Colantuono ora bussa a rinforzi

di Marco De Martino

MILANO – Stefano Colantuono non pensava magari di vincere a Milano, ma si sarebbe sicuramente aspettato un atteggiamento diverso da parte della sua Salernitana contro un top club come il Milan su un palcoscenico come San Siro ed al cospetto di quattromila tifosi granata: «A mio avviso l’approccio doveva essere più cattivo, più robusto. Abbiamo subito gol dopo cinque minuti, dopo venti eravamo già sul 2-0. Così da recuperare diventa difficile, perchè -aggiunge Colantuono- queste sfide vanno giocate sul filo dell’equilibrio se vuoi sperare che accada qualcosa di positivo. In una partita come quella con il Milan, con l’inter o la Juve, sai già che devi soffrire ma puoi giocartela. Andare sotto così e dopo pochi minuti non va bene, poi -continua il trainer- magari il Milan avrebbe vinto lo stesso perchè ha enormi potenzialità superiori alle nostre, ma noi dovevamo restare attaccati alla gara. Nel secondo tempo ci abbiamo provato, ma non abbiamo creato molto. Il Milan in tutte le gare gioca con lo stesso cliche, almeno nelle ultime è stato così e quando i loro avversari, penso ad esempio al Sassuolo, sono riusciti a ripartire gli hanno creato grossi problemi. E’ chiaro che -spiega Colantuono- se vai sotto 2-0 dopo 20’ la gara non si mette in salita, di più. Con la Juve, il Cagliari ma anche con il Napoli, non abbiamo sbagliato approccio, oggi invece siamo stati troppo teneri. Il primo gol? Sulla giocata di Leao potevamo e dovevamo metterci una pezza, ma è un calciatore che molto bravo a saltare l’uomo. Pensavo che giocare con il Milan potesse dare ai ragazzi una spinta emotiva importante per fare bene, ma non è stato così». Ad influire sulla testa dei calciatori granata Colantuono esclude che possano esserci motivi extra calcistici dettati dall’incertezza societaria: «Dei problemi societari non entro e non voglio entrarci, io posso parlare solo del campo che ci vede in grandissima emergenza. In più la dobbiamo vivere contro squadre di un certo rango come il Milan, ed è chiaro che così diventa problematica. Anche oggi hanno giocato elementi che erano in grossa difficoltà, Ribery ad esempio non sarebbe dovuto nemmeno partire dall’inizio. Lo stesso discorso -spiega Colantuono- vale per Bonazzoli che ieri ha accusato problemi di stanchezza, non ha recuperato bene. Simy l’ho scelto per provare a dargli un po’ di continuità, per vedere se sto ragazzo potesse sbloccarsi e darci una mano di più. l’ho visto bene in allenamento, ho preferito partire con lui per poi fare la staffetta con Djuric». Infine Colantuono esprime la necessità di rinforzare una squadra sempre più rimaneggiata per gli infortuni ma soprattutto molto carente dal punto di vista tecnico: «Questa squadra con tutti gli effettivi mi sembra che se l’è giocata con qualche diretta concorrente, con qualcun’altra ha fatto fatica ma è chiaro anche alla società che a gennaio bisognerà fare qualcosa, i dirigenti sono consci che si dovrà intervenire sul mercato per aiutare questo gruppo. Una volta sistemata la questione societaria vedremo cosa succederà. Per come si allenano -conclude Colantuono- i ragazzi non mi sembrano rassegnati alla retrocessione».

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Il Milan archivia la pratica Salernitana in 18 minuti

