Il cast completo del Concertone del Primo Maggio: da Noel Gallagher a Nannini e Fedez si torna live


Si delinea definitivamente il cast del Concertone del Primo Maggio promosso come sempre da CGIL, CISL e UIL e prodotto e organizzato da iCompany che permetterà l'esibizione dei cantanti direttamente sul palco. Tra i nomi spicca quello di Noel Gallagher, che si affianca ad artisti come Gianna Nannini, Ermal Meta, Colapesce Dimartino, Michielin, LP, tra gli altri.
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Andrea Bocelli annuncia un concerto in streaming: dal vivo un pubblico composto solo da bandiere


Andrea Bocelli sarà protagonista di un concerto al Teatro del Silenzio di Lajatico. Un concerto senza pubblico ma pieno di bandiere in rappresentanza di tutte le nazioni del mondo, un'installazione di Alberto Bartalini, ideatore del Teatro insieme al fratello del tenore, Alberto Bocelli. Cinque brani che saranno trasmessi in diretta sul canale Youtube del tenore.
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Al Concertone del Primo Maggio anche Nannini, Vasco Rossi, Zucchero, Meta e Gabbani


Cominciano a essere ufficializzati i nomi degli artisti che prenderanno parte al Concertone del Primo maggio di Roma. Gli organizzatori, infatti, hanno specificato che il concertone - che andrà in onda in diretta su Rai Tre - si avvarrà di contributi di artisti come Vasco Rossi, ZUcchero, Gianna Nannini, ma anche Francesco Gabbani, Ermal Meta, Francesca Michielin e i giovani Fasma e Leo Gassmann.
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Andrea Bocelli solo in Duomo: “Custodirò l’emozione di una Pasqua che l’emergenza ha reso dolente”


Quello di Andrea Bocelli al Duomo di Milano è stato un concerto vista da milioni di persone. Oltre 23 milioni sono coloro, infatti, che si sono connessi alla diretta che su Youtube il Tenore ha tenuto nel giorno di Pasqua: "Custodirò l'emozione di questa Santa Pasqua che l’emergenza ha reso dolente, ma al contempo ancora più feconda" ha detto il tenore.
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Fai rumore di Diodato cantata sui balconi ha ispirato lo show che sostituisce l’Eurovision


Diodato rappresenterà l'Italia nello show Europe Shine a Light, che prende il posto dell'Eurovision Song Contest. Il cantante parteciperà, come previsto, con "Fai rumore", la canzone con cui si è aggiudicato il Festival di Sanremo 2020 e che, cantata sui balconi italiani, ha ispirato il consulente creativo dell'ESC 2020 per questo nuovo evento.
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“Per il Coronavirus la Musica ha perso 40 milioni, possiamo rimborsare i live cancellati, non la paura”


Il settore musicale ha perso circa 40 milioni di euro da quando è cominciata la situazione di emergenza dovuta al Cornavirus, senza contare l'indotto. Lo dice a Fanpage.it Vincenzo Spera, Presidente di Assomusica, l’associazione degli organizzatori e dei produttori di spettacoli di musica dal vivo, che ha parlato anche di aiuti al settore e di rimborsi.
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Coronavirus, i Big Thief cancellano il concerto di Milano: “Rischio basso ma meglio la cautela”


I Big Thief hanno cancellato il concerto previsto per questa sera, 23 febbraio, al Circolo Magnolia di Milano. Il motivo è il Coronavirus come si legge nella nota diramata dalla band americana che spiega che "Nonostante il rischio di Coronavirus sia molto basso pensiamo che sia meglio peccare per eccesso di cautela almeno per quanto riguarda l'interesse dei nostri fan".
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Quando la discriminazione arriva fin sotto il palco

Per noi persone disabili assistere a un concerto è un'odissea. Ne sanno qualcosa l'attivista Sofia Righetti che ha intrapreso una battaglia legale o Simona Ciappei che sta raccogliendo firme per presentare una proposta di legge. Le cose possono cambiare. Ma la battaglia deve essere condivisa.

