Dal Lussemburgo via libera al trasferimento del 25 per cento di Delfin

Svolta nel riassetto di Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio da oltre 40 miliardi di valore. I giudici lussemburghesi hanno dato semaforo verde al trasferimento delle rispettive quote del 12,5 per cento detenuto da Paola e Luca Del Vecchio in un veicolo societario di loro proprietà. Lo riporta Milano Finanza.

Perché serviva l’ok dei giudici

Le azioni di Delfin non resteranno più intestate direttamente ai due fratelli, ma confluiranno in una società da loro controllata. L’ok dei giudici era imprescindibile, in quanto lo statuto della holding stabilisce che i soci siano solo persone fisiche eredi del fondatore. L’operazione consentirà pertanto agli eredi di Leonardo Del Vecchio di aggirare il veto statutario di dare in pegno le azioni Delfin, aprendo margini operativi maggiori e sbloccando di fatto il riassetto della holding che, oltre al 32,4 per cento di EssilorLuxottica, custodisce anche il 17,5 per cento di Monte dei Paschi di Siena, il 10 per cento di Generali, il 2,7 per cento di UniCredit e il 28 per cento di Covivio, società attiva nel settore immobiliare.

Da Fagnani a Report, l’agosto terribile della Rai

Chiamalo se vuoi Sevizio pubblico. La Rai meloniana travolta da addii, defezioni, nuovi editti e cacciate può solo appellarsi a Santo Stefano De Martino, sperando nella grazia sanremese e nella reunion dei Maneskin all’Ariston. Per il resto, tra Report e Belve – per citare solo gli ultimi due casi – la situazione comincia a essere insostenibile.

Da Fagnani a Report, l’agosto terribile della Rai
Stefano De Martino (Ansa).

I motivi dietro l’insofferenza di Francesca Fagnani

Francesca Fagnani ha intenzione di mettere fine al suo contratto. Si è compromesso il rapporto di fiducia, ha spiegato, accennando a idee divergenti con l’azienda. Tra le motivazioni ci sarebbero anche i cachet troppo onerosi degli ospiti. Fatto sta che perdere Belve e il suo share (con picchi del 12 per cento) è un rischio che questa tivù pubblica non può permettersi. E infatti è subito intervenuto Williams Di Liberatore, direttore dell’Intrattenimento Prime Time. «Francesca Fagnani è un asset fondamentale e una risorsa preziosa per la Direzione Intrattenimento Prime Time ed è legata all’azienda da un contratto di esclusiva», ha messo in chiaro. «Durante l’estate ci sono state varie interlocuzioni sugli sviluppi del programma. Oggi siamo al lavoro». I problemi legati a un’eventuale uscita di Fagnani non finiscono con le percentuali di ascolto. Come ha scritto Il Fatto Quotidiano, perdere Belve, co-prodotto dalla Rai e da Fremantle, significherebbe perdere pure l’accordo economico siglato con Disney+ attraverso la controllata Rai Com. Di sicuro, Fagnani non avrebbe problemi a ricollocarsi. Per lei si potrebbero aprire le porte di Mediaset, anche ai grazie ai buoni rapporti con Maria De Filippi, magari in accoppiata con Enrico Mentana, sempre più insofferente a La7.

Da Fagnani a Report, l’agosto terribile della Rai
Francesca Fagnani (Imageconomica).

Il caso Report e l’autogol dei vertici Rai

C’è poi il caso Report. La cacciata di Sigfrido Ranucci dalla conduzione ha avuto l’effetto di compattare la redazione. Fino a luglio, la stragrande maggioranza della squadra convergeva su una soluzione collegiale ma, dopo la bufera mediatica sollevata contro il conduttore dai giornali di destra, gli inviati hanno fatto fronte comune minacciando di lasciare in blocco la Rai. Evidentemente i vertici dell’azienda pensavano che bastasse come garanzia la doppia nomina a capo-autore di Bernardo Iovene e Giulio Valesini, ma è andata diversamente. I due hanno risposto picche ed è partita la rivolta contro i nuovi volti imposti dai vertici: Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Destinato alla sede campana della TgR, Piervincenzi a Napoli non ha mai messo piede. Circostanza che, a posteriori, ha corroborato l’ipotesi che la scelta di Presutti e Piervincenzi fosse stata presa da tempo dai vertici, senza minimamente consultare la redazione, informata dall’avvicendamento solo da un lancio d’agenzia. Un pasticcio che ha infiammato animi già surriscaldati. Ora anche il cdr dell’Approfondimento Rai invita alla battaglia per difendere il «gior­na­li­smo di inchie­sta».

Da Fagnani a Report, l’agosto terribile della Rai
Sigfrido Ranucci (Ansa).

Il botta e risposta tra Ranucci e Piervincenzi

Ranucci, che con i suoi legali sta preparando la causa contro il suo allontanamento, dai teatri e dalle serate firmacopie continua a cannoneggiare contro l’azienda. «Ci sono impren­di­tori pronti a finan­ziare la bat­ta­glia per la libertà di stampa e aiu­tare i col­le­ghi esterni con cen­ti­naia di migliaia di euro», ha tuonato. «Anche su You­Tube, faremmo numeri più alti di certe tra­smis­sioni», attaccando di nuovo i due presunti usurpatori con cui ha ingaggiato un botta e risposta a distanza. I maligni sussurrano che alla fine potrebbe persino candidarsi con il Movimento 5 stelle, seguendo le orme di Lucia Annunziata che, un anno dopo aver lasciato In mezz’ora, scese in campo col Partito democratico alle Europee trasferendosi a Strasburgo.

Chi l’ha visto? resisterà senza Federica Sciarelli?

Ai cahiers de doléances va poi aggiunto Chi l’ha visto?. L’uscita di scena di Federica Sciarelli potrebbe causare contraccolpi agli ascolti. Tra i papabili candidati a sostituirla c’era pure Fagnani, che si era resa disponibile. Non se ne è fatto nulla e al posto della Fede nazionale è arrivata l’interna Raffaella Griggi. Anche questo, per inciso, sarebbe uno dei motivi delle frizioni tra la Signora delle Belve e la Rai.

Da Fagnani a Report, l’agosto terribile della Rai
Federica Sciarelli nello studio di Chi l’ha visto? (Ansa).

Roberto Sergio lascia la poltrona di dg

Per non farsi mancare nulla, ai piani alti dell’azienda si registra l’uscita di Roberto Sergio che lascerà l’incarico di direttore generale a fine settembre. I motivi non sarebbero solo anagrafici (Sergio è nato nel 1960): si mormora che i rapporti con il presidente facente funzione Antonio Marano non siano dei migliori. A Sergio resta la guida di tv San Marino. L’interim, ha scritto Il Fatto, potrebbe andare all’amministratore delegato Giampaolo Rossi, almeno fino a quando la tanto agognata riforma della Rai non vedrà la luce. Chissà se davanti alla nuova ondata di uscite (che arrivano, vale la pena di ricordarlo, dopo quelle di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, oltre che di Bianca Berlinguer, Amadeus, Corrado Augias, Massimo Gramellini e la già citata Annunziata) Rossi ripeterà la battuta con cui commentò le dimissioni di Augias: «La Rai è sopravvissuta all’addio di Baudo…». Il punto però è come sopravviverà.

Da Fagnani a Report, l’agosto terribile della Rai
Giampaolo Rossi e Roberto Sergio (Ansa).

