Salernitana;appello a imprenditori locali per cordata

“La Salernitana portera’ in alto il nome di Salerno, della Campania e del Meridione favorendo lo sviluppo economico, spero per lungo tempo. Sono pronto e propongo un progetto di ampio respiro che cerchi di fare della Salernitana un team competitivo, con una formula ‘solidale'”. Cosi’ Luigi Snichelotto, imprenditore e presidente dell’associazione “AssoMiMe” (Mezzogiorno Italia Mediterraneo Europa) che ha lanciato un appello al mondo dell’impresa salernitana e campana. In particolare l’imprenditore vorrebbe “creare una cordata tesa all’acquisizione del club: tutti insieme, per rilevare la societa’. Creare una rete di imprenditori, senza scopi speculativi, ma spinti solo dal senso di responsabilita’”. Com’e’ noto, infatti, dopo la promozione in serie A la Salernitana avra’ 30 giorni di tempo per risolvere l’incompatibilita’ provocata dalla multiproprieta’. Le norme federali non consentono ad un imprenditore di avere due club nella stessa categoria ed il vincolo e’ esteso fino al quarto grado di parentela. Nel caso specifico la Salernitana ha come co-patron Claudio Lotito, gia’ presidente della Lazio, e Marco Mezzaroma che e’ suo cognato. “Sono consapevole – ha aggiunto Snichelotto – che l’investimento sia importante e non alla portata del singolo investitore, se non in casi diversi dal nostro ed anche connotato da una buona dose di rischio, ma sarebbe un onore partecipare e fare l’impresa, tutti insieme”. Per Snichelotto “la Salernitana ha dimostrato in questi anni uno spirito indomito, da vero combattente, con la rinascita dalla serie C alla serie A di oggi. Una vera testimonianza di tenacia e determinazione. Un impeto di entusiasmo per la citta’, che, come tutta Italia, guarda con fiducia al futuro e nel rilancio post pandemia. Una storia, un’impresa importante, quella realizzata dalla squadra, che ci deve far riflettere. Io ci credo. Chiedo agli imprenditori di crederci per dar vita a una cordata virtuosa che possa disegnare il futuro dell’US Salernitana 1919. Insieme possiamo farcela”.

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La Salernitana ricorda Loris: gli Ultras annullano festa al rientro della squadra

L’U.S. Salernitana 1919, la Proprietà, i dirigenti, i giocatori e tutto lo staff si stringono attorno al dolore che ha colpito la famiglia Del Campo per la scomparsa del caro Loris, giovane grande tifoso granata. Nel frattempo i gruppi ultras della Curva Sud attraverso i rispettivi profili annunciano di non prendere parte ai festeggiamenti in occasione del rientro della squadra granata in città in segno di rispetto per la famiglia Del Campo.

Ecco cosa scrivono:

«Anche la più grande delle gioie deve sapersi fermare e mostrare rispetto. A questa squadra, a questo gruppo ogni onore è dovuto, ma oggi no. Oggi non lo sentiamo nell’animo. Oggi non lo troviamo giusto. Di fronte ad una vita spezzata ed al dolore di una famiglia sospendiamo ogni forma di festeggiamento. All’arrivo della Salernitana, noi non ci saremo. Ci stringiamo con affetto alla famiglia colpita da questo improvviso e immenso dolore. Ciao Loris in cielo ti accolgano gli angeli!»
DIRETTIVO SALERNO
«Condividiamo la scelta della squadra di annullare ogni tipo di festeggiamento dopo il tragico evento di ieri, non saremo presenti quindi all’arrivo della squadra allo stadio Arechi, perché ULTRAS È ANCHE RISPETTO! RISPETTO PER LORIS R.I.P.»
DIRETTIVO ULTRAS
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Sangue sulla festa granata, muore giovane centauro

I festeggiamenti in corso a Salerno per la promozione della squadra di calcio in serie A sono stati turbati da un incidente mortale nel quale ha perso la vita un giovane di 28 anni Loris D.C., giunto cadavere in ospedale Sul posto, sul lungomare Trieste, e’ intervenuta la Polizia municipale che sta indagando per accertare la dinamica dell’accaduto. Il giovane, a quanto si e’ appreso, era da solo alla guida del motociclo. Saranno fondamentali anche le telecamere della zona per valutare cosa possa essere accaduto. Il 28enne era conosciuto negli ambienti della tifoseria tanto che un centinaio di supporter granata si sta recando all’obitorio dell’ospedale dove si trova la salma.

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Lotito: Ho mantenuto gli impegni che avevo assunto

Claudio Lotito, co-patron della Salernitana, h commentato con poche battute la promozione ottenuta dai granata dopo il successo di Pescara: “Una grande gioia e una grande soddisfazione. Ho mantenuto gli impegni che avevo assunto”.

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Lotito: Ho mantenuto gli impegni che avevo assunto

Claudio Lotito, co-patron della Salernitana, h commentato con poche battute la promozione ottenuta dai granata dopo il successo di Pescara: “Una grande gioia e una grande soddisfazione. Ho mantenuto gli impegni che avevo assunto”.

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Morte Fulvio De Maio, il dolore dei tifosi

Enzo Sica
La scomparsa di Fulvietto De Maio ha lasciato sgomenti i tifosi della Salernitana, particolarmente quelli della prima ora, dei mitici anni del Donato Vestuti in Piazza Casalbore, vero cuore pulsante del tifo della nostra città che avevano nei calciatori in maglia granata il loro punto di riferimento. Certo sono trascorsi oltre cinquant’anni da quando Fulvietto era il giovane portiere dapprima della Salernitana Berretti allenata da don Mario Saracino che vinse il titolo italiano nel 1969 e poi quando arrivò in prima squadra  nel  lontano 1970.
Ricorda bene quei periodi della Salernitana Salvatore Orilia, storico tifoso granata, da sempre habituè del <Vestuti> e naturalmente all’epoca anche grande sostenitore di Fulvio. <Sì sono stati anni belli quelli che hai ricordato. Fulvio era un giovanissimo calciatore alle prime armi, che si integrò bene in quella squadra, in quella Salernitana che vinse il titolo e poi difese anche i pali della prima squadra in serie C. Erano anni pionieristici e la nostra squadra era la regina di quei campionati di terza serie quando si giocava sui terreni di gioco polverosi nell’inferno della serie C meridionale. E Fulvio malgrado la sua giovane età era parte integrante di quella squadra granata emergendo per quella sua salernitanità che tutti gli riconoscevano. E lo hanno potuto riconoscere tutti nel corso degli anni successivi quando smise di giocare. La sua fede per la gloriosa casacca granata l’ha sempre avuta appiccicata addosso. Ha sempre tifato per i colori granata e poi da opinionista per anni in una televisione locale il suo voler bene alla squadra della sua città, anche quando non andava bene, non è mai venuto meno. Certamente ci mancheranno tanto le sue battute, il suo modo di porsi con tutti, la sua straordinaria voglia di arrabbiarsi con chi criticava la sua Salernitana>
Orilia, un pensiero per un amico che oggi ci ha lasciato.
Cerca di farsi coraggio il presidente del Salerno club 2010. Sa di aver perso un grande amico ricordato sulla chat del club da tutti i soci con tanti bei messaggi, poi attacca: <Sapevo che Fulvo era malato da tempo ma ho sempre cercato di chiedere sue notizie con molta discrezionalità ad altri amici che spesso cercavano attraverso i familiari di informarsi delle sue condizioni. Purtroppo la situazione poi è peggiorata ma so che fino a qualche settimana fa parlava ancora della <sua> Salernitana, di quella squadra che finalmente quest’anno stava disputando un campionato di serie B eccezionale. Peccato che non abbia potuto vedere il finale di stagione di questa squadra granata che è stata sempre nel suo cuore. E Fulvietto sarebbe stato felicissimo nel vederla ritornare, probabilmente, nel campionato dove lui sperava potesse arrivare al termine di questa stagione>
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Salerno, aggredita la figlia di Grassadonia. La reazione del padre

La figlia del tecnico del Pescara Paola Grassadonia sarebbe stata aggredita sotto casa in città. Dura la reazione del padre

Mentre sui social e non solo sale la tensione per la gara tra Pescara e Salernitana che per i campani significherebbe con una vittoria l’accesso diretto alla serie A, iniziano a circolare fantasiose dichiarazioni o pensieri mai espressi. E’ quanto accade sul conto di Gianluca Grassadonia ex difensore granata e attuale allenatore del Pescara. Il giovane mister nella conferenza stampa di ieri, dopo la sconfitta di Cremona, che ha sancito la retrocessione del Delfino, ha parlato del rammarico per la conclusione del campionato biancazzurro ma non ha fatto nessun accenno alla gara di lunedi contro la Salernitana. Mentre, alcune testate  avevano rilanciato una sua dichiarazione, poi non veritiera, sulla formazione da schierare contro i campani.

