L’oroscopo di domani, lunedì 27 maggio 2024: le previsioni segno per segno di Ginny


L'oroscopo di domani, lunedì 27 maggio 2024 e le previsioni segno per segno su amore, lavoro e fortuna: ecco cosa riservano le stelle a tutti i segni zodiacali. Questa giornata promette benissimo, soprattutto per chi prevede una settimana fattiva e produttiva. La Luna è in Capricorno, e Mercurio pronto a ragionare e organizzare grazie al sestile con Saturno: il segno fortunato è proprio il Capricorno che ama i lunedì mentre il segno sfortunato è il Cancro.
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Pierina Paganelli, la nuora Manuela ribadisce: “A lei fiori e biglietti anonimi, era irreprensibile”


Manuela Bianchi, nuora di Pierina Paganelli, uccisa a coltellate a Rimini lo scorso ottobre, a Fanpage.it: "A mia suocera mazzo di fiori e bigliettini anonimi, non aveva idea da chi arrivassero. Era persona con altissime norme morali che non avrebbe mai accettato la corte da parte di nessuno. Queste notizie sono uscite fuori perché vogliamo verità e giustizia".
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Apartheid vecchia e nuova di Israele contro la Palestina

di Salvatore Memoli

Se non siete stati in Palestina, non avete visitato i luoghi, non vi hanno fermato alle tante barriere piene di filo spinato ed uomini armati dove sostano autoveicoli e persone, prima di transitare in altri territori, non potete capire. Se non avete assistito alle lunghe file di persone, uomini e donne, che attraversano le frontiere e che sopportano le procedure di controllo che fanno perdere molto tempo, prima di consentire alle persone di raggiungere i posti di lavoro, non potere capire. Se non si fa esperienza delle mortificazioni imposte ad una popolazione quotidianamente e, almeno, per due volte al giorno, andata e ritorno dai luoghi di lavoro, non si può comprendere quanto sia difficile la vita per i Palestinesi. È un’apartheid moderna contro una popolazione, camuffata da regole civili di controlli formali, una crudeltà che fa perdere la dignità e può scatenare reazioni incontrollate. La guerra tra Israele e Gaza tocca la vicenda di tutto il popolo Palestinese, dei suoi territori occupati, delle brutali repressioni. L’occidente con il suo armamento storico, culturale, religioso, si compatta sulla difesa di Israele, baluardo di civiltà occidentale e paventa una necessità di contenere l’avanzata di una cultura islamica che potrebbe riminacciare i Paesi cristiani, con pretese religiose che nascondono progetti politici, ambiziosi quanto pericolosi. Se bastasse questa motivazione che riporta a vecchi equilibri militari e politici non sarebbero sufficienti le motivazioni ideali pro-Israele. La Palestina è il culto e la custodia del cristianesimo e del cattolicesimo. I simboli sono tanti che spostano milioni di fedeli ogni anno in visita dei siti religiosi che richiamano la storia di Gesù. Tutelare la Palestina è un punto oltre le motivazioni ideologiche e religiose. Le discriminazioni che subiscono queste popolazioni non trovano giustificazioni plausibili, come le tante aggressioni di Israele ai quartieri residenziali di Palestinesi fino alle porte di Gerusalemme, per espandere gli insediamenti illegali dei coloni ebrei. Israele conosce un solo linguaggio: quello violento e militare, quello repressivo, a Gerusalemme, a Gaza, in tutte le città palestinesi. Quello che si vedeva in Palestina prima della guerra attuale erano forme di oppressione che umiliano la dignità di un popolo e mostrano il predominio di Israele sulla Palestina. Come si può costruire la pace in queste condizioni? La strategia di Israele è far sentire l”apartheid! La ribellione dei Palestinesi è costruita dalla stessa violenza degli ebrei. Ed è così che anche durante questa guerra, Israele registra una disapprovazione internazionale crescente contre se stessa, le sue ragioni politiche, le sue aspettative. L’occidente è contro l’occidente che sostiene Israele, in una misura straboccante che isola sempre più Israele, l’America e chiunque sostenga le sue posizioni. In questo rinnovato quadro di ripensamento politico le decisioni di Spagna, Irlanda e Norvegia si uniscono ad un numero crescente di Stati che riconoscono la Palestina. Riconoscere la Palestina significa prendere atto della sua realtà politica, instaurare rapporti diplomatici, sostenere la sua causa di libertà. Più di tutto ed oltre le ragioni storico-politiche quello che conta oggi è la tutela dei diritti del popolo palestinese, un bene importante che non può essere più racchiuso e definito con la violenza di risposta alle sopraffazioni, all’oltraggio e all’apartheid che Israele utilizza nei suoi confronti, ogni giorno. L’Italia è lontana da queste visioni politiche ma non è certo che le sue posizioni politiche resteranno tali nel futuro.

