Comunali Milano, Sala: “Con il M5S pensiamo sia meglio correre separati”


"Ne stiamo discutendo amichevolmente e pensiamo che in questo momento sia meglio fare due proposte perché in questi anni è stata anche diversa la proposta dell'idea di città": a dirlo è il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, relativamente a una possibile alleanza con il Movimento 5 Stelle in vista delle elezioni comunali che si svolgeranno in autunno.
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Sondaggi Comunali Milano: con Albertini si ritira l’unico che potrebbe battere Sala al ballottaggio


Secondo un sondaggio Eumetra condotto tra il 3 e il 6 maggio su un campione di duemila milanesi, Gabriele Albertini sarebbe l'unico candidato di centrodestra a poter battere Beppe Sala in un eventuale ballottaggio alle prossime elezioni comunali di ottobre. Albertini però proprio ieri ha annunciato di non voler candidarsi. Sempre stando al sondaggio il sindaco uscente, Sala, vincerebbe in caso di ballottaggio contro altri due possibili candidati del centrodestra: Maurizio Lupi e Roberto Rasia Dal Polo.
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Candidato sindaco a Napoli, il centrosinistra ribolle. De Luca vuole Manfredi, ma la fuga in avanti non piace


Sindaco di Napoli. Il candidato del centrosinistra è psicodramma. Il nome dell'ex rettore e ministro Gaetano Manfredi è quello gradito a Vincenzo De Luca che cerca di tirarlo per la giacchetta. Ma non è ancora detta l'ultima parola per Roberto Fico (che non piace al governatore). Sandro Ruotolo: "Basta fughe in avanti". Ma la sintesi politica fra un coacervo di liste trasformerà le Comunali partenopee in uno zuppone. Ruotolo: "Niente fughe in avanti"
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Moratti: “Ho rifiutato di candidarmi a sindaca”. Tutti i nomi bruciati dal centrodestra a Milano


Il nome di Letizia Moratti, attuale vice presidente e assessora al Welfare della Lombardia, si aggiunge a quelli proposti come candidati sindaco proposti dal centrodestra a Milano e "bruciati", per rifiuti dei diretti interessati o mancata unità di intenti nella coalizione. "Mi era stato chiesto, ma precedentemente al mio impegno in regione", ha rivelato Moratti su Rai Uno. Il centrodestra a Milano sta ancora cercando il suo candidato per sfidare Beppe Sala.
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Moratti: “Ho rifiutato di candidarmi a sindaca”. Tutti i nomi bruciati dal centrodestra a Milano


Il nome di Letizia Moratti, attuale vice presidente e assessora al Welfare della Lombardia, si aggiunge a quelli proposti come candidati sindaco proposti dal centrodestra a Milano e "bruciati", per rifiuti dei diretti interessati o mancata unità di intenti nella coalizione. "Mi era stato chiesto, ma precedentemente al mio impegno in regione", ha rivelato Moratti su Rai Uno. Il centrodestra a Milano sta ancora cercando il suo candidato per sfidare Beppe Sala.
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Comunali Milano, Albertini rinuncia alla candidatura a sindaco del centrodestra: “Resto in famiglia”


Gabriele Albertini rinuncia alla candidatura a sindaco di Milano per il centrodestra. Lo ha spiegato lui stesso in una lettera aperta al quotidiano "Libero" in cui ha parlato di motivi famigliari, aggiungendo: "Se fossi stato eletto avrei chiesto a Sala di farmi da vice". Il centrodestra, che non si era mai espresso univocamente sulla candidatura di Albertini, continua a cercare l'anti Sala alle prossime Comunali.
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L’Attacco di Maurizio Basso: “Candidati, esponetevi con posizioni nette”

“Esporsi chiaramente, prendendo posizioni nette e convinte”. È l’appello che ha lanciato Maurizio Basso, candidato sindaco con la civica Movimentiamoci Insieme, dopo gli annunci dei vari candidati al consiglio comunale di Salerno senza però chiarire la coalizione o la lista che dovrebbe ospitarli. “Un nuovo fenomeno politico si sta scatenando in città ed è abbastanza singolare e forse unico nel panorama italiano. Ogni giorno ascolto annunci da parte di nuovi candidati ma candidati con chi? Non si conoscono i partiti, le liste civiche e le vere intenzioni – ha dichiarato Basso – È come se nell’aria ci fosse la voglia di cambiare ma allo stesso tempo la paura di esporsi. È possibile che l’opposizione debba essere sempre traghettata dai soliti noti? Sembra che in questa città i ruoli politici, sia all’opposizione che alla maggioranza, debbano essere tramandati come i diritti dinastici o di casta. Molto probabilmente è a causa di questo clima se i volti nuovi si presentano in punta di piedi, terrorizzati e bollati già sul nascere in modo pregiudizievole e prepotente. Io invito questi nuovi personaggi a esporsi chiaramente e a prendere posizioni nette e convinte”.

Consiglia

Udc ora apre al centrosinistra: “Centrodestra non esiste qua”

