Trump nomina Todd Blanche attorney general

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato, in occasione di una cena privata alla Casa Bianca, l’intenzione di nominare Todd Blanche nuovo attorney general (ministro della Giustizia). L’annuncio è stato diffuso anche tramite un video pubblicato su X dal consigliere presidenziale Dan Scavino, nel quale Trump anticipa formalmente la decisione dicendo: «Domani istruirò Dan e tutti gli altri coinvolti in questo processo complesso, che procederà rapidamente, a rendere Blanche il procuratore generale permanente». La nomina, una volta ufficializzata, porrà fine al periodo di circa due mesi in cui Blanche ha ricoperto l’incarico ad interim, subentrando dopo la rimozione di Pam Bondi.

Israele e Libano, accordo su tregua e zone di sicurezza che escludono Hezbollah

Israele e Libano hanno annunciato di aver concordato il rinnovo del cessate il fuoco e l’istituzione di zone di sicurezza libanesi che escluderanno Hezbollah. Lo si legge in un comunicato diffuso al termine del secondo giorno di colloqui tra gli ambasciatori dei due Paesi ospitati dal Dipartimento di Stato americano. Israele e Libano hanno anche concordato di partecipare a un nuovo ciclo di colloqui nella settimana del 22 giugno con l’obiettivo di raggiungere un «accordo globale». Le delegazioni israeliane e libanesi si sono incontrate a Washington martedì e mercoledì.

L’intenzione di progredire verso un «accordo globale di pace e sicurezza»

Così sì legge nella nota congiunta: «A seguito di negoziati condotti sotto l’egida degli Stati Uniti, Israele e Libano hanno concordato di attuare un cessate il fuoco subordinato alla cessazione completa del fuoco di Hezbollah e all’evacuazione di tutti i membri di Hezbollah dal settore del Libano meridionale. Entrambe le parti hanno concordato di accelerare l’istituzione di zone pilota in cui le Forze armate libanesi eserciteranno il controllo esclusivo del territorio, escludendo tutti gli attori non statali. Queste misure sono intese a progredire verso un accordo globale di pace e sicurezza».

Pina Picierno lascia il Pd: «La casa dei riformisti non c’è più»

Il Pd perde un altro pezzo. Dopo Elisabetta Gualmini e Marianna Madia, lascia il partito anche Pina Picierno, esponente di punta dei riformisti. «Di dubbi ne ho avuti moltissimi», spiega la vicepresidente del Parlamento europeo in una lunga intervista al Foglio, «mi sono più che lacerata, ma credo che per rispetto alla mia dignità politica e personale sia arrivato il momento di lasciare il Partito democratico di Elly Schlein che è divenuto un posto diverso da quello che abbiamo fondato e perché ho sempre chiesto alla politica la forza e il coraggio di fare in coscienza le scelte più giuste. Ora tocca a me avere coraggio».

Pina Picierno lascia il Pd: «La casa dei riformisti non c’è più»
Pina Picierno lascia il Pd: «La casa dei riformisti non c’è più»
Pina Picierno lascia il Pd: «La casa dei riformisti non c’è più»
Pina Picierno lascia il Pd: «La casa dei riformisti non c’è più»
Pina Picierno lascia il Pd: «La casa dei riformisti non c’è più»
Pina Picierno lascia il Pd: «La casa dei riformisti non c’è più»
Pina Picierno lascia il Pd: «La casa dei riformisti non c’è più»
Pina Picierno lascia il Pd: «La casa dei riformisti non c’è più»
Pina Picierno lascia il Pd: «La casa dei riformisti non c’è più»
Pina Picierno lascia il Pd: «La casa dei riformisti non c’è più»
Pina Picierno lascia il Pd: «La casa dei riformisti non c’è più»
Pina Picierno lascia il Pd: «La casa dei riformisti non c’è più»
Pina Picierno lascia il Pd: «La casa dei riformisti non c’è più»
Pina Picierno lascia il Pd: «La casa dei riformisti non c’è più»
Pina Picierno lascia il Pd: «La casa dei riformisti non c’è più»

«Non si può essere ambigui con il fascismo putiniano e gli estremismi»

Per Picierno, da tempo insofferente nei confronti della linea schleiniana, «la casa dei riformisti non c’è più. Non si può essere ambigui con il fascismo putiniano e gli estremismi. È ora di lavorare a qualcosa di nuovo, per vincere le elezioni». L’eurodeputata sottolinea lo «snaturamento» subito dal partito, «avvenuto per scivolamenti inesorabili, senza nemmeno una reale discussione, senza nemmeno il privilegio di poterne discutere in un congresso, come ho più volte chiesto». Detto altrimenti, «il Pd che abbiamo voluto al Lingotto non esiste più ed è necessario prenderne atto, ma le ragioni per cui è nato esistono ancora». «Resto democratica, non torno indietro», continua. «Credo che ci sia bisogno di ridare dignità e prospettiva unitaria a milioni di elettori che in questi anni hanno progressivamente abbandonato il Partito democratico scegliendo altre proposte a destra o a sinistra o rimanendo a casa. Questa diaspora», conclude, «va ricomposta fuori dalle alchimie di coalizione e dalla riduzione in tende e cespugli, di vecchie e nuove formule. Serve un riformismo coerente e popolare, in grado di entusiasmare e di far scattare quella scintilla di costruire con fiducia il cambiamento. Credo che ci possa e ci debba essere un impegno comune per fare nascere, tenendo insieme le differenze e le storie, un nuovo soggetto politico largo, che tenga insieme, che nasca per unire esperienze e personalità politiche diverse. Mi metto al servizio di questa idea e di questo progetto».

Kallas propone Aspides per lo sminamento dello stretto di Hormuz

Nel corso della conferenza stampa tenuta al termine del consiglio Affari esteri dedicato ai temi della difesa, l’Alta rappresentante dell’Unione europea Kaja Kallas ha proposto che la missione navale Aspides venga estesa allo stretto di Hormuz. Nel Golfo Persico, ha spiegato Kallas, l’operazione «potrebbe scortare le navi mercantili» e «cambiando il mandato, anche essere usata per operazioni di sminamento».

L’attuazione della missione di sminamento richiederebbe 4-6 settimane

«Potrebbe essere il nostro contributo alla coalizione dei Volenterosi a livello europeo», ha detto Kallas, affermando anche che «potrebbe essere il modo con cui rendere l’Europa davvero forte nella regione dal punto di vista geopolitico». Aspides, varata a febbraio del 2024, è una missione diplomatico-militare di sicurezza marittima dell’Unione europea, lanciata in risposta agli attacchi degli Houthi yemeniti contro le navi mercantili nel Mar Rosso. In caso di intesa tra i Ventisette, scrive Reuters, l’attuazione della missione di sminamento potrebbe richiedere da quattro a sei settimane. I ministri della Difesa dei Paesi dell’Ue torneranno a esaminare l’idea all’informale di Cipro in programma la prossima settimana. Gli Stati membri, ha evidenziato Kallas, dovranno «potenziare» le capacità attualmente a disposizione dell’operazione. Tra gli eventuali partecipanti avrebbe già detto sì Belgio, che avrebbe messo a disposizione una fregata.

