Trovato il tesoro della droga del capomafia Matteo Messina Denaro, arrestato nel 2023 e poi morto per un tumore nello stesso anno. Un’operazione internazionale, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e condotta dai Finanzieri del comando provinciale del capoluogo siciliano, ha infatti consentito di ricostruire un enorme patrimonio frutto del reimpiego (anche attraverso società off shore), dei guadagni incassati dagli Anni 80 grazie al narcotraffico sotto l’egida di Messina Denaro. Sequestrati di beni, società e disponibilità finanziarie per oltre 200 milioni di euro e arrestate tre persone, accusate di impiego di denaro di provenienza illecita aggravato dall’agevolazione mafiosa.
Il denaro era stato “pulito” tramite investimenti in vari Paesi
Il denaro ricavato dal narcotraffico era stato “pulito” tramite investimenti in eolico, edilizia, grande distribuzione e turismo, in varie parti del mondo. Le operazioni, oltre che in Italia, si sono svolte infatti ad Andorra, Gibilterra, alle isole Cayman, in Lussemburgo, in Svizzera, in Libano, nel Principato di Monaco e in Spagna (a Malaga, Marbella, Benahavis e Puerto Banùs).
Altro che accordo di pace tra Stati Uniti e Iran: nella notte italiana si sono verificati vari attacchi da parte delle forze americane, che hanno portato alla risposta dei pasdaran. L’esercito Usa, ha abbattuto quattro droni di Teheran e colpito un centro di controllo nella città meridionale di Bandar Abbas, da dove stava per essere lanciare un quinto velivolo a pilotaggio remoto. Il Comando Centrale degli Stati Uniti, come accaduto in precedenza, ha descritto le azioni come «puramente difensive».
La rappresaglia dei pasdaran
Un funzionario americano ha spiegato che le ultime azioni militari hanno avuto l’obiettivo di «mantenere il cessate il fuoco». Per rappresaglia, i pasdaran hanno annunciato di aver colpito una base americana. Lo riferisce la televisione di Stato Irib. Non solo. Come riporta l’agenzia di stampa Tasnim, dopo gli attacchi statunitensi quattro imbarcazioni sono state intercettate dalle forze navali di Teheran mentre tentavano di attraversare lo stretto di Hormuz senza aver coordinato la manovra con le autorità. Le imbarcazioni hanno ricevuto e ignorato un avvertimento dalle forze navali iraniane, che poi hanno aperto il fuoco. Dopo gli spari, sono tornate indietro.
Si chiama Marco Leonardo Basoccu il tifoso juventino rimasto gravemente ferito alla testa prima del derby della Mole andato in scena il 24 maggio. Trentaseienne, è un commercialista originario di Casale Monferrato, che lavora e vive a Milano: fa parte del gruppo ultras Viking del capoluogo lombardo, con cui era arrivato a Torino per assistere alla partita.
Operato, Basoccu è in coma farmacologico
Trasportato all’ospedale Molinette di Torino, Basoccu è stato sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico a causa del gravissimo trauma cranico riportato. Attualmente è in coma farmacologico e la prognosi resta riservata. Oggi verrà sottoposto a una tac di controllo.
Cosa è successo: le ipotesi e la smentita della Questura
La dinamica esatta di quanto accaduto a Basoccu resta ancora al vaglio degli investigatori. C’è l’ipotesi, sostenuta dagli ultras juventino, che sia stato raggiunto da un lacrimogeno lanciato dalle forze dell’ordine: la Questura di Torino ha però smentito questa ricostruzione. In alternativa, Basoccu potrebbe essere stato colpito da un oggetto contundente, verosimilmente una bottiglia di vetro. I disordini sono esplosi nel tardo pomeriggio nei pressi di piazzale San Gabriele da Gorizia, dove si sono incrociati i cortei dei tifosi bianconeri e granata: le forze dell’ordine sono intervenute con cariche di alleggerimento e il lancio di lacrimogeni. Durante gli scontri sono rimasti feriti quattro agenti. Dopo la notizia di un compagno di tifo in codice rosso, gli ultras juventini hanno protestato a lungo salendo sulle balaustre dello stadio Olimpico Grande Torino e minacciando l’invasione di campo: un tentativo di non far disputare l’incontro, poi iniziato con un’ora di ritardo.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio, in visita in India, ha dichiarato che «sono stati compiuti progressi significativi, sebbene non definitivi» nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, aggiungendo: «Forse c’è la possibilità che nelle prossime ore il mondo riceva delle buone notizie». Il ministro degli Esteri Usa, citato dai media indiani, ha parlato di «proposta piuttosto solida in termini di capacità di far riaprire gli stretti», che «ha molto sostegno nel Golfo». Rubio ha però anche dichiarato: «O raggiungeremo un buon accordo, oppure dovremo trovare un’altra soluzione».
Trump aveva ridimensionato le aspettative di un’intesa immediata
Le dichiarazioni di Rubio sono arrivate a stretto giro da quelle di Donald Trump, che ha ridimensionato le aspettative di un’intesa immediata, spiegando di aver detto ai suoi negoziatori di «non affrettarsi». Il presidente Usa «non concluderà un cattivo accordo, quindi vediamo cosa succede», ha detto ancora Rubio: «Daremo alla diplomazia ogni possibilità di successo prima di esplorare le alternative». Parlando con India Today, il segretario di Stato americano ha spiegato che «la prima fase» da affrontare sarà la riapertura completa di Hormuz e che, nella seconda, «l’Iran deve avviare negoziati seri su tre punti: il suo impegno a non possedere mai armi nucleari, restrizioni a lungo termine sulle sue capacità di arricchimento e cosa fare con l’uranio altamente arricchito». Qualsiasi accordo, ha sottolineato riprendendo le affermazioni di Benjamin Netanyahu, «garantirà a Israele il diritto di difendersi».
Donald Trump (Ansa).
