Stretta su alcol a minori, ordinanza a Salerno

Da oggi, nella citta’ di Salerno, ogni esercizio commerciale che vende alcolici deve esibire, all’ingresso, avvisi e cartelli che riportino il divieto di somministrazione di bevande alcoliche ai minorenni. Lo prevede un’ordinanza, firmata in giornata dal sindaco Vincenzo Napoli, che conclude, dunque, l’iter di sensibilizzazione seguito dalla commissione Ambiente e Cultura presieduta dal consigliere Arturo Iannelli, che ha promosso l’iniziativa. Il divieto di vendita di bevande alcoliche a chi ha meno di diciotto anni deve essere, quindi, ricordato da avvisi e cartelli dedicati e che dovranno essere affissi in tutti i luoghi in cui ne e’ possibile l’acquisto, dai distributori automatici ai bar e ai supermercati. “Accessi al pronto soccorso di ragazzi e ragazze in coma etilico e di vittime di aggressione e violenza sotto l’effetto dell’alcol – sottolinea Iannelli – mi hanno spinto a condividere la necessita’ di un’azione concreta rivolta agli esercenti e ai potenziali consumatori”. Solo negli ultimi due giorni, a Salerno, dalla questura sono stati emessi due provvedimenti di chiusura per dieci giorni nei confronti di due esercizi commerciali del centro e nei quali la Polizia ha riscontrato che, in piu’ circostanze, erano state somministrate bevande alcoliche a minorenni.

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Fuorni, sequestrati 2 micro cellulari

«Durante un’attività di controllo e monitoraggio posta in essere dalla Polizia Penitenziaria del carcere di Salerno nei confronti di alcuni detenuti, l’altro ieri mattina sono stati trovati e sequestrati due micro telefonini cellulari con relativi carica batterie».

 

A darne notizia è Orlando Scocca, Fp Cgil Campania per la Polizia Penitenziaria: «Il carcere di Salerno, intitolato al collega Antonio Caputo, soffre una notevole carenza di personale di Polizia Penitenziaria rispetto a quanto previsto, mentre l’affollamento delle persone detenute sfiora il 150% rispetto alla capienza ordinaria del carcere.

In queste condizioni, anche la ricerca di telefoni con perquisizioni e pratiche amministrative conseguenti, comporta un ulteriore carico di lavoro che i Poliziotti penitenziari svolgono il proprio lavoro per puro spirito di abnegazione e tutela della legalità in una “zona di confine” come è l’istituzione penitenziaria».

Mirko Manna, Nazionale Fp Cgil Polizia Penitenziaria commenta: «L’utilizzo di telefonini in carcere non è, come qualcuno si ostina a sminuire, un banale mezzo per rimanere in contatto con i propri cari, ma è sia uno strumento di controllo e sopraffazione dei detenuti più pericolosi nei confronti dei più deboli, sia un pericoloso strumento per dare ordini o gestire traffici illegali all’esterno, continuando a mantenere il proprio status criminale nonostante la detenzione».

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