Garlasco, nell’informativa sull’ex pm Venditti nessun elemento che avvalori la corruzione

Depositata alla Procura di Brescia l’informativa congiunta dei Carabinieri e della Guardia di finanza sulle indagini condotte nell’ambito dell’inchiesta riguardante l’archiviazione di Andrea Sempio avvenuta nel 2017, che vede coinvolto anche l’ex pm di Pavia Mario Venditti. Secondo quanto riporta il Tg1, non è emerso alcun elemento tale da avvalorare l’ipotesi di corruzione formulata a carico di Venditti, che è anche al centro di indagini sul cosiddetto “Sistema Pavia” su presunti episodi di corruzione legati alla gestione delle auto affidate alla Procura e all’assegnazione di servizi di intercettazione.

Emersi invece indizi che aggravano le posizioni di alcuni avvocati e carabinieri

Sarebbero invece emersi indizi che aggraverebbero le posizioni di alcuni avvocati e carabinieri coinvolti all’epoca nell’archiviazione di Sempio, ora accusato dell’omicidio di Chiara Poggi. Appena la posizione di Venditti verrà archiviata, assieme all’ex pm uscirà di scena anche la Procura di Brescia (non essendoci più magistrati pavesi coinvolti): il fascicolo potrà tornare nelle mani del procuratore Fabio Napoleone e le indagini in quelle dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano.

L’annotazione rinvenuta su un quaderno nell’abitazione dei Sempio

Il fascicolo sulla presunta corruzione di Venditti ruota attorno a una nota rinvenuta su un quaderno nell’abitazione della famiglia Sempio. Una piccola annotazione: «Venditti gip archivia per 20-30 euro». E sul retro del foglio: «Se archivia indaggine (scritto proprio con due g, ndr), non può essere indagato per lo stesso motivo il Dna». La Procura di Brescia aveva ipotizzato che fosse stato Giuseppe Sempio, padre di Andrea, a versare una somma tra 20 e 30 mila euro all’ex procuratore aggiunto di Pavia per convincerlo ad archiviare la posizione del figlio. Venditti ha sempre respinto ogni addebito, al pari della famiglia di Sempio.

Huaweigate, primo sì dell’Eurocamera alla revoca dell’immunità di Martusciello

La commissione Affari giuridici del Parlamento europeo ha dato il via libera alla revoca dell’immunità di Fulvio Martusciello, capodelegazione di Forza Italia a Strasburgo e coordinatore del partito in Campania, avanzata dalla procura federale del Belgio nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto Huaweigate. La stessa commissione ha invece respinto la richiesta di revoca dell’immunità di Salvatore De Meo, anche lui esponente di Forza Italia.

Il voto della commissione Affari giuridici

Per quanto riguarda Martusciello, gli europarlamentari si sono espressi con 14 voti a favore della revoca dell’immunità, 11 contrari e zero astensioni. Il margine del voto (appena tre schede di scarto) racconta di una commissione tutt’altro che compatta: a tentare di salvare l’eurodeputato, secondo quanto emerso, sono stati solo i compagni di partito del Ppe, quelli di Ecr (nel quale milita anche Fratelli d’Italia) e quello di Europa delle Nazioni Sovrane. De Meo è stato invece salvato da 18 voti contrari alla revoca, a fronte di 7 a favore. In entrambi casi la decisione definitiva spetterà all’Aula di Strasburgo, chiamata a pronunciarsi nelle prossime settimane.

Huaweigate, primo sì dell’Eurocamera alla revoca dell’immunità di Martusciello
Salvatore De Meo (Imagoeconomica).

Martusciello: «Estraneo ai fatti contestati»

«Mi rimetto all’Aula nella consapevolezza della mia totale estraneità ai fatti contestati, come ho già avuto modo di dimostrare nel corso della mia audizione», ha dichiarato Martusciello, dicendosi «soddisfatto» della difesa svolta da Forza Italia: «Affronto questa vicenda con serenità e con pieno rispetto delle istituzioni, certo che ogni elemento utile contribuirà a chiarire definitivamente la mia posizione».

Huaweigate, primo sì dell’Eurocamera alla revoca dell’immunità di Martusciello
Fulvio Martusciello (Imagoeconomica).

L’inchiesta su presunte attività di lobbying illecito

L’espressione “Huaweigate” indica l’inchiesta giudiziaria della Procura federale belga sul presunto sistema di corruzione e favori illeciti orchestrato dai lobbisti della società cinese Huawei, appunto, per influenzare le politiche dell’Unione europea. L’inchiesta è venuta alla luce a marzo del 2025, quando ci sono state perquisizioni in Belgio, Portogallo e altri Paesi europei. Gli investigatori ipotizzano che siano stati offerti vantaggi di diversa natura per favorire gli interessi del colosso delle telecomunicazioni all’interno del Parlamento europeo e, dunque, dell’Ue.

L’ambasciatore di Israele contro Tajani: «Non c’è equità nelle dichiarazioni sul Libano»

L’ambasciatore israeliano a Roma, Jonathan Peled, conversando con i giornalisti a margine di un briefing sulla situazione in Libano ha ammesso di aver avuto «alcune divergenze con il ministro degli Esteri italiano, perché le sue dichiarazioni includono sempre la sofferenza del popolo libanese, e non c’è dubbio che il popolo libanese stia soffrendo, ma non c’è l’equivalenza nel riportare anche la sofferenza delle comunità israeliane, che noi invece cerchiamo sempre di sottolineare». «Questo», ha aggiunto, «è motivo di attrito che abbiamo con il governo italiano».

Erri De Luca escluso da Salerno Letteratura Festival

Erri De Luca è stato escluso dalla prolusione che avrebbe dovuto tenere al Salerno Letteratura Festival, in programma dal 13 al 20 giugno nella città campana. Alla base della decisione della direzione artistica le controverse dichiarazioni su Israele, sionismo e genocidio nella Striscia di Gaza, rilasciate durante un’intervista all’Ansa.

