Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato che il tasso annuo minimo garantito della prima emissione del nuovo Btp Italia Sì, al via da lunedì 15 giugno e fino a venerdì 19 giugno alle ore 13, salvo chiusura anticipata, è stato fissato all’1,60 per cento. Per il calcolo del valore delle cedole a questo tasso minimo, garantito anche in caso di deflazione, dovrà quindi essere sommato il tasso di inflazione nazionale (Indice Foi senza tabacchi – Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi) rilevato nel periodo di riferimento. Si potrà prenotare in banca, posta e tramite home-banking.
Economia
La Bce torna ad alzare i tassi dopo due anni e mezzo
La Bce ha deciso di alzare i tassi di interesse di area euro di 0,25 punti percentuali. Non lo faceva da più di due anni e mezzo, l’ultima volta fu il 14 settembre 2023. Il tasso sui depositi sale, così, dal 2 al 2,25 per cento, quello sulle operazioni principali di rifinanziamento al 2,40 per cento e quello sui prestiti marginali al 2,65 per cento. L’ente ha poi tagliato le previsioni sulla crescita dell’Unione europea, e alzato quelle sull’inflazione, a fronte del prolungarsi della guerra di Usa e Israele all’Iran. Nel nuovo scenario di base, la crescita è ora attesa allo 0,8 per cento per il 2026 (da 0,9 per cento delle precedenti proiezioni di marzo) e all’1,2 per cento per il 2027 (da 1,3). L’inflazione è alzata al 3 per cento per quest’anno (da 2,6) e al 2,3 per cento per il 2027 (da 2).
Ft, nel 2025 la Bce intervenne per limitare la crescita di Revolut in Europa
Nel 2025 la Bce è intervenuta per limitare temporaneamente l’espansione di Revolut in Europa, chiedendo alla fintech britannica di rafforzare i propri sistemi di controllo interno prima di procedere con il lancio di nuovi prodotti finanziari. Lo scrive il Financial times, secondo cui la Banca centrale europea ha imposto all’istituto una serie di restrizioni, preoccupata per la rapidità con cui questo introduceva nuovi servizi e per l’adeguatezza dei processi interni chiamati a valutarne rischi e conformità normativa. In particolare, Revolut avrebbe dovuto sospendere il lancio di alcuni nuovi prodotti nello spazio economico europeo fino alla correzione delle carenze individuate dai supervisori. La società conta oggi circa 75 milioni di clienti nel mondo e nel 2025 ha registrato un utile ante imposte di circa 1,7 miliardi di sterline, consolidando la propria posizione tra i maggiori operatori finanziari digitali europei.
La Bce preoccupata dell’ampia autonomia decisionale dei team della società
Al centro delle preoccupazioni dei regolatori vi sarebbe stato il modello organizzativo promosso dal fondatore e amministratore delegato di Revolut Nik Storonsky, con team dotati di ampia autonomia decisionale e capaci di sviluppare e lanciare prodotti con grande rapidità. Proprio questa velocità di esecuzione sarebbe entrata in tensione con le esigenze di controllo richieste a un gruppo bancario ormai di dimensioni sistemiche.
Italia, l’Ocse rivede le stime del Pil nel 2026 e 2027
L’economia italiana crescerà dello 0,5 per cento nel 2026, mentre «il nuovo shock energetico pesa su consumi delle famiglie, investimenti ed export», frenando lo slancio legato all’aumento delle spese legate al Pnrr. Lo rileva l’Ocse, che rispetto a marzo ha quindi rivisto in lieve rialzo le previsioni per il nostro Paese da +0,4 per cento. Nel 2027, d’altra parte, il calo dei prezzi dell’energia e la riduzione dell’incertezza, permetterà alla crescita di salire a +0,6 per cento, ma si tratta di una correzione al ribasso rispetto alla stima precedente di +0,7 per cento. L’organizzazione di Parigi sottolinea che «assicurare che le misure di contenimento dei prezzi dell’energia siano temporanee e limitate a famiglie e imprese vulnerabili limiterà l’impatto dello shock contenendo i costi fiscali».
Sechi licenziato, i soldi di Binaghi alla Sae e l’ira degli altri giornali: l’autogol della Fitp
Per quanto possa sembrare assurdo, c’è un filo rosso che unisce il licenziamento di Mario Sechi a… Jannik Sinner. Sono finiti ko entrambi in simultanea, anche se in modi diversi. Ma il punto è un altro: il vero collegamento tra i destini del direttore di un quotidiano di destra e il racconto dell’exploit del nostro tennis e dell’altoatesino numero uno a livello mondiale passa attraverso una storia di finanziamenti federali alla stampa, irritazioni, ripicche e un apparente e tacito patto di non belligeranza fra conterranei. Ma riavvolgiamo quel filo per capire meglio la vicenda.
