Chi è Denise Esposito, la fidanzata di Gigi D’Alessio

Denise Rosy Esposito, nata al Vomero (Napoli) il 19 novembre 1992, è la fidanzata di Gigi D’Alessio dall’estate del 2021. Tra i due ci sono circa 26 anni di differenza.

Chi è Denise Esposito, fidanzata di Gigi D’Alessio

Dal suo profilo Instagram, Denise fa intendere che lavora nell’ambito legale. Ha conosciuto il compagno a Capri nel giugno del 2020, dove l’artista teneva un concerto. A farli conoscere pare sia stata un’amica comune. Dopo il corteggiamento, sembra che Gigi abbia ufficializzato la relazione in famiglia in occasione delle festività natalizie. Dalla loro relazione, il 24 gennaio 2022, è nato Francesco, quinto figlio del cantante neomelodico. Sui suoi canali social Denise ha pubblicato alcuni scatti molto teneri dove compare insieme al bambino.

Gigi D'Alessio. chi è la nuova fidanzata
Denise Esposito e Gigi D’Alessio (Facebook).

Pare che attualmente Gigi, Denise e il piccolo Francesco vivano a Napoli, in zona Posillipo, non molto lontano dalla vecchia abitazione che l’artista condivideva con la sua ex moglie Carmela. La coppia è molto riservata e non si fa vedere spesso insieme in eventi mondani. In un recente concerto tenutosi a Piazza del Plebiscito a Napoli, D’Alessio ha dedicato una canzone proprio a Denise, Si te sapesse dicere, dicendo che l’aveva scritta per la persona che ama.

Le precedenti relazioni del cantante

Prima di conoscere Denise, Gigi D’Alessio ha vissuto altre due relazioni importanti nel corso della sua vita. La prima è con Carmela Barbato, sposata nel 1986 e da cui sono nati Claudio, Ilaria e Luca (conosciuto con il nome d’arte di LDA). Il quarto figlio, Andrea, è invece nato dalla lunga relazione di 14 anni (2006-2020) avuta con la cantante Anna Tatangelo.

Filippo Timi: età, marito e biografia dell’attore

Filippo Timi, nato a Perugia il 27 febbraio 1974, è un attore, regista, autore teatrale e scrittore. Si è formato presso il Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale di Pontedera con Dario Marconcini e con Cesare Ronconi del Teatro Valdoca di Cesena.

Filippo Timi: biografia e carriera

Dopo vari studi nel mondo del teatro, insieme all’attore Silvano Voltolina e lo scenografo Giacomo Strada ha fondato, nel 1996, Bobby Kent & Margot, un collettivo teatrale concentrato sul rapporto tra spazio e corpo. È stato diretto da vari registi teatrali, tra cui Giorgio Barberio Corsetti, Anton Milenin, Paola Rota, Elio De Capitani. Nel 2005 ha recitato, al Teatro India di Roma, in La vita bestia, adattamento del suo primo romanzo Tuttalpiù muoio. Tra il 2012 e il 2014 è stato nel cast di diversi spettacoli al Teatro Franco Parenti di Milano tra cui Favola. C’era una volta una bambina, e dico c’era perché ora non c’è più, diretto e interpretato da lui, Giuliett’e Romeo, Amleto e Skianto.

Filippo Timi, carriera e vita privata
Sebastiano Mauri, ex marito di Filippo Timi (Facebook).

L’esordio al cinema è invece avvenuto in cortometraggi onirici ed evocativi. Il suo primo ruolo importante è stato nel 1999 nel film In principio erano le mutande di Anna Negri. Dopo una serie di film minori, nel 2006 è entrato nel cast di Saturno contro di Ferzan Özpetek, nel 2008 in quello de I demoni di San Pietroburgo di Giuliano Montaldo e nello stesso anno in Come Dio comanda di Gabriele Salvatores. Nel 2009 ha recitato in Vincere di Marco Bellocchio, ottenendo diversi riconoscimenti anche all’estero. Tra i film più recenti in cui è comparso vi sono Il filo invisibile, regia di Marco Simon Puccioni (2022), Rapiniamo il duce, regia di Renato De Maria (2022), Il principe di Roma, regia di Edoardo Falcone (2022) e Rapito, regia di Marco Bellocchio (2023).

Filippo Timi: la vita privata

Dichiaratosi bisessuale, Timi nel 2016 si è sposato a New York con il compagno, l’artista e scrittore Sebastiano Mauri. Nel 2022 ha affermato in un’intervista di aver divorziato dal marito. I due, oltre a stare insieme, avevano anche un rapporto professionale dato che tanti degli spettacoli di Timi sono stati scritti a quattro mani e hanno ricevuto molti apprezzamenti dal pubblico e dalla critica.

Alpinisti dispersi sul Monte Bianco: riprendono le ricerche sospese per il maltempo

A partire da questa mattina, giovedì 13 luglio, i soccorsi sono tornati al lavoro per riprendere le ricerche dei due alpinisti torinesi dispersi da lunedì sulla vetta del Brouillard, a 4.350 metri di altezza sul versante italiano nei pressi del Monte Bianco.