di Erika Noschese

E’ pronto al dialogo con la coalizione di centrosinistra l’Udc di Salerno, dopo il passo indietro dell’avvocato Michele Tedesco, vicino al centrodestra in qualità di candidato sindaco. Ad annunciarlo è il segretario provinciale Mario Polichetti che punta il dito proprio contro la coalizione di centrodestra: “La rinuncia alla candidatura a sindaco di Salerno da parte dell’avvocato Michele Tedesco, proposta con trasporto dai consiglieri comunali di “Oltre”, rappresenta l’ultimo atto di una commedia purtroppo già vista in passato e che ha come “ leitmotiv” la constatazione della inconsistenza di quell’area politica ampia e composita che va sotto il nome di centrodestra, almeno per quanto riguarda la città capoluogo di provincia – ha dichiarato il segretario Mario Polichetti – L’Udc, si è speso con lealtà, onestà politica, coerenza ed intensità di azione, nonostante le non facili condizioni ambientali, per comporre un quadro unitario ed omogeneo intorno ad un candidato di indiscutibile ed innegabile spessore, espressione della società civile, che aveva dato la propria disponibilità ad impegnarsi in tal senso. Ma, dapprima le fughe in avanti di importanti componenti ed alleati, poi le azioni di disturbo nell’area civica, indi l’atteggiamento cunctatorio di altri, ed infine la colpevole richiesta di adeguamenti ai tavoli nazionali della politica, hanno vanificato come in un copione già scritto a tavolino, gli sforzi dell’Udc e dei Consiglieri di Oltre” di tenere unita la coalizione intorno ad un nome equidistante che potesse con buon margine di successo giocarsi la partita del rinnovamento e dell’alternanza democratica nelle istituzioni, cosa che, nel rispetto dell’operato di altri, pare che la città e la politica nazionale chiedessero a gran voce”. Per il segretario provinciale, infatti, “constatata di fatto la insussistenza del centrodestra, nella piena consapevolezza ed obbligo di dare una continuità fattuale alla propria azione politica che ha come obiettivo la ricostituzione di un centro moderato ed equilibrato che ponga il pensiero alla base delle azioni in politica, l’Udc si ritiene libero da vincoli di coalizione, non perché muta il proprio orizzonte politico ma perché mutata è la politica in senso generale ed anche e soprattutto perché dai fatti è chiaro a tutti che non esiste a Salerno una coalizione di centrodestra, ammesso che negli ultimi anni sia esistita. Ci riteniamo liberi di iniziare con serietà, così come dice la nostra storia, a navigare nel grande oceano della politica, pronti ad interloquire e confrontarci con tutti coloro che vorranno anteporre gli interessi della città e dei salernitani al tatticismo, alla strumentalizzazione”. “Se sono rose fioriranno”, ha replicato invece Enzo Luciano, segretario provinciale del Pd dopo l’apertura dell’Udc verso l’amministrazione uscente. “Evidentemente la buona amministrazione del Sindaco Napoli e della sua squadra è riconosciuta anche da altri gruppi dell’area moderata – ha poi aggiunto Luciano – Ora ci tocca proseguire nel lavoro di formazione di un programma che possa trovare la convergenza di tutti”. Per l’Udc si apre dunque un nuovo scenario politico e non si esclude che già nei prossimi giorni possa esserci un incontro tra Polichetti e Luciano per far sì che l’Udc possa essere tra i protagonisti del tavolo della coalizione di centrosinistra, a sostegno del sindaco uscente Vincenzo Napoli. Nel frattempo, mentre il centrodestra è ancora fermo al palo, in attesa del nodo Napoli città e delle decisioni dei vertici regionali per Forza Italia e Lega, il gruppo Oltre porta avanti il discorso con l’avvocato Saverio Dambrosio e il conseguente sostegno a Davvero Ecologia e Diritti, la lista civica guidata da Michele Ragosta che già nei giorni scorsi si era detto aperto a tutti i movimenti e le liste civiche che sono in contrapposizione tanto all’amministrazione Napoli quanto al centrodestra. Nelle prossime settimane potrebbe già chiudersi il cerchio per dare ufficialmente il via alla campagna elettorale, a sei mesi dal voto che dovrebbe ricadere tra il 15 settembre e il 15 ottobre.

Consiglia

L’unico ostacolo alla candidatura di Nicola Zingaretti a sindaco di Roma è Nicola Zingaretti


Tutti, amici e nemici, lo accoglierebbero come un salvatore e tutti gli chiedono di candidarsi a sindaco di Roma. Ma il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti, dopo dieci anni da amministratore locale, preferirebbe proseguire la sua carriera politica con un altro ruolo. La tentazione di correre e vincere però è tanta.
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Lombardia film commission, chiesta la condanna per gli ex contabili della Lega Di Rubba e Manzoni


La procura di Milano ha chiesto di condannare Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni rispettivamente a 4 anni e 8 mesi e 4 anni. I due ex revisori contabili della Lega in Parlamento sono accusati di peculato e turbata libertà di scelta del contraente nella vicenda Lombardia film commission. Avrebbero acquistato, con soldi pubblici, un capannone a Cormano al prezzo gonfiato di 800mila euro.
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Comunali Napoli 2021, Sergio D’Angelo candidato sindaco: “La città è stata lasciata sola”


Sergio D'Angelo candidato sindaco di Napoli alle elezioni comunali 2021 che si terranno dopo l'estate. Lo ha annunciato lo stesso fondatore e presidente di GESCO, già assessore alle politiche sociali e alle politiche dell'immigrazione nella giunta di Luigi De Magistris tra il 2011 ed il 2013. "La città è stata lasciata sola nel momento più difficile", ha spiegato D'Angelo.
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“Caro Salvini, anche noi siamo famiglia”. La lettera di Luca, papà single e gay di Alba


Luca Trapanese è il papà della piccola Alba, bimba con la sindrome di down. Il loro incontro è stato possibile dopo che un tribunale ha deciso che Luca poteva essere suo padre, valutando la sua situazione economica e la casa che poteva offrirle. Senza preoccuparsi che fosse single e gay, ma solo che volesse prendersi cura della piccola. Luca oggi scrive a Matteo Salvini, per spiegargli che anche loro sono una famiglia.
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“Caro Salvini, anche noi siamo famiglia”. La lettera di Luca, papà single e gay di Alba


Luca Trapanese è il papà della piccola Alba, bimba con la sindrome di down. Il loro incontro è stato possibile dopo che un tribunale ha deciso che Luca poteva essere suo padre, valutando la sua situazione economica e la casa che poteva offrirle. Senza preoccuparsi che fosse single e gay, ma solo che volesse prendersi cura della piccola. Luca oggi scrive a Matteo Salvini, per spiegargli che anche loro sono una famiglia.
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Fedez contro la Rai e Lega, la reazione di De Luca: “Dio lo benedica”


