Marco Giallini: età, moglie, figli e film dell’attore

Marco Giallini, nato a Roma il 4 aprile 1963, è un attore e conduttore televisivo. Nella sua lunga carriera è stato candidato per sei volte sia ai David di Donatello sia ai Nastri d’Argento. In passato ha lavorato molto anche a teatro con Arnoldo Foà ed Ennio Coltorti.

Marco Giallini: biografia e carriera

Ha esordito al cinema facendo una comparsa in Grandi magazzini (1987), ma il vero e proprio debutto è stato con L’anno prossimo vado a letto alle dieci di Angelo Orlando nel 1995. Tre anni dopo il regista Marco Risi l’ha notato e l’ha inserito nel cast del film L’ultimo capodanno. Sempre nel 1998 è arrivato un altro ruolo per lui in L’odore della notte, diretto da Claudio Caligari. Nel 2000, con Almost Blue di Alex Infascelli, presentato al Festival di Cannes, ha acquisito notevole successo e ha così iniziato a recitare in diversi film di registi esordienti. Quattro anni dopo Infascelli lo ha chiamato per recitare nel film Il siero della vanità e in quell’anno è stato anche uno dei protagonisti di Non ti muovere di Sergio Castellitto.

Marco Giallini, tra la carriera e la vita privata
Filippo Timi, Denise Tantucci, Edoardo Falcone, Marco Giallini, Giuseppe Battiston e Andrea Sartoretti al Festival del Cinema di Roma nel 2022 (Getty Images).

Il successo di pubblico per Giallini è arrivato nel 2008 con il ruolo de Il Terribile nella serie tv Romanzo criminale, in onda sul canale satellitare Sky Cinema 1. Nel 2010 ha recitato nel film di Carlo Verdone Io, loro e Lara ed è tornato a recitare con Castellitto in La bellezza del somaro. Tra i film in cui è comparso negli anni seguenti ci sono ACAB – All Cops Are Bastards di Stefano Sollima (2012), Buongiorno papà (2013) di Edoardo Leo, Loro chi? di Francesco Miccichè e Fabio Bonifacci (2015), Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese (2016) The Place sempre di Paolo Genovese (2017) e il recente Il principe di Roma di Edoardo Falcone (2022).

Marco Giallini: la vita privata

Nel 1988 Marco ha sposato Loredana, la madre dei suoi figli Rocco e Diego nati rispettivamente nel 1998 e nel 2004. Purtroppo, però, la moglie è morta a causa di un’emoraggia cerebrale nel giugno 2011. In un’intervista, Giallini aveva raccontato così la sua storia d’amore con lei: «Per 27 anni non ci siamo mai lasciati e non abbiamo mai litigato. Lei era la donna mia e io il suo uomo. Nel mondo, quante ce ne possono stare di persone per te? Una». Attualmente pare che l’attore abbia un nuovo amore. Si tratta di Giorgia Battisti, con cui è apparso sul red carpet della Festa del Cinema di Roma e di recente anche al Monte Carlo Film Festival. Sembra che i due convivano già dal 2020.

Rosanna Lambertucci dopo il matrimonio: «Ho capito quanto è importante l’ultimo amore»

Rosanna Lambertucci, in una lunga intervista a Chi, ha parlato delle nozze con Mario Di Cosmo, sposato il 7 luglio 2023. Per la conduttrice è stato il terzo matrimonio, ma «è come se mi fossi sposata per la prima volta».

Rosanna Lambertucci racconta il matrimonio con Mario Di Cosmo

I due sono convolati a nozze dopo otto anni di fidanzamento a Sabaudia, nella cornice del santuario di Santa Maria della Sorresca. Un luogo molto caro alla conduttrice, rifugio di molti momenti difficili. Una cerimonia con pochi intimi alla quale è seguita una festa al Palazzo Brancaccio con tanti amici vip come Nancy Brilli, Alba Parietti e Stefania Orlando. «Se qualcuno mi avesse detto che un giorno mi sarei sposata di nuovo e con una festa così magica, non ci avrei creduto. La vita è davvero imprevedibile», ha dichiarato la neo sposa. Quello con l’imprenditore è il terzo matrimonio per lei, un passo affrontato con coraggio e a lungo meditato dopo la morte del primo marito Alberto Amodei e che gli ha dimostrato che nella vita tutto può succedere.

Rosanna Lambertucci racconta l'emozione vissuta all'altare il giorno del suo matrimonio con Mario Di Cosmo.
Rosanna Lambertucci (Instagram).

È arrivata all’altare accompagnata dalla nipote

Lambertucci ha ammesso di aver fatto fatica a trattenere l’emozione all’altare: «Guardandolo mentre era seduto fiero accanto a me, ho capito quanto è importante l’ultimo amore. Quello sicuro, maturo, la meta definitiva». Ad accompagnarla è stata la nipote Caterina, una scelta significativa per lei dato che è molto legata alla ragazza. «Abbiamo lo stesso temperamento e vedere lei con quegli occhi pieni d’amore che aspetta la nonna e che l’accompagna all’altare è stato come se avessi rivisto in un attimo tutta la mia vita». Quindi l’ammissione, orgogliosa e serena: «Ora che è tutto finito posso dirlo: sono una donna felice».

Kundera, con D’Agostino e Venditti L’insostenibile leggerezza dell’essere divenne cult

La morte di Milan Kundera, scrittore di origine ceca scomparso a 94 anni, ha scosso l’editoria e i social. In poche ore, l’hashtag con il nome dell’autore è salito in cima ai trend topic di Twitter con numerosi post di fan che ricordano il suo pensiero e le sue opere. Fra queste, spicca L’insostenibile leggerezza dell’essere, considerato il suo capolavoro. Eppure, quando nell’ottobre 1984 Adelphi lo scelse per inaugurare la collana Fabula, passò in sordina. Quasi inosservato per sei mesi, ottenne l’attenzione generale solo grazie alla televisione. Roberto D’Agostino lo lanciò infatti il 29 aprile 1985 all’interno della trasmissione di Renzo Arbore Quelli della notte. Personaggio-spalla del noto conduttore, al fianco di Nino Frassica e Riccardo Pazzaglia, iniziò ad aprire ogni intervento con le parole «Come scrive Milan Kundera ne L’insostenibile leggerezza dell’essere…», creando un tormentone capace di cambiare la promozione televisiva dei libri.

