Dall’estero: Tom Cruise sarà nel prossimo film degli Avengers?

Tom Cruise sarà nel prossimo film degli Avengers?

Secondo una voce di corridoio, l'attore di Mission: Impossible starebbe per fare il suo esordio nel Marvel Cinematic Universe

Gli attori che non hanno avuto una parte nel Marvel Cinematic Universe, ormai, sembrano potersi contare sulle dita di una mano, e se finora potevamo annoverare tra questi Tom Cruise, con Avengers: Secret Wars lo status dell'attore statunitense potrebbe cambiare. Secondo voci di corridoio, infatti i Marvel Studios starebbero tentando di coinvolgere il protagonista della saga di Mission: Impossible nei progetti futuri del multiverso. Fin dai primi passi del MCU, il nome dell'attore è stato preso in seria considerazione per il ruolo di Tony Stark, e se su Terra 616 il ruolo è... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Dall'estero - 1 luglio 2026 - articolo di Angela Bernardoni

Cinema: Fantascienza cinema e tv in arrivo in luglio con Silo, Strange New Worlds e Spider-Man

Fantascienza cinema e tv in arrivo in luglio con Silo, Strange New Worlds e Spider-Man

Nel mese in cui esce l'Odissea di Nolan arriva anche il nuovo film di Spider-Man e due serie molto amate, Silo e Strange New Worlds.

In questo luglio finalmente tornano le attese nuove stagioni di Silo e di Star Trek: Strange New Worlds, mentre le sale prevedono grandi incassi con l'Odissea di Christopher Nolan e Spider-Man: Brand New Day. Silo 3 3 luglio, serie tv, Apple TV. La serie con Rebecca Ferguson basata sui romanzi di Hugh Howey arriva alla terza stagione, nella quale saranno anche raccontate le origini del mondo dei silo.. Guarda il video: Silo — Season 3 Official Trailer | Apple TV The Clone – Chiave per l'immortalità 3 luglio, film, Infinity.  Film coreano (titolo originale: Seobok)... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - SERIE TV - Cinema - 1 luglio 2026 - articolo di S*

Televisione: La serie animata Ghostbusters: Night Shift arriverà su Netflix nel 2027

La serie animata Ghostbusters: Night Shift arriverà su Netflix nel 2027

Con un primo filmato presentato al festival di Annecy, una nuova generazione di acchiappafantasmi sta per arrivare nel canone di Ghostbusters

Gli acchiappafantasmi sono pronti a tornare su Netflix nel 2027 con Ghostbusters: Night Shift, serie animata che ha l'obiettivo di inserirsi nel canone del franchise. Il progetto, guidato dagli showrunner Ben Hibon (Star Trek: Prodigy) e Elliott Kalan, vede Jason Reitman e Gil Kanan – sceneggiatori di Ghostbusters: Legacy e Ghostbusters – Minaccia glaciale – nei panni di produttori esecutivi ed è stato recentemente presentato al festival d'animazione di Annecy, dove è stato rivelato che la serie si ambienterà dopo gli eventi del film del... - Leggi l'articolo

 

SERIE TV - Televisione - 30 giugno 2026 - articolo di Angela Bernardoni

Fantascienza.com: Delos Science Fiction 277: la fantascienza è masscult o midcult?

Delos Science Fiction 277: la fantascienza è masscult o midcult?

Lo speciale del nuovo numero della nostra rivista di approfondimento è dedicato al rapporto tra fantascienza e cultura di massa, mentre nei servizi parliamo del film Disclosure Day di Steven Spielberg, del fumetto Astro Quantum e del nuovo romanzo di Peter F. Hamilton.

Sul numero 1 di Robot, datato 1976, Giuseppe Lippi inquadrava la fantascienza all’interno del più vasto territorio della letteratura popolare, spazzando via in un sol colpo la critica che cercava i legare la science fiction alla narrativa mainstream e quella che cercava antenati illustri nella storia della letteratura, cercando riflessi di robot o alieni in racconti e storie risalenti addirittura all’antichità della civiltà dell’uomo. Per Lippi, la fantascienza era legata a quella che era la nascita della cultura di massa, che si poteva far risalire... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Fantascienza.com - 29 giugno 2026 - articolo di Redazione

Editoriali: Il racconto come misura della qualità della fantascienza

Il racconto come misura della qualità della fantascienza

di Carmine Treanni

Il racconto è considerato, almeno dal punto di vista della narratologia, una delle forme più feconde e non solo come momento di formazione nell’apprendistato di uno scrittore, ma proprio come una scelta consapevole che lo scrittore compie, convinto che la storia che intende narrare si può mettere nero su bianco in poche migliaia di parole. E così è stato per molti autori nell’ambito della fantascienza, tant’è che ci sono scrittori, tanto britannici quanto americani, che sono riconosciuti dei veri e propri maestri della forma breve e la loro identità come autori si è formata proprio attraverso il racconto. Va certamente segnalato che dal punto di vista storico era il mercato della science fiction quello appunto... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 28 giugno 2026 - articolo di Carmine Treanni

Editoriali: Il racconto come misura della qualità della fantascienza

Il racconto come misura della qualità della fantascienza

di Carmine Treanni

Il racconto è considerato, almeno dal punto di vista della narratologia, una delle forme più feconde e non solo come momento di formazione nell’apprendistato di uno scrittore, ma proprio come una scelta consapevole che lo scrittore compie, convinto che la storia che intende narrare si può mettere nero su bianco in poche migliaia di parole. E così è stato per molti autori nell’ambito della fantascienza, tant’è che ci sono scrittori, tanto britannici quanto americani, che sono riconosciuti dei veri e propri maestri della forma breve e la loro identità come autori si è formata proprio attraverso il racconto. Va certamente segnalato che dal punto di vista storico era il mercato della science fiction quello appunto... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 28 giugno 2026 - articolo di Carmine Treanni

Anteprime dal Futuro: La nuova epica saga di Peter F. Hamilton

La nuova epica saga di Peter F. Hamilton

Libri in uscita sul mercato anglosassone e che forse, un domani, potremmo leggere anche nel nostro Paese. O magari anche oggi.

di Redazione

In un'epoca remota, l'umanità fuggì da una Terra morente a bordo di enormi navi-arca. Queste esplorarono la galassia alla ricerca di una nuova casa. Una flotta scoprì Centauri, un denso ammasso di stelle brulicante di pianeti abitabili. Ora, migliaia di anni dopo, i coloni di Centauri si sono evoluti in esseri avanzati noti come Celestiali, e le loro grandi casate governano vasti sistemi stellari. Mentre si contendono il dominio, le navi-arca terrestri continuano ad arrivare, e gli umani sono costretti a servire questi padroni repressivi. Ma esiste una vita migliore al di là dell'impero? Finn è un umano nato su Centauri e anela a un futuro più luminoso. Così, quando un'altra nave-arca, creduta perduta, giunge sul posto, Finn coglie... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Anteprime dal Futuro - 28 giugno 2026 - articolo di Redazione

