si tratta di un allievo del quarto anno dell’Istituto ProfAgri, della sede d Fisciano. Lorenzo Mascolo, ha infatti rappresentato l’intero Istituto nella gara nazionale degli agrari. Seguito dalla professoressa Aminta Ferrara e da altri docenti di Fisciano, si è classificato secondo con prove svolte in dad sulle materie professionalizzanti. La gara nazionale si tiene ogni anno e coinvolge tutti gli Istituti Agrari d’Italia. Si basa sulla preparazione delle materie di indirizzo degli studenti e precisamente: produzioni vegetali, biotecnologie agrarie, produzioni animali, genio rurale, trasformazione dei prodotti, Di solito si svolge in presenza presso l’Istituto Agrario che ha vinto l’edizione l’anno precedente e che organizza la gara e ospita gli studenti e i docenti accompagnatori, si tratta di due giorni di prove dove i ragazzi si misurano in prove scritte e pratiche.

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Disservizi al centro vaccinale di Bellizzi: insorgono i cittadini

Chiedono chiarezza sulle vaccinazioni i cittadini di Bellizzi che puntano il dito contro la “passerella di consiglieri, amministratori e politici non eletti” che continuano a presenziare dinanzi al centro vaccinazione anti covid. Le attività sono state sospese per due giorni, presso il centro sportivo Berlinguer, adibito ad hub vaccinale dal distretto 65 dell’Asl di Salerno ma, alla ripartenza, si sarebbero verificati disservizi sia per quanto riguarda l’organizzazione sia per la gestione. “Sembra che, nei primi giorni, ad accogliere i cittadini convocati attraverso la piattaforma regionale siano stati gli amministratori comunali – hanno dichiarato alcuni cittadini – Assessori, consiglieri ma anche candidati non eletti del sindaco Volpe. D’altra parte, proprio quest’ultimo, attraverso i social ha più volte ringraziato la squadra di Città Possibile per il supporto organizzativo”. I cittadini contestano la gestione inappropriata dei famosi elenchi dei riservisti che avrebbe consentito a numerosi cittadini, anche molto giovani, di superare le liste di attesa e “di aggirare, di fatto, normative e circolari ministeriali che, ad oggi, consentono le vaccinazioni ad over 50, fragili e particolari categorie espressamente previste – hanno attaccato – A Bellizzi, invece, i requisiti di affinità, conoscenza e parentela avrebbero consentito la vaccinazione a prescindere dall’età e da eventuali patologie”.

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Trapani e Raiola a rischio processo

Richiesta di rinvio a giudizio per i dirigenti della Paganese Calcio Raffaele Trapani, titolare del club liguorino, e Filippo Raiola amministratore della società azzurrostellata: per gli inquirenti- che si sono avvalsi del lavoro della Guardia di Finanza e dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate-, ognuno per propria competenza, non avrebbero versato i soldi all’erario. L’ispezione è quella della tarda primavera di quattro anni fa nella sede della società, quando l’imprenditore Trapani era presidente e Raiola amministratore unico del club. Non avrebbero versato il dovuto utilizzando in compensazione crediti che la Procura giudica inesistenti per un importo superiore ai 45mila euro e crediti di imposta di una azienda petrolifera (inesistente) per oltre 260mila euro. Filippo Raiola risponde anche di una ulteriore ipotesi di reato datato 2019 quando non avrebbe versato le somme dovute utilizzando- sempre secondo la magistratura inquirente, pubblico ministero Davide Palmieri- la compensazione di crediti inesistenti superiori ai 50mila euro.

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Strianese: “La mia coscienza è a posto”

Avvisi di garanzia al sindaco di San Valentino Torio Michele Strianese, ai componenti della giunta, funzionari del comune ed ex segretaria comunale. Sulla vicenda interviene il sindaco Strianese. “È giusto comunicarvi di aver ricevuto una informazione di garanzia dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore che ha indagato, su denuncia di un cittadino, in merito ad una procedura amministrativa che riguardò il conferimento di incarichi ex articolo 110 del Tuel, comma 2. – scrive il sindaco Michele Strianese – I fatti risalgono agli anni 2016, 2017 e 2018 quando cioè pensammo di dividere in due l’ unica Area Tecnica di cui era dotata il Comune.

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Incarichi ai dirigenti, avviso di garanzia per Strianese

Incarichi ai dirigenti: avvisi di garanzia per il sindaco Michele Strianese, gli ex componenti della Giunta comunale, ex segretaria comunale e due dirigenti, trema palazzo di città. Ipotesi di reato di abuso d’ufficio in concorso a carico di amministratori pubblici per conferimento di incarichi ad alta specializzazione contro le regole e le leggi comunali. L’esecutivo sanvalentinese finisce nel mirino della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore. L’attività investigativa coinvolge in particolare il sindaco di San Valentino Torio, Michele Strianese, l’ex segretaria comunale Maria Senatore, gli assessori Rosanna Ruggiero, Giancarlo Baselice, Giuseppe Pascale, Vincenzo Ferrante, e i funzionari Giovanni Pellegrino e Giancarlo Migliaro, le cui nomine rappresentano il cuore dell’azione investigativa. Le nomine di Giovanni Pellegrino e Giancarlo Migliaro rappresentano il cuore dell’azione investigativa. Pellegrino, in particolare, già in qualità di responsabile dell’ufficio tecnico dell’ente, sarebbe stato nominato con «sviamento di potere ed in violazione di legge», per il primo capo d’accusa.

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Incarichi ai dirigenti, avviso di garanzia per Strianese

Incarichi ai dirigenti: avvisi di garanzia per il sindaco Michele Strianese, gli ex componenti della Giunta comunale, ex segretaria comunale e due dirigenti, trema palazzo di città. Ipotesi di reato di abuso d’ufficio in concorso a carico di amministratori pubblici per conferimento di incarichi ad alta specializzazione contro le regole e le leggi comunali. L’esecutivo sanvalentinese finisce nel mirino della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore. L’attività investigativa coinvolge in particolare il sindaco di San Valentino Torio, Michele Strianese, l’ex segretaria comunale Maria Senatore, gli assessori Rosanna Ruggiero, Giancarlo Baselice, Giuseppe Pascale, Vincenzo Ferrante, e i funzionari Giovanni Pellegrino e Giancarlo Migliaro, le cui nomine rappresentano il cuore dell’azione investigativa. Le nomine di Giovanni Pellegrino e Giancarlo Migliaro rappresentano il cuore dell’azione investigativa. Pellegrino, in particolare, già in qualità di responsabile dell’ufficio tecnico dell’ente, sarebbe stato nominato con «sviamento di potere ed in violazione di legge», per il primo capo d’accusa.

