È scaduto alle 14 il termine per la presentazione degli emendamenti alla nuova legge elettorale, il cui esame alla Camera riprenderà martedì 14 luglio. In tutto ne sono stati depositati oltre 200. Tra essi anche la proposta di modifica, firmata da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Unione di Centro, ma non da Forza Italia e Lega, che prevede il capolista bloccato e a seguire la possibilità di mettere fino a tre preferenze di cui una di genere tra i sei nomi già scritti sulla scheda che saranno alternati in ordine di genere.
Cosa prevede la proposta di FdI, Noi Moderati e Udc
Nella proposta di Fratelli d’Italia, Noi moderati e Unione di Centro (Lega e Forza Italia si sono presi del tempo per riflettere), il comma 4 ex articolo 1 viene sostituito con il seguente: «Ogni elettore dispone di un voto da esprimere su un’unica scheda recante il contrassegno di ciascuna lista, corredato dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale e dei candidati delle liste circoscrizionali presentate ai fini dell’eventuale attribuzione del premio di governabilità». E poi: «Ogni elettore, inoltre, può esprimere fino a tre preferenze in favore di candidati nel collegio plurinominale della lista votata tra quelli che non sono capolista». I seggi ottenuti dalla lista nel collegio sarebbero quindi assegnati partendo dal capolista, mentre per quelli successivi verrebbe seguita la graduatoria determinata dai voti di preferenza. In caso di parità tra due candidati prevarrà l’ordine di presentazione della lista. Quanto alla parità di genere, in caso di più preferenze espresse, «queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza nell’ordine di lista». Sulla scheda, il primo nome dopo il capolista potrà essere dello stesso genere di quest’ultimo. Ma i sei candidati sottoposti alle preferenze dovranno poi seguire un ordine alternato.
Mentre continuano le indagini, la vicenda dell’attentato a Sigfrido Ranucci si arricchisce di un nuovo capitolo. Come ha fatto sapere il suo legale Roberto De Vita, il conduttore di Report «ha presentato denuncia e querela per diffamazione pluriaggravata e altri reati» in relazione «alla diffusione di dichiarazioni, articoli di stampa, congetture e insinuazioni che hanno trasformato, mediante esplicite allusioni, la vittima del grave attentato nel suo presunto beneficiario, attraverso espressioni che affermano o suggeriscono di un “finto attentato” e altre analoghe formulazioni e di vantaggi conseguenti, la cui ricaduta umana e professionale è di inaudita gravità».
L’esposto della redazione di Report per rivelazione di segreto di ufficio
Non solo: De Vita ha inoltre reso noto che Ranucci, assieme ai giornalisti Daniele Autieri, Giorgio Mottola, Paolo Mondani, Giulio Valesini Luca Chianca e altri della redazione di Report hanno sporto denuncia e querela per rivelazione del segreto di ufficio e del segreto investigativo per la pubblicazione su alcune testate di «notizie ed estratti di atti, coperti dal segreto di indagine ed in particolare di contenuti di intercettazioni telefoniche, di brogliacci e di verbali di sommarie informazioni testimoniali, relative all’indagine ancora in corso» sull’attentato dinamitardo di ottobre 2025. La denuncia, ha spiegato il legale, «non riguarda la pubblicazione da parte dei giornalisti, ma la rivelazione fatta da soggetti tenuti al segreto».
L’assemblea degli azionisti di Ferrovie dello Stato Italiane ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione composto da Tommaso Tanzilli, Gianpiero Strisciuglio, Daniela Rota, Silvia Marzot, Pietro Bracco, Franco Fenoglio e Loredana Ricciotti. Il board rimarrà in carica per il triennio 2026-2028. L’assemblea ha quindi confermato Tanzilli presidente (ricopre l’incarico da giugno 2024) e ha invitato il nuovo consiglio di amministrazione a nominare Gianpiero Strisciuglio come nuovo ceo.
Tommaso Tanzilli (Imagoeconomica).
Strisciuglio subentra a Donnarumma
Strisciuglio, che subentra a Stefano Donnarumma, sarà chiamato a scegliere i nuovi amministratori delegati delle società controllate Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana. Le nomine sono attese dopo l’estate.
Gianpiero Strisciuglio (Imagoeconomica).
Per il ruolo di ceo di Trenitalia, lasciata vacante appunto dal nuovo ceo di FS, è in pole Sabrina De Filippis, che dal 2023 ricopre gli incarichi di amministratrice delegata e direttrice generale di FS Logistix e di responsabile del Polo Logistica del Gruppo FS.
La Commissione europea ha nominato il vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto rappresentante speciale della Commissione per Cipro. In tale veste, contribuirà al processo di risoluzione della questione cipriota nel quadro delle Nazioni Unite, in stretta collaborazione con l’inviata personale del segretario generale dell’Onu per Cipro, María Ángela Holguín Cuéllar. «Questa nomina riflette il forte impegno della Commissione a favore della riunificazione di Cipro, con l’obiettivo di raggiungere una soluzione globale, funzionale e sostenibile», spiega l’esecutivo Ue.
Secondo la Procura di Roma, i quattro presunti esecutori materiali dell’attentato compiuto il 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione di Sigfrido Ranucci hanno ricevuto una somma compresa tra 5 e 10 mila euro, versata in contanti o attraverso viaggi pagati. È quanto emerge dalle indagini.
I pagamenti ai bombaroli e le intercettazioni
I presunti membri del commando sono stati arrestati il 30 giugno 2026: Pellegrino D’Avino (indicato come colui che avrebbe procurato l’esplosivo), Antonio Passariello e Saverio Mutone sono in carcere, mentre per Marika De Filippis (compagna di D’Avino) sono stati disposti i domiciliari. Quest’ultima avrebbe partecipato a un sopralluogo davanti alla casa del conduttore di Report. Ai quattro vengono contestati i reati di detenzione, porto in luogo pubblico e utilizzo di un ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, con l’aggravante di avere agito con modalità mafiose. Come riporta Il Messaggero, Passariello ha riferito di aver ottenuto circa 300 euro e Mutone 1.000 euro. Per D’Avino e De Filippis è stato documentato un viaggio in Sicilia interamente pagato. In alcune conversazioni intercettate, uno dei presunti esecutori materiali avrebbe parlato delle istruzioni ricevute dai mandanti.
Valter Lavitola (Ansa).
