Feldi Eboli, poker all’Avellino

Luigi Tursi

Nel martedì di Carnevale è la Feldi Eboli a indossare la maschera da protagonista. Al Palasele le volpi superano 4-1 la Sandro Abate Avellino e si regalano una serata di festa davanti al proprio pubblico. Una partita combattuta nel primo tempo, poi decisa dalla qualità e dall’esperienza nella ripresa, quando i rossoblù hanno alzato il ritmo e messo in chiaro le gerarchie del derby campano. Tre punti pesanti che valgono il secondo posto in classifica. Mister Antonelli sceglie Di Stanio dal primo minuto al posto di Dalcin infortunato e il giovane portiere risponde presente: attento tra i pali e intraprendente nel tentare la conclusione dalla distanza nei primi minuti. La Feldi parte con personalità, Lavrendi prova ad approfittare di un rinvio sbagliato di Ducci cercando di sorprenderlo, mentre dall’altra parte la reazione irpina arriva con Alex e soprattutto Dimas, che impegna Di Stanio in un intervento non semplice. Nel finale di primo tempo cresce la pressione delle volpi. Selucio conclude al termine di una bella azione corale ma trova l’opposizione di Ducci; poco dopo è ancora Lavrendi a provarci da fuori, con il portiere ospite bravo a dire di no. Si va all’intervallo sullo 0-0, ma la sensazione è che l’equilibrio possa spezzarsi da un momento all’altro. La svolta arriva in apertura di ripresa, dopo 45 secondi. Ancora Lucas Braga, al terzo gol in tre partite dal suo ritorno in rossoblù: prima conclusione respinta da Ducci, poi il tentativo di Felipinho e, sulla seconda risposta del portiere, il ginocchio del 13 è il più veloce di tutti a toccare la palla per l’1-0 Feldi. L’Avellino prova a reagire, sempre con Dimas, ma quest’ultimo trova un Di Stanio sicuro nelle uscite e concentrato nelle letture. Ducci resta l’altro grande protagonista del match, compiendo una parata miracolosa su un potente tiro di Caponigro, deviando quel tanto che basta per mandare il pallone sulla traversa. Dimas e Mello sfiorano il pareggio, ma a sei minuti dal termine sale in cattedra l’eterno Calderolli: con la sua classica movenza si libera dell’uomo e lascia partire un destro imparabile a fil di palo per il 2-0. L’Avellino si gioca la carta del portiere di movimento, ma la scelta si rivela fatale. È ancora Calderolli ad approfittarne: pressione alta, intercetto sulle trame biancoverdi e rimpallo che termina in rete per la doppietta personale e il 3-0 delle volpi, 15° gol stagione per ‘China’ in tutte le competizioni. Pochi secondi dopo il capitano si trasforma in assist-man, servendo Selucio per il facile 4-0. Nel finale Di Luccio trova la rete della bandiera per gli ospiti, ma non cambia il copione di una serata a tinte rossoblù. La Feldi Eboli festeggia il Carnevale nel modo migliore: con una vittoria nel derby, una prova di maturità e il sorpasso su L84 che vale il secondo posto. Una squadra solida, concreta e consapevole della propria forza, che ha segnato ben 17 reti nelle ultime tre partite subendone solo 3. Con questi numeri, le volpi sono pronte a indossare la maschera da protagonisti ancora per molto.

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Siracusa stipendi pagati ma contributi no

Il Siracusa ha provveduto al pagamento degli stipendi di novembre e dicembre, ma restano ancora da versare contributi Inps e ritenute Irpef relativi alle stesse mensilità. La conferma arriva direttamente dai calciatori siciliani, intervenuti nel corso della trasmissione “SIRApodcast” in diretta social sul canale Siracusa Fans, che hanno riportato il ricevimento dei bonifici, sottolineando però la mancanza del saldo delle obbligazioni fiscali e previdenziali.

Il presidente Ricci risulta al momento irreperibile, nonostante le ripetute chiamate dei giornalisti locali. Tuttavia, secondo quanto trapelato, la società avrebbe dato mandato a una banca nella giornata di ieri per sanare la posizione entro le prossime 24 ore.

Il quadro, seppur in via di risoluzione, resta delicato: i punti di penalizzazione sono ormai certi. Sei punti saranno applicati entro febbraio per il mancato pagamento di dicembre, con l’aggiunta di altri due o tre punti qualora non venissero regolarizzati contributi e ritenute. La scadenza del 16 aprile, relativa agli stipendi di gennaio-febbraio 2026, non comporterà l’esclusione dal campionato, ma ulteriori penalizzazioni potrebbero aggravare la situazione. La classifica, di fatto, rischia di compromettere la corsa salvezza, con il Siracusa proiettato a cinque punti dall’ultima posizione utile per i play-out.

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Gli atleti Usa di Milano-Cortina che hanno criticato Trump

Sono diversi gli atleti olimpici statunitensi che hanno affermato di sentirsi a disagio nel rappresentare il proprio Paese a Milano-Cortina, visto il controverso operato dell’Amministrazione Trump, che ne ha surriscaldato il clima politico. Da Hunter Hess a Amber Glenn, ecco chi ha criticato l’inquilino della Casa Bianca e le sue sferzanti risposte.

Trump ha attaccato Hess, che si era detto a disagio: «Un vero perdente»

«Rappresentare gli Stati Uniti in questo momento suscita emozioni contrastanti. Penso che sia un po’ difficile», ha detto lo sciatore freestyle Hunter Hess in conferenza stampa. «Ovviamente stanno succedendo molte cose di cui non sono un grande fan, e credo che molte persone non lo siano. Solo perché indosso la bandiera non significa che rappresenti tutto ciò che sta accadendo negli Stati Uniti». In un post su Truth, Trump lo ha definito «un vero perdente», aggiungendo che «è molto difficile tifare per qualcuno così».

Gli atleti Usa di Milano-Cortina che hanno criticato Trump
Amber Glenn (Ansa).

Contro Trump anche la pattinatrice artistica Glenn e la snowboarder Kim

Pochi giorni prima la pattinatrice artistica Amber Glenn aveva criticato le politiche della Casa Bianca nei confronti delle persone della comunità Lgbtq: «Spero di poter usare la mia voce e questa piattaforma per aiutare le persone a rimanere forti in questi tempi difficili». Le parole di Glenn avevano trovato supporto in vari atleti, tra cui la snowboarder Chloe Kim, figlia di immigrati sudcoreani. «Penso che in momenti come questi sia davvero importante per noi unirci e difenderci a vicenda per tutto quello che sta succedendo», aveva detto, precisando di essere «davvero orgogliosa di rappresentare gli Stati Uniti».

Gli atleti Usa di Milano-Cortina che hanno criticato Trump
Chloe Kim (Ansa).

Vance: «Chi interviene su questioni politiche si espone alle critiche»

Il vicepresidente JD Vance, che è stato fischiato durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici, ha dichiarato che, intervenendo si questioni politiche, inevitabilmente gli atleti si espongono alle critiche. Anche a quelle dello stesso presidente.

Milano-Cortina, Trump pronto al blitz per la finale dell’hockey

Nel caso di qualificazione della nazionale Usa alla finale del torneo di hockey maschile, Donald Trump potrebbe effettuare un blitz in Italia per assistere alla partita per la medaglia d’oro, che si terrà domenica 22 febbraio nell’impianto di Santa Giulia a Milano. Lo hanno confermato all’Agi fonti della Federazione mondiale di hockey: se ne saprà di più venerdì 20 febbraio, quando si giocheranno le due semifinali: in caso di successo nei quarti (contro la vincente del playoff Svezia-Lettonia), gli Stati Uniti dovrebbero incontrare il Canada.

Milano-Cortina, Trump pronto al blitz per la finale dell’hockey
Tifosi statunitensi all’Arena Santa Giulia di Milano (Ansa).

Prime riunioni per il rafforzamento della sicurezza

Il possibile arrivo di Trump a Milano ha fatto scattare in Prefettura e Questura le prime riunioni operative per un rafforzamento delle misure di sicurezza. Al di là dell’approdo o meno degli Stati Uniti in finale, resta anche l’incognita su quanto dovrebbe durare la permanenza di Trump in Italia. E dove si sposterebbe poi il tycoon, che dopo la finale dell’hockey potrebbe decidere di spostarsi all’Arena di Verona per la cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici. In questo caso si tratterebbe di un blitz di poche ore, seppur in due luoghi. Ma non è escluso che il presidente americano possa arrivare con il suo Air Force One fin da sabato sera.

Milano-Cortina, Trump pronto al blitz per la finale dell’hockey
L’Air Force One (Ansa).

Gli Usa hanno vinto solo due volte il torneo olimpico

La nazionale di hockey su ghiaccio degli Stati Uniti, nonostante la grande popolarità di questo sport negli Usa e il fatto che le franchigie americane (assieme a quelle canadesi) disputino la ricca NHL, ovvero la lega professionistica nordamericana, ha vinto solo due ori olimpici: nel 1960 e nel 1980. Questo perché gli Stati Uniti alle Olimpiadi hanno a lungo schierato giocatori dilettanti (provenienti dalle università) e non le star dell’NHL.

Olimpiadi, Italia seconda in classifica ma per il Nyt è prima: perché

Stando al medagliere aggiornato al 13 febbraio 2026, l’Italia è seconda in classifica alle Olimpiadi di Milano Cortina con sei medaglie d’oro, tre medaglie d’argento e otto di bronzo. Come mai, dunque, il New York Times sulle sue pagine colloca la nazionale azzurra al primo posto? La risposta è presto detta ed è basata sulla modalità di calcolo delle posizioni.

Le modalità di calcolo

Il regolamento del Comitato olimpico internazionale vuole che la classifica si faccia in base alle medaglie d’oro. Avendone l’Italia ottenute sei e la Norvegia sette, va considerato primo del medagliere il Paese scandinavo. C’è però chi, come il Nyt, è rimasto al calcolo “alternativo” rispetto a quello ufficiale (che si faceva decenni fa) basato sul numero di medaglie complessive ottenute da uno Stato. Dunque, dato che l’Italia ne ha conquistate 17, più di ogni altra nazione, ecco spiegato perché viene collocata prima in classifica, seguita dalla Norvegia e dagli Stati Uniti che sono a quota 14.

Casco vietato, l’atleta ucraino Heraskevych squalificato dalle Olimpiadi

Casco vietato, l’atleta ucraino Heraskevych squalificato dalle Olimpiadi
Casco vietato, l’atleta ucraino Heraskevych squalificato dalle Olimpiadi
Casco vietato, l’atleta ucraino Heraskevych squalificato dalle Olimpiadi

L’atleta ucraino di skeleton Vladyslav Heraskevych è stato squalificato dalle Olimpiadi di Milano Cortina poco prima della gara di giovedì 12 febbraio 2026. Al centro della decisione del Cio, il Comitato olimpico internazionale, la sua volontà di indossare un casco con raffigurati gli atleti e le atlete dell’Ucraina uccisi durante l’invasione russa. Un gesto che le autorità olimpiche gli avevano vietato, in quanto violava l’articolo 50 della Carta Olimpica che proibisce, in gara, «ogni tipo di manifestazione o propaganda politica, religiosa o razziale». L’alternativa che gli era stata proposta era quella di sostituire il casco con una fascia nera al braccio, ma lui aveva deciso di tirare dritto e non scendere a compromessi. Già durante le prove ufficiali di martedì e mercoledì aveva utilizzato il casco in questione, ribadendo che l’avrebbe indossato anche alle gare. Ma, poco prima che iniziassero, è arrivata la squalifica.

