Striscia la notizia, gli ultimi giapponesi che lavorano per un brand ormai finito

L’ultima puntata di Striscia la notizia nella sua tradizionale collocazione quotidiana in access prime time, ossia su Canale 5 dopo il Tg5 delle 20, è andata in onda nel lontano 7 giugno 2025, un sabato di oltre un anno fa: share del 13,2 per cento, per un programma esausto. Da allora tutto il mondo di Antonio Ricci, il deus ex machina che aveva monopolizzato per decenni l’access prime time di Canale 5 (producendo 220 puntate di Striscia e 140 puntate di Paperissima ogni anno), è di fatto scomparso: chiusa Paperissima e chiusa anche Striscia, salvo una breve apparizione in cinque puntate speciali settimanali in prime time (cioè, per Canale 5, alle ore 22) da fine gennaio a metà febbraio del 2026.

Un gruppo di fedelissimi che prova a tenere in vita il marchio

Quel circo di conduttori, inviati, imitatori, ballerine, autori che per lunghi anni aveva vissuto alla corte di Ricci ha dovuto trovarsi impegni alternativi. Tuttavia, nelle stanze di Mediaset è rimasto un piccolo esercito di “giapponesi nella giungla”, fedelissimi di Ricci, gente che segue un po’ l’ufficio stampa, un po’ i social, un po’ il museo di Striscia: una decina di persone, pagate dal Biscione e che da circa un anno si prodigano in attività più o meno utili per tenere in vita un brand, Striscia, sul quale Mediaset e Pier Silvio Berlusconi, ormai lo si è capito, non credono più.

Striscia la notizia, gli ultimi giapponesi che lavorano per un brand ormai finito
Pier Silvio Berlusconi (foto Ansa).

Servizi d’archivio per cavalcare i fatti d’attualità

Il team, all’interno del quale lavora pure una delle figlie di Ricci, Vittoria, si occupa della rassegna stampa, per avere una panoramica di tutto quanto esca sui media, ancora oggi, su Striscia. E poi lavora molto al sito e ai vari account social dell’ex tg satirico, provando a tenerli vivi. Come? Be’, per ogni argomento di attualità in questi giorni esistono, nell’archivio, vecchi servizi che si sono occupati del tema e che vengono caricati quotidianamente. In questo modo i vari social di Striscia tentano di cavalcare la cronaca anche se il programma da tempo non realizza più servizi originali. I media stanno parlando di un calciatore, di un’attrice, di una conduttrice? Ecco che arriva il servizio del 2014 o del 2021 in cui Valerio Staffelli consegnava un Tapiro al personaggio in questione.

Contenuti che non producono ricavi, ma rappresentano solo dei costi

La cosa curiosa di queste iniziative web e social è che, per patti intercorsi tra Ricci e Mediaset, la concessionaria Publitalia non può raccogliere pubblicità per nessuno dei contenuti digitali. Quindi il sito e i social di Striscia sono attività che non producono ricavi, e rappresentano solo dei costi che potevano avere un senso, per la promozione del marchio, fin quando Striscia trovava spazio nei palinsesti del Biscione. Ma ora rasentano davvero l’inutilità.

La gestione del museo trasferito negli studi di Cologno Monzese

Poi c’è la gestione del museo di Striscia: nel 2007 la Triennale di Milano dedicò al programma di Ricci una mostra. E il materiale raccolto venne successivamente trasferito negli studi Mediaset di Cologno Monzese per creare una sorta di mausoleo a imperitura memoria, nel quale, come spiegava Mediaset ai tempi, «sono esposti cimeli legati a fatti memorabili della trasmissione. Ed è la prima e unica esposizione permanente al mondo dedicata a un programma televisivo. Tra i pezzi forti, il costume delle veline denunciato per vilipendio alla bandiera italiana e la lettera scritta al Gabibbo dall’allora presidente del Consiglio Massimo D’Alema. Tra le curiosità, una copia del romanzo Mamma, li Turchi!, dello scrittore transalpino Gabriel Matzneff, dove un gruppo di francesi in Italia impara la nostra lingua guardando in tivù Striscia la notizia».

Striscia la notizia, gli ultimi giapponesi che lavorano per un brand ormai finito
Striscia la notizia, gli ultimi giapponesi che lavorano per un brand ormai finito
Striscia la notizia, gli ultimi giapponesi che lavorano per un brand ormai finito
Striscia la notizia, gli ultimi giapponesi che lavorano per un brand ormai finito
Striscia la notizia, gli ultimi giapponesi che lavorano per un brand ormai finito
Striscia la notizia, gli ultimi giapponesi che lavorano per un brand ormai finito

E ancora: «Tutti i visitatori possono sperimentare dal vivo la tecnica televisiva del chroma key e scattare foto ricordo tra fantasiose installazioni, come la colonna di plexiglass con i documenti sulle centinaia di cause giudiziarie affrontate da Striscia, o come i 1.690 monitor che trasmettono vecchie puntate. Lo spirito giocoso del museo e del vicino studio nasce dall’esigenza di trasformare un luogo tetro e triste in un posto accogliente, un mondo dove immergersi e sentirsi come a casa, divertendosi. Striscia la notizia organizza visite guidate al museo per le scuole secondarie di primo e secondo grado (dalle 14 alle 16.30) e per le Università».

Il contratto del 75enne Ricci con Mediaset scade a fine 2026

Ora, è facile immaginare quante classi e quanti studenti stiano facendo a gara per chiedere a Mediaset di visitare il museo a un anno dalla chiusura di Striscia quella vera, quella in access prime time. Peraltro il contratto del 75enne Antonio Ricci con Mediaset sarebbe in scadenza a fine 2026. E il forte sospetto è che una volta sciolto il legame con l’ideatore di Striscia, anche tutti i catafalchi correlati andranno a finire in soffitta.

Ai tempi d’oro fatturato annuo attorno ai 40 milioni di euro

D’altronde, dopo 42 anni di lavoro e di successi per Cologno Monzese, Ricci ha riempito di soldi il Biscione ma è pure diventato un uomo molto ricco: nei tempi d’oro, quando si autoproduceva sia Striscia sia Paperissima, il suo fatturato annuo era attorno ai 40 milioni di euro, secondo indiscrezioni di stampa.

Striscia la notizia, gli ultimi giapponesi che lavorano per un brand ormai finito
Striscia la notizia, gli ultimi giapponesi che lavorano per un brand ormai finito
Striscia la notizia, gli ultimi giapponesi che lavorano per un brand ormai finito
Striscia la notizia, gli ultimi giapponesi che lavorano per un brand ormai finito
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Striscia la notizia, gli ultimi giapponesi che lavorano per un brand ormai finito
Striscia la notizia, gli ultimi giapponesi che lavorano per un brand ormai finito
Striscia la notizia, gli ultimi giapponesi che lavorano per un brand ormai finito
Striscia la notizia, gli ultimi giapponesi che lavorano per un brand ormai finito

E l’ultimo bilancio disponibile della Stone srl, società della famiglia Ricci, ha chiuso con un patrimonio netto di 107,7 milioni di euro, utili portati a nuovo per 85 milioni di euro, immobilizzazioni materiali (ossia case e terreni) per quasi 107 milioni di euro e immobilizzazioni finanziarie per 38,3 milioni di euro. Ricci, la moglie, le figlie, i nipoti e i figli dei nipoti, a occhio e croce, sono già a posto così.

Milo Infante lascia la Rai e passa a Mediaset

Il trasloco era nell’aria da settimane e adesso è ufficiale: Milo Infante lascia la Rai per passare a Mediaset. Ad annunciare il divorzio è stata l’emittente pubblica, con un comunicato in cui ha reso noto di aver ricevuto la lettera di dimissioni. A stretto giro è arrivata la nota del Biscione: «Giornalista, autore e conduttore tra i professionisti più autorevoli e apprezzati della televisione italiana, Infante sarà da subito al lavoro con il vertice aziendale per sviluppare nuovi progetti editoriali e televisivi. Il giornalista avrà inoltre un ruolo di vertice nell’area dell’informazione del Gruppo, contribuendo alla definizione delle strategie e allo sviluppo dell’offerta news di Mediaset».

Infante era vicedirettore dell’Approfondimento Rai

Infante, che ha condotto con buoni ascolti il programma Ore 14, era vicedirettore dell’Approfondimento Rai. Ad attenderlo in Mediaset una striscia quotidiana oppure una prima serata d’approfondimento. Forse entrambe le cose. Potrebbe pure co-dirigere Videonews, affiancando Siria Magri. Ancora non ci sono certezze al riguardo. Queste le sue parole dopo l’ufficialità del cambio di casacca: «Ringrazio Pier Silvio Berlusconi per la fiducia e per l’opportunità di entrare a far parte di una rearà che rappresenta da sempre un punto di riferimento per la televisione italiana. Affronto questa sfida con entusiasmo, curiosità e con la voglia di mettere la mia esperienza al servizio di nuovi progetti e nuove idee».

Selvaggia Lucarelli condurrà l’Isola dei Famosi e lascia Ballando con le stelle

Sarà Selvaggia Lucarelli la conduttrice dell’Isola dei famosi 2026. A riportare l’indiscrezione è il settimanale Chi nella rubrica «C’è Chi dice» di Giuseppe Candela, secondo cui il reality sarà registrato a giugno nelle Filippine ma sarà trasmesso su Canale 5 in autunno, motivo per cui la giornalista non potrà sedere dopo 10 anni nella giuria di Ballando con le stelle. La stessa rivista ha anche anticipato alcuni concorrenti, tra i quali figurano Pierpaolo Pretelli – impegnato lo scorso anno nel ruolo di inviato -, Zeudi Di Palma, ex Miss Italia e concorrente del Grande Fratello, Daniele Iaià, vincitore della prima edizione del reality Too Hot To Handle, e Francesco Chiofalo.

La sua newsletter è la più seguita al mondo nella categoria cultura

Un nuovo colpo per la giornalista, reduce da una stagione come opinionista del Gf Vip. Di recente, inoltre, Substack ha fatto sapere che la sua newsletter, Vale tutto, è la più seguita al mondo nella categoria cultura, nonostante sia scritta in italiano. Il suo progetto ha circa 220 mila iscritti tra gratuiti e paganti, numeri simili a quelli dei cronisti statunitensi che, negli ultimi anni, sono riusciti a raccogliere centinaia di migliaia di iscritti sulla piattaforma.

‘Ballando con le stelle’, Francesca Fagnani verso la giuria al posto di Selvaggia Lucarelli

Secondo quanto riporta Adnkronos, Francesca Fagnani sarebbe pronta a sostituire Selvaggia Lucarelli come giurata a Ballando con le stelle. Il programma di Milly Carlucci si prepara dunque ad accogliere la conduttrice di Belve (e dello spin-off Belve Crime) e a salutare invece Lucarelli, che dovrebbe ampliare la sua collaborazione con Mediaset. Dopo l’esperienza come opinionista al Grande Fratello VIP, le indiscrezioni la vogliono infatti al timone della nuova edizione de L’Isola dei Famosi. Già nell’estate del 2025 si era vociferato di un approdo di Fagnani al talent show di Rai 1. Contattata dall’allora direttore di Novella 2000 Roberto Alessi, la giornalista aveva ammesso: «Me lo hanno proposto diverse volte». Sempre Fagnani ha smentito le ultime voci: «Anche questa volta non è vero. Continuerò a guardare il paso doble comodamente seduta sul divano di casa mia».

‘Ballando con le stelle’, Francesca Fagnani verso la giuria al posto di Selvaggia Lucarelli
Selvaggia Lucarelli (Ansa).

Gedi e la tentazione televisiva: ennesima scommessa perdente?

Gli editori di quotidiani hanno sempre avuto un po’ il complesso di inferiorità nei confronti della televisione. E perciò, quando la tecnologia digitale ha abbattuto le barriere all’ingresso, ci si sono spesso buttati. Picchiandoci però frequentemente la testa. Ed è quello che potrebbe succedere di nuovo.

Crisi immediate, agonie e chiusure definitive

Ancora viene ricordato, per esempio, il bagno di sangue di 24ore.tv, canale televisivo de Il Sole 24 Ore che Confindustria fece debuttare nell’aprile 2001 sul digitale terrestre, con palinsesto ricco e investimenti importanti. Crisi quasi immediata, agonia durata qualche stagione, chiusura definitiva al termine del 2006.

Gedi e la tentazione televisiva: ennesima scommessa perdente?
Il vecchio logo di 24ore.tv.

Repubblica radio Tv dove scalpitavano Zucconi e Giannini

Nel frattempo, il 10 aprile 2006, esattamente 20 anni fa, nasceva Repubblica radio Tv. Un canale televisivo che si vedeva al 50 del digitale terrestre, e nel cui palinsesto, due ore al giorno in replica a nastro, esondavano Vittorio Zucconi e l’ambizioso Massimo Giannini, talk su talk. Nel novembre 2011 il canale cambiava nome: solo Repubblica tv. E nel 2013 chiudeva i battenti, per mancanza di pubblico e di risorse, sostituito da LaEffe tv (canale di Feltrinelli, anch’esso con vita breve).

Gedi e la tentazione televisiva: ennesima scommessa perdente?
Gedi e la tentazione televisiva: ennesima scommessa perdente?
Gedi e la tentazione televisiva: ennesima scommessa perdente?

Quel progetto di Warner Bros Discovery poi andato in fumo

Nel 2024, quando Warner Bros Discovery sembrava ancora avere grandi ambizioni di broadcaster generalista televisivo, tra Fabio Fazio, Maurizio Crozza e Amadeus, erano corse voci di un’operazione Cnn (marchio internazionale del gruppo WBD) in Italia: o con pezzi di palinsesto brandizzati Cnn su Nove, oppure con l’acquisizione di La7. Avrebbe dovuto essere coinvolto pure Enrico Mentana. Tutto si risolse, però, in tanto fumo e niente arrosto. E nulla accadde.

Gedi e la tentazione televisiva: ennesima scommessa perdente?
Il logo di Warner (Ansa).

Il difficile equilibrio economico-finanziario dei canali all-news

Soprattutto perché in Italia ci sono già tre canali all-news – Rai News, Tgcom, SkyTg24 – e poi una radio di news col video, ossia La7. Il panorama, quindi, sembra già piuttosto affollato, con il dilemma di una rete all-news che, per definizione, fa fatica ad andare in equilibrio economico-finanziario, e acquisisce senso o in offerte pay o in grandi gruppi come Rai o Mediaset.

I giornalisti e la smania di andare in video…

Ma, si sa, editori e giornalisti, cioè gli esseri più vanitosi del Pianeta, impazziscono per andare in video. Dal 19 giugno 2025 in Confindustria ci hanno riprovato, col lancio di Radio 24-IlSole24oreTv, disponibile sul digitale terrestre al canale 246. È passato quasi un anno e, a dire il vero, in pochi se ne sono accorti.

Gedi e la tentazione televisiva: ennesima scommessa perdente?
Il Sole 24 Ore Tv.

Ora nella nuova Gedi alla greca targata Antenna group (in cui comincia a rotolare qualche testa…) c’è voglia di un ritorno di qualcosa di simile a Repubblica tv, però targata Cnn che fa più figo, stringendo una collaborazione con WBD, proprietaria del brand. Perché i nuovi azionisti di Gedi ritengono che in un’offerta complessiva di contenuto crossmediale, oltre alla radio, a Repubblica e alla sua proposta video e assieme al resto degli asset, ce ne debba essere una di tipo televisivo tarata sull’informazione.

