Salernitana-Cavese, Cosmi: Ora servono i fatti

Alla vigilia della sfida dell’Arechi contro la Cavese, l’allenatore granata Serse Cosmi ha incontrato la stampa per presentare un derby campano delicato sotto molteplici aspetti. Tra il contraccolpo della chiusura del calciomercato, l’emergenza infortuni e la pressione dell’ambiente granata, il tecnico umbro ha tracciato il quadro del momento in casa Salernitana.

  • Il fattore mercato: Per il mister della Salernitana, il termine del calciomercato rappresenta un punto di svolta fondamentale: “Storicamente la chiusura del mercato segna una demarcazione fra cosa è stato e cosa sarà”. Chiusa la finestra dei trasferimenti, la squadra può finalmente concentrare tutte le proprie energie esclusivamente sul campo.

  • La voglia di riscatto: “Questo è il momento reale di fare i fatti. Non ci sono altre cose che possono compiacere la città, dobbiamo combattere per ottenere un risultato in questa partita
  • L’empatia con la piazza e la squadra: Cosmi non ha nascosto l’amarezza per i risultati che tardano ad arrivare, sottolineando il legame con l’ambiente: “Soffro per non dare soddisfazioni alla piazza. Allo stesso tempo mi sto affezionando molto al gruppo”.

  • Emergenza formazioni: Il tecnico si trova a fare i conti con defezioni importanti. Tra i principali indisponibili figurano Capuano, bloccato da un affaticamento muscolare, e Djibril, costretto allo stop durante gli ultimi allenamenti settimanali.

  • Rebus tattico: A causa delle assenze e dell’inserimento dei nuovi innesti, l’allenatore sta valutando accorgimenti tattici per bilanciare la squadra, considerando passaggi alla difesa a quattro o la conferma dell’attacco pesante con Lescano, Achik e D’Ursi.

La Salernitana cercherà così davanti ai propri tifosi la prima vittoria in campionato contro una Cavese agguerrita, pur dovendo rinunciare al supporto del settore ospiti per via del divieto di trasferta imposto ai tifosi metelliani.

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Cavese, Masitto lancia la sfida alla Salernitana

«Sono soddisfatto di quanto fatto finora dalla squadra». Cristiano Masitto arriva al derby dell’Arechi con fiducia e senza alcuna intenzione di snaturare la sua Cavese. Alla vigilia della sfida contro la Salernitana, il tecnico blufoncè promuove il lavoro svolto nelle prime giornate e prepara una partita da giocare con personalità.

«Faremo la nostra partita anche contro la Salernitana. Siamo in forma», assicura Masitto, che torna sulle prestazioni offerte contro Audace Cerignola e Bari: «A questa partita ci arriviamo bene. Sono contento della prestazione col Cerignola, anche di quella precedente a Bari».

Il tecnico invita però a non trarre conclusioni definitive dalle prime giornate. «Le squadre non sono ancora rodate, abbiamo le nostre idee, affrontiamo tutto con serenità e questa è una gara perfetta per dimostrare di poter far bene».

«La Salernitana è costruita per vincere»

Inevitabile il confronto con una Salernitana costruita con ambizioni decisamente diverse rispetto a quelle della Cavese. «La pressione c’è per tutti», sottolinea Masitto. «Ovviamente la Salernitana è una squadra costruita per vincere il campionato, noi, invece, abbiamo obiettivi diversi».

Il tecnico, però, non considera il divario sulla carta un ostacolo insormontabile: «In campo si va in undici contro undici, e ci vuole sempre la pressione per far meglio».

Masitto si dice inoltre pronto a fronteggiare eventuali sorprese tattiche da parte dei granata. «Siamo pronti anche ad eventuali cambi di modulo da parte loro, sapremo come rispondere a gara in corso».

Un messaggio chiaro: la Cavese non arriverà all’Arechi per limitare i danni, ma con l’intenzione di giocarsi le proprie possibilità fino in fondo.

Il rammarico per l’assenza dei tifosi

A margine degli aspetti strettamente tecnici, Masitto dedica poi un passaggio alla questione dei tifosi della Cavese, che non potranno assistere al derby nel settore ospiti.

«È un peccato non poterli portare con noi. Questo è un limite tutto», afferma l’allenatore, auspicando che in futuro la situazione possa cambiare.

«Speriamo questa situazione cambi, perché il calcio è uno spettacolo e lo è per tutti, bambini, famiglie, anziani. Sarebbe bello vedere le tifoserie sfidarsi sugli spalti».

Il derby dell’Arechi sarà dunque una sfida particolare anche per questo motivo: in campo ci saranno due squadre pronte a contendersi i tre punti, mentre sugli spalti mancherà una delle due componenti del tifo organizzato. Masitto, intanto, prepara la sua Cavese alla sfida con la convinzione che il campo possa raccontare una storia diversa rispetto alle gerarchie della vigilia.

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Presidenza Fifa, la Figc ritira il sostegno alla candidatura di Infantino

La Figc (Federazione italiana gioco calcio) ha deciso di ritirare il sostegno alla candidatura di Gianni Infantino per le elezioni alla presidenza della Fifa in programma a marzo 2027. Una scelta, spiega la Federcalcio, che intende esprimere in maniera chiara e trasparente la posizione della Federazione, in piena condivisione con la Uefa e con il suo presidente Aleksander Čeferin, rispetto alle recenti iniziative promosse dal presidente della Fifa in materia di governance e sviluppo delle competizioni internazionali. «Continueremo a lavorare al fianco dell’Uefa e delle altre federazioni europee per promuovere un modello di calcio fondato su merito, solidarietà, sostenibilità e centralità dei tifosi», ha dichiarato il presidente della Figc Giovanni Malagò. «Ci riconosciamo in un modello di confronto, di ascolto e di corresponsabilità che ha fino ad ora consentito al calcio di crescere, innovare e al tempo stesso difendere i propri principi fondanti».

Sinner rinuncia agli US Open

Jannik Sinner non parteciperà ai prossimi US Open a causa del persistente problema al ginocchio emerso nelle scorse settimane, che lo aveva portato a sottoporsi a controlli assidui tra Milano e il JMedical di Torino. «Nonostante il duro lavoro svolto con il mio team e lo staff medico, abbiamo dovuto prendere la difficile decisione di non partecipare agli US Open di quest’anno», si legge nella nota con cui il fuoriclasse azzurro ha sciolto le riserve. New York vedrà invece l’atteso ritorno di Carlos Alcaraz dopo oltre quattro mesi di inattività.

Sinner: «Non vedevo l’ora di tornare a giocare a New York»

«Siamo tornati ad allenarci a Monte Carlo negli ultimi giorni e ci siamo resi conto di aver bisogno di più tempo per recuperare dal problema al ginocchio destro», ha spiegato Sinner nel comunicato. «Sono ovviamente molto triste e deluso, dato che New York occupa un posto speciale nel mio cuore. Non vedevo l’ora di tornare a giocare in quell’atmosfera elettrizzante, davanti a un pubblico fantastico». Il programma di Sinner, vincitore a Flushing Meadows nel 2024, prevede ora la permanenza in Europa e per proseguire il recupero, con l’obiettivo di farsi trovare pronto per la tournée asiatica e i tornei di Pechino e Shanghai.

È morto Varenne, addio al cavallo trottatore più forte di tutti i tempi

Addio al cavallo Varenne, considerato il miglior trottatore di tutti i tempi, morto a 31 anni nell’allevamento LJ di Eboli (Salerno). Figlio dello stallone americano Waikiki Beach e della fattrice italiana Ialmaz, Varenne – chiamato così per la rue de Varenne di Parigi, dove si trova l’Ambasciata d’Italia in Francia – era nato presso l’allevamento di Zenzalino a Copparo (Ferrara) il 19 maggio 1995. Acquistato da Enzo Giordano per 180 milioni di lire dopo una promettente ma sfortunata prova d’esordio e affidato all’allenatore finlandese Jori Turja, a esclusione della sua prima gara e di sole altre due nel corso della carriera, Varenne è sempre stato guidato dal driver Giampaolo Minnucci. In tutto ha conquistato 62 vittorie su 73 corse disputate, vincendo oltre 6 milioni di euro in premi.