Sul caso era intervenuto anche Zelensky

Sulla vicenda era intervenuto anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: «Ha ricordato al mondo il prezzo della nostra lotta, questa verità non può essere imbarazzante, inappropriata o etichettata come manifestazione politica in un evento sportivo. Semplicemente, ricorda a tutti il ruolo globale dello sport. E la missione storica del movimento olimpico: è tutto per la pace». Il Parlamento ucraino aveva anche approvato una risoluzione a sostegno di Heraskevych, ma evidentemente non è bastato.

Il tennis a Mediaset e i conti che non tornano in Rai: cosa c’è dietro

Scommettiamo che in pochi si sono resi conto che le Atp Finals di tennis andavano in onda in chiaro (una partita al giorno) sui canali della Rai dal 2021, cioè da quando il prestigioso torneo era sbarcato a Torino dopo tante edizioni, dal 2009 al 2020, alla O2 Arena di Londra.

Il tennis a Mediaset e i conti che non tornano in Rai: cosa c’è dietro
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Il tennis a Mediaset e i conti che non tornano in Rai: cosa c’è dietro

Le ruggini della redazione sportiva Rai sul tennis

La Rai, obiettivamente, negli Anni 2000 aveva perso il filo del tennis, e la redazione sportiva mostrava parecchia ruggine, poiché da molto tempo racchette e palline erano una questione pay di Sky ed Eurosport, e in chiaro di Supertennis. Con nessuno, peraltro, che se ne era troppo lamentato, nonostante i successi del tennis femminile italiano.

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L’errore della Rai con lo Zverev sbagliato, a sinistra.

Ricordiamo ancora i promo in onda sui canali della tivù pubblica dove, tra i campioni protagonisti delle Finals, si mostrava erroneamente Mischa Zverev al posto del fratello Alexander Zverev, lui sì qualificatosi per Torino.

Il boom televisivo è arrivato nel 2023, grazie a Sinner

Le prime due edizioni, 2021 e 2022, furono piuttosto sfortunate perché fiaccate dal Covid, dalle limitazioni del pubblico sugli spalti e dal fatto che non ci fosse nessun italiano in campo. Il boom televisivo è arrivato nel 2023, con Jannik Sinner in finale (sconfitto da Nole Djokovic), e poi nel 2024 e 2025, con Sinner trionfatore affiancato nel 2025, in quota Italia, pure da Lorenzo Musetti, eliminato invece ai gironi.

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Lorenzo Musetti alle Atp Finals 2025 contro Alcaraz (Ansa).

L’impalpabile Fiocchetti e quell’addio un po’ fuori contesto

La telecronaca Rai è stata affidata, per cinque anni, all’impalpabile Marco Fiocchetti, quello che, pochi secondi dopo il match point di Sinner su Alcaraz nella finale 2025, annunciò al mondo che se ne sarebbe andato in pensione (ma a chi interessava?), salutando mamma Rai dopo decenni di onorato servizio.

Il tennis a Mediaset e i conti che non tornano in Rai: cosa c’è dietro
Marco Fiocchetti (da Instagram).

Il popolo degli appassionati, naturalmente, in questo periodo ha continuato a vedere le Atp Finals su Sky, che ha i diritti pay per tutte le partite del torneo. E sarà così anche per le prossime stagioni.

La Rai pagava solo 1 milione di euro all’anno

Alla grande massa generalista, invece, dovranno parlare i telecronisti di Mediaset che dal prossimo novembre, e almeno fino al 2028, ha acquisito i diritti in chiaro delle Atp Finals (otto partite in chiaro, una al giorno) versando alla Atp circa 4 milioni di euro all’anno. Una cifra molto superiore a quella pagata dalla Rai (1 milione di euro all’anno), che però aveva sottoscritto l’intesa con Atp in anni precedenti al boom del tennis in Italia.

La concorrenza di Dazn sul calcio e i conti di Publitalia

Essendo scaduto il contratto a fine 2025, anche Rai, ovviamente, aveva rilanciato mettendo sul piatto cifre superiori. Ma non sufficienti a raggiungere l’offerta Mediaset. E tra l’altro ora sembra in difficoltà anche sui Mondiali di calcio, con Dazn pronta a comprare i diritti di alcune partite, come rivelato da Calcio e finanza. Di sicuro in Publitalia le stime ritengono che le Atp Finals, sui canali del Biscione, siano in grado di portare in cassa una raccolta attorno agli 8 milioni di euro a edizione. In effetti il tennis, con tutte le sue pause ogni due game, si presta molto all’inserimento di break pubblicitari, a differenza del calcio dove, invece, si fatica a raccogliere un milione di euro anche per le partite di cartello.

Il tennis a Mediaset e i conti che non tornano in Rai: cosa c’è dietro
Jannik Sinner in posa col trofeo delle Atp Finals (foto Ansa).

Alberto Brandi ora dovrà pensare a come allestire la squadra

Il numero uno dello sport di Mediaset, Alberto Brandi, dovrà ora decidere chi scegliere per le telecronache. Nelle ultime occasioni in cui il Biscione era stato chiamato in causa per il tennis (match in chiaro degli Internazionali d’Italia a Roma), il commento delle gare era affidato a Giampaolo Gherarducci (che però ora non fa più parte della redazione Sportmediaset, essendosi trasferito a TgCom24) e a Riccardo Trevisani, con Francesca Schiavone a fare da “spalla” tecnica.

Il tennis a Mediaset e i conti che non tornano in Rai: cosa c’è dietro
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Il tennis a Mediaset e i conti che non tornano in Rai: cosa c’è dietro
Il tennis a Mediaset e i conti che non tornano in Rai: cosa c’è dietro

Lo studio era condotto da Lucia Blini, con Federico Mastria inviato sui campi per interviste e commenti. C’è tempo fino a novembre per creare la nuova squadra, selezionando un nuovo telecronista principale e un talent maschile da affiancare alla Schiavone.

L’antica tradizione di Mediaset, con gli Us Open commentati da Rino Tommasi

In effetti Mediaset vanta un’antica tradizione tennistica, con le esclusive degli Us Open commentate da Rino Tommasi nei primissimi Anni 80 (quelle lunghe notti davanti a Canale 5 a guardare Björn Borg perdere regolarmente da John McEnroe o Jimmy Connors), il Torneo Olio Cuore di Milano, le finali Wct di Dallas. Tradizione che poi è stata chiusa in un cassetto per oltre 30 anni, quando il tennis è diventato un prodotto televisivo sostanzialmente pay.

Il tennis a Mediaset e i conti che non tornano in Rai: cosa c’è dietro
Rino Tommasi e Sandro Piccinini nel 2006 (foto Imagoeconomica).

E anche se 4 milioni di euro per otto partite possono sembrare molti (nonostante le ottimistiche previsioni di Publitalia), si può dire che un gruppo come Mediaset ha bisogno adesso di riaccendersi sullo sport, settore un po’ troppo trascurato negli ultimi anni.

Australian Open, Sinner vince il derby con Darderi

Jannik Sinner resta imbattuto nei derby. L’altoatesino si è aggiudicato il match contro Luciano Darderi con il punteggio di 6-1, 6-3, 7-6, staccando il biglietto per i quarti di finale degli Australian Open 2026. Dopo un primo set dominato dal campione in carica a Melbourne, l’italoargentino è entrato sempre più in partita fino a duellare alla pari nel terzo parziale, in cui ha avuto anche quattro palle break nel nono gioco con l’opportunità di andare a servire per il set. È il 18esimo trionfo su altrettanti match contro tennisti italiani, il sesto negli Slam, per il numero due del mondo, che si conferma bestia nera per i connazionali nel circuito. Attende ora uno fra Casper Ruud e Ben Shelton, che scenderanno in campo attorno alle 10.45 italiane. Ai quarti anche Lorenzo Musetti, che nella notte ha eliminato lo statunitense Taylor Fritz con una prova strepitosa in tre set.

Sinner ai quarti degli Australian Open: la cronaca del match

Dopo un primo game complicato, in cui ha dovuto annullare due palle break sul 15-40, Sinner ha dominato il parziale giocando un tennis aggressivo e sempre a una spanna dalla riga. Per l’altoatesino, che ha inanellato colpi a un ritmo quasi impossibile da gestire per l’avversario, due break consecutivi che gli hanno permesso di salire 5-0 e chiudere il parziale al settimo game. Più equilibrato il secondo parziale, con Darderi – nervoso con il suo angolo lamentando la troppa velocità del campo – che ha trovato più solidità al servizio, cedendo 6-3. L’italoargentino, testa di serie numero 22 del tabellone, ha messo in difficoltà il campione di Sesto Pusteria soprattutto però nel terzo, arrivando ad avere ben quattro palle break nel nono gioco, salvate da Sinner anche con la seconda di servizio. Al tiebreak, dopo essere andato sotto 0-2 il quattro volte campione Slam ha chiuso conquistando sette punti di fila.

Australian Open, Sinner vince il derby con Darderi
Luciano Darderi nel match contro Sinner agli Australian Open 2026 (Ansa).

Super Bowl 2026, le squadre che si giocheranno il titolo

Sarà Seattle Seahawks contro New England Patriots. Nella notte italiana si sono disputate le finali di National Football Conference e American Football Conference che decretano le due concorrenti per il Super Bowl 2026, in cui si assegna il titolo di Nfl. Il match si disputerà l’8 febbraio al Levi’s Stadium di Santa Clara, in California, con kick off alle 15.30 locali (00.30 italiane). Sarà la replica del match del 2015, quando si imposero i ragazzi di Boston per 28-24 guidati dal quarterback e Mvp della partita Tom Brady. Il Super Bowl tornerà invece a Santa Clara esattamente 10 anni dopo l’ultima volta: nel 2016, anno della 50esima edizione, i Denver Broncos batterono i Carolina Panthers.

Super Bowl 2026, come arrivano Patriots e Seahawks

I primi a staccare il biglietto per il Super Bowl 2026 sono stati i New England Patriots, tornati dopo sette anni alla finale di Nfl. A Denver, sotto un’intensa nevicata, si sono imposti 10-7 contro i Broncos grazie a una difesa di ferro e senza aver mai perso un possesso nonostante le proibitive condizioni meteo. Partiti male in regular season, con un record di quattro vittorie e 13 sconfitte, hanno invertito la tendenza prima di restare immacolati nei playoff e vincere le ultime nove partite in trasferta. Sarà un ritorno al Super Bowl sette anni dopo l’ultima volta e la prima senza la star Tom Brady, considerato il più grande quarterback della storia del football americano che aveva guidato i suoi al successo di sei titoli fra il 2001 e il 2018. L’8 febbraio a Santa Clara i Patriots incroceranno i Seattle Seahawks, che nella notte hanno eliminato i Los Angeles Rams con il punteggio di 31-27.

