Angri. Sequestrati i beni agli eredi del boss Fontanella

Angri/Scafati. Avrebbero ereditato beni di provenienza illecita accumulati con l’appartenenza al clan: confiscati agli eredi di Gaetano Fontanella “‘o spagnuolo” (considerato vicino al clan “Tempesta”) deceduto nel 2021, una villa e un garage del valore di 500mila euro. L’uomo ritenuto storico usuraio e conosciuto anche come “Pronto Soccorso”, era coinvolto in numerosi reati commessi tra il 1978 e il 2017 e i suoi beni erano intestati a 6 prestanomi tra familiari e conoscenti tuttora indagati per intestazione fittizia evitando così l’aggressione da parte dello Stato come era avvenuto con altre proprietà. La Direzione Investigativa Antimafia ha dato così esecuzione, su delega della Procura di Salerno, a un decreto di confisca emesso ai sensi del Codice antimafia dalla Sezione Riesame e Misure di Prevenzione del Tribunale di Salerno, che ha interessato una villa e un’autorimessa ad Angri. Le due unità immobiliari sono state ricondotte al patrimonio dello stesso Gaetano Fontanella originario di Sant’Antonio Abate già destinatario in passato della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, oltre che di analoghi provvedimenti ablativi, eseguiti sempre dalla Dia di Salerno nel 2012. L’uomo, infatti, era stato qualificato come “socialmente pericoloso” in quanto condannato in via definitiva per i reati di furto, usura, ricettazione, sfruttamento della prostituzione ed estorsione, commessi a partire dal 1978 e fino al 2017. Il decreto di confisca è stato adottato nei confronti di cinque eredi della persona defunta e di un terzo interessato, all’esito di una complessa attività investigativa condotta dalla Sezione Operativa della Dia di Salerno su delega della Procura, finalizzata a individuare ulteriori beni rispetto a quelli già confiscati in precedenza, ma comunque riconducibili a Gaetano Fontanella, sebbene formalmente intestati a prestanomi. I beni oggetto di confisca sarebbero un residuo di quelli sequestrati nel 2012 quando finirono sotto chiave immobili da Angri fino alla provincia di Treviso. In quella occasione finirono nel mirino dell’Antimafia 19 appartamenti e box situati ad Angri e nel Trevigiano, 12 appartamenti a Cava dei Tirreni; 11 beni a Sarno; 7 abitazioni a Giffoni Valle Piana. Immobili che secondo la Dda sarebbero stati acquisiti grazie alla partecipazione al clan Tempesta e poi finiti nelle mani dello Stato. Le sofisticate indagini patrimoniali della Dia di Salerno hanno quindi permesso di rilevare tra il 1976 e il 2010 una serie di illeciti penali, con i cui proventi economici Fontanella aveva poi acquistato beni immobili in provincia di Treviso, Napoli e Salerno, pur essendosi dichiarato al fisco come nullatenente. Ora una nuova operazione della Direzione Investigativa Antimafia che ha posto i sigilli a due immobili ritenuti formalmente intestati a prestanome ma in realtà nelle disponibilità dei cinque familiari di Gaetano Fontanella, morto nel 2021 all’età di 64 anni mentre stava scontando una condanna di 5 anni e mezzo per estorsione sul fitto a nero di immobili confiscati.

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