Le emissioni di gas serra della Cina hanno superato quelle di tutti i Paesi sviluppati messi assieme


Nel nuovo rapporto del Rhodium Group è emerso che la Cina, da sola, nel 2019 ha emesso più gas a effetto serra di tutti i quanti i Paesi sviluppati OCSE messi assieme. Le emissioni cinesi sono state pari al 27 percento del totale, seguite dall'11,4 percento degli Stati Uniti. Moltissimi prodotti realizzati in Cina vengono tuttavia acquistati in Occidente, pertanto siamo tutti corresponsabili del disastro climatico che stiamo innescando.
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La Foresta Amazzonica ora rilascia più anidride carbonica di quanta ne assorbe: l’abbiamo devastata


Attraverso un'approfondita analisi di dati satellitari, un team di ricerca internazionale ha determinato che nell'ultimo decennio la Foresta Amazzonica brasiliana ha emesso più anidride carbonica (16,6 miliardi di tonnellate) di quella che ha assorbito (13,9 miliardi). Ciò significa che a causa delle devastazioni perpetrate dall'uomo si è trasformata in un emettitore netto del gas a effetto serra, catalizzando di fatto il riscaldamento globale invece di contrastarlo grazie alla cattura della CO2.
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Cos’è l’Earth Day e perché oggi si celebra la Giornata Mondiale della Terra


Il 22 aprile 2021 si celebra la 51esima edizione della Giornata mondiale della Terra, un evento nato negli Stati Uniti nel 1970 per sottolineare che vivere in un pianeta sano, pulito e protetto è un diritto fondamentale di ciascuno di noi. La tutela dell'ambiente e un uso sostenibile delle sue preziose risorse rappresentano infatti i pilastri per la nostra salute e quella degli ecosistemi.
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Così l’uomo influenza direttamente il clima e le condizioni meteo della Terra


La dimostrazione in un nuovo studio pubblicato su npj Climate and Atmospheric Science che ha rilevato un forte effetto sul clima invernale in Europa e negli Stati Uniti Nord Orientali, con inverni che potrebbero diventare più caldi e umidi nel prossimo decennio: “Effetto delle variazioni subite negli ultimi 50 anni dall’Oscillazione Nord Atlantica che possono essere ricondotte alle attività umane con impatto sul sistema climatico”.
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Nel miele americano rilevate tracce radioattive dei test nucleari condotti negli anni ’50 e ’60


Un team di ricerca americano guidato da scienziati dell'Università William & Mary ha dimostrato che il miele americano contiene tracce di Cesio-137, un isotopo radioattivo presente nel terreno a causa delle centinaia di test nucleari condotti negli anni '50 e '60 del secolo scorso. Quello più contaminato proviene dai terreni poveri di potassio, che spingono le piante ad assorbire il Cesio-137 e a passarlo alle api.
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Il 2020 è stato uno dei 3 anni più caldi della storia


L'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) ha pubblicato il nuovo rapporto sulla salute climatica del nostro pianeta, mostrando non solo che il 2020 è rientrato fra i primi 3 anni più caldi della storia - nonostante la pandemia e il fenomeno chiamato "La Niña" -, ma anche che tutti gli altri indicatori sono in peggioramento. Aumento del livello del mare, scioglimento dei ghiacci, siccità, eventi atmosferici estremi, ondate di calore e altri eventi sono sempre più preoccupanti.
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L’uomo ha iniziato a modificare la Terra 12.000 anni fa


La conclusione arriva da un nuovo studio internazionale che mette in discussione precedenti valutazioni secondo cui la maggior parte della massa continentale del pianeta era rimasta relativamente inalterata fino alla rivoluzione industriale: “In realtà c’è una lunga storia di insediamento e di uso del suolo da parte degli uomini, con quasi tre quarti della natura terrestre abitata, utilizzata e modificata dall’azione dell’uomo già 12mila anni fa”.
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Giornata mondiale della Terra, perché una dieta vegetale può proteggere il pianeta


Il tema centrale della Giornata della Terra (Earth Day) 2021 è "Restore Our Earth", cioè tutto ciò che ciascuno di noi può fare per ripristinare e proteggere gli ecosistemi del pianeta, devastati, contaminati e sovrasfruttati dalla nostra specie. Una delle migliori iniziative personali è abbracciare una dieta basata su alimenti di origine vegetale. Ecco perché.
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Si è sciolto l’iceberg più grande del mondo: A68 non esiste più, era diventato una “star” del web


E così, alla fine, si è sciolto l'iceberg più grande del mondo, diventato una star dei social media e noto con il nome di A68. Era grande circa 6.000 km quadrati (più o come quanto la Liguria), pesava quasi un miliardo di tonnellate e si era staccato dall'Antartide nel 2017. Si era anche temuto che potesse toccare i territori britannici della Georgia del Sud con conseguenze drammatiche per la fauna.
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L’84% delle microplastiche deriva dalle strade: restano nell’atmosfera fino a una settimana


Un nuovo studio internazionale guidato da scienziati dell'Università Statale dello Utah ha dimostrato che l'84% delle microplastiche deriva dalle strade, in particolar modo quelle extraurbane, dove i minuscoli frammenti che si staccano dagli pneumatici dei veicoli vengono "raccolti" dal vento e trasportati ovunque dai cicli atmosferici.
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Perché rischiamo una nuova pandemia a causa delle piantagioni per l’olio di palma


Mettendo a confronto i dati sui cambiamenti nelle coperture forestali con quelli della densità delle popolazioni e dello scoppio di focolai epidemici, due scienziati francesi hanno dimostrato che la deforestazione, il rimboschimento scriteriato e le monocolture commerciali (come quelle di palme da olio) favoriscono la diffusione di zoonosi e vettori di patogeni. Il rischio è che da questi ambienti stravolti, responsabili del crollo della biodiversità, possano emergere nuove, catastrofiche pandemie.
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Entro il 2100 le estati potranno durare fino a 6 mesi, se non fermeremo i cambiamenti climatici