L’ALBA DEL TRIBUNALE

Alberto Cuomo

 

Lo scambio di opinioni, su queste colonne, tra il procuratore Cantone e un articolista anonimo che tutti hanno compreso chi sia, non coglie le reali questioni che investono la città, soffermandosi sulla possibile diffusione di notizie riguardanti indagini. Che l’area del cementificio sia stata stuprata con un improbabile albergo che avrebbe voluto essere edificio residenziale è cosa vecchia e sapere dell’indagine sull’imu non pagata, secondo quanto ha reclamato tra l’altro, l’anonimo interlocutore, è del tutto irrilevante ai fini del benessere della città e dei cittadini, essendo il loro interesse legato alla parte restante dell’area che è stata tolta di fatto dalla destinazione pubblica. Secondo la legge 219/81 la delocalizzazione degli opifici prevedeva che l’area di sedime fosse utilizzata per servizi pubblici. L’idea migliore sarebbe stata quella di riutilizzare le parti storiche del complesso industriale, sorto nel 1904, per servizi vari. Invece il sindaco De Luca fece abbattere la vecchia struttura, sostenendo, così come il politico-speculatore del film “i segreti di una città”, fosse brutta e malandata, senza tener conto che, essendo un esempio di archeologia industriale, andava tutelata. Non contento, invece di destinare l’area liberata a standard e verde, ne indicò l’uso privato con concessione per la costruzione di un albergo che Chechile, il costruttore concessionario, voleva estendere a contenitore residenziale. A quel tempo l’anonimo, qualora sia ex magistrato, è probabile, fosse in procura senza profferire parola contro Vincenzo, tanto più che in procura vi furono contrasti con il procuratore capo Apicella e la sostituta Nuzzi la quale aveva osato guardare in alto chiedendo l’arresto di De Luca. La storiella del “brutto e degradato” il sindaco l’ha poi messa in gioco diverse volte, tra l’area del crescent e l’opificio della Marzotto. Gli è andata sempre bene, tanto che ora  diversi articoli sostengono voglia la sdemanializzazione della spiaggia Santa Teresa probabilmente per destinazioni private. L’art. 28 del Codice della Navigazione stabilisce che “Fanno parte del demanio marittimo: a) il lido, la spiaggia, i porti, le rade; b) le lagune, le foci dei fiumi che sboccano in mare, i bacini di acqua salsa o salmastra che almeno durante una parte dell’anno comunicano liberamente col mare; c) i canali utilizzabili ad uso pubblico marittimo”. A sua volta l’articolo 823 del Codice Civile determina per tali beni l’inalienabilità. Come è per quello militare, il demanio marittimo è ritenuto una forma di demanio “necessario” bel senso che non è suscettibile di appropriazione da parte dei privati e che non può non appartenere allo Stato in ragione della sua importanza per l’interesse della collettività nazionale (confini della nazione, acqua, difesa militare). La spiaggia Santa Teresa è attraversata dal Fusandola che è solo un torrente e, però, per il disastro che fecero le sue acque nel 1954, forse sarebbe stato meglio non deviarlo e non espropriare le aree al contorno per farvi costruire il cosiddetto crescent. Senza ritornare sulla opposizione a questo edificio offensivo per Salerno e per la cultura dei salernitani, che l’area del crescent e della presunta piazza della libertà continuassero ad essere demaniali e, pertanto, inalienabili, è provato dalla stessa costruzione dell’ecomostro. Per costruirlo senza il rischio di vederlo scivolare, o persino crollare, le sue fondazioni sono state protette da una sorta di diga in calcestruzzo armato che le circonda la quale, a sua volta, è protetta dalle acque che comunque provengono dal monte Bonadies, non irreggimentate nel Fusandola, attraverso un grosso tubo drenante che dovrebbe dirottarle verso il mare. Oltre il cinismo di tale scelta progettuale tale da provocare lo stazionamento delle acque sotto gli edifici a monte, la scuola elementare Barra e l’edificio ex Inail, mettendoli a rischio in caso di terremoto, in quanto non più stabili sulla sabbia fondale resa scivolosa per la maggiore liquidità (la spiaggia Santa Teresa giungeva sino alla chiesa dell’Annunziata e su di essa poggia il teatro Verdi) è da segnalare che il tubo del deflusso giunge con i suoi corni, al fine delle pendenze, sotto il livello del mare, incamerando in tal modo le acque marine senza espellere quelle pluviali. La presenza dell’acqua sotto le fondazioni della cosiddetta piazza della libertà sarebbe facilmente accertabile denotando il persistere della demanialità marittima dell’area. In tal caso appare ancor più evidente che la piazza non è tale ma una costruzione, il tetto di un parcheggio pubblico costruito su suolo demaniale, sì che, si spera, il comune paghi allo Stato il canone demaniale per tutta l’area e il condominio-crescent paghi per parte delle due discese nei posti-auto dell’edificio. Si spera, perché già una sentenza della Corte Costituzionale del 2004 ha indicato, proprio alla Regione Campania, che i canoni demaniali marittimi spettino allo Stato, proprietario delle aree ed anche perché, dal momento il procedimento penale riguardante la costruzione dell’ecomostro ha visto tutti gli imputati assolti, è appunto sperabile che i giudici abbiano affrontato. oltre la legittimità della vendita del suolo di sedime del crescent, quella dell’occupazione del suolo demaniale marittimo da parte di un parcheggio coperto la cui copertura è stata utile a calcolare una falsa altezza che facesse rientrare il crescent nei limiti previsti dalla Soprintendenza alle ABAO (in realtà l’altezza dell’edificio falsocolonnato sfora le indicazioni dell’ente paesaggistico anche rispetto al solaio di copertura del parcheggio). La presenza di situazioni non del tutto chiare circa il demanio marittimo di Salerno, dove il sindaco ha fatto ciò che ha voluto, lascia pensare che la spiaggia sia interessata dal perverso progetto riguardante il porto che favorisce i concessionari delle aree container. Caro procuratore Cantone, per molti cittadini di Salerno lei non è la mezzanotte del tribunale, ma semmai la possibile alba.

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Maggioranza ed opposizione non sono fazioni belligeranti

Salvatore Memoli

La politica non deve peggiorare, come sembra. Può migliorare con l’ingresso di nuove energie di persone con ideali chiari e propositi onesti. Al centro del disegno politico di tutti deve esserci la chiarezza della visione e della politica, degli strumenti utili per raggiungere gli obiettivi. A molti sembra più utile fagocitare, dimenarsi, struggersi per far sentire il proprio impegno. Sarebbe grande cosa se tutti rispettassero il silenzio delle circostanze, l’opportunità delle valutazioni prive di sentimentalismo politico ed ideologismo. In tutti gli schieramenti sociali e politici ci sono tante persone aderenti che hanno buone qualità individuali, ideologiche, a queste persone bisogna dare maggiori spazi di visibilità e consentire la partecipazione alla vita dello schieramento. Ne deriverebbe un arricchimento per la politica. Tutto ciò che si riduce a pochi oppure ad unità non aiuta la crescita. Quando i diritti sono gridati o imposti, si rischia di fare un grande danno alla società. Si alza la voce quando non ci sono le condizioni per far accettare in modo normale qualcosa che dovrebbe naturalmente avere cittadinanza. Si finisce per impegnare le proprie energie per non soccombere mentre un tramestio di concitate verità rende la vita di una comunità un habitat senza pace.Quanto fa male a tutti non avere una capacità d’integrare le diversità di visioni politiche, non trovare punti comuni di convergenza, praticare la politica dello scontro frontale fino all’esaurimento. La dialettica politica é ridotta a scontro, a ping pong per tappare la bocca a chi potrebbe dire una cosa saggia. É tanto difficile ascoltarsi ed argomentare le posizioni con civica educazione? Dopo le ultime elezioni comunali a Salerno si continua alacremente a costruire lo scontro e le barriere. É vero che la maggioranza presuppone una minoranza ma né la maggioranza é fatta di scienziati né la minoranza di minorati! Tutti gli schieramenti hanno personalità capaci di argomentare, sostenere posizioni, approfondire specificità. Perché premere sempre il piede sull’acceleratore della ricerca dell’originalità che, poi, non serve a niente?! Maggioranza e minoranza sono insieme cuore, anima, voce di un popolo che integra posizioni che rappresentano visioni che nessuno deve demonizzare e sfottere! Costruire la comunità é un obiettivo che molti hanno perduto, gli stessi che praticano la falsità e la giustificazione del loro rancore che fanno pagare agli altri. La vita politica é piena di nodi che dividono, accecano, rendono impossibile riconoscere agli altri un merito. Molti caricano la collettività di divisioni che scaturiscono dalla loro incapacità di andare oltre un limite. Non é vero che dietro ci sono grandi progetti alternativi, dietro c’é un rispondere a cattivi risentimenti che hanno vanificato il buono che é nelle persone. Conosco molti che hanno ragione nei loro torti subiti ed in nome di una ferita ricevuta leggono il mondo come luogo di un continuo duello che presuppone la morte dell’altro! Non occorre essere credenti in una fede religiosa per capire che le ferite vanno curate! É necessario rendersi conto che bisogna evitare che il successo dell’altro possa creare abissi esistenziali in certe persone ( che non ammetteranno mai!) da desiderare lo scontro perpetuo. Dove andremo a finire? Sempre ci sono stati Guelfi e Ghibellini, ma, ora, lo scontro non fa bene alla crescita generale. Lo scontro delle persone ferite nell’anima resta un esercizio vendicativo che paralizza la circolazione del bene e condanna certe persone al livore ed all’angolo. Chi vive nell’angolo aspetta che l’altro sbagli, faccia errori, si condanni all’insuccesso! Purtroppo, l’invidia del contadino non uccide i maiali del vicino, che, anzi, prosperano! Con tutte le conseguenze di un’accidioso desiderio di quello che non si realizzerà mai. La strada della concordia deve essere percorsa con serenità e deve essere percorsa da tutti. Non sono gli obiettivi personali a determinare la vita di una collettività, se non fino ad un certo punto. Poi si costruisce, si cerca il dialogo, si mette a disposizione di tutti il proprio arricchimento personale. Quando non é così, alla base presumibilmente c’é un disturbo! Possiamo anche farci carico dei disturbati, ma, prima di noi, dovrebbero essere i bravi medici e terapisti a curare queste persone che nella loro lucida ragione, scambiano i loro limiti per grandi intuitività. In politica si genera lo scontro e l’odio e si paralizzano partecipazioni che potrebbero fare bene a tutti. Molti dovrebbero attuare questa “catarsi” e ritrovarsi come risorsa preziosa dell’universo della democrazia italiana. L’invito é rivolto a tutti, con l’auspicio che la politica non sia il luogo della rivalsa e del risarcimento, il luogo dove si sversa la bile. La politica affida agli eletti le sorti delle comunità. A questa grande verità si risponde con intelligenza, non lesinando consensi e non oscurando la verità per non precostituire vantaggi. Al Comune di Salerno oggi siedono valorosi rappresentanti ( tutti) che possono dare molto alla città se decidono di darsi molto dell’amicizia e del rispetto gli uni agli altri, lasciando poi ai cittadini decidere chi sarà il migliore.