Cosa aveva detto De Luca su sionismo e genocidio

De Luca, in pratica, si era definito sionista e aveva affermato di non ritenere un genocidio quello attuato da Israele a Gaza. «Sionismo è diventato un termine dispregiativo per la politica di Israele. Invece per me è quel movimento politico che ha operato per la costituzione dello Stato di Israele», aveva detto all’Ansa: «Sionista è chi crede a questo diritto. Chi parla di una soluzione a due Stati riconosce che uno di questi è Israele. Sionismo non è espansionismo, che invece lo tradisce». Così sulle operazioni militari dell’IDF nella Striscia: «Non uso il termine genocidio per definire la distruzione di vite umane in un conflitto che si svolge dentro centri abitati. A Gaza, la popolazione civile è stata continuamente spostata, costretta a essere profuga. Un genocidio l’avrebbe lasciata sul posto. Altrimenti estendiamo la parola genocidio alle battaglie di Raqqa, Mosul, Mariupol, Aleppo».

Erri De Luca escluso da Salerno Letteratura Festival
Erri De Luca (Imagoeconomica).

La decisione presa «anche per evitare strumentalizzazioni»

«La prolusione implica una certa identità di vedute con chi te le commissiona, quanto meno rispetto alla più tragica delle evidenze, i morti civili di Gaza», ha detto a Il Mattino Gennaro Carillo, condirettore artistico della di Salerno Letteratura. «È l’atto che apre il festival e in un certo senso ne detta la linea. Per questo abbiamo preferito riconsiderare la nostra decisione originaria, anche per evitare strumentalizzazioni». Carrillo ha tenuto a precisare che «non c’è nessuna censura» nei confronti di De Luca: lo scrittore «era invitato comunque, seppure in un’altra sezione, ma ha preferito declinare».

De Luca: «Non polemizzo con chi ha problemi a ricevermi»

Raggiunto dal Corriere della Sera, De Luca ha detto che non parteciperà alla kermesse «per motivi personali». Quando all’esclusione dalla prolusione, ha invece affermato: «Non polemizzo con chi ha problemi a ricevermi». Dopo le polemiche per l’intervista all’Ansa, lo scrittore aveva dichiarato: «Non è mia intenzione offendere la sensibilità di chi sostiene la causa palestinese, che naturalmente condivido».

Ue: «Deroghe al Patto anche per l’energia»

«Proponiamo una flessibilità fiscale limitata per affrontare le sfide della crisi energetica. Consiste nell’estendere l’ambito di applicazione della Clausola nazionale di salvaguardia per la difesa, includendo anche misure che accelerino la transizione e l’uscita dalla dipendenza dai combustibili fossili. Nello specifico, proponiamo la possibilità di usare fino allo 0,3 per cento del Pil all’anno nel 2026, 2027 e 2028 per misure che rafforzino la resilienza strutturale del sistema energetico con un limite cumulato pari allo 0,6 per cento del Pil nell’arco dei tre anni (non sarà quindi possibile utilizzare lo 0,3 per cento del Pil ogni anno per tre anni consecutivi)». L’ha annunciato il commissario Valdis Dombrovskis, specificando che «gli Stati membri devono presentare domanda per la Clausola nazionale di salvaguardia e, quelli che l’hanno già richiesta, dovranno estenderne l’ambito di applicazione».

Giorgetti: «La Commissione Ue recepisce le nostre proposte»

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti si è detto «soddisfatto perché la Commissione, impensabile fino a qualche mese fa, ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato». «Nel momento in cui verranno precisati i limiti di utilizzo, ha continuato, «il Mef si riserva di fare le proposte più mirate a tutela di imprese e famiglie. Naturalmente la valutazione deve essere fatta complessivamente e dovrà tener conto anche degli indicatori contenuti nelle raccomandazioni della commissione che testimoniano lo sforzo e la serietà nella gestione della finanza pubblica italiana».

Grazia a Nicole Minetti, la procura generale di Milano conferma il parere positivo

Dopo aver effettuato verifiche sulla concessione della grazia a Nicole Minettichieste dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella – la Procura generale di Milano ha espresso un nuovo parere positivo in merito al provvedimento di clemenza ottenuto dall’ex consigliera regionale lombarda. È quanto si legge in un comunicato stampa emesso dai vertici della magistratura milanese. L’atto è stato trasmesso al ministero della Giustizia.

Il comunicato della Procura generale di Milano

«Dagli accertamenti risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito e in base al quale sono state assunte le determinazioni da parte delle Autorità competenti», si legge nel comunicato della Procura generale di Milano. Come sottolinea la nota, «sono stati delegati accertamenti ai carabinieri e all’Interpol per controllare la verità del contenuto delle notizie di stampa apparse su un quotidiano (Il Fatto Quotidiano), nonché per verificare le ulteriori notizie successivamente pubblicate». Gli accertamenti hanno appurato (tra le altre cose) che «il decesso in circostanze non chiare» di uno degli avvocati coinvolti nella procedura di adozione di un bambino da parte di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani «non riguarda il legale dei genitori del figlio adottivo», ma «si tratta del legale di quest’ultimo, favorevole all’adozione, nel cui procedimento non vi è stata alcuna battaglia legale, non essendosi costituiti i genitori naturali, rappresentanti dal difensore di ufficio ed essendo risultata da sempre irreperibile la madre biologica del minore». La Procura generale ha inoltre confermato «il grave quadro sanitario del minore in cura al Boston Children’s Hospital che richiede la presenza della madre». E in generale non ci sono, si legge nella nota, «segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay e in Spagna» nei confronti di Minetti e Cipriani.

LEGGI ANCHE: Minetti, le ombre sulla grazia agitano il Quirinale

Disaronno group finalizza l’acquisizione di Amaro Averna e Zedda Piras

Disaronno group ha perfezionato il closing per l’acquisizione del 100 per cento di Amaro Averna e Zedda Piras, precedentemente appartenuti a Campari. L’operazione, il cui accordo era stato sottoscritto a dicembre 2025, si concretizza attraverso la costituzione della newco Meridia con sede a Sassari, la cui governance vede il passaggio da Campari Group a Disaronno Group. I dipendenti dei due stabilimenti rispettivamente in Sicilia e in Sardegna, 11 in totale, sono tutti stati assorbiti da parte di Meridia.

Ferrari: «Così arricchiamo il nostro portfolio a livello internazionale»

L’annuncio del closing arriva a pochi giorni della comunicazione da parte del Gruppo del proprio rebranding in Disaronno Group che segna un’evoluzione volta a rafforzare il posizionamento globale. «Questa operazione rappresenta un passo fondamentale nel nostro piano di crescita e ci consente di arricchire strategicamente il nostro portfolio a livello internazionale, rafforzando significativamente, grazie ad Amaro Averna, la nostra posizione in tre dei nostri mercati prioritari, Stati Uniti, Germania ed Italia», ha affermato Marco Ferrari, ceo di Disaronno Group. «In questo contesto, per Zedda Piras l’obiettivo è il consolidamento della presenza sul mercato italiano».

