Meteo, weekend autunnale con piogge forti e temperature in calo

Frequenti piogge e temporali con temperature massime tra i 20 e i 25 gradi. Sono queste in estrema sintesi la previsioni di Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, per questo primo weekend d’autunno il cui clima si allinea con il calendario astronomico. Una perturbazione nordatlantica dalla Scozia ha già raggiunto nelle ultime ore l’Italia con fenomeni anche intensi al Nord e sulle regioni centrali tirreniche.

Ancora caldo al Sud

Il Sud resta ancora al caldo con picchi di 34-36 gradi tra Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia. Nel corso della giornata i temporali più intensi sono attesi su Liguria, Toscana, settori a nord del fiume Po, ma dal pomeriggio sera l’instabilità guadagnerà sul resto dell’Italia. Da sabato 23 settembre oltre al maltempo diffuso si registrerà un tracollo delle temperature specie al Sud anche di 10-12 gradi. Piogge intense sono attese sul Nord-Est, al Centro e sul Basso Tirreno con qualche schiarita in più al Nord-Ovest e in Alta Toscana. I venti si disporranno a rotazione ciclonica con raffiche specie su Sardegna e Tirreno meridionale. La prima domenica d’autunno sarà ancora perturbata specie al Sud e sul versante adriatico, ma troveremo molto vento anche sulle regioni centrali tirreniche: la massima più alta su tutta l’Italia sarà di soli 28 gradi in Sicilia.

Il corpo di Botero in Colombia per una settimana di tributi

I resti di Fernando Botero sono arrivati la notte del 21 settembre 2023 a Bogotà per l’inizio di una settimana di tributi che si svolgerà nella capitale e a Medellín. La bara con il corpo sarà portata in una camera ardente in Campidoglio e l’accesso del pubblico sarà consentito da venerdì 22 settembre 2023 fino a lunedì 25 settembre 2023, quando nella cattedrale dell’Immacolata Concezione si terrà una cerimonia liturgica presieduta dall’arcivescovo di Bogotá Luis José Rueda con la presenza del presidente della Repubblica Gustavo Petro e dei figli di Botero.

Il corpo di Botero in Colombia per una settimana di tributi
Pizza Botero, contenente 23 sculture donate dall’artista Fernando Botero (Getty Images).

Il trasferimento a Medellín

Nella giornata di lunedì 25, il feretro del pittore e scultore sarà portato al museo Botero prima di essere trasferito a Medellín, sua città natale, dove sarà onorato nel museo di Antioquia, con accesso pubblico. Infine, il corpo dell’artista morto a 91 anni sarà cremato a Medellín e le sue ceneri saranno successivamente trasferite al cimitero di Pietrasanta, sua ultima dimora.

Rapina in casa dell’attrice Di Benedetto e dell’ex ministro Urbani

La Polizia di Stato di Napoli sta indagando su una rapina avvenuta in città ai danni dell’attrice napoletana Ida Di Benedetto e del compagno, l’ex ministro dei Beni e delle attività culturali Giuliano Urbani, legati sentimentalmente dal 1995. Il fatto è avvenuto la sera di martedì 19 settembre 2023, il giorno del santo patrono di Napoli, San Gennaro. I malviventi avrebbero chiuso la Di Benedetto e l’ex ministro in una stanza dell’appartamento prima di razziare tutto quello che hanno trovato, compresi i cellulari. Sia l’attrice che l’ex ministro stanno bene. Gli investigatori della Squadra mobile di Napoli, guidati dal primo dirigente Alfredo Fabbrocini, e del commissariato della Polizia di Stato di San Ferdinando, sono al lavoro per fare luce sulla dinamica dell’accaduto e per individuare i responsabili.

Fabio Riveruzzi, chi è il marito di Alessandra Viero

Fabio Riveruzzi, marito di Alessandra Viero, è nato a Terni (in Umbria) e di professione è editor specializzato in Digital Music Marketing per un’agenzia di comunicazione.

Fabio Riveruzzi: biografia e carriera

Riveruzzi ha studiato al Liceo Classico Tacito di Terni e poi si è iscritto all’Università degli studi di Roma La Sapienza laureandosi in Economia e successivamente frequentando un master di economia alla CUOA Business School di Altavilla Vicentina. Ha poi iniziato a lavorare in un’agenzia di comunicazione ed eventi e attualmente gestisce la nota applicazione musicale TimMusic come senior content editor e ha anche una qualifica di Training in E-Commerce and online.

Fabio Riveruzzi, tra carriera e vita privata
Fabio Riveruzzi (Instagram)

Ha collaborato con la Fondazione Umberto Veronesi dal febbraio al dicembre 2015 e, come consulente, per la musica digital service nel gruppo Warner Music da febbraio a marzo 2014. È stato head of Digital Division per la Universal Music, casa discografica nella quale ha lavorato per 10 anni e otto mesi.

Fabio Riveruzzi: la vita privata

Fabio è sposato dall’estate 2021 con la giornalista Alessandra Viero, diventata sua moglie civilmente in una cerimonia al Campidoglio. La coppia ha anche un figlio, Roberto Leone, che è nato il 25 marzo 2017.

Max Giusti: età, biografia, carriera, moglie e figli del conduttore di Fake show

Max Giusti, nome d’arte di Massimiliano Giusti, è nato a Roma il 28 luglio 1968 ed è un comico, cabarettista, imitatore, conduttore televisivo e radiofonico, attore e doppiatore. Divide la sua carriera tra teatro, cinema, televisione e radio ed è famoso per prestare la sua voce a Gru, protagonista di Cattivissimo me, per la regia di Pierre Coffin.