Riprese le ricerche dei due alpinisti dispersi sul Monte Bianco

Le condizioni del meteo, pur ancora piuttosto difficili, sono leggermente migliorate nelle scorse ore e hanno permesso ai soccorritori di rimettersi sulle tracce dei due sportivi. L’elicottero della Protezione civile valdostana è sempre rimasto a disposizione, parcheggiato nella piazzola di Courmayeur a partire dalle 7.50 di ieri, e sempre lo scorso 12 luglio intorno a mezzogiorno è stato effettuato un primo sopralluogo sull’area, reso possibile da una momentanea schiarita. Le zone finora perlustrate dai tecnici del Soccorso alpino valdostano e dal Soccorso alpino della Guardia di finanza di Entrèves sono quelle immediatamente sotto alla cresta del Brouillard, quelle dei canali a ovest del Monte Bianco e tutta l’area fino al bacino del Gonella. Il secondo tentativo di perlustrazione, con un altro elicottero, ha invece riguardato l’area dal bacino all’altezza dei bivacchi Eccles: la speranza, anche in questo caso, era quella di ritrovare tracce lasciate sulla neve dai due uomini. Il terzo tentativo di avvicinamento, a sua volta non riuscito, è avvenuto sui due versanti ovest verso il bivacco Vallot e sul versante del Mont Maudit sulla via del Trois Mont Blanc dal rifugio Cosmiques.

Le ricerche due due esperti alpinisti sono riprese nella mattinata del 13 luglio, dopo diversi tentativi falliti a causa del maltempo.
Dino Ruotolo (Facebook).

Chi sono i due alpinisti dispersi

I due sportivi attualmente dispersi sono Maurizio Crosetti (anche conosciuto con il nomignolo “Bill”), 48enne residente a Bricherasio, e Dino Ruotolo, un 63enne residente a Torino. Entrambi alpinisti esperti e appassionati di montagna con numerose scalate alle spalle, si sono trovati in seria difficoltà sulla cresta del Brouillard a causa di inattese condizioni del terreno. I due sono riusciti ad allertare il Soccorso alpino valdostano in tempi rapidi, ma non è stato possibile raggiungerli nell’immediato a causa delle avverse condizioni meteo.

Esposto di 123 medici contro Bassetti, chiesto procedimento disciplinare

Un gruppo di 123 medici ha firmato una lettera indirizzata al presidente dell’Ordine della provincia di Genova, Alessandro Bonsignore, per chiedergli di sottoporre a procedimento disciplinare il collega Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive del San Martino di Genova. La richiesta è supportata da un lungo elenco di violazioni che, secondo i firmatari, sono state commesse negli ultimi anni dall’infettivologo.

Esposto di 123 medici contro Bassetti, chiesto procedimento disciplinare. La risposta: «Gigantesco autogol, denuncio tutti».
Matteo Bassetti, direttore della Clinica malattie infettive del San Martino di Genova (Imagoeconomica).

Le violazioni deontologiche di cui sarebbe responsabile Bassetti

Nell’esposto, arrivato all’Ordine «con lo stesso identico testo da più mail, non tutte verificabili», Bassetti viene accusato di varie violazioni della deontologia, spiega Bonsignore, come aver «attaccato i colleghi che volevano informare i loro pazienti sui vantaggi e svantaggi della inoculazione definendoli cattivi maestri», «insultato i colleghi che in scienza e coscienza trattavano i loro pazienti con farmaci tradizionali poi rivelatesi estremamente efficaci alla pari di stregoni», «propagandato la sicurezza e l’efficacia di un farmaco tutt’ora in via di sperimentazione», «offeso e denigrato illustri medici». Le accuse si riferiscoo ovviamente al delicato periodo della pandemia di Covid, durante il quale Bassetti, spesso presente in tv, è diventato un volto noto.

Esposto di 123 medici contro Bassetti, chiesto procedimento disciplinare. La risposta: «Gigantesco autogol, denuncio tutti».
L’infettivologo Matteo Bassetti (Imagoeconomica).

«Finché si parla al bar o nei comizi è un conto, ma per iscritto…»

La risposta di Bassetti non si è fatta attendere. «Ringrazio molto i 123 laureati in medicina che mi hanno segnalato e denunciato all’Ordine dei Medici di Genova. Grazie a quello che hanno scritto contro di me, contro la medicina dell’evidenza, contro i vaccini , contro l’operato mio e di molti colleghi e a favore di farmaci e protocolli non approvati per la cura del Covid-19 , hanno fornito a me e al mio avvocato la documentazione per denunciarli, uno per uno, ai loro rispettivi ordini», ha twittato l’infettivologo.

«Finché si parla al bar o nei comizi è un conto, non quando lo si fa per iscritto…Si sono fatti un gigantesco autogol. Verba volant scripta manent…Grazie davvero a tutti i 123! Non pensavo davvero si potesse arrivare a tanta bassezza scientifica, culturale e deontologica!!».

Maltempo in Lombardia, danni a Como, Varese e Lecco: alberi caduti, incidenti e traffico in tilt

Le previsioni meteo delle scorse ore si sono avverate e, come anticipato dalla Protezione Civile, la Lombardia (ma in realtà anche altre regioni del Nord come il Veneto e il Friuli Venezia Giulia) ha dovuto far fronte nelle ultime 48 ore a violenti temporali che hanno causato importanti danni in almeno tre province.

