Isabel Schnabel potrebbe lasciare anticipatamente il comitato esecutivo della Bce per assumere un incarico al Fondo monetario internazionale. Lo riporta Handelsblatt citando fonti governative e finanziarie. La banchiera centrale tedesca sarebbe in trattative per assumere la guida del dipartimento dei mercati del Fmi, posizione rimasta vacante dal primo settembre dopo l’uscita di Tobias Adrian. Un portavoce del Fondo ha dichiarato che la procedura di selezione è in corso e che un annuncio sarà diffuso una volta conclusa.
Anche Lagarde potrebbe dimettersi prima della scadenza del mandato
Un’uscita anticipata di Schnabel, il cui mandato scade nel dicembre 2027, potrebbe inserirsi in un più ampio riassetto del vertice dell’Eurotower. Anche i mandati della presidente Christine Lagarde e del capo economista Philip Lane termineranno il prossimo anno, rendendo probabile una trattativa complessiva tra i leader europei sulle nomine. Da mesi si moltiplicano gli indizi che la stessa Lagarde potrebbe lasciare la Banca centrale prima della fine del suo mandato, nell’ottobre 2027, per trasferirsi al Forum economico mondiale di Davos. Di recente ha anche lasciato intendere che potrebbe svolgere un ruolo nelle elezioni presidenziali francesiper far sentire la voce dell’Europa.
Due dirigenti di Reform UK si sono dimessi dopo un’inchiesta del gruppo Verbatim Investigations su presunti illeciti nei finanziamenti alla formazione di estrema destra guidata da Nigel Farage, andata in onda sulla rete pubblica Channel 4. A lasciare sono stati Dan Jukes, collaboratore di lunga data di Farage, e James Orr, responsabile delle politiche del partito. L’annuncio è arrivato a poche ore dall’inizio del congresso annuale di Reform UK, che si terrà a Birmingham.
Juke e Orr incastrati dalle immagini girate di nascosto
Le immagini diffuse da Channel 4 sono state girate con una telecamera nascosta da due giornalisti, che hanno finto di essere un facoltoso uomo d’affari statunitensee suo figlio, interessati a finanziare Reform UK aggirando le leggi britanniche. L’inchiesta è durata circa un anno e ha visto numerosi incontri: Farage ha partecipato solo all’ultimo, andato in scena a luglio nella sua città, Clacton-on-Sea, dove è stato di recente rieletto nelle suppletive dopo le dimissioni da deputato, arrivate a seguito dello scandalo dei cinque milioni in criptovaluteversati dall’imprenditore Christopher Harborne. Le immagini mostrano Jukes che suggerisce un modo per assicurarsi una donazione di 500 mila sterline eludendo il divieto di ricevere fondi dall’estero (ossia tramite il figlio del finto magnate, residente nel Regno Unito) e Orr che propone di finanziare segretamente tre sondaggi da oltre 32 mila sterline complessivi, effettivamente poi pagati a un’azienda creata da Verbatim per l’occasione. E questo si configurerebbe come donazione illecita. Farage, come detto, ha partecipato solo all’ultimo incontro, in cui lo si vede ringraziare i finanziatori americani per il loro contributo.
Our yearlong investigation reveals Nigel Farage courting illicit funding as part of a plot to bring foreign money into British politics, orchestrated by his top aides and caught on hidden camera. pic.twitter.com/YBJm4CBg8A
La legge elettorale britannica vieta donazioni provenienti da entità o cittadini stranieri. Inoltre i versamenti leciti ma superiori a 11.180 sterline devono essere dichiarati alla Commissione Elettorale: per quelle al centro dell’inchiesta non è avvenuta alcuna dichiarazione. I giornalisti di Verbatim hanno dunque messo in evidenza una doppia infrazione da parte di Reform UK, che dopo la pubblicazione dell’inchiesta hanno messo alla porta Jukes e Orr.
Farage: «Si tratta chiaramente di una trappola»
«Il partito non ha violato alcuna legge. Non ha accettato denaro di provenienza dubbia né nulla del genere. Si tratta tuttavia chiaramente di una trappola: hanno lavorato a lungo a questo piano, riuscendo a indurre alcuni nostri collaboratori esterni a dire cose che forse non avrebbero dovuto dire», ha dichiarato Farage. Reform UK, sottolineando che il coinvolgimento dei finti statunitensi si è limitato ai sondaggi, ha negato qualsiasi illecito e liquidato l’inchiesta come «una messinscena da attivisti sul clima finanziati dall’estero», il Center for Climate Reporting, insistendo sul fatto che il partito dispone di «un solido processo di verifica per i potenziali donatori approvato dalla Commissione elettorale».
Donald Trump ha il suo volto sulla moneta da 1 dollaro, in quella che è la prima iniziativa a coinvolgere in forma esclusiva un presidente Usa in carica, a dispetto della tradizione e delle leggi sul divieto di raffigurare persone viventi sulla valuta Usa. Malgrado il segretario al Tesoro Scott Bessent abbia sostenuto che fosse accettabile in occasione del 250 anni della fondazione dell’America, gli esperti e i democratici al Congresso hanno contestato la mossa, sostenendo che la moneta è illegale in base a una legge del 1866 che vieta appunto la presenza di persone viventi sulla valuta americana. La Zecca l’ha però messa comunque in vendita perché la legge del 2020 che autorizza le emissioni celebrative vieta il ritratto di una persona vivente sul retro, ma non formula lo stesso divieto per il dritto, dove infatti compare Trump. Il Tesoro sostiene quindi che il conio sia legittimo. Le monete, con sul retro il sigillo presidenziale e il numero 250, sono state messe in vendita il 2 settembre in rotoli e sacchetti.
La Casa Bianca ha lanciato Arcade, sala giochi online con cinque versioni a tema Maga di altrettanti videogiochi classici, in cui ci si può cimentare – tra le altre cose – nell’espellere migranti e costruire un muro di confine. «Non riusciamo a smettere di vincere. Costruisci il muro. Deporta. Riempi un Trump Account», recita il post pubblicato dalla White House sui social, in cui compare anche il logo Maga realizzato col font Sega.
