Agropoli, La Porta contro il sindaco per l’ospedale

di Arturo Calabrese

Il consigliere di minoranza Massimo La Porta interviene ancora una volta sulla questione del nosocomio cittadino e lo fa con una missiva al primo cittadino Roberto Antonio Mutalipassi nella quale chiede che si intervenga seriamente senza più annunci. «Basta proclami, da qualunque parte provengano. È arrivato il momento dell’attuazione – scrive – Il decreto ministeriale numero 70 del 2015 stabilisce che nei presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate occorre garantire l’attività di Pronto Soccorso; il Decreto del Commissario ad Acra della Campania numero 103 del 2018 ha già inserito Agropoli nella programmazione regionale quale presidio in zona disagiata sede di Pronto Soccorso; il Tribunale amministrativo regionale della Campania, con sentenza numero 328 del 2021, ha chiarito che il problema riguarda la concreta attuazione di quella programmazione; il nuovo Atto Aziendale dell’ASL Salerno conferma oggi Agropoli quale sede di Pronto Soccorso, integrata organizzativamente con il Dipartimento di Emergenza e Accettazione, il Dea, di Vallo della Lucania. Non dobbiamo quindi continuare a discutere se il Pronto Soccorso debba essere previsto: è già previsto. Dobbiamo chiedere alla Regione Campania e all’ASL Salerno come e quando intendano attivarlo, con quale personale, quali servizi e quale cronoprogramma. Per questo la richiesta che rivolgo anche a Lei, quale Sindaco della Città, è semplice: facciamo fronte comune e chiediamo l’attuazione immediata di ciò che è già programmato. L’Ospedale di Base resta il nostro obiettivo nella nuova programmazione regionale. Ma non può diventare il motivo per attendere ancora ciò che Agropoli aspetta dal 2018. Basta proclami. Attiviamo quanto è già previsto». Anche nei giorni scorsi, La Porta aveva parlato di sanità in città ed ovviamente del nosocomio. «L’ospedale di base resta l’obiettivo da ottenere nel nuovo Piano ospedaliero regionale. Ma, nell’attesa, si attivi ciò che è già previsto. Puntare più in alto non può significare continuare a rinviare – aveva detto – bene il concorso dedicato a otto medici, ma nel frattempo si verifichi subito quanti professionisti possano essere assegnati ad Agropoli attraverso le graduatorie ASL. Servono medici in servizio e una data certa di apertura, non soltanto bandi. Un plauso ai comitati civici, che continuano a tenere alta l’attenzione. Dal Palazzo comunale mi aspetto ben altro: bisogna recuperare l’azione rallentata durante l’estate. In una città di mare, la tutela della salute non può andare in vacanza. E se i reclutamenti non bastano, Presidente Fico, si torni con forza ai medici extracomunitari qualificati, come già accade in Calabria, Veneto, Molise, Sardegna e Lombardia. La professionalità si misura nelle competenze, non nel passaporto. Accelerate. Agropoli e il territorio hanno bisogno di un Pronto Soccorso operativo, non di un’altra promessa». L’ospeddale, dunque, rimane al centro del dibattito politico in città come è sempre accaduto.

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