Zelensky: «Senza aiuti perdiamo la guerra»

«Se non riceviamo gli aiuti, perderemo la guerra». Questo l’appello di Volodymyr Zelensky ai senatori americani, secondo quanto riferito al New York Times dal leader della maggioranza democratica Chuck Schumer. Lo speaker della Camera americana, il repubblicano Kevin McCarthy, ha escluso di mettere nell’agenda l’approvazione di un pacchetto da 24 miliardi di dollari di aiuti all’Ucraina entro la fine dell’anno, come chiesto da Joe Biden.

«Biden pensa solo all’Ucraina»

«Abbiamo i nostri problemi fiscali di cui occuparci» – ha dichiarato McCarthy – «Ci sono 10.000 persone che hanno appena attraversato il confine e il presidente pensa solo all’Ucraina», definendo tuttavia il suo incontro con il leader ucraino come «positivo» e «produttivo». McCarthy, come riportato dall’Ansa, ha negato a Zelenski una sessione congiunta del Congresso che gli avrebbe consentito di rivolgersi a tutti i deputati e i senatori, evitando anche di farsi vedere pubblicamente con il presidente ucraino. Zelenski è quindi apparso con il leader della minoranza dem Hakeem Jeffries e con i leader del Senato, il dem Chuck Schumer e il repubblicano Mitch McConnell.

Incidente a Monacizzo, morto un 50enne: era ai domiciliari e stava andando in tribunale per un’udienza

È accaduto intorno alle 12.00 di giovedì 21 settembre 2023. Pietro Cappuccio era alla guida di una monovolume sulla provinciale 123 Lizzano-Pulsano (Taranto) quando ha perso il controllo dell’auto, è uscito dalla carreggiata ed è morto sul colpo.

L’auto si è ribaltata più volte prima di fermarsi in un vigneto

Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe perso il controllo del mezzo all’imbocco di una curva. L’auto è finita fuori strada, colpendo e oltrepassando un muretto e, dopo essersi ribaltata più volte, si è fermata in un vigneto. La velocità potrebbe aver causato l’incidente, anche se le cause sono ancora da accertare. Sono intervenuti sul posto i carabinieri e il 118, che hanno constatato il decesso dell’uomo. Il 50enne di Monacizzo è morto sul colpo in seguito alle profonde ferite riportate. Indagano sulle dinamiche i carabinieri della stazione di Lizzano.

L’uomo era agli arresti domiciliari e si stava recando in tribunale

L’uomo, ai domiciliari, era diretto a Taranto per un’udienza. Aveva ricevuto l’autorizzazione del giudice a recarsi lì con la sua auto, senza scorta. I familiari, che si trovavano in aula al momento del tragico incidente, hanno appreso la notizia in tribunale.

Bologna, liceale salva un uomo dall’infarto e scompare. La famiglia lo rintraccia sui social

Stava andando a prendere la fidanzata al liceo Arcangeli quando, improvvisamente, sul suo cellulare è suonata l’applicazione Dae RespondER del 118 che aveva scaricato qualche mese prima, dopo aver seguito un corso per l’uso del defibrillatore. Matteo Laschi, 18 anni, liceale al San Luigi, non ha perso tempo e trovandosi non lontano dal luogo indicato dall’alert ha deciso di intervenire. Al suo arrivo in via Alamandini, a Bologna, ha trovato un uomo a terra e, senza esitare, ha iniziato a praticare il massaggio cardiaco, in attesa degli operatori sanitari. Come riportato da Repubblica, quando ha sentito il crac della costola rotta, per paradosso, ha capito che stava facendo bene. Al momento dell’arrivo dei soccorsi, Matteo è andato via, tornando alla sua quotidianità.

L’appello della famiglia per ringraziarlo

La famiglia dell’uomo a cui il 18enne ha salvato la vita, desiderosa di ringraziarlo, ha lanciato una sorta di appello su Facebook per rintracciare il ragazzo. È così che l’attore e regista Nicola Borghesi, amico della famiglia, ha raccontato in un post quanto era accaduto. «Internet utile. Il padre di una mia cara amica è stato salvato da un ragazzo sui vent’anni che passava da lì, tramite un massaggio cardiaco che lo ha tenuto in vita mentre arrivava l’ambulanza. Il personale medico del 118 riferisce che l’ignoto salvatore, una volta capito che aveva tenuto in vita lo sconosciuto, è scoppiato a piangere. Di più non sappiamo» ha aggiunto concludendo: «La famiglia del sopravvissuto è commossa e grata e vorrebbe incontrarlo e ringraziarlo, la trovo una cosa umana. Se qualcuno conosce l’ignoto salvatore, o è l’ignoto salvatore, o ha informazioni per trovarlo mi contatti che li metto in contatto con la famiglia».

«Il ragazzo è mio figlio»

A leggere il post, dopo le condivisioni, è stato il padre di Matteo, Alessandro Laschi, che a sua volta ha risposto: «Il ragazzo è mio figlio. Gli ho fatto seguire il corso Blsd lo scorso luglio. Mi aveva raccontato tutto sabato scorso. È stato bravo e ha fatto quello che gli è stato insegnato». L’uomo è il titolare di uno studio sulla sicurezza del lavoro e aveva invitato il figlio a partecipare alle lezioni sulle tecniche di rianimazione. «Siamo tutti molto emozionati» – ha proseguito l’uomo «Tornati a casa dai festeggiamenti per l’anniversario di matrimonio con mia moglie, ho acceso Facebook e ho visto il post. Ho capito che si stava parlando di mio figlio. Siamo riusciti a metterci in contatto con la famiglia del signore, è stato un bellissimo momento. Più tardi faremo anche una videochiamata con la persona che Matteo ha soccorso e che sta meglio». Intanto, fa sapere il quotidiano, il figlio Matteo, al quarto anno del San Luigi, vorrebbe intraprendere una professione che gli consenta di dedicarsi agli altri come la Protezione civile o l’Accademia militare.

