Nel totonomi per il dopo Ranucci a Report spunta l’idea Gomez: gli spifferi

E ora che succederà? E soprattutto: a chi verrà affidata la trasmissione Report? La posizione di Sigfrido Ranucci, dopo gli ultimi sviluppi sul “finto” attentato dell’ottobre 2025 che hanno portato all’arresto del suo (ex?) amico Valter Lavitola, è sempre più vacillante. Il conduttore ha provato la carta del martire, paragonandosi in un post a Moro, Falcone e Borsellino. A destra però non si sono fatti intenerire, anzi: Matteo Salvini lo ha invitato a prendersi «una pausa dalla Rai», e del resto che il caso Ranucci fosse diventato il caso Report era ormai evidente da tempo, con la redazione divisa e la convinzione che il programma sarebbe dovuto comunque andare avanti, anche senza di lui. Per evitare ulteriori tensioni interne, alla Rai stanno pensando di mettere al timone una figura “terza”, esterna, che poi risponderebbe al nome di Peter Gomez, direttore de ilfattoquotidiano.it e già conduttore televisivo, visto che ha presentato programmi di interviste e approfondimento giornalistico come La Confessione (in onda sul Nove e poi su Rai 3) e Un alieno in patria. «Qua si passa da Gomes a Gomez», scherza un vecchio dirigente della tivù pubblica che non ha mai amato Ranucci, con riferimento a Gomes Clesio Tavares, il factotum di Lavitola. Ranucci, si evince dalle carte, lo conosceva dal 2022. E addirittura chiedeva a Lavitola di prestarglielo, scherzando, nonostante si parlasse di un personaggio descritto dagli inquirenti come di «elevato spessore criminale»: «Sono in difficoltà su tutto. Ma vado avanti. Mi dovresti prestare Gomes», si legge nelle intercettazioni. Adesso il programma potrebbe finire sotto la guida del quasi omonimo Gomez. «Tra l’altro ha il doppio passaporto, anche quello americano, Peter piacerà senz’altro alla segretaria del Pd Elly Schlein e pure all’ambasciatore a stelle e strisce in Italia, Tilman Fertitta», continua l’anziano capo del servizio pubblico. Il totonomi però sembra essere appena iniziato. In attesa del ritorno delle inchieste di Report, previsto, stando ai palinsesti Rai, per domenica 8 novembre 2026, sempre su Rai 3, primo dei 12 appuntamenti del ciclo autunnale. Con un nuovo volto?

Nel totonomi per il dopo Ranucci a Report spunta l’idea Gomez: gli spifferi
Peter Gomez (foto Imagoeconomica).

Quella “discesa in campo” già tentata nel 2013 con Gabanelli

Ma perché il conduttore di una trasmissione televisiva dovrebbe diventare presidente del Consiglio? Oggi si parla di Ranucci e Lavitola, con quest’ultimo autore del progetto della scalata politica di “mastro Titta” (così viene chiamato da molti Ranucci in Rai) a Palazzo Chigi, ma in passato, rimanendo sempre in tema di Report, c’era chi voleva portare Milena Gabanelli al Quirinale. La storica conduttrice era entrata nelle grazie dei grillini, che nel 2013 organizzarono le “Quirinarie” per scegliere online il loro candidato da portare al Colle. Beppe Grillo credeva tanto in questa iniziativa, come ora Lavitola con la sua: era il mese di aprile e sul web il Movimento 5 stelle scatenò i suoi iscritti per la scelta del nuovo presidente della Repubblica. Milena Gabanelli vinse la consultazione. Dopo il suo rifiuto a correre per il Colle, il movimento indicò Stefano Rodotà come candidato ufficiale. Finì con la rielezione di Giorgio Napolitano, che due anni dopo, nel 2015, lasciò il posto al primo mandato di Sergio Mattarella. Ma alla base del ragionamento di Lavitola, e dell’attenzione di Ranucci al progetto, c’è proprio quanto idearono i grillini 13 anni fa: le preferenze per Gabanelli furono 5.796, davanti a Gino Strada e Rodotà. Forse per Lavitola il governo era un obiettivo più raggiungibile, avendo avuto a che fare con Silvio Berlusconi che a Palazzo Chigi dimorò per anni, e che il Colle lo vide solo con il cannocchiale: il Quirinale era la classica meta impossibile per il Cavaliere, nonostante gli sforzi infiniti per avvicinarsi al settennato presidenziale. Indubbiamente Report ha un suo pubblico affezionato, che da anni segue le inchieste di una redazione combattiva e capace di andare contro il mainstream, ma a trasformarla in un partito qualcuno ci aveva già provato. Fece bene Gabanelli a ritirarsi ufficialmente dalla gara per il Quirinale, anche se soltanto dopo averla vinta. Ranucci coltivava un’ambizione, forse. Senz’altro affidata alle mani sbagliate…

Nel totonomi per il dopo Ranucci a Report spunta l’idea Gomez: gli spifferi
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La “fonte” Lavitola e le domande sui pagamenti

Sul caso Lavitola fioccano gli interrogativi, non solo nei partiti della maggioranza. Ecco alcune delle domande che girano negli ambienti giornalistici. La prima: se Valter era una fonte della trasmissione di Sigfrido Ranucci, ci saranno dei compensi a favore del ristoratore tra le spese di Report? La seconda: la Rai renderà mai pubblica un’analisi dei conti della trasmissione, almeno per gli anni della gestione di Ranucci? La terza: ma i passaggi di Ranucci al ristorante di Lavitola chi li pagava? La quarta: non è che magari i pasti erano messi in conto alla Rai con la dicitura “pranzo con fonte”?

Nel totonomi per il dopo Ranucci a Report spunta l’idea Gomez: gli spifferi
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«Mai più trasmissioni come repubbliche autonome in Rai»

Alla fine, il caso Lavitola-Ranucci ha messo in moto «la macchina della restaurazione» in Rai, come dice qualcuno. Ossia «mai più trasmissioni come repubbliche autonome», tipo appunto Report, cioè con indipendenza totale e gestione insindacabile. Anche perché, si è visto, paradossalmente diventano più facili le ingerenze esterne, con gruppi di potere, anche piccolissimi, in grado di orientare o comunque suggerire temi da sottoporre per le inchieste. Il problema però, in tema di autonomia totale, rischierebbe di toccare anche Bruno Vespa e Monica Maggioni, ai quali «nessuno può dire niente». E questo potrebbe suggerire ai vertici di andarci piano con la stretta aziendale…

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Ecco chi ha guadagnato davvero in tv: i bilanci del 2025

In Italia, il gruppo televisivo con la più alta capacità di produrre utili e fare fruttare il capitale investito in relazione al fatturato è Discovery. Esatto, quello dei canali Nove e Real Time, Dmax, Food network e Giallo, della sfortunata operazione Amadeus e dei buoni risultati di Maurizio Crozza e Fabio Fazio. Confrontando i conti 2025 di Rai, Sky, Mediaset, La7 e Discovery Italia, infatti, è proprio quest’ultima ad avere di gran lunga gli indici migliori sia nel rapporto utili/ricavi, sia in quello ebit/ricavi (l’ebit rappresenta i guadagni prima degli oneri finanziari e imposte, ma dopo gli ammortamenti e le svalutazioni, poste che nei gruppi televisivi sono di solito molto significative).

Ecco chi ha guadagnato davvero in tv: i bilanci del 2025
Fabio Fazio e Luciana Littizzetto (Ansa).

I canali in chiaro di Discovery rimangono un ottimo affare

Nel 2025 Discovery Italia, società televisiva controllata da Warner Bros. Discovery, ha chiuso con 255,8 milioni di incassi (278,3 mln nel 2024), un ebit di 25,6 mln (61,8 mln nel 2024) e utili per 19,1 mln (45,1 mln). Nonostante il peggioramento nei conti (più per mutati criteri di iscrizioni contabili che per reali problemi economico-finanziari), è rimasto nettamente il gruppo televisivo italiano a più alta marginalità, con un 7,6 per cento di rapporto utili/ricavi (era al 16,2 nel 2024) e un 10 per cento di indice ebit/ricavi (era al 22,2). Insomma, i canali televisivi in chiaro gestiti in Italia da Discovery rimangono a tutti gli effetti un ottimo affare, almeno per il momento. Per un business che Paramount-Skydance, se nel 2027 andrà in porto l’acquisizione di Warner Bros. Discovery, si ritroverà in casa e sul quale dovrà fare approfonditi ragionamenti prima di rinunciarvi a favore di un futuro fatto solo di piattaforme streaming e cinema.  

Il confronto con Rai, Sky, Mediaset e La 7

Ovviamente la dimensione di Discovery Italia resta piccola rispetto ai principali operatori televisivi attivi nel nostro Paese. La Rai ha chiuso un esercizio 2025 con 2,55 miliardi di euro di ricavi, Sky Italia, a quota 2,41 miliardi, e Mediaset Italia, con i suoi 2,09 miliardi. Ma la grandezza degli incassi non coincide con la marginalità dell’investimento. Su questo fronte, perlomeno finora, il peggiore investimento è stato quello in Sky, che da una ventina di anni accumula perdite: anche nel 2025 l’esercizio si è chiuso con quasi 176 milioni di rosso (in miglioramento sui -258 milioni del 2024). e un ebit negativo per oltre 222 milioni di euro (-241 mln nel 2024) a causa degli alti ammortamenti per le iniziative in ambito di telefonia mobile e internet. Anche la Rai chiude un esercizio 2025 in rosso (poi le cose le sistema a livello di gruppo coi dividendi di Rai way) con perdite per 21,2 milioni (erano di 47 milioni nel 2024) e un ebit negativo per quasi 148 milioni (-163 mln nel 2024). Mediaset Italia non presenta conti separati e relativi esclusivamente al business sulla Penisola: sono disponibili solo i ricavi italiani, vicini a 2,1 mld di euro, e l’ebit, pari a 61 milioni di euro (209 milioni nel 2024), per un rapporto ebit/ricavi del 2,9 per cento. 

Ecco chi ha guadagnato davvero in tv: i bilanci del 2025
L’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi (foto Ansa).

Sommando, invece, le operazioni di Mediaset in Italia, Spagna e Germania, allora i conti assumono tutt’altro aspetto, con ricavi 2025 pari a oltre quattro miliardi di euro, ebit superiore a 238 milioni e un risultato netto di 300 milioni. La7, come gruppo televisivo, ha perso centinaia di milioni di euro all’anno nell’era pre-Cairo. Ma anche da quando è stata acquistata dall’editore del Corriere della sera non ha certo mai brillato per la sua marginalità: pure nel 2025 chiude l’esercizio con ricavi per 143 milioni, un ebit modesto pari a 400 mila euro, e un risultato netto di 1,3 milioni di euro. Nulla di che, con indici di utili/ricavi pari allo 0,9 per cento e di ebit/ricavi dello 0,2. 

Myrta Merlino riparte dalla tv San Marino dopo il flop a Mediaset

Dopo l’esperienza (da dimenticare) a Pomeriggio Cinque e un anno senza un programma tutto suo, Myrta Merlino lascia Mediaset per approdare su San Marino RTV, emittente della Repubblica del Titano, dove a partire dall’autunno sarà alla guida di un programma incentrato su politica e attualità. Il passaggio è stato confermato dai vertici San Marino RTV, partecipata al 50 per cento dalla Rai: c’è già chi ipotizza un prossimo approdo della giornalista sui canali della tv pubblica italiana, magari già dalla stagione 2027/2028.

Myrta Merlino riparte dalla tv San Marino dopo il flop a Mediaset
Myrta Merlino (Imagoeconomica).

Pomeriggio Cinque aveva chiuso i battenti a giugno del 2025

Terminata la lunga esperienza a La7 al timone de L’aria che tira, Merlino nel 2023 era approdata a Mediaset per sostituire Barbara D’Urso a Pomeriggio Cinque, senza riuscire a replicare gli ascolti di chi l’aveva preceduta. E così il programma era stato addirittura chiuso dopo 17 anni a giugno del 2025 (al suo posto nel palinsesto Dentro la notizia, affidato a Gianluigi Nuzzi). La dirigenza Mediaset, a quel punto, non era riuscita a individuare un nuovo progetto adatto alla giornalista, che così ha trascorso la stagione 2025/2026 senza una trasmissione da condurre, limitandosi a qualche presenza come opinionista nei programmi d’approfondimento del Biscione. Ora il cambio di casacca.

Tutti fermi, tranne il Tg2: la strana geografia dei telegiornali Rai e le altre pillole del giorno

I telegiornali italiani continuano a muoversi poco. O almeno così sembrerebbe. Il tempo complessivamente dedicato dagli italiani ai notiziari della sera passa infatti da 276 a 279 milioni di ore nel primo trimestre del 2026: un incremento minimo, quasi fisiologico. Ma dietro questa apparente immobilità, i dati Agcom raccontano una geografia degli ascolti meno scontata. Al vertice cambia poco. Il Tg1 delle 20 resta il leader incontrastato con quasi 4,8 milioni di spettatori e una lieve crescita (+0,8 per cento), mentre il Tg5 consolida il secondo posto con 3,7 milioni e un modesto +0,5 per cento. Più complicata la situazione della TgR, che pur mantenendo il terzo gradino del podio con 2,3 milioni di telespettatori perde il 4 per cento, e del Tg3, fermo a un incremento assai esiguo (+0,6 per cento). La sorpresa arriva invece dal Tg2. L’edizione serale cresce del 17,1 per cento, il dato più brillante tra tutti i grandi telegiornali nazionali. Non è un semplice rimbalzo statistico: è l’unico vero cambio di passo in un mercato dove tutti gli altri si muovono di pochi decimali o arretrano. Anche Tg La7 continua la sua lenta ma costante progressione (+0,7 per cento), confermando la fedeltà del proprio pubblico. 

Tutti fermi, tranne il Tg2: la strana geografia dei telegiornali Rai e le altre pillole del giorno
Antonio Preziosi (foto Imagoeconomica).