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La Campania resta gialla, ma De Luca teme le serate della movida

La Campania resta in ‘zona gialla’ e incassa da giorni una curva dei contagi stabile. “Iniziamo a respirare”, dice il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che però avverte: “Ho il terrore delle serate della movida, non possiamo assistere alla movida nelle forme nelle quali l’abbiamo conosciuta nei mesi e negli anni passati. Se dovesse succedere questo, ci giochiamo l’estate e a settembre avremo la terza ondata”. Intanto in Campania si e’ raggiunta la quota di 2 milioni di dosi di vaccino somministrate. E De Luca rivendica: “Possiamo vantare il risultato migliore d’Italia per quanto riguarda le vaccinazioni agli ultra ottantenni nonostante, come sapete, il fatto che abbiamo ricevuto 200mila dosi di vaccino in meno”. Abbiamo superato due milioni di somministrazioni di vaccino in Campania, abbiamo raggiunto oltre 600mila cittadini con doppie dosi, ieri abbiamo sfiorato le 50mila vaccinazioni in una giornata e abbiamo raggiunto con la prima vaccinazione il 100% degli ultra 80enni, il 90% degli ultra 70enni, l’80% degli ultra 80enni non deambulanti. Abbiamo prodotto uno sforzo enorme per mettere in sicurezza le categorie fragili e le persone anziane”. Non solo, domani fa tappa a Capri per annunciare una campagna di promozione internazionale sulle isole covid-free. Tema in merito al quale De Luca qualche sassolino dalle scarpe se lo toglie con piacere. “La campagna di vaccinazione in Campania va avanti in maniera eccellente e in qualche realtà sembra di essere in Svizzera o in Svezia per la qualità del servizio anche se da parte di organi di informazione nazionale, soprattutto i tg della Rai c’è un livello particolare di distrazione sulla Campania”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso della diretta Facebook del venerdì. In merito all’organizzazione sulle vaccinazioni “tutti i nostri concittadini possono testimoniare di aver trovato un servizio di qualità. Poi può capitare qualche giornata di affollamento, ma parliamo di 2 milioni di somministrazioni, nel 90% dei casi nostri concittadini possono testimoniare un servizio di assoluta eccellenza”, ha spiegato il governatore che si è poi soffermato sull’inaugurazione del centro vaccinale a Capodichino. “Domenica scorsa c’è stato un evento identico alle porte di Roma e alle porte di Napoli – ha ricordato – penso ai notiziari della Rai, ore di immagini televisive, ci hanno fatto vedere perfino le orme degli anfibi del commissario Covid. Bene, quel centro fa mille vaccini al giorno, l’hub inaugurato a Capodichino ne fa 10mila ma non hanno neanche dato la notizia o l’hanno data en passant. Cari ragazzi, non pretendevo che veniste a riprendere le orme delle mie scarpe normali, ma perlomeno per rispetto del lavoro di chi quell’hub ha realizzato, era corretto dare perlomeno la stessa informazione. Tranquilli tutti, state sereni, ormai abbiamo maturato anticorpi non solo contro il Covid ma anche contro altre cose. Inoltre dal commissariato al Covid è arrivata una notizia bomba, clamorosa, un annuncio epocale: dal 10 maggio cominciano le vaccinazioni per gli ultra 50enni. Il 10 maggio noi avremo già finito, non cominciato, ma non vogliamo turbare la serenità di nessuno. Siamo davvero un Paese bizzarro, e dal punto di vista della Campania, terra del teatro e anche delle sceneggiate, questa considerazione viene ancora più spontanea. Andiamo avanti per i fatti nostri, così come stiamo facendo continuando sulla nostra linea”. E sulle diverse marche dei vaccini il governatore ha affermato che “La verità è che, su Sputnik sono state fatte altre valutazioni che non hanno nulla a che vedere con quelle scientifiche”. De Luca, è tornato a chiedere verifiche da parte di Ema e Aifa sul vaccino russo per il quale la Campania ha sottoscritto un contratto per l’acquisto di forniture aggiuntive ai sieri già approvati dalla comunità scientifica europea. “Qualcuno ha fatto ironia su Sputnik. Se avessimo avuto questi vaccini aggiuntivi, avremmo già finto la vaccinazione di tutti i cittadini campani – ha sottolineato – Più di 60 Paesi al mondo utilizzano Sputnik, San Marino lo ha usato su tutti i suoi 30mila abitanti, la Germania ne sta acquistando 20 milioni di dosi. Non ci pronunciamo sulla valutazione scientifica, ovviamente abbiamo subordinato l’uso alle decisioni di Ema e Aifa, ma abbiamo detto al governo di non perdere tempo. Il vaccino Pfizer è stato approvato in 10 giorni, fate la stessa cosa con Sputnik, dite sì o no, ma muovetevi”, ha concluso De Luca.

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Razzo cinese in caduta: La protezione civile mette in allerta la Campania e altre 8 regioni

Le regioni del Centro-Sud Italia sono in allerta per il rientro incontrollato in atmosfera del lanciatore spaziale cinese “Lunga marcia 5B”. Lo si legge in una nota della Protezione civile che ha riunito il comitato operativo, convocato dal Capo Dipartimento Fabrizio Curcio, per un’analisi degli ipotetici scenari Al momento la previsione di rientro sulla terra è fissata per le ore 02:24 ore locali del 9 maggio, con una finestra temporale di incertezza di più o meno 6 ore, all’interno di questo arco temporale sono tre le traiettorie che potrebbero coinvolgere l’Italia che, in totale, interessano porzioni di 9 regioni del centro-sud, ovvero Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Le previsioni di rientro saranno soggette a continui aggiornamenti perché legate al comportamento del vettore spaziale stesso e agli effetti che la densità atmosferica imprime agli oggetti in caduta, nonché a quelli legati all’attività solare. Il tavolo tecnico – composto da Asi, (Agenzia Spaziale Italiana), da un membro dell’ufficio del Consigliere militare della Presidenza del Consiglio, rappresentati del Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, della Difesa – Coi, dell’Aeronautica Militare – Isoc e degli Esteri, Enac, Enav, Ispra e la Commissione Speciale di Protezione civile della Conferenza delle Regioni – continuerà, insieme ai rappresentanti delle Regioni potenzialmente coinvolte, a seguire tutte le operazioni del rientro, fornendo analisi e aggiornamenti sull’evoluzione delle operazioni. Sulla scorta delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica, è possibile fornire alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di auto protezione: è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Si consiglia, comunque, di stare lontani dalle finestre e porte vetrate; i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici; all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti; è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto; alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero resistere all’impatto. Si consiglia, in linea generale, che chiunque avvistasse un frammento, di non toccarlo, mantenendosi a una distanza di almeno 20 metri, e dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competenti.

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La Salernitana batte pure l’Empoli

La Salernitana batte pure l’Empoli, il Monza resiste se ne riparla lunedì a Pescara. Ai granata basta la vittoria

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Addio Pietro Nardiello, te ne sei andato in un giorno speciale

Di Olga Chieffi

Ci sono delle date, delle coincidenze cui si stenta a credere, forse non vi si vuole, ma, sicuramente, lasciano pensare. Ieri sera è giunta la ferale notizia della scomparsa del giornalista Pietro Nardiello. Ricoverato presso il Covid Center di Santa Maria Capua Vetere, aveva collaborato con diverse testate, tra cui Articolo 21 e Repubblica, pubblicando inchieste sui beni confiscati, unitamente a tanta letteratura sportiva, oltre ad aggiudicarsi con l’antologia “Strozzateci tutti” il premio giornalistico “Paolo Giuntella” nel 2010, un intenso romanzo “Un sogno meraviglioso”, che racconta di una vacanza estiva nella perla dello Jonio, Soverato, in provincia di Catanzaro, e in quel campeggio, “Le Giare”, travolto da un’alluvione la notte tra il 9 e il 10 settembre del 2000, e “Il festival a casa del boss”, e ancora abile curatore della trasmissione radiofonica “Tre Parole Fuori dal Vulcano”, in onda su Radio Rai, collaboratore in passato anche con il Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’organizzazione di eventi. Tanti i messaggi di cordoglio, tra questi anche quello per sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, che ricorda così il giornalista: “Addio a Pietro Nardiello, giornalista e scrittore appassionato di Salerno. Ha raccontato con passione e competenza della Salernitana e di Salerno con articoli e pubblicazioni sempre molto apprezzati. La tua morte prematura addolora la nostra comunità che ti porterà sempre nel cuore. Un abbraccio fortissimo ai familiari”.

