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Premiata nel corso di Marateale, festival cinematografico che si svolge ogni anno a Maratea, Barbara D’Urso ha parlato della cancellazione di Pomeriggio Cinque dal palinsesto Mediaset della prossima stagione, nonostante gli ottimi ascolti e un contratto con il Biscione fino al 31 dicembre. «Ora sono in vacanza, sono fortunata, mi vorrebbero “in tutti i luoghi in tutti laghi” come canta Valerio Scanu. Ma tornerò molto presto», ha detto la presentatrice. E poi, parlando della linea trash del suo programma, che sarebbe stata alla base della cancellazione: «Ho fatto tante trasmissioni in cui c’erano cose buffe, cose divertenti, cose anche estreme a volte, ma sempre perché mi venivano chieste. Non è che la mattina mi svegliavo e decidevo di fare un certo tipo di televisione, ma questa è un’altra storia».
Non vi ho potuto salutare come avrei voluto ma oggi sono qui a dire grazie a ognuno di voi, ai miei fan fedelissimi e a chi non lo è ma mi ha comunque dimostrato solidarietà. A tutti voi va la mia gratitudine… #colcuore
… E non finisce qui…
— Barbara d'Urso
(@carmelitadurso) July 6, 2023
A Maratea, D’Urso ha ripercorso gli esordi che l’hanno resa famosa come attrice in La Dottoressa Giò, storica fiction Mediaset, e il recente successo a teatro con Taxi a due piazze in una versione riscritta al femminile: «Mi ha fatto impazzire di fatica, ma anche di felicità. Non vedo l’ora di replicare». La presentatrice ha invece già replicato a Myrta Merlino, erede del suo slot a Canale 5, che aveva detto: «Basta gossip, farò cronaca popolare, credo che la casalinga di Voghera non esista più». Questa la risposta: «Ho sempre parlato alle famose casalinghe di Voghera, alla comare Cozzolino. Mi dispiace per chi non lo pensa, ma esistono. Anche io sono una comare».

Non è mancato poi un ricordo di Silvio Berlusconi: «Ha creduto in me sin dagli esordi della tv commerciale, una esperienza bellissima, indimenticabile». Le immagini della presentatrice, provata e a mani giunte durante il funerale in Duomo a Milano, sono diventate virali nel giorno dell’addio all’ex premier. Il figlio del Cav Pier Silvio, vicepresidente e amministratore delegato di Mediaset, poco dopo le ha dato il benservito.
Il gip di Milano Domenico Santoro ha convalidato giovedì 27 luglio il decreto d’urgenza con cui il pm Paolo Storari aveva disposto, il 18 luglio scorso, il controllo giudiziario di Mondialpol, colosso nel mondo della vigilanza privata. L’indagine per caporalato è stata condotta dal nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza milanese che. per la paga oraria dei lavoratori, ha accertato in media importi pari a poco più di cinque euro lordi.

Con il suo provvedimento, il giudice ha confermato la nomina di un amministratore, Giovanni Falconieri, a cui spetterà il compito di «affrancare l’impresa da relazioni patologiche» e riportarla nei binari della legalità. Dalle indagini, infatti, come si legge negli atti, sono emerse situazione «tossiche» dal punto di vista lavorativo con i dipendenti della Mondialpol pagati con stipendi «al di sotto della soglia di povertà» e «sproporzionati» rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato. Per arrivare ad avere una busta paga accettabile, mantenere le loro famiglie e avere un livello di vita «dignitoso», dovevano fare molte ore di straordinari.
La società e il legale rappresentante, Fabio Mura, sono indagati per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro con le aggravanti dovute al numero dei lavoratori – la stima è di un migliaio – e dall’aver commesso i fatti con minaccia «prospettando» a coloro che «osavano lamentarsi delle condizioni contrattuali (…) il cambio di impiego a ruoli meno remunerativi». Agli atti anche decine di testimonianze di lavoratori.