È morto Varenne, addio al cavallo trottatore più forte di tutti i tempi

Tra i suoi principali successi il Derby italiano del trotto (1998), il Gran Premio Lotteria di Agnano (2000, 2001 e 2002), il Prix d’Amérique (2001 e 2002), l’Elitloppet (2001 e 2002) e la Breeders Crown (2001). Nel 2001, dunque, riuscì a imporsi in tutte e tre le prove del Grand Slam del trotto europeo (Amérique, Lotteria, Elitloppet) e anche nella Breeders Crown, la corsa più importante degli Stati Uniti.

È morto Varenne, addio al cavallo trottatore più forte di tutti i tempi
È morto Varenne, addio al cavallo trottatore più forte di tutti i tempi
È morto Varenne, addio al cavallo trottatore più forte di tutti i tempi
È morto Varenne, addio al cavallo trottatore più forte di tutti i tempi
È morto Varenne, addio al cavallo trottatore più forte di tutti i tempi

La sua fama travalicò i confini dell’ippica

Le sue prestazioni gli garantirono l’attenzione dei media, con numerosi articoli e copertine anche sulla stampa non specializzata, in Italia e all’estero. All’apice della sua carriera, la Snai (attraverso l’agenzia pubblicitaria Saatchi & Saatchi) commissionò a Enzo Jannacci un inno per il cavallo. Il cantautore milanese, appassionato di ippica, accettò con entusiasmo: «In due giorni ho composto la canzone: Varenne non è un cavallo, è un capolavoro».

Dopo il ritiro dalle corse, avvenuto il 28 settembre del 2002 (anno in cui aveva completato il Grand Slam europeo), Varenne aveva continuato a essere protagonista come stallone: tra i suoi figli (circa 2 mila) figurano già cinque vincitori del Derby.

Malagò ha un nuovo portavoce in Figc: è un altro romano

Giusto per restare in tema di Grande raccordo anulare, alla faccia di chi lo accusa di amichettismo da Circolo Aniene, Giovanni Malagò ha scelto un altro romano. Questa volta è un giornalista, Alessandro Catapano, che dal primo settembre assumerà il ruolo di portavoce del presidente, andando a rafforzare la squadra della comunicazione della Figc.

Per 17 anni alla Rosea, poi il passaggio in via del Tritone

Catapano ha lavorato per 17 anni a La Gazzetta dello Sport, prima di passare a Il Messaggero e diventare capo dello sport. Poi il salto della barricata dai giornali agli uffici stampa delle istituzioni sportive, con il lavoro alla Federazione italiana tennis e padel, l’incarico da consulente alla Federazione italiana di atletica leggera, i ruoli di direttore della comunicazione alla Flai-Cgil, alla Federazione ciclistica italiana e a quella della danza sportiva.

Malagò ha un nuovo portavoce in Figc: è un altro romano
Alessandro Catapano.

Il libro sull’amore per la Roma, con Venditti…

Ora è stato scelto per gestire i rapporti con i media e la comunicazione collegata all’attività istituzionale del presidente, tra l’altro alle prese con la grana su Bianchedi capodelegazione della Nazionale. A proposito di Roma, romanismi e romanisti, Catapano ha scritto anche un libro: Ti amo. (La) Roma dritta al cuore. Con prefazione di Antonello Venditti.

Scontro Coni-Figc su Bianchedi capodelegazione della Nazionale: cosa è successo

Dopo il caso di Andrea Pirlo quasi ct” e le dimissioni di Paolo Maldini da direttore tecnico, ecco un altro pasticcio azzurro targato Giovanni Malagò. La nomina di Diana Bianchedi come nuova capodelegazione della Nazionale italiana di calcio maschile, annunciata dal presidente della Figc, è stata infatti stoppata dal Coni. Il motivo? Secondo il Comitato Olimpico Nazionale Italiano c’è da verificare la legittimità del doppio incarico, in quanto l’ex schermitrice dal 2025 è vicepresidente vicaria della propria struttura.

Scontro Coni-Figc su Bianchedi capodelegazione della Nazionale: cosa è successo
Diana Bianchedi (Ansa).

La nota del Coni col richiamo all’articolo 7 dello Statuto

Con un colpo di teatro, Malagò ha scelto come capo delegazione della Nazionale italiana di calcio maschile una donna, proveniente da tutt’altro sport, dove ha vinto l’oro olimpico a Barcellona 92 e Sydney 2000. Il Coni è però intervenuto in gamba tesa contro il suo ex presidente, spiegando che «ai sensi dello Statuto e delle Leggi vigenti, sono stati prontamente attivati gli uffici preposti e gli organismi competenti al fine di valutare eventuali profili di opportunità, inconferibilità e incompatibilità» riguardanti gli incarichi di Bianchedi. Secondo l’articolo 7, comma 4, dello Statuto del Coni, i componenti della Giunta nazionale (di cui fa parte l’ex schermitrice in quanto vicepresidente) «qualora vengano a trovarsi in situazione di permanente conflitto di interessi sono considerati incompatibili con la carica che rivestono, e debbono essere dichiarati decaduti». A questo si aggiunge un altro aspetto: dopo la nomina a vicepresidente, la stessa Bianchedi ha firmato il modulo Coni per la dichiarazione di assenza di cause di incompatibilità, inconferibilità o conflitto di interessi richieste per incarichi istituzionali, candidature sportive, riconoscimento di professioni o iscrizioni a elenchi e registri del Coni.

LEGGI ANCHE: Malagò, il pasticcio Figc sul ct dell’Italia e quel mantra già bruciato

Scontro Coni-Figc su Bianchedi capodelegazione della Nazionale: cosa è successo
Giovanni Malagò (Ansa).

La Figc: «A Bianchedi un ruolo di mera rappresentanza»

La Figc ha rapidamente replicato di non ravvisare «alcun conflitto di interessi» nella nomina di Bianchedi nel ruoloche negli anni è stato di Gigi Riva, Gianluca Vialli e Gianluigi Buffon: «Non c’è né norma statale né statutaria che preveda espressamente un’incompatibilità tra il ruolo di membro di Giunta del Coni e un incarico federale; né si ritiene che l’incarico possa configurare il conflitto di interessi permanente richiamato dall’articolo 7 dello statuto del Coni. Si tratta di un ruolo di mera rappresentanza». Sta ora a Bianchedi decidere il da farsi: la leggenda della scherma, legata al Comitato olimpico italiano da un accordo da 50 mila euro l’anno, deve ancora firmare il contratto in Figc, che prevede un compenso attorno ai 150 mila euro. Altamente improbabile una coesistenza dei due incarichi: in caso di sì a Malagò, dovrà dimettersi dal Coni.

Sinner a Milano per controlli ortopedici prima di Cincinnati: cosa è successo

A pochi giorni dalla partenza per Cincinnati, dove si terrà il prossimo Masters 1000 a cui parteciperà, Jannik Sinner ha raggiunto Milano per svolgere nuovi controlli medici dopo quelli effettuati a giugno all’ospedale San Raffaele, che erano serviti per approfondire sul malore fisico e i problemi avvertiti durante il match del Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo.

La visita potrebbe essere legata a un fastidio al ginocchio destro

Stavolta Sinner, che nei giorni scorsi ha effettuato un check-up al J Medical di Torino, si recato presso la clinica privata Physioclinic, per controlli ortopedici e preventivi: l’ipotesi è che ci sia stato un focus sul ginocchio destro – di recente il campione altoatesino è stato fotografato con un cerotto applicato proprio in quella zona – in vista dell’imminente partenza per la stagione sul cemento americano. Gli esami, durati quattro ore, sono stati organizzati su richiesta del suo staff e Sinner è stato visitato dal dottor Piero Volpi (ex medico sociale dell’Inter). Se dagli accertamenti non emergeranno criticità, Sinner – arrivato a Milano in auto da Monte Carlo – decollerà verso l’Ohio domenica 9 agosto.