Sugli spalti di Santa Clara non ci sarà Donald Trump: ecco perché

Domenica 8 febbraio, sugli spalti di un Levi’s Stadium gremito non ci sarà il presidente Donald Trump, che ha lamentato un volo troppo lungo tra Washington e Santa Clara. In realtà, il tycoon non ha digerito la line up dell’halftime show, il concerto in programma nell’intervallo fra il primo e il secondo tempo, cui headliner sarà il rapper portoricano Bad Bunny. «Non ho mai sentito parlare di lui», aveva già detto il capo della Casa Bianca a ottobre, poco dopo l’annuncio. «Non so chi sia, non capisco perché lo stiano facendo: è assurdo e poi danno la colpa a un promotore che hanno assunto per occuparsi dell’intrattenimento. Penso che sia assolutamente ridicolo». Ora, dopo l’annuncio che i Green Day saranno band di apertura della gara, Trump è tornato a parlare dell’evento: «Sono contrario a loro, penso che sia una scelta terribile. Non fa altro che seminare odio».

Super Bowl 2026, le squadre che si giocheranno il titolo
Il rapper portoricano Bad Bunny (Ansa).

Lorenzo Musetti conquista i quarti degli Australian Open per la prima volta

Lorenzo Musetti supera Taylor Fritz in tre set e conquista per la prima volta in carriera i quarti di finale degli Australian Open. A Melbourne Park l’azzurro ha battuto lo statunitense per 6-2, 7-5, 6-4 in poco più di due ore, firmando una delle prestazioni più solide del suo torneo: variazioni continue, ritmo spezzato e un servizio decisivo nei momenti chiave. Con questo risultato Musetti diventa il terzo italiano di sempre a raggiungere i quarti in tutti e quattro i tornei dello Slam. Mercoledì lo aspetta Novak Djokovic sulla Rod Laver Arena.

Le parole di Musetti

«Sono molto orgoglioso di me stesso», ha detto Musetti a margine del match. «Non avevo mai superato la prima settimana qui a Melbourne: aver raggiunto la finale a Hong Kong, il titolo in doppio, i quarti qui… è davvero un sogno. Mi sento più maturo in campo. Voglio continuare a giocare così», spiega l’azzurro. Guardando al prossimo match aggiunge: «Djokovic? Abbiamo già giocato tante volte io e Novak e ogni volta per me è una lezione. È un grande onore condividere il campo con lui». Il numero 5 al mondo sa che non sarà semplice: «So che non sarà stanco, ma spero che il ritmo che ho adesso mi porti fortuna». Djokovic raggiungerà Musetti ai quarti senza scendere in campo nella giornata precedente, dopo il forfait di Mensik.

Australian Open, Sinner lotta con i crampi e finisce agli ottavi

Jannik Sinner è agli ottavi degli Australian Open 2026. Dopo quasi quattro ore di lotta con i crampi e il caldo, l’altoatesino ha battuto lo statunitense Eliot Spizzirri per 4-6, 6-3, 6-4, 6-4. Nel prossimo turno sfiderà in derby Luciano Darderi, che ha avuto la meglio contro il russo Karen Khachanov. Prosegue la corsa anche Lorenzo Musetti, che ha vinto sul ceco Tomas Machac, per un’edizione da record per il nostro tennis con ben tre azzurri agli ottavi. L’atleta toscano sfiderà il vincente tra lo svizzero Stan Wawrinka e lo statunitense Taylor Fritz.

Gianluca Gazzoli entra in Lega Basket come Strategic Media Advisor

Lega Basket Serie A ha annunciato l’ingresso di Gianluca Gazzoli nel proprio team operativo con il ruolo di Strategic Media Advisor: il podcaster sarà impegnato nello sviluppo di progetti di comunicazione in grado di rendere la pallacanestro italiana più visibile e rilevante nel panorama sportivo e culturale.

Chi è Gianluca Gazzoli

Gazzoli è un volto noto del mondo radiofonico e televisivo italiano. Ha iniziato a carriera a Radio Number One, storica emittente nel Nord Italia. Successivamente è passato alla radio nazionale diventando voce di Rai Radio 2. Dopo l’esordio televisivo, avvenuto a Quelli che il calcio, nel 2019 Gazzoli è approdato a Radio Deejay. Nel 2022 ha lanciato il podcast BSMT, diventato in breve uno dei più seguiti in Italia. Gazzoli è un grande appassionato di palla a spicchi: nel 2021 ha condotto su DMAX il programma Basket Zone, approfondimento sul campionato italiano di pallacanestro. A fine 2025 ha condotto su Rai 2 Sanremo Giovani, venendo affiancato da Carlo Conti durante la serata finale.

Jacobs torna ad allenarsi con Camossi

Marcell Jacobs tornerà ad allenarsi con Paolo Camossi, il tecnico con cui aveva conquistato i due ori alle Olimpiadi di Tokyo 2021 nei 100 metri e nella 4×100, prima della separazione avvenuta a settembre del 2023. Lo ha annunciato Stefano Mei, presidente della Fidal: «Jacobs è un patrimonio dello sport azzurro, ha ritrovato le motivazioni e può dare ancora tantissimo in pista, da qui alle Olimpiadi di Los Angeles 2028, passando per gli Europei di Birmingham in agosto. Camossi è un tecnico professionale e preparato, la sua storia parla per sé: con Marcell ha scritto pagine memorabili e sono convinto che questo riavvicinamento possa regalarci nuove soddisfazioni».

Jacobs: «Possiamo scrivere altre grandi pagine dello sport italiano»

Termina così la collaborazione tra Jacobs e il tecnico americano Rana Reider, allenatore per il quale il velocista azzurro aveva deciso di trasferirsi in Florida. Assieme a Camossi, oltre ai due ori olimpici Jacobs ha vinto anche l’oro nei 100 m agli Europei di Monaco nel 2022, il titolo mondiale sui 60 indoor a Belgrado nel 2022 e quello europeo a Torun 2021, oltre all’argento mondiale nella 4×100 a Budapest nel 2023. Sono poi arrivate pure le dichiarazioni di Jacobs: «Insieme abbiamo scritto una grande pagina dello sport italiano, insieme crediamo di poterne scrivere altre. Il percorso di ognuno è fatto di cadute e risalite: esperienze che non devono abbattere, ma aiutare a rinascere».

Jacobs torna ad allenarsi con Camossi
Marcell Jacobs (Ansa).

Olimpiadi, la Giamaica qualificata nel bob: «Servono soldi, aiutateci»

Lo hanno fatto di nuovo. La Nazionale di bob a quattro della Giamaica si è qualificata ufficialmente alle Olimpiadi per la nona volta della sua storia. Con un breve post sui social, la Federazione ha infatti comunicato che Andrae Dacres, Junior Harris,Joel Fearon e Tyquendo Tracey saranno ai Giochi al via il prossimo 6 febbraio. Non sarà tuttavia semplice e occorreranno aiuti economici: per questo motivo è stata lanciata una raccolta fondi. «Ce l’abbiamo fatta», si legge nel messaggio affidato ai social. «Ci siamo ufficialmente qualificati per le Olimpiadi! Ora ci rivolgiamo ai nostri fantastici sostenitori, voi, per aiutarci a superare un ostacolo finanziario. La vostra generosità coprirà le spese di viaggio essenziali e l’acquisto di attrezzature di alta qualità». Il sogno giamaicano è iniziato. Da Calgary 1988 a oggi, il Paese tropicale ha mancato solamente un’edizione, quella italiana di Torino 2006.

Giamaica alle Olimpiadi, un progetto che ha ispirato anche la Disney

L’incredibile storia della Giamaica alle Olimpiadi invernali iniziò negli Anni 80 quando George Fitch, addetto commerciale dell’ambasciata americana di Kingston e appassionato di sport, si convinse che gli atleti locali, se preparati a dovere, avrebbero potuto competere in qualsiasi disciplina, anche quelle apparentemente più distanti da loro come quelle invernali. Si scelse il bob: il resto è storia. Il progetto avrebbe ispirato anche il cinema: nel 1997 la Disney realizzò infatti Cool Runnings, uscito in Italia con il titolo di Quattro sottozero, per la regia di Jon Turtletaub (Il mistero dei templari). Ispirato alla vera storia della nazionale giamaicana, racconta in maniera romanzata la preparazione verso le Olimpiadi fino alla qualificazione.

Gigante di Kronplatz, vince ancora Scheib: splendida Brignone al rientro

Federica Brignone torna a ruggire. Rientrata 10 mesi dopo il terribile infortunio agli Assoluti in Val di Fassa, la 35enne valdostana ha dato nuovamente prova della sua infinita classe. Settima al termine della prima manche del Gigante di Kronplatz, ha chiuso la seconda addirittura con un meraviglioso sesto posto che ha il gusto di una vittoria. La Tigre di La Salle, rientrata in Coppa del Mondo 292 giorni dopo l’ultima volta, ha chiuso a 1,23 secondi dall’austriaca Julia Scheib, al quarto successo stagionale e sempre più leader di specialità nonché favorita per la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Secondo posto per la svizzera Camille Rast, terza la svedese Sara Hector – campionessa olimpica – che aveva chiuso in testa la prima manche. Ai piedi del podio Mikaela Shiffrin, staccata di 86 centesimi. Ottima prova anche per Lara Della Mea, che si è classificata decima.

Gigante di Kronplatz, vince ancora Scheib: splendida Brignone al rientro
Julia Scheib nel Gigante di Kronplatz (Ansa).

Gigante di Kronplatz, prima manche: il ritorno di Federica Brignone

Coraggio, grinta e grande cuore. A circa 10 mesi dal terribile infortunio agli Assoluti in Val di Fassa, Federica Brignone è tornata a gareggiare in Coppa del Mondo. Nella prima manche del Gigante di Kronplatz, la 35enne azzurra è partita con il pettorale numero 13 chiudendo con il sesto tempo momentaneo (poi settimo poiché superato da Maryna Gasielica-Daniel) ad appena 1.17 secondi dalla leader svedese Sara Hector. La Tigre di La Salle ha spinto il possibile anche sulla gamba reduce dall’infortunio, dimostrando di essere come prevedibile distante dal suo solito ritmo, ma testimoniando di non aver perso la classe mettendosi alle spalle talentuose sciatrici come Lena Duerr, Paula Moltzan, Valerie Grenier e Lara Colturi, tuttavia debilitata dalla febbre. Niente da fare invece per l’altra azzurra Sofia Goggia: la gara della bergamasca è durata appena 15 secondi per una caduta dopo aver esagerato ad alcune porte. Alle spalle di Brignone anche Lara Della Mea, che ha chiuso a 1.89 dalla leader.

