È morto il critico cinematografico e youtuber Federico Frusciante

È morto a 52 anni Federico Frusciante, noto su Internet per le recensioni e i video di analisi sul cinema pubblicati sul suo canale YouTube, che conta circa 120 mila iscritti. Nato a Pontedera nel 1973, aveva aperto a Livorno un negozio di videocassette e DVD a noleggio, chiamato Videodrome (omaggio al film di David Cronenberg), che in città – e non solo – era diventato un punto di riferimento per tanti cinefili e, in generale, un presidio culturale. E proprio nel suo videonoleggio (tenuto aperto fino al 2022) Frusciante aveva cominciato a pubblicare i primi video di critica cinematografica. Parallelamente all’attività commerciale, aveva costruito una forte presenza come divulgatore, tanto da essere invitato a tenere lezioni in ambito universitario e a far parte della giuria in festival internazionali. Di recente assieme a Davide Marra (Mr. Marra), Francesco Alò e Mattia Ferrari (Victorlaszlo88) aveva avviato il progetto collettivo I Criticoni.

È morto il critico cinematografico e youtuber Federico Frusciante
Federico Frusciante (YouTube).

Lombardi: famiglie e imprese è ancora credit crunch

Federcepicostruzioni denuncia come, a fronte di utili mai così elevati per i principali gruppi bancari italiani, l’accesso al credito per le imprese – in particolare nel settore delle costruzioni – resti insufficiente e sempre più selettivo. Nel 2025 i primi sei istituti di credito italiani hanno realizzato profitti cumulati per circa 27,7 miliardi di euro, in crescita di oltre il 16% rispetto ai 23,8 miliardi del 2024. Questi risultati consolidano una fase di redditività eccezionale per il sistema bancario nazionale, alimentata in larga parte dall’aumento dei margini finanziari e delle commissioni. Il credito non arriva all’economia reale Nonostante questa redditività, lo stock complessivo di prestiti alle imprese e alle famiglie, registra trascurabili incrementi negli ultimi due anni, ma con una riduzione di decine di miliardi rispetto al 2022. Le stesse analisi di mercato segnalano condizioni di offerta più restrittive proprio per le imprese dell’edilizia, alle quali vengono richieste garanzie più gravose e rating sempre più selettivi. Secondo le ultime analisi basate sulla Relazione annuale della Banca d’Italia, nel 2024 i prestiti alle imprese sono diminuiti del 2,6% su base annua. La contrazione è stata molto più forte per le piccole imprese (circa 6,8%), mentre per le grandi imprese le politiche di offerta sono state meno rigide. Allarme per il comparto costruzioni Federcepicostruzioni sottolinea che il settore delle costruzioni è tra quelli maggiormente penalizzati dal razionamento del credito, nonostante il suo ruolo trainante per occupazione, investimenti e rigenerazione dei territori. Molte imprese sane si trovano oggi nell’impossibilità di programmare nuovi cantieri, di completare interventi legati a bonus edilizi e di sostenere percorsi di innovazione e transizione ecologica, con un impatto diretto sulle famiglie e sulle comunità locali. «Le banche estraggono più valore di quanto ne creano» «Ci troviamo di fronte a una distorsione eticamente inaccettabile: le banche macinano miliardi di utili ma scaricano sull’economia reale il costo della loro prudenza, strangolando soprattutto chi produce valore sul territorio» – afferma il Presidente nazionale di Federcepicostruzioni, Antonio Lombardi. «Così il sistema bancario finisce per estrarre più valore di quanto ne restituisca a famiglie e imprese, alimentando una pericolosa spirale di sfiducia e rinvio degli investimenti», prosegue Lombardi. Le richieste di Federcepicostruzioni Federcepicostruzioni chiede che una quota significativa degli utili netti degli istituti di credito venga vincolata a linee dedicate di finanziamento a tassi sostenibili per le imprese delle costruzioni impegnate in edilizia sostenibile, rigenerazione urbana, efficientamento energetico e messa in sicurezza del territorio. L’Associazione sollecita, inoltre, Governo e Autorità di vigilanza a introdurre strumenti che premino gli intermediari che sostengono l’economia reale e penalizzino, anche sul piano regolamentare e fiscale, chi continua a ridurre il volume di credito pur in presenza di profitti record. In concreto, Federcepicostruzioni propone che almeno il 20% degli utili netti annui delle banche venga destinato a linee di finanziamento garantite e agevolate, prioritarie per progetti in edilizia sostenibile, rigenerazione urbana, efficientamento energetico e messa in sicurezza del territorio. L’associazione sollecita il Governo a intervenire con misure che obblighino le banche a condizioni di credito più elastiche e favorevoli per famiglie e imprese, riequilibrando il sistema attraverso norme che premiano il sostegno all’economia reale. Altre misure contestualizzate Per casi come i crediti edilizi (es. Superbonus), Federcepicostruzioni propone che enti statali e società controllate, rilevino i crediti d’imposta dalle imprese a condizioni meno onerose, di quelli attualmente praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari.

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Perché Francesca Albanese ha accusato il Corriere della Sera di diffamazione

«La critica è legittima. La diffamazione no. Il Corriere della Sera dovrebbe saperlo». Lo ha scritto Francesca Albanese su X, condividendo uno screenshot della homepage dell’edizione online del quotidiano, in cui la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati viene definita una «militante filo Hamas riuscita nell’impresa di unire Francia e Usa».

