Le parole di “Sei fantastica” di Max Pezzali, rivestono il trincerone di granata

di Monica De Santis

“Tante vittorie / Giorni bellissimi / Sconfitte stupide/ Giorni difficili / Tristezze ed euforie / Gioie e dolori / Ma sento sempre che tu ci sei / Che anche quando è dura non te ne vai / E anche con i denti combatterai / Sempre accanto a me non mi abbandonerai”. Le parole della canzone di Max Pezzali “Sei Bellissima” sono diventate l’omaggio che la città di Salerno ha voluto fare alla sua squadra. Così ieri pomeriggio il Trincerone cittadino è stato allestito in tutta la sua lunghezza con striscioni, su ognuno di essi una strofa della canzone, destinata a diventare un nuovo inno della squadra granata. Ma le iniziative per festeggiare il ritorno in serie A non si fermano. Sempre nella giornata di ieri in via Matteo Ripa, nel centro storico cittadino, altri tifosi hanno iniziato ad abbellire la strada con bandiere e strisce granata. Mentre bandiere e striscioni iniziano a spuntare ovunque, anche sul Forte la Carnale.

Ma c’è anche chi ha pensato bene di realizzare un buon gelato artigianale e dedicarlo proprio ai granata. L’idea è venuta a Fabio Falcone e suo fratello, titolari del Bar Gianni56, sul corso Vittorio Emanuele, dove da ieri tutti coloro che vorranno potranno assaggiare questa delizia targata Serie A.

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Napoli: “Stadio Arechi pronto ad accogliere le squadre di A”

“Lo stadio Arechi pronto ad ospitare le squadre più importanti”. Non ha dubbi il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, entusiasta per l’importante successo raggiunto dalla Salernitana, finalmente in serie A dopo 23 lunghi anni d’attesa. Al termine di una cavalcata fantastica la Salernitana ha conquistato la promozione in Serie A. Quali sono le sue sensazioni in queste giornate? “Sono molto felice ed orgoglioso per questo traguardo raggiunto con pieno merito dalla nostra Salernitana. Stiamo tutti cominciando a comprendere la dimensione storica dell’impresa degli uomini di Maurizio Castori, è una sensazione di euforia molto piacevole . Anche se naturalmente mitigata dal terribile momento storico che stiamo vivendo e dalla perdita di Fulvio e Loris due grandi tifosi della Salernitana che ci hanno lasciato proprio nelle ore durante le quali il sogno si compiva”.Il momento per lei più emozionante della stagione quando è scoccato?“Devo confessare di non esser riuscito a guardare in diretta il rigore che Tutino ha battuto, a tempo praticamente scaduto, contro il Pordenone. Appena l’arbitro ha assegnato la massima punizione , mi sono allontanato dal televisore e sono andato sul balcone. Avevo sotto di me il Centro Storico ed ho trattenuto il fiato insieme a tutta la città fino a quando non ho sentito il boato vittorioso. E’ stato un momento indimenticabile. In quel momento ho avuto la certezza che la Serie A fosse nostra. Niente e nessuno ci avrebbero più bloccato il cammino”…

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Serie A e figli d’arte…Ops, pronipoti d’arte: la famiglia Onorato tra corsi e ricorsi storici

Pronipoti d’arte…si nasce! Corsi e ricorsi storici per la famiglia Onorato, la cui storia è legata a doppio filo con quella della maglia granata. Il 7 maggio 2021, a ridosso della splendida vittoria per 2-0 contro l’Empoli, è nato Elio Onorato, pronipote di quell’Elio Onorato che fu protagonista, nel 1947, del primo approdo della compagine cittadina in massima serie. Coincidenze? Noi non crediamo, specie se consideriamo che quello stesso Elio Onorato divenne papà per la prima volta, proprio nel 1947, all’inizio del primo torneo disputato dalla squadra granata in massima serie.Oggi, in una sorta di parallelo storico, mamma Federica e papà Mariano Onorato, volto noto della musica salernitana (Frontman dei Soleado Pino Daniele Tribute Band), figlio di Amerigo, quel primogenito del campione di quella magica Salernitana, ma anche del Milan, oltre che di altre compagini, danno il benvenuto ad un piccolo Elio Onorato, negli stessi giorni in cui la città di Salerno esplode di gioia per il ritorno tra le grandi del campionato italiano.Il marmocchietto granata, eletto dal fato a mascotte ufficiale di questa storica ed inaspettata promozione, fa ritorno a casa, proprio tra i caroselli del 10 maggio, riempiendo d’orgoglio il cuore di mamma e papà, di zio Elio, di nonno Amerigo e dei nonni materni.Forse anche lassù qualcuno ama la Salernitana!

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Salernitana in serie A, Vittorio Tosto: “Io esulto come un salernitano vero”

di Andrea Criscuolo

Indimenticato terzino sinistro (del vecchio calcio, oggi si definirebbe esterno basso ) degli anni d’oro granata della Salernitana di “Rossilandia”, Vittorio Tosto, visibilmente contento ed emozionato per la vittoria del campionato della squadra granata, è stato ospite della trasmissione social di successo de Le Cronache “Attenti a noi 2” in onda ogni mercoledì alle ore 20.30 e condotta dal Direttore Tommaso D’Angelo e da Andrea Criscuolo. “Lo sapete tutti, ho giocato in tante compagini importanti di tutta Italia per le quali ho stima, ma mi sento Salernitano e tifoso della Salernitana, ringrazio Dio per farmi vivere una sensazione così bella e profonda. Realmente non sono mai andato via da Salerno, non sono nato là ma invidio chi ci ha avuto i propri natali in quella meravigliosa città. Sono molto felice, ma non posso non ricordare la tragedia del povero Loris che ha rattristato tutti, e ricordo anche l’amico Fulvietto De Maio

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Salernitana. Sindaco Napoli: “Ci avete regalato una gioia immensa”

Era presente durante la premiazione della Salernitana allo stadio Arechi di Salerno, il sindaco Vincenzo Napoli, che ha voluto regalare un cavalluccio marino in ceramica alla squadra: Vi abbraccio tutti a nome della città di Salerno.

Siete stati un gruppo meraviglioso capace di superare ogni avversario ed ogni difficoltà. Ci avete regalato una gioia immensa conquistando una promozione storica e meritatissima. Avrete sempre un posto speciale nei nostri cuori granata.  Ed il meglio deve Ancora venire.  Macte Animo. Forza Salernitana Forza Salerno” ha detto il sindaco nel suo intervento allo Stadio salernitano. (foto Massimo Pica)

 

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Salernitana. Sindaco Napoli: “Ci avete regalato una gioia immensa”

Era presente durante la premiazione della Salernitana allo stadio Arechi di Salerno, il sindaco Vincenzo Napoli, che ha voluto regalare un cavalluccio marino in ceramica alla squadra: Vi abbraccio tutti a nome della città di Salerno.