Federica Brignone a Kronplatz: «Rotto il ghiaccio, non ho sentito dolore»

Terminata la prima manche del Gigante sul Plan De Corones, Federica Brignone ha raccontato le sue sensazioni ai microfoni di Rai Sport. «È stato difficile, sono sempre stata tranquilla questi giorni ma quando ho messo i bastoni fuori ho pensato: “Non so se sono pronta”. Avevo paura di non andare abbastanza profonda», ha spiegato la Tigre di La Salle. «Sono partita un po’ rigida, poi mi sono ricordata di respirare e da lì è andata meglio. Mi sono sentita bene, più mi scaldo e meglio sto, con l’adrenalina non ho sentito troppo dolore. Buon test, sono molto felice ma voglio ritrovare le mie sensazioni, come so sciare. Ora ho rotto il ghiaccio, spero di farlo nella seconda manche». Si torna in pista alle 13.30: la gara è in diretta sui canali Rai ed Eurosport.

Australian Open 2026, non solo Sinner: tutti gli italiani in campo e quando giocano

Si chiude il primo turno degli Australian Open 2026. Nella notte italiana fra lunedì 19 e martedì 20 gennaio scenderanno in campo altri cinque azzurri nel tabellone maschile oltre a una nel femminile. Riflettori puntati ovviamente sul match che vedrà il debutto sul cemento di Melbourne del numero due del mondo Jannik Sinner, campione in carica a caccia della terza corona consecutiva e pronto a dare nuovamente battaglia a Carlos Alcaraz per il primo posto nel ranking Atp. L’altoatesino giocherà attorno alle 9 del mattino italiano contro il francese Hugo Gaston, battuto nei due precedenti datati tuttavia 2021. Sarà solo l’ultimo tennista della delegazione tricolore a scendere in campo.

Australian Open 2026, tutti gli italiani in campo martedì 20 gennaio

Australian Open 2026, non solo Sinner: tutti gli italiani in campo e quando giocano
Lorenzo Sonego (Ansa).

L’Italia del tennis scenderà in campo già all’1 di notte italiana. Sul cemento australiano infatti sarà il turno di Luciano Darderi e Lorenzo Sonego, opposti rispettivamente al cileno Cristian Garin, numero 82 del ranking, e Carlos Taberner, 99esimo in classifica. L’italo-argentino spera di staccare per la prima volta il pass verso il secondo turno del primo slam stagionale, dopo che nel 2025 si dovette ritirare per un problema fisico durante il secondo set. «Torno da testa di serie», ha detto ai microfoni di Eurosport il numero 25 del tabellone. «Sono pronto». Per quanto riguarda il torinese, che punta a ripetere l’exploit dello scorso anno quando raggiunse il quarto turno a Melbourne prima di perdere dall’americano Ben Shelton, sarà la prima sfida in carriera allo spagnolo Taberner, che lo scorso anno perse da Luciano Darderi la finale del torneo 250 di Umago, la prima nel circuito maggiore.

Attorno all’1.30 sarà la volta di Lorenzo Musetti, fresco numero cinque del ranking, che non ha mai superato il terzo turno degli Australian Open. Ci proverà iniziando la corsa contro il belga Raphael Collignon, numero 72 del ranking Atp che non ha mai affrontato in carriera. Il carrarino dovrà tuttavia mostrare di aver recuperato pienamente dal fastidio muscolare che gli aveva impedito di terminare l’esibizione contro Alexander Zverev alla vigilia del torneo. Non prima delle 4 del mattino italiano in campo ci sarà Luca Nardi, che affronterà il cinese Wu Yibing, primo tennista del suo Paese a vincere un titolo Atp quando nel 2023 conquistò il Dallas Open battendo l’ex Top 10 americano John Isner. Il tutto dopo aver eliminato un altro statunitense Taylor Fritz.

Nel femminile debutta Elisabetta Cocciaretto

Australian Open 2026, non solo Sinner: tutti gli italiani in campo e quando giocano
Elisabetta Cocciaretto trionfa a Hobart 2026 (Ansa)

Per quanto riguarda invece il tabellone femminile, dove ha già esordito e vinto il suo primo match Jasmine Paolini, sarà la volta di Elisabetta Cocciaretto. Per la 24enne di Ancona sarà la prima uscita ufficiale dopo il successo del Wta 250 di Hobart, secondo titolo in carriera, contro l’americana Iva Jovic con un doppio 6-4. L’azzurra, già fondamentale nel trionfo in Billie Jean King Cup 2025 grazie al successo contro Emma Navarro, affronterà la polacca Julia Grabher, 29enne numero 95 del ranking. In caso di passaggio del turno si profila un match contro la russa Anna Kalinskaya, con all’orizzonte un possibile terzo turno contro la polacca e numero due Iga Swiatek.

Australian Open 2026, quando gioca Sinner contro Gaston? Orario e dove vederla

Tutto pronto per l’esordio agli Australian Open 2026 del campione in carica. Jannik Sinner, detentore del titolo di Melbourne dal 2024 dopo i due trionfi consecutivi nelle finali contro Daniil Medvedev e Alexander Zverev, prepara la corsa al quinto Slam della sua carriera. L’azzurro giocherà il suo match di primo turno sulla Rod Laver Arena martedì 20 gennaio come primo incontro della sessione serale, ossia quando in Italia saranno le 9 del mattino. L’orario tuttavia resta indicativo, in quanto potrebbe slittare in avanti qualora le partite precedenti dovessero protrarsi più a lungo del previsto. Dall’altra parte della rete ci sarà Hugo Gaston, già battuto nei due precedenti.

Australian Open 2026, dove vedere la partita e chi è l’avversario di Sinner

Australian Open 2026, quando gioca Sinner contro Gaston? Orario e dove vederla
Jannik Sinner in allenamento agli Australian Open 2026 (Ansa).

Come tutto il torneo degli Australian Open 2026, anche il match tra Sinner e Gaston sarà visibile sui canali Eurosport, disponibili per gli abbonati alle piattaforme Dazn, TimVision, Prime Video Channels e HBO Max, che ha debuttato in Italia lo scorso 13 gennaio. Per l’azzurro sarà la prima partita ufficiale della stagione dopo le esibizioni contro Carlos Alcaraz a Seul e Felix Auger-Aliassime a Melbourne alla vigilia del torneo. Sarà il primo vero e proprio test per verificare il lavoro svolto nel corso della preparazione invernale, ma anche per tenere aperta la striscia di 14 vittorie consecutive che gli ha permesso di chiudere il 2025 vincendo le Atp Finals di Torino. Già due tornei alle spalle per Gaston, che a Brisbane ha perso nel primo turno delle qualificazioni contro Matteo Arnaldi e ad Auckland ha lasciato il torneo al primo turno perdendo dal britannico Cameron Norrie.

Australian Open 2026, quando gioca Sinner contro Gaston? Orario e dove vederla
Il tennista francese Hugo Gaston (Ansa).

Tra i due sarà il terzo confronto diretto in carriera. Entrambi i precedenti sono tuttavia datati 2021 e videro l’altoatesino, allora distante dai vertici della classifica Atp, imporsi senza perdere nemmeno un set. Agli ottavi di Marsiglia finì 6-4, 6-1, mentre al Masters 1000 di Miami con un doppio 6-2. Oggi numero 93 del ranking, Hugo Gaston predilige la terra battuta, dove ha raccolto più della metà delle sue vittorie in carriera. Non a caso è la superficie su cui ha raggiunto le uniche due finali: Gstaad 2021, quando perse contro Casper Ruud, e Kitzbuhel 2024, dove si è arrese in due set a Matteo Berrettini con il risultato di 7-5, 6-3. Il miglior risultato negli Slam è un quarto turno al Roland Garros nel 2020, quando perse da Dominic Thiem al quinto set. Quanto alla vita privata, è fidanzato con la connazionale Laetitia Espagnet.

Non solo Sinner, gli altri italiani in campo a Melbourne

Australian Open 2026, quando gioca Sinner contro Gaston? Orario e dove vederla
Lorenzo Musetti alle Atp Finals 2025 (Ansa).

Sinner sarà solo l’ultimo degli azzurri a scendere in campo nella giornata di martedì 20 gennaio. Nel tabellone, maschile, intorno all’1 di notte italiana sono attesi Luciano Darderi contro il cileno Cristian Garin e Lorenzo Sonego, che affronterà lo spagnolo Carlos Taberner. Circa mezz’ora dopo, a meno di rinvii o slittamenti, debutterà agli Australian Open il numero cinque del mondo Lorenzo Musetti, che sarà opposto al belga Raphael Collignon. Bisognerà attendere invece almeno le 4 per vedere il match di Luca Nardi, che affronterà il cinese Wu Yibing. Nel femminile, invece, alle 2.30 circa sarà il turno di Elisabetta Cocciaretto, fresca vincitrice del titolo a Hobart, che giocherà contro l’austriaca Julia Grabner.

Federica Brignone torna in Coppa del Mondo: «Sono qui per testarmi»

Federica Brignone è tornata. L’azzurra, detentrice della coppa di cristallo, si appresta a rimettere gli sci per il Gigante di Kronplatz, in programma domani 20 gennaio sul Plan de Corones. La fuoriclasse 35enne rientrerà in Coppa del Mondo a 292 giorni dal terribile infortunio in Val di Fassa durante i campionati italiani di marzo 2025. «Già essere qui è un grande risultato. È fantastico esserci e non c’è posto migliore per tornare in gara: la pista di Kronplatz mi è sempre piaciuta. Sono qui per testare mente, corpo e gamba. Non gareggio per un grande risultato, ma per me stessa. Sono qui solo per gareggiare e non ho paura di non ottenere molto». Per lei sarà un test importante soprattutto in vista dei Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026, al via tra poco più di tre settimane.

Federica Brignone: «Non c’è giorno in cui non abbia provato dolore»

Nel corso della conferenza stampa a Plan de Corones, Federica Brignone ha raccontato le difficoltà durante il recupero. «A dicembre ho rimesso gli sci da turismo, poi quando è toccato a quelli da gigante è stato un disastro», ha spiegato la fuoriclasse. «Nella seconda metà del mese ho iniziato a vedere un po’ di luce, è stata veramente tosta. Dolore? Non c’è giorno dal momento dell’infortunio in cui finora non ne abbia provato. Non solo sugli sci, ma anche nella vita di tutti i giorni. A volte è maggiore, in altre situazioni è inferiore. Se è troppo, non salgo sugli sci». Impossibile, allo stato delle cose, definire il programma per le prossime settimane. «Dipende molto da come andrà domani a livello di dolore e sensazioni. Mi sposterò poi a Cortina per allenarmi un po’ di più sulla velocità. Non ho mai fatto finora salti e dossi».

Federica Brignone torna in Coppa del Mondo: «Sono qui per testarmi»
La sciatrice Federica Brignone (Ansa).

«Mi sono allenata a Cortina e poi a Dobbiaco», ha proseguito Brignone. «Ho solo 10 giorni all’attivo tra i pali, pochi. Il Gigante è la prova in cui sento più dolore anche se è la gara che mi viene meglio, sulla velocità sento meno dolore. Finora ogni giorno è come se fosse un test, non ho svolto una vera preparazione. L’obiettivo poi è andare a Cortina e in base alle sensazioni decidere se fare altre gare prima, durante e dopo le Olimpiadi. Se sono qui è per gareggiare».