Resta ancora da invidivuare il movente
La Procura di Roma ha individuato inValter Lavitola il mandante dell’attentato: secondo la ricostruzione investigativa, il faccendiere (molto amico di Ranucci) avrebbe organizzato l’operazione attraverso il collaboratore Gomes Clesio Tavares, che avrebbe svolto il ruolo di intermediario coi bombaroli. Nei giorni scorsi è stata effettuata una perquisizione nell’abitazione del cittadino camerunense, che al momento si trova in Africa. Stando a quanto emerso, anche Lavitola si preparava a partire per il Camerun: da qui l’accelerata all’operazione da parte degli investigatori. Resta ancora da individuare il movente.
La foto di Clesio Tavares con D’Avino e Passariello (TikTok).
La foto di Clesio Tavares con D’Avino e Passariello
A proposito di Gomes Clesio Tavares e i suoi rapporti con i presunti esecutori materiali dell’attentato dinamitardi, Il Fatto Quotidiano ha individuato, tra i contenuti pubblicati su TikTok da Passariello, una fotografia del 22 luglio 2024 in cui compare assieme a D’Avino e allo stesso collaboratore di Lavitola.
Valter Lavitola lascia la procura di Roma da un’uscita secondaria (Ansa).
Alle ore 14 di oggi, lunedì 13 luglio, scade il termine per la presentazione degli emendamenti alla nuova legge elettorale, il cui esame alla Camera riprenderà martedì 14 luglio. Secondo quanto filtra da fonti di maggioranza, Fratelli d’Italia assieme a Noi Moderati e all’Unione di Centro depositerà un emendamento che prevede il capolista bloccato e a seguire la possibilità di mettere fino a tre preferenze di cui una di genere tra i sei nomi già scritti sulla scheda che saranno alternati in ordine di genere. Una proposta, questa, volta anche a raccogliere precedenti proposte delle attuali opposizioni, ma – in attesa di ulteriori interlocuzioni nei partiti e tra alleati – non sottoscritta da Forza Italia e Lega. Per quanto riguarda il Carroccio, dopo l’apertura mostrata nei giorni scorsi da Matteo Salvini, il vicecapogruppo alla Camera Riccardo Molinari ha affermato che «incaponirsi sulle preferenze non ha molto senso». FdI continua però a lavorare per una mediazione. Non è escluso che, in assenza di un accordo, si arrivi a un voto palese in Aula, che metterebbe in evidenza le divisioni sia nella maggioranza che nelle opposizioni.
L’emendamento per la riduzione delle circoscrizioni Estero
Il centrodestra ha però presentato un emendamento unitario alla legge elettorale che riduce le circoscrizioni Estero: diventano così due circoscrizioni per la Camera e una per il Senato. Attualmente le circoscrizioni sono: Europa, compresi i territori asiatici della Federazione russa e della Turchia; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide.
Nuovi attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran, per una tregua nel Golfo che ormai davvero sembra saltata. I raid americani sono iniziati poco dopo la mezzanotte iraniana e sono andati avanti per cinque ore. Il Comando centrale degli Stati Uniti ha rivendicato di aver colpito «sistemi di difesa aerea iraniani, i radar costieri, le capacità missilistiche e dei droni e piccole imbarcazioni», il tutto per favorire la riapertura dello stretto di Hormuz, la cui recente nuova chiusura da parte di Teheran ha fatto impennare ancora i prezzi del petrolio.
Teheran minaccia di ritirarsi dal memorandum d’intesa
Secondo i media statali iraniani, gli attacchi aerei Usa hanno colpito vaste aree nelle porzioni occidentale e meridionale della Repubblica Islamica, tra cui l’isola di Qeshm e Bandar Abbas, vicino allo stretto di Hormuz, nonché la provincia del Khuzestan, al confine con l’Iraq. Il Ministero degli Esteri iraniani ha dichiarato che, qualora gli Stati Uniti non rispettassero gli impegni assunti nel recente memorandum d’intesa siglato tra i due Paesi, Teheran smetterà di attenervisi: «Il nostro impegno sarà adempiuto in relazione a quello della controparte: laddove essi abbiano violato l’accordo con vari pretesti, neppure noi lo abbiamo attuato e continueremo a comportarci di conseguenza. Sono stati gli americani a violare il Memorandum d’intesa e a fare a pezzi l’accordo composto da 14 articoli»
L’Iran ha lanciato attacchi in Giordania, Bahrein e Kuwait
Accusando gli Stati Uniti di aver «vanificato tutti gli sforzi compiuti negli ultimi mesi» per la pace nella regione, il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica hanno reso noto di aver bombardato in Giordania, Bahrein e Kuwait alcune basi militari utilizzate dall’esercito Usa in Medio Oriente. Nel mirino in particolare la base aerea Prince Hassan in Giordania e quelle di Ali al-Salem e Ahmad al-Jaber in Kuwait, nonché il centro di comando dei droni statunitensi in Bahrein.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky attraverso X ha annunciato un rimpasto di governo proponendo la sostituzione del primo ministro Yulia Svyrydenko. «L’Ucraina sta cambiando la sua strategia politica. A ciascuna area prioritaria della politica estera verrà affidata una persona specifica con una solida esperienza, in grado di attuare quanto concordato a livello di leadership e quanto auspicato dal popolo ucraino. Le aree più importanti includono gli Stati Uniti e i nostri accordi sulle licenze per la produzione dei sistemi Patriot, nonché altre forme di cooperazione bilaterale in materia di sicurezza, che devono tradursi in vantaggi concreti per i nostri Paesi e per le aziende ucraine e americane. Lo stesso vale per il nostro lavoro interno. Ci sono nuove sfide e nuovi compiti e, di conseguenza, in Ucraina inizieranno i cambiamenti di personale per garantire l’attuazione della strategia politica aggiornata», ha scritto. E ancora: «Ho discusso i dettagli con il primo ministro ucraino Yulia Svyrydenko. Abbiamo stabilito che questi cambiamenti richiedono un rinnovo del Consiglio dei ministri. Sono grato a Yulia per il suo lavoro chiaro, costante ed efficace, per i suoi anni di servizio proficuo nella squadra ucraina, e le ho offerto l’opportunità di guidare un nuovo e importante settore di relazioni con un partner chiave. Mi aspetto che, insieme ai parlamentari, apporteremo i corrispondenti cambiamenti al governo ucraino. Ci saranno cambiamenti anche tra i vertici delle forze dell’ordine».