Interessante anche il confronto con gli altri notiziari del gruppo Mediaset. Studio Aperto delle 18.30 sale del 17 per cento, mentre il Tg4 delle 19 cresce del 18,6 per cento, segno che l’area dell’informazione “non di punta” sta vivendo una stagione più dinamica delle edizioni principali. Il segnale favorevole al Tg2 trova conferma anche nelle edizioni diurne. Qui il notiziario di Rai2 guadagna un ulteriore 3,7 per cento, mentre il Tg1 resta sostanzialmente fermo, il Tg3 cresce dell’1,5 per cento e la TgR perde l’1,8. Sul fronte Mediaset, invece, il Tg5 continua a soffrire (-4,9 per cento), compensato dall’ottima performance del Tg4 (+26,7 per cento) e dalla crescita di Studio Aperto (+8,7 per cento). La fotografia dell’Agcom suggerisce così un cambiamento meno banale di quanto sembri. I grandi equilibri non vengono rivoluzionati: Tg1 e Tg5 continuano a dominare per volume di pubblico. Ma sotto la superficie qualcosa si sta muovendo. Il Tg2 è il notiziario che cresce di più all’interno del servizio pubblico, mentre la TgR è quello che mostra le maggiori difficoltà. È ancora presto per parlare di nuovo ordine televisivo, ma i flussi degli spettatori indicano che una parte del pubblico sta ricominciando a cambiare abitudini e fonti informative di riferimento. 

Lazio e Polymarket, verso l’indennizzo?

Il main sponsor della Lazio è sparito. Polymarket è stata infatti inserita nella blacklist dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che la ha assimilata a un operatore di scommesse non autorizzato a operare sul mercato italiano. «È stata una scommessa», dicono scherzando alcuni tifosi riferendosi al patron Claudio Lotito. Fatto sta che alla Lazio dovevano arrivare 20 milioni di euro. Salvatore Palella – il discusso ex re dei monopattini – che con Palcomm ha curato l’accordo fra Lazio e Polymarket, «lo stop non è dovuto al rapporto tra Lazio e Polymarket, che resta ottimo, bensì alle nuove indicazioni dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (in cui ne Lazio che Palcomm sono coinvolti). La Lazio ha già percepito e continuerà a percepire un riconoscimento economico per questa operazione. Lo stesso vale per PalcommItalia, la società che ha intermediato l’accordo». Dalla Lazio si parla di un indennizzo che potrebbe coprire oltre una stagione di contratto anche senza esporre il marchio. Come andrà a finire?

Tutti fermi, tranne il Tg2: la strana geografia dei telegiornali Rai e le altre pillole del giorno
Il senatore di Forza Italia e presidente della Lazio Claudio Lotito (foto Ansa).

Maria De Filippi e il potere di Temptation Island: il vero consenso popolare d’Italia

Prendete quattro milioni abbondanti di italiani, sintonizzateli su Canale 5 a godersi lo spettacolo celestiale delle corna sotto il sole e avrete la mappa esatta del vero potere in questa penisola alla deriva. Altro che i sondaggi calibrati nei corridoi di Montecitorio. È il regno assoluto e incontrastato di Maria De Filippi, la vera, unica e spietata presidente del Consiglio ombra di una Repubblica fondata sul melodramma. Mentre la politica si incarta sulle poltrone, la sovrana di Mediaset impartisce lezioni magistrali di governabilità applicata direttamente dal suo stabilimento balneare dei sentimenti. Il suo fenomeno di stagione, alias Temptation Island, non è semplicemente un programma televisivo: è una corazzata scientificamente programmata per blindare il consenso della nazione intera. 

Maria De Filippi e il potere di Temptation Island: il vero consenso popolare d’Italia
Maria De Filippi a C’è Posta per te (Ansa).

Il miracolo pop definitivo di Maria

I dati Auditel non sono semplici indici d’ascolto, sono un bollettino di guerra: la maratona finale della quindicesima edizione stampa un pazzesco record che supera il 34 per cento di share, lasciando solo macerie attorno a sé. Ecco dove risiede la vera maggioranza bulgara del Paese: Queen Maria ha compiuto il miracolo pop definitivo, unendo nello stesso identico calderone il ragazzino che consuma i video dei falò su TikTok, dove il gradimento sfiora il 70 per cento tra i giovanissimi nella fascia tra i 15 e i 19 anni, e il laureato colto, il professionista del salotto bene, che si nutre delle miserie affettive della provincia con distaccato e cinico voyeurismo sociologico, superando il 25 per cento di share tra i medici e i dirigenti che preferiscono questa fiera del congiuntivo masticato alla noia dei talk show politici.

Poca spesa, massima resa

L’idea originale non è farina del nostro sacco: nasce in Olanda con il titolo di Blind Vertrouwen, ovvero “fede cieca”, poi sdoganato dagli americani di Fox col nome di Temptation Island. La Signora di Mediaset ci vide lungo già nel 2005, quando decise di importarlo come Vero Amore e di condurlo lei stessa, prima di lasciarlo riposare nove anni e rilanciarlo nel 2014 affidando la voce narrante a Filippo Bisciglia. Mettere in piedi questo teatrino nazionale della gelosia gestito dai montaggi dell’autrice storica Raffaella Mennoia costa alla Fascino PGT srl, la cassaforte societaria di Maria partecipata al 50 per cento da Mediaset, letteralmente due lire. Le coppie protagoniste vengono scovate nelle province dell’Anagrafe ignorante e spedite nel resort calabrese in cambio di un rimborso spese irrisorio che oscilla tra i 2.000 e i 2.500 euro complessivi a coppia, un prezzo stracciato per farsi umiliare a sentimenti unificati, mentre i tentatori single viaggiano a rimborsi spese minimi e il conduttore si porta a casa un cachet sì generoso, ma contenuto tra i 45 mila e i 50 mila euro complessivi. Poca spesa, massima resa, zero contratti milionari da difendere.

A fronte di investimenti così ridotti all’osso, Publitalia ’80 vende gli spazi di fine luglio a tariffe da finale di Coppa Italia, gonfiando il fatturato d’area della Fascino verso i 67 milioni di euro per un giro d’affari complessivo che sfiora i 77 milioni, con oltre 8 milioni di profitti distribuiti ai soci e 44 milioni di costi per servizi spesi unicamente per pagare i talent vip delle trasmissioni invernali. Un monopolio che non si esaurisce con la prima serata lineare, ma si espande in modo scientifico sul consumo on-demand bulimico di Mediaset Infinity (da oltre 40 milioni di ore di visualizzazioni), mentre le clip dei falò di confronto colonizzano gli smartphone per settimane intere. È la democrazia del click digitale che azzera completamente l’interesse dei cittadini per i telegiornali istituzionali. 

Altro che Meloni, è De Filippi a godere di un puro consenso popolare

La pancia profonda della nazione preferisce, insomma, proiettarsi nelle dinamiche primordiali regolate sul campo dall’ex gieffino sotto il cielo calabro. Lì si consumano i veri drammi sgrammaticati, dove l’italiano viene preso a calci con la stessa foga dei fidanzati gelosi, tra processi pubblici digitali, condanne e assoluzioni sentimentali che la gente commenta al bar o in ufficio la mattina successiva con una foga che nessun leader politico saprà mai generare. Se la politica di oggi è ridotta a una sfilata di promesse non mantenute e alleanze che saltano al primo brivido d’Aula, Maria offre certezze matematiche riproducibili in laboratorio a ogni maledetta estate. Allora diciamolo senza ipocrisie: bionda per bionda, se la premier in carica non trova la quadra per blindare la stabilità economica dello Stato, la soluzione più efficiente sul piano del puro consenso popolare sarebbe quella di affidare direttamente la guida del Paese a Maria De Filippi.

Maria De Filippi e il potere di Temptation Island: il vero consenso popolare d’Italia
Maria De Filippi con Fedele Confalonieri.

L’Italia ha già votato con il telecomando in mano

Lei la maggioranza assoluta degli italiani ce l’ha già in tasca, senza bisogno di fare patti di governo instabili con Matteo Salvini, che va a fare passerella a Bollate e tira disperatamente per la giacchetta il gioielliere cuneese Mario Roggero prima di rimetterlo in stand-by (definitivo), senza bisogno di litigare con i benzinai sul prezzo del gasolio e senza dover inseguire le grane geopolitiche del calcio italiano, dove la panchina della Nazionale è diventata una barzelletta d’appendice. A Queen Mary basterebbe convocare un falò di confronto a reti unificate per risolvere qualsiasi crisi internazionale o vertenza sindacale, azzerando i costi di gestione a un rimborso spese base per i ministri, obbligandoli a guardare i filmati compromettenti nel capanno prima di parlare, e garantendo un livello di stabilità emotiva e monetaria che questa classe dirigente non è più in grado di sognare. L’Italia ha già votato con il telecomando in mano: la vera premier cavalca un Biscione e governa sovrana.

Scelta la nuova conduttrice di Chi l’ha visto?

La Rai ha annunciato che, a partire dalla prossima stagione televisiva, sarà Raffaella Griggi la nuova conduttrice di Chi l’ha visto?.
Giornalista Rai, da anni volto e inviata della trasmissione, Griggi raccoglie il testimone di Federica Sciarelli, che ha condotto il format per 22 anni. «La scelta nasce nella piena continuità con la storia e i valori di Chi l’ha visto?. La sua esperienza maturata all’interno della redazione e come inviata della trasmissione, unita alla sua riconosciuta professionalità di giornalista Rai, rappresentano la migliore garanzia per accompagnare il programma in una nuova fase», ha dichiarato Paolo Corsini, direttore Approfondimento Rai. «L’obiettivo è coniugare continuità e innovazione, rafforzando ulteriormente l’identità di un programma che ha saputo trasformare il giornalismo di servizio in un patrimonio del Paese. In questa prospettiva, sarà valorizzato ancora di più il lavoro corale della redazione e degli inviati, che rappresentano da sempre una delle principali ricchezze di Chi l’ha visto?», ha aggiunto. Questo verrà fatto con il loro coinvolgimento in studio nella conduzione di spazi tematici legati al loro lavoro sul campo.

I discussi servizi della moglie di Sangiuliano al Tg2 e le altre pillole del giorno

Nel Tg2 di sabato 25 luglio è andato in onda un servizio da Capri, per elogiare l’isola guidata dall’entusiasta sindaco Paolo Falco e con tanto di coro finale dedicato al telegiornale della seconda rete, come quando i bimbi capresi, vestiti a festa, devono salutare i vacanzieri vip. Il “pezzo” ha fatto arricciare il naso a qualche parlamentare del centrosinistra perché era firmato da Federica Corsini, ossia la moglie di Gennaro Sangiuliano, ex direttore del Tg2, ex ministro della Cultura e ora capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale della Campania. Corsini è rimasta al fianco di Sangiuliano dopo il caso Boccia. E, professionalmente parlando, è stata anche eletta nel comitato di redazione del Tg2, risultando la più votata. Ora qualcuno in zona Nazareno dice: «Non sarebbe meglio occupare la consorte con qualcosa che è fuori dal collegio elettorale del marito, tenendosi ben lontana dal territorio campano? Ne va della trasparenza del telegiornale, visto che si tratta del servizio pubblico pagato da tutti i contribuenti e non di una rete privata». Sì, perché se a Mediaset intorno alla figura di Andrea Giambruno, già compagno di Giorgia Meloni, si può agire in totale libertà, senza problemi di conflitti d’interessi, alla Rai qualche “comitato etico” pare esistere, come dimostra il caso di Report

I discussi servizi della moglie di Sangiuliano al Tg2 e le altre pillole del giorno
I discussi servizi della moglie di Sangiuliano al Tg2 e le altre pillole del giorno
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Ma mi faccia il paciere

NH, quella che nelle lettere di una volta era l’abbreviazione di Nobilis Homo, il nobiluomo italiano, ora è la sigla di una catena di alberghi: così a Roma nell’NH Hotel di piazza dei Cinquecento, giovedì 30 luglio, in un caldissimo pomeriggio è in programma la riunione dei centristi del “Gruppo momentaneo” del grande centro, o il “centro largo”, con l’assistenza spirituale di monsignor Vincenzo Paglia. Tutti pronti a partecipare: il sindaco di Benevento Clemente Mastella, il presidente di +Europa Matteo Hallissey, l’assessore al Comune di Napoli Carlo Puca in rappresentanza di Progetto civico Italia di Alessandro Onorato (sì, è lo stesso Puca che faceva l’autore televisivo per Francesca Fagnani, la compagna di Enrico Mentana), e molti altri ancora. «Paglia sembra chiamato con il ruolo di paciere, viste le diverse anime centriste che sono state chiamate a partecipare», dicono alcuni ex democristiani. Seguirà tutto, a distanza, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi

I discussi servizi della moglie di Sangiuliano al Tg2 e le altre pillole del giorno
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I discussi servizi della moglie di Sangiuliano al Tg2 e le altre pillole del giorno

Portavoce in scadenza

Tutti a cercare un posto di lavoro. Un posto fisso, non legato alle follie della politica che dura una legislatura e poi ti lascia a casa. Tra i portavoce e i collaboratori dei ministri del governo di Giorgia Meloni è partita la caccia alla poltrona in una società pubblica, una partecipata, o alla Rai: i mesi passano, la scadenza elettorale si avvicina, l’incarico “di fiducia” è a tempo. «Metti che vincono gli altri» è la frase che si sente di più tra chi lavora nei dicasteri. E allora via alla ricerca delle caselle vuote, comprese quelle “da moltiplicare” (della serie, «lì non ci sono vicedirettori, almeno uno va creato»): l’attività è frenetica, ogni passaggio da una casella all’altra in questi giorni viene visto con terrore e, nello stesso tempo, gioia («hai visto che Marco Ludovico è andato all’agenzia per la cybersicurezza nazionale e lascia libero il posto di capo della comunicazione in Anas?»), i telefoni cellulari risultano operativi a ogni ora della notte. Sì, è l’ultima estate prima delle elezioni…

Film e serie: crollano le produzioni ad alto budget, resistono solo Rai e Netflix

Ormai è un mantra che tutti i produttori di serialità e di film in Italia ripetono da un paio di anni: c’è incertezza sulle nuove regole del tax credit e dei finanziamenti pubblici all’audiovisivo, e le produzioni tagliano i budget, bloccano o rinviano le riprese, in attesa di tempi migliori. Lo spiegano i vertici di Rai, quando sottolineano che «su 100 ore di prodotti scripted in Italia, 74 sono Rai, con un peso crescente (erano 71 ore un anno fa, ndr) che dimostra la scarsa salute del settore, incapace di allargarsi ad altri committenti, siano essi broadcaster o piattaforme streaming». Lo ribadiscono gli amministratori di Medusa film, casa di produzione e distribuzione di Mfe-Mediaset, quando affermano che «permangono incertezze del quadro normativo in tema incentivi fiscali, ed è una situazione che spinge i produttori a rinviare l’inizio delle riprese di film. Questo potrebbe comportare una carenza generalizzata di prodotto italiano nell’ultimo trimestre del 2026 e nel primo semestre 2027».