Cosa prevederebbe la bozza di accordo tra Washington e Teheran
I media Usa scrivono che Washington e Teheran hanno concordato in linea di principio gli aspetti principali di un’intesa che potrebbe porre fine alla guerra in Medio Oriente. La bozza dell’accordo contempla la riapertura dello stretto di Hormuz e l’ok di Teheran a smaltire le proprie scorte di uranio altamente arricchito, con modalità ancora oggetto di negoziazione. Un funzionario statunitense, in forma anonima, ha però dichiarato che manca ancora l’approvazione definitiva da parte di Trump e della Guisa suprema iraniana Mojtaba Khamenei, che potrebbe richiedere giorni.
Un enorme manifesto su Hormuz a Teheran (Ansa).
Teheran frena: «Fatti progressi, ma accordo non è imminente»
L’alto diplomatico iraniano Hossein Nooshabadi, citato dall’agenzia di stampa Isna, ha bollato come «una menzogna assoluta» la «voce secondo cui l’Iran si sarebbe impegnato con la parte americana nella bozza presentata per un accordo preliminare sulla questione nucleare e sull’uranio, nonché sulla sospensione ventennale dell’arricchimento». Smentendo la notizia di un accordo di pace imminente, Nooshabadi ha comunque ammesso che sono stati compiuti progressi su molte questioni con gli Usa. La bozza proposta dall’Iran, ha aggiunto, prevede «la fine della guerra su tutti i fronti, Libano compreso, lo sblocco di miliardi di dollari di beni iraniani congelati, la revoca del blocco navale statunitense e l’apertura di Hormuz, il ritiro delle forze statunitensi dal perimetro della Repubblica islamica e la libertà di vendere il petrolio iraniano».
Hanno riaperto alle 7 i seggi per la seconda giornata di votazioni per le Amministrative che coinvolgono quasi 750 Comuni e 18 capoluoghi (oltre 6 i milioni di cittadini chiamati alle urne), ultimo grande appuntamento elettorale prima delle Politiche del 2027. Sarà possibile votare fino alle 15. Subito dopo inizierà lo spoglio.
Farin puntati in particolare su Venezia, fortino della Lega dove potrebbe affermarsi il centrosinistra, e su Reggio Calabria, dove la situazione è diametralmente opposta. Gli altri 16 capoluoghi chiamati al voto sono Lecco e Mantova in Lombardia, Arezzo, Pistoia e Prato in Toscana, Fermo e Macerata nelle Marche, Chieti in Abruzzo, Avellino e Salerno in Campania, Andria e Trani in Puglia, Crotone in Calabria, Messina, Enna e Agrigento in Sicilia. L’eventuale ballottaggio, nei Comuni con più di 15 mila abitanti, si svolgerà il 7 e 8 giugno.
Affluenza in lieve calo
Affluenza in lieve calo. Alle 19 di domenica aveva votato il 34,5 per cento degli aventi diritti: due punti percentuali e mezzo in meno rispetto all’affluenza media delle precedenti Comunali di riferimento. Alla chiusura dei seggi alle 23 l’affluenza era del 46,31 per cento: il dato precedente, alla stessa ora, è del 50,2 per cento. C’è però un dato da considerare: la maggior parte dei centri urbani interessati (529 secondo i dati del Viminale) l’ultima volta aveva rinnovato le amministrazioni a settembre del 2020, ovvero in concomitanza con alcune Regionali, circostanza che potrebbe aver sostenuto la percentuale di votanti. Il calo dell’affluenza non è stato inoltre uniforme: in Emilia-Romagna il dato è sceso di circa 10 punti percentuali, in Lombardia e Toscana di circa 8, in Piemonte e Veneto di 7.
È bufera su Debora Piazza, segretaria cittadina della Lega a Barzanò e responsabile lombarda del dipartimento tutela animali del partito. Nel mirino il suo commento sotto al video di un comizio di Elly Schlein in cui augura a quest’ultima di essere investita. «Non abbiamo qualcuno che guida con problemi di depressione disoccupato che offende i cristiani che passa di lì e ci fa un favore», ha scritto con riferimento ai fatti di Modena. A far esplodere il caso è stato il segretario provinciale del Pd lecchese, Manuel Tropenscovino, che ha salvato il post e lo ha denunciato pubblicamente. «Ci ha tenuto a fare sapere che si augurava che la segretaria nazionale del Pd venisse investita, come successo a Modena qualche giorno fa», ha scritto. «Mai augureremmo che qualcuno venga investito. Una vergogna, ancora peggiore perché scritta da chi ricopre ruoli politici e amministrativi».
La Lega prende le distanze e sospende Piazza
Nel giro di poche ore è arrivata la risposta della Lega che, si legge in una nota, «prende fermamente le distanze da qualsiasi frase o espressione che possa essere interpretata come un augurio di violenza, odio o danno nei confronti di persone, rappresentanti politici o cittadini». Di qui la decisione di sospendere Piazza da ogni incarico e attività riconducibile alla struttura provinciale del partito «in attesa delle opportune valutazioni interne».
La replica e le scuse: «Non era mia intenzione augurare del male a nessuno»
Alla fine sono arrivate anche le parole della diretta interessata, affidate a una dichiarazione riportata dalla Lega provinciale: «Non era mia intenzione augurare del male a nessuno né alimentare odio politico. Se le mie parole sono state interpretate in questo modo, me ne scuso sinceramente. Credo nel confronto democratico e nel rispetto delle persone, valori che devono sempre prevalere su qualsiasi tensione politica».
Circa una cinquanta di attivisti della Flotilla sono stati ricoverati a Istanbul per lesioni riportate durante il periodo di detenzione in Israele. Lo si apprende da fonti della missione. Tra di loro risulta anche un italiano ricoverato, sulle cui condizioni di salute «stiamo cercando di avere notizie», come spiegato dalla portavoce italiana Maria Elena Delia. «Ci riferiscono che in tanti hanno riportato lesioni serie e alcuni sono sotto shock», ha aggiunto.
La procura analizzerà il video Ben-Gvir
Intanto la procura di Roma che indaga sull’abbordaggio della Flotilla, oltre al reato di sequestro di persona sta valutando anche altri reati, tra cui la tortura e la violenza sessuale. Secondo quanto si apprende i magistrati di piazzale Clodio, dopo aver acquisito il video diffuso dai canali social del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, in cui si vedono gli attivisti inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena, analizzeranno il filmato per verificare la presenza di italiani in quella situazione e valuteranno le parole di scherno rivolte dal ministro.