I danni e disagi a Como, Lecco e Varese

Gran parte dei problemi nel Comasco, nel Lecchese e nel Varesotto sono stati segnalati nella mattinata di ieri, mercoledì 12 luglio, a causa della forte bufera di vento che intorno alle 7 del mattino si è abbattuta sulla zona, oltre alla grandine che ha sferzato l’area provocando ingenti danni a cui hanno dovuto fare fronte i vigili del fuoco, contattati dai cittadini per un totale di oltre sessanta interventi. La pioggia e il vento hanno provocato importanti disagi soprattutto a Como, Grandate, Montano Lucino e Villa Guardia, ma anche nel Canturino. Tra le zone più colpite anche quelle di Anzano del Parco e Alserio, dove i pompieri del distaccamento di Erba sono accorsi per aiutare alcune persone ad uscire dalle loro autovetture bloccate in strada. Segnalati inoltre grossi problemi a livello della viabilità locale: nel comune di Como, per esempio, le autorità hanno dovuto chiudere alla circolazione il Viadotto dei Lavatoi per allagamenti e per il rischio di caduta alberi. Il vento impetuoso, inoltre, ha divelto le sbarre del passaggio a livello di Via Scalabrini e ha fatto cadere alcuni alberi sui binari della linea Milano-Como tra le stazioni di Fino Mornasco e Camerlata.

Situazione critica anche nel Varesotto, dove più di 60 unità dei vigili del fuoco si sono dovute attivare per tagliare alberi pericolanti e per controllare edifici a rischio. Diverse, in aggiunta, le strade chiuse nella parte sud della provincia, con le zone di Tradate, Busto Arsizio e Samarate tra le più critiche in assoluto. Si segnala, infine, un grave incidente nel Lecchese: un motociclista di 48 anni è stato ricoverato in codice rosso all’ospedale di Lecco mercoledì mattina, dopo aver perso il controllo del suo mezzo per evitare un albero caduto sulla carreggiata.

Nubifragio nella notte anche a Milano: un albero caduto a Sesto San Giovanni

Il maltempo ha imperversato sulla Lombardia anche nella notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 luglio. Un forte temporale si è abbattuto sul capoluogo lombardo, con violente precipitazioni e un forte vento che è stato in grado di far crollare una grossa pianta su Via Marelli, a Sesto San Giovanni. La strada è stata prontamente chiusa dalla polizia locale, che ha verificato insieme ai vigili del fuoco che non ci fossero persone coinvolte. Nel frattempo, la Protezione Civile si è attivata per tagliare i rami che ostruivano il passaggio e per rimettere in sicurezza l’area.

Ultimo annuncia a sorpresa il tour dei concerti 2024: date e città interessate

A sorpresa Ultimo, impegnato nel tour estivo negli stadi, ha annunciato le date dei concerti in programma nel 2024. La prima data prevista è quella dell’8 giugno al teatro Maradona di Napoli, che sarà preceduta dalla consueta data zero che il cantante renderà nota più avanti.

Tour di Ultimo nel 2024: le date dei concerti

L’annuncio è stato fatto direttamente dall’artista sulla sua pagina Instagram. Il tour estivo che l’ha visto impegnato nelle ultime settimane si sta rivelando un grande successo, con 300 mila biglietti venduti e il tutto esaurito nelle tre date dello Stadio Olimpico a Roma alle quali seguiranno le due date dello stadio San Siro il 17 e 18 luglio. La tappa di Milano chiuderà il tour negli stadi per questo 2023 e vedrà sul palco una rassegna dei pezzi più importanti di Ultimo che l’hanno portato in vetta alle classifiche. In tutte le date, infatti, il cantante è riuscito a regalare ai suoi fan un ricco repertorio di vecchi e nuovi successi compreso il suo ultimo disco Alba, uscito dopo la partecipazione al Festival di Sanremo 2023.

Come si evince dal post, dopo la prima data a Napoli Ultimo ha in programma di toccare altri quattro stadi:

  • Stadio Olimpico di Torino il 15 giugno 2024
  • Stadio Olimpico di Roma il 22 giugno 2024
  • Stadio S. Filippo di Messina il 28 giugno 2024
  • Stadio Euganeo di Padova il 5 luglio 2024

I biglietti, come annunciato proprio dal cantane, saranno disponibili da venerdì 14 luglio alle 14:00 su tutte le piattaforme autorizzate. Tra i più amati degli ultimi tempi, l’artista ha riscosso un enorme successo con i suoi appuntamenti live. Molto seguito dal pubblico, nonostante la sua giovane età ha già ottenuto 59 Dischi di Platino e 20 Dischi d’Oro, più di 2 milioni di dischi venduti e oltre 1 miliardo di stream collezionati su Spotify. Non è escluso che, oltre alle suddette date, ne verranno aggiunte delle altre.

 

L’Antitrust sanziona Tim e DAZN per i diritti TV 2021-2024 sulle gare di Serie A: multe milionarie


L'AgCom è intervenuta per ripristinare l'equa concorrenza davanti al primo accordo tra Tim e DAZN sui diritti TV della Serie A 2021-2024 cancellando "l'esclusiva a favore di Tim e il divieto di partnership con i suoi concorrenti nel settore delle telecomunicazioni". Applicando pesanti sanzioni economiche, superiori agli 8 milioni di euro complessivi.
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Riscatto della laurea e passaggio al sistema contributivo: le istruzioni in caso di domanda contestuale

L’Inps, nel suo messaggio n. 2564 pubblicato il 7 luglio 2023, ha fornito chiarimenti ai contribuenti interessati al passaggio al sistema contributivo e al riscatto degli anni di laurea. Vengono nello specifico offerte tutte le istruzioni di natura operativa che devono essere seguite per l’adesione al sistema contributivo contestualmente alla presentazione della domanda di riscatto che fa riferimento ai periodi determinanti per il perfezionamento dei requisiti richiesti per avvalersi dell’opzione stessa. Questo vuol dire che, in questi casi, i periodi per i quali si richiede il riscatto devono essere considerati ai fini dei requisiti contributivi richiesti per esercitare la scelta.

