Noos – L’avventura della conoscenza stasera su Rai 1: ospiti e anticipazioni

Stasera 27 luglio 2023 andrà in onda alle ore 21.25 su Rai 1 una nuova puntata di Noos – L’avventura della conoscenza, il programma di Alberto Angela realizzato da Rai Cultura che ha l’obiettivo di divulgare, attraverso la televisione, temi culturali e scientifici. Come ogni settimana ci saranno ospiti e servizi che parleranno di storia, cultura, scienza e altro. La trasmissione sarà disponibile anche in streaming e on demand sulla piattaforma Rai Play.

Noos - L'avventura della conoscenza stasera 27 luglio 2023 su Rai 1, ecco tutte le anticipazioni del programma.
Il conduttore Alberto Angela (Twitter).

Noos – L’avventura della conoscenza, le anticipazioni della puntata di stasera 27 luglio 2023 su Rai 1

Il programma si apre con le immagini di Maya, una tigre del bengala intenta a proteggere i suoi cuccioli. In particolare, un maschio ha messo gli occhi sulla tigre ma per conquistarla dovrebbe uccidere i suoi cuccioli. Maya si difenderà in qualsiasi modo ed esplorerà al meglio la favolosa area protetta di Todoba, in India. La troupe di Noos raggiunge poi l’Università di Padova e, insieme a un ricercatore, esplora il tartaro rinvenuto sui teschi di uomini vissuti milioni di anni fa nel Gargano, in Puglia, scoprendo dei cambiamenti sulle loro abitudini alimentari.

Un altro servizio del programma si concentrerà sui droni e farà vedere come alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa si stanno effettuando test ed esperimenti con questi dispositivi per poterli usare in situazioni di emergenza, fornendo aiuto a coloro che sono in difficoltà. Interessante, poi, l’approfondimento sui nuovi e tecnologici apparecchi acustici: un servizio spiegherà come questi strumenti potrebbero risolvere anche i problemi d’udito più seri, ripristinando le funzioni dell’orecchio. Si farà luce anche sui Green Jobs, analizzando il ruolo che alcuni lavoratori hanno per prendersi cura dell’ambiente. Infine, la voce di Paola Cortellesi guiderà gli spettatori alla scoperta della lettera O, delle origini della sua forma e del suo utilizzo nel tempo.

Noos – L’avventura della conoscenza, gli ospiti della puntata di stasera 27 luglio 2023 su Rai 1

Come sempre tanti ospiti prenderanno parte a Noos – L’avventura della conoscenza. La dottoressa Elisabetta Bernardi parlerà del latte e se questo elemento sia davvero digeribile per gli esseri umani adulti. L’esperto di geopolitica Dario Fabbri parlerà invece della rete internet e dei milioni di fili, router e sistemi che permettono all’umanità di connettersi al web. Massimo Polidoro tratterà delle teorie del complotto evidenizando come il complottismo esisteva già a partire dal paleolitico. Spazio poi per Carlo Lucarelli, che racconterà la storia di Alan Turing e di come grazie alla sua intelligenza sia riuscito a disinnescare la macchina Enigma usata dai tedeschi.

Noos - L'avventura della conoscenza stasera 27 luglio 2023 su Rai 1, ecco tutte le anticipazioni del programma.
Lo storico Alessandro Barbero ospite del programma (Imagoeconomica).

Il professore e storico Alessandro Barbero racconterà di come gli italiani venivano visti all’estero nel Cinquecento mentre l’astronauta Samantha Cristoforetti continuerà il suo viaggio nello spazio parlando delle operazioni di rientro sulla Terra e delle situazioni d’emergenza che gli astronauti possono affrontare. Edwige Pezzulli racconterà al pubblico cosa succede nel cosmo quando muore una stella e come si verifica questo fenomeno. Il fisico Luca Perri analizzerà come nella saga di film Star Wars sia stata prevista l’esistenza degli esopianeti ben 34 anni prima della loro effettiva scoperta. Il professor Emmanuele Jannini parlerà del caldo e di come possa essere un ostacolo per una coppia di amanti. Infine, Ruggero Rollini e Giuliana Galati parleranno di illusioni ottiche e dinosauri, approfondendo anche il tema della rifrazione della luce.

Simest, il portale per i finanziamenti agevolati lanciato in pompa magna va subito in tilt

Simest, costola di Cdp che ha come missione quella di supportare le imprese italiane nel mondo, in questi giorni sui giornali con una campagna pubblicitaria visionar-cubista (come è noto agli esperti di marketing fine luglio è il periodo ideale per uscire) ha annunciato con grande orgoglio il debutto di un portale online per i finanziamenti agevolati. Partenza tra fanfare, ricchi premi e cottillon giovedì 27 luglio ore 9.

Grandi ambizioni ma risultati all’italiana: il sito è andato in tilt ed è stato sommerso dalle proteste

Ambizioni grandi, ma risultati all’italiana: il sito infatti è andato subito in tilt, ed è stato sommerso dalle proteste di chi ha cercato di accedervi. Per l’ambiziosa ad della società Regina Corradini d’Arienzo, laurea in psicologia ottenuta telematicamente all’università eCampus, un passo falso non da poco. E imprenditori, a giudicare dai commenti, imbufaliti.

Simest, il portale per i finanziamenti agevolati lanciato in pompa magna va subito in tilt
Uno dei commenti per il crash del portale Simest.

Spagna: chiuso il processo sulla tragedia ferroviaria del 2013

Si è chiuso oggi a Santiago di Compostela in Spagna, dopo quasi 10 mesi di durata, il processo penale riguardante l’incidente ferroviario del 24 luglio 2013 in cui persero la vita 80 persone alle porte della città galiziana. Gli imputati nella causa sono due: il macchinista del treno, rimasto ferito nell’incidente, e un dirigente di Adif, la società responsabile delle infrastrutture ferroviarie.