Ukraine is changing its political strategy. Each priority area of foreign policy will be assigned to a specific person with substantial experience who is capable of implementing what we agree on at the leaders’ level and what the Ukrainian people expect. The most important of… pic.twitter.com/YVdZJu6KUZ
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) July 12, 2026
È morto a 78 anni l’attore Sam Neill, famoso aver interpretato il paleontologo Alan Grant nella saga di Jurassic Park. «La perdita è stata improvvisa e inaspettata, ma confortata dal fatto che Sam fosse libero dal cancro», si legge in un comunicato della famiglia pubblicato su Instagram. L’attore, nato in Irlanda del Nord e cresciuto in Nuova Zelanda, aveva annunciato ad aprile di essere guarito da un tumore del sangue al terzo stadio.
Non solo Alan Grant: i ruoli più importante della carriera di Sam Neill
Come detto, Neill è noto al grande pubblico soprattutto per il personaggio del paleontologo Grant, apparso in Jurassic Park nel 1993, ripreso in Jurassic Park III e poi, quasi due decenni più tardi, in Jurassic World – Il dominio. Interprete versatile, Neill nel corso della sua lunga carriera, oltre che in blockbuster ha recitato anche in film indipendenti e varie serie televisive. Nel 1981, al fianco di Isabelle Adjani, fu il protagonista maschile di Possession, pellicola tra l’horror psicologico e il dramma sentimentale, diretta da Andrzej Żuławski e diventata cult anni dopo la sua uscita nelle sale. Nel 1988 recitò accanto a Meryl Streep in Un grido nella notte, dramma ispirato a una nota vicenda di cronaca australiana: la scomparsa della neonata Azaria Chamberlain, che durante un campeggio con la famiglia fu uccisa da un cane selvatico nel deserto. Nel 1990 aveva interpretato il capitano Vasily Borodin, “secondo” del comandante Marko Ramius alias Sean Connery in Caccia a Ottobre Rosso. Nel 1993 uscì Lezioni di piano, film vincitore della Palma d’oro a Cannes, che lo vede nel ruolo del marito della protagonista Ada McGrath. L’anno successivo Neill fu John Trent, paziente in un ospedale psichiatrico e investigatore assicurativo, protagonista dell’horror Il seme della follia. Tra i suoi film più celebri c’è poi L’uomo bicentenario, in cui fu il papà della famiglia Martin, che acquista un androide (interpretato da Robin Williams) inaspettatamente capace di provare emozioni. Più di recente, Neill era tornato alla ribalta nei panni dell’investigatore Chester Campbell, principale nemico della famiglia Shelby nelle prime due stagioni della serie Peaky Blinders.
Nell’ambito delle indagini sull’attentato a Sigfrido Ranucci è stata effettuata una perquisizione nell’abitazione di Gomes Clesio Tavares, factotum del presunto mandante Valter Lavitola: l’uomo, ritenuto l’intermediario con la banda che ha piazzato l’ordigno all’esterno della casa del conduttore di Report, si trova al momento in Camerun. Clesio Tavares convive nell’abitazione perquisita assieme alla compagna, che è stata ascoltata dai carabinieri come persona informata sui fatti.
Sigfrido Ranucci (Imagoeconomica).
Lavitola stava per partire per l’Africa
Intanto emergono nuovi sviluppi riguardanti Lavitola: il presunto mandante dell’attentato a Ranucci, a cui è legato da un rapporto di amicizia, era pronto a lasciare l’Italia in direzione dell’Africa. Il faccendiere aveva infatti già acquistato il biglietto aereo e la perquisizione della sua abitazione, nel corso della quale gli sono stati sequestrati smartphone e pc, è scattata dopo che gli investigatori lo hanno visto uscire di casa con un trolley.
Rai sospende le repliche estive di Report
Intanto, «in attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda che vede coinvolto il conduttore Sigfrido Ranucci», la Direzione Approfondimento della Rai «ha ritenuto opportuno sospendere cautelativamente la messa in onda delle repliche estive della trasmissione televisiva Report, a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico».
I 27 Paesi dell’Unione europea hanno deciso all’unanimità di aprire un nuovo cluster di negoziati di adesione con Ucraina e Moldova, in particolare il numero 6 sulle relazioni esterne, segnando un ulteriore passo nel lungo e complesso percorso verso l’ingresso dei due Paesi. Lo ha reso noto l’Irlanda, che detiene attualmente la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue. Il sesto capitolo negoziale verrà affrontato dal 14 luglio.
Ursula von der Leyen e Volodymyr Zelensky (Imagoeconomica).
L’accelerata dopo la sconfitta di Orban in Ungheria
La decisione si inserisce sulla scia della spinta generata dal cambio di governo in Ungheria, che sotto Viktor Orban aveva continuato a porre paletti al processo di adesione dell’Ucraina. L’Ue ha avviato ufficialmente i negoziati di adesione con Kyiv e Chisinau a metà giugno con l’apertura del primo cluster, quello dei Fondamentali. Dopo il via libera a capitolo 6, per Kyiv restano ancora in sospeso quattro cluster negoziali: il numero 2 (mercato interno), il 3 (competitività e crescita inclusiva), il 4 (agenda verde e connettività sostenibile) e il 5 (risorse, agricoltura e coesione). Potrebbero essere aperti a partire da settembre.
Volodymyr Zelensky (Imagoeconomica).
Le chiusure dei cluster per Albania e Montenegro
I Ventisette hanno inoltre deciso di chiudere in via provvisoria i capitoli negoziali 25 (scienza e ricerca), 26 (istruzione e cultura) e 30 (relazioni esterne) per l’Albania; e i capitoli negoziali 8 (politica della concorrenza) e 29 (Unione doganale) per il Montenegro.
L’assemblea delle giornaliste e dei giornalisti di Repubblica ha accolto con stupore le dimissioni del direttore Mario Orfeo, che da settembre ricoprirà il medesimo ruolo in un’azienda concorrente (Editoriale Nazionale, editore di Qn, Resto del Carlino, Nazione e Giorno). I cronisti l’hanno sfiduciato in nome del conflitto di interessi che si viene a creare tra l’attuale direzione di Repubblica e l’annunciato incarico. «Direttore, riteniamo che non sia opportuno che da oggi faccia il giornale, visto che è stato ufficialmente comunicato il tuo passaggio alla concorrenza», ha detto Matteo Pucciarelli, membro del Comitato di redazione (a nome di tutta la rappresentanza sindacale), durante la consueta riunione del mattino. Orfeo avrebbe replicato preannunciando una denuncia all’Ordine dei giornalisti, continuando poi la riunione. Il Cdr presenterà anche al presidente del cda Mirja Carta D’Asero la richiesta di sospenderlo dalla funzione di direttore, sostenendo che i vicedirettori possono guidare il giornale nell’attesa della nomina del nuovo capo.