Max Giusti: biografia e carriera

Giusti ha iniziato la sua carriera da piccolissimo in televisione, esordendo poi nel 1991 con i programmi Stasera mi butto e Ricomincio da due, quest’ultimo con Raffaella Carrà. Due anni dopo ha partecipato anche al programma Mi raccomando insieme a Massimo Ranieri, seguito da Mio capitano (1996) e Seven Show (1998-1999). Nel 2001 ha condotto Stracult, dove è diventato famoso. Ha preso parte come imitatore anche a trasmissioni sportive come Quelli che il calcio (2002) e La grande notte del lunedì sera (2002-2003), seguite da Cocktail d’amore, condotto da Amanda Lear, in cui per la prima volta ha iniziato a imitare Cristiano Malgioglio. Nell’estate del 2006 ha condotto con Sabrina Nobile la prima stagione di Matinée, in onda su Rai 2, ed è entrato nel cast della fiction Raccontami con la regia di Riccardo Donna e Tiziana Aristarco.

Max Giusti: età, biografia, carriera, moglie e figli del conduttore di Fake show
Max Giusti (Getty Images).

Nel 2007 ha presentato Stile Libero Max, entrando anche a far parte del cast della serie tv Distretto di polizia 7. Dall’anno seguente ha iniziato a condurre Affari tuoi, sostituendo Flavio Insinna. Tra il 2009 e il 2010 è ritornato in tv con la nuova stagione di Distretto di polizia e partecipando a Quelli che il calcio. Dal 2012 Giusti è tornato al timone di Affari tuoi e dal 2013 ha condotto anche la trasmissione Riusciranno i nostri eroi, affiancato da Laura Chiatti e Donatella Finocchiaro e da Cristiano Malgioglio. Nel 2015 è stato concorrente del programma Tale e quale show. Dal 2016 è approdato a Discovery conducendo sul NOVE la prima edizione del game show Boom!, rinnovato per altre quattro edizioni.

Max Giusti, tra la carriera e la vita privata
Max Giusti e la moglie Benedetta Bellini al Roma Fiction Fest ne 2008 (Getty Images).

Nel 2020, insieme a Marco Mazzocchi, ha partecipato all’ottava edizione di Pechino Express, eliminato in semifinale, conducendo poi, su Rai 2 la nuova stagione di Boss in incognito. L’anno seguente ha partecipato alla seconda edizione de Il cantante mascherato. Dal 1º settembre 2021 ha condotto Guess My Age – Indovina l’età sostituendo Enrico Papi e nel 2023 è il conduttore di Fake show – Diffidate dalle imitazioni, un nuovo format originale italiano che ospita alcuni personaggi del mondo dello spettacolo che giocano con Max Giusti misurandosi in prove individuali, di coppia o di gruppo basate sulle imitazioni di personaggi famosi, ma anche di oggetti, rumori, suoni, balli e altro ancora.

Max Giusti: la vita privata

L’attore e conduttore è sposato con Benedetta Bellini dal 4 luglio nel 2009. I due hanno due figli: Matteo, nato il 23 novembre 2010 e Caterina, nata il 9 giugno 2012.

Ancelotti, laura ad honorem dall’Università di Parma

Unico allenatore nella storia del calcio ad avere vinto il titolo nei cinque principali campionati europei e ad avere avere nel suo palmares quattro Champions League, Carlo Ancelotti potrà aggiungere nella sua prestigiosa bacheca anche una laurea magistrale in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate, che gli verrà conferita (ad honorem) dall’Università di Parma l’11 ottobre.

Ancelotti, laura ad honorem in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate dall'Università di Parma.
Carlo Ancelotti (Getty Images).

Il rettore: «Sarà un enorme privilegio averlo tra i nostri laureati»

La proposta, formulata dal Dipartimento di Medicina e Chirurgia, è stata dapprima approvata dal Senato Accademico dell’Ateneo e quindi avallata dalla ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. «Per noi è un grande onore e una grande gioia e siamo davvero grati ad Ancelotti di avere accettato questo nostro riconoscimento, che tra l’altro arriva da una città che per molti versi ha costituito un crocevia fondamentale per le sue due carriere: di calciatore e di allenatore», ha detto il rettore Paolo Andrei. «Ancelotti è un vero ambasciatore del nostro Paese e del nostro territorio nel mondo, e il fatto di aver saputo vincere in realtà così diverse tra loro lo rende un’autentica leggenda. Sarà davvero un enorme privilegio averlo tra i nostri laureati».

Terrà la lectio doctoralis intitolata “Il calcio: una scuola di vita”

Il tecnico di Reggiolo ha esordito come calciatore nel Parma nella stagione 1976/77 e sempre con i Ducali si è seduto per la prima volta su una panchina in Serie A (dopo i primi passi in B con la Reggiana). Attualmente allenatore del Real Madrid, dal 2024 assumerà la carica di ct del Brasile. Ma, intanto, ecco un altro importante titolo, stavolta accademico. In occasione del conferimento della laurea honoris causa, Ancelotti terrà la lectio doctoralis intitolata “Il calcio: una scuola di vita”.

