Un consiglio a Coima, alle principali casse di previdenza italiane, al fondo Fnas (Fondo nazionale dell’abitare sociale) gestito da Cassa depositi e prestiti real asset sgr, ai gruppi bancari, alle fondazioni e a tutti coloro che hanno investito nello studentato in cui è stato trasformato il Villaggio Olimpico di Milano, in via Giovanni Lorenzini, tra via Ripamonti e Corso Lodi: parlate coi cittadini, informateli delle iniziative, rendeteli partecipi delle novità.
Perché gli abitanti di quelle zone, passando frettolosamente in automobile (non sono vie molto battute dai pedoni) magari per andare in Fondazione Prada, sono ancora convinti che quel Villaggio Olimpico, esteticamente criticatissimo e definito «una Stalingrado alla milanese» (ma dentro è molto più bello rispetto all’esterno) sia chiuso, abbandonato, e che farà la fine dei Villaggi Olimpici di Torino 2006 o Roma 1960, sui quali c’erano tanti bei progetti, ma che poi, nel tempo, si sono trasformati in palazzoni popolari piuttosto malfamati.
Ancora in giro pezzi di truciolato e molta immondizia
Effettivamente abbiamo testato con mano che l’esperienza, passeggiando sul ponte di via Ripamonti affacciato sul Villaggio Olimpico, è ancora deprimente: lungo la via ci sono dei pannelli di legno decorati in qualche modo con scene di sport olimpici invernali, pezzi di truciolato lasciati vuoti e senza disegni, molta immondizia. Uno spettacolo da “non finito”, “provvisorio”, non piacevole.

Stesso discorso camminando lungo il ponte di corso Lodi: un affaccio su aree desolate, verde incolto, binari dello Scalo Romana, roba brutta, insomma.

Anche lungo via Lorenzini, dove ci sono gli ingressi allo studentato, prevale un arredo da cantiere, precario, senza alcuna cancellata definitiva. Tuttavia qui, finalmente, si percepisce che c’è vita, e che quegli edifici dai nomi roboanti dedicati ai continenti della Terra sono abitati: ecco grandi Suv, con targhe prevalentemente straniere, che scaricano figli con giganteschi bagagli. E poi studenti che, dal vicino supermercato, trascinano carrelli con casse d’acqua, pacchi di Scottex, generi alimentari.
Posti letto che, almeno teoricamente, dovrebbero essere calmierati
Perché proprio nell’ultima settimana di agosto sono cominciati gli arrivi nel più grande studentato convenzionato d’Italia, con 1.698 posti letto e prezzi che, almeno teoricamente, dovrebbero essere calmierati (-25 per cento) rispetto a quelli del mercato milanese.

Vediamo un po’: ci sono 602 stanze singole, che costano 995 euro al mese più Iva (quindi quasi 1.100 euro al mese); poi 50 stanze singole per ragazzi con disabilità, a 639 euro al mese più Iva; disponibili pure 862 posti letto in stanza doppia a 674 euro più Iva a testa (quindi 740 euro al mese a testa per dividere in due una stanza); ci sono 100 posti letto in stanza doppia alla tariffa agevolata di 434 euro più Iva a testa; e, infine, 84 posti letto nelle privilegiate camere ad angolo, che costano 920 euro più Iva a testa.

In totale, quindi 1.698 posti letto (quasi 1.300 già occupati oggi, ed entro pochi giorni tutto lo studentato sarà al completo) a un prezzo medio di 785 euro più Iva.
Nelle tariffe sono comprese tutte le utenze e non solo
Tanto? Poco? Da ricordare che nelle tariffe sono comprese tutte le utenze (acqua, luce, wi-fi, riscaldamento, rinfrescamento, eccetera), i servizi di pulizia e di cambio biancheria, di reception, la vigilanza interna ed esterna, molti spazi comuni come le cucine, le sale studio, le palestre con i campi di padel, basket, volley, eccetera.

I ragazzi incrociati all’ingresso sembrano molto contenti, vengono da Stati Uniti, Germania, Romania, Cipro, Svizzera, Spagna e amano gli spazi comuni, soprattutto la cucina, dove sperimentare le grigliate o sfruttare «l’amico di Roma che stasera fa per tutti la carbonara». Insomma «il posto ci sembra splendido, tutto molto pulito, pare un villaggio vacanze».
Coperto appena il 6 per cento del fabbisogno a Milano
Certo, i nuovi 1.698 posti letto a prezzi calmierati rappresentano appena il 6 per cento del fabbisogno di posti letto per studenti a Milano. È comunque un piccolo passo. Anche se ci sono ancora almeno un paio di nodi da risolvere.

In primis, nel Villaggio restano 10 mila metri quadri di spazi dedicati a servizi per gli atleti olimpici che in prospettiva dovrebbero diventare spazi commerciali o dedicati a servizi per la cittadinanza. Ma che, per il momento, rimangono chiusi in attesa che qualcuno se li aggiudichi.
Extra-costi lievitati: chi copre le spese?
Poi va ricordato che il budget inizialmente stanziato per la costruzione del Villaggio Olimpico era di 84 milioni di euro. Ma, come sempre accade, i costi sono successivamente cresciuti a 105,7 milioni. La necessità di accelerare per essere pronti per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 ha aggravato i conti, fino a 130,9 milioni. Altri 16,8 milioni di extra-costi sono serviti per realizzare servizi dedicati agli atleti, con ulteriori 1,3 milioni di euro per lavori di bonifica.
In totale, gli investitori, da Coima ai vari fondi, hanno dovuto versare extra-costi per 43,3 milioni di euro. E si attende di capire chi li coprirà tra Regione Lombardia, Comune di Milano o altri enti pubblici. Perché, con questi esborsi maggiorati, il capitale investito, rispetto alle tariffe degli affitti calmierati per le camere (che rappresentano una entrata di circa 16 milioni all’anno), assicurerà solo il 4 per cento di rendimento annuo, e non il 5 per cento come da piano iniziale.