Il Tribunale dichiara il fallimento del Brescia calcio

Il tribunale di Brescia ha dichiarato il fallimento del Brescia calcio, rigettando la richiesta del club che aveva chiesto un concordato in bianco per evitarlo. La decisione è arrivata nel giorno del 70esimo compleanno del presidente Massimo Cellino in seguito all’esclusione della società dai campionati professionistici per il mancato rispetto delle scadenze economiche e il successivo avvio della procedura concorsuale. «È solo un atto di punizione. Non pensavo che l’acredine fosse più forte della ragione», ha commentato Cellino. Il provvedimento dei giudici fallimentari ha dato atto dell’esposizione complessiva della società per 20 milioni di euro, 10 milioni di finanziamenti e 10 milioni verso creditori privilegiati e altri.

Zinedine Zidane è il nuovo ct della Francia

Zinédine Zidane è ufficialmente il nuovo ct della Francia. Lo ha confermato il presidente della Federazione francese, Philippe Diallo, specificando che il contratto è valido per quattro anni. «La nazionale francese è l’unica cosa che volevo fare», ha dichiarato Zidane dopo l’ufficializzazione. «È una continuità, in un certo senso un sogno. Ho avuto proposte in questi quattro, cinque anni per riprendere un club e le ho rifiutate tutte per la nazionale francese». L’ex trequartista, campione del mondo nel 1998 con i Bleus, succede al suo ex compagno di squadra Didier Deschamps, ct dal 2012. Zidane, 54 anni, era senza incarico dal 2021, quando concluse la sua seconda esperienza sulla panchina del Real Madrid.

Dietro l’ossessiva digitalizzazione del tennis c’è un solo business: le scommesse

Anche il tempio sacro della tradizione del tennis, ossia il torneo di Wimbledon, si è dovuto inchinare all’ossessione per la digitalizzazione totale delle nostre vite: non solo il sistema di chiamata elettronica in tempo reale, che ha sostituito i giudici di linea, ma pure sensori seminati ovunque e che restituiscono miliardi di dati da elaborare e restituire in statistiche pronte all’uso.

Qualcuno, ingenuo, potrebbe pensare che tutto ciò abbia a che fare con la completezza delle telecronache (fornendo ai giornalisti molti numeri per dare informazioni più dettagliate ai telespettatori e agli appassionati) e con un senso di giustizia, per togliere l’elemento umano, fallibile e influenzabile, e oggettivare la chiamata di una pallina dentro o fuori dalle linee del campo. Ma non è così.

La digitalizzazione del tennis e il diluvio di dati sono invece legati a una svolta di 4-5 anni fa, quando Atp (l’associazione dei tennisti professionisti che gestisce il circuito) e Atp Media hanno creato Tennis data innovations, una società che gestisce il comparto dati e live streaming fondamentale per il mondo delle scommesse.

Partnership globale con Sportradar: pioggia di partite (e soldi)

In questo modo Atp ha cessato di essere un semplice venditore di diritti ed è diventato un partecipante attivo e strategico nel mercato dei dati per il betting. Tennis data innovations ha firmato una partnership globale con Sportradar, una delle principali società di tecnologia e dati sportivi al mondo. L’accordo ha reso Sportradar il partner esclusivo per i dati di scommesse e lo streaming per l’intero Atp Tour e Challenger Tour, coprendo oltre 14.500 partite all’anno. E ci sono tanti soldi da fare.

Il calcio è in testa, ma il tennis cresce sul campo delle scommesse

Come mostra infatti il rapporto sul “Global sports betting market” realizzato da Fortune business insight, il mercato delle scommesse sul tennis vale tra il 12 e il 15 per cento del totale scommesse mondiali sullo sport, ossia dai 13 ai 19 miliardi di dollari all’anno. Una montagna di denaro che fa del tennis uno degli sport preferiti dagli scommettitori (proprio per la cascata di dati disponibili e la possibilità di puntare su qualunque cosa), anche se ancora lontano dal calcio che assorbe una fetta del 41 per cento di tutte le puntate.

Dietro l’ossessiva digitalizzazione del tennis c’è un solo business: le scommesse
L’ombra di Matteo Berrettini al torneo di Wimbledon (foto Ansa).

Peraltro, e Atp lo sa bene, il comparto delle scommesse sportive è in crescita costante: ora vale quasi 114 miliardi di dollari all’anno (dati 2025) e nel 2026 si prevede un’espansione a 126,5 miliardi, per poi sfiorare addirittura i 300 miliardi di dollari annui entro il 2034.

Dietro l’ossessiva digitalizzazione del tennis c’è un solo business: le scommesse
Jannik Sinner a Wimbledon (foto Ansa).

L’Europa, in questo processo, è molto coinvolta, essendo la parte di mondo più dedita all’azzardo: vale il 39 per cento del mercato globale delle scommesse sportive (con il Regno Unito, patria di Wimbledon, a quota 31 per cento del mercato europeo, e la Germania al 26 per cento), davanti al Nord America (34 per cento), Asia-Pacifico (20 per cento), e resto del mondo (7 per cento).

Un ruolo determinante è quello delle puntate live

Le scommesse online, e quindi l’approccio guidato quasi esclusivamente dalla pioggia torrenziale di dati elaborati, pesano per il 72 per cento del mercato delle scommesse, mentre quelle offline, coi vecchi metodi di puntata fisica in qualche agenzia, sono scese al 28. In questo processo di evoluzione del betting stanno assumendo un ruolo determinante le scommesse live, durante la partita (Il prossimo punto sarà vinto con un dritto o con un rovescio? Quanti colpi di rovescio farà durante il game? Il tennista scenderà a rete una o più volte durante il set? Quanti servizi farà al centro? E quanti a uscire?, e così via…), grazie all’analisi dei dati in real time e al potenziamento, su tutto il globo terrestre, delle connessioni alla Rete mobile.

Dietro l’ossessiva digitalizzazione del tennis c’è un solo business: le scommesse
Matteo Berrettini (foto Ansa).

Perciò, quando sentiamo un telecronista intrattenerci sulle statistiche più impensabili dedicate a Jannik Sinner o Matteo Berrettini, è importante sapere che dietro questi numeri ci sono tantissimi soldi. Il betting è diventato cruciale per l’organizzazione del tour di tennis, al punto che è la voce di ricavi di gran lunga più rilevante del bilancio Atp: circa 200 milioni di dollari all’anno (ma erano appena 32 milioni nel 2019), il 54 per cento del totale.

Ecco perché nessuno se la prenderà con gli scommettitori disturbatori…

Comprensibile, quindi, che il sopracciglio alzato di qualche direttore di torneo contro gli scommettitori che popolano gli spalti e disturbano questo o quel giocatore non possa mai essere seguito da concrete prese di posizione: il betting è una fonte di business cruciale per il tennis e lo sport in generale.

Dietro l’ossessiva digitalizzazione del tennis c’è un solo business: le scommesse
Il francese Arthur Fils nel match del secondo turno contro Berrettini (foto Ansa).

A Dazn Italia un manager che arriva (guarda caso) da quel mondo

Basti vedere la decisione presa da Dazn Italia, piattaforma di streaming dedicata quasi esclusivamente allo sport e che dal primo luglio ha sostituito l’amministratore delegato Stefano Azzi (esperto di telecomunicazioni) con Andrea Faelli, una carriera tutta all’interno di società di scommesse.

Dietro l’ossessiva digitalizzazione del tennis c’è un solo business: le scommesse
Andrea Faelli (foto Imagoeconomica).

O le iniziative future di un colosso come Meta, azienda che starebbe sviluppando una nuova app dedicata al mondo dei mercati predittivi, e quindi delle scommesse (nome in codice: Arena) a seguito della grande passione del fondatore, Mark Zuckerberg, per il settore delle arti marziali e del Mma, dove il betting la fa da padrone.

Massimiliano Allegri è il nuovo allenatore del Napoli

Massimiliano Allegri è ufficialmente il nuovo allenatore del Napoli. Ad annunciarlo è stato il presidente azzurro Aurelio De Laurentiis che, con un tweet su X, ha salutato il nuovo tecnico: «Benvenuto Max!». L’ex allenatore del Milan ha firmato un contratto di tre anni fino al 30 giugno 2029.

