Due dirigenti di Reform UK si sono dimessi dopo un’inchiesta del gruppo Verbatim Investigations su presunti illeciti nei finanziamenti alla formazione di estrema destra guidata da Nigel Farage, andata in onda sulla rete pubblica Channel 4. A lasciare sono stati Dan Jukes, collaboratore di lunga data di Farage, e James Orr, responsabile delle politiche del partito. L’annuncio è arrivato a poche ore dall’inizio del congresso annuale di Reform UK, che si terrà a Birmingham.
Juke e Orr incastrati dalle immagini girate di nascosto
Le immagini diffuse da Channel 4 sono state girate con una telecamera nascosta da due giornalisti, che hanno finto di essere un facoltoso uomo d’affari statunitense e suo figlio, interessati a finanziare Reform UK aggirando le leggi britanniche. L’inchiesta è durata circa un anno e ha visto numerosi incontri: Farage ha partecipato solo all’ultimo, andato in scena a luglio nella sua città, Clacton-on-Sea, dove è stato di recente rieletto nelle suppletive dopo le dimissioni da deputato, arrivate a seguito dello scandalo dei cinque milioni in criptovalute versati dall’imprenditore Christopher Harborne. Le immagini mostrano Jukes che suggerisce un modo per assicurarsi una donazione di 500 mila sterline eludendo il divieto di ricevere fondi dall’estero (ossia tramite il figlio del finto magnate, residente nel Regno Unito) e Orr che propone di finanziare segretamente tre sondaggi da oltre 32 mila sterline complessivi, effettivamente poi pagati a un’azienda creata da Verbatim per l’occasione. E questo si configurerebbe come donazione illecita. Farage, come detto, ha partecipato solo all’ultimo incontro, in cui lo si vede ringraziare i finanziatori americani per il loro contributo.
Our yearlong investigation reveals Nigel Farage courting illicit funding as part of a plot to bring foreign money into British politics, orchestrated by his top aides and caught on hidden camera. pic.twitter.com/YBJm4CBg8A
— Verbatim (@Verbatim_Media) September 3, 2026
Cosa prevede la legge elettorale britannica
La legge elettorale britannica vieta donazioni provenienti da entità o cittadini stranieri. Inoltre i versamenti leciti ma superiori a 11.180 sterline devono essere dichiarati alla Commissione Elettorale: per quelle al centro dell’inchiesta non è avvenuta alcuna dichiarazione. I giornalisti di Verbatim hanno dunque messo in evidenza una doppia infrazione da parte di Reform UK, che dopo la pubblicazione dell’inchiesta hanno messo alla porta Jukes e Orr.
Farage: «Si tratta chiaramente di una trappola»
«Il partito non ha violato alcuna legge. Non ha accettato denaro di provenienza dubbia né nulla del genere. Si tratta tuttavia chiaramente di una trappola: hanno lavorato a lungo a questo piano, riuscendo a indurre alcuni nostri collaboratori esterni a dire cose che forse non avrebbero dovuto dire», ha dichiarato Farage. Reform UK, sottolineando che il coinvolgimento dei finti statunitensi si è limitato ai sondaggi, ha negato qualsiasi illecito e liquidato l’inchiesta come «una messinscena da attivisti sul clima finanziati dall’estero», il Center for Climate Reporting, insistendo sul fatto che il partito dispone di «un solido processo di verifica per i potenziali donatori approvato dalla Commissione elettorale».