Vincenzo De Luca e Luigi De Magistris per la prima volta "uniti" su una posizione, ovvero sul plauso a Fedez per il caso concertone Rai del Primo Maggio. Il governatore campano: "Qualsiasi cosa abbia detto, se è contro la Lega Dio lo benedica". Più velenoso il tweet del sindaco di Napoli: "Fedez bravissimo, grave non è solo la Lega con le sue idee violente contro l’uguaglianza ma chi governa e si allea con la Lega".
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Rosario Peduto: “Lega e Forza Italia hanno grosse responsabilità”

di Erika Noschese

Ammette la responsabilità della Lega e di Forza Italia, egualmente responsabili circa la decisione dell’avvocato Michele Tedesco di fare un passo indietro rispetto alla sua candidatura alla carica di sindaco Rosario Peduto, coordinatore cittadino della Lega Salerno che, in queste settimane, sta portando avanti un dialogo con i consiglieri di Oltre, senza però chiudere le porte in faccia al candidato sindaco sostenuto da Fratelli d’Italia, Michele Sarno e ad Antonio Cammarota. Peduto, nei giorni scorsi l’avvocato Michele Tedesco ha comunicato la decisione di rinunciare, almeno per il momento, alla candidatura a sindaco. Una scelta dettata soprattutto dall’indecisione di Forza Italia e Lega… “Sì, in effetti penso dipenda da questo e non possiamo dire il contrario. Io ho sollecitato anche il mio partito, effettivamente i tempi si sono molto dilatati e Tedesco aveva fatto capire che proprio sulla tempistica si giocava l’opportunità di questa candidatura ed è evidente che, con tempi dilatati e senza soluzione, si è venuta a creare questa insofferenza. Mi rendo conto che c’è una responsabilità e non la nego, più volte al mio partito ho detto che bisogna scegliere; dal punto di vista locale, siamo vincolati da uno statuto della Lega che prevede che, sui capoluoghi di provincia, la chiusura degli accordi spetta al coordinamento regionale. Di conseguenza, noi abbiamo dato indicazioni, io ho parlato con tutti e sono sempre stato dell’avviso che, pur avendo dato la disponibilità di Dante Santoro come candidato del centrodestra, la Lega fosse al centro di un progetto elettorale ampio e desse l’idea di un rinnovamento, non solo nel centrodestra ma anche come forza politica. Io non ho posto un out out ma fatto intendere che se il partito mira a curare un orticello piuttosto che a fare in modo che la Lega fosse al centro di una proposta importante che la città ci chiede, potremmo perdere un’opportunità storica perché il sistema deluchiano scopre un po’ di problemi in maniera anche abbastanza plateale e se noi non ci facciamo trovare pronti con una proposta politica ampia, condivisa e convincente credo che abbiamo una responsabilità storica. Bene ha fatto il direttore Tommaso D’Angelo, anche con durezza, ad evidenziare questa cosa, le critiche partono da dati di fatto e vanno accettate. Se dobbiamo fare una partita di testimonianza vuol dire che la Lega intende curare un orticello ma non è questo che dobbiamo fare: siamo il partito principale del centrodestra, a livello nazionale e non possiamo giocare da riservisti; dobbiamo essere motore di un’alleanza, di un cartello ampio e di una proposta politica buona, se non lo facciamo credo che abbiamo perso come partito e come centrodestra, come alternativa. Rischiamo di perdere un’occasione storica che ci ricapiterà forse tra 30 anni”. Resta in piedi anche l’ipotesi Michele Sarno che sembra stuzzicare anche Forza Italia, ora. La Lega potrebbe annunciare il sostegno all’avvocato? “Michele Sarno è un amico, noi siamo stati fra i primi – quando è stato inaugurato il tavolo del centrodestra – a parlare di queste candidature e credo che Michele Sarno sia un candidato di spessore in grado di unire il centrodestra. Ma a noi non è piaciuta la fuga in avanti di Fratelli d’Italia perché ci ha messo in una condizione di difficoltà; noi volevamo ragionare su Sarno candidato, nome che ha un suo effetto di trascinamento importante al di là del valore aggiunto che possono dare i partiti ma il punto è se il centrodestra vuole andare unito o meno perché è ciò che mi chiedo; se vogliamo andare uniti ritroviamoci, cerchiamo di fare sintesi e di andare con un solo candidato perché questa sarebbe la cosa che la città riconosce come proposta forte e convincente. Veniamo da una precedente competizione elettorale con il centrodestra che aveva toccato il fondo, con almeno sei candidati ideali e se noi ripetiamo quanto accaduto vuol dire che il centrodestra non ha capito assolutamente niente. Si rischia di buttare un’opportunità che la città vorrebbe. Io sono disponibile a parlare con tutti e lo siamo stati fin dall’inizio ma è arrivato il momento di decidere e noi dobbiamo farci trovare pronti ad offrire un’alternativa credibile”. Dopo l’arrivederci di Michele Tedesco da dove riparte il centrodestra e la Lega, in particolar modo? “Noi portiamo avanti il discorso aperto con i consiglieri di Oltre perché hanno fatto un passaggio importante, spaccando la vecchia maggioranza. Nel frattempo, attraverso Tedesco è iniziato un percorso con loro e noi stiamo facendo una valutazione: questo progetto politico credo debba essere portato avanti perché le comunali hanno un sistema ben chiaro ovvero il 50+1 del corpo elettorale e se non abbiamo questa percentuale è chiaro che dobbiamo ragionare con quei pezzi di elettorale e rappresentazione politica che la volta scorsa ha votato De Luca e qui nessuno si vende a lui (al governatore della Regione Campania ndr) ma si sta facendo un ragionamento politico e credo che i consiglieri di Oltre anche oggi (ieri, in consiglio comunale per chi legge) hanno dimostrato di voler portare avanti un progetto alternativo a un sistema che sta in grossa difficoltà e credo sia arrivato alle fasi finali”. A proposito di Oltre, in consiglio comunale l’opposizione ha lasciato l’aula per far saltare il numero legale, a salvare la maggioranza Napoli i consiglieri Antonio Cammarota e Giuseppe Zitarosa, con quest’ultimo sempre più vicino all’attuale maggioranza… “Sì, rispetto ai percorsi personali non amo additare le persone, non è giusto. Credo che dall’altra sia sempre più evidente un’insofferenza di quest’amministrazione comunale che, chiaramente, non ha più i numeri di prima e soprattutto credo inizi a perdere numeri importanti, anche in termini di consenso: ora, un po’ la pandemia, un po’ i problemi mai risolti che contraddistinguono questa città, un po’ il disastro amministrativo su aspetti fondamentali come i rifiuti, la tassazione e credo che questo abbia portato coloro che prima votavano con convinzione il modello deluchiano a fare un passo indietro e attendere un’alternativa. Questo sta accadendo e se non sappiamo cogliere questa cosa allora il sistema deluchiano continuerà a piegare il consenso elettorale; se noi siamo bravi ma soprattutto credibili nella proposta di rinnovamento credibile della città, sono convinto che parecchi spezzoni della società appartenente al modello deluchiano potrebbero affidarci un nuovo risorgimento di una città che, in questo momento soffre”. Tra i candidati sindaco il presidente della commissione Trasparenza Antonio Cammarota. La Lega potrebbe decidere di sostenerlo e scendere in campo al suo fianco? “Noi stiamo ragionando su tutte le possibilità, ci sembra opportuno che un partito come la Lega non possa chiudere nessuna porta. È stata la strategia che, umilmente, ho tentato di mettere in campo fin dall’inizio e voglio continuare a valutare tutto quello che accade in città ma lo farò con i militanti, con il consigliere Dante Santoro che resta una risorsa che il partito ha messo a disposizione del centrodestra e di chi vuole creare un’alternativa; partiamo da questo, senza mettere davanti una volontà ostativa e un pregiudizio ma questi ragionamenti devono arrivare a sintesi altrimenti se tutti non fanno un passo indietro rispetto ad un’unica candidatura a sindaco vuol dire che questa maturità non è stata raggiunta”.