Sofia Righetti, attivista con disabilità motoria che ho avuto la fortuna di conoscere, stavolta si è proprio (giustamente) incazzata e ha deciso di fare sul serio.

L’anno scorso, durante il concerto degli Evanescence, non è riuscita a godersi lo spettacolo dall’inizio perché il pubblico, alzatosi in piedi, le ha impedito la visuale e solo a metà concerto è riuscita a convincere il personale addetto alla security a spostare lei e gli altri fan in carrozzina sotto al palco.

Ma Sofia non si è persa d’animo – come leggiamo in un post pubblicato sul suo profilo Facebook – scegliendo di non protestare come singola ma di appoggiarsi all’Associazione Luca Coscioni per fare causa ad Arena srl, Fondazione Arena e Vivo Concerti.

Finalmente posso renderlo pubblico.Vi ho detto che non mollavo? E non ho mollato.Il 20 febbraio 2020 sarò la prima…

Posted by Sofia Righetti on Tuesday, February 11, 2020

L’attivista veronese non è la prima a lamentarsi di criticità legate alla partecipazione a concerti musicali. Di tanto in tanto mi capitano sotto gli occhi notizie di altri amanti della musica dal vivo con disabilità che sono incappati in disavventure simili e soprattutto hanno dovuto subire le stesse discriminazioni o altre somiglianti.

CONCERTI A OSTACOLI

Aree riservate agli spettatori disabili di dimensioni insufficienti a ospitare tutti gli aventi diritto oppure collocate a notevole distanza dal palcoscenico, in posizioni poco “strategiche”. Pochi posti riservati, numerose difficoltà anche per capire a chi rivolgersi per comprare il biglietto destinato alla persona disabile e a chi l’accompagna, obbligo di indicare il nome dell’accompagnatore al momento della prenotazione. Sono queste alcune delle principali criticità che dobbiamo gestire se vogliamo assistere a un concerto.

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CON IL TEMPO TUTTO SI È COMPLICATO

Quando ero più giovane andavo spesso ai concerti dei miei cantanti preferiti. Anche ora mi capita di farlo, seppur meno frequentemente. In effetti anch’io ho notato che la faccenda si è notevolmente complicata: se anni fa riuscivo facilmente a individuare il contatto di chi si occupava della prenotazione e dell’accesso degli spettatori con disabilità ora mi capita spesso di essere rimbalzata da un indirizzo mail a un altro. Inoltre una volta non dovevo preoccuparmi di avvisare della mia presenza con largo anticipo perché non succedeva mai che mi venisse negato l’accesso per capienza insufficiente dell’area riservata alle persone disabili. Ora invece ho imparato a mie spese che, se non sono tempestiva nell’effettuare la prenotazione, lo spettacolo dei miei artisti preferiti dal vivo posso anche scordarmelo. Una volta non avevo neppure bisogno di scegliere in anticipo il nome dell’amica o amico che mi avrebbe accompagnata, informazione, questa, che non sempre possiedo con sicurezza al momento della prenotazione. E poi, in effetti, ho notato che le aree a noi riservate sono collocate in posizioni spesso infelici per usare un eufemismo.

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Un po’ di tempo fa non era così. Perché, se una persona sceglie di assistere a un concerto dal vivo, non è certo per guardarselo dai maxischermi. Ci posizionavano proprio sotto al palcoscenico, oltre le transenne. Era un punto comodissimo che ci consentiva una visuale ottima e ci permetteva anche di accedere alle vie di fuga nel caso fosse servito. Inoltre eravamo vicini sia al personale deputato alla sicurezza sia a quello incaricato del primo soccorso. Praticamente in una botte di ferro.

