L’ultimo successo in F1 celebra l’essenza di Raikkonen: “Meglio vincere che arrivare secondo”


Il 21 ottobre 2018 Kimi Raikkonen ha vinto l'ultimo Gran Premio della sua carriera. Negli Stati Uniti ci si aspettava il trionfo Mondiale di Hamilton, ma Kimi con una partenza strepitosa e una gara perfetta ha colto il 21° e ultimo successo in F1. Raikkonen trionfando in Texas abbatté una serie di record incredibile e dopo la gara disse: "Meglio vincere che arrivare secondo, dopo vado a festeggiare".
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La prodigiosa storia di Pablo Longoria, “El Chico de la Play” presidente del Marsiglia a 34 anni


Pablo Longoria è diventato presidente del Marsiglia all'età di 34 anni. Partito dalla provincia spagnola di Oviedo, nasce come scopritore di talenti ed è arrivato alla guida di una nobile del calcio europeo dopo aver lavorato ovunque, per otto anni anche in Italia come capo scouting di Sassuolo e Juventus. Suo il merito di aver portato in Italia Bentancur e Dani Alves. Chiamato "El Chico de la Play" per la sua passione dei videogiochi, parla sei lingue, guarda otto partite al giorno e dice di conoscere più l'allenatore del suo club Sampaoli che la sua donna. La sua storia parte da lontano, dal primo viaggio in aereo...
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L’ultimo Mondiale vinto da Senna tra le critiche per quel gesto frainteso: “Non doveva farlo”


Il 20 ottobre 1991 Ayrton Senna a Suzuka lasciò il successo a Gerhard Berger e grazie al secondo posto del Gp del Giappone vinse il titolo Mondiale per la terza volta nella sua carriera. Eguagliò Prost e Lauda, probabilmente festeggiando quel successo Ayrton immaginava di conquistare altri Mondiali, ma non fu così. Berger anni dopo quella gara disse: "Quel giorno mi lasciò vincere. Aveva tutti i record a portata di mano, la storia della Formula 1 sarebbe stata scritta diversamente senza quell'incidente. Per me è ancora il più grande".
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La leggenda della buca di Maspero e i due errori da dilettanti della Juve: “Ridevamo come matti”


Il 14 ottobre 2001 si giocò un derby Juventus-Torino passato alla storia. I bianconeri si portarono sul 3-0, i granata nella ripresa rimontarono, Maspero realizzò il gol del 3-3. All'89' l'arbitro assegnò un calcio di rigore alla Juventus, che Salas sbagliò. Il cileno calciò altissimo e fallì il rigore perché Maspero creò una buca sul dischetto. Un gesto che è passato alla storia del calcio.
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Webber contro Vettel, l’incidente che spaccò in due la Red Bull: “Si infuriò anche mia madre”


Uno dei più clamorosi incidenti tra compagni di squadra in Formula 1 è accaduto il 30 maggio del 2010, quando si scontrarono i piloti della Red Bull dell'epoca: Sebastian Vettel e Mark Webber. Vettel effettuò un sorpasso azzardato ed ebbe la peggio. Dopo l'incidente Vettel diede del matto a Webber, che dopo tanti anni parlando di quello scontro disse: "Quel giorno si infuriò anche mia madre".
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Le vittime di Ronaldo, un alieno che il calcio non aveva mai visto: “Non ti resta che sparargli”


Quando arriva all'Inter Ronaldo il Fenomeno è una palla di energia sparata alla massima velocità piena di classe e meraviglia. A cercare di fermarlo i difensori italiani, da Cannavaro a Costacurta, da Adani a Vierchowod. Ecco le parole che loro stessi hanno usato dopo aver visto da vicino all'opera le meraviglie del Fenomeno.
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Haaland non scambiò la maglia all’andata, i giocatori di Gibilterra lo boicottano al ritorno