Consiglia

“Nuova primavera salernitana” per la sinistra: oggi si inaugura “Casa”

di Erika Noschese

Una sinistra che prova ad imporsi sempre di più nel panorama politico locale con una campagna elettorale che sta già entrando nel vivo, parlando di contenuti e di programmi piuttosto che di nomi e di candidature. Aprirà questo pomeriggio, alle 17, in piazza Ricciardi, a Torrione, la “Casa della Sinistra” per dare ufficialmente il via ad un percorso politico ben mirato, a sei mesi dalle elezioni comunali. E proprio la sinistra locale che lancia un appello all’unità per offrire un’alternativa all’amministrazione Napoli. Tra i primi firmatari di questo appello-manifesto “Insieme per una primavera salernitana”, ci sono: Licia Amarante, Anna Andreani, Lorenzo Annarumma, Matteo Annarumma, Fernando Argentino, Mario Argentino, Marco Barletta, Vincenzo Benvenuto, Luigi Bisogno, Felice Bottiglieri, Antonio Braca, Pino Cantillo, Nicola Carrano, Pina Casella, Patrizia Cavallo, Gioacchino Cerino, Margaret Cittadino, Gerardo Collina, Alfonso Conte, Giuseppe Coscia, Raffaella Daliento, Massimo De Crescenzo, Emanuele De Girolamo, Massimo De Girolamo, Rocco Del Regno, Massimo De Pascale, Andrea De Simone, Francesco De Simone, Carmine De Sio, Angelo Di Giacomo, Maria Gabriella Di Maio, Walter Di Munzio, Maria Di Serio, Carmine Esposito, Bruna Ferolla, Salvatore Forte, Gemma Freda, Titti Freda, Dina Gabriele, Anna Maria Galano, Ines Iannotti, Giacinto Iannuzzi, Emanuele Iovine, Carmen La Manna, Enzo Landolfi, Alessio Lembo, Luciana Libero, Franco Mari, Loredana Marino, Fabio Marone, Federico Marra, Antonietta Martiniello, Francesca Mastrangelo, Rosa Masullo, Marco Matano, Mirella Milite, Carmelo Morena, Fausto Morrone, Paolo Moscato, Roberta Pastore, Vincenzo Pedace, Franco Perazzo, Paola Petrosino, Luciano Pignataro, Nicolò Quagliata, Salvatore Raimondi, Luisa Rapuano, Pietro Ravallese, Marcello Ravveduto, Pina Reppucci, Aldo Romano, Raffaele Sabbetta, Antonio Santoro, Titti Santulli, Alfonso Sarno, Paolo Speranza, Francesco Storace, Rocco Gabriele Storace, Iride Tranfaglia, Gaetano Trotta, Cecilia Salerno. “Salerno è sotto il giogo di un gruppo politico dominante che ripropone un modello di città vecchio, superato dai nuovi bisogni e incapace di cogliere nuove opportunità. Un modello che ha frenato la crescita professionale e civile di due generazioni di salernitani, fondato sulla consociazione tra politica, proprietà fondiaria e settore edilizio – hanno dichiarato i firmatari del manifesto – Attorno a questo modello si è coagulato un blocco di potere che ha goduto di un vasto consenso distribuendo posti, privilegi e inique occasioni di arricchimento. Un sistema che ha esercitato fascino e attrazione anche grazie ad una distorta propaganda, che ha legittimato una cultura della furbizia, del profitto e dell’interesse personale, ignorando le richieste dei cittadini e i beni comuni. Oggi Salerno sopravvive dilaniata dal traffico; priva di servizi efficienti; afflitta da tasse tra le più alte d’Italia; senza spazi per gli anziani, i disabili, i bambini, lo sport, la cultura, il tempo libero. Chiusa in un “municipalismo insulare”, incapace di attrarre investimenti produttivi nei settori consolidati (agroalimentare) o innovativi (eco e Hi-tech). Solo uscendo da tale isolamento si potrà rendere Salerno il motore di un’area metropolitana con progetti e servizi omogenei, efficienti e diffusi. I tempi sono maturi. La sinistra che si oppone a questo sistema, ha oggi il dovere di concorrere a una nuova stagione di protagonismo e ad alleanze più larghe con la società civile. Le tante associazioni civiche, insofferenti ad un eterno e familistico potere, sono ormai una realtà”. Tra le proposte che la sinistra porta avanti un nuovo modello con una città ecosostenibili; città dove si respira aria pulita; città con case della salute aperte giorno e notte; città dove la cultura ha respiro internazionale; dove i servizi sono a portata di mano, dove non esiste più la differenza tra centro e periferia, ma una grande comunità metropolitana aggregata, coesa e inclusiva; città dove la partecipazione non è una parola vuota ma lo spostamento dei luoghi della decisione: dagli apparati della politica alle comunità. È questa la Salerno che vogliamo. “Una città dove il mare sia protagonista della vita quotidiana con spiagge e servizi balneari pubblici. Una città in cui le tariffe per gli asili nido, i parcheggi e i rifiuti siano adeguate alle diverse fasce sociali. Una economia dei tanti contro l’economia dei pochi, per battere le povertà e le diseguaglianze, per affermare il diritto alla casa e al reddito, con concreti programmi sul lavoro per i tanti giovani salernitani costretti a lasciare la città – hanno poi aggiunto – Questi anni di malgoverno ci hanno impoverito e allontanato dall’Europa, bisogna invertire la rotta approfittando delle occasioni che ci offrono i fondi europei e il Recovery plan: una nuova primavera per la riconversione ecologica, reti e infrastrutture digitali; per un welfare municipale inclusivo coinvolgendo forze sane dell’impresa; per un turismo di eccellenza e la difesa del patrimonio storico come visione del futuro. Si può fare. È il momento di costruire un’ampia alleanza, aperta e plurale, che rimetta al centro la politica nel senso più nobile del termine. È necessario dare vita a un patto tra forze civiche, aree della riflessione e dell’attivismo politico, imprese, famiglie, operatori sociali, professionisti, studenti e lavoratori”.