DISCRIMINATI DA INCOMPRENSIBILI “RAGIONI DI SICUREZZA”

Da parecchi anni questa possibilità è vietata per “ragioni di sicurezza” a me del tutto incomprensibili per le ragioni che ho spiegato. Qualcuno potrà obiettare che anche molti spettatori normodotati assistono allo spettacolo dalle retrovie. È senza dubbio vero ma la differenza è che loro possono scegliere di conquistarsi la prima fila arrivando con largo anticipo davanti ai cancelli d’entrata oppure di accontentarsi di una postazione secondaria. Noi non abbiamo alternativa. L’esigenza di garantire sicurezza per tutti è un dovere per chi è deputato all’organizzazione degli eventi ma non si può pensare di assolverlo negando a priori ad alcuni il diritto di godersi lo spettacolo. Ma c’è chi per fortuna non si è rassegnato di fronte a questa discriminazione e si sta muovendo per cercare di rendere i concerti accessibili davvero a tutti.

ATTITUDE IS EVERYTHING: GUIDA AI CONCERTI ACCESSIBILI

In Inghilterra, patria dei primi movimenti di attivisti per i diritti delle persone con disabilità, l’associazione Attitude is Everything ha creato una guida gratuita ai concerti accessibili. È uno strumento indirizzato a band, artisti e promotori per rendere i concerti e i tour fruibili anche da spettatori con disabilità. Trovo che sia un ottimo modo per generare una responsabilità condivisa nell’organizzazione e nella gestione degli eventi musicali. La musica veicola cultura quindi occorre generare una responsabilità condivisa anche dagli artisti stessi affinché diventi un patrimonio godibile da chiunque.

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In Italia Simona Ciappei, 43 anni, pisana, gestisce la pagina Facebook Sottoilpalcoancheio attraverso la quale offre spazio alle persone con disabilità perché raccontino i loro vissuti di discriminazione legati alla partecipazione a un concerto. L’obiettivo di Simona è raccogliere 50 mila firme necessarie per presentare in parlamento una proposta di legge finalizzata a migliorare l’accessibilità degli eventi musicali.

UNITI PER UNA BATTAGLIA CONDIVISA

Sarebbe utile che Sottoilpalcoancheio riuscisse ad attivare collaborazioni e sinergie con le altre realtà che si occupano della difesa dei diritti (e doveri) dei cittadini con disabilità. Spesso infatti ci si muove singolarmente e si fatica a collaborare. Questo però rende meno efficace ogni intervento. Se queste realtà smettessero di coltivare ognuna il proprio orticello e si unissero per combattere battaglie condivise, forse il loro potere di migliorare il contesto socio-politico e culturale in cui viviamo aumenterebbe.

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Chi è Jader Bignamini, nuovo direttore dell’orchestra di Detroit

Originario di Crema, 43 anni, è stato scelto da una delle più antiche orchestre sinfoniche d'America. Prenderà il posto del decano Leonard Slatkin.

Da Crema a una delle più antiche orchestre sinfoniche d’America: l’italiano Jader Bignamini è stato nominato nuovo direttore della Detroit Symphony Orchestra. Bignamini, 43 anni, è attualmente anche direttore residente dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. A Detroit prenderà il posto del decano Leonard Slatkin, costretto a ritirarsi per un’operazione al cuore nel 2018. Il suo contratto durerà sei anni.

«Scegliere un direttore d’orchestra noto soprattutto per l’opera e non molto conosciuto negli States», scrive il New York Times dando la notizia della nomina, «è abbastanza un rischio per questa orchestra. La Detroit Symphony ha iniziato l’ultimo decennio con un doloroso sciopero e da allora ha lavorato per risollevarsi, così come la città che la ospita. Ma negli ultimi tempi la stella di Bignamini sta crescendo».

Nato a Crema nel 1976, Bignamini ha iniziato la sua formazione musicale studiando clarinetto al Conservatorio di Piacenza. Negli ultimi anni la sua carriera ha fatto un salto con una serie di lavori alll’estero, a partire dalla Metropolitan Opera fino alla Vienna State Opera e alla Dutch National Opera. Amante del jazz, ha fatto sapere di volerne esplorare la scena nei locali della città nel Nord degli Usa. «C’è stato amore a prima vista con l’orchestra», ha commentato il maestro in un dichiarazione per la stampa. Stephen Molina, un bassista membro del comitato di selezione per il nuovo direttore, ha confermato che «la connessione immediata con i musicisti è stata unica».

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