È morto Rocco Commisso, presidente della Fiorentina

Rocco Commisso, presidente della Fiorentina, è morto all’età di 76 anni. Lo ha reso noto il club viola con una nota pubblicata sui social: «Con grande dolore e tristezza la famiglia Commisso, con la moglie Catherine, i figli Giuseppe e Marisa e le sorelle Italia e Raffaelina, comunicano la scomparsa del presidente Rocco B. Commisso. Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato presidente ci ha lasciati ed oggi tutti ne piangiamo la scomparsa». La famiglia, conclude la nota, «desidera ringraziare tutti coloro che gli sono stati vicino in questi momenti così delicati ed è certa che il ricordo e la memoria di Rocco rimarrà per sempre nei cuori delle tante persone che gli hanno voluto bene e che hanno passato momenti difficili e momenti bellissimi insieme a lui. Un pensiero grande in un momento così triste va a tutte le persone della Fiorentina, staff, giocatori, dipendenti, a tutti le persone che conoscevano Rocco, a tutto il popolo viola e soprattutto a tutti quei ragazzi e quelle ragazze che continueranno a portare in Italia e nel mondo i colori viola e il ricordo del nostro Rocco. Ci manchi e ci mancherai sempre».

Tutti gli atleti italiani in gara alle Olimpiadi 2026

L’Italia torna a ospitare le Olimpiadi invernali a 20 anni di distanza dall’edizione del 2006 di Torino. I Giochi di Milano-Cortina scatteranno ufficialmente il 6 febbraio con la cerimonia di apertura presso lo stadio San Siro, dove si esibiranno alcune star della musica e del cinema come Pierfrancesco Favino e Laura Pausini oltre alla diva internazionale Mariah Carey. Le performance accompagneranno anche la sfilata di tutti gli atleti impegnati nella manifestazione, che conterà 16 discipline e ben 116 eventi da medaglia. L’Italia sarà presente con una delegazione di 196 atleti, nuovo record assoluto per la nostra Nazionale: battuto il primato di Torino 2006, quando parteciparono in 184. Portabandiera della nostra nazione al Meazza saranno Arianna Fontana e Federico Pellegrino, mentre a Cortina saranno presenti Federica Brignone e Amos Mosaner.

Olimpiadi Milano-Cortina 2026: l’elenco di tutti gli atleti italiani

L’Italia sarà presente ai Giochi olimpici di casa in tutte le 16 discipline del programma. Di seguito, la lista completa con tutti gli atleti impegnati nelle varie gare, in continuo aggiornamento seguendo gli annunci ufficiali delle Federazioni.

Biathlon

La Federazione non ha ancora rilasciato l’elenco completo dei partecipanti e delle partecipanti alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Presenti Elia Zeni, Patrick Braunhofer, Tommaso Giacomel, Nicola Romanin e Lukas Hofer tra gli uomini. Per quanto riguarda le donne sono state confermate Michela Carrara, Hannah Auchentaller, Rebecca Passler, Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer, vincitrice di tre bronzi in altrettante edizioni dei Giochi tra cui quello nello sprint di Pechino 2022. Si tratterà della sua ultima partecipazione della carriera.

Bob

Congiuntamente con il Coni, la Federazione Italiana Sport Invernali o FISI ha annunciato l’elenco degli atleti di bob che prenderanno parte ai Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026. Tra le punte di diamante della delegazione femminile la 30enne Giada Andreutti, presente da Sochi 2014 a Pechino 2022, e Simona De Silvestro, ex pilota di Indycar e Formula E. Con loro anche Alessia Gatti, Anna Costella e, come riserva, Noemi Cavalleri. Nel maschile scenderanno in pista Patrick Baumgartner, Lorenzo Bilotti, Eric Fantazzini e Gino Robert Mircea: riserva sarà Alex Verginer.

Combinata nordica

Per quanto riguarda invece la combinata nordica, a Milano-Cortina 2026 la delegazione azzurra conterà su Alessandro Pittin, unico medagliato italiano di sempre nella disciplina, e sui giovani talenti di Aaron Kostner e Samuel Costa.

Curling

Tutti gli atleti italiani in gara alle Olimpiadi 2026
Stefania Constantini e Amos Mosaner dopo la vittoria a Pechino 2022 (Ansa).

Tre le squadre presenti per quanto riguarda il curling: maschile, femminile e doppio misto. Tra gli uomini ci saranno, oltre al portabandiera Amos Mosaner che spera di replicare il trionfo nel misto del 2022, Joel Thierry Retornaz, Sebastiano Arman, Mattia Giovannella e Alberto Pimpini. Quanto invece alle donne, dopo il caos per l’esclusione di Angela Romei, oltre a Stefania Costantini – oro con Mosaner a Pechino nel misto – saranno a Milano-Cortina 2026 anche Elena Antonia Mathis, Giulia Zardini Lacedelli, Marta Lo Deserto e Rebecca Mariani

Freestyle

Per quanto riguarda invece il freestyle, nello skicross maschile è confermata la presenza di Simone Deromedis assieme a Federico Tomasoni, Edoardo Zorzi e Dominik Zuech. Per quanto riguarda le donne saranno a Milano-Cortina Andrea Chesi e Jole Galli. Quanto al freeski, annunciati Miro Tabanelli nel maschile e il duo Maria Gasslitter e Flora Tabanelli tra le donne. Infine, per il moguls femminile ci sarà Manuela Passaretta.

Hockey su ghiaccio

Per quanto riguarda l’hockey su ghiaccio, si conoscono i nomi del roster preliminare maschile. Sono Damian Clara, Diego Kostner, Daniel Mantenuto, Luca Zanatta, Thomas Larkin e Tommy Purdeller. Con loro in squadra ci saranno anche Matthew James Bradley, Tommaso De Luca, Dylan Damian Di Perna, Gregory Di Tomaso, Cristiano Digiacinto, Davide Fadani e Luca Frigo. E ancora, spazio anche per Mats Mikael Frycklund, Dustin James Gazley, Daniel Glira, Giovanni Morini, Alexander Franc Petan, Phil Pietroniro, Nicholas Samuel Saracino e Jason Thomas Alexander Seed. Completeranno la squadra Alessandro Segafredo, Alex Trivellato, Gianluca Vallini e Marco Zanetti.

La Federazione ha anche diffuso l’elenco della squadra femminile: ci saranno Aurora Enrica Abatangelo, Eleonora Bonafini, Anna Caumo, Kristin Della Rovere, Gabriella Frances Durante, Matilde Fantin e Martina Fedel. E ancora, Laura-Michele Fortino, Kristen Guerriero, Manuela Heidenberger, Sara Kaneppele, Laura Lobis, Nadia Mattivi, Marta Mazzocchi, Greta Niccolai, Margherita Ostoni, Jacqueline Malca Pierri e Justine Reyes. Completeranno il team Rebecca Roccella, Carola Saletta, Franziska Stocker, Kayla Tutino e Amie Fielding Varano.

Pattinaggio di figura

Disponibile invece l’elenco degli azzurri che parteciperanno alle Olimpiadi nel pattinaggio di figura. Fra gli uomini ci saranno Filippo Ambrosini, Marco Fabbri, Daniel Grassl, Matteo Rizzo e Niccolò Macii, mentre per quanto riguarda le donne spazio a Rebecca Ghilardi, Charlène Guignard, Lara Naki Gutmann e Sara Conti. L’obiettivo è tornare a medaglia a 12 anni dal bronzo di Carolina Kostner a Sochi 2014.

Pattinaggio di velocità

Ricca anche la delegazione azzurra che rappresenterà l’Italia nel pattinaggio di velocità. Fra le donne ci saranno Francesca Lollobrigida, Serena Pergher e Maybritt Vigl, mentre nel maschile scenderanno in pista Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, Michele Malfatti, Riccardo Lorello, Daniele Di Stefano, Francesco Betti e Jeffrey Rosanelli.

Salto con gli sci

Nel salto con gli sci, la nostra delegazione andrà a caccia della sua prima medaglia assoluta, finora mai vinta nelle 24 edizioni precedenti dei Giochi. Nel maschile ci proveranno Giovanni Bresadola, rientrato a fine 2025 dopo il brutto infortunio patito nel marzo del 2024, Alex Insam e Francesco Cecon. Più ricca le delegazione femminile, che conterà Martina Ambrosi, Jessica Malsiner, Annika Sieff e Martina Zanitzer.

Sci alpinismo

Come conferma il sito ufficiale della FISI, nello sci alpinismo per il nostro Paese ci saranno Michele Borsacci fra gli uomini e Alba De Silvestro e Giulia Murada per quanto riguarda le donne.

Sci alpino

Tutti gli atleti italiani in gara alle Olimpiadi 2026
Il discesista azzurro Dominik Paris (Ansa).

Tra le grandi notizie azzurre c’è l’ufficialità di Federica Brignone in pista per le Olimpiadi invernali 2026: assieme a lei, l’Italia spera di tornare a medaglia nel femminile con Sofia Goggia, capace di conquistare l’oro in discesa libera nel 2018 a Pyeongchang, Elena Curtoni, la giovanissima Giada D’Antonio, le sorelle Nadia e Nicol Delago, Lara Della Mea, Martina Peterlini, Laura Pirovano, Anna Trocker e Asja Zenere. Fra gli uomini ci saranno Tobias Kastlunger, Florian Schieder e soprattutto Dominik Paris, ancora a caccia della sua prima medaglia a cinque cerchi solo sfiorata proprio nell’edizione sudcoreana con il quarto posto in discesa libera. Con loro anche Mattia Casse, Luca De Aliprandini, Giovanni Franzoni – reduce dal successo in discesa a Kitzbühel – Christoph Innerhofer, Tommaso Saccardi, Tommaso Sala e Alex Vinatzer.

Sci di fondo

Ricca la delegazione di italiani nello sci di fondo. Alle Olimpiadi di Milano-Cortina ci saranno Simone Daprà, Elia Barp, Martino Corollo, Davide Graz, Simone Mocellini e Federico Pellegrino (tra l’altro anche portabandiera a San Siro nella cerimonia di apertura) per il maschile. Le gare femminili impegneranno invece Federica Cassol e Caterina Ganz, oltre a Anna Comarella, Iris Pinter De Martin, Maria Gismondi, Nicole Monsorno e Martina Di Centa. L’ultimo oro azzurro risale proprio all’edizione casalinga di Torino 2006 con le due medaglie di Giorgio di Centa nei 50 km e della staffetta maschile nella 4×10 km.

Short Track

Tutti gli atleti italiani in gara alle Olimpiadi 2026
L’icona dello short track Arianna Fontana (Ansa).