Consiglia

De Magistris: “Clemente non si ritira. Fico sindaco? Farà i comizi con De Luca?”


Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha parlato delle elezioni amministrative del prossimo autunno che porteranno i partenopei a scegliere il nuovo primo cittadino. "Non c'è nessuna ipotesi del ritiro della candidatura di Alessandra Clemente" ha detto il sindaco. E su una probabile candidatura di Fico: "Ve lo immaginate a fare comizi con De Luca?".
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Comunali di Napoli, Amitrano (M5S): “Passo avanti sulla coalizione ora acceleriamo sul nome”


Dopo l'ultimo tavolo del centrosinistra la colazione intorno a Pd e M5S sembra ormai delineata, ora si deve scegliere il candidato Sindaco di Napoli. Il deputato grillino avverte: "Fico essenziale per noi, ma non può essere tirato per la giacca". Dai prossimi giorni accelerata sulla scelta del nome, per Fico c'è tempo fino al 30 Maggio. Nessun problema tra grillini e deluchiani: "Bonavitacola ha un atteggiamento costruttivo". E sulle primarie: "Se ci impegniamo a trovare un candidato unitario che senso ha farle?"
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Università, ”Gambe corte del plagio letterario”, interrogazione parlamentare di Gigi Casciello

Un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Università e della Cultura sull’ormai endemico sistema del “copia e incolla” riscontrato nelle tesi di laurea nonché nelle tesi di dottorato di ricerca in vari Atenei italiani. L’ha presentata Gigi Casciello, Deputato di Forza Italia, componente della Commissione cultura alla Camera e tra i fondatori di Voce Libera. “I casi sembravano circoscritti a pochi, per quanto deprecabili, incidenti di percorso, invece il sistema del “copia e incolla” si sta affermando sempre più nelle Università italiane – spiega l’onorevole Casciello – Il titolo accademico, di laurea o dottorato di ricerca, avvalendosi indebitamente dell’opera dell’ingegno altrui, viene poi utilizzato per il conseguimento di incarichi di prestigio a discapito di studiosi sicuramente più meritevoli”. L’interrogazione riporta il caso di una tesi di Dottorato sull’archeologia dell’isola d’Elba: “Tale tesi, discussa presso l’Università di Foggia, pur contando oltre 100 duplicazioni di brani tratti da 30 autori senza citazione né virgolettato, ha superato inspiegabilmente il controllo del Tutor e degli altri docenti incaricati – continua l’onorevole Casciello – Successivamente, con la quasi totalità del suo contenuto, è diventato addirittura un libro in vendita al “modico” prezzo di 70 euro. Il dilagante metodo del “copia e incolla” potrebbe offrire un’immagine distorta della cultura italiana nel mondo, creando un danno ancor più deleterio di quello arrecato dai singoli impostori”. Casciello fa presente “l’importanza di intervenire prima possibile per interrompere il reato di plagio attraverso autonomi provvedimenti, escludendo dalle mansioni i docenti/responsabili che stanno dimostrando un’inaccettabile inosservanza delle norme di cui dovrebbero essere garanti”. Di qui la richiesta ai ministri competenti “affinché assumano quanto prima gli opportuni provvedimenti per interrompere un siffatto malcostume, impedendo al contempo che i più meritevoli possano essere prevaricati da “studiosi” di tal genere”.

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Comunali di Napoli, Migliore (IV): “Se De Luca dice che non c’è accordo, servono le primarie”


Il deputato di Italia Viva rilancia sulle primarie per la scelta del candidato Sindaco di Napoli e si candida: "La mia candidatura ha lo scopo di unire il centrosinistra". Attacco al Pd: "Preferiscono avere interlocuzione privilegiata con M5S, non è un metodo democratico". Pace fatta con Vincenzo De Luca, indicato come modello vincente: "Se lui dice che non c'è accordo sulle comunali di Napoli, non vedo come il Pd possa dire il contrario"
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L’ira di Celano: “Chi favorisce il sistema che da anni combatto esca fuori”