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Ester Senatore: “Il piano scuola andrebbe programmato per il prossimo anno”

di Monica De Santis

“Cosa non va in questo piano scuola estate? Non va perchè siamo stanchi e stremati”. Il piano scuola estate messo a punto dal Ministro Bianchi, continua a tenere banco tra i dirigenti scolastici di tutt’Italia. Un piano scuola che non ha ottenuto i consensi che forse il ministro sperava e non per la sua struttura, come spiega la dirigente scolastica Ester Senatore dell’Istituto Comprensivo Don Bosco di Cava de’ Tirreni, ma perchè il periodo non è proprio dei migliori… “La scuola, a differenza di altri settori economici, non si è mai fermata, proprio come la sanità. E anche con strumenti, rodati solo dallo scorso marzo 2020, comunque siamo riusciti a portare avanti la didattica sia lo scorso anno che in questo che si sta per concludere”. Dunque nulla contro il piano scuola sotto l’aspetto didattico, ma la messa in atto non è fattibile, o meglio i dirigenti non credono lo sia, per quest’estate… “Bisogna capire che siamo tutti stanchi. Noi dirigenti, i docenti ed anche alunni e famiglie. A volte non ci credono ma non è stato facile per noi e per i docenti con queste continue incertezze, con questo alternarsi tra presenza e dad, con le vaccinazioni, il distanziamento, le quarantene. Siamo stanzi e stremati ed ora abbiamo tutti bisogno di un po’ di riposo”. Ester Senatore pur condividendo la struttura del piano scuola spiega che “Non spetta a me alcuna decisione. Dovrà essere il collegio dei docenti ed il consiglio d’istituto a deliberare se aderire oppure no. Proprio ieri (martedì per chi legge, n.d.r.) ho parlato con il mio staff. Anche loro avevano dei dubbi, ma abbiamo deciso di presentarlo al collegio dei docenti e lasciare, come giusto che sia a loro la scelta”. Quindi il punto critico di tutta questa storia è la tempistica? “Sono due anni che noi dirigenti scolastici non andiamo in ferie e come noi anche i nostri collaboratori. Come ho detto, sono favorevole a qualsiasi iniziativa che dia la possibilità alla scuola di migliorarsi e di offrire sempre di più agli studenti. Ma non ora. Parliamone da settembre in poi. Quest’anno siamo tutti troppo stanchi. Siamo già al 5 maggio e non abbiamo alcun elemento di come partiremo a settembre e francamente ci farebbe piacere saperlo adesso invece che perdere del tempo dietro al piano scuola”. Ma lei crede che ci saranno adesioni da parte dei genitori a questo piano scuola? “Questo non lo so e non lo riesco nemmeno a prevedere. Dopo il collegio dei docenti, in base anche a quello che verrà deciso chiederemo ai genitori e faremo un sondaggio. Credo che per il mese di giugno potremmo avere delle adesioni, così anche per settembre, ma dubito per i mesi di luglio e agosto”. Forse sarebbe stato meglio investire questi fondi per la sistemazione degli istituti scolastici? “Sicuramente alcuni dirigenti avrebbero preferito questo. Io mi reputo fortunata in tal senso. Ho due plessi e di questi uno, mi verrà consegnato a giorni ed è stato completamente ristrutturato, con tutte le norme di sicurezza ed anti covid. E’ un istituto grande per l’utenza che accoglie e quindi qui non avrò problemi. Per quanto riguarda la sede centrale, ovvero il plesso Don Bosco, qui ci sarebbe bisogno di qualche intervento ma non strutturale. Diciamo che se volessimo seguire quelle che sono le norme anti covid avrei bisogno di un altro istituto proprio uguale a questo, perché anche se aule sono abbastanza capienti comunque all’interno vi sono 26-27 bambini. Oggi riusciamo a mantenere il metro di distanza, ma non di più. Se volessimo più spazio ci servirebbero aule più grandi. Però non voglio entrare nel merito dei finanziamenti. Penso che sia importante finanziare la scuola in qualsiasi modo, solo che credo ci sia opportuno dare una maggiore autonomia all’istituzione scolastica sulla gestione di questi finanziamenti”

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Domani al ProfAgri gli studenti di 4 Istituti Superiori presentano il progetto Scuola di Comunità

Cinque come gli istituti superiori coinvolti, i 5 sensi stimolati, le 5 produzioni tipiche toccate, le dita delle mani che hanno realizzato il percorso di Food Management nato in classe e proseguito sul campo, nel solco della Dieta Mediterranea. Il progetto, denominato “Scuola di Comunità Comincia dal Campo”, sarà illustrato dal vivo, in forma, dunque, ristretta nel rispetto delle norme anti-covid, domani, alle ore 11:30, nell’aula magna del ProfAgri di Salerno (in Via delle Calabrie, 63). Il progetto “Scuola di Comunità Comincia dal Campo” è stato presentato nel 2019 dalla Pro Loco SviluppoAgropoli con un partenariato a cui hanno aderito l’Associazione S.O.S. Antiracket Antiusura – Salerno APS, le società Zero srl e Storie di Pane oltre a cinque istituti di scuola superiore della Provincia di Salerno: l’IIS Ferrari (Battipaglia), il ProfAgri (con le sedi di Battipaglia e Capaccio), l’IIS Della Corte Vanvitelli (Cava dei Tirreni) e l’IIS Cenni-Marconi (Vallo della Lucania). Nel 2019 gli studenti sono stati avviati alla scoperta delle proprie radici e del territorio cui appartengono attraverso l’educazione sensoriale. I 5 sensi, tutti strumenti primari grazie ai quali ogni persona può leggere il mondo. Gli studenti hanno incontrato i produttori in classe e con loro hanno imparato a degustare prodotti unici, elementi della Dieta Mediterranea, dichiarata Patrimonio Unesco in quanto stile di vita. La filiera agroalimentare è stata il sottile filo rosso che ha unito i diversi indirizzi di studio. Alla ripresa delle attività nel 2021, gli studenti hanno avviato una vera e propria staffetta creativa. Ed è così che i ragazzi dell’Istituto della Corte Vanvitelli (indirizzo grafica e comunicazione) hanno sviluppato un piano di comunicazione per il ProfAgri, mentre gli studenti dell’agrario hanno raccontato la loro esperienza condividendo le loro conoscenze con i colleghi dell’Alberghiero: quest’ultimi, infatti, hanno immaginato un menù ispirato alla Dieta Mediterranea da sottoporre a quelli del Cenni-Marconi impegnati a predisporre un business plan per start up innovative in tema di Dieta Mediterranea. Ogni progetto è stato un tassello che si è incastrato con il lavoro fatto nelle diverse scuole. Il percorso tracciato è partito dalla conoscenza delle proprie radici, del territorio riscoperto dagli studenti come risorsa attraverso la filiera corta agroalimentare. Da un’attività produttiva in grado di creare economia e di fare impresa, i ragazzi hanno affrontato il tema della legalità attraverso la protezione delle eccellenze dei marchi DOP, IGP, etc. dai tentativi di contraffazione e la protezione delle piccole e medie imprese dai tentativi di usura ed estorsione sino ad arrivare al vero e proprio management dell’impresa, attraverso l’accesso ai finanziamenti (consorzi fidi, rapporto con la banca, solo per citarne alcuni). Quello di venerdì è solo un primo appuntamento cui ne seguiranno altri in altre location pensati per raccontare i progetti e le analisi che gli studenti hanno realizzato.

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Quel Raffaello che non tornò a Salerno

di Michelangelo Russo

Il grande successo che sta avendo su internet l’appello lanciato dal Comitato Promotore formato da Michelangelo Russo, Marco Alfano, Antonio Braca, Antonio Ilardi, Emilio Porcaro, Massimo Ricciardi e Matilde Romito per destinare l’ex Tribunale a sede di un Museo identitario del nostro territorio merita la citazione di un episodio, avvenuto nel 2006, che dimostra tutta l’importanza di avere a Salerno una sede degna e capace di accogliere anche capolavori dell’arte di tutti i tempi. L’adesione al Comitato di uno storico dell’arte della caratura del professore Antonio Braca (bibliografia imponente a partire dai suoi lavori sugli avori medievali del nostro Museo Diocesano), porta, a parte le competenze professionali per il successo del progetto, anche la conoscenza di fatti incredibili relativi alla condizione di povertà delle strutture salernitane in rapporto alle potenzialità di sfruttamento dell’immenso patrimonio artistico passato nelle nostre terre.
Il fatto: nel 2006 la Sovrintendenza di Salerno (di cui il Prof. Braca è stato dirigente fino a due anni fa, col tramite del Direttore Generale del Ministero dei Beni Culturali della Campania Stefano De Caro, avviò contatti cordiali con la National Gallery di Washington per portare in esposizione a Salerno nientemeno che uno dei quadri più celebri di Raffaello, la Madonna d’Alba, di proprietà del Museo Americano. La storia di quei contatti è un esempio di quanto possa fare una politica intelligente proiettata alla crescita culturale dei popoli. Il contatto autorevole con la National Gallery, una delle più famose del mondo, avvenne tramite Alfonso Andria, allora presidente della Fondazione Ravello, e Nancy Pelosi, la speaker del Congresso Americano. Nancy Pelosi, oriunda italiana, abbiamo imparato tutti a conoscerla e a stimarla per la sua competenza, l’amore verso l’Italia, e, aggiungo io, per la sua indomabile capacità di resistenza al grugno da OK Corral di Donald Trump.
Orbene, il contatto fu proficuo, e la National Gallery si disse disponibile a uno scambio di opere tra le due sponde dell’oceano. Fu Antonio Braca a pretendere dagli americani il prestito del capolavoro di Raffaello, anziché di una tavola cinquecentesca raffigurante il Concilio di Trento del 1560 con al centro l’immagine di Paolo Giovio arcivescovo di Nocera. Alla fine un accordo di massima fu raggiunto. Dopo la morte di Raffaello il quadro era stato sottratto nel sacco di Roma, a cui nel 1527 aveva partecipato, da Giovanni Battista Castaldi, generale di Carlo V re di Spagna. Castaldi lo portò a Nocera Inferiore nel 1530, fondando il convento di Monte Oliveto, a cui donò l’opera. Il quadro restò in proprietà ai monaci olivetani fino al 1686, quando se ne impossessò un furbacchione: il duca d’Alba, collezionista appassionato, che lo comprò dai frati olivetani, che, forse un po’ fessacchiotti, si accontentarono di una copia fedele del dipinto fatta da Luca Giordano. Nel 1836 il dipinto fu acquistato dallo zar Nicola I di Russia, che ne fece il gioiello dell’Ermitage di San Pietroburgo. Circa cento anni dopo il quadro fu venduto, clandestinamente, dai bolscevichi ancora più miopi dei monaci di Nocera al miliardario americano Mellon, che a sua volta lo donò alla National Gallery. Questa la storia di un capolavoro partito dalle nostre terre e che a Salerno voleva tornare. Sapete perché non se ne è fatto più niente? Perché, incredibile a dirsi, non c’era un luogo espositivo adatto   che rispondesse alle richieste di sicurezza e di accessibilità che giustamente pretendevano gli americani. Nel dirmi questa, stamane, il professore Antonio Braca ha rilasciato un commento amaro, ma che apre la porta a una speranza riconducibile al Polo Museale nell’ex Tribunale che, come Comitato Promotore, auspichiamo.
“Quel Raffello potrebbe ancora tornare, se gli troviamo una casa adatta!”
E allora diamoci da fare! Nancy Pelosi è ancora brillante e combattiva. Riattiviamo quel canale!