Il primo gioco è Flappy Bill, versione trumpiana di Flappy Bird in cui i giocatori devono guidare un’aquila calva che trasporta un disegno di legge attraverso una serie di ostacoli sul National Mall. Il secondo è Build the Wall, rivisitazione Maga del celebre Tetris: in questo caso i mattoncini servono a costruire un muro di confine per «proteggere il confine dall’orda in arrivo». Rio Run ricorda il popolare gioco per dispositivi mobili Snake: un mini-Tom Homan (lo “zar dei confini”) pattuglia un’area a griglia per «raccogliere tutti gli attraversatori presenti» senza ripercorrere il proprio tracciato. A ogni cattura se ne aggiunge uno al “serpente”. In caso di fallimento, appare una schermata con il numero dei deportati. C’è poi Supply Line, che ricorda Tapper: il cibo scorre lungo una catena di montaggio e i giocatori devono scartare i prodotti che non soddisfano gli standard di Make America Healthy Again. Il quinto videogame è Trump Savings Tycoon: in questo caso l’obiettivo è raccogliere denaro per il piano di risparmio dell’Amministrazione Usa che offre mille dollari a ogni bambino nato durante il mandato di The Donald. La Casa Bianca ha spiegato che Arcade rappresenta un modo divertente per mettere in risalto i successi di Trump nel suo secondo mandato: «Siamo fortemente concentrati su come innovare e raccontare i numerosi risultati raggiunti dal presidente, in modo che possano essere apprezzati da ogni americano», ha detto un funzionario a Fox News Digital.
Monte dei Paschi di Siena ha comunicato «di aver ricevuto da parte della Banca Centrale Europea le autorizzazioni in merito alla fusione per incorporazione di Mediobanca», di cui Rocca Salimbeni controlla l’86,3 per cento dopo l’opas da quasi 14 miliardi di euro. Via libera anche alle «altre operazioni di riorganizzazione societaria previste che saranno sottoposte all’assemblea degli azionisti» del 29 ottobre: ok della Bce all’ingresso nel cda di Alessandro Caltagirone e Gianluca Brancadoro, primi non eletti della lista di minoranza, destinati a subentrare nei posti rimasti vacanti nel board dopo le dimissioni di Fabrizio Palermo e la decadenza di Carlo Vivaldi. Il consiglio d’amministrazione tornerà quindi presto nella sua composizione a 15 membri. Contestualmente, si legge nella nota diffusa da Mps, «sono state autorizzate le conseguenti modifiche statutarie». L’assemblea degli azionisti di Siena sarà chiamata anche a esprimersi sulla duplice ops su Banco BPM e Banca Generali.
Dopo il confronto sulla modifica della legge elettorale, tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein sarebbero iniziati i contatti sulla possibile data delle elezioni politiche 2027. Per ora prevale la riservatezza ma, secondo il Corriere, ci sarebbe una convergenza sull’ipotesi di anticipare il voto rispetto alla scadenza naturale della legislatura. Se gli alleati preferirebbero arrivare fino a ottobre, puntando sia su ragioni tecniche legate alle norme elettorali, sia sugli effetti della prossima finanziaria e sia sul possibile ridimensionamento del fenomeno vannacciano, la premier considera la primavera l’opzione più conveniente. Per questo starebbe meditando di accorpare le elezioni politiche con le amministrative in un unico election day da tenersi tra aprile e maggio. La mossa sarebbe delicata per il centrodestra – andranno al voto molte grandi città tra cui Roma, Milano, Napoli, Bologna e Firenze – e c’è il rischio di un effetto favorevole al Campo largo. Ma, secondo alcune fonti citate dal Corsera, sia nella Capitale sia nel capoluogo lombardo ci sarebbero «margini per vincere» e «Giorgia potrebbe fare da traino».
Sia Meloni sia Schlein sarebbero favorevoli all’election day
L’election day avrebbe inoltre un vantaggio sul piano istituzionale. La decisione sulla fine della legislatura spetta infatti al Quirinale e, secondo la prassi, la premier dovrebbe prima formalizzare la crisi in Parlamento e poi salire al Colle. Legare le dimissioni all’accorpamento delle elezioni renderebbe politicamente più comprensibile la scelta e, secondo esponenti dell’esecutivo, anche più favorevole a Meloni. La soluzione potrebbe incontrare il consenso dell’opposizione perché anche Schlein avrebbe interesse ad anticipare il voto, per evitare che un’attesa troppo lunga finisca per alimentare le tensioni interne e indebolire la sua leadership. Per ciò che riguarda le date, le amministrative devono essere indette tra il 15 aprile e il 15 giugno, quindi il 18 aprile sarebbe la prima domenica utile. Questo timing non consentirebbe però di varare i decreti attuativi delle norme che verranno approvate con la finanziaria. Per questo si valutano le domeniche successive, in particolare quelle del 23 e del 30 maggio, ultima data utile per applicare l’election day e consentire il ballottaggio delle Comunali entro il 15 giugno. In ogni caso, se ne riparlerà dopo l’approvazione definitiva della legge elettorale.
In un lungo post iniziato con un attacco alla «feccia traditrice che si rifiuta di riferire correttamente» sulla guerra intrapresa contro l’Iran, mettendo in giro false voci (secondo la Casa Bianca) sulla scarsità di missili dopo mesi di raid, Donald Trump ha avuto un pensiero anche per l’Europa, facendo sapere al Vecchio Continente che vuole indietro i soldi delle armi fornite dall’Amministrazione Biden per la difesa dell’Ucraina.
Il post di Trump su Truth.
«L’Amministrazione Biden ha ceduto all’Ucraina – a costo zero per loro – molte più munizioni di quante ne abbiamo impiegate in Iran», ha scritto Trump. «Sono stati trasferiti gratuitamente all’Ucraina e alla Nato centinaia di miliardi di dollari che l’Europa avrebbe pagato, se solo glielo si fosse chiesto; tuttavia, chiederemo indietro quel denaro, seppur con un certo ritardo».
La Procura militare di Roma ha avviato «accertamenti preliminari» in relazione all’esposto presentato ieri dal Sindacato dei Militari in relazione alla presenza di membri delle Forze armate nei ranghi di Futuro Nazionale. Il sindacato, in particolare, aveva richiesto approfondimenti sul ruolo di un carabiniere e di un militare dell’Aeronautica, indicati come referenti di due comitati del movimento fondato dall’ex generale Roberto Vannacci.