di Erika Noschese

All’indomani dell’annuncio dell’avvocato Michele Tedesco di fare un passo indietro rispetto alla candidatura a sindaco, il centrodestra sembra essere in serie difficoltà. La decisione del legale salernitano sembra infatti dipendere, prevalentemente, dalla Lega e da Forza Italia: entrambi, infatti, hanno preso tempo nonostante gli incontri, gli appelli e gli ultimatum, quelli dell’Udc in particolar modo che, in più occasioni, si sono detti pronti a lasciare la coalizione. Ora, Forza Italia fa i conti con una frattura interna al partito che non fa altro che indebolire l’intera coalizione. Il più deluso dall’accaduto sembra essere il consigliere uscente Roberto Celano: “faccio politica da lustri nell’esclusivo interesse di Salerno, mettendoci sempre la faccia”, ha infatti detto il capogruppo degli azzurri a Palazzo di Città. “Nessuno potrebbe mai accusarmi di accordi sotterranei e desistenze. Tengo però a ribadire alcuni punti irrinunciabili della mia attività politica: la città e l’interesse comune viene prima di una bandiera di partito (che pure rispetto); la dignità prima di ogni aspirazione personale; il rispetto degli elettori e dei militanti prima di ogni altra cosa – ha aggiunto Celano – Se davvero ci fosse nei partiti chi intende favorire, dall’interno, un sistema che combatto da anni, esca allo scoperto e più dignitosamente si accomodi dall’altra parte. Ho perfino più considerazione dei traditori palesi che dei disertori ammacchiati. Per mesi si è lavorato ad un progetto largo, che andasse oltre i partiti del cdx, il solo capace di abbattere la finta democrazia cittadina e di restituire agibilità politica, spazi di dibattito e speranze a chi non intende chinare il capo o “svendersi” al sistema. Mi auguro che chi ha responsabilità dimostri anche “senso di responsabilità” e lavori con serietà per non mortificare l’impegno di mesi e per non spegnere ancora una volta le speranze che tanti simpatizzanti, elettori e cittadini hanno riposto in quanti hanno cercato di offrire finalmente un progetto serio e vincente alla città”. Lancia invece un appello ai partiti e alla società civile Alfonso Baviera, delegato della Direzione nazionale di Cambiamo che spera ancora che Tedesco possa fare un passo indietro: “Cambiamo si rammarica moltissimo di questa decisione anche se, al contempo, cerca di essere propositiva perché l’avvocato Tedesco ha comunicato un suo momentaneo stop, lasciando ancora uno spiraglio aperto o almeno questa è la speranza che noi di Cambiamo abbiamo: si tira indietro ma lascia intendere che, se a breve termine, dovesse cambiare la situazione con i passi in avanti dei partiti che, al momento, non si sono espressi”. Per Baviera, anche la società civile dovrebbe e potrebbe fare un passo in avanti, per dare la spinta a quel cambiamento tanto sognato dal centrodestra e mai reso concreto: “Se all’indecisione di Forza Italia e Lega si potesse affiancare la voglia della società civile di Salerno di dare una spinta al cambiamento, credo che l’avvocato Tedesco possa anche tornare sui suoi passi e noi vorremmo spingere in questa direzione, favorire una dichiarazione da parte dei partiti e della società civile che, in questo periodo, aveva mostrato un fortissimo interesse verso la candidatura dell’avvocato Tedesco”. Cambiamo, fin da subito, ha scelto di sostenere la candidatura del legale salernitano, considerando – quella di Tedesco – “l’unica alternativa valida” a quelle “che possono venire dalla nostra controparte, De Luca perché noi sappiamo che qualsiasi nome salti fuori dipende sempre dal governatore; noi vogliamo combattere questo sistema, far sì che il pluralismo sia la regola e non il deluchismo che, da oltre 25 anni, governa questa città e non solo”. Per Baviera, infatti, il messaggio di Tedesco non è la chiusura di un percorso ma potrebbe essere l’inizio di una nuova fase che, ha chiarito l’esponente del partito fondato da Giovanni Toti, “dobbiamo metterci tutte le nostre energie per far sì che questo sia possibile”. La candidatura di Tedesco raccoglieva il consenso del partito, anche a livello nazionale. Da qui, poi, l’attacco alla Lega e a Forza Italia, egualmente responsabili di questo disastro elettorale, a sei mesi dal voto: “Credo ci sia una responsabilità al 50% tra Lega e Forza Italia anche se, da quello che si percepisce, la base di FI e della Lega era per condividere questo progetto, anche questo segnale deve essere chiaro ai partiti”. Dunque, stando a quanto emerge, a livello locale il sostegno sembrava certo ma a frenare la corsa ci hanno pensato i vertici regionali e nazionali, per la Lega, e il ministro Mara Carfagna, per gli azzurri. E poi l’invito a non perdere altro tempo: “Datevi una mossa perché Tedesco è riuscito in un’impresa non di poco conto, facendo dialogare la destra con la sinistra e il centro “ed è quello che serve; a livello nazionale c’è un governo che abbraccia tutto lo scenario politico, ad eccezione di Fratelli d’Italia ed è lo stesso messaggio che Tedesco voleva portare a Salerno: la politica per il territorio, mettendo da parte le battaglia ideologiche per il bene dei cittadini”, ha infatti aggiunto Baviera. Intanto, annuncia nuovamente la possibilità di fare un passo indietro il coordinatore cittadino della Lega Salerno, Rosario Peduto: “Nel mio lavoro di responsabile cittadino di un partito politico, mi son dato – fin dall’ inizio – tre coordinate fondamentali ed irrinunciabili: la città viene prima del partito; la volontà complessiva dei militanti viene prima degli interessi del singolo rappresentante istituzionale o partitico; il progetto vale più della tattica e la dignità più del ruolo – ha infatti dichiarato il coordinatore segretario – A tutto questo io non derogo e se, domattina, una delle condizioni di cui prima fosse ignorata da talune scelte, non esiterei neanche un minuto a cedere il passo”.

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L’ira di Celano: “Chi favorisce il sistema che da anni combatto esca fuori”