Siete stati un gruppo meraviglioso capace di superare ogni avversario ed ogni difficoltà. Ci avete regalato una gioia immensa conquistando una promozione storica e meritatissima. Avrete sempre un posto speciale nei nostri cuori granata.  Ed il meglio deve Ancora venire.  Macte Animo. Forza Salernitana Forza Salerno” ha detto il sindaco nel suo intervento allo Stadio salernitano. (foto Massimo Pica)

 

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Mezzaroma,Salernitana sarà in buone mani ma serve tempo

“Come in tutti i lunghi cammini, quando si arriva a meta, c’e’ gioia. Pero’ c’e’ anche forse un velo di malinconia, di tristezza”. A dirlo e’ il co-patron della Salernitana, Marco Mezzaroma, prima dell’inizio della cerimonia di premiazione, allo stadio Arechi di Salerno, da parte della Lega di Serie B per la promozione in serie A. Mezzaroma aggiunge pero’ di essere “contento”. “Noi naturalmente troveremo una soluzione che sia compatibile e prevista dalle normative sia sportive che civili. Mi sento di dire che qualunque essa sia, la Salernitana continuera’ ad essere in buone mani”, aggiunge. “Abbiamo chiaro il perimetro della normativa, pero’ sicuramente non vogliamo subire un esproprio proletario, nel senso che una cessione ha necessita’ di tempi, di verifiche, probabilmente, poco compatibili con i tempi previsti dalla normativa. Ma abbiamo tutta l’intenzione di ottemperare a quanto previsto dalla normativa”, conclude.

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Mezzaroma,Salernitana sarà in buone mani ma serve tempo

“Come in tutti i lunghi cammini, quando si arriva a meta, c’e’ gioia. Pero’ c’e’ anche forse un velo di malinconia, di tristezza”. A dirlo e’ il co-patron della Salernitana, Marco Mezzaroma, prima dell’inizio della cerimonia di premiazione, allo stadio Arechi di Salerno, da parte della Lega di Serie B per la promozione in serie A. Mezzaroma aggiunge pero’ di essere “contento”. “Noi naturalmente troveremo una soluzione che sia compatibile e prevista dalle normative sia sportive che civili. Mi sento di dire che qualunque essa sia, la Salernitana continuera’ ad essere in buone mani”, aggiunge. “Abbiamo chiaro il perimetro della normativa, pero’ sicuramente non vogliamo subire un esproprio proletario, nel senso che una cessione ha necessita’ di tempi, di verifiche, probabilmente, poco compatibili con i tempi previsti dalla normativa. Ma abbiamo tutta l’intenzione di ottemperare a quanto previsto dalla normativa”, conclude.

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Lotito: “Faremo una squadra per rimanere in A”

“Allestiremo una squadra per rimanere in serie A”. Lo ha annunciato, nel corso dei festeggiamenti in occasione della promozione della Salernitana in serie A, il patron Lotito. L’ipotesi più accreditata, dunque, è che possa esserci ora un braccio di ferro con la Fgc che dice no alla multiproprietà. Con i granata in A, Lotito è costretto a vendere proprio perchè la legge vieta la possibilità di essere presidente di due squadre, appartenenti alla medesima serie. A quanto emerge, Lotito non è intenzionato a vendere, nonostante le dichiarazioni della moglie. Cristina Mezzaroma, che aveva invece lasciato intendere un colloquio con una eventuale nuova proprietà.

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Festa della Salernitana, allo Stadio Arechi la premiazione della squadra

Lo stadio Arechi di Salerno, ospita dalle ore 17, la festa in onore della Salernitana, che domenica ha conquistato la promozione in Serie A.

Presenti alla premiazione anche il Governatore Vincenzo De Luca ed il sindaco Vincenzo Napoli, ed ancora Claudio Lotito e Marco Mezzaroma. Mauro Balata, numero uno della Lega B consegnerà la coppa tradizionalmente destinata alla seconda classificata nel campionato cadetto.

 

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Promozione della Salernitana, i complimenti di De Luca

Rivolge i complimenti alla Salernitana “per la promozione in serie A” e al Napoli per “la conclusione di un campionato incredibile con un gioco straordinario”, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. E in diretta Fb, al Benevento rivolge invece un “grande in bocca al lupo affinche’ resti in serie A”. “Rivolgo i miei complimenti ai giocatori della Salernitana, ora bisogna lavorare da subito per prepararsi alla serie A e per risolvere alcuni problemi societari – ha detto – in bocca al lupo, invece, al Benevento che ha fatto un campionato straordinario comunque, ha fatto un miracolo, sarebbe un peccato non mantenere la massima serie”.

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Salernitana;appello a imprenditori locali per cordata

“La Salernitana portera’ in alto il nome di Salerno, della Campania e del Meridione favorendo lo sviluppo economico, spero per lungo tempo. Sono pronto e propongo un progetto di ampio respiro che cerchi di fare della Salernitana un team competitivo, con una formula ‘solidale'”. Cosi’ Luigi Snichelotto, imprenditore e presidente dell’associazione “AssoMiMe” (Mezzogiorno Italia Mediterraneo Europa) che ha lanciato un appello al mondo dell’impresa salernitana e campana. In particolare l’imprenditore vorrebbe “creare una cordata tesa all’acquisizione del club: tutti insieme, per rilevare la societa’. Creare una rete di imprenditori, senza scopi speculativi, ma spinti solo dal senso di responsabilita’”. Com’e’ noto, infatti, dopo la promozione in serie A la Salernitana avra’ 30 giorni di tempo per risolvere l’incompatibilita’ provocata dalla multiproprieta’. Le norme federali non consentono ad un imprenditore di avere due club nella stessa categoria ed il vincolo e’ esteso fino al quarto grado di parentela. Nel caso specifico la Salernitana ha come co-patron Claudio Lotito, gia’ presidente della Lazio, e Marco Mezzaroma che e’ suo cognato. “Sono consapevole – ha aggiunto Snichelotto – che l’investimento sia importante e non alla portata del singolo investitore, se non in casi diversi dal nostro ed anche connotato da una buona dose di rischio, ma sarebbe un onore partecipare e fare l’impresa, tutti insieme”. Per Snichelotto “la Salernitana ha dimostrato in questi anni uno spirito indomito, da vero combattente, con la rinascita dalla serie C alla serie A di oggi. Una vera testimonianza di tenacia e determinazione. Un impeto di entusiasmo per la citta’, che, come tutta Italia, guarda con fiducia al futuro e nel rilancio post pandemia. Una storia, un’impresa importante, quella realizzata dalla squadra, che ci deve far riflettere. Io ci credo. Chiedo agli imprenditori di crederci per dar vita a una cordata virtuosa che possa disegnare il futuro dell’US Salernitana 1919. Insieme possiamo farcela”.