Citato da Roberto D'Agostino, protagonista nei brani di Venditti e Bollani. Così il romanzo di Milan Kundera divenne famoso anche in Italia.
Lo scrittore Milan Kundera in una foto del 1973 a Praga (Getty Images).

Da Venditti a Bollani, il romanzo di Milan Kundera nella musica italiana

Pur senza mai parlare della trama né approfondire alcuni passi del libro, D’Agostino contribuì in maniera inequivocabile alla sua ascesa, facendolo diventare di moda. Tanto che nel 1986 Antonello Venditti ne prese in prestito il titolo per una traccia del disco Venditti e Segreti. Questa insostenibile leggerezza dell’essere offre uno spaccato degli Anni 80. «Che ti succede amico estetico», canta Venditti, «rincoglionirsi non conviene, non leggi manco La Repubblica, non ti solleva Milan Kundera…». Poche ore dopo la morte, lo stesso Venditti ha voluto ricordare lo scrittore sui propri canali social, condividendo un estratto live del brano e un cuore nero accanto al nome.

Quando Bollani cantava «Ku-ku-ru-ku-ku…Kundera»

Fra le canzoni impossibile poi non citare Hai mai letto Kundera?, con cui Stefano Bollani ha creato una parodia di Franco Battiato. «Ku-ku-ru-ku-ku…Kundera», canta a un certo punto l’artista, in chiaro riferimento a Cuccurucucù. Come Roberto D’Agostino ad Antonello Venditti, però, non ha mai spiegato cosa intendesse lo scrittore con l’espressione L’insostenibile leggerezza dell’essere. Per capirlo bisogna aprire le pagine del libro e leggere le parole dello stesso Kundera: «L’assenza assoluta di un fardello fa sì che l’uomo diventi più leggero dell’aria, prenda il volo verso l’alto, si allontani dalla terra, dall’essere terreno, diventi solo a metà reale e i suoi movimenti siano tanto liberi quanto privi di significato».

Omicidio Willy Monteiro, in appello pena ridotta a 24 anni per i fratelli Bianchi

La Corte d’Appello ha ridotto la pena dei fratelli Marco e Gabriele Bianchi, accusati dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte nel settembre 2020. I giudici hanno deciso di non confermare gli ergastoli e ridurre la pena a 24 anni di carcere. A un anno dalla sentenza di primo grado, arrivata il 4 luglio 2022, per i fratelli Bianchi cambia tutto. Nel processo di secondo grado sono stati condannati anche Mario Pincarelli e Francesco Belleggia rispettivamente a 21 e 23 anni di carcere per concorso in omicidio. In aula erano presenti tutti e quattro gli imputati, a pochi metri di distanza dalla madre di Willy, Lucia Monteiro.

Per l'omicidio di Willy Monteiro i fratelli Bianchi condannati in Appello a 24 anni
Un murales realizzato a Roma in ricordo di Willy Monteiro (Imagoeconomica).

Cos’è successo a Willy Monteiro

La notte tra il 5 e il 6 settembre 2020 a Colleferro, il 21enne Willy Monteiro Duarte è stato ucciso a calci e pugni. Il giovane era un aspirante chef di origine capoverdiana e abitava da sempre a Paliano, in provincia di Frosinone. Secondo la ricostruzione, stava tornando a casa ma si è fermato a chiedere a un amico se avesse bisogno d’aiuto, avendolo trovato in difficoltà. Ed è stato allora che Marco e Gabriele Bianchi, appassionati di arti marziali e campioni di MMA, hanno iniziato il pestaggio, durato 50 secondi e culminato con la morte di Willy Monteiro. Una violenza considerata cieca, per cui sono stati condannati in primo grado all’ergastolo e in secondo a 24 anni.

Belleggia è l’unico ai domiciliari

Oltre ai fratelli Bianchi, chiamati spesso «gemelli» per la loro somiglianza, gli altri imputati sono Pincarelli e Belleggia. Il primo, anche lui in carcere, avrebbe avuto un ruolo defilato, pur partecipando al pestaggio di un amico di Willy Monteiro, che aveva provato a difenderlo. Il secondo, invece, è stato indicato soltanto dagli amici dei Bianchi e non ci sono testimonianze contro di lui, sebbene fosse presente in entrambe le occasioni. Belleggia è, tra i quattro, l’unico ai domiciliari. I guai con la legge dei fratelli Bianchi non finiscono. Nel novembre 2022 è stato aperto un altro procedimento contro Marco Bianchi per maltrattamento di animali. Nel mirino della procura di Velletri c’è anche il padre dei due, Ruggiero.

Per l'omicidio di Willy Monteiro i fratelli Bianchi condannati in Appello a 24 anni
I fratelli Bianchi (Facebook).

Paola Marella, chi è la conduttrice di Un sogno in affitto

Paola Marella, nata a Milano il 16 febbraio 1963, è un architetto e una conduttrice televisiva conosciuta per aver condotto Cerco casa disperatamente e Vendo casa disperatamente. Trasmissioni dedicate alla casa, all’arredamento ed allo stile.