di Erika Noschese

All’indomani dell’annuncio dell’avvocato Michele Tedesco di fare un passo indietro rispetto alla candidatura a sindaco, il centrodestra sembra essere in serie difficoltà. La decisione del legale salernitano sembra infatti dipendere, prevalentemente, dalla Lega e da Forza Italia: entrambi, infatti, hanno preso tempo nonostante gli incontri, gli appelli e gli ultimatum, quelli dell’Udc in particolar modo che, in più occasioni, si sono detti pronti a lasciare la coalizione. Ora, Forza Italia fa i conti con una frattura interna al partito che non fa altro che indebolire l’intera coalizione. Il più deluso dall’accaduto sembra essere il consigliere uscente Roberto Celano: “faccio politica da lustri nell’esclusivo interesse di Salerno, mettendoci sempre la faccia”, ha infatti detto il capogruppo degli azzurri a Palazzo di Città. “Nessuno potrebbe mai accusarmi di accordi sotterranei e desistenze. Tengo però a ribadire alcuni punti irrinunciabili della mia attività politica: la città e l’interesse comune viene prima di una bandiera di partito (che pure rispetto); la dignità prima di ogni aspirazione personale; il rispetto degli elettori e dei militanti prima di ogni altra cosa – ha aggiunto Celano – Se davvero ci fosse nei partiti chi intende favorire, dall’interno, un sistema che combatto da anni, esca allo scoperto e più dignitosamente si accomodi dall’altra parte. Ho perfino più considerazione dei traditori palesi che dei disertori ammacchiati. Per mesi si è lavorato ad un progetto largo, che andasse oltre i partiti del cdx, il solo capace di abbattere la finta democrazia cittadina e di restituire agibilità politica, spazi di dibattito e speranze a chi non intende chinare il capo o “svendersi” al sistema. Mi auguro che chi ha responsabilità dimostri anche “senso di responsabilità” e lavori con serietà per non mortificare l’impegno di mesi e per non spegnere ancora una volta le speranze che tanti simpatizzanti, elettori e cittadini hanno riposto in quanti hanno cercato di offrire finalmente un progetto serio e vincente alla città”. Lancia invece un appello ai partiti e alla società civile Alfonso Baviera, delegato della Direzione nazionale di Cambiamo che spera ancora che Tedesco possa fare un passo indietro: “Cambiamo si rammarica moltissimo di questa decisione anche se, al contempo, cerca di essere propositiva perché l’avvocato Tedesco ha comunicato un suo momentaneo stop, lasciando ancora uno spiraglio aperto o almeno questa è la speranza che noi di Cambiamo abbiamo: si tira indietro ma lascia intendere che, se a breve termine, dovesse cambiare la situazione con i passi in avanti dei partiti che, al momento, non si sono espressi”. Per Baviera, anche la società civile dovrebbe e potrebbe fare un passo in avanti, per dare la spinta a quel cambiamento tanto sognato dal centrodestra e mai reso concreto: “Se all’indecisione di Forza Italia e Lega si potesse affiancare la voglia della società civile di Salerno di dare una spinta al cambiamento, credo che l’avvocato Tedesco possa anche tornare sui suoi passi e noi vorremmo spingere in questa direzione, favorire una dichiarazione da parte dei partiti e della società civile che, in questo periodo, aveva mostrato un fortissimo interesse verso la candidatura dell’avvocato Tedesco”. Cambiamo, fin da subito, ha scelto di sostenere la candidatura del legale salernitano, considerando – quella di Tedesco – “l’unica alternativa valida” a quelle “che possono venire dalla nostra controparte, De Luca perché noi sappiamo che qualsiasi nome salti fuori dipende sempre dal governatore; noi vogliamo combattere questo sistema, far sì che il pluralismo sia la regola e non il deluchismo che, da oltre 25 anni, governa questa città e non solo”. Per Baviera, infatti, il messaggio di Tedesco non è la chiusura di un percorso ma potrebbe essere l’inizio di una nuova fase che, ha chiarito l’esponente del partito fondato da Giovanni Toti, “dobbiamo metterci tutte le nostre energie per far sì che questo sia possibile”. La candidatura di Tedesco raccoglieva il consenso del partito, anche a livello nazionale. Da qui, poi, l’attacco alla Lega e a Forza Italia, egualmente responsabili di questo disastro elettorale, a sei mesi dal voto: “Credo ci sia una responsabilità al 50% tra Lega e Forza Italia anche se, da quello che si percepisce, la base di FI e della Lega era per condividere questo progetto, anche questo segnale deve essere chiaro ai partiti”. Dunque, stando a quanto emerge, a livello locale il sostegno sembrava certo ma a frenare la corsa ci hanno pensato i vertici regionali e nazionali, per la Lega, e il ministro Mara Carfagna, per gli azzurri. E poi l’invito a non perdere altro tempo: “Datevi una mossa perché Tedesco è riuscito in un’impresa non di poco conto, facendo dialogare la destra con la sinistra e il centro “ed è quello che serve; a livello nazionale c’è un governo che abbraccia tutto lo scenario politico, ad eccezione di Fratelli d’Italia ed è lo stesso messaggio che Tedesco voleva portare a Salerno: la politica per il territorio, mettendo da parte le battaglia ideologiche per il bene dei cittadini”, ha infatti aggiunto Baviera. Intanto, annuncia nuovamente la possibilità di fare un passo indietro il coordinatore cittadino della Lega Salerno, Rosario Peduto: “Nel mio lavoro di responsabile cittadino di un partito politico, mi son dato – fin dall’ inizio – tre coordinate fondamentali ed irrinunciabili: la città viene prima del partito; la volontà complessiva dei militanti viene prima degli interessi del singolo rappresentante istituzionale o partitico; il progetto vale più della tattica e la dignità più del ruolo – ha infatti dichiarato il coordinatore segretario – A tutto questo io non derogo e se, domattina, una delle condizioni di cui prima fosse ignorata da talune scelte, non esiterei neanche un minuto a cedere il passo”.

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Protesta ambulanti, Virginia Raggi: “Basta ricatti da una minoranza, ora serve legalità”


In un'intervista rilasciata a Il Messaggero, la sindaca di Roma Virginia Raggi ha parlato della protesta degli ambulanti contro l'applicazione della direttiva Bolkenstein, chiarendo che i bandi si faranno e saranno pronti entro il 2021. "Altro che 13mila, sono solo un migliaio, i titolari delle bancarelle sui marciapiedi o dei camion bar che temono la gara".
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Protesta ambulanti, le parole di Pavoncello (Ugl) che paragona la sindaca Raggi a un gerarca nazista