Il passaggio al sistema contributivo

Così come più volte chiarito dall’Istituto nazionale di previdenza sociale, l’opzione per il passaggio al sistema contributivo può essere esercitata dal contribuente o nel corso della vita lavorativa oppure insieme alla domanda di pensione. Andranno rispettati dei requisiti che possono essere così sintetizzati:

  • è necessario avere meno di 936 settimane di contributi, cioè 18 anni, alla data del 31 dicembre 1995;
  • aver versato contributi per almeno 780 settimane, cioè 15 anni, di cui almeno 260 settimane, 5 anni, entro la data del 1° gennaio 1996;
  • aver versato almeno un contributo anteriormente al 1° gennaio 1996.

Il riscatto della laurea 

In base ai requisiti in precedenza indicati, l’Inps chiarisce che nei casi in cui l’interessato dovesse perfezionarli per il passaggio al sistema contributivo considerando già acquisiti i periodi da riscattare, come quelli degli anni di laurea, tale operazione è da considerarsi ammissibile. Per tutti gli altri casi, invece, restano valide le istruzioni fornite con il messaggio n. 1631 del 13 aprile 2022. Molto importante è anche sottolineare che il pagamento della quota relativa al riscatto dei periodi determinanti per il perfezionamento dei requisiti per l’adesione al contributivo dovrà essere corrisposto tutto in un’unica soluzione con modello F24. Per farlo, i contribuenti hanno a disposizione 90 giorni che decorrono dalla data di notifica del provvedimento di riscatto. In caso di mancato rispetto dei tempi, si determina la rinuncia della domanda di riscatto.

Facci: «Senza il contratto Rai sono rovinato, ma rifarei tutto»

«Ho preso talmente tante pesciate in faccia, di recente e in passato, che non mi creo grandi problemi. Rivendico la mia coerenza e rifarei tutto quello che ho fatto o detto». Lo ha dichiarato al Corriere della Sera Filippo Facci, finito nella bufera per quanto scritto su Libero a proposito del caso del figlio di La Russa, accusato di violenza sessuale: «Cercavano l’incidente e alla fine l’hanno trovato». La sua uscita potrebbe costargli la striscia quotidiana che la Rai gli ha appena affidato.

La casa di lusso a Milano e la battaglia legale con l’ex moglie: da dove nascono le difficoltà economiche di Facci

Quello con l’azienda pubblica è un contratto di cui Facci avrebbe particolarmente bisogno, in un momento che lo vede in grossa difficoltà. Nel quartiere milanese di Lambrate, ha spiegato, si era costruito un loft con piscina sul tetto, «un passo più lungo della gamba», visto il mutuo da pagare: quando le sue entrate sono scese, è arrivato il fisco. «Per farla breve, ho svenduto la casa a un milione di euro, per sanare tutto se ne sono andati subito 900 mila euro, da lì devo togliere le spese per far mantenere alla mia ex il tenore di vita richiesto, il mantenimento mio e dei figli», ha spiegato al Corriere. Facci sta infatti affrontando una battaglia legale con l’ex compagna: denunciato per stalking, ha ricevuto di recente un ammonimento dalla Questura di Milano. Viste le difficoltà economiche, aveva raccontato, l’avvocata Annamaria Bernardini De Pace lo sta difendendo gratis, «per stima».

Facci: «Senza il contratto Rai sono rovinato, ma rifarei tutto. Cercavano l’incidente e alla fine l’hanno trovato».
Filippo Facci (Imagoeconomica).

A rischio la striscia quotidiana in tv: «Non ho soldi e il contratto con la Rai mi servirebbe parecchio»

«Mi trasferisco a vivere dalla donna per cui ho lasciato la madre dei miei figli perché non ho soldi. Sono però felicissimo per questo spostamento, sentimentalmente e perché la nuova soluzione implica un risparmio: non ho soldi e il contratto in Rai mi servirebbe parecchio». E se invece salterà? «Niente che non mi sia già successo», ha ricordato Facci: «Nel 1995 l’allora presidente Letizia Moratti strappò un ingaggio da 66 milioni di lire perché erano uscite intercettazioni che hanno fatto dire che ero craxiano. Apriti cielo! Adesso ci risiamo…». Dopo le aspre critiche ricevute, Facci su Libero aveva invece difeso quanto scritto sulla stessa testata: «È un passaggio stilistico, può non piacere. Mi accusano di reati inesistenti, ma non riscriverei la frase», si era difeso. Questo il passaggio incriminato, per il quale è stato accusato di sessismo e vittimizzazione secondaria: «Una ragazza di 22 anni era indubbiamente fatta di cocaina prima di essere fatta anche da Leonardo».