Nasa, la sonda Osiris-Rex porterà sulla Terra un campione di asteroide

La sonda della Nasa Osiris-Rex sta per lasciare sulla Terra un raro campione di asteroide. Se tutto dovesse andare come previsto, la navicella dovrà sganciare il frammento di roccia domenica 24 settembre alle 10 del mattino americane (le 16 italiane). Con il suo peso di 250 grammi, è il più grande dai tempi delle missioni sulla Luna ed è stato prelevato dalla superficie di Bennu, corpo celeste del gruppo Apollo che orbita non lontano dal nostro pianeta. Dopo aver rilasciato il campione, Osiris-Rex riprenderà il suo viaggio per dirigersi verso un altro asteroide di nome Apophis. «Ci aiuterà a capire perché la Terra è abitabile», ha spiegato alla Cnn Dante Lauretta, ricercatore principale della missione. «Analizzeremo quelli che riteniamo essere i semi della vita che questi corpi celesti hanno portato alla genesi della biosfera». Il rilascio del campione sarà trasmesso in diretta streaming sul sito della Nasa.

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Osiris-Rex, i passaggi chiave della missione della Nasa sull’asteroide Bennu

Decollata da Cape Canaveral, nel 2016, Osiris-Rex ha intrapreso un viaggio di due anni prima di raggiungere il suo obiettivo nel dicembre 2018. Bennu, formato da un insieme di macerie che ricordano la forma di una trottola, è lungo circa 500 metri. Sulla superficie, gli scienziati della Nasa hanno rilevato tracce di carbonio e acqua allo stato ghiacciato. La raccolta del campione è stata possibile tuttavia solto dopo ulteriori 24 mesi di analisi dello spazio, portando all’atterraggio del 20 ottobre 2020. Toccando la superficie dell’asteroide, la sonda ha già effettuato un’importante scoperta per quanto riguarda la sua composizione. Affondando per circa mezzo metro, ha infatti confermato come non si tratti di un corpo compatto, ma piccole particelle che ricordano una piscina di palline di plastica. L’evento di raccolta, compresi avvicinamento e ripartenza, è poi stato documentato con numerose fotografie pubblicate dalla Nasa.

La navicella Osiris-Rex della Nasa lascerà un frammento dell'asteroide Bennu vicino all'atmosfera. L'11 ottobre una conferenza stampa.
Un esempio di materiale che arriverà grazie alla sonda Osiris-Rex (Getty Images).

La sonda Osiris-Rex ha lasciato l’orbita di Bennu nel maggio 2021, intraprendendo una nuova traversata spaziale verso la Terra. Ha poi dovuto effettuare due giri attorno al Sole, cercando il momento esatto in cui poter rilasciare il campione nei pressi dell’atmosfera. La Nasa ha precisato che la navicella abbandonerà il frammento roccioso a circa 102 mila chilometri dal nostro pianeta, che attratto dalla gravità finirà per cadere sulla superficie. L’atterraggio è previsto nel deserto dello Utah, all’interno di un’area di 58 chilometri per 14 del Test and Training Range del Dipartimento della Difesa. Per facilitare le manovre di atterraggio, alcuni paracadute si apriranno durante la discesa prima che le squadre di recupero si avvicinino al sito. «Toccherà il suolo a una velocità di appena 17 chilometri orari», ha sottolineato Sandra Freund che ha collaborato alla realizzazione della sonda.

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I dettagli della missione saranno svelati in una conferenza a ottobre

La Nasa annuncerà gli esiti delle prime analisi sul campione di asteroide il prossimo 11 ottobre durante una conferenza stampa. Gli scienziati studieranno le rocce per altri due anni nel Johnson Space Center di Houston, cercando di capire di più su composizione e movimenti dei corpi celesti. Il 70 per cento resterà negli States per la conservazione, mentre il restante 30 per cento sarà diviso fra Canada e Giappone, che contribuiranno agli studi. Sebbene si parli di una possibilità su 2700, è probabile che Bennu infine colpisca la Terra entro il 2300. Un eventuale impatto risulterebbe devastante, dato che darebbe vita a un cratere ampio dai cinque ai 10 chilometri che distruggerebbe un’area 100 volte più grande. «Dobbiamo monitorarlo con attenzione», ha concluso Kelly Fast della Nasa. «Le missioni Osiris rappresentano un importante tassello della ricerca».

La navicella Osiris-Rex della Nasa lascerà un frammento dell'asteroide Bennu vicino all'atmosfera. L'11 ottobre una conferenza stampa.
I laboratori in cui la Nasa effettuerà gli studi sul campione di asteroide (Getty Images).

A Milano in coda all’Apple Store per comprare il nuovo iPhone 15

Si sono messi in coda dalle 7 di questa mattina e c’è anche qualche temerario che ha passato la notte in piazza Liberty a Milano per accertarsi di essere il primo a entrare all’Apple Store. Tutto questo per accaparrarsi il prima possibile i nuovi modelli di iPhone 15 o l’ultimo smart watch di Apple che da venerdì 22 settembre sono disponibili in Italia.

Qualcuno ha passato la notte fuori dal negozio

La coda, come ha raccontato una commessa dello store, è iniziata presto al mattino, verso le 7 e «c’è qualcuno, anche se pochi, che hanno passato la notte qui – ha raccontato -, come quella ragazza che si è portata una sedia pieghevole da campeggio da casa per stare più comoda».

Palermo, notte di paura per gli incendi: residenti sui tetti

Molta paura nella notte tra giovedì 21 e venerdì 22 settembre 2023 a Palermo per incendi divampati nella zona di Brancaccio, tra le vie Fichidindia e San Criro, che hanno costretto diversi residenti a uscire per strada, mentre qualcuno è fuggito sui tetti. Come successo a luglio 2023, il fuoco ha minacciato le abitazioni del capoluogo. Due mesi prima interessò una chiesa e le case di Borgo Nuovo. Per i vigili del fuoco è stata una lunga notte di lavoro.