Sciopero treni 11 giugno 2026: orari, fasce di garanzia e motivi

Possibili disagi per i passeggeri dei treni giovedì 11 giugno 2026 a causa di uno sciopero nazionale di otto ore, dalle 9 alle 17, del personale delle imprese ferroviarie e degli appalti ferroviari indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti. Al centro dell’agitazione una protesta contro il governo che «ha scelto di ignorare le nostre richieste sui rischi derivanti dalle future gare ferroviarie intercity dove è emersa la volontà del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di suddividere in tre lotti non equivalenti, anziché in un unico lotto». Si contesta dunque l’imminente pubblicazione del bando per la messa in gara del servizio Intercity che coinvolge circa 3 mila ferrovieri. Non sono previste fasce di garanzia, dato che le consuete (dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21) sono fuori dall’orario previsto per l’agitazione.

Il Mit al lavoro per evitare la mobilitazione

Le motivazioni sono state giudicate fondate dallo stesso ministero dei Trasporti, che ha annunciato di essere al lavoro per scongiurare la mobilitazione. «Alla luce dell’ennesimo sciopero, questa volta proclamato per l’11 giugno, si informa che i tecnici del Mit sono al lavoro già da tempo, su indicazione diretta del ministro Matteo Salvini, per risolvere il problema ed evitare la mobilitazione. Peraltro, va sottolineato che, in questo caso, la richiesta dei lavoratori è condivisibile».

Caso Santanchè, la Corte Costituzionale dichiara ammissibile il ricorso del Senato

La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dal Senato nei confronti della Procura di Milano e relativa a Daniela Santanchè, tra gli imputati per la vicenda della truffa aggravata ai danni dell’Inps sui fondi Covid da parte delle società del gruppo Visibilia. Al centro della vicenda l’uso nel procedimento di «contenuti di posta elettronica» della senatrice di Fratelli d’Italia e alcune «audio registrazioni occulte» di conversazioni dell’ex ministra del Turismo agli atti del fascicolo, senza la richiesta di autorizzazione alla Camera di appartenenza. I giudici della Consulta hanno disposto che l’ordinanza sia notificata alla Procura di Milano entro 60 giorni.

Caso Santanchè, la Corte Costituzionale dichiara ammissibile il ricorso del Senato
Daniela Santanchè (Imagoeconomica).

Su cosa si basa il ricorso del Senato

Il ricorso del Senato riguardava l’utilizzo, nella richiesta di rinvio a giudizio, di contenuti di posta elettronica che vedevano Santanchè in copia e registrazioni audio effettuate da alcuni ex dipendenti delle società dell’ex ministra. Il tema sollevato da Palazzo Madama riguarda la distinzione tra prove acquisite come “documenti”, dunque utilizzabili dalla pubblica accusa in un processo a carico di un parlamentare, oppure come “corrispondenza” equiparabile a “intercettazioni” (e sarebbe questo il caso). Sebbene non si tratti esattamente di intercettazioni, la tesi è che – in base all’articolo 68 della Costituzione – per usare fonti di prova di questo tipo serva l’ok del Senato. Il procedimento penale contro Santanchè è fermo da oltre un anno in udienza preliminare a Milano: la decisione della Corte Costituzionale, inevitabilmente, allungherà ancora i tempi del procedimento.

Pozzolo fuori strada col suv: tasso alcolemico doppio rispetto ai limiti

Martedì 2 giugno Emanuele Pozzolo, deputato di Futuro Nazionale, è finito fuori strada col suo suv lungo la superstrada che porta a Cossato, all’altezza di Vigliano Biellese. L’auto è caduta in un fossato, dopo una sbandata causata forse dall’asfalto bagnato. Sottoposto all’alcoltest, il parlamentare – rimasto illeso – è risultato positivo con un tasso doppio rispetto a quello previsto dai limiti di legge. Lo riporta il Corriere della Sera.

Pozzolo fuori strada col suv: tasso alcolemico doppio rispetto ai limiti
Emanuele Pozzolo (Facebook).

La condanna per porto abusivo di arma da collezione

A ottobre del 2025 Pozzolo è stato condannato in primo grado dal tribunale di Biella a un anno e tre mesi per porto abusivo di arma da collezione, con sospensione condizionale della pena, per la vicenda dell’incidente di Capodanno 2024, quando durante una festa con alcuni colleghi di Fratelli d’Italia il genero del caposcorta di Andrea Delmastro (all’epoca sottosegretario alla Giustizia) fu ferito da un colpo di pistola sparato proprio dal deputato. L’inchiesta, incentrata su questioni tecniche relative all’arma e ai proiettili, non includeva più l’accusa di lesioni dopo il risarcimento e il ritiro della querela da parte della vittima. Espulso da FdI, Pozzolo è stato successivamente accolto da Roberto Vannacci nel nuovo partito fondato dall’ex generale.

La versione di Pozzolo: colpa dell’aquaplaning

Pozzolo sostiene di aver perso il controllo a causa dell’aquaplaning, ovvero la perdita di aderenza degli pneumatici che si verifica quando uno strato d’acqua si interpone tra gomma e asfalto, rendendo il veicolo difficilmente controllabile. In ogni caso, gli agenti giunti sul luogo dell’incidente hanno contestato al deputato la guida in stato di alterazione, con i provvedimenti del caso a seguire. Pare che quanto successo abbia irritato molto Vannacci, anche perché l’incidente è avvenuto a ridosso dell’assemblea costituente di Futuro Nazionale, in programma il 13 e il 14 giugno a Roma.

Italia, l’Ocse rivede le stime del Pil nel 2026 e 2027

L’economia italiana crescerà dello 0,5 per cento nel 2026, mentre «il nuovo shock energetico pesa su consumi delle famiglie, investimenti ed export», frenando lo slancio legato all’aumento delle spese legate al Pnrr. Lo rileva l’Ocse, che rispetto a marzo ha quindi rivisto in lieve rialzo le previsioni per il nostro Paese da +0,4 per cento. Nel 2027, d’altra parte, il calo dei prezzi dell’energia e la riduzione dell’incertezza, permetterà alla crescita di salire a +0,6 per cento, ma si tratta di una correzione al ribasso rispetto alla stima precedente di +0,7 per cento. L’organizzazione di Parigi sottolinea che «assicurare che le misure di contenimento dei prezzi dell’energia siano temporanee e limitate a famiglie e imprese vulnerabili limiterà l’impatto dello shock contenendo i costi fiscali».

Notte di attacchi reciproci nel Golfo, droni iraniani sull’aeroporto del Kuwait

Notte di raid e rappresaglie nel Golfo Persico: Washington ha attaccato una petroliera civile e un’isola iraniana e Teheran ha risposto con missili e droni contro le basi americane in Kuwait e Bahrein. Secondo l’Iran, gli attacchi sono andati a segno, mentre il Centcom smentisce: di sicuro è stato colpito l’aeroporto internazionale del Kuwait, in un raid che ha causato un morto e diversi feriti, oltre alla chiusura dello scalo.

