Attacco hacker ai database Trenitalia: l’email ai passeggeri

Tramite una email inviata ai passeggeri, Trenitalia ha reso noto di aver subito un pesante attacco hacker da parte di «soggetti esterni non identificati», che sono riusciti a violare i sistemi informatici della principale compagnia ferroviaria italiana, ottenendo un accesso non autorizzato ai database legati ai titoli di viaggio. Come spiega Trenitalia, la lista delle informazioni potenzialmente finite nelle mani dei pirati informatici comprende dati anagrafici e identificativi, indirizzo e-mail e numero di telefono, dati di viaggio, estremi dei documenti d’identità. La comunicazione arriva all’indomani dopo le dimissioni di Stefano Donnarumma dal ruolo di amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e, va detto, non è esattamente il migliore dei biglietti da visita per l’attuale ceo di Trenitalia Gianpiero Strisciuglio, dato favorito per prendere il suo posto.

Attacco hacker ai database Trenitalia: l’email ai passeggeri
Treno Frecciarossa (Imagoeconomica).

L’email inviata da Trenitalia

Questo il contenuto della email “Comunicazione di violazione dei dati personali ai sensi dell’art. 34 del Regolamento UE 679/2016”.

La informiamo che, a seguito di alcune verifiche, abbiamo rilevato un incidente di sicurezza informatica causato da soggetti esterni non identificati. Questo evento ha determinato un accesso non autorizzato ad alcuni dati personali legati ai titoli di viaggio.
Per individuare con precisione i soggetti interessati potenzialmente coinvolti è stato necessario svolgere approfondite analisi tecniche e di sicurezza da parte delle nostre strutture IT. Queste verifiche hanno richiesto tempo, perché si è trattato di ricostruire nel dettaglio eventuali accessi impropri ai dati. Solo al termine di queste attività siamo stati in grado di identificare i clienti interessati e inviare questa comunicazione, come previsto dall’art. 34 del Regolamento (UE) 2016/679 e in conformità con le Linee guida EDPB n. 9/2022 versione 2.0 del 28 marzo 2023 (punti 86 e ss.).

Ci teniamo a rassicurarla su un punto importante: non sono stati coinvolti dati di accesso agli account, credenziali personali o informazioni relative ai pagamenti (come il numero della carta, la scadenza o il codice di sicurezza).
Le informazioni che La riguardano e che potrebbero essere state oggetto di accesso non autorizzato, qualora presenti sui nostri sistemi informatici in relazione al titolo di viaggio, rientrano nelle seguenti categorie di dati personali:

  • Dati anagrafici e identificativi (nome, cognome, data e luogo di nascita del passeggero; nome e cognome dell’eventuale acquirente);
  • Dati di contatto (e-mail, numero di telefono);
  • Dati di viaggio (informazioni associate al titolo di viaggio, quali, a titolo esemplificativo, tratta, data e orario del viaggio, numero del titolo di viaggio);
  • Codice carta fedeltà, ove associato al titolo di viaggio;
  • Società/ Ente datore di lavoro;
  • Tipologia di offerta o servizio associata al titolo di viaggio e dati necessari a fruire di dette offerte;
  • Estremi documento d’identità;
  • Dati connessi alla generazione del titolo di viaggio.Non appena rilevato l’evento, abbiamo immediatamente adottato tutte le misure necessarie per interrompere l’anomalia, mettere in sicurezza i sistemi e rafforzare ulteriormente i controlli, così da ridurre il rischio che situazioni simili possano ripetersi.

Non appena rilevato l’evento, abbiamo immediatamente adottato tutte le misure necessarie per interrompere l’anomalia, mettere in sicurezza i sistemi e rafforzare ulteriormente i controlli, così da ridurre il rischio che situazioni simili possano ripetersi.

Abbiamo inoltre notificato l’accaduto all’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali e allo CSIRT Italia, in conformità alla normativa vigente, e presentato denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. Considerata la tipologia di dati coinvolti, potrebbe esserci il rischio che Lei riceva comunicazioni fraudolente o tentativi di contatto ingannevoli che fanno riferimento ai suoi viaggi. Per questo Le consigliamo di prestare particolare attenzione a eventuali messaggi sospetti, soprattutto se richiedono dati personali o finanziari o contengono link o allegati inattesi. In caso di dubbio, verifichi sempre l’affidabilità del mittente. Le ricordiamo inoltre che Trenitalia non la contatterà mai per chiederLe password o dati di pagamento. Per qualsiasi chiarimento, abbiamo attivato un servizio di assistenza dedicato: – può inviare una richiesta tramite il webform opzione “Privacy – Gestione dei dati personali”. La preghiamo di inserire nell’apposito campo il seguente codice di riferimento: C68NE#.

Caldo estremo, 16 città italiane da bollino rosso

Prosegue l’ondata di caldo record in Europa, che non sta risparmiando l’Italia. Oggi i capoluoghi da bollino rosso sono 16: Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. Domani giovedì 25 giugno diventeranno 17: si aggiungerà anche Bari. Il bollino rosso rappresenta l’allerta massima (livello 3), che indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute anche di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Caldo estremo, 16 città italiane da bollino rosso
La temperatura rilevata su un display (Imagoeconomica).

L’ondata di caldo record in Europa

Dopo il dominio di Cerberus, nei prossimi giorni ci sarà un ulteriore rafforzamento dell’alta pressione con l’arrivo dell’anticiclone africano Caronte. La situazione sta mettendo sotto pressione diversi Paesi europei: in Francia ieri è stata ufficialmente la giornata più calda mai registrata dall’inizio delle rilevazioni nel 1947. Criticità analoghe in Spagna, dove l’agenzia Aemet ha emesso allerta rossa per l’Andalusia, con previsioni di 44°C, e avvisi per Cantabria e Paesi Baschi, dove le temperature raggiungeranno i 40°C. Avviso rosso persino per l’Inghilterra centrale e meridionale, dove sono previste temperature fino a 40°C.

L’allarme dell’Oms: «Emergenza sanitaria»

«L’aumento delle temperature sta già mettendo a rischio vite umane e sta ponendo sotto pressione i sistemi sanitari in tutta la regione europea dell’Oms», ha dichiarato Hans Kluge, direttore europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità: «La nostra regione è quella che si sta riscaldando più rapidamente al mondo. Solo negli ultimi quattro anni il caldo ha causato oltre 200 mila decessi, mentre la mortalità correlata al caldo è aumentata del 30 per cento negli ultimi 20 anni».

L’asteroide intitolato a Sinner e gli altri nomi illustri che “gravitano” nello Spazio

L’asteroide intitolato di recente a Jannik Sinner non è il primo, né sarà l’ultimo, “pianetino” dedicato a personaggi famosi. Da quasi due secoli, infatti, i nomi più illustri della storia, della letteratura, della scienza, della musica, dell’arte e dello spettacolo “gravitano” nello Spazio. Ma non solo: perché ci sono anche meduse, ragni, lumache, rane e animali di ogni genere. Ecco qualche esempio.

La rivincita “spaziale” di Jannik dopo la delusione del Roland Garros

Il gioco di parole viene facile: dopo le sofferenze del Roland Garros, Sinner si prende una rivincita “spaziale”, grazie alla International Astronomical Union (IAU) che ha ratificato l’assegnazione del nome del campione a un asteroide che orbita nella fascia principale tra Marte e Giove. Si tratta, per l’esattezza, dell’asteroide (120097) Janniksinner, scoperto da un team di ricercatori toscani nel 2003 presso l’Osservatorio di Campo Imperatore, che, su suggerimento del Gruppo astrofili di Montelupo Fiorentino, ha proposto appunto l’intitolazione dell’astro all’autorità mondiale che, dal 1919, riunisce gli astronomi professionisti e assegna i nomi ai corpi celesti (un centinaio all’anno).

I corpi celesti dello sport, da Jesse Owens a Leo Messi

Sinner non arriva però primo ad aggiudicarsi lo slam spaziale: prima di lui, infatti, ci sono Roger Federer (2005) e Rafa Nadal (2008). E prima di loro moltissimi altri campioni dello sport. Solo per fare qualche nome – l’elenco sarebbe lunghissimo – si possono citare Jesse Owens, Emil Zatopek, Pelé, Johan Cruijff e Lionel Messi. Altrettanto lungo – si parla di migliaia di asteroidi – sarebbe l’elenco dei corpi celesti dedicati a nomi illustri in ogni campo, a cominciare dalla storia (papi compresi). Proprio a un nome storico, quello dell’imperatrice Eugénie de Montijo, moglie di Napoleone III, risale l’intitolazione dell’asteroide – scoperto dall’astronomo Hermann Goldschmidt nel 1857 – che per per primo infranse la regola dei nomi esclusivamente mitologici per i corpi celesti.