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Udc ora apre al centrosinistra: “Centrodestra non esiste qua”

di Erika Noschese

E’ pronto al dialogo con la coalizione di centrosinistra l’Udc di Salerno, dopo il passo indietro dell’avvocato Michele Tedesco, vicino al centrodestra in qualità di candidato sindaco. Ad annunciarlo è il segretario provinciale Mario Polichetti che punta il dito proprio contro la coalizione di centrodestra: “La rinuncia alla candidatura a sindaco di Salerno da parte dell’avvocato Michele Tedesco, proposta con trasporto dai consiglieri comunali di “Oltre”, rappresenta l’ultimo atto di una commedia purtroppo già vista in passato e che ha come “ leitmotiv” la constatazione della inconsistenza di quell’area politica ampia e composita che va sotto il nome di centrodestra, almeno per quanto riguarda la città capoluogo di provincia – ha dichiarato il segretario Mario Polichetti – L’Udc, si è speso con lealtà, onestà politica, coerenza ed intensità di azione, nonostante le non facili condizioni ambientali, per comporre un quadro unitario ed omogeneo intorno ad un candidato di indiscutibile ed innegabile spessore, espressione della società civile, che aveva dato la propria disponibilità ad impegnarsi in tal senso. Ma, dapprima le fughe in avanti di importanti componenti ed alleati, poi le azioni di disturbo nell’area civica, indi l’atteggiamento cunctatorio di altri, ed infine la colpevole richiesta di adeguamenti ai tavoli nazionali della politica, hanno vanificato come in un copione già scritto a tavolino, gli sforzi dell’Udc e dei Consiglieri di Oltre” di tenere unita la coalizione intorno ad un nome equidistante che potesse con buon margine di successo giocarsi la partita del rinnovamento e dell’alternanza democratica nelle istituzioni, cosa che, nel rispetto dell’operato di altri, pare che la città e la politica nazionale chiedessero a gran voce”. Per il segretario provinciale, infatti, “constatata di fatto la insussistenza del centrodestra, nella piena consapevolezza ed obbligo di dare una continuità fattuale alla propria azione politica che ha come obiettivo la ricostituzione di un centro moderato ed equilibrato che ponga il pensiero alla base delle azioni in politica, l’Udc si ritiene libero da vincoli di coalizione, non perché muta il proprio orizzonte politico ma perché mutata è la politica in senso generale ed anche e soprattutto perché dai fatti è chiaro a tutti che non esiste a Salerno una coalizione di centrodestra, ammesso che negli ultimi anni sia esistita. Ci riteniamo liberi di iniziare con serietà, così come dice la nostra storia, a navigare nel grande oceano della politica, pronti ad interloquire e confrontarci con tutti coloro che vorranno anteporre gli interessi della città e dei salernitani al tatticismo, alla strumentalizzazione”. “Se sono rose fioriranno”, ha replicato invece Enzo Luciano, segretario provinciale del Pd dopo l’apertura dell’Udc verso l’amministrazione uscente. “Evidentemente la buona amministrazione del Sindaco Napoli e della sua squadra è riconosciuta anche da altri gruppi dell’area moderata – ha poi aggiunto Luciano – Ora ci tocca proseguire nel lavoro di formazione di un programma che possa trovare la convergenza di tutti”. Per l’Udc si apre dunque un nuovo scenario politico e non si esclude che già nei prossimi giorni possa esserci un incontro tra Polichetti e Luciano per far sì che l’Udc possa essere tra i protagonisti del tavolo della coalizione di centrosinistra, a sostegno del sindaco uscente Vincenzo Napoli. Nel frattempo, mentre il centrodestra è ancora fermo al palo, in attesa del nodo Napoli città e delle decisioni dei vertici regionali per Forza Italia e Lega, il gruppo Oltre porta avanti il discorso con l’avvocato Saverio Dambrosio e il conseguente sostegno a Davvero Ecologia e Diritti, la lista civica guidata da Michele Ragosta che già nei giorni scorsi si era detto aperto a tutti i movimenti e le liste civiche che sono in contrapposizione tanto all’amministrazione Napoli quanto al centrodestra. Nelle prossime settimane potrebbe già chiudersi il cerchio per dare ufficialmente il via alla campagna elettorale, a sei mesi dal voto che dovrebbe ricadere tra il 15 settembre e il 15 ottobre.

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Christian affetto da Sma tipo 1 “Mancano le cure necessarie”

di Erika Noschese

Ancora una storia di diritti negativi, di una burocrazia che mette all’angolo le famiglie, che sembra giocare sulla vita e sulla sofferenza. Christian ha 9 anni, vive ad Eboli ed è affetto da Sma di tipo 1. A causa della sua malattia, Christian non deambula, è collegato h24 ad un ventilatore polmonare ma, tra le altre cose, necessita di un’aspirazione salivare. Ad accendere i riflettori sulla sua storia è l’associazione Andare Avanti, attraverso il portavoce Gaetano Amatruda che chiede l’intervento delle istituzioni locali e nazionali, dell’Asl e della Regione Campania, per non lasciare da solo il piccolo e la sua famiglia. “Il piccolo Christian ha diritto ad una assistenza di qualità che garantisca le sue esigenze e quella della famiglia – ha raccontato Amatruda che, con l’associazione Andare Avanti sta portando avanti la sua battaglia – Ha bisogno di essere aiutato con manovre e macchinari con grande e puntale frequenza. Il piccolo, che vive ad Eboli, è assistito in Adi. Ma è assistenza che vive solo sulla carta e secondo una prassi burocratica”. Stando a quanto emerge, infatti, la “Magaldi Life”, la società individuata dall’Asl così come le stesse strutture dell’azienda sanitaria locale, non garantirebbero una continuità terapeutica e un personale adeguatamente formato. “Il personale cambia in continuazione e non ha il tempo per formarsi, per comprendere le esigenze, per offrire certezze. Lo stesso piccolo è costretto a relazionarsi con personale sempre diverso. In questi casi è necessario avere infermieri formati, e ci vuole tempo, consapevoli delle difficoltà e bisogna dare al paziente il tempo di legarsi senza subire traumi – ha dichiarato ancora Amatruda – Da ottobre è un continuo turn over. Gli infermieri cambiano in continuazione e l’assistenza va a corrente alternata, non sempre sono assicurate le ore previste”. Da qui l’appello dell’associazione Andare Avanti: “Christian ha diritto alla migliore assistenza, ad un personale qualificato, ha il diritto di non dover ripartire ogni volta daccapo. Ha il diritto, oggi negato, di avere una persona che lo possa far uscire di casa, per andare al parco o al mare, ha il diritto, oggi negato, alla didattica a distanza. Si mobilitino le Istituzioni locali e nazionali, i rappresentanti della politica. L’Asl e la Regione sentano la famiglia. Per Christian si chiede un progetto di assistenza personalizzato che preveda la reintegrazione del personale già formato, si chiede che questo personale sia assunto dalle strutture pubbliche affinché sia garantita la continuità. Le ore di assistenza, si chiede ancora, siamo programmate sulle esigenze della famiglia e, soprattutto, del piccolo. Ha il diritto di andare al mare, al parco, alle feste”.