Il Cdr: «Urgente nuovo direttore che rispecchi i valori del giornale»
In una nota, il Cdr ha aggiunto che «la redazione, nei mesi di trattativa tra la vecchia e nuova proprietà, non ha mai smesso di avere una posizione critica, pubblica e di grande preoccupazione per il destino editoriale di Repubblica». E ancora: «I primi mesi dopo l’acquisizione di Antenna sono stati sinora di stallo, un tempo di incertezza che non può durare oltre. Pretendiamo un piano industriale, un serio progetto di rilancio e il coinvolgimento della redazione negli investimenti del gruppo Antenna in Italia. È urgente, intanto, la nomina di un nuovo direttore, in grado di rispecchiare appieno i valori fondativi di Repubblica, in linea con la storia e l’identità del giornale e di chi lavora al quotidiano con passione e impegno». Intanto martedì sarà a Roma Theodore Kyriakou, presidente del Gruppo Antenna, anche se al momento non ci sono incontri convocati con il Cdr.
Ritenendo che il design di Instagram e Facebook crei dipendenza, la Commissione europea ha contestato in via preliminare a Meta una violazione della legge sui servizi digitali (Dsa). Se le conclusioni verranno confermate, il colosso di Mark Zuckerberg rischia una multa fino al 6 per cento del fatturato annuo mondiale.
Le app di Facebook e Instagram (e WhatsApp) su uno smartphone (Ansa).
Perché il design dei due social creerebbe dipendenza
Nel mirino in particolare lo scroll infinito, l’autoplay, le notifiche push e le raccomandazioni altamente personalizzate (grazie ai like): secondo l’esecutivo Ue si tratta di strumenti che favoriscono un uso compulsivo delle piattaforme social, con rischi per il benessere fisico e mentale degli utenti, in particolare minorenni e persone vulnerabili. La Commissione europea ritiene che Meta abbia sottovalutato l’effetto di strumenti e anche ignorato le informazioni disponibili sul tempo trascorso dai minori sulle piattaforme durante le ore notturne, così come sull’impatto di formati come reel e storie. Analoghe criticità riguardano i controlli parentali, giudicati efficaci solo per genitori con adeguate competenze tecniche, e le iniziative di sensibilizzazione sulla salute mentale.
Mark Zuckerberg, presidente e ceo di Meta (Ansa).
Meta si difende dalle accuse dell’Unione europea
«Non concordiamo con questi risultati preliminari che non tengono adeguatamente conto delle misure significative che abbiamo adottato per proteggere gli adolescenti», si legge in un comunicato di Meta. «Da quando è stata avviata questa indagine abbiamo lanciato gli account per teenager che proteggono automaticamente i ragazzi e danno ai genitori il controllo consentendo di bloccare accesso a Instagram di notte e limitare il tempo di uso giornaliero a soli 15 minuti». E poi: «Condividiamo l’impegno della Commissione europea nel garantire ai ragazzi esperienze online sicure e positive e continueremo a collaborare con loro in modo costruttivo».
La Corte d’Appello di Milano ha confermato le assoluzioni di 23 militanti di estrema destra imputati per aver fatto saluti romani e risposto alla chiamata del “presente” al corteo che si era tenuto il 29 aprile 2019 in memoria di Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù ucciso a 19 anni da un commando di Avanguardia Operaia nel 1975. I giudici di secondo grado hanno stabilito che «il fatto non sussiste».
La Procura di Milano aveva fatto ricorso ad aprile del 2025
La Procura di Milano aveva presentato ricorso in appello ad aprile del 2025, dopo la sentenza di primo grado che aveva assolto i 23 imputati perché chiamata del “presente” e il saluto romano, messi in atto da un migliaio di persone, non rappresentavano una «condotta potenzialmente idonea alla ricostituzione del partito fascista», ma solo un «omaggio e ricordo del giovane trucidato per le sue idee politiche». Da qui la non applicabilità della Legge Scelba. I cortei dei militanti di estrema destra per Ramelli a Milano, come quella in ricordo dei morti di Acca Larentia a Roma, si tengono ogni anno. Nella continua altalena tra condanne e assoluzioni per le parate neofasciste, in un processo relativo al corteo del 2018 sono arrivate invece condanne (quattro mesi) per 13 militanti.
La Corte d’Appello di Milano nel secondo grado bis ha condannato a un anno e due mesi Raffaele Meola, imputato per violenza sessuale nel processo scaturito dalla denuncia di una hostess, Barbara D’Astolto, che raccontò nel 2018 di aver subito abusi a Malpensa dall’ex sindacalista, che lavorava all’aeroporto lombardo, durante un incontro fissato per una vertenza. I giudici hanno anche riconosciuto a carico dell’imputato una provvisionale di risarcimento a favore della vittima da 10 mila euro.
L’aeroporto di Milano Malpensa (Imageconomica).
Il caso aveva suscitato forti polemiche
Meola era stato assolto in primo e secondo grado Meola perché – avevano scritto i giudici nelle sentenze – D’Astolto avrebbe potuto opporsi nei 30 secondi di durata della molestia. Poi, la Cassazione, dopo un ricorso del pg Angelo Renna (che aveva chiesto due anni per Meola), ha annullato con rinvio l’ultimo verdetto per il nuovo giudizio. Il «ritardo nella reazione» della vittima, ovvero «nella manifestazione del dissenso» è «irrilevante» per la configurazione della violenza sessuale, aveva scritto a febbraio del 2025 la Cassazione, motivando l’annullamento con rinvio della doppia assoluzione. Le motivazioni del verdetto di oggi saranno depositate tra 90 giorni.
D’Astolto: «Ho pagato un prezzo molto alto»
«C’è il sollievo per quella che spero sia la fine di una vicenda che in questi anni ha riempito tutta la mia vita. Ho pagato un prezzo molto alto», ha dichiarato D’Astolto. «Difficilmente è passato un giorno senza che la mia testa andasse a questa vicenda. Non c’è mai stata una giornata in cui il mio cervello sia stato libero da questi pensieri». Il suo legale ha parlato di «sentenza spartiacque».
Emirates Telecommunications Corporation (Etisalat) ha ceduto la sua intera quota del 16,2 per cento in Vodafone all’imprenditore francese Xavier Niel, fondatore del gruppo Iliad e principale azionista di Le Monde, che diventa così il principale azionista della multinazionale britannica operante nel settore delle telecomunicazioni.
Logo Vodafone (Ansa).