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Uniformata l’attivazione dei varchi Ztl : approvvato il disciplinare

Definita dal 1° giugno l’entrata in vigore delle strade accessibili ai soli autorizzati con pass ZTL in tutto il territorio comunale di Castellabate, fatto salvo il settore B nella frazione di Santa Maria, coincidente con l’area posta a valle di Corso Matarazzo e delimitata da via R. De Simone, lungomare De Simone e via Lungomare Pepi, che partirà da domani, sabato 15 maggio. L’Amministrazione, con delibera di Giunta Comunale n. 60 del 7 maggio 2021, ha infatti approvato il Disciplinare della circolazione, con Zona a Traffico Limitato e Aree Pedonali Urbane, redatta dal Comando della Polizia Municipale guidato dal Comandante, dott.ssa Manola D’Amato. Tali disposizioni avranno validità fino al prossimo 30 settembre, in tutte le frazioni. Come per gli scorsi anni, alcune aree del territorio necessiteranno, quindi, di apposita autorizzazione per il transito e la sosta nei diversi settori: in queste aree, coloro che hanno i requisiti, potranno accedere previo rilascio dell’autorizzazione del Comando Polizia Municipale di Castellabate. Le autorizzazioni permanenti rilasciate negli anni precedenti restano valide anche per il corrente anno ed eventuali sostituzioni o modifiche restano gratuite. Per informazioni sulle modalità e sugli aventi diritto, gli interessati potranno rivolgersi al Comando ubicato alla via Roma della frazione Santa Maria, oppure telefonare al numero 0974/961531. Il sindaco Luisa Maiuri, commenta così l’entrata in vigore del nuovo disciplinare: «La novità di quest’anno è la decisione di uniformare la partenza delle zone a traffico limitato e delle aree pedonali dal primo giugno per evitare dubbi e differenze in base alle zone. Durante il periodo di maggiore afflusso intendiamo rendere Castellabate ogni anno più sicura ai pedoni e più scorrevole al traffico veicolare, visto il grande afflusso previsto per la stagione turistica, anche con il rilascio da parte della Castellabate Servizi di abbonamenti per alcune aree di sosta».

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Antonio Sbarra conquista il primo posto a Ottaviano

Antonio Sbarra giovane pizzaiolo nocerino della pizzeria di Casolla N ‘do Sbarr conquista il primo posto alla Categoria Pizza classica al campionato italiano pizza in tour che si è svolto a Ottaviano alla Baida del Re Resort , preparando una pizza con patate e lardo saltate in padella con Lardo e Basilico e infine condita con scaglie di grana. La mia vittoria in primis la dedico alla mia famiglia conclude Sbarra e poi a tutti coloro che soffrono in questo periodo negativo. Il mio prossimo obbiettivo è partecipare al campionato mondiale Parma 2022.

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Aliberti non diffamò l’ex consigliere Pd e la moglie

Pasquale Aliberti non ha diffamato a mezzo stampa l’ex consigliere Pd Vittorio D’Alessandro e la moglie architetto Anna Matrone. Lo ha stabilito il Tribunale monocratico di Nocera Inferiore, giudice Russo Guarro, nella sentenza emessa ieri. Si chiude così con una assoluzione dopo 7 anni il processo con accuse di diffamazione a mezzo stampa nei confronti dell’ex sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, denunciato nel 2014 dai coniugi D’Alessandro. Aliberti per il giudice monocratico del Tribunale di Nocera Inferiore Russo Guarro non ha diffamato l’ex consigliere comunale e consorte. L’ex primo cittadino di Scafati, assistito in questo procedimento penale dall’avvocato D’Amaro, nel 2016 era stato rinviato a giudizio per aver diffuso un comunicato stampa nel quale accusava l’ex candidato sindaco Vittorio D’Alessandro e la moglie, Anna Matrone, di voler infangare l’amministrazione utilizzando documenti non veritieri e per aver sottratto in modo irregolare documenti non ufficiali allo scopo di infangare il buon nome dell’amministrazione. Tali affermazioni – sostenevano i D’Alessandro- avrebbero ingenerato pericoli di incolumità personale all’ex consigliere comunale e a sua moglie determinando uno stato di ansia che li aveva costretti entrambi a rinchiudersi nelle mura domestiche o nei luoghi destinati alla professione, con conseguente privazione di ogni tipo di relazione . Ma ieri il giudice monocratico nocerino ha stabilito che Pasquale Aliberti – con quel comunicato stampa- non ha diffamato sia D’Alessandro che la moglie.

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Tutti al “Mood” di Battipaglia, il nuovo concept di Antonio Bruno

di Olga Chieffi

E’ finalmente giunto il giorno dell’inaugurazione del Mood, il lounge bar di Antonio Bruno, che attende, oramai, da un anno di poter aprire i suoi spazi, in via Ripa, 44 in Battipaglia. L’appuntamento per gli habituè dell’aperitivo domenicale e per tutto ciò che possa racchiudere la parola incontro, è fissato per domani alle ore 11. “A vida è a arte do encontro” scriveva il poeta Vinicius de Moraes e Antonio Bruno ci rende partecipi della prima tappa di un lungo percorso, di uno spazio nuovo che aprirà le porte all’incedere di cose e persone, con cui inspiegabilmente, ci si troverà a condividere più di quanto si possa immaginare, uno stato d’animo, una tensione dello spirito, prima ancora che un modo d’essere, ovvero un “Mood”. Esiste un legame stretto tra il pensiero filosofico dell’esistenza e della ragione umane e il sapere del progettare-costruire, entrambe hanno un comune e fondamentale riferimento, lo spazio.

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Coltellata mortale al padre, arrestato

Voleva tornarsene in Ucraina Sergej (detto Sergio) Nestercuck ma carabinieri e procura hanno giocato d’anticipo chiudendo il cerchio intorno all’omicidio del padre Anatoly, ucciso il 27 aprile nella casa di via Lanzara a Sarno. Una sola coltellata tra collo e cuore a capo di una violenta lite, forse per motivi di soldi, sferrata proprio dal figlio finito in carcere a Fuorni con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato. A stringergli le manette ai polsi sono stati i carabinieri del reparto Territoriale su disposizione del sostituto procuratore nocerino Angelo Rubano titolare del fascicolo di inchiesta. Inizialmente proprio il 41enne Sergio aveva detto che il padre era morto dopo una caduta accidentale in seguito a una colluttazione ma accertamenti e autopsia, hanno appurato tutt’altro.

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Operaio insospettabile con crac e coca, arrestato Ferdinando Pepe

Nuovo colpo al mercato della droga da parte dei carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore e in particolare dei militari della tenenza paganese guidati da Simone Cannatelli. Arrestato con oltre cento grammi tra cocaina e crack l’operaio insospettabile di 45 anni Ferdinando Pepe. La droga era custodita negli slip, come scoperto quando è stato fermato dai militari dell’Arma in seguito a una manovra repentina con l’auto su cui Pepe viaggiava e con cui voleva allontanarsi dal posto di blocco. E’ finito in manette in flagranza di reato in possesso di droga destinata allo spaccio dopo il controllo decisivo dei militari dell’Arma impegnati nel monitoraggio sul territorio.

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I Gugliucciello, una famiglia di tartufai

di Matteo Pierro

In molti paesi dell’interno, in Campania come pure in altre regioni del Sud, si assiste a un costante spopolamento. Le nuove generazioni spesso si trasferiscono nei capoluoghi di provincia oppure al nord con il miraggio di un lavoro sicuro e ben retribuito. Qualche tempo fa ho avuto modo di conoscere una simpatica famiglia che si è posta in netta contrapposizione a questa tendenza.Si tratta dei Gugliucciello, tre fratelli tartufai di Colliano, un minuscolo paesino dell’alta valle del Sele al confine tra le province di Salerno e Avellino. La loro vicenda comincia proprio da una storia di emigrazione.