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Calabresi pronto a lasciare tutti gli incarichi in Chora & Will Media

Mario Calabresi è pronto a lasciare la direzione editoriale la carica di presidente del consiglio di amministrazione di Chora & Will Media, società leader nel mondo dei podcast. Lo scrive il Sole 24 Ore. Nel futuro dell’ex direttore di La Repubblica e La Stampa c’è la candidatura a sindaco di Milano.

LEGGI ANCHE: Chora, Tether e la candidatura a Milano: gli intrecci di Calabresi tra affari e politica

Calabresi pronto a lasciare tutti gli incarichi in Chora & Will Media
Mario Calabresi (Imagoeconomica).

Gli attuali incarichi di Calabresi

Calabresi, che nel 2020 è stato tra i cofondatori di Chora Media assieme a Guido Maria Brera, Mario Gianani e Roberto Zanco, al momento è anche amministratore delegato e editor in chief a Chora News, e azionista di Be Water, la holding (su cui ha investito molto Tether) che controlla Chora & Will Media, Cronache di spogliatoio, la casa di produzione Be Water Film e molto altro.

Mosca: «Ridicola la nomina di Fedorov al ministero della Difesa italiano»

La nomina dell’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov a consulente del ministero della Difesa italiano è «molto ridicola» e degna di una favola satirica di Gianni Rodari. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. «Se Gianni Rodari fosse vivo penso che scriverebbe una favola satirica su questo, ma non sono sicura che sarebbe più divertente della storia vera», ha affermato durante un briefing. «È simbolico che l’innovazione in Italia sarà gestita da un uomo che, in una recente intervista, ha riconosciuto l’assoluta inefficacia del suo stesso dipartimento, dichiarando di ritenere che l’efficienza del sistema statale ucraino sia all’incirca del 5 per cento», ha aggiunto. «Questo è un esempio perfetto di come gli occidentali utilizzano l’Ucraina e gli ucraini. Mentre i cittadini comuni vengono mobilitati nelle trincee in Ucraina per affrontare una morte certa, i manager del regime di Kyiv stanno convertendo le sconfitte militari in contratti internazionali personali, e non se ne vergognano».

Ferrara: Salerno, il turismo non si ferma

Alessandro Ferrara*

Crescono presenze, crocieristi e collegamenti via mare. Settembre e ottobre si annunciano mesi di grande attrattività, poi sarà la volta del Natale e del Capodanno. La sfida è trasformare Salerno sempre più in una destinazione turistica da vivere tutto l’anno. Il turismo a Salerno cambia passo e guarda sempre più concretamente a una stagione lunga dodici mesi. I dati e le sensazioni raccolte durante questa estate raccontano di una città capace di attrarre un numero crescente di visitatori e, soprattutto, di una destinazione che non vuole più essere considerata soltanto una porta di accesso alla Costiera Amalfitana o al Cilento, ma una città nella quale il turista sceglie di fermarsi, soggiornare e vivere un’esperienza. Il trend positivo delle presenze turistiche registrato nei mesi estivi lascia ben sperare anche per settembre e ottobre, mesi che quest’anno si presentano particolarmente ricchi di appuntamenti e di motivi per raggiungere Salerno. E il calendario non si fermerà all’autunno. Dopo gli eventi arriverà la grande stagione di Luci d’Artista, trasformerà ancora una volta strade, piazze, lungomare e centro storico in un grande museo a cielo aperto. Le Frecce Tricolori portano Salerno al centro dell’attenzione nazionale Uno degli appuntamenti più importanti dell’autunno sarà quello del 25, 26 e 27 settembre, con l’evento delle Frecce Tricolori e il raduno nazionale dell’Aeronautica. Un appuntamento destinato a richiamare appassionati e visitatori da numerose regioni italiane e che può rappresentare un’importante occasione per l’intera economia cittadina. Alberghi, bed and breakfast, ristoranti, bar, attività commerciali, trasporti e servizi saranno chiamati ad accogliere un pubblico numeroso. Ma il valore di un grande evento non si misura soltanto nel numero di persone che arrivano. La vera opportunità è fare in modo che chi viene a Salerno per assistere alle Frecce Tricolori abbia anche il desiderio di conoscere la città, il suo centro storico, il Lungomare, il Duomo, il Giardino della Minerva, il Castello di Arechi e le sue eccellenze enogastronomiche. È questa la sfida: trasformare il grande evento in promozione turistica permanente. Il porto: agosto con circa 50 mila crocieristi Un ruolo sempre più centrale è quello svolto dal porto. Nel solo mese di agosto, secondo i dati disponibili, sono stati circa 50 mila i crocieristi arrivati a Salerno, a conferma di una crescita del comparto che continuerà anche nei prossimi mesi, con ulteriori navi attese fino a dicembre. Il crocierismo rappresenta una straordinaria vetrina internazionale. Ogni nave che arriva porta con sé migliaia di potenziali ambasciatori di Salerno: persone che possono scoprire la città per alcune ore e che, una volta tornate a casa, possono decidere di ritornare per un soggiorno più lungo. Ed è proprio qui che si apre una delle sfide più importanti per il futuro del turismo salernitano: trasformare il turista di passaggio in turista che pernotta. Le vie del mare fanno sistema Accanto alle crociere cresce anche il ruolo delle vie del mare. Il sistema dei collegamenti marittimi consente a Salerno di rafforzare la propria posizione strategica tra due grandi territori turistici: la Costiera Amalfitana e il Cilento. Sempre più visitatori possono arrivare in città, soggiornare nelle strutture ricettive salernitane e utilizzare il mare per raggiungere Amalfi, Positano e le altre località della Costiera, oppure dirigersi verso il Cilento. Salerno può quindi diventare sempre più un vero hub turistico del territorio, una città capace di distribuire i flussi e di offrire al visitatore un’esperienza che va ben oltre i confini comunali. Ma c’è un’altra considerazione importante: le vie del mare non devono essere viste soltanto come un sistema di trasporto. Sono esse stesse un’esperienza turistica. Il mare, il paesaggio, la vista della Costiera e del Golfo, il viaggio verso il Cilento rappresentano elementi che possono rendere ancora più attrattivo il soggiorno a Salerno. La vera rivoluzione è la destagionalizzazione Il dato più interessante, però, è forse un altro.Salerno sta progressivamente superando il vecchio modello di turismo concentrato esclusivamente nei mesi di luglio e agosto. Settembre può contare sul clima favorevole e su grandi appuntamenti. Ottobre può intercettare il turismo culturale, quello legato agli eventi e ai fine settimana. Novembre apre la stagione di Luci d’Artista, mentre dicembre e gennaio portano con sé il turismo natalizio, gli eventi e il Capodanno. Il calendario ufficiale della città conferma una programmazione culturale distribuita lungo tutto l’anno, con appuntamenti teatrali, festival, manifestazioni e grandi eventi. Questa è la strada giusta: destagionalizzare significa creare lavoro, sostenere le attività economiche e rendere più stabile l’intero sistema turistico. Luci d’Artista, il grande appuntamento dell’inverno Poi arriveranno le luci. Le Luci d’Artista rappresentano ormai un marchio riconoscibile ben oltre i confini regionali. Per l’edizione 2026-2027 il Comune ha già programmato la manifestazione confermando il ruolo centrale dell’evento nella strategia culturale e turistica della città. Non si tratta più soltanto di installazioni luminose. Le Luci d’Artista sono diventate un prodotto turistico capace di mettere insieme arte, cultura, commercio, ristorazione, accoglienza, spettacolo e socialità. Il centro storico, il Lungomare, la Villa Comunale, Piazza della Libertà e le altre aree della città diventano parte di un unico grande percorso. E proprio la capacità di costruire un’offerta integrata sarà determinante per i prossimi anni. Salerno deve diventare una destinazione, non una semplice tappa La crescita dei flussi turistici offre a Salerno una grande opportunità, ma impone anche una riflessione. La città deve puntare sempre di più sulla qualità dell’accoglienza, sulla mobilità, sull’informazione turistica, sulla valorizzazione del patrimonio storico e culturale e sulla collaborazione tra pubblico e privato. Il nuovo Portale della Cultura del Comune di Salerno, lanciato nel giugno 2026, va proprio nella direzione di rendere più facilmente accessibili a cittadini e turisti gli eventi e il patrimonio storico e architettonico della città.Salerno ha infatti una carta importante da giocare: non è soltanto mare. È storia, cultura, arte, gastronomia, tradizione, eventi, shopping e paesaggio.È una città che può essere vissuta in ogni stagione.Dalle crociere al Natale: una città sempre più turisticaIl quadro che emerge è dunque quello di una Salerno che sta costruendo una propria identità turistica sempre più forte.Le crociere portano visitatori internazionali. Le vie del mare collegano la città alla Costiera Amalfitana e al Cilento. I grandi eventi attirano pubblico da tutta Italia. La cultura crea occasioni durante tutto l’anno. Le Luci d’Artista rappresentano il grande attrattore della stagione invernale. Tutto questo può diventare un unico grande progetto. La vera sfida dei prossimi anni sarà mettere in rete queste opportunità e fare in modo che il turista che arriva a Salerno non si limiti a fotografare il Lungomare o a trascorrere qualche ora prima di partire verso un’altra destinazione. Deve avere un motivo per restare. Deve scoprire il centro storico, sedersi a tavola, visitare i monumenti, vivere la città, conoscere le sue tradizioni e magari utilizzare il mare per scoprire la Costiera o il Cilento. Perché il futuro del turismo salernitano non è soltanto nei numeri degli arrivi. È nella capacità di aumentare la permanenza media, distribuire i flussi durante tutto l’anno e trasformare ogni visitatore in un potenziale ambasciatore della città. Una Salerno che guarda al futuro Dalle Frecce Tricolori alle crociere, dalle vie del mare alle iniziative culturali, fino alle Luci d’Artista e al Capodanno, i prossimi mesi possono rappresentare una delle stagioni più interessanti per il turismo salernitano. Una stagione che potrebbe proseguire senza soluzione di continuità dall’estate all’inverno. E se i segnali attuali saranno confermati, Salerno potrà compiere un ulteriore passo verso un obiettivo ambizioso ma concreto: diventare una destinazione turistica da vivere tutto l’anno, nel cuore del Mediterraneo e al centro di uno dei territori più belli d’Italia. Una città non più soltanto di passaggio, ma una città dove arrivare, fermarsi, vivere e tornare.