La partecipazione di Etisalat è stata valutata 5,1 miliardi di euro
La partecipazione della compagnia telefonica emiratina Etisalat è stata valutata 5,1 miliardi di euro, con un premio del 15 per cento rispetto all’ultimo prezzo delle azioni Vodafone: verrà rilevata dalla società veicolo Vega, detenuta dalla famiglia di Niel. L’imprenditore francese aveva peraltro già rilevato una quota del 2,5 per cento in Vodafone nel 2022. Dopo Niel i principali azionisti sono i fondi Blackrock con il 7,1 per cento e Vanguard con il 5,8 per cento, seguiti dall’imprenditore svizzero Martin Ebner, il quale detiene il 3,1 per cento. L’investimento di Vega in Vodafone sarà interamente finanziato da Xavier Niel (che aveva tentato di comprare Vodafone Italia, poi ceduta a Swisscom) e da istituzioni finanziarie, senza alcun ricorso e senza alcun impatto sulla leva finanziaria di alcuna entità controllata dal gruppo della famiglia Niel, si legge in una nota.
La Regione italiana capace di offrire la migliore assistenza sanitaria è il Veneto. Lo evidenzia il Nuovo sistema di garanzia allestito dal ministero alla Salute, basata su 88 indicatori suddivisi nelle tre macroaree di prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera, a cui è stato assegnato un punteggio compreso tra 0 e 100, per un massimo teorico di 300 punti. Subito dietro il Veneto, che svetta con 288 punti, l’Emilia-Romagna (282) riesce a conquistare la seconda posizione, scavalcando la Toscana (280) che scivola così al terzo posto. Il top five poi il Piemonte (272) e la Provincia autonoma di Trento (271).
Lombardia in sesta posizione
I dati si riferiscono al 2024. La Lombardia (270) si trova in sesta posizione, seguita da Umbria (254), Liguria (250), Friuli Venezia-Giulia (248) e Puglia (242), prima Regione del Sud. Scorrendo la classifica troviamo poi appaiate Marche e Lazio (237), seguite da Abruzzo (229), Valle d’Aosta (213), Sardegna (212) e Campania (209).
Ultima in classifica la Calabria
Per quanto riguarda la parte bassa della classifica, in quint’ultima posizione c’è la Provincia autonoma di Bolzano (206, peggior risultato per un territorio del Nord). Appena sotto la Basilicata (205). Terzultima la Sicilia (196), poi il Molise (192). Fanalino di coda la Calabria (189).
Come funziona il calcolo del Ministero
Il Nuovo sistema di garanzia valuta la qualità dell’assistenza sanitaria erogata attraverso un’analisi capillare. Il modello prevede 88 indicatori, a loro volta suddivisi in sottoindicatori, raggruppati in tre macroaree:
Prevenzione collettiva: include parametri come la copertura vaccinale nei bambini e l’efficacia delle campagne di screening.
Assistenza distrettuale: analizza la gestione delle cure sul territorio, l’appropriatezza prescrittiva dei farmaci e la tempestività dei mezzi di soccorso.
Assistenza ospedaliera: monitora l’efficienza dei ricoveri, la percentuale di parti cesarei e i tassi di mortalità a breve termine per patologie acute come l’ictus.
EasyJet ha ricevuto una nuova offerta dalla società di private equity Apollo Global Management di 5,7 miliardi di sterline. Una proposta di circa il 3,6 per cento superiore all’ultima offerta di Castlelake, che la compagna low-cost «non intende più raccomandare». Al contrario, i termini finanziari dell’offerta di Apollo «sono a un livello tale da indurre la società a raccomandarla agli azionisti». L’improvvisa entrata in gioco del fondo segue diversi round di negoziazione tra EasyJet e Castlelake, che aveva continuamente aumentato la propria offerta per avviare i colloqui. Apollo ha affermato che gli azionisti della compagnia aerea avranno la possibilità di convertire le proprie azioni esistenti in una cosiddetta alternativa di “stub equity“, attraverso la quale i fondi Apollo manterranno il loro investimento nella compagnia aerea. Ha anche dichiarato che si impegnerà a soddisfare la condizione necessaria affinché gli investitori esteri possano controllare una compagnia aerea europea. La normativa prevede che le compagnie aeree siano controllate in maggioranza da un’entità europea, un ostacolo che Castlelake aveva cercato di superare assumendo due dirigenti irlandesi del settore aereo.
L’intelligence israeliana ha condiviso con quella statunitense nuove informazioni che indicherebbero un nuovo piano dell’Iran per uccidere Donald Trump. Lo riporta il Wall Street Journal, spiegando che tale circostanza segnerebbe un’escalation nella guerra tra Washington e Teheran Da anni, evidenzia il Wsj, Teheran ha promesso apertamente di vendicarsi di Trump per l’assassinio di Qassem Soleimani, alto generale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, avvenuto durante in un raid su Baghdad il 3 gennaio 2020, durante primo mandato del tycoon. Parlando con i giornalisti a margine del vertice Nato di Ankara, lo stesso Trump aveva fatto riferimento alle minacce contro di lui: «Vogliono eliminare il leader degli Stati Uniti, cioè me. Sono il primo della lista. Finora immagino di essere stato un po’ fortunato, ma forse non durerà a lungo».
Un maxi incendio boschivo nell’area di Los Gallardos, nella provincia andalusa di Almeria in Spagna, ha provocato almeno 11 morti. L’ha reso noto l’assessore regionale alla Presidenza e alle Emergenze, Antonio Sanz, precisando che il numero potrebbe ancora variare, data la complessità delle operazioni di spegnimento sul terreno. Quattro persone di nazionalità britannica sono morte in un’auto, mentre le altre sette vittime sono decedute mentre stavano cercando di fuggire. Si contano inoltre otto feriti, quattro dei quali in gravi condizioni con ustioni. 122 persone sono state trasferite al teatro del municipio di Lubrin e nel palasport della località di Garrucha, tutte provenienti dal Comune di Bedar evacuato. In totale sono un migliaio le persone evacuate.