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I lavoratori dell’Acse preoccupati del loro futuro occupazionale

I lavoratori della Acse spa preoccupati per il loro futuro. Le maestranze hanno inviato una lettera al sindaco di Scafati Cristoforo Salvati chiedendo chiarimenti e informazioni sul loro futuro. Il 29 maggio avranno la cessione del contratto. Questi hanno lavorato continuamente senza soste contrattuali per tutto questo periodo, quindi chiedono come sia possibile che si stia scegliendo la strada della ricerca di nuovo personale somministrato che comunque vada non migliora ne stabilizza la situazione del personale di Avse spa visto che in questo periodo ci sono stati comunque pensionamenti e ne seguiranno altri presumibilmente già in anno corrente.

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Fonderie a Buccino, “zona è vincolata”

di Erika Noschese

L’area industriale di Buccino non può ospitare le fonderie Pisano. Si apre un nuovo capitolo politico per lo stabilimento di via Dei Greci, a Fratte: il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani ha infatti risposto all’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata del Movimento 5 Stelle Anna Bilotti, circa la delocalizzazione dell’azienda, confermando i vincoli sull’area individuata di Buccino. «Il ministro Cingolani, che ringrazio, nel ribadire la presenza dell’area nel perimetro del sito Natura 2000 – ZSC Fiumi Tanagro e Sele – spiega Anna Bilotti – precisa che “in fase di autorizzazione del progetto e, in particolare, di Via e del contestuale rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, le procedure dovranno essere integrate con la Valutazione di Incidenza, al fine di valutare l’interferenza generata dall’impianto rispetto agli obiettivi di conservazione del sito”.

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Fonderie a Buccino, “zona è vincolata”

di Erika Noschese

L’area industriale di Buccino non può ospitare le fonderie Pisano. Si apre un nuovo capitolo politico per lo stabilimento di via Dei Greci, a Fratte: il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani ha infatti risposto all’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata del Movimento 5 Stelle Anna Bilotti, circa la delocalizzazione dell’azienda, confermando i vincoli sull’area individuata di Buccino. «Il ministro Cingolani, che ringrazio, nel ribadire la presenza dell’area nel perimetro del sito Natura 2000 – ZSC Fiumi Tanagro e Sele – spiega Anna Bilotti – precisa che “in fase di autorizzazione del progetto e, in particolare, di Via e del contestuale rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, le procedure dovranno essere integrate con la Valutazione di Incidenza, al fine di valutare l’interferenza generata dall’impianto rispetto agli obiettivi di conservazione del sito”.

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Vietri: Lavori sul costone a rischio idrogeologico

Stanno destando non poco scalpore i lavori di scavo che si stanno realizzando nella zona della cosiddetta “Petrara” a Marina di Vietri. Escavatori ed operai imperversano da giorni sul costone che insiste sull’area dove c’è il rinomato stabilimento balneare “La Ciurma”, di fronte a noti faraglioni “i due fratelli”, per un non ben precisato intervento. Lo stabilimento non c’entra nulla, è l’area attigua che starebbe per essere trasformata. L’intervento è descritto perfettamente nel cartello di comunicazione di inizio lavori dove campeggia la scritta “pulizia del suolo – opere di decoro urbano” che significa tutto e niente, dove soprattutto non si comprende quali siano queste opere di decoro urbano se non vi è e non vi può essere nessun permesso a costruire. In particolar modo la presenza di escavatori che hanno operato sia nella parte alta che nella parte bassa del costone ha sollecitato molta curiosità, considerando che l’area è fortemente vincolata sia da punto di vista paesaggistico che per il concreto rischio idrogeologico, già sottoposta negli anni 80 alla realizzazione di un muraglione di contenimento. In città non si fa altro che parlare di realizzazione di parcheggi a sbalzo che andrebbero ad incidere sulla tenuta del costone stesso e l’istallazione di fantomatici chioschi non previsti dal piano comunale del commercio ed in una zona dove ci sono insediamenti abitativi che vedrebbero persa la propria vivibilità e tranquillità, già fortemente minata durante il periodo estivo. A destare sorpresa è anche quella che appare come un’omessa vigilanza di chi preposto e soprattutto di chi concede permessi senza adeguati controlli. C’è chi avanza anche l’ipotesi di una estensione fin troppo “estesa” dell’intenzione di favorire la nascita di attività per rilanciare l’economia dopo i devastanti effetti del Covid-19. Sta di fatto che la situazione andrebbe monitorata adeguatamente per evitare rischi. E chissà che non sia già finita all’attenzione delle autorità competenti. Anche perché, è giusto ricordare, che non solo interventi edilizi a pochi passi dal mare sono vietati dalla legge ma a rischio c’è anche quello che è inserito nel patrimonio dell’Unesco dal lontano 1997. Un intervento che stride non poco anche per lo sbandierato finanziamento ottenuto poco tempo fa dall’amministrazione comunale vietrese per la cifra di 2 milioni ed 800mila euro, destinata proprio ad interventi di mitigazione del rischio idrogeologico a Vietri capoluogo, Molina, Raito ed Albori. Sembra quasi che una mano da e l’altra toglie, a seconda degli interessi…

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Il vice ministro Floridia incontra gli studenti del Liceo De Filippis - Galdi

di Monica De Santis

Gli studenti del Liceo“De Filippis Galdi” di Cava de’ Tirreni, dialogano con le istituzioni dello Stato Italiano. L’incontro in programma per questa mattina alle ore 10, voluto fortemente dalla dirigente scolastica Maria Alfano, vedrà infatti, la partecipazione, in modalità online del sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione, la Senatrice Barbara Floridia, sposata, laureata in Lettere Moderne con il voto di 110 e lode. Ha frequentato la Scuola di Specializzazione all’Insegnamento Secondaria presso l’università degli Studi di Messina .Docente di lettere per la Scuola secondaria di II grado in Sicilia, membro della 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali, sostituita poi da Giuseppe PISANI), membro della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati. Non sfugge l’importanza di questo appuntamento durante il quale gli studenti, in un anno particolarmente condizionato dalle vicende pandemiche, potranno confrontarsi, dalla sede scolastica e da casa, con un’alta rappresentante nazionale delle Istituzioni Scolastiche e, attraverso lei, far giungere la loro voce al Sig. Ministro Patrizio Bianchi. Cosa questa che entra in quella sfera di democrazia diretta e partecipata alla quale i nostri studenti dovranno guardare nell’ambito della loro formazione per la società futura. Con il coordinamento dei docenti Gianfranca Baldi, Gabriella Benincasa, Rita Bisogno, Rosanna Di Giaimo e Samuel Tual, si parlerà di scuola, di ambiente e dell’Agenda ONU 2030. La scuola, con le sue trasformazioni determinate dall’emergenza, la didattica a distanza, le nuove metodologie didattiche. Ma anche l’ambizioso progetto ONU «Trasformare il nostro mondo. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile», che riconosce lo stretto legame tra il benessere umano con la sconfitta della povertà, la salute dei sistemi naturali e la presenza di sfide comuni per tutti i Paesi del mondo. “Ritengo particolarmente significativo per gli studenti e per la nostra città, che li vedrà protagonisti del futuro, un incontro di così pregnante interesse sociale e culturale, soprattutto al termine di un periodo scolastico irto di difficoltà” dichiara la Dirigente scolastica Maria Alfano. “Sono temi sui quali, nei prossimi anni, giocoforza, dovremo tutti soffermarci a riflettere con serietà se si vuole trarre conclusioni positive dal momento critico attraversato e che, forse, stiamo superando. Credo che – conclude la dirigente – sarà un guardare avanti insieme: istituzioni scolastiche, politiche, amministrative, sociali. Un messaggio di fiducia ai nostri giovani”. Interloquirà con la Senatrice Floridia la dott.ssa Luisa Franzese, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regione Campania. Rivolgeranno un saluto il Sindaco di Cava de’ Tirreni, dott. Vincenzo Servalli, l’assessore all’Istruzione del comune metelliano, avv. Lorena Iuliano, l’ing. Giuseppe Benevento, Responsabile Centro Interuniversitario Previsione e Prevenzione Grandi Rischi di Salerno. Sono invitate a partecipare la dott.ssa Monica Matano Dirigente Ufficio X – Ambito territoriale di Salerno e la dott.ssa Annabella Attanasio Ufficio V – USR Campania. Diretta su StreamYard e sul sito istituzionale www.defilippisgaldi.edu.it