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Cristina Mezzaroma: “Auguro il meglio alla Salernitana e alla nuova proprietà”

“Sono orgogliosa, innanzitutto, di mio figlio, di mio marito e di mio fratello perchè anni fa, a dispetto di tutto e tutti, hanno portato a termine un grande progetto, raggiungendo un traguardo meritatissimo per la Salernitana e per la città di Salerno”. Lo ha dichiarato Cristina Mezzaroma, moglie di Claudio Lotito all’indomani della vittoria dei granata, in serie A dopo un’attesa lunga 23 anni. “Una città che avrà sempre un posto nel mio cuore non tanto dal punto di vista calcistico, perchè non me ne intendo molto, ma da quello umano. Gente solare, accogliente, piena di allegria e capace di far provare grandissime emozioni – ha aggiunto Mezzaroma – Un po’ di tristezza c’è perchè, a questo punto, questa società portata alla massima divisione dalla mia famiglia dovrà passare la mano. Mi auguro che la nuova proprietà la sappia curare, gestire e amare, proprio come l’ha amata la mia famiglia. Auguro tutto il meglio alla Salernitana sempre e comunque affettuosamente. Conserverò per sempre la mia collezione di cavallucci”. La Mezzaroma ha sottolineato che nonostante le difficoltà “rimangono i bei ricordi”, evidenziando anche il traguardo raggiunto dalla squadra e dalla società: “meritatissimo per la città, gente solare, accogliente, piena di allegria e capace di far provare grandissime emozioni”. Felice ed emozionato anche Enrico Lotito, figlio di Claudio che ha ringraziato la squadra, dedicando la promozione anche al giovane tifoso deceduto nella serata di ieri e ha sottolineato l’importanza di Angelo Fabiani per il raggiungimento del traguardo.  Lotito e Mezzaroma avevano rilevato la Salernitana quando fu rifondata dopo il fallimento nel 2011: all’epoca era nei dilettanti e per questo non scattò la tagliola della proprietà di un solo club professionistico per il presidente della Lazio. La società è divisa esattamente al 50%: metà è in mano alla Morgenstern, società riconducibile a Mezzaroma e sua sorella Cristina, moglie di Lotito; l’altra metà è della Omnia Service, controllata dal figlio Enrico Lotito. Al di là dei tecnicismi, il club campano è stato sempre considerato società una società satellite di Lotito, a cui i tifosi granata rimproverano di privilegiare l’interesse per la Lazio. Una soluzione potrebbe essere la creazione di un trust con l’ingresso di un fondo nel capitale della Salernitana. E c’è chi azzarda persino una mossa a sorpresa sul fronte Lazio: il club biancoceleste è quotato in Borsa e ha una struttura particolare, il 67% è diviso fra tre società (Snam Lazio Sud, Linda e Bona Dea) che detengono il controllo attraverso un altro soggetto e nessuna di loro ha partecipazioni nella Salernitana (di cui peraltro neppure Lotito padre è azionista). Per il futuro, comunque, la Figc ha reso ancor più rigide le proprie norme nell’ultimo Consiglio, proprio per evcitare nuovi casi Lotito: da luglio chi è proprietario di un club professionistico non potrà averne un altro neanche nei dilettanti, tranne i casi già esistenti che avranno una deroga.

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Lotito: Ho mantenuto gli impegni che avevo assunto

Claudio Lotito, co-patron della Salernitana, h commentato con poche battute la promozione ottenuta dai granata dopo il successo di Pescara: “Una grande gioia e una grande soddisfazione. Ho mantenuto gli impegni che avevo assunto”.

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Lotito: Ho mantenuto gli impegni che avevo assunto

Claudio Lotito, co-patron della Salernitana, h commentato con poche battute la promozione ottenuta dai granata dopo il successo di Pescara: “Una grande gioia e una grande soddisfazione. Ho mantenuto gli impegni che avevo assunto”.

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Speciale Salernitana la festa Granata minuto per minuto

Speciale Salernitana, la festa Granata minuto per minuto

 

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Speciale Salernitana: la festa Granata minuto per minuto

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La festa Granata minuto per minuto

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Ad un passo dalla A…esplode la festa in città

Una città in attesa. Al fischio finale, a Salerno è esplosa la festa: la Salernitana è ad un passo dal sogno, ad un passo dalla serie A. All’esterno dell’Arechi, i tifosi hanno bloccato il pullman per festeggiare i calciatori per poi dirigersi sotto casa di Mister Castori, costretto alla quarantena dopo la positività al Covid.

Le foto e i video dei festeggiamenti di oggi

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La Salernitana batte pure l’Empoli

La Salernitana batte pure l’Empoli, il Monza resiste se ne riparla lunedì a Pescara. Ai granata basta la vittoria

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Salernitana, all’ultimo assalto agguanta la vittoria sorpasso

All’ultimo assalto. Quando ormai stanchezza e un pizzico di delusione le si leggevano negli occhi, con il cronometro che correva sempre più veloci, la Salernitana mette le mani sulla Serie A. Minuto 96 in corso, Tutino si lancia su un pallone filtrante e Barison, centrale del Pordenone, lo mette giù. È rigore. Dal dischetto va proprio il bomber granata che non sbaglia portando i granata ad un passo dal sogno. La vittoria di Pordenone è una di quelle che potrebbe davvero restare nella storia della Salernitana. A due giornate dal termine i granata riconquistano il secondo posto con due punti di vantaggio sulla coppia formata da Monza e Lecce. Con due vittorie contro Empoli e Pescara, i granata sarebbero in A a prescindere dai risultati delle altre. Padrona del proprio destino, quindi la formazione granata che contro un indomito Pordenone ha sofferto tanto. Eppure, la gara era iniziata nel migliore dei modi. Verticalizzazione di Casasola per Gondo e pallonetto beffardo a insaccarsi alle spalle di Perisan. Col vantaggio, la squadra granata, ancora orfana di Castori, tornata al 4-4-2 per l’occasione ha pensato soprattutto a gestire non riuscendo a chiudere il match. Un’occasione per Kupisz ma poco altro anche se la poca presenza in attacco è stata compensata dall’ottima presenza difensiva che ben poco ha lasciato ai padroni di casa. I padroni di casa hanno sfiorato il pari sul finire del primo tempo con Ciurria che però non ha inquadrato lo specchio. Nella seconda parte di gara il Pordenone però ha alzato il baricentro e dopo un miracolo di Belec su tiro di Butic è arrivato il pareggio locale con un tiro di Misuraca, al primo gol stagionale. Subita la rete in casa granata è stato il festival del cambio, anche se qualche correttivo andava probabilmente applicato prima della rete dei neroverdi. La Salernitana però non è riuscita a rendersi mai pericolosa. Anzi, sono stati i padroni di casa a sfiorare il gol della vittoria con Camporese, sulla cui conclusione Belec è stato ancora una volta prodigioso. Correva il minuto 81. Poi il lungo recupero, le perdite di tempo del Pordenone e il guizzo di Tutino che fa esplodere la gioia della squadra in campo e di una città intera che per novanta minuti si è fermata per seguire la partita. Venerdì si torna in campo: la promozione è davvero vicina. Un traguardo inimmaginabile a inizio campionato e che ora si inizia a intravedere. Manca l’ultimo sforzo, le ultime due finali da vincere. (Foto Us Salernitana)