Incendio di sterpaglie e agrumeto vicino a delle abitazioni

Dalle 20 di giovedì 21 fino alle prime luci di venerdì 22 sono stati più di 40 gli interventi per incendi di vegetazione e sterpaglie che hanno interessato il territorio provinciale. Tutti gli uomini e mezzi del corpo del comando provinciale sono stati impegnati per fronteggiare l’emergenza dettata dalle elevate temperature, dai venti di scirocco. È stato inoltre richiesto il supporto di una squadra aggiuntiva proveniente dal distaccamento di Piazza Armerina (Enna). Nella prima serata di giovedì quattro squadre sono state impegnate tra via Fichidindia e San Ciro per un incendio di sterpaglie e agrumeto vicine a delle abitazioni. Ci sono volute diverse ore prima di riportare la situazione alla normalità. Tanti residenti sono usciti per strada e qualcuno è fuggito sui tetti. Gli interventi si sono concentrati ad Altofonte, Gratteri, Gibilrossa, Misilmeri, Piana degli Albanesi, Torretta e Prizzi. Dalle prime luci di venerdì tre Canadair hanno sorvolato le località di Gratteri, Gibilrossa e Santa Cristina.

Le quote rosa sono legge in India: il 33 per cento dei seggi alle donne

Da giovedì 21 settembre in India le quote rosa sono diventate legge con l’approvazione all’unanimità dei 215 membri della Rajya Sabha, la Camera Alta del parlamento indiano, presenti alla votazione, dopo il voto del giorno precedente alla Lok Sabha, la Camera Bassa. Il provvedimento è stato definito su X dal premier Narendra Modi, che l’ha proposto, «un momento cruciale nel viaggio democratico del nostro Paese».

Alle donne sarà assegnato un terzo dei seggi 

Le quote, che assegnano alle donne un terzo dei seggi in Parlamento (il 33 per cento), erano state proposte dal 1996, ma per sei volte non erano state approvate. Durante la discussione di giovedì alla Presidenza della Camera Alta si sono alternate diverse parlamentari, di tutte le formazioni politiche: la novità ha creato piccoli incidenti procedurali, quando i deputati si sono rivolti alla colleghe chiamandole “signor presidente” e sono stati invitati a usare la formula “signora presidente”. La legge è stata approvata da tutti i partiti, anche quelli di opposizione; tuttavia, non potrà diventare effettiva fino a quando non sarà concluso il nuovo censimento della popolazione, necessario per rivedere le circoscrizioni. L’ultimo risale al 2011 e si prevede che il Paese non riuscirà a completare il massiccio procedimento e a ridisegnare i seggi prima della fine del decennio. L’India ha visto varie donne leader politiche, a partire da Indira Gandhi, che fu la seconda donna al mondo a diventare premier, ma la loro presenza nelle istituzioni legislative è rimasta bassa: attualmente si contano solo 104 donne sul totale dei 788 eletti al parlamento.

Ita Airways sta tornando Alitalia (e nessuno se ne accorge)

Apparentemente, il governo, e segnatamente il Mef che di Ita Airways è l’azionista, mostrano tranquillità. Le notizie che emergono in questi giorni, dalla marea di cause perse con gli ex dipendenti Alitalia che comportano la riassunzione a una serie di mosse interne che evocano chiaramente fantasmi del passato che ritornano, non sembrano scalfire la sicurezza di Palazzo Chigi sulla conclusione della vendita ai tedeschi. Una volta, ovviamente, arrivato il via libera di Bruxelles che però tarda ad arrivare alimentando i sospetti. Perché in Ita è più che mai attivo un apparato che vorrebbe invece far saltare tutti, lasciando la compagnia di bandiera in mano allo Stato, e così facendo perpetrando il potere della politica e delle sue lobby. Come aveva già raccontato questo giornale, allontanato l’ad Fabio Lazzerini, che a Lufthansa quando si era presentata con la Msc di Gianluigi Aponte si era già opposto una volta, il suo ruolo sembra essere stato preso da Domenico Galasso, attuale direttore del personale, uomo di fiducia di Lazzerini e anche lui con referenti politici importanti in quella parte del Pd che non aveva mai fatto mistero di preferire la soluzione francese di Air France se non che la compagnia restasse pubblica, quindi sulle spalle dei contribuenti italiani cui nel corso degli anni è costata quasi 15 miliardi. Ma andiamo con ordine.

Ita e le mosse sospette di Galasso che scoraggiano Lufthansa
Un airbus A350-900 Ita (Getty Images).

L’ombra di Galasso

Il presidente della compagnia Antonino Turicchi, dopo l’allontanamento di Lazzerini, ha nominato il direttore del personale anche responsabile per la Sicurezza dandogli la nomina formale di Datore di Lavoro. Una mossa che mirava in buona fede a riallineare Galasso al nuovo corso, ma che invece ha avuto come conseguenze un accrescimento del suo potere in azienda. E questo nonostante il livello di assenteismo del manager, aumentato a dismisura negli ultimi mesi, tanto da indurre la stessa Inps a chiedere chiarimenti sula durata e frequenza delle assenze. Assenze, sussurrano nei corridoi della Magliana, che si sono protratte anche per 15-20 giorni di seguito. Per essere un direttore del Personale, non un buon esempio, tanto che Ita è corsa ai ripari nominando un vice, Claudio Tanilli, esperto di relazioni sindacali e istituzionali. La cosa è stata mal digerita da Galasso che vedendo la sua poltrona traballare è ricomparso in azienda causando le quasi immediate dimissioni di Tanilli, passato in Enav a gestire le relazioni sindacali. La sua uscita di scena ha fatto molto rumore nell’ambiente aeroportuale poiché il manager era molto stimato per le sue capacità e competenze.