LeBron James non si ritira: ai Lakers anche nel 2023-24

Ci sarà un giorno in cui il mondo del basket dovrà fare a meno di LeBron James. Quel giorno però, come ha spiegato lo stesso fuoriclasse della palla a spicchi, «per fortuna non è ancora arrivato». Sul palco degli Espy Awards, riconoscimenti sportivi che ogni anno l’emittente Espn consegna ai migliori atleti della stagione, “The King” ha infatti allontanato le voci del suo ritiro, nonostante i suoi 38 anni, confermando la sua presenza in campo per la stagione 2023-24. La sua 21esima in carriera, la sesta consecutiva con i Los Angeles Lakers dove arrivò nell’estate 2018. «Ogni volta che scendo in campo voglio dare tutto per i compagni di squadra, ma soprattutto per i tifosi». LeBron ha ritirato il premio per aver superato Kareem Abdul-Jabbar come miglior realizzatore di tutti i tempi.

LeBron James e l’importanza della famiglia: «I miei figli mi ispirano»

Durante il suo discorso, LeBron James è tornato sul difficile finale della stagione 2022-23 con l’eliminazione nelle semifinali dei play-off per mano dei Denver Nuggets, poi campioni. «Quanto ho detto che non ero sicuro di continuare a giocare era vero», ha spiegato il cestista. «Me lo chiedo da un paio d’anno al termine della stagione, solo che non ne avevo mai parlato apertamente». Vincitore di quattro titoli Nba e altrettanti Mvp della regular season e dei playoff e di due ori olimpici, dal 2020 con i Lakers sta faticando a trovare continuità di risultati. Nel 2021 l’infortunio e l’eliminazione al primo turno, nel 2022 il disastro con l’esclusione dai playoff. Una carenza di risultati che lo ha portato a rifugiarsi nella famiglia: «Mi ispira vedere i miei figli e i loro compagni di squadra», ha proseguito LeBron James. «Mi ricorda perché lo faccio, il puro amore per il basket».

LeBron James giocherà la 21esima stagione in Nba, la sesta a Los Angeles: «Ho ancora tanto da dare, i miei figli sono la mia ispirazione».
LeBron James dopo la sconfitta con i Denver Nuggets (Getty Images).

«Ciò che più conta è non mancare di rispetto a questo gioco», ha proseguito LeBron James, che ha spiegato come in 20 anni di carriera abbia sempre pensato alla squadra prima dei traguardi personali. «Non darò mai nulla per scontato, finché sarò in campo voglio dare tutto». A tal proposito ha parlato anche il suo storico agente Rich Paul. «Non gli dico mai di no», ha raccontato in un’intervista con la radio SiriusXM. «Fin quando salute e motivazione saranno tali, non mollerà. Non gioca per i soldi, ma per amore dello sport». Nel 2024, LeBron potrebbe giocare assieme a suo figlio Bronny, atteso al decimo posto del Draft. Un ottimo momento per chiudere con la pallacanestro e lasciare l’eredità in mano al nuovo esponente della dinastia.

Espy’s Awards, gli altri sportivi premiati alla cerimonia Usa

Oltre a LeBron James, gli Espy’s hanno premiato Nikola Jokic come miglior atleta Nba della stagione, grazie alla vittoria dell’anello con i Nuggets. Il quarterback Patrick Mahomes e i suoi Kansas City Chiefs, vincitori del Super Bowl, sono stati rispettivamente miglior atleta maschile e miglior team. La sciatrice Mikaela Shiffrin si è invece aggiudicata il riconoscimento come miglior atleta femminile. Lionel Messi ha trionfato nel calcio, Max Verstappen fra i piloti e Claressa “T-Rex” Shields miglior pugile ad appena 24 anni.

Rimborso fiscale, l’Agenzia delle entrate segnala i falsi messaggi

I contribuenti italiani sono a rischio truffe online per quel che riguarda il rimborso fiscale. A dichiararlo e ad accendere un monito sul tema è l’Agenzia delle entrate che segnala, nell’avviso dell’11 luglio 2023, una campagna di smishing e phishing che viene portata avanti tramite l’invio di finti sms dai truffatori. Al centro del malaffare ci sono i rimborsi Irpef emersi dal modello 730/2023 che, come da prassi, vengono pagati in questo periodo.

La truffa dei falsi messaggi sul rimborso fiscale

L’Agenzia delle entrate riporta di finti messaggi ricevuti dai contribuenti all’interno dei quali è contenuto un link, cliccando sul quale, dice il messaggio, si può verificare se l’accredito delle somme sul proprio conto corrente è stato eseguito. Si tratta, però, di una truffa, con l’ente fiscale che invita chiunque lo abbia ricevuto a cancellare immediatamente il messaggio senza cliccare sul link. Nel finto messaggio, come detto, i contribuenti vengono invitati a cliccare su un link che rimanda, nel più classico degli schemi di queste truffe, a una pagina che è molto simile a quella del sito dell’Agenzia delle entrate.

L’Ade invita a non cliccare sul link contenuto nel messaggio

L’indirizzo indicato nel link può variare ed essere molto simile a quello originale, agenzia entrate-gov-it[.]top, o essere di una tipologia completamente differente e non correlata, posteinfo[.]online. Qualunque sia l’indirizzo, l’invito chiaro è a non cliccarci sopra per non correre il rischio di vedersi privati dei propri dati sensibili e, nei casi più gravi, anche delle proprie risorse economiche. Lo scopo dei truffatori in questo tipo di malefatte è proprio quello di farsi dare, con l’inganno, direttamente dalla vittime dati e credenziali d’accesso importanti come quelle per accedere al proprio conto corrente. L’Agenzia delle entrate, dichiarandosi estranea a questo tipo di comunicazione e pratica criminale, ha chiesto ai contribuenti di prestare grande attenzione e di denunciare alle autorità competenti episodi di questo tipo.