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Il Monza vince ma nulla cambia

di Fabio Setta

Una sconfitta pesante, pesantissima ma che lascia invariate le possibilità della Salernitana di raggiungere il secondo posto che vale la Serie A. Grazie al Cittadella che ha espugnato Lecce, i granata restano a meno dai salentini anche se il Monza ora è a meno due. A tre giornate dalla fine, è ancora tutto in gioco. Certo che ci vorrà una Salernitana diversa rispetto a quella vista in campo contro il Monza che, meritatamente, ha espugnato l’Arechi. Con le due squadre schierate a specchio, entrambe con il 3-5-2, nel primo tempo la partita è stata molto bloccata. Possesso palla al Monza, Salernitana in ripartenza. Copione tattico chiaro sin dai primi minuti quando i brianzoli sono andati vicinissimi al gol del vantaggio con un tiro di Sampirisi al 12 su cui Belec è stato a dir poco prodigioso. L’unica vera emozione di un primo tempo inevitabilmente contratto e teso, con le due compagini desideroso di vincere ma attente soprattutto a non perdere. Posta in palio altissima, d’altronde, e chissà magari anche per questo dopo tre minuti l’arbitro ha sorvolato su intervento di Frattesi su Gondo in area di rigore che è sembrato chiaramente da rigore. Il Var è ancora offline e così ai granata è rimasto l’amaro ma anche quella carica nervosa in più da sfruttare nel corso della partita. Nella prima frazione, però, i granata, in fase offensiva non hanno fatto tantissimo. Un tiro di Capezzi, una girata di testa di Gondo, un tentativo di Kiyine e poco altro anche se nel finale di frazione la squadra, orfana del tecnico Castori, ha preso decisamente in mano la partita, magari spinta anche dalle notizie positive che arrivavano dal Via del Mare di Lecce. La frittata di Gyomber e Di Tacchio a inizio ripresa ha favorito il gol di Frattesi ma sono bastati due minuti ai granata per ritrovare il pari con Gondo, cambiando in un attimo l’inerzia del match. Sembrava poter essere la svolta per l’ennesima rimonta granata. Invece Tutino e compagni, invece, non hanno avuto la forza di continuare a spingere e il Monza alla lunga è venuto fuori. Dopo un paio di buone occasioni con Belec ancora protagonista ancora su Frattesi, la svolta è arrivata nel finale dopo l’ingresso di Balotelli. All’andata aveva segnato dopo quattro minuti, questa volta al primo pallone toccato, quasi avesse un conto aperto con la Salernitana. Dopo la girandola di cambi granata ininfluente ancora Supermario ha battuto Belec facendo calare il sipario sull’Arechi, bagnato da una pioggia decisamente fuori stagione e si spera non simbolica. La corsa non è finita e la Salernitana, calendario alla mano, ha tante possibilità di raggiungere il secondo posto. Bisognerà voltare subito pagina: martedì c’è già la sfida sul campo del Pordenone. Serve una vittoria, forse tre per tagliare il traguardo. Serve calma, compattezza ed equilibrio anche da parte di chi circonda la squadra granata.

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Tifosi uniti contro “l’irresponsabile” Monza