Ita e le mosse sospette di Galasso che scoraggiano Lufthansa
Domenico Galasso, direttore del Personale di Ita.

Il caso degli organigrammi vuoti

Che Galasso non sia certo un entusiasta fautore della vendita di Ita ai tedeschi non è cosa di oggi. Già nel dicembre scorso, appoggiato da Lazzerini, il manager aveva presentato al cda un nuovo organigramma dei dirigenti apicali radicalmente cambiato rispetto a quello in vigore. La richiesta di presentarlo non era arrivata da nessun membro del cda, ma era frutto della determinazione di Lazzerini e Galasso di piazzare i loro uomini per blindare l’organizzazione interna. Con la convinzione che questo punto all’ordine del giorno passasse in modo rapido, i consiglieri d’amministrazione notarono che mancavano i nomi dei dirigenti, le loro retribuzioni, l’anzianità aziendale, e i numeri delle strutture che gestivano. Solo caselle vuote, senza alcun cenno a chi era in carica, a chi doveva subentrare e per quale ragione. Un blitz peraltro un po’ goffo che ebbe strascichi per molti giorni e costrinse il cda a chiedere spiegazioni che non arrivarono mai perché Galasso si assentò. Lo stesso Turicchi, che è bene ricordarlo è l’uomo che il Mef ha messo per chiudere la vendita della compagnia, rimase basito davanti a questo tentativo di ridisegnare una struttura che sino a quel momento aveva funzionato.

Quei reiterati rapporti di consulenza con EY

Nell’indagine che si aprì emerse un elemento di inefficienza particolarmente rilevante: una spesa mensile di circa 80 mila euro per consulenze alla società EY, ex Ernst & Young, per avere il supporto di alcuni collaboratori che alla fine si riducevano a presentare delle semplici tabelle Excel. Ovvero, invece di assumere due dipendenti o due collaboratori per fare le stesse cose a un costo nettamente inferiore, Galasso aveva preferito spendere 80 mila euro al mese. E guarda caso questi consulenti supportavano l’area commerciale gestita da Emiliana Limosani, la responsabile commerciale braccio destro dell’ex Lazzerini. La stessa EY è stata ingaggiata dal manager per stilare diversi report, una mole di lavoro importante che ha indotto il cda a chiedergli di cambiare fornitore sia per motivi economici sia per motivi di oggettività delle valutazioni che in alcuni casi erano parse un po’ guidate. Per questo ultimamente Galasso sta usando la società di consulenza milanese Protiviti, altra vecchia conoscenza Alitalia. Un altro caso che ha fatto discutere sono stati gli aumenti di buonuscite dati ad alcuni dirigenti che hanno deciso di lasciare Ita, molti dei quali vicini a Lazzerini e ad alcune figure rilevanti del dipartimento Risorse Umane, come Carlo Briziarelli, ex-responsabile dell’Handling in Ita. Un tema anche questo su cui il cda ha chiesto a Galasso chiarimenti che ancora non ha ricevuto completamente.

Aumenti salariali in barba all’accordo sindacale

Uno dei compiti che si è auto assegnato il direttore del Personale, su cui ci fu grande scontro in cda, è stata la sua scelta di superare l’accordo sindacale sottoscritto tra Ita e le sigle pochi mesi prima, autorizzando degli aumenti salariali che non avevano alcuna logica finanziaria ma che hanno causato una perdita economica all’azienda di oltre 100 milioni. Una manovra condotta dopo l’ok del governo Meloni e del ministro Giorgetti ad andare avanti con Lufthansa. Atto non autorizzato, e contrario al volere del cda (che a questo punto vien da chiedersi cosa ci stia a fare se non riesce a controllare ciò che succede in azienda) letto come una manovra ostruzionistica nei confronti del governo e di Lufthansa. Obiettivo? Far perdere valore alla compagnia e aumentare i costi fissi per far scappare i tedeschi. Chiaramente i sindacati lo difesero, non potevano perdere l’opportunità di questi aumenti, e Galasso uomo non certo vicino a questo esecutivo colse l’attimo.

Ita e le mosse sospette di Galasso che scoraggiano Lufthansa
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (Imagoeconomica).

L’ex Alitalia Lo Giudice nuovo responsabile degli Acquisti

Manovre anche intorno a una delle poltrone più delicate della compagnia di bandiera, quella del direttore Acquisti, che deve gestire un budget di assoluto rilievo e soprattutto resistere a tutte le pressioni dei fornitori e di quel mondo che in varia misura ha contribuito ai numerosi fallimenti della vecchia Alitalia. Una figura, dunque, che dovrebbe essere lontana mille miglia dal vecchio modus operandi che tanto è costato ai contribuenti. E chi ha deciso di mettere Galasso? Un ex Alitalia, Gianluigi Lo Giudice, responsabile del Ground Handling della vecchia compagnia, ovvero uomo di contatto con tutta quella pletora di fornitori che hanno per anni fatto i loro comodi procurando danni all’azienda. Insomma, non proprio la persona più indicata per portare aria nuova. Ne sa qualcosa probabilmente la società di head hunter Eric Salmon & Partners che aveva selezionato diversi altri profili poi scartati dal cliente. Questa nomina non va letta come un semplice riposizionamento di un vecchio dirigente di Alitalia, ma come l’elemento che permetterà di realizzare quello che è stato già avviato da settimane per dissuadere i tedeschi e tornare al passato. A cominciare dai fornitori.

Ita e le mosse sospette di Galasso che scoraggiano Lufthansa
Gianluigi Lo Giudice e Fabio Lazzerini nel 2019 (dal profilo Fb di Alitalia).