Agenzia delle entrate, nuove assunzioni: i bandi di concorso del 2023 e 2024

L’Agenzia delle entrate ha pubblicato il programma dei bandi di concorso previsti per il 2023 e il 2024 grazie ai quali saranno aperte tante nuove posizioni lavorative. Si va dai funzionari per processi di logistica e approvvigionamento agli analisti dati ed esperti di sicurezza informatica passando per personale specializzato nelle risorse umane. Per tutte queste posizioni il requisito previsto dei candidati è il possedimento di una laurea triennale.

Agenzia delle entrate: i bandi di concorso per il 2023

I bandi di concorso per nuovi funzionari e dirigenti da inquadrare in diverse aree professionali dell’Agenzia delle entrate prenderanno forma nel corso dei prossimi mesi ed interesseranno il secondo semestre del 2023 e il 2024. Entrando più nello specifico, entro la fine del 2023 verranno reclutati con concorso:

  • 4.500 funzionari per attività tributaria e per servizi di pubblicità immobiliare;
  • funzionari per processi di logistica e approvvigionamenti;
  • funzionari analista dati, infrastrutture e sicurezza informatica.

Queste figure si occupano di attività di pianificazione degli approvvigionamenti di beni, servizi e lavori, rilevazione del fabbisogno, predisposizione delle gare e gestione dei contratti, gestione degli immobili e dei programmi di manutenzione, rendicontazione dei lavori, attività di tutela e sicurezza dei lavoratori, progettazione e presidio dell’adeguamento degli immobili alla normativa. Sono tre i codici concorso, ovvero tecnico (richiesta una laurea triennale o magistrale in ingegneria o architettura), economico (richiesta una laurea triennale o magistrale in giurisprudenza o economia) e gestionale (che richiede una laurea triennale o magistrale in ingegneria, statistica o matematica). Le materie d’esame sono comuni e riguardano il Codice dei contratti pubblici, elementi di diritto amministrativo e diritto civile ed etica e anticorruzione. Sempre nel 2023 verranno assunti anche funzionari analisti dati, infrastrutture e sicurezza informatica che dovranno svolgere delle attività legate all’esercizio, sviluppo e monitoraggio del sistema informatico, definizione dei piani di sviluppo tecnologico, supporto nell’individuazione delle esigenze di automazione, analisi tecnologica, assistenza tecnica per la realizzazione delle procedure, attività di sicurezza, analisi dei dati e cooperazione informatica e monitoraggio dei contratti ICT.

Agenzia delle entrate: i bandi di concorso per il 2024

Nel 2024, invece, il reclutamento riguarderà le figure di:

  • funzionari per attività di selezione, valutazione, formazione e sviluppo delle risorse umane;
  • funzionari tecnici, chiamati ad attività relative ai servizi catastali, cartografici, estimativi e dell’osservatorio del mercato immobiliare (è richiesto il titolo di studio in architettura o ingegneria);
  • dirigenti di seconda fascia per la gestione delle risorse umane e materiali (in tal caso è necessario essere dipendenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni o aver già ricoperto degli incarichi dirigenziali o equiparati in amministrazioni pubbliche).

Antitrust, multa da 760 mila euro a Tim e 7,2 milioni a Dazn per l’intesa su diritti tv

L’Antitrust ha sanzionato Tim e Dazn, rispettivamente per 760 mila e per 7,2 milioni di euro, per l’intesa sui diritti tv del campionato di calcio di Serie A 2021-2024. Secondo quanto si legge nell’istruttoria, l’accordo, che prevedeva l’esclusiva a favore di Tim e il divieto di partnership con suoi concorrenti nel settore delle telecomunicazioni, poteva determinare effetti dannosi per le dinamiche competitive in atto nel settore delle tlc nei mercati dei servizi di connettività e della vendita al dettaglio dei servizi televisivi a pagamento.

Nel mirino l’accordo che prevedeva l’esclusiva a favore di Tim

In virtù dell’accordo, infatti, Tim ha commercializzato un’offerta in bundle non replicabile dai suoi concorrenti, comprensiva dei contenuti di TimVision e di Dazn e del servizio di connettività. L’offerta avrebbe dovuto sottrarre ai concorrenti di Tim la possibilità di associare ai propri servizi di connettività contenuti di particolare pregio, come i diritti per la visione delle partite del campionato di Serie A per il triennio 2021-2024, limitando la capacità di esercitare una pressione concorrenziale nei confronti della stessa Tim. Gli effetti dell’intesa sono però durati circa un mese, in quanto sterilizzati dal tempestivo avvio del procedimento istruttorio da parte dell’Autorità avvenuto il 6 luglio 2021. Il contestuale sub-procedimento cautelare, intervenuto a ridosso dell’avvio della prima stagione calcistica del triennio 2021-2024, ha impedito il protrarsi degli effetti dell’intesa, in quanto ad agosto 2021 Tim e Dazn hanno interrotto l’applicazione delle clausole contestate. L’originario accordo è stato poi sostituito da un nuovo contratto, stipulato il 4 agosto 2022, che ha eliminato del tutto l’esclusiva. In questo modo tutti gli operatori interessati, tra i quali Sky, hanno potuto concludere partnership con Dazn e, quindi, offrire servizi di connettività e contenuti audiovisivi relativi al campionato di calcio di Serie A.

