Il Premio Nobel per la Letteratura 2026 è stato assegnato all’autrice canadese Anne Carson «per la sua audace e inventiva opera che, in un giocoso dialogo con la tradizione classica, ha creato nuove forme per la letteratura contemporanea».
Una carriera dedicata alla scrittura e alla traduzione dal greco
Nata nel 1950 a Toronto, nel corso di tutta la sua carriera Carson ha coniugato la scrittura poetica con la traduzione e l’insegnamento in diverse università. Quasi tutta la sua produzione letteraria si è concentrata sull’intersezione tra l’ossessione del filologo per le parole e il desiderio del poeta di nuovi significati. Lei stessa ha identificato l’etimologia delle parole come punto di partenza di tutto il suo lavoro. Le sue traduzioni dal greco classico possono essere considerate opere indipendenti a pieno titolo. Tra queste, la sua interpretazione dei frammenti poetici di Saffo, If not, winter (2002), insieme a tragedie come Elettra (2001) e Antigone (2015) di Sofocle e Bakkhai (2015) di Euripide.
Così ha ispirato nuove forme letterarie
Nel suo lungo saggio Eros the Bittersweet (1986), Carson ha gettato le basi per la sua successiva produzione letteraria. Con la sua brillante meditazione su Eros come essenza e forza motrice del poema, il libro attinge ampiamente a un aggettivo composto di Saffo che definisce Eros come dolore e dolcezza combinati. È questa distinzione, la distanza tra l’amante e l’amato, che conferisce forza a Eros e mette in moto il poema. Carson raggiunge questo risultato nella sua scrittura introducendo costantemente voci diverse che interagiscono tra loro. In Eros the Bittersweet parla di una «visione stereoscopica» che le permette di «mantenere in equilibrio due prospettive contemporaneamente». Un esempio calzante è il saggio Economy of the unlost (1999), in cui l’autrice contrappone il poeta greco del VI secolo a.C. Simonide di Keos a Paul Celan, e in Men in the off hours (2000), in cui accosta lo storico Tucidide a Virginia Woolf. È attraverso costellazioni letterarie così, spesso inaspettate, che Carson si è distaccata dalla poesia lirica legata alla narrazione in prima persona, ispirando nuove forme di letteratura contemporanea. Questo metodo di scrittura dà vita a opere ludiche e ironiche che si muovono non solo tra poesia classica e moderna, ma anche tra diversi generi e forme d’arte.