Il Sindacato dei militari ha presentato due esposti
L’attività della Procura con le stellette, «è in ordine alla posizione di appartenenti alle Forze Armate all’interno della struttura organizzativa Futuro Nazionale», spiega in una nota il procuratore Marco De Paolis. L’obiettivo dei pm è verificare «l’eventuale sussistenza di fatti di propria stretta competenza in relazione a persone soggette alla giurisdizione militare». La Procura, insomma, intende chiarire quali incarichi sono stati assegnati da Vannacci a militari in servizio, che poteri comportano e da quanto durano. L’esposto in questione aveva fatto seguito a quello del 28 agosto in cui è stata ipotizzata la ricostituzione del Partito fascista e dunque una violazione della legge Scelba.
Entro settembre il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e la società Stretto di Messina Spa avvieranno l’istruttoria per la delibera del CIPESS di approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto. Lo ha reso noto il ministero guidato da Matteo Salvini. A novembre 2025 la Corte dei Conti aveva dichiarato illegittima la delibera CIPESS n. 41/2025 sul Ponte sullo Stretto di Messina a causa di una grave inadeguatezza dell’istruttoria e di vizi procedurali. Dopo le osservazioni della Corte dei Conti, la “macchina” del Ponte sullo Stretto è ripartita e, di recente, è arrivato il parere favorevole del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Ottenuto il visto di legittimità, la delibera del CIPESS (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile) diventerà efficace: questo dovrebbe consentire, entro la fine del 2026, di avviare la fase realizzativa con la progettazione esecutiva e l’inizio del Programma delle Opere anticipate. Il cronoprogramma prevede l’apertura al traffico nel 2034, dopo sette anni e mezzo di lavori.
Mentre si sta ragionando sulla conduzione di Report dopo il passo indietro di Giulia Presutti– il nuovo nome in pole è quello di Claudia Di Pasquale -, alcuni inviati del programma hanno insultato Salvo Sottile nel cortile della sede Rai di Via Teulada, dove il conduttore si era recato per la conferenza stampa di Ore 14 di cui sarà al timone. Secondo quanto ricostruito, Sottile ha incontrato Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni e ha chiesto loro come stessero, ricevendo come risposta insulti e offese tra cui «venduto» e «pezzo di merda». «Confermo quanto accaduto», ha poi spiegato a margine della conferenza stampa. «Sono volate parole grosse. Sono cose che possono succedere negli ambienti di lavoro, facciamo tutti parte della redazione Approfondimento. Immagino ci sia del nervosismo, ma è sempre spiacevole insultare un collega». Alla base della tensione ci sono i post su social che Sottile ha scritto sulla vicenda Ranucci. La Rai avvierà le verifiche del caso per capire se possano esserci i presupposti per provvedimenti disciplinari.
Leonardo Maria Del Vecchio, che ha recentemente lasciato i ruoli ricoperti nel gruppo EssilorLuxottica, il 29 agosto ha inviato una lettera formale ai revisori legali di Delfin, Fabio Scoyni e Lara Forte, chiedendo di avviare un’indagine su una serie di criticità riscontrate nella gestione del board della holding di famiglia, con sede in Lussemburgo. Lo riporta Il Sole 24 Ore.
Le contestazioni sollevate da Leonardo Maria Del Vecchio
Nel mirino di Leonardo Maria Del Vecchio, in particolare, ci sono presunti conflitti di interessi di due consiglieri: Mario Notari (amministratore di Delfin) e Romolo Bardin (ceo), così come i legami con Brooks Brothers. Notari risulta coinvolto in cause legali contro eredi e legatari della famiglia, mentre Bardin ricoprirebbe ruoli sovrapposti tra Delfin e CDV Holdings, società di proprietà di Claudio Del Vecchio (primogenito di Leonardo, fondatore di Luxottica). C’è inoltre l’esposizione legale di Delfin negli Stati Uniti relativa a Brooks Brothers di cui il fondatore di LMDV Capital non sarebbe mai stato informato. Leonardo Maria Del Vecchio lamenta poi che le proprie richieste di documenti a Delfin siano state respinte nel corso del tempo. Si tratta di contestazioni già sollevate in passato: la novità è che adesso sono stati chiamati in causa i revisori.
Leonardo Maria Del Vecchio (Imagoeconomica).
Pochi giorni fa un giudice lussemburghese ha dato il via libera al trasferimento delle quote di Delfin detenute personalmente da Paola e Luca Del Vecchio (12,5 per cento ciascuno) in società veicolo di loro proprietà. Il semaforo verde era imprescindibile, in quanto lo statuto della holding stabilisce che i soci siano solo persone fisiche eredi del fondatore: l’operazione consentirà pertanto agli eredi di Leonardo Del Vecchio di aggirare il veto di dare in pegno le azioni Delfin, aprendo margini operativi maggiori e sbloccando di fatto il riassetto della holding. A marzo Leonardo Maria Del Vecchio aveva esercitato la prelazione sulle quote dei fratelli Paola e Luca, ma il suo piano è poi saltato perché il board di Delfin non ha fornita la lettera di patronage richiesta dalle banche per finanziare la maxioperazione.
Dopo il passo indietro di Giulia Presutti, la co-conduzione di Report dovrebbe essere affidata a Claudia Di Pasquale, storica inviata della trasmissione la cui scelta soddisferebbe anche la redazione. Resta confermato Daniele Piervincenzi, come evidenziato dal direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini.
Corsini: «Scelgo io i conduttori, mi pagano per questo»
Durante la conferenza stampa convocata in via Teulada per presentare il nuovo Ore 14 guidato da Salvo Sottile, il dirigente ha spiegato che «quella di Giulia è stata una scelta personale, ma per la Rai lei è un’ottima professionista, una risorsa che verrà perciò valorizzata per quel che merita». A chi gli ha chiesto se Piervincenzi rimarrà alla conduzione, ha risposto «assolutamente sì», facendo sapere di star lavorando affinché la trasmissione possa ripartire come previsto l’8 novembre. Infine, Corsini non ha mancato di rivendicare la legittimità della designazione iniziale che aveva innescato la rivolta della redazione: «I conduttori li sceglie il direttore, mi pagano per questo».
Marco Rizzo ha fondato, di nuovo, un altro partito: l’ex PCI ha infatti annunciato la nascita di Italia Domani, progetto politico che ha preso forma dopo l’uscita da Democrazia Sovrana Popolare, da lui stesso creata assieme a Francesco Toscano. «L’Italia torni protagonista. Pace, lavoro, identità, sovranità»: questo lo slogan che si legge sulla pagina Facebook di Italia Domani, «movimento politico per cambiare per davvero» il Paese.