A marzo scorso, dopo la gara di qualificazione ai Mondiali 2022, un giocatore di Gibilterra aveva chiesto a Erling Haaland di scambiare la maglietta per il figlio ma lui si è messo a ridere e ha rifiutato. Nella gara di ritorno in Norvegia tutti i giocatori della piccola penisola iberica decidono di snobbare il bomber del Borussia Dortmund. Lo ha rivelato al Sun il capitano, Reece Styche: "Si possono comprare molte cose, ma non la classe, e forse i giudizi esagerati da parte dei media gli hanno dato alla testa".
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L’intervallo di Milan-Liverpool a Istanbul, il più decisivo della storia: “15 minuti di shock”


Quando parliamo di Liverpool e Milan il pensiero va alla storica finale di Istanbul del 2005. Nell'intervallo di quella partita i rossoneri di Ancelotti conducono per 3-0, alla fine perderanno ai rigori. Cosa è successo in quei 15' che cambiarono la storia del calcio? La versione più citata parla di festeggiamenti anticipati nello spogliatoio del Milan e di un discorso decisivo di Gerrard. Ma si è detto anche altro.
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La gomitata di Tassotti a Luis Enrique, sangue e tensioni: “Dopo un minuto ero già pentito”


Al Foxboro Stadium di Boston Italia e Spagna si giocarono l'accesso alla semifinale della Coppa del Mondo del 1994. Gli Azzurri erano appena passati in vantaggio con Roberto Baggio ma un fattaccio si verificò nell'area di Paglliuca: Mauro Tassotti rifilò una gomitata in pieno volto a Luis Enrique ma l'arbitro Puhl e i suoi assistenti non video nulla, scatenando la rabbia delle Furie Rosse di Clemente.
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Perché la maglia dell’Italia è azzurra: le origini dei colori della Nazionale


Noi italiani siamo così abituati a vedere la Nazionale indossare la maglia azzurra che, nella maggior parte dei casi, dimentichiamo di chiederci da dove derivi questo colore. La bandiera dell'Italia, infatti, è un tricolore verde, bianco e rosso. L'azzurro delle maglie della Nazionale, invece, è stato scelto nel 1911 in onore di Casa Savoia e, da 110 anni, rappresenta gli atleti del nostro Paese.
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L’altro tradimento di Calhanoglu, tra certificati medici e numero di telefono cambiato


Il trasferimento a parametro zero di Hakan Calhanoglu all'Inter è stato vissuto come un tradimento dai tifosi del Milan. Il turco non è nuovo a trasferimenti controversi. Nel 2014, è passato dall'Amburgo al Bayer Leverkusen. Dopo aver rinnovato il suo contratto, ha dichiarato pubblicamente di voler andare via. Non si è presentato al ritiro inviando alla società un certificato medico che attestava la necessità di quattro settimane di riposo per problemi di salute mentale e si è reso irreperibile, finché non si è concretizzato il trasferimento alle Aspirine.
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L’uomo che possiede la maglia più iconica di Maradona: “Non potevo crederci”


Steve Hodge è il calciatore dell'Inghilterra che il 22 giugno del 1986 prese la maglia di Maradona. Non una divisa qualunque ma la casacca numero 10 che l'ex Pibe de Oro indossò al Mondiale in Messico, passata alla storia per il gol del secolo e la mano de dios nella sfida contro gli anglosassoni. Gli hanno offerto anche 2 milioni di dollari per cederla. "A tutti coloro che me l'hanno chiesta ho sempre la stessa risposta: non è in vendita".
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Quando Schumacher e la Ferrari vinsero il Mondiale F1 a luglio: “Più faticosa la festa”


Il 21 luglio 2002, trionfando a Magny Cours nel GP di Francia, Michael Schumacher divenne campione del mondo per la quinta volta. Schumacher eguagliò il primato di Fangio, che durava da quasi 45 anni. Con una Ferrari quasi imbattibile Schumacher vinse il titolo nel mese di luglio, record imbattuto, e pochi giorni dopo disse: "Per me è stata più faticosa la festa che il Gran Premio".
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Sarri contro Mourinho: quella lite sfiorata per un’esultanza di troppo