 

 

La crescita di Bcc Pay evidenzia le difficoltà di Nexi

Banco Bpm martedì 11 giugno ha annunciato di aver concesso l’esclusiva a Bcc Pay – società detenuta al 60 per cento da Fsi-Fondo strategico italiano, la Sgr guidata da Maurizio Tamagnini – per l’avvio del progetto per la valorizzazione del business della monetica, cioè l’insieme dei trattamenti elettronici, informatici e telematici che servono alla gestione dei pagamenti tramite carte di credito e simili. Per il settore italiano è una rivoluzione, ma soprattutto è una metafora: Davide che sconfigge Golia. Infatti, gli altri pretendenti della gara per aggiudicarsi il business della banca milanese erano due colossi della taglia della francese Wordline e soprattutto dell’italiana Nexi, forti rispettivamente di un fatturato di oltre 4,3 e 3,2 miliardi di euro. Bcc Pay invece fa poco meno di 100 milioni.

La crescita di Bcc Pay certifica la crisi di Nexi
Maurizio Tamagnini, fondatore e amministratore delegato di Fsi (Imagoeconomica).

Il ruolo centrale di Tamagnini e Arrighetti, manager di lungo corso

Il mix vincente per Davide-Bcc Pay è stata la flessibilità finanziaria e la credibilità tecnologica e manageriale degli attori in campo. Infatti, Banco Bpm rimarrà azionista nella joint venture che si andrà a costituire. Se tutto andrà come previsto, la nuova partnership porterà alla creazione del secondo operatore nazionale, per di più interamente controllato da istituzioni Italiane. Bcc Pay ha evidentemente intenzione di investire sulle piattaforme di monetica, integrando velocemente quella esistente, che ora serve il sistema delle 120 banche di credito cooperativo, con quella che andrà ad acquisire. Protagonisti dell’operazione alcune vecchie conoscenze della business community: Maurizio Tamagnini, azionista principale di Fsi, e Massimo Arrighetti, ora presidente di Bcc Pay, colui che ha costruito Sia, l’azienda dei pagamenti fusa nella stessa Nexi a fine 2021.

La crescita di Bcc Pay certifica la crisi di Nexi
Massimo Arrighetti, presidente di Bcc Pay (Imagoeconomica).

Brutto momento per Nexi, ai minimi in Borsa: titolo a 7 euro

Per Bcc Pay si aprono ora molte ipotesi di sviluppo. La prima ce l’ha già in casa: Fsi ha concluso a fine aprile 2023 un accordo per diventare azionista di minoranza di Bancomat, la società che gestisce 32 milioni di carte italiane di debito, attraverso un aumento di capitale da 100 milioni. Altri possibili clienti Bcc Pay se li cercherà tra le banche e le società dei pagamenti non soddisfatte del servizio dato da Nexi. Che di suo non sta passando certo un bel momento, come testimonia l’andamento del titolo in Borsa, fermo a 7 euro da un anno, e arrivato a toccare la fine del mese scorso i 6,9 euro, minimo storico da quando è stata quotata nell’aprile del 2019. In un mercato azionario cresciuto nell’ultimo anno del 28 per cento, Nexi è rimasta ferma al palo, anzi è calata un po’. Mentre nel momento migliore, a luglio del 2021, aveva raggiunto i 19 euro.

La crescita di Bcc Pay certifica la crisi di Nexi
L’amministratore delegato di Nexi Paolo Bertoluzzo (Imagoeconomica).

L’uscita di Intesa Sanpaolo dall’azionariato è stata pesante

Il vertice aziendale, ossia l’amministratore delegato Paolo Bertoluzzo e il fedele direttore finanziario Bernardo Mingrone, ostenta tranquillità e addebita il cattivo andamento del titolo a cause esogene. La prima è l’uscita “inaspettata” e pesante dall’azionariato di Intesa Sanpaolo, che a metà novembre del 2022 ha venduto 67 milioni di titoli Nexi con un accelerated bookbuilding al prezzo di 8,7 euro per azione (a sconto del 10,8 per cento sul prezzo di chiusura del 14 novembre e con una minusvalenza di circa 100 milioni) per un incasso di 584 milioni di euro. Secondo i manager di Nexi, che non ne erano a conoscenza, la vendita ha indirettamente comunicato al mercato la sfiducia di un grande azionista zavorrando il titolo, sceso il giorno dopo del 9 per cento.

La crescita di Bcc Pay certifica la crisi di Nexi
Il direttore finanziario di Nexi Bernardo Mingrone (Imagoeconomica).

Scarso appeal del titolo, investitori e compratori alla larga

La seconda è che il settore dei pagamenti di tutta Europa e dell’high tech in generale non sono più al centro delle attenzioni degli investitori, e quindi i multipli sono calati drasticamente: ai tempi d’oro, tra il 2015 e il 2018, erano vicini a 15 volte l’ebitda, ora Nexi è valutata circa 8,5 volte. La terza causa, sempre secondo il management della società, è legata alla tipologia dei suoi principali azionisti, cioè fondi di private equity stranieri (Bain, Advent, H&F, Gic, Ab Europe, e altri), Cassa depositi e prestiti e Poste italiane. Un mix, sostengono in Nexi, che porta a un deprezzamento del titolo poiché da una parte i fondi vorrebbero velocemente vendere con la solita logica di far girare le partecipazioni, cosa che però avrebbe come conseguenza negativa di inondare il mercato di azioni; dall’altra Cdp è un socio che può facilmente richiedere al governo, cioè al suo azionista, l’applicazione del golden power per preservarne l’italianità. L’effetto delle tre cause combinate è di tener lontani da Nexi possibili nuovi investitori o compratori, azzerando così ogni appeal speculativo sul titolo.