Il comunicato del Napoli

Questo il comunicato del club azzurro: «La SSC Napoli dà il benvenuto a Massimiliano Allegri, che assume l’incarico di allenatore della prima squadra. Il tecnico ha firmato un contratto che lo legherà al Club fino al 30 giugno 2029. Dopo una lunga carriera da calciatore, in cui ha indossato anche la maglia del Napoli nel ’97/98, Max Allegri intraprende il percorso da allenatore a partire dalla stagione 2003/04. Nel 2007/08 conduce il Sassuolo alla prima storica promozione in Serie B, vincendo nella medesima annata anche la Supercoppa di Serie C1. Qualche mese più tardi fa il suo debutto in Serie A con il Cagliari, chiudendo il campionato al nono posto e vincendo la Panchina d’oro. Nel 2010 approda al Milan, riuscendo a vincere il diciottesimo scudetto e la sesta Supercoppa Italiana della storia rossonera. Dal 2014 al 2019 è il tecnico della Juventus, con cui conquista cinque scudetti consecutivi, quattro coppe Italia di seguito e due Supercoppe. Nello stesso periodo conduce per due volte i bianconeri alla finale della Champions League. Dopo due anni torna alla guida della Juventus vincendo la sua quinta Coppa Italia nel 2024. Nella scorsa stagione ha allenato nuovamente il Milan, terminando il campionato al quinto posto. Benvenuto, mister Allegri!».

Nuove accuse di doping per Schwazer

Nuove accuse di doping per Alex Schwazer. A lanciarle è stata l’agenzia nazionale antidoping tedesca, che ha avviato un procedimento nei confronti del marciatore azzurro, sospeso in via cautelare. A Schwazer, durante i campionati tedeschi di marcia su strada, sono state rilevate tracce di Eritropoietina sia nei campioni di urina sia in quelli di sangue. Nel comunicato che informa della positività, l’agenzia ha aggiunto di aver presentato una denuncia alla procura competente sulla base della legge antidoping.

Ruben Amorim sarà il nuovo allenatore del Milan

Sarà Ruben Amorim il nuovo allenatore del Milan. Il tecnico portoghese ha raggiunto un accordo con il club rossonero, con cui ha firmato un contratto biennale (fino al 2028), con opzione per un terzo anno. A riferirlo è il quotidiano portoghese A Bola, secondo cui Amorim riceverà 3,5 milioni di euro netti a stagione, più bonus per scudetto e qualificazione alla Champions League, competizione mancata dai rossoneri nelle ultime due stagioni. Il 41enne di Lisbona attende solo l’approvazione definitiva di Gerry Cardinale di Red Bird, proprietario del club, per recarsi in Italia e firmare il contratto.

Sinner in ospedale a Milano per accertamenti dopo il malore al Roland Garros

Jannik Sinner è all’ospedale San Raffaele di Milano per accertamenti programmati dopo il malore che lo ha colpito al Roland Garros, con conseguente eliminazione al secondo turno dello Slam francese: l’intenzione del tennista numero uno al mondo è capire bene cosa gli è successo a Parigi nel match contro Juanma Cerundolo, dove era avanti due set e 5-1 nel terzo, prima del tracollo.

Sinner in ospedale a Milano per accertamenti dopo il malore al Roland Garros
Jannik Sinner (Ansa).

Fino al malore Sinner aveva giocato (e vinto) ininterrottamente da marzo

L’eliminazione al Roland Garros è avvenuta il 28 giugno: fino al colpo di calore che lo ha steso a Parigi, Sinner aveva giocando ininterrottamente da marzo, collezionando vittorie a Indian Wells, Miami, Monte Carlo, Madrid e Roma. Mercoledì 10 marzo riprenderà gli allenamenti a Monte Carlo e, come già annunciato, non giocherà nessun torneo sull’erba prima di Wimbledon.

Il cambio di programma di Sinner, che era atteso per i test al JMedical di Torino

Il fuoriclasse azzurro era atteso inizialmente a Torino al JMedical, il centro medico della Juventus a cui già in passato si era rivolto in altre occasioni. Poi il cambio di programma: relax al mare in Sardegna con la compagna Laila Hasanovic, in attesa degli accertamenti clinici riprogrammati a Milano.

Nuovo torneo di tennis sull’erba a Milano? La Fitp punta altrove

A febbraio era già uscita l’indiscrezione che la Federtennis e padel, mettendo sul piatto quasi 27 milioni di dollari, si era comprata i diritti del torneo 250 di Bruxelles, per organizzare in Italia, a partire dal 2028, un 250 all’aperto su erba poco prima di Wimbledon. Successivamente, nei primi giorni di maggio, c’era stato un comunicato ufficiale nel quale la Fitp e l’Istituto per il credito sportivo e culturale (Icsc) formalizzavano «un accordo per il finanziamento legato all’acquisizione della licenza (Class Membership) e dei diritti del torneo Atp 250 disputato a Bruxelles. Il torneo, che sarà il primo organizzato sull’erba in Italia nel circuito Atp, entrerà nel calendario internazionale dal 2028. L’operazione, che prevede un finanziamento da 10 milioni di euro concesso da Icsc a sostegno dell’investimento federale, rappresenta un passaggio strategico nel percorso di rafforzamento della presenza italiana nel circuito internazionale e si inserisce in una fase di crescita strutturale del movimento, trainata dall’aumento dei praticanti, dal successo degli eventi e dai risultati sportivi di vertice». Sin da subito il presidente della Fitp, Angelo Binaghi, aveva detto che il nuovo torneo di tennis si sarebbe giocato nel Nord Italia. Sì, ma dove di preciso?

Tutti avevano pensato a Milano, ma…

Poiché a Torino ci sono già le Atp Finals e a Bologna le finali di Coppa Davis, tutti hanno pensato a Milano. In effetti da settimane escono notizie su terreni e soggetti che potrebbero entrare in gioco al fianco di Fitp nel capoluogo lombardo. Per esempio, uomini dell’amministrazione meneghina guidata dal sindaco dem Beppe Sala avevano fatto filtrare che il Comune avrebbe costruito strutture fisse e permanenti (dove si sarebbe insediato anche un centro federale del tennis), e le aree individuate erano la Maura (area dove c’è un importante impianto per il trotto e che viene sempre tirata in ballo, se ne parlava anche per il nuovo stadio del Milan), oppure i terreni attorno al vecchio Lido di Milano, oppure, ancora, un’area in zona Bonfadini (dove ci sono diversi insediamenti rom). Tutte ipotesi che non avevano scaldato molto i cuori.

Nuovo torneo di tennis sull’erba a Milano? La Fitp punta altrove
Angelo Binaghi con Beppe Sala (foto Imagoeconomica).

Negli ultimissimi giorni, invece, sui media si discute molto dell’area cosiddetta “San Francesco” a San Donato Milanese, ossia quei terreni che il Milan aveva comprato per realizzare il nuovo stadio, e che invece ora, con l’acquisto di San Siro insieme con l’Inter, non servono più e vanno valorizzati. Si vorrebbe realizzare, su quella superficie, sia un nuovo palazzetto per il basket (assurdo, perché a Milano-Rogoredo, cioè a un chilometro in linea d’aria da San Donato, è appena stato inaugurato il palazzetto Unipol Dome da 16 mila posti) sia, dicono alcune testate, un centro federale per il tennis. Il tutto per un investimento da 400 milioni di euro.

Nuovo torneo di tennis sull’erba a Milano? La Fitp punta altrove
L’Unipol Dome nel quartiere Santa Giulia di Milano (foto Ansa).

Clima disastroso per quel tipo di superficie

Questi bla bla bla, però, non hanno fatto i conti con l’oste. Perché la Federtennis e padel, in realtà, non ha nessuna intenzione di portare un centro federale e campi in erba a Milano, dove il clima, in primavera ed estate, sarebbe disastroso per quel tipo di superficie. La Federazione, invece, punta al Nord-Est, tra il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia: le condizioni meteo più fresche e umide sono assolutamente migliori per lo sviluppo di una struttura dedicata ai campi in erba, attorno alla quale verrà costruito un centro federale attivo tutto l’anno. E gli sponsor, peraltro, stanno spingendo all’unisono verso questa soluzione, per provare anche ad allontanarsi dalla congestionata Milano in fatto di brand.

