di Michele Capone
Nella scorsa settimana l’assessore ai lavori pubblici ha fatto sapere che le fondamenta di quello che viene per ora chiamato “ Pala Salerno” sono state completate. Nell’augurio che il resto dei lavori si concludano entro il 2027, è ora di pensare al futuro. Cominciamo dalla definizione. Palazzetto dello Sport. E’ una definizione orami obsoleta. Nata negli anni 70 sulla scia del successo del basket e della pallavolo, si indicavano spazi dedicati esclusivamente a queste discipline, con rare utilizzazioni per i congressi dei partiti della prima repubblica. Negli anni 80’ sono diventati gli spazi dedicati alla musica, ai concerti invernali delle star. Le nuove costruzioni hanno assunto diverse denominazioni e quelle già esistenti in alcuni casi sono state modificatie. Niente Palazzetti dello Sport, ma Arene. Giusto quindi chiamare questi spazi “Arena”, termine che indica uno spazio polifunzionale. E lo sport? E’ diventato uno degli eventi che si svolgono in questi spazi e nemmeno quello principale. Ed allora il “PalaSalerno”? Sarà un’arena, uno spazio dove diversi eventi troveranno la giusta collocazione. Niente più trasferte ad Eboli per ascoltare le star della musica, basterà prendere la metro. Un’anticipazione di quello che sarà il cartellone invernale, ci auguriamo per il 2028, lo abbiamo visto a Luglio a Piazza della Libertà. Lasciando ai fan della musica tutte le considerazioni relative al futuro utilizzo del “ PalaSalerno” in campo artistico, ci domandiamo e lo sport? Il basket ed il volley cittadino, dal punto di vista agonistico, se non fosse per le ragazze della Salerno Basket 92 ( A2 basket) e della Santoro Guiscard (B2 volley), sono inesistenti. Se Scafati Basket veleggia in A1, Angri e Sarno in B interregionale, in città vi è una sola formazione che disputa un campionato regionale, la DR1 ( serie D), altre formazioni di volley disputano altri tornei regionali. Nel 2028, quando potrebbe essere a disposizione il Palazzetto o Arena che dir si voglia, basket e volley non avranno alcuna possibilità agonistica ed economica di poter utilizzare il nuovo impianto. Ed allora? Restando al basket possiamo vedere cosa è successo a Roma e Napoli. Due piazze importanti incapaci di entrare nei campionati di vertice. Ad oggi Roma ha due formazioni in A1 e Napoli è tra le più forti del torneo. Com’è stato possibile? Sono arrivati gli americani che hanno portato risorse e progetti. Il mitico Palaeur ha riaperto i battenti, a Napoli, Rizzetta non solo ha rivitalizzato il basket partenopeo portandolo al livello dell’Olimpia Milan o della Virtus Bologna, ma ha anche costruito dal nulla una squadra femminile di A2. Considerato che a Salerno non vi è nessuno che voglia o possa investire sul basket o sul volley ad alti livelli e questo perché i costi sono notevoli, non resta che lasciare lo spazio del PalaSalerno alla musica. Per ora il PalaSilvestri a Matierno e la Senatore al Vestuti,e forse il PalaMariconda, bastano ed avanzano per i campionati regionali o interprovinciali. Il PalaSalerno, potrà al massimo, essere teatro di incontri delle nazionali di basket e volley, tra un concerto e l’altro.
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