Il presidente della Figc Gabriele Gravina, uscendo dal Coni, ha anticipato il dispositivo della Procura federale sul patteggiamento di Sandro Tonali: l’accordo trovato tra le parti è di una squalifica di 10 mesi e altri otto mesi di pene accessorie. Il centrocampista del Newcastle salterà certamente i prossimi Europei che, in caso di qualificazione, vedranno l’Italia impegnata tra giugno e luglio del 2024.
Sandro Tonali ai tempi del Milan (Getty Images).
Il giocatore ha ammesso di aver scommesso su Brescia e Milan
Per arrivare alla comunicazione ufficiale serve ora che l’intesa sia approvata dalla Procura generale dello Sport presso il Coni. Poi lo stop sarà esteso anche a livello internazionale. Stagione finita dunque per Tonali, passato in estate dal Milan al Newcastle. Per lui uno stop più lungo rispetto a Nicolò Fagioli della Juventus perché, a differenza del collega, non si è autodenunciato e ha scommesso sulle sue squadre, Brescia prima e Milan poi, in partite che – almeno – non lo vedevano in campo: altrimenti sarebbe scattato l’illecito sportivo, con pene ben più gravi.
Sandro Tonali con la maglia del Newcastle (Getty Images).
Newcastle, sospeso lo stipendio a Tonali e forse una causa al Milan
Secondo quanto riportano i quotidiani sportivi, il Newcastle avrebbe minacciato una causa multimilionaria nei confronti del Milan, club da cui gli inglesi hanno acquistato Tonali sborsando 70 milioni di euro. Non ci sono però prove che i dirigenti rossoneri fossero a conoscenza del giro di scommesse di cui faceva parte il centrocampista. Il Newcastle ha poi annunciato che a Tonali verrà sospeso lo stipendio, di circa 8 milioni di euro all’anno, già dal primo giorno di stop.
Il procedimento penale contro l’ex procuratore generale svizzero Michael Lauber e altre persone, accusate di incontri non registrati con il presidente della Fifa Gianni Infantino – anch’egli prosciolto – è stato definitivamente archiviato. «La nuova Fifa è oggi un’organizzazione pulita, ben gestita e solida che opera secondo i più alti standard etici e di governance», il commento sui social del massimo organo di governo del calcio mondiale.
Michael Lauber (Getty Images).
Lauber era stato rimosso dal Tribunale penale federale svizzero
Lauber era sospettato di incitamento all’abuso di autorità, violazione del segreto d’ufficio e intralcio alla giustizia penale durante le indagini su pagamenti sospetti legati alla Coppa del Mondo Fifa 2006 in Germania: il procedimento penale non avrà un seguito giudiziario. «La Fifa prende atto, con estrema soddisfazione, della decisione dei due Procuratori Federali Straordinari, Hans Maurer e Ulrich Weder, di archiviare e chiudere definitivamente il procedimento contro Gianni Infantino», scrive l’organizzazione calcistica. «L’esito di questa indagine è ovviamente del tutto privo di sorprese. L’unico elemento sorprendente è solo il lungo tempo impiegato per arrivare a una conclusione così ovvia». Maurer e Weder erano stati incaricati del caso dopo che il precedente procuratore Lauber era stato allontanato dal Tribunale penale federale svizzero nel 2021 per aver agito con evidente parzialità.
Gianni Infantino (Getty Images).
Infantino è presidente della Fifa dal 26 febbraio 2016
Così Infantino: «È ormai chiaro che le accuse contro di me erano semplici tentativi di persone povere, invidiose e corrotte di attaccare la mia reputazione. Se a queste persone è rimasta un po’ di dignità, dovrebbero almeno avere la decenza di chiedere scusa per le loro azioni e per i danni causati». Infantino, svizzero con cittadinanza italiana, è presidente della Fifa dal 26 febbraio 2016.
I tifosi del Celtic appartenenti alla Green Brigade, gruppo fortemente politicizzato, da tempo sostenitore della causa palestinese, come già annunciato in precedenza, hanno ignorato gli appelli del club di non “politicizzare” la partita del 25 ottobre contro l’Atletico Madrid e hanno composto la bandiera palestinese sugli spalti.
Celtic fans were not allowed to bring Palestine flags tonight but they still find ways to support them. pic.twitter.com/vf8JO2vAbz
Al loro ingresso nello stadio, i componenti del gruppo sono entrati indossando colori diversi: chi il rosso, chi il nero, chi il bianco e chi il verde. Una volta raggiunti gli spalti, hanno composto la bandiera della Palestina per sottolineare una volta di più da che parte stanno anche in relazione ai fatti più recenti. Prima della partita lo stesso gruppo aveva annunciato che, fuori dal Celtic Park, avrebbe distribuito “migliaia di bandiere” della Palestina, nonostante la proibizione di portarle dentro lo stadio.
L’Inter si prepara al debutto di un nuovo sponsor. Il 12 novembre 2023, in occasione del match casalingo contro il Frosinone valido per la dodicesima giornata del campionato di Serie A, a San Siro scenderà in campo anche Qatar Airways. Secondo quanto rivelato da Calcio e finanza, allo stadio Giuseppe Meazza è prevista, per la presentazione, una scenografia dedicata al nuovo sponsor, che frutterà oltre un milione di euro al club nerazzurro.
Un velivolo della Qatar Airways (Getty Images).
L’accordo con Paramout+ scade a fine stagione
In totale l’Inter dovrebbe incassare circa 1,5 milioni di euro per l’intera stagione. Ma l’accordo ha un altro aspetto da non sottovalutare. La società è riuscita a entrare in contatto con un nuovo partner, a pochi mesi dalla scadenza dell’accordo con l’attuale main sponsor, Paramount+. Il logo del servizio streaming e televisivo gestito dalla Paramount Global, campeggerà sulle maglie nerazzurre fino alla fine della stagione 2023/2024. Ad oggi, però, non c’è alcuna ipotesi di rinnovo e senza una soluzione l’Inter rischierebbe di perdere gli introiti garantiti da un possibile sponsor sulla maglia.
Lautaro Martinez saluta i tifosi dopo una sostituzione: sulla maglia lo sponsor Paramount (Getty Images).
Un anno fa il caso Digitalbits
L’Inter vuole evitare i problemi avuti con Digitalbits, il cui logo ha accompagnato la squadra sulla maglia per mesi, prima dell’accordo con Paramout+. Il vecchio sponsor ha creato diversi disagi alla società, relativi soprattutto ai mancati pagamenti di alcuni premi per le posizioni finali della stagione 2021/2022 e al «canone base di 24 milioni di euro» per l’annata successiva. La denuncia era arrivata nel febbraio 2023, con tanto di rimozione del logo dalla maglia. E in quelle settimane la società guidata dal presidente Steven Zhang ha iniziato a cercare nuovi partner commerciali. L’Inter sarebbe anche stata a un passo dall’accordo con la Turkish Airlines, senza mai chiudere l’accordo. Ora, invece, è arrivata una nuova compagnia aerea.
Sandro Tonali è uno dei grandi protagonisti, in negativo, della vicenda del calcioscommesse che sta scuotendo il calcio italiano e non solo. Il calciatore, ex Milan e Brescia, oggi al Newcastle, ha ammesso di aver scommesso anche sulle partite delle sue squadre e, dunque, si aspetta a breve la conferma della squalifica da parte della procura federale. Vista la collaborazione dell’imputato, si attendono tra i 10 e 12 mesi di lontananza dal campo, cui si aggiungerebbero eventuali altri mesi di pena accessoria. Uno smacco per il Newcastle che in estate ha acquistato il centrocampista dai rossoneri spendendo 70 milioni di euro e che, ora, potrebbe vedersi privato delle sue prestazioni. Oltre ad annunciare l’intenzione di sospendere lo stipendio da 8 milioni di euro a stagione al giocatore dal momento dell’ufficialità della squalifica, il club inglese avrebbe anche intenzione di intentare una causa milionaria contro il Milan.
Possibile battaglia legale in vista per i rossoneri
Così come riferito dal Corriere dello Sport, il Newcastle avrebbe intenzione fare causa al Milan con l’obiettivo di ottenere un risarcimento economico di parecchi milioni di euro. Il club inglese, nello specifico, starebbe soltanto aspettando l’ufficialità dell’inibizione del calciatore per agire contro i rossoneri che potrebbero dunque ritrovarsi a dover sostenere una battaglia legale. Il Milan, nel frattempo, tace e attende gli sviluppi della vicenda.
Tifosi del Newcastle (Getty images).