L’ombra di Vannacci, la rottura con Toscano e l’addio a Dsp
Rizzo, critico nei confronti del centrosinistra dai tempi dell’Ulivo, fa sapere che il nuovo partito è nato con l’ambizione di superare le tradizionali contrapposizioni tra gli schieramenti politici. «Con questa sinistra le cose sono totalmente chiuse. Con la destra dobbiamo vedere», ha dichiarato. Alla base della rottura con Toscano c’è stata soprattutto l’avvicinamento di Rizzo a Roberto Vannacci. La scissione si è consumata a fine luglio al congresso di Dsp, nel corso del quale è passata quasi all’unanimità la “mozione” di Toscano: niente alleanze, né con il centrodestra né tantomeno con Futuro Nazionale. Rizzo, che sapeva di essere finito in minoranza, non si era nemmeno presentato.
Camelia Mihailescu, la moglie rumena di Roberto Vannacci, risponde all’articolo del Financial times in cui suo marito viene definito un «cavallo di troia di Putin». In un video pubblicato su Instagram, la donna si improvvisa cabarettista indossando un foulard intorno al capo, bevendo vodka e brindando «ai miei amici russi, soprattutto a Vladimir e al cavallo di troia italiano». «Za zdorov’ye! (alla salute)». Il leader di Futuro nazionaleaveva già risposto all’autore dell’articolo comparso sul quotidiano britannico: «Onestamente, mi aspettavo di più da lei. […] Tuttavia, grazie mille per aver amplificato – gratis, spero! – le mie posizioni».
Poche settimane prima il dito medio a una band che suonava Bella ciao
Nata a Bucarest da padre militare, laureata in Giurisprudenza e Pedagogia e madre di due figlie avute dall’ex generale, Lady Vannacci si era già distinta qualche settimana prima mostrando il dito medio a una band che suonava Bella ciao a Viareggio. Al passaggio suo e del marito, un complesso musicale aveva infatti intonato il canto partigiano a cui la donna aveva risposto con il gestaccio. Alcuni presenti l’avevano ripresa con i cellulari e il video era diventato virale.
Braccia tese dell’ex generale e dito medio della moglie. È la reazione di Roberto Vannacci e della consorte nei confronti del gruppo musicale Complesso d’Inferiorità, che durante un’esibizione a Viareggio ha intonato Bella Ciao al passaggio dell’eurodeputato di Futuro Nazionale. pic.twitter.com/lnyJmE6FUO
— La Sintesi Online (@LaSintesiItalia) July 8, 2026
Francesco Lollobrigida ha fatto sapere di aver (di nuovo) assoldatoPaolo Signorellicome capo della comunicazione del suo ufficio, incarico ricoperto da oltre due anni da Edoardo Garibaldi, il quale ha deciso di lasciare il posto al ministero dell’Agricoltura per un lavoro in Rai. Per Signorelli si tratta di un ritorno al passato: già portavoce di Lollobrigida, si era dimesso a giugno del 2024 dopo la pubblicazione di una serie di messaggi antisemiti e inneggianti al terrorismo neofascista scambiati qualche anno prima con Fabrizio Piscitelli, capo ultrà della Lazio noto come Diabolik, coinvolto in varie attività criminali e ucciso a Roma nel 2019.
Il contenuto delle chat scambiate con Diabolik
Tra le varie espressioni riportate anche: «Mortacci loro e degli ebrei. Che ha detto quel porco di Gad Lerner?». Nella chat su WhatsApp, Signorelli gioiva inoltre per l’assoluzione di Elvis Demce, un altro esponente della criminalità romana. Lollobrigida ha affermato che non esistono elementi «di impedimento» nel riassegnamento del ruolo: le chat erano sì confluite negli atti dell’inchiesta sull’omicidio di Piscitelli, ma furono considerate penalmente irrilevanti e Signorelli è sempre risultato estraneo alle indagini. Dopo la diffusione della chat, Signorelli – nipote di un importante esponente di Ordine Nuovo suo omonimo, condannato per associazione sovversiva e banda armata – in un’intervista al Foglio aveva spiegato di essere «lontano anni luce dall’antisemitismo» e marito e padre di tre figli «che ogni anno va a Medjugorje». Quanto al contenuto dei messaggi scambiati con Piscitelli, aveva detto: «Era un’altra fase della mia vita, quello era un altro Paolo. Sono notizie che parlano di un tempo lontano a cui non faccio riferimento e in cui non mi riconosco in nessun modo».
Il governo si appresta a confermare oltre il 5 settembre 2026 il taglio di 17 centesimi sulle accise per il diesel, riservandosi nelle prossime settimane di individuare misure più mirate e selettive per fare fronte all’aumento del costo dei carburanti. Giovedì 3 settembre il prezzo medio della benzina alla pompa ha toccato il livello più alto dall’8 luglio 2022 a 2,124 euro. Non va meglio il gasolio che, al netto dello sconto sull’accisa di 14 centesimi (17 centesimi Iva inclusa), ha superato il record di 2,229 euro del 17 marzo 2022, arrivando a 2,316 euro. Nell’immediato il governo prorogherà lo sconto generalizzato per tutti solo per il diesel, mentre in prospettiva l’obiettivo è mettere in campo un pacchetto di aiuti selettivi. Tra le ipotesi figurano bonus in busta paga per i lavoratori dipendenti e un credito da aggiungere alla social card.
Salvini chiede tutele anche per gli autonomi
Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha chiesto «che vengano inseriti nelle tutele anche i camionisti, gli agricoltori, i pescatori e gli agenti di commercio». «Come Lega», ha aggiunto, «chiediamo che non siano agevolati solo i lavoratori dipendenti, perché escludere il lavoro autonomo e le partite Iva sarebbe un errore clamoroso».
Tutte le sedi del Goethe-Institut in Russia verranno chiuse. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Sergei Lavrov durante una conferenza della società russa Znanie a margine dell’XI Forum Economico Orientale di Vladivostok. Si tratta di una risposta diretta del Cremlino alle chiusure del centro culturale Casa Russa a Berlino e del consolato russo a Bonn, decise dal governo tedesco a seguito delle indagini sul tentato attacco con droni esplosivi avvenuto all’aeroporto di Lipsia, che hanno evidenziato la mano di Mosca. «Hanno compiuto questo passo deliberatamente, non potevano non capirlo, e ciò significa la fine della loro presenza culturale in Russia, che era rimasta nonostante il peso delle vicissitudini ucraine nei nostri rapporti con l’Occidente», ha affermato Lavrov. Il capo della diplomazia russa ha poi aggiunto che Mosca potrebbe adottare ulteriori misure, tra cui la chiusura del consolato generale tedesco a San Pietroburgo.