Per quanto riguarda lo short track ci sarà, ovviamente, Arianna Fontana, simbolo degli sport invernali azzurri. Con lei scenderanno in pista anche Arianna Sighel, Chiara Betti, Martina Valcepina ed Elisa Confortola. Nel maschile, a difendere i colori italiani ci penseranno Andrea Cassinelli, Pietro Sighel, Thomas Nadalini, Lorenzo Previtali e Luca Spechenhauser. Fontana andrà a caccia del suo terzo oro consecutivo nei 500 metri dopo quelli di Pyeongchang e Pechino.

Skeleton

Quattro gli azzurri certi di rappresentare il nostro Paese nello skeleton ai Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026. Si tratta di Mattia Gaspari e Amedeo Bagnis nel maschile e Valentina Margaglio e Alessandra Fumagalli fra le donne. L’unica medaglia italiana nella disciplina risale addirittura all’edizione 1948 di Saint Moritz quando Nino Bibbia conquistò l’oro.

Slittino

Per quanto riguarda la delegazione di slittino, a Milano-Cortina l’Italia potrà contare nel maschile sull’esperienza di Dominik Fischnaller, bronzo a Pechino 2022: con lui Leon Felderer, Alex Gufler, Simon Kainzwaldner, Ivan Nagler, Fabian Malleier e Emanuel Rieder. Nel femminile ci saranno invece Marion Oberhofer, Andrea Voetter, Verena Hofer e Sandra Robatscher. L’ultima volta che il tricolore ha sventolato sul gradino più alto del podio è stato 20 anni fa nell’edizione di Torino 2006 con il trionfo di Armin Zoeggeler nel singolo, suo secondo successo di fila dopo quello di Salt Lake ottenuto quattro anni prima.

Snowboard

Tutti gli atleti italiani in gara alle Olimpiadi 2026
La snowboarder Michela Moioli (Ansa).

Ricca la delegazione di italiani attesi nelle gare di snowboard alle Olimpiadi 2026. Nel freesnow maschile ci saranno Ian Matteoli e Philip Louis Vito III, mentre nel femminile parteciperà solamente Marilù Poluzzi. Per quanto riguarda lo snowboard alpino, fra gli uomini spazio a Maurizio Bormollini, Mirco Felicetti, Aaron March e Roland Fischnaller; quanto alle donne, occhi puntati su Elisa Caffont, Jasmin Coratti, Lucia Dalmasso e Sofia Valle. Tre gli uomini per lo snowboardcross: si tratta di Lorenzo Sommariva, Filippo Ferrari e Omar Visintin. Per il femminile, grande attenzione soprattutto per Michela Moioli, medaglia d’oro a Pyeongchang 2018, tra l’altro ultimo successo dei nostri beniamini in un’edizione a cinque cerchi. A Pechino, l’azzurra ha vinto invece l’argento in coppia con Omar Visintin. Con lei scenderanno in pista anche Lisa Boirai Francesia e Sofia Groblechner.

Australian Open 2026, sorteggiato il tabellone: gli avversari di Sinner e Musetti

Sorteggiato il tabellone degli Australian Open 2026, al via domenica 18 gennaio. Per gli italiani che saranno impegnati nei singolari maschile e femminile, un cammino che preannuncia qualche insidia già dai primi turni: delicato soprattutto l’esordio di Matteo Berrettini, che troverà il numero sei Alex De Minaur, Matteo Arnaldi e Mattia Belucci, rispettivamente opposti a Andrey Rublev e Casper Ruud. Non semplice nemmeno il cammino di Jannik Sinner, bi-campione in carica, e Lorenzo Musetti, che si potrebbero incrociare solamente in semifinale. Nel femminile, Jasmine Paolini è stata inserita nel quarto di Aryna Sabalenka, ma rischia di affrontare presto una fra Marta Kostyuk e la giovanissima Iva Jovic.

Australian Open 2026, il sorteggio del singolare maschile

Inizierà contro il francese Hugo Gaston la difesa del titolo di Jannik Sinner agli Australian Open, dove sarà testa di serie numero due. Le prime insidie potrebbero arrivare al terzo turno con un possibile match contro il brasiliano Joao Fonseca, con uno fra Ben Shelton e Casper Ruud ai quarti. Solamente in semifinale spazio al possibile derby con Musetti o allo scontro generazionale con Novak Djokovic. Per il carrarino, fresco numero cinque del ranking, all’esordio ci sarà il belga Raphael Collingon, con il possibile derby contro Lorenzo Sonego – che debutterà affrontando lo spagnolo Carlos Taberner – al secondo turno. Nel suo quarto anche un ritrovato Stefanos Tsitsipas e lo statunitense Taylor Fritz. Esordio da incubo per Berrettini, che dovrà vedersela con Alex De Minaur: il romano è anche nel quarto di Carlos Alcaraz, che inizierà la corsa al Career Grand Slam contro il padrone di casa Adam Walton.

Australian Open 2026, sorteggiato il tabellone: gli avversari di Sinner e Musetti
Jannik Sinner con la coppa degli Australian Open (Ansa).

Tra le sfide del primo turno, come detto, Arnaldi dovrà vedersela con il russo Rublev, 13esimo della classifica mondiale, mentre Bellucci affronterà il norvegese Ruud, numero 12 al mondo. Per quanto riguarda Flavio Cobolli, attenderà un qualificato così come Luca Nardi, mentre per Luciano Darderi ci sarà il cileno Cristian Garin. Prosegue invece la favola di Francesco Maestrelli, che a 24 anni si è qualificato per la prima volta nel main draw di un torneo dello Slam. L’azzurro ha staccato il pass con una vittoria in rimonta su Dusan Lajovic, battuto 4-6, 6-4, 6-3. Niente da fare per Giulio Zeppieri e Stefano Travaglia, che non hanno superato l’ultimo scoglio del turno decisivo.

Tabellone femminile: le avversarie di Paolini e Cocciaretto

Per quanto riguarda invece il singolare femminile, gli occhi degli italiani saranno puntati su Jasmine Paolini, che lo scorso anno si fermò al terzo turno contro Elina Svitolina. L’azzurra, numero sette del ranking Wta, debutterà contro una qualificata e al terzo turno potrebbe incrociare la giovane stella americana Jovic, già affrontata e battuta nel 2025 agli US Open. Possibile ottavo contro l’ucraina Kostyuk o la russa Ekaterina Alexandrova, mentre ai quarti potrebbe trovare la numero uno Aryna Sabalenka, che invece esordirà con la wild card francese Tiantsoa Rakotomanga Rajaonah. Inserita invece nell’altra metà del tabellone Elisabetta Cocciaretto, che esordirà con l’austriaca Julia Grabner: per lei un potenziale secondo turno contro Anna Kalinskaya e un terzo contro la polacca Iga Swiatek. Ai nastri di partenza anche la veterana Venus Williams, che esordirà contro Olga Danilovic: possibile secondo turno stellare con Coco Gauff.

Australian Open 2026, sorteggiato il tabellone: gli avversari di Sinner e Musetti
L’azzurra Jasmine Paolini in campo (Ansa).

Tutti i primi turni degli italiani e delle azzurre

Jannik Sinner – Hugo Gaston

Lorenzo Musetti – Raphael Collignon

Flavio Cobolli – qualificato

Luciano Darderi – Cristian Garin

Lorenzo Sonego – Carlos Taberner

Matteo Berrettini – Alex De Minaur

Matteo Arnaldi – Andrey Rublev

Mattia Bellucci – Casper Ruud

Luca Nardi – qualificato

Jasmine Paolini – qualificata

Elisabetta Cocciaretto – Julia Grabner

Jordan Smith, chi è il dilettante che ha battuto Sinner e vinto il Million Dollar One Point Slam

Sinner, Alcaraz, Zverev, Medvedev, ma anche Gauff, Swiatek, Paolini e Anisimova. Sono solo alcuni dei professionisti che hanno partecipato, oggi 14 gennaio 2026, al Million Dollar One Point Slam, un evento di esibizione che alla vigilia degli Australian Open – che scatteranno domenica 18 – ha messo in palio 1 milione di dollari australiani per il vincitore. Semplice il format: tabellone a eliminazione diretta e partite con un solo punto. Presenti sia tennisti professionisti sia alcuni dilettanti locali ed è proprio uno di questi ultimi ad aver staccato il ricchissimo assegno. Si tratta di Jordan Smith, 29enne amatore che sul proprio cammino ha eliminato, tra gli altri, l’altoatesino numero due del ranking Atp e l’americana Anisimova, quarta nella classifica Wta. «Ero felice anche di aver fatto un solo punto», ha ammesso dopo il trionfo, spiegando che intende investire il montepremi per acquistare una casa.

Chi è Jordan Smith, l’amatore che ha battuto Sinner e vinto il One Point Slam

Jordan Smith, chi è il dilettante che ha battuto Sinner e vinto il Million Dollar One Point Slam
Il dilettante Jordan Smith al One Point Slam 2026 (Ansa).

Jordan Smith ricorderà per sempre la notte che gli ha cambiato la vita. Classe 1996, è il più giovane di tre fratelli – Cameron e Blake – e ha impugnato la sua prima racchetta a tre anni. D’altronde, per lui il tennis è il pane quotidiano sin dalla nascita, considerando che i genitori gestiscono la Castle Hill Academy, circolo nei pressi di Sydney in cui il 29enne oggi insegna ai giovani talenti. Ex giocatore a livello universitario con il sogno di diventare pro, il padre negli ultimi anni ha scelto di allenare invece che giocare. La madre, ex insegnante, nell’accademia si occupa di amministrazione. Jordan ha partecipato alla prima edizione del Million Dollar One Point Slam in quanto campione statale del Nuovo Galles del Sud. «Sarebbe incredibile giocare sulla Rod Laver Arena», aveva spiegato a novembre scorso. «Sono cresciuto guardando le partite in tv».

A livello juniores, Jordan Smith ha vinto due titoli nazionali in singolare fra il 2008 e il 2012, sfidando anche i giovanissimi Cameron Norrie e Alexander Zverev. A livello universitario, mentre frequentava l’Oakhill College, alle porte di Sydney, ha guidato la sua squadra alla vittoria del campionato statale nel 2014. Negli anni successivi si è trasferito negli Stati Uniti, giocando alla Gonzaga University, a Washington, grazie a una borsa di studio. Il lockdown per il Covid lo ha spinto a sedersi in panchina, tanto che oggi è un coach professionista certificato da Tennis Australia, che gli permette di supportare lo sviluppo dei giovani atleti. Durante il 2022 ha viaggiato in Asia e in Africa, prendendo parte a diversi tornei, tanto da raggiungere il suo best ranking: numero 1.141 in singolare e 748 in doppio. Oggi ha battuto il dominatore sul cemento Sinner e la finalista degli Us Open 2025 Anisimova.

Il cammino al Million Dollar One Point Slam

Jordan Smith, chi è il dilettante che ha battuto Sinner e vinto il Million Dollar One Point Slam
Il dilettante Jordan Smith al One Point Slam 2026 (Ansa).