Stipendio sospeso per Tonali: prende 8 milioni a stagione
Se sulla vicenda della causa al Milan da parte del Newcastle molti aspetti devono ancora essere chiariti, appare certo invece che il club inglese, nel momento in cui la squalifica verrà ufficializzata, sospenderà lo stipendio al calciatore. Tonali, in Inghilterra, guadagna 8 milioni di euro a stagione.
Nicolò Fagioli, squalificato per calcioscommesse (Getty Images).
La strategia del Newcastle è diametralmente opposta rispetto a quella scelta dalla Juventus per il similare caso di Fagioli: il calciatore, infatti, malgrado la squalifica già accertata dalla procura federale, resta a libro paga del club bianconero e può continuare ad allenarsi con la squadra. Per Tonali la situazione è invece molto più critica, con la procura Figc che cerca una quadra con la Premier e la Federcalcio inglese (Fa), anche se le regole differenti non agevolano l’intesa.
Il Tour de France 2024 partirà da Firenze. Per la prima volta in 111 edizioni, l’Italia avrà un ruolo determinante con la Grand Départ dal capoluogo toscano. E in territorio italiano le tappe saranno tre: la Firenze-Rimini, la Cesenatico-Bologna e la Piacenza-Torino. Saranno omaggiati così i grandi nomi del ciclismo italiano e si festeggeranno i cento anni dalla prima vittoria tricolore, quella di Ottavio Bottecchia del 1924. Dall’ultimo successo, invece, sono passati dieci anni. A vincere il Tour nel 2014 è stato Vincenzo Nibali, lo Squalo dello Stretto. La quarta tappa partirà poi da Pinerolo e arriverà oltre le Alpi, a Valloire.
From Italy to Nice, here is the official poster of the #TDF2024!
De l'Italie à Nice, voici le visuel officiel du #TDF2024!
Si parte il 29 giugno, l’arrivo a Nizza il 21 luglio
La partenza da Firenze è prevista per il 29 giugno, mentre l’arrivo sarà a Nizza, il 21 luglio. Non ci sarà Parigi, impegnata in estate nell’ospitare i Giochi Olimpici. Tra le montagne principali, il Galibier, lo storico Tourmalet, e la Bonette. Due le tappe a cronometro per un totale di 59 km. E ci sarà anche una tappa sterrati, all’Aube. Complessivamente i ciclisti percorreranno 3.492 km, con 7 corse in montagna e 4 arrivi in salita. Sulla tappa Firenze-Rimini, invece, Christian Prudhomme, direttore generale del Tour de France, ha dichiarato: «È la più dura di sempre».
Christian Prudhomme (Getty Images).
Bonaccini cita Gianni Mura
In Italia tra i più soddisfatti c’è Stefano Bonaccini. Il presidente della Regione Emilia-Romagna ha accolto con gioia la notizia. E ha commentato: «Il Tour è epica, linguaggio universale parlato e compreso in tutto il mondo. Il Grand Départ da Firenze all’Emilia-Romagna è un evento storico. Nella storia centenaria del Tour non era mai successo che toccasse all’Italia. Tocca a noi, nell’anno delle Olimpiadi di Parigi. È frutto di un lavoro tra le istituzioni nazionali e quelle locali durato tre anni. Tutti insieme abbiamo fatto l’impresa. Saremo buoni compagni di viaggio, per citare Gianni Mura».
Vincenzo Nibali ha vinto il Tour de France nel 2014 (Getty Images).
Un gravissimo lutto ha colpito il mondo del ciclismo internazionale, che piange la scomparsa di Mark Groeneveld, ciclista morto a soli 20 anni. A dare la notizia il suo team, la X-Speed United, con un post sui social.
Morto il ciclista 20enne Mark Groeneveld
La squadra per cui correva Groeneveld, una formazione canadese di categoria Continental, ha così dato ai suoi seguaci la notizia: «È con il cuore colmo di dolore che confermiamo la scomparsa di Mark Groeneveld, avvenuta mentre era impegnato in una trasferta a Hong Kong. Lunedì 23 ottobre XSU e il mondo hanno perso un’altra grande anima…». Il team ha poi precisato: «Le circostanze della morte di Mark sono attualmente oggetto di indagine: abbiamo ricevuto informazioni preliminari che suggeriscono che potrebbe essere stata dovuta a un attacco di cuore».
X-Speed United ha aggiunto: «Stiamo lavorando a stretto contatto con le autorità competenti per raccogliere tutte le informazioni possibili e per fornire il supporto necessario alla famiglia di Mark in questo momento così difficile. Mark era una persona incredibile e un prezioso membro del nostro team. Aveva uno spirito straordinario, era sempre pronto a darti una mano nel dietro le quinte con il suo sorriso contagioso e la sua natura cordiale. La sua presenza ha illuminato le nostre giornate e mancherà profondamente a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo».
Chi era Mark Groeneveld
Di nazionalità olandese, Groeneveld aveva partecipato appena la settimana prima alla Hong Kong Cyclothon, ritrovandosi però costretto al ritiro a causa di un problema meccanico. In passato aveva avuto modo di correre per la Zappi Racing e la Enkhuizen West Frisia. Nel corso della sua ultima stagione prima del decesso aveva inoltre partecipato a gare come la Elfstedenronde Bruges, la Route Adélie de Vitré o ancora la BetCity Elfstedenrace.
Il Villeurbanne dà il benvenuto a Gianmarco Pozzecco. Il club francese ha infatti ufficializzato l’arrivo sulla panchina dell’Asvel del tecnico italiano, che resterà comunque anche alla guida della nazionale azzurra così come fatto sapere dalla Federbasket.
Vittoria dell’Inter che batte il Salisburgo 2-1 nella terza giornata del gruppo D della Champions League. Apre le marcature Alexis Sanchez, a segno dopo 19 minuti. Il Salisburgo trova il pari al 12esimo del secondo tempo con Gloukh ma i nerazzurri tornano immediatamente in vantaggio grazie a un rigore guadagnato da Frattesi e trasformato da Calhanoglu. Nel finale la Var annulla il 3-1 a Lautaro per fuorigioco. L’Inter si porta a 7 punti in classifica.
«È sicuramente una vittoria importante, ma ci manca ancora qualcosa per la qualificazione e ci aspettiamo due trasferte insidiose dove dovremo fare del nostro meglio» ha detto l’allenatore dell’Inter Simone Inzaghi dopo la partita. «È stato bravissimo Sanchez questa sera, come tutti i suoi compagni. Sono contento che ha segnato perché se lo merita per come sta lavorando. Sapevamo che il Salisburgo ha tanti giocatori di qualità ed è una squadra ricca di talenti e che corre molto. Lautaro sta crescendo tanto e dà sempre tutto in campo, mi spiace per il suo gol annullato, anche perché avremmo sofferto meno negli ultimi minuti».
Il caso scommesse nel calcio potrebbe essere a un passo da una nuova svolta. Sport Mediaset, citando fonti vicine all’indagine, ha riferito che la polizia avrebbe acquisito un file audio dalla fonte di Fabrizio Corona, Maurizio Petra. Quest’ultimo lo aveva già annunciato durante un’intervista rilasciata a La Verità. L’acquisizione sarebbe stata eseguita a La Spezia. Il materiale è stato custodito fino a pochi giorni fa dall’avvocato di Petra, Matteo Basso.
Il legale non avrebbe ascoltato il contenuto del file audio, che tutt’ora non è stato rivelato. All’interno potrebbero esserci altri nomi di calciatori che riguarderebbero il caso scommesse. Dopo l’annuncio di Corona di una cinquantina di atleti coinvolti, la lista ufficiale è rimasta di tre elementi: Nicolò Fagioli, Sandro Tonali e Nicolò Zaniolo. Non è chiaro se Petra abbia consegnato il file volontariamente o meno.
Zaniolo e Tonali dopo uno scontro di gioco quando i due giocavano nella Roma e nel Milan (Getty Images).
Nuovo Tapiro d’oro per Corona
Intanto Fabrizio Corona è stato premiato con un nuovo Tapiro d’oro. L’ex fotografo dei vip, ai microfoni di Striscia la notizia, è tornato ad attaccare il sistema: «Io le prove le ho e le farò vedere entro il 15 novembre su una piattaforma online libera: il 30 per cento dei calciatori è coinvolto». E ancora: «Casalemi ha querelato. Intanto bisogna vederla sta querela, ma posso dirvi che prima di querelarmi mi ha chiamato il suo procuratore per chiedermi se avessi le prove di quello che ho detto. Lo avrebbe fatto se fosse stato certo che era tutto falso? Poi ho ricevuto altre telefonate da persone disposte a darmi tutti i soldi che volessi per non farle uscire».
