Dietro alla disinformazione che ha innescato l’assalto di decine di migliaia di migranti all’enclave spagnola di Ceuta c’è stata la mano di Russia e Israele e, certamente, non quella del Marocco. Lo ha affermato il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez nel corso di un’intervista concessa al programma Hoy por Hoy dell’emittente radiofonica Cadena Ser.

Il ruolo delle «reti russe e israeliane»
Secondo Sanchez, a diffondere la fake news sull’impossibilità di respingere i migranti giunti a nuoto a Ceuta (o Melilla), sancita da una supposta sentenza del Tribunale Supremo, è stata «un’internazionale dell’ultradestra che utilizza sempre la migrazione non solo per attaccare la Spagna ma anche l’Europa, e dividerla», guidata in particolare da «reti russe e israeliane». In disaccordo con la Spagna per la sua posizione riguardo alle guerre in Ucraina e in Medio Oriente, i due Paesi hanno poi approfittato della crisi migratoria per criticare il governo di Madrid.

Scagionato «senza dubbio» il Marocco
Nel corso dell’intervista, Sanchez ha inoltre sottolineato che le informazioni raccolte dal Centro Nacional de Inteligencia scagionano «senza dubbio» il Marocco, che peraltro ha offerto una cooperazione «istantanea, immediata» fin dall’inizio della crisi. Le relazioni bilaterali Madrid-Rabat sono «positive», ha assicurato, e presentano «molte sfaccettature e aspetti» rilevanti nell’ambito della migrazione. Sanchez ha poi precisato che il governo non dispone ancora di una spiegazione completa di quanto accaduto e che l’indagine resta aperta.
