Budapest rompe con Mosca: espulsi 10 dipendenti dell’ambasciata russa

Il governo ungherese ha espulso 10 dipendenti dell’ambasciata russa a Budapest per avere svolto «attività inaccettabili per un diplomatico ai sensi della Convenzione di Vienna». Lo ha annunciato la ministra degli Esteri magiara Anita Orban, citando il trattato del 1961 che regola le immunità, i privilegi e le funzioni dei diplomatici e delle ambasciate straniere. Tale decisione, ha spiegato la ministra (che non ha specificato che tipo di attività siano state rilevate), «tutela la sicurezza e la sovranità dell’Ungheria» e «non comporta l’interruzione delle relazioni diplomatiche con la Russia».

La svolta dell’Ungheria dopo la fine dell’era-Orban

Dopo le tensioni con Berlino, innescate dai tentati attacchi con droni esplosivi all’aeroporto di Lipsia, Mosca rompe anche con Budapest. Russia e Ungheria sono state a lungo molto vicine, ma tutto è cambiato con le elezioni parlamentari del 12 aprile che hanno sancito la fine dell’era del filorusso Viktor Orbán dopo 16 anni consecutivi al potere. Al suo posto come primo ministro da allora c’è l’ex esponente di Fidesz e leader del partito d’opposizione Tisza Péter Magyar: la sua agenda politica punta a riallineare saldamente l’Ungheria alle istituzioni Ue e alla Nato. Già a maggio, pochi giorni dopo l’insediamento del nuovo governo di Magyar, Orban aveva convocato l’ambasciatore russo per condannare un bombardamento sull’Ucraina occidentale.

Budapest rompe con Mosca: espulsi 10 dipendenti dell’ambasciata russa
Maria Zakharova (Imagoeconomica).

La replica di Mosca alla decisione della «lobby russofoba»

La replica di Mosca non si è fatta attendere. Commentando l’espulsione dei 10 diplomatici, la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova ha detto alla Tass che la risposta alla «lobby russofoba» a Budapest sarà «dura e dolorosa».