Radio Libera Albemuth : Lo spettacolo della fine del mondo

Lo spettacolo della fine del mondo

Una rubrica sui topos della fantascienza, alla segnalazione di opere particolarmente interessanti di cinema/libri/anime alla riflessione aperta sullo scrivere fantascienza (worldbuilding, coerenza scientifica, ecc…).

di Andrea Cattaneo

Colazione e Ken il guerriero era l'inizio giornata di tanti ragazzini cresciuti negli anni Ottanta, me compreso. La peculiarità di quella storia era l'ambientazione: la sigla iniziale cominciava dando le coordinate temporali (199X) e da lì in avanti il peggio era già accaduto. Noi non lo vedevamo ma l'umanità era sopravvissuta a una nuova guerra mondiale, combattuta con le bombe atomiche. La Terra era diventata un deserto arido in cui solo due cose contavano: l'acqua e la benzina. Per conquistarle o difenderle, i sopravvissuti ricorrevano a qualsiasi forma di violenza. Questo per dire quanto gli esseri umani siano capaci di imparare dai propri errori… In quegli anni l’esposizione all’apocalisse post-atomica era sistematica. In piena... - Leggi l'articolo

 

SERIE TV - Radio Libera Albemuth - 28 giugno 2026 - articolo di Andrea Cattaneo

Inside Science Fiction: Verità, fatti, opinioni e post-verità

Verità, fatti, opinioni e post-verità

Perché il concetto di verità è problematico?

di Antonino Fazio

“Roba da fantascienza” si dice, per riferirsi a cose spettacolari o poco credibili. Il motivo è che la fantascienza tratta per definizione di cose che non esistono (ma sono possibili). Paradossalmente, questo fa sì che la fantascienza resti ancorata alla realtà, perché non si può lavorare con i contro-fattuali se non si ha una chiara idea di cosa sia un fatto. Ma, per l’appunto, cos’è un fatto? Il fatto è qualcosa (un oggetto, una situazione, un evento) che si presume sia “reale”, cioè che abbia un’esistenza oggettiva. Enunciare un fatto equivale dunque a dichiarare che quel fatto sia vero, e dunque la verità è la corrispondenza tra descrizione e realtà. Questa... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Inside Science Fiction - 28 giugno 2026 - articolo di Antonino Fazio

Dall’estero: Science fiction e cultura di massa: un punto di vista teorico

Science fiction e cultura di massa: un punto di vista teorico

Il critico americano John Rieder propone una lettura differente della fantascienza, come uno dei generi cardini di un sistema letterario di cui fanno parte altri generi come il giallo, il fantasy, l’horror e altri.

di Carmine Treanni

Il rapporto tra la fantascienza e la cultura di massa è al centro della teoria sulla science fiction formulata da John Rieder, professore d’Inglese all’università delle Hawai, nel suo saggio Science Fiction and the Mass Cultural Genre System (2017). Lo studioso americano sottolinea come premessa alla sua teoria che esistono due sistemi di generi letterari, uno accademico, e che potremmo definire classico, e un secondo invece che si può definire di massa, legato alla commercializzazione su vasta scala della letteratura. Del primo sistema fanno parte generi quali l’epopea, la tragedia, la commedia, la satira e la lirica. Generi che da Aristotele in poi sono stati oggetto di studio da parte di accademici e studiosi e che di fatto hanno costruito le... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Dall'estero - 28 giugno 2026 - articolo di Carmine Treanni

Editoria: Che cos’è la cultura di massa?

Che cos'è la cultura di massa?

Dall'Ottocento ai primi decenni del Novecento, ecco come la science fiction è diventata una delle colonne della cultura di massa. 

di Carmine Treanni

Nella seconda metà del Novecento è emerso con forza il concetto di cultura di massa, che ha a che fare con un insieme di valori, simboli, linguaggi, rappresentazioni, riti, pratiche sociali determinate in un preciso periodo storico e che si può generalmente identificare con l’avvento della cosiddetta società di massa. La cultura di massa ha trovato, infatti, il suo consolidamento come fenomeno intorno alla prima metà del Novecento, ma è anche il frutto di un processo storico che è partito all'inizio dell'Ottocento e che ha visto come premessa sia la nascita dei mezzi di comunicazione di massa (mass-media), attraverso i quali è stata veicolata, sia lo sviluppo di un'apposita industria (industria culturale), fiorita proprio... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 28 giugno 2026 - articolo di Carmine Treanni

Servizi: Il ritorno agli alieni di Steven Spielberg

Il ritorno agli alieni di Steven Spielberg

Disclosure Day è il nuovo capitolo della personale storia del regista americano sul tema del primo contatto con gli alieni.

di Arturo Fabra

Il ritorno di Steven Spielberg alla fantascienza ufologica con Disclosure Day (2026) è la migliore occasione per rivedere e rileggere i due precedenti film del regista americano che hanno definito e plasmato l'immaginario sul contatto tra terrestri e alieni: Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977) e E.T. l'extraterrestre (1982). Due opere apparentemente opposte, una costruita come una cronaca quasi documentaristica del contatto, l'altra come una vicenda emotiva vista attraverso gli occhi di un bambino, che in realtà rispondono alla stessa, identica domanda: “come reagirebbe l'essere umano alla prova che non siamo soli?”. Spielberg ha coltivato fin dall'adolescenza un interesse profondo per gli UFO e i fenomeni inspiegati. Questo interesse è nato... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Cinema - 28 giugno 2026 - articolo di Arturo Fabra

Editoria: La fantascienza è masscult o midcult?

La fantascienza è masscult o midcult?

I critici e gli appassionati hanno spesso indugiato su due atteggiamenti, entrambi sbagliati: considerare la fantascienza superiore agli altri generi letterari; o considerarla una narrativa in grado di fondersi con la letteratura mainstream.

di Carmine Treanni

Sul numero 1 della rivista “Robot”, dell'aprile del 1976, Giuseppe Lippi suggellava l'uscita della più importante e iconica rivista di fantascienza italiana con un intervento critico dal titolo Fantascienza e letteratura popolare. La premessa all’interessante e brillante riflessione, era la constatazione da un lato che la fantascienza era nata sui dime novel degli inizi del Novecento e sui pulp degli anni Venti e Trenta, cioè sulle riviste popolari su cui veniva pubblicata tanto la science fiction, quanto il western o la narrativa poliziesca, e dall’altro che i vari scrittori di fantascienza non erano degli incompresi geni che meritavano di vincere il Premio Pulitzer della letteratura e che per pura sfortuna erano finiti a pubblicare sulle... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 28 giugno 2026 - articolo di Carmine Treanni

Il meglio: Fantascienza.com, il meglio della settimana della legge sulla caccia

Fantascienza.com, il meglio della settimana della legge sulla caccia

La “nuova Stranger Things” già cancellata, prime immagini di Klara e il sole, la storia strana di uno strano scrittore, il cattivo di Spider-Man Brand New Day, Star Trek a Riccione e molto altro nella settimana di Fantascienza.com

“Mi viene da piangere” ha detto Licia Colò in un post molto emotivo su Facebook, a proposito della nuova legge sulla caccia proposta dal Centro destra e già approvata in Senato.  “La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali” ha detto Gandhi, e ci piace usare il termine “nazione”, tanto caro a chi ci governa che la usa spesso al posto di paese. Con la legge Malan, la “grandezza” di questa nazione si misura in millimetri, e praterie di vergogna. Una legge... - Leggi l'articolo

 

Notizie - Il meglio - 28 giugno 2026 - articolo di S*

Alessandra Priante lascia la presidenza dell’Ente Nazionale Italiano per il Turismo

Dopo due anni Alessandra Priante lascia la presidenza dell’Ente Nazionale Italiano per il Turismo. È stata la stessa economista ad annunciarlo, tramite una nota diffusa dall’Ansa. «Ho comunicato al ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e ai componenti del mio consiglio di amministrazione la decisione di concludere il mio percorso alla presidenza di Enit Spa, al termine di due anni che restano tra i più intensi della mia vita professionale», si legge nel comunicato.