Margot Robbie e Ryan Gosling, i protagonisti del film Barbie, saranno ancora insieme nel prequel di un noto film. Interpreteranno il nuovo capitolo di Ocean’s 11, la saga cult uscita per la prima volta nel 2001 e diventata un grandissimo successo che ha vantato tra i protagonisti attori del calibro di Julia Roberts, George Clooney, Brad Pitt e Matt Damon.
Margot Robbie e Ryan Gosling sono reduci dal successo del film, firmato da Greta Gerwig e arrivato nella sale italiane il 21 luglio, sulla bambola più famosa del mondo. Nella pellicola, l’attrice australiana veste i panni della celebre creazione della Mattel mentre l’attore quelli di Ken. La coppia cinematografica si è rivelata una scelta di grande successo e, come ha dichiarato il regista Jay Roach, che dirigerà il prequel, è quella giusta anche per Ocean’s 11. Queste le sue parole: «Inizialmente c’erano alcune domande sul fatto che sarebbe stato strano avere Robbie e Gosling di nuovo insieme dopo Barbie. Ma penso che ci siano solo alcune coppie che davvero il pubblico desidera vedere ancora e ancora in azione». Il fim sarà prodotto dalla Warner Bros e molto probabilmente arriverà nelle sale nell’estate 2024.

Il film originale Ocean’s 11 è uscito nel 1960 ed è stato interpretato da Frank Sinatra e Peter Lawford, mentre il remake è uscito nel 2001 e ha visto George Clooney nei panni di Danny, mentre Brad Pitt ha interpretato il suo braccio destro. Il film è stato un successo al botteghino, è valso 450 milioni di dollari e ha originato un seguito di altri tre film. L’ultimo della serie è stato Ocean’s 8, uscito nel 2018 con un cast tutto al femminile: Sandra Bullock, Rihanna, Anne Hathaway, Dakota Fanning e Cate Blanchett. Il nuovo capitolo della saga che vedrà invece Margot Robbie e Ryan Gosling, come rendono note alcune indiscrezioni, sarà un remake che si colloca tra la prima pellicola del 1960 e la versione di Steven Soderbergh con George Clooney. Sarà ambientato a Monte Carlo nel 1962 durante il Gran Premio di Monaco e racconterà una storia d’amore e di avventura che si snoderà attorno alla rapina del secolo.




Dopo una sperimentazione durata tre anni, il vescovo della diocesi di Sulmona-Valva, Michele Fusco, ha deciso: non ci saranno più padrini e madrine né per i battesimi né per le cresime. La decisione è stata ufficializzata con un apposito decreto, che abolisce a tempo indeterminato le due figure. Fusco ha spiegato che la scelta avveniva «con criteri e finalità diverse (parentela, amicizia, interesse), senza considerare lo specifico ruolo che il padrino o la madrina è chiamato a svolgere ovvero trasmettere la fede che deve vivere in prima persona per poi poterla testimoniare».
Sul portale ufficiale della diocesi di Sulmona-Valva, si legge anche il documento n.12/23, con cui il vescovo ha deciso di confermare la decisione presa tre anni fa: «In data 1° agosto 2020 emanai un Decreto ad experimentum per tre anni con il quale stabilivo l’abolizione dei padrini e delle madrine nei Sacramenti del Battesimo e della Confermazione. La decisione scaturiva dalla considera che la presenza dei padrini e delle madrine in questi Sacramenti “risulta spesso una sorta di adempimento formale, in cui rimane poco visibile la dimensione della fede”».

«In più sostenevo che “il Codice di Diritto Canonico, riguardo la figura del padrino e della madrina, indica la possibilità, non la obbligatorietà, dando però specificazione delle qualità richieste, ovvero una vita conforme alla fede e all’incarico che si assume e l’essere esenti da impedimenti canonici”. Ribadivo inoltre quanto alla nota pastorale Cei dell’8 giugno 2003 circa le qualità necessarie per adempiere tale compito che, purtroppo, non sempre ci sono. Allo scadere del triennio, constato che quanto stabilito è stato ben recepito e puntualmente attuato, decreto l’abolizione dei padrini e delle madrine dai Sacramenti del Battesimo e della Confermazione a tempo indeterminato a partire dall’1° agosto 2023».