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D’Onofrio: “Archiviata la querela” Denuncia nata da un diverbio col sindaco

È stata archiviata la querela all’ex consigliere comunale di Fratelli d’Italia Massimo D’Onofrio. L’ex presidente della commissione Bilancio era stato querelato dal sindaco Raffaele Maria De Prisco in merito ad una presunta festa, motivo potenziale, del rinvio di un consiglio comunale. Una ipotesi che D’Onofrio aveva riportato in un post pubblicato su Facebook e che il primo cittadino non aveva gradito, tanto da presentare querela. I contorni della vicenda furono raccontati dallo stesso sindaco De Prisco che, ravvisando gli estremi della diffamazione e del procurato allarme, inoltrò denuncia presso la tenenza dei carabinieri. L’episodio, accaduto agli inizi di marzo, innescò anche molte polemiche. In questi giorni, il caso si è totalmente sgonfiato, con l’archiviazione. “Non avevamo dubbi sull’esito di questa vicenda surreale. – ha dichiarato D’Onofrio – Torno sull’argomento solo per una tiratina d’orecchio a quella canea sgangherata che sparava sentenze ed inneggiava al sangue, atteggiamenti dovuti più all’ignoranza che ad altro”. Uno piccolo sfogo, a cui ha fatto seguito, il ritorno ai fatti della città. Non sono mancate, infatti, le critiche all’attuale amministrazione in carica. Sotto la lente d’ingrandimento la pulizia, il traffico, le difficoltà degli uffici comunali e della macchina comunale. “In un contesto di finto nuovismo – ha concluso l’ex candidato sindaco – si ripetono le pratiche di sempre, affidamenti a cooperative per attività che potrebbero svolgere i dipendenti delle partecipate. Non ho ancora capito dove sta il cambiamento, sicuramente consapevole del grave peggioramento”.

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Vuole adottare un cane ma gli viene negato senza spiegazioni

di Pina Ferro

Va al canile per adottare un cane ma dopo aver visionato le foto e scelto l’animale gli viene negata l’adozione. Il protagonista della disavventura cerca di avere chiarimenti sul perchè del diniego ma nessuno è in grado di dargliele. A segnalare quanto accaduto al canile di Nocera Inferiore è Lorenzo Ago. “Essendo alla ricerca di un cane adulto di piccola taglia per compagnia, mi sono rivolto al canile di Nocera Inferiore dietro segnalazione di una volontaria Enpa che conosco. – scrive Lorenzo Ago in una nota – Visionate alcune foto e prescelto l’animale dichiarato disponibile all’adozione dal sito del canile, ho telefonato, ma alla mia richiesta di adozione di quel cagnolino, la risposta è stata negativa senza darmi una valida ragione e senza una proposta alternativa dall’Amministrazione del canile

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Tari, gli albergatori ricorrono al Tar

Gli alberghi, come molti altri esercizi commerciali, costretti a pagare la tassa sui rifiuti anche se non produttivi a causa dell’emergenza sanitaria, non ci stanno e ricorrono alla giustizia amministrativa. Il Dl 18/2020, noto come Cura Italia, infatti, consentiva ai Comuni di applicare anche per la Tari agevolazioni correlate agli effetti dell’emergenza Covid-19. Per questo, a Ravello, otto albergatori hanno presentato ricorso al Tar per la mancata applicazione di sgravi alle cartelle Tari riferite al 2020, proprio in considerazione delle criticità avvertite dal comparto. Malgrado una breve riapertura estiva, per buona parte dello scorso anno si c’e’ stato il blocco alla circolazione delle persone e il crollo della domanda turistica, specie internazionale. Il ricorso degli albergatori ravellesi, rappresentati dagli avvocati Francesco e Paolo Accarino del Foro di Salerno, si basa sulla delibera Autorità di regolazione per energia reti e ambiente numero 158 del 5 maggio 2020 che prevede, nell’ambito della disciplina dei corrispettivi applicabili alle utenze del servizio di gestione integrata dei rifiuti, urbani e assimilati, alcuni fattori di rettifica per alcune tipologie di utenze non domestiche (tenendo conto del principio “chi inquina paga”, sulla base della minore quantità di rifiuti producibili in ragione della sospensione delle relative attività) e di specifiche forme di tutela per quelle domestiche (in una logica di sostenibilità sociale degli importi dovuti).

 

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Bandiera Blu, “Camerota riparte”: «Frutto di anni di lavoro»

Il gruppo di opposizione “Camerota Riparte” esulta per il ritorno della bandiera blu a Camerota. Il comune costiero Cilentano conquista per la terza volta nella sua storia il prestigioso vessillo assegnato ogni anno dalla Fee. «E’ il giusto riconoscimento – scrivono in una nota stampa i consiglieri di minoranza Guzzo,Del Gaudio e Spiniello – ad un lavoro di squadra portato avanti dal 2010 ad oggi. A fare la differenza è stato certamente il completamento dei lavori dell’impianto di depurazione la cui progettazione è iniziata nel 2010 e i lavori sono iniziati nel 2017. Nel tempo – evidenziano gli esponenti dell’opposizione – c’è stato il lavoro incessante di tanti amministratori che si sono susseguiti al governo del comune di Camerota,tra cui merita una menzione particolare l’ex assessore ai Lavori pubblici Orlando Laino. La Bandiera Blu è la ciliegina sulla torta che completa una serie di riconoscimenti che Camerota ottiene ormai da molti anni tra cui le 5 Vele di legambiente, la Bandiera Verde dei pediatri e le spiagge più belle d’Italia con Calà Bianca e Baia Infreschi. Questo dimostra non solo l’alto pregio ambientale del nostro territorio ma anche una cultura della sostenibilita’ ambientale diffusa tra la popolazione che da decenni è tra le più virtuose d’Italia anche in settori come la raccolta differenziata grazie anche al lavoro avviato nel 2009 da amministratori lungimiranti come Enzo Del Gaudio. La Bandiera Blu – secondo il gruppo Camerota Riparte – è innanzitutto una vittoria di tutto il territorio, dagli operatori turistici, alle associazioni, ai semplici cittadini che insieme alle amministrazioni hanno.costruito un modello Camerota basato sulla sostenibilità. Da anni,tanto per fare un esempio, siamo comune capofila nel settore della balneazione sostenibile Grazie a marchi di qualità come “I lidi del Parco” o nel campo del cicloturismo Grazie alla Fiab o ancora nel settore dell’enogastronomia con i presidi slow food . Camerota oggi conquista ufficialmente la Bandiera Blu grazie all’inaugurazione del depuratore ma nei fatti lo è sempre stato.

