L’onda dell’AfD che, come da previsioni, ha travolto la Sassonia-Anhalt non ha lasciato indenne il centrodestra italiano. Se il vicepremier forzista e ministro degli Esteri Antonio Tajani si è detto preoccupato, in casa Lega c’è chi ha brindato. Matteo Salvini ha cavalcato la vittoria del partito di estrema destra complimentandosi sui social con «l’amica» Alice Weidel. «Un successo clamoroso, che evidenzia la forte richiesta di cambiamento, sicurezza e lavoro. Alla faccia di chi, a sinistra, alimentava paure e scenari catastrofici. Paura? Terrore? Pericolo? No, si chiama DEMOCRAZIA. Un’altra Europa è possibile», ha twittato il segretario leghista, ignorando che la paura e gli scenari catastrofici sono stati evocati pure dal suo collega azzurro.
Complimenti all’amica @Alice_Weidel e a tutta AfD per il trionfo in Sassonia-Anhalt!
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) September 6, 2026
Un successo clamoroso, che evidenzia la forte richiesta di cambiamento, sicurezza e lavoro. Alla faccia di chi, a sinistra, alimentava paure e scenari catastrofici.
Paura? Terrore? Pericolo?…
L’uscita sulle SS e la presa distanza di Le Pen e Salvini
Ma c’è un ma. Salvini infatti deve avere cambiato idea anche sull’AfD. Nel maggio 2024 si era detto d’accordo con un’altra amica, ovvero Marine Le Pen, che aveva detto di non voler sedere più nello stesso gruppo europeo – Identità e democrazia – con l’estrema destra tedesca. La rottura era arrivata dopo l’uscita dell’europarlamentare Maximilian Krah, al tempo candidato del gruppo alla presidenza della Commissione Ue, che parlando con Repubblica non aveva preso le distanze dalle SS. «Sbagliato generalizzare, non tutti i membri della SS erano criminali di guerra», aveva sentenziato Krah. Immediato fu il muro alzato dal Rassemblement National con il presidente Jordan Bardella che assicurò di voler interrompere i rapporti con i filo nazisti. Poco dopo, sulla scia della decisione degli alleati transalpini, arrivò la presa di distanza della Lega. Per la cronaca, Krah prima del polverone era già invischiato in uno scandalo di spionaggio a causa di un suo assistente che sarebbe stato al soldo dei servizi segreti cinesi e accusato a sua volta di troppa vicinanza alla Russia. L’AfD prima lo sospese poi lo riammise nel gruppo parlamentare.