Tutto pronto per la quarta edizione di Cinema Barch-In, il drive-in in barca che partirà domenica 30 luglio e per sei serate trasformerà lo storico arsenale di Venezia in uno spazio di spettacolo, musica e condivisione. La manistestazione è stata realizzata grazie al supporto del comune di Venezia, di Vela Spa e della Marina militare. Previste due parti, rispettivamente il 30 e 31 luglio e poi dal 3 al 6 agosto nell’ambito de Le Città in Festa. Il filo conduttore dell’edizione 2023 sarà un tema ispirato a Le città invisibili di Italo Calvino, in occasione del centenario della nascita.
#VENEZIA
Torna il CINEMA Barch-in
Il 30 e 31 luglio e dal 3 al 6 agosto, all’Arsenale l'originale drive-in in barca.
Dopo il successo degli anni scorsi anni, sei serate di cinema all’aperto con ospiti, musica e comicità.
Tra le NOVITÀ la possibilità di assistere… pic.twitter.com/tIeJkA9TTi
— Luigi Brugnaro (@LuigiBrugnaro) July 17, 2023
Tra film, documentari, animazione e cortometraggi, nella varietà di stili e generi che da sempre contraddistingue la rassegna, verranno raccontati i mille volti di una Venezia reale e immaginata. Ogni serata sarà introdotta, al momento dell’ingresso delle barche in bacino, da un intrattenimento, l’aperiporto, curato da Radio Ca’ Foscari, da stand-up comedy e musica dal vivo appartenente a generi diversi, oltre che da brevi approfondimenti dei film in programma. Si inaugura il 30 luglio con una serata realizzata in collaborazione con l’associazione Piazza San Marco e La Fabbrica del Vedere-Archivio Carlo Montanaro.
Ad aprire il programma del 30 luglio alle 21, sarò il cortometraggio sonoro del 1935 Papageno di Lotte Reiniger (1935), una silhouette fantasy basata su Il Flauto magico di Mozart, che verrà introdotto da Carlo Montanaro. A seguire il documentario Lo sguardo su Venezia, di Simone Marcelli (2021), con la voce narrante dell’attrice Ottavia Piccolo, che lo introdurrà dal vivo insieme al regista. Per concludere la serata, in anteprima italiana verrà presentato il cortometraggio francese Venise n’existe pas, opera prima dell’attrice Ana Girardot, interamente girato a Venezia.
Il 31 luglio è invece la serata dedicata al cinema indipendente in collaborazione con Quarta Parete & Udu (Unione degli Studenti Universitari Italiani). Dopo il concerto del Lorenzo Liuzzi Trio alle 19.30, in programma alle 21 il cortometraggio Ai bambini piace nascondersi, che verrà introdotto dalla stessa regista Angela Norelli, la quale immagina un mondo da cui sono scomparsi i bambini. Segue Aftersun di Charlotte Wells (2022), per la prima volta proiettato su grande schermo.
Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha lanciato un appello per una immediata e radicale azione contro il cambiamento climatico affermando che le temperature da record di luglio mostrano che la Terra è passata dal riscaldamento a «un’era di ebollizione globale». Parlando a New York, Guterres ha descritto il caldo intenso nell’emisfero settentrionale come una «crudele estate». «Per l’intero pianeta, è un disastro», ha detto, osservando che «a meno di una mini-era glaciale nei prossimi giorni, luglio 2023 infrangerà i record su tutta la linea. Il cambiamento climatico è qui. È terrificante. Ed è solo l’inizio».
L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha anche certificato anche un record di temperature raggiunte: «Le prime tre settimane di luglio sono state le più calde mai registrate e il mese è sulla buona strada per essere il più caldo di sempre e il luglio più caldo in assoluto». Lo indicano i dati del Copernicus Climate Change Service (C3S), finanziato dall’Ue, e resi noti anche dalla World meteorological organization dell’Onu. La temperatura media globale ha temporaneamente superato la soglia di 1,5 gradi Celsius al di sopra del livello preindustriale (1850-1900 ) durante la prima e la terza settimana del mese. La temperatura media globale per i primi 23 giorni di luglio è stata di 16,95 gradi oltre il record di 16,63 di luglio 2019.