di Fabio Setta

MILANO – Nemmeno il Liverpool ha aiutato la Salernitana. Nemmeno il pensiero di giocarsi appena martedì prossimo la qualificazione agli ottavi di Champions ha distratto il Milan dal conquistare i tre punti. Sulla carta non c’era partita, seconda contro ultima e sul prato del Mezza obiettivamente non c’è stata partita. I rossoneri di Pioli hanno messo subito le cose in chiaro. Dopo appena cinque minuti accelerata di Leão, con Zortea e Veseli che non sono stati in grado di prendergli nemmeno il numero di targa, cross per Kessié e subito 1-0. Colantuono, dopo lo svantaggio, ha chiesto ai suoi di restare ordinati e infatti la Salernitana è sì rimasta compatta ma senza riuscire ad opporre resistenza ai padroni di casa. Dopo diverse occasioni sprecate, così al 18’ il Milan ha raddoppiato con Diaz che ha azionato Saelemaekers, il cui tiro sul secondo palo ha battuto Belec. La Salernitana ha confermato le proprie difficoltà a rendersi pericolosa in fase offensiva. Colantuono ha cambiato per l’ennesima volta la coppia d’attacco, provando Simy e Ribery al rientro, ma il pallone raramente è arrivato dalle parti dei due attaccanti. Troppo campo da risalire quando giochi col baricentro troppo basso, soprattutto con una squadra come il Milan bravo ad andare subito in pressione a centrocampo. Può far poco Ribery, sempre circondato da almeno due avversari, possono anche meno i suoi compagni. È una squadra quella granata che ispira anche tenerezza per certi versi. L’impegno non manca, la voglia neppure ma manca quella qualità, quella caratura che serve per essere competitivi in Serie A. E la colpa non è certamente di Colantuono o del gruppo a sua disposizione. Poi contro il Milan, ai vertici della classifica, c’era davvero ben poco da fare. Dopo il 2-0, però, l’undici rossonero si è un po’ seduto, commettendo qualche leggerezza che ha fatto illudere la Salernitana che però ha tirato in porta solo al 44’ dalla distanza con Zortea che ha trovato le manone di Maignan. Seppur rilassato solo nel primo tempo il Milan ha avuto almeno tre occasioni importante non concretizzate per un pizzico di superficialità che sicuramente non ha fatto piacere a Pioli. Le sostituzioni di Colantuono non hanno cambiato il match con il Milan che ha controllato e sfiorato il tris in più circostanze, sbagliando anche alcune occasioni davvero clamorose con Diaz e Messias. La Salernitana in avanti non si è più vista e così torna da San Siro con la dodicesima sconfitta in sedici giornate, l’ultimo posto solitario, con Fiorentina ed Inter all’orizzonte, nella speranza possa arrivare la svolta societaria. Per salvarsi serve un intervento deciso a gennaio sul mercato. Altrimenti l’anno prossimo si giocherà nuovamente di sabato, ma in Serie B.

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Colantuono, col Milan sfruttare occasioni

– “Ci attende un’altra gara difficile sulla falsariga di quella contro la Juventus. Affrontiamo una squadra fortissima che palleggia molto bene e ti costringe a giocare in un certo modo. Dovremo essere bravi a ripartire bene e sfruttare le occasioni che si presenteranno. Dalla squadra mi aspetto l’atteggiamento giusto per mettere in difficolta’ i nostri avversari”. Queste le parole del tecnico granata, Stefano Colantuono, alla vigilia di Milan-Salernitana. L’allenatore dei campani, come era accaduto in occasione del match contro la Juventus, non ha diramato la lista dei convocati nella quale, salvo imprevisti, tornera’ Franck Ribery. “In questo momento di difficolta’ – ha concluso Colantuono – i ragazzi si stanno dimostrando encomiabili dal punto di vista della disponibilita’, si adattano a tutte le situazioni anche a gara in corso. Anche chi non e’ al massimo della condizione ha sempre voglia di dare il proprio contributo e dimostra grande partecipazione e attaccamento”.

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Colantuono amaro: “Il secondo gol ci ha tagliato le gambe”