Gedi e la tentazione televisiva: ennesima scommessa perdente?
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontra Theodore Kyriakou, presidente di Antenna Group (foto Imagoeconomica).

Questa nuova piattaforma informativa, con la parte video preponderante, dovrebbe essere distribuita in primis su Dazn dall’11 giugno, in concomitanza con il debutto del Mondiale di calcio americano trasmesso integralmente dalla piattaforma in streaming.

Gedi e la tentazione televisiva: ennesima scommessa perdente?
Urbano Cairo (foto Imagoeconomica).

Cairo aspetta sul fiume, in attesa di occasioni

Una sorta di sperimentazione, prima di arrivare alla fase due, cioè il lancio di un canale televisivo sul digitale terrestre, approfittando di uno slot su Persidera che dovrebbe essere lasciato libero da Warner Bros Discovery Italia, in fase di razionalizzazione del suo portfolio canali. Immaginiamo già le folle di telespettatori adoranti. Nel frattempo Urbano Cairo, che tanti corteggiano per La7 ma che non vende a nessuno, guarda sornione. E aspetta sul fiume, in attesa di qualche buona occasione. Magari proprio a Repubblica.

La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto

Centosedicimila dollari di premio finale, secondo i calcoli sbrigativi fatti oltreoceano dal New York Post (in realtà tra cachet settimanali d’ingaggio e diritti d’immagine la cifra si avvicina ai 550 mila euro). Una pioggia di coriandoli, le telecamere accecate dal televoto al 55,95 per cento e il sipario che cala sull’ennesima stagione del Grande Fratello VIP. In Italia, l’archiviazione della pratica viene liquidata alla velocità di un clic: Alessandra Mussolini ha vinto il reality di Canale 5.

Per il pubblico nostrano si tratta di puro intrattenimento commerciale, neorealismo pop applicato al telecomando. Eppure, basta varcare i confini nazionali per accorgersi che la scatola magica della televisione italiana, agli occhi del mondo, si è trasformata in un’aula di tribunale geopolitico. Da New York a Londra, passando per Madrid, la stampa internazionale si è fessurata in un’ossessione clinica per il nostro passato, attivando un riflesso condizionato che proietta sul 2026 i fantasmi del 1945. Come se questo verdetto domestico potesse dimostrare che l’Italia, sotto sotto, non sia mai uscita dal Ventennio.

Lo stupore del New York Post

Il capofila di questo tribunale catodico è il New York Post, che nel pezzo intitolato “Mussolini’s granddaughter lands six-figure payout after winning Italy’s Celebrity Big Brother” attiva immediatamente il nesso ideologico. Per il tabloid statunitense, la trionfatrice dello show non è una navigata comprimaria dello spettacolo della Terza Repubblica, ma solo la nipote del dittatore italiano Benito Mussolini, che una volta dichiarò di essere orgogliosa di essere fascista.

Il Post spulcia la biografia dell’ex eurodeputata, ne ricorda il padre – il figlio minore del Duce, Romano – e ricostruisce le sue vecchie battaglie politiche, come quando nel 2003 abbandonò Alleanza Nazionale dopo le storiche scuse di Gianfranco Fini sul fascismo, definito il male assoluto del Novecento. Ma il vero cortocircuito scatta quando il magazine analizza la lingua dei media italiani, stupendosi del fatto che venga descritta come autoritaria, irresistibile e determinata. Agli occhi puritani di Manhattan, l’uso del termine “autoritaria” accostato a quel cognome suona quasi come un’inquietante nostalgia involontaria. Non capiscono, i colleghi di New York, che nel frullatore della tv commerciale italiana quelle parole hanno perso ogni legame con la Storia: sono diventate semplici dinamiche caratteriali da prima serata, buone per conquistare il pubblico. 

La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto

Per il Times, l’Italia è troppo rilassata nei confronti del suo passato

Per documentare le verità interiori scoperte da Mussolini dentro la bolla senza cellulare del gioco, il New York Post e il Times di Londra sono costretti a saccheggiare anche le colonne dei quotidiani della Capitale (imbattendosi nell’intervista firmata da chi scrive per Leggo). Il tabloid copia i passaggi in cui lei spiega che la gente non la conosceva sotto quella luce, che i concorrenti vivevano sospesi in una bolla spesso senza sapere cosa venisse trasmesso, e che l’esperienza è stata gratificante per riscoprire verità interiori che non vengono mai alla luce, nemmeno in famiglia. I fatti di cronaca sono presi paro paro, ma il senso viene piegato per puntellare un teorema politico preconcetto. Che Oltremanica diventa una vera e propria diagnosi pedagogica. Su The Times, il corrispondente Tom Kington sentenzia senza sconti che il trionfo della matrona televisiva è un’ulteriore prova dell’atteggiamento rilassato dell’Italia nei confronti del suo passato fascista. Secondo il blasonato quotidiano britannico, la discendenza da quel dittatore che demolì la democrazia e si alleò con Adolf Hitler è stata per la nipote di Sophia (Loren) più un aiuto che un ostacolo lungo tutta la sua eclettica parabola mediatica. Sulla stessa linea si muove Alexander Butler su The Telegraph, che spinge l’ossessione storica fino al paradosso grafico. Il quotidiano sostiene che gli elogi della critica italiana alla forte personalità della vincitrice dentro la casa siano un possibile cenno allo stile di governo di suo nonno. Per reggere la tesi, il giornale sente il bisogno di inserire nel bel mezzo della cronaca del reality un trafiletto storico d’altri tempi: ricorda le repressioni, le leggi razziali, l’alleanza con la Germania nazista, fino alla fucilazione del Duce per mano partigiana e quel corpo appeso in una stazione di servizio a Milano nel 1945. Un contrasto grafico violentissimo, dove Piazzale Loreto viene riesumato per fare traffico web sul corpo televisivo di una concorrente di 63 anni.

La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
L’esposizione dei cadaveri di Benito Mussolini, Claretta Petacci e altri gerarchi fascisti a Piazzale Loreto il 29 aprile 1945 (Ansa).

La sindrome non risparmia nemmeno i media di costume. People Magazine si dichiara meravigliato di come la protagonista abbia conquistato i fan nonostante la storia fascista della sua famiglia, confermando che per l’America l’unico codice di lettura applicabile all’Italia rimane fermo a 90 anni fa. E in Spagna? El País decide di blindare la notizia scaricandola direttamente nella sezione di politica Internazionale. Segno che per l’Europa continentale, ogni movimento, respiro o balletto che coinvolge quel cognome, perfino dentro una gabbia dorata con la ventilazione artificiale, è un fatto di rilevanza nazionale.

Lo stereotipo di Paese-operetta è duro a morire

Da una parte, dunque, c’è il nichilismo italiano, che ha così profondamente anestetizzato il Novecento (con buona pace dei La Russa), da poter digerire e normalizzare qualsiasi eredità sotto una pioggia di coriandoli in prima serata. Dall’altra c’è il moralismo della stampa estera, che pur di vendere copie e confermare lo stereotipo dell’eterno Paese-operetta incapace di rigore democratico (e se il biglietto da visita ha la faccia di Giorgia Meloni, il gioco è semplice) dove appiccare l’incendio ideologico anche davanti alla porta rossa del Grande Fratello

Eurovision 2026, la guida: date, dove vederlo, scaletta, Paesi in gara e quando canta Sal Da Vinci

È tutto pronto a Vienna per l’Eurovision Song Contest 2026. La kermesse musicale, che verrà ospitata nella capitale austriaca per la terza volta (dopo le edizioni del 1967 e del 2015), quest’anno compie 70 anni. La città si è aggiudicata il diritto di organizzare il contest grazie alla vittoria di JJ nel 2025. Tutti gli appuntamenti si svolgeranno presso la Wiener Stadthalle, una delle arene più importanti d’Europa. Ecco tutto ciò che c’è da sapere su date, orari, Paesi in gara e canali dove vedere la competizione.

Eurovision Song Contest 2026: quando e dove vederlo

Il calendario segue il format tradizionale articolato in tre serate. La prima semifinale si terrà martedì 12 maggio 2026, la seconda semifinale giovedì 14 maggio 2026, mentre la finale è in programma per sabato 16 maggio 2026. Anche quest’anno la Rai
garantirà una copertura completa dell’evento. Le due semifinali saranno trasmesse in diretta alle 21 su Rai 2, mentre la finale andrà in onda su Rai 1 sempre in prima serata. Sarà inoltre possibile seguire tutte le serate in simulcast su RaiPlay, Rai Radio2 e RaiPlay Sound. La telecronaca italiana sarà affidata a Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, mentre la conduzione internazionale a Victoria Swarovski e Michael Ostrowski.

Eurovision Song Contest 2026: i Paesi in gara

L’edizione 2026 vedrà la partecipazione di 35 Paesi, un numero inferiore rispetto agli anni precedenti. La riduzione è dovuta ai ritiri annunciati da Spagna, Irlanda, Islanda, Slovenia e Paesi Bassi, in dissenso con la decisione di non escludere Israele dalla competizione. Alla finale accederanno i 20 Paesi qualificati attraverso le due semifinali, ai quali si aggiungeranno i cinque membri storici del Big Five — Italia, Francia, Germania, Regno Unito — e l’Austria, qualificata automaticamente in quanto Paese ospitante.

Eurovision Song Contest 2026: la scaletta della prima semifinale

Ecco l’elenco dei Paesi in gara durante la prima semifinale, con i rispettivi cantanti e titoli delle canzoni:

  • Moldavia, Satoshi con Viva, Moldova!
  • Svezia, Felicia con My System
  • Croazia, Lelek con Andromeda
  • Grecia, Akylas con Ferto
  • Portogallo, Bandidos do Cante con Rosa
  • Georgia, Bzikebi con On Replay
  • Finlandia, Linda Lampenius & Pete Parkkonen con Liekinheitin
  • Montenegro, Tamara Živković con Nova zora
  • Estonia, Vanilla Ninja con Too Epic to Be True
  • Israele, Noam Bettan con Michelle
  • Belgio, Essyla con Dancing on the Ice
  • Lituania, Lion Ceccah con Sólo quiero más
  • San Marino, Senhit feat. Boy George con Superstar
  • Polonia, Alicja con Pray
  • Serbia, Lavina con Kraj mene

Nel corso della serata si esibiranno anche due dei cinque artisti che sono di diritto in finale, ovvero Sal Da Vinci per l’Italia e Sarah Engels per la Germania.

Eurovision Song Contest 2026: la scaletta della seconda semifinale

Questi invece i Paesi che gareggeranno durante la seconda semifinale:

  • Bulgaria, Dara con Bangaranga
  • Azerbaigian, Jiva con Just Go
  • Romania, Alexandra Căpitănescu con Choke Me
  • Lussemburgo, Eva Marija con Mother Nature
  • Repubblica Ceca, Daniel Žižka con Crossroads
  • Armenia, Simón con Paloma rumba
  • Svizzera, Veronica Fusaro con Alice
  • Cipro, Antigoni con Jalla
  • Lettonia, Atvara con Ēnā
  • Danimarca, Søren Torpegaard Lund con Før vi går hjem
  • Australia, Delta Goodrem con Eclipse
  • Ucraina, Leléka con Ridnym
  • Albania, Alis con Nân
  • Malta, Aidan con Bella
  • Norvegia, Jonas Lovv con Ya Ya Ya

Si esibiranno poi i restanti tre artisti che sono di diritto in finale, ovvero Monroe (Francia), Cosmó (Austria) e Look Mum No Computer (Regno Unito).

Fagnani, l’eroe negativo Savi e i limiti di un format crime sbagliato

La televisione non è un mezzo favorevole all’espressione del pensiero: non è un caso che i format di successo siano le interviste. Ma l’intervista televisiva soffre di un altro handicap congenito: costringe il pensiero di chi viene intervistato alla velocità. Si può rispondere a una domanda grave in velocità, con la rapidità che l’incalzare delle domande impone? È più un problema strutturale che morale, perché il format esige sintesi e, soprattutto, piccoli colpi di scena: così l’assassino intervistato da Franca Leosini o da Francesca Fagnani non sta evidentemente rendendo conto di sé: sta recitando una parte che il mezzo televisivo gli ha già scritto. Le domande non cercano la verità, cercano il cedimento, la lacrima, oppure gli occhi di ghiaccio, l’insensibilità e via andare di luoghi comuni. La televisione produce cronaca nera come genere narrativo, con i suoi eroi negativi, i suoi rituali catartici, gli appuntamenti in seconda serata. Che senso ha, per esempio, intervistare Roberto Savi, l’ex poliziotto e capo della banda della Uno bianca, che sta scontando l’ergastolo nel carcere milanese di Bollate?

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Fagnani, l’eroe negativo Savi e i limiti di un format crime sbagliato
Roberto Savi ospite di Francesca Fagnani a Belve Crime (foto Ansa).

L’insinuazione sulla copertura da parte di qualcuno “in alto”

I crimini che ha commesso risalgono a un periodo tra il 1987 e il 1994. È interessante sapere cosa pensa, dopo 32 anni, un criminale riconosciuto e condannato per 103 crimini, 34 morti e oltre 100 feriti? O la pietà umana non dovrebbe concedergli il diritto all’oblio? Durante l’intervista di Fagnani, Roberto Savi dice una cosa grave: ripercorrendo l’omicidio nell’armeria di via Volturno, a Bologna, il 2 maggio 1991, quando furono uccisi Licia Ansaloni, titolare del negozio di armi, e il suo collaboratore, l’ex carabiniere Pietro Capolungo, Savi dichiara che a lui e ai suoi complici non interessava rapinare pistole, perché di armi ne avevano già abbastanza: in realtà l’obiettivo era Capolungo, in quanto «ex dei “Servizi particolari” dei carabinieri» (anche se il figlio ha smentito l’appartenenza del padre ai Servizi segreti). «Volevano una scusa, farlo fuori in qualche maniera», sostiene Savi. In questo modo insinua che quell’azione – e, si presuppone, anche molte altre – fosse stata loro richiesta “dagli apparati“, da qualcuno “in alto”; infatti continua dicendo che si sentivano «sicuri» di muoversi, perché erano subentrati «personaggi che ci hanno garantito protezione».

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Un retropensiero collettivo che alimenta il qualunquismo

Dopo 30 anni di carcere Savi accetta di andare a dire nel salotto televisivo di Fagnani che la banda della Uno bianca era manovrata da una regia occulta, da apparati deviati, e aveva protezioni istituzionali. La butta lì perché sa che il format di Belve crime non prevede alcun contraddittorio vero, né il tempo necessario a smontare o verificare un’affermazione di tale portata. La tivù in questo caso dimostra, insieme alla sua inutilità, la sua pericolosità: offre a un ergastolano condannato per 34 omicidi un pulpito per riscrivere la sua storia, con sorrisini e ammiccamenti, davanti ai telespettatori che rimangono a bocca asciutta, senza una prova, ma con un retropensiero collettivo che alimenta il qualunquismo.