Cosa aveva detto su Israele all’Al Jazeera Forum di Doha

Tutto nasce dalle parole su Israele pronunciate da Albanese in videocollegamento col 17esimo Al Jazeera Forum di Doha, in Qatar, a cui avevano preso parte anche Khaled Mashaal, uno dei capi di Hamas, e il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi. La relatrice speciale dell’Onu aveva parlato di «nemico comune» per l’umanità, denunciando inoltre «un’inerzia globale» di fronte al conflitto in Medio Oriente e le vendite di armi allo Stato ebraico mantenute dall’Occidente.

La Francia chiederà le sue dimissioni al Consiglio dei diritti umani dell’Onu

Quanto all’impresa di unire Francia e Stati Uniti, evocata dal Corsera, Parigi ha reso noto che a seguito delle «oltraggiose e irresponsabili» su Israele chiederà ufficialmente le dimissioni di Albanese al Consiglio dei diritti umani dell’Onu del 23 febbraio. La relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi, ha spiegato il ministro degli Esteri transalpino Jean-Noel Barrot intervenendo all’Assemblea Nazionale, si è resa protagonista di dichiarazioni che «prendono di mira non il governo israeliano, di cui è consentito criticare la politica, ma Israele in quanto popolo e nazione».

Perché Francesca Albanese ha accusato il Corriere della Sera di diffamazione
Francesca Albanese (Ansa).

Albanese è stata inserita nella lista del Dipartimento del Tesoro Usa

A luglio del 2025 gli Stati Uniti hanno inserito Albanese nella Specially Designated Nationals and Blocked Persons List dell’Ofac, agenzia del Dipartimento del Tesoro che controlla gli asset stranieri: l’iscrizione nella lista nera, che prevede sanzioni come il blocco dei beni e il divieto di effettuare transazioni bancarie, è solitamente riservata a terroristi, trafficanti e colpevoli di riciclaggio. La colpa di Albanese, prima persona all’interno delle Nazioni Unite sanzionata da uno Stato in 80 anni? Aver denunciato la situazione atroce della popolazione della Striscia di Gaza, bombardata incessantemente dall’esercito di Israele.

Morta Maria Franca Fissolo Ferrero, vedova del fondatore del colosso dolciario di Alba

È morta Maria Franca Fissolo Ferrero, vedova di Michele, creatore della Nutella e fondatore dell’omonimo gruppo dolciario, ora guidato dal secondogenito Giovanni. Aveva 87 anni. A dicembre era stata nominata all’unanimità presidente onoraria a vita di Ferrero International.

Aveva sposato Michele Ferrero nel 1962

Nata a Savigliano (Cuneo) il 21 gennaio 1939, era stata assunta come traduttrice e interprete nell’azienda di Alba nel 1961. L’anno successivo il matrimonio con Michele Ferrero (scomparso nel 2015). Due i figli della coppia: Pietro, morto prematuramente in Sudafrica nel 2011 a causa di un malore, e Giovanni, attuale presidente del gruppo che conta su 36 stabilimenti produttivi e una presenza in oltre 170 Paesi, nonché uomo più ricco d’Italia con un patrimonio stimato in 41,3 miliardi di dollari. Nel 2024 Maria Franca Ferrero era stata insignita del titolo di Cavaliere di gran croce al merito della repubblica italiana.

I giornalisti Rai proclamano uno sciopero delle firme a sostegno dei colleghi di RaiSport

L’Usigrai, l’Unione sindacale dei giornalisti Rai, ha proclamato per venerdì 13 febbraio 2026 uno sciopero delle firme in tutti i telegiornali, i giornali radio e nei programmi di informazione dell’emittente pubblica e sul web. La decisione è stata presa in sostegno ai colleghi di RaiSport che, dopo il caso Petrecca, avevano deciso di ritirare la propria firma da servizi, collegamenti e telecronache sulle Olimpiadi e di indire tre giorni di sciopero.

La nota integrale del sindacato dei giornalisti Rai

«La vicenda della telecronaca della cerimonia di apertura dei Giochi», spiega in una nota il sindacato, «è stata un duro colpo all’immagine della Rai e alla dignità di tutte le giornaliste e i giornalisti che quotidianamente si impegnano per offrire un servizio pubblico degno di questo nome. La mobilitazione di RaiSport e le prese di posizione dei cdr delle testate e dei generi, a difesa del nostro lavoro, non hanno indotto i vertici aziendali a una doverosa assunzione di responsabilità». Usigrai ritiene dunque che «la protesta dei colleghi e delle colleghe di RaiSport vada sostenuta con un gesto concreto, individuale e collettivo, di solidarietà e partecipazione. Per questo è stato indetto, per l’intera giornata di venerdì 13 febbraio, uno sciopero delle firme in tutti i tg, gr, nei programmi di informazione della Rai e sul web». Inoltre, «al termine di ogni edizione dalla durata di almeno cinque minuti verrà letto, e pubblicato sui siti, un comunicato sindacale in cui si spiegano le ragioni della protesta». «Riteniamo sia utile e doveroso», conclude la nota, «trasmettere ai cittadini la nostra presa di posizione a difesa dell’immagine della Rai e di chi ci lavora».

Il prete che vuole diventare padre: “Decisione presa dopo anni di solitudine”, chi è Don Giovanni Gatto


51 anni, originario di Montebelluna, don Giovanni Gatto lascia il sacerdozio per costruirsi una famiglia e diventare padre. Critico verso la chiesa (“un’Istituzione che spesse volte incatena in schemi mentali, formalismi e moralismi”), l’ex parroco di Tempera ha chiesto la dispensa a Papa Leone XIV dopo un lungo percorso personale e spirituale. "Non amo nessuna donna, ma voglio una famiglia".
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