Assessore con delega alle Attività Produttive e al Turismo

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EBOLI. Rocco chiama gli ex sindaci ma il tavolo resta vuoto

EBOLI – Un tavolo apparecchiato per il confronto sul futuro della Marina di Eboli, quattro sedie idealmente riservate a chi ha guidato la città negli ultimi decenni e una constatazione finale destinata ad alimentare il dibattito politico: nessuno degli ex sindaci invitati si è presentato. Domenica scorsa, nello scenario del Galatea Village Edoardo Rocco, candidato sindaco di Eboli per il movimento Cosmo Innovatore, aveva proposto un confronto pubblico con i precedenti primi cittadini. Un’occasione, nelle intenzioni del candidato, per discutere non soltanto del passato, ma soprattutto del futuro di quella che viene spesso indicata come una delle principali risorse naturali ed economiche del territorio ebolitano. Al tavolo, però, Rocco è rimasto solo. O, meglio, il confronto non è mai iniziato. L’assenza degli ex amministratori è diventata così il primo elemento politico della giornata. Per il candidato di Cosmo Innovatore, infatti, proprio la mancata partecipazione ha finito per rafforzare la necessità di aprire una discussione pubblica su quanto è stato fatto, o non fatto, per la Marina di Eboli nel corso degli anni. Ma la giornata non si è fermata al tavolo rimasto vuoto. Terminata la prima parte dell’incontro, il candidato e la troupe di RC 105 hanno realizzato un lungo reportage lungo il litorale, documentando con immagini e testimonianze le condizioni di alcuni tratti della Marina. Spiaggia, strade, accessi al mare, pineta e aree nelle quali la presenza di rifiuti e materiali abbandonati restituisce, secondo Rocco, l’immagine di un territorio dalle enormi potenzialità ma ancora lontano da quella valorizzazione che da anni viene invocata. Il reportage ha attraversato alcuni punti della fascia costiera per mostrare quello che il candidato definisce lo “stato delle cose”. Una Marina che continua a possedere una straordinaria ricchezza ambientale e paesaggistica, ma che, secondo l’esponente di Cosmo Innovatore, convive ancora con criticità evidenti: degrado, scarsa manutenzione, problemi lungo gli accessi e condizioni della pineta che richiederebbero maggiore attenzione. Tra le immagini più emblematiche della giornata c’è quella della spiaggia libera, con la presenza di materiali e rifiuti, tronchi e vegetazione non rimossa, oltre a situazioni che, secondo quanto evidenziato nel reportage, meriterebbero interventi più puntuali sotto il profilo della sicurezza e del decoro. Poi la pineta. Un altro patrimonio della Marina di Eboli che torna periodicamente al centro del dibattito. Nel corso del sopralluogo sono state mostrate zone segnate dalla vegetazione secca e da condizioni di generale abbandono. Per Rocco, proprio qui si concentra uno dei principali paradossi della costa ebolitana: possedere un territorio di grande valore ambientale e turistico senza riuscire, almeno fino ad oggi, a trasformarlo pienamente in sviluppo, economia e occupazione. «Questa è una miniera d’oro», è il concetto più volte ribadito dal candidato, convinto che la Marina possa diventare un volano per la crescita del territorio e per la creazione di nuove opportunità lavorative, a condizione però che alla discussione seguano interventi concreti e una programmazione capace di guardare oltre la stagione balneare. Durante il percorso lungo il litorale, l’attenzione si è concentrata anche su un’altra immagine ormai tristemente nota a chi frequenta Campolongo: il relitto dell’imbarcazione che da diversi anni giace arenato sulla spiaggia. Una presenza ingombrante, visibile e difficile da ignorare, che nel tempo è diventata uno dei simboli più evidenti della mancata soluzione di un problema che riguarda decoro, ambiente e immagine del territorio. Nel reportage di domenica, però, il punto non è stato soltanto la presenza materiale dell’imbarcazione. Per Rocco, quel relitto è diventato una metafora dello stato complessivo della Marina: problemi che restano, emergenze che si trascinano e potenzialità che continuano a non essere pienamente utilizzate. Il candidato sindaco di Cosmo Innovatore ha quindi scelto di trasformare il mancato confronto con gli ex sindaci in una sorta di prosecuzione sul campo del dibattito. Se il tavolo è rimasto vuoto, a parlare sono state le immagini. E proprio da quelle immagini Rocco intende ripartire nella campagna elettorale, annunciando nuovi approfondimenti e un confronto sempre più serrato sulle scelte che hanno riguardato la città e il suo litorale. La Marina di Eboli, con i suoi chilometri di costa, le sue spiagge e la sua pineta, resta per Cosmo Innovatore una delle grandi questioni irrisolte della città. Il tavolo di domenica era stato pensato per discuterne insieme. Le sedie sono rimaste vuote. Fuori dal Galatea Village, invece, le immagini hanno mostrato una Marina che, al di là delle responsabilità politiche che saranno oggetto del confronto elettorale, continua ad attendere risposte. Una Marina dalle enormi potenzialità, ma ancora sospesa tra ciò che potrebbe essere e ciò che oggi, percorrendola, è possibile vedere.