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Concorsone, oggi una nuova protesta

di Erika Noschese

Continua a trascinare con sé una serie di polemiche il concorsone Ripam indetto dalla Regione Campania per collocare 2270 dipendenti nell’ente regionale e in quelli locali. In queste ore, i vincitori di concorso stanno alzando la voce per chiedere di poter proseguire il percorso, dopo aver superato la prima prova del maxi concorso. Dopo una prova preselettiva e una prova scritta con sbarramento di 21/30, dei 170mila partecipanti siamo rimasti circa 1860, meno dei posti messi a concorso. Ad oggi manca meno di un mese dal completamento del tirocinio di 10 mesi presso le amministrazioni e molti partecipano puntano il dito contro i vertici di Palazzo Santa Lucia e la Formez/Ripam, ammettendo di “sentirsi presi in giro”: il cosiddetto Decreto Brunetta, infatti, dava la possibilità di chiudere il concorso senza ulteriori prove ma la commissione Ripam e la Regione Campania hanno optato per una nuova prova scritta con sbarramento, ulteriore rispetto a quella già espletata, che è già valida ai fini della graduatoria. “Intanto le altre amministrazioni, come il Comune di Roma, dopo il nuovo decreto, mettono a bando concorsi per migliaia di posti con una sola prova scritta o addirittura minacciano di recedere dal Concorsone per attingere da nuove graduatorie. Il Presidente De Luca, dopo la manifestazione che noi borsisti abbiamo tenuto il 20 aprile, ha continuato con i suoi slogan dicendo che dovremo solo “certificare” il nostro percorso formativo e saremo assunti immediatamente, mentre il Ripam ci fa sapere che stanno preparando la prova scritta senza banca dati, con sbarramento e da tenersi a giugno, su un programma vastissimo. Il che significherebbe un’ulteriore e pesante selezione, mentre gli altri enti assumeranno personale con altri bandi – hanno dichiarato i vincitori della prima prova, attraverso un boomerang di mail per far sentire il loro grido – Alla luce dei tempi lunghissimi per la conclusione del concorso, del tempo passato presso gli Enti anche in periodo di Covid, dei sacrifici fatti finora e della mancanza di personale della pubblica amministrazione, ulteriormente peggiorata rispetto al 2019, chiedo che il Presidente De Luca mantenga concretamente la promessa fatta con il suo slogan delle “3000 assunzioni” e proceda all’eliminazione dell’inutile prossima prova, all’assorbimento nei profili in sovrannumero e all’assunzione a giugno di tutti i borsisti”. Il concorso, iniziato nel lontano 2019, ha già compiuto appieno il suo scopo di selezione e formazione. Sono state svolte infatti anche una prova preselettiva, 10 mesi di tirocinio/lavoro presso le amministrazioni, e centinaia di ore di formazione complete di approfondimenti, quiz ed esercitazioni. Dopo le selezioni, sono rimasti circa 1850 partecipanti con 400 posti rimasti scoperti. Vi è sempre più grave carenza di personale in tutte le amministrazioni. L’Anci Campania e numerosi enti coinvolti hanno richiesto più volte l’urgente semplificazione totale del concorso e la rapida assunzione dei borsisti. Tutte queste richieste sono rimaste inascoltate – hanno dichiarato i borsisti campani – Calendarizzare una prova a giugno è una decisione folle, perché verrà aggiunto continuamente nuovo materiale di studio fino al 28 maggio, e i borsisti saranno impegnati nelle amministrazioni fino al 31 maggio”. Intanto, questa mattina, dalle 10 alle 14, si terrà una seconda manifestazione – indetta dalla Fp Cgil – per sostenere le istanze di massima semplificazione della procedura e di risoluzione del problema dell’assorbimento dei borsisti nei pochi profili in sovrannumero. L’iniziativa si svolgerà nello spazio pedonale antistante l’ingresso uffici della sede della Regione Campania di via S. Lucia in Napoli.

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Troppi assembramenti per le strade ristoratori preoccupati si dissociano

di Monica De Santis

La possibilità di poter tornare nuovamente in zona arancione mette in allarme i ristoratori salernitani che ovviamente sanno che un cambio di colore comporterebbe nuovamente la chiusura al pubblico dei loro locali. Questa ipotesi ovviamente non piace, anche perchè dalle immagini che ogni giorno si vedono in televisione e sui social la causa degli assembramenti non è da attribuire ai locali che sono tornati a riaprire. Ed è per questo che nella giornata di ieri l’Aisp Associazione Imprese Salerno e Provincia, attraverso una nota del presidente Vincenzo Penna, del vice presidente Donato Giudice e dell’associato Emilio Manzi, si dissocia “da tutte le innumerevoli situazioni di assembramento vissute in queste due settimane, avvenute in particolar modo nei weekend appena trascorsi in luoghi pubblici, taluni anche comunali. Il settore della ristorazione, dell’intrattenimento ed il settore terziario tutto, ha subito le ingiurie di questi mesi additandoci come untori di una realtà e di un’emergenza che appartiene anche a noi,siamo tutti esposti alle stesse problematiche, perché le nostre attività sono fatte di noi, dei nostri dipendenti, dei fornitori, dei clienti, delle nostre famiglie. Per tali motivazioni vogliamo esplicitare che se dovesse esistere l’eventualità di ricadere in una zona di appartenenza, che costringerà esclusivamente la nostra categoria nuovamente a chiudere, noi nonostante tutto non chiuderemo, perché nelle realtà che difendiamo sono stati fatti troppi investimenti in merce, in adeguamenti alle norme anticovid, in acquisto di materiale sanitario e di merci, e ad abbiamo reso le nostre attività più sicure di una passeggiata su un lungomare cittadino; non possiamo più permettere e permetterci di accendere e spegnere le nostre attività come fossimo un semplice interruttore, perché questo determinato interruttore se si spegne del tutto manda in corto circuito un sistema intero e ad oggi il nostro paese non se lo può più permettere”. Infine nella nota i responsabili dell’associazione commentano con entusiasmo la decisione del sindaco Napoli e dell’assessore Loffredo che hanno accolto uno dei punti proposti durante il tavolo tecnico ovvero “effettuare la rateizzazione degli importi dovuti per consumi idrici (Salerno Sistemi SP ) relativi a fatture emesse ed ancora insolute con scadenza entro il 30/04/2021. Il pagamento della 1° rata di rateizzazione deve essere pagata entro il 30/07/2021 ovvero un ulteriore margine di tempo. Ringraziamo il Sindaco Napoli, l’ assessore al Commercio Dario Loffredo e l’avvocato Luciano per l’impegno mantenuto e la collaborazione reciproca”.

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Salernitana, all’ultimo assalto agguanta la vittoria sorpasso

All’ultimo assalto. Quando ormai stanchezza e un pizzico di delusione le si leggevano negli occhi, con il cronometro che correva sempre più veloci, la Salernitana mette le mani sulla Serie A. Minuto 96 in corso, Tutino si lancia su un pallone filtrante e Barison, centrale del Pordenone, lo mette giù. È rigore. Dal dischetto va proprio il bomber granata che non sbaglia portando i granata ad un passo dal sogno. La vittoria di Pordenone è una di quelle che potrebbe davvero restare nella storia della Salernitana. A due giornate dal termine i granata riconquistano il secondo posto con due punti di vantaggio sulla coppia formata da Monza e Lecce. Con due vittorie contro Empoli e Pescara, i granata sarebbero in A a prescindere dai risultati delle altre. Padrona del proprio destino, quindi la formazione granata che contro un indomito Pordenone ha sofferto tanto. Eppure, la gara era iniziata nel migliore dei modi. Verticalizzazione di Casasola per Gondo e pallonetto beffardo a insaccarsi alle spalle di Perisan. Col vantaggio, la squadra granata, ancora orfana di Castori, tornata al 4-4-2 per l’occasione ha pensato soprattutto a gestire non riuscendo a chiudere il match. Un’occasione per Kupisz ma poco altro anche se la poca presenza in attacco è stata compensata dall’ottima presenza difensiva che ben poco ha lasciato ai padroni di casa. I padroni di casa hanno sfiorato il pari sul finire del primo tempo con Ciurria che però non ha inquadrato lo specchio. Nella seconda parte di gara il Pordenone però ha alzato il baricentro e dopo un miracolo di Belec su tiro di Butic è arrivato il pareggio locale con un tiro di Misuraca, al primo gol stagionale. Subita la rete in casa granata è stato il festival del cambio, anche se qualche correttivo andava probabilmente applicato prima della rete dei neroverdi. La Salernitana però non è riuscita a rendersi mai pericolosa. Anzi, sono stati i padroni di casa a sfiorare il gol della vittoria con Camporese, sulla cui conclusione Belec è stato ancora una volta prodigioso. Correva il minuto 81. Poi il lungo recupero, le perdite di tempo del Pordenone e il guizzo di Tutino che fa esplodere la gioia della squadra in campo e di una città intera che per novanta minuti si è fermata per seguire la partita. Venerdì si torna in campo: la promozione è davvero vicina. Un traguardo inimmaginabile a inizio campionato e che ora si inizia a intravedere. Manca l’ultimo sforzo, le ultime due finali da vincere. (Foto Us Salernitana)