L’ex governatore della Regione Puglia Nichi Vendola esce dal processo Ambiente svenduto sul presunto disastro ambientale causato dall’ex Ilva di Taranto. Lo ha deciso il collegio della Corte d’Assise del Tribunale di Potenza, presieduto da Marcello Rotondi, durante la terza udienza dibattimentale del processo in corso di svolgimento nel capoluogo lucano. Per Vendola e altri 14 è stato deciso il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. All’ex presidente pugliese era contestato il reato di concussione.
Il 5 giugno la prossima udienza
La prossima udienza dibattimentale è stata fissata per il 5 giugno. Il processo è ricominciato dall’udienza preliminare a Potenza il 21 marzo 2025,dopo l’annullamento, per la presenza di due giudici onorari tra le numerose parti civili, della sentenza di primo grado che il 31 maggio del 2021 aveva portato a 26 condanne per 270 anni complessivi di carcere.
Simona Tironi, assessore di Regione Lombardia all’Istruzione, Formazione e Lavoro, è stata confermata all’unanimità dalle Regioni italiane come componente del consiglio di amministrazione di Sviluppo Lavoro Italia, la società che eredita storia, esperienza e rete territoriale di Anpal Servizi. La società opera come punto di raccordo tra ministero del Lavoro, Regioni e Province autonome ed è un ente strategico dedicato alla promozione e al coordinamento di iniziative finalizzate allo sviluppo occupazionale, alla formazione professionale e all’integrazione tra domanda e offerta di lavoro. La presenza di Regione Lombardia nel cda consentirà di portare a livello nazionale le migliori esperienze sviluppate sul territorio lombardo, valorizzando modelli innovativi legati alle politiche attive del lavoro, alla formazione e all’occupazione.
Tironi: «Lombardia continua a essere trainante»
«La Lombardia continua a essere la regione trainante dell’economia italiana, con un tessuto produttivo dinamico e innovativo. Stiamo vivendo una fase complessa, caratterizzata da vertenze occupazionali e difficoltà che coinvolgono molte realtà produttive, ma dobbiamo continuare a investire sulla qualità del lavoro, sulle competenze e sulla formazione», ha commentato Tironi. «L’obiettivo è favorire un’occupazione di qualità, capace di rispondere ai fabbisogni delle imprese e alle aspirazioni professionali delle persone. Credo profondamente nel valore della collaborazione istituzionale e sono davvero onorata della fiducia unanime che tutte le Regioni italiane hanno scelto di accordarmi», ha aggiunto, ringraziando «gli assessori regionali al Lavoro di tutta Italia per questa riconferma che accolgo con grande senso di responsabilità. Continuerò a lavorare con impegno per rappresentare al meglio la Lombardia e contribuire alla crescita occupazionale e alla competitività del nostro Paese».
C’è attesa per il Consiglio dei ministri del 22 maggio 2026, che dovrà prorogare, fra le altre cose, il taglio delle accise su benzina e gasolio. Nell’ultima proroga era stato confermato un taglio di 20 centesimi per il gasolio e uno più leggero di 5 centesimi per la benzina fino appunto al 22 maggio. Ora il governo dovrebbe prorogarlo per altre due settimane, fino alla prima settimana di giugno. Il rinnovo della misura, che rappresenta un sostegno cruciale per le famiglie e per il settore dei trasporti e di quello agricolo, è stato confermato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti al Festival dell’Economia di Trento. «Credo che si andrà a un decreto legge domani sera. Prevediamo interventi che andranno incontro ad esempio agli autotrasportatori e trasporto pubblico locale, con il taglio delle accise fino alla prima settimana di giugno», ha detto il titolare del Mef, aggiungendo che il Cdm dovrà anche esaminare un provvedimento a favore dell’ex-Ilva, per garantire il proseguimento delle attività. Si parla di una proroga del prestito ponte di 149 milioni di euro concesso a fine aprile, cifra che basterebbe solo fino alla fine di giugno (ma il governo sembra orientato a fare uso della maggiore flessibilità concessa dall’Ue sino a 380 milioni). Fra le altre misure al vaglio di Palazzo Chigi c’è anche il via libera allo stanziamento di 150 milioni per la frana di Niscemi.
«Restiamo in attesa di notizie su colloqui attualmente in corso. Si sono registrati alcuni lievi progressi. Non voglio esagerare, ma c’è stato un leggero miglioramento e questo è positivo. I principi fondamentali rimangono gli stessi, l’Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari». Lo ha affermato il segretario di Stato Usa Marco Rubio in Svezia.
Al-Arabiya: «A ore possibile accordo con la mediazione del Pakistan»
Secondo quanto riporta la tv satellitare al-Arabiya sull’account X in inglese, tra i punti della bozza finale di un possibile accordo ci sarebbero la fine delle operazioni militari e della guerra mediatica, un cessate il fuoco immediato, totale e senza condizioni su tutti i fronti, e garanzie per la libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman. Secondo le fonti citate, un annuncio potrebbe arrivare a ore (particolare che non viene invece indicato dal servizio arabo dell’emittente, che si limita a parlare di cauto ottimismo citando fonti pakistane).
Il marittimo 25enne Federico Amaretti, che si trova in quarantena in Calabria per aver viaggiato sul volo KLM sul quale era stata per pochi minuti la passeggera olandese della MV Hondius poi deceduta, non ha sintomi riconducibili all’hantavirus. A smentire la notizia, riportata da alcune testate, sono stati lo stesso Amaretti e Giusy Caminiti, sindaca di Villa San Giovanni (Reggio Calabria), città dove risiede il giovane. «Federico non ha mai avuto sintomi riconducibili all’hantavirus; domani sarà sottoposto come gli altri italiani presenti su quel volo ad esami disposti in via precauzionale dal ministero della Salute e i campioni prelevati verranno trasferiti allo Spallanzani. Ci teniamo a rassicurare i nostri concittadini in merito all’allarmismo che si è creato», ha spiegato Caminiti. Campioni biologici verranno inviati allo Spallanzani di Roma: uan procedura questa, che riguarderà anche le altre persone in isolamento in Italia.