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Sondaggio Swg-La7, Vannacci supera pure Forza Italia

Secondo l’ultimo sondaggio sulle intenzioni di voto condotto da Swg per il TgLa7, Futuro Nazionale è ora virtualmente la quarta forza politica del Paese. Dopo aver superato la Lega e anche Alleanza Verdi e Sinistra, il partito di Roberto Vannacci ha infatti staccato pure Forza Italia, attestandosi al 7,5 per cento: +0,3 nel giro di quattro settimane.

Non solo Lega: FN rosicchia voti anche a FI e FdI

Fratelli d’Italia è ancora saldamente il primo partito d’Italia col 26,8 per cento. Ma ad agosto ha perso lo 0,2. Dietro c’è il Partito democratico, dato al 20,7 (+0,1). Sul gradino più basso del podio il Movimento 5 stelle col 12,7 per cento (-0,3). FI, superata da FN, si attesta al 7,1 per cento, con un calo dello 0,3: i vannacciani apparentemente hanno rosicchiato consensi anche ad altri partiti di centrodestra oltre alla Lega, che peraltro recupera qualcosa salendo al 5,7 per cento (+0,3). Sopra c’è Avs al 6,7 per cento (+0,2). Per quanto riguarda gli altri partiti, Azione è data al 3,2 per cento (-0,1), Italia Viva stabile al 2,4 per cento, +Europa all’1,3 per cento (+0,1), Noi Moderati all’1,1 per cento (+0,1).

Usa, il segretario dell’Esercito Daniel Driscoll si è dimesso

Daniel P. Driscoll, segretario del dipartimento dell’Esercito Usa, ha presentato le proprie dimissioni al presidente Donald Trump. La decisione sarebbe legata a divergenze con il segretario alla Difesa Pete Hegseth che, negli ultimi mesi, ha rimosso diversi e importanti ufficiali dell’esercito spesso senza dare spiegazioni e bloccato la promozione di vari colonnelli solo perché legati a figure a lui sgradite. Driscoll era la massima autorità civile dell’esercito statunitense. Il suo ruolo dipende direttamente dal segretario alla Difesa. È una figura strettamente amministrativa e politica, di nomina presidenziale e sottoposta a conferma da parte del Senato. Ora l’esercito si troverà senza un leader civile, almeno fino a quando Trump non ne nominerà un nuovo. Dato che le dimissioni di Driscoll sono arrivate a ridosso delle elezioni di metà mandato, potrebbe essere difficile nominare il suo successore in tempi brevi.

Salernitana, Faggiano ultimo assalto a Ferraris

di Marco De Martino

SALERNO – Ultimo giorno di mercato per la Salernitana che proverà a rifinire un organico che, analizzando risultati e prestazioni dei primi tre incontri ufficiali della stagione, appare ancora incompleto ed indebolito rispetto allo scorso anno. Il direttore sportivo Daniele Faggiano, a Milano già da ieri, proverà innanzitutto a ratificare le cessioni di Matino, Varone e Ghiglione per poi dare l’assalto almeno ad altri due profili, un centrale ed un trequartista. Possibili anche altre partenze, come quelle di Di Vico, vicino al Campobasso, Longobardi e Boncori.
LA GRANA MATINO Il primo obiettivo di Faggiano è quello di risolvere il problema Matino. Il difensore, finito da poche ore sul mercato a causa del diverbio di Foggia proprio con il ds granata, è stato offerto a diverse società di terza serie, tra cui il Casarano e lo Spezia. Al momento però non ci sono trattative concrete e così la Salernitana sta perdendo terreno rispetto alle concorrenti nella caccia al sostituto. I primi due nomi trovati, Chiosa dell’Entella e Veseli del SudTirol, stanno infatti per trasferirsi rispettivamente al Bari ed al Livorno.
CAPITOLO FANTASISTA La caccia al trequartista, iniziata ad inizio mercato, ancora non si è conclusa e potrebbe chiudersi con gradito ritorno. Sfumato Casiraghi, finito al Ravenna, Faggiano è tornato alla carica con il Pescara per Andrea Ferraris (nella foto di Gambardella) nonostante quest’ultimo lo scorso week end, pur partendo dalla panchina, ha segnato il primo gol stagionale. Le parti sarebbero molto vicine con l’ultima parola sul ritorno di Ferraris in granata che spetterà, come sempre, a Iervolino. Non dovrebbero partire altri big: ennesimo no allo Spezia per Achik.

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Salerno, al via le commissioni comunali

di Erika Noschese

Con l’inizio di settembre entra finalmente nel vivo la macchina amministrativa a Palazzo Guerra. Questa mattina, infatti, sono convocate le prime quattro commissioni consiliari, chiamate a riunirsi in prima seduta per procedere all’elezione dei rispettivi presidenti e vicepresidenti. La commissione Statuto e Regolamenti dovrebbe essere presieduta dalla new entry Fabio Piccininno, eletto con A Testa Alta. Alle 10.30 sarà invece la volta della commissione Trasparenza, unica commissione affidata all’opposizione, che potrebbe essere guidata da Gherardo Maria Marenghi, eletto tra le fila di Fratelli d’Italia. Alle 11.30 toccherà alla commissione Annona e Turismo, la cui presidenza potrebbe andare ad Alessandra Francese, espressione di Progressisti per Salerno. Alle 12.30, invece, si riunirà la commissione Sport, Politiche giovanili e Innovazione, che dovrebbe essere presieduta da Gianni Fiorito, espressione di Salerno per i Giovani e alla sua prima esperienza amministrativa. Le convocazioni riprenderanno poi giovedì con la commissione Urbanistica, che dovrebbe essere affidata al socialista Filomeno Di Popolo. Successivamente sarà la volta della commissione Politiche sociali e Sanità, che potrebbe essere guidata da Vittoria Cosentino, espressione di Progressisti per Salerno. Sempre ai Progressisti potrebbe andare la commissione Bilancio, la cui presidenza potrebbe essere affidata a Eva Avossa, sottraendola così a Fabio Polverino, che negli anni avrebbe ampiamente dimostrato di meritare quell’incarico, tanto da essere intervenuto, durante la passata consiliatura, in Consiglio comunale in difesa dell’allora assessore Avossa. La commissione Mobilità potrebbe essere affidata a Giovanni D’Avenia, espressione dei Cristiani Democratici, mentre alla presidenza della commissione Ambiente e Cultura dovrebbe essere riconfermato Arturo Iannelli, rieletto in Consiglio comunale con A Testa Alta. Parallelamente alla definizione degli assetti delle commissioni, l’opposizione torna a porre l’accento sul tema della trasparenza e della partecipazione dei cittadini ai lavori dell’assemblea consiliare. I consiglieri di minoranza Adalgiso Amendola, Gennaro Avella, Gabriele Casaburi, Ciro Giordano, Francesco Lanocita, Sarel Malan, Gherardo Marenghi, Corrado Naddeo, Claudio Russolillo, Ersilia Trotta e Armando Zambrano rilanciano infatti la proposta di trasmettere in diretta streaming le sedute del Consiglio comunale. «Nella scorsa campagna elettorale abbiamo proposto ai nostri elettori che le sedute del Consiglio comunale fossero trasmesse in streaming», ricordano i consiglieri di opposizione. Una richiesta che, spiegano, si inserisce in un’iniziativa più ampia già avanzata nelle scorse settimane. «A questo si aggiunge che 11 associazioni cittadine hanno presentato nei giorni scorsi al sindaco una richiesta affinché venga autorizzata la diretta televisiva e/o streaming delle riunioni del Consiglio comunale di Salerno», aggiungono. Per la minoranza, rendere maggiormente accessibili i lavori dell’assemblea cittadina rappresenterebbe uno strumento per favorire una partecipazione più consapevole alla vita amministrativa. «Come consiglieri comunali di minoranza siamo convinti che, favorendo una più ampia informazione, si possa contribuire a stimolare una maggiore e consapevole partecipazione della cittadinanza alle scelte amministrative», sottolineano. La richiesta arriva in una fase nella quale il nuovo Consiglio comunale si prepara ad affrontare anche alcuni dossier particolarmente delicati. Tra questi, gli esponenti della minoranza indicano espressamente la vicenda del Grand Hotel Salerno e quella relativa alla Foce dell’Irno, per le quali è stata già sollecitata la convocazione di una seduta monotematica. Il tema della diretta streaming sarà quindi portato all’attenzione della conferenza dei capigruppo consiliari, convocata per il prossimo 2 settembre. «Chiederemo che, a partire dalla prossima seduta, le riunioni del Consiglio comunale siano trasmesse in diretta e/o in streaming e che si formi nel tempo un archivio di facile consultazione su una piattaforma pubblica», concludono i consiglieri di opposizione. La nuova consiliatura entra così nella sua fase operativa, tra la definizione degli equilibri interni alle commissioni e le prime richieste avanzate dai gruppi di minoranza sui temi della trasparenza, della partecipazione e dell’accessibilità dei lavori istituzionali.