Dopo tanto procrastinare, tergiversare e attendere, finalmente ci siamo. Quest’oggi la Salernitana, dopo due settimane di stop forzato, in tutti i sensi, tornerà in campo all’Arechi contro la mancata “ammazza campionato” Monza dell’inossidabile duo Berlusconi-Galliani. Una gara decisiva per ambo le parti, e alla quale le due compagini arriveranno con umori, e probabilmente motivazioni, totalmente differenti. Se la Salernitana, orfana pro tempore di mister Castori causa Covid, ha lavorato tranquillamente in settimana nel “bunker inavvicinabile” del Mary Rosy pensando solo ed esclusivamente alla partita di oggi, così non è stato, invece, per i brianzoli del confermatissimo Christian Brocchi. La gita fuori porta al casinò di Lugano di otto componenti del gruppo squadra, capitanata dai “membri più rappresentativi” come Boateng, Barillà e Donati, non è certamente passata inosservata. Un incidente di percorso che ha scatenato un mare di polemiche su ogni fronte, interessato e non. Incidente di percorso, o mancanza di rispetto che dir si voglia, alla fine costato caro agli “svizzeri”, non fermati per la trasferta di Salerno dall’ATS di Monza come protocollo vorrebbe o dalla FIGC, ma ufficialmente per “esclusivi motivi tecnici dovuti a deficit di preparazione”. Che si tratti realmente di motivi tecnici o di punizioni non è dato sapere, ma tant’è. In questa caotica e bizzarra settimana sono stati tanti i commenti dei tifosi granata, sentimentalmente divisi dalla voglia di portare a casa un risultato importantissimo e, non di meno, dalla querelle che ha visto protagonisti gli otto “epurati” calciatori monzesi. Uno di questi è Alessandro Di Muro: «Credo che, a prescindere da tutto, i calciatori del Monza abbiano commesso una grande leggerezza, penalizzando in primis loro stessi, avendo scelto di adottare un atteggiamento non professionale, che potrebbe costare il raggiungimento dell’obiettivo. Si può dire che Galliani, che si è permesso di giudicare la Salernitana sul caso Reggiana, sia il classico personaggio che predica bene e razzola male. Inoltre, il fatto che i calciatori vengano visti solo ed esclusivamente come sportivi e non come privati cittadini, mi lascia alquanto perplesso. Uno schiaffo in faccia a chi non ha mai trasgredito le regole, ma persino a chi lo ha fatto ed è stato giustamente sanzionato. Chi sbaglia paga, ed è giusto che siano stati esclusi dalla partita. In ogni caso, spero che la Salernitana scenda in campo con la solita grinta e possa farsi un sol boccone dei “Galliani boys”». Pensiero condiviso anche da Bruno Paolillo: «La situazione venutasi a creare lascia noi tifosi con l’amaro in bocca. Al di là delle rivalità calcistiche, da oltre un anno a questa parte siamo stati privati della possibilità di assistere ai match delle nostre squadre del cuore in nome del rispetto di normative anti contagio che poi. come dimostra questa vicenda, vengono tranquillamente violate proprio da coloro che dovrebbero dare l’esempio, ovvero i calciatori. La leggerezza con cui l’ATS brianzola ha affrontato la questione mette in evidenza la disparità di trattamento tra cittadini/tifosi e personaggi pubblici quali sono gli stessi calciatori – dice Paolillo, che poi aggiunge – Indipendentemente dal risultato di domani, da tifoso posso ritenermi più che soddisfatto della stagione e dei risultati conseguiti dalla truppa guidata da mister Castori. Finalmente, dopo anni altalenanti in serie cadetta, ho avuto modo di veder scendere in campo un gruppo coeso che suda la maglia e che lotta per obiettivi ambiziosi. In organico non abbiamo i “fenomeni” del Monza, ma spesso e volentieri le sole “figurine” non bastano a vincere le partite. Forza Salernitana». Sulla stessa falsa riga anche il commento di Carlo Greco – vecchio speaker del Vestuti – che non lesina stoccate all’indirizzo di Adriano Galliani: «Ciò che è accaduto a Monza è assurdo sotto tutti i punti di vista. Otto calciatori, se non di più, per altro pagati profumatamente, che se ne vanno al Casinò in beffa alle norme Covid in vigore ha del paradossale. Il signor Galliani, che spesso e volentieri veste i panni del “professore di mandolino”, se avesse avuto gli attributi avrebbe dovuto infliggere immediatamente una multa salatissima ai propri tesserati, nonché, ad iniziativa diretta della società, sospenderli da ogni attività se non addirittura metterli fuori squadra con sospensione degli emolumenti pro tempore. Per quanto riguarda la partita – conclude Greco – temo soltanto un eventuale calo di tensione da parte dei giocatori granata, che comunque sono stati psicologicamente colpiti da tutta questa brutta storia e che troveranno un Monza inviperito e totalmente provocatorio in campo. Comunque vada, sempre forza granata». Speranzoso, invece, l’umore di Gianpaolo Capozzoli: «Arrivati a questo punto, la speranza e la voglia di conquistare un qualcosa di straordinario è tanta. Dobbiamo credere nello sprint finale, con la consapevolezza che la squadra mentalmente e atleticamente c’è. Sinceramente a noi ciò che è successo in casa Monza non deve interessare. Ormai stiamo “ballando” e dobbiamo continuare a “ballare”. Forza Salernitana sempre». Parere molto simile a quello di Alessandro Santangelo: «”Io so che se vorrò un esistenza appagante sarà perché sono disposto a battermi e a morire per quel centimetro”, diceva Al Pacino in “Ogni maledetta domenica”. Finalmente in campo, credo che i ragazzi faranno una buona gara, anche se domani servirà gettare il cuore oltre l’ostacolo. Abbiamo bisogno di mangiare letteralmente il campo e la palla. La spinta dei tifosi ci sarà, anche se solo mentale, perché la nostra anima è lì nel principe degli stadi». In conclusione, il commento di Antonio Di Filippo: «Che dire, si tratta dell’ennesimo numero da circo di questa federazione e di questa pseudo organizzazione sociale, burocratica e/o calcistica. Ma d’altronde il calcio costituisce solo un aspetto della società nella quale viviamo e, come tale, è permeata dall’incoerenza, dall’approssimazione e dalla disorganicità di norme, provvedimenti e decisioni che cozzano completamente con qualsiasi concezione di giustizia. E tutto ciò va sottolineato nonostante la scelta, reale o di circostanza, di escludere gli 8 giocatori di poker dalla lista dei convocati – precisa Di Filippo, che poi conclude – Magari si può pensare che, considerando la distanza minima tra Monza e Lugano, gli appassionati al gioco del poker di cui sopra avranno pensato che Lugano fosse una città italiana. Ma tant’è. La situazione si è trascinata per giorni con un rimpallo di dichiarazioni, a volte coerenti e altre meno. In buona sostanza, è una pagliacciata imbarazzante che però, come sempre accade in Italia, non avrà gravi conseguenze. Speriamo soltanto che la Salernitana in campo riesca a certificare la differenza che c’è tra uomini e giocatori di calcio e ragazzini e giocatori di poker». Francesco La Monica

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Otto giocatori del Monza al Casinò in Svizzera: la nota della Società brianzola

La società A.C. Monza, in merito alla notizia apparsa su diverse testate giornalistiche che riguardava la presenza di 8 calciatori in un casinò in Svizzera, ha diratamato quest’oggi il seguente comunicato con il tentativo di far chiarezza su quanto accaduto:
“L’AC Monza ha appreso dagli organi di stampa che ieri pomeriggio, al termine dell’allenamento, alcuni calciatori si sono recati al Casinò di Lugano.
Non è vietato recarsi in Svizzera; è però stata senz’altro una leggerezza averlo fatto in questo periodo.

I predetti calciatori intendevano trascorrere insieme qualche ora libera del pomeriggio. Hanno peccato di ingenuità e hanno riconosciuto l’errore.
L’AC Monza ha prontamente comunicato l’ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Sanitaria locale di riferimento e continua a osservare il protocollo anti Covid-19 della Figc, che prevede che i calciatori possano svolgere le loro attività sottoponendosi a tamponi periodici“.

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Castori: Ho il Covid. Lettera ai tifosi granata