Dopo quasi dieci mesi, si è chiuso in Spagna il processo penale per l'incidente ferroviario del 24 luglio 2013 in cui morirono 80 persone
Incidente ferroviario a Santiago de Compostela, in Spagna, nel 2013 (Twitter).

La sentenza solo tra diversi mesi

Secondo i media iberici, la sentenza, data la complessità di una causa in cui sono stati coinvolti oltre 100 avvocati, 500 testimoni e 150 periti, sarà tuttavia emessa solo tra diversi mesi, probabilmente già nel 2024. Per il macchinista del treno in questione, un Alvia deragliato ad alta velocità all’uscita da una curva poco prima di entrare della stazione di Santiago, la procura ha chiesto quattro anni di carcere per omicidio colposo plurimo. Nel caso del secondo imputato, a sorpresa il pm ha ritirato l’accusa nella fase finale del processo.

Fratelli d’Italia e il dress code alla Camera: chiesto un abbigliamento formale

Il deputato Salvatore Caiata, di Fratelli d’Italia, ha presentato un ordine del giorno all’ufficio di presidenza durante l’esame del bilancio interno di Montecitorio. Nel documento chiede che l’abbigliamento dei deputati alla Camera sia equiparato a quello indicato per i senatori. Per il deputato meloniano serve un dress-code, con vestiti formali e uno stile più sobrio. Caiata è specifico nelle sue richieste: obbligo di cravatta per gli uomini e stop agli abiti succinti per le donne.

Caiata chiede che vengano vietate le sneakers

Ma c’è anche un’altra richiesta, che invece vale tanto per gli uomini quanto per le donne. Caiata punta a vietare del tutto l’ingresso con le sneakers, sia nel Transatlantico sia nell’aula di Montecitorio. L’ufficio di presidenza, organo di autodisciplina della Camera, ha risposto al deputato con una riformulazione dell’ordine del giorno. I questori hanno chiesto riferimenti più generici a un abbigliamento senza accessi. Il dibattito resta aperto, ma ad oggi non vige alcun dress code. L’unica richiesta è per gli uomini: devono indossare la giacca.

FdI vuole un dress code alla Camera con obbligo di cravatta e secco no agli abiti succinti e alle sneakers
Il deputato Salvatore Caiata di Fratelli d’Italia (Imagoeconomica).

Nel maggio 2022 allontana una giornalista

Si torna a parlare del tema a oltre un anno di distanza da quando, nel maggio 2022, una giornalista del quotidiano Domani è stata allontanata dalla tribuna stampa di Montecitorio proprio a causa del suo abbigliamento. Una assistente parlamentare ha giudicato il suo vestito inappropriato, tanto da richiedere l’intervento e l’espulsione. Poi le scuse, arrivate dall’allora presidente della Camera Maria Elena Spadoni (M5s): «È stato fatto un errore. La Camera ha fatto già pervenire le sue scuse alla giornalista e a queste scuse si aggiungono anche le mie. Si sa che la Camera ha un regolamento che impone ai colleghi di indossare una giacca. Ma non permettere a una giornalista di assistere alla seduta la trovo una cosa inopportuna. Ripeto: rinnovo le scuse della Camera alla giornalista».

San Pietroburgo: giallo sulla foto di Prigozhin al vertice Russia-Africa

La foto è stata twittata da Nexta Tv e ritrae il fondatore della Wagner, Yevgeny Prigozhin, mentre stringe la mano a un rappresentante della Repubblica centrafricana durante il vertice Russia-Africa a San Pietroburgo. L’immagine, immediatamente rimbalzata sui social, è stata ritwittata anche al consigliere del ministero dell’Interno ucraino Anton Gerashchenko.

La foto potrebbe essere stata scattata in albergo

Secondo la testata online Fontanka, la foto non sarebbe stata scattata a margine del forum Russia-Africa ma nell’albergo Trezini di San Pietroburgo, che – sempre secondo il giornale – apparterrebbe alla famiglia di Prigozhin. Resta anche da capire quando sia stata scattata.

«Heil Zelensky!»: il video contro il supporto della Germania all’Ucraina

Su YouTube è stato pubblicato un video contro il supporto della Germania all’Ucraina. Nel filmato, lungo un minuto, si vedono dei militari che, dopo aver svuotato la casa di una famiglia tedesca per conto della Nato, prima di andarsene dall’abitazione appendono al muro un ritratto del presidente ucraino. Per poi congedare mamma, papà e figlio con il saluto “Heil Zelensky!”, alla maniera della Germania nazista.

«Il tuo posto è nella Nato? Fai conti con la Nato nel tuo posto»

Tutto si svolge mentre in tv va in onda un discorso emozionante del cancelliere Olaf Scholz sulla necessità di fornire assistenza all’Ucraina. In sovrimpressione appare a un certo punto la scritta: «Il tuo posto è nella Nato? Fai conti con la Nato nel tuo posto». Il video, nel finale, ricorda poi che Berlino ha già trasferito a Kyiv 22 miliardi di euro dall’inizio del 2022.

I sospetti sul partito Alternativa per la Germania

Non c’è certezza su chi abbia concepito e finanziato il video. All’inizio era girata voce che fosse un’iniziativa del partito tedesco di estrema destra Alternative für Deutschland, nazional-conservatore, euroscettico e anti-immigrazione. Il filmato però non menziona da nessuna parte questa formazione politica e a sua volta il partito non lo ha condiviso online. Ma, soprattutto, come hanno evidenziato il giornalista di Radio Liberty Mark Krutov e il fact-checker Ilya Ber, nel video – sebbene in lingua tedesca – recitano attori russi.