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Violentata e minacciata dal fidanzato

E’ stata costretta, sotto minaccia, ad avere rapporti sessuali con il fidanzato, ma anche rapporti a tre. L’incubo di una giovane donna di Battipagllia è termminato nella mattinata di ieri con l’arresto dell’uomo che avrebbe dovuto proteggerla ed amarla. Con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e lesioni personali è statoammanettato e tradotto in carcere, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip D’agostino del Tribunale di Salerno, il 42enne W.C., già noto alle forze dell’ordine per vari reati, residente a Baronissi. A stringere le manette ai polsi dell’uomo sono stati i carabinieri della compagnia di Battipaglia, agli ordini del maggiore Vitantonio Sisto. Il provvedimento di custodia cautelare in carcere è giunto al termine di una attività investigativa portata avanti dai militari di Battipaglia e durata alcune settimane. Le indagini hanno preso il via a seguito della denuncia della donna stanca e di subire le continue minacce e psicologicamente provata da quanto era costretta a vivere. Un quadro agghiacciante quello ricostruito dai militari dell’Arma: la donna era stata costretta anche ad avere rapporti sessuali con il 42enne ed un’altra persona. Rapporti che erano stati ripresi dal cellulare. Successivamente l’uomo aveva trasferito i video dalla memoria del telefonino ad una usb, forse, ipotizzano gli inquirenti, per poi diffonderli. La donna era da tempo sotto minaccia, con anche delle aggressioni: una di queste si era consumata all’interno di un’auto: il 42enne non aveva esitato a sbattere la testa dell’ex fidanzata contro lo sterzo. A finire nel mirino dell’uomo sono stati anche il padre ed un amico della donna. Il 42enne con il volto coperto da un passamontagna ha aggredito i due. Il 42 enne era anche in possesso di tirapugni. Nel corso della perquisizione domiciliare rinvenuti anche dei coltelli, non utilizzati dal 42ennne per compiere azioni criminali.

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Fondi Croce Rossa: al via processo per Cariello, Lenza e Mastrangelo

Al via uno dei processi che vede imputato, tra gli altri, l’ex sindaco di Eboli, Massimo Cariello: è quello inerente l’affidamento alla Croce Rossa Italiana, sezione di Serre e succursale di Santa Cecilia, del progetto “Doposcuola Solidale”, corso gratuito per il quale, a fine progetto, il Comune erogò 8mila euro laddove era previsto solo un patrocinio morale senza alcun impegno di spesa per l’ente civico. Oltre a Cariello, accusati di abuso d’ufficio anche l’ex assessore alle Politiche Sociali, Lazzaro Lenza, e l’allora dirigente del settore, ora in pensione, Agostino Mastrangelo. Nell’udienza interlocutoria, celebrata presso la seconda Sezione penale del Tribunale di Salerno, è stata presentata la lista dei testimoni: tra quelli chiamati a deporre in aula dalla pubblica accusa, figurano l’ex consigliere comunale, Santo Venerando Fido; l’ avvocato Damiano Cardiello, già consigliere comunale di minoranza e candidato sindaco di Eboli alle prossime elezioni Comunali, e il maggiore Salvatore Luciano. Le indagini scattarono a seguito della denuncia dell’irregolare elargizione economica da parte proprio dei due consiglieri di opposizione, ora testimoni dell’accusa, basate sulle due determine con le quali si avviò il progetto: nella prima fu dato incarico alla Croce Rossa di organizzare il doposcuola per bambini, molti dei quali stranieri residenti a Santa Cecilia; nella seconda, l’iniziativa da gratuita divenne a carico dell’ente, che bonificò 8mila euro alla Croce Rossa a titolo di rimborso spese. Secondo la tesi della Procura della Repubblica di Salerno, invece, a progetto completato il funzionario delegato firmò la determina con cui si procedeva al riconoscimento della somma attestando, su istigazione di Cariello, che il progetto non fosse finito procedendo all’affidamento mentre, al contrario, era già terminato. Per questo, Mastrangelo dovrà rispondere anche di falso ideologico.

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Roberto Squecco dopo il corteo provò a contattare “Le Iene”

di Pina Ferro

Voleva arrivare alle Iene, voleva sollevare un caso in tv. Roberto Squecco, l’imprenditore dei servizi del 118, ritenuto da una sentenza organico al clan cutoliano dei Marandino e da un’informativa di polizia “sostenitore politico” del sindaco di Capaccio Paestum Franco Alfieri, vicinissimo al governatore Pd Vincenzo De Luca, cercò Giulio Golia, inviato di punta del programma di Italia 1, “Le Iene”. A riportare la notizia è stato “Giustizia di fatto” la news letter del giovedì riservata agli abbonati de “Il Fatto Quotidiano”. Il tentativo di contattatre l’inviato de “Le Iene”, Squecco provò a farlo attraverso un infermiere di un ospedale, M. C., e una amica romena, M. K. S. Tentativo che non diede il risultato sperato. Le mail dei suoi sodali non ebbero risposta, cadderoin un periodo in cui Golia andava in ferie, a cavallo tra Natale e l’anno nuovo, e loro, equivocando, credettero che abbandonava per sempre il programma, e mollarono la presa. Squecco sperava che le Iene si occupassero delle sue onlus. Danneggiate dall’Asl di Salerno, sosteneva, per favorire un concorrente “amico dei figli di De Luca, uno che gli ha finanziato la campagna elettorale”, come dice in due diverse intercettazioni. E la mail spedita da M.C. alla redazione de “Le Iene”, che Giustizia di Fatto è riuscita a visionare, stravolge i fatti. La segnalazione è la seguente: a una onlus vengono sequestrate 40 ambulanze mandando a casa 80 persone, creando un danno al territorio del Cilento, a causa di una sfilata goliardica di 5 ambulanze non in convenzione con l’Asl. A Salerno l’altra associazione sfila con diversi mezzi in convenzione durante la Notte Bianca e non si prende nessun provvedimento grazie ad amicizie nell’ambito politico. E l’Asl di Salerno premia il tutto affidando a trattativa privata altri servizi”. La “sfilata goliardica” era il corteo di ambulanze che esultarono nella notte del 9 giugno 2019. La notte della vittoria di Franco Alfieri, l’ex capo della segreteria di De Luca, tuttora suo consigliere ai progetti per la riqualificazione del litorale della provincia salernitana, nel comune di Capaccio Paestum. “Linguaggio in codice mafioso”, dichiarò il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra a proposito di quel carosello di ambulanze a sirene spiegate. Gli inquirenti della Procura di Salerno guidata da Giuseppe Borrelli che hanno chiesto e ottenuto l’arresto di Squecco, con accuse di riciclaggio e intestazione fittizia di beni per sfuggire ai sequestri e ai provvedimenti interdittivi, ritengono la mail dell’amico di Squecco (forse scritta dall’amica) un tentativo di ritorsione. “Per creare “confusione” e per spostare l’attenzione investigativa e mediatica verso altri suoi concorrenti”, scrive il dirigente della Squadra Mobile diSalerno Marcello Castello in una richiesta di proroga delle intercettazioni. Le lamentele di Squecco “vittima” a suo dire degli amici di De Luca, e il tentativo di contrattacco attraverso le Iene (che mai entrarono in contatto con lui), spuntano nelle intercettazioni depositate agli atti del Tribunale del Riesame. Risalgono al dicembre 2019 e al gennaio 2020. Sei mesi dopo lo show delle ambulanze. Durante i quali sembra che Alfieri abbia iniziato a prendere le distanze daSquecco. Il danno di immagine di quella bravata fu enorme. Imperdonabile. 