Andrea Cassarà, noto schermidore italiano campione nel fioretto, si trova attualmente indagato dalla procura di Brescia per produzione di materiale pedopornografico. Il telefono dello sportivo si trova attualmente sotto sequestro da parte dei carabinieri, che ora ne analizzeranno il contenuto.
Chi è Andrea Cassarà, medaglia d’oro ad Atene 2004
Cassarà ha 39 anni e non pratica più la scherma a livello agonistico, ma si occupa di allenare nuove giovani leve di questo sport. Originario di Brescia, si è specializzato nel fioretto ed è tesserato presso la società C.S. carabinieri. Nel suo palmarès vanta la medaglia d’oro nel fioretto a squadre alle Olimpiadi di Atene nel2004 e la Coppa del mondo nel 2006. In passato si è inoltre guadagnato il bronzo nell’individuale nel 2004. La sua ultima vittoria risale ai Mondiali di scherma nel 2018, quando aveva ricevuto l’oro nel fioretto a squadre. La sua partecipazione più recente alle Olimpiadi risale ai giochi di Tokyo 2020. Alla luce del suo impegno sportivo, Cassarà ha ricevuto anche l’onorificenza di commendatore al merito della Repubblica italiana nel settembre 2004.
Andrea Sottil verso l’esonero dalla panchina dell’Udinese. A contribuire, il pareggio interno con il Lecce e i soli sei punti, senza vittorie, nelle prime nove gare del campionato. Il tecnico di Venaria Reale paga un cammino in costante difficoltà, con sole cinque vittorie nelle ultime 39 partite in serie A tra la scorsa e l’attuale stagione.
Udinese are set to sack manager Andrea Sottil as Pozzo family decided for change — after 0 wins in 9 Serie A games.
Secondo quanto appreso dall’ANSA, il sostituto potrebbe raggiungere Udine nel pomeriggio di martedì 24 ottobre. Si tratta di Gabriele Cioffi, già alla guida del club friulano nella stagione 2021/22 da subentrato al capo tecnico di allora Luca Gotti, di cui era il secondo. Cioffi fino a giugno era legato al Verona, da cui si starebbe svincolando in queste ore. A breve è attesa l’ufficialità. La notizia è stata anticipata dal direttore di Udinese Tv, Michele Criscitiello, che sui propri canali social ha rivelato la svolta decisa dalla società dei Pozzo.
Sottil e l'Udinese si separano I friulani riabbracciano Gabriele Cioffi
Anche il rugby, come già fatto dal calcio, ha deciso di aumentare la partecipazione al Mondiale, portando dalla prossima edizione, nel 2027 in Australia, le nazioni partecipanti da 20 a 24. Lo ha stabilito l’organo di governo di World Rugby, annunciando poi la creazione di una nuova competizione, la Nations League.
Ridotta la durata del torneo
Il nuovo format dei Mondiali prevede sei gironi da quattro squadre e l’aggiunta degli ottavi di finale. La durata del torneo verrà ridotta da sette a sei settimane ma rispettando lo stesso numero minimo di giorni di riposo tra le partite come per Francia 2023. L’edizione 2027 si terrà dal 10 settembre al 27 ottobre, nella primavera australe. La Nations League dal 2026 riunirà le 10 migliori nazionali al mondo (quelle del Sei Nazioni, in cui gioca l’Italia, e le quattro del Rugby Championship) più altre due invitate, probabilmente Giappone e Figi. Ci sarà una seconda divisione composta a sua volta da una dozzina di squadre, con la retrocessione che entrerà in vigore nel 2030. Si giocherà a luglio e novembre, in sostituzione degli attuali test match.
Lo Shakhtar Donetsk e gli altri club del campionato ucraino hanno chiesto da tempo alla Fifa di cambiare le regole applicate durante la prima fase di guerra in Ucraina. Su tutte, le società chiedono alla federazione sia di eliminare la possibilità di svincolo ai calciatori tesserati, sia di ricevere un indennizzo per gli svincolati dei mesi scorsi. Decine di atleti, soprattutto europei e sudamericani, sono fuggiti dal campionato ucraino proprio a causa della guerra, indebolendo la massima serie del Paese e un sistema già in crisi proprio per il conflitto. E ora il direttore generale dello Shakhtar, Serhiy Palkin, ha deciso di attaccare frontalmente i vertici della Fifa: «Ha distrutto il nostro intero ecosistema».
Palkin: «Nessuno capisce che la guerra ci fa scomparire»
In un’intervista al quotidiano El Pais, Palkin ha affermato: «La Fifa ha distrutto il nostro intero ecosistema. Ha liberato i nostri 13 stranieri gratis nel momento in cui dovevamo ricostruire la squadra per giocare il campionato ucraino e la Champions League 2022-23. La Fifa ci ha obbligato anche a pagare i debiti contratti da quei calciatori che non avevamo più. Ci ha detto che ciò che stava accadendo non era loro responsabilità. E che se non avessimo pagato i trasferimenti dei giocatori svincolati, ci avrebbero ritirato le licenze, non avremmo potuto giocare in Europa. Nessuno sembrava capire che la guerra metteva i club ucraini in pericolo di scomparsa».
Serhyi Palkin (Getty Images).
La risposta della Fifa: «Ci hanno detto che questa è la vita»
Il dg dello Shakhtar ha proseguito: «Quando ci siamo incontrati al Tribunale Arbitrale dello Sport l’unica risposta che ci ha dato la FIFA è stata che comprendevano la nostra situazione ma che questa è la vita e non potevano fare di più. Questa era la retorica. Hanno detto di essere preoccupati per la salvaguardia della vita dei calciatori. Non ho mai chiesto ai giocatori stranieri di rientrare. Non ho mai chiesto loro di impegnarsi in alcun modo. Era il nostro paese, il nostro problema, la nostra guerra. Ho solo comunicato a tutti gli stranieri che eravamo disponibili a facilitare partenze negoziate. Nessuno di loro ci aveva fatto pressioni per annullare i contratti».
L’esempio di Teté al Lione
Palkin ha poi fatto un esempio su tutti, quello di Teté, ex Shakhtar che in due stagioni ha cambiato altre due squadre. Ha spiegato: «Immaginate l’assurdità della situazione. Secondo l’allegato 7, uno dei nostri giocatori ha firmato per il Lione gratuitamente quando gli mancava un anno di contratto con noi; e sei mesi dopo il Lione lo cedette in prestito al Leicester. E per questo hanno fatturato un milione di euro. Quelli erano i nostri soldi! Abbiamo interpellato la FIFA e non hanno reagito. Un altro caso è Salomon: il suo valore di mercato, secondo Transfermarkt, è di 20 milioni. È il nostro club che ha generato quel valore, ingaggiandolo quando non aveva esperienza e facendolo giocare in Champions League. E ora il Tottenham lo ingaggia a parametro zero e la FIFA lo sostiene. La FIFA dice che nel calcio siamo una famiglia, ma oggi lo Shakhtar è fuori da quella famiglia».
Il Monza, attraverso un comunicato ufficiale, ha informato i tifosi delle condizioni di salute di Armando Izzo dopo che lo stesso è stato costretto a un intervento al piede sinistro per la rimozione del neuroma di Morton. Così come riferito dalla società, l’operazione sarebbe andata bene anche se non è chiaro al momento quali potranno essere i tempidi recupero. Il calciatore, nel corso di questa stagione con la maglia brianzola, ha collezionato sei presenze tra campionato e Coppa Italia, saltando le ultime tre gare proprio per i problemi al piede.
È perfettamente riuscito l’intervento chirurgico al piede sinistro cui si è sottoposto Armando Izzo, presso l’Hospital Quiron di Barcellona. Il professor Ramon Cugat ha effettuato la rimozione del neuroma di Morton. In bocca al lupo ad Armando per un pronto recupero pic.twitter.com/yh5C1DzJ7m
«È perfettamente riuscito l’intervento chirurgico al piede sinistro cui si è sottoposto Armando Izzo, presso l’Hospital Quiron di Barcellona. Il professor Ramon Cugat ha effettuato la rimozione del neuroma di Morton. In bocca al lupo ad Armando per un pronto recupero!», dice il Monza in un post pubblicato su X. Non è noto, come detto, quando il calciatore potrà tornare a disposizione del tecnico Raffaele Palladino. Proprio quest’ultimo, nel corso della prossima conferenza stampa, potrebbe fare un punto sulla situazione del calciatore. Per il tecnico dei brianzoli non è certo un periodo fortunato, visto che, oltre ad Izzo, deve rinunciare nello stesso reparto anche allo squalificato Danilo D’Ambrosio.