Cari tifosi, cari salernitani,
ho trovato sulla mia strada un avversario a cui non ero preparato: il Covid-19. Purtroppo sono io il tesserato del gruppo squadra risultato positivo al virus mercoledì scorso. Voglio innanzitutto rassicurare tutti: sto abbastanza bene e ci vuole ben altro per abbattermi.
In questi giorni sto percependo il grande affetto della Proprietà, dei dirigenti, dei miei collaboratori e di tutti i calciatori. Il Covid ti costringe all’isolamento, ma io non mi sento solo. E non mi sento solo perché ho la mia famiglia e la Salernitana. Ed ho tutti voi, che con grande discrezione mi state testimoniando la vostra solidarietà.
Un grazie anche a tutti i giornalisti, i quali hanno rispettato la scelta iniziale, mia e della società, di non divulgare il mio nome, e che in diversi modi mi incoraggiano e si informano sul mio stato di salute. Grazie a tutti, davvero. Salerno è capace di un amore straordinario e la Salernitana è la degna espressione di questa città.
Purtroppo, il Covid mi terrà lontano dai campi per un po’. Temo di non poter essere in panchina per la gara col Monza e forse anche per le successive. Questo mi rattrista e mi fa arrabbiare tantissimo. Non immaginate cosa darei per poter essere con i miei ragazzi in questo momento decisivo della stagione. I miei collaboratori, a cominciare da Riccardo Bocchini, sapranno gestire al meglio gli allenamenti e le gare, ma il problema è che la Salernitana manca a me. Mi manca quella panchina, mi manca l’erba dell’Arechi, mi mancano i miei ragazzi.
Io sarò con loro e li esorto a portare a compimento questa straordinaria stagione di cui sono gli artefici. Non sarò in panchina, ma col cuore sarò sempre con loro. E mi auguro che questo campionato possa proseguire all’insegna del merito e della sportività, valori nei quali la Salernitana ha sempre creduto e che sono le linee guida della società granata. Io dovrò battere il Covid, la squadra, la nostra squadra, proverà a superare gli avversari che affronterà in queste ultime quattro partite. Mi auguro che il virus abbia capito di non potersi misurare con questo gruppo e se la sia presa solo con me.
Ci vedremo presto. Ed insieme, ne sono certo, vivremo altre emozioni, quelle che solo il calcio sa regalare.
Macte animo.
Fabrizio Castori
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Tifosi granata contro Galliani: siamo indignati

di Francesco La Monica

Che alla fine sarebbe prevalsa la linea Galliani c’era da aspettarselo. La decisione di sospendere immediatamente il campionato di Serie B, proprio sotto la spinta dell’attuale AD del Monza, è arrivata nel momento “giusto”, attendendo l’episodio “giusto”. L’esplosione di contagi da COVID-19 avvenuta in casa Pescara, non ha fatto altro che dare modo al celebre “Condor” brianzolo di fiondarsi sulla preda e “spolparla” fino alla fine. Un’occasione irripetibile per chi, in sede di mercato, ha speso fior di milioni per poi ritrovarsi, a quattro giornate dal termine, a distanza quasi siderale dalle prime due posizioni in classifica che significherebbero promozione diretta. Fa nulla se per chiudere in tempo la stagione ed evitare disguidi con le varie Federazioni, per ciò che concerne le convocazioni in Nazionale, occorrerà giocare quattro volte in dieci giorni e l’intero post season in meno di quindici. Fa nulla se, in caso di ennesimo “cluster” stagionale, la fine del torneo potrebbe slittare alle calende greche o giù di lì. L’importante è, sempre a detta dei promotori di tale decisione, preservare la regolarità del campionato. Non importa, dunque, che per la fase cruciale della stagione si avrà un nuovo calendario con possibili beneficiari e probabili danneggiati come, ad esempio, Salernitana e Lecce. Due, tra l’altro, delle quattro società su 20 che hanno scelto di astenersi dalla decisione assunta e poi ufficializzata dal Consiglio Federale. La squadra granata, dal canto suo, sarà probabilmente quella più penalizzata di tutte, considerato l’ottimo momento psicofisico accresciuto dall’eroica vittoria in rimonta contro il Venezia. Quest’oggi all’Arechi i granata avrebbero dovuto affrontare proprio il Monza che, al contrario, vive una situazione difficile dal punto di vista tecnico e psicologico. Ma tant’è. Nelle ultime ore, a Salerno, sono tanti i tifosi ad aver espresso indignazione verso tale decisione e, non di meno, nei confronti di Adriano Galliani. Uno di questi è Giuseppe Donnarumma: «Se, eventualmente, questo stop del campionato fosse dovuto alla paura di Galliani di affrontare la “garra charrua” dei granata, vuol dire che il suo progetto di portare in serie A una squadra composta da grandi nomi, o presunti tali, è affondato definitivamente. Evidentemente fare lo spendaccione con i soldi di Berlusconi non ha portato i frutti sperati. A prescindere da tutto, spero vivamente che ad andare in massima serie siano tutte tranne che il Monza, e ciò a dimostrazione che nel calcio, ciò che conta realmente, sono le motivazioni, i sogni e le speranze, e non gli interessi economici. Mi auguro, comunque, che in queste due settimane Castori possa recuperare Aya e Coulibaly, che sono due pedine fondamentali della nostra Salernitana. Con la speranza che, al termine della gara proprio contro il Monza, si possa festeggiare una grande vittoria per continuare a sognare». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il pensiero di Daniela Ianniello, che pone l’accento anche sulla questione Asl: «Credo che il blocco del campionato sia figlio dell’episodio “Juventus-Napoli” che, senza dubbio, ha creato il precedente. Ad inizio campionato, le società di A e B hanno firmato ed approvato un protocollo che, a causa della “trovata” dell’ASL, è stato totalmente sconfessato. A questo punto, credo che la decisione più giusta sia quella di cristallizzare la classifica ed annullare la disputa di play-off e play-out. Detto questo, per quanto riguarda i “signori” Galliani e Berlusconi, banalizzare le regole per fini personali è a dir poco vergognoso. La colpa non è di nessuno se il Monza è lontano dalla promozione diretta pur avendo speso fior di quattrini. I regolamenti vanno rispettati sempre e comunque, e non per convenienza. A prescindere, comunque, noi siamo salernitani e, dunque, diversi dagli altri. Godiamoci il momento, sogniamo e sosteniamo la squadra fino alla fine contro tutto e tutti. Fin quando esisterà la Salernitana, non esisteranno raggiri e tornaconti personali di sorta. Il calcio è e resterà sempre della gente. Senza tifosi, il calcio non può continuare». Nel contempo, però, c’è anche chi nello stop vede dei vantaggi, come Sergio Liguori: «Vista la condizione psico-fisica delle dirette rivali alla promozione diretta, senz’altro avrei preferito giocare, però bisogna pur dire che in questo modo abbiamo la possibilità di recuperare gli infortunati e alcuni calciatori in ritardo di condizione. In più, i recuperi delle partite non giocate potrebbero “regalarci” un Pordenone già salvo e un Pescara retrocesso che , gioco forza, giocherebbero con meno stimoli. Bisogna anche tener presente che il Pescara è tra le squadre che lottano per non retrocedere, ed ha tutte le ragioni che il campionato si svolga nella regolarità più assoluta». Dello stesso parere anche Jacopo Leone: «Lo stop del campionato, in fin dei conti, è coerente con la contemporaneità voluta ad inizio stagione. Purtroppo stiamo parlando di un qualcosa di non programmabile come il Covid. Volendo fare un discorso prettamente di “campo”, la Salernitana stava attraversando un ottimo momento sia dal punto di vista mentale e sia fisico, però c’è da dire che, con la sosta, possiamo recuperare elementi importanti, su tutti Coulibaly. Gli alibi sono fini a se stessi. Alla fine è il campo quello che conta». C’è anche chi, come Vincenzo D’Andria, non vede l’ora che arrivi il primo maggio: «In meno di 24 ore stiamo notando che il calcio non è più della gente. L’ultima decisione, ovvero quella di bloccare il campionato di B, rasenta il ridicolo. Troppo comodo per Galliani bloccare il campionato in un momento in cui la sua squadra, nonostante sia stata costruita con mattoni d’oro, si sarebbe trovata di fronte ad una delle squadre più in forma del campionato. Da una parte, però, i tifosi possono sorridere, perché ci saranno dei recuperi importanti come quelli di Aya, Coulibaly e Lombardi. Sarà un piacere battere il Monza alla ripresa dopo questa farsa». Dulcis in fundo, il commento di Antonio Di Filippo: «Siamo di fronte all’ennesima farsa. L’ennesima occasione mancata per far rispettare le regole, l’ennesimo momento di sprezzo della lealtà, dell’uguaglianza e del sentire sportivo. Mai definizione è stata più ironicamente indicata per il campionato cadetto, autodefinitosi “il campionato degli italiani”. Quegli italiani che si danno delle regole per non rispettarle. Quegli italiani che pongono dei paletti per poi aggirarli. Quegli italiani che, a seconda degli interessi di bottega, riescono a dire sì o no senza una motivazione logica. In tal senso, credo che il problema sia all’origine, ovvero l’aver trattato episodi simili, come il caso Reggiana e il caso Empoli, in modo totalmente differente e, di conseguenza, dando la possibilità di partorire questo ennesimo abominio. Un abominio che ha un unico protagonista, che ha nel Deus ex machina il prode Adriano Galliani. Un personaggio che a Salerno già conosciamo per le trame indegne ed infami di 22 anni or sono. Ora è difficile dire se la Salernitana sarà danneggiata o beneficerà di questo stop, anche se Castori pare avere le idee chiare in tal senso. Forse anche sbagliando ad ammetterlo candidamente offrendo, inconsapevolmente, un alibi alla squadra. Ma non voglio né pensarlo e né crederlo fino in fondo. In conclusione, questa è la dimostrazione che ti tira i fili, ovvero Adriano Galliani, ha ottenuto ciò che voleva. Con una semplice telefonata ha convinto 16 presidenti su 20 ad annullare partite e a rivedere programmi. Il vero dramma è proprio questo. Ma, comunque, la Salernitana ci sarà… nonostante tutto e tutti».