Missile Usa contro una petroliera diretta in Iran, poi l’escalation

Gli attacchi reciproci sono iniziati dopo che gli Usa hanno bloccato una petroliera battente bandiera del Botswana che tentava di dirigersi verso un porto iraniano, in violazione del blocco americano: il Centcom ha spiegato che la nave M/T Lexie ha «ignorato ripetuti avvertimenti» e che un aereo è quindi intervenuto «lanciando un missile Hellfire contro la sala macchine». In risposta, l’Iran ha preso di mira con alcuni missili la nave statunitense-israeliana Panaya. Le forze Usa hanno quindi lanciato un attacco sull’isola di Qeshm (situata nello stretto di Hormuz), colpendo un’antenna di telecomunicazioni.

L’ulteriore risposta iraniana non si è fatta attendere: Teheran ha lanciato missili e droni sulle basi statunitensi in Kuwait e in Bahrein. Secondo i pasdaran, come detto, gli attacchi sono stati «precisi» e sono andati a segno. Versione smentita dal Centcom: «L’Iran ha lanciato diversi missili balistici verso i paesi vicini della regione; tuttavia, nessuno di essi ha colpito gli obiettivi previsti. Due missili iraniani lanciati contro il Kuwait non hanno raggiunto la destinazione o si sono disintegrati in volo, mentre tre missili lanciati contro il Bahrein sono stati immediatamente intercettati dalle forze di difesa aerea statunitensi e bahreinite». Droni iraniani, questo è sicuro, hanno colpito un terminale passeggeri dell’aeroporto internazionale del Kuwait. Nella notte le sirene sono risuonate anche in Arabia Saudita. Inoltre sono state registrate esplosioni anche a Erbil, in Iraq.

Colpito l’aeroporto del Kuwait: un morto e diversi feriti

Il ministero degli Esteri kuwaitiano ha reso noto che una persona è rimasta uccisa e diverse altre ferite in seguito agli attacchi di droni iraniani. «La sicurezza dello Stato del Kuwait, la sua sovranità e l’incolumità dei suoi cittadini e residenti sul suo territorio costituiscono una linea rossa» , si legge in un comunicato. Il portavoce del ministero della Difesa del Kuwait, Saud Abdulaziz Al-Otaibi, ha descritto l’attacco iraniano «un’aggressione criminale».

Droni ucraini contro un autobus russo: sette morti e 11 feriti

Un attacco di droni ucraini contro un autobus russo in viaggio da Mosca a Simferopol, in Crimea, ha causato sette morti e 11 feriti, secondo quanto riferito dalle autorità della regione di Donetsk, in Ucraina, controllata da Mosca, dove è avvenuto l’attacco. «A Yenakiyevo, un drone ha colpito un autobus che collegava Mosca a Simferopol. Secondo le prime informazioni, sette civili sono stati uccisi. Altre 11 persone hanno riportato ferite di varia gravità e stanno ricevendo le cure necessarie», ha scritto Denis Pushilin, capo dell’amministrazione locale istituita dalla Russia, su Telegram.

Diversi feriti in un attacco a San Pietroburgo

Droni ucraini hanno inoltre colpito nella notte Kronstadt e San Pietroburgo, nell’oblast russo di Leningrado, causando diversi feriti. Lo hanno riferito le autorità russe, parlando di generici attacchi a «infrastrutture». Secondo i media ucraini, è stato colpito il terminale petrolifero di San Pietroburgo dove è scoppiato un incendio. Il canale Telegram Astra ha confermato che nel complesso di raffinazione petrolifera, la JSC Petersburg Oil Terminal, sono divampate fiamme. Kronstadt, sede di un rilevante porto, ospita invece una fabbrica di droni.

Fondi difesa Ue SAFE, perché l’Italia per ora non ha aderito

A un giorno dalla scadenza del 30 maggio, cinque Paesi dell’Unione europea hanno già firmato gli accordi SAFE con la Commissione Ue per ottenere i prestiti destinati alla difesa comune: tra essi non c’è l’Italia.

Perché l’Italia per ora non ha aderito

Nonostante abbia a disposizione – in teoria – 14,9 miliardi di euro sotto forma di prestiti, a tassi più convenienti di quelli che deve pagare per finanziarsi da sola sui mercati obbligazionari, l’Italia non ha ancora sottoscritto l’intesa. Il motivo? I prestiti andrebbero a incidere sul debito pubblico, che è già molto elevato. Come hanno fatto capire Giorgia Meloni e Antonio Tajani, chiederà solo una parte dei prestiti a cui potrebbe accedere: l’intenzione è utilizzare solo tra i 4 e i 5 miliardi, cioè lo stretto necessario per coprire i progetti per i quali sono già stati firmati contratti.

I cinque Paesi che hanno firmato gli accordi

Come ha spiegato il portavoce della Commissione europea per la Difesa Thomas Regnier, i Paesi che hanno già aderito sono Polonia, Lituania, Croazia, Romania e Belgio. Il primo Stato, principale beneficiario dei finanziamenti SAFE e il primo Stato Ue a ricevere un pagamento nell’ambito di tale strumento, ha ricevuto una prima tranche di 6,6 miliardi di euro: si tratta del 15 per cento della sua assegnazione totale (43,7 miliardi).

Cosa è il piano Security Action for Europe

Considerato da uno dei pilastri del progetto ReArm Europe, il piano SAFE (acronimo di Security Action for Europe), è il nuovo strumento europeo di prestiti da 150 miliardi di euro, creato per rafforzare la difesa comune dell’Ue e finanziato tramite emissioni di debito da parte di Bruxelles sui mercati finanziari. Il programma, che prevede il rimborso a lungo termine da parte degli Stati beneficiari, ha come obiettivi il rafforzamento dell’industria europea della difesa, l’incentivazione di programmi comuni tra Stati e la riduzione della dipendenza dagli armamenti extraeuropei, tramite acquisti condivisi di armamenti, droni, missili, cybersicurezza e tecnologie militari provenienti dall’Ue.

L’allarme di Panetta: «Con la guerra nel Golfo rischio inflazione al 6 per cento»

«Negli scenari più sfavorevoli, un prolungamento del conflitto e ulteriori danni alle infrastrutture energetiche del Golfo potrebbero sottrarre complessivamente 1 punto percentuale alla crescita nel biennio 2026-27» nell’Eurozona, «con l’inflazione che potrebbe raggiungere un picco superiore al 6 per cento e, se non contrastata, rimanere a lungo al di sopra dell’obiettivo, via via che lo shock energetico si trasmette a un numero crescente di settori». Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta in occasione della Relazione annuale. Tanti i temi affrontati: dall’AI al lavoro, fino al debito pubblico e alle già citate ripercussioni della crisi in Medio Oriente.