La dietrologia come ossessione nel cercare una verità nascosta

Decenni di misteri italiani irrisolti, le stragi fasciste, la P2, Ustica diventano un habitus cognitivo indiscriminato, uno schema interpretativo che si può applicare a qualsiasi avvenimento, indipendentemente dagli atti processuali e dalle prove disponibili: la dietrologia – questo termine così preciso, inventato negli Anni 70, proprio nel contesto delle stragi e dei misteri della Prima Repubblica – come ossessione nel cercare una verità nascosta dietro quella apparente, una regia occulta superiore che rimane inaccessibile a noi poveri cristiani.

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Doveva parlare ai magistrati: come dar torto ai parenti delle vittime?

La televisione di Francesca Fagnani è un altro esempio di tivù dell’impotenza e della rassegnazione, mascherata da ricerca della verità, e Savi si presta perfettamente al gioco perché sa che ogni verifica è impossibile e che nessuno gli toglierà il suo ergastolo. Così si diverte a seminare sospetti. Come dar torto ai parenti delle vittime quando dicono che se aveva qualcosa da confessare che non aveva mai detto, doveva farlo davanti ai magistrati?

La solita maschera che si sovrappone a tutte le altre

Francesca Fagnani ha replicato che «hanno ragione»: allora non si capisce perché abbia ritirato fuori dopo così tanto tempo questo assassino che, nel caso di Savi, sarebbe l’unica vera belva mai entrata in quello studio ma che, maneggiata dalla Fagnani, diventa la solita maschera che si sovrappone a tutte le altre, uguale a quella degli attori e delle attrici che “si sentono” belve, ma per finta. Da intervistare, per di più, con lo stesso quaderno in mano e facendo sempre le solite faccette.

Con Nicola Porro calano gli ascolti di Stasera Italia su Rete 4

È rimasto a Mediaset grazie a Silvio Berlusconi che nei suoi ultimi giorni l’ha chiamato per convincerlo ad abbandonare la trattativa con la Rai. Così nella stagione 2023-2024 Nicola Porro non solo ha conservato il suo posto alla guida di Quarta Repubblica, che presenta dal 2018, ma ha “vinto” anche la conduzione di Stasera Italia, il talk show politico che occupa l’access prime time di Rete 4. Peccato che gli ascolti non abbiamo premiato la scelta del Biscione di affidargli il programma che per anni è stato la casa, insieme a Forum, di Barbara Palombelli. Non che madame Rutelli abbia mai avuto vita facile con la dirimpettaia di La7 Lilli Gruber. D’altronde Otto e mezzo è il talk più seguito in quella fascia oraria ormai da tempo. Ma con Porro il distacco si è fatto ancora più ampio, tanto che il programma in onda sulla rete di Urbano Cairo, dal suo ritorno dopo le vacanze estive, ha spesso doppiato il competitor di Rete 4 registrando una crescita al 7,83 per cento nella media.

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Con Nicola Porro calano gli ascolti di Stasera Italia su Rete 4
Lilli Gruber con Elly Schlein (Imagoeconomica).

Il caso Giambruno e la Champions portano Striscina la notizina sopra al 17 per cento

La sera del 24 ottobre, per esempio, Stasera Italia si è fermato al 4,2 per cento con 920 mila telespettatori. La7 ha potuto contare su un bacino di 1 milione 632 mila persone e il 7,4 per cento. Altro campionato per Rai1 che con Cinque minuti di Bruno Vespa ha segnato 4 milioni 210 mila spettatori e il 19,9 per cento, per poi salire a 4 milioni 458 mila e il 20,3 per cento con Affari tuoi. Canale 5 e Striscina la notizina (la versione ristretta di Striscia), complice la curiosità sul caso Andrea Giambruno e la partita di Champions, hanno attirato 3 milioni 692 mila persone (17,3 per cento). Rai3 è partita dal 6,4 per cento de Il Cavallo e la Torre per raggiungere il 7,7 di Un posto al sole. Segue Italia1 con NCIS – Unità anticrimine al 6,7 per cento. Molto sotto Rai2 con il Tg2 Post (3,6 per cento) seguiti a ruota dal game show 100% Italia di Tv8 (671 mila spettatori e il 3,1 per cento). Chiude Don’t Forget the Lyrics – Stai sul pezzo di Nove al 2,2 per cento.

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Con Nicola Porro calano gli ascolti di Stasera Italia su Rete 4
Nicola Porro (Imagoeconomica).

Nicola Porro ha abbassato la media stagionale di Barbara Palombelli

A Porro era andata un po’ meglio durante la sua prima settimana di programmazione, quando dall’altra parte c’era In Onda Estate con Luca Telese e Marianna Aprile. In quei pochi giorni di scontro, le due trasmissioni hanno portato a casa un sostanziale pareggio viaggiando sul milione di telespettatori e oscillando tra il 5 e il 6 per cento di share. Numeri in linea con il 5,45 per cento (pari al milione e 88 mila telespettatori) di media conquistata da Barbara Palombelli nella stagione 2022/2023, ma ben lontani da quelli raccolti dopo il ritorno in tivù di Gruber con Stasera Italia perennemente sotto al milione di persone collegate e al 5 per cento (con picchi in negativo inferiori al 4 per cento). Sarà contenta Bianca Berlinguer che, al netto di sorprese all’ultimo minuto, dovrebbe sostituire Porro alle redini del talk quotidiano di Rete 4 a partire da gennaio 2024.

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Con Nicola Porro calano gli ascolti di Stasera Italia su Rete 4
Barbara Palombelli (Imagoeconomica).

Delude anche Stasera Italia weekend di Minzolini e Leccese

Mal comune mezzo gaudio, verrebbe da dire guardando i dati di Stasera Italia weekend. A condurre ci doveva essere in solitaria Augusto Minzolini, frettolosamente commissariato da Mediaset dopo solo due puntate con l’affiancamento di Safiria Leccese. Decisione che l’ex direttore de il Giornale avrebbe preso malissimo secondo quanto riportato dal alcune testate. E che, comunque, per ora non è stata premiata dall’Auditel. Perché se nella scorsa stagione Controcorrente di Veronica Gentili aveva portato a casa una media del 5,23 per cento pari a 786 mila telespettatori, Stasera Italia weekend è spesso più vicina al 4 che al 5 per cento (con picchi in negativo anche del 3).

Con Nicola Porro calano gli ascolti di Stasera Italia su Rete 4
Augusto Minzolini (Imagoeconomica).

Nemmeno Gramellini e Bortone decollano la domenica

Domenica 22 ottobre nella prima parte si è fermata al 4,4 per cento per poi scendere al 4 con 799 mila persone in ascolto. Certo non hanno brillato nemmeno Rai3 con Che sarà di Serena Bortone (3,2 per cento e 618 mila teste collegate) e La7 In altre parole domenica di Massimo Gramellini (3,6 per cento e 720 mila spettatori). Meglio dei talk show ha fatto Italia1 con il solito NCIS che ha incollato davanti al video 1 milione 116 mila persone (5,6 per cento). A dominare, come sempre, Rai1 con Affari tuoi (4 milioni 358 mila spettatori pari al 21,9 per cento) ben distante da Canale5 e Paperissima Sprint fermi al 13,2 e a 2 milioni 635 mila persone davanti alla tivù. Fanalini di coda Formula 1 Sprint – GP Stati Uniti su Tv8 (3,1 per cento) e Il Castello delle cerimonie di Real Time (2,2 per cento). Tutto questo succedeva mentre su Nove Fabio Fazio regalava un nuovo record al canale di Warner Bros Discovery Italia.

La volta buona con Caterina Balivo: ospiti e anticipazioni del 25 ottobre 2023

Terzo appuntamento settimanale con La volta buona, la trasmissione di Rai 1 in onda dalle 14.00 alle 16.00 su Rai 1 condotta da Caterina Balivo. Mercoledì 25 ottobre 2023 a raccontare la propria volta buona e non solo ci sono Matteo Bocelli e Massimiliano Ossini. Non mancherà spazio per giocare con il pubblico da casa, ascoltare le storie della gente comune e parlare dell’attualità.

Chi è Matteo Bocelli

Cantante, modello e figlio d’arte, Matteo è il secondogenito di Andrea Bocelli, nato dal primo matrimonio con Enrica Cenzatti. Il cantante ha studiato al Conservatorio Luigi Boccherini di Lucca diventando polistrumentista e ha poi debuttato cantando in America Celebrity Fight Night nel 2016 e al David Foster and Friends nel 2017, a Washington. All’età di 21 anni ha firmato il suo primo contratto discografico, realizzando il singolo Fall On Me, seguito da altri due singoli, Solo e Close. Nel 2022 insieme al padre e alla sorellina di 10 anni Virginia ha inciso un album natalizio A Family Christmas e iniziato un tour mondiale per promuoverlo. Come modello è noto per la sua campagna di Guess con Jennifer Lopez.

Gli ospiti de La volta buona, oggi 25 ottobre sono Matteo Bocelli e Massimiliano Ossini
Matteo Bocelli e Massimiliano Ossini.

Chi è Massimiliano Ossini

Conduttore televisivo, scrittore ed ex modello, Ossini si è laureato in Scienze della comunicazione a Milano iniziando a lavorare nel mondo della pubblicità. Nel 2000 ha esordito come attore a teatro in Cyrano de Bergerac e la sua popolarità è arrivata facendo il conduttore su Disney Channel, conducendo poi dal 2003 al 2006 il Disney Club su Rai 2. Nella stagione 2006-2007 ogni domenica mattina, insieme a Gianfranco Vissani, ha presentato Linea verde, programma condotto anche l’anno seguente insieme a Veronica Maya. Ha poi presentato nel 2013 E se domani su Rai 3 e nello stesso anno Uno Mattina Verde. L’anno seguente, nel 2014, ha condotto su Rai 1 Linea bianca. Accanto a Manila Nazzaro e Adriana Volpe nella stagione 2016-2017 ha presentato Mezzogiorno in famiglia e nel 2018 ha affiancato la giornalista Valentina Bisti in Unomattina estate, fino al 2022. Ossini è sposato con l’imprenditrice Laura Gabrielli e la coppia ha tre figli: Carlotta, Melissa e Giovanni.

Belve, anticipazioni e ospiti del 24 ottobre: in studio Melissa Satta e Alba Parietti

Torna anche martedì 24 ottobre 2023 l’appuntamento con una nuova puntata di Belve, la trasmissione di pungenti interviste condotta come sempre da Francesca Fagnani. La padrona di casa avrà al suo fianco ancora una volta tre personaggi del mondo dello spettacolo italiano accomunati da un lato più o meno selvaggio. Sarà questa la serata conclusiva di una terza stagione di grande successo e sarà, per l’occasione, tutta al femminile.

Belve, le anticipazioni del 24 ottobre: ospiti Melissa Satta, Alba Parietti e Isabella Ferrari

Qualche piccolo teaser la trasmissione l’ha già rilasciato, con la pubblicazione online di brevi estratti delle chiacchierate con Melissa Satta e Alba Parietti in modo particolare. Con l’ex velina, tra le altre cose, Francesca Fagnani parlerà di amore (da mesi Satta è fidanzata con il noto tennista Matteo Berrettini) ma anche dei rapporti non esattamente idilliaci con la giornalista Paola Ferrari, che la diretta interessata ha definito senza troppi giri di parole una «rosicona». Con la conduttrice e opinionista piemontese invece Fagnani discuterà di chirurgia estetica (un tema a lei sempre molto caro) e dell’esperienza cinematografica de Il Macellaio, pellicola dal sapore erotico diventata a suo modo un cult e della quale Alba Parietti non si pente in alcun modo. Qui una piccola anticipazione di ciò che andrà in onda.

Nulla è dato sapere, almeno per il momento, sui toni della discussione con Isabella Ferrari, il celebre volto di Sapore di Mare e di Distretto di Polizia.

In studio anche Vincenzo De Lucia  e le Eterobasiche

Non mancheranno, come sempre, le incursioni irriverenti delle Eterobasiche, la coppia di influencer romane Valeria De Angelis e Maria Chiara Cicolani che da tempo sui social si burlano degli aspetti più tossici della mascolinità capitolina. Presente inoltre anche stavolta il comico Vincenzo De Lucia, che in questa cornice interpreta il ruolo di una simpatica cartomante.

La volta buona con Caterina Balivo: ospiti e anticipazioni del 24 ottobre 2023

Oggi 24 ottobre 2023 va in onda su Rai 1 la seconda puntata settimanale del programma La volta buona, condotto da Caterina Balivo. Per l’occasione saranno presenti in studio come ospiti la regista e sceneggiatrice Michela Andreozzi e l’attrice Milena Vukotic. Non mancherà l’appuntamento anche con i giochi per il pubblico da casa, così come l’ascolto delle storie della gente comune e anche lo spazio per l’attualità.

Chi è Michela Andreozzi

Attrice, comica, sceneggiatrice e regista, Andreozzi ha esordito in televisione nel 1996 con la collega Francesca Zanni con il duo comico Gretel & Gretel in trasmissioni come Zelig e Quelli che il calcio e… L’attrice aveva già cominciato a lavorare con Gianni Boncompagni nella redazione di Domenica In e Non è la Rai e nel 2000 ha condotto il programma Bigodini su Italia 1. Dopo aver lasciato il duo con la collega Zanni, ha iniziato a lavorare da sola partecipando al programma Colorado. Dopo aver recitato in serie tv e fiction come Distretto di Polizia (2009-2012), I Cesaroni 5 (2012) e Romolo + Giuly: La guerra mondiale italiana (2018-2019), ha diretto alcuni film come Nove lune e mezza (2017) e nel 2021 ha co-diretto con Bindu De Stoppani la serie Netflix Guida astrologica per cuori infranti. Nel 2013 si è fidanzata con il collega Massimiliano Vado, con cui il 21 maggio del 2015 si è unita civilmente. La coppia non ha figli.

Milena Vukotic e Michela Andreozzi, sono le ospiti della puntata del 24 ottobre 2023 de La volta buona, condotto da Caterina Balivo
Milena Vukotic e Michela Andreozzi.

Chi è Milena Vukotic

Attrice nota per aver ricoperto il ruolo della moglie di Fantozzi, Pina, nei film della serie, ha debuttato al cinema nel film Sicario di Damiano Damiani (1960). Negli Anni 60 ha recitato in film come Il giovedì (1963) di Dino Risi, Giulietta degli spiriti, di Federico Fellini (1965), i primi due capitoli (1975 e 1982, entrambi di Mario Monicelli) della trilogia di Amici miei, L’arcidiavolo (1966) e La terrazza (1980) di Ettore Scola, solo per citarne alcuni. Recentemente Vukotic ha preso parte a produzioni come Saturno contro, regia di Ferzan Özpetek (2007), Un giorno perfetto, regia di Ferzan Özpetek (2008), La sedia della felicità, regia di Carlo Mazzacurati (2014), Natale da chef, regia di Neri Parenti (2017) e Dante, regia di Pupi Avati (2022). L’attrice nel 2003 ha sposato Alfredo Baldi, autore e critico cinematografico.

PresaDiretta, stasera su Rai 3 l’economia della guerra

Stasera 23 ottobre 2023 alle 21.20 andrà in onda sul canale Rai 3 una nuova puntata di PresaDiretta. Durante il programma verrà intervistato Federico Fubini, vicedirettore del Corriere della Sera ed esperto di economia. Alla guida della trasmissione, come sempre, il conduttore Riccardo lacona, occupato ad analizzare l’attuale situazione politica ed economica nei contesti di guerra. Quali sono gli effetti del conflitto in Ucraina sull’economia del paese? Come sta reagendo la Russia alle sanzioni occidentali? E qual è il nuovo ordine mondiale che si sta delineando? La puntata sarà disponibile anche in streaming sulla piattaforma online RaiPlay.