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Milena Satriano: “Il Piano Scuola non è applicabile nei mesi estivi da noi”

di Monica De Santis

Continua a tenere banco il Piano Scuola Estate messo in atto dal Ministro Bianchi. Un piano scuola che ha visto molti dirigenti scolastici unirsi per chiederne la revisione e la rimodulazione. Richiesta fatta attraverso una lettera alla quale hanno aderito al momento oltre 300 presidi di tutt’Italia. Tra i firmatari vi è anche Milena Satriano, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Vietri sul Mare che comprende ben 8 plessi, dislocati su un territorio che parte da Vietri ed arriva fino a Cetara.. “Ho firmato la lettera, perchè in questo momento sono talmente presa nei tracciamenti e nella messa in quarantena che non ho il tempo di pensare al piano scuola. Sono stanca ed anche i docenti lo sono , siamo talmente stremati che non riusciamo a pensare al piano scuola che, se devo dire la verità è estremamente accattivante, ben strutturato, ma è sbagliato il momento e soprattutto non può essere applicato allo stesso modo per tutti i contesti scolastici. Ad esempio, il mio istituto comprensivo comprende 8 plessi e la maggior parte di questi si trovano in località di mare, quindi è difficile che i bambini possano venire a scuola nei mesi di giugno, luglio e agosto perchè loro vanno al mare. Ecco perchè credo che questo piano scuola, così come è stato pensato potrebbe essere ideale per le grandi città, ma non per i piccoli centri come il nostro e soprattutto così vicino al mare. Faccio già fatica a far venire a scuola i bambini dell’infanzia fino alla fine di giugno, figuriamoci a luglio e agosto. Quindi come dicevo, condivido l’impianto del Piano scuola però il contesto non aiuta, c’è bisogno di un recupero della socializzazione, ma forse è meglio rinviare il tutto a settembre”. Perchè crede che questo piano scuola potrebbe funzionare solo nelle grandi città? “Semplice, prendiamo grandi città come Milano o Roma. Le famiglie che lavorano hanno le ferie o a luglio oppure ad agosto, di conseguenza negli altri mesi estivi si devono appoggiare a campi estivi o ludoteche per tenere i loro bambini. Ecco in questi contesti il piano scuola potrebbe funzionare. Ma in altre realtà, più piccole, come la nostra non potrebbe funzionare”. Il piano scuola è su base volontaria, secondo lei i genitori del suo istituto potrebbe aderire? “Francamente non credo. Non ho chiesto ancora a nessuno, ma la vedo molto difficile, come dicevo prima, faccio già fatica a far venire a scuola i bambini dell’infanzia fino al 30 giugno, figuriamoci oltre. Credo che l’adesione o sarà minima o addirittura nulla”. Ma lei ha pensato più o meno a come potrebbe strutturare questo piano scuola per i suoi istituti? “No, non mi ci sono potuta dedicare neanche per un minuto. Pensi che solo oggi (ieri per chi legge, n.d.r.) ho dovuto mettere una classe terza della scuola secondaria in quarantena, ed una classe quinta del plesso Prezzolini. Senza contare che l’infanzia del plesso Punzi è chiusa fino al 5 maggio così come l’infanzia del plesso Dragonea è chiusa sempre fino al 5 di maggio. Ovviamente quando dico chiuso intendo che gli alunni non sono in presenza, ma la didattica sta proseguendo a distanza. Tutto questo ovviamente crea disagi e problemi. Se fossero tutti in Dad gli alunni le difficoltà sarebbero di meno. Invece adesso mi ritrovo con classi in quarantena, con altre classi in presenza. Con ben dieci docenti in quarantena e con l’obbligo di dover garantire la didattica agli alunni che restano in presenza, utilizzando un altro docente che stia in classe a vigilare ed eventualmente risolvere problemi con la connessione, mentre il docente in quarantena continua a tenere le lezioni stando da casa. Come le dicevo, il docente in classe deve controllare la connessione, perchè altra grande problematica è la rete scadente, purtroppo nelle nostre zone la linea non è stata potenziata e non abbiamo neanche la fibra. Proprio stamattina (ieri per chi legge, n.d.r.) sono andata a fare un collaudo per il laboratorio di informatica a Cetara, per le prove Invalsi, per evitare che i bambini di Cetara venissero a sostenerle a Vietri, come negli altri anni. E purtroppo abbiamo avuto difficoltà di connessione, ed abbiamo fatto un collaudo con un professore che intanto stava in quarantena. Ora tutte queste difficoltà, tutte queste problematiche ci distraggono a fare una fatica maggiore e quindi a non poterci dedicare al piano scuola estate”. Lei cosa sugerirebbe? “Di rinviarlo a settembre. Cominciamo dal primo di settembre, a fare una progettualità. Fino all’inizio del nuovo anno scolastico possiamo prevedere corsi di mattina e di pomeriggio e poi a scuola iniziata proseguire solo il pomeriggio e magari poi continuare anche in altri periodi, come quello delle vacanze natalizie, quando i genitori lavorano e magari hanno bisogno di un aiuto per i bambini periodi”. Quindi per lei il piano scuola è valido ma non il periodo? “Il piano scuola è valido, ma deve essere applicato diversamente. Ogni dirigente scolastico deve avere la possibilità di scegliere il periodo migliore per la sua applicazione”. Nella sua scuola tra le altre cose si svolgono già attività laboratoriali anche all’aperto… “Si, in questo momento ho le 5 scuole dell’infanzia che stanno lavorando in rete. La nostra scuola è capofila della rete Outdoor Education, iniziata a gennaio del 2020 con un convegno al salone dei Marmi del comune di Salerno, quando ancora non avevamo contezza di questa pandemia. Abbiamo fatto un corso di formazione con delle pedagogiste di Bologna, poi è stato sospeso con la pandemia ed ora è ripreso. Domani (oggi per chi legge, n.d.r.) abbiamo un incontro di musicoterapia e siamo pronti ad avviare un percorso con le sezioni dell’infanzia proprio portando gli alunni all’esterno per far apprendere loro i suoni della natura. Ecco iniziative come questa che prevedono anche laboratori di manualità potrebbero essere inseriti nel piano scuola, ma sempre spalmando queste attività durante un periodo più ampio e non solo nei tre mesi estivi”.

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Puglisi e le donne che fanno impresa

Le donne che fanno impresa perseguono primo, tra tutti i valori, il miglioramento continuo, ma hanno a cuore anche il mantenimento dello spirito di squadra, la professionalità e la ricerca di nuove soluzioni. Il fattore principale che guida le scelte delle imprenditrici durante i cambiamenti (leggi periodo post covid) sono il miglioramento del benessere aziendale e delle proprie performance. Ma si cambia anche per mettersi in gioco.

E’ uno spaccato molto significativo quello emerso dall’indagine svolta nell’ambito del Progetto «Donna modello di impresa. Esperienze di business a confronto» promosso da Confindustria Salerno, in collaborazione con Confindustria Catania. Alessandra Puglisi è la Presidente del Comitato femminile plurale di Confindustria Salerno.

 

Presidente Puglisi, a Salerno le aziende guidate da donne sono forti e godono di ottima salute?

 

In epoca pandemica le nostre aziende non sono esenti dagli stessi meccanismi che hanno colpito tutte le imprese del mondo: ci sono settori in crisi e settori che registrano performance positive come l’agroalimentare, con tutta la catena ad esso connesso, e il farmaceutico, solo per fare qualche esempio. Piuttosto direi che l’impresa femminile è ottimista per natura e, anche in epoca pandemica, si interroga su come migliorarsi.

 

Dall’indagine svolta emergono una serie di valori e di principi alle quali si ispirano le donne che fanno impresa.

 

Sì. Ci è sembrato opportuno, in un momento storico così particolare, fermarci a riflettere sui nostri valori guida per ripartire da lì e trovare le energie per dare risposte concrete. Per rendere il percorso ancora più fecondo, abbiamo ritenuto di confrontarci con le colleghe degli altri territori, nella convinzione che la condivisione e le sinergie siano alla base della crescita professionale e aziendale. Da tempo promuoviamo percorsi di formazione e confronto perché riteniamo che le best practices vadano condivise. Fare impresa vuol dire – a Salerno come ovunque – intraprendere una sfida quotidiana fatta di visione, di progresso, di superamento delle difficoltà e di innovazione.

 

Salerno è terreno fertile per le donne che fanno impresa?

 

Il Comitato femminile plurale di Confindustria Salerno annovera 85 iscritte tra titolari d’azienda, dirigenti e manager. E’ un numero significativo se si considera che parliamo di aziende manifatturiere o dei servizi di medie e grandi dimensioni che generano occupazione. Questo dato trasmette la presenza di un tessuto produttivo attento al cambiamento, al confronto con altri territori e altri Paesi, soprattutto per quanto riguarda le nuove opportunità da cogliere.

 

Si parla molto di gender gap e di diversity e inclusion. Tutto ciò come si traduce a livello aziendale?

 

E’ innanzitutto importante riconoscere che nel Piano Nazionale di ripresa e resilienza, che detta le linee guida per la gestione dei fondi del Recovery, sono previste risorse per favorire le assunzioni delle donne o le imprese guidate da donne. E, più in generale, l’obiettivo del gender equality e del gender opportunity rientra in maniera trasversale in tutte le misure. Non solo, dunque, assunzioni per le donne senza lavoro, ma anche precise misure che riguardano il percorso formativo. E’ fondamentale l’aspetto di coesione sociale, incluso il discorso della gestione del “tempo famiglia”. Ciò detto, l’impresa privata ha come suo elemento fondante la meritocrazia, è l’unico parametro che dovrebbe ispirare le scelte aziendali.