L’asteroide intitolato a Sinner e gli altri nomi illustri che “gravitano” nello Spazio
L’asteroide intitolato a Sinner e gli altri nomi illustri che “gravitano” nello Spazio
L’asteroide intitolato a Sinner e gli altri nomi illustri che “gravitano” nello Spazio
L’asteroide intitolato a Sinner e gli altri nomi illustri che “gravitano” nello Spazio
L’asteroide intitolato a Sinner e gli altri nomi illustri che “gravitano” nello Spazio

Da Dante a Harry Potter: gli asteroidi di letteratura e cinema

C’è poi la letteratura, dai classici greci ai grandi nomi italiani come Dante, Petrarca, Boccaccio, Torquato Tasso, Manzoni, Luigi Pirandello ai grandi della letteratura russa, passando per Kafka e via via fino agli autori a noi più vicini. E c’è naturalmente l’arte, nelle sue svariate forme, dove trovano posto pittori e scultori di ogni epoca. C’è ovviamente la scienza (potevano mancare Galileo Galilei e Albert Einstein? Ma c’è anche la nostra Margherita Hack) e pure il mondo dello spettacolo, dove il cinema la fa da padrone. E allora ecco gli asteroidi dedicati alle icone di Hollywood, come “Audreyhepburn” e “Marilynmonroe”. Senza dimenticare i vari personaggi di fantasia, dai protagonisti delle tragedie e delle commedie shakespeariane a Spock di Star Trek, da Sherlock Holmes (e il dottor Watson) a Harry Potter, da Don Chisciotte a James Bond fino a Tardis (Doctor Who).

Tanti gli astri “italiani”: tra le intitolazioni più recenti quella ad Annalisa

Nutrita la pattuglia degli “astri” italiani: oltre ai grandi nomi della letteratura, troviamo un po’ di tutto: da Luciano Pavarotti a Gianmaria Volontè a Gigi Proietti, da Tito Stagno (celeberrimo cronista televisivo dello sbarco sulla luna nel 1969) a Roberto Benigni e consorte (Nicoletta Braschi), dall’immancabile Andrea Bocelli a “Albertosordi”, da “Andreacamilleri” a “5150 Fellini”, in onore del cineasta romagnolo, fino a Giuseppe Garibaldi, Corrado Augias a Paolo Bonolis. Tra le intitolazioni più recenti quella del 2024 a Annalisa. Nel caso della cantautrice ligure la motivazione ufficiale dell’IAU menziona la sua laurea in fisica che ben si combina con il grande successo ottenuto nel settore musicale.

L’asteroide intitolato a Sinner e gli altri nomi illustri che “gravitano” nello Spazio
L’asteroide intitolato a Sinner e gli altri nomi illustri che “gravitano” nello Spazio
L’asteroide intitolato a Sinner e gli altri nomi illustri che “gravitano” nello Spazio
L’asteroide intitolato a Sinner e gli altri nomi illustri che “gravitano” nello Spazio
L’asteroide intitolato a Sinner e gli altri nomi illustri che “gravitano” nello Spazio

Note in orbita: gli astri dedicati alle star della musica

Proprio la musica è uno dei settori che ha fornito più nomi, senza distinzione di genere. Si va infatti da tutti, ma proprio tutti, i grandi compositori classici (è presente tutto l’alfabeto, da Tomaso Albinoni a Richard Wagner) a Astor Piazzolla, da Edith Piaf a Frank Sinatra a Maria Callas. Proprio scorrendo l’elenco dei musicisti classici, colpisce il fatto che spesso i nomi degli asteroidi siano scritti con la “a” finale (“Mozartia, “Mussorgskia”, etc). Ma c’è un motivo: da metà Ottocento in poi, la consuetudine di assegnare ai corpi celesti un nome classico di donna divenne regola. Quando però i nomi classici cominciarono a scarseggiare, si giunse al compromesso di poter usare anche i nomi di città e persino di personaggi maschili, purché si aggiungesse una “a” finale. La regola è stata cancellata solo al termine della Seconda guerra mondiale, ragion per cui troviamo astri come “Disneya” e “Planckia”.

Il “puntino di luce” di Freddie Mercury

Sempre in ambito musicale, il rock (nelle varie forme) da alcuni decenni predomina: hanno un asteroide ciascuno i Beatles (John Lennon ha anche un cratere a lui intitolato su Mercurio, accanto a quello dedicato a Michael Jackson), e ancora David Bowie Jimi Hendrix, Mark Knopfler, Aretha Franklin, Ella Fitzgerald, Bob Dylan, Lou Reed, Bruce Springsteen, Elvis Presley, Eric Clapton, ZZ Top, Yes, Jimmy Page. A Freddie Mercury l’asteroide omonimo (scoperto nel 1991, anno della morte del frontman dei Queen) venne assegnato postumo nel 2016, nel giorno in cui avrebbe compiuto 70 anni. Ad annunciare l’intitolazione fu il chitarrista – e dottore di ricerca in astrofisica – Brian May, che per l’occasione disse: «È solo un puntino di luce, ma è un puntino di luce davvero speciale!».

L’asteroide intitolato a Sinner e gli altri nomi illustri che “gravitano” nello Spazio
L’asteroide intitolato a Sinner e gli altri nomi illustri che “gravitano” nello Spazio
L’asteroide intitolato a Sinner e gli altri nomi illustri che “gravitano” nello Spazio
L’asteroide intitolato a Sinner e gli altri nomi illustri che “gravitano” nello Spazio
L’asteroide intitolato a Sinner e gli altri nomi illustri che “gravitano” nello Spazio

Non solo astri: dai vermi pelosi alle vespe bionde

Dall’astronomia, la musica rock ha poi ispirato variati scienziati e ricercatori a intitolare con i nomi dei loro beniamini musicali altri generi di soggetti. Ecco quindi che porta il nome Beatles un verme dal pelo arruffato, che ricorderebbe il taglio di capelli dei Fab Four, mentre a Michael Jackson è stato intitolato un granchio “eremita”, a Bob Marley un crostaceo caraibico, a Joe Strummer una lumaca, a Sting una raganella amazzonica, ai Radiohead una formica, a James Brown un acaro, a Mick Jagger e Keith Richards dei Rolling Stones due trilobiti scoperti nel 1995. E trilobiti sono stati intitolati anche ai membri dei Sex Pistols (“Arcticalyme rotteni”, “Cooki”, “Jonesi”, “Matlocki” e “Viciousi”), mentre Lady Gaga si è dovuta accontentare di una nuova specie di vespa “bionda” scoperta in Tailandia, la “Aleiodes gaga”.

Il curioso caso dei ragni intitolati ai grandi del metal

Un caso particolare quello della biologa Christina Rheims, che, nel 2019, durante le sue ricerche amazzoniche, si è imbattuta in quattro nuove specie di ragni. Appassionata di heavy metal, la studiosa ha così deciso di intitolare ciascuna specie, rispettivamente, a Bruce Dickinson degli Iron Maiden (“Extraordinarius brucedickinsoni”), a Klaus Meine degli Scorpions (“Extraordinarius klausmeinei”), a Andre Matos della band brasiliana Angra (“Extraordinarius andrematosi”) e a Rick Allen dei Def Leppard (“Extraordinarius rickalleni”).

La medusa di Frank Zappa e l’omaggio allo scopritore

Tra le star che possono vantare più di un’attribuzione c’è senz’altro Frank Zappa. Al “genio di Baltimora”, infatti, non solo è stato intitolato l’asteroide “3834 Zappafrank” (scoperto dall’astronomo slovacco Ladislav Brožek nel 1980), ma anche una medusa, la “Phialella zappai”, individuata nel 1983 da Ferdinando Boero, zoologo e biologo salentino di fama mondiale, durante un periodo di studio in California. Boero, grande appassionato di Zappa, scrisse al musicista americano la sua intenzione di intitolargli la scoperta e, come ha raccontato lo scienziato, il suo idolo gli rispose: «Non c’è niente che mi piacerebbe di più di avere una medusa chiamata come me». Da quel momento, tra i due nacque un’amicizia, e i fan zappiani più incalliti ricordano il concerto genovese (luglio 1988) durante il quale il musicista eseguì un suo celebre brano, Lonesome Cowboy Burt (trasformato in “Lonesome Cowboy Nando”), modificando il testo inziale del brano da «My name is Burtram/I’m a redneck” in “My name is Nando/I’m a marine biologist».