Partito dal primo turno, Jordan Smith ha eliminato dapprima il giocatore di football americano Bailey Smith e subito dopo la brasiliana Laura Pigossi, numero 86 del ranking Wta, dopo un lungo scambio. Poi è stata la volta di Jannik Sinner che ha mandato in rete l’unico servizio a disposizione. La favola di Smith è proseguita ai quarti contro Amanda Anisimova, poi in semifinale contro Pedro Martinez, tra l’altro fresco vincitore del Challenger di Bengalore, e in finale contro Joanna Garland, numero 117 al mondo, che ha sbagliato un rovescio in uscita dal servizio. Smith ha persino sfiorato la vittoria di una macchina, una Kia Ev9, perdendo il match ad hoc contro Alec Reverente. Può consolarsi però con il milione di dollari australiani, al cambio circa 570 mila euro.

Musetti si ritira nell’esibizione con Zverev in Australia

Problema fisico per Lorenzo Musetti alla vigilia degli Australian Open. Il 23enne di Carrara ha infatti accusato un fastidio all’anca durante il match di esibizione sulla Rod Laver Arena di Melbourne contro il tedesco Alexander Zverev ed è stato costretto al ritiro al termine del primo set perso al tiebreak per nove punti a sette. Dopo un breve trattamento da parte del fisioterapista, l’azzurro ha preferito alzare bandiera bianca per non compromettere le sue condizioni in vista di domenica 18 gennaio, quando inizieranno gli Australian Open. «Speravo in una giornata migliore, ma non è stato così», ha detto al termine dell’incontro. «Avrei voluto continuare, ma avrei rischiato troppo in vista dei veri match». Musetti dovrebbe dunque essere regolarmente ai nastri di partenza dello Slam australiano, anche se il fastidio fisico potrebbe minarne la preparazione.

Musetti si ritira nell’esibizione con Zverev in Australia
Lorenzo Musetti alle Atp Finals 2025 (Ansa).

Lorenzo Musetti è da poco entrato in Top 5, suo best ranking

Già tormentato da problemi fisici durante la scorsa stagione, soprattutto dopo l’infortunio al Roland Garros nella semifinale contro Carlos Alcaraz, Lorenzo Musetti ha aperto il 2026 con la finale di Hong Kong, persa da Alexander Bublik in due set. Un match durante il quale il carrarino era stato tra l’altro rallentato da un fastidio al braccio destro. Nonostante la sconfitta, il 23enne di Carrara ha raggiunto la quinta posizione della classifica Atp, suo best ranking in carriera, portando per la prima volta due italiani tra i cinque migliori tennisti del mondo. Un traguardo elogiato anche da Zverev dopo il match di Melbourne. «Lorenzo è appena arrivato da Hong Kong, ha messo tutto l’impegno possibile, non tanti avrebbero fatto lo stesso», ha spiegato il numero tre Atp. «Ha tanta varietà, sa usare tanti colpi, è difficile giocare bene contro di lui per via del suo tennis. Ha enorme potenziale in campo e fuori. Non è Top 5 per caso».

Basket, Trapani esclusa dal campionato di Serie A

La Trapani Shark è stata esclusa dal campionato di Serie A di basket al termine del girone di andata. Il provvedimento è stato adottato dal Giudice Sportivo sulla base della relazione del sostituto procuratore federale, in seguito alla gara contro Trento interrotta dopo appena quattro minuti. Alla base della decisione viene richiamato il principio di lealtà sportiva, dopo una stagione già segnata da una penalizzazione di dieci punti e da partite disputate con soli tre giocatori senior affiancati da elementi delle giovanili. Nel dispositivo, il Giudice Sportivo parla di «una palese alterazione della uguaglianza competitiva delle squadre in campo».

Con l’esclusione dal torneo, i tesserati del club siciliano sono automaticamente liberi. Il massimo campionato passa quindi da 16 a 15 squadre, con la conseguenza di una retrocessione in meno dall’A1 all’A2 e la garanzia di un ripescaggio a fine stagione in seconda serie, che salvo rinunce riguarderà la migliore tra le retrocesse in Serie B. Nell’immediato, invece, vengono cancellati tutti i risultati ottenuti da Trapani, con la conseguente perdita dei punti conquistati in classifica dalle squadre che avevano affrontato e battuto i siciliani.

Arctos, Lopez-Vilas socio gestore della divisione europea

Santiago Lopez-Vilas è stato nominato socio gestore della divisione europea di Arctos Partners. Si tratta del fondo di investimenti attivo nel ramo sportivo in tutto il pianeta e a un passo da essere acquisita da Kkr. L’intesa è stata raggiunta e manca soltanto l’ufficialità. L’operazione sarà da un miliardo di dollari e sancirà l’ingresso del colosso americano del private equity nello sport.

Arctos, infatti, ha partecipazioni in club di varie discipline: ci sono i Golden State Warriors e gli Utah Jazz in NBA e i Los Angeles Dodgers e gli Houston Astros in MLB. La società possiede anche quote nei Los Angeles Chargers della NFL e nei New Jersey Devils della NHL. E così anche nel calcio, ma in Europa. Il fondo, infatti, è azionista del PSG, dell’Atalanta e del Fenway Sports Group, la holding che possiede il Liverpool. Possiede anche il 20 per cento di Aston Martin in Formula 1.

Lopez-Vilas ex ceo del Bernabeu

A dare notizia del passaggio di Lopez-Vilas ad Arctos Partners è stato il quotidiano spagnolo El Confidential. Il manager è stato dal 2022 all’estate 2025 amministratore delegato dell’Estadio Santiago Bernabeu, la società che gestisce lo stadio del Real Madrid. La separazione è scaturita da alcuni problemi emersi durante la ristrutturazione dell’impianto. Precedentemente Lopez-Vilas è stato direttore degli investimenti del Grupo Milleniuum e direttore del business di OHL Desarollos. Ora la nuova avventura che interesserà anche ai tifosi dell’Atalanta.

Hong Kong, Musetti ko in finale contro Bublik

Si allunga ancora l’attesa di Lorenzo Musetti per tornare a vincere un torneo Atp: la finale di Hong Kong si è chiusa con la settima sconfitta consecutiva in un atto conclusivo, una serie iniziata dopo il successo ottenuto il 23 ottobre 2022 contro Matteo Berrettini a Napoli, che resta l’ultimo titolo in carriera nel circuito maggiore. Nel torneo Atp 250 asiatico l’attuale numero 5 al mondo si è arreso ad Aleksandr Bublik, condizionato anche da un problema al braccio destro che ne ha limitato il rendimento: il kazako ha chiuso la finale 7-6, 6-3 dopo aver avuto tre match point. Per Bublik si tratta del nono titolo della carriera, un successo che gli vale anche l’ingresso per la prima volta tra i primi dieci del ranking mondiale, con il sorpasso sull’infortunato Jack Draper e il nuovo best ranking da numero 10 a partire da lunedì.

Tennis, Musetti batte Rublev a Hong Kong e diventa numero 5 al mondo

Grande inizio di anno per Lorenzo Musetti, che a Hong Kong in un colpo solo raggiunge la finale del Bank of China Tennis Open e diventa numero 5 al mondo. L’azzurro si è imposto nella semifinale dell’Atp 250 sul russo Andrey Rublev in rimonta e in tre set con il punteggio di 6-7 (3), 7-5, 6-4, in 2 ore e 45 minuti di gioco: all’ultimo atto del torneo affronterà il vincente tra Marcos Giron e Aleksandr Bublik. La finale è in programma domenica 11 gennaio: nello stesso giorno Musetti giocherà anche la finale in doppio insieme a Lorenzo Sonego.

Musetti, certo di scavalcare con 4.105 punti Alex De Minaur (fermo a 4.080) dopo l’eliminazione dell’Australia in United Cup, sarà il terzo azzurro capace di entrare in top 5 nell’era del ranking computerizzato – iniziata nel 1973 – dopo Adriano Panatta e Jannik Sinner. Da lunedì, dunque, l’Italia avrà per la prima volta due giocatori tra i primi cinque del mondo.

Australian Open 2026, la sparizione dalla tivù e i tennisti in guerra sul montepremi

Il 12 gennaio iniziano le qualificazioni per gli Australian Open, primo torneo del Grande Slam di tennis dell’anno. E dal 18 gennaio scendono in campo i big, per sfidarsi fino al primo febbraio, provando a rubare lo scettro a Jannik Sinner, detentore del titolo. Il tennis in Italia è ormai diventato uno sport nazionale al livello del calcio, e gli ascolti televisivi delle ultime Atp Finals di Torino, a novembre, sono lì a dimostrarlo.

Australian Open 2026, la sparizione dalla tivù e i tennisti in guerra sul montepremi
Jannik Sinner dopo la vittoria agli Australian Open 2025 (Ansa).

Ma per questi Australian Open 2026 gli appassionati di sempre e i tifosi dell’ultima ora faranno un po’ più fatica a trovare Eurosport, il broadcaster che in Italia ha l’esclusiva sia degli Australian Open sia del Roland Garros di Parigi. Fino all’estate 2025, infatti, i canali di Eurosport erano sulla piattaforma Sky, e godevano, quindi, di ascolti certificati da Auditel. Da luglio, però, l’accordo con Sky si è interrotto.

Dati di audience non confrontabili con le passate edizioni

Quindi? Per la prima volta nessun match del torneo verrà trasmesso in televisione, nel senso tradizionale del termine, mentre tutte le partite degli Australian Open saranno in diretta streaming per gli abbonati a Discovery+. Alcuni selezionati incontri, in genere i più interessanti della giornata, saranno invece disponibili sui canali di Eurosport, visibili pure per gli abbonati a Dazn, a TimVision e distribuiti anche da Prime Video. Tutte piattaforme streaming, però, non rilevate da Auditel: per gli Australian Open 2026 non ci saranno, allora, dati di audience commentabili e confrontabili con le passate edizioni.

Australian Open 2026, la sparizione dalla tivù e i tennisti in guerra sul montepremi
I preparativi a Melbourne per gli Australian Open 2026 (foto Ansa).

Niente Sinner in tivù, perciò, a meno che il gruppo Warner Bros. Discovery decida (ma non ci sono obblighi di legge in vigore), in accordo con le altre piattaforme in streaming, di regalare una semifinale o una finale in chiaro in televisione su Nove nel caso in cui un italiano, vedi appunto Jannik, sia in campo.

Ci sarebbe un decreto sulla trasmissione in chiaro delle partite…

Un decreto del ministero delle Imprese e del Made in Italy, in realtà, ha da poco introdotto l’obbligo di trasmettere in chiaro le semifinali e le finali degli Slam con la presenza di tennisti italiani. Ma tale obbligo entrerà in vigore solo alla scadenza dei contratti in essere sui diritti televisivi: Wimbledon sarà in esclusiva su Sky fino al 2030, il Roland Garros e gli Australian Open sono di Warner Bros. Discovery rispettivamente fino al 2030 e al 2031, mentre gli Us Open sono già in chiaro sul canale SuperTennis (condivisi con Sky).

Australian Open 2026, la sparizione dalla tivù e i tennisti in guerra sul montepremi
Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy (Imagoeconomica).