Gli attori del video però sono tutti russi

Il ruolo del marito è interpretato dall’attore Valentin Vorobyov, mentre la moglie è Yulia Konyukhova. A vestire i panni del capo dei funzionari è stata Yulia Mandriko, mentre uno dei suoi subordinati è Igor Alekseev. Il bambino, come scritto da Konyukhova su Instagram, sarebbe invece suo figlio, come nella realtà.

Nel video, tra l’altro, trova spazio una citazione di Jojo Rabbit, film satira del nazismo attraverso gli occhi di un bambino, uscito nel 2020.

Chi c’è dietro? Spunta l’ipotesi Russia Today

Tutto lascia dunque pensare che il video sia stato girato in Russia. E Ber va addirittura oltre, affermando che dietro il filmato ci sia il canale Russia Today, che lo ha prontamente condiviso su Telegram. D’altra parte, verrebbe da dire, Vladimir Putin sostiene da tempo che in Ucraina sia pieno di nazisti.

Cadavere senza testa e mani: ferite anche a cuore, fegato e addome

Mahmoud Sayed Mohamed Abdalla, il ragazzo egiziano di 19 anni il cui cadavere è stato trovato senza mani e testa nel mare davanti a Santa Margherita Ligure, è stato colpito non solo al cuore ma anche al fegato e all’addome. Sono i nuovi particolari che emergono dall’autopsia eseguita dal medico legale Davide Bedocchi. Il giovane aveva anche tracce di anfetamine nelle urine. Per quanto riguarda le mutilazioni, secondo il medico legale, sarebbero compatibili sia con un’elica di un natante che con un’arma.

Parti del corpo staccate con un’elica

Ci sarebbero diversi segni sulle ossa che potrebbero fare pensare a diversi colpi inferti per staccare le parti del corpo ma anche con il movimento circolare di un’elica. Intanto continuano le indagini per chiarire quanto successo al giovane migrante. I carabinieri del nucleo investigativo di Genova, coordinati dal pubblico ministero Daniela Pischetola, stanno sentendo amici e parenti, ma anche la fidanzata e alcune amiche. Mentre si stanno analizzando i contatti avuti da Abdalla nei giorni precedenti il fine settimana.

Si cerca il movente: ipotesi delitto per droga

Per quanto riguarda il movente dell’omicidio non è esclusa alcuna ipotesi, anche se quella più accreditata sembra quella di un delitto maturato negli ambienti della droga. Abdalla, che lavorava come aiuto parrucchiere in due saloni, uno in via del Campo nel cuore del centro storico, e uno a Sestri Ponente, negli ultimi mesi – secondo i carabinieri – aveva iniziato a spacciare anche se non risultano precedenti o segnalazioni a parte per una lite con un coetaneo mentre era ospite in una comunità per minori stranieri non accompagnati da cui era uscito da mesi.

Il 19enne ritrovato senza testa e mani è stato colpito anche a cuore, fegato e addome
La Guardia Costiera ha ritrovato il cadavere lo scorso 25 luglio (Getty).

Mondiali di scherma, l’ucraina Kharlan non saluta la russa Smirnova: squalificata

Alta tensione ai Mondiali di scherma in corso a Milano. Nel torneo di sciabola, la campionessa del mondo in carica ucraina Olga Kharlan ha battuto 15-7 al primo turno la russa Anna Smirnova. Al termine del match, però, si è rifiutata di stringere la mano all’avversaria, limitandosi a porgerle l’arma. Un saluto che il regolamento ha iniziato a consentire durante la pandemia, per evitare il contatto diretto fra gli atleti. Per l’arbitro tutto ok ma Smirnova, visibilmente indispettita, ne ha reclamato a gran voce la squalifica, sedendosi in pedana per 45 minuti e impedendo la prosecuzione del torneo. In primo momento rigettato, il suo ricorso è stato accolto dopo quasi due ore, seppur solo in parte. Kharlan ha infatti ricevuto il cartellino nero e ha dovuto lasciare immediatamente la competizione per violazione dell’articolo 122 del codice di condotta. L’avversaria le aveva teso la mano e dunque lei non poteva rifiutarsi di stringerla. Nessun ripescaggio però per Smirnova, definitivamente eliminata.

La tensione fra Kharlan e Smirnova non è però casuale. Nel primo giorno di gare, sabato 22 luglio, tutte le atlete ucraine si erano ritirate dai Mondiali di scherma per protestare contro la Federazione e la sua decisione di consentire ai russi di partecipare a patto di essere neutrali e non avere alcun legame con l’esercito di Mosca. Il 26 luglio anche lo spadista Reizlin non si è presentato in pedana per il suo match contro il russo Anokhin. «È una situazione surreale, che cambia di ora in ora», ha spiegato a Sky Sport Luigi Samele, compagno italiano di Kharlan. «Ha sofferto tanto, sono stati giorni difficili dal punto di vista emotivo. Il saluto con l’arma? Non è la prima volta, battere sulla sciabola è una questione di igiene ormai sdoganata». Il torneo proseguirà dunque senza le due atlete. Agli ottavi ci sarà, senza colpo ferire, la bulgara Ylieva, promossa d’ufficio.

La campionessa ucraina Kharlan è stata squalificata per non aver salutato la russa Smirnova ai Mondiali di scherma in corso a Milano.
La russa Anna Smirnova in protesta ai Mondiali di scherma (Getty Images).