Dal 2028 a giugno in mezzo fra Roland Garros e Wimbledon

Il torneo 250, organizzato dal 2028 nelle tre settimane di giugno che separano la fine del Roland Garros dall’inizio di Wimbledon, dovrà giostrarsi tra i due grandi 500 al Queen’s di Londra o ad Halle (in Germania), facendo a spallate con gli altri tornei 250 su erba di Stoccarda, ’s-Hertogenbosch (Paesi Bassi), Maiorca (Spagna) ed Eastbourne (Inghilterra).

Derby e Internazionali d’Italia: cosa c’è dietro la guerra tra calcio e tennis a Roma

È un pasticcio di cui si parla da un paio di settimane ma ancora non se ne viene a capo. Domenica 17 maggio, alle 17, è prevista la finale degli Internazionali Bnl d’Italia, dove si spera giochi e vinca Jannik Sinner. Nel medesimo pomeriggio, però, è previsto anche il derby capitolino Roma-Lazio, che è sempre una partita seguitissima in città, con l’aggiunta che, essendo in finale di stagione, entrambe le squadre si giocano la partecipazione alle competizioni europee: Champions ed Europa League.

Derby e Internazionali d’Italia: cosa c’è dietro la guerra tra calcio e tennis a Roma
Jannik Sinner (Ansa).

Spostare il derby Roma-Lazio? Sia mai!

Il derby era previsto alle 15, ma si sovrappone alla finale degli Internazionali: l’area del Foro Italico rischia di essere invasa da 60 mila spettatori per il calcio e altri 10 mila per il tennis. Troppi. In un primo tempo si era proposto di spostare il derby il giorno dopo, lunedì sera alle 20.45, ma entrambe le società, Roma e Lazio, si sono opposte. Poi si è parlato di anticipare il match alle 12.30 di domenica, ma qui sono intervenuti questore e prefetto sostenendo che il grande problema di gestione dell’ordine pubblico rimane. Troppo pericoloso. Problema che potrebbe presentarsi anche nella serata di mercoledì 13, quando all’Olimpico si giocherà la finale di Coppa Italia tra Lazio e Inter e, in contemporanea, le partite notturne degli Internazionali, ma di questo quasi non si parla. L’attenzione di tutti è concentrata sul derby, perché la questione ancora non si scioglie. «Credo che sarebbe il caso di fare la finale del tennis la domenica e il derby lunedì alle 20.45. Si sarebbe potuto organizzare meglio», ha detto nelle ultime ore l’assessore capitolino ai Grandi eventi, Alessandro Onorato. Ma una decisione finale ancora non c’è. 

Derby e Internazionali d’Italia: cosa c’è dietro la guerra tra calcio e tennis a Roma
Reda Belahyane della Lazio e Lorenzo Pellegrini della Roma durante il derby del 21 settembre 2025 (Ansa).

Binaghi rispolvera la guerra tra racchetta e pallone

La vicenda ha però riacceso i riflettori sulla guerra ormai in corso tra calcio e tennis. Il presidente di Federtennis, Angelo Binaghi, uno con un bel caratterino, sta col fucile puntato. «Lo spostamento del derby? Che la finale si sarebbe giocata quel giorno a quell’ora si sa da due anni. Credo che questa possa essere la volta buona in cui il calcio si renda conto che bisogna programmare il campionato tenendo conto che a Roma ci sono gli Internazionali e a Torino le Atp Finals», ha tuonato. Non è la prima volta che calcio e tennis si incrociano a Roma, ma questa volta Binaghi si è innervosito più del solito. Perché, come lui stesso ha sottolineato, «il tennis in Italia ormai è pronto a superare il calcio, quindi meritiamo più rispetto».

Derby e Internazionali d’Italia: cosa c’è dietro la guerra tra calcio e tennis a Roma
Il campo centrale degli Internazionali di tennis (Ansa).

Il presidente della Fitp ne ha per tutti, compreso Malagò

Che Binaghi stia vivendo il suo momento di gloria e che un po’ goda della disfatta della Nazionale e della Federcalcio è abbastanza evidente, come emerso pure dalla conferenza stampa di presentazione degli Internazionali. Parole che poi ha ribadito in un’intervista al Foglio. «Una ventina d’anni fa noi facemmo una rivoluzione. Nel calcio non accadrà perché non ci sono le condizioni. Il governo in questi anni ha continuato a sostenere economicamente il calcio ben oltre i suoi meriti e valorizzando oltremodo la sua rilevanza sociale. E purtroppo si sono visti i risultati», ha affermato il presidente della Fitp. Che poi sorride quando sente girare il nome di Giovanni Malagò per la presidenza della Figc. «Se diventerà presidente farà quello che ha sempre fatto, diventerà amico di tutti, farà tutti contenti allargando il suo consenso, ma non farà alcuna rivoluzione, che necessita di due cose: le idee e la disponibilità a prendere decisioni impopolari, fino a rendersi antipatico. Io se mi accorgo di essere troppo simpatico, mi preoccupo…», ha tagliato corto Binaghi. 

Derby e Internazionali d’Italia: cosa c’è dietro la guerra tra calcio e tennis a Roma
Angelo Binaghi (Imagoeconomica).

I numeri del tennis in Italia gli danno ragione

Del resto i numeri degli ultimi anni parlano chiaro. La Fitp vanta 1 milione e 254 mila tesserati nel 2025 contro 1 milione 497 mila della Figc. Gli italiani che praticano tennis o padel l’anno scorso sono stati circa 6 milioni e 200 mila, contro i 6 milioni e 500 mila del calcio. Il sorpasso è a portata di mano. E Binaghi sta vivendo una personale rivincita della racchetta sul pallone, soprattutto grazie al momento d’oro con Sinner, numero uno al mondo, e altri tre giocatori nei primi 20 del ranking. Mentre dall’altra parte il calcio annaspa, con la nazionale esclusa dal terzo Mondiale di fila e i club che nelle competizioni europee non toccano palla, nel vero senso della parola. Non solo: quest’anno gli Internazionali potrebbero essere i più seguiti di sempre: l’obiettivo è superare quota 400 mila spettatori (393.671 nel 2025). Altro traguardo è superare l’impatto economico di 1 miliardo di euro per la città (894 milioni nel 2025), mentre il fatturato Fitp ha raggiunto il record di 243.459.085 euro. Anche per questo Binaghi pretende più rispetto dal mondo pallonaro, che invece sembra comportarsi come se nulla fosse accaduto.

Derby e Internazionali d’Italia: cosa c’è dietro la guerra tra calcio e tennis a Roma
Il Presidente Sergio Mattarella con Angelo Binaghi presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Luciano Buonfiglio, presidente del Coni e Andrea Abodi, ministro per lo Sport (Ansa).

Il silenzio assordante di Sport & Salute

In questa diatriba sul derby, poi, c’è da registrare l’assordante silenzio di Sport & Salute, la società pubblica che gestisce tutta l’area del Foro Italico, quindi i diretti interessati della faccenda. Dal presidente Marco Mezzaroma (amico personale di Giorgia Meloni) neanche una parola, mentre l’ad Diego Nepi quando venne presentato il calendario di Serie A avanzò legittime critiche. «Non si può mettere il derby di Roma quando c’è la finale degli Internazionali, danneggia tutti e non si fa sistema», la sua accusa a inizio campionato. Poi da Sport & Salute più nulla, con la patata bollente rimasta in mano alla Fitp, alla Roma, alla Lazio, al questore e al prefetto. 

Inter, Qatar Airways è il nuovo sponsor: il debutto a San Siro contro il Frosinone

L’Inter si prepara al debutto di un nuovo sponsor. Il 12 novembre 2023, in occasione del match casalingo contro il Frosinone valido per la dodicesima giornata del campionato di Serie A, a San Siro scenderà in campo anche Qatar Airways. Secondo quanto rivelato da Calcio e finanza, allo stadio Giuseppe Meazza è prevista, per la presentazione, una scenografia dedicata al nuovo sponsor, che frutterà oltre un milione di euro al club nerazzurro.

