Pronto soccorso a rischio chiusura

di Erika Noschese

Il pronto soccorso aperto senza la possibilità di interventi chirurgici è un rischio per i pazienti ed una assunzione di responsabilità per chi lo consente. E’ quanto ha riferito il direttore generale dell’Asl di Salerno Iervolino convocato ieri alla conferenza dei capigruppo del Comune di Eboli proprio per fare il punto della situazione sulla possibile chiusura del pronto soccorso ospedaliero. Iervolino ha evidenziato che per tenere in vita il pronto soccorso e l’ospedale di Eboli occorrono almeno 4 chirurghi per scongiurare questo disastro. “L’Asl di Salerno si attivi immediatamente senza ulteriori prese in giro – ha dichiarato il consigliere di opposizione, Damiano Cardiello – L’Ospedale di Eboli merita rispetto visto che rientra nella rete di emergenza”.

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Tribunale di Nocera, carenza di personale. Cirielli interroga Cartabia

di Monica De Santis

Il Tribunale di Nocera Inferiore non può continuare in queste condizioni. Il grido di allarme levatosi qualche giorno fa, non si placa ed ora arriva direttamente sulla scrivania del Ministro Cartabia, grazie ad un’interrogazione dell’onorevole Cirielli… “Il Ministro deve farci sapere cosa intenda fare, per la parte di sua competenza, per restituire dignità al Tribunale di Nocera Inferiore e a tutti coloro che ogni giorno, con grandissime difficoltà, criticità ed enormi disagi, continuano a lavorare per garantire, non sempre riuscendoci, purtroppo, livelli minimi di funzionalità ed efficienza”. Spiega il Questore della Camera e deputato campano di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli, in una nota nella quale precisa anche che “A causa della carenza di personale, il Tribunale di Nocera Inferiore rischia davvero una grave paralisi. Fino ad oggi le tante polemiche e contestazioni non hanno sortito alcun risultato, nonostante l’intera classe forense continui imperterrita, e con grande caparbietà, a gridare le proprie ragioni. Proprio stamattina, infatti, c’è stata una marcia simbolica all’interno del Tribunale in risposta allo stato di crisi in cui versa la Giustizia nel Circondario di Nocera Inferiore. Una inaccettabile carenza di organico, soprattutto nei ruoli amministrativi e dirigenziali, in un’area, come quella dell’Agro Nocerino-Sarnese, ad alta densità criminale”. E a sostegno dei sindaci del territorio e dei colleghi avvocati, scende in campo anche la sindaco di San Marzano Sul Sarno… “Da sindaco e da avvocato ho preso parte alla manifestazione degli amministratori locali dell’Agro perché il Tribunale di Nocera Inferiore non può subire carenze strutturali del personale. Servono più magistrati e funzionari nelle Cancellerie. Resta un presidio di legalità per tutto il territorio e renderlo un mero ufficio periferico è solo un assist nei confronti della criminalità organizzata che attanaglia le nostre città”, spiega Carmela Zuottolo, parlando del Tribunale di Nocera Inferiore, che da mesi in costante emergenza di personale. “Il Governo non può rimanere sordo alle richieste di aiuto di magistrati e classe forense. Non si riesce a dare una risposta alla cittadinanza. Quello dell’Agro è un Palazzo di giustizia fondamentale per la provincia di Salerno e la Campania. Tutto questo va in contrapposizione con le recenti relazioni della Direzione investiva Antimafia nazionale. Non si può dare questo vantaggio alle organizzazioni criminali. Nocera Inferiore e il suo Tribunale meritano rispetto. Personalmente, la comunità di San Marzano sul Sarno sosterrà ogni iniziativa a difesa della Cittadella giudiziaria dell’Agro. Il settore giustizia è fondamentale al pari di quello della sanità. La giustizia dovrebbe garantire la sanità della società”.

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Blitz antidroga, narcos verso la stangata