José Mourinho finisce la partita con il Monza da espulso, ma «oggi» – domenica 22 ottobre – «l’unica panchina che ha fatto un grande show e pressione sull’arbitro è stata la loro» ha spiegato lo Special One. «Non critico questo, critico che dopo una partita non devi usare parole brutte» – ha specificato – «Le mie parole per loro sono state brava squadra, bravissimo allenatore». A chi gli chiede come mai sia stato espulso, invece, risponde: «Non lo so. Ho solo messo le dita davanti alla bocca e mimato il gesto di chi piange sempre alla panchina avversaria, ma non ho usato parole offensive. Se per l’arbitro è rosso va bene».
Quanto alla squalifica in arrivo che gli impedirà di stare in panchina in Inter-Roma, Mourinho ha commentato: «Mi dispiace non esserci? Come tutte le volte che non ci sono».
Al 90esimo è arrivato il gol di El Shaarawy, al termine di una settimana che ha visto il faraone al centro di rumors legati al caso scommesse. «Se sono stato vicino a Stephan? Per due minuti. Ho un rapporto con i miei giocatori molto vero. Anche quando sono critico sono diretto» – ha spiegato – «Loro sanno che con me è meglio una verità brutta di una bugia bella. Quando lui e il bambino (Zalewski, ndr) mi hanno detto di non preoccuparmi perché loro non erano coinvolti, per me è stato facile».
«Le parole di Mourinho? Io non voglio fare polemica, sennò per tre giorni si parla solo di quello che succede fuori dal campo, che sono cose che possono capitare». Così Raffaele Palladino, tecnico del Monza, si è espresso sulla vicenda. «Lui è un grande comunicatore» – ha aggiunto – «noi dobbiamo spostare l’attenzione sul campo. Il Monza ha fatto una grande partita, i ragazzi hanno dato tutto in dieci in un ambiente difficile e ne sono orgoglioso.
Dopo aver colto due pali e aver incassato altrettante belle parate di Di Gregorio, la Roma è passata solo al 90′, grazie alla rete di Stafan El Sharaawy, subentrato dalla panchina nella ripresa. L’attaccante al fischio finale si è commosso, dissipando le tensioni del match, ma anche di una settimana difficile per la vicenda scommesse.
Nei giorni in cui è tornata la bava alla bocca a chi non aspetta altro che vomitare veleno sui calciatori ricchi e scemi, El Shaarawy fa gol e piange. Perché chi pensa di attaccare un privilegio (spesso perché non può averlo) dimentica che infanga ragazzi.pic.twitter.com/Y0nE36pbc6
Aleksander Ceferin, presidente dell’Uefa, ha rivolto un pensiero alla Nazionale italiana di calcio. Dalla Fiera del Libro di Francoforte, come riporta LaPresse, il numero uno della federazione europea ha dichiarato: «L’Italiadeve qualificarsi a Euro 2024, altrimenti sarebbe un disastro». E Ceferin lo ha sottolineato diverse volte: «L’Italia è troppo importante». Poi, parlando delle prossime due gare degli Azzurri, ha fatto il suo pronostico: «Penso che vincerà con l’Ucraina». Spazio anche alle domande sul calcio scommesse: «I giocatori dovrebbero rappresentare un modello di comportamento. Alcuni lo sono, altri purtroppo no».
Aleksander Ceferin (Getty Images).
Abodi fiducioso: «Sono convinto, l’Italia ci sarà»
Anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha parlato di Euro 2024. Intervenuto a Un Giorno da Pecora su Radio 1 ha parlato della sconfitta con l’Inghilterra: «Intanto bisogna sempre saper riconoscere i meriti degli avversari. Poi dico che è iniziato un nuovo ciclo, va data un minimo di fiducia e sono convinto che andremo agli Europei. Qualche giocatore è mancato dal ritiro di Coverciano nei giorni prima, una scelta opportuna e di garanzia, ma ci sono ragioni che spiegano anche il secondo tempo della partita perché il primo lo abbiamo giocato bene». E poi ha parlato di impianti. Prima San Siro: «Ha un vincolo che mi auguro possa esser superato, serve un modo nuovo di mettere in relazione la storia, il presente e il futuro. Stiamo rischiando di mettere in contrapposizione la storia moderna con quella futura». Poi quella che la Roma vuole costruire a Pietralata: «Spero che la società riesca a farlo, che ci siano le condizioni perché ce n’è bisogno».
Il portale spagnolo Relevo ha sganciato una vera bomba, l’ennesima, su una squadra di Serie A. Secondo quanto rivela il sito d’informazione sportiva, Alejandro Gomez, calciatore ex Atalanta e da qualche settimana al Monza, avrebbe ricevuto una squalifica di due anni da parte della Uefa. Il Papu è stato trovato positivo a una sostanza proibita durante un controllo antidoping effettuato mentre si allenava con il Siviglia, nel novembre 2022, pochi giorni prima del Mondiale in Qatar.
Papu Gomez con la maglia del Siviglia (Getty Images).
Gomez potrebbe aver preso uno sciroppo proibito
I giornalisti di Relevo, rilanciati su X anche dall’esperto di mercato e di calcio internazionale Fabrizio Romano, hanno spiegato che Gomez avrebbe ammesso di aver ingerito uno sciroppo di uno dei figli senza consultare i medici del club spagnolo, con il quale era tesserato. Ma proprio questo farmaco l’avrebbe portato a infrangere le regole antidoping e, adesso, alla sospensione per due anni. In Spagna sono certi che sia il calciatore sia il Siviglia fossero a conoscenza della questione già da mesi. E proprio per questo Gomez e il club si sarebbero accordati per la rescissione durante l’estate 2023.
BREAKING: World Cup winner Papu Gómez has been banned for doping — reports @relevo.
Two year ban for the Argentine who recently signed with Italian side Monza as free agent after contract terminated at Sevilla. pic.twitter.com/XKNsgGhXlY
A 35 anni, il Papu rischia di non tornare più a giocare, ma non è escluso che possa presentare ricorso tramite i suoi avvocati per tentare di ricevere una sanzione minore. Si attende l’ufficialità della squalifica. Né il Monza né il calciatore hanno ancora commentato. Si tratta del secondo caso doping in poche settimane, dopo quanto accaduto a Paul Pogba a inizio campionato.
Invertito il programma del Gran Premio di Australia di MotoGp a Phillip Island a causa delle impegnative condizioni metereologiche nella località oceanica australiana. La gara tradizionale di 27 giri, inizialmente prevista per domenica, si correrà alle ore 6.10 italiane di sabato 21 ottobre. La Sprint Race di 13 giri si disputerà, se il tempo lo consentirà, alle 5:00 di domenica 22.
Il forte vento impone la modifica del programma
A convincere i piloti a chiedere un intervento agli organizzatori sono state soprattutto le forti raffiche di vento che hanno raggiunto anche i 55 km orari. «Questa decisione è stata presa in modo proattivo per garantire lo spettacolo migliore e più sicuro possibile per tutti i concorrenti e i fan che partecipano al Phillip Island Grand Prix questo fine settimana», ha detto l’organizzazione della tappa australiana di MotoGp. Il programma della Moto2 e della Moto3 rimane invariato, ma anche questo può essere modifica in base alle condizioni del tempo.
Improvvisamente si sono accorti tutti dell’elefante nella stanza. Il (presunto) grosso male che attanaglia il calcio italiano, quello delle scommesse. Sull’onda emotiva dell’ultimo scandalo che ha coinvolto, per ora, giocatori come Nicolò Fagioli, Sandro Tonali e Nicolò Zaniolo, è diventato facile puntare il dito su un sistema in cui tutti perdono, tranne il banco. O, per rovesciare la prospettiva: in cui molti ci guadagnano, tranne chi scommette. Certo, il doveroso distinguo è che i calciatori finiti nei guai e che ora devono fare i conti con lunghe squalifiche – lo juventino ha patteggiato sette mesi, l’ex milanista rischia almeno un anno, se davvero sarà dimostrato che puntava pure sulla sua squadra – giocavano cifre considerevoli sui siti illegali, perché in quanto tesserati impossibilitati ad accedere ai circuiti gestiti dallo Stato, anche in un’ottica di garanzia del regolare svolgimento delle partite e dei campionati. Intanto però l’altro ramo, quello perfettamente legale del gioco pubblico, si è fatto sempre più martellante nella quotidianità di qualsiasi appassionato, in barba a norme che in teoria vieterebbero tutta questa invasività.