PresaDiretta, le anticipazioni della puntata di stasera 23 ottobre 2023

La trasmissione vedrà i suoi inviati fare ritorno in Ucraina per indagare gli effetti, sulla situazione economica del paese, di un conflitto che sta minacciando il suo sistema produttivo, le industrie e la popolazione civile. In seguito l’attenzione si sposterà sulla Russia, dove gli inviati spiegheranno come il paese stia facendo fronte alle sanzioni imposte dall’Occidente. Quindi ci si sposterà in Sudafrica dove si è tenuto il Summit dei BRICS, un incontro tra Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, durante il quale sono state prese decisioni di portata globale, tra cui la prospettiva della fine dell’egemonia del dollaro e la possibilità di un nuovo ordine economico. Infine, uno sguardo ravvicinato alla situazione in Israele per raccogliere le opinioni degli israeliani sulle politiche di sicurezza dei Governi guidati da Netanyahu.

PresaDiretta puntata 23 ottobre: l’Economia della guerra. Conflitto in Ucraina, sanzioni per la Russia, attacco di Hamas con Riccardo Iacona
Riccardo Iacona presenta PresaDiretta (X).

PresaDiretta, gli ospiti della puntata di stasera 23 ottobre 2023 su Rai 3

Nel corso della puntata Riccardo Iacona ospiterà nel suo studio Federico Fubini, vicedirettore del Corriere della Sera ed esperto di economia e finanza, per valutare le conseguenze economiche dei presenti conflitti. Gli autori dei servizi che verranno mandati in onda sono Chiara Avesani, Francesca Nava, Antonella Bottini, Andrea Vignali, Raffaele Marco Della Monica, Alessandro Marcelli, Matteo Delbò, e Massimiliano Torchia.

La volta buona con Caterina Balivo: ospiti e anticipazioni del 20 ottobre 2023

Ultimo appuntamento settimanale, venerdì 20 ottobre 2023, con La volta buona, il programma condotto da Caterina Balivo dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 16.00 su Rai 1. Gli ospiti di oggi sono Luisella Costamagna e Rosanna Banfi insieme al marito Fabio Leoni. Durante la trasmissione si susseguiranno anche momenti di divertimento e il racconto di storie di gente comune, così come l’attualità.

Chi è Luisella Costamagna

Giornalista, autrice e conduttrice televisiva, Costamagna ha esordito in una piccola televisione locale piemontese, Teletime, per cui ha condotto Tg Time. Nel 1996 ha iniziato la sua collaborazione con Michele Santoro per la trasmissione Moby Dick, su Italia 1, poi tra il 1999 e il 2000 ha lavorato anche all’edizione serale di Studio Aperto. Nel 2001 è tornata a lavorare con Santoro alla Rai con i programmi Il raggio verde e Sciuscià. Dopo qualche anno di collaborazione con Maurizio Costanzo per il Maurizio Costanzo Show, nel 2008 ha cominciato a condurre Ominbus su La7 e nel 2010 In onda con Luca Telese. Dal 2020 al 2022 ha condotto il programma su Rai 3 Agorà e nel 2022 ha partecipato e vinto come concorrente a Ballando con le stelle. Costamagna ha un compagno, lo scrittore Dario Buzzolan, con cui ha avuto un figlio, Davide.

Gli ospiti de La volta buona di oggi 20 ottobre 2023 sono Luisella Costamagna, Rosanna Banfi e il marito Fabio Leoni
Luisella Costamagna, Rosanna Banfi e il marito Fabio Leoni.

Chi è Rosanna Banfi

Attrice e figlia d’arte, Rosanna ha iniziato fin da subito a recitare accanto al padre Lino Banfi in famose fiction tv come Il vigile urbano (1989), Un medico in famiglia (1998-2009, 2013-2016), Angelo il custode (2001), Raccontami una storia (2004) e Il padre delle spose (2006). Da giovane ha anche recitato sul grande schermo in film come Grandi magazzini, regia di Castellano e Pipolo (1986), Saint Tropez – Saint Tropez, regia di Castellano e Pipolo (1992) e recentemente in Ameluk, regia di Mimmo Mancini (2015). Dal 1992 è sposata con l’attore Fabio Leoni e la coppia ha due figli, Pietro e Virginia.

La volta buona con Caterina Balivo: ospiti e anticipazioni del 19 ottobre 2023

Penultimo appuntamento settimanale con la trasmissione di Rai 1 La volta buona, in onda dalle 14.00 alle 16.00 e condotta da Caterina Balivo. Gli ospiti di giovedì 19 ottobre sono Simone Annicchiarico e Anna Foglietta. Durante il programma non mancheranno giochi, intrattenimento, ma anche storie di vita comune.

Chi è Simone Annicchiarico

Figlio d’arte (i genitori sono Walter Chiari e Alida Chelli), ha debuttato in televisione nel 1995 nel programma per bambini Arriba!!! Arriba!!! facendo da spalla alla conduttrice Heather Parisi. Ha poi esordito come conduttore su La7 con il programma La valigia dei sogni, fino al 2013. Nel 2009 ha presentato la prima puntata di Italia’s Got Talent, continuando fino al 2013. Essendo una persona molto riservata, non è dato sapere se è attualmente sia fidanzato o single, ma in passato gli erano stati attribuiti flirt con le colleghe Belen Rodriguez e Alessia Marcuzzi.

La volta buona con Caterina Balivo, ospiti 19 ottobre 2023: Anna Foglietta e Simone Annicchiarico
Simone Annicchiarico e Anna Foglietta

Chi è Anna Foglietta

Famosa attrice, ha esordito in televisione recitando nella serie tv La squadra (2005-2007), mentre dal 2008 è entrata nel cast di Distretto di polizia. Ha esordito al cinema con La donna del mister, episodio di 4-4-2 – Il gioco più bello del mondo, regia di Claudio Cupellini (2006), seguito da Solo un padre di Luca Lucini. Ha ottenuto una candidatura al David di Donatello e al Nastro d’Argento per il film Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno e una seconda candidatura ai David per il suo ruolo nel film Noi e la Giulia di Edoardo Leo. Nel settembre 2020 è stata la madrina della 77esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Èsposata con il consulente finanziario Paolo Sopranzetti da cui ha avuto tre figli: Lorenzo (2011), Nora (2013) e Giulio (2014).

Chi l’ha visto?, stasera su Rai 3 i casi di Alessandra Ollari e Pierina Paganelli

Stasera 18 ottobre 2023 verrà trasmessa su Rai 3 alle ore 21.20 una nuova puntata del programma Chi l’ha Visto?. A presentare questo episodio ci sarà come di consueto Federica Sciarelli, che analizzerà diversi casi di attualità con particolare rilievo alle vicende di Alessandra Ollari e di Pierina Paganelli. Come sempre, per chi non dovesse riuscire a seguire il programma in diretta, la puntata sarà poi disponibile anche in streaming e on demand sulla piattaforma Rai Play.

Chi l’ha visto?, le anticipazioni della puntata di stasera 18 ottobre 2023 su Rai 3

Uno dei casi trattati nella puntata odierna sarà quello di Alessandra Ollari, già approfondito in diverse occasioni in passato nella cornice del programma. La donna (uscita a fare la spesa e mai più tornata) è scomparsa da Parma da ormai diverse settimane e al momento gli investigatori stanno indagando per omicidio. Tra le poche informazioni a riguardo a disposizione degli inquirenti e della stessa trasmissione Rai c’è una lunga intervista al compagno della donna, Ermete. Lo stesso che il 30 giugno 2023 aveva presentato per primo la denuncia di scomparsa ai carabinieri. Per l’occasione verranno presentate nuove testimonianze e documenti inediti.

Il programma di Rai 3 seguirà poi il caso di Pierina Paganelli, uccisa nel garage del suo palazzo. Le forze dell’ordine stanno tuttora indagando, poiché il suo assassino ancora ancora non è stato trovato. Tutto questo mentre si sta cercando di chiarire se il delitto possa essere collegato o meno all’incidente avvenuto al figlio Giuliano, avvenuto appena cinque mesi prima. Ci sarà poi un blocco sul sequestro di Salvatore Legari: nessuno infatti sa che fine abbia fatto l’imprenditore emiliano e dove possa essere stato portato. Infine, come sempre, ampio spazio agli appelli, alle richieste di aiuto e alle segnalazioni di persone in difficoltà da parte dei suoi telespettatori da casa.

Neanche le sparate di Corona risollevano Avanti Popolo di Nunzia De Girolamo

«Martedì andrò da Nunzia De Girolamo a fare il 15 per cento di share», aveva annunciato con la proverbiale umiltà che lo contraddistingue Fabrizio Corona. Sarebbe stato un mezzo miracolo per la trasmissione Avanti Popolo di Rai3 che al suo debutto, il 10 ottobre 2023, ha portato a casa un misero 3,6 appassionando 574 mila persone. Miracolo che, se fosse avvenuto, ci avrebbe fatto scrivere più del 10,5 per cento conquistato da Fabio Fazio al suo esordio sul Nove. Peccato non sia andata così, con buona pace dell’ex re dei paparazzi diventato, insieme alle sue rivelazioni (o presunte tali) sul calcioscommesse, ormai la ricetta disperata per la Rai meloniana in crisi di ascolti. A cui sta facendo affidamento soprattutto Nunzia De Girolamo, chiamata dalla tivù di Stato all’ingrato compito di sostituire Bianca Berlinguer e il suo #Cartabianca, traslocati su Rete4.

Fanno meglio DiMartedì, Berlinguer, Belve

L’ex padrona di casa del martedì sera di Rai3 è stata tra i tanti competitor che hanno fatto meglio di Avanti Popolo andato in onda la sera del 17 ottobre, che ha fatto peggio di tutti i principali canali generalisti, escludendo solo Tv8 e Nove. La proposta del terzo canale ha infatti interessato 742 mila spettatori (4,3 per cento). C’è stato solo breve picco che ha portato la trasmissione intorno al 10 per cento, ma è stato un fuoco di paglia rispetto al dato finale e complessivo. Tanto è bastato a Corona per prendersi i meriti e sottolineare il risultato di quella singola ora, con tanto di emoticon col dito davanti alla bocca, per zittire i critici.

Neanche le sparate di Corona risollevano Avanti Popolo di Nunzia De Girolamo
I dati pubblicati da Corona sul breve picco di ascolti.

Intanto però È sempre Cartabianca ha raggiunto 824 mila persone, pari al 5,7 per cento di share. Un po’ meglio è andata a La7 con DiMartedì che ha tenuto davanti alla tivù 1 milione 114 mila teste, al 6,4 per cento. A vincere la serata, come previsto, Rai1 e la partita di qualificazione per Euro 2024 Inghilterra-Italia (8 milioni 368 mila telespettatori, pari al 37,9 per cento). Canale 5 si è fermata al 10,6 con l’ennesima replica del film Ghost – Fantasma. Su Rai2 Belve di Francesca Fagnani con ospiti Antonio Conte, Eva Riccobono e (la viralissima) Ivana Spagna hanno dominato nella bolla di X, un po’ meno nella classifica Auditel (1 milione 36 mila teste collegate e il 6,1 per cento). Qualche persona in meno, ma uno share maggiore per Le Iene di Italia 1 che ha intrattenuto 1 milione 3 mila spettatori, pari al 7,2 per cento. Chiudono Tv8 con Pechino Express – La Via delle Indie (3,3 per cento) e Nove con L’amore bugiardo – Gone (1,6 per cento).

Corona: «Zaniolo crede di essere superiore alla legge»

Insomma, le verità di Corona sullo scandalo del calcioscommesse non vale nemmeno un incremento dell’uno per cento di share. D’altronde, come spesso succede, l’ex re dei paparazzi non ha mantenuto le promesse fatte al pubblico: «Faremo altri nomi». Nomi che però non sono arrivati (chissà che della scomparsa non se occupino Federica Sciarelli e Chi l’ha visto?, tanto la rete è la stessa!). Avanti Popolo ha quindi dato l’occasione a Corona di nutrire il caso mediatico che ha creato intorno all’inchiesta della procura di Torino. Inchiesta che ha travolto la Nazionale e la Serie A e che coinvolge calciatori come Nicolò Fagioli, Nicolò Zaniolo e Sandro Tonali.

Neanche le sparate di Corona risollevano Avanti Popolo di Nunzia De Girolamo
Lo sfogo di Corona contro De Girolamo.

«Il procuratore di Fagioli sapeva ma non gli interessava, perché è solo una questione di soldi. Il procuratore di Zaniolo ha dato dei soldi per recuperare i debiti», ha detto spiegato l’ex marito di Nina Moric. Per poi aggiungere: «Si vede che Zaniolo non è come gli altri, perché crede di essere superiore alla legge, di essere intoccabile. Non ha l’onestà intellettuale di ammettere di aver sbagliato. Fagioli e Tonali sono cosa ben diversa». E sul giallorosso Nicola Zalewski: «Ho le prove anche su di lui, è legato a un certo tipo di ambienti. È il migliore amico di El Shaarawy, Zaniolo e di quel gruppo lì. E scommette sempre, sempre».

La Rai avrebbe pagato Corona più di 30 mila euro

«Per le ospitate la Rai mi ha pagato più di 30 mila euro. È giusto che mi paghi per fare informazione», aveva dichiarato Corona a La Zanzara. E il termine «ospitate» non è scelto a caso, perché nel giro di una manciata di settimane l’abbiamo visto prima a Belve e poi a Domenica In. Non per parlare del caso scommesse, ma della sua vita privata. Senza contare il rumor secondo il quale potrebbe essere uno dei prossimi ballerini per una notte di Ballando con le stelle. Anche se il pericolo pare scampato, secondo quanto dichiarato da Selvaggia Lucarelli: «La notizia uscita su Oggi che strombazza la partecipazione di gentaglia allo show di Milly Carlucci mi risulta essere totalmente falsa. Soliti giochini di giornalisti e agenti che fanno uscire notizie false», ha scritto nelle sue storie Instagram.

Le accuse alla Rai e a De Girolamo di censura

Meglio così per l’ufficio legale della Rai che deve aver passato ore di inferno prima della messa in onda di Avanti Popolo. Che il 18 ottobre Corona ha accusato di censura: «Sono stato censurato! Non me lo aspettavo! Mi dispiace per tutti voi, purtroppo non ho potuto, come mi avevano garantito, dire quello che volevo», ha spiegato su Instagram. «A un certo punto la conduttrice ha lanciato un audio che poi non è stato nemmeno mandato in onda. Vi rendete conto? C’era la voce di Zaniolo e di tre giocatori di Serie A che parlavano di scommesse e di tantissimi soldi. Hanno preso per il culo voi e hanno preso per il culo me. La tivù oggi bisogna farsela da soli», ha quindi aggiunto. Per concludere: «Ho sbagliato a venire in questo programma e a promuovere qui un’inchiesta così importante e complessa che è stata censurata. Io me ne faccio una ragione e domani mi passerà, ma per voi è una vergogna. Mi dispiace tanto. Ancora dopo tanti anni non imparo la lezione».