LEGGI ANCHE: Mondiali di scherma, Alberta Santuccio conquista l’argento nella spada

Non solo Mondiali di scherma, i casi di mancato saluto nel tennis

Il caso di mancato saluto fra le atlete ai Mondiali di scherma non è il primo nello sport mondiale. Fra i numerosi precedenti, ne spiccano due nel tennis. A maggio, l’ucraina Anhelina Kalinina si rifiutò di stringere la mano all’avversaria russa Veronika Kudermetova dopo aver vinto il match di semifinale sul Centrale del Foro Italico a Roma. «Spero che questo mio gesto possa servire un po’ al mio Paese», si giustificò la tennista. «Non importa da quale nazione veniamo», replicò tuttavia Kudermetova. «Siamo tutte qui per giocare a tennis».

La campionessa ucraina Kharlan è stata squalificata per non aver salutato la russa Smirnova ai Mondiali di scherma in corso a Milano.
La tennista russa Veronika Kudermetova a Roma (Getty Images).

Polemiche anche a giugno durante i quarti di finale del Roland Garros. La tennista bielorussa Aryna Sabalenka tese la mano all’avversaria ucraina Elina Svitolina alla fine del match, ottenendo un secco gesto di rifiuto. «Non so perché mi aspettasse, sono sempre stata chiara sulla questione», sbottò in conferenza stampa la tennista di Odessa. «È stato provocatorio». Immediata la replica della numero 2 al mondo. «Non faccio politica, non mi interessa», spiegò Sabalenka, semifinalista a Wimbledon. «Posso però dire che non sostengo in alcun modo la guerra».

Mattarella al Ventaglio: «Non c’è un contropotere giudiziario del Parlamento»

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha toccato molti temi nel suo discorso per la cerimonia di consegna del Ventaglio dell’Associazione stampa parlamentare, al Quirinale. È passato dal ruolo della magistratura a quello dell’informazione, parlando anche del cambiamento climatico e dei suoi effetti. Mattarella si è anche soffermato sulla questione migranti e sul Pnrr.

Mattarella su migranti e Pnrr

Il presidente della Repubblica è partito dal tema migranti: «L’informazione ci ha consegnato di recente immagini di migranti tragicamente morti nel deserto o in mare. Sono immagini che feriscono le nostre coscienze. Non è pensabile che nell’animo umano ci sia un tale cinismo». Mattarella ha parlato anche di Pnrr, sottolineandone «il carattere decisivo per l’Italia» e spiegando che «l’eventuale insuccesso o il successo solo parziale sarebbe non solo del governo ma dell’Italia, così sarebbe interpretato fuori dai nostri confini e così sarebbe nella realtà».

Sulla magistratura: «Va garantito il suo ruolo nel giudicare»

«Più volte», ha poi dichiarato Mattarella, parlando del ruolo di magistratura e Parlamento, «è stata ricordata l’esigenza ineludibile che i vari organismi istituzionali rispettino i loro confini. La magistratura deve essere chiamata in piena autonomia e indipendenza secondo le norme di legge, tenendo conto che le leggi le delibera il Parlamento. Allo stesso modo va garantito il ruolo della magistratura nel giudicare». Il presidente della Repubblica spiega che «non c’è un contropotere giudiziario del Parlamento in conflitto con l’azione della magistratura, o usato parallelamente». Mattarella sembra riferirsi alle due commissioni parlamentari d’inchiesta sul caso Covid e su Emanuela Orlandi.

Mattarella al Ventaglio ha parlato di magistratura, informazione, pnrr, clima e migranti
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (ANSA).

Il cambiamento climatico: «Siamo in ritardo»

Mattarella poi parla di «terribili immagini» riferendosi a nubifragi e incendi che hanno colpito nei giorni scorsi le varie Regioni italiane. Il presidente della Repubblica ha sottolineato che si tratta di eventi «legati alle conseguenze del cambiamento climatico». E ha anche dichiarato che «occorre avere la consapevolezza che siamo in ritardo» nel contrastare questi fenomeni. «Sappiamo sarà un impegno difficile», ha proseguito, «bisogna contenere già oggi gli effetti dirompenti dei fenomeni che si verificano sempre più di frequente con strumenti nuovi. C’è necessità di interventi veloci e tempestivi per rimuovere danni e sostenere persone e aziende nei territori feriti per ripartire».

Mattarella sull’informazione: «Fuorviante che altri certifichino i giornalisti»

E infine un riferimento anche al giornalismo: «L’autenticità dell’informazione è affidata, dalle leggi, alla professionalità e alla deontologia di ciascun giornalista. Sarebbe fuorviante, e contraddittorio con le stesse disposizioni costituzionali, immaginare che organismi terzi possano ricevere incarico di certificatori della liceità dei flussi informativi».

Mattarella al Ventaglio ha parlato di magistratura, informazione, pnrr, clima e migranti
Il presidente Sergio Mattarella (ANSA).

Soleil Sorge sbarca in Rai: quale programma condurrà?

Soleil Sorge debutterà su Rai 2 con Felicità 2023, programma in onda dal 5 agosto fino al 16 settembre. Ad annunciarlo è stata la stessa influencer sui social.

Soleil Sorge condurrà un programma su Rai 2

L’ex concorrente del Grande Fratello Vip è pronta ad approdare sull’emittente pubblica con un programma tutto suo, una grossa novità per i suoi fan e per il pubblico abituato a vederla a Mediaset. La Sorge, infatti, ha preso parte ad alcuni programmi come L’Isola dei Famosi, La Pupa e il Secchione come opinionista e durante l’ultima edizione del Grande Fratello Vip ha curato insieme a Pierpaolo Pretelli il Grande Fratello Vip Party. La trasmissione che gli è stata affidata in Rai, dal titolo Felicità 2023, la vedrà invece nei panni di conduttrice. Il programma occuperà la fascia mattutina del secondo canale e la Sorge sarà affiancata dal regista Carlo Vanzina e dal giornalista Pascal Vicedomini, specializzato in spettacoli, musica e cinema. Nel programma, l’ex gieffina si occuperà di cinema, benessere e attualità.