Cos’è il Goethe-Institut e quante sedi ci sono in Russia
Il Goethe-Institut è l’istituto culturale ufficiale della Repubblica Federale Tedesca. Associazione senza scopo di lucro attiva a livello internazionale, ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza della lingua tedesca all’estero e incoraggiare la cooperazione culturale globale. Fondato nel 1951 a Monaco di Baviera, dove oggi si trova il quartier generale, Goethe-Institut ha oltre 150 sedi in più di 90 Paesi: quelle che verranno chiuse in Russia si trovano a Mosca, San Pietroburgo e Ekaterinburg.
La Casa Russa di Berlino.
I sospetti sulla Russisches Haus di Berlino
La Russisches Haus di Berlino è invece un importante centro culturale affacciato sulla Friedrichstraße, nel quartiere Mitte. Colossale edificio di 29 mila metri quadri distribuiti su sette piani, è stata aperta nel 1984 come “Casa della Scienza e della Cultura Sovietica” all’epoca della Repubblica Democratica Tedesca, come simbolo dell’amicizia Urss-Ddr. In realtà, per l’intelligence occidentale invece la Russische Haus è sempre stata, più che un centro culturale, un covo di spie. Che avrebbero continuato il loro lavoro nell’ombra anche dopo la caduta dell’Unione Sovietica. Di recente alcune testate tedesche hanno diffuso un documento del ministero dell’Interno francese, secondo cui la Russische Haus viene utilizzata «come copertura dai servizi segreti russi». Der Spiegel, in particolare, ha rilevato che l’edificio presenta consumi di elettricità insolitamente elevati, dato che ha contribuito ad alimentare sospetti sulla struttura.
Addio a Cassandra Wilson, cantante jazz americana tra le più note degli Anni 90 e 2000, morta all’età di 70 anni. Nel corso della sua carriera aveva vinto due Grammy, i più importanti premi dell’industria discografica statunitense, per Miglior performance vocale jazz con l’album New moon daughter e per Miglior album di jazz vocale con Loverly. La rivista Time l’aveva definita «la miglior cantante d’America».
Dal jazz al blues
Wilson iniziò a suonare piano e chitarra sin da giovane, diventando negli Anni 80 la voce ufficiale del M-Base Collective. Dopo qualche anno abbandonò il gruppo e nel 1985 registrò il suo primo album da solista con l’etichetta discografica tedesca JMT. Affermatasi come cantante jazz, cambiò improvvisamente direzione firmando per l’etichetta Blue Note una serie di album dalla forte vena blues, tra cui Blue Light ‘Till Dawn. Nel 2010 cantò My love And I di Johnny Mercer e David Raksin dal film L’ultimo Apache nell’album Sophisticated ladies con i Charlie Haden Quartet West per la Emarcy.
Barilla, colosso italiano della pasta, ha raggiunto un accordo per l’acquisizione di Goodles, marchio statunitense di maccheroni al formaggio in scatola ad alta densità nutrizionale. I termini dell’intesa non sono stati resi noti. Goodles era stata valutata 88 milioni di dollari dopo un round di finanziamento del 2023, secondo dati PitchBook. Fondata nell’ottobre 2020 come Gooder Foods e con sede a Santa Cruz, in California, il brand è nato dall’idea che il comfort food preferito da tutti, i maccheroni al formaggio, potesse essere più nutriente. I suoi prodotti sono distribuiti negli Stati Uniti presso i principali rivenditori e catene di distribuzione indipendenti. L’accordo prevede che Goodles mantenga la propria sede centrale a Santa Cruz e continui a operare in modo indipendente come marchio autonomo, libero di prendere le proprie decisioni in merito a prodotto, ricette, qualità, ingredienti, fornitori, marketing e altro ancora. L’intero team verrà mantenuto senza modifiche gerarchiche e la cofondatrice e ceo Jen Zeszut continuerà a guidare il team.
Zeszut: «L’accordo può aiutarci a crescere a livello internazionale»
«Abbiamo scelto il Gruppo Barilla perché ci può aiutare a innovare e crescere a livello internazionale, permettendoci al contempo di prendere decisioni migliori e di mantenere la nostra qualità», ha dichiarato Zeszut. «Ho capito che il Gruppo Barilla era il partner perfetto quando, scherzando, ho offerto al presidente un adesivo Goodles per la sua nuova auto con la scritta “Io e i miei amici adoriamo i maccheroni” e lui l’ha accettato davvero. Sono entusiasta di vedere come i nostri due mondi continueranno a incontrarsi».
Barilla: «Colpiti dalla qualità dei prodotti e dalla visione lungimirante di Goodles»
«Oggi è un giorno importante per il nostro Gruppo», le ha fatto eco Guido Barilla, presidente del Gruppo Barilla. Seguivamo Goodles da tempo e siamo rimasti sempre più colpiti dalla forza del marchio, dalla qualità dei suoi prodotti e dalla dinamica della sua crescita. Conoscendo il team dirigenziale, guidato da Jen Zeszut, siamo rimasti altrettanto colpiti dalla solidità dell’organizzazione, dalla sua unità e dalla sua visione lungimirante. Insieme, queste qualità ci hanno convinto che Goodles fosse la scelta giusta e rappresenti un’entusiasmante opportunità per il futuro».
È morto Fabio Mussi, ex ministro dell’Università e della Ricerca nel secondo governo Prodi (2006-2008), in passato presidente di Sinistra Democratica e attualmente dirigente di Sinistra Italiana. Aveva 78 anni.
Dal PCI a Sinistra Italiana: la carriera politica
Nato a Piombino in una famiglia operaia, aveva aderito giovanissimo al Partito Comunista Italiano, diventando nel 1979 è il più giovane affiliato a fare parte del Comitato centrale: per permettere il suo inserimento venne abbassata di tre anni l’età minima. Allo scioglimento del PCI era diventato dirigente del Partito Democratico della Sinistra (1991-98), poi confluito nei Democratici di Sinistra. Deputato fin dal 1992, è stato vicepresidente della Camera dal 2001 al 2006, anno in cui era stato nominato ministro dell’Università e della Ricerca nel secondo governo Prodi. Contrario alla fusione dei DS col nascente Partito Democratico, nel 2007 Mussi aveva partecipato alla fondazione di Sinistra Democratica, poi unitasi a Sinistra Ecologia e Libertà, partito a sua volta confluito in Sinistra Italiana, di cui era dirigente.