di Marco De MartinoSalerno – Stefano Colantuono mastica amaro per la sconfitta interna subita dalla Salernitana contro una Juventus forte ma decisamente non irresistibile. Il tecnico granata recrimina soprattutto per il secondo gol bianconero, letteralmente regalato dalla propria difesa a Morata: “La partita l’abbiamo preparata innanzitutto con i calciatori che avevamo a disposizione, siamo partiti a quattro dietro e giocando sugli esterni a centrocampo con Kechrida e Zortea i quali sono più due quinti che due terzini. Sapevamo che Dybala tra le linee avrebbe potuto crearci qualche grattacapo e così è stato, ci siamo aggiustati tatticamente e nel secondo tempo abbiamo anche provato a rimetterla in piedi e, soprattutto quando abbiamo preso il palo, mi aspettavo che potessimo rientrare in partita. Poi però abbiamo preso un gol che non possiamo permetterci di prendere –sottolinea l’allenatore della Salernitana- un episodio che di fatto ci ha tagliato le gambe chiudendo in anticipo la partita”. Colantuono non riesce proprio a digerire l’errore collettivo che ha generato il raddoppio della Juventus: “In questo modo ci facciamo del male da soli. Se fossimo riusciti a restare in partita nel finale avremmo potuto raddrizzare la gara con un episodio e magari con l’aiuto del pubblico ed un ritrovato entusiasmo chissà come sarebbe andata a finire. C’è stato quel momento della partita in cui ci stavamo affacciando frequentemente in area della Juve, colpendo l’ennesimo palo del nostro campionato a dimostrazione che anche la sorte non è dalla nostra parte. Già la partita è difficile contro una grande squadra che palleggia e ti costringe dietro, poi se prendi sto secondo gol è chiaro che le energie vengono meno e la partita finisce. Chi ha sbagliato sullo 0-2? Al di là dell’errore, di cui parleremo io ed i ragazzi, potevamo lavorare molto meglio, tutto qua”. La Salernitana, al netto delle buone cose viste nella ripresa, è sembrata un po’ troppo rinunciataria nella prima frazione di gioco. Colantuono però non è d’accordo: “Non volevamo essere rinunciatari, volevamo fare determinate cose, ma la Juve non te lo consente, se ti salta va in porta. Palleggia, ti costringe ad abbassarti e –continua Colantuono- va dato merito a questa squadra che ha giocatori importanti. Magari nel secondo tempo ci siamo alzati, siamo stati molto sfortunati e dispiace aver preso quel gol se volevamo rimettere la partita sul binario dell’equilibrio. Magari riuscivi a segnare ed a riaprire la gara, ma il calcio vive di episodi ed a noi è girata male”. Anche ieri la Salernitana aveva tanti assenti e molti elementi a mezzo servizio: “Ribery sta male, ha avuto dei problemi è stato fuori due partite, vediamo se ci sarà la prossima. Sapevo che Capezzi non fosse al top come pure Schiavone, Kastanos e Di Tacchio che ha giocato tutte le partite ed aveva bisogno di un po’ di rotazione. Rimpianti ce ne sono sempre quando si perde, soprattutto se ripenso alla palla di Ranieri. Magari la riprendi, magari perdi lo stesso”. L’obiettivo, per la Salernitana, non cambia: “La salita è ripida come lo era prima e come lo sarà da qui in avanti. Non dico niente ai ragazzi subito dopo la partita per evitare di dire cose inesatte a caldo. Ci rivediamo il giorno dopo e –conclude Colantuono- ne parliamo nello spogliatoio tutti insieme con più calma”.

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Salernitana ferma al palo…di Ranieri

Il rimpianto per il palo, certo, ma troppo troppo poco per provare a mettere in difficoltà una Juventus, ferita, in crisi e che certamente non ha entusiasmato allo stadio Arechi. La Salernitana, però, ha confermato tutti i propri limiti, di una rosa non completamente all’altezza della massima serie, figlia di un mercato estivo evidentemente sbagliato, scegliendo anche una tattica eccessivamente rinunciataria. Sin dal primo minuto. Nel primo tempo la Salernitana si è consegnata alla Juve di Allegri. Baricentro basso, troppo e troppo campo concesso ai bianconeri. Inevitabile che alla lunga il possesso palla di qualità e dopo diverse occasioni sprecate al 21’ Dybala, dopo uno due rapido con Kulusevski, sbloccasse il risultato. La scelta di Colantuono, alla quarta sconfitta in quattro gare all’Arechi, nonostante lo scaramantico cambio di panchina, non ha pagato. Innanzitutto, il modulo, senza Ribery, neppure in panchina, con Kechrida e Zortea esterni di centrocampo e Capezzi, rilanciato dal 1’ con l’obbligo di seguire Dybala, non ha convinto. Il tunisino è andato, come di consueto, in difficoltà in fase difensiva anche se in fase offensiva nell’unica iniziativa dei granata nel primo tempo ha prodotto un bel cross per Simy, il cui colpo di testa è terminato poco fuori. Quell’azione, al 15’, ha dato l’impressione che, provando a spingere, la Salernitana, nonostante l’evidente inferiorità tecnica potesse mettere in difficoltà la difesa bianconera priva di Bonucci, rimasto in panchina. Invece, rinunciando a giocare, la Salernitana già nel primo tempo ha rischiato di subire il secondo gol. Solo il Var, intervenuto per un fuorigioco di Kean, ha salvato Belec dalla capitolazione dopo la deviazione vincente di Chiellini. Neppure il passaggio al 5-3-2 ha cambiato la situazione della Salernitana che è migliorata soltanto dopo il doppio cambio, con Di Tacchio e Schiavone al posto di Capezzi e Kechrida. È stato quello il miglior momento dei granata che hanno iniziato a crederci e a togliere certezze alla Juventus. Al 58’ l’episodio che avrebbe potuto cambiare la partita, ma sul cross di Veseli, dopo un liscio di Bonazzoli, Ranieri ha colpito il palo interno. Si è infiammato anche l’Arechi, ma poi la Juve, dopo aver sbandato ha riacquistato sicurezza e con Morata ha messo dentro il raddoppio al 70’, sfruttando gli errori di Zortea e Belec. Il raddoppio dello spagnolo ha praticamente chiuso il match con venti minuti d’anticipo. La Salernitana non ha avuto la forza per provare a riaprire il match, la Juventus ha controllato, sfiorando in un paio di circostanze la terza rete, sbagliando anche un rigore con Dybala al 95’ per poi festeggiare la prima storica vittoria bianconera a Salerno. Per i granata, rimpianti, amarezza, l’ultimo posto solitario e un calendario da brividi. Con tante, troppe nubi sul futuro societario.