Quei 5 milioni di euro per acquistare il 6,7 per cento della Sae
Quando ad Angelo Binaghi, presidente della Federtennis e padel, è stato chiesto come mai la Federazione avesse investito 5 milioni di euro per acquistare il 6,7 per cento della Sae, holding che sovrintende a La Stampa e ad altri quotidiani locali, la risposta, nel corso della conferenza stampa a chiusura degli Internazionali di Roma 2026, era stata questa: «L’investimento in Sae viene fatto dalla nostra media company Sportcast. E serve per rendere il tennis più popolare anche sulla carta stampata. Già in occasione di questi Internazionali abbiamo visto come la copertura dell’evento sui giornali Sae sia stata maggiore rispetto al passato, quando, per esempio, i grandi giornali davano la notizia di Jannik Sinner numero uno del ranking mondiale solo a pagina 24, dopo le notizie sul calcio, il calcetto e il calcio femminile».
Il gruppo Sae (Sapere Aude Editori) controlla, oltre a La Stampa di Torino, i quotidiani La Provincia Pavese, Il Tirreno di Livorno, La Nuova Ferrara, la Gazzetta di Modena, la Gazzetta di Reggio Emilia, La Nuova Sardegna di Sassari. E, quindi, in base a quanto detto da Binaghi, c’è da attendersi che queste testate, d’ora in poi, avranno un occhio di riguardo per le notizie e i business legati al tennis e al padel, essendo la Fitp uno degli azionisti.

E il resto della carta stampata? La notizia dell’ingresso della Federtennis nel capitale di Sae ha mandato in fibrillazione tutti gli altri editori di quotidiani: ma come, una Federazione percepita come ente pubblico e con soldi pubblici (in realtà è ente privato e funziona con risorse al 95 per cento trovate sul mercato) inietta liquidità nelle casse di un particolare editore, Sae, e non lo fa anche con noi? Non va bene!
Il gruppo della famiglia Angelucci ha sparato contro Binaghi
Il gruppo più incattivito con Binaghi è stato fin da subito quello governato dalla famiglia Angelucci: il Giornale e Il Tempo da settimane fanno campagna contro questa anomala iniziativa (una federazione sportiva che investe soldi in una catena di quotidiani), sottolineando, a prescindere dalle spiegazioni di Binaghi, l’enormità delle cifre (cinque milioni sembrano tanti per quella quota) e continuando a non comprendere il senso reale dell’operazione.

Un sardo di Oristanio non attacca un sardo di Cagliari…
Tra le testate degli Angelucci, tuttavia, Libero si era parzialmente sottratto alla campagna contro Binaghi. E, come scrive il Corriere della sera del 29 maggio, il licenziamento del direttore di Libero, Mario Sechi, deriverebbe anche da «un mancato affondo del quotidiano sul caso del presidente della Federtennis Angelo Binaghi, circa l’acquisto del 6,7 per cento della Sae di Alberto Leonardis, l’editore che ha comprato La Stampa». Insomma: Sechi, sardo di Oristano, non avrebbe sposato del tutto le tesi contro Binaghi, sardo di Cagliari. Tra corregionali non si fa la guerra. Però, alla fine, il giornalista ci ha rimesso la poltrona di direttore di Libero.
Anche Il Fatto Quotidiano, Il Foglio e La Verità hanno usato la mano pesante contro Binaghi. E fa davvero specie che il Corriere della sera del 29 maggio abbia dedicato la notizia di apertura in prima pagina alla sconfitta di Sinner al Roland Garros di Parigi, con pagine 2-3-4 tutte ad approfondire le debolezze del tennista italiano. Quasi una sorta di ritorsione contro la grandeur rivendicata ultimamente ai quattro venti da Binaghi.

Se pure Rcs, che significa anche La Gazzetta dello sport, si è arrabbiata, allora tira proprio una brutta aria. Per non parlare di Leonardo Maria Del Vecchio, nuovo editore di Il Giorno, il Resto del Carlino e La Nazione e interessato, si dice, ad acquistare il Corriere dello sport e Tuttosport.