Il ricordo di Fratoianni: «Intellettuale raffinato»
«Fabio Mussi se n’è andato. Quando questa mattina ho aperto gli occhi e ho visto il messaggio di Valentina, sua figlia, non volevo crederci. Ho ancora nelle orecchie la sua voce squillante, la sua ironia tagliente e la passione travolgente con cui mi investiva ogni volta che mi telefonava», ha scritto su Facebook Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana. «Prima del ciao o del come stai, fluivano come una raffica di mitraglia le sue parole che “sezionavano” letteralmente la questione di cui aveva premura di parlarmi. Mi telefonava per parlarmi dei problemi che vedeva crescere attorno a noi, per parlarmi di politica. Anzi di Politica con la P maiuscola. Perché Fabio non era solo uno straordinario dirigente politico, Fabio era un intellettuale raffinato, una persona coltissima, curioso e inquieto di quella inquietudine di cui abbiamo un disperato bisogno».
Ospite di È sempre Cartabianca su Rete 4, Roberto Vannacci ha lanciato un segnale di avvicinamento al centrodestra e in particolare a Giorgia Meloni, definendo la premier una figura adatta al Quirinale. «Perché no? Penso che abbia dimostrato carisma, notevoli capacità, quindi potrebbe essere anche un ottimo Presidente della Repubblica», ha detto il fondatore di Futuro Nazionale. Sollecitato poi sul sostegno del suo partito alla candidatura di Meloni per il Colle nel 2029, l’ex generale ha risposto che si tratta di «una delle eventualità possibili». Le sue dichiarazioni di Vannacci seguono a stretto giro le recenti aperture del viceministro Edmondo Cirielli su una possibile alleanza tra Fratelli d’Italia e Futuro Nazionale in vista delle Politiche del 2027. L’ingresso dei vannacciani nella coalizione di centrodestra, però, è al momento osteggiata da Forza Italia e soprattutto dalla Lega, rimasta scottata dal contatto ravvicinato con l’ex generale, che di fatto è stato lanciato in politica da Matteo Salvini.
Vannacci ha teso la mano alla premier anche nella risposta via social data – in inglese – al Financial Times, che (citando l’European Council on Foreign Relations) in un articolo lo aveva definito «cavallo di Troia russo che mette alla prova Meloni» sfidando direttamente la politica estera italiana, favorevole all’Ucraina, «con argomenti sorprendentemente vicini a quelli di Mosca». Nel post, che accompagna una sua immagine con colbacco e bicchierino di vodka – Vannacci ha smentito di essere un candidato manciuriano, ovvero un individuo, che viene segretamente controllato o manipolato da una forza ostile o esterna per agire come una marionetta contro gli interessi del proprio Paese.
«Onestamente, mi aspettavo di più da voi. Trovo ammirevole l’eleganza del complotto: invece di infiltrarsi nel quartier generale della Nato o manipolare le elezioni, l’Fsb (il servizio di sicurezza interna e controspionaggio della Federazione Russ, ndr) si sarebbe accontentato di far brontolare un generale italiano per le vacanze estive rovinate dal costo del carburante, una lamentela condivisa da ogni cittadino italiano, da Palermo a Bolzano, nessuno dei quali – che io sappia – risponde alla Lubjanka», ha scritto Vannacci. «Perdonatemi, ma fatico ancora ad accettare l’idea che dissentire dall’ortodossia di Bruxelles equivalga ormai, di fatto, a una mancanza di lealtà verso l’Occidente. Attendo con interesse il suo prossimo articolo sul complotto internazionale che si celerebbe dietro le lamentele per i prezzi dei supermercati». E poi: «A proposito: da quando chiedersi perché la benzina costi tanto richiede un nulla osta di sicurezza? Vi ringrazio comunque molto per aver dato risonanza – spero gratuitamente! – alle mie posizioni».
Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha deciso di prorogare fino al 2027 il dispiegamento di truppe Usa in Medio Oriente. Lo riporta il Wall street journal citando alcune fonti, segnalando che la guerra potrebbe protrarsi fino al prossimo anno. Nella regione sono operative 19 navi della Marina statunitense, squadroni di caccia, unità di difesa aerea e paracadutisti. Il Wsj evidenzia che il prolungato dispiegamento sta mettendo a dura prova i militari e impedisce la corretta manutenzione delle attrezzature. I problemi logistici hanno anche fatto sì che i marinai ricevano lettere e pacchi dai propri cari con molta meno frequenza, mentre i rifornimenti sono diventati più difficili. Sempre secondo il quotidiano, il presidente Donald Trump appoggia privatamente l’idea di dichiarare la fine delle ostilità contro Teheran e ritiene che esercitare pressioni economiche sulla Repubblica islamica consentirebbe a Washington di raggiungere i propri obiettivi. Ciononostante, 50 mila soldati statunitensi rimangono in Medio Oriente.
Giulia Presutti fa fatto un passo indietro. La co-conduttrice designata di Report, in coppia con Daniele Piervincenzi, nella serata di mercoledì ha inviato una mail al direttore degli Approfondimenti Paolo Corsini rinunciando all’incarico, «nella speranza», spiega, «di aiutare in questo modo la trasmissione che mi ha formata e alla quale ho avuto l’onore di contribuire. Una trasmissione così amata, che tanto ha dato al pubblico e alla nostra azienda, non può impantanarsi in discussioni e scambi così piccoli, né credo che il suo futuro possa essere legato a singoli nomi e singole personalità». La decisione è arrivata dopo l’incontro di Corsini con la redazione del programma, – riunione alla quale Presutti e Piervincenzi non hanno partecipato su consiglio del direttore degli Approfondimenti – che ha riaperto un canale di dialogo tra gli inviati e l’azienda.
Danilo Procaccianti con i giornalisti di Report all’ingresso della sede Rai di via Teulada dopo l’assemblea (Ansa).