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Galliani blocca il campionato di serie B, col Monza l’1 maggio

SALERNO – Ci pensa Galliani a fermare la Salernitana. Con una decisione che ha dell’incredibile la Lega B, sotto la spinta dell’ad del Monza, vicepresidente di Lega e sostenitore del presidente Balata nelle ultime elezioni, ha sospeso immediatamente il campionato facendo slittare le ultime quattro giornate di dieci giorni. Un provvedimento generato dallo stop imposto dall’Asl al Pescara, colpito da un focolaio covid e che per questo motivo ha già saltato il match contro l’Entella. Dopo aver prima ipotizzato lo slittamento delle ultime due giornate prima e solo dell’ultimo turno poi, l’Assemblea straordinaria della Lega di B ieri ne ha discusso a lungo partorendo un abominio che, anziché garantire la regolarità del campionato, ne sconfessa le linee guida che reggevano miracolosamente da inizio stagione, intaccando di fatto il regolare svolgimento delle ultime delicatissime giornate del torneo. Cosa succederà se, il 1 maggio, dovesse scoppiare un focolaio al Monza, al Lecce o alla Salernitana? Il campionato slitterà ancora? A vincere, come detto, è la linea Galliani che attraverso la politica e grazie al supporto delle sedici società che hanno votato a favore della delibera (la Salernitana ed altre tre si sono astenute) proverà a raddrizzare la stagione sportiva della sua squadra, costruita con fior di milioni e che punterà a strappare il terzo posto alla Salernitana. La squadra granata, dal canto suo, sarà quella più penalizzata di tutte visto lo straordinario momento psicofisico generato dalla vittoria in rimonta contro il Venezia. Domani all’Arechi i granata avrebbero dovuto affrontare proprio il Monza che, al contrario, vive una situazione difficile dopo gli ultimi deludenti risultati che le hanno precluso la possibilità di vincere il campionato. Ma tant’è. Fabrizio Castori, subito dopo la vittoria al cardiopalmo di sabato contro i lagunari, aveva parlato di situazione penalizzante per la sua squadra: “Indubbiamente se il campionato si fermasse sarebbe una situazione che ci penalizza, cercheremo di mantenere questa condizione, ma sicuramente andrà a nostro scapito perché la squadra sta attraversando un grande momento dal punto di vista psicologico e fisico”. Guardando il bicchiere mezzo pieno, il tecnico potrà provare a recuperare i tre infortunati Aya, Lombardi e Coulibaly ed ad effettuare un mini richiamo di preparazione per preservare la brillante condizione atletica raggiunta dalla sua squadra, sperando che non ci siano ulteriori contrattempi durante questi dieci giorni. Domani, dunque, niente Salernitana-Monza. Il match tra i granata ed i brianzoli si disputerà il 1 maggio, tre giorni dopo Tutino e compagni saranno di scena a Pordenone, mentre venerdì 7 riceveranno l’Empoli all’Arechi. L’ultima di campionato, invece, si giocherà il 10 maggio, con la Salernitana che sarà impegnata sul campo del Pescara. Questi ultimi due turni si disputeranno con tutte le gare in contemporanea. In questi dieci giorni di sosta forzata, si giocheranno i recuperi delle gare non disputate, ovvero Pordenone-Pisa, Pescara-Entella (che si giocheranno entrambe il 27 aprile) ed Empoli-Chievo. I play off si giocheranno dal 13 maggio, giorno del preliminare, in poi. Le semifinali d’andata si disputeranno il 17 maggio, tre giorni dopo quelle di ritorno. Le finali una settimana più tardi: il 23 maggio l’andata, il 27 il ritorno.

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La Salernitana vince e tiene la serie A diretta

La Salernitana batte 2-1 il Venezia: un successo conquistato all’ultimo respiro dai granata che, con una doppietta di Gondo, ribalta il risultato negli ultimi tre minuti. L a salernitana difende il terzo posto e continua a sognare la serie A.