Alta Velocità ancora in tilt: «Furto di cavi da parte di ignoti»

Dopo la difficile giornata di ieri, che ha visto forti ritardi – anche di quattro ore – per un guasto tra Milano e Piacenza, anche giovedì 18 giugno è caratterizzato da disagi lungo l’Alta Velocità. Questa volta lungo il tratto Napoli-Roma, dove la circolazione è fortemente rallentata per «danneggiamenti alla linea da parte di ignoti nei pressi di Tora e Piccilli», in provincia di Caserta: c’è stato un furto di cavi. I treni alta velocità «possono essere instradati da Napoli a Roma sulla linea convenzionale via Formia e registrare un maggior tempo di percorrenza fino a 90 minuti», si legge su Infomobiltà, sito di Trenitalia. Tra i treni AV direttamente coinvolti ci sono quello partito alle 6 da Firenze Santa Maria Novella e diretto a Napoli Centrale e quello partito dal capoluogo campano alle 7:45, con destinazione Milano.

Maturità, le tracce della prima prova

Primo giorno di esami di Stato per i 527.747 maturandi d’Italia. Si parte, come sempre, con il tema. Le tracce, comuni a tutti gli indirizzi di studio, sono in tutto sette, divise in tre tipologie diverse: due analisi del testo (uno poetico e l’altro in prosa), tre di testo argomentativo e due di attualità. Eccole.

Le analisi del testo (poesia e prosa)

Una delle due analisi del testo proposte ai maturandi riguarda la poesia Passerò per Piazza di Spagna di Cesare Pavese, che parla dell’amore non ricambiato per l’attrice statunitense Constance Dowling. L’altro brano proposto, in prosa, è tratto da I piaceri di Vitaliano Brancati, diario nel quale lo scrittore espresse riflessioni, fantasie, nostalgie e ricordi di esperienze anche dolorose.

Maturità, le tracce della prima prova
Studenti pronti a sostenere l’esame di Stato (Ansa).

Le tracce di tipo argomentativo

Le tracce di tipo argomentativo sono tre. La prima riguarda l’Assemblea Costituente, con un brano tratto dal discorso di insediamento del presidente Giuseppe Saragat, pronunciato il 26 giugno 1946 a Montecitorio. Agli studenti viene chiesto di individuare gli «altri doveri» che per Saragat sovrastavano l’Assemblea costituente e di spiegare per quale motivo la democrazia «è soprattutto un problema di rapporti fra uomo e uomo» e a quali eventi si riferiva Saragat con l’espressione «pesante eredità di miserie e di dolori». Un’altra traccia di tipo argomentativo è un brano tratto dal libro Alzarsi all’alba di Mario Calabresi. C’è poi un passaggio dal libro Te lo dico con parole tue di Piero Bianucci, volume che passa in rassegna le diverse forme giornalistiche e affronta argomenti delicati come la scelta delle fonti e l’etica professionale di chi scrive.

Le proposte legate all’attualità

Per quanto riguarda le tracce di attualità, uno di due temi proposti ruota attorno al concetto di “incanto”. La fonte è un articolo della giornalista Wenke Husmann, intitolato “Funziona a meraviglia” e apparso su Internazionale a gennaio. Tra le proposte ai maturandi per la prima prova scritta, infine, c’è un brano tratto da I confini contano: Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere di Frank Furedi.

Carlo Ginzburg morto a 87 anni: addio allo storico teorico della microstoria

Addio a Carlo Ginzburg, grande storico e teorico della microstoria, morto all’età di 87 anni. Figlio dell’intellettuale antifascista Leone Ginzburg e della scrittrice Natalia Ginzburg, era famoso in tutto il mondo per le sue ricerche sulla stregoneria e le credenze popolari. I suoi libri sono stati tradotti in oltre 20 lingue.

L’esordio con I benandanti

Nato a Torino nel 1939, professore emerito alla Scuola Normale di Pisa in cui si era formato, negli Anni 60 scoprì un culto pagano diffuso in Friuli nel 500 e nel 600, i cui membri erano una specie di guaritori sciamani accusati di eresia dall’Inquisizione, detti “benandanti”. Così intitolò il suo primo libro, uscito nel 1966, in cui ricondusse le origini di questo culto contadino a più antiche credenze diffuse in Europa centrale. I benandanti, pubblicato da Einaudi, è diventato un esempio dell’approccio di Ginzburg alla microstoria, un metodo di ricerca che si concentra su casi particolari che a volte sfuggono alla grande storia andando a spulciare atti giudiziari, epistolari, registri, diari.

Ha scritto anche un saggio per la Storia d’Italia della Einaudi

Con Il formaggio e i vermi (1976) prese invece in esame le vicende di un mugnaio friulano del XVI secolo, Menocchio, per due volte sottoposto a processo da parte dell’inquisizione romana, una prima volta condannato al carcere a vita (fu poi liberato con un atto di clemenza per le cattive condizioni di salute e per la precaria situazione economica della sua famiglia) e in seguito arso al rogo come relapso e pertinace. In virtù dell’esperienza maturata nel campo della ricerca relativa alla storia delle mentalità, condotta generalmente mediante l’analisi di figure apparentemente poco importanti e marginali, ma giudicate emblematiche di orientamenti in realtà ampiamente diffusi, è stato invitato a scrivere il saggio Folklore, magia, religione per il primo volume della Storia d’Italia della Einaudi (I caratteri originali). Negli Anni 80 ha anche diretto, con Giovanni Levi, la collana Microstorie della Einaudi. In altri libri, pubblicati perlopiù nella seconda parte della sua vita, Ginzburg si è concentrato sulla storia del pensiero politico, su questioni di metodo storico e sulla relazione tra verità e menzogna.

Sospeso lo sciopero del settore ferroviario dell’11 giugno

I sindacati confederali di settore ferroviario hanno sospeso lo sciopero di 8 ore (dalle 9 alle 17) previsto l’11 giugno. La decisione è arrivata al termine del tavolo convocato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, presieduto dal viceministro Edoardo Rixi. Al centro dell’agitazione annunciata e poi sospesa il bando per la messa in gara del servizio Intercity, che coinvolge circa 3 mila ferrovieri e che il Mit ha deciso di dividere in tre lotti. Resta invece confermato lo sciopero dalle 3 di giovedì 11 giugno alle 2 di venerdì 12 giugno, indetto dalle sigle Cub Trasporti e Sgb (Sindacato Generale di Base) «a sostegno della piattaforma per un Cccnl che tuteli adeguatamente diritti, sicurezza, salute e salario di tutti i ferrovieri». Così il Ministero dei Trasporti: «Il Mit ha ascoltato e raccolto le richieste dei sindacati dei ferrovieri, tutelando una giornata di lavoro per milioni di lavoratori e pendolari. La sospensione dello sciopero dell’11 giugno dimostra che il confronto serio e concreto porta risultati».

Minetti e Cipriani, chiesti 220 milioni di danni a Fatto Quotidiano e Rai

Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti, ha chiesto 250 milioni di dollari(oltre 216 milioni di euro) di risarcimento danni al Fatto Quotidiano e alla Rai per gli articoli e le puntate di Report relative alla grazia concessa all’ex consigliera regionale lombarda. Lo scrive Repubblica, che ha visionato il documento di 34 pagine. Non solo: la coppia ha anche avviato una procedura di mediazione nei confronti del giornale, avanzando una richiesta risarcitoria da 5 milioni di euro. In tutto, dunque, Cipriani e Minetti chiedono 220 milioni di danni.

I legali: «Campagna diffamatoria deliberata»

La richiesta di risarcimento danni negli Stati Uniti è stata presentata dalla società Cipriani Usa Inc. alla Corte Distrettuale di New York. Nel documento i legali parlano di «danno sostanziale arrecato all’attività» a causa di una «campagna diffamatoria deliberata, coordinata e/o negligentemente indifferente» diretta contro Giuseppe Cipriani, il Gruppo Cipriani e, soprattutto, la ricorrente Cipriani Usa, di cui il compagno di Minetti e l’azionista di maggioranza: «Sebbene le notizie false fossero presentate come riferite a Giuseppe Cipriani, i convenuti sapevano che la campagna avrebbe necessariamente e prevedibilmente provocato un grave e immediato danno commerciale a Cipriani Usa e all’intera attività Cipriani, anche quella con sede a New York». Tra i danni lamentati, «uno degli istituti di credito del ricorrente ha ritardato la conclusione di un’importante operazione di prestito, ha imposto nuovi termini e condizioni e ha richiesto al ricorrente di incaricare una società investigativa esterna indipendente, a costi esorbitanti, per indagare e confutare accuse che non avrebbero mai dovuto essere pubblicate in primo luogo».

Minetti e Cipriani, chiesti 220 milioni di danni a Fatto Quotidiano e Rai
Nicole Minetti (Imagoeconomica).