Paola Marella: biografia e carriera

Ha frequentato il liceo classico e si è laureata nel 1988 in Architettura d’Interni presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, facendo gavetta nei cantieri come agente immobiliare. Sulla sua vita privata si conosce poco, è una donna e una professionista molto riservata. Sappiamo che è sposata da molti anni con Nico e che la coppia ha un figlio, Nicola, nato nel 1995. Dopo aver mosso i primi passi nel settore immobiliare, nel 2007 Paola è approdata in tv, su Real Time, al timone di programmi come Cerco casa disperatamente, Vendo casa disperatamente, Shopping Night: Home Edition insieme a Max Viola e le trasmissioni Hotel Cercasi e Changing Room, affermandosi come conduttrice ed esperta di stile ed arredamento. Dopo queste esperienze è giunta prima a Sky, dove ha conduce tuttora Un sogno in affitto, e poi su La7 con A te le chiavi. Ha scritto due libri, Arredo Casa Disperatamente e Welcome Style, e si è dedicata anche all’insegnamento tenendo corsi di Home Staging.

Dal 13 luglio su Sky con Un sogno in affitto

Marella continua ad alternare la professione di architetto a quella di conduttrice. Da giovedì 13 luglio alle 21.15 tornerà su Sky e in streaming su Now Tv con la trasmissione Un sogno in affitto, durante la quale accompagnerà degli ospiti alla ricerca di una location da sogno dove poter trascorrere delle vacanze o festeggiare un’occasione speciale nelle zone più belle d’Italia. Cinque le destinazioni selezionate tra ville settecentesche e tipici casali in campagna, attici e splendidi appartamenti in centro. Per ogni città Paola sarà pronta a raccontarne la storia e le curiosità architettoniche.

Allerta meteo per temporali 12 luglio 2023: tutte le regioni a rischio

Dopo giorni di caldo e di afa in gran parte dello Stivale, per almeno 24 ore bisognerà fare i conti con importanti temporali che interesseranno diverse regioni italiane, per le quali la Protezione Civile ha diramato nelle scorse ore un’allerta meteo.

Allerta meteo per il 12 luglio: attenzione alta in gran parte del Nord Italia

Sono Lombardia, Trentino Alto-Adige, Veneto e Piemonte le quattro regioni sulle quali quest’oggi, 12 luglio, dovrebbero concentrarsi precipitazioni particolarmente intense che potrebbero creare disagi e rischi alla popolazione. Il comunicato rilasciato dalle autorità fa riferimento ad un’allerta arancione per la Lombardia e un’allerta gialla per le altre tre regione, con possibili criticità legate in modo particolare alle zone a ridosso dell’arco alpino. Non è in ogni caso da escludere che rovesci isolati si presentino anche sulle pianure settentrionali adiacenti. Attenzione anche a stasera, quando le precipitazioni a carattere temporalesco dovrebbero raggiungere la valle padana, con manifestazioni localmente anche molto violente. Le perturbazioni porteranno con sé un lieve calo delle temperature, particolarmente al Nord-Ovest.

Instabilità anche per il 13 luglio: le previsioni

Piogge e temporali dovrebbero restare una costante anche per la giornata di domani, giovedì 13 luglio, con un alto rischio di rovesci o forti fenomeni temporaleschi soprattutto al Nord-Est (nella prima parte della giornata è probabile che le piogge interessino anche Liguria e Lombardia). Molto diverso invece è il discorso per quanto riguarda il Centro, dove ci saranno più che altro nuvole in transito, mentre gran parte del Sud Italia sarà caratterizzato da un clima molto soleggiato e da alte temperature. Nonostante le piogge sparse in arrivo, al Nord la colonnina di mercurio dovrebbe sì abbassarsi ma non più di tanto: si prevede infatti un clima afoso con punte di 32-33 gradi.

Alessandro Benvenuti: biografia e carriera dell’attore de I delitti del Barlume

Alessandro Benvenuti, nato a Pelago (Toscana) il 31 gennaio 1950, è un attore, cabarettista, regista, sceneggiatore e musicista. Nel 1972, con Paolo Nativi e Athina Cenci, fondò il trio dei Giancattivi. È noto al grande pubblico per i suoi ruoli in Un fantastico via vai di Leonardo Pieraccioni (2013) e I delitti del Barlume (dal 2014).

Alessandro Benvenuti: biografia e carriera

Dopo lo scioglimento dei Giancattivi nel 1985, l’attore ha partecipato ad un episodio di Professione vacanze e al film Soldati – 365 all’alba. Ha quindi diretto Benvenuti in casa Gori e Zitti e mosca a cui hanno fatto seguito Belle al bar, che affronta temi come la prostituzione e la transessualità, e Ivo il tardivo sull’autismo. Tra le altre pellicole che ha girato vi sono Ritorno a casa Gori (1996, sequel del precedente), I miei più cari amici (1998) e Ti spiace se bacio mamma? (2003). Dagli anni 2000 è comparso, tra gli altri, nei seguenti film al cinema: Commedia sexy, regia di Claudio Bigagli (2001), Concorso di colpa, regia di Claudio Fragasso (2005), Amici miei – Come tutto ebbe inizio, regia di Neri Parenti (2011) e il più recente Va bene così, regia di Francesco Marioni (2021). Dal 2001 al 2005 l’attore è stato direttore artistico del Teatro Puccini di Firenze e nel 2006 è stato nominato direttore artistico del Teatro Dante di Campi Bisenzio. Nel 2013 è diventato il direttore artistico del Teatro Tor Bella Monaca di Roma e dal 2019 lo è dei due teatri di Siena.

Alessandro Benvenuti, tra cinema e vita privata
Alessandro Benvenuti sul set de I delitti del Barlume (Facebook).

Alessandro Benvenuti: la vita privata

Alessandro è sposato da 33 anni con la moglie Chiara dalla quale ha avuto Carlotta, la figlia che lo accompagna nella sua attività e che lui ha definito la sua social media manager, Camilla, che lavora nel campo della produzione cinematografica e infine Teresa, che opera con Medici senza Frontiere nel settore delle risorse umane.

Legge sul ripristino della natura, via libera del Parlamento europeo

Seppur con alcuni emendamenti rispetto al testo della Commissione, è arrivato il via libera dell’Eurocamera alla legge per il ripristino della natura (Nature Restoration Law), progetto mirato al ripristino della biodiversità e al recupero delle aree naturali gravemente compromesse. La legge è passata con 336 voti favorevoli, 300 voti contrari e 13 astenuti. Ora potranno iniziare i negoziati legislativi con il Consiglio. Poco prima lo stesso parlamento aveva bocciato la richiesta di rigetto della legge avanzata dal Ppe e dai gruppi di destra.

