Legnano, gli organizzatori del Pride rispondono alle polemiche su Alberto da Giussano nel logo

È polemica a Legnano, in provincia di Milano, per il Pride in programma domenica 13 settembre 2026. Nel logo della manifestazione, gli organizzatori hanno inserito Alberto da Giussano, simbolo della città ma anche, storicamente, della Lega. A sollevare la polemica era stato il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Mario Almici, già candidato sindaco sconfitto a giugno, secondo cui la scelta di rivisitare il guerriero con i colori della bandiera Lgbt era «quantomeno discutibile». Il sindaco Lorenzo Radice gli aveva risposto con una lettera aperta:«Prima dei simboli vengono le persone. Per questo al centrodestra di Legnano faccio una domanda molto semplice: pensate che le persone Lgbtq+ abbiano pieno diritto di essere visibili, di manifestare e di rivendicare pari dignità e diritti nella loro città?». Ora a inasprire la polemica è arrivata la risposta degli organizzatori dell’evento: «Se dall’Alpi a Sicilia dovunque è Legnano, Legnano deve essere la casa di tutt? […] Con tutta probabilità farà ulteriormente storcere il naso a qualcuno, visto che scomodiamo addirittura l’Inno d’Italia». Sulla scelta del simbolo, rivendicano il legame profondo con la città: «Il guerriero appartiene alla storia e all’immaginario collettivo legnanese, cresciuto tra le contrade e il Palio. Farlo proprio significa ribadire un’appartenenza. Siamo persone queer, ma siamo anche e soprattutto legnanesi».