Nella richiesta di risarcimenti, gli avvocati della società di Cipriani si concentrano su quattro punti, riportati dai media ma evidentemente falsi. Primo: l’imprenditore non è stato socio di Jeffrey Epstein e non ha ricevuto 800 mila sterline dal finanziere. Secondo: il ministro della Giustizia Carlo Nordio non si è incontrato con Cipriani e Minetti nel ranch di Punta del Este, per discutere o agevolare la richiesta di grazia. Terzo: la coppia non ha mai organizzato festini a base di sesso e droga in Uruguay. Quarto: la Cipriani e Minetti non hanno corrotto funzionari pubblici nel Paese sudamericano per ottenere l’adozione del bambino. Secondo i legali, queste accuse «erano palesemente false», e sono state «formulate in modo da massimizzare lo scandalo, l’indignazione e la viralità».

Morto Peppo Sacchi, con Telebiella inventò la televisione privata in Italia

È morto all’età di 93 anni Giuseppe “Peppo” Sacchi, di fatto inventore della televisione privata e libera in Italia con il lancio nel 1972 di Telebiella, creata assieme alla moglie Ivana Ramella. Con lui lavorarono Enzo Tortora e Bruno Lauzi. E da questa emittente è partita inoltre la carriera di Ezio Greggio.

Il lancio di Telebiella e la sentenza della Corte Costituzionale

Nato a Como, Sacchi si era trasferito nel Biellese negli Anni 50, dopo aver lavorato in Rai, dove aveva realizzato alcune trasmissioni anche in ambito musicale. In Piemonte fondò nel 1971 Telebiella, primo esperimento di emittente locale in Italia, che iniziò le sue trasmissioni via cavo il 6 aprile 1972 lanciando lo spunto a Silvio Berlusconi per la creazione dei network televisivi privati. La novità, che sfidava il monopolio Rai, portò a un braccio di ferro legale, terminato nel 1974 con la sentenza della Corte Costituzionale che dette il via libera a Telebiella dopo un’iniziale chiusura forzata delle trasmissioni.

Il ricordo del ministro Pichetto Fratin: «Pioniere della tv privata italiana»

Questo il ricordo di Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica: «Sacchi è stato un pioniere della televisione privata italiana: con la sua Telebiella ebbe il coraggio e la determinazione di guardare oltre il modello del tempo, aprendo una nuova pagina del rapporto tra tv e cittadini nel Paese. La sua scomparsa mi addolora, perché prima di un grande professionista e di un innovatore è stato un vero amico, profondamente legato al Biellese, suo territorio di adozione».

Vania Traxler morta a 89 anni: addio alla Signora del cinema d’autore italiano

È morta a 89 anni Vania Traxler, Signora del cinema d’autore italiano. Milanese cresciuta a Bologna, di origine ebraica, erede di una importante famiglia di esercenti, produttori e distributori, nel 1976 fondò la società di distribuzione Academy Pictures, con la quale iniziò a distribuire film d’essai facendo conoscere al grande pubblico importanti registi come Peter Greenaway, Wim Wenders, Éric Rohmer, Jim Jarmusch, Atom Egoyan, Pedro Almodóvar, Krzysztof Kieślowski e Spike Lee. La metodologia di lavoro consisteva nella fidelizzazione del pubblico attraverso la promozione del film e l’attivazione di un rapporto di fiducia con gli esercenti, i quali finivano per dare spazio anche ai film considerati più deboli del loro listino. Negli anni successivi ha continuato il lavoro di distributrice di cinema d’autore internazionale fondando prima la Lady Film e poi la Archibald Enterprise Film.

«Punto di svolta per la distribuzione indipendente del miglior cinema d’autore in Italia»

«Addio indimenticabile Vania, donna forte, bellissima e dal temperamento inimitabile. Autentica donna di cinema e abile cuoca». Così la casa editrice Edizioni Sabinae con cui aveva pubblicato Sognavamo al cinema, che raccontava la sua avventura imprenditoriale. «Con lei se ne va un punto di svolta per la distribuzione indipendente del miglior cinema d’autore in Italia», ha aggiunto la Federazione italiana cinema d’essai. «La sua Academy Pictures, fondata assieme al marito, ha contribuito allo sviluppo del cinema d’essai in Italia, a partire da Il matrimonio di Maria Braun di Fassbinder nel 1978, proseguendo con Il cielo sopra Berlino, il cinema di Eric Rohmer, Peter Greenaway e una miriade di altri autori, maestri ed esordienti che hanno impreziosito la programmazione di un numero sempre crescente di sale che hanno creduto nella qualità autoriale e nella diffusione della cultura cinematografica. A lei, che oggi ci ha lasciati, va la nostra gratitudine per una vita di amore per il cinema».

È morta l’artista franco-iraniana Marjane Satrapi, autrice di Persepolis

È morta a 56 anni la fumettista e illustratrice franco-iraniana Marjane Satrapi, famosa in tutto il mondo per la graphic novel autobiografica Persepolis, con la quale aveva descritto la sua infanzia in Iran durante la Rivoluzione islamica e la successiva adolescenza in Europa. Il romanzo a fumetti in bianco e nero, uscito in Francia in quattro volumi tra il 2000 e il 2003, fu adattato in un film d’animazione di grande successo, scritto e diretto dalla stessa Satrapi e da Vincent Paronnaud: il lungometraggio, aspramente criticato dal regime di Teheran, si aggiudicò il Premio della Giuria al Festival di Cannes nel 2007 e fu inoltre candidato alla Palma d’Oro, all’Oscar e al Golden Globe.

Satrapi, si legge in una nota della famiglia diffusa da Agence France-Presse, «è morta di dolore poco più di un anno dopo la scomparsa di Mattias Ripa, suo marito e amore della sua vita». Il produttore, attore e sceneggiatore era morto l’8 aprile 2025.

È morta l’artista franco-iraniana Marjane Satrapi, autrice di Persepolis
È morta l’artista franco-iraniana Marjane Satrapi, autrice di Persepolis
È morta l’artista franco-iraniana Marjane Satrapi, autrice di Persepolis
È morta l’artista franco-iraniana Marjane Satrapi, autrice di Persepolis
È morta l’artista franco-iraniana Marjane Satrapi, autrice di Persepolis
È morta l’artista franco-iraniana Marjane Satrapi, autrice di Persepolis
È morta l’artista franco-iraniana Marjane Satrapi, autrice di Persepolis

Grazia a Nicole Minetti, la procura generale di Milano conferma il parere positivo

Dopo aver effettuato verifiche sulla concessione della grazia a Nicole Minettichieste dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella – la Procura generale di Milano ha espresso un nuovo parere positivo in merito al provvedimento di clemenza ottenuto dall’ex consigliera regionale lombarda. È quanto si legge in un comunicato stampa emesso dai vertici della magistratura milanese. L’atto è stato trasmesso al ministero della Giustizia.

Il comunicato della Procura generale di Milano

«Dagli accertamenti risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito e in base al quale sono state assunte le determinazioni da parte delle Autorità competenti», si legge nel comunicato della Procura generale di Milano. Come sottolinea la nota, «sono stati delegati accertamenti ai carabinieri e all’Interpol per controllare la verità del contenuto delle notizie di stampa apparse su un quotidiano (Il Fatto Quotidiano), nonché per verificare le ulteriori notizie successivamente pubblicate». Gli accertamenti hanno appurato (tra le altre cose) che «il decesso in circostanze non chiare» di uno degli avvocati coinvolti nella procedura di adozione di un bambino da parte di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani «non riguarda il legale dei genitori del figlio adottivo», ma «si tratta del legale di quest’ultimo, favorevole all’adozione, nel cui procedimento non vi è stata alcuna battaglia legale, non essendosi costituiti i genitori naturali, rappresentanti dal difensore di ufficio ed essendo risultata da sempre irreperibile la madre biologica del minore». La Procura generale ha inoltre confermato «il grave quadro sanitario del minore in cura al Boston Children’s Hospital che richiede la presenza della madre». E in generale non ci sono, si legge nella nota, «segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay e in Spagna» nei confronti di Minetti e Cipriani.

LEGGI ANCHE: Minetti, le ombre sulla grazia agitano il Quirinale

Sciopero treni 11 giugno 2026: orari, fasce di garanzia e motivi

Possibili disagi per i passeggeri dei treni giovedì 11 giugno 2026 a causa di uno sciopero nazionale di otto ore, dalle 9 alle 17, del personale delle imprese ferroviarie e degli appalti ferroviari indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti. Al centro dell’agitazione una protesta contro il governo che «ha scelto di ignorare le nostre richieste sui rischi derivanti dalle future gare ferroviarie intercity dove è emersa la volontà del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di suddividere in tre lotti non equivalenti, anziché in un unico lotto». Si contesta dunque l’imminente pubblicazione del bando per la messa in gara del servizio Intercity che coinvolge circa 3 mila ferrovieri. Non sono previste fasce di garanzia, dato che le consuete (dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21) sono fuori dall’orario previsto per l’agitazione.