Chi è Alessandra Priante

Economista di grande esperienza internazionale e diplomatica, Priante dal 2010 al 2015 è stata inviata del Governo presso i Paesi del Golfo per la promozione della cultura e dell’istruzione italiana. Dal 2019 al 2024 è stata Direttrice Europa presso l’Agenzia delle Nazioni Unite per il Turismo. Dal 2018 è inoltre docente e ricercatrice presso la LUISS Business School, dove insegna strategie turistiche e management culturale. «Ora è arrivato il momento di dare un nuovo volto alla mia carriera, tornando a dedicarmi con pienezza a ciò che resta il cuore dei miei interessi: l’impegno accademico e nelle istituzioni internazionali», si legge nel comunicato di Priante.

Alessandra Priante lascia la presidenza dell’Ente Nazionale Italiano per il Turismo
Alessandra Priante (Imagoeconomica).

I compiti dell’Enit

Posta sotto la vigilanza del Ministero del Turismo, l’Enit ha il compito di promuovere il patrimonio culturale, enogastronomico e paesaggistico italiano all’estero, supportando la commercializzazione dell’offerta turistica nazionale nel mondo. «Chi viene chiamato a guidare un’istituzione ha il dovere di servirla con dedizione assoluta, senza mai risparmiarsi, ed è quello che ho cercato di fare ogni giorno», ha scritto Priante nella nota.

Strage di Viareggio, Moretti si è costituito in carcere

Si è costituito in carcere Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rete Ferroviaria Italiana. Rigettando i ricorsi presentati dagli imputati contro la sentenza dell’appello ter, nella serata del 25 giugno la Cassazione ha reso definitiva la condanna a 5 anni di reclusione inflitta a Moretti per la strage di Viareggio del 29 giugno 2009, in cui persero la vita 32 persone e oltre un centinaio rimasero ferite.

Moretti potrà chiedere di scontare la pena ai domiciliari

I giudici della Quarta sezione penale della Cassazione, accogliendo le richieste della procura generale della Suprema Corte hanno inoltre confermato le condanne anche per altri 10 imputati tra ex dirigenti e tecnici delle società coinvolte nella gestione e manutenzione del convoglio deragliato. «Come sto? Ho raggiunto questo momento in perfetta forma fisica e psichica e ora sono pronto a schiena dritta, spero che non sia per troppo tempo. Per i manager è un precedente pericoloso», ha dichiarato Moretti. Vista l’età (ha 72 anni), potrà chiedere di scontare la pena ai domiciliari.

Attacco hacker ai database Trenitalia: l’email ai passeggeri

Tramite una email inviata ai passeggeri, Trenitalia ha reso noto di aver subito un pesante attacco hacker da parte di «soggetti esterni non identificati», che sono riusciti a violare i sistemi informatici della principale compagnia ferroviaria italiana, ottenendo un accesso non autorizzato ai database legati ai titoli di viaggio. Come spiega Trenitalia, la lista delle informazioni potenzialmente finite nelle mani dei pirati informatici comprende dati anagrafici e identificativi, indirizzo e-mail e numero di telefono, dati di viaggio, estremi dei documenti d’identità. La comunicazione arriva all’indomani dopo le dimissioni di Stefano Donnarumma dal ruolo di amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e, va detto, non è esattamente il migliore dei biglietti da visita per l’attuale ceo di Trenitalia Gianpiero Strisciuglio, dato favorito per prendere il suo posto.

Attacco hacker ai database Trenitalia: l’email ai passeggeri
Treno Frecciarossa (Imagoeconomica).

L’email inviata da Trenitalia

Questo il contenuto della email “Comunicazione di violazione dei dati personali ai sensi dell’art. 34 del Regolamento UE 679/2016”.

La informiamo che, a seguito di alcune verifiche, abbiamo rilevato un incidente di sicurezza informatica causato da soggetti esterni non identificati. Questo evento ha determinato un accesso non autorizzato ad alcuni dati personali legati ai titoli di viaggio.
Per individuare con precisione i soggetti interessati potenzialmente coinvolti è stato necessario svolgere approfondite analisi tecniche e di sicurezza da parte delle nostre strutture IT. Queste verifiche hanno richiesto tempo, perché si è trattato di ricostruire nel dettaglio eventuali accessi impropri ai dati. Solo al termine di queste attività siamo stati in grado di identificare i clienti interessati e inviare questa comunicazione, come previsto dall’art. 34 del Regolamento (UE) 2016/679 e in conformità con le Linee guida EDPB n. 9/2022 versione 2.0 del 28 marzo 2023 (punti 86 e ss.).

Ci teniamo a rassicurarla su un punto importante: non sono stati coinvolti dati di accesso agli account, credenziali personali o informazioni relative ai pagamenti (come il numero della carta, la scadenza o il codice di sicurezza).
Le informazioni che La riguardano e che potrebbero essere state oggetto di accesso non autorizzato, qualora presenti sui nostri sistemi informatici in relazione al titolo di viaggio, rientrano nelle seguenti categorie di dati personali:

  • Dati anagrafici e identificativi (nome, cognome, data e luogo di nascita del passeggero; nome e cognome dell’eventuale acquirente);
  • Dati di contatto (e-mail, numero di telefono);
  • Dati di viaggio (informazioni associate al titolo di viaggio, quali, a titolo esemplificativo, tratta, data e orario del viaggio, numero del titolo di viaggio);
  • Codice carta fedeltà, ove associato al titolo di viaggio;
  • Società/ Ente datore di lavoro;
  • Tipologia di offerta o servizio associata al titolo di viaggio e dati necessari a fruire di dette offerte;
  • Estremi documento d’identità;
  • Dati connessi alla generazione del titolo di viaggio.Non appena rilevato l’evento, abbiamo immediatamente adottato tutte le misure necessarie per interrompere l’anomalia, mettere in sicurezza i sistemi e rafforzare ulteriormente i controlli, così da ridurre il rischio che situazioni simili possano ripetersi.