Negativo l’uomo in isolamento in Veneto
«È negativo il test della persona in isolamento» a Padova perché sullo stesso volo Johannesburg-Amsterdam della donna olandese morta poi di hantavirus. Lo ha riferito questa mattina Maria Rosaria Campitello, capo del dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute: «Questo non significa che non si potrebbe un domani positivizzarsi, ma ci lascia ben sperare perché è asintomatico, ha un test oggi negativo, ricordando che la misura di sanità pubblica è sicuramente sempre la quarantena e la sorveglianza, però ci lascia buone speranze». L’uomo in quarantena in Veneto è un cittadino sudafricano. In Italia sono in tutto quattro le persone poste in isolamento: gli altri casi (asintomatici) in Toscana e Campania.
La circolare del ministero della Salute
Il ministero della Salute ha diffuso una circolare che prescrive una serie di comportamenti adatti a evitare il contagio e assegna compiti specifici a Regioni e aziende sanitarie. Il documento prevede una quarantena fiduciaria di sei settimane per i contatti ritenuti ad alto rischio di aver contratto l’hantavirus, non solo i passeggeri della nave da crociera ma quelli di «aerei seduti nella stessa fila, e entro due file in tutte le direzioni in un volo lungo sei ore» rispetto a un caso confermato di contagio. I contatti ad alto rischio dovrebbero «utilizzare una stanza propria, mantenere una distanza di almeno due metri dai membri della famiglia, non usare le stesse stoviglie, aprire le finestre per garantire la ventilazione». Vietati mezzi pubblici e voli commerciali. Per chi ha avuto contatti brevi o occasionali, è previsto l’automonitoraggio di febbre, mialgie, cefalea, affaticamento e sintomi respiratori, sempre per 42 giorni. In caso di sintomi isolamento immediato e segnalazione alle autorità sanitarie per test e valutazione medica. Il rischio di diffusione dell’Hantavirus Andes in Italia, sottolinea il ministero della Salute, «è molto basso».
Salgono a nove i casi confermati
I casi confermati sono intanto saliti a nove. Agli otto già segnalati si è infatti aggiunto un crocerista spagnolo, risultato positivo al test per l’hantavirus cui è stato sottoposto all’arrivo ieri all’ospedale della Difesa Gomez Ulla di Madrid assieme ad altri 13 connazionali, tutti asintomatici al momento dello sbarco dalla nave. Il paziente è ritenuto «positivo in maniera provvisoria» in attesa dell’esito di un secondo test a cui sarà sottoposto nelle prossime ore, riferiscono fonti del ministero della Sanità.
Il gup di Roma ha dichiarato il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione per l’ex numero due dell’Oms Ranieri Guerra, per l’ex direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute Giuseppe Ruocco e per la dirigente del ministero della Salute Maria Grazia Pompa nel procedimento relativo al mancato aggiornamento del piano pandemico del 2006 e alla gestione dell’emergenza Covid. Per i tre indagati, l’accusa era di rifiuto di atti d’ufficio. Per questa vicenda la Procura aveva sollecitato l’archiviazione nel 2023, ma il gip aveva disposto per gli indagati l’imputazione coatta. Archiviata, invece, nel 2025 la posizione dell’ex presidente dell’Iss Silvio Brusaferro sia per l’ipotesi di truffa, in riferimento a erogazioni pubbliche, sia per il rifiuto di atti d’ufficio. Per quest’ultima ipotesi sono state archiviate anche la posizione dell’ex capo della protezione civile Angelo Borrelli e dell’allora dirigente del ministero Claudio D’Amario.
Sì della Corte di giustizia europea all’equo compenso agli editori per l’utilizzo online dei contenuti giornalistici. La pronuncia è arrivata nella causa avviata da Meta contro l’Italia e, in particolare, i criteri delineati dall’Agcom per la corresponsione di un equo compenso per l’utilizzo digitale di contenuti editoriali. Per Meta la normativa italiana violava il quadro europeo relativo ai diritti degli editori nel mercato unico digitale. La Corte Ue era dunque stata incaricata di verificare la compatibilità della disciplina italiana con il diritto comunitario e ha espresso parere positivo. Ha infatti dichiarato che il diritto a un’equa remunerazione per gli editori è compatibile con il diritto dell’Unione, a condizione che la remunerazione costituisca il corrispettivo economico dell’autorizzazione all’utilizzo online delle loro pubblicazioni. Agli editori deve inoltre essere permesso il rifiuto dell’autorizzazione o, al contrario, la sua concessione a titolo gratuito.
Il consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali (Bri) ha eletto come nuovo presidente Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia. Succederà all’omologo transalpino François Villeroy de Galhau, che aveva annunciato la decisione di lasciare la Banca di Francia.
Cos’è la Banca dei regolamenti internazionali
La Bri, fondata nel 1930 e con sede a Basilea in Svizzera, funge da “banca centrale delle banche centrali”, promuovendo la cooperazione tra 63 istituti nazionali. Il cda, che si riunisce regolarmente durante l’anno, è responsabile è responsabile della definizione degli orientamenti strategici e politici della Bri, della supervisione della sua gestione e dell’adempimento dei compiti specifici previsti dallo Statuto.
eBay ha respinto l’offerta di acquisizione da 56 miliardi di dollari da parte di GameStop, affermando che la proposta del ceo di GameStop Ryan Cohen «non è né credibile né attraente». eBay, i cui headquarters sono a San Jose, California, ha dichiarato che il consiglio di amministrazione e i consulenti indipendenti hanno esaminato attentamente la proposta di 125 dollari per azione e hanno deciso di respingerla, citando le prospettive di crescita dell’azienda di e-commerce come entità indipendente, l’incertezza relativa alla proposta di finanziamento di GameStop e la leva finanziaria, i rischi operativi e la struttura di leadership previsti per la nuova entità combinata. Analisti e investitori nutrivano dubbi sulla possibilità che l’offerta potesse andare a buon fine.