Film e serie: crollano le produzioni ad alto budget, resistono solo Rai e Netflix
(foto di Erik McLean via Unsplash).

Calano le produzioni con budget importanti

Basta dare un’occhiata alla tabella pubblicata dalla Direzione generale cinema audiovisivo del ministero della Cultura, quella aggiornata quotidianamente e che riporta tutte le serie e i film che chiedono sostegno pubblico e che quindi devono esplicitare i costi produttivi, per comprendere come la crisi, in realtà, sia già iniziata. Con poche produzioni da budget importanti (abbiamo considerato quelle dai sei milioni di euro in su), e dove gli unici soggetti che continuano a investire in maniera solida sono Rai e Netflix.

Nel 2026 la Rai ha una decina di serie oltre i 6 milioni

Nel 2026 Rai ha una decina di serie oltre i sei milioni di euro: la settima stagione di Rocco Schiavone (9,5 milioni per un totale di sei ore e 40 minuti di prodotto); L’ombra (dei Manetti Bros., otto ore e 20 minuti di prodotto per 9,6 milioni di euro); Mamma, non mamma (con Gabriella Pession, sei ore e 40 minuti di prodotto per 9,2 milioni di euro); One of us (con Raoul Bova, sei ore e 40 minuti per 7,7 milioni di euro); la seconda stagione di Stucky (con Giuseppe Battiston, sei ore e 30 minuti di prodotto per 7,5 milioni di euro); la quinta stagione di Makari (sei ore e 40 minuti per 9,4 milioni di euro); Ogni santo martedì, sei ore e 40 minuti con costi di produzione pari a 8,2 milioni di euro; la miniserie L’invisibile, per 8,3 milioni di euro; la seconda stagione di Libera (cinque ore per 6,1 milioni di euro); Una piccola formalità (cinque ore per 6,7 milioni di euro).

Film e serie: crollano le produzioni ad alto budget, resistono solo Rai e Netflix
Marco Giallini durante il photocall della serie Rocco Schiavone (Ansa).

Netflix si ferma a cinque, tra serie e film

La piattaforma di streaming per il 2026 ha al momento solo cinque produzioni seriali originali o film importanti in Italia: Troppo invidiosa (con Diana Del Bufalo, tre ore e 20 minuti per 8,1 milioni di euro); The Label (con Christina De Sica, cinque ore per 12,6 milioni); Suburramaxima (cinque ore per 14,4 milioni di euro).

E poi due film: La valanga, sulla tragedia di Rigopiano, con un budget di rilievo, 17,2 milioni di costi produttivi; e Campioni (con Alessandro Gassmann, 8,2 milioni). Poca roba per gli altri broadcaster: Sky, nel 2026, ha in programma la serie Gucci-Fine dei giochi (di Gabriele Muccino, sei ore per 18 milioni di euro); e la seconda stagione di Piedone, tre film per un totale di quattro ore e 30 minuti con costi produttivi di 9,9 milioni di euro. Mediaset è ferma alla terza stagione di Viola come il mare (dieci ore per 12,74 milioni di euro). Prime Video al film Masterplan da 19,3 milioni. Hbo Max alla miniserie Melania. Il caso Rea-Parolisi (tre ore e 33 minuti per nove milioni di euro).

Anche il cinema non se la passa bene

Ma che il vento sia cambiato emerge anche dai film italiani per il cinema incasellati nell’anno 2026: addio alle produzioni oltre i 20 milioni di euro (c’è solo Cambiare l’acqua ai fiori, ma si tratta di una co-produzione internazionale), e pochissime quelle che superano i 10 milioni: Un tranquillo funerale di famiglia (regia di Massimiliano Bruno) ha costi produttivi di 7,3 milioni di euro; Petrichor, con Valeria Golino, 15,3 mln; Gaza- Linea di difesa (con Stefano Accorsi) 7,4 mln; Nessun dolore (regia di Gianni Amelio) sei milioni; Regina (di Margaret Mazzantini) 6,5 milioni di euro; Me, You, sette milioni; La casa in fiamme 7,3 milioni; Cuore nero (di Emanuele Crialese) otto milioni; Il rumore delle cose nuove 9,7 milioni; il già citato Cambiare l’acqua ai fiori 21,3 mln; e, infine, Succederà questa notte (di Nanni Moretti) con costi produttivi di 13,4 milioni di euro.

Film e serie: crollano le produzioni ad alto budget, resistono solo Rai e Netflix
Nanni Moretti (Ansa).

In Rai il caso Ranucci è diventato il caso Report

Non è facile la situazione per Sigfrido Ranucci. Col passare dei giorni, ogni sua dichiarazione contribuisce a rendere il quadro della vicenda dell’attentato sotto casa sua sempre più nebuloso. E la relazione di amicizia con Valter Lavitola, indagato per essere il mandante, sempre più ambigua. Tanto che, in Rai, Ranucci è considerato ormai un giornalista dimezzato. Intendiamoci, in queste ore sono scattate difese d’ufficio del conduttore e del programma, ma l’unico a dire ciò che molti pensano è stato Paolo Corsini, che per la prima volta ha separato Report dal suo conduttore. «È un programma storico della tv pubblica, un brand importante, che andrà avanti con o senza Ranucci», ha dichiarato il direttore degli Approfondimenti Rai.

In Rai il caso Ranucci è diventato il caso Report
Paolo Corsini (Imagoeconomica).

«Ci vorrebbe una puntata di Report sul caso Report»

Sono più o meno le stesse parole che nei corridoi, a microfono spento, pronunciano quasi tutti. Anche gli estimatori del giornalista. Insomma, questa vicenda ha fatto sì che ora Ranucci non sia più nel mirino solo della destra o di chi ce l’ha con lui per qualche inchiesta. «Cosa vuoi che ti dica, più si va avanti e più si sputtana la trasmissione. Come farà l’anno prossimo Report a realizzare inchieste in cui si parla di relazioni e rapporti pericolosi tra politici e imprenditori o altri quando abbiamo in seno la vicenda Lavitola?», è la risposta tipo di quasi tutte le fonti contattate da L43, anche le più vicine a Ranucci. Il programma e il brand ne escono così parecchio indeboliti. La battuta più citata è che ci vorrebbe una puntata di Report sul caso Report. Mentre si continuano a offrire assist a tutti coloro che in questi anni hanno messo il programma nel mirino, da Maurizio Gasparri ad Adolfo Urso, da Daniela Santanchè e Ignazio La Russa a Matteo Renzi. Pure Giorgia Meloni in passato non è stata tenera con il giornalista e la trasmissione.

In Rai il caso Ranucci è diventato il caso Report
Valter Lavitola (Ansa).

La redazione è spaccata e c’è chi chiede a Ranucci un passo indietro

Qualcuno ha consigliato al conduttore di fare un passo indietro, farsi da parte per salvare il programma. In fondo non sarebbe un grande sacrificio: tra due anni Ranucci, 65 anni il 24 agosto, andrà in pensione e ha almeno un anno di ferie arretrate. Quindi, a meno che non gli riesca un colpo alla Monica Maggioni che si è licenziata ottenendo un mega contratto da collaboratrice, avrebbe ancora circa un anno di lavoro davanti. Non molto. Anche la redazione su questo è spaccata. Ci sono quelli, forse la maggior parte, che difendono il conduttore senza se e senza ma. Poi ci sono coloro che invece nutrono dubbi. Sono gli stessi che non erano sempre d’accordo con i metodi usati nelle inchieste, per esempio con la precedenza accordata a quelle in cui erano coinvolti personaggi politici. Perché, si sa, sono i politici a fare più clamore e a dare visibilità. Anche i vertici Rai ora sperano nel passo indietro di Ranucci. Se lo augurano l’ad Giampaolo Rossi, che però sulla vicenda è molto cauto, e pure il già citato Corsini, che invece col conduttore ha un rapporto assai più burrascoso. «La differenza tra Ranucci e l’ideatrice e prima conduttrice del programma Milena Gabanelli? Con lei si parlava delle inchieste di Report, con lui invece si parla di Report. Report è diventato la notizia…», fa notare con un pizzico di amarezza una fonte autorevole. Intanto sta per partire il lavoro sui servizi e sulle inchieste della prossima stagione, che inizierà un po’ più in là, a novembre. Un lasso di tempo che potrebbe aiutare.

In Rai il caso Ranucci è diventato il caso Report
Giampaolo Rossi e Maurizio Gasparri.

Fioccano denunce e minacce di querela

Nel frattempo fioccano le denunce. Il giornalista minaccia di querelare per diffamazione tutti coloro che parlano di «finto attentato». La redazione invece ha presentato una denuncia per rivelazione del segreto di ufficio e del segreto investigativo per alcuni articoli pubblicati da La Verità e Domani. Ma in queste ore si stanno consumando parecchie vendette. Per esempio La Russa ha preteso le scuse di Elly Schlein per aver accusato il governo di essere il mandante morale dell’attentato, mentre il ministro Adolfo Urso ha scritto a Rossi per chiedere che si intensifichino i controlli sulle fonti e sui consulenti delle trasmissioni d’inchiesta. Prese di distanze arrivano anche da persone da sempre vicine al programma, come Gaetano Bellavia che ha espresso perplessità non solo sull’amicizia tra Ranucci e Lavitola, ma pure sulle, a dir suo, inchieste a senso unico. Insomma, un gran caos.

In Rai il caso Ranucci è diventato il caso Report
Sigfrido Ranucci.

Ai piani alti della Rai si studia un piano B

Ai piani alti di Via Asiago e Via Severo si attende l’evolversi degli eventi, ma intanto si studia un piano B, ossia una nuova conduzione nel caso si decida di sostituire Ranucci. Si stanno vagliando alcuni volti Rai, come anche un paio di giornalisti interni a Report. Ma non si esclude nemmeno una conduzione collettiva della redazione, a turno. Una strada difficilmente percorribile perché nella tv ogni programma ha bisogno di identificarsi con un volto forte. O che forte lo diventa. Lo è stato per Milena Gabanelli ed è stato così pure Ranucci. Anche fin troppo, forse, per quanto riguarda Sigfrido.

Palinsesti La7: confermati i big, arriva la serie ‘M’ su Mussolini

Dopo la Rai, anche La7 ha presentato il suo palinsesto autunnale. Confermati tutti i big, la principale novità è rappresentata dall’approdo sulla tv generalista della serie M – Il figlio del secolo, incentrata su Benito Mussolini (interpretato da Luca Marinelli) e tratta dai romanzi di Antonio Scurati.

Palinsesti La7: confermati i big, arriva la serie ‘M’ su Mussolini
Lilli Gruber (Imagoeconomica).

Senza variazioni la settimana del prime time

Confermato il gruppo storico di volti noti del giornalismo, per una settimana del prime time senza variazioni: lunedì con Corrado Augias a La Torre di Babele; martedì con Giovanni Floris a diMartedì; mercoledì con Aldo Cazzullo a Una giornata particolare; giovedì con Corrado Formigli a Piazzapulita; venerdì con Diego Bianchi a Propaganda Live; sabato con Massimo Gramellini a In altre Parole in onda a partire dall’access prime time, che da lunedì a venerdì vedrà ancora Lilli Gruber al timone di Otto e Mezzo.

Palinsesti La7: confermati i big, arriva la serie ‘M’ su Mussolini
Corrado Formigli (Imagoeconomica).

Di domenica la palla passerà ancora a In Onda con Marianna Aprile e Luca Telese. Conferme in blocco anche nel daytime: Omnibus con Gaia Tortora, Alessandra Sardoni, Andrea Pennacchioli, Gerardo Greco e Frediano Finucci; Coffee Break con Andrea Pancani; L’Aria che tira con David Parenzo; Tagadà con Tiziana Panella.

La serie M sarà presentata in studio da Augias

La7 trasmetterà M grazie a un nuovo accordo con Sky. E, come ha spiegato il patron Urbano Cairo, la serie «sarà presentata da Augias con qualche ospite in studio». Le otto puntate di M «saranno divise in almeno quattro serate». L’editore ha inoltre respinto in modo netto qualsiasi lettura politica della scelta: «Riteniamo che ci sia tanta gente che vorrebbe vedere M. e non l’ha potuta vedere, è un’operazione che ha una valenza per ascolti, interessi commerciali, fortissimo. Quando facciamo scelte di palinsesto non abbiamo in animo di fare scelte ispirate politicamente, ma commercialmente».

Tra le novità anche P2 – L’ombra delle stragi

Tra le novità anche P2 – L’ombra delle stragi, miniserie che ripercorre in tre puntate la vicenda della loggia massonica e il ruolo del suo fondatore Licio Gelli (interpretato da Fabrizio Gifuni) nella storia italiana. Arriverà poi su La7 in prima visione The Apprentice – Alle origini di Trump, docufilm che racconta le origini dell’ascesa imprenditoriale dell’attuale presidente Usa. La7 trasmetterà inoltre Mr Nobody Against Putin, premiato con l’Oscar come miglior documentario.

Palinsesti La7: confermati i big, arriva la serie ‘M’ su Mussolini
Urbano Cairo (Imagoeconomica).

Annunciato l’arrivo della piattaforma La7 Play

Cairo ha inoltre annunciato l’arrivo della piattaforma La7 Play. «Presenteremo il progetto a ottobre o novembre, a dimostrazione di quanto crediamo nell’investimento sul digitale», ha spiegato l’imprenditore, aggiungendo che La7 Play avrà «un nuovo modo di dialogare con i vari device».

Palinsesti La7: confermati i big, arriva la serie ‘M’ su Mussolini
Enrico Mentana (Imagoeconomica).

Cairo: «La7 anti-Meloni? Non ci sono bolscevichi»

Rispondendo domanda sulle parole del direttore del TG La7 Mentana, che ha definito la rete «anti-Meloni», Cairo ha poi dichiarato che l’emittente «non ha mai fatto sconti ai governi». E poi: «Ho ricevuto costantemente telefonate, non sono mai cessate. La7 ha programmi che hanno attenzione a quello che avviene nel Paese, vogliamo ospitare tutti i protagonisti». Successivamente ha aggiunto: «Quando Mentana è arrivato a La7 nel 2010 la situazione non era molto diversa da oggi. La rete aveva un atteggiamento critico anche allora. Ora non hai più Gad Lerner e Michele Santoro, ma non mi pare che ci siano pericolosi bolscevichi».