I timori dei legali di Viale Mazzini sulle eventuali rivelazioni

Il Fatto Quotidiano ha riportato una certa preoccupazione a Viale Mazzini per il rischio che «con le sue dichiarazioni l’ex re dei paparazzi possa commettere reati e coinvolgere la tivù pubblica nell’ennesimo polverone. Non è chiaro, per esempio, se la possibile rivelazione in diretta di altri calciatori sotto inchiesta a Torino possa configurare un’eventuale violazione del segreto o un intralcio alla giustizia». Un po’ come quando Corona ha svelato il coinvolgimento nello scandalo di Zaniolo e Tonali e, come ha scritto il giornale di Peter Gomez, «gli investigatori si sono dovuti fiondare a Coverciano, nel ritiro della Nazionale italiana, per sequestrare i supporti informatici» dei due atleti. Panico alle stelle, tanto che «qualcuno avrebbe consigliato di registrare l’intervista per poter intervenire con opportuni tagli in post-produzione o di affiancare alla neo conduttrice, considerata ancora troppo inesperta, giornalisti capaci di assicurare un contraddittorio».

Nunzia De Girolamo non ha abbastanza esperienza?

Viene da chiedersi come mai alla Rai meloniana sia venuta l’idea di affidare uno spazio di informazione così importante a una figura che non ha maturato ancora abbastanza esperienza per occuparlo. Di fatto l’ex ministra e deputata di Popolo della libertà e Forza Italia ha alle spalle solo due conduzioni (e tante apparizioni come opinionista): prima Ciao Maschio, programma di interviste nella notte tra il sabato e la domenica di Rai1 che ha sempre galleggiato su una media di telespettatori che nelle sue tre edizioni si è mossa tra le 650 e le 700 mila teste collegate, per uno share passato dal 7,7 al 14,34. Nel 2023 poi la promozione: la guida di Estate in diretta in tandem con Gianluca Semprini. Che tra luglio e agosto ha fatto il suo (senza grande concorrenza) viaggiando tra il 18 e il 20 per cento. Qualche difficoltà c’è stata a settembre durante la settimana di scontro con Pomeriggio Cinque di Myrta Merlino: quattro sconfitte e una vittoria sul finale.

La volta buona con Caterina Balivo: ospiti e anticipazioni del 18 ottobre 2023

Terzo appuntamento settimanale, mercoledì 18 ottobre 2023, per la trasmissione di Rai 1 La volta buona condotta da Caterina Balivo. Gli ospiti che oggi hanno modo di raccontare le loro storie e la loro volta buona sono Maria Teresa Ruta, Rossella Erra, Massimiliano Rosolino e Natalia Titova. Durante la puntata verrà dedicato spazio anche a giochi, divertimento e tante storie di gente comune.

Chi è Maria Teresa Ruta

Famosa conduttrice televisiva, giornalista e scrittrice, Maria Teresa Ruta ha mossi i suoi primi passi partendo e vincendo le selezioni di Miss Muretto nel 1976. Due anni dopo ha iniziato a lavorare a teatro, facendo in contemporanea anche la fotomodella, arrivando poi in televisione e facendo la soubrette in diversi varietà come Signorine grandi firme. Il successo è arrivato nel 1984 quando ha iniziato a condurre Caccia al 13, che le è valso un Telegatto. Dal 1986 al 1991 ha poi affiancato Sandro Ciotti nel programma Domenica sportiva ritornando a lavorare nel 2003 in un’altra trasmissione sportiva come Quelli che… il calcio. Proprio in ambito sportivo ha conosciuto il suo futuro marito, ora ex, Amedeo Goria, padre dei suoi figli Guendalina detta Guenda e  Gianamedeo. Da gennaio 2006 è legata al produttore discografico Roberto Zappulla.

Maria Teresa Ruta e Rossella Erra sono due delle ospiti di La volta buona il 18 ottobre 2023
Maria Teresa Ruta e Rossella Erra.

Chi è Rossella Erra

É nota per essere un’opinionista tv. Per 25 anni ha fatto la commercialista e, chiusa l’azienda di cui era proprietaria insieme a un socio, si è reinventata in televisione. Ha trovato sui social un annuncio per partecipare alla trasmissione Vieni da me condotta da Caterina Balivo e, una volta passati i provini, è diventata ambasciatrice del pubblico, chiamata poi signora Rossella. Ha ricoperto lo stesso ruolo anche ai programmi di Milly Carlucci Ballando con le stelle e Il cantante mascherato, intervistando i concorrenti e raccontando quanto accade dietro il backstage. Nel 2021 è stata chiamata da Bianca Guaccero per partecipare a Detto fatto. L’opinionista è sposata con Attilio Russo, un ufficiale delle Forze armate, e ha una figlia, Beatrice.

Chi è Massimiliano Rosolino

È un ex nuotatore e campione olimpico a Sydney nel 2000 e mondiale a Fukuoka nel 2001 nei 200 metri misti. Tra il 1995 e il 2008 è stato 14 volte campione europeo e ha vinto 60 volte una medaglia tra Giochi olimpici, campionati mondiali ed europei. Ha gareggiato fino al 2009 in manifestazioni minori e ora allena altri giovani nuotatori. Nel 2006 ha partecipato alla trasmissione Ballando con le stelle, dove ha conosciuto l’attuale compagna, Natalia Titova, con cui ha avuto due figlie, Sofia Nicole e Vittoria Sidney.

Natalia Titova e Massimiliano Rosolino sono due degli ospiti di La volta buona il 18 ottobre 2023
Natalia Titova e Massimiliano Rosolino

Chi è Natalia Titova

Nota ballerina russa di danze latino americane, Titova è arrivata in Italia nel 1998. La popolarità è arrivata quando nel 2005 ha iniziato a partecipare al programma Ballando con le stelle, in cui è rimasta come maestra di ballo fino al 2014. Lasciata la trasmissione, dal 2015 al 2020 è stata insegnante di danza nel programma Amici di Maria De Filippi e nel 2019 ha fondato la Natalia Titova Academy. Nel 2006, mentre partecipava a Ballando con le stelle, ha conosciuto l’attuale compagno, Massimiliano Rosolino, con cui ha avuto le figlie Sofia Nicole e Vittoria Sidney.

Charlie’s angels stasera su Rai 2: trama, cast e curiosità

Stasera 16 ottobre 2023 andrà in onda il film Charlie’s Angels sul canale Rai 2 alle ore 21.20. La regista è Elizabeth Banks che ha collaborato anche alla sceneggiatura in collaborazione con David Auburn e Jay Basu. Nel cast ci sono la stessa Elizabeth Banks, Kristen Stewart, Ella Balinska, Naomi Scott e Sam Claflin.

Charlie's Angels è il film che andrà in onda questa sera su Rai 2, ecco trama, cast e curiosità di questa pellicola.
Una scena del film (X).

Charlie’s Angels, trama e cast del film stasera 16 ottobre 2023 su Rai 2

La trama racconta la storia delle Charlie’s Angels, un gruppo di donne chiamate semplicemente Angeli, agenti segreti che operano per la società Townsend. Il capo degli angeli è la bionda e letale Bosley (Elizabeth Banks) che ha il ruolo di trovare delle nuove reclute che possano diventare Angeli e poter portare a termine delle missioni pericolose ma vitali per la sicurezza del mondo. Un giorno, un ingegnere informatico di nome Elena Houghlin (Naomi Scott), si rivolge all’agenzia perché rivela l’esistenza di una tecnologia informatica che ha il potere di distruggere intere nazioni se finisse nelle mani sbagliate.

A quel punto, Bosley decide di affidare il compito alla stessa Elena, prima addestrata a dovere per poter lavorare sul campo e ad altre due agenti scelte accuratamente. In particolare, la scelta ricade sulla maga dei travestimenti Sabina (Kristen Stewart) e sull’ex agente dell’MI6 Jane (Ella Balinska). L’obiettivo è quello di recuperare una valigetta che contiene la tecnologia pericolosa ma gli ostacoli sono dietro l’angolo e un passo falso potrebbe avere conseguenze disastrose.

Charlie’s Angels, 5 curiosità del film stasera 16 ottobre 2023 su Rai 2

Charlie’s Angels, un netto cambio rispetto al passato

Non è il primo film dedicato alle Charlie’s Angels. Nel 2000 era già stato realizzato un lungometraggio omonimo ma in quel caso le protagoniste utilizzavano solo armi corpo a corpo o arti marziali, come fortemente voluto dalla produttrice esecutiva e protagonista Drew Barrymore. In questo film invece, le protagoniste fanno un largo uso di pistole ed esplosivi, rendendo il film più spettacolare.

Charlie’s Angels, una canzone per dare forza al cast

Il cast al femminile aveva un inno speciale per incitarsi prima delle riprese. Si tratta della canzone Bad Girls eseguita dalla cantante Donna Summers: tale canzone è presente anche nella scena del party tra ragazze.

Charlie’s Angels, le tante attrici che hanno rifiutato di prendere parte al progetto

Ci sono molte attrici che hanno rifiutato di entrare nel cast di questa produzione. Nel dettaglio, le attrici che hanno rifiutato un ruolo sono Lupita Nyong’o, Margot Robbie, Emma Stone e Jennifer Lawrence.

Charlie’s Angels, un’attrice ha svolto gran parte delle sue scene d’azione

L’attrice Ella Balinska ha realizzato le scene d’azione per la maggior parte da sola. Questo significa che l’attrice non si è affidata a stuntmen o controfigure per molte scene.

Charlie's Angels è il film che andrà in onda questa sera su Rai 2, ecco trama, cast e curiosità di questa pellicola.
Le tre protagoniste in una scena (X).

Charlie’s Angels, gli incassi non esaltanti al botteghino

Nonostante il cast famoso, la pellicola non ha avuto un grande successo al botteghino. Il budget per la realizzazione della pellicola è stato di circa 55 milioni di dollari mentre secondo il portale Box Office Mojo i risultati sono stati di circa 73 milioni di dollari.

The Foreigner stasera su Italia 1: trama, cast e curiosità

Stasera 16 ottobre 2023 andrà in onda sul canale Italia 1 il film The Foreigner alle ore 21.20. Il regista è Martin Campbell mentre la sceneggiatura è stata scritta da David Marconi. Nel cast ci sono Pierce Brosnan, Jackie Chan, Charlie Murphy e Katie Leung.

The Foreigner è il film che andrà in onda questa sera su Italia 1, ecco trama, cast e curiosità su questa pellicola.
La locandina della pellicola (X).

The Foreigner, trama e cast del film stasera 16 ottobre 2023 su Italia 1

La trama racconta la storia di Quan Ngoc Minh (Jackie Chan) un uomo tranquillo e quieto che vive a Londra e che in passato ha servito nelle forze speciali durante la guerra del Vietnam. Dopo essere fuggito dal Vietnam e aver perso la moglie e due figlie durante la fuga, ora cerca solo di dimenticare il passato lavorando in un ristorante cinese e facendo crescere senza problemi la figlia adolescente Fan (Katie Leung). Tuttavia, neanche a Londra l’uomo trova pace: un giorno la figlia Fan muore a causa di un attentato terroristico portato avanti da un’organizzazione chiamata come Nuova IRA.

Quan decide quindi di rivolgersi a Scotland Yard per avere maggiori info su chi abbia ucciso sua figlia ma gli agenti dimostrano un atteggiamento omertoso e superficiale. Decide quindi di indagare da solo e riesce a scoprire dopo poco tempo che dietro l’organizzazione terroristica si nasconde addirittura il vice primo ministro dell’Irlanda del Nord, Liam Hennessey (Pierce Brosnan). Anche se il vice primo ministro nega il suo coinvolgimento, Quan non si tirerà indietro e a poco a poco farà luce su un giro di mercenari inquietante e pericoloso.

The Foreigner, 5 curiosità del film stasera 16 ottobre 2023 su Italia 1

The Foreigner, il panico creato a Londra

Nel 2016 durante le riprese del film vennero fatte alcune telefonate alla polizia per segnalare un probabile attacco terroristico in centro a Londra. Tuttavia, non era un attacco terroristico ma si trattava di un’esplosione effettuata dagli stuntmen del film per realizzare una scena.

The Foreigner, Jackie Chan canta la canzone dei titoli di coda

L’attore Jackie Chan oltre a interpretare il protagonista della pellicola si è occupato anche di cantare la canzone che si sente nei titoli di coda e si intitola A Common Man.

The Foreigner è il film che andrà in onda questa sera su Italia 1, ecco trama, cast e curiosità su questa pellicola.
Jackie Chan in una scena (X).

The Foreigner, regista e attore protagonista si riuniscono dopo anni

Il regista Martin Campbell e l’attore protagonista Pierce Brosnan si riuniscono sul set dopo anni. Infatti, i due avevano collaborato al film della serie James Bond, Goldeneye, del 1995.

The Foreigner, il primo film del regista dopo un flop clamoroso

Questo rappresenta il primo film del regista Martin Campbell dopo il flop clamoroso di Lanterna Verde, film del 2011 con Ryan Reynolds. Questa pellicola è stata un successo al botteghino invece visto che ha incassato in tutto il mondo circa 145 milioni di dollari a fronte di un budget di 35 milioni di dollari.

The Foreigner, la pellicola non ha un soggetto originale

Il soggetto del film non è originale. Infatti, la pellicola è tratta dal romanzo del 1992 scritto dall’autore britannico Stephen Leather e intitolato The Chinaman. Inoltre, nonostante il nome della pellicola sia diverso rispetto a quello del libro, in realtà il personaggio di Jackie Chan viene identificato diverse volte con il nome The Chinaman.

Report stasera su Rai 3, la Sanità Pubblica e la collezione degli Agnelli

Stasera alle ore 20.55 andrà in onda sul canale Rai 3 il programma Report. Come sempre a condurre la trasmissione ci sarà Sigfrido Ranucci che presenterà le varie inchieste della puntata. Nel dettaglio, ci saranno tre inchieste analizzate nel corso della serata: La stiamo perdendo, Compra l’arte e mettila da parte e La crosta. La puntata sarà disponibile anche on demand e in streaming sulla piattaforma Rai Play.

Report ritorna su Rai 3 questa sera e parlerà di diversi argomenti, ecco le anticipazioni del programma di Sigfrido Ranucci.
Sigfrido Ranucci, conduttore di Report (X).

Report, le anticipazioni della puntata di stasera 15 ottobre 2023 su Rai 3

La prima inchiesta della puntata di questa sera di Report si intitola La stiamo perdendo ed è stata realizzata da Claudia Di Pasquale con la collaborazione di Goffredo De Pascale e Raffaella Notarile. Tale inchiesta parlerà della situazione della sanità pubblica in Italia: ospedali al collasso, mancanza di personale, liste d’attesa infinite e tante altre criticità. In particolare, in alcune regioni dell’Italia settentrionale si sta assistendo a una fuga di medici e infermieri dal settore pubblico verso quello privato: oggi chi paga può ricevere cure subito mentre chi si affida al Servizio Sanitario Nazionale deve aspettare mesi e sperare che le proprie condizioni non peggiorino. All’orizzonte c’è il PNRR e le tante modifiche proposte per migliorare la Sanità del paese come il potenziamento della medicina territoriale con la costruzione di case e ospedali di comunità. Ma basta questo per salvare la situazione? Il team di Report cercherà di dare risposta a questa domanda e trovare i responsabili di questo disastro sanitario.