Poche ore prima dell’annuncio di Guterres, è stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a parlare del clima, definendo «terribili» incendi e nubifragi degli ultimi giorni. Ha sottolineato che questi eventi sono «legati alle conseguenze del cambiamento climatico» e che «occorre avere la consapevolezza che siamo in ritardo». Poi ha aggiunto: ««Sappiamo sarà un impegno difficile, bisogna contenere già oggi gli effetti dirompenti dei fenomeni che si verificano sempre più di frequente con strumenti nuovi. C’è necessità di interventi veloci e tempestivi per rimuovere danni e sostenere persone e aziende nei territori feriti per ripartire».
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Da venerdì 28 luglio 2023 sarà on air lo spot dedicato all’offerta TimVision Calcio e Sport con protagonisti Francesco Bagnaia e Fabio Cannavaro, due campioni del mondo che rappresentano l’eccellenza italiana e la passione per lo sport.
TimVision Calcio e Sport è l’offerta di TIM per vedere in streaming il meglio dell’intrattenimento con TimVision e del calcio nazionale e internazionale: la Serie A TIM di Dazn, le 104 partite della UEFA Champions League di Infinity+, insieme Discovery+ Sport. Un unico pacchetto di contenuti che fino al 31 agosto sarà offerto da TIM mentre da settembre a dicembre 2023 verrà erogato a un costo di 19,99 euro al mese. Dal 1° gennaio 2024 passerà invece a 29,99 euro al mese. L’offerta è attivabile fino al 7 agosto nei negozi TIM, chiamando il 187 e su www.tim.it.

Lo spot è un nuovo capitolo della campagna TIM La Forza delle Connessioni, che sottolinea l’importanza della connettività che diventa relazione umana e aiuta a condividere le passioni come lo sport. La hit dei Måneskin Baby Said è la colonna sonora dello spot (da 30” e 20”) che sarà on air sulle principali emittenti nazionali e sul web. La campagna televisiva sarà affiancata da uno spot radio da 15” e da digital adv.





L’organizzazione ebraica Simon Wiesenthal Center ha chiesto ad Amazon Prime Video di rimuovere il film Bawaal dal suo catalogo a causa della sua «insensibile rappresentazione» dell’Olocausto, che banalizzerebbe «la sofferenza e l’omicidio sistematico di milioni di persone». Il film di Bollywood, interpretato dagli attori Varun Dhawan e Janhvi Kapoor nei ruoli principali di una coppia in viaggio in Europa, è stato già criticato in patria per il modo in cui ha utilizzato la tragedia della Shoah in un film romantico.
In Bawaal (“Commozione” in hindi), Dhawan interpreta un insegnante di storia che, in occasione di una vacanza in Europa, si pone due obiettivi: salvare il suo matrimonio in crisi e pubblicare dei reel su Instagram con cui spiegare ai suoi studenti gli avvenimenti della Seconda guerra mondiale. In una scena, Adolf Hitler viene usato come metafora per descrivere l’avidità umana, con il personaggio interpretato da Kapoor che dice: «Siamo tutti un po’ come Hitler, vero?». In un’altra scena afferma invece che «ogni relazione passa attraverso la sua Auschwitz». A un certo punto, in una ricreazione degli orrori del campo di sterminio, la coppia vestita con abiti a righe viene collocata all’interno di una camera a gas, dove è circondata da persone che urlano e soffocano.