Gare Gourmet e il ritorno ai fornitori del passato

Ita Airways all’inizio della sua attività aveva deciso di cambiarne uno storico, quello del catering, Gare Gourmet, che presentava una struttura di costi alta ed estremamente articolata da decifrare. Al suo posto era arrivata Dnata, già fornitore di Emirates, dalla qualità riconosciuta, ma soprattutto con un costo inferiore del 30 per cento. Parlando di catering, si tratta di centinaia di milioni, cifre molto alte, dopo il carburante una delle voci di costo più elevate di una compagnia aerea. Un risparmio del 30 per cento costituisce un gran tesoretto, un efficientamento dei costi importante. La gara per il fornitore del catering fu molto accesa, ogni società candidata presentò dei piani strutturati, alcuni in linea con la vecchia Alitalia, altri più innovativi ed efficienti. Fu proprio il principio del mettere in gara, che permise di individuare la soluzione con Dnata. Ebbene, Ita, con le deleghe a Galasso che ha individuato il direttore Acquisti, ha deciso di congedare Dnata e riprendere Gare Gourmet con tanto di costi maggiorati. Ma non è finita qui. Sempre nell’ottica di garantire l’efficienza aziendale, dopo lunghe trattative per le aree Handling e Manutenzione, erano stati fatti dei contratti di servizio con due colossi dei rispettivi settori: Swissport per l’handling e Atitech per la manutenzione. Ciò aveva oltretutto permesso il passaggio di numerosi lavoratori dall’Alitalia commissariata e in cassa integrazione a due aziende estremamente solide. Ebbene, anche in questo caso, sono in atto forti attività di boicottaggio per riportare queste attività interne alla compagnia sovraccaricandola di costi e di personale. Da un lato Ita sta aumentando i costi per Atitech rendendo di fatto il contratto di servizio meno favorevole, e dall’altro a Fiumicino sono in corso grandi manovre per allontanare Swissport dallo scalo romano. Poi toccherà a Linate. Se il cambio del fornitore di catering sembra ormai cosa fatta, l’allontanamento di questi due partner è più laborioso per cui sarà una storia che avrà strascichi a meno il Mef intervenga perentoriamente mettendo fine a queste manovre.

Vicenza, pestarono brutalmente un dirigente cantiere Tav, tre arresti

Tre uomini ritenuti responsabili di un brutale pestaggio ai danni di un dirigente della Salcef, un’azienda impegnata nella progettazione dei cantieri della Tav in Veneto, sono stati arrestati venerdì 22 settembre dai Carabinieri del nucleo investigativo di Vicenza. Un’indagine durata mesi: l’uomo, un 66enne romano, era stato aggredito a colpi di mazza da baseball, all’esterno del cantiere Tav a Montebello Vicentino, riportando lesioni gravissime. Venerdì 22 settembre gli investigatori hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei tre, di 45, 46 e 52 anni, residenti nelle provincie di Milano e Monza Brianza, tutti con precedenti penali.

Le indagini proseguono per accertare l’esatto movente della spedizione punitiva

Uno dei tre arrestati, fra l’altro, era sottoposto all’affidamento in prova ai servizi sociali e non avrebbe potuto lasciare il territorio della Lombardia. Le indagini, coordinate dalla Procura di Vicenza, proseguono per accertare l’esatto movente della spedizione punitiva. L’episodio era accaduto nel maggio scorso. I tre aggressori avevano atteso per ore la vittima, all’esterno del cantiere: con un suv avevano bloccato l’auto del dirigente e una volta scesi dall’abitacolo lo avevano picchiato con una mazza da baseball, procurandogli traumi e fratture in tutto il corpo. Solo l’intervento di alcuni operai del cantiere aveva fermato il pestaggio, ripreso da alcune telecamere di sicurezza. Immagini dalle quali gli investigatori avevano poi estrapolato elementi utili all’identificazione del gruppo.

Ucraina, gli Usa annunciano nuovi aiuti per 325 milioni di dollari

Come anticipato dai media Usa, il dipartimento di Stato americano ha annunciato un nuovo pacchetto di aiuti all’Ucraina per 325 milioni di dollari. «La resilienza, il coraggio e la determinazione dell’Ucraina hanno ispirato il mondo e galvanizzato gli sforzi statunitensi e globali per aiutarla a difendersi e a garantire il proprio futuro», si legge in una nota del segretario di Stato Antony Blinken. Il pacchetto include «nuovi sistemi di difesa anti-aerea, munizioni di artiglieria, sistemi anti-carro nonché munizioni a grappolo, che miglioreranno ulteriormente la capacità dell’Ucraina di continuare la sua controffensiva».

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Zelensky: «Armi potenti, grazie per il sostegno di questi 575 giorni»

«Il nuovo pacchetto di armi per l’Ucraina è molto potente», ha commentato il presidente ucraino Zelensky, ringraziando Joe Biden al termine dei colloqui alla Casa Bianca. «È esattamente ciò di cui i nostri soldati hanno bisogno adesso. Grazie per tutti questi 575 giorni». Zelensky ha quindi definito l’incontro «molto produttivo». Il presidente ucraino ha poi lasciato gli Stati Uniti in direzione del Canada, dove è stato accolto dal premier Justin Trudeau il quale ha ribadito il pieno sostegno del Paese a Kyiv «per tutto il tempo necessario».