Palinsesti Rai: i programmi dell’autunno tra novità e sorprese

Sono stati presentati oggi ad Ancona i nuovi palinsesti Rai per la prossima stagione televisiva. Nessuno stravolgimento, ma comunque diverse la novità annunciate e persino qualche sorpresa. Su tutte il ritorno di Roberto Benigni con una prima serata evento dedicata a San Francesco, in occasione dell’ottavo centenario della morte del patrono d’Italia.

Palinsesti Rai: i programmi dell’autunno tra novità e sorprese
Alberto Angela (Imagoeconomica).

Alberto Angela si fa in cinque

Lo speciale su San Francesco, in onda domenica 4 ottobre alle 21:30 e trasmesso da Assisi, sarà condotto da Alberto Angela, che qualche giorno prima (il 27 settembre) sarà protagonista de Lo spettacolo della conoscenza, serata speciale dal Colosseo. La sera di Natale andrà poi in onda Stanotte a…, con Angela pronto a far scoprire agli italiani i musei, le strade, le piazze e le chiese di una nuova città. Confermati poi nei palinsesti Passaggio a Nord Ovest e Ulisse – Il piacere della scoperta.

Palinsesti Rai: i programmi dell’autunno tra novità e sorprese
Sal Da Vinci (Ansa).

Le serate-evento con Sal Da Vinci

L’offerta musicale non si fermerà al nuovo Festival di Sanremo targato Stefano De Martino. Il 20 e il 27 novembre, su Rai 1, andranno in onda le due puntate di Meravigliosamente, show con Sal Da Vinci che festeggia i 50 anni di carriera. Nel palinsesto anche lo speciale Roma, Baby. Cremonini Live Circo Massimo.

Le novità targate Gomez e Inciocchi

Sul fronte dell’informazione confermati Cinque Minuti con Bruno Vespa (dal 21 settembre, Rai 1) e Il Cavallo e la Torre con Marco Damilano (dal 7 settembre, Rai 3). Tra le principali novità Peter Gomez con L’elefante, in onda su Rai 3 il sabato alle 20:15. Dopo il trasloco di Milo Infante a Mediaset, Salvo Sottile prende il timone di Ore 14 e dello spin-off Ore 14 Sera, su Rai 2. Tra le vere novità di stagione spicca poi Patù, appuntamento di prima serata dedicato ai grandi temi politici, economici e sociali, condotto da Roberto Inciocchi ogni mercoledì su Rai 2 (dal 7 ottobre). Ufficializzato poi Antonino Monteleone alla conduzione delle nove puntate nella prima serata prevista per il martedì in autunno: sostanzialmente sostituirà FarWest di Sottile col suo Filorosso. Da segnalare poi i nuovi editoriali 2 di Picche con Tommaso Cerno, striscia quotidiana a cura della Direzione Approfondimento.

Palinsesti Rai: i programmi dell’autunno tra novità e sorprese
Roberta Bruzzone (Imagoeconomica).

I nuovi programma di Bruzzone e Brumotti

Novità nel prime time di Rai 2, con Dentro la Truffa, programma di Roberta Bruzzone dedicato ai principali meccanismi psicologici delle frodi contemporanee: sei le puntate previste. Si intitolerà poi Ultima chiamata il programma affidato a Vittorio Brumotti, approdato in Rai dopo una lunga militanza a Striscia la Notizia: un viaggio attraverso l’Italia, per raccontare storie di persone, comunità e associazioni che hanno saputo reagire a situazioni di disagio, emarginazione e difficoltà. Oltre a tornare al timone di Storie Italiane, Eleonora Daniele sbarcherà anche nella prima serata di Rai 3 con un nuovo programma: Le cose che non sai, dedicato alle vicende personali delle celebrità. Dal 21 dicembre (alle ore 19) Enzo Miccio condurrà su Rai 2 Il giorno più lungo, accompagnando le coppie che, ancora oggi, scelgono di suggellare il loro amore con un matrimonio. Lorella Boccia sarà poi il nuovo volto di Playlist, in onda su Rai 2 dal 17 ottobre. Confermato Chi l’ha visto?, ancora vuota però la casella della conduzione lasciata vuota da Federica Sciarelli.

Milo Infante lascia la Rai e passa a Mediaset

Il trasloco era nell’aria da settimane e adesso è ufficiale: Milo Infante lascia la Rai per passare a Mediaset. Ad annunciare il divorzio è stata l’emittente pubblica, con un comunicato in cui ha reso noto di aver ricevuto la lettera di dimissioni. A stretto giro è arrivata la nota del Biscione: «Giornalista, autore e conduttore tra i professionisti più autorevoli e apprezzati della televisione italiana, Infante sarà da subito al lavoro con il vertice aziendale per sviluppare nuovi progetti editoriali e televisivi. Il giornalista avrà inoltre un ruolo di vertice nell’area dell’informazione del Gruppo, contribuendo alla definizione delle strategie e allo sviluppo dell’offerta news di Mediaset».

Infante era vicedirettore dell’Approfondimento Rai

Infante, che ha condotto con buoni ascolti il programma Ore 14, era vicedirettore dell’Approfondimento Rai. Ad attenderlo in Mediaset una striscia quotidiana oppure una prima serata d’approfondimento. Forse entrambe le cose. Potrebbe pure co-dirigere Videonews, affiancando Siria Magri. Ancora non ci sono certezze al riguardo. Queste le sue parole dopo l’ufficialità del cambio di casacca: «Ringrazio Pier Silvio Berlusconi per la fiducia e per l’opportunità di entrare a far parte di una rearà che rappresenta da sempre un punto di riferimento per la televisione italiana. Affronto questa sfida con entusiasmo, curiosità e con la voglia di mettere la mia esperienza al servizio di nuovi progetti e nuove idee».

Selvaggia Lucarelli condurrà l’Isola dei Famosi e lascia Ballando con le stelle

Sarà Selvaggia Lucarelli la conduttrice dell’Isola dei famosi 2026. A riportare l’indiscrezione è il settimanale Chi nella rubrica «C’è Chi dice» di Giuseppe Candela, secondo cui il reality sarà registrato a giugno nelle Filippine ma sarà trasmesso su Canale 5 in autunno, motivo per cui la giornalista non potrà sedere dopo 10 anni nella giuria di Ballando con le stelle. La stessa rivista ha anche anticipato alcuni concorrenti, tra i quali figurano Pierpaolo Pretelli – impegnato lo scorso anno nel ruolo di inviato -, Zeudi Di Palma, ex Miss Italia e concorrente del Grande Fratello, Daniele Iaià, vincitore della prima edizione del reality Too Hot To Handle, e Francesco Chiofalo.

La sua newsletter è la più seguita al mondo nella categoria cultura

Un nuovo colpo per la giornalista, reduce da una stagione come opinionista del Gf Vip. Di recente, inoltre, Substack ha fatto sapere che la sua newsletter, Vale tutto, è la più seguita al mondo nella categoria cultura, nonostante sia scritta in italiano. Il suo progetto ha circa 220 mila iscritti tra gratuiti e paganti, numeri simili a quelli dei cronisti statunitensi che, negli ultimi anni, sono riusciti a raccogliere centinaia di migliaia di iscritti sulla piattaforma.

‘Ballando con le stelle’, Francesca Fagnani verso la giuria al posto di Selvaggia Lucarelli

Secondo quanto riporta Adnkronos, Francesca Fagnani sarebbe pronta a sostituire Selvaggia Lucarelli come giurata a Ballando con le stelle. Il programma di Milly Carlucci si prepara dunque ad accogliere la conduttrice di Belve (e dello spin-off Belve Crime) e a salutare invece Lucarelli, che dovrebbe ampliare la sua collaborazione con Mediaset. Dopo l’esperienza come opinionista al Grande Fratello VIP, le indiscrezioni la vogliono infatti al timone della nuova edizione de L’Isola dei Famosi. Già nell’estate del 2025 si era vociferato di un approdo di Fagnani al talent show di Rai 1. Contattata dall’allora direttore di Novella 2000 Roberto Alessi, la giornalista aveva ammesso: «Me lo hanno proposto diverse volte». Sempre Fagnani ha smentito le ultime voci: «Anche questa volta non è vero. Continuerò a guardare il paso doble comodamente seduta sul divano di casa mia».

‘Ballando con le stelle’, Francesca Fagnani verso la giuria al posto di Selvaggia Lucarelli
Selvaggia Lucarelli (Ansa).

Gedi e la tentazione televisiva: ennesima scommessa perdente?

Gli editori di quotidiani hanno sempre avuto un po’ il complesso di inferiorità nei confronti della televisione. E perciò, quando la tecnologia digitale ha abbattuto le barriere all’ingresso, ci si sono spesso buttati. Picchiandoci però frequentemente la testa. Ed è quello che potrebbe succedere di nuovo.

Crisi immediate, agonie e chiusure definitive

Ancora viene ricordato, per esempio, il bagno di sangue di 24ore.tv, canale televisivo de Il Sole 24 Ore che Confindustria fece debuttare nell’aprile 2001 sul digitale terrestre, con palinsesto ricco e investimenti importanti. Crisi quasi immediata, agonia durata qualche stagione, chiusura definitiva al termine del 2006.

Gedi e la tentazione televisiva: ennesima scommessa perdente?
Il vecchio logo di 24ore.tv.

Repubblica radio Tv dove scalpitavano Zucconi e Giannini

Nel frattempo, il 10 aprile 2006, esattamente 20 anni fa, nasceva Repubblica radio Tv. Un canale televisivo che si vedeva al 50 del digitale terrestre, e nel cui palinsesto, due ore al giorno in replica a nastro, esondavano Vittorio Zucconi e l’ambizioso Massimo Giannini, talk su talk. Nel novembre 2011 il canale cambiava nome: solo Repubblica tv. E nel 2013 chiudeva i battenti, per mancanza di pubblico e di risorse, sostituito da LaEffe tv (canale di Feltrinelli, anch’esso con vita breve).

Gedi e la tentazione televisiva: ennesima scommessa perdente?
Gedi e la tentazione televisiva: ennesima scommessa perdente?
Gedi e la tentazione televisiva: ennesima scommessa perdente?

Quel progetto di Warner Bros Discovery poi andato in fumo

Nel 2024, quando Warner Bros Discovery sembrava ancora avere grandi ambizioni di broadcaster generalista televisivo, tra Fabio Fazio, Maurizio Crozza e Amadeus, erano corse voci di un’operazione Cnn (marchio internazionale del gruppo WBD) in Italia: o con pezzi di palinsesto brandizzati Cnn su Nove, oppure con l’acquisizione di La7. Avrebbe dovuto essere coinvolto pure Enrico Mentana. Tutto si risolse, però, in tanto fumo e niente arrosto. E nulla accadde.

Gedi e la tentazione televisiva: ennesima scommessa perdente?
Il logo di Warner (Ansa).

Il difficile equilibrio economico-finanziario dei canali all-news

Soprattutto perché in Italia ci sono già tre canali all-news – Rai News, Tgcom, SkyTg24 – e poi una radio di news col video, ossia La7. Il panorama, quindi, sembra già piuttosto affollato, con il dilemma di una rete all-news che, per definizione, fa fatica ad andare in equilibrio economico-finanziario, e acquisisce senso o in offerte pay o in grandi gruppi come Rai o Mediaset.

I giornalisti e la smania di andare in video…

Ma, si sa, editori e giornalisti, cioè gli esseri più vanitosi del Pianeta, impazziscono per andare in video. Dal 19 giugno 2025 in Confindustria ci hanno riprovato, col lancio di Radio 24-IlSole24oreTv, disponibile sul digitale terrestre al canale 246. È passato quasi un anno e, a dire il vero, in pochi se ne sono accorti.

Gedi e la tentazione televisiva: ennesima scommessa perdente?
Il Sole 24 Ore Tv.

Ora nella nuova Gedi alla greca targata Antenna group (in cui comincia a rotolare qualche testa…) c’è voglia di un ritorno di qualcosa di simile a Repubblica tv, però targata Cnn che fa più figo, stringendo una collaborazione con WBD, proprietaria del brand. Perché i nuovi azionisti di Gedi ritengono che in un’offerta complessiva di contenuto crossmediale, oltre alla radio, a Repubblica e alla sua proposta video e assieme al resto degli asset, ce ne debba essere una di tipo televisivo tarata sull’informazione.

Gedi e la tentazione televisiva: ennesima scommessa perdente?
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontra Theodore Kyriakou, presidente di Antenna Group (foto Imagoeconomica).

Questa nuova piattaforma informativa, con la parte video preponderante, dovrebbe essere distribuita in primis su Dazn dall’11 giugno, in concomitanza con il debutto del Mondiale di calcio americano trasmesso integralmente dalla piattaforma in streaming.

Gedi e la tentazione televisiva: ennesima scommessa perdente?
Urbano Cairo (foto Imagoeconomica).

Cairo aspetta sul fiume, in attesa di occasioni

Una sorta di sperimentazione, prima di arrivare alla fase due, cioè il lancio di un canale televisivo sul digitale terrestre, approfittando di uno slot su Persidera che dovrebbe essere lasciato libero da Warner Bros Discovery Italia, in fase di razionalizzazione del suo portfolio canali. Immaginiamo già le folle di telespettatori adoranti. Nel frattempo Urbano Cairo, che tanti corteggiano per La7 ma che non vende a nessuno, guarda sornione. E aspetta sul fiume, in attesa di qualche buona occasione. Magari proprio a Repubblica.

La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto

Centosedicimila dollari di premio finale, secondo i calcoli sbrigativi fatti oltreoceano dal New York Post (in realtà tra cachet settimanali d’ingaggio e diritti d’immagine la cifra si avvicina ai 550 mila euro). Una pioggia di coriandoli, le telecamere accecate dal televoto al 55,95 per cento e il sipario che cala sull’ennesima stagione del Grande Fratello VIP. In Italia, l’archiviazione della pratica viene liquidata alla velocità di un clic: Alessandra Mussolini ha vinto il reality di Canale 5.

Per il pubblico nostrano si tratta di puro intrattenimento commerciale, neorealismo pop applicato al telecomando. Eppure, basta varcare i confini nazionali per accorgersi che la scatola magica della televisione italiana, agli occhi del mondo, si è trasformata in un’aula di tribunale geopolitico. Da New York a Londra, passando per Madrid, la stampa internazionale si è fessurata in un’ossessione clinica per il nostro passato, attivando un riflesso condizionato che proietta sul 2026 i fantasmi del 1945. Come se questo verdetto domestico potesse dimostrare che l’Italia, sotto sotto, non sia mai uscita dal Ventennio.