Legge sul ripristino della natura, via libera del Parlamento europeo. Greta Thunberg: «La nostra battaglia continua».
Greta Thunberg insieme ad altri attivisti all’esterno del Parlamento Ue (Getty Images).

Greta Thunberg: «La nostra battaglia continua, senza natura non c’è futuro»

«La nostra battaglia continua, senza natura non c’è futuro», ha dichiarato Greta Thunberg ai cronisti dopo il voto favorevole alla legge sulla natura. L’attivista ha poi aggiunto: «È scandaloso che si debba lottare per le briciole, questi problemi non dovrebbero neanche esistere». Così il vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans: «È stato un testa a testa, ma cosi è la democrazia. Il parlamento ha un posizione negoziale, ora torniamo a negoziare e andiamo avanti a convincere anche chi non è ancora convito».

Per la prima volta l’Ue avrà una legge in materia non solo protettiva, ma proattiva

«Oggi a Strasburgo festeggiamo una grande vittoria del fronte Progressista, democratico ed ecologista al Parlamento europeo. Gli sforzi delle destre non sono riusciti ad affossare uno dei capisaldi del Green Deal», ha scritto su Twitter la vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno. Così Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra: «Quella di oggi è una grande vittoria in nome delle generazioni presenti e future».

Legge sul ripristino della natura, via libera del Parlamento europeo. Greta Thunberg: «La nostra battaglia continua».
Il Parlamento europeo, a Strasburgo (Getty Images).

La Nature Restoration Law, come già suggerisce il nome, è un provvedimento unico nella storia della comunità europea, che per la prima volta avrà una legge con una funzione non solo protettiva, ma proattiva. Proteggere la natura esistente è fondamentale ma non basta più: l’obiettivo è ripristinare quella perduta.

 

A Rostov sul Don è in corso il processo ai difensori dell’Azovstal: per l’Ucraina è una farsa

Dopo la fallita marcia su Mosca di Yevgeny Prigozhin e della Wagner, Rostov sul Don torna sotto i riflettori per il processo che si sta tenendo contro i militari della battaglione ucraino Azov in prima linea durante l’assedio di Mariupol. Le prime due udienze del tribunale militare del distretto meridionale si sono svolte il 14 e il 29 giugno. Come riporta la Tass, i militari ucraini sono accusati di azioni volte a «prendere con la forza il potere e modificare l’ordine costituzionale» dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, nonché di «essere membri di un’organizzazione terroristica», così è considerata la Azov dalle autorità russe. Ora rischiano condanne con pene che vanno dai 15 anni di reclusione all’ergastolo.

Alla sbarra solo soldati semplici e otto donne che lavorarono come cuoche all’Azovstal

Come sottolinea il sito ucraino Focus, a Rostov non sono sotto processo i comandanti della brigata, scambiati dalla Russia con il fedelissimo di Putin Viktor Medvedchuk, ma soldati semplici ed ex militari. Tra gli imputati ci sono anche otto donne che hanno lavorato come cuoche durante la battaglia per la difesa dell’acciaieria Azovstal. Almeno due di loro, secondo il sito Babel, non prestavano nemmeno servizio nell’Azov e al momento dell’arresto ricoprivano incarichi civili.  Quasi tutti gli imputati sono stati fatti prigionieri durante i combattimenti a Mariupol. In Aula ne mancavano tre perché ricoverati.

La denuncia di Podolyak: «La Russia responsabile di crimini di guerra» 

Le foto scattate in tribunale il 14 giugno mostrano militari emaciati, rasati e pallidi. Immagini che, come ha scritto Mykhailo Podolyak, consigliere di Volodymyr Zelensky, provocano «disgusto». «Pubblici ministeri eleganti e giurati con sorrisi brillanti mettono alla prova ragazzi e ragazze simili a scheletri, torturati e imprigionati in campi di concentramento», ha scritto Podolyak. Questi abusi sui combattenti, ha aggiunto, sono «crimini di guerra che dovrebbero essere adeguatamente giudicati dalla Corte penale internazionale». Una condanna alle autorità russe condivisa da Amnesty Internatonal: «Privare i prigionieri di guerra del diritto a un giusto processo è un crimine di guerra. Così come la tortura o trattamenti disumani», ha aggiunto l’organizzazione. Podolyak ha anche assicurato che Kyiv farà il possibile per riportare a casa i militari anche attraverso scambi di prigionieri.

A Rostov sul Don è in corso il processo ai difensori dell'Azovstal: per l'Ucraina è una farsa
Mykhailo Podolyak (Getty Images).

Per gli ucraini si tratta dell’ennesimo processo farsa di Mosca

Il battaglione Azov è una formazione militare ufficiale inserita nella Guardia nazionale ucraina. I suoi combattenti, come ha ricordato a Deutsche Welle il Nobel per la Pace 2022 Oleksandra Matviychuk, capo del Centro ucraino per i diritti umani e le libertà civile, possono dunque essere processati solo per crimini di guerra: «Da questa accusa risulta che la Federazione Russa considera la Guardia Nazionale e tutte le Forze Armate dell’Ucraina come organizzazioni terroristiche», ha fatto notare al giornale tedesco. «E in particolare, le accuse di aver commesso azioni volte a prendere il potere implicano che Mosca considera il territorio ucraino occupato come parte della Russia». Sulla stessa linea Petr Yatsenko, membro dello Staff di coordinamento per il trattamento dei prigionieri di guerra sotto la Direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino, che ha definito il tribunale di Rostov semplicemente una messinscena a uso e consumo della propaganda di Mosca. La rappresentante dell’Associazione delle famiglie dei militari dell’Azov, Yevgenia Sinelnik, a Radio Liberty ha ricordato come non sia il primo processo farsa: alla fine dell’estate del 2022 alla Filarmonica di Mariupol erano state realizzate gabbie metalliche per gli imputati ucraini. Quasi come fosse la scenografia di un reality show.