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Perché Silvia Salis non sarà presente alla Festa nazionale dell’Unità?

La Festa nazionale dell’Unità parte martedì in pompa magna all’Iren Green Park di Reggio Emilia: dal Pd fanno sapere, con una certa enfasi, che saranno presenti, insieme a Elly Schlein che chiuderà la kermesse il 13 settembre, quasi tutti gli altri leader del centrosinistra. Da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs al presidente del M5s Giuseppe Conte, da Dario Franceschini al segretario della Cgil Maurizio Landini, da Matteo Renzi a Enzo Maraio del Psi e Riccardo Magi di +Europa. Insomma, il calendario è fitto di eventi con esponenti del campo largo (in versione allargata, vista la presenza del leader di Italia Viva).

Perché Silvia Salis non sarà presente alla Festa nazionale dell’Unità?
Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Elly Schlein e Nicola Fratoianni (Imagoeconomica).

La carrellata di sindaci, meno uno

Tra i 255 ospiti protagonisti delle 74 iniziative in programma, non mancano i sindaci più rappresentativi del centrosinistra: Roberto Gualtieri (Roma), Beppe Sala (Milano), Gaetano Manfredi (Napoli) e Matteo Lepore (Bologna). Ma all’appello ne manca una: Silvia Salis. La prima cittadina di Genova, che fa parte a tutti gli effetti del gotha degli amministratori della coalizione, non c’è. Il programma completo non è ancora stato ufficializzato, ma dal Nazareno confermano a Lettera43 che no: Salis, nella lista degli invitati, almeno fino a ora non compare.

Perché Silvia Salis non sarà presente alla Festa nazionale dell’Unità?
Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e la segretaria del Pd Elly Schlein (Ansa).

I sospetti sull’assenza di Salis

E perché mai? Non è dato sapere. Sorge però spontaneo un malizioso sospetto: vuoi vedere che Schlein non vuole dare a Salis, annoverata da mesi nella rosa delle possibili figure “terze” per guidare la coalizione alle Politiche e indicata come sua concorrente alle eventuali primarie, la possibilità di “conquistare” la Festa? Un precedente induce a pensare non male, ma peggio: lo scorso primo agosto Salis ha partecipato alla festa del Pd di Villalunga Casalgrande, a una ventina di chilometri da Reggio Emilia, e ha infiammato la platea confrontandosi con Stefano Bonaccini su temi nazionali. Dunque, in attesa di conoscere nel dettaglio i nomi dei 255 ospiti della Festa nazionale reggiana, non si può non notare questa assenza. Assenza per assenza, ha fatto rumore anche quella della stessa Schlein alla Festa dell’Unità di Milano, in programma a Corvetto dal 3 al 13 settembre. 

Perché Silvia Salis non sarà presente alla Festa nazionale dell’Unità?
Elly Schlein (Imagoeconomica).

Capaccio: Alfieri a rischio processo per il sottopasso

di Erika Noschese

Rischia un nuovo processo l’ex sindaco di Capaccio Paestum e già presidente della Provincia di Salerno, Franco Alfieri. Per lui e per altri sei indagati è infatti arrivata la richiesta di rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta relativa alla realizzazione del sottopasso ferroviario di Paestum. A rischiare di finire a giudizio sono Franco Alfieri, all’epoca dei fatti sindaco di Capaccio Paestum, difeso dagli avvocati Agostino De Caro e Antonio D’Alessandro; Andrea Campanile, all’epoca capo staff di Alfieri, difeso dall’avvocato Cecchino Cacciatore; Nicola Aulisio, legale rappresentante pro tempore della Co.Ge.A. Impresit Srl, assistito dallo stesso legale; Giovanni Vito Bello, progettista dell’opera oggetto dell’appalto e responsabile dell’Area P.O. Lavori pubblici e servizi idrici del Comune di Capaccio Paestum, difeso dall’avvocato Felice Lentini; Federica Turi, responsabile pro tempore dell’Area P.O. Manutenzione del Comune e responsabile unico del procedimento, difesa dagli avvocati Agostino Bellucci e Alessia Torre; Barbara Immerso, componente della commissione tecnica di gara incaricata della valutazione delle offerte tecniche, difesa dall’avvocato Cinzia Morello; e Gerardina Di Filippo, anch’ella componente della commissione tecnica di gara, difesa dall’avvocato Agostino Allegro. Il primo appuntamento davanti alla giustizia è fissato per il prossimo 16 novembre, quando gli indagati compariranno dinanzi al Gup Benedetta Rossella Setta del Tribunale di Salerno per l’udienza preliminare. Sarà in quella sede che verranno valutati gli elementi raccolti dalla Procura e stabilito se vi siano i presupposti per l’apertura del dibattimento. Una vicenda che torna dunque all’attenzione dell’autorità giudiziaria dopo che, nei mesi scorsi, era stata avanzata una richiesta di archiviazione. Al centro del procedimento c’è l’appalto per la realizzazione della «Viabilità alternativa al passaggio a livello della stazione ferroviaria di Paestum», un’opera dal valore complessivo di circa 7 milioni di euro, con 5 milioni posti a base d’asta, finanziata dalla Regione Campania attraverso i fondi Sviluppo e Coesione. Secondo l’impostazione accusatoria, le procedure di gara sarebbero state condizionate, con l’ipotesi di reato di turbata libertà degli incanti aggravata, in concorso. L’inchiesta, durata circa 13 mesi, aveva inizialmente assunto contorni ancora più ampi. La Procura aveva infatti ipotizzato, nei confronti di sette persone, anche l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata alla manipolazione delle procedure a evidenza pubblica. Su questo specifico filone, tuttavia, il quadro giudiziario ha successivamente preso una direzione diversa. Il 9 gennaio 2026 il Gip del Tribunale di Salerno aveva infatti accolto la richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero Alessandro Di Vico, facendo venir meno l’ipotesi associativa. Oltre ad Alfieri, Campanile, Turi, Bello e Aulisio, erano stati coinvolti nell’indagine anche il consigliere regionale Luca Cascone e il funzionario provinciale Michele Angelo Lizio, quest’ultimo già uscito dall’incarico di Rup. Le loro posizioni erano state successivamente escluse dal procedimento. La richiesta di archiviazione, formulata alla luce anche di alcuni orientamenti della Corte di Cassazione richiamati dalla Procura, aveva dunque segnato una prima battuta d’arresto per l’impianto investigativo più ampio. Restava, però, distinto il capitolo relativo alle procedure di gara. Ed è proprio su questo segmento che il procedimento sembra ora riaprirsi, con la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei sette indagati. Sarà quindi il Gup, al termine dell’udienza preliminare, a dover stabilire se gli elementi raccolti siano sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio oppure se anche questo ulteriore fronte debba essere archiviato. Al momento, è bene precisarlo, si tratta di contestazioni ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria e per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Congresso Forza Italia: Bicchialli, “Carrazza resta nostro candidato”

“Credo sia opportuno fare chiarezza rispetto ad alcune ricostruzioni giornalistiche, evidentemente alimentate ad arte, che non hanno alcun fondamento. Alessandro Carrazza è il candidato che personalmente sostengo politicamente e sul quale, insieme agli altri parlamentari e a tanti amici del partito, abbiamo costruito una posizione politica chiara. Su questo non c’è mai stata alcuna ambiguità e non c’è nulla da interpretare”. Lo ha dichiarato Pino Bicchielli, deputato di Forza Italia, intervenendo ieri mattina a L’Edicola, il programma di approfondimento in onda su Rete7. “Altra cosa è il rispetto delle regole e, soprattutto, della democrazia interna. Il regolamento congressuale prevede un meccanismo piuttosto complesso per la presentazione delle candidature, che richiede anche l’intervento di un parlamentare”, ha aggiunto Bicchielli, evidenziando come “un partito liberale e democratico debba dimostrarlo nei fatti, non soltanto proclamarlo: se un iscritto, un giovane, un dirigente del territorio vuole candidarsi e confrontarsi liberamente, è giusto che gli venga consentito di farlo”. Per l’esponente di Forza Italia, “garantire a qualcuno la possibilità di partecipare a un congresso è un atto di grande democrazia. Confondere deliberatamente le due cose significa voler costruire una rappresentazione che non corrisponde alla realtà”. Dunque, ha aggiunto Bicchielli, “il nostro candidato resta Alessandro Carrazza. Dopodiché, proprio perché crediamo in una Forza Italia aperta, contendibile e realmente liberale, difenderemo sempre il diritto di chiunque abbia i requisiti a candidarsi, a parlare e a confrontarsi. È questa, del resto, la differenza tra celebrare un congresso e celebrare semplicemente un risultato già scritto”.