Torna in campo l’ipotesi di una conduzione a rotazione
Corsini si è preso un giorno per valutare il da farsi e per scongiurare lo slittamento della trasmissione il cui inizio è previsto l’8 novembre su Rai3. L’idea di nominare capi autore Bernardo Iovene e Giulio Valesini era stata rispedita al mittente dai diretti interessati e la squadra di Report, sia gli interni sia gli esterni, ha fatto muro. Ora la Rai spera di raggiungere un compromesso, magari su una conduzione a rotazione. Piervincenzi, in quel caso, potrebbe restare, ma alla guida di Report Lab.
Daniele Piervincenzi esce dalla sede Rai di via Teulada (Ansa).
L’ultima stoccata di Ranucci a Presutti
Sempre mercoledì, Sigfrido Ranucci era tornato all’attacco di Presutti commentando la notizia pubblicata da Il Domani secondi cui la giornalista sarebbe stata autrice con Alessandro Perozzi, di uno servizio fake sulla strage di Cutro andato in onda su Agorà nel 2023. «Se confermato sarebbe gravissimo», ha scritto l’ex conduttore.
Sul piano legale, l’avvocato di Ranucci, Roberto De Vita, ha dichiarato che «la Rai, dopo aver dichiarato formalmente l’esistenza di “continue pressioni, opacità, commistione, interferenze, obiettiva incompatibilità'”, ha comunicato che non intende esplicitare le ragioni di quel che ha scritto con il provvedimento» di rimozione del suo assistito. L’azienda ha fatto sapere, in realtà, di aver consegnato la documentazione richiesta, che è stata ritenuta, evidentemente, insufficiente. «Si tratta della insussistenza di motivazioni fattuali ovvero di ragioni esplicitabili», ha spiegato De Vita. «Grave che lo faccia un datore di lavoro, ancor più grave che lo faccia un’azienda pubblica».
George Clooney attacca Trump (pur senza mai citarlo) e il governo americano dal Lido di Venezia, dov’è arrivato per ricevere il Leone d’oro alla carriera in occasione della serata inaugurale della Mostra del cinema. «Non è facile vivere in un Paese che è guidato dalle persone meno capaci di farlo. A novembre ci sono le elezioni di midterm che saranno sicuramente un momento per tirare le somme e, se va tutto bene, torneremo ad una situazione di maggiore normalità», ha detto l’attore. «L’idea poi che la crudeltà sia alla base e faccia parte del divertimento del mondo, e che un segretario alla Difesa, Pete Heghset, abbia twittato una foto sulle donne delle forze armate canadesi ridendoci su, è davvero una cosa assurda. Questa è kakistocrazia (il governo dei peggiori, ndr)», ha aggiunto. «Dov’è finito il senso della decenza? Supereremo anche questo e ne emergeremo migliori», ha chiosato.
Gli investigatori tedeschi hanno identificato due persone sospettate di aver partecipato al tentato attacco con droni esplosivi all’aeroporto di Lipsia/Halle, per cui la Germania ha ufficialmente accusato la Russia, innescando un botta e risposta che ha coinvolto anche l’Ue e la Nato. Come riportano i media tedeschi, una delle persone identificate è un bielorusso con passaporto russo: il suo Dna è stato rinvenuto sul luogo dell’incidente del drone. L’altro, di origine russa con passaporto lettone, è sospettato di aver contribuito all’organizzazione dell’attacco. Uno dei sospettati, è emerso, aveva il visto turistico italiano. Secondo le autorità, i due hanno agito per conto di agenzie statali russe.
Johann Wadephul e Alexander Dobrindt (Ansa).
L’annuncio delle autorità tedesche e la replica di Mosca
Dopo settimane di indagini, ieri la Germania ha accusato la Russia per gli attacchi con i droni-bomba avvenuti (senza conseguenze) nella zona dell’aeroporto di Lipsia. Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt e il collega degli Esteri, Johann Wadephul, hanno parlato di un Paese «bersaglio della guerra ibrida» orchestrata da Mosca. Di seguito sono arrivate la chiusura del consolato generale a Bonn (dal 18 settembre) e la risoluzione del contratto con la Casa russa di Berlino. La Russia, da parte sua, ha minacciato di reagire «a tutte le decisioni antirusse della Germania» con «risposte devastanti». Dura la reazione dell’Ue e della Nato dopo gli ultimi sviluppi su Lipsia: «Voglio essere molto chiara, questo è stato un attacco con materiale militare portato avanti da un’operazione della Russia in territorio europeo. Non lo tolleriamo. Quest’intimidazione non funzionerà, l’Ue e la Nato sono uniti. Non solo manterremo alta la pressione sulla Russia, ma la alzeremo», ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, affiancata dal segretario generale della Nato Mark Rutte, prima del loro incontro a Bruxelles. Successivamente, l’incaricato d’affari della Germania a Mosca è stato convocato al ministero degli Esteri.
Piero Ausilio è vicinissimo a lasciare il ruolo di direttore sportivo dell’Inter. Il dirigente, in scadenza nel 2027 e da 29 anni in nerazzurro, non ha trovato l’accordo con Oaktree per il rinnovo (l’offerta era per un altro anno) e ha comunicato alla società che non ci sono le condizioni per proseguire. L’addio è a questo punto inevitabile e, stando a quanto filtra da Milano, potrebbe arrivare in anticipo: le parti sono infatti al lavoro per una risoluzione consensuale. Ausilio è entrato nei quadri nerazzurri nel 1997 e da segretario delle giovanili è arrivato a ricoprire l’incarico di direttore sportivo della prima squadra, assunto nel 2014: da allora l’Inter ha vinto tre campionati, tre Coppe Italia e altrettante Supercoppe italiane
È stato convocato un nuovo incontro a Palazzo Chigi con i sindacati sul futuro dell’ex Ilva. L’appuntamento è per martedì 8 settembre 2026, alle 17.30, nella Sala verde. L’hanno riferito fonti sindacali. Si discuterà della vendita di Acciaierie d’Italia, del destino dell’area a caldo, dell’offerta della cordata italiana, di quella di Jindal Steel International e, soprattutto, del futuro occupazionale di migliaia di lavoratori. L’incontro si terrà alla vigilia dell’esame in Corte d’Appello di Milano sullo spegnimento dell’area a caldo. Il 9 settembre sarà infatti esaminata l’istanza con cui Acciaierie d’Italia, in amministrazione straordinaria, ha chiesto di sospendere l’esecutività del decreto che dispone il fermo dell’area produttiva. Sul fronte della vendita, i commissari straordinari stanno esaminando due proposte, ovvero l’offerta vincolante presentata da Jindal e la manifestazione d’interesse della cordata italiana, che dovrà essere trasformata in un’offerta vera e propria.