Se le complicazioni per trovare le nuove collocazioni di Eurosport dopo la rottura con Sky erano ben note agli appassionati già da mesi, il business del tennis è invece stato travolto dal conflitto tra le associazioni dei tennisti (sia Atp, sia Ptpa, il sindacato fondato nel 2020, tra gli altri, da Novak Djokovic ma dal quale, pochi giorni fa, lo stesso Djokovic è uscito polemicamente) e i quattro grandi tornei del Grande Slam (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e Us Open) in tema di ripartizione dei ricavi.

Ricavi annui complessivi nell’ordine degli 1,7 miliardi di euro

La questione è semplice: i quattro tornei del Grande Slam hanno ricavi annui complessivi nell’ordine degli 1,7 miliardi di euro. Ma distribuiscono ai tennisti, sotto forma di montepremi, un ammontare che varia tra il 12 e il 15 per cento di questa cifra. Per i giocatori l’andazzo non va bene: si deve salire ad almeno il 22 per cento (come già fanno gli altri tornei Atp e Wta) entro il 2030, e il benchmark a cui si punta è il 50 per cento dei ricavi che va agli sportivi nelle leghe statunitensi di basket e football americano, cioè Nba e Nfl.

Australian Open 2026, la sparizione dalla tivù e i tennisti in guerra sul montepremi
Ultimi ritocchi alla Rod Laver Arena di Melbourne (foto Ansa).

Non è un caso che gli organizzatori degli Slam, un po’ spaventati dai toni minacciosi con cui i campioni della racchetta si sono approcciati alla materia, abbiano subito deciso vertiginosi aumenti dei montepremi: gli Us Open già nel settembre 2025 hanno concesso un incremento del 20 per cento sul 2024, portando il prize money distribuito ai tennisti a quota 90 milioni di dollari (77 milioni di euro).

In Australia il montepremi è salito del 16 per cento rispetto al 2025

E gli Australian Open 2026, tra pochi giorni al via, hanno fatto schizzare il loro montepremi a 111,5 milioni di dollari australiani (64,2 milioni di euro), un +16 per cento rispetto al 2025. Un vero cambio di passo rispetto al ritmo modesto degli aumenti che, per esempio, avevano applicato nel 2025 gli organizzatori del Roland Garros di Parigi (montepremi di 56,3 milioni di euro, +5,2 per cento sul 2024) o di Wimbledon a Londra (53,5 milioni di sterline, pari a 61,8 milioni di euro, +7 per cento sul 2024).

Australian Open 2026, la sparizione dalla tivù e i tennisti in guerra sul montepremi
Il logo degli Australian Open (foto Ansa).

I conti son presto fatti: se i ricavi dei tornei dello Slam rimarranno stabili attorno a quota 1,7 miliardi di euro, l’obiettivo minimo della torta che i giocatori vorranno spartirsi nel 2026 sarà di circa 300 milioni di euro, con un Roland Garros probabilmente a 67 milioni di euro, Wimbledon a 74, Us Open a 90 milioni di euro. Per arrivare poi a quota 370 milioni di euro totali nel 2030.

Gli eventi sportivi più attesi del 2026, dalle Olimpiadi ai Mondiali di calcio

Il 2026 si preannuncia un anno all’insegna dello sport. Nei prossimi 12 mesi, infatti, sono attesi alcuni degli eventi più importanti a livello internazionale tra cui la Coppa del mondo di calcio maschile e i Giochi olimpici invernali, in programma in Italia. Il nostro Paese ospiterà a settembre le Final Four dei campionati europei di volley maschile con l’Italia bi-campione del mondo a caccia della rivincita dopo la sconfitta in finale nel 2023 contro la Polonia. A novembre, occhi puntati invece su Bologna per la Coppa Davis, con gli Azzurri a caccia di uno storico quarto successo consecutivo nel massimo torneo a squadre del tennis. Ecco quali sono gli eventi sportivi più attesi dell’anno.

Dai Giochi olimpici ai Mondiali di calcio, gli eventi sportivi più attesi del 2026

Olimpiadi invernali di Milano-Cortina: gli occhi del mondo sull’Italia

Gli eventi sportivi più attesi del 2026, dalle Olimpiadi ai Mondiali di calcio
Il villaggio dello sport inaugurato a Milano per le Olimpiadi (Imagoeconomica).

Primo grande evento sportivo del 2026 saranno i Giochi di Milano-Cortina, 35esima edizione della storia delle Olimpiadi invernali e terza in Italia dopo quelle Cortina 1956 e Torino 2006. In totale vi saranno 16 discipline con più di 3 mila atleti provenienti da oltre 90 Paesi differenti: quanto alle gare, si svolgeranno in 18 impianti che coinvolgeranno anche Livigno, Bormio, Anterselva e Val di Fiemme. La cerimonia di apertura è in programma il 6 febbraio allo stadio San Siro, con esibizioni di Mariah Carey e Laura Pausini, mentre quella di chiusura si terrà il 22 febbraio all’Arena di Verona.

Super Bowl 2026, l’attesissima finale del campionato Nfl

Gli eventi sportivi più attesi del 2026, dalle Olimpiadi ai Mondiali di calcio
Bad Bunny in concerto (Ansa).

Ogni anno è l’evento sportivo più seguito al mondo e non delude mai le aspettative. L’8 febbraio, al Levi’s Stadium di Santa Clara, in California, si terrà il Super Bowl, attesissima finale del campionato Nfl di football. Sarà la sessantesima edizione della storia, la prima a 10 anni di distanza da quella del 2016 vinta dai Denver Broncos contro le Carolina Panthers. Immancabile, come da tradizione, anche l’Halftime Show, concerto che anima l’intervallo fra il primo e il secondo tempo. Sul palco ci sarà la star portoricana del reggaeton Bad Bunny, fra gli artisti più ascoltati al mondo in streaming. Lo scorso anno si esibì Kendrick Lamar in uno spettacolo all’insegna dell’hip hop.

Le Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 con più di 660 atleti

Gli eventi sportivi più attesi del 2026, dalle Olimpiadi ai Mondiali di calcio
I simboli dei Giochi di Milano-Cortina 2026 (Imagoeconomica).

A poche settimane dalla fine delle Olimpiadi, l’Italia sarà teatro anche dei Giochi paralimpici previsti dal 6 al 15 marzo con cerimonia di apertura all’Arena di Verona. Attesi 665 atleti provenienti da circa 50 nazioni che si sfideranno in sei sport differenti: le nevi italiane ospiteranno le gare di sci alpino, biathlon, sci di fondo, para ice hockey, snowboard e curling in carrozzina. In palio 79 medaglie.

Mondiali di calcio maschile in Usa, Canada e Messico

Gli eventi sportivi più attesi del 2026, dalle Olimpiadi ai Mondiali di calcio
Il trofeo dei Mondiali di calcio FIFA (Ansa).

Dall’11 giugno al 19 luglio si terrà invece in Canada, Messico e Stati Uniti l’evento più atteso dai fan del calcio. È in programma infatti la nuova edizione della Coppa del mondo per nazioni, la più grande e ricca di sempre. Per la prima volta infatti ci saranno 48 squadre con ben 104 partite in programma dalla gara inaugurale dello stadio Azteca in Messico alla finale del Metlife di New York. Dopo la fase a gironi, il 28 giugno scatteranno i match a eliminazione diretta. Ancora in dubbio la partecipazione della Nazionale italiana, attesa dai delicati playoff di marzo: il 26 gli Azzurri affronteranno a Bergamo l’Irlanda del Nord in semifinale, sperando di poter giocare cinque giorni dopo il match decisivo contro una fra Bosnia e Galles, in trasferta.

Giochi del Mediterraneo 2026 in Puglia

Gli eventi sportivi più attesi del 2026, dalle Olimpiadi ai Mondiali di calcio
Il sindaco di Taranto Bitetti all’inaugurazione del countdown per i XX Giochi del Mediterraneo (Ansa).

Il 21 agosto si apriranno in Puglia, a Taranto, i 20esimi Giochi del Mediterraneo, manifestazione che, traendo spunto dalle Olimpiadi, mette in competizione tutte le nazioni che si affacciano sulle acque del mare oltre ad alcune eccezioni. Coinvolti 26 Paesi con un totale di 4.500 atleti che si confronteranno in 30 discipline differenti tra cui atletica leggera, ginnastica artistica, calcio e nuoto, solo per citarne alcune. L’evento, che terminerà il 3 settembre, interesserà diverse aree della Puglia tra cui anche Lecce, Brindisi, Fasano e Conversano.

Europei di volley femminile 2026

Gli eventi sportivi più attesi del 2026, dalle Olimpiadi ai Mondiali di calcio
La Nazionale di volley femminile campione del mondo 2025 (Ansa).

Dal 21 agosto al 6 settembre si tornerà tutti sotto rete con gli Europei di volley femminile, dove l’Italia campione del mondo vuole vendicare la sconfitta nella finalina per il bronzo del 2023 subita contro l’Olanda. Il torneo si svolgerà in Turchia, nazione detentrice del titolo e in cui si svolgeranno anche le semifinali e le finali, in Svezia, in Repubblica Ceca e in Azerbaijan. Per le Azzurre di Julio Velasco all’esordio ci sarà la Croazia, seguita da Montenegro e Svezia, prima di chiudere contro la Slovacchia e la Francia la fase a gironi.

Europei di pallavolo maschile con Final Four in Italia

Gli eventi sportivi più attesi del 2026, dalle Olimpiadi ai Mondiali di calcio
L’Italvolley maschile dopo il trionfo mondiale del 2025 (Ansa).

Dal 9 al 26 settembre si disputeranno invece gli Europei di volley maschile, con l’Italia ancora una volta protagonista. Il nostro Paese sarà infatti organizzatore dell’evento assieme a Bulgaria, Romania e Finlandia e ne ospiterà i match clou. In piazza del Plebiscito, a Napoli, gli Azzurri inizieranno il loro cammino verso la medaglia con la prima gara del Gruppo A, i cui altri match si disputeranno invece al PalaPanini di Modena. Location degli europei di pallavolo saranno anche Torino con il Palavela e soprattutto Milano, con l’Arena Santa Giulia che ospiterà le semifinali e soprattutto le partite in cui si assegneranno le medaglie. L’Italia ha già ospitato gli Europei di volley maschile nel 1948, edizione inaugurale, oltre che nel 1971, nel 2005, nel 2015 e nel 2023.

Coppa Davis con le Finals ancora una volta a Bologna

Gli eventi sportivi più attesi del 2026, dalle Olimpiadi ai Mondiali di calcio
Gli Azzurri del tennis con la Coppa Davis 2025 (Ansa).

A fine novembre Bologna sarà ospiterà ancora una volta le Finals della Coppa Davis di tennis, il più importante torneo per nazioni per gli appassionati della racchetta. L’Italia, detentrice dell’insalatiera da tre edizioni consecutive, proverà a difendere il titolo e andare a caccia di uno storico poker, nella storia riuscito solamente agli Usa, alla Francia, al Regno Unito e all’Australia quando il format era ben diverso da quello attuale. Gli Azzurri, in quanto campioni in carica, non dovranno passare attraverso le qualificazioni in programma durante la stagione, ma accederanno direttamente ai quarti di finale.