Francia, arriva il bonus anti-spreco per chi ripara vestiti e scarpe

La salvaguardia dell’ambiente passa da consumi inferiori e, soprattutto, dalla diminuzione degli sprechi. Lo sa bene la Francia che punta a ridurre le tonnellate di indumenti gettati via ogni anno dai propri cittadini. Il governo ha deciso di introdurre un bonus rammendo, che partirà già da ottobre e prevede rimborsi di varia natura per i francesi che faranno sistemare vestiti e scarpe invece di portarli in discarica. L’iniziativa godrà di uno stanziamento statale di 154 milioni di euro, dal 2023 al 2028. Il piano quinquennale dei vari ministeri si rivolge non soltanto all’ambiente ma anche agli artigiani, con un possibile beneficio sull’intero comparto.

In Francia arriva il bonus rammendo: dai 6 ai 25 euro per chi fa riparare vestiti e scarpe
Vestiti in una discarica (Getty).

Couillard: «Rimborso dai 6 ai 25 euro»

I rimborsi andranno «dai 6 ai 25 euro», come spiegato da Bérangère Couillard. La segretaria di Stato per l’Ecologia dichiara: «L’obiettivo è sostenere coloro che effettuano le riparazioni. Tutti i laboratori di cucito e i calzolai sono invitati ad aderire al sistema». Quest’ultimo è stato ideato dall’organizzazione Refashion, che gestirà il recupero e il riciclo dei capi da rattoppare, giocando un ruolo centrale nell’intera iniziativa. In Francia si stima che ogni anno i cittadini gettino circa 700 mila tonnellate di indumenti, tra vestiti e scarpe. Due terzi finiscono direttamente in discarica. Il rimborso varierà a seconda del tipo di sostituzione.

Il settore tessile uno dei più inquinanti in Francia

Sempre Refashion, che si pone l’obiettivo di un sistema interamente circolare, per raggiungere una sostenibilità del 100 per cento, ha studiato i consumi francesi. Il settore tessile, per cui il governo porta avanti una riforma avviata nel 2022, è una delle industrie più inquinanti del Paese. Solo nel 2022 si parla di 3,3 miliardi di prodotti, tra vestiti, scarpe e biancheria, immessi sul mercato. La Francia, con la riforma dello scorso anno, punta a una maggiore tracciabilità dei grandi marchi e a sostenere maggiormente le associazioni che si occupano di riciclo e riuso. Una manovra simile è stata varata nei mesi scorsi anche per quanto riguarda la riparazione degli elettrodomestici.

In Francia arriva il bonus rammendo: dai 6 ai 25 euro per chi fa riparare vestiti e scarpe
Scarpe gettate a bordo strada in Sud America: lo spreco di vestiti è una piaga globale (Getty).

Bassetti spiega a Fanpage cosa sappiamo sul caso di colera in Sardegna e perché non deve preoccuparci


L'intervista di Fanpage.it a Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, sul caso di colera registrato in Sardegna per la prima volta in 50 anni: "Bisogna capire dove è avvenuto il contagio. Ma la popolazione può stare tranquilla: di colera non si muore in un paese evoluto come l'Italia".
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Sommergibile Titan, per un minuto i passeggeri hanno capito che stavano per morire

Giorno dopo giorno, mano a mano che proseguono le indagini per cercare di fare chiarezza sugli eventi, emergono nuovi dettagli relativi alla tragedia del Titan, il sommergibile in visita ai resti del Titanic imploso lo scorso giugno nell’oceano Atlantico con cinque persone a bordo.

I passeggeri del Titan avrebbero percepito la gravità dei fatti un minuto prima di morire

La ricostruzione effettuata nelle scorse ore da parte dell’ingegnere spagnolo José Luis Martín è piuttosto agghiacciante. In base all’opinione dell’esperto sembra infatti che la perdita di stabilità del sottomarino possa essere collegata a un guasto elettrico. In un contesto simile, il Titan avrebbe così perso la propulsione necessaria e sarebbe precipitato inesorabilmente verso gli abissi con l’oblò rivolto verso il basso. La struttura sarebbe dunque sprofondata in caduta libera a partire da una profondità di circa 1.700 metri, mentre l’implosione si sarebbe verificata indicativamente a 2.500 metri, a causa del repentino cambiamento di pressione. Per circa un minuto, dai 48 ai 71 secondi, le cinque persone a bordo avrebbero dunque avuto percezione della tragedia in corso, tutto questo mentre si trovavano immersi nell’oscurità più totale, gli uni ammassati sugli altri. Per Martín, così come per gran parte della comunità scientifica che sta studiando l’incidente, il decesso sarebbe stato immediato al momento dell’implosione del mezzo. «Immagino la paura e l’agonia. Deve essere stato come un film dell’orrore», ha aggiunto, molto turbato, lo studioso iberico.

Al vaglio l’ipotesi di un’indagine penale

Proseguono senza sosta, intanto, le indagini delle autorità al lavoro sul caso per cercare di definire le responsabilità legali dietro al disastro del sommergibile della Oceangate. A proposito, il sovrintendente Kent Osmon, appartenente alla Royal Canadian Mounted Police, ha dichiarato che è stata istituita una squadra di investigatori «allo scopo di determinare se un’indagine penale sarebbe giustificata». Secondo gli esperti, inoltre, le famiglie delle cinque vittime potrebbero intentare cause per negligenza e omicidio colposo all’azienda proprietaria del Titan che ha organizzato la spedizione.

Carta solidale, come sapere se si ha diritto allo sconto sulla spesa alimentare

È tutto pronto per il lancio della carta solidale 2023, uno strumento pensato per il sostegno alle persone che si trovano in maggiore difficoltà economica. Si tratta di una card che potrà essere utilizzata per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità dai cittadini che sono stati individuati dall’Inps e dai Comuni di residenza come beneficiari rispetto ai requisiti previsti dalla Legge di bilancio 2023. Le liste sono state già redatte, anche se ancora non è stata data la comunicazione ai soggetti beneficiari.