 

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Il Monza vince ma nulla cambia

di Fabio Setta

Una sconfitta pesante, pesantissima ma che lascia invariate le possibilità della Salernitana di raggiungere il secondo posto che vale la Serie A. Grazie al Cittadella che ha espugnato Lecce, i granata restano a meno dai salentini anche se il Monza ora è a meno due. A tre giornate dalla fine, è ancora tutto in gioco. Certo che ci vorrà una Salernitana diversa rispetto a quella vista in campo contro il Monza che, meritatamente, ha espugnato l’Arechi. Con le due squadre schierate a specchio, entrambe con il 3-5-2, nel primo tempo la partita è stata molto bloccata. Possesso palla al Monza, Salernitana in ripartenza. Copione tattico chiaro sin dai primi minuti quando i brianzoli sono andati vicinissimi al gol del vantaggio con un tiro di Sampirisi al 12 su cui Belec è stato a dir poco prodigioso. L’unica vera emozione di un primo tempo inevitabilmente contratto e teso, con le due compagini desideroso di vincere ma attente soprattutto a non perdere. Posta in palio altissima, d’altronde, e chissà magari anche per questo dopo tre minuti l’arbitro ha sorvolato su intervento di Frattesi su Gondo in area di rigore che è sembrato chiaramente da rigore. Il Var è ancora offline e così ai granata è rimasto l’amaro ma anche quella carica nervosa in più da sfruttare nel corso della partita. Nella prima frazione, però, i granata, in fase offensiva non hanno fatto tantissimo. Un tiro di Capezzi, una girata di testa di Gondo, un tentativo di Kiyine e poco altro anche se nel finale di frazione la squadra, orfana del tecnico Castori, ha preso decisamente in mano la partita, magari spinta anche dalle notizie positive che arrivavano dal Via del Mare di Lecce. La frittata di Gyomber e Di Tacchio a inizio ripresa ha favorito il gol di Frattesi ma sono bastati due minuti ai granata per ritrovare il pari con Gondo, cambiando in un attimo l’inerzia del match. Sembrava poter essere la svolta per l’ennesima rimonta granata. Invece Tutino e compagni, invece, non hanno avuto la forza di continuare a spingere e il Monza alla lunga è venuto fuori. Dopo un paio di buone occasioni con Belec ancora protagonista ancora su Frattesi, la svolta è arrivata nel finale dopo l’ingresso di Balotelli. All’andata aveva segnato dopo quattro minuti, questa volta al primo pallone toccato, quasi avesse un conto aperto con la Salernitana. Dopo la girandola di cambi granata ininfluente ancora Supermario ha battuto Belec facendo calare il sipario sull’Arechi, bagnato da una pioggia decisamente fuori stagione e si spera non simbolica. La corsa non è finita e la Salernitana, calendario alla mano, ha tante possibilità di raggiungere il secondo posto. Bisognerà voltare subito pagina: martedì c’è già la sfida sul campo del Pordenone. Serve una vittoria, forse tre per tagliare il traguardo. Serve calma, compattezza ed equilibrio anche da parte di chi circonda la squadra granata.

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“Oltre” fa saltare il numero legale: show a Palazzo di Città

di Erika Noschese

Un gruppo consiliare sempre più lontano dalla maggioranza e sempre più polemico. Ieri, è andato in scena l’ennesimo consiglio comunale show, con un continuo di offese e accuse che hanno caratterizzato la seduta straordinaria per approvare i provvedimenti relativi al canone unico patrimoniale. Ed è proprio su questo punto che entra in gioco l’opposizione che lascia l’aula per provare a far saltare il numero legale e invalidare la seduta. Una mossa strategica che, però, non va a buon fine: i consiglieri Giuseppe Zitarosa e Antonio Cammarota restano in aula con quest’ultimo che si astiene dal voto. A chiedere il rinvio del punto all’ordine del giorno i consiglieri di Oltre e, in particolar modo, il consigliere Leonardo Gallo che ha palesato una serie di diciture poco chiare rispetto a quanto chiarito dall’assessore al Bilancio Luigi Della Greca: il regolamento per il canone unico patrimoniale prevede infatti un unico ufficio per la gestione, con il coinvolgimento di tutti gli uffici che si occupano di entrate. Per quanto riguarda la Cosap, che coinvolge gli esercizi commerciali, è stata confermata la disciplina per le aree verde, impianti sportivi e i dehors. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di mettere a regime alcune agevolazioni con misure speciali per il periodo dell’emergenza Covid e si tratta, come chiarito dall’assessore Della Greca, sono agevolazioni aggiuntive: l’occupazione del suolo pubblico, ad esempio, non è soggetto a canone fino al prossimo 31 dicembre 2021, è stata disposta la riduzione del canone del 50%. Nel frattempo, il consigliere Fabio Polverino, presidente della commissione Finanze, patrimonio e personale ha proposto due emendamenti: le esenzioni non dovrebbero valere per i marchi commerciali e per il lucro. Il consiglio comunale, che ha visto i consiglieri di Oltre Corrado Naddeo, Giuseppe Ventura, Donato Pessolano, Nico Mazzeo, Antonio D’Alessio e Leonardo Gallo lasciare l’aula insieme al capogruppo di Forza Italia Roberto Celano. A “salvare” la seduta ci pensano dunque Antonio Cammarota e Giuseppe Zitarosa che restano in aula ma mentre il capogruppo de La Nostra Libertà si astiene, l’ex consigliere leghista vota a favore del provvedimento. Nel frattempo, è la consigliera Sara Petrone a portare in consiglio comunale la problematica relativa a Salerno Pulita, chiedendo al sindaco di procedere in tempi rapidi alla nomina del nuovo amministratore unico e a individuare dei locali da concedere alla società per la sistemazione delle spazzatrici da utilizzare nel centro storico. La nomina del nuovo amministratore è necessaria anche per procedere con gli acquisti già concordati e facilitare il lavoro degli operatori ecologici.

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Rosario Peduto: “Lega e Forza Italia hanno grosse responsabilità”