Inter, Qatar Airways è il nuovo sponsor il debutto a San Siro contro il Frosinone
Un velivolo della Qatar Airways (Getty Images).

L’accordo con Paramout+ scade a fine stagione

In totale l’Inter dovrebbe incassare circa 1,5 milioni di euro per l’intera stagione. Ma l’accordo ha un altro aspetto da non sottovalutare. La società è riuscita a entrare in contatto con un nuovo partner, a pochi mesi dalla scadenza dell’accordo con l’attuale main sponsor, Paramount+. Il logo del servizio streaming e televisivo gestito dalla Paramount Global, campeggerà sulle maglie nerazzurre fino alla fine della stagione 2023/2024. Ad oggi, però, non c’è alcuna ipotesi di rinnovo e senza una soluzione l’Inter rischierebbe di perdere gli introiti garantiti da un possibile sponsor sulla maglia.

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Inter, Qatar Airways è il nuovo sponsor il debutto a San Siro contro il Frosinone
Lautaro Martinez saluta i tifosi dopo una sostituzione: sulla maglia lo sponsor Paramount (Getty Images).

Un anno fa il caso Digitalbits

L’Inter vuole evitare i problemi avuti con Digitalbits, il cui logo ha accompagnato la squadra sulla maglia per mesi, prima dell’accordo con Paramout+. Il vecchio sponsor ha creato diversi disagi alla società, relativi soprattutto ai mancati pagamenti di alcuni premi per le posizioni finali della stagione 2021/2022 e al «canone base di 24 milioni di euro» per l’annata successiva. La denuncia era arrivata nel febbraio 2023, con tanto di rimozione del logo dalla maglia. E in quelle settimane la società guidata dal presidente Steven Zhang ha iniziato a cercare nuovi partner commerciali. L’Inter sarebbe anche stata a un passo dall’accordo con la Turkish Airlines, senza mai chiudere l’accordo. Ora, invece, è arrivata una nuova compagnia aerea.

Il Newcastle minaccia di fare causa al Milan per il caso Tonali

Sandro Tonali è uno dei grandi protagonisti, in negativo, della vicenda del calcioscommesse che sta scuotendo il calcio italiano e non solo. Il calciatore, ex Milan e Brescia, oggi al Newcastle, ha ammesso di aver scommesso anche sulle partite delle sue squadre e, dunque, si aspetta a breve la conferma della squalifica da parte della procura federale. Vista la collaborazione dell’imputato, si attendono tra i 10 e 12 mesi di lontananza dal campo, cui si aggiungerebbero eventuali altri mesi di pena accessoria. Uno smacco per il Newcastle che in estate ha acquistato il centrocampista dai rossoneri spendendo 70 milioni di euro e che, ora, potrebbe vedersi privato delle sue prestazioni. Oltre ad annunciare l’intenzione di sospendere lo stipendio da 8 milioni di euro a stagione al giocatore dal momento dell’ufficialità della squalifica, il club inglese avrebbe anche intenzione di intentare una causa milionaria contro il Milan.

Possibile battaglia legale in vista per i rossoneri

Così come riferito dal Corriere dello Sport, il Newcastle avrebbe intenzione fare causa al Milan con l’obiettivo di ottenere un risarcimento economico di parecchi milioni di euro. Il club inglese, nello specifico, starebbe soltanto aspettando l’ufficialità dell’inibizione del calciatore per agire contro i rossoneri che potrebbero dunque ritrovarsi a dover sostenere una battaglia legale. Il Milan, nel frattempo, tace e attende gli sviluppi della vicenda.

Tifosi del Newcastle
Tifosi del Newcastle (Getty images).

Stipendio sospeso per Tonali: prende 8 milioni a stagione

Se sulla vicenda della causa al Milan da parte del Newcastle molti aspetti devono ancora essere chiariti, appare certo invece che il club inglese, nel momento in cui la squalifica verrà ufficializzata, sospenderà lo stipendio al calciatore. Tonali, in Inghilterra, guadagna 8 milioni di euro a stagione.

Nicolò Fagioli, squalificato per calcioscommesse
Nicolò Fagioli, squalificato per calcioscommesse (Getty Images).

La strategia del Newcastle è diametralmente opposta rispetto a quella scelta dalla Juventus per il similare caso di Fagioli: il calciatore, infatti, malgrado la squalifica già accertata dalla procura federale, resta a libro paga del club bianconero e può continuare ad allenarsi con la squadra. Per Tonali la situazione è invece molto più critica, con la procura Figc che cerca una quadra con la Premier e la Federcalcio inglese (Fa), anche se le regole differenti non agevolano l’intesa.

Tour de France 2024, si parte dall’Italia: è la prima volta nella storia

Il Tour de France 2024 partirà da Firenze. Per la prima volta in 111 edizioni, l’Italia avrà un ruolo determinante con la Grand Départ dal capoluogo toscano. E in territorio italiano le tappe saranno tre: la Firenze-Rimini, la Cesenatico-Bologna e la Piacenza-Torino. Saranno omaggiati così i grandi nomi del ciclismo italiano e si festeggeranno i cento anni dalla prima vittoria tricolore, quella di Ottavio Bottecchia del 1924. Dall’ultimo successo, invece, sono passati dieci anni. A vincere il Tour nel 2014 è stato Vincenzo Nibali, lo Squalo dello Stretto. La quarta tappa partirà poi da Pinerolo e arriverà oltre le Alpi, a Valloire.

Si parte il 29 giugno, l’arrivo a Nizza il 21 luglio

La partenza da Firenze è prevista per il 29 giugno, mentre l’arrivo sarà a Nizza, il 21 luglio. Non ci sarà Parigi, impegnata in estate nell’ospitare i Giochi Olimpici. Tra le montagne principali, il Galibier, lo storico Tourmalet, e la Bonette. Due le tappe a cronometro per un totale di 59 km. E ci sarà anche una tappa sterrati, all’Aube. Complessivamente i ciclisti percorreranno 3.492 km, con 7 corse in montagna e 4 arrivi in salita. Sulla tappa Firenze-Rimini, invece, Christian Prudhomme, direttore generale del Tour de France, ha dichiarato: «È la più dura di sempre».

Tour de France 2024, si parte dall'Italia è la prima volta nella storia
Christian Prudhomme (Getty Images).

Bonaccini cita Gianni Mura

In Italia tra i più soddisfatti c’è Stefano Bonaccini. Il presidente della Regione Emilia-Romagna ha accolto con gioia la notizia. E ha commentato: «Il Tour è epica, linguaggio universale parlato e compreso in tutto il mondo. Il Grand Départ da Firenze all’Emilia-Romagna è un evento storico. Nella storia centenaria del Tour non era mai successo che toccasse all’Italia. Tocca a noi, nell’anno delle Olimpiadi di Parigi. È frutto di un lavoro tra le istituzioni nazionali e quelle locali durato tre anni. Tutti insieme abbiamo fatto l’impresa. Saremo buoni compagni di viaggio, per citare Gianni Mura».

Tour de France 2024, si parte dall'Italia è la prima volta nella storia
Vincenzo Nibali ha vinto il Tour de France nel 2014 (Getty Images).

Mark Groeneveld morto per un arresto cardiaco: il ciclista aveva 20 anni

Un gravissimo lutto ha colpito il mondo del ciclismo internazionale, che piange la scomparsa di Mark Groeneveld, ciclista morto a soli 20 anni. A dare la notizia il suo team, la X-Speed United, con un post sui social.

Morto il ciclista 20enne Mark Groeneveld

La squadra per cui correva Groeneveld, una formazione canadese di categoria Continental, ha così dato ai suoi seguaci la notizia: «È con il cuore colmo di dolore che confermiamo la scomparsa di Mark Groeneveld, avvenuta mentre era impegnato in una trasferta a Hong Kong. Lunedì 23 ottobre XSU e il mondo hanno perso un’altra grande anima…». Il team ha poi precisato: «Le circostanze della morte di Mark sono attualmente oggetto di indagine: abbiamo ricevuto informazioni preliminari che suggeriscono che potrebbe essere stata dovuta a un attacco di cuore».

