Andrea Antonelli, detto Kimi, ha compiuto 20 anni il 25 agosto 2026. E diventerà presto campione del mondo di Formula 1 (solo una questione di tempo, primo match point già nel Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin, a fine ottobre), un risultato che a un italiano aveva ottenuto per l’ultima volta con Alberto Ascari nel 1953. Antonelli è nato a Bologna. Però dal 2024, guarda caso l’anno in cui la scuderia Mercedes ha ufficializzato che nel 2025 sarebbe diventato un pilota del Mondiale di Formula, ha trasferito la sua residenza nella Repubblica di San Marino.

Eppure, mentre la residenza di Jannik Sinner a Montecarlo ha fatto sollevare tante sopracciglia all’intellighenzia dei commentatori nazionali, nessuno ha invece eccepito nulla sull’Antonelli sammarinese. Questioni di pregiudizio: il tennista è italiano quando vince, ma diventa subito un insopportabile tirolese–austriaco quando i suoi comportamenti piacciono poco. E anche di percepito: Montecarlo è un paradiso fiscale pieno di ricchi evasori, San Marino un simpatico paesello romagnolo dove al massimo comprare una balestra.
Ma, a voler essere onesti al 100 per cento, la residenza di Antonelli a San Marino ha molto di più a che fare con la minore pressione fiscale assicurata, rispetto alla scelta di Sinner verso Montecarlo. E spieghiamo perché.
I montepremi vinti dai tennisti sono tassati alla fonte nei Paesi dei tornei
Il Principato di Monaco assicura la tassazione a zero per i redditi delle persone fisiche. Ma i montepremi vinti da un tennista come Sinner, in giro per il mondo, sono tassati alla fonte nei vari Paesi in cui si giocano i tornei. Sinner risiede a Monaco dove ha le sue società che seguono i suoi diritti d’immagine (il campione italiano è testimonial di tantissimi brand, da Allianz a Rolex, da Gucci a De Cecco, da Enervit a Fastweb, da Lavazza a La Roche-Posay fino a Nike e Head, per citarne solo alcuni), ma nel Principato le società vengono tassate.

Perciò Sinner lo possiamo considerare certamente residente monegasco, ma contribuente del mondo. Paga tanto. E di sicuro più di molti altri. Peraltro l’Italia, con la flat tax per i super ricchi, sarebbe attraente più o meno come il Principato di Monaco dal punto di vista fiscale. E allora perché i tennisti non vengono a risiedere a Genova o a Milano?
Vicino a Monaco ci sono numerosi centri di allenamento
Il motivo, in realtà, è piuttosto semplice: perché manca un ambiente ideale per i tennisti, lo sport, gli sportivi e le loro famiglie. Anche nel Regno Unito esiste un regime fiscale simile, con la possibilità di non pagare le tasse per quattro anni sui redditi prodotti all’estero. Ma nessun tennista si trasferisce in Inghilterra. Perché? Perché a Monaco ci sono numerose strutture di allenamento nel giro di pochi chilometri, tra Francia e Italia.

A Monaco, 39 mila abitanti di cui il 20 per cento è di nazionalità italiana, c’è una sicurezza assoluta nella vita di tutti i giorni, c’è la tutela della privacy, non ci sono tifosi o giornalisti assillanti. A Monaco ci sono le scuole internazionali per i figli. E ai tennisti l’ambiente internazionale piace, perché sono abituati a stare in giro per il mondo 11 mesi all’anno.
San Marino non ha certo infrastrutture ad hoc per piloti di Formula 1
Tutto questo non si può certo dire di San Marino: non ha infrastrutture ad hoc per piloti di Formula 1, non si percepisce un’atmosfera internazionale, è semplicemente un paesello di 34 mila abitanti, di cui circa il 10 per cento è di nazionalità italiana, a pochi chilometri dal mare romagnolo.

E allora per quale motivo Antonelli ha lasciato i portici di Bologna per risiedere sul Monte Titano nella Repubblica di San Marino? Beh, intanto il papà, Marco Antonelli, ha una scuderia automobilistica, la Antonelli Motorsport, che ha sede a San Marino dal 2019. Inoltre, grazie alle norme di San Marino, un ragazzo giovane come Kimi può comunque guidare su strada automobili molto potenti, mentre non potrebbe farlo con la patente italiana.
Il bottino del prossimo campione del mondo si moltiplicherà presto
Ma, alla fin fine, si arriva sempre alle agevolazioni fiscali che San Marino assicura rispetto all’Italia. Tenendo conto che nel 2025 Antonelli ha guidato la Mercedes di Formula 1 con uno stipendio al minimo (1 milione di euro), che nel 2026 il tutto è salito a circa 3 milioni di euro di fisso, 10 di bonus e 3 milioni dagli sponsor (per un totale di 15 milioni) e che, da campione del mondo, il bottino si moltiplicherà per due o tre volte. Giusto per dare un’idea, Max Verstappen ha attualmente incassi complessivi annui per 100 milioni di euro, Lewis Hamilton per 70, Charles Leclerc per 50, il campione del mondo in carica Lando Norris per 40 milioni, il compagno di scuderia di Antonelli, George Russell, per 34 milioni.

Risiedendo a San Marino il buon Kimi Antonelli potrà godere di una tassazione ordinaria sulle persone fisiche con aliquote progressive dal 9 al 35 per cento; nessuna imposta patrimoniale, su successioni o donazioni; aliquota del 3 per cento su dividendi di fonte estera percepiti da persone fisiche, e del 10 per cento su interessi su titoli e capital gain.
Le imposte sammarinesi sono molto attraenti per le aziende
Ma San Marino risulta particolarmente attraente per chi unisce la residenza personale a quella della propria azienda: l’imposta sulle società è infatti al 17 per cento, e per i primi cinque anni di profitto si riduce all’8,5 per cento o al 5 per cento in caso di start up innovative; i dividendi distribuiti da una società sammarinese a un socio residente a San Marino sono tassati al 5 per cento. Insomma, ci sono tanti buoni motivi per respirare l’aria buona di San Marino pur sfrecciando su una Mercedes di Formula 1. E quando poi ti riesci a comprare anche una balestra o uno spadone medievale, beh, che dire, la vita ti sorride.