Non appena rilevato l’evento, abbiamo immediatamente adottato tutte le misure necessarie per interrompere l’anomalia, mettere in sicurezza i sistemi e rafforzare ulteriormente i controlli, così da ridurre il rischio che situazioni simili possano ripetersi.

Abbiamo inoltre notificato l’accaduto all’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali e allo CSIRT Italia, in conformità alla normativa vigente, e presentato denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. Considerata la tipologia di dati coinvolti, potrebbe esserci il rischio che Lei riceva comunicazioni fraudolente o tentativi di contatto ingannevoli che fanno riferimento ai suoi viaggi. Per questo Le consigliamo di prestare particolare attenzione a eventuali messaggi sospetti, soprattutto se richiedono dati personali o finanziari o contengono link o allegati inattesi. In caso di dubbio, verifichi sempre l’affidabilità del mittente. Le ricordiamo inoltre che Trenitalia non la contatterà mai per chiederLe password o dati di pagamento. Per qualsiasi chiarimento, abbiamo attivato un servizio di assistenza dedicato: – può inviare una richiesta tramite il webform opzione “Privacy – Gestione dei dati personali”. La preghiamo di inserire nell’apposito campo il seguente codice di riferimento: C68NE#.

Tensioni con Varsavia, Zelensky diserta la Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina

Si è aperta a Danzica la nuova Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina. Presenti i leader di Polonia, Bulgaria, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Romania e Svezia, assieme alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Manca però il leader maggiormente interessato dai lavori, ovvero il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha dato forfait a causa della crisi diplomatica aperta con Varsavia. A guidare la delegazione ucraina è la premier Yuliia Svyrydenko.

Tensioni con Varsavia, Zelensky diserta la Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina
I leader presenti alla conferenza di Danzica (Ansa).

La decisione di Zelensky che ha portato allo scontro con Varsavia

La querelle sull’asse Kyiv-Varsavia, culminata nello scontro aperto tra Zelensky e l’omologo polacco Karol Nawrocki, è iniziata il 26 maggio quando il capo della Bankova ha annunciato la decisione di intitolare un’unità d’élite dell’esercito ucraino agli «eroi dell’Upa», ossia all’Esercito insurrezionale ucraino, organizzazione paramilitare che fu il braccio armato dell’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (Oun-B) di Sepan Bandera.

I massacri di polacchi durante la Seconda guerra mondiale

Nel corso della Seconda guerra mondiale l’Upa raccolse l’eredità di quei gruppi paramilitari che all’inizio dell’Operazione Barbarossa accolsero come liberatori i nazisti. E, nelle regioni occupate dal Terzo Reich, operò spesso in accordo con le decisioni dei tedeschi e in funzione antisovietica assieme alle SS Galizien. In Polonia l’Upa è considerato una forza genocidaria: nel biennio 1943-44 il gruppo uccise decine di migliaia di civili nelle regioni della Volinia, della Galizia orientale, in alcune parti della Polesia e nella regione di Lublino. Migliaia di ucraini furono uccisi in seguito come rappresaglia dall’Armia Krajowa, ovvero il principale movimento armato polacco dell’epoca.

Tensioni con Varsavia, Zelensky diserta la Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina
Karol Nawrocki (Ansa).

La Polonia ha revocato a Zelensky la più alta onorificenza di Stato

Nawrocki ha parlato di «decisione critica» da parte di Zelensky, accusando il leader ucraino di aver «fornito alla propaganda russa ottimo materiale e molti spunti di riflessione». Poi il 29 giugno ha reso noto che avrebbe cercato di revocare a Zelensky la più alta onorificenza di Stato polacca, l’Ordine dell’Aquila bianca, che gli era stata assegnata dall’ex presidente Andrzej Duda. La revoca è poi effettivamente arrivata il 19 giugno. Il giorno successivo Zelensky ha annunciato di aver rispedito la medaglia a Varsavia per posta.

Tensioni con Varsavia, Zelensky diserta la Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina
Ursula von der Leyen (Ansa).

Von der Leyen annuncia l’erogazione della prima tranche dei prestiti Ue

Nel suo intervento alla conferenza di Danzica, Von der Leyen ha annunciato l’erogazione della prima tranche del prestito da 90 miliardi per l’Ucraina. «Oggi trasferiamo oltre 3 miliardi di euro in assistenza macrofinanziaria. Nei prossimi giorni inizieremo a erogare la prima tranche dei 6 miliardi di euro destinati alla produzione di droni. Questa è la solidarietà in azione. Dimostra che il sostegno dell’Europa all’Ucraina è destinato a durare».

La fantozziana devozione di Rutte a Trump è figlia di un lucido cinismo?

Sembra sia la cosa più facile, e quindi perfino un po’ crudele, come sparare sulla Croce Rossa. Delle tante prerogative dell’ineffabile Mark Rutte, segretario generale della Nato, la sua fantozziana devozione a Donald Trump lascia basiti anche gli estimatori (pochi, per la verità) del personaggio. Occorre anche dire che l’ex premier olandese fa di tutto per dare quest’immagine di sé, persino troppo. Tanto che viene il dubbio: ma è l’adulazione figlia di un’indole compiacente di natura oppure dietro quei modi affettati e servili c’è del calcolo?

Quel daddy sussurrato all’Aja e i messaggini resi pubblici

Il contesto, certo, è molto imbarazzante: sms al suo idolo d’oltreoceano in maiuscolo dove gli annuncia che l’Europa pagherà in modo GIGANTESCO, e sarà una sua vittoria, quel daddy, papino, sussurrato all’Aja mentre l’inquilino della Casa Bianca liquidava la guerra tra Israele e Iran come una rissa da cortile, il messaggio chiuso con un «non vedo l’ora di vederti, tuo Mark» che Trump si è premurato di rendere pubblico col sadico intento di sputtanarlo.

Ma fermarsi al ridicolo sarebbe un errore di valutazione. Perché Fantozzi era una vittima dell’amministratore delegato. Rutte invece è l’amministratore delegato. La differenza non è da poco. Nella testa dell’olandese la Nato è una società per azioni, e in questa società c’è un socio di maggioranza che detiene un pacchetto così schiacciante da poter chiudere baracca quando vuole. Gli altri 31 sono soci di minoranza con al massimo il diritto di lamentela e nient’altro. Rutte questo lo ha capito prima e meglio di ogni suo predecessore: per conservare la poltrona di ad non deve amministrare l’azienda a vantaggio di tutti i soci, ma compiacerne uno solo.

La notizia bomba sulle basi italiane era un messaggio per il padrone

Da qui l’uscita proditoria di martedì sera su Fox News, la rete di riferimento che Trump guarda come uno specchio che riflette la sua immagine. Cinquecento aerei americani (sembra un’iperbole), ha detto Rutte, sarebbero decollati dalle basi italiane per sostenere l’operazione Epic Fury contro l’Iran. Notizia bomba, smentita a stretto giro da Roma dopo l’iniziale sconcerto di Giorgia Meloni che sin qui con l’olandese era tutta baci e abbracci. Il punto in questione però non era il dato in sé, ma il destinatario. Rutte non parlava agli italiani, né agli alleati: parlava a @realDonaldTrump per convincerlo che il Paese che ha preso di mira nelle due ultime uscite paga ancora il suo pegno di fedeltà all’Alleanza, e dunque al suo padrone.