L’annuncio su Instagram 

Ad informare i fan di questa nuova avventura televisiva è stata proprio la Sorge tramite alcune stories su Instagram. L’influencer ha dichiarato: «News flash, ci vedremo dal 5 agosto al 16 settembre su Rai 2 con Felicità 2023 dove tratterò due strisce, una riguardo al cinema con Enrico Vanzina e l’altra riguardo il benessere e la salute con il professor Lorenzetti. Sono davvero felicissima perché nel corso delle puntate si trattano temi della nostra società molto interessanti, con dei personaggi davvero interessanti». Il programma affidato a Soleil Sorge va in onda da almeno due anni ed è stato condotto dal giornalista Pascal Vicedomini. La trasmissione si occupa di attualtà, spettacolo e benessere approfondendo alcune tematiche con personaggi noti del mondo dello spettacolo, nazionali e internazionali. Per l’ex concorrente e opinionista del Grande Fratello Vip, Felicità 2023 sarà la prima esperienza alla guida di una trasmissione tv.

Melania Trump preserva la sua privacy e aiuta il figlio nella scelta del college

Melania Trump rinnova e conferma il sostegno al marito e crede che, il prossimo anno, potrebbe tornare alla Casa Bianca. Secondo l’ex first lady, la sua famiglia è stata attaccata ingiustamente dai media ed è inoltre particolarmente scettica della causa avanzata dalla scrittrice E. Jean Carroll. Nonostante questo Melania Trump ha scelto di mantenere la sua privacy: risulta infatti quasi sparita dalla scena pubblica, dopo l’uscita dalla Casa Bianca, e non ha partecipato agli eventi elettorali di Donald Trump.

Melania Trump e la scelta del college per il figlio

Melania è al momento impegnata nel suo ruolo di mamma: sta infatti aiutando il figlio Barron a trovare il college più adatto a lui. Come riportato dal New York Times, il circolo di frequentazioni di Melania, si è ristretto dalla fine della presidenza: oltre ai suoi genitori, a Barron e qualche volta Trump, l’ex First lady conta solo su alcuni vecchi amici. Per il resto ha scelto di mantenere la sua riservatezza, preferendo Mar-a-Lago a Bedminster e trascorrendo le sue giornate alla spa.

Ance e Autostrade per l’Italia siglano un protocollo d’intesa per potenziare la rete

È stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra Ance e Amplia Infrastructures, società di costruzioni del gruppo Autostrade per l’Italia, teso a rafforzare le sinergie nell’ambito dell’intera filiera per la messa a terra del piano di Aspi per il potenziamento e l’ammodernamento della rete autostradale in gestione. Il Gruppo ha infatti delineato con chiarezza la roadmap da seguire per sviluppare un’infrastruttura moderna, digitale e sostenibile, preparandosi a una sfida realizzativa senza pari nella sua storia che comporterà volumi di investimenti rilevanti da qui ai prossimi anni.

Obiettivo del protocollo è aprire cantieri e rigenerare le infrastrutture nazionali

In questo contesto, la quasi totalità dei progetti relativi alle grandi opere risulta già sviluppata e con iter autorizzativi in corso o completati. L’obiettivo di Aspi, spiega il comunicato, è proseguire nell’apertura del maggior numero di cantieri entro il 2023 e nei primi mesi del 2024 per consentire anche una rapida rigenerazione delle infrastrutture nazionali e contribuire nel modo più efficace possibile al rilancio economico del Paese. Al fine di assicurare il completamento delle opere nei tempi previsti, seguendo gli standard di qualità come presupposto ineludibile della messa a terra del piano, Aspi ha messo a punto con Ance un delivery model differenziato, con un forte coinvolgimento di tutta la filiera delle costruzioni. Il protocollo prevede il ricorso «a forme consortili e all’utilizzo del subappalto, condividendo con Ance le migliori pratiche contrattuali disponibili e nel rispetto delle norme vigenti in materia di in house providing». Al contempo Ance assicura il suo contributo alla realizzazione del piano, che «dovrà vedere il coinvolgimento delle imprese di piccola, media e grande dimensione favorendone la crescita, il consolidamento e lo sviluppo». Con questo protocollo viene inoltre costituito un gruppo di lavoro paritetico, composto da tre rappresentanti per ciascuna delle Parti, allo scopo di monitorare l’implementazione dell’accordo e proporre modifiche o integrazioni allo stesso.

«Accordo frutto di un intenso e proficuo confronto»

La presidente di Ance Federica Brancaccio ha così dichiarato in merito all’iniziativa: «L’accordo siglato oggi con Aspi è frutto di un intenso e proficuo confronto che mira a garantire un modello virtuoso nei rapporti tra imprese ispirato alla collaborazione e ad alti standard di qualità, tutelando tutti gli attori della lunga filiera delle costruzioni e gli interessi della collettività». Le ha fatto eco l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi: «Con Ance condividiamo l’obiettivo di realizzare rapidamente gli interventi sulla rete. Questo accordo fa sì che il piano di Aspi diventi sempre più un progetto partecipato con tutta la filiera e a beneficio delle economie dei territori toccate dalle nostre opere».