Lo stupore del New York Post

Il capofila di questo tribunale catodico è il New York Post, che nel pezzo intitolato “Mussolini’s granddaughter lands six-figure payout after winning Italy’s Celebrity Big Brother” attiva immediatamente il nesso ideologico. Per il tabloid statunitense, la trionfatrice dello show non è una navigata comprimaria dello spettacolo della Terza Repubblica, ma solo la nipote del dittatore italiano Benito Mussolini, che una volta dichiarò di essere orgogliosa di essere fascista.

Il Post spulcia la biografia dell’ex eurodeputata, ne ricorda il padre – il figlio minore del Duce, Romano – e ricostruisce le sue vecchie battaglie politiche, come quando nel 2003 abbandonò Alleanza Nazionale dopo le storiche scuse di Gianfranco Fini sul fascismo, definito il male assoluto del Novecento. Ma il vero cortocircuito scatta quando il magazine analizza la lingua dei media italiani, stupendosi del fatto che venga descritta come autoritaria, irresistibile e determinata. Agli occhi puritani di Manhattan, l’uso del termine “autoritaria” accostato a quel cognome suona quasi come un’inquietante nostalgia involontaria. Non capiscono, i colleghi di New York, che nel frullatore della tv commerciale italiana quelle parole hanno perso ogni legame con la Storia: sono diventate semplici dinamiche caratteriali da prima serata, buone per conquistare il pubblico. 

La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto

Per il Times, l’Italia è troppo rilassata nei confronti del suo passato

Per documentare le verità interiori scoperte da Mussolini dentro la bolla senza cellulare del gioco, il New York Post e il Times di Londra sono costretti a saccheggiare anche le colonne dei quotidiani della Capitale (imbattendosi nell’intervista firmata da chi scrive per Leggo). Il tabloid copia i passaggi in cui lei spiega che la gente non la conosceva sotto quella luce, che i concorrenti vivevano sospesi in una bolla spesso senza sapere cosa venisse trasmesso, e che l’esperienza è stata gratificante per riscoprire verità interiori che non vengono mai alla luce, nemmeno in famiglia. I fatti di cronaca sono presi paro paro, ma il senso viene piegato per puntellare un teorema politico preconcetto. Che Oltremanica diventa una vera e propria diagnosi pedagogica. Su The Times, il corrispondente Tom Kington sentenzia senza sconti che il trionfo della matrona televisiva è un’ulteriore prova dell’atteggiamento rilassato dell’Italia nei confronti del suo passato fascista. Secondo il blasonato quotidiano britannico, la discendenza da quel dittatore che demolì la democrazia e si alleò con Adolf Hitler è stata per la nipote di Sophia (Loren) più un aiuto che un ostacolo lungo tutta la sua eclettica parabola mediatica. Sulla stessa linea si muove Alexander Butler su The Telegraph, che spinge l’ossessione storica fino al paradosso grafico. Il quotidiano sostiene che gli elogi della critica italiana alla forte personalità della vincitrice dentro la casa siano un possibile cenno allo stile di governo di suo nonno. Per reggere la tesi, il giornale sente il bisogno di inserire nel bel mezzo della cronaca del reality un trafiletto storico d’altri tempi: ricorda le repressioni, le leggi razziali, l’alleanza con la Germania nazista, fino alla fucilazione del Duce per mano partigiana e quel corpo appeso in una stazione di servizio a Milano nel 1945. Un contrasto grafico violentissimo, dove Piazzale Loreto viene riesumato per fare traffico web sul corpo televisivo di una concorrente di 63 anni.

La vittoria di Mussolini al Grande Fratello Vip e la sindrome di Piazzale Loreto
L’esposizione dei cadaveri di Benito Mussolini, Claretta Petacci e altri gerarchi fascisti a Piazzale Loreto il 29 aprile 1945 (Ansa).

La sindrome non risparmia nemmeno i media di costume. People Magazine si dichiara meravigliato di come la protagonista abbia conquistato i fan nonostante la storia fascista della sua famiglia, confermando che per l’America l’unico codice di lettura applicabile all’Italia rimane fermo a 90 anni fa. E in Spagna? El País decide di blindare la notizia scaricandola direttamente nella sezione di politica Internazionale. Segno che per l’Europa continentale, ogni movimento, respiro o balletto che coinvolge quel cognome, perfino dentro una gabbia dorata con la ventilazione artificiale, è un fatto di rilevanza nazionale.

Lo stereotipo di Paese-operetta è duro a morire

Da una parte, dunque, c’è il nichilismo italiano, che ha così profondamente anestetizzato il Novecento (con buona pace dei La Russa), da poter digerire e normalizzare qualsiasi eredità sotto una pioggia di coriandoli in prima serata. Dall’altra c’è il moralismo della stampa estera, che pur di vendere copie e confermare lo stereotipo dell’eterno Paese-operetta incapace di rigore democratico (e se il biglietto da visita ha la faccia di Giorgia Meloni, il gioco è semplice) dove appiccare l’incendio ideologico anche davanti alla porta rossa del Grande Fratello

Eurovision 2026, la guida: date, dove vederlo, scaletta, Paesi in gara e quando canta Sal Da Vinci

È tutto pronto a Vienna per l’Eurovision Song Contest 2026. La kermesse musicale, che verrà ospitata nella capitale austriaca per la terza volta (dopo le edizioni del 1967 e del 2015), quest’anno compie 70 anni. La città si è aggiudicata il diritto di organizzare il contest grazie alla vittoria di JJ nel 2025. Tutti gli appuntamenti si svolgeranno presso la Wiener Stadthalle, una delle arene più importanti d’Europa. Ecco tutto ciò che c’è da sapere su date, orari, Paesi in gara e canali dove vedere la competizione.

Eurovision Song Contest 2026: quando e dove vederlo

Il calendario segue il format tradizionale articolato in tre serate. La prima semifinale si terrà martedì 12 maggio 2026, la seconda semifinale giovedì 14 maggio 2026, mentre la finale è in programma per sabato 16 maggio 2026. Anche quest’anno la Rai
garantirà una copertura completa dell’evento. Le due semifinali saranno trasmesse in diretta alle 21 su Rai 2, mentre la finale andrà in onda su Rai 1 sempre in prima serata. Sarà inoltre possibile seguire tutte le serate in simulcast su RaiPlay, Rai Radio2 e RaiPlay Sound. La telecronaca italiana sarà affidata a Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, mentre la conduzione internazionale a Victoria Swarovski e Michael Ostrowski.

Eurovision Song Contest 2026: i Paesi in gara

L’edizione 2026 vedrà la partecipazione di 35 Paesi, un numero inferiore rispetto agli anni precedenti. La riduzione è dovuta ai ritiri annunciati da Spagna, Irlanda, Islanda, Slovenia e Paesi Bassi, in dissenso con la decisione di non escludere Israele dalla competizione. Alla finale accederanno i 20 Paesi qualificati attraverso le due semifinali, ai quali si aggiungeranno i cinque membri storici del Big Five — Italia, Francia, Germania, Regno Unito — e l’Austria, qualificata automaticamente in quanto Paese ospitante.

Eurovision Song Contest 2026: la scaletta della prima semifinale

Ecco l’elenco dei Paesi in gara durante la prima semifinale, con i rispettivi cantanti e titoli delle canzoni:

  • Moldavia, Satoshi con Viva, Moldova!
  • Svezia, Felicia con My System
  • Croazia, Lelek con Andromeda
  • Grecia, Akylas con Ferto
  • Portogallo, Bandidos do Cante con Rosa
  • Georgia, Bzikebi con On Replay
  • Finlandia, Linda Lampenius & Pete Parkkonen con Liekinheitin
  • Montenegro, Tamara Živković con Nova zora
  • Estonia, Vanilla Ninja con Too Epic to Be True
  • Israele, Noam Bettan con Michelle
  • Belgio, Essyla con Dancing on the Ice
  • Lituania, Lion Ceccah con Sólo quiero más
  • San Marino, Senhit feat. Boy George con Superstar
  • Polonia, Alicja con Pray
  • Serbia, Lavina con Kraj mene

Nel corso della serata si esibiranno anche due dei cinque artisti che sono di diritto in finale, ovvero Sal Da Vinci per l’Italia e Sarah Engels per la Germania.

Eurovision Song Contest 2026: la scaletta della seconda semifinale

Questi invece i Paesi che gareggeranno durante la seconda semifinale:

  • Bulgaria, Dara con Bangaranga
  • Azerbaigian, Jiva con Just Go
  • Romania, Alexandra Căpitănescu con Choke Me
  • Lussemburgo, Eva Marija con Mother Nature
  • Repubblica Ceca, Daniel Žižka con Crossroads
  • Armenia, Simón con Paloma rumba
  • Svizzera, Veronica Fusaro con Alice
  • Cipro, Antigoni con Jalla
  • Lettonia, Atvara con Ēnā
  • Danimarca, Søren Torpegaard Lund con Før vi går hjem
  • Australia, Delta Goodrem con Eclipse
  • Ucraina, Leléka con Ridnym
  • Albania, Alis con Nân
  • Malta, Aidan con Bella
  • Norvegia, Jonas Lovv con Ya Ya Ya

Si esibiranno poi i restanti tre artisti che sono di diritto in finale, ovvero Monroe (Francia), Cosmó (Austria) e Look Mum No Computer (Regno Unito).

Fagnani, l’eroe negativo Savi e i limiti di un format crime sbagliato

La televisione non è un mezzo favorevole all’espressione del pensiero: non è un caso che i format di successo siano le interviste. Ma l’intervista televisiva soffre di un altro handicap congenito: costringe il pensiero di chi viene intervistato alla velocità. Si può rispondere a una domanda grave in velocità, con la rapidità che l’incalzare delle domande impone? È più un problema strutturale che morale, perché il format esige sintesi e, soprattutto, piccoli colpi di scena: così l’assassino intervistato da Franca Leosini o da Francesca Fagnani non sta evidentemente rendendo conto di sé: sta recitando una parte che il mezzo televisivo gli ha già scritto. Le domande non cercano la verità, cercano il cedimento, la lacrima, oppure gli occhi di ghiaccio, l’insensibilità e via andare di luoghi comuni. La televisione produce cronaca nera come genere narrativo, con i suoi eroi negativi, i suoi rituali catartici, gli appuntamenti in seconda serata. Che senso ha, per esempio, intervistare Roberto Savi, l’ex poliziotto e capo della banda della Uno bianca, che sta scontando l’ergastolo nel carcere milanese di Bollate?

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Fagnani, l’eroe negativo Savi e i limiti di un format crime sbagliato
Roberto Savi ospite di Francesca Fagnani a Belve Crime (foto Ansa).

L’insinuazione sulla copertura da parte di qualcuno “in alto”

I crimini che ha commesso risalgono a un periodo tra il 1987 e il 1994. È interessante sapere cosa pensa, dopo 32 anni, un criminale riconosciuto e condannato per 103 crimini, 34 morti e oltre 100 feriti? O la pietà umana non dovrebbe concedergli il diritto all’oblio? Durante l’intervista di Fagnani, Roberto Savi dice una cosa grave: ripercorrendo l’omicidio nell’armeria di via Volturno, a Bologna, il 2 maggio 1991, quando furono uccisi Licia Ansaloni, titolare del negozio di armi, e il suo collaboratore, l’ex carabiniere Pietro Capolungo, Savi dichiara che a lui e ai suoi complici non interessava rapinare pistole, perché di armi ne avevano già abbastanza: in realtà l’obiettivo era Capolungo, in quanto «ex dei “Servizi particolari” dei carabinieri» (anche se il figlio ha smentito l’appartenenza del padre ai Servizi segreti). «Volevano una scusa, farlo fuori in qualche maniera», sostiene Savi. In questo modo insinua che quell’azione – e, si presuppone, anche molte altre – fosse stata loro richiesta “dagli apparati“, da qualcuno “in alto”; infatti continua dicendo che si sentivano «sicuri» di muoversi, perché erano subentrati «personaggi che ci hanno garantito protezione».

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Un retropensiero collettivo che alimenta il qualunquismo

Dopo 30 anni di carcere Savi accetta di andare a dire nel salotto televisivo di Fagnani che la banda della Uno bianca era manovrata da una regia occulta, da apparati deviati, e aveva protezioni istituzionali. La butta lì perché sa che il format di Belve crime non prevede alcun contraddittorio vero, né il tempo necessario a smontare o verificare un’affermazione di tale portata. La tivù in questo caso dimostra, insieme alla sua inutilità, la sua pericolosità: offre a un ergastolano condannato per 34 omicidi un pulpito per riscrivere la sua storia, con sorrisini e ammiccamenti, davanti ai telespettatori che rimangono a bocca asciutta, senza una prova, ma con un retropensiero collettivo che alimenta il qualunquismo.

La dietrologia come ossessione nel cercare una verità nascosta

Decenni di misteri italiani irrisolti, le stragi fasciste, la P2, Ustica diventano un habitus cognitivo indiscriminato, uno schema interpretativo che si può applicare a qualsiasi avvenimento, indipendentemente dagli atti processuali e dalle prove disponibili: la dietrologia – questo termine così preciso, inventato negli Anni 70, proprio nel contesto delle stragi e dei misteri della Prima Repubblica – come ossessione nel cercare una verità nascosta dietro quella apparente, una regia occulta superiore che rimane inaccessibile a noi poveri cristiani.

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Fagnani, l’eroe negativo Savi e i limiti di un format crime sbagliato
Fagnani, l’eroe negativo Savi e i limiti di un format crime sbagliato
Fagnani, l’eroe negativo Savi e i limiti di un format crime sbagliato
Fagnani, l’eroe negativo Savi e i limiti di un format crime sbagliato
Fagnani, l’eroe negativo Savi e i limiti di un format crime sbagliato

Doveva parlare ai magistrati: come dar torto ai parenti delle vittime?

La televisione di Francesca Fagnani è un altro esempio di tivù dell’impotenza e della rassegnazione, mascherata da ricerca della verità, e Savi si presta perfettamente al gioco perché sa che ogni verifica è impossibile e che nessuno gli toglierà il suo ergastolo. Così si diverte a seminare sospetti. Come dar torto ai parenti delle vittime quando dicono che se aveva qualcosa da confessare che non aveva mai detto, doveva farlo davanti ai magistrati?