 

SALERNITANA-VENEZIA 2-1

SALERNITANA (4-2-3-1): Belec; Casasola, Bogdan, Gyomber, Veseli (28′ st Jaroszynski); Schiavone (1′ st Djuric), Di Tacchio; Kupisz (20′ st Anderson), Kiyine, Cicerelli (1′ st Capezzi); Tutino (35′ st Gondo). In panchina: Adamonis, Micai, Mantovani, Boultam, Kristoffersen, Durmisi. Allenatore: Castori.

VENEZIA (4-3-1-2): Maenpaa; Mazzocchi, Modolo, Ceccaroni, Ricci; Crnigoj (35′ st Taugourdeau), Fiordilino, Maleh; Di Mariano (28′ st Esposito); Johnsen (16′ st Aramu), Forte. In panchina: Pomini, Ferrarini, Molinaro, Taugourdeau, Cremonesi, Dezi, Felicioli, Rossi, Bjarkason, Bocalon. Allenatore: Zanetti.

ARBITRO: Forneau di Roma – assistenti: Perretti e Imperiale – IV uomo: Miele.

RETI: 28′ pt Maleh (V), 47′ st, 49′ st Gondo (S),

NOTE. Ammoniti: Zanetti (dalla panchina), Modolo (V), Maleh (V), Mazzocchi (V), Djuric (S), Veseli (S). Angoli: 10-3. Recupero: 0′ pt – 5′ st

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Angelo Caramanno: “Tampone rapido per tutti coloro che accederanno allo stadio Arechi”

di Enzo Sica

Condividere un percorso univoco con la Salernitana per l’accesso allo stadio Arechi di addetti ai lavori impegnati a seguire la squadra granata in queste ultime tre partite interne della “regular season”. Questo è stato un punto fermo dell’Amministrazione Comunale di Salerno ed in particolare dell’assessore allo sport Angelo Caramanno in questo periodo in cui il Covid 19 si è fatto particolarmente aggressivo nella nostra città. E tutelare atleti e staff tecnico proprio per evitare contagi che possono mettere in discussione questa parte della stagione in cui la Salernitana è impegnata nel raggiungimento, si spera, di un grande traguardo non poteva lasciare insensibile neppure la nostra Amministrazione Comunale. E l’assessore allo sport Angelo Caramanno ha voluto dare un segnale forte proprio per salvaguardare atleti e staff. “Abbiamo pensato con il direttore Angelo Fabiani proprio per mettere in sicurezza maggiore atleti e staff di effettuare il tampone rapido a coloro che accederanno all’impianto di via Allende da sabato, per la partita contro il Venezia. E’ una precauzione ma dopo che si sono registrati casi di covid in qualche atleta della squadra Primavera granata c’era bisogno di tranquillizzare i calciatori della prima squadra. Dunque prima della partita contro i veneti i giornalisti e le poche persone accreditate faranno un tampone nell’area in cui sarà allestito uno stand in cui si accerterà la positività o meno di coloro che entreranno allo stadio”. Un modo come un altro, dunque, per rendere questo finale di campionato ancora più sicuro sotto il profilo della salute per la squadra granata che finora, come prima squadra, non è stata mai toccata da casi di covid 19 visto che la società ha blindato i calciatori effettuando tamponi continui proprio per evitare qualche caso come è accaduto in molte altre compagini di serie B. Ed in questo caso va lodata la sensibilità dell’amministrazione comunale ed in particolare di Caramanno che da sportivo e da tifoso della squadra granata si è adoperato con la società per questi controlli che mirano a preservare la salute di tutti.

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Ora la Salernitana aspetta i gol di Djuric

di Marco De Martino

Dopo Gennaro Tutino, la Salernitana aspetta Milan Djuric. Il centravanti bosniaco, dopo i novanta minuti trascorsi in panchina a Chiavari, sarà nuovamente in campo sabato prossimo nella decisiva sfida contro il Venezia all’Arechi e cercherà di interrompere un digiuno che dura ormai da poco più di un mese. Era il 6 marzo scorso quando Djuric realizzò contro la Cremonese, con un preciso colpo di testa, l’ultimo dei cinque gol messi a segno in questo campionato, peraltro l’unico messo a segno nel girone di ritorno. Un bottino più magro del previsto per l’ariete, soprattutto in considerazione del grandissimo inizio di stagione in cui aveva firmato tre gol -contro Chievo, Vicenza e Cremonese- ed un assist -contro il Pisa- nelle prime otto giornate. Un avvio con il botto per Djuric sulla scia di quanto fatto nel passato torneo cadetto quando, con Ventura al timone, era riuscito a stabilire il proprio primato di marcature da quando è un professionista siglando dodici reti, un exploit che gli è valso anche il ritorno nella propria nazionale dopo diversi anni di oblio. Nelle restanti venticinque partite, però, il rendimento del bosniaco è calato vistosamente in termini realizzativi con due soli gol -quello segnato all’andata all’Entella dal dischetto e appunto il gol partita di Cremona- un assist nel match con il Pescara, e con un rigore decisivo fallito a Reggio Calabria. Una involuzione oggettiva causata, soprattutto, dal suo precario stato fisico. Le sportellate ed i colpi proibiti subiti dai difensori avversari, nei numerosi duelli aerei in cui è protagonista in ogni partita, lo hanno sfiancato e gli hanno procurato diversi problemi fisici, che l’hanno costretto a partire dalla panchina, nelle ultime settimane, in diverse gare. Ora che il campionato è entrato nella sua fase cruciale, la Salernitana ha estremo bisogno di ritrovare il vero Djuric, soprattutto sotto porta. Il bosniaco ci proverà contro il Venezia, squadra a cui realizzò, tre stagioni fa, il suo primo gol in maglia granata dopo un lunghissimo digiuno. Una rete che, all’epoca, riuscì a sbloccarlo ed a renderlo, con il passare del tempo ed una crescita costante, un giocatore determinante per la Salernitana. Contro il Venezia, al centro dell’attacco in coppia con il bosniaco ci sarà naturalmente Gennaro Tutino, che ha ritrovato a sua volta il gol dopo un lungo digiuno sabato scorso contro l’Entella. Per il resto contro i lagunari, mister Castori dovrebbe tornare all’antico, ripresentando la difesa a tre composta da Bogdan, Aya e Veseli anche grazie al rientro di Jaroszynski sulla corsia sinistra di centrocampo. Dalla parte opposta è scontata la riconferma di Casasola, così come quelle di Di Tacchio e Kiyine in mezzo. L’unico ballottaggio sembra essere quello tra Capezzi e Schiavone, con il primo che appare favorito. Ancora out Aya e Coulibaly, con quest’ultimo che proverà a rientrare contro il Monza, mentre Gondo dovrebbe essere convocato ed accomodarsi in panchina.

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