Per Nexi una serie di débâcle iniziate già nel 2018

Non è la prima volta che Nexi soffre di queste débâcle. Anche appena ammessa al listino di Borsa, nel 2018, quando non si era fusa ancora con Sia e Nets, al prezzo di 9 euro, era caduta subito sfiorando gli 8. Per poi lentamente risalire ma solo grazie alla prospettata fusione con Sia, progetto che il governo grillino e l’ex amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti, Fabrizio Palermo, vollero realizzare a tutti i costi per creare un colosso europeo dei pagamenti. Così dagli 8-9 euro il titolo sale nel 2020 quasi a 17 e poi spicca il volo sino ai 19 euro a metà del 2021 in prossimità degli accordi di fusione anche con Nets, la società danese dei pagamenti. Di lì in avanti il calo repentino sino agli attuali 7 euro.

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L’ex amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti, Fabrizio Palermo (Imagoeconomica).

Troppo alta la valutazione della società al momento della quotazione

Oltre a quello che i manager dicono, secondo gli analisti del settore sono tre i peccati originali della nascita che hanno portato Nexi a queste pessime performance. L’alta valutazione della società al momento della quotazione, imposta dagli azionisti di allora, principalmente i fondi Bain, Advent e Clessidra; Nexi è stata quotata a 9 euro e i principali investitori iniziali furono fondi speculativi che in poco tempo hanno venduto il titolo, tanto da portarlo agli 8 euro dopo poche settimane. L’alta valutazione di allora si è portata dietro anche i valori a cui poi sono state valutate Sia e Nets al momento della fusione con Nexi nel 2021.

L’acquisto di Nets e la creazione di un mostro a tre teste

Il secondo peccato è dato dall’acquisto di Nets che Bertoluzzo ha voluto a tutti i costi inserire nel deal tra Nexi e Sia, pur sapendo che era un problema. Il manager aveva l’obbiettivo di rendersi più indipendente da Cassa depositi e prestiti, mal vista in quanto emanazione dello Stato italiano. E con la fusione anche con Nets è riuscito così a diluire un po’ di più Cdp che ora detiene il 13,5  per cento del gruppo. Ma Bertoluzzo ha creato un mostro a tre teste che ora gli crea molti problemi, soprattutto derivanti da Nets che non riesce a inglobare dal punto di vista organizzativo. E ha impoverito il gioiello tecnologico Sia vendendone pezzi che lui ritiene non più strategici.

Bertoluzzo, un manager non proprio amato dai banchieri

Il terzo peccato di Nexi è aver voluto mettere assieme un fornitore, cioè Sia, e Nexi, cioè un cliente, integrando la catena del valore al fine di creare un colosso dei pagamenti italiano e in parte europeo. Era un pallino del fondo Bain per creare valore e poi dismettere con una ricca plusvalenza. Idea che hanno prima venduto all’ex ad di Cassa Palermo, e poi al governo grillino e in particolare a Riccardo Fraccaro, l’ex sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri. Da quest’ultimo viene fuori anche il forte appoggio alla nomina a capo della nuova Nexi di Bertoluzzo, un manager non proprio amato dai banchieri italiani che ne lamentano una certa arroganza, e che fino al 2016 si era occupato di vendere contratti telefonici come capo worldwide del commerciale di Vodafone.

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Riccardo Fraccaro, ex sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri (Imagoeconomica).

Debito sostenibile ma comunque “monstre” di 5,4 miliardi

Alla fine il risultato è che Nexi quota a 7 euro, e ha un debito sostenibile ma comunque “monstre” di 5,4 miliardi di euro. Risultati che hanno costretto Cdp a svalutare la sua partecipazione nel bilancio 2022. E ora, con la crescita di Bcc Pay, Nexi ha un altro competitore italiano molto credibile, in aggiunta agli altri internazionali già presenti sul mercato. Alcuni manager del settore citano poi altri due particolarità negative di Nexi: la mono-cultura che Bertoluzzo ha instaurato mettendo a capo delle varie funzioni solo persone provenienti dalla vecchia Nexi, cioè suoi manager; e la lentezza con cui la società fa saving sulle innumerevoli piattaforme che gestiscono i pagamenti e che provengono dalle diverse acquisizioni fatte nel tempo. L’ultima quella dell’80 per cento del business merchant acquiring di Sabadell, banca spagnola, pagata (secondo il mercato eccessivamente) 280 milioni di euro.

I fondi temono che il governo Meloni suggerisca un manager a loro ostile

In questo momento i fondi Bain e Advent, pur capendo che la strategia di Nexi è sbagliata e valutando negativamente le performance del titolo e quindi del vertice della società, difendono ancora Bertoluzzo e Mingrone. I fondi non pongono il problema del cambio di vertice perché hanno timore che, attraverso Cassa depositi e prestiti, il governo Meloni suggerisca un manager a loro ostile. Il risultato è che in questo contesto per gli investitori non ci saranno ancora per molto tempo né dividendi né crescita del titolo. A meno di un drastico cambio di management e strategia.