A Milano più di 600 interventi dei vigili del fuoco dopo il nubifragio

Sono oltre 600 gli interventi di soccorso a ora, mentre un centinaio sono “in coda”, da parte dei vigili del fuoco di Milano in città e provincia dopo la bufera che si è scatenata la notte tra lunedì e martedì sul capoluogo lombardo. Lo ha spiegato il comandante dei vigili del fuoco di Milano, Nicola Micele, che ha fatto il punto sulla situazione. Tra gli scenari più impegnativi, ha citato il comandante, il Castello Sforzesco reso nuovamente accessibile alla cittadinanza e l’utilizzo di una gru per mettere in sicurezza una chiesa in via Torino, in centro. In precedenza, con il prefetto Laura Lega, a capo del Dipartimento dei vigili del fuoco, si è tenuto un minuto di silenzio per commemorare le vittime del Corpo nella strage di via Palestro di 30 anni fa.

LEGGI ANCHE: Milano, violento nubifragio nella notte: le immagini

Sala: «Liberare strade e percorsi del trasporto pubblico»

Il sindaco Beppe Sala ha deciso di convocare per martedì 1 agosto un incontro con tutte le forze che lavorano a Milano dopo il nubifragio della notte del 25 luglio. Il primo cittadino ha spiegato: «Più che contare i danni, in questi giorni preferisco che tutte le forze in campo, vigili del fuoco, polizia, esercito, Atm, Amsa, continuino a lavorare». E ancora: «Martedì li convocherò perché voglio avere sul tavolo un piano che ci porterà a una situazione spero normalizzata entro fine agosto. Chiedo ai cittadini di comprendere che non si può in un attimo ripristinare la situazione». L’obiettivo è «la liberazione delle strade e dei percorsi del trasporto pubblico. Nel medio periodo la riapertura dei parchi che sono ancora chiusi».

Gli interventi di soccorso dopo il nubifragio a Milano sono stati più di 600
Il sindaco di Milano Beppe Sala (Imagoeconomica).

Processo Grillo jr, si andrà avanti col nuovo giudice

Il Consiglio superiore della magistratura ha deciso di applicare al tribunale di Tempio Pausania il magistrato Nicola Bonante, trasferito poche settimane fa a Bari. Si tratta dello stesso giudice che faceva parte del collegio giudicante impegnato nel processo sulla presunta violenza sessuale di gruppo di cui sono accusati Ciro Grillo, figlio del fondatore del Movimento 5 Stelle Beppe, e tre suoi amici genovesi Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria.

Il magistrato Nicola Bonante, applicato al tribunale di Tempio Pausania, è sostituito nel processo Grillo jr dal giudice Alessandro Cossu.
Tribunale (Getty images).

Caso Grillo jr: Bonante sostituito da un nuovo giudice

Dopo settimane di indiscrezioni sul futuro delle prossime udienze fissate in autunno, nelle quali verranno sentite anche le due ragazze presunte vittime delle violenze che sarebbero avvenute nel luglio del 2019 a Porto Cervo, arriva un altro colpo di scena che però non cambierà la dinamica del processo. Bonante, infatti, è stato sì applicato a Tempio Pausania, sua vecchia sede, ma per completare il dibattimento di tutti i fascicoli penali per i quali è ancora giudice, non più dunque nel processo Grillo jr dove è stato sostituito dal giudice Alessandro Cossu nell’udienza scorsa del 10 luglio. La richiesta di applicazione del giudice al tribunale di Tempio nonostante il suo trasferimento a Bari era arrivata dai vertici del foro gallurese come richiesta di aiuto vista la mole di udienze che i giudici si trovano a dover affrontare.

Sergio Rubini: età, moglie e film dell’attore

Sergio Rubini, nato a Grumo Appula (Puglia) il 21 dicembre 1959, è un attore, regista e sceneggiatore. Nel 1991, come miglior regista esordiente con il film La stazione, ha ricevuto un David di Donatello, un Nastro d’Argento, un Globo d’Oro e un Ciak d’Oro.

Sergio Rubini: biografia e carriera

Dopo alcune esperienze in radio, Sergio è approdato sul grande schermo con Figlio mio, infinitamente caro… di Valentino Orsini (1985), seguito dal film Desiderando Giulia di Andrea Barzini e Il caso Moro di Giuseppe Ferrara. Nel 1987 ha ottenuto un ruolo da protagonista nel film Il grande Blek, opera prima di Giuseppe Piccioni, e tre anni dopo ha fatto il suo esordio alla regia con il film La stazione. Altri film che Rubini ha diretto sono La bionda (1993), Prestazione straordinaria (1994), Il viaggio della sposa (1997), Tutto l’amore che c’è (2000), L’anima gemella (2002), L’amore ritorna (2004), La terra (2006), Colpo d’occhio (2008), L’uomo nero (2009), Mi rifaccio vivo (2013), Dobbiamo parlare (2015) e I fratelli De Filippo (2021).

Sergio Rubini, tra la carriera e la vita privata
Sergio Rubini e Carla Cavalluzzi al Festival del Cinema di Roma nel 2022 (Getty Images).

Ha comunque continuato a fare anche l’attore interpretando numerosi ruoli in film come Al lupo al lupo di Carlo Verdone (1993), Una pura formalità di Giuseppe Tornatore (1994), L’albero delle pere diretto da Francesca Archibugi (1998), Manuale d’amore di Giovanni Veronesi (2005),  Qualunquemente, per la regia di Giulio Manfredonia (2011), Sei mai stata sulla Luna?, regia di Paolo Genovese (2015), Aspromonte – La terra degli ultimi, regia di Mimmo Calopresti (2019) e il recente Educazione fisica, regia di Stefano Cipani (2022). In televisione ha invece partecipato a Cinema che follia!, regia di Antonello Falqui (1988), Sacco e Vanzetti, regia di Fabrizio Costa (2005), La strada di casa di Riccardo Donna (2017-2019) e Più forti del destino di Alexis Sweet (2022).

