Dall’aborto all’eutanasia, tutti i “no” della seconda parte del programma di FN

Futuro Nazionale ha pubblicato la seconda parte della sua Base Ideologica e Programmatica, che parte dal consueto presupposto dei vannacciani: l’identità cristiana «come elemento pubblico della tradizione nazionale». Tanti i “no” snocciolati nel documento: da quello all’aborto (che non sarebbe un diritto), a quello al matrimonio tra persone dello stesso sesso, fino a quello all’eutanasia. «Dopo la prima, dedicata a remigrazione ed economia, questa volta mettiamo al centro ciò che decide il futuro di una Nazione: la famiglia, le politiche di riattivazione demografica, la difesa della vita, la sovranità digitale, la cybersicurezza, il sociale e le scelte di difesa», spiega Roberto Vannacci prima di approfondire i singoli temi dal sito del partito.

Per Vannacci «l’aborto non è un diritto»

«Il matrimonio rimane l’unico istituto di coppia, perché solo la procreazione ha rilievo pubblico. Difendiamo la vita dal concepimento alla morte naturale, rifiutiamo eutanasia e omicidio del consenziente, garantiamo le cure palliative e vietiamo di far morire di fame e di sete», si legge nel programma di FN. «Come già stabilito dalla legge 194/1978 l’aborto non è un diritto». Il concepito, anzi, dovrebbe essere «soggetto titolare di interessi giuridicamente tutelati»: riconosciuto già in gravidanza per bonus e agevolazioni, dalle borse di studio alle case popolari, con aggravanti per i reati contro donne incinte che ne provochino la perdita. Vannacci poi elenca una serie di proposte: «esenzioni progressive per chi ha figli, il “Reddito di Rinascita” per le madri e il Mutuo Tricolore che azzera gli interessi al terzo figlio e le “quote azzurre” per facilitare i trasferimenti alle famiglie numerose dei dipendenti delle Pubbliche amministrazioni». Inoltre l’ex generale vorrebbe l’istituzione «del ministero della Vita, della Famiglia naturale e dell’Identità, della Giornata nazionale della Vita nascente il 25 marzo e di un Piano nazionale per la Vita nascente e la Prevenzione dell’Aborto».

Dall’aborto all’eutanasia, tutti i “no” della seconda parte del programma di FN
Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

No a «eutanasia e omicidio del consenziente»

Visto che la posizione di Futuro Nazionale è quella «pro-vita dal concepimento alla morte naturale», da qui il netto no a «eutanasia e omicidio del consenziente (dalla sinistra detto suicidio assistito)». FN vuole pertanto «l’applicazione piena della legge sulle cure palliative (oggi precluse a circa il 70 per cento degli aventi diritto perché sinistra e ipodestra non stanziano quanto necessario) e potenziamento della terapia del dolore». Idratazione e alimentazione «non saranno considerate come terapie, perché non lo sono, e nessuno potrà più esser fatto morire intenzionalmente di fame e di sete». Si legge poi nel programma: «Sospendibili solo i trattamenti oggettivamente sproporzionati perché non raggiungono l’effetto, creano più danni fisiologici che benefici o producono un dolore fisico la cui sopportazione richiederebbe, sul piano oggettivo e non soggettivo, una capacità eroica. Consentite terapie di riduzione del dolore che, indirettamente, possano provocare un accorciamento della vita, senza però poter mai voler produrre direttamente e intenzionalmente la morte: ciò sarebbe omicidio».

FN vorrebbe l’abrogazione delle unioni civili

La seconda parte del programma di Futuro Nazionale, ovviamente, sottolinea come la famiglia naturale debba essere «fondata sull’unione di uomo e donna come modello da sostenere con politiche fiscali, abitative, asili nido e congedi». In tal senso, la proposta più netta è l’abrogazione delle unioni civili: «Le facoltà oggi collegate all’istituto (permesso lavorativo per visite ospedaliere, visita carceraria, disposizioni personali, rappresentanza legale, eredità, ecc.) verrebbero ricondotte a diritti individuali esercitabili dal cittadino verso la persona da lui indicata, senza necessità di elevare il rapporto sessuale a criterio di concessione dei diritti».

Maternità surrogata: chieste pene più severe

Passando a un tema correlato, il programma di Futuro Nazionale dichiara la «contrarietà alla fecondazione eterologa»: adozioni e affidi dovrebbero essere possibili solo «per la famiglia, composta da un uomo e da una donna coniugati». Nel documento si auspicano poi pene più severe per chi ricorre alla maternità surrogata: 5-10 anni di reclusione la sanzione per il cosiddetto utero in affitto e interdizione dai pubblici uffici per chi viene condannato «essendo reato analogo alla riduzione in schiavitù». Vannacci propone inoltre «il divieto di trascrivere atti che attribuiscano al medesimo bambino due madri o due padri: nessuna menzogna in materia d’anagrafe».

Stop in tv ai contenuti genderisti/omosessualisti

Per i vannacciani deve diventare reato universale – perseguibile cioè anche se commesso all’estero – ogni pratica che in qualsiasi modo possa aiutare il cambiamento di genere per i minori. Da vietare pertanto «interventi chirurgici di riassegnazione del sesso, ormoni cross-sex e bloccanti della pubertà sui minorenni». E, nei pensieri dell’ex generale, anche i contenuti scomodi in tv con «l’estensione della fascia protetta televisiva 6-23 con tanto di divieto di contenuti audiovisivi genderisti/omosessualisti quando possano essere esposti i bambini e il rifiuto di direttive internazionali volte alla promozione dell’agenda Lgbt».