La contestata eleggibilità della consigliera comunale Sara Fariello approda al Tribunale civile. La Fratellanza, il Partito Democratico, Azione e Cava è Domani hanno comunicato di aver depositato il ricorso, dando seguito alle questioni già sollevate nelle sedi istituzionali e nel dibattito pubblico. Al centro dell’iniziativa ci sono i dubbi, sollevati dai promotori, sulla posizione della consigliera e, in particolare, sui tempi della richiesta di aspettativa e sulla correttezza dei passaggi procedurali. Tra gli aspetti contestati anche la partecipazione di Fariello alla seduta consiliare nella quale è stata affrontata la sua stessa posizione. La vicenda era già stata esaminata dal Consiglio comunale nella seduta del 6 agosto. Secondo i gruppi promotori del ricorso, tuttavia, la decisione assunta dalla maggioranza non avrebbe chiarito tutti gli elementi sollevati. Gli approfondimenti richiesti, spiegano, erano finalizzati a verificare la regolarità degli atti e a garantire ai consiglieri comunali la possibilità di deliberare con piena consapevolezza. Ritenendo insufficienti le risposte ricevute in sede consiliare, La Fratellanza, Pd, Azione e Cava è Domani hanno quindi scelto di affidare la questione alla magistratura civile. Sarà ora il Tribunale, nel pieno rispetto del contraddittorio, a esaminare gli elementi della controversia e a pronunciarsi sulla questione dell’eleggibilità. I promotori precisano che la scelta di ricorrere alla giustizia non è legata alla persona della consigliera, nei cui confronti ribadiscono il rispetto personale, ma alla necessità di chiarire la correttezza delle procedure e la legittimità della sua posizione in Consiglio comunale. «La forza dei numeri in Consiglio comunale non esaurisce le questioni di legittimità sollevate», sottolineano i ricorrenti, secondo i quali il rispetto delle regole rappresenta una garanzia per tutti, soprattutto quando le decisioni assunte possono costituire un precedente per il funzionamento delle istituzioni. L’obiettivo dichiarato è dunque quello di tutelare la credibilità del Consiglio comunale e garantire un quadro di certezza nell’attività amministrativa. «La città merita chiarezza. Continueremo a vigilare sul rispetto delle regole e a informare i cittadini sugli sviluppi della vicenda», concludono i quattro gruppi.
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