Carta solidale 2023: cos’è e come funziona

A sostegno della carta solidale 2023 il governo italiano ha stanziato 503 milioni di euro che verranno distribuiti ai beneficiari con delle prepagate PostePay del valore di 382,50 euro ciascuna. La misura sarà una tantum e avrà come destinatari i nuclei familiari che presentano un Isee inferiore a 15 mila euro e che non ricevono altre forme di sussidio (Reddito di cittadinanza, Reddito di inclusione o Indennità di disoccupazione). Attualmente è prevista la distribuzione di 1 milione e 300 mila carte, con le graduatorie che sono state elaborate dai singoli Comuni. Questi ultimi, visti i problemi organizzativi che si erano palesati nel corso delle ultime settimane, possono beneficiare di uno slittamento al 18 luglio per completare le procedure necessarie al riconoscimento della carta. Ogni ente locale, inoltre, potrà decidere come effettuare le comunicazioni – privatamente o tramite pubblicazione sul sito istituzionale – ai beneficiari che coincidono con gli intestatari dell’Isee.

Potrà essere utilizzata per l’acquisto di generi alimentari

Nel momento in cui il beneficiario riceverà la comunicazione relativa alla carta solidale, potrà ritirarla allo sportello postale e, come detto, l’importo caricato sarà di 382,50 euro. Tale valore è uguale per tutti e, per poterne godere, è necessario che l’intestatario effettui un acquisto entro due mesi dalla ricezione. Le somme potranno essere spese in tutti gli esercizi commerciali che vendono generi alimentari, con l’esclusione delle bevande alcoliche e del tabacco.

Ponte sullo Stretto, Webuild nomina De Gennaro presidente del consorzio Eurolink

Webuild ha nominato Gianni De Gennaro nuovo presidente di Eurolink, general contractor costituito da un raggruppamento internazionale di imprese impegnato per la progettazione e la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. Nato a Reggio Calabria nel 1948, il prefetto De Gennaro è stato per anni dirigente pubblico e di aziende private.

Ponte sullo Stretto di Messina, Webuild nomina il prefetto Gianni De Gennaro presidente del consorzio Eurolink.
Gianni De Gennaro, presidente di Leonardo – ex Finmeccanica – dal 2013 al 2020 (Imagoeconomica).

Ex direttore dell’antimafia, era capo della polizia durante i fatti del G8 di Genova

Dopo una lunga carriera in polizia, durante la quale collaborato anche con Giovanni Falcone, svolgendo varie indagini anche a livello internazionale nella lotta a Cosa nostra, nel 1993 ha assunto l’incarico di direttore della Direzione Investigativa Antimafia. Nel 2000 il governo Amato lo ha nominato capo della polizia e direttore generale della pubblica sicurezza. Un anno prima dei fatti del G8 di Genova, per i quali la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per non avere prevenuto e punito la tortura da parte delle forze dell’ordine.

Quattro anni alla guida del Dis, sette da presidente di Leonardo (ex Finmeccanica)

Dopo aver lasciato nel 2007 a favore del vice Antonio Manganelli, De Gennaro è stato capo di Gabinetto del ministero dell’Interno, direttore generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (2008-2012) e sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio del governo Monti con delega ai servizi di informazione e sicurezza. A luglio del 2013 è stato poi designato dal governo Letta per il ruolo di presidente di Finmeccanica, successivamente ridenominata Leonardo, incarico ricoperto fino al 2020, anno in cui è diventato poi presidente della Banca Popolare di Bari dal 2020 al 2022. Dal 2013 è inoltre presidente del Centro Studi Americani.

Ponte sullo Stretto di Messina, Webuild nomina il prefetto Gianni De Gennaro presidente del consorzio Eurolink.
Gianni De Gennaro, nominato presidente di Eurolink (Imagoeconomica).

Webuild lo ha scelto per la sua «esperienza istituzionale e di azienda, integrità e trasparenza»

Il consorzio Eurolink, in cui Webuild detiene una quota del 45 per cento, è composto dalla spagnola Sacyr (18,7 per cento), da Condotte d’Acqua (15 per cento), da CMC (13 per cento), dalla giapponese IHI (6,3 per cento) e dal Consorzio ACI (2 per cento). Webuild ha scelto De Gennaro per la sua «esperienza istituzionale e di azienda, integrità e trasparenza sempre orientate ad un approccio di legalità e sicurezza per il Paese».

Pirateria digitale, il Senato approva la legge: siti illegali oscurati in mezz’ora

Via libera alla legge contro la pirateria digitale. Con 140 voti favorevoli, il Senato ha approvato in maniera unanime il disegno di legge che già il 22 marzo scorso aveva ottenuto il sì della Camera, senza alcuna correzione. La lotta al pezzotto, quindi, prosegue. Diverse le misure approvate contro i ladri di partite, spettacoli tv e giornali. Tutte hanno l’obiettivo di non permettere più la diffusione illegale di contenuti editoriali protetti dal diritto d’autore. La norma garantisce, tra l’altro, poteri d’intervento straordinari all’Agcom, il Garante delle comunicazioni, che potrà intervenire d’urgenza già durante la trasmissione live degli eventi, come nel caso della Serie A e dello streaming illegale dei campionati europei, o di film in prima visione.

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Agcom sollevata dall’obbligo di contradditorio

La differenza con il passato è che Agcom, fino all’approvazione della nuova legge, ha avuto l’obbligo di ascoltare le ragioni dei pirati digitali. Adesso il Garante non dovrà attendere il contradditorio, mossa che permette di accelerare i tempi e porterà alla chiusura dei siti illegali entro mezz’ora dalla segnalazione. A segnalare saranno i soggetti lesi. L’esempio principale è sulla Serie A: saranno Sky, Dazn o la Lega a segnalare all’Agcom la presenza di trasmissioni online. I siti saranno fermati bloccando gli indirizzi Ip, in modo tale da non dar modo ai pirati di aggirare il blocco con siti specchio, per replicare lo stesso contenuto. E l’intervento del garante sarà anche a livello di Dsn, cioè il sistema che traduce il nome di un sito in indirizzo Ip.