Siti di intrattenimento e news per aggirare il decreto Dignità
Ci avete fatto caso? È impossibile assistere a una partita di calcio senza venire bombardati da quelle che a tutti gli effetti sono pubblicità di scommesse, nei pannelli luminosi a bordo campo oppure nelle rubriche inserite dentro i programmi sportivi in tivù (ma anche sul web), affollati da ragazze che comparano le quote offerte dai bookmaker, prima del match e nell’intervallo. Ma come, la pubblicità sul gioco d’azzardo non era stata proibita nel 2018 dal primo governo Conte, quello gialloverde formato da Movimento 5 stelle e Lega, tramite il decreto Dignità? L’obiettivo doveva essere quello di tutelare le categorie più vulnerabili, cioè i minori e gli anziani, ma è bastato creare dei siti di intrattenimento ad hoc e di news sportive con nomi che chiaramente rimandano alle agenzie di scommesse (starcasino.sport, pokerstarsnews.it, leovegas.news, per esempio), per aggirare la norma e far sì che potessero continuare ad apparire sui cartelloni pubblicitari e nei vari banner.
Luigi Di Maio e Matteo Salvini ai tempi del governo gialloverde (Imagoeconomica).
Pure La Gazzetta e Dazn hanno le loro piattaforme di scommesse
Persino il giornale sportivo più letto d’Italia, La Gazzetta dello Sport, ha una sua piattaforma di scommesse, così come Dazn, che ha i diritti per trasmettere le partite della Serie A: prima di accedere a qualsiasi contenuto l’immancabile spot di Dazn Bet Fun ti invita a pronosticare quanti calci d’angolo ci saranno, o magari quanti cartellini, con in palio, tra le altre cose, buoni Amazon.
Il controverso ok dell’Agcom e la restaurazione annunciata da Abodi
In più ci si è messa pure l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), che nel 2019 ha dato il suo ok alle già citate rubriche di confronto delle quote, contenitori considerati di informazione e non pubblicità. Risultato: divieti quasi completamente elusi e continui messaggi, più o meno impliciti, che assillano ogni tifoso durante la fruizione dell’evento. E la situazione potrebbe anche peggiorare visto che il ministro dello Sport Andrea Abodi si è detto pronto a «rendere nuovamente legali pubblicità e sponsorizzazioni delle aziende del betting», coi relativi introiti per i club e tutto il sistema calcio.
Il ministro dello Sport Andrea Abodi (Imagoeconomica).
Un milione e mezzo di persone soffrono di dipendenza dal gioco d’azzardo
Di fronte a questo quadro, era complicato che soprattutto gli addetti ai lavori non si accorgessero di tanta invadenza. A cui spesso, anzi, hanno contribuito. I numeri certificano l’incremento di un fenomeno che ha ripercussioni anche sociali. L’Agenzia delle accise, dogane e monopoli (Adm) ha calcolato in 136 miliardi di euro la cifra totale delle puntate degli italiani nel 2022, in netta crescita sugli anni precedenti. Qualcuno sviluppa una forma di dipendenza dal gioco d’azzardo: secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, aggiornati al 2018, si tratta di un milione e mezzo di persone. Tra questi, stando agli sviluppi delle inchieste della procura di Torino, ci sarebbe anche qualche giocatore professionista, che si rifugia nell’illegalità gestita dalla criminalità organizzata per poter dare sfogo al “vizio”, come lo definisce qualcuno, o alla patologia, come sarebbe meglio dire. E qui si arriva al secondo punto centrale, quello delle prediche che si rincorrono nei confronti di «giovanissimi milionari dotati di talento che stanno buttando via un dono e la carriera».
Sandro Sabatini.
Il giornalista di Mediaset ed ex addetto stampa dell’Inter Sandro Sabatini è stato tra i più duri a condannare quello che sta succedendo ai calciatori italiani finiti nel tunnel: «È un affare per tutti, meno gli scommettitori. Il banco vince, la punta perde. Alla lunga, va soltanto così. Non potrebbe essere altrimenti», ha scritto su calciomercato.com dopo l’uscita dei primi nomi coinvolti. Per poi aggiungere: «Tutti inzuppano nella torta, che però è dolce per pochi e amara per gli scommettitori, che pure accettano quasi “godendo” di perdere soldi. È il segnale del vizio. La malattia. Ludopatia».
L’ascesa dei tipster, che danno consigli sulle quote
Sabatini è lo stesso che si vede ospite del talk show online su Twitch e YouTubeKick off, assieme ad altri personaggi di un certo rilievo come il telecronista Riccardo Trevisani o il campione del mondo Luca Toni, e dove il conduttore è il Pengwin, influencer da oltre 870 mila follower su Instagram che di “mestiere” fa il tipster, cioè colui che dà le dritte (dall’inglese “tip”) sulle scommesse. Si autodefinisce il più seguito in Italia, «nonché quello con maggiore esposizione mediatica». E in effetti lo si vede su Sportitalia, è il volto social di Prime video per la partite di Champions league, fa i pronostici sul Corriere dello Sport. Tra le altre cose, è ideatore di un presunto “metodino”, un sistema che dovrebbe «costruire un rendimento costante nel tempo a basso rischio», come spiega lui stesso, permettendo «a migliaia di persone di speculare». Tutto fornito gratis, o al massimo «a pagamento invece per 4/5 benestanti milionari, perché solo un milionario può permettersi di acquistare il mio tempo».
Il Pengwin con Fabio Caressa.
Non esiste metodo, perché «il ruolo della fortuna è predominante»
Il problema è che “metodo”, da definizione, è un procedimento atto a garantire il risultato. E nelle scommesse sportive nulla è garantito. Sul sito di Sisal si legge: «Non è possibile elaborare precisi calcoli percentuali che indicano le probabilità di vincita di una scommessa sportiva. Sono infatti infinite variabili che condizionano un evento. Un atteggiamento razionale può avere una certa positiva influenza sull’esito della giocata. Tuttavia, ancora una volta non bisogna ingannarsi. Anche nelle scommesse il ruolo della fortuna è predominante. I singoli episodi in campo, spesso, hanno la meglio perfino sulla più meditata delle decisioni».
Guru dei pronostici che guadagnano sui nuovi iscritti (e sulle perdite?)
Ma come guadagnano i tipster, che spesso si vantano di offrire agli utenti i loro preziosi suggerimenti senza pretendere soldi in cambio? Di solito grazie ad accordi coi siti di scommesse, venendo pagati a ogni nuova iscrizione che riescono a procacciare. Poi ci sono i banner pubblicitari presenti nei loro portali a ingrossare il flusso degli introiti. Alcuni guru del betting sfruttano abbonamenti “premium” ai propri canali, indicando ulteriori giocate per i follower che versano un canone mensile o annuale. C’è infine, in certi casi, una possibilità tanto logica quanto inquietante, analizzata dalla Bbc già nel 2016: e cioè che i tipster, prendendo una percentuale da un bookmaker, guadagnino quando il giocatore perde. Quindi paradossalmente non hanno nessun vantaggio se la loro soffiata risulta vincente, ma al contrario sono spinti a incoraggiare la propria community a reinvestire sempre di più, in modo da incassare una quota maggiore dalle scommesse andate male. A lungo termine quindi ai tipster conviene essere seguiti da giocatori d’azzardo perdenti.
Il creator che vuole «educare il pubblico», ma sbaglia come tutti
Su X, l’ex Twitter, è pieno di video impietosi che ripercorrono tutte le previsioni sbagliate del Pengwin: lui suggerisce una puntata, ma la partita va inesorabilmente nella direzione opposta. Capita. Il Pengwin in realtà si chiama Kristian, è un creator di origini polacche nato a Latina e ha 26 anni. Promette di «educare il pubblico» – i suoi follower sono prevalentemente giovanissimi – con degli insegnamenti. Ogni tanto gli è capitato di uscire dal seminato e di spaziare su altre sfere, tipo i diritti. Per esempio commentando il bacio tra Fedez e Rosa Chemical sul palco di Sanremo 2023, aveva scritto su Instagram: «È esattamente la società del domani che non voglio e nella quale non mi identifico! E lo dico senza paura perché sono stufo di una società che va sempre di più al contrario!». Una specie di antesignano del generale Vannacci in salsa betting, insomma.