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Spinelli: Caldo, Regione proroghi l’ordinanza

Il caldo non si ferma con il calendario e, di conseguenza, neppure le misure per tutelare la salute di chi lavora all’aperto possono essere legate esclusivamente a una scadenza amministrativa. È questo il senso dell’appello lanciato da Patrizia Spinelli, segretario generale della Feneal Uil Salerno e coordinatrice Uil Salerno, che chiede al presidente della Regione Campania Roberto Fico di prorogare l’ordinanza regionale numero 1 del 17 giugno 2026, adottata per fronteggiare i rischi legati alle alte temperature. Il provvedimento, in vigore dal 21 giugno fino al 31 agosto, stabilisce il divieto di svolgere attività lavorative nei settori agricolo, edile e nelle attività affini nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16, nelle giornate e nelle aree in cui le mappe Worklimate dell’Inail indicano un livello di rischio «alto» per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisicamente intense. Una misura nata dalla necessità di prevenire gli effetti dello stress termico, particolarmente pericoloso per chi trascorre diverse ore all’aperto, spesso in condizioni di elevata umidità e sotto una prolungata esposizione ai raggi solari. Ma proprio l’approssimarsi della scadenza dell’ordinanza riaccende il dibattito sulla necessità di garantire continuità alle misure di prevenzione. «Il caldo non guarda il calendario e la tutela della salute dei lavoratori non può terminare automaticamente il 31 agosto», afferma Spinelli, sottolineando come le condizioni climatiche non siano destinate necessariamente a cambiare con l’inizio del mese di settembre. L’ordinanza stessa, inoltre, prevede la possibilità di adottare successivi provvedimenti, lasciando quindi spazio a un’eventuale proroga qualora persistano condizioni di rischio. Secondo la dirigente sindacale, il criterio da utilizzare dovrebbe essere esclusivamente quello delle condizioni effettive. «Non possiamo pensare che dal primo settembre il rischio scompaia automaticamente. La tutela deve seguire le condizioni climatiche reali, le temperature, l’umidità e le indicazioni scientifiche di Worklimate. Se il rischio resta alto, devono restare in vigore anche le misure di protezione», sostiene. Gli ultimi giorni di agosto, del resto, hanno riportato al centro dell’attenzione il tema delle temperature elevate. La Campania continua a fare i conti con giornate caratterizzate da caldo intenso e tassi di umidità elevati, condizioni che possono rendere particolarmente gravoso lo svolgimento delle attività fisiche all’aperto. Per questo, secondo la Feneal Uil, la data indicata nel provvedimento non dovrebbe trasformarsi in un limite rigido, soprattutto quando le mappe di rischio continuano a segnalare situazioni potenzialmente pericolose. Una questione che si inserisce in un dibattito più ampio sugli effetti del caldo sulla vita quotidiana. Nelle ultime settimane, infatti, si è discusso anche delle condizioni climatiche all’interno degli edifici scolastici in vista della ripresa delle lezioni, con richieste di valutare un eventuale rinvio dell’apertura delle scuole nelle giornate caratterizzate dalle temperature più elevate. «Se ci interroghiamo giustamente sulle condizioni in cui studenti, bambini e personale scolastico dovranno affrontare il rientro nelle aule – continua Spinelli – non possiamo ignorare ciò che accade a chi lavora per ore all’aperto, sulle impalcature, nei piazzali, sull’asfalto o nei cantieri, dove l’esposizione al calore può essere ancora più pesante». Da qui la richiesta alla Regione di prolungare l’efficacia dell’ordinanza per tutto il periodo nel quale le mappe Worklimate dell’Inail continueranno a evidenziare livelli di rischio elevati. Un intervento che, secondo il sindacato, dovrebbe rappresentare anche l’occasione per superare una logica legata esclusivamente a date prestabilite. Le ondate di calore, infatti, stanno assumendo caratteristiche sempre più frequenti e prolungate e impongono una revisione degli strumenti di prevenzione nei luoghi di lavoro. «Occorre arrivare a un sistema capace di attivare automaticamente le misure di tutela quando viene raggiunto un determinato livello di rischio, indipendentemente dal mese dell’anno – spiega Spinelli – Il cambiamento climatico sta modificando profondamente le condizioni di lavoro e anche le regole devono adeguarsi». La prevenzione, per la Feneal Uil, non significa necessariamente fermare le attività produttive. Al contrario, sarebbe possibile intervenire sull’organizzazione del lavoro attraverso una diversa articolazione dei turni, anticipando o posticipando le lavorazioni più pesanti, garantendo pause adeguate, disponibilità di acqua e aree ombreggiate e ricorrendo, quando necessario, agli strumenti di sostegno al reddito previsti per le situazioni nelle quali lavorare diventa incompatibile con la sicurezza. Una necessità ancora più evidente in una fase nella quale numerosi cantieri infrastrutturali sono impegnati nel rispetto di cronoprogrammi e scadenze. «Dobbiamo evitare che la pressione produttiva si scarichi sui lavoratori – conclude Spinelli – Nessuna opera e nessuna scadenza possono valere più della salute e della sicurezza. Chiediamo quindi al presidente Fico di intervenire prorogando l’ordinanza: se il caldo continua, deve continuare anche la protezione. La sicurezza sul lavoro non può avere come data di scadenza il 31 agosto».

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2° edizione del Premio Sele D’Oro dal 3 al 12 settembre a Oliveto Citra.