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Colantuono, con Juve serve prova gagliarda

“Servira’ una prova di grande sacrificio per provare a sfruttare quelle occasioni che eventualmente potrebbero crearsi. Sulla carta non c’e’ storia ma le partite vanno giocate e al fischio d’inizio saremo 0-0”. Cosi’ Stefano Colantuono, tecnico della Salernitana, ha presentato in conferenza stampa la sfida di domani contro la Juventus. “E’ normale che la Juventus reciti un certo tipo di campionato rispetto al nostro. Servira’ una prova gagliarda, simile a quella disputata contro il Napoli. Se poi saremo fortunati riusciremo a portare a casa anche qualcosa in piu'”. Domani la Salernitana effettuera’ un ultimo allenamento per sciogliere i dubbi di formazione legati agli infortunati. Ribery? “Non e’ nemmeno detto che venga convocato. Aspettiamo domani, ho un giorno in piu’ e me lo prendo. Ho forti perplessita’. Kastanos e Schiavone dovrebbero farcela. Gondo e’ un problema muscolare, stiamo valutando l’entita’ ma domani sicuro non ci sara’”. Domani all’Arechi ci saranno almeno 20mila spettatori. “I tifosi sono la nostra certezza, ci trascineranno come hanno fatto con il Napoli. Speriamo di dargli una soddisfazione come abbiamo fatto con quelli che sono venuti a Cagliari. Dal punto di vista dei tifosi siamo da Champions League”.

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Salernitana-Juve; iniziative per ricordare Fortunato

– Salernitana-Juventus sara’ l’occasione per ricordare Andrea Fortunato. Salernitano di nascita, l’ex calciatore bianconero perse la vita il 25 aprile 1995 a causa di una leucemia fulminante. Domani sera le tifoserie delle due squadre lo ricorderanno in occasione del match in programma allo stadio Arechi. Al terzo minuto di gioco, in ricordo della sua maglia numero 3, lo stadio fara’ partire un applauso e saranno esposti striscioni sia nella curva granata che in quella bianconera, mentre prima della gara i rappresentanti delle due tifoserie si scambieranno una maglia celebrativa. L’iniziativa e’ stata presentata questa sera nella sede del club bianconero intitolato ad Andrea Fortunato e che ha sede a SALERNO. “L’occasione e’ di quelle particolari, domani tra l’altro e’ Sant’Andrea e Fortunato sara’ ricordato nella citta’ in cui e’ nato e dalla squadra in cui e’ esploso calcisticamente”, ha affermato Carmine Cuomo, presidente del club Juventus Andrea Fortunato. “Il nostro primo obiettivo come club e’ sempre stato quello di portare il nome di Andrea in giro per l’Italia e per l’Europa. Domani ricordarlo all’Arechi significa dare il giusto vanto ad un grandissimo calciatore e ad un grandissimo uomo. Il fatto che due tifoserie distanti migliaia di chilometri si uniscano in un solo grido, per ricordare Andrea, e’ gia’ una vittoria”. “Sara’ una giornata di sport”, ha rimarcato Riccardo Santoro, presidente del Centro di Coordinamento Salernitana Clubs. “Nell’occasione vogliamo ricordare Andrea Fortunato, figlio di SALERNO che ha giocato con la Juventus ad alti livelli”.