La solita maschera che si sovrappone a tutte le altre

Francesca Fagnani ha replicato che «hanno ragione»: allora non si capisce perché abbia ritirato fuori dopo così tanto tempo questo assassino che, nel caso di Savi, sarebbe l’unica vera belva mai entrata in quello studio ma che, maneggiata dalla Fagnani, diventa la solita maschera che si sovrappone a tutte le altre, uguale a quella degli attori e delle attrici che “si sentono” belve, ma per finta. Da intervistare, per di più, con lo stesso quaderno in mano e facendo sempre le solite faccette.

Con Nicola Porro calano gli ascolti di Stasera Italia su Rete 4

È rimasto a Mediaset grazie a Silvio Berlusconi che nei suoi ultimi giorni l’ha chiamato per convincerlo ad abbandonare la trattativa con la Rai. Così nella stagione 2023-2024 Nicola Porro non solo ha conservato il suo posto alla guida di Quarta Repubblica, che presenta dal 2018, ma ha “vinto” anche la conduzione di Stasera Italia, il talk show politico che occupa l’access prime time di Rete 4. Peccato che gli ascolti non abbiamo premiato la scelta del Biscione di affidargli il programma che per anni è stato la casa, insieme a Forum, di Barbara Palombelli. Non che madame Rutelli abbia mai avuto vita facile con la dirimpettaia di La7 Lilli Gruber. D’altronde Otto e mezzo è il talk più seguito in quella fascia oraria ormai da tempo. Ma con Porro il distacco si è fatto ancora più ampio, tanto che il programma in onda sulla rete di Urbano Cairo, dal suo ritorno dopo le vacanze estive, ha spesso doppiato il competitor di Rete 4 registrando una crescita al 7,83 per cento nella media.

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Con Nicola Porro calano gli ascolti di Stasera Italia su Rete 4
Lilli Gruber con Elly Schlein (Imagoeconomica).

Il caso Giambruno e la Champions portano Striscina la notizina sopra al 17 per cento

La sera del 24 ottobre, per esempio, Stasera Italia si è fermato al 4,2 per cento con 920 mila telespettatori. La7 ha potuto contare su un bacino di 1 milione 632 mila persone e il 7,4 per cento. Altro campionato per Rai1 che con Cinque minuti di Bruno Vespa ha segnato 4 milioni 210 mila spettatori e il 19,9 per cento, per poi salire a 4 milioni 458 mila e il 20,3 per cento con Affari tuoi. Canale 5 e Striscina la notizina (la versione ristretta di Striscia), complice la curiosità sul caso Andrea Giambruno e la partita di Champions, hanno attirato 3 milioni 692 mila persone (17,3 per cento). Rai3 è partita dal 6,4 per cento de Il Cavallo e la Torre per raggiungere il 7,7 di Un posto al sole. Segue Italia1 con NCIS – Unità anticrimine al 6,7 per cento. Molto sotto Rai2 con il Tg2 Post (3,6 per cento) seguiti a ruota dal game show 100% Italia di Tv8 (671 mila spettatori e il 3,1 per cento). Chiude Don’t Forget the Lyrics – Stai sul pezzo di Nove al 2,2 per cento.

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Con Nicola Porro calano gli ascolti di Stasera Italia su Rete 4
Nicola Porro (Imagoeconomica).

Nicola Porro ha abbassato la media stagionale di Barbara Palombelli

A Porro era andata un po’ meglio durante la sua prima settimana di programmazione, quando dall’altra parte c’era In Onda Estate con Luca Telese e Marianna Aprile. In quei pochi giorni di scontro, le due trasmissioni hanno portato a casa un sostanziale pareggio viaggiando sul milione di telespettatori e oscillando tra il 5 e il 6 per cento di share. Numeri in linea con il 5,45 per cento (pari al milione e 88 mila telespettatori) di media conquistata da Barbara Palombelli nella stagione 2022/2023, ma ben lontani da quelli raccolti dopo il ritorno in tivù di Gruber con Stasera Italia perennemente sotto al milione di persone collegate e al 5 per cento (con picchi in negativo inferiori al 4 per cento). Sarà contenta Bianca Berlinguer che, al netto di sorprese all’ultimo minuto, dovrebbe sostituire Porro alle redini del talk quotidiano di Rete 4 a partire da gennaio 2024.

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Con Nicola Porro calano gli ascolti di Stasera Italia su Rete 4
Barbara Palombelli (Imagoeconomica).

Delude anche Stasera Italia weekend di Minzolini e Leccese

Mal comune mezzo gaudio, verrebbe da dire guardando i dati di Stasera Italia weekend. A condurre ci doveva essere in solitaria Augusto Minzolini, frettolosamente commissariato da Mediaset dopo solo due puntate con l’affiancamento di Safiria Leccese. Decisione che l’ex direttore de il Giornale avrebbe preso malissimo secondo quanto riportato dal alcune testate. E che, comunque, per ora non è stata premiata dall’Auditel. Perché se nella scorsa stagione Controcorrente di Veronica Gentili aveva portato a casa una media del 5,23 per cento pari a 786 mila telespettatori, Stasera Italia weekend è spesso più vicina al 4 che al 5 per cento (con picchi in negativo anche del 3).

Con Nicola Porro calano gli ascolti di Stasera Italia su Rete 4
Augusto Minzolini (Imagoeconomica).

Nemmeno Gramellini e Bortone decollano la domenica

Domenica 22 ottobre nella prima parte si è fermata al 4,4 per cento per poi scendere al 4 con 799 mila persone in ascolto. Certo non hanno brillato nemmeno Rai3 con Che sarà di Serena Bortone (3,2 per cento e 618 mila teste collegate) e La7 In altre parole domenica di Massimo Gramellini (3,6 per cento e 720 mila spettatori). Meglio dei talk show ha fatto Italia1 con il solito NCIS che ha incollato davanti al video 1 milione 116 mila persone (5,6 per cento). A dominare, come sempre, Rai1 con Affari tuoi (4 milioni 358 mila spettatori pari al 21,9 per cento) ben distante da Canale5 e Paperissima Sprint fermi al 13,2 e a 2 milioni 635 mila persone davanti alla tivù. Fanalini di coda Formula 1 Sprint – GP Stati Uniti su Tv8 (3,1 per cento) e Il Castello delle cerimonie di Real Time (2,2 per cento). Tutto questo succedeva mentre su Nove Fabio Fazio regalava un nuovo record al canale di Warner Bros Discovery Italia.

La volta buona con Caterina Balivo: ospiti e anticipazioni del 25 ottobre 2023

Terzo appuntamento settimanale con La volta buona, la trasmissione di Rai 1 in onda dalle 14.00 alle 16.00 su Rai 1 condotta da Caterina Balivo. Mercoledì 25 ottobre 2023 a raccontare la propria volta buona e non solo ci sono Matteo Bocelli e Massimiliano Ossini. Non mancherà spazio per giocare con il pubblico da casa, ascoltare le storie della gente comune e parlare dell’attualità.

Chi è Matteo Bocelli

Cantante, modello e figlio d’arte, Matteo è il secondogenito di Andrea Bocelli, nato dal primo matrimonio con Enrica Cenzatti. Il cantante ha studiato al Conservatorio Luigi Boccherini di Lucca diventando polistrumentista e ha poi debuttato cantando in America Celebrity Fight Night nel 2016 e al David Foster and Friends nel 2017, a Washington. All’età di 21 anni ha firmato il suo primo contratto discografico, realizzando il singolo Fall On Me, seguito da altri due singoli, Solo e Close. Nel 2022 insieme al padre e alla sorellina di 10 anni Virginia ha inciso un album natalizio A Family Christmas e iniziato un tour mondiale per promuoverlo. Come modello è noto per la sua campagna di Guess con Jennifer Lopez.

Gli ospiti de La volta buona, oggi 25 ottobre sono Matteo Bocelli e Massimiliano Ossini
Matteo Bocelli e Massimiliano Ossini.

Chi è Massimiliano Ossini

Conduttore televisivo, scrittore ed ex modello, Ossini si è laureato in Scienze della comunicazione a Milano iniziando a lavorare nel mondo della pubblicità. Nel 2000 ha esordito come attore a teatro in Cyrano de Bergerac e la sua popolarità è arrivata facendo il conduttore su Disney Channel, conducendo poi dal 2003 al 2006 il Disney Club su Rai 2. Nella stagione 2006-2007 ogni domenica mattina, insieme a Gianfranco Vissani, ha presentato Linea verde, programma condotto anche l’anno seguente insieme a Veronica Maya. Ha poi presentato nel 2013 E se domani su Rai 3 e nello stesso anno Uno Mattina Verde. L’anno seguente, nel 2014, ha condotto su Rai 1 Linea bianca. Accanto a Manila Nazzaro e Adriana Volpe nella stagione 2016-2017 ha presentato Mezzogiorno in famiglia e nel 2018 ha affiancato la giornalista Valentina Bisti in Unomattina estate, fino al 2022. Ossini è sposato con l’imprenditrice Laura Gabrielli e la coppia ha tre figli: Carlotta, Melissa e Giovanni.

Belve, anticipazioni e ospiti del 24 ottobre: in studio Melissa Satta e Alba Parietti

Torna anche martedì 24 ottobre 2023 l’appuntamento con una nuova puntata di Belve, la trasmissione di pungenti interviste condotta come sempre da Francesca Fagnani. La padrona di casa avrà al suo fianco ancora una volta tre personaggi del mondo dello spettacolo italiano accomunati da un lato più o meno selvaggio. Sarà questa la serata conclusiva di una terza stagione di grande successo e sarà, per l’occasione, tutta al femminile.

Belve, le anticipazioni del 24 ottobre: ospiti Melissa Satta, Alba Parietti e Isabella Ferrari

Qualche piccolo teaser la trasmissione l’ha già rilasciato, con la pubblicazione online di brevi estratti delle chiacchierate con Melissa Satta e Alba Parietti in modo particolare. Con l’ex velina, tra le altre cose, Francesca Fagnani parlerà di amore (da mesi Satta è fidanzata con il noto tennista Matteo Berrettini) ma anche dei rapporti non esattamente idilliaci con la giornalista Paola Ferrari, che la diretta interessata ha definito senza troppi giri di parole una «rosicona». Con la conduttrice e opinionista piemontese invece Fagnani discuterà di chirurgia estetica (un tema a lei sempre molto caro) e dell’esperienza cinematografica de Il Macellaio, pellicola dal sapore erotico diventata a suo modo un cult e della quale Alba Parietti non si pente in alcun modo. Qui una piccola anticipazione di ciò che andrà in onda.

Nulla è dato sapere, almeno per il momento, sui toni della discussione con Isabella Ferrari, il celebre volto di Sapore di Mare e di Distretto di Polizia.

In studio anche Vincenzo De Lucia  e le Eterobasiche

Non mancheranno, come sempre, le incursioni irriverenti delle Eterobasiche, la coppia di influencer romane Valeria De Angelis e Maria Chiara Cicolani che da tempo sui social si burlano degli aspetti più tossici della mascolinità capitolina. Presente inoltre anche stavolta il comico Vincenzo De Lucia, che in questa cornice interpreta il ruolo di una simpatica cartomante.

La volta buona con Caterina Balivo: ospiti e anticipazioni del 24 ottobre 2023

Oggi 24 ottobre 2023 va in onda su Rai 1 la seconda puntata settimanale del programma La volta buona, condotto da Caterina Balivo. Per l’occasione saranno presenti in studio come ospiti la regista e sceneggiatrice Michela Andreozzi e l’attrice Milena Vukotic. Non mancherà l’appuntamento anche con i giochi per il pubblico da casa, così come l’ascolto delle storie della gente comune e anche lo spazio per l’attualità.

Chi è Michela Andreozzi

Attrice, comica, sceneggiatrice e regista, Andreozzi ha esordito in televisione nel 1996 con la collega Francesca Zanni con il duo comico Gretel & Gretel in trasmissioni come Zelig e Quelli che il calcio e… L’attrice aveva già cominciato a lavorare con Gianni Boncompagni nella redazione di Domenica In e Non è la Rai e nel 2000 ha condotto il programma Bigodini su Italia 1. Dopo aver lasciato il duo con la collega Zanni, ha iniziato a lavorare da sola partecipando al programma Colorado. Dopo aver recitato in serie tv e fiction come Distretto di Polizia (2009-2012), I Cesaroni 5 (2012) e Romolo + Giuly: La guerra mondiale italiana (2018-2019), ha diretto alcuni film come Nove lune e mezza (2017) e nel 2021 ha co-diretto con Bindu De Stoppani la serie Netflix Guida astrologica per cuori infranti. Nel 2013 si è fidanzata con il collega Massimiliano Vado, con cui il 21 maggio del 2015 si è unita civilmente. La coppia non ha figli.

Milena Vukotic e Michela Andreozzi, sono le ospiti della puntata del 24 ottobre 2023 de La volta buona, condotto da Caterina Balivo
Milena Vukotic e Michela Andreozzi.

Chi è Milena Vukotic

Attrice nota per aver ricoperto il ruolo della moglie di Fantozzi, Pina, nei film della serie, ha debuttato al cinema nel film Sicario di Damiano Damiani (1960). Negli Anni 60 ha recitato in film come Il giovedì (1963) di Dino Risi, Giulietta degli spiriti, di Federico Fellini (1965), i primi due capitoli (1975 e 1982, entrambi di Mario Monicelli) della trilogia di Amici miei, L’arcidiavolo (1966) e La terrazza (1980) di Ettore Scola, solo per citarne alcuni. Recentemente Vukotic ha preso parte a produzioni come Saturno contro, regia di Ferzan Özpetek (2007), Un giorno perfetto, regia di Ferzan Özpetek (2008), La sedia della felicità, regia di Carlo Mazzacurati (2014), Natale da chef, regia di Neri Parenti (2017) e Dante, regia di Pupi Avati (2022). L’attrice nel 2003 ha sposato Alfredo Baldi, autore e critico cinematografico.

PresaDiretta, stasera su Rai 3 l’economia della guerra

Stasera 23 ottobre 2023 alle 21.20 andrà in onda sul canale Rai 3 una nuova puntata di PresaDiretta. Durante il programma verrà intervistato Federico Fubini, vicedirettore del Corriere della Sera ed esperto di economia. Alla guida della trasmissione, come sempre, il conduttore Riccardo lacona, occupato ad analizzare l’attuale situazione politica ed economica nei contesti di guerra. Quali sono gli effetti del conflitto in Ucraina sull’economia del paese? Come sta reagendo la Russia alle sanzioni occidentali? E qual è il nuovo ordine mondiale che si sta delineando? La puntata sarà disponibile anche in streaming sulla piattaforma online RaiPlay.

