In Campania vaccinato il 28,5% della popolazione, 16esima in Italia. Ancora prima per contagi attivi


I dati della Fondazione Gimbe. Continuano a crescere i contagi Covid19 in Campania: nella settimana 5-11 maggio registrato un incremento dei casi totali di contagio da SARS-CoV-2 del 2,3%. La Campania è ancora prima in Italia per quanto riguarda i casi attualmente positivi per 100mila abitanti che sono 1.458. Vaccinato solo il 28,5% della popolazione, 16esima in Italia.
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La Campania ha numeri che confermano la zona gialla. Ma ancora più contagi Covid delle altre regioni


Domani il consueto monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di Sanità dovrebbe confermare la Campania in zona Gialla Covid-19: incidenza e ricoveri stanno calando. Resta tuttavia la preoccupazione per il numero di contagiati di quest'ultima settimana che resta comunque molto alto rispetto alle altre regioni italiane.
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AstraDay Caserta, in 41 ore 6.755 vaccini AstraZeneca somministrati. Molti ventenni all’open day


Ha superato le aspettative, e di molto, la partecipazione all'Astra Day di Caserta, la giornata di somministrazione dei vaccini AstraZeneca con libero accesso: 8.165 dosi somministrate, delle quali 6.755 a persone che si erano prenotate proprio per l'Astra Day. Una media di quasi 200 inoculazioni all'ora, con una media di età di 29 anni. L'Asl di Caserta sta pensando di ripetere l'iniziativa.
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AstraDay Caserta, in 41 ore 6.755 vaccini AstraZeneca somministrati. Molti ventenni all’open day


Ha superato le aspettative, e di molto, la partecipazione all'Astra Day di Caserta, la giornata di somministrazione dei vaccini AstraZeneca con libero accesso: 8.165 dosi somministrate, delle quali 6.755 a persone che si erano prenotate proprio per l'Astra Day. Una media di quasi 200 inoculazioni all'ora, con una media di età di 29 anni. L'Asl di Caserta sta pensando di ripetere l'iniziativa.
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Prenotazione Vaccino Covid over 40 in Campania, anche la Regione si prepara


La Regione Campania si prepara a vaccinare contro il Covid19 anche gli over 40, dopo l'annuncio del commissario Figliuolo alle Regioni di partire lunedì 17 maggio. Fonti dell'Unità di Crisi confermano che le somministrazioni ai nati prima del 1981 potrebbero iniziare tra una decina di giorni, ma tutto dipenderà dall'arrivo dei flaconi. Sull'avvio delle vaccinazioni ai 40enni potrebbe influire la scelta di fare i richiami Pfizer e Moderna a 30 giorni, invece di 42, con la conseguenza di avere meno dosi per le prime iniezioni.
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Covid Campania, gli infermieri precari: “Eravamo eroi, ora pronti a cacciarci a fine emergenza”


Rischiano di perdere il posto gli infermieri precari dei reparti Covid degli ospedali, quando sarà finita la pandemia. “Alcuni di noi hanno perso la vita per lottare contro il Coronavirus", protestano i lavoratori, che oggi, in occasione della Giornata mondiale dell'Infermiere, hanno manifestato a Napoli, all'esterno dell'ospedale Cardarelli nella manifestazione promossa dalla Cgil.
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Vaccini AstraZeneca da Campania, a Veneto, il commissariato Covid smentisce: “Solo bilanciamenti”


Vaccini AstraZeneca dalla Campania (dove c'è un alto tasso di rifiuto tra over 60) al Veneto, per le seconde dosi alle categorie vaccinate per prime. La notizia del Corriere fa il giro del web e il commissariato di governo guidato dal generale Figliuolo smentisce: "I bilanciamenti di dosi tra diverse regioni sono effettuati, sentite le Regioni interessate, sempre ed esclusivamente in coerenza con il piano vaccinale".
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La situazione di mercoledì 12 maggio sul Coronavirus in Campania