X-Speed United ha aggiunto: «Stiamo lavorando a stretto contatto con le autorità competenti per raccogliere tutte le informazioni possibili e per fornire il supporto necessario alla famiglia di Mark in questo momento così difficile. Mark era una persona incredibile e un prezioso membro del nostro team. Aveva uno spirito straordinario, era sempre pronto a darti una mano nel dietro le quinte con il suo sorriso contagioso e la sua natura cordiale. La sua presenza ha illuminato le nostre giornate e mancherà profondamente a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo».

Chi era Mark Groeneveld

Di nazionalità olandese, Groeneveld aveva partecipato appena la settimana prima alla Hong Kong Cyclothon, ritrovandosi però costretto al ritiro a causa di un problema meccanico. In passato aveva avuto modo di correre per la Zappi Racing e la Enkhuizen West Frisia. Nel corso della sua ultima stagione prima del decesso aveva inoltre partecipato a gare come la Elfstedenronde Bruges, la Route Adélie de Vitré o ancora la BetCity Elfstedenrace.

Basket, Pozzecco nuovo allenatore del Villeurbanne

Il Villeurbanne dà il benvenuto a Gianmarco Pozzecco. Il club francese ha infatti ufficializzato l’arrivo sulla panchina dell’Asvel del tecnico italiano, che resterà comunque anche alla guida della nazionale azzurra così come fatto sapere dalla Federbasket.

Al suo fianco c’è il vice Edoardo Casalone

Champions, Inter batte Salisburgo 2-1

Vittoria dell’Inter che batte il Salisburgo 2-1 nella terza giornata del gruppo D della Champions League. Apre le marcature Alexis Sanchez, a segno dopo 19 minuti. Il Salisburgo trova il pari al 12esimo del secondo tempo con Gloukh ma i nerazzurri tornano immediatamente in vantaggio grazie a un rigore guadagnato da Frattesi e trasformato da Calhanoglu. Nel finale la Var annulla il 3-1 a Lautaro per fuorigioco. L’Inter si porta a 7 punti in classifica.

Le parole del mister Inzaghi

«È sicuramente una vittoria importante, ma ci manca ancora qualcosa per la qualificazione e ci aspettiamo due trasferte insidiose dove dovremo fare del nostro meglio» ha detto l’allenatore dell’Inter Simone Inzaghi dopo la partita. «È stato bravissimo Sanchez questa sera, come tutti i suoi compagni. Sono contento che ha segnato perché se lo merita per come sta lavorando. Sapevamo che il Salisburgo ha tanti giocatori di qualità ed è una squadra ricca di talenti e che corre molto. Lautaro sta crescendo tanto e dà sempre tutto in campo, mi spiace per il suo gol annullato, anche perché avremmo sofferto meno negli ultimi minuti».

Scommesse, la polizia acquisisce un file audio della fonte di Corona

Il caso scommesse nel calcio potrebbe essere a un passo da una nuova svolta. Sport Mediaset, citando fonti vicine all’indagine, ha riferito che la polizia avrebbe acquisito un file audio dalla fonte di Fabrizio Corona, Maurizio Petra. Quest’ultimo lo aveva già annunciato durante un’intervista rilasciata a La Verità. L’acquisizione sarebbe stata eseguita a La Spezia. Il materiale è stato custodito fino a pochi giorni fa dall’avvocato di Petra, Matteo Basso.

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Non si conosce il contenuto del file audio

Il legale non avrebbe ascoltato il contenuto del file audio, che tutt’ora non è stato rivelato. All’interno potrebbero esserci altri nomi di calciatori che riguarderebbero il caso scommesse. Dopo l’annuncio di Corona di una cinquantina di atleti coinvolti, la lista ufficiale è rimasta di tre elementi: Nicolò Fagioli, Sandro Tonali e Nicolò Zaniolo. Non è chiaro se Petra abbia consegnato il file volontariamente o meno.

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Scommesse, la polizia acquisisce un file audio della fonte di Corona
Zaniolo e Tonali dopo uno scontro di gioco quando i due giocavano nella Roma e nel Milan (Getty Images).

Nuovo Tapiro d’oro per Corona

Intanto Fabrizio Corona è stato premiato con un nuovo Tapiro d’oro. L’ex fotografo dei vip, ai microfoni di Striscia la notizia, è tornato ad attaccare il sistema: «Io le prove le ho e le farò vedere entro il 15 novembre su una piattaforma online libera: il 30 per cento dei calciatori è coinvolto». E ancora: «Casale mi ha querelato. Intanto bisogna vederla sta querela, ma posso dirvi che prima di querelarmi mi ha chiamato il suo procuratore per chiedermi se avessi le prove di quello che ho detto. Lo avrebbe fatto se fosse stato certo che era tutto falso? Poi ho ricevuto altre telefonate da persone disposte a darmi tutti i soldi che volessi per non farle uscire».

Andrea Cassarà, chi è lo schermidore italiano campione del fioretto

Andrea Cassarà, noto schermidore italiano campione nel fioretto, si trova attualmente indagato dalla procura di Brescia per produzione di materiale pedopornografico. Il telefono dello sportivo si trova attualmente sotto sequestro da parte dei carabinieri, che ora ne analizzeranno il contenuto.

Chi è Andrea Cassarà, medaglia d’oro ad Atene 2004

Cassarà ha 39 anni e non pratica più la scherma a livello agonistico, ma si occupa di allenare nuove giovani leve di questo sport. Originario di Brescia, si è specializzato nel fioretto ed è tesserato presso la società C.S. carabinieri. Nel suo palmarès vanta la medaglia d’oro nel fioretto a squadre alle Olimpiadi di Atene nel 2004 e la Coppa del mondo nel 2006. In passato si è inoltre guadagnato il bronzo nell’individuale nel 2004. La sua ultima vittoria risale ai Mondiali di scherma nel 2018, quando aveva ricevuto l’oro nel fioretto a squadre. La sua partecipazione più recente alle Olimpiadi risale ai giochi di Tokyo 2020. Alla luce del suo impegno sportivo, Cassarà ha ricevuto anche l’onorificenza di commendatore al merito della Repubblica italiana nel settembre 2004.

Andrea Sottil verso l’esonero all’Udinese, pronto Gabriele Cioffi

Andrea Sottil verso l’esonero dalla panchina dell’Udinese. A contribuire, il pareggio interno con il Lecce e i soli sei punti, senza vittorie, nelle prime nove gare del campionato. Il tecnico di Venaria Reale paga un cammino in costante difficoltà, con sole cinque vittorie nelle ultime 39 partite in serie A tra la scorsa e l’attuale stagione.

Secondo quanto appreso dall’ANSA, il sostituto potrebbe raggiungere Udine nel pomeriggio di martedì 24 ottobre. Si tratta di Gabriele Cioffi, già alla guida del club friulano nella stagione 2021/22 da subentrato al capo tecnico di allora Luca Gotti, di cui era il secondo. Cioffi fino a giugno era legato al Verona, da cui si starebbe svincolando in queste ore. A breve è attesa l’ufficialità. La notizia è stata anticipata dal direttore di Udinese Tv, Michele Criscitiello, che sui propri canali social ha rivelato la svolta decisa dalla società dei Pozzo.

Rugby, il mondiale del 2027 sarà allargato a 24 squadre

Anche il rugby, come già fatto dal calcio, ha deciso di aumentare la partecipazione al Mondiale, portando dalla prossima edizione, nel 2027 in Australia, le nazioni partecipanti da 20 a 24. Lo ha stabilito l’organo di governo di World Rugby, annunciando poi la creazione di una nuova competizione, la Nations League.