PresaDiretta, le anticipazioni della puntata di stasera 23 ottobre 2023

La trasmissione vedrà i suoi inviati fare ritorno in Ucraina per indagare gli effetti, sulla situazione economica del paese, di un conflitto che sta minacciando il suo sistema produttivo, le industrie e la popolazione civile. In seguito l’attenzione si sposterà sulla Russia, dove gli inviati spiegheranno come il paese stia facendo fronte alle sanzioni imposte dall’Occidente. Quindi ci si sposterà in Sudafrica dove si è tenuto il Summit dei BRICS, un incontro tra Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, durante il quale sono state prese decisioni di portata globale, tra cui la prospettiva della fine dell’egemonia del dollaro e la possibilità di un nuovo ordine economico. Infine, uno sguardo ravvicinato alla situazione in Israele per raccogliere le opinioni degli israeliani sulle politiche di sicurezza dei Governi guidati da Netanyahu.

PresaDiretta puntata 23 ottobre: l’Economia della guerra. Conflitto in Ucraina, sanzioni per la Russia, attacco di Hamas con Riccardo Iacona
Riccardo Iacona presenta PresaDiretta (X).

PresaDiretta, gli ospiti della puntata di stasera 23 ottobre 2023 su Rai 3

Nel corso della puntata Riccardo Iacona ospiterà nel suo studio Federico Fubini, vicedirettore del Corriere della Sera ed esperto di economia e finanza, per valutare le conseguenze economiche dei presenti conflitti. Gli autori dei servizi che verranno mandati in onda sono Chiara Avesani, Francesca Nava, Antonella Bottini, Andrea Vignali, Raffaele Marco Della Monica, Alessandro Marcelli, Matteo Delbò, e Massimiliano Torchia.

La volta buona con Caterina Balivo: ospiti e anticipazioni del 20 ottobre 2023

Ultimo appuntamento settimanale, venerdì 20 ottobre 2023, con La volta buona, il programma condotto da Caterina Balivo dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 16.00 su Rai 1. Gli ospiti di oggi sono Luisella Costamagna e Rosanna Banfi insieme al marito Fabio Leoni. Durante la trasmissione si susseguiranno anche momenti di divertimento e il racconto di storie di gente comune, così come l’attualità.

Chi è Luisella Costamagna

Giornalista, autrice e conduttrice televisiva, Costamagna ha esordito in una piccola televisione locale piemontese, Teletime, per cui ha condotto Tg Time. Nel 1996 ha iniziato la sua collaborazione con Michele Santoro per la trasmissione Moby Dick, su Italia 1, poi tra il 1999 e il 2000 ha lavorato anche all’edizione serale di Studio Aperto. Nel 2001 è tornata a lavorare con Santoro alla Rai con i programmi Il raggio verde e Sciuscià. Dopo qualche anno di collaborazione con Maurizio Costanzo per il Maurizio Costanzo Show, nel 2008 ha cominciato a condurre Ominbus su La7 e nel 2010 In onda con Luca Telese. Dal 2020 al 2022 ha condotto il programma su Rai 3 Agorà e nel 2022 ha partecipato e vinto come concorrente a Ballando con le stelle. Costamagna ha un compagno, lo scrittore Dario Buzzolan, con cui ha avuto un figlio, Davide.

Gli ospiti de La volta buona di oggi 20 ottobre 2023 sono Luisella Costamagna, Rosanna Banfi e il marito Fabio Leoni
Luisella Costamagna, Rosanna Banfi e il marito Fabio Leoni.

Chi è Rosanna Banfi

Attrice e figlia d’arte, Rosanna ha iniziato fin da subito a recitare accanto al padre Lino Banfi in famose fiction tv come Il vigile urbano (1989), Un medico in famiglia (1998-2009, 2013-2016), Angelo il custode (2001), Raccontami una storia (2004) e Il padre delle spose (2006). Da giovane ha anche recitato sul grande schermo in film come Grandi magazzini, regia di Castellano e Pipolo (1986), Saint Tropez – Saint Tropez, regia di Castellano e Pipolo (1992) e recentemente in Ameluk, regia di Mimmo Mancini (2015). Dal 1992 è sposata con l’attore Fabio Leoni e la coppia ha due figli, Pietro e Virginia.

La volta buona con Caterina Balivo: ospiti e anticipazioni del 19 ottobre 2023

Penultimo appuntamento settimanale con la trasmissione di Rai 1 La volta buona, in onda dalle 14.00 alle 16.00 e condotta da Caterina Balivo. Gli ospiti di giovedì 19 ottobre sono Simone Annicchiarico e Anna Foglietta. Durante il programma non mancheranno giochi, intrattenimento, ma anche storie di vita comune.

Chi è Simone Annicchiarico

Figlio d’arte (i genitori sono Walter Chiari e Alida Chelli), ha debuttato in televisione nel 1995 nel programma per bambini Arriba!!! Arriba!!! facendo da spalla alla conduttrice Heather Parisi. Ha poi esordito come conduttore su La7 con il programma La valigia dei sogni, fino al 2013. Nel 2009 ha presentato la prima puntata di Italia’s Got Talent, continuando fino al 2013. Essendo una persona molto riservata, non è dato sapere se è attualmente sia fidanzato o single, ma in passato gli erano stati attribuiti flirt con le colleghe Belen Rodriguez e Alessia Marcuzzi.

La volta buona con Caterina Balivo, ospiti 19 ottobre 2023: Anna Foglietta e Simone Annicchiarico
Simone Annicchiarico e Anna Foglietta

Chi è Anna Foglietta

Famosa attrice, ha esordito in televisione recitando nella serie tv La squadra (2005-2007), mentre dal 2008 è entrata nel cast di Distretto di polizia. Ha esordito al cinema con La donna del mister, episodio di 4-4-2 – Il gioco più bello del mondo, regia di Claudio Cupellini (2006), seguito da Solo un padre di Luca Lucini. Ha ottenuto una candidatura al David di Donatello e al Nastro d’Argento per il film Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno e una seconda candidatura ai David per il suo ruolo nel film Noi e la Giulia di Edoardo Leo. Nel settembre 2020 è stata la madrina della 77esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Èsposata con il consulente finanziario Paolo Sopranzetti da cui ha avuto tre figli: Lorenzo (2011), Nora (2013) e Giulio (2014).

Chi l’ha visto?, stasera su Rai 3 i casi di Alessandra Ollari e Pierina Paganelli

Stasera 18 ottobre 2023 verrà trasmessa su Rai 3 alle ore 21.20 una nuova puntata del programma Chi l’ha Visto?. A presentare questo episodio ci sarà come di consueto Federica Sciarelli, che analizzerà diversi casi di attualità con particolare rilievo alle vicende di Alessandra Ollari e di Pierina Paganelli. Come sempre, per chi non dovesse riuscire a seguire il programma in diretta, la puntata sarà poi disponibile anche in streaming e on demand sulla piattaforma Rai Play.

Chi l’ha visto?, le anticipazioni della puntata di stasera 18 ottobre 2023 su Rai 3

Uno dei casi trattati nella puntata odierna sarà quello di Alessandra Ollari, già approfondito in diverse occasioni in passato nella cornice del programma. La donna (uscita a fare la spesa e mai più tornata) è scomparsa da Parma da ormai diverse settimane e al momento gli investigatori stanno indagando per omicidio. Tra le poche informazioni a riguardo a disposizione degli inquirenti e della stessa trasmissione Rai c’è una lunga intervista al compagno della donna, Ermete. Lo stesso che il 30 giugno 2023 aveva presentato per primo la denuncia di scomparsa ai carabinieri. Per l’occasione verranno presentate nuove testimonianze e documenti inediti.

Il programma di Rai 3 seguirà poi il caso di Pierina Paganelli, uccisa nel garage del suo palazzo. Le forze dell’ordine stanno tuttora indagando, poiché il suo assassino ancora ancora non è stato trovato. Tutto questo mentre si sta cercando di chiarire se il delitto possa essere collegato o meno all’incidente avvenuto al figlio Giuliano, avvenuto appena cinque mesi prima. Ci sarà poi un blocco sul sequestro di Salvatore Legari: nessuno infatti sa che fine abbia fatto l’imprenditore emiliano e dove possa essere stato portato. Infine, come sempre, ampio spazio agli appelli, alle richieste di aiuto e alle segnalazioni di persone in difficoltà da parte dei suoi telespettatori da casa.

Neanche le sparate di Corona risollevano Avanti Popolo di Nunzia De Girolamo

«Martedì andrò da Nunzia De Girolamo a fare il 15 per cento di share», aveva annunciato con la proverbiale umiltà che lo contraddistingue Fabrizio Corona. Sarebbe stato un mezzo miracolo per la trasmissione Avanti Popolo di Rai3 che al suo debutto, il 10 ottobre 2023, ha portato a casa un misero 3,6 appassionando 574 mila persone. Miracolo che, se fosse avvenuto, ci avrebbe fatto scrivere più del 10,5 per cento conquistato da Fabio Fazio al suo esordio sul Nove. Peccato non sia andata così, con buona pace dell’ex re dei paparazzi diventato, insieme alle sue rivelazioni (o presunte tali) sul calcioscommesse, ormai la ricetta disperata per la Rai meloniana in crisi di ascolti. A cui sta facendo affidamento soprattutto Nunzia De Girolamo, chiamata dalla tivù di Stato all’ingrato compito di sostituire Bianca Berlinguer e il suo #Cartabianca, traslocati su Rete4.

Fanno meglio DiMartedì, Berlinguer, Belve

L’ex padrona di casa del martedì sera di Rai3 è stata tra i tanti competitor che hanno fatto meglio di Avanti Popolo andato in onda la sera del 17 ottobre, che ha fatto peggio di tutti i principali canali generalisti, escludendo solo Tv8 e Nove. La proposta del terzo canale ha infatti interessato 742 mila spettatori (4,3 per cento). C’è stato solo breve picco che ha portato la trasmissione intorno al 10 per cento, ma è stato un fuoco di paglia rispetto al dato finale e complessivo. Tanto è bastato a Corona per prendersi i meriti e sottolineare il risultato di quella singola ora, con tanto di emoticon col dito davanti alla bocca, per zittire i critici.

Neanche le sparate di Corona risollevano Avanti Popolo di Nunzia De Girolamo
I dati pubblicati da Corona sul breve picco di ascolti.

Intanto però È sempre Cartabianca ha raggiunto 824 mila persone, pari al 5,7 per cento di share. Un po’ meglio è andata a La7 con DiMartedì che ha tenuto davanti alla tivù 1 milione 114 mila teste, al 6,4 per cento. A vincere la serata, come previsto, Rai1 e la partita di qualificazione per Euro 2024 Inghilterra-Italia (8 milioni 368 mila telespettatori, pari al 37,9 per cento). Canale 5 si è fermata al 10,6 con l’ennesima replica del film Ghost – Fantasma. Su Rai2 Belve di Francesca Fagnani con ospiti Antonio Conte, Eva Riccobono e (la viralissima) Ivana Spagna hanno dominato nella bolla di X, un po’ meno nella classifica Auditel (1 milione 36 mila teste collegate e il 6,1 per cento). Qualche persona in meno, ma uno share maggiore per Le Iene di Italia 1 che ha intrattenuto 1 milione 3 mila spettatori, pari al 7,2 per cento. Chiudono Tv8 con Pechino Express – La Via delle Indie (3,3 per cento) e Nove con L’amore bugiardo – Gone (1,6 per cento).

Corona: «Zaniolo crede di essere superiore alla legge»

Insomma, le verità di Corona sullo scandalo del calcioscommesse non vale nemmeno un incremento dell’uno per cento di share. D’altronde, come spesso succede, l’ex re dei paparazzi non ha mantenuto le promesse fatte al pubblico: «Faremo altri nomi». Nomi che però non sono arrivati (chissà che della scomparsa non se occupino Federica Sciarelli e Chi l’ha visto?, tanto la rete è la stessa!). Avanti Popolo ha quindi dato l’occasione a Corona di nutrire il caso mediatico che ha creato intorno all’inchiesta della procura di Torino. Inchiesta che ha travolto la Nazionale e la Serie A e che coinvolge calciatori come Nicolò Fagioli, Nicolò Zaniolo e Sandro Tonali.

Neanche le sparate di Corona risollevano Avanti Popolo di Nunzia De Girolamo
Lo sfogo di Corona contro De Girolamo.

«Il procuratore di Fagioli sapeva ma non gli interessava, perché è solo una questione di soldi. Il procuratore di Zaniolo ha dato dei soldi per recuperare i debiti», ha detto spiegato l’ex marito di Nina Moric. Per poi aggiungere: «Si vede che Zaniolo non è come gli altri, perché crede di essere superiore alla legge, di essere intoccabile. Non ha l’onestà intellettuale di ammettere di aver sbagliato. Fagioli e Tonali sono cosa ben diversa». E sul giallorosso Nicola Zalewski: «Ho le prove anche su di lui, è legato a un certo tipo di ambienti. È il migliore amico di El Shaarawy, Zaniolo e di quel gruppo lì. E scommette sempre, sempre».

La Rai avrebbe pagato Corona più di 30 mila euro

«Per le ospitate la Rai mi ha pagato più di 30 mila euro. È giusto che mi paghi per fare informazione», aveva dichiarato Corona a La Zanzara. E il termine «ospitate» non è scelto a caso, perché nel giro di una manciata di settimane l’abbiamo visto prima a Belve e poi a Domenica In. Non per parlare del caso scommesse, ma della sua vita privata. Senza contare il rumor secondo il quale potrebbe essere uno dei prossimi ballerini per una notte di Ballando con le stelle. Anche se il pericolo pare scampato, secondo quanto dichiarato da Selvaggia Lucarelli: «La notizia uscita su Oggi che strombazza la partecipazione di gentaglia allo show di Milly Carlucci mi risulta essere totalmente falsa. Soliti giochini di giornalisti e agenti che fanno uscire notizie false», ha scritto nelle sue storie Instagram.

