Altro che tregua energetica: ondata di attacchi russi sulle centrali termoelettriche ucraine

Nonostante l’annuncio di Donald Trump su una presunta tregua energetica tra Mosca e Kyiv, l’esercito russo nella notte ha condotto un’ondata di attacchi contro numerosi impianti ucraini. Il ministero della Difesa di Mosca ha reso noto di aver bombardato sei centrali termoelettriche, quattro nella regione di Kyiv e due in quella di Kharkiv. Volodymyr Zelensky, puntando il dito contro il Cremlino e parlando di «mancanza di rispetto mai vista prima» nei confronti di Trump, ha spiegato che gli impianti messi nel mirino dalla Russia sono stati molti di più.

La Russia ha lanciato 39 missili balistici e oltre 120 droni armati

«Stanotte i russi hanno impiegato 39 missili balistici e oltre 120 droni per un attacco mirato proprio al settore energetico, riguardo al quale il presidente degli Usa ha definito un cessate il fuoco», ha scritto Zelensky sui social: «Una tale mancanza di rispetto da parte della Russia verso gli Stati Uniti non si era mai vista prima». Il capo della Bankova ha poi spiegato che almeno 600 mila persone sono rimaste senza elettricità e che potrebbero verificarsi interruzioni ancora più estese. Oltre che nelle due regioni già citate, la società elettrica ucraina Ukrenergo riporta di blackout in quelle di Chernihiv, Sumy, Donetsk, Dnipropetrovsk, Khmelnytskyi e Zaporizhia. «Purtroppo, ci sono danni significativi in 26 elementi del nostro complesso energetico elettrico e in quattro siti del complesso petrolifero e del gas», ha aggiunto Zelensky, spiegando che gli ultimi raid hanno fatto morti e feriti, ha aggiunto. E poi: «Chiediamo al presidente Trump di imporre severe sanzioni alla Russia. Chiediamo all’America e a chiunque nel mondo di non chiudere un occhio sulla realtà di rispondere con forza».