Durante lo scorso campionato ha puntato 10 mila euro sulla vittoria del Napoli contro la Cremonese quotata a 1,19, guadagnando in questo modo quasi 2 mila euro netti. Si è giustificato così: «L’ho fatto alla faccia di tutti gli invidiosi che ci sono in Italia. La prossima volta ne metto anche 100 mila, qual è il problema? Mentre voi per fare 2 mila euro vi dovete fare un culo così per un mese, io li faccio sul Napoli».
Sabatini, prima di tirare fuori tutta la sua indignazione per gli speculatori del mondo delle scommesse, andava (e andrà ancora?) in trasmissione col Pengwin mostrandosi interessato al suo “metodino”: «Mi devi spiegare cos’è. Se c’è da guadagnare… io volentieri, capito? Perché io mi fido di questo ragazzo».
Guai però a parlare di ludopatia col Pengwin, che su Instagram si scalda facilmente, minimizza e bolla come «patetici» e «ridicoli» quelli che avanzano qualche dubbio sul presunto incitamento al gioco d’azzardo veicolato tramite i social: per parlare della patologia è stato persino invitato dalla redazione del quotidiano Libero in qualità di esperto del mondo scommesse. In un intervento sul sito del Corriere dello Sport (ovviamente nella sezione scommesse), ha scritto che «la ludopatia è una malattia, non un alibi da utilizzare sotto consiglio del proprio legale».
Alcune stories dal profilo del Pengwin.
I calciatori esposti a due fattori di rischio maggiori
Il tema è che l’insorgere di una dipendenza dal gioco d’azzardo (Tonali ha ammesso di aver iniziato un percorso di terapia per curarsi) può colpire chiunque a prescindere dal portafogli: anzi, è stato sottolineato come tra i calciatori esistano due fattori di rischio maggiori: innanzitutto il contesto di perenne e forte competitività e il sottile equilibrio tra vittoria e sconfitta che respirano durante la loro vita in campo, che li potrebbe portare a ricercare quella stessa adrenalina anche “fuori”. A questo si aggiungono le ingenti disponibilità economiche che li possono spingere a osare sempre di più, sottovalutando la portata delle perdite.
A qualcuno servono puntate sempre più alte e frequenti
Chi ha un disturbo psicologico non riesce a tenere a bada l’impulso di giocare d’azzardo in maniera abitudinaria, manifestando un’irrefrenabile necessità di scommettere. Servono puntate sempre più alte e frequenti per continuare a provare le stesse emozioni. Nella sua ultima “sfida” lanciata sui suoi canali, il Pengwin si è dato l’obiettivo di una “scalata” fino a 100 mila euro, con 10 puntate consecutive che raddoppiano la somma precedentemente giocata. Oltre 162 mila persone sono pronte a seguirlo in questo tentativo.
Vuole fare 100K con 10 raddoppi consecutivi, ora capisco che non tutti amiate la matematica come me, ma vi rendete conto che è un pelino difficile? pic.twitter.com/NlPuGsYz91
Caressa e quel consiglio su come non farsi beccare
«Delle tante cose che si sono scritte vedo che c’è un po’ di ignoranza sulle scommesse», ha detto Fabio Caressa, storico telecronista di calcio e uno dei condirettori di Sky Sport. «Sento parlare di ludopatia, ma non è che se uno gioca è ludopatico. C’è una serie di cose che devono andare al posto giusto per definire la ludopatia». E ancora: «Non è semplice, perché questa è una dipendenza psicologica ed è difficile da dimostrare. C’è una dimensione economica ormai insopportabile perché c’è una quantità di denaro ingestibile e facciamo credere ai giovani che i soldi siano tutto». Durante la puntata di sabato 14 ottobre della trasmissione Deejay Football Club condotta assieme al direttore del Corriere dello SportIvan Zazzaroni, Caressa aveva fatto discutere per un commento con tanto di suggerimenti su come non farsi beccare: «È un problema soprattutto culturale e di educazione. Tonali piange? Perché ti hanno beccato, piangi. Sono sconcertato dalla stupidità di queste azioni. Se proprio vuoi giocare, non c’hai un amico tuo che si può iscrivere a un sito legale e giochi in maniera moderata con lui? Ma dai, ma chi li segue questi ragazzi?».
Anche Caressa è stato ospite del Pengwin, il maghetto dei pronostici. A cui ha riconosciuto le capacità di predizione: «È facile analizzare la partite dopo, è più difficile fare come fai te, che le analizzi prima. Non t’ho seguito su alcune scommesse quest’anno, ho fatto male…».
Belgio-Svezia, sospesa a metà gara la sera del 16 ottobre a causa dell’attacco terroristico in cui sono rimasti uccisi due tifosi svedesi a Bruxelles, non si recupererà. La Uefa ha comunicato in una nota ufficiale che la partita è stata dichiarata definitivamente interrotta sul punteggio di 1-1. Il risultato è stato confermato come finale e, quindi, omologato. Entrambe le squadre, quindi, avranno un punto in classifica nel gruppo F del torneo di qualificazione agli Europei 2024. Il Belgio, già qualificato, sale a 17 punti. La Svezia è terza a quota 7. Già qualificata anche l’Austria, seconda con 16 punti.
La maglia della Svezia durante una commemorazione dei due tifosi rimasti uccisi nell’attentato (ANSA).
L’Uefa: «Impossibile riprendere il giorno dopo»
Per assumere tale decisione, l’Esecutivo «ha preso atto in primis dell’impossibilità di disputare la restante parte della partita del giorno successivo, quindi che sia la Federcalcio belga sia la Federcalcio svedese, date le circostanze, hanno espresso la volontà di non far disputare il tempo rimanente della partita e di considerare definitivo il risultato all’intervallo. Inoltre, il risultato non incide sulla qualificazione del Gruppo F in quanto il Belgio è già matematicamente qualificato alla fase finale dell’Europe (insieme all’Austria) e la Svezia era già matematicamente eliminata. Infine, i rispettivi calendari non consentono l’utilizzo di alcuna data nella prossima finestra internazionale di novembre, quando dovrà concludersi la fase a gironi preliminare della competizione, seguita dal sorteggio degli spareggi e dal sorteggio della fase finale del torneo».
Emil Roback, attaccante 20enne di proprietà del Milan in prestito all’IFK Norrköping, è scomparso nel nulla. Così come riferito dal direttore sportivo del club svedese Tony Martinsson, il calciatore non si presenta agli allenamenti da 14 giorni e non risponde alle chiamate. Nessuno del club sa dove sia, anche se sembrerebbe che la sua sparizione sia legata soltanto a questioni di carattere sportivo.
Ipotesi ragioni calcistiche dietro la sparizione
«Voglio sapere se sta bene», ha detto Martinsson al giornale svedese Norrköping Tidningar. Ha poi aggiunto: «È preoccupante che non riusciamo a contattarlo, ma non so cos’altro possiamo fare. Ho provato a chiamarlo molte volte, ma è difficile raggiungerlo. Voglio che venga qui. Possiamo trovare una soluzione che funzioni per tutti. Non ho rinunciato alla speranza che ritorni, ma è difficile capire se non lo vediamo da 14 giorni». Con il passare delle ore sarebbe emerso che l’assenza del giocatore dal campo di allenamento dell’IFK Norrköping sarebbe dovuta soltanto a ragioni calcistiche e, dunque, l’allarme lanciato dalla dirigenza sarebbe rientrato. Il Milan, che è proprietario del cartellino del giocatore, sarebbe in contatto sia col Norrköping che con l’agente di Roback e nelle prossime ore potrebbe esserci un incontrotra le parti per cercare di chiarire la situazione.
Emil Roback con la maglia del Milan (Getty Images).
Chi è Emil Roback
Emil Roback è un calciatore svedese classe 2003. È stato acquistato dal Milan il 14 agosto del 2020 dal Hammarby, club di cui è proprietario anche Zlatan Ibrahimovic, per la cifra di circa 1 milione e 200 mila euro. Il calciatore è stato aggregato alla Primavera rossonera, debuttando con la prima squadra il 13 gennaio 2022 nella partita di Coppa Italia contro il Genoa. Ad agosto 2022 è stato dato in prestito in Danimarca, al Nordsjælland, mentre a marzo del 2023 è tornato in Svezia, all’IFK Norrköping, squadra dove però non ha mai brillato. Il prestito terminerà alla fine di novembre, con il calciatore che dovrebbe tornare al Milan in virtù del contratto che scade nel 2025.