L’Albania non estenderà l’accordo sull’immigrazione con l’Italia oltre il 2030. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Ferit Hoxha in un’intervista a Euractiv, spiegando che entro quella data l’Albania conta di essere membro dell’Unione europea e, dunque, non sarà più territorio extraterritoriale rispetto all’Ue. «Tutti hanno fatto lo stesso calcolo», ha aggiunto Hoxha riferendosi alla scadenza dell’intesa Roma-Tirana.
Il ministro degli Esteri albanese Ferit Hoxha (Imagoeconomica).
La famiglia Agnelli ha creato una fondazione senza scopo di lucro per restare socio di minoranza con una quota del 20 per cento del quotidiano La Stampa, recentemente ceduto al gruppo Sae. Il nome scelto è Fondazione 9 febbraio 1867: un riferimento alla data di pubblicazione del primo numero della Gazzetta Piemontese, poi diventata La Stampa il 31 marzo 1895.
La quota di minoranza non implica responsabilità di gestione
La decisione, scrive l’Ansa, è emersa in occasione dell’incontro tra il nuovo editore Alberto Leonardis, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, il presidente di Gedi Paolo Ceretti e le organizzazioni sindacali. La quota di minoranza non implicherà responsabilità di gestione: la famiglia Agnelli parteciperà però al nuovo progetto editoriale con due obiettivi: garantire l’identità e il posizionamento della testata e consolidare il rapporto col territorio.
Lufthansa ha fatto sapere che a giugno eserciterà un’opzione per acquisire un ulteriore 49 per cento di Ita Airways, portando la propria quota dal 41 al 90 per cento per un corrispettivo di 325 milioni di euro concordato al momento della firma dell’accordo con il Mef nel 2023. Il completamento dell’operazione è atteso nel primo trimestre del 2027, subordinato alle autorizzazioni regolamentari della Commissione europea e del Dipartimento di Giustizia americano. A seguito del closing, Ita sarà pienamente integrata nel Gruppo Lufthansa come quinta compagnia aerea di rete, sia sul piano organizzativo che finanziario. Il Mef manterrà inizialmente il restante 10 per cento, con possibilità per Lufthansa di acquisire anche questa tranche nel 2028.
La Knesset, il Parlamento israeliano, ha approvato una legge per istituire un tribunale militare speciale incaricato di processare i 300 presunti terroristi palestinesi accusati di aver commesso atrocità il 7 ottobre 2023, con 93 voti a favore e nessuno contrario. In base al provvedimento, il tribunale potrà accusare gli aggressori di tutti i reati pertinenti, tra cui il genocidio. Coloro che venissero condannati per genocidio rischierebbero la pena di morte. La legge stabilisce inoltre che chiunque sia sospettato, accusato o condannato per i crimini del 7 ottobre non può essere rilasciato tramite accordi di liberazione dei detenuti. Tuttavia, l’attuazione del testo potrebbe essere ritardata da disaccordi tra i ministeri della Difesa e delle Finanze in merito ai costi previsti per l’istituzione del tribunale speciale.
Il ministro della Giustizia: «Uno dei momenti più importanti»
La legge è stata presentata congiuntamente dal deputato del partito Sionismo Religioso Simcha Rothman,della coalizione di governo e dalla deputata di Yisrael Beytenu Yulia Malinovsky dell’opposizione. Il ministro della Giustizia Yariv Levin ha definito l’approvazione della legge «uno dei momenti più importanti dell’attuale Knesset». «Si percepisce che stiamo facendo la cosa giusta trovando un modo per unirci in questo momento, anche se siamo alla vigilia delle elezioni e nonostante tutti i disaccordi esistenti», ha aggiunto.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invitato 17 dirigenti di grandi aziende americane ad accompagnarlo nel suo viaggio in Cina dove incontrerà il suo omologo cinese Xi Jinping e in cui spera di sbloccare una serie di accordi commerciali. Nella lista diffusa dalla Casa Bianca figurano rappresentanti di importanti realtà finanziarie, tecnologiche e aerospaziali tra cui Elon Musk (Tesla), Tim Cook (Apple), Kelly Ortberg (Boeing), David Solomon (Goldman Sachs), Stephen Schwarzman (Blackstone), Larry Fink (BlackRock), Jane Fraser (Citigroup), Dina Powell McCormick (Meta Platforms), Larry Culp (General Electric), Brian Sikes (Cargill), Chuck Robbins (Cisco Systems), Sanjay Mehrotra (Micron Technology), Cristiano Amon (Qualcomm), Ryan McInerney (Visa), Michael Miebach (Mastercard), Jacob Thaysen (Illumina) e Jim Anderson (Coherent). Un portavoce di Cisco ha detto alla Cnbc che l’ad Chuck Robbins era stato invitato dalla Casa Bianca a partecipare al viaggio ma non potrà essere presente a causa di altri impegni.
I grandi assenti
Secondo una fonte a conoscenza dei fatti, il gruppo non includerà Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, l’azienda di maggior valore al mondo e produttrice dei chip avanzati che alimentano il boom globale dell’intelligenza artificiale. La sua esclusione rappresenta una potenziale battuta d’arresto per la società nel suo tentativo di esportare i suoi processori per l’AI in Cina. Anche General Motors, Disney e Alphabet sono gruppi con interessi significativi a Pechino i cui top manager, tuttavia, non figurano nell’elenco. Trump arriverà in Cina mercoledì 13 maggio e il vertice con Xi Jinping si terrà tra giovedì 14 e venerdì 15. È il primo presidente americano a visitare Pechino in quasi 10 anni. È stato anche l’ultimo, nel novembre 2017, quando fu accolto nella Città Proibita con i canonici colpi di cannone.
La MV Hondius, dove si è sviluppato un focolaio di hantavirus, è ripartita dalle Canarie dopo aver fatto sbarcare tutti i passeggeri. A bordo rimangono solo 26 membri dell’equipaggio. La nave da crociera è diretta verso Rotterdam, nei Paesi Bassi: l’arrivo è previsto per domenica 17 maggio. Per quanto riguarda l’Italia, è arrivata la notizia della negatività del cittadino sudafricano in isolamento a Padova.