In Campania resta alto, rispetto alla media nazionale, il numero di nuovi positivi: ieri ne sono stati registrati 1.109, in tutta Italia erano stati 6.946; la regione resta la prima italiana per numero di attualmente positivi. Nell'ultimo bollettino 29 morti (in totale 6719) e 2390 guariti (in totale 316423). Continua il trend in discesa del numero di ricoverati.
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La Campania rischia la zona arancione? Per ora no. Ma qui i contagi sono ancora tanti


Campania in zona gialla. E non rischia, al momento, di ritornare in zona arancione o in zona rossa. Ma il numero di contagi Covid-19 ci dicono una cosa che è meglio non sottovalutare: il virus viaggia ancora. Nella sola giornata di oggi oltre mille contagi su un totale nazionale di poco meno di settemila sono stati registrati in Campania.
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La storia del migrante che ogni giorno paga con una moneta l’autista del bus che lo porta al lavoro


C'è un ragazzo, un migrante africano, che ogni giorno prende due autobus per arrivare dalla provincia di Caserta a quella di Napoli e in entrambi i casi lascia all'autista una moneta da un euro. I conducenti gli hanno spiegato che non deve e che deve acquistare il biglietto. E che gli costerebbe meno fare un abbonamento. Ma lui imperterrito continua a farlo ogni giorno. Ora si è aperta la ricerca al ragazzo, per aiutarlo ad acquistare un titolo di viaggio annuale.
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Covid Campania, oggi 1.109 contagi e 29 morti: bollettino di martedì 11 maggio 2021


I dati sull'andamento della pandemia di Coronavirus in Campania riportati dal bollettino odierno dell'Unità di Crisi: sono 1.109 i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore, a fronte di 16.351 tamponi analizzati. Il numero dei nuovi decessi è purtroppo di 29, mentre sono 2.390 le persone guarite. In Campania, le persone vaccinate sono 2.196.284.
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Mafia e prodotti petroliferi infiltrazioni di camorra e ‘ndrangheta

