di Erika Noschese
Spetta al colonnello della Direzione investigativa antimafia di Salerno, Fabio Gargiulo, provare a imprimere una svolta al processo per il presunto voto di scambio politico-mafioso. Sul banco degli imputati siedono l’ex sindaco di Capaccio Paestum ed ex presidente della Provincia di Salerno, Franco Alfieri, l’imprenditore capaccese Roberto Squecco, l’addetto al cimitero di Capaccio Paestum Michele Pecora e l’agente della polizia municipale Antonio Bernardi. Nel corso dell’udienza di ieri è stato contestato l’inserimento, nell’informativa della Dia, di intercettazioni relative ad altri procedimenti, ritenute quindi inutilizzabili, oltre ai commenti contenuti nella stessa nota. L’udienza si è conclusa con l’acquisizione dell’informativa, ma soltanto dopo l’espunzione dei passaggi ritenuti non utilizzabili. «Abbiamo acconsentito all’acquisizione dell’informativa, previa espunzione di una serie di passaggi che non potevano essere inseriti perché contenevano valutazioni oppure elementi inutilizzabili. La nota è stata quindi privata di tali contenuti e acquisita agli atti con il consenso della difesa. Successivamente abbiamo svolto il controesame del colonnello Gargiulo, chiedendogli chiarimenti su alcuni aspetti dell’indagine che, a nostro avviso, presenta ancora rilevanti elementi di perplessità», ha spiegato l’avvocato Domenicantonio D’Alessandro, difensore di Franco Alfieri. Quella di ieri è stata la prima udienza da uomo libero per l’ex sindaco di Capaccio Paestum e già presidente della Provincia, dopo venti mesi trascorsi agli arresti domiciliari e uno in carcere. «Indubbiamente è un piccolo risultato che rende meno disagevole la sua condizione. Consideri che Alfieri era agli arresti domiciliari da 21 mesi: può immaginare quanto sia stata pesante una restrizione protratta così a lungo per una persona incensurata», ha aggiunto D’Alessandro. La prossima udienza è fissata per il 5 ottobre. In quella sede saranno depositate agli atti del dibattimento le intercettazioni e sarà ascoltato un appartenente alla polizia giudiziaria, con ogni probabilità lo stesso tenente colonnello Gargiulo, oppure un altro investigatore, proprio in relazione al contenuto delle conversazioni intercettate. «È stata acquisita l’informativa, anche se la difesa di Alfieri ha chiesto che non venissero considerati alcuni passaggi contenenti valutazioni. Inoltre, la Procura ha ritenuto necessario integrarla con ulteriore documentazione, che riguarda esclusivamente la ricostruzione dei fatti. Le domande poste nel controesame hanno evidenziato, dal mio punto di vista, che il teste ha espresso prevalentemente valutazioni personali. Alle domande formulate dalla difesa ha continuato a fornire giudizi complessivi e interpretazioni degli atti, mentre gli elementi concreti emersi sono stati davvero pochi», ha dichiarato l’avvocato Francesco Raeli, difensore di Michele Pecora. «Le intercettazioni saranno acquisite e valutate direttamente dal tribunale, senza che necessitino di particolari interpretazioni sollecitate dalla Procura. Siamo fiduciosi per quanto riguarda la posizione del mio assistito, Pecora. Il colonnello ha mostrato anche un po’ di confusione nella collocazione temporale di alcuni passaggi che riteniamo importanti. Nel corso del dibattimento, attraverso l’esame dei testimoni indicati dalla difesa, sarà possibile ricostruire compiutamente la vicenda e fare piena chiarezza», ha aggiunto.Nel corso dell’udienza gli avvocati Vincenzo Scarlato e Mario Turi hanno inoltre presentato un’istanza di revoca della misura cautelare non custodiale nei confronti di Antonio Bernardi. «Se accolta, potrebbe aprire la strada a un’analoga richiesta per Roberto Squecco, che è l’unico, insieme a De Cesare, ancora sottoposto a una misura cautelare custodiale. Entrambi si trovano agli arresti domiciliari», ha spiegato l’avvocato Turi, ricordando che nella prossima udienza entreranno nel vivo anche le intercettazioni. «Ci sarà la trascrizione, verranno sentiti i periti e si affronterà nel merito il contenuto delle intercettazioni di questo procedimento, e non di altri», ha precisato il legale. Turi ha inoltre ribadito la posizione della difesa: «Contestiamo l’inserimento nell’informativa di intercettazioni relative ad altri procedimenti, e quindi inutilizzabili, nonché i commenti contenuti nella stessa nota. È un processo lungo e complesso, anche perché ci sono ancora misure cautelari in atto». Sulla stessa linea l’avvocato Vincenzo Scarlato, che insieme a Turi assiste anche l’imprenditore Roberto Squecco. «Ci sono state queste contestazioni. Tuttavia, nelle prossime udienze la difesa chiarirà, attraverso un controesame particolarmente puntuale, tutti gli elementi che riterrà opportuno far emergere nel dibattimento. Siamo convinti che i chiarimenti forniti dalla difesa saranno ritenuti fondamentali dal tribunale e avranno un effetto dirompente nel quadro di questo processo. Essendo quella del nostro assistito una posizione marginale, riteniamo che la prosecuzione, da quasi un anno e mezzo, della misura cautelare non sia più opportuna. Per questo abbiamo presentato un’istanza con la quale abbiamo chiesto al tribunale di revocare definitivamente qualsiasi misura cautelare nei suoi confronti».
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