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Riprogrammazioni Pnrr, la preoccupazione di Federcepicostruzioni

L’ultima serie di dataset pubblicati dal Governo sul piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), se da un lato determinano un significativo passo in avanti sul fronte della trasparenza e della condivisione delle informazioni, dall’altro preoccupano fortemente in merito alle considerazioni ricavabili dalle tabelle, tanto più se si incrociano le informazioni con la relazione realizzata dal Centro servizi della Camera dei deputati. Il principale aspetto di criticità attiene la riprogrammazione degli interventi. Le misure del Pnrr de-finanziate del tutto, o in parte, sono ben 36, per un ammontare complessivo di 22,2 miliardi di euro. Dal documento emergono i motivi che hanno portato a queste cancellazioni: si tratta in genere di investimenti che finanziavano progetti non in linea con i criteri del Pnrr, in particolare ambientali. Oppure opere che rischiavano di non essere completate entro il 2026. Il documento sottolinea che gli interventi in essere, cioè quelli preesistenti e poi inseriti nel piano, saranno comunque portati a conclusione attingendo a fondi del bilancio statale. Negli altri casi invece, anche se non per tutti, intervengono le risorse individuate attraverso il cosiddetto decreto Pnrr quater. “E’ un quadro che preoccupa molto: la riprogrammazione degli interventi e la diversa attribuzione delle risorse, in un paese fortemente congestionato dalla burocrazia come il nostro – commenta il presidente di Federcepicostruzioni Antonio Lombardi – potrebbe tradursi in un sostanziale blocco definitivo delle opere. Il che, soprattutto per gli interventi in materia ambientale, potrebbe determinare conseguenze preoccupanti. Inoltre, val la pena sottolineare che molti degli interventi erano confluiti nel Pnrr proprio per difficoltà di natura finanziaria. Il “ritorno alla base” potrebbe riproporre queste problematiche, trasformando i progetti in nuove incompiute” La relazione esamina le modifiche apportate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). I progetti eliminati dal piano dovrebbero essere finanziati con altri fondi, ma c’è preoccupazione che ciò non si concretizzi. In totale, ci sono 145 misure aggiunte o modificate, di cui 78 hanno subito variazioni nei finanziamenti. Sono stati eliminati 10 investimenti per un valore di circa 11,3 miliardi di euro, e 26 investimenti hanno visto una riduzione di 10,9 miliardi. Questi fondi, insieme a quelli aggiuntivi del RepowerEu, finanzieranno nuovi interventi o potenzieranno quelli esistenti. In particolare, 11,2 miliardi saranno destinati alla nuova missione 7 per interventi energetici, 7,1 miliardi per potenziare misure esistenti e 6,8 miliardi per nuovi interventi fuori dalla missione 7. Molte risorse derivano dall’eliminazione dei “progetti in essere” dal Pnrr, con la presunzione che saranno completati con fondi nazionali. I nuovi progetti esclusi saranno coperti dal decreto-legge 19/2024, che autorizza spese per 3,44 miliardi di euro e cerca risorse aggiuntive da altre voci di bilancio o fondi europei. Gli interventi più rilevanti eliminati includono: resilienza e valorizzazione del territorio e l’efficienza energetica dei comuni (6 miliardi); gestione del rischio di alluvione e idrogeologico (ridotti da 1,3 a 1,2 miliardi per la ricostruzione nelle zone colpite dalle alluvioni del maggio 2023). – Collegamenti ad alta velocità con il nord Europa (930 milioni). – Linea ferroviaria Roma-Pescara (620 milioni, rifinanziata con fondi per lo sviluppo e la coesione). Progetti di fotovoltaico e industria eolica sono stati accorpati, mentre la tecnologia per autobus elettrici è parzialmente confluita nella missione 7. Le misure parzialmente de-finanziate includono: Piani urbani integrati (ridotti di 1,6 miliardi); promozione dell’idrogeno in settori hard to abate (ridotti di 1 miliardo). Il governo ha recuperato circa 22,2 miliardi di euro dalle misure de-finanziate, con la maggior parte dei fondi destinati alla missione 7 e agli incentivi per le imprese. Tra le nuove misure finanziate, 2,5 miliardi sosterranno la transizione ecologica e 2 miliardi andranno al fondo rotativo per i contratti di filiera agroalimentari. “Sostituire interventi infrastrutturali e opere pubbliche con altre misure – aggiunge ancora il presidente Lombardi – rischia di vanificare gli sforzi di rilancio del Paese, che appunto necessita, soprattutto nel Mezzogiorno, di un marcato recupero del gap infrastrutturale rispetto ad altre aree del paese e di un programma di riqualificazione delle aree urbane soprattutto periferiche. Con questo nuovo asset di interventi, si cancellano importanti priorità del Pnrr, peraltro alla base della erogazione delle risorse comunitarie”. Diciassette investimenti esistenti sono stati incrementati, con oltre 1 miliardo destinato alle politiche attive del lavoro e altrettanto alla riduzione delle perdite nelle reti idriche. “Per garantire una spesa in linea con i tempi UE, è necessario ed indispensabile procedere al costante monitoraggio di tutti i dati relativa alla spesa e ai tempi di realizzazione delle opere, aggiornando il portale Italia Domani che non fornisce ancora tutte le informazioni necessarie”.

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La donna uccisa a San Giovanni Rotondo è Rachele Covino: viveva sola, forse scaraventata contro un mobile


Si chiamava Rachele Covino e aveva 81 anni la donna uccisa a San Giovanni Rotondo, nel Foggiano. A toglierle la vita sarebbe stato un 43enne, fermato dai carabinieri mentre girava nudo e con il corpo insanguinato per strada. Ancora da chiarire causa e dinamica del decesso: l'81enne potrebbe essere stata scaraventata, con forza e ripetutamente, contro un mobile.
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