Droga da Torre Annunziata per Pagani, Maiori e altri comuni del salernitano: dopo la richiesta delle 56 condanne (quasi sette secoli di reclusione), formulate dalla Procura Antimafia di Salerno le udienze del processo denominato “Delizia” davanti al Gup Francesco Guerra del tribunale di Salerno sono state calendarizzate e a fine giugno ci sarà sentenza per i riti abbreviati (tutti) sull’inchiesta culminata nello scorso fine anno con decine di arresti. Per le difese quelle pene richiesta dal pm della Dda Elena Guarino sono eccessive e hanno argomentato il giudice per le udienze preliminari – per alcuni- non esista il reato associativo come invece sostenuto dall’Antimafia. Pene più alte sono state chieste per Carlo e Nicola Fiore, i fratelli “Saccone”, rispettivamente 18 e 16 anni; 16 anni e mezzo per Valentino Gionta, di Torre Annunziata, nipote dello storico boss. Le altre richieste oltre i dieci anni erano state chieste per Anthony Aquaviva (16 anni); Giuseppe Angorato di Torre Annunziata (16 anni e 6 mesi); Fabio Apicella, di Maiori (17 anni); Santo Attianese (16 anni e 6 mesi); Semir Ben Mahmoud (16 anni e sei mesi); Raimondo Bonfini, di Torre Annunziata (18 anni); Danilo Corrado (16 anni), Giuseppe Ferrero (17 anni); Fabio Marrazzo (16 anni); Andrea Mezzani (16 anni); Ferdinando Pepe (16 anni e 6 mesi); Giuseppe Pepe (16 anni); Ilenia Perla (17 anni); Roberto Maria Plinino, di Nocera Inferiore (16 anni); Marcello Radice (16 anni), Dario Raimondo (16 anni); Gennaro Russo (16 anni); Carlo Scognamiglio (10 anni), Argentina Varone (18 anni), Aniello Venditti (16 anni). l blitz scattò alla fine di settembre 2021. Centinaia le contestazioni singole e associative ricostruiti dalla Dda di Salerno. Gli imputati si dividevano i ruoli di spacciatori, corrieri e singoli venditori di droga, in particolare cocaina e crack. La materia prima dell’indagine è la cocaina, venduta sciolta per diventare crack, con le fasi di lavorazione affidate a componenti del gruppo organizzato: la qualità era associata a termini quali “cemento”, per la consistenza, veniva trasportata da Torre Annunziata a Pagani poi fino a Maiori e Battipaglia a seconda delle ordinazioni. L’indagine svolta dai carabinieri del comando provinciale di Salerno aveva portato all’arresto di 35 persone, tutti a vario titolo indagati dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione abusiva di armi clandestine. Ora tutti sono a rischio stangata

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Civicamente si schiera contro il distributore di carburante accanto al Liceo “Medi”

di Luca Capacchione

A Battipaglia il movimento Civicamente si è schierato, attraverso una nota social seguita da un video, contro lo schema di convenzione urbanistica che autorizza la costruzione di un distributore di carburante nel terreno adiacente al Liceo Scientifico Medi, approvato dalla giunta in tempi recenti. Nel provvedimento, come è possibile leggere, si giustifica tale scelta attraverso l’aderenza del progetto al Piano Regolatore Generale del 1973 e la disponibilità del proprietario del terreno, proponente del progetto, a destinare a parco verde lo spazio retrostante il distributore di benzina, in quanto classificato come zona B2. “Ci diranno ancora una volta che hanno barattato l’interesse legittimo di un privato con l’interesse generale di avere un’area verde. Idea che Civica Mente, invece, ha sempre promosso, attraverso il prolungamento della villa comunale. Un polmone verde nel centro cittadino. L’amministrazione, invece, ha un’altra visione della città. Cemento. Cemento. E, per non sbagliare, ancora cemento. Una città grigia e squallida. Ci perdoneranno se questa visione non collima – nemmeno un po’ – con la nostra. Ricordo bene quando eravamo studenti e scioperammo per la costruzione della palestra troppo vicina agli argini. La situazione attuale, nel complesso, non è così poi diversa”, hanno dichiarato Ugo Tedesco e Valerio Giampaola, rispettivamente presidente e segretario del movimento. “La verità è che mentre il PUC è ancora nel cassetto, dietro l’angolo, permettiamo continui scempi sul nostro territorio a discapito di tutti. Oggi, accanto al nascente distributore di benzina, esiste il plesso scolastico più numeroso della città. Oltre 2500 studenti che sognavano di usufruire un giorno del tanto decantato “parco fluviale” e che invece, da domani, dovranno cercare di rientrare nelle loro case senza incorrere in un ulteriore aggravio del traffico veicolare e della sicurezza. Già oggi i ragazzi che si recano presso l’istituto scolastico lamentano condizioni di sicurezza molto discutibili. Ma davvero questa amministrazione vuole assumersi la responsabilità di peggiorare le, qualora ce ne fosse davvero bisogno? Qual è il motivo che li spinge a mettere in secondo piano la sicurezza dei giovani, del futuro di questa città? Siamo pronti a una mobilitazione e contemporaneamente a coinvolgere le parti sociali affinché vi sia la giusta attenzione di tutti gli attori istituzionali”, hanno aggiunto. Civicamente, attraverso anche il consigliere Mirra (candidato a sindaco alle scorse elezioni amministrative), ha annunciato che saranno in poste in essere tutte le misure necessarie affinché i cittadini si riapproprino della città e del verde, in funzione delle prospettive di sviluppo e di sostenibilità ambientale. “A quasi 50 anni dal Piano Regolatore Generale, col #PUC ancora nel cassetto, ci si nasconde ancora dietro il “Si può fare” facendo credere che amministrare significhi far rispettare le regole e non compiere delle scelte. Noi scegliamo di non accettare questo scempio e vi invitiamo a scegliere insieme a noi di fermare questo processo. Lo faremo politicamente, legalmente e con tutte le modalità permesse. Ritorniamo al 2022.” Le proposte in campo, facendo eco a quanto esposto in campagna elettorale, portano Civicamente ancora una volta al centro del dibattito politico locale sui temi relativi alla green economy e alla sostenibilità.

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