Sergio Rubini: la vita privata

Dal 1991 al 1993 è stato sposato con la collega Margherita Buy, che aveva conosciuto all’Accademia nazionale d’arte drammatica di Roma. Dal 1999 vive e lavora con la compagna Carla Cavalluzzi, che è una sceneggiatrice.

Incendi, l’arcivescovo di Palermo: «Colpa dei politici, decenni di omissioni»

La Sicilia brucia, da giorni. Palermo è tra le zone più colpite, con le fiamme che stanno distruggendo case e aziende in diverse aree della città e della relativa provincia. Uno scenario che ha costretto la giunta regionale a dichiarare lo stato di emergenza e obbligato centinaia di persone ad abbandonare le loro abitazioni per motivi di sicurezza. Durissimo, da questo punto di vista, il commento dell’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, che si è voluto rivolgere ai suoi fedeli con un pesante j’accuse nei confronti della politica.

«Non è un’emergenza ma il risultato di decisioni e omissioni»

Un messaggio chiaro, preciso e duro quello dell’autorità religiosa locale, che con il suo recente messaggio alla comunità ha voluto scagliarsi contro chi dovrebbe occuparsi del bene comune. «Mentre la città bruciava, ho ascoltato i vostri gemiti, visto il vostro pianto e condiviso il vostro smarrimento. Davanti a tutto questo ogni parola pare inutile. Il volto della città e dell’intera Sicilia è sfigurato», ha commentato Lorefice, che ha poi aggiunto: «Tutti noi sappiamo però che non si tratta di un’emergenza. Quello che è accaduto in questi giorni è l’esito ultimo di decenni di decisioni, di scelte, di gesti, di omissioni. La responsabilità di questo disastro ricade certo su chi ha avuto in mano la cosa pubblica, sulla politica, sulle nostre crepe educative, come anche sul modo di annunciare il Vangelo delle nostre comunità cristiane. Ricade su di noi, su di noi in quanto popolo».

«La speranza non è finita»

Nel suo discorso, il religioso ha voluto cercare di spiegare come si è arrivati ad una situazione simile, precisando che non è stato «fatto abbastanza per cambiare la nostra Casa comune, la Terra, per mettere fine alla logica dello sfruttamento e del profitto e combattere le mafie, per difendere l’ambiente, il territorio, i nostri beni culturali, per creare opportunità di lavoro e servizi sociali. Siamo stati pigri, indolenti, individualisti, fatalisti, distratti da gretti interessi di parte». Nonostante i pesanti ammonimenti rivolti alle autorità, ma anche allo stesso (scarso) senso di responsabilità della comunità locale, monsignor Lorefice si è anche sentito in dovere di lanciare un messaggio colmo di ottimismo, dichiarando: «Voglio dirvi però, in nome del Vangelo, che la speranza non è finita. Che ci sono attorno a noi e dentro di noi energie di riscatto e di novità. Miei cari e amati Palermitani, miei cari figli e figlie della Chiesa di S. Mamiliano, S. Rosalia, S. Benedetto il Moro e del Beato Pino Puglisi, alziamoci in piedi! Riprendiamo il filo della nostra storia, il flusso fecondo della nostra fede sostenuto dalla preghiera. Io sono e sarò accanto a voi, per compiere quest’esodo, per uscire dalla morsa della schiavitù e dell’ingiustizia, per cantare insieme il canto della liberazione e della consolazione».

Che tempo che fa, il caso dei profili social oscurati

«Come avete visto i profili social di Che tempo che fa non sono attivi, anzi alcuni sono stati impropriamente oscurati, addirittura. Siamo in attesa che ci vengano restituiti. Quello che è accaduto non ha alcuna ragione, non dà alcun vantaggio peraltro a chi l’ha fatto. Nel caso non dovessimo rientrarne in possesso ne apriremo naturalmente di nuovi e ve ne daremo notizia quanto prima». Lo ha detto Fabio Fazio in un video pubblicato su Twitter, commentando la scomparsa delle pagine social della sua trasmissione, prossima a traslocare sul Nove. «Fa piacere che improvvisamente tengano a Che tempo che fa, un po’ tardivamente ma per certi versi ha un che di positivo», ha chiosato poi con amara ironia il conduttore, approdato a Discovery dopo il divorzio dalla Rai.

I social di Che tempo che fa varrebbero almeno un milione di euro

Che tempo che fa vanta – o meglio vantava – due milioni di follower su Facebook, 560 mila su Twitter e quasi 600 mila su Instagram. Dei tre profili social della trasmissione, solo quest’ultima è ancora accessibile (ma con logo Rai invece di quello del talk show), mentre gli altri due sono stati oscurati. Questo è avvenuto, secondo quanto riportato da Tv Blog, a seguito di una trattativa non andata in porto tra la Rai (che ne è proprietaria) e L’Officina, ovvero la società che produce la trasmissione. Considerati il massiccio numero di follower e le tantissime interazioni, le pagine di Che tempo che fa avrebbero un valore di almeno un milione di euro.

Distanze inconciliabili tra Rai e l’Officina: così la trattativa è naufragata

La Rai, secondo fonti di Viale Mazzini, non ha chiesto una cifra così alta, ma stando alle indiscrezioni L’Officina ha offerto una cifra tra 20 e 30 mila euro per «prendere in gestione» i tre account social: una somma ben distante dal valore reale e per questo la trattativa, dopo qualche rilancio, è naufragata. Distanze inconciliabili, insomma. La trasmissione di Fazio, che ripartirà sul Nove domenica 15 ottobre, sui social dovrà – se non cambia qualcosa – ricominciare così da zero.

Che tempo che fa, il caso dei profili social oscurati. Lo sfogo di Fazio e la trattativa naufragata Rai-L'Officina.
Fabio Fazio e Luciana Littizzetto (Imagoeconomica).