di Erika Noschese

Ammette la responsabilità della Lega e di Forza Italia, egualmente responsabili circa la decisione dell’avvocato Michele Tedesco di fare un passo indietro rispetto alla sua candidatura alla carica di sindaco Rosario Peduto, coordinatore cittadino della Lega Salerno che, in queste settimane, sta portando avanti un dialogo con i consiglieri di Oltre, senza però chiudere le porte in faccia al candidato sindaco sostenuto da Fratelli d’Italia, Michele Sarno e ad Antonio Cammarota. Peduto, nei giorni scorsi l’avvocato Michele Tedesco ha comunicato la decisione di rinunciare, almeno per il momento, alla candidatura a sindaco. Una scelta dettata soprattutto dall’indecisione di Forza Italia e Lega… “Sì, in effetti penso dipenda da questo e non possiamo dire il contrario. Io ho sollecitato anche il mio partito, effettivamente i tempi si sono molto dilatati e Tedesco aveva fatto capire che proprio sulla tempistica si giocava l’opportunità di questa candidatura ed è evidente che, con tempi dilatati e senza soluzione, si è venuta a creare questa insofferenza. Mi rendo conto che c’è una responsabilità e non la nego, più volte al mio partito ho detto che bisogna scegliere; dal punto di vista locale, siamo vincolati da uno statuto della Lega che prevede che, sui capoluoghi di provincia, la chiusura degli accordi spetta al coordinamento regionale. Di conseguenza, noi abbiamo dato indicazioni, io ho parlato con tutti e sono sempre stato dell’avviso che, pur avendo dato la disponibilità di Dante Santoro come candidato del centrodestra, la Lega fosse al centro di un progetto elettorale ampio e desse l’idea di un rinnovamento, non solo nel centrodestra ma anche come forza politica. Io non ho posto un out out ma fatto intendere che se il partito mira a curare un orticello piuttosto che a fare in modo che la Lega fosse al centro di una proposta importante che la città ci chiede, potremmo perdere un’opportunità storica perché il sistema deluchiano scopre un po’ di problemi in maniera anche abbastanza plateale e se noi non ci facciamo trovare pronti con una proposta politica ampia, condivisa e convincente credo che abbiamo una responsabilità storica. Bene ha fatto il direttore Tommaso D’Angelo, anche con durezza, ad evidenziare questa cosa, le critiche partono da dati di fatto e vanno accettate. Se dobbiamo fare una partita di testimonianza vuol dire che la Lega intende curare un orticello ma non è questo che dobbiamo fare: siamo il partito principale del centrodestra, a livello nazionale e non possiamo giocare da riservisti; dobbiamo essere motore di un’alleanza, di un cartello ampio e di una proposta politica buona, se non lo facciamo credo che abbiamo perso come partito e come centrodestra, come alternativa. Rischiamo di perdere un’occasione storica che ci ricapiterà forse tra 30 anni”. Resta in piedi anche l’ipotesi Michele Sarno che sembra stuzzicare anche Forza Italia, ora. La Lega potrebbe annunciare il sostegno all’avvocato? “Michele Sarno è un amico, noi siamo stati fra i primi – quando è stato inaugurato il tavolo del centrodestra – a parlare di queste candidature e credo che Michele Sarno sia un candidato di spessore in grado di unire il centrodestra. Ma a noi non è piaciuta la fuga in avanti di Fratelli d’Italia perché ci ha messo in una condizione di difficoltà; noi volevamo ragionare su Sarno candidato, nome che ha un suo effetto di trascinamento importante al di là del valore aggiunto che possono dare i partiti ma il punto è se il centrodestra vuole andare unito o meno perché è ciò che mi chiedo; se vogliamo andare uniti ritroviamoci, cerchiamo di fare sintesi e di andare con un solo candidato perché questa sarebbe la cosa che la città riconosce come proposta forte e convincente. Veniamo da una precedente competizione elettorale con il centrodestra che aveva toccato il fondo, con almeno sei candidati ideali e se noi ripetiamo quanto accaduto vuol dire che il centrodestra non ha capito assolutamente niente. Si rischia di buttare un’opportunità che la città vorrebbe. Io sono disponibile a parlare con tutti e lo siamo stati fin dall’inizio ma è arrivato il momento di decidere e noi dobbiamo farci trovare pronti ad offrire un’alternativa credibile”. Dopo l’arrivederci di Michele Tedesco da dove riparte il centrodestra e la Lega, in particolar modo? “Noi portiamo avanti il discorso aperto con i consiglieri di Oltre perché hanno fatto un passaggio importante, spaccando la vecchia maggioranza. Nel frattempo, attraverso Tedesco è iniziato un percorso con loro e noi stiamo facendo una valutazione: questo progetto politico credo debba essere portato avanti perché le comunali hanno un sistema ben chiaro ovvero il 50+1 del corpo elettorale e se non abbiamo questa percentuale è chiaro che dobbiamo ragionare con quei pezzi di elettorale e rappresentazione politica che la volta scorsa ha votato De Luca e qui nessuno si vende a lui (al governatore della Regione Campania ndr) ma si sta facendo un ragionamento politico e credo che i consiglieri di Oltre anche oggi (ieri, in consiglio comunale per chi legge) hanno dimostrato di voler portare avanti un progetto alternativo a un sistema che sta in grossa difficoltà e credo sia arrivato alle fasi finali”. A proposito di Oltre, in consiglio comunale l’opposizione ha lasciato l’aula per far saltare il numero legale, a salvare la maggioranza Napoli i consiglieri Antonio Cammarota e Giuseppe Zitarosa, con quest’ultimo sempre più vicino all’attuale maggioranza… “Sì, rispetto ai percorsi personali non amo additare le persone, non è giusto. Credo che dall’altra sia sempre più evidente un’insofferenza di quest’amministrazione comunale che, chiaramente, non ha più i numeri di prima e soprattutto credo inizi a perdere numeri importanti, anche in termini di consenso: ora, un po’ la pandemia, un po’ i problemi mai risolti che contraddistinguono questa città, un po’ il disastro amministrativo su aspetti fondamentali come i rifiuti, la tassazione e credo che questo abbia portato coloro che prima votavano con convinzione il modello deluchiano a fare un passo indietro e attendere un’alternativa. Questo sta accadendo e se non sappiamo cogliere questa cosa allora il sistema deluchiano continuerà a piegare il consenso elettorale; se noi siamo bravi ma soprattutto credibili nella proposta di rinnovamento credibile della città, sono convinto che parecchi spezzoni della società appartenente al modello deluchiano potrebbero affidarci un nuovo risorgimento di una città che, in questo momento soffre”. Tra i candidati sindaco il presidente della commissione Trasparenza Antonio Cammarota. La Lega potrebbe decidere di sostenerlo e scendere in campo al suo fianco? “Noi stiamo ragionando su tutte le possibilità, ci sembra opportuno che un partito come la Lega non possa chiudere nessuna porta. È stata la strategia che, umilmente, ho tentato di mettere in campo fin dall’inizio e voglio continuare a valutare tutto quello che accade in città ma lo farò con i militanti, con il consigliere Dante Santoro che resta una risorsa che il partito ha messo a disposizione del centrodestra e di chi vuole creare un’alternativa; partiamo da questo, senza mettere davanti una volontà ostativa e un pregiudizio ma questi ragionamenti devono arrivare a sintesi altrimenti se tutti non fanno un passo indietro rispetto ad un’unica candidatura a sindaco vuol dire che questa maturità non è stata raggiunta”.

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Nasce il comitato promotore per la realizzazione del museo

di Erika Noschese

Nasce il comitato promotore del Grande museo di Salerno per la realizzazione di un museo nell’ex palazzo di Giustizia di corso Vittorio Emanuele. Un’iniziativa anticipata, in esclusiva a Le Cronache, dall’ex magistrato Michelangelo Russo, ospite della puntata di Le Cronache Live proprio per fare il punto della situazione sulla nuova destinazione d’uso del tribunale, ormai abbandonato dopo il trasferimento presso la Cittadella Giudiziaria. Il Comitato è composto da Michelangelo Russo, Marco Alfano, Massimo Bignardi, Antonio Braca, Antonio Ilardi, Emilio Porcaro, Massimo Ricciardi e Matilde Romito. “L’abbandono dell’edificio storico del Tribunale da parte degli Uffici Giudiziari è un’occasione unica, per Salerno, di rilancio d’immagine e di sviluppo economico – hanno dichiarato i membri del comitato promotore – Il territorio salernitano è stato uno dei poli di attrazione degli artisti di tutto il mondo, e quanto loro hanno lasciato nei nostri luoghi è disperso e dimenticato”. In città, infatti, non esiste, ad oggi, che riunisca in un luogo accessibile, centrale ed architettonicamente degno, i tesori dimenticati e sparsi in ogni dove, che le nuove generazioni dovrebbero conoscere per amare la propria terra. “Gli appassionati e gli studiosi d’Arte di Salerno lanciano un appello alle Istituzioni, a tutti i Salernitani e a tutti coloro che amano l’Arte affinché gli splendidi saloni del vecchio Tribunale vengano destinati a sede museale, per il recupero della nostra storia e per la consegna della nostra bellezza a quelli che vogliono ricordarla e a quelli che, nel mondo, vorrebbero conoscerla – hanno aggiunto i promotori del comitato – Non perdiamo una irripetibile opportunità per consegnare alla città di Salerno un fondamentale luogo identitario ed un formidabile attrattore turistico”. Da qui la decisione di costituire il Comitato Promotore del Grande Museo di Salerno nell’edificio storico del Tribunale, aperto a quanti intendano nel prosieguo sostenere questa iniziativa. ù Il Comitato ha creato un Gruppo pubblico su FB denominato “Comitato per il Museo di Salerno”, attivo da oggi sul social network. Tutti i cittadini che condividano l’idea sono invitati ad aderirvi. La nuova destinazione d’uso dell’ex tribunale di Salerno è stata oggetto di discussione anche durante due puntate di Le Cronache Live. Nel corso dell’ultima puntata, in particolar modo, a rivendicare gli spazi era stato il presidente della Camera Penale Luigi Gargiulo che chiedeva delle stanze idonee per l’avvocatura, anche per lavorare nel rispetto delle norme anticontagio in questa fase emergenziale, scontrandosi però con il parere di Michelangelo Russo e il Pm Roberto Penna, entrambi concordi sulla realizzazione di un polo museale, chiedendo all’avvocatura salernitana di adeguarsi e bocciando anche l’ipotesi di una sede distaccata dell’Università degli Studi di Salerno.

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Fulvio Bonavitacola: “Impianti dove i rifiuti sono generati”

di Erika Noschese

“La produzione dei rifiuti, in ambito provinciale e regionale deve essere trattata con impianti presenti dove i rifiuti sono generati, una rivoluzione per la Regione Campania”. Lo ha annunciato il vice presidente di Palazzo Santa Lucia, Fulvio Bonavitacola, intervenuto ieri mattina all’inaugurazione dei nuovi uffici direzionali di Ecoambiente, la società che si occupa di gestire in modo efficiente, efficace ed economico il ciclo dei rifiuti urbani nella provincia. “Ecoambiente è la prima società tra quelle presenti in Regione Campania, di proprietà pubblica che ha acquisito la titolarità dello stir di Battipaglia, subentrata a tutti gli effetti alle funzioni che, in modo anomalo, erano attribuite alle province e, di conseguenza alla provincia di Salerno, nella fase post emergenziale – ha dichiarato il vice presidente della Regione Campania – Siamo entrati a regime, l’amministrazione De Luca ha voluto una legge ispirata al codice dell’Ambiente, fino alle stagioni di commissari, sub commissari, eserciti, poteri eccezionali e della spazzatura al primo piano. Noi siamo per andare a chiudere il ciclo, in tutte le province e a livello regionale, ovvero la produzione dei rifiuti in ambito provinciale e regionale deve essere trattata con impianti presenti dove i rifiuti sono generati, una rivoluzione per la Regione Campania”. A rimarcare la buona gestione di Ecoambiente il parlamentare del Pd, Piero De Luca: “Dopo gestioni passate che avevano portato quasi al fallimento questa realtà siamo stati in grado, con il lavoro della Provincia, dell’Eda di rilanciare una struttura pubblica di eccellenza che gestisca i siti destinati alla raccolta dei rifiuti sul nostro territorio – ha dichiarato il deputato dem – I risultati sono eccezionali, noi li rivendichiamo”. Di fatti, nel gennaio 2018 la Ecoambiente Salerno è stata sciolta e messa in liquidazione, perché tecnicamente in stato di insolvenza ed in soli 3 anni, l’azienda è stata risanata e rilanciata, con un notevole incremento dimensionale della Ecoambiente, sotto il profilo dei ricavi e dei dipendenti.

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