Il Mit al lavoro per evitare la mobilitazione

Le motivazioni sono state giudicate fondate dallo stesso ministero dei Trasporti, che ha annunciato di essere al lavoro per scongiurare la mobilitazione. «Alla luce dell’ennesimo sciopero, questa volta proclamato per l’11 giugno, si informa che i tecnici del Mit sono al lavoro già da tempo, su indicazione diretta del ministro Matteo Salvini, per risolvere il problema ed evitare la mobilitazione. Peraltro, va sottolineato che, in questo caso, la richiesta dei lavoratori è condivisibile».

Dove chiudono i bar cresce l’estrema destra: semplice coincidenza?

«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza provocare danni alla collettività e venendo rapidamente zittite dagli altri avventori», diceva Umberto Eco nel 2015. In un decennio la situazione è drammaticamente peggiorata. Le legioni di imbecilli ora sono un esercito e il bar sport digitale, con il suo opinionismo dilagante e non moderato, è un oggettivo fattore di aumento della conflittualità e di indebolimento dei legami sociali. Compresi quei modelli di convivialità che hanno in un caffè o in uno Spritz occasioni di incontro con conoscenti e anche con sconosciuti. Legami sociali deboli, come quelli che si hanno con la cassiera del market, che però sono essenziali per la vita di relazione.

Dove chiudono i bar cresce l’estrema destra: semplice coincidenza?
Umberto Eco (Ansa).

I bar e i caffè sono una fabbrica sociale

Bar sport di Stefano Benni resta un capolavoro satirico nella rappresentazione dell’umanità che si ritrova(va) seduta ai tavoli di un caffè a parlare di calcio o di donne e motori con la stessa serietà riservata alla politica o all’agricoltura. «È perfettamente inutile che un bar possieda un buon biliardo, se non ha un buon scemo da bar», sottolineava Benni. Ma al di là delle battute, dobbiamo seriamente considerare che bar e caffè sono una “fabbrica sociale”. Segnalando però che il bar sport digitale sta uccidendo il bar sport reale.

Solo incontrandosi e vedendosi di persona e facendo le cose assieme si accende la socialità. Da soli seduti davanti a uno schermo si attiva addirittura la funzione contraria. La discussione online genera contatto ma non relazioni. Accende e spegne le persone a seconda dei casi e dei temi, ma non attiva quel “noi” che si può manifestare solo attraverso la modalità dal vivo. In altre parole accentua l’isolamento delle persone, condannandole a un irreparabile individualismo.

Dove chiudono i bar cresce l’estrema destra: semplice coincidenza?
Stefano Benni nel 2013 (Ansa).

Dove si chiudono i bar cresce l’estrema destra

In questa luce risulta particolarmente interessante la ricerca Quando i bar-tabacs chiudono: erosione del legame sociale e aumento del voto all’estrema destra che ha preso in considerazione la chiusura in Francia di circa 18 mila bar-tabac o bistrot tra il 2000 e il 2022. È emerso che le zone dove la percentuale di serrande abbassate è stata più alta, maggiore è risultato l’aumento del sostegno al partito di estrema destra Rassemblement National (RN), salito negli anni successivi tra l’1,3 e il 3,6 per cento circa. Una correlazione, questa, che non si è registrata con la chiusura di altre attività commerciali, come per esempio le panetterie. E che viene confermata dal dato che quando apre un nuovo bar-tabac, la percentuale di voti per l’estrema destra tende a diminuire nel tempo. «Gli effetti di questo processo sono tre volte più forti nelle comunità rurali, dove i bar sono rimasti l’ultimo luogo di socialità», sottolinea il curatore della ricerca Hugo Subtil dell’Università di Zurigo. 

Dove chiudono i bar cresce l’estrema destra: semplice coincidenza?
Marine Le Pen e alle sue spalle Jordan Bardella (Ansa).

La mancanza di spazi terzi di socialità porta a una visione del mondo più angusta

Senza entrare nel merito di cosa si fa al bar, o meglio quanto le singole attività (dal gioco di carte alle scommesse, dal biliardo alle bevute in compagnia) influenzino la visione del mondo dei frequentanti, la cosa più importante è quel “cosa” che si fa assieme. «È l’aspetto condiviso, sociale, a fare la differenza», continua Subtil, definendo i bar-tabac «spazi terzi», rispetto alla casa e al posto di lavoro, dove persone di origini diverse si mescolano. Quando questi posti scompaiono, le persone socializzano in una cerchia più ristretta di amici e familiari che la pensano allo stesso modo. La visione e la prospettiva del mondo si restringono. L’altro, il diverso da sé, quasi scompare. «Questo, col tempo, erode il tessuto sociale e indebolisce i legami che si creano di persona».

In tutta Europa, i sondaggi e le ricerche suggeriscono che dove la fiducia interpersonale e la solidarietà locale sono più deboli, il sostegno ai partiti di destra radicale tende a essere più alto. L’infelicità insomma sembra avere molto a che fare con il populismo e il sovranismo.

Gli infelici sono attratti dagli estremi dello spettro politico

Naturalmente la discussione e un’eventuale confutazione è aperta. Sono però rilevanti le tre chiavi di lettura, che sono anche sintesi estrema della relazione che intercorre tra populismo e infelicità e che considerano anche le implicazioni politiche delle pratiche di cura e condivisione.

  • Il declino della felicità e della fiducia sociale in Europa e negli Stati Uniti spiega gran parte dell’aumento della polarizzazione politica e dei voti antisistema.
  • Atteggiamenti soggettivi come la soddisfazione di vita e la fiducia giocano un ruolo molto più importante nel plasmare i valori e il comportamento di voto rispetto alle ideologie tradizionali o alla lotta di classe.
  • Le persone infelici sono attratte dagli estremi dello spettro politico. Chi ha poca fiducia si trova più spesso all’estrema destra, mentre chi ha molta fiducia è più propenso a votare per l’estrema sinistra.

Il boom di serrande chiuse: dal Regno Unito all’Italia

Ma tornando allo stretto ambito della ricerca sui bar si deve segnalare che la situazione francese non è unica, perché il declino dei locali pubblici (bar, bistrot, osterie) riguarda l’Europa intera. Una vera e propria istituzione, qual è stata il caffè (come bevanda e come luogo), che dal Settecento in poi è venuto identificandosi con l’Illuminismo e la stessa democrazia, deve fare oggi i conti con una crisi che è deflagrata con la pandemia. Per effetto delle nuove abitudini post Covid, le persone bevono meno, escono con meno frequenza e passano più tempo a casa. Oltremanica, in Inghilterra e in Galles, l’anno scorso hanno chiuso o sono stati convertiti a nuovi usi 366 pub, uno al giorno. Nei Paesi Bassi, un caffè su cinque dal 2020 ha cessato l’attività. Ma anche in Italia negli ultimi anni il settore dei bar e dei caffè ha subito una profonda contrazione, con la chiusura di oltre 21 mila locali nell’arco di un decennio. Solo nel corso del 2024, a fronte di 3.937 nuove aperture, si sono contate ben 12.188 cessazioni di attività, per un saldo netto negativo di 8.251 imprese.

Una desertificazione che induce alla conclusione che la società incattivita nella quale ci troviamo e della quale la crisi della partecipazione politica e della democrazia tout court è espressione, sta seduta ai tavolini di bar che non ci sono più. Come i quattro a amici che «tra un bicchiere di coca e un caffè» volevano cambiare il mondo e ora fanno fatica perfino a uscire di casa.

Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole

Tira aria di repulisti nel mondo dei megafoni della destra. Carta stampata o televisione, fa poca differenza: le scosse di terremoto si avvertono su tutto l’impero mediatico. Prima la defenestrazione di Mario Sechi dalla direzione di Libero, accusato dall’editore (parlamentare leghista) Angelucci di essere troppo schiacciato su posizioni meloniane, in particolare sulla linea di Giovanbattista Fazzolari (anche se il sostituto, Alessandro Sallusti, non è certamente meno sintonizzato sulla lunghezza d’onda di Giorgia). Ora sembra muoversi qualcosa anche tra i conduttori tivù: Paolo Del Debbio ha infatti annunciato a sorpresa che dal primo giugno va in pensione, a 68 anni: oltre a Dritto e Rovescio, pure 4 di Sera chiude i battenti. Nella serata di giovedì 28 maggio Corrado Formigli col suo Piazzapulita (La7) l’ha superato in termini di ascolti, mentre addirittura nella fascia access prime time è stato doppiato da Otto e mezzo di Lilli Gruber. Ma in un settore in cui l’età non è certo uno scoglio per tenersi la poltrona (l’82enne Bruno Vespa sulla Rai non molla l’osso di un centimetro), l’accompagnamento forzato di Del Debbio ai parchetti assieme ai giocatori di bocce («Continuerò a lavorare», ha però giurato lui) sembra più una mossa figlia della strategia dei Berlusconi che vorrebbero una Mediaset più moderata e meno sdraiata sull’animo populista e destrorso di Meloni-Salvini. Vediamo cosa succederà anche con Mario Giordano

Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole

Una mostra italiana. E il presidente arriva in… Audi

Al Maxxi una mostra celebra l’architettura italiana. Arriva il ministro della Cultura Alessandro Giuli con un’italica Alfa Romeo Stelvio. E poi ecco il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Con la tedeschissima Audi blindata. C’era una volta la Maserati presidenziale, ormai si è spezzato anche il tabù delle auto straniere al Quirinale

Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole

Campa Cavallino: prima criticano la Ferrari e poi ne scrivono bene

Dopo aver visto la Ferrari Luce non si sente una voce a favore. Almeno nei bar e nei discorsi tra amici. Pure Fiorello ha detto la sua, da Rai Radio 2, massacrando la nuova vettura elettrica di Maranello e beccandosi gli strali di chi controlla la trasmissione dai “piani alti”. Però nessuno ne scrive male, compresi quelli che sono andati all’evento di presentazione, a Roma, alla Vela di Calatrava. Già, perché la stampa invitata a Tor Vergata, composta da quei “pochi eletti” che molti colleghi hanno invidiato, dopo aver maledetto gli organizzatori per la scelta della location sobbarcandosi il traffico del Grande raccordo anulare per arrivare in quella zona «lontana da Dio e dagli uomini» (resteranno indimenticabili le proteste della regina dei motori del Tg2, Maria Leitner, giunta con le scarpe munite di tacchi, come se fosse la prima del Teatro La Scala), guardando il modello ha sgranato gli occhi, emettendo commenti irriferibili. A bassa voce. In perfetta linea con quanto poi hanno ideato i geni dei social, con la Ferrari che evocava ogni tipo di oggetto ma non certo una supercar.

Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Maria Leitner (foto Ansa).

Per non parlare di Taffo, quello delle pompe funebri, che ha immediatamente colto l’occasione per uno spot con claim spietato: «Abbiamo sentito Enzo rigirarsi nella tomba». Poi quel colore, che sembra quello dei fondali delle piscine pubbliche per dare l’effetto “acqua di mare”. Eppure, sui “giornaloni” sono apparsi articoli entusiastici, che si spiegano solo con le esigenze del “commerciale” dei gruppi editoriali, attentissimi agli incassi provenienti dalle pubblicità. Perché, se dalle bocche sono usciti giudizi negativi, le stesse persone quando hanno vergato i loro articoli hanno improvvisamente cambiato idea, trovando solo superlativi e positività: modello dottor Jekyll e mister Hyde, evidentemente. Tipici casi di sdoppiamento della personalità, ma di fronte agli investitori questo e altro…

Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole

John Grisham compra casa a Cortona

Chi non conosce i gialli giudiziari di John Grisham? Il socio, The Innocent Man, Il cliente sono solamente alcuni dei più famosi successi dell’autore e politico statunitense. Che ora, forse anche per tutte le polemiche che investono la giustizia in Italia, con casi come Garlasco, ha preso una decisione immobiliare, investendo in una magione italiana, in quel di Cortona, nella provincia di Arezzo. Sì, proprio il luogo caro a Jovanotti. «Una villa sul poggio», dicono nel comune toscano. Qualcuno sostiene che Grisham si occuperà dei notissimi delitti del mostro di Firenze: non resta che attendere.

Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
John Grisham (foto Ansa).

Panetta come il papa, un dossier sull’IA

Fabio Panetta sulle orme di papa Leone XIV. A metà delle sue considerazioni, a Palazzo Koch, il governatore della Banca d’Italia ha annunciato che sta per uscire un dossier di Bankitalia sull’intelligenza artificiale. La mossa di Prevost di scrivere un’enciclica dedicata proprio a questo tema, con il titolo Magnifica Humanitas, ha causato un terremoto nelle istituzioni finanziarie: la rivelazione di Panetta non era prevista, ma si sa che andare sulla scia del Vaticano, nella città eterna, ha sempre il suo perché…

Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Fabio Panetta (Imagoeconomica).

Bankitalia, Letta accanto a Padoan

«Hai visto come vanno d’accordo Gianni Letta e Pier Carlo Padoan», dicono a Palazzo Koch i partecipanti al tradizionale incontro della Banca d’Italia, per ascoltare le considerazioni del governatore Panetta. Padoan, ex ministro del Tesoro, attuale presidente di UniCredit, sempre impegnato nelle battaglie in terra germanica per conto dell’ad Andrea Orcel. Età media, comunque, molto alta: da notare la prima fila conquistata da Renato Brunetta, presidente del Cnel. «Organo costituzionale», come viene sempre ripetuto nella sede di Villa Lubin, dai brunettiani di ferro, e gran pernacchia al referendum costituzionale renziano che lo voleva abolire nel 2016…

Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Pier Carlo Padoan (foto Imagoeconomica).

La metodologia PRAIM e UrbanMIS tracciano il futuro dei borghi irpini

Comprendere il territorio attraverso l’analisi dei dati, orientare le scelte di rigenerazione urbana e supportare il riuso strategico del patrimonio edilizio dismesso. Sono questi gli obiettivi al centro del workshop PRAIM, tenutosi il 22 maggio 2026 presso l’Ex Carcere Borbonico di Avellino, nell’ambito di un percorso di ricerca dedicato ai piccoli centri delle aree interne irpine.

L’iniziativa, sviluppata dal Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università degli Studi di Salerno in collaborazione con la Provincia di Avellino, ha rappresentato un momento di confronto istituzionale, tecnico e operativo sul tema del riuso adattivo del patrimonio costruito dismesso dei piccoli centri delle aree interne. Il coordinamento scientifico dell’impostazione metodologica PRAIM è riconducibile al professor Pierfrancesco Fiore e agli architetti Attilio Ferraro e Emanuela D’Andria, nell’ambito delle attività di ricerca condotte presso l’Ateneo salernitano.

Il workshop ha coinvolto sei tavoli di lavoro, ciascuno dedicato al possibile riuso di un edificio dismesso localizzato in sei comuni dell’area irpina connessi alla storica tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta Sant’Antonio. L’obiettivo non è stato quello di assumere decisioni definitive, ma di costruire una base conoscitiva condivisa, raccogliere indicazioni qualificate dagli attori territoriali e far emergere priorità, criticità, vocazioni e opportunità di riuso.

Il ruolo di UrbanMIS, spin-off dell’Università di Salerno partecipato da Evolution Group

In questo quadro, UrbanMIS, spin-off dell’Università degli Studi di Salerno partecipato da Evolution Group, è stato coinvolto per fornire un supporto analitico alla lettura dei territori interessati. Lo spin-off ha contribuito alla predisposizione di mappe informative, infografiche e sintesi territoriali utili a guidare i partecipanti nella comprensione dei contesti locali, con particolare riferimento agli aspetti infrastrutturali, demografici, economici e insediativi.

Durante i lavori, UrbanMIS, rappresentata dal professor Giuseppe d’Aniello e dall’ingegnere Alessandro Polverino, ha illustrato il contributo dell’analisi dei dati territoriali a supporto dei processi decisionali pubblici. Tale attività si inserisce nel più ampio ambito di sviluppo di Janus Urbanis, piattaforma orientata all’analisi della situazione urbana e territoriale, con l’obiettivo di supportare enti pubblici e privati nella definizione di strategie fondate su dati, indicatori e rappresentazioni conoscitive integrate.

Hantavirus, non ha sintomi il 25enne in isolamento in Calabria

Il marittimo 25enne Federico Amaretti, che si trova in quarantena in Calabria per aver viaggiato sul volo KLM sul quale era stata per pochi minuti la passeggera olandese della MV Hondius poi deceduta, non ha sintomi riconducibili all’hantavirus. A smentire la notizia, riportata da alcune testate, sono stati lo stesso Amaretti e Giusy Caminiti, sindaca di Villa San Giovanni (Reggio Calabria), città dove risiede il giovane. «Federico non ha mai avuto sintomi riconducibili all’hantavirus; domani sarà sottoposto come gli altri italiani presenti su quel volo ad esami disposti in via precauzionale dal ministero della Salute e i campioni prelevati verranno trasferiti allo Spallanzani. Ci teniamo a rassicurare i nostri concittadini in merito all’allarmismo che si è creato», ha spiegato Caminiti. Campioni biologici verranno inviati allo Spallanzani di Roma: uan procedura questa, che riguarderà anche le altre persone in isolamento in Italia.