Angelo Pavoncello, già candidato con la Lega e leader degli ambulanti dell'Ugl, ha paragonato oggi le politiche della sindaca Virginia Raggi agli ultimatum del capo delle SS Herbert Kappler durante l'occupazione nazista a Roma: "Essendo io di religione ebraica ho voluto far capire come mi sono sentito con un paragone forte". Storicamente tra gli ambulanti romani è forte la presenza della comunità ebraica.
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Un’occasione persa per Salerno

di Tommaso D’Angelo

Ancora una volta e spero che sia l’ultima, mi tocca occuparmi dei Miserabili del centrodestra, già grandi alleati alle Regionali con De Luca e ora sparpagliati in invidie, gelosie e miserie umane. Il comunicato di Michele Tedesco, che fa l’ultimo regalo al centrodestra, uscendo di scena con signorilità e senza fare polemiche, è la resa del nefasto asse tra Forza Italia e la Lega. Fu proprio Enzo Fasano, in una intervista resa al nostro giornale, a dare fondamentalmente il sostegno a Tedesco. Per l’ufficialità si aspettava l’annuncio del gruppo civico di Oltre, per poi aggregare il centrodestra, tranne Fdi. I sette dissidenti in un comunicato, lanciarono la candidatura di Tedesco e subito l’Udc, come da intese, diede il suo appoggio. Il colpo di scena avvenne la sera della riunione del tavolo del centrodestra, pochi giorni dopo, che doveva ratificare l’accordo della grande coalizione. Forza Italia e Lega presero tempo. Un tempo diventato interminabile nonostante gli ultimatum di Salzano e Polichetti. C’era da costruire, invece hanno sfasciato tutto. E’ mancato un atto di coraggio nei confronti della città. E’ vero, Fasano doveva attendere il tavolo regionale ma diciamo la verità: lui deputato da diverse legislature, vecchio lupo di mare, era nella condizione giusta anche per fare una fuga in avanti. Nessuno certamente dopo lo avrebbe smentito nè si può sempre vivere nel terrore della Carfagna, lontana mille miglia da Salerno. La Lega poi: poca cosa, La candidatura di un civico va Oltre le liturgie classiche della politica, sono occasioni che si prendono al volo soprattutto quando non ci sono capacità di partito di esprimere candidati di valore. Aggiungo che Tedesco ha atteso anche troppo nel comunicare la propria decisione. Rischiava di farsi bruciare a fuoco lento e indebolire la propria candidatura che era stata accolta con soddisfazione non solo dal popolo del centrodestra. Al disastro di Forza Italia rinnovo la mia denuncia del completo disinteresse del Ministro Carfagna che ha contribuito a sfaldare quello che resta del partito a Salerno. Mi spiace che il mio ex collega, ora deputato, Gigi Casciello, si sia prestato a questo gioco. Del resto l’avvocato Tedesco lo conosce bene e non solo per le frequentazioni di tribunale. Per il centrodestra resta un’occasione persa per rendere incandescente una battaglia elettorale che negli anni scorsi ha sempre regalato a De Luca. L’unico candidato che riuscì a portare Vincenzino al ballottaggio è stato Alfonso Andria, se vogliamo della stessa parrocchia partitica del Governatore. Vorrà pur dire qualcosa. Qualcuno si aggrappa a quella frase finale del comunicato: per il momento, ha scritto Tedesco. Qualche ottimista ci vede ancora una porta aperta. Spero che Tedesco l’abbia definitivamente chiusa a doppia mandata.

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Roma prima città italiana a sperimentare una ‘politica del cibo’: “Stop agli sprechi alimentari”


Una Politica del cibo per Roma volta alla sostenibilità, alla nascita di nuove imprese agricole, alla riduzione degli sprechi alimentari e alla promozione della vendita diretta da produttore a consumatore. Si tratta di una proposta lanciata dall'associazione Terra e da Lands Onlus, in occasione dell'Earth Day, la Giornata mondiale della Terra. Roma Capitale ha approvato la delibera all'unanimità.
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Enzo Maraio: “Loffredo? Politicamente ci abbiamo guadagnato”

di Erika Noschese

“Non approvo le primarie come metodo, non per non coinvolgere i cittadini ma perché sono la sconfitta del quadro politico dirigenziale e se ci si deve affidare alle primarie per scegliere i candidati e fare sintesi, attraverso la gente, significa che ha perso il proprio ruolo di fare sintesi e vale per la politica nazionale ma a Salerno in particolare”. Lo ha dichiarato il segretario nazionale del Psi, Enzo Maraio ospite della nuova puntata di Tribuna Politica. Il numero uno del partito socialista italiano, infatti, ha fatto il punto della situazione in vista delle prossime elezioni amministrative, non solo nella città capoluogo ma anche ad Eboli e a Battipaglia. Maraio ha anticipato alcuni nomi dei candidati al consiglio comunale di Salerno senza però risparmiare una decisa stoccata all’assessore al Commercio Dario Loffredo, eletto ormai cinque anni fa tra le fila del Psi, per poi abbandonare il partito subito dopo la vittoria: “Cinque anni fa abbiamo raggiunto uno straordinario risultato sulla città di Salerno, con seimila voti complessivi di lista, Dario Loffredo prese quasi 1500 voti, sapevamo del suo essere forte ma non fu proprio un saldo attivo, come partito, perché con l’ingresso di Loffredo nella lista noi perdemmo tre o quattro candidati, alcuni dei quali eletti altrove e io non sono proprio convinto di averci guadagnato – ha attaccato – Politicamente, ci ho guadagnato quando Loffredo ha lasciato per approdare in altri lidi, dimostrando che il partito socialista serviva solo a sistemare i suoi interessi e ad entrare in giunta al Comune di Salerno”. Maraio ha poi ricordato il ruolo dell’ex sindaco Vincenzo Giordano: “Sto conducendo una campagna per rilanciare Salerno rispetto al futuro e modernizzare la nostra città, partendo – come spesso si fa – dalla storia di una comunità – ha detto – La giunta Napoli è riuscita a rilanciare Salerno in un contesto regionale e nazionale, vincendo la sfida dell’opera di ammodernamento dell’arredo urbano. Una stagione, questa, figlia di un altro periodo altrettanto importante che ha fatto da spartiacque tra la Salerno del passato di 10 anni fa e la Salerno del futuro che trova le radici in Giordano, la prima giunta laica. Una stagione alla quale io sono molto legato perché ritengo che alcune opere importanti della storia di Salerno partano dalla stagione legata a Giordano”. Per Maraio, la storia “serve per guardare avanti, riprendere lo spirito intrapreso e che si è un po’ perso e che noi stiamo chiedendo, in maniera costruttiva, attraverso un confronto di idee che serve alla città”. Intanto, il segretario ha annunciato che il partito è impegnato a ricordare e rilanciare la figura di Giordano, attraverso l’attività di un centro studi per ricostruire la storia per quella che è e “per ridare dignità ad un uomo” vittima della giustizia e sottratto alla politica.

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