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Parco nazionale del Cilento, De Luca “no alla nomina di Simone Valiante”

di Erika Noschese

E’ ormai gelo tra il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca e l’ex parlamentare salernitano Simone Valiante. A mettere la parola fine, politicamente parlando, ad un rapporto intenso la presidenza del parco nazionale del Cilento. Proprio in questi giorni, infatti, a Roma si discute della nuova presidenza dopo l’addio del consigliere regionale Tommaso Pellegrino, dimessosi dopo la vittoria in consiglio regionale. Tanti, nell’ambiente salernitano, sembravano spingere per Valiante ma ecco la doccia fredda: il presidente De Luca avrebbe detto no, preferendo l’ex presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo. A confermarlo è proprio Valiante, primo dei non eletti in consiglio regionale: “In questi giorni molti di voi mi avete più volte chiesto notizie in merito alla vicenda che nei prossimi mesi dovrebbe portare alla nuova indicazione del presidente del Parco. Vi confermo che a Roma tanti amici autorevoli avevano manifestato apprezzamento su una mia possibile indicazione, ma da quello che è stato anticipato, il presidente De Luca che è per legge chiamato ad esprimere adesione e gradimento su una indicazione, pare abbia ritenuto di fare altre scelte”, ha detto infatti l’ex parlamentare salernitano. Nella partita per la nomina del nuovo Presidente dell’Ente Parco si è, comunque, inserito anche il Movimento 5 Stelle con il Senatore Franco Castiello che ha fatto “voti” al suo governo ed al suo Ministro per la nomina di un sindaco del territorio: Peppe Cilento, primo cittadino di San Mauro Cilento. La nomina di Valiante a presidente del Parco nazionale del Cilento sembrava avere l’ok anche di Enrico Letta, segretario nazionale del Pd che, ancora una volta, ha dovuto fare i conti con l’ex sindaco di Salerno che ha voluto porre dei paletti, mettendo ancora una volta, la sua “firma” nel Pd. Partito che, a conti fatti, potrebbe vedere proprio l’addio di Valiante, la cui sconfitta alle passate elezioni regionali non è passata inosservata: molti, infatti, speravano in un valido aiuto da parte dei dem locali che non sembra esserci stato con la riconferma di Franco Picarone, attuale presidente della commissione Bilancio a Palazzo Santa Lucia. Solo pochi giorni fa, per il parco nazionale del Cilento è stato annunciato l’avvio ufficiale del progetto sul reddito energetico nel Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il presidente dell’Ente, Pellegrino, in carica fino alla nomina del suo successore, ha annunciato che sono previsti 2 milioni di euro per il progetto “Parchi per il clima” per le famiglie che vivono nel territorio dell’area protetta. “Attraverso il reddito energetico – ha spiegato Pellegrino – si potranno realizzare impianti fotovoltaici sulle proprie abitazioni. Tale intervento, oltre a determinare una notevole riduzione di emissioni di Co2, consentirà anche un risparmio sul bilancio economico familiare. Il fondo si autoalimenterà attraverso il surplus di energia prodotta dalle famiglie”.

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Accusati di truffa ai danni dello Stato: assolti

di Pina Ferro

Truffa ai danni dello Stato: assolti l’ex direttore generale della Banca del Cilento, Ciro Solimeno e l’imprenditore Emilio Tortoriello. Entrambi erano a processo con l’imputazione di truffa ai danni di Medio Credito Centrale. La sentenza è stata emessa lo scorso 4 maggio. La vicenda riguardava un mutuo di due milioni di euro concesso, nel 2013, dalla Banca del Cilento alla società Geat srl di Emilio Tortoriello, garantito da Medio Credito Centrale. Geat, società del gruppo Tortoriello, era stata dichiarata fallita nel 2014, dopo appena un anno dalla concessione del mutuo. Una circostanza che aveva determinato l’indagine della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania e l’ipotesi che la Banca del Cilento ed Emilio Tortoriello avessero nascosto a Mcc la reale condizione finanziaria della società, al momento della richiesta di concessione della garanzia pubblica. Garanzia liquidata, nel 2015, da Mcc in favore della Banca del Cilento. Con Solimeno e Tortoriello, assolti anche Andrea Amodio ed Elvira Ruocco, funzionari della Bcc che avevano istruito la richiesta di garanzia nei confronti di Medio Credito Centrale. «La sentenza – ha affermato l’avvocato Marcello D’Aiuto, difensore du Emilio Tortoriello – di assoluzione ci rende merito per il lavoro svolto; soprattutto rende giustizia ad un imprenditore, Emilio Tortoriello, che ha cercato in ogni modo di salvare le sue società dal fallimento e che si trova a confrontarsi con vicende giudiziarie surreali. Negli anni è stato alimentato un pesante pregiudizio nei suoi confronti. Sono convinto che i processi potranno ricostruire la verità storica sulle cause e sui soggetti che hanno determinato le ultime fasi di attività e poi il fallimento delle società del gruppo Tortoriello”.

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Italpetroli, Giro di fatture false per oltre 600 milioni Numerosi i seques