Ridotta la durata del torneo

Il nuovo format dei Mondiali prevede sei gironi da quattro squadre e l’aggiunta degli ottavi di finale. La durata del torneo verrà ridotta da sette a sei settimane ma rispettando lo stesso numero minimo di giorni di riposo tra le partite come per Francia 2023. L’edizione 2027 si terrà dal 10 settembre al 27 ottobre, nella primavera australe. La Nations League dal 2026 riunirà le 10 migliori nazionali al mondo (quelle del Sei Nazioni, in cui gioca l’Italia, e le quattro del Rugby Championship) più altre due invitate, probabilmente Giappone e Figi. Ci sarà una seconda divisione composta a sua volta da una dozzina di squadre, con la retrocessione che entrerà in vigore nel 2030. Si giocherà a luglio e novembre, in sostituzione degli attuali test match.

Lo Shakhtar contro la Fifa: «Ci hanno detto che la guerra non era responsabilità loro»

Lo Shakhtar Donetsk e gli altri club del campionato ucraino hanno chiesto da tempo alla Fifa di cambiare le regole applicate durante la prima fase di guerra in Ucraina. Su tutte, le società chiedono alla federazione sia di eliminare la possibilità di svincolo ai calciatori tesserati, sia di ricevere un indennizzo per gli svincolati dei mesi scorsi. Decine di atleti, soprattutto europei e sudamericani, sono fuggiti dal campionato ucraino proprio a causa della guerra, indebolendo la massima serie del Paese e un sistema già in crisi proprio per il conflitto. E ora il direttore generale dello Shakhtar, Serhiy Palkin, ha deciso di attaccare frontalmente i vertici della Fifa: «Ha distrutto il nostro intero ecosistema».

Palkin: «Nessuno capisce che la guerra ci fa scomparire»

In un’intervista al quotidiano El Pais, Palkin ha affermato: «La Fifa ha distrutto il nostro intero ecosistema. Ha liberato i nostri 13 stranieri gratis nel momento in cui dovevamo ricostruire la squadra per giocare il campionato ucraino e la Champions League 2022-23. La Fifa ci ha obbligato anche a pagare i debiti contratti da quei calciatori che non avevamo più. Ci ha detto che ciò che stava accadendo non era loro responsabilità. E che se non avessimo pagato i trasferimenti dei giocatori svincolati, ci avrebbero ritirato le licenze, non avremmo potuto giocare in Europa. Nessuno sembrava capire che la guerra metteva i club ucraini in pericolo di scomparsa».

Lo Shakhtar contro la Fifa: «Ci hanno detto che la guerra non era responsabilità loro»
Serhyi Palkin (Getty Images).

La risposta della Fifa: «Ci hanno detto che questa è la vita»

Il dg dello Shakhtar ha proseguito: «Quando ci siamo incontrati al Tribunale Arbitrale dello Sport l’unica risposta che ci ha dato la FIFA è stata che comprendevano la nostra situazione ma che questa è la vita e non potevano fare di più. Questa era la retorica. Hanno detto di essere preoccupati per la salvaguardia della vita dei calciatori. Non ho mai chiesto ai giocatori stranieri di rientrare. Non ho mai chiesto loro di impegnarsi in alcun modo. Era il nostro paese, il nostro problema, la nostra guerra. Ho solo comunicato a tutti gli stranieri che eravamo disponibili a facilitare partenze negoziate. Nessuno di loro ci aveva fatto pressioni per annullare i contratti».

L’esempio di Teté al Lione

Palkin ha poi fatto un esempio su tutti, quello di Teté, ex Shakhtar che in due stagioni ha cambiato altre due squadre. Ha spiegato: «Immaginate l’assurdità della situazione. Secondo l’allegato 7, uno dei nostri giocatori ha firmato per il Lione gratuitamente quando gli mancava un anno di contratto con noi; e sei mesi dopo il Lione lo cedette in prestito al Leicester. E per questo hanno fatturato un milione di euro. Quelli erano i nostri soldi! Abbiamo interpellato la FIFA e non hanno reagito. Un altro caso è Salomon: il suo valore di mercato, secondo Transfermarkt, è di 20 milioni. È il nostro club che ha generato quel valore, ingaggiandolo quando non aveva esperienza e facendolo giocare in Champions League. E ora il Tottenham lo ingaggia a parametro zero e la FIFA lo sostiene. La FIFA dice che nel calcio siamo una famiglia, ma oggi lo Shakhtar è fuori da quella famiglia».

 

Monza: «L’intervento al piede sinistro di Izzo è perfettamente riuscito»

Il Monza, attraverso un comunicato ufficiale, ha informato i tifosi delle condizioni di salute di Armando Izzo dopo che lo stesso è stato costretto a un intervento al piede sinistro per la rimozione del neuroma di Morton. Così come riferito dalla società, l’operazione sarebbe andata bene anche se non è chiaro al momento quali potranno essere i tempi di recupero. Il calciatore, nel corso di questa stagione con la maglia brianzola, ha collezionato sei presenze tra campionato e Coppa Italia, saltando le ultime tre gare proprio per i problemi al piede.

I tempi di recupero incerti di Izzo

«È perfettamente riuscito l’intervento chirurgico al piede sinistro cui si è sottoposto Armando Izzo, presso l’Hospital Quiron di Barcellona. Il professor Ramon Cugat ha effettuato la rimozione del neuroma di Morton. In bocca al lupo ad Armando per un pronto recupero!», dice il Monza in un post pubblicato su X. Non è noto, come detto, quando il calciatore potrà tornare a disposizione del tecnico Raffaele Palladino. Proprio quest’ultimo, nel corso della prossima conferenza stampa, potrebbe fare un punto sulla situazione del calciatore. Per il tecnico dei brianzoli non è certo un periodo fortunato, visto che, oltre ad Izzo, deve rinunciare nello stesso reparto anche allo squalificato Danilo D’Ambrosio.

Mourinho espulso durante la partita Roma-Monza

José Mourinho finisce la partita con il Monza da espulso, ma «oggi» – domenica 22 ottobre – «l’unica panchina che ha fatto un grande show e pressione sull’arbitro è stata la loro» ha spiegato lo Special One. «Non critico questo, critico che dopo una partita non devi usare parole brutte» – ha specificato – «Le mie parole per loro sono state brava squadra, bravissimo allenatore». A chi gli chiede come mai sia stato espulso, invece, risponde: «Non lo so. Ho solo messo le dita davanti alla bocca e mimato il gesto di chi piange sempre alla panchina avversaria, ma non ho usato parole offensive. Se per l’arbitro è rosso va bene».

«Meglio una brutta verità che una bugia bella»

Quanto alla squalifica in arrivo che gli impedirà  di stare in panchina in Inter-Roma, Mourinho ha commentato: «Mi dispiace non esserci? Come tutte le volte che non ci sono».

Al 90esimo è arrivato il gol di El Shaarawy, al termine di una settimana che ha visto il faraone al centro di rumors legati al caso scommesse. «Se sono stato vicino a Stephan? Per due minuti. Ho un rapporto con i miei giocatori molto vero. Anche quando sono critico sono diretto» – ha spiegato – «Loro sanno che con me è meglio una verità brutta di una bugia bella. Quando lui e il bambino (Zalewski, ndr) mi hanno detto di non preoccuparmi perché loro non erano coinvolti, per me è stato facile».

Palladino: «Non commento, cose che capitano»

«Le parole di Mourinho? Io non voglio fare polemica, sennò per tre giorni si parla solo di quello che succede fuori dal campo, che sono cose che possono capitare». Così Raffaele Palladino, tecnico del Monza, si è espresso sulla vicenda. «Lui è un grande comunicatore» – ha aggiunto – «noi dobbiamo spostare l’attenzione sul campo. Il Monza ha fatto una grande partita, i ragazzi hanno dato tutto in dieci in un ambiente difficile e ne sono orgoglioso.

El Sharaawy si commuove dopo il gol

Dopo aver colto due pali e aver incassato altrettante belle parate di Di Gregorio, la Roma è passata solo al 90′, grazie alla rete di Stafan El Sharaawy, subentrato dalla panchina nella ripresa. L’attaccante al fischio finale si è commosso, dissipando le tensioni del match, ma anche di una settimana difficile per la vicenda scommesse.