Maurizio Sarri e José Mourinho si rincontreranno nel derby della capitale tra Lazio e Roma, dopo essersi già affrontati una volta in Premier League nel 2018. Il 20 ottobre, a Stamford Bridge si disputa il match tra il Chelsea di Sarri e il Manchester United di Mourinho. Finisce 2-2, con gol di Barkley al 96' ed esultanza in faccia allo Special One di Marco Ianni, collaboratore del Comandante. Lo Special One reagisce e si sfiora la rissa. Dopo la partita, però, sia Sarri che Ianni chiedono scusa a Mou e il caso si chiude lì.
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Sulla pista di Baku c’è la curva più temuta del mondiale di Formula 1


La curva 8 del circuito di Baku, dove si disputa il Gran Premio dell'Azerbaigian, è la più temuta della Formula 1. Fa parte del tratto del percorso che attraversa la zona della città vecchia e la curva che costeggia il castello è la più stretta di tutto il Circus. Sono quattro gli incidenti che hanno visto protagonista questa strettoia: quelli di Perez e Palmer nel 2017, ma soprattutto quelli di Kubica e Leclerc del 2019.
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A Baku la vittoria più speciale di Leclerc: “Vide morire suo padre, prese il primo aereo e vinse”


Nel 2017 Charles Leclerc correva in Formula 2, categoria che dominava. Il 20 giugno di quell'anno il papà, Hervé, morì dopo una malattia. Maurizio Arrivabene e tutti gli uomini del team Ferrari, che seguivano da vicino la carriera di Leclerc si stupirono nel vedere Charles sull'aereo diretto a Baku. Quattro giorni dopo la morte del papà Leclerc era in pista a Baku e vinceva il Gran Premio dell'Azerbaigian. Un successo che dedicò al papà.
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Il giorno in cui Pantani si travestì da gregario e fece vincere il Giro a Garzelli


Il 4 giugno 2000, a Milano, Stefano Garzelli sfila in rosa per la vittoria del Giro d'Italia. Dopo un'appassionante sfida con Francesco Casagrande e Gilberto Simoni, nella tappa Saluzzo-Briançon sarà Marco Pantani, tornato al Giro dopo l'esclusione dell'anno precedente, a portarlo in cima. Il Pirata farà una fantastica corsa da gregario e riuscirà a far vincere il suo compagno di squadra.
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Guardiola e Tuchel, due amici in finali di Champions League: comincia tutto da una cena


Sabato Manchester City e Chelsea si affronteranno a Oporto in finale di Champions League. Sarà la sfida anche tra due allenatori che si stimano e si vogliono bene: Pep Guardiola e Thomas Tuchel. I due si conoscono da quando il catalano allenava in Germania, quando si trovarono anche a cena per discutere di calcio. Lo hanno fatto anche recentemente, fermandosi a parlare per 10 minuti prima dell'ultimo Manchester City-Chelsea di Premier League.
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Milan-Liverpool 2, il giorno della vendetta rossonera lunga due anni


Il 23 maggio 2007, quasi due anni dopo la sconfitta all'Ataturk di Istanbul, il Milan può prendersi la rivincita nei confronti del Liverpool. I milanisti giocheranno una grande finale, Pippo Inzaghi riuscirà a fare doppietta e il percorso di redenzione arriverà al traguardo più atteso. Paolo Maldini poteva sollevare la settima Champions League della storia rossonera.
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Il giro perfetto di Senna a Montecarlo: “Ero in un’altra dimensione”


Il 14 maggio 1988 Ayrton Senna realizza una pole position incredibile nel Gp di Monaco. A Montecarlo il brasiliano rifila quasi un secondo e mezzo a Prost (secondo) e oltre due e mezzo a Berger (terzo). Parlando di quella pole disse: "Ero già in pole position, prima di mezzo secondo, poi di un secondo e andavo, andavo, andavo sempre più forte. In poco tempo ero due secondi più veloce di chiunque altro; stavo guidando istintivamente, ero in un’altra dimensione, in un tunnel, ben oltre la mia capacità razionale".
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Il sabotaggio di Schumacher nelle qualifiche del GP di Monaco 2006: “Fuori di testa”