Scontri prima di Genk-Fiorentina, interviene la polizia: 100 tifosi italiani arrestati in Belgio


Brutte notizie arrivano dal Belgio in un pre partita decisamente violento fuori dallo stadio dove si gioca Genk-Fiorentina: poco prima del calcio d'inizio, ci sono stati violenti tafferugli con la polizia che ha fermato un centinaio di tifosi viola e sequestrato oggetti contundenti e altro materiale pericoloso.
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Stupro di Palermo. Angelo Flores: «Non ho partecipato. Ho solo ripreso»

Il 22enne, durante l’interrogatorio di garanzia, si è difeso e ha negato di aver violentato la 19enne lo scorso 7 luglio al Foro Italico insieme agli altri ragazzi: «Non ho fatto niente, ero sconvolto, sette ragazzi su una ragazza, poteva essere mia sorella. Quella sera» – ha aggiunto – «non è stata, cioè sì, è stata una cosa sbagliata però io non ho partecipato, gli altri partecipavano. Eravamo lì, alla Vucciria, stavamo ballando, tranquilli (…). Io ero con Gabriele Di Trapani e Christian Barone, Elio Arnao. C’era Cristian Maronia e c’era Samuele La Grassa e basta. E niente, lei ha cominciato a toccarci un pochettino a tutti, perché era ubriaca e diciamo che è successo quello che è successo».

Maronia:  «Non ero eccitato dalla situazione»

Secondo Christian Maronia, anche lui tra gli arrestati per aver partecipato allo stupro di gruppo di una diciannovenne, tutto sarebbe nato da un’idea di Angelo Flores, che ha ripreso in parte la violenza mentre i ragazzi erano alla Vucciria. Come riportato da PalermoToday, ha infatti affermato: «Angelo ad un certo punto le ha fatto la battuta: ‘Ma la faresti mai una cosa con noi?’ e lei: ‘Basta che mi fate bere e fumare, sono a posto’…”, ma che poi io sinceramente neanche ero eccitato da questa situazione». La vittima, che dopo gli abusi ha sporto denuncia, ha raccontato invece che furono gli amici di Angelo a farla ubriacare: «Uno di loro disse al barista “falla bere che poi ci pensiamo noi”».

Solo il 12 per cento degli italiani ha fiducia in Vannacci

Soltanto il 12 per cento degli italiani ha dichiarato di avere fiducia nel generale Roberto Vannacci. Di contro, il 62 per cento ha dichiarato di non averne affatto. Questo è quanto è emerso da un sondaggio di Quorum/Youtrend. La rilevazioni è arrivata proprio nei giorni successivi alla polemica sul libro scritto e auto pubblicato dal generale, Il mondo al contrario, e mentre il suo nome viene accostato al mondo della politica. A lui in vista delle Europee 2024 starebbe pensando Matteo Salvini, leader della Lega.

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Vannacci molto lontano dai leader politici

Con il 12 per cento, il generale Vannacci è molto distante dai leader politici tanto del centrodestra quanto dell’opposizione. Secondo l’ultimo sondaggio Quorum/Youtrend, infatti, la premier Giorgia Meloni e il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte si attestano al 37 per cento. Dietro, con il 23 per cento, sia la segretaria del Pd Elly Schlein sia il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Entrambi sono tallonati da Matteo Salvini, al 22 per cento.

Solo il 12 per cento degli italiani ha fiducia in Vannacci
Vannacci con in mano il suo libro auto pubblicato dal titolo Il mondo al contrario (Imagoeconomica).

Il 16 per cento degli over 55 ha fiducia in Vannacci

La rilevazione analizza anche altri aspetti, come i partiti o le fasce d’età. Ad esempio si evidenzia come il 16 per cento degli over 55 abbia fiducia nel generale, contro il 10 per cento tra gli under 35 e l’8 per cento tra chi ha un’età compresa tra 35 e 54 anni. Tra i partiti, invece, a dichiarare di avere fiducia in lui è stato il 22 per cento degli elettori di Fratelli d’Italia e il 23 per cento degli altri partiti di centrodestra. Solo il 4 per cento, invece, tra gli elettori del Pd e il 6 tra quelli del Movimento 5 stelle.

Solo il 12 per cento degli italiani ha fiducia in Vannacci
Il generale Roberto Vannacci autografa una copia del proprio libro durante un evento (Imagoeconomica).

Detenuto morto a Sassari, il medico legale conferma: Erik Masala si è suicidato

Erik Masala si è suicidato. Lo ha confermato il medico legale al termine dell’autopsia svolta sul corpo del 26enne cagliaritano trovato impiccato lunedì 18 settembre, in una cella del carcere di Bancali. Inizialmente il sostituto procuratore del tribunale di Sassari, Angelo Beccu, aveva disposto un esame esterno sul cadavere del giovane, ma poi lo stesso pm ha deciso per l’autopsia, così da avere maggiori certezze sulla causa del decesso.

I familiari: sul corpo lividi ed escoriazioni

La famiglia di Masala, rappresentata dall’avvocato Riccardo Floris, aveva infatti denunciato la presenza di lividi ed escoriazioni sul corpo del ragazzo e chiesto alla procura di svolgere le necessarie verifiche per appurare cosa fosse successo. Durante la mattinata di giovedì 21 settembre, nell’Istituto di medicina legale, è stata effettuata l’autopsia al termine della quale il medico legale ha fornito la sua relazione al pm, confermando l’ipotesi del suicidio. Dell’esito è stato informato l’avvocato di Masala e la salma è stata restituita ai familiari.