La fantozziana devozione di Rutte a Trump è figlia di un lucido cinismo?
Giorgia Meloni e Mark Rutte (foto Ansa).

Per Rutte ogni minaccia è insieme una condanna e una salvezza

Ha già ritirato 5 mila uomini dalla Germania dopo le critiche del cancelliere Friedrich Merz, ha lasciato che il suo ministro della guerra Pete Hegseth desse degli «ignobili» agli alleati riuniti a Bruxelles, ha rimesso sul tavolo un’infinità di volte la possibilità di addio all’Alleanza. Ma per Rutte ogni minaccia è insieme una condanna e una salvezza, in una sorta di tacito patto col suo padrone.

La fantozziana devozione di Rutte a Trump è figlia di un lucido cinismo?
Mark Rutte nello Studio Ovale della Casa Bianca con Donald Trump (foto Ansa).

Trump tiene in pugno la Nato la quale, finché esiste, tiene Rutte lontano dall’Aja, in una sorta di equilibrio del terrore formato aziendale. Il giorno in cui il presidente americano dovesse dare seguito alle sue minacce di abbandonare l’organizzazione al suo destino, la poltrona di Rutte si svuoterebbe di senso e lui tornerebbe a casa a guardare i mulini a vento. Non però con il piglio del Don Chisciotte, che vi si scagliava contro per difendere un’idea. Esattamente l’opposto di ciò che Rutte, calcolatrice alla mano, ha scelto di essere.

Deputati di FnV via dalla Camera durante la cerimonia per gli 80 anni dalla Costituente

Una delegazione dei deputati di Futuro Nazionale ha lasciato la Camera, dove erano in corso le celebrazioni dell’80esimo anniversario della prima seduta dell’Assemblea Costituente, per partecipare al sit-in organizzato dal partito per denunciare una presunta censura della Rai nei loro confronti.  Lo ha spiegato Edoardo Ziello, deputato che a febbraio ha lasciato la Lega per passare al partito fondato da Roberto Vannacci. Oltre a Ziello hanno lasciato Montecitorio anche Rossano Sasso e Domenico Furgiuele, mentre Emanuele Pozzolo si trova a Torino per impegni di partito.

Deputati di FnV via dalla Camera durante la cerimonia per gli 80 anni dalla Costituente
Rossano Sasso e Edoardo Ziello (Imagoeconomica).

Alla Sae arriva un manager di peso di Rcs: Vito Ribaudo

Fresca di acquisizione de La Stampa, la Sae di Alberto Leonardis ha messo a segno l’ingaggio di un manager di peso. Sottratto alla corte di Urbano Cairo. Da Rcs arriva infatti il direttore delle risorse umane Vito Ribaudo, nato nel 1971 a Milano e «siciliano per affetto e origini», come si autodefinisce.

Alla Sae arriva un manager di peso di Rcs: Vito Ribaudo
Vito Ribaudo (foto Imagoeconomica).

Ribaudo è anche scrittore: ha pubblicato Una grande opportunità (Rizzoli, 2015, Premio “Lago Gerundo”), L’Elbano (Morellini, 2018) Sangue e Pane (Morellini, 2020), Omega e Omicron (Morellini, 2023). Ha poi scritto alcuni racconti pubblicati per antologie: Un bacio davanti a quel portone su Francesco De Gregori (Vinyl, 2017); La Domenica delle Palme sul mitico derby vinto dal Torino nella primavera del 1983 (On the radio, 2018); Marchesa Adele Cicè (Sicilia d’Autore, 2019), Messico e Nuvole sul record di Pietro Mennea (Tra uomini e dei, 2020) e Viaggiare e scrivere in Lettere al padre, 2020.

Trump sfida il Congresso: chiesti 67 miliardi di dollari per la guerra all’Iran

All’indomani della risoluzione approvata dal Senato che punta a limitare i poteri del presidente in materia di guerra, la Casa Bianca ha chiesto ai parlamentari di approvare lo stanziamento di 87,6 miliardi di dollari, destinati principalmente a «esigenze urgenti connesse all’operazione Epic Fury» contro l’Iran. Si tratta, nei fatti, di un gesto di sfida di Donald Trump a Capitol Hill: il tycoon aveva definito «inopportuna e inutile» la risoluzione, approvata peraltro con voto bipartisan.

Trump sfida il Congresso: chiesti 67 miliardi di dollari per la guerra all’Iran
Donald Trump (Ansa).

La maggior parte del pacchetto andrebbe al Pentagono

La maggior parte del pacchetto – 67 miliardi di dollari – andrebbe al Dipartimento della Difesa (o meglio della Guerra): in particolare, 21 miliardi verrebbero spesi per nuove munizioni, 17,3 per coprire costi operativi e 12,1 per programmi classificati, ha spiegato la Casa Bianca nella richiesta trasmessa dal direttore dell’Ufficio per la gestione e il bilancio Russell Vought allo speaker repubblicano della Camera Mike Johnson. La richiesta include poi circa 300 milioni di dollari per rafforzare la sicurezza delle ambasciate e delle sedi diplomatiche statunitensi in Medio Oriente e Asia meridionale. Le restanti risorse chieste dall’Amministrazione Trump non verrebbero destinate al Pentagono: la richiesta prevede 11 miliardi di dollari per aiutare gli agricoltori statunitensi, 1,4 per contrastare l’epidemia di Ebola nell’Africa centrale e 768 milioni di dollari per il Dipartimento dell’Energia, destinati soprattutto alla sicurezza nucleare e alle attività della National Nuclear Security Administration.

Al via il vertice intergovernativo Francia-Italia: i temi sul tavolo

Si tiene oggi ad Antibes il 36esimo vertice intergovernativo tra Francia e Italia, il primo da quello di Napoli di febbraio 2020 e anche del primo vertice in questo formato dall’entrata in vigore del Trattato del Quirinale, firmato nel 2021. Non solo: di fatto, in Costa Azzurra si svolgerà anche il primo bilaterale tra Emmanuel Macron e Giorgia Meloni. Sul tavolo del summit, che arriva dopo il G7 di Evian e in una fase particolarmente intensa dell’agenda internazionale, ci sono difesa, spazio, energia e infrastrutture, accordi commerciali e, ovviamente, Ucraina e Medio Oriente.

Al via il vertice intergovernativo Francia-Italia: i temi sul tavolo
Emmanuel Macron e Giorgia Meloni al G7 di Borgo Egnazia nel 2024 (Ansa).