Si terrà dal 3 al 12 settembre, a Oliveto Citra, la 42° edizione del Premio Sele d’Oro Mezzogiorno. Tema dell’edizione 2026 del Premio è: “Avvisi di burrasca [?] – Saper essere comunità, affrontare il tempo instabile”. Tanti gli ospiti della manifestazione. Tra gli altri, il filosofo, saggista e psicoanalista Umberto Galimberti; l’imprenditore e scrittore Oscar Farinetti; il cardinale, già Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), Gualtiero Bassetti; il politico, scrittore e attivista Mario Capanna. La 42° edizione del Premio si aprirà il 3 settembre, alle ore 18.30 presso l’Auditorium regionale di Oliveto Citra, con la presentazione del murale dedicato al giornalista Giancarlo Siani, realizzato dall’artista Jorit. «Lo scenario geopolitico che il mondo ci offre sembra l’avviso di una tremenda burrasca – dichiara il sindaco di Oliveto Citra, Mino Pignata – In particolare, il prevalere del potere del più forte sul diritto internazionale, circostanza evidente su più fronti, preoccupa non poco, tanto più che stiamo già pagando le conseguenze di determinate azioni. Ma c’è una speranza? Si può fare qualcosa per invertire la rotta? È per aprire il confronto su questo tema che, pur consapevoli dell’instabilità dei tempi, abbiamo deciso di inserire il punto interrogativo nel tema di quest’anno, “Avvisi di burrasca [?]”. Nonostante i nuvoloni neri all’orizzonte, non vogliamo abbandonare la speranza che la burrasca che s’intravede perda per strada la sua potenziale capacità distruttiva. Di certo, al cospetto di scenari spaventosi è necessario saper essere comunità per affrontare insieme questo tempo instabile. Ragioneremo intorno a questi temi con diverse personalità del panorama politico, imprenditoriale, giornalistico, culturale e religioso». «Il Premio Sele d’Oro è un appuntamento di grande valore, capace da oltre quarant’anni di mettere le aree interne al centro dell’attenzione e del confronto – afferma Enzo Maraio, assessore a Turismo, Promozione del territorio e Innovazione digitale della Regione Campania – Non è soltanto promozione del territorio, ma un luogo nel quale partire dalle esperienze locali per riflettere sulle grandi questioni nazionali, costruendo idee e prospettive per il Mezzogiorno». «Il nostro sostegno al Premio Sele d’Oro nasce dal profondo legame che abbiamo costruito con Oliveto Citra e con questo territorio, nel quale siamo presenti da oltre dieci anni – dichiara Francesco Mutti, Amministratore delegato di Mutti – Per noi essere parte di una comunità non significa soltanto contribuire al suo sviluppo economico ma anche sostenere iniziative capaci di generare cultura, confronto e partecipazione. Il Sele d’Oro rappresenta un appuntamento di grande qualità, che valorizza il territorio, ne racconta l’identità e crea occasioni di incontro di alto valore. È quindi naturale, per un’azienda che ha fatto della qualità il proprio principio guida, essere al fianco di una manifestazione che condivide la stessa aspirazione». Il Manifesto d’autore della 42° edizione del Premio, “Avvisi di burrasca”, è firmato da Pier Tancredi De-Coll’ e rappresenta una ragazza, un vicolo e l’attesa di un mondo che cambia. L’opera si presta a molteplici interpretazioni. La ragazza, seduta sui gradini di un vicolo del centro storico di Oliveto Citra, è il centro emotivo della composizione. Tutto ciò che la circonda sembra partecipare al suo stato d’animo, un momento sospeso in cui la burrasca non è ancora arrivata ma qualcosa nell’aria annuncia che sta per arrivare. Una delle intuizioni più interessanti dell’opera è che la storia del mondo può arrivare anche dentro il vicolo più appartato. “Avvisi di burrasca” può essere letto come un dipinto sulla paura, ma anche sulla speranza. L’opera diventa una litografia d’arte grazie alla collaborazione di PrintLitoArt di Arti Grafiche Boccia. Sono tante e diverse le sezioni in cui si snoda la 42° edizione del Premio. Il perno intorno al quale ruota la manifestazione è il bando culturale del Sele d’Oro, articolato nelle sezioni Volumi di saggistica, Euromed (saggi inediti), Premio Michele Tito per il giornalismo, Bona Praxis (dedicato ai progetti di sviluppo), Bona Praxis Young “Mario Raffa”, dedicato ai progetti di sviluppo promossi da giovani tra i 18 e i 35 anni. Come ogni anno, a dare avvio al Premio è il Sele Teatro Fest – Il mondo in scena, il festival teatrale internazionale con la direzione artistica di Antonio Caponigro. A Oliveto Citra, da giovedì 3 a domenica 6 settembre, saranno in scena compagnie teatrali provenienti dall’Italia e da Paesi quali Slovacchia, Lituania, Armenia. L’edizione 2026 del Premio si arricchisce di nuove sezioni, a iniziare da Lezioni del Sele d’Oro. Martedì 8 settembre, alle 18.30 presso l’Auditorium regionale, il filosofo, saggista e psicoanalista Umberto Galimberti terrà una conferenza dal titolo “Il mondo delle emozioni”. Venerdì 11, alle 18.30 sempre all’Auditorium regionale, il cardinale Gualtiero Bassetti, già Presidente della CEI e arcivescovo emerito di Perugia-Città della Pieve, parlerà di “Osare la pace in tempo di burrasca”. Un’altra novità è Eventi nel Borgo: domenica 6 settembre, alle 21.30 in Piazza Garibaldi, si terrà il concerto di musica celtica del Gruppo Euron Ensemble; martedì 8, stesso posto e stessa ora, in scena FruitJoy Big Band. Arriva anche il FantaSele: sabato 5 spazio ai fumettisti e agli appassionati di fumetti; domenica 6 è la volta dei giochi, dal costruire personaggi con mattoncini al torneo di carte One Piece, passando per i videogiochi. Per l’edizione 2026 del Premio tornano format ormai stabili: il SudShortFilms – Contest meridionale del cortometraggio, in collaborazione con Giffoni Film Festival, in programma giovedì 10 settembre, alle 20.30, nell’auditorium regionale; lo Smartcafè 026, workshop dedicati ai ragazzi del territorio, che quest’anno avrà al centro ospiti e compagnie del SeleTeatroFest; il BiblioCafè – Un libro, un autore. Diversi gli ospiti, a partire dal politico, scrittore e attivista Mario Capanna: mercoledì 9 settembre, alle 17.30 all’Auditorium regionale, presenta “Palestina Israele. Il lungo inganno. La soluzione imprescindibile”, Mimesis 2024. Giovedì 10 tocca all’imprenditore e scrittore Oscar Farinetti, che alle 17.30, sempre presso l’Auditorium Regionale, presenta il libro scritto con Piercarlo Grimaldi “Omero non deve morire”, pubblicato da Solferino. Venerdì 11 settembre, stesso posto e stessa ora, Giuseppe Lupo, scrittore, saggista e docente universitario, presenta “Medioccidente. Un’alternativa geografica, politica, culturale”, Marsilio 2026. Anche quest’anno sono numerosi gli incontri previsti per la sezione Sele d’Oro Talks, in programma nell’Auditorium regionale. Si inizia venerdì 4 settembre, ore 18.30, con il convegno dal titolo “Tra minacce globali e innovazioni, il turismo che verrà”. Partecipano: Giancarlo Dall’Ara, esperto di marketing e di accoglienza nei borghi; Gabriele Ferrieri, presidente ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori); Enzo Maraio, assessore a Turismo, Promozione del territorio e Innovazione digitale della Regione Campania. Domenica 6 settembre, sempre 18.30, il senatore Lucio Malan interverrà sul tema “L’Italia e il Mezzogiorno visti da Palazzo Madama”. Lunedì 7 settembre, 18.30, si parla di “Da un anno all’altro: rileggere gli scenari economici”. Ne discutono: Vincenzo Boccia, Università Luiss Guido Carli e già presidente di Confindustria; Marco Trombetti, imprenditore e co-fondatore di Translated. Modera Nicola Saldutti de Il Corriere della Sera. Mercoledì 9 settembre, alle ore 11, con Gianfranco Macrì, professore ordinario dell’Università degli Studi di Salerno e la partecipazione delle delegazioni di diverse scuole del territorio si discute di “Crisi delle democrazie: storie politiche e diritti”. Il convegno conclusivo, dal titolo “La comunicazione conflittuale. Come la tecnologia condiziona il confronto pubblico”, è in programma sabato 12 settembre alle 18. Seguirà la conferenza con i premiati della 42° edizione. Non mancano, infine, sport e arte: venerdì 4 settembre, alle 16.30 presso il Centro Sportivo Albino Coglianese, si terranno i Giochi della Comunità, un triangolare Under 19 intitolato “Tanti Calci alle Guerre”. Inoltre, mercoledì 9 settembre, alle 21.00 presso l’Ecoteatro Comunale, si terrà “Ed io avrò cura di te”, teatro canzone con Antonio Maggio e Arianna Ciampoli, di Paolo Logli. La 42° edizione del Premio ospiterà anche altri eventi. Giovedì 10 settembre, alle 11 nell’aula consiliare, sarà presentata la mostra fotografica “Popoli nativi in guerra” a cura di David D’Andrea e Giuseppe Fresolone. Nello stesso giorno, alle 18.30 nell’Auditorium regionale, si terrà la proiezione del docufilm “La notte che cambiò tutto”, regia di Massimiliano Manzo. Il docufilm è stato realizzato dal Comune di Oliveto Citra nell’ambito del progetto “Il borgo dei fermenti – culture, servizi, nuova residenzialità, inclusione sociale”, con il contributo del Pnrr. Partecipano: Mauro Berruto, deputato della Repubblica, scrittore, giornalista; Daniele De Cicco, produttore per Redibis Film; Elena Miglietti, giornalista, autrice e docente presso la Scuola Holden. Sabato 12 settembre, alle 15.40, andrà in onda su Rai 3 il Docufilm “Sele, la Via d’Acqua”, di Paolo Logli, realizzato dal Comune di Oliveto Citra nell’ambito del Progetto “Exempla – il territorio si fa storie 2025. Sele, la via d’acqua”, con il contributo della Regione Campania. L’edizione 2026 del Premio sarà chiusa dall’evento “Mediterranei”, in programma il 12 settembre in Piazza Europa alle 21.00.

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