Meloni risponde alle polemiche sulla pizza a New York: «La gente è con me»

Giorgia Meloni risponde alle polemiche scoppiate per aver preferito mangiare una pizza a New York con la figlia nel noto ristorante Ribalta invece di partecipare al ricevimento di Joe Biden al Metropolitan. Inoltre si è notata la sua assenza anche durante il discorso di Volodymyr Zelensky e lo storico faccia a faccia del leader ucraino con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Duro con la premier Matteo Renzi che ha commentato: «Se in Europa e nel mondo vuoi giocare un ruolo lo devi fare stringendo alleanze, non andando in pizzeria».

La replica di Meloni: «La gente normale pensa che io abbia fatto bene»

Meloni, come scrive il Corriere della Sera, non ci sta e si è difesa attaccando: «La politica estera non si fa con i ricevimenti e le photo opportunity», si è sfogata aggiungendo che  «la gente normale pensa che io abbia fatto bene». «È una falsità che abbia disertato la cena per la pizzeria. Gli orari lo dimostrano», ha continuato. «Non mi si può dire che non lavoro abbastanza». E ne ha anche per chi «si permette giudizi senza prima verificare»: «La cena degli americani era alle 19 di New York e io in pizzeria ci sono andata alle 21, dopo 12 ore di lavoro al Palazzo di Vetro dopo aver saltato il pranzo per i tanti bilaterali e quando il ricevimento di Biden era finito». La premier si è detta infastidita dalla «malafede» di chi mette a confronto la sua agenda privata con quella istituzionale: «Ritengo che un premier in carica abbia il diritto di decidere le sue priorità». Il suo mancato intervento al Consiglio di Sicurezza, dove l’ha sostituita Antonio Tajani, non è passato inosservato.  Meloni però ha spiegato che doveva prendere parte a bilaterali già programmati con i Paesi africani. E a chi sospetta che non si sia proprio fatta vedere in Consiglio ha replicato:  «Ho ascoltato il presidente albanese Edi Rama contro i russi e anche Zelensky, con il quale poi mi sono fermata a parlare. C’è pure il video».

La ragazza dei tulipani stasera su Rai Movie: trama, cast e curiosità

Stasera 22 settembre 2023 alle ore 21.10 sul canale Rai Movie andrà in onda il film La ragazza dei tulipani. Il regista è Justin Chadwick mentre la sceneggiatura è stata scritta da Deborah Moggach e Tom Stoppard. Nel cast ci sono Alicia Vikander, Dane DeHaan, Judi Dench, Christoph Waltz, Zach Galifianakis e Cara Delevingne.

Stasera andrà in onda il film su Rai Movie La ragazza dei tulipani, ecco trama, cast e curiosità su questa pellicola.
Alicia Vikander in una scena del film (X).

La ragazza dei tulipani, trama e cast del film in onda stasera 22 settembre 2023 su Rai Movie

La trama racconta una storia ambientata ad Amsterdam nel 1636. Mentre la città è fiorente e in piena espansione, per la giovane Sophia (Alicia Vikander) le cose non sembrano andare per il meglio. Infatti, la ragazza viene data in sposa al mercante Cornelis Sandvoort (Christoph Waltz), molto più vecchio di lei. La donna si ritrova intrappolata in questo matrimonio e costretta a subire le pressioni del marito che vuole avere un figlio. Purtroppo la coppia non riesce ad averne uno e Cornelis, per rafforzare il rapporto con la moglie, opta per far realizzare un dipinto che renderà la loro relazione immortale.

Quest’evento farà conoscere a Sophia il giovane e bel pittore Jan Van Loos (Dane DeHaan). I due ragazzi si innamorano quasi subito e tra loro scoppia un’ardente passione. Parallelamente, la cameriera di Sophia, Maria (Holliday Granger), scopre di essere incinta del ragazzo che ha amato ma che è scappato per la paura. Sophia e Maria, quindi, escogiteranno un piano per poter vivere liberamente le loro storie d’amore e ottenere la vita che hanno sempre desiderato.

La ragazza dei tulipani, cinque curiosità sul film

La ragazza dei tulipani, il debutto al cinema rimandato di anni

Questo film è stato girato nel 2014, ma la sua uscita venne rimandata in seguito a test negativi con il pubblico. Alla fine la produzione decise di lanciarlo nelle sale dopo circa tre anni, nel 2017. In Italia è arrivato l’anno successivo, ovvero a settembre 2018.

La ragazza dei tulipani, un film che doveva debuttare nel 2004

In realtà questo progetto, di produzione britannica, avrebbe dovuto essere portato sul grande schermo nel 2004. Nel cast erano presenti Jude Law, Jim Broadbent e Natalie Portman. Tuttavia, il progetto fallì a causa del governo britannico e di una nuova legge sulle tasse emessa nel 2004 che rese le spese insostenibili per la produzione.

La ragazza dei tulipani, una pellicola olandese solo nella teoria

Questa pellicola è ambientata in Olanda e mostra le avventure di personaggi olandesi. Tuttavia, in realtà, nessuna scena è stata girata nei Paesi Bassi ma le riprese sono state effettuate in Inghilterra. Inoltre, non è presente nel cast nessun attore olandese.

La ragazza dei tulipani, un cantante famoso doveva far parte del cast

Harvey Weinstein, produttore principale della pellicola, aveva offerto il ruolo di Mattheus al cantante Harry Styles. Tuttavia, quest’ultimo dovette rifiutare a causa di altri impegni e la produzione decise di dare il ruolo all’attore Matthew Morrison.

Stasera andrà in onda il film su Rai Movie La ragazza dei tulipani, ecco trama, cast e curiosità su questa pellicola.
I protagonisti del film in una scena (X).