di Pina Ferro

Ci sono anche dei salernitani tra i 71 destinatari delle misure cautelari (56 ordinanze di custodia cautelare e 15 fermi) eseguite nell’ambito dell’operazione Petrolmafie Spa scattata ieri mattina al culmine di un’attività investigativa. Le indagini sno state condotte su una duplice direttrice investigativa dalle Direzioni Distrettuali Antimafia di Napoli, Roma, Reggio Calabria e Catanzaro – con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e di Eurojust – che hanno fatto emergere la gigantesca convergenza di strutture e pianificazioni mafiose originariamente diverse nel business della illecita commercializzazione di carburanti e del riciclaggio di centinaia di milioni di euro in societa’ petrolifere intestate a soggetti insospettabili, meri prestanome. Sul fronte anti-camorra hanno operato le Dda di Napoli e Roma, a mezzo di indagini rispettivamente sul clan Moccia e sulla Max Petroli srl. Il “clan Moccia”, sottolineano gli inquirenti, costituisce una tra le piu’ potenti e pericolose organizzazioni camorristiche del panorama nazionale ed e’ notorio per l’abilita’ nello stringere patti con esponenti di rilievo dei settori pubblico e privato per agevolare profittevoli investimenti di capitali illeciti nell’economia, legale e illegale. Tra le indagini condotte dalla Dda di Napoli negli ultimi 15 anni sul Clan, quella odierna mette in luce le piu’ attuali evidenze degli interessi dei Moccia nell’Economia legale, in particolare nel “settore strategico dei petroli”. Questa attivita’ prende le mosse nel 2015 da una indagine del Gico della Guardia di Finanza di Napoli – su delega della Ddapartenopea – che riguardava inizialmente rilevanti investimenti del clan Moccia nei settori dell’edilizia e del mercato immobiliare. A conferma dell’importanza attribuita al nuovo canale “legale” di investimento, si sarebbe occupato dell’attivita’ un esponente di vertice del clan, Antonio Moccia attraverso contatti, ampiamente intercettati, con l’imprenditore di settore Alberto Coppola, coi commercialisti Claudio Abbondandolo e Maria Luisa Di Blasio e con il faccendiere Gabriele Coppeta. Coppola avrebbe utilizzato nelle proprie relazioni commerciali la sua parentela con Antonio Moccia, presentandosi all’occorrenza come suo cugino; lo stesso Moccia avrebbe qualificato Coppola pubblicamente come suo “cugino”. Attraverso una serie di operazioni societarie, il gruppo sarebbe entrato in rapporti con la Max Petroli srl – ora Made Petrol Italia, di Anna Bettozzi, che aveva ereditato l’impero di Sergio Di Cesare, noto petroliere romano. Bettozzi, trovandosi a gestire una societa’ in grave crisi finanziaria, grazie alla conoscenza di Coppola sarebbe riuscita a ottenere forti iniezioni di liquidita’ da parte di vari clan di camorra, tra cui quelli dei Moccia e dei casalesi, che le avevano consentito di risollevare le sorti dell’impresa, aumentando in modo esponenziale il volume d’affari, passato da 9 milioni di euro a 370 milioni di euro in tre anni, come ricostruito dal III Gruppo Tutela Entrate della Gdfdi Roma su delega della Dda capitolina, anche grazie alla trasmissione da parte della Procura di Napoli delle proprie risultanze investigative, in totale osmosi informativa. Risulta che la Bettozzi avrebbe sfruttato non solo il riciclaggio di denaro della camorra, ma anche i classici sistemi di frode nel settore degli oli minerali, attraverso la costituzione di 20 societa’ “cartiere” per effettuare compravendite puramente cartolari in modo tale eludere con la Made Petrol le pretese erariali, potendo cosi’ rifornire i network delle cosiddette “pompe bianche” a prezzi ancor piu’ concorrenziali. Il successo imprenditoriale avrebbe consentito inoltre agli indagati di mantenere un elevato tenore di vita, fatto di sontuose abitazioni, gioielli, orologi di pregio e auto di lusso. Nel mese di maggio 2019, ad esempio, Bettozzi fu fermata a bordo di una Rolls Royce alla frontiera di Ventimiglia (IM), mentre si recava a Cannes per partecipare all’omonimo festival del cinema, e trovata in possesso di circa 300 mila euro in contanti. I successivi accertamenti presso il lussuoso albergo a Milano dove soggiornava, hanno consentito agli investigatori di rinvenire altri 1,4 milioni di euro, sempre in contanti, poi sottoposti a sequestro. I Moccia, secondo quanto accertato dagli investigatori, avrebbero posto la base logistica per lo svolgimento delle attivita’ fraudolente negli uffici napoletani di Coppola da dove sarebbero state coordinate le commesse di materiale petrolifero e organizzato il vorticoso giro di fatturazioni per operazioni inesistenti e i movimenti finanziari (esclusivamente on-line). Per il gruppo criminale, infatti, una volta disposti i bonifici relativi al formale pagamento del prodotto energetico sarebbe sorta la necessita’ di monetizzare in contanti le somme corrispondenti all’Iva non versata all’erario dalle societa’ cartiere. Per la raccolta delle ingenti somme liquide derivanti dalla frode, il clan Moccia si sarebbe avvalso di una vera e propria organizzazione parallela, autonoma e strutturata, atta al riciclaggio di elevate risorse finanziarie, gestita da “colletti bianchi”, attiva sia sul territorio partenopeo che su quello romano. In pratica, le societa’ “cartiere” gestite dal gruppo Coppola, una volta introitate le somme a seguito delle forniture di prodotto petrolifero, avrebbero effettuato con regolarita’ ingenti bonifici a societa’ terze, simulando pagamenti di forniture mai avvenute. Quest’ultimo, mediante la propria organizzazione territoriale, avrebbe provveduto ai prelevamenti in contanti e alle restituzioni tramite “spalloni”. Nello svolgere tale attivita’, questo gruppo avrebbe trattenuto per se’ una percentuale su quanto incassato. Si sarebbe trattato in buona sostanza di soldi provenienti dalle attivita’ illecite dei clan reinvestiti in un settore economico legale, quello dei petroli, per produrre altri proventi illeciti attraverso le frodi fiscali: un effetto moltiplicatore dell’illecito che avrebbe finito per annichilire la concorrenza, sia per i prezzi alla pompa troppo bassi per gli operatori onesti, sia perche’ questi ultimi indietreggiano quando capiscono che hanno di fronte imprenditori mafiosi. Per il territorio di Roma, quella struttura professionale si sarebbe avvalsa di altri soggetti che gestivano piccoli gruppi di persone, le cui mansioni erano quelle di effettuare continui prelievi di contanti (in misura frazionata) su conti correnti postali intestati a societa’ cartiere e a soggetti prestanome. Tali risorse finanziarie in contanti, una volta raccolte, venivano concentrate nell’area napoletana, e fatte pervenire, tramite “spalloni”, agli stessi riciclatori romani, che successivamente provvedevano alla consegna ai “clienti”, tra i quali figurava, secondo gli inquirenti, proprio il gruppo societario facente capo ad Alberto Coppola e Antonio Moccia, a perfetta chiusura del riciclo di denaro sporco. Antonio Moccia, Alberto Coppola e Anna Bettozzi risultano gravemente indiziati di avere stretto un accordo societario di fatto per la commissione di illeciti di cui avrebbero beneficiato praticamente tutti i soggetti coinvolti Come emerso dalle indagini napoletane, la rilevanza dell’incipiente business dei Moccia nel settore degli oli minerali, nel quale quel clan era diventato egemone proprio grazie ai prezzi super-competitivi ottenuti grazie alle frodi, avrebbe provocato reazioni anche violente da parte di altri clan della camorra.