Da parte della procura di Torino, non ci sono evidenze in merito al presunto coinvolgimento nel giro di scommesse su piattaforme online illecite dell’attaccante della Roma Stephan El Shaarawy, del difensore della Juve Federico Gatti e del difensore della Lazio Nicolò Casale. È quanto appreso da fonti giudiziarie e riportato da LaPresse in merito agli ultimi nomi rilanciati in queste ore da Fabrizio Corona.
"Nessuna evidenza sul coinvolgimento di Gatti, El Shaarawy e Casale"
«Nicolò Casale non ha mai scommesso su una competizione sportiva e ha consacrato la sua vita sempre e solo all’impegno agonistico: ciò nonostante sono state messe in circolazione accuse infondate e calunniose sul suo coinvolgimento nell’inchiesta riguardante le scommesse nel mondo del calcio». A dichiararlo, in una nota, è l’avvocato Guido Furgiuele, legale del calciatore della Lazio, in merito alle voci che stanno circolando sul coinvolgimento del difensore nella cosiddetta indagine sul calcio-scommesse.
Lazio, l'avvocato di Casale: "Non ha mai scommesso, sporgeremo querela" https://t.co/byWbPZXeuX
Nella mattinata di mercoledì 18 ottobre, Striscia la Notizia ha anticipato sul proprio sito i contenuti di un’intervista a Fabrizio Corona, in onda durante la serata, in cui vengono fatti i nomi di Casale e altri due giocatori in relazione a un presunto giro di scommesse. «Attesa la sua totale estraneità all’indagine, e ai fatti a cui si riferisce, e la gravità delle accuse mosse nei suoi confronti» – ha aggiunto l’avvocato Guido Furgiuele – «sporgeremo querela e perseguiremo in ogni sede giudiziaria gli autori della diffamazione e/o calunnia, nonché gli editori e i responsabili dei canali d’informazione con cui siano divulgate tali illecite accuse.
«Sono distrutto, quello che sta succedendo è allucinante. Non c’entro niente, la gente su questa vicenda delle scommesse fa i nomi a caso». È la dichiarazione di Antonio Esposito, l’ex primavera dell’Inter, rilasciata al telefono con l’Ansa.
+++L'ex Primavera Inter Antonio #Esposito all'Ansa: "Sono distrutto, non c'entro niente con le #scommesse. Quello con #Corona è davvero mio zio, non so perché fa questo. Io non sono indagato"+++
Individuato da La Verità come il nipote della ‘talpa’ di Fabrizio Corona che lo accusa di essere coinvolto addirittura come allibratore dei vip nello scandalo, ha negato tutto. Alla domanda «Ma era suo zio la persona nel video con Corona?» ha rispoto: «Ho riconosciuto la sua voce. Perché lo fa? Chiedetelo a lui. E comunque io non sono indagato».
«Aspettavo questo momento da tempo, finalmente torno dove ho trascorso tutta la mia vita». È con queste parole che Andrea Iannone ha confermato ai suoi supporter che presto tornerà a correre, dopo uno stop forzato causa positività al test per doping durato ben quattro anni.
Andrea Iannone torna a correre: nel 2024 sarà con la Ducati Go Eleven in Superbike
Il noto pilota abruzzese, che negli ultimi anni è stato anche al centro dei gossip per le sue chiacchierate relazioni amorose, riprenderà ufficialmente la sua attività in pista grazie a un nuovo accordo con la Ducati del team Go Eleven. Lo sportivo correrà già nel corso della prossima stagione del Mondiale Superbike. A sua disposizione avrà una Panigale V4-R e un contratto per il 2024 con opzione per il 2025. Iannone, che nella Moto GP vanta a oggi un totale di sette stagioni con una sola vittoria, si è così rivolto a chi ha voluto credere ancora in lui: «Ringrazio Gigi Dall’Igna, Paolo Ciabatti, Claudio Domenicali, Marco Zambenedetti e tutto il team Go Eleven per la fiducia concessa. Con il loro supporto ho ritrovato l’entusiasmo che avevo da bambino».
Il test a Jerez il 31 ottobre e l’1 novembre
Il primo contatto tra Andrea Iannone e la Rossa di Borgo Panigale preparata dal Team Go Eleven avverrà nei test di Jerez, in data 31 ottobre e 1 novembre 2023. Tecnicamente, i quattro anni di squalifica per doping dovrebbero scadere il prossimo 16 dicembre 2023, ma in base al regolamento in vigore nulla vieta a un atleta sospeso di riprendere gli allenamenti due mesi prima del termine.
La fonte da cui Fabrizio Corona ha attinto nomi e informazioni relativamente ai calciatori coinvolti nel caso scommesse è stata rivelata. Si tratta di Maurizio Petra, 55enne dello spezzino, zio di un calciatore ex Inter, Antonio Esposito. A dichiararlo è stato lo stesso 55enne, in un’intervista a Il Secolo XIX in cui ha spiegato le ragioni per cui ha raccontato tutto a Corona. Petra ha affermato di averlo fatto per «aiutare» il nipote, oggi giocatore del Finale Ligure.
Maurizio Petra ha raccontato com’è andata: «Ho sentito Fabrizio Corona e gli ho raccontato solo fatti veri che possono essere verificati. L’ho fatto per aiutare mio nipote, Antonio Esposito, che è a conoscenza di puntate illecite fatte da calciatori. Mio nipote mi ha messo in questa condizione per farsi aiutare. L’ho fatto solo per quello, non mi interessano soldi o notorietà». Lo zio del calciatore corrisponde all’identikit che lo stesso Corona ha fatto durante un’intervista a Radio Radio. Il re dei paparazzi e fondatore di Dillinger News ha dichiarato di avere una «fonte a La Spezia» con un «nipote protagonista della vicenda, con prove oggettive».
Esposito «si dichiara estraneo ai fatti»
Intanto a commentare la rivelazione è stato anche il presidente del Finale Ligure. Ed è stata smentita la versione di Maurizio Petra: «Esposito si dichiara estraneo ai fatti e si difenderà nelle sedi opportune. È molto scosso». Oggi 33enne, il calciatore è cresciuto nelle giovanili dello Spezia, insieme a Nicolò Zaniolo con cui ha stretto un rapporto d’amicizia concluso ai tempi della Roma. Nel mezzo, l’avventura all’Inter, con Esposito spesso aggregato alla formazione nerazzurra guidata da Josè Mourinho, con cui ha vinto il Triplete nel 2010 pur senza giocare.
Il Nizza ha annunciato di aver sospeso «fino a nuovo ordine» il difensore Youcef Atal, al centro di un’indagine preliminare per apologia di terrorismo dopo un post legato al conflitto tra Israele e il movimento palestinese Hamas. Anche se il nazionale algerino ha cancellato subito la pubblicazione e si è scusato, il club francese ha spiegato in un comunicato di aver scelto di «adottare immediatamente» le sanzioni, prima di quelle che potrebbero essere adottate dalle autorità sportive o giudiziarie, «data la natura delle sanzioni il post condiviso e la sua gravità».
Atal aveva condiviso su Instagram il video del predicatore musulmano Mahmoud al-Hasanat, intento a pronunciare frasi che incitavano alla violenza antisemita, nel contesto del conflitto israelo-palestinese. A prendere posizione contro il terzino destro del Nizza, allenato dall’italiano Francesco Farioli è stato inizialmente Christian Estrosi, sindaco della città colpita da attentati islamisti nel 2016 e nel 2020: «Se si è lasciato strumentalizzare, presenti delle scuse, altrimenti non ha posto nel nostro Nizza». Atal aveva cancellato il video del predicatore, postando un messaggio a sostegno della pace e in ricordo di tutte le vittime. Ma non è servito.
Youcef Atal con la maglia dell’Algeria (Getty Images).
Atal è atteso dalla Procura di Nizza
In ritiro con l’Algeria dal 9 ottobre, il difensore è atteso a Nizza dai dirigenti del club. E anche dalla Procura locale. «Vogliamo sottolineare che la reputazione del Nizza deriva dal comportamento di tutti i suoi dipendenti, che devono essere conformi ai valori difesi dall’istituzione», ha spiegato il club, ribadendo «il fermo impegno a garantire che la pace prevalga su tutte le altre considerazioni». Classe 1996, Atal ha esordito come professionista nel Paradou di Algeri, approdando poi in Europa all’inizio del 2018, ingaggiato dai belgi del Kortrijk. Nell’estate di quell’anno è poi passato al Nizza. Vanta 32 presenze con l’Algeria, con cui ha vinto la Coppa d’Africa nel 2019.
