Il congresso regionale di Forza Italia in Campania si accende ancora prima della presentazione delle candidature. E questa volta il terreno dello scontro è il tesseramento. Alessandro Carrazza, candidato alla segreteria regionale e storico dirigente azzurro nel Vallo di Diano, ha scritto agli uffici nazionali del partito dopo aver ricevuto la comunicazione secondo cui non risulterebbe regolarmente iscritto per il 2025 e, di conseguenza, non sarebbe inserito nell’elenco degli aventi diritto al congresso. Una vicenda che assume inevitabilmente anche un significato politico. Carrazza, infatti, non è certo un nome comparso oggi in Forza Italia: amministratore pubblico eletto nelle liste azzurre, dirigente di lungo corso e coordinatore del partito nel Vallo di Diano. Ruoli che ha continuato a esercitare senza che, fino all’apertura della partita congressuale, qualcuno sollevasse dubbi sulla sua appartenenza al partito o sulla regolarità della sua posizione. Ma il passaggio politicamente più delicato della lettera riguarda il segretario provinciale di Salerno, Roberto Celano. Carrazza sostiene infatti che la propria scheda di adesione per il 2025, insieme a quelle raccolte nel comprensorio del Vallo di Diano, sarebbe stata consegnata «brevi manu» proprio a Celano alla fine di ottobre 2025, affinché fosse trasmessa agli uffici competenti. È qui che la vicenda rischia di trasformarsi in un vero scontro interno. Se la ricostruzione di Carrazza fosse confermata, la domanda diventerebbe inevitabile: che fine ha fatto quella documentazione? E perché l’eventuale mancata registrazione emerge soltanto adesso, proprio nel momento in cui Carrazza ha deciso di concorrere per la guida regionale del partito? Il candidato chiede agli uffici nazionali di verificare direttamente con la segreteria provinciale e di regolarizzare la sua posizione, consentendogli di esercitare pienamente i diritti congressuali. E sottolinea un altro elemento: negli ultimi anni, pur avendo versato le quote, non avrebbe mai ricevuto materialmente la tessera, senza che ciò avesse mai messo in discussione i suoi incarichi politici. Una vicenda amministrativa, dunque, che rischia di diventare tutta politica. Perché appare quantomeno singolare che un dirigente chiamato per anni a rappresentare Forza Italia sul territorio scopra di non risultare iscritto soltanto quando decide di candidarsi alla segreteria regionale.
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