Si è chiuso a Milano il primo processo derivato da uno dei filoni di una maxi inchiesta sugli insulti social a Liliana Segre: il procedimento vedeva imputate otto persone in totale, accusa di diffamazione aggravata dall’odio razziale alla senatrice sopravvissuta alla Shoah. Un imputato, l’unico che aveva scelto il rito abbreviato, è stato condannato a 4 mesi con pena sospesa e a un risarcimento di 1.500 euro. Per un secondo imputato, invece, sono stati disposti 12 mesi di lavori di pubblica utilità alla Caritas, il versamento di 300 euro alla Fondazione Memoriale della Shoah e un percorso psicologico. Nelle scorse udienze alcuni imputati si erano scusati con delle lettere e avevano fatto pervenire risarcimenti, versati sempre al Memoriale della Shoah, con somme dai 500 fino ai 2 mila euro. Passaggi che avevano portato alla remissione delle querele da parte di Segre. Altri, invece, tra cui l’imputato in udienza oggi, sono stati ammessi all’istituto della messa alla prova: per l’unico che aveva scelto di essere giudicato con rito abbreviato è arrivata appunto la condanna.
A margine della presentazione dei palinsesti Mediaset, l’amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi ha parlato anche di due protagonisti della politica italiana, seppur con ruoli decisamente diversi: Giorgia Meloni e Roberto Vannacci. «Non è il mio mestiere, c’è un primo ministro che io penso faccia un grande lavoro», ha detto Berlusconi interpellato su eventuali consigli da dare alla premier e, dunque, anche sull’opportunità di includere Futuro Nazionale all’interno della coalizione di centrodestra.
Roberto Vannacci (Ansa).
Forza Italia non chiude la porta a Vannacci
Senza sbattere la porta in faccia a Vannacci, Berlusconi ha definito l’ex generale «un bravo comunicatore» e, sottolineando che «l’Italia non è nuova a fenomeni che crescono dal nulla», ha aggiunto: «La propaganda è propaganda e Vannacci lo sa molto bene. Aspettiamo di vedere il programma e vedremo se è coerente con quello del centrodestra». Una posizione più conciliante rispetto a quella della sorella Marina, che ritiene troppo estremiste le prese di posizione del fondatore di Futuro Nazionale e per questo incompatibili con la linea di Forza Italia, che peraltro ha visto l’addio di alcuni esponenti passati proprio dalla parte dell’ex generale. Vannacci, peraltro, è tornato a criticare i partiti «eterodiretti e guidati dal denaro», ponendo interrogativi sul ruolo politico ufficiale di Marina Berlusconi. Da parte sua, Pier Silvio ha assicurato che Forza Italia «farà le sue scelte in piena autonomia».
Giorgia Meloni (Ansa).
La solidarietà a Meloni per gli attacchi di Trump
Parlando di Meloni, l’amministratore delegato di Mediaset si è detto «profondamente infastidito» e «offeso da italiano» dai recenti attacchi del presidente americano Donald Trump nei confronti della premier: «La stimo, penso che, vista situazione e il personaggio con cui abbiamo a che fare, meglio di così sarebbe difficile fare: trovare un equilibrio tra una posizione giusta con gli Stati Uniti e non mollare il punto sulle posizioni europee».
È iniziata l’analisi di quanto sequestrato al faccendiere Valter Lavitola, ritenuto il mandante dell’attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci, che continua a difenderlo: gli inquirenti hanno acquisito in particolare sette manoscritti, appunti di Lavitola, tre telefonini e due pen drive che erano nella disponibilità dell’imprenditore. A Lavitola vengono contestati i reati di strage e associazione mafiosa. Le prove a supporto al momento sono al vaglio e non sono state chieste misure cautelari.
Valter Lavitola (Ansa).
Lavitola ha respinto l’accusa di essere il mandante
Davanti ai pm che lo hanno convocato per l’interrogatorio, Lavitola si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma ha reso dichiarazioni spontanee, respingendo le accuse e sostenendo di non avere idea di quale possa essere stato il movente. Per quanto riguarda la sua presenza sul luogo dell’attentato dinamitardo un mese prima dei fatti, Lavitola ha spiegato che andava spesso a trovare Ranucci, in virtù del rapporto di amicizia col conduttore di Report. «Ci vediamo quasi tutti giorni, le nostre famiglie si frequentano, andiamo a cena spesso. È un’amicizia così stretta che è incompatibile con qualsiasi tipo di movente»: sarebbero state queste le sue parole.
Sigfrido Ranucci (Imagoeconomica).
Ranucci ha rivendicato l’amicizia con Lavitola
«Non mi pento del rapporto di amicizia con Lavitola. Mi sembra che nel Parlamento ci sono tanti iscritti alla massoneria». È quanto detto da Ranucci a Esperia, facendo una distinzione tra rapporto personale e collaborazione professionale. Interpellato sull’attendibilità giornalistica di Lavitola, Ranucci lo ha poi definito «un po’ una scatola nera del Paese», ribadendo insomma che, nel corso degli anni, il faccendiere è diventato un’importante fonte. Dopo aver saputo dell’indagine su Lavitola, Ranucci aveva detto pubblicamente di considerarlo «un amico vero» e che «non avrebbe mai voluto fare del male» a lui e alla sua famiglia. Il giornalista ha inoltre spiegato di aver conosciuto Lavitola nel 2019, dopo alcune inchieste fatte da Report sul suo conto e di frequentare spesso il ristorante romano “Cefalù Bistrò di Pesce”, di sua proprietà. Per ora non è prevista una nuova convocazione in procura per essere ascoltato come testimone. L’ipotesi di Ranucci è che l’attentato sia stato organizzato da qualcuno che voleva impedire che a Report arrivassero delle informazioni.
Valter Lavitola lascia la procura di Roma da un’uscita secondaria (Ansa).
Il ruolo del factotum camerunense di Lavitola
Assieme a Lavitola è indagato anche Clesio Tavares Gomes, cittadino camerunense da anni dipendente del ristorante del faccendiere e suo «factotum», accusato di essere l’intermediario che ha reclutato il commando contro Ranucci. I cinque presunti esecutori materiali dell’attentato del 16 ottobre 2025 (Pellegrino D’Avino, Antonio Passariello, Saverio Mutone, Luca Amato, Marika De Filippis) sono stati tutti arrestati. Subito dopo l’attentato, Tavares Gomes è tornato in Camerun, dove si trova tuttora. «Sta spesso lì e ciò è riscontrabile dal suo passaporto. Ora si trova nel suo Paese di origine per un affare sul carbon credit», avrebbe spiegato Lavitola.