Negativo l’uomo in isolamento in Veneto

«È negativo il test della persona in isolamento» a Padova perché sullo stesso volo Johannesburg-Amsterdam della donna olandese morta poi di hantavirus. Lo ha riferito questa mattina Maria Rosaria Campitello, capo del dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute: «Questo non significa che non si potrebbe un domani positivizzarsi, ma ci lascia ben sperare perché è asintomatico, ha un test oggi negativo, ricordando che la misura di sanità pubblica è sicuramente sempre la quarantena e la sorveglianza, però ci lascia buone speranze». L’uomo in quarantena in Veneto è un cittadino sudafricano. In Italia sono in tutto quattro le persone poste in isolamento: gli altri casi (asintomatici) in Toscana e Campania.

La circolare del ministero della Salute

Il ministero della Salute ha diffuso una circolare che prescrive una serie di comportamenti adatti a evitare il contagio e assegna compiti specifici a Regioni e aziende sanitarie. Il documento prevede una quarantena fiduciaria di sei settimane per i contatti ritenuti ad alto rischio di aver contratto l’hantavirus, non solo i passeggeri della nave da crociera ma quelli di «aerei seduti nella stessa fila, e entro due file in tutte le direzioni in un volo lungo sei ore» rispetto a un caso confermato di contagio. I contatti ad alto rischio dovrebbero «utilizzare una stanza propria, mantenere una distanza di almeno due metri dai membri della famiglia, non usare le stesse stoviglie, aprire le finestre per garantire la ventilazione». Vietati mezzi pubblici e voli commerciali. Per chi ha avuto contatti brevi o occasionali, è previsto l’automonitoraggio di febbre, mialgie, cefalea, affaticamento e sintomi respiratori, sempre per 42 giorni. In caso di sintomi isolamento immediato e segnalazione alle autorità sanitarie per test e valutazione medica. Il rischio di diffusione dell’Hantavirus Andes in Italia, sottolinea il ministero della Salute, «è molto basso».

Salgono a nove i casi confermati

I casi confermati sono intanto saliti a nove. Agli otto già segnalati si è infatti aggiunto un crocerista spagnolo, risultato positivo al test per l’hantavirus cui è stato sottoposto all’arrivo ieri all’ospedale della Difesa Gomez Ulla di Madrid assieme ad altri 13 connazionali, tutti asintomatici al momento dello sbarco dalla nave. Il paziente è ritenuto «positivo in maniera provvisoria» in attesa dell’esito di un secondo test a cui sarà sottoposto nelle prossime ore, riferiscono fonti del ministero della Sanità.

Hantavirus: negativo l’uomo in isolamento a Padova, positivo un crocerista spagnolo

La MV Hondius, dove si è sviluppato un focolaio di hantavirus, è ripartita dalle Canarie dopo aver fatto sbarcare tutti i passeggeri. A bordo rimangono solo 26 membri dell’equipaggio. La nave da crociera è diretta verso Rotterdam, nei Paesi Bassi: l’arrivo è previsto per domenica 17 maggio. Per quanto riguarda l’Italia, è arrivata la notizia della negatività del cittadino sudafricano in isolamento a Padova.

Negativo l’uomo in isolamento in Veneto

«È negativo il test della persona in isolamento» a Padova perché sullo stesso volo Johannesburg-Amsterdam della donna olandese morta poi di hantavirus. Lo ha riferito questa mattina Maria Rosaria Campitello, capo del dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute: «Questo non significa che non si potrebbe un domani positivizzarsi, ma ci lascia ben sperare perché è asintomatico, ha un test oggi negativo, ricordando che la misura di sanità pubblica è sicuramente sempre la quarantena e la sorveglianza, però ci lascia buone speranze». L’uomo in quarantena in Veneto è un cittadino sudafricano. In Italia sono in tutto quattro le persone poste in isolamento: gli altri casi in Calabria, Toscana e Campania.

Hantavirus: negativo l’uomo in isolamento a Padova, positivo un crocerista spagnolo
L’arrivo dei croceristi nei Paesi Bassi (Ansa).

Terminati i rimpatri dei croceristi

L’evacuazione della MV Hondius, come detto, è terminata. Gli ultimi due aerei che trasportavano passeggeri, membri dell’equipaggio e medici (in totale 28 persone) sono atterrati ieri sera a Eindhoven, nei Paesi Bassi, dove è stata disposta la quarantena anche per 12 dipendenti di un ospedale che ha in cura un positivo, a causa di errori di procedura nel trattare urina e sangue.

Salgono a nove i casi confermati

I casi confermati sono però saliti a nove. Agli otto già segnalati si è aggiunto un crocerista spagnolo, risultato positivo al test per l’hantavirus cui è stato sottoposto all’arrivo ieri all’ospedale della Difesa Gomez Ulla di Madrid assieme ad altri 13 connazionali, tutti asintomatici al momento dello sbarco dalla nave. Il paziente è ritenuto «positivo in maniera provvisoria» in attesa dell’esito di un secondo test a cui sarà sottoposto nelle prossime ore, riferiscono fonti del ministero della Sanità.

Hantavirus: negativo l’uomo in isolamento a Padova, positivo un crocerista spagnolo
Un crocerista dopo lo sbarco a Tenerife (Ansa).

La circolare del ministero della Salute

Il ministero della Salute ha diffuso una circolare che prescrive una serie di comportamenti adatti a evitare il contagio e assegna compiti specifici a Regioni e aziende sanitarie. Il documento prevede una quarantena fiduciaria di sei settimane per i contatti ritenuti ad alto rischio di aver contratto l’hantavirus, non solo i passeggeri della nave da crociera ma quelli di «aerei seduti nella stessa fila, e entro due file in tutte le direzioni in un volo lungo sei ore» rispetto a un caso confermato di contagio. I contatti ad alto rischio dovrebbero «utilizzare una stanza propria, mantenere una distanza di almeno due metri dai membri della famiglia, non usare le stesse stoviglie, aprire le finestre per garantire la ventilazione». Vietati mezzi pubblici e voli commerciali. Per chi ha avuto contatti brevi o occasionali, è previsto l’automonitoraggio di febbre, mialgie, cefalea, affaticamento e sintomi respiratori, sempre per 42 giorni. In caso di sintomi isolamento immediato e segnalazione alle autorità sanitarie per test e valutazione medica. Il rischio di diffusione dell’Hantavirus Andes in Italia, sottolinea il ministero della Salute, «è molto basso».

Hantavirus, come stanno le quattro persone poste in quarantena in Italia

È stato posto in quarantena obbligatoria una delle quattro persone che – dirette verso Roma – si trovavano sul volo KLM da Johannesburg a Amsterdam sul quale era salita per pochi minuti la donna olandese poi morta di hantavirus, contratto a bordo della MV Hondius. Si tratta di un marittimo 24enne di Torre del Greco (Napoli): lo ha disposto il sindaco Luigi Mennella, il quale ha firmato un’ordinanza in cui si stabilisce per il giovane un periodo di isolamento di 45 giorni, l’invito a restare in una stanza singola con bagno dedicato, il costante monitoraggio della temperatura e l’utilizzo di una mascherina Ffp2 in presenza di altre persone.

Campania, Toscana, Calabria e Veneto: le Regioni coinvolte

Gli altri tre passeggeri sono sotto osservazione e in isolamento volontario. Una donna (cittadina straniera), che si trova attualmente a Firenze, «è stata posta in regime di quarantena precauzionale in attesa degli accertamenti clinici necessari a verificare l’eventuale contrazione del virus», aveva spiegato l’assessora regionale alla salute Monia Monni. «Lo scopo della quarantena è precauzionale. I medici mi dicono che se continuasse a non avere alcun sintomi, già la prossima settimana noi al 95 per cento potremmo dare come positivamente sviluppata l’osservazione, che comunque termina l’8 di giugno. La signora collabora e quindi io ringrazio anche di questo», ha dichiarato il governatore toscano Eugenio Giani. In isolamento precauzionale anche un altro passeggero italiano, il 25enne calabrese Federico Amaretti, che ha spiegato di non aver alcun sintomo e di aver iniziato la quarantena a casa dei genitori. A Padova si trova poi il quarto passeggero coinvolto: si tratta di un cittadino sudafricano, tenuto sotto stretta osservazione, che non presenta alcun sintomo e gode di buona salute. Come fa sapere la Ulss 6 Euganea, è stato sottoposto a prelievi di sangue, inviati poi all’Inmi Spallanzani di Roma.