Analizzando l'andamento delle temperature e le variazioni stagionali verificatesi nell'emisfero settentrionale tra il 1952 e il 2011, un team di ricerca cinese ha determinato che a causa dei cambiamenti climatici le estati in circa 60 anni hanno guadagnato 17 giorni. Se non faremo nulla per fermare il riscaldamento globale, entro il 2100 le stagioni estive potrebbero arrivare a durare fino a 6 mesi, con effetti catastrofici su ecosistemi, agricoltura e salute.
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Quasi tutta la vita sulla Terra (uomo compreso) sparirà in un miliardo di anni, secondo uno studio


Grazie a un sofisticato modello matematico basato su dati climatici e biogeochimici, due scienziati hanno determinato che entro un miliardo di anni l'ossigeno presente nell'atmosfera terrestre crollerà drasticamente e repentinamente, raggiungendo una concentrazione pari a un milionesimo di quella attuale. Ciò porterà alla scomparsa di tutte le forme di vita complesse, essere umano compreso.
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Questo video mostra la rottura di un iceberg grande quanto Roma dalla piattaforma glaciale antartica


La sezione di 1.270 chilometri quadrati si è staccata dalla piattaforma di ghiaccio Brunt dopo che una spaccatura scoperta nel novembre 2020 si è spinta a Nord-Est percorrendo fino a 1 km al giorno. Secondo i ricercatori della British Antarctic Survey che monitorano la situazione, il grande iceberg potrebbe allontanarsi oppure arenarsi e rimanere vicino alla piattaforma glaciale.
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L’anno della pandemia è stato anche il più caldo di sempre: 2020 da dimenticare


Gli scienziati del Copernicus Climate Change Service (C3S) hanno comunicato che il 2020 è stato l'anno più caldo di sempre, facendo registrare la medesima temperatura media del 2016 (durante il quale ci fu tuttavia il fenomeno El Nino). In Europa è stato l'anno più caldo in assoluto. Le anomalie più estreme nelle temperature sono state rilevate nell'Artico e in particolar modo in Siberia, che è stata squassata da incendi devastanti. Continuano ad accumularsi enormi quantità di CO2 in atmosfera.
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Nei prossimi decenni la tua città rischia di sprofondare


Analizzando i dati di numerosi studi dedicati al fenomeno della subsidenza, l'abbassamento del terreno provocato principalmente dall'esaurimento delle falde acquifere, un team di ricerca internazionale ha determinato che circa l'8 percento della superficie terrestre (12 milioni di chilometri quadrati) rischia di sprofondare nei prossimi decenni. Saranno interessate ben 1,2 miliardi di persone, il 19 percento della popolazione mondiale.
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L’iceberg più grande del mondo diretto verso isola-paradiso per pinguini e foche: rischio disastro


L'isola della Georgia del Sud nell'Atlantico meridionale è nel mirino del più grande iceberg al mondo, il "mostruoso" A68a lungo 150 chilometri e largo 50. Nello scenario peggiore la gigantesca massa ghiacciata distruggerà il fondale marino durante il suo percorso e si arresterà contro l'isola, alterando gravemente gli equilibri dell'ecosistema. Milioni di pinguini e foche avranno difficoltà enormi a raggiungere il cibo e potrebbero morire di stenti tutti i piccoli delle generazioni appena nate.
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La Grande Barriera Corallina ha perso metà dei suoi coralli ed è solo colpa nostra


Analizzando i dati delle comunità di coralli della Grande Barriera Corallina australiana, un team di ricerca dell'ARC Center of Excellence for Coral Reef Studies (CoralCoE) dell'Università James Cook ha determinato che in 30 anni c'è stata una riduzione dei coralli del 50 percento. Il crollo demografico ha colpito praticamente tutte le specie, di varie dimensioni e a diverse profondità. La causa sono i cambiamenti climatici che hanno innalzato la temperatura dell'acqua, a sua volta responsabile del fenomeno dello 'sbiancamento'.
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Il disastro ambientale in Russia forse causato da deposito con oltre 100 tonnellate di pesticidi


Le cause del disastro ambientale nella penisola della Kamchatka che ha causato la morte di moltissimi animali non sono ancora chiare, ma si comincia a pensare che sia coinvolto un deposito di pesticidi con oltre 100 tonnellate di sostanze chimiche interrate. Ispettori hanno trovato danni alle coperture e filo spinato tagliato, non si esclude dunque l'azione dolosa.
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Il buco nell’ozono è diventato più grande della Russia: picco di 24 milioni di km2 a inizio ottobre


L'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) ha annunciato che il buco nell'ozono negli scorsi giorni ha raggiunto un'estensione di ben 24 milioni di chilometri quadrati, un'area più grande della Russia. Il fenomeno è legato all'azione del vortice polare, che ha favorito le reazioni dei composti chimici prodotti dall'uomo in grado di degradare l'ozonosfera.
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I pigmenti dei fiori stanno cambiando a causa del riscaldamento globale e del buco dell’ozono


Analizzando campioni di fiori raccolti tra il 1941 e il 2017, un team di ricerca americano guidato da botanici dell'Università Clemson ha determinato che nei petali si sta modificando radicalmente la disposizione dei pigmenti deputati all'assorbimento dei raggi UV. In media, infatti, sono aumentati del 2 percento ogni anno nel corso di 80 anni. Per gli studiosi è una risposta ai cambiamenti climatici e al buco dell'ozono, che in futuro potrebbe condannare all'estinzione alcune piante.
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