L’allarme di Panetta: «Con la guerra nel Golfo rischio inflazione al 6 per cento»
Un momento del discorso di Fabio Panetta (Imagoeconomica).

Parlando della situazione in Medio Oriente, Panetta ha spiegato che «è difficile stabilire quanto dureranno le ostilità e quanto sarà stabile l’assetto che seguirà». In ogni caso, ha detto il governatore di Bankitalia, «i danni alle infrastrutture energetiche continueranno a pesare sulle forniture», in quanto «i costi di trasporto e assicurazione per la navigazione nello stretto di Hormuz rimarranno alti a lungo». L’incertezza, ha aggiunto, «è destinata a restare elevata, ostacolando la pianificazione di famiglie e imprese e frenando i consumi e gli investimenti».

Panetta: «Sull’IA la rapidità di azione è cruciale»

Tra i temi affrontati, come detto, anche l’intelligenza artificiale: «In questo campo la rapidità di azione è cruciale. L’Unione europea ha definito regole per l’uso dei modelli e delle informazioni, una strategia per lo sviluppo del settore e programmi di investimento dedicati. Eppure i ritardi nell’attuazione delle iniziative già avviate rischiano di frenare i progressi e di ampliare il divario con le altre grandi economie». Lo sviluppo dell’IA, ha avvertito Panetta, «deve restare al servizio della persona e della società, non della concentrazione del potere tecnologico». La rivoluzione dell’intelligenza artificiale «non produrrà spontaneamente benessere condiviso: deve essere governata».

Cosa ha detto Panetta sulla velocità delle misure Ue

Panetta nel suo discorso ha poi rilevato che l’instabilità internazionale «non lascia spazio a esitazioni o risposte parziali» e che «l’efficacia delle riforme dipenderà dalla capacità dell’Europa di superare gli ostacoli che troppo spesso ne rallentano l’attuazione: negoziati lunghi, compromessi al ribasso, applicazioni nazionali disomogenee, risorse annunciate ma non mobilitate». Le priorità «sono state individuate» e il compito, ha osservato il governatore della Banca d’Italia, «è trasformarle in decisioni tempestive, finanziamenti adeguati e risultati concreti».

Le parole sul problema dell’elevato debito pubblico

Panetta si è poi soffermato sull’annoso problema dell’elevato debito pubblico italiano, che supera i 3 mila miliardi di euro, chiedendo al Paese di imboccare «con decisione un sentiero che consenta di ridurre stabilmente il suo peso», in modo da «liberare risorse per la spesa sociale e per lo sviluppo». Secondo Panetta «occorre facilitare il salto tecnologico delle imprese, rafforzare il capitale umano, orientare il risparmio verso investimenti produttivi, accompagnare i lavoratori nei cambiamenti che la nuova economia richiederà».

Usa-Iran: intesa preliminare, attesa per il sì di Trump

Annunci e smentite sull’accordo tra Stati Uniti e Iran continuano a rincorrersi, ma (il condizionale è d’obbligo) i negoziatori di Washington e Teheran dovrebbero aver raggiunto un memorandum d’intesa preliminare di 60 giorni che estende l’attuale cessate il fuoco e avvia colloqui sul nucleare. Mancherebbe “solo” l’approvazione finale di Donald Trump.

Vance: «Difficile dire quando o se Trump firmerà»

Secondo Axios l’accordo per porre fine al conflitto, riaprire lo stretto di Hormuz e mettere fine al programma nucleare iraniano potrebbe essere annunciato domenica 31 maggio. Frena però JD Vance, che sta svolgendo un ruolo chiave nei negoziati: «È difficile dire esattamente quando o se il presidente Donald Trump firmerà il memorandum d’intesa. Stiamo discutendo su un paio di punti relativi alla formulazione». Vance, spiegando che gli iraniani stanno negoziando, «almeno finora, in buona fede», ha sottolineato che c’è ancora disaccordo sulle sorti delle scorte di uranio arricchito di Teheran.

Trump: «Non ho fretta, devo fare ciò che è giusto»

Di fatto, Trump si è preso un paio di giorni prima di prendere ogni decisione. «C’è una finestra temporale molto ristretta per fare qualsiasi cosa che abbia a che fare con la guerra. Ma io non guardo a quella finestra. Io guardo al fatto che devo fare ciò che è giusto», ha detto il presidente Usa in un’intervista a Fox, spiegando che l’accordo verrà raggiunto «solo se sarà buono per gli Stati Uniti». Il tycoon ha poi rivendicato i successi delle forze Usa: «Abbiamo tutte le carte perché li abbiamo sconfitti militarmente. La loro Marina è completamente scomparsa, al 100 per cento. La loro Aeronautica è completamente scomparsa, al 100 per cento».

Il razzo di Blue Origin esplode durante i test sulla rampa di lancio a Cape Canaveral

Il razzo New Glenn di Blue Origin, società di Jeff Bezos, è esploso mentre si trovava sulla piattaforma di lancio a Cape Canaveral. «Abbiamo riscontrato un’anomalia durante il test di accensione», ha spiegato l’azienda in un breve comunicato pubblicato su X, aggiungendo che «tutto il personale è presente all’appello». In un video che mostra l’incidente si vede del fumo che fuoriesce da sotto il razzo New Glenn, seguito da una palla di fuoco.

Bezos: «Ricostruiremo e torneremo a volare»

«Tutto il personale si trova in salvo. È troppo presto per conoscere la causa principale, ma stiamo già lavorando per individuarla. Giornata molto difficile, ma ricostruiremo tutto ciò che necessita di essere ricostruito e torneremo a volare. Ne vale la pena», ha scritto Bezos su X.

Blue Origin, di proprietà del fondatore di Amazon Bezos, aveva dichiarato di puntare a collocare 48 satelliti nella orbita terrestre bassa per conto del colosso dell’e-commerce, tramite l’invio nello spazio del razzo New Glenn, nel tentativo di espandere le sue capacità di banda larga.

Romania: drone russo contro un palazzo a Galati, vicino al confine con l’Ucraina

Un drone russo è precipitato su un edificio residenziale nella città di Galați, in Romania, Paese membro della Nato. L’incidente, che ha provocato un incendio in un appartamento al decimo piano e il ferimento lieve di due persone, si è verificato durante un massiccio attacco con droni sferrato da Mosca nella regione di Odessa: Galati è vicina al confine con l’Ucraina (e la Moldavia).

Le reazioni di Bucarest, Ue e Nato

«Durante la notte tra il 28 e il 29 maggio, la Federazione Russa ha ripreso gli attacchi con droni su obiettivi civili e infrastrutturali in Ucraina, vicino al confine fluviale con la Romania», ha dichiarato il ministero della Difesa di Bucarest, definendo l’incursione – e dunque la violazione dello spazio aereo nazionale – «una grave e irresponsabile escalation».