Sul tavolo progetti congiunti, commercio e crisi internazionali

Come sottolineano fonti governative, il vertice «consentirà di definire gli indirizzi politici della cooperazione bilaterale e di fare il punto sull’avanzamento dei principali progetti congiunti nei settori della difesa, dello spazio, delle infrastrutture e dei trasporti, dell’energia, della ricerca, della cultura e dell’agricoltura». Tra gli obiettivi del summit di Antibes anche il potenziamento delle relazioni commerciali, che sono già eccellenti. Nel 2025, l’interscambio commerciale tra i due Stati ha raggiunto i 112,3 miliardi di euro, con la Francia che si è confermata il secondo partner dell’Italia per volume di scambi dopo la Germania. Sul piano europeo, il confronto riguarderà – tra le altre cose – il negoziato sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale e il governo dei flussi migratori dell’Ue. Sul fronte internazionale, Meloni e Macron discuteranno dei principali scenari di crisi a partire dai più recenti sviluppi in Ucraina e in Medio Oriente, con particolare attenzione all’accordo tra Stati Uniti e Iran e agli scenari post-Unifil in Libano.

Il programma della giornata e i ministri che partecipano per l’Italia

Il programma della giornata prevede una visita di Meloni e Macron al Museo Picasso di Antibes. I lavori proseguiranno poi a Villa Eilenroc, dove i due leader si riuniranno con le rispettive delegazioni. Il vertice riunirà nove ministri per ciascun Paese e comprenderà anche un forum economico a Le Cannet, sessioni ministeriali e una visita alla sede dell’azienda franco-italiana Thales Alenia Space a Cannes. Per l’Italia sono presenti i ministri Antonio Tajani, Matteo Piantedosi, Guido Crosetto, Adofo Urso, Francesco Lollobrigida, Gilberto Pichetto Fratin, Anna Maria Bernini e Alessandro Giuli, nonché il viceministro Edoardo Rixi. Al termine dell’incontro si svolgeranno dichiarazioni alla stampa e verrà adottata una Dichiarazione congiunta che individuerà le priorità condivise della cooperazione italo-francese per i prossimi anni.

Venezuela, doppia scossa di terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5: decine di morti

Due violente scosse di terremoto di magnitudo 7,2 e 7,5 hanno colpito il Venezuela nella notte, a breve distanza una dall’altra, provocando il crollo di centinaia di edifici. Il primo bilancio parla di 32 vittime, ma se ne temono molti di più. Almeno 700 i feriti. Gravemente danneggiato l’aeroporto internazionale di Caracas, che ha sospeso i voli.

Venezuela, doppia scossa di terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5: decine di morti
Macerie dopo le scosse di terremoto in Venezuela (Ansa).

Le due scosse a 40 secondi di distanza

Quello avvenuto nella notte è stato il sisma in Venezuela più violento negli ultimi 126 anni: le scosse si sono sentite fino a oltre 160 chilometri dall’epicentro nello Stato di Yaracuy, ai confini con la Colombia. La prima si è verificata nell’area di San Felipe appena passate le ore 18 locali. Dopo appena 40 secondi la seconda scossa, registrata a 23 chilometri a sudest di Yumare, in un’area che ospita nel più grandi raffinerie del Venezuela. A rendere le conseguenze di questo terremoto ancora più gravi la bassa profondità dell’epicentro, appena 10 chilometri sotto il suolo. Inoltre nel Paese sono tantissimi gli edifici costruiti senza alcuna osservanza delle norme antisismiche.

Venezuela, doppia scossa di terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5: decine di morti
Soccorsi dopo il terremoto in Venezuela (Ansa).

Dichiarato lo stato di emergenza

«La situazione è grave, molte zone sono state colpite gravemente. Il primo messaggio ora è mantenere l’unione e la calma per salvare vite: tutte le organizzazioni si sono messe al lavoro». Lo ha detto la presidente ad interim Delcy Rodriguez, dichiarando lo stato di emergenza e ringraziando «i governi che si sono offerti per dare aiuto: Usa, Cuba, Gb, Brasile Messico, Onu». Si sono attivati anche Ecuador, Panama e El Salvador.

Tajani: «Non risultano vittime italiane»

«Gli italiani in Venezuela che sono registrati con la nostra Unità di crisi, con il sistema Viaggiare Sicuri, sono stati tutti contattati e al momento non ci sono vittime», ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. E poi: «L’Italia e l’Europa aiuteranno il Venezuela: ho detto alla presidente che il governo valuterà il tipo di sostegno immediato che si può offrire e che sosterrà con l’Unione europea la richiesta di attivare il meccanismo di Protezione civile».

Rientrato l’allarme tsunami

I centri di allerta tsunami statunitensi hanno dichiarato che non sussiste più alcuna minaccia di maremoto a seguito del sisma in Venezuela. Un precedente avviso, emesso dopo le due forti scosse, aveva messo in guardia sulla possibilità di onde per le coste entro 300 chilometri dall’epicentro, così come per Porto Rico e le Isole Vergini.

Trump insiste: «Deluso da Italia, Regno Unito, Germania e Francia»

Il presidente americano Donald Trump insiste nel sottolineare di essere rimasto deluso da Italia, Regno Unito, Germania e Francia e da altri alleati della Nato. «Ci hanno mollato, sarebbe stato carino se avessero offerto il loro aiuto. Un altro presidente non avrebbe incontrato Rutte», ha aggiunto in un incontro allo Studio Ovale con il segretario generale della Nato. Mark Rutte aveva affermato, in un’intervista a Fox News, che almeno 500 aerei statunitensi erano decollati dalle basi americane in Italia per supportare l’operazione americana Epic Fury contro l’Iran. «Un numero enorme di voli». Parole che fanno fatto riaprire il dibattito sull’uso delle basi Usa in Italia e sulle regole bilaterali che ne governano i limiti. L’accusa del tycoon si concentra da giorni proprio sullo scarso impegno di Roma nel supportare la guerra americana contro il regime degli Ayatollah. Immediata la reazione dell’opposizione, che ha chiesto compatta che il governo riferisca in aula per spiegare cosa sia affettivamente successo.

Alemanno fuori dal carcere di Rebibbia

Dopo un anno, cinque mesi e 24 giorni Gianni Alemanno ha lasciato il carcere di Rebibbia a Roma. L’ex sindaco di Roma era stato condannato per il reato di traffico d’influenze illecite e abuso d’ufficio, nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”.

Alemanno fuori dal carcere di Rebibbia
Alemanno fuori dal carcere di Rebibbia
Alemanno fuori dal carcere di Rebibbia
Alemanno fuori dal carcere di Rebibbia

Alemanno: «Il governo non ha fatto niente per il sovraffollamento»

«Esco dal carcere da innocente», ha detto parlando con i cronisti. Per poi puntare il dito contro il governo Meloni, che «non ha fatto niente» per il sovraffollamento dei penitenziari. Nel periodo trascorso dietro le sbarre l’ex ministro delle Politiche agricole ha raccontato regolarmente l’inferno carcerario italiano nel suo diario pubblicato sull’account Facebook. «Ho rivisto e ho conosciuto una realtà terribile che è una vergogna per la nostra Repubblica. In questo carcere la Repubblica Italiana perde la faccia per come tratta la gente, ma soprattutto perché non dà a chi se lo merita una possibilità di uscire a testa alta, di rifarsi una vita. E questa è una vergogna», ha dichiarato.