Reperti archeologici trafugati: sequestri in tre regioni

Migliaia di reperti archeologici frutto di scavi clandestini in siti storici del Casertano, come l’Antica Cales, sono stati rinvenuti e sequestrati dai carabinieri del Nucleo tutela Patrimonio Culturale di Napoli, sotto il coordinamento della procura di Santa Maria Capua Vetere (quarta sezione), nel corso di 22 perquisizioni effettuate presso persone residenti in Campania, Puglia e Basilicata.

I reperti avrebbero generato un giro d’affari milionario

Numerose le persone indagate. In totale i reperti sequestrati, risalenti a un periodo compreso tra l’VIII secolo a.C.e il II d.C., avrebbero generato un giro di affari nel mercato illegale di circa 3 milioni di euro.

Angela Finocchiaro: età, marito, figli e film dell’attrice

Angela Finocchiaro, nata a Milano il 20 novembre 1955, è un’attrice e comica. Diivisa tra teatro, cinema e televisione, ha vinto due volte il David di Donatello per migliore attrice non protagonista in La bestia nel cuore di Cristina Comencini (2005) e Mio fratello è figlio unico di Daniele Lucchetti (2007).

Angela Finocchiaro: biografia e carriera

Angela ha iniziato la sua carriera teatrale negli Anni 70 nella compagnia Quelli di Grock, che si esibiva con spettacoli sperimentali e comici. Nel 1979 ha partecipato al film che l’ha resa nota, Ratataplan di Maurizio Nichetti. Durante gli Anni 80 ha continuato a lavorare a teatro, sia come attrice che come sceneggiatrice di spettacoli, debuttando anche nel cabaret. Tra il 1988 e il 1989 è stata una delle protagoniste della trasmissione La tv delle ragazze condotta su Rai 3 da Serena Dandini, prendendo parte anche a Zanzibar nel 1988. Dagli Anni 90 in poi ha lavorato in diverse fiction come Dio vede e provvede (1996-1998). Non ha comunque abbandonato il cinema tornando a recitare in Volere volare di Nichetti (1991), Arriva la bufera di Luchetti (1993) e Non ti muovere di e con Sergio Castellitto (2004).

Angela Finocchiaro, tra carriera e vita privata
Stefano Cipani, Sergio Rubini, Giovanna Mezzogiorno, Raffaella Rea, Angela Finocchiaro e Claudio Santamaria al Festival del Cinema di Roma nel 2022 (Getty Images).

Dal 2004 ha preso parte al programma di Canale 5 Zelig ed è stata tra le protagoniste di Mammamia!, serie su Rai 2 di brevi comiche mute. Ha continuato a recitare in film come Un giorno perfetto, regia di Ferzan Özpetek (2008), Il cosmo sul comò, regia di Marcello Cesena (2008), Io, loro e Lara, regia di Carlo Verdone (2010), La banda dei Babbi Natale, regia di Paolo Genovese (2010), Benvenuti al Nord, regia di Luca Miniero (2012), Indovina chi viene a Natale?, regia di Fausto Brizzi (2013), Sono tornato, regia di Luca Miniero (2018) e Educazione fisica, regia di Stefano Cipani (2022).

Angela Finocchiaro: la vita privata

L’attrice è sposata da diversi anni con Danilo, sul quale però non si hanno molte informazioni. La coppia ha avuto due figli, Nicolà e Nina.

BonelliErede, Pedersoli-Gattai e le ricadute sul dossier Mediobanca

Conseguenze delle rutilanti fusioni/acquisizioni che stanno animando il dorato mondo degli studi legali. Quella dell’anno, forse del decennio, forse qualcosa di più, è il matrimonio tra Pedersoli e Gattai, due big del settore, che ha scatenato una sorta di effetto domino con professionisti che si muovono da uno studio all’altro in un via vai degno di una campagna acquisti calcistica. Con qualche effetto forse imprevisto sul portafoglio clienti.

In arrivo a Pedersoli e Gattai Montagna e Cacchi Pessani che in BonelliErede rappresentavano la Delfin nel dossier Mediobanca

Nell’ampio disegno di riorganizzazione della storica firma, da BonelliErede per esempio approderanno a Pedersoli Gattai due suoi stimati soci, Carlo Montagna e Stefano Cacchi Pessani, ovvero coloro che tra i dossier avevano anche quello di Mediobanca, dove rappresentavano gli interessi della Delfin, la holding dei Del Vecchio che è primo azionista dell’istituto di Piazzetta Cuccia. Il fatto assume una certa rilevanza proprio perché, in vista dell’assemblea della blasonata banca d’affari prevista per ottobre, e con all’ordine del giorno il rinnovo del cda, proprio in queste settimane fervono le discussioni sulla posizione che Delfin assumerà in merito. Continuità rispetto al passato, cioè appoggio alla lista del cda corretta dall’ingresso di qualche suo rappresentante, o contrapposizione agli attuali vertici con la presentazione di una seconda lista? Una domanda sorge spontanea: sarà sempre EredeBonelli a occuparsi della questione, oppure prevarrà la transumanza e seguirà i fuori usciti da Pedersoli Gattai?

Gli storici legami dello studio Pedersoli con Banca Intesa e i rapporti non idilliaci tra Ca’ de Sass e Piazzetta Cuccia

Tra l’altro, e non è un dettaglio, lo studio Pedersoli è storicamente legato a Banca Intesa fin dai tempi di Giovanni Bazoli. E tra Ca’ de Sass e Mediobanca si sa che non è mai stato idillio. Insomma, se pensiamo che anche altri studi sono in fermento e il gran valzer delle fusioni con tanto di arrivi e partenze non è certo finito, facile pensare che in autunno ne vedremo delle belle.