Il 17 ottobre, in seguito a un post pubblicato su Instagram (e poi rimosso) nel quale si schierava apertamente contro Israele e a favore della causa palestinese, Anwar El Ghazi è stato sospeso dal club tedesco del Magonza, che ha da poco ingaggiato a parametro zero dopo la fine della sua avventura al PSV Eindhoven.
L’attuale presidente del Barcellona, Joan Laporta, è stato iscritto sul registro degli indagati in Spagna per il cosiddetto “caso Negreira”, riguardante sospetti di presunti pagamenti illeciti ad arbitri da parte del club calcistico catalano. Come si apprende da una nota ufficiale, a Laporta (presidente del Barça tra il 2003 e il 2010 e di nuovo a partire dal 2021) sono attribuite principalmente accuse di corruzione e corruzione sportiva.
La sede della Federcalcio spagnola (Getty Images).
Il club avrebbe pagato sette milioni per avere favori arbitrali
Tra i principali sospettati della trama c’è José María Enríquez Negreira, ex arbitro e poi vicepresidente del Comitato Tecnico Arbitrale spagnolo, a cui il club catalano avrebbe pagato oltre sette milioni per ottenere favori durante le partite. Il Barcellona e i suoi ex presidenti Josep Maria Bartomeu e Sandro Rosell erano già stati accusati di corruzione, così come Negreira e suo figlio.
Tifosi del Barcellona (Getty Images).
Laporta, per il giudice non vale la prescrizione del reato
Laporta sarebbe stato coinvolto nell’inchiesta perché il giudice Joaquín Aguirre non ha condiviso i criteri della Procura Anticorruzione, che lo escludevano in quanto il reato era andato in prescrizione. Secondo Aguirre, infatti, vanno presi in considerazione tutti gli eventi accaduti dal 2008 in poi. Avvisi di garanzia sono arrivati infatti anche ad altri dirigenti della prima presidenza di Laporta. In ambito Uefa, se dovessero emergere nuovi elementi potrebbe essere possibile l’esclusione da tutte le competizioni europee per la stagione successiva. Per quanto riguarda invece la Liga, è ormai tutto andato in prescrizione in quanto sono passati più di tre anni dall’ultimo versamento: Impossibile dunque intervenire per cancellare i successi della squadra nel massimo campionato spagnolo.
Nicolò Fagioli, il primo calciatore di Serie A a essere indagato per la vicenda del calcioscommesse, ha deciso di patteggiare con la giustizia sportiva e ha ricevuto per questo una pena ridotta, 7 mesi di squalifica dal campo, cui si aggiungono 5 mesi di pena rieducativa voluti dalla Federcalcio, per un totale di 12 mesi e oltre a 12.500 euro di ammenda. Il calciatore della Juventus potrà tornare in campo il 18 maggio e, nel frattempo, ha parlato con la procura federale per raccontare come è nata e si evoluta la sua ludopatia, quali sono stati i suoi atteggiamenti e i pericoli che ha corso per via dei debiti di gioco accumulati. Sui giornali sono filtrate diverse cose dette alla giustizia dal giocatore, che però ha in parte smentito via social, prendendosela con la stampa. Ma andiamo con ordine.
Le presunte minacce: «Se non paghi ti spezziamo le gambe»
Il calciatore della Juventus avrebbe raccontato di come il suo problema con il gioco sia nato e cresciuto nel tempo. Fagioli a settembre 2022, appena rientrato dalla Cremonese alla Juventus, avrebbe accumulato un debito di 250mila euro. Ad accorgersi che qualcosa non andava era stata sua mamma che gli aveva consigliato di andare al Sert per farsi curare. «Io ci andai alcune volte», si legge nei verbali fatti emergere dalla procura federale.«Ebbi l’illusione di poterne fare a meno», ma così evidentemente non è stato e i debiti continuavano ad aumentare, malgrado la madre avesse il controllo del suo conto corrente. «Nel periodo successivo a settembre 2022 giocavo in modo compulsivo davanti alla tv su qualsiasi evento sportivo che stessi vedendo, calcio compreso… anche Serie B e Lega Pro», avrebbe ammesso Fagioli, prima di aggiungere: «Inizialmente giocavo sul tennis, poi da settembre 2022, poiché dovevo restituire somme ingenti a varie piattaforme, iniziai a scommettere anche sul calcio, per provare a recuperare». Così si arriva al 2023, quando il debito totale sarebbe stato di 3 milioni di euro, circa 3 volte il suo stipendio stagionale alla Juventus. «Aumentando il debito e ricevendo pesanti minacce fisiche, tipo ti spezzo le gambe, anche durante la notte pensavo solo di giocare per recuperare il mio debito».
Federico Gatti e Radu Dragusin (Getty Images).
I presunti debiti anche con i compagni Gatti e Dragusin, ma la Juventus non sapeva nulla
La mamma, come detto, controllava i conti del figlio e questo rappresentava un limite per la sua ossessione del gioco e per i debiti accumulati. Il calciatore avrebbe iniziato così, a ottobre 2022, a chiedere soldi ai suoi compagni. «Ho pianto per i debiti, ho chiesto soldi ai compagni», pare abbia detto lo juventino alla procura, spiegando anche di dover ancora restituire le somme avute in prestito. Il racconto nel dettaglio sarebbe questo: «Gatti mi prestò 40 mila euro. Ancora devo restituirglieli. Gli dissi che mi servivano per comprare un orologio. Anche Dragusin mi prestò 40 mila euro». I prestiti venivano accreditati «tramite bonifico alla gioielleria di Milano dove acquistavo gli orologi di lusso da consegnare ai gestori delle piattaforme», secondo la versione che avrebbe dato Fagioli. Malgrado la necessità di soldi fosse emersa con alcuni compagni di squadra, Fagioli avrebbe assicurato che la Juventus non era a conoscenza delle scommesse: «Lo sapevano solo mia mamma e qualche amico non calciatore». Poi ancora sulla Juve: «Dovevo rinnovare il contratto e temevo che una notizia del genere lo avrebbe impedito». Gatti (il cui nome è stato fatto da Fabrizio Corona) e Dragusin, al momento, sono comunque estranei all’indagine.
Le parole di Fagioli sul caso calcioscommesse (Instagram).
Fagioli poi tramite social se la prende con la stampa
Sul suo profilo Instagram, Nicolò Fagioli ha voluto ridimensionare tutte le sue dichiarazioni emerse sulla stampa, dicendo che avrebbe voluto iniziare con un messaggio di scuse verso i suoi compagni di squadra, la Juventus e tutti i tifosi di calcio e dello sport «per l’errore ingenuo» che ha commesso, ma che la priorità è diventata quella di difendersi dallo «schifo che scrivono i giornali». Cioè «persone solo per mettermi in cattiva luce con mille falsità… o forse meglio, solo per conquistare due visualizzazioni in più. Presto parlerò».
Nicolò Fagioli ha patteggiato sette mesi di squalifica e cinque mesi di pene alternative per il caso scommesse. Sandro Tonali rischia molto di più: secondo la Gazzetta dello Sport, infatti, il centrocampista del Newcastle avrebbe ammesso di aver scommesso anche sulle partite del Milan, ovvero la sua ex squadra. Questo aggraverebbe molto la sua posizione.
Sandro Tonali con la maglia del Milan (Getty Images).
Avrebbe scommesso su partite in cui non ha giocato
Scommettere sulla propria squadra è particolarmente rischioso perché si potrebbe configurare il reato di illecito sportivo. Interrogato per quasi tre ore dalla Procura federale, Tonali si sarebbe autodenunciato all’organo di giustizia sportiva e avrebbe detto non solo di aver scommesso sul calcio, ma anche sulle partite del Milan, quando appunto vestiva il rossonero, su partite in cui però non era sceso in campo.
Sandro Tonali con il Newcastle (Getty Images).
Il calciatore è stato collaborativo: un anno di squalifica?
Per questo, nonostante le puntate sulla sua squadra, spiega la Gazzetta dello Sport, la violazione contestata a Tonali non sarebbe quella dell’illecito sportivo (articolo 30) ma resterebbe nel recinto dell’articolo 24 del Codice di giustizia sportiva, che punisce i giocatori che scommettono sul calcio con una pena minima di tre anni. Un patteggiamento in tempi brevi, percorso già intrapreso da Fagioli, permetterebbe a Tonali un consistente sconto di pena. Il giocatore si è poi dimostrato molto collaborativo. L’ipotesi più probabile, visto il fresco precedente del collega juventino, è – suggerisce la Gazzetta – quella di 12 mesi di squalifica sul campo e 6 di prescrizioni alternative, visto che anche Tonali ha dichiarato di essere affetto da ludopatia.