Caldo estremo, 16 città italiane da bollino rosso

Prosegue l’ondata di caldo record in Europa, che non sta risparmiando l’Italia. Oggi i capoluoghi da bollino rosso sono 16: Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. Domani giovedì 25 giugno diventeranno 17: si aggiungerà anche Bari. Il bollino rosso rappresenta l’allerta massima (livello 3), che indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute anche di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Caldo estremo, 16 città italiane da bollino rosso
La temperatura rilevata su un display (Imagoeconomica).

L’ondata di caldo record in Europa

Dopo il dominio di Cerberus, nei prossimi giorni ci sarà un ulteriore rafforzamento dell’alta pressione con l’arrivo dell’anticiclone africano Caronte. La situazione sta mettendo sotto pressione diversi Paesi europei: in Francia ieri è stata ufficialmente la giornata più calda mai registrata dall’inizio delle rilevazioni nel 1947. Criticità analoghe in Spagna, dove l’agenzia Aemet ha emesso allerta rossa per l’Andalusia, con previsioni di 44°C, e avvisi per Cantabria e Paesi Baschi, dove le temperature raggiungeranno i 40°C. Avviso rosso persino per l’Inghilterra centrale e meridionale, dove sono previste temperature fino a 40°C.

L’allarme dell’Oms: «Emergenza sanitaria»

«L’aumento delle temperature sta già mettendo a rischio vite umane e sta ponendo sotto pressione i sistemi sanitari in tutta la regione europea dell’Oms», ha dichiarato Hans Kluge, direttore europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità: «La nostra regione è quella che si sta riscaldando più rapidamente al mondo. Solo negli ultimi quattro anni il caldo ha causato oltre 200 mila decessi, mentre la mortalità correlata al caldo è aumentata del 30 per cento negli ultimi 20 anni».

Trump, crollo nei sondaggi e sfida del Senato sulla guerra in Iran

Nuova presa di distanza del Congresso dalla Casa Bianca sull’Iran. Dopo la Camera dei rappresentanti anche il Senato ha approvato la risoluzione che chiede la cessazione delle operazioni militari a meno di una preventiva autorizzazione parlamentare. Il provvedimento non ha poteri di legge, ma ha un forte valore simbolico e segnala il crescente dissenso bipartisan per la gestione del conflitto da parte di Donald Trump.

Trump, crollo nei sondaggi e sfida del Senato sulla guerra in Iran
Donald Trump a Capitol Hill (Ansa).

Hanno votato a favore anche quattro repubblicani

La risoluzione è passata al Senato (a maggioranza repubblicana) con 50 voti favorevoli e 48 contrari. Quattro gli esponenti conservatori che hanno votato assieme ai democratici per il via libera al documento: Rand Paul, Lisa Murkowski, Susan Collins e Bill Cassidy. L’unica eccezione nel campo progressista è stato John Fetterman, che ha invece votato contro il testo. È la prima volta dall’approvazione della War Powers Resolution del 1973 in cui entrambe le Camere approvano una risoluzione congiunta che impone al presidente di mettere fine a un conflitto.

Trump, crollo nei sondaggi e sfida del Senato sulla guerra in Iran

La rabbia di Trump: «Voto inopportuno e inutile»

Ovviamente, dopo il semaforo verde alla risoluzione Trump ha attaccato il Senato con uno dei suoi post su Truth, sostenendo che il Congresso stia interferendo con i negoziati in corso con Teheran: «Quindi, ho messo l’Iran alle corde, pronto a crollare, disposto a darci praticamente qualsiasi cosa e, per la prima volta in decenni, con un enorme rispetto per gli Stati Uniti e il suo presidente, e il Senato degli Stati Uniti decide di votare in un momento inopportuno e inutile sulla Risoluzione sui poteri di guerra, dicendo al principale sponsor del terrorismo al mondo che agli Usa non piace quello che sto facendo loro, e che devo fermarmi, e così facendo ho fornito aiuto e conforto al nemico. Quattro repubblicani perdenti hanno votato con i democratici, e l’Iran ha chiesto al mio popolo: hanno appena reso il mio lavoro più difficile, ma lo porterò a termine, in un modo o nell’altro, perché lo porto sempre a termine!».

Trump, crollo nei sondaggi e sfida del Senato sulla guerra in Iran
Donald Trump (Ansa).

The Donald continua intanto a calare nei sondaggi

Oltre alla “ribellione” di Capitol Hill, Trump deve far fronte anche al crollo di consensi, punto più basso del suo secondo mandato. Il livello di popolarità di The Donald è in picchiata: secondo il rilevamento mensile dell’American Research Group, il suo tasso di gradimento è sceso al 30 per cento, mentre il 66 per cento non approva il suo operato. Un mese fa lo stesso sondaggio aveva rivelato che il 31 per cento degli americani approvava Trump, che era stato invece bocciato dal 64 per cento degli intervistati. E non c’è solo la guerra, perché sull’economia le cose vanno ancora peggio per il tycoon: appena il 26 per cento dei cittadini approva le sue scelte, che hanno portato a un’accelerata dell’inflazione.

Meloni: «Colpita da Trump ma la politica non è Temptation Island»

Dopo giorni di botta e risposta con Trump, la premier Meloni ha assicurato di non vedere «rischi di contraccolpi» ma ha chiarito che «il nostro lavoro bilaterale con gli Stati Uniti deve tornare alla sua normalità», e in quest’ottica non vuole «continuare ad alimentare il confronto» con il presidente Usa. Intervistata da Maurizio Belpietro a Il giorno della verità, ha aggiunto che i suoi attacchi l’hanno «sinceramente colpita», senza sbilanciarsi ma nemmeno escludere la veridicità delle ricostruzioni secondo cui il tycoon ha reagito al suo atteggiamento che «poteva sembrare assertivo» o per «distogliere l’attenzione dall’andamento dei negoziati sull’Iran, riportandola sulle difficoltà in ambito Nato». Ad ogni modo, la linea è che «la politica estera italiana sarà quella degli ultimi 80 anni», dato che «mantenere solido il rapporto tra Usa e Ue è quello su cui si basa la forza dell’Occidente». Una dinamica profonda di cui «non si può parlare come fosse Temptation Island».

Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?

Un mix di idee irrealizzabili e riciclate dal passato. L’asticella delle sparate che si sposta ogni giorno un po’ più in là. E una presenza politica capillare sul territorio. Mentre i sondaggi lo premiano e i transfughi degli altri partiti lo cercano. Effetto Vannacci. Basta guardare la mappa dei comitati di Futuro nazionale per notare la macchia di pallini blu che copre l’Italia da Merano a Lampedusa. Il generalissimo va forte soprattutto in Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. Nel Nord-Est, secondo i dati analizzati da Demos, lo voterebbe il 9 per cento degli elettori. Quasi il doppio della media nazionale. Ma occhio anche al Centro-Sud: oltre alla Toscana (sua terra natia), le truppe vannacciane avanzano nel Lazio e in Puglia (Regione al terzo posto per numero di tesserati). E ci sono anche degli avamposti all’estero, da Monaco di Baviera ad Hammamet.

Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
La mappa dei comitati di Futuro nazionale.

Il conteggio dei circoli ovviamente è in itinere: per aprirne uno bastano 10 persone che vogliono aderire e un form disponibile online. Una crescita che colpisce ancor di più se paragonata alla crisi dei partiti tradizionali, sempre meno capaci di presidiare il territorio. Ma tra slogan buoni solo per la propaganda, poche proposte davvero concrete e una campagna elettorale che sembra più contro la destra di governo che contro la sinistra, dove può arrivare Vannacci da qui alle elezioni politiche del 2027?

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La virata a destra per conquistare i delusi

Tra i partiti dell’arco costituzionale, il più antico è la Lega, nato nei primi Anni 90 come ribellione all’establishment. La politica è una ruota che gira e, come diceva il leader socialista Pietro Nenni, «a fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura». Oggi infatti nel mirino di Futuro nazionale c’è proprio il Carroccio di Matteo Salvini, del quale Vannacci è stato vicesegretario nel breve tratto dal post-Europee alla diaspora dalla quale è nato Fn. Un movimento definito «l’unica destra che io conosca» dal fondatore, che così attacca frontalmente anche Fratelli d’Italia e la premier Giorgia Meloni.

Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Matteo Salvini e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

La strategia politica è evidente: dopo una legislatura (quasi) completa, anche il governo più a destra della storia repubblicana si è dovuto “imborghesire”, adeguandosi alle sempre più stringenti regole non scritte di un sistema nel quale i famigerati poteri forti (l’immancabile Europa, ma soprattutto i giganti dell’economia) fanno virare verso miti consigli anche le voci più ribelli. E allora bisogna alzare i toni. L’esempio più lampante è dato dall’immigrazione: Meloni aveva promesso i blocchi navali (e invece i flussi sono persino aumentati), Vannacci ora punta sulla remigrazione. E chissà quale sarà il prossimo step.

Gli italiani decidono di dare sempre una chance al nuovo che avanza

Più in generale, il terremoto vannacciano ha il suo epicentro nella logica a escludere che caratterizza i cicli politici di questa fase storica. In un tourbillon sempre più frenetico, gli italiani decidono di dare una chance al nuovo che avanza, che però poi con la stessa velocità invecchia e perde fascino. Dopo i brevi cicli di Matteo Renzi, Salvini e del Movimento 5 stelle, Meloni sta tenendo botta – i suoi consensi sono ancora piuttosto alti – ma comincia a sentire il fiato sul collo del generalissimo.

Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, saluta i militanti chiudendo l’assemblea costituente (foto Ansa).

Il più recente sondaggio SWG per La7 accredita Futuro nazionale al 5,3 per cento, con la Lega che riesce, almeno per ora, a non farsi sorpassare. I più entusiasti tra i suoi sostenitori indicano il 10 per cento come target per le Politiche 2027. Con diversi politologi che paventano un sostanziale pareggio tra centrodestra e centrosinistra, non c’è da stupirsi che Meloni abbia approntato un piano B, strizzando l’occhio a Carlo Calenda che, con una legge elettorale dalla bassa soglia di ingresso, potrebbe andare da solo e indebolire il campo largo, magari con la prospettiva di unirsi alla maggioranza nel caso ne sortisse una nuova versione di un governo tecnico e di larghe intese.

La remigrazione andrà inevitabilmente a scontrarsi con la difficoltà di stabilire accordi efficaci con i Paesi d’origine, i rimpatri si riveleranno difficilissimi e ancora più costosi, con il flop albanese del governo Meloni che evidentemente non ha insegnato granché. Però il termine suona bene, titilla istinti che vengono da lontano senza usare i linguaggi del passato e alimenta quella “guerra tra poveri” che da sempre sostiene la crescita dei populisti.

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Meloni e Rama in visita ai centri in Albania (foto Imagoeconomica).

I continui richiami a sovranismo, identità nazionale e tradizione sono anch’essi dei déjà-vu, un classico vintage con spruzzate di arretratezza, come per la lotta alle correnti «politicizzate» dei magistrati, il reddito di maternità (le donne a casa ad accudire la famiglia e gli uomini al lavoro) o l’ideona del libretto di lavoro agli adolescenti: «Perché un ragazzo a 14 anni non può fare il cameriere o l’aiuto bagnino? Spiegatemi il perché, io non ci arrivo».

Le controverse posizioni su femminicidio ed eccesso di legittima difesa

Certo, siamo nella fase iniziale della storia del movimento e quindi è più che normale che i toni siano roboanti e le proposte poco approfondite. Talvolta sono persino stantie, come il guizzo di abolire il termine femminicidio e la tutela a prescindere di chi viene accusato di eccesso di legittima difesa, non solo se in divisa. L’ovvio obiettivo è fare breccia nelle masse e il modo migliore è dire poche cose, ripeterle di continuo e far apparire semplice la soluzione di problemi che, se esaminati seriamente, sono più complessi di come vengono presentati.

Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
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La propaganda agisce così: è una ricetta che funziona, già sperimentata a più latitudini e che molto probabilmente produrrà un risultato di tutto rispetto nei primi test elettorali probanti. L’entourage di Vannacci continua a registrare new entry di volti noti: dal “Barone Nero” Jonghi Lavarini a Gianni Alemanno, da Mario Borghezio a Pier Gianni Prosperini, passando per la showgirl Sylvie Lubamba, toscana di origini congolesi.

Nuove adesioni, vecchi obiettivi

Vannacci fa incetta anche di titolari di cariche pubbliche. Già oggi rispondono al generale otto parlamentari, tra cui i più noti sono l’ex forzista Laura Ravetto, che sarà il volto del partito in televisione, e l’ex meloniano Emanuele Pozzolo, pistolero di Capodanno e recentemente tornato nei guai per un incidente stradale con tasso alcolemico sopra i limiti. Col suo inconfondibile stile a metà tra l’ironico e il didascalico, Vannacci lo ha difeso tramite una curiosa analisi tecnica sulla definizione di ubriaco, che ai lettori più affezionati del compianto Stefano Benni ha ricordato un memorabile passaggio di Bar Sport, nel quale si immaginava una rissa verbale tra filosofi su questo stesso tema.

Il ciclone Vannacci, un mix di idee irrealizzabili e riciclate: dove può arrivare?
Laura Ravetto, un’immagine realizzata con l’IA.

Ravetto invece ha fatto tutto da sola, presentandosi al congresso fondativo del partito con uno spray per la stiratura brandizzato “Merito”, giusto per chiarire la posizione sulle quote rosa. Pur chiamandosi Futuro nazionale, il nuovo partito sulla scena italiana pare davvero guardare a un passato che in parte è storico e in parte è mitologico, più idealizzato che effettivo. Eppure la ricetta potrebbe funzionare, consentendo a Vannacci di sedersi al tavolo del centrodestra per trattare il suo ingresso in coalizione. Perché l’alternativa è andare da soli e rischiare di far vincere il centrosinistra, ma è piuttosto raro che un generale si spari dritto sui piedi.