Negativo l’uomo in isolamento in Veneto
«È negativo il test della persona in isolamento» a Padova perché sullo stesso volo Johannesburg-Amsterdam della donna olandese morta poi di hantavirus. Lo ha riferito questa mattina Maria Rosaria Campitello, capo del dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute: «Questo non significa che non si potrebbe un domani positivizzarsi, ma ci lascia ben sperare perché è asintomatico, ha un test oggi negativo, ricordando che la misura di sanità pubblica è sicuramente sempre la quarantena e la sorveglianza, però ci lascia buone speranze». L’uomo in quarantena in Veneto è un cittadino sudafricano. In Italia sono in tutto quattro le persone poste in isolamento: gli altri casi in Calabria, Toscana e Campania.
L’arrivo dei croceristi nei Paesi Bassi (Ansa).
Terminati i rimpatri dei croceristi
L’evacuazione della MV Hondius, come detto, è terminata. Gli ultimi due aerei che trasportavano passeggeri, membri dell’equipaggio e medici (in totale 28 persone) sono atterrati ieri sera a Eindhoven, nei Paesi Bassi, dove è stata disposta la quarantena anche per 12 dipendenti di un ospedale che ha in cura un positivo, a causa di errori di procedura nel trattare urina e sangue.
Salgono a nove i casi confermati
I casi confermati sono però saliti a nove. Agli otto già segnalati si è aggiunto un crocerista spagnolo, risultato positivo al test per l’hantavirus cui è stato sottoposto all’arrivo ieri all’ospedale della Difesa Gomez Ulla di Madrid assieme ad altri 13 connazionali, tutti asintomatici al momento dello sbarco dalla nave. Il paziente è ritenuto «positivo in maniera provvisoria» in attesa dell’esito di un secondo test a cui sarà sottoposto nelle prossime ore, riferiscono fonti del ministero della Sanità.
Un crocerista dopo lo sbarco a Tenerife (Ansa).
La circolare del ministero della Salute
Il ministero della Salute ha diffuso una circolare che prescrive una serie di comportamenti adatti a evitare il contagio e assegna compiti specifici a Regioni e aziende sanitarie. Il documento prevede una quarantena fiduciaria di sei settimane per i contatti ritenuti ad alto rischio di aver contratto l’hantavirus, non solo i passeggeri della nave da crociera ma quelli di «aerei seduti nella stessa fila, e entro due file in tutte le direzioni in un volo lungo sei ore» rispetto a un caso confermato di contagio. I contatti ad alto rischio dovrebbero «utilizzare una stanza propria, mantenere una distanza di almeno due metri dai membri della famiglia, non usare le stesse stoviglie, aprire le finestre per garantire la ventilazione». Vietati mezzi pubblici e voli commerciali. Per chi ha avuto contatti brevi o occasionali, è previsto l’automonitoraggio di febbre, mialgie, cefalea, affaticamento e sintomi respiratori, sempre per 42 giorni. In caso di sintomi isolamento immediato e segnalazione alle autorità sanitarie per test e valutazione medica. Il rischio di diffusione dell’Hantavirus Andes in Italia, sottolinea il ministero della Salute, «è molto basso».
Il presidente americano Donald Trump sta incontrando in queste ore la sua squadra per la sicurezza nazionale e gli alti vertici delle forze armate Usa per discutere le future strategie per il conflitto con l’Iran, inclusa la possibilità di riprendere le azioni militari. Lo riferisce la Cnn, citando fonti informate. Il tycoon sarebbe irritato dalla continua chiusura dello Stretto di Hormuz, dal rifiuto di Teheran di fare concessioni significative a Washington e dalle divisioni interne alla leadership iraniana che ostacolano i colloqui sulla questione nucleare. I funzionari del Pentagono sono divisi sui prossimi passi. Alcuni sono favorevoli a una maggiore pressione militare, compresi attacchi mirati, mentre altri preferiscono ancora perseguire la via diplomatica.
Teheran: «Se Usa tornano ad attaccare un’opzione è arricchire l’uranio al 90 per cento»
Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale e la politica estera iraniana, ha affermato che l’Iran potrebbe arricchire l’uranio fino al 90 per cento di purezza se il Paese subisse un altro attacco. «Ne discuteremo in parlamento», ha scritto su X. Mentre le centrali nucleari utilizzano uranio arricchito al 3-5 per cento, le armi nucleari richiedono in genere un arricchimento del 90 per cento.
I ministri degli Esteri dell’Unione europea hanno trovato un accordo politico per sanzionare esponenti dei coloni israeliani che attaccano le comunità palestinesi in Cisgiordania: l’Ungheria di Péter Magyar, appena subentrato a Viktor Orban, ha tolto il veto contro le misure, sulle quali era necessaria l’unanimità. Si parla di congelamento dei beni in Europa e di divieto di ingresso nell’Ue. L’intesa era stata preannunciata da Kaja Kallas, responsabile della politica estera dell’Ue, prima di una riunione dei ministri degli Esteri dei Ventisette. Adottati provvedimenti anche contro dirigenti di Hamas. Non è stata invece raggiunta l’intesa su eventuali dazi sui prodotti degli insediamenti illegali nei Territori occupati: manca ancora la necessaria maggioranza qualificata.
Tajani: «Importante passo avanti»
Le sanzioni che verranno comminate dall’Ue ad alcuni esponenti del movimento dei coloni che attaccano le comunità palestinesi in Cisgiordania sono «un importante passo avanti». Lo ha detto Antonio Tajani, aggiungendo che, per quanto riguarda gli aspetti commerciali, «arriverà una proposta della Commissione su possibili iniziative commerciali per sanzionare i coloni più violenti attraverso un blocco doganale dei loro prodotti».
EU Foreign Ministers just gave the go-ahead to sanction Israeli settlers over violence against Palestinians.
They also agreed new sanctions on leading Hamas figures.
It was high time we move from deadlock to delivery. Extremisms and violence carry consequences.
«L’estremismo e la violenza comportano delle conseguenze», ha scritto Kallas su X.