di Pina Ferro

Nel corso delle indagini che hanno portato all’esecuzione di 71 misure, è stato ricostruito un giro di false fatturazioni per un ammontare imponibile complessivo pari ad oltre 600 milioni di euro e Iva dovuta pari ad oltre 130 milioni di euro; l’omesso versamento di accise per circa 31 milioni di euro; al riguardo le investigazioni hanno consentito di accertare che i membri del sodalizio, nella fase di default, formavano e trasmettevano all’Agenzia delle Dogane un fittizio (con attestazione falsa di ‘pagato’) modello F24 attestante il pagamento delle accise dovute dalla Italpetroli per il mese di marzo 2019 – per un importo di circa 11 milioni di euro – col duplice fine di scongiurare eventuali controlli da parte dell’Amministrazione Finanziaria e, di conseguenza, proseguire con il disegno illecito. Nel mese di maggio del 2019, a riscontro all’attivita’ investigativa, e stata sequestrata la somma contante di 1.086.380 di euro, occultata all¡¦interno di un’autovettura appositamente modificata per l’occultamento e il trasporto della valuta. I proventi illeciti, cosi’ ripartiti dai membri dell’organizzazione, sarebbero stati in quota parte, reinvestiti nel medesimo circuito criminale e impiegati in altre attivita’ finanziarie/imprenditoriali cosi’ determinando un giro di riciclaggio – autoriciclaggio, per un importo complessivo pari ad oltre 173 milioni di euro; quota parte di detto importo (pari ad oltre 41 milioni di euro) sarebbe stato riciclato su conti correnti esteri riconducibili a società di comodo bulgare, rumene, croate e ungheresi, per poi rientrare nella disponibilita’ dell’organizzazione stessa. Dda di Catanzaro Fermo di indiziato di delitto nei confronti di 15 indagati. Tra i reati ipotizzati associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, riciclaggio, intestazione fittizia di beni, aggravati dalle modalità mafiosa, nonché associazione per delinquere finalizzata all’evasione dell’Iva e delle accise sui prodotti petroliferi destinati al consumo. Gli indagati Alberto Pietro Agosta, 34 anni di Sant’Agata Li Battiati (CT), Francescantonio Anello , classe 89 di Filadelfia (VV), Luigi Borriello , del ’75 di San Giorgio a Cremano (Na), Antonio D’Amico, classe ’64 di Vibo Valentia, Giuseppe D’Amico, classe 72 di Vibo Valentia, Salvatore Giorgio, classe di Chiaravalle Centrale (CZ), Francesco Mancuso, classe 57 di Limbadi (VV), Silvana, Mancuso, classe 69, di Limbadi (VV), Francesco Monteleone, classe 85, di Vibo Valentia, Irina Paduret, classe 86, di Milano, Francesco Saverio Porretta, cl. ’74, di Milano, Rosamaria Pugliese, classe ’75, di Nicotera, Domenico Rigillo, classe ’72 di San Vito Sullo Ionio (Cz), Giuseppe Ruccella , classe 81 di Filogaso (VV), Alessandro Primo Tirendi, classe ’82 di Gravina di Catania (CT). 23 arresti a Reggio Calabria Misure cautelari personali nei confronti di 23 persone (19 in carcere e 4 agli arresti domiciliari). Sequestri per oltre 600 milioni di euro. Tra i reati ipotizzati associazione di stampo mafioso, associazione per delinquere aggravata dall’agevolazione mafiosa, frode fiscale, riciclaggio e ricettazione. Hanno operato 500 Finanzieri del Comando Provinciale Reggio Calabria e dello Scico di Roma con il supporto di altri Reparti del Corpo, nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Vibo Valentia, Catania, Foggia, Caserta, Salerno, Napoli, Frosinone, Roma, Firenze, Reggio Emilia, Parma, Milano, Torino, Novara e Varese, e, con la collaborazione di organi collaterali esteri e delle autorità giudiziarie straniere coordinate da Eurojust e Interpol in Germania, Bulgaria, Ungheria, Romania, Malta e Spagna. Gli arrestati In carcere Gianfranco Ruggiero classe ‘61, Giuseppe De Lorenzo cl. ‘75, Antonio Casile cl. ‘69, Giovanni Camastra cl. ‘64, Domenico Camastra cl. ‘71, Cosimo Bonafortuna cl. ‘75, Salvatore Sabatino cl. ‘69, Camillo Anastasio cl. ‘64, Mattia Anastasio cl. ‘91, Luigi De Maio cl. ‘80, Roberto Murolo cl. ‘79, Mario Gitano cl. ‘85, Luigi Devoto cl. ‘91, Salvatore Smoroso cl. ‘66, Raffaele Cepollari cl. ‘88, Sergio Leonardi cl. ‘78, Carmelo Fabretti cl. ‘80, Eugenio Barbarini cl. ’84 Orazio Romeo cl. ‘69. Domiciliari Francesco Stefano Morabito cl. ‘64,Antonio Di Mauro cl. ‘74, Carla Zeccato cl. ’68, Antonino Grippaldi cl. ‘68. Dda Napoli Misure cautelari personali nei confronti di n. 10 soggetti (6 arresti in carcere, 4 arresti domiciliari). Sequestri per circa 4.500.000 euro. Destinatari dei provvedimenti cautelari: In carcere Gabriele Coppeta, nato ad Afragola il 04.04.1965; Alberto Coppola, nato a Napoli il 19.07.1967; Salvatore D’Amico alias “O’ Pirata”, nato a Napoli il 01/08/1973; Domenico Liberti, nato a Napoli il 26.03.1969; Francesco Mazzarella, nato a Napoli il 14.05.1971; Giuseppe Vivese, nato a Napoli il 06.08.1983. Domiciliari Claudio Abbondandolo, nato a Napoli il 22.12.1972; Silvia Coppola, nata a Torre del Greco (NA) il 23.02.1995; Maria Luisa Di Blasio, nata a Napoli il 21.11.1950; Aldo Fiandra, nato a Casoria (NA) il 20.04.1960. Dda Roma Misure cautelari personali nei confronti di 23 persone (10 in carcere e 13 agli arresti domiciliari). Sequestri per oltre 200 milioni di euro. Destinatari dei provvedimenti cautelari: In carcere Ferdinando Auriemma, nato a Caserta il 19.02.1979; Anna Bettozzi, nata a Roma il 27/07/1958; Filippo Maria Bettozzi, nato a Roma il 02/09/1987; Alberto Coppola, nato a Napoli il 19.07.1967; Felice D’Agostino, nato a Terlizzi (BA) il 3.02.1982; Giuseppe Mercadante, nato a Caserta il 13.01.1979; Antonio Moccia, nato ad Afragola (NA) il 13.06.1964; Roberto Strina, nato il 20.12.1980; Armando Schiavone, nato a Capua (CE) il 07.12.1974, Giuseppe Vivese, nato a Napoli il 06.08.1983; Domiciliari Raffaele Ciuccio, nato ad Afragola (Na) il 19.06.1964; Eduardo Coppola, nato Napoli il 16.12.1962; Roberta Coppola, nata a Torre del Greco (NA), il 02.03.1998; Silvia Coppola, nata a Torre del Greco (NA) il 23.02.1995; Vittorio Del Bene, nato a Nocera Inferiore (SA) il 05.02.1981; Virginia Di Cesare, nata a Roma il 25.09.1993; D’APOLITO Ilario, nato a Vallo della Lucania il 13.07.1982; Luigi Di Fenza, nato a Napoli il 22.02.1954; Domenico Liberti , nato a Napoli il 26.03.1969; Marco Lione, nato a Napoli il 31.07.1973; Stefano Salvi, nato a Roma il 08.10.1979; Gennaro Spadafora, nato a Torre del Greco (NA) il 28.10.1974; Claudio Toscano, nato a Napoli il 13.02.1966. Tra gli indagati anche un soggetto nato ad Ottati e residente a Montecorvino Pugliano.