Un certo mondo editorial-imprenditoriale non l’ha presa bene
Insomma, quei 5 milioni di euro nella Sae, più che migliorare l’immagine del tennis sulla carta stampata, sembrano aver irritato un certo mondo editorial-imprenditoriale. E sappiamo bene che i quotidiani, anche se ormai non li compra più nessuno, restano comunque ancora il miglior strumento di pressione e influenza sulle scrivanie che contano e negli uffici che decidono.
L’allarme di Panetta: «Con la guerra nel Golfo rischio inflazione al 6 per cento»
«Negli scenari più sfavorevoli, un prolungamento del conflitto e ulteriori danni alle infrastrutture energetiche del Golfo potrebbero sottrarre complessivamente 1 punto percentuale alla crescita nel biennio 2026-27» nell’Eurozona, «con l’inflazione che potrebbe raggiungere un picco superiore al 6 per cento e, se non contrastata, rimanere a lungo al di sopra dell’obiettivo, via via che lo shock energetico si trasmette a un numero crescente di settori». Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta in occasione della Relazione annuale. Tanti i temi affrontati: dall’AI al lavoro, fino al debito pubblico e alle già citate ripercussioni della crisi in Medio Oriente.

Parlando della situazione in Medio Oriente, Panetta ha spiegato che «è difficile stabilire quanto dureranno le ostilità e quanto sarà stabile l’assetto che seguirà». In ogni caso, ha detto il governatore di Bankitalia, «i danni alle infrastrutture energetiche continueranno a pesare sulle forniture», in quanto «i costi di trasporto e assicurazione per la navigazione nello stretto di Hormuz rimarranno alti a lungo». L’incertezza, ha aggiunto, «è destinata a restare elevata, ostacolando la pianificazione di famiglie e imprese e frenando i consumi e gli investimenti».
Panetta: «Sull’IA la rapidità di azione è cruciale»
Tra i temi affrontati, come detto, anche l’intelligenza artificiale: «In questo campo la rapidità di azione è cruciale. L’Unione europea ha definito regole per l’uso dei modelli e delle informazioni, una strategia per lo sviluppo del settore e programmi di investimento dedicati. Eppure i ritardi nell’attuazione delle iniziative già avviate rischiano di frenare i progressi e di ampliare il divario con le altre grandi economie». Lo sviluppo dell’IA, ha avvertito Panetta, «deve restare al servizio della persona e della società, non della concentrazione del potere tecnologico». La rivoluzione dell’intelligenza artificiale «non produrrà spontaneamente benessere condiviso: deve essere governata».
Cosa ha detto Panetta sulla velocità delle misure Ue
Panetta nel suo discorso ha poi rilevato che l’instabilità internazionale «non lascia spazio a esitazioni o risposte parziali» e che «l’efficacia delle riforme dipenderà dalla capacità dell’Europa di superare gli ostacoli che troppo spesso ne rallentano l’attuazione: negoziati lunghi, compromessi al ribasso, applicazioni nazionali disomogenee, risorse annunciate ma non mobilitate». Le priorità «sono state individuate» e il compito, ha osservato il governatore della Banca d’Italia, «è trasformarle in decisioni tempestive, finanziamenti adeguati e risultati concreti».
Le parole sul problema dell’elevato debito pubblico
Panetta si è poi soffermato sull’annoso problema dell’elevato debito pubblico italiano, che supera i 3 mila miliardi di euro, chiedendo al Paese di imboccare «con decisione un sentiero che consenta di ridurre stabilmente il suo peso», in modo da «liberare risorse per la spesa sociale e per lo sviluppo». Secondo Panetta «occorre facilitare il salto tecnologico delle imprese, rafforzare il capitale umano, orientare il risparmio verso investimenti produttivi, accompagnare i lavoratori nei cambiamenti che la nuova economia richiederà».
Lufthansa eserciterà un’opzione per salire al 90 per cento di Ita a giugno
Lufthansa ha fatto sapere che a giugno eserciterà un’opzione per acquisire un ulteriore 49 per cento di Ita Airways, portando la propria quota dal 41 al 90 per cento per un corrispettivo di 325 milioni di euro concordato al momento della firma dell’accordo con il Mef nel 2023. Il completamento dell’operazione è atteso nel primo trimestre del 2027, subordinato alle autorizzazioni regolamentari della Commissione europea e del Dipartimento di Giustizia americano. A seguito del closing, Ita sarà pienamente integrata nel Gruppo Lufthansa come quinta compagnia aerea di rete, sia sul piano organizzativo che finanziario. Il Mef manterrà inizialmente il restante 10 per cento, con possibilità per Lufthansa di acquisire anche questa tranche nel 2028.
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