La reazione di Israele: «Decisione arbitraria»
«Israele respinge fermamente la decisione di imporre sanzioni a cittadini e organizzazioni israeliane. L’Ue ha scelto in modo arbitrario a causa delle sue opinioni politiche e senza alcun fondamento», ha scritto su X il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, definendo inoltre «oltraggioso» il «paragone che l’Ue ha scelto di fare tra cittadini israeliani e terroristi di Hamas, equivalenza morale completamente distorta». Ad aprile del 2024 erano stati sanzionati quattro coloni e due organizzazioni di estrema destra. In questo caso i coloni colpiti dovrebbero essere sette.
Israel firmly rejects the decision to impose sanctions on Israeli citizens and organizations.
The European Union has chosen, in an arbitrary and political manner, to impose sanctions on Israeli citizens and entities because of their political views and without any basis.…
— Gideon Sa'ar | גדעון סער (@gidonsaar) May 11, 2026
Le forze armate israeliane hanno condannato a 21 giorni di carcere il soldato che nel sud del Libano aveva profanato una statua della Madonna, mettendole una sigaretta in bocca. Il gesto, ripreso da un collega, era avvenuto nel villaggio di Debel e le immagini, venute alla luce e circolate sui social la settimana scorsa, avevano suscitato durissime polemiche. Anche perché, ancora prima, un soldato dell’Idf aveva profanato un crocifisso prendendolo a bastonare. Il militare che ha ripreso l’autore del vilipendio è stato condannato a 14 giorni di carcere.
Israeli soldier desecrating a Virgin Mary statue by placing a cigarette in its mouth in southern Lebanon. pic.twitter.com/tD1xiVCnQn
L’Idf aveva affermato che «la condotta del soldato si discosta completamente dai valori che ci si aspetta» dal personale dell’esercito di Tel Aviv, aggiungendo: «A seguito di una prima verifica, l’immagine in questione è stata scattata diverse settimane fa». Le forze armate israeliane avevano poi preannunciato eventuali «provvedimenti disciplinari nei confronti del soldato». Il militare protagonista del precedente episodio di vilipendio e il collega che lo aveva ripreso erano stati rimossi dal servizio operativo e condannati a 30 giorni di carcere.
All’indomani della decisione di cambiare i vertici del proprio staff, con i decreti di revoca per Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del MiC e uomo di fiducia del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, e per Elena Proietti, a capo della sua segreteria personale, Alessandro Giuli è stato ricevuto a Palazzo Chigi. Il ministro della Cultura è arrivato attorno alle 15:15, pochi minuti prima della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ed è rimasto nella sede del governo per circa un’ora.
Mentre sta per concludersi l’evacuazione della MV Hondius e in Italia quattro persone sono finite in isolamento, restano otto i casi confermati di hantavirus, contratti o trasmessi a bordo della nave da crociera, prossima a ripartire dalle Canarie verso i Paesi Bassi. Ad essi se ne aggiungono due definiti «probabili» dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tre le vittime, sei i Paesi coinvolti.
Paesi Bassi
Tra le vittime ci sono due olandesi, marito e moglie. L’uomo, 70 anni, ha manifestato i sintomi il 6 aprile ed è poi deceduto l’11 aprile: la sua salma è stata recuperata durante la sosta a Sant’Elena della MV Hondius dal 22 al 24 aprile. Visto che non stato effettuato alcun test per l’hantavirus, l’Oms parla di caso probabile. A Sant’Elena erano sbarcati diversi passeggeri: tra essi anche la vedova 69enne dell’uomo, che in seguito ha preso un aereo per il Sudafrica, per poi salire il 25 aprile su un volo KLM da da Johannesburg ad Amsterdam. Ma è stata fatta sbarcare dall’aereo prima del decollo a causa delle sue condizioni di salute: positiva all’hantavirus, è morta poi in ospedale lo stesso giorno. Il terzo caso olandese, confermato, riguarda il medico di bordo della MV Honidus, che ha manifestato i sintomi il 30 aprile. Il 6 maggio è stato evacuato nei Paesi Bassi dopo la sosta a Capo Verde. Le sue condizioni sono stabili.
L’aeroporto militare, dove sono atterrati i cittadini olandesi che erano a bordo della MV Hondius (Ansa).
Germania
La terza vittima dell’hantavirus è una donna tedesca, morta il 2 maggio a bordo della MV Hondius. Aveva la febbre dal 28 aprile e aveva sviluppato una polmonite: test effettuati nei Paesi Bassi hanno confermato l’infezione da hantavirus. La sua salma si trova ancora sulla nave da crociera.
Francia
In Francia sono state rimpatriate cinque passeggere: una di esse, ha fatto sapere la ministra della Salute Stephanie Rist, è risultata positiva all’hantavirus e «le sue condizioni sono peggiorate durante la notte». La donna aveva iniziato a manifestare sintomi durante il volo di rientro e, assieme agli altri quattro connazionali, è stata trasferita all’ospedale Bichat di Parigi.
L’ospedale Bichat di Parigi (Ansa).
Stati Uniti
Il Dipartimento della Salute e dei Servizi umani degli Stati Uniti ha comunicato che uno dei 17 cittadini americani rimpatriati è risultato lievemente positivo al virus, ma in modo asintomatico, mentre un altro manifesta sintomi del contagio, ma per ora è negativo. Washington, a differenza di Parigi, ha spiegato che i cittadini statunitensi che erano a bordo della MV Hondius non saranno necessariamente sottoposti a quarantena.
Regno Unito
Sono due i cittadini britannici risultati positivi al virus, mentre un terzo è considerato un caso probabile. Il primo contagiato è stato evacuato il 27 aprile dall’isola di Ascensione al Sudafrica, dove è stato ricoverato in terapia intensiva. Il secondo, un membro dell’equipaggio, è stato invece evacuato da Capo Verde nei Paesi Bassi il 7 maggio: le sue condizioni sono stabili. Il caso probabile aveva lasciato la MV Hondius il 14 aprile, quando la nave si trovava nell’arcipelago di Tristan da Cunha.
