Ministro di Tuvalu tiene discorso sul clima immerso in acqua: “Se non agiamo finiremo sommersi”


Tra le conseguenze più catastrofiche del riscaldamento globale vi è l'innalzamento del livello del mare, che rischia di far finire sott'acqua intere metropoli costiere, regioni e isole, soprattutto dell'Oceano Pacifico. Il ministro Simon Kofe dello Stato insulare di Tuvalu ha deciso di lanciare il suo messaggio per la COP26 con le gambe immerse nell'acqua, proprio per sottolineare i rischi che il suo e altri popoli stanno correndo.
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L’apocalittica eruzione di un supervulcano può verificarsi senza evidenti segnali di allarme


Analizzando concentrazioni e decadimento di uranio e piombo all'interno degli zirconi, minerali che si formano dopo l'attività vulcanica esplosiva, un team di ricerca internazionale guidato da scienziati cinesi e svizzeri ha determinato che le eruzioni dei supervulcani possono verificarsi anche senza segnali di allarme evidenti, come terremoti frequenti e repentini sollevamenti del terreno. Questi violentissimi fenomeni naturali possono avere conseguenze su scala globale, come catastrofici "inverni vulcanici".
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Questo orologio ci dice quanto manca all’apocalisse climatica: resta pochissimo tempo


Il 4 novembre gli scienziati hanno aggiornato con gli ultimi dati scientifici disponibili il "Climate Clock", l'orologio che ci indica con precisione di quanto abbiamo superato la temperatura media rispetto all'epoca preindustriale, quanta anidride carbonica abbiamo immesso in atmosfera e soprattutto quanto tempo ci resta prima di superare la temperatura critica fissata dagli esperti.
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A un passo dalla COP26 si è sciolto il più longevo nevaio del Regno Unito, esperti: “Profetico”


La "Sfinge", il nevaio più longevo del Regno Unito, si è sciolto completamente per l'ottava volta in 300 anni. Il deposito di neve si trovava nelle Highlands scozzesi, sul Braeriach, la terza montagna più alta del Regno Unito. Poiché diversi scioglimenti si sono verificati negli ultimi anni, gli esperti ritengono che il nevaio sia stato cancellato dai cambiamenti climatici.
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Perché le terre sacre dei popoli indigeni sono fondamentali per lotta ai cambiamenti climatici


Diverse delegazioni in rappresentanza dei popoli indigeni si sono recate a Glasgow per protestare contro la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26), dalla quale sono state escluse nonostante siano tra le principali vittime del riscaldamento globale e delle cause che l'hanno scatenato. Le terre sacre dei popoli indigeni, inoltre, giocano un ruolo fondamentale nella lotta al cambiamento climatico.
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Questi sono i Paesi che hanno inquinato di più dal 1850 a oggi: c’è anche l’Italia


La classifica per emissioni di CO2 è stata stilata dal Carbon Brief che ha esaminato la responsabilità climatica di ciascuna nazione e verificato le emissioni pro-capite in ogni Stato. Paesi come gli Usa e la Cina, che storicamente hanno prodotto più CO2, non sono in realtà quelli con il più alto livello di emissioni pro-capite. Anche l’Italia, nella top 20 dei maggiori contributori cumulativi, non è tra i peggiori in termini di responsabilità dei singoli cittadini.
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Lo stile di vita tuo e di 27 tuoi amici sta uccidendo una persona


Analizzando i dati di un database progettato circa dieci anni fa per monitorare la distribuzione di beni e prodotti nel mondo, un team di ricerca internazionale guidato da scienziati giapponesi dell'Istituto nazionale per gli studi ambientali ha determinato che i consumi dei Paesi del G20 provocano la morte di circa 2 milioni di persone ogni anno, a causa dello smog che ne deriva. In media lo stile di vita di 28 cittadini dei Paesi del G20 provocano la morte di una persona.
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Perché si parla “solo” di 1,5° C nella lotta al riscaldamento globale


Durante la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26) attualmente in corso di svolgimento a Glasgow si continua a indicare lo stesso obiettivo virtuoso dell'Accordo di Parigi, ovvero contenere l'aumento della temperatura media del pianeta entro 1,5° C rispetto all'epoca preindustriale. Ma perché si parla solo e sempre di questo traguardo?
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Quanto hanno inquinato i leader mondiali per andare alla COP26 con l’aereo privato


Centinaia di aerei privati sono atterrati in Scozia per portare i potenti della Terra, rappresentanti istituzionali e copiose delegazioni alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26), che si sta tenendo in questi giorni a Glasgow. Una vera e propria invasione che sta provocando una significativa emissione di anidride carbonica in atmosfera, proprio il gas a effetto serra che i leader mondiali dovrebbero combattere.
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Dalla “bomba d’acqua” al Medicane: gli eventi estremi scatenati dai cambiamenti climatici


Le temperature sempre più elevate dovute ai cambiamenti climatici fanno accumulare molta energia nei sistemi atmosferici, che si riversa al suolo attraverso fenomeni meteorologici sempre più intensi e frequenti, aumentandone a dismisura la pericolosità. A causa nostra nubifragi, alluvioni, trombe d'aria e cicloni (come i Medicane) in futuro saranno più numerosi e distruttivi.
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La crisi climatica sta “uccidendo” il ghiacciaio alpino più antico: coperto da teli per proteggerlo


Diversi studi hanno rilevato che negli ultimi 40 anni, a causa dei cambiamenti climatici, molti ghiacciai delle Alpi sono entrati in un processo di scioglimento irreversibile, che li farà sparire nel giro di pochi decenni. Fra essi c'è anche la Marmolada, la "Regina delle Dolomiti". Colpito anche il più antico ghiacciaio alpino, il ghiacciaio del Rodano in Svizzera, che è stato coperto con alcuni enormi teli isolanti per rallentare la perdita di volume.
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Il foliage d’autunno cancellato dai cambiamenti climatici: le foglie stanno perdendo i colori


In alcune foreste degli Stati Uniti le temperature più alte e le maggiori precipitazioni dovute ai cambiamenti climatici stanno facendo diventare le piante più grandi, "aiutate" anche dalla CO2 in eccesso in atmosfera. La stagione di crescita prolungata, tuttavia, non solo sta ritardando il foliage d'autunno, ma ha reso anche le foglie meno colorate.
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10 foreste dell’UNESCO rilasciano più CO2 di quanta ne assorbono perché le abbiamo devastate


Nel nuovo rapporto “World Heritage forests: Carbon sinks under pressure” è stato dimostrato che dieci meravigliose foreste del patrimonio UNESCO sono diventate fonte di emissioni nette di carbonio. Invece di catturare l'anidride carbonica, la rilasciano nell'atmosfera catalizzando i cambiamenti climatici. La colpa, come sempre, è sempre dell'uomo.
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Un dinosauro ha parlato di cambiamenti climatici alle Nazioni Unite


Il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) ha pubblicato un curioso ma affascinante video in cui un dinosauro, entrato al Palazzo di Vetro dell'ONU, esorta i leader mondiali ad agire contro i cambiamenti climatici e a non "scegliere l'estinzione". Il filmato lancia un messaggio ai potenti della Terra in vista del G20 e della COP26, due occasioni in cui dovranno essere prese decisioni drastiche e immediate per evitare le conseguenze più drammatiche dell'emergenza climatica.
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