Le Qualifiche del Gran Premio di Monaco 2006 sono passate alla storia per una scorrettezza di Michael Schumacher. Il pilota tedesco della Ferrari deliberatamente sbagliò per impedire a Fernando Alonso di realizzare la pole position. I commissari ascoltarono due volte Schumacher prima di retrocederlo in ultima fila. La pole passò ad Alonso che vinse a Montecarlo il giorno seguente.
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I 42 giorni che hanno cambiato la vita di Niki Lauda: “Volevo continuare a vivere”


Il 1° agosto 1976 NIki Lauda fu autore di un terribile incidente al Nurburgring. Estratto dalle fiamme l'austriaco rimase quattro giorni tra la vita e la morte. Un prete gli praticò l'estrema unzione. Con una grande forza di volontà 42 giorni dopo Lauda, che trasudava sangue quando metteva e toglieva il casco, guidò la Ferrari nel Gran Premio d'Italia a Monza, dove arrivò quarto.
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Il rapporto speciale (e senza tempo) tra Totti e Mazzone: come padre e figlio


È stato uno scambio di messaggi molto affettuoso quello andato in scena su Twitter tra Carlo Mazzone e Francesco Totti. L'ex tecnico ha condiviso una vecchia intervista del Capitano in cui lo definiva "un secondo padre". Nel post, Sor Carletto ha scritto: "Sei stato come un figlio per me". Qualche ora dopo è arrivata la risposta di Totti: "Non dimenticherò mai i tuoi insegnamenti in campo e nella vita".
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L’eredità nel calcio di Zdenek Zeman, l’uomo che ha sempre attaccato


Zdenek Zeman oggi compie 74 anni e da tre anni non allena una squadra Le sue parole hanno spiegato calcio e fatto iniziare guerre di religione, ma la sua è sempre stata una battaglia all'insegna dell'unicità e della coerenza. Noi lo facciamo raccontare da chi lo ha visto, da vicino o da lontano, perché tutti hanno una storia o un'idea sull'allenatore boemo.
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Inter-Milan 0-6, la partita che ha cambiato la storia del derby di Milano


L'11 maggio 2001 va in scena il derby di Milano tra due squadre che devono salvare l'onore dopo una pessima stagione. Il Milan di Cesare Maldini e Mauro Tassotti annienta per 0-6 l'Inter di Marco Tardelli. Comandini segna gli unici due gol in Serie A con i rossoneri, Sheva fa doppietta, Giunti segna su punizione e Serginho chiude la partita dopo aver servito tre assist. Per il Milan è l'apoteosi, per l'Inter l'oblio.
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Andres Iniesta l’Illusionista, l’uomo che con i piedi e la testa ha cambiato il calcio


Prima di Andrés Iniesta a centrocampo si inscenavano lotte all'arma bianchi fra medianoni muscolosi e tozzi. Poi arriva questo fuscello e non ingrana subito. Quando Guardiola capisce la particolarità estrema sua e di Xavi, cambia tutto. E Iniesta diventa l'Illusionista, il centrocampista capace di fare magie grazie alla sua pulizia tecnica e un'intelligenza sopraffina.
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Franco Baresi e gli anni del piccolo Milan: da Piscinin a Kaiser, dalla Serie B al mondo


Franco Baresi ha vissuto gli anni d'oro del Grande Milan, vincendo ovunque e più volte. Ma prima del caviale c'era stato il letame della serie B, la prima volta per lo scandalo Totonero e la seconda sul campo, i match contro il Campobasso e il desiderio di restare anche di fronte a un'offerta della Juventus. Per questo motivo Baresi è ancora oggi considerato come il Capitano eterno del Milan.
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