Restano tanti dubbi e manca il movente
Nel frattempo restano tanti i dubbi attorno all’attentato. Lavitola è sospettato di essere il mandante e a corroborare tale ipotesi ci sono delle intercettazioni di telefonate con Tavares Gomes. Tuttavia il faccendiere è effettivamente amico di Ranucci e progettava di farlo entrare in politica, addirittura – ha ricostruito Repubblica – nelle vesti di capo di un’eventuale coalizione del campo largo. Insomma, manca il movente. «E quando tu sarai presidente del Consiglio, io sarò il tuo Gianni Letta», avrebbe detto Lavitola a Ranucci durante una cena, accostandosi a uno dei più fidati consiglieri politici di Silvio Berlusconi. Questa parte della storia è stata confermata dal faccendiere a La Verità. Parlando col Corriere della Sera, Ranucci ha detto di essere a conoscenza del progetto, smentendo però la volontà di candidarsi.
L’ultima Supermedia Agi/Youtrend sulle intenzioni di voto, realizzata sulla base di 11 sondaggi condotti dal 25 giugno all’8 luglio da sette istituti, conferma il sorpasso di Futuro Nazionale sulla Lega. Il partito di Roberto Vannacci è dato al 6,2 per cento, in crescita dello 0,9 per cento nelle ultime due settimane, mentre il centrodestra nel complesso arretra esattamente della stessa misura. Stabili i partiti di opposizione, a +2,4 per cento sul centrodestra.
Roberto Vannacci (Ansa).
La Lega continua ad arretrare
Fratelli d’Italia è ancora saldamente la prima formazione politica del Paese col 27,7 per cento (-0,1), seguito dal Partito democratico al 21,5 per cento (+0,1). Il Movimento 5 stelle sale al 13 per cento (+0,2). In leggera flessione invece Forza Italia al 7,8 per cento (-0,2). Segue Alleanza Verdi e Sinistra, data al 6,5 per cento (-0,1). Detto dei vannacciani, continua ad arretrare la Lega, ora al 5,8 per cento (-0,4). Azione scende al 3 per cento (-0,2). Stabile Italia Viva al 2,3 per cento. Poi +Europa all’1,3 per cento e Noi Moderati all’1 per cento -0,1 per entrambi i partiti). Per quanto riguarda le coalizioni, il campo largo sale al 44,7 per cento staccando ulteriormente il centrodestra, in netto calo al 42,3 per cento.
È morta Bonnie Tyler, cantante britannica interprete di una serie di hit negli Anni 70 e 80, tra cui Total Eclipse of the Heart. Aveva 75 anni. A maggio era stata posta in coma indotto dopo un intervento chirurgico d’urgenza all’intestino in Portogallo, dove abitava: era ancora ricoverata in terapia intensiva.
Il grido che le cambiò la voce (e la carriera)
Nata nel 1951 come Gaynor Hopkins nel Galles meridionale, Bonnie Tyler scelse il nome d’arte con cui divenne nota leggendo un giornale e selezionando nomi e cognomi che le piacevano. I primi successi erano arrivati a metà degli Anni 70 con i singoli Lost in France e More Than a Lover. Nel 1977, dopo un intervento chirurgico per dei noduli alle corde vocali, l’episodio che le cambiò la carriera, raccontato nella sua autobiografia: mentre si recava in ospedale a trovare il fratello, si accorse di aver dimenticato il regalo che aveva comprato per lui e così lanciò un grido talmente forte, che le provocò danni permanenti. La voce di Bonnie Tyler ne uscì trasformata, assumendo una timbrica più roca: nello stesso anno incise It’s a Heartache, che divenne una hit mondiale. Il suo brano più famoso è però senza alcun dubbio Total Eclipse of the Heart, arrivato nel 1983.
Bonnie Tyler negli Anni 80 (Ansa).
Nel 1984 fu ospite del Festiva di Sanremo
L’anno successivo, ospite al Festival di Sanremo, eseguì la canzone sul palco dell’Ariston, cosa che di fatto la lanciò anche in Italia, dove era ancora poco conosciuta. Nel frattempo, però, era inserita nel Guinness dei primati grazie all’album Faster Than the Speed of Night, che era entrato nella classifica inglese direttamente al numero 1, cosa mai successo in precedenza a un’artista britannica.
Tra i suoi successi anche Holding Out for a Hero
Tra i successi della sua lunga carriera figurano anche Holding Out for a Hero, dalla colonna sonora di Footloose, e Here She Comes, canzone nata dalla collaborazione con Giorgio Moroder.
Bonnie Tyler nel 2018 (Ansa).
Nel 2013, anno in cui era stata insignita del titolo di Member of the Order of the British Empire per il suo contributo alla musica, aveva rappresentato il Regno Unito all’Eurovision Song Contest con il brano Believe in Me. L’ultimo album di Bonnie Tyler, The Best Is Yet To Come (il 18esimo in studio), era uscito nel 2021.
Bonnie Tyler all’Eurovision Song Contest nel 2013 (Ansa).
Dopo l’inchiesta sullo spionaggio e l’arresto di due ex agenti dei servizi segreti, accusati di aver venduto informazioni riservate sulla sicurezza nazionale in cambio di denaro, il Governo ha deciso di espellere due addetti militari dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia coinvolti nella vicenda. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Il Governo italiano ha deciso di espellere due addetti militari dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, responsabili delle attività di spionaggio emerse nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma. Il segretario generale della Farnesina ha appena comunicato…
«Il segretario generale della Farnesina ha appena comunicato all’ambasciatore russo a Roma che Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov devono lasciare Roma entro tre giorni. Mosca continua a usare le sue armi ibride per attaccare l’Occidente e l’Italia. Un’ingerenza grave e inaccettabile per le Istituzioni italiane e per la sicurezza nazionale», ha scritto Tajani sui social.
I casi analoghi del recente passato
Astakhov e Gorbachev, protetti dall’immunità diplomatica, sono stati dichiarati persone non grate e pertanto espulsi dall’Italia. Una misura che richiama direttamente quanto accaduto nel 2021 ad altri due diplomatici di Mosca, allontanati dal Paese dopo l’arresto dell’ufficiale di Marina Walter Biot, fermato mentre consegnava documenti riservati a funzionari dell’ambasciata russa nel parcheggio di un centro commerciale di Roma. Nel 2023, inoltre, il ministero degli Esteri aveva espulso come persona non grata l’addetto militare russo Damir Ravilevich Kurmashov, scoperto a corrompere Gavino Raoul Piras (protagonista della vicenda di questi giorni). Al posto del diplomatico allontanato era arrivato in Italia proprio Astakhov, che aveva ereditato i contatti del predecessore. La posizione di Piras invece era stata archiviata.