Il Simon Wiesenthal Center ha chiesto alla piattaforma di streaming di «smettere di monetizzare» da Bawaal, chiedendone la rimozione. Il cast ha definito ingiustificate le critiche, rivolte tra l’altro a una pellicola che si sta rivelando un successo di visualizzazioni su Prime Video. Da parte sua il regista Nitesh Tiwari ha tenuto a precisare che i film non dovrebbero essere «guardati con la lente di ingrandimento», perché si rischia di «trovare problemi in ogni opera». Nessun commento da parte dei produttori.


L’Esa è pronta a mandare definitivamente in pensione il satellite Aeolus. Il “cacciatore dei venti”, in orbita dall’agosto 2018, ha lavorato per migliorare il sistema di previsione meteo grazie allo strumento Aladin, acronimo di Atmospheric LAser Doppler INstrument, costruito negli stabilimenti italiani di Leonardo. Ora è quasi privo di carburante e il suo tempo nello spazio è finito. In corso le manovre per farlo schiantare nel cuore dell’Oceano Atlantico, con impatto previsto per venerdì 28 luglio. È la prima volta che l’Esa tenta di guidare il ritorno sulla Terra di un suo satellite, non progettato per il rientro controllato. Oltre che limitare la dispersione di detriti, l’iniziativa intende studiare nuovi sistemi per il futuro al fine di rendere sempre meno difficoltoso il processo di recupero. Sul sito ufficiale dell’Esa è possibile seguire in diretta tutte le fasi dell’operazione.

Per il rientro sulla Terra, gli scienziati dell’Esa stanno comunicando di continuo con la sonda, dirigendone passo dopo passo la traiettoria. Lunedì 24 luglio ha avuto luogo la prima fase della manovra, ossia l’accensione dei propulsori a 280 chilometri di altezza. Bruciando circa sei chilogrammi di carburante, attingendo alle poche riserve rimaste disponibili, per circa 40 minuti, il satellite è sceso fino alla quota di 250 chilometri. Al rientro nell’atmosfera, come riporta anche il Guardian, circa l’80 per cento del satellite brucerà e finirà in pezzi, ma il 20 per cento dovrebbe sopravvivere fino all’impatto sulla superficie. «È il nostro obiettivo», hanno spiegato gli esperti. «È importante però che rimanga funzionante abbastanza a lungo affinché possiamo guidarne la traiettoria». Dopo altre quattro manovre, in programma per il 27 luglio, Aeolus scenderà fino all’altitudine di 150 chilometri.
Le manovre di rientro sono state pensate per ridurre i rischi – già molto bassi – mentre #Aeolus scende; i 'posti di controllo' sono necessari per valutare se continuare o abbandonare il rientro assistito e ritornare nell'ordine naturale delle cose, con un rientro incontrollato. https://t.co/zpCsVShSCm
— ESA_Italia (@ESA_Italia) July 27, 2023
La terza fase della manovra di rientro controllato, prevista per venerdì 28 luglio, abbasserà di altri 30 mila metri l’altitudine del satellite, portandolo a 120 chilometri. La fase finale, poi, sarà quella più breve, quando Aelous si frantumerà per il calore dell’atmosfera, fino a ridursi in tanti detriti. Dopo l’invio degli ultimi comandi, l’Esa procederà con la «passivazione del satellite», ossia la rimozione di qualsiasi energia dal velivolo spaziale come propellente e batterie per evitare esplosioni e frammentazioni indesiderate. «Si tratta di una manovra pensata finora per missili, navicelle o navi mercantili», ha precisato al Guardian Holger Karg, capo del programma di sicurezza spaziale dell’Esa. «Stiamo dimostrando che possiamo raggiungere simili obiettivi anche con mezzi che non sono stati progettati per questo».