La seconda inchiesta si intitola Compra l’arte e mettila da parte ed è stata realizzata da Manuele Bonaccorsi e Federico Marconi. Nel corso di quest’inchiesta si cercherà di far luce sulla collezione di opere d’arte che fa parte del patrimonio di Gianni Agnelli. Si tratta di una selezione di oltre 600 opere realizzate dai migliori esponenti della storia come Monet, Picasso, Bacon, Balthaus e molti altri ancora. Una collezione così vasta che nessuno prima era riuscito a ricostruirla ma Report, grazie a documenti inediti, ha portato a termine quest’ardua impresa e mostrerà la selezione di capolavori che fanno parte del patrimonio di Gianni Agnelli e che è finita al centro della disputa sull’eredità della figlia Margherita e dei nipoti John, Lapo e Ginevra Elkann. Inoltre, Report si interrogherà sul ruolo del ministro dei Beni culturali e su come sia possibile che alcune opere d’arte risultino essere sparite dalla collezione. Queste ultime potrebbero essere finite all’estero ma non ci sono certezze al riguardo tanto che la Procura di Milano indaga ancora oggi per scoprire la loro corretta posizione.

Report, le altre inchieste della puntata di stasera 15 ottobre 2023 su Rai 3

Nel corso della puntata ci sarà anche un’altra inchiesta chiamata La crosta e realizzata da Luca Bertazzoni con la collaborazione di Marzia Amico. Il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi ha rivelato a Report che negli ultimi anni di vita Silvio Berlusconi avrebbe speso la somma di circa 20 milioni di euro per acquistare opere d’arte, spesso telefonando ai centralini dei canali di televendite per conquistare interi lotti. Inoltre, le telecamere della trasmissione sono entrate in uno show room di Arzano, vicino Napoli, dove l’ex Premier avrebbe acquistato uno spazio di circa 5mila metri quadri.

Oltre a ciò, la troupe è riuscita a scoprire che l’enorme collezione di opere d’arte di Berlusconi si trova custodita in un hangar nelle vicinanze di Villa San Martino, ad Arcore, e conterrebbe al suo interno circa 25mila opere d’arte. I membri di Report sono riusciti a entrare in quest’edificio e mostreranno immagini esclusive dell’enorme collezione che per tutto questo tempo è rimasta celata in questo luogo definito come «la quadreria del presidente».

Entrapment stasera su Rai Movie: trama, cast e curiosità

Stasera 15 ottobre 2023 andrà in onda il film Entrapment sul canale Rai Movie alle ore 21.10. Il regista è Jon Amiel mentre la sceneggiatura è stata scritta da Ronald Bass e William Broyles Junior. Nel cast ci sono Catherine Zeta-Jones, Sean Connery, Ving Rhames, Will Patton e Kevin McNally.

Entrapment è il film che andrà questa sera in onda su Rai Movie, ecco trama, cast e curiosità della pellicola.
Una scena del film (X).

Entrapment, trama e cast del film stasera 15 ottobre 2023 su Rai Movie

La trama racconta la storia di Virginia Baker (Catherine Zeta-Jones) un’agente dell’assicurazione Waverly che ha un compito molto importante: trovare colui che ha rubato un famoso dipinto del pittore Rembrandt a New York. Tutti i sospetti ricadono sul ladro Robert Mac Dougal (Sean Connery) e Virginia cerca di mettersi sulle sue tracce. Tuttavia, la donna vuole incastrare Dougal: si presenta a lui come una grande ladra con progetti ambiziosi per il futuro. Tra i due c’è subito una chimica incredibile e Robert decide di portare Gin in Scozia per addestrarla e proporgli un incredibile colpo: rubare una maschera cinese nel Bedford Palace di Londra.

Tuttavia, dopo aver pianificato il tutto, Virginia si fa scoprire da Robert ma il ladro gli fa un’altra proposta: rubare 8 miliardi di dollari depositati all’International Bank nelle Petronas Tower di Kuala Lumpur, in Malesia. Si tratta di un piano decisamente rischioso ma che potrebbe far diventare ricchi i due. Tra inganni, tensione e tradimenti, Virginia accetterà e si renderà conto che ormai è complice di Robert e forse è finita nella sua trappola.

Entrapment, 5 curiosità sul film stasera 15 ottobre 2023 su Rai Movie

Entrapment, una grande differenza d’età tra i due protagonisti

Tra i due attori principali c’è una grande differenza d’età: Catherine Zeta-Jones è più giovane di Sean Connery di ben 39 anni. Questo aspetto si sposa alla perfezione con la chimica che i due personaggi hanno nella storia.

Entrapment, la Zeta-Jones ginnasta esperta

Secondo alcune fonti, durante le scene dell’allenamento di Virginia nel castello scozzese, Catherine Zeta-Jones ha interpretato tutto da sola, senza voler aiuto dagli stuntmen. Questo significa che tutte le acrobazie che si vedono sono state interpretate dall’attrice che si può definire una ginnasta esperta.

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Catherine Zeta-Jones e Sean Connery nel film (X).

Entrapment, 2 milioni di dollari risparmiati sul budget

La co-produttrice Rhonda Tollefson ha affermato che la produzione ha risparmiato 2 milioni di dollari che erano stati inclusi nel budget iniziale. Gran parte di questi risparmi sono dovuti alle abitudini di Sean Connery. L’attore e produttore della pellicola, da buon scozzese, non ha assunto alcun chauffeur per recarsi sul set, ma guidava la sua auto, e non usava voli privati ma voli commerciali per spostarsi tra le varie location.

Entrapment, gli incassi della pellicola

La pellicola ha ottenuto grandi risultati al botteghino. Infatti, è stata realizzata con un budget di 66 milioni di dollari ma secondo quanto riportato dal portale Box Office Mojo, ha ottenuto un incasso pari a circa 212 milioni di dollari.

Entrapment, la produzione voleva un’altra attrice come protagonista

In realtà, la produzione inizialmente aveva scelto un’altra attrice come protagonista. Il ruolo di Virginia sarebbe dovuto andare a Nicole Kidman. Tuttavia, per svariate ragioni le trattative non si concretizzarono e il ruolo venne dato a Catherine Zeta-Jones.

Spider-Man: Far From Home stasera su Tv8: trama, cast e curiosità

Stasera 15 ottobre 2023 andrà in onda sul canale Tv8 il film Spider-Man: Far from home alle ore 21.25. Il regista è Jon Watts mentre la sceneggiatura è stata scritta da Erik Sommers e Chris McKenna. Nel cast ci sono Tom Holland, Zendaya, Jake Gyllenhall e Cobie Smulders.

Spider-Man: Far from home è il film che andrà in onda questa sera su Tv8, ecco trama, cast e curiosità della pellicola.
La locandina (X).

Spider-Man: Far from home, trama e cast del film stasera 15 ottobre 2023 su Tv8

La trama racconta la storia di Peter Parker (Tom Holland), l’alter ego dell’eroe Spider-Man, otto mesi dopo gli eventi che hanno portato alla guerra degli Avengers con il malvagio Thanos. Peter è ancora triste per la morte di Iron Man (Robert Downey Junior) ma deve pensare ai suoi impegni come studente e soprattutto a MJ (Zendaya), una compagna di classe di cui è segretamente innamorato. L’occasione per dichiararsi alla ragazza arriva quando Peter, il suo amico Ned (Jacob Batalon), MJ e gli altri suoi compagni di classe partono per un viaggio in Europa.

I ragazzi si divertiranno ma Peter, che è sempre Spider-Man e ha addirittura un nuovo costume, dovrà fare i conti con una figura misteriosa: Quentin Beck (Jake Gyllenhall), una sorta di eroe che dice di provenire da una dimensione alternativa e ha il compito di fermare dei nemici elementali. Tra colpi di scena e tradimenti, Peter Parker scoprirà che Beck non è quello che dice di essere e dovrà indossare i panni dell’eroe mascherato per poter salvare la sua vita e la vita dei suoi cari.

Spider-Man: Far from home, 5 curiosità del film stasera 15 ottobre 2023 su Tv8

Spider-Man: Far from home, il primo film senza un cameo importante

Questo è il primo film del Marvel Cinematic Universe che non ha un cameo di Stan Lee al suo interno. Questo perché il noto autore è morto prima che le riprese potessero essere completate.

Spider-Man: Far from home, il desiderio non realizzato di Tom Holland

L’attore protagonista Tom Holland voleva che apparisse nel film anche un altro personaggio, un nemico molto noto di Spider-Man: Kraven il cacciatore. Holland desiderava che Kraven fosse interpretato da Jason Momoa ma purtroppo per lui lo script era diverso e non è stato possibile includere tale nemico.

Spider-Man: Far from home è il film che andrà in onda questa sera su Tv8, ecco trama, cast e curiosità della pellicola.
Tom Holland in una scena (X).

Spider-Man: Far from home, Jake Gyllenhall connesso a un film Marvel tempo fa

L’antagonista di questo film è interpretato da Jake Gyllenhall ma le cose potevano andare diversamente. Infatti, prima delle riprese di Spider-Man 2 di Sam Raimi, nel 2004, Tobey Maguire subì un brutto infortunio e la sua partecipazione alla pellicola era incerta. Raimi allora voleva rimpiazzare Maguire proprio con Gyllenhall facendolo interpretare il principale eroe. Tuttavia, Maguire riuscì a guarire in tempo e venne confermato come protagonista.

Spider-Man: Far from home, il ruolo di antagonista offerto a un attore che ha rifiutato

La produzione inizialmente aveva pensato a un altro attore per interpretare il principale villain del film. Infatti, la produzione desiderava dare questo ruolo a Matt Damon ma sembra che l’attore ha rifiutato la proposta.

Spider-Man: Far from home, gli incassi stratosferici

Questo film è stato realizzato con un budget di 160 milioni di dollari. Tuttavia, gli incassi al botteghino sono stati stratosferici, visto che secondo i dati riportati dal portale Box Office Mojo, la pellicola ha incassato più di 1 miliardo di dollari.

Nureyev – The White Crow stasera su Rai Movie: trama, cast e curiosità

Stasera 13 ottobre 2023 andrà in onda sul canale Rai Movie il film Nureyev – The White Crow alle ore 21.10. Il regista è Ralph Fiennes mentre la sceneggiatura è stata scritta David Hare. Nel cast ci sono lo stesso Fiennes accompagnato da Oleg Ivenko, Adele Exarchopoulos, Chulpan Kamatova e Aleksej Moronoz.

Nureyev - The White Crow è il film che andrà in onda questa sera su Rai Movie, ecco trama, cast e curiosità.
Il protagonista in una scena (X).

Nureyev – The White Crow, trama e cast del film in onda stasera 13 ottobre 2023 su Rai Movie

La trama racconta la storia di Rudolf Nureyev (Oleg Ivenko), un incredibile ballerino dell’Unione Sovietica che si è sempre distinto per il suo talento ma anche per il suo carattere particolare. Rudolf è eccezionale nell’arte del balletto e a soli 22 anni, nonostante un’infanzia sofferta, riesce a raggiungere il successo e a entrare nella prestigiosa Kirov Ballet Company. Grazie al suo ingresso in questa scuola, nel 1961 viaggia per la prima volta fuori dall’Unione Sovietica e va a Parigi, città che lo stupisce positivamente.

Nonostante sia una leggenda in patria, il KGB lo tiene costantemente sotto controllo perché desta sospetti sul suo comportamento anti-conformista e sulla sua amicizia con la giovane parigina Clara Saint (Adele Exarchopoulos). Inizia così un braccio di ferro tra il ballerino e i servizi segreti, con questi ultimi che impediscono a Rudolf di viaggiare verso Londra per esibirsi con la sua compagnia. Nureyev dovrà ritornare in patria e fornire delle spiegazioni per le azioni compiute a Parigi, comprendendo che il suo paese gli farà pagare a caro prezzo la libertà che ha manifestato mentre era nella capitale francese.

Nureyev – The White Crow, cinque curiosità sul film

Nureyev – The White Crow, la prima scelta come protagonista 

Hayden Christensen era la prima scelta come attore protagonista anche perché da piccolo aveva praticato il balletto. Tuttavia, un infortunio alla caviglia lo impedì di ottenere la parte perché non raggiungeva gli standard richiesti dal regista Ralph Fiennes.

Nureyev – The White Crow, la ragione che ha spinto Fiennes a partecipare come attore

Ralph Fiennes ha dichiarato che inizialmente non voleva far parte del cast perché sapeva che era difficile recitare e dirigere allo stesso tempo. Tuttavia, si è dovuto convincere a entrare come attore dopo l’espressa richiesta di alcuni potenziali produttori.

Nureyev - The White Crow è il film che andrà in onda questa sera su Rai Movie, ecco trama, cast e curiosità.
Ralph Fiennes in una scena del film (X).

Nureyev – The White Crow, le difficoltà della lingua per l’attore protagonista

Oleg Ivenko, l’attore protagonista del film, in realtà è ucraino. Per questa ragione per girare le scene al meglio si è dovuto esercitare non solo con l’inglese ma anche con la lingua russa, migliorando il suo accento.

Nureyev – The White Crow, i dialoghi di Ralph Fiennes

Se si escludono i termini in francese legati al balletto, i dialoghi di Ralph Fiennes nelle diverse scene in cui appare sono totalmente in russo. Fiennes ha affermato anche che Mikhail Baryshnikov gli è stato molto utile per caratterizzare il suo personaggio, ovvero il vero maestro di Baryshnikov, Aleksandr Ivanovic Pushkin.

Nureyev – The White Crow, il vero Nureyev alla fine del film

Durante i titoli di coda della pellicola è possibile ammirare alcuni filmati delle esibizioni del vero Rudolf Nureyev, l’incredibile ballerino russo soprannominato The White Crow, il corvo bianco.

Titanic stasera su Canale 5: trama, cast e curiosità

Stasera 13 ottobre 2023 andrà in onda il film Titanic su Canale 5 alle ore 21.20. Il regista è James Cameron che si è occupato di scrivere anche la sceneggiatura. Nel cast ci sono Kate Winslet, Leonardo Di Caprio, Billy Zane, Kathy Bates e Bill Paxton.

Titanic è il film che andrà in onda questa sera su Canale 5, ecco trama, cast e curiosità di questa pellicola.
Leonardo Di Caprio e Kate Winslet (X).

Titanic, trama e cast del film in onda stasera 13 ottobre 2023 su Canale 5

La trama racconta la storia di una donna sopravvissuta al disastro della nave Titanic, Rose DeWitt Butaker (Gloria Stuart). Quest’ultima si cela dietro al mistero di un antico e prezioso gioiello che alcuni ricercatori desiderano trovare. L’anziana narra al gruppo di ricercatori la storia della sua vita sul Titanic: la giovane Rose (Kate Winslet) si imbarca sulla nave ansiosa di raggiungere New York. Con lei ci sono la madre Ruth (Frances Fisher) e l’antipatico fidanzato Cal (Billy Zane).

Tuttavia, durante il viaggio, la bella Rose farà la conoscenza di Jack Dawson (Leonardo Di Caprio), giovane che viaggia in terza classe e che è riuscito a ottenere un biglietto per il Titanic poco prima della partenza. Tra i due, nonostante le differenze di classe e di abitudini, scoppia una forte passione e Rose dimentica il fidanzato per concedersi totalmente a Jack. Il disastro è però dietro l’angolo e per i due amanti ci sarà un triste epilogo.