Consiglia

Il Parco Verde di Caivano proprietà della camorra: il boss pagava pure la pulizia delle strade


Nel Parco Verde, nel regno del clan Sautto-Ciccarelli, tutto era in mano alla camorra. Oltre ai palazzi, trasformati in piazze di spaccio, il clan si occupava anche della pulizia delle aiuole, intervenendo dove mancavano i servizi del Comune. A pagare era Pasquale Fucito, il principale narcotrafficante, che "essendo il più ricco si occupa anche di tutte le spese".
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Arriva in Campania il megacompensatore per la Stazione Elettrica: pesa 260 tonnellate, lungo 86 metri


Trasporto eccezionale in Campania. Arriva il compensatore di 260 tonnellate della Stazione Elettrica del Garigliano, a Caserta, con un mega-convoglio di 86 metri che non passerà in autostrada, ma in un tragitto attraverso i Comuni. Ci vorranno due giorni per spostarlo da Latina a Caserta. L'enorme macchinario serve ad evitare sbalzi di tensione elettrica.
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Carabiniere prende a calci un ragazzo nel Napoletano. Il video sui social, inchiesta interna


In un video che sta circolando sui social e sulle chat si vede un carabiniere che, sceso dall'automobile, prende a calci un ragazzo in strada. L'episodio, ripreso da un balcone con un cellulare, sarebbe avvenuto a Terzigno, restano da chiarire le circostanze. Il Comando Provinciale di Napoli avrebbe acquisito le immagini e avviato una indagine interna: "Perseguiremo con rigore e inflessibilità comportamenti inconciliabili coi nostri valori"
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La situazione di martedì 11 maggio sul Coronavirus in Campania


Tornano a salire i morti per Covid19 in Campania: ieri purtroppo si sono registrati 54 nuovi decessi nel bollettino quotidiano dell'Unità di Crisi, molto più alti rispetto ai 10 del giorno precedente. Mentre è tornato a salire anche il tasso di positività che è arrivato al 9,73% quotidiano, rispetto al 6,77% del giorno prima. Sono 943 i nuovi casi di Coronavirus. Oggi chiusi centri commerciali per 15 minuti per protesta. Fari puntati sugli assembramenti a Salerno per la promozione della Salernitana.
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