C’è chi entra, sperando magari in una ricandidatura altrove impossibile, ma anche chi lascia, nonostante il vento propizio dei sondaggi che danno Futuro Nazionale al 7,5 per cento, ormai seconda forza politica del centrodestra. Eppure anche tra i vannacciani si comincia a registrare qualche addio.
«Su Islam e immigrazione posizioni inaccettabili»
L’ultimo è quello di Luca Bellotti. Con alle spalle una lunga militanza nel centrodestra, da An a FdI passando per Pdl e Fli, e già sottosegretario al Lavoro nel Berlusconi IV, Bellotti aveva aderito a Futuro Nazionale lo scorso aprile insieme con l’ex meloniano Joe Formaggio (già consigliere regionale veneto e organizzatore dello “squadrismo summer fest” a Vedelago, giusto per inquadrare il personaggio) e l’ex leghista altoatesino Massimo Bessone. Ora però considera l’esperienza in FN conclusa. «Sono un uomo di destra, coerente e fedele alla mia storia», scrive in una lettera aperta indirizzata a Roberto Vannacci. Ma «su Islam e immigrazione» le posizioni sono «inaccettabili».
Roberto Vannacci (Imagoeconomica).
«Quando ho aderito», ricorda l’ormai ex futurista, «l’ho fatto con convinzione, mettendo a disposizione la mia esperienza e contribuendo, nella mia provincia, all’adesione di oltre 500 persone. Credevo di poter contribuire alla costruzione di una destra rigorosa sui temi dell’immigrazione, della sicurezza, della legalità e del merito, ma anche capace di mettere al centro umanità e rispetto verso le persone dí qualunque credo o colore. Purtroppo avevo visto male». L’ex meloniano dice di non riconoscersi più in una linea politica troppo spesso caratterizzata «dalla provocazione e dalla spregiudicatezza». «Ho chiesto più volte un confronto diretto con te, per discutere nel merito, senza mai riuscire a ottenerlo», continua la lettera. «Questo ha contribuito alla mia decisione, ma il motivo principale è politico: non mi sento più rappresentato dalla direzione intrapresa da Futuro Nazionale». Quella di Bellotti non è la prima retromarcia. Lo scorso giugno passò come una meteora in FN la consigliera comunale di Brindisi Maria Ciaccia. Giusto pochi giorni e tornò nelle fila di Forza Italia, ringraziando il segretario regionale azzurro Mauro D’Attis per la fiducia. Qualche defezione si è registrata anche in Puglia a causa della nomina di Rossano Sasso a responsabile regionale.
«Non c’è bisogno di partiti paralleli. Il nord – come il centro e il sud – non ha voglia di alchimie politiche, ha voglia di risposte concrete». Lo ha detto Matteo Salvini, in visita al comando di Stazione dei Carabinieri di Roma-Alessandrina, commentando la mossa degli ex parlamentari e segretari provinciali che hanno creato il ‘Comitato per il Congresso federale’ con l’obiettivo di riprendere il controllo della ‘vecchia’ Lega Nord, rottamata a fine 2017 e sostituita dalla Lega Salvini premier, ma tenuta in vita saldare il debito di 49 milioni di euro con lo Stato per le irregolarità commesse dal tesoriere Francesco Belsito nella rendicontazione dei rimborsi elettorali. «Di Lega ce n’è una. È forte e governa 14 Regioni su 20», ha aggiunto il segretario del Carroccio. Poi la stoccata ai promotori del comitato che chiede il congresso del partito fondato da Umberto Bossi: «Ci sono alcuni ex parlamentari che vorrebbero tornare a fare i parlamentari. Siccome la Lega sono i militanti, 500 sindaci, decine di migliaia di iscritti e volontari. Non è qualche ex parlamentare che cerca un altro posto. Mi tocca meno che zero».
Dopo l’organizzazione del piccolo “Squadrismo Summer Fest” in Veneto, anche la partecipazione al raduno neonazi “Ritorno a Camelot 2026”, che messo in piedi da Veneto Fronte Skinheads richiamerà dal 3 al 6 settembre a Pietramurata, frazione di Dro (Trento), il “meglio” – ossia il peggio – dell’ultradestra europea. Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, in costante ascesa nei sondaggi, non sembra aver alcuna intenzione di discostarsi dall’estremismo nero. Al raduno, dove sono attesi anche militanti di Blood & Honour, organizzazione sottoposte a sanzioni dal governo britannico nell’ambito della normativa antiterrorismo, parteciperanno infatti anche tesserati vannacciani. Lo ha annunciato Emilio Giuliana, responsabile di FN per la Provincia di Trento, in un’intervista all’Adige.
Pietramurata sarà blindata: impiegati almeno 120 agenti
Il raduno, ospitato negli spazi dell’Hotel Ciclamino di Pietramurata, dovrebbe richiamare tra le 300 e le 400 persone. E si terrà, nonostante le polemiche. Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si è riunito oggi a Trento, stabilendo un massiccio dispositivo di sicurezza: verranno impiegati almeno 120 agenti della polizia di Stato, oltre a carabinieri e Guardia di finanza. Questo perché nella frazione di Dro è attesa una manifestazione di protesta contro il raduno neonazi.
Emilio Giuliana (Facebook).
Le parole della sindaca e la richiesta di Bonelli al Viminale
Tra chi si è detto contrario all’evento c’è anche Ginetta Santoni, sindaca di Dro: «Non condividiamo lo spirito della manifestazione e spiace che Pietramurata debba diventare luogo di ritrovo di estremisti ed essere blindata». Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, che già aveva annunciato un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi chiedendogli di impedirne lo svolgimento, è tornato alla carica col Viminale dopo l’intervista a Giuliana: «Ha detto che il fatto che Blood & Honour sia classificata come organizzazione terroristica dal governo britannico per lui non sarebbe un problema. È una dichiarazione gravissima, che certifica come un partito che siede o ambisce a sedere in Parlamento europeo consideri irrilevante il fatto di muoversi nell’orbita di una rete neonazista sanzionata per terrorismo da un governo estero». Bonelli, che ha invocato l’applicazione della legge Mancino che punisce chi fa propaganda di idee basate sulla superiorità razziale o sull’odio etnico e religioso, ha poi sottolineato la presenza di riferimenti alla Gioventù hitleriana nel materiale legato al raduno e nei testi delle canzoni delle band che si esibiranno, una decina.