Chi sono gli ex agenti dell’Aisi arrestati
Nell’ambito dell’inchiesta sulle spie per la Russia sono stati arrestati due ex funzionari dell’Aisi in pensione: il già citato Piras e Vincenzo Di Pasquale. Entrambi avevano anche prestato servizio per l’Arma dei Carabinieri. Piras, in particolare, è stato ripreso scambiava cellulari, schede di memoria e pizzini col suo interlocutore russo. Oltre ai due arrestati ci sono poi altri cinque indagati (di cui quattro militari) a piede libero: Davide Piantanida, Gianluca Nardella, Giuseppe Tempesta, Sergio Romeo, Antonio Guerra.
Treni in ritardo e alcune cancellazioni, in modo particolare tra quelli a lunga percorrenza, si sono verificati in Calabria a causa del danneggiamento della linea ferroviaria nel crotonese e nel cosentino. A Cutro, Isola Capo Rizzuto ed a San Lucido sono stati tranciati dei cavi in fibra della linea ferroviaria. Il danneggiamento sarebbe riconducibile, secondo le prime ipotesi, a un tentativo di furti di rame. Rfi ha reso noto che si sta procedendo a smaltire la circolazione anche attraverso la sostituzione delle tratte interessate con l’utilizzo del servizio autobus. La procura della Repubblica di Paola (Cosenza) ha avviato una indagine sul danneggiamento della linea. Nell’area del crotonese la manomissione è avvenuta in due luoghi distinti: il primo a circa 500 metri dalla stazione di Isola Capo Rizzuto e il secondo in prossimità dell’ingresso della galleria di Cutro. In ciascun sito sono stati eseguiti quattro tagli netti che hanno tranciato sia le linee di fibra ottica che quelle di rame. È stato accertato che entrambe le zone sono sprovviste di impianti di videosorveglianza. Sebbene la prima ipotesi investigativa propenda per un tentato furto di rame fallito, gli inquirenti non escludono alcuna pista. Tra gli scenari al vaglio vi è anche l’ipotesi di un vero e proprio atto di sabotaggio.
La Cassazione ha accolto il ricorso presentato da Irene Pivetti, annullando con rinvio la sentenza di condanna a 4 anni per l’ex presidente della Camera dei deputati, accusata di autoriciclaggio ed evasione fiscale. La procura generale aveva chiesto ai giudici della seconda sezione penale della Cassazione di confermare la condanna. Pivetti tornerà ora davanti a una diversa sezione della Corte d’appello a Milano. Era stata condannata in primo grado a settembre del 2024 e i 4 anni di reclusione erano stati poi confermati in appello a dicembre del 2025.
La presunta finta compravendita di tre Ferrari Granturismo
Al centro del procedimento che vede Pivetti sul banco degli imputati figurano alcune operazioni commerciali risalenti al 2016, per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro, legate alla presunta finta compravendita di tre Ferrari Granturismo, che aveva coinvolto il gruppo cinese Daohe. Secondo le ricostruzioni svolte dai pm e dagli investigatori della Guardia di Finanza, quelle transazioni sarebbero state utilizzate da Pivetti per riciclare fondi provenienti da irregolarità fiscali. La vicenda giudiziaria già nel 2022 aveva portato la Cassazione a confermare un sequestro di oltre 3,4 milioni di euro a carico dell’ex presidente della Camera.
Al vertice Nato di Ankara, Donald Trump aveva detto di ritenere conclusa la tregua con l’Iran. Nella notte gli Stati Uniti sono tornati ad attaccare nella parte meridionale della Repubblica Islamica. Tra le località interessate dai raid Bandar Abbas e a Sirik, nei pressi dello stretto di Hormuz, e la costa occidentale di Sirik. Segnalati attacchi anche a Konarak e Chabahar. Teheran ha risposto con missili e droni sulle basi americane in Kuwait e Bahrein.
Donald Trump (Ansa).
Il Centcom: «Colpiti circa 90 obiettivi militari iraniani»
Il Comando Centrale degli Stati Uniti afferma di aver colpito «circa 90 obiettivi militari iraniani, tra cui sistemi di difesa aerea, infrastrutture di sorveglianza costiera, depositi di missili e droni, capacità navali e infrastrutture logistiche militari lungo la costa iraniana», al fine di «indebolire ulteriormente la capacità di Teheran di attaccare navi mercantili e marinai civili innocenti nello stretto di Hormuz».
I Guardiani della rivoluzione affermano che gli attacchi statunitensi hanno colpito, tra le altre cose, i ponti sulle strade che portano a Mashhad, ovvero la città in cui l’ex guida suprema Ali Khamenei verrà sepolto nel corso della giornata. Secondo il ministero della Salute iraniano, gli attacchi Usa delle scorse ore hanno causato almeno 14 morti e 78 feriti in cinque province del Paese.
La risposta dell’Iran: nel mirino nel basi militari Usa
Come detto, l’Iran ha risposto alla nuova offensiva americana con missili e droni contro le basi Usa nel Golfo Persico. Gli attacchi, spiegano le forze armate di Teheran, hanno preso di mira un sistema missilistico Patriot in Kuwait, serbatoi di carburante dell’esercito statunitense in Bahrein e un sito di antenne satellitari per l’allerta precoce in Qatar: «Non permetteremo in alcun caso che gli obiettivi e le aspirazioni dello sciocco presidente degli Stati Uniti si realizzino e difenderemo gli alti ideali della Rivoluzione Islamica fino alla vittoria finale». Al Jazeera riporta che, dopo il secondo giorno di attacchi statunitensi all’Iran, il traffico nello stretto di Hormuz risulta quasi completamente bloccato.
Michele Mari supera le polemiche e vince, con 190 voti, il Premio Strega 2026. L’acceso dibattito seguito all’affaire Murgia non ha pesato sulla vittoria deI convitati di pietra(Einaudi) con cui lo scrittore, alla sua prima volta al più ambito riconoscimento letterario italiano, aveva già incassato il Premio Strega Giovani. Il suo è un romanzo corale in cui racconta un patto goliardico, che si trasforma in una competizione feroce, tra compagni di classe di un liceo milanese dopo gli esami di maturità. Al secondo posto si è piazzato Matteo Nucci con Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli) con 152 voti, al terzo Bianca Pitzorno con La sonnambula (Giunti), 84 voti. Quarto Alcide Pierantozzi, in finale anche al Premio Campiello 2026 con Lo sbilico (Einaudi), che ha avuto 78 voti, e quinta con un piccolissimo stacco Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori), 75 voti. Chiude la classifica in sesta posizione Elena Rui con Vedove di Camus (L’orma), che ha totalizzato 64 voti. Il totale dei voti espressi è stato pari a 643, cifra corrispondente all’80,4 per cento degli aventi diritto.