Il Senato approva la legge contro la pirateria: i siti saranno oscurati in mezz'ora
Antonio Candreva esulta con una telecamera a bordocampo (Getty).

L’Agcom dovrà creare una piattaforma di blocco entro 6 mesi

L’unico problema adesso riguarda la tempistica. Per poter fermare i siti entro mezz’ora dalle segnalazioni l’Agcom dovrà varare una nuova piattaforma tecnologica. Ci vorranno al massimo sei mesi dopo la convocazione di un tavolo tecnico, che il Garante deve invece convocare entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge. Parteciperanno anche le società di telecomunicazioni e l’Agenzia per la Cybersicurezza. Si punta a partire con gli stop forzati da inizio 2024. All’interno della legge, inoltre, si parla di finanziamenti in favore dell’Agcom, che sarà sostenuta dallo Stato visti i nuovi compiti e potrà assumere altre 10 persone: un dirigente, otto funzionari e un impiegato.

Il commissario Agcom: «Italia un modello per tutta l’Europa»

Soddisfatto il commissario Agcom Massimiliano Capitano, che nella precedente legislatura aveva firmato una proposta di legge poi ripresa da quella approvata oggi. «Con questa legge», dichiara, «l’Italia diventa un modello per l’Europa nella lotta ad una piaga sociale, economica e culturale. Contrastare sul nascere la pirateria, abbattendo i siti illegali in 30 minuti, serve per proteggere una quota economica rilevante del sistema paese, per tutelare posti di lavoro e per mettere in sicurezza i dati di milioni di cittadini. Chi naviga su siti pirata, oltre a commettere un reato, consegna i dati bancari, sanitari, della domotica domestica e molto altro ad associazioni criminali. Questo aspetto è particolarmente sottovalutato. Con la legge approvata oggi dal Senato, AgCom avrà risorse e poteri ulteriori, è una bella pagina per il nostro Paese».

Il Senato approva la legge contro la pirateria: i siti saranno oscurati in mezz'ora
Un cameraman a bordo campo allo stadio di San Siro (Getty).

Invalsi 2023, i risultati: in italiano e matematica insufficiente uno studente su due

Pessime notizie in arrivo dal Ministero dell’Istruzione, che quest’oggi ha rivelato i risultati dei test Invalsi 2023: si parla di performance degli studenti in generale in netto calo, tutto questo mentre aumentano in maniera considerevole le disparità fra le regioni del Nord e quelle del Sud.

I risultati dei test Invalsi 2023: un livello di istruzione e formazione in netto peggioramento

Tanti passi indietro, pochi passi in avanti: è con queste parole che si potrebbe descrivere il quadro che emerge dai test Invalsi più recenti, dove i ragazzi e le ragazze di tutta Italia hanno dimostrato competenze molto scarse in diverse aree chiave. Si torna dunque ai bassi livelli del 2019, dopo un temporaneo miglioramento registrato nel 2022. Particolarmente drammatici i risultati in materie come matematica e italiano, dove uno studente su due non raggiunge la sufficienza. Si tratta di peggioramenti netti che riguardano soprattutto la primaria, che ha registrato un crollo di 10 punti nonostante fino a poco tempo fa fosse considerata il fiore all’occhiello del nostro Paese. Si tratta di dati che devono portare a serie riflessioni ma che, allo stesso modo, potrebbero in qualche modo essere legati agli strascichi dell’emergenza pandemica, che per più di due anni ha costretto migliaia di studenti e insegnanti a superare i problemi di una didattica ben più complessa rispetto alla norma. I test Invalsi 2023, in aggiunta, hanno evidenziato delle importanti differenze territoriali. I divari si notano già dalla II primaria, sono ancor più evidenti nella V classe e sono legati soprattutto a materie come la matematica e la comprensione dell’inglese. Al momento la Sicilia e la Calabria mostrano le quote più basse di allievi che raggiungono almeno il livello base, mentre diverso è il discorso per Molise, Basilicata e Umbria, dove la quota aumenta considerevolmente.

Il ministro Valditara: «Dati preoccupanti, l’Italia è divisa in due»

A margine della presentazione dei dati degli Invalsi 2023 a Montecitorio, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara non ha potuto fare a meno di manifestare una certa inquietudine rispetto al quadro emerso: «I dati Invalsi relativi alle performance degli studenti italiani confermano un elemento di forte preoccupazione anche se ci sono punti di miglioramento. L’ elemento di preoccupazione è il solito: l’Italia è divisa in due con ragazzi del mezzogiorno fortemente pregiudicati nelle opportunità formative e occupazionali rispetto agli studenti di aree più avvantaggiate del Paese».

Il quadro emerso dai test Invalsi 2023 è preoccupante: la metà degli studenti italiani è insufficiente in matematica e italiano.
Giuseppe Valditara (Getty).

Valditara ha poi approfondito le profonde differenze che dividono il Nord e il Sud del nostro Paese a livello di istruzione, aggiungendo: «In Sicilia, Campania e Calabria vi è un divario rispetto al Nord di 5 punti percentuali in italiano, di 10 punti percentuali in matematica e di 4-5 punti percentuali in inglese. La matematica è fondamentale, è un indicatore di crescita sociale, la lingua inglese è la chiave per accedere all’internazionalità e uno studente che non ha adeguate competenze in questa disciplina è fortemente penalizzato rispetto agli altri compagni».

Manager morto al Giglio: oltre 10 indagati

Dopo l’improvvisa morte di Fabio Cairoli, il manager deceduto nelle scorse ore mentre si trovava all’Isola del Giglio a bordo del suo yatch, stanno emergendo le prime ipotesi sulle possibili responsabilità del decesso.