Il contatto con la turista olandese non è stato ravvicinato o prolungato

«I quattro passeggeri sono stati rintracciati, le informazioni sono state inviate alle Regioni che procederanno ad avviare tutte le procedure di sorveglianza attiva, ci risulta che non hanno sintomi, la passeggera che poi è deceduta era seduta in una fila lontana ed è stata a bordo del volo per poco tempo». Lo aveva spiegato il 9 maggio al Tg1 Mara Campitiello, capo del dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute. Secondo quanto riportato dal dicastero, il contatto tra la passeggera tedesca e i quattro italiani sarebbe avvenuto durante le operazioni di imbarco e non risulterebbe essere stato né ravvicinato, né prolungato, visto che sul velivolo erano in una fila lontana rispetto a quella della donna deceduta.

Ministero del lavoro, Antonio Teti nominato nel Comitato nazionale sull’IA

Nuovo incarico istituzionale per Antonio Teti, nominato componente del Comitato per la definizione di una strategia sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito lavorativo istituito presso il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. La nomina è stata formalizzata attraverso il decreto ministeriale n. 51/2026. Insieme a lui sono stati designati, come parte dello stesso organo creato per analizzare l’impatto delle nuove tecnologie sul mercato occupazionale e supportare la definizione di linee guida strategiche per il Paese, Luciano Pietronero, Giuliano Noci, Luca Oneto, Vincenzo Lomonaco, Ivana Pais, Leopoldo Mondauto e Stefano Menghinello. Tra gli obiettivi principali del comitato rientrano la promozione di un utilizzo etico, responsabile e inclusivo dell’intelligenza artificiale, oltre alla definizione di modelli capaci di accompagnare imprese, lavoratori e istituzioni nella trasformazione digitale. Professore presso l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti e Pescara, Teti è anche responsabile del settore Sistemi informativi e innovazione tecnologica dell’ateneo, responsabile per la Transizione digitale di ateneo per l’Agid (Agenzia per l’Italia digitale) e delegato del responsabile della Conservazione dati dell’ateneo.

Sciopero trasporto aereo 11 maggio 2026: orari, voli coinvolti e fasce di garanzia

Possibili disagi lunedì 11 maggio 2026 per i viaggiatori a causa di uno sciopero nazionale del trasporto aereo che coinvolge il personale della compagnia EasyJet ma anche quello di diverse aziende che lavorano nei servizi di terra e di sicurezza in vari aeroporti italiani, come Roma Fiumicino e Ciampino, Milano Malpensa, Napoli, Palermo e Cagliari. Il personale di EasyJet e quello che lavora negli aeroporti romani per conto dell’azienda pubblica Enav ha aderito allo sciopero per più ore, dalle 10 alle 18. In questo caso l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, ha pubblicato sul suo sito una lista dei voli garantiti. L’agitazione è stata indetta da diversi sindacati (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ta e Anpac) che protestano contro lo stallo delle trattative per il rinnovo del contratto di categoria e, in generale, contro condizioni di lavoro che considerano inadeguate. I voli saranno regolari nelle fasce garantite dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21.

L’hantavirus e il risveglio dei virologi star

L’assistente di volo di KLM che era stata ricoverata in ospedale ad Amsterdam dopo essere entrata in contatto con una passeggera olandese della MV Hondius, poi morta in Sudafrica, è risultata negativa all’hantavirus. L’attenzione resta però massima, anche perché – al di là delle tre vittime totali – a bordo della nave da crociera si è verificata una trasmissione da uomo a uomo. Certamente hanno drizzato le antenne i virologi star del Covid, che d’un colpo si sono risvegliati e hanno ripreso un’intensa attività social.

L’hantavirus e il risveglio dei virologi star
Roberto Burioni (Imagoeconomica).

Buroni e i bollettini su Substack (gratis per i tirchi)

Roberto Burioni, professore di Virologia e Microbiologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, da qualche giorno sta pubblicando su Substack articoli dedicati alla vicenda della MV Hondius, scaricabili tramite abbonamento, «per poter capire in prima persona quello che sappiamo, e quello che non sappiamo». Un’iniziativa che sta andando molto bene, come ha tenuto a precisare lo stesso Burioni.

https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FrobertoburioniMD%2Fposts%2Fpfbid0sVaT8waK2MLk1qfx7HsAShAecK3vAQYmUQpTfvrSQQ5upFEc8npTL2nHw8hJfWuGl&show_text=true&width=500

«Alcuni dicono che lo faccio per avere visibilità, altri per i soldi, altri ancora mi dicono che sono felice che tutto questo avvenga, infine alcuni mi accusano di copiare o usare l’IA. Ebbene, voi non potete immaginare il piacere fisico che provo pensando che tutti questi rifiuti umani non possono leggere i miei articoli», aveva scritto peraltro Burioni, prima di cambiare idea e rendere i suoi articoli (teoricamente) alla portata di chiunque: «Proprio perché in una situazione di emergenza sanitaria è importante che tutti abbiano a disposizione informazioni accurate chi ha difficoltà economiche e non può pagare 1,65 euro al mese mi scrive in mail dicendomelo e io gli regalo l’abbonamento. Chi invece è così tirchio da non volere pagare 1,65 euro al mese mi scrive in mail autocertificandosi “tirchio” e l’abbonamento glielo regalo anche a lui».

Bassetti contro Heather Parisi: la storia si ripete

«Siamo passati in poche ore da milioni di esperti di mine navali nello stretto di Hormuz a criminologi per Garlasco e adesso tutti virologi di nuovo come ai tempi del Covid», ha anche scritto Burioni, che in epoca di Covid si era accapigliato con la no vax Heather Parisi. Cosa che, sul tema-hantavirus, ha già fatto Matteo Bassetti, direttore del reparto malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. «Non andrò in lockdown per hantavirus. Non mi ingannate con la propaganda “stai uccidendo persone se viaggi o esci di casa”. E non chiedetemi di vaccinarmi contro hantavirus per proteggere i più deboli. Questo trucco subdolo e carogna ve lo siete giocato con la vostra propaganda Covid e non attacca più. Finitela di prenderci per i fondelli», ha scritto la showgirl sui social. Questa la risposta di Bassetti: «Stia tranquilla. Potrà continuare a giocare a fare la virologa. Nessuno la vaccinerà perché non esiste un vaccino e neanche una terapia specifica. Sarà per questo che il 50 per cento di chi si contagia con hantavirus muore. Lo sapeva? Non lo avevano insegnato al corso di virologia fatto su Facebook?».

Bassetti, che ha anche auspicato che «il governo voglia rivedere la sua posizione sul Piano pandemico Oms», come Burioni ha poi in qualche modo incolpato gli italiani di interessarsi a vicende in cui non ci sia traccia di agenti patogeni: «Mi raccomando, continuate a seguire il delitto di Garlasco e la salute della famiglia del bosco, mentre il mondo evoluto si interroga su come rintracciare tutti i passeggeri che hanno avuto contatti con i casi di hantavirus della nave Hondius. Sono 23, i passeggeri che erano sulla nave e sono scesi il 22 aprile. Questi hanno viaggiato tra stazioni e aeroporti e chissà quante persone hanno incontrato».

L’hantavirus e il risveglio dei virologi star
Massimo Galli (Imagoeconomica).

Galli invece se la prende con Trump: «Complimentoni…»

L’allarme-hantavirus ha infine risvegliato anche Massimo Galli, che durante la pandemia di Covid aveva prodotto decine di pubblicazioni scientifiche sulla pandemia, acquisendo – col suo gruppo di collaboratori – un ruolo di riferimento nazionale. Galli ha puntato il dito contro l’attuale presidente Usa.

«Vale la pena di ricordare che nel 2025 l’Amministrazione Trump ha sospeso i finanziamenti ai Centers for Research in Emerging Infectious Diseases (Creid), una rete che studiava virus con potenziale pandemico che possono passare dagli animali all’uomo. Uno studio in particolare riguardava il passaggio degli hantavirus dai roditori serbatoio alla nostra specie. Grande tempestività, complimentoni», ha scritto l’infettivologo su Facebook: «In un momento in cui l’Oms risulta ulteriormente indebolita dall’irresponsabile abbandono da parte degli Usa, questo virus rappresenta un ulteriore campanello d’allarme su quanto possano costare all’umanità intera falle aperte nella sorveglianza e nella prevenzione, come la pandemia da SARS-CoV-2 avrebbe dovuto insegnare».