Titanic, cinque curiosità sul film

Titanic, il primo incontro tra Kate Winslet e Leonardo Di Caprio sul set

Quando Kate Winslet venne a sapere che doveva essere nuda dinanzi a Leonardo Di Caprio per girare l’iconica scena del ritratto, decise di rompere il ghiaccio mostrando le sue parti intime al loro primo incontro sul set.

Titanic, a realizzare il ritratto non è stato Di Caprio

Ritornando all’iconica scena del ritratto, in realtà la mano che si vede in primo piano non è quella dell’attore Leonardo Di Caprio. Si tratta della mano del regista James Cameron intento a realizzare un vero ritratto dell’attrice. Tuttavia, siccome Cameron è mancino e Di Caprio è destrimano, in fase di post-produzione l’immagine è stata modificata con l’effetto specchio.

Titanic è il film che andrà in onda questa sera su Canale 5, ecco trama, cast e curiosità di questa pellicola.
Leonardo Di Caprio in una scena (X).

Titanic, una brutta esperienza per un’attrice

L’attrice Gloria Stuart, di 86 anni, dovette sottoporsi a un grosso trattamento di make up prima di girare le sue scene. Il trattamento era necessario per farla sembrare una donna di 100 anni, ovvero la Rose in tempi moderni. Tuttavia, l’attrice non gradì il trattamento e ricordò l’aver preso parte al film come una brutta esperienza. Curiosamente, Gloria Stuart è morta nel 2010 all’età di 100 anni.

Titanic, l’inclusione di una canzone iconica nella colonna sonora

Per James Cameron era imperativo non inserire alcuna canzone nella colonna sonora perché credeva che nessun brano cantato si adattasse alla storia. Tuttavia, il compositore James Horner aveva difficoltà nel finire il suo lavoro e decise di scrivere segretamente con Will Jennings la canzone My Heart Will Go On cantata da Celine Dion. Quando la fece ascoltare a Cameron, il regista rimase molto soddisfatto e decise di inserirla nei titoli di coda del film. Fu un vero colpo di fortuna, visto che la canzone diventò una hit indimenticabile e vinse addirittura il premio Oscar.

Titanic, l’imprecisione dello scontro con l’iceberg

Uno studio recente ha rivelato che se il Titanic avesse colpito l‘iceberg con la prua, come si vede nel film, molto probabilmente non sarebbe affondato ma avrebbe raggiunto New York in un giorno o due.

Shutter island stasera su Iris: trama, cast e curiosità

Stasera 13 ottobre 2023 su Iris alle ore 21.00 andrà in onda il film Shutter Island. Il regista è Martin Scorsese mentre la sceneggiatura è stata scritta da Laeta Kalorgidis. Nel cast ci sono Leonardo Di Caprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Emily Mortimer e Michelle Williams.

Shutter Island è il film che andrà stasera in onda su Iris, ecco trama, cast e curiosità su questa pellicola.
Leonardo Di Caprio in una scena (X).

Shutter Island, trama e cast del film in onda stasera 13 ottobre 2023 su Iris

La trama racconta la storia dell’agente federale Edward Teddy Daniels (Leonardo Di Caprio) e del collega Chuck Aule (Mark Ruffalo) che si recano nella misteriosa Shutter Island dov’è presente un istituto psichiatrico per indagare sul mistero della scomparsa di Rachel Solando (Emily Mortimer). I due agenti vengono accolti dal dottor John Cawley (Ben Kingsley), che gli racconta la storia di Rachel e gli spiega i suoi ultimi momenti sull’isola. Nella struttura si trova anche il piromane Andrew Laeddis (Elias Koteas), che anni prima uccise Dolores Chanal (Michelle Williams) la moglie dell’agente Daniels.

Teddy indaga sul caso ed è convinto che la chiave del mistero si trovi nel faro dell’isola. Tuttavia, viene ostacolato dai dottori e dai pazienti della struttura e il paziente George Noyce (Jackie Eearle Haley) lo intima di non andare lì perché vengono commessi atroci esperimenti sui pazienti. L’agente, in ogni caso, vuole scoprire il mistero e continuerà a indagare anche quando sembrerà che il collega lo abbandonerà totalmente. Tra colpi di scena e rivelazioni inquietanti, Teddy scoprirà l’amara verità e non potrà fare altro che scendere a patti con essa.

Shutter Island, cinque curiosità sul film

Shutter Island, l’anagramma del titolo

In molti fan della pellicola hanno notato che il titolo nasconde un indizio sul mistero del film, visto che un suo anagramma è Truth and Lies, letteralmente Verità e Bugie.

Shutter Island, Mark Ruffalo ha ottenuto la parte in modo particolare

Mark Ruffalo è riuscito a ottenere la parte di Chuck Aule in modo molto particolare. Infatti, l’attore venne scelto per questo ruolo dopo aver inviato una lettera a Martin Scorsese nel quale si congratulava per la sua carriera e gli chiedeva di poter collaborare insieme.

Shutter Island, una collaborazione non fortunata per Scorsese e Di Caprio

Questo è l’unico film realizzato dal regista Martin Scorsese e con attore protagonista Leonardo Di Caprio che non ha ricevuto alcuna nomination per i premi Oscar. Finora, in attesa di Killers of the Flower Moon in arrivo nei cinema il 19 ottobre 2023, i film realizzati in collaborazione tra il regista e l’attore, ovvero Gangs of New York, The Aviator, The Departed e The Wolf of Wall Street hanno sempre ricevuto almeno una nomination ai premi Oscar.

Shutter Island è il film che andrà stasera in onda su Iris, ecco trama, cast e curiosità su questa pellicola.
Una scena con Di Caprio (X).

Shutter Island, la produzione aveva preso in considerazione un altro regista

La produzione non aveva considerato subito Martin Scorsese per la regia. Per molto tempo il regista David Fincher venne accostato a tale progetto ma alla fine si optò per Scorsese.

Shutter Island, l’incredibile successo al botteghino

Secondo il sito Darkhorizons.com il budget per questo film è stato di 80 milioni di dollari, tuttavia la pellicola ha ottenuto un successo incredibile al botteghino e secondo il portale Box Office Mojo ha incassato circa 297 milioni di dollari.

La crisi della Rai meloniana tra flop, tagli e la complicata staffetta Sergio-Rossi

Ora tutti attendono con ansia le annunciate svolte di novembre: il piano industriale, il contratto di servizio, l’accordo definitivo (politicamente scottante) sul canone in bolletta, il possibile extragettito derivante dal recupero dell’evasione sul canone stesso. Con ansia perché l’ad Rai Roberto Sergio ha già spiegato: «Dal momento in cui riusciremo a chiudere» su questi obiettivi «la sostenibilità e l’efficienza è possibile, come il ruolo di servizio pubblico». Efficienza fa rima con tagli: c’è un disperato bisogno di risorse da investire sull’audiovisivo e sulla digitalizzazione, mentre il progetto media company, cui tiene tantissimo il direttore generale Giampaolo Rossi, langue e ha bisogno di una nuova spinta. Ecco, Rossi appunto. Sergio non manca di smentire le malelingue circa i rapporti difficili tra i dioscuri di Viale Mazzini: «Rossi e io stiamo lavorando insieme e porteremo entro fine novembre risultati che non si vedevano in alcuni casi dal 2008».

La crisi della Rai meloniana tra flop, tagli e la complicata staffetta Sergio-Rossi
Il dg Rai Giampaolo Rossi, l’ad Roberto Sergio e la presidente Marinella Soldi (Imagoeconomica).

La battaglia persa contro Mediaset e l’exploit di La7

Sarà, ma intanto la Rai deve far quadrare i conti e gli ascolti in picchiata non aiutano. I flop della nuova programmazione targata (politicamente) Giorgia Meloni si sprecano e adesso non resta che sperare in una ripresa con il ritorno, l’anno prossimo, di Massimo Giletti, mentre Matteo Salvini già si sfrega le mani. L’emorragia autunnale di telespettatori per la tivù pubblica è da allarme rosso: Canale5 è ormai avanti, mentre Italia1 è stabilmente sopra Rai2. L’ultima débâcle di cui si discute è Avanti Popolo (Rai3) di Nunzia De Girolamo, che alla prima puntata, martedì scorso, è stata stracciata dalle Iene ma battuta nettamente anche da Floris, Berlinguer e Fagnani. «Non siamo più un modello, ma stiamo rincorrendo il modello Mediaset», mastica amaro una fonte Rai che si sfoga con Lettera43, «Avanti Popolo è debole, si è fatto surclassare dalle Iene e si è fatto mangiare pure da Belve». Rai3 contro Rai2, ossia come farsi la guerra da soli. «Ma il vero problema è che sull’offerta complessiva non teniamo contro Mediaset». Nonostante la difesa a spada tratta di Sergio nei confronti di Pino Insegno, anche Il mercante in fiera viene considerato «un programma morto» dalle parti di Viale Mazzini. Marcello Ciannamea, direttore dell’Intrattenimento prime time, avrebbe detto internamente che serve tempo, bisogna aspettare e insistere perché poi la gente si abitua. Un concetto espresso dallo stesso amministratore delegato per giustificare alcuni dei flop. Sergio si è pure aggrappato alla surreale motivazione che la sera fa caldo, la gente esce e non guarda la tivù. Sì, peccato che il clima sia davvero torrido soltanto per la Rai, visto che nel frattempo Mediaset è pimpante e La7 sta facendo registrare veri e propri exploit. Tanto che, secondo quanto risulta a Lettera43, l’ad della televisione di Urbano Cairo, Marco Ghigliani, oltre a rallegrarsi dei risultati della sua azienda, si sarebbe stupito per il crollo di Rai3, la concorrente più diretta in termini di target.

La crisi della Rai meloniana tra flop, tagli e la complicata staffetta Sergio-Rossi
Nunzia De Girolamo e nella foto il marito Francesco Boccia ospite della prima puntata di Avanti Popolo! (da X).

Preoccupano i flop del melonianissimo Insegno, di Agorà e gli scarsi risultati di Balivo e Bortone

In tutti i casi, il melonianissimo Insegno è inchiodato al 2 per cento di share, anche perché «il programma rispecchia uno schema vecchio e finisce per cozzare con i pacchi, benché non siano in contemporanea: la gente non guarda due giochi televisivi uno dopo l’altro», riflettono in Rai. Tuttavia, la crisi di ascolti è endemica: Agorà di Roberto Inciocchi è in caduta verticale. Caterina Balivo, con La volta buona, non fa gli ascolti che nella stessa collocazione faceva Serena Bortone, la quale, a sua volta, va maluccio con Chesarà… su Rai3, facendo rimpiangere Massimo Gramellini che intanto vola su La7. In arrivo, nel frattempo, anche un programma di inchiesta, Far West, condotto da Salvo Sottile. Tornando a Nunzia De Girolamo, le sue bretelle costano carissime: 200 mila euro a puntata. «Hai voglia a parlare di tagli, quando poi ci sono situazioni del genere. Bortone, per dire, ha una pletora di autori. E intanto i direttori editoriali e di testata lamentano le scarse risorse umane a disposizione per far fronte ai molti impegni presi», denunciano diverse voci a Saxa Rubra. Dunque, il rischio è che ci si avviti in un circolo vizioso, per cui il crollo degli ascolti riduce le risorse pubblicitarie che a loro volta comportano tagli a danno dell’offerta e così l’audience si restringe ulteriormente. Un cane che si morde la coda. Il tutto è ancora più surreale alla luce della protesta in corso dei vigilantes Rai contro cambi d’appalto e tagli da 200 euro al mese (tra superminimi e buoni pasto) su stipendi di poco superiori ai 1.000 euro mensili.

La crisi della Rai meloniana tra flop, tagli e la complicata staffetta Sergio-Rossi
Serena Bortone nello studio di Che Sarà (da X).

Secondo i rumors Meloni ha voluto attaccare le opposizioni demolendo Rai3 ma a pagare è tutta la Rai

«Il cambio di narrazione voluto dal centrodestra fallisce perché manca la visione e i soggetti non sono credibili. Lo vediamo con i successi di Berlinguer a Mediaset e Gramellini a La7: la gente si fidelizza e segue determinati volti anche dopo il trasloco di rete. Paradossalmente alla Rai regge uno come Alberto Matano che è stato messo alla conduzione de La vita in diretta dalla gestione Salini, quando in Rai comandava il M5s. Ora però l’errore di Giuseppe Conte è stato non aver chiesto Rainews24, che loro concessero all’opposizione nel momento in cui governavano. È una questione di vero pluralismo», riflette una fonte esperta delle cose di Viale Mazzini. E aggiunge: «Meloni ha voluto demolire Rai3 per attaccare le opposizioni, ma sta pagando tutta la Rai. E intanto il Pd insiste su Mario Orfeo (direttore Tg3, ndr) che certamente non rispecchia il pensiero di Elly Schlein».

Il capitolo tg è un’altra ferita aperta

Il capitolo telegiornali è un’altra ferita aperta. In generale, gli ascolti sono in calo. Al Tg1 il direttore super-meloniano Gian Marco Chiocci è inviso al blocco storico di destra in azienda e risulta che gli abbiano chiuso i rubinetti in termini di risorse umane, malgrado si tratti della rete ammiraglia. Sul secondo canale, Tg2 Post non regge, sui numeri, il lancio della prima serata, tuttavia pare sia blindato perché si tratta di una rubrica molto amata dal direttore Antonio Preziosi e dal ministro della Cultura ed ex direttore del telegiornale, Gennaro Sangiuliano. In redazione gira una vecchia e feroce battuta: andava meglio anni fa quando il traino lo facevano i cartoni animati. Peraltro il Tg2 è stato ribattezzato malevolmente Tele-Tajani, visto che da luglio a settembre il ministro degli Esteri ha superato chiunque in termini di tempo-voce concesso, persino la premier Meloni.

La crisi della Rai meloniana tra flop, tagli e la complicata staffetta Sergio-Rossi
Gianmarco Chiocci (Imagoeconomica).

Scricchiola la “Rai dei generi” e la preannunciata staffetta Sergio-Rossi sarà difficile da gestire

Eppure il nodo della riforma dell’informazione non è all’ordine del giorno e Sergio taglia corto: «Non è nel piano industriale di novembre», ricordando che in passato molti dirigenti «sono caduti su questo tema». In compenso scricchiola la “Rai dei generi”, con i nove contenitori senza un coordinatore. Un assetto che non piace all’ad: «Non so se resteremo così». Si tornerà ai direttori di rete? Possibile. Adesso però in molti si chiedono: nella diarchia Sergio-Rossi chi si intesterà i flop televisivi a catena? L’amministratore delegato ci sta mettendo la faccia e lo si è visto anche con la difesa vibrante di Insegno. Ma se la responsabilità fosse di entrambi, è il ragionamento, entrambi dovrebbero dimettersi. In ogni caso, il Cda scade a luglio 2024: la presidente Marinella Soldi, dopo aver contestato le nomine di primavera, ha assunto un profilo basso. Chiaramente naviga verso altri lidi e l’ingresso nel board della Bbc sta lì a dimostrarlo. Lo scioglimento del Consiglio di amministrazione Rai, comunque, non viene anticipato per la delicata coincidenza politica con le Europee di giugno e la preannunciata staffetta tra Sergio e Rossi è un’operazione non più scontata e difficile da gestire, perché è storicamente complicato collocare un ad uscente in una posizione aziendale inferiore. La manovra si presenta ad alto tasso di tensione politica e a Viale Mazzini prevedono: «La Lega si metterà di traverso, c’è da scommetterci, perché Sergio rappresenta un po’ tutti, mentre Rossi è la massima espressione di TeleMeloni».