Svizzera
Un altro contagiato è invece svizzero: l’uomo, sbarcato a Sant’Elena il 22 aprile, è tornato in patria il 27 via Sudafrica e Qatar. Ha iniziato a manifestare sintomi il primo maggio: curato in isolamento, è poi risultato positivo all’hantavirus.
È stato posto in quarantena obbligatoria una delle quattro persone che – dirette verso Roma – si trovavano sul volo KLM da Johannesburg a Amsterdam sul quale era salita per pochi minuti la donna olandese poi morta di hantavirus, contratto a bordo della MV Hondius. Si tratta di un marittimo 24enne di Torre del Greco (Napoli): lo ha disposto il sindaco Luigi Mennella, il quale ha firmato un’ordinanza in cui si stabilisce per il giovane un periodo di isolamento di 45 giorni, l’invito a restare in una stanza singola con bagno dedicato, il costante monitoraggio della temperatura e l’utilizzo di una mascherina Ffp2 in presenza di altre persone.
Campania, Toscana, Calabria e Veneto: le Regioni coinvolte
Gli altri tre passeggeri sono sotto osservazione e in isolamento volontario. Una donna (cittadina straniera), che si trova attualmente a Firenze, «è stata posta in regime di quarantena precauzionale in attesa degli accertamenti clinici necessari a verificare l’eventuale contrazione del virus», aveva spiegato l’assessora regionale alla salute Monia Monni. «Lo scopo della quarantena è precauzionale. I medici mi dicono che se continuasse a non avere alcun sintomi, già la prossima settimana noi al 95 per cento potremmo dare come positivamente sviluppata l’osservazione, che comunque termina l’8 di giugno. La signora collabora e quindi io ringrazio anche di questo», ha dichiarato il governatore toscano Eugenio Giani. In isolamento precauzionale anche un altro passeggero italiano, il 25enne calabrese Federico Amaretti, che ha spiegato di non aver alcun sintomo e di aver iniziato la quarantena a casa dei genitori. A Padova si trova poi il quarto passeggero coinvolto: si tratta di un cittadino sudafricano, tenuto sotto stretta osservazione, che non presenta alcun sintomo e gode di buona salute. Come fa sapere la Ulss 6 Euganea, è stato sottoposto a prelievi di sangue, inviati poi all’Inmi Spallanzani di Roma.
Il contatto con la turista olandese non è stato ravvicinato o prolungato
«I quattro passeggeri sono stati rintracciati, le informazioni sono state inviate alle Regioni che procederanno ad avviare tutte le procedure di sorveglianza attiva, ci risulta che non hanno sintomi, la passeggera che poi è deceduta era seduta in una fila lontana ed è stata a bordo del volo per poco tempo». Lo aveva spiegato il 9 maggio al Tg1 Mara Campitiello, capo del dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute. Secondo quanto riportato dal dicastero, il contatto tra la passeggera tedesca e i quattro italiani sarebbe avvenuto durante le operazioni di imbarco e non risulterebbe essere stato né ravvicinato, né prolungato, visto che sul velivolo erano in una fila lontana rispetto a quella della donna deceduta.
I magistrati della procura generale della Corte d’Appello di Milano stanno valutando interrogatori all’estero in merito alle nuove verifiche sugli elementi che hanno portato alla grazia per Nicole Minetti. Lo si apprende dalla stessa procura. Intanto il Fatto Quotidiano ha riportato le dichiarazioni di una donna che avrebbe lavorato come massaggiatrice nella tenuta di Minetti e del suo compagno in Uruguay, secondo la quale l’ex politica non avrebbe mai cambiato stile di vita rispetto agli anni in cui era in Italia. «Sono io la testimone dei festini con le escort a Punta del Este. Nicole ha continuato a fare quello per cui era stata condannata in Italia, il favoreggiamento della prostituzione», ha detto la donna, Graciela Mabel De Los Santos Torres, al giornale.
Il racconto: «Nella tenuta politici, imprenditori e ragazze minorenni, sono anche stata molestata»
Graciela ha lavorato per 20 anni nella tenuta uruguayana e ha detto di aver visto passare da lì modelle, imprenditori, politici e ragazze, anche minorenni. «All’inizio era un ambiente diverso: feste, modelle, gente ricca. Poi, col tempo, tutto è diventato altro. Un sistema. Un posto dove arrivavano continuamente ragazze da Brasile, Argentina, Italia per ricchi imprenditori, politici e ospiti importanti. Prima c’erano le presentazioni, gli imprenditori, il jet set argentino, brasiliano ed europeo. Poi restavano gli amici di casa. E lì iniziavano alcool, droga e sesso». Secondo il suo racconto, era Nicole a scegliere le ragazze: «Pensava al loro aspetto, dall’abbigliamento da indossare al parrucchiere.Tutti la temevano. Quando arrivava lei cambiava il clima, anche tra le ragazze era di paura». La donna ha infine affermato di aver anche subito molestie: «Giuseppe pretendeva massaggi sempre più intimi. A un certo punto mi chiese apertamente massaggi erotici. Quando mi rifiutai iniziarono i problemi. E Nicole Minetti era lì, presente e indifferente. Smisero di chiamarmi. Da un giorno all’altro mi sostituirono con un’altra massaggiatrice disposta a fare quello che io non volevo fare».
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha affermato che il suo governo intende nazionalizzare British Steel. L’annuncio è arrivato in un discorso-arringa seguito alla pesante sconfitta alle elezioni locali, che ha scatenato un’ondata di richieste di dimissioni da parte dei parlamentari laburisti. Già nel 2025 l’esecutivo aveva utilizzato una legislazione d’emergenza per assumere il controllo dell’acciaieria, nel timore che la capogruppo cinese Jingye stesse svendendo il suo stabilimento di Scunthorpe dopo aver interrotto le importazioni di coke. Starmer ha affermato che il governo e Jingye non sono riusciti a raggiungere un accordo per una vendita commerciale. «Posso quindi annunciare che questa settimana verrà presentata una legge che conferirà al governo i poteri, subordinati al superamento del test di interesse pubblico, per assumere la piena proprietà nazionale di British Steel», ha spiegato.