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, annunciando un 21esimo pacchetto di sanzioni ha scritto su X: «La guerra di aggressione della Russia ha oltrepassato un altro limite. Un’incursione di droni russi ha colpito un’area densamente popolata in Romania, ferendo dei civili. Su territorio dell’Ue. Siamo pienamente solidali con la Romania e il suo popolo». Così la portavoce della Nato Allison Hart: «Condanniamo l’imprudenza della Russia e continueremo a rafforzare le nostre difese contro tutte le minacce, inclusi i droni».

Successivamente il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha reso noto di aver sentito con il presidente romeno Nicusor Dan: «Gli ho assicurato la piena solidarietà della Nato ed espresso vicinanza alle persone ferite nell’incidente. Ho ribadito che la Nato è pronta a difendere ogni centimetro del territorio alleato».

Meloni: «Atto gravissimo»

«Un atto gravissimo, che dimostra come questa guerra di aggressione non risparmi nessuno, continuando a colpire brutalmente civili innocenti, ignorando ogni limite e mettendo a rischio la sicurezza europea», ha dichiarato Giorgia Meloni: «La mia più profonda vicinanza e solidarietà va alle persone colpite, al Governo e a tutto il popolo romeno».

Netanyahu ordina all’IDF di prendere il controllo del 70 per cento di Gaza

In contrasto con quanto previsto dagli accordi di cessate il fuoco con Hamas in vigore da ottobre, Benjamin Netanyahu ha ordinato alle forze armate di Israele di prendere controllo del 70 per cento della Striscia di Gaza. È stato lo stesso primo ministro israeliano ad annunciarlo, nel corso di una conferenza stampa da un insediamento nella Cisgiordania occupata: «Stiamo attualmente soffocando Hamas. Ora controlliamo il 60 per cento del territorio della Striscia. Eravamo al 50, siamo passati al 60. La mia direttiva è di arrivare al 70 per cento».

Ucraina, ucciso il contractor italiano Alex Pineschi

È morto in Ucraina il contractor italiano Alex Pineschi. Lo ha annunciato l’associazione Memorial: «Il nostro amato fratello italiano Alex Pineschi, che prestava servizio in Ucraina come volontario, ha perso la vita sul campo di battaglia. Onore, gloria e gratitudine al nostro fratello». Originario di La Spezia, Pineschi ha prestato servizio nell’8° Reggimento Alpino dell’Esercito italiano e in seguito ha lavorato nel settore della sicurezza privata. Arrivato in Ucraina ad aprile, era entrato a far parte di un’unità droni chiamata “Team Green Badgers”: sarebbe stato ucciso assieme ai suoi compagni nella zona di Liman il 23 maggio 2026. Nel 2014 Pineschi si era recato nel Kurdistan iracheno di propria iniziativa, per aiutare a combattere l’Isis.

False fatture per il suo programma su Rete 4, indagata Michela Brambilla

Michela Vittoria Brambilla, deputata di Noi Moderati ed ex ministra del Turismo, è tra gli indagati di un’inchiesta della procura di Milano che ipotizza il reato di false fatturazioni per la realizzazione del programma televisivo Dalla parte degli animali, in onda dal 2017 su Rete 4. Perquisizioni della Guardia di Finanza a Roma, Torino e Roma: investigatori nella sede dell’Enci (Ente nazionale cinofilia italiana) e di tre società di produzione televisiva.

False fatture per il suo programma su Rete 4, indagata Michela Brambilla
Michela Vittoria Brambilla (Imagoeconomica).

Il reato ipotizzato dalla Procura di Milano

La Procura di Milano ipotizza che tra il 2020 e il 2026 ci sia stato un giro di false fatture per sponsorizzazioni, per un valore totale di 1,5 milioni di euro, di cui il 90 per cento sarebbe finito a Brambilla come compenso per la conduzione e il 10 per cento alla produzione. Gli indagati sono almeno sei. Oltre a Brambilla sono stati iscritti nel fascicolo, Espedito Massimo Muto, presidente dell’Enci, e gli amministratori delle società di produzione del programma, che è stato ideato dalla stessa Brambilla assieme a Silvio Berlusconi.

Il gruppo Sae completa l’acquisizione de La Stampa

Il gruppo Sapere Aude Editori (Sae), guidato da Alberto Leonardis, ha completato l’operazione di acquisizione del quotidiano La Stampa e dei rami d’azienda collegati da Gedi, gruppo da poco ceduto da Exor – società della famiglia Agnelli-Elkann – ai greci di Antenna. Per favorire l’operazione, il gruppo di Leonardis ha costituito una sub holding, Sae Piemonte – composta da Sae con il 51 per cento e Toto Holding con il 49 – finalizzata alla partecipazione di maggioranza nella società La Stampa Sae, che sarà proprietaria della testata.

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La Stampa Sae: Briolini ceo, Ceretti presidente

«Porteremo La Stampa ancora più al centro del panorama mediatico, innovando e valorizzando i suoi talenti, la sua tradizione e la sua identità. Questo traguardo è stato possibile soprattutto grazie all’impegno e alla professionalità dei giornalisti del nostro gruppo. Conoscendo la qualità di chi compone la redazione, non possiamo che guardare al futuro con fiducia, certi che ci attendano successi ancora più grandi», ha dichiarato Leonardis, presidente e ceo di Sae. Il ruolo di amministratore delegato di La Stampa verrà affidato a Massimo Briolini, mentre la carica di presidente sarà assunta da Paolo Ceretti (che ricopriva lo stesso incarico in Gedi). La Stampa Sae, si legge in una nota, «oltre ai rilevanti investitori del territorio, su azionisti di primo piano, fra i quali: Fondazione di Sardegna, Carimonte Holding, Sportcast, Reale Mutua e Toto Holding».

Sondaggi politici, la Supermedia: coalizioni appaiate, balzo di Futuro Nazionale

La Supermedia Agi/Youtrend del 28 maggio, basata su nove sondaggi sulle intenzioni di voto condotti da sei diversi istituti, risulta coerente con i risultati della recente tornata elettorale delle Comunali. Stabile al 28,4 per cento Fratelli d’Italia. Sale al 22,2 per cento il Partito democratico (+0,2), mentre scende al 12,3 per cento il Movimento 5 stelle (-0,3). Ferma a 8,2 per cento Forza Italia, mentre la Lega cala al 7 per cento (-0,3). Alleanza Verdi e Sinistra è data al 6,5 per cento (+0,1). Il dato più significativo è la crescita di Futuro Nazionale, che sale al 4 per cento (+0,4). Stabili Azione al 3 per cento e Italia Viva al 2,5 per cento. +Europa scende all’1,4 per cento (-0,2). Poi Noi Moderati all1,3 per cento (+0,1).