Oltre 10 indagati per la morte del manager Fabio Cairoli

Sono oltre 10 gli indagati per il decesso del top manager, scomparso l’8 luglio 2023 poche ore dopo essere stato dimesso dall’ospedale di Orbetello (in provincia di Grossetto) dove era arrivato pochissime ore prima a causa di un malore. Il pubblico ministero attualmente al lavoro sul caso, Carmine Nuzzo, ha notificato avvisi di garanzia a medici, sanitari e infermieri tra cui alcuni tecnici di laboratorio del pronto soccorso che hanno lavorato su due distinti turni all’ospedale di Orbetello. Qui Cairoli si era affidato poco prima di morire per farsi visitare a causa di dolori persistenti al torace e al braccio che non gli davano pace. Nuzzo ha inoltre disposto il sequestro delle cartelle cliniche e dei referti, oltre al risultato degli stessi esami di laboratorio. L’autopsia sul cadavere di Cairoli verrà eseguita venerdì 14 luglio.

Cosa è accaduto le ore prima del decesso 

Dopo il primo malore, accusato il 7 luglio, Cairoli era tornato sul suo yacht Giappa ormeggiato all’isola del Giglio e aveva proseguito la vacanza. Purtroppo il giorno dopo, intorno alle 23, è stato colpito da un attacco cardiaco che gli è risultato fatale. Il nuovo malore, tra l’altro, non era stato anticipato da segnali d’allarme di sorta: la giornata al mare era infatti passata senza particolari problemi e la sera stessa Cairoli aveva trascorso un po’ di tempo in compagnia al ristorante. Inutili i tentativi di rianimarlo da parte del personale del 118, accorsi immediatamente sul posto dopo l’allarme lanciato da chi era con lui a bordo dell’imbarcazione. Una volta arrivati, i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Il calcio tedesco venduto in Russia tramite Gazprom, alla faccia dell’embargo

Una notizia data per prima dalla Bild in Germania e ripresa trionfalmente dai media russi: la Bundesliga tedesca sarà visibile per almeno altre due stagioni agli appassionati di calcio russi. Così stabilisce l’accordo di vendita per le stagioni 2023-24 e 2024-25. E fin qui la notizia non avrebbe granché di clamoroso, se non fosse per il soggetto che ha finalizzato l’acquisto. Si tratta infatti di Match Tv, un’emittente televisiva tematica il cui proprietario è Gazprom, il potentissimo braccio politico-energetico del regime di Vladimir Putin. Dopo l’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe russe, Gazprom è stata messa al bando dallo sport internazionale, di cui è stata per anni munifico sponsor. Ma evidentemente l’embargo non è così sistematico, o forse c’è che il prolungarsi delle operazioni belliche sta provocando un indebolimento dell’intransigenza verso il potere putiniano. Di certo rimane il forte segnale, che nel caso tedesco è la spia di qualche ipocrisia di troppo.

Il calcio tedesco venduto in Russia tramite Gazprom, alla faccia dell'embargo
Il colosso energetico russo Gazprom (Getty).

Gazprom finanziava l’Uefa e i tedeschi dello Schalke 04

Sono passati i giorni in cui Gazprom era il demonio. L’invasione dell’Ucraina era appena stata consumata e immediatamente il mondo dello sport internazionale cacciava fuori dal proprio perimetro tutto ciò che potesse essere ricondotto sotto le bandiere di Russia e Bielorussia. E non si tratta soltanto di club, rappresentative nazionali e federazioni, ma anche dei generosissimi sponsor. Fra questi proprio Gazprom è il principale. Gazprom finanzia l’Uefa, che rinuncia rapidamente a quei denari. Ma il colosso russo dell’energia è anche da anni sponsor dello Schalke 04, la squadra di cui è tifoso l’ex cancelliere Gerhard Schröder che proprio di Gazprom è diventato consulente dopo l’addio alla politica. Anche il club di Gelsenkirchen deve rinunciare ai denari del colosso russo. Che dal canto suo vede nazionalizzare dal governo tedesco la Sefe, sua filiale in Germania. È ancora una stagione in cui il fronte europeo-occidentale si mantiene compatto nel sostenere le sanzioni contro il regime di Putin e le sue leve di potere. Dal mondo del calcio giunge una presa di posizione forte da parte della Premier League inglese, che a marzo 2022 sospende l’accordo per la trasmissione in Russia delle sue partite. Ma le cose cambiano lentamente e non soltanto in Germania.

Il calcio tedesco venduto in Russia tramite Gazprom, alla faccia dell'embargo
Tifosi dello Schalke 04 contro la guerra in Ucraina: il club ha tolto lo sponsor Gazprom dalle magliette (Getty).

Quell’intreccio russo-tedesco su una raffineria in Siberia

I primi a rompere il fronte sono gli spagnoli. A novembre 2022 si diffonde la notizia che la federcalcio di Spagna (Rfef) ha ceduto i diritti televisivi sulle competizioni per club di sua pertinenza, cioè la Coppa del Re e la Supercoppa. Il periodo coperto è il quinquennio 2022-27 e a aggiudicarsi il pacchetto è Match Tv. Dunque Gazprom, il cui denaro evidentemente non puzza alle narici del presidente federale Luis Rubiales. E una volta aperta la strada, è agevole anche per la Bundesliga inserirsi e rinnovare l’accordo per la vendita dei diritti sul campionato. La notizia giunge anche a poche settimane dall’inchiesta della Ong Global Witness a proposito dei rapporti sospetti fra Gazprom e la tedesca Wintershall, che controllano congiuntamente una raffineria in Siberia e potrebbero avere rifornito le forze armate russe durante il conflitto. Quanto basta per chiedersi se davvero il colosso russo del gas abbia perso forza e influenza sulla Germania.

Il calcio tedesco venduto in Russia tramite Gazprom, alla faccia dell'embargo
Il presidente della federazione calcistica spagnola Luis Rubiales (Getty).