Le accuse alla Rai e a De Girolamo di censura

Meglio così per l’ufficio legale della Rai che deve aver passato ore di inferno prima della messa in onda di Avanti Popolo. Che il 18 ottobre Corona ha accusato di censura: «Sono stato censurato! Non me lo aspettavo! Mi dispiace per tutti voi, purtroppo non ho potuto, come mi avevano garantito, dire quello che volevo», ha spiegato su Instagram. «A un certo punto la conduttrice ha lanciato un audio che poi non è stato nemmeno mandato in onda. Vi rendete conto? C’era la voce di Zaniolo e di tre giocatori di Serie A che parlavano di scommesse e di tantissimi soldi. Hanno preso per il culo voi e hanno preso per il culo me. La tivù oggi bisogna farsela da soli», ha quindi aggiunto. Per concludere: «Ho sbagliato a venire in questo programma e a promuovere qui un’inchiesta così importante e complessa che è stata censurata. Io me ne faccio una ragione e domani mi passerà, ma per voi è una vergogna. Mi dispiace tanto. Ancora dopo tanti anni non imparo la lezione».

I timori dei legali di Viale Mazzini sulle eventuali rivelazioni

Il Fatto Quotidiano ha riportato una certa preoccupazione a Viale Mazzini per il rischio che «con le sue dichiarazioni l’ex re dei paparazzi possa commettere reati e coinvolgere la tivù pubblica nell’ennesimo polverone. Non è chiaro, per esempio, se la possibile rivelazione in diretta di altri calciatori sotto inchiesta a Torino possa configurare un’eventuale violazione del segreto o un intralcio alla giustizia». Un po’ come quando Corona ha svelato il coinvolgimento nello scandalo di Zaniolo e Tonali e, come ha scritto il giornale di Peter Gomez, «gli investigatori si sono dovuti fiondare a Coverciano, nel ritiro della Nazionale italiana, per sequestrare i supporti informatici» dei due atleti. Panico alle stelle, tanto che «qualcuno avrebbe consigliato di registrare l’intervista per poter intervenire con opportuni tagli in post-produzione o di affiancare alla neo conduttrice, considerata ancora troppo inesperta, giornalisti capaci di assicurare un contraddittorio».

Nunzia De Girolamo non ha abbastanza esperienza?

Viene da chiedersi come mai alla Rai meloniana sia venuta l’idea di affidare uno spazio di informazione così importante a una figura che non ha maturato ancora abbastanza esperienza per occuparlo. Di fatto l’ex ministra e deputata di Popolo della libertà e Forza Italia ha alle spalle solo due conduzioni (e tante apparizioni come opinionista): prima Ciao Maschio, programma di interviste nella notte tra il sabato e la domenica di Rai1 che ha sempre galleggiato su una media di telespettatori che nelle sue tre edizioni si è mossa tra le 650 e le 700 mila teste collegate, per uno share passato dal 7,7 al 14,34. Nel 2023 poi la promozione: la guida di Estate in diretta in tandem con Gianluca Semprini. Che tra luglio e agosto ha fatto il suo (senza grande concorrenza) viaggiando tra il 18 e il 20 per cento. Qualche difficoltà c’è stata a settembre durante la settimana di scontro con Pomeriggio Cinque di Myrta Merlino: quattro sconfitte e una vittoria sul finale.

La volta buona con Caterina Balivo: ospiti e anticipazioni del 18 ottobre 2023

Terzo appuntamento settimanale, mercoledì 18 ottobre 2023, per la trasmissione di Rai 1 La volta buona condotta da Caterina Balivo. Gli ospiti che oggi hanno modo di raccontare le loro storie e la loro volta buona sono Maria Teresa Ruta, Rossella Erra, Massimiliano Rosolino e Natalia Titova. Durante la puntata verrà dedicato spazio anche a giochi, divertimento e tante storie di gente comune.

Chi è Maria Teresa Ruta

Famosa conduttrice televisiva, giornalista e scrittrice, Maria Teresa Ruta ha mossi i suoi primi passi partendo e vincendo le selezioni di Miss Muretto nel 1976. Due anni dopo ha iniziato a lavorare a teatro, facendo in contemporanea anche la fotomodella, arrivando poi in televisione e facendo la soubrette in diversi varietà come Signorine grandi firme. Il successo è arrivato nel 1984 quando ha iniziato a condurre Caccia al 13, che le è valso un Telegatto. Dal 1986 al 1991 ha poi affiancato Sandro Ciotti nel programma Domenica sportiva ritornando a lavorare nel 2003 in un’altra trasmissione sportiva come Quelli che… il calcio. Proprio in ambito sportivo ha conosciuto il suo futuro marito, ora ex, Amedeo Goria, padre dei suoi figli Guendalina detta Guenda e  Gianamedeo. Da gennaio 2006 è legata al produttore discografico Roberto Zappulla.

Maria Teresa Ruta e Rossella Erra sono due delle ospiti di La volta buona il 18 ottobre 2023
Maria Teresa Ruta e Rossella Erra.

Chi è Rossella Erra

É nota per essere un’opinionista tv. Per 25 anni ha fatto la commercialista e, chiusa l’azienda di cui era proprietaria insieme a un socio, si è reinventata in televisione. Ha trovato sui social un annuncio per partecipare alla trasmissione Vieni da me condotta da Caterina Balivo e, una volta passati i provini, è diventata ambasciatrice del pubblico, chiamata poi signora Rossella. Ha ricoperto lo stesso ruolo anche ai programmi di Milly Carlucci Ballando con le stelle e Il cantante mascherato, intervistando i concorrenti e raccontando quanto accade dietro il backstage. Nel 2021 è stata chiamata da Bianca Guaccero per partecipare a Detto fatto. L’opinionista è sposata con Attilio Russo, un ufficiale delle Forze armate, e ha una figlia, Beatrice.

Chi è Massimiliano Rosolino

È un ex nuotatore e campione olimpico a Sydney nel 2000 e mondiale a Fukuoka nel 2001 nei 200 metri misti. Tra il 1995 e il 2008 è stato 14 volte campione europeo e ha vinto 60 volte una medaglia tra Giochi olimpici, campionati mondiali ed europei. Ha gareggiato fino al 2009 in manifestazioni minori e ora allena altri giovani nuotatori. Nel 2006 ha partecipato alla trasmissione Ballando con le stelle, dove ha conosciuto l’attuale compagna, Natalia Titova, con cui ha avuto due figlie, Sofia Nicole e Vittoria Sidney.

Natalia Titova e Massimiliano Rosolino sono due degli ospiti di La volta buona il 18 ottobre 2023
Natalia Titova e Massimiliano Rosolino

Chi è Natalia Titova

Nota ballerina russa di danze latino americane, Titova è arrivata in Italia nel 1998. La popolarità è arrivata quando nel 2005 ha iniziato a partecipare al programma Ballando con le stelle, in cui è rimasta come maestra di ballo fino al 2014. Lasciata la trasmissione, dal 2015 al 2020 è stata insegnante di danza nel programma Amici di Maria De Filippi e nel 2019 ha fondato la Natalia Titova Academy. Nel 2006, mentre partecipava a Ballando con le stelle, ha conosciuto l’attuale compagno, Massimiliano Rosolino, con cui ha avuto le figlie Sofia Nicole e Vittoria Sidney.

Charlie’s angels stasera su Rai 2: trama, cast e curiosità

Stasera 16 ottobre 2023 andrà in onda il film Charlie’s Angels sul canale Rai 2 alle ore 21.20. La regista è Elizabeth Banks che ha collaborato anche alla sceneggiatura in collaborazione con David Auburn e Jay Basu. Nel cast ci sono la stessa Elizabeth Banks, Kristen Stewart, Ella Balinska, Naomi Scott e Sam Claflin.

Charlie's Angels è il film che andrà in onda questa sera su Rai 2, ecco trama, cast e curiosità di questa pellicola.
Una scena del film (X).

Charlie’s Angels, trama e cast del film stasera 16 ottobre 2023 su Rai 2

La trama racconta la storia delle Charlie’s Angels, un gruppo di donne chiamate semplicemente Angeli, agenti segreti che operano per la società Townsend. Il capo degli angeli è la bionda e letale Bosley (Elizabeth Banks) che ha il ruolo di trovare delle nuove reclute che possano diventare Angeli e poter portare a termine delle missioni pericolose ma vitali per la sicurezza del mondo. Un giorno, un ingegnere informatico di nome Elena Houghlin (Naomi Scott), si rivolge all’agenzia perché rivela l’esistenza di una tecnologia informatica che ha il potere di distruggere intere nazioni se finisse nelle mani sbagliate.

A quel punto, Bosley decide di affidare il compito alla stessa Elena, prima addestrata a dovere per poter lavorare sul campo e ad altre due agenti scelte accuratamente. In particolare, la scelta ricade sulla maga dei travestimenti Sabina (Kristen Stewart) e sull’ex agente dell’MI6 Jane (Ella Balinska). L’obiettivo è quello di recuperare una valigetta che contiene la tecnologia pericolosa ma gli ostacoli sono dietro l’angolo e un passo falso potrebbe avere conseguenze disastrose.

Charlie’s Angels, 5 curiosità del film stasera 16 ottobre 2023 su Rai 2

Charlie’s Angels, un netto cambio rispetto al passato

Non è il primo film dedicato alle Charlie’s Angels. Nel 2000 era già stato realizzato un lungometraggio omonimo ma in quel caso le protagoniste utilizzavano solo armi corpo a corpo o arti marziali, come fortemente voluto dalla produttrice esecutiva e protagonista Drew Barrymore. In questo film invece, le protagoniste fanno un largo uso di pistole ed esplosivi, rendendo il film più spettacolare.

Charlie’s Angels, una canzone per dare forza al cast

Il cast al femminile aveva un inno speciale per incitarsi prima delle riprese. Si tratta della canzone Bad Girls eseguita dalla cantante Donna Summers: tale canzone è presente anche nella scena del party tra ragazze.

Charlie’s Angels, le tante attrici che hanno rifiutato di prendere parte al progetto

Ci sono molte attrici che hanno rifiutato di entrare nel cast di questa produzione. Nel dettaglio, le attrici che hanno rifiutato un ruolo sono Lupita Nyong’o, Margot Robbie, Emma Stone e Jennifer Lawrence.

Charlie’s Angels, un’attrice ha svolto gran parte delle sue scene d’azione

L’attrice Ella Balinska ha realizzato le scene d’azione per la maggior parte da sola. Questo significa che l’attrice non si è affidata a stuntmen o controfigure per molte scene.

Charlie's Angels è il film che andrà in onda questa sera su Rai 2, ecco trama, cast e curiosità di questa pellicola.
Le tre protagoniste in una scena (X).

Charlie’s Angels, gli incassi non esaltanti al botteghino

Nonostante il cast famoso, la pellicola non ha avuto un grande successo al botteghino. Il budget per la realizzazione della pellicola è stato di circa 55 milioni di dollari mentre secondo il portale Box Office Mojo i risultati sono stati di circa 73 milioni di dollari.

The Foreigner stasera su Italia 1: trama, cast e curiosità

Stasera 16 ottobre 2023 andrà in onda sul canale Italia 1 il film The Foreigner alle ore 21.20. Il regista è Martin Campbell mentre la sceneggiatura è stata scritta da David Marconi. Nel cast ci sono Pierce Brosnan, Jackie Chan, Charlie Murphy e Katie Leung.

The Foreigner è il film che andrà in onda questa sera su Italia 1, ecco trama, cast e curiosità su questa pellicola.
La locandina della pellicola (X).

The Foreigner, trama e cast del film stasera 16 ottobre 2023 su Italia 1

La trama racconta la storia di Quan Ngoc Minh (Jackie Chan) un uomo tranquillo e quieto che vive a Londra e che in passato ha servito nelle forze speciali durante la guerra del Vietnam. Dopo essere fuggito dal Vietnam e aver perso la moglie e due figlie durante la fuga, ora cerca solo di dimenticare il passato lavorando in un ristorante cinese e facendo crescere senza problemi la figlia adolescente Fan (Katie Leung). Tuttavia, neanche a Londra l’uomo trova pace: un giorno la figlia Fan muore a causa di un attentato terroristico portato avanti da un’organizzazione chiamata come Nuova IRA.

Quan decide quindi di rivolgersi a Scotland Yard per avere maggiori info su chi abbia ucciso sua figlia ma gli agenti dimostrano un atteggiamento omertoso e superficiale. Decide quindi di indagare da solo e riesce a scoprire dopo poco tempo che dietro l’organizzazione terroristica si nasconde addirittura il vice primo ministro dell’Irlanda del Nord, Liam Hennessey (Pierce Brosnan). Anche se il vice primo ministro nega il suo coinvolgimento, Quan non si tirerà indietro e a poco a poco farà luce su un giro di mercenari inquietante e pericoloso.

The Foreigner, 5 curiosità del film stasera 16 ottobre 2023 su Italia 1

The Foreigner, il panico creato a Londra

Nel 2016 durante le riprese del film vennero fatte alcune telefonate alla polizia per segnalare un probabile attacco terroristico in centro a Londra. Tuttavia, non era un attacco terroristico ma si trattava di un’esplosione effettuata dagli stuntmen del film per realizzare una scena.

The Foreigner, Jackie Chan canta la canzone dei titoli di coda

L’attore Jackie Chan oltre a interpretare il protagonista della pellicola si è occupato anche di cantare la canzone che si sente nei titoli di coda e si intitola A Common Man.

The Foreigner è il film che andrà in onda questa sera su Italia 1, ecco trama, cast e curiosità su questa pellicola.
Jackie Chan in una scena (X).

The Foreigner, regista e attore protagonista si riuniscono dopo anni

Il regista Martin Campbell e l’attore protagonista Pierce Brosnan si riuniscono sul set dopo anni. Infatti, i due avevano collaborato al film della serie James Bond, Goldeneye, del 1995.

The Foreigner, il primo film del regista dopo un flop clamoroso

Questo rappresenta il primo film del regista Martin Campbell dopo il flop clamoroso di Lanterna Verde, film del 2011 con Ryan Reynolds. Questa pellicola è stata un successo al botteghino invece visto che ha incassato in tutto il mondo circa 145 milioni di dollari a fronte di un budget di 35 milioni di dollari.

The Foreigner, la pellicola non ha un soggetto originale

Il soggetto del film non è originale. Infatti, la pellicola è tratta dal romanzo del 1992 scritto dall’autore britannico Stephen Leather e intitolato The Chinaman. Inoltre, nonostante il nome della pellicola sia diverso rispetto a quello del libro, in realtà il personaggio di Jackie Chan viene identificato diverse volte con il nome The Chinaman.