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Mafia e prodotti petroliferi infiltrazioni di camorra e ‘ndrangheta

di Pina Ferro

Ci sono anche dei salernitani tra i 71 destinatari delle misure cautelari (56 ordinanze di custodia cautelare e 15 fermi) eseguite nell’ambito dell’operazione Petrolmafie Spa scattata ieri mattina al culmine di un’attività investigativa. Le indagini sno state condotte su una duplice direttrice investigativa dalle Direzioni Distrettuali Antimafia di Napoli, Roma, Reggio Calabria e Catanzaro – con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e di Eurojust – che hanno fatto emergere la gigantesca convergenza di strutture e pianificazioni mafiose originariamente diverse nel business della illecita commercializzazione di carburanti e del riciclaggio di centinaia di milioni di euro in societa’ petrolifere intestate a soggetti insospettabili, meri prestanome. Sul fronte anti-camorra hanno operato le Dda di Napoli e Roma, a mezzo di indagini rispettivamente sul clan Moccia e sulla Max Petroli srl. Il “clan Moccia”, sottolineano gli inquirenti, costituisce una tra le piu’ potenti e pericolose organizzazioni camorristiche del panorama nazionale ed e’ notorio per l’abilita’ nello stringere patti con esponenti di rilievo dei settori pubblico e privato per agevolare profittevoli investimenti di capitali illeciti nell’economia, legale e illegale. Tra le indagini condotte dalla Dda di Napoli negli ultimi 15 anni sul Clan, quella odierna mette in luce le piu’ attuali evidenze degli interessi dei Moccia nell’Economia legale, in particolare nel “settore strategico dei petroli”. Questa attivita’ prende le mosse nel 2015 da una indagine del Gico della Guardia di Finanza di Napoli – su delega della Ddapartenopea – che riguardava inizialmente rilevanti investimenti del clan Moccia nei settori dell’edilizia e del mercato immobiliare. A conferma dell’importanza attribuita al nuovo canale “legale” di investimento, si sarebbe occupato dell’attivita’ un esponente di vertice del clan, Antonio Moccia attraverso contatti, ampiamente intercettati, con l’imprenditore di settore Alberto Coppola, coi commercialisti Claudio Abbondandolo e Maria Luisa Di Blasio e con il faccendiere Gabriele Coppeta. Coppola avrebbe utilizzato nelle proprie relazioni commerciali la sua parentela con Antonio Moccia, presentandosi all’occorrenza come suo cugino; lo stesso Moccia avrebbe qualificato Coppola pubblicamente come suo “cugino”. Attraverso una serie di operazioni societarie, il gruppo sarebbe entrato in rapporti con la Max Petroli srl – ora Made Petrol Italia, di Anna Bettozzi, che aveva ereditato l’impero di Sergio Di Cesare, noto petroliere romano. Bettozzi, trovandosi a gestire una societa’ in grave crisi finanziaria, grazie alla conoscenza di Coppola sarebbe riuscita a ottenere forti iniezioni di liquidita’ da parte di vari clan di camorra, tra cui quelli dei Moccia e dei casalesi, che le avevano consentito di risollevare le sorti dell’impresa, aumentando in modo esponenziale il volume d’affari, passato da 9 milioni di euro a 370 milioni di euro in tre anni, come ricostruito dal III Gruppo Tutela Entrate della Gdfdi Roma su delega della Dda capitolina, anche grazie alla trasmissione da parte della Procura di Napoli delle proprie risultanze investigative, in totale osmosi informativa. Risulta che la Bettozzi avrebbe sfruttato non solo il riciclaggio di denaro della camorra, ma anche i classici sistemi di frode nel settore degli oli minerali, attraverso la costituzione di 20 societa’ “cartiere” per effettuare compravendite puramente cartolari in modo tale eludere con la Made Petrol le pretese erariali, potendo cosi’ rifornire i network delle cosiddette “pompe bianche” a prezzi ancor piu’ concorrenziali. Il successo imprenditoriale avrebbe consentito inoltre agli indagati di mantenere un elevato tenore di vita, fatto di sontuose abitazioni, gioielli, orologi di pregio e auto di lusso. Nel mese di maggio 2019, ad esempio, Bettozzi fu fermata a bordo di una Rolls Royce alla frontiera di Ventimiglia (IM), mentre si recava a Cannes per partecipare all’omonimo festival del cinema, e trovata in possesso di circa 300 mila euro in contanti. I successivi accertamenti presso il lussuoso albergo a Milano dove soggiornava, hanno consentito agli investigatori di rinvenire altri 1,4 milioni di euro, sempre in contanti, poi sottoposti a sequestro. I Moccia, secondo quanto accertato dagli investigatori, avrebbero posto la base logistica per lo svolgimento delle attivita’ fraudolente negli uffici napoletani di Coppola da dove sarebbero state coordinate le commesse di materiale petrolifero e organizzato il vorticoso giro di fatturazioni per operazioni inesistenti e i movimenti finanziari (esclusivamente on-line). Per il gruppo criminale, infatti, una volta disposti i bonifici relativi al formale pagamento del prodotto energetico sarebbe sorta la necessita’ di monetizzare in contanti le somme corrispondenti all’Iva non versata all’erario dalle societa’ cartiere. Per la raccolta delle ingenti somme liquide derivanti dalla frode, il clan Moccia si sarebbe avvalso di una vera e propria organizzazione parallela, autonoma e strutturata, atta al riciclaggio di elevate risorse finanziarie, gestita da “colletti bianchi”, attiva sia sul territorio partenopeo che su quello romano. In pratica, le societa’ “cartiere” gestite dal gruppo Coppola, una volta introitate le somme a seguito delle forniture di prodotto petrolifero, avrebbero effettuato con regolarita’ ingenti bonifici a societa’ terze, simulando pagamenti di forniture mai avvenute. Quest’ultimo, mediante la propria organizzazione territoriale, avrebbe provveduto ai prelevamenti in contanti e alle restituzioni tramite “spalloni”. Nello svolgere tale attivita’, questo gruppo avrebbe trattenuto per se’ una percentuale su quanto incassato. Si sarebbe trattato in buona sostanza di soldi provenienti dalle attivita’ illecite dei clan reinvestiti in un settore economico legale, quello dei petroli, per produrre altri proventi illeciti attraverso le frodi fiscali: un effetto moltiplicatore dell’illecito che avrebbe finito per annichilire la concorrenza, sia per i prezzi alla pompa troppo bassi per gli operatori onesti, sia perche’ questi ultimi indietreggiano quando capiscono che hanno di fronte imprenditori mafiosi. Per il territorio di Roma, quella struttura professionale si sarebbe avvalsa di altri soggetti che gestivano piccoli gruppi di persone, le cui mansioni erano quelle di effettuare continui prelievi di contanti (in misura frazionata) su conti correnti postali intestati a societa’ cartiere e a soggetti prestanome. Tali risorse finanziarie in contanti, una volta raccolte, venivano concentrate nell’area napoletana, e fatte pervenire, tramite “spalloni”, agli stessi riciclatori romani, che successivamente provvedevano alla consegna ai “clienti”, tra i quali figurava, secondo gli inquirenti, proprio il gruppo societario facente capo ad Alberto Coppola e Antonio Moccia, a perfetta chiusura del riciclo di denaro sporco. Antonio Moccia, Alberto Coppola e Anna Bettozzi risultano gravemente indiziati di avere stretto un accordo societario di fatto per la commissione di illeciti di cui avrebbero beneficiato praticamente tutti i soggetti coinvolti Come emerso dalle indagini napoletane, la rilevanza dell’incipiente business dei Moccia nel settore degli oli minerali, nel quale quel clan era diventato egemone proprio grazie ai prezzi super-competitivi ottenuti grazie alle frodi, avrebbe provocato reazioni anche violente da parte di altri clan della camorra.

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