Sondaggi politici, la Supermedia: coalizioni appaiate, balzo di Futuro Nazionale
Elly Schlein e alle sue spalle sul maxischermo Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Per quanto riguarda le coalizioni, l’ultima Supermedia Agi/Youtrend non vede stravolgimenti nei rapporti di forza: vede infatti ancora appaiati campo largo e centrodestra, dati rispettivamente al 44,9 e al 44,8 per cento. Leggerissimo calo per entrambe le coalizioni: -0,2 per cento.

Tajani prova a smorzare sull’Ucraina: «Governo favorevole all’adesione all’Ue»

«Il governo è favorevole all’adesione dell’Ucraina all’Ue. Il problema è quello dei tempi, si sta studiando a livello europeo qual è la formula migliore. Ci sono tante proposte sul tavolo, però ripeto: bene l’Ucraina, noi li aiuteremo, ma è importante non mettere in un angolo l’adesione dei Balcani, che rappresentano per noi una priorità». Lo ha detto Antonio Tajani arrivando alla riunione informale dei ministri degli Esteri Ue a Cipro, smorzando le tensioni nella maggioranza.

L’accelerazione dopo la sconfitta di Orban in Ungheria

Negli ultimi giorni c’è stata un’accelerazione nel percorso di adesione dell’Ucraina (e della Moldavia) all’Ue. La proposta di aprire il primo gruppo di capitoli negoziali per i due Paesi dovrebbe essere presentata dalla Commissione al Consiglio Affari generali del 16 giugno. Poi si potrà esprimere il summit dei leader in programma il 18 e 19 dello stesso mese. La svolta, almeno per Kyiv, è arrivata dopo l’uscita di scena del filorusso Viktor Orban, sostituito come primo ministro ungherese da Peter Magyar, che nei prossimi giorni potrebbe incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Il duro comunicato della Lega contro l’Ucraina nell’Ue

«La Lega è assolutamente contraria a ogni ipotesi di adesione dell’Ucraina all’Unione europea. Oltre a non avere i requisiti necessari, che altri Paesi hanno o stanno per ottenere dopo anni di lavoro, Kyiv nella Ue rappresenterebbe un danno economico e sociale di enormi proporzioni»: questa la posizione del Carroccio, espressa in un comunicato dai toni decisamente più duri del solito. La nota aveva provocato la reazione delle opposizioni, con il Pd che aveva esortato Giorgia Meloni: «Sconfessi immediatamente i suoi alleati della Lega che continuano a perseguire una agenda filorussa. L’Ucraina non solo può e deve, ma sarà nell’Ue».

Tajani: «Per noi la priorità sono i Balcani»

Dopo il comunicato della Lega, Tajani – parlando a nome di Forza Italia e in generale della maggioranza – aveva replicato che il governo italiano è favorevole «all’avvio di un percorso che porti l’Ucraina all’interno dell’Unione europea». Il titolare della Farnesina aveva aggiunto: «Non dobbiamo dimenticare che ci sono altri Paesi candidati. Per noi la priorità sono i Balcani, fermo restando che l’Ucraina e la Moldavia devono avviare un percorso, devono anche combattere la corruzione, rispettare le regole per far parte dell’Ue». Anche per Fratelli d’Italia la linea resta quella del sostegno al percorso europeo di Kyiv, fermo restando che deve andare di pari passo con quello avviato da tempo dai Paesi balcanici.

Tajani prova a smorzare sull’Ucraina: «Governo favorevole all’adesione all’Ue»
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Gli Stati Uniti ripristinano le sanzioni contro Francesca Albanese

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha ripristinato le sanzioni nei confronti della relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi Francesca Albanese, che è stata di nuovo inserita nella blacklist Usa: per il momento non sono state rese note le eventuali nuove motivazioni.

La famiglia di Albanese aveva fatto causa all’Amministrazione Trump

A febbraio la famiglia di Albanese aveva presentato una causa contro l’amministrazione Usa per le sanzioni imposte all’esperta nel 2025 per la sua presunta «guerra economica e politica» contro gli Stati Uniti e Israele, sfruttando la cittadinanza americana di uno dei loro figli, benché ancora minorenne.

Cosa prevedono le sanzioni americane nei confronti di Albanese

Albanese accusa Israele di genocidio, posizione ribadita dall’esperta italiana nel corso di conferenze e incontri in giro per il mondo. In conseguenza delle sanzioni imposte ad Albanese, la relatrice Onu non può entrare nel territorio statunitense e non ha accesso nemmeno ai suoi conti bancari, dunque non ha facoltà di utilizzare le proprie carte di credito, potendosi affidare solo ai contanti.

Meloni: «Non possiamo dire agli italiani che ci sono soldi solo per la difesa»

«Non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa. E lo dico da persona che sostiene con forza la necessità che Italia ed Europa facciano di più per difendersi». Lo ha affermato Giorgia Meloni ospite di Mattino Cinque, parlando della trattativa con la Commissione Ue per ottenere flessibilità per le misure contro il caro energia. «Quando chiedi a qualcun altro di occuparsi della tua difesa poi lo paghi. Se di fronte alle crisi non siamo in grado di dare risposte ai cittadini e alle imprese rischiamo che non ci sia più niente da difendere in questa nazione. Bisogna cercare un equilibrio», ha aggiunto la premier.

Meloni: «Il costo del carburante è cresciuto meno che in Francia o Germania»

Meloni ha poi assicurato che i provvedimenti del governo in arrivo per scongiurare gli effetti della crisi energetica «saranno sempre puntuali», dicendo: «Ovviamente io comprendo la preoccupazione dei cittadini in questo periodo, è un po’ anche la mia preoccupazione, però voglio anche dire a quei cittadini che possono stare certi del fatto che il governo farà tutto quello che può e che deve per combattere le conseguenze delle crisi internazionali che noi stiamo vivendo». Per quanto riguarda il taglio delle accise, la presidente del Consiglio ha spiegato che «è stato un modo per impedire che esplodesse l’aumento dei prezzi», forse «una magra consolazione, ma da noi il costo del carburante è cresciuto sensibilmente meno di quanto non sia accaduto per esempio in Francia o in Germania».

Meloni: «Non possiamo dire agli italiani che ci sono soldi solo per la difesa»
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Sull’immigrazione: «Questo governo ha realizzato un cambio di passo totale»

La premier ha inoltre affrontato il tema dei migranti. «Questo governo ha realizzato un cambio di passo totale rispetto al passato, di fatto interrompendo una volta per tutte l’incremento incontrollato dell’immigrazione illegale, al quale noi assistevamo da anni. Abbiamo invertito la tendenza in modo drastico», ha affermato Meloni, aggiungendo: «Potremmo anche fare ancora meglio da subito se tutte le componenti dello Stato remassero nella nostra stessa direzione».