Il momento di uccidere stasera su Rai Movie: trama, cast e curiosità

Stasera 12 ottobre 2023 alle ore 21.10 sul canale Rai Movie andrà in onda il film Il momento di uccidere. Il regista è Joel Schumacher mentre la sceneggiatura è stata scritta da Akiva Goldsman. Nel cast ci sono Sandra Bullock, Kevin Spacey, Samuel L. Jackson e Matthew McConaughey.

Il momento di uccidere è il film che andrà in onda questa sera su Rai Movie, ecco trama, cast e curiosità della pellicola.
Matthew McConaughey nel film (X).

Il momento di uccidere, trama e cast del film stasera 12 ottobre 2023 su Rai Movie

La trama racconta la storia dell’operaio afroamericano Carl Lee (Samuel L. Jackson) che vive un evento drammatico: sua figlia Tonia viene stuprata da due uomini ubriachi. Questi ultimi, dopo aver creduto di averla uccisa, la gettano in un fiume. La piccola sopravvive ma Carl vuole che i due abbiano una pena esemplare. Tuttavia, attraverso l’amico avvocato Jake Brigance (Matthew McConaughey) viene a sapere che molto probabilmente i ragazzi se la caveranno con una pena molto leggera. Accecato dalla rabbia e senza nulla da perdere, Carl decide di farsi giustizia da solo e uccide con una mitragliatrice i due colpevoli all’uscita del tribunale.

Carl viene subito arrestato e decide di scegliere come avvocato difensore Jake. Quest’ultimo viene aiutato anche dalla giovane e brillante studente di legge Ellen Roark (Sandra Bullock) e prepara un’ottima strategia di difesa. Tuttavia, c’è una questione etica che in tribunale si dovrà chiarire: quando arriva il momento di uccidere per una persona che ha subito un crimine? Tra colpi di scena e varie opinioni, questo processo diventerà un caso nazionale e coinvolgerà anche questioni razziali importanti per l’intero paese.

Il momento di uccidere, cinque curiosità sul film

Il momento di uccidere, il ruolo iniziale di Matthew McConaughey

Inizialmente, Matthew McConaughey si candidò per il ruolo di Freddie Lee Cobb ma dopo aver letto lo script chiese al regista se si potesse candidare per il ruolo di Jake Brigance. Il regista acconsentì e l’attore ottenne un ruolo di rilievo nella produzione. In seguito, il ruolo di Cobb andò a Kiefer Sutherland.

Il momento di uccidere, il soggetto non è originale

Il soggetto da cui è tratta la sceneggiatura non è originale. Infatti, questa pellicola è la trasposizione cinematografica del primo libro del noto autore statunitense John Grisham dal titolo omonimo.

Il momento di uccidere è il film che andrà in onda questa sera su Rai Movie, ecco trama, cast e curiosità della pellicola.
Una scena con i due protagonisti (X).

Il momento di uccidere, la scelta dell’attore protagonista era diversa

Inizialmente, la produzione aveva scelto come attore protagonista Kevin Costner. Tuttavia, quest’ultimo voleva completo controllo sul progetto e si scontrò diverse volte con il produttore John Grisham. Per questa ragione, l’attore scelse di rifiutare il ruolo.

Il momento di uccidere, altri due attori considerati per il ruolo di protagonista

Altri due attori prima di Matthew McConaughey vennero considerati per interpretare il ruolo del protagonista. Il primo fu Woody Harrelson ma John Grisham si oppose ancora una volta, proprio come aveva fatto precedentemente con Costner. Il regista Joel Schumacher, allora, provò a convincere Val Kilmer a prendere parte al progetto ma l’attore rifiutò.

Il momento di uccidere, il film d’esordio per un’attrice premio Oscar

Questo rappresenta il film d’esordio dell’attrice premio Oscar Octavia Spencer. La Spencer ha un piccolo ruolo e interpreta l’infermiera di Ellen, i cui panni sono vestiti da Sandra Bullock.

Il mercante in fiera di Pino Insegno tra flop e rischio chiusura

«Conosco solo la parola meritocrazia», diceva, a luglio 2023, Pino Insegno al Corriere della sera commentando il suo chiacchierato ritorno nelle prime file dei palinsesti Rai. Una consapevolezza del significato del termine che non deve avergli regalato giorni sereni visto il rumorosissimo flop del suo programma, Il mercante in fiera, che dopo essere passato da Mediaset alla tivù pubblica in seguito ad anni di stop, è in onda da lunedì a venerdì su Rai2 tra le 19.55 e le 20.30. Un fallimento tale che già dopo i primi giorni di programmazione aveva fatto parlare di ricollocazione, rivisitazione del format, ma anche, e soprattutto, di chiusura anticipata.

Il mercante in fiera di Pino Insegno tra flop e rischio chiusura
Pino Insegno e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Le novità della Rai meloniana non piacciono al pubblico

Una batosta non indifferente per uno dei conduttori di punta della nuova Rai meloniana. Una Rai piena di novità che al pubblico non piacciono. Sono i numeri a dirlo. Ma ai dirigenti poco importa. Meritocrazia vorrebbe che un programma vecchio, senza guizzi, condotto da un presentatore inviso al pubblico anche perché considerato imposto dalla politica (più precisamente dalla, ops, dal premier Giorgia Meloni), lasciasse spazio alle repliche di qualsiasi serie tivù americana che in passato hanno portato più telespettatori davanti al secondo canale. Invece no.

Il mercante in fiera di Pino Insegno tra flop e rischio chiusura
Pino Insegno (Getty).

Sergio tutela Insegno in vista del debutto a L’eredità

Roberto Sergio, amministratore delegato della Rai, l’11 ottobre gli ha fatto scudo: «Sono indignato per la violenza mediatica e preventiva nei confronti di Pino Insegno e del suo programma. Insegno ha una storia professionale di 40 anni, è un professionista serio, che ha accettato una sfida in una programmazione molto complessa. Voglio dare una notizia: il suo programma non viene chiuso, vari blog amplificano notizie false e questo è inaccettabile», ha detto. È probabile che venga, quindi, rispolverata l’idea, riportata da TvBlog, di avere concorrenti vip. Magari qualche fan dei “prezzemolini” del piccolo schermo potrebbe essere spinto a collegarsi ogni tanto. D’altronde Insegno va tutelato anche in vista del suo prossimo impegno: L’eredità. Dal primo gennaio 2024 il conduttore si appresta infatti a prendere il testimone di Flavio Insinna in una fascia oraria in cui Rai1 regna, a livello di ascolti, con costanza.

Il mercante in fiera di Pino Insegno tra flop e rischio chiusura
L’ad della Rai Roberto Sergio (Imagoeconomica).

Il mercante in fiera è sprofondato fino all’1,6 per cento

Investitori pubblicitari state sereni, verrebbe da dire guardando i risultati che l’ex volto della Premiata Ditta porta in dote da Rai2. Un debutto, il 25 settembre, al 3,4 per cento con 638 mila spettatori. La metà dei quali 24 ore dopo non hanno voluto ripetere l’esperienza. E fu subito crollo al 2 per cento. Ma il peggio doveva ancora arrivare: l’1,6 del 3 ottobre dopo una serie di 2,3 e 2,4 passando anche per l’1,9 per cento. Si salvi chi può, insomma. Ed ecco allora il solito trucchetto per provare a contenere i danni: dividere in più segmenti la trasmissione. Ma niente da fare. Il 5 ottobre Il mercante in fiera – Fuori due ha convinto 322 mila persone (1,9 per cento), mentre Il mercante in fiera ha tenuto incollate alla tivù 387 mila teste, pari al 2 per cento. Nei giorni successivi qualche briciolina l’ha guadagnata, ma poca roba.

Nel preserale regna Rai1, Canale 5 sotto di 11 punti

L’11 ottobre, per esempio, nel preserale ha regnato Rai1 col suo Reazione a catena che è oscillato tra 24,8 per cento e il 27,8 per cento. Sotto di 11 punti Canale5 con Caduta libera. Bisogna scendere al 4,1 per cento per trovare C.S.I. Miami di Italia 1 e al 5,7 per Blob su Rai3. Viaggia, invece, al 3,3 per cento Tempesta d’amore di Rete 4. Fanalino di coda Insegno che, presa la linea al 3,5 per cento di Castle, si è portato prima al 2 e poi al 2,7.

Il mercante in fiera di Pino Insegno tra flop e rischio chiusura
Pino Insegno conduce Il mercante in fiera (Imagoeconomica).

Il mercante in fiera costa 32 mila euro a puntata

La seconda rete 12 mesi fa in quella fascia oraria faceva tutti altri numeri. In onda c’era la serie Blue Blood che racimolava un mediocre 4 per cento. Che oggi agli investitori deve sembrare El Dorado. Aveva fatto meglio di Insegno anche Drusilla Foer col suo Almanacco del giorno dopo che ha occupato lo slot che oggi è destinato allo sfortunato game show con una prima edizione in onda tra giugno e luglio 2022 e la seconda tra dicembre 2022 e gennaio 2023, portando a casa una media del 4,11 per cento in estate e del 3,4 in inverno. Tutto questo a fronte anche dell’investimento economico che la tivù pubblica ha fatto su Il mercante in fiera che costerebbe a Viale Mazzini 32 mila euro a puntata.

Gatta nera e controversa: la polemica con Ainett Stephens

Senza dimenticare che il programma gode, o soffre, di battage mediatico che dura da mesi. Vuoi per il rapporto ultra ventennale con retrogusto di raccomandazione e polemiche annesse di Insegno con Giorgia Meloni. Vuoi per la controversia sul ruolo della Gatta nera, una sorta di valletta vecchio stile che risultata determinante nelle dinamiche del gioco. A luglio, infatti, il conduttore aveva dichiarato che Ainett Stephens non sarebbe tornata a interpretare quel ruolo dopo averlo fatto nelle precedenti edizioni in onda su Mediaset. La motivazione? «È diventata un po’ più grande. Bisogna sempre cercare di cambiare un minimo le cose perché sono passati 15 anni». Stephens aveva quindi accusato l’ex collega – che non ha voluto scusarsi – di age shaming, dicendosi delusa nel «vedere che ci sono persone che hanno anche loro un’età importante e sono rimaste ancorate ai vecchi retaggi secondo cui le donne a 40 anni sono vecchie».

Il mercante in fiera di Pino Insegno tra flop e rischio chiusura
Ainett Stephens (da Instagram).

Un mese dopo, la modella Candelaria Solorzano, scelta come nuova e giovane Gatta nera per lo sbarco in Rai del format, è stata scartata dalla tivù di Stato dopo un video pubblicato sui social network in cui sembrava stesse facendo uso di cannabis. Per una gatta che va, un’altra ne arriva. Eccoci, quindi, alla scelta definitiva: Lavinia Abate. Polemiche finite? Certo che no. Perché il personaggio è stato stroncato dai media. Quel suo «richiamo neanche troppo velato al mondo del bondage», secondo Mario Manca di Vanity Fair, andrebbe contro i valori della nuova Rai «che si impegna a tramandare il concetto della famiglia tradizionale pura e retta propagandato dal governo in carica». Inoltre, come sottolineato dallo stesso Manca e da alcuni colleghi, l’immagine di una donna bella e muta sarebbe fuori tempo massimo. Eppure a mandarla in onda è proprio il servizio pubblico.

Le Mans ’66 – La grande sfida stasera su Rai 2: trama, cast e curiosità

Stasera 12 ottobre 2023 andrà in onda sul canale Rai 2 alle ore 21.20 il film Le Mans ’66 – La grande sfida. Il regista è James Mangold mentre la sceneggiatura è stata scritta da Jez Butterworth, John-Henry Butterworth e Jason Keller. Nel cast ci sono Christian Bale, Matt Damon, Jon Bernthal e Caitriona Balfe.

Le Mans '66 - La grande sfida è il film che andrà in onda questa sera su Rai 2, ecco trama, cast e curiosità.
Matt Damon e Christian Bale nel film (X).

Le Mans ’66 – La grande sfida, trama e cast del film in onda stasera 12 ottobre 2023 su Rai 2

La trama racconta la storia della grande sfida che avvenne sul circuito di Le Mans per la nota gara di 24 ore nel 1966. Nel 1963 la Ford Motor Company contatta Enzo Ferrari (Remo Girone) per una trattativa, ma quest’ultimo rifiuta perché non vuole vendere la Scuderia Ferrari. Henry Ford (Tracy Letts) non accetta questo rifiuto e le continue vittorie della scuderia italiana alla gara di Le Mans, dal 1960 al 1965 sempre al primo posto. L’imprenditore americano decide quindi di creare una squadra di ingegneri che possano realizzare un’auto da corsa Ford in grado di vincere a Le Mans nella gara che si terrà nel 1966.

A capo di questa squadra c’è il visionario Carroll Shelby (Matt Damon), vincitore della summenzionata gara nel 1959 ma costretto ad abbandonare il mondo delle corse come pilota a causa di un problema di salute. Shelby vuole realizzare un progetto storico e ha anche individuato il pilota perfetto per la sua nuova vettura: l’eccentrico inglese Ken Miles (Christian Bale). Dopo un grande impegno e tanti contrasti, nascerà la storica Ford GT40, pronta a dominare il mondo delle corse e a spodestare la Ferrari.

Le Mans ’66 – La grande sfida, cinque curiosità sul film 

Le Mans ’66 – La grande sfida, la preparazione di Christian Bale

Christian Bale, per prepararsi a interpretare il ruolo del pilota Ken Miles, ha preso lezioni di guida alla Bondurant High Performance Driving School. Non solo, visto che il titolare della scuola era un intimo amico di Ken Miles, Christian Bale ha potuto ascoltare anche storie e aneddoti sull’iconico pilota.

Le Mans ’66 – La grande sfida, ciò che ha spinto Matt Damon a prendere parte al progetto

Matt Damon ha rivelato qual è stata la ragione principale che l’ha spinto a prendere parte a questo progetto: poter lavorare sul set con un attore del calibro di Christian Bale.

Le Mans ’66 – La grande sfida, Christian Bale e l’ennesima perdita di peso

Per riuscire a interpretare il suo personaggio, Christian Bale ha dovuto perdere circa 30 chili prima delle riprese. Questo perché precedentemente era ingrassato per interpretare Dick Cheney in Vice – L’uomo nell’ombra. Matt Damon ha dichiarato che è rimasto stupito di vedere l’attore all’opera perché ha dimostrato una disciplina pari a quella di un monaco.

Le Mans '66 - La grande sfida è il film che andrà in onda questa sera su Rai 2, ecco trama, cast e curiosità.
Christian Bale in una scena (X).

Le Mans ’66 – La grande sfida, il cambio del titolo in Italia e in altri paesi

In realtà, questo film è stato lanciato negli USA con il titolo Ford vs. Ferrari. Tuttavia, in Italia e in altri paesi europei il titolo è stato cambiato in Le Mans ’66 – La grande sfida.

Le Mans ’66 – La grande sfida, il cameo tagliato di una star di Hollywood

Secondo quanto riportato dai commenti riportati sul suo profilo Instagram, Josh Brolin doveva apparire nel film in una scena e prendere parte a un divertente cameo. Tuttavia, la sua scena è stata tagliata in fase di montaggio.