La ragazza dei tulipani, gli incassi al botteghino

Per realizzare questo lungometraggio, la produzione mise a disposizione un budget pari a 25 milioni di dollari. Al botteghino la pellicola ha incassato invece solo 9 milioni di dollari.

L’oroscopo di oggi 22 settembre 2023: Leone e Sagittario innamoratissimi


L'oroscopo di oggi, venerdì 22 Settembre 2023, e le previsioni segno per segno su amore, lavoro e fortuna: ecco cosa ci riservano le stelle in questa giornata. Aspettando l'equinozio d'autunno, la Luna e Venere danzano insieme nei segni di fuoco mentre la passione del Sole a favore di Plutone è ancora fortissima. Con la Luna in Sagittario il segno fortunato sarà il Leone e il segno sfortunato la Vergine.
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Morte di Vattimo, il compagno Caminada nominato erede universale: “Vide il marcio negli amici”


Dopo la morte del filosofo Gianni Vattimo, il compagno Simone Caminada ha dichiarato di essere stato nominato "erede universale" in un nuovo testamento redatto dopo aver testimoniato a suo favore nel processo che lo vedeva accusato di circonvenzione di incapace. Caminada aveva già ereditato alcune opere d'arte e il 50% della casa di via Po.
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Francesco Borrelli sulla serie Gomorra: «Baby criminali dipinti come miti»

Francesco Emilio Borrelli, giornalista e deputato di Alleanza Verdi – Sinistra, ha commentato per Adnkronos la vicenda che ha visto protagonista un 15enne ferito a una gamba da un suo compagno di scuola, tra le mura dell’istituto Marie Curie a Ponticelli, Napoli. «Quelli che un tempo erano considerati luoghi sacri – come le scuole e le chiese – dove non era pensabile portare e utilizzare armi, sono diventati posti in cui l’uso della violenza è uno dei primi elementi che i ragazzini imparano».

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«Un’aggressione a freddo»

Secondo quanto riportato all’agenzia da Borrelli, si sarebbe trattato di un’aggressione a freddo: «Come ha spiegato la giornalista Luciana Esposito, che conosce personalmente i genitori della vittima, il 15enne si stava recando in classe ed è stato accoltellato mentre era di spalle e stava salendo le scale, senza che tra i due vi fosse stato un qualsivoglia alterco. Un fatto gravissimo: a 15 anni sanno usare pistole e coltelli, invece di pallone e giocattoli, come succedeva ai loro coetanei vent’anni fa. Denuncio la questione da tempo, ma è cambiato qualcosa?».

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Baby gang: «Fenomeno in crescita»

Il giornalista afferma inoltre di denunciare la situazione a Ponticelli da anni: «Chi vive il territorio, chi vive la strada, si rende purtroppo conto, da tempo, di ciò che sta succedendo. Quello delle baby gang e, più in generale della violenza tra i giovanissimi, era un fenomeno in crescita già da anni; ora però si è arrivati ad un vero e proprio livello di mitizzazione, che non c’era mai stata prima, grazie anche alle serie tv». Con riferimento a Gomorra, Borrelli ha dichiarato: «Per la prima volta, i baby criminali non sono stati più dipinti come delle ‘chiaviche’, ma come dei miti, perché anche se poi muoiono o rischiano la vita, comandano loro, hanno potere. Siamo passati dal mito di Gomorra al sistema delle baby gang come villaggio Valtour a stampo Mare Fuori».

«Stiamo facendo repressione»

«Anche qui» ha aggiunto «non incolpo la fortunata serie Rai, il problema però è che poi passano determinati messaggi. C’è mai stata una serie su Gelsomina Verde? Sostanzialmente quello che attira e stimola il grande pubblico è il male, il marcio, la violenza. La mitizzazione collettiva del fenomeno. Del resto noi abbiamo avuto tutta una serie di altarini dedicati ai baby criminali. Mi ricordo quando feci la mia prima denuncia, segnalando il problema». E ancora: «Stiamo facendo una repressione – che è necessaria, per carità – ma non ci stiamo ponendo il problema che per smantellare un fenomeno del genere c’è bisogno di offrire altri modelli. E noi, al momento cosa offriamo? Gomorra, Mare Fuori e la disoccupazione».

Roma, picchiato addetto Atac: in tre gli rompono le braccia

L’aggressione è avvenuta alle 16 di mercoledì 20 settembre alla fermata Ottaviano, a Roma. L’addetto Atac in servizio è stato attaccato da tre stranieri che, oltre a provocargli lividi e contusioni con calci e pugni, gli hanno rotto le braccia. Negli ultimi sette giorni, si tratta della quarta aggressione subita dai dipendenti della municipalizzata nella Capitale. A denunciare il caso è stato il segretario regionale Faisa-Cisal del Lazio Gian Luca Donati e il segretario provinciale di Roma Antonio Cannone.

«Serve un tavolo di confronto»

«Nell’ultima settimana» – hanno ricordato – «due verificatori e due addetti alla clientela di Atac hanno subito quattro gravi aggressioni, tutte refertate in ospedale con diversi giorni di prognosi. È una triste realtà resa ancora più grave dal silenzio che proviene dall’Azienda e dalle istituzioni. È incomprensibile il mancato rispetto da parte di Atac dei propri dipendenti che subiscono quotidianamente aggressioni fisiche e verbali. Non è più possibile tollerare tale situazione. Occorre aprire un tavolo di confronto, che veda la presenza di Regione Lazio, Roma Capitale, Città Metropolitana, Atac, Cotral, Trenitalia e gestori privati del Tpl. Servono azioni concrete e noi, come Faisa Cisal Roma e Lazio stiamo cercando di fare la nostra parte».