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Salernitana-Juve; granata sognano bis dopo 22 anni

Ventidue anni fa, in un Arechi gremito come non mai, la Salernitana mando’ al tappeto la Juventus con un gol di Marco Di Vaio. Una storia che e’ diventata leggenda e che domani sera gli uomini di Stefano Colantuono proveranno ad aggiornare. La sfida alla Vecchia Signora ha riacceso l’entusiasmo in citta’ e in via Allende sono attesi almeno 20mila spettatori. “Dal punto di vista dei tifosi siamo da Champions League”, ha commentato in conferenza stampa l’allenatore del cavalluccio marino che e’ ben consapevole delle difficolta’ della sfida. Non a caso ha voluto prendersi fino all’ultimo istante disponibile prima di sciogliere i dubbi di formazione: al termine della rifinitura svolta in giornata non e’ stata diramata la lista dei convocati e domani ci sara’ una sorta di risveglio muscolare che servira’ a capire soprattutto se Franck Ribery sara’ o meno della partita. La stella della Salernitana e’ alle prese con qualche acciacco muscolare ma, dopo aver saltato gia’ la trasferta di Cagliari, vuole provare a stringere i denti. Da capire se riuscira’ almeno ad accomodarsi in panchina. Dalla presenza del francese dipendera’ anche il modulo con il quale scendera’ in campo la Salernitana: se Ribery dovesse farcela, si andra’ avanti con il 4-3-1-2, viceversa Colantuono potrebbe optare per il 4-4-2. Anche contro la Juventus il tecnico dei granata dovra’ fare i conti con l’emergenza: ai gia’ indisponibili Strandberg, Mamadou Coulibaly e Ruggeri si e’ aggiunto Gondo che e’ ai box per un fastidio muscolare accusato in Sardegna. Problemi con cui l’allenatore ha imparato a convivere e che non dovranno condizionare l’atteggiamento dei suoi calciatori. “Ho chiesto alla squadra di giocare con la stessa determinazione messa in campo contro il Napoli”, ha evidenziato Colantuono che non vuole sentir parlare di partita dal risultato gia’ scritto: “Per fortuna, al fischio d’inizio, saremo 0-0. E’ normale che la Juventus reciti un certo tipo di campionato rispetto al nostro. Servira’ una prova gagliarda, simile a quella disputata contro il Napoli. Se poi saremo fortunati, riusciremo a portare a casa anche qualcosa in piu'”. Che, tradotto, significherebbe riuscire a centrare un’impresa in grado di riaggiornare la storia.

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Bonazzoli gol rianima la Salernitana

di Fabio Setta

CAGLIARI – Dopo tre sconfitte di fila, all’ultimo respiro, quando ormai non aveva nulla da perdere e ha mollato ogni sorta di tatticismo, la Salernitana ha conquistato un pareggio pesantissimo sul campo del Cagliari. I granata, così come i sardi, restano all’ultimo posto ma restano vivi, grazie a Bonazzoli, al terzo gol stagionale che salva la squadra dal quarto ko consecutivo ed anche la panchina di Colantuono. Partita condizionata dalla paura di perdere e da tanto tatticismo. Nel primo tempo è successo davvero poco. Il piano tattico di Colantuono ha pagato. Difesa bloccata con Veseli scelto esterno destro, squadra certa con Di Tacchio e Obi a fare scudo e Gondo che più che nel tridente offensivo gioca da quarto a centrocampo. Così la Salernitana è riuscita senza correre rischi a fermare un Cagliari che alla vigilia di questo turno ha gli stessi punti dei granata e un motivo ci sarà. Giro palla soporifero, pochi inserimenti, la squadra di Mazzarri si è accesa solo sull’asse Nandez-Bellanova. Proprio su un cross dell’esterno ci ha provato Keita in acrobazia senza inquadrare lo specchio. Questa, insieme al colpo di testa di Joao Pedro nel recupero smanacciato da Belec, l’unica occasione dei sardi nei primi 45’. Così compatta in difesa, la Salernitana, però, raramente è riuscita a farsi vedere in avanti. Con Djuric perno offensivo, i granata hanno rispolverato l’arma del lancio lungo, della sponda e della seconda palla per risalire il campo e provare a rendersi pericolosa in avanti. Nel secondo tempo la gara non è di certo cambiata. Il Cagliari ha provato ad alzare ritmo ed intensità ma senza mai davvero creare azioni pericolose. Un tiro di Marin, un colpo di testa di Joao Pedro, ma Belec ha passato minuti di assoluta tranquillità. La Salernitana, dal canto suo, con grande lucidità, senza mai scomporsi ha atteso, consapevole dell’importanza del pareggio, ma proprio nel momento in cui sembrava in controllo ha subito il gol di Pavoletti al minuto 73, su assist di Joao Pedro, con la difesa granata troppo ferma. La reazione? Quasi nulla. Simy al posto di Djuric non ha modificato il peso offensivo dei granata di Colantuono che nel finale ha rischiato il tutto per tutto inserendo Capezzi, Kechrida e Vergani per Ranieri, Di Tacchio e Obi. Nel finale tutto cuore, è arrivato il gol del pareggio con Bonazzoli a volo di piatto sinistro su cross di Zortea. Un punto davvero pesante per la classifica e per il morale soprattutto in considerazione del calendario che attende i granata che andranno a sfidare nell’ordine Juventus, Milan, Fiorentina ed Inter. Il tutto aspettando una presunta svolta societaria. Quella resta la partita più importante, su questo ci sono pochi dubbi.

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Lotito affronta la Salernitana da avversario: “Tiferò Lazio, i granata mi hanno dimenticato”


Claudio Lotito ha parlato a pochi giorni dalla sfida che per la prima volta lo vedrà affrontare la Salernitana da avversario. All'Olimpico la Lazio di Sarri affronterà proprio i granata di Colantuono. Il club campano, che fino alla promozione in A dello scorso anno, era di sua proprietà. "Tiferò Lazio, hanno dimenticato il buono anche molti di quelli che io messo io alla Salernitana".
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Spalletti, battibecco in TV su Insigne: “Fammi parlare, uno alla volta. Ora tocca a me”


Il Napoli si è aggiudicato il derby con la Salernitana 1-0, lasciando Insigne in panchina per 90 minuti. Un caso? Spalletti non ci sta e spiega nel post gara il motivo, innervosendosi davanti alla domanda: "Era tutto già deciso, ho parlato con Lorenzo, ha un affaticamento. Abbiamo evitato si facesse male". Poi sulla vittoria: "Sapevo che sarebbe stata dura, i ragazzi hanno giocato da Napoli".
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Il Napoli si aggiudica la battaglia dell’Arechi: decide Zielinski, squadre ridotte in 10


Il Napoli si riprende la vetta della classifica in attesa di Roma-Milan. All'Arechi è derby vero soprattutto nella ripresa quando accade di tutto. Prima il gol di Zielinski al 62' poi il rosso (Col VAR) a Kastanos per fallo da dietro su Anguissa e il rosso a Koulibaly per fallo da ultimo uomo su Simy. Assalto finale dei granata che però resta sterile.
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Diretta Serie A Salerintana-Napoli ore 18.00 su DAZN: formazioni ufficiali e risultato LIVE


Salernitana-Napoli, gara valida per la 11^ giornata di campionato di Serie A, si disputa allo Stadio Arechi di Salerno, con fischio di inizio alle 18:00 di domenica 31 ottobre. La partita sarà trasmessa in diretta e in esclusiva in TV e in live streaming da DAZN. Un derby campano che sulla carta arride agli azzurri di Spalletti che però si presentano senza Osimhen.
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Salernitana-Napoli dove vederla in TV su Sky o DAZN: canale, streaming e formazioni


Per l’undicesima giornata di Serie A, la Salernitana ospita il Napoli allo stadio Arechi. La partita è in programma oggi, domenica 31 ottobre, alle ore 18.00 e sarà trasmessa in diretta TV e streaming su Dazn. Per Spalletti possibile turnover, con Elmas pronto a partire titolare. Colantuono ripropone lo stesso undici titolare della trasferta vinta a Venezia.
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Furia Venezia dopo il ko con la Salernitana: “Perdere per delle giacchette nere è difficile da digerire”


Il Venezia ha perso in casa contro la Salernitana per 2-1 un match fondamentale per la salvezza dei lagunari. La squadra di Paolo Zanetti, inizialmente in vantaggio con Aramu, sono stati rimontati e poi superati dai gol di Bonazzoli e Schiavone che al 95' ha condannato i padroni di casa alla sconfitta. A